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Respiro Il Sussurro di Dio “Primo Articolo” “Venendo qui oggi, non ho nessuna agenda nascosta. Sto combattendo per il mio futuro. Perdere il mio futuro non è come perdere un’elezione o un po’ di punti nel mercato azionario. (…) Tutto ciò sta accadendo di fronte ai nostri occhi eppure agiamo come se avessimo tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni. Sono soltanto una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma voglio che voi realizziate, nemmeno voi le avete! Non sapete come riparare i buchi nel nostro ozono. Non sapete come far risalire ai salmoni una corrente che non c’è più. Non sapete come riportare indietro un animale ormai estinto. E non potete riportare indietro foreste che crescevano dove ora c’è un deserto. Se non sapete come ripararlo, per favore smettete di romperlo! (…) I genitori dovrebbero poter confortare i loro figli dicendogli “andrà tutto bene”, “stiamo facendo il meglio che possiamo” e “non è la fine del mondo”. Ma non credo che voi possiate ancora dirci queste cose. Siamo perlomeno nella vostra lista di priorità? Mio papà dice sempre “Tu sei quello che fai, non quello che dici”. Beh, quello che fate mi fa piangere la notte. Voi adulti dite di amarci. Vi sfido, per favore fate sì che le vostre azioni riflettano le vostre parole. Grazie per l’ascolto.”1 Le precedenti erano soltanto alcune porzioni del toccante discorso tenuto alla Prima Conferenza Mondiale sull’Ambiente delle Nazioni Unite, a Rio de Janeiro nel 1992, da 1 Il discorso completo di Severn Suzuki è disponibile su You Tube.

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Severn Suzuki, una bambina di 12 anni.

* Quanti giorni ho trascorso a chiedermi come potesse mai essere possibile trovare un modo per riuscire a toccare l’anima della gente, magari con una bacchetta magica, e fare cambiare rotta ad un mondo che sembra perdersi sempre di più… Dove stiamo andando? Com’è possibile che la drammatica situazione in cui versa il pianeta e la disumana confusione e agitazione da cui è affetta la gente, non sembrino essere sufficienti a poter fermare, per almeno un istante, quella cieca rincorsa verso quella ricchezza materiale perseguita ormai da millenni, che mai ha saputo garantire la felicità promessa? Non lo so. Eppure, oggi più che mai, nel giorno del mio 40mo compleanno, non riesco ad impedire al mio cuore di sognare di poter provare a fare qualcosa per i troppi che, silenziosamente disperati o sofferenti, non riescono più a ritrovare sé stessi, e per coloro che ancora pensassero che questo non fosse il loro caso.. E allora, in questo giorno che pare dover segnare l’addio alla mia gioventù, voglio esercitare il diritto a tutta l’ incoscienza che mi fosse rimasta, e gettarla nell’ opportunità di poter credere in quel sogno.

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* Sì è vero, la situazione qua fuori è complicata. La precarietà e l’instabilità economica riempiono di ansia ed insicurezza i cittadini. Intanto, attraverso messaggi sospettosi e negativi, una stramba “garanzia della sicurezza” bombarda le menti e influenza i pensieri e le azioni della gente, separandola. E mentre siti pornografici insegnano ai nostri ragazzi l’amore, il “nostro” pianeta, continua a venire barbaramente “consumato” - come se le sue risorse fossero infinite… “C I S O N O T R O P P I S O L D I C H E G I R A N O I N T O R N O A Q U E L B U S I N E S S, N O N T E L O L A S C I A N O T O G L I E R E.” L’ ultimo secolo ha visto l’avvento di straordinari mezzi di comunicazione, che egoismo ed incoscienza hanno finito col trasformare in mezzi di manipolazione, confusione, sofferenza e separazione. Ironico no? La comunicazione che isola e la globalizzazione che inasprisce confini, bambini che chiedono aiuto e adulti che restano incuranti… E così ci ritroviamo con poveri che muoiono di fame e ricchi che sprecano. Attivisti pieni di rancore e politici corrotti. Persone obbedienti sedute a guardare la loro TV in quella stanza che chiamano vita2 e coloro che sembrano credere che confondere e forzare le scelte dei propri fratelli e sorelle possa mai renderli felici. Da una parte il pianeta, gli animali, la gente che muore di fame e le generazioni future ad invocare aiuto e dall’ altro i “giustizieri” ed il loro stressato e lobotomizzato esercito a sperare che pillole possano sanare la loro indifferenza. Schiavisti e schiavi hanno rinchiuso sé stessi all’ interno di invisibili muri fatti di “mattoni” di paura, diffidenza e separazione. Pensare che i potenti ne siano esclusi significherebbe ignorare che, un essere umano che accetta di causare dolore e sofferenza ad un altro, se anche accecato dal suo egoistico bisogno, possa soltanto venire intimamente consumato dalla colpa, come quella che logora segretamente una prostituta che continua a vendere la propria anima, incosciente degli effetti delle sue scelte. E così, circondata di cemento, plastica, metalli, suoni assordanti e ritmi frenetici, la nostra razza continua a proclamarsi “superiore” mentre i suoi membri affogano nella loro cecità, soccombendo alla confusione mentale, l’ansia e la solitudine generate dalle loro stesse scelte.

