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29 agosto 2013

numero 18

Settimanale della segreteria nazionale del Silp per la CGIL

PROSEGUE LA MOBILITAZIONE:SENZA PREVIDENZA SIAMO TUTTI PENALIZZATI

IN QUESTO NUMERO Previdenza complementare ­: Agenzia e lettera al Ministro della Pubblica Amministrazione ­ Impiego militari operazione di facciata ­ Amianto su elicotteri polizia? SILP CGIL chiede risposte al Viminale ­ La Repubblica : La Dia e Spending review al contrario ­ Immigrazione: 2300 agenti vigilano su Cie! ­ Sicurezza e soccorso in montagna: richiesta di incontro al Dipartimento per modifiche "Bozza regolamentare" ­ News e Circolari

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SILP CGIL: poliziotti esclusi da previdenza c o m p l e m e n ta r e (AGI) ­ Roma, 19 ago. ­ Il Silp per la Cgil ha chiesto al Ministro della Pubblica Amministrazione, Gianpiero D'Alia, "l'immediata attivazione delle procedure di concertazione con le rappresentanze per la costituzione del fondo di comparto e l'avvio della previdenza complementare" per il personale della Polizia di Stato. "La facoltà di aderire alla previdenza complementare ­ spiega Daniele Tissone, Segretario Generale del sindacato ­ è difatti preclusa per i circa 80mila appartenenti alla Polizia di Stato che necessiteranno di valutare, per mantenere un futuro adeguato tasso di sostituzione, se aderire o meno alla "previdenza complementare". "Questa forma di integrazione alla futura rendita pensionistica ­ sostiene Tissone ­ che prevede una contribuzione volontaria da rivalutare, viene sostanzialmente negata al personale a causa del mancato avvio della costituzione del fondo di categoria, un ritardo inescusabile e notevole, di ben 18 anni". Secondo Tissone "ciò produce un grave nocumento per coloro che volessero compensare il "gap" riduttivo che si profilerà nel tempo in particolare per i "neo assunti" ai quali non viene data, di fatto, l'opportunità di conferire il Tfs ai fondi pensione (commutandolo volontariamente in Tfr) e quindi aderire alla previdenza complementare".

Il personale della Polizia di Stato ­ ricorda il Silp­ Cgil ­ è oggi composto da 102.561 unità con una età media di 55 anni per i direttivi e di 45 anni per i restanti ruoli. La prevalenza del personale (circa l'80%) risulta inoltre immesso in ruolo oltre il 25 giugno 1982 (data di entrata in vigore della legge di riforma 121/81) risultando, così, destinatario del sistema misto o esclusivamente contributivo del futuro calcolo del trattamento pensionistico. "Per questo ­ conclude Tissone ­ si rende più che mai necessario un confronto urgente con l'attuale Governo".

