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15 marzo 2009

Il Settima nale di Bagheria n. 336

ATTUALITÀ

SOMMAR I O

“Scossa PD” anche a Bagheria ........................................6

MPA, un movimento che diventa partito...........................7

Il Museo di Piraino diventa Europeo.................................8

Reg. Trib. di Palermo n. 9 del 5/3/2007 Iscritto al Registro degli Operatori di Comunicazione n° 15167/07

Via Consolare 177, 90011 Bagheria

Scuola: una storia tutta palermitana .............................15

Redattori:

SBALESTRANDO

Tam Tam ...................................................................10

LETTERE

E COMUNICATI

Ufficio Stampa Comune di Bagheria...............................16

Seconda stella a destra................................................17

E R V I Z I

Edizioni Pubblimanna

Direttore:

Oltre l’intenzione ........................................................16

S

BAGHE R I A il settimanale

8 marzo, i problemi della donna .....................................9

Degrado a monte dell’autostrada .................................14

Soluzioni da chi conosce il territorio...............................17

Caporedattore:

Opinionista: Sport:

Michele Manna

N. Di Salvo

Giuseppe Fumia

Viviana Lamesta Giusy Buttitta

Antonio Ruggeri

Consulente pubblicità: Maria Cipolla Bagheria Casa:

Michele Manna (bagheriacasa@libero.it)

Collaboratori: Giacomo Aiello, Nino

Attorno a Monte Catalfano ...........................................20

Bellia, Davide Biondo, Noemi Blando, Alessandro Buttitta, Salvatore Carta, Filli Cusenza, Daniele D’Agostino, Giuseppe Di Salvo, Maurizio Durante, Francesca Gagliano, Roberta Gambino, Nicola Incognito, Alessio Manna, Anna Marsala, Nicola Mineo, Marco Morana, Antonino Passarello, Denise Perna, Angelo Puleo, Marta Riccobono, Lorenzo Rizzo, Antonino Russo, Michele Trapani.

Sul concerto di Giovanni Allevi ......................................24

R edazione e S tampa:

Crac Amia, gli ex vertici rischiano solo una multa ............18

Più attenzione nel rappresentare i cittadini .....................18

Torna la Giornata Fai di Primavera .................................18 Nostalgico Corso Umberto............................................19

I prezzi calano solo al bar del Senato.............................19

CULTURA

Diamo la voce sicula ai tunisini .....................................23 “Posso vivere. So dimenticare” .....................................25

Pandora, la prima donna, è il male?...............................26

PSICOLOGIA

VIA CONSOLARE 177

90011 BAGHERIA TEL. 091.93 33 58 FAX 091.90 80 09

Ansia, impariamo a conoscerla .....................................27

TEL/24H 330.965834

Calcio. Coppa Italia, per il Bagheria solo un pari..............28

settimanale.bagheria@yahoo.it

SPORT

Basket. V.S. Teresa travolta a Licata ..............................30

Anna Incerti si prepara alla Maratona di Roma ................30

R UB RI CH E

di

31. Almanacco

32. Cinema

33. Enigmistica

34. Caleidoscopio

e-mail:

T iratura : 2000 copie

D istribuzione : AENNE PRESS P rezzo di copertina : R 1,00

C opie arretrate : R

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at tualità

sett 336 - 15 mar 2009

„Scossa PD‰ anche a Bagheria Eletto il nuovo segretario cittadino, Francesco Speciale

L’effetto transizione del PD, partito che sembra non riuscire a trovare ancora una sua identità, sembra destinato a provocare inesorabili colpi di scena non solo a livello nazionale, ma anche regionale e comunale. Molti dirigenti e coordinatori sembrano gridare la loro insoddisfazione generale in un contesto politico che lascia pochi spazi a dubbi: il Partito Democratico non soddisfa le aspettative e gli elettori voltano la faccia. E se a livello nazionale abbiamo recentemente assistito alle dimissioni del leader Walter Veltroni (simbolo di un rinnovamento mai avvenuto) prontamente sostituito dal fedele Dario Franceschini, anche a livello regionale si respira area di crisi, con il segretario Francantonio Genovese che si dice pronto a restare alla guida del partito in Sicilia fino al congresso di ottobre, fra i mugugni dei colleghi democratici che la svolta la chiedevano sin da subito, per rimediare ai fallimenti elettorali. Non va meglio nei piccoli comuni, come a Bagheria, dove in realtà si percepisce ben poco la volontà di fare emergere una nuova classe dirigente che sappia imprimere la sua forza nelle scelte governative. A Bagheria il PD sembra piuttosto soccombere sotto lo scudo crociato dell’UDC che ben ha saputo approfittare dei tempi dettati dalla politica, riuscendo ad ottenere la gestione degli assessorati di punta quali: Politiche Sociali - Lavori Pubblici e Decentramento. L’ultimo colpo di scena il PD bagherese ce lo “regala” però nei giorni scorsi. Come un fulmine a ciel sereno (o quasi) sono arrivate le dimissioni del segretario cittadino Vittoria Casa, già assessore nella giunta Fricano e Sciortino, su cui l’assemblea del partito aveva “puntato” nei mesi scorsi, confermando con un plebiscito di voti una incondizionata fiducia sul suo operato. Vittoria Casa ha spiegato le motivazioni della sua scelta attraverso una lunga lettera su cui in sintesi si legge: “Le ultime elezioni che hanno portato al governo, sia nazionale che regionale, il centro destra, non lasciano spazio per ulteriori indugi, ci sarà da mettere mano a nuovi progetti corposi e magari controversi, di riforma degli assetti fondamentali della nostra vita civile e sociale. Da coordinatore cittadino ho cercato di gestire questa delicata fase, che tante la-

cerazioni ha provocato, esclusivamente per il bene della nostra città, convinta che bisognava continuare l’azione di governo rilanciandola con una maggioranza in Consiglio Comunale che permettesse l’adozione di atti importanti che la città aspettava da molto tempo. E alcuni risultati cominciano a vedersi: approvazione aree PIP, pedonalizzazione Corso Umberto. Spesso mi sono chiesta quale fosse il punto di arrivo della nostra iniziativa, con gli amici con cui ho intrapreso questa strada. L’esigenza primaria era di ridisegnare un’altra Bagheria, più moderna, più competitiva, più capace di misurarsi con la globalizzazione partendo dalle nostre storie, dalle nostre esperienze e dalle professioni, dal nostro di vivere quotidiano la città. I tempi, costringono sempre più la politica ad assumere iniziative che siano di immediata percezione e fruizione dei cittadini, dal welfare, alla salute, alla scuola, alle infrastrutture. In questo momento ritengo utile e politicamente corretto rimettere il mio mandato e ridare la parola al coordinamento. Resto ovviamente a disposizione del Partito per il quale continuerò a lavorare”. Anche per il PD di Bagheria, lasciare vuota a lungo la poltrona di Segretario cittadino avrebbe potuto significare dare un segnale negativo alla città, di un partito allo sbando, di un coordinamento poco coeso e così nel giro di poche ore dalle dimissioni di Vittoria Casa sono stati convocati lunedì sera, 9 marzo, i componenti del coordinamento cittadino per decidere come procedere. I presenti si sono confrontati esprimendo diverse opinioni: c’è chi voleva trovare subito il nome del sostituto, chi voleva chiedere a Vittoria Casa di restare in carica sino al congresso di ottobre ed altri che avrebbero voluto nominare un triumvirato per guidare il partito in questa fase di transizione sino al congresso. Alla fine, a maggioranza, si è optato per l’elezione di un nuovo segretario cittadino. A ricoprire da questo momento la carica più alta della dirigenza del PD bagherese sarà Francesco Speciale, eletto a maggioranza con 19 voti favorevoli e 8 astenuti. Speciale era vicesegretario del Pd, avendo preso il posto del dimissionario Mimmo Meola. In politica da quattro anni, ha fatto riferimento alla componente di Andrea

Viviana Lamesta

Zangara e quindi alla Margherita; oggi si dice sia vicino all’ex senatore Bartolo Fazio. A proporre la sua candidatura sono stati Nicola Tarantino, presidente dell’assemblea del PD bagherese e Pino Vella, ex assessore al Personale del Comune di Bagheria. La nomina di Francesco Speciale, che è sposato ed è un dipendente del Bancoposta a Palermo, non ha messo però tutti d’accordo. Gli astenuti (Orazio Amenta, Maria Concetta Balistreri, Agostino D’Amato, Gabriella Grossi, Carmelo La Bianca, Fabrizio Maggiore, Domenico Meola, Gianni Scannavino, Emanuele Tornatore) hanno presentato un documento che spiega anche in questo caso le motivazioni della scelta; in sintesi: “In un momento difficile, come questo, in cui il Pd bagherese subisce un’altra battuta d’arresto nella sua guida politica, vogliamo indicare un percorso propositivo e positivo che porti il PD a cambiare pagina e a imbroccare la strada del cambiamento. Occorre un segretario che sappia mettere al centro della vita del partito la Politica, intesa come l’interesse per la Polis, per i cittadini, per i nostri elettori, mettendo da parte gli interessi particolari, gli arrivismi personali, le beghe interne, i dissapori, le guerre intestine. Occorre un segretario che traghetti il Partito al congresso, sperimentando nuovi metodi di coinvolgimento popolare e che sia in grado di travasare le proposte e le iniziative del Partito nella conduzione amministrativa della nostra città e di riportare, di converso, i fatti più importanti riguardanti la giunta municipale e il consiglio comunale al dibattito tra gli aderenti al Pd. Il gruppo, che sottoscrive il presente documento, non vuole proporre alcun nome, perché ritiene che spetti farlo a chi esprime la linea politica di maggioranza nel coordinamento, linea politica verso cui abbiamo con forza ma con correttezza espresso il nostro dissenso, e per questo ci pronunceremo con un voto di astensione, che conferma, ad oggi, la nostra distanza dalle scelte di questo partito Bagherese, ma che vuole anche essere un segno di speranza perchè tutte le opinioni abbiano pari dignità”.


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at tualità

MPA, un movimento che diventa partito Intervista al deputato regionale Salvatore Lentini

Il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo si impone definitivamente nel panorama politico nazionale. Mille delegati, su 50 mila iscritti, provenienti da tutta Italia si sono riuniti nei giorni scorsi a Roma in occasione del secondo congresso del MPA, che ha visto fra i presenti anche diversi esponenti politici e simpatizzanti di Bagheria. Nel corso del congresso sono stati eletti nuovi vertici, riscritto lo statuto e discusso delle alleanze. Elementi centrali del dibattito politico quattro punti: lo statuto del Movimento, il manifesto delle autonomie, l’Europa e il Mediterraneo e il federalismo. Ma quali scenari apre questo congresso nella nostra Regione? Ne abbiamo discusso con il deputato regionale dell’MPA, onorevole Salvatore Lentini, vice presidente della V commissione Cultura, Formazione e Lavoro dell’Ars. Onorevole Lentini cosa significa per la Sicilia la volontà del MPA di volere imporre la propria linea politica a livello nazionale? Il secondo congresso nazionale del MPA che si è svolto a Roma rappresenta certamente un fatto politico importante. Noi abbiamo iniziato quattro anni fa con il primo congresso che si è svolto a Bari. Ritrovarsi ancora insieme significa confermare l’attività politica del MPA in Sicilia. Il Movimento per l’Autonomia ha espresso una linea politica chiara e cioè l’intenzione di volere cambiare nell’isola un sistema di gestione amministrativa obsoleta e deleteria, facendo in primo luogo rispettare le regole. Rispettare le regole vuol dire garantire sviluppo ai cittadini siciliani senza guardare in faccia nessuno. Il federalismo e la fiscalità di vantaggio possono essere la chiave per garantire sviluppo economico ed occupazione in Sicilia? Certamente sì. E’ un punto fermo del programma del nostro Presidente Raffaele Lombardo. Adottando questo strumento sarà possibile ridare vigore allo sviluppo economico della nostra Sicilia. Nel corso del congresso a Roma, Lombardo ha inoltre ribadito, nella natura della linea politica del nostro Movi-

mento, che sarà inflessibile con il Governo Nazionale circa l’arrivo dei fondi FAS e i fondi strutturali in Sicilia. Questi fondi sono necessari allo sviluppo del Sud che oggi è carente in infrastrutture e servizi. Parliamo di elezioni europee. L’obiettivo del MPA è quello di superare lo sbarramento del 4% anche a costo di cercare alleanze politiche trasversali... Noi siamo disposti ad allearci con chiunque per garantire una nostra rappresentanza nel Parlamento Europeo; certamente cominceremo dai nostri alleati, in particolare con il PdL. A tal proposito, Lombardo da Roma ha ribadito che l’alleanza politica con il PdL e con Silvio Berlusconi non si tocca. Questo servirà a distendere definitivamente i rapporti con PdL e UDC anche in Sicilia? Sono sicuro che in Sicilia gli alleati di centro destra torneranno a dialogare perché la nostra Regione ha bisogno di una coalizione coesa, che garantisca sviluppo e che rispetti gli impegni del programma politico che si è prefisso. Lei è anche vice presidente della V Commissione Cultura - Formazione e Lavoro dell’Ars. Il Governo regionale come intende limitare gli effetti della grave crisi economica che attanaglia centinaia di famiglie alle prese con bassi redditi e disoccupazione? In questi giorni i componenti della quinta commissione dell’Assemblea regionale siciliana hanno aperto la discussione sul disegno di Legge 190, di cui mi sono fatto promotore. La propo-

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Viviana Lamesta

sta di Legge riguarda in particolare gli over 50 che sono senza occupazione; si tratta di una fascia di lavoratori per i quali, a causa dell’età, è difficile trovare inserimento nel mercato del lavoro e che puntano al contempo a raggiungere i requisiti di Legge necessari ad ottenere una pensione. Sappiamo bene che le aziende non sono propense ad accettare lavoratori che abbiano un’età superiore ai 50 anni ed è per questo che, in base al nostro disegno di Legge, che mi auguro anche gli altri miei colleghi parlamentari potranno condividere, intendiamo garantire una adeguata formazione professionale di questi lavoratori, su quelle tipologie di lavoro che sono maggiormente richieste da industrie ed imprese. Dall’altra puntiamo a sostenere le imprese disposte ad assumere dipendenti over 50. La Regione si impegnerebbe a coprire in base al ddl, per un periodo di almeno tre anni, i costi aziendali relativi al versamento dei contributi previdenziali per gli stessi lavoratori assunti. Stiamo dunque lavorando per sostenere i nostri lavoratori, verificando le risorse economiche a disposizione della Regione. La V Commissione si accinge anche ad esaminare il disegno di Legge 153, che punta a garantire un sostentamento economico per le famiglie in difficoltà, il cosiddetto minimo vitale garantito, partendo da nuclei familiari con prole ove marito e moglie risultino entrambi disoccupati.

