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Fabio Gabrielli

UNIVERSITÀ L.U.de.S. Lugano COMO, 21 SETTEMBRE 2012


Come decifrare pittogrammi di diecimila anni fa se non so decifrare la scrittura dentro di me? Interrogo segni dubbi e le loro variazioni caleidoscopiche osservandoli attimo dopo attimo. La verità essenziale è l'ignoto che mi abita e ogni mattina mi colpisce con un pugno. Carlos Drumond de Andrade


OGNUNO DI NOI E’ CHIAMATO A DARE UNA LEGGE, UN ORIENTAMENTO ALLA PROPRIA ENERGIA ESISTENZIALE


«Se siete troppo deboli per dare delle leggi a voi stessi, accettate che un tiranno vi imponga il proprio giogo e dica: “Obbedite, digrignate i denti, ma obbedite” – e tutto il bene e il male anneghino nell’obbedienza a quel tiranno» (Nietzsche, Frammenti postumi 1882-1884).


Quanto più puoi Farla non puoi, la vita, come vorresti? Almeno questo tenta quanto più puoi: non la svilire troppo nell’assiduo contatto della gente, nell’assiduo gestire e nelle ciance. Non la svilire a furia di recarla così sovente in giro, e con l’esporla alla dissennatezza quotidiana di commerci e rapporti, sin che divenga una straniera uggiosa.

Costantino Kavafis (1863-1932)


- ANIMA-PIRATA

- ANIMA-TAFANO


-Iperconsumismo, mercificazione (Bodei, Bauman, Codeluppi); tecnologia come «mega-macchina» (Laouche) - Petros Markaris: l’eccesso di informazione uccide l’incompiutezza, l’incertezza socratica; - James Gleick, L’informazione. Una storia. Una teoria. Un diluvio, Feltrinelli, 2012: computer e internet hanno aumentato la conoscenza e migliorato la civiltà.


 Ideologia

del presente

(Augé);  Società del rischio (Beck:Risikogesellschaft);  Précarisation (Bordieu);  Paura liquida (Bauman: liquid fear).


- Individualismo (Elliott e Lemert 2007; Zamperini, 2007) -«Il mondo pieno di possibilità è come un buffet ricolmo di prelibatezze che fanno venire l’acquolina in bocca» (Bauman) - Dal pellegrino moderno al vagabondo e al turista postmoderno


Il passaggio dalla “SOCIETA’ DEI PRODUTTORI” (STABILE, DURATURA, NORMATIVA) alla “SOCIETA’ DEI CONSUMATORI” ha generato un profondo mutamento antropologico. Ovvero, si è passati alla cultura della felicità istantanea e perpetua: primato dell’intensità e della quantità dei desideri sulla loro soddisfazione. Il trionfo del transitorio sul duraturo si esprime in un tempo puntinista, privo d coesione, fatto di “istanti eterni”, finalizzato ad una “cultura dell’adesso” (nowist culture: Bertman, 1998), le cui perverse conseguenze sono il “CONSUMO DI CHI STA CONSUMANDO”.


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M. Magatti, LibertĂ  immaginaria. Le illusioni del capitalismo tecno-nichilista, Feltrinelli, 2009:

- legein

e teukein

- Macht

ed Herrschaft (Weber, Agamben)


- James Gleick, L’informazione, cit.

Alexander Rosenberg (2012): la scienza come unico sapere controllabile, il resto è narrazione.

Neurobiologia (Churchland, Rifkin, BaronCohen).


RISCHIO E SFONDO CULTURALE “il rischio non è percepito (come è percepito un pericolo), ma piuttosto è definito accettabile – o no – dalla società nel suo insieme. Quando una comunità aspira all’omogeneità culturale, inizia a segnalare le scelte più importanti con i pericoli, (…) l’interesse pubblico limita le cose degne di attenzione, si concentra su alcuni pericoli e fa sì che altri vengano ignorati (…); l’effetto della cultura è quello di concentrare l’attenzione su certi pericoli trasformandoli in indicatori morali ed è per questo che è un errore cercare di studiare l’accettabilità del rischio senza tentare in alcun modo di valutare lo sfondo culturale (M. Douglas, 1985)