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L a l e tte r a i n v i a ta i n d a ta 8 a g o s to 2 0 1 3 d a l S I L P C G I L al Ministro per la P.A. e l'Innovazione per l’avvio del procedimento di concertazione finalizzato alla costituzione ed alla disciplina della previdenza c o m p l e m e n ta r e Ill.mo Sig. Ministro, è noto che la Legge 335/1995, “Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare”, ha introdotto ­ per la liquidazione delle pensioni a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle altre forme sostitutive ed esclusive della medesima ­ un nuovo sistema contributivo, confermando il previgente sistema retributivo per i lavoratori con anzianità contributiva di almeno diciotto anni alla data del 31 dicembre 1995 e istituendo un regime misto per i lavoratori con anzianità contributiva inferiore a diciotto anni alla stessa data del 31 dicembre 1995 (art. 1 commi 6 e 12). E’altresì noto che il nuovo sistema pensionistico ­ che utilizza il criterio contributivo in sostituzione del retributivo ­ è risultato estremamente penalizzante per i dipendenti, avendo determinato una sostanziale diminuzione dell’ammontare percepibile a titolo di pensione. Anche per la mancata attuazione delle norme della stessa legge che prevedono il trattamento pensionistico complementare. Nel dettaglio. L’art. 2 della legge Dini ha previsto la <<trasformazione>>, per i lavoratori pubblici, dei trattamenti di fine servizio in trattamenti di fine rapporto, ossia la loro omogeneizzazione alle previsioni dell'art. 2120 cod. civ. (comma 5), demandando alla contrattazione collettiva nazionale la relativa disciplina e i relativi adeguamenti della struttura retributiva e previdenziale, anche ai fini dell’attuazione della c.d. previdenza complementare (comma 6), e ciò anche per i lavoratori già occupati al 31 dicembre 1995 (comma 7). Le c.d. forme di previdenza complementare per l’erogazione di trattamenti pensionistici complementari del sistema obbligatorio pubblico sono state introdotte dal D. Lgs. 21 aprile 1993, n. 124 per i lavoratori, sia privati che pubblici (art. 2 lettera a). Il citato Decreto ne ha demandato l’istituzione, quanto al personale pubblico, ai contratti collettivi e, per il personale non contrattualizzato, ossia in regime di diritto pubblico, alle norme dei rispettivi ordinamenti (art. 3 comma 2). Disposizioni analoghe sono state poi dettate dal D. Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252 che ha riformulato la disciplina delle forme di previdenza complementare. Per il personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, il D. Lgs. 12 maggio 1995, n. 195, ha rinviato la disciplina del rapporto di lavoro, ivi compreso il trattamento di fine rapporto e le forme pensionistiche complementari, rispettivamente alla contrattazione collettiva (per le forze di polizia a ordinamento civile: art. 3) e a procedure di concertazione (per le forze di polizia a ordinamento militare: art. 4 e per le forze armate: art. 5). Le procedure di concertazione sono regolate dall'art. 7 del D. Lgs. n. 195 del 1995 (come modificato dal D. Lgs. 31 marzo 2000, n. 129). Avviate dal Ministro della funzione pubblica (ora Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione), con il coinvolgimento, rispettivamente, delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative per il personale delle forze di polizia a ordinamento civile, e del Comitato centrale di rappresentanza (COCER) interforze. ........segue pagina successiva

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....segue da pagina precedente Queste procedure hanno inizio contemporaneamente e si sviluppano con carattere di contestualità nelle fasi successive, ivi compresa la sottoscrizione dell'ipotesi di accordo sindacale (per le forze di polizia a ordinamento civile) e dello schema di provvedimento (per il personale delle forze armate e di polizia a ordinamento militare), anche con convocazioni congiunte delle delegazioni di parte pubblica, dei rappresentanti dello Stato Maggiore della Difesa, dei Comandi generali dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza e dei COCER e delle organizzazioni sindacali rappresentative sul piano nazionale delle forze di polizia ad ordinamento civile. L'ipotesi di accordo economico collettivo e lo schema di provvedimento, corredati dai prescritti prospetti (che indicano personale interessato, costi unitari, oneri riflessi del trattamento economico, quantificazione complessiva della spesa, diretta ed indiretta), esaminate le eventuali osservazioni, sono approvati dal Consiglio dei Ministri, che autorizza la sottoscrizione degli accordi e fissa i contenuti dello schema di provvedimento, successivamente <<recepiti con i decreti del Presidente della Repubblica di cui all'articolo 1, comma 2, per i quali si prescinde dal parere del Consiglio di Stato>>. L’art. 26, comma 20, della legge finanziaria 23 dicembre 1998, n. 448, con norma d’interpretazione autentica, ha chiarito che compete alle procedure di negoziazione e concertazione testé illustrate la definizione, per il personale delle forze di polizia a ordinamento civile e militare e delle forze armate, della disciplina del trattamento di fine rapporto e l’istituzione di forme di previdenza complementare. L'art. 67 del D.P.R. 16 marzo 1999, n. 254 ha ribadito che le procedure di negoziazione e concertazione, in prima applicazione, provvedono a definire (salva la volontarietà dell'adesione ai fondi pensione): <<a) la costituzione di uno o più fondi nazionali pensione complementare per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare ... anche verificando la possibilità di unificarlo con analoghi fondi istituiti ai sensi delle normative richiamate per i lavoratori del pubblico impiego; b) la misura percentuale della quota di contribuzione a carico delle Amministrazioni e di quella dovuta dal lavoratore, nonché la retribuzione utile alla determinazione delle quote stesse; c) le modalità di trasformazione della buonuscita in trattamento di fine rapporto, le voci retributive utili per gli accantonamenti del trattamento di fine rapporto, nonché la quota di trattamento di fine rapporto da destinare a previdenza complementare>>. Ill.mo Sig. Ministro, il SILP PER LA CGIL è un’organizzazione sindacale costituita da appartenenti alla Polizia di Stato in attività di servizio, è dotata di rappresentatività e, per quanto ivi d’interesse, è portatrice e titolare di un interesse concreto, attuale e direttamente tutelabile in ordine all'avvio e conclusione dei procedimenti <<negoziali>> di cui si discute. Lo scrivente sindacato, sollecitato da più parti e dai propri iscritti, avverte da tempo la necessità e l’urgenza di intraprendere il necessario iter di costituzione del c.d. II pilastro previdenziale. Ritiene pertanto improcrastinabile l’avvio del procedimento di concertazione, a tutela delle legittime aspettative dei propri iscritti e dei dipendenti tutti. Per questi motivi, il SILP PER LA CGIL, con la presente CHIEDE Alla S.V. di disporre tempestivamente l’avvio del procedimento di concertazione finalizzato ­ mediante l’adozione degli atti a ciò idonei e sopra menzionati ­ alla costituzione ed alla disciplina della previdenza complementare.