Convocazione Consiglio comunale

Il Presidente del Consiglio Comunale, Daniele Vella, ha convocato il Consiglio Comunale della Città di Bagheria nell'Aula Consiliare "Antonio Gargano" del Palazzo di Città, in seduta ordinaria e in adunanza pubblica, per il giorno 17 MARZO 2009 alle ore 17.00. P.M. (Ufficio Stampa Comune di Bagheria)


at tualità

Torneranno a rivevere le statue di cera alla Certosa

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Il Museo di Piraino diventa Europeo Inserito fra le 25 più belle raccolte d’Europa “Proprio per l’ampia collezione degli oggetti esposti, che hanno accompagnato l’infanzia dei nostri antenati e proprio per conoscerne la loro esistenza e l’abilità degli artigiani che li eseguirono, ritengo questo museo una fonte d’inestimabile valore per la nostra cultura”. È la chiusa di uno dei più lunghi e “accarezzati” capitoli che Bettina Zarino dedica al “Museo del Giocattolo” del professore Pietro Piraino. S’intitola “Bambole e... balocchi - Museo del Giocattolo e delle Cere di Bagheria” (Palermo - Italia) e fa parte del volume intitolato Viaggiare per musei tra Bambole e Dolls Houses (Case di Bambole, ndr). Vi sono presentati 25 musei di tutta Europa. Dei tre italiani, due (Canneto sull’Oglio e Ravenna) hanno per unica tematica le bambole, mentre quello di Bagheria, ospitato a Villa Aragona Cutò, resta il più completo perché non solo ospita bellissimi e rari esempi di bambole, tanto care all’autrice che le colleziona da una vita, ma anche una miriade di giocattoli di vario genere, alcuni rarissimi, che lo rende uno dei più qualificati d’Europa. Bettina Zarino ne parla con dettagliate descrizioni e illustrandoli con numerose foto in una decina di pagine. Sono palpabili la tenerezza, l’amorevolezza e, diciamo pure, lo stupore quando “racconta” le famose bambole-manichino, le mignonettes, le bambole Lenci e quelle in porcellana francesi e tedesche di Jumeau e di Heuback Gertruder del 1800, esemplari di pregiatissima fattura il cui prezzo corrispondeva allo stipendio di un operaio. Vi sono descritti anche gli automi, “veri gioielli”, tutti originali e quasi tutti funzionanti in un campionario veramente unico. L’autrice resta affascinata dalle due scimmie, una che svolge il lavoro di ciabattino e l’altra che suona il violino, fabbricate dalla Philabois. “Gli automi Philabois sono rinomati per la cura del dettaglio e questi due sono di pregevole interesse”. E poi ancora i due suonatori vestiti da clown, entrambi con la testa di biscuit, gli occhi fissi di vetro soffiato color grigio, e tanti, tanti altri giocattoli che

hanno fatto la storia del divertimento e l’evoluzione del modo di giocare dei bambini. Non staremo a dilungarci oltre. Del resto, dato che da qualche anno abbiamo la fortuna di avere in casa tale ricchezza, possiamo, quando ne abbiamo voglia, toglierci lo sfizio di visitare il museo di Piraino, reso felice dall’inclusione nella non lunga lista dei più bei musei del giocattolo europei. “Spesso non ci rendiamo conto appieno – ha osservato – dell’importanza delle cose che possediamo. Basta però a

Giuseppe Fumia

volte, un semplice riscontro con gli altri per crearci delle certezze. È vero che non mi sono mancate le soddisfazioni da parte del Comune di Bagheria, della Regione, di altri organi, ma è pure vero che è la prima volta che ricevo un riconoscimento a livello europeo. Il mio museo è stato collocato in una dimensione superiore, è conosciuto in tutta Europa e questo mi inorgoglisce molto. Si vede che il lavoro svolto in 40 anni non è stato inutile: i risultati si stanno vedendo”. Con Piraino si è parlato pure della futura sistemazione del museo. “In questi giorni – ha detto l’illustre ceroplasta – ho avuto incontri col sindaco Sciortino, con l’assessore alla Cultura Martorana, con la direttrice Dora Favatella per sapere che ne sarà del


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Cultura Martorana, con la direttrice Dora Favatella per sapere che ne sarà del museo e del suo futuro assetto. Ho proposto di costituire una fondazione alla quale conferirei tutta la mia collezione. In questo progetto sto cercando di coinvolgere anche la Regione. Il Comune, come ha fatto finora, parteciperebbe con i locali che dovrebbero crescere di numero una volta restaurato il secondo piano del palazzo i cui lavori dovrebbero cominciare a giorni. Nel secondo piano verrebbero allocati gli uffici e il laboratorio di ceroplastica lasciando pertanto più spazio ai giocattoli ospitati nel primo piano”. A proposito di ceroplastica abbiamo domandato a che punto sia quel progetto di ricostruire i “frati” , distrutti o depredati, che in passato costituivano l’attrattiva della Certosa. “Per sei anni – ha chiarito Piraino – ho sollecitato l’amministrazione a non perdere tempo facendo presente che avrei potuto un giorno, per motivi anagrafici, non essere più valido. Un paio di anni fa, nel corso di uno stage, ho insegnato i rudimenti dell’arte della ceroplastica ad un gruppo di ragazzi dell’istituto d’arte. Proprio in questi giorni la professoressa Albanese, che insegna nello stesso istituto, mi ha dato la lieta notizia che grazie ad un contributo è stato dato l’avvio al progetto. I ragazzi appronteranno le teste di argilla, il mio museo metterà a disposizione la cera, i colori, gli occhi di vetro, insomma tutto l’occorrente per ricostruire le prime sei o sette statue nel rispetto degli elementi offerti dalle foto d’epoca che conserviamo e che ci permetteranno di realizzare testa, mani e piedi fedeli agli originali. Le statue saranno poi montate su supporti e vestite con abiti predisposti dalla sezione moda dell’istituto d’arte. Si spera che verso la fine della primavera queste prime statue vengano esposte alla Certosa, solo temporaneamente però, perché quel luogo non è ancora in condizioni di poterle ospitare definitivamente. Speriamo che il comune ci dia un’altra sala di palazzo Cutò per esporle stabilmente e gratuitamente”.

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8 marzo, i problemi della donna Una conferenza con Cenzi Caruso al Circolo Giardina Non la celebrazione della Festa della donna, bensì ricordare l’8 marzo e riflettere insieme sulle problematiche che ancora oggi angustiano l’altra metà del cielo. Questo è stato il tema della conferenza che la professoressa Cenzi Caruso ha tenuto nei giorni scorsi a Villa Galioto, sede del Circolo culturale Giacomo Giardina. Esattamente come l’anno scorso la Caruso, più che tenere una conferenza nel senso tradizionale del termine, ha proposto sin dall’inizio delle riflessioni su temi che riguardano l’universo femminile. Ed è stata abile nel catturare l’attenzione e l’interesse dei presenti e nel suscitare ed alimentare il dibattito. Cenzi Caruso, docente nella scuola professionale "Aurora”, è anche poetessa ed educatrice sociale per minori e si occupa di volontariato oltre a far parte del Movimento “Cittadinanza Attiva” e del “Tribunale del malato”. Queste esperienze la portano a vivere le problematiche delle donne in seno alla famiglia e nella società. La Caruso ha citato numerosi casi di donne bagheresi, ultime tra gli ultimi, vittime di soprusi, di vessazioni, di violenze fisiche, psicologiche, che spesso avvengono all’interno delle mura domestiche e che per pudore non vengono nemmeno denunziati. Sulla presunta superiorità dell’uomo, la Caruso, con padronanza dei termini scientifici, ha parlato anche di ippocampo e di amigdala, ghiandole del cervello di varia dimensione nell’uomo e nella donna che per secoli hanno permesso il proliferare di preconcetti nei riguardi del cosiddetto sesso debole. Interessante il richiamo alla Sharia, la legge islamica sempre più frequentemente adottata dall’Inghilterra, che permette alla popolazione britannica mussulmana di rivolgersi alle sharia courts (tribunali speciali), per cause di divorzi, dispute finanziarie e di eredità. È noto che la legge islamica si richiama direttamente ai precetti del Corano che non prendono in grande considerazione la moglie, sempre duramente punita, a differenza del marito cui non vengono irrogate particolari punizioni, se non, come è accaduto in un tribunale di Londra, un semplice “invito a seguire un corso di autocontrollo”.

G. F.

Cenzi Caruso (foto Nino Bellia)

“Le sentenze emesse da questi Tribunali, manovrati dallo sceicco Faiz Ul Aqtab Siddiqi, rappresentano un precedente grave perchè non condividono il principio di inviolabilità dei diritti umani, della libertà e dell’uguaglianza che sono alla base della democrazia europea”. L’Inghilterra ci serva da monito, “non possiamo lasciar passare come cultura certi orribili soprusi. La cultura è tale quando non uccide il rispetto, non schiaccia gli essere umani, è attenta alle opinioni altrui. Altrimenti è violenza, fanatismo barbarie”. Di questo e di tant’altro ha parlato Cenzi Caruso dando la stura ad un dibattito animato che ha coinvolto tutti. “È necessario – ha detto infine Cenzi Caruso – che si faccia tacere il vergognoso balletto di ipocrisie e falsità che fanno dell’8 marzo una pura occasione di consumo, e si ritorni a considerare questa data come un momento importante della crescita di una società libera, per riaffermare la piena emancipazione della donna nel mondo del lavoro, nell’ambito familiare, nei contesti culturali e sociali. È necessario riappropriarsi di questa giornata, per farla ridiventare un momento di riflessione e di confronto, non per superare lotte fra sessi, ma per rinnovare le alleanze fra tutti coloro che rifiutano la sopraffazione e la violenza e credono nella pace e nella solidarietà umana”.


sbalestrando

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GIUSY BUTTITTA

Tam tam sbale strando

Ombre oscure 1 – Sono tempi indecifrabili, attraversati da tensioni inquietanti, dove i ruoli si confondono, dove è difficile distinguere la pecora dal lupo. Una volta, un prete era un prete, al massimo scappava con la perpetua e tanto bastava per uno scandalo che nel tempo si trasformava in leggenda. Oggi puoi ritrovarti un prete alla testa di un corteo fascista, con tanto di saluto romano incluso, con tanto di brividi sulla pelle per certi echi negazionisti che ti giungono. Oggi capita che un prete lanci le sue benedizioni sui camerati con il saluto romano. Accade in Italia, a Bergamo, lui è don Giulio Tam, padre lefebvriano, gesuita. Il sacerdote ha sfilato, accanto a Roberto Fiore, in testa al corteo di Forza Nuova a Bergamo, una sorta di parata militare, raccontano le cronache, c’erano militanti dell’ultradestra che marciavano muniti di caschi e bastoni. Il sacerdote stava lì, in mezzo ad un tripudio di saluti romani, reiterati: “boia chi molla”, e qualche “Sieg Heil” buttato qua e là. La manifestazione ha accompagnato l’inaugurazione della nuova sede del movimento di estrema destra. Tanto per rendere l’idea, vi ricordo, a voi ed a me stessa, che Roberto Fiore fu uno dei fondatori di Terza Posizione e venne condannato dalla magistratura italiana per banda armata e associazione sovversiva, ma l’Inghilterra, dove era latitante dal 1980, non concesse mai l’estradizione. Fiore rientrerà in Italia solo quando i suoi reati risulteranno prescritti. Per rendere ancor meglio l’idea alla voce “Sieg Heil” Wikipedia recita: «Frase di lingua tedesca che letteralmente significa “Saluto alla Vittoria”. Durante il periodo nazista era uno slogan collettivo usato nei raduni politici. Quando s’incontrava qualcuno, era consuetudine in Germania dare il saluto nazista con le parole “Heil Hitler”. “Sieg Heil” era invece utilizzato ai raduni di massa come quello di Norimberga dove migliaia di persone lo gridarono all’unisono. Al grido di un ufficiale nazista della parola “Sieg”, la folla rispondeva con “Heil”. L’espressione fu coniata proprio durante un raduno del partito, quando Joseph Goebbels disse “Sieg Heil” e tutti appoggiarono la frase (per quanto il confidente di Hitler, Ernst Hanfstaengl, ne rivendicò per sé la paternità). Durante i raduni politici comparvero anche le bandiere con la scritta accanto alla svastica». Goebbels e svastiche questo è il retroterra culturale della manifestazione di Bergamo, la manifestazione benedetta e presieduta da don Giulio Tam.

Ombre oscure 2 – La manifestazione non aveva un’aria tanto pacifica e per questo sembra scatteranno denunce per chi ha sfilato con caschi e bastoni. Se pensate che la presenza del prete sia stata marginale, defilata o strumentalizzata, vi sbagliate. In una delle foto pubblicate dal quotidiano online www.bergamonews.it si vede il prete “in camicia nera” che si esibisce nel saluto romano davanti a un centinaio di camerati che marciano in fila, molti a volto coperto. Avete capito bene: un prete che in pubblico si esibisce nel saluto romano davanti a un centinaio di camerati. Ma il sacerdote presso questi territori culturali non ci si trova per caso o di passaggio. Le cronache riportano: «Cappellano dei gruppi di destra, già candidato con Alternativa sociale alle ultime elezioni europee, non ha mai fatto mistero del suo tradizionalismo e si è battuto contro le posizioni di “riconciliazione storica” espresse da Gianfranco Fini». Se vi state chiedendo come mai nessuno lo ha ancora scomunicato, allora vi informo che è la stessa cosa che mi sto chiedendo io. Don Giulio Tam,

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sbal estrando

ra vi informo che è la stessa cosa che mi sto chiedendo io. Don Giulio Tam, che un giorno profetizzò: «La tonaca è soltanto una camicia nera più lunga», celebre nel suo piccolo per le sue messe celebrate sulla tomba di Benito Mussolini, non fa certo mistero né delle sue appartenenze né cerca di dare di se un immagine, come dire, moderata. Per esempio, padre Tam al quotidiano La Repubblica, ha spiegato che: «Starò sempre al fianco dei giovani di Forza Nuova, Mussolini è un martire e io sono favorevole alla sua beatificazione». In merito al saluto romano, il gesuita dice: «I ragazzi mi hanno chiesto di benedirli e io ho svolto la mia funzione». Capito? Li benedice con il saluto romano.

Ombre oscure 3 – Cosa pensa la Chiesa di don Giulio Tam, sacerdote che si autodefinisce «crociato in lotta contro la decadenza, l’invasione islamica e le trame dei perfidi giudei», e soprattutto che fa? Non ci mettiamo certo a sussurrare all’orecchio del Papa, ma a quello di tanti cattolici sì. Non comprendo come si possa parlare di scomunica, perché è serpeggiata anche questa ipotesi, per il personale medico che ha aiutato (cristianamente, da certi punti di vista, ma mi rendo conto che la cosa sia discutibile) Eluana a morire, ed invece non crei indignazione, dibattito, il pensiero e le opere di Don Giulio Tam. Ti aspetteresti una rivolta popolare dei cattolici, un’indignazione trasversale, ed invece, un certo composto silenzio da parte degli ambienti cattolici cala sull’operare del gesuita. Ombre oscure 4 – Per sapere chi è Don Giulio Tam basta farsi un giro su internet, per esempio trovate: «PONTEDERA - Un rosario con tanto di benedizione finale “contro l´invasione islamica”, preceduto dall´inno nazionale italiano. L´ha recitato don Giulio Tam (noto anche per avere pregato contro la costruzione di una moschea) davanti a una cinquantina di simpatizzanti di Forza Nuova, che hanno usato riti e simboli cattolici per la battaglia politica contro gli immigrati, mentre corso Matteotti era presidiato da un centinaio di poliziotti e carabinieri». Sull’Islam e sulla necessità di un dialogo il sacerdote ha le idee chiarissime: «Aggredire un nemico che cerca di distruggerci. È il rosario quella mitragliatrice da 50 colpi per respingere questa civiltà». Il prete con gli anfibi e l’abito talare questo dice: il rosario è una mitragliatrice. Sembra una storia incredibile quella di un prete che parla così, ma è vera, maledettamente vera. Vera ed inquietante come l’indifferenza generale che la circonda.

Film della settimana – Leggendo di don Giulio Tam mi è venuto in mente, chissà perché, Pulp Fiction, quando Jules Winnfield (Samuel L. Jackson) prima di uccidere recita Ezechiele 25,17: «Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà, conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare, e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore, quando farò calare la mia vendetta sopra di te!» Ho cercato di spiegare a me stessa il perché dell’accostamento, non certo la simpatia (molto più simpatico Samuel L. Jackson), probabilmente per l’originale interpretazione della Parola da parte dei due.

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Mimosa dÊoro per Caterina Chinnici In ricordo del padre Rocco ucciso dalla mafia 25 anni fa

Bellissima e memorabile puntata della serie "Ricoloriamo la speranza" dei seminari organizzati dal Parlamento della Legalità. Protagonista Caterina Chinnici, Procuratore della Repubblica del Tribunale dei Minorenni di Palermo, figlia del Procuratore Rocco ucciso dalla mafia 25 anni fa. Nell’aula magna dell’istituto d’arte, gremita fino all’inverosimile (a proposito, in queste occasioni non si può trovare una decente alternativa?) di autorità, docenti, alunni e familiari, sabato 7 marzo le è stata consegnata la mimosa d’oro e un somigliantissimo busto del padre. Gran bel personaggio la Chinnici, una signora che assomma in sé le qualità professionali e umane del padre con in più una cordialità che il genitore, notoriamente schivo e riservato, non sapeva esternare. La mimosa donatale, un manufatto realizzato con amore dai ragazzi dell’istituto d’arte, non ha proprio niente d’oro, ma rappresenta, come ha precisato il professore Nicola Mannino, presidente del Parlamento della Legalità, soltanto un simbolo. Materialmente più concreto e più spettacolare il busto del padre che, coperto dal tricolore, è stato svelato tra la commozione generale. È una scultura in gesso patinato di bronzo, eseguita da Gabriella Cosentino sotto la guida del professor Vincenzo Puleo, che riproduce perfettamente le fattezze del compianto magistrato, comprese, come ha notato la figlia, le care rughe che negli ultimi tempi gli segnavano il volto. Questa bella opera, la mimosa e tanti altri doni (poesie, quadri, manufatti realizzati dai ragazzi) “arrederanno e coloriranno” il suo ufficio di Palermo che a tre mesi dall’insediamento è ancora piuttosto vuoto. Hanno reso memorabile la mattinata non solo la pregnante presenza di Caterina Chinnici ma anche il ricordare il passato, la speranza di un futuro migliore, le premiazioni e i riconoscimenti che si sono susseguiti. Hanno aleggiato nell’aula oltre a Rocco Chinnici “che ha agito da uomo e morto da eroe”, come ha ricordato il colonnello Teo Luzi, comandante dei carabinieri della provincia di Palermo, gli spiriti dei carabinieri di scorta, il mare-

Giuseppe Fumia

Teo Luzi, Caterina Chinnici, Nicola Mannino, Biagio Sciortino

sciallo Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta, e il portiere dello stabile in cui abitava Chinnici, Stefano Lisacchi. Nel nome dei quattro eroi sono stati istituiti altrettanti memorial conferiti: il “Rocco Chinnici” al comandante Teo Luzi, il “Mario Trapassi” al sindaco Biagio Sciortino, il “Salvatore Bartolotta” al professore Enzo Puleo, il “Lisacchi” al comandante della Compagnia dei Carabinieri, maggiore Francesco Tocci. Al colonnello Luzi è stato pure donato il simbolo dell’Arma dei carabinieri, la fiamma sempiterna, con la scritta “Nei secoli fedele”, realizzata pure in gesso patinato di bronzo dai ragazzi dell’istituto d’arte. Sarà collocata in bell’evidenza nella caserma “Carini”. Sono stati consegnati, inoltre, encomi solenni alle seguenti persone che hanno dato “esempio di virtù civiche e senso del dovere”: Maria Russo, Antonio Oliveri, Antonio Spira, Annamaria D’Alessandro.

