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www.gazzetta.it venerdì 29 giugno 2012 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 ­ TEL. 0262821 ­ REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 ­ TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. ­ D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno 116 ­ Numero numero 153 Anno

GERMANIA ANCORA BATTUTA (2­1) E ORA LA SPAGNA

DI TESTA Balotelli insacca il cross di Cassano al 20’ p.t. IPP

DI FORZA Balotelli scaraventa in rete il 2­0 al 36’ p.t. RAMELLA

IN GRUPPO Gli azzurri festeggiano con SuperMario INFOPHOTO

IN PIAZZA L’entusiasmo dei tifosi davanti ai maxischermi REUTERS

SIAMO NOI!!! Super Balotelli: tutta l’Italia è in festa È EUROFINALE Cassano e Montolivo lo ispirano e lui segna due gol da campione. Al 92’ il rigore tedesco

GIOIA MARIO «E’ stata la serata più bella della mia vita» A PAGINA 6

PRANDELLI «Troveremo le forze anche per gli spagnoli»

l'Editoriale

E’ NATA UNA STELLA di ANDREA MONTI

Finalmente è nata una stella. Eccolo lì piantato in mezzo al campo, strafottente come un bronzo di Riace da playstation, il simbolo della nuova Italia: SuperMario Balotelli, il ragazzo dei sogni. Il limite è il cielo, avevamo scritto dopo la prova con l’Inghilterra. Non era retorica, era un giudizio. Ieri la Nazionale lo ha toccato davvero e lo ha dipinto col suo colore: solo azzurro nella notte magica di Varsavia.

ALLE PAGINE 8­9

IL ROMPI PALLONE

L’eroe della magica azzurra: Mario Balotelli, 21 anni. Eccolo dopo il secondo gol mentre mette in mostra tutta la sua forza e grinta REUTERS

DI GENE GNOCCHI

GARLANDO, ARCHETTI, CECCHINI, CENITI, ELEFANTE, GRAZIANO, LICARI, RICCI, VELLUZZI, VERNAZZA, ANGIONI, CITO, DEGL’INNOCENTI, FROSIO, MANCINI, SCHIANCHI, BAZZONI PAG. 2 ­23

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@fotolia

L’ARTICOLO A PAGINA 23

3 Il c.t. Cesare Prandelli, 54 anni

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Berlusconi su Thiago Silva: «Ha chiesto un incredibile aumento di stipendio, se divento tesoriere della Margherita lo accontento».


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VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

EURO 2012 SIAMO IN FINALE GERMANIA

ITALIA

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(4-2-3-1) Neuer; Boateng (dal 26’ s.t. Muller), Hummels, Badstuber, Lahm; Khedira, Schweinsteiger; Kroos, Ozil, Podolski (dal 1’ s.t. Reus); Gomez (dal 1’ s.t Klose). PANCHINA Wiese, Zieler, Schmelzer, Howedes, Mertesacker, Gundogan, Schurrle, Bender, Gotze. ALLENATORE Löw. ESPULSI nessuno. AMMONITI Hummels per gioco scorretto.

I 2 gol di Balotelli Prima Mario raccoglie il cross di Cassano e segna di testa, poi con una bordata fulmina Neuer AFP

(4-3-1-2) Buffon; Balzaretti, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Marchisio, Pirlo, De Rossi; Montolivo (dal 18’ s.t. Thiago Motta); Cassano (dal 12’ s.t. Diamanti), Balotelli (dal 25’ s.t. Di Natale). PANCHINA Sirigu, De Sanctis, Abate, Ogbonna, Nocerino, Giaccherini, Borini, Giovinco. ALLENATORE Prandelli. ESPULSI nessuno AMMONITI Bonucci, De Rossi e Thiago Motta per g.s.; Balotelli per c.n.r.

GIUDIZIO 7777 PRIMO TEMPO 0-2 MARCATORI Balotelli (I) al 20‘ e al 36’p.t.; Ozil (G) su rigore al 47’ s.t. ARBITRO Lannoy (Fra) NOTE Spettatori 55.540. Tiri in porta: 8-6. Tiri fuori 7-5. In fuorigioco 1-3. Angoli 10-1. Recuperi: 1‘ p.t.; 4’ s.t. POSSESSO PALLA

GERMANIA 56%

FALLI COMMESSI

ITALIA 44%

TIRI IN PORTA

IIIIIIII GERMANIA 8

GERMANIA 12

ITALIA 18

TIRI FUORI

IIIIII IIIIIII ITALIA 6

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 6‘ Angolo, Hummels calcia, Pirlo salva sulla linea. 13’ Gran tiro di Kroos, Buffon di pugno. c GOL! 20‘ Gran lavoro di Cassano a sinistra, cross, Balotelli incorna in rete. 34’ Cassano per Montolivo che spreca c GOL! 36’ Lancio di Montolivo, Balotelli supera Lahm e spara all’incrocio

GERMANIA 7

IIIII ITALIA 5

SECONDO TEMPO 17‘ Punizione di Reus, miracolo di Buffon in angolo. 22’ Azione splendida conclusa fuori da Marchisio. 30’ Ancora Marchisio a lato da ottima posizione. 37’ Di Natale, tutto solo, sbaglia. c GOL! 47’ Rigore di Ozil per doppio mani: prima Barzagli e poi Balzaretti.

STRAORDI DAL NOSTRO INVIATO

LUIGI GARLANDO VARSAVIA (Polonia)

Lui, quello delle freccette e di Scampia, quello che tanto non maturerà mai, quello che ha solo un neurone, quello che aveva ragione Mourinho, quello che ha il culo nella Nutella, quello che è meglio Di Natale. Lui, Mario Balotelli, si è caricato sulle spalle l’Italia e, con due gol, l’ha trasportata in finale, dove domenica, a Kiev, ci attende la Spagna campione del mondo. Siamo sempre i soliti italiani che fanno piangere la Germania. Per la cronaca erano più forti loro, ma noi siamo la storia. Una partita meravigliosa, dominata, non chiusa che, nel finale, dopo il rigore del 2-1 di Ozil ci ha spinto il cuore in gola.

Balotelli show, i tedeschi k.o. L’Italia in finale con la Spagna

La Germania prima spaventa, poi non regge al dominio azzurro. Mario, 2 gol da favola, grande prestazione collettiva. Domenica sfidiamo i campioni in carica Che film Per l’incornata e lo scal-

dabagno scagliato all’incrocio di Neuer, Balotelli, che finalmente ha acceso la miccia delle sue immense potenzialità, merita la copertina, ma mai come in questo caso è stata una vittoria di squadra. Bravi tutti. Decisivo Buffon, eroico De Rossi nella sofferenza, il miglior Cassano a memoria

d’uomo. Pirlo, immenso. Magari ha ragione Platini e la strada per il Pallone d’Oro è lunga. Ma se trova un tipo sulla terra che gioca meglio del Pirlo di Varsavia ce lo faccia sapere. Lo stesso Balotelli è stato grande, non tanto per i gol, ma perché finalmente ha giocato come una parte sincronizzata con la squadra: ha di-

feso mille palloni, ha rincorso, ha conquistato i compagni in una notte sola. Attaccavamo l’area con 5 uomini anche in vantaggio di due gol. Lo stadio applaudiva le nostre giocate eleganti. Un film mai visto. Tanta bellezza ha incantato noi che guardavamo, ma prima ancora i giocatori tedeschi seduti in pri-

ma fila, sorpresi dal nostro calcio nuovo. Però nella ripresa abbiamo anche saputo difenderci come abbiamo imparato da secoli. Questo il grande merito di Prandelli: aver completato la tradizione con nuove conoscenze e nuovo coraggio. Il c.t. è tentato dai club? Chiudetelo a Coverciano e liberatelo tra due anni.

Marea azzurra Löw ci pianta in area il pennellone Gomez invece di Klose e mulina alle sue spalle i creativi Kroos (non Muller), Ozil e Podolski per toglierci i punti di riferimento. Nel primo quarto d’ora i tedeschi creano tre pericoli su azioni torbide: una ciabattata da angolo salvata sulla linea, un semi-autogol


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la Moviola di FRANCESCO CENITI

Prima Barzagli poi Balzaretti: doppio mani

Balzaretti con il braccio REUTERS

MARIO!!! ciano a rimpicciolirsi. Ci temono.

LA FINALE A KIEV ALLE 20.45 Portogallo 2

FINALE

Germania 1

Domenica 20.45 Spagna Italia Spagna

4 *

KIEV Olimpico

Italia

2

*d.c.r. GDS

di Barzagli... Si vede ad occhio che De Rossi sta stringendo i denti, Abate non ce l’ha fatta invece a recuperare e ha lasciato la fascia a Balzaretti, che di solito abita a sinistra, dove ora si piazza il rientrante Chiellini. Si sa che siamo stanchi, con due giorni di riposo in meno nelle gambe, incerottati. E questi pe-

ricoli iniziali ci mettono un po’ di angoscia. Ma è una sensazione che si squaglia con il passare dei minuti. Avete visto chi ha respinto sulla linea quella prima occasione tedesca? Andrea Pirlo da Brescia. Quello del cucchiaio sterminatore. I tedeschi lo riconoscono (Oh, mein Gott, fa pure il difensore...) e comin-

Patto Attendevamo un pressing superbo tra le nostre tende e invece la Germania ci aspetta rispettosa. Si avvicinano a Pirlo intimiditi come bambini a caccia di autografi. Pirlo prende in mano la partita e non la mollerà più fino alla fine: mai visto un uomo fare tante cose utili in una sola partita. I tiri in porta di Montolivo (17’) e Cassano (19’) sono le prime onde della marea azzurra che sale. Fantantonio che riesce sempre a farsi trovare negli spazi è una promessa di felicità. Infatti al 20’ pianta Hummels con un passo di tango e scodella sulla fronte di Balotelli che scaraventa in rete l’1-0. Capite perché Prandelli alla prima conferenza da c.t. parlò della Nazionale di Cassano e Balotelli e non ha mai cambiato idea

nonostante tutto? I due devono esserselo detto prima di iniziare: «O stanotte o mai più». Il patto di Varsavia. Eccoli. In altri tempi ci saremmo fermati a speculare, stavolta un Cassano a genio continuo spalanca la porta a Montolivo che spreca (34’) e due minuti dopo, su pennellata di Montolivo da Caravaggio, Mario spara quello scaldabagno all’incrocio di Neuer, prima di denudarsi come un bronzo di Riace per mostrare fiero al mondo i suoi muscoli e la sua classe. Ma felice. Tic tac Nella ripresa il frastorna-

to Löw ci prova con Reus e Klose al posto dei fantasmi di Podolski e Gomez. Temiamo l’assalto iniziale e la fatica montante. Le accelerate di Reus ci inquietano un po’. Prandelli soccorre la squadra con Diamanti (Cassano), Thiago Motta (Montolivo)

e Di Natale che rileva un Balotelli appiedato dai crampi, che sono la medaglia di chi fatica tanto. Reggiamo all’assalto col cuore di bucanieri come Chiellini e Bonucci e con una perfetta organizzazione di squadra, poi riparte la marea. Non siamo più quelli che resistono e basta. I tre gol che si mangiano Marchisio (2) e Di Natale consentono la sofferenza epica d’altri tempi negli ultimi secondi dopo il rigore di Ozil (47’). Non scherziamo, la terza finale europea, che abbiamo vinto nel ’68 e perso nel 2000, ce la siamo meritata fino all’ultima briciola. E ora sotto la Spagna che abbiamo già guardato negli occhi alla prima partita senza abbassarli. Ora abbiamo un Balotelli in più. Sentiamo già il tic tac iberico, ma potrebbe anche essere il rumore dei denti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Se le cava Lannoy anche se spaventa gli italiani con un rigore fiscale (chiamato dal giudice di porta) nel finale. Ma comunque Collina può essere soddisfatto: le due semifinali hanno mostrato direzioni all’altezza. Questi i principali episodi della gara: all’8’ Podolski entra deciso e in modo duro su De Rossi a centrocampo. Lannoy fischia solo la punizione, ci poteva stare anche il giallo. L’arbitro decide di tenere un profilo basso sui cartellini: anche Montolivo la fa franca dopo una serie di falli, comunque non gravi. Al 36’ molto bravo l’assistente Annonier sul raddoppio azzurro: il lancio perfetto è di Montolivo che coglie l’attimo giusto, Lahm sale in ritardo tenendo in posizione regolare Balotelli. Poi SuperMario scarica un destro terrificante ed esulta mostrando a tutti il fisico statuario. Inevitabile a quel punto il giallo per essersi levato la maglietta. Per il resto solo qualche sbavatura della cinquina. Nella ripresa arriva la seconda ammonizione: la prende Bonucci che affossa Kroos a 25 metri dalla porta di Buffon che poi respinge alla grande la punizione di Schweinsteiger. Al minuto 83 annullato un gol a Balzaretti: c’è il fuorigioco sull’assist di Diamanti. Subito dopo ammonito giustamente De Rossi per un fallo a centrocampo su Ozil. Altro giallo corretto per un’entrata dura di Thiago Motta. In pieno recupero il rigore, chiamato da Buquet: prima Barzagli devia con un braccio, poi anche Balzaretti tocca il pallone dopo averlo colpito con la coscia. Certo, molto fiscale ma a questi livelli ci sta che sia chiamato. L’ultimo giallo è per Hummels: proteste inutili. Poi la festa azzurra dopo 30’’ di ulteriore sofferenza. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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VENERDÌ 29 GIUGNO 2012


VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

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EURO 2012 SIAMO IN FINALE le Pagelle

di SEBASTIANO VERNAZZA

GERMANIA HUMMELS UMILIATO, REUS CI METTE IN DIFFICOLTÀ

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l’allenatore Löw

6,5 h il migliore Reus

Forse non si aspettava di subire così il possesso degli azzurri. E però non era un’ipotesi remota, bastava studiare Italia-Inghilterra. L’avrà fatto? Per quello che si è visto ieri, la risposta è no. Germania a lungo passiva e sullo 0-2 al massimo arrembante.

Col senno di poi, meritava di essere titolare. Sua la scossa di inizio ripresa, quando sembrava che la Germania potesse farcela a rientrare in partita. Il più dinamico e pungente degli attaccanti. Tira la punizione che costringe Buffon a superarsi.

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Ammaliata dall’Italia e non è la prima volta che succede. Però stavolta è diverso: la Germania ha strameritato di perdere.

6

5

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5

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5,5

5

5,5

4,5

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Neuer

J. Boateng

Hummels

Badstuber

Lahm

Schweinsteiger

Khedira

Kroos

Özil

Podolski

Gomez

Klose

Che cosa può fare un portiere se per due volte il centravanti gli si presenta davanti? Questo per dire che non ha responsabilità specifiche sui due Balo-gol. Showman verso la fine, quando si improvvisa semi-attaccante e va di testa in tuffo a centrocampo.

Così grande e grosso sembra fatto apposta per essere turlupinato da Cassano. Finisce proprio così. Il primo Balo-gol nasce perché lui e Hummels vanno a vuoto su FantAntonio. Meglio quando spinge, ma non resta granché, giusto il cross basso del quasi autogol. (Müller 5,5)

Descritto come uno dei difensori migliori dell’Europeo, viene scherzato da Cassano nell’azione dell’1-0. Ha il fisico per reggere il Balo-impact e toglie qualche pallone dai piedi di SuperMario, ma nelle occasioni che contano non c’è.

Fuori tempo e fuori posizione sul cross di Cassano che permette a Balotelli di segnare l’1-0. La fisicità di SuperMario e i balletti di Cassano lo scaraventano nella galleria degli orrori. Si aspettava due italiani pazzarielli, sbatte il muso su due fenomeni.

Prima dell’inizio ci preoccupavamo per le incursioni di Lahm. Chissà quando Balzaretti se lo troverà davanti lanciato come un treno in corsa... Mai successo. In più ha l’aggravante del 2-0. E’ lui farsi la pennichella e a tenere in gioco Balo sul lancio del «Monto».

Al cospetto di Pirlo, sembra un nanetto. Non si ricorda un’occasione in cui Schweinsteiger renda onore alla sua fama. Sembra incantato, finisce preda della ragnatela dei passaggi azzurri e ci resta attaccato.

E’ il tedesco forse meno sorpreso da quest’Italia tutta possesso e niente difesa. Gliel’avrà detto Mou, suo allenatore al Real, che gli azzurri sono cambiati. Khedira prova a combinare qualcosina. Per esempio il tiro che costringe Buffon a decollare come un caccia.

Ce lo aspettavamo a destra e così parte, ma è questione di pochi minuti, perché in un amen ce lo ritroviamo al centro e poi a sinistra. La cosa crea un po’ di casino, Kroos va a pestare diversi piedi amici. Ci prova da fuori, ma sbatte su Buffon.

Tanti italiani si chiedevano come avremmo fermato Ozil. Gabbie? Sbarramenti centrali? No, possesso palla. Se il pallone ce l’ha l’Italia, non ce l’ha Ozil. Elementare, ragazzi. Qualche spunto dei suoi e in coda il rigore della vana speranza. Ozil in minore.

Attira su di sé le simpatie di buona parte del pubblico di casa, perché è polacco per origini. Pencola sulla sinistra, senza costrutto. Balzaretti gli mette il guinzaglio e lo porta a fare dei lunghi giri lontano da Buffon. Sostituito per manifesta inferiorità.

Un palo della luce. Pensare che l’avevano dipinto come il SuperMario tedesco. Attanagliato dalla morsa Bonucci-Barzagli. Un po’ non becca palla di suo. Un po’ non gli arrivano rifornimenti, e quei pochi non sono di grande qualità. Mini-Mario Gomez, per dirla con una battuta.

Presunto titolare per tanti, comincia dalla panchina. Low lo fa entrare dal primo minuto della ripresa, nella speranza che veda di più e meglio la porta rispetto a Gomez. E’ più vivo del collega e qualche apprensione la crea, ma neppure lui buca SuperGigi.

5,5

ITALIA PIRLO SEMBRA MOZART, CASSANO DANZA, DE ROSSI E’ UNA DIGA

9

l’allenatore Prandelli

8,5 h il migliore Balotelli

Come Galileo Galilei. Sembrava un visionario, aveva la fissa di cambiare mentalità alla Nazionale e lo guardavamo di traverso. Due anni dopo bisogna ammettere che aveva ragione lui: adesso l’Italia non gira più attorno alla palla, ma la fa girare che è un piacere.

Si è svegliato il cannoniere che è in Mario. Fine del «letargol». Che reti, gente. Passi per la prima, di testa. Bella, ma normale. Straordinaria la seconda: fuga verso Neuer e tiro pazzesco, equiparabile ad arma impropria. Uno sballo. Anzi, uno «sBalo». (Di Natale 6)

9

Contro l’Italia non c’è trippa per i crucchi. Niente «catenaccien», per giunta. Tedeschi a lezione dagli azzurri.

7,5

7,5

7

7,5

7

7

8,5

7,5

7

7,5

6

6

Buffon

Balzaretti

Barzagli

Bonucci

Chiellini

Marchisio

Pirlo

De Rossi

Montolivo

Cassano

Diamanti

Thiago Motta

Non comincia benissimo. Su un pallone basso da destra va vicino al pateracchio in combutta con Barzagli. Poi indossa il costume da SuperGigi e vola al cinema, nel senso che sul tiro di Khedira e sulla punizione di Reus volteggia in aria.

A destra contro ogni logica, perché da quella parte è solito soffrire. Eppure se la cava alla grande. Nel primo tempo annulla Podolski ed è sua una decisiva chiusura su cross di Boateng. L’intervento capolavoro lo compie verso la fine su Reus. Il mani è un’inezia.

Nove volte su dieci, su una carambola come quella tra lui e Buffon in principio di partita, la palla finisce dentro per il più classico degli autogol. «Barzaglione» però ha il fattore C dalla sua. Col passare dei minuti dimostra che la fortuna non è meritata, ma di più.

I cali di tensione, le giocate sopra le righe, una certa presunzione di fondo. Tutto finito. Grande Bonucci contro l’Inghilterra e grande Bonucci ieri. Il suo momento top all’11’ della ripresa quando va in tackle su Klose dentro l’area e «smina» un probabile gol.

Destra, sinistra, centro. E se un giorno lo provassimo in porta? «Chiellone» dove lo piazzi sta e combatte metro su metro. Il più tedesco degli italiani, quello che ci mette più spirito guerresco. Ogni pallone una battaglia. Più i tedeschi arrembano più si esalta.

Diamanti lo smarca davanti a Neuer e lui non trova la porta. Poi fa l’egoista, non passa la palla a Di Natale e butta via un’altra occasione. Però l’Italia tritura la celebrata mediana tedesca anche perché Marchisio è continuo nelle sue corse e rincorse.

Toccato dalla grazia, pare Mozart che compone il Requiem (una prece per i tedeschi). Gioca con naturalezza, manca solo che moltiplichi pani, pesci e palloni. Riduce Schweinsteiger ad apprendista regista. Peccato che abbia 33 anni. E se lo clonassimo?

Non sta bene, lo si capisce da taluni movimenti, e però non si tira indietro. Soffre e si offre ai compagni. Fondamentale per il gioco di sponde con Pirlo e per le innumerevoli chiusure. Libero aggiunto davanti alla difesa. De Rossi-idraulico: chiude ogni perdita.

Cassano lo smarca davanti a Neuer e si emoziona, forse perché la mamma è tedesca e lui parla la lingua. Sono cose ataviche, ancestrali. Chi lo sa. Non si fa scrupolo però di attivare Balo per il 2-0 con un lancio «pirlesco». Continuo poi nel suo moto ondoso.

Suo il copyright del primo gol. Accerchiato da Boateng e Hummels, danza attorno ai due e confeziona l’assist per Balo. Fa un regalo a Montolivo, che però si emoziona. Incarna l’immagine che i tedeschi hanno di noi italiani: inaffidabili, ma geniali.

La palla in profondità che Marchisio non capitalizza è la sua cosa migliore. Ha più di un’occasione per abbattere la Germania, ma non quaglia. A volte scivola, in altre situazioni pensa troppo o non pensa per niente. Comunque utile per frenesia e dinamismo.

Al posto di Montolivo, fa valere la sua esperienza. Un fallo tattico gli costa l’ammonizione, ma è un cartellino che assomiglia a una benemerenza: giusto comportarsi così, in una euro-semifinale spezzare l’azione avversaria non ha prezzo.

GLI ARBITRI:

LANNOY 6,5 Attento fino al 92’, si fida del giudice di porta e dà un rigore fiscale (mano di Barzagli prima e Balzaretti dopo) alla Germania. Cano 6,5-Annonier 7. Fautrel 6-Buquet 5,5


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EURO 2012 SIAMO IN FINALE

ilPersonaggio MARIO BALOTELLI

CHE SERATA MUSCOLI E GOL 1

E la statua ora si scioglie «Due gol per mia madre» «Che bello il saluto con lei, e in finale ci sarà pure papà: ne farò 4 Qualcuno si arrabbia perché ho tolto la maglia? Gelosi per il fisico...»

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DAL NOSTRO INVIATO

MASSIMO CECCHINI VARSAVIA

L’ultimo pensiero che ci accarezza in una notte così è la sensazione di essere entrati a far parte di un futuro che ci sopravviverà. Possiamo dirlo: ora l’Italia di Prandelli è diventata pietra di paragone, materia per un’anedottica che lasceremo in eredità agli innamorati del calcio. Siamo convinti che ci saranno almeno tre generazioni che, ricordando questo Italia-Germania, si chiederanno l’un l’altro: «Ma tu dov’eri quando vincemmo a Varsavia con la doppietta di Balotelli?». Bellissimo. Dopo Messico 1970, Spagna 1982 e Germania 2006, ora cresceranno bambini che potranno dire «io c’ero», sia pure davanti a uno schermo tv. E avranno la fortuna di assaporare il ricordo di aver visto Mario segnare ed esultare come un ragazzo qualsiasi, segnare ancora e giocare a fare il supereroe, mostrando i muscoli in stile Hulk, come avevano fatto prima di lui Adriano e Ibrahimovic. Il bacio alla mamma Ecco, la chiave forse potrebbe essere in questo bivio che la memoria gli ha riproposto. La fenomenologia di Balotelli racconta come finora sia parso in bilico fra il rischio di dissipazione del talento (Adriano) e la certezza della presa d’atto (Ibra). A Varsavia, perciò, forse è nato il nuovo SuperMario, la garanzia. Un grazie, perciò, va d’ufficio a quella donna che in tribuna si sfarina per l’emozione. È Silvia Balotelli, la madre, la persona che più di ogni altro sa entrare in sintonia con le emozioni di quel figlio ruvido e fragile, a cui la vita ha lasciato addosso cicatrici che non riusciremo mai a contare, e

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domande a... di GABRIELLA MANCINI

Mario Balotelli, 21 anni, accarezza il piccolo Christopher Cassano (REUTERS), figlio di Antonio, 29. La gara è finita e gli azzurri festeggiano. A destra in alto l’abbraccio di Mario alla madre, in tribuna, e riconoscibile con gli occhiali in quella (ANSA) prima della partita, sotto

IL SUO ALLENATORE AL CITY

Mancini lo consacra «Ero sicuro dei 2 gol» Gli azzurri esultano davanti alla tv, Roberto Mancini è felice per il suo pupillo Mario Balotelli. «Ero sicuro che Mario avrebbe fatto due gol — racconta l’allenatore del Manchester City —, me lo sentivo. Pensavo che sarebbe stata la sua serata e che avrebbe fatto la differenza. Che cosa ho pensato dopo il secondo gol? Che avrebbe potuto farne un altro. Peccato che si sia tolto la maglia, non doveva farsi ammonire. Sono proprio contento per lui: è stato sempre concentrato, ha tenuto palla e adesso è capocannoniere. Un aggettivo? Straordinario». Mario non voleva uscire... «Avrebbe potuto stare in campo ancora sei, sette minuti, comunque bene così: è il momento che può passare da bravo giocatore a grande giocatore. E contro la Spagna mi aspetto che trascini la squadra. E’ arrivato il momento della sua consacrazione». man

che adesso — sia pure a pari merito — è persino capocannoniere dell’Europeo. E allora, a fine partita, c’è un universo di parole nel modo in cui il gigante nero abbraccia e bacia la mamma, che a occhi chiusi si sporge sul campo. Attenta Spagna «Questa è stata l’immagine più bella della mia serata, la più emozionante della mia vita — dice infatti Mario —. A mia madre ho detto: "Questi gol sono per te". Ha aspettato tanto. Alla sua età è venuta fino a qui per me insieme alla mia famiglia e io l’ho fatta contenta. In finale, poi, ci sarà anche mio padre Franco e così cercherò di farne 4 e non solo 2. Io capocannoniere? Conta prima divertirsi e poi segnare. I gol? Sul primo Cassano è stato fantastico: solo lui è capace di fare cose del genere. E ho anche esul-

tato, lo avevo promesso ai miei compagni e l’ho fatto per loro. Qualcuno si è arrabbiato perché ho tolto la maglia? Forse perché ho mostrato il fisico e sono gelosi... Sul secondo, dopo l’assist di Montolivo, ho tirato forte, avevo tanta rabbia. Quando sono uscito avevo i crampi, ho detto a Prandelli che potevo fare altri 5’, ma va bene così. Ora c’è la finale. Speriamo di vincere. Dopo il successo in Premier sarebbe un anno fantastico. Contro la Spagna dobbiamo solo stare tranquilli e giocare il nostro calcio. In fondo finora siamo stati gli unici a farle gol. Tornare in Italia? Spero di farlo domenica per festeggiare insieme a tutti gli italiani, ma per ora resto a giocare in Inghilterra». E allora continua a far gol in azzurro, Mario. Così proveremo a soffrire meno di nostalgia. Ma non siamo sicuri che basterà. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Mario Balotelli, 21 anni, ha appena segnato la sua seconda rete alla Germania: non resiste e si sfila la maglia SYNC 2 L’attaccante azzurro mostra i muscoli al pubblico dello stadio «Nazionale» di Varsavia EPA 3 Puntuale arriva il cartellino giallo dell’arbitro francese Lannoy EPA

«Buffon è sempre il migliore Neuer non gli lega le scarpe»

«La Spagna qui per vincere? Non abbiamo nulla di meno»

«Noi sempre superiori Siamo il top dell’Europeo»

«E’ stata la serata di Balo, ma non doveva spogliarsi»

«Che bravo Prandelli Löw non ha capito niente»

RICKY ALBERTOSI EX PORTIERE MESSICO ’70

ALESSANDRO ALTOBELLI EX ATTACCANTE SPAGNA ’82

FRANCO BARESI EX CAPITANO USA ’94

GIANNI RIVERA EX CENTROCAMPISTA MESSICO ’70

PAOLO ROSSI EX ATTACCANTE SPAGNA ’82

Abbiamo avuto più grinta, carattere e un po’ di fortuna: bravo Pirlo sulla linea all’inizio e bravo Balotelli. Buffon? Per me è il migliore portiere del mondo, Neuer non gli lega neanche le scarpe...

L’Italia è più organizzata tecnicamente superiore in tutti i reparti. Potevamo vincere anche 3, 4 a zero. Mi sono piaciuti Pirlo e Balotelli, e sono contento che li conoscano in tutto il mondo

Bravissimi nel primo tempo, superiori sempre. Grande Balotelli, che si è sbloccato. Ho apprezzato lo spirito di squadra, la sicurezza e la padronanza. Siamo la Nazionale migliore all’Europeo

Tutto. Abbiamo dominato la partita, la Germania non ha avuto fantasia per le soluzioni d’attacco, E’ stata la serata di Balotelli, ma poteva evitare di togliersi la maglia, un gesto... da cinema

Una vittoria meritata, una bella partita. Nel primo tempo loro sono andati in confusione, Löw non ci ha capito niente. Bravo Prandelli, che ha tenuto la squadra corta, e bravo Balotelli

La Spagna non è la Germania, che ormai non ci potrà più vedere... La Spagna tiene palla e ci farà correre parecchio, ma all’inizio abbiamo pareggiato e adesso possiamo batterla

Se la Spagna è venuta qui per vincere, noi non abbiamo niente di meno, ce la giochiamo ad armi pari. E attenzione a Balotelli: dicono che è uno che crea problemi, ma alle squadre avversarie

I tedeschi più fisici, gli spagnoli più fantasiosi, ma davanti siamo meglio noi. Balotelli può fare la differenza, anche Buffon. Piano piano abbiamo acquisito fiducia, siamo una vera squadra

I favoriti sono sempre gli spagnoli, dobbiamo ricordarcelo, perché arrivano da successi importanti. Ma noi stiamo crescendo e siamo migliorati sul piano comportamentale

Ho sempre più fiducia, ora è un’altra Italia. La Spagna è un po’ calata e noi, ora che siamo migliorati in attacco, possiamo vincere. Avevamo bisogno anche di questa immagine, gestita bene da Prandelli

«Con la Spagna ce la giochiamo» Un’Italia fantastica, che domina e ci fa emozionare, e fa piangere ancora una volta la Germania. Un primo tempo perfetto, una partita da incorniciare fino agli immancabili minuti di sofferenza finale. Questa volta anche l’attacco ha funzionato a meraviglia e Mario Balotelli ha dimostrato tutte le sue qualità. Ai nostri opinionisti abbiamo chiesto. 1) Che cosa abbiamo avuto in più della Germania? 2) Che cosa si aspetta nella finale contro la Spagna?


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EURO 2012 SIAMO IN FINALE

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STRISCIA IN CORSO 3-09-2010 Italia 2 Estonia 1 7-09-2010 Italia 5 Far Oer 0 8-10-2010 Italia 0 Irlanda Nord 0 12-10-2010 Italia 3 Serbia 0 (tavolino) 25-03-2011 Italia 1 Slovenia 0 3-06-2011 Italia 3 Estonia 0 2-09-2011 Italia 1 Far Oer 0 6-09-2011 Italia 1 Slovenia 0 7-10-2011 Italia 1 Serbia 1 11-10-2011 Italia 3 Irlanda Nord 0 10-06-2012 Italia 1 Spagna 1 14-06-2012 Italia 1 Croazia 1 18-06-2012 Italia 2 Irlanda 0 24-06-2012 Italia 0 Inghilterra 0 (4-2 ai rigori) 28-06-2012 Germania 1 Italia 2

PRANDELLI VUOLE TU «Siamo straordinari Sogniamo in grande, questo è solo l’inizio» Il c.t. azzurro: «Abbiamo dato un esempio di compattezza Pirlo straordinario e Cassano ha giocato la miglior partita» DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA ELEFANTE VARSAVIA (Polonia)

E quando finalmente Cesare Prandelli ha potuto stringere i pugni, aprire il sorriso, respirare profondo e provare a rasserenare lo sguardo, facendo scivolare via le lacrime che provavano a salire, allora è rimasta solo una piccola ombra, dietro gli occhi di chi non si era fermato neppure alla curva numero 15 di un cammino via via più impervio: «Una specie di corsa a ostacoli — aveva detto lievemente amaro il c.t. ieri mattina, ai microfoni di Rai Sport —- però abbiamo saputo isolarci». Ma c’era stato qualcosa in più, a rendergli appena incerta la voce: «A Europeo finito valuteremo», aveva detto soprattutto. Un’ombra a forma di nuvola, perché cosa ci sia da valutare si sa, a prescindere da

«un contratto di quattro anni e un bellissimo rapporto con tutti»: è la sua «voglia di campo», dunque di un club, dunque il rischio di un addio prematuro, ben prima della destinazione finale datata 2014.

laVignetta di STEFANO FROSINI

c.t. fa inorgoglire la voce, quella che gli è rimasta: «Questo è un esempio di compattezza e attaccamento alla maglia: quando si parla di Italia bisogna stare molto attenti». La rabbia di Buffon E la Germa-

E’ solo l’inizio Prandelli ha riba-

dito tutto per un attimo anche dopo la partita: «L’amore per questa maglia, ma anche la voglia di quotidiano». Poi ha detto basta, «mi sembra di aver spiegato tutto bene», perché non era notte da ombre ma da sogni, come aveva detto il giorno prima: «Poi apri gli occhi e ti sembra di continuare a sognare: vedi gente felice, questa è la mia gioia più grande. Però se si sogna, si sogna in grande: quello di stasera è solo l’inizio del sogno». E l’unico futuro che per Prandelli è adesso dista meno di tre giorni, si chiama finale contro la Spagna e al

nia lo ha provato sulla sua pelle un’altra volta, «anche se in questi giorni mi sono toccato parecchio, perché non volevo essere il primo a perdere con loro. Abbiamo fatto le cose che sapevamo avrebbero potuto metterli in difficoltà. Non abbiamo allargato il gioco perché loro sono bravi sugli esterni e siamo passati per vie centrali, azzardando il palleggio in mezzo, cercando sempre la qualità del gioco: dunque Montolivo e l’uno contro uno con Cassano, e poi la profondità di Balotelli. Negli ultimi 10-15’ eravamo molto stanchi, anche per colpa del terreno di gioco,


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UTTO Che Cassano Straordinario co-

Cesare Prandelli, 54 anni, canta l’inno dalla panchina ACTION IMAGES

Il retroscena

me Balotelli: «Partita svolta? Ma la carriera di Mario è appena cominciata... Nel calcio serve un’idea di gioco e lui è stato dentro questa idea, dentro la partita, concentrato: ha dato profondità, riferimenti quando dovevamo uscire e bravo a farsi trovare pronto e resistente. L’ho tolto perché si toccava il flessore e la finale è vicina: per fortuna erano solo crampi». Straordinario come «la partita incredibile di Pirlo». Come Cassano: «La sua gara migliore per intensità, tempi di gioco. Ha corso, lottato, e anche se ha nelle gambe solo 50’, sono 50’ di grandissima qualità». Straordinaria come la Spagna che ci aspetta: «Anche loro hanno speso molto, ma sono i favoriti: hanno esperienza, alle spalle il lavoro di anni e qui hanno sempre dominato. Ma adesso mi voglio godere ancora questa serata». Perché alla fine Prandelli lo dice: «E’ stata la più bella della mia gestione anzitutto per l’importanza del risultato, ma è vero che per tre quarti di gara abbiamo giocato un grande calcio. Questa vittoria la dedico a chi ci ha voluto bene e ci è stato vicino: loro sanno a chi mi riferisco». © RIPRODUZIONE RISERVATA

13 Il c.t. e il nodo-rinnovo

le vittorie dell’Italia sotto la guida di Prandelli, che ieri era alla panchina no 25.

13

le vittorie degli azzurri nelle fasi finali degli Europei nei quali hanno giocato 32 partite, i pari sono 15, k.o. 4.

2

le doppiette nell’era Prandelli, prima di Balotelli c’era riuscito Cassano contro l’Irlanda del Nord, 3-0 l’11 ottobre scorso.

2

i rigori contro l’Italia con l’attuale c.t., l’altro a inizio stagione (10 agosto ’11) realizzato da Xabi Alonso nel 2-1 contro la Spagna in amichevole.

Cesare mette il freno Abete: «Ci è caro, resta» DAL NOSTRO INVIATO

MASSIMO CECCHINI VARSAVIA (Polonia)

In una notte da leggenda, solo uno spettro galleggia sopra una Nazionale che ha scoperto il fascino di una nuova frontiera. Parliamo del destino di Cesare Prandelli, che ieri è tornato in bilico quando il c.t., nel pre-partita, ha ribadito un concetto che si sperava accantonato: «Ho un contratto che mi lega alla Nazionale fino al 2014 e con tutti ho un rapporto molto bello. Ho sempre detto però che il campo mi manca, lasciamo finire l’Europeo e valuteremo». Fiducia Figc Anche se la tempistica ha lasciato perplessa la Federcalcio, la fiducia che Giancarlo Abete ripone nel c.t. è a prova di bomba. Non a caso, a fronte della presa di tempo dell’allenatore, ieri il presidente ha forzato: «Resta al 100%. Ha un contratto quadriennale e la Federazione ha fatto su di lui un investimento a lungo termine. Prima di partire avevamo già detto che comunque fosse andata, avremmo continuato con Prandelli. Lo teniamo molto caro. Poi, certo, lui farà le sue valutazio-

TORNEO PREMONDIALE 2013

ni». E Gianni Petrucci gli ha fatto eco: «Spero che resti, Cesare è il simbolo di questa Nazionale, il valore aggiunto». Tutto vero, ma il colloquio post-Europeo ci sarà senz’altro, con esito non ancora scontato. Che in un futuro non lontano Prandelli voglia tornare ad allenare un club non è un mistero, ma non è detto che si arrivi ora ad una rottura, per la Figc traumatica e col retrogusto di sconfitta.

Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, e quello della Figc, Giancarlo Abete, esultano in tribuna SPORT IMAGE

Sette squadre su otto già qualificate Il tecnico italiano sarà presente con il Giappone

sono già qualificate: Brasile, Spagna più Italia (Europa), Uruguay (Sudamerica), Messico (Nordamerica), il Giappone di Zaccheroni (Asia) e Tahiti (Oceania). Mancano i campioni d’Africa: torneo a gennaio-febbraio 2013 in Sudafrica. Le 8 vincenti saranno divise in due gruppi da 4: le prime 2 alle semifinali incrociate. Sorteggio il 24 novembre a San Paolo: Brasile unica testa di serie, divieto di avere due squadre della stessa confederazione nello stesso gruppo. Quindi l’Italia eviterà la Spagna e troverà una tra Brasile e Uruguay.

DAL NOSTRO INVIATO

FABIO LICARI KIEV (Ucraina)

Mentre gli azzurri preparano le valigie per Kiev — domenica c’è la finalissima — sarà bene cominciare a informarsi sul Brasile: perché tra un anno esatto, 15-30 giugno, parteciperanno anche alla Confederations Cup. Sperando vada meglio di quella sudafricana. Nata nel 1997, la Confederations è diventata dal 2005 il torneo-prova del Mondiale: viene

Ferrara & Capello Nell’ipotesi di una rottura, però, si pensa anche a uno scenario di successione. Se il nome più importante è quello di Capello, in Figc però si ritiene pure che ci sia maggiore continuità con un tecnico giovane, ed il primo candidato sembra Ciro Ferrara, c.t. dell’Under 21, che accanto ad un inevitabile gap d’esperienza, avrebbe il vantaggio della estrema conoscenza di quel blocco Juve che rappresenta il nucleo della Nazionale. Questa scelta porterebbe ad un effetto domino anche sulla panchina lasciata libera, che in quel caso può andare a Peruzzi (o Di Biagio). C’è infine una terza possibilità, meno calda, quella che conduce a Zola, ex di Chelsea e Under assai stimato. Insomma, se si arrivasse a un divorzio, la prima richiesta che risuonerebbe in Via Allegri sarebbe continuità nel gioco. Per questo tutti tifano perché Prandelli rimanga. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ti), al Mondiale 2006 arrivò a 18 milioni (campione).

Anche Zac Sette nazionali su 8

Confederations tra dodici mesi In Brasile con noi pure Zaccheroni

diale il c.t. vuole lavorare in modo diverso, più organico, senza contrapposizioni frontali tra Lega di Serie A e Club Italia. La parola magica — a partire dagli stage (ovviamente concordati) — dovrebbe essere solo una: collaborazione. E in questo la Figc ha il dovere di far sentire la propria voce, così come lo stesso Prandelli ha il compito di mantenere rapporti con tutte le società. Inutile dire che le (tante) cose belle mostrate dall’Italia abbiano rafforzato la posizione del c.t., che così può alzare la posta per ottenere più considerazione nel momento in cui dovrà inserire molti volti nuovi. La prossima, infatti, sarà anche la Nazionale di Destro, di Verratti, di El Shaarawy.

I PREMI DELL’UEFA giocata nella stessa sede, l’anno precedente. Al «mondialino» 2013 sono iscritti i campioni del mondo (Spagna), gli ospitanti (Brasile) e i sei campioni continentali. Con la Spagna campione 2010 e finalista 2012, il posto europeo spetta di diritto all’Italia (che domenica sollevi la coppa o meno). È la seconda volta degli azzurri dopo il 2009, in Sudafrica, da campioni del mondo: un mezzo disastro. Bene gli Usa (3-1), doppio k.o. con Egitto (0-1) e Brasile (0-3) che poi vinse il torneo battendo gli Usa (che, in semifinale, avevano superato addirittura la Spagna).

Gol dell’egiziano Homos, Italia sconfitta 1-0 nella Confederations Cup 2009 AP

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Più garanzie In vista del Mon-

I NUMERI

ma abbiamo sbagliato tre-quattro volte il 3-0 e per questo Buffon si è infuriato: sa che una partita dominata va chiusa e ai supplementari forse avremmo perso 5-2. Ma c’erano giocatori che non ne avevano più: è stata comunque una partita straordinaria».

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Orari e gol fantasma Debutto il

15 giugno a Brasilia. Fase a gruppi fino al 23 giugno. Semifinali il 26 e 27, finale il 30 a Rio (Maracanà). Sei gli stadi: Rio, Brasilia, Belo Horizonte, Fortaleza, Recife e Salvador. Si gioca alle 21 e a mezzanotte italiane. Se il Board la approverà — come non potrebbe? — la tecnologia sul «gol fantasma» sarà usata per la prima volta per le nazionali: Blatter l’ha già promesso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’esultanza degli azzurri al termine della partita con i tedeschi IMAGESPORT

Il titolo vale oro Un’altra vittoria farà guadagnare quasi 23 milioni In caso di sconfitta contro la Spagna nelle casse Figc entreranno poco meno di 20 milioni

DAL NOSTRO INVIATO

KIEV (Ucraina)

All’assalto dell’Europeo domenica a Kiev. E, con meno romanticismo, anche del premio Uefa di questi tempi tutt’altro che disprezzabile. Vincendo l’Europeo entrerebbero nelle casse federali 22,5 milioni di euro (alla Spagna 23 per una vittoria in più nella fase a gruppi). La sconfitta vale 19,5 milioni (per la Spagna 20). All’Europeo 2008 l’Italia incassò 11 milioni (eliminata ai quar-

Come nel 2008 Non è un Europeo ricchissimo questo e si sapeva: un po’ per la crisi mondiale, un po’ perché l’Uefa ha dovuto usare i suoi fondi per coprire falle e deficit degli organizzatori (riuscendoci fino a un certo punto). La cifra massima che una nazionale può incassare è 23,5 milioni: poteva riuscirci soltanto la Germania con tre successi nei gruppi. Ma, ancora una volta, ha trovato l’incubo Italia sulla sua strada. Nel 2008 la Spagna guadagnò 22 milioni: d’accordo che non siamo (ufficialmente) in epoca d’inflazione, ma rispetto a quattro anni fa l’aumento è stato minimo. Nel 2004 la Grecia aveva «vinto» 17 milioni. Probabile che lo scatto di contingenza sia recuperato a Francia 2016. Tutti i premi Il sistema di premi è quasi lo stesso di quattro anni fa (con un semplice aumento di 500mila euro): 20,5 milioni al campione; 17, 5 alla finalista; 13 alle semifinaliste; 10 a chi esce ai quarti; 9 a chi arriva terzo nel gruppo (invece di 8); 8 al quarto. In più, per ogni vittoria nei gruppi, un milione; per ogni pareggio, 500 mila euro. Il montepremi totale è di 196 milioni (era stato 184 nel 2008). Classifica incassi Questa la

classifica prima della finale: Germania 16 milioni; Spagna 15,5 (arriverà a 20-23); Italia 15 (19,5-22,5); Portogallo 15; Rep. Ceca e Inghilterra 12; Grecia e Francia 11; Russia e Croazia 10,5; Danimarca e Ucraina 10; Polonia e Svezia 9; Olanda e Irlanda 8. f.li. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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EURO 2012 SIAMO IN FINALE

Ma Buffon: «Che rabbia Non si può soffrire così» «L’Europeo è una cosa seria, le gare vanno vinte quando si deve». E Pirlo: «Stavolta abbiamo sfiorato la perfezione» DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO VARSAVIA (Polonia)

Gigi li ha spenti sul nascere con un paio di voli alla Superman, Andrea li ha portati a scuola per tutta la partita. Buffon e Pirlo. I Capitani. Loro la Germania l’avevano «sculacciata» anche sei anni fa, a Dortmund, allora come oggi i migliori in campo. Generazione di fenomeni! E che Dio ce li conservi ancora a lungo. Di più, loro due, De Rossi e Barzagli domenica a Kiev proveranno a entrare nella leggenda. Dove li attende Dino Zoff, l’unico azzurro capace di vincere in carriera Mondiale (1982) ed Europeo (1968).

