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Perchè una “controguida”? Con l’attuazione della deleteria riforma Gelmini e la riscrittura dello Statuto d’Ateneo, l’Università di Torino attraversa una fase estremamente difficile - segnata da continui tagli e razionalizzazioni ministeriali - che gli studenti vivono ogni giorno in prima persona, disorientati dalla continue trasformazioni in atto. Il passaggio da Facoltà a Scuole, il rimescolamento dei corsi di studio sotto il controllo dei Consigli di Dipartimento, l’introduzione di un sistema informatico per la registrazione agli esami online non ancora presente né omogeneo in tutti i corsi dell’Ateneo, le continue minacce di aumento delle tasse da parte del ministero, possono diventare causa di grande confusione e panico nei primi momenti di vita universitaria. Per questo abbiamo pensato ad una “Controguida”, per offrire uno strumento di comprensione e di orientamento a chi viene a contatto, per la prima volta, con il mondo universitario, proprio in una simile fase di umiliazione e metamorfosi dell’università pubblica italiana, in cui segreterie, uffici e siti internet non riescono a rispondere alle reali esigenze degli studenti, soffocati dalla mancanza di fondi e dall’immensa mole di burocrazia che la riforma Gelmini ha causato. Come funzionano le tasse all’Università di Torino dopo la riforma di Studenti Indipendenti? Come ci si iscrive agli esami? Come si fa domanda per l’Erasmus? Nella Controguida puoi trovare risposta a queste e ad altre domande. “Contro” perché, come coordinamento dei Collettivi (luoghi di discussione settimanali aperti a tutte e tutti) delle ormai “ex” Facoltà dell’ Ateneo, combattiamo sin dalla nostra nascita il modello - come quello che ci stanno imponendo - di un’università sempre più elitaria e privatizzata, ridotta a esamificio in cui guadagnare unicamente accesso alla carriera lavorativa. Combattiamo per un’università libera, democratica, accessibile a tutt* e laica, ricca di spazi autogestiti di socializzazione, in cui lo studente non sia degradato a mero “cliente”, bensì sia protagonista di un percorso formativo in cui poter sviluppare, oltre a specifiche competenze, un pensiero critico e autonomo nei confronti dell’esistente, nella convinzione che cultura e saperi siano il motore per il cambiamento politico, economico e culturale della nostra società.


quanto costa l’Università? Negli ultimi due anni accademici gli Studenti Indipendenti hanno ideato, portato avanti un processo di riforma della contribuzione studentesca dell’Università di Torino, che ha di fatto rivoluzionato il sistema con cui vengono stabilite le cosiddette tasse universitarie. Nonostante i ripetuti tentativi, da parte degli organi centrali dell’ Ateneo, di ridimensionare o addirittura eliminare la riforma sulla contribuzione studentesca ottenuta nel 2012, alla fine dello scorso anno siamo riusciti non solo a difendere le novità introdotte l’anno precedente ma a migliorare ulteriormente il sistema di fasciazione della contribuzione studentesca ottenendo il dimezzamento della tassa di immatricolazione. Come è fatta questa riforma? Innanzitutto la riforma del 2012 ha reso le tasse “più eque”, eliminando tutte le tasse extra che alcune facoltà avevano imposto ai propri studenti con varie motivazioni: - Ottica e Optometria +850 € per finanziare i laboratori. - Servizio sociale +60 € per sopperire ai tagli della Regione. - Psicologia +195 € per finanziare il tirocinio. - Veterinaria +350 € per adempiere a obblighi del Ministero. L’eliminazione delle tasse diversificate per corso di laurea permette agli studenti di scegliere il proprio indirizzo di studi in base alle proprie ambizioni e ai propri desideri e non in base al reddito familiare! Le spese utili che venivano finanziate dalle tasse extra sono ora coperte dalle tasse pagate da tutti gli studenti: se prima alcuni si vedevano chiedere centinaia di euro in più per poter studiare nella propria facoltà, ora contribuiscono tutti gli studenti in misura uguale, equa e progressiva. La novità più rilevante è stata l’introduzione della “fasciazione continua” invece delle vecchie 26 fasce, ogni studente paga una tassa che corrisponde in modo preciso alla propria situazione economica (che l’università stima attraverso l’indicatore ISEE) e che viene calcolata con una formula matematica.