“i giovani non sono una razza a parte (…) i loro rischi sono anche i rischi della società ed i loro comportamenti riflettono quelli dei loro genitori e degli adulti del loro ambiente” (M. Plant, 1992)


Il rischio non solo fisiologico ma addirittura necessario (P. Jeammet, 1993)

“ il rischio non è solo pericolo, sconfitta (…) chi nulla rischia nulla è” (P. Cingolani, 1993)

“l’assunzione di rischio nella media e tarda adolescenza serve a completare le esigenze dello sviluppo legate all’autonomia e alla necessità di padronanza e di individuazione” (C.E. Irwin – S.G. Millstein, 1986)

“assunzione di rischi e sperimentazione durante l’adolescenza sono considerati comportamenti normali perché aiutano gli adolescenti a raggiungere individuazione, identità e maturità” (M.S. Jack, 1989)


OTTIMISMO IRREALISTICO

SENSATION SEEKING (ZUCKERMAN, 1971)

RISCHIO COME SFIDA ESTREMA (EDGEWORK) (LYNG, 1990)


ADULTITA’

AUTONOMIA

IDENTIFICAZIONE/DIFFERENZIAZIONE

AFFERMAZIONE DI SÉ

TRASGRESSIONE DEL LIMITE

GESTIONE DEL CONTROLLO

COPING E FUGA

RICADUTE DEL RISCHIO SULLO SVILUPPO DELL’IDENTITÁ


CONDIVISIONE DI AZIONI ED EMOZIONI

RITO DI LEGAME E DI PASSAGGIO

EMULAZIONE E SUPERAMENTO

ESPLORAZIONE DELLE REAZIONI E DEI LIMITI

DIFFERENZIAZIONE E OPPOSIZIONE

RICADUTE DEL RISCHIO SULLE RELAZIONI SOCIALI (BONNINO ET AL., 2003)


1. PENSIERO VISIVO: capacità di indagine o di creare “legami telescopici”. 2. PENSIERO BREVE: essenzialità. 3. Multitasking: gestione della complessità.


Fratture esistenziali

1. Dilatazione dell’età adolescenziale 2. Presentisimo esasperato 3. Conformismo o mimetismo esistenziale 4. Rifiuto delle strutture analitiche 5. Consumismo 6. Banalizzazione dell’etica e inaridimento delle radici affettive 7. Dal rischio fisiologico al rischio come stordimento di sé


IL NUOVO VERBO METAFISICO: - EFFICIENZA

- EFFICACIA - PRODUTTIVITÀ


LO SPAZIO PUBBLICO E NON In Modernità liquida (Laterza, 2002) Bauman offre suggestive e penetranti pagine sui luoghi pubblici e non. I luoghi pubblici, MA NON CIVILI, sono : -LA PIAZZA, in cui si incarna una modalità antropoemica (Strauss), cioè di rapida espulsione delle persone, senza ospitalità. - I LUOGHI DI CONSUMO, in cui si incarna una modalità antropofagica (Strauss), cioè di inghiottimento, digestione, omologazione delle persone.


LO SPAZIO PUBBLICO E NON I luoghi non pubblici, in non-luoghi di Augé, sono, invece, porzioni di spazio emiche e fagiche, vuote di articolazioni di senso, di significati, di sfregamenti di anime, dove non c’è interazione, intersoggettività, relazione con l’altro, ma solo azione (come nei luoghi pubblici): per es. gli aeroporti.


CONSUMO, DUNQUE SONO (Z. BAUMAN, TR. IT. LATERZA, 2008).


IN SINTESI 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.

RIDUZIONISMO/POLVERIZZAZIONE DEI SAPERI E DESIMBOLIZZAZIONE MALINCONIA EPOCALE (G. Steiner, Dieci (possibili)ragioni della tristezza del pensiero, Garzanti, Milano 2005) BANALIZZAZIONE DELL’ETICA, SVUOTAMENTO DELLO SPIRITO, INARIDIMENTO DELLE RADICI AFFETTIVE INCLUSIONE/ESCLUSIONE COMUNITARIA GESTITA DAL MERCATO PASSAGGIO DALLA COLPA ALLA VERGOGNA (dal Super-Io all’Io Ideale) FRANTUMAZIONE DELL’IO CHE DA PERSONA DIVENTA PERSONAGGIO PARADIGMA DELL’UOMO-VETRINA ROTTAMAZIONE DELL’ANIMA E OBLIO DEL MISTERO, IN PARTICOLARE SMARRIMENTO DEL PUDORE (G. Turnaturi, Vergogna. Metamorfosi di un’emozione, Feltrinelli 2012)


- Depressione come intreccio tra biologia e cultura.

