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Rubriche Surveys

Piana degli Albanesi preziose tradizioni precious traditions

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pag. 2 In breve > Briefly

> a cura di Sara Ridolfo pag. 8 Libri > Books

Natale Slow Food Slow Food Christmas

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pag. 12 Attualità > News

> a cura di Sara Ridolfo I consigli di Sikania Sikania advices

Taormina shopping

La rinascita di Messina The renaissance of Messina

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pag. 58 Dove mangiare > Where to eat pag. 59 Dove dormire > Where to sleep pag. 60 Ristorante > Restaurant La Locanda del Colonnello

pag. 62 Albergo > Hotel

Il mito in Sicilia XIX Myth in Sicily XIX

Villa Zina Park Hotel

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Tesori nascosti Hidden treasures L’officina del tempo > The workshop of time di Anna Gelsomino

pag. 50

Tradizioni Siciliane Sicilian traditions Orvu di l’occhi > Blind me di Sara Favarò

pag. 54

Copertina > Cover: ph. Mariano Brusca Un sacro cuore Arbëreshë > A sacred Arbëreshë heart


IN BREVE>BRIEFLY

Sergio Cammariere si fa in tre Saranno tre gli appuntamenti in Sicilia con Sergio Cammariere, raffinato cantautore e pianista talentuoso, che a dicembre porterà in tour Cantautore Piccolino, l’ultima raccolta di canzoni, elegante miscela di sonorità sudamericane e jazz, che contiene i suoi maggiori successi più due brani inediti. Gli appuntamenti sono per il 27 dicembre a Marsala, al Teatro Impero; il 28 a Palermo, al Teatro Al Massimo e il 29 a Catania, al Teatro Metropolitan. Informazioni: tel. 095 7222327 - www.musicaesuoni.it

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Three soirees with Sergio Cammariere > There will be three dates in Sicily with Sergio Cammariere, a refined singer and songwriter and a talented pianist, who in December will be bringing on tour Cantautore Piccolino, his latest collection of songs, an elegant mixture of South American sonorities and jazz, which contains his greatest hits plus two new pieces. The dates are 27 December in Marsala, at the Teatro Impero; 28 December in Palermo, at the Teatro Al Massimo; and 29 December in Catania, at the Teatro Metropolitan. Information: tel. 095 7222327 - www.musicaesuoni.it

Capodanno a Catania con il premio Oscar

Corsi di scrittura Fattesto, società che si occupa di scrittura, servizi per l’editoria e creatività, organizza per il 2009 lezioni individuali o per piccoli gruppi di scrittura o editoria. Le lezioni riguarderanno sia il settore creativo, legato alla narrativa, sia il settore professionale, legato alle fasi di produzione del libro. Informazioni: www.fattesto.it info@fattesto.it

Grande evento per il capodanno 2009: il premio Oscar Nicola Piovani dirigerà l’orchestra del catanese Teatro Massimo Bellini in un grandioso concerto che ha in programma una selezione di musiche da lui scritte per alcuni film di grandi registi italiani. Naturalmente non mancheranno le musiche dei film della felice collaborazione con Benigni, Pinocchio e La vita è bella, che fecero ottenere a Piovani l’ambito riconoscimento dell’Academy per la miglior colonna sonora. Informazioni: 095 7150921 www.teatromassimobellini.it

Writing courses

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New Year’s Eve in Catania with the Oscar prize > A big event for New Year’s Eve 2009: the Oscar-winner Nicola Piovani will be conducting the orchestra of the Teatro Massimo Bellini in Catania in a grandiose concert with a selection of music written by him for films by great Italian directors. Of course there will be the music of the films of the happy collaboration with Benigni, Pinocchio and Life is beautiful, thanks to which Piovani won the prestigious recognition of the Academy for the best soundtrack. Information: 095 7150921 - www.teatromassimobellini.it

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Fattesto, a society that deals with writing, services for the book industry and creativeness, for 2009 is organising individual lessons or ones for small groups on writing or the book industry. The lessons will concern both the creative sector, linked to fiction, and the professional sector, linked to the phases of book production. Information: www.fattesto.it info@fattesto.it


IN BREVE>BRIEFLY

Torna alla luce l’antico monastero nel cuore del Parco dell’Etna

Sono state riportate alla luce le originarie strutture dell’antico monastero benedettino di San Nicolò La Rena a Nicolosi, città in cui ha sede l’Ente Parco dell’Etna. I lavori di indagine, svolti nell’ambito di Salvalarte2008 Sicilia (campagna itinerante di Legambiente utile a promuovere la tutela dei beni culturali dell’Isola), hanno rivelato il complesso architettonico risalente al XII secolo. «Le strutture riportate alla luce - ha sottolineato il commissario straordinario dell’Ente Parco, Ettore Foti - preludono a una realtà di grande interesse storico. La conoscenza delle antiche strutture del monastero, in parte crollate, in parte sepolte durante l’eruzione del 1669, servirà a valutare una possibile riabilitazione funzionale per la pubblica fruizione, nel rispetto dell’integrità storica e culturale del luogo». Informazioni: www.parcoetna.ct.it - www.salvalartesicilia.it

The old monastery in the heart of the Etna Park comes to light once again > The original structures of the old Benedictine monastery of San Nicolò La Rena at Nicolosi, the town where the headquarters of the Etna Park body are, have been brought to light. The investigation work, carried out in the framework of Salvalarte2008 Sicilia (an itinerant campaign run by Legambiente for promoting tutelage of the cultural heritage on the island), has revealed the architectural complex dating from the 12th century. “The structures brought to light,” stressed the commissar extraordinary of the Park body, Ettore Foti, “prelude a reality of great historical interest. Knowledge of the old structures of the monastery, partly collapsed, and partly buried during the 1669 eruption, will serve to appraise a possible functional rehabilitation for public use, with full respect for the historical and cultural integrity of the place.” Information: www.parcoetna.ct.it www.salvalartesicilia.it

Divina Commedia in dialetto > La Divina Commedia di Dante Alighieri, uno dei massimi capolavori della letteratura mondiale, andrà in scena a Catania in una veste insolita: alcuni grandi poeti siciliani hanno tradotto in dialetto i versi della Commedia in una trasposizione che colora l’immaginario dantesco. L’iniziativa, che fa parte della rassegna teatrale “Gesti” curata da Guglielmo Ferro, è in collaborazione con l’Università di Catania. L’appuntamento è per il 16 gennaio alle 21 nel suggestivo scenario delle ex cucine del monastero dei Benedettini di Catania. Informazioni: tel. 095 7809476 - www.gesti.org The Divine Comedy in dialect > Dante Alighieri's Divine Comedy, one of the greatest masterpieces of world literature, will be staged in Catania in an unusual form: some great Sicilian poets have translated into dialect the verses of the Comedy in a transposition that colours Dante's imagination. The initiative, in the framework of the theatrical festival “Gestures” handled by Guglielmo Ferro, is a collaboration with the University of Catania. The appointment is for 16 January at 9 pm in the charming setting of the former kitchens of the Benedictine monastery in Catania. Information: tel. 095 7809476 - www.gesti.org

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IN BREVE>BRIEFLY

Dalla più grande necropoli ellenica al nuovo parco archeologico di Himera Gli scavi archeologici a Himera (Termini Imerese, PA) hanno messo in luce la più grande necropoli ellenica mai scoperta in Sicilia. Una scoperta che ha spinto l’assessore regionale ai Beni Culturali, Antonello Antinoro, a dichiarare che «nascerà il parco archeologico di Himera e la vecchia stazione di Buonfornello diverrà uno spazio museale». Gli scavi, intanto, hanno già portato alla luce ben cinquecento tombe e lo studio antropologico dei cadaveri ha fornito delle preziose indicazioni sulle condizioni di vita degli Imeresi, abitudini alimentari, malattie, modalità di deposizione dei cadaveri. Interessanti le sepolture dei neonati (circa il 25-30%), i cui resti venivano posti entro anfore accompagnati spesso da oggetti come i guttus, vasetti di terracotta con beccuccio simili a biberon. Il materiale rinvenuto è stato trasferito nel vicino Antiquarium di Himera. Informazioni: tel. 091 8140128; orari: lun-sab 9-16.30, dom. e fest. 9-13; ingresso 2 €.

Tutta Sinagra attraverso il Percorso dei Presepi Sinagra, piccolo e delizioso comune sui Nebrodi, ricco di storia e di arte, darà vita dal 16 dicembre al 6 gennaio alla quarta edizione del Percorso dei Presepi. La manifestazione, organizzata dall’Associazione turistica Pro Loco in collaborazione con il Comune, coinvolge tutta la comunità locale, diventando occasione di aggregazione sociale e culturale. Anche i turisti gradiscono l’iniziativa che, di presepe in presepe, li conduce alla scoperta del piccolo centro montano. Informazioni: tel. 0941 595018;www.prolocosinagra.it; prolocosinagra@tiscali.it

From the biggest Hellenic necropolis to the new Himera archaeological park > The archaeological excavations at Himera (Termini Imerese, Palermo province) have brought to light the biggest Hellenic necropolis ever discovered in Sicily. It is a discovery that has led the Regional Minister for the Cultural Heritage, Antonello Antinoro, to declare that “the Himera archaeological park and the old Buonfornello station will become a museum space.” In the meantime, the excavations have already brought to light no fewer than five hundred graves, and anthropological study of the bodies has furnished some precious indications on the conditions of life of the people of Himera, alimentary habits, illnesses, and modalities of burial of the dead. Something particularly interesting is the burial of newborns (around 25-30%), whose remains were put in amphoras often accompanied by objects like guttuses, terracotta pots with a lip similar to a baby’s bottle. The recovered material has been transferred to the nearby Antiquarium at Himera. Information: tel. 091 8140128; opening times: Mon-Sat 9-4.30, Sun and hols 9-1; admission 2 €.

All Sinagra through the Crib Itinerary > Sinagra, a small and delightful commune in the Nebrodi, rich in history and art, from 16 December to 6 January will be running the fourth Crib Itinerary. The event, organized by the Pro Loco tourist association in collaboration with the Council, involves the whole local community, becoming an occasion of social and cultural aggregation. Tourists too appreciate the initiative that, from crib to crib, leads them to discover this small mountain place. Information: tel. 0941 595018; www.prolocosinagra.it; prolocosinagra@tiscali.it

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IN BREVE>BRIEFLY

Il 27 gennaio prossimo arriva al Teatro Metropolitan di Palermo Bolero - serata d’autore, coreografia del Balletto di Roma, storica compagnia italiana di danza indipendente. Lo spettacolo, che vanta la direzione artistica di Walter Zappolini, comprende, in quattro quadri, quattro lavori di altrettanti coreografi, tutti capaci di emozionare: Turnpike, ovvero tutti i percorsi possibili di Mauro Bigonzetti; Noon di Eugenio Scigliano; Il racconto del mito di Milena Zullo e il Bolero di Ravel coreografato da Fabrizio Monteverde. Informazioni: tel. 091 6887513 - www.teatrometropolitan.it; www.ballettodiroma.com

Bolero al Metropolitan Bolero at the Metropolitan > On 27 January at the Teatro Metropolitan in Palermo there will be Bolero - an artistic soiree, choreography by the Rome Ballet, a historic Italian independent dance company. The show, which boasts of artistic direction by Walter Zappolini, includes, in four tableaux, four works by four choreographers, all exciting: Turnpike, i.e. all the possible pathways by Mauro Bigonzetti; Eugenio Scigliano’s Noon; The story of the myth by Milena Zullo and Bolero by Ravel choreographed by Fabrizio Monteverde. Information: tel. 091 6887513 - www.teatrometropolitan.it; www.ballettodiroma.com

Menu a due passi Una catena di ristoranti a basso impatto ambientale: è la filosofia del “menu a due passi” della Romantik Hotels & Restaurant, con gli ingredienti comprati nei dintorni del locale per ridurre le emissioni di anidride carbonica relative ai trasporti. In Sicilia aderisce all’iniziativa la prestigiosa Locanda Don Serafino di Ragusa Ibla. Informazioni: tel. 0932 248778 www.locandadonserafino.it

Two-step menus A chain of restaurants with low environmental impact: this is the philosophy of the “two-step menu” of Romantik Hotels & Restaurant, with ingredients bought in the environs of the restaurant to reduce the emission of carbon dioxide relating to transport. In Sicily the prestigious Locanda Don Serafino at Ragusa Ibla is adhering to the initiative. Information: tel. 0932 248778 www.locandadonserafino.it

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Jocelyne Montpetit al Teatro Libero Dal 7 al 10 gennaio al Teatro Libero di Palermo andrà in scena Faune..., spettacolo di Jocelyne Montpetit, coreografa ed interprete tra le più interessanti ed intense del panorama canadese d’oggi. Nello spettacolo - insieme con Francesco Capitano - la Montpetit “intrattiene intime corrispondenze con i sogni e le realtà del fauno, con il suo desiderio di trascendenza, il suo senso di perdita d’illusioni, la sua nostalgia, il suo fondersi con la materia, sino a scomparire, sino all’evanescenza”. Informazioni: tel. 091 6174040 www.teatroliberopalermo.com

Jocelyne Montpetit at the Libero > From 7 to 10 January at the Teatro Libero in Palermo there will be Faune..., a show by Jocelyne Montpetit, among the most interesting and intense choreographers and interpreters in the Canadian panorama today. In the show - together with Francesco Capitano Montpetit “sets up intimate correspondences with the dreams and realities of the faun, with its desire for transcendence, its sense of loss of illusions, its nostalgia, its blending with matter, to the point of disappearing, down to evanescence. Information: tel. 091 6174040 www.teatroliberopalermo.com


IN BREVE>BRIEFLY

Due belle iniziative al Teatro “Pippo Spicuzza” a Palermo: a partire dal 21 dicembre andrà in scena La paura non c’è più, spettacolo con Lupo Lucio e la Principessa Odessa, protagonisti - amatissimi dai bambini - della “Melevisione”, il fortunato programma in onda su RaiTre che ha riportato nelle case il mondo fiabesco dei bambini (ingresso 12 €). Il 9 e 10 gennaio, invece, sarà protagonista Gioele Dix con Dixplay, spettacolo che propone alcuni dei suoi fortunati personaggi, quali “il viaggiatore” che disserta con pignoleria sulle targhette dei treni; “il professore argentino”, e ovviamente - il ben noto “automobilista sempre costantemente in…zzato” (ingresso 22 €). Due serate all’insegna del divertimento, per ridere dei nostri stessi vizi. Informazioni: tel. 091 6374626 - www.tickettiamo.it

At the Teatro Spicuzza there come Melevisione and Gioele Dix > Two fine initiatives at the Teatro Pippo Spicuzza in Palermo: beginning from 21 December there will be La paura non c’è più, a show with Lupo Lucio and the Princess Odessa, the protagonists - very popular with children - of “Melevisione”, the successful programme broadcast on RaiTre that has brought the fairytale world of children back into houses (admission 12 €). On 9 and 10 January, instead, the protagonist will be Gioele Dix, with Dixplay, show that presents some of his most successful characters, like “the traveller” that pedantically expatiates on the name plates of trains; “the Argentinian teacher”, and - obviously - the well-known “constantly … off motorist” (admission 22 €). Two evenings in a spirit of fun, to laugh at our own vices. Information: tel. 091 6374626 - www.tickettiamo.it

Al Teatro Spicuzza sbarcano la Melevisione e Gioele Dix

La Galleria La Veronica - Arte Contemporanea di Modica, diretta da Corrado Gugliotta, cambia sede. Da sabato 13 dicembre, a poco più di un anno dall’apertura, la galleria si trasferirà nei nuovi e più ampi locali di via Grimaldi 55, in pieno centro storico, di fronte alla vecchia sede. Per l’inaugurazione sarà allestita la collettiva dal titolo Gioielli di famiglia, con opere di Davide Bramante, Adelita Husni-Bey, Nicholas Jeffrey, Francesco Lauretta e Maya Quattropani. Informazioni: tel. 0932 948803 - www.gallerialaveronica.it

Gioielli di famiglia esposti alla Veronica di Modica Family jewels on display at the Veronica in Modica > The Veronica - Arte Contemporanea Gallery in Modica, directed by Corrado Gugliotta, is moving. From Saturday 13 December, a little over a year after opening, the gallery will be moving to a new, bigger place at 55 Via Grimaldi, in the heart of the historic area, opposite the old place. For the inauguration a collective exhibition will be run entitled Family jewels, with works by Davide Bramante, Adelita Husni-Bey, Nicholas Jeffrey, Francesco Lauretta and Maya Quattropani. Information: tel. 0932 948803 - www.gallerialaveronica.it 7


LIBRI>BOOKS

Licia Cardillo Di Prima

Eufrosina Dario Flaccovio Editore 190 pagg. 13 €

In una Palermo cinquecentesca che facilmente potremmo definire “selvaggia”, sboccia l’intenso, passionale e proibito amore fra il viceré, l’eroe di Lepanto Marco Antonio Colonna, e la giovanissima Eufrosina Valdaura Siracusa, moglie diciassettenne del barone del Miserendino. Un amore che l’autrice ricostruisce attraverso il carteggio amoroso fra i due, uno scambio di lettere dal quale, oltre all’amore, viene fuori una Sicilia brutale, una società piena di contraddizioni, dove i poveri sono miserrimi e i ricchi amministrano il potere senza misericordia. A completare l’immagine, i documenti tratti dalle cronache del tempo, e un breve saggio che riassume l’intensa vicenda di “un amore di quattro secoli fa”.