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SILP CGIL: Impiego militari operazione di facciata, i n v e s ti r e p i ù r i s o r s e n e i p r e s i d i s u l te r r i to r i o Roma, 13 ago. (TMNews) ­ "L`utilizzo dell`Esercito nell`ambito dell' operazione "Strade Sicure" per il controllo del territorio con circa 4000 militari impiegati in attività di pattugliamento non produce, sul versante della sicurezza, un'efficace opera di reale controllo del territorio". E' quanto afferma il Segretario Generale del Silp Cgil (Sindacato Italiano Lavoratori Polizia della Cgil) Daniele Tissone. "Se si vuol garantire un reale controllo, che è soprattutto fatto di conoscenza, e non di sola occupazione momentanea del territorio occorre rinvigorire, rafforzandola, la presenza "ordinaria" delle forze dell'ordine nei centri urbani, specie in quelli a maggior rischio. I costi di una tale operazione potrebbero infatti, ­ afferma Tissone ­ venire utilizzati per operazioni a carattere permanente attraverso il rafforzamento degli attuali presidi di sicurezza costituiti da uffici di polizia quali questure e commissariati.

Sopprimere gli uffici di polizia per mancanza di personale convogliando risorse per operazioni straordinarie ­ conclude il segretario del Silp Tissone ­ va in controtendenza con una mirata politica di contrasto al crimine nel nostro Paese. In questo senso il Silp­Cgil non smetterà mai di denunciare i tagli alle risorse soprattutto quando essi prevedono il "ridimensionamento" dei presidi in particolare nelle aree del Paese più esposte al rischio criminalità".

Amianto su elicotteri polizia? SILP CGIL chiede risposte a Viminale

Roma, 14 ago. (TMNews) Il sindacato di polizia Silp­Cgil chiede al Ministro dell'Interno Angelino Alfano di avviare accertamenti per verificare se esiste un rischio amianto sui velivoli in uso alle forze di polizia dopo le notizie recentemente apparse sulla stampa che denuncerebbero la presenza di amianto o materiali pericolosi a bordo di velivoli in uso a militari e forze dell'ordine. Lo riferisce il

Segretario Generale del Silp Cgil, Daniele Tissone. In particolare, il Silp Cgil chiede al Ministero dell'Interno "se anche i modelli in uso alle forze di polizia contengano asbesto e se gli equipaggi fossero mai stati informati della presenza dell'amianto a bordo degli elicotteri come dei rischi alla salute ai quali essi erano o sono eventualmente esposti nè, tantomeno, delle misure di sicurezza che avrebbero dovuto adottare in tal caso". "Nell' auspicare una immediata verifica tesa a scongiurare una simile ipotesi, qualora venisse confermata una presenza dei materiali in questione ­ conclude Tissone ­ il Silp Cgil chiede al Ministero di mettere in atto, nel più breve tempo possibile, ogni possibile azione per garantire la massima tutela della salute del personale che opera presso i reparti volo"