Tantissimi i lavori elaborati dai ragazzi dell’istituto d’arte ma anche di altre scuole. Impossibile elencarli compiutamente. Per tutti citiamo i cartelloni dei ragazzi della scuola media Aiello raffiguranti “le donne in lotta per la legalità”, il mazzo di fiori offerto da due ragazzi della Scianna accompagnati dalla professoressa Pietra Carollo, la bellissima lettera di Giada alla sua mamma, la cui lettura è stata affidata alla stessa Caterina Chinnici. Il magistrato ha contraccambiato donando un libro e un dvd che parlano della figura del padre. Poi ha parlato del padre, del suo lavoro e dell’esempio cui s’ispira quotidianamente. Ha citato vari episodi della sua vita, come per esempio quello dell’intervista di Felice Cavallaro un mese prima della strage. Al giovane giornalista che domandava chi glielo facesse fare a rischiare la vita, Chinnici, indicando un bambino che nel cortile giocava felice sul suo triciclo, rispose: “Lo faccio perché quel bambino possa vivere domani, cittadino libero, in una società migliore”.


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Degrado a monte dellÊautostrada Buche irrisolte e voragini a cielo aperto

Le foto che pubblichiamo non hanno bisogno di commento, parlano da sé offrendoci immagini di ordinario degrado degne da terzo mondo. I volenterosi ragazzi del circolo “Azione Giovani Giorgio Almirante” con a capo il loro presidente e coordinatore, Antonio Arena, hanno allestito nei giorni scorsi un gazebo in corso Umberto per portare a conoscenza della cittadinanza le desolanti condizioni di abbandono e di degrado in cui versano le strade cittadine, soprattutto quelle a monte dell’autostrada. Sono stati distribuiti volantini con queste immagini e un documento di protesta che hanno provveduto ad inoltrare anche al Comune, in cui si faceva riferimento non solo alle pessime condizioni in cui versano le strade, “problematica da troppo tempo sottovalutata”, ma anche ad altre scomodità che sono costretti ad affrontare “i residenti di queste zone decentrate i quali, nonostante abbiano pagato, come tutti gli altri cittadini bagheresi i contributi di miglioria stradale, e continuino a pagare regolarmente la TARSU si trovano ad affrontare quotidianamente disagi legati a: - illuminazione stradale inesistente - mancanza di una rete idrica e fognaria - stato del manto stradale dissestato - problematica dei rifiuti (ancor più accentuata rispetto al centro). Il documento chiudeva con la struggente invocazione di apprestare a quei cittadini, “finora considerati di serie B”, servizi pubblici essenziali degni di una comunità civile.

Prevenzione orale. Risultati dello screening

(G.F.) Sabato alle 17, nell’aula consiliare del Comune, si tireranno le somme del progetto promosso per le scuole di Bagheria e Santa Flavia dalla sezione bagherese del Rotary Club. Saranno presentati i risultati dello screening preventivo della carie dentale e delle malocclusioni del cavo orale eseguito nelle scuole primarie dei due Comuni e delle rispettive frazioni nell’ambito del progetto “Un sorriso da salvare”. Oltre alle autorità comunali, al presidente del Rotare Giovanni Ganci, a vari medici odontoiatri ed assistenti volontari rotariani che per due mesi hanno eseguito lo screning, interverranno all’incontro, dirigenti, alunni, familiari. Scopo del progetto è quello di sensibilizzare autorità scolastiche, insegnanti, alunni e genitori al problema della carie e alla prevenzione delle patologie che possano derivarne attraverso l’educazione all’igiene orale, ad una corretta alimentazione ed al contatto periodico con l’odontoiatra.

Giuseppe Fumia

Piano Traffico: La Confconsumatori

incontra il Comandante dei Vigili

Martedì alle ore 18,00, la Confconsumatori di Bagheria incontrerà il Comandante dei Vigili Urbani di Bagheria per visionare il piano traffico che interesserà la zona del Corso Umberto I. La riunione avverrà presso la sede di via Murdolo n. 4. Sarà presente l'avvocato Aurelio D'Amico per la Confconsumatori. E' possibile inviare richieste e chiarimenti alla email Confcobagheria@tiscali.it. E' possibile inoltre chiedere di essere all'incontro prenotandosi tramite la email della associazione ed indicando i propri requisiti e di indirizzo. (Confconsumatori Bagheria)


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Scuola: una storia tutta palermitana Ex bidelli minacciano il lavoro di assistenti tecnici qualificati

Gli assistenti tecnici precari della provincia di Palermo fanno parte del personale A.T.A. degli istituti scolastici di istruzione secondaria al cui interno gestiamo i laboratori di informatica, fisica, chimica, elettronica, elettrotecnica, cucina, ottica, meccanica, etc. Abbiamo intervistato il loro portavoce Vincenzo Balistreri. Qual è il vostro problema? Le vigenti leggi dichiarano che si può accedere ad un posto di lavoro solo se si è in possesso dei requisiti richiesti, siano essi di carattere anagrafico, di cittadinanza, culturale o di altra natura, al momento dell’espletamento delle procedure concorsuali. Chi scrive, assieme ad altri, pur in possesso di tali requisiti e dell’esperienza professionale che ci ha permesso di lavorare nella scuola statale da almeno nove anni, oggi viviamo una circostanza particolarmente angosciosa. Nel 1999 ad un considerevole numero di dipendenti della provincia regionale di Palermo e del comune di Palermo, attraverso dei corsi/concorsi assolutamente non selettivi e di soli 80 ore, è stato assegnato un allora livello funzionale e quindi retributivo superiore da parte degli ente di provenienza. Dal primo gennaio del 2000 in seguito all’entrata in vigore della Legge n. 124/99 le competenze del personale scolastico non docente passavano dagli enti locali provincia e comune allo Stato, e i lavoratori di cui sopra, non trovando presso lo Stato una corrispondente qualifica, sono stati equiparati a bidelli. Da qui scaturirono diverse controversie legali le cui istanze giunsero presso i giudici del lavoro del tribunale di Palermo, che negli anni hanno prodotto sentenze attraverso le quali viene stabilito che gli ormai ex bidelli fossero da inquadrare come assistenti tecnici di laboratorio. Ad oggi ci ritroviamo con circa 600 istanze accolte e di cui qualche centinaio con sentenza passata in giudicato tali da determinare l’inserimento presso i laboratori tecnici delle scuole secondarie della provincia di Palermo. Quali sono i titoli di accesso per ricoprire il ruolo di assistente tecnico? Le ultime norme legate al nuovo c.c.n.l. prevede che si possa accedere attraverso il solo possesso del diploma di maturità corrispondente alla specifica area professionale e seppur in passato fosse possibile accedere attraverso: diploma di qualifica a indirizzo specifico conseguito in un istituto professionale; diploma di maestro d’arte a indirizzo specifico; diploma di scuola media integrato da attestato di qualifica specifica rilasciato, al termine di corsi regionali, ai sensi dell´art. 14 della L.n. 845/78; o attraverso qualsiasi diploma

di maturità, corrispondente alle specifiche aree professionali, che consentisse l’accesso agli studi universitari, le persone di cui prima hanno nella stragrande maggioranza dei casi, quale requisito culturale, la sola licenza elementare, taluni la media inferiore e nessuna esperienza circa il lavoro che devono svolgere. Per completezza di informazione, solo poco più di una dozzina di persone sono in possesso del titolo di maturità. Quale mansione svolgeva l’impiegato ex ente locale nella scuola? Ricopriva il ruolo di bidello fino al momento del corso di riqualificazione. Poi si presume di sola sorveglianza considerato che il profilo ottenuto li rendeva esenti dallo svolgere funzioni di pulizia. Di fatto non sono mai entrati all’interno di un laboratorio e non avrebbero potuto, se considerato che presso le istituzioni di provenienza, in gran parte scuole elementari e medie inferiori, non è materialmente prevista la presenza di personale tecnico. Ora a seguito delle sentenze emesse che li qualificano come assistenti tecnici rischiano di entrarci. Con quali conseguenze? La mancata assunzione di tutti i precari che da anni sono inseriti nelle graduatoria provinciali attraverso un regolare concorso a titoli. La mancata assunzione dei precari su graduatorie d’Istituto che ricoprono i posti vacanti. La mobilità per tutti quegli assistenti tecnici di recente immissione in ruolo, qualora individuati quali perdenti posto per minore anzianità di servizio nel caso di riduzione di organico nelle singole istituzioni scolastiche. Credo poi possa essere verosimile qualche difficoltà per gli Assistenti Amministrativi, dato che in tutta la provincia gli ex bidelli oggi divenuti tecnici, sono ben oltre 1000 e i posti complessivi di Assistente Tecnico meno di 600 e conseguentemente esauriti i posti in organico, sarà forse probabile che i giudici del lavoro, una volta fatto due, possano anche fare tre. E questo considerando che proprio i ricorrenti hanno negli anni esplicitamente richiesto che in subordine al rientro presso gli enti di provenienza, di poter svolgere mansioni amministrative. Quali aree di laboratori andranno ad occupare gli ex bidelli? Tutte le aree. Con uno specifico diploma superiore, gli Attuali Assistenti Tecnici possono accedere all’area per cui sono specializzati, gli ex bidelli senza titolo possono essere spalmati indifferentemente su tutte le 34 aree presenti nelle Scuole Statali. Cosa fate per difendere il vostro diritto a conservare il posto di lavoro? A livello legale, negli ultimi due anni, si è riusciti ad ottenere due provvedimenti di

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sospensiva presso il TAR Sicilia, che hanno tamponato parzialmente il problema. A livello politico stiamo cercando di richiamare l’attenzione delle Istituzioni, dei Ministri di competenza, dei Sindacati, dei Dirigenti Scolastici affinché prendano posizione e diano una risposta seria e definitiva al problema. Come mai, a vostro giudizio, sono state emesse sentenze favorevoli agli ex bidelli che non hanno i titoli e l’esperienza per ricoprire quel ruolo? Fermo restando la nostra opinione che sarebbe dovuto essere il TAR, organo unico ed insindacabile esperto in materia, ad emettere un giudizio di merito circa il contenzioso Stato/enti locali, probabilmente i Giudici del Lavoro non avendo una specifica conoscenza circa la materia del contendere, si sono espressi in siffatto modo. C’è poi stata la mancata opposizione da parte dell’avvocatura dello Stato che ha permesso alle sentenze favorevoli agli ex bidelli di passare in giudicato e divenire pertanto esecutive. Si è così aperto un precedente giuridico che ha permesso a centinaia di persone di essere inquadrate nel ruolo di assistente tecnico. Dato che noi assistenti tecnici precari per esercitare questo lavoro abbiamo dovuto rispettare un ben preciso percorso normativo mentre p e r gli ex enti locali per lo stesso impiego è stato raggiunto attraverso “altro iter” si è creato una circostanza parecchio ambigua, è nostra intenzione interpellare prossimamente la Corte di Cassazione perché si esprima in maniera ultima ed univoca al merito. Cosa proponete per risolvere la problematica? Visto che queste persone non hanno un profilo corrispondente nella scuola statale e dato che a suo tempo veniva loro data la possibilità di rimanere presso gli enti di appartenenza attraverso un’ opzione, pure questa disattesa, ci si auspica che in prima istanza possano queste persone ritornare agli enti di provenienza. Altra possibilità è quella di creare un’area ad esaurimento potendone quindi disporne per compiti altri e porre queste persone fuori organico tale da non intaccare l’organico degli assistenti tecnici. Vorrei rivolgere un invito ai lettori del giornale a firmare la petizione on line per dare un segno tangibile della loro solidarietà, perché non vi siano 500 ulteriori disoccupati, non vi sia nella scuola pubblica personale incapace di svolgere la propria mansione. Basta collegarsi al sito: http://www.firmiamo.it/assistentitecnicidisoccupatiapalermo.


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Oltre lÊintenzione Una rara perla di sapienza giuridica

Marco Morana

La parlamentare bagherese del Pdl, l’agente che nel percuotere o nel cagioGabriella Giammanco, nell’ultimo nunare lesioni personali provochi senza mero dell’Approfondimento ci ha regavolerlo la morte di una persona, costilato una rara perla di sapienza giuridica. tuisce un quid pluris (qualcosa in più, Nell’intervista rilasciata al collega Marndr) rispetto all’evento effettivamente tino Grasso, la giureconsulta di fine involuto dal colpevole. Allorquando, però, verno afferma che presto presenterà una l’agente abbia agito [...] con dolo evenproposta di legge che “riguarda l’introtuale, cioè con previsione o rappresentazione dell’evento in termini di duzione dell’accusa di omicidio preteprobabilità e di accettazione, non ririntenzionale per chi provoca la morte in incidenti stradali guidando in stato di ebcorre l’ipotesi preterintenzionale». Pertanto, l’istituto dell’omicidio prebrezza o dopo aver assunto sostanze stuterintenzionale non è applicabile agli inpefacenti”. cidenti stradali. Sarebbe invece Bisogna spiegarle che “omicidio preperfettamente applicabile il dolo eventerintenzionale” (lo dice la stessa paconsapevoli che guidare ubriachi può catuale; spesso però nelle aule di tribunale rola), è quello le cui conseguenze vanno gionare la morte o la lesione di taluno si opta per l’omicidio colposo e non per“oltre” l’intenzione: Tizio schiaffeggia ma si accetta tale rischio, per cui non ha ché i giudici siano buonisti, ma perché Caio che cade e muore battendo la testa; senso parlare di preterintenzione. vincolati al codice penale. in questo caso la morte è una conseDel resto, consolidata giurisprudenza Siccome la proposta della Giammanco guenza ulteriore e non prevista da Tizio. afferma questo principio. Riportiamo non sta giuridicamente in piedi, è molto Se invece qualcuno si mette alla guida una massima sancita dalla Cassazione probabile che il Pdl la prenda seriamente ubriaco e investe una persona ucciden(28-7-82, n.7362): «L’omicidio preterinin considerazione. dola si potrebbe parlare di omicidio votenzionale concretato dal fatto dellontario con dolo eventuale: si è com unicati stampa c omune di bagheria

Bando per la stampa tipografica per il Museo Guttuso

Il Settore IV del Comune di Bagheria ha pubblicato un bando per "Servizio di stampa tipografica per il Museo Guttuso di Villa Cattolica". L'importo a base d'asta dell'appalto è di euro 60.000,00. Il bando e il capitolato speciale sono visionabili, con possibilità di fotocopiatura e con spesa a carico del richiedente, nei giorni feriali e nelle ore di apertura al pubblico, sabato escluso, presso l'Ufficio Relazioni con Pubblico (U.R.P.). Il bando è altresì pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Bagheria www.comune.bagheria.pa.it. Gli interessati dovranno presentare al protocollo generale del Comune di Bagheria - Corso Umberto I, 165 o alternativamente presso il protocollo del settore IV della sede comunale di Via Mattarella le offerte non oltre le ore 9,00 del giorno di celebrazione della gara 24 marzo 2009. La competenza del procedimento è del Settore IV - Attività Amministrativa del Museo Guttuso nella persona della dott.ssa Dora Favatella Lo Cascio. Il Dirigente del IV Settore è il dottor Costantino Di Salvo. (P.M.)

Sostituzione temporanea della dottoressa La Tona, dirigente del II Settore del Comune

Con determinazione n. 6 del 2 Marzo 2009 il Sindaco Biagio Sciortino dispone che le funzioni di dirigente del II Settore, dottoressa Giuseppa La Tona, in atto in comando presso l'ARPA Sicilia, vengono temporaneamente assicurate dal dirigente del I Settore, dottoressa Laura Picciurro. In caso di assenza del dirigente del I Settore, le funzioni verranno assicurate dal Segretario Generale, dottoressa Antonina Marascia e, in caso di assenza di quest'ultimo, dal Vice Segretario Generale, dottoressa Vincenza Guttuso. (E.M.)

Bando per la distribuzione di piante di olivo e agrumi

L'Assessorato Agricoltura del Comune di Bagheria, diretto dall'assessore Pietro Pagano, con l'intendimento di promuovere la coltivazione delle essenze arboree più diffuse e caratteristiche di questo territorio, sta organizzando, come ha fatto l'anno scorso, la distribuzione di alberelli di olivo e agrumi agli agricoltori interessati i cui terreni ricadano nel territorio di Bagheria. A questo scopo è stato pubblicato un bando per la distribuzione di piante di olivo e agrumi. I requisiti per ottenere l'assegnazione delle piante sono i seguenti: a) che la superficie minima di terreno in cui impiantare gli alberi di olivo per ogni singola domanda e dello stesso richiedente, prevista dal regolamento non sia inferiore a mq 500 e superiore a mq 3.000; b) che i sesti dell'impianto siano non inferiori a m. 8 x 8 per l'olivo e m. 5 X 4 per gli agrumi. c) che i terreni da investire a olivo e/o a limone abbiano come destinazione urbanistica "uso agricolo" e che non siano vincolati ad altri usi da Pubbliche Amministrazioni; d) che i richiedenti non abbiano presentato analoghe richieste ad altre Pubbliche Amministrazioni; Gli interessati potranno avanzare istanza tesa a ottenere le predette piante dal 16.03.2009 al 27.03.2009. L'istanza dovrà essere presentata presso l'ufficio protocollo generale del Comune di Bagheria a partire dal giorno 16.03.2009. Il bando e il relativo schema di domanda potranno essere scaricati dal sito istituzionale del Comune di Bagheria www.comune.bagheria.pa.it o ritirato presso il competente ufficio comunale o presso l'URP tutti i giorni lavorativi dalle ore 09.00 alle ore 12.00. (P. M.)


