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ALBUM PANINI

IN EDICOLA DA OGGI

www.gazzetta.it lunedì 7 maggio 2012 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 ­ TEL. 0262821 ­ REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 ­ TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. ­ D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

TRIONFO I BIANCONERI

IL PRIMO VOLUME 1984­85 IN VENDITA A SOLO 1 EURO

anno 116 ­ Numero numero 107 Anno

IIBATTONO IL CAGLIARI: SCATTA LA FESTA

JUVE E’ TUO! L’INTER RULLA IL MILAN E LE DA’ LO SCUDETTO

Segna Vucinic e autogol di Canini Marotta: «Metteremo la terza stella» A San Siro tris di Milito, poi Maicon, la squadra di Allegri deve arrendersi

IMBATTIBILI A UNA GIORNATA DALLA FINE LA JUVE HA VINTO IL TITOLO SENZA SCONFITTE

DA PAGINA 2 A PAGINA 27

3 Antonio Conte scarica con un bel sorriso tutta la tensione

l'Editoriale

FIRMATO AGNELLI di ANDREA MONTI

Tutto in una notte. E che formidabile notte! Sei anni dopo la discesa agli inferi la Juve ritrova, con merito indiscutibile, la gloria e le chiavi del paradiso. A consegnargliele nei panni di San Pietro è Diego Milito, lo specialista in triplete che veste la maglia nerazzurra, quella degli arcinemici di oggi e di sempre. Il Diavolo finisce all’inferno, il posto che gradisce di meno... L’ARTICOLO A PAGINA 32

TERZO POSTO E IN CODA LA SCONFITTA DEL GENOA FA SPERARE ANCORA IL LECCE www.fratelliorsero.it

Balzo Udinese, scivolata Napoli

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20 5 0 7>

Anche la Lazio in corsa dopo la vittoria a Bergamo 2­0

Ci mettiamo la firma

LA 37a GIORNATA ATALANTA­LAZIO

0­2

BOLOGNA­NAPOLI

2­0

CAGLIARI­JUVE

0­2

INTER­MILAN

4­2

LECCE­FIORENTINA

0­1

NOVARA­CESENA

3­0

PALERMO­CHIEVO

4­4

ROMA­CATANIA

2­2

SIENA­PARMA

0­2

UDINESE­GENOA

2­0

JUVENTUS MILAN UDINESE LAZIO NAPOLI INTER ROMA PARMA BOLOGNA CATANIA

ATALANTA* 46 CHIEVO 46 FIORENTINA 45 SIENA 44 PALERMO 43 CAGLIARI 42 GENOA 39 LECCE 36 NOVARA** 32 CESENA** 22

* Sei punti di penalizzazione. ** Retrocesso in Serie B.

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

81 77 61 59 58 58 53 53 51 48

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Ufficiale da ieri: all’Olimpiade di Rio 2016 ci sarà il kiteboarding. Domani si deciderà su freccette, subbuteo e ruzzola.

GIRO OGGI AD HORSENS

Cavendish sprint regale Phinney cade ma conserva la maglia rosa Il campione del mondo precede Goss. Stamane 1 minuto di silenzio per Weylandt DA PAGINA 44 A PAGINA 51

3 Mark Cavendish, 26 anni BETTINI


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

L’ALBO D’ORO DAL 1898

JUVENTUS È TUO!!!

Il tricolore lascia Milano e ritorna a Torino dopo nove anni

1908 Pro Vercelli 1909 Pro Vercelli 1910 Inter 1911 Pro Vercelli 1912 Pro Vercelli 1913 Pro Vercelli 1914 Casale 1915 Genoa 1919 sospeso 1920 Inter

1898 Genoa 1899 Genoa 1900 Genoa 1901 Milan 1902 Genoa 1903 Genoa 1904 Genoa 1905 Juventus 1906 Milan 1907 Milan

BIANCO, NERO y

OROLOGIO DA TITOLO

Lo scudetto minuto per minuto. 20.45 Iniziano le partite 20.51 1-0 di Vucinic Juventus 81 pti, Milan 78 La Juve sarebbe campione, lo resterà fino alle 21.55 20.59 1-0 di Milito Juventus 81 pti, Milan 77 21.29 1-1 di Ibra Juventus 81 pti, Milan 78 21.55 1-2 di Ibra Juventus 81 pti, Milan 80 Lo scudetto non sarebbe assegnato 22.01 2-2 di Milito Juventus 81 pti, Milan 78 La Juve torna campione virtuale 22.23 0-2 con l’autorete di Canini Juventus 81 pti, Milan 78 22.28 3-2 di Milito Juventus 81 pti, Milan 77 22.36 4-2 di Maicon Juventus 81 pti, Milan 77 La Juve è campione d’Italia

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DAL NOSTRO INVIATO

LUIGI GARLANDO TRIESTE

È al 34’ della ripresa che Antonio Conte capisce di essere entrato nella storia come l’allenatore che ha rieducato la Juventus alla vittoria, dopo l’inferno della B e una risalita interminabile. Perché da San Siro arriva la notizia del 3-2 nel derby. Allora fa il segno tre con le dita della mano destra e il due con quella sinistra e le mostra a tutti i suoi uomini in campo, comunica la buona novella. Sembra un papa che benedice. È lucido di pioggia, l’acqua che cade gli pare più santa di quella che porta in tasca. Poi si volta e abbraccia il mondo. E si sbraccia per dire al suo popolo: «Cantate, urlate, ora si più, ecco la terra che vi avevo promesso, quella dove siamo ancora i padroni, come un tempo. Siamo tornati». Nella città della psicoanalisi una notte da perderci il senno: l’inizio col trauma del Lecce, il gol liberatorio di Vucinic, il primo di Milito e il Milan a -4, poi la rimonta del Milan e la paura del sorpasso per un altro pareggio beffardo. Infine una gioia da non starci dentro. Riviviamo il film di Trieste tutto d’un fiato. Sogni Arriva la Juve allo stadio Rocco e Conte avrà detto come Nereo a Wembley nel ’63: «Chi no xe omo resti sul pulman». Ma basta il primo retropassaggio a Buffon e il brusio del popolo bianconero per intuire quanto la beffa del Lecce sia rimasta intrappolata nella testa di questa Juve. Antico consiglio di Freud: «Puoi sognare mille bevande, ma se hai sete, svegliati e bevi davvero». Sei minuti di torpore e la Signora si sveglia. Parabola pirliana di Bonucci

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partite di questo campionato nelle quali la difesa bianconera è rimasta imbattuta: è record assoluto per la società

Juve, l’incubo è finito Vucinic piega il Cagliari e la festa può iniziare per Vucinic, l’uomo decisivo nel sorpasso al Diavolo, che gelidamente imbuca. Tutti lo abbracciano, Pirlo va ad abbracciare Bonucci. Quell’abbraccio, un play a due teste, è tanta parte dello scudetto: piantando Bonucci (anche se a volte svagato) al centro della difesa, Conte si è regalato un creatore in più, che supplisce Pirlo, se lo pressano.

Bonucci è un messaggio di qualità: non siamo solo muscoli e pressing alto, noi creiamo appena oltre i guanti di Buffon. Che ora alza i pugni, non pensa più al Lecce, è felice come il portiere della poesia del triestino Saba che assiste alla festa dei compagni là in fondo e «la sua gioia si fa baci che manda da lontano».

Incubi Pochi minuti dopo segna anche l’Inter, il Milan sprofonda a -4, lo scudetto è una farfalla a portata di mano. Il Cagliari non fa paura. Ficcadenti ha rinunciato a Cossu e ha attrezzato un tridente che è un inno all’impotenza. I mediani non ispirano, Ibarbo e Ribeiro, deprimenti e poi sostituiti, non spremono nulla dalle fasce. Però neppure il Lecce

aveva mai tirato in porta fino alla beffa di Bertolacci... Il trauma resta e si vede. La Juve non è il solito uragano che assalta e tira al bersaglio. Conclude poco, lo fa un paio di volte Pepe. Matri mai. Conte ha provato a rilanciarlo, anche se non segna dall’incrocio col Milan, rinunciando cocciutamente a Borriello, che pur sta meglio di tutti. Nep-


LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

1921 Pro Vercelli 1922 Pro Vercelli e Novese 1923 Genoa 1924 Genoa 1925 Bologna 1926 Juventus 1927 Torino (revocato) 1928 Torino

1929 Bologna 1930 Inter 1931 Juventus 1932 Juventus 1933 Juventus 1934 Juventus 1935 Juventus 1936 Bologna 1937 Bologna 1938 Inter

1939 Bologna 1940 Inter 1941 Bologna 1942 Roma 1943 Torino 1944 VF Spezia (medaglia d' oro) 1946 Torino 1947 Torino 1948 Torino

1949 Torino 1950 Juventus 1951 Milan 1952 Juventus 1953 Inter 1954 Inter 1955 Milan 1956 Fiorentina 1957 Milan 1958 Juventus

1959 Milan 1960 Juventus 1961 Juventus 1962 Milan 1963 Inter 1964 Bologna 1965 Inter 1966 Inter 1967 Juventus 1968 Milan

1969 Fiorentina 1970 Cagliari 1971 Inter 1972 Juventus 1973 Juventus 1974 Lazio 1975 Juventus 1976 Torino 1977 Juventus 1978 Juventus

1979 Milan 1980 Inter 1981 Juventus 1982 Juventus 1983 Roma 1984 Juventus 1985 Verona 1986 Juventus 1987 Napoli 1988 Milan

1989 Inter 1990 Napoli 1991 Sampdoria 1992 Milan 1993 Milan 1994 Milan 1995 Juventus 1996 Milan 1997 Juventus 1998 Juventus

1999 Milan 2000 Lazio 2001 Roma 2002 Juventus 2003 Juventus 2004 Milan 2005 non assegnato 2006 Inter (a tavolino)

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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2007 Inter 2008 Inter 2009 Inter 2010 Inter 2011 Milan 2012 JUVENTUS Nella foto l’1-0, il gol-scudetto di Vucinic

O E CAMPIONE 2

3

4

5

6

1 I giocatori della Juventus esultano dopo il gol del raddoppio sul Cagliari. 2 Pirlo passeggia sul tricolore: per lui una stagione strepitosa, la prima con la maglia bianconera. 3 Antonio Conte portato in trionfo dai suoi giocatori. 4 I tifosi bianconeri invadono il campo del Rocco di Trieste: la festa può cominciare. 5 I tifosi invadono anche Piazza Duomo a Milano. 6 Delirio in Piazza San Carlo a Torino.

L’autorete di Canini chiude la gara: le notizie in arrivo da Milano vengono replicate da Conte con le dita. Lo scudetto è della Juve e il tecnico urla: «Siamo tornati» pure la mediana d’oro incanta: Vidal e Marchisio faticano, perfino Pirlo crea meno del solito. E intanto il Milan segna e sorpassa l’Inter in un modo che, raccontano, andrebbe archiviato in un telefonino. Queste cose arrivano nella testa della Juve e la turbano ancora di più, riempiendola di brutti presagi. Come la pioggia che s’è messa a cadere

pesante e sembra sinistramente perugina, stanotte che è il day-after del 5 maggio. Gioia Basta uno scivolone sull’er-

ba infida o un altro retropassaggio balordo per subire il pari e rovinare una stagione intera. Perdere lo scudetto, senza aver mai perso: un incubo nella città della psicoanalisi. Ma insospetta-

tamente, come in certi film in cui il cattivo diventa il miglior amico, l’Inter, acerrima avversaria di campo e di tribunali, mette a posto la notte, segnando un gol dopo l’altro al Milan. La Juve a questo punto ha solo bisogno di un gol per blindare la sua vittoria. Lo cerca e non lo trova, come tante volte le è capitato in questa stagione di grazia, complicata solo dalla sterilità offensiva. Nereo Rocco, padrone di casa, lo ricorda ancora: «Scopo del zogo, ostrega, xe de meter el balon dentro la porta». Conte si decide a mettere dentro Borriello, che qui a Trieste, nella terra del Paròn, segnò il primo gol da professionista. All’ex milanista (altra perfidia della notte) bastano 3’ per costringere Canini all’autogol. E Conte può benedire come un papa: tre dita in una mano, due nell’altra, canta popolo, siamo tornati a vincere, la nostra vecchia abitudine, la nostra anti-

ca terra. Ecco il 28o scudetto. Vittoria La Juve imbattuta di Conte ha 24 punti in più di un anno fa, il Milan di Allegri 4 in meno. Numeri che scoraggiano interpretazioni velenose sugli episodi arbitrali. Nel telefonino di Conte, oltre alle immagini della figlia Vittoria, forse entrerà qualche scatto di questa vittoria. Con la minuscola, ma grandissima. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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vittorie consecutive a Trieste della Juventus, prima di questa, due contro la Triestina e una con l’Ofk Belgrado

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012


LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

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Il valore aggiunto di quest’anno è stato l’allenatore. Abbiamo vinto meritatamente

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BEPPE MAROTTA Dg Juventus

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Le stelle sono quelle che hai nel cuore. Questo è lo scudetto di Del Piero e Buffon GIORGIO CHIELLINI Difensore Juve

Una vittoria fantastica contro un rivale fortissimo come il Milan ANTONIO CONTE ALLENATORE

le Pagelle

di FABIO LICARI

CAGLIARI CONTI SENZA SOGGEZIONE, BENE EKDAL 5,5 h 6,5

5,5 Solo 2 tiri da fuori. Resiste in mezzo ma superata la trequarti…

5

L’allenatore Ficcadenti

Il migliore Nainggolan

Il 4-3-3 per togliere respiro ai centrali bianconeri, ma Ribeiro e Ibarbo falliscono. E il centrocampo s’impoverisce. Cossu, con la sua voglia, poteva essere più utile.

Aggressivo come ai tempi belli, quando la Juve lo inserì sul taccuino mercato. «Morde» Vidal, è cattivo fino a rischiare il rosso, tiene in piedi il Cagliari.

JUVENTUS BARZAGLI-BONUCCI INSUPERABILI 6,5 h 6,5

6,5 Né circolazione di palla né bel gioco, ma il cuore

L’allenatore Conte

Il migliore Vucinic

Non rinuncia al 3-5-2 neanche contro le tre punte del Cagliari. E fa bene perché, vista la condizione dei mediani, sarebbe andato in affanno. Bene la fiducia a Pepe.

Tra il gol immediato e il gran diagonale parato da Agazzi, tanto lavoro sporco in mezzo. Con il 3-5-2 è diventato quasi un «10»: ieri meno genio, più sacrificio.

6,5

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6

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s.v.

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s.v.

5

Agazzi

Pisano

Canini

Astori

Ariaudo

Ekdal

Buffon

Barzagli

Bonucci

Chiellini

Lichtsteiner

Vidal

Vucinic gli arriva davanti solo e subito. Gli nega il 2-0 con un gran volo, poi Canini lo beffa.

Pepe lo tiene basso e lo aggira prendendogli il tempo. Se Vucinic è in gioco è perché è lui che resta basso.

Neanche male per come cura Matri, però sull’entrata di Borriello svirgola e batte Agazzi fischiando la fine.

Dalle sue parti si balla di meno e tutto sommato non è che la Juve entri facile nei sedici metri.

Centrale di ruolo, si adatta con diligenza a sinistra senza soffrire troppo né Lichtsteiner né Caceres.

Un ex che vuole dimostrare qualcosa: bel duello con Marchisio al quale toglie prospettiva e manovra.

Mezzo stadio trattiene il respiro al primo retropassaggio. Due pericoli fuori dallo specchio. Esultanza liberatoria.

Mai sotto pressione, non sbaglia un intervento: dà tranquillità e precisione. Compito che non sempre riesce agli altri.

Un modulo per la rinascita: play arretrato del 3-5-2, inventa subito l’assist per Vucinic-gol con i piedi da centrocampista.

Meno prepotente del solito: resta fisso dietro, contro Ibarbo e Thiago Ribeiro gli basta fare il muso duro.

Il tempo di subire due falli, esagerando le conseguenze, poi la botta paurosa con Pinilla: quella sì drammatica. Fuori dopo 22’.

Stop, relax, pausa: succede. Nainggolan lo aggredisce subito e lui non trova contromisure.

6

5

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4,5

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6

6,5

5

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6

Conti

Ibarbo

Pinilla

T. Ribeiro

Cossu

Larrivey

Pirlo

Marchisio

Pepe

Matri

Caceres

Giaccherini

Nessuna soggezione verso il «maestro» Pirlo, ma tanta pressione. Non è al centro che il Cagliari perde.

Lotta continua, sì, ma a volte anche contro se stesso: nel senso che la generosità si trasforma in confusione.

Non un tiro in porta, e per un centravanti non è bello, ma fa da solo reparto. Troppe scene però.

L’unico dubbio è: perché Ficcadenti ha atteso il quinto minuto del secondo tempo per sostituirlo? Inesistente.

Vede la Juve e vede rosso. Orsato gli sventola una simulazione che non c’era. Un bel tiro poco fuori.

Sostituisce Ibarbo ma in mezzora si accentra troppo e non combina quasi niente.

Nella Juve che fatica, nella Juve in cui la palla brucia, tiene uniti i reparti e lotta da medianaccio. Mai al tiro.

Ekdal non gli lascia spazio: tante sponde ma nessun inserimento. Spremuto, speriamo recuperi per Prandelli.

Prende la rincorsa e sprinta su Pisano, annodando al cross. Due tiri, copertura e anche voglia di strafare.

Depresso, fuori dagli schemi, ma non gliela passano mai. (Borriello 6 Entra e costringe subito Canini all’autogol).

Dentro a freddo per Lichtsteiner. Non fa sfracelli contro Ariaudo, però davanti è pericoloso: di testa sfiora il 2-0.

Dove lo metti sta, come un piccolo robot. Attaccante, laterale, ieri mezzala. Ha il piede e le geometrie per essere utile.

TERNA ARBITRALE: ORSATO 6 Sul gol di Vucinic non c’è occhio o digitale che decida in 1”. Risparmia un giallo a Nainggolan, ma sbaglia su Cossu: non è simulazione. Manganelli 5,5; Padovan 6

CAGLIARI JUVENTUS

0 2

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Vucinic al 6’ p.t.; autorete di Canini al 29’ s.t. CAGLIARI (4-3-1-2) Agazzi; Pisano, Canini, Astori, Ariaudo; Ekdal, Conti, Nainggolan; Ibarbo (dal 17’ s.t. Larrivey); Pinilla, Thiago Ribeiro (dal 5’ s.t. Cossu). PANCHINA Avramov, Gozzi, Perico, Dessena, Nené. ALLENATORE Ficcadenti. JUVENTUS (3-5-2) Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (dal 26’ p.t. Caceres), Vidal (dall’8’ s.t. Giaccherini), Pirlo, Marchisio, Pepe; Vucinic, Matri (dal 26’ s.t. Borriello). PANCHINA Storari, Estigarribia, Del Piero, Quagliarella. ALLENATORE Conte. ARBITRO Orsato di Schio. AMMONITI Nainggolan (C), Pisano (C), Vidal (J), Chiellini (J), Pepe (J) per gioco scorretto, Cossu (C) per c.n.r. NOTE spettatori e incasso n.c. Tiri in porta 0-7. Tiri fuori 2-3. In fuorigioco 1-4. Angoli 1-6. Recuperi: p.t. 4’, s.t. 2’.

la Moviola di CEN

Rischia Chiellini Vucinic in gol: non è fuorigioco Due gli episodi importanti per Orsato. Qualche sospetto di fuorigioco sul primo gol della Juve, ma in realtà sul lancio di Bonucci è regolare la posizione di Vucinic (è in linea con Pisano che non sale). Nella ripresa l’arbitro ammonisce Cossu per una simulazione: è un errore perché il giocatore dei sardi è spinto da Chiellini proprio a ridosso dell’area. Si può quindi discutere se dentro o fuori, ma l’intervento andava sanzionato. Giuste le altre ammonizioni: Pisano e Nainggolan per il Cagliari, Chiellini, Pepe e Vidal (diffidato, salterà l’ultima partita) per la Juventus .

QUI CAGLIARI

Cellino e il gol di Vucinic «Un furto» TRIESTE (fr.vell.) La scelta di escludere Andrea Cossu dalla formazione iniziale lascia perplessi tutti. Lui per primo: «Non me l’aspettavo». Cossu è l’uomo in più del Cagliari, il tifoso vero, quello che maggiormente sente la sfida con la Juve, quello del gol del pari a Torino. Logico che la sua rabbia, la sua voglia fossero determinanti in una partita del genere. Invece, Massimo Ficcadenti lo ha mandato in campo, al posto di un mai pervenuto Thiago Ribeiro, al minuto 5 del secondo tempo. Andrea è entrato nervoso. Si è infilato in area, è caduto dopo il contatto con Chiellini, ma ha rimediato un giallo per simulazione («Era rigore», dice alla fine) . Il suo campionato è finito qui, domenica, come Pisano (ammonito pure lui) non andrà a Firenze per l’inutile chiusura di stagione. Il Cagliari se l’è giocata, ma è stato pesantemente penalizzato dal gol iniziale di Vucinic. In fuorigioco secondo il clan rossoblù, tanto da far scappare sulle scalette all’intervallo al presidente Cellino due sole parole: «Un furto». Poi solo pareri di circostanza, un po’ di delusione, l’amarezza di Michele Canini per l’autogol: «L’ho presa male». E la chiarezza di Radja Nainggolan, quello che non si è mai arreso: «Non possiamo più giocare in trasferta. Il Cagliari deve giocare in Sardegna». Senza di lui: «Di offerte vere ce n’è una, forse due». Ma partirà, certo che partirà. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

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Un grazie ai tifosi, ci hanno sostenuto anche quando gli altri non ci credevano LEONARDO BONUCCI Difensore Juve

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Complimenti a chi ha vinto lo scudetto: noi rilanciamo la sfida per il 2013 ANDREA STRAMACCIONI Allenatore Inter

SIMONE PEPE Centrocampista Juve

to classe e precisione: grande Agazzi a mandare in angolo. Quando Orsato chiude i giochi, Vucinic vola negli spogliatoi, dribbla la marea bianconera che nel frattempo si è riversata in campo, dà il via a una danza scatenata. Sì, questo scudetto è davvero suo. Finalmente!

ilCaso LA BATTAGLIA DEGLI SCUDETTI

Vucinic è la stella Marotta: «Ma noi ne metteremo tre»

Marotta e i 30... Compaiono le

Dopo svariate illusioni di titoli mancati per un soffio, il montenegrino griffa e afferra il campionato. L’a.d. bianconero: «Questo è un traguardo storico»

DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO TRIESTE

Quattro anni dopo Mirko Vucinic scrive finalmente il lieto fine. Un gol-scudetto. Tutto suo, senza bruschi risvegli. Nel maggio del 2008 si illuse per oltre un’ora: la Roma in vantaggio a Catania con un suo gol, l’Inter che non sfonda a Parma, ostacolata anche da pioggia e campo pesante. Poi, però, dalla panchina di Mancini si alza Ibrahimovic e il titolo torna ai nerazzurri. E ancora, due anni

dopo, il derby, Lazio avanti 1-0, Ranieri che a fine primo tempo sostituisce De Rossi e Totti, Vucinic che ne fa due nella ripresa e Roma con le mani sullo scudetto. Ma è ancora un’illusione: la Samp di Cassano e Pazzini passa all’Olimpico ed è sempre l’Inter a sfilare il tricolore dalla maglietta di Mirko. Proprio l’Inter... E allora è giusto che sia stata proprio la Milano nerazzurra a risarcire il talento montenegrino. E’ un attimo, da Milano arriva la notizia del 4-2,

Un’emozione incredibile. Sono stordito. Non mi rendo conto del nostro traguardo

la curva bianconera salta per aria. Buffon, Bonucci e Pirlo si girano verso la panchina, che nel frattempo sembra una mini discoteca: saltano tutti, si abbracciano, cantano. E’ fatta. Poco più in là, Vucinic sorride, realizza che finalmente, a 28 anni, è arrivato anche il suo momento. Lui che in Italia ci è arrivato da ragazzino, che qui da noi è diventato prima uomo e poi campione. Di quelli veri. E da ieri è entrato nella storia di uno dei club più prestigiosi del mondo, sicuramente il più popolare d’Italia. Ne ha fatti pochi di gol

CAMBIO PER LA FESTA

Ultima a Torino Sabato sera o domenica alle 15 Oggi la Lega assieme alla Juventus deciderà quando giocare l’ultima gara di campionato: o sabato sera oppure domenica pomeriggio, questo per permettere uno spettacolo «unico» allo Juve Stadium con l’Atalanta e in tv.

quest’anno, ma nel momento decisivo c’è stato. Contro il Cagliari il 9o centro nella stagione, l’8o in campionato. Un partita iniziata subito bene, il gol, poi il solito lavoro di raccordo. Necessario, perché Vidal non è in giornata e Marchisio fatica a carburare. Là in mezzo è il solo Pirlo a non perdere mai lucidità, ma gli occorre una mano per dettare i ritmi e tenere calma la truppa. Mirko lo capisce, si mette a disposizione della squadra, rientra, tiene palla, fa da sponda e nella ripresa sfiora la doppietta con un destro a girare tut-

bottiglie di spumante, «etichettate col numero 30, gli scudetti vinti sul campo», dice Beppe Marotta. Che poi lo spiega chiaro: «Metteremo la terza stella». «Questo scudetto è soprattutto di Andrea Agnelli - continua l’amministratore delegato della Juve -. E’ stato un lavoro difficile, tutte le componenti hanno grandi meriti. Ce lo siamo strameritati questo scudetto, veramente uno scudetto storico, guadagnato con tanta fatica. Ci abbiamo davvero creduto quando, gara dopo gara, abbiamo iniziato a vedere che la squadra migliorava dal punto di vista delle prestazioni. E sì, va detto: Antonio Conte è il valore aggiunto. Ha saputo dare subito la giusta mentalità al suo gruppo. Due anni fa abbiamo iniziato un percorso, siamo cresciuti in fretta e miglioreremo ancora. Del Piero? Era con noi a gioire, questo è il momento delle feste e non voglio pensare a nient’altro se non che Del Piero è uno di noi, e quindi viviamoci questa serata». La Juve ha già chiesto di anticipare a domenica pomeriggio la gara interna con l’Atalanta: per organizzare meglio la festa e per cominciare a pensare il prima possibile alla finale di Coppa Italia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Il miglior gioco del campionato è stato il nostro. Merito del lavoro di tutti MARCO BORRIELLO Attaccante Juve

ANDREA BARZAGLI Difensore Juve

L’allenatore: «Ora finiamo imbattuti». Il presidente: «Dal Paradiso all’Inferno e ritorno, fino alla fine...» DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO TRIESTE

Andrea Agnelli ieri non era a Trieste. Forse per scaramanzia. Ma Al 90’ è esploso. E tramite twitter ha espresso tutta la sua gioia: «Dal Paradiso all’Inferno e ritorno in Paradiso, fino alla fine...». E a tarda notte via telefono sono arrivati anche i complimenti da parte di Adriano Galliani, mentre i tifosi juventini hanno festeggiato anche a Milano, in particolare sotto la sede del Milan.

Onore ai vinti La felicità, nella

notte bagnata di Trieste, ha la faccia di quest’uomo che con il lavoro ha compiuto un miracolo. Quella della Juve di Conte è una storia bellissima e questo è il momento di esaltarla: «É fantastico, super straordinario — rac-

Antonio Conte alza il pugno: per lui è il primo scudetto da allenatore della Juve dopo cinque conquistati da giocatore ANSA

conta —. Ho pensato che potevamo farcela quando eravamo a meno uno e vedevo che il Milan faticava. Onore ai vinti perché il Milan e fortissimo, ma i campioni siamo noi». Gli obiettivi non finiscono mai, il segreto è proprio questo: «Vogliamo finire da imbattuti il campionato perché così entreremmo nella storia». Nella sera più bella niente polemiche: «Che numero è questo scudetto? Uno, perché è il primo che ho vinto da allenatore». Quando Conte arriva in sala stampa gli occhi brillano: «Questa gioia ci ripaga di un anno molto faticoso sotto tutti i punti di vista. Era il mio primo anno su una panchina importante e non era facile. Oggi mi rendo conto che abbiamo fatto qualcosa di storico. Questa squadra era appena nata e nessuno è riuscita a batterla: abbiamo coccolato e allevato questa creatura piccolina che è cresciuta nella maniera giu-

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Sono felicissimo per questo scudetto: faccio i complimenti alla Juventus FABIO CANNAVARO Ex difensore della Juventus

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INIZIATIVE Eccovi le prime inziative della Gazzetta per celebrare lo scudetto juventino LIBRO SCUDETTO Rivivi tutte le emozioni dell’incredibile cavalcata bianconera! Le foto più belle, le analisi tattiche, le statistiche e tutto il racconto fotografico del campionato. Il libro con più di 180 pagine è in edicola da giovedì a soli 7,99 euro! LA T-SHIRT Da oggi si può acquistare su Gazzatown, nel nostro sito gazzetta.it, la maglia celebrativa dello scudetto della Juventus con la prima pagina della Gazzetta di oggi, in due versioni (bianco e nero) a soli 19,99 euro

Allenatore scudettato Eccolo lì,

l’allenatore campione d’Italia. In piedi davanti alla sua panchina, condottiero meraviglioso di una squadra che si è affidata a lui e che adesso può festeggiare uno scudetto incredibile. Eccolo lì, Antonio Conte. In piedi davanti alla panchina a fare avanti e indietro per sfogarsi perché quello che ha dentro non si può nemmeno immaginare. La Juve raddoppia e lui ride. L’Inter passa in vantaggio e lui invita alla calma. Ma quale calma, Antonio. Ormai è finita, puoi lasciarti andare, puoi abbracciare uno per uno i tuoi eroi, puoi commuoverti. Quando l’arbitro fischia la fine il primo abbraccio è con Beppe Marotta. Ma la festa era già cominciata: un cenno d’intesa con Buffon che chiedeva il risultato di San Siro, un «cinque» con Vidal, un mulinare di braccia verso il pubblico che già lo osannava. Poi Conte ha chiamato Angelo Alessio, il suo vice, e l’ha stretto a sé.

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Abbiamo acquisito piano piano sicurezza. E non abbiamo più mollato

Conte: «È più bello vincere da tecnico» Agnelli: «In Paradiso»

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sta. I giocatori hanno creduto nell’entusiasmo, nella passione, in questa idea di calcio. Le vittorie di solito arrivano per gradi, noi abbiamo fatto più in fretta. Abbiamo creato tra di noi una grandissima empatia e le motivazioni erano eccezionali». Meglio da tecnico Conte può fare un paragone bellissimo: «Da allenatore vincere è qualcosa di più forte: non c’è paragone con le sensazioni che provi quando vinci da giocatore. Fatica, ansia e stress sono centuplicate, ma poi è centuplicata anche la soddisfazione. Oggi la vittoria mi dà pace e serenità. Mi ripaga di tante sofferenze e litigate a casa. Ai tifosi dico di festeggiare, di godersela, di essere felici di essere juventini. Sono contento di essere stato io a guidare la squadra al primo successo dopo Calciopoli». © RIPRODUZIONE RISERVATA

I GIOCATORI NEI MINUTI DELLA FESTA

Buffon: «La gioia più grande dopo il Mondiale» Il portiere: «Ringrazio i ragazzi dell’Inter» Del Piero: «Si chiude un bel cerchio...»

L’abbraccio tra Giorgio Chiellini, 27 anni, e Gigi Buffon, 34 IMAGE SPORT DAL NOSTRO INVIATO

TRIESTE

Ieri, per fargli gol, avrebbero dovuto sparargli. Gigi Buffon ha gli occhi lucidi quando racconta le sue emozioni: «Aspettavo da sei lunghi anni. Dopo il Mondiale è la più grande gioia sportiva della mia vita. In questo scudetto ci sono tanti valori, tantissimo orgoglio, tantissima voglia di stupire, di sudare. È stata una cavalcata incredibile, uno scudetto meritatissimo. Questo è il motivo per cui sono rimasto qui, sapevo che non potevo finire senza vincere niente: certe cose uno se lo sente dentro. Io dopo la presentazione dello stadio ho detto a molte persone, compreso qualche ragazzo del Milan, che avremmo vinto lo scudetto. Oggi ringrazio i ragazzi dell’Inter per l’aiuto. Il lavoro paga: ho sempre pensato fosse un 20% di verità e un 80% di retorica, adesso ho capito che è il contrario. La seconda motivazione per la quale sono rimasto alla Juve è l’amore incondizionato e sempre dimostrato da parte dei miei tifosi e ve ne siete accorti tutti subito dopo il gol del Lecce. Per questa gente io farei di tutto. Lo scudetto lo dedico ai tifosi e alla mia famiglia e poi a Nedved, Trezeguet, Camoranesi e Salihamidzic che avevano provato a rifare grande la Juve. Mi auguro sia l’inizio di un’al-

tra grande storia. La gioia di oggi è più intima e sentita delle altre. Ho giocato ogni partita come fosse una finale, senza sottovalutare nulla e senza essere superficiale». Che gruppo Le facce stravolte

della festa raccontano la gioia di un gruppo di ragazzi che nel luglio dello scorso anno hanno cominciato a sognare e non si sono più svegliati. C’è Giorgio Chiellini: «Non c’è bisogno di dire che numero di scudetti sia questo: le stelle non sono quelle che cuci sulla maglia, ma quelle che hai nel cuore. Dedico la vittoria alla famiglia, ma questo scudetto è di Del Piero e Buffon che a questa maglia hanno dato davvero tutto». C’è Alessandro Matri, che gira con l’iPad e riprende tutto per paura di perdersi anche solo un particolare: «Troppo bello, è una sensazione indescrivibile. Decisivo il mio gol al Milan? Sono stati tutti decisivi». Il capitano E c’è Alessandro Del

Piero: «Siamo contentissimi, questo è il mio ottavo scudetto perché conto quelli vinti sul campo. Si chiude un bel cerchio. Allo scudetto ho creduto fin dall’inizio. Il gol alla Lazio è l’immagine più bella. Ma non importa solo quanto si è protagonisti. Importa vincere». E la Juve ha vinto. gb.o. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MERCATO LE MOSSE DEI BIANCONERI IN VISTA DELLA CHAMPIONS LEAGUE

Presto il sì di Pogba. E ora caccia a Higuain Vicini anche Nainggolan e Verratti. In attacco occhio al top player CARLO LAUDISA twitter@carlolaudisa MILANO

Le ultime dall’Inghilterra consegnano Paul Pogba alla Juventus. L’indiscrezione che arriva dai tabloid londinesi è circostanziata: il centrocampista francese ha comunicato a sir

Alex Ferguson la sua scelto di lasciare lo United a fine stagione. Ed era proprio questa la notizia che a Torino aspettavano per passare dalle parole ai fatti. Risale ai primi di febbraio, infatti, l’intesa di massima tra l’a.d. bianconero Beppe Marotta e il d.s. Fabio Paratici con i suoi rappresentanti, in primis con Mino Raiola. Poi, però, è calato il silenzio su questa vicenda. Ferguson da quel momento ha inserito Pogba a tempo pieno nella rosa di prima squadra, concedendogli anche qualche apparizione. Una dimostrazione di fiducia accompagnata da un’allettante offerta economica per prolungare il contratto in scadenza a giu-

gno. Ma è chiaro che i segnali giunti da Manchester schiudono le porte alla Juve per l’ingaggio di questo talento di 19 anni approdato in Premier League tre anni fa dal Le Havre. Le mosse Ma sul fronte dei giovani attenzione anche alla pista- Verratti, anche lui diciannovenne, punto fermo del Pescara di Zeman. Il centrocampista ha espresso la volontà di vestire la maglia bianconera e questa scelta peserà nella trattativa tra la Juve e il club abruzzese. Ma per quanto riguarda i puntelli per la Champions League in corso Galileo Ferraris ci sono lavori in corso per il centrocampista Radja Nainggolan

del Cagliari. Anche in questo caso manca l’intesa con Cellino, ma il giocatore sembra orientato ad optare per i bianconeri. Eppure in corsa c’è anche lo Zenit San Pietroburgo di Luciano Spalletti, disposto a versare 16 milioni nelle casse del club sardo. Invece la Juve intende pareggiare questa proposta con una contropartita economica di 9 milioni di euro, integrata da alcuni giocatori. Di sicuro nei discorsi c’è la seconda metà di Ekdal (già in maglia rossoblù), ma ora va individuato almeno un altro giocatore. Il top player Ancora tutti aperti,

invece i discorsi per l’attaccan-

Paul Pogba, 19 anni REUTERS

te che dovrà prende in rosa il posto di Ale Del Piero. Andrea Agnelli e il suo management hanno messo nel conto di spendere sino a 40 milioni per il cartellino, concedendo al prescelto anche un ingaggio da 6 milioni di euro. E’ presto, però, per far prevalere una candidatura sulle altre. Di sicuro piace molto Gonzalo Higuain che nel Real Madrid fatica a trovare uno spazio da titolare. Ma è chiaro che Marotta e Paratici non si fermano a lui. Sui taccuini c’è sempre il nome di Suarez del Liverpool, in uscita dalla Premier League. E poi i bianconeri stanno monitorando le mosse del Manchester City, apertamente a caccia di Robbie Van Persie dell’Arsenal. Chi darà via Mancini? Tevez per caso? E in tal caso occhio alla sfida col Milan. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Io voglio sempre vincere. Non farlo per sei anni è stata dura: ora ho vinto 8 scudetti ALEX DEL PIERO Il capitano

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Complimenti alla Juventus: ha meritato questo titolo perché ha fatto tanti punti MASSIMILIANO ALLEGRI Allenatore Milan

Da presidente della Regione sono orgoglioso dello scudetto della Juve ROBERTO COTA Presidente del Piemonte

Dall’aBisso alla vetta Tutto in sei anni: Signora revolution Dopo Calciopoli è ripartita da Rimini, ha cambiato 3 presidenti e 6 allenatori. La svolta con Agnelli-Conte

story/1 La risalita parte dalla Romagna due stagioni dopo è già Champions

RIMINI-JUVENTUS 1-1 9 settembre 2006 La Juventus scende in serie B per la prima volta. L’esordio a Rimini e capitan Del Piero è in campo AFP

JUVENTUS-INTER 1-1 4 novembre 2007 La Juve ritrova l’Inter per la prima volta dopo i fatti di Calciopoli. Finisce 1-1: Camoranesi in gol REUTERS

REAL MADRID-JUVE 0-2 5 novembre 2008 È l’anno del ritorno in Champions. La Juve vince al Bernabeu: memorabile doppietta di Del Piero LAPRESSE

(Blanc, saggiamente, disse un giorno che per rivedere la Juve competitiva sarebbero serviti cinque anni: fu criticato aspramente ma aveva fotografato esattamente la situazione), ma per evitare contestazioni e magari salvare il posto si erano comportati diversamente. Così a Ranieri (bravo a gestire l’emergenza, deludente quando ha dovuto metterci del suo) sono stati perdonati molti errori salvo poi cacciarlo a due giornate dalla fine del secondo campionato; a Ferrara è stata affidata la squadra senza grande convinzione; sul mercato sono stati spesi tantissimi soldi per giocatori mai messi nelle condizioni di rendere (Diego su tutti) e bocciati in fretta anche a causa di un contesto tattico inadeguato. Da una parte, quindi, la Juve sapeva di non dover avere fretta. Dall’altra non c’era la pazienza nel portare avanti un progetto.

DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO TORINO

Adesso che è davvero finita, adesso che la Juve è tornata dall’inferno e si è ripresa il suo posto, si può dire che è stata durissima. Il problema non era la serie B e nemmeno i due scudetti tolti dopo Calciopoli (argomento sempre caldo che però, dal giorno dopo le sentenze, riguarda più la storia che la cronaca). Il vero problema è stata la conseguente distruzione di una grandissima squadra che si è trovata improvvisamente priva di molti campioni, mentre quelli che erano rimasti invecchiavano di un anno giochicchiando tra Crotone e Frosinone, dopo l’1-1 dell’esordio in B a Rimini, in attesa del ritorno in A. Uno dei segreti della Juve degli anni Novanta e inizio Duemila era la razionale analisi della rosa e un mercato in cui ogni anno venivano sacrificati pezzi importanti senza però che la competitività del gruppo fosse compromessa anche grazie a investimenti mirati. Quando invece lo tsunami si è abbattuto sulla Juve, la società per tanto tempo ha navigato a vista anche a causa di una dirigenza volenterosa ma inadeguata a gestire la situazione. Il regalo d’addio dei grandi La Ju-

ve è sempre la Juve e non può giocare per partecipare. Quando una stagione parte male e a dicembre è già finita, si fatica a migliorare perché si lavora con l’ansia. Eppure i primi due campionati dopo il ritorno in A erano stati positivi. Terzo posto nel 2007-08 (con Del Piero e Trezeguet ai primi due posti della classifica cannonieri) e addirittura secondo nel 2008-09. Forse, però, proprio quei due piazzamenti hanno condizionato negativamente le scelte. Il presidente Cobolli Gigli, l’a.d. Blanc e il d.s. Secco si sono probabilmente illusi di

I tifosi festeggiano al Rocco di Trieste uno scudetto inaspettato e sofferto

Con la B è finito un ciclo ed è stata smembrata una squadra super. Poi Ranieri, Ferrara, Delneri per la transizione aver restituito alla Juve il ruolo che le spetta di diritto nel calcio italiano. In realtà quei risultati erano l’ultimo grande regalo di un gruppo di campioni che poi hanno smesso (Nedved), sono stati messi alla porta (Trezeguet, Camoranesi) o sono rimasti (Buffon, Del Piero) in una realtà profondamente diversa.

Troppe rivoluzioni Da Calciopoli allo scudetto di Conte cambiano tre presidenti (Cobolli Gigli, Blanc, Agnelli), due responsabili del mercato (Secco, Marotta), sei allenatori (Deschamps, Ranieri, Ferrara, Zaccheroni, Delneri, Conte, senza contare Corradini che chiuse l’anno della B al posto di Deschamps). In sei anni. Quasi incredibile per la Juve, che ha sempre avuto nella continuità e nella stabilità due caratteristiche imprescindibili. Una rivoluzione dopo l’altra, quindi. Ma nel calcio le rivoluzioni non funzionano. Al successo si arriva attraverso la programmazione, il lavoro, la serenità. Il paradosso è che i dirigenti l’avevano capito

La svolta L’anima della vecchia Juve si è rivista quando Andrea Agnelli è stato eletto presidente. La scelta di Delneri è stata fatta di corsa, poi i dirigenti hanno capito che era il momento di voltare pagina. Non solo con un allenatore diverso (in tutto) dai recenti predecessori, ma anche con una mentalità nuova. Anzi vecchia. Vincente. Così è nata la Juve di Conte. Una Juve che ha fatto un passo dopo l’altro in ogni ambito (mercato, allenamenti, partite), che ha individuato e centrato un obiettivo alla volta (competitività ritrovata, qualificazione alla Champions League, finale di Coppa Italia) e poi si è trovata a lottare per lo scudetto. E l’ha vinto. Non per caso, ma per meriti: di tutti, da Andrea Agnelli all’ultimo dei magazzinieri. Calciopoli, adesso, è roba da libri di storia. La Juve è di nuovo grande. La Juve è di nuovo la Juve. © RIPRODUZIONE RISERVATA

story/2 Due settimi posti Le milanesi sono molto lontane Poi quest’anno...

JUVENTUS-MILAN 0-3 10 gennaio 2010 Il Milan affonda la Juve di Ferrara (poi sostituito da Zaccheroni) all’Olimpico: Ronaldinho fa doppietta LAPRESSE

JUVENTUS-NAPOLI 2-2 22 maggio 2011 Con il pareggio col Napoli (reti di Chiellini e Matri) si chiude l’era Delneri: la Juve finisce 7a ANSA

JUVENTUS-MILAN 2-0 2 ottobre 2011 Il primo grande squillo dell’era Conte. La Juventus batte il Milan con una doppietta di Marchisio LAPRESSE


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La Juventus ha meritato. E complimenti a Del Piero: grande campione DIEGO MILITO Attaccante Inter

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Non riesco a descrivere bene la gioia che stiamo vivendo in questo momento

Stadio semivuoto per i biglietti troppo cari, ma alla fine c’è l’invasione dei tifosi FRANCESCO VELLUZZI TRIESTE

Peccato solo per chi non c’era. L’ansia finisce alle 22.30 quando Diego Milito manda all’inferno il Milan. Poi è festa bianconera, tripudio, invasione con i nuovi eroi bianconeri che scappano negli spogliatoi. L’eccesso di entusiasmo impedisce parte della festa: centinaia di persone in campo, qualcuno si spinge addirittura all’ingresso del tunnel che porta ne-

Zupping di VINCENZO CITO

«Di Vaio espulso» Però gioca Su Sky è arrivato il momento tanto atteso dai tifosi della Juventus: dopo Calciopoli, la retrocessione in B e due settimi posti consecutivi, ecco lo scudetto. La partita è finita, comincia la festa. Parte il collegamento? No, parte il superspot Antonio Di Gennaro (Sky) in diretta. «Borriello ha fatto un gol strepitoso!». Maurizio Compagnoni (dopo il replay): «Autogol di Canini» «Quelli che il calcio» (Rai Due). Massimo Caputi «Partita molto nervosa a Bologna, nel finale sono stati espulsi Dzemaili e Di Vaio». Daniele Tombolini gli lancia una ciambella di salvataggio. «No, non Di Vaio. E’ stato espulso un altro giocatore del Bologna». Caputi (definitivo). «No, no è stato espulso proprio Di Vaio». Che, chissà perché, resta in campo sino alla fine, saluta il pubblico per la sua ultima partita al Dall’Ara e viene portato in trionfo dai compagni di squadra «Mazzarri ha chiesto alla linea difensiva dei difensori di non abbassarsi troppo» (Massimo Ugolini, Sky) «Ripetiamo le formazioni per chi si e' messo solo adesso ai diffusori» (Livio Forma, Radiorai) «Non è un silenzio stampa ma la Lazio non parlerà» (Aurelio Capaldi, La domenica sportiva di 7 giorni fa, Rai Due) Francesca Sanipoli «Adesso alla Roma diresti di no?». Vincenzo Montella «Non direi niente a te». (Stadio sprint, Rai Due) Brescia-Savona di pallanuoto su Raisport, così il tecnico dei liguri Pisano invita il suo giocatore Angelini a lasciare il posto a un compagno «Alberto vieni fuori, vieni a cagare anche te».

gli spogliatoi, da dove i giocatori vorrebbero fortemente uscire per un giro di campo celebrativo. Niente da fare fino all’intervento degli steward che con qualche difficoltà riescono a ricavare un cerchio di «contenimento»: e finalmente la Juve torna sull’erba a festeggiare, seppur in uno spazio ristretto. Furia È stato comunque un trionfo è per pochi. I cinquemila in curva Trevisan, altri dieci-undicimila sparsi nelle tribune. In troppi saltano davanti al-

la tv perché la crisi è davvero più forte dell’amore. La rabbia del popolo bianconero è tutta in uno striscione: «163 euro per me, 100 per il bambino, e bravo Cellino». Così il Rocco non si è riempito(si calcolano circa 18mila spettatori) e Cellino non ha fatto il super incasso. Tenendo la squadra a Cagliari avrebbe avuto 14mila suoi tifosi e avrebbe comunque fatto il pieno. I cagliaritani, arrivati con quattro charter, sono poco più di mille. Uno striscione simpatico lo

hanno portato anche loro: «Attento Conte, se arriva la bora, torni calvo in mezzora». Agli abbonati di tribuna centrale è stato offerto il passaggio gratis in aereo, e pure agli Sconvolts, altri hanno pagato 50 euro. Una gita a Trieste a maggio si può fare, ma in pieno inverno sarà dura. Ora c’è il tempo per valutare il futuro. Che sarà a Quartu Sant’Elena, ma prima ancora a Trieste o, forse, a Livorno. Ieri il presidente Cellino è salito in tribuna, un minuto prima del via in versione

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Un momento che aspetto da quando sono in prima squadra. Gioia immensa CLAUDIO MARCHISIO Centrocampista Juve

ALESSANDRO MATRI Attaccante Juve

Tutti in campo per la festa DAL NOSTRO INVIATO

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rock: jeans e giubbotto di pelle. Prima dell’inizio della ripresa, sorrisi e battute con Beppe Marotta, che pure non aveva risparmiato le critiche: «Uno scrittore diceva che uno spettacolo calcistico senza pubblico è pari allo zero. Forse con prezzi diversi avremmo avuto uno stadio pieno». Emozioni Meglio pensare al ma-

tch. La Juve lo fa subito segnando dopo 6 minuti con Vucinic. Scudetto! Al resto pensa l’Inter con Diego Milito scatenando il tripudio della Trevisan, l’unica piena di Viking e Drughi. Che esplode a fasi alterne fino al terzo gol di Milito che dà il via ai festeggiamenti, ai tricolori che sventolano, ai cori contro il Milan e pro campioni d’Italia. La Juve è tornata. L’abbraccio dei tifosi a Marchisio

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CAMPIONI I PAGELLONI a cura di LUIGI GARLANDO

Dovessimo racchiudere la splendida stagione della Juventus in una parola sola, diremmo: orgoglio. Questo è lo scudetto dell’orgoglio ritrovato. Il Rinascimento bianconero, inseguito affannosamente per anni dopo il traumatico passaggio in Serie B, è stato finalmente celebrato. L’orgoglio bianconero ha trovato una squadra imbattibile in cui specchiarsi e rileggere il proprio glorioso passato e ha trovato una nuova casa da abitare: lo Juventus Stadium, inaugurato l’8 settembre con una cerimonia emozionate. Raramente un impianto sportivo è stato così in simbiosi con una squadra e con i suoi successi. Nessuno ha fatto più punti in casa (il Milan ne ha raccolti più in trasferta che a San Siro), il popolo del nuovo salotto torinese ha soffiato forte nelle vele bianconere. Le bucce di banana per scivolare un’altra volta c’erano. Conte che chiede esterni, i responsabili di mercato che portano Pirlo e Vidal. Ziegler che arriva e riparte senza giocare. La miccia del rinnovo di Del Piero che si accorcia. I veleni continui per gli scudetti revocati. Poi ognuno ha fatto al meglio il proprio lavoro e la sintesi è stata un campionato capolavoro. Le intuizioni tecniche di Marotta e Paratici, eminenze di mercato, si sono rivelate indovinate e sono state perfezionate a gennaio (Caceres, Borriello, Padoin). Conte ha trovato la quadratura tattica perfetta. Andrea Agnelli ha usato polso fermo, senza demagogie, per sancire l’addio di Del Piero, dando ulteriore forza alla leadership dell’allenatore. Un’unità d’intenti e un coesione monolitica di tutto il mondo Juve che il Milan quest’anno non ha avuto: qui è stato vinto e perso lo scudetto. Rafforzata, protetta, motivata, rasserenata, la squadra è stata messa nelle condizioni di rendere al meglio. E i giocatori di Conte hanno risposto come meglio non si poteva: con uno scudetto senza sconfitte.

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1905 Nessun tecnico PRESIDENTE Alfredo Dick

1925-26 All. Jen Károly PRESIDENTE Edoardo Agnelli

1930-31 All. Carcano PRESIDENTE Edoardo Agnelli

1931-32 All. Carcano PRESIDENTE Edoardo Agnelli

CONTE L’ALLENATORE

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Inizia a vincere quando si stacca dal suo 4-2-4 e trasmette fame agonistica Inizia a vincere lo scudetto quando si stacca dal 4-2-4 e parte per un viaggio di ricerca. Rilegge le sue convinzioni tattiche alla luce dell’organico. Capisce che, messi a posto Pirlo e Vidal, il cubo bianconero diventerà un giochino. Una rivoluzione copernicana, perché avrebbe voluto sbancare con gli esterni e invece poi ha fissato in mezzo al campo il centro di potere: Vidal-Pirlo-Marchisio. Salpato col 4-2-4, dopo il limbo del 4-2-3-1 e del 4-1-4-1, è approdato al 4-3-3 e al 3-5-2, che ha alternato felicemente: il primo per attaccare di più, il secondo per imporre densità in mezzo e specchiarsi in squadre simili (Napoli e Udinese). L’imprevedibilità e la duttilità tattica, che hanno dato consapevolezza alla squadra, perché l’autostima cresce con le conoscenze, sono diventate un’arma in più, soprattutto nei confronti del Milan di Allegri, più ripetitivo e ancorato al rombo. Oltre a quello tattico, altri due meriti notevoli: motivazioni e condizione atletica. Conte ha attinto alla sua anima da ex mediano da battaglia per trasmettere subito una feroce fame agonistica. Nelle ultime stagioni Vinovo sembrava il Triangolo delle Bermuda: chi ci passava, si infortunava. Quest’anno la Juve, salvo un piccolo calo a febbraio, ha mantenuto un livello di rendimento alto e costante, e soprattutto (a differenza del Milan) ha dribblato l’infermeria. Conte ha sfruttato al meglio le settimane senza coppe. Ora arriveranno. L’Europa sarà un nuovo esame, ma il sospetto che la Juve abbia trovato il suo nuovo Lippi è poderoso.

PIRLO

La rivincita BUFFON 8,5

BARZAGLI 8,5

CHIELLINI 8,5

È tornato il muro di Berlino Numeri con le milanesi

Poca spesa, molta resa Insuperabile e continuo

La solita carica trascinante A Roma salva l’imbattibilità

Risolti i guai fisici, gli è bastato allenarsi con continuità per tornare ad essere il portiere che pesa come un centravanti: non limita i danni, fa punti. Il numero uno del mondo. Buffon ha trasmesso sicurezza e protetto una difesa che, col passare del tempo, ha acquistato solidità fino a diventare una cassaforte da caveau svizzero. Si è guadagnato tanta tranquillità nei pochi momenti affannati in cui ha eretto un muro berlinese tra i pali. Contro le milanesi, per esempio, che da una vita gli contendono scudetti. Nel primo tempo di Torino, l’Inter sembrava quella del Triplete: Gigi l’ha fermata quasi da solo, poi i compagni hanno fatto il resto. Il colpo di testa di Muntari era gol, ma Buffon l’ha strappato dagli occhi dell’arbitro. Al di là della svista, quel doppio intervento (anche su Mexes) profuma di capolavoro e ha fatto la storia del titolo. Lo stop sbagliato contro il Lecce è costato due punti ma non ha fatto danni. In fondo, contro un Muro, il pallone rimbalza. PRESENZE 35. GOL -16

Presto si userà il suo nome con accezione proverbiale, così come si parla di Gronchi Rosa. Nel linguaggio di presidenti e procuratori, pescare un Barzagli significa acquistare a basso prezzo un giocatore dalla resa straordinaria. Arrivato nel gennaio 2011 dal Wolsburg, ha cominciato a volare ad altissimi livelli e non ha più perso quota. È stato la vera colonna centrale del reparto, impressionante per la pulizia degli anticipi e per la feroce applicazione. Non ha pagato l’escursione termica dalla difesa a 4 a quella a 3. È l’unico titolare a non essere andato a segno. Troppo concentrato a sminare attaccanti per concedersi vacanze offensive. Già campione del mondo con Lippi, Barzagli è nel mirino di Prandelli. Tolto Pirlo, nessun bianconero vanta la sua media voto. Sì, la Juve ha pescato un Barzagli. PRESENZE 34. GOL -

Se Pirlo è il prolungamento tattico di Conte in campo, Chiellini è la più fedele trasposizione dell’anima da battaglia del suo mister. Quando si batte il petto e urla alla Tarzan, il popolo gode, Una bandiera. Al di là dei meriti difensivi, è stato una scarica elettrica continua che ha alimentato l’aggressività della squadra. Anche a costo di beccarsi dello spione da Ambrosini... Pedina preziosa per Conte che ha potuto spostarlo su più caselle. Chiellini ha fatto il centrale nella difesa a quattro e ha spalleggiato Bonucci, a sinistra, in quella a tre. E più di una volta gli è toccato fare anche il fluidificante di fascia. La sua media voto, una delle più alte in squadra, non ne ha risentito. Importanti i suoi inserimenti offensivi, sui calci da fermo, per dare peso a un attacco spesso spuntato. Il suo gol all’Olimpico contro la Roma, per esempio, ha permesso alla Juve di non perdere nella Capitale la propria imbattibilità. PRESENZE 33. GOL 2


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1932-33 All. Carcano PRESIDENTE Edoardo Agnelli

1933-34 All. Carcano PRESIDENTE Edoardo Agnelli

1934-35 All. Bigatto I-Gola PRESIDENTE Edoardo Agnelli

1949-50 All. Carver PRESIDENTE Giovanni Agnelli

1951-52 All. Bertolini PRESIDENTE Giovanni Agnelli

1957-58 All. Brocic PRESIDENTE Umberto Agnelli

1959-60 All. Cesarini PRESIDENTE Umberto Agnelli

1960-61 All. Cesarini PRESIDENTE Umberto Agnelli

1966-67 All. Herrera PRESIDENTE Catella

1971-72 All. Vycpálek PRESIDENTE Boniperti

1972-73 All. Vycpálek PRESIDENTE Boniperti

1974-75 All. Parola PRESIDENTE Boniperti

Andrea Pirlo, 32 anni, è passato dal Milan alla Juve la scorsa estate a parametro zero IMAGE SPORT

PIRLO LA SCOMMESSA PIÙ BELLA CONTAGIA TUTTI I COMPAGNI

9,5

Ci hanno scommesso in due: il Milan lasciandolo partire, la Juve facendolo arrivare, dopo un campionato triste da 16 presenze. «Vediamo quante ne giocherà, a 32 anni...». Ne ha saltata una per squalifica. Una stagione da Pallone d’oro e la Juve ha vinto lo scudetto sul Milan: tirate le somme. È stato il migliore, ma soprattutto ha fatto diventare migliori gli altri. Boskov diceva: «Prendete dieci

giocatori e metteteci in mezzo Cerezo: diventeranno squadra». Pirlo è uguale. Senza la sua esperienza, Conte non avrebbe educato tanto in fretta una Juve traumatizzata. Senza trequartista, con un attaccato spesso bloccato, i suoi corridoi illuminati sono stati determinanti. Chi trema gli passa la palla e lui evade dal pressing fischiettando. Alla fine, i compagni assorbono la sua sicurezza. PRESENZE 36. GOL 7

LICHTSTEINER 34 PRESENZE 2 GOL

BONUCCI 31 PRESENZE 3 GOL

PEPE 30 PRESENZE 6 GOL

DE CEGLIE 20 PRESENZE 1 GOL

8

7,5

7,5

7,5

Ha tappato la falla della fascia destra

Pirlo lo delega, lui Parte forte e porta imposta a testa alta in quota la squadra

Le sue galoppate sono un simbolo

Sembravano tanti 10 milioni per un terzino svizzero, ma la Juve ha tappato una falla: Grygera, Motta... Suo il primo gol ufficiale nello Juventus Stadium, il primo al Parma. Inizio di stagione esplosivo. Sull’asse Pirlo-Lichtsteiner sono passate tante idee. Due gol dello svizzero, 2 assist di Pirlo.

Il voto premia l’ottimo finale e la forza con cui ha ribaltato la sua sorte. Parte in panchina, recupera il posto con Chiellini a sinistra, diventa perno della difesa a 3 e decolla. Imposta a testa alta quando Pirlo, pressato, lo delega. Uno dei messaggi più felici di Conte: costruire subito, sempre.

Inizia titolare, ma cede la fascia a Chiellini. Per mesi gli toccano poche comparsate. E’ in campo quando la Juve umilia Firenze e avvia il filotto del sorpasso. Le galoppate, la sua esuberanza atletica diventano un simbolo della rimonta. Si dimostra da Juve, ora ha il futuro in mano.

Parte forte quando Conte punta sugli esterni, sopravvive grazie alla sua duttilità. A Napoli fa anche l’interno della mediana a 5 e segna un gol pesante nel momento in cui la Juve è stata più vicina a perdere. 5 gol prima di Natale: ha portato in quota la squadra, poi ha perso visibilità. Ma sempre utile.

MATRI 31 PRESENZE 10 GOL

QUAGLIARELLA 22 PRESENZE 4 GOL

DEL PIERO 22 PRESENZE 2 GOL

BORRIELLO 12 PRESENZE 2 GOL

7,5

7

7

6,5

Dopo la crisi, arriva Sembra nato Attende in disparte il gol-scudetto per il gioco di Conte Capitano sempre

Prima contestato Poi conquista tutti

Ha vendemmiato gol in autunno, nella stagione del vino, si è piantato a febbraio, come un ciclista in crisi di fame. Ma quel suo ultimo gol, al Milan, è un gol-scudetto e i 10 che lo rendono capocannoniere di casa non vengono cancellati. Da irrobustire personalità e autostima.

Contestato all’arrivo per un presunto rifiuto alla Signora, ha dovuto attendere aprile e una doppietta in 4 giorni (a Cesena e Novara) per conquistare il popolo. Gli attaccanti di Conte sono così: tirano il gruppo un po’ per uno, prima Matri, poi gli altri. Ibra invece è andato in fuga da solo.

Il Natale di Quagliarella arriva una settimana prima: 18 dicembre, prima da titolare e 1˚ gol. L’infortunio è alle spalle, la condizione monta fino ai 2 gol in 7 giorni a Napoli e Palermo. È aprile, la Juve, persa la vena di Matri, cerca gol. Quaglia sembra nato per il gioco di Conte e risponde.

Due gol, ma da urlo. Il primo segnato alla non amatissima Inter, il secondo arrivato in coda a un soffertissimo Juve-Lazio (2-1): un vero gol scudetto. Il voto premia la bandiera che ha atteso in disparte, tifando dalla panca senza rancori e senza incattivire lo strappo contrattuale. Capitano sempre.

GIACCHERINI 22 PRESENZE 1 GOL

CACERES 11 PRESENZE 1 GOL

ESTIGARRIBIA 13 PRESENZE 1 GOL

PADOIN 5 PRESENZE 1 GOL

6,5

6,5

6

6

Si adatta presto a nuove esigenze

Duttilità preziosa E segna all’Inter

Deve imparare a gestire le energie

Pedala da gregario Matura da interno

Arriva con la tradotta degli esterni che Conte pretende per il 4-2-4. La stima del tecnico è provata dalle prime 2 di campionato che gioca titolare e dall’impiego da interno, a sinistra di Pirlo, in un paio di 3-5-2. A differenza di Krasic ed Elia, adatta velocità, tecnica e talento alle esigenze nuove.

Il trionfale debutto in Coppa Italia (doppietta al Milan a San Siro) sembrava annunciare il felice trapianto in squadra. Invece ha trovato spazio ridotto. Prezioso comunque per la duttilità: fa rifiatare l’affannato Lichtsteiner e soccorre l’emergenza dei centrali. Non banale un gol all’Inter.

Ci si attendeva di più, anche perché i compagni hanno parlato subito bene di lui. Un bel gol a Napoli, Conte ha cominciato a sollecitarlo spesso, poi sempre meno. Ha mostrato entusiasmo, gamba e potenzialità. Deve gestire le energie ed essere freddo al tiro. Ha 24 anni, il tempo non gli manca.

Arrivato a sorpresa, si è messo a pedalare con l’umiltà del gregario quando gli hanno dato la bici. Cresciuto in fascia, maturato come interno, a Conte serviva appunto per far rifiatare esterni e mediani. Un buon cambio, che in provincia ha imparato a sgobbare. A Firenze la gioia di un gol.

MARCHISIO 8,5

VIDAL 8,5

VUCINIC 8,5

L’autunno d’oro del Tardellino L’incursore schizza e risolve

Diventa pedina-chiave Pressing feroce, gol pesanti

La quota-genio della Signora Mette la freccia-sorpasso

In estate Allegri, che ama i centrocampisti-incursori, ha sperato fino all’ultimo che la Juve commettesse l’errore del secolo. Invece la Juve si è tenuto stretto il ragazzo cresciuto nella cantera bianconera ed è stata ripagata da una stagione strepitosa. La stagione della consacrazione, anche in azzurro, per Marchisio. Un autunno d’oro: gol decisivi a Inter e Milan. Leader e trascinatore nella prima parte del campionato quando la squadra era in formazione e aveva bisogno di certezze. Si è concesso una pausa dopo la sosta invernale, poi è rifiorito a primavera nel momento decisivo del campionato. I nove sigilli del Tardellino sono stati determinanti per soccorrere una squadra che vive di incursioni e che dall’attacco ha ottenuto molto gioco sporco e non troppi gol. Poi Allegri si è arrangiato con Nocerino, ma lo scudetto l’ha vinto il Capitan Futuro bianconero, che è di un’altra pasta. PRESENZE 36. GOL 9

Segna già alla prima contro il Parma, entrando dalla panchina per Del Piero, ma ha bisogno di tempo per entrare nel cuore della Juve. Finché Conte lavora sul 4-2-4, il cileno sembra una tessera di difficile collocazione. Poi il tecnico torna alla lavagna: 4-2-3-1, 4-1-4-1... La prima da titolare Vidal la gioca a Catania, perno del tridente a sostegno di Matri (4-2-3-1), quinta giornata: 1-1 sofferto. Alla nona, con la Fiorentina, Vidal si ritrova per la prima volta titolare alla destra di Pirlo, in linea con Marchisio: 4-3-3. Bingo. Ecco la mediana dello scudetto: Vidal-Pirlo-Marchisio, che spalleggiati da due esterni diventeranno poi il nocciolo duro del 3-5-2. Da qui in poi il crescendo di rendimento Arturo è vertiginoso. La sua furia di predatore alimenta il pressing alto, arma chiave di Conte. Col tempo emerge anche la sua grande qualità offensiva: 4 gol di granito in aprile. Un’altra perla di mercato. PRESENZE 33. GOL 7

La stagione di Vucinic sterza a marzo, mese meteorologicamente folle, come il genio del montenegrino, che alla sosta natalizia arriva con un paio di gol all’attivo. Troppo pochi per il più costoso investimento offensivo dell’estate. Alla 26ª, dopo l’avvilente pareggio interno col Chievo, che sembra una resa al Milan, Vucinic viene fischiato e contestato. Ma 4 giorni dopo, è il migliore a Bologna e ci mette pure il gol dell’1-1. È il migliore anche a Genova e poi schiude la goleada di Firenze. Non si ferma più. Spezza lo 0-0 anche contro il Napoli e ne fa un paio al Novara. Nella spettacolare sgommata finale della Juve che porta al sorpasso-scudetto c’è tanto, tanto Vucinic, la quota genio di questa Juve corazzata di muscoli. Per costituzione tecnica e d’indole, Mirko non avrà l’intensità di un mediano, ma gli vanno riconosciute le tante corse in fascia, alla Eto’o, quando Conte lo ha schierato esterno offensivo e poi segna il gol scudetto: una medaglia in più. PRESENZE 32. GOL 8


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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CAMPIONI LA TRADIZIONE

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1976-77 All. Trapattoni PRESIDENTE Boniperti

1977-78 All. Trapattoni PRESIDENTE Boniperti

1980-81 All. Trapattoni PRESIDENTE Boniperti

1981-82 All. Trapattoni PRESIDENTE Boniperti

Agnelli IV DINASTIA BIANCONERA GERMANO BOVOLENTA

Una volta chiesero all'Avvocato: ma lei se l'immagina una Juve senza gli Agnelli? E l'Avvocato Gianni, con la sua raffinata erre moscia: «Spero non accada mai». Non è accaduto. Ieri la Juve degli Agnelli è ritornata campione d'Italia. La Dinastia continua: gli Agnelli e la Juve sono sempre stati e continuano a essere una cosa sola, una realtà solida, unica e indissolubile. E' stato detto: un matrimonio di ferro che ha scandito i tempi, le conquiste, i drammi, le mode della storia, dell'industria e del calcio. Il discorso di Andrea L'ultimo

Agnelli è Andrea, presidente da due anni. Quando nella primavera del 2010 riceve l'incarico dice: «Penso di poter dare un contributo importante alla società. Contano i risultati e cercheremo di ottenerli, anche se sarà un percorso complicato». Quel giorno, giovedì 29 aprile, il giovane Andrea, 35 anni, tocca le corde del sentimento: «Vedete, la Juve non è e non può essere una presidenza come le altre. E' la mia squadra del cuore, per questo accetto la sfida. La storia della mia famiglia è profondamente legata alla Juve. Ma io non voglio paragoni con periodi storici passati, penso solo al domani». Il domani è oggi, è arrivato in fretta, in un lampo. Splendido e tricolore, come tanto passato. E «i paragoni con i periodi storici passati», caro presidente Andrea, sono inevitabili. Storia dell'operaio Bruna La

Juve esisteva

Edoardo, Gianni, Umberto, Andrea: tutto in famiglia Parenti vincenti: dal 1923 il cognome Agnelli è un marchio che continua a distinguere i successi in Italia e nel mondo prima degli Agnelli, ma la sua vita era molto defilata e marginale. Nasce nel 1897 e vince il suo primo scudetto otto anni dopo. Poi campionati così così, «un po' grami», ricordano gli storici. Nei primi anni Venti, gli anni che saranno chiamati «ruggenti», la storia di un operaio della Fiat cambia la storia della Juve. Siamo nel 1923 e Antonio Bruna, meccanico e terzino sinistro della squadra bianconera, si lamenta per gli orari di lavoro in fabbrica. Troppe ore, troppo impegno, non riesce ad allenarsi «come si deve». Protesta con il suo dirigente, Sandro Zambelli. Un giorno lo Zambelli, esausto, salta sulla sua bicicletta e va a casa del proprietario della fabbrica, senatore Giovanni Agnelli. Bussa, è ricevuto (allora si poteva), spiega il caso e ottiene un permesso firmato: il dipendente Bruna può uscire un po' prima per partecipare agli allenamenti. L'onore di Edoardo Il terzino

operaio Bruna esulta, ma non si ferma. Anzi si allarga con un' idea affascinante: perché non proponiamo all'avvocato Edoardo, figlio del fondatore della Fiat, di diventare presidente della nostra squadra? Il dirigente risale in bicicletta, ribussa a casa Agnelli, è ricevuto. Spiega ed è convincente. La sera di martedì 24 luglio 1923 Edoardo Agnelli, 30 anni, «pronunzia» il suo primo discorso da presidente della Juve: «Vi sono grato per aver accolto come un onore la mia nomina, ma spero di non deludervi se vi confesso che non ho alcuna intenzione di considerarla soltanto onorifica». Il giovane Edoardo è consapevole, determinato e ambizioso: «Dobbiamo impegnarci a far bene, ma ricordandoci che una cosa fatta bene può essere sempre fatta meglio». Fidanzata d'Italia Nel 1923 na-

sce la Juve degli Agnelli, a Firenze nasce Franco Zeffirelli, storico «nemico» della Juve di tutti gli Agnelli. Il divertente duello,

Sopra, un giovane Giovanni Agnelli nello spogliatoio della Juventus con Carlo Parola, Giampiero Boniperti, Ermes Muccinelli e Pasquale Vivolo. Sotto, Umberto con il tecnico Teobaldo Depetrini e Omar Sivori

fra la squadra più amata e più vincente d'Italia e uno dei più grandi maestri del cinema, ancora continua. Edoardo Agnelli ha idee grandi e chiare: potenzia la squadra e la trasforma. Vince lo scudetto dopo tre anni e costruisce la Juve più famosa (e forse più grande) della storia. La Juve del Quinquennio, dei cinque titoli consecutivi. La Juve di Combi, Rosetta e Calligaris, di Luisito Monti e Ferrari, di Cesarini, Orsi e Borel diventa la «Fidanzata d'Italia». È bella, brillante, cinica, domina e diventa un appassionante tema letterario. Scrittori e artisti si chiedono all'«unisono»: la Juventus è imbattibile? E, se sì, come ripristinare «l'ardente fascino dell'imprevisto?». L'Ambrosiana Inter del Pepin Meazza e il Bologna che «tremare il mondo fa», lo ripristinano. Ma dopo il 1935, dopo il magico quinquennio. Gianni «impara la Juve» Edoardo muore in un incidente aviatorio il 14 luglio 1935, capottando con l'idrovolante S.80 Anfibio, pilotato dall'asso Arturo Ferrarin, durante l'ammaraggio a Genova. La Juve smette di vincere. Nel 1939 alcuni dirigenti bianconeri, come già nel 1923, si presentano dal Senatore e gli chiedono: «Nel nome e nel ricordo di Edoardo, saremmo onorati di avere suo nipote Gianni nel consiglio direttivo». Gianni ha solo 18 anni e segue con grande passione le partite e dice: «Sono innamorato pazzo di questa squadra». Il nonno prima lo frena («Ragazzo mio, col nome si


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NON TO A ASSEGN

TO REVOCA

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1983-84 All. Trapattoni PRESIDENTE Boniperti

1985-86 All. Trapattoni PRESIDENTE Boniperti

1994-95 All. Lippi PRESIDENTE Chiusano

1996-97 All. Lippi PRESIDENTE Chiusano

1997-98 All. Lippi PRESIDENTE Chiusano

2001-02 All. Lippi PRESIDENTE Chiusano

2002-03 All. Lippi PRESIDENTE Chiusano

2004-05 All. Capello PRESIDENTE Grande Stevens

2005-06 All. Capello PRESIDENTE Grande Stevens

2011-12 All. Conte PRESIDENTE Andrea Agnelli

Hansen, Praest, Boniperti, Parola. L'Avvocato è un personaggio senza confini, amante dell'estetica. «Il gioco del pallone - dirà ha trovato successo nel mondo perché sono esistiti campioni come Di Stefano, Pedernera, Pelé, Andrade, Schiaffino, Sivori, Maradona...». Chissà cosa direbbe di Messi... «La Juventus è stata la compagna della mia vita. La Juve è un'emozione. Accade quando vedo entrare in campo quelle maglie. Mi emoziono anche quando leggo sul giornale la lettera J in qualche titolo. A volte mi emoziono pure con l'Udinese sempre per via dei colori bianconeri». Dice e aggiunge: «Non possiamo dividerci». Non la lascerà più, la sua Juve. Lascia la presidenza al fratello Umberto perché «senza Agnelli non può essere la Juve».

IL PRIMO È STATO EDOARDO

nasce, ma i gradi si conquistano»), poi lo manda ad assistere ai consigli direttivi per «imparare la Juve».

la scheda

Dopoguerra C'è grande fermen-

ANDREA AGNELLI 36 ANNI PRESIDENTE DAL 19-5-2010

to e tanta voglia rinascita. Gianni Agnelli, avvocato di 26 anni, assiste sempre più frequentemente alle partite della Juve finché il presidente Piero Dusio lo convince ad entrare: «Gianni, questa squadra è tua, è giunto il momento che te la riprenda. Senza Agnelli non può essere la Juve». Il bellissimo gesto spontaneo di Dusio - ricorderà Mario Pennacchia nel suo documentatissimo libro «Gli Agnelli e la Juventus» - non è altro che il riconoscimento della «Dinastia Juventus», l'unica famiglia nel mondo al timone di un grande club di calcio senza salti di generazione nel corso del secolo. La compagna della vita Gianni, come il padre Edoardo, vince il suo primo scudetto tre anni dopo aver assunto la presidenza. Siamo nel 1950, rivince nel 1952. L'Avvocato sarà indicato come il simbolo massimo della storia juventina. Papà Edoardo crea la Juve dei Combi, Rosetta, Calligaris. Gianni quella degli

Umberto e Sivori

Figlio di Umberto e Allegra Caracciolo, Andrea è l’unico che porta ancora il nome Agnelli. Nella sua carriera ha maturato diverse esperienze tra le quali Piaggio, Auchan, Ferrari, Philip Morris. È sempre stato presente nel mondo Fiat.

Il 28-4-2010 viene indicato come nuovo presidente della Juventus da John Elkann. Dopo 50 anni di assenza, è il quarto Agnelli a rivestire questa carica. Sceglie Giuseppe Marotta come d.g. e Luigi Delneri come allenatore.

IV

L'«altro» Agnelli ha il suo primo incarico di responsabilità a soli 21 anni: la sera dell'8 novembre 1955, durante l'assemblea dei soci, Umberto viene eletto reggente della Juve. Qualcuno lo chiama «il commissario». Si presenta al vertice ancora in grigioverde da soldato. Poi diventa presidente e compra John Charles, «il gigante buono», e Omar Sivori, il più «satanico angelo dalla faccia sporca». Paga Omar, El Cabezòn, 180 milioni nel 1957. Dice Umberto: «Sivori è caro da matti, ma ha solo 22 anni, con lui faremo una squadra che divertirà e vincerà per cinque-sei anni. Potremo tenere alto il livello di incassi e garantire bilanci in ordine». Vince tre scudetti come «presidente effettivo», molti altri come onorario e come maggiore azionista. Con Platini e Baggio, Zidane e Del Piero. La rivista americana Time scriverà: «Umberto Agnelli è un mastino

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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In alto, da sinistra: Giovanni Agnelli con Michel Platini; Andrea Agnelli con il cugino John Elkann; Andrea con Pavel Nedved; Andrea in tribuna con gli amici con le maglie con i nomi «Andrea e Emma» (la moglie)

dalla faccia d'angelo». Anche il figlio Andrea, l'ultimo presidente, ha una bella faccia. Boniperti e la dinastia Alcuni an-

ni fa Candido Cannavò parlando di juventinità, ricordava: «Ma come è avvenuto nella Fiat col professor Valletta, anche nella storia della Juve ci sono grandissimi protagonisti che non si chiamano Agnelli, ma impersonano ugualmente la dinastia. Uno su tutti, Giampiero Boniperti, degno di figurare a fianco dell'Avvocato... Boniperti è una Juve che si snoda e si distende nel tempo: ragazzo di bottega, giocatore, campione, capitano, presidente, ambasciato-

re nel mondo. E' la personificazione storica della Juve, ma è anche il simbolo vivente di un patrimonio che, al di là delle legittime passioni di parte, ha i colori dell'Italia». Boniperti qualche giorno fa era in tribuna a Novara con Platini a festeggiare il passato e il futuro. Che si chiama sempre Agnelli. Senza non può essere la Juve. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

SERIE A 37a GIORNATA

Milito disinte i rigori Sul dischetto c’è il trono del Principe: Amelia battuto 7’ secondo tempo Il bis di Diego per il 2-2 Dopo aver segnato su azione, Milito bissa nella ripresa: prima si procura e poi trasforma un rigore spiazzando Amelia FOTOPRESS NICOLA CECERE MILANO

Sì, signori, è proprio l’Inter a consegnare la... terza stella alla Juve (già esibita nella festa di Trieste, chissà Moratti...) vincendo con merito un derby di rara intensità, uno dei più divertenti degli ultimi dieci anni (vantaggio-rimonta-controrimonta), che il Milan ha avuto in mano per soli cinque minuti grazie alla ribellione di Ibrahimovic che fra la fine del primo tempo e l’avvio della ripresa è stato capace di ribaltare la situazione sfavorevole prima trasformando un contestatissimo rigore e poi finalizzando un’azione fulminea della linea d’attacco. Ma l’orgoglio, la determinazione, e anche il gioco corale dell’Inter, decisamente superiore a quello balbettante dei rivali, hanno permesso al debuttante Stramaccioni di riprendere in mano il match fino al rotondo successo, che con tutta probabilità gli varrà la conferma. In una stagione così ricca di delusioni, aver conquistato entrambi i derby è un piccolo-grande dono ai tifosi della

Inter più forte delle sviste di Rizzoli: 3 gol del Principe in un gran derby Ibra, ciao scudetto Nerazzurri subito in vantaggio: l’arbitro regala un penalty al Milan che a inizio ripresa va in vantaggio con lo svedese. La Strama-band rimonta con due rigori e un bolide di Maicon Beneamata. Sarebbe sbagliato però se l’ambiente si illudesse che questa squadra vada tenuta come base della prossima stagione.

Julio Cesar provoca Ibra con la linguaccia prima del rigore SKY

34’ secondo tempo Ancora rigore, tris dell’argentino Il tris di Milito, ancora dal dischetto, consente all’Inter di passare avanti definitivamente. Poi arriverà il 4-2 di Maicon LIVERANI

Paralisi L’illusione del Milan è invece durata poco, probabilmente sino al gol di Vucinic: nel mondo della comunicazione globale difficile credere che i giocatori di Allegri non siano stati informati del vantaggio Juve. In ogni caso hanno aspettato 30’ per svegliarsi da uno stato di tensione paralizzante:

il Milan assisteva alle trame dell’Inter senza avere mente e muscoli per contrastarle. Un Milan non all’altezza del compito, già difficilissimo di suo per quel punto di vantaggio bianconero. È vero che al 12’ Ibrahimovic si è mangiato un gol da pochi passi, ma è stato un’isola nella corrente di manovre dei nerazzurri. Due minuti dopo quell’errore del capocannoniere l’Inter coglieva un primo frutto della grinta, della lucidità e della decisione con cui si era calata nella sfida. Pu-

nizione di Sneijder, la linea difensiva sbaglia posizionamento e movimenti successivi (specie Bonera), irrompe Samuel che nel maldestro tentativo di stoppare spedisce al centro dove Milito ha intanto bruciato tutti e può facilmente superare Abbiati. Sarabanda È qui che parte una

sarabanda di occasioni interiste, con un gol annullato a Lucio (giusto) e una girata di testa di Cambiasso respinta da Abbiati a cavallo della linea

bianca: per stabilire con esattezza se dentro o fuori ci vorrebbe una telecamera nel palo... Accettiamo quindi il verdetto del guardalinee Niccolai, che magari ci ha pure azzeccato. Decisamente sbagliata invece è la decisione di Rizzoli di assegnare il rigore al Milan per un’ottima uscita di Julio Cesar che toglie la palla dai piedi di Boateng prima che quello gli frani addosso. Ibra trasforma dopo un misterioso colloquio e alcune smorfie con il portiere nerazzurro.

Premio Il pari col quale si va a riposo premia troppo i rossoneri, fin lì capaci di tirare in porta solo al 30’ con Van Bommel. Difficile stabilire se il motivo del monologo nerazzurro risieda nella scarsa convinzione degli avversari o se va cercato nella accorta disposizione di Stramaccioni che ha rinforzato il centrocampo chiedendo a Alvarez di presidiare la fascia sinistra e a Sneijder continui rientri. Certo, Allegri si è visto costretto a impiegare il baby De Sciglio al 21’ causa infortunio


LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

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gra il Milan Diego Milito, 32 anni, va a dare la mano ad Andrea Stramaccioni, 36: l’Inter ha vinto il derby PHOTOVIEWS

LA VOLATA PER L’EUROPA Giornata

38ª CATANIA

UDINESE

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LAZIO

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Inter

INTER

58

LAZIO

NAPOLI

58

Siena

In MAIUSCOLO le partite in trasferta

Nell’ultima giornata si decide la lotta per il 3o posto (preliminari di Champions) e per l’Europa League (tre posti). In lizza quattro squadre, a pari punti valgono gli scontri diretti. UDINESE In vantaggio con la Lazio (2-2, 2-0). In svantaggio con il Napoli (0-2, 2-2) e l’Inter (1-0, 1-3).

INTER

2

DI FRANCESCO CENITI

(4-3-1-2) Abbiati (dal 34’ p.t. Amelia); Abate, Nesta, Yepes, Bonera (dal 21’ p.t. De Sciglio); Nocerino, Van Bommel, Muntari (dal 32’ s.t. Cassano); Boateng; Ibrahimovic, Robinho. PANCHINA Mexes, Gattuso, Aquilani, Maxi Lopez. ALLENATORE Allegri. ESPULSI nessuno. AMMONITI Abate, Nocerino e Van Bommel per gioco scorretto.

NOTE spettatori paganti 78.222 per un incasso di 3.655.183 euro. In fuorigioco 1-4. Angoli 10-5. Recuperi: p.t. 3’, s.t. 3’.

INTER 46%

PASSAGGI RIUSCITI

MILAN 54%

TIRI IN PORTA

IIIIIIII INTER 8

Invenzione Però quando Ibrahi-

movic con la collaborazione di Binho e Boateng si è inventato in avvio di ripresa il colpo del 2-1, il Milan avrebbe dovuto compattarsi a difesa del vantaggio. Tirar fuori grinta e caratte-

clic MILITO COME AMADEI ALTAFINI NE FECE 4 La tripletta di Milito è la terza in un derby milanese di A. Altafini ne fece 4 il 27-3 -1960 in Milan-Inter 5-3. Tre gol per Amadei in Inter-Milan 6-5 del 6-11-1949 e Nyers in Inter-Milan 3-0 dell’1-11-1953.

MILAN 68%

TIRI FUORI

IIIIII IIIII MILAN 6

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 1-1 c GOL! 14’ Punizione di Sneijder che Samuel tenta di stoppare: ne esce un passaggio al centro per Milito che segna. 31’ Cambiasso di testa, la palla sta per entrare quando Abbiati con un tuffo smanaccia. c GOL! 44’ Julio Cesar porta via la palla a Boateng che gli frana addosso: Ibra firma il rigore.

(questo fisico) di Bonera e al 31’ ha dovuto rinunciare pure ad Abbiati: contrattempi che gli hanno impedito di far ricorso ai centrocampisti in panchina (Gattuso e Aquilani) per riequilibrare la situazione di palese difficoltà.

INTER 63%

re. E invece si è fatto cogliere scoperto da una penetrazione mancina di Milito sul quale Abate è andato a commettere un fallo fin troppo ingenuo. E sul 2-2 l’Inter ha ripreso di nuovo il controllo delle operazioni. Il Milan davanti era solo Ibra, una specie di eroe solitario deciso a sfidare, anche a gesti, lo stadio nemico: alla fine ha ricevuto il pollice verso, come un gladiatore sconfitto nell’arena.

INTER 5

INTER In vantaggio con l’Udinese (0-1,

la Moviola

GIUDIZIO 7777 PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Milito (I) al 14’, Ibrahimovic (M) su rigore al 44’ p.t.; Ibrahimovic (M) al 1’, Milito (I) su rigore al 7’ e al 34’, Maicon (I) al 42’ s.t. ARBITRO Rizzoli di Bologna.

POSSESSO PALLA

NAPOLI In vantaggio su Udinese (2-0, 2-2) e Inter (3-0, 1-0). In svantaggio con la Lazio (0-0, 1-3).

MILAN

4 (4-4-1-1) Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Zanetti, Cambiasso, Guarin (dal 17’ s.t. Obi), Alvarez (dal 30’ s.t. Pazzini); Sneijder (dal 39’ s.t. Cordoba); Milito. PANCHINA Castellazzi, Palombo, Ranocchia, Zarate. ALLENATORE Stramaccioni. ESPULSI nessuno. AMMONITI Julio Cesar, Cambiasso e Alvarez per gioco scorretto; Maicon per comportamento non regolamentare.

LAZIO In vantaggio sul Napoli (0-0, 3-1). In svantaggio con l’Udinese (2-2, 0-2). Con l’Inter ha perso 2-1 a San Siro e la attende all’ultima.

IIIIII MILAN 6

SECONDO TEMPO c GOL! 1’ Ibra si infila in area e salta il portiere. c GOL! 7’ Milito sfonda a sinistra, Abate lo trattiene: rigore trasformato dallo stesso Milito. c GOL! 34’ Pazzini gira di testa, Nesta tocca col braccio: rigore trasformato da Milito. c GOL! 42’ Maicon prende palla sulla trequarti e da lontano spedisce un missile all’incrocio.

Rigorino Ad aiutare il controsor-

dagli spalti è parso essere stato assegnato dal guardalinee Di Liberatore: Nesta era a brevissima distanza da Pazzini quando il pallone, girato di testa dall’attaccante, gli è sbattuto sul braccio tenuto alto per una questione di equilibrio... Diciamo che la decisione pro Inter presa da Rizzoli neutralizza il precedente errore pro Milan e quindi pari e patta... C’è il tempo per un pezzo di bravura di Maicon, un missile all’incrocio da posizione angolata. Giusto così.

passo nerazzurro un rigore che

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3-1). In svantaggio con il Napoli (0-3, 0-1). All’andata ha battuto la Lazio 2-1. EUROPA LEAGUE Se il Napoli chiude terzo in campionato, vanno in Europa League le tre inseguitrici. Se il Napoli scivola in classifica, va in Europa League (finalista di Coppa Italia) e le altre due fanno i preliminari.

Rizzoli: che errore su Julio Cesar Ok i rigori dell’Inter, Samuel rischia Il grave errore di Rizzoli alla fine è «cancellato» dalla vittoria dell’Inter, ma il rigore dato al Milan macchia la prestazione nel derby dell’arbitro che rappresenterà l’Italia al prossimo Europeo. Questo l’episodio: dopo 42’ Boateng entra in area, Julio Cesar sceglie benissimo il tempo dell’uscita e con la mano sposta la palla che arriva a Ibra (tiro fuori). In ritardo, Rizzoli assegna un rigore inesistente e ammonisce il portiere. I nerazzurri si innervosiscono: subito dopo entrata da rosso diretto di Samuel su Robinho (calcione violento), nemmeno fischiata la punizione... La partita era stata caratterizzata da altri episodi. Su tutti: una strepitosa parata di Abbiati sul colpo di testa di Cambiasso con la palla respinta proprio al limite; resta un minimo sospetto che abbia oltrepassato del tutto la linea, ma il replay sembra dare ragione alla terna che non concede il gol. Non c’è fuorigioco, infine, sul vantaggio dell’Inter, mentre è ok annullare la rete di Lucio per lo stesso motivo. Nella ripresa Rizzoli concede due rigori all’Inter, entrambe le decisioni ci stanno: al 6’ Abate in modo ingenuo trattiene Milito che non fa nulla per restare in piedi, al 34’ Pazzini gira di testa e la palla sbatte sul braccio di Nesta, tenuto molto largo; certo, la distanza tra i due è minima, ma «l’occupare spazio» è ormai considerato dagli arbitri un valido motivo per fischiare. Da segnalare, inoltre, qualche giallo lasciato per strada e un episodio dubbio in area del Milan: Yepes e Muntari abbattono Samuel.

Il gol-non gol di Cambiasso SKY

Julio Cesar-Boateng: palla BOZZANI

Abate «abbraccia» Milito BOZZANI

Il mani di Nesta su Pazzini SKY


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SERIE A 37a GIORNATA

ilPersonaggio DIEGO MILITO

IL PORTIERE

Julio Cesar «Con Strama è un’Inter rabbiosa»

L’uomo derby che coi gol cambia sempre la storia

LUCA TAIDELLI MILANO

Da quasi sessant’anni un nerazzurro non segnava tre reti ai rossoneri. Ma l’argentino non si ferma: «Ora voglio il terzo posto e continuare con Stramaccioni»

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vittorie Inter nei derby Con questo successo, l’Inter sorpassa il Milan nel totale. In campionato ne ha vinti 66

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pareggi È il risultato meno frequente nei derby di Milano. Due in Champions (’03), 52 in serie A

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vittorie Milan I rossoneri da ieri sono in svantaggio anche per la storia In campionato ne ha vinti 60 Diego Milito, 32 anni, argentino, autore di una tripletta nel derby REUTERS

ANDREA ELEFANTE MILANO

Come l’anno del Triplete, anzi meglio: almeno lui può dirlo. O meglio solo lui, Diego Milito. Due derby su due vinti come in quella stagione, due derby su due marchiati con la sua firma come allora, ma una tripletta contro il Milan, beh, è un’altra cosa, è una cosa quasi mai vista e non si ve-

«Lo scudetto alla Juventus? Penso solo a noi, siamo felicissimi per questa vittoria» deva da quasi sessant’anni, dal tris di Nyers nel novembre ’53 (e prima di lui Amadei nel 1949, e meglio di loro solo un milanista, Altafini, che fece poker nel 1960). Quel rimpianto Roba d’altri tempi. Ieri sera invece il Principe seguiva i tempi giusti e così è corso fino a quota 23 gol in campionato: con Mourinho furono 22, perché quest’anno l’argentino si è dedicato quasi solo all’Italia, e neanche da subito. Dei 25 gol stagionali, ne ha segnati 20 nel 2012, dunque in poco più di quattro mesi. Davanti a tutti per distacco, e forse ieri, mescolata alla gioia di una notte così dolce, gli è rimasta in gola qualche goccia dello strano sapore del rimpianto, racchiuso in una domanda: quanti gol avrebbe potuto segnare se anche la prima parte della stagione fosse stata, come dire?, normale e lui non fosse stato inghiottito da quella specie di sortilegio che gli impediva di segnare anche i gol più facili? Abate, che incubo E’ un po’ il quesito ruvido che scortica tuttora lo stomaco dell’Inter: dove avrebbe potuto essere ieri sera, se non avesse buttato tante occasioni, se non si fosse buttata via così tante volte? Ma Milito non è capace di guardarsi alle spalle più di tanto: ha tirato dritto anche quando non si riconosceva più e si è ritrovato via via, un po’ tutti i giorni, e poi tutto in una volta in quella che ormai è la sua notte, la notte del derby. Con i tre di ieri

sera sono 6 gol al Milan, tutti andati per traverso ai rossoneri e soprattutto ad Abate, che ormai quando incrocia il Principe barcolla a prescindere, come se fosse lui a vedere il Diavolo. RimontInter Ma in tanti hanno aiutato Milito, ieri. Alla fine anche Pazzini, l’uomo a cui ha tolto posto e certezze, ma che lo ha mandato sul dischetto per la seconda volta, con quella gi-

rata di testa schizzata sul braccio di Nesta. Si sono aiutati in tanti, per aiutare Stramaccioni un’altra volta, e non può essere più un’eccezione se la sua Inter vacilla ma non cade, va sotto ma non sotto terra, e nel derby per la quinta volta in otto partite ha rimesso in piedi la gara dopo averla vista per un attimo scivolare via. Cagliari, Siena, Udinese, Cesena, il derby: più la mandi giù e più l’Inter si tira su.

Ci siamo ancora Proprio come Milito, che non segnava da quattro partite e quasi un mese, ma evidentemente aveva ancora qualche jolly da giocarsi e dopo averli messi sul piatto ha detto che ne ha ancora anche l’Inter: «E’ solo una piccola speranza, ma il terzo posto è ancora raggiungibile: noi daremo il massimo anche domenica per cercare di vincere questa partita con la Lazio e poi si vedrà. Quella di stasera è stata

una vittoria da grande Inter: ne avevamo bisogno per dimostrare che ci siamo ancora e possiamo avere ancora un futuro importante. Scudetto alla Juventus? Penso solo a noi, e stasera noi siamo felicissimi per la nostra vittoria». E un po’ per Stramaccioni, a cui con quella tripletta potrebbe aver fatto un regalo mica da ridere: «Speriamo di continuare con lui: stiamo lavorando bene». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il pensiero di aver consegnato lo scudetto alla Juve non lo sfiora neanche per un secondo. Massimo Moratti non spende «l’è istess...» utilizzato da Strama alla vigilia, ma il suo pensiero sul titolo bianconero è sempre lo stesso: «Per noi è soltanto una partita, non cambia nulla — ha detto prima del match —. E poi problemi di questo tipo non ce ne poniamo assolutamente». Il presidente dell’Inter a modo aveva invece previsto il successo dei suoi. «Solitamente le favorite non rispettano mai i pronostici — aveva aggiunto —. Poi dovremo ancora affrontare la Lazio, ma la partita decisiva è quella contro il Milan. Comunque è un campionato molto strano». Ora bisognerà finire bene, ma al momento non sembra un gran problema la conferma di Stramaccioni. «Ho visto il nostro tecnico molto tranquillo — fa Moratti —. Ma il derby resta una partita, importante e da vincere, ma pur sempre una partita. E il suo futuro non si decide stasera (ieri sera, ndr)». Festa Brazil Decisivi di sicuro sono stati Maicon e Julio Cesar. Il terzino nel finale ha fatto poker con un destro ciclonico dei suoi e festeggiato con tanto di

Moratti e il favore ai bianconeri «Per noi è solo una partita, non cambia nulla» balletto proprio con il connazionale. Il portiere invece va a casa felice (e a piedi), ma nell’intervallo era una furia: «Ero molto arrabbiato per quel rigore — racconta —. E non è la prima volta che succede con Rizzoli, che mi ha pure ammonito, così dovrò saltare la Lazio per squalifica. Mi spiace, ma poi ne è venuta fuori una grande gara, nella trecentesima con l’Inter. Vado a casa felicissimo. E a piedi. Eppure dopo il loro secondo gol ero rimasto di sasso, perché avevamo giocato un ottimo primo tempo. Ma loro nell’occasione sono stati molto bravi, Ibra per primo. Peccato che contro avessero un’Inter che con Stramaccioni ha ritrovato la rabbia per reagire sempre quando va in svantaggio». Ciao Ivan Se Julio chiude per

questa stagione, dopo 455 gare (e 18 reti) è terminata nel modo più dolce la splendida carriera in nerazzurro di Ivan Ramiro Cordoba. Il 35enne difensore colombiano infatti chiuderà col campo e prima del derby ha ricevuto a centrocampo una targa ricordo dallo stesso Moratti e l’abbraccio di tutti i compagni (compresi i non convocati) che indossavano la sua maglia numero 2. Dallo stesso Cordoba è corso Milito dopo il gol dell’1-0 e ha lui è stata dedicata la vittoria sul Milan. Entrato in campo a 7’ dalla fine per Sneijder, il colombiano al fischio finale è stato sommerso dai compagni e poi portato sotto la curva per essere lanciato ripetutamente in aria. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A 37a GIORNATA un’annata prima svalvolata e adesso diversa, sempre piena di rimpianti ma più tonda, sorridente, gonfia di orgoglio. «Effettivamente - sorride Strama a Mediaset - non era ’i stess vincere o perdere: noi pensiamo da Inter e all’Inter, cioè a vincere. L’entrata in campo di Pazzini ha portato quella voglia di trionfare che per noi è importante: hanno tentato in tutti i modi di metterlo contro, ebbene non è così e lui è stato il primo che ho abbracciato. Il terzo posto? Peccato per quei tre minuti a Parma, è difficile ma vinciamo a Roma e poi...».

Coreografia Che spettacolo la Madunina della Curva Nord La splendida, imponente coreografia della Nord per il derby. Autofinanziata, è costata ai ragazzi 4 mesi di lavoro notturno. E’ ispirata alla Madunina e al «Ti te dominet Milan» (tu domini Milano) della celebre canzone di D’Anzi PEGASO

MATTEO DALLA VITE MILANO

Stra-confermato? Di certo Straripante. E di sicuro Straordinariamente vicino alla stretta di mano con Moratti che lo porterà a vivere ancora quest’Inter e soprattutto una squadra che lo sente e lo segue, che lo stima e che lo vuole ancora allenatore nerazzurro. «Il presidente ha un progetto in testa - racconta Andrea Stramaccioni -, ed è quello di portare l’Inter di nuovo in alto: non so se rientrerò in questo progetto, ma i complimenti di Moratti mi fanno piacere. E poi, vedendo la Juve festeggiare ci viene voglia di tornare grandi». E parla al plurale: qualcosa vorrà pur dire no? New age Strama Andrea Stra-

maccioni - colui che aveva detto «per me Moratti ha già deciso» -, raccoglie prima del derby le rassicurazioni del numero uno («Il suo futuro non dipende da questa partita»), e per non saper né leggere e né scrivere stravince, ribalta il Milan

Strama in Europa «Avanti con le mie idee»

e per l’ennesima volta trionfa in una gara che lo aveva visto in svantaggio. E tutti lo abbracciano come fosse un giocatore: straordinario Milito assieme a tutti gli altri, ma lui, Strama, è la New Age dell’Inter e della A. «Mi fa piacere - dice Strama che il presidente abbia detto quelle parole e che pensi certe cose a prescindere dal risultato o dai venti. Quella di oggi (ieri, ndr) è stata una partita bellissima nonché una vittoria voluta e meritata».

Non e’ l’i stess Strama ha riatti-

vato una squadra che prima sembrava (pardòn, era) depressa: a Roma contro la Lazio non avrà Julio Cesar (e forse Alvarez) però si giocherà ancora il terzo posto, avendo comunque già la certezza dell’Europa League («non è la Champions ma è sempre importante»). Comunque vada, Strama è l’uomo-copertina di questo finale di annata interista: 17 punti in 8 partite, macrogranuli che non portano sulla luna ma danno luce a

Savino e Maicon: che festa

Per il tecnico aria di rinnovo: «Questi ragazzi non sono così disastrosi. E ora vogliamo tornare grandi» L’esultanza di Nicola Savino e Maicon che gli dedica il gol PAOLUCCI

Carrozza o zucca? Strama ringrazia anche i tifosi («Meravigliosi») e non accetta vittimismi. «Il rigore del Milan? C’era se l’arbitro ha fischiato... Non mi piace pensare che abbiamo vinto contro tutto e tutti, è stata solo una grande vittoria con un grande segnale, quello di voler cercare anche il quarto gol». Strama è stimatissimo dai giocatori. «Io li devo ringraziare, perché posso portare tutte le idee del mondo ma se loro non seguono, beh, diventa tutto lettera morta. Una cosa mi sembra certa: le mie 8 partite hanno detto che questo organico non era poi così disastroso». Ma la domanda è quella, solo quella: vincendo il derby si è incollato alla panchina? «Moratti ha ben chiaro cosa fare: vuole tornare a fare una grande Inter. Perché dovrebbe confermarmi? Mi ha seguito anche in primavera, io ho portato avanti le mie idee, sennò sarei affondato». Ma se la carrozza improvvisamente si trasformasse in zucca? «Dai oh, una squadra a questo punto dovrei trovarla no...?». Battuta. Come battuto è stato il Milan nella partita che probabilmente gli darà un’altra Inter da guidare. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A 37a GIORNATA le Pagelle

di SEBASTIANO VERNAZZA

INTER SNEIJDER DETERMINANTE, SAMUEL TORNA A FARE IL DURO, ZANETTI A MODO SUO EROICO 7,5 8 h l’allenatore Stramaccioni il migliore Milito

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Riconferma o no, nessuno gli toglierà dal curriculum questa pazzesca vittoria. Sorprende tutti con un 4-4-1-1 che a prima vista sa di paura. In realtà è il contrario. Con due linee strette toglie ossigeno al Milan e costringe i suoi all’applicazione. Il 4-4-2, se bene applicato, è come la mamma: non tradisce mai.

Fa la scelta più intelligente, gioca per se stessa senza troppe menate sullo scudetto a questo o quell’altro. L’impegno paga sempre

In classifica marcatori sale a quota 23 gol: scavalca Di Natale, agguanta Cavani. Quattro di queste 23 reti le ha riservate al Milan: una all’andata e tre ieri sera. Non è esagerato dire che il Milan lo scudetto l’ha perso per colpa del Principe. Il Milito ignoto di inizio stagione diventa uno sfocato ricordo.

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Julio Cesar

Maicon

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Lui e Ibra come i pistoleri dei film western. Chi spara più veloce? Esce vincitore dal primo faccia a faccia con Zlatan, che gli si palesa davanti a pochi metri dalla porta. Si tuffa bene su Boa, ma Rizzoli vede quel che non c’è. Poi il ciak sull’Ibra-rigore: roba degna di Sergio Leone.

Che voto volete assegnare a uno che si inventa un gol del genere in coda a un derby furibondo, come da tempo non si vedeva? Quel tiro all’incrocio verrà buono a Natale, per le cartoline d’auguri. E’ la rete che dà l’estrema unzione al Milan. E che rete, gente.

Non esce bene dal secondo gol di Ibra. Si ritrova solo contro lo svedese Samuel è fuori linea - ed abbocca al movimento dell’avversario. Non un peccato mortale, ma un peccato e come tale va registrato. Per il resto si batte con la solita foga.

Con quella faccia da «barrio» spaventa chiunque gli si pari davanti. Si può dire che Samuel sia l’unico di cui Ibra abbia timore fisico, forse memore di certi duelli alla Pinetina. Rizzoli gli perdona un fallaccio «criminogeno». Samuel il Muro, che fa rima con duro.

Va a folate. Quando gli gira, prende, va e crea grattacapi nell’altrui metà campo. A guardarlo viene un po’ da sorridere, piccoletto ed elettrico com’è, però sul campo si rende molto molto utile. Ha la tigna dei giorni migliori e «rompe» a più non posso.

Esterno destro di un 4-4-1-1 alla veneranda età di quasi 39 anni (ad agosto). Logico che paghi qualcosa in dinamismo e lucidità, quello è un ruolo che sfiancherebbe un toro. Alcuni errori di misura. Si arrangia con il mestiere e resiste fino all’ultimo. A suo modo eroico.

Vertice basso di un centrocampo a rombo. Schegge di «antico» Cambiasso. Ha la missione di tenere pulita la sua porzione di trequarti e il Milan per vie centrali non entra. Quasi gol di testa (o forse era gol, chi lo sa). Cambiasso non è ancora un sasso.

Per un tempo «guarineggia» e la cosa va intesa in senso buono. Si rivede il centrocampista che fu pilastro nel Porto. La foto è una palla sradicata dai piedi di Ibra. Dà tutto, forse troppo, e finisce per sentirsi male. Attimi di paura. Poi se ne va sulle sue gambe.

Largo a sinistra, con definite mansioni tattiche. E’ obbligato a soffocare la sua natura di trequartista, anche se ogni tanto non resiste e liscia la palla con la suola. Come è ovvio, la sua creatività non emerge, ma è una Strama-scelta che alla fine paga.

Sneijder c’era, c’è e per l’Inter sarebbe meglio che ci fosse ancora. Wes resta Wes, uno che sa interpretare più parti in commedia. Sneijder è un «Tom Tom» umano: da qualche parte ti porta sempre. Si candida al concorso del gol del secolo, ma Amelia gli dice no. (Cordoba s.v.)

Mezz’ora importante, giocata con l’intelligenza del giocatore maturo, tanto che viene da chiedersi perché non sia partito titolare. Quando Zanetti deciderà di farsi da parte, problemi ce ne saranno pochi: Obi è pronto a raccoglierne il testimone.

Un quarto d’ora più recupero. Si merita il voto col colpo di testa che vede Nesta colto sul fatto del «mani». Un piccolo però significativo segnale di vita dal pianeta Pazzini, che negli ultimi tempi è parso un po’ disabitato.

MILAN ABATE, ANCORA UN DERBY DA DIMENTICARE. ROBINHO NON

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5 l’allenatore Allegri

GRAFFIA MAI. NOCERINO OPACO h7 il migliore Ibrahimovic

Derby caotico, condizionato dalle folli decisioni di Rizzoli. L’analisi tattica però è elementare: basta uno scolastico 4-4-1-1 per inceppare i flussi di gioco del Milan. Il gioco va a singhiozzo. Rossoneri col solito modello unico: palla a Ibra e speriamo che qualcosa succeda. Si poteva fare di più.

Ci sono molti modi per perdere uno scudetto. Il Milan sceglie il più doloroso. Alla penultima, in un derby. Roba che resta nella memoria

Sbaglia due gol facili (eppure non siamo in Champions). Con la collaborazione di Julio Cesar trasforma il rigore in un film. Smorfie, avvertimenti, pistolettata: cinema puro. Capisce al volo il velo del «Boa» e s’infila in area per il bis. Ibra contro l’Inter che un giorno fu sua. Che kolossal.

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Come Cech sabato nella finale di FA Cup a Wembley: leva dalla porta la palla dell’incornata di Cambiasso. E’ gol o non è gol? Ah, saperlo. Per noi umani è impossibile stabilirlo, ci vorrebbe la tecnologia. Resta la valenza della parata. Esce per infortunio.

Gli toccano in sorte Alvarez e Nagatomo, due tipi così diseguali da assortirsi al meglio. Nella ripresa s’avvinghia a Milito, lo tira giù e provoca il rigore del 2-2. Divorato dai sensi di colpa, prova a rimediare, ma Lucio e Julio Cesar soffocano i suoi tentativi.

Neppure lui, il grande Nesta, ce la fa a tenere assieme la ballerina linea a quattro del Milan di ieri sera. In più ha sul groppone il rigore del 3-2: un «mani» forse involontario o forse no, perché il braccio è alto e scomposto. Meritava un addio migliore.

Paracadutato dagli eventi nel cuore di un derby pazzesco, per emotività e intensità. Yepes — che pure negli ultimi tempi un po’ ha giocato — non sembra avere testa e gamba per reggerne lo stress psicofisico. Per giunta si mangia un gol: di testa, la sua specialità.

Coinvolto nel pasticcio dell’1-0 interista. S’appisola nel dondolio della linea difensiva. Bonera alza un braccio, come faceva Franco Baresi il padre di tutti gli «sbracciatori», ma il guardalinee vede bene: no fuorigioco. Una caviglia lo tradisce dopo 20 minuti.

Passa più tempo a litigare che a costruire e/o a inserirsi. Forse non è tutta colpa sua. Forse è colpa di una partita che a un certo punto impazzisce come a volte capita con la maionese. Il «Noce» si perde nel vortice di tanti scontri al limite del codice penale.

Nella sera in cui Pirlo vince lo scudetto, è dura parlare di Van Bommel, del suo calcio moooolto ragionato, del suo passeggiare. Non che commetta grossi errori. Il fatto è che non ci togliamo dalla mente il Pirlo fresco campione d’Italia. Un insostenibile paragone.

Col diavolo in corpo, per via del risentimento accumulato in anni passati a rimuginare negli scantinati di Appiano. Rizzoli gli fa la grazia di non ammonirlo per un tentato «sneijdericidio». Via via si dà una calmata, però la rabbia toglie lucidità. (Cassano s.v.)

Com’è come non è, mette la faccia sui due gol milanisti. D’accordo, il primo è figlio di una gentile concessione «rizzoliana»: nessun fallo di Julio Cesar su Prince. Il secondo però nasce da una regale finta del ghanese. Non il miglior Boateng, ma neppure il peggiore.

In principio è il milanista che più problemi crea alla difesa dell’Inter. S’allarga, s’accentra, non dà molti riferimenti. Costringe Maicon a restare sulle sue. Sua la palla da cui nasce l’Ibra-bis. Il problema? Non graffia, non si vede davanti alla porta.

Povero ragazzo: sale in corsa sull’autobus di un derby che va a mille all’ora. E’ bravo a trovare in fretta il suo posto, a non farsi soffiare il sedile da certi marpioni dell’Inter. Vero, non chiude come dovrebbe su Maicon, quarto gol dell’Inter, ma ha l’attenuante dell’infortunio.

Sneijder prova a farlo fesso con una sassata da 45 metri, ma lui è bravo a recuperare la posizione. L’olandese lo piglia di mira, però Amelia non si fa ammaliare e sui tiri di Wes - non irresistibili, va detto - si fa trovare vivo e vegeto. Sui gol può fare poco.

TERNA ARBITRALE RIZZOLI 3 Come rovinare un bellissimo derby. S’inventa di sana pianta il rigore milanista, abbona ammonizioni per fallacci da codice penale. Confusione. Niccolai 6; Di Liberatore 6.


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SERIE A LE STATISTICHE DEL BIG-MATCH NUMERI E CURIOSITA’

Paziente e opportunista Così Milito batte Ibra L’argentino tocca solo 42 palloni contro i 70 dello svedese, ma indirizza la gara con la tripletta e con il gioco di sponda [2-FIRMA]ANDREA SCHIANCHI [/2-FIRMA] Il Principe contro Terminator. La furbizia e le movenze latine di Milito che ancheggia, si allarga, dribbla, si ingobbisce e, quando meno te lo aspetti, lo trovi davanti alla porta a castigarti. E poi la rabbia e la forza di Ibrahimovic, la sua energia e la sua personalità, lui che dopo un inizio balbettante si carica sulle spalle tutta la squadra e prova a trascinarla oltre le difficoltà. Una sfida nella sfida, quella tra i due centravanti. Una sfida che racconta anche due stili differenti, due modi opposti di interpretare il ruolo. Milito aiuta la manovra dell’Inter scattando in profondità, tagliando il campo con progressioni spacca-polmoni, proteggendo il pallone per far salire i compagni, beccandosi anche i calcioni degli avversari e sopportando con divina pazienza. Ibra è un’altra cosa: davanti alla porta, su assist di Robinho, fallisce la più facile delle occasioni (forse troppo facile per uno come lui...), poi nel secondo tempo regala un’azione magnifica, si allarga a beffare Maicon e Lucio e fulmina Julio Cesar per la rete del provvisorio vantaggio rossonero. Ibra è un centravanti che fa della potenza il suo punto di forza: mette il fisico davanti al nemico e sono pochi quelli che vanno a stuzzicarlo. E a questa strabordante energia unisce una tecnica da autentico campione.

ZLATAN IBRAHIMOVIC 30 ANNI MILAN

MILAN

57% PASSAGGI POSITIVI

MILAN

3

Che te ne fai del 57% di possesso palla se poi perdi il derby 4-2? Significa che non sei riuscito a concretizzare il lavoro fatto. Precisi i giocatori del Milan nella gestione del pallone, anche se risultano un po’ troppo lenti e macchinosi.

PALLONI RECUPERATI

MUNTARI

10

GOL REALIZZATI

2

Tanto lavoro a centrocampo, a tamponare, recuperare palloni e rilanciare l’azione rossonera. Muntari ha dato in questo modo il suo contributo.

PALLONI TOCCATI

42

POSSESSO PALLA

84%

la Sfida DIEGO MILITO 32 ANNI INTER

le cifre

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TIRI EFFETTUATI

3

PALLONI PERSI

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SNEIJDER

13

PALLONI PERSI

2

8

SPONDE

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Più che una partita di calcio, sembra la coreografia di un balletto. Guardate come si esibiscono Boateng e Cambiasso in questo passo di danza ANSA

lì, come un falchetto, a buttarlo dentro. Gol di opportunismo, gol da centravanti vero, da uomo abituato a frequentare le aree di rigore, dove la legge è più dura che in altri luoghi. Milito tocca in tutto 42 palloni e, a parte i 3 gol (che rappresentano comunque una grande impresa in un derby), dimostra di sapere che cosa significa la parola «sacrificio»: 6 sponde per gli inserimenti dei compagni, 1 assist, 2 lanci positivi, 3 falli subiti. Una prova di qualità e pure di quantità.

Pazienza I numeri del derby

Poco supportato Ibra, invece,

raccontano di un Milito che sa aspettare il momento giusto, non si dispera se i compagni non riescono a fargli pervenire un pallone buono, lui è lì che guarda in faccia gli avversari e sembra dire loro: «Attenti perché prima o poi vi punisco!». Poi eccolo, l’attimo giusto: il pallone che sbuca e lui è

tocca un maggior numero di palloni: 70. Ma, al contrario del solito, è meno disponibile al dialogo con i compagni: soltanto 2 sponde e 2 assist. La colpa, però, non è dello svedese che, tolti i primi 25 minuti, ha la capacità di prendere per mano la squadra: sono i suoi compagni a non inserirsi, a

L’attaccante del Milan si sbatte parecchio, ma i compagni non lo assecondano non buttarsi negli spazi, a non trovare i tempi giusti per i duetti. L’impressione è che, dietro di lui, ci sia il deserto. Gente come Muntari e Nocerino, che sarebbero deputati a cercare varchi nelle retroguardie avversarie, non si schiodano dalle loro posizioni. Robinho gioca parecchio, ma perde molti palloni (12) e cerca poco il dialogo con Ibra. Ovvio che, se le condizioni sono queste, il Milan vada in sofferenza. E altrettanto ovvio che un opportunista come Milito sappia approfittare di queste difficoltà. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sneijder ha spesso rischiato la giocata importante per lanciare i compagni, e ovviamente è andato incontro a qualche errore di troppo.

FALLI COMMESSI

BOATENG

5 Spesso esagerato negli interventi, a volte scoordinato, Boateng risulta il giocatore più falloso della partita: per fortuna del Milan entra nei due gol rossoneri.

FALLI SUBITI

MILITO

4 PALLONI TOCCATI

ROBINHO

85

Milito ha grande capacità di difendere il pallone: come conseguenza di questo stile ci sono i 4 falli subiti. E’ Robinho il giocatore che tocca più palloni nell’arco della gara. Fatto abbastanza strano: di solito è il regista.


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SERIE A 37a GIORNATA GLI ALTRI GIOCATORI A FINE PARTITA L’APPLAUSO DEI TIFOSI

La curva Sud

Infortuni ancora decisivi Abate: «Juve, è meritato» FABIANA DELLA VALLE MILANO

Un anno fa, il Milan festeggiava all’Olimpico il suo 18˚ scudetto. Sette maggio 2011: bastò un pari con la Roma. Un anno dopo è successo tutto in una sera, nella maniera più dolorosa: l’Inter ha vinto il secondo derby della stagione e la Juventus il tricolore. I giocatori sono rimasti immobili in campo, come se quell’ultimo schiaffo di Maicon li avesse risvegliati da un sogno. Dev’essere stato allora che qualcuno ha tirato via dalla Curva Sud lo striscione

Troppi infortuni In effetti il der-

ta: Bonera (stiramento polpaccio sinistro), Abbiati e Muntari costretti a uscire per un infortunio, De Sciglio k.o. ma obbligato a restare in campo. Tutto dopo che Antonini, Emanuelson e Ambrosini si erano arresi in settimana. Quest’anno i problemi fisici (soprattutto muscolari) sono stati l’handicap di Allegri: troppi giocatori assenti (e spesso tutti insieme) che hanno condizionato le scelte. Come Thiago Silva, che ha saltato l’ultimo mese e mezzo per aver giocato lo stesso, già infortunato. E resterà il rimpianto più grande del Milan.

by è stato lo specchio dell’anna-

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«Crediamoci». È quello che Allegri aveva ripetuto come un mantra ai suoi ragazzi in settimana. La Sud è rimasta ammutolita, poi ha applaudito i giocatori andati a salutare. Ignazio Abate era deluso come loro: «Questa partita è stato il ritratto della stagione. Dopo 20 minuti due infortuni muscolari...». Poi ha aggiunto: «Manderò un sms a Pirlo. Hanno meritato lo scudetto: non perdono da 37 partite... Il gol di Muntari? In un campionato ci sono tanti episodi dubbi, però alla fine complimenti a chi vince».

L’ironia prepartita dei tifosi milanisti verso i cugini punta dritto sulla classifica: «Vedervi a maggio è tornato un miraggio»,

con il diavolo che osserva l’altra curva con il binocolo, attorniato da punti interrogativi LAPRESSE

Super Ibra, un primato senza gioia Per lo svedese 35 gol, ma per il Milan zero titoli: «L’anno prossimo ci riprovo, il mio futuro è qui» FABIANA DELLA VALLE MARCO PASOTTO MILANO

Si è caricato la squadra sulle spalle fino all’ultimo respiro, ma non è bastato. I due gol di Zlatan Ibrahimovic non sono sufficienti per permettere al Milan di restare aggrappato ancora una settimana alla Juve. E non lo sono nemmeno gli altri ventisei dello svedese in campionato per bissare il titolo dell’anno scorso. La grande paura raccontata a Siena da Zlatan ora ha assunto contorni concreti: la migliore stagione della sua carriera non basta a garantire la vittoria di squadra. Se lo avessero detto a inizio stagione ci avremmo creduto a fatica. Ibra, con un’altra partita a disposizione che magari servirà a incrementare ulteriormente i numeri personali, chiude questo campionato in cima alla classifica marcatori. L’unico, nella storia della Serie A, a esserci riuscito con due maglie diverse. Ma sono primati senza gioia, così come quello che parla di ben 35 reti stagionali, con cui supera Shevchenko e si avvicina parecchio alle 38 di Nordahl (nel ’50-51), recordman assoluto. Ma rimangono reti ininfluenti. Il Milan resta a zero titoli, l’unica missione chiesta dalla proprietà e rispettata, è stata fare

Sul rigore Julio Cesar lo provoca, lui rimane impassibile, segna e risponde «Hai visto? Mi sembra sia dentro», ha detto al portiere brasiliano

clic ALLEGRI, 5 AVVERSARI PER 5 DERBY: STRAMA E RANIERI INDIGESTI Cinque derby per Allegri, cinque colleghi diversi sull’altra panchina. L’anno scorso gli andò benone contro Benitez e Leonardo (Inter battuta rispettivamente 1-0 e 3-0), e anche in estate contro Gasperini la Supercoppa gli ha sorriso (2-1). In campionato però c’è stata la svolta: k.o. prima contro Ranieri (0-1) e adesso contro Stramaccioni (2-4).

un passo in più in Champions League. Ma con la bacheca vuota, è una magra consolazione.

da parrebbe quella più verosimile. Poi, dopo la punzecchiatura, non contento, il portiere brasiliano tornando fra i pali gli ha fatto pure la linguaccia. Una scena di un certo livello. Comunque, non è servito a niente. Zlatan ha atteso la fine del siparietto immobile sul dischetto, senza ripensare alle provocazioni e senza ascoltare la cascata di fischi della curva Nord. Ha tirato un rigore perfetto, ha guardato la gradinata nerazzurra con aria di sfida e poi si è girato verso il portiere dell’Inter puntandogli il dito contro e sillabandogli: «Hai visto? Mi sembra sia dentro». La sfida al Meazza è proseguita anche dopo il secondo gol: Zlatan ha dribblato gli abbracci di tutti i compagni ed è corso a centrocampo, bloccandosi di colpo e guardando verso gli spalti. Per uno come lui, tutto carburante per testa e gambe, ma anche tutto inutile. A fine partita a Zlatan, come tutti i compagni, non resta che chiedersi i motivi per cui lo scudetto è sfuggito di mano. Una situazione che lo preoccupa, anche in chiave futura, ma i frequenti giuramenti di amore sembrano veri. Ibra pare deciso a restare, per rimettersi il Milan in spalla ancora una volta: «Ho un contratto con il Milan, il mio futuro è qui, ci riproverò l’anno prossimo»

Sotto la Nord A differenza di molte delle sue annate precedenti Zlatan non ha quasi mai mollato. Nel girone di ritorno ha reso esattamente come in quello di andata. Ventotto gol equamente divisi fra le due parti di campionato. Purtroppo sono venuti a mancare quelli dei compagni di reparto. La prova di Robinho di ieri sera ne è stata l’ennesima dimostrazione. Ecco perché Zlatan questo derby ha provato a vincerlo da solo. Il trattamento ruvido della San Siro interista ha avuto, come spesso succede, il risultato di aumentargli i giri nelle gambe e la voglia di spingere il Milan al successo come tante volte gli è capitato in due anni. Ha segnato sotto la Nord, la curva interista, come aveva già fatto un anno fa. Senza scomporsi, senza farsi innervosire. Sfida allo stadio Non ce l’ha fatta nemmeno Julio Cesar, che sul rigore pochi istanti prima del fischio di Rizzoli si è avvicinato a Zlatan e gli ha sussurrato qualcosa a un orecchio. Cosa? Non c’è certezza assoluta: le versioni più accreditate sono «se sei onesto lo butti fuori» (il riferimento è al rigore considerato inesistente) e «te lo paro oppure tiri fuori». La secon-

Zlatan Ibrahimovic, 30 anni, indica Julio Cesar dopo il rigore IMAGE SPORT

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Allegri: «Troppi errori pagati a caro prezzo» Il tecnico del Milan comunque orgoglioso: «La Juve ha fatto un’ottima annata, come la nostra, malgrado i tanti infortuni» ALESSANDRA BOCCI MILANO

Fine della storia, game over, come gli diranno se e quando andrà a giocare nel campionato americano. Come a Barcellona, Alessandro Nesta si vede fischiare un rigore che chiude una porta. Forse è stato il suo ultimo derby, forse no. Certo è stato l’ultimo derby per qualcuno dei suoi compagni e l’addio del Milan allo scudetto è arrivato nel modo peggiore, nel sabba dei vicini di casa irridenti e stravolti dalla gioia di togliere ogni speranza ai rivali di città. Non conta più nulla in questa serata spigolosa. Non contano le stelle più o meno attaccate alle maglie della Juve, non contano i veleni di tanti anni, le battaglie ai margini della giustizia sportiva. Conta cancellare i sogni del Milan, che per la verità si erano già dileguati, e restavano appesi a un filo fatto a pezzi da Milito. Il Milan chiude con un altro scontro diretto perso e la necessità di ricostruire, perché molti se ne andranno. Magari non Nesta, ma tanti altri sì. «Ma l’ossatura è buona, abbiamo dieci giocatori a scadenza di contratto, valuteremo con la società nei prossimi giorni, ma certo ci

«

Il verdetto del campo va accettato: l’anno prossimo lotteremo ancora

MASSIMILIANO ALLEGRI ALLENATORE MILAN

saranno degli inserimenti di giocatori adatti al Milan», dice Allegri, che cerca di mantenersi freddo, ma si capisce che dentro tutto brucia, e non solo per il famoso gol di Muntari che a questo punto non conta più. «Dobbiamo accettare il verdetto del campo, sennò rischiamo di diventare come il cane che si morde la coda. In questo derby come in tanti momenti dell’anno abbiamo fatto errori individuali che abbiamo pagato a caro prezzo. Credevo, all’inizio della stagione, che servissero molti punti in più rispetto all’anno scorso per

Massimiliano Allegri, 44 anni, seconda stagione alla guida del Milan ANSA

vincere il campionato, e così è stato. La Juve ha fatto una grande annata, noi non siamo da meno nonostante gli infortuni». Nessun gap Ci sarà Allegri, che

ha incassato più volte la fiducia della società, caldissima e totale quella dell’a.d. Galliani, meditata e razionalizzata quella della famiglia Berlusconi. Ma Allegri ha sempre tirato dritto davanti alle critiche. Ha creduto fino alla fine di poter bissare lo scudetto, operazione riuscita soltanto a Capello nell’era Berlusconi. Può consolarsi così: né Sacchi, né Ancelotti hanno vinto il campionato più di una volta, e nemmeno Zaccheroni che come lui vinse al primo colpo. Allegri avrà ancora la possibilità di provarci, anche se per ora sembra che voglia solo scappare da tutti, e magari tirare dei cazzotti contro il muro. «Abbiamo commesso molti errori pagati a caro prezzo. Sempre, non soltanto questa volta. Siamo passati dal possibile 3-2 nostro al rigore per loro, e poi se Maicon fa un gol così c’è poco da dire. Si è chiusa la stagione, ma dobbiamo giocare l’ultima partita nel migliore dei modi per arrivare a ottanta punti», insiste Allegri. «Prepareremo la stagione nuova per essere protagonisti, e di sicuro sarà così. Dove dobbiamo intervenire per migliorare? Credo che il gap con la Juve non esista. Sono due squadre di ottimo livello, la Champions influisce molto, sono curioso di vederli il prossimo anno». È l’ultima zampata, l’ultimo rivoletto di ironia di una mente stanca da battaglie dialettiche. Oggi, giorno di riposo a Livorno. Magari il mare di casa aiuterà Allegri a ricomporre le emozioni in tranquillità, come diceva il poeta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ANTICIPO / 1

Cerci, gol al Lecce I viola di Guerini sono fuori pericolo LECCE-FIORENTINA

0-1

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Cerci al 35’ p.t. LECCE (4-3-1-2) Benassi 6,5; Tomovic 6,5, Miglionico 5, Esposito 5, Brivio 6; Blasi 6, Giacomazzi 6, Delvecchio 5,5 (dal 18’ s.t. Giandonato 5,5); Bertolacci 6 (dal 31’ s.t. Ofere sv); Bojinov 5 (dal 1’ s.t. Seferovic 5), Di Michele 5. ALL. Cosmi 5,5. FIORENTINA (3-5-1-1) Boruc 6; Gamberini 6,5, Natali 6, Felipe 6 (dal 33’ s.t. Camporese sv); Cassani 5,5, Montolivo 6 (dall’11’ s.t. Lazzari 6), Behrami 6 (dal 28’ p.t. Marchionni 6), Kharja 6,5, Pasqual 6; Olivera 6,5; Cerci 7. ALL. Guerini 6,5. ARBITRO Brighi di Cesena 6,5. AMMONITI Cerci (F), Delvecchio (L), Marchionni (F), Seferovic (L), Esposito (L) e Miglionico (L) per gioco scorretto, Felipe (F) e Boruc (F) per c.n.r.

L’ANTICIPO / 2

Totti protagonista sbaglia un rigore e rimonta il Catania ROMA-CATANIA

2-2

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Totti (R) al 7’, Lodi (C) rig. al 13’, Marchese (C) al 22’, Totti (R) al 32’ s.t. ROMA (4-3-3) Lobont 7; Taddei 5,5, Kjaer 6, Heinze 5, Marquinho 6; Gago 5,5, De Rossi 6, Pjanic 5,5 (dal 42’ s.t. Simplicio sv); Borini 5 (dal 26’ s.t. Lamela 4,5), Totti 7, Osvaldo 5,5 (dal 20’s.t. Bojan 7). ALL. Luis Enrique 5,5. CATANIA (4-3-3) Carrizo 7; Motta 6, Legrottaglie 5,5, Bellusci 6, Marchese 6,5; Izco 6, Lodi 6, Almiron 5; Barrientos 7 (dal 38’ s.t. Seymour sv), Bergessio 5 (dal 36’ s.t. Catellani sv), Gomez 6,5. ALL. Montella 6,5. ARBITRO Peruzzo di Schio 4. AMMONITI Barrientos (C), Lodi (C), De Rossi (R), Heinze (R) e Taddei (R) per gioco scorretto, Pjanic (R) per proteste.


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Udinese, un punto alla Champions Il Genoa è a pezzi Espulsi Kucka e Palacio, irregolare il 2-0: caos Il 22o gol di Di Natale vale il 3o posto in solitudine UDINESE GENOA

2 0

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Di Natale al 30’ p.t.; Floro Flores al 21’ s.t. UDINESE (3-5-1-1) S. Handanovic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Pereyra (dal 28’ s.t. Fernandes), Pinzi (dal 10’ p.t. Pazienza), Asamoah, Pasquale; Fabbrini (dal 7’ s.t. Floro Flores); Di Natale. PANCHINA Padelli, Coda, Armero, Torje. ALLENATORE Guidolin. GENOA (4-5-1) S. Frey; M.Rossi, Carvalho, Granqvist (dal 9’ s.t. Sampirisi), Moretti; Mesto, Belluschi (dal 31’ s.t. Birsa), Kucka, Biondini (dal 39’ s.t. Alhassan), Jankovic; Palacio. PANCHINA Lupatelli, Sculli, Jorquera, Gilardino. ALLENATORE De Canio. ARBITRO Tagliavento di Terni. ESPULSI Kucka (G) al 28’ p.t. per doppia ammonizione, Palacio (G) al 38’ p.t. per proteste. AMMONITI Pereyra (U), Fabbrini (U) per gioco scorretto. NOTE paganti 4870, incasso 45033 euro. Abbonati 14.871, quota non comunicata. Tiri in porta 7-1. Tiri fuori 11-1. In fuorigioco 2-0. Angoli 7-1. Recuperi 3’ p.t., 2’ s.t.

DAL NOSTRO INVIATO

PIERFRANCESCO ARCHETTI UDINE

La cautela figlia del carattere friulano è giustificata, visti i risultati onesti che stanno facendo sembrare il finale della Serie A come quello di tanti tornei stranieri, nordici soprattutto. Però anche se nessuno regala (vende?) più niente, l’accorciamento dell’estate bianconera è molto vicino. Con il terzo posto ripreso ieri, il preliminare di Champions del 21 agosto potrebbe dare un taglio alle ferie, mentre il quarto posto manderebbe direttamente ai gruppi di Europa League, inizio il 19 settembre. Se sono già state prenotate delle vacanze senza rimborso, l’Udinese andrà a Catania svagata. Ma con un pari nell’ultima uscita, arriverà la seconda iscrizione consecutiva al playoff di Champions e il premio conseguente coprirà la disdetta della villeggiatura: nessuna moglie si opporrà. Francesco Guidolin usa uno slogan da titolo di film: «A un punto

dal paradiso». Con la terza vittoria consecutiva e la caduta del Napoli, può diventare un film già visto: «Piano, sarà la settimana più difficile». I motivi Più semplice è il 13o

successo interno: la chiave si trova in 10 minuti, dal 28’ al 38’ del primo tempo. Kucka, già ammonito, viene espulso per fallo su Fabbrini. Di Natale infila la punizione e il 22o urlo in campionato. Palacio fallisce il pari e poi nell’azione successiva fa partire un insulto: secondo l’arbitro Tagliavento, diretto a lui; secondo l’argentino, destinato al compagno Moretti. Morale: rosso anche per l’attaccante, che finisce infuriato la centesima gara con il Genoa. I rossoblù, 9 punti in trasferta su 57, passano da un 4-5-1 mimetico, con Kucka anche più avanzato a disturbare la partenza dell’azione (vedi primo giallo, inutile calcione a Pinzi), al 4-3-1 di pura sopravvivenza. Cioè, evitiamo il tracollo, gli infortuni e le ammonizioni (cambiato Granqvist, in diffida). Talvolta si vede an-

le Pagelle di P.F.A.

BRAVO BENATIA PEREYRA VALE LA RICONFERMA KUCKA, QUANTI ERRORI IN 28’ UDINESE 6,5 L’arbitro Tagliavento espelle Palacio al 38’ del primo tempo LAPRESSE

che un dignitoso 5-2-1, ma poco conta: l’Udinese aspetta e accelera solo quando sente il calo dei rivali, che si fanno il mazzo ma devono sgonfiarsi. Un corpulento tifoso annuncia alla tribuna il secondo gol del Bologna al Napoli, il popolo esulta e trasmette la gioia a Floro Flores, che raddoppia in quell’istante, in un’azione sporcata da un fuorigioco (ma

DE CANIO, BASTA 1 PUNTO 38ª

Giornata

GENOA 39

Palermo

LECCE

CHIEVO

36

In MAIUSCOLO le partite in trasferta GDS

Nonostante la sconfitta di Udine, al Genoa (che ha 3 punti più del Lecce) basterà conquistarne uno domenica contro il Palermo per salvarsi. I liguri sarebbero salvi anche nel caso in cui il Lecce non vincesse col Chievo a Verona. I salentini hanno solo una possibilità di salvarsi: battere il Chievo e sperare nel k.o. del Genoa, che andrebbe in B per una peggior differenza reti.

era regolare una rete non convalidata a Pazienza). Le conseguenze Anche al Ge-

noa serve un punto per l’obiettivo salvezza: contro il Palermo mancherà però il suo capocannoniere. Squadra e allenatore non parlano per protesta, filtra una versione: l’insulto sarebbe «cagon», Palacio e Moretti litigavano già da qualche minuto, l’arbitro era di spalle e non ha visto. Dalle immagini si nota Tagliavento che dice più volte «ce l’ha con me». Viene chiamato come testimone Guidolin, il quale secondo i genoani avrebbe avvallato la loro versione. La precisazione del tecnico: «Io ho confermato che i due avevano avuto una discussione davanti alla mia panchina, ma non so cosa sia successo 30 secondi dopo, in mezzo al campo, in una scena in cui Palacio era anche caduto per un presunto fallo. Non mi sostituisco alla terna». Dopo la rissa con la Lazio, un altro vespaio: mai che succeda qualcosa sull’altra fascia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DOPOGARA L’ATTACCANTE SEMINA DUBBI

Di Natale butta lì: «Futuro? L’Europeo e smetto del tutto»

convincerlo a continuare. Con i risultati di ieri (la vittoria dei bianconeri e il k.o. del Napoli a Bologna), l’Udinese ha il de-

DANILO 6 Sembra pronto su ogni spiffero, ma non arrivano ventate. DOMIZZI 6 Cerca gloria in avanti, imprecisione nei suggerimenti. BASTA 6 Dieci volte al cross, nel primo tempo però troppo sui rivali. Dopo manda in gol Floro Flores. PEREYRA 6,5 Il ragazzo si merita la riconferma: cinque inviti sottoporta, corsa e scambio di posizioni con Basta. FERNANDES 6 Sgranchisce le gambe nel finale. PINZI S.V. Messo al tappeto subito: trauma distorsivo al ginocchio sinistro, non pare grave. PAZIENZA 6 Prende la posizione di Pinzi: più lento ma lanci discreti. Gli annullano un gol che sembra regolare. ASAMOAH 6,5 Frey gli leva il gol che avrebbe dedicato al figlio «friulano» nato sabato. PASQUALE 6,5 Quattro volte al tiro, buon finale di stagione. FABBRINI 6 Suo il contropiede che costringe Kucka a fallo e rosso. FLORO FLORES 6,5 Quarto centro, da più sostanza all’attacco.

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IL MIGLIORE

7 DI NATALE

Una punizione d’autore, la seconda vincente in questo torneo. ALL. GUIDOLIN 7 Terza vittoria di fila, l’Udinese corre. ancora.

GENOA 5,5 S. FREY 6 Lento sull’1-0, sveglio però su Pasquale e Asamoah. Sul 2-0 Di Natale in fuorigioco lo inganna.

CARVALHO 6 La lotta in 9 è impari, però lui respinge spesso. GRANQVIST 6 Tiene finché viene cambiato al 54’: era diffidato. SAMPIRISI 5,5 Entra quando il Genoa non ce la fa più e paga. MORETTI 6 Esterno sinistro, diventa centrale: pure lui regge nell’emergenza.

MASSIMO MEROI UDINE

Volata Il terzo posto potrebbe

BENATIA 6 Rivali decimati, lui sempre in anticipo.

M.ROSSI 6 Prima a destra, poi a sinistra: un assist per Palacio.

Domizzi: «Al terzo posto non ho mai creduto. Ma ora il nostro destino dipende da noi...»

La solita pennellata d’autore, quella che può valere l’approdo al preliminare di Champions League, e poi una battuta che potrebbe trasformarsi in una doccia gelata per l’Udinese. «Faccio l’Europeo e poi smetto tutto». Dice proprio così Totò Di Natale ai microfoni di Sky. Ma sarà davvero così? Certo, con l’Udinese di nuovo al preliminare di Champions la tentazione di confrontarsi col massimo torneo europeo sarebbe forte per Di Natale, legato al club dei Pozzo fino al 2013. Ma non va trascurata la tentazione Dubai, dove lo vorrebbe l’amico Fabio Cannavaro: una soluzione ideale per le tasche e per giocare lontano da tensioni e stress fisici e psicologici che Totò evidenziò dopo la morte di Piermario Morosini: «Qui si gioca troppo».

S. HANDANOVIC 6 Una sola insidia. Imbattuto per tre gare intere.

MESTO 5,5 Patisce Pasquale anche quando il Genoa è in undici.

Antonio Di Natale, 34 anni PLP

stino nelle proprie mani. «Non è ancora fatta, battendo il Genoa abbiamo fatto un bel passo in avanti, ma a Catania sarà dura. Ci basta un punto, ma è un campo difficile, speriamo di fare bene». Gli altri L’incredulità era eviden-

te leggendo sullo schermo del Friuli gli aggiornamenti da Bologna dove il Napoli è caduto. E incredulità c’è anche nelle parole di Maurizio Domizzi: «Non ho mai pensato davvero al terzo posto. Ora dipende da noi, avendo due risultati su tre abbiamo più del 50% di possibilità». Benatia conferma: «Vedere il Napoli perdere a Bologna è stata una sorpresa. Ma non è finita, il Catania a Roma ha dimostrato il proprio valore». E ancora: «Qualche settimana fa ci davano per morti. In realtà avevamo tanti infortunati, appena rientrati abbiamo ripreso a fare il nostro gioco». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL MIGLIORE

6 BELLUSCHI

Non è il suo ruolo, però deve proteggere la difesa: 6 recuperi e tre intercetti, nessuno come lui (Birsa s.v.). KUCKA 4 In 28 minuti azzoppa Pinzi e stende Fabbrini: espulso giustamente. BIONDINI 6 Ripara tutto finché ha fiato, poi viene sopraffatto (Alhassan s.v.). JANKOVIC 6 Diventa l’unica punta in 9: quanti chilometri senza veder pallone. Allora tenta con una punizione sul portiere. PALACIO 5 Si parla solo del rosso, ma l’errore più grave è il gol fallito un minuto prima. ALL. DE CANIO 5 Molti avevano capito che Kucka non sarebbe arrivato alla fine. Non ha avuto il coraggio del cambio.

TERNA ARBITRALE: TAGLIAVENTO 5 Rosso a Palacio dubbio. Sbagliato concedere il 2-0 e annullare il 3-0 di Pazienza. Marzaloni 6; Copelli 5.


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SERIE A 37a GIORNATA BOLOGNA

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(3-4-1-2) Agliardi; Antonsson, Loria, Cherubin; Garics, Mudingayi, Perez (dal 38’ p.t. Taider), Morleo; Diamanti (dal 35’ s.t. Belfodil); Di Vaio, Acquafresca (dal 13’ s.t. Rubin). PANCHINA Stojanovic, Crespo, Sorensen, Casini.

NAPOLI

0

DELUSIONE E GIOIA

(3-5-2) De Sanctis; Cannavaro, Aronica, Britos (dal 18’ s.t. Dossena); Maggio (dal 9’ s.t. Lavezzi), Gargano, Inler (dal 22’ s.t. Dzemaili), Hamsik, Zuniga; Pandev, Cavani.

Mazzarri senza scuse «Demoralizzati dal 2-0» Di Vaio, che emozione «Commosso dai tifosi»

PANCHINA Colombo, Grava, Fideleff, Vargas. ALLENATORE Mazzarri.

ALLENATORE Pioli. GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI: Diamanti (B) al 17’ p.t.; Rubin (B) al 19’ s.t. ARBITRO Bergonzi di Genova.

ESPULSI Dzemaili (N) e Morleo (B) al 45’ s.t. per comportamento non regolamentare. AMMONITI Loria (B), Cherubin (B), Cannavaro (N), Aronica (N), Britos (N), Gargano (N), Cavani (N) e Dzemaili (N) per gioco scorretto; Rubin (B) per c.n.r. NOTE spettatori 26.647 (13.255 paganti)

per un incasso complessivo di 423.698. Tiri in porta: 6-9. Tiri fuori: 4-9. In fuorigioco: 3-3. Angoli: 3-4, Recuperi: primo tempo 1’; secondo tempo 4’.

Alessandro Diamanti, 29 anni, segna il gol dell’1-0, per lui è il settimo in campionato ANSA

Dal sogno all’incubo Patatrac del Napoli Cavani e Hamsik sbagliano troppo, poi crollano tutti Il bel Bologna di Pioli alla terza vittoria consecutiva DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CALAMAI BOLOGNA

Diecimila tifosi in silenzio. Il viaggio della speranza che si trasforma in un incubo. Altro che preliminari di Champions. Il Napoli perde la partita e, forse, anche la possibilità di riprendersi le sue notti magiche. La classifica, a 90 minuti dal termine, non regala grandi margini alla squadra di Mazzarri: all’Udinese basterà conquistare un punto e anche la Lazio ora è davanti. Servirebbe un miracolo. Il 2-0 del Bologna ci sta tutto. Nel giorno dell’addio a Di Vaio, che ha scelto di chiudere la carriera a Montreal, gli applausi più convinti li conquista Pioli. Se avesse un cognome più esotico e lavorasse nella Liga o in Premier sarebbe nel mirino dei nostri grandi club. Speriamo che ora qualcuno si accorga della sua impresa. Questo Bologna ha centrato il terzo successo di fila in campionato (per la prima volta in questa stagione); domenica può eguagliare o addirittura superare il record di punti conquistati in A da quando sono stati introdotti i 3 punti a vittoria e comunque vada l’ultima gara si piazzerà tra le prime dieci, risultato mai ottenuto da quando i rossoblù sono tornati nel calcio che conta. Tre indizi che fanno una prova: Pioli è pronto per il salto di qualità. Deludono i tenori E il Napoli? Che è una giornata iellata i partenopei lo capiscono subito. Agliardi schizza come una molla per deviare una conclusione a botta sicura di Hamsik e tre minuti dopo un siluro dalla distanza di Cannavaro centra in pieno la traversa. Invece al primo tiro in porta (17’) il Bologna va a segno. Discesa di Morleo, tocco di Acquafresca e sinistro implacabile di Diamanti. Dimenticato da Inler. La squadra di Mazzarri, però, non si disunisce. E il primo tempo si trasforma in un tiro a segno. Agliardi, portiere di riserva del Bologna, diventa l’eroe della partita ipnotizzando in un paio di occasioni Cavani ed evitando (con l’aiuto della traversa) un tentativo di autorete di Garics. La verità è che nel momento chiave del campionato i tenori di De Laurentis steccano in maniera clamorosa. El Matador farà fatica a cancellare dalla mente le occasioni da gol bruciate, Hamsik dopo l’occasione inizia-

le naviga senza lampi sulla linea di centrocampo e Lavezzi, il terzo tenore, per quasi un’ora resta in panchina. Anche alcune scelte di Mazzarri non convincono. Il tecnico ripropone ancora una volta il modulo, il 3-5-2, che gli ha permesso di recuperare tante posizioni in classifica ma perché spostare per la prima volta Cannavaro a destra alterando gli equilibri di una difesa che non è mai stata un esempio di solidità? E perché non restituire una maglia da titolare a Lavezzi?

Marco Di Vaio, 35 anni, dà l’addio a Bologna ANSA

le Pagelle

di L. CAL.

AGLIARDI COME L’UOMO RAGNO UNA GIORNATACCIA PER INLER BOLOGNA 7 IL MIGLIORE h 7,5 AGLIARDI In versione Uomo Ragno. Compie due miracoli sulla girata iniziale di Hamsik e sul clamoroso tentativo di autorete di Garics.

NAPOLI 4,5 DE SANCTIS 6 Evita la goleada deviando in volo un siluro di Rubin. CANNAVARO 5,5 Parte bene centrando la traversa. Poi, va in tilt insieme a tutta la difesa. ARONICA 5 Sempre in affanno.

ANTONSSON 6 Ruvido e prezioso.

BRITOS 5 Soffre le accelerazioni degli attaccanti del Bologna.

LORIA 6 Un muro sul quale rimbalzano le punte del Napoli.

DOSSENA 6 Regala un po’ di freschezza sulla fascia sinistra.

CHERUBIN 6,5 Dalla sua parte non si sfonda.

MAGGIO 5,5 Sembra avere poca benzina nelle gambe.

GARICS 5,5 E’ l’unico a non convincere tra i rossoblù.

LAVEZZI 5 Un’ora a consumarsi in panchina. Ma quando entra combina poco o niente.

MUDINGAYI 7 Sembra avere la calamita nei piedi. Recupera decine di palloni alzando una diga insuperabile davanti alla difesa.

GARGANO 5,5 Almeno si batte. Il problema è che la sua partita è solo quantità.

PEREZ 6 Chiede il cambio ma conferma di essere un buon organizzatore di gioco.

INLER 4,5 Ha responsabilità su entrambi i gol del Bologna. Giornataccia.

TAIDER 6,5 Fa male al Napoli con un paio di verticalizzazioni. Perde lucidità negli ultimi venti metri.

DZEMAILI 4 Protagonista della rissa finale. Per lui un meritato cartellino rosso.

MORLEO 6,5 Padrone della corsia di sinistra. Mezzo voto in meno per il cartellino rosso nella rissa finale.

HAMSIK 5 Ha la palla buona dopo tre minuti ma Agliardi leva di porta la sua girata. Un lampo poi il buio.

DIAMANTI 7 Sblocca il risultato. Potrebbe essere la scommessa di Prandelli dell’ultima ora.

ZUNIGA 6 Una sufficienza stiracchiata ma almeno è l’unico che resta sempre attaccato in partita.

BELFODIL 6 Pochi minuti ma con grande grinta. ACQUAFRESCA 6 Non è un uomo da contropiede. Però porta il suo mattoncino alla causa rossoblù. RUBIN 7,5 Pioli lo inventa mezzala e lui lo ricompensa con un gran gol e colpi geniali. Una scoperta. DI VAIO 6,5 Suo l’assist per Rubin. Il Bologna perde un leader oltre che un grande bomber. All. PIOLI 7,5 Ha inventato questo Bologna da spettacolo.

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IL MIGLIORE

6 PANDEV

Un inizio promettente. Tra gli attaccanti è il più vivo. CAVANI 4,5 Nel primo tempo si mangia tre comode occasioni da gol. Nella ripresa si fa tradire dai nervi e non calcia più in porta. ALL. MAZZARRI 5 Non ha certo responsabilità sulle reti sbagliate dai suoi allievi ma non convincono alcune sue mosse.

TERNA ARBITRALE: BERGONZI 6 Non ammonisce Zuniga nella rissa, pilota bene una gara elettrica. Barbirati 6; Maggiani 6

Napoli grigio Il Bologna chiude

la sfida al 19’ del secondo tempo quando Di Vaio si traveste da uomo assist liberando in area di rigore il nuovo entrato Rubin. Controllo perfetto e sinistro imparabile. Stavolta il «pugno» lascia il Napoli k.o. Mazzarri le prova tutte cambiando uomini e moduli ma la squadra sembra vuota di idee e di energie. La lunga rincorsa in classifica ha lasciato il segno nel momento decisivo. De Laurentiis dovrà trarre insegnamento da questa stagione piena di grandi emozioni (le notti di Champions) ma anche di improvvisi black-out. Il Napoli ha bisogno di una rosa più ricca e di qualche «tenore» anche a centrocampo e in difesa. Gli ultimi minuti sono tutti per Di Vaio, alla ricerca del gol dell’addio. Ma la ciliegina sulla torta non arriva per il palo che ribatte un suo destro a colpo sicuro: poi l’ovazione finale dei tifosi rossoblù e le lacrime del bomber, che ha già la valigia pronta per trasferirsi nel calcio americano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

BOLOGNA Il tradimento s’è consumato nella domenica più importante, quella in cui sarebbero dovuti essere determinanti i talenti, i vari Cavani, Hamsik, Inler, Pandev. Ma proprio loro hanno gettato nello sconforto i 10.000 tifosi venuti fin quassù, convinti che il Napoli avrebbe regalato la Champions. Invece, le ambizioni di terzo posto restano legate a una flebile speranza. «Spero che il Catania giochi contro l’Udinese come ha fatto il Bologna. Noi proveremo a battere il Siena. Poi, si vedrà, perché c’è anche la Lazio in gioco anche se dovrà vedersela con l’Inter. La sconfitta? Sul 2-0 ci siamo demoralizzati del tutto e non abbiamo più cercato l’episodio che avrebbe potuto rimetterci in partita» ha detto Walter Mazzarri (nella foto ANSA), deluso dalla prestazione di chi, invece, avrebbe dovuto fare la differenza. Il tecnico ha parlato anche di Lavezzi e di quello che potrebbe essere il suo futuro: «Nelle questioni di mercato c’entro poco: che io sappia la società ha intenzione di tenerlo anche per la prossima stagione, ma poi ci sono clausole, procuratori e comunque sono questioni di cui si occupano i dirigenti. Io parlo spesso con lui e vi assicuro che siamo tutti concentrati al 100% sul finale di stagione». LA FESTA Marco Di Vaio ha

giocato la sua ultima partita interna col Bologna. Suggestivi i festeggiamenti dei tifosi: «Un momento commovente. Mi sono emozionato tantissimo come mai in vita mia. Sono stati tutti grandi, non ringrazierò mai abbastanza tutti quelli che hanno partecipato» ha detto l’attaccante che ha colpito un palo. Mimmo Malfitano


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

SERIE A 37a GIORNATA

La Lazio ritrova Klose e vittoria Kozak e Cana segnano, il tedesco c’è: il 3o posto resta possibile. All’Atalanta manca un rigore DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CIERI BERGAMO

Klose, basta la parola. Anzi, la presenza. In panchina, per giunta, con puntatina in campo solo nella mezzora finale. La Lazio ha riabbracciato il suo totem e, come d’incanto, sono tornati la vittoria (che mancava da un mese), i tre punti in trasferta (assenti dal derby di due mesi fa) e un successo lontano dall’Olimpico atteso addirittura da 100 giorni. Forse è troppo tardi per agguantare quella Champions che la banda di Reja rischia di veder sfumare sul filo di lana, proprio come dodici mesi fa. Ma intanto i biancocelesti hanno eguagliato il record di vittorie esterne (8, come le Lazio di Eriksson, Mancini e Delio Rossi), hanno messo al sicuro l’Europa League e possono continuare a sperare fino all’ultimo. Sarà Champions se domenica batteranno l’Inter e l’Udinese perderà a Catania. Ogni altra combinazione li vedrà fuori dalla Champions. Sazia e penalizzata Reja e i suoi ragazzi sognano di festeggiare tra sette giorni all’Olimpico, la Colantuono band lo ha fatto ieri insieme alla sua gente prima e dopo l’ultima uscita interna

Il raddoppio della Lazio sull’Atalanta, firmato da Lorik Cana, 28 anni LIVERANI

ATALANTA

0

LAZIO

2

(4-4-1-1) Frezzolini; Bellini, Stendardo, Manfredini, Peluso; Schelotto (dal 35’ s.t. Carrozza), Cigarini, Carmona (dal 6’ s.t. Minotti), Bonaventura (dal 21’ s.t. Gabbiadini); Moralez; Denis. ALLENATORE Colantuono. PANCHINA Polito, Lucchini, Cazzola, Raimondi.

(4-2-3-1) Bizzarri; Konko, Diakite, Scaloni, Garrido (dal 20’ p.t. Zauri); Gonzalez, Cana; Candreva, Mauri, Lulic (dal 45’ s.t. Onazi); Kozak (dal 21’ s.t. Klose). ALLENATORE Reja. PANCHINA Berardi, Sbraga, Zampa, Makinwa.

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 0-1

ESPULSI Stendardo (A) al 36’ s.t. per comportamento non regolamentare.

MARCATORI Kozak al 35’ p.t.; Cana al 45’ s.t.

AMMONITI Candreva (L), Gonzalez (L), Minotti (A), Manfredini (A) e Carrozza (A), tutti per gioco scorretto.

ARBITRO Rocchi di Firenze.

NOTE paganti 6.635, incasso 63.658 euro; abbonati 9.658, quota 144.456,43 euro. Angoli: 6-4. Tiri in porta: 4-6 (una traversa). Tiri fuori: 3-2. In fuorigioco: 0-1. Recuperi: p.t. 2’; s.t. 4’.

stagionale. Nonostante un risultato negativo che nulla toglie alla straordinaria impresa compiuta dai nerazzurri, partiti da meno 6 e capaci di salvarsi con tre giornate di anticipo. Contro una Lazio più motivata la formazione di casa alla lunga ha pagato dazio. Atteggiamento comprensibile dopo una stagione tutta in salita e senza un attimo di tregua. Ma l’Atalanta non è stata neppure fortunata, perché nella prima mezzora è stata più viva della Lazio e solo una svista di Rocchi le ha impedito di passare in vantaggio: il contatto Diakite-Denis al 18’ era infatti da rigore. Rimpianti e certezze Passato il primo terzo di gara, però, i nerazzurri si sono spenti. E, come sempre quando il ritmo diventa più umano, la Lazio è salita in cattedra. Gonzalez e Cana hanno preso il controllo del centrocampo sottraendolo ai dirimpettai Carmona e Cigarini, sulle fasce Lulic e Candreva hanno alzato il ritmo a scapito di Schelotto e Bonaventura e i biancocelesti hanno cominciato a produrre occasioni. L’avvisaglia del gol è arrivata dalla traversa colpita da Gonzalez, a sbloccare il risultato ci ha invece pensato il redivivo Kozak, con la determinante collaborazione di Manfredini. Una volta passata in vantaggio la banda di Reja si è ritrovata nella situazione tattica per lei ideale: controllo del gioco e ripartenze. Il suo unico torto è stato quello di mettere al sicuro il risultato solo allo scadere, con una perla dalla distanza di Cana. Il raddoppio è arrivato quando in campo c’era anche Klose. La sua presenza carismatica è bastata da sola a rimettere in pista la Lazio. Forse, quando è ormai tardi. O forse no.

le Pagelle

di S. CIE.

CHE SFORTUNA PER MANFREDINI KOZAK FA REPARTO DA SOLO ATALANTA 5,5 FREZZOLINI 6 Tradito da Manfredini sull’1-0, imparabile il raddoppio di Cana. BELLINI 6 Gli tocca un Lulic in palla. Limita i danni. STENDARDO 5 Bella prestazione fino allo sciocco applauso a Rocchi che gli costa il rosso. MANFREDINI 5,5 Sfortunato, ma non impeccabile sul gol di Kozak. PELUSO 5 Svirgola clamorosamente la palla che Kozak trasforma nell’1-0 con la collaborazione di Manfredini. SCHELOTTO 5,5 Molto bene nei primi venti minuti, poi finisce la benzina. (Carrozza s.v.) CIGARINI 6 Prova a tenere su la baracca fino alla fine. CARMONA 5,5 Buon ritmo all’inizio, poi va fuori giri. MINOTTI 5,5 Ci si mette di buzzo buono, ma quanti falli. BONAVENTURA 6 Uno dei pochi a non perdere la bussola. GABBIADINI 6 Entra quando la gara è già indirizzata. Prova a cambiarla, presto si adegua. MORALEZ 5,5 Si fa vivo solo sui calci piazzati.

h

IL MIGLIORE 6,5 DENIS

Vorrebbe regalare un altro gol al suo pubblico. Ci prova fino alla fine. ALL. COLANTUONO 6 Lui non molla mai, la squadra vorrebbe seguirlo, ma dopo un anno così è lecito concedersi una pausa.

LAZIO 6,5 BIZZARRI 6 Pochi pericoli, attento sulle uscite. KONKO 6,5 Bene a destra, meglio a sinistra, dove spegne Schelotto. DIAKITE 6 Rischia il rigore su Denis, poi però si riscatta. SCALONI 6 Esperienza e mestiere al servizio della causa. GARRIDO 5,5 Schelotto prima lo fa soffrire, poi lo mette fuori causa con una zuccata involontaria. ZAURI 6 Ordinaria amministrazione, senza sbagliare. GONZALEZ 6,5 Tanta sostanza in mediana, la traversa gli nega il gol.

h

IL MIGLIORE

7 CANA

La sontuosa realizzazione allo scadere è il suggello a una gara maiuscola a tutto campo. CANDREVA 6,5 Accelerazioni devastanti, poca resistenza nei contrasti. MAURI 5,5 Qualche spunto in mezzo ad assenze prolungate. LULIC 6,5 Ritorno preziosissimo. Il suo cambio di passo manda in crisi l’Atalanta. (Onazi s.v.) KOZAK 7 Sblocca il risultato, fa reparto da solo e una volta tanto riesce a chiudere senza ammonizioni. KLOSE 6 Mezzora finale per spaventare gli avversari con la sola presenza. ALL. REJA 6,5 Gli basta recuperare un paio di pedine a mezzo servizio per far tornare a correre la squadra.

TERNA ARBITRALE: ROCCHI 5 Manca il rigore su Denis e qualche giallo nel primo tempo. Petrella 6; De Luca 5,5.

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DOPO PARTITA COLANTUONO: «UN RIGORE PER NOI»

E Reja non molla «Gasperini? Voglio allenare ancora» DAL NOSTRO INVIATO

DAVIDE STOPPINI BERGAMO

Non ci credeva più neppure il d.s. Igli Tare, che prima della gara parlava della Champions al passato: «Ora è tutto più difficile, pensiamo a onorare il campionato». Altro che: il terzo posto è di nuovo un obiettivo, aspettando favori da Catania. Come un anno fa è duello all’ultimo tuffo con l’Udinese. «Speriamo stavolta di essere più fortunati» dice Edy Reja. Anche Lotito k.o. Dopo quella a

Gasperini, forse servirebbe una telefonata pure a Montella. «Gasperini è un mio grande amico, oltre che un ottimo allenatore, ma non l’ho mai chiamato — l’ovvia smentita di Reja —. Sto bene con questo gruppo, siete voi che volete farmi fuori. Anche a Napoli dicevano che sarei andato via, poi sono rimasto 5 anni. Vorrei allenare ancora, se non sarà possibile pazienza. Deciderò con Lotito». Magari col terzo posto in tasca: «Spero in un Olimpico pieno con l’Inter. Meritiamo la Champions, se non fosse stato per i troppi infortuni...». Quarantuno stagionali. Anzi, 42: ieri si è fatto male pure... Lotito, guaio muscolare a Salerno nella festa per la promozione. Questo almeno non è un problema per Reja, che anzi lancia un paio di frecciate all’Udinese: «Il ricorso per il 2-0? Tecnicamente

Taccuino ROMA

Baldini, no a offerta dei russi dello Zenit ROMA In attesa del Cda previsto per il 15 maggio, ieri vertice tra l’a.d. Pannes e il nuovo direttore commerciale Winterling. Allo studio nuove strategie per incrementare il fatturato, alla luce di un bilancio che dovrebbe chiudere con un passivo di circa 55 milioni. Offerta per Baldini dalla Zenit, ma lui vuole restare.

FIORENTINA

Jovetic in Germania: controllo al menisco

Il tecnico Edy Reja, 66 anni ANSA

sarebbe una gara da ripetere, ma chissà se qualcuno (l’arbitro Bergonzi, ndr) ammetterà mai l’errore, anche perché non ci sono testimonianze a nostro favore. Piuttosto, sulla non contemporaneità della gara di Udine con quella di Lecce, dico che non è giusto. I match delle ultime 4 giornate vanno giocati allo stesso orario». Pellegrinaggi E certo che un vantaggio per la Lazio è stato anche aver affrontato un’Atalanta già salva. «Non c’è rammarico per la sconfitta, anche se avremmo voluto far meglio — dice il tecnico Stefano Colantuono —. Comunque c’era un rigore netto per noi, avrebbe cambiato la gara. Ma il nostro è stato un campionato fantastico, che si era già chiuso alla 35a giornata, con la salvezza matematica. Il pellegrinaggio promesso? Presto andrò». © RIPRODUZIONE RISERVATA

FIRENZE (a.g.) Ancora Augsburg, di nuovo la clinica del dottor Boenisch, sempre lo stesso ginocchio: oggi Jovetic volerà in Germania per un consulto. Stavolta sotto osservazione c'è la situazione del menisco: il timore è che possa trattarsi di uno schiacciamento. Dall' esito del consulto dipenderà la disponibilità di Jo-Jo per il Cagliari.

ASSEMBLEA

Aic, oggi Tommasi verrà riconfermato Oggi all’hotel The Westin Palace di Milan, dalle 13.30, si terrà l’annuale assemblea dell’Associazione italiana calciatori. Verranno rinnovate le cariche per il quadriennio 2012-16: scontata la conferma del presidente Damiano Tommasi.

DOPPIO APPUNTAMENTO

Lega tra governance e paracadute Giornata intensa in Lega di A: alle 12 consiglio, alle 15 assemblea. Nella prima riunione si farà il punto sul lavoro delle commissioni della governance e della ripartizione dei proventi tv del triennio 2012-15. In assemblea si discuterà la richiesta d’incremento del paracadute avanzata da 8 club.


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La magia di Sebastian Giovinco, 25, a Siena nel disegno di RINALDI: il suo gol ha aperto la strada al successo degli emiliani

Giovinco da Nazionale Parma, 6 da record A Siena magia del fantasista da 25 metri. Primato di vittorie di fila per gli emiliani, a segno pure Floccari SIENA

0

PARMA

2

SIENA (4-4-2) Pegolo 5,5; Vitiello 5,5, Terzi 6,5 (il migliore), Contini 5, Del Grosso 6; Sestu 5,5 (dal 10’ s.t. Mannini 5,5), Vergassola 6 (dal 24’ s.t. Bogdani 5), Gazzi 5,5, Grossi 5 (dal 24’ s.t. D’Agostino 6), Brienza 6, Destro 5,5.

PARMA (3-5-2) Pavarini 6; Zaccardo 6,5, Paletta 6, Lucarelli 6; Jonathan 6 (dal 41’ s.t. Morrone s.v.), Valiani 6 (dal 10’ s.t. Biabiany 6,5), Musacci 6 (dal 32’ s.t. Pereira s.v.), Galloppa 6, Gobbi 6; Giovinco 6, Floccari 7 (il migliore).

PANCHINA Brkic, Rossi, Bolzoni, Larrondo.

PANCHINA Gallinetta, Feltscher, Palladino, Marques.

ALLENATORE Sannino 5,5.

ALLENATORE Donadoni 8.

GIUDIZIO 777

ESPULSI nessuno.

PRIMO TEMPO 0-0

AMMONITI Terzi (S) e Contini (S) per gioco scorretto.

MARCATORI Giovinco al 22’, Floccari al 47’ del s.t. ARBITRO Baratta di Salerno 6,5.

NOTE paganti 1.021 per un incasso di 11.500 euro, Abbonati 7.623 per una quota di 68.781 euro. Tiri in porta 0-2. Tiri fuori 3-5. Angoli 3-8, In fuorigioco 6-3. Recupero: p.t. 2’, s.t. 3’.

DAL NOSTRO INVIATO

GAETANO IMPARATO SIENA

Giovinco, 25 anni ANSA

Un gol stupendo di Sebastian Giovinco e la risalita in classifica firmata dall’ex c.t. Donadoni: i 90’ di Siena-Parma contengono due «capolavori». Perle incastonate in una gara che, classifica alla mano, era da catalogare tra le sfide con «nulla da pretendere». Alla fine permette al Parma di balzare al settimo posto, agganciare la Roma, regalarsi la sesta vittoria di fila.

co in versione... Europeo, da Nazionale per acclamazione. Nel primo tempo entra poco nel vivo del gioco (solo una punizione che sfiora l’incrocio). Nella ripresa, invece, s’inventa la giocata che fa stropicciare gli occhi e cambiare corso alla gara. Gazzi gestisce male un pallone, lui se ne appropria, l’aggiusta sul destro e di controbalzo, da 25 metri, lo spedisce nell’incrocio dei pali. Bellissimo e utilissimo: quinto centro nelle 6 vittorie consecutive (record per i gialloblù). Rete che arriva un attimo dopo la sua incursione in area che Terzi smorza in scivolata, facendolo cadere chiedendo un penalty. Altra genialata il raddoppio di Floccari: s’inserisce nello sciagurato retropassaggio di Contini verso Pegolo e, davanti al portiere, lo salta piazzando in rete a porta vuota e a gara finita. na s’accende l’estro di Giovinco il Parma vince e la gara si ravviva. I numeri parlano chiaro: due soli veri tiri in porta, quelli del gol, mentre per il Siena mai un fendente nello specchio. Il primo angolo senese solo al 35 s.t. Sterilità d’attacco figlia della stanchezza, della salvezza acquisita e degli addii imminenti. Destro punge poco, sbatte spesso su Zaccardo, e per attendere un sussulto che somiglia a un’azione gol senese si deve attendere una rasoiata di D’Agostino (43’ s.t.) con palla poco distante dal palo. Sannino vira sul 3-4-1-2 e inserisce Bogdani, ma il pivot non struscia palla. Tentar non nuoce Donadoni si

Eurogol La differenza fra sene-

becca gli applausi, meritati. Buon Parma (Galloppa lotta, Jonathan e poi Biabiany hanno la meglio sui lati), fa la gara e ne esce senza lividi. Europa League un sogno? Battendo il Bologna, superando la Roma, vincendo la settima di fila, aspettando la fine di Calciopoli... Chissà...

si ed emiliani la fa un Giovin-

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rigori, triplo Miccoli, fair play. E 4-4 Acerbi del Chievo segnala all’arbitro un angolo per il Palermo. E da lì nasce il pari di Silvestre 4 4

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 2-2 MARCATORI Miccoli (P) su rigore al 10’ e al 19’, Pellissier (C) su rigore al 28’, Uribe (C) al 30’ p.t.; Luciano (C) al 1’, Pellissier (C) al 27’, Miccoli al 40’, Silvestre (P) al 44’ s.t. PALERMO (4-3-1-2) Viviano 5; Pisano 5, Silvestre 5, Milanovic 5, Mantovani 5; Migliaccio 6,5, Donati 5,5, Bertolo 5,5 (dal 14’ s.t. Balzaretti 6); Zahavi 5 (dal 20’ s.t. Vazquez 5,5); Budan 5 (dal 14’ s.t. Hernandez 5,5), Miccoli 8 (il migliore). PANCHINA Brichetto, Munoz, Bacinovic, Mehmeti. ALLENATORE Mutti 6. CHIEVO (4-3-1-2) Sorrentino 6; Frey 5,5, Cesar 5, Acerbi 5,5, Jokic 5; Vacek 6 (dal 30’ s.t Paloschi 5,5), Rigoni 5,5, Hetemaj 5 (dal 1’ s.t. Luciano 6,5); Cruzado 5,5; Uribe 6,5 (dal 18’ s.t. Sardo 5,5), Pellissier 7 (il migliore). PANCHINA Puggioni, Morero, Bradley, Sammarco ALLENATORE Di Carlo 6. ARBITRO Gervasoni di Mantova 4,5. ESPULSI nessuno. AMMONITI Milanovic (P), Donati (P), Migliaccio (P), Hetemaj (C) per gioco scorretto; Silvestre (P) per comportamento non regolamentare. NOTE: Spettatori paganti 10.104, incasso 29.624 euro; abbonati 12.513 quota 187.950 euro. Tiri in porta 9-8. Tiri fuori 9-7. In fuorigioco 3-4 . Angoli 8-3. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 5’. Osservato un minuto di silenzio per Luigi Pecoraro, allenatore delle giovanili del Palermo scomparso nei giorni scorsi

fuorigioco (anche se minimo), giusto per citare i più marchiani.

DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CARUSO PALERMO

I gol Avvia la girandola Miccoli

Avete presente una partita di calcetto? Otto gol, una traversa, due rigori, una tripletta. Va avanti il Palermo di due, poi si scatena il Chievo che ne fa quattro con la cortese partecipazione di Silvestre. Infine ci pensano Miccoli che completa il tris dei saluti e lo stesso Silvestre per un (molto) parziale riscatto. Con un campionato ormai alle spalle, le contendenti possono solo puntellare la classifica, teoricamente dovrebbe avere più motivazioni il Palermo che si accommiata dal suo pubblico dopo la peggiore stagione dal ritorno in A. Ma l’unico a uscire a testa alta è il solito Miccoli, capitano che non conosce resa. La seconda tripletta stagionale è il regalo finale consegnato alla Curva dove si reca a fine partita insieme a Migliaccio e Balzaretti, guarda caso i tre in odore di partenza, oltre a Mutti non confermato. Nuovo record negativo per la squadra di Di Carlo, senza vittorie da sei turni (l’ultimo successo il 3 a 2 sul Catania, il 6 aprile) che per la terza volta in questo campionato becca quattro gol, ma almeno in questo caso senza perdere. Il Palermo ha fatto peggio: quat-

Fabrizio Miccoli, 32 anni, ieri ha messo a segno il secondo tris della stagione, dopo quello contro l’Inter LAPRESSE

tro volte ha subito il poker di reti (due sconfitte e due pareggi). La scena più bella del pomeriggio è il fair play di Acerbi che a un minuto dal 90’ segnala all’arbitro di aver toccato la palla e che quindi hanno ragione i rosanero a chiedere l’angolo. Guarda caso proprio da quel corner nasce il pareggio finale di Silvestre. E non è certo l’unica svista della terna arbitrale: un rigore concesso al Chievo per un mani di Pisano che tiene il braccio incollato al fianco sembra inventato e il terzo gol di Miccoli appare in

HANNO DETTO

S Donadoni «I ragazzi non sono stati bravi, sono stati eccezionali. Penso che Prandelli sia contento di un Sebastian in queste condizioni»

Sogni e numeri In pratica, appe-

ALLA FAVORITA I SICILIANI RIMONTANO 2 RETI. IL CAPITANO SCATENATO NON DA’ CERTEZZE SUL FUTURO IN ROSANERO

PALERMO CHIEVO

d

dal dischetto per un fallo di Rigoni e Jokic che stringono su Migliaccio. Raddoppia lo stesso capitano servito da Migliaccio. Accorcia dagli 11 metri Pellissier pareggia Uribe che semina per l’ennesima volta Silvestre. A inizio ripresa il nuovo entrato Luciano effettua il sorpasso realizzando da sotto misura sempre su iniziativa di Uribe che beffa ancora Silvestre. A metà del tempo Pellissier sigla la doppietta con un gran diagonale che porta il Chievo sul 4-2. Poi arrivano i due gol di Miccoli e Silvestre che consentono al Palermo e al tecnico Mutti di scongiurare la sconfitta nel giorno degli addii. «Vi saluto e speriamo di rivederci alla Favorita da avversari. Mi spiace non avere concluso con una vittoria in casa» dice il tecnico. Rivolto al Lecce il pensiero di Miccoli: «Anche quest'anno vado a giocare contro una squadra di Genova per aiutare il Lecce a salvarsi: darò tutto. Se resto qui? Ne parlerò col presidente. Panucci? «Conoscendo le personalità di Panucci e Zamparini avevo scommesso sui 20 giorni, è durato 30...». © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Sannino «Adesso deve finire il campionato. Dopo il Napoli mi incontrerò col presidente, ci siederemo assieme e capiremo tante cose sul futuro»

SFIDA TRA RETROCESSE

Tris di Rigoni e applausi: così Novara saluta la A DAL NOSTRO INVIATO

ALEX FROSIO NOVARA

Sì, si può retrocede anche così, senza isterismi, come gli inglesi che spesso abbiamo invidiato. Lo stadio Piola, che nelle ultime due stagioni aveva sempre festeggiato una promozione, stavolta non ha nulla da celebrare: eppure saluta il suo Novara e la Serie A applaudendo e ringraziando squadra e allenatore. E lo fa già prima del fischio d’inizio, oltre che durante il giro di campo finale, dopo il 3-0 al Cesena. Clima quasi di festa, insomma, nonostante tutto. Tris da record La sfida tra con-

dannate non è una partita tra scapoli e ammogliati, come preconizza tristemente un lenzuolo appeso dai tifosi romagnoli, perché il Novara la nobilita lottando come se contasse ancora qualcosa per la classifica e perché Marco Rigoni sceglie l’ultima in casa per regalarsi la prima tripletta in carriera e arrivare a quota 11 in campionato, primato personale di realizzazioni. Nel prologo, Rigoni è stato premiato come miglior attaccante stagionale del Novara, ha giocato quasi sempre da trequartista e ieri ha fatto la mezz’ala. Insomma, ecco uno che in A meriterebbe davvero di rimanere. Cesena svuotato Il Cesena, un po’ svuotato dopo aver fatto una discreta figura contro Inter e Udinese, affonda e non soltanto per i due (solari) rigori fischiati da Merchiori, ottimo debuttante: fallo di Colucci su Jeda sul primo, tocco di mano di Von Bergen sempre su Jeda il secondo. Il Novara infatti, più mobile sugli esterni e capace di inserirsi anche con i centrocampisti, mette a referto anche tre pali (Rigoni, Caracciolo e uno doppio di Morganella sull’azione che porta al terzo gol) e tre occasioni facili facili buttate, una da Jeda e due da Caracciolo. Il Cesena inquadra la porta soltanto nel finale, con il 22enne Djokovic e soprattutto con un doppio sinistro di Filippi, diciannove anni da compiere mercoledì. Da questi giovani la società romagnola può pensare di ripartire. © RIPRODUZIONE RISERVATA

NOVARA CESENA

3 0

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORE Rigoni su rig. al 28’ p.t.; Rigoni al 23’ su rig. e al 40’ s.t. NOVARA (4-3-1-2) Coser s.v. (dal 47’ p.t. Fontana 6); Morganella 6,5, Lisuzzo 6,5, Centurioni 6,5, Garcia 6,5; Porcari 6, Pesce 6,5, Rigoni 7,5 (il migliore); Mascara 6 (dal 17’ s.t. Radovanovic 6); Jeda 6, Caracciolo 5 (dal 33’ s.t. Rubino s.v.). PANCHINA Paci, Gemiti, Jensen, Morimoto. ALLENATORE Tesser 7. CESENA (3-5-2) Antonioli 6; Moras 5,5, Von Bergen 5, Rodriguez 5,5; Comotto 5,5, Parolo 6 (dal 33’ s.t. Filippi s.v.), Colucci 5,5 (dal 38’ p.t. Djokovic 6), Guana 6, Martinho 5 (dal 1’ s.t. Del Nero 5,5); Santana 6, Rennella 5. PANCHINA Ravaglia, Rossi, Ceccarelli, Arrigoni. ALLENATORE Beretta 5,5. ARBITRO Merchiori di Ferrara 7. AMMONITI Mascara (N) per gioco scorretto; Morganella (N), Guana (C) e Antonioli (C) per comp. non reg. NOTE paganti 1.013, incasso di 18.427 euro; abbonati 7.211, quota di 99.542,05 euro. Tiri in porta 7 (con 3 pali)-3. Tiri fuori 6-9. In fuorigioco 2-3. Angoli 2-3. Recuperi: p.t. 3’, s.t. 1’.


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LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

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PIRLO RE DI UN MERCATO DA APPLAUSI CHE FA TORNARE I CONTI DEL BIENNIO

grandiAffari di CARLO LAUDISA

irlo, Vucinic, Vidal e Lichsteiner. Bastano questi quattro nomi per dare alle Juve tutti i P meriti possibili. Il gran lavoro di Conte ha fatto il

sto si tramutano in fatti. E in effetti l’inserimento degli altri nuovi (Giaccherini ed Estigarribia, ma sorattutto Elia e Pazienza) non è stato proprio ottimale. Tanto è vero che a gennaio Beppe Marotta e Fabio Paratici hanno messo nel motore anche Caceres, Borriello e Padoin: tre innesti utili nella rincorsa-scudetto. Nel nuovo corso di Conte ha trovato serenità e consensi anche chi aveva stentato con Delneri: Pepe, Bonucci e De Ceglie. Barzagli Matri e Quagliarella hanno soddisfatto. A riprova che tornano i conti negli investimenti dell’ultimo biennio. L’unico neo resta Krasic,

resto, ma già in estate il club presieduto da Andrea Agnelli s’è mosso sul mercato con una voglia matta: tacitare le critiche per l’insuccesso della stagione precedente. E per centrare gli obiettivi il club bianconero non ha lesinato energie e denari. La perla resta il ratto di Andrea Pirlo (foto Forte) a fine contratto con il Milan, ma anche gli altri colpi arrivano a costi intelligenti. Così la società di corso Galileo Ferraris ha meritato il primato nelle pagelle-mercato della Gazzetta. Non sempre le stime di fine ago-

laPuntura

laRovesciata

di ROBERTO PELUCCHI di ROBERTO BECCANTINI http://www.beckisback.it/

f

CONTE LUCIDO E CAPACE DI CAMBIARE HA VINTO L’ORCHESTRA NON I TENORI el caso di Antonio Conte, c’è poco da rovesciare (alludo al titolo della rubrìca). A meN no di non prendere alla lettera quello che ha combinato la sua Juve, rovesciando i pronostici. Ricordo sommessamente la mia griglia d’agosto: 1) Milan, 2) Inter, 3) Napoli, 4) Lazio, 5) Udinese, 6) Juventus, 7) Roma. Conte ha fatto di tutto per mettermi in crisi. Lo scudetto al quale ha condotto la Juve, il primo del dopo Calciopoli, senza un Ibra d’appoggio, è stato farina del suo sacco, e di coloro che lo hanno reclutato, da Agnelli a Marotta. Di solito, do la precedenza ai giocatori, e Pirlo la meriterebbe. Mi sia permesso un piccolo strappo. Quando la società annunciò la firma di Conte, ero scettico. Non tanto perché ne trascurassi il timbro, quanto perché era il sesto della lista — dopo Deschamps, Ranieri, Ferrara, Zaccheroni, Delneri — e, dunque, riassumeva l’ennesima (ri) partenza da zero. Come non detto. La soffusa mediocrità dei dintorni e il vuoto europeo ne hanno stimolato l’amor proprio e gli studi. A 42 anni, Antonio è stato una scelta giovane in tutti i sensi, a cominciare dall’aspetto tattico e didattico. Juventino fino al midollo, sanguigno

L’esultanza del «popolo» bianconero a Trieste FORTE

e, se provocato, addirittura ultrà: al «celopurismo» ha sempre opposto il «celodurismo» che eccita le piazze e agita i cortei. Sarebbe però clamorosamente vessatorio, e vagamente riduttivo, chiuderlo dentro i confini della juventinità liberata e della fame accumulata. E’ stato lucido, altroché, e così poco talebano da uscire in fretta dalla cella del 4-2-4 nella quale si era rinchiuso in campagna «elettorale», per vendersi meglio. Talvolta, correggere un sistema di gioco significa spostare, semplicemente, una pedina. Per Conte, viceversa, è stato un vero e proprio pandemonio, come certificano il mercato dei troppi esterni (Elìa, Estigarribia, Giaccherini), i tagli netti (Krasic, Del Piero) e il drastico passaggio al triangolo di centrocampo, con o senza rabbocchi ai fianchi (4-3-3, 3-5-2). Il Milan aveva i giocatori migliori, la Juventus ha offerto il gioco migliore. Di norma, come Sandro Veronesi ha scritto sulla «Gazzetta», capitava il contrario: i bianconeri erano i più forti, i più aiutati, i più cinici, i più eccetera. Mai i più belli. C’era sempre qualcuno che li batteva in eleganza o modernità. La Juventus di nessuno è diventata, piano piano, la Juventus di Conte, capace di parlare, tra un comizio e l’altro, non solo di Calciopoli, ma anche di calcio; e di un calcio, ma sì, più europeo che italiano, intriso di pressing e coralità. Quando, in estate, aveva accennato, come modello, al Barcellona, avevo alzato gli occhi al cielo: povera Juve. Temevo querele. Sarà la Champions League a valutare, estero su estero, l’imbattibilità della Juve, e il suo possesso palla così sfrontato, così aggressivo. E’ stato bravo, Conte, a non piazzare lo schema al di sopra tutto, e di tutti. A Pirlo, che non aveva suggerito, ha affidato le chiavi della squadra, sottraendola alla dittatura del muscolo. E poi la buona sorte, certo: e gli infortuni del Milan, e lo stadio di proprietà. Ma, lassù in cima, l’idea di una Juventus diversa. Più orchestra che tenori. Chapeau.

DIFESA BUNKER E GIOCO DI SQUADRA COSÌ HANNO TRIONFATO I BIANCONERI stata la Juventus di Pirlo, di Vucinic che ha aperto la porta dell'ultima vittoria conE' tro il Cagliari, di Lichtsteiner che aveva spalancato quella del primo successo contro il Parma, di Vidal il terzo grande acquisto, ma anche dei "vecchi" Buffon, portiere meno battuto del campionato, di Marchisio capace di segnare 9 reti su azione, di cui 2 al Milan all'andata, di Matri capocannoniere della squadra con 10 gol, l'ultimo nell'1-1 contro i rossoneri al ritorno. E naturalmente anche la Juve del capitano non giocatore, Del Piero, decisivo nel 2-1 contro la Lazio. Tanti, paradossalmente troppi, protagonisti per sceglierne soltanto uno e allora è giusto dire che il vero artefice di questo strameritato scudetto è Antonio Conte. Non perché lo ha vinto al primo anno, ma per "come" lo ha vinto. E' facile dire che è stato bravo a rigenerare una squadra arrivata settima negli ultimi due campionati, ma in realtà il suo più grande merito è stato un altro. Considerato un integralista, fedele al suo spregiudicato 4-2-4, Conte ha dimostrato una duttilità tattica, figlia di una ancora più importante elasticità mentale. Come Allegri aveva accantonato, un anno fa, il 4-3-3- iniziale bocciando Ronaldinho, Conte ha rivisto le

proprie idee, rinforzando un centrocampo troppo scoperto in cui c'erano soltanto Pirlo e Marchisio alle spalle del primo quartetto formato da Pepe, Del Piero, Matri e Giaccherini. In panchina per tre partite, dopo l'1-1 con il Bologna il cileno diventa titolare fisso, come trequartista tra Krasic ed Elia a Catania in un nuovo 4-2-3-1, poi come spalla di Pirlo in linea con Marchisio, nel 4-3-3 collaudato con il 3-0 al Palermo, in alternativa al 3-5-2. Cinque moduli nelle prime 11 partite, come segno di evoluzione e non di confusione. E così, sistemato il centrocampo, in cui si esaltano Pirlo, a suon di assist, Vidal e Marchisio a suon di gol, la Juve trova l'equilibrio. Come quasi sempre, infatti, lo scudetto va a chi ha la miglior difesa, non il miglior attacco. Una lezione che proprio il primo Milan di Sacchi aveva dato al Napoli di Maradona, quando gli strappò il tricolore nel 1988 segnando 43 reti contro 55, subendone soltanto 14, in pratica la metà dei 27 avversari. Ma la vera lezione che la Juve dà al Milan è un'altra: non basta avere un capocannoniere da 28 gol come Ibrahimovic, quasi il triplo di Matri massimo goleador bianconero, se dietro non c'è una squadra vera, compatta, in cui segnano 18 giocatori. Perché il calcio è un gioco di squadra e la Juve lo è stata più del Milan. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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l’Editoriale

Agnelli, Fort Juve e lo scudetto del «pugno sul tavolo»

laVignetta di VALERIO MARINI

Andrea Agnelli è il quarto Agnelli presidente della Juve ANSA di ANDREA MONTI

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

MARCO MATERAZZI Leggenda dell’Inter

Complimenti alla Juve hanno strameritato di vincere lo scudetto !!! @iomatrix23

LUCA DOTTO Azzurro di nuoto

Finalmente siamo tornati nel posto dove meritiamo di stare! Torna a risplendere la luce delle stelle!! GRAZIE JUVE @dottolck

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analisiTecnica

di ALBERTO CERRUTI

La Juve ha vinto lo scudetto e adesso si scatenerà il dibattito sulla terza stella. Meglio cambiare pianeta.

mentre Amauri e Iaquinta si sono congedati a gennaio. Insomma, tutto in un solo anno. Una rivoluzione che sa di toccasana e apre l’atteso ciclo vincente dopo anni di peripezie. Subito serve, però, un seguito e l’opera non è meno importante. Ma l’entusiasmo di questo trionfo aiuta ad affrontare il prossimo step con minore frenesia. Insieme a Conte tutta la Juve è promossa ed è una premessa importante per leggere le mosse che verranno. Cioé in attesa della scelta del top player e dell’emozionante addio a capitan Del Piero. Almeno da calciatore. twitter@carlolaudisa

ipseDIXIT

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Io lo so perché hanno tenuto i prezzi alti. Per far venire meno juventini MASSIMO MAURO opinionista Sky

Molti hanno criticato la scelta del Cagliari, io l’ho capita. Quando si gioca in casa, bisogna cercare di sfruttare il fattore campo e lo dimostra tutta quella gente venuta allo stadio per incitare i propri beniamini. Ah, erano juventini? VINCENZO CITO

utto in una notte. E che formidabile notte! Sei anni doT po la discesa agli inferi la Juve ritrova, con merito indiscutibile, la gloria e le chiavi del paradiso. A consegnargliele nei panni di San Pietro è Diego Milito, lo specialista in triplete che veste la maglia nerazzurra, quella degli arcinemici di oggi e di sempre. Il Diavolo finisce all’inferno, il posto che gradisce di meno, a scontare qualche peccato di presunzione e le troppe occasioni concesse a un avversario che ha trovato la quadra con classe, organizzazione e una tremenda voglia di vincere. Come in ogni grande libro, l’epilogo del campionato è il capitolo migliore. Il più intenso. E più istruttivo. Il calcio è un rito bizzarro che in rare, preziose occasioni esonda dall’alveo dello sport e dello spettacolo per diventare commedia umana. Racconta storie che paiono un romanzo, imprime svolte impreviste, trova sentieri misteriosi verso il futuro. Ieri sera è accaduto proprio questo e neppure il più distratto degli agnostici può fingere di non vedere la mano della Provvidenza in questa metafora beffarda: dopo la lunga tenzone sulle ceneri non ancora spente di Calciopoli, i duellanti sorridono entrambi. Separatamente, s’intende. Ma nello stesso identico momento: domenica 6 maggio, ore 22.41, fischio finale a San Siro e a Trieste. La Juve porta a casa il titolo del riscatto agognato, del rientro nel grande gioco internazionale che le appartiene, con la fondata impressione di aver avviato un ciclo. L’Inter non si scosta, supera con grinta gli errori/orrori di Rizzoli e onora la sua parte proprio all’ultimo appuntamento del suo annus horribilis. Non so se il ritorno dello scudetto allo Juventus Stadium contribuirà a bonificare il fondo limaccioso delle polemiche, dei ricordi e dei rimpianti. Ma certo anche i più accesi tifosi bianconeri non potranno dimenticare la notte in cui l’odiata Benamata ha procurato loro il brivido della vittoria finale tanto attesa. Il trionfo juventino è il frutto dolce della logica, dei numeri e del-

la passione degli uomini. Alberto Cerruti, in questa pagina, ne analizza gli elementi chiave. Ognuno scelga quello che meglio soddisfa la sua fantasia. Si può parlare del lavoro di Conte, formidabile tattico oltre che gran motivatore. Della straordinaria stagione di Pirlo. Della maturazione di Marchisio e di Vidal. Di una difesa che ha subito solo 19 gol in tutto il campionato, 2 nelle ultime 11 partite. Di una squadra in cui segnano tutti, 18 giocatori in gol. E che a una giornata dalla fine è ancora imbattuta, con uno straordinario record di 41 partite senza sconfitte in stagione e 24 punti in più dell’anno scorso. Ma come ogni romanzo corale questa odissea bianconera ha il suo centro epico in una dinastia. «Non c’è Juve senza Agnelli», diceva l’Avvocato. «Nel calcio, vincere non è importante. E' l’unica cosa che conta», gli faceva eco Boniperti. Andrea Agnelli, il quarto Agnelli presidente, non ha dimenticato la lezione. Con lucidità di gestione e investimenti importanti ha mantenuto la sua promessa. Sul piano psicologico — nei confronti della squadra, dei tifosi e degli avversari — ha giocato con abilità e durezza la carta della riscossa e dell’orgoglio umiliato. Ha costruito Fort Juve, rivendicando giustizia e pari trattamento sul piano delle sentenze sportive e della storia. Qualche volta, quando ci è parso che sfiorasse la riabilitazione del passato moggiano, lo abbiamo criticato. Eppure questo, alla fine dei giochi, è lo scudetto del «pugno sul tavolo». Piaccia o non piaccia, il suo significato politico — e il calcio a questi livelli è anche politica — sta tutto qui. Ora comincerà il tormentone della terza stella. L’albo d’oro dice che questo è il 28˚ scudetto assegnato ai bianconeri, e che i due contestati non torneranno. Ma la Juve di quest’anno le tre stelle le merita come un ristorante d’eccellenza a livello europeo e mondiale: ha giocato un calcio essenziale, gustoso, molto spesso sopraffino. Ha soddisfatto i palati più esigenti. E il prezzo — scontate le polemiche — è assolutamente giusto. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Serie A / 37ª GIORNATA RISULTATI

MARCATORI

CLASSIFICA PARTITE

RISULTATI ATALANTA-LAZIO Kozak (L), Cana (L)

0-2

SQUADRE

BOLOGNA-NAPOLI Diamanti (B), Rubin (B)

2-0

CAGLIARI-JUVENTUS Vucinic (J), Canini (C) autorete

0-2

JUVENTUS MILAN UDINESE LAZIO NAPOLI INTER ROMA PARMA BOLOGNA CATANIA ATALANTA * CHIEVO FIORENTINA SIENA PALERMO CAGLIARI GENOA LECCE NOVARA CESENA

INTER-MILAN 4-2 Milito (I), Ibrahimovic (M) rigore, Ibrahimovic (M), Milito (I) rigore, Milito (I) rigore, Maicon (I) LECCE-FIORENTINA Cerci (F)

0-1

NOVARA-CESENA 3-0 M. Rigoni (N) rigore, M. Rigoni (N) rigore, M. Rigoni (N) PALERMO-CHIEVO 4-4 Miccoli (P) rigore, Miccoli (P), Pellissier (C) rigore, Uribe (C), Luciano (C), Pellissier (C), Miccoli (P), Silvestre (P) ROMA-CATANIA 2-2 Totti (R), Lodi (C) rigore, Marchese (C), Totti (R) SIENA-PARMA Giovinco (P), Floccari (P) UDINESE-GENOA Di Natale (U), Floro Flores (U)

0-2 2-0

PROSSIMO TURNO domenica 13 maggio, ore 20.45 CATANIA-UDINESE (1-2) CESENA-ROMA (1-5) CHIEVO-LECCE (2-2) FIORENTINA-CAGLIARI (0-0) GENOA-PALERMO (3-5) JUVENTUS-ATALANTA (2-0) LAZIO-INTER (1-2) MILAN-NOVARA (3-0) NAPOLI-SIENA (1-1) PARMA-BOLOGNA (0-0)

CONCORSI CONCORSI N. 43 DEL 6/5/2012 TOTOCALCIO - COLONNA VINCENTE 2-1-2-1-X-1-2-1-1-X-X-X-2-1 QUOTE: ai 14 (1) 121.745 euro; ai 13 (39) 2.341 euro; ai 12 (512) 178 euro; ai 9 (179) 506 euro TOTOGOL - COLONNA VINCENTE 5-14-10-7-4-9-1 QUOTE: Ai 7, 6 e 5 nessun vincitore; ai 4 (31) 79 euro

Gazzetta.it SCUDETTO E DERBY TUTTO NELLA PUNTATA DI GAZZA OFFSIDE Una Juve strepitosa che conquista con una giornata di anticipo lo scudetto grazie all’Inter che in una delle sue migliori prestazioni stagionali batte il Milan 4-2 nel derby della Madonnina. Questo e molto altro nella puntata odierna di Gazza Offside (in diretta dalle 9.30, on demand a seguire) con Diego Antonelli, Alberto Cerruti e, ospite in studio, Alessandra Bocci.

PUNTI 81 77 61 59 58 58 53 53 51 48 46 46 45 44 43 42 39 36 32 22

G. 18 18 19 18 18 19 19 18 19 18 19 18 18 19 19 19 18 19 19 18

IN CASA V. N. 12 6 11 5 13 4 9 6 9 6 10 4 10 5 9 5 8 4 9 5 9 6 7 6 7 6 8 4 10 3 7 8 8 6 3 6 5 8 2 7

P. 0 2 2 3 3 5 4 4 7 4 4 5 5 7 6 4 4 10 6 9

G. 19 19 18 19 19 18 18 19 18 19 18 19 19 18 18 18 19 18 18 19

FUORI V. N. 10 9 12 3 4 6 8 2 6 7 7 3 5 3 5 6 5 8 2 10 4 7 4 7 4 6 3 7 1 7 3 4 2 3 5 6 2 3 2 3

RETI P. 0 4 8 9 6 8 10 8 5 7 7 8 9 8 10 11 14 7 13 14

G. 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37

TOTALE V. N. 22 15 23 8 17 10 17 8 15 13 17 7 15 8 14 11 13 12 11 15 13 13 11 13 11 12 11 11 11 10 10 12 10 9 8 12 7 11 4 10

P. 0 6 10 12 9 13 14 12 12 11 11 13 14 15 16 15 18 17 19 23

IN CASA F. S. 37 11 34 10 33 13 25 15 37 21 36 27 39 22 33 20 23 24 24 13 23 15 15 15 24 22 27 19 38 30 23 16 27 24 22 29 20 27 13 21

FUORI F. S. 28 8 38 22 17 22 28 31 27 24 21 25 18 30 20 33 18 18 23 37 17 25 19 30 13 21 17 24 14 30 14 30 21 45 18 26 14 36 9 36

TOTALE F. S. 65 19 72 32 50 35 53 46 64 45 57 52 57 52 53 53 41 42 47 50 40 40 34 45 37 43 44 43 52 60 37 46 48 69 40 55 34 63 22 57

RIGORI DIFF. FAVORE CONTRO RETI T. R. T. R. +46 3 1 3 1 +40 10 10 3 3 +15 5 4 8 4 +7 7 7 4 4 +19 9 4 1 1 +5 10 7 11 7 +5 4 2 9 8 0 8 7 6 3 -1 3 2 6 6 -3 10 9 6 4 0 4 3 8 6 -11 5 3 8 5 -6 8 6 7 7 +1 8 7 8 7 -8 5 5 8 8 -5 6 6 5 5 -21 6 5 9 8 -15 7 6 5 5 -29 7 6 5 3 -35 7 4 12 9

PUNTI POSIZIONE ULTIME 2010-2011 STAGIONE QUATTRO E DIFF. 2010-2011 GARE 57 (+24) 81 (-4) 65 (-4) 63 (-4) 69 (-11) 73 (-15) 60 (-7) 45 (+8) 42 (+9) 46 (+2) in B 43 (+3) 50 (-5) in B 56 (-13) 44 (-2) 48 (-9) 41 (-5) in B 43 (-21)

7 1 4 5 3 2 6 12 16 11 in B 14 9 in B 8 13 10 17 in B 14

VVNV VVVP PVVV PPNV VNVP VVPV PNNN VVVV NVVV PNPN VVPP PNNN VPNV NPNP PNPN VNPP PPVP PPNP VPNV PPPP

A parità di punti e di partite giocate, la classifica tiene conto di quest'ordine preferenziale: 1) punti negli scontri diretti se tutti giocati 2) differenza reti globale 3) gol segnati 4) ordine alfabetico. Le ultime tre retrocedono in serie B. Juventus campione d’Italia. Cesena e Novara in B. *sei punti di penalizzazione U CHAMPIONS U PRELIMINARI DI CHAMPIONS U EUROPA LEAGUE U RETROCESSIONE

laMoviola di FRANCESCO CENITI

fceniti@gazzetta.it

Quanti casi a Udine Atalanta e Palermo: manca un rigore Di Vaio era da rosso Ancora una giornata da dimenticare per gli arbitri, specie per quello che è accaduto nel derby. Ma anche nel pomeriggio molte ombre. Certo, gli arbitri non sono aiutati nel loro compito: i giocatori protestano su qualunque decisione alla faccia della tanto sbandierata collaborazione. Palacio che insulta Tagliavento (o Moretti come sostiene nella sua difesa fragile) e la rissa finale di Bologna sono la fotografia di questa situazione. Applausi, invece, ad Acerbi: fa concedere un giusto angolo al Palermo (accusandosi del tocco non visto dalla terna) e gli avversari trovano il 4-4. Era una partita inutile, coincidenza? ATALANTA-LAZIO 0-2 Rocchi di Firenze Sbaglia l’arbitro a non concedere in avvio un rigore all’Atalanta: Diakitè da dietro affossa Denis a pochi metri dalla porta. Considerato involontario il «mani» di Konko

su tiro di Stendardo: ci può stare la decisione. Traversa e poi linea sul bolide di Gonzalez: non si può parlare di gol fantasma. Nel finale Stendardo si rivolge in modo irriguardoso nei confronti dell’arbitro: rosso diretto. BOLOGNA-NAPOLI 2-0 Bergonzi di Genova Rischia molto Aronica su Di Vaio in area. Al Napoli saltano i nervi nel finale: falli a ripetizione, l’ultimo durissimo di Zuniga su Rubin (giallo, poteva starci il rosso) scatena una gigantesca rissa. Dzemaili e Di Vaio si mettono le mani addosso: espulso solo il primo, graziato il secondo. Cacciato, invece, Morleo per molto meno, ma anche altri giocatori avrebbero meritato provvedimenti. NOVARA-CESENA 3-0 Merchiori di Ferrara Esordio in A per Merchiori (34 anni) con due rigori assegnati al Novara in modo corretto: il primo per il calcio di Colucci a Jeda; il secondo per un braccio

La manata in faccia di Di Vaio a Dzemaili: manca il rosso ANSA tenuto largo e sopra la testa da Von Bergen. PALERMO-CHIEVO 4-4 Gervasoni di Mantova Molto generoso il rigore assegnato al Palermo: Migliaccio sembra in caduta sull’entrata di Vacek. Non era da fischiare il penalty per il Chievo: Pisano ha il braccio attaccato al corpo quando intercetta un cross. Qualche dubbio di fuorigioco sul 3-4 di Miccoli, mentre in precedenza fermato Pellissier lanciato a rete per un offside inesistente. Il definitivo 4-4 nasce da un angolo «concesso» da Acerbi: deviazione non vista dall’arbitro. Nel recupero mano di Cesar sul colpo di testa di Hernandez: manca il rigore al Palermo. SIENA-PARMA 0-2 Baratta di Salerno Debutto in A per Baratta (37 anni). Gara tranquilla con un solo dubbio: Contini trattiene Paletta in area, ci poteva stare il rigore. UDINESE-GENOA 2-0 Tagliavento di Terni

Il Genoa contesta Tagliavento, ma sulle due espulsioni è difficile dargli torto. E’ inevitabile quella di Kucka: due gialli, il primo per fallo su Pinzi e il secondo per la spinta a Fabbrini, pochi metri fuori dall’area (dalla punizione nasce l’1-0). Rosso diretto a Palacio per un insulto («uomo di m...») che l’attaccante dice di aver rivolto al compagno Moretti per una lite precedente. La dinamica, però, inchioda Palacio che si rialza di scatto dopo un contrasto con Basta, non fischiato dall’arbitro. L’offesa, quindi, sembra più una protesta fuori controllo dopo una punizione non chiamata. Due errori nella ripresa: annullato un gol a Pazienza per un presunto fallo di Basta (Copelli non segnala nessun fuorigioco); da non convalidare il 2-0 di Floro Flores perché Di Natale in offside cerca di deviare la palla, disturbando Frey. (Cagliari-Juve a pagina 5 Inter-Milan a pagina 17)

28 RETI: Ibrahimovic (10) (Milan) 23 RETI: Milito (7) (Inter); Cavani (3) (Napoli) 22 RETI: Di Natale (4) (Udinese) 18 RETI: Palacio (3) (Genoa) 16 RETI: Denis (3) (Atalanta); Miccoli (2) (Palermo) 15 RETI: Giovinco (4) (Parma) 14 RETI: Jovetic (4) (Fiorentina) 13 RETI: Klose (Lazio) 11 RETI: Di Michele (5) (Lecce); M. Rigoni (6) (Novara); Osvaldo (Roma); Calaiò (4) e Destro (Siena) 10 RETI: Di Vaio (1) (Bologna); Pinilla (3) (2 con il Palermo) (Cagliari); Matri (Juventus); Nocerino (Milan) 9 RETI: Lodi (7) (Catania); Marchisio (Juventus); Hamsik e Lavezzi (1) (Napoli); Borini (Roma) 8 RETI: Ramirez (Bologna); Mutu (2) (Cesena); Vucinic (Juventus); Hernanes (4) (Lazio); Floccari (2) (Parma) 7 RETI: Diamanti (1) (Bologna); Larrivey (2) (Cagliari); Bergessio (Catania); Pellissier (3) (Chievo); Vidal (1) (Juventus); Muriel (Lecce); Bojan e Totti (2) (Roma) 6 RETI: Moralez (Atalanta); Thereau (Chievo); Jankovic (Genoa); Pepe (Juventus); Robinho (Milan); Pandev (Napoli); Budan e Hernandez (2) (Palermo) 5 RETI: Acquafresca (Bologna); Legrottaglie (Catania); Paloschi (Chievo); Cerci (Fiorentina); Gilardino (2) (2 con la Fiorentina), M. Rossi (Genoa); Pazzini (Inter); Rocchi (Lazio); Boateng (Milan); Silvestre (Palermo); Biabiany (Parma); Basta (Udinese) 4 RETI: Marilungo (Atalanta); Conti (1) (Cagliari); Almiron, Barrientos e Gomez (Catania); Moscardelli (Chievo); Montolivo (1) (Fiorentina); Sculli (2 reti con la Lazio (Genoa); Cambiasso e Sneijder (Inter); Quagliarella (Juventus); Candreva (1) (2 con il Cesena) e Lulic (Lazio); Maxi Lopez (2) (3 con il Catania) (Milan); Mascara (1 rete con il Napoli) e Morimoto (Novara); Paletta (Parma); Fabio Simplicio (Roma); Bogdani e Brienza (Siena); Floro Flores (Udinese) 3 RETI: Portanova (Bologna); Ibarbo e Thiago Ribeiro (Cagliari); Marchese (Catania); Thiago Motta (Inter); Bonucci e Pirlo (Juventus); Kozak, Ledesma (3) e Mauri (Lazio); Bertolacci, Cuadrado e Giacomazzi (Lecce); Cassano e Muntari (Milan); Dzemaili e Maggio (Napoli); Caracciolo (1 rete con il Genoa) e Jeda (Novara); Bertolo (Palermo); Modesto e Okaka (1) (Parma); De Rossi, Juan, Lamela e Pjanic (Roma); D'Agostino (1) (Siena); Asamoah e Isla (Udinese) 2 RETI: Bonaventura, Schelotto e Tiribocchi (Atalanta); Spolli (Catania); Eder e Santana (Cesena); L. Rigoni e Sammarco (Chievo); Lazzari, Nastasic e Natali (Fiorentina); Jorquera, Kukca e Veloso (Genoa); Alvarez, Forlan, Maicon, Nagatomo, Samuel e Zarate (Inter); Borriello, Chiellini, Del Piero e Lichsteiner (Juventus); Cana (Lazio); Brivio, Corvia e Grossmuller (Lecce); El Shaarawy, Emanuelson, Seedorf e Thiago Silva (Milan); Campagnaro, Cannavaro, Gargano e Zuniga (Napoli); Porcari e Rubino (Novara); Donati, Ilicic, Mantovani, Migliaccio e Zahavi (Palermo); Gobbi e A. Lucarelli (Parma); Marquinho (Roma); Pinzi e Torje (Udinese) 1 AUTORETE: Brivio (Lecce) pro Cagliari; Acquafresca (Bologna) pro Lazio; Lodi (Catania) pro Milan; Centurioni (Novara) pro Parma; De Sanctis (Napoli) pro Roma; Pisano (Cagliari) pro Milan; Ludi (Novara) pro Palermo; Granqvist (Genoa) pro Cagliari; Rinaudo (Novara) pro Cesena; Izco (Catania) pro Udinese; M. Rossi (Cesena) pro Atalanta; Luciano (Chievo) pro Parma; Moras (Cesena) pro Fiorentina; Astori (Cagliari) pro Napoli; Rubin (Bologna) pro Lazio; Morleo (Bologna) pro Palermo; Andreolli (Chievo) pro Catania; Del Grosso (Siena) pro Genoa; Diakitè (Lazio) pro Novara; Brkic (Siena) pro Bologna; Canini (Cagliari) pro Juventus RETI: in questo turno 32 (8 rigori, 1 autorete); in totale 947 (104 rigori, 21 autoreti)

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012


LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

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MONDO INGHILTERRA NEWCASTLE MANCHESTER CITY

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PREMIER IL PUNTO

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Y. Touré (MC) al 25’ e 44’ s.t. MANCHESTER CITY (4-2-3-1): Hart 7; Zabaleta 7, Kompany 7, Lescott 7, Clichy 7; Barry 6,5, Yaya Touré 8; Nasri 6,5 (dal 16’ s.t. De Jong 6,5), Aguero 6, Silva 6 (dal 40’ s.t. Richards sv); Tevez 5,5 (dal 25’ s.t. Dzeko 6). PANCHINA Pantilimon, Kolarov, Milner, Pizarro. ALL. Mancini 8. NEWCASTLE (4-4-2) Krul 6; Perch 6 (dal 29’ s.t. Ferguson 5), Williamson 6, Coloccini 6,5, Santon 6,5; Ben Arfa 5,5 (dal 29’ s.t. Ameobi 6), Tiote 6 (dal 37’ R.Taylor sv), Cabaye 5,5, Gutierrez 5,5; Papiss Cissé 5,5, Demba Ba 6. PANCHINA Elliot, Gosling, Obertan, Marveaux. ALL. Pardew 5,5. ARBITRO Webb 6,5. NOTE Ammoniti Ben Arfa (N), Tiote (N), Ferguson (N), Perch (N), Barry (MC), Y.Touré (MC) e Zabaleta (MC), tutti per gioco scorretto. Spettatori 52.389. Tiri in porta: 5-8. Tiri fuori: 4-9. Angoli: 2-6. In fuorigioco: 1-3. Recuperi: 1’ p.t., 3’ s.t.

Yaya Touré segna il secondo gol per il Manchester, che chiude definitivamente il discorso col Newcastle REUTERS

Il ManCity passa pure a Newcastle Premier in pugno La mossa di Mancini: De Jong per Nasri e Yaya Touré trequartista. L’ivoriano fa due gol DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO BOLDRINI NEWCASTLE (Inghilterra)

Uno scarto del Barcellona e un allenatore che in Italia non aveva ancora convinto, nonostante gli scudetti conquistati con l’Inter, hanno dato scacco alla Premier e al Manchester United del potente Alex Ferguson. La doppietta di Yaya Touré, immenso, consegna al City il 2-0 nella gara più delicata della stagione, in casa di un Newcastle in corsa per la prossima Champions. Ma l’uomo che dà scacco a tutti, dal Newcastle allo United, è Roberto Mancini. La doppia mossa di avanzare Yaya Touré e inserire De Jong si rivela decisiva. L’ivoriano mette tutti i suoi muscoli negli ultimi venti metri,

in una zona dove Aguero e Tevez soffrono il fisico degli avversari. E’ la svolta. Il City vince e prenota la Premier, forte di una differenza reti a prova di bomba (+8 sullo United). Il 2-0 dello United sullo Swansea serve solo a dare ulteriore thrilling agli ultimi 90 minuti di Premier. Basta non commettere follie contro il QPR per festeggiare il titolo dopo 44 anni. Era il 1968, l’ultima volta. Un anno passato alla storia. E alla storia del City si consegnerà, toccando ferro, Mancini. Il film Il City assume il coman-

do della gara dopo 5 minuti. Un primo tempo di giudizioso assalto, senza rischiare di essere infilato in contropiede dal duo Ba-Cissé. Gli attaccanti del Newcastle fanno paura:

Ma il tecnico jesino frena: «Dobbiamo soffrire per altri sette giorni» Mancini ha lavorato molto in settimana con i difensori. Due tiri di Silva e Aguero scaldano Krul. Il City governa il pallone, ma Tevez naviga lontano dall’area. Il Newcastle cerca la porta solo al 29’, con Ba: alto. Al 34’ il City trema: Hart è straordinario sulla sassata di Ben Arfa. Al 41’ volano i corvi, sul cielo di Newcastle: Barry tira, Coloccini respinge con il corpo, ancora Barry e sulla linea c’è il piede dell’italiano Santon a salvare il Newcastle.

La svolta Al City restano 45 minuti per realizzare un sogno. La squadra di Mancini conquista la metà campo del Newcastle, ma il copione non cambia: Tevez e Aguero non riescono a sfondare il muro. Servono muscoli e centimetri per abbattere la resistenza del Newcastle. Ecco la mossa chiave: con Yaya Touré versione trequartista aumenta la potenza, mentre De Jong aiuta Barry a proteggere la diga. Aguero appoggia il pallone a Yaya Touré che intravede l’angolo giusto: tiro a effetto, City in gloria. Aguero e lo stesso Touré divorano il 2-0. Mancini è impietrito. Ma al 44’, su appoggio di Clichy, l’ivoriano sbolognato dal Barcellona firma il 2-0. Mancini esulta, mostra i pugni al cielo, urla. I tifosi del City cantano il suo nome. Yayà Touré è una torre che cammina con il resto della squadra aggrappato al suo leader. Un’immagine memorabile.

36ª GIORNATA. SABATO: ArsenalNorwich 3-3. IERI: NewcastleManchester City 0-2; Aston VillaTottenham 1-1; BoltonWest Bromwich 2-2; FulhamSunderland 2-1; QPR-Stoke City 1-0; WolverhamptonEverton 0-0; Man. UnitedSwansea 2-0. OGGI: BlackburnWigan. DOMANI: Liverpool -Chelsea. Classifica Manchester City, Manchester United 86; Arsenal 67; Tottenham 66, Newcastle 65; Chelsea 61; Everton 53; Fulham 51; Liverpool 49; West B. 47; Sunderland 45; Swansea, Stoke City, Norwich 44; Aston Villa 38; Wigan e Qpr 37; Bolton 35; Blackburn 31; Wolverhampton 25.

IL CASO

Balotelli in tribuna Adesso il Mancio non ne può più DAL NOSTRO INVIATO

NEWCASTLE (Inghilterra)

Mario Balotelli in tribuna nella partita decisiva del City: una punizione dopo la storiaccia delle escort di metà settimana? Mancini parla di scelta tecnica «perché nel City ci sono più di 18 giocatori e alla fine qualcuno resta fuori dalla lista», ma il sospetto che qualcosa sia successo è molto forte. La cortina di ferro che Mancini ha innalzato per proteggere la squadra è solida, ma la coincidenza non può essere causale: in panchina il tecnico del City ha sempre portato i due attaccanti di riserva – in questo momento Mario e Dzeko – e un cambiamento di linea a Newcastle sembra poco credibile. Più plausibile che Mancio si sia rotto le scatole delle fesserie di Mario: escort, scope che volano e foto sul web che mostrano Mario mentre dà fuoco ad uno spray, hanno probabilmente fatto oltrepassare il limite della sopportazione. E l’azzurro? Ora, però, Prandelli rischia di ritrovarsi

tra le mani un calciatore che ha giocato l’ultima gara ufficiale l’8 aprile scorso. Due mesi senza scendere in campo prima degli Europei: non è problema da poco. Balotelli in questa stagione ha segnato 17 gol tra campionato e coppe, ma è stato anche espulso due volte, ammonito 9 e ha collezionato 9 turni di squalifica. In questo momento Mario sembra molto distratto dalla vita privata. Lo scambio di sms con Prandelli dopo l’espulsione contro l’Arsenal aveva evitato complicazioni in Nazionale. Scontati i tre turni, Mario non ha però giocato neppure un minuto e ieri è finito in tribuna. La convocazione agli Europei sembra scontata, ma le condizioni di forma sono un rebus.

Mancini Mancio si controlla: «Non è finita, aspettiamo la gara con il QPR per festeggiare. E’ stata dura, abbiamo sprecato diverse occasioni, la vittoria è strameritata, ma dobbiamo soffrire altri sette giorni. Lo United non molla». Mancio si porta dietro un pezzo d’Italia: se domenica conquista il titolo, in questa stagione sarà il terzo connazionale a trionfare da queste parti dopo Di Canio e Di Matteo. I maestri del calcio, cari inglesi, siamo noi.

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VERSO EURO 2012

Azzurri a Coverciano: stage il 14 e 15, il raduno dal 20 Il programma di avvicinamento della Nazionale all'Europeo in Polonia e Ucraina (debutto a Danzica, il 10 giugno contro la Spagna) prevede un preraduno di due giorni a Coverciano, da svolgersi lunedì 14 e martedì 15 maggio. Dopo i due giorni di "stage", vacanza fino alla mezzanotte del 20 maggio, quando inizierà il raduno pre Europeo vero e proprio. La Nazionale lavorerà a Firenze fino al 29 maggio, quando si trasferirà a Parma, dove giocherà con il Lussemburgo la prima amichevole pre Europeo: la seconda a Zurigo, l'1 giugno con la Russia. Al rientro in Italia, gli azzurri avranno tre giorni di riposo: appuntamento a Coverciano per la sera del 4 giugno e il mattino successivo, da Pisa, partenza del volo charter per Cracovia, città sede degli allenamenti della squadra azzurra, in ritiro a Wieliczka.

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LIGUE 1 LA 36a GIORNATA FAVOREVOLE ALLA SQUADRA DEL TECNICO ITALIANO

Taccuino

Poker del Psg: Ancelotti ritorna in testa

SPAGNA

Sconfitto il Valenciennes col brivido finale ALESSANDRO GRANDESSO Twitter @calciofrancese VALENCIENNES

In fondo, non tutti i mali vengono per nuocere. Nicolas Sarkozy, battuto dal socialista François Hollande alle presidenziali, avrà più tempo per coltivare la sua passione per il Psg. Capita al momento giusto, perché la squadra di Ancelotti di sicuro giocherà la Champions League. Almeno il turno preliminare, con il terzo posto formalizzato dal pareggio del Lione col Brest (1-1). E magari, l’ex presidente si potrà pure consolare con lo scudetto, visto che con la vittoria a Valenciennes i parigini sono di nuovo primi, a pari punti con il

Carlo Ancelotti, 52 anni AFP

Montpellier, che gioca stasera a Rennes. Il Psg però mette ora sul tavolo a pari differenza reti, il miglior attacco (70), secondo criterio per assegnare il titolo, in caso di parità finale. Thriller Vittoria thriller quella del Psg che si butta subito in

avanti, ma è il Valenciennes a passare all’8’. Una coltellata di Aboubaker che riceve lungo da Mater, controlla di petto mettendo fuori tempo Camara e girando sul palo lontano con la deviazione fatale di Alex. All’11’ il raddoppio: altro destro di Aboubaker, Sirigu intercetta ma Gomis è a due passi e segna tra difensori immobili. Così si sveglia Menez che al 15’ innesca da sinistra Nené che infila Penneteau. E il pareggio è un gol fotocopia, solo che stavolta tocca a Nené inserire Maxwell che ancora di sinistro firma il primo gol francese. Il Valenciennes ha il merito, naif, di giocare come se niente fosse, così si piglia pure il terzo, con Pastore che apre un corridoio a Matuidi che non sbaglia. Il poker invece è una sviolinata offensiva: ancora Pastore che orchestra su Nené che scala a sinistra per Menez per la rasoiata sul palo lontano. Nel finale, il Valenciennes garantisce suspense con un splendida pu-

nizione di Cohade all’incrocio che comunque non rovina l’happy end parigino. VALENCIENNES- PSG 3-4 PRIMO TEMPO 2-3 MARCATORI Aboubakar all’8’ p.t., Gomis (V) all’11’ p.t., Nené (P) al 15’ p.t., Maxwell (P) al 40’ p.t., Matuidi al 45’ p.t., Menez al 13’ s.t., Cohade al 35’ s.t. VALENCIENNES (4-3-2-1): Penneteau 6,5; Mater 5, Isimat-Mirin 5, Gil 5, Bong 5; Cohade 7, Sanchez 5,5 (dal 32’ s.t., Camara s.v.), Gomis 6 (dal 20’ s.t., Saez 6); Kadir 5 (dal 27’ s.t., Dossevi s.v.), Danic 5; Aboubakar 7. PANCHINA Brocard, Ducourtioux, Traoré, Samassa. ALLENATORE D. Sanchez 6 PSG (4-3-2-1): Sirigu 7; Jallet 7, Alex 7, Camara 6,5, Maxwell 7; Sissoko 7 (dal 33’ s.t., Bodmer s.v.), Motta 7, Matuidi 7; Pastore 7,5, Nené 7,5 (dal 42’ s.t., Armand s.v.); Menez 8 (dal 29 s.t., Gameiro s.v.). PANCHINA Douchez, Lugano, Sakho, Hoarau. ALLENATORE Ancelotti 7 ARBITRO Fautrel 6 NOTE Amm. Nené (P) e Menez (P) per proteste, Mater (V) per gioco scorretto. Spettatori 17 mila circa. Tiri in porta: 6-7. Tiri fuori: 7-6. Angoli: 2-2. In fuorigioco: 0-2. Recuperi: 1’ p.t.; 3’ s.t © RIPRODUZIONE RISERVATA.

LA SITUAZIONE

E oggi tocca al Montpellier a casa del Rennes Ecco la situazione della Ligue 1 36a GIORNATA Evian-Ajaccio 2-1; Lione-Brest 1-1; Valenciennes-Psg 3-4. Oggi: Auxerre-Bordeaux; Lilla-Caen; Lorient-Digione; St Etienne-Marsiglia; Sochaux-Nancy; Tolosa-Nizza; Rennes-Montpellier. CLASSIFICA Montpellier e Psg 73; Lilla 68; Lione* 60; Rennes 57; St Etienne 56; Tolosa 54; Bordeaux 52; Evian* 49; Marsiglia 44; Nancy 42; Valenciennes 40; Lorient, Caen 38; Nizza, Ajaccio 37; Brest 35; Auxerre, Digione 34; Sochaux 33. *Evian e Lione 1 gara in meno.

Bottiglietta all’arbitro Benitez chiede scusa MADRID (f.m.r.) Dani Benitez si è pentito pubblicamente, la mazzata arriverà lo stesso. È il giocatore del Granada che sabato al termine della sfida persa contro il Madrid ha tirato una bottiglia (di plastica) in faccia all’arbitro che già aveva espulso Siqueira e Moises Hurtado che l’avevano insultato. Si prevedono sanzioni pesanti.

ROMANIA

Bonetti nella bufera ma si salva BUCAREST Dario Bonetti si salva, ma che bufera. Sabato, dopo la sconfitta in casa 1-0 con il leader del campionato CFR Cluj, due giocatori della sua squadra, Ionel Danciulescu e Srdjan Luchin hanno dichiarato in diretta tv che Bonetti ha accusato i suoi giocatori di non combattere. Loro hanno chiesto la sostituzione dell’allenatore, Dopo due ore di riunione il direttivo della Dinamo Bucarest ha deciso di confermare Bonetti alla guida della squadra.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

SERIE BWIN IL PRIMO POSTICIPO DELLA 39a GIORNATA

Tre Pozzi di gol La Samp di corsa verso i playoff

CLASSIFICA

L’attaccante si scatena, la Reggina va k.o. Che svolta per Marassi: da tabù a fortino SAMPDORIA REGGINA

3 1

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 2-0 MARCATORI Pozzi (S) al 13’ e al 36’ p.t.; Pozzi (S) al 14’, Melara (R) al 27’ s.t. SAMPDORIA (4-3-1-2) Da Costa 6,5; Rispoli 6, Volta 6, Rossini 6,5, Costa 6; Munari 7, Obiang 7, Renan 6; Juan Antonio 6,5 (dal 40’ p.t. Foggia 6,5); Pozzi 7,5 (dal 17’ s.t. Pellè 6), Eder 7 (dal 45’ s.t. Laczko s.v.). PANCHINA Fiorillo, Soriano, Bertani, Krsticic. ALLENATORE Iachini 7. REGGINA (3-5-2) Belardi 6,5; Freddi 5, Emerson 6, Angella 5; Colombo 5,5 (dal 1’ s.t. Ragusa 5,5), Armellino 5, D’Alessandro 6, Barillà 5,5, Rizzato 5,5; Ceravolo 6 (dal 41’ s.t. Maicon s.v.), Campagnacci 5,5 (dal 13’ s.t. Melara 6,5). PANCHINA Zandrini, Adejo, A. Viola, De Rose. ALLENATORE Breda 5,5. ARBITRO Palazzino di Ciampino 6,5. GUARDALINEE Iori 6,5 - Segna 6,5. AMMONITI Barillà (R) e Freddi (R) per gioco scorretto; Belardi (R) per proteste; Renan (S) per comp. non regolamentare. NOTE paganti 3.324, incasso di 38.025 euro; abbonati 17.044, quota di 101.607 euro. Tiri in porta 5-2. Tiri fuori 8-6. In fuorigioco 0-4. Angoli 5-4. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’.

h 7,5 il migliore POZZI (Sampdoria) Spinge la Samp verso i playoff e certifica la sua stagione più prolifica

FILIPPO GRIMALDI GENOVA

Ciò che più stupisce in questa Sampdoria, oltre alla tripletta di un Pozzi che trasforma in oro (quasi) ogni pallone, è la capacità del collettivo di Iachini di produrre gioco e pressing con tanta continuità ed efficacia. Perché per un’ora è grande Samp, e - va premesso subito - a fare la differenza non sono soltanto i diversi stimoli di blucerchiati e calabresi. I padroni di casa conquistano il quarto successo interno consecutivo, legittimando il sesto posto e rimanendo in scia al Varese in zona playoff, in attesa di sapere stasera cosa farà il Padova a Torino. Alla Reggina va riconosciuto il merito di non avere mai alzato bandiera bianca, anche se sino al tre a zero, quando la Samp (un po’ colpevolmente, in verità) ha deciso che l’assedio si poteva interrompere, offrendo agli ospiti la possibilità di colpire segnando il definitivo tre a uno. La chiave Prima, però, era sta-

to un monologo dei padroni di casa, con un pressing feroce in mezzo al campo, una difesa attenta e la capacità di colpire

spesso sulle due fasce, con quell’iradiddio di Pozzi (unica macchia della giornata, il suo evidente disappunto — evitabile — verso Iachini al momento della sostituzione) pronto a chiudere ogni azione in gol. E’ successo così che l’aggressività dei blucerchiati (38 punti in 18 partite: nessuno meglio nel ritorno) ha fruttato subito un micidiale uno-due firmato, appunto, da Pozzi: prima su una galoppata di Eder, Armellino non ha chiuso e sul tocco dell’attaccante la decisiva deviazione di Angella ha ingannato Belardi. Quindi, su un cross di Munari dalla destra, il bis di Pozzi grazie a un diagonale rasoterra che s’è infilato fra il palo alla destra di Belardi e Colombo, con Freddi e D’Alessandro in ritardo sulla chiusura. La proprietà commutativa E qui

è emersa la forza di un gruppo che — rispetto a molte pretendenti alla A — può contare su una rosa di valore e intercambiabile. Ecco perché la squadra di Iachini non ha accusato flessioni dopo l’infortunio di Juan Antonio (contusione al lobo oculare destro con ematoma alla palpebra), abbattuto involontariamente da Renan. Lo strapotere sampdoriano è giun-

SQUADRE

PT

PESCARA TORINO SASSUOLO VERONA VARESE SAMPDORIA PADOVA BRESCIA REGGINA JUVE STABIA (-4) MODENA GROSSETO CITTADELLA BARI (-6) CROTONE (-2) ASCOLI (-7) EMPOLI LIVORNO NOCERINA VICENZA GUBBIO ALBINOLEFFE

74 73 73 73 65 64 60 56 54 53 48 48 47 46 46 43 39 38 37 37 31 25

PARTITE G V N P 38 23 5 10 37 21 10 6 38 20 13 5 39 22 7 10 39 18 11 10 39 16 16 7 38 17 9 12 39 15 11 13 39 14 12 13 38 15 12 11 39 11 15 13 39 11 15 13 39 13 8 18 39 13 13 13 39 11 15 13 39 13 11 15 38 10 9 19 38 9 11 18 39 9 10 20 39 8 13 18 38 7 10 21 38 5 10 23

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

PROSSIMO TURNO Recupero 35ª - Domani, ore 20.45 ALBINOLEFFE-EMPOLI (0-0) 40ª giornata - Venerdì, ore 20.45 BARI-BRESCIA (0-1). Sabato, ore 15 CROTONE-NOCERINA (2-0), EMPOLI-VICENZA (0-1), JUVE STABIA-SAMPDORIA (1-1), LIVORNO-SASSUOLO (1-2), MODENA-GROSSETO (1-1), PADOVA-GUBBIO (0-1), REGGINA-CITTADELLA (2-3), VARESE-ASCOLI (0-0). Ore 18 PESCARA-TORINO (2-4). Lunedì 14, ore 20.45 ALBINOLEFFE-VERONA (0-1).

MARCATORI

L’esultanza di Nicola Pozzi, 25 anni, dopo aver segnato il terzo gol LAPRESSE

to a compimento con l’ultima perla di Pozzi (diagonale al volo di sinistro su lancio di Obiang). Tre a zero ed ovazione del Ferraris quando il bomber ha lasciato il posto a Pellè. A quel punto i blucerchiati hanno rallentato e il calo del pressing ha fruttato il gol di Melara agli uomini dell’ex Breda (fuga di Rizzato sulla sinistra ed incertezza fatale di Rispoli). Una rete che ha interrotto l’imbattibilità interna della Samp che durava da 711 minuti (20 gennaio, 1-1 con il Livorno).

23 RETI Immobile (4, Pescara). 19 RETI Sau (2, Juve Stabia). 18 RETI Sansone (7, Sassuolo). 16 RETI Pozzi (2, Sampdoria) 14 RETI Jonathas (3, Brescia); Tavano (1, Empoli); Sforzini (2, Grosseto). 13 RETI Sansovini (Pescara); Abbruscato (4, Vicenza).

LA VOLATA PER LA PROMOZIONE E I PLAYOFF 40ª

41ª

42ª

PESCARA

74

Torino

SAMPDORIA

Nocerina

TORINO

73

PESCARA

Modena

ALBINOLEFFE

SASSUOLO

73

LIVORNO

Reggina

JUVE STABIA

VERONA

73

ALBINOLEFFE

Varese

MODENA

VARESE

65

Ascoli

VERONA

Sampdoria

JUVE STABIA

Pescara

VARESE

Gubbio

NOCERINA

Ascoli

SAMPDORIA 64 PADOVA

60

In MAIUSCOLO le partite in trasferta, in grigio gli scontri diretti. Torino due gare in meno; Pescara, Sassuolo e Padova una gara in meno GDS

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ORE 21 DOPO LE POLEMICHE PER IL BLACKOUT E IL RISULTATO CAMBIATO DUE VOLTE

ORE 19

LA SVOLTA DOPO IL QUINTO K.O. DI FILA

Toro-Padova, la rivincita L’Olimpico accende le luci

Braglia va a Gubbio senza Sau

Livorno: via Madonna Per la salvezza tocca a Perotti con Gelain

TORINO PADOVA

GUBBIO JUVE STABIA

TORINO (4-2-4) 99 BENUSSI 3 D’AMBROSIO 25 GLIK 6 OGBONNA 28 PARISI 4 BASHA 11 IORI 19 STEVANOVIC 9 BIANCHI 7 ANTENUCCI 22 GUBERTI All. VENTURA

PADOVA (4-3-1-2) 73 PERIN 2 DONATI 14 SCHIAVI 53 D. BECCARO 3 FRANCO 8 BOVO 77 ITALIANO 7 MARCOLINI 5 BENTIVOGLIO 11 CUTOLO 10 CACIA All. DAL CANTO

PANCHINA 1 Morello, 5 Di Cesare, 20 Vives, 90 Oduamadi, 77 Pasquato, 69 Meggiorini, 10 Sgrigna.

PANCHINA 22 Pelizzoli, 50 C. Beccaro, 88 Cuffa, 84 Jidayi, 23 Lazarevic, 45 Drame, 28 Ruopolo

ARBITRO Ostinelli di Como GUARDALINEE Meli-Bianchi PREZZI da 10 a 90 euro TV Sky Sport 1 HD, Calcio 1 HD e Premium Calcio

ANDREA MORETTO FABRIZIO TURCO

La sensazione è che quella di stasera allo stadio Olimpico di Torino sarà la partita dell' anno. Comunque la si consideri. Per il passato (le polemiche dopo il blackout, lo 0-3 assegnato al Toro, poi la vittoria tornata al Padova) e per il presente, cioè la classifica. Ecco come le squadre hanno vissuto la vigilia

Il momento del blackout durante Padova-Torino del 3 dicembre LAPRESSE Torino carico Mentre Ventura fa il pompiere, da dentro lo spogliatoio giungono i cori propiziatori dei giocatori, poco oxfordiani e poco padovani. Insomma, Toro-Padova travalica i tre punti pur fondamentali in chiave promozione, e coinvolge quella sentenza della Corte di Giustizia Federale che in città è stata vissuta come una coltellata indebita. «Ma io a quel proposito le ripeto le parole che ho sempre detto: sono cose che non ci riguardano, noi dobbiamo solo pensare a giocare dice Ventura -. E’ una partita importante, ma non particolare. Firmerei per perdere 4-0 e vincere poi tutte le altre. Dopo aver tirato tutto un campionato in testa, adesso ci ritroviamo ad affrontare tre scontri diretti in otto giorni: è bizzarro, d'altra parte qui è tutto anomalo».

Ed ecco emergere il peso della serata: «E' più importante di Pescara, per gli scenari che si spalancherebbero con i tre punti». Padova in emergenza «Sarà difficile – dice il tecnico del Padova, Alessandro Dal Canto – arriviamo da una flessione, ma non ci fasciamo già la testa». Con le vittorie di Varese e Samp la corsa playoff è più complicata per il Padova: «Mi aspettavo questi risultati. Dobbiamo cercare di fare più punti possibile fino al termine del campionato». E tra qualche giocatore in dubbio e le squalifiche con un difesa emergenza (per le squalifiche di Portin, Trevisan, Legati e Renzetti), il Padova non avrà tempo di ripensare alla partita dell’andata vinta 1-0, in due riprese. © RIPRODUZIONE RISERVATA

RETI F S 84 52 49 25 50 28 55 39 50 37 49 27 52 50 44 41 59 49 50 44 47 54 45 55 46 57 41 43 51 53 42 44 41 55 42 48 48 67 36 59 36 61 36 65

GUBBIO (3-4-1-2) 1 FARABBI 23 BARTOLUCCI 77 COTTAFAVA 13 BENEDETTI 39 ALMICI 14 LUNARDINI 40 NWANKWO 3 RUI 11 GUZMAN 9 CIOFANI 18 GRAFFIEDI All. APOLLONI

JUVE STABIA (4-4-2) 18 COLOMBI 17 CAPPELLETTI 5 MOLINARI 6 SCOGNAMIGLIO 29 DI CUONZO 7 ERPEN 21 DANUCCI 22 DI TACCHIO 3 ZITO 9 MBAKOGU 26 FALCINELLI All. BRAGLIA

PANCHINA 32 Donnarumma, 33 Caracciolo, 15 Montefusco, 21 Gerbo, 8 Sandreani, 30 Ragatzu, 19 Lofquist.

PANCHINA 90 Seculin, 56 Maury, 91 De Bode, 23 Scozzarella, 16 Caserta, 30 Beretta, 75 Zantu.

ARBITRO Cervellera di Taranto GUARDALINEE Bernardoni-Paiusco PREZZI da 8 a 35 euro TV Sky Calcio 3 HD e Premium Calcio (andata 0-1) GUBBIO Problemi alla schiena per Donnarumma (ernia?), in porta va Farabbi. Apolloni conferma il 3-4-1-2 con Benedetti per Caracciolo, Guzman trequartista, Graffiedi e Ciofani in attacco. Squalificati nessuno. Squalificati Bartolucci, Caracciolo, Cottafava, Benedetti, Boisfer, Buchel, Graffiedi, Bazzoffia. JUVE STABIA Colombi al posto di Seculin (febbre). In difesa Molinari titolare, per l’altro ruolo di centrale ballottaggio tra Scognamiglio e Maury con il primo favorito. Attacco inedito Mbakogu-Falcinelli per la squalifica di Sau e l’infortunio di Danilevicius. Squalificati Sau. Diffidati Seculin, Colombi, Mezavilla, Mbakogu, Biraghi, Erpen e Maury.

LIVORNO Secondo cambio di allenatore per il Livorno. La sconfitta a Verona (quinta di fila) e la precaria posizione di classifica, ha convinto il presidente Spinelli a cambiare la guida della squadra ed esonerare Madonna che aveva a sua volta rilevato Novellino. La scelta è caduta su Attilio Perotti già direttore dell’area tecnica (ultima panchina al Genoa nel 2006 in C1) che sarà affiancato da Ezio Gelain, 50 anni, con esperienze come allenatore della Primavera di Empoli e Piacenza e vice allenatore a Empoli e Genoa dove aveva lavorato con Perotti. E’ il cambio numero 27 in questo campionato. ESAURITO A PESCARA Ci sarebbe voluto uno stadio da 30 mila posti per Pescara-Torino. I 20 mila biglietti a disposizione per la sfida di sabato alle 18 all'Adriatico, sono stati polverizzati con una settimana d'anticipo. L'ultimo settore ad andare esaurito è stata la Tribuna Majella inferiore. Contro il Torino sarà battuto il record stagionale stabilito qualche mese fa contro il Verona. E già si profila l'ultimo grande pienone: da giorni è aperta la vendita dei biglietti per l'ultima giornata di

Attilio Perotti, 66 anni LIVERANI campionato, sabato 26, contro la Nocerina. Potrebbe essere un giorno di festa indimenticabile per Pescara. Anche per la prosecuzione della gara contro il Livorno di martedì 15 (si parte dal 31'del primo tempo, per questo la società ha deciso prezzi popolari per i biglietti) ci sarà un pubblico record. Intanto ieri si è svolta una manifestazione per protestare contro la presenza dei rom in cittá. Hanno partecipato oltre mille persone che hanno voluto così protestare per l’uccisione del giovane ultrá di Pescara, Domenico Rigante, avvenuta il Primo maggio. UN TURNO A HETEMAJ In vista del recupero di domani con l’Empoli, il giudice sportivo ha squalificato Hetemaj (AlbinoLeffe) per una giornata.


LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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PRIMA DIVISIONE GIRONE A 34a GIORNATA Anche all’ultima giornata, i due gironi ci tengono a ribadire la loro differenza. Da una parte (girone A) tutto era già scritto e soltanto la zona playout ha visto qualche aggiustamento, definendo la salvezza del Como. Ben altra storia nel girone B, uno dei campionati più incerti di sempre in terza serie. Lo Spezia non ha fallito l’appuntamento con la storia e ha firmato una

l’Analisi di NICOLA BINDA twitter@nickbinda

Gli spareggi e poi un’altra dura estate

Rullo Taranto: 24 gare utili ed è secondo AVELLINO

1

TARANTO

2

(poca) distanza nella vicina Piacenza: i pugliesi perdono i playoff solo per il punto di penalizzazione dovuto alla partecipazione del proprietario del club in una società di scommesse. Di tutte le sanzioni (un male necessario) è sicuramente quella più particolare, In ogni caso i segni meno nelle classifiche sono stati anche in questa stagione troppi e significativi. Questo è il

I VERDETTI

Pro Vercelli e Carpi: testa già ai playoff

penalizzazione era vinto, ma gli uomini di Dionigi hanno le carte in mano per farlo partendo favoriti nei playoff (si parte con la Pro Vercelli). «Siamo una bella favola – dice il tecnico Dionigi – e credo che Taranto deve andare orgogliosa di avere una squadra così».

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GIUDIZIO MARCATORI Zigoni (A) al 25’, Sciaudone (T) al 33’ p.t.; Di Deo (T) al 32’ s.t. AVELLINO (4-4-2) Fumagalli 6,5; Zappacosta 6,5 (dal 29’ s.t. De Gol s.v.), Porcaro 6, Puleo 5,5, Izzo 5; Malaccari 6 (dal 20’ s.t. Capua 6), Massimo 6,5, Arcuri 6, Millesi 6; De Angelis 5,5, Zigoni 6,5 (dal 34’ s.t. Guerriero s.v.). (Fortunato, R. Ricci, Labriola, Thiam). All. Bucaro 6. TARANTO (3-4-3) Bremec 6; Sosa 6, Di Bari 6, Rizzi 5,5 (dall’8’ s.t. Coly 6); Garufo 5,5, Sciaudone 7, Di Deo 6,5, Bertolucci 6; Rantier 6,5 (dal 27’ s.t. Guazzo 6), Girardi 6, Bradaschia 6 (dal 17’ s.t. Pensalfini 6). (Faraon, Zorzal, Giorgino, Marciano). All. Dionigi 6. ARBITRO Manganiello di Pinerolo 6. NOTE spettatori 2.000 circa, paganti, abbonati e incasso non comunicati. Espulso Izzo al 46’ s.t.; ammoniti Porcaro, Rizzi, Massimo e Di Bari. Angoli 12-6.

0

CARPI

0

++

PRO VERCELLI (4-3-1-2) Miranda 7; Bencivenga 7, Ranellucci 7, Cancellotti 6, Murante 6 (dal 33’ s.t. Talpa s.v.); Germano 6,5, Disabato 6 (dal 22’ s.t. Tonani 6), Marconi 6,5; Espinal 6; Iemmello 6,5 (dall’11’ s.t. Tripoli 6), Malatesta 6. (Valentini, Benincasa, Russo, Geografo). All. Turone 6 (Braghin squalificato). CARPI (4-4-2) Bastianoni 6; Laurini 6, Poli 6,5, De Paola 6 (dal 20’ p.t. Lollini 6), Lorusso 6; Potenza 6 (dal 27’ s.t. Boniperti 6), Sogus 6, Perini 6, Concas 6,5; Ferretti 6,5, Eusepi 6,5 (dal 27’ s.t. Cenetti 6). (Mandrelli, Donnarumma, Perrulli, Cioffi). All. Notaristefano 6. ARBITRO Ripa di Nocera Inferiore 5,5. NOTE paganti 650, abbonati 667, incasso di 8.033 euro. Ammoniti Sogus, Potenza, Bencivenga e Cancellotti. Angoli 1-5.

la e vera, con l’Avellino (Bucaro a fine gara annuncia l’addio) che non ci stava a perdere e che, specie nel primo tempo, ha messo in difficoltà gli ospiti. Così al 25’ gli irpini trovano il gol con Zigoni che sotto misura insacca approfittando di una corta respinta di Bremec. Il Taranto reagisce subito pareggiando al 33’ con una conclusione di Sciaudone, toccata da Izzo. L’Avellino sfiora il raddoppio con un gran tiro di De Angelis al 45’ ribattuto alla grande da Bremec. Nella ripresa la solidità del Taranto, specie nell’asse a metà campo Sciaudone-Di Deo, viene fuori e Fumagalli salva l’Avellino su Girardi, Rantier e Guazzo. Il portierone irpino non può far nulla al 32’ quando su angolo di Bertolucci irrompe di Deo che di testa insacca.

Il Taranto consolida il secondo posto, passa col piglio della grande squadra ad Avellino e conquista il 24˚ risultato utile di fila proseguendo un’imbattibilità che dura da oltre 6 mesi (ultima sconfitta il 30 ottobre a Benevento). Peccato che il campionato senza i 7 punti di

PRO VERCELLI

GIUDIZIO

Partita vera E’ stata una gara bel-

LUIGI ZAPPELLA AVELLINO

volto brutto di una categoria che si avvia a un’altra estate calda per le iscrizioni: ci sarà il taglio di tante squadre? Si arriverà alla categoria unica, anche se lo Statuto lo impedisce? Tra un mese sarà argomento quotidiano. Ora sotto con playoff e playout, che non hanno mai deluso. L’augurio è che, almeno qui, il girone A sia all’altezza dell’altro.

promozione soffertissima, dopo una lunga rimonta culminata proprio in extremis con il sorpasso sul Trapani, che adesso va ai playoff nelle condizioni peggiori: delusissimo. E contro ci sarà la Cremonese, altra grande favorita della vigilia ma mai in grado di scrollarsi di dosso il fardello della penalizzazione. Che emozioni nel testa a testa con il Barletta, vissuto a

RAFFAELLA LANZA VERCELLI

GDS

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In semifinale playoff Pro Vercelli e Carpi non si incontreranno. Lo 0-0 uscito al Piola, con il Taranto vittorioso ad Avellino e il Sorrento che agguanta il pari nei minuti di recupero a Pisa, impedisce alle due squadre di darsi l’arrivederci a domenica 20. Sulla strada che porta alla B i vercellesi

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troveranno al primo step i pugliesi, gli emiliani affronteranno i campani. Ieri Braghin e Notaristefano non hanno voluto rischiare: gli acciaccati e i diffidati sono finiti in tribuna. Spavento per De Paola finito all’ospedale per trauma facciale: al 15’ Malatesta in semirovesciata invece di colpire la palla, ha tirato, involontariamente, un calcio in pieno volto al difensore. Prudenza In campo ritmi blandi, ma spazio anche ad azioni da gol. La Pro si propone, il Carpi risponde. Al 21’ parata spettacolare di Miranda: Poli di testa cerca la porta, ma il portiere salva d’istinto. Al 37’ ancora il numero uno brasiliano protagonista: impedisce a Concas di andare a rete. Nell’azione successiva è Iemmello che sfiora il palo con un potente diagonale. La ripresa si apre con la traversa centrata in pieno da Ferretti. Al 18’ Germano serve un cross preciso a Marconi, che al volo calcia in porta: troppo centrale e Bastianoni non ha problemi a fermare la sfera. Al 29’ Ferretti fallisce la palla del vantaggio. E la gara finisce qui.

COMO

0

TRITIUM

0

FOLIGNO

0

FOGGIA

1

BENEVENTO

1

REGGIANA

1

2

TERNANA

0

VIAREGGIO

2

SPAL

1

PAVIA

2

MONZA

0

LUMEZZANE

0

Sorrento quarto grazie a Basso Il Pisa si congeda con un buon pari

Il Como evita i playout ma non la contestazione Ternana serena

Il Viareggio passa e Cuoghi accusa: «Gare non chiare» Tritium spenta

Alla Spal basta l’acuto di Marconi ma resta muta Il Foligno se ne va

Il Pavia fa il colpo Marchi: due gol e la squalifica Foggia, crisi nera

Benevento vince grazie a Cia che buca la rete Monza ai playout

La Reggiana va col solito Alessi: poi Zauli si sfoga Lumezzane k.o.

MARCATORI Tulli (P) al 7’, Ginestra (S) al 21’, Perna (P) su rigore al 41’ p.t.; Basso (S) al 50’ s.t. PISA (3-5-2) Sepe 4; Raimondi 6,5, Colombini 6,5, Bizzotto 6 (dal 27' s.t. Sodano 5,5); Audel 5,5, Ilari 6 (dal 47' s.t. Scicchitano s.v.), Genevier 7, Favasuli 6,5, Benedetti 6; Perna 6,5 (dal 13' s.t. Perez 6), Tulli 6. (Pugliesi, Benvenga, Tremolada, Gatto). All. Pane 6,5. SORRENTO (4-2-3-1) Chiodini 4,5; Vanin 6, Terra 6, Di Nunzio 5,5, Sabato 6,5; Camillucci 6, Beati 6; Carlini 6,5 (dal 32' s.t. Corsetti 6), Scappini 6,5, Bondi 7 (dal 27' s.t. Basso 6,5); Ginestra 6,5 (dal 36' s.t. Maritato s.v.). (Rossi, Nocentini, Bonomi, De Gianbattista). All. Ruotolo 6,5. ARBITRO Dei Giudici di Latina 6. NOTE paganti 481, abbonati 2.125, incasso nc. Ammoniti Di Nunzio, Favasuli e Audel. Angoli 8-4.

COMO (4-4-2) Giambruno 6; Ghidotti 6,5, Urbano 6, Diniz 6, Som 6; Ciotola 6,5 (dal 31’ s.t. Vicente s.v.), Salvi 6,5, Ardito 6, Imburgia 6,5; Ripa 6,5, Tavares 6. (Twardzik, Toledo, Paonessa, Palumbo, Ambrosini, Conti). All. Ramella 6. TERNANA (3-4-3) Virgili 6,5; Fazio 6, Ferraro 6, De Giosa 6,5; Dianda 6, Carcuro 6, Miglietta 6, Gotti 6 (dal 35’ s.t. Camillini s.v.); Sinigaglia 6 (dal 49’ s.t. Chianello s.v.), Litteri 6, Giacomelli 6 (dal 10’ s.t. Docente 6). (Ambrosi, Fusciello, Cejas, Pisacane). All. Toscano 6. ARBITRO Penno di Nichelino 6,5. NOTE paganti 1.034, abbonati 353, incasso di 10.460 euro. Ammoniti Urbano, Fazio e Litteri. Angoli 4-2.

MARCATORI Zaza al 20’ p.t.; Cesarini al 48’ s.t. TRITIUM (3-5-2) Nodari 7,5; Suagher 6 (dal 12’ s.t. Cremaschi 6,5), Dionisi 6, Teso 6; E. Bortolotto 7, Corti 6, Di Ceglie 5,5 (dal 15’ s.t. Spampatti 6,5), Monacizzo 6, Riva 6; Sinato 6 (dal 35’ s.t. Magnaghi s.v.), Casiraghi 7. (Pansera, Possenti, Gavazzeni, Daldosso). All. Romualdi-Cazzaniga 6. VIAREGGIO (3-5-2) Gazzoli 7; Monopoli 6, Conson 6, Carnesalini 6,5; Pellegrini 6,5, Pizza 6, Berardocco 6 (dal 17' s.t. Maltese 6), Licata 6,5, Calamai 6 (dall’11’ s.t. Tarantino 6); Zaza 7,5 (dal 45’ s.t. Scardina s.v.), Cesarini 7. (Merlano, Sorbo, Lepri, Guerra). All. Cuoghi 6,5. ARBITRO Borriello di Mantova 6. NOTE spettatori 400 circa, paganti, abbonanti e incasso nc. Ammoniti Di Ceglie, Tarantino e Corti. Angoli 9-1.

MARCATORE Marconi al 13’ p.t. FOLIGNO (4-4-2) Mazzoni 6; Di Emma 6, Tuia 5,5, Barbagli 6,5, Petti 5,5 (dal 1’ s.t. Carroccio 5,5); Rizzo 6,5 (dal 22’ s.t. Tattini 5,5), Menchinella 6, Papa 5,5, Coresi 6; Guidone 5,5, Caturano 5,5 (dal 30’ s.t. Ferrari 5,5). (Kovacsik, Stoppini, Evangelisti, Fedeli). All. Pagliari 6. SPAL (4-1-4-1) Costantino 6; Ghiringhelli 6, Zamboni 6, Beduschi 6, Canzian 6,5; Bedin 6; Cosner 6 (dal 43’ s.t. Piras s.v.), Agnelli 6, Castiglia 6, Laurenti 7 (dal 30’ s.t. Rossi 6); Marconi 7. (Capecchi, A. Vecchi, Migliorini, Fortunato, Arma). All. S. Vecchi 7. ARBITRO Paolini di Ascoli Piceno 6. NOTE paganti 125, abbonati 387, incasso di 2.893 euro. Ammoniti Tuia, Barbagli e Papa. Angoli 5-6.

MARCATORI Marchi (P) al 17’, Ferreira (F) al 27’ p.t.; Marchi (P) su rigore al 18’ s.t. FOGGIA (3-4-3) Botticella 6; Lanzoni 5,5 (dal 25’ s.t. Lanteri 6), De Leidi 5,5, Gigliotti 5,5; Traoré 6 (dal 40’ s.t. Reali s.v.), Wagner 5,5, Perpetuini 5,5, Cardin 5,5; Ferreira 6, Defrel 5,5, Marinaro 6. (Leo, D’Orsi, Frigerio, Lira Ferreira, Cortesi). All. Bonacina 5. PAVIA (4-4-2) Cacchioli 6; Gheller 6,5, Caidi 6, Fasano 6, Meregalli 6; Bufalino 5,5 (dal 5’ s.t. Ancora 6,5), Meza Colli 6 (dal 13’ s.t. Galassi 6,5), Cinelli 6, Statella 6; D’Errico 5 (dal 9’ s.t. Dall’Oglio 6), Marchi 7. (Pantaleo, Radoi, Cesca). All. Roselli 6,5. ARBITRO Bruno di Torino 6. NOTE paganti 28, abbonati 1.838, incasso di 22.140 euro. Ammoniti Meza Colli, Marchi, Perpetuini, Galassi e Wagner. Angoli 3-7.

MARCATORE Cia al 39’ p.t. BENEVENTO (4-3-3) Gori 6,5; Pedrelli 6,5, Signorini 6,5, Siniscalchi 7, Anaclerio 6,5; Rajcic 7,5, D’Anna 7,5, Vacca 6,5 (dal 27’ s.t. Aracri 6); Cia 7,5, Altinier 6 (dal 21’ s.t. D’Andrea 6), Carretta 6 (dal 43’ s.t. Clemente s.v.). (Mancinelli, Frasciello, Cipriani, Kanoute). All. Imbriani-Martinez 6,5. MONZA (4-4-2) Castelli 7; Cattaneo 5,5 (dal 18’ s.t. Romano 6), Zullo 6,5, Fiuzzi 6, Bugno 4,5; Zenoni 6, Valagussa 6, Lewandowski 6 (dal 37’ s.t. Ravasi s.v.), Anghileri 5,5 (dal 7’ s.t. Torregrossa 6); Colacone 5,5, Iacopino 6,5. (Marcandalli, Boscaro, Campinoti, Prato). All. Motta 5,5. ARBITRO Castrignano di Roma 6,5. NOTE paganti 853, abbonati 685, incasso nc. Espulso Bugno al 42’ s.t.; nessun ammonito. Angoli 6-8.

MARCATORE Alessi su rigore al 44’ p.t. REGGIANA (4-4-1-1) Bellucci 5,5; Cabeccia 5,5, Zini 6, Mei 6, Panizzi 6; Iraci 5,5 (dal 14’ s.t. Arati 6), Ardizzone 6, Viapiana 5,5, Matteini 6 (dal 29’ s.t. Berni s.v.); Alessi 6; Fedi 5 (dal 14’ s.t. Rossi 5). (Silvestri, Messineo, Doumbia, Guidetti). All. Zauli 6. LUMEZZANE (4-4-2) Brignoli 6; Diana 6, Luciani 6, Giosa 6, Pini 6; Antonelli 6, Dadson 5,5 (dall’11’ s.t. Finazzi 5), Sevieri 5, Baraye 5 (dal 37’ s.t. Fondi s.v.); Inglese 5 (dal 22’ s.t. Gasparetto 6), Ferrari 5,5. (Pascarella, Guagnetti, Malagò, Faroni). All. Nicola 5,5. ARBITRO Caso di Verona 5,5. NOTE paganti 245, abbonati 1.241, incasso di 12.092 euro. Ammoniti Viapiana, Finazzi, Brignoli, Ferrari e Dadson. Angoli 6-5.

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GIUDIZIO PISA A pochi secondi dalla fine il diagonale di Basso permette al Sorrento di difendere il quarto posto ed evitare il Taranto: in semifinale playoff i campani affronteranno il Carpi. Dopo il gol iniziale di Tulli, è stata una canonica partita di fine stagione, con squadre lunghe e sempre in attacco. Ginestra mette la firma sul primato nella classifica marcatori con la 21a rete grazie alla papera di Sepe, che fallisce la presa. Perna sale a quota 15 realizzando il rigore da lui ottenuto per fallo di Di Nunzio. Alessio Carli

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GIUDIZIO MONZA Vittoria meritata del Viareggio dopo una gara che ha messo in mostra una squadra completa in tutti i reparti, ma che lascia l’amaro in bocca a Cuoghi: «Penso che la salvezza l’abbiamo conquistata sul campo, non so se in altre partite si è giocato con la stessa intensità». Il Viareggio giocherà il playout col Monza. La squadra di Cuoghi in avvio mette sotto una Tritium che fa acqua da tutte le parti. Al 20’ il vantaggio: Licata pesca Zaza che al volo mette dentro e poi nel recupero Cesarini raddoppia in contropiede. Pierfranco Redaelli

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GIUDIZIO FOGGIA Giorgio Roselli suggella la rimonta del Pavia (24 punti in 14 gare) espugnando uno Zaccheria senza colori: protesta pacifica degli ultrà del Foggia. Il Pavia scavalca il Monza per migliore differenza reti generale (scontri diretti pari): si giocherà la salvezza con la Spal. Decide Marchi (ma salterà Ferrara per squalifica) con una doppietta, intervallata da Ferreira. Foggia salvo ma in crisi (verso l’addio il d.s. Pavone): per trovare liquidità e iscriversi al campionato, il patron Casillo ha già lanciato campagna abbonamenti e persino una lotteria. Roberto Pellegrini

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PT

TERNANA 65 TARANTO (-7) 63 CARPI 61 SORRENTO (-2) 58 PRO VERCELLI 57 BENEVENTO (-2) 56 PISA 46 LUMEZZANE 43 REGGIANA (-2) 41 AVELLINO 40 FOGGIA (-4) 38 TRITIUM 37 COMO (-3) 36 VIAREGGIO 36 SPAL (-8) 34 PAVIA 33 MONZA 33 FOLIGNO (-3) 22

GIUDIZIO BENEVENTO Il Benevento si congeda dal suo pubblico regalandogli la vittoria con una rete messa a segno da Cia. Un gol messo a segno, dal biondo tornante, con un bolide su punizione che buca letteralmente la rete: l’attento Castrignanò vede bene e indica il centro. Il successo del Benevento è anche pieno di rammarico per aver mancato, dopo sei anni consecutivi, i playoff. Il Monza invece guarda ai playout: affronterà il Viareggio. Partita con pochi spunti dove hanno esordito con i giallorossi tre giovani della Berretti. Antonio Buratto

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G 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34

PARTITE V N P 17 14 3 19 13 2 17 10 7 16 12 6 15 12 7 17 7 10 11 13 10 12 7 15 12 7 15 11 7 16 11 9 14 9 10 15 10 9 15 10 6 18 11 9 14 7 12 15 7 12 15 6 7 21

RETI F S 40 19 41 16 46 26 43 26 40 19 46 34 37 35 28 35 36 42 39 46 33 38 26 40 39 47 31 47 32 36 37 50 27 42 24 47

AVELLINO-TARANTO BENEVENTO-MONZA COMO-TERNANA FOGGIA-PAVIA FOLIGNO-SPAL PISA-SORRENTO PRO VERCELLI-CARPI REGGIANA-LUMEZZANE TRITIUM-VIAREGGIO

GIUDIZIO REGGIO EMILIA Classico match di fine stagione, con spalti deserti e ritmi blandi. La Reggiana chiude con una vittoria, grazie al 13˚ sigillo del 35enne Beppe Alessi, il granata più positivo della stagione. Il gol è arrivato al 44’ su rigore, concesso per fallo di Brignoli che in uscita ha steso Matteini. Oggi il consiglio della Reggiana deciderà le strategie per la prossima stagione, quasi sicura la conferma di Zauli che ieri si è tolto un sassolino: «In 20 anni di calcio mai trovato un ambiente così negativo, a Reggio si guarda sempre il bicchiere mezzo vuoto». Ezio Fanticini

1-2 1-0 0-0 1-2 0-1 2-2 0-0 1-0 0-2

I VERDETTI PROMOSSA IN SERIE B TERNANA PLAYOFF (semifinali 20 e 27 maggio, finali 3 e 10 giugno) PRO VERCELLI-TARANTO e SORRENTO-CARPI PLAYOUT (20 e 27 maggio) MONZA-VIAREGGIO e PAVIA-SPAL RETROCESSO IN SECONDA DIVISIONE FOLIGNO

MARCATORI 21 RETI Ginestra (3, Sorrento). 18 RETI Arma (3, Spal). 15 RETI Perna (4, Pisa). 13 RETI Alessi (4, Reggiana). 11 RETI Zigoni (Avellino); Cia (Benevento). 9 RETI Malatesta (1, Pro Vercelli); Zaza (1, Viareggio).

girone B CLASSIFICA SQUADRE

PT

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GIUDIZIO FOLIGNO (Pg) Il Foligno perde ancora e lascia dopo 5 anni la Prima divisione. La Spal agguanta i tre punti senza problemi e si prepara ad affrontare il playout con il Pavia. E’ stata una gara brutta sotto un diluvio incessante e per la Spal è stato semplice passare. Il gol al 13’: Laurenti invia un ottimo pallone a Cosner che crossa in area, guizzo di Marconi e palla in rete. Nella ripresa la pioggia blocca qualsiasi manovra e il Foligno si spegne mentre la Spal chiude tutti gli spazi. In sala stampa i ferraresi non si presentano restando così in silenzio. Roberto Di Meo

SQUADRE

RISULTATI

SORRENTO

++

CLASSIFICA

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

PISA

GIUDIZIO COMO Un pareggio che salva il Como, nonostante l’arrivo a pari punti con il Viareggio in quint’ultima posizione. A tenere i comaschi fuori dai playout è la differenza reti generale del campionato (-8 per il Como, -16 per il Viareggio) visto che nei due scontri diretti con i toscani il risultato è stato identico: vittoria per 2-1 in trasferta per entrambe. Contro la già promossa Ternana, primo tempo equilibrato con un paio di occasioni per parte. Più Como nella ripresa, l’occasione più pericolosa un palo colpito da Ripa al 4’ del secondo tempo. Finisce comunque tra i fischi di parte della tifoseria, delusa dall’andamento della stagione azzurra. Lilliana Cavatorta

girone A

SPEZIA TRAPANI SIRACUSA (-5) LANCIANO CREMONESE (-6) BARLETTA (-1) ALTO ADIGE FROSINONE CARRARESE PORTOGRUARO PERGOCREMA (-5) ANDRIA FERALPI SALO' PRATO TRIESTINA LATINA PIACENZA (-9) BASSANO

62 60 58 54 49 48 46 45 45 42 40 39 38 35 35 35 34 32

G 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34 34

PARTITE V N P 17 11 6 17 9 8 18 9 7 15 9 10 15 10 9 12 13 9 11 13 10 13 6 15 11 12 11 10 12 12 12 9 13 9 12 13 9 11 14 8 11 15 9 8 17 8 11 15 10 13 11 7 11 16

RETI F S 48 29 57 42 46 31 40 35 47 30 43 38 39 34 40 41 43 39 41 45 33 46 37 38 26 37 36 44 43 55 37 45 41 49 29 48

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

RISULTATI ANDRIA-PORTOGRUARO CARRARESE-PERGOCREMA CREMONESE-ALTO ADIGE FROSINONE-SIRACUSA LANCIANO-FERALPI SALO' PIACENZA-BARLETTA PRATO-TRIESTINA SPEZIA-LATINA TRAPANI-BASSANO

5-0 4-1 1-1 0-1 1-2 2-2 5-0 3-0 3-3

I VERDETTI PROMOSSA IN SERIE B SPEZIA PLAYOFF (semifinali 20 e 27 maggio, finali 3 e 10 giugno) CREMONESE-TRAPANI e LANCIANO-SIRACUSA PLAYOUT (20 e 27 maggio) PIACENZA-PRATO e LATINA-TRIESTINA RETROCESSO IN SECONDA DIVISIONE BASSANO

MARCATORI 17 RETI Le Noci (5, Cremonese). 16 RETI Pavoletti (Lanciano). 15 RETI Evacuo (8, Spezia). 14 RETI Mazzeo (2, Barletta); Madonia (Trapani); Godeas (Triestina). 13 RETI Fischnaller (6, Alto Adige). 11 RETI Gaeta (5, Carrarese); Pisanu (5, Prato). 10 RETI Tarana (3, Feralpi Salò); Pià (4, Pergocrema); Corazza (Portogruaro).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

PRIMA DIVISIONE GIRONE B 34a GIORNATA

SPEZIA IN B Perla di Iunco E poi la festa Latina travolto: bis dopo la Coppa Italia Volpi: «Ora lavoriamo per andare in A» SPEZIA LATINA

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DAL NOSTRO INVIATO

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ALESSIO DA RONCH LA SPEZIA

GIUDIZIO MARCATORI Iunco al 38’, Evacuo al 46’ p.t.; Vannucchi al 9’ s.t. SPEZIA (4-3-1-2) Russo 6; Madonna 6, Bianchi 6,5, Lucioni 7, Pedrelli 6; Casoli 6, Grauso 6 (dal 35’ s.t. Mora s.v.), Bianco 5,5 (dal 22’ s.t. Buzzegoli 6); Vannucchi 6,5; Evacuo 6,5, Iunco 7 (dal 12’ s.t. Guerra 6). (Conti, Ricci, Testini, Marotta). All. Serena 7. LATINA (4-5-1) Martinuzzi 6; Bruscagin 6, Agius 6,5, Farina 5,5, Toscano 5; Falzerano 5, Berardi 6 (dal 12’ s.t. Ricciardi 5,5), Burrai 6, Fossati 5 (dal 18’ s.t. Burzigotti 5,5), Kolawole 6 (dal 18’ p.t. Martignago 5); Bernardo 6. (Radio, Citro, Jefferson, Giacomini). All. Sanderra 6. ARBITRO Maresca di Napoli 6. NOTE paganti 6.792, abbonati 2.711, incasso di 71.578 euro. Ammoniti Pedrelli, Vannucchi, Bianco, Iunco, Burrai e Falzerano. Angoli 2-4.

La festa dei giocatori dello Spezia dopo il fischio finale: è serie B LIVERANI

Il mondo capovolto. Lo Spezia conclude la sua corsa alla serie B nel modo più incredibile e bello: 11 punti recuperati al Trapani in dieci giornate, il successo in Coppa Italia e quello nel campionato in pochi giorni. Dalla contestazione all’apoteosi. Forse anche per questo i calciatori dello Spezia scelgono un modo originale per festeggiare: dopo aver battuto il Latina prendono in mano il microfono e, guidati da Bianchi e Testini, rispediscono al mittente, cioè alla curva degli ultrà, i cori offensivi ricevuti nei mesi

scorsi: «Andate a lavorare», «Se veniamo di lì vi facciamo un c... così», e chi più ne ha più ne metta. Non è una risposta polemica, ma una purificazione: i giocatori cantano, i tifosi fanno il coro, intanto dispiegano la loro bandierona: «La Serie A non ci spaventa».

pena fuori area, spalle alla porta, inventa, di destro, una traiettoria che si insacca nell’angolo alto alla destra di Martinuzzi. Inizia la festa. Evacuo raddoppia su angolo di Vannucchi e finta di Bianco. Vannucchi chiude il conto, con un bel destro da fuori.

Iunco meraviglia Eh sì, perché a La Spezia il sogno è appena iniziato. Il successo sul Latina arriva dopo 38’ di sofferenza, con gli ospiti con una sola idea: fare ostruzionismo. Lo Spezia, annebbiato e innervosito, praticamente non gioca, ma Iunco ha un’idea bellissima: su una spizzata di Evacuo, si porta avanti la palla di testa, poi, ap-

Uomini e progetti Il Latina è an-

nientato, lo Spezia spiega le ali e vola lontanissimo: «Da domani si inizia a lavorare – promette il patron Gabriele Volpi – per onorare la serie B e, al più presto, provare ad andare in A». I primi due pilastri sono già lì: il d.s. Nelso Ricci e l’allenatore Michele Serena, arrivati in Liguria quando la nave stava affon-

dando, per mesi impegnati a navigare in tempesta, in 2 settimane divenuti eroi insieme all’a.d. Giuseppe Spalenza. «Ora però – ammonisce Serena – io penso alla Supercoppa della Lega Pro». Ricci ha già in mente il suo progetto: confermare le basi del gruppo (ci sono 6 comproprietà tra cui Lollo e Casoli) e completarlo con giovani emergenti. Volpi, però, oltre alla possibilità di investire cifre importanti, ha idee interessanti. «Che – sottolinea – contano più dei soldi. Pescheremo anche in Nigeria, dove la nostra società, la Socialsport, aiuta a crescere tanti giovani calciatori, e uno di questi, Salomon, passerà alla Juventus. Altri verranno allo Spezia, oltre che alla gemellata Rijeka in Croazia. A me piace guardare avanti». Lui, arrivato allo Spezia dopo il fallimento del 2008, con i liguri ha appena conquistato la coppa Italia di Lega e il campionato, nei prossimi giorni potrà puntare alla supercoppa di Lega. Con la Pro Recco di Pallanuoto ha appena vinto la Champions femminile e punta ad altri tre titoli, in Italia e in Europa, con le sue squadre. Tra pochi giorni potrebbe avere in mano sette titoli. I suoi non sono solo sogni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CREMONESE

1

ALTO ADIGE

1

La Cremonese ai playoff Che brividi con l’Alto Adige MARCATORI Fietta (C) al 28', Schenetti (AA) al 32' p.t. CREMONESE (4-3-3) Alfonso 6,5; Polenghi 6,5, Minelli 6, Cesar 6, Sales 6; Fietta 7, Pestrin 6, Dettori 6; Filippini 5 (dal 12' s.t. Rabito 6), Le Noci 5,5 (dal 48' s.t. Rigione s.v.), Nizzetto 6 (dal 22' s.t. Samb 5,5). (Bianchi, Semenzato, Tacchinardi, Degeri). All. Brevi 6,5. ALTO ADIGE (4-3-3) Iacobucci 7; Iacoponi 6, Kiem 6, Cascone 5,5, Legittimo 6; Campo 6, Calliari 6, Bacher 6,5; Fink 6 (dal 12' s.t. Albanese 5,5), Giannetti 6,5 (dal 33' s.t. Chinellato s.v.), Schenetti 6,5 (dal 20' s.t. Grea 6). (Miskiewicz, Tagliani, Santonocito, Chiavarini). All. Stroppa 6,5. ARBITRO Cifelli di Campobasso 6. NOTE paganti 1.625, abbonati 1.649, incasso di 17.318 euro. Ammoniti Cesar, Fietta, Bianchi, Cascone e Bacher. Angoli 11-2. GIUDIZIO

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CREMONA Al termine di una altalena di emozioni la Cremonese conquista i playoff. La squadra di Brevi prova di tutto, ma l'Alto Adige alla lunga merita il pari. Cremonese in vantaggio con Fietta al 28', ma dopo 4’ Schenetti pareggia dopo respinta di Alfonso su tiro di Fink. La Cremonese insiste, ma si trova davanti un ispirato Iacobucci. L'Alto Adige si sveglia quando con una vittoria potrebbe andare ai playoff (pari del Piacenza con il Barletta), ma Alfonso non viene più impegnato. Mezza rissa nel finale, con Cascone che tenta di venire alle mani con Bianchi, che in panchina trattiene troppo la palla (due gialli). Giorgio Barbieri

TRAPANI

3

PIACENZA

2

FROSINONE

0

LANCIANO

1

PRATO

5

ANDRIA

5

CARRARESE

4

BASSANO

3

BARLETTA

2

SIRACUSA

1

FERALPI SALÒ

2

TRIESTINA

0

PORTOGRUARO

0

PERGOCREMA

1

Il Trapani si deprime Bassano, pari e saluti

Giovio salva Piacenza Barletta, ora il Tnas

Il Siracusa è terzo Frosinone, altro k.o.

La Feralpi si salva con Montella e Tarana

Il Prato a valanga La Triestina è sparita

L’Andria festeggia Il Portogruaro non c’è

Gaeta è scatenato La Carrarese diverte

MARCATORI Madonia (T) al 6’, Tedesco (T) al 12’, Correa (B) al 33’ p.t.; Abate (T) al 7’, Guariniello (B) al 42’, Galabinov (B) al 48’ s.t. TRAPANI (4-4-2) Pozzato 6; Lo Bue 6, Pagliarulo 6, Filippi 6, Sabatino 6; Tedesco 6,5, Caccetta 6,5, Pirrone 5,5 (dal 23’ s.t. Cianni 5), Madonia 7; Abate 6,5 (dal 32’ s.t. Provenzano s.v.), Mastrolilli 6 (dal 28’ s.t. Cavallaro 5,5). (Spezia, Daì, Priola, Domicolo). All. Boscaglia 5. BASSANO (4-3-1-2) Grillo 6,5; Basso 5, Scaglia 5,5, Drudi 5,5, Tabacco 5; Mateos 6 (dal 24’ s.t. Guariniello 6), Caciagli 5,5 (dal 1’ s.t. Ferretti 6), Proietti 6; Correa 6,5; Longobardi 6, Gasparello 5,5 (dal 27’ s.t. Galabinov 6). (Poli, Toninelli, Morosini, Porchia). All. Brucato 6. ARBITRO Pasqua di Tivoli 6. NOTE paganti 4.057, abbonati 1.259, incasso di 53.643 euro. Ammoniti Filippi, Basso, Lo Bue, Pagliarulo e Tedesco. Angoli 5-4.

MARCATORI Franchini (B) al 21’, Rodriguez (P) al 33’, Franchini (B) al 42’, Giovio (P) al 46’ s.t. PIACENZA (4-2-3-1) Ivanov 5; Marchi 6,5, Bertoncini 6, Visconti 6,5, Campagna 6,5 (dal 28' s.t. Avogadri s.v.); Piccinni 6,5, Pani 5,5; Volpe 6,5, Bombagi 5,5 (dal 23' s.t. Rodriguez 6,5), Foglia 6,5 (dal 16' s.t. Lussardi 5,5); Giovio 6,5. (Stocchi, Giorgi, Silva, Gavilan). All. Monaco 7. BARLETTA (4-2-3-1) Pane 7; Mazzarani 6 (dal 7' s.t. Masiero 6), Migliaccio 6, Mengoni 6, Petterini 5,5; Di Cecco 6, Romondini 5; Guerri 6, Hanine 5,5 (dal 16' s.t. Franchini 7), Mazzeo 6,5; Infantino 6 (dal 35' s.t. Di Gennaro s.v.). (Sicignano, Pisani, Simoncelli, De Liguori). All. Di Costanzo 6. ARBITRO La Penna di Roma 6. NOTE paganti 1.221, abbonati 1.293, incasso di 17.053 euro. Ammoniti Bertoncini, Hanine, Marchi e Guerri. Angoli 4-4.

MARCATORE Mancosu al 32’ s.t. FROSINONE (4-3-1-2) Zappino 5; Catacchini 6, Stefani 6, Guidi 5,5, Vitale 5,5; Nicco 5,5 (dal 7’ s.t. Baccolo 5), Bottone 6,5, Frara 6,5; Carrus 5,5 (dal 15’ s.t. Manzoni 5); Aurelio 5 (dal 26’ s.t. Bonvissuto 6), Santoruvo 5,5. (Nordi, Fautario, Cesaretti, Ganci). All. Corini 5,5. SIRACUSA (3-5-2) Fornoni 6,5; Giordano 6, Moi 6 (dal 38’ s.t. Fernandez s.v.), Ignoffo 6; Lucenti 5 (dal 22’ s.t. Pepe 5), Mancosu 7, D. Baiocco 6,5, Spinelli 6,5, Capocchiano 6; Testardi 6,5 (dal 30’ s.t. Fofana s.v.), Coda 6. (P. Baiocco, Strigari, Bongiovanni, Zizzari). All. Sottil 6,5. ARBITRO Adducci di Paola 6. NOTE paganti 154, abbonati 1.422, incasso di 10.566,80 euro. Ammoniti Giordano e Vitale. Angoli 5-6.

MARCATORI Montella (FS) al 22’, Volpe (L) al 25’ p.t.; Tarana (FS) al 32’ s.t. LANCIANO (4-3-3) Amabile 5; Novinic 5, Massoni 6, Amenta 6, Mammarella 5,5; Paghera 5,5 (dal 30’ s.t. Ferrara 6), Vastola 5,5, Volpe 6; Chiricò 5 (dal 15’ s.t. Sarno 6), Pavoletti 6, Turchi 5,5 (dal 18’ s.t. Donnarumma 5,5). (Aridità, Scrosta, Titone, Zeytulaev). All. Gautieri 6. FERALPI SALO’ (4-3-3) Branduani 7; Bianchetti 6,5, Turato 6,5, Blanchard 6,5, Allievi 6,5; Drascek 6,5, Castagnetti 6, Muwana 6; Sedivec 6,5 (dal 15’ s.t. Bracaletti 6,5), Montella 6,5 (dal 21’ s.t. Defendi 6), Tarana 6,5 (dal 42’ s.t. Bonaccorsi s.v.). (Zomer, Basta, Sella, Fusari). All. Remondina 6,5. ARBITRO Merlino di Udine 6. NOTE paganti 1.127, abbonati 750, incasso di 6.808,55 euro. Ammonito Vastola. Angoli 2-4.

MARCATORI Pisanu al 9' su rigore e al 36', Manucci al 45' p.t.; Geroni al 40', Morante al 45' s.t. PRAT0 (3-4-1-2) Layeni s.v.; Dametto 6, Ghinassi 6, Lamma 6; Manucci 6,5, Fogaroli 6,5, Corvesi 6,5, De Agostini 6; Pisanu 7,5 (dal 27' s.t. Morante 6); Silva Reis 6 (dal 32' p.t. Geroni 6), Benedetti 6 (dal 40' s.t. Papini s.v.). (D'Oria, Visibelli, Piantoni, Scrugli). All. Esposito 6,5. TRIESTINA (4-3-1-2) Vigorito 4,5; Mannini 5 (dal 9' s.t. D'Ambrosio 5), Thomassen 4, Gissi 5, Cecchini 5,5; Allegretti 5,5, Princivalli 4,5, Mattielig 5 (dal 9' s.t. Foró 5); Pinares 5; Godeas 5,5, Motta 5 (dal 1' s.t. Tombesi 5). (Cristofoli, Evola, D'Agostino, Zamparo). All. Galderisi 5. ARBITRO Pairetto di Nichelino 6. NOTE paganti 664, abbonati 186, incasso di 2.526 euro. Espulsi Gissi all’8’ p.t., Thomassen al 40’ p.t. e Princivalli all’11’ s.t.; ammoniti Mattielig, Mannini, Manucci e Dametto. Angoli 5-4.

MARCATORI Minesso su rigore al 20', Mucciante al 42' p.t.; Gambino al 20', Tartaglia al 31', Gambino al 33’ s.t. ANDRIA (4-4-2) Rossi 6; Meccariello 6, Zaffagnini 6, Mucciante 7, Contessa 6,5; Minesso 7 (dal 18’ s.t. Gambino 7), Arini 6, Larosa 7 (dal 6’ s.t. Marsili 6), Taormina 6; Russo 6, Del Core 7 (dal 30' s.t. Tartaglia 6,5). (Sansonna, Cossentino, D’Alessandro, Ballardini). All. Cosco 7. PORTOGRUARO (3-4-3) Mion 5,5; Altobello 4,5 (dal 36’ p.t. Moras 5,5), Cristante 4,5 (dal 12’ s.t. Chesi 5,5), Fedi 5; Lunati 5, Liccardo 5,5, Salzano 6, Lorenzini 5,5; Corazza 5,5, Della Rocca 5,5, Luppi 5. (Bavena, Bognanni, Coppola, Mguizami, Saccà). All. Rossi 5,5 (Rastelli squalificato). ARBITRO Intagliata di Siracusa 6,5. NOTE paganti 1.056, abbonati 1.992, incasso di 11.507,77 euro. Ammonito Taormina. Angoli 7-3.

MARCATORI Gaeta (C) al 4', Pacciardi (C) al 26', Gaeta (C) al 42' p.t.; Merini (C) al 26', Guidetti (P) al 27' s.t. CARRARESE (4-4-2) Teodorani 6,5; Piccini 7,5, Pasini 6,5, Benassi 6,5, Vannucci 6,5; Orlandi 6,5 (dal 33’ s.t. Lorenzini s.v.), Pacciardi 7, Corrent 7 (dal 24’ s.t. Rosaia 6,5), Russotto 7; Gaeta 7 (dal 9’ s.t. Belcastro 6), Merini 7. (Nocchi, Miceli, Conti, Taddei). All. Sottili 6. PERGOCREMA (5-3-2) Pennesi 5; Costantini 5,5 (dal 9’ s.t. Celjak 6), Cuomo 5,5, Sembroni 5,5 (dal 16’ s.t. Cassani 6), Fruci 5,5, Tamburini 5,5; Merito 6,5, Menicozzo 6, Angiulli 6; Volpato 6, Guidetti 6,5 (dal 30’ s.t. Ortiz s.v.). (Maffi, Mattia, Adeleke, Corsi). All. Brini 5,5. ARBITRO Todaro di Palermo 6. NOTE paganti 350, abbonati 195, incasso di 4.650 euro. Ammoniti Vannucci e Corrent. Angoli 4-6.

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GIUDIZIO TRAPANI Il Trapani non vince ma è il sintomo della frustrazione per le notizie da La Spezia. Boscaglia dovrà giocarsi la Serie B ai playoff. Il punto del Bassano non basta invece per evitare la Seconda divisione. I granata partono forte con Madonia (14 gol) e Tedesco. I veneti entrano in partita solo con un lampo di Correa. In avvio di ripresa il tris di Abate. Poi però prende campo il Bassano: Brucato azzecca i cambi e acciuffa il pari con Guariniello e Galabinov. Fabrizio Vitale

++++

GIUDIZIO PIACENZA Pioggia di emozioni: il Piacenza costruisce molto e va ai playout contro il Prato, il Barletta raccoglie il massimo ma fallisce i playoff (Tnas a parte). Tutto nella ripresa. Il Barletta passa alla prima occasione: segna Franchini, su tocco di Infantino. Il Piacenza reagisce: cross di Volpi, testa di Rodriguez per l'1-1. Finale pazzesco: Mazzeo in contropiede mette fuori a porta vuota, imitato poco dopo da Di Gennaro, poi Franchini beffa Ivanov sul suo palo. E al 46' Giovio su super-punizione fissa il 2-2. Paolo Gentilotti

serie D

GIRONE A

34a giornata

RISULTATI

Aosta e Martina ok Salerno in trionfo

ACQUI-NOVESE ASTI-CANTU' SAN PAOLO BOGLIASCO-PRO IMPERIA BORGOSESIA-VILLALVERNIA CHIERI-NAVIGLIO TREZZANO DERTHONA-SANTHIA' F. CARATESE-LASCARIS LAVAGNESE-CHIAVARI VALLE D'AOSTA-VERBANO ha riposato ALBESE

++

GIUDIZIO FROSINONE Il Frosinone chiude la stagione con una sconfitta, mentre il Siracusa conferma il terzo posto e disputerà in casa il ritorno dei playoff contro il Lanciano. Primo tempo equilibrato e con un palo per parte: Bottone di testa e Testardi dal limite. Nella ripresa Siracusa più intraprendente. Al 32’ il gol-partita dei siciliani: Coda smarca in area Mancosu che con un violento rasoterra sul primo palo sorprende Zappino. L’ultima emozione la regala Bonvissuto (46’) sulla cui velenosa conclusione dal limite Fornoni compie il miracolo salvando il pari. Maurizio Di Rienzo

(37a) 0-2 3-0 1-1 0-2 1-0 0-2 3-0 2-0 4-2

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GIUDIZIO LANCIANO (Ch) La Feralpi Salò confeziona sul campo una meritata salvezza, giocando una partita diligente. Bella l’azione che porta al gol Montella, tutto solo davanti ad Amabile. Il Lanciano forse era con la mente ai playoff, dove se la vedrà con il Siracusa. Il momentaneo pari di Volpe è un gol da cineteca, che premia il centrocampista (8 gol). La rete che vale la salvezza è di Tarana, abile a trafiggere Amabile con un diagonale dopo l’ennesima buona ripartenza. Fiorenzo Carlini

GIRONE B

CLASSIFICA

RISULTATI

Valle d'Aosta p. 83; Chieri 82; Santhià (-3) 64; Novese 60; Lavagnese 58; Villalvernia e Borgosesia 55; Derthona 54; Chiavari 51; Pro Imperia e F. Caratese 50; Bogliasco 48; Naviglio Trezzano 47; Verbano 46; Acqui (-1) e Asti 39; Albese* (-3) 28; Cantù San Paolo 12; Lascaris 7.

ALZANOCENE-GALLARATESE AURORA-PRO PIACENZA CARONNESE-CASTIGLIONE DARFO-FIDENZA FIORENZUOLA-COLOGNESE OLGINATESE-CARPENEDOLO PONTISOLA-PIZZIGHETTONE RUDIANESE-MAPELLOBONATE SEREGNO-GOZZANO VOGHERA-CASTELLANA

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GIUDIZIO PRATO Tutto facile per il Prato che nei playout se la vedrà col Piacenza. Tutto male per la Triestina (ai playout col Latina) e che dopo appena 8’ si trova in 10 (alla fine chiuderà in 8) e sotto di un gol. Il Prato finirà sul 3-0 il primo tempo col fantastico bis di Pisanu (azione personale e botta da fuori) e la rete di Manucci. La ripresa è un allenamento del Prato, mentre per la Triestina l’agonia continua senza fine. Piero Ceccatelli

(37a) 4-1 1-1 3-2 0-1 1-1 3-2 3-1 3-3 1-0 2-2

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GIUDIZIO ANDRIA L’Andria vince e si regala la salvezza. Una gara senza storia con il Portogruaro già salvo e in vacanza. Azzurri in vantaggio al 20’ con Minesso, il raddoppio con Mucciante (42’) sugli sviluppi di un angolo. Ripresa a senso unico: al 20’ Gambino realizza il 3-0 su assist di Del Core. Esordio con gol per il giovane Tartaglia che entra e di testa trafigge subito Mian. Poi al 33’ Gambino chiude la gara. Emanuele Losapio

GIRONE C

++

GIUDIZIO CARRARA Vittoria senza problemi per la Carrarese, in una classifica partita di fine stagione, con in tribuna Cristiano Lucarelli. Dopo 4' Gaeta segna l’1-0, al 26' il raddoppio di Pacciardi, lesto a ribattere in gol un palo di Russotto. Vannucci salva sulla linea al 40', al 42' il tris, ancora Gaeta su punizione ma con l'aiuto di Volpato, che di testa spiazza Pennesi. Nella ripresa, due lampi in un minuto: Merini al 26' imbeccato da Russotto segna sull'uscita del portiere; al 27' Guidetti con il mancino segna la rete della bandiera dal limite. Massimo Braglia

GIRONE D

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

Castiglione p. 76; Pontisola 69; Olginatese 65; Pizzighettone 64; MapelloBonate 61; Caronnese 57; AlzanoCene 54; Castellana 51; Fidenza 50; Voghera, Aurora Seriate, Pro Piacenza e Rudianese 49; Gozzano e Darfo 48; Seregno (-2) 41; Colognese e Carpenedolo 40; Fiorenzuola 33; Gallaratese 23.

BELLUNO-VENEZIA 0-3 CONCORDIA-LEGNAGO 2-1 ITALA SAN MARCO-SANDONA'JESOLO 0-2 MEZZOCORONA-PORDENONE 1-0 PORTO TOLLE-TAMAI 2-1 SACILESE-MONTECCHIO 2-1 SANVITESE-MONTEBELLUNA 1-0 SAREGO-GIORGIONE 1-0 UNION QUINTO-SAN GIORGIO 2-3

Venezia p. 73; Porto Tolle 67; Legnago 62; Montebelluna 55; Sacilese 50; Pordenone, SandonàJesolo e Mezzocorona 48; Belluno 45; Union Quinto, Giorgione e Tamai 44; San Giorgio 42; Sanvitese e Sarego 35; Montecchio 34; Concordia 32; Itala San Marco.

BAGNOLESE-FORCOLI CAMAIORE-VIRTUS VECOMP CASTELFRANCO-SCANDICCI FORLI'-ESTE MEZZOLARA-SAN PAOLO PISTOIESE-LANCIOTTO CAMPI ROSIGNANO-CEREA SANTACROCE-PAVULLESE SESTESE-TUTTOCUOIO VILLAFRANCA-RAVENNA

(37a) 0-1 1-1 2-3 0-0 1-1 1-4 2-2 1-2 0-1 3-0

CLASSIFICA Forlì p. 80; Mezzolara e Este (-2) 75; Castelfranco 69; San Paolo 63; Virtus Vecomp 61; Pistoiese 54; Cerea e Lanciotto Campi 53; Tuttocuoio 52; Bagnolese 49; Rosignano 46; Forcoli 45; Camaiore e Scandicci 44; Ravenna (-3) 39; Pavullese 37; Villafranca 35; Santacroce 25; Sestese 23.

Decise le ultime 3 promozioni: vanno a Valle d’Aosta, Salerno (in festa anche il patron Lotito) e Martina (battuta e superata nel big match la Sarnese). Il Valle Grecanica non si è presentato a Battipaglia e perderà a tavolino. Un solo spareggio, tra Viribus Unitis e Real Grottaglie (H): chi perde retrocede.

VERDETTI

VERDETTI

VERDETTI

VERDETTI

PROMOSSO: Valle d'Aosta. PLAYOFF 1˚ turno (13 maggio, ore 15): Chieri-Lavagnese, Santhià-Novese. PLAYOUT : nessuno. RETROCESSE: Aquanera (esclusa), Lascaris, Cantù San Paolo e Albese.

PROMOSSO: Castiglione. PLAYOFF 1˚ turno (13 maggio, ore 15): Pontisola-MapelloBonate, Olginatese-Pizzighettone. PLAYOUT (20 e 27 maggio, ore 16): Carpenedolo-Darfo, Colognese-Seregno. RETROCESSE: Gallaratese e Fiorenzuola

PROMOSSO: Venezia. PLAYOFF 1˚ turno (13 maggio, ore 15): Porto Tolle-Sacilese, Legnago-Montebelluna. PLAYOUT (20 e 27 maggio, ore 16): Sarego-Sanvitese, Montecchio-San Giorgio. RETROCESSE: Itala San Marco e Concordia.

PROMOSSO: Forlì. PLAYOFF 1˚ turno (13 maggio, ore 15): Mezzolara-San Paolo, Este-Castelfranco. PLAYOUT (20 e 27 maggio, ore 16): Pavullese-Ravenna. RETROCESSE: Sestese, Santacroce e Villafranca.

GIRONE E

GIRONE F

GIRONE G

GIRONE H

GIRONE I

RISULTATI AREZZO-SANSEPOLCRO 1-0 DERUTA-SANSOVINO 2-0 PIANESE-GROUP CITTA' DI CASTELLO 2-1 PIERANTONIO-TODI 2-0 PONTEVECCHIO-PONTEDERA 1-3 SPORTING TERNI-CASTEL RIGONE 0-5 TRESTINA-ORVIETANA 2-1 VITERBESE-FLAMINIA 2-1 ZAGAROLO-SPOLETO 3-2

CLASSIFICA Pontedera p. 75; Arezzo 65; Pianese 53; Castel Rigone e Sporting Terni 50; Pierantonio e Trestina 47; Deruta e Viterbese 46; Spoleto, Sansepolcro, Todi e Flaminia 44; Orvietana 40; Pontevecchio 37; Zagarolo 34; Group Città di Castello 31; Sansovino (-4) 26.

RISULTATI CIVITANOVESE-ATLETICO TRIVENTO ISERNIA-RICCIONE JESINA-SAN NICOLO' MIGLIANICO-ATESSA VDS REAL RIMINI-OLYMPIA AGNONESE RENATO CURI-VIS PESARO SAMBENEDETTESE-RECANATESE SANTEGIDIESE-LUCO CANISTRO TERAMO-ANCONA

3-1 3-2 5-0 0-1 2-5 1-1 3-2 3-0 1-2

CLASSIFICA Teramo p. 73; Sambenedettese e Ancona 72; Civitanovese 68; Isernia 60; Atletico Trivento 59; San Nicolò 50; Jesina e Olympia Agnonese 48; Recanatese 45; Vis Pesaro 44; Atessa VdS e Riccione 39; Renato Curi 38; Santegidiese 36; Miglianico 26; Luco Canistro 19; Real Rimini 5.

RISULTATI ANZIOLAVINIO-FIDENE ASTREA-SANT'ELIA ATLETICO BOVILLE-SELARGIUS BUDONI-SORA CIVITAVECCHIA-BACOLI CYNTHIA-ARZACHENA POMIGLIANO-MARINO PORTO TORRES-PALESTRINA SALERNO-MONTEROTONDO

7-3 2-2 0-2 0-1 2-1 2-1 2-0 4-3 3-1

CLASSIFICA

RISULTATI

Salerno p. 68; Marino 64; Pomigliano 53; Fidene 52; Budoni e Porto Torres 51; Astrea 50; Arzachena 47; Anziolavinio e Civitavecchia 45; Selargius 43; Sora 42; Palestrina 41; Monterotondo 40; Sant'Elia 34; Cynthia 33; Bacoli 31; Atletico Boville 27.

BRINDISI-GROTTAGLIE CAMPANIA-FORTIS TRANI CRISTOFARO-CASARANO FRANCAVILLA S.-TURRIS GAETA-IRSINESE INTERNAPOLI-CASERTANA MARTINA-SARNESE REAL NOCERA-NARDO' VIRIBUS UNITIS-ISCHIA

2-1 2-1 2-1 1-1 1-3 2-4 2-1 2-1 0-0

CLASSIFICA

RISULTATI

Martina p. 72; Sarnese 71; Ischia 66; Casertana 65; Brindisi 59; Turris 57; Francavilla S. 56; Campania 52; Casarano 45; Nardò 43; Fortis Trani 41; Internapoli 37; Irsinese 36; Grottaglie 35; Viribus Unitis e Real Nocera 27; Cristofaro 23; Gaeta (-4) 19.

ACRI-HINTERREGGIO ADRANO-COSENZA BATTIPAGLIESE-VALLE GRECANICA CITTANOVA-MESSINA NISSA-PALAZZOLO NOTO-ACIREALE NUVLA SAN FELICE-MARSALA SAMBIASE-SERRE ALBURNI SANT'ANTONIO ABATE-LICATA

CLASSIFICA 2-0 1-4 n.d 0-0 2-1 3-1 4-3 3-2 5-3

Hinterreggio p. 60; Cosenza 59; Messina (-3) 56; Palazzolo e Battipagliese* 53; Nuvla San Felice (-1) 49; Noto 48; Licata e Adrano 47; Serre Alburni, Sant'Antonio Abate (-2) e Sambiase 45; Acri 43; Acireale 42; Marsala 38; Nissa 36; Valle Grecanica* 30; Cittanova (-1) 19. (* una gara in meno).

VERDETTI

VERDETTI

VERDETTO

VERDETTI

VERDETTI

PROMOSSO: Pontedera. PLAYOFF 1˚ turno (13 maggio, ore 15): Arezzo-Sporting Terni, Pianese-Castel Rigone. PLAYOUT (20 e 27 maggio, ore 16): Pontevecchio-Orvietana. RETROCESSE: Sansovino, Group Città di Castello e Zagarolo.

PROMOSSO: Teramo. PLAYOFF 1˚ turno (13 maggio, ore 15): Sambenedettese-Isernia, Ancona-Civitanovese. PLAYOUT (20 e 27 maggio, ore 16): Santegidiese-Renato Curi. RETROCESSE: Real Rimini, Luco Canistro e Miglianico.

PROMOSSO: Salerno. PLAYOFF 1˚ turno (13 maggio, ore 15): Marino-Budoni, Pomigliano-Fidene. PLAYOUT (20 e 27 maggio, ore 16): Cynthia-Palestrina, Sant'Elia-Monterotondo. RETROCESSE: Atletico Boville e Bacoli.

PROMOSSO: Martina. PLAYOFF 1˚ turno (13 maggio, ore 15): Sarnese-Brindisi, Ischia-Casertana. PLAYOUT (20 e 27 maggio, ore 16): Vincente SpareggioGrottaglie. SPAREGGIO PER I PLAYOUT: Viribus Unitis-Real Nocera (13 maggio in campo neutro). RETROCESSE: Gaeta e Cristofaro.

PROMOSSO: Hinterreggio. PLAYOFF 1˚ turno (13 maggio, ore 15): Cosenza-Palazzolo, Battipagliese-Messina. PLAYOUT (20 e 27 maggio, ore 16): Nissa-Acri, Marsala-Acireale. RETROCESSE: Cittanova e Valle Grecanica.


LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

39

SECONDA DIVISIONE girone A

MONTICHIARI

2

BORGO A BUGGIANO

1

TREVISO

3

SAN MARINO

2

38a giornata

Treviso, è festa ma con il brivido In Prima anche il San Marino Treviso e San Marino ce l’hanno fatta e sono promossi in Prima divisione, ma che fatica: i veneti solo al 93’ hanno vinto a Montichiari (condannandolo alla D), in caso di pareggio sarebbe stato promosso il Cuneo (in vantaggio nel confronto diretto), mentre il San Marino ha trovato la vittoria grazie al gol numero 24 del capocannoniere Lapadula. Nei playoff la spunta l’Entella, che batte e si porta davanti al Rimini proprio grazie allo scontro diretto. Sorpresa nei playout, dove ci sarà una sfida tra veterane: il Lecco ha scavalcato il Montichiari, mentre il Mantova è caduto a Busto Arsizio e s’è fatto superare dal Bellaria e dalla Giacomense.

++++

GIUDIZIO MARCATORI Giorico (T) al 26’, Torromino (T) rig. al 30’ p.t.; Florian (M) al 21’, Dimas (M) al 29’, Torromino (T) al 48’ s.t. MONTICHIARI (4-3-3) Polizzi 5,5; Verdi 5, Filippini 6, Corallo 7, Materazzo 6; Carbone 5,5, Filiciotto 5 (dal 26' s.t. Justino 7), Dolce 6; Altobelli 5,5 (dall’8' s.t. Kyeremateng 7), Dimas 7 (dal 43' s.t. Spagna s.v.), Florian 6,5. (Gambardella, Zambelli, Del Padrone, Catalano). All. Soda 5,5. TREVISO (4-3-1-2) Campironi 6,5; Paoli s.v. (dal 6' p.t. Biagini 6; dal 43' s.t. Malacarne s.v.), Panarelli 6,5, Cernuto 6, Beccia 7; Bandiera 6, Giorico 7, Maracchi 6; Torromino 8; Ferretti 7, Perna 6 (dall’11’ s.t. Spinosa 6,5). (Sartorello, Brunetti, Madiotto, Cherillo). All. Zanin 7. ARBITRO Rocca di Vibo V. 6. NOTE spettatori 500 circa, incasso nc. Espulsi Verdi al 29' s.t. e il tecnico Soda 43' s.t.; ammoniti Maracchi, Dimas, Cernuto, Filiciotto, Spinosa e Dolce. Angoli 12-9. (n.s.)

girone B

CATANZARO

3

ARZANESE

1

GIULIANOVA

3

PAGANESE

3

42a giornata

+++

GIUDIZIO MARCATORI D’Antoni (SM) al 22’, Gucci (BaB) al 42’ p.t.; Lapadula (SM) al 18’ s.t. BORGO A BUGGIANO (4-4-2) Strambi 6; Di Stefano 6,5, Castaldo 5,5 (dal 35’ p.t. Settepassi 6), Di Giusto 6, Lorenzini 6,5; Maretti 6, Gialdini 6 (dal 30’ s.t. Ricupa s.v.), Tognozzi 6,5, Mugelli 6 (dal 21’ s.t. Di Martino 6); Gucci 7, Santini 6. (Maccioni, Biagioni, Rocchi, Conte). All. Firicano 6. SAN MARINO (4-4-2) Vivan 6,5; Sorbera 6, Del Duca 6, Fogacci 6,5, Crivello 6; Pigini 6,5 (dal 14’ s.t. Del Sole 6), Casolla 7, Loiodice 6,5, Poletti 6,5 (dal 43’ s.t. Tarallo s.v.); D’Antoni 6,5 (dal 27’ s.t. Pelagatti 6), Lapadula 7,5. (Migani, Farina, Ferrero, Chiaretti). All. Petrone 7. ARBITRO Barbeno di Brescia 6,5. NOTE spettatori 400 circa, incasso nc. Ammoniti Di Stefano, Mugelli, Casolla, Sorbera e Santini. Angoli 3-3. (e.c.)

Catanzaro gode con 8.000 tifosi La Paganese ok Fioretti dice 33 Un punto bastava e un punto è arrivato: il Catanzaro segue il Perugia in Prima divisione, dopo il 3-3 con il Giulianova che ha scatenato la festa degli 8.000 tifosi accorsi allo stadio per applaudire la squadra di Ciccio Cozza. Nei playoff arriva anche la Paganese, che ha vinto in trasferta il derby con l’Arzanese: niente da fare per il Gavorrano, che comunque si consola con il record di gol per la categoria raggiunto da Giordano Fioretti, arrivato a 33 reti. Nei playout restano le due squadre che c’erano alla vigilia, ma con una novità: la Vibonese ha vinto ed è riuscita a scavalcare il Neapolis, quindi avrà i vantaggi del miglior piazzamento.

GIUDIZIO

+++

++

MARCATORI Carboni (C) all’11’, Masini (C) al 17’, Carbonaro (G) al 33’, Masini (C) al 35’ p.t.; Bontà (G) al 17’, Della Penna (G) al 31’ s.t. CATANZARO (3-4-3) Scerbo 6; Mariotti 6, Accursi 6 (dal 19’ s.t. Corso 6), Sirignano 6 (dal 27’ p.t. Narducci 6); Giampà 7, Maisto 6,5, Quadri 7 (dall’8’ s.t. D’Anna 6), Squillace 6; Esposito 6, Masini 7, Carboni 7. (Mengoni, Ulloa, Romeo, Bugatti). All. Cozza 7. GIULIANOVA (4-4-2) Sorrentino 6; Cavasinni 6 (dal 30’ s.t. Iachini s.v.), Granata 5,5, Zoppetti 6, Testoni 5,5; Della Penna 6, D’Aniello 6, Bontà 6,5, Pirelli 5,5 (dall’8’ s.t. Valori 6); Morga 6, Carbonaro 6,5 (dal 16’ s.t. Recchiuti 6). (Merletti, Di Michele, Palandrani, Gustini). All. Tosi 6,5. ARBITRO Giallanza di Catania 6. NOTE spettatori 8.000 circa, incasso nc. Ammoniti Carboni e Masini. Angoli 1-4. (i.m.)

GIUDIZIO MARCATORI Galizia (P) al 4’, Sandomenico (A) all’11’ p.t.; Nigro (P) al 23’, Fava (P) al 32’ s.t. ARZANESE (4-3-3) Parisi 6,5; Riccio 5,5, Tommasini 5, Caso 6 (dal 25’ s.t. Casale 6), Castellano 6; Perna 5,5 (dal 35’ p.t. Laezza 6), Gori 6, Tarascio 6; Improta 5,5 (dal 14’ s.t. Dragone 6), Mascolo 6,5, Sandomenico 7. (Fiory, Florio, Lorenzi, Elia). All. Fabiano 5,5. PAGANESE (3-5-2) Stillo 6; Pastore 5,5 (dal 1’ s.t. Neglia 6), Fusco 6, Sicignano 6,5; Balzano 6,5, Tricarico 6 (dal 1’ s.t. Nigro 6,5), De Martino 6,5 (dal 33’ s.t. Giglio s.v.), Galizia 6,5, Agresta 7; L. Orlando 6, Fava 6,5. (Bracciante, Errico, F. Orlando, Cognigni). All. Grassadonia 6,5. ARBITRO Benassi di Bologna 6. NOTE spettatori 400 circa, incasso nc. Espulso Tommasini al 26’ p.t.; ammoniti Perna, Fusco, Sicignano e De Martino. Angoli 1-4. (g.ar.)

CUNEO

4

ENTELLA

6

SANTARCANGELO

1

PRO PATRIA

3

EBOLITANA

0

APRILIA

1

VIBONESE

2

GAVORRANO

2

SAVONA

3

RIMINI

2

CASALE

1

MANTOVA

2

VIGOR LAMEZIA

0

MELFI

1

NORMANNA

1

NEAPOLIS

2

GIUDIZIO

++++

++++

MARCATORI Varricchio (C) al 15’, Buglio (S) al 30’, Varricchio (C) al 33’, Ucha (S) al 35’, Fantini (C) al 42’ p.t.; Fantini (C) al 2’, Ucha (S) al 10’ s.t. CUNEO (4-3-1-2) F. Rossi 6; Passerò 6,5 (dal 30’ s.t. Cintoi 6), Carretto 6, Ferri 6, Donida 6,5; Cristini 6 (dal 12’ s.t. Galfrè 6), Longhi 6, Lodi 6,5; Garavelli 6,5 (dal 46’ s.t. Arcari s.v.); Fantini 7, Varricchio 7. (Negretti, Beretta, Ferrario, Personè). All. E. Rossi 6,5. SAVONA (4-4-2) Maragna 7; Pigoni 6, Belotti 6 (dal 31’ p.t. Rizzo 6), Marconi 6, Pellini 6 (dal 23’ s.t. Rocca 6); Tonetto 6 (dal 1’ s.t. Terzoni 6), Giorgione 6, Buglio 6,5, Mezgour 6,5; Cattaneo 6, Ucha 6,5. (Risso, Cantatore, Vignaroli, Meloni). All. Corda 6,5. ARBITRO Bellotti di Verona 6. NOTE spettatori 1.800 circa, incasso di quasi 7.000 euro. Ammoniti Galfrè, Mezgour e Rizzo. Angoli 5-1. (m.l.)

GIUDIZIO MARCATORI Staiti (E) al 15’, Russo (E) su rigore al 18’, Garin (E) al 25’, Gerbino Polo (R) al 34’ p.t.; Staiti (E) al 17’, Spighi (R) al 22’, Garin (E) al 28’, Ciarcià (E) al 37’ s.t. ENTELLA (4-3-3) Paroni 6,5; Volpe 6,5 (dal 34’ s.t. Serlini s.v.), Villagatti 6, Russo 6,5, Zampano 7; Staiti 7,5, Musso 6, Hamlili 6,5; Ciarcià 7, Garin 7,5 (dal 38’ s.t. Simeoni s.v.), Lenzoni 6,5 (dal 24’ s.t. Falcier 6). (Otranto, Bertoli, Fantoni, Rosso). All. Prina 7. RIMINI (3-5-2) Semprini 6; Barone 5, Zanetti 5 (dal 22’ s.t. Mastronicola 5,5), Rosini 5; Deluigi 5,5, Buonocunto 6 (dal 7’ s.t. Spighi 6), Brighi 6, Cardinale 5,5, Valeriani 5,5; Degano 5,5 (dal 38’ s.t. Favero s.v.), Gerbino Polo 6. (Scotti, Baldazzi, Bufalo, Ghergo). All. D’Angelo 5,5. ARBITRO Roca di Foggia 6,5. NOTE spettatori 1.600 circa, incasso di 3.271 euro. Ammoniti Zanetti, Cardinale e Brighi. Angoli 4-6. (a.f.)

+++

GIUDIZIO MARCATORI Gambadori (C) al 24’ p.t.; Bazzi (S) al 21’ s.t. SANTARCANGELO (4-3-1-2) Nardi 6; Laezza 6,5, Locatelli 6, Antoniacci 6, Fabbri 6,5; Baldinini 6, Obeng 6, Schiavini 6 (dal 20’ s.t. Gregorio 6); Bazzi 6,5; Graziani 6 (dal 35’ s.t. Bacchiocchi s.v.), Scotto 6 (dal 28’ s.t. Gavoci 6). (Andreani, Zavalloni, Gabbianelli, Ferri). All. Angelini 6. CASALE (4-4-2) Pomat 6; Garrone 6 (dal 26’ s.t. Petrilli 6), Silvestri 6 (dal 42’ s.t. Agnesina s.v.), Vignati 6,5, Naglieri 6; Siega 5,5, Iannini 6, Gambadori 7, Peluso 6,5 (dal 31’ s.t. Ciccomascolo 6); Taddei 5,5, Curcio 5. (Adornato, Lamberti, Gasparotto, Miello). All. Buglio 6. ARBITRO Albertini di Ascoli Piceno 6,5. NOTE spettatori 400 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Obeng e Curcio. Angoli 2-3. (l.z.)

+++

GIUDIZIO MARCATORI Giannone (PP) al 21’, Pietribiasi (M) al 30’ p.t.; Pettarin (M) rig. all’8’, Giannone (PP) al 33’, Comi (PP) al 46’ s.t. PRO PATRIA (4-3-1-2) Andreoletti 6; Bombanti 5,5, Nossa 5,5, Polverini 5,5 (dal 26’ s.t. Rudi 6), Pantano 6,5; Bruccini 6, Vignali 6,5, Mora 6 (24’ s.t. Viviani 6); Giannone 7,5; Serafini 6, Cozzolino 5,5 (35’ s.t. Comi 6,5). (Frasca, Baldan, Artaria, Capogna). All. Cusatis 7. MANTOVA (5-3-2) Festa 5; Bertin 5, Sensi 6, Caruso 5,5, Zaninelli 6, Sereni 6; Spinale 6, Pettarin 6 (dal 22’ s.t. Bersi 5,5), Galbiati 6 (dal 13’ s.t. Fonte 5,5); Pietribiasi 6,5 (dal 30’ s.t. Burato 6), Cinque 6,5. (Portesi, Molteni, Franchi, Del Sante). All. Frutti 5,5. ARBITRO De Benedictis di Bari 5,5. NOTE spettatori 1.700 circa, incasso di 10.756 euro. Espulso Bertin all’11’ s.t.; ammoniti Bertin, Pietribiasi, Bonfanti, Giannone, Cinque, Nossa, Comi e Zaninelli. Angoli 4-7. (a.r.)

GIUDIZIO

++

+++

EBOLITANA (4-3-3) Policano 5,5; Liguori 6,5, Barbone 6,5, Venneri 6,5, Gaveglia 6; Piccirillo 6,5, De Pascale 6, Giurdanella 6 (dal 27’ s.t. Broso s.v.); Pignatta 5,5 (dal 30’ p.t. Salemme 5,5), Lo Coco 6, Corsino 5,5 (dal 42’ s.t. Marino s.v.). (Nicastro, Sturiale, Perrino, Zottoli). All. Marino 5,5. VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1) Calderoni 6,5; Sinicropi 6, Gattari 6,5, Mercurio 6,5, Bonasia 5,5; Martino 6, Visone 6; Lattanzio 5,5, Erbini 5,5 (dal 29’ s.t. Rondinelli s.v.), Sbravati 6,5 (dal 25’ s.t. Pristerà 5,5); Romero 6 (dal 36’ s.t. Pirelli s.v.). (Montesanti, De Martino, Cane, Di Martino). All. Costantino 5,5. ARBITRO Pezzuto di Lecce 6. NOTE spettatori 100 circa, incasso di quasi 250 euro. Ammoniti Piccirillo, Martino, Erbini, Romero e Pristerà. Angoli 4-3. (e.v.)

GIUDIZIO MARCATORI Cruciani (A) su rigore al 3’ p.t.; Russo (M) al 20’ s.t. APRILIA (4-4-2) Pellegrino 6; Di Libero 6, Diakite 6,5, Gritti 6,5, Crialese 5,5; Criaco 5,5, Cruciani 6,5, Salese 6, Germani 6 (dal 32’ s.t. Buonaiuto 6); Gomes 6,5 (dal 39’ s.t. Calderini s.v.), Di Mario 6 (dal 15’ s.t. Vona 6). (Bifulco, Aquino, Croce, Iovene). All. Vivarini 6. MELFI (4-4-2) Scuffia 6,5; Spirito 6 (dal 34’ p.t. Fiorucci 6), Dermaku 5,5, Gerolino 6, Gennari 6 (dal 1’ s.t. Greco 6); Russo 6,5, Viola 6,5, Scarsella 6, Ambrogetti 6; Tirelli 6,5, Improta 6,5. (Della Luna, Giunta, Caprioli, Pericolo, Simeri). All. Bitetto 6. ARBITRO Minelli di Varese 6,5. NOTE spettatori 800 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Dermaku, Gennari e Di Libero. Angoli 6-1. (v.a.)

GIUDIZIO

+++

++++

MARCATORI Cosenza (V) al 7' p.t.; Figliomeni (V) al 38', Zampaglione (N) al 47' s.t. VIBONESE (4-4-2) Saraò 6; Mazzetto 6, Salvatori 6, Caridi 6,5, Alletto 7; Figliomeni 7, Corapi 6,5, Cosenza 7 (dal 36' s.t. Petrucci 6,5), Borghetto 6,5 (dal 12' s.t. Saturno 6); Doukara 6,5 (dal 32' s.t. Visconti 6), Mastroianni 6. (Pronestì, D'Agostino, Mercuri, Coco). All. Ammirata 7. NORMANNA (3-4-3) Russo 6,5; Campanella 5, Castaldo 6,5, Monda 6 (dal 13' s.t. Gifuni 6); Carbonaro 5,5 (dal 29' s.t. Diana s.v.), Zolfo 6,5, Pezzullo 6 (dal 3' s.t. Izzo 6), Esposito 6; Signorelli 5,5, Guarracino 5,5, Zampaglione 6. (Cavaliere, Varriale, Ciocia, Puca). All. Romaniello 6. ARBITRO Saia di Palermo 6,5. NOTE spettatori 600 circa, incasso non comunicato. Nessun ammonito. Angoli 5-2. (mi.fa.)

GIUDIZIO MARCATORI Fioretti (G) all’8’, Rosati (G) al 10’, Foggia (N) al 31’, Moxedano (N) al 46’ s.t. GAVORRANO (4-2-3-1) Addario 5,5; Tognarelli 6, Alderotti 5,5, Miano 6, Angelotti 5,5; Zane 6,5, Nicoletti 6; Pucciarelli 7, Rosati 7 (dal 34’ s.t. Nohman s.v.), Pulina 6,5 (dal 43’ s.t. Manzo s.v.); Fioretti 6,5. (Santandrea, Corbelli, Dascoli, Sgambato, Nocciolini). All. Buso 6,5. NEAPOLIS (4-3-2-1) Ambrosio 5; Bonanno 6, Bianchi 6, Polverino 5,5, Terracciano 5,5; Marinucci Palermo 7, Volpe 6, Manco 6; Moxedano 7, Pellecchia 6,5 (dal 13’ s.t. Caggianelli 6); Carotenuto 6,5 (dal 22’ s.t. Foggia 6,5). (Errichiello, Cancelli, Esposito, Ponticelli, Palumbo). All. Ferazzoli 6. ARBITRO Bindoni di Venezia 6,5. NOTE spettatori 250 circa, incasso di 770 euro. Ammoniti Carotenuto, Angelotti, Moxedano, Terracciano e Polverino. Angoli 3-10. (a.f.)

LECCO

2

SAMBONIFACESE

0

GIACOMENSE

2

VALENZANA

2

PERUGIA

2

CELANO

0

FANO

2

CAMPOBASSO

2

ALESSANDRIA

1

BELLARIA

1

POGGIBONSI

2

RENATE

2

ISOLA LIRI

1

CHIETI

1

L’AQUILA

1

FONDI

1

GIUDIZIO

++

++

MARCATORI Merli Sala (L) al 14' p.t.; Fabbro (L) al 33', Barichello (A) al 43' s.t. LECCO (4-3-3) Aprea 6; Tabbiani 6,5, Merli Sala 7, Ischia 6, Castelnuovo 6,5; Civilleri 6,5, Gatti 7, D'Amico 6; Fall 6,5 (dal 25' s.t. Temelin 6), Fabbro 6,5 (dal 41' s.t. Valtulina s.v.), Rebecchi 6,5 (dal 44' s.t. Dell'Acqua s.v.). (Durandi, Pizzuti, Enow, Galli). All. Modica 6,5. ALESSANDRIA (4-4-2) Servili 6; Marchetti 6, Patacchiola 6 (dal 27' s.t. Del Brocco 6), Cusaro 6, Sabato 6; Motta 6 (dal 39' s.t. Barichello 6), Segarelli 6,5, Roselli 6,5, Monac 6; Artico 6 (dal 23' s.t. Appelt 6), Nassi 6,5. (De Marco, Dispenza, Romano, Menassi). All. Sonzogni 6. ARBITRO Formato di Benevento 6. NOTE spettatori 900 circa, incasso di quasi 2.500 euro. Ammoniti Monac, Patacchiola e Ischia. Angoli 4-3. (m.v.)

GIUDIZIO MARCATORE Fioretti al 25’ s.t. SAMBONIFACESE (4-4-2) Bonato 6; Pisani 6, Dal Degan 6,5, Orfei 6, Peretti 6 (dal 35’ s.t. Baltieri s.v.); Montagnani 6 (dal 15’ s.t. Zanetti 6), Carlini 6,5 (dal 26’ s.t. Botticini s.v.), Tecchio 6,5, Finotto 6; Brighenti 5,5, Boseggia 6. (Nardoni, Messina, Ebhote, Tondello). All. De Bernardin 6,5. BELLARIA (4-3-1-2) Venturi 6,5; Buda 6, Bamonte 6,5, Martinelli 6, Sonzogni 6; Mariani 6,5 (dal 35’ s.t. Morena s.v.), Briglia 6 (dal 40’ s.t. Severi s.v.), Rolandone 6,5; Forte s.v. (dal 10’ p.t. Rossi 6,5); De Cenco 6, Fioretti 6,5. (Renna, Fantini, Fabbri, Luppi). All. Campedelli 6,5. ARBITRO Ghersini di Genova 6,5. NOTE spettatori 150 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Rolandone e Fioretti. Angoli 11-4. (f.v.)

GIUDIZIO

++

2a DIVISIONE GIRONE A

RISULTATI

SQUADRE

PT

TREVISO (-2)

67 38 19 12 7 60 33

SAN MARINO

66 38 19 9 10 65 41

CUNEO

65 38 19 8 11 60 47

CASALE

62 38 17 11 10 50 32

ENTELLA

61 38 17 10 11 61 37

BORGO A BUGGIANO-SAN MARINO CUNEO-SAVONA ENTELLA-RIMINI GIACOMENSE-POGGIBONSI LECCO-ALESSANDRIA MONTICHIARI-TREVISO PRO PATRIA-MANTOVA SAMBONIFACESE-BELLARIA SANTARCANGELO-CASALE VALENZANA-RENATE

RIMINI

61 38 17 10 11 46 43

PARTITE RETI G V N P F S

PRO PATRIA (-11) 60 38 19 14 5 59 36 POGGIBONSI

54 38 15 9 14 50 49

SANTARCANGELO 54 38 16 6 16 46 42 BORGO A BUGGIANO 51 38 14 9 15 46 46 ALESSANDRIA (-3)

49 38 13 13 12 45 45

RENATE

48 38 11 15 12 40 44

SAVONA (-7)

46 38 13 14 11 47 41

GIACOMENSE

45 38 10 15 13 46 53

BELLARIA

45 38 10 15 13 39 45

MANTOVA

44 38 10 14 14 44 49

LECCO

37 38 9 10 19 34 66

MONTICHIARI (-5) 35 38 9 13 16 48 59 SAMBONIFACESE 26 38 6 8 24 37 80 VALENZANA

24 38 5 9 24 28 63

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

GIUDIZIO

MARCATORI Staffolani (G) al 29’ p.t.; Dal Bosco (P) al 5’, Tabanelli (G) al 10’, Boldrini (P) al 40’ s.t. GIACOMENSE (5-3-2) Poluzzi 6,5; Scaioli 6,5 (dal 22’ s.t. Ortolan 6), Minardi 6,5, Vagnati 6, Parenti 6, Nobili 6,5; Caciagli 6, Tanaglia 6, Tabanelli 7 (dal 24’ s.t. Lorusso 6); Staffolani 6,5 (dal 37’ s.t. Ruggiano s.v.), Dal Rio 6,5. (Pavanello, Ferrara, Franciosi, Paci). All. Gadda 6,5. POGGIBONSI (4-2-3-1) Sportiello 5; Serino 5,5 (dal 27’ s.t. Francesa s.v.), Dierna 6, Cirina 6,5, Bronchi 5,5; Doveri 6,5, Giunchi 5,5; Boldrini 6,5, Giuliacci 6,5 (dal 6’ s.t. Cicali 6), Romanelli 5 (dal 34’ s.t. Grano s.v.); Dal Bosco 6,5. (Gori, Mugnaini, Anzilotti, Settembrini). All. Fraschetti 6,5. ARBITRO Aversano di Treviso 6,5. NOTE spettatori 200 circa, incasso nc. Nessun ammonito. Angoli 3-4. (e.m.)

1-2 4-3 6-2 2-2 2-1 2-3 3-2 0-1 1-1 2-2

I VERDETTI PROMOSSE IN PRIMA DIVISIONE TREVISO e SAN MARINO PLAYOFF (semifinali 20 e 27 maggio, finali 3 e 10 giugno) RIMINI-CUNEO e ENTELLA-CASALE PLAYOUT primo turno (20 maggio) LECCO-MANTOVA RETROCESSE IN SERIE D MONTICHIARI, SAMBONIFACESE e VALENZANA

MARCATORI 24 RETI Lapadula (San Marino). 19 RETI Serafini (8, Pro Patria). 16 RETI Perna (3, Treviso). 15 RETI Taddei (2, Casale); Varricchio (1, Cuneo); Rosso (2, Entella).

+++

MARCATORI Prandi (V) al 27’ e al 35’ p.t.; Carminati (R) al 29’, autorete di Manfredi (V) al 31’ s.t. VALENZANA (5-3-2) Bonassi 6; Manfredi 5,5 (dal 32’ s.t. Bassoli s.v.), Bettati 6 (dal 37’ s.t. Lamenza s.v.), Serao 6,5, Crescente 6, Blondett 6; Montanari 6, Dall’Ara 6, Righini 6; Miracoli 6,5, Prandi 7 (dal 20’ s.t. Uggeri 6). (Moretti, Pagan, Rossi, Capellini). All. Micale 6. RENATE (4-3-3) Lenzi 6; Adobati 6, Carminati 6,5, Cortinovis 6, Gavazzi 6; Dell’Oro 6 (dal 28’ s.t. Gori 6), Cavalli 6,5, Mantovani 6; Battaglino 6, Dalla Costa 5,5 (dal 12’ s.t. Ghezzi 6), Gaeta 5,5 (dal 1’ s.t. Mazzini 6). (Pisseri, Molteni, Rondelli, Santorelli). All. Magoni 6. ARBITRO Baldicchi di Città di Castello 6. NOTE spettatori 150 circa, incasso nc. Ammoniti Adobati, Crescente, Serao e Mantovani. Angoli 4-7. (m.c.)

REGOLAMENTO

I nuovi playout: quattro squadre solo una in salvo Ecco il regolamento della Seconda divisione. PROMOZIONI Promosse dirette le prime due dei rispettivi gironi, più le due vincenti dei playoff: sono ammessi terza, quarta, quinta e sesta con solito svolgimento. RETROCESSIONI Retrocesse dirette le ultime tre dei due gironi e altre tre dopo i nuovi playout: si sfidano quartultima e quintultima di ogni girone (andata e ritorno) e chi perde retrocede, le due vincenti si affrontano (andata, ritorno e rigori) e chi perde retrocede.

GIUDIZIO

++

GIUDIZIO

MARCATORI Ferri Marini (P) al 44’ p.t.; Clemente (P) all’8’, Raffaello (IL) al 38’ s.t. PERUGIA (4-2-3-1) Despucches 6; Anania 6 (dal 24’ s.t. Mocarelli 6), Cacioli 6,5, Russo 6 (dal 35’ p.t. Borghetti 6), Pupeschi 6; Carloto 6,5, Borgese 6,5; Ferri Marini 6,5 (dal 18’ s.t. Moneti 6), Clemente 7, Moscati 6; Balistreri 6. (Giordano, Padovani, Proietti, Bueno). All. Barbetta 6,5 (Battistini squalificato). ISOLA LIRI (4-4-2) Coletti 6 (dal 1’ s.t. Teoli 6); Paloni 6, Ferrara 6, Romeo 6, Sperati 6; Di Lullo 6, Raffaello 6,5, Bianchini 6, Lucchese 6; Morleo 6 (dal 35’ s.t. Basilico s.v.), Redzic 6 (dal 12’ s.t. Gelfusa 6). (Cea, Martena, Fiorini, Iafrate). All. Bianchetti 6 (Grossi squalificato). ARBITRO Zivelli di Torre Annunziata 6. NOTE spettatori 5.000 circa, incasso nc. Ammonito Clemente. Angoli 1-1. (a.m.)

+++

MARCATORE Lacarra al 36' p.t. CELANO (4-3-3) Liverani 6,5; Furno 6, Rapino 5, Ciolli 6, Olivieri 6 (dal 1' s.t. Lancia 6,5); Barbetti 5,5 (dal 1' s.t. Mascioli 6), Marfia 4,5, De Risio 6,5; Sciamanna 6,5, Croce 6 (dal 16' s.t. Sabatini 6), Granaiola 6,5. (Agostini, Ferrara, D'Angelo, Amadio). All. Facciolo 6. CHIETI (4-4-2) Feola 6; Bigoni 6, Pepe 6,5, Migliorini 6, Malerba 6; Fiore 6, Sabbatini 5,5 (dal 12' s.t. Pedrocchi 6), Del Pinto 6, Alessandro 6; Lacarra 7 (dal 23' s.t. Gialloreto s.v.), Berardino 6 (dal 47' s.t. Cerbone s.v.). (Perucchini, Di Noia, Rossi, Anastasi). All. Paolucci 6. ARBITRO Casaluci di Lecce 6. NOTE spettatori 300 circa, incasso di quasi 2.000 euro. Espulso Marfia al 47' s.t.; ammoniti Malerba e Lancia. Angoli 12-4. (g.a.)

GIUDIZIO

2a DIVISIONE GIRONE B

RISULTATI

SQUADRE

APRILIA-MELFI ARZANESE-PAGANESE CAMPOBASSO-FONDI CATANZARO-GIULIANOVA CELANO-CHIETI EBOLITANA-VIGOR LAMEZIA FANO-L'AQUILA GAVORRANO-NEAPOLIS PERUGIA-ISOLA LIRI VIBONESE-NORMANNA ha riposato MILAZZO

PT

PERUGIA

PARTITE RETI G V N P F S 87 40 26 9 5 65 29

CATANZARO

83 40 23 14 3 66 29

VIGOR LAMEZIA 80 40 23 11 6 57 27 CHIETI

69 40 20 9 11 55 38

APRILIA

65 40 18 11 11 60 44

PAGANESE

65 40 17 14 9 47 37

GAVORRANO

62 40 16 14 10 69 54

L'AQUILA

60 40 15 15 10 38 31

ARZANESE

55 40 14 13 13 50 55

FANO (-4)

54 40 16 10 14 48 48

NORMANNA (-1) 47 40 12 12 16 31 37 FONDI

45 40 11 12 17 41 49

GIULIANOVA (-2) 44 40 12 10 18 40 52 CAMPOBASSO (-1) 44 40 11 12 17 38 47 MILAZZO

44 40 9 17 14 44 46

MELFI (-3)

43 40 11 13 16 46 50

VIBONESE (-1)

41 40 9 15 16 41 51

NEAPOLIS (-2)

40 40 10 12 18 42 59

ISOLA LIRI (-2)

32 40 8 10 22 39 62

EBOLITANA (-3) 31 40 7 13 20 35 63 CELANO

25 40 7 4 29 31 75

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

++

GIUDIZIO

MARCATORI Marolda (F) al 20’ p.t.; Cavaliere (A) su rigore al 13’, Innocenti (F) al 37’ s.t. FANO (4-3-3) Beni 6,5; Colombaretti 5,5, Mucciarelli 6, Antonioli 6, Amaranti 6; Berretti 6 (dal 42’ s.t. Urbinati s.v.), Piccoli 6, Ruscio 6,5; Mancini 6 (dal 22’ s.t. Muratori 6,5), Innocenti 6 (dal 47’ s.t. Di Stefano s.v.), Marolda 6. (Conti, Cesaroni, Cencioni, Forabosco). All. Zeman 6. L’AQUILA (5-3-2) Testa 6; Calvarese 5,5 (dal 26’ s.t. Di Stefano 6), Prizio 6 (dal 47’ s.t. Donadio s.v.), Meacci 6, Prete 6, Pietrella 6; Agnello 5,5, Catinali 6, Cunzi 6,5 (dal 47’ s.t. Galano s.v.); Cavaliere 6,5, Carcione 5,5. (Modesti, Leone, Fontana, Coduti). All. Papagni 6. ARBITRO Piccinini di Forlì 5,5. NOTE spettatori 500 circa, incasso nc. Ammoniti Mucciarelli, Antonioli, Ruscio, Prete e Cunzi. Angoli 4-4. (g.f.)

1-1 1-3 2-1 3-3 0-1 0-0 2-1 2-2 2-1 2-1

I VERDETTI PROMOSSE IN PRIMA DIVISIONE PERUGIA E CATANZARO PLAYOFF (semifinali 20 e 27 maggio, finali 3 e 10 giugno) PAGANESE-VIGOR LAMEZIA e APRILIA-CHIETI PLAYOUT primo turno (20 maggio) NEAPOLIS-VIBONESE RETROCESSE IN SERIE D ISOLA LIRI, EBOLITANA e CELANO

MARCATORI 33 RETI Fioretti (9, Gavorrano). 23 RETI Clemente (6, Perugia). 21 RETI Masini (4, Catanzaro). 20 RETI Mancosu (5, Vigor Lamezia). 16 RETI L. Orlando (1, Paganese).

+++

MARCATORI Todino (C) su rigore al 18', Licciardi (C) al 36’ p.t.; Vaccaro (F) al 45' s.t. CAMPOBASSO (4-5-1) Ioime 6,5; Modica 6,5, Scudieri 7, Marino 7, Bertozzini 6,5; Rega 5 (dal 25' s.t. La Porta 5), Forgione 7 (dal 36' s.t. Volpicelli s.v.), Licciardi 7 (dal 25' s.t. Cirillo 6), Viscido 6,5, Todino 7; Cruz 6,5. (Falcone, Fazio, Baldares, Mazza). All. Imbimbo 6. FONDI (3-5-2) Mezzacapo 5; Dionisio s.v. (dal 17' p.t. De Lucia 6,5), Rinaldi 6, Chiarini 6; Grillo 6,5 (dal 1' s.t. Gigli 6), Tamasi 6, Vaccaro 5, Palumbo 5,5, Alleruzzo 6; Konate 6, Bernasconi 5. (Schettino, Gaudiano, Pacini, Rossini). All. Capuano 6. ARBITRO Ceccarelli di Rimini 6. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso di 6.450 euro. Espulso Mezzacapo al 16' p.t.; ammoniti Ioime, Rega, Licciardi, Cruz, Chiarini, Grillo e Vaccaro. Angoli 2-3. (a.d.l.)

SUPERCOPPA

Oggi il sorteggio Domenica le due partite di andata Questa mattina nella sede della Lega Pro a Firenze si svolge il sorteggio per la disputa delle gare di Supercoppa di Prima e Seconda divisione, che mette di fronte le squadre arrivate al primo posto. Ecco le date e le squadre ammesse: PRIMA DIVISIONE Si affrontano Ternana e Spezia: andata domenica 13, ritorno giovedì 17. SECONDA DIVISIONE Si affrontano Treviso e Perugia: andata domenica 13, ritorno domenica 20.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

MOTOMONDIALE GP PORTOGALLO TERZA TAPPA DEL CAMPIONATO 2012

Tabù infranto Stoner doma pure l’Estoril e va in testa al Mondiale Piega Lorenzo che prova a resistere e vincendo anche in Portogallo trionfa su tutte le piste dove ha corso Pedrosa 3o frenato dall’elettronica Dovi 4o e Rossi 7o mai così bene nel 2012 1

DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO FALSAPERLA ESTORIL (Portogallo)

Casey Stoner non cerca più di fare il dittatore, gli basta essere... imperatore. Una gara capolavoro. Perché ha vinto replicando il successo spagnolo di 7 giorni prima, ha messo la sua bandierina su tutti i circuiti dove ha corso, è andato in testa al Mondiale, anche se per un solo punto su Jorge Lorenzo, che resta l’unico in grado di mettere in discussione il suo dominio. Ma soprattutto il campione australiano ha dimostrato di essere cresciuto dentro. Non si può dire se sia la serenità dell’essere padre o semplicemente l’esperienza di 12 anni di Mondiale, ma adesso non si fa più prendere dalla frenesia nelle situazioni a rischio e riesce a gestire la gara in maniera perfetta.

2

3

Volpe Casey in effetti ha prova-

Hayden (11˚) viene tradito dalla centralina: i dati della moto arrivavano sfasati to la sua tattica preferita. Dopo un warm up stratosferico (8 decimi a tutti), ha messo la testa in carena e se n’è andato: tre decimi al primo intermedio, 6 al secondo, 9 al terzo, un secondo tondo alla fine del primo giro. Ma Lorenzo non ne voleva sentire di lasciarlo scappare. Allora l’australiano si è messo tranquillo (si fa per dire) a menare le danze, amministrando le forze. Lo spagnolo un paio di volte è arrivato in scia, ma non è mai riuscito a mettere un centimetro della sua gomma davanti al grande

avversario, che ogni volta lo respingeva con uno «strappone». Niente da fare. Se Casey impara a gestire sempre così le gare, sarà davvero dura contrastarlo per il titolo. Guai Lorenzo ha accusato un problema alla frizione al via, che si è portato avanti per qualche giro, ma onestamente ha riconosciuto che l’avversario ne aveva di più. Non pensiate però che sia domato: ci riproverà tra due settimane in Francia ancora più incattivito. Chi invece sembra sempre in balia

S Brividi in MotoGP Le cadute di Yonny Hernandez (1), Mattia Pasini (2) e Karel Abraham (3) senza conseguenze AFP-IPP DA TV

degli avversari è Dani Pedrosa, bravo, veloce, ma sempre un passo indietro. Ha preso subito uno spavento e poi ha fatto il controllore a distanza degli altri due. Alla fine ha lamentato problemi di elettronica che non hanno fatto rendere al massimo la sua Honda, ma la sensazione è che quando c’è da lottare lui se ne stia lontano. Italia Dietro i tre finalmente compare Andrea Dovizioso, aggressivo e combattivo anche se per la medaglia di legno: però ha piegato il compagno Crutchlow. Partiva lontano in griglia (7o), ma ancora manca qualcosina. Che deve trovare (ancora di più) anche Valentino Rossi. Ieri il pesarese si è comportato per la prima volta da bandiera della Ducati. È stato sempre il migliore dei piloti della rossa, ha girato su un discreto ritmo e quasi andava a contestare il sesto posto a un buon Bautista. Parliamo di obiettivi minimi, è vero, ma venendo da due gare disastrose bisogna accontentarsi. Finalmente piegato alla logica Ducati, adotta la messa a punto «base» della rossa e improvvisamente migliora. Un passettino, ma, se torna la voglia qualcosa si può fare. E oggi (pioggia permettendo: 96 per cento di possibilità...) proverà un motore più dolce da usare eventualmente da Silverstone. Dall’altra parte del box, invece, è notte fonda per Nicky Hayden, che partiva con grandi ambizioni: per un malfunzionamento, causato da un segnale radio sulla pista, l’elettronica dell’americano si comportava come se la moto stesse percorrendo un tratto di pista mezzo giro più avanti. Non deve essere bello fare un curvone veloce con i parametri di un tornantino... © RIPRODUZIONE RISERVATA

4

LE ALTRE CLASSI VINCONO CORTESE E MARQUEZ

I NUMERI

42

Vittorie di Stoner L’australiano è 8˚ di tutti i tempi, a pari merito con Max Biaggi e Anton Mang

18

Podi consecutivi di Casey Stoner è finito fra i primi tre nelle ultime 15 gare del 2011 e nelle prime 3 del 2012. Meglio hanno fatto solo Valentino Rossi con 23 e Giacomo Agostini con 22

100

Podi di Pedrosa Lo spagnolo è al 7˚ posto di questa speciale classifica. In testa c’è Valentino Rossi con 175 di Giovanni Cortinovis

Romano Fenati, 16 anni, torna in pista dopo l’errore al 13o giro MILAGRO

Fenati centrato da Rossi ...ma è il francese Louis ESTORIL — È partito maluccio, ha perso il contatto con i primi, ha recuperato fino alla sesta posizione, a 3" dalla vetta. Era solo il 13˚ giro e Romano Fenati in teoria aveva ancora tutte le possibilità di salire sul podio, grazie a un ottimo passo. Ci credeva, ma la foga l’ha tradito e un errore l’ha retrocesso in undicesima posizione, in un gruppone dove tutto può succedere. Infatti, il peggio è accaduto: Louis Rossi è uscito di pista e rientrando l’ha centrato in pieno, buttandolo a terra. Fine dei sogni per Romano, tanto arrabbiato da non voler parlare con nessuno. «Sono rammaricato, ma è una lezione che mi deve servire per il futuro», dirà dopo essere uscito dalla Clinica Mobile con una lieve contusione alla caviglia sinistra (qualcuno sostiene che possa essere stata causata dal gesto di rabbia contro il guard-rail). Dopo due GP trionfali, ecco la prima

delusione, ma il talentino di Ascoli ha confermato il proprio valore. Fuori Fenati, la Moto3 è vissuta sulla sfida tra Sandro Cortese e Maverick Viñales, finita in polemica: lo spagnolo ha accusato il rivale di essere stato scorretto nell’ultimo giro, con Cortese primo in volata per 55 millesimi. Terzo Luis Salom, 6o un bravissimo Niccolò Antonelli, in crescita. «Nel secondo turno — commenta soddisfatto — ero 20o, in gara ho perso il quinto posto per 42 millesimi: siamo migliorati tanto». Arrivo in volata anche in Moto2, con Marc Marquez bravo a resistere agli attacchi di Pol Espargaro, finito lungo a tre curve dalla fine. Terzo Luthi, 5o Iannone e 6o De Angelis: Andrea avrebbe potuto giocarsi il podio, senza un dritto all’11o giro, mentre per Alex un po’ di soddisfazione, dopo due gare difficili. g.z. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

la scheda CASEY STONER 26 ANNI IRIDATO 2007 E 2011

È nato a Southport (Australia) il 16 ottobre 1985. Ha debuttato nel Mondiale nel 2001, con una Honda 125. Ha vinto 42 GP, centrato a 82 podi, 39 pole e 32 giri veloci AFP-MILAGRO

2007 Regala alla Ducati l’unico Mondiale MotoGP, vincendo 10 gare su 18 2011 Conquista il secondo titolo al debutto sulla Honda Hrc: per lui 10 successi su 17 GP

«Tutto perfetto? No, dovevo lottare con le vibrazioni» L’australiano: «Gara fantastica però la moto non va bene» Jorge rassegnato: «Ho dato tutto, ma non è bastato» Dani ammette: «Vado via ancora battuto, devo migliorare»

Il suo vantaggio è sempre stato risicato — da un minimo di 0"130 del 12o giro a un massimo 1"437 del secondo passaggio —, ma la sua seconda vittoria consecutiva non è mai stata in discussione, tanto che si può tranquillamente parlare di dominio. In soli otto giorni, Casey Stoner è stato capace di conquistare Jerez ed Estoril, mai espugnati prima in MotoGP: un’altra conferma che Stoner è sulla via della perfezione. Ma non bisogna dirglielo, altrimenti perde il sorriso che, finalmente, sfodera dopo tre giorni di tensioni e nervosismi. «È stata

Dovizioso: «Crutchlow? Gran sfida, Cal è un animale»

41

il vincitore PRIMO MA INCONTENTABILE

GIOVANNI ZAMAGNI ESTORIL

Vale: «Che spasso! Ed ero bello da vedere»

LA GAZZETTA DELLO SPORT

una gara fantastica — commenta —, ma non perfetta: la moto non andava come mi aspettavo». Chattering Il problema è sempre lo stesso di questa stagione: il chattering, l’anomala vibrazione delle ruote alla massima inclinazione. «Con l’aumento della temperatura — spiega Stoner — è insorto il chattering: con nessun’altra moto lo avevo avvertito così forte sulla ruota posteriore. Ho modificato il mio stile di guida e ho cambiato la mappatura: negli ultimi dieci giri la situazione è migliorata e ho potuto spingere nuovamente. Questa Honda ha un perfetto bilanciamento del telaio, ma con questa vibrazione

«

Ho modificato lo stile di guida e negli ultimi 10 giri ho potuto di nuovo spingere CASEY STONER PILOTA HONDA

Rassegnato Una considerazio-

ne che lascia poco spazio ai rivali: non a caso Jorge Lorenzo è sembrato rassegnato, al di là di un altro secondo posto da applausi. «Ho dato tutto, ma non è bastato. In partenza ho bruciato la frizione e questo mi ha penalizzato nei primi giri: Stoner ha preso un buon margine all’inizio, che ha potuto amministrare, mentre io ho dovuto spingere al limite e anche oltre per non farlo scappare. Ho lottato per la vittoria: è un buon risultato». Più deluso Dani Pedrosa, nonostante il terzo podio consecutivo, 100esimo della sua carriera. «Ancora una volta sono stato battuto: bisogna migliorare», ammette onestamente. Percorrenza Poi, lo spagnolo della Honda specifica quali sono stati i problemi che lo hanno rallentato. «Non avevo un buon passo, perdevo troppo in percorrenza: ho provato anche a cambiare qualcosa, modificando le linee, ma senza benefici. Sono salito sul podio in tutte le gare, ma bisogna essere più veloci e consistenti». Anche Pedrosa denuncia la presenza del chattering. «In prova va abbastanza bene, ma in gara diventa più consistente e fastidioso: bisognerà fare qualcosa». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nero Solitamente pacato, ieri invece. Nicky Hayden (11o) era imbufalito: «La centralina della mia moto non sapeva dove fossi. Mi dava potenza piena nelle curve lente e invece me la tagliava nel dritto. Uno schifo!». Il team manager Guareschi è intervenuto: «Un’interferenza radio ha mandato in tilt la centralina, bravo Nicky non solo a finire, ma addirittura a finire a punti».

DAL NOSTRO INVIATO

VITO SCHEMBARI ESTORIL

Sarà stata colpa della Super Luna, ma ieri a Estoril sembrava di guardare il mondo al contrario. Casey Stoner con la sua superiorità ha reso il weekend persino monotono, eppure non ha fatto che lamentarsi del chattering della sua Honda: una litania. Invece, Valentino Rossi, che qui ha vinto in passato cinque volte, ma che ora può vedere l’australiano solo col cannocchiale, sprizzava serenità e soddisfazione. Possibile? Sì, perché il Dottore e la Ducati hanno fatto un passo verso la normalità, ma soprattutto perché «Vale ha ricominciato a divertirsi guidando», come ha detto papà Graziano. E confermato dallo stesso pilota: «Ho tenuto il passo che ci aspettavamo e ho anche rischiato di

non puoi sfruttarlo al meglio».

Sorride Dovizioso (Yamaha Tech3), che è riuscito a vincere la sfida interna col compagno Crutchtlow: «Sono contento, la quarta piazza è ottima ("bravo Andrea", gli urla il boss del team Hervé Poncharal). Magari potevo farmi sotto a Pedrosa». Che ci sia una forte, sana, rivalità con Crutchlow è palese: «Una bella sfida, Cal stacca come un animale...».

Dovi

Valentino Rossi, 33 anni, si confronta ai box con l’amico Uccio IPP

andare in scia a Bautista. Perdevo nelle parti centrali dove serve accelerazione perché non riuscivo a mettere a terra tutta la potenza, ma in frenata e curva non ero male. Mi sono divertito, ero anche bello stilisticamente». Al lavoro Oggi niente rientro

per la Ducati. Meteo permettendo, ci sono da testare le novità. «Ho parlato con Filippo Preziosi — dice Rossi —, proverò un motore dall’erogazione più dolce. Penso sia la strada definitiva. Sui due gran premi passati non recriminerei, non saremmo potuti andare oltre un piazzamento simile a questo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

MOTOMONDIALE GP PORTOGALLO Calendario: tra due settimane c’è Le Mans QATAR 1. LORENZO SPAGNA 1. STONER PORTOGALLO 1. STONER

20 MAGGIO FRANCIA LE MANS 3 GIUGNO CATALOGNA MONTMELÒ

17 GIUGNO GRAN BRETAGNA SILVERSTONE 30 GIUGNO OLANDA ASSEN

8 LUGLIO GERMANIA SACHSENRING 15 LUGLIO ITALIA MUGELLO

29 LUGLIO STATI UNITI LAGUNA SECA 19 AGOSTO INDIANAPOLIS 26 AGOSTO

R. CECA BRNO 16 SETTEMBRE SAN MARINO MISANO 30 SETTEMBRE

ARAGON 14 OTTOBRE GIAPPONE MOTEGI 21 OTTOBRE MALESIA

SEPANG 28 OTTOBRE AUSTRALIA PHILLIP ISLAND 11 NOVEMBRE VALENCIA

Dovizioso fa il vice Lorenzo Per la prima volta chiude davanti a Crutchlow ed è il miglior pilota Yamaha dietro a Jorge MotoGP

LE STATISTICHE MONDIALE

GARA PILOTA

NAZ

MOTO

TEMPO/DISTACCO

1.

STONER

AUS

Honda

45’37"513 media 153,988 km/h

2.

LORENZO

SPA

Yamaha

3.

PEDROSA

SPA

Honda

4.

DOVIZIOSO

ITA

Yamaha

a 13"846

5.

CRUTCHLOW

GB

Yamaha

a 16"690

6.

BAUTISTA

SPA

Honda

a 21"884

7.

ROSSI

ITA

Ducati

a 26"797

8.

SPIES

USA

Yamaha

a 33"262

9.

BRADL

GER

Honda

a 35"867

10. BARBERA

SPA

Ducati

a 53"363

11. HAYDEN

USA

Ducati

a 1’02"630

a 1"421 a 3"621

12. A.ESPARGARO

SPA

Art

a 1’20"736

13. DE PUNIET

FRA

Art

a 1’23"483

14. PIRRO

ITA

Ftr

a 1’37"905

15. PETRUCCI ITA Ioda a 1 giro RITIRATI: SILVA (SPA-Bqr) e PASINI (ITA-Art) al 12˚ giro; HERNANDEZ (COL-Bqr) al 17˚ giro; ELLISON (GB-Art) al 19˚ giro; ABRAHAM (R.CEC-Ducati) al 24˚ giro GIRO PIÙ VELOCE: il 3˚ di LORENZO in 1’36"909, media 155,353 km/h

PILOTI POS. PILOTA 1. STONER 2. LORENZO 3. PEDROSA 4. CRUTCHLOW 5. DOVIZIOSO 6. BAUTISTA 7. BRADL 8. HAYDEN 9. ROSSI 10. BARBERA 11. SPIES 12. A.ESPARGARO 13. DE PUNIET 14. EDWARDS 15. PETRUCCI 16. PIRRO 17. PASINI 18. HERNANDEZ 19. SILVA

NAZ AUS SPA SPA GB ITA SPA GER USA ITA SPA USA SPA FRA USA ITA ITA ITA COL SPA

COSTRUTTORI 1. HONDA 2. YAMAHA 3. DUCATI 4. ART 5. SUTER 6. IODA

PUNTI QAT 66 16 65 25 52 20 37 13 35 11 29 9 24 8 23 10 22 6 19 7 18 5 9 1 6 3 4 4 4 2 2 2 2 1 70 65 27 11 4 4

20 25 10 3 4 -

SPA 25 20 16 13 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1

POR 25 20 16 11 13 10 7 5 9 6 8 4 3 1 2 -

25 20 8 4 3

25 20 9 4 1

Terza gara stagionale, ma sul podio si confermano i soliti tre: Stoner due vittorie e un terzo posto, Lorenzo un successo e due secondi, Pedrosa un secondo e due terzi. Per di più sono i soli ad essere stati in testa almeno un giro quest’anno: 69 giri al comando per Stoner, sei Lorenzo e due Pedrosa. Da quando esiste la MotoGP mai nessuno aveva condotto così tanti giri nelle prime tre gare: il primato precedente era dello stesso Stoner, in testa per 44 giri nel 2007, seguito da Gibernau con 43 giri con 2004, da Rossi nel 2003 e Lorenzo nel 2011 con 41 giri. La mancanza di sorprese prosegue allargando la visuale:

Giovanni Cortinovis © RIPRODUZIONE RISERVATA

di FILIPPO FALSAPERLA

Più si lamenta più spinge e stupisce h 10 lontane anni luce. Il campione del mondo va forte, fortissimo, ma la paura è che se dovesse vincere (meglio se facilmente) ancora un titolo mondiale in MotoGP, sarebbe davvero tentato di starsene tutto l’anno a casa con la sua bimba, a fare il papà a tempo pieno e questo sarebbe un gran butto colpo per il campionato REUTERS

GLI ALTRI Bradl 6 Gara onesta, in lotta con Spies, ma era l’americano ad andare piano. A.Espargaro 6 Batte De Puniet ed è il primo della Crt, ma lontanissimo da tutti. De Puniet 5 È acciaccato per la caduta delle qualifiche, ma perde la lotta casalinga. Silva 5 Un incoraggiamento alla decisione di schierarsi dopo una gran botta nel warm up. Spies 4 In prova sembrava risorto, in gara è un flop. Starà diventando un caso? Hayden 4 Un disastro e dà la colpa all’elettronica: allora il votaccio va alla sua Ducati. Barbera 4 Valentino non lo vede neppure col binocolo. Pirro 4 Non ultimo, ma quasi. Il progetto resta sempre troppo giovane. Petrucci 4 Ha il triste primato di essere il primo doppiato nell’era Crt. Pasini 4 Si butta a terra, ma non è che stesse facendo faville. Abraham 4 Peggiora invece di crescere. Ellison 4 Va piano e si ferma presto. Hernandez 4 Non stava andando male, ma la moto lo tradisce.

Moto2

2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15.

MONDIALE

P.ESPARGARO SPA LUTHI SVI ZARCO FRA IANNONE ITA DE ANGELIS RSM ELIAS SPA SIMON SPA KALLIO FIN SMITH GB REDDING GB AEGERTER SVI SIMEON BEL CORTI ITA CARDUS SPA

8

7

Lotta sempre, ma quando arriva in cima non prova nemmeno un timido attacco. La resa preventiva non gli rende onore LAPRESSE

Prima gara da (vice) protagonista con la Yamaha. Veloce e battagliero, riesce a tenere dietro Crutchlow AFP

All’inizio si spaventa, ma poi, al solito, fa una gara da ombra. Quando c’è da lottare sta quieto e raccoglie quel che può REUTERS

Dovizioso

7

Pedrosa

Rossi

Crutchlow

7

7

Un misero settimo posto in questo momento può essere un’iniezione di fiducia. È piaciuta la sua voglia di lottare EPA

Protagonista, anche se le prende dal compagno. Non si arrende mai, lotta, fa anche un fuoripista. Un bel leone REUTERS

Il primo raggio di sole. Fa il suo passo, non corre pericoli di sorpasso, ma non riesce a prendere quelli davanti MILAGRO

Bautista

Moto3

GARA NAZ SPA

8

Lorenzo

CASEY STONER

POS. PILOTA M.MARQUEZ 1.

DI MARIO LEGA

ai primi cinque posti quest’anno hanno sempre concluso i soliti cinque, con Crutchlow e Dovizioso che si sono alternati al quarto e quinto posto. Valentino Rossi invece fallisce l’ingresso tra i primi cinque per il 13o gran premio consecutivo: l’ultima volta ci è riuscito ad Assen l’anno scorso quando chiuse quarto. Crisi anche per la Ducati che quest’anno vanta come miglior risultato il sesto posto di Hayden nella gara inaugurale in Qatar. Era dal 2004 che la rossa non otteneva nemmeno un piazzamento tra i primi cinque nelle prime tre gare.

le Pagelle

Più si lamenta che le cose non vanno bene, più riesce a spingere e stupire. L’australiano è un vero «one man show», nel senso che guida in un modo che diventa spettacolo puro, anche senza sorpassi. Chattering, dolore al braccio destro, gomme che non gli piacciono, assetto tutto da mettere a posto: una volta che si spegne il semaforo sembrano cose

Il bello il brutto

Nessuna Ducati tra i primi 5 in 3 gare Era dal 2004 che non accadeva! E sul podio vanno sempre i soliti noti

MOTO Suter Kalex Suter Motobi Speed Up Suter Suter Suter Kalex Tech 3 Kalex Suter Tech 3 Kalex Ajr

TEMPO/DISTACCO 44’04"086 media 148,041 km/h a 1"987 a 2"071 a 9"227 a 10"481 a 21"180 a 21"394 a 21"504 a 21"581 a 24"100 a 27"248 a 30"087 a 30"132 a 30"257 a 30"879

16. TEROL (SPA-Suter) a 31"097; 17. WEST (AUS-Moriwaki) a 43"099; 21. ROLFO (ITA-Suter) a 53"563 GIRO PIÙ VELOCE: l’8˚ di P.ESPARGARO in 1’40"921, media 149,178 km/h

PILOTA 1. M.MARQUEZ 2. P.ESPARGARO 3. LUTHI 4. IANNONE 5. REDDING 6. ZARCO 7. KALLIO 8. ELIAS 9. SMITH 10. DE ANGELIS 11. RABAT 12. NAKAGAMI 13. CORTI 14. AEGERTER 17. CORSI COSTRUTTORE 1. SUTER 2. KALEX 3. SPEED UP

MONDIALE

GARA MOTO PUNTI Suter 70 Kalex 61 Suter 43 Speed Up 33 Kalex 28 Motobi 23 Kalex 22 Suter 19 Tech 3 18 Suter 14 Kalex 13 Kalex 13 Kalex 12 Suter 12 Ftr 8 PUNTI 70 61 33

POS. PILOTA 1. CORTESE

NAZ GER

TEMPO/DISTACCO

PILOTA

MOTO

1. CORTESE

Ktm

Ftr Honda Kalex Ktm Ktm

41’34"536 media 138,811 km/h a 0"055 a 11"038 a 12"195

Ftr Honda Ftr Honda

a 20"934 a 20"976

Ftr Honda Kalex Ktm Ftr Honda Ktm Suter Honda Honda Ftr Honda Ktm

57 55 49 45 29 28 18 18 16

MOTO Ktm

2. 3. 4. 5.

M.VIÑALES SALOM KHAIRUDDIN VAZQUEZ

SPA SPA MAL SPA

6. 7.

ANTONELLI RINS

ITA SPA

Suter Honda

a 21"792

8.

KENT

GB

Ktm

a 21"888

9.

MASBOU

FRA

Honda

a 23"046

2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

Kalex Ktm

15

10.

KORNFEIL

R.CEC

Ftr Honda

a 23"310

11. MONCAYO

Kalex Ktm

13

11.

BINDER

S.AF

Kalex Ktm

a 23"379

12. SISSIS

Ktm

12

12.

FAUBEL

SPA

Kalex Ktm

a 23"763

13.

SISSIS

AUS

Ktm

a 24"308

14.

MONCAYO

SPA

Kalex Ktm

a 25"015

15.

A.MARQUEZ SPA

Suter Honda

a 26"450

13. VAZQUEZ 14. OLIVEIRA 19. TONUCCI COSTRUTTORE 1. FTR HONDA 2. KTM 3. KALEX KTM

Ftr Honda 11 Suter Honda 11 Ftr Honda 5 PUNTI 70 57 49

18. TONUCCI (ITA-Ftr Honda) a 36"511; 22. TATASCIORE (ITA-Honda) a 1’04"071; 24. MORCIANO (ITA-Ioda) a 1 giro GIRO PIÙ VELOCE: il 18˚ di CORTESE in 1’47"354, media 140,238 km/h

M.VIÑALES SALOM FENATI KHAIRUDDIN RINS MASBOU ANTONELLI KENT FAUBEL

PUNTI

Il pressing sull’iridato perché lasci Casey è troppo forte e nel paddock si tifa per il ritiro a fine anno IL BELLO Stoner Podio con gli stessi inquilini dall’inizio del campionato. Stoner cerca di cadere passando ripetutamente sui cordoli, ma non ci riesce, come non riesce il pressing che tutto il paddock fa sul campione del mondo per farlo smettere il prossimo anno: sembra più che altro una speranza che si tolga di mezzo. Troppo forte per tutti! Lorenzo Tosto come al solito, ma impossibilitato ad attaccare il leader senza che abbia delle defezioni fisiche o tecniche, però è sempre li ad approfittare di qualsiasi passo falso. Dovizioso Bravo e finalmente efficace, si prende la rivincita sul suo combattivo compagno di squadra e finalmente guida da top rider, alla fine è 4o: strano! IL BRUTTO Pedrosa Cento podi lo fanno iper competitivo, possiede una moto ufficiale, ma da sempre è lì a guardare gli altri vincere. Se lo si