2 Come, brillantemente, Woody Hallerson li ha definiti nel suo toccante corto “Thoughts from within” disponibile su You Tube. 3


Godere della sessualità come di un atto di amore e condivisione, coltivare profonde amicizie e rispettare valori altruistici e familiari sono diventate tendenze retrograde e fuori moda. Un essere umano già fatica a capire ed avere a che fare con se stesso, immaginiamoci quando se ne mettono due o più a coesistere e condividere. Tutto e tutti stanno soffrendo su questo pianeta. Qualcosa deve essere chiaramente, indiscutibilmente e terribilmente sbagliato. * A chi non piace l’amore, la serenità, la spensieratezza, la genuinità, l’altruismo, la condivisione? Pensiamo questi valori siano per gente non “abbastanza cool.” Ci siamo persuasi che l’individualismo e la competizione siano segnali di superiorità. Quando una ferita rimane per troppo tempo aperta, si finisce col mestamente rassegnarsi alla sua presenza e cominciare a credere che coesistere con quel dolore sia la normalità, o addirittura a pensare che ci piaccia. Non è più “cool” che sia così. Le ferite possono essere curate. Un essere umano avanzato, e propriamente funzionante, non avrebbe le paure, le invidie, l’egoismo, la diffidenza, lo stress e le nevrosi che la gente di oggi palesemente manifesta. Esseri evoluti avrebbero soltanto amore che fluisce attraverso i loro sguardi, le loro azioni, le loro parole e i loro pensieri. Quel tesoro, per così tanto cercato là fuori, e mai trovato, è in realtà racchiuso dentro di noi. Ti sei mai chiesta/o se il tuo corpo, respiro e mente funzionano correttamente? Perché è di questo che un essere umano è costituito: corpo, respiro e mente. Continuiamo tutti quanti a fare dibattiti sulle scelte che dovrebbero essere intraprese per risolvere i problemi della terra e di noi umani ma nulla sembra cambiare, anzi… E se, per caso, fosse il nostro organismo, in tutti i suoi aspetti, a non stare funzionando correttamente, che cosa significherebbe? Sarebbe come se un’orchestra stesse suonando una sinfonia di Mozart con strumenti rotti o comunque non accordati, e continuasse a suonare ancora ed ancora ed ancora…

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Un musicista non accetterebbe mai di suonare una delle più ricercate composizioni musicali della storia con uno strumento rotto o non accordato. Nemmeno noi dovremmo pensare di poter smettere di soffrire e trovare soluzioni appropriate ai più delicati temi riguardanti la sopravvivenza della razza umana su questo pianeta, con uno “strumento” rotto o non accordato.

* Non sono uno scrittore, neanche un maestro, né tanto meno sono il Messia venuto a salvarci. Sono uno di noi, uno qualunque. E dopo aver trascorso 9 mesi all’ anno, per quattro anni, in un monastero in India - per non morire di ansia, confusione e dolore - spero che condividere la mia esperienza possa aiutare coloro che dovessero averne urgente bisogno, a trovare un onesto ed efficace supporto. Pensiamo che le origini della nostra profonda sofferenza interiore siano da ricercare nei traumi che i nostri genitori ed altri individui ci hanno fatto vivere e la mancanza di denaro sufficiente a soddisfare quelli che crediamo essere i nostri bisogni, ma non è così. La primaria origine di tutta questa sofferenza è la tensione. Traumi, paure, pressioni e uno tsunami di stimolazioni “virtuali” nutrono tensione, che, continuamente riproposta, tende a diventare cronica. Questo tipo di tensione causa un circolo vizioso di disfunzioni che cominciano a nutrirsi a vicenda, finendo con l’impedire un corretto funzionamento dell’ organismo e lasciando che traumi, paure ed insicurezza guidino la nostra vita. 5