Si tratta di una funzione lineare continua che associa ogni ISEE all’importo da pagare. Il vecchio sistema era abbastanza lontano dall’equità e dalla progressività che un sistema di contribuzione di un’università pubblica dovrebbe avere per garantire l’accesso al sapere a prescindere della propria condizione economica. La funzione con cui vengono calcolate le tasse è una retta (in modo che l’importo sia proporzionale all’ISEE) che per gli ISEE più alti diventa più ripida, cioè fa pagare in proporzione di più agli studenti che si trovano in condizioni economiche migliori rispetto a chi si trova più in difficoltà (rispettando così il criterio della progressività). Un’ulteriore conquista è stata la fasciazione della contribuzione studentesca anche per gli studenti che si iscrivono per conseguire la seconda laurea e che precedentemente pagavano l’importo massimo. La fasciazione elimina una discriminazione nei confronti degli studenti con minori possibilità economiche nella possibilità di conseguire la seconda laurea oltre che incentivare l’iscrizione di studenti laureati all’Ateneo Torinese, unico in Italia per questo aspetto. La novità introdotta per l’anno 2013-2014 è il dimezzamento della tassa di immatricolazione: questa tassa viene pagata al momento dell’iscrizione al primo anno del proprio corso di laurea (triennale, magistrale o a ciclo unico) e non prevede alcuna riduzione per gli isee più bassi. Costituisce quindi la componente più iniqua e meno progressiva della contribuzione studentesca. Su proposta degli Studenti Indipendenti questa tassa è stata dimezzata (passando da 106 € a 53 € per le triennali e da 160€ a 80€ per le specialistiche) coprendo il mancato gettito con un leggero aumento delle tasse per gli studenti con ISEE più alto. Il grafico nella pagina seguente mostra il confronto fra le vecchie fasce e il sistema di tassazione degli ultimi due anni. In rosso la fasciazione del 2011, in verde la fasciazione dell’anno scorso, e in blu quella di quest’anno.


Fasciazione continua

2500

Contribuzione €

2000

1500

1000

500

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20000

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ISEE €

60000

80000

La funzione matematica generatrice dell’importo della contribuzione è la seguente: per ISEE<11.000: € 323,00 per 11.000<ISEE<50.000€ : € (ISEE x 0,0255641 + 41,7949) per 50.000<ISEE<85.000€ : € (ISEE x 0,0317143 –265,714) per ISEE>85.000 € 2.430,00 Per calcolare la propria quota basta inserire il proprio ISEE nella funzione. La battaglia portata avanti in questi ultimi anni si è basata su alcuni valori imprescindibili per la nostra idea università: - Garantire a tutti gli studenti e le studentesse, prescindendo dalle condizioni economiche, il diritto allo studio: permettere a chiunque la possibilità di immatricolarsi e di frequentare l’università pubblica contribuendo a seconda delle proprie possibilità; - Contrastare il fenomeno della rinuncia all’istruzione universitaria, particolarmente intenso in questo periodo a causa della difficile si


tuazione economica e della disoccupazione e sottooccupazione dei giovani laureati; - Far in modo che l’Ateneo di Torino rimanga economicamente sostenibile per tutti, permettendo l’integrazione nella vita cittadina degli studenti fuori-sede, una componente fondamentale del tessuto sociale cittadino; La vittoria sul sistema di contribuzione studentesca dimostra come movimento e rappresentanza, se accomunati dagli stessi obiettivi e agendo con modalità inclusive e partecipative, possano raggiungere risultati impensabili per un’organizzazione politica, ma non partitica, di giovani studenti universitaria. L’anomalia dell’università di Torino sta proprio in questo: nello spazio di protagonismo, iniziativa e credibilità che la componente studentesca ha saputo conquistarsi all’interno dell’Ateneo e del panorama cittadino. La riforma della contribuzione è solo l’aspetto più evidente della lotta che gli Studenti Indipendenti portano avanti in difesa dell’università pubblica, nell’ottica di liberare i saperi e l’istruzione dalle logiche del profitto e del mercato.