Alli Traina

Vicoli vicoli Palermo. Guida intima ai monumenti umani Dario Flaccovio Editore 218 pagg. 12 €

Riscoprire la propria città, studiandola pian piano, una passeggiata dopo l’altra, un personaggio dopo l’altro, tra palazzi e vicoli, mercati e vecchie storie. Seguiamo Alli Traina, giovane autrice palermitana innamorata dei viaggi, in questa sua esplorazione urbana, una sorta di Grand Tour in sedicesimo che rivela angoli suggestivi, esperienze insolite e misteri secolari carichi di fascino. Storia, vita vissuta, tradizioni, leggende, fasto e degrado, miseria e nobiltà che la Traina ha ricordato e narrato durante i suoi viaggi all’estero a chi - dalla Finlandia al Messico - le chiedeva della sua città, e che ora compongono un mosaico affascinante.

Tocca stavolta a un professore universitario cimentarsi con l’affascinante storia della famiglia Florio ed essendo, per l’appunto, un professore, Cancila affronta il compito con rigore scientifico e impegno certosino: ha scartabellato minuziosamente archivi di banche e consultato quel che gli ultimi eredi gli hanno messo a disposizione. La storia della famiglia, il cui nome “equivaleva, nel campo della navigazione mercantile, a quello, ai giorni nostri […] di Berlusconi nel settore televisivo”, viene ricostruita con cura estrema, dalle origini calabresi fino alla liquidazione del patrimonio. Tantissime le note e, per chi volesse approfondire, ci sono le appendici e un lungo elenco di nomi, né mancano le illustrazioni. Centinaia di pagine che si leggono come un romanzo.

Orazio Cancila

I Florio Bompiani 735 pagg. 25 €

Alcune macerie sono ancora lì, a sessanta e più anni di distanza: i bombardamenti su Palermo, iniziati dai francesi e dagli inglesi e proseguiti, con esiti spaventosi, dagli Alleati, fino all’estate del ’43, hanno lasciato tracce ancora visibili in città e restano un ricordo indelebile nella memoria collettiva dei palermitani. A questi bombardamenti, che sventrarono la città, facendo migliaia di vittime e, allo stesso tempo, ponendo fine al sogno di una metropoli elegante ed europea, le cui basi erano state poste al principio del secolo, è dedicato questo libro. Un volume che, poggiando sulle solide basi di una ricerca attenta e puntigliosa in archivi italiani e stranieri, riporta gli eventi con rigore cronachistico. In appendice, una ricca selezione di immagini d’epoca.

Alessandro Bellomo Clara Picciotto

Bombe su Palermo Cronaca degli attacchi aerei dal 1940 al 1943 Ass. culturale Italia 276 pagg. 25 €


Conoscere e amare la Sicilia > To know and love Sicily Sikania non è una semplice rivista! Ogni numero è un volume da collezionare e da consultare più volte.

Sikania is not a mere magazine! Every issue is a volume to collect and to consult again and again.

Una vera biblioteca sulla Sicilia, la sua storia, i suoi ambienti naturali, la cultura, l’arte, il folklore.

It is a true library on Sicily, its history, its natural environments, culture, art and folklore.

Le splendide foto, i testi semplici, accattivanti e mai banali vi trasmetteranno l’immagine più sincera della Sicilia, con tutti i suggerimenti per visitarla al meglio, anche nelle sue zone più sconosciute.

The splendid photos, the clear texts, captivating and never banal, will convey to you the sincerest image of Sicily, with all possible suggestions about the best way to visit it, including its least known areas.

In 24 anni non siamo mai mancati al nostro appuntamento mensile in edicola e ciò ci rende orgogliosi per il primato raggiunto nel campo dell’editoria siciliana.

In 24 years we have never missed our monthly appointment at newsagents’ and this makes us proud of the record reached in the field of Sicilian publishing.

I numeri di Sikania costano molto poco, ma valgono tanto!

The issues of Sikania do not cost very much, but they are worth so much!

Vi offriamo la raccolta di tutti i numeri ancora disponibili (150) con l’abbonamento per un anno a Sikania (11 numeri).

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Una biblioteca sulla Sicilia A library on Sicily

140 € 165 €

Italia > Italy estero > abroad (+ 6,88 spese di spedizione)

(+ spese di spedizione con corriere espresso > courier express expenses)

Sul sito www.sikania.it è possibile consultare l’elenco completo degli arretrati disponibili. On the site www.sikania.it it is possible to look up the complete list of available back numbers. Piazza Don Bosco, 6 - 90143 Palermo Tel. 091 543506 - Fax 091 6373378


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> Palermo

Mandarini in bicchiere Mandarins in a glass

Una iniziativa per salvare il presidio Slow Food palermitano An initiative to save the Palermitan Slow Food presidium

Informazioni > Information tel./fax 091 6301769

È partito a dicembre Spremuta fresca di giornata, un progetto dedicato al mandarino tardivo di Ciaculli: il Consorzio che “gestisce” il prodotto apre nuovi stabilimenti e da la possibilità di gustare il succo dell’agrume appena colto. Il tardivo, per chi non lo sapesse, è un mandarino con pochissimi semi, dolcissimo e con una polpa particolarmente succosa, racchiusa da una buccia molto fine. Questa varietà, che - è curioso sapere - nasce negli anni ’40 per una mutazione spontanea del mandarino Avana, deriva il suo nome dal periodo di maturazione che avviene tra gennaio e marzo. Cresce nelle borgate palermitane di Ciaculli, Croceverde Giardina e Conte Federico, preziose aree agricole nella Conca d’Oro, un unico grande giardino di agrumeti che circondava Palermo fino alla metà del secolo scorso e che oggi si è ridotto dell’80%. Gli agricoltori di questa zona si sono riuniti in un unico consorzio (che oggi consta di 240 coltivatori) finalizzato alla valorizzazione di questo prodotto tipico che, se non difeso, rischia di estinguersi completamente. Da sei anni il tardivo è presidio Slow Food, associazione volta alla custodia delle tradizioni agricole ed enogastronomiche, perseguendo la filosofia opposta a quella del fast food, “male” della vita moderna.

In December Fresh squash started. This is a project devoted to the Ciaculli late mandarin: the consortium that “manages” the product opens new establishments and give opportunities to taste the juice of the citrus fruit immediately after picking. The late mandarin, for those who do not know it, is a mandarin with very few seeds, sweet and with particularly juicy pulp, contained in very fine peel. This variety, which curiously - came into being in the 1940s through spontaneous mutation of the Havana mandarin, takes its name from its ripening period, between January and March. It grows in villages near Palermo, i.e. Ciaculli, Croceverde Giardina and Conte Federico, precious agricultural areas in the Conca d’Oro plain, a single big citrus orchard that surrounded Palermo down to the middle of the last century and that today has been reduced 80%. Farmers in this area have got together in a single consortium (today there are 240 of them in it) aiming to valorise this typical product that, if not defended, risks total extinction. For six years the late mandarin has been a presidium of Slow Food, an association concerned with the protection of agricultural and oenological-gastronomic traditions, pursuing the opposite philosophy to that of fast food, an “evil” of modern life. web > www.tardivodiciaculli.it - www.slowfood.it

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> Catania

Una terapia per le arance tristi A therapy for sad oranges Il PST mette a punto un’arma in più contro il virus “tristezza” dei nostri agrumi PST has developed another weapon against the “sadness” virus of our citrus fruits Una terapia per la tristezza degli agrumi: questa la promessa del Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia - PST - che ha presentato una nuova metodologia diagnostica. Il virus “tristezza”, una delle malattie più dannose e più distruttive degli agrumi soprattutto se innestate su arancio amaro (comporta il progressivo deperimento della pianta fino alla morte), rappresenta in Sicilia un problema rilevante, ché coinvolge il 10% degli agrumi innestati, ed è più grave nella zona etnea dove colpisce fino al 40% degli agrumeti. «Ovviamente non c’è nessun rischio per il consumatore finale, ma il danno per gli agrumicoltori è rilevante», afferma Antonino Catara, presidente del PST Sicilia. La tecnica messa a punto nei laboratori siciliani permette di individuare i vari ceppi del virus, e sarà utilizzata in un progetto di monitoraggio sul territorio siciliano, finanziato dall’Unione Europea, che l’assessorato regionale all’Agricoltura e Foreste avvierà a breve: «L’intenzione è di sostenere i settori che ruotano attorno allo sviluppo rurale e dare agli agrumicoltori contributi a fondo perduto», ha affermato l’assessore regionale Giovanni La Via.

A therapy for the sadness of citrus fruits: this is the promise of the Scientific and Technological Park of Sicily - PST - which has introduced a new diagnostic methodology. The “sadness” virus, one of the most harmful and destructive illnesses of citrus fruits above all if grafted on the bitter orange tree (it involves the progressive deterioration of the plant until it dies), in Sicily represents a major problem since it involves 10% of grafted citrus fruits, and it is more serious in the Etna area, where it strikes up to 40% of citrus fruit orchards. “Obviously there is no risk for the end consumer but the damage for citrus fruit growers is enormous,” says Antonino Catara, president of PST Sicilia. The technique developed in the Sicilian laboratories makes it possible to identify the various virus strains, and will be used in a monitoring project on the Sicilian territory, financed by the European Union, which the Regional Ministry for Agriculture and Forests will soon set going: “The intention is to support the sectors that rotate around rural development and to give subsidies to citrus fruit growers,” said the Regional Minister Giovanni La Via.

Informazioni > Information PST Palermo via Filippo Pecoraino tel. 091 6215653 fax 091 6214345

web > www.pstsicilia.org - www.pstsiciliagroalimentare.it 13


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> Sicilia

Un portale per il turismo sostenibile A portal for sustainable tourism

L’Anfe porta la Sicilia “verde” su internet per promuovere le zone protette Anfe takes “green” Sicily into the Internet to promote the protected areas

Informazioni > Information tel. 331 7016828

È stato presentato SiciliaNatura, il progetto dell’Anfe (Associazione Nazionale Famiglie Emigrati) che si propone di valorizzare le aree protette dell’Isola attraverso una rete e un portale telematico sui servizi e sulle strutture delle aree protette siciliane; inoltre, nove SiciliaNatura point forniranno informazioni e servizi. Ma l’intento è ancora più ambizioso: costruire una piattaforma per elaborare le linee strategiche per lo sviluppo del turismo sostenibile in Sicilia e per dare voce alle potenzialità oggi inespresse. Queste ultime si basano sui numeri straordinari di quest’isola verde: quattro grandi parchi, sei aree marine protette, 76 riserve naturali che insieme costituiscono ben il 10% del territorio. A questi bisogna aggiungere ancora oltre 218 SIC (siti di interesse comunitario), 29 ZPS (zone a protezione speciale), aumentando così la superficie protetta fino a quasi il 18%. SiciliaNatura intende valorizzare questo patrimonio mediante una politica di conservazione degli ambienti naturali e delle biodiversità che possono rappresentare dunque uno dei principali fattori di sviluppo per l’economia della Sicilia. Le recenti normative regionali, nazionali ed europee mirano infatti sempre più a coniugare la conservazione della natura con lo sviluppo economico sostenibile.

SiciliaNatura, a project of Anfe (National Association of Emigrants’ Families), has been presented. It aims to valorize the protected areas on the island through a network and a telematic portal on the services and structures of the Sicilian protected areas; furthermore, nine SiciliaNatura points will provide information and services. But the intention is even more ambitious: to build a platform to work out the strategic lines for the development of sustainable tourism in Sicily and to voice the potentialities today unexpressed. The latter are based on the remarkable figures for this green island: four big parks, six marine reserves, 76 nature reserves that together constitute a full 10% of the territory. To these we also have to add over 218 Sites of Community Interest and 29 Special Protection Areas, thus taking the protected surface up to almost 18%. SiciliaNatura intends to valorize this patrimony through a policy of conservation of natural environments and biodiversities that can thus represent one of the main development factors for the economy of Sicily. In this connection, the recent regional, national and European legislations aim more and more to blend the conservation of nature with sustainable economic development.

web > www.sicilianatura.org - www.sicilia.anfe.it - info@sicilianatura.org 14


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> Palermo

Io mi differenzio. E voi? I differentiate myself. And you? L’iniziativa dell’Apas per la raccolta porta a porta dei rifiuti differenziati The initiative by Apas for door-to-door collection of diversified refuse “Io mi differenzio” è il motto dell’associazione Apas che, a Palermo, ha iniziato un’attività - senza scopo di lucro - volta alla incentivazione della raccolta differenziata. L’Apas, Associazione Protezione Ambiente Servizi, nasce nel 2008 dall’idea del suo presidente, Gabriele Dulcetta, figlio d’arte dei Cianciaioli di Bellolampo, quartiere palermitano noto per la discarica della Municipalizzata. In un mondo che sta letteralmente colando a picco tra i rifiuti, finalmente si intravede una piccola boa di salvataggio: niente più cassonetti traboccanti di ogni putridume, ma piccoli apas-box da riempire secondo le poche regole della differenziazione. Saranno poi i volontari dell’associazione a provvedere, in modo gratuito, al ritiro e al conseguente conferimento nei siti di lavorazione. Alla carta e cartone, plastica, lattine e vetro si aggiunge anche la raccolta degli indumenti usati, visto che anche la stoffa è perfettamente riciclabile. Insomma, per cominciare o continuare - a differenziare i rifiuti non bisogna far altro che contattare l’associazione: al resto ci pensano i suoi volontari. Più facile di così…

“I differentiate myself” is the motto of the Apas association that in Palermo has begun an activity - non-profit-making - aiming at providing incentives to diversified refuse collection. Apas, the Association for Environment Protection and Services, came into being in 2008 from an idea by its president, Gabriele Dulcetta, born into the business from the Cianciaiolis of Bellolampo, a Palermo district known for the Municipalized Tip. In a world that is literally sinking among refuse, a small lifesaving buoy can finally be glimpsed: no more refuse containers overflowing with every kind of rotting stuff but small apasboxes to be filled according to the few rules of differentiation. The volunteers of the association that will then provide, free, to collect the refuse and take it away for processing. To paper and cardboard, plastics, cans and glass there is added the collection of used garments, also considering that cloth too is perfectly recyclable. In short, to start - or to continue - to differentiate the refuse we need to do nothing other than contact the association: the volunteers see to the rest. What can be easier than that?

www.flickr.com

web > www.apasicilia.it - info@apasicilia.it 15


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> Gangi (Palermo)

Il centro storico si trasforma in albergo The old centre becomes an hotel La cittadina madonita segue l’esempio di Salemi The little town in the mountains follows the example of Salemi

Informazioni > Information Ufficio diritti del cittadino > tel. 800446600

Anche Ganci, come Salemi, adotta il modello dell’albergo diffuso, trasformando gli immobili abbandonati e fatiscenti nel centro storico in strutture ricettive. Il Comune si occuperà del recupero edilizio affidando le strutture ad agenzie e/o società, ma anche a singoli privati disponibili a investire. Le voci relative alla trasformazione del centro in un albergo diffuso circolavano già da qualche anno e si sono concretizzate oggi per poter offrire agli ospiti la bellezza del centro storico di una cittadina ancora specchio di storia e tradizioni e, allo stesso tempo, tutti i servizi di un albergo (accoglienza, assistenza, ristorazione, in case o camere distribuite in diversi immobili del centro), riuscendo al contempo a costituire un sistema di sviluppo turistico sostenibile sia nei confronti della cittadina madonita che del territorio in generale. Il sistema dell’albergo diffuso, messo a punto da Giancarlo Dall’Ara - docente di marketing turistico - è stato formalmente riconosciuto in Sardegna con una normativa del 1998. Poi l’idea ha avuto il primo riscontro positivo a Salemi, dove il sindaco Vittorio Sgarbi ha ottenuto la disponibilità all’acquisto (al costo di 1 euro) da parte di molti suoi amici Vip dietro la promessa di ristrutturare la “nuova” proprietà.