Seconda stella a destra

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let tere e comunicati

La fortuna di poterla individuare

Seconda stella a destra… ci indicava il grande Bennato, in una canzone degli anni 80. Un’isola che forse tutti, in cuor nostro, proviamo a rintracciare. Un’isola dove regna sovrana la Giustizia, dove ogni uomo, ogni essere vivente, ha diritto di vivere con pari dignità e pari diritti. Una terra dove le radici ideologiche, razziali, di diseguaglianza sociale e culturale, non trovano terreno fertile per alimentarsi. Un’isola dove chi guarda in TV Sanremo invece che il Grande fratello può condividere la stessa poltrona con un patito dei programmi di Piero Angela o Gad Lerner, nella convinzione che le proprie tendenze, gusti, affinità, non sono necessariamente elementi di divisione ma solo di diversità che, con molta umiltà e sincerità, debbono essere accettati come “DIRITTO”, anche se la nostra formazione culturale, invece che la nostra difformità di interessi, non ne ap-

prezzano i contenuti. La vita è bella perché è varia, tutti gli uomini sono importanti, qualsiasi cosa pensino, in qualsiasi modo agiscano, l’importante che rispettino le regole del viver civile, non attendendo alla libertà degli altri. La guerra, fondamentalmente, oltre ad essere alimentata da interessi economici, è anche un’imposizione di uno stile di vita di una nazione, di una razza, a discapito di un’altra popola-

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zione, con l’ausilio brutale delle armi. Nell’isola che non c’e, tali fatti o misfatti non hanno ragione di esistere, perché fra i rami frondosi dei suoi alberi non viene prodotta la mela dell’arroganza, della saccense, dell’integralismo che divide piuttosto che unire. Seconda stella a destra… pur alzando gli occhi al cielo, o analizzando le più complesse ed aggiornate carte stellari, difficilmente ne scorgeremo i contorni o tracceremo una mappa, perché tale stella è dentro di noi; se avremo la fortuna di poterla individuare, ci porterà a quell’isola dove l’uomo libero dalle miserie umane, acquista la consapevolezza della grande rivelazione, d’essere immagine e somiglianza del suo Creatore. La verità rende liberi; molto spesso, in questo mondo senza un’isola che non c’è, rende soli. Nino Alfano

Soluzioni da chi conosce il territorio Sul miglioramento della sensibilità dei cittadini

Il degrado socio-culturale è il primo terreno fertile per la microcriminalità e la macrocriminalità. Lo sforzo costante e puntuale di forze dell'ordine e istituzioni preposte, la situazione all'intero del nostro territorio è migliorata. Una politica giovanile adeguata, costante e istituzionale può nettamente migliorare lo status attuale. Lavorare con le scuole e le istituzioni presenti già nel territorio diventa non più necessario ma urgente. Un lavoro concentrato, collettivo e di lungo periodo può portare al miglioramento della sensibilità civile dei cittadini del futuro. Attraverso una politica che potenzi realtà territoriali già impegnate nell'ambito giovanile, si può diffondere una reale cultura della legalità, che passi dalle piccole cose (vedi uso del casco) fino ad arrivare a problematiche più ampie e capillari (mafia, lettere anonime che arrivano presso parrocchie, enti, politici ecc.. uso e spaccio di sostanze stupefacenti, dispersione scolastica, ecc). Una poli-

tica amministrativa differente può proporre e cercare di innestare una politica giovanile differente. Fare terra bruciata intorno a tutti i fenomeni criminogeni proponendo alternative valide sane e fattibili, può portare nel tempo ad avere una cittadinanza "meno corrotta" (vedi operazione Perseo) e aiuterebbe a migliorare notevolmente la qualità del consenso. Un ragionamento del genere non è solo di appartenenza, ma è una logica che deve stare nella mente di chiunque abbia a cuore la nostra città o qualsiasi altro piccolo o grande territorio siciliano e il futuro delle prossime generazioni. Le proposte culturali e/o sociali, occasionali, sicuramente non portano alcun giovamento. Le soluzioni più efficaci possono arrivare solo da chi meglio conosce il proprio territorio. Giuseppe Firenze

Cimitero. Risolto il problema dell'acqua

L'assessore ai Lavori Pubblici, Gino Di Stefano, comunica che è stato risolto il problema della mancanza d'acqua presso il cimitero comunale. Infatti dopo due giorni di monitoraggio dell'erogazione d'acqua, per verificarne le perdite, i guasti sono stati riparati. L'assessore Di Stefano a nome di tutta l'Amministrazione si scusa con i cittadini per il disservizio. P.M. (U.S. Comune di Bagheria)


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Crac Amia, gli ex vertici rischiano solo una multa

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Nel cda, indagati per falso in bilancio, anche i bagheresi Vincenzo Gargano e Angelo Canzoneri

Appena saputo che il sindaco Diego Cammarata non li avrebbe querelati hanno tirato un lungo sospiro di sollievo. Gli ex amministratori dell´Amia indagati per falso in bilancio, e che rischiavano fino a cinque anni di reclusione, da oggi sono indagati per «false trasposizioni sociali» e rischiano al massimo una multa: il tutto solo dopo una condanna definitiva in un processo che deve concludersi in tutti i gradi di giudizio entro il 2011, pena la prescrizione del reato. La mancata querela di Cammarata salva quindi in pieno dall´indagine aperta dalla procura della Repubblica tutto il cda dell´Amia in carica nel 2006. Un cda composto non da manager ma da medici, avvocati e pensionati cooptati in gran parte da Forza Italia per guidare la più importante azienda cittadina, feudo del partito che in questi anni l´ha ingrossata a dismisura, con assunzioni e stabilizzazioni, fatte spesso alla vigilia delle varie consultazioni elettorali, che hanno portato l´Amia dai 1.500 dipendenti della fine degli anni Novanta ai quasi tremila di oggi. Ma chi erano i componenti del cda nel 2006? Chi è stato salvato da Cammarata? E, soprattutto, in che condizioni hanno lasciato l´azienda? A guidare il cda dell´Amia dal 2001 fino allo scorso anno è stato Enzo Galioto, medico dentista tra i primi a entrare in Forza Italia e in particolare nelle grazie del fondatore del partito

in Sicilia, Gianfranco Micciché. La carriera di Galioto è fulminante. Ex assessore provinciale alla fine degli anni Novanta, nel 2001 viene indicato dalla corrente che fa capo a Micciché alla guida della più importante azienda della città, l´Amia appunto, dove rimarrà in sella fino allo scorso anno. Nelle ultime regionali Galioto lascia la corrente di Micciché ed entra in quella del presidente del Senato Renato Schifani. Nell´aprile del 2008 viene eletto a Palazzo Madama, rimanendo comunque il coordinatore cittadino di Forza Italia: è stato lui a guidare un vertice con i consiglieri comunali del Pdl per stabilire la linea da seguire ieri, nella seduta convocata sul caso Amia e la querela che avrebbe dovuto fargli Cammarata. Vice presidente dell´Amia nel 2006 era Angelo Canzoneri, l´unico nominato in quota Udc. Democristiano di ferro (è stato assessore comunale a Bagheria e poi anche alla Provincia) nell´Udc è entrato al fianco di Saverio Romano che lo ha indicato fin dal 2001 nel cda dell´Amia, quando era già da tempo in pensione. Altro consigliere in carica nel 2006, e che lo era fin dal 2001, è Francesco Arcudi, oculista ed ex segretario di Nuova Sicilia transitato in Forza Italia, anche se non ha mai fatto politica attiva all´interno di una corrente del partito. Sempre in quota forzista nel cda dell´azienda era stato nominato

Più attenzione nel rappresentare i cittadini

Il “caso Ast” è un esempio di leggerezza e disattenzione

Nel vostro numero dell’8 febbraio scorso è emerso che l'Ast non rispetta gli obblighi contrattuali e che il comune di Bagheria, pur pagando per il servizio, non controlla e non vigila sulla corretta esecuzione dello stesso e sul rispetto degli obblighi contrattuali. Mi chiedo se l'ufficio stampa del comune, il quale ha tra i suoi compiti, così come dichiarato nel sito, quello di "interpretare le informazioni dei media in funzione delle esigenze dell'ente". ha dato il giusto peso alla notizia ed ha informato chi di competenza. [...] Dato che noi cittadini siamo i datori di lavoro dei nostri amministratori, chiedo loro di rispettare il contratto che hanno con noi, chiedo loro di compiere il proprio dovere nell'esercizio delle proprie funzioni con maggiore attenzione. Il caso Ast è' un esempio lampante di leggerezza e disattenzione! Lettera firmata

da palermo.repubblica.it

anche Vincenzo Gargano, direttore del comparto infermieristico dell´ospedale Civico, già candidato a sindaco di Bagheria e da sempre vicino a Galioto e a Micciché, prima del passaggio dell´ex presidente dell´Amia nelle file della corrente che fa capo a Schifani. Nel 2006, nel board finito nel mirino della procura, sedeva anche l´avvocato Paola Barbasso Gattuso, legata a Micciché che l´ha voluta nel 2002 all´Amap e poi all´Amia: oggi la Barbasso siede nel cda dell´Amg, rimanendo comunque molto vicina allo stesso Galioto. Questo è il cda indagato per un falso in bilancio da 50 milioni di euro, che sarebbe servito per chiudere il bilancio aziendale con un utile di 200 mila euro (questo è l´ultimo chiuso con un segno positivo). Di certo c´è che, dopo la stabilizzazione di 900 Lsu approvata da questo cda, le assunzioni per chiamata diretta e lo scambio padre figli, nell´anno successivo, nel 2007, l´Amia ha chiuso con una perdita di 30 milioni di euro che sommata a quella registrata nel 2008, altri 30 milioni, ha portato sull´orlo del fallimento l´ex municipalizzata. Antonio Fraschilla

Torna la Giornata Fai di Primavera Porte aperte in 580 luoghi d'arte il 28 e 29 marzo in 210 città, Bagheria compresa

(ANSA) - ROMA, 10 MAR - Torna la Giornata Fai di Primavera. Il 28-29/3 saranno visitabili 580 beni in 210 città, gran parte normalmente dei quali chiusa al pubblico. Molte le iniziative tra cui a Fucecchio (Fi) una celebrazione di Montanelli; a Roma Palazzo Koch e Villa Lubin; a Milano la Biblioteca Ambrosiana e la nuova Bocconi; a Venezia il Teatro Verde della Fondazione Cini; a Palermo Villa Cardillo e a Bagheria la Certosa di Palazzo Butera con il museo delle cere ;a Taranto il Convento di S.Francesco.


Nostalgico Corso Umberto let tere e comunicati

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Una fetta della nostra vita

C’è una fetta della nostra vita su questi marciapiedi: mille scarpe consumate, mille parole dette e disperse tra le pieghe di queste vetuste case. Corso Umberto di Bagheria: palestra di vita, confronto perenne e dialogo continuo con il mondo, palcoscenico di mille e mille volti. Oggi domenica, dopo tanto tempo, mi avvio a passi felpati per il corso. L’ora insolita e il dì di festa creano un’atmosfera ovattata, quasi surreale. Come per magia, a poco a poco, i ricordi mi vengono incontro e danzano intorno. Anni fa, su questo segmento di universo, s’intrecciavano i primi sguardi, i primi sorrisi, i primi saluti: nascevano i primi amori. Qui, all’uscita dalla scuola, si andava correndo e giocando verso la libertà. Questa era la nostra strada: era il nostro trampolino di lancio verso il futuro. Passino pure gli anni, andremo per altre strade, conosceremo altre città, eppure, questo particolare angolo di Sicilia lo porteremo sempre nel cuore e rimarrà la convergenza di tutte le strade del mondo. Antonio Martorana

I prezzi calano solo al bar del Senato Privilegi da casta

Esistono ristoranti per ricchi con cucina raffinata, talvolta pretenziosa e prezzi alti; ci sono trattorie per gente modesta dove si paga poco e a volte si mangia anche bene; sono rarissimi invece i locali riservati alla casta, dove gli avventori, pur potendo spendere molto, pagano quasi nulla. Anzi in quest’ultimo caso ci troviamo davanti all’unica gestione che, non conoscendo gli effetti negativi della crisi economica ed avendo una clientela sempre affamata, si può permettere il lusso di abbassare i prezzi del venti per cento. Sicché da ieri i nobili senatori della Repubblica italiana al bar di Palazzo Madama, la mitica buvette, hanno potuto aggiungere ai numerosi privilegi anche quello di mangiare quasi a sbafo. Un piacere doppio perché mentre fuori c’è chi non riesce a sbarcare il lunario, la casta si gode la sua separatezza sociale creando inoltre per se stessa il giochino del risparmio. Del privilegio godono anche giornalisti parlamentari e funzionari. Un pasticcio di maccheroni costa un euro e 50, un caffè 42 centesimi, un secondo di seppie con patate o di pesce spada 2 euro, un pasto completo, con frutta e contorni, 5 euro e 92. Come si

suol dire piove sul bagnato. Piccola proposta demagogica: apriamo il bar per poveri ricchi ai poveri veri. Salvatore Scalia

Tratto dal quotidiano “La Sicilia” del 4 maro 2009


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cultura

Attorno a Monte Catalfano

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Da Porticello ad Aspra, l’itinerario della rivista nazionale“Le Vie d’Italia” (1929) Il ricercatore storico Lorenzo Rizzo ha portato in visione presso la nostra redazione un prezioso volume pubblicato nel gennaio del 1929 denominato “Le vie d’Italia” (rivista mensile del Touring Club Italiano, organo ufficiale dell’ente nazionale per le industrie turistiche nazionali). L’articolo, dal linguaggio aulico e ricercato e proprio del suo tempo, traccia un percorso che, partendo da Monte Catalfano, si prolunga per la litoranea, attraversa Bagheria, per concludersi alla Villa Rammacca. Pubblichiamo integralmente il testo dell’articolo:

Q

UEL monte isolato e roccioso, sfacciatamente nudo e

sterile, che si stacca dall’estremità orientale del golfo di Palermo e si protende in posa di sfinge sul mare, facendo riscontro al Monte Pellegrino, ugualmente isolato e roccioso, sembra non avere altro ufficio che quello di aggiungere una nota inconfondibile nell’armonia del paesaggio circostante. Esso è formato da una massa calcare, di cui le quote più elevate sono: il Monte Catalfano (376 metri) ed il Monte d’Aspra (345 metri). Adottando la denominazione della massima quota, intendiamo designare l’intero massiccio che, formando penisola, separa i golfi di Palermo e di Termini Imerese, lasciandosi dietro un largo istmo pianeggiante. Il litorale, che circonda il monte, ha lo sviluppo di circa dieci chilometri ed è formato da rocce calcari e tufacee che il mare tormenta e trasforma con i suoi incessanti assalti. Per fare il giro del litorale, ch’è la parte turisticamente più interessante, ci sono due direzioni da scegliere: o partire da Bagheria, percorrere la via che conduce al villaggio d’Aspra e costeggiare il litorale da settentrione a mezzogiorno per giungere a S. Flavia; oppure partirsi da questa per battere la stessa via in senso inverso e far meta a Baghera. In ambedue i casi non è da trascurarsi la breve e gradita ascensione alle rovine di Solunto. Scegliendo la seconda direzione, che ha il vantaggio di offrire migliori effetti di sole, ci lasciamo alle spalle la stazione del lindo paesello di S. Flavia, e, fatti pochi passi della via che conduce a Porticello, ci troviamo dinanzi al cancello della stradella per Solunto, fiancheggiata da agavi, carrubi, fichi d’India, robinie, gerani. A misura che si sale si svolge alla nostra inesausta contemplazione un grandioso scenario nel quale la natura prodiga le sue raffinate seduzioni. Da un lato, boschi di agrumi e di ulivi cosparsi di paesi, ville, castelli e fattorie, cui fanno da sfondo i monti Cane e S. Calogero, che a loro volta si staccano robusti sulla imponente catena delle Madonìe digradante in toni sempre più tenui sino al lontano monte di Cefalù. Dall’altro lato la sconfinata distesa del mare sul cui orizzonte evanescente si delineano le isole Eolie, ed al primo piano s’incurva la schiena del Capo Zafferano, che, come cammello accovacciato, si protende nelle acque di smeraldo. Dalle rovine e dal paesaggio spira tale aura di classicismo da sembrarci realizzato quell’ideale formatosi traverso suggestive letture ed immagini di tempi remoti.