Gigi ruggisce «Alla fine ero ar-

rabbiato — tuona Buffon —, perché qua si sta giocando per qualcosa di unico e di troppo prestigioso. Per la partita che abbiamo fatto non è giusto soffrire negli ultimi 5 minuti e scherzare col fuoco. Se avessimo preso il 2-2, sarebbe finita 10-2 per loro. L’Europeo è una cosa non seria, di più. Le partite vanno vinte quando si deve, in maniera agevole e facile. Non faccio valutazioni in base a vittorie o sconfitte, ma certi atteggiamenti vanno migliorati. Com’è giusto che sia, i vecchietti devono rompere le scatole in certe situazioni». I guerrieri E Marchisio: «Pirlo è

Da Pallone d’oro Altro che Cri-

stiano Ronaldo. L’uomo di questo Europeo, finora, è Andrea Pirlo. Espressione un po’ così, fisico un po’ così, piedi e testa da genio assoluto. Patrimonio nazionale. E se porta a casa il trofeo, solo una «truffa» può togliergli il Pallone d’Oro. Che arriverebbe al termine di una stagione nella quale non si ricordano sbavature, ma solo lezioni di gioco, stile e tattica. Fra Juventus e Nazionale, Andrea è il giocatore con più minuti nelle gambe. In Polonia e Ucraina le

nazionale eccezionale, perché battere questa Germania non è impresa da poco. Ma, ripeto, io lo sapevo che eravamo venuti qui per vincere l’Europeo. Ma adesso la testa va alla Spagna. Voglio una grandissima finale».

Gigi Buffon, 34 anni, butta il pallone a fine partita. Al fischio finale il capitano è andato su tutte le furie LAPRESSE

Marchisio: «Siamo all’altezza della Spagna» De Rossi: «Vittoria storica»

ha giocate tutte, mai sostituito. Eppure, alla fine, nella tonnara scatenata dai tedeschi era ancora il più lucido di tutti, anche in copertura all’occorrenza. Fantastico! Come i suoi scudieri, Marchisio e De Rossi su tutti. Questo centrocampo vale quello della Spagna, e fra poche ore ci

sarà la resa dei conti. «Sapevo che avremmo vinto», dice Pirlo con in mano il premio del migliore in campo. «Grazie per questo riconoscimento — continua —, ma va condiviso con tutti i compagni. L’Italia è una grande squadra, e oggi ha sfiorato la perfezione contro una

da Pallone d’Oro. Unico. Gigi è impressionante per quanta sicurezza sa darci. Ora la finale più difficile, contro i campioni di tutto — continua l’inesauribile centrocampista della Juventus —. Ma qui abbiamo dimostrato di essere alla loro altezza». La dedica: «Questa vittoria mi emoziona tantissimo anche per i tifosi, spero che i nostri gol possano dare più fiducia anche a loro per il periodo di crisi del nostro Paese». Arriva De Rossi: «Vittoria storica! E’ andata, ci tenevo ad arrivare in fondo. Il problema al nervo sciatico c’è, ma ora stringo i denti. La Germania è grande, ma noi nel momento che conta diamo sempre la risposta giusta. Dopo il 2-0 bastava vedere le loro facce per capire chi avrebbe vinto». Chiude Montolivo: «L’Italia in piazza ci mette i brividi».

Gazzetta.it Gazza

Tvf

L’esultanza dopo l’1-0 BOZZANI

I VIDEO DEL TRIONFO AZZURRO E LA FESTA NELLE PIAZZE D’ITALIA Sul nostro sito tutto sulla magnifica serata di Varsavia: i video dei tifosi in festa in Polonia e in Italia, le video-interviste ai protagonisti, i gol di Balotelli in 3D e le foto più belle della vittoria degli azzurri sulla Germania.

I VIDEO DI WIMBLEDON E DEGLI EUROPEI DI ATLETICA Sul nostro sito gli highlights della giornata di Wimbledon e le interviste ai protagonisti del torneo londinese. E ampia copertura video anche degli Europei di atletica con le interviste agli azzurri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Ora c’è Proença favorito su Webb Il risultato azzurro taglia fuori Rizzoli Il fischietto inglese già con la Spagna al Mondiale 2010 DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CENITI VARSAVIA

Chissà se Pedro Proença oggi dopo mezzogiorno sarà ancora d’accordo con il connazionale Cristiano Ronaldo: il campione del Real Madrid dopo l’eliminazione ai rigori del Portogallo ha sussurrato in mondovisione: «È un’ingiustizia...». Sarà anche così, ma all’arbitro di Lisbona, 41 anni, le vittorie della Spagna prima e dell’Italia dopo hanno spalancato le porte della finale. Nulla da fare per Nicola Rizzoli: ieri allo stadio ha esultato con Tagliavento e Rocchi per il successo degli azzurri. Anche loro prima di essere arbitri sono tifosi della Nazionale e quindi nessun rammarico per il viaggio mancato a Kiev. Webb superato Pierluigi Collina (ieri in tribuna per osservare da vicino la prova del francese Lannoy) nella tarda mattinata renderà ufficiale il direttore di gara dell’ultimo atto di Euro 2012. Con l’Italia in campo, a contendere la finale a Proença è rimasto l’inglese Webb, ma rispetto al collega ha un «problema»: la Spagna, già diretta nel-

Pedro Proença, 41 anni FORTE

Howard Webb, 41 anni, inglese ANSA

la finale del Mondiale 2010. Un bis a questo livello è quasi impossibile. Ecco che l’erede di Roberto Rosetti (nel 2008 a Vienna «giudice supremo» di Spagna-Germania 1-0) dovrebbe essere proprio Proença. All’Italia ha già portato fortuna in questo torneo: era il fischietto del quarto vinto ai rigori contro l’Inghilterra. Tutti metteremmo la firma per ripetere anche domenica lo stesso risultato. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ Giovedì 5 luglio APERTURA INTER VILLAGE E VILLAGGIO TRENTINO

Martedi 10 luglio ALLENAMENTI Stadio Pineta

Attività tecnico ludiche per tutta la famiglia e incontri con i campioni Aperto tutti i giorni: 9.00 – 12.30 / 14.30 – 18.00

Mercoledi 11 luglio ALLENAMENTI Stadio Pineta

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Ore 21.00 I CAMPIONI DELL’INTER INCONTRANO I PICCOLI TIFOSI NERAZZURRI

Aperto tutti i giorni Stadio Pineta 9.00 – 20.00 Piazza S. Giacomo 18.30 – 22.30

Giovedi 12 luglio ALLENAMENTI Stadio Pineta

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Venerdi 6 luglio ALLENAMENTI Stadio Pineta Ore 21.00 Piazza S.Giacomo INCONTRO DEI TIFOSI CON IL MISTER E LO STAFF

Sabato 7 luglio ALLENAMENTI Stadio Pineta

Ore 17.00 Stadio Pineta PARTITA AMICHEVOLE

Venerdi 13 luglio ALLENAMENTI Stadio Pineta Ore 21.00 Piazza S.Giacomo NOTTE NERAZZURRA

Sabato 14 luglio ALLENAMENTI Stadio Pineta Ore 21.00 Piazza S.Giacomo INCONTRO CON 2 CAMPIONI PER IL SALUTO AI TIFOSI

Domenica 8 luglio ALLENAMENTI Stadio Pineta Ore 21.00 Piazza S.Giacomo PRESENTAZIONE SQUADRA

Domenica 15 luglio ALLENAMENTI Stadio Pineta Ore 17.00 Stadio U.S. Quercia Rovereto PARTITA AMICHEVOLE

Lunedi 9 luglio ALLENAMENTI Stadio Pineta

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orari e programma dettagliato su visittrentino.it/inter

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EURO 2012 SIAMO IN FINALE

NUOVA KIA CEE’D

NUMERI E CURIOSITA’

Potenza e precisione La svolta di Balotelli L’attaccante tocca 35 volte il pallone, partecipa alla manovra, aiuta i compagni, subisce falli ed è micidiale in zona-gol

le cifre POSSESSO PALLA

GERMANIA

56% PASSAGGI UTILI

GERMANIA ANDREA SCHIANCHI

82%

la Sfida

Passerà alla storia come la Balo-partita, la sfida che Mario Balotelli ha vinto da solo (o quasi). Due gol, uno di testa e uno di piede (con il destro e con rara potenza): la Germania stramazza a terra e non si rialza più. Ogni volta che gli arriva il pallone Balotelli crea qualcosa di pericoloso per gli avversari: un dribbling, una conclusione, un appoggio... Lui, Mario, c’è sempre. E se fosse per lui non uscirebbe nemmeno quando i crampi gli mordono i polpacci e l’acido lattico ha da tempo oltrepassato la linea di guardia. Balo sa che la notte è tenera, e sa soprattutto che è sua. Tutta sua. La differenza tra Italia e Germania sta anche nel duello tra i due Mario dell’attacco: Balotelli da una parte e Gomez dall’altra. Il tedesco, al confronto dell’azzurro, non la vede mai.

MARIO BALOTELLI 21 ANNI ITALIA

35

HUMMELS

9

16 1

Il centrale difensivo della Germania ha sofferto parecchio contro il tandem Cassano-Balotelli. Si è però reso utile nel recupero dei palloni: ben 9.

0

PALLONI PERSI

TIRI EFFETTUATI

3 GOL REALIZZATI

2

ÖZIL

PALLONI PERSI

5

Non è mancata la precisione nei passaggi, ai tedeschi. Semmai il difetto sta nella velocità di esecuzione.

PALLONI RECUPERATI

PALLONI GIOCATI

15

0

PALLONI RECUPERATI

2

1

Fisico La notizia è che il nostro

Uno scontro aereo tra Miroslav Klose, entrato all’inizio del secondo tempo al posto di un deludente Gomez, e Claudio Marchisio ANSA

ruenza di Balotelli. Zuccata da centravanti vero e 1-0! Il raddoppio è figlio di un’invenzione di Montolivo che verticalizza e trova scoperta la difesa tedesca. Balotelli è bravo a controllare il pallone, a proteggerlo dal rientro di Hummels, e a scaricarlo all’incrocio dei pali. 2-0! Aufwiedersehen!

Mario, pur non essendolo, si muove alla grande da prima punta. Lui è uno che ama girare al largo, partire dall’esterno e accentrarsi, e invece contro la Germania piazza il suo fisico in mezzo ai due centraloni tedeschi e li fa impazzire. Hummels e Badstuber non riescono ad anticiparlo, perché Mario è grosso e spostarlo non è mica semplice, e i nostri centrocampisti sono bravi a cercarlo e a trovarlo. Il primo gol nasce da un’intuizione di Cassano che scivola via sulla sinistra e pare un’anguilla: il cross è immediato e delizioso, e ciò disorienta il già frastornato Badstuber che non ha la forza per opporsi all’ir-

Sacrificio Mentre Ba-

lotelli fa tutto ciò, Mario Gomez dorme. La Germania non riesce mai a innescare il suo cannoniere. Il centravanti del Bayern tocca 16 palloni nel primo tempo, poi viene sostituito da Klose. Non gli riesce nulla: un solo tiro (fuori) verso la porta di

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MARIO GOMEZ 26 ANNI GERMANIA

La Germania tiene il possesso del pallone, staziona nella metà campo azzurra, ma non è efficace nelle giocate decisive.

Deludenti i centravanti tedeschi: prima Gomez e poi Klose sbagliano tutto Buffon, 5 passaggi, 3 sponde, 1 assist. E Klose che gli subentra non fa meglio: pure lui tocca soltanto 16 palloni, pure lui calcia una sola volta (fuori) verso la porta di Buffon, pure lui effettua 5 passaggini che fanno il solletico ai difensori azzurri. Invece Balotelli il suo peso lo fa sentire. Eccome! Due i tiri in porta (e due gol) e uno quello fuori (di poco). Nei 35 palloni toccati ci sono anche i 3 falli commessi e i ben 5 subiti, consentendo così a tutta l’Italia si rifiatare. Il calcio è una questione di velocità: noi siamo rapidi ed efficaci, i tedeschi lenti e prevedibili. Ecco il segreto della vittoria. © RIPRODUZIONE

Decisamente troppo i 15 palloni persi Özil. Il fantasista della Germania ci ha provato, ma non è quasi mai riuscito a innescare l’azione offensiva.

FALLI COMMESSI

MONTOLIVO

4 Gara di sostanza e anche di sacrificio, quella di Riccardo Montolivo. Il centrocampista è il più falloso della partita.

FALLI SUBITI

BALOTELLI

5 PALLONI GIOCATI

LAHM

100

RISERVATA

Oltre alla doppietta decisiva, Balotelli si è fatto apprezzare per come ha tenuto il pallone e subito i falli tedeschi. Il terzino sinistro tedesco è quello che tocca più palloni (100). Tra gli azzurri il recordman è Pirlo (c’erano dubbi?): 79 tocchi.

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EURO 2012 SIAMO IN FINALE A BRUXELLES NIENTE CALCIO DURANTE L’IMPORTANTE RIUNIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO: GLI STAFF DEI LEADER, PERÒ, AVREBBERO SEGNALATO I TRE GOL VIA SMS

Merkel-Monti: vertice sì, partita no «Il premier ha fatto gli scongiuri...» CARLO ANGIONI

Angela Merkel e Mario Monti prima del vertice di Bruxelles REUTERS

Montolivo: «Ho i brividi» Chiellini: «Per l’Emilia»

Niente televisione nella stanza dei leader, dicono le cronache più o meno ufficiali, ma soltanto qualche messaggino che sarebbe arrivato dai più fidati consiglieri giusto per aggiornare il risultato. Italia-Germania, a Bruxelles, Mario Monti e Angela Merkel l’hanno «giocata» proprio così, durante l’importantissimo (e forse decisivo) vertice salva-Europa. Il nostro premier, appassionato di ciclismo, tifoso freddino del Milan e storico fustigatore dei vizi del calcio, ha cominciato facendo gli scongiuri. L’ha raccontato il ministro dello Sport Piero

Gnudi, prima della partita: «Non gli ho chiesto se vedrà la semifinale insieme alla Merkel ma lo farò domani (oggi, ndr), però ha fatto gli scongiuri come me». L’uomo del governo in tribuna d’onore a Varsavia, con la finale in tasca, ha poi aggiunto: «È stata una bellissima partita, è stato un grande spettacolo, gli azzurri ce l’hanno messa tutta. Andrò a vedere la sfida di Kiev? Beh, devo chiedere prima a Monti, ma penso proprio di sì». La cancelliera di Berlino, che la vittoriona nei quarti di finale contro la Grecia l’aveva festeggiata direttamente in tribuna a Danzica accanto a Platini (facendo poi anche una capatina negli spogliatoi), si è dovu-

LA GIOIA DAL CAMPO ALLA TRIBUNA 1

FRANCESCO CENITI VARSAVIA

Palla c’è, palla non c’è. Antonio Cassano ha fatto ammattire i panzer tedeschi: giochi di prestigio affinati tra i vicoli di Bari Vecchia, ma patrimonio del dna di un campione. Il gol che spacca la partita nasce così: invenzione di Fantantonio sulla fascia sinistra, Hummels e Boateng vedono sparire Cassano in un attimo. E quando provano a contrastarlo, lui ha già pennellato in mezzo un pallone al bacio per Balotelli. C’era scritto su: «Prego, infilare nella porta della Germania». Missione compiuta. Ma la partita del mi-

Balzaretti: «Non so cosa abbia fischiato l’arbitro» Barzagli: «Vittoria più che meritata» lanista è stata ricca di altre finezze per smarcare i compagni. Non sempre gestite alla perfezione (vero Montolivo?), ma utili per mettere paura alla difesa. E infatti i centrali hanno iniziato a non entrare più come carri armati. Silenzio e parole Nella ripresa

Cassano è un po’ calato, ma sembrava ancora in grado di sprazzi decisivi quando Prandelli lo ha richiamato in panca. Poco male, tutte energie risparmiate in vista della finale. E Antonio ha voglia di stupire ancora. L’applauso rivolto ai tifosi e quelli mani a ringraziare vogliono dire una sola cosa: «A Kiev vi farò divertire di nuovo». Antonio ha poi scelto il silenzio, solo qualche frase in dialetto ai com-

Il ministro Gnudi: «Uno spettacolo, credo che sarò a Kiev per la sfida contro la Spagna»

pagni prima di andare al bus. Se questo è il prezzo da pagare per vincere, va bene così per dirla alla Vasco Rossi. Le parole d’elogio arrivano da Di Natale, il terzo uomo dell’attacco. «Cassano è un fenomeno: con lui ho un rapporto speciale. Balotelli? Gli sono sempre stato vicino: grande campione e bravissimo ragazzo». Montolivo aggiunge: «È stata una sfida speciale fin dall’inizio: primo tempo super. Gli italiani festeggiano in piazza? Ho i brividi. Spagna favorita? Forse...».

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Napolitano: «E’ un’impresa senza aggettivi» Che festa Alena DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI

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VARSAVIA

E ora a Kiev, aspettando il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il più grande tifoso degli azzurri. Con la Spagna al debutto lui c’era, e ora deve tornare. Ma, in attesa, come da tradizione il Capo dello Stato ha telefonato agli azzurri. «Questa è un’impresa — ha detto — senza aggettivi, non ci sono parole per dirvi quanto siete stati grandi».

Muro azzurro Ma per arrivare a

giocarsi Euro 2012 servono molte cose. Serve chi costruisce, chi finalizza, ma poi serve la diga per arginare le ondate degli avversari. Ieri su quella diga i tedeschi sono andati a sbattere come falene sui lampioni. Solo un rigore fiscale ha dato una soddisfazione inutile a Özil. Chiellini spiega e aggiunge un pensiero da libro Cuore: «Alla vigilia ero tranquillo, però 10 giorni fa era solo una speranza in cui credevano in pochi: devo ringraziare lo staff medico e i preparatori. Stiamo vivendo un sogno e con noi milioni di italiani. Li salutiamo tutti, ma un pensiero va ai terremotati dell’Emilia. Prima di partire, quel giorno lì a Parma abbiamo vissuto delle emozioni incredibili. Paura dopo il 2-1? No, il risultato ci va molto stretto. Era giusto il 3-0». Stoico anche Balzaretti: «Felicissimo per prestazione, vittoria e finale. Ora ci godiamo questa vittoria, poi pensiamo alla finale. Il rigore? Non so cosa ha fischiato, sono sincero. Forse un fallo di mano di Barzagli. Va bene comunque». A proposito, ecco Barzagli: «Noi grandi. Abbiamo sofferto da morire gli ultimi 2 minuti, ma meritavamo noi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stanza ad hoc Fonti del Consiglio europeo raccontano, comunque, che giusto accanto alla stanza dei bottoni di Monti-Merkel & co. sia stata organizzata una saletta ad hoc per seguire la semifinale. E così, mentre al bar della sala stampa del vertice la potenziale tensione italo-tedesca ha portato anche all’insolito divieto di vendita degli alcolici («Per evitare di surriscaldare l’atmosfera», dicono da Bruxelles), i consiglieri dei leader la partita l’hanno vista eccome. Segnalando, sembra via sms, i due gol di Balotelli che hanno infiammato un bel po’ di milioni di italiani e poi pure il rigore di Özil che per qualche minuto ha illuso i tedeschi. Due messaggini pro Monti, uno per la Merkel: il calcio ha già deciso chi è il più forte.

Il capo dello Stato ha subito telefonato agli azzurri. Mario è corso a dare un bacio a sua madre, Antonio dal figlio

Cassano se ne va senza parlare Di Natale: «Lui è un vero fenomeno E Balotelli un bravissimo ragazzo» DAL NOSTRO INVIATO

ta accontentare. Troppo importante la riunione su eurobond e spread e troppo forte il pressing di Monti per potersi distrarre guardando l’Europeo. Così, dopo aver visto perdere il suo Bayern contro il Chelsea nella finale di Champions durante il G8 americano di Camp David (con tanto di foto, impietose, dell’inglese Cameron a braccia alzate al suo fianco do-

po il rigore decisivo di Drogba), la Merkel ha sofferto senza poter nemmeno guardare.

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1 Alena Seredova, moglie di Gigi Buffon, tifa in tribuna con in braccio uno dei suoi bimbi 2 Antonio Cassano in azione, è stato tra i migliori in campo 3 Eleonora Abbagnato, l’étoile dell’Opera di Parigi moglie di Federico Balzaretti, sorride per l’impresa azzurra 4 Giovanna Perrelli, mamma di Cassano, entra allo stadio per il suo Antonio GHIOTTO/LAPRESSE/ARVEDA/BOZZANI

Mamma Abate In tribuna si sentono più i tedeschi, ma in campo vanno forte gli italiani. E tutte le scaramanzie di Lina Abate, la mamma di Ignazio che guida le wags azzurre, hanno funzionato: «Va bene Cristina (la fidanzata di Montolivo, ndr) metti la maglia nuova, ma tieni sotto anche l’altra che hai indossato per le altre partite». Ma la signora Abate non è l’unica a credere nei riti scaramantici. Prima di entrare in campo Alessandro Diamanti è costretto dal quarto uomo a togliere un braccialetto. E lui lo porta comunque in campo, nascosto negli slip. La vigilia di Germania-Italia all’hotel Sheraton, quartier generale delle mogli azzurre tranne una (la Cassano, sempre nell’hotel dei giornalisti, come la compagna del c.t.), vive tra qualche malumore per le camere da abbandonare e gli appuntamenti dal parrucchiere. C’è un gran viavai di personaggi: da Boniek che si esprime con chiarezza: «Tifo Italia», a Matthäus. Da Marotta a Paratici. I rinforzi arrivano: Alena Seredova con i bambini vestiti uguali, ed Eleonora Abbagnato, ammirevole: «Ho viaggiato da Parigi, dopo aver lavorato, ora forse resterò. Ne vale la pe-

na». La sera prima aveva detto che il suo Federico avrebbe giocato: «A sinistra ci sta lui». Clan Balo Allo stadio sono uni-

te: cantano, incitano, ma il vero spettacolo lo produce ancora il clan Balotelli. A Enock, Puma e Scotto si sono aggiunti altri ragazzi che hanno riprodotto con delle calottine la cresta di Mario. «Dovevamo ripartire ma rimaniamo qui, ci stiamo trovando bene» racconta Enock. Hanno dato la scossa e la svolta a Mario e al primo gol corrono tutti verso la panchina per urlare la loro gioia. Fra loro c’è anche mamma Balotelli, che Supermario raggiunge in tribuna per un bacio liberatorio. Il suo compagno di reparto, Antonio

Mamma Abate dà la carica, mentre la Abbagnato arriva da Parigi: «Ora resto qui» Cassano, va invece a prendere il figlio Christopher. Applausi Tutte queste ragazze

meritano l’applauso più grande. Come diceva quella canzone? «Ore intere ad aspettare, ad aspettare te». Ecco, questa �� la loro mission. Pazienza, santa pazienza. Ore intere ad aspettare un saluto con la mano, un sms, un okay per parlare con un giornalista. Tutte tranne una, Lina Abate, che dà una gran mano d’aiuto alla bella Valentina Del Vecchio, compagna di Ignazio e mamma di Matteo. E ora Lina dovrà mostrare l’immaginetta di Padre Pio, come promesso. Dietro una grande impresa c’è spesso un santo protettore. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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EURO 2012 SIAMO IN FINALE

Dramma tedesco a fine partita. Khedira, Özil, Schweinsteiger e Badstuber (sinistra) PHOTOVIEWS Due ragazze in lacrime allo stadio (in alto) REUTERS Özil accasciato a terra: aveva segnato il gol del 2-1 su rigore (destra) GETTY

Löw: «Italia, puoi battere la Spagna» Il ct: «Azzurri migliori di noi nei momenti decisivi». Il capitano Lahm: «Terribile, ci hanno punito» DAL NOSTRO INVIATO

PIERFRANCESCO ARCHETTI VARSAVIA (Polonia)

Aggiungiamo Varsavia a Città del Messico, Madrid e Dortmund; aumentiamo i traumi e i loro racconti dolenti; anche questa generazione di tedeschi ha vissuto ieri sera la «sua» Italia. Dopo 15 vittorie consecutive nelle partite ufficiali, una serie che non ha eguali al mondo; dopo quattro vittorie di fila a questo Europeo, come nessun altri qui, è arrivato l’Angstgegner, aggrovigliata composizione di vocaboli per dire (non letteralmente) bestia nera. Meglio: bestia azzurra, mai battuta nei tornei. «Peggio qui o Dortmund? Tutte due, quando perdi è terribile» dice il capi-

tano Philipp Lahm. «Con gli azzurri non puoi permetterti sbagli stupidi, loro ti puniscono, è storicamente sempre così. Abbiamo avuto delle occasioni, le abbiamo fallite, e poi loro hanno segnato due volte. È un peccato e quello che fa più male è che questa squadra aveva il potenziale per fare meglio, invece ha fallito un’altra volta». Le scelte sbagliate Ancora una volta Joachim Löw ha voluto spiazzare con le scelte di formazione, ma ieri si è incartato: Toni Kroos, centrocampista ormai sempre centrale nel Bayern, messo per la prima volta titolare e inizialmente sulla destra, dove nelle altre gare avevano corso due tipi più offensivi come Müller e Reus. Ma

IN GERMANIA SENTIMENTI OPPOSTI

Il kit del tifoso tedesco: birra, maglietta e... mani nei «capelli» REUTERS

A Monaco lacrime e caroselli tricolori MARCO DEGL’INNOCENTI MONACO DI BAVIERA

La maledizione continua. La Germania è ammutolita, incredula. È invece esplosa la gioia degli oltre mezzo milione di italiani che vivono in Germania. A Monaco di Baviera, la città tedesca che conta la maggior concentrazione di connazionali, oltre 19 mila, la gioia vestita d’azzurro e ammantata di tricolori è esplosa sulla Leopoldstrasse, il grande boulevard del centro, e al glorioso Olympiastadion, gremito di oltre 35 mila tifosi di entrambe le nazionalità, a seguire la partita sui maxischermi. In pizzeria Italiani impazziti di gioia anche nelle centinaia di pizzerie e ristoranti del Paese. In una delle più vecchie e tradizionali trattorie italiane di Monaco, quella di Gennaro Bussone, origini napoletane ma nato in Germania, i clienti quasi tutti tedeschi, paralizzati dalla delu-

sione, già prima del rigore del 2-1 tedesco (risultato pronosticato da Bussone sulla stampa tedesca) avevano riposto le bandiere. In silenzio, tutti a casa. «È una sera tristissima», ha mormorato con gli occhi lucidi la bionda Annemarie, che nel suo chiosco di giornali al centro vende con orgoglio anche la Gazzetta. «I tedeschi avevano parlato troppo, troppo sicuri di vincere, gli sta bene», ha sentenziato Bussone, stappando prosecco per i pochi avventori superstiti e i suoi camerieri in maglia azzurra che saltavano con le bandiere tricolori gridando «Italia-Italia!». Alla fine e sino a tarda notte, i caroselli per le strade erano solo quelli delle auto ammantate di tricolore. Come nel ’70, nell’82, nel 2006. Questa era la «vera» finale per gli italiani di Germania. Se arriverà anche il titolo, meglio. Ma da oggi la loro soddisfazione, soprattutto sul lavoro, sarà enorme: garantiti almeno altri due anni di sfottò ai crucchi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Un altro dramma nazionale come nei tre Mondiali «Abbiamo fallito ancora una volta» Kroos dopo poco va a cercare il suo posto naturale al centro, anche su ordine del c.t.: spesso si sposta Özil, ma l’errore tattico è evidente e proprio da quel lato, iniziando da Chiellini e passando per Cassano, arriva il vantaggio azzurro con Balotelli. Löw spiega: «Con Kroos volevo rinforzare il centro destra e all’inizio avevamo la partita in mano, le reti sono arrivate per sbagli nell’atteggiamento difensivo: il cross di Cassano per

Balotelli non doveva assolutamente passare. Una volta in svantaggio non siamo riusciti a organizzare una reazione all’altezza». La Germania si fa infilzare anche in contropiede, allora Löw nella ripresa manda in campo Klose e Reus per Gomez e Podolski, deludenti. C’è più profondità ma senza trovare il gol, quindi il tecnico ne inventa un’altra: inserisce anche Müller (per Boateng), si schiera a tre in difesa con un libero inedito, Schweinsteiger. «E’ chiaro che dovevo tentare il tutto per tutto e sapevo che potevamo rischiare. Contro l’Italia è sempre difficile rimontare. Abbiamo messo il cuore nella ripresa, ma non è bastato. L’Italia è stata incredibilmente forte. Ha grandi campioni, non so-

lo Pirlo, ma anche in attacco. È stata migliore di noi nei momenti decisivi, può vincere la finale: la Spagna non è quella del passato». Il fallimento inatteso L’inizio di

una storia di successo, un nuovo capitolo sta per essere scritto: 1972-2012. Era questo il logo della spedizione tedesca, secondo lo sponsor tecnico che ha proposto alla nazionale la seconda maglia verde. Questo colore venne usato nei quarti dell’Europeo ’72, contro gli inglesi a Wembley. La vittoria per 3-1 viene ricordata in Germania come la più bella della nazionale, che ha portato ai veri trionfi, il primo Europeo del ‘72 e il Mondiale ’74. Questo torneo doveva far tornare i fa-

sti di quel periodo, e da come era nato sembrava quasi un destino scritto. Invece adesso i 16 anni dall’ultimo trionfo di una Fussball-Nation, come si proclama la Germania per storia e trofei, diventeranno almeno 18 fino a Brasile 2014. «E’ una delusione bestiale, mi sembra di essere in un buco nero: abbiamo dormito nel primo tempo, gli italiani ci hanno punito» dice Oliver Bierhoff. L’altro giorno la stampa tedesca dibatteva se fosse meglio festeggiare a Berlino o a Francoforte, allo stadio o in piazza: è vero che la loro mania di organizzazione li obbliga a definire con molto anticipo qualsiasi programma, però noi italiani non lo avremmo mai fatto. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Come a Dortmund E le nostre finali diventano nove

I NUMERI

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vittorie azzurre sulla Germania su un totale di 31 confronti: era finita 2-1 come ieri due volte nel 1955, il 30 marzo e il 18 dicembre, in due amichevoli

Gli azzurri a caccia del sesto titolo tra Euro e Mondiale. E per i tedeschi continua il tabù ALEX FROSIO

Una volta c’erano gli Otto e i Franz, ora i Mesut e i Sami. La Germania cambia, si evolve, domina l’economia europea. Ma se c’è un pallone che rotola, e intorno girano delle maglie azzurre, nein, non si passa. Ci hanno provato Seeler, Beckenabuer e Gerd Müller, Rummenigge, Matthäus, Völler e Ballack. Stavolta Özil e il resto della nazionale più multirazziale mai concepita. Per mezzo secolo (nel 1962 la prima sfida ufficiale, al Mondiale cileno), la Germania ci ha spedito contro tutta l’artiglieria forgiata nelle sue migliori fabbriche calcistiche. Nel frattempo è caduto anche il

muro di Berlino, ma niente da fare: un altro muro, color azzurro, resta su. Die Mauer. Italiano, però. Con questa fanno otto: otto confronti ufficiali, tra Europei e Mondiali, e mai una volta che i crucchi siano riusciti a battere l’Italia. Varsavia 2012 come Dortmund 2006, Madrid 1982, Città del Messico 1970 e via rileggendo dal libro di storia. E sono nove Bene così, perché

l’Italia si conferma formidabile squadra da semifinali, avendo fallito soltanto due volte su undici l’approdo all’ultimo atto (all’Europeo ’88 contro l’Urss e al Mondiale ’90 contro l’Argentina). Ora la finale, la nona della storia azzurra. Abbiamo stori-

camente più feeling con il Mondiale: 6 finali, contro le 3, con questa, all’Europeo. La storia azzurra parte dalla doppietta 1934-1938: liquidate in sequenza Austria e Cecoslovacchia per il primo titolo mondiale, sistemate Brasile e Ungheria 4 anni dopo. Poi servono trent’anni per ritrovarci in finale: a Napoli, nel ’68, la monetina cade dalla parte giusta contro l’Urss, con la Jugoslavia arriva anche il primo e unico titolo europeo. Due anni dopo, a Messico ’70, va in scena la partita del secolo: il 4-3 ai supplementari con la Germania che ci manda al fatale appuntamento con il Brasile di Pelé. A colori Dal bianco e nero, i ri-

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pareggi tra italiani e tedeschi, due volte sia nella fase finale degli Europei che dei Mondiali e 5 in amichevole Gli azzurri festeggiano la conquista della finale: tra loro Gigi Buffon e Daniele De Rossi, due dei quattro azzurri reduci di Germania 2006 REUTERS

cordi diventano a colori con il 1982: superata la Polonia in semifinale, l’Italia diventa per la terza volta campione del mondo, battendo, ma sarebbe quasi inutile ricordarlo, 3-1 la Germania. Il Brasile ci ferma ancora nel 1994 nel torrido Mondiale americano, mentre la Francia ci beffa nella finale europea del 2000 con l’amarissimo golden

gol di Trezeguet. La vendetta tuttavia si consuma nel 2006. La Germania ci porta ancora fortuna, in semifinale: Grosso e Del Piero in semifinale ci danno Berlino, Cannavaro alza la coppa dopo testata e rigori. Il bilancio resta positivo: finora otto finali e cinque successi. Facciamo sei e non se ne parla più?

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vittorie dei tedeschi che non ci hanno mai battuto in gare ufficiali e che non vincono dal 1995

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Le piazze della felicità Cori e baci tricolori: che passione MATTIA BAZZONI

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Ci siamo, è il gran giorno, il TG3 delle 14.20 ci galvanizza così «Torniamo a parlare con l’argomento con cui abbiamo aperto perché ironia della sorte per l’Italia è il giorno della doppia sfida, quella di cui abbiamo parlato appunto con la Germania, tutta giocata in Europa. Infatti stasera a Kiev la sfida sarà, si giocherà sul campo a colpi di gol, obiettivo conquistare il finale!» (Mariella Venditti)

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L’Italia nel pallone Come a Ro-

Festeggiamenti Quell’amore

di VINCENZO CITO

Dossena è sceso da Marte

No, Cesare, a Kiev non sarai solo. E non è per i 23 gladiatori che ti porti a dietro, o per lo sciame dei giornalisti. C’è tutta una nazione che ti accompagna con un affetto che diventa passione e l’orgoglio di chi si sente, come sei anni fa, a un passo dalla storia. Quella nazione che ieri si è riversata nelle piazze e ha invaso i locali: sentirsi più vicini l’uno con l’altro per sentirsi più vicini agli azzurri di Varsavia, e respingere tutti insieme l’assalto tedesco. ma, dove centinaia di tifosi hanno iniziato ad occupare Piazza del Popolo già nel primo pomeriggio. Da centinaia sono diventati migliaia per l’inizio dell’incontro, quasi 10mila secondo le stime. Nell’intervallo, a giochi ormai fatti, si sono aggiunti anche il sindaco Gianni Alemanno e l’ambasciatore tedesco Michael Gerdts: per il primo, un bagno di folla fra bandiere e striscioni; per il secondo un composto omaggio a quegli avversari diventati imbattibili. L’intreccio fra calcio e politica è andato in scena anche in altre piazze d’Italia. A Torino, il capogruppo della Lega Nord Fabrizio Ricca ha invitato a disertare l’appuntamento di piazza Vittorio per protestare contro le aliquote Imu. La risposta viene da una coloratissima signora in piazza del Duomo a Milano, che appende al collo un cartello: «Oggi me ne frego di (spread e bund) Imu. Ho solo nel cuore la "mia" Italia». Ecco, l’amore per la Nazionale prevale su tutto.

Zupping

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L’allarme di Amedeo Goria (Rai) a poche ore dal via. «Tifosi tedeschi stanno fotografando il pullman degli azzurri. Che abbiano paura?» E di che? «Qui l’atmosfera è assolutamente elettrizzata!» (Claudio Raimondi, Studiosport, Italia Uno)

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1 Un maxi schermo nel teatro greco di Taormina IMBESI. 2 I caroselli per le vie di Napoli DE LUCA. 3 C’è chi ironizza sullo spread MARMORINO. 4 Italia-Germania, non da avversari EIDON. 5 Piazza del Popolo a Roma EIDON. 6 La festa esplode anche a Piazza Duomo a Milano MARMORINO

che ogni piazza d’Italia ieri notte trasudava: piazza del Duomo a Milano era piena, piazza Vittorio a Torino pure. Al Teatro Antico di Taormina c’erano Sophia Loren e Carlo Verdone insieme agli altri a soffrire ed esultare. A Rimini, al maxischermo del Summer Village, migliaia di tifosi italiani sono esplosi di goia alla rete di Balotelli. Le altre facce, tristi e sconsolate, erano dei turisti tedeschi — in 250 davanti allo schermo — che in questi giorni hanno preso d’assalto la riviera romagnola. Scene simili si sono ripetute anche a Bella-

ria, in piazza Matteotti, a Genova, dove la tifoseria si è divisa tra lo schermo di Porto Antico e la birreria tedesca «Hofbrauhaus», in tutte le zone di villeggiatura dalla tifoseria bipartisan. E alla fine è festa. Tricolore al vento, sciarpe, fumogeni. Un lungo bacio appassionato è stato immortalato in Piazza del Popolo. E poi i caroselli nei centri delle città, il bagno nelle fontane. No, Cesare, non sei solo. E se a Kiev guarderai in alto vedrai che il cielo è azzurro. Sempre più azzurro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Si gioca! Le prime parole di Beppe Dossena «Guarda, ci sono delle cose interessanti che mai avevo pensato di vedere in questa partita! Podolski è su Montolivo». Un minuto dopo: «Naturalmente ho invertito...Schweinsteiger su Montolivo. Certo Podolski è sulla fascia sinistra» Beppe Dossena, la chicca tecnica «Stop orientato di Cassano» Beppe Dossena, l’apoteosi «Se ci avessero portato adesso giù da Marte, sarebbero tutti irriconoscibili!» A


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EURO 2012 SIAMO IN FINALE I MOMENTI PIU’ BELLI ED ENTUSIASMANTI DEL MATCH A VARSAVIA

Italia: adesso è poker La storia si ripete, per la quarta volta Ancora una volta la Germania si ferma di fronte agli azzurri, mai battuti in competizioni ufficiali IL MEGLIO DELLA SFIDA CONTRO LA GERMANIA 1

S 1 Acrobazie Montolivo toglie la palla a Schweinsteiger con un colpo di tacco durante il match contro la Germania REUTERS 2 Salvataggio Provvidenziale intervento di Pirlo che respinge con il ginocchio il pallone di testa di Ozil salvando Buffon REUTERS 3 L’inchino De Rossi si getta ai piedi di Balotelli, autore di una splendida doppietta contro la Germania AFP PHOTO 4 In scivolata Bonucci irrompe su Sami Khedira togliendogli la palla e guastandogli la festa EPA 5 Il gigante Giorgio Chiellini, difensore, stoppa la palla con il petto AFP PHOTO 6 Per mano Andrea Pirlo e Mesut Ozil si scontrano per il possesso palla, tenendosi quasi per mano AFP PHOTO

7 Più in alto Marchisio cerca di saltare più in alto del tedesco Klose, il tutto sotto gli occhi di Balzaretti che è pronto ad inserirsi nell’azione EPA

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EURO 2012 I NOSTRI AVVERSARI

E al 2-0 di Balotelli la Roja dice in coro: «Addio Germania» Abbiamo visto la sfida degli azzurri con gli spagnoli. Iniesta meravigliato: «Di solito Di Natale non sbaglia» DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci KIEV (Ucraina)

Circondati dall’Italia. Tra quattro schermi che trasmettevano Italia-Germania: così hanno cenato i giocatori della Spagna. Holiday Inn di Kiev, ore 21.45. Per uno spagnolo l’orario perfetto per l’accoppiata cena+partita. E allora tutti a tavola, con famigliari e amici venuti per la semifinale e rimasti per Italia-Spagna.