Ganci too, like Salemi, is adopting the model of the extended hotel, turning abandoned and tumbledown properties in the old town centre into accommodation structures. The Council will deal with the recovery of buildings, entrusting the structures to agencies and/or companies, but also to single private people wiling to make investments. Rumours about the transformation of the centre into an extended hotel had already been going round for a few years and they have concretized today so as to be able to offer guests the beauty of the old centre of a town still mirroring history and traditions and, at the same time, all the services of a hotel (reception, assistance, catering, in houses or rooms in different properties in the centre), succeeding at the same time in constituting a system of sustainable tourist development in relation both to the little town in the Madonie and to the territory in general. The system of the extended hotel, developed by Giancarlo Dall’Ara - a teacher of tourist marketing - was formally recognized in Sardinia with legislation of 1998. Then the idea had its first positive expression in Salemi, where Mayor Vittorio Sgarbi had confirmation from many of his VIP friends of their willingness to purchase properties (at the cost of 1 euro) against a promise to restructure the “new” property. web > www.comune.gangi.pa.it

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> Gratteri (Palermo)

L’illuminazione diventa eco-compatibile Lighting becomes eco-compatible La luce nelle strade sarà prodotta da pannelli fotovoltaici e propagata da led The light in the streets will be produced by photovoltaic panels and propagated by LED’s Gratteri, piccolo centro delle Madonie, ha scelto di rinnovare l’impianto di illuminazione pubblica con un sistema a led. Il sindaco, Giuseppe Muffoletto, ha sottoscritto con l’Università di Palermo - alla presenza di due rappresentanti di Legambiente - lo schema di convenzione per lo studio di fattibilità tecnico-economica per rinnovare il sistema di illuminazione pubblica. Con l’adozione dei led il Comune prevede un risparmio energetico di circa il 60%, visto che queste affascinanti fonti di luce hanno una capacità di illuminazione quattro volte superiore rispetto a quella delle lampade tradizionali, una maggiore durata e costi di manutenzione molto inferiori: per il suo funzionamento sono necessari appena 24 volt. Il tutto a vantaggio dell’ambiente: il comune autoprodurrà l’energia necessaria attraverso pannelli fotovoltaici, riducendo le emissioni di anidride carbonica e fornendo un contributo tangibile alla lotta ai cambiamenti climatici. Gratteri segue l’esempio di Torraca (Salerno) che per primo ha aperto una strada concreta verso questo tipo di innovazione.

Gratteri, a small place in the Madonie, has decided to renew the public lighting plant with a LED system. The mayor, Giuseppe Muffoletto, has signed with Palermo University - in the presence of two representatives of Legambiente - the outline agreement for the technical-economic feasibility study to renew the system of public lighting. With the adoption of LED’s the Council foresees a 60% energy saving, considering that these fascinating light sources have a lighting capacity four times greater than that of traditional lamps, longer duration and much lower maintenance costs: operation requires just 24 volts. This is all to the advantage of the environment: the Council will produce the necessary energy through photovoltaic panels, reducing the emissions of carbon dioxide and making a tangible contribution to the fight against climatic changes. Gratteri is following the example of Torraca (Salerno province), which first concretely opened up the way towards this type of innovation.

Informazioni > Information Comune > Council Gratteri tel. 0921 429592 Legambiente Cefalù tel. 392 2032350

web > www.gratteri.org - www.legambientecefalu.it 17


Piana degli Albanesi preziose tradizioni precious traditions Una nota pubblicità recita “un diamante è per sempre”. In effetti, lasciando perdere per un momento il tipo di gioielli di cui vogliamo parlare, ogni dettaglio che abbia a che fare con l’abbigliamento non fa altro che tramandare parte della cultura, dei costumi, delle tradizioni di un intero popolo, ovvero quel suo “modo di essere” in grado di ricordarci, oggi, proprio come era quel popolo ieri, e magari anche l’altro ieri. Nel caso dell’oreficeria di Piana degli Albanesi, ciascun oggetto - e tutti di matrice artigianale - non fa altro che rammentarci la storia di una comunità che nel XV secolo fu costretta a lasciare il suolo natìo per trovare salvezza dall’invasione turca al di qua dell’Adriatico, ovvero nella penisola italiana. Parte di questa comunità, soprattutto quella al seguito delle milizie che prestavano le loro braccia e le loro armi alla difesa del territorio italiano contro lo stesso invasore, sbarcò in Sicilia, ma fu costretta ad allontanarsi dalle coste, proprio per cercare ripari più sicuri. Così, nelle campagne palermitane, si formarono veri e propri villaggi - poi paesi e oggi cittadine - i cui abitanti sono riusciti a proteggere le loro origini, ormai lontane, custodendo con estrema attenzione piccoli “dettagli” come la lingua o l’artigianato.

A well-known advertisement says “a diamond is forever.” In effect, forgetting for a moment the type of jewels we want to talk about, every detail that has to do with attire does nothing but hand down part of the culture, the customs, the traditions of a whole people or its “way of being” able to remind us, today, just what that people was like yesterday, and also the day before yesterday. In the case of goldsmith’s art at Piana degli Albanesi, every object - and all of them are non-industrial - does nothing but remind us of the history of a community that in the 15th century was forced to leave its native land to seek refuge from the Turkish invasion this side of the Adriatic, i.e. on the Italian peninsula. Part of this community, above all the part that came with the militias that placed their arms and their weapons at the defence of the Italian territory against the same invader, landed in Sicily, but was forced to move away from the coasts, precisely to look for safer shelters. Thus in the countryside around Palermo, true villages were formed - today towns - whose inhabitants have succeeded in safeguarding their now distant origins, most carefully guarding small “details” like the language or handicraft. 19


Ed ecco tra i gioielli che ci parlano ancora in arbëreshë, oltre ai vestiti tradizionali, alle icone e alla gastronomia, gli splendidi monili che ornano il volto e il décolleté delle donne di Piana. Cinque secoli, però, sono lunghi ed è normale che ogni nuova dominazione che ha messo radici sull’Isola abbia avuto le sue “ricadute” anche nell’artigianato tradizionale di una comunità come questa di Piana, accrescendo, ora con un dettaglio ora con i dettami di una nuova moda, il modo di intendere i gioielli, facendoli diventare sempre più ricchi e, a dir la verità, sempre più belli. In effetti, i gioielli di cui parliamo adesso non hanno molto a che vedere con quelli tradizionali arbëreshë, visto che in origine i monili erano accessibili solo per le famiglie più che benestanti, e la penisola slava del Quattrocento non ne contava poi più di quante se ne trovassero in Sicilia. Ma fu proprio questa nuova residenza a far conoscere agli albanesi l’arte orafa palermitana, che si era già avvalsa della tradizione francese e che ben presto si sarebbe arricchita di riflessi spagnoli. Il gusto bizantino delle origini, poi, è servito come “collante”, materia base su cui incastonare, è il caso di dirlo, i suggerimenti francesi e spagnoli che tra il Seicento e l’Ottocento hanno dettato “legge” in fatto di moda nell’isola mediterranea. Per entrare nel merito della questione, abbiamo chiesto lumi a chi della tradizione orafa di Piana 20

And so among the jewels that still speak to us in Arbëreshë, in addition to the traditional costumes, the icons and the gastronomy, there are the splendid necklaces that adorn the faces and the cleavages of the women of Piana. Five centuries, however, are a long time and it is natural that every new domination that has settled on the island should have had an influence, also in the traditional handicraft of a community like the Piana one, increasing now with a detail and now with the laws of a new fashion the way of conceiving jewels, making them richer and richer and, to tell the truth, more and more beautiful. In effect, the jewels we refer to do not have much to do with the traditional Arbëreshë ones, considering that originally the necklaces were only accessible to the most well-off families, and the Slavic peninsula in the fifteenth century did not contain any more of these than were to be found in Sicily. But it was precisely this new home that allowed the Albanians to discover the goldsmith’s art in Palermo, which had already drawn on the French tradition and very soon was to be enriched by Spanish influences. Further, the Byzantine influence they brought with them served as an “adhesive”, a sort of basic material on which to set, it really must be said, the French and Spanish promptings that “laid down the law” from the seventeenth to the nineteenth


degli Albanesi ne ha fatto una questione di famiglia. Sì, perché i Lucito sono “la” gioielleria della cittadina da almeno mezzo secolo, tramandando quest’arte di padre in figlio. Graziano Lucito, lei ha ereditato questa passione da suo padre, Sergio. “Sì, posso dire di essere nato tra gli strumenti che mio padre usava per fondere la ricchezza delle pietre preziose con l’armonia di forme che il suo estro artistico gli suggeriva. E questo senza mai tradire quelli che sono diventati gli stilemi di questa arte, ovvero le forme di derivazione francese e spagnola, senza dimenticare però lo stile di certi gioielli che risplendono fin dal passato di Federico II per giungere a quelli con la firma elegante dei Florio”. Anche perché Palermo ha avuto un ruolo importante in questa arte. “In effetti, nel Sedicesimo-Diciassettesimo secolo a Piana non esisteva questo tipo di attività, per cui i gioielli più antichi portano il segno inconfondibile dei punzoni palermitani, l’aquila in volo alto. La gioielleria autenticamente tradizionale, quella delle comunità arbëreshë che hanno lasciato la madre patria, era una gioielleria piuttosto povera, e spesso questi oggetti sono stati sostituiti da altri in oro bianco, secondo la moda dell’epoca in uso nella penisola. Poi le influenze dei secoli tra il Seicento e l’Ottocento hanno dato vita a questo stile, alla nostra oreficeria, intendendo con ‘nostra’ quella di Piana, così strettamente legata ai vestiti tradizionali che, proprio a cavallo di quei secoli, si andavano componendo”. Eccezion fatta per il brezi, la cintura. “Il brezi, ovvero, la cintura che viene regalata alle spose e da queste indossata sull’abito nuziale, non ha un’origine certa. Ci sono studiosi che suggeriscono una provenienza turca, vista la somiglianza con una cintura esposta in un museo della Turchia, ma certezze non ce n’è. Quello che è sicuro è che ancora oggi la ragazza che si sposa riceverà come dono un brezi raffigurante il santo della chiesa cui appartiene, che si tratti della Madonna Odigitria, o San Vito, o San Giorgio… A Piana, per fortuna, abbiamo tante bellissime chiese!”. Torniamo ai gioielli che si indossano con l’abito tradizionale. “Fondamentalmente sono quattro. C’è l’anello di fidanzamento, il domanti, che è un anello a toppa con diamanti taglio rosa; poi ci sono gli orecchini, i pindajet, pendenti a cinque peduncoli che

century regarding fashion on the Mediterranean island. Getting to the heart of the matter, we sought information from some people that have made the goldsmith’s tradition of Piana degli Albanesi a family matter. Yes, because the Lucitos have been “the” jewellers in the town for at least half a century, handing down this art from father to son. Graziano Lucito, you inherited this passion from your father, Sergio. “Yes, I can say I was born among the tools that my father used for blending the richness of precious stones with a harmony of forms that his artistic fancy suggested to him. And this without ever betraying those that have become the stylistic traits of this art or the forms of French and Spanish derivation, but without forgetting the style of certain jewels that have shone since the past times of Frederick II down to those with the elegant signature of the Florios.” 21


riprendono le forme della croce, questa in genere a quattro corpi, ovvero quattro pezzi realizzati separatamente e poi assemblati, croce che pende nel kriqia e kurçetës, ovvero in quello che in italiano viene chiamato battipetto; poi c’è il rrusari, il rosario, una collana in granato che termina o con un cuore o con un medaglione, una pittura in miniatura inserita in un gioco di filigrana. Ovviamente parliamo di gioielli che vengono realizzati con smalti, smeraldi, granati, perline… insomma, sono gioielli davvero particolari, che quasi sempre si tramandano di madre in figlia, anche se il mercato di questi monili non è affatto riservato solo alle donne di Piana, eccezion fatta per il brezi, s’intende”. Tanta ricchezza presuppone anche una lavorazione particolare. “A volerlo realizzare interamente a mano, per un battipetto occorrerebbero almeno 20 giorni, tempi che il mercato moderno non ammette. Noi 22

Also because Palermo has had an important role in this art. “Actually at Piana in the sixteenth and seventeenth century, this type of activity didn’t exist. So the oldest jewels bear the unmistakable sign of the Palermo punches, the high-flying eagle. The authentically traditional jewellery, that of the Arbëreshë communities that left the mother country, was rather poor jewellery, and these objects were often replaced by others in white gold, according to the fashion of the epoch in use in the peninsula. Then the influences of the centuries between the seventeenth and the nineteenth century gave rise to this style, to our goldsmith’s art, and when I say ‘our’ I mean that of Piana, so tightly linked to the traditional costumes that precisely in those centuries was developing.” Except for the brezi, the belt. “The brezi, that is to say the belt, that is given to brides and worn by them on the wedding dress, doesn’t have a certain origin. There are scholars that suggest a Turkish origin, seeing the similarity to a belt displayed at a museum in Turkey, but there are no certainties. What is certain is that today the girl that gets married will still receive as a gift a brezi depicting the saint of the church she belongs to, whether it is the Madonna Odigitria, or San Vito, or St. George… At Piana, luckily, we have so many beautiful churches!” Let’s get back to the jewels that are worn with the traditional costume. “Fundamentally there are four of them. There is the engagement ring, the domanti, a ring with a patch with pink cut diamonds; then there are the earrings, the pindajet, pendants with five peduncles that allude to the forms of the cross, generally with four parts, i.e. four pieces made separately and then assembled, a cross that hangs in the kriqia and kurçetës, i.e. in the part that rests on the breast; then there is the rrusari, the rosary, a necklace in garnet that ends either with a heart or with a medallion, a painting in miniature inserted in a game of filigree. Obviously we are talking about jewels that are made with enamels, emeralds, garnets, beads… in short, they are very particular jewels, which are almost always handed down from mother to daughter, though the market for these necklaces is not limited at all to the women of Piana, except for the brezi, of course.” So much richness also implies particular workmanship. “If you wanted to do it entirely by hand, for a breast-piece at least 20 days would be needed, and


utilizziamo la tecnica della microfusione, una sorta di compromesso tra l’antica arte orafa e le moderne tecnologie”. Ovvero? “Si realizza il modello lavorando a mano l’argento o l’ottone. Da questo si ottiene lo stampo in negativo e poi si procede con la tecnica detta della cera persa: lo stampo in negativo viene riempito di cera e questa viene poi inclusa in una forma di gesso. Il tutto viene messo in forno, ad una temperatura di 800°C. La cera si scioglie e il vuoto rimasto viene riempito con l’oro. Da qui le strutture portanti dei gioielli, poi rifiniti a bulino e con l’incastonatura delle pietre, due operazioni che si fanno assolutamente a mano”. Un compromesso più che accettabile, sembra. “Lo è ancor di più se si pensa che con questo procedimento possiamo realizzare copie di gioielli storici, i cui originali si trovano nei musei di mezza Sicilia, dal Pepoli di Trapani a quello di Sciacca, passando per tutti quei musei che hanno il pregio di custodire queste piccole opere d’arte dell’antichità”.

this is a time that the modern market doesn’t admit. We use the technique of micro-fusion, a sort of compromise between the old goldsmith’s art and modern technologies.” You mean? “The model is made working silver or brass by hand. From this you obtain a negative mould and then you proceed with the technique called lost wax: the negative mould is filled with wax and this is then included in a gypsum mould. It is all put in the oven, at a temperature of 800°C. The wax melts and the gap that is left is filled with gold. This gives the bearing structures of the jewels, then finished off with a chisel and with the setting of the stones, two operations that are absolutely done by hand.” A more than acceptable compromise, it seems. “It is even more so if you think that with this procedure we can make copies of historical jewels, the originals of which are found in the museums of half Sicily, from the Pepoli in Trapani to the Sciacca one, going through all the museums that have the merit of guarding these small works of art from past times.”

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Opere d’arte che oggi sono conosciute in tutto il mondo. “Senza voler sembrare poco modesto, la nostra oreficeria - oltre ad esportare lo stile di Piana degli Albanesi in tutta Italia - viene invitata ad esporre nelle mostre di tutto il mondo, dagli Stati Uniti fino in Oriente. Gli Emirati Arabi, tanto per fare un esempio, nutrono una vera grande passione per la nostra oreficeria, forse perché lo stile bizantino sposa molto bene quello indiano, stile a loro molto vicino. Questi riconoscimenti, ovviamente, non fanno altro che nutrire la mia grande passione in questa che è l’attività di famiglia”.