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come registrarsi agli esam

Accedendo dal sito dell’università è possibile iscriversi elettronicamente agli esami. Esistono diverse piattaforme e sistemi informatici in ateneo per la registrazine on-line tutti con caratteristiche simili ma modalità di registrazione diverse. In questi anni l’obiettivo è quello di unificare il sistema informatico, rendendolo unico in tutte le scuole e dipartimenti dell’ateneo. La piattaforma designata è la “Esse3”, sistema però ancora in fase di allestimento per alcuni dipartimenti. Chi frequenta Lettere e Filosofia, Giurisprudenza, Scienze Politiche e Psicologia può iscriversi agli esami facendo il login (inserendo le credenziali usate per accedere al proprio profilo MyUnito, http://my.unito.it/) all’indirizzo https://wall.rettorato.unito.it/sia/ e scegliendo, dopo il login, il dipartimento e successivamente l’appello al quale ci si vuole iscrivere, tra quelli caricati dai docenti. Per gli altri dipartimenti, in genere, è sufficiente accedere sul proprio profilo MyUnito (lo stesso da cui si possono stampare i MAV per pagare le tasse) e iscriversi passando dal libretto (Carriera>Libretto) o dalla bacheca appelli (Esami>Appelli Disponibili), sul sito dell’ateneo è anche disponibile una guida. E’ consigliabile, vista la momentanea precarietà delle piattaforme, chiedere a studenti degli anni successivi, muniti di maggiore esperienza e pazienza, e allenarsi nella navigazione ai siti dell’ateneo, spesso poco immediati nell’utilizzo. In ogni caso per ogni informazione e chiarimento è possibile trovarci su facebook, nelle aule dei collettivi, nei corridoi dell’università, durante le lezioni !


come anda

re in Erasm

us

Andare in Erasmus richiede pazienza, dedizione, tenacia, ma non è difficile. Cosa serve per andare in Erasmus? Una media discretamente alta (ma non necessariamente altissima), un po' di fortuna e la pazienza di perdere ore dietro scartoffie burocratiche, nate con il solo scopo di soddisfare il perverso bisogno delle segreterie di complicare procedure elementari. Ma andiamo con ordine.

Siamo tra fine novembre e inizio dicembre e sulle bocche di tutti inizierà a rimbalzare una sola parola: "Erasmus". La prima cosa da fare se si vuole partire è capire quali sono le mete disponibili per il proprio Corso di Laurea (informazione che, a differenza di molte altre, è facilmente reperibile sul portale d'Ateneo) e chi è il referente Erasmus per la meta o le mete selezionate. Capito chi è, potrete anche inseguirlo e braccarlo fino ad avere un colloquio, ma molto probabilmente vi verrà sconsigliato di fare un Erasmus in quanto esperienza futile e dispersiva. Inutile perdere tempo. In molte facoltà il suo parere non conta nulla. Molto più importante è leggersi bene il Bando di concorso (anch'esso facilmente reperibile sul sito) e capire quali sono i criteri secondo cui vengono stilate le graduatorie in quanto variano da facoltà a facoltà:


in alcune la graduatoria è unica, in altre è diversa per ogni singola meta; in alcune facoltà si basa esclusivamente sul prodotto di media e rapporto crediti dati/crediti dovuti, in altre si valutano lettere motivazionali, conoscenza della lingua del paese ospitante, etc. Studiare per tempo il bando di concorso vi permetterà di giocare un po' di strategia nelle sessioni esami che vi separano dalla presentazione delle domanda. Questo, intorno a febbraio, è il momento in cui un po' di astuzia nel scegliere la destinazione e un po' di fortuna potrebbero garantirvi la partenza. Ma è inutile girarci intorno, si tratta di un concorso e chi ha la media più alta e più esami nel proprio libretto, vince. Fatta la domanda non vi resta che aspettare la pubblicazione delle graduatorie. I mezzi informatici di UniTo si prendono tra i due e i tre mesi per analizzare quel centinaio di richieste proveniente da ogni facoltà. Quando ormai vi sarete quasi scordati di aver presentato domanda, in un tiepido pomeriggio di fine aprile, una e-mail nella posta istituzionale vi darà la notizia: vincitori (o no) di borsa Erasmus. Se non avete vinto la borsa, non disperate: in una quindicina di giorni ci saranno le riassegnazioni di quelle non assegnate in prima fase, i famosi ripescaggi. La borsa di studio, di poco superiore ai 200 euro al mese, vi verrà consegnata in parte (circa il 90%) intorno a novembre e il saldo al rientro dal soggiorno. Solo i vincitori di borsa entrano nel vivo dei "Giochi senza Frontiere della Burocrazia". L'obiettivo è compilare un Learning Agreement (e per alcune università un Application Form): insomma un modulo firmato da entrambi i referenti in cui UniTo certifichi che siete in partenza e l'università ospitante garantisce di ospitarvi. Inoltre in questo modulo dovranno essere specificati quali esami avete intenzione di sostenere durante il vostro soggiorno all'estero e la doppia firma serve a certificare che li potete sostenere e che vi verranno riconosciuti una volta tornati in Italia. Detta così pare semplice, e in fondo lo sarebbe. Ma ahimè non è tutto rose e fiori: spesso i percorsi di studi dell'università ospitante sono molto diversi dai nostri, e trovare corrispondenze di crediti e programmi non sempre è facile, inoltre capita spesso che i referenti siano più sfuggevoli delle sfere del drago, e ciò non aiuta. Se riuscite a sbrigare questo, il peggio è andato.