IL RIVALE DI BUFFON 99 VITTORIE CON LA ROJA

HANNO DETTO

S Andrés Iniesta Sull’occasione fallita di Totò Di Natale nel secondo tempo: «Strano, di solito queste occasioni non le fallisce»

Iker Casillas, 31 anni, para il penalty di Moutinho LAPRESSE

San Iker Casillas, l’uomo dei record no 1 dei numeri 1

Primatista di gare in nazionale senza S prendere reti, è Pepe Reina Al secondo gol pure il più vincente di Mario Balotelli con le selezioni

Mezza Spagna Il salone è rac-

colto, seduti, in ordine sparso, Iniesta, Piqué, Ramos con l’inseparabile Navas, Jordi Alba, Reina, Negredo, Cazorla, Silva, Pedro, Torres, Juanfran. Mata arriva dopo l’intervallo e si siede al tavolo di Negredo e Cazorla, Piqué, con i genitori e un amico ma senza Shakira, entra a partita iniziata. Pronti, via, e la sala si anima per le parate di Buffon. Poi il primo boato di ammirazione, per il gol di Balotelli ma soprattutto per il numero di Cassano, che in Spagna chiamano Talentino e stimano a prescindere dalle sue stagioni madridiste, fatte di eccessi sessual-gastronomici. L’atmosfera è ad alto contenuto famigliare, e un pizzico surreale: bimbi piccoli che piangono, il volume basso delle tv coperto dal chiacchiericcio della Roja, uno degli schermi con un paio di secondi di vantaggio sugli altri tre per cui quando Balotelli esplode il suo destro per il secondo gol il grido è doppio. Pepe Reina anticipa l’intervallo e se ne va: «È finita», dice. Iniesta fa i complimenti all’Italia e sembra considerare chiusa la gara, noi senza plateali gesti scaramantici o metafore etologiche trapattoniane gli ricordiamo che l’avversario si chiama Germania. Il risultato toglie emozione alla sala, prevalgono le chiacchiere con la mamma, la moglie, l’amico, il compagno. A ri-

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il portiere di riserva sbotta: «Per la Germania ormai è finita»

La gioia della Spagna dopo la vittoria sul Portogallo ai rigori AFP

MULTE

Trentamila euro ai russi e ventimila agli spagnoli per cori e versi razzisti VARSAVIA Una multa di 30 mila euro alla federcalcio russa ed una di 20 mila a quella spagnola sono state inflitte dall’Uefa per «comportamenti inappropriati» da parte dei tifosi di queste due nazionali nel corso di Euro 2012. In particolare la confederazione calcistica europea ha precisato che la multa alla Spagna è stata comminata per versi e cori razzisti fatti dai sostenitori spagnoli nel corso della partita del 10 giugno scorso a Danzica contro l’Italia: ad essere preso di mira dai sostenitori della Roja era stato Mario Balotelli. Stessa cosa, cori e versi razzisti, per i tifosi della Russia l’8 giugno contro la Repubblica Ceca, che in quell’occasione schierava il calciatore nero Gebre Selassie, di origine etiope. Ora Spagna e Russia potranno fare appello contro il provvedimento.

portare l’attenzione sul rivale di domenica ci pensano Reus con la sua punizione ma soprattutto Buffon con la sua parata. Tra i compagni di Casillas l’ammirazione per il portiere della Juve è palpabile e si materializza coi commenti che accompagnano i replay. «Preparatevi» Il cronista soffre

in silenzio, concentrato, la sala si anima quando torna Reina, col fratello di Negredo. In mano una decina di buste del McDonalds. Inizia la distribuzione del cibo, interrotta dai palpiti per le occasioni di Marchisio. Piqué è attento, Iniesta non si stacca dal telefono ma quando Di Natale tira male è pronto: «Di solito queste occasioni non le sbaglia». Palpitazioni nostre per il rigore tedesco, stupore loro per il tuffo di Neuer a metà campo, la fine: «Preparatevi», ci dice Sergio Ramos. © RIPRODUZIONE RISERVATA

KIEV (Ucraina)

Iker Casillas è identico a suo padre, che si aggira per l’hotel che ospita i famigliari della Roja sorridente, disponibile e armato dell’attraente semplicità che caratterizza il figlio, Capitan Tranquillo. Il padre è riservista della Guardia Civil, San Iker il guardiano della Spagna calcistica. Casillas batte record e non prende gol. Re dei capitani Mercoledì è diventato il giocatore con più presenze da capitano all’Europeo, 10, una in più di Maldini, Deschamps e Gullit. Per la nona volta consecutiva non ha preso gol in una partita a eliminazione diretta tra Europei e Mondiali: per la Spagna due 0-0 con vittoria ai rigori, cinque 1-0 (uno ai supplementari), un 2-0 e un 3-0: in tutto 900 minuti. Mostruoso. Agli Europei ha giocato 13 volte: in 8 occasioni non ha mai preso gol, nelle altre 5 mai più di uno. Ha appena battuto il record di Van der Sar di partite in nazionale senza prendere reti, 79 su 136. E domenica nella finale cercherà la vittoria numero 100. «Il fatto di sapere che in squadra con te hai un portiere come Iker aiuta a prendere certe decisioni», ha detto Ramos commentando il suo audace cucchiaio di mercoledì. Da quando c’è Casillas la

Spagna ha invertito la tendenza negativa nei rigori di Mondiali ed Europei: con quello di Moutinho Casillas ha fermato 5 tiri, uno in più di Schumacher, Goycoechea e Ricardo. Partita perfetta E Iker, cosa sa-

peva del rigore di Sergio? «Era una cosa che aveva in testa lui e non è che ci abbia detto granché. Io a lui dedico solo una parola: chapeau. Quel tiro è stata la degna conclusione, la ciliegina su una partita, la sua, perfetta». E ora vi aspetta l’Italia... «Con loro o con la Germania, l’importante è che noi siamo in finale. Ce lo meritiamo ma è stata una sofferenza. Non tanto per la gara col Portogallo, equilibrata e senza grandi sussulti, quanto per i rigori. Io fisicamente soffro poco perché non devo correre qui e lì, però mentalmente soffro, e tanto». Meriti condivisi Fare gol alla

Spagna è un’impresa quasi storica: «Sì, ma non è merito mio. Va condiviso con tutta la squadra. Le 9 partite senza reti nelle eliminazioni dirette sono un dato che va tenuto in considerazione, che ci dà fiducia, un numero incredibile. Però bisogna continuare a volare bassi e a lavorare». E a battere record: la Spagna ha tolto all’Italia quello delle partite consecutive all’Europeo con la porta inviolata, 4, e, sempre nella competizione continentale, è arrivata a 11 gare senza sconfitta. L’ultimo rovescio nel 2004, contro il Portogallo. Grazie a una generazione di fenomeni, guidata da un portiere che di straordinario ha il talento. f.m.r. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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EURO 2012 I NOSTRI AVVERSARI

Cucchiaio d’orgoglio Sergio Ramos: «Valgo anch’io, l’ho dimostrato» Lo spagnolo: «Mi prendo la rivincita su chi mi ha criticato per l’errore su rigore col Bayern» DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci KIEV (Ucraina)

«No, la foto col cucchiaio non la faccio». Sergio Ramos, eroe popolare, sta mangiando con i suoi genitori, un amico e Jesus Navas (sivigliano come lui), al Kuvshin di Kiev, dove caviale e kebab si sposano con semplicità non casuale. Huevos e cucchiaio Ramos non è

scortese, tutt’altro. Legge con piacere la Gazzetta, ride di gusto per l’apparizione sul giornale italiano, in due articoli, della parola «huevos», gli attributi che da mercoledì tutti gli riconoscono in quantità industriali. Però ’sta storia del cucchiaio non la capisce. Il rigore scavato in Spagna, e nel resto del mondo, è il «penalty Panenka», e Sergio ha paura di essere preso in giro. Lo convinciamo, perché Ramos è un buon ragazzo, semplice, genuino. E si fida. E perché sulla Gazzetta la parola cucchiaio appare associata al nome di Pirlo: «No, non ho pensato a Pirlo quando ho deciso di tirare così - ci dice -. È chiaro che in questi giorni dopo il suo tiro con l’Inghilterra si parla tanto del rigore alla Panenka, però io ho seguito i miei pensieri, il mio istinto». Orgoglioso Ramos, rivendica un suo percorso. E lo spiega. Perché quello scavino di mercoledì ha una storia, serve per curare una ferita recente e profonda che andava rimarginata con un gesto altrettanto profondo.

Orgoglio ferito «Di tutta la storia

del rigore sbagliato contro il Bayern la cosa peggiore non sono state le prese in giro quanto i dubbi generati attorno alla mie qualità, alla mia capacità di assumermi responsabilità e di sopportare la pressione. Mi ha fatto parecchio male, mi ha toccato nell’orgoglio sentire gente dire che non sono pronto, preparato per certe cose quando io penso che sia il contrario: sono sempre stato un giocatore pieno di spirito e di fiducia di fronte alle responsabilità». Ramos non fa nomi, però accenna al

Sergio Ramos, 26 anni, sigla il rigore contro Rui Patricio, n.1 del Portogallo in semifinale col cucchiaio AFP

poco che gli sono piaciuti i commenti ironici di Neuer, portiere del Bayern. Un passaggio volante, sulle «critiche da parte di colleghi», che devono aver fatto male ma che ora non vogliono essere riportate in primo piano.

«

L’idea covata L’aveva program-

«

mato, Sergio, quel cucchiaio. «Non ti posso mentire, l’ho provato, però nemmeno troppo perché negli ultimi allenamenti c’era sempre in giro qualche telecamera e non volevo che la storia uscisse prematuramente. E poi (ride, ndr) non volevo

laFotografia

Amici di cucchiaio e di coraggio A sinistra, Sergio Ramos posa per la Gazzetta dello Sport con un cucchiaino. In Spagna il rigore tirato alla... Totti (come all’Euro 2000) si dice «alla Panenka», in memoria del cecoslovacco che stupì la Germania in finale nel 1976, tirando il penalty decisivo lento, al centro e a portiere sdraiato. A destra il cucchiaione di Pirlo autografato al cuoco di Casa Azzurri FOTO BOZZANI

Sono sempre uno pieno di spirito e di fiducia: so prendermi le mie responsabilità Non ho pensato a Pirlo. Quel cucchiaio l’avevo provato, ma fino alla rincorsa...

far preoccupare troppo i compagni... Detto questo, sinceramente non ho preso la decisione fino a che non ho iniziato la rincorsa per tirare. Quando mi hanno dato il pallone in mano avevo ancora dei dubbi. Pensavo di calciare verso il mio angolo preferito. Però ero il quarto, e avevo visto che il portiere si era sempre tuffato con decisione: l’ho guardato negli occhi e ho pensato che quella di toccarla sotto fosse la miglior opzione per batterlo. Comunque la cosa più importante è che la Spagna giochi questa finale, continui a fare storia. Il mio rigore alla fine resterà un aneddoto da raccontare a figli e nipoti. Con orgoglio, così come domenica, succeda quel che succeda, la gente potrà sentirsi orgogliosa di noi. Abbiamo già fatto storia, comunque vada. Certo è che del secondo non si ricorda nessuno, quindi dobbiamo vincere». Germania o Italia? «Che vinca il migliore, noi il nostro l’abbiamo già fatto e aspettiamo tranquilli». Si parla di huevos: «Io non ho mai dubitato di

averne in buona quantità, ed è chiaro che mi sento orgoglioso di essere spagnolo, andaluso, sivigliano e che la Spagna sia la migliore nello sport».

DOPO PENALTY E GOL

Sergio, Vicente e la follia In zona

mista, Ramos aveva in mano il trofeo di Man of the Match: «Non penso che ne vincerò tanti», scherza. Prima, ritirandolo aveva parlato di Del Bosque. Il c.t. in conferenza stampa non aveva mostrato grande entusiasmo per il «penalty Panenka» del suo difensore: «Mi è piaciuto moltissimo. Soprattutto quando la palla è entrata», aveva detto con sottile ironia. «Il nostro allenatore ci conosce meglio di chiunque altro e penso che si potesse aspettare qualcosa di simile: ha a che fare con me da tanti anni e sa che in fondo sono un poco matto». Loco, sì. Però pieno di talento: Sergio ha 26 anni ed è a un passo dal diventare il più giovane europeo ad arrivare a 100 presenze in nazionale (è a 91), record al momento nelle mani di Podolski. Quando ne aveva 19 Florentino Perez versò al Siviglia 27 milioni di euro per portarlo via dal suo Siviglia. E dalla sua Siviglia. Sergio è di Camas, paesotto della periferia del capoluogo dell’Andalusia dove sono nati due toreri storici: Curro Romero e Paco Camino. Sabato un altro torero arriverà in Ucraina per portare a Ramos un capote (il drappo di tela) per gli eventuali festeggiamenti di domenica. Non è spavalderia, è orgoglio taurino. Lo stesso che fa decidere a un difensore centrale di fare il cucchiaio, gesto inconsueto, parola sconosciuta.

Gaffe Carbonero: «Iniesta, avresti tirato un rigore?» (f.m.r.) Un record, una piccola grande gaffe. Serata memorabile quella di mercoledì per Tele Cinco. SpagnaPortogallo si è trasformata nell’evento più visto nella storia della tv spagnola: 83.3% di share, oltre 18 milioni di telespettatori. Dopo la partita le interviste a bordo campo di Sara Carbonero, giornalista e fidanzata del capitano Iker Casillas. Arriva Andrés Iniesta e Sara chiede: «Ti sarebbe piaciuto tirare un rigore?». Lui fa una faccia un po’ così e cortesemente risponde: «Veramente io il rigore l’ho tirato, il secondo». Su twitter parte la crocifissione della giornalista, già sminuzzata giorni fa da un pezzo al vetriolo del Pais e da una campagna ironica sempre su twitter. Lei si è difesa: «Ero talmente nervosa che stavo pensando ad altro».

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GLI ORANJE SENZA ALLENATORE DOPO LE DIMISSIONI A SORPRESA DI VAN MARWIJK

L’Olanda in cerca del c.t.: Ronald Koeman o Gullit? In ballo il tecnico del Feyenoord e l’ex milanista, disoccupato. Ad agosto c’è il Belgio

va che ci sarebbero stati colloqui col resto dello staff dell’ormai ex c.t., poi qualche giorno di riflessione. Dopo il tonfo all’Europeo di una nazionale che era salita nei mesi scorsi al 1˚ posto del ranking mondiale, scegliere il nuovo tecnico non sarà semplice.

ALESSANDRA BOCCI

Ronald Koeman sembra essere il candidato n.1 per la panchina dell’Olanda, ma le quotazioni di Ruud Gullit sono sempre più alte. La Federcalcio olandese è stata colta un po’ di sorpresa dalle dimissioni del c.t. Bert van Marwijk, che era stato appena riconfermato. Ieri in un comunicato si precisa-

Carisma Serve un uomo forte, di carisma e grande nome internazionale, per far presa sulla squadra oranje, che in Ucraina è sembrata un gruppo di fuoriclasse capriccioso e inviperiti l’uno con l’altro. Van Marwijk non è riuscito a rimettere in sesto la situazione dopo che il k.o. con la Danimarca ha aperto crepe stuccate dai successi:

Ruud Gullit, 49 anni AP

per ricominciare nel modo giusto e tenere insieme personalità come Sneijder, Robben, Van Persie, il favorito sembra Ronald Koeman, tecnico del Feyenoord, ex Ajax, che con la nazionale ha già avuto un’esperienza da vice nel ’97- 98 con Hiddink. «Voglio restare al Feyenoord, non mi interessa fare il c.t. Sto facendo un buon lavoro a Rotterdam e intendo continuarlo», ha detto Koeman, impegnato l’altro ieri col primo allenamento della nuova stagione. Però molti scommettono che, se la federcalcio facesse una proposta convincente a lui e al club di Rotterdam, sciogliere il contratto e firmarne un altro non sarebbe

tanto difficile.

Ronald Koeman, 49 anni AP

Gradimento Ma c’è Ruud Gullit, libero e disponibile. «Mi piacerebbe molto allenare la nazionale, ora mi sento pronto», ha detto l’ex milanista. Gullit è un obiettivo più facile da raggiungere dei grandi vecchi Van Gaal e Hiddink, o di tecnici molto stimati in Olanda, però poco adatti a ricoprire il ruolo di capo in un gruppo di star imbizzarrite. A Ferragosto ci sarà l’amichevole col Belgio, poi la prima gara di qualificazione mondiale con la Turchia. Partita delicata: quando l’Olanda inizia col piede sbagliato, mantenere l’ordine nello spogliatoio diventa compito da domatore di leoni. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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VENERDÌ 29 GIUGNO 2012


VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

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EURO 2012 LA GUIDA TUTTO L’EUROPEO IN UNA PAGINA

DOMENICA PER L’ULTIMA SALITA IL CAMMINO VERSO LA COPPA GIRONE A

Polonia

Grecia

Giocata a:

Data

GIRONE B

Russia

Varsavia

Rep. Ceca

8/6

Risultato

Polonia - Grecia

Danimarca Germania Portogallo

Giocata a:

Wroclaw

Incontro

Olanda

1-1

Data

Rep. Ceca

Kharkiv

Risultato

Olanda - Danimarca

Portogallo

1

Domenica 20.45

1-0

9/6

Germania - Portogallo

12/6

Grecia - Rep. Ceca

1-2

13/6

Danimarca - Portogallo 2 - 3

12/6

Polonia - Russia

1-1

13/6

Olanda - Germania

27/6 QUARTI

1-2

16/6

Grecia - Russia

1-0

17/6

Portogallo - Olanda

2-1

16/6

Rep. Ceca - Polonia

1-0

17/6

Danimarca - Germania

1-2

SEMIFINALI DONETSK

ai rigori 0-0 d. t. s. Spagna

P G V N P F S

22/6

ITALIA

Spagna

DANZICA

Grecia

2

FINALE

0-1

4-1

CLASSIFICA

1 Germania

Giocata a:

Russia - Rep. Ceca

8/6

Portogallo 2

GIRONE C

Germania

4

Lviv

Incontro

9/6

21/6 VARSAVIA

0

Spagna Italia

Ieri SEMIFINALI VARSAVIA

QUARTI

2

23/6

Germania 9 3 3 0 0 5 2

Grecia

4 3 1 1 1 3 3

Portogallo 6 3 2 0 1 5 4

Russia

4 3 1 1 1 5 3

Danimarca 3 3 1 0 2 4 5

Polonia

2 3 0 2 1 2 3

Olanda

10/6 10/6

DONETSK

Spagna

Francia

4

Italia

2

0

4

Svezia

Francia

Donetsk

Inghilterra

Kiev

Risultato

Data

Incontro

Risultato

Spagna - ITALIA

1-1

11/6

Francia - Inghilterra

1-1

Irlanda - Croazia

1-3

11/6

Ucraina - Svezia

2-1

14/6

ITALIA - Croazia

1-1

15/6

Ucraina - Francia

0-2

14/6

Spagna - Irlanda

4-0

15/6

Svezia - Inghilterra

2-3

18/6

Croazia - Spagna

0-1

19/6

Svezia - Francia

2-0

18/6

ITALIA - Irlanda

2-0

19/6

Inghilterra - Ucraina

1-0

24/6 KIEV

Italia

ai rigori 0-0 d. t. s.

0 3 0 0 3 2 5

Ucraina

Giocata a:

Poznan

CLASSIFICA

P G V N P F S

6 3 2 0 1 4 5

Incontro

Croazia

Inghilterra

CLASSIFICA

R. Ceca

Irlanda

Danzica

Data

KIEV Olimpico

2

GIRONE D

P G V N P F S

CLASSIFICA

P G V N P F S

Spagna

7 3 2 1 0 6 1

Inghilterra 7 3 2 1 0 5 3

ITALIA

5 3 1 2 0 4 2

Francia

4 3 1 1 1 3 3

Croazia

4 3 1 1 1 4 3

Ucraina

3 3 1 0 2 2 4

Irlanda

0 3 0 0 3 1 9

Svezia

3 3 1 0 2 5 5

URSS

Spagna

ITALIA

Germania O.

Cecoslovacchia

Germania O.

Francia

Olanda

Danimarca

Germania

Francia

2008

2004

2000

1996

1992

1988

1984

1980

1976

1972

1968

1964

1960

ALBO D’ORO

Grecia

Spagna LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARCATORI

Super Mario non ha limiti E ora è sul trono dei bomber Super Mario senza freni. La doppietta di ieri lo lancia al primo posto della classifica marcatori. Ed è l’unico giocatore a quota 3 rimasto in corsa. Occhio alla pattuglia spagnola: Xabi Alonso, Torres e Fabregas sono a 2. 3 gol: M. Balotelli (Italia); M. Gomez (Germania); A. Dzagoev (Russia); C. Ronaldo (Portogallo). 2 gol: A. Shevchenko (Ucraina); N. Bendtner e M. Krohn-Dehli (Danimarca); V. Pilar e P. Jiracek (Repubblica Ceca); F. Torres, C. Fabregas e Xabi Alonso (Spagna); M. Mandzukic (Croazia); Z. Ibrahimovic (Svezia); D. Salpingidis (Grecia). 1 gol: R. Lewandowski e J. Blaszczykowski (Polonia); F. Gekas, G. Karagounis e G. Samaras (Grecia); R. Shirokov e R. Pavlyuchenko (Russia); A. Di Natale, A. Cassano e A. Pirlo (Italia); D. Silva e J. Navas (Spagna); N. Jelavic (Croazia); S. St Ledger (Irlanda); W. Rooney, J. Lescott, A. Carroll, D. Welbeck e T. Walcott (Inghilterra); S. Nasri, J. Menez e Y. Cabaye (Francia); S. Larsson e O. Mellberg (Svezia); Pepe, H. Postiga e S. Varela (Portogallo); R. Van Persie e R. Van der Vaart (Olanda); L. Bender, L. Podolski, P. Lahm, S. Khedira, M. Klose, M. Reus e M. Özil (Germania).

laFotonotizia Il timido palleggio del giardiniere (quasi) calciatore Che nessuno provi a criticarlo. Palloni a manciate, una porta vuota e il silenzio intorno. L’erba al millimetro. L’attesa per una semifinale che più classica non si può. Uno stadio a disposizione. E anziché lanciarsi in dribbling fra avversari immaginari e sfondare la traversa a pallonate, questo eroico ragazzo si limita a un paio di palleggi impacciati. Senza nemmeno abbandonare il rastrello, ligio fino all’ultimo. L’occasione fa l’uomo ladro. E il giardiniere quasi calciatore. INFOPHOTO

GAZZETTA.IT

ALLE 10.30 IN DIRETTA GAZZAOFFSIDE Italia in finale, con quale formazione giocheremo domenica? E la Spagna come scenderà in campo? Chi potrà essere l’uomo decisivo della sfida? Quanto è forte la squadra di Prandelli? A questi e a molti altri interrogativi risponderanno Alberto Cerruti e Diego Antonelli nel corso della puntata odierna di Gazza Offside speciale Euro 2012 (in diretta alle 10.30, on demand a seguire). In collegamento telefonico l’intervento di Sebastiano Vernazza per commentare le pagelle degli azzurri.


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VENERDÌ 29 GIUGNO 2012


VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

el 1982, la Nazionale di Enzo Bearzot a un certo punto si era trovata davanti N le due squadre più forti del mondo, in quel momento. Contro l’Argentina di Maradona e Kempes si era arrangiata inventandosi un partitone e aveva compensato i limiti di un attacco che non riusciva a segnare, con le prodezze di Cabrini e Tardelli. Più di così, contro il gigantesco Brasile di Zico e Falcao, l’Italia non poteva fare: occorreva che si svegliasse l’attacco, servivano i gol di Rossi e sono arrivati, come quelli di Balotelli ieri con i tedeschi. Succedeva in Spagna, in uno stadio

visto da Marchegiani

secoli da quella partita, le perplessità e il pessimismo sulla qualità della nostra nazionale hanno lasciato il posto all’entusiasmo e la fiducia verso una squadra che è stata la migliore di questo europeo. Ieri è stata una partita fantastica, vinta meritatamente contro un avversario che partiva favorito ma che abbiamo battuto sul piano del gioco prima ancora che nel punteggio finale. L’Italia ha avuto il merito di non rinunciare mai a reagire alle offensive avversarie e questo è il modo migliore per affrontare la Germania. La poca attitudine dei tedeschi alla marcatura e, in generale, alla fase difensiva è stata evidenziata dalla tecnica di Cassano e Montolivo e da un Balotelli bravissimo nei movimenti per ricevere il pallone e finalmente ci-

di Barcellona che non esiste più ma è rimasta l’impronta di quel trionfo e incombe sugli spagnoli — da allora e ancora adesso — come un’ombra. C’è un filo rosso che tiene assieme i successi dell’Italia sulla Germania, parte dall’Azteca, passa per il Bernabeu, accarezza Dortmund, fa sponda su Varsavia ed è lo stesso filo che turba la tranquillità della Roja quando incrocia le gloriose maglie azzurre. Gli spagnoli ci soffrono perché sanno che siamo dei maestri nell’arte del competere: è scritto nel dna, fa parte della storia. Il tedesco

laPuntura

SIAMO UNA SQUADRA DI QUALITA’ CONTRO INIESTA PARTIAMO ALLA PARI iamo in finale, ci giocheremo domenica il titolo europeo contro la Spagna, la squadra S con cui avevamo cominciato. Sembrano passati

nico nelle conclusioni. Peccato che nel secondo tempo ci sia mancata un po' di forza atletica per chiudere la partita. Il nostro merito maggiore è stato nella gestione del pallone, incoraggiati dalla sicurezza di Pirlo, ma anche dalla filosofia di gioco che Prandelli ha voluto fin dall’inizio, i nostri difensori e centrocampisti hanno cercato sempre di giocare il pallone, di non buttarlo mai via, mandando spesso fuori tempo il pressing avversario e esaltando il gioco dei nostri attaccanti. Vista la qualità con cui riusciamo a praticare questo possesso palla, è il momento di sottolineare la grande tecnica dei nostri. Questa è una nazionale piena di talento. Pirlo, Marchisio, De Rossi, Montolivo, Thiago Motta, Bonucci, Cassano, Diamanti, Di Natale, Balotelli, sono calciatori che hanno un tasso tecnico elevatissimo e ieri sono stati tutti della partita. E ora sotto con la Spagna, maestra di tecnica e possesso palla, che finalmente ci possiamo permettere di affrontare sul suo terreno.

di ROBERTO PELUCCHI

f Il nuovo proprietario del Lecco, Joseph Cala, ha annunciato che quoterà la squadra in Borsa e la porterà in A in 4 anni. Ma siamo sicuri che non sia Jerry Calà?

di LORENZO CASTELLANI

di ANDREA MONTI

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

profondità, ha forza fisica e completezza di bagaglio tecnico. Ieri ha addirittura segnato con quello che dovrebbe essere il suo tallone d’Achille, il colpo di testa. Mentre la seconda rete è la fotografia della forza istintiva che guida questo ragazzo, che possiede un tiro potente e preciso. Senza nulla togliere ai suoi colleghi di reparto, Mario è l’unico che fa davvero paura agli avversari col fisico e la personalità. La partita con la Germania ha anche confermato che il partner ideale di Mario è Cassano. Prandelli è stato molto bravo a chiedere tutto al milanista in un’ora. Ma la verità è che oramai gli azzurri corrono più degli avversari. Nella prima fase sembrava che finissimo la benzina al 60’,

© RIPRODUZIONE RISERVATA

GIOCHIAMO CON PERSONALITA’ E IL NOSTRO LIVELLO E’ IN CRESCITA

N

iente sarà mai paragonabile a quell’11 luglio di 30 anni fa, ma devo essere sincero: questa squadra mi sta facendo emozionare, e anche tanto. Sensazioni bellissime, anche perché inaspettate: dieci giorni fa, con tanti dubbi, qualcuno (non io) si interrogava se gli spagnoli potessero farci il biscotto, oggi ce li ritroviamo di fronte e proveremo a togliere loro la corona. Ce lo meriteremmo. Anche perché la finale che persi 12 anni fa con la Francia non l’ho mai dimenticata. Io, come tutta l’Italia. Tanto di cappello: abbiamo giocato alla grandissima, con personalità e classe, e con un Balotelli che ha messo a frutto quello che si era saputo costruire nelle partite precedenti. Non mi ha sorpreso, Mario: dopo la vittoria con l’Inghilterra avevo detto che poteva essere proprio lui l’uomo decisivo. Avevo fiducia in lui e, come me, milioni

LORENZO JOVANOTTI Cantante e qualcosa di più

Mariooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!! @lorenzojova

FLAVIA PENNETTA Campionessa di tennis

Non capisco molto di calcio, ma questi ragazzi mi sono sembrati bravissimi. hanno avuto un gran CUORE . Grande Italiaaaaaaa! Grandissimiii @flavia_pennetta

FRANCESCO MOLINARI Campione di golf

Il mio eroe è Cesare Prandelli Francesco, l’allenatore dell’Italia. Davvero orgoglioso dei ragazzi...

visto da Zoff

di DINO ZOFF

E’ nata una stella ma l’Oscar va a Prandelli

inalmente è nata una stella. Eccolo lì piantato in F mezzo al campo, strafottente co-

ora non abbiamo cali di intensità. Grazie anche ad un’organizzazione difensiva eccezionale che ci permette di correre bene. Rispetto alle altre Italie, squadra poi non rinuncia mai a giocare. La Germania, come l’Inghilterra, è sembrata incapace di esprimere il proprio gioco. Merito di Prandelli. La differenza tra le due squadre che abbiamo eliminato però è sostanziale. Se quella di Hogdson pensava soltanto a difendersi, i tedeschi non sono riusciti a mettere in pratica il loro calcio anche perché per annullare Pirlo hanno cambiato modo di stare in campo. E pagato caro. Con Kroos centrale per pestare i piedi a Pirlo, Ozil è stato costretto a rimanere largo, diventando meno pericoloso. E soprattutto mostrando le proprie lacune in fase di non possesso palla. Come dimostra il primo gol. Ora sotto con la Spagna. Con l’ottimismo del gioco. E di Mario.

di italiani. Non mi sono mai trovato a dover lavorare con persone così, né come compagno di squadra, né da allenatore: l’unico che mi viene in mente è Gascoigne, ma Balotelli è di un’altra categoria. La Germania ci temeva: si è visto dalla formazione e anche dal fatto che nelle partite decisive con noi avessero sempre perso, fattore che ha pesato a livello psicologico in maniera determinante. L’unico appunto che faccio agli azzurri è quello di non aver chiuso la partita, di occasioni ce ne sono state tantissime: sarebbe potuta finire 4-0, ma vorrà dire che quei gol ce li siamo tenuti per la finale. Ora c’è la Spagna e, visto quello che l’Europeo ha messo in mostra, dico che siamo favoriti: Prandelli ha dimostrato di saper gestire al meglio questa squadra, e il livello delle prestazioni dell’Italia è andato via via crescendo. Nessuna squadra ha mai vinto l’Europeo per due volte di fila: tocca a noi confermare la tradizione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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dallaPrima

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BALOTELLI E’ FORTE E COMPLETO CASSANO IL SUO PARTNER IDEALE ra sembra facile parlare, ma da tempo sostengo che Balotelli è l’unico attaccante azO zurro che deve sempre giocare. E’ il solo che dà

Jogi Löw, prima di incontrarci, si è sforzato di ripetere che il passato non conta: un mantra scandito per scacciare le paure che si insinuano nella testa di chi sa che sta andando a sbattere contro il suo destino. Dev’essere per questo che, anche dopo molto tempo, Xavi ricorda che il ciclo vincente della Spagna comincia con l’eliminazione degli azzurri ai rigori, nell’Euro2008. Una liberazione, per loro. Ci devono esorcizzare. Tolto Pirlo, questa Italia non vale quella dell’82 ma fa niente: dopo l’1-1 con la Roja nel debutto, la finale di domenica è l’occasione perfetta per chiudere il cerchio con una rivincita. Lasciando l’Europa stupefatta. Come ieri.

laVignetta

visto da Bergomi

di BEPPE BERGOMI

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MAESTRI NELL’ARTE DEL COMPETERE IL CERCHIO SI CHIUDE SULLA SPAGNA

EuroVisioni di ALESSANDRO DE CALO’

di LUCA MARCHEGIANI

LA GAZZETTA DELLO SPORT

@F_Molinari

VALENTINO ROSSI Fuoriclasse della Motogp

Ma cos'ha fatto Mario!!! 2 volte!!! Grandissimo. @ValeYellow46

CARLO ANCELOTTI Allenatore del PSG

Grandissimi ragazzi, siete l'orgoglio del nostro paese. Bravo Cesare, stai dando un'ottima immagine di noi allenatori italiani. @MrAncelotti

LUCA DOTTO Azzurro di nuoto

E ora tutti quelli che criticavano il balo in questi giorni fanno meglio a ricredersi!! #balotelliimmenso @dottolck

me un bronzo di Riace da playstation, il simbolo della nuova Italia: SuperMario Balotelli, il ragazzo dei sogni. Il limite è il cielo, avevamo scritto dopo la prova con l'Inghilterra. Non era retorica, era un giudizio. Ieri la Nazionale lo ha toccato davvero e lo ha dipinto col suo colore: solo azzurro nella notte magica di Varsavia. Schiantando la giovane Germania in barba ai pronostici che ci volevano più deboli e più stanchi, l'Italia è arrivata dove nessuno pensava nel modo che pochi osavano immaginare. Ha conquistato la finale di Euro 2012 giocando un calcio brillante, quadrato, determinato, essenziale. S'è meritata pure la buona fortuna che accompagna gli audaci. Al lungo poema epico di Italia-Germania che attraversa le generazioni cantando le gesta di Rivera e Paolo Rossi, di Lippi, Cannavaro e Fabio Grosso, si aggiunge un altro capitolo con protagonisti vecchi e nuovi: Balotelli insieme all'immenso Pirlo, Cassano con De Rossi e Buffon. Ma la pagina più importante l'ha scritta il nocchiero: comunque vada contro la Spagna - e l'idea è che ce la giocheremo benissimo - Prandelli è un maestro di calcio e ha vinto alla grande la sua scommessa. A proposito: prima della partita, il ct aveva lanciato un segnale inquietante per chi ama la Nazionale e il buon calcio. Quel "mi manca il campo…" lasciava intendere che al ritorno da Euro2012 avrebbe potuto andarsene. Dopo il trionfo di ieri sera, per fortuna, la questione pare chiusa e la linea verso il Mondiale brasiliano è tracciata. Certo Prandelli ha parecchi sassolini nelle scarpe e prima o poi se li toglierà. Come dargli torto? A parte gli stage negati, il clima del calcio scommesse e la generale disattenzione che ha accompagnato la preparazione degli azzurri da parte dei club, era entrato all'Europeo avvolto da un pessimismo nero come la pe-

ce. Con la sgradevole sensazione che fosse in gioco il suo prestigio. Ora che ci ha restituito il nostro, gli dobbiamo un ringraziamento grande come una casa. Le vittorie della sua nazionale offrono a un sistema calcio indebitato e avaro con i giovani talenti un'occasione imperdibile per ripartire. L'Italia, con due giorni in meno di riposo, ha prodotto la partita perfetta. E non si dica che in fondo i tedeschi hanno attaccato di più: con maggiore calma avremmo potuto chiuderla in goleada. Miracolosamente ritrovata la via della rete grazie al gemello straripante e sorridente del Balotelli lunatico e musone, l'Italia tiene viva una leggenda che Löw voleva interrompere ad ogni costo, attingendo al bagaglio migliore della nostra scuola. Il calcio è cultura e innovazione: quando ce ne ricordiamo non ci dà lezioni nessuno. Non potevamo metterla sul pressing. Così, abbiamo scelto il controllo senza barricate né fronzoli, ripartenze rapide, verticalizzazioni lucidissime. E finalmente anche la vecchia, rapinosa praticità delle soluzioni illustrata dai tocchi di Cassano e Montolivo per SuperMario che suggellano il successo. Dopo l'orgia di parallelismi un po' incauti sull'asse Roma- Berlino, la cronaca restituisce il calcio alla sua vera essenza. Una partita bella e importante, il piacere di averla vissuta, il godimento di averla vinta con merito. Il derby tra Germania e Italia continua oggi con altri e più severi confronti, la crisi dell'euro è la faccenda più drammatica e seria che ci sia capitata addosso dal dopoguerra. Ma ieri sera, nella festa delle piazze, l'Italia respirava un po' meglio sapendo che la differenza tra noi e loro - non parliamo di spread per carità - in campo calcistico non è affatto abissale. E che forse, anche in economia, con lo spirito giusto potremmo tornare vincenti. Domenica a Kiev ci toccano i campioni del mondo. La Spagna non è un cliente peggiore della Germania e rispetto al pareggio d'apertura abbiamo un Balotelli in più. Il limite rimane il cielo. E comunque vada, buon lavoro mister Prandelli: resti dov'è, ne vale la pena.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

MERCATO

Ecco i 5 grandi in Destro

Gabbiadini

Silvestre

LA SITUAZIONE

LA SITUAZIONE

LA SITUAZIONE

Inter, Juve e Roma Lo vogliono tre big

Piace a Juve e Napoli E’ valutato 8 milioni

Inter in stand by, occhio a Milan e Zenit

E’ il tormentone dell’estate. Genoa e Siena (che a sorpresa ha esercitato il diritto di riscatto della metà) devono accordarsi su chi si prende l’intero cartellino del 21enne attaccante marchigiano (foto PROIETTI). Dopo questo passaggio fondamentale toccherà alle squadre interessate soddisfare una richiesta che si aggira sui 16 milioni di euro. Alle tre italiane negli ultimi giorni si è aggiunto il Paris Saint Germain di Ancelotti.

La trattativa tra l’Atalanta e la Juventus per il centravanti dell’Under 21 è ormai avviata. Gabbiadini (IMAGE SPORT) è stato valutato 8 milioni dal club di Bergamo e l’offerta dei bianconeri è di 4 per la metà del cartellino: 2,5 cash e i restanti in contropartite. Tra i primi nomi Motta e Pazienza. Ma l’accordo ancora non c’è. Il Napoli, a cui l’attaccante è sempre piaciuto, potrebbe approfittarne. Sarà finale a sorpresa?

Il 27enne argentino del Palermo (FOTOPRESS) pareva ad un passo dall’Inter, ma i nerazzurri hanno frenato in attesa di piazzare Lucio. Ai rosanero questa attesa può fare gioco visto che se il secondo assalto del Psg per Thiago Silva andasse a buon fine il Milan potrebbe poi buttarsi sull’ex Catania. Ma nello stesso intreccio potrebbe finire il Psg di Ancelotti e lo Zenit di Spalletti che è intenzionato a chiudere in tempi brevi

Kolarov LA SITUAZIONE

Bianconeri davanti all’Inter Ma bisogna trattare col City... Sinistro potentissimo e accelerazioni brucianti, il Manchester City lo comprò due anni fa dalla Lazio per 19 milioni: gran plusvalenza di Lotito, a cui era costato 800mila euro. Dopo due stagioni in Premier, però, Aleksandar Kolarov, 27 anni (TERRUSO) si guarda attorno. Quest’anno, complice la concorrenza di Clichy a sinistra, ha giocato meno del previsto e non gli dispiacerebbe una piazza dove scendere in campo con continuità. L’Inter c’è, così come la Juve che negli ultimi giorni ha fatto passi avanti. Non è però una trattativa semplice da portare avanti: il City non accetta la formula del prestito con diritto di riscatto, ha una valutazione abbastanza alta del calciatore (l’ha pagato una cifra importante) ed è intenzionato a trattare solo per un trasferimento a titolo definitivo.

Spallata della Juve per Kolarov e Destro Silvestre, sfida russa Marotta lotta con Inter, Napoli e Roma pure per Gabbiadini e Verratti. Zenit contro le milanesi GIULIO DI FEO CARLO LAUDISA

Accelerazioni brucianti, sulla corsia di sorpasso ma non solo. Il mercato della Juventus continua veloce, e senza paura di duellare con altre big. Come per Kolarov: il terzino serbo è in uscita dal Manchester City, dove la concorrenza con Clichy in mancina è durissima, e ai bianconeri piace da parecchio, così come all’Inter. Ma la Juve nelle ultime ora sta intensificando i contatti, sapendo bene che non è una trattativa facile: Mancini lo prese dalla Lazio per 19 milioni e non contempla l’ipotesi del prestito con riscatto. E l’Inter? Guarda altrove per ora, e nel ruolo valuta Cissokho: il Lione vuole 12 milioni e aspetta una risposta nel giro di una settimana.

Destro A sinistra, e poi scatto in

avanti, come per Mattia Destro. Ieri incontro tra Roma, pretendente, e Genoa, comproprietaria: parti fredde, anche perché i rossoblù il triangolo non lo gradiscono. Prima vogliono riscattare tutto l’attaccante dal Siena (che ne ha ripreso metà la scor-

Quali mosse del Pescara? Il Napoli preme, ma Verratti vota bianconeri sa settimana) e poi trattarne la cessione. E la Juventus intanto spinge, e ha già in agenda di vedere il Genoa a inizio prossima settimana per capire quali sono i passi da percorrere. Incontro importante, sarebbe il primo confronto diretto tra le parti e testimonierebbe la volontà

bianconera di voler chiudere anche questo colpo. Pure qui, e l’Inter? Che Moratti voglia riprendersi il ragazzo è cosa nota, ma il reparto punte è abbastanza intasato e se non esce qualcuno (Pazzini all’Atletico Madrid, per esempio) non ci sono le condizioni per andare oltre l’interesse. Verratti Se per Kolarov e Destro

la Juve romba e sprinta, per il gioiellino del centrocampo del Pescara si lavora a fari spenti. Pochi giorni fa la trattativa era quasi chiusa e si è arenata a causa delle contropartite, nel frattempo si era inserito il Napoli con una proposta importante e gli abruzzesi lo hanno tolto dal mercato con un comunicato ufficiale. Ciò non toglie, però, che Verratti voglia solo la Juventus e che i bianconeri non hanno affatto mollato la presa, magari cercando di rimodulare un’offerta in cui la condicio sine qua


VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

trighi Verratti LA SITUAZIONE

Juventus o Napoli ma dal 2013

non è che il ragazzo resti comunque per un anno a Pescara. Gabbiadini Altra trattativa molto ben avviata dalla Juve per il centravanti dell’Under 21, valutato 8 milioni. All’Atalanta l’offerta è di 4 per la metà, di cui 2,5 cash e il resto in contropartite tecniche. Ma qui ancora non c’è accordo. I primi nomi erano Motta e Pazienza, ma il primo è troppo offensivo come terzino e il secondo guadagna parecchio, ecco perché le parti valutano altri nomi. Intanto il Napoli guarda alla finestra: Gabbiadini è sempre piaciuto agli azzurri, e se sull’asse Bergamo-Torino si rallenta chissà che non possa arrivare la sorpresa. Silvestre Qui i bianconeri non

c’entrano, il derby per il centrale del Palermo è tutto milanese: l’Inter ci lavora, il Milan ha sondato. Il ds rosanero Perinetti conferma: «Con i nerazzurri l’affare è stato a grandi linee delineato ma non li sentiamo da qualche giorno. Il Milan ha sempre detto che il giocatore gli piace, ma non abbiamo intavolato trattative». L’Inter ancora non ingrana la quinta perché, vedi sopra, aspetta prima di smaltire giocatori nel reparto (su tutti, Lucio), ma ora c’è il terzo incomodo coi rubli in tasca. Ovvero lo Zenit di Luciano Spalletti, campione di Russia e deciso a fare la voce grossa pure in Champions. A Londra tratta Song con l’Arsenal, e intanto si è inserito con prepotenza su Silvestre. A Palermo aspettano l’offerta, ma non danno ai russi molto tempo. Pochi giorni, dentro o fuori. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I NUMERI

2015

l’anno di scadenza del contratto di Pazzini con l’Inter.

milioni L’ingaggio stagionale di Pazzini per le prossime tre stagioni.

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IL FUTURO

Il club bianconero mette le mani su Bonatini, baby star del Cruzeiro

le reti segnate dall’attaccante toscano nell’ultima stagione in nerazzurro: 5 in campionato e 3 in Champions League. Le presenze sono state 40.

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le gare ufficiali giocate da Pazzini con la maglia dell’Inter. Per lui 19 reti complessive, di cui 16 in campionato 3 in Champions Si chiama Leo Bonatini, ha 18 anni appena compiuti, di testa è un’iradiddio ma se la cava egregiamente pure coi piedi, ed è la stellina del Cruzeiro e dell’Under 17 brasiliana. La Juventus lo punta con forza, anche perché la sua situazione contrattuale è favorevole: è a scadenza nel 2013 e si allena fuori rosa mentre il club aspetta novità dal mercato. Sul giocatore c’è anche il Manchester City, ma i bianconeri sono in vantaggio, hanno fatto la loro offerta e non vorrebbero partecipare ad aste. I dirigenti del Cruzeiro in passato sono anche venuti in Europa per trattarlo, ma senza risultati. Ora la Juve però ha sprintato, e sempre in Brasile punta anche un altro talento: il trequartista Thomas del Flamengo, classe 1993.

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4 L’Atletico su Pazzini

2,5

L’unica cosa certa è che Verratti (FOTOAGENZIA) il prossimo anno giocherà ancora con la maglia del Pescara. Il presidente Sebastiani infatti ha ufficialmente ritirato dal mercato il regista spiazzando le pretendenti del giocatore. Ma la Juve lo vuole e lui vuole la Juve. Il rifiuto del giovane bianconero Bouy di trasferirsi in Abruzzo in comproprietà ha rallentato la trattativa permettendo al Napoli di inserirsi.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Stretta per Forlan Madridisti sull’interista se parte Falcao. Ancora in sede l’agente dell’uruguaiano. Lucio tra Turchia e Malaga MATTEO BREGA LUCA TAIDELLI MILANO

BATTUTO IL NAPOLI 4-1

Vivaio Inter, altro trionfo Pure il titolo Giovanissimi

L’Inter accelera per iniziare a cedere i primi big e di conseguenza sbloccare anche il mercato in entrata. La linea di Massimo Moratti è fin troppo chiara: serve asciugare il passivo e alleggerirsi degli ingaggi più pesanti. A Lucio e Forlan è stato notificato che non rientrano più nei piani della società. Il brasiliano sembrava vicino al Fenerbahçe, ma il rifiuto interista di concedere una buonuscita all’ex Bayern ha bloccato la trattativa. Stretta per Lucio e Forlan Lucio comunque alla fine se ne andrà. Ieri, malgrado le smentite nerazzurre, è tornato fuori il nome del Malaga oltre a un forte interesse del Galatasaray. Più facile che il brasiliano vada davvero in Turchia. In partenza anche Forlan, il cui agente Bolotnicoff ieri era di nuovo in sede. Alla riunione era presente anche Branca, rientrato da qualche giorno di ferie. Il dt è poi andato a fare il punto della situazione con il ds Piero Ausilio negli uffici di Moratti. Forlan vorrebbe rimanere per dimostrare il proprio valore dopo una stagione da incubo, ma l’Inter ha deciso di voltare pagina e le parti stanno cercando una soluzione che soddisfi tutti. L’uruguaiano continua ad avere diversi estimatori, soprattutto in Brasile (Corinthians in primis), spaventati però dall’ingaggio molto alto. E dall’Inghilterra rispuntano voci che vogliono il Tottenham interessato al Cacha. I contatti con l’Inter tra l’altro restano caldi anche sul fronte Castaignos.

Giampaolo Pazzini, 27 anni. L’attaccante toscano è arrivato all’Inter dalla Sampdoria nel gennaio 2011 FORTE

gennaio 2011, l’Inter non può cedere il Pazzo per meno di 10-12 milioni. Cifra che al momento potrebbe pagare il Psg di Leonardo o l’Atletico Madrid. I colchoneros ieri hanno fatto un sondaggio. Pazzini infatti sarebbe l’uomo giusto se partisse Falcao. L’altra pista porta in Italia, dove Lazio, Fiorentina e Sampdoria potrebbero pensare a un prestito oneroso con diritto di riscatto a fine stagione.