Leggo oggi, su un opuscolo distribuito in ospedale per informare sui rischi di ictus, che “si stima il 25% della popolazione sia affetta da ipertensione.” 3 Questo dato drammatico non significa che l’altro 75% non ne sia affetto per nulla. Così come non basta respirare a significare che lo stiamo facendo correttamente, o Il fatto di camminare o poter usare il corpo per lavorare non significa che stia funzionando correttamente. E nemmeno il fatto di stare “pensando” ed essere ancora più o meno in grado di interagire non è necessariamente testimone del fatto che la mente stia svolgendo le proprie funzioni salutarmente. È necessario un percorso graduale che si prenda gentilmente cura di aiutare il corpo, il respiro e la mente a “lasciare andare” le tensioni attraverso il ristabilimento di un adeguato equilibrio psicofisico. È un viaggio lungo ed emozionalmente complicato. I potenti “nemici” da affrontare sono: a.i.

La pigrizia

a.ii.

La procrastinazione

a.iii.

La rassegnata accettazione che una protratta sofferenza tende a promuovere.

a.iv.

Le tendenze egoistiche che sono evidentemente alla base della nostra natura.

a.v. L’attitudine conservativa che una personalità costruita attraverso lotte e sofferenze, naturalmente tende ad avere. a.vi. Paure, tendenze ossessive, desideri artificialmente stimolati e nocive abitudini di pregiudizio, arroganza, ed egoismo, pesantemente rinforzate dall’insistente ed efficace pressione esercitata dai Media.

* Alcuni potrebbero essere delusi nel constatare che l’ autore sta ancora avendo a che fare con la maggior parte dei problemi sopraelencati. Quando, rileggendo la lista qui sopra, vi starete chiedendo “ma questo anche lui ce l’ha?” Sì, ce l’ho, presente! Altri potrebbero invece trovare fiducia nel fatto che è altrettanto vero che ognuno di quei nemici è oggi meno “potente” o “destabilizzante” nella mia vita. Indebolire la loro intensità è ciò che mi ha permesso di salvarmela la vita, letteralmente. Ogni passo compiuto in direzione di una migliore salute e condizione mentale è il segnale meraviglioso che anche i restanti passi potranno essere ottenuti. Quando il 3 “Conoscere l’ Ictus”A.L.I.Ce Cuneo Onlus Italy 6


tunnel dove stavi prima era così buio da non lasciare nemmeno più immaginarne l’uscita, ritornare a sorridere sembra un miracolo.

* Voglio condividerlo questo privilegio che mi è stato concesso. Vorrei poter regalare speranza a chi non dovesse averla più, così come è stato per me, per troppo tempo. Così come mi auguro che, chi avesse desiderio di aiutare se stesso/a ad alleviare la propria sofferenza, potesse trovare in queste pagine la giusta motivazione per continuare in tale cammino. Non è necessario farsi monaci o chiudersi in un monastero per migliorare il nostro funzionamento generale. Ma è necessario essere consapevoli che riordinare una mente così agitata e lontana dalla propria natura come quella di un essere umano in tempi moderni, richiede pazienza, regolarità, compassione, forza di volontà, chiarezza d’intenti e il bruciante desiderio di ritornare a vivere una vita serena. Se vogliamo che questo oscuro periodo storico volga al termine, non sono i politici o i potenti a dover cambiare, ma gli esseri umani. E questo può soltanto accadere attraverso un percorso graduale e naturale di ciascun individuo, che nessuna sostanza chimica o scorciatoia potrà mai accorciare, al contrario…

* Non è più il momento di nasconderci dietro un “eh, ma cosa vuoi, funziona cosí” come se stessimo andando in giro bevendo veleno letale da una bottiglietta dicendo “ eh, ma cosa vuoi, lo fanno tutti.” Smettiamo di attendere la pillola che risolverà tutti i nostri problemi e quelli del pianeta. È tempo di agire. Prenderci la responsabilità della nostra felicità e comprendere che solo un essere umano equilibrato, rilassato e concentrato può vivere l’esperienza della vita, senza dover pagare le drammatiche conseguenze che il disequilibrio comporta.