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cultura

La storia di Solunto, come di solito per tutte le città più antiche, s’inizia con la leggenda. Secondo Ecateso, essa prese il nome da un celebre bandito, abitante nella contrada, che ebbe l’onore di essere ucciso dall’onnipotente ed onnipresente Ercole circa un secolo prima della presa di Troja. Ma gli storici e gli archeologi, col loro razionalismo scientifico che s’irride della leggenda, si accordano nel dire che l’origine di Solunto si deve ai Fenici che la chiamarono Chefara. Quando, poi, la storia comincia a far un po’ più di luce nel mistero, sappiamo che gli abitanti di essa furono fedeli alleati dei Cartaginesi contro i Romani, ma che non furono fortunati, giacché questi, sconfitti i proprî acerrimi rivali, occuparono la città, v’introdussero le loro leggi, i loro usi e costumi e ne mantennero il possesso sino al crollo della loro dominazione che determinò la fine di Solunto; ciò che dimostra come ad essa mancavano, come mancherebbero oggi, elementi sufficienti di vitalità. Invero, la posizione di Solunto, scomodamente inerpicata sul ciglio di un’arida collina, priva d’acqua sorgente, lontana dai traffici, non consente nessuna proficua attività umana, sicché non le rimarrebbe altra buona ragione di esistere che quella di contemplare uno dei più suggestivi panorami, e qualificarsi città belvedere, romitaggio di ricchi innamorati della natura. Se non che, le sue rovine non ci hanno rilevato che pochi e modesti esemplari di case nobilmente decorate in mezzo a piccole e povere abitazioni a pianterreno, né c’è da fare assegnamento su ulteriori scoperte tenuto è breve e nudo lo spazio circostante. In mancanza, quindi, di più sicuri elementi, si rimane incerti sulla funzione di essa nella vita di quel lontano passato, e si finisce col trovare la spiegazione della sua effimera esistenza nella mancanza di un preciso carattere. Fra gli avanzi, tutti di epoca romana, si osservano alcune colonne con trabeazione, delle pitture murarie di tipo pompeiano, dei pavimenti a mosaico, due bellissimi capitelli, strade in pendenza che s’intersecano ad angolo retto, mentre altri elementi, quali una colossale statua di Giove ed oggetti vari trovansi nel Museo Nazionale di Palermo. Tali avanzi, per quanto non vistosi, provano che la possente orma romana s’impresse anche su quella collina ospitale, come a dimostrare che ogni luogo, quale che fosse la sua importanza, richiedesse tangibile testimonianza del glorioso passaggio. Volentieri si starebbe fra i ruderi della città morta a contemplare insaziati la scenografica solennità della natura se non ci chiamassero altri spettacoli. Ecco laggiù, sulla prossima spiaggia, Porticello con la sua modesta e pur operosa vita marinara. Una breve discesa e siamo fra buona gente che sciama in-

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torno a povere case, occupata a rammendar reti, ad armare o a calafatare barche, ad apparecchiare arnesi per strappare al liquido elemento la propria sussistenza, in contrasto diuturno con gli elementi. Più a nord, S. Elia, altra borgatella peschereccia, divide con Porticello i prodotti dell’inesausto mare. Lo sviluppo edilizio tende ad avvicinare sempre più le due borgate e forse riuscirà a congiungerle in un unico borgo al riparo del monolitico Capo Zafferano che riflette le sue tinte dal violetto all’aranciato sulle tremule onde smeraldine. Fichi d’India, pochi alberi d’ulivo e qualche casetta colonica sulla angusta fascia litoranea mitigano un po’ la selvatica imponenza del monte. Un sentiero, staccandosi dalla stradella da noi battuta, conduce all’estrema punta del Capo Zafferano dove si erge un faro che guarda dall’alto di uno scoglio. Nel seguitare il cammino non dimentichiamo di guardare di quando in quando a ritroso, ché, difatti, la costa frastagliata e verdeggiante, con lo sfondo dei monti e il cupo azzurro del mare, offre vivace varietà di paesaggio. Appena lasciato il sentiero del faro, la stradella declina sulla Cala dell’Osta per proseguire, indi, dirittamente. Ma qui il paesaggio, come un repentino svolgimento di scena, cambia di aspetto, presentandoci: a destra l’altro lato del Capo Zafferano a precipizio sul mare; a sinistra, la spiaggia della Vignazza, in fondo alla quale si erge la torre di Capo Mongerbino che si proietta sulla macchia violacea dei monti Gallo e Pellegrino; di fronte la immensa ed ininterrotta distesa del mare. Siamo su di una stradella che procede a mezza costa fra culture arboree che dalle pendici dei monti Catalfano ed Aspra digradano verso il mare, e che ad un certo limite si arrestano per lasciare il posto alle poche piante spontanee, che, aggrappate alle rocce, resistono alla sferza dei venti e dei flutti. Lungo le coste rocciose mai si placa l’aggressiva e fragorosa caparbietà del mare col suo martellare continuo, e, di concerto con altri elementi della natura, esso distrugge, edifica in eterna ed alterna vicenda opere che sorprendono la sensibilità umana, contrariamente a quanto avviene sulle spiagge in dolce pendio dove l’aggressività si estingue mormorando la propria impotenza. Dal Capo Zafferano al Capo Mongerbino è un succedersi di bellezze naturali quasi affatto ignorate per trovarsi in luogo disabitato ad appartato dal traffico, e quindi solitario ma non silenzioso. Dominato dallo Zafferano, come un nume onnipresente, il paesaggio presenta bizzarre architetture naturali. La prima ad incontrarsi, dopo di avere traversato un caotico affastellamento di rocce, è una grotta lambita dal mare. For-


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c ultura

La prima ad incontrarsi, dopo di avere traversato un caotico affastellamento di rocce, è una grotta lambita dal mare. Formata da rocce calcari e tufacee, cementate insieme da un conglomerato conchiglifero, di colorito grigio con sfumature ceracee, essa ha perduto parte della copertura, ma ha conservato multiformi pilastri a sostegno di bizzarre arcate che si aprono numerose in tutti i sensi, formando altrettanti quadri di rara bellezza, sia per varietà di colori e disegni che per l’insuperabile contrasto fra luci ed ombre. Antri e scogli più o meno sforacchiati e smozzicati si succedono senza interruzione; ma ecco ad un tratto fermare la nostra attenzione una penisoletta montuosa in forma ellittica, unita per uno stretto istmo alla costa, e disegnare con questa, dal lato settentrionale, una profonda insenatura, come un piccolo fiordo. Percorso altro breve tratto di strada, ci troviamo sulle propaggini del Monte d’Aspra che, allungandosi sul mare, formano il Capo Mongerbino sulla cui sommità si erge la torre, un tempo posto di guardia contro le incursioni barbaresche. Ed ecco che per un altro improvviso cambiamento di scena, si apre il golfo di Palermo, circoscritto dentro una robusta chiostra di monti con la città biancheggiante, simile ad un lungo e stretto nastro che separi la terra dal mare. La costa di Capo Mongerbino, seghettata profondamente, ci regala altre sorprese. Guardando dall’alto verso il mare, ci si presenta una profonda insenatura le cui pareti, spesso strapiombanti, sono collegate da un sottile ponte naturale che sembra reggersi per un miracolo di equilibrio su di un baratro in fondo al quale il mare, insinuatosi irruento nel corso dei secoli, ha scavato antri profondi cui fanno da vôlta ora sottili ora robuste arcate. Vista dal mare, questa singolarità naturale, detta Grotta del Tavaro, acquista aspetti grandiosamente tragici e pittoreschi pel violento contrasto delle ombre con la luce irrompente, che, traverso buche e meandri, si insinua, ravvivando qua e là gli svariati e vistosi colori, tuttavia impotente a svelare il mistero delle sue più intime viscere. Lasciata alle nostre spalle la torre, la stradella piega a ponente fra uliveti e ficaie, quindi si discopre, distesa sulla costa, la borgatella d’Aspra che vive della pesca e dell’estrazione della pietra. Da qualche tempo essa è frequentata, nell’estate, da una numerosa colonia balneare che non ha soverchie esigenze mondane. Una strada dritta, areata ed assolata, lunga quattro chilometri, da Aspra conduce sino alla Villa Butera al sommo della cittadella di Bagheria. Il tratto nuovo di essa, compreso fra Aspra e la stazione di Bagheria, è fiancheggiato, oltre che da giardini, da cave di pietra tufacea d’impressionante estensione e profondità, dalle quali si è estratto e si estrae tutto il materiale per l’edilizia di Palermo e dei paesi circonvicini. A misura che ci avviciniamo a Bagheria il paesaggio si fa sempre più ricco e ridente; dalla selvaggia rupestre imponenza si passa alla serena grazia del verde, cosparso qua e là di abitazioni e con i segni frequenti e cospicui della industre vita. Ne abbiamo un primo esempio incontrandoci in una delle tante sontuose ville settecentesche che ingemmano le campagne di Bagheria: la Villa S. Isidoro, della quale un doppio filare di cipressi, lungo circa un chilometro, è il più bell’ornamento, e più oltre la Villa Rammacca, nitidamente proiettata sul monte di Aspra che le fa da schermo. Roberto Lojacono

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UNA CONSIDERAZIONE Dopo aver letto queste pagine, e visto le foto, sorgono spontanee alcune considerazioni sulle contaminazioni

del nostro paesaggio a causa di opere di urbanizzazione scriteriate. Un esempio sono i viali alberati di Sant’Isi-

doro, dove i vecchi cipressi che li ornavano (nella foto

qui sopra) sono stati sostituiti da pini, insignificanti per il nostro territorio.

Lorenzo Rizzo


cultura

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Diamo la voce sicula ai tunisini Baaria. Tre doppiatrici bagheresi a Roma Sono volate a Roma, invitate dal regista Peppuccio Tornatore, per doppiare personaggi del suo Baaria. Dal 3 al 6 marzo scorsi tre signore, attrici dilettanti bagheresi, hanno prestato la loro voce alle comparse tunisine delle scene girate nel paese africano dove è stato ricostruita fedelmente la Bagheria del passato. Sono Nina Pellitteri, attrice della compagnia “A nunnata”, Maria Pia Albanese, che recita nel gruppo “Uniti per creare”, Lia Emmiti della compagnia “I Santeliesi”. Al lavoro del doppiaggio, eseguito negli studi “FonoRoma” a San Giovanni in Laterano, le tre signore hanno alternato il soggiorno nel Grand Hotel Ritz, il famoso “quattro stelle” frequentato da attori famosi, che sorge nella zona dei Parioli. “Siamo state trattate benissimo, anzi coccolate”, ci riferisce la dottoressa Nina Pellitteri, la quale, nel dichiararsi entusiasta dell’esperienza, non si stanca di lodare “il garbo, la pacatezza, lo stile del regista”. E aggiunge: “Mi hanno colpito moltissimo di Tornatore la calma, la delicatezza con cui si proponeva, sempre col sorriso sulle labbra anche quando ci chiedeva di ripetere, la serenità d’animo che riusciva a comunicare”. Fra le scene che il regista ha fatto sfilare sotto i loro occhi per il doppiaggio,

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Giuseppe Fumia

Maria Pia Albanese, Nina Pellitteri, Lia Emmiti con il regista Giuseppe Tornatore

prima in stretto dialetto “baarioto” e quindi in italiano, si segnalano una scampagnata, le preghiere delle beghine in chiesa, il lavoro nei giardini di limoni, le urla per richiamare in casa i figli che si attardano a giocare etc. Per ogni scena la Pellitteri, che fra l’altro nel film ha già impersonato un’elettrice votante nel seggio della scuola Bagnera, ripete le parole usate tipo: “Veni ‘ccà, malacunnutta. Ancora t’attardi, sta scurannu. Un ta saziatu ri iucari? Quannu rici tu, t’arricampi. Stocchiti i jammi e veni ccà”. Tornatore, specie quando non si rendeva necessario far coincidere il movimento delle labbra di interprete e

LE CENERI DI PIRANDELLO Racconto di Roberto Alajmo illustrato da Mimmo Paladino

Sabato 14 marzo alle ore 18.30 alla libreria interno95 (Via Dante, 95 – Bagheria) sarà presentato il volume di Roberto Alajmo “Le ceneri di Pirandello” illustrato con 10 tavole di Mimmo Paladino ed edito da Drago Edizioni. Con la consueta ironia lo scrittore palermitano ripercorre il viaggio che le ceneri del premio Nobel dovettero affrontare prima di trovare definitiva sepoltura nella natia Agrigento. La più paradossale delle avventure, anzi, la più pirandelliana, doveva capitare a Pirandello proprio dopo morto, a dimostrazione che “…in Sicilia il rapporto con la morte non si esaurisce nella tragedia. Parte, semmai, dalla tragedia per arrivare alla commedia. E viceversa, eventualmente.” A dialogare con l’autore del libro, lo scrittore Maurizio Padovano. Per informazioni: 339.6752646 - info@dragoedizioni.it

doppiatrice, ha permesso di parlare a soggetto e a ruota libera, come nel caso delle preghiere in chiesa o nella processione del Venerdì santo o in altre processioni dove le donnette, oltre a pregare amano “ciuciuliari” e fare maldicenza. Tutto questo, come accennato sopra, recitato prima in “baarioto” per noi, e poi ripetuto in italiano per la gente oltre Stretto. Contiamo i giorni che ci separano dalla visione del film che, purtroppo, come hanno lasciato intendere alla Pellitteri, non vedremo prima di novembredicembre.


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Sul concerto di Giovanni Allevi Preferisco Mario Pilati!

Domenica 8 marzo sono stato al Teatro Massimo di Palermo ad ascoltare il concerto di Giovanni Allevi intitolato Evolution. Dico subito che non mi sarei mosso di casa se non lo avessi avuto fra i concerti in abbonamento. Perché? Da tempo noto che ai suoi CD, alla Feltrinelli, e ai suoi libri si dà una notevole evidenza pubblicitaria, evidenza a dir poco fastidiosa. Comunque, prima di comprare qualche CD con le composizioni di Allevi, ho cercato di ascoltare qualcosa su Internet: la sua musica non mi coinvolgeva né sul piano emotivo, né su quello estetico. Poi ho seguito l'intervista ad Uto Ughi su Allevi (pubblicata da "La Stampa" di Torino mesi addietro) e le parole del grande violinista mi sono sembrate piuttosto convincenti. Allevi non è un compositore che "evolve" la musica, siamo di fronte a semplici composizioni che ad un numeroso pubblico possono pure piacere, ma noi restiamo piuttosto indifferenti: sia sul piano estetico - linee melodiche semplici distribuite ai vari timbri strumentali (abbiamo

Giuseppe Di Salvo

ascoltato "Angelo ribelle") - e un'orchestrazione molto "naïve", per non dire banale; la parte armonica ci sembra meno che minimalista, quindi irrilevante e non rilevata dal nostro strumento acustico. Ma Allevi piace e attira un pubblico molto giovane non sempre presente o familiare al Teatro Massimo e ai Concerti, un pubblico del tutto estraneo ai noti volti degli "abbonati". Io me ne sono uscito dopo che Allevi ha suonato al pianoforte "Downtown": mi sono ri-

L’Amore viola

Presentazione della silloge di poesie di Giuseppe Bagnasco

(G.F.) Sabato alle 17.30, a Palazzo Aragona Cutò, sarà presentato la silloge di poesie L’Amore viola di Giuseppe Bagnasco, presidente del Circolo culturale Giacomo Giardina. Alla cerimonia, organizzata dai soci del sodalizio che faranno corona al loro leader, interverranno nella veste di relatori il professore Tommaso Romano, scrittore-editore, la professoressa Franca Alaimo, critico letterario, e il professore Salvatore Carta che coordinerà gli interventi. L’attrice Francesca Guajana Montemaggiore declamerà alcune poesie di Bagnasco. A conclusione, l’autore darà in omaggio una copia del volume a tutti gli intervenuti. Amore viola, con prefazione di Pino Giacopelli, ha visto la luce nell’estate scorsa edita da Ila Palma Mazzone. A dicembre ha trionfato alla XVIII edizione del “Premio nazionale di poesia Baronessa di Carini”. «“I testi poetici di Giuseppe Bagnasco – come rileva acutamente Giacopelli facendo riferimento alle sue metafore fortemente fisiche - si possono leggere come partiture dell’anima”. E, accennando a cinque poesie della silloge in cui la passione d’amore è particolarmente espressa con alto empito lirico, aggiunge di avere trovato in esse, “con vera sorpresa e compiacimento, quel senso del labirinto assunto emblematicamente da alcuni poeti siciliani della fine del Cinquecento, in primis il grande cantore di “Celia” nelle sue Canzuni amurusi, il monrealese Antonio Veneziano».

fiutato di seguire una musica che non mi coinvolgeva, non potevo "conformarmi" con l'"anticonformismo musicale" di un pubblico numeroso e musicalmente ben "conformista". Arrivato a casa, ho sentito il bisogno di ben altra musica: le mie orecchie si sono beate nell'ascoltare il grande Concerto per orchestra in Do Maggiore di Mario Pilati (1903-1938, foto in basso) dove ho trovato un più dotto contrappunto e ben altre armonie. Ma la musica ha proprio a che fare col gusto e con lo stile. E la società è bella perché ognuno di noi può esternare i propri gusti in campo musicale ed artistico. Dopo tutto, da un teatro gremito, chi vuole, può sempre uscire: io l'ho fatto per il bene che voglio al mio senso estetico, senza nulla togliere a quello degli altri, numerosissimi, che sono rimasti ad ascoltare Allevi.