Punto Pazzo Diversa la situazio-

Voci Milito In compenso spunta-

ne di Giampaolo Pazzini. L’Inter aspetta che l’ex viola torni dalle ferie per fare il punto della situazione. Ma i nerazzurri non hanno l’obbligo di cederlo, sia perché continua a godere della stima di tutti (Stramaccioni compreso) sia perché arrivare a Destro - che sarebbe la nuova alternativa a Milito - non è facile. Senza dimenticare che, dopo aver speso 18 milioni nel

no voci di un forte interessamento ancora del Galatasaray per uno dei pochi intoccabili: Milito. Fernando Hidalgo e la stessa Inter hanno ribadito che il Principe non si muove, nemmeno se i turchi davvero offrissero 10 milioni. Ma la vicenda Eto’o insegna che in questo mercato che langue la parola «incedibile» non esiste. © RIPRODUZIONE RISERVATA

C’è il mancino e la classe di un ragazzino che una vita fa tifava Juventus nel 4-1 al Napoli che ha regalato all’Inter lo scudetto Giovanissimi Nazionali, il sedicesimo titolo del vivaio negli ultimi dieci anni. «Ma da 8 anni sono orgoglioso di vestire questa maglia – spiega Federico Bonazzoli da Ghedi, provincia di Brescia, 6 gol nelle 5 gare delle finali: sarebbero stati 7 se il 3-0 con la Reggina non fosse stato annullato dal giudice sportivo – ormai da tempo sono interista a tutti gli effetti. Anche se in tanti mi paragonano a Borriello: forse perché segno soprattutto di testa e di sinistro». Ieri di testa ha mandato fuori un bel cross dell’ottimo numero 7 Cassani, ma di sinistro ne ha fatti tre, uno più spettacolare dell’altro, dopo il gol in avvio di Taufer, classe ’98, il più giovane dei nerazzurri. Sul 2-0, in chiusura di primo tempo, il capitano del Napoli De Iorio è stato messo giù dal portiere, ha realizzato dal dischetto, e lo scarto minimo è durato fino a 12’ dalla fine: ennesimo spunto del genietto Taufer, 3-1 di Bonazzoli a centro area, 3’ dopo arriva pure la tripletta. Che mancava, nei campionati organizzati dal Settore Giovanile e Scolastico, dal 2006-07: Milan-Genoa 4-0, tris di Paloschi in provincia di Lecce. Quello stesso giorno, e sullo stesso campo, Stramaccioni vinse il suo primo scudetto, coi Giovanissimi della Roma: ieri, dal sito ufficiale, ha fatto i complimenti a tutti. «Non ricordo una stagione in cui un club ha vinto 3 titoli su 4 in palio: complimenti ai tecnici, a Paolillo e a Samadem, e a due di cui si parla sempre troppo poco, Pier Casiraghi e Paolo Manighetti». Francesco Oddi © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MERCATO

S’è mosso il Vasco Ma Inzaghi tentenna e aspetta l’Atalanta Il centravanti riflette anche sul Galatasaray e i cinesi Intanto Nesta va a Montreal e Seedorf flirta coi Galaxy MASSIMO LOPES PEGNA MARCO PASOTTO

LA SORPRESA

Cena a Milano per Al-Khelaifi, numero 1 del Psg

Uno lo rivedremo in campo sicuramente. Gli altri due ci stanno pensando. C’è un (corposo) pezzo di storia del Milan in attesa di capire come riprendere in mano la propria vita sportiva. Non c’è fretta. Non ancora. Dopo anni trascorsi sotto lo stesso tetto, non si può cambiare città e colori alla leggera. Pippo Inzaghi, Alessandro Nesta e Clarence Seedorf sono nel pensatoio, davanti a una pentola in cui per tutti bolle qualcosa.

MILANO (ma.bre) Una sorpresa a Milano, a cena. Da Giannino, il ristorante per eccellenza del mercato, spunta Nasser Al-Khelaifi, presidente del Paris St. Germain e uomo di fiducia del principe erede Tamin Al Thani. In sostanza, l’uomo mercato dei francesi. Non si è parlato di trattative, giurano, anche se è normale che il pensiero vada a Thiago Silva. «Sono qui sono per un evento per i diritti tv - assicura però Al-Khelaifi -, non per Thiago Silva. Complimenti all’Italia per la vittoria». In effetti era ospite al tavolo dell’editore Francisco Silva e prima di occuparsi del Psg era stato dg di Al Jazeera Sport (tv che ha appena comprato i diritti della Premier, magari mirano alla Serie A), ma al tavolo a fianco c’era il ds del Milan Ariedo Braida e nei pressi anche Marcelo Simonian, l’agente di Pastore. Magari due chiacchiere le avranno fatte.

Pippo E’ in sospeso fra la deci-

sione di chiudere col calcio giocato, accettando la panchina degli Allievi nazionali del Milan offerta da Galliani, e proseguire per un’altra stagione. Le offerte non mancano e Inzaghi — non è un mistero — ha ancora una voglia matta di giocare. La novità più succosa arriva dal Brasile: Pippo ha ricevuto una telefonata dal Vasco da Gama, direttamente dal presidente Roberto Dinamite. E’ probabilmente questo lo scenario più suggestivo. Sul piatto estero però ballano anche altre offerte: dalla Cina e dal Galatasaray (che la prossima stagione giocherà la Champions...). Ma ci sono pure piste italiane (Parma, Bologna, Siena), fra cui una che a Pippo piacerebbe molto: l’Atalanta, che per lui sarebbe un ritorno di cuore (ottimi i rapporti col presidente Percassi e il d.g. Marino) nel club con cui ha vinto la classifica marcatori nel ’97. Nel panorama nazionale, il club nerazzurro sarebbe l’unico preso in considerazione da SuperPippo. Sandro Il suo ultimo avvistamento è in Canada. Montreal per la precisione, dove c’è il Montreal Impact. Un club non casuale, recentemente accostato a Del Piero e a Seedorf. Ma soprattutto, è la squadra in cui gioca Di Vaio, amico di Nesta e compagno di squadra ai tempi della Lazio. Sandro ha proseguito le sue vacanze spostandosi dagli Usa in Canada per andare a trovarlo. Dal club non confermano abboccamenti o

personaggio MILANO

Dal 9 luglio scalderà i guanti accanto a Christian Abbiati, che nel 2001 era stato allenato da suo padre Andrea. E’ il fascino degli incroci e delle storie che sa regalare il calcio. Per Edoardo Pazzagli il trasferimento dalla Fiorentina al Milan rappresenta qualcosa di speciale. Anzi di familiare, visto che per papà Andrea — portiere-cantautore scomparso un anno fa — la maglia rossonera ha rappresentato una parte importante della carriera. Ora toc-

Filippo Inzaghi, 38 anni, undici stagioni con la maglia del Milan INFOPHOTO

trattative, ma Nesta starebbe «studiando» l’ambiente per capire se ci sarebbero i margini di un trasferimento. Margini che invece mancano per un eventuale ritorno al Milan: Galliani ha provato a convincerlo a restare, ma il difensore non è tipo da rimangiare le sue decisioni. Clarence Dopo la partecipazione all’allenamento dei Los Angeles Galaxy di qualche giorno fa, la società conferma la sua presenza, ma solo come ospite per una sgambata mentre l’ex rossonero si trova in vacanza a Los Angeles. Insomma, il club usa il profilo basso e molta cautela. Il tecnico Bruce Arena, sull’argomento, ha anche respinto una richiesta d’intervista. Comunque, lo stipendio che potrebbero offrire i Galaxy all’olandese non sarebbe certo di grande rilievo: probabilmen-

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I NUMERI

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le presenze di Alessandro Nesta in rossonero accompagnate da 10 reti, stagione più prolifica il 2009-10 con tre reti (Juventus e doppietta Chievo)

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le reti realizzate da Superpippo Inzaghi con il Milan, l’ultima lo scorso maggio al Novara in chiusura di campionato; le presenze sono 300

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le presenze di Seedorf nella stagione 2006/07 quella dove è stato più utilizzato in rossonero; chiude la sua esperienza al Milan con 432 presenze e 65 reti

te una cifra nell’ordine dei trecentomila euro. I team della Mls, infatti, hanno un «salary cap» massimo di 2 milioni e 300 mila euro per tutta la rosa, con la possibilità di impiegare solo tre giocatori con stipendi senza limiti (la «Beckham rule»). Ma i Galaxy hanno già usato quelle tre eccezioni: con Beckham, appunto, Landon Donovan e l’irlandese Robbie Keane. Insomma, in caso di fumata bianca per Seedorf sarebbe una scelta d’ambiente e non certo economica. Il suo agente, Deborah Martin, ieri ha commentato a Lancenet: «Clarence sta per decidere, al più tardi sarà lunedì. Le voci sui Galaxy? Per adesso si sta godendo questo periodo in California e gli è piaciuto allenarsi con loro. Non posso dire però se tutto questo influirà sulla sua decisione futura». © RIPRODUZIONE RISERVATA

VISITE MEDICHE PER L’EX GENOANO E ACERBI

Constant: «Adesso voglio dimostrare di essere da Milan» Il centrocampista: «Spero di poter vincere qualche titolo con la maglia rossonera» MILANO

Catapultato sulla luna da un giorno all’altro. Per Kevin Constant il Milan si è materializzato di colpo. Il tempo che Galliani venisse a conoscenza del brutto infortunio capitato a Muntari. Esaurite le imprecazioni (che non sono state poche), l’amministratore delegato rossonero si è messo subito al lavoro per capire come sopperire all’assenza del ghanese. E, avendo in quei giorni il presidente del Genoa Preziosi a portata di mano per l’affare Acerbi, ha fatto che chiedergli anche Constant. Ottenendo in cambio un altro gentile sì sull’asse di mercato più prolifico di tutto il campionato.

Kevin Constant, 25 anni FORTE

Speranze Ieri Constant e Acer-

bi hanno sostenuto le visite mediche a Busto Arsizio. Tutto okay per entrambi, oggi ci sarà il secondo round con i test a Milanello come da prassi per i nuovi arrivati. Kevin, che è sbarcato al Milan in prestito con diritto di riscatto (fissato a 8 milioni), ha rilasciato anche le sue prime parole da rossonero: «Sono felicissimo di essere qui — ha detto a Sky —. Il mio idolo al Milan? Tutti. La rosa è

Francesco Acerbi, 23 anni ANSA

interamente composta da grandi giocatori, adesso con loro ci sono anch’io e non vedo l’ora di giocare. Voglio dimostrare di poterci stare in questa squadra. Spero di poter vincere qualche titolo con la maglia rossonera». m.pas. © RIPRODUZIONE RISERVATA

laFotonotizia

Nuovo terreno: via ai lavori a Milano Incomincia la ristrutturazione del terreno allo stadio San Siro. Tolta l’erba, lunedì la Desso (società olandese) comincerà i lavori sul fondo del campo. Il manto erboso rinforzato da fibre sintetiche dovrebbe risolvere i problemi sulla tenuta del campo IPP

Storie di famiglia, dopo Andrea ecco Edoardo Pazzagli ca a lui, figlio d’arte nato a Firenze ad aprile dell’89. Il Milan l’ha prelevato a parametro zero dal club viola — dove la scorsa stagione è stato il terzo portiere dietro a Boruc e Neto — offrendogli un contratto triennale. In realtà la società rossonera aveva preso contatti già un paio di mesi fa con la Fiorentina, che non aveva posto ostacoli e aveva condiviso l’operazione, a conferma dei buoni rapporti fra i due club. Un ruolo decisivo l’ha giocato ovviamente la volontà di Edoardo, per il quale il Milan rappresenta (anche) un modo per onora-

re la memoria del padre. Orme paterne La scomparsa di Andrea, lo scorso luglio, ha costretto Edoardo a crescere più in fretta. Così, dopo due stagioni a Prato in Seconda divisione, è arrivata la decisione di rientrare a Firenze per stare vicino alla famiglia. Uomo di casa suo malgrado, accanto a mamma, sorella e fratello minore. Ora, a 23 anni, è arrivato il momento del grande salto. Edoardo è un ragazzo con un carattere diverso dal papà, personaggio molto estroverso. Lui è più riservato e taciturno, ma

con le idee altrettanto chiare e una grande presenza di spirito. Chi gli sta vicino ha potuto apprezzare la maturità con cui ha reagito alla perdita del papà. Edoardo proverà a ripercorrere la carriera di Andrea, e non solo come calciatore: «Mi piacerebbe diventare bravo come lui anche come cantautore, era davvero in gamba — ha detto a Sky —. I suoi testi mi toccavano molto. Sono felice di questa avventura al Milan: mi godo il ritiro e poi vedremo, voglio giocare e fare esperienza». m.pas.

Andrea Pazzagli LIVERANI

Edoardo Pazzagli, 23 anni

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MONDO

Clamoroso a Londra Per sir Beckham niente Olimpiade Il ct. Pearce lo ha escluso così: «Mi serve un terzino» Il simbolo della Gran Bretagna sarà il gallese Giggs STEFANO BOLDRINI

clic

Meglio Micah Richards che David Beckham. Meglio un difensore che un centrocampista. L’Olimpiade di Londra è cominciata con il botto con 29 giorni d’anticipo: Stuart Pearce, tecnico della nazionale della Gran Bretagna, ha infatti escluso Beck dal listone dei 18 giocatori. Al suo posto, simbolo e capitano, il gallese Ryan Giggs, che all’età di 38 anni avrà la soddisfazione di partecipare al primo grande evento calcistico della sua carriera.

SI PARTE IL 26 LUGLIO LE FAVORITE SONO BRASILE E SPAGNA

La bocciatura L’estromissione

di Beckham, 115 gare – 59 da capitano – e 17 gol con la maglia dell’Inghilterra, è clamorosa. Era nel gruppo dei 35 preselezionati. La sua presenza appariva scontata. All’Old Trafford, tutto esaurito per la prima gara della Gran Bretagna, contro il Senegal, il 26 luglio: 75 mila biglietti andati a ruba con il popolo di Manchester che voleva rivedere uno dei suoi campioni prediletti. Beckham si è speso molto per Londra 2012. E’ stato uno degli ambasciatori della delegazione britannica che ottenne l’assegnazione dei Giochi a Singapore, nel luglio del 2005. Ha portato la fiaccola olimpica da Atene in Gran Bretagna. E’ stato uno dei tedofori. La bocciatura ha colto di sorpresa persino Sebastian Coe, presidente del Logoc, comitato organizzatore di Londra 2012: «Cercheremo di affidare a Beckham un ruolo durante l’Olimpiade perché è una figura importante dello sport inglese ed essendo nato a East London sa benissimo quanto sia importante quest’evento per quella parte della città». Beckham sarà presente alla cerimonia inaugurale, il 27 luglio, ma non sarà facile assegnargli un ruolo last minute. Va anche accertata la sua disponibilità.

David Beckham tedoforo: ha preso la fiaccola ad Atene e l’ha «portata» a Londra. Sotto, Ryan Giggs EPA Il retroscena Stuart Pearce ha

parlato al telefono con Beck nella notte tra mercoledì e giovedì, dopo averlo visionato dal vivo in una partita dei L.A. Galaxy, la scorsa settimana: «David, mi dispiace, ma devo escluderti dalla lista definitiva. Mi serve un difensore». Beck ci è rimasto male e lo ha fatto sapere: «Naturalmente sono molto deluso, ma nessuno tiferà più del sottoscritto per la Gran Bretagna. Avrei voluto avere l’onore di far parte di questa squadra e di lottare per conquistare la medaglia d’oro. Come londinese ero orgoglioso di vivere da protagonista l’Olimpiade». I tre fuoriquota scelti da Pearce sono, oltre a Giggs, il gallese Craig Bellamy del Liverpool e Micah Richards del Manchester City, bocciato da

Il torneo di calcio olimpico comincerà il 26 luglio. La Gran Bretagna farà il suo esordio a Manchester (ore 17) contro gli Emirati Arabi. Le prime due squadre di ciascuno dei 4 gruppi si qualificano per i quarti di finale, che si giocheranno il 4 agosto. Semifinali il 7, finale per la medaglia di bronzo il 10 e finalissima per l’oro l’11 agosto. Ecco le squadre. GRUPPO A: Gran Bretagna, Emirati Arabi, Senegal e Uruguay. GRUPPO B: Corea del Sud, Gabon, Messico e Svizzera. GRUPPO C: Bielorussia, Brasile, Egitto e Nuova Zelanda. GRUPPO D: Giappone, Honduras, Marocco e Spagna.

Roy Hodgson per il recente Europeo in Polonia e Ucraina. Reazioni Le reazioni all’esclu-

sione di Beckham sono veementi. Gli ex calciatori Gary Lineker e Robbie Savage definiscono una «sciagura» la scelta di Stuart Pearce. Qualcuno, sul web, ha invece apprezzato il coraggio del commissario tecnico della Gran Bretagna. I commenti sulla vicenda sono stati i più letti sulle versione online dei giornali. C’è chi ha sottolineato come questa decisione rappresenti uno sgarbo nei confronti dell’Adidas, sponsor di Beckham e della nazionale britannica. Stuart Pearce ha avuto un bel coraggio: Londra 2012 potrebbe rivelarsi per lui un’Olimpiade da incubo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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COPPA LIBERTADORES LA FINALE D’ANDATA

LA SCHEDA

David Joseph Robert Beckham, è nato a Londra il 2 maggio 1975.

S LE SQUADRE Inizio nelle giovanili del Brimsdown, Dal 1993 al 2003 è Manchester United. Poi Real Madrid, L.A. Galaxi e Milan. In nazionale 115 e 17 gol.

S LE VITTORIE Col Manchester United 1 Champions, 1 Intercontinentale, 6 Premier League, 2 coppe d’Inghilterra, 1 Charity Shield. Col Real Madrid 1 Liga e 1 Supercoppa di Spagna. Con il Los Angeles Galaxy, 1 campionato Mls e 1 Mls Supporters Shield

Romarinho, 21 anni (al centro) esulta dopo il suo gol del pari REUTERS

C’è un Romarinho per il Corinthians e il Boca è bloccato MAURICIO CANNONE BUENOS AIRES

Riquelme? No. Il personaggio della finale d’andata della Libertadores è Romario, anzi, Romarinho. Non è il figlio del campione mondiale col Brasile nel 1994, come dicono in Argentina. E non è nemmeno soprannominato così in suo omaggio. Il nomignolo è un mix del nome del padre, Ronaldo (non il Fenomeno), con quello del nonno, Mario. Ha 21 anni, è nato a Palestina, cittadina dello stato di San Paolo. E ha salvato il Corinthians al tramonto della finale d’andata col Boca Juniors, siglando l’1-1 che ha zittito 50 mila voci alla Bombonera. Compresa quella di Maradona dalla sua cabina privata. Gol viola La gara è stata molto aperta, con capovolgimenti di fronte, spettacolare. Ma non ci sono state tante occasioni, soprattutto nel primo tempo. Un forte tiro di Paulinho, playmaker del centrocampo brasiliano, deviato in angolo dal portiere Órion. Poi una gran bella rovesciata dell’uruguaiano Santiago Silva, attaccante del Boca (ed ex Chievo e Fiorentina), che però finisce la corsa contro il corpo di Alessandro, terzino del Corinthians. Nella ripresa invece il Boca si scatena e al 28’ sblocca il risultato. Il gol arriva da un calci d’angolo battuto da Mouche prolungato di testa da Caruzzo. Santiago Silva di testa in tuffo colpisce a botta sicura: Chicão, difensore corintiano, salva con la mano sulla linea ma Roncaglia, futuro difensore della Fiorentina, s’avventa sul pallone e segna.

Ecco Romarinho La vittoria argentina sembra scontata, ma im Corinthians non si perde d’animo e il tecnico Tite spende il suo asso nella manica: Romarinho. La mezzapunta rivelatasi nel campionato paulista col Bragantino, che aveva già segnato una doppietta nel derby di domenica con il Palmeiras per il campionato brasiliano, entra al 37’ e dopo 3 minuti regala il pari alla sua squadra. L’azione comincia nella metà campo brasiliana: Paulinho recupera il pallone, avanza, serve Emerson che s’inventa il passaggio filtrante per Romarinho, bravo a scavalcare Orion con un dolce tocco di destro. Il Boca a questo punto si butta in avanti alla ricerca del nuovo vantaggio, ma si ferma al palo con Viatri. Il pari vale oro per il Corinthians, che ora ha la possibilità di sfruttare il ritorno in casa (mercoledì prossimo a San Paolo) e provare a conquistare la sua prima Libertadores e ora decide in casa. Il Boca invece tenta di superare il record di titoli internazionali in parità col Milan (18). BOCA JUNIORS-CORINTHIANS 1-1 MARCATORI Roncaglia (B) al 28’, Romarinho (C) al 40’ s.t. BOCA JUNIORS (4-2-1-3) Orión; Roncaglia, Schiavi, Caruzzo, Clemente Rodríguez; Ledesma (Rivero dal 36’st), Somoza, Erviti; Riquelme; Mouche (Cvitanich dal 42’st), Santiago Silva (Viatri dal 39’st). All. Falcioni. CORINTHIANS (4-2-2-2) Cássio; Alessandro, Chicão, Leandro Castán, Fábio Santos; Ralf, Paulinho, Danilo (Romarinho dal 37’st), Alex (Wallace dal 47’st); Jorge Henrique (Liedson dal 38’pt), Emerson. All. Tite. ARBITRO Enrique Osses (Cile) NOTE Ammoniti: Roncaglia, Riquelme, Chicão. Spettatori 49 mila © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MERCATO L’UNICO CLUB DI A CHE NON HA ANCORA ANNUNCIATO L’ALLENATORE Deschamps lontano Per questo motivo rischia di sfumare la candidatura di Didier Deschamps, tecnico al quale è legato il d.s. Pasquale Sensibile, con cui probabilmente non esisterebbero problemi d’ingaggio, nè di budget di mercato. L’ostacolo, in questo caso, è proprio il tempo. L’ex allenatore della Juventus, infatti, è il maggior candidato a sostituire Blanc se quest’ultimo lascerà la panchina della Francia. Per lui sarebbe il coronamento di un sogno, quindi non vuole prendere in considerazione altre ipotesi finché la porta dei bleus non sarà chiusa. Ieri, però, Blanc, che è inseguito dal Tottenham, ha incontrato il presidente della federazione Le Graet, rimandando una decisione al prossimo summit in programma il 3 luglio. Difficile che la Samp possa attendere fino a quel giorno.

Samp, la scelta nel weekend In corsa anche Ferrara e Zola Difficile arrivare a Deschamps, in calo le azioni di Rossi e Giampaolo ALESSIO DA RONCH GENOVA

La Sampdoria ha un’idea ben precisa in testa e non vuole arrendersi prima di aver verificato che in questo momento è irrealizzabile. Dopo Benitez, così, arrivano altri candidati, nomi nuovi, con un modo ben preciso di vedere e vivere il calcio. Tutti in corsa, ma solo per due o tre giorni, perché orami il club blucerchiato non può più temporeggiare. L’inseguimento a Beni-

tez si è rivelato comunque una bella avventura, ma il tecnico spagnolo voleva partire subito da una situazione più competitiva rispetto ai programmi della famiglia Garrone. Chiedeva un investimento immediato di oltre 30 milioni di euro. Per questo non si è arrivati neppure all’incontro finale e i sei giorni di attesa hanno rosicchiato irrimediabilmente il tempo rimasto a disposizione dei blucerchiati. Il fine settimana, insomma, deve rivelarsi decisivo.

Ciro Ferrara, 45 anni LAPRESSE

Gianfranco Zola, 45 anni AP

La nuova Roma vara il low cost di qualità «Squadra già forte» Budget di 30 milioni, acquisti mirati, nessuna follia E oggi Sabatini farà il punto di mercato con Zeman ALESSANDRO CATAPANO ROMA

È stato il direttore generale Franco Baldini a illustrare ai consiglieri della Roma le linee guida dell’imminente campagna di rafforzamento: pochi acquisti mirati, soprattutto in difesa e a centrocampo, nessuna follia, la rosa è già abbastanza competitiva così. Tradotto in soldoni: gli americani e i soci di UniCredit — ieri riuniti in un Cda che ha spostato a settembre l’aumento di capitale e rimandato alla prossima settimana pure la questione stadio —, tireranno fuori circa trenta milioni, una decina in meno di un anno fa. Pure troppi, per un club che chiuderà il bilancio al 30 giugno con un rosso di almeno 50 milioni. I tifosi dovranno accontentarsi, con la speranza (molto ottimistica) di rimpinguare il tesoretto grazie ad un paio di cessioni eccellenti.

A

ma americana — è lungo quanto problematico, proprio perché si tratta di stipendi pesanti. Esempio: Borriello guadagna, veri, circa 4 milioni netti a stagione, chi se li può permettere oggi in Italia? Summit al mare A Zeman questa politica low cost (ma di qualità) è stata tratteggiata fin dal primo incontro. Ovviamente, non ha fatto una piega. E non ha sottoposto alla dirigenza romanista alcuna conditio sine qua non. Si è limitato ad elencare le caratteristiche che dovranno avere i giocatori per trovare spazio nel suo 4-3-3. Oggi Walter Sabatini scenderà a Mondello per incontrarlo e, alla luce del Cda di ieri, fare il primo vero punto di mercato. Come ha detto Baldini, la rosa va puntellata in difesa — il terzino brasiliano Dodò è atteso nelle prossi-

me ore, il centrale Castan a giorni — e a centrocampo, reparto che già registra il reintegro di Marquinho. In attacco, dopo il riscatto a caro prezzo di Borini, si interverrà solo se capiterà l’occasione giusta. Con questa premessa, Sabatini non molla la pista che porta a Mattia Destro (di cui riferiamo lungamente in altra parte del giornale). L’attaccante a metà tra Siena e Genoa resta nel mirino di Sabatini, che ieri ha incontrato il d.s. rossoblù Capozucca, anche per trattare il centrocampista greco Tachtsidis. Al termine dell’incontro, la valutazione di Destro non è cambiata: resta di 16 milioni, che la Roma può mettere insieme solo con contropartite tecniche molto interessanti o dopo aver ceduto uno tra Osvaldo e Borini. Questo passa il convento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CHIUSURA DELLA TRATTATIVA A FINE EUROPEO

S Castan Brasiliano, centrale difensivo del Corinthians che si sta giocando la Libertadores col Boca Juniors. Arriverà per poco più di 5 milioni

S

Via i rami secchi Su quell’«abba-

© RIPRODUZIONE RISERVATA

POSSIBILI OBIETTIVI

Tachtsidis Centrocampista difensivo greco, di proprietà del Genoa, ha giocato l’ultima stagione a Verona, in Serie B. Ieri ne hanno parlato Sabatini e Capozucca

Zdenek Zeman e Franco Baldini nel giorno della presentazione. Sotto, Walter Sabatini ANSA

stanza competitiva», probabilmente, tifosi e addetti ai lavori discuteranno all’infinito, ma intanto, come ama dire Walter Sabatini, «la Roma va soltanto puntellata, non ricostruita». Tradotto: toglietevi dalla testa l’imbarcata di giocatori scaricata su questi lidi un anno fa. Con il ritorno dei prestiti e la promozione forzata (per raggiunti limiti d’età) dei Primavera, la rosa a disposizione di Zeman si è gonfiata come una torta e Trigoria rischia di esplodere: poco meno di quaranta unità. Casomai, più di qualcuno sarà invitato a trovarsi un’altra destinazione, e la moral suasion partirà con quelli che rischiano di trascorrere un anno di ferie lautamente pagato: da Borriello a Pizarro, l’elenco delle cessioni con cui asciugare il monte ingaggi — anche quest’anno l’obiettivo primario della Ro-

Nuove idee azzurre Iachini è

sotto contratto, evidentemente non corrisponde all’identikit del tecnico ideale per il progetto Samp, ma potrebbe essere una soluzione ponte, tra l’altro a costo zero, visto che in ogni caso dovrà essere pagato. Il club blucerchiato però vuole sfruttare questi ultimi giorni di tempo e si guarderà in giro in cerca di un’idea più corrispondente al suo modello: Ciro Ferrara, attuale tecnico dell’Under 21, già nel mirino del Pescara, costituirebbe una soluzione interessante: nome importante, un passato alla Juve, conosciuto bene dal d.s. Sensibile. Un’alternativa potrebbe essere rappresentata da Zola, ex tecnico del West Ham, pure lui nome pesante con in più una bella esperienza all’estero nel curriculum. Le possibili sorprese, insomma, non mancano e fanno sfumare progressivamente i nomi di Rossi e Gianpaolo.

S Destro È il caso dell’estate 2012, lo vogliono tutti. La Roma è in concorrenza con Inter, Juventus e Psg. Al giocatore piacerebbe essere allenato da Zeman

Miguel Veloso, 26 anni, contro Fabregas nella semifinale europea AFP

Veloso, ciao Genoa «Vado via al 100%» Dinamo Kiev vicina Gli ucraini offrono 7 milioni e il play portoghese ha deciso: «All’Est? Voglio cambiare» DAL NOSTRO INVIATO

ALESSANDRA BOCCI DONETSK (Ucraina)

La Dinamo Kiev vuole Miguel Veloso e Miguel Veloso vuole la Dinamo Kiev. «La mia attenzione finora è stata tutta per la nazionale, ero convinto come i miei compagni che il Portogallo avrebbe potuto fare un grande Europeo. Però ormai la finale ci è sfuggita, Euro 2012 per noi è finito, e bisognerà discutere del mio futuro. In Italia sono stato bene, con il Genoa ha fatto una bella esperienza: non c’è nulla che non va, semplicemente sento che è arrivato il momento di cambiare e di misurare il mio valore da un’altra parte». La fiera dell’Est Un accordo di massima fra i club era già stato preso nei giorni scorsi, e la Dinamo con la sua offerta di sette milioni di euro sembra aver convinto il Genoa, che inizialmente ne aveva chiesti almeno otto. Anche Luciano Spalletti si era fatto avanti con lo Zenit e pure il Cska Mosca è interessato al mediano portoghese che ha giocato un buon Europeo, da titolare e soprattutto da protagonista. Anche la sua prova contro la Spagna è stata di

buon livello: la forza fisica e il dinamismo di Veloso sembrano indispensabili per completare il catalogo di una nazionale di qualità come quella portoghese. E le sue quotazioni dopo la semifinale raggiunta un po’ a sorpresa si sono impennate. Ma Veloso era già promesso da tempo, e l’esperienza di queste settimane semmai non ha fatto che incrementare la sua ambizione e la voglia di lasciare un club nel quale ormai sente di aver fatto tutto quello che poteva. Ambizione Europa «In Italia è an-

dato tutto bene», ripete. Ma ora il ragazzo vuole correre in Europa anche con un club: della Dinamo Kiev lo attrae il palmares e soprattutto la possibilità di giocare la Champions League, e non lo impressiona il fatto di dover cambiare stile di vita. Veloso si sente pronto a traslocare all’Est, e semmai per il momento tiene soltanto un po’ aperta l’asta. «Non c’è ancora nulla di certo», risponde più volte ai cronisti arrivati da Kiev. Veloso sarebbe un acquisto di qualità per l’ex club di Shevchenko: la Dinamo vuol tentare di pareggiare il gap con lo Shakhtar. «Logicamente tutti noi desideriamo sempre qualcosa di più grande, e la Dinamo è un club importante. La vita nell’Est è molto diversa? Io sono curioso e motivato, voglio fare un’altra esperienza. Adesso che l’Europeo è finito, parlerò con i miei agenti e prenderò una decisione definitiva. Ma di certo lascerò l’Italia». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MERCATO

Doppio Bologna: Curci più Motta Pescara su Muñoz Napoli: avanza Gamberini. Genoa: Velazquez Cagliari: Astori 2016. Catania: sprint Mazzola BIANCHIN-DI CHIARA-GOZZINI

Uno-due Fiorentina, con il tre all’orizzonte. I viola hanno definito il primo acquisto: è El Hamdaoui, attaccante in lite con l’Ajax, arriverà per meno di un milione. Il secondo colpo a basso costo può essere lo svincolato Roncaglia, difensore del Boca: chiusura dopo la finale di ritorno di Libertadores. Poi, all’inizio della prossima settimana, incontro col Palermo per Viviano, e qualche ragionamento per il centrocampo: obiettivi Elm (Az), Badelj (Dinamo Zagabria), Ralf (Corinthians), N’Diaye (Bursaspor) e Pizarro (Roma). Trattative con l’estero anche per la Lazio, che parla sempre col Trabzonspor per Yilmaz: in alternativa lo zambiano Mayuka (Young Boys) e lo svedese Guidetti (Feyenoord). Se ci fossero problemi per Breno, invece, pronto Abraham, argentino del Basilea. Punto Bologna Il Bologna sta

per definire il portiere. Gillet va verso il Torino, trattative avanzate per Curci (Roma) e Leali (Juve, ex Brescia): arri-

Alessandro Gamberini, 30 anni

Davide Astori, 25 anni AG. PHOTOS

va uno dei due. In difesa offerto un biennale a Heinze (a breve la risposta) e resta valida l’ipotesi-Marco Motta dalla Juve, in mezzo ok per Pasquato dall’Udinese e idea-Guarente dal Siviglia, davanti frenata per Belfodil: se salta si va su Bueno (Nacional) o Varela (Porto). Intanto il d.g. Zanzi ha precisato: «Gaston Ramirez costa 20 milioni». Il Napo-

li prende nota e prende atto di un rallentamento per Miranda (Atletico Madrid): molto più seri i discorsi con la Fiorentina per Gamberini. Il Genoa è vicinissimo a Velazquez (Independiente) e ha praticamente chiuso per il centrocampista Anselmo (Palmeiras). Più difficile l’affondo a El Burrito Martinez (Velez).

Catania, Palermo e... Altro sudamericano in arrivo: è Carlos Muñoz, attaccante del Colo Colo che ha quasi l’accordo col Pescara: offerto prestito con diritto di riscatto a 3 milioni. Il Pescara è ai dettagli per lo scambio alla pari Colucci-Gessa col Cesena, segue sempre Mazzarani e disturba il Catania per Frison. Attivissimo anche il Torino, che ieri non ha chiuso con Sansone ma pensa di acquistarlo a titolo definitivo, lavora per Barreto (Udinese), pensa a Rivas svincolato dal Varese, sonda Ceravolo (Reggina), incassa il no dell’Independiente per Rodriguez e tratta Spolli col Catania. A Palermo visite per Rios, con Alvarez sempre più vicino alla Dinamo Bucarest. In Sicilia, affare in vista anche per il Catania: oggi incontro per Mazzola, attaccante argentino del Locarno, presto consultazioni col Parma per il centrale Padella. Proprio il Parma ha preso Filippi in comproprietà dal Cesena, ha acquistato Portin nell’operazione che ha portato a Padova la coppia Galli-Feltscher, sonda Fischnaller con l’Alto Adige e, soprattutto, ha detto no a El Kaddouri, sempre più destinato alla Juve. Uscite da Lecce: il Chievo punta sempre forte su Di Michele e l’Atalanta non molla l’esterno Brivio. Il Cagliari è su Stoian (Roma-Bari) ed è vicino al rinnovo fino al 2016 con Astori: passa da 400mila a 800mila euro. Il Siena infine va su Giulio Donati, difensore nell’ultimo anno a Padova. Verso l’estero Gargano piace a

Malaga e Porto, Torje ufficiale in prestito a Granada dall’Udinese, come Floro Flores, mentre l’ex Bologna Coda piace al Cska Sofia. Lavezzi domenica sarà a Parigi, Jordi Alba passa ufficialmente dal Valencia al Barcellona per 14 milioni: l’esterno sinistro ha firmato un quinquennale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CALCIOSCOMMESSE

Bertani ritorna in libertà «Non è nell’associazione» Per il Tribunale del riesame può avere combinato le gare pur stando fuori dal gruppo ROBERTO PELUCCHI

Se è un calciatore corrotto, e non lo si può escludere, tre partite probabilmente taroccate, e tutte della sua squadra (all’epoca, il Novara), sono poche per considerarlo parte integrante e continua di un’organizzazione dedita alla frode sportiva. E’ questa la conclusione a cui è giunto il Tribunale del riesame di Brescia, che ieri ha annullato gli arresti domiciliari di Cristian Bertani, attaccante della Sampdoria, rimettendolo in libertà. Dichiarata inammissibile, invece, la richiesta di riesame per Omar Milanetto, perché la misura cautelare nei suoi confronti era già stata revocata dal gip Guido Salvini. Prove insufficienti Il pronuncia-

mento a sorpresa del Riesame è, evidentemente, un punto a favore della difesa, anche se i giudici non escludono che Bertani abbia effettivamente taroccato le partite. Ma «la consumazione di singoli reati-fine non

Cristian Bertani, 31 anni ANSA

comporta, di per sé e secondo un automatismo probatorio, la prova dell’adesione al sodalizio criminoso, dal momento che a tale ultimo fine occorre un compendio grave in termini di consapevole contributo dell’indagato all’azione del gruppo ed alle sue finalità». «Ad avviso del Collegio — si legge ancora — nel caso di specie il materiale rimesso nei confronti del ricor-

rente Bertani è ampiamente insufficiente a dimostrazione del suo inserimento nell’associazione a delinquere di cui erano parte, tra gli altri, Gegic, Ilievski, Tisci e Zamperini. L’affermazione prescinde, ovviamente, dall’ascrivibilità a Bertani di singoli reati». Ma il numero di partite eventualmente manipolate dall’attaccante (tre) e l’arco temporale in cui queste manipolazioni sarebbero avvenute (circa un mese), sono considerati elementi in contraddizione «con l’addebito associativo, negando quel più ampio coinvolgimento. in termini anche di durata, nel rapporto». A Cremona, ovviamente, la pensano diversamente. Per gli inquirenti il quadro indiziario su Bertani è molto più grave di quello su Tisci, ma mentre per quest’ultimo lo stesso Riesame ha accettato l’ipotesi del reato associativo, per l’ex attaccante del Novara questo non è avvenuto. Tra Bari e Roma Andrea Masiello ha riproposto il patteggiamento in sede penale con le stesse modalità precedentemente respinte (1 anno 10 mesi), lo stesso ha fatto l’amico Carella. Aggiornato il calendario delle audizioni in Procura federale: Pagano (Nocerina) e Vincenti (osservatore Livorno) saranno ascoltati il 5 luglio, Ariatti (Pescara) viene spostato al 9. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino CONTRO LA RADIAZIONE

Moggi ricorre al Tar del Lazio Contro la sentenza dell’Alta corte di giustizia sportiva, i legali di Moggi hanno presentato ricorso al Tar. L’Alta Corte aveva confermato la radiazione di Moggi, Giraudo e Mazzini per Calciopoli. Al momento risulta che il solo ex d.g. juventino abbia presentato ricorso.

LEGA

Assemblea di A il 4 luglio Convocata per il 4 luglio l’assemblea ordinaria della Lega di A.

SLA

Primo trapianto staminali su uomo Per la prima volta al mondo a Terni sono state trapiantate in un uomo colpito da sclerosi laterale amiotrofica (Sla) cellule staminali del cervello prelevate da un feto morto per cause naturali. È il primo passo che potrebbe portare ad una vera «reazione a catena» nelle sperimentazioni in questo campo. Potrebbe essere sufficiente una piccola quantità di tessuto nervoso per poter trattare fino a 100 pazienti e affrontare, oltre alla Sla, altre malattie neurologiche degenerative.

SIENA

Ritiro, a Cascia la seconda parte Dopo la prima fase a S.Vito di Cadore (13-28 luglio), il Siena sarà a Cascia: 31 luglio-8 agosto.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE B MERCATO

Padova, tre squilli: Feltscher e Galli ok, Babacar a un passo L’alternativa per i veneti è Bonazzoli. Ascoli: Colomba jr Novara: idea Forestieri. Il Cesena va su Oduamadi BREGA-D’ANGELO-ERCOLI

Doppia operazione del Padova che con il Parma ha definito gli acquisti di Rolf Feltscher e Niccolò Galli. Il primo arriva a Padova con la formula del prestito con diritto di riscatto (e contro riscatto da parte del Parma già fissato), mentre Galli è stato trasferito in comproprietà. Nell’ambito della stessa operazione, il Padova ha ceduto alla società emiliana la comproprietà di Portin che rimarrà in Veneto un’altra stagione. Il Padova è inoltre vicino a Babacar (proprietà Fiorentina, l’anno scorso al Racing Santander in Spagna) e si è fatto sotto per Bonazzoli (Reggina). Ufficialità Lo Spezia ha definito

i prestiti di Mario Rui (Parma, era al Gubbio) e di Iacobucci (Siena, era all’Alto Adige); vicino anche Crisetig (a metà tra Inter e Parma); settimana prossima si definirà per Di Cesare (Torino) e per la punta che ancora manca. Il Cesena ha preso

Doppio colpo del Verona: dal Palermo arrivano Verdun e Arzamendia Defrel (attaccante del ’91, ultimo anno a Foggia) che arriva in comproprietà dal Parma e segue sempre Di Roberto e Bellazzini (su quest’ultimo prova a sprintare però il Grosseto) del Cittadella; vicino Brandao (Parma) e ci prova per Oduamadi (Torino). Il Verona prende in prestito con diritto di riscatto l’attaccante Verdun (’93) e il centrocampista Arzamendia (’94), entrambi paraguaiani provenienti dal Palermo; e la prossima settimana può essere quella buona per Grossi (Siena) e Colombo (Reggina). L’Ascoli ha annunciato l’ingaggio di Hanine dal Chievo, nell’operazione rientra la cessione di metà cartellino di Marchionni ai veneti; definito anche l’ingaggio di Davide Colomba (Parma), figlio del tecnico Franco;

Khouma Babacar, 19 anni, 8 gare nella Liga FORTE

piace Fossati (Milan, ultimo anno al Latina). Il Cittadella ha rinnovato la comproprietà di Baselli (’92) con l’Atalanta e resterà in Veneto; così come Pellizzer che da ieri è tutto del Cittadella: è stata riscattata infatti anche la seconda metà dal Bassano. Le trattative L’ultima idea del Novara è Forestieri (l’anno scorso al Bari dove ha giocato 28 partite in B). La Juve Stabia è sempre a caccia di un difensore centrale: corteggiati Vinci, in scadenza di contratto con l’Empoli, Regini, in comproprietà tra lo stesso Empoli e la Sampdoria, e Figliomeni, ex Nocerina, cartellino di proprietà del Varese; dalla Fiorentina potrebbe arrivare in prestito il centrocampista Agyei, ghanese, capitano della Primavera viola. La Ternana pensa al portiere Brignoli (Lumezzane), per la difesa sembra aver accantonato Stefano Piccinni (AlbinoLeffe), mentre a centrocampo segue sempre Cristiano Piccini (Fiorentina, lo scorso anno alla Carrarese) e Di Deo (Taranto). Ieri la Reggina ha trovato l’accordo con il Milan per avere Comi in prestito, mentre Stuani troverà ancora casa in Spagna dove nell’ultima stagione ha difeso i colori del Racing Santander (il contratto con i calabresi dura ancora un anno, fino al 30 giugno 2013). Il Livorno cerca un attaccante e sta seguendo Papazoglou (Paok Salonicco), greco del 1988 di un metro e 96 che si può prendere a zero (occhio anche allo Spezia che ci sta facendo un pensierino). Il Modena sonda Rafael (ex Bologna, difensore brasiliano), sul quale c’è anche la Ternana. Lanciano: fatta per Fofana (Siracusa), vicini Madonia (Trapani) e Vanin (Sorrento). © RIPRODUZIONE RISERVATA

MERCATO

IL CASO

C’è Scienza per il Vicenza Pavia, vicino La Camera

«Taranto in B grazie al Tar» Tifosi in festa ma è una bufala

L’ultima idea per la panchina del Vicenza si chiama Giuseppe Scienza, fino al dicembre scorso sulla panchina del Brescia. Il Catanzaro ha ufficializzato Fioretti (Gavorrano) e Fiore (Chieti), mentre si lavora per avere Pisseri (Parma) in prestito. Il Gubbio ha ingaggiato Grea (Alto Adige), si avvicina a Guerri (Barletta), insegue Lebran (AlbinoLeffe), aspetta il sì di Baiocco (Siracusa) e ha nel mirino Lebran (AlbinoLeffe), Improta (Genoa-Milan) e Del Core (Andria). La Reggiana attende Camillucci e Antonelli che sono legati ancora da un anno di contratto con il Sorrento e il Lumezzane. Il Viareggio (Cuoghi in pole per la panchina) segue Torregrossa (Udinese, nella scorsa stagione al Monza) e Benedetti (Prato). Cuneo su D’Onofrio (Viareggio). Pavia a un passo da La Camera (Benevento) e segue Scampini (Pisa). Il Como ha preso Micai (Palermo) in prestito. Seconda divisione Ufficiale Giovanni Tedesco allenatore del Foligno che segue Balistreri (Perugia), Girardi (Taranto) e Castiglia (Spal). Revocato lo stato di liquidazione del Casale che ora lotta contro il tempo per iscriversi.