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L a D i a e l a s p e n d i n g r e v i e w a l c o n tr a r i o : c a m b i a s e d e e l o S ta to p a g h e r à d i p i ù

Le tre sedi: la vecchia in via Cola di Rienzo, la nuova in via Sicilia e quella 'snobbata' in via Cesalpina

L'incredibile caso: la Direzione investigativa antimafia lascia il palazzo in via Cola di Rienzo per spostarsi in via Sicilia. E se oggi pagava 650mila euro, il nuovo affitto è di 770mila, che passa a carico del ministero. Oltre al danno la beffa: snobbata palazzina confiscata alla mafia che, una volta ristrutturata, sarebbe stata a costo zero di ALBERTO CUSTODERO

ROMA ­ Si trasferisce la sede storica della Dia di Roma, quella dalla quale nel '94 partirono gli uomini che notificarono l'avviso di garanzia a Berlusconi al G8 di Napoli. Ma l'affitto della nuova sede è più costoso della precedente: e così il Viminale inaugura la "spending di più". Spostando gli uffici del Centro operativo romano dalla palazzina di via Cola Di Rienzo 27 in quelli di via Sicilia 194, il ministero dell'Interno pagherà, infatti, un affitto più caro. Senza contare che la Divisione investigativa antimafia ha rinunciato a insediarsi in una palazzina del centro che la stessa Dia ha sequestrato a un boss. E che quindi sarebbe stata gratis, oltreché di enorme valore simbolico per il fatto che la Dia fosse ospitata negli uffici confiscati ai boss. Ecco i fatti. Qualche mese fa scade il contratto di affitto della sede operativa storica di via Cola di Rienzo, l'edificio, di proprietà del Vaticano, ha un costo di locazione di 650mila euro, ma la Finanziaria ­ in forza della spending review, quella che fa risparmiare la Pa ­ impone una riduzione del 15% quando c'è da rinnovare una locazione con la pubblica amministrazione. Quindi da 650mila l'affitto si sarebbe ridotto di 97mila euro, assestandosi intorno a 550mila euro. La Dia, invece, che gode di una autonomia di bilancio, che cosa fa? Decide di trasferirsi in via Sicilia 194, in una palazzina che la Srl proprietaria, la Agricola Lieta, affitta al Demanio in cambio di una pigione di 640mila euro annui più Iva, dunque 770 mila euro lordi. Un'operazione che è subito stata battezzata dai sindacati di polizia come "spending di più". L'ALTRA INCHIESTA Viminale, tagli e sprechi Ma sono i sindacati della Silp Cgil ­ che anche per questo nei giorni scorsi hanno protestato davanti al Viminale ­ a denunciare un ulteriore scandalo. "Perché la Dia non va in una palazzina che è stata ....segue pagina successiva

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...segue da pagina precedente sequestrata in seguito alle nostre indagini in via Cesalpino, in pieno centro storico ?", è l'appello di Daniele Tissone, segretario Silp Cgil. Si tratta di un immobile (le procedure di confisca si concluderanno entro un paio di mesi) che risultava di proprietà dell'immobiliarista Federico Marcaccini, indagato dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta "Overloading" avviata nel novembre del 2010 contro un vasto giro di narcotraffico internazionale. Prima del sequestro, quella palazzina stile liberty era affittata all'università La Sapienza. "Per ristrutturare questo immobile ­ spiega ancora Tissone ­ basterebbero due anni dell'affitto di via Sicilia 194, dopodiché la struttura diventerebbe di proprietà e quindi a costo zero per l'amministrazione. Affittando la palazzina dell'Agricola Lieta, al contrario, in dieci anni si sperperano 7 milioni e settecentomila euro. Bell'affare per il Viminale".