Works of art that today are known all over the world. “Without wanting to seem immodest, our goldsmith’s art - in addition to exporting the style of Piana degli Albanesi all over Italy - is invited to display items at exhibitions all over the world, from the United States to the East. The Arab Emirates, just to give an example, have a true great passion for our goldsmith’s art, perhaps because the Byzantine style goes very well with the Indian one, a style very close to them. These recognitions, obviously, only nurture my great passion in this family activity of ours.”

Non saremo cittadini degli Emirati Arabi, né profondi conoscitori della storia della gioielleria francese e spagnola, ma sappiamo benissimo quanto ci hanno affascinato gli oggetti esposti tra velluti e vetrine. Più che affascinati, potremmo dire conquistati, e visto che Natale è vicino, non possiamo non consigliare a quanti vogliono fare un regalo che sia “per sempre” di fare una passeggiata in quel di Piana degli Albanesi. (ph. m. brusca, h. carstensen, a. tornambè, oreficeria lucito)

We may not be citizens of the Arab Emirates, or deep connoisseurs of the history of French and Spanish jewellery, but we know very well how fascinated we were by the objects displayed among velvets and showcases. More than fascinated, we might say conquered, and considering that Christmas is not far off, we can only recommend to those that want to make a gift that will be “forever” to visit Piana degli Albanesi. (ph. m. brusca, h. carstensen, a. tornambè, oreficeria lucito)

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Affari Regionali

Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali e Ambientali e P.I.

Comune di Piana degli Albanesi

Progetto redatto ai sensi della legge 482/99 Es. 2005 “per la tutela delle minoranze linguistiche storiche” finanziato dal Ministero degli Affari Regionali e sostenuto dall’Assessorato Regionale Beni Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione

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Natale Christmas

Slow Food L’idea che vorremmo proporre agli acquirenti dei cesti natalizi è quella di avvolgere nella carta sfrigolante i “gioielli” della nostra isola What we would like to propose to buyers of Christmas baskets is to wrap in the sizzling paper the “jewels” of our island ph_flickr.com - matti_mattila

Il periodo natalizio, sotto il quale si riassume l’intero mese di dicembre, è quel tempo in cui si cominciano a vedere nei negozi i classici cesti ripieni di ogni ben di Dio, cesti che brillano di carta trasparente e riccioli anti-urto, e il cui profumo “funziona” molto meglio di un qualunque aperitivo. Questi cesti, piccoli, piccolissimi, grandi e grandissimi, in genere contengono le migliori delikatessen disponibili sul mercato, tra cui formaggi olandesi, vini trentini, panettoni piemontesi (o quasi), con un contorno di torroncini e amaretti in grado di rinnovare l’unità d’Italia ad ogni morso. Che ben vengano, certo. Ma, nulla volendo togliere alle bontà sopra ricordate, un dubbio è lecito sollevarlo: perché mai dovremmo trasformarci in esperti delle gastronomie altrui prima ancora di fare la conoscenza del tesoro che questa Isola custodisce tanto gelosamente da millenni? Niente togliendo al gusto del panetùn, non vi sembra che il mannetto di Castelbuono sia un dolce altrettanto meritevole di brindisi natalizio? L’idea che vorremmo proporre agli acquirenti dei cesti natalizi, infatti, è quella di avvolgere nella carta sfrigolante i “gioielli” della nostra isola, il 26

The Christmas period, which sums up the whole month of December, is the time when in the shops you start to see the classical baskets full of all sorts of goodies, baskets that shine with transparent paper and protective wrappings, and whose smell “works” much better than any aperitif. These baskets, small, very small, big and huge, generally contain the best delicacies available on the market, among them Dutch cheeses, wines from Trentino, Piedmontese (or almost) Christmas cakes, with a contour of nougats and macaroons able to renew the Unification of Italy at every bite. Certainly these things are welcome. But, without detracting from the goodness mentioned above, one doubt is legitimate: why on earth should we change into experts on other people’s gastronomies before knowing the treasure that this island has so jealously guarded for millennia? Without detracting from the taste of panetùn, doesn’t it seem to you that Castelbuono mannetto is a dessert equally deserving of a Christmas toast? What we would like to propose to buyers of Christmas baskets is to wrap in the sizzling paper the “jewels” of our island, whose scent and whose


cui profumo e il cui gusto, oltre a non avere alcunché di “inferiore” rispetto ai più famosi prodotti toscani o laziali, hanno un “di più” che non è possibile sostituire: un richiamo quasi genetico alla nostra storia, alle nostre tradizioni, un’eco che siamo in grado di avvertire quasi fosse un richiamo ad ultrasuoni che solo la nostra anima riesce a percepire. Quindi, al posto del formaggio olandese, ci piace segnalarvi la Vastedda del Belìce, la Provola delle Madonie e quella dei Nebrodi, il Ragusano o il Maiorchino, formaggi che renderanno felici anche i palati più “snob”.

taste, as well as not being in any way “inferior” to the most famous products from Tuscany or Lazio, have something “more” it is not possible to replace: an almost genetic call to our history, to our traditions, an echo that we are able to perceive almost as of it were a call to ultrasounds that only our soul succeeds in perceiving. Then, in the place of Dutch cheese, we want to tell you about Vastedda del Belìce, Provola from the Madonie and the Nebrodi, Ragusano or Maiorchino, cheeses that can delight even the “most snobbish” palates.

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Ma non solo. Un vasetto di capperi di Salina, un sacchetto di fagioli Badda, uno di lenticchie di Ustica e, perché no, uno di pistacchi di Bronte saranno accolti alla stessa stregua di “oggetti preziosi” da esporre come il servizio buono da tavola. È vero, parliamo dei prodotti diventati, per bontà e importanza, presidi Slow Food, e solo chi non li ha mai assaggiati può pensare che non ci sia alcuna differenza tra un limone Interdonato e uno comprato al supermercato! In un ipotetico cesto da esporre accanto al presepe noi ci vediamo fare una gran figura anche il pane di Lentini, o quello di Castelvetrano (non

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But that is not all. A pot of capers from Salina, a bag of Badda beans, one of lentils from Ustica and, why not, one of pistachios from Bronte will be welcomed in the same way as “precious objects” to display like the good table set. It is true, we are speaking of products that because of their goodness and importance have become Slow Food presidia. And only those who have never tasted them can think there is no difference between an Interdonato lemon and one bought at the supermarket! In a hypothetical basket to be displayed alongside the manger we also see ourselves cutting a very fine figure with bread from Lentini or Ca-


solo chi non li ha mai assaggiati può pensare che non ci sia alcuna differenza tra un limone Interdonato e uno comprato al supermercato! only those who have never tasted them can think there is no difference between an Interdonato lemon and one bought at the supermarket! preoccupatevi per la “freschezza”: questi sono pani cotti a legna, che si conservano a lungo), e come decorazioni ci piacerebbe trovare qualche aglio rosso di Nubia e qualche cipolla di Giarratana: i loro colori solo davvero molto natalizi! Non possono mancare i dolci. Per quanto siano buoni gli amaretti, niente soddisfa il palato con più sorpresa dei cuddrireddra di Delia! Anche la frutta potrebbe trovare un suo spazio: il melone purceddu di Alcamo più è maturo più è dolce. Non a caso i buongustai lo conservano fino a dicembre, per mangiarlo il giorno di Natale! La frutta secca, un must delle tavole in festa, di certo non manca. Oltre ai pistacchi già menzionati, ci sono le mandorle di Noto, altro che quisquilie! Un cesto che contenga anche una parte di questi prodotti è un omaggio certamente gradito. Si potrebbe obiettare che non sempre è facile (anche per questioni di tempo) trovare i prodotti menzionati, ma, a parte il fatto che è sufficiente fare una telefonata ai produttori per sapere dove è possibile acquistarli, si potrebbe sostituire il “pezzo”più difficile con prodotti tradizionali, circa 150 sparsi in tutto il territorio (e moltissimi di questi presenti nei supermercati), il cui elenco è facilmente reperibile su internet (ad esempio, sul sito www.saporiegustidisicilia.com). (maria lohman)

stelvetrano (no worry about “freshness”: these are breads baked with firewood, which can be preserved for a very long time), and as decorations we would like to find some red garlic from Nubia and some onions from Giarratana: their colours are truly very Christmassy! There must be some confectionery too. Good though macaroons are, nothing satisfies the palate more surprisingly than cuddrireddra from Delia! Fruit too could find a space of its own: the riper the purceddu melon from Alcamo is, the sweeter it is. Gourmets not by chance keep it until December, to eat it on Christmas day! Nuts, a must on feast tables, is certainly present. In addition to the pistachios already mentioned, there are almonds from Noto - real hot stuff! A basket that contains even a part of these products is certainly a nice gift. One might object that it is not always easy (also because of the time factor) to find the products mentioned. However, apart from the fact that it is enough to make a phone call to the producers to know where it is possible to purchase them, the most difficult “piece” could be replaced with traditional products, about 150 of them scattered around in the whole territory (and a lot of them present in the supermarkets), the list of which is easily available on the internet (i.e., on the web site www.saporiegustidisicilia.com). (maria lohman) 29


Taormina shopping

Credo poco all’inferno, ma credo al paradiso, perché l’ho visto ed è questo I don’t believe much in hell, but I believe in heaven, because I have seen it and it is this


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Con queste parole Edmondo De Amicis si espresse su Taormina, da tempo una della località turistiche più prestigiose del nostro paese. Un luogo dove andare e dove tornare, specie in un periodo come questo, quando la si può apprezzare lontani dal chiasso estivo. Quel che qui vogliamo suggerirvi è un itinerario che abbina i piaceri dell’arte e dei monumenti a quelli, forse più prosaici ma di certo non meno piacevoli, dello shopping e della buona tavola. Iniziamo la nostra passeggiata dal Teatro Greco, simbolo di Taormina, il monumento attorno al quale si sono sviluppati la storia e la fortuna turi-

With this words Edmondo De Amicis expressed himself on Taormina, which has long been one of the most prestigious tourist places in our country. A place to go to and go back to, especially in a period like this, when you can appreciate it distant from summer noise. What we want to suggest to you here is an itinerary that combines the pleasures of art and monuments with those, perhaps more prosaic but certainly not less pleasant, of shopping and good food. We begin our walk from the Greek Theatre, the symbol of Taormina, the monument around which the history and the tourist success of this

stica di questa località. È il secondo teatro siciliano per dimensioni, e fu costruito in epoca ellenistica. I Romani lo modificarono nel II sec. d.C. ma anche in epoche più recenti vi sono stati interventi: alcune colonne, che fanno tanto scenografia, per la verità non c’entrano niente. Da qui ci avviamo sulla via Teatro Greco: al civico 6 c’è Il Girasole, bottega di ceramiche, irrinunciabile souvenir da scegliere fra un’infinità di oggetti in una quantità incredibile di stili e lavorazioni (un altro negozio di ceramiche assai carino è D’Agata, nella vicina piazzetta Santa Domenica). Qui c’è l’artigianato di Caltagirone, Santo Stefano, Palermo e Sciacca, in stile ornato, terracotta in stile ’600, intreccio, fiorato, palermitano, ecc. La strada prende dopo un po’ il nome di via Di

place have developed. It is the second Sicilian theatre in size, and was built in the Hellenistic epoch. The Romans modified it in the 3rd century AD but also in more recent epochs work has been done to it: some columns which are very scenographic actually have nothing to do with it. From here set out along via Teatro Greco: at number 6 there is Il Girasole, a ceramics shop, a must of a souvenir to be chosen among an infinity of objects in an unbelievable quantity of styles and techniques (another very nice ceramics shop is D’Agata, in the nearby piazzetta Santa Domenica). You will find products from Caltagirone, Santo Stefano, Palermo and Sciacca, in the adorned style, terracotta in the 17th - century style, interlacement, flowery, Palermitan style, etc.


After a while the street becomes via Di Giovanni: here there is the Bottega del Buongustaio, a must for all gourmets, who here find almond cakes, typical liqueurs, marzipan, citrus fruit preserves and almond wine, a speciality of Castelmola which is well worth tasting. On the subject of titbits, a must is the Bam Bar water ice (at number 45): there are the classic tastes, from lemon to coffee passing through purple mulberry water ice, but also pistachio, white fig (delicious!), peaches, watermelon and a Taormina classic, the almond flavour. You cannot take them home, but the memory is indelible.

sta da Grazia Gioielli di Roberto Blindano (al civico 5/7), che vende monili magnifici, che si distinguono anche per l’uso di materiali molto particolari, come l’ambra del Simeto, ma anche corallo, onice, giada e argento. Siamo giunti, così, sulla piazza Vittorio Emanuele. Sulla sinistra inizia corso Umberto, il salotto buono di Taormina, ma prima di gettarsi nello “struscio”, piegando a destra ci soffermiamo ad ammirare il quattrocentesco palazzo Corvaja. Qui si affaccia anche la Chiesa di Santa Caterina, che fu costruita nel Seicento sulla scena dell’Odeon romano, i cui resti si possono ancora vedere al suo interno. Su corso Umberto si aprono negozi e boutique, bar e ristoranti… e si allineano deliziose palazzine:

If your passion is jewels, call in at Grazia Gioielli belonging to Roberto Blindano (at number 5-7), where they sell magnificent necklaces, also standing out for the use of very particular materials like Simeto amber, but also coral, onyx, jade and silver. We have thus come to piazza Vittorio Emanuele. On the left there begins corso Umberto, the good showroom of Taormina, but before throwing ourselves into the “rub”, veering right we stop to admire the fifteenth-century Palazzo Corvaja. Here there is also the Santa Caterina church, built in the seventeenth century on the scene of the Roman Odeon, whose remains can still be seen inside it. In corso Umberto there are shops and boutiques, cafés and restaurants … and delightful little palaz-

Taormina shopping

Giovanni: vi si apre la Bottega del Buongustaio, una sosta irrinunciabile per tutti i golosi che qui trovano paste di mandorle, liquori tipici, marzapane, conserve agli agrumi e il vino di mandorle, specialità di Castelmola che merita un assaggio. In tema di leccornie, da non perdere le granite del Bam Bar (al civico 45): ci sono i gusti classici, dal limone al caffè passando per le purpuree granite di gelsi, ma anche pistacchio, fichi bianchi (squisita!), pesche, anguria e un classico taorminese, il gusto mandorla. Non si possono portare a casa, ma il ricordo è indelebile. Se la vostra passione sono i gioielli, fate una so-

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non trascurate di guardare in su, di tanto in tanto! La prima sosta al civico 3: qui si trova L’erbario: troverete saponi naturali, lozioni, oli, candele. Ci sono anche piccoli oggetti d’antiquariato, giocattoli e una quantità di altre cose. Al 6 si apre la vetrina di Glady’s Art Gallery, dove, oltre alle tele del proprietario, il Sig. Giolini, ci sono belle vedute di Taormina e quadri della scuola del vero di Posillipo, oltre a opere di artisti contemporanei. Accanto ecco Stroscio, con la sua vasta selezione di gioielli dal 1500 ai giorni nostri. Arte antica è il nome del negozietto di Pancrazio Cacopardo: si trova al civico 27, e si riconosce subito perché espone i suoi rinomati argenti inglesi su tavoli sistemati sul corso. In vendita anche gioielli di corallo primi Novecento, ceramiche ottocentesche e moltissimo altro. Proseguendo ancora un po’, all’altezza del civico 100, facciamo una deviazione per vedere le Naumachie, un’enorme cisterna di epoca romana che prende il nome delle battaglie navali tanto amate dai Romani che, pare, si svolgevano proprio qui. Tornati su corso Umberto raggiungiamo il civico 126 e il delizioso negozio di ricami Daneu, con le sue tovaglie, le tende, i cuscini, i ricami ottocente-

zos are lined up: don’t forget to look up, every now and then! The first halt is at number 3: here you find the herbarium, where there are natural soaps, lotions, oils and candles. There are also small antiques, toys and a quantity of other things. At number 6 there is the window of Glady’s Art Gallery, where, in addition to canvases by the owner, Signor Giolini, there are beautiful views of Taormina and pictures by the Posillipo realist school and works by contemporary artists. Next to it there is Stroscio, with its vast selection of jewels from the 16th century down to our own day. Arte Antica is the name of the little shop of Pancrazio Cacopardo: you find it at number 27, and you immediately recognize it because it displays famous English silver objects on tables set out in the street. Also on sale are coral jewels from the early twentieth century, nineteenth-century ceramics and a lot of other things. Going a little further, to number 100, make a diversion to see the Naumachiae, an enormous cistern from the Roman epoch that takes its name from the naval battles so much loved by the Romans that, it seems, were held right here. Returning to corso Umberto we come to number 126 and the delightful Daneu embroidery shop, with tablecloths, curtains, pillows, and nineteenthcentury embroideries; while at number 133 we