Che caos. Taranto passa in poche ore dalla gioia alla delusione per colpa di uno scherzo di cattivo gusto. Ieri poco dopo le 14 si diffonde la voce che il Tar del Lazio ha accolto il ricorso contro i sei punti di penalizzazione al Taranto e che la società è stata ripescata in serie B. Circola anche un documento, palesemente un falso contro cui la Federcalcio sta valutando se sporgere querela, che accredita la voce. Un falso anche fatto male, visto che si tratta di poche righe scritte sul «ruolo d’udienza», il foglio che viene affisso fuori dell’aula dove si svolge un dibattimento. Sembra addirittura che il presidente del Taranto si sia rivolto alla segreteria della Lega di B per chiedere «quali documenti servivano per l’iscrizione». Insomma un gran caos condito da caroselli di auto e bagni nelle fontane cittadine. Poi, pian piano la verità si fa largo. Il Tar, onde evitare strumentalizzazioni, pubblica la sentenza vera: «Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Quater) definitivamente pronunciando sul ricorso lo dichiara inammissibile». Del resto la Cassazione era stata chiara: il Tar non può intervenire su sanzioni sportive e tanto meno lo può fare su richiesta di tifosi.

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NOMI CALDI 1

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3

1 Emiliano Bonazzoli, 33 anni, attaccante della Reggina LAPRESSE 2 Davide Colomba, 23 anni, Il figlio del tecnico Franco giocherà nell’Ascoli LIVERANI 3 Fernando Forestieri, 22 anni, piace al Novara IANUALE


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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CICLISMO DOMANI IL VIA 21 TAPPE, 3497 KM Il 99˚Tour de France che scatta domani da Liegi si concluderà domenica 22 luglio con la consueta passerella sui Campi Elisi. Queste le tappe. Domani: prologo a Liegi (Belgio), cronometro individuale 6,4 km. Domenica 1 luglio: 1ª tappa Liegi-Seraing (Belgio), 198 km. Lunedì 2 luglio: 2ª tappa Visé-Tournai (Belgio), 207,5 km. Martedì 3 luglio: 3ª tappa Orchies-Boulogne sur Mer, 197 km. Mercoledì 4 luglio: 4ª tappa Abbeville-Rouen, 214,5 km.

Da Liegi È LA 99a EDIZIONE

Tre arrivi in salita, nove occasioni per i velocisti e 101,4 km a crono

Giovedì 5 luglio: 5ª tappa Rouen-Saint Quentin, 196,5 km. Venerdì 6 luglio: 6ª tappa Epernay-Metz, 207,5 km. Sabato 7 luglio: 7ª tappa Tomblaine-La Planche des Belles Filles, 199 km. Domenica 8 luglio: 8ª tappa Belfort-Porrentruy (Svizzera), 157,5 km. Lunedì 9 luglio: 9ª tappa Arc et Senans-Besançon, cronometro individuale 41,5 km. Martedì 10 luglio: riposo. Mercoledì 11 luglio: 10ª tappa Mâcon-Bellegarde sur Valserine,

DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI LIEGI (Belgio)

Da qui, domani alle 14, scatta il Tour de France numero 99 della storia. Una corsa che, ogni volta, è epocale. Una corsa che, ogni volta, fa pedalare il mondo. Una corsa che, ogni volta, dev’essere scoperta. Ecco i 10 leit-motiv di questa edizione, che per molti farà anche da trampolino verso i Giochi olimpici di Londra.

1l’edizione Il solito Tour aspettando trionfale numero 100 del 2013? Sulla carta, è un bel Tour. E, sulla strada, potrebbe essere bellissimo. Nove tappe piatte, quattro miste con un arrivo in salita, cinque di montagne con due arrivi in salita, un cronoprologo e due crono individuali per un totale di 101,4 chilometri. Quest’anno, prima le Alpi (Grand Colombier, Madeleine, Croix de Fer...), poi i Pirenei (Aubisque, Tourmalet, Aspin, Peyresourde, Port de Balès...). Più salite: 25 colli fra seconda, prima e fuori categoria. Due gli sconfinamenti: subito in Belgio, poi in Svizzera. Apparentemente non ci sono trappole, come il pavé, ma il ciclismo è, di per sé, uno slalom fra le trappole.

2 Una curiosità: un arrivo è alla Planche des Belles Filles. Con quel nome, di che posto si tratta? Traduzione: il palcoscenico delle belle ragazze. E’ una delle nove sedi inedite, fra partenze e arrivi, di questo Tour. E’ una cima nella catena dei Vosgi, a 1148 metri, e prende il nome da una fuga delle donne della valle, che volevano scappare da un massacro dei vichinghi nel XV secolo. Non ci riuscirono.

3 Gli abbuoni? Zero. Christian Prudhomme, il direttore del Tour, ha fatto piazza pulita. Perché privilegiare le tappe piatte, penalizzare quelle in salita e ignorare quelle a cronometro? O sempre o mai. Zero abbuoni signifi-

Tante stelle a caccia del trono di re Evans Da Wiggins a Nibali e Gesink: pronostico incertissimo. E per il vincitore 450 mila euro

Storico Cadel Evans, 35 anni, sui Campi Elisi dopo la vittoria al Tour 2011 BETTINI

TOUR CHAMPAG ca condizioni uguali per tutti. Il massimo della democrazia ciclistica.

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Evans contro Wiggins. Sarà questo il duello? Cadel, il detentore del titolo. E Bradley, lo sfidante. Sono i due favoriti. L’australiano, quest’anno, ha puntato tutto sul bis al Tour, ha dato segnali di forza fisica e mentale, e dimostrazioni di determinazione e coraggio. L’inglese non ha fallito un obiettivo, dalla Pari-

gi-Nizza al Giro del Delfinato. Non ci sono Contador (squalifica) e Andy Schleck (infortunio), ma il livello dei protagonisti è altissimo. Il massimo della gerarchia ciclistica.

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Nomi e cognomi? Per la generale: Ryder Hesjedal, che ha vinto — primo canadese della storia — il Giro d’Italia, poi Frank Schleck, Jurgen Van den Broeck, Samuel Sanchez e Alejandro Valverde, Robert Gesink, Levi Leiphe-

Gazzetta.it UNA GRANDE BOUCLE SENZA SEGRETI CON SERVIZI, AUDIO, VIDEO Su Gazzetta.it tutti i giorni potete seguire il Tour: cronaca live delle fasi principali, audio e video dalla corsa, gli highlights con le immagini più spettacolari della tappa

imer, Pierre Roland, Denis Menchov... Per le volate: il campione del mondo Mark Cavendish, Peter Sagan, Andre Greipel e Marcel Kittel, Tyler Farrar, Matthew Goss, José Rojas e Oscar Freire... Per le tappe: Philippe Gilbert, Fabio Cancellara, Tony Martin, Thomas Voeckler, Edvald Boasson Hagen, Sylvain Chavanel, Simon Gerrans, Alexandre Vinokourov...

6 E gli italiani?

GIRODONNE OGGI A NAPOLI IL VIA: DALLA VOS ALLA POOLEY CI SONO TUTTE LE PIÙ FORTI AL MONDO

Bronzini: «Il mio test per i Giochi» L’iridata cerca volate per provare Londra: «Le cadute sono dimenticate» GIULIA DE MAIO NAPOLI

Parte oggi da Napoli il GiroDonne, la corsa a tappe femminile più importante al mondo che si concluderà dopo 9 tappe a Bergamo. Al via da Piazza

Giorgia Bronzini, 28 anni BETTINI

Plebiscito, a mezzogiorno, 129 atlete, tra cui 14 campionesse nazionali, la maglia rosa uscente Marianne Vos che è anche l’atleta più pronosticata per il successo nella generale 2012 e la campionessa del mondo Giorgia Bronzini. Per la piacentina, in particolare, sarà un banco di prova molto importante sulla strada che porta ai Giochi di Londra. Si presenta a due mesi dalla lussazione alla spalla subita in Lussemburgo e pochi giorni dopo i Campionati italiani vinti dalla compagna di squadra Giada Borgato. «Sto molto

bene — afferma —: dopo le cadute di inizio stagione mi sono rimboccata le maniche e ho recuperato. Sono pronta a una decina di giorni al massimo per raccogliere tutto quel che si può nelle tappe adatte a me, come quella di oggi, e capire le mie condizioni in vista di Londra». Ultima recita Il Giro sarà l’ultimo appuntamento italiano. «E per questo — dice Giorgia — voglio capire come sto e in quale direzione dovrò lavorare nel ritiro della Nazionale a Livigno

in cui sarò impegnata con le altre azzurre al termine del Giro. In volata con avversarie come la tedesca Teutenberg potrò testare la gamba al meglio». Per la generale, la Bronzini non ha dubbi. «Sarò poco originale, ma dico Vos. È un’atleta straordinaria e, anche se due sere fa, appena è arrivata in Italia, le hanno rubato la bici, sarà il faro della corsa. Oltre a lei da tenere d’occhio Arndt e Pooley, che come Marianne, oltre ad andar forte, hanno alle spalle una squadra che può controllare la corsa. Che cosa ho portato in valigia per questo Giro? Il sorriso e la voglia, insieme alle altre ragazze, di far conoscere il ciclismo femminile agli italiani». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Quindici, in tutto. Pochi. Per la generale, Vincenzo Nibali: ha saltato il Giro, che poteva vincere, per dedicarsi al Tour e magari scalare il podio. Per le tappe di montagna, Michele Scarponi: al Giro aveva perso il sorriso, qui può riaccenderlo. Per le volate, Alessandro Petacchi: ma le sue condizioni, e anche la sua voglia, sono da verificare. Per le fughe, Marco Marcato. Gli altri saranno devoti ai loro capitani, compreso Ivan Basso, che si metterà a disposizione di Nibali come Vin-

la guida (g. de maio) Al via 129 atlete di 17 squadre (e 26 Paesi). Grande favorita è l’olandese Marianne Vos, 1ª nel 2011, seguita dalla britannica Pooley e dalla tedesca Arndt. Per la classifica l’Italia si affida soprattutto a Guderzo e Cantele. Nove le tappe in programma, per quasi 1000 km che toccheranno 7 regioni e 20 province. Le tappe - Oggi: 1ª, Napoli-Terracina (Lt) 139,1 km. Domani: 2ª, cronometro a Roma, 7,2 km. Domenica: 3ª, Vernio (Po)-Castiglione dei Pepoli (Bo), 124 km. Lunedì: 4ª, Montecatini (Pt)-Montecatini (Pt), 98 km. Martedì: 5ª, Polesella (Ro)-Molinella (Bo), 118,7 km. Mercoledì: 6ª, Modena-Salsomaggiore (Pr), 124 km. Giovedì: 7ª, Voghera (Pv)-Castagnole delle Lanze (At), 130 km. Venerdì: 8ª, Crugnola di Mornago (Va)-Lonate Pozzolo (Va) 116,2 km. Sabato 7: 9ª, Sarnico (Bg)-Bergamo, 108 km


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194,5 km. Giovedì 12 luglio: 11ª tappa Albertville-La Toussuire Les Sybelles, 148 km. Venerdì 13 luglio: 12ª tappa Saint Jean de Maurienne-Annonay Davézieux, 226 km. Sabato 14 luglio: 13ª tappa Saint Paul Trois Châteaux-Le Cap d'Agde, 217 km. Domenica 15 luglio: 14ª tappa Limoux-Foix, 191 km. Lunedì 16 luglio: 15ª tappa Samatan-Pau, 158,5 km. Martedì 17 luglio: riposo. Mercoledì 18 luglio: 16ª tappa

Pau-Bagnères de Luchon, 197 km. Giovedì 19 luglio: 17ª tappa Bagnères de Luchon-Peyragudes, 143,5 km. Venerdì 20 luglio: 18ª tappa Blagnac-Brive la Gaillarde, 222,5 km. Sabato 21 luglio: 19ª tappa Bonneval-Chartres, cronometro individuale 53,5 km. Domenica 22 luglio: 20ª tappa Rambouillet-Parigi, 120 km. IN TV Ogni giorno sono previste lunghe dirette su RaiSport 2 (domani il prologo dalle 14.50) e su Eurosport.

Cavendish per le volate, ma occhio a Goss, Greipel e al nuovo cannibale Sagan

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Il Giro d’Italia, ma anche il Giro di Svizzera, sono stati vinti da «outsider». Potrà succedere anche al Tour? Sì, ammesso che Nibali o Gesink, Hesjedal o Valverde, possano essere considerati «outsider». Questo è un ciclismo più di squadra, a volte di più squadre, più controllato dai corridori, e soprattutto dall’antidoping, più studiato e ragionato. La differenza sarà fatta proprio dall’immaginazione, dalla fantasia, dalla follia.

GNE cenzo fece con lui al Giro 2010.

7 Quali saranno le tattiche? Wiggins, il più forte a crono, altrove si difenderà. Tutti gli altri dovranno attaccarlo sulle montagne: in salita, ma anche in discesa. Lo farà Evans, come è successo al Giro del Delfinato. E dovrebbe farlo anche Nibali, che ha la vocazione per l’avventura e ci dovrà provare pure in discesa. Gli attacchi —

9 Lo scorso anno una macchina del seguito urtò lo spagnolo Flecha e fece volare l’olandese Hoogerland. Provvedimenti? Prudhomme ha riconosciuto che il Tour si è ingigantito, e che bisogna tornare a dimensioni più ragionevoli. La cura dimagrante è cominciata riducendo il numero delle moto in corsa, delle persone ai villaggi di partenza e degli spazi nella zona tecnica.

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Un’ultima domanda: quanto guadagnerà il vincitore del Tour? La bellezza di 450 mila euro. Ma, come nella tradizione del ciclismo, rinuncerà al premio e lo dividerà fra compagni di squadra e staff.

DOPING TRA GLI AMATORI

Ai piedi di Bradley L’antidivo che ama il rock: ecco chi è Bradley Wiggins, l’ex pistard che sogna il Tour. FOCUS A PAGINA 47

INCHIESTA PRELIMINARE

Pratiche illecite al Tour 2011 Guai Europcar

LIEGI (Belgio) - Sono stati gli eroi francesi dell’ultimo Tour de France: Thomas Voeckler (nella foto), a lungo in giallo e giusto ai piedi del podio a Parigi. E Pierre Rolland, trionfatore sul mito-Alpe d’Huez. Ma ieri, all’appuntamento con i cronisti, per il primo quarto d’ora (almeno) non si è potuto parlare di ciclismo. Perché la loro squadra, l’Europcar di Jean Rene Bernaudeau (non partecipa di diritto ma è invitata dagli organizzatori), è oggetto di una indagine preliminare del parquet di Parigi (aperta ad agosto 2011), riguardante la possibilità di pratiche illecite effettuate al Tour 2011. Le indagini sono state affidate all’Oclaesp, l’ufficio centrale di lotta contro gli attentati all’ambiente e alla salute pubblica. I sospetti riguardano il presunto utilizzo di iniezioni per accelerare il recupero dopo le tappe (pratica vietata dalla Wada) e l’utilizzo di corticoidi per accrescere le prestazioni. Bernaudeau, Voeckler e Rolland hanno respinto ogni addebito, e si sono detti tranquilli. La squadra a quanto sembra non rischia l’esclusione dal Tour (che si dice sia stato infastidito dalla fuga di notizie a così poco dal via), ma di certo non è il miglior modo di cominciare.

(mi.la.) La squadra Mobile di Pavia sta svolgendo un’inchiesta, coordinata dal procuratore della Repubblica Paolo Mazza, sull’uso di sostanze dopanti nel ciclismo a livello amatoriale. Nel mirino degli inquirenti sono finite quattro persone, tre residenti in provincia di Pavia e uno in provincia di Piacenza. Indagati Fra gli indagati figura il ciclista A.R., di 50 anni. Nella sua casa sarebbero state rinvenute sostanze dopanti e lo stesso ciclista a un controllo antidoping sarebbe risultato positivo all’epo ricombinante e al testosterone di origine non endogena. Perquisita anche l’abitazione di M.D., all’interno della quale sarebbe stato trovato del testosterone. Nessuna traccia di sostanze sospette invece a casa di altri due soggetti: anche loro però sono accusati di aver consumato Epo.

Ciro Scognamiglio

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Chiesto un anno e addio Olimpiade La Procura Coni non gli crede: la frequentazione del dottor Ferrari sarebbe continuata fino al 2010 S

MAURIZIO GALDI ROMA

La Procura antidoping del Coni ha chiesto un anno di squalifica per Filippo Pozzato «per essersi avvalso della consulenza e prestazione di soggetto inibito durante il periodo 2005-2010 e quindi in modo continuo e reiterato, violando le disposizioni normative succedutesi durante l’anzidetto periodo». E dal comunicato emerge un’altra novità: Pozzato è andato dal dottor Michele Ferrari anche dopo il 2009. E quindi nel 2010, l’anno del 4˚ posto al Mondiale di Geelong. Insomma, la collaborazione che sembrava aver dato in un primo tempo il corridore non è servita a contenergli la squalifica. In realtà la Procura ha ritenuto che Pozzato non abbia detto la verità. Intanto, sin dal 2008 Ettore Torri aveva personalmente informato tutti i medici sportivi del ciclismo e i dirigenti delle principali società di quali fossero i medici inibiti. E aveva avvertito che, frequentandoli, i loro atleti sarebbero incorsi in squalifica. Inoltre nel 2008 proprio la Liquigas, squadra per cui correva Pozzato e che a fine anno non aveva rinnovato il contratto al veneto, aveva annunciato ai suoi tesserati pesanti ammende se avessero frequentato medici esterni al team.

Filippo Pozzato, 30 anni, pro’ dal 2000, 44 successi in carriera, vincitore della Sanremo 2006 e 4˚ al Mondiale 2010. Quest’anno con la Farnese-Selle Italia ha vinto il Gp Larciano e s’è piazzato 2˚ al Giro delle Fiandre dietro a Tom Boonen. Il c.t. Bettini puntava su di lui per la gara olimpica di Londra: Pippo può continuare a correre, ma non in azzurro. FOTO ANSA

Un lunga telefonata Pro-

babilmente sul deferimento di Pozzato ha influito anche una lunga telefonata che il procuratore antidoping del Coni, Ettore Torri, ha avuto in questi giorni con il pm della Procura di Padova Benedetto Roberti. I due hanno parlato soprattutto dei tempi di chiusura dell’inchiesta veneta, ma probabilmente i due magistrati si saranno anche scambiati informazioni sull’audizione di Pozzato il 19 giugno alla Procura antidoping. Proprio da questo sarebbero emerse le contraddizioni se, a verbale, Pozzato aveva fatto scrivere di aver frequentato Ferrari («solo per le tabelle di allenamento») dal 2005 al 2009 mentre ora nel deferimento si parla di 2010.

in Gazzetta

A LONDRA INTESA CON L’AGENZIA DI DIRITTI AUDIO-VISIVI

LA MAGLIA AZZURRA

Giro, accordo con Img Più visibilità all’estero

Rabottini rinnova con la Farnese Matteo Rabottini, 24 anni, vincitore all’ultimo Giro della tappa dei Resinelli e della maglia azzurra di re dei gran premi della montagna, ha fatto visita in Gazzetta e ha confessato il suo prossimo obiettivo: il Lombardia. Intanto ha appena firmato il rinnovo del contratto: anche nel 2013 correrà con la Farnese Vini.

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y Pozzato deferito

In gara 15 italiani: Scarponi e Basso fanno il bis dopo il Giro. Come la rosa Hesjedal sentimento, più che ragione — sono sempre l’anima del ciclismo. Lo stesso Prudhomme dice di aver previsto più montagne nel percorso che alla fine proprio per incendiare la corsa.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO MARTUCCI LONDRA

«Per crescere il ciclismo». Come annuncia, da Londra, Giacomo Catano, amministratore delegato Rcs Sport. «Per aumentare la visibilità del Giro d’Italia e delle altre corse organizzate da Rcs a livello internazionale e ad agevolare milioni di appassionati nel mondo ad apprezzare anche le bellezze dell’Italia tutta». La Rcs Sport

si accorda per 8 anni (almeno fino al 2020) con la Img, l’agenzia-colosso di eventi sportivi, quale advisor nella vendita e distribuzione dei diritti audio-visivi del Giro a livello mondiale, con un occhio particolare a new media ed alta definizione. Non solo il Giro: entrano nella partnership anche Sanremo, Lombardia, Tirreno-Adriatico, Strade Bianche e Gran Piemonte. La Rai resta il partner ideale nazionale. «Ma Rcs ha lanciato nel 2009 la sfida internazionale e stiamo lavorando per ren-

Tempi di giudizio Chiaramente fino alla decisione del Tribunale nazionale antidoping (Tna) Pozzato può continuare a correre, nei suoi confronti non c’è nessuna richiesta di sospensione salvo le norme che gli impediscono di indossare la maglia azzurra. Lunedì il Tna dovrebbe riunirsi per decidere il giorno dell’udienza. Addio Olimpiadi Ma il deferimen-

to impedisce di fatto la convocazione di Pozzato nella squadra azzurra che parteciperà all’Olimpiade, di cui Pippo avrebbe dovuto essere la punta. A chiarirlo, in una nota ufficiale, lo stesso presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco. «I regolamenti del Cio non consentono agli atleti che abbiano deferimenti in corso di partecipare ai Giochi — ha detto —. D’altronde, il fatto che questa federazione stia privilegiando i contenuti etici rispetto a quelli sportivi è ormai acclarato». E il corridore, che non è stato possibile raggiungere al telefono, su twitter si è limitato a un messaggio: «Grazie a tutti i tifosi vicini... per me siete importantissimi!! Oggi meglio non commentare... Magari ci penso un attimo a mente fredda». L’inchiesta penale Intanto l’inchiesta della Procura di Padova dovrebbe essere arrivata alle battute finali. Il pm Roberti dovrebbe aver ricevuto in questi giorni anche del materiale della Procura di Torino. Si tratta di una vecchia inchiesta del 24 settembre 2001 che aveva portato a 12 arresti e 102 indagati. Oltre a cicloamatori c’erano bodybuilder, calciatori e nuotatori, dietro tutto questo ci sarebbe stato anche un personaggio già noto alle Procure di diverse città italiane, coinvolto in inchieste da Brescia a Trento, visto anche all’ultimo Giro d’Italia. Roberti, con gli uomini dei carabinieri del Nas di Firenze e Brescia e la Gdf di Padova, starebbe approfondendo i contatti di questa persona con molti ciclisti di alto livello di cui sarebbe «molto amico». © RIPRODUZIONE RISERVATA

dere la corsa e la copertura televisiva il più spettacolare possibile», puntualizza Michele Acquarone, direttore generale di Rcs Sport. Pubblico internazionale già notevole per il Giro, toccando 156 Paesi, 5 continenti, 125 milioni di abitazioni, con un’audience globale di circa 775 milioni. «Rcs Sport ha una forte vocazione internazionale e Img è il giusto partner per sviluppare strategie globali», precisa Catano a Ioris Francini, direttore esecutivo acquisizioni e vendite Img Media. Entusiasta dall’esperienza al Giro: «L’attrattiva del ciclismo su strada, per sponsor e media, è oggi più forte che mai». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MOTOMONDIALE GP OLANDA MOTOGP/LIBERE 1 PILOTA 1. LORENZO

(NAZ-MOTO) TEMPO (SPA-YAMAHA) 1'35"106 media 171,926 Km/h

2. PEDROSA

(SPA-HONDA)

1'35"126

3. STONER

(AUS-HONDA)

1'35"181

4. SPIES

(USA-YAMAHA)

1'35"555

5. HAYDEN

(USA-DUCATI)

1'35"841

6. BAUTISTA

(SPA-HONDA)

1'35"867

7. BARBERA

(SPA-DUCATI)

1'35"970

8. DOVIZIOSO

(ITA-YAMAHA)

1'35"995

y

QUALIFICA DALLE 13

Domani si corre ad Assen (4.542 m) il GP Olanda, settima prova (su 18) del Motomondiale 2012

9. CRUTCHLOW (GB-YAMAHA)

1'36"031

10. ROSSI

(ITA-DUCATI)

1’36"084

S

11. BRADL

(GER-HONDA)

1'36"737

12. DE PUNIET

(FRA-ART)

Oggi Libere 3 ore 9.15 Moto3; ore 10.10 MotoGP; ore 11.10 Moto2. Qualifiche ore 13 Moto3; ore 13.55 MotoGP ore 15.10 Moto2. Libere e qualifiche in diretta su Italia 2; qualifiche anche su Italia 1

13. A.ESPARGARO (SPA-ART)

1'37"187 1'37"365

14. PIRRO

(ITA-FTR)

1'37"771

15. ABRAHAM

(R.CEC-DUCATI)

1'37"850

16. PASINI

(ITA-ART)

17. HERNANDEZ (COL-BQR)

1'38"642 1'38"649

18. EDWARDS

(USA-SUTER)

1'39"076

19. PETRUCCI

(ITA-IODA)

1'39"385

20. ELLISON

(GB-ART)

1'39"495

21. SILVA

(SPA-BQR)

1'39"530

MOTOGP/ LIBERE 2 PILOTA 1. SPIES

(NAZ-MOTO) TEMPO (USA-YAMAHA) 1’34"866 media172,361km/h

2. CRUTCHLOW (GB-YAMAHA)

1’34"872

3. HAYDEN

(USA-DUCATI)

1’34"968

4. BAUTISTA

(SPA-HONDA)

1’35"008

5. LORENZO

(SPA-YAMAHA)

1’35"057

6. PEDROSA

(SPA-HONDA)

1'35"080

7. DOVIZIOSO

(ITA-YAMAHA)

1’35"257

8. ROSSI

(ITA-DUCATI)

1’35"296

9. BARBERA

(SPA-DUCATI)

1’35"298

10. STONER

(AUS-HONDA)

1'35"304

11. BRADL

(GER-HONDA)

1'35"337

12. A. ESPARGARO (SPA-ART)

1’36"615

13. DE PUNIET

(FRA-ART)

1'36"871

14. PIRRO

(ITA-FTR)

1'37"057

15. HERNANDEZ (COL-BQR)

1'37"572

16. ABRAHAM

(R. CEC-DUCATI)

1'37"628

17. PASINI

(ITA-ART)

1'37"657

18. EDWARDS

(USA-SUTER)

1'37"669

19. ELLISON

(GBR-ART)

1'37"973

20. SILVA

(SPA-BQR)

1'38"279

21. PETRUCCI

(ITA-IODA)

1'38"373

MOTO2 PILOTA (NAZ-MOTO) TEMPO 1. P. ESPARGARO (SPA-KALEX) 1’38"421 media 166,135 km/h 2. IANNONE

(ITA-SPEED UP)

3. AEGERTER

(SVI-SUTER)

1’38"872

4. MARQUEZ

(SPA-SUTER)

1’39"063

5. ZARCO

(FRA-MOTOBI)

1’39"130

6. CORTI 7. ELIAS

(ITA-KALEX) (SPA-SUTER)

1’39"148 1’39"160

8. CORSI

(ITA-FTR)

1’38"568

1’39"182

9. REDDING (GB-KALEX) 10. DE ANGELIS (RSM-FTR)

1’39"232 1’39"318

11. SMITH

(GB-TECH 3)

1’39"362

12. KALLIO

(FIN-KALEX)

1’39"373

13. RABAT

(SPA-KALEX)

1’39"424

14. LUTHI

(SVI-SUTER)

1’39"456

15. NAKAGAMI (GIA-KALEX) 16. NEUKIRCHNER (GER-KALEX)

1’39"486 1’39"493

17. WILAIROT

(TAI-SUTER)

1’39"554

18. ROLFO 19. TEROL

(ITA-SUTER) (SPA-SUTER)

1’39"704 1’39"824

20. DI MEGLIO

(FRA-SPEED UP)

1’40"006

21. WEST

(AUS-MORIWAKI)

1’40"084

22. KRUMMENACHER (SVI-KALEX)

1’40"107

MOTO3 PILOTA 1. M. VIÑALES

(NAZ-MOTO) TEMPO (SPA-FTR HONDA) 1’44"312 media 156,752 km/h

2. OLIVEIRA (POR-SUTER HONDA)

1’45"049

3. AJO

(FIN-KTM)

1’45"299

4. CORTESE

(GER-KTM)

1’45"306

5. SALOM

(SPA-KALEX KTM)

1’45"480

6. TECHER

(FRA-HONDA)

1’45"504

Spies Revival

S Domani Warm-up Su Italia 2: ore 8.40 Moto3; ore 9.10 Moto2; ore 9.40 MotoGP. Gare Su Italia 1 e 2: ore 11 Moto3 (22 giri, 99,924 km); ore 12.20 Moto2 (24 giri, 109,008 km); ore 14 MotoGP (26 giri, 118,092 km).

S Classifiche MotoGP 1. Lorenzo p. 140 2. Stoner 115 3. Pedrosa 101 4. Crutchlow 66 5. Dovizioso 60 6. Rossi 58 7. Bautista 58 8. Bradl 51 Moto2 1. Marquez p. 102 2. Espargaro 96 3. Luthi 96 4. Iannone 84 Moto3 1. Viñales p. 105 2. Cortese 103 3. Salom 75 4. Fenati 61

S Prossima gara 8 luglio GP Germania Sachsenring

Ben torna primo ad Assen 11 piloti in 438 millesimi! Solo l’americano, che qui ha vinto nel 2011, e Pedrosa hanno il ritmo gara di Lorenzo DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO FALSAPERLA ASSEN (Olanda)

Che cosa succede? Non piove e non tira vento ad Assen, Valentino Rossi 4o a due decimi dal miglior tempo, senza che la pista sia bagnata. Nicky Hayden addirittura primo a 6’ dalla fine. È proprio una giornata particolare. Anche se alla fine Ben Spies e Cal Crutchlow superano l’americano per poco più di un decimo e Valentino scivola all’ottavo posto (dietro Andrea Dovizioso), anche se con soli 4 decimi di ritardo: il margine più ristretto dell’anno. Lavoro Ma Nicky e Valentino tirano il freno a mano. Le argomentiazioni, ora che le due moto sono molto simili nella messa a punto di ciclistica e nella gestione dell’elettronica, che è evoluta rispetto alla gara precedente, coincidono: «Con la gomma nuova siamo abba-

Battaglia Perché ci sono pratica-

mente tutti gli 11 ufficiali (Abraham, 16o, soffre ancora delle fratture alla mano sinistra) racchiusi addirittura in 438 millesimi: niente! Ma anche le Crt, con l’ottimo Aleix Espargaro, non sono lontane, visto che prendono 1"749. Merito principale della pista, che una volta era l’università della moto con i suoi 6 chilometri, mentre oggi è una semplice scuola dell’obbligo, da poco più di 4,5 km decisamente me-

S Ben Spies 27 anni, ha vinto il Mondiale Superbike nel 2009 con la Yamaha. Dal 2010 corre in MotoGP per la Casa di Iwata CANONIERO MEMEDIA

Ricordi Muovendosi tra i mille-

simi non è facile ricostruire i valori della giornata. Davanti a tutti c’è Ben Spies, che si deve essere ricordato di aver vinto qui lo scorso anno, la sua prima e unica gara in MotoGP, poi Cal Crutchlow e Nicky Hayden a chiudere l’ipotetica prima fila. Dietro Alvaro Bautista (lo spagnolo di Gresini sembra essersi svegliato e non vuole più fermarsi), Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa, i due più seri candidati alla vittoria. Guai Jorge lavora solo per la gara e nel pomerig-

gio non ha toccato le gomme morbide, che non si useranno in gara. Eppure ha fatto tutti i giri sul passo di 1’35" basso, che solo Pedrosa e Spies riescono a tenere con una cadenza vicina. Se vedere la Yamaha veloce non è una novità, stupisce vedere davanti Dani nelle libere. Ma c’è da portare al limite la Honda e le novità (un telaio differente) per risolvere l’ormai cronico chattering. «La situazione è migliorata ma il merito è dell’elettronica, non del telaio». È rilassato lo spagnolo, forse perché in questi giorni potrebbe firmare il rinnovo con la Hrc. Rabbia Saettavano, invece,

fuori dal casco gli occhi di Casey Stoner, praticamente ultimo (10o) anche se staccato di soli 438 millesimi. «Abbiamo perso tutta la mattina per cercare di risolvere il chattering, senza riuscire a preparare la gara. E al pomeriggio il nuovo telaio è diventato nervoso». La Honda continua a farlo soffrire. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE ALTRE CLASSI IN MOTO3 VIÑALES SCATENATO MENTRE FENATI È SOLO DECIMO

Iannone nella scia di Pol Espargaro

7. KORNFEIL(R.CEC-FTR HONDA)

1’45"525

8. KENT

1’45"641

GIOVANNI ZAMAGNI

9. RINS (SPA-SUTER HONDA)

1’45"716

ASSEN

10. FENATI

(ITA-FTR HONDA)

1’45"733

11. MONCAYO

(SPA-KALEX KTM)

1’45"797

12. ANTONELLI (ITA-FTR HONDA)

1’45"891

13. ROSSI

(FRA-FTR HONDA)

1’45"925

14. MASBOU

(FRA-HONDA)

1’45"938

15. SISSIS

(AUS-KTM)

1’45"959

16. FAUBEL

(SPA-KALEX KTM)

1’45"971

17. BINDER

(RSA-KALEX KTM)

1’46"126

18. VAZQUEZ

(SPA-FTR HONDA)

1’46"199

25. TONUCCI

(ITA-FTR HONDA)

1’46"951

27. GROTZKYJ (ITA-SUTER HONDA)

1’47"400

34. MORCIANO (ITA-IODA)

1’48"516

(GB-KTM)

stanza veloci, però dopo pochi giri le prestazioni calano in modo preoccupante». Parliamo di soli 2-3 passaggi, per il surriscaldamento della gomma posteriore che inizia a flettere (diventando meno precisa) e di conseguenza a rovinarsi prima. Sarà anche così ma fa piacere vedere le rosse lottare gomito a gomito con gli altri, in una giornata di libere esaltante dal punto di vista cronometrico.

no entusiasmanti. Ma tra le cause ci sono anche le condizioni climatiche, praticamente perfette, con l’asfalto caldo e il vento quasi assente. Quindi oggi sarà piuttosto difficile migliorare molto. Così resteranno ancora validi i riferimenti delle 800, anche se la pista viene considerata nuova, visto che la curva 6 è stata «aperta» nella traiettoria e dovrebbe essere un po’ più veloce.

Vola Pol Espargaro, il pilota più in forma della Moto2: solo Andrea Iannone riesce a stargli in scia. Vola Maverick Vinales, il grande favorito della Moto3 e nessuno riesce a contenerlo: il più immediato inseguitore, Miguel Oliveira, si è preso 0”737 su una pista dove i distacchi sono di solito molto contenuti. Non si possono emettere

verdetti dopo una sola giornata di prove libere, ma è evidente che Espargaro e Vinales puntano a ripetere il successo dell’ultimo GP di Gran Bretagna, dove avevano anche conquistato la pole position. Pol è stato molto costante, così come Iannone, protagonista di prove certamente positive. «Ci manca solo un po’ di accelerazione in uscita di curva, ma nel complesso siamo messi bene», commenta soddisfatto. Andrea, sempre più a suo agio con la moto, sa che siamo in un momento cru-

Andrea Iannone, 22 anni, primo a Montmelò IPP

ciale della stagione e sembra pronto a resistere agli attacchi degli spagnoli, con Marc Marquez per il momento solo 4O a oltre 6 decimi. Sesto Claudio Corti, scivolato senza conseguenze al mattino, con Simone Corsi 8o e il sanmarinese Alex De Angelis 10o. Per Alex, che ha lasciato la Suter a favore della FTR, sensazioni positive, al di là di una innocua caduta nel pomeriggio. In Moto3, migliore italiano è Romano Fenati, 10o a 1"4 da Vinales, ma vicinissimo a tutti gli altri, con Niccolò Antonelli 12o a un decimo da Fenati: entrambi stanno ancora imparando i segreti di Assen. © RIPRODUZIONE RISERVATA


VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

GALLERIA 1

La Ducati si risveglia Hayden punta in alto Nicky 3O: «Credo in questa marca e voglio restarci» Valentino ottavo: «Più veloci, ma le gomme soffrono»

2 DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI ASSEN (Olanda)

3

4

«Io credo in questa moto. Sono convinto che prima o poi sarà competitiva, visto il tantissimo lavoro che stanno facendo a Borgo Panigale e anche il sostegno degli sponsor che ci mettono i soldi». A professare il suo amore per la Ducati non è Valentino Rossi ma Nicky Hayden, attorno al cui nome da qualche settimana aleggia quello di Cal Crutchlow, candidato a sedere sulla Desmosedici 2013. «Cal per il suo stile potrebbe essere una buona scelta per la Ducati, perché no?», commenta Valentino, che nell’occasione non ricorre alla diplomazia di Fernando Alonso, sempre pronto a proteggere Felipe Massa. Opzione In ogni caso, Hayden sa

1. Valentino discute col capotecnico Burgess 2. Sempre il Dottore impegnato in curva 3. Nicky Hayden esprime la sua soddisfazione 4. Barbera sulla sua Ducati satellite MILAGRO

che il suo percorso in rosso potrebbe avere un termine a breve almeno in MotoGP. «Tra un paio di giorni (a fine mese; n.d.r.) scade l’opzione che la Ducati vanta nei miei confronti, ma mi hanno già detto che finché il discorso con l’Audi non sarà completato non possono decidere. So che Valentino resta la prima opzione per loro, ma io voglio restare in MotoGP

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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consumo gomme». Parole che ricalcano quelle di Rossi, secondo il quale «il sottosterzo rimane sempre un problema da risolvere, ma ormai ho capito che è una caratteristica di questa moto. In questo momento però il consumo dei pneumatici è il guaio maggiore». La faccia seria di Vale è dovuta «al fatto che prima di venire a parlare, stavo dormendo», ma per il resto il pesarese conferma i segnali positivi evidenziati dalla classifica. «Sono 8O (al pomeriggio, in realtà 9O del giorno; n.d.r.) ma a soli 4 decimi dal primo ed è un bel passo avanti — spiega Rossi —. Con la gomma nuova andiamo molto bene, ma poi iniziamo a scivolare tanto, la moto diventa più difficile da guidare e dobbiamo rallentare. Dobbiamo riuscire a trovare più aderenza al posteriore per essere più costanti». Competitivi La strada imboccata

Nicky Hayden, 30 anni, iridato 2006 con la Honda è alla quarta stagione con la Ducati: quest’anno è stato 4˚ negli Usa MILAGRO

e so che per farlo servono risultati». Di sicuro Kentucky Kid non si sta risparmiando per portare la Desmosedici lassù, dove tutti i tifosi la vorrebbero. E fino a una manciata di minuti dalla fine del turno pomeridiano ieri la missione sembrava compiersi. Poi è comparso Ben Spies, che qui un anno fa vinse la sua prima (e unica) gara in MotoGP e poco dopo l’altra Yamaha di Crutchlow, dando a Nicky un terzo posto di giornata a un solo decimo dalla vetta

che è comunque tutt’altro che disprezzabile, considerando quello cha la stagione ha finora riservato alla rossa. «Le cose vanno un po’ meglio, anche se continuiamo a fare fatica quando la gomma si consuma — spiega Nicky —. Essere veloci è sicuramente positivo, ma dobbiamo riuscire a essere più consistenti. Stiamo utilizzando lo stesso assetto provato ad Aragon e che a Silverstone aveva dato i suoi frutti. Ma ora dobbiamo risolvere il problema del

per riuscirci comporta «l’utilizzo di un assetto diverso, con la moto più caricata davanti che mi permette di entrare in curva più forte. E poi l’ultima evoluzione dell’elettronica va piuttosto bene». Insomma, nonostante il meteo preveda scrosci d’acqua, il cielo Ducati vive di squarci di cielo azzurro. «Siamo più competitivi di Silverstone, ma dopo tre-quattro giri con la gomma nuova siamo costretti ad andare più piano e mi trovo a perdere tantissimo in ingresso di curva. Ho girato quasi solo con la gomma dura perché è quella che penso userò, con la morbida la temperatura si alza troppo e i consumi aumentano ancor più. Però dal punto di vista della sicurezza adesso queste gomme sono meglio: in passato il comportamento e le loro caratteristiche avevano causato incidenti, ora paghiamo però un calo di prestazioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

MOTOMONDIALE GP OLANDA

SUPERBIKE GP SPAGNA

d

il Film

HANNO DETTO

Stoner e Dovi ad Assen inseguono la gara-riscatto CASEY ARRABBIATO L’australiano non vince dal 6 maggio L’australiano Casey Stoner, 26 anni, campione del mondo in carica, non vince dal GP del Portogallo del 6 maggio MILAGRO

ANDREA SU DI GIRI L’italiano a caccia del podio-bis Andrea Dovizioso, 26 anni, è salito sul podio (terzo) a Montmelò: ieri ha chiuso davanti a Valentino MILAGRO

S Pedrosa «Sono contento dei progressi. Il nuovo telaio va provato su una pista con frenate più violente. Qui quasi tutte le curve sono raccordate tra di loro»

S

Jorge Lorenzo, 25 anni, leader del Mondiale, ha vinto le ultime tre gare consecutive: ieri ad Assen è stato il più rapido nella sessione del mattino CANONIERO

Lorenzo fa il manager «Mi gestirò da solo» Lo spagnolo divorzia da Hirsch: «Avevo bisogno di crescere. E per la corsa sono a posto». Spies: «Questa pista mi esalta» DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI ASSEN (Olanda)

il mio ultimo contratto. Non mi piace si dicano cose cattive».

pista che non quando sono in moto». Automanager Ed ecco quindi

È una giornata targata Yamaha. Per il primo tempo che premia Ben Spies, che forse si ricorda dell’unica vittoria ottenuta qui un anno fa, ma soprattutto per la notizia del giorno, quella del divorzio tra Jorge Lorenzo e il suo manager Marcos Hirsch. Una separazione giunta a pochi giorni dal rinnovo del contratto che lega lo spagnolo alla Casa di Iwata e che nel paddock ha suscitato diverse interpretazioni, come quella che l’ex preparatore atletico di Jorge non avesse rivelato al suo pilota la controfferta fatta dalla Honda per rilanciare quella della Yamaha. «È una cosa totalmente falsa — smentisce Lorenzo —. Ci pensavo da mesi, ma non era giusto che Marcus non potesse negoziare

Cambio rotta Le ragioni, spiega

Jorge, stanno altrove. «Ci siamo lasciati dopo 10 anni (gli ultimi tre in qualità di manager; n.d.r.) ma non c’è stato nessun litigio. Nella mia carriera ho lavorato con tre persone, mio papà, Dani Amatriain e Marcos. Non sempre hanno fatto il mio meglio (con il papà ha litigato pesantemente, Amatriain aveva grossi problemi personali; n.d.r.), ma mi hanno aiutato a essere una persona e un pilota migliore. Ma adesso mi serviva qualcosa di nuovo. Marcos non è un manager naturale, mi ha aiutato molto quando avevo problemi personali, ma in questo momento non era la persona migliore per continuare in questo ruolo, per farmi fare un altro passo in avanti, più fuori dalla

Jorge che, sulla scia di Valentino Rossi, diventa manager di se stesso. «Ci sarà un mio amico, Albert Valera (28enne di Barcellona, laureato in business; n.d.r.), che si occuperà di seguire i rapporti con gli sponsor e il marketing, ma su tutto il resto sarò io a prendere le decisioni finali. Sarò il mio manager. E anche dal punto di vista della preparazione fisica non so se continuerò a lavorare con Marcos. Lui già nell’ultimo anno era un po’ part time...». Buon passo Dagli affari alla pista, con Jorge che ha chiuso con il 5o tempo di giornata e buone sensazioni per il fine settimana. «Al mattino ero davanti, poi il pomeriggio quasi tutti nel finale hanno montato le gomme morbide mentre io ho

continuato a lavorare per la gara, cercando di rendere la moto più stabile. Ho girato facilmente a un ritmo di 1’35” basso e va bene, l’obiettivo è di togliere qualche altro decimo». Crescita Sorride anche Ben Spies, che da qualche gara sembra essere uscito dal letargo in cui era sprofondato. «In moto ho la stessa fiducia di Silverstone, dove fino a quando le gomme non sono stranamente crollate ero andato forte. Lì avevo il passo per salire sul podio, qui avverto le stesse sensazioni nel caso in cui il tempo resti bello». L’americano nega che la vittoria conquistata qui un anno fa gli regali qualcosa in più. «No, non fa nessuna differenza. La verità è che io dalla Spagna sto andando forte, anche se ho fatto qualche errore. Però questa pista mi piace. Sento di avere un buon ritmo».