La protesta del sindacato di polizia Silp Cgil davanti al Viminale nei giorni scorsi per l'increbibile vicenda della sede della Dia. La Direzione investigativa antimafia lascerà la sede in via Cola di Rienzo per spostarsi in via Sicilia. E se oggi pagava 650mila euro, il nuovo affitto è di 770mila, che passa a carico del ministero. Oltre al danno la beffa: snobbata palazzina confiscata alla mafia che, una volta ristrutturata, sarebbe stata a costo zero

La soluzione di via Cesalpino è stata addirittura caldeggiata dal capocentro della Dia di via Cola di Rienzo, il colonnello dei carabinieri Gregorio De Marco, al direttore nazionale della struttura antimafia, prefetto Arturo De Felice. "L'edificio in questione ­ scrive il colonnello De Marco al suo superiore ­ appare compatibile con le esigenze di questo Centro". Questa soluzione, segnala ancora l'ufficiale dell'Arma, costituirebbe un indiscutibile affare per la pubblica amministrazione che disporrebbe di un edificio gratuitamente. Ma il direttore della Dia è irremovibile. Interpellato da Repubblica, dà la sua versione dei fatti. "In via Cola di Rienzo ­ spiega ­ eravamo sotto sfratto, e la società vaticana ci aveva chiesto un aumento di affitto. ...segue pagina successiva

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...segue da pagina precedente Andando in via Sicilia, il costo dell'affitto passa a zero, nessuno paga più l'affitto. La palazzina di via Cesalpino, infine, non risulta ancora confiscata, inoltre ha un elevato costo di ristrutturazione". A smentire De Felice ­ a proposito di un rialzo dell'affitto di via Cola di Rienzo ­ è lo stesso suo sottoposto, colonnello De Marco, che in una missiva gli scrive: "I responsabili dell'Apsa, l'ente vaticano proprietario, sono disponibili a una rinegoziazione vantaggiosa dell'attuale canone corriposto". E a smentire ancora De Felice ­ a proposito del fatto che in via Sicilia l'affitto sia zero ­ è lo stesso amministratore della Agricola Lieta: "Noi incassiamo dal Demanio un affitto di 640mila euro più Iva", precisa il socio della Srl Sabatino Gianni. Tira le somme (è il caso di dirlo), il segretario Silp Cgil. "In sostanza ­ spiega Tissone ­ l'affitto in via Sicilia non grava più sul bilancio della Dia, ma su quello del ministero delle Finanze: in questo modo risparmia la divisione investigativa antimafia. Ma la pubblica amministrazione, ovvero il contribuente, fa un pessimo affare". L'incredibile caso della "spending di più" del Viminale è approdata anche in Parlamento. "Farò un'interrogazione al ministro per capire cosa sia successo", fa sapere il deputato democratico Emanuele Fiano. "Da oltre un anno ­ commenta la deputata Pina Picierno, responsabile per il Pd dell'antimafia ­ stiamo assistendo ad uno spettacolo per niente edificante attorno agli appalti del Viminale. Enormi sacchedi spreco nel bel mezzo di una crisi fortissima, mentre il personale è costretto a sacrifici che solo l'alto senso del dovere delle nostre forze dell'ordine rende accettabili". "Mi allarma profondamente ­ ha aggiunto Picierno ­ l'idea che funzionari dello Stato possano, con la loro negligenza, favorire interessi privati in campo edilizio a scapito della valorizzazione delle risorse esistenti privando la Direzione Investigativa Antimafia di risorse preziose".

E sulla vicenda interviene anche don Luigi Ciotti. Il fondatore di Libera spera che si trovi una soluzione. "Che una delle realtà fondamentali del contrasto alle mafie abbia "testa e cuore" in uno stabile sequestrato alla criminalità organizzata ­ dice don Ciotti ­ ci sembra infatti non solo un segno dell'efficacia della sua attività investigativa, ma di quella legge sulla confisca e l'uso sociale dei beni che ha saputo in molti casi saldare l'aspetto repressivo della lotta alle mafie col cambiamento culturale e il beneficio economico d'intere nostre comunità".

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Immigrazione: SILP CGIL, ogni giorno 2.300 a g e n ti v i g i l a n o s u C i e , r i p e n s a r e s i s te m a (ANSA) ­ ROMA, 28 AGO ­ Oltre 20mila migranti sono sbarcati sulle coste italiane nei primi otto mesi del 2013, dato che supera ampiamente quello registrato in tutto lo scorso anno. Si tratta di numeri che richiedono un forte impegno degli operatori di polizia: in questo momento oltre mille agenti sono impiegati nei trasferimenti e nei rimpatri, mentre oltre 2.300, coadiuvati dall'esercito, vigilano quotidianamente su Cie e Cara con un rapporto di 1 a 80 tra operatori ed ospiti. E' quanto segnala Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp­Cgil.