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schi; mentre al 133 troviamo L’Agorà una vera e propria “miniera” di stampe d’epoca, paesaggistica siciliana, mappe. Una piccola libreria contiene una collezione di libri sulla Sicilia di viaggiatori dei secoli scorsi. Siamo arrivati così su piazza 9 Aprile, dalla quale si gode un bel panorama. Qui si trova la chiesa sconsacrata di Sant’Agostino, un edificio del Quattrocento oggi adibito a Biblioteca Comunale ma anche, e soprattutto, i due bar “storici” di Taormina, il Mocambo e il Wunderbar. Strategici per la posizione, che consente a ogni ora di osservare comodamente chiunque passi di qui, sono anche un po’ costosi. La regola impone di ordinare granita di limone o caffè con panna, da accompagnare con brioche. Passiamo sotto la Porta di Mezzo per entrare nel cosiddetto “borgo” e raggiungere la piazza Duomo, ma prima, facciamo visita a Le Colonne (al numero 164), dove si trovano gli originali e raffinati gioielli di Alvaro & Correnti, un’impresa artigiana che nel solco della tradizione orafa siciliana realizza pezzi unici di irresistibile bellezza. E così, eccoci sulla piazza, dominata dalla cattedrale duecentesca intitolata a San Nicolò. L’edificio, più volte rimaneggiato, conserva i segni degli interventi susseguitisi nei secoli. All’interno, a tre navate, sono numerose le opere d’arte. Per ristorarsi, a questo punto, non c’è niente di meglio che un po’ d’acqua fresca e a quella provvede la bella fontana secentesca nella piazza. (maria cristina castellucci)

find L’Agorà, a real “mine” of period prints, Sicilian landscapes and maps. A small bookshop contains a collection of books on Sicily as seen by travellers in past centuries. We thus reach piazza 9 Aprile, from which there is a beautiful panorama. Here there is the deconsecrated Sant’Agostino church, a fifteenth-century building today used as the Town Library but also, and above all, the two “historical” cafes of Taormina, Mocambo and Wunderbar. Strategic for their position, which makes it possible at any time of day conveniently to observe anyone coming this way on foot, they are also a little expensive. The rule is to order lemon or coffee water ice with whipped cream, to be accompanied with a bun. You go under the Porta di Mezzo gate to enter the so-called “suburb” and to reach piazza Duomo, but first visit the Columns (at number 164), where you find the original and refined jewels of Alvaro & Correnti, a non-industrial firm that in the Sicilian goldsmiths’ tradition makes unique pieces of irresistible beauty. And then here we are in the piazza, dominated by the thirteenth-century cathedral dedicated to San Nicolò. The building, several times altered, preserves the signs of the work done over the centuries. The interior has a nave and two side aisles; there are numerous works of art. To refresh yourself, at this point, there is nothing better than a little cool water and you can get it from the beautiful seventeenth-century fountain in the piazza. (maria cristina castellucci)


Dove dormire/Where to sleep Gli alberghi del Gruppo Gais offrono la possibilità di scegliere fra diverse categorie e servizi / The hotels of the Gais Group allow you to choose between different categories and services. Grand Hotel San Pietro via Pirandello 50, tel. 0942 620711 È un cinque stelle lusso, in bella posizione, con 62 camere Is a five-star luxury hotel, in a beautiful position, with 62 rooms BB da/from 164-190 € a persona/per person Hotel Caparena via Nazionale 189, tel. 0942 652033 Quattro stelle sul mare, è un’oasi immersa nel verde A four-star hotel on the sea, is an oasis immersed in greenery BB da/from 88 € a persona/per person Hotel Villa Diodoro via Bagnoli Croci 75, tel. 0942 23312 Quattro stelle, si trova invece a pochi passi dal centro storico, in struttura storica/A four-star hotel, is a stone’s throw from the historic area, in a historic structure BB da/from 125 € Hotel Isabella corso Umberto 58, tel. 0942 23153 È un elegante tre stelle nel cuore del centro antico, ideale per chi ama lo shopping e per chi si diverte a curiosare tra le mille mercanzie dei raffinati negozi della città Is an elegant three-star hotel in the heart of the old part, ideal for those who love shopping and for those who enjoy browsing among the thousand merchandises of the refined shops in the village. BB da/from 77 € I quattro alberghi offrono pacchetti weekend con trattamenti benessere, pasti al ristorante, ecc. Per dettagli contattare le singole strutture o consultare il sito www.gaishotels.it The four hotels offer weekend packages with fitness treatments, meals at the restaurant, etc. For details contact the single hotels or to go to the site www.gaishotels.it


La rinascita di Messina The renaissance of Messina A sinistra, Palazzo del Gallo - Gino Coppedé; a fianco, fregio sul Palazzo della Dogana > Left, Palazzo del Gallo by Gino Coppedè; beside, frieze on Palazzo della Dogana

All’indomani del cataclisma che la distrusse il 28 dicembre del 1908, la città venne ricostruita dai più grandi architetti del primo Novecento. Un giro tra le testimonianze Liberty, neo-gotiche e neoclassiche che hanno saputo resistere ai morsi della Seconda Guerra Mondiale After the cataclysm that destroyed it on 28 December 1908, the city was rebuilt by the greatest twentieth-century architects. A trip among the art nouveau, neo-Gothic and neo-classical testimonies that succeeded in withstanding the blows of the Second World War E dire che avrebbero voluto raderla al suolo definitivamente. C’era rimasto talmente poco dopo il terremoto, che i più avanzavano proposte di bombardarne gli ultimi ruderi, oppure di ricoprirla completamente di calce, ricostruendo da qualche parte solo la stazione ferroviaria, una vera “testa di ponte” per le comunicazioni con il resto d’Europa. C’era rimasto davvero poco di Messina, dei suoi oltre 2600 anni di storia (anche se fu abitata fin dal Neolitico, segniamo con l’arrivo dei Greci nel 740 a.C. l’anno di nascita della città), ben 26 secoli di arte, di cultura e di vita polverizzati nel volgere di una sola alba. Ma i siciliani sanno quando è tempo di fare sul serio. Così, i poco meno di 60.000 messinesi rimasti dissero “no”, e lo dissero a gran voce. Preferirono restare tra macerie e incendi, tra frane e freddo, preferirono dormire in baracche tirate su con la pietà che lasciare la loro città. Straordinario coraggio che meritò la straordinaria risposta che la città ricevette: presto giunsero i più grandi architetti, presto si raccolsero le più qualificate maestranze e Messina risorse. Bellissima. Luigi Borzì, ingegnere capo del Comune, firmò il Piano Regolatore Generale di Ricostruzione, piano che fu approvato ben tre anni dopo il terremoto (31 dicembre 1911).

They would have liked to raze it to the ground once and for all. There was so little left after the earthquake that most people advanced proposals to bomb the remaining ruins, or to cover it altogether with mortar, only rebuilding the railway station somewhere, as a true “bridgehead” for communications with the rest of Europe. Truly very little was left of Messina, of its over 2600 years of history (although it had actually been inhabited since the Neolithic, it is with the arrival of the Greeks in 740 BC that we mark the year of birth of the city), a full 26 centuries of art, culture and life pulverized in a single dawn. But the Sicilians know when it is time to do things seriously. So the fewer than 60,000 Messina people that had remained said “no”, and they said it out loud. They preferred to stay there among the rubble and the fires, the landslides and the cold, they preferred to sleep in pitifully thrown-up huts rather than to leave their city. This was remarkable courage that deserved the remarkable response that the city received: soon the greatest architects came, and soon the most qualified Messina craftsmen and resources were gathered together. Very beautiful. Luigi Borzì, the head engineer of the Council, 39


A sinistra, il Duomo; a destra, dettaglio di palazzo Liberty > Left, the Cathedral; delail of a Deco building

28.12.1908 h. 5:21 Erano le 5:21 del 28 dicembre del 1908. I sismografi dell’osservatorio Ximeniano di Firenze sembrano impazziti. Gli addetti presenti a quell’ora del mattino annotano: “Stamani alle 5:21 negli strumenti dell’osservatorio è incominciata una impressionante, straordinaria registrazione. Le ampiezze dei tracciati sono state così grandi che non sono entrate nei cilindri: misurano oltre 40 centimetri. Da qualche parte sta succedendo qualcosa di grave”. Furono dunque i sismografi di tutta Europa a segnalare, quasi fossero stati moderni mezzi di comunicazione, la catastrofe che stava distruggendo Messina, il terremoto tra l’11° e il 12° grado della scala Mercalli che causerà, insieme con le onde di tsunami, la morte di oltre 80.000 persone (Messina allora contava 140.000 abitanti). It was 5:21 am on 28 December of 1908. The seismographs of the Ximeniano observatory in Florence seemed to have gone crazy. The employees present at that time of the morning annotate: “This morning at 5/21 am in the instruments of the observatory a shocking, extraordinary recording began. The amplitudes of the tracings were so big that they went out of the cylinders: they measure over 40 centimetres. Somewhere something serious is happening.” So it was the seismographs of all Europe that signalled, as if they had almost been modern means of communication, the catastrophe that was destroying Messina, the earthquake between the 11th and the 12th degree of the Mercalli scale, which, together with the tsunami waves, was to cause the deaths of over 80,000 people (at that time Messina had 140,000 inhabitants). 40

signed the General Rebuilding Plan, which was approved a full three years after the earthquake (31 December 1911). The new urban project traced out a city with wide roads flanked by trees and with buildings that were not to exceed the height of two floors; these were buildings in reinforced concentrated assembled in “blocks” to oppose the highest possible resistance to possible further cataclysms. The architects, forced in their choice of forms to conform to the rigid rules of the new anti-earthquake laws, made virtue of necessity and indulged themselves with ornaments, friezes, wrought iron, mosaics, mascarons, sculptures and whatever else they could think of. The faithful possible “reconstruction” of what the city had been, which many had hoped for, was no longer feasible: the Palizzata itself, the long succession of buildings that looked out on the sea giving Sicily’s welcome to the world, could not be restored, also because the very geography of the place had changed. The only monument that was put back up again exactly like the thirteenth-century original was the Cathedral: the front really is the same, but the interior unfortunately is not. Also, the piazza on which there beat out the animated hours of its bell tower is certainly not the original one: the latter was designed by the Genoese architect Gino Coppedé, who did some of the most remarkable parts of Messina. There is the Zodiac Palace and there is that masterpiece Palazzo del Gallo (Via Risorgi-


Il nuovo progetto urbano disegnava una città con strade ampie fiancheggiate da alberi e con palazzi che non avrebbero dovuto superare i due piani di altezza, palazzi in cemento armato assemblati in “isolati” per opporre la maggiore resistenza possibile ad eventuali ulteriori cataclismi. Gli architetti, costretti nelle forme ad adeguarsi alle rigide regole delle nuove leggi antisismiche, fecero di necessità virtù e si sbizzarrirono con gli ornamenti, fregi, ferri battuti, mosaici, mascheroni, sculture e chi più ne ha più ne metta. La “ricostruzione” più fedele possibile di quello che era stata la città, da più parti sperata, non era più realizzabile: la stessa Palizzata, la lunga teoria di palazzi che si affacciava sul mare a dare il benvenuto della Sicilia al mondo, non poté essere ripristinata, anche perché era cambiata la stessa geografia del luogo. L’unico monumento che venne rimesso in piedi esattamente come era l’originale duecentesco fu la Cattedrale: il prospetto è proprio uguale, ma l’interno purtroppo no. Anche la piazza sulla quale batto-

Radon & DNA La violenza del sisma ha modificato - così sostengono molti esperti - persino il DNA dei messinesi. Lo scuotimento tellurico ha infatti liberato nell’aria una importante quantità di radon (222Rn), un gas che, generalmente, avvalora con la sua presenza radioattiva - il verificarsi di fratture della crosta terrestre. Ebbene, a Messina ne è stato immesso così tanto che il DNA degli abitanti dello stretto sembra aver dovuto “rispondere” a questo attacco difendendosi con una diversa distribuzione della molecola HLA-DR11 (vedi Sikania 244 - marzo 2007). The violence of the earthquake modified - so many experts say - even the DNA of the people of Messina. The fact is that the quake freed into the air a major quantity of radon (222Rn), a gas that with its presence - which is radioactive - generally confirms the occurrence of fractures of the earth’s crust. Well, in Messina so much of it was released that the DNA of the inhabitants of the city on the Straits seems to have had to “respond” to this attack, defending itself with a different distribution of the HLA-DR11 molecule (see Sikania 244 - March 2007). Palazzo dello Zodiaco

no le ore animate del suo campanile non è certo quella originaria: questa l’ha disegnata l’architetto genovese Gino Coppedé, l’artista che ha firmato alcuni degli angoli più straordinari di questa nostra Messina. C’è il palazzo dello Zodiaco e c’è quel capolavoro di Palazzo del Gallo (via Risorgimento) che si contende l’alloro del più elegante con Palazzo Costarelli (via Cannizzaro). Di Ernesto Basile, oltre a quello della piazza del

mento) which vies for the prize of the most elegant with Palazzo Costarelli (Via Cannizzaro). Ernesto Basile, in addition to Piazza del Popolo, did the project for the “Garden House” on the Basicò estate, where, very beautiful and imposing, there stands the Cristo Re Sanctuary, inaugurated in 1934, which reprises the elegance attained by Filippo Juvara in the Superga basilica. And as if all this were not enough, here is the Sanctuary of the 41


Chiesa di San Giuliano > The San Giuliano Church

Popolo, è il progetto della “Casa Giardino” di fondo Basicò, laddove si innalza bellissimo e imponente il Santuario del Cristo Re, inaugurato nel 1934, che ripropone l’eleganza del Filippo Juvara della basilica di Superga. E come se tutto ciò non bastasse, ecco il Santuario della Madonna di Montalto, a Caperrina, primo tra gli edifici sacri ad essere ricostruito. Abbandoniamo il neo-classico e il neo-gotico, stili ai quali bisogna ricorrere anche per il palazzo del Municipio (Palazzo Zanca) e per molti altri occupati da uffici ed enti vari, per tornare al Modernismo e al Liberty. Anche qui, a Messina, c’è un elegantissimo Villino Florio, ma è estremamente facile rintracciare le linee morbide della nostra “art nouveau” nei giochi in ferro battuto di cancellate e balconi. Un esempio? Il cancello d’ingresso di Villa Garnier, davvero un esempio perfetto di quanto abbiamo appena descritto. Gli anni si susseguono, finisce il ventennio delle forme zoomorfe e dei fiori stilizzati e cominciano gli anni Trenta, severi e squadrati, con riferimenti al classicismo molto forti, forti come i colonnati che ne contraddistinguono l’architettura. È anche vero, però, che in questi anni, nonostante già si avvertissero i primi segni dei prossimi radicali cambiamenti storici, il nuovo governo stanziò i fondi per completare i lavori di ricostruzione della città. 42

Madonna di Montalto, at Caperrina, the first church to be rebuilt. We abandon the neo-classical and the neo-Gothic, styles to which we also have to refer for the building of the Town hall (Palazzo Zanca) and for many others occupied by offices and various bodies, to return to modernism and art nouveau. Here too, in Messina, there is an elegant Villino Florio, but it is extremely easy to trace the soft lines of our art nouveau in the play of wrought iron in railings and balconies. An example? The entrance to Villa Garnier, truly a perfect example of what we have just described. The years go by, there ends the twenty-year period of zoomorphic forms and stylized flowers and the thirties start, austere and squared-off, with very strong references to classicism, as strong as the colonnades that mark its architecture. It is also true, however, that in these years, although already the first signs of the next radical historical changes were being perceived, the new government provided the funds to complete the work of reconstruction of the city. So there is the General Post Office, that Littorio (now housing the Land Registry) and the buildings of the railway station and the port, with plenty of mosaics going over the most “heroic” phases of the history of the city.