- Nell’età della tecnica la depressione non è piú caratterizzata dal conflitto nevrotico tra norma e trasgressione, ma da un vivo SENTIMENTO DI INADEGUATEZZA.

- Dalla società della colpa siamo passati a quella della responsabilità e dell’iniziativa.

ALAIN EHRENBERG: La fatica di essere se stessi, Einaudi, 1999; Gabrielli TURNATURI, Vergogna. Metamorfosi di un’emozione, Feltrinelli, Milano2012.


- Se l’iniziativa è il metro di valutazione della nostra società, chi non è all’altezza perde valore come persona: da qui la fatica di vivere, di essere sempre all’altezza della situazione, con il conseguente senso di fallimento e naufragio esistenziale.

LA DEPRESSIONE DIVIENE, ALLORA, PATOLOGIA DEL TEMPO, PATOLOGIA DELLA MOTIVAZIONE: VITA SENZA PROGETTI, INIBIZIONE.

ALAIN EHRENBERG: La fatica di essere se stessi


RIEDUCARE ALLO STUPORE: UN’ URGENZA ETICA ED ESISTENZIALE 

INTELLIGENZA AFFETTIVA E PRIMATO DEL SENTIRE SULLO SPIEGARE

DARE SOSTANZA CULTURALE ALLE ESPRESSIONI BIOLOGICHE DELL’EMPATIA (NEURONI SPECCHIO)

RECUPERARE LE VIRTÙ: RISPETTO, ORGOGLIO, MAGNANIMITÀ, CORAGGIO E PRUDENZA


Orgoglio, magnanimità, coraggio e prudenza hanno il loro comune denominatore nel “GIUSTO MEZZO”

Dalla consapevolezza delle mie qualità, frutto di coraggio e prudenza, (orgoglio), che metto a disposizione degli altri (magnanimità), nasce l’etica del limite, del “giusto mezzo”: RICONOSCO FIN DOVE POSSO ARRIVARE, IL MIO LIMITE, E, NEL CONTEMPO, SONO ORGOGLIOSO DELLA META RAGGIUNTA

CHIARIMENTI SULLE VIRTÙ


LO SCOPO È QUELLO DI FORMARE LA PERSONA


IDENTITÀ/PERSEITÀ

FINALITÀ/DIGNITÀ (NON DEITÀ!)

FINITEZZA

VOCAZIONE

COMUNIONE

INCARNAZIONE

ATTRIBUTI DELLA PERSONA


PERSONA = personalità + personaggio; immagine + cura di sé

IN SINTESI


La conoscenza di sé (anthrópou epistéme, heautoû epistéme ) significa per il greco conoscenza del proprio limite, nel cui orizzonte l’uomo ama se stesso con ordine (phílautía).


GLI INCANTESIMI DELL’ANIMA «E l'anima, o caro, si cura con certi incantesimi e questi incantesimi sono i bei discorsi, da cui nell'anima si genera la temperanza; una volta che questa sia nata e si sia radicata, allora è facile ridare la salute alla testa e a tutte le altre parti del corpo » (Platone, Carmide, 156 e – 157 b, tr. it. M. T. Liminta).


LA CURA DI SÈ (epiméleia heautoù, cura sui)


- La cura di sé come libertà; - La cura di sé come verità: conversione/trasformazione del soggetto; - La cura di sé come relazione etica con se stessi e gli altri; - La cura di sé come meletê thanatou , esercizio della morte; - La cura di sé come antidoto alla colpa metafisica, ovvero la violazione del principio di solidarietà tra gli uomini (Jaspers, 1946); - La cura di sé come arte del vivere (techne toú bíou): LA TEMPERANZA O «GIUSTA MISURA».


AUTENTICITÁ


La vita non è che un’ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla piÚ; una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla (W. Shakespeare, Macbeth, Atto V, Scena V).


Fabio gabrielli università ludes