Prima di partire è opportuno ancora capire dove si andrà a vivere (residenza universitaria? Campus? Casa in affitto?) e garantirsi una sistemazione almeno le prime notti, mentre ci si orienta per la città, e gettare le basi della lingua del paese ospitante, quel poco che basta per saper chiedere elementari indicazioni nei primi giorni. Se tutto è sistemato, siete davvero pronti a partire, carichi di sogni e speranze: immaginando le miglori feste e le avventure che non si scordano mai. Ovviamente non sarà così, non all'inizio, la maggior parte degli studenti Erasmus arriva alla nuova università come gli immigrati del sud arrivavano alla Fiat negli anni 50: con valigie di cartone piene di cose spesso inutili, senza capire nulla della nuova realtà, soli e spaesati. Non vi preoccupate, è solo l'inizio. I primi tempi saranno difficili: tutto sembrerà diverso, si cercherà di costruire il mondo che ci siamo lasciati alle spalle, solo con più divertimenti. Il senso di libertà che dà il solo pronunciare la parola "Erasmus" è innegabile. Ma col tempo tutto si stabilizzerà e assumera una dimensione più quotidiana. E' la fase in cui si costruiscono amicizie profonde e si inizia a imparare davvero, non solo all'università (finalmente si è padroni della lingua), ma anche dalla cultura del paese ospitante. Quando ormai sarete completamente ambientati e vi sarete quasi dimenticati di cosa vi aspetta a UniTo, sarà ora di iniziare a rifare le valigie: si torna a casa. Tra abbracci, feste d'addio e saluti commossi, le cose da non scordarsi


sono: Learning Agreement firmato da entrambe le facoltà (Sì, proprio quel foglio che vi era stato affidato a settembre e che dopo mesi di Erasmus non avete idea di dove si sia andato a cacciare), Certificato di Permanenza e Transcript of Records (documento prodotto dall'università ospitante con precisato, per ogni esame sostenuto, nome dell'esame, numero di ore (o crediti) e voto). Al vostro rientro avrete 30 giorni a disposizione per consegnare all'Ufficio Relazioni Internazionali tutta questa documentazione in originale. Sarà fondamentale per il riconoscimento degli esami e la conversione dei voti, che avviene in tempi diversi a seconda delle facoltà (potrebbe richiedere giorni, come mesi). Da qui in poi, non vi resta che il ricordo di questa splendida avventura. Tuttavia nel 2012, si è rischiato di non poter più usufruire di quest’opportunità formativa e affascinante che è l’Erasmus. Il commissario europeo al bilancio disse infatti che erano finiti i fondi per diversi programmi e quindi non si sarebbero potute erogare le borse di studio per gli studenti in partenza: il bilancio Ue 2012 presentava un buco di 180 milioni dei quali 90 servivano per il progetto Erasmus. Dopo momenti di panico generale il parlamento europeo e gli stati membri sono riusciti ad arrivare ad un accordo, che ha permesso di trovare i fondi per il bilancio 2012 e di stanziare per l’anno 2013-2014, 500 milioni di euro. Anche per quest’anno si possono preparare le valigie.