Quindi ecco il palazzo delle Poste, quello Littorio (ora sede del Catasto) e gli edifici della stazione ferroviaria e del porto, con tanto di mosaici che ripercorrono le fasi più “eroiche” della storia della città. Non mancava l’episodio in omaggio a Mussolini, con il Duce ad arringare la folla, mascella quadrata e sguardo rude. Ma questo mosaico, tramontato il fascismo, è stato ricoperto con un’abbondante “mano” di intonaco, per cui - come ci insegna l’archeologia sarà proprio questo il mosaico che riuscirà a conservarsi meglio nel tempo, nonostante ritragga il protagonista italiano della Seconda Guerra Mondiale, conflitto che causò, con i suoi bombardamenti, la seconda distruzione della città dello Stretto. Messina è comunque tornata a germogliare tra la sua via Garibaldi e corso Cavour, tra piazza del Duomo e piazza del Popolo, mentre in questi primi anni del terzo millennio cerca di cancellare i segni del sacco edilizio degli anni Settanta, proteggendo il più possibile le sue aree naturali diventate riserve. (emilia gatti)

There was also the episode of the tribute to Mussolini, the Duce being depicted haranguing the crowd, with square jaw and rough look. But this mosaic, when fascism ended, was covered with an abundant “coat” of plaster, so that - as archaeology teaches us - precisely this mosaic will best succeed in preserving itself in time, although it depicts the Italian protagonist of the Second World War, which with its bombardments caused the second destruction of the city on the Straits. Messina at all events burgeoned once more with Via Garibaldi and Corso Cavour, Piazza del Duomo and Piazza del Popolo, while in these first years of the third millennium it is trying to wipe out the signs of the building sack of the seventies, protecting as much as possible its natural areas, which have become reserves. (emilia gatti)

Gli architetti/The architects Tanti nomi famosi che sono intervenuti nella ricostruzione della città. Tra questi, Ernesto Basile (Palermo, 1857 - 1932), l’esponente più famoso del modernismo internazionale e del Liberty al quale si devono opere come la nuova ala di Montecitorio con l’aula del Parlamento a Roma, il Teatro Massimo a Palermo e, prima realizzazione Liberty in Italia, il Villino Florio, sempre a Palermo. A Messina, oltre a partecipare attivamente al progetto del nuovo disegno urbano, disegna il quartiere “Casa Giardino” nel fondo Basicò. Particolare la presenza del “collega” genovese Gino Coppedé (Firenze, 1866 - Roma, 1927), che ha contrassegnato con uno stile davvero particolare il Liberty dei primissimi anni. Famoso il “suo” quartiere Coppedé a Roma, bellissimi i palazzi Costarelli e del Gallo a Messina. Many famous names were involved in the reconstruction of the city. Among these was Ernesto Basile (Palermo, 1857-1932), the most famous exponent of international modernism and art nouveau, to whom we owe works like the new wing of Montecitorio where Parliament meets in Rome, the Teatro Massimo in Palermo and, the first art nouveau creation in Italy, Villino Florio, also in Palermo. In Messina, in addition to actively participating in tracing out the new urban plan, he designed the “Garden House” district on the Basicò estate. A particular presence is that of the Genoese “colleague” Gino Coppedé (Florence, 1866-Rome, 1927), who marked the art nouveau of the early years with a very particular style. A famous work of his is the Coppedé district in Rome; in Messina he did the very beautiful Palazzo Costarelli and Palazzo Gallo. Il Santuario della Madonna di Montalto > The Madonna di Montalto Sanctuary

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Il mito in Sicilia Myth in Sicily “Ci fu una volta che il re degli dei s’infiammò d’amore per il frigio Ganimede, ed ebbe l’idea di trasformarsi in una cosa che, una volta tanto, gli parve più bella che essere Giove: un uccello...” (Ovidio, Metamrfosi - libro X - 155/157) Il Ganimede di Bertel Thorvaldsen esposto all’Hermitage > Ganymede by Bertel Thorvaldsen in the Hermitage

“Once upon a time the king of the gods was inflamed with love for Phrygian Ganymede, and had the idea of turning himself into a thing that, for once, seemed to him more beautiful than being Jupiter: a bird...”

“... Ma, fra tutti gli uccelli, non si degnò di trasformarsi che in quello capace di portare i fulmini, le armi sue. Detto fatto: battendo l’aria con false penne, rapì il giovinetto della stirpe di Ilo, che tuttora gli riempie i calici e gli serve il nèttare, con rabbia di Giunone”. Così Ovidio racconta nelle sue Metamorfosi il rapimento di Ganimede, il giovinetto che dà il nome ad una casa ritornata alla luce in quel di Morgantina, nella provincia di Enna. In effetti, nulla ha a che vedere il mito del bel frigio con la Trinacria, a parte il mosaico che riproduce il rapimento del coppiere degli dei messo a segno dal solito Giove, questa volta trasformatosi in aquila (noi pensiamo che abbia scelto il tipo “reale”!). Che si trattasse di diafane fanciulle “dalle belle caviglie”, o che si trattasse di riccioluti giovani atleti, Giove non faceva molta differenza: amava trascorrere il proprio tempo sia con le une che con gli 44

“... But, among all the birds, he only deigned to change himself into the one able to carry lightning, his weapons. He did it: beating the air with false pens, he abducted the stripling of the stock of Troy, who still fills his wine glasses and serves him nectar, to the anger of Juno.” Thus Ovid tells us in his Metamorphoses of the abduction of Ganymede, the stripling that gives the name to a house that has come back to light at Morgantina, in Enna province. In effect, the myth of the beautiful Phrygian has nothing to do with Trinacria, apart from the mosaic depicting the abduction of the cupbearer of the gods by the usual Jupiter, this time transformed into an eagle (we like to think it was type casting!). Whether it was diaphanous girls “with beautiful ankles”, or curly-haired young athletes, was all the same to Jupiter: he loved to spend his time with both the ones and the others, a custom very probably attributed to him by the dominant human class


Ratto di Ganimede (1531), di Antonio da Carreggio > The Abduction of Ganymede (1531), by Antonio da Carreggio Kunsthistorisches Museum, Vienna


altri, un costume molto probabilmente attribuitogli dalla classe umana dominante in quei tempi antichi, tempi che si prolungarono ben oltre i secoli avanti Cristo, divenendo addirittura modelli e status symbol. Insomma, tornando agli dei olimpici, Giove che tutto vede si accorse del bellissimo fanciullo figlio di Troo (il re che diede nome alla città di Troia) mentre il giovinetto pascolava il gregge sul monte Ida. Un desiderio, un pensiero, ed ecco che il padre degli dei si trasformò nell’elegante rapace e, con mossa fulminea, lo agguantò con i suoi poderosi artigli e se lo portò nella sua residenza oltre le nubi. Pare che, come al solito, questa sua passione accese la gelosia di Giunone, la quale, come sanno fare benissimo le donne, riuscì a convincere il coniuge a fare a meno delle grazie di Ganimede. Giove, però, disposto sì a qualche rinuncia, ma non proprio a tutto, elesse il giovane amante a coppiere degli dei. Ganimede è ancora in cielo, nella costellazione dell’Acquario, a mescere ambrosia ai commensali della divina tavola.

in those ancient times, times that were prolonged well beyond the centuries before Christ, even becoming models and status symbols. In short, returning to the Olympic gods, Jupiter, who saw everything, noticed the beautiful boy who was the son of Troo (the king that gave the name to the city of Troy) while the boy pastured his flock on Mount Ida. A desire, a thought, and then the father of the gods turned himself into the elegant bird of prey and, with sudden movement, seized him with his mighty claws and took him to his residence beyond the clouds. It seems that, as usual, this passion of his aroused the jealousy of Juno, which, as women know how to do very well, succeeded in convincing her consort to live without the graces of Ganymede. Jupiter, however, prepared to renounce some things but not quite everything, chose the young lover as the cupbearer of the gods. Ganymede is still in the sky, in the constellation of Aquarius, pouring ambrosia for those who sit at the divine table.

Restiamo nella provincia ennese, ma ci spostiamo tra Villarosa e Calascibetta.

We stay in Enna province, but we move to between Villarosa and Calascibetta.

Ganimede e l’aquila > Ganymede and the eagle Musei Vaticani

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Dal tesoro della grotta D’Anzisa, oggi oracolo di amanti infelici, alla rocca di Cefalù, ultimo baluardo del cantore Dafni, fino al castello della Zisa a Palermo, con i suoi capricciosi “diavulicchi”

From the treasure of the D’Anzisa cave, now an oracle for unhappy lovers, to the Rock of Cefalù, the last bulwark of the singer Daphnis, and the Zisa castle in Palermo, with its whimsical “little devils”

Panorama su Calascibetta > A panoramic view on Calascibetta > ph_rabendeviaregia

Tra questi monti si aprono molte grotte, e una di queste, detta la grotta D’Anzisa, custodisce un’antica leggenda che, come capita quasi sempre, ha a che fare con un inestimabile tesoro. Si racconta che due cacciatori avevano trovato la tana di un coniglio e, per stanarlo, avevano usato, come è solito, il furetto. Ma dalla tana non uscivano né il coniglio, né il furetto. Armati di pale, allargarono l’angusto pertugio, scoprendo un dedalo di gallerie che li portò in una grotta ricolma d’oro e di preziosi. Trascorsero ore a riempire con quel tesoro le sacche sui cavalli, tanto che si fece notte e i due cacciatori decisero di restare a dormire nella grotta per riprendere il cammino con il primo sole. Durante la notte, però, si svegliarono in preda ad atroci dolori, acuiti anche dal feroce litigio che nacque dal sospetto di essere stati avvelenati, l’uno dall’altro. All’alba, i due cacciatori erano passati a miglior vita e i cavalli, stufi di attendere, fecero ritorno alla stalla che di solito li ospitava. Il proprietario, tale Toni D’Anzisa, venne svegliato dunque dal tintinnio dell’oro nelle sacche degli animali: benedisse quel nuovo giorno e da allora, usando quella fortuna con prudenza, smise per sempre di faticare. La grotta non ha più alcun tesoro da svelare, ma pare

Among these mountains there are a lot of caves and one of these, known as the Anzisa cave, guards an old legend that, as almost always happens, has to do with a priceless treasure. It is recounted that two hunters had found a rabbit’s den and, to get it out, had used, as is the custom, a ferret. But from the den there emerged neither the rabbit nor the ferret. Armed with shovels, they widened the narrow hole, discovering a maze of tunnels that took them into a cave full of gold and jewels. They spent hours filling the saddle packs on the horses with that treasure, so much so that night came and the two hunters decided to sleep in the cave and set out again with the first sun. During the night, however, they woke up full of atrocious pains, also intensified by the fierce quarrel that broke out because of the suspicion each had of having been poisoned by the other. At dawn, the two hunters were dead and the horses, fed up with waiting, returned to the stable where they usually were. So the owner, one Toni D’Anzisa, was woken up by the tinkling of the gold in the knapsacks of the animals: he blessed that new day and from then on, using that fortune prudently, stopped working for good. The cave has no more treasure to disclose, 47


In alto a destra l’affresco con i diavulicchi della Zisa > Top, right, the fresco with the “diavulicchi” (little devils) of the Zisa


Myth in Sicily

Il mito in Sicilia

Il Castello della Zisa > The Zisa Castle > ph_david_locke

abbia il potere di annunciare all’amante dubbioso se il suo amore è corrisposto, se lo sarà o se non lo sarà mai.

but it seems it has the power to reveal to the doubtful lover whether his or her love is requited, will be one day or never will be.

Proseguendo il nostro viaggio tra i miti, eccoci approdare a Cefalù, la cui rocca ricorda l’insano gesto di Dafni, il pastorello famoso per il suo canto dolcissimo. Costui era sposato con Cloe, figlia di Giunone, ma una regina perfida, pur di farne l’amante di una notte, lo drogò; Giunone, insensibile alla innocenza del genero, lo punì accecandolo. Disperato, il giovane cantore si uccise gettandosi proprio da questa rocca, che ancora risuona, durante i temporali, del suo triste ultimo canto. Siamo alle porte di Palermo, e non possiamo non iniziare menzionando la leggenda dei diavulicchi della Zisa, il castello arabo che ritrae, nella volta di un arco, l’Olimpo con i suoi residenti. L’affresco, molto in alto e ricco di ombre, nuvole e svolazzi, ha dato vita alla leggenda secondo la quale chiunque fosse riuscito a contare, il 25 marzo, per due volte e con lo stesso risultato le figure in esso dipinte avrebbe avuto rivelato il passaggio per accedere alla stanza del tesoro. (XIX - continua - maria lohman)

Continuing our trip among myths, we come to Cefalù, whose rock reminds us of the insane gesture of Daphnis, the little shepherd famous for his sweet song. He was married to Chloe, the daughter of Juno, but a perfidious queen, to make him her lover for a night, drugged him; Juno, insensitive to the innocence of her son-in-law, punished him by blinding him. In despair, the young singer killed himself by throwing himself right off this rock, which during storms still resounds with his last sad song. We are just outside Palermo, and we cannot not begin by mentioning the legend of the “diavulicchi” of the Zisa, the Arab castle where, in the vault of an arch, Olympus is depicted with its denizens. The fresco, very high up and rich in shades, clouds and fluttering, has given rise to the legend according to which whoever succeeded in counting, on 25 March, twice and with the same result the figures painted in it would reveal the passage into the treasure room. (XIX - continua - maria lohman) 49


tesori nascosti>hidden treasures


TESORI NASCOSTI>HIDDEN TREASURES

L’officina del tempo The workshop of time Una originale raccolta di orologi > An original collection of clocks C’è un paesino nascosto fra le montagne travestite da colline nella Sicilia occidentale, all’estremo Sud della provincia di Palermo. È attraverso curve sinuose che si giunge a Bisacquino: qualcuno l’ha sentita nominare, forse, è quella cittadina in cui nacque nel 1897 il famosissimo Frank Capra, la cittadina con la piazza magnificata dalla facciata barocca della Chiesa Madre e rinfrescata da una deliziosa fontanella a quattro bocche, come quelle delle fiabe. In cima al corso Triona, verso il monte, c’è un bellissimo giardino dedicato al Calvario, e più su ancora

c’è il santuario della Madonna del Balzo. Ma il luogo magico di Bisacquino sta più in basso, nel cuore del centro storico, al numero 76 del corso Umberto I, dove si vede una porticina coi vetri celati da scuri che hanno l’aria di non essersi schiusi da tempo immemorabile: dietro quell’uscio c’è un museo, ma non lo indovineresti se non fosse per la piccola targa di ceramica colorata attaccata al muro! È un museo dove bisogna bussare per entrare, ma ha custodi amorevoli: bussate e vi sarà aperto. Quella porticina non si

There is a village hidden among the mountains disguised as hills in western Sicily, in the extreme south of Palermo province. It is around sinuous bends that one reaches Bisacquino. Some have perhaps heard its name; it is the village where in 1897 the famous Frank Capra was born, the village with the piazza glorified by the Baroque façade of the Parish Church and refreshed by a delicious little fountain with four mouths like the ones in fairytales. At the top of Corso Triona, towards the mountain, there is a beautiful garden devoted to the Calvary, and further on

there is the sanctuary of the Madonna del Balzo. But the magic place in Bisacquino is further down, in the heart of the historic area, at number 76 in Corso Umberto I, where there is a little door with panes concealed by blinds that look as if they had not been opened since time immemorial: behind that door there is a museum, but you would not guess it if was not for the small plate of coloured ceramics attached to the wall! It is a museum where you need to knock to enter, but it has fond custodians: knock

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TESORI NASCOSTI>HIDDEN TREASURES

Una delle due piccole sale del museo > One of the two small halls of the museum

prende il disturbo di spalancarsi del tutto, ad un certo punto inciampa al pavimento e dovrete essere voi a sfilarla di lato per entrare; ma, una volta dentro, quello sforzo sarà ampiamente retribuito: vi sembrerà di essere entrati nella bottega di un mago. Due stanzucce non troppo luminose, colme di oggetti misteriosi e affascinanti, banchetti coperti di arnesi, ingranaggi e lancette attaccati alle pareti, orologi dai quadranti grandi e piccini, strumenti dalle fogge più strane attraversati da stratagemmi ingegnosi, vecchi registri e disegni, piccole pinze e tanti ritratti a vigilare su quel tesoro, i ritratti antichi dei maghi che dal 1700 fino al 2004 a Bisacquino hanno animato, con la passione per il loro lavoro, quella botteguccia che oggi è il Museo dell’Orologio. C’è un severo orologio regolatore, c’è un rarissimo esemplare di orologio geografico universale che mette in sincronia l’ora di Roma con i punti più lontani del Pianeta, ci sono giganteschi meccanismi da suoneria che ingombrano prepotente52

and you will enter. That little door does not take the trouble to open up wide; at one point it catches against the floor and you have to slip past it to get in; but, once you are inside, the effort will be well rewarded: you will think you have entered a magician’s shop. Two not very bright little rooms, full of mysterious and fascinating objects, benches covered with objects, gears and hands attached to the walls, clocks with big and tiny dials, tools the strangest shapes shot through with clever stratagems, old registers and sketches, small pliers and so many portraits watching over that treasure, the old portraits of the magicians that from 1700 to 2004 at Bisacquino with their passion for their work gave life to that little workshop that today is the Clock Museum. There is a severe regulator clock, there is a very rare exemplar of a universal geographical clock that synchronises the time in Rome with the most distant points on the planet, there are gigantic alarm mechanisms that arrogantly encumber the environ-


