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AUTO-AIUTO E SERVIZI PER LE DIPENDENZE Milano – 17-18 ottobre 2013

TAVOLA TAVOLA ROTONDA ROTONDA Valorizzazione Valorizzazione delle delle risorse risorse in in ambito ambito di di cura cura ee riabilitazione riabilitazione delle delle dipendenze dipendenze Dott. Dott. Marco Marco Orsenigo Orsenigo

(Medico (MedicodidiMedicina MedicinaGenerale Generale––Asl AsldidiMilano) Milano)


Che ruolo può rivestire il Medico di Medicina Generale nella cura e riabilitazione delle dipendenze?


International Conference on Primary Health Care «DICHIARAZIONE DI ALMA ATA» 1978 (Motto: «salute per tutti entro il 2000»)

«Il medico di medicina generale a contatto con le comunità, con le famiglie, con l’individuo nel suo contesto sociale è il primo referente di fiducia del suo paziente e favorisce lo sviluppo di comportamenti idonei a modificare lo stile di vita dell’individuo per la promozione della salute intesa come benessere fisico, psichico e sociale». Introduzione del Modello bio-psico-sociale


MMG: PUNTO DI OSSERVAZIONE PRIVILEGIATO

• Ha una frequenza di contatti con l’utente e la sua famiglia superiore a qualsiasi altro operatore sanitario. • Recandosi al domicilio dei propri pazienti può rendersi conto delle condizioni di vita, verificare di persona il disagio sociale, i rapporti con i familiari. • Rappresenta una figura di «consulente sanitario» gradita, credibile, accessibile, gratuita, continuativa. • Si pone come intermediario tra utente e strutture/specialisti di secondo livello.


Strategie di ingaggio • Evitare se possibile approcci troppo diretti e colpevolizzanti. • Cercare di comunicare con empatia, con modalità semplici, lineari. • Porre attenzione a cosa riveste più importanza per i pazienti e a ciò che li può motivare. • Se possibile cercare di coinvolgere uno/più familiari di riferimento o figure di supporto socio/assistenziale.

Possibili percorsi di trattamento • Intervento breve – Counselling • Trattamento più strutturato con programmi specifici per pazienti motivati con problematiche di abuso-dipendenza SerT/NOA). • Ricovero di disintossicazione • Trattamento delle problematiche mediche/psichiatriche correlate all’abuso • Utilizzo di farmaci, preferibilmente in collaborazione con Servizi territoriali (Sert/NOA) – • Invio a Gruppi di Auto-Aiuto (AA – CAT – Narcotici e Giocatori Anonimi)


COUNSELLING MOTIVAZIONALE BREVE

Può essere svolto anche dal Medico di Famiglia, creando sinergie efficaci con lo specialista dei Servizi per le Dipendenze in cui il paziente sia attivamente coinvolto nell’intraprendere il percorso di cura.

Sposta il baricentro della relazione sul paziente, che dallo specialista ritroverà lo stesso stile e proseguirà un processo già iniziato.

DURATA: 5-10 minuti ------ SETTING: opportunistico (studio/domicilio con/senza familiari)

OBIETTIVI: mostrare rispetto, comunicare il rischio, fornire informazioni, iniziare a pensare al cambiamento


Patologie e problematiche alcol-correlate Screening del MMG QUANDO: •In corso di valutazione iniziale o di visite di routine (in studio o a domicilio) •Prima di prescrivere un farmaco che potrebbe avere interazioni avverse in presenza di uso/abuso di alcol CHI (in particolare): •Pazienti con malattie che potrebbero subire interazioni nocive dal consumo di bevande alcoliche •Pazienti con deficit cognitivo/comportamentali •Pazienti con problemi familiari/sociali/legali. •Pazienti con problemi sanitari indicativi di abuso alcolico (ipertensione arteriosa di recente insorgenza, disturbi gastrointestinali, ricorrenti cadute) •Obiettività fisica indicativa di abuso alcolico •Riscontri laboratoristici suggestivi di danno organico alcolcorrelato. IN CHE MODO: •Stima delle quantità-unità alcoliche assunte nella giornata, numero massimo di unità alcoliche assunte contemporaneamente. •Somministrazione di Test: CAGE, AUDIT – C (compact).


QUESTIONARI PER LO SCREENING DI ABUSO CAGE-Test 

Ha Hamai maisentito sentitolalanecessità necessitàdi diridurre ridurre(C=cut (C=cutdown) down)ililbere? bere?



E’ E’mai maistato statoinfastidito infastidito(A=annoyed) (A=annoyed)da dacritiche critichesul sulsuo suomodo mododi di bere? bere?



Ha Hamai maiprovato provatodisagio disagiooosenso sensodi dicolpa colpa(G=guilty) (G=guilty)per perililsuo suomodo modo di dibere? bere?



Ha Hamai maibevuto bevutoalcolici alcoliciappena appenaalzato alzato(E=eye (E=eyeopener)? opener)?