Bautista «Qui non ho molti ricordi con la MotoGP, era come girare su un tracciato nuovo. Abbiamo fatto anche degli errori nella messa a punto, ma non mi lamento»

S Dovizioso «Ho rischiato di cadere in un paio di curvoni e ho perso confidenza. Ma siamo tutti vicini e le sensazioni sono positive»

S Alex Espargaro «Non ho toccato nulla rispetto a Silverstone la mia moto è sempre più semplice da guidare e a me la pista piace»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

DVD CON LA GAZZETTA A 12,99 EURO

Via libera a Marquez in Hrc

«Closer to the Edge» documentario sul TT

Oggi saranno ratificate dalla Grand Prix Commission le decisioni che Carmelo Ezpeleta, capo della Dorna, aveva anticipato a Silverstone. Non ci sarà l’abolizione del muletto, verranno mantenuti i freni in carbonio e cadrà la regola che vieta ai piloti provenienti da altre categorie di approdare in una squadra ufficiale: via libera a Marquez, che può andare dalla Moto2 alla Hrc. Per

quanto riguarda le regole tecniche (centralina unica, giri limitati, motori congelati o meno costosi) da introdurre nel 2014 bisognerà aspettare. Per quella data, inoltre, la Hrc dovrebbe presentare una propria Crt. Intanto nel 2013 arriverà una centralina elettronica (Magneti Marelli) per le Crt: «La pagheremo noi — dice Ezpeleta — e chi vorrà, potrà utilizzarla a prezzo calmierato». Calendario Oggi verrà presentato il GP Argentina 2013 (sarà

la 2ª o 3ª gara dell’anno), ma il governo spagnolo ha messo in guardia i propri piloti e scuderie da possibili «atti ostili» dopo la nazionalizzazione della compagnia Ypf, appartenente alla Repsol (sponsor Honda) e alle conseguenti ritorsioni di Madrid. «Come per per la centrale nucleare di Fukushima — ha spiegato Ezpeleta —, chiederò all’organizzazione locale di fornirmi tutte le garanzie necessarie per andarci». f.f. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Bmw su Checa La Ducati cerca di tenerlo stretto L’iridato ha appena provato la Panigale, ma i tedeschi lo vogliono con Melandri PAOLO GOZZI ALCANIZ (Spagna)

L'altipiano di Aragona è un forno. Ieri, nell’ora di gara 2, c’erano 41o all’ombra e 55 o sull’asfalto. Sarà un week end rovente per tutti. E qui comincia a bollire il mercato. Sfumato per poco il colpo a fine 2012, la Bmw Italia torna su Carlos Checa che ha Checa A. PHOTO appena provato la Ducati del futuro, la 1199 Panigale. A 40 anni l’iridato potrebbe preferire la certezza di una Bmw matura (2 trionfi e 9 podi in 13 gare) al rischio di sviluppare un progetto nuovo. L’incognita per Checa è ignorare i vincoli di peso e alimentazione per la Ducati 2013. Il piano Bmw è convincerlo prima che la gestione Audi prenda in mano la rossa (oggi arriva il manager del pilota). Pure in Bmw c’è fermento. I tedeschi potrebbero chiudere il team interno e puntare sulla squadra italiana che si auto finanzia magari con Checa accanto a Marco Melandri. Se lo spagnolo dovesse andarsene, l’alternativa più a portata di mano sarebbe Nicky Hayden, in uscita dalla MotoGP, già vincitore della Superbike americana, che potrebbe far coppia con Leon Haslam, liberato dalla Bmw. © RIPRODUZIONE RISERVATA

NUOVE REGOLE CALENDARIO: MADRID CONTRO IL GP D’ARGENTINA

ASSEN

MERCATO SI PENSA AL 2013

Da oggi in edicola con la Gazzetta una collana sulle gare di moto stradali: 4 dvd su Tourist Trophy e Northwest 200. La prima uscita a 12,99 euro (più il prezzo del giornale) è «TT Closer to the Edge», documentario nel quale la telecamera segue il pilota La prima uscita Guy Martin nell’edizione 2010. Le altre due uscite (a 10,99 e) riguardano l’edizione 2012. La quarta e ultima «Northwest 200, 2012 Bonetti sul podio» (in edicola dal 20 luglio) le 7 gare della Northwest 2012.

PROGRAMMA — Domani ore 11:20 Qualifiche 2, 15 Superpole. Domenica: gara-1 alle 11.20, gara-2 alle 15. CLASSIFICA (dopo 7 appuntamenti su 14) — 1. Biaggi (Ita-Aprilia) punti 210,5; 2. Rea (Gb-Honda) 172; 3. Sykes (Gb-Kawasaki) 164,5; 4. Melandri (Ita-Bmw) 155,5.

Taccuino FORMULA 1/ IL PROGETTO

Ecclestone paga un GP a Londra Bernie Ecclestone intende realizzare un GP di F.1 a Londra che passi davanti a Westmister, Trafalgar Square e Buckingham Palace. E sarebbe disposto a pagare di tasca i 35 milioni di sterline (43 milioni di euro) per coprire i costi della promozione, dei palchi e della chiusura delle strade. Il progetto è stato anticipato ieri dal Times e si terrebbe in estate. Gli studi per il percorso e i costi sono stati finanziati dal Banco di Santander e condotti da Popolous, il pool di architetti che hanno costruito lo stadio olimpico e ristrutturato Silverstone. Ma per i bookmakers si farà dopo il 2016.

FORMULA 1/ DOPO IL K.O. DI VALENCIA

Renault cambia l’alternatore L’alternatore, che domenica a Valencia ha fermato Vettel e Grosjean, si è guastato per un surriscaldamento. Ma che cosa lo abbia provocato non è ancora chiaro tanto che si sta lavorando al banco prova di Viry Chatillon (Francia) per scoprirlo. Ora la Renault deve scegliere tra tre opzioni: fornire una nuova partita di alternatori, modificarne il disegno, ritornare alla versione 2011. Inoltre con Red Bull e Lotus si sta studiando un diverso raffreddamento e un cambio delle mappe dell’acceleratore.

SUPERSTARS A BUDAPEST

Chi frena Kristoffersson? Si corre questo fine settimana sul circuito di Budapest (Ungheria) il quinto appuntamento della Superstars International Series, che ha visto sinora cinque vincitori differenti in otto gare. Leader della classifica è lo svedese Johan Kristoffersson (Audi RS5). Fari puntati anche sui nostri Thomas Biagi (Bmw), Andrea Larini (Mercedes), Gianni Morbidelli (Audi), Max Pigoli (Mercedes) e Vitantonio Liuzzi (Mercedes). Domani libere e qualifiche, domenica gara-1 alle 11.05 (diretta su Rai Sport 2), mentre gara-2 sarà trasmessa alle 18 sullo stesso canale.

INTERNAZIONALI D’ITALIA SUPERCROSS

Domani si inizia a Recetto (m.z.) Scattano domani a Recetto (Novara) gli Internazionali d’Italia Supercross. In programma cinque prove, epilogo il 16 novembre al Salone della moto di Milano. Favoriti della SX1 i francesi Alex Rouis (Honda) e Christophe Martin (Honda), primo e secondo nello scorso anno, mentre la compagine azzurra conta su Stefano Dami (Honda), Davide Degli Esposti (Suzuki) e Angelo Pellegrini (Honda). In gara anche le SX2, le SX125 e le SuperMini. Apertura alle 21, biglietti a 15 euro (intero) e 8 (ridotto).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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BASKET IL CASO

Crisi Roma: Toti apre un piccolo spiraglio Il 5 luglio scade il termine per l’iscrizione alla serie A Il presidente: «Non ho ancora deciso, lascio al 95%» MARIO CANFORA ROMA

Ci sbilanciamo: Roma non chiuderà, la vedremo ancora in A, come da 32 anni di fila a questa parte. «Stia attento, rischia di fare una brutta figura», avverte però Claudio Toti, il presidente-patron a cui sono legate le sorti del club della Capitale. Ma sono proprio le sue parole, i suoi passaggi, che ci fanno sbilanciare al termine della chiacchierata. Anche perché, rispetto alle ultime uscite, la chiusura netta verso il basket, non l’abbiamo più trovata. Se prima, la frase era «lascio, a malincuore, ma lascio» ora c’è un «sinceramente non ho ancora deciso cosa fare». Per come s’era messa la questione, un gran passo in avanti. Anzi, esistono anche le percentuali. E anche qui, rispetto al recente passato, siamo passati da un abbandono al «100%», a un «non mi va di farle, ma diciamo che lascio al 95%». Decisioni Il 5 luglio è il termine ultimo per presentare in Lega la fideiussione di 150mila euro per iscrivere il club. «Sì, la data è quella — continua Toti — ed è il momento delle decisioni. Purtroppo, sono ancora amareggia-

Oggi, non trovo corretto che ci sia solo io a fare investimenti copiosi». Linfa Toti aveva cercato nuova

linfa in alcuni investitori. «Ma ho raccolto solo 4-5 adesioni, poche per fare la squadra e andare avanti». Intanto, bisogna portare a casa quel poco che c’è. Come la sponsorizzazione Acea («dovrei incontrarmi col sindaco Alemanno la prossima settimana, ma la data non è stata ancora fissata») più il ritorno al Palaeur a costi irrisori o quasi («è una delle condizioni che ho posto per continuare, ma non tocca a me prendere queste decisioni»). Stringere la cinghia Insomma, la

presenza di Roma dipenderà solo da lui. E qui Toti si apre un po’. «Capisco che fate il vostro lavoro e vorreste sapere ma ripeto ancora un volta che non ho deciso — prosegue —. Certo, potrebbe pure essere che poi qualcuno alla fine impazzisca e iscriva la squadra...». Col passare dei giorni, Toti si sarà pure reso conto che non funziona più l’idea di una Roma che non può avere una squadra «debole». Oggi, conta solo restare in sella,

«Ho capito che il basket a Roma interessa poco: soltanto qualcuno si è fatto vivo» Claudio Toti, 57 anni, è proprietario della Virtus Roma dal 2001 CIAMILLO

to perché ho capito che il basket a Roma interessa pochi eletti. Non ho avuto telefonate, soltanto qualcuno si è fatto vivo». Resta il fatto che, uscire di scena ed essere ricordato come il presidente della fine della Virtus, è una cosa da non dormirci la notte. Soprattutto per uno come lui

che ha il virus del basket nel sangue. Avrà fatto tanti errori, ma sulla passione e sugli sforzi economici, nessuno gli potrà mai dire nulla. «La passione a volte non può bastare — osserva —: sono un imprenditore e quindi devo stare sempre attento affinché i conti possano poi tornare.

stringere la cinghia e fare di necessità virtù. Da qui al 5 luglio, di sicuro, cavalieri bianchi che vengano a salvare il club non esistono. Al momento, Toti sembra più sereno rispetto a un mese fa. Ed il finale, positivo, appare proprio già scritto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LE ALTRE CRISI

S Treviso Dopo l’annuncio del disimpegno della famiglia Benetton (nella foto il presidente Andrea) è fallito il tentativo di costituire un Consorzio

S Teramo Già penalizzata di 8 punti per irregolarità amministrative. Il club di Pellecchia (foto) è stato messo in mora da giocatori e staff per stipendi non pagati

Taccuino NAZIONALE

Italia -14 in Francia La Nazionale Sperimentale è stata battuta dalla Francia 76-62 (14-19, 30-30; 59-46) nella seconda amichevole a Boulazac, dopo essere stata anche sopra di 12. Marcatori: Moraschini 20, Chessa e D’Ercole 8, Polonara e Mazzola 7, Cournooh e Magro 5, Ferrero 2. Per la Francia 11 di Diaw e Seraphin. DONNE Rottura del legamento crociato per l’azzurra Alessandra Formica: sarà operato a giorni.

MERCATO

Brindisi su Rocca (f.d.s.) Mason Rocca potrebbe raggiungere a Brindisi coach Piero Bucchi con cui è già stato a Napoli e all’Olimpia. Alessandro Gentile è stato operato in artroscopia a Milano per instabilità della spalla sinistra: 4 mesi di stop. INTERROGAZIONE MPS Il parlamentare della Lega Nord Nicola Molteni ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Economia per chiedere «se ritenga compatibile con il piano di austerità del Monte dei Paschi di Siena e con le pesanti necessità di ricapitalizzazione dell’istituto coperte dallo Stato il forte sostegno economico a favore di squadre sportive professioniste».

RITIRI ECCELLENTI

Garba e Parker stop (pe.m.) Due grandi giocatori si sono ritirati: Jorge Garbajosa, 34enne ex Treviso dal 2000 al 2004, e Anthony Parker, 37enne a Roma nel 2003. Garba lavorerà con la Federazione per la promozione della Coppa del Mondo 2014 in Spagna. SUMMER (cam.ca.) Da oggi al 14 luglio Summer Basket, torneo misto di 5 vs 5 a Montegranaro con Luca Vitali e Amoroso. DRAFT NBA Stamattina su Gazzetta.it video e reazioni dopo il draft.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

ATLETICA EUROPEI

NEL GIAVELLOTTO

Il ceco Vesely beffa i nordici Nella seconda giornata la grande sorpresa è stata la vittoria nel giavellotto dei ceco Viteslav Vesely (foto AFP), 29enne

di onesta carriera che però solo ora sta toccando il meglio. Ieri in condizioni climatiche difficili gli è bastato 83.72 (ha 88.11 di personale), per battere in questa terra dove il giavellotto è una religione, i momumenti Thorkildsen (4˚ con 81.55) e Pitkamaki (11˚ con 74.89).

IL TEDESCO FA 8558 PUNTI

Decathlon record di Behrenbruch Il titolo europeo del decathlon è stato conquistato dal tedesco Pascal Behrenbruch con 8558 punti, risultato notevole se

si considerano le condizioni climatiche delle due giorni di gara. Behrenbruch ha 27 anni e sino a ieri il suo personale era fermo agli 8439 punti ottenuti nel 2009, prima che una serie di infortuni lo fermassero. Sarà un bell’avversario per il primatista del mondo Eaton a Londra.

Lo sprint è francese Lemaitre più forte delle false partenze Il lituano Sakalauskas resta ai blocchi, Collio scatta in anticipo Poi Christophe in rimonta ma va a prendere Vicaut: 10"09 DAL NOSTRO INVIATO

PIERANGELO MOLINARO HELSINKI (Finlandia)

Christophe Lemaitre ha avuto paura, ha esultato solo quando il tabellone dello stadio ha ufficializzato la sua vittoria nella finale dei 100 metri, il bis di quanto fece due anni fa da enfant-prodige a Barcellona. Un metro dopo il traguardo si è trovato dietro al compagno Jimmy Vicaut ed al norvegese di origine maliana Jaysuma Saidy Ndure. Non era sicuro di avercela fatta perché non si sente ancora il miglior Lemaitre. False Ma è stata una finale difficile e strana e non deve far storcere il naso il 10"09 del francese ottenuto controvento (-0.7 metri al secondo), su

pista bagnata ed una temperatura di 15 gradi e tanta umidità. Condizioni velenose per uno sprinter. Ma ancor più velenose sono state le due false partenze che hanno portato il nervosismo alle stelle. Nella prima è stato protagonista suo malgrado il lituano Rytis Sakalauskas, che dopo il 10"23 della semifinale era crollato sulla pista per un problema muscolare. Si è accoccolato sul blocco della finale solo per la foto ricordo e probabilmente non ha fatto pressione sui blocchi tanto da far scattare il meccanismo di «falsa». Il giudice l’ha solo ammonito anche perché la sensibilità dei nuovi blocchi Omega ancora non è conosciuta da tutti gli atleti. Il lituano è rimasto fermo anche nella partenza buona. La seconda più evidente falsa l’ha fatta il no-

clic SIMONE SQUALIFICATO PER AVVIO ANTICIPATO REAZIONE IN 1/100

Dopo il «giallo» a Sakalauskas, poi non partito, Collio è stato squalificato (foto REUTERS) per falsa partenza perché ha fatto registrare al blocco un tempo di reazione di 1/100

stro Collio, che è stato subito squalificato. «Ero nervoso — dice l’azzurro — cose che succedono: festeggerò con Ivet (Ivet Lalova, bulgara, neocampionessa europea dei 100, fidanzata ufficiale di Simone che vive e si allena a Rieti ndr)». Velocità Lemaitre, anche in finale, in partenza non è stato un fulmine di guerra. Tempo di reazione normale (0.166") ma come nei due turni precedenti, una messa in moto macchinosa. Ha vinto solo negli ultimi metri grazie alla sua velocità di punta, ma commettendo anche l’errore di buttarsi troppo presto sul traguardo. Forse la speranza bianca ai Giochi di Londra in una velocità mondiale che da troppo tempo è solo nera, è ancora carico

A

GIORNATA POSITIVA PER LA SQUADRA ITALIANA

Helsinki fa grandi tre azzurri Donato, Vistalli e la Grenot

GLI ALTRI AZZURRI

ha lenito la delusione per l’eliminazione di Daniele Greco, leader europeo stagionale con 17.47, che non ha eseguito un salto decente lasciando la pedana con un’unica misura all’attivo, uno scarso 15.90. Una sicurezza Anche capitan Vizzoni non tradisce mai. In qualificazione ha scagliato il martello a 76.42, la sua miglior cifra stagionale, mostran-

l’Analisi di GIANNI MERLO

S HELSINKI — Libania «Panterita» Grenot ha un Nadia Ejjafini La 34enne azzurra di origine marocchina in evidenza nella finale dei 5000: sesta in 15’16"54

HELSINKI (Finlandia)

Delusione La sua prestazione

di lavoro, non parteciperà ai 200 e contribuirà alla causa nazionale con la staffetta. «Non è stato facile - spiega il francese - prima le due false, poi quell’avversario alla mia sinistra che non è partito in quella buona e mi ha disorientato. No, non è stata una corsa perfetta, è stato molto più facile due anni fa a Barcellona, allora non avevo niente da perdere. Ora penso all’Olimpiade, probabilmente parteciperò a una sola

Panterita in finale senza regolamento

Il triplista atterra in piedi a 17.17. In semifinale primi i quattrocentisti: oggi le due finali

Per l’Italia ieri le belle notizie sono arrivate dalle qualificazioni. Merito dei senatori Fabrizio Donato e Nicola Vizzoni e dei quattrocentisti, Marco Vistalli e Libania Grenot che hanno guadagnato le finale del giro di pista in programma oggi. Tutti e quattro potrebbero portarci sul podio. In finale anche Fabrizio Schembri nel triplo e Chiara Rosa nel peso. Donato ha fornito una prova di autorità qualificandosi al primo salto a 17.17 atterrando in piedi, salto che se fosse stato chiuso con tutti i crismi l’avrebbe portato a 17.50, misura che domani varrà una medaglia.

Il vincitore: «Non è stato facile». L’azzurro si consola con la... Lalova

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Fabrizio Donato, 35 anni COLOMBO

Marco Vistalli, 24 anni COLOMBO

Libania Grenot, 28 anni REUTERS

do grande sicurezza su una pedana difficile, che genera molti attriti, come dimostrano le misure ottenute. Meglio di lui ha fatto solo l’ungherese Pars, 78.09. Ma ieri la bella sorpresa è stata ritrovare Libania Grenot, vincitrice della sua semifinale in 52"02 dopo l’incerta prova in batteria di mercoledì e la qualificazione solo in virtù del ripescaggio. Una Grenot in semifinale finalmente decisa e autoritaria che per 300 metri è rimasta in spinta, prima di rallentare nel finale. Tra le finaliste vanta il quarto tempo, oggi deve tirar fuori gli ultimi 50 che ad Helsinki non ha ancora mostrato. Ma una bella impressione ha destato pure nelle se-

mifinali maschili del giro di pista Marco Vistalli, pure lui vincitore in 46"01. Non è un gran tempo a questi livelli e oggi potrebbe costargli una corsia infelice, ma il ventiquattrenne bergamasco di Alzano Lombardo l’ha ottenuto sotto uno scroscio di pioggia. La sensazione comunque è che possa fare meglio.

solo la Ejjafini ha cercato di resisterle piazzandosi sesta con il nuovo personale, 15’16"70. La Romagnolo (nona in 15’24"38) e la Weissteiner (quindicesima in 15’39"23) si sono perse. Nessuna delle tre ha quel cambio che serve in questo tipo di gare.

Le donnine A deludere un po’ sono state le tre azzurre nella finale secca dei 5000 che si sono fatte risucchiare in gruppo quando la gara è entrata nel vivo, seppur a ritmi non pazzeschi. La vincitrice, la russa Golovkina, si è messa al collo l’oro chiudendo in 15’11"70 e

Nicola Vizzoni Ancora una volta non tradisce: va in finale del martello con 76.42, seconda misura

Oggi Oggi saranno molti gli az-

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zurri in finale, oltre a Libania Grenot e Marco Vistalli (nei 400) da seguire anche Simona La Mantia nel triplo donne, Yuri Floriani e Patrick Nasti in quella dei 3000 siepi. Al terzo giorno è ora di rompere il digiuno.

Chiara Rosa È quinta nelle qualificazioni del peso con 17.89: oggi la finale. Non ce la fa invece Julaika Nicoletti (15.94)

pa. m. © RIPRODUZIONE RISERVATA

carattere particolare ed è una donna di fibra forte. Mercoledì aveva corso la batteria dei 400 come un’atleta senza speranze. Era spenta, molle e con la testa altrove. Forse si era autoconvinta che bastasse classificarsi quarta per qualificarsi per la semifinale, mentre in realtà passavano direttamente le prime tre. E’ stata ripescata grazie al tempo, anche se mediocre (53”09), ma non ha voluto ammettere di essere stata così distratta da non avere letto il regolamento della gara. Non le piace confessare i suoi errori, è troppo orgogliosa. Ha detto che era colpa dell’indisposizione femminile, la normale tortura mensile. Ma 24 ore dopo in semifinale ha offerto la versione correttamente riveduta di se stessa come atleta di talento. Ha studiato a lungo anche come fissare il blocco di partenza, perché voleva avviarsi con decisione, dimostrare che è davvero un poco «Panterita». Finalmente i suoi piedi hanno graffiato la pista e per 300 metri è stata quasi perfetta. Azione facile, penetrante, elegante. Il suo motore ha cominciato a battere in testa a cinque metri dal traguardo e ha fatto un saltino per superare la linea d’arrivo. Però era ancora prima: 52”02, un secondo in meno del giorno precedente, quarto tempo assoluto delle finaliste. Oggi c’è la finale e siamo di fronte ad un dilemma: ha speso ormai tutto oppure può arrivare ad una medaglia, visto che anche le altre erano piuttosto sfiatate? Se si è davvero allenata con puntiglio dovrebbe avere ancora un tesoretto di energie in serbo. Una condotta tattica adeguata potrebbe fare diventare un sogno realtà, un errore invece la rimanderebbe nel purgatorio con conseguente contestazione tecnica, perché in troppi non accettano che abbia scelto un allenatore straniero, statunitense, e si sia trasferita in Florida. © RIPRODUZIONE RISERVATA


VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

LA SPAGNOLA A 1.97

Senza la Di Martino l’alto va alla Beitia

ATLETICA TRIALS GIAMAICA

ESENTATI DALLE BATTERIE

Bolt e i migliori 24 iniziano dai quarti

Orfano della Di Martino, l’alto è andato alla spagnola Beitia (foto AP) che ha vinto con 1.97 davanti alla rivelazione Angelsen.

KINGSTON - Gli hanno evitato un fatica: Usain Bolt (fot AFP) e i migliori 24 sprinter del lotto sono stati esentati dal primo turno

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dei 100, ammessi direttamente ai quarti disputati nella notte italiana. Oggi, nella serata giamaicana, semifinali e finale anche tra le donne. Intanto, nel 1˚ turno dei 400 hs femminili, 54"88 di Melanie Walker, oro olimpico in carica e 57"04 di Janieve Russell, m.p.m. jr 2012.

y Shelly-Ann e le altre

KEMBOI NEI GUAI

La finale dei 100: Christophe Lemaitre (Fra) precede il connazionale Jimmy Vicaut e il norvegese Saidy Ndure REUTERS

gara individuale e deciderò solo dopo i meeting di luglio: il 6 a Parigi, dove correrò i 100, e forse la due giorni di Londra al Crystal Palace di metà mese dove sarò in pista sui 200». Nel programma serrato degli Europei di Helsinki oggi sono già in programma i primi due turni dei 200 metri. Fa bene Lemaitre a non rischiare in questo clima, un infortunio adesso sarebbe micidiale.

FRANCIA IN TESTA

GDS

© RIPRODUZIONE RISERVATA

la guida La Golovkina sorprende tutti nei 5000 Il lungo è della francese Leuseur: 6.81 Oggi anche La Mantia in finale nel triplo FINALI. Uomini. 100 (-0.7): 1. Lemaitre (Fra) 10"09; 2. Vicaut (Fra) 10"12; 3. Saidy Ndure (Nor) 10"17; 4. Aikines-Aryeetey (Gb) 10"31; 5. Smelyk (Ucr) 10"34; Arajs (Let), Sakalauskas (Lit) n.f.; COLLIO squal. Giavellotto: 1. Vesely (R.Cec) 83.72; 2. Iordan (Rus) 83.23; 3. Mannio (Fin) 82.63; 4. Thorkildsen (Nor) 81.55; 5. Pyatnytsya (Ucr) 81.41; 6. Janik (Pol) 81.21; 11. Pitkämäki (Fin) 74.89. Decathlon: 1. Behrenbruch (Ger) 8558 (10"93/+0.8, 7.15/-0.8, 16.89, 1.97, 48"54; 14.16/+0.2, 48.24, 5.00, 67.45, 4’34"02); 2. Kasyanov (Ucr) 8321; 3. Shkurenyov (Rus) 8219; 4. Dudas (Ser) 8154; 5. Querin (Fra) 8098; 6. Sebrle (R.Cec) 8052. Donne. 100 (-0.7): 1. Lalova (Bul) 11"28; 2. Povh (Ucr) 11"32; 3. Grincikaite (Lit) 11"32; 3. Okparaebo (Nor) 11"39; 5. Belkina (Rus) 11"42; 6. Sailer (Ger) 11"42; 7. Cibis (Ger) 11"54; 8. Lofamakanda Pinto (Ger) 11"62. 5000: 1. Golovkina (Rus) 15’11"70; 2. Kovalenko (Ucr) 15’12"03; 3. Moreira (Por) 15’12"05; 4. Bleasdale (Gb) 15’12"77; 5. Barca (Rom) 15’13"40; 6. EJJAFINI 15’16"54; 7. Kireyeva (Rus) 15’19"55; 9. ROMAGNOLO 15’24"38; 15. WEISSTEINER 15’39"23. Alto: 1. Beitia (Spa) 1.97; 2. Angelsen (Nor) 1.97; 3. Gordeyeva (Rus), Green (Sve), 3. Holosha (Ucr) 1.92; 6. Ayhan (Tur), Melfort (Fra) 1.92; 8. Demireva (Bul) 1.92. Lungo: 1. Lesueur (Fra) 6.81 (+0.5); 2. Sudarava (Bie) 6.74 (+0.6); 3. Renstrom (Nor) 6.67 (+1.2); 4. Mey (Tur) 6.62 (+0.5); 5. Taroum Moguenara (Ger) 6.59 (-0.2); 6. Radevica (Let) 6.55 (-0.6); 7. Pusterla (Svi) 6.53 (+0.9); 8. Bauschke (Ger) 6.50 (-0.1). QUALIFICAZIONI Uomini. 400. Semifinali. I: 1. Deak-Nagy (Ung) 45"68; 2. Sanford (Isr) 45"77; 3. Fonsat (Fra) 45"78; 6. VALENTINI 46"96 (el.). II: 1. VISTALLI 46"01 (q.); 2. Buck (Gb) 46"13. III: 1. Maslak (R.Cec) 45"66; 2. Gregan (Irl) 45"76. 800. Semifinali. I: 1. Reina (Spa) 1’46"49; 2. Repcik (Slk) 1’46"62. II: 1. Bosse (Fra) 1’46"70; 2. Borzakovskiy (Rus) 1’46"92. III: 1. Bube (Dan) 1’48"48; 2. Lathouwers (Ola) 1’48"49. 400 hs. Semifinali. I: Bekric (Ser) 49"37; 2. Fleischhauer (Ger) 49"52; 3.

Magi (Est) 49"54. II: 1. Melnykov (Ucr) 49"72; 2. Iakovakis (Gre) 49"83. III: R. Williams (Gb) 49"63; 2. Clemenceau (Fra) 49"80. Triplo: 1. DONATO 17.17 (-2.0) q.; Hoffmann (Pol) 17.09 (+0.7); Tsapik (Bie) 16.95; El-Sheryf (Ucr) 16.91 (+0.8); 7. SCHEMBRI 16.58 (+1.3) q.; 24. GRECO 15.90 (-0.3) el. Martello: Pars (Ung) 78.09; 2. VIZZONI 76.42 (q.); Sokyrsky (Ucr) 75.35; Karjalainen (Fin) 74.54; 15. POVEGLIANO 72.47 (el.); 21. LINGUA 71.07 (el.). Donne. 400. Semifinali. I: 1. Zadorina (Rus) 51"35; 2. Hjelmer (Sve) 51"40; 8. SPACCA 53"02 (el.). II: 1. GRENOT 52"02; 2. Zemlyak (Ucr) 52"10. 3000 sp. Batterie. I: 1. Shmidt (Ucr) 9’36"77; 2. Jelizarova (let) 9’39"92; 3. Martin (Spa) 9’40"02; 4. Gorchanova (Rus) 9’40"09. II: 1. Mingir (Tur) 9’32"39; 2. Moldner Schmidt (Ger) 9’33"47; 3. Krause (Ger) 9’35"86; 9. MARTINELLI 9’57"19 el. 400 hs. Semifinali. I: 1. Yaqroshchuk (Ucr) 54"69; 2. Rosolova (Cec) 54"71; 3. Churakova (Rus) 54"92; 6. GENTILI 57"03. II: 1. Davydova (Rus) 54"68; 2. Hejnova (R.Cec) 55"36; 3. Ouedraogo (Bel) 55"77. Asta. Qual.: Ptacnikova (Cec) 4.45; Spiegelburg (Ger), Savchenko (Rus), Strutz (Ger), Stefanidi (Gre), Boslak (Fra), Shvedova (Bie) 4.40. Peso: Kleinert (Ger) 18.65; Tarasova (Rus) 18.31; Terlecki (Ger) 18.22; 5. ROSA 17.89 (q.); 15. NICOLETTI 15.94 (el.). PROGRAMMA Ore 8 qual. disco (Faloci). 8.30 batt. 100 hs (Caravelli, Cattaneo, Pennella). 9.40 100 hs eptathlon. 10.35 qual martello D (Salis). 10.55 alto ep. 11.30 batt. 200 (Manenti, Marani). 12.30 qual. lungo. 13 batt. 200 D (Hooper). 13.25 peso ep. Ore 17 finale peso D (ev. Rosa, Nicoletti). 17.20 200 ept. 17.40 finale alto (Tamberi). 18.05 finale 3000 sp (Floriani, Nasti). 18.30 finale giavellotto D (Bani). 18.40 finale 800. 19 finale 400 hs. 19.25 sem. 200. 19.55 sem. 200 D. 20 finale triplo D (La Mantia). 20.20 finale peso. 20.25 finale 400 (Vistalli). 20.45 finale 800 D. 21.05 finale 400 hs. 21.25 finale 400 D (Grenot). IN TV Diretta TV su RaiSport 2 e su Eurosport dalle ore 7.55 alle 13.15 e dalle 16 alle 21.45.

Ezekiel Kemboi rischia di non partecipare a Londra 2012. Il keniano, oro di Atene 2004 nei 3000 siepi, è accusato di un’aggressione, avvenuta mercoledì notte, verso una donna, ora ricoverata a Eldoret, che ha raccontato di essere stata assalita con un coltello dopo aver rifiutato le sue avance. Kemboi ha detto invece di essere stato lui stesso aggredito da cinque persone e di aver schivato una coltellata, che poi avrebbe colpito la donna. L’atleta dovrà comparire in tribunale il 25 settembre. Secondo un dirigente della federazione, il suo stato di indagato potrebbe impedirgli di espatriare e quindi di andare a Londra. Montsho veloce (si.g.) Amantle Montsho (Bot) impressiona nella batteria dei 400 (50"42), poi corre in 51"25 nella semifinale dei campionati africani a Porto Novo (Benin). Qualificato per la finale maschile Oscar Pistorius (46"14 in sf). Uomini. 400 (batt): Makwala (Bot) 45"50. Donne. 100: Zang Milama (Gab) 11"16; Okagbare (Nig) 11"18. 5000: Nyaruai (Ken) 15'40"65

Il vento di Kingston soffia anche in rosa Non solo Bolt: oggi finale dei 100 donne con Fraser e Campbell. Ma le atlete col minimo olimpico sono 12 DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA BUONGIOVANNI KINGSTON (Giamaica)

L’isola è spazzata dal vento. C’è quello che spira naturale e quello provocato dai tanti, tantissimi sprinter in versione jet — tutti rigorosamente made in Jamaica — in gara ai Trials. Pensando a Londra, l’obiettivo è arrivare a una squadra forte di sessanta convocati. Ieri, in apertura di rassegna, nelle batterie (dimezzate) dei 100 maschili, il vento naturale fischiava contrario al rettilineo d’arrivo, oscillante tra -1.4 e -3.7 m/s. Ma oggi è il grande giorno e al National Stadium, in tribuna anche il primo ministro Portia Simpson-Miller, niente fermerà lo spettacolo. In palio entrambi i titoli dei 100. E se la sfida per quello maschile è l’evento clou, non da meno sarà la volata delle signore. Serve ricordare che a Pechino 2008 fecero oro, argento e bronzo? Nessun Paese, nella storia femminile a cinque cerchi della specialità, era arrivato a tanto. Donne d’oro Shelly-Ann Fraser,

Grace Jackson: «Una volta per crescere si andava negli Usa, ora si resta qui» Sherone Simpson e Kerron Stewart, protagoniste dell’impresa, all’epoca 69 anni in tre, saranno nuovamente sui blocchi. La prima, oggi signora Pryce, 25enne topolino di 160 centimetri, divide il ruolo di favorita con Veronica Campbell, 30enne dai muscoli d’acciaio. La terza scenderà in pista come outsider di lusso. Più ardua la caccia al podio, sinonimo di pass olimpico, per miss Simpson, da anni alle prese con infortuni assortiti. Nel 2012 Shelly-Ann ha corso in 10"92, Veronica in 10"94. Meglio, al mondo, hanno fatto solo la statunitense Carmelita Jeter (10"81) e la trinidegna Kelly-Ann Baptiste (10"86). Insomma: per le velociste giamaicane sognare medaglie ai Giochi non sarà vietato. La Fraser è pronta per la leggenda: solo le statunitensi Wyomia Tyus (Tokyo 1964-Città del Messico 1968) e Gail Devers (Barcellona 1992-Atlanta 1996), hanno fatto uno-due nei 100 olimpici. Come la Campbell nei 200: lei, nella specialità, inseguirà addirittura la tripletta, come nessuno mai, uomini compresi. Shally-Ann ha corso sotto gli 11"00 quattordici volte, Veronica undici, ma guida il computo degli scontri diretti (7-4).

In alto, Shelly-Ann Fraser, 25 anni, oro nei 100 ai Giochi di Pechino e un personale di 10"73. Sopra, Veronica Campbell, 30, biolimpionica dei 200

Mamma Grace Intanto sono ben

l’11"29 del minimo A olimpico (la miglior italiana delle ultime quattro stagioni ha corso in 11"42...). «Non ci sono solo Bolt, Powell e Blake — dice la 51enne Grace Jackson, vicepresidente vicario della federazione giamaicana, argento sui 200 a Seul 1988 e oggi una sorta di mamma delle sprinter delle nuove generazioni —: anche Shelly-Ann è un esempio per le nostre giovani. Grazie anche a quanto compiuto dalle ragazze prima a Pechino e poi ai Mondiali di Berlino 2009, molto è cambiato nella nostra atletica. Il "prodotto" è aumentato di valore, ci sono più possibilità di negoziare con gli sponsor e, da parte dei teenager, più voglia di emulare. Da gennaio a giugno, ogni weekend organizziamo almeno due meeting frequentati da 1500/2000 atleti, con fino a 21-22 batterie alla volta di 100 e 200. Una volta, per crescere tecnicamente, occorreva trasferirsi nei college statunitensi. Ora si può scegliere, perché per chi vuole rimanere, le opportunità non mancano. Poi ci sono ancora tante contraddizioni: in federazione, per esempio, lavorano solo due persone assunte. Ma siamo sulla giusta strada, non ci fermeremo sul più bello». Oggi, è garantito, se ne avrà una conferma: i venti saranno fortissimi.

dodici le ragazze che vantano

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TRIALS USA

Gare ieri notte Kersee chiede il run-off martedì EUGENE - Le gare sono riprese ieri notte ai Trials Usa. Intanto Bobby Kersee, allenatore di Allyson Felix e Jeneba Tarmoh, le due atlete finite terze a parimerito nella finale dei 100, ha chiesto alla Usatf (la federatletica Usa) di procrastinare l’eventuale run-off fra le due sprinter fino almeno a martedì della prossima settimana. Dunque, due giorni dopo la scadenza imposta: «La squadra olimpica per Londra dovrà essere determinata entro la conclusione dei Trials domenica sera», aveva annunciato in un comunicato la Usatf. Kersee spiegava: «Se correranno la finale dei 200 sabato, avranno entrambe bisogno di un po’ di riposo, prima di ripresentarsi in pista per l’eventuale spareggio sui 100». FRIEDRICH OLIMPICA (si.g.) A Eberstadt (Ger), 1.95 in alto per Ariane Friedrich che ha così centrato il minimo olimpico richiesto dalla federazione tedesca.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

TENNIS TORNEO DI WIMBLEDON

Che botta! Nadal distrutto Il n. 100 Rosol lo manda a casa Rafa è sotto 2 set a 1, rimonta e ha il match in mano, ma le sassate del ceco lo demoliscono RINO TOMMASI LONDRA

Poche volte nella storia di Wimbledon una sorpresa — e che l’eliminazione al secondo turno di Rafael Nadal in un torneo che ha vinto due volte e in cui è stato finalista anche l’anno scorso lo sia non ci sono dubbi — si è verificata in modo così confuso ma alla fine anche legittimo come quello di ieri sera. Tetto maledetto Si potrà discute-

re in eterno in quale modo le particolari ed assolutamente inedite situazioni attraverso le quali si è sviluppato un risultato che nessuno avrebbe potuto prevedere. A Lukas Rosol, ceco di Brno, classe 1985 e numero 100 nella classifica mondiale, nessuno avrebbe potuto concedere probabilità di vittoria soprattutto quando, dopo aver mancato tre set point, ha perduto il primo set, ma soprattutto quando dopo essere andato in vantaggio per due set a uno ha perso nettamente il quarto. Qui, gli è arrivato l’aiuto indiretto del giudice arbitro, che ha deciso di chiudere il tetto per consentire che il match finisse nonostante l’oscurità, consentendo al ceco, che aveva appena subito la rimonta, di riordinare le idee, raffreddando il momento positivo dello spagnolo.

Lukas è all’esordio a Wimbledon: «È stato il più bel match della mia vita. Mi dispiace per Rafa, ma questa volta ho giocato meglio io» un’altalena di colpi di scena che non hanno né riscontri, né precedenti nella storia del gioco. E’ quasi incredibile che un guerriero come Nadal, che malgrado la giovane età ha un’esperienza solidissima, non sia riuscito a sfruttare le situazioni che la partita gli ha proposto e soprattutto non sia riuscito a sfruttare le situazioni molto particolari che tutto sommato gli avevano consentito di riemergere almeno due vol-

Altalena La storia di questo gio-

co maledetto insegna che quando il giocatore favorito viene rimesso due volte in vita è quasi impossibile che possa perdere. Oppure, rovesciando i termini del discorso è ancora meno possibile che un outsider che si è trovato per due volte nella situazione di controllare il match riesca ugualmente a vincerlo con

Lukas Rosol assomiglia molto a Robin Soderling (sopra) che batté a sorpresa Nadal a Parigi nel 2009

te e di diventare il padrone del match. In particolare l’aspetto più difficile da capire e da spiegare è come mai Nadal si sia fatto sorprendere all’inizio del quinto set subendo un break che non è più riuscito a recuperare. Troppo tempo? In quanto a Rosol è quasi incredibile come un giocatore che aveva avuto una carriera abbastanza modesta con solo sei presenze nei tornei del Grande Slam ed era esordiente a Wimbledon sia riuscito a mantenere lucidità e freddezza, tirando sempre a tutto braccio e non tremando al servizio nel quinto set, in una situazione così difficile fino al punto da far ritenere alla fine quasi regolare uno dei più clamorosi risultati nella storia più recente del grande tennis. Che Rafa accetta pur togliendosi qualche sassolino: «Troppo bravo lui? Troppo semplice, nel quinto non ho potuto far nulla, ha giocato più che incredibile. Nei primi tre set io non ho giocato bene, non ho avuto l’ispirazione giusta, che su una superficie come l’erba paghi caro, soprattutto contro chi picchia duro senza avvertire pressione. Qualsiasi cosa dicessi ora suonerebbe come una scusa, certamente la decisione di chiudere il tetto non è stata la migliore per me. Ci hanno messo 35-40 minuti, non sapevo che ci volesse tanto tempo. Ma è solo match di tennis, non è una tragedia». E Rosol non sta nella pelle: «Certo, mi dispiace per lui, ma io ho giocato il miglior match della mia carriera, è una sensazione fantastica. Ma non ho ancora fatto nulla, adesso devo dimostrare di poter giocare una partita di questo livello anche contro il prossimo avversario». Ma intanto è già nella storia.

Gazzetta.it

K.O. CONTRO MURRAY

Karlovic perde e accusa: «Troppi falli di piede»

RISULTATI IN DIRETTA SINTESI E INTERVISTE DOPO LE PARTITE Lo spettacolo unico di Wimbledon, terzo Slam della stagione, è in diretta ogni giorno sul nostro sito: dalle 12.30 tutti i risultati in tempo reale, i tabelloni aggiornati e la cronaca dei match più importanti nella splendida grafica sviluppata dal torneo londinese. L’offerta video è ancora più ampia, con la presentazione del programma al mattino, gli highlights dei big poche ore dopo il punto della vittoria, le interviste e le foto più belle, come quelle delle quattro azzurre Camila Giorgi, Sara Errani, Roberta Vinci e Francesca Schiavone qualificate per il terzo turno. L’analisi dei temi e dei numeri più significativi la trovate sui blog Gazzetta «Breakpoint» e «Score».

Dopo Carlo e Camilla accorsi per Roger Federer, il Royal Box ha ospitato Pippa Middleton, sorella di Kate (la moglie del Principe William), venuta a fare il tifo per il suddito Andy Murray. Quattro set intensi e di buona fattura che proiettano lo scozzese al terzo turno, ma che non evitano le polemiche per gli 11 falli di piede che i giudici di linea hanno chiamato in maniera sistematica al povero Karlovic. «Wimbledon — ha detto irato il croato in conferenza stampa — per me ha perso credibilità, non ho mai fatto in carriera più di uno o due falli di piede a incontro. E’ scandaloso, i questa partita continuavano a chiamarli anche se mi accingevo a servire a 20 centimetri dalla riga di fondo. E poi mai sul 30-0 o sul 40-0, ma sempre sul 30-30. Siamo in un match di Coppa Davis oppure sul Centre Court di Wimbledon?».