TESORI NASCOSTI>HIDDEN TREASURES

mente l’ambiente. Lì per più di trecento anni, gli esponenti della famiglia Scibetta hanno costruito orologi da torre che ancora oggi in tutta l’Isola scandiscono la vita quotidiana intorno alle chiese e ai palazzi in cui sono stati incastonati. L’atmosfera è accogliente e severa ad un tempo, un tempo straordinariamente diluito in uno spazio straordinariamente colmo e compresso. I quadranti esposti sono diversi, anime di secoli di moda e di mode; alcuni sono tanto grandi da farvi sentire come gli abitanti di Lilliput di fronte all’enorme “macchina rotonda” alla catena di Gulliver; c’è una piccola scrivania che sembra essere rimasta in fiduciosa attesa, ancora coperta di progetti e appunti; e su tutto l’odore della polvere che rende affascinanti quelle stanzette, un odore che vi trasporta dentro dimensioni lontane. Dalla porticina posteriore si scorgono i tetti e ancora le colline, le stesse che il capostipite della famiglia Scibetta guardava nel 1700 mentre costruiva le armi. Poi imparò a fare gli orologi, quelli grandi, per le torri, quelli che contano il tempo di tutto un popolo; smise di costruire armi, ma forse non cambiò del tutto mestiere: omnia ferint, ultima necat (tutte feriscono, l’ultima uccide) dicevano gli antichi delle ore. (anna gelsomino)

ment. There for over three hundred years members of the Scibetta family built tower clocks that still today all over the island mark out the rhythm of daily life around the churches and the buildings in which they have been placed. The atmosphere is at once pleasant and austere, a time remarkably diluted in a remarkably full and compressed space. The dials on display vary, souls of centuries of fashion and fashions; some are so big as to make you feel you like the inhabitants of Lilliput seeing the enormous “round car” chained to Gulliver; there is a small desk that seems to have stayed there in a trustful state of waiting, still covered with projects and notes; and over it all there is the odour of the dust that renders those little rooms fascinating, an odour that transports you into distant dimensions. From the little back door you can see the roofs and also the hills, the same ones that the founder of the Scibetta family looked at in 1700 while he was building the weapons. Then he learned to make clocks, big ones, for towers, those that count the time of a whole people; he stopped building weapons, but perhaps he did not change his work entirely: omnia ferint, ultima necat (all hurt, he last one kills) said the ancients of the hours. (anna gelsomino)

Un curioso meccanismo > A strange mechanism

Informazioni/Information Il Museo dell’Orologio si può visitare gratuitamente rivolgendosi alla famiglia Scibetta The Clock Museum can be visited free by applying to the Scibetta family tel. 091 8351033 - 339 335599 Come arrivare/How to get there A Bisacquino si giunge dall’autostrada CT-PA uscita Villabate, si imbocca la veloce PA-AG e si esce a Bolognetta; si attraversa l’abitato di Marineo e, superato Corleone e Campofiorito, si arriva a destinazione. You get to Bisacquino along the Catania-Palermo motorway, Villabate exit, fast Palermo-Agrigento road, Bolognetta exit; you go through the village of Marineo and past Corleone and Campofiorito, you arrive at the destination. Dove mangiare e dormire/Where to eat and sleep Si può mangiare “Al Paiolo”, ristorante con cucina casereccia; per dormire si può andare a Chiusa Sclafani (per es. B&B “Il Ciliegio”) You can eat at “Al Paiolo”, a restaurant with home cooking; you can sleep at Chiusa Sclafani (e.g. B&B “Il Ciliegio”)

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Dodicesimo appuntamento con il mondo affascinante del dialetto siciliano: a far da Cicerone la ricercatrice di tradizioni popolari Sara Favarò > Twelfth appointment with the fascinating world of Sicilian dialect: with the popular traditions’ researcher Sara Favarò I testi si possono ascoltare cliccando > You can hear the texts by clicking on

www.sikania.it

Orvu di l’occhi Blind me “Orvu di l’occhi!” (che io possa accecare!), questo è l’anatema che i nostri progenitori usavano per attestare un giuramento indissolubile o una verità inoppugnabile. L’espressione dialettale affonda le sue radici nella mitologia dell’antica Sicilia, antecedente all’influenza della religione ellenica, e più precisamente ai Palici, due gemelli, figli del dio siculo Adranos, ai quali era dedicato un tempio tra Mineo e Palagonia, ed i cui ruderi, oggi scomparsi, esistevano fino al secolo XVI. Il tempio, così come attestato da Emanuele Ciaceri : “ […] Per antichità e venerazione era fra i più rinomati dell’isola in quanto sorgeva accanto ai famosi crateri, che prendevano nome appunto dagli dei Palici, corrispondenti al cosiddetto lago di Naftia dei giorni nostri. Diodoro (XI, 89) […], ci narra delle cose miracolose di quei crateri. Li paragona ad una grande caldaia piena di acqua bollente che con violenza vien fuori e si eleva in alto accompagnata da profondi boati e da forte odore di zolfo. E ricorda la religiosità del luogo. Vi si prestavano i santi giuramenti e gli spergiuri erano colpiti immantinente dalla divina vendetta, tanto che alcuni si vedevano uscir cie54

“Orvu di l’occhi!” (blind me!) - this is the anathema that our progenitors used in order to attest to an indissoluble oath or an incontestable truth. The dialectal expression is rooted in the mythology of ancient Sicily, antecedent to the influence of the Hellenic religion, and more precisely to the Palici, two twins, children of the Siculo god Adranos, to whom a temple was dedicated between Mineo and Palagonia, and whose ruins, today vanished, existed until the 16th century. The temple, as attested by Emanuele Ciaceri: “… For antiquity and veneration was among the most famous on the island in that it lay close to the famous craters, which were named precisely after the Palici gods, corresponding to the so-called lake of Naftia of our days. Diodorus (XI, 89) narrates some miraculous things of those craters. He compares them to a great boiler full of hot water that comes out with violence out and rises aloft accompanied by deep roars and a strong odour of sulphur. And he mentions the religiousness of the place. Holy oaths were uttered there and perjurers were stricken immediately by divine revenge, so much so that some were seen to come out of the temple blind; and people had recourse to it as a


chi dal tempio; e vi si ricorreva come a supremo e sacro tribunale per disciogliere i più intrigati litigi”. Lo stesso autore, agli inizi del XX secolo, nello stesso testo, circa il potere “miracoloso” dell’acqua, connesso alla vista, scrive: “Nell’antichità, e in genere in tempi nei quali il popolo vive in uno stato primitivo di civiltà, devono essere frequenti i casi in cui si attribuisce alle acque sacre d’una fonte simile virtù miracolosa. Sotto l’influsso della nuova religione ciò avviene ancora oggi ai nostri giorni in molti paesi, ove predomina la vita semplice dei pastori e degli agricoltori. […] E in Sicilia, come altrove, è naturale che il popolo continui a riferire l’efficacia delle acque sulfuree al potere miracoloso di questo o di quel santo”. Il potere di protezione della vista, ossia della “luce degli occhi”, nella fede cattolica è transitato nella santa il cui stesso nome indica la luce: Lucia! Lucia è la santa a cui si rivolgono coloro i quali hanno problemi agli occhi ed è la protettrice dei ciechi, degli oculisti e degli elettricisti, professionisti della luce, anche se non nella sua accezione spirituale. Un potere che spinse finanche gli speziali medievali a preparare un collirio che non poteva che chiamarsi “Santa Lucia”. Ma come è ben noto non esiste solo la “vista di

supreme and sacred court to settle the most entangled quarrels.” The same author, at the beginning of the 20th century, in the same text, on the “miraculous” power of the water, connected to sight, writes: “In antiquity, and generally in times in which people live in a primitive state of civilization, there must frequently be cases in which similar miraculous virtue is attributed to the sacred waters of a spring. Under the influence of the new religion this still happens today in many villages, where the simple life of shepherds and farmers predominates. … And in Sicily, as elsewhere, it is natural for people to continue to relate the effectiveness of sulphurous waters to the miraculous power of this or that saint.” The power of protection of sight, or rather of the “light of the eyes”, in the Catholic faith was transferred to the saint whose very name indicates light: Lucy! Lucy is the saint to whom those people turn that have problems with their eyes and she is the protectress of the blind, of oculists and of electricians, professionals of light, even if not in its spiritual meaning. It is a power that even drove medieval apothecaries to prepare eyewash that could not fail to be called “Saint Lucy.” But as is well known, there is not only the “sight

Betta pilusa ‘Nt’on paiseddu viveva ‘na picciotta di nomu Betta. Già di nica nica, pi curpa di lu pilu c’aveva a tutti banni, la chiamaru Betta pilusa. Quannu passava ‘nna li strati tutti si giravanu e dicevano: “Talè, sta passannu Betta pilusa!”, ma di quantu era brutta nuddu ci scanciava ‘na parola. Sulu pi so patri era bedda comu u suli e la chiamava “Bittuzza mia”. Betta era ladia, però era ‘na brava fimmina di casa. Quannu sfurnava lu pani lu sciauru si sinteva ‘nta tuttu lu vicinatu. Un jornu passava di ddà un picciottu furisteru, ‘ntisi lu sciauru di lu pani appena sfurnatu, ccì trasì dintra e s’innamurà d’idda. Dopu quarchi misi si maritaru e fu accussì ca Betta pilusa addivintà Betta filici.

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l’occhi”, ma c’è la ben nota vista dell’amore in grado di operare miracoli. E così, come nel racconto che segue (documentato a Roccapalumba) una donna, da tutti ritenuta brutta, diventa improvvisamente bella per il giovane che la guarda con gli occhi dell’amore.

Betta pelosa In un paesino viveva una ragazza di nome Betta. Già da piccolina, per colpa dei peli che aveva dovunque, la chiamavano Betta pelosa. Quando passava per le strade tutti si giravano e dicevano: “Guarda, sta passando Betta pelosa!”, ma era così brutta che nessuno le rivolgeva la parola. Solo per suo padre era bella come il sole, e la chiamava “Bettina mia”. Betta era brutta, però era una brava donna di casa. Quando sfornava il pane l’odore si sentiva in tutto il vicinato. Un giorno passava da lì un ragazzo forestiero, sentì l’odore del pane appena sfornato, entrò nella sua casa e si innamorò di lei. Dopo alcuni mesi si sposarono e fu così che Betta pelosa divenne Betta felice. (testo e foto: sara favarò)

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of the eyes”. There is also the well-known sight of love able to operate miracles. And so, as in the story that follows (documented at Roccapalumba) a woman, considered ugly by everyone, suddenly becomes beautiful for the young man that looks at her with the eyes of love.

Hairy Betta In a little village there lived a girl named Betta. Already when she was little, because of the hairs she had all over her, she was called hairy Betta. When she went along the street everyone turned and said: “Look, hairy Betta is passing!”, but she was so ugly that nobody spoke to her. It was only for her father the she was as beautiful as the sun, and he called her “my Bettina.” Betta was ugly, but she was a good housekeeper. When she took the bread out of the oven you could smell it all over the neighbourhood. One day a foreign boy passed that way, he smelt the bread fresh from the oven, entered her house and fell in love with her. After some months they got married and so hairy Betta became happy Betta. (text and photos: sara favarò)


I Consigli di Sikania > Sikania advices

la Sicilia vien viaggiando an appetite for Sicily comes by travelling

> dove dormire > dove mangiare > il ristorante > lâ&#x20AC;&#x2122;albergo > where to sleep > where to eat > the restaurant > the hotel


Dove mangiare Where to eat

Palermo & Provincia CUCINA PAPOFF Palermo - via I. La Lumia, 32  091 586460, chiuso sabato a pranzo e domenica, 35 € SHAKESPEARE & COMPANY Palermo - Salita Artale, 5,  091 7495205, chiuso mercoledì, 40/45 € PIZZERIA LE PERGAMENE Palermo - piazza Marina, 48/49,  091 6166142; 20 € AL DESCO Palermo - via Judica, 23;  091 6090587, aperto solo a cena, chiuso domenica, 40 € FARO VERDE DA BENITO S. Flavia - largo San Nicolicchia, 14, Porticello  091 957977 chiuso martedì, 40 € IL BAVAGLINO Terrasini - lungomare Praiola, 2;  091 8681284, chiuso martedì, 18 €

Agrigento & Provincia

OSTERIA CACCIATORE Castrofilippo - c.da Torre,  0922 829824, chiuso mercoledì, 22 €

LA SCALA Caltagirone - scala S. M. del Monte, 8  0933 57781, chiuso mercoledì, 20 €

LA MADIA Licata - via F. Re Capriata, 22;  0922 771443, chiuso martedì e domenica sera in inverno, menù degustazione 40 €

IL GIARDINO DI BACCO San Giovanni La Punta - via Piave, 3  095 7512727, chiuso lunedì, a pranzo da martedì a sabato, gennaio, 35 €

VECCHIO FIENILE Scicli - loc. Playa Grande, SP 18 km. 4,  0932 930377, chiuso mercoledì, 30 €

Enna & Provincia

Siracusa & Provincia

ARISTON Enna - via Roma, 353,  0935 26038, chiuso domenica, prezzo medio 25 €

TAVERNETTA DEL PAPIRO Siracusa - via Tripoli, 6,  0931 461066, chiuso domenica e in agosto, 25/30 €

LA BRACE Calascibetta - SS. 290 km 46,  0935 34699, chiuso lunedì e agosto, 25 €

TAVERNA LA CIALOMA Pachino - piazza Regina Margherita, 23  0931 841772, chiuso martedì, 25 €

Messina & Provincia

MAURIZIO Porto Palo di Capo Passero - via Tagliamento, 22  0931 842644, chiuso martedì (mai in estate), ferie da fine ottobre a fine novembre; 30 €

ACQUARIUS S. S. di Quisquina - via L. Attardi, 62,  0922 982432, chiuso mercoledì, prezzo medio 25 €

Caltanissetta & Provincia VICOLO DUOMO Caltanissetta - vicolo Duomo, 5  0934 582331, chiuso domenica e lunedì a pranzo, 22/25 € L’ANGOLODIVINO Caltanissetta - via Di Cataldo,  0934 542983, chiuso lunedì e domenica sera, 25 € CASANOVA Gela - via Venezia, 89  0933 918580, chiuso domenica, lunedì a cena e dal 15 al 31 agosto, 30 €

LEON D’ORO Agrigento - viale Emporium, 102;  0922 414400, chiuso lunedì, 40 €

VILLA ROSANGELO Mazzarino - contrada Pileri,  0934 381437, chiuso lunedì, 20 €

VITTORIO Menfi - via Friuli Venezia Giulia, 9, loc. Porto Palo,  0925 78381 chiuso lunedì sera, 30 €

Catania & Provincia L’AMBASCIATA DEL MARE Catania - piazza Duomo, 6,  095 341003; chiuso lunedì, 25 € OSTERIA ANTICA MARINA Catania - via Pardo, 29  095 348197; chiuso mercoledì, 30 €

Ristorante

REGINE Via Trapani, 4/a Palermo  091 58 65 66

DUE SORELLE Messina - piazza Municipio, 4;  090 44720, chiuso lunedì e in agosto, 25 € DON SANTO (TRATTORIA TIPICA) Floresta - c.da Favoscuro,  0941 662030; chiuso lunedì tranne luglio ed agosto; 20 € www.donsanto.it VILLA LA ROSA Filicudi (I. Eolie - ME) - via Rosa, 24,  090 9889965, prezzo medio 25 € vini esclusi; info@villalarosa.it www.villalarosa.it LA MACINA San Marco d’Alunzio - via Aluntina, 48  0941 797848, chiuso martedì, 25 €

IL CARATO Catania - via V. Emanuele II, 81  095 7159247, 35 €, menù degustazione 52 €, vegetariano 26 €