Una visione tutta culturale

Gli spazi letterari a Palermo

In questi ultimi tempi si è assistito a un fenomeno positivo nell’ambito letterario palermitano e provinciale, ovvero il proliferare di spazi e caffè letterari, aperti al pubblico e con l’organizzazione di relativi eventi quali presentazioni di libri, mostre fotografiche, di pittura e scultura, rassegne cinematografiche e reading di poesie. È grazie soprattutto all’iniziativa e all’inventiva di molti giovani che questi nuovi locali nascono e si proliferano, con l’obiettivo di avvicinare sempre di più gente e giovani agli eventi culturali, offrendo anche la possibilità di gustare un bicchiere di vino. Agli spazi già affermati e presenti da anni nell’ambito culturale a Palermo quali: il Kursaal Kalhesa, l’Atelier Montevergini (piazza Montevergini, 8), lo Spazio Kalos (via XX settembre, 56/B), il Caffè Malavoglia (piazzetta Pietro Speciale, 5) o il Parco Tomasi di Lampedusa (vicolo della Neve all’Alloro, 2/5), si affiancano nuove realtà come il Cavù (piazza Rivoluzione), il Feel Rouge Cafè (largo Esedra, 5), la libreria Lanterna Magica (via Goethe, 43) o la biblioteca Nino Muccioli (via Vito la Mantia, 76). Ma anche Cefalù è attiva in quest’ambito grazie al caffè letterario La Galleria, all’interno del Museo Mandralisca (via Mandralisca, 23), dove è possibile gustare piatti tipici e scegliere un libro nella vasta libreria per appagare anche la fame di cultura. Daniele D’Agostino


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cultura at tualità

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„Posso vivere. So dimenticare‰ La poesia tardo-ottocentesca di Giuseppe Antonio Borgese (1882-1952)

Giuseppe Antonio Borghese nasce a Polizzi Generosa nel novembre del 1882. Nel 1910 viene nominato professore di letteratura tedesca nell’Università di Roma. Nel 1926 ottiene la cattedra di estetica nell’Università di Milano. Inizia presto l’attività di giornalista e di critico letterario su alcuni tra i maggiori quotidiani italiani. Tra il 1905 e il 1917 pubblica alcuni libri di critica letteraria e storica. Nel 1921 pubblica il suo primo romanzo Rubè. Nel 1922 vede la luce il suo libro di Poesie, edito da Mondadori. Nel 1931 si reca negli Stati Uniti per una serie di conferenze. Quando nel novembre dello stesso anno viene chiesto ai professori universitari l’obbedienza al regime, il Borgese decide, come altri, di trasferirsi in America. Qui sposa la figlia dello scrittore Thomas Mann, Elizabeth. Rientra in Italia nel 1946 e l’Università di Milano lo reintegra nella sua cattedra di estetica. Muore a Firenze nel dicembre del 1952. Giuseppe Antonio Borgese inizia a scrivere poesie nel 1902 e le pubblica sin dal 1904 su alcune riviste. Si tratta di sonetti che non si discostano dalla tradizione classica. Negli anni successivi abbandona il sonetto per una poesia meno legata a rigidi schemi. Nel tentativo di allontanarsi dall’influenza della lirica classica, fa un uso spregiudicato della metrica, alternando versi di dimensione variabile (arriva anche a comporre versi di 23 sillabe, con altri di varia lunghezza), con una musicalità incerta e una efficace vivacizzazione affidata a una ricorrente rima baciata o alternata. È questo un tentativo di creazione poetica prima di emotività, con una descrizione quasi distaccata di stati d’animo da disincantato cronista. E questo rappresenta l’elemento di modernità in una composizione che per l’impianto generale rimane legata al modello ottocentesco. Si sente la sua vasta cultura letteraria e traspare la vocazione alla prosa e alla riflessione critica. Questa esperienza poetica giovanile, comunque, gli rimane sempre dentro, se nel libro di novelle Tempeste nel nulla del 1931 è possibile leggere alcune pagine delicate di prosa lirica. Quella di Borgese è in definitiva una poesia volutamente lineare, essenziale, priva di abbandoni lirici. Ai componimenti ad ampio respiro noi preferiamo quelli brevi che sembrano schizzi estemporanei, durante i quali il sognatore che è in ogni poeta sfugge all’attento calcolo del costruttore d’idee poetiche. Nel 1952 pubblica una seconda raccolta di Poesie. Qui è possibile notare una accresciuta maturità linguistica, una evidente maggiore esperienza nella organizzazione del verso; ma l’impianto delle composizioni rimane quello delle poesie del 1922. Qui, però, abbandona la rima e dai versi in disordine sostituisce quelli liberi che si succedono con una buona musicalità. Adesso lo stato d’animo del poeta ogni tanto fa capolino, i sentimenti vengono a galla, anche se rimangono sotto controllo, per uno stile sempre severo. Oltre che poeta e critico letterario il Borgese è anche romanziere e drammaturgo.

BLOCCATO

Antonino Russo

“Andare pel bosco? Ma se perfino la luce trova incaglio in quel viluppo di stecchi e fogliami bizzarri ! Tentare la strada? Ma vedi è tutta ostruita di carri e folla, e neanche l’occhio vi s’apre uno spiraglio”.

Cammina. L’occhio lontano non conosce i consigli saggi, e il vero è noto solo alla volontà vicina. Fra tronco e tronco, fra spalla e spalla troverai cento passaggi, quando vi sarai giunto coi piedi tuoi. Cammina. RITMO E CONOSCENZA

Il mio cuore fuggìa come le bisce che fruiscono appiattandosi nel prato. Ma, dacché è marzo, cinque dita lisce picchiano il piano nella casa allato. Questo solfeggio il battito scandisce del cuore mio, che balza, e addoppia il fiato. Non più fuggiasco, il mio dolore ardisce battere il tempo con un piè ferrato. DRESDA

Scie perlacee del passato, sorde soste di viaggio! A un atteso nome balzo; sento il treno ancor ronzare lungo un morbido filare di castagni.

Vo sull’orme, trasognato, della lunga alba di maggio che sonnambula, a piè scalzo, per le vie smorza i fanali. Davanzali traboccanti di gerani! Nella bianca aria traspare incantato il paesaggio. Al mio cuore addormentato spuntano ali. CONGEDI

Posso seguire il volo d’un’allodola, anche se ho gli occhi in pianto. Con le mani tremanti posso sciogliere un nodo. So andare avanti, Senza volgermi indietro a riguardare, ciò che scompare. Posso vivere. So dimenticare.


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cultura

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Pandora, la prima donna, è il male? “Così disse; e rise, il padre degli uomini e degli dei: e ad Efesto inclito comandò di intridere d’acqua, al più presto, un pugno di terra, di infondervi voce e vigore umano, e di plasmare, simile in viso alle dee immortali, una bella forma amabile di ragazza; e ad Atena di insegnarle le arti femminili, a tessere una trama riccamente ordita; ed all’aure Afrodite di versarle sul capo bellezza, opprimente desiderio e smanie che fiaccan le membra; e di infonderle un cuore di cagna e maniere ingannevoli ad Hermes impose, messaggero Argifonte.” (Esiodo, Le opere e i giorni)

L

a mitologia greca ed Esiodo fanno di Pandora la responsabile di tutti i mali che affliggono l’umanità; e la “ricca di doni” presenta importanti analogie con la Eva della Bibbia che, incitando Adamo alla disobbedienza, si pone come fons et origo di ogni male. Sin dalla preistoria si realizza un continuo sviluppo dell’umanità, ci sono culture diverse, condizioni geografiche, ambientali, metereologiche diverse, ma l’umanità in quanto tale spesso si ritrova a partire da una base comune e da domande e bisogni che hanno come richiesta continua e progressiva “il perché delle cose”, e di conseguenza richiede risposte pronte a dare sempre più ampi margini di sopravvivenza. L’uomo primitivo inizia l’osservazione del sole e della luce, della notte e della luna, dei violenti temporali quasi sempre accompagnati dai bagliori dei lampi e dai fragori dei tuoni, dall’eruzione dei vulcani, dalle terribili scosse dei terremoti dai quali deriveranno i miti cosiddetti naturalistici, grandi metafore di questi fenomeni difficilmente spiegabili in altra maniera. Di seguito sorgono i miti eziologici, i quali cercano di spiegare l’origine di usanze, nomi e città, e ancora i miti storici, che esaltano o servono a magnificare avvenimenti e personaggi straordinari. Il mito rappresenta, quindi, ad un certo punto, la risposta collettiva e popolare dell’esaltazione di un fenomeno. E sin dall’origine si stringerà uno stretto rapporto nella diade mito-religione, che avrà in quel periodo confini per niente netti, i quali s’intersecheranno in una continua reversibilità. Ed ancora l’Umanità continuerà ad interrogarsi sui perché successivi e progressivi, forse sempre più interiori, globali, definitivi, che posano l’attenzione maggiore sugli stessi componenti della stessa umanità e sulle differenze maggiormente evidenti e quindi di base: perché esistono i due sessi? Già Euripide sull’esistenza della donna fa dire ad Ippolito: “Sarebbe molto meglio se non ci fosse… Sarebbe così semplice se le divinità avessero pensato un sistema di soli uomini: uno va al tempio, lascia un numero prestabilito di doni votivi e ritira un bambino”. Era forse l’aspirazione ad un mondo ed a una umanità composta di soli uomini. E i Pitagorici inventarono sistemi semplici a doppia colonna, una per sesso: maschile: secco, caldo; femminile: umido, freddo. E sempre Esiodo ci racconta come durante l’Età dell’oro, quando Crono era il re dell’universo, non ci sono donne, ma soltanto anthropoi. Gli uomini vivono assieme agli dei, senza lavorare e non conoscendo né morte, né sofferenze. Ma succede la

Salvatore Carta

John William Waterhouse, Pandora, 1896

Ma oltre il male, la speranza

guerra fra gli dei, la quale viene vinta da Zeus, ed egli crea un nuovo ordine cosmico nel quale gli uomini devono stare a loro posto, in basso, per nulla frammisti agli dei. Gli uomini dovranno affrontare ogni fatica per potere vivere e saranno mortali, e non avranno il fuoco. Ma il titano Prometeo, ‘colui che comprende prima’, gemello di Epimeteo, ‘colui che capisce dopo’, ha molto a cuore la sorte degli uomini. E così Prometeo, dotato di una intelligenza sottile ed astuta (metis), con il marchingegno del finocchio selvatico dentro cui nasconde il seme del fuoco, riesce a donare il fuoco agli uomini. Zeus si adira contro Prometeo e punisce lui e gli uomini: farà dono agli uomini di uno splendido malanno (kalon kakon). Zeus ordina subito ad Efesto, dio fabbro e scultore, di confezionare la donna: Pandora, la quale, sempre per ordine di Zeus, riceverà meravigliosi doni da tutti gli dei. È la prima donna ed è splendente nelle vesti, nella figura, nei gioielli, ed oltre a ciò è dotata da Atena ed Afrodite di charis, seduzione e bellezza a cui è impossibile resistere. Ed alla fine Ermes le infonde il temperamento di una cagna e l’animo di un ladro. Pandora risulta un ventre che divora ogni cosa, un fuoco che arde ogni uomo. Essa verrà inviata da Zeus ad Epimeteo, il quale, subito affascinato dall’enorme bellezza, la sposa. I due vivono assieme nella casa di Epimeteo, dove Zeus ha fatto portare un grande vaso di terracotta, con l’orcio chiuso. E mentre Epimeteo è fuori, a lavorare la terra, Zeus intima a Pandora di togliere il coperchio, e subito dal vaso escono per disperdersi in tutto il mondo: la malattia, la sofferenza, la vecchiaia, la morte. Allora, Pandora, la prima donna, è il male? Nel vaso di Pandora rimarrà per sempre, come ultima, una entità, la Speranza, quella speranza (elpis) che spesso ti fa continuare a vivere, che anche contro ogni evidenza ti fa pulsare il cuore, ti dice, che, anche quando tutto ti è andato male, ed anche per lunghi periodi, improvvisamente e spesso senza potere prevedere come, il giro si può invertire, chi sta per morire riesce a tornare a respirare con gioia, l’amore ritroverà ancora nuovo fuoco ed alimento, il povero guadagnerà, e tornerai a fare parte di una umanità che riesce almeno a sperare. E Pandora supera anche la morte, perché conserverà ed alimenterà nel suo grembo lo sperma puros, il seme del fuoco perché si possa conservare, e nello stesso tempo nel ventre, gaster, il germe della continua immortalità: attraverso Pandora, Epimeteo continuerà nei suoi figli.


psico logia

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Ansia, impariamo a conoscerla

(nienteansia.it) L'ansia, la cui etimologia latina richiama concetti quali il sentirsi soffocare, stretti, è connotata da varie sensazioni per lo più spiacevoli fra cui il timore, la paura, l'apprensione, la preoccupazione, la sensazione che le cose possano sfuggire di mano, il bisogno di trovare una soluzione immediata e, nel caso di esposizione prolungata, la frustrazione e la disperazione. Tuttavia l'ansia è un'emozione naturale e universale; è generata da un meccanismo psicologico di risposta allo stress, il quale svolge la funzione di anticipare la percezione di un eventale pericolo prima ancora che quest'ultimo sia chiaramente sopraggiunto, mettendo in moto specifiche risposte fisiologiche che spingono da un lato all'esplorazione per identificare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata e, dall'altro, all'evitamento e alla eventuale fuga. Questa caratteristica di interesse ed evitamento nei confronti di un possibile pericolo si ritrova soltanto negli uomini e negli animali superiori e favorisce la conoscenza del mondo circostante e un migliore adattamento ad esso. È per questo motivo che tutti noi abbiamo provato e proviamo ansia e, allo stesso tempo, siamo capaci di comprendere facilmente l'ansia degli altri e di immedesimarci nel loro stato d'animo. L'ansia è insomma un'emozione fondamentale e del tutto spontanea, che ha la funzione di proteggerci dalle minacce esterne preparandoci all'azione e contemporaneamente motivandoci all'interazione con il mondo circostante. L'ansia ha altre funzioni fondamentali oltre a quella sopraccitata; essa ci consente di impegnarci nei compiti che svolgiamo quotidianamente, in particolar modo in quelle attività che non svolgiamo con interesse ma che dobbiamo

portare a termine. Studiare per un esame poco interessante, per esempio, diverrebbe pressoché impossibile se non vi fosse una spinta sottostante di ansia da prestazione. Anche svolgere il proprio lavoro quotidianamente con impegno non sarebbe sempre possibile senza la pressione dell'ansia. Allo stesso modo, anche un'azione apparentemente banale come quella di uscire di casa in tempo per prendere l'autobus o il treno fallirebbe miseramente se fosse esente da ansia. Questi tipi di ansia sono costruttivi, ovvero risultano funzionali alla nostra sopravvivenza. Fungono da intermediario tra il mondo esterno e il nostro mondo psichico interno, rendendoci capaci di far fronte ai problemi della vita e di adoperarci per migliorare il nostro adattamento all'ambiente. Sono dunque fattori di crescita e sviluppo della personalità che forniscono stimoli e motivazione all’accrescimento.