Lukas Rosol, 24 anni, n.100 AFP

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RAGAZZE D’ORO IL GRUPPO STORICO DI ERRANI, VINCI E SCHIAVONE CON LA VENTENNE GIORGI AL POSTO DELLA PENNETTA. LA SQUADRA DI FED CUP NON TRADISCE

Quattro azzurre al 3o turno: eguagliato il record 2005 DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO MARTUCCI LONDRA

Una squadra è una squadra. Un gruppo non si fa in un giorno. E il gruppo azzurro di Fed Cup ha dimostrato, negli anni, di sapere reagire a infortuni, cali di forma, partite sbagliate, crisi di fiducia. Perciò, se una delle due colonne, Flavia Pennetta, attraversa un momento difficile, viene avvicendata da un’italiana che non t’aspetti, come la ventenne Camila Giorgi e le altre del gruppo storico, Sara Errani, Roberta Vinci e Francesca Schiavone fanno fronte comune. Unite dai successi di 2o turno, tutti senza

perdere set, e dal record di 4 azzurre del 2005 sull’erba più famosa dello sport. Duro soprattutto per «Cichi», finalista del Roland Garros e numero 10 del mondo, contro Yaroslava Shvedova: «Agli ottavi di Serena non ci penso. Il prossimo è più che complicato: ci ho perso a Parigi tre anni fa, è fastidiosa, spinge da fondo, anche a Parigi ha giocato bene». A 25 anni, Saretta ha già esperienza: «Mi ha fatto bene ricaricare le batterie, negli Slam il ritmo è alto, non ti fermi mai, a fine giornata sei morto, stressato, nervosissimo». Saretta non può puntare troppo sul vantaggio nei precedenti con la kazaka con gli occhiali scuri (2-1), né illudersi

per il 6-1 6-1 ad Annie KO (Keothavong), beniamina di casa: «Sono contenta della mobilità in campo, delle risposte e di come sto giocando più aggressiva». Coraggio La «gemella» di doppio, Roberta Vinci, ritrova il sorriso: «Era peggio la Bartoli, ma questa Lucic non è da sottovalutare. Sull’erba di Birmingham ci ho perso l’anno scorso, 7-6 al 3o». Ma la miglior volée del tennis azzurro cresce: «Servo bene e gioco bene di dritto, ora devo essere più aggressiva, andare anche a rete. Dovrei essere più menefreghista del punto. Io sono tranquilla, non rischio». Il 6-4 6-3 della Vinci (contro

Erakovic) è diverso dal 6-4 6-4 della Schiavone (contro Pliskova): «Nel 1o set, da 2-4 a 6-4, bene, poi da 0-2 a 4-2... Devo alzare il livello, quando gioco quei 2-3 punti molto bene, che, sull’erba, fanno la differenza. Se voglio vincere il 3o turno, contro Zakopalova che ha caratteristiche da erba, sta molto bassa, gioca piatto, ma soffre il mio tipo di gioco, devo migliorare anche la prima di servizio. Sono soddisfatta di come arrivo sulla palla, ci metto non solo velocità. Questo sport mi dà emozioni, gioie, anche tantissimi dolori, però cresco tanto in campo, e voglio rimanere qua dove sono». Parola di capo-squadra. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sara Errani, n. 10 al mondo EPA

Francesca Schiavone, n. 26 EPA


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NUOTO TRIALS STATUNITENSI A OMAHA FENOMENO GIORGI

Aveva 14 anni e già sognava

Lukas Rosol, 27, saluta Nadal, 26: il numero 100 ha battuto il 2 REUTERS

(v.m.) La Giorgi, non Monica, la piccoletta elettrica tutta d’attacco che s’è fatta un nome negli anni 70, ma quella moderna, Camila, che ha firmato il record italiano di una qualificata al terzo turno di Wimbledon, ha sempre detto che puntava al numero 1. Anche quando aveva 14 anni, come si vede nella pagina della Gazzetta che riproponiamo. Non ce l’ha ancora fatta, ma continua a ripeterlo, nello Slam dove si sta facendo un nome. Eppure, la 20enne di Macerata, cresciuta tennisticamente ovunque, piuttosto che in Italia, da papà Sergio (argentino di padre e nonno italiani), è assolutamente sconosciuta alle altre azzurre. Che non l’hanno mai vista giocare, sanno a malapena che «picchia forte da dietro, e tira la prima come la seconda di servizio». Così come lei non conosce loro.

LA POLEMICA

Simon: «Troppi soldi alle donne» LUCA MARIANANTONI

Fresco di nomina nell’Atp Player Council, il francese Gilles Simon — n. 13 del mondo — si è scagliato contro il tennis femminile polemizzando sulla parificazione dei montepremi tra uomini e donne. «Il tennis maschile ha un livello nettamente più alto di quello femminile. Al Roland Garros il tempo trascorso in campo dai giocatori è stato il doppio di quello delle donne. La parità di stipendio non ha senso». Replica Le risposte non si sono fatte attendere. Maria Sharapova, numero 1 del mondo, ha dichiarato che «la Wta ha combattuto per tanti anni per ottenere gli stessi premi in denaro dei giocatori. Siamo tutte orgogliose di questo riconoscimento e cerchiamo sempre di rendere il nostro gioco più affascinante. Sono sicura che le mie partite fanno più spettatori delle sue». Serena Williams dice che «Maria ha ragione, molte più persone vedono lei rispetto a Simon. Il tennis femminile è fantastico. Ognuno ha diritto di avere una opinione in merito. E questo è solo il suo parere». Sam Stosur: «La gente ama vederci giocare». L’Open Usa garantisce lo stesso montepremi dal 1973, l’Australia dal 2000, Roland Garros e Wimbledon solo dal 2007. © RIPRODUZIONE RISERVATA

4 Rivincita Phelps

I NUMERI

0

Le italiane che prima di Camila Giorgi avevano raggiunto il 3˚ turno a Wimbledon partendo dalle qualificazioni. Il record per una qualificata è la semifinale raggiunta dalla Stevenson nel 1999

4

Le italiane approdate al 3˚ turno di Wimbledon. Eguagliato il record assoluto stabilito nel 2005 da Silvia Farina, Flavia Pennetta, Roberta Vinci e Antonella Serra Zanetti

7

I cinque set giocati consecutivamente da Troicki negli Slam: 1 allo Us Open 2011, 2 in Australia, 2 al Roland Garros e 2 a Wimbledon quest’anno.

26

Gli ace messi a segno da Mardy Fish nel match vinto sul britannico James Ward che ne ha fatti 16

Lochte nei 200 sl rimane dietro Il tempo (1’49"70) non è super, ma adesso la sfida è pari: «La rivalità migliora entrambi»

ULTIMA VIRATA FATALE PER LOCHTE Nella tebella l’equilibrio della gara. Con Lochte che sbagliando la virata ai 150 metri, perde quei 5 centesimi che gli saranno fatali, visto che i due fenomeni l’ultima vasca l’hanno poi nuotata esattamente con lo stesso tempo e sul traguardo la differenza sarà proprio di 5 centesimi

no davanti di 5 centesimi nei 200 sl, specialità in cui ha dimenticato le migliori sensazioni da 4 anni, dall’oro con record mondiale di Pechino in 1’42"96. Da quel dominio, il mito aveva poi rimediato solo scoppole: ai Mondiali di Roma 2009 dal polpo tedesco Biedermann, ai Mondiali di Shanghai appunto da Lochte, per non dimenticare l’oro perso ad Atene da Thorpe. Insomma, più il compito diventa arduo, rischioso, più Phelps tende a dimostrare chi è davvero Phelps. Lo ha tradotto in acqua con una prestazione da campione che si ribella al declino, anche se battere Lochte è una soddisfazione massima, ma raccogliere appena un 1’45"70 «non ti dà nessuna certezza di vincere l’oro a Londra», ammetterà la leggenda: «La concorrenza è folta, si chiama Agnel (primo al mondo in 1’44"42, ndr), Biedermann, Park, Matsuda, Sun Yang».

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO ARCOBELLI OMAHA (Usa)

La prima rivincita, al di là del tempo. La prima gara da vero Phelps contro Lochte, da quando il gioco si fa duro anche se - come lamenta l’allenatore del mito, Bob Bowman questo «giocare al gatto col topo comincia a farsi pericoloso, la rivalità dev’essere solo in acqua e deve servire a fare andare più forte tutti e due». Spodestato nei misti, Michael si riscopre vincente contro il prodigio di Daytona alle selezioni olimpiche americane: mette la ma-

LA GARA AI RAGGI X

PHELPS

LOCHTE

Impatto Un’altra sconfitta ai

50 metri

24’89

24"97

100 metri totale

26"85 51"74

26"83 51"80

150 metri totale

26"37 1’19"11

27"36 1’19"16

200 metri totale

26"59 1’45"70

26"59 1’45"75

Trials, tuttavia, avrebbe provocato altre complicazioni a Phelps: che ha gareggiato, dunque, con piglio antico, una voglia matta, la nuotata potente e rotonda fronteggiando Lochte anche con gli occhi, metro dopo metro, stando sull’acqua un

Fiducia Aspettando i grandi tempi, una vittoria per il morale in una gara sublime, tipicamente olimpica: conta vincerla a prescindere. E Phelps lo ha fatto alla sua maniera, ricordando al rivale che prima di oscurarlo dovrà fare cose ancora più straordinarie. Prima di Londra ci sarà un altro confronto, qui ad Omaha: nei 200 misti. Phelps, a questo punto, medita il secondo colpaccio. Per cancellare la doppia onta mondiale di Shanghai.

La grinta di Michael Phelps AFP

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Testa e testa subacqueo: sopra con la cuffia azzurra Ryan Lochte: si vede tutto l’equilibrio, praticamente è appaiato a Michael Phelps AFP

la guida

la guida

Serena e Sharapova avanti Oggi Djokovic e Federer

Coughlin eliminata dai 100 dorso Come va Grevers

(lu.mar.) Bene le due regine Serena Williams e Maria Sharapova. L’americana piazza 10 ace e smorza le velleità dell’ungherese Melinda Czink: «Non sento la pressione — dice Serena — di dover vincere per forza, gioco davvero in modo rilassato e questo è positivo». Ha bisogno invece del terzo set la numero 1 del mondo Maria Sharapova per allontanare i fantasmi del rovescio della bulgara Pironkova in una partita completata in due giorni: «Ero più contenta del match d’esordio, di questo meno. Lei ha iniziato bene e poi ha finito il secondo set in crescendo. Se si giocasse sempre sull’erba sarebbe sicuramente tra le prime 5 del mondo». OGGI. Campo Centrale: Djokovic (Ser) b. Stepanek (Cec); A. Radwanska (Pol) b. Watson (Gb); Federer (Svi) b. Benneteau (Fra) . Numero 1: Sharapova (Rus) b. Su-Wei Hsieh (Taiw); Zvonareva (Rus) c. Clijsters (Bel); Almagro (Spa) b. Gasquet (Fra) . Numero 2: Troicki (Ser) c. Monaco (Arg); McHale (Usa) c. Kerber (Ger); Youzhny (Rus) c. Tipsarevic (Ser) . Numero 3: Stephens (Usa) c. Lisicki (Ger); Verdasco (Spa) c. Malisse (Bel); Petrova (Rus) c. GIORGI. Numero 12: Peng Shuai (Cina) c. Rus (Ola); Mayer (Ger) c. Janowicz (Pol) . Numero 18: Falla (Col) c. Istomin (Uzb); Cirstea (Rom) c. Kirilenko (Rus). IN TV Diretta su Sky Sport 3 e Sky Sport Extra con sei canali dedicati. I RISULTATI A pagina 41

po’ più alto di lui: sperando nell’errore altrui che stavolta è arrivato e curiosamente in virata (che come le fa lui non le fa nessuno al mondo). «S’è girato alto e l’ha pagata cara, sì li ha persi lì quei 5 centesimi, ecco perché dico che non deve distrarsi e ho avuto ragione che Phelps non fosse in crisi» s’è arrabbiato Greg Troy, il mentore dello sconfitto di giornata che conduce nel confronto biennale (post body) 3-1. Phelps invece si faceva i complimenti: «Avevo nuotato così male in semifinale che riguardandomi il video mi sono detto "mio Dio, così non posso continuare". E ho

fatto una gara più attenta anche se sono arrabbiato per il tempo. A nessuno dei due piace perdere, il nostro patto per l’Olimpiade sarà: andare più forte, sempre più veloce». Gli ultimi 50 metri Michael e Ryan li hanno nuotati addirittura con lo stesso tempo: a testimoniare come pur di prevalere conti di più cosa fa l’altro, pur di farlo saltare. La pressione, nei 200 crawl, adesso è tutta per Lochte, che è campione mondiale in 1’44"44, ed è costretto a nuotare deluso anche la batteria dei 100 al contrario di Phelps che li cancella per risparmiare energie in vista della finale dei 200 farfalla. «Non c’è altro modo di battere Michael - dirà Ryan -, stargli davanti dal primo metro: è stato più bravo lui, stavolta: una gara divertente per il pubblico (12.671 paganti, ndr) che ho persa negli ultimi 75 metri e arrivando lungo». E’ curioso come i due fenomeni si soffermino sui particolari da sistemare per la gara olimpica: «Sull’entrata e l’uscita dal muro ho molti margini» insisterà Phelps, che secondo il suo allenatore non è ancora al top della forma: «Il vero Michael lo vedrete a Londra, ancora nelle braccia è pesante». Non riesce a scaricare la forza di cui dispone, il 14 volte olimpionico cui mancano 3 medaglie per diventare il più grande atleta olimpico di tutti gli sport e scavalcare a 18 l’ex ginnasta russa Latynina.

(s.a.) Natalie Coughlin perde tutto: è a una medaglia dal record assoluto di Jenny Thompson e Dara Torres (12) ma non è ancora qualificata. E chiudendo terza nei 100 dorso ha perso la possibilità di diventare la terza donna nella storia a fare il tris olimpico nella stessa specialità dopo l’australiana Fraser (100 sl) e l’ungherese Egerszegi (200 dorso, in lizza resta solo Kirsty Coventry, Zim). A negare il pass alla Coughlin (che passa sparata in 28"50 e tocca in 1’00"06) è la diciottenne Rachel Bootsma, che chiude in 59"49 dietro Melissa Franklin, prodigio al primo pass olimpico e che assesta un duro colpo alla medesima Coughlin strappandole di 9 centesimi il record americano in 58"85, primo crono al mondo che scavalca il 58"97 della russa Zueva. Nei 100 dorso maschili, Matt Grevers si ritaglia una serata alla Peirsol vincendo in 52"08, a 14 centesimi dal record mondiale di Aa-

ron, ritiratosi nel 2010. Nick Thoman per 12 centesimi (52"86) evita la bocciatura ed è il secondo promosso. Promossa senza sorriso Rebecca Soni, sconfitta per la prima volta nei 100 rana da quattro anni e peggioratasi dalla semifinale da 1’05"82 a 1’05"99. Per battere Breeja Larson avrebbe dovuto ribadire il suo primato stagionale mondiale, la Soni, sorpresa un po’ come tutti dall’impeto della ventenne dell’Arizona ultima di sei sorelle che ha cominciato a nuotare a 17 anni e s’è migliorata dalla semifinale da 1’07"00 a 1’05"92! I promossi dei 200 sl per la 4x200 Usa sono Ricky Berens, che c’era pure a Pechino, e Conor Dwyer, che si allena con Lochte, mentre da quinto potrebbe essere ripescato Matt McLean autore di un considerevole 1’46"78, 11˚ crono mondiale. In semifinale erano tornati in acqua sia Phelps, terzo nei 200 farfalla che hanno visto ancora protagonista un Bollier da 1’56"06; che la Franklin nei 200 sl in cui era andata al risparmio prima dei 100 dorso: Allison Schmitt è stata la più veloce in 1’55"59. Risultati (3a g.). FINALI. 200 sl: 1. Phelps 1’45"70; 2. Lochte 1’45"75; 3. Berens 1’46"56; 4. Dwyer 1’46"64; 5.

Nathalie Coughlin, 29 anni McLean 1’46"78; 6. Houchin 1’46"88; 7. Tarwater 1’47"02; 8. Klue 1’48229. 100 dorso: 1. Grevers 52"08 (2˚ t.alltime); 2. Thoman 52"86; 3. Plummer 52"98; 4. Hesen 53"03; 5. Godsoe 53"61; 6. Murphy (16) 53"92; 7. Owens 54"31; 8. Conger 54"63. Donne. 100 dorso: 1. Franklin 58"85 (29"74, r.n.); 2. Bootsma (18) 59"49 (30"94); 3. Coughlin 1’00"06 (28"50); 4. Smoliga 1’00"46; 5. Brandon 1’00"82; 6. Connolly 1’00"83; 7. Stewart 1’00"86; 8. Romano 1’01"82. 100 rana: 1. Larson 1’05"92 (31"04); 2. Soni 1’05"99 (s. 1’05"82); 3. Hardy 1’06"53 (30"88); 4. Baumgardner 1’07"19; 5. Chandler 1’07"28; 6. McClellan 1’07"41; 7. Lawrence 1’07"67; 8. Wanland 1’07"89.

SEMIFINALI. Uomini, 200 farf.: 1. Bollier 1’56"06; 2. Tarwater 1’56"10; 3. Phelps 1’56"42; 4. Clary 1’56"56; 5. Dylla 1’57"78; 6. Flach 1’58"04; 7. Madwed 1’58"26; 8. Hodgson 1’58"45. Donne, 200 sl: 1. Schmitt 1’55"59; 2. Vreeland 1’57"78; 3. Vollmer 1’57"89; 4. Romano 1’57"99; 5. Franklin 1’58"04; 6. Anderson 1’58"09; 7. Perdue 1’58"28; 8. Chenault 1’58"64. 200 mx: 1. Leverenz 2’10"51; 2. Pelton 2’11"37; 3. Beisel 2’12"27; 4. Kukors 2’12"32; 5. Dirado 2’12"62; 6. Manginelli 2’13"48; 7. Tosky 2’13"87; 8. Li 2’14"02. BATTERIE (4a g.). Uomini, 100 sl: 1. Robison 49"09; 2. Adrian 49"17; 3. Grevers 49"24; 5. Lochte 49"33; 9. Lezak (36) 49"40; 11. Ervin 49"54. 200 ra: 1. Burckle 2’10"30; 2. Weltz 2’10"90; 3. Shanteau 2’11"57, 5. Hansen 2’12"14. Donne, 200 fa: 1. Vanderburg 2’08"78; 2. Adams 2’08"84. DOPATO (m.can.) Il brasiliano Glauber Silva è stato squalificato per due anni per doping (testosterone). Silva, che quindi non disputerà i 100 farfalla a Londra, era risultato positivo proprio nelle gare organizzate dalla Confederazione Brasiliana di Sport Acquatici a maggio come ultima opportunità di qualificazione a Londra.


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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Pallavolo WORLD LEAGUE A DALLAS

Ippica STASERA TRIOSSI A ROMA

Torna l’Italia A con la Francia

Bellei a caccia del GP stregato

(a.a.) Torna l’Italia di Berruto. Dopo le due trasferte in Francia e Sud Corea con la squadra B di Montagnani, e a 40 giorni esatti dall’ultimo show di Firenze con lo straordinario 3-0 inflitto agli Stati Uniti (campioni olimpici), la squadra titolare torna in campo stanotte a Dallas. Nel quarto e ultimo concentramento della World League. Nel quale la qualificazione alle Final Six di Sofia non è più verosimilmente in discussione (sebbene l’aritmetica ancora non ci condanni), ma ci sono da mettere a punto gioco e condizione. Sono le ultime gare ufficiali (poi ci saranno le amichevoli, certo) per farlo, prima di Londra. A mezzanotte (con diretta su Rai Sport 1) si comincia con la Francia. Quindi alla stessa ora di domani la Sud Corea, e nella notte tra domenica e lunedì (2.30) gli Usa. Non ci sarà Mastrangelo, per il problema al gomito che lo ha fermato. Al suo posto in rosa Giulio De ogni: al centro andranno quindi Fei e Birarelli. E intanto Cuba, vincendo a casa della Serbia a Novi Sad, si è qualificata per le finali di Sofia.

Scattano le notturne (con grande ritardo rispetto al passato) ed è subito spettacolo. Da oggi a domenica il trittico Roma-Milano-Treviso manderà in scena una serie di GP importanti e (si spera) spettacolari. Si parte oggi da Tordivalle (l’inizio del convegno è alle 20.20) dove nel giorno del Santo Patrono (Santi Pietro e Paolo) come da tradizione c’è il Premio Tino Triossi, prova internazionale (una volta...) riservata ai quattro anni. A dir la verità c’è uno straniero, lo svedese Staro Foot Loose che però non sembra avere grandi chance. Il favorito sarà infatti Obama Gar, il cavallo più continuo della generazione a cui però manca ancora il grandissimo acuto. Stasera il numero all’interno del rivale Owen Cr (che lo ha battuto nell’Europa il 25 aprile e lo scorso anno nel Nazionale) sembra però dare una grossa mano a Obama Gar, in sulky al quale il top driver Enrico Bellei cerca il primo successo nel Triossi, una delle pochissime grandi corse italiane che mancano al suo palmares. Ma attenzione anche al Varennino Osasco di Ruggi che ritrova le mani di Roberto Vecchione e che sul doppio chilometro si esalta. Da vedere anche Oropuro Bar, fermato da un grave infortu-

GIRONE A - A Novi Sad (Ser) – Giappone-Russia 2-3 (25-20, 26-24, 19-25, 17-25, 11-15), Serbia-Cuba 2-3 (26-24, 16-25, 25-21, 24-26,

Cristian Savani a muro FIVB 13-15). Oggi: Russia-Cuba e Giappone-Serbia. Classifica: Cuba 25; Serbia 16; Russia 15; Giappone 2. Girone B Classifica: Polonia 29; Brasile 26; Canada 10; Finlandia 7. GIRONE C a Dallas (Usa) – Oggi: (24 dir. Raisport) Francia-Italia, Stati Uniti-Sud Corea. Classifica: Stati Uniti 20; Francia 17; Italia 11; Sud Corea 6. GIRONE D - a Sofia (Bul) – Oggi: Argentina-Germania e Bulgaria-Portogallo. Classifica: Germania 22; Bulgaria, Argentina 16; Portogallo 0. GRAND PRIX (a.a.) Nella final six del Grand Prix a Ningbo (Cina) la Turchia (Ozsoy e Darnel 12) si trova in testa superando anche Cuba, vincono anche gli Stati Uniti (Hodge 25) sulla Thailandia e il Brasile sulla Cina. Programma - Stati Uniti-Thailandia 3-1 (25-18, 27-25, 18-25, 25-18), Cuba-Turchia 0-3 (23-25, 9-25, 20-25), Cina-Brasile 1-3 (21-25, 25-21, 19-25, 18-25). Oggi: Brasile-Cuba, Turchia-Stati Uniti, Cina-Thailandia. Classifica: Turchia 6; Stati Uniti 5; Brasile 4; Cina 3; Thailandia, Cuba 0.

Baseball DOMANI ALL STAR GAME (m.c.) Presentata la 2a edizione dell’All Star Game, domani alle 21 allo Jannella di Grosseto. In campo la Ñazionale di Marco Mazzieri (assenti al raduno iniziato ieri gli infortunati Simone e Sgnaolin, in dubbio Ramos) e la selezione dell’Ibl votata dai tifosi e guidata da Doriano Bindi, manager del San Marino campione d’Italia. Alle 20 homerun derby. Fibs e Grosseto doneranno 50 euro per ogni fuoricampo alla Lega Fibrosi cistica e alle popolazioni dell’Emilia colpite dal sisma.

Beach volley WORLD CUP (c.f.) Per l’Italia sudato successo 2-1 sull'Uruguay nell’esordio della World Cup di Mosca, ultimo torneo di qualificazione olimpica (2 posti per genere). Dopo il k.o. 2-1 di Giombini-Orsi Toth con Gomez-Guigou, Gioria-Momoli hanno pareggiato con un netto 2-0 a Cardozo-Nieto e poi superato 17-15 nel golden set Gomez-Guigou. Oggi contro Kenya (Ndakala-Ndasaba e Rotich-Maiyo) e Cina (Wang Fan-Yue Yuan e Yuanyuan Ma-Zhang Changning), domani ultima sfida del girone con la Svizzera.

Boxe Europei juniores Colella già bronzo Obama Gar con Bellei DE NARDIN

nio dopo un inizio di carriera da favola e ora alla ricerca della miglior condizione: se fosse al top sarebbe in grado di lottare per la vittoria. Il record della corsa è dello svedese Raja Mirchi: 1.12.1 lo scorso anno. Nel convegno anche la prova riservata alle femmine con Ombretta Bar favorita su Oklahoma Ans e Omera Win Sm. 7ª corsa - 23.05 - GP Tino Triossi - e 187.000, m 2100: 1 On the Way Grif (R. Andreghetti); 2 Odino Jet (N. Cintura); 3 Obama Gar (E. Bellei); 4 Owen Cr (P. Gubellini); 5 Orsia (A. Gocciadoro); 6 Olona Ok (G. Minnucci); 7 Olmo Holz (Vp. Dell’Annunziata); 8 Ok America (A. Di Nardo); 9 Osasco di Ruggi (R. Vecchione); 10 Owen’s Club (A. Guzzinati); 11 Oropuro Bar (M. Smorgon); 12 Staro Foot Loose (A.J. Mollema); 13 Opera Auteuil (L. Besana).

(i.m.) L’Italia di Maurizio Stecca in medaglia agli Europei juniores di Sofia (Bul). Nei quarti dei 52 kg Vincenzo Colella ha sconfitto per 15-9 Silvio Schierle (Ger), dominandolo dalla prima ripresa (6-2, 10-6 i parziali). Oggi in semifinale affronterà Sushkov Blagovestov (Bul). Nei 66 kg eliminato agli ottavi Giovanni Sarchioto (16-3-1) per ferita al naso al 3o round contro Adzinayeu (Bie) col quale al 2o era in svantaggio 11-8.

Golf Irlanda, 19o Gagli Comandano in due Lorenzo Gagli è 19o con 68 colpi (-4: sei birdie, due bogey) dopo il primo giro dell’Irish Open, torneo dell’European Tour a Portrush (Irlanda del Nord, montepremi 2.000.000 e). In testa a -7 il francese Bourdy e l’indiano Jeev Singh. Francesco Molinari è 53o con -2, Andrea Pavan e Matteo Manassero sono al 94o posto (par), Federico Colombo 116˚ con +1. CRESPI GUIDA Marco Crespi è in testa con -10 (64 66) dopo il secondo giro del Provincia di Varese, torneo del Challenge Tour in corso al club Varese (par 70). Insieme a lui lo scozzese Raymond Russell (63 67) e l’argentino Daniel Vancsik (65 65). Alessandro Tadini è 5o a -8 con 132 (66 66), Federico Elli 8o a -7 con 133 (66 67).

Pallavolo Arco LE SQUADRE PER LONDRA

Pallanuoto A COSENZA

Giochi: Lionetti scalza Sartori

Settebello, pari «Sport movies» Carnera moriva col Montenegro col film su Senna 45 anni fa

(a.p.) Marco Galiazzo, Michele Frangilli, Mauro Nespoli per gli uomini; Natalia Valeeva, Jessica Tomasi e Pia Lionetti tra le donne. Sono questi gli azzurri per Londra 2012 nell’arco, al via il 27 luglio — giorno della cerimonia inaugurale — con le 72 frecce di qualifica. La presentazione delle squadre si è svolta ieri in Palazzo Vecchio a Firenze. La scelta del c.t. Gigi Vella, assente alla cerimonia, lascia a casa come riserve Luca Melotto e Guendalina Sartori, quest’ultima iridata a squadre a Torino 2006. «In qualche gara potevo fare di più, ma sarò la prima tifosa delle ragazze» ha detto la padovana, commossa come Pia Lionetti, che la sostituirà. L’Italia dell’arco va a medaglia da Atlanta 1996: da allora due argenti e un bronzo a squadre e l’oro di Galiazzo ad Atene 2004. Per Valeeva sarà la sesta Olimpiade: la prima fu nel 1992 con la Comunità Stati Indipendenti. Saranno dieci gli atleti per le Paralimpiadi: in testa Oscar De Pellegrin, portabandiera.

Alex Giorgetti, 24 anni LAPRESSE

A Cosenza, nella 2a giornata dell’Otto Nazioni, è pareggio tra il Settebello e il Montenegro: il 7-7 è siglato a 55" dal termine da Giorgetti in superiorità numerica. Per l’attaccante della Pro Recco una tripletta, altre reti azzurre di Marcz, Figlioli, Presciutti e Fiorentini. Lo stesso Giorgetti e Figlioli hanno fallito un rigore. Tra i pali ha giocato Volarevic. Figari ha scontato il turno di squalifica dopo l’espulsione rimediata all’esordio con l’Australia.

L’evento A DICEMBRE A MILANO

Presentata la 30a edizione dello «Sport Movies & Tv 2012» che si terrà a Milano dal 5 al 9 dicembre prossimi, a conclusione dei festeggiamenti per il trentennale della fondazione della Fédération Internationale Cinéma Télévision Sportifs. Sono intervenuti Ottavio Missoni, presidente d’onore della giuria, Sandro Gamba, ex c.t. della Nazionale di basket e Irene Camber prima donna a vincere l’oro nella scherma alle Olimpiadi e ai Mondiali che hanno ricevuto dal presidente della Ficts Franco Ascani il Medaglione d’Onore. Parteciperanno tra gli altri il film su Tazio Nuvolari e Alessandro Nannini «A spasso per l’Italia con Nannini e Nuvolari», su Carolina Kostner «Opera on ice», lo scacchista Robert James Fischer «Bobby Fischer against the world» e il documentario su Ayrton Senna. Ospiti d’onore saranno Giampiero Boniperti e Roman Abramovic, proprietario del Chelsea. Le iscrizioni si chiudono il 16 luglio.

2a g. Gir. A: Kazakistan-Canada 10-6, Ungheria-Serbia 7-5. Class.: Ungheria 6; Serbia, Kazakistan 3; Canada 0. Oggi: Kazakistan-Serbia (ore 17), Ungheria-Canada (19.40). Gir. B: Australia-Grecia 4-4, Italia-Montenegro 7-7. Class.: Italia, Montenegro 4; Grecia, Australia 1. Oggi: Montenegro-Australia (18.20), Italia-Grecia (21).

Pia Carmen Lionetti, 25 anni

QUARTU IN A1 Storica promozione per la Sardegna. La Promogest Quartu, battendo in due gare la Pallanuoto Brescia (8-14 e 6-5), è la prima squadra a salire in A-1. Domani, la bella tra Lazio e Telimar Palermo deciderà l’altra promossa.

S. Gamba, I. Camber e O. Missoni

Boxe L’ANNIVERSARIO

MERCATO (an.gal.-f.c.) Mancava solo l’ufficialità: Angelo Lorenzetti è il nuovo allenatore di Modena. Dopo il libero Paparoni, Castellana prende lo schiacciatore-ricevitore Ludovico Dolfo, 23 anni (era a Belluno). Pesaresi già libero a Segrate (ma di proprietà di Macerata) il prossimo anno giocherà in A-1 con Verona. Marco Rizzolo (da Genova) è il nuovo libero di Molfetta. Nel femminile, bocciata la richiesta di Loreto di giocare a Perugia: pareri negativi dei comitati di Marche e Umbria della Fipav. Casalmaggiore disputerà le gare interne al Pala Farina di Viadana (Mn). MERCATO A BOLOGNA (f.c.) Si terrà a Bologna dal 17 al 19 luglio il mercato del volley maschile. Per l’A-1 stop alle operazioni alle 13 del 18 mentre i Club di A-2 potranno tesserare entro le 18 dello stesso giorno. Giovedì 19, infine, saranno annunciate le date della stagione (inclusi playoff e altri eventi).

Rugby Carnera, malato, sbarca a Fiumicino

(al.fr) Ricorre oggi il 45o anniversario dalla morte di Primo Carnera. Il pugile friulano morì a Sequals (Pn), il suo paese natale (25 ottobre 1906) a cui era molto legato: gravemente malato, vi fece infatti ritorno per trascorrere gli ultimi giorni della sua vita. Era emigrato negli Stati Uniti dal primo dopoguerra, era diventato anche campione del mondo di catch. Il 20 maggio 1967 atterrò a Roma, atteso da una folla di tifosi e di giornalisti, ormai consumato dal male. Subito si trasferì nella sua Sequals, dove oggi, alle 18, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, si celebrerà una Messa in suffragio alla presenza della figlia Giovanna Maria, da qualche mese tornata a vivere Sequals sulle orme del padre. Il 29 giugno si ricorda anche la conquista del titolo mondiale dei pesi massimi, nel 1933, al Madison Square Garden di New York, dove Carnera batté Jack Sharkey al 6o round. Fu il primo italiano a indossare la cintura di campione del mondo.

FARRELL RITORNA Andy Farrell rientra nello staff dell’Inghilterra. Già a fianco di Lancaster nel Sei Nazioni 2012, vinto con incarico ad interim, l’ex tredicista aveva rifiutato il rinnovo con la Nazionale, per restare ai Saracens. Poi l’addio al club e ora il triennale: sarà responsabile di trequarti e difesa fino al Mondiale 2015. PER ROVIGO (i.m.) Il Rovigo prende l’australiano di passaporto italiano Rhys Lenarduzzi, 22 anni, apertura e utility back nazionale italiano di rugby XIII (4 presenze), dal Lezignan XIII (Francia).

Ippica Napoli: 4-10-8-1-15 6a corsa - m 2060: 1 Polinesia (G. Ruocco) 1.17.4; 2 Patriot Gv; 3 Pamela Cas; 4 Prins; 5 Persico Jet; Tot.: 6,25; 2,92, 3,73, 16,86 (103,27). Quinté: e 27.857,88. Quarté: e 24.606,75. Tris: e 1.762,60. OGGI QUINTÉ A ROMA A Tordivalle anche il quinté in cui scegliamo Noce Moscata (13), Golddigger (15), Mario Emidi (10), Madam di Poggio (14), Fico K Jet (16), Marlin Stars (8) e Gigolò Ponz (7). SI CORRE ANCHE Galoppo: Milano (17) e Napoli (19.55). Trotto: Modena (21) e Follonica (20.35).

Tennis Risultati Wimbledon Uomini, 2˚ turno: Fish (Usa) b. Ward (Gb) 6-3 5-7 6-4 6-7 (3) 6-3; Tsonga (Fra) b. Garcia-Lopez (Spa) 6-7 (3) 6-4 6-1 6-3; Del Potro (Arg) b. Soeda (Japan) 6-2 6-3 1-6 6-4; Baghdatis (Cip) b. Dimitrov (Bul) 7-5 4-1 rit.; Murray (Gb) b. Karlovic (Cro) 7-5 6-7 (5) 6-2 7-6 (4); Kohlschreiber (Ger) b. Jaziri (Tun) 6-1 7-6 (2) 6-1; Roddick (Usa) b. Phau (Ger) 6-3 7-6 (1) 6-3; Cilic (Cro) b. Kubot (Pol) 7-6 (4) 6-2 6-1; Paire (Fra) b.

Disabili ATLETICA

Minetti bronzo nei 1500 (c.ar.) Con il bronzo di Annalisa Minetti nei 1500 m (cat. T11-T12) si sono chiusi gli Europei di atletica, in Olanda. L’Italia ha vinto 4 ori (2 di Oxana Corso: 100 e 200m T35, Martina Caironi: 100m T42, Riccardo Scendoni: 100m T44) e 6 bronzi.

Dolgopolov (Ucr) 7-6 (2) 6-4 6-4; Lacko (Slk) b. Melzer (Aut) 6-4 6-7 (4) 3-6 6-3 6-4; Ferrer (Spa) b. De Schepper (Fra) 7-6 (1) 6-2 6-4; Verdasco (Spa) b. Zemlja (Slo) 7-6 (4) 7-6 (4) 3-6 6-3; Falla (Col) b. Mahut (Fra) 6-4 6-3 4-6 4-6 7-5; Stepanek (Cec) b. Becker (Ger) 6-2 7-6 (4) 6-3; Malisse (Bel) b. Simon (Fra) 6-4 6-4 7-6 (5); Goffin (Bel) b. Levine (Usa) 4-6 6-4 6-1 6-3; Nishikori (Giap) b. Serra (Fra) 6-3 7-5 6-2; Baker (Usa) b. Nieminen (Fin) 6-0 6-2 6-4; Rosol (R.Cec) b. Nadal (Spa) 6-7 (9) 6-4 6-4 2-6 6-4. Donne, 2˚ turno: Kvitova (Cec) b. Baltacha (Gb) 6-0 6-4; Azarenka (Bie) b. Oprandi (Svi) 6-2 6-0; Lepchenko (Usa) b. Pavlyuchenkova (Rus) 7-6 (4) 6-4; Petrova (Rus) b. Babos (Ung) 6-4 6-7 (3) 9-7; Lucic (Cro) b. Bartoli (Fra) 6-4 6-3; SCHIAVONE b. Pliskova (Cec) 6-4 6-4; Wickmayer (Bel) b. Voskoboeva (Kaz) 4-6 6-3 8-6; Ivanovic (Ser) b. K. Bondarenko (Ucr) 6-3 7-6 (3); Paszek (Aut) b. Cornet (Fra) 6-2 6-1; Zakopalova (Cec) b. Govortsova (Bie) 2-6 6-1 6-2; Goerges (Ger) b. Yakimova (Bie) 7-6 (3) 6-2; Shvedova (Kaz) b. Bertens (Ola) 6-4 6-4; Sharapova (Rus) b. Pironkova (Bul) 7-6 (3) 6-7 (3) 6-0; S. Williams (Usa) b. Czink (Ung) 6-1 6-4; McHale (Usa) b. Johansson (Fra) 7-5 7-5; Kerber (Ger) b. Makarova (Rus) 7-5 6-3; Zheng Jie (Cina) b. Wozniak (Can) 6-4 6-2; VINCI b. Erakovic (N.Zel.) 6-4 6-3; ERRANI b. Keothavong (Gb) 6-1 6-1.

Tuffi TRICOLORI (al.f.) Da oggi a domenica, al Foro Italico di Roma si assegnano i titoli italiani di categoria. In gara Tania Cagnotto e gli altri big azzurri al penultimo test prima dei Giochi.

Vela Luna Piranha terza (r.ra.) Nella prima giornata delle World Series di Newport (Usa) Oracle Racing guidato da James Spithill ha vinto la regata di flotta davanti ai compagni di squadra capeggiati da Russell Coutts, 3a Luna Rossa Piranha (timoniere Draper) 7a Luna Rossa Pescespada (timoniere Campbell James). Nel match race Luna Rossa Piranha ha sconfitto 2-0 Emirates Team New Zealand (i kiwi hanno riportato gravi danni all’ala rigida dopo una scuffia nel primo match e non hanno potuto disputare il secondo) Oracle Coutts ha battuto per 2–1 Luna Rossa Pescespada, Artemis 2-0 Energy Team e Oracle Spithill 2–1 a Team Korea. Oggi una regata di flotta e le semifinali Luna Rossa Piranha–Oracle Coutts, Artemis–Oracle Spithill. Partenza alle 14.30 (20.30 in Italia) diretta su Italia 2 a partire dalle 20.30 VOLVO RACE (r.ra.) Rivoluzione nella Volvo Ocean Race, giro del mondo in equipaggio: le prossime due edizioni si disputeranno per la prima volta con barche tutte uguali. Obiettivo è di ridurre i costi. EUROPEO ORCI (r.ra.) Dopo la 4a giornata all’Europeo ORCI a Punta Ala nel gruppo A conduce Aniene 1˚ Classe (tattico Vascotto) seguito da Cronos 2 (tattico De Angelis) 3˚ Exprivia Luduan Reloaded. Nel gruppo B 1˚ Low Noise, 2˚ Morgan IV 3˚ Scugnizza.

REGIONE MARCHE Azienda Sanitaria Unica Regionale Area Vasta 4 Via Zeppilli, 18 - 63900 Fermo (AP) AVVISO ESITO GARA Si rende noto che l’ASUR AV4 di Fermo ha aggiudicato con det. 340 ASUR DG 2012 procedura aperta per la fornitura di reagenti e apparecchiature per gli esami per biologia molecolare (L1 CIG 317657509E. IMPORTO COMPLESSIVO MESI 60 € 613.158,30 + IVA), markers epatite (L2 CIG 3176623838 IMPORTO DURATA INIZIALE MESI 60 € 272.150,00). Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.asl11.marche.it oppure UOC Provv-Eco: tel. 0734/6252887 - fax 07346252830 e-mail f.decicco@asl11.marche.it. Data invio GUCE 23/05/2012. IL DIRETTORE UOC PROVV-ECO Dott. Fulvio De Cicco


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno DI GIORGIO DELL’ARTI gda@gazzetta.it

Ma la Germania adesso dice sì agli eurobond e a un tetto per gli spread? Il ministro Schäuble prima ha aperto poi ha negato: è difficile, infatti, che la Merkel si faccia convincere da Monti. Resta la carta Tobin Tax... Il Wall Street Journal, che l’altro giorno aveva messo nei guai la Fornero, ieri ha fatto dire al ministro Schäuble cose che Schäuble non poteva evidentemente dire, c’è stata agitazione nei palazzi della politica...

1Che cosa gli ha fatto dire? Che gli acquisti diretti dei Btp o dei Bonos da parte dei due fondi salva-stati saranno possibili, purché vi sia una formale richiesta dei governi. E che qualcosa per gli eurobond si potrà fare, purché venga creato una specie di zar che tenga sotto controllo i conti pubblici dei paesi indebitati. Schäuble è il ministro delle Finanze di Berlino, se dice certe cose siamo tutti autorizzati a crederci. Solo che fino all’altro giorno la Merkel ha detto il contrario, tant’è vero che Monti, per far passare la storia dei fondi salva stati che comprano i titoli dei paesi in difficoltà, s’è detto disposto a costringere tutti al tavolo delle trattative fino a domenica sera. L’intervista al WSJ ha provocato un tale rumore che lo stesso Schäuble l’ha dovuta smentire: la posizione tedesca è sempre quella, niente eurobond e niente scudi anti-spread.

2 Forse, mentre il vertice è ancora in corso (dovrebbe concludersi stasera), converrebbe ri-

passare un po’ la materia. Fondi salva-stati?

Faccia conto che siano delle casse comuni, a cui hanno contribuito gli stati membri ciascuno mettendo qualche miliardo. Hanno dei nomi impossibili. Uno si chiama Efsf, acronimo di European Financial Stability Facility. Dopo il salvataggio di Irlanda e Portogallo ha in pancia 250 miliardi di euro. La seconda cassa si chiama Esm, European Stability Mechanism, e ha a disposizione (per ora) 750 miliardi. Comincerà a funzionare da lunedì prossimo. L’idea di Monti è che si fissi un tetto agli spread, cioè al differenziale tra titoli di stato a dieci anni di un paese in crisi e l’analogo titolo tedesco (Bund). Quando il differenziale supera la soglia stabilita, i due fondi comprano e scoraggiano i venditori, i quali vendendo a tutto spiano i titoli, per esempio, italiani puntano a deprimerne il loro valore e ad alzare il rendimento, cioè a far pagare allo stato indebitato interessi sempre più alti. Questa è la richiesta principe di Mario Monti: se la Merkel cedesse su questo punto, il nostro premier potrebbe tornare a casa trionfante.

3 Perché la Merkel non dovrebbe cedere?

La Merkel ha elogiato ancora ieri il presidente del consiglio italiano, affermando per l’en-

d lafrase DEL GIORNO

_il vertice di Bruxelles

A

AMATO: «NIENTE SCONTRI»

S Roma negozia «Non c’è alcuno scontro fra Italia e Germania. Quella italiana è una posizione negoziale nella quale è evidente che il governo Monti è interessato ad avere risultati». Così l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato ha parlato del vertice di Bruxelles e dei rapporti tra Roma e Berlino

Sopra, Mario Monti a Bruxelles con i colleghi premier di Austria, Bulgaria, Estonia e Irlanda. Sotto, la Merkel col presidente greco Papoulias REUTERS

nesima volta che siamo sulla strada giusta, eccetera. Far comprare titoli italiani ai due fondi significa trasferire un pezzetto del nostro debito all’Europa. Automaticamente. I tedeschi hanno sempre sostenuto che non può esserci condivisione a livello europeo dei debiti senza una qualche cessione di sovranità, senza dare cioè all’Europa (soprattutto alla Germania) il potere di intervenire nei bilanci altrui, di impedire sprechi, di imporre tagli eccetera. Sulla cessione di sovranità registriamo una vaga disponibilità francese. Hollande l’altra sera ha incontrato la Merkel a Parigi, e subito dopo ha detto: «Siamo entrambi coscienti delle misure necessarie per la stabilità finanziaria e vogliamo entrambi approfondire l’unione economica, monetaria e, un domani, politica». Non può esserci unione senza cessione di sovranità.

4 Hollande è d’accordo con quello che chiede Monti?

Monti ha raccolto un consenso piuttosto vasto. Lo appoggiano ufficialmente il presidente francese, e il presidente del Consiglio europeo, Van Rompuy. Van Rompuy ha preparato un rapporto, piuttosto sgradito ai tedeschi, in cui si prevedono unione monetaria, emissione comune del debito eccetera. Tutti temi da sempre tabù per Berlino.