cosa sono

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Questa sezione potrebbe intitolarsi “a chi rivolgermi se ho un improvvisa voglia di dar fuoco a un ufficio della segreteria?” no. non ad un benzinaio, ma ai rappresentanti degli studenti. Ogni due anni gli studenti di Unito eleggono i loro rappresentanti negli organi di governo dell’università. Dal più piccolo consiglio di corso di studi al consiglio di amministrazione di Unito sono più di 300 i rappresentanti degli studenti sparsi nei vari organi collegiali dell’università. Molto spesso il loro lavoro passa inosservato ma oltre a rispondere ai problemi degli studenti, i rappresentanti si occupano di difendere i diritti e portare avanti le richieste degli studenti negli organi che determinano la didattica dei corsi di laurea, i servizi per gli studenti erogati dall’università, i regolamenti dell’Ateneo, la contribuzione studentesca, gli appelli e tutto ciò che riguarda il governo dell’università e la vita degli studenti. Ovviamente fronteggiando in questo arduo compito orde di spaventosi professoroni, baroni, burocrati e altre creature malefiche. Alle ultime elezioni universitarie (così come alle due tornate precedenti) Studenti Indipendenti e i collettivi si sono candidati alle elezioni dei rappresentanti degli studenti rispettivamente per gli organi centrali e periferici dell’università ottenendo una schiacciante maggioranza a livello di Ateneo (70% dei voti) e in quasi tutti i dipartimenti. A seguito di questo risultato straordinario abbiamo ottenuto la quasi totalità degli eletti negli organi centrali. Ecco una breve descrizione dei diversi organi di Unito. Nelle rispettive pagine sul sito troverete i contatti dei vostri rappresentanti in quell’organo. Organi periferici Consiglio di Corso di Studi - Un corso di studi raggruppa più corsi di laurea: per esempio i corsi di laurea triennali e magistrali dello stesso


percorso fanno parte dello stesso corso di studi. Il Consiglio di Corso di Studi si occupa della didattica del singolo corso. Delega ad alcune commissioni (Commissione Didattica Consultiva e del Riesame, commissione per l’autovalutazione ecc.) la trattazione di temi specifici. Consiglio di Dipartimento – Il dipartimento raggruppa più corsi di Studi, tuttavia non si occupa solo di didattica ma anche di ricerca. Dal Consiglio di Dipartimento passano le decisioni più importanti riguardo allo stanziamento dei fondi per i singoli ambiti della didattica e della ricerca, nonché le questioni più controverse all’interno del dipartimento. Gli studenti di un corso di laurea eleggono rappresentanti in tutti i dipartimenti che erogano almeno il 20% della didattica del proprio corso di laurea. Consiglio di Scuola – Le scuole coordinano i dipartimenti; ogni dipartimento afferisce ad una scuola, anche se esistono dipartimenti non afferenti a nessuna delle scuole del nostro ateneo. Il Consiglio di Scuola è un organo nuovo, e quale sia il suo reale potere all’interno dell’università è una questione ancora aperta, le sue competenze riguardano prevalentemente la gestione degli spazi e delle aule. la Scuola non gestisce alcuna parte dei fondi dell’ateneo. Elenco delle scuole e dei dipartimenti del nostro ateneo. Scuola di scienze naturali (dip. di Matematica, Fisica, Chimica, Informatica, Scienze della vita e biologia dei sistemi, Scienze della terra) Scuola di Medicina (dip. di Scienze mediche, Scienze chirurgiche, Scienze cliniche e biologiche, Neuroscienze, Oncologia, Scienze della sanità pubblica e pediatriche, Biotecnologie e scienze per la salute) Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria (dip. di Scienze agrarie, forestali e alimentari, Scienze Veterinarie) Scuola di Management e Economia (dip. di Management, Scienze economico-sociali e matematico-statistiche) Scuola di Scienze Giuridiche, Politiche ed Economico-Sociali (dip. di Giurisprudenza, Culture politica e società)


Scuola di Scienze Umanistiche (dip. di Studi storici, Studi umanistici, Filosofia e scienze dell’educazione). Non fanno parte di nessuna scuola i dipartimenti di Psicologia, Lingue e letterature straniere e culture moderne, Scienza e tecnologia del farmaco. Organi centrali Senato accademico - Il Senato Accademico è l’organo di indirizzo, di programmazione e di coordinamento delle attività didattiche e di ricerca dell’Università. I principali provvedimenti che riguardano l’intero Ateneo, in merito alla didattica e alla ricerca, vengono ivi discussi e votati. Consiglio di Amministrazione (CdA) - Il Consiglio di Amministrazione si occupa di gestire il bilancio dell’intero ateneo, deliberando in materia di fondi e decidendo in che percentuale questi debbano essere suddivisi tra i dipartimenti dell’università. CdA EDISU (Ente per il Diritto allo Studio Universitario) - L’EDISU è l’ente che si occupa di garantire il diritto allo studio universitario, corrispondendo borse di studio agli studenti idonei ed erogando quei servizi (mense, residenze ecc.) necessari affinché il diritto allo studio non resti sulla carta, ma sia al contrario realmente messo in pratica. Comitato Universitario per lo Sport (CUS) - Il CUS si occupa di promuovere iniziative legate allo sport all’interno dell’università e di garantire agli studenti i servizi e le infrastrutture necessarie alla pratica dell’attività sportiva. Consiglio degli Studenti - Il Consiglio degli Studenti è l’organo che si esprime a nome di tutta la popolazione studentesca; i suoi membri sono designati tra i rappresentanti degli studenti negli altri organi di Ateneo. Dispone di una quantità limitata di fondi che può destinare ad iniziative rivolte agli studenti.