L'ansia cattiva. Origine e sintomi Tuttavia può accadere che non siamo capaci di superare del tutto una situazione di pericolo, oppure allo stato d'allarme e attivazione non corrisponde un pericolo reale da fronteggiare e risolvere; in tal caso l'ansia si trasforma da

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risposta del tutto naturale e adattiva a sproporzionata o irrealistica preoccupazione, ed assume una connotazione di un disturbo psichico, perdendo la funzione di elemento di crescita e maturazione, divenendo piuttosto un elemento di disgregazione della personalità. È così che l'ansia perde la sua funzione adattiva tesa a favorire il rapporto con l'ambiente, provocando al contrario disadattamento e perdita di contatto con l'ambiente stesso. Questa evenienza può presentarsi per diversi motivi, spesso difficilmente identificabili; in generale accade poiché vi è una valutazione errata delle percezioni che riceviamo da parte dei nostri processi cognitivi. Quando ciò accade la persona tende a sviluppare varie tipologie di comportamento, in genere di tipo patologico, al fine di tenere sotto controllo le forti angosce che la attanagliano continuamente. Un esempio è il comportamento di evitamento, attraverso il quale la persona evita volontariamente e ripetutamente il contatto con la fonte d'ansia (per esempio la vicinanza ai cani nel caso di soffre di fobia verso questi animali), alimentando in maniera sempre maggiore la paura verso di essa. Nei casi più gravi può accadere che la persona perda la consapevolezza della fonte della propria ansia, rimuovendola a livello inconscio. Il meccanismo di difesa della rimozione agisce come una sorta di censura della mente, relegando i pensieri e i ricordi spiacevoli e minacciosi ad una parte inconscia della psiche. Questi elementi non vengono più ricordati, tuttavia restano presenti e continuano, di tanto in tanto, a generare angoscia. A questo punto l'ansia diventa generalizzata e non ha apparentemente una causa visibile. (continua nel prossimo numero)

I 10 Libri più venduti in Italia

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(Servizio Classifiche Arianna - Informazioni Editoriali I.E. spa)

Il giorno prima della felicità Uomini che odiano le donne Kay Scarpetta La regina dei castelli di carta La ragazza che giocava con il fuoco La solitudine dei numeri primi Non vi lascerò orfani Vento scomposto È facile smettere di fumare se sai come farlo Un sabato, con gli amici

Erri De Luca Stieg Larsson Patricia D. Cornwell Stieg Larsson Stieg Larsson Paolo Giordano Daria Bignardi Simonetta Agnello Hornby Allen Carr Andrea Camilleri

Feltrinelli Marsilio Mondadori Marsilio Marsilio Mondadori Mondadori Feltrinelli EWI Mondadori

13,00 (R) 21,50 20,00 21,5 21,50 18,00 17,50 19,00 10,00 17,50


sport - c alc io

Nerazzurri sotto tono. Ma nulla è compromesso

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Coppa Italia, per il Bagheria solo un pari Bellomo: «Ci giocheremo tutto nella gara di ritorno»

Non c’è l’ha fatta il Bagheria a sfruttare il fattore campo per mettere una seria ipoteca sul passaggio ai quarti di finale di Coppa Italia d’Eccellenza. Al Comunale, ospite l’Omega Bagaladi di San Lorenzo, un piccolo paesino alle porte di Reggio Calabria, i nerazzurri non sono riusciti ad andare oltre il pareggio, in verità con pochi rimpianti. Ottima formazione quella ospite, allenata da Sergio Campolo, a nostro avviso la migliore tra tutte quelle che, tra campionato e coppa, si sono alternate sulla terra battuta dello stadio bagherese. Stadio che, entro la fine della prossima estate, dovrebbe finalmente essere sistemato con un manto in erba sintetica. Certo il 2 a 2 col quale s’è chiusa questa gara d’andata degli ottavi, nelle percentuali di possibilità di passaggio al turno successivo, fa pendere l’ago della bilancia nettamente dal lato dei calabresi, ma il calcio è il… calcio e, come tale, nasconde sempre un non so che d’imponderabile. Sarà difficile, indubbiamente, ma guai a lasciarsi andare ed a pensare che tutto sia già finito. Mercoledì non è stato certo il migliore Bagheria quello che abbiamo visto all’opera e, nonostante tutto – squadra stanca, elementi portanti infastiditi da malanni vari – Restivo e compagni sono riusciti a lasciare aperto un lumicino di speranza. Il verdetto definitivo l’avremo mercoledì 18, al termine dei secondi novanta minuti che, sin d’ora, si preannunciano infuocati. Eppure per i padroni di casa s’era messa subito bene, col gol di Marino che, dalla grande distanza, coglieva un tantino fuori dai pali il non certo impeccabile estremo difensore ospite Tiziano ed insaccava all’incrocio dei pali. Fuoco di paglia, comunque, perché la formazione calabrese da quel momento ha preso in mano le redini del gioco e, dopo una traversa colpita da testa da Di Lorenzo, in chiusura della prima frazione di gara ha trovato il meritato pari con Aquilino. Per dovere di cronaca, però, bisogna anche dire che i nerazzurri, pur se costretti sulla difensiva dai calabresi, al 32°, hanno mancato d’un soffio il raddoppio con un palo pieno colpito dal ragazzino terribile Castello

a portiere battuto. “L’emozione ci ha giocato un brutto tiro, i ragazzi hanno sentito troppo l’importanza della posta in palio e sono entrati in campo parecchio contratti - dice il tecnico Bellomo, amareggiato per il risultato ma soddisfatto per la prestazione comunque positiva della sua squadra -. Ci siamo trovati di fronte un grandissima squadra, con pochissimi punti deboli che avevamo individuato e che siamo riusciti in qualche misura a sfruttare. Avendo affrontato, comunque, una compagine di grande caratura, mi piace vedere in occasioni come queste il bicchiere mezzo pieno anziché mezzo vuoto. Ci hanno messo in grande difficoltà, è vero, innegabile, ma è stato importante lasciare ancora la qualificazione in bilico ancorché difficile”. La sua squadra è parsa in ambasce soprattutto dal punto di vista fisico, la partita di domenica scorsa a Mazara ha lasciato degli strascichi….. “Siamo quasi a fine stagione – continua Bellomo – ed una prestazione opaca può anche starci. Non dimentichiamo che questa compagine ha giocato sino ad oggi 40 partite e le energie, quando ti capitano infortuni a catena, è difficile gestirle e distribuirle in maniera otti-

Antonio Ruggeri

CAMPIONATO DI ECCELLENZA GIRONE A Risultati 27a giornata

Carini Gattopardo Kamarat Mazara Monreale Campobello Favara Villabate Villabate** Mazara** Licata Agroericino Bagheria Marsala Kamarat Gattopardo

Licata Agroericino Akragas Bagheria Ribera Folgore Selinunte Parmonval Marsala

Classifica 52 Ribera 52 Favara 48 Parmonval 40 Carini** Akragas** 40 Folgore 40 Campobello* 40 Monreale 38

Prossimo turno (h. 15.00)

Akragas Bagheria Agroericino Folgore Selinunte Kamarat Licata Marsala Parmonval

Ribera Carini Villabate Marsala Favara Monreale Campobello Gattopardo Palma

* Un punto di penalizzazione ** Una partita in meno

0-1 1-0 1-0 2-1 1-5 1-0 1-0 1-0 36 35 34 31 31 26 26 15


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quando ti capitano infortuni a catena, è difficile gestirle e distribuirle in maniera ottimale. Guardate che ho dovuto schierare elementi come Vabres, Aiello, Parisi, Marino in condizioni fisiche sicuramente molto precarie ed in campo s’è visto. A questo aggiungete che ci siamo trovati ad affrontare una squadra con almeno cinque giocatori di categoria superiore, fisicamente molto forte, tecnicamente molto dotata. Mi stupisce che nel loro campionato siano “soltanto” secondi in classifica. Faccio una piccola confidenza, Di Maggio l’autore del temporaneo vantaggio del Bagaladi, palermitano, è un mio vecchio pallino e mi sarebbe piaciuto portarlo a Bagheria. Ma anche Aquilino, Pipitò, Angelo Corona, il numero sette (Fabio Bonanno, n.d.r.) ed il numero undici (Catalano) sono giocatori che possono risolverti la partita in qualsiasi momento”. Qualificazione oramai compromessa o no? “Sarà difficile – dice Bellomo – ma può succedere di tutto. Loro sono sicuramente in vantaggio ma nel calcio non c’è mai nulla di scontato. Davanti al nostro pubblico abbiamo sentito troppo la pressione dell’importanza della partita, magari tra otto giorni saranno loro ad avere qualche timore che potrà frenarne l’irruenza. Noi non abbiamo nulla da rimproverarci, abbiamo fatto per intero il nostro dovere e continueremo a farlo sino al termine della stagione. Non dimentichiamo che questa squadra è andata oltre ogni più rosea previsione della vigilia: ha vinto la Coppa Italia Regionale d’Eccellenza ed ancora è in lotta per un posto nell’olimpo dei play-off. E mercoledì prossimo, sicuramente più liberi mentalmente, e recuperando fisicamente qualcuno dei miei giocatori acciaccati, potremo dire la nostra in Calabria. Ripeto, sarà difficile, difficilissimo, contro avversari di questa levatura, ma non lasceremo nulla di intentato”. Questo mezzo passo falso può avere ripercussioni domenica prossima in campionato contro il Carini? “Ribadito che il pari contro il Bagaladi è stato il risultato più giusto – conclude il tecnico – non credo che la squadra possa risentirne dal punto di vista psicologico. Anzi spero che questo mezzo passo falso possa darci la spinta, la determinazione, la rabbia per guadagnare tre punti che potrebbero rivelarsi importanti nella corsa ai play-off. L’unico mio

sp ort - calc io

cruccio è che siamo arrivati nel momento topico del campionato e della Coppa Italia un tantino affaticati. Ma in questa parte finale della stagione sapremo tirare fuori le ultime, residue energie: non possiamo vanificare tutto quanto di buono, ancorché inaspettato ed imprevedibile, siamo riusciti a fare sinora”. Animi un tantino accesi al triplice fischio finale dell’ottimo arbitro Di Ruberto di Nocera Inferiore, con Giovanni Aiello e Fabio Bonanno a dirsele più che a darsele. Qualche lieve tafferuglio al

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rientro negli spogliatoi subito sedato dall’intervento delle forze dell’ordine. Qualcuno, che probabilmente non ha mai calcato un campo di calcio, ha dimenticato che tra otto giorni si rende la visita in Calabria… Infine Antonino Traina, il ventenne estremo difensore bagherese, scivolando negli spogliatoi, come ci ha riferito il direttore sportivo Salvo Bartolone, si è procurato una profonda ferita ad una mano che lo terrà per qualche settimana lontano dai campi di gioco.


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sport - basket

V.S. Teresa travolta a Licata 104-46, un punteggio senza storia

Una partita senza storia, fra due squadre, nell’occasione, di differenza tecnica abissale. Villa Santa Teresa priva di Crisci, Pecoraro e Scianna è poca cosa; metti che ha giocato in trasferta in un campo caldo, con un pubblico (pagante) molto vicino alla sua squadra, sembra maniacalmente attaccato ai suoi beneamini, che, sempre in vantaggio e senza alcun patema, ha sempre incitato ed incoraggiato. I ragazzi di coach Rosciglione in campo hanno fatto quel che han potuto, hanno opposto resistenza, hanno lottato, ma come sempre in certe occasioni, il cuore non basta. Il divario è apparso subito netto ed evidente, la differenza dei valori in campo l’ha ancor più marcata il pivot locale l’argentino Faranna, altezza 2,10, autore di 30 punti, che ben servito dai compagni, senza avversari all’altezza(!?) tutte le volte che ha segnato ha subito pure fallo e beneficiato di tiro libero (gli arbitri, bravi, nell’occasione sono apparsi accessivamente fiscali). Così doveva andare ed è andata, trasferta amara. Villa Santa Teresa, rimaneggiata, ha dato una mano ai licatesi a risolvere i loro problemi interni; considerato che nella precedenti gare ad Alcamo ed a Marsala, avevano ceduto di schianto con oltre cento punti, senza Vecchio e Muratore, oggi si sono galvanizzati. Villa Santa Teresa va in campo col quintetto Sardina, Guida, Pignataro, Toniolo, Paternò, i ragazzi di coach Pippo Rosciglione, anche se concentrati, anche se riescono a manovrare il loro gioco, appaiono subito spaesati; la differenza che si coglie e che i licatesi segnano da ogni posizione, i bagheresi no! 20 a 7 chiude la prima frazione. La seconda frazione è più equilibrata, i bagheresi danno più intensità al loro gioco, disegnano geometrie più efficaci, Sardina dà ordine e Pignataro la mette dentro, è la fase più spettacolare, i licatesi non segnano più, Villa Santa Teresa in rimonta, al 6° minuto si porta sul 22 a 20, ma poi, improvvisamente, i padroni di casa, come usciti da un annebbiamento generale, tornano in partita e riprendono ad azzeccare i canestri, anche quelli impossibili e rimettono le distanze. Si va all’intervallo lungo con 45 a 29. Nella fase iniziale della ripresa dopo una resistenza di qualche efficacia, prima con Toniolo, troppo solo a difendere in area, e poi con Pignataro, i nostri tengono in piedi il fortino, ma a metà del quarto la gara è irrimediabilmente compromessa, si chiude 75 a 38. L’ultima frazione è giusto per restare in campo, è accademia; i licatesi non si risparmiano e vanno dentro sospinti dal loro pubblico appassionato; anche gli arbitri appaiono eccessivamente fiscali a sanzionare tre falli intenzionali, commessi senza alcuna veemenza, ci potevano pure stare, per carità, ma nel dubbio il vantaggio è per il difensore! L’unico fatto da segnalare è l’infortunio alla caviglia di Toniolo, una di-

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Alessandro Buttitta

storsione di cui non è nota la gravità. 104 a 46. Ha vinto il migliore!

Dagli altri campi: vincono le prime secondo pronostico. Racalmuto tiene a distanza la SOOFT Erice; Spelux Aquila PA vince lo scontro diretto con INIT Balestrate e forse salva se stessa e dà una mano a Villa Santa Teresa. Sabato prossimo alla Pirandello la gara decisiva, un altro derby spareggio con la Diamond Card PA, reduce dalla sconfitta con la prima della classe. Una vittoria dei bagheresi li salverebbe con matematica certezza e condannerebbe i palermitani. Risultati 8a Giornata Girone di Ritorno

Diamond Card Pa Eurospin Licata Invicta 93cento Lombardo Biciclette Tp Megamarket Marsala Spelux Aquila Pa Virtus Bk Racalmuto

Magazzini Gea Alcamo V. S. Teresa Virtus Agrigento Zincherie Lo Cascio Cl Pallacanestro Erice Init Balestrate Sooft Italia Erice86 - 76

71 - 90 104-46 96 - 70 89 - 83 76 - 60 84 - 69

CLASSIFICA SERIE C REGIONALE

Magazzini Gea Alcamo Megamarket Marsala Invicta 93cento Cl Virtus Bk Racalmuto * Eurospin Licata * Sooft Italia Erice Pallacanestro Erice Lombardo Biciclette Tp* Zincherie Lo Cascio Cl ** Villa Santa Teresa * Pgs Aquila* Gruppo Init Balestrate Diamond Card Pa Virtus Agrigento*

40 36 34 28 26 24 16 16 16 14 14 10 10 0

(*) una partita in meno (**) due partite in meno

Anna Incerti si prepara alla Maratona di Roma

(G.F.) Cresce l’attesa per la maratona di Roma che si svolgerà domenica 22 marzo e che vedrà al nastro di partenza anche la più forte delle italiane, la nostra Anna Incerti. L´evento ha vissuto il suo momento introduttivo martedì mattina in Campidoglio, alla presenza del sindaco Gianni Alemanno e della stessa Anna Incerti. Sono 14.894 gli iscritti provenienti da 78 nazioni, 8.901 italiani e 5.993 stranieri, dati che fanno della maratona capitolina l'evento sportivo più partecipato in Italia in assoluto e una

tra le prove sulla distanza più significative al mondo. In campo femminile, dopo la grande performance della russa Galina Bogomolova nella passata edizione (2:22.53, record della gara, migliore prestazione assoluta su suolo italiano e 5^ migliore prestazione al mondo dell´anno) saranno altre atlete dell´est Europa e le africane a contendersi la vittoria con Anna Incerti, reduce dalla vittoria nella Roma-Ostia.


almancc o

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Dom 15

I tempi di levata e tramonto del Sole sono calcolati su BAGHERIA

(Luisa) Alle 04:19 Marte in Pesci Il Sole sorge alle 06:17 e tramonta alle 18:13 Nati oggi: Giambattista Tiepolo (1696-1770), pittore veneziano. - Cesare Beccaria (1738-1794), filosofo milanese. - Heinrich Eduard Heine (1821-1881), matematico tedesco. - PAUL HEYSE (1830-1914), poeta tedesco, Nobel letteratura 1910. - Nicolò Carosio (1907-1984), giornalista palermitano. - David Cronenberg, regista canadese.

Lun 16

(Eriberto) Nati oggi: Georg Ohm (1789-1854), fisico tedesco. Sully Prudhomme (1839-1907), poeta francese, Nobel letteratura 1901. - Ciro Scianna (1891-1918), martire bagherese della I guerra mondiale. - René Daumal (19081944), scrittore francese. - TONINO GUERRA, scrittore riminese. - Jerry Lewis, attore statunitense. - Bernardo Bertolucci, regista parmigiano. - Eugenio Bennato, cantautore napoletano.

Mar 17

(Patrizio) Nati oggi: Walter Rudolf Hess (1881-1973), medico svizzero, Nobel 1940. - Gabriele Ferzetti, attore romano. Rudolf Hametovic Nureyev (1938-1993), ballerino russo. - Giovanni Trapattoni, allenatore milanese di calcio. - Kurt Russell, attore statunitense. - BEPPE VESSICCHIO, musicista napoletano.

Mer 18

(Salvatore) Alle 18:47 Ultimo Quarto Nati oggi: Christian Goldbach (1690-1764), matematico tedesco. - Rudolf Diesel (1858-1913), inventore tedesco. - GIAN FRANCESCO MALIPIERO (1882-1973), compositore veneziano. - Walter Tobagi (1947-1980), giornalista spoletano. - Ivan Cattaneo, cantante bergamasco. - Luc Besson, regista francese. - Elisa Triani, showgirl pesarese.

G

19

IO (Giuseppe) Nati oggi: Max Reger (1873-1916), compositore tedesco. - Felix Jacoby (1876-1959), filologo tedesco. - Frédéric Joliot-Curie (1900-1958), fisico francese. - Albert Speer (1904-1981), l’architetto “del Diavolo” alla corte di Hitler. - Otto Adolf Eichmann (1906-1962), fra i maggiori responsabili dell'olocausto. - PATRICK MCGOOHAN (1928-2009), attore statunitense. - Philip Roth, scrittore statunitense. - Carlo Mazzone, allenatore romano di calcio. - Pino Daniele, cantautore napoletano. - Bruce Willis, attore statunitense. Claudio Bisio, comico alessandrino.