Intanto, oggi al Viminale si e' svolta una riunione ­ presieduta dal capo della Direzione centrale immigrazione del Dipartimento di Pubblica sicurezza, Giovanni Pinto ­ dei responsabili della vigilanza dei 13 Cie per un punto sulla situazione ed un'analisi delle criticita' emerse.

emergenza alle sole forze di polizia. Va ripensato l'impiego degli operatori che, giornalmente, sono costretti a fronteggiare ogni genere di disagio rischiando la propria incolumita". Occorre pertanto, aggiunge, "attivare idonei strumenti di cooperazione internazionale nonche' un intervento coordinato tra le istituzioni che riduca, sempre piu', la presenza delle forze di polizia, situazione che comporta, peraltro, una riduzione del personale presso gli ordinari presidi di polizia presenti nelle regioni interessate al fenomeno degli sbarchi".

Secondo Tissone, "se e' vero che l'emergenza del 2011 e' ancora lontana, va detto che circa l'80% dei migranti e' composto da profughi che, come noto, necessitano di maggiore assistenza e non si puo' continuare a far gestire una simile

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Nota del SILP CGIL al Dipartimento sui servizi di sicurezza e soccorso in montagna, stagione i n v e r n a l e 2 0 1 3 ­2 0 1 4 Il Silp Cgil sollecita la richiesta d’incontro ministeriale per modificare la “bozza regolamentare” e chiede l’immediato stralcio, dalla recente circolare organizzativa, della parte attinente ai criteri di scelta del personale, in quanto riferiti al regolamento relativo alla stagione invernale precedente. chiesto un confronto per poter formulare le proprie osservazioni in merito ai contenuti di una “bozza” che la nostra O.S. ritiene debba essere assolutamente modificata, così come esplicitato con successiva nota nr. 171/P/2013 del 18.07.2013.

Di seguito la nota inviata al Dipartimento il giorno 28 agosto: Con riferimento alla nota nr. 557/RS/01/2/1/7148 del 21.08.2013, pur riconoscendo l’esigenza dell’Amministrazione di avviare la procedura relativa alla raccolta delle domande d’impiego da parte del personale specializzato interessato ad essere impiegato per garantire i servizi di sicurezza e soccorso in montagna per la stagione invernale 2013/2014, riteniamo inopportuna e non rispettosa del percorso sindacale in atto, la scelta di indicare nella circolare stessa, di fare ricorso alla procedura di selezione del personale adottata nella stagione invernale 2012/2013 secondo i criteri di cui alla circolare 559/A/1/130.2.2.2.1/23055 del 08.10.2012.

Pertanto, la scelta di veicolare agli uffici periferici l’indicazione organizzativa di far riferimento, pur nelle more della definizione del nuovo Regolamento, alla circolare relativa alla stagione invernale trascorsa, a nostro parere, deve essere rideterminata tenendo conto della procedura consultiva in atto. Tenendo presente quanto sopra esplicitato, oltre a sollecitare il confronto richiesto, il SILP CGIL chiede l’immediata modifica della circolare richiamata, stralciando la parte relativa all’individuazione dei criteri di selezione del personale specializzato.

Com'è noto a codesto Ufficio, il SILP CGIL, con nota 166/P/2013 del 15.07.2013 ha

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N EW S e C I R C OL A R I

Agenti 186° corso ­ Decreto graduatoria finale e tirocinio pratico per la versione web: clicca qui

Tecnici: avvio procedure relative allo scrutinio per la promozione per la versione web: clicca qui

Servizi di sicurezza e soccorso in montagna nella stagione invernale 2013 ­ 2014 per la versione web: clicca qui

Missioni: L'Ufficio per le Relazioni Sindacali del Dipartimento della P.S., facendo seguito alla nota del 7 agosto 2013 relativa al trattamento tributario per rimborso forfetario e mancato pasto, ha trasmesso in data 9 agosto 2013 una comunicazione che ne rettifica il contenuto, significando che l'imponibilità fiscale ­ per come chiarito dall'Agenzia dell'Entrate ­ sarà attuata solo sul rimborso per mancato pasto e non anche per il il rimborso forfetario, diversamente da come era stato disciplinato con la circolare del 21 dicembre 2012. per la versione web: clicca qui

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