5 Come farà Monti a persuadere la Merkel delle sue buone ragioni?

La Merkel vuole seriamente istituire la Tobin tax, magari limitandola a 9 Paesi. Ricorderà che la Tobin tax è una tassa dello 0,5 o dell’1 per mille su tutte le transazioni finanziarie. Hollande è d’accordo, ma Monti è deciso ad opporsi se prima non otterrà lo scudo a difesa dello spread. Un altro punto importante, al primo posto nella piattaforma francese, sono questi 120 o 130 miliardi che la Ue dovrebbe investire nei Paesi in difficoltà (cominciando dalla Grecia) per aiutare le varie economie a ripartire. Ultimo tema, quello delle banche. Il trattamento riservato alla Spagna, che ha chiesto i 100 miliardi che servono ai suoi istituti, è stato tremendo: la Germania ha imposto che questi soldi venissero dati allo Stato, con la conseguenza che il debito spagnolo si avvicina ormai al 100% del Pil. Il premier Rajoy è disperato: le ultime aste hanno portato l’interesse sui titoli di stato in prossimità del 7 per cento, in queste condizioni, se lo spread non si raffredda rapidamente, il Paese non può finanziarsi sui mercati e deve dipendere dalla Troika. Soldi in cassa non ce ne sono più, servono subito almeno una quarantina di miliardi. La situazione greca, insomma, ma di ben altre dimensioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

TROPPE TENSIONI TRA I PARTITI «È positivo che in un momento di difficoltà il premier rappresenti l’Italia a Bruxelles forte del suo mandato. Ma è preoccupante che si vadano acuendo motivi di conflittualità tra le forze che sostengono il governo. Queste tensioni si manifestano anche in rapporto alla prospettiva delle elezioni nel 2013. E la revisione costituzionale richiede una ponderazione non immaginabile in questo periodo» GIORGIO NAPOLITANO CAPO DELLO STATO

LE STIME PIL 2012 A -2,4%

Confindustria dà l’allarme: «Italia come in una guerra»

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, 69 anni ANSA

L’Italia non è in guerra ma, a guardare l’impatto della crisi, è come se fossimo «in un conflitto». L’immagine disastrosa della recessione in corso l’ha fornita il Centro studi di Confindustria, nel rapporto presentato ieri: «L’aumento e il livello dei debiti pubblici sono analoghi a quelli presentati al termine degli scontri bellici mondiali. E a essere colpite sono state le parti più vitali e preziose del sistema Italia: l’industria manifatturiera e le giovani generazioni. Quelle da cui dipende il futuro», si legge nel documento. Confindustria vede addirittura il Paese «nell’abisso»: secondo le stime, il Pil del 2012 scenderebbe del 2,4% rispetto al dato fornito a dicembre di -1,6%, mentre per il 2013 si prevede un -0,3% (rispetto allo 0,6%). E si allontana pure il pareggio di bilancio: il deficit pubblico nel 2013 sarà a -1,6% del Pil e non a -0,1% come previsto inizialmente e nel 2012 si assesterà -2,6%, in peggioramento di 1,1 punti. Confindustria sostiene che la crisi nasce per «errori recenti e mali antichi» e, tra i fattori che hanno portato a rivedere al ribasso le stime del Pil, evidenzia la mancanza di «una soluzione rapida della crisi dei debiti sovrani dell’eurozona». Particolarmente critico Giorgio Squinzi, il presidente degli industriali italiani, che ha però lasciato spazio alla speranza: «Speriamo di dare il meglio di noi sull’orlo dell’abisso».

+0,66%

la chiusura in Borsa Piazza Affari ha chiuso ieri in positivo, unica positiva con Madrid: Ftse Mib +0,66%


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ALTRI MONDI

UCCISO DALLA MAFIA

Il Papa: «Don Puglisi sarà presto beato» Don Pino Puglisi, il sacerdote palermitano (nella foto Ansa) ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993, vicino alla parrocchia di

Marchionne duro: «Su Pomigliano è folklore locale» L’a.d. Fiat critica il reintegro degli operai Fiom Un caso in Abruzzo: «Sciopero per la partita» FILIPPO CONTICELLO

Changsha è la capitale della provincia di Hunan: semisconosciuta città della Cina del sud attraversata dal vastissimo (e inquinatissimo) fiume Xiangjiang, enorme bacino di forza lavoro con oltre sei milioni di abitanti. Ieri ha fatto un salto lì anche Sergio Marchionne, giusto il tempo di inaugurare l’impianto da 750.000 metri quadri nel quale si produce al ritmo di 140.000 unità all’anno la Viaggio, auto disegnata per il mercato cinese. E poi di pungere sul tema pieno di spine delle relazioni sindacali. Niente mezzi termini quando c’è da commentare la sentenza che obbliga la Fiat all’assunzione nello stabilimento di Pomigliano di 145 iscritti alla Fiom, vittima di «discriminazioni» per il Tribunale di Roma: «Non voglio dire quello che penso, ma questa legge non esiste in nessuna parte del mondo — ha ribadito più di una volta —. Focalizzare l’attenzione su questioni locali ignorando il resto è attitudine dannosa. Un evento unico che interessa un particolare Paese che ha regole particolari che sono folcloristicamente locali. Faremo ricorso». Ha lasciato quindi intendere di preferire questioni più globali: «L’Italia ha un livello di complessità nella gestione delle questioni industriali che non esiste altrove. Le implicazioni sul business sono drastiche, perché tutto diventa tipicamente italiano e quindi molto difficile da gestire». Parole dure, ma nel frattempo Marchionne ha anche annunciato che la quota di Fiat in Chrysler salirà di un altro 3,3%, arrivando così al 61,8.

Sergio Marchionne nella visita alla fabbrica di Changsha, in Cina ANSA Che zuffa L’uscita cinese non è piaciuta ai sindacati tutti e ha fatto infuriare pure il centrosinistra. «È davvero insopportabile la sua arroganza e il continuo disprezzo per la democrazia e il rispetto della legalità»,

Il Lingotto accusa il sindacato: «A Val di Sangro volevano vedere Italia-Germania» è stato il commento di Nichi Vendola, presidente di Sel. E ha reagito anche il Pd: «Parlare di una sentenza di un Tribunale della Repubblica che applica le leggi dello Stato e la Costituzione associandolo ad

un fenomeno di folklore è un insulto al Paese», s’è lamentato Andrea Orlando, presidente del Forum giustizia del partito. Non bastasse la tensione a Pomigliano, un’altra grana è nata ieri sull’asse Fiat-Fiom: il Lingotto ha, infatti, emesso un duro comunicato contro il sindacato per lo stabilimento Sevel di Val Di Sangro, in Abruzzo, in cui è stato proclamato «uno sciopero di quattro ore in coincidenza di Italia-Germania». Per loro, la scelta dell’orario e la programmazione «non lasciano dubbi». Sul tema non si è pronunciato il ministero dello Sviluppo economico che ieri aveva altro da fare: ha convocato per il 16 luglio il tavolo sul futuro dello stabilimento di Termini Imerese.

E oggi sale l’allarme per «Caronte»

Pisa, due anziani morti per il caldo in spiaggia Le tariffe da lunedì

Bollette in salita Elettricità +0,2% Il gas vola: +2,6% Arrivano i nuovi aumenti per elettricità e gas: da lunedì, con l’inizio di luglio, come ha stabilito l’Autorità per l’energia, i prezzi dell’energia elettrica per le famiglie e i piccoli consumatori serviti in regime di tutela saliranno dello 0,2% mentre per il gas è

A TRE ANNI DALL’INCIDENTE

Strage di Viareggio: ieri chiusa l’inchiesta Ieri, alla vigilia del terzo anniversario della strage di Viareggio che il 29 giugno 2009 causò la morte di 32 persone, la

LA RIFORMA SANITARIA STORICO SÌ

È costituzionale l’ObamaCare «Vince la gente» Sorride Barack Obama. Il suo discorso agli americani è pieno di soddisfazione e speranza, i suoi occhi illuminati dall’idea che tutto possa cambiare sul serio. La Corte Suprema ha infatti confermato (con 5 voti a favore e 4 contro) la costituzionalità di quella discussa parte della sua riforma sanitaria in cui si prevede l’obbligo per i lavoratori di avere entro il 2014 un’assicurazione medica, con l’abbassamento dei prezzi delle polizze. «Questa sentenza è una vittoria per il popolo americano» ha detto dalla Casa Bianca il presidente. «La riforma sanitaria deve essere ora attuata pienamente e se possibile migliorata. Ma non si torna più indietro». Obama ha ribadito di non aver sostenuto la nuova legge per motivi politici, ma perché «era giusto per il Paese. Gli americani non dovranno più appellarsi al caso per preservare i propri averi. Questa decisione rende la sanità più sicura e più accessibile. Gli americani finora hanno dovuto preoccuparsi non solo delle loro malattie ma anche del costo per tornare a stare in salute, ora sarà tutto diverso». La legge aveva spaccato l’opinione pubblica: da una parte chi la giudicava un importante passo avanti per l’equità sociale, dall’altra chi la vedeva come un’intollerabile ingerenza nell’autonomia decisionale degli americani. La risposta di Romney I risvolti politici sono inevitabili. E anche se la riforma aveva avuto un sostegno bipartisan, ieri il candidato repubblicano alla presidenza Mitt Romney ha messo le cose in chiaro: «Quello che non ha fatto la Corte Suprema lo farò io nel mio primo giorno di presidenza: intendo quindi abrogare immediatamente la riforma sanitaria di Obama». Romney spiega poi le sue ragioni: «L’ObamaCare era una legge sbagliata ieri e lo è anche oggi. È una riforma che porterà ad aumentare le tasse che pesano sugli americani di 500 miliardi di dollari e nonostante questo crescerà di migliaia di miliardi di dollari il debito pubblico americano».

I sostenitori di Obama dopo il sì della Corte AFP

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notizie Tascabili

Due anziani sono morti a causa del caldo ieri a Tirrenia, sul litorale pisano. Le vittime sono una donna di 70 anni di Perugia, Serenella Venturi, e un uomo di 71 anni di Livorno, Rino Moroni. È successo nella tarda mattinata: i due villeggianti si sono sentiti male a poca distanza l’uno dall’altra e sono deceduti per arresto cardiocircolatorio nonostante il tentativo di rianimarli. Moroni si trovava in spiaggia, la Venturi era appena uscita dall’acqua. E subito è arrivata la denuncia del Codacons: «Pisa è uno degli oltre 8000 comuni nei quali non è attivo il sistema di previsione allarme meteo che censisce le persone più sensibili al caldo». Intanto oggi è allarme ovunque perché inizia un weekend infuocato, con temperature record: a causa dell’anticiclone africano chiamato «Caronte», il picco si avrà tra domenica e lunedì.

San Gaetano, nel quartiere Brancaccio, nel giorno del 56˚ compleanno, sarà beato. Il Papa ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei santi a promulgare il decreto sul martirio di Puglisi, ucciso «in odio alla fede». L’arcivescovo di Palermo, Romeo: «Don Pino un esempio per tanti».

previsto un aumento del 2,6%. Per l’elettricità, la spesa del consumatore tipo rimarrà praticamente stabile (un euro in più su base annua) mentre per il gas, la maggiore spesa sarà di circa 32 euro. Il prezzo del Gpl subirà invece una riduzione del 5,1%, con un risparmio annuo di 62 euro. I consumatori del Codacons sono sul piede di guerra: «Sono aumenti insostenibili, come dimostrato dal fatto che nel 2011 il consumo interno lordo di energia è sceso a livello del 1999 e negli ultimi due anni, 2010 e 2011, il 10% delle famiglie era in condizioni di morosità nel pagamento dei servizi elettrici e del gas». È arrivata anche una proposta: «Il governo dovrebbe introdurre la possibilità di sospendere per 12 mesi il pagamento delle bollette per chi si trova in difficoltà. Oppure andrebbe prevista almeno la rateizzazione dei pagamenti».

Nel Milanese

A

L’AUTOPSIA DI FRANCO

procura di Lucca ha chiuso le indagini. Gli indagati sono 32 (più 9 enti) e i reati contestati sono disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colpose plurime. Fra i destinatari dell’avviso di chiusura delle indagini anche l’a.d. delle Ferrovie Mauro Moretti.

ilrisparmiatore DI FRANCESCO CARLÀ*

S «Nessuna anomalia evidente» Non sarebbe stata riscontrata alcuna «malformazione evidente» durante l’autopsia sul corpo del piccolo Franco Lori, il bambino di 11 anni morto martedì durante una gita sul monte Calvana, alle spalle di Prato, con la parrocchia. L’indiscrezione arriva da uno dei legali della famiglia del bambino e trova conferma nel procuratore capo di Prato Piero Tony. Saranno necessari nuovi esami per capire che cosa abbia portato all’improvviso malore costato la vita a Franco. Intanto sembra che non tutto sia andato liscio nella macchina dei soccorsi: pare che non ci fosse nessuno ad accogliere l’elicottero all’ospedale Careggi di Firenze

La cavalcata dell’oro sta per finire: attenzione Sta finendo la grande cavalcata dell’oro che abbiamo raccontato da 400 dollari l’oncia fino a quasi 2000? L’ultima volta ne abbiamo parlato qui più di un anno fa con un avvertimento. Ricordate? Per sapere fino a quando sarebbe andato avanti il boom del metallo giallo bisognava tenere d’occhio il dollaro e la sua crisi. Inutile dire che quella crisi è finita, di sicuro verso l’euro. E proprio per la crescita del dollaro pochi se ne sono accorti, ma il lingotto ha già perso quota 1700 dollari l’oncia, poi ha lasciato il livello 1600 e adesso sta approcciando i 1500 dollari. Motivi di questa crisi a parte le faccende valutarie? Soprattutto due. Intanto la crisi economica. L’oro è anche una materia prima come tutte le altre e se il petrolio è crollato da 115 dollari al barile fino agli attuali 80 non c’è ragione che l’oro tenga botta. Secondo motivo: la paura dell’inflazione comincia a prendere corpo. Per questo la Fed non se la sente di stampare altri dollari e questo soffoca il metallo giallo. Infatti l’oro, l’argento e gli altri metalli preziosi, come il platino, sono monete sostitutive e tendono a crescere quando le ordinarie perdono valore. Del resto il ciclo che stiamo vivendo è cominciato nel 1999 a quota 252 dollari l’oncia, e quindi dura da 13 anni. Ultima considerazione: quand’è che in Italia si comincia a parlare di sfruttare le nostre riserve auree, ancora tra le maggiori al mondo, per abbattere il debito pubblico? Quando l’oro sta perdendo posizioni e potrebbe continuare a perdere terreno. * presidente www.finanzaworld.it

Condannato per una maxitruffa

Massacra moglie Nove anni di carcere con un mattarello al «Madoff dei Parioli» Primario in cella Mercoledì è stata massacrata a colpi di mattarello alla testa dall’ex marito davanti ad alcuni condomini a Legnano, nel Milanese. Ieri Stefania Cancelliere, 39 anni, non ce l’ha fatta: è morta in ospedale. Così Roberto Colombo, 58 anni, primario di Oculistica a Gravedona (Como), è accusato di omicidio volontario. L’uomo si era separato dalla donna e in passato era stato denunciato per stalking, ma la situazione non era mai degenerata. Prima di mercoledì, quando la violenza è esplosa: la donna, con in braccio il figlio di due anni, ha cercato di fuggire, mentre altri due bambini di poco più grandi risalivano per le scale. Dopo l’aggressione Colombo è rimasto lì, mentre arrivavano gli agenti.

Gianfranco Lande, noto come il «Madoff dei Parioli», mentre ascolta la sentenza ANSA

Il tribunale di Roma ha condannato in primo grado a 9 anni di carcere Gianfranco Lande, noto come il «Madoff dei Parioli», nel processo sulla megatruffa da 300 milioni di euro ai danni di oltre 1700 clienti, tra cui molti vip (Sabina Guzzanti, i Vanzina, Rizzitelli tanto per citarne alcuni) e professionisti della Capitale. Lande doveva rispondere di associazione a delinquere finalizzata ai reati di abusivismo finanziario, truffa e appropriazione indebita. Secondo l’imputato, che ha assistito impassibile alla lettura del verdetto, si tratta di «una sentenza scandalosa». Per Lande è stata decisa anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.


VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

ALTRI MONDI

IL RE DEI FILM HARD

Schicchi migliora «È fuori dal coma» È grave ma non più in coma Riccardo Schicchi. Il 60enne talent scout e regista hard (nella foto Afp) è stato ricoverato

Laura Pausini, 38 anni, ha vinto tra i giovani a Sanremo nel 1993 ANSA

all’ospedale San Pietro di Roma dopo essere entrato in coma a causa del diabete mellito, di cui soffre da 15 anni. Ora sta meglio e dal reparto di terapia intensiva è stato trasferito in rianimazione. «Non sta bene — ha detto l’ex moglie Eva Henger — ma Riccardo è un Highlander, ce la farà».

«Io giro il mondo, ma l’Italia mi emoziona» La Pausini si confessa: «Avrei fatto di tutto per essere al concerto per l’Emilia». E dal 7 luglio sarà di nuovo in tour

A

LUNEDÌ AI «WIND»

S Dall’Arena di Verona Laura Pausini è una delle star della sesta edizione dei «Wind Music Awards», che andrà in onda lunedì in prima serata su Rai 1 e sarà condotta da Carlo Conti e Vanessa Incontrada. Sul palco dell’Arena di Verona ci saranno anche la Amoroso, Antonacci, Emma, Ferro, Giorgia, Ligabue, i Modà e Venditti

MASSIMO ARCIDIACONO

Ha fatto 62 concerti in sei mesi, ha riempito il Palais de Bercy e la Royal Albert Hall. Lunedì era a Bologna per i terremotati e il prossimo sarà in tv (su Rai 1) per i Wind Music Awards. Poi dal 7 luglio ancora in tour in Italia. Laura Pausini gira come una trottola, ma non perde la sua energia. In Sud America ed Europa un «tutto esaurito» dietro l’altro, in teatri che non è facile riempire: se lo aspettava?

«Non abbiamo suonato solo nei teatri, ho affrontato palazzetti e arene dove pochi giorni prima, magari, si erano esibite star internazionali: una bella scarica di adrenalina. Abbiamo attraversato l’America Latina con una serie di concerti molto emozionanti. Poi otto date in Francia, la Germania e infine il debutto alla Royal Albert Hall. Mi sembrava il modo migliore per tornare dopo due anni». Erano italiani in trasferta o il suo è davvero un pubblico così internazionale?

«I fan italiani mi seguono ovunque, ma sanno che negli altri Paesi canto per una platea di lingua diversa: in Spagna e Sud America il concerto è intera-

mente in spagnolo, in Francia mi esibisco sempre con alcuni brani in francese. E in ogni Paese saluto e parlo nella loro lingua, è una forma di rispetto e un modo di essere più diretti». Eppure la sua musica ha forti connotazioni latine, vuol dire che ci sono grossi spazi per gli artisti italiani?

«Ecco, questo è uno degli aspetti del mio Paese che mi fa arrabbiare: noi abbiamo artisti bra-

«

Per i giornali dovrei essere sposata già diverse volte... Sono stufa di falsità LAURA PAUSINI SUL MATRIMONIO

vissimi, che non hanno nulla da invidiare agli stranieri, ma che vengono percepiti come "minori". Io, invece, sono fiera dell’Italia e di tutto quello che artisticamente siamo in grado di produrre». Quali sensazioni ha provato al concerto per l’Emilia?

«Non potevo mancare. Sono rientrata apposta dagli Usa, dove stavo lavorando al dvd, per essere a Bologna: la mia band

non era disponibile visto che il tour è in pausa, ma ho voluto chiamare Cesare Cremonini per proporgli di fare qualcosa insieme, un omaggio a un emiliano doc come Lucio Dalla, che sarebbe stato il primo a voler salire su quel palco. Avrei voluto cantare di piu ma non c’è stato nemmeno il tempo per provare e, piuttosto che non esserci, ho preferito esibirmi così». Ha dichiarato che si occupa della sua terra in privato, quindi è d’accordo con Vasco che ritiene concerti simili solo propaganda poco faticosa?

«Io ho partecipato perché credevo nell’iniziativa. E mi impegno privatamente e pubblicamente perché così sentivo di fare. Credo che Vasco volesse solo esprimere un suo parere e non fare polemica, Vasco è sempre stato coerente e determinato, la sua dichiarazione l’ho letta in questo senso anche stavolta». Ci facciamo i fatti suoi: ha 38 anni, non crede sia venuto il tempo di fare un figlio e sposarsi?

«Ve lo prometto: quando aspetterò un figlio lo saprete da me. Ora mi piacerebbe che questa curiosità morbosa cessasse. Stando ai giornali dovrei già essermi sposata diverse volte... Mi sono un po’ stancata di queste falsità». © RIPRODUZIONE RISERVATA

A

50 ANNI DI STONES

S La «lingua» diventa celebrativa I Rolling Stones festeggiano i 50 anni di carriera e la famosa lingua che dal 1971 li rappresenta nel mondo si rinnova. A mettere mano al fortunato e splendido disegno di John Pasche, all’epoca studente del Royal College of Art di Londra, è stato Shepard Fairey, l’artista esploso grazie al celebre manifesto di Obama «Hope». Quel logo è sacro e lui ha il buon senso di non ritoccarlo troppo, ma intorno alla lingua rosso fuoco spuntano artistici riferimenti al rotondo anniversario

IL SUPERENALOTTO

Nessun «6» né «5+1» Jackpot a 10,7 milioni Niente «6» né «5+1» né «5 Superstar» nel Superenalotto di ieri. La combinazione vincente (6-20-25-42-57-80; Numero Jolly:

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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49; Numero SuperStar: 63) non ha quindi regalato montepremi «interessanti» ma ha portato il jackpot per il concorso di domani a 10,7 milioni. Intanto, continua il calo delle giocate: nel mese di giugno c’è stata una contrazione del 25%, mentre il 2012 sul 2011 perde il 21%.

NOVITÀ TV E SU LA 7: «NON CI INTERESSA COMPRARLA»

Cinema, calcio ed Olimpiade: su Sky la videoteca on demand (luigi ferro) Dal 1˚ luglio il pulsante rosso del telecomando di Sky diventa il passepartout per accedere a una videoteca che entro l’anno dovrebbe arrivare a circa 2 mila titoli. «Sky on demand», incluso nell’abbonamento senza costi aggiuntivi, sarà offerto in anteprima ai clienti abbonati da almeno un anno dotati di MySky Hd e dal 1˚ novembre a tutti gli altri. A riguardo l’a.d. di Sky Italia, Andrea Zappia, ha detto: «Siamo consapevoli delle difficoltà del mercato, ma con questo investimento riusciamo a soddisfare meglio degli altri i bisogni di visione, tv e intrattenimento. È solo l’ultimo tassello di un processo di innovazione che cambierà radicalmente la tv on demand». Per poi smentire subito l’interessamento all’acquisto di La7: «Il nostro business è la pay tv». In ogni caso, per usufruire

Uno dei tedofori dei Giochi di Londra con la torcia REUTERS del servizio è necessario un collegamento in banda larga via cavo o wi-fi. Oltre 1200 titoli sono a disposizione subito, dei quali circa 600 film. C’è spazio anche per lo sport: si potranno rivedere le sintesi delle gare di campionato e Champions. Poi ancora tennis, rugby, golf e Formula 1, che da marzo 2013 entra a far parte dell’offerta. E già l’Olimpiade sarà tutta rivedibile il giorno stesso.

le Foto

Asinara: trovata la corazzata Roma Affondata nel ’43, morirono in 1.352 È stata identificata nel golfo dell’Asinara, in Sardegna, una parte del relitto della Corazzata Roma (nella foto Ansa uno dei cannoni), affondata dall’attacco di 15 aerei tedeschi il giorno dopo l’armistizio, il 9 settembre

1943. Il relitto è a 1000 metri di profondità a 16 miglia dalla costa. Sulla Roma, un gigante da oltre 44 mila tonnellate, lungo 240 metri e largo 32 (nella foto Ansa), morirono 1.352 marinai, mentre furono solo 622 i sopravvissuti


LA GAZZETTA DELLO SPORT

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VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

20/2 - 20/3

LE PAGELLE

Ariete 7+

Toro 6+

Gemelli 6

Cancro 7,5

Leone 5,5

Pesci 8

DI ANTONIO CAPITANI

Nel lavoro stupite e accumulate successi, l’economia si rafforza, e il vostro fiuto s’affina. Giovando pure all’amor-fornicazione. Grandi!

Lavoro, amore e rapporti stonano un cicinìn. Ma contratti e prospettive economiche ricevono input preziosi. Non manca il brio suino.

I ritmi nel lavoro si intensificano e non lasciano tempo per gli svaghi. Né per lo sport. E per il sudombelico non ne parliamo. Migliorerà.

Il vostro tocco personale rende il vostro lavoro un vero capolavoro. Un colloquio promette bene, il vostro charme suino stende chiunque.

Il vostro morale cala. Il tono vitale pure. Casa, famiglia e lavoro avviliscono. Stryke! Siate tolleranti e state su, per non portarvi sfiga da soli.

24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

IL MIGLIORE Arrivano riconoscimenti al vostro lavoro. E tutto sa di successo. Ai rivali viene l’ernia iatale per l’invidia, voi fornicate con mucho slancio.

Vergine 7+

Bilancia 6+

Scorpione 7,5

Sagittario 6-

Capricorno 7,5

Acquario 5,5

Il vostro spirito decisionale cresce. Insieme alla faccia di glutei. E si rivela una mano santa per il lavoro. Il suino in voi segna.

Lavoro e finanze (ap)pagano, ma siete cupi. E chi vi guarda si tocca gli zebedei. State su, senza buttar via tempo. Né il vostro corpo.

Luna nel vostro segno, che vi apre gli occhi, vi conferisce fiuto, vi fa guadagnare punti su punti: grandi! L’esperienza, anche suina, vince!

Dovrete scalare in solitaria. Perché gli aiuti non ci sono. O, magari, sono nocivi. Il sudombelico, pure, ha bisogno di una mano. Ussignùr.

Luna utile a lavoro, soldi, amicizie. Se poi ci mettete un po’ di faccia di glutei trionfate. Fornicazione senza soluzione di continuità.

La Luna non agevola il rendimento nel lavoro. E rende casa e famiglia due bombe a idrogeno attaccate agli zebedei. Non drammatizzate, però.

MAXI MORALEZ

Il trequartista argentino dell’Atalanta è nato a Granadero Baigorria il 27 febbraio 1987. È arrivato a Bergamo la scorsa estate

Gazzetta.it

Televisioni in chiaro RAIUNO 8.00 10.10 12.00 13.30 14.10 15.15 16.50 17.15 18.00 18.50 20.00 20.30 21.20 23.55 1.00 1.30 1.35

TG1 UNOMATTINA LA PROVA DEL CUOCO TG1 VERDETTO FINALE L'ALBA DI UN GIORNO NUOVO RAI PARLAMENTO HEARTLAND IL COMMISSARIO REX REAZIONE A CATENA TG1 AFFARI TUOI PORTA A PORTA Attualità RAI SPORT NOTTI EUROPEE TG1 - NOTTE CHE TEMPO FA L'APPUNTAMENTO...

RAIDUE

RAITRE

CANALE 5

CARTONI TG2 IL NOSTRO AMICO... TG2 DRIBBLING EUROPEI SENZA TRACCIA GUARDIA COSTIERA THE GOOD WIFE ONE TREE HILL RAI TG SPORT TG2 COLD CASE TG2 N.C.I.S Telefilm 23.25 TG2 23.40 EMOZIONI 0.50 RAI PARLAMENTO TELEGIORNALE 1.00 HAWAII FIVE O

8.00 10.00 11.10 12.45 13.10 14.00 14.55 15.00 15.50 17.50 19.00 20.25 20.35 21.05

AGORÀ LA STORIA SIAMO NOI TG3 SABRINA VITA DA... LA STRADA PER... TGR - TG3 TG3 LIS LA CASA NELLA... LA SINDROME CINESE GEOMAGAZINE 2012 TG3 - TGR BLOB UN POSTO AL SOLE GLI ARCHIVI DELLA STORIA 23.20 TG REGIONE 23.25 TG3 LINEA NOTTE ESTATE 0.00 6 MILIARDI DI ALTRI INFANZIA

8.00 8.35 9.05 10.05 11.00 13.00 13.40 14.45 16.50 18.45

7.30 10.40 11.25 13.00 14.00 14.45 15.30 16.15 17.00 17.50 18.15 18.45 20.30 21.05

20.00 20.30 21.10 23.35 23.55 0.25 1.10 2.00

RETE 4

ITALIA 1

TG5 FINALMENTE SOLI LE ORRIBILI... NAVIGARE INFORMATI FORUM TG5 SOAP POMERIGGIO CINQUE GLI ANGELI DI LISA IL BRACCIO E LA MENTE TG5 VELINE L'AMORE È ETERNO FINCHÈ DURA SUPERCINEMA TG5 - NOTTE VELINE QUAI N. 1 QUAI N. 1

CARTONI DAWSON'S CREEK STUDIO APERTO STUDIO SPORT GRAND PRIX MOTO GP OLANDA MOTO GP OLANDA MOTO2 LE COSE CHE... FRIENDS MERCANTE IN FIERA STUDIO APERTO C.S.I. NEW YORK V Telefilm UNDERWORLD NAVIGARE INFORMATI SAVING GRACE STUDIO APERTO LA GIORNATA

8.10 10.30 12.25 13.00 13.30 13.55 15.10 16.00 17.10 17.35 18.30 19.25 21.10 23.50 0.50 2.00 2.55

9.50 10.50 11.30 12.00 12.55 13.50 15.35 16.35 18.55 19.35 19.45 21.10 23.45 23.47

0.35

MONK RICETTE DI FAMIGLIA TG4 CUORE CONTRO... DISTRETTO DI POLIZIA FORUM DIETRO LE QUINTE DI THE CHASE LE MINIERE DI RE SALOMONE TG4 RICETTE DI SERA TEMPESTA D'AMORE LE INDAGINI DI PADRE CASTELL CINEMA D'ESTATE LA MOGLIE IN BIANCO... L'AMANTE AL PEPE NAVIGARE INFORMATI

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

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IN DIRETTA

13.10 DESPERADO STEEL 13.20 GRIFFIN E PHOENIX MYA 14.15 I SIGNORI DELLA TRUFFA PREMIUM CINEMA 16.30 BASTARDI SENZA GLORIA PREMIUM CINEMA 17.15 VERSO UNA NUOVA VITA MYA 19.10 SHELTER - IDENTITÀ PARANORMALI PREMIUM CINEMA 21.15 IL DILEMMA PREMIUM CINEMA 23.00 STAR TREK VI: ROTTA VERSO L'IGNOTO STEEL

CALCIO 11.00 SVIZZERA DANIMARCA Finale terzo posto Europeo U17 femminile Eurosport

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VOLLEY

Campionato Mediterraneo WBC. SuperMedi. Da Fiano Romano (Rm) Rai Sport 1

PGA European Tour. Da Antrim, Irlanda del Nord Sky Sport 2

Ieri ALGHERO

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ANCONA

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Il sole oggi MILANO

ROMA

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Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

5:36

21:15

5:36

20:49

20

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VENEZIA

20

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22.00 BILIARDO: SNOOKER WUXI CLASSIC Da Wuxi, Cina

RAI SPORT 1 9.05

Test Match

CALCIO: GERMANIA ITALIA Semifinale Europeo 2012. Sintesi

14.45 CALCIO: GERMANIA ITALIA

EUROSPORT

1.00

Semifinale Europeo 2012

ATLETICA: EUROPEI

Semifinale Europeo 2012

17.35 TIRO CON L'ARCO: TARGAPARA-ARCHERY Da Sarzana (Sp)

18.30 DUATHLON: CAMPIONATO ITALIANO Da Norcia (Pg)

EUROSPORT 2 17.30 CALCIO: PORTOGALLO - SPAGNA

IL BLOG Coppa Libertadores tutto sulla finale Boca-Corinthians Sul blog «Tropico del Calcio», dedicato al calcio sudamericano, tutto sulla finale della Libertadores Boca-Corinthians.

RAI SPORT 2 22.10 CICLISMO: GIRO D’ITALIA FEMMINILE

Semifinale Europeo 2012

Sul nostro sito potete scaricare «Endless Summer», l’inno dell’Europeo di Oceana Mahlmann (nella foto)

www.gazzetta.it

Prima tappa. Napoli-Terracina

Domani

Dopodomani

Altra giornata soleggiata su tutto il Paese con innocue velature lungo l'Appennino e localmente lungo i litorali tirrenici. Addensamenti localizzati sulle Alpi occidentali con possibili temporali. Caldo in ulteriore aumento, picchi di oltre 36 °C.

Ennesima giornata dai cieli sereni salvo velature sparse, più spesse sulla Sardegna e sull'alta Val Padana. Tuttavia sono attesi temporali diffusi sulle Alpi fino all'area pedemontana del Piemonte. Caldo record con punte intorno ai 40 °C.

Ancona

Firenze

24

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Scarica «Endless Summer», l’inno dell’Europeo

24 35

21 26

L'AQUILA

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L’AUDIO

Bologna Genova

GENOVA

PALERMO

Sul nostro sito il sondaggio legato alla super sfida tra Germania e Italia: date un voto alla prova degli azzurri.

19 31

Molto forti

Calmi

0.15 0.25

Italia-Germania, giudicate la prova degli azzurri

21 32

Coperto

Temporali

RUGBY: AUSTRALIA GALLES

Inizia una nuova lunga fase anticiclonica di matrice africana. Tempo pertanto stabile e soleggiato su tutta l'Italia accompagnato da temperature elevate. Locali addensamenti solo sulle Alpi. Massime fin oltre 35 °C sulle pianure interne. Trieste

Trento 17 28

23.55

Test Match

2.30

Oggi

Forti

MARI

11.30 RUGBY: NUOVA ZELANDA IRLANDA

Serie B

PGA European Tour. Da Antrim, Irlanda del Nord

Champions League

Aosta

18.00 18.55 20.00 20.30 21.10

TG LA7 COFFEE BREAK TI CI PORTO IO I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 MOVIE FLASH IL FEDERALE L’ISPETTORE BARNABY I MENÙ DI BENEDETTA CUOCHI E FIAMME TG LA7 OTTO E MEZZO IL TRENO Film SOTTO CANESTRO CONDUCE UGO FRANCICA NAVA HALIFAX TG LA7

MLB

23.00 CALCIO: GERMANIA ITALIA

GOLF: OPEN D'IRLANDA

7.30

Rovesci

Pioggia

BASEBALL: NEW YORK METS NEW YORK YANKEES

CALCIO: PESCARA JUVE STABIA

SKY SPORT 2

11.00 CALCIO: VILLARREAL NAPOLI

15.00 OPEN D'IRLANDA

9.30

7.30 9.45 11.10 12.30 13.30 14.05 14.10 16.10

Da Helsinki, Finlandia

SKY SPORT 1

GOLF

A CURA DI

1.30

World League. Da Dallas, Stati Uniti Rai Sport 1

22.25 DE CAROLIS - BARAN

Da Helsinki, Finlandia Eurosport, Rai Sport 2

Serie A

24.00 FRANCIA - ITALIA

BOXE

GazzaMeteo

Nuvolo

Sky Wimbledon 1, Wimbledon 3, Wimbledon 4, Wimbledon 5

Da Wuxi, Cina Eurosport 2

17.00 EUROPEI

Legenda

12.30 WIMBLEDON

13.30 SNOOKER: WUXI CLASSIC

ATLETICA EUROPEI

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IL SONDAGGIO

LA 7

24 31

L’Aquila 15 29

Campobasso

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19 31

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 29 GIUGNO 2012

TERZO TEMPO GazzaFocus

LETTERE

Ecco il campione che può dare il primo trionfo in giallo alla Gran Bretagna

Wiggins, rock e ciclismo E il Tour a portata di mano Dagli ori in pista ai Campi Elisi: nessuno mai. Ci prova Bradley, l’uomo che a Simpson e Charlton preferisce il cantante Weller tutti, ma non è banale. Piccola antologia: «Io amo l’estetica della bici. Se posso fare degli esempi "italiani", penso a Fondriest. Guardandolo avevo l’impressione che lui e la bici fossero una cosa sola. E Moser lo stesso». «Alla gente il ciclismo piace perché la maggior parte dei corridori sono persone normali. Io non vivo a Montecarlo e non guido una Ferrari, e quando torno a casa mi ritrovo con un sacco di merda da pulire perché vivo in una cascina tra Liverpool e Manchester dove conduco una vita normale (è sposato e ha due figli, ndr). Per questo la gente si può identificare in noi».

DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO LIEGI (Belgio)

Passioni Alla vigilia del Giro 2010, Wiggins aveva già completato la metamorfosi da grande pistard (passata attraverso un notevole calo di peso) a uomo da grandi corse a tappe, visto che l’anno prima al Tour era arrivato ai piedi del podio (4˚). Ma l’Italia lo scoprì meglio in quella occasione, perché si era presentato alla corsa Gazzetta come favorito per la prima maglia rosa, puntualmente indossata dopo il vittorioso prologo di Amsterdam: «Io ho una personalità divisa in due. Se ho i capelli corti sono un ciclista, se li ho lunghi, alla Keith Richards (il chitarrista dei Rolling Stones, ndr), sono Bradley Wiggins — diceva —. La maglia rosa è un’icona del mio sport ed è fantastico indossarla». Specialista delle imitazioni, collezionista accanito di chitarre vintage e appassionato di Vespa e Lambretta, con un debole per l’Italian wine, Amarone su tutti: Wiggins è (anche) questo.

Lavoro Ha preparato questo

Tour con certosina determinazione e la scelta degli organiz-

Bradley Wiggins, 32 anni, in azione all’ultimo Giro del Delfinato DE WAELE Determinazione Il Tour l’aveva

CHE CARRIERA

È nato in Belgio Tri-olimpionico nell’inseguimento Bradley Wiggins è nato il 28 aprile 1980 a Gand, in Belgio: la madre si trovava lì al seguito del marito, corridore pistard, che stava disputando una Sei Giorni. In pista «Wiggo» ha vinto 3 ori olimpici (1 ad Atene 2004, inseguimento individuale, e 2 a Pechino 2008, inseguimento individuale e a squadre) più sei titoli mondiali. Su strada, è stato la prima maglia rosa del Giro 2010, è arrivato 4˚ al Tour (2009) e 3˚ alla Vuelta (2011). Argento iridato a cronometro 2011, dietro a Tony Martin, tra i principali successi su strada conta 2 Giri del Delfinato (2011 e 2012), la Parigi-Nizza (2012) e il Romandia (2012).

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Non solo calcio A cura di FAUSTO NARDUCCI Fax: 0262827917.Email: gol@rcs.it

Gli imprenditori, lo sport e il tornaconto economico Una domanda che mi pongo, come appassionato di tutti gli sport, è quella del motivo che spinge imprenditori e non ad acquistare società sportive, più o meno grandi. Non riesco a capire la convenienza nell’acquisto di un qualunque team, se è vero che nello sport le entrate, magari anche forti, non riusciranno mai a sopperire alle uscite. Secondo qualcuno un imprenditore sarebbe disposto a sacrificare una fetta del suo capitale solo per far crescere la squadra del cuore. Purtroppo questa ipotesi romantica non mi convince mi chiedo se non ci siano motivazioni più o meno oscure che spingono alcuni imprenditori a spendere enormi capitali in società sportive.

Personalità Non è simpatico a

Un olimpionico della pista capace di vincere il Tour de France? Mai visto, almeno finora. Un britannico sul gradino più alto del podio? Idem. Chi può riscrivere la storia si chiama Bradley Wiggins, tre ori a cinque cerchi nell’inseguimento e principale favorito della 99ª Grande Boucle, che scatta domani da Liegi.

L’uomo è dotato di notevole spirito. Qualche giorno fa hanno chiesto a Bradley Wiggins chi avrebbe scelto di diventare, potendo, fra tre suoi mitici connazionali: Tommy Simpson, che faceva il suo stesso mestiere e negli anni 60 vinse Mondiale, Sanremo, Fiandre e Lombardia (prima di morire tragicamente al Tour sul Ventoux); Bobby Charlton, campione del mondo di calcio nel 1966; e il musicista Paul Weller, già leader degli Style Council. Wiggins ha scelto Weller «perché guadagna molto più di me, facendo un lavoro molto meno duro. E, soprattutto, quando lavora non corre il rischio di rompersi una clavicola».

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nel mirino da un pezzo, ma l’assalto del 2010 era fallito sul campo e quello del 2011 era stato sfortunato, perché «Wiggo» era stato costretto al ritiro da una caduta dopo essere arrivato in Francia con i favori del pronostico. Ma quest’anno, dopo il 3˚ posto alla Vuelta 2011, sembra non avere punti deboli. Ha partecipato solo a brevi corse a tappe e ha quasi fatto l’en-plein, dominando Parigi-Nizza, Romandia e Delfinato. Troppo per non alimentare voci maligne, che Wiggins ha sempre rigettato con fermezza. E non si è fatto problemi a dire che «nel 2011, con la vittoria di Evans, abbiamo avuto un Tour in cui tutti potevano credere, perché lui è un ambasciatore fantastico del nostro sport. E dunque venire dopo di lui sarebbe bello, piuttosto che seguire qualcuno che ha avuto un test positivo con un caso che è andato avanti per due anni (Alberto Contador, ndr)».

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Bradley l’anti-divo abita in una cascina e conduce una vita normale: «Per questo la gente si identifica in noi ciclisti» zatori di tornare dopo qualche stagione a «privilegiare» la crono (101 km)) gliel’ha cucito ancora di più addosso. Dopo il Delfinato si è allenato a Maiorca, ma in stagione è stato di casa sul vulcano Teide, a Tenerife. «È estremo. Non ci sono distrazioni, quasi non c’è internet. Pedali, mangi, fai i massaggi e dormi. Il nostro capo-allenatore, Shane Sutton, ha un mantra: "Allenati duro, corri facile". È diventato anche il mio motto». Nello staff tecnico, Wiggins si avvale della collaborazione dell’australiano Tim Kerrison, tecnico del nuoto che aveva già lavorato per il miglior centro natatorio federale inglese. Niente è lasciato al caso, per chi ha corso il Delfinato alla maniera di Armstrong. Adesso questo ex grande pistard deve «solo» pedalare per 3.500 chilometri più veloce di tutti, e a quel punto avrà realizzato un qualcosa di mai riuscito. A nessuno.

Daniele (Modena)

Credo che lei abbia posto bene il problema. La situazione è sotto gli occhi di tutti: oggi che in tempi di crisi scarseggiano i contributi amministrativi e certe contabilità «allegre» vengono passate al setaccio dalla finanza sono spariti i mecenati che sbandieravano la loro passione per lo sport nell’acquisizione di società sportive. Evidentemente non hanno più nessun tornaconto e la passione non basta (o era una scusa). Ogni giorno c’è una società sportiva che scompare e il fenomeno continuerà.

I ricchi di Treviso Sono un abbonato di lunga data dell’ormai ex Benetton basket e vorrei segnalare il comportamento, a mio avviso incomprensibile, delle istituzioni politiche trevigiane. Tanto bravi a salire sul carro dei vincitori nel recente passato (quando le squadre cittadine inanellavano successi a ripetizione) e tanto orgogliosi del recente conferimento a Treviso di citta europea dello sport di cui non hanno alcun merito, nulla stanno facendo per aiutare tutti coloro che si stanno battendo come leoni per salvare la pallacanestro trevigiana. Mentre in realtà più povere le istituzioni locali sono intervenute, mi domando come mai una delle province più ricche d’Italia rischi di perdere la sua gloriosa realtà cestistica senza che nessuno si muova Danilo Carapella (Casier, Tv)

Salviamo il basket Finora non ho letto molti articoli che parlassero della storica realtà cestistica della mia città: Treviso. In particolare in questo difficilissimo momento storico e dopo il ritiro del sig. Zago dal progetto «Universo Treviso» vi chiederei di dare, se possibile, risalto agli ultimi tentativi di salvezza di una squadra che ha fatto la storia della nostra pallacanestro. Paolo (Treviso)

Dopo il fallimento dell’azionariato popolare (341 bonifici per 54.266 euro) purtrop-

po siamo vicini anche al disfacimento della gloriosa società. Se nessuno interverrà in extremis c’è veramente da chiedersi dove siano finiti gli imprenditori di una delle province più ricche d’Italia.

Lo sport che diverte Per me lo sport è puro divertimento oltre che un sano passatempo e per questo lo divido in due semplici categorie. Innanzitutto quello che mi coinvolge in pieno per lo spettacolo che offre e guardo anche se non ci sono squadre o atleti italiani in gara: es le partite del calcio inglese, il Tour de France, il canottaggio a Lucerna oltre allo snooker. Poi quello che mi lascia del tutto indifferente e quindi ignoro ma per il quale nutro il massimo rispetto: es la scherma (anche se la sua storia è zeppa di medaglie), il judo (pure se la finale più prestigiosa alle Olimpiadi fosse tra due campioni italiani) o il tiro al piattello. All’Olimpiade che ci apprestiamo a vivere mi auguro che vinca lo sport anche se non è tinto di azzurro, perché le medaglie sono solo un dettaglio per la bacheca dei politici che saranno pronti ad appropriarsene. Enzo Bernasconi (Varese) Punto di vista condivisibile: ci sono sport che appassionano in assoluto (io ci metto tennis e atletica in primis), altri che sono più legati al successo degli italiani (ma ognuno ha le sue gerarchie). Anche in Gazzetta seguiamo questo criterio nella divisione degli spazi. Poi però riguardo alle medaglie olimpiche non ci...sputerei su.

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