Ven 20

(Alessandra) Alle 12:43 Sole in Ariete (Equinozio di primavera) Nati oggi: Publio Ovidio Nasone (43 a.C. - 18 d.C.), poeta latino. - Johann Christian Friedrich Hölderlin (1770-1843), poeta tedesco. - Nikolaj Gogol (18091852), scrittore russo. - Henrik Ibsen (1828-1906), scrittore norvegese. - BENIAMINO GIGLI (1890-1957), tenore maceratese. - Burrhus Skinner (1904-1990), psicologo statunitense. - Spike Lee, regista statunitense. - Tracy Chapman, cantautrice statunitense.

Sab 21

31

(Benedetto - Serapione) Il Sole sorge alle 06:08 e tramonta alle 18:18 Nati oggi: Johann Sebastian Bach (1685-1750), compositore tedesco. - Jean Paul (1763-1825), scrittore tedesco. - Jean Baptiste Joseph Fourier (1768-1830), matematico e fisico francese. - Modest Petrovič Musorgskij (18391881), compositore russo. - Marcello Dudovich (1878-1962), pittore triestino. - ROSA BALISTRERI (1927-1990), cantante licatese. - Alda Merini, poetessa milanese. Gianfranco Funari (1932-2008), showman romano. - Luigi Tenco (1938-1967), cantautore alessandrino. - Mauro Pesce, storico e scrittore genovese. - Tullio Solenghi, attore genovese. - Paolo Belli, cantante genovese.

Cesare Bonesana (Marchese di Beccaria)

Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio. Non vi è libertà ogni qualvolta le leggi permettono che, in alcuni eventi, l'uomo cessi di essere persona e diventi cosa.

Il miglior metodo per la lettura dei libri è quello di seguire la legge del piacere; di non strascinarci dietro le idee dell'autore, altrimenti si sostituisce al nostro spirito quello di lui, e si estingue quella natural divergenza per cui da una infinità di combinazioni nascono le poche felici e vere.

René Daumal

Tutto questo, ci riempie lo stomaco, ma non di più. Con un po' di soldi, si arriva comodamente a trarre dalla civiltà ambiente le poche soddisfazioni corporee elementari. Il resto è falso. Falsità, trucchi, tic, ecco tutta la nostra vita tra il diaframma e la volta cranica. Il mio Superiore aveva detto bene: io soffro di un bisogno inguaribile di capire. Non voglio morire senza aver capito perché ho vissuto. E lei, ha mai avuto paura della morte? *** Non devo mai parlare dell’Inconoscibile perché sarebbe una menzogna? Devo parlare dell’Inconoscibile perché so che ne procedo e sono tenuto a renderne testimonianza? Questa contraddizione è il motore dei miei pensieri migliori. *** Smarrito nel caos del mondo occidentale, senza filo conduttore, non posso che voler rivestire il molo del poeta-necroforo di una cultura agonizzante. L'Est vive ancora. Se per miracolo l'Ovest non lo trascina completamente nel proprio suicidio, vivrà e ci saranno ancora degli uomini per pensare sulla terra. Ma l'Occidente indivi dualista-dualista-libero-arbitrista, triste, capitalista-colonialistaimperialista e coperto di etichette dello stesso genere a non più finire, è fottuto, non potete immaginare quanto ne sia certo. *** [Su René Guénon]. Si è a tal punto incorporato esclusivamente allo spirito originario della Tradizione, al quale ci richiamiamo con lui, che - come controparte a questa assimilazione -, gli sfugge completamente ciò che v'è di più profondo in pensatori europei come Spinoza, Hegel e i post-kantiani tedeschi.


I

Locandina

Sala

NUOVO CAPITOL

V. Roma, 8 Tel. 091/931935 Cell. 349.6599479 Capienza: 347 posti (Locale climatizzato) Biglietto € 6,00 (ridotto € 4,00)

SUPERCINEMA

(460 posti)

Biglietto € 6,00 (ridotto € 4,00)

SUPERCINEMA V. Carà,123 Tel. 091/969578 (Locale climatizzato)

Sala Smeraldo (150 posti)

Biglietto € 6,00 (ridotto € 4,00)

SUPERCINEMA

(150 posti)

Biglietto € 6,00 (ridotto € 4,00)

NUOVO

EXCELSIOR (330 posti) (Locale climatizzato) V. Ciro Scianna, 34 Tel. 091/933319 Biglietto € 6,00 (ridotto € 4,00)

inema

IL MAI NATO

Trama

A volte l'anima di un defunto è così intrisa di male che le viene negato l'accesso al Paradiso. E' pertanto costretta ad aggirarsi senza sosta al confine tra i due mondi alla ricerca di un nuovo corpo in cui insediarsi. (USA, Horror, 87’) E a volte ci riesce. Casey Bell odiava la Regia: David S. Goyer madre che l'aveva abbandonata da bamCast: Odette Yustman, bina. Ma una serie di eventi inesplicabili Gary Oldman, Carla Gu- aiutano Casey a capire le ragioni del suo gino, Meagan Good, Cam abbandono. Perseguitata da sogni spietati... Gigandet, Idris Elba

Due cugini che non si vedono da ben 20 anni, perché i loro padri (due fratelli) non si sopportano e non riescono ad andare (IT, Commedia, 98’) d'accordo, si rincontrano casualmente e, Regia: Picarra, Picone, da quel momento, iniziano una serie di avventure rocambolesche ed in alcuni casi Avellino Cast: Salvatore Ficarra, anche rischiose. Nonostante il fortuito inValentino Picone, Pino contro, i due continuano a battibeccare, Caruso, Domenico Centa- sino a quando non arriva don Gino a fare da paciere e riportare la serenità in famimore, Anna Safroncik glia...

Sala Ambra

Sala Rubino

Titolo

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LA MATASSA

V. Carà,123 Tel. 091/969578 (Locale climatizzato)

V. Carà,123 Tel. 091/969578 (Locali climatizzati)

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GRAN TORINO

Un veterano della guerra in Korea, Walt Kowalski, vive in un quartiere popolato proprio da koreani. Il suo carattere difficile, lo ha portato, negli anni, ad allontanarsi dai suoi famigliari, ed ora che nel suo (USA, Thriller, 116’) quartiere si sta scatenando una banda tra Regia: Clint Eastwood bande rivali, si ritrova sempre più solo. Cast: Clint Eastwood, Quando, però, le schermaglie arrivano ad Christopher Carley, Bee interessare il suo vicino di casa, nonostante Vang, Geraldine Hughes questi cerchi di rubargli la sua Ford ...

LA PANTERA ROSA 2 (USA, Avventura, 92’)

Regia: Harald Zwart

Cast: Steve Martin, Jean Reno, Emily Mortimer, Andy Garcia, Yuki Matsuzaki

LA MATASSA

Nuova avventura per l'ispettore Jacques Clouseau. Questa volta non sarà da solo, ma sarà affiancato da una squadra di detective internazionali; caratteristica comune a tutto il gruppo, è quella di essere tutti quanti pasticcioni ed "originali" quanto il nostro eroe. La loro missione è quella di catturare un ladro che prende di mira i manufatti storici conservati in giro per il mondo.

Due cugini che non si vedono da ben 20 anni, perché i loro padri (due fratelli) non si sopportano e non riescono ad andare (IT, Commedia, 98’) d'accordo, si rincontrano casualmente e, Regia: Picarra, Picone, da quel momento, iniziano una serie di avventure rocambolesche ed in alcuni casi Avellino Cast: Salvatore Ficarra, anche rischiose. Nonostante il fortuito incontro, i due continuano a battibeccare, Valentino Picone, Pino Caruso, Domenico Centa- sino a quando non arriva don Gino a fare da paciere e riportare la serenità in famimore, Anna Safroncik glia...

SUPERCINEMA *** DOMENICA 15 MARZO - ORE 15.00

PALERMO - LECCE

Orari 17.30 19.10 20.50 22.30

16.00 18.10 20.20 22.30

18.30 20.30 22.30

16.30 18.30 20.30 22.30

16.45 18.45 20.45 22.45


PAROLE CROCIATE - Presidenti

sett 336 - 15 mar 2009

enigmistica

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(Nicola Incognito)

senza stile - 58. Centro commerciale olandese - 59. Sigla di Trieste - 61. Frutti del rovo - 62. Lo... zio d’America - 64. Ora..., vale continuamente - 66. Segno fra addendi - 67. Ciascuna delle parti in cui la cesura divide il verso - 71. Pianta da balconi - 72. Incertezza, tentennamento - 73. Poco ospitale.

ORIZZONTALI 1. E’ più piccolo della città - 6. Le parti variabili del discorso... che subiscono - 14. Wim, il regista di Fino alla fine del mondo - 16. Come si scriveva 1050 - 17. Franca attrice e Diego poeta - 18. La prima della Norma - 19. Un indovino biblico - 22. Iniziali dell’attore Connery - 24. Una trovata del comico - 27. Verde nel deserto - 29. Un’operaia che laCrittografico vora in acqua - 32. Sigla di Modena - 33. Prefisso per vino 34. Libro di nessun valore - 36. Il presidente francese (foto 1) 39. Il capoluogo dei Paesi Bassi - 40. Il regno della regina Ginevra - 41. Deposito per fucili, pistole, ecc. - 42. Eroi a metà - 43. Circondati o imbrogliati - 44. Serviva per sbarrare le porte - 45. Il nome direttore d’orchestra De Sabata 48. Facce burbere, arcigne - 49. In provincia di Torino - 51. Pronome plurale - 52. Vertebrati... come l’uomo - 53. La provincia di Misilmeri (sigla) 54. Un premio che si assegna annualmente a Stoccolma - 55. Il tasto che riavvia il computer 56. Gli fu data la vita... da Nasser - 57. Persona elevata...

VERTICALI 1. Tristi, commoventi - 2. L’attrice trentina che fu moglie di Vitaliano Brancati - 3. Una famosa poesia di Quasimodo - 4. L’ultima della classe - 5. Karl, tenore tedesco - 6. Il presidente russo (foto 2) - 7. Il marito di Sandra Mondaini (iniziali) - 8. Parti del clarinetto - 9. Articolo per giornale - 10. Li spendono i messicani - 11. Scorre in Val Moriana - 12. L’ultima nota - 13. Una mitica giovenca - 14. La fine di Marlowe - 15. Isola famosa per i vasi - 16. Equivale a sia maledetto - 20. Articolo per scolaro - 21. Rovine d’edifici crollati - 23. Gruppo di 7 isole nella Manica - 24. L’ultimo ex presidente degli USA - 25. Donne con i capelli canuti - 26. Francesco pittore spagnolo - 28. Fa diventare paonazzi - 30. L’eroe di (Nicola Incognito) Roncisvalle - 31. Erik, il compositore francese di Socrate 32. Opera di Flotow - 35. Sigla di Gorizia - 37. Sardi di città 38. Stan, pianista e direttore d’orchestra - 39. Per Carducci era pio - 40. Iniziali dell’attore Grant - 46. Stato USA - 47. Re longobardo famoso per un editto - 50. Centro minerario messicano - 52. Tipico formaggio piemontese - 53. Parigi... a Parigi - 55. Scarpate costiere a picco - 57. Quelli d’Adamo non si mangiano - 60. Punto cardinale - 61. Una sigla comunitaria - 63. Antico istitutore - 65. Centro di caos - 66. Sigla di Pisa 68. La fine del racconto - 69. Vale dentro - 70. Simbolo chimico del cerio.




cal eidoscopio

Svago, Figli, Politica Sesso ludico, Creatività

Lavori quotidiani, Salute Amore, Relazioni, Matrimonio Sesso, Eredità, Investimenti Studi, Lunghi viaggi, Ideali, Sogni, Sfide Aspirazioni, Ambizioni Carriera, Successo

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Comunicazione, Brevi viaggi, Fratelli

Solitudine, Isolamento, Fede, Consolazione

CAPRICORNO

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Denaro, Possedimenti

Amicizie, Progetti

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BILANCIA

LEONE

CANCRO

VERGINE

Motivazione psicologica, Io, Benessere

GEMELLI

OROSCOPO PER ASCENDENTE TORO

Ascendente

LEGENDA:

sett 336 - 15 mar 2009

LA BUONA STELLA ARIETE

Settori

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A Serenità C Lucidità mentale D Passione, sentimento

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B Luna storta E Ostilità, contrasti F Buona stella, fortuna, grandi eventi

Per consultare questo particolare tipo di oroscopo, è necessario conoscere il proprio ASCENDENTE (da non confondere con il proprio segno zodiacale). Per sapere qual è il tuo ascendente, invia un sms con i tuoi dati di nascita (luogo e orario compresi) al 333.8542552. Il servizio è gratuito. In esclusiva per il Settimanale. l’ora di RELIGIONE

Gesù Nazareno (di Mauro Pesce)

Perché la Chiesa cattolica tema la libertà di pensiero su questioni religiose è una domanda a cui temo di non avere una risposta adeguata. Anzitutto ... non parlerei di Chiesa cattolica in generale. Si tratta soltanto di alcuni ambienti ecclesiastici romani. La Chiesa cattolica rappresenta nel mondo di oggi una realtà estremamente variegata, ricca di esperienze straordinarie in ogni parte del pianeta, inclusa l'Italia, straordinarie per il loro valore etico, umano e religioso. Anche in Italia, negli ordini religiosi, nelle parroccchie, tra la gente di fede cattolica esiste una ricchissima varietà di posizioni che sono lungi dall’identificarsi con alcune tendenze teologiche e politiche neoconservatrici romane. Detto questo, è però vero che una certa tendenza tipicamente cattolica a delegare ai soli sacerdoti il sapere e ai laici una posizione intellettualmente subordinata non è stata realmente modificata dal Concilio Vaticano II nonostante la sua insistenza sul “sacerdozio universale dei fedeli”. Ciò significa che i sacerdoti ricevono una formazione esegetica spesso approfondita, ma non i laici i quali perciò non hanno strumenti adeguati per comprendere l'analisi storica dei testi biblici e della figura storica di Gesù. Da qui la preoccupazione della gerarchia di impedire il più possibile una divulgazione pubblica dei dibattiti esegetici che obbligherebbe ad un diverso rapporto clero-laicato. [...] La memoria di Gesù nelle prime comunità di discepoli di Gesù avveniva in modi fortemente differenziati. Agli inizi, la trasmis-

Le circostanze spezzano le ossa di un uomo; ma non è mai stato dimostrato che esse spezzino l'ottimismo di un uomo. (Gilbert Keith Chesterton) *** Il semplice e crudo piacere di leggere può essere paragonato al piacere che una mucca prova mentre bruca. (G. K. Chesterton) *** Una mente debole è come un microscopio: ingrandisce le piccolezze, ma è incapace di comprendere le cose grandi. (Philip D. S. Chesterfield) ** L'unica pace solida e durevole tra un uomo e sua moglie è, senza dubbio, una separazione. (P. Chesterfield) *** Il problema con alcune donne è che si eccitano per un non nulla, e poi lo sposano. (Cher) *** Prima di sposarmi avevo sei teorie su come allevare i bambini. Ora ho sei bambini e nessuna teoria. (Jean Charles) *** La medicina antica, non potendo curare i malati, si accontentava di resuscitare i morti. (J. Charles) *** Da un punto di vista evolutivo, l'uomo ha cessato di muoversi, se mai si fosse poi mosso. (Pierre Teilhard de Chardin)

sione dei fatti e delle parole di Gesù avveniva in ambienti ebraici i quali fornivano il contesto istituzionale religioso di base. Solo quando questo contesto ebraico in diverse zone e in epoche diverse cominciò ad allentarsi, divenne primaria l'esigenza di fondare soprattutto in Gesù le usanze religiose, liturgiche, la prassi morale e ideologica dei gruppi. È in questa fase che i vangeli adempiono ad una funzione importantissima. Nelle mie risposte ad Augias ho detto brevemente quello che avevo ipotizzato in un mio saggio e cioè che paradassalmente i vangeli — che ci permettono l'accesso privilegiato alla conoscenza di Gesù — ne costituiscono anche una prima forma di de-giudaizzazione e di cristianizzazione. Ma questa affermazione va intesa all'interno degli studi specializzati sui modi di trasmissione dei materiali relativi a Gesù e non come una svalutazione del significato e valore storico dei vangeli canonici. È comunque molto difficile stabilire con precisione cosa le singole comunità dei seguaci di Gesù leggessero, quali libri protocristiani usassero e quali testi ebraici. La trasmissione orale della parole e dei fatti di Gesù rimase viva almeno fino alla metà del II secolo con un valore anche più rilevante di quello che avevano opere scritte come i quattro vangeli divenuti poi canonici, i quali solo alla fine del II secolo cominciarono ad essere considerati più importanti degli altri. (da un’intervista di Cristiana Facchini http://www.storicamente.org/02pesce.htm)

Settimanale di Bagheria N. 336 del 15 marzo 2009  

Il numero 335 del 15 marzo del Settimanale di Bagheria