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I gruppi di auto-aiuto in Alcologia Dott.ssa Cinzia Sacchelli Responsabile NOA - ASL MILANO SIA – Direttivo regione Lombardia

cinziasacchelli@libero.it


Cosa offrono in più i Gruppi di Auto-Aiuto 

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Facilitazione alla accessibilità (maggiore distribuzione sul territorio; disponibilità in orari comodi per le persone) Un canale comunicativo esperienziale: immediato, coinvolgente, pragmatico Una ampia disponibilità, una presenza frequente, una calorosa umanità Milano, 18-10-2013

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Le resistenze all’accesso nel gruppo di auto-aiuto 

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La difficoltà ad esporsi ed il timore di comunicare le proprie fragilità ed i propri errori ad altri La difficoltà più generale a tradurre in parole i propri vissuti e a condividerli con altri Il timore di perdere una attenzione esclusiva e professionale che sente garantita dal NOA Milano, 18-10-2013

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Azioni facilitanti l’accesso al gruppo di auto- aiuto      

Al paziente e al familiare si comunica immediatamente che una parte del trattamento verrà svolta in gruppo, motivandolo L’operatore conosce bene la metodologia del gruppo di autoaiuto e la ritiene indicata L’operatore ha un rapporto di collaborazione con il facilitatore del gruppo Invio in una condizione non emergenziale Invio precoce Invio con un incontro congiunto di presentazione e accordi (contratto terapeutico)

Milano, 18-10-2013

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Azioni facilitanti la frequenza del gruppo di auto- aiuto 

Nell’incontro di presentazione vengono esplicitate le motivazioni dell’invio e gli obiettivi della frequenza del gruppo Vengono presi accordi sulle modalità di comunicazione e valutazione congiunta del percorso L’operatore si interessa in ogni visita o colloquio dell’andamento della frequenza del gruppo, sostenendone l’importanza Milano, 18-10-2013

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Fattori terapeutici dei gruppi di auto - aiuto Le specificitĂ di un approccio basato sullo scambio esperienziale


Dal giudizio alla accoglienza    

La patologia è l’elemento unificante e non divisore Il sintomo accomuna i membri del gruppo Condividendo la medesima condizione, prevale la comprensione sul giudizio L’empatia scatta immediatamente grazie ai meccanismi di identificazione Milano, 18-10-2013

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Il riconoscimento del problema e la condivisione della sofferenza   

Il paziente si riconosce nei racconti degli altri membri del gruppo Il paziente osserva gli altri che si raccontano ed il gruppo che li accoglie e li sostiene Apprende che in quello spazio “speciale” è possibile esporre la propria fragilità senza temere la reazione degli altri che, anzi,sono solidali Milano, 18-10-2013

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Ridefinizione del problema

attraverso la metodologia e la testimonianza Abbattimento del pregiudizio (per es. “è un vizio”) Correzione delle false credenze (per es. “è possibile l’autocontrollo”) Definizione condivisa del problema alcologico Una proposta di percorso incarnata nella esperienza degli altri Una pratica di gruppo che sostiene il percorso di cambiamento Milano, 18-10-2013

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La rappresentazione del vissuto 

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Il racconto consente la traduzione in parole e pensieri di un vissuto caotico, contrassegnato da agiti, impulsi, scarsa lucidità, scarsa comprensione. La narrazione consente il passaggio dal pensiero alla parola (condivisa). L’ascolto consente il passaggio dalla parola dell’altro al pensiero su di sé. Milano, 18-10-2013

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La comprensione del vissuto dell'altro 

Con la riduzione della intensità di alcuni affetti (vergogna, senso di colpa, ferita narcisistica) e difese (negazione, esternalizzazione), diventa gradualmente possibile comprendere il vissuto dell’altro, dell’alcolista e del familiare. Il racconto di un partecipante esterno al proprio nucleo familiare, ascoltato da una posizione metaosservativa e meno coinvolta, facilita la comprensione11 Milano, 18-10-2013

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La speranza e la fiducia nella possibilità di un cambiamento 

I componenti del gruppo più avanti nel percorso sono la prova vivente della possibilità di cambiare e stare meglio I nuovi giunti possono proiettarsi fantasticamente in un futuro in cui il problema alcologico e le sue drammatiche conseguenze saranno risolti Ciò incentiva la pratica del gruppo e la cura Milano, 18-10-2013

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Coping e sentimento di autoefficacia 

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La metodologia ed il gruppo suggeriscono strategie comportamentali per affrontare il problema Sapere cosa fare riduce il senso di impotenza ed aumenta la proattività I risultati ottenuti dagli altri membri del gruppo incentivano alla messa in atto di comportamenti più adattivi ed efficaci Milano, 18-10-2013

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La alleanza terapeutica     

Orientandosi al cambiamento la persona sente attorno a sé la alleanza ed il supporto : Della famiglia Del gruppo Dei terapeuti Degli affetti più cari (parenti, amici, colleghi…)

Il benessere relazionale riconquistato è uno dei fattori che più incide sul mantenimento della motivazione Milano, 18-10-2013

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Immagine di sé e autostima    

Ri-attribuzione del giudizio negativo dal Sé alla patologia/sintomo Recupero del valore e delle potenzialità del Sé-affrancato-dalla-Alcoldipendenza Riattribuzione di valore al sé che opera per affrancarsi dalla patologia Gratificazione dalla capacità di acquisizione della astinenza e suo mantenimento Milano, 18-10-2013

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L’esperienza feconda    

Utilizzo della propria esperienza per metterla a disposizione dei gruppi: - l’esperienza del percorso di cambiamento - il ricordo della malattia, ripercorsa (l’abisso dal quale sono riuscito ad uscire) - la riscoperta di sé, lo sviluppo di nuove competenze personali e relazionali all’interno del percorso rigenerativo Milano, 18-10-2013

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L'Omogeneità promuove:       

Identificazione e rispecchiamento Empatia Riduzione dell'angoscia persecutoria vs estraneo Attenuazione delle difese Tutela narcisistica Fusionalità Identità gruppale (col gruppo o col sintomo) Milano, 18-10-2013

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L'Eterogeneità promuove:      

Percezione della divergenza Confronto Dialettica Altre prospettive, visioni, vissuti Percezione della propria ed altrui unicità Mediazione nella ripresa del dialogo di coppia o familiare Milano, 18-10-2013

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