••

DUE DUE RISPOSTE RISPOSTE POSITIVE POSITIVE costituiscono costituiscono la la soglia soglia di di sensibilità sensibilità perl’identificazione di un alcolista perl’identificazione di un alcolista

••

Il Il test test indaga indaga sul sul SENSO SENSO DI DI COLPA COLPA che che provano provano spesso spesso gli gli alcolisti; alcolisti; ii risultati risultati potrebbero potrebbero essere essere falsamente falsamente positivi positivi in in persone persone con con forti forti credenze credenze religiose religiose (che (che connotano connotano negativamente negativamente ilil bere) bere)


AUDIT- C test

Un punteggio uguale o superiore a 5 per i maschi, e uguale o superiore a 4 per le femmine, indica un possibile consumo rischioso o dannoso di alcol.


LA RETE DI INTEGRAZIONE SUL TERRITORIO Gruppi di Auto-aiuto ComunitĂ  Volontariato

MMG

OSPEDALE CPS

PAZIENT E Servizi Socioassistenziali (Comune/Asl)

Servizi per le Dipendenze


LA RETE DI INTEGRAZIONE SUL TERRITORIO

TRAMITE IL LAVORO DI RETE il Medico di Famiglia: •Recupera il ruolo centrale che gli compete •Invia ai Servizi i pazienti per diagnosi e trattamento •Collabora nel monitoraggio della fase riabilitativa. •Essendo a pieno titolo partecipe del percorso terapeutico


COLLABORAZIONE NOA-MMG (Asl di Milano)


MMG e AUTO-AIUTO

POSSIBILI NODI CRITICI: • Scarsità di informazioni sulla presenza e sull’attività dell’Autoaiuto nel territorio. • Difficoltà dei MMG a dedicare tempo ed energie al di fuori alla routine di Ambulatorio (e connessi adempimenti burocratici). • Mancanza/non conoscenza di figure di riferimento per favorire la collaborazione tra MMG e Auto-aiuto. • Assenza di strumenti condivisi per promuovere l’invio di pazienti e per seguirne il percorso riabilitativo.


MMG e AUTO-AIUTO

POSSIBILI SOLUZIONI: • Mappatura dei gruppi di Auto-Aiuto. • Invio ai MMG di documentazione aggiornata, meglio se per via informatica, sulla presenza e attività dei gruppi nel territorio. • Possibile organizzazione di eventi formativi (promossi e riconosciuti dall’ASL). • Creazione di piani di collaborazione tra MMG e Auto-Aiuto finalizzati all’invio dei pz e al loro eventuale monitoraggio.


ESEMPIO DI PERCORSO BREVE COLLABORAZIONE MMG – NOA – AUTO AIUTO


PERCORSO BREVE AUTO-AIUTO + monitoraggio NOA-MMG N.A., 70 anni, vedova Viene

su invio del MMG, accompagnata dai due figli (fuori casa), preoccupati per amnesie, comportamenti bizzarri, cadute in casa. Beve superalcolici, sfugge a ogni controllo. Grosse problematiche organiche correlate e non all’alcol: cardiopatia ischemica, vasculopatia cerebrale (esiti ictus), pregresso K mammario e isterectomia. Tabagismo. Anni di isolamento sociale (dopo la perdita del marito). Un figlio … affetto da grave ipoacusia congenita. Francamente pochi motivi per smettere di bere. I figli pensano a un ricovero temporaneo, ma non si fanno un’idea su come assistere, tutelare la madre al domicilio. La pz. non riconosce il problema con l’alcol. Coartata, rigida nei movimenti e nel pensiero. Scettica su ogni proposta del NOA.


PERCORSO BREVE AUTO-AIUTO + monitoraggio NOA-MMG 

In Equipe si decide per un intervento iniziale, a “tempo”, della psicologa (accanto al medico), necessario per il pieno coinvolgimento dei figli nelle successive proposte del NOA. Pz e figli partecipano al Gruppo Motivazione. Il medico chiarisce l’improponibilità e inutilità di un ricovero di disintossicazione. Si cerca di costruire una rete con Psichiatra (che già la seguiva per depressione), MMG, Neurologo Ospedaliero. Si utilizzano tutti gli strumenti ambulatoriali per una riduzione e cessazione (almeno temporanea) degli abusi. Gli accertamenti conducono a una sorpresa….la rigidità della pz è anche causata da un “IDROCEFALO”, mai prima riscontrato. La pz NON viene inserita nei Gruppi informativi del NOA. Si favorisce, nonostante le resistenze della pz (e in parte dei figli) un rapido inserimento al gruppo di auto aiuto CAT (PZ e FIGLIO). La pz viene monitorata al NOA e dal MMG con visite periodiche: riesce a mantenersi più adeguata con ricadute minime (sembrano “dispetti” ai figli) ogni 3-4 mesi.


Dr m orsenigo mmg e auto aiuto e servizi valorizzazione delle risorse