pendenti

chi sono gli Studenti Indi

Assieme alle più mistiche e profonde domande che l’uomo si pone da millenni il panorama universitario torinese propone un nuovo quesito al dibattito metafisico contemporaneo: CHI SONO GLI STUDENTI INDIPENDENTI? Gli studenti indipendenti sono il coordinamento dei collettivi delle 13 facoltà in cui l’ateneo era precedentemente suddiviso. Siamo organizzati secondo una struttura radicalmente democratica: il luogo centrale e di dibattito sono i collettivi, sempre pronti ad accogliere e valorizzare nuovi membri e nuove proposte; le discussioni poi confluiscono nei momenti di confronto e coordinamento: le Assemblee Generali e le riunioni dei portavoce dei collettivi. Un esecutivo ha poi il compito di coordinare le forze dell’organizzazione verso gli obiettivi così individuati. Questo complesso discorso è facilmente sintetizzabile nel nostro motto: LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE.


Gli Studenti Indipendenti hanno contribuito a fondare, insieme a realtà universitarie di altre città simili a noi, il coordinamento Link per condividere esperienze virtuose portate avanti nelle singole città e per dare un carattere nazionale alle rivendicazioni e alle proteste che, altrimenti, sarebbero rimaste chiuse nell’ambito cittadino. Nascono dal movimento e restano nel movimento: Gli Studenti Indipendenti nascono durante l’Onda, la grande mobilitazione studentesca del 2008 nata in risposta ai tagli all'istruzione dell'ex ministro Tremonti, in seguito all’esigenza di coordinare gli sforzi dei vari collettivi e mettere a disposizione del movimento una struttura decisionale democratica. Sempre i collettivi sono stati l’anima delle proteste contro la riforma dell’università Gelmini dell’autunno 2010. Gli Studenti Indipendenti, anche nel culmine delle proteste contro i tagli e le riforme del governo Berlusconi, si sono sempre sforzati di conferire al movimento un carattere creativo e propositivo partecipando, ad esempio, a iniziative come la scrittura dell’AltraRiforma dell’università insieme ad altre organizzazioni universitarie ed al coordinamento Link.


Non sono una lista universitaria ma fanno rappresentanza; non sono un sindacato studentesco ma difendono i diritti degli studenti: Come Studenti Indipendenti, anche se nati come realtà di movimento, abbiamo deciso di partecipare alle elezioni delle rappresentanze studentesche negli organi universitari, ottenendo sia nel 2009 sia nel 2011 la maggioranza dei voti in quasi tutte le facoltà dell’ateneo. Movimento e rappresentanza sono spesso considerati elementi in contrapposizione tra loro, tuttavia il nostro ruolo di rappresentanti è in continuità con le istanze che abbiamo portato e portiamo in piazza e consiste nel presidiare e riempire di significato gli spazi di democrazia interni all’università. Il nostro ruolo con le istituzioni non è una semplice intermediazione tra piazza e palazzo; abbiamo come obiettivo quello di accorciare la distanza tra gli studenti e gli organi collegiali della nostra università: l’azione di rappresentanza non è delegata ai soli eletti ma è decisa nei collettivi e nelle assemblee, le nostre scelte sono pubbliche e trasparenti e il confronto con i nostri compagni di università è parte fondamentale del nostro agire; ogni studente può, attraverso i processi democratici della nostra organizzazione, portare i propri progetti, le proprie idee e le proprie critiche nei luoghi decisionali dell’ateneo. Anche tramite la rappresentanza (che consideriamo un mezzo e non un fine) abbiamo portato avanti in questi anni battaglie