COVO DEL PIRATA Milazzo - lungomare Garibaldi (p.le Marullo)  090 9284437, chiuso mercoledì, 35 €

LA GROTTA Acireale - via Scalo Grande, 46, loc. Santa Maria La Scala,  095 7648153, chiuso martedì e due settimane in inverno, 35 €

Ragusa & Provincia

GALATEA Acitrezza - via Livorno, 146,  095 277913; chiuso lunedì e due settimane a novembre, 40 € ‘U TRAPPITU Militello Val di Catania - via Principe Branciforti, 125;  095 811447, chiuso lunedì, aperto a pranzo solo su prenotazione, 15 €

SERAFINO DAL 1953 Marina di Ragusa - lungomare A. Doria  0932 239522, aperto dal sabato di Pasqua al 30 novembre, 30 €

IL BAROCCO Palazzolo Acreide - via Duca d’Aosta, 27  0931 883266; chiuso martedì, 18 €

TRATTORIA DEL CROCIFISSO DA BAGLIERI Noto - via Principe Umberto, 48,  0931 571 151 chiuso mercoledì, 20 € Trapani & Provincia CANTINA SICILIANA Trapani - via Giudecca, 36  0923 28673, chiuso periodo natalizio, 30 € TAVERNA PARADISO Trapani - lungomare Dante Alighieri, 22  0923 22303; chiuso domenica, 30 €

DUOMO Ragusa - via Capitano Bocchieri, 31  0932 651265, chiuso lunedì e domenica sera, 60 €

LA PINETA DI ANGELO Castelvetrano - via Punta Cantone, località Marinella di Selinunte  0924 46820; sempre aperto (eccetto festivi), 30 €

LE MAGNOLIE Modica - via Gianforma, 179, loc. Frigintini  0932 908136, chiuso martedì, 25 €

EL PESCADOR DA PASQUALE Favignana - p.zza Europa, 38  0923 921035, chiuso mercoledì a pranzo (solo in inverno), 25/30 €

CUCINA E VINO Ragusa Ibla - via Orfanotrofio, 91  0932 686447, chiuso martedì, 20 €

PESCATORE Mazara del Vallo - via Castelvetrano, 191  0923 947580 chiuso lunedì, 35 €


Dove dormire Where to sleep

Palermo & Provincia

Caltanissetta & Provincia

ASTORIA PALACE HOTEL **** Palermo - via Montepellegrino, 62  091 6280140 - fax 091 6371227 da 178 €

SAN MICHELE **** Caltanissetta - via Fasci Siciliani  0934 553750; da 120 €

HOTEL UCCIARDHOME **** Palermo - via Enrico Albanese, 34-36;  848 836766; da 160 € HOTEL CRYSTAL PALACE *** Palermo - via Roma 477/a;  091 6112580, da 130 € IL MEZZANINO DEL GATTOPARDO Palermo - via Alloro, 145;  333 4771703; da 110 €

LA VECCHIA PALMA *** Catania - via Etnea, 668  095 432025; da 100 € VILLA PARADISO DELL’ETNA **** S. Giovanni la Punta - via per Viagrande, 37  095 7512409; da 260 €

Agrigento & Provincia DIOSCURI BAY PALACE **** Agrigento - lungomare Falcone e Borsellino, 1  0922 406111; 170 € standard - 200 € deluxe

B&B LOCANDA DEL MORO Sciacca - via Liguori, 44,  0925 86756; 80 € AGRITURISMO CASALICCHIO Cammarata - contrada Casalicchio,  0922 908144; da 110 €

A GRITURISMO PALLADIO Riesi - contrada Palladio,  0934 921305; 67 €

Catania & Provincia

ALBERI DEL PARADISO **** Cefalù - via dei Mulini, 18,  0921 423900; da 96 € (camera con finestra)

HOTEL KAOS Villaggio Pirandello  0922 598622; da 130 €

B&B RESIDENCE DELLE STELLE Caltanissetta - via San Giuliano, 27  0934 581819; 120 €

I prezzi si intendono per doppia BB VILLA GUSSIO NICOLETTI Leonforte - c.da Rossi, SS 121 km 94,750  0935 903268; 110/256 €

B&B TALIA Modica - via Exaudinos, 9,  0932 752075; da 120 €

BAGLIO SAN PIETRO Nicosia - località San Pietro,  0935 640529; 76 €

B&B LA CASA DI MONTALBANO Via A. Moro, 44, loc. Punta Secca, Santa Croce Camerina  0932 655566; da 64 € (min. 2 notti)

Messina & Provincia EUROPA PALACE HOTEL **** Messina - loc. Pistunina, SS 114 km 5+470  090 621601; da 100 € VILLA MIRAGLIA ** Cesarò - loc. Portella Miraglia SS 289  095 7732133; HB 100 € VILLA DUCALE **** Taormina - via Leonardo da Vinci, 60;  0942 28153; da 130 € D’ORANGE ALCANTARA *** Francavilla di Sicilia - via dei Mulini, 14/16  0942 981374; da 80 €

Siracusa & Provincia HOTEL ROMA **** Siracusa - via Minerva, 10,  0931 465626, da 200 € HOTEL MEDITERRANEO *** Siracusa - via Tripoli, 40,  0931 445047; da 75 € B&B AL TEATRO Siracusa - via del teatro, 15,  0931 64674; da 50 € AGRITURISMO CASA DELLO SCIROCCO Carlentini - c.da Piscitello;  095 447709 - 338 1720112; da 38 €

B&B SOTTO IL VULCANO Nicolosi - via Monpilieri, traversa V, s.n.  095 914851; da 57 €

RESIDENCE VILLA FIORENTINO Lipari - via G. Franza, 9  090 9812136; appartamento da 60 €

B&B I RUSTICI Trecastagni - via Archimede, 2,  095 7809956; da 30/35 €

Ragusa & Provincia

Enna & Provincia

HOTEL VILLA CARLOTTA **** Ragusa - via Ungaretti,  0932 604140;120 €

GRANDE ALBERGO SICILIA *** Enna - piazza N. Colajanni, 7;  0935 500850; 91/120 €

HOTEL PALAZZO DEGLI ARCHI Ragusa Ibla - corso Don Minzoni, 6  0932 686021; da 90 €

B&B TRA CIELO E SABBIA San Vito Lo Capo - via del Secco, 44  +39 0923 972638 cell. +39 335 7488954; da 35 € www.tracieloesabbia.it

SELENE *** Piazza Armerina - via G.le Gaeta, 30/32  0935 683412; da 70 €

CAMBIOCAVALLO C.da Zimmardo - Pozzallo  0932 779118; da 110 €

KEMPINSKI GIARDINO DI COSTANZA *****L Mazara del Vallo - via Salemi km 7+100;  0923 907763; 339 €

Trapani & Provincia TORRI PEPOLI *** Erice - viale Conte Pepoli,  333 3010504; da 200 €

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via Montepellegrino, 62 - 90142 Palermo -  +39 091 6280140 - fax + 39 091 6371227


BUON APPETITO>ENJOY YOUR MEAL

I Consigli di Sikania a cura di > Sikania advices by

La Locanda del Colonnello > Modica (Ragusa) Modica, città del cioccolato e cuore pulsante del barocco nel Sud Est siciliano. Qui, nell’anima storica della città, fra antiche magioni, chiese spettacolose e vicoli, i due grandi baffi neri alla Hercule Poirot che campeggiano su un’insegna in ferro color rosso bordeaux contraddistinguono la Locanda del Colonnello. Realizzata dai proprietari del vicino hotel quattro stelle Palazzo Failla, la locanda si trova in un antico stabile, ristrutturato con cura, del 1800. Preceduti da un delizioso cortile, i quattro locali interni in

stile provenzale si rifanno alle atmosfere del passato e ricordano le ambientazioni lusitane di Fernando Pessoa dei primi del Novecento: mattonelle colorate alle pareti, grandi credenze in arte povera, lampioncini in alluminio smaltato, brocche in terracotta e sedie in rafia intrecciata. Le materie prime utilizzate nei piatti sono autoctone, genuine ed accuratamente scelte: pilastro portante della cucina è Maria “Fatima” Di Giacomo, che con il prezioso supporto del marito Luciano Failla, cura sapientemente le portate. Si comincia

La Locanda del Colonnello > Vicolo Biscari 6, Modica (RG) - tel. 0932 752423; 25 €; chiuso mercoledì, ferie in febbraio > 25 €; closed on Wednesdays, holidays in February Modica, the town of chocolate and the pulsating heart of the Baroque in south-eastern Sicily. Here, in the historical soul of the city, among old mansions, spectacular churches and alleys, two big black moustaches in the manner of Hercule Poirot standing out on an insignia in maroon-coloured iron mark the Locanda del Colonnello. Created by the owners of the nearby four-star Palazzo Failla hotel, the inn is in an old 19th-century stable, carefully restructured. Preceded by a delightful courtyard, the four rooms inside in Provençal style 60

hark back to atmospheres of the past and remind us of the early twentieth-century Lusitanian settings of Fernando Pessoa: coloured tiles on the walls, big sideboards in arte povera, lamps in enamelled aluminium, pitchers in terracotta and chairs in woven raffia. The raw materials used in the dishes are local ones, natural and carefully chosen: the mainstay of the kitchen is Maria “Fatima” Di Giacomo, who with the precious support of her husband Luciano Failla carefully arranges the courses. It starts with a savoury appetizer that always involves scacce (typical Modica


www.cronachedigusto.it

la ricetta dello chef the chef’s recipe Scacce modicane Ingredienti 1/2 kg di farina di semola di grano duro, un pizzico di sale, acqua q.b., olio e limone q.b., un rosso d’uovo. Per il ripieno: prezzemolo, cipolle, pomodoro, formaggio ragusano a cubetti, olio extra-vergine di oliva, ricotta, sale, pepe.

con un gustoso antipasto che prevede sempre le scacce (le tipiche focacce modicane) con i più diversi ripieni, dalle melanzane agli spinaci, accompagnate, ad esempio, da quadrucci di ragusano e deliziose arancine. Fra i primi ecco i ravioli al sugo di maiale, il macco di fave, la pasta con sarde e mandorle, un classico siciliano quale gli spaghetti con acciuga e mollica. Passando ai secondi, la parte del leone è della carne, con il coniglio "’A stimpirata", la salsiccia sella, il bollito di manzo, ma non manca il pesce, rappresentato ad esempio, dalla personale interpretazione delle “sarde a beccafico”. Nota di merito anche per i dessert: imperdibili il gelo di limone e quello di cannella, così come la cassata siciliana “rivisitata”, ripiena cioè di ricotta e cioccolato. La cantina è selezionata e offre etichette dei vini siciliani più prestigiosi. A curare amorevolmente gli ospiti della locanda l’impeccabile maître Giorgio Rosa. (marina v. carrera; m.c. castellucci) focaccias) with the most different fillings, from eggplants to spinach, accompanied, for instance, by little squares of ragusano cheese and delicious rice balls. Among the first courses there are ravioli with pork sauce, bean macco, pasta with sardines and almonds, a Sicilian classic like spaghetti with anchovies and breadcrumbs. Going on to the second courses, the lion’s share is for meat, with rabbit "’A stimpirata", saddle sausage, and boiled beef, but there is also fish, represented, for instance, by a personal interpretation of the beccafico sardines. There is also something special among the desserts: a must is the lemon jelly, and another is the cinnamon jelly, and then there is Sicilian cassata “revisited”, that is to say full of ricotta and chocolate. The wine cellar is well stocked and includes the most prestigious Sicilian wines. Fondly taking care of guests at the inn is the impeccable maître Giorgio Rosa. (marina v. carrera; m.c. castellucci)

Disporre la farina sulla spianatoia, aggiungere acqua e sale ed impastare fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea. Stirare una parte dell’impasto col matterello fino ad ottenere una sfoglia di pochi millimetri di spessore e condirla con gli ingredienti preparati e mescolati insieme precedentemente. Arrotolare la sfoglia più volte. Spennellare con un po’ di rosso d’uovo. Infornare a 220 gradi per circa 40 minuti finché non diventi dorata.

Modica scacce Ingredients 1/2 kg flour of durum grain bran, a pinch of salt, water as required, oil and lemon as required, an egg yolk. For the stuffing: parsley, onions, tomato, ragusano cheese in cubes, extra virgin olive oil, ricotta, salt, pepper. Place the flour on the pastry board, add water and salt and mix to get smooth and homogeneous pastry. Flatten part of the mix with the rolling pin to get a sheet of pastry a few millimetres thick and season with the ingredients previously prepared and mixed together. Roll up the sheet several times. Brush with a little egg yolk. Bake at 220 degrees for about 40 minutes until browned.

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OSPITALITÀ>HOSPITALITY

I Consigli di Sikania > Sikania advices

Villa Zina Park Hotel > Custonaci (Trapani) Un tempo era una villa padronale immersa nella campagna del trapanese, una di quelle residenze grandi e belle, dove aristocratici signori si ritiravano per la villeggiatura estiva oppure per seguire senza mai rinunciare alle comodità del loro standard - l’andamento dei raccolti. Oggi Villa Zina è un albergo, inaugurato nel 2006, che nella posizione tranquilla e riservata nel cuore della campagna ha il proprio punto di forza, visto che consente un soggiorno di relax, lontani praticamente da tutto.

In effetti, questa potrebbe essere anche una debolezza, visto che non si può andare a piedi da nessuna parte, ma d’altra parte qui non si viene per una vacanza metropolitana: gli ospiti di Villa Zina si dedicano alla lettura e al tennis, passeggiano nel verde del parco d’alberi ad alto fusto e olivi che circonda la struttura o fanno il bagno nella grande piscina, in attesa che, prossimamente, apra il centro fitness e wellness. In estate, d’altro canto, non mancano i servizi di animazione per adulti e bambini, e gli ospiti possono fruire di una spiaggia attrezza-

Villa Zina Park Hotel > Baglio Messina, Custonaci (Trapani), tel. 0923 973937 - doppia BB da 96 € (la doppia) > BB (double room) from 96 € At one time it was a manor immersed in the countryside in Trapani province, one of those big and beautiful residences to which aristocratic gentlemen withdrew to spend their summer holidays or to follow -without ever renouncing the comforts of their standards - the crop cycle. Today Villa Zina is a hotel, inaugurated in 2006, which has its strong point in its calm and reserved position in the heart of the countryside, seeing that it allows a relaxing stay, practically far from every62

thing. In effect, this could be also a weakness, considering that you cannot go anywhere on foot, but on the other hand you don’t come here for a metropolitan vacation: the guests of Villa Zinas devote themselves to reading and tennis, they walk amid the greenery of the tall tree and olive tree park that surrounds the structure or they have a swim in the big swimming pool, while awaiting the imminent opening of the fitness and wellness centre. In the summer, besides, there is animation for adults and


ta, raggiungibile con una navetta, nella baia di Cornino. Villa Zina, che ha ampliato la propria capienza accostando alla vecchia costruzione una nuova, moderna struttura, mette a disposizione dei suoi ospiti poco meno di ottanta camere di diversa dimensione, dall’arredamento classico e con i comfort della categoria quattro stelle. Inoltre due ristoranti, bar, strutture sportive. Chi vi si recherà nel mese di dicembre troverà che è una base ideale per visitare, nel periodo natalizio, il presepe vivente allestito fra Natale e Capodanno e poi a ridosso dell’Epifania nella Grotta Mangiapane di Scurati. Numerose le escursioni che è possibile effettuare nei dintorni: si può andare a San Vito Lo Capo, che dista appena un quarto d’ora in auto, deliziosa nella sua veste invernale; a Erice, sempre romantica, oppure raggiungere Segesta e Selinunte, le due principali aree archeologiche della provincia di Trapani. (chris j. raeli)

children, and guests can use an equipped beach, to be reached with a shuttle, in the bay of Cornino. Villa Zina, which has increased its capacity by adding a new modern structure to the old construction, makes available to its guests just under eighty rooms of different sizes, with classical furnishings and the comforts of the four-star category. There are also two restaurants, a cafe, and sporting structures. Anyone going there in the month of December will find that it is an ideal base for visiting, in the Christmas period, the living crib set up between Christmas and New Year’s Eve and then near Epiphany in the Mangiapane di Scurati Cave. There are a lot of excursions that it is possible to make in the environs: you can go to San Vito Lo Capo, which is just a quarter of an hour’s drive away and is delightful in its winter appearance; to Erice, always romantic, or Segesta and Selinunte, the two main archaeological areas in Trapani province. (chris j. raeli)

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