* I successivi articoli verranno pubblicati online, gratuitamente, con cadenza settimanale. Saranno supportati, quando necessario e possibile, da video ed audio, anch’essi gratuiti. Non conterranno la verità ultima ma semplici strumenti che, se propriamente applicati, condurranno indubbiamente in direzione di un migliore funzionamento psicofisico di qualunque individuo. Nulla di esoterico, nessun credo, solo qualcosa da fare. Nel modo più chiaro, semplice ed onesto possibile, tenteranno di aiutare a:

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a.i.

Individuare alcune delle proprie disfunzioni e le cause che potessero averle generate.

a.ii. Essere forniti di strumenti semplici, concreti ed efficaci per potere affrontare indipendentemente, quotidianamente e progressivamente le disfunzioni accertate. a.iii.

Venire informati chiaramente degli obiettivi che sarebbe opportuno perseguire, le ragioni per cui farlo e dei benefici che progressivamente ne deriverebbero. Essere resi consapevoli degli sforzi che ogni individuo dovrà sostenere.

a.iv.

a.v. Comprendere quali attitudini potessero rivelarsi utili per poter far fronte alle resistenze che una mente impropriamente programmata presenterà lungo il cammino. a.vi. Accettare che - mentre quotidianamente saranno apprezzabili piccoli ma tangibili miglioramenti in ogni sfera della nostra vita - per raggiungere i risultati auspicati, sarà necessario tempo. a.vii.

Chiarire la necessità per i singoli individui di dovere prendere la responsabilità di educare sé stessi verso un appropriato funzionamento, prerequisito indispensabile per poter migliorare la propria salute e per il percorso che necessita di essere intrapreso dall’ umanità. Cominciamo a preoccuparci di funzionare in modo migliore, al resto penseremo poi. * Brandisci il tuo respiro come tua spada, la tua determinazione come il tuo scudo, la tua concentrazione come armatura e cavalca il tuo istinto come tuo cavallo - diventa un guerriero della vita che combatte la battaglia per la propria libertà personale e per quella di tutta l’umanità contro i propri limiti e paure. Coltiva presenza e consapevolezza. Rispetta il tempio che è il tuo corpo attraverso appropriata attività ed una più attenta e responsabile alimentazione Migliora la tua concentrazione 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Invita il tuo corpo, il tuo respiro e la tua mente a fluire come un continuo fiume di armonia, come uno.

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Educa la tua mente ad essere così fresca, allerta, focalizzata e presente che i tuoi muscoli ed organi possano “non avere nulla da temere.” Impara profondamente tutto ciò che ti piace. Vivi graziosamente, elegantemente, intensamente ed appassionatamente. Coltiva compassione, tolleranza, rispetto, condivisione ed umiltà nel giardino del tuo cuore. Medita. * Incita gli altri alla battaglia, invoglia ad agire attraverso la tua crescita e vibrazione. Circondati di coloro che ti inspirano, ti incoraggiano, ti divertono, ti rispettano e che credono in te. Conserva per gli altri la compassione per la loro sofferenza, l’indifferenza verso le loro aggressioni, la comprensione per le loro debolezze ed il rispetto per il loro cammino. Canta serenate ai fiori come ad un appassionato amante, senti le stelle, lascia il vento soffiarti, danza con il mare, guarda dentro, ascolta il silenzio… … e magari un giorno accederai a quel punto immobile al centro del tuo cuore, dove non sei buono o cattivo, bello o brutto, ricco o povero, ma semplicemente sei – lì ci troverai Dio, come te stesso e tutto ciò che ti circonda. Quel giorno capirai perché Respiro è Il Sussurro di Dio Perché Dio, come questo testo ed il resto a venire, non è qualcosa in cui credere, ma qualcosa da provare. E per questa ragione, non può dividere a causa di religione o razza. Osserva il tuo respiro…

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Dedicato al mio Maestro, Swami Veda Bharati, discepolo di Swami Rama dell’Himalaya, e a tutti i Maestri della Tradizione Himalayana, che hanno offerto la loro vita per portare, nella sua forma più pura, la conoscenza del Raja Yoga - “Il Cammino Reale” - attraverso i secoli, per supportare l’umanità nel tentativo di alleviare la propria sofferenza. Come il mio Maestro direbbe: “Tutta la conoscenza contenuta in questa pubblicazione è la loro, solo gli errori sono i miei, dico sul serio.4

4 Come Swami Veda Bharati scrive nel suo meraviglioso commentario agli Yoga Sūtras of Patañjali. 10

Breath the Whisper of God  

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