importanti come la riforma della contribuzione studentesca, l’allargamento della democrazia nel nostro ateneo durante la riscrittura dello statuto, la protesta contro i tagli al diritto allo studio da parte della giunta Cota. Ma negli organi collegiali si risolvono anche problemi di carattere pratico (distribuzione degli appelli, bandi, distribuzione delle risorse economiche) a riguardo dei quali la voce degli studenti non può essere trascurata. “al servizio di tutti… Non sono un partito (o una giovanile) ma fanno politica: Pur essendo un soggetto universitario, nato dall’esigenza di contrastare le riforme-tagli Gelmini-Tremonti, noi Studenti Indipendenti non limitiamo il nostro campo di azione all’università. Negli anni passati abbiamo cercato di affrontare le tematiche della conoscenza e dell’istruzione in una prospettiva sempre più ampia e includente; per questo riteniamo fondamentali per noi le collaborazioni con gli studenti delle superiori di Laboratorio Studentesco (LaSt) e con i ricercatori e i dottorandi del nostro Ateneo. Pensiamo, inoltre, che la nostra azione politica non possa limitarsi al campo dell’istruzione, ma debba lambire anche temi che la nostra generazione non può permettersi di non affrontare quali, ad esempio, il diritto al lavoro, il precariato e la questione di genere; partecipiamo anche in prima persona a momenti di piazza e di elaborazione come lo sciopero europeo del 14 Novembre 2012 e i Torino Pride degli ultimi anni.


Perché “indipendenti”: La nostra organizzazione è politicamente ed economicamente indipendente da qualunque soggetto esterno. Le nostre decisioni e le nostre posizioni sono decise democraticamente dai membri dei collettivi, senza ingerenza alcuna da soggetti politici altri. Il nostro ruolo di rappresentanza è importante anche per evitare che gli studenti siano rappresentati in università solo da liste affiliate a partiti (e consiglieri comunali) o lobbies confessionali (indovinate chi?) che rispondono, per loro natura, non esclusivamente agli interessi degli studenti. Tutte le risorse a nostra disposizione provengono solamente da iniziative di autofinanziamento e dalla condivisione dei gettoni di presenza percepiti dai rappresentanti eletti nelle liste SI. Nessun altra organizzazione politica sostiene le nostre attività o salaria i nostri militanti. …servi di nessuno”


come parte

cipare

La partecipazione a Studenti Indipendenti è aperta a tutte e tutti coloro i quali si riconoscono nei valori dell'antifascismo, dell'antisessismo, dell'antirazzismo, dell'antileaderismo, della democrazia, della trasparenza politica, del rispetto reciproco e della sostenibilità dell'agire umano. Per partecipare a Studenti Indipendenti è sufficiente visitare il sito www.studentiindipendenti.org e cercare la data della prossima assemblea generale o del prossimo evento (presidio, corteo, cineforum, conferenze), oppure seguire la pagina facebook SI Studenti Indipendenti e SI_Torino su twitter! Per partecipare ai Collettivi delle ex-facoltà (ex a causa della Riforma Gelmini) cerca su facebook il tuo collettivo e scopri quando si riunisce oppure vieni a trovarci nelle aulette autogestite (Auletta liberata palazzo nuovo, Aula “E” fisica, aula Bonobo palazzina Einaudi): Collettivi di Scienze Collettivo Riserva Culturale (Studi Umanistici, Storici, Filosofia e Scienze del’educazione) Medici senza Bandiere Assemblea di Economia Collettivo Bonobo (Scienze Politiche) Collettivo di Giurisprudenza Studenti Indipendenti San Luigi Collettivo di Psicologia Collettivo il Faggio e NuovaMente (Agraria e Veterinaria) Collettivo di Lingue FarmacoDinamici (Farmacia e CTF) Partecipa ai Collettivi e Studenti Indipendenti per difendere l'università pubblica, di qualità e accessibile a tutti, per portare la voce degli studenti negli organi istituzionali, per costruire uno spazio di partecipazione attiva a partire dal tuo corso di studio, dal tuo dipartimento, dalla tua scuola.

Controguida degli studenti dell'Università di Torino 2013-2014  

Una controguida all'università scritta da chi ogni giorno la vive, per riuscire a districarsi tra i mille problemi ed essere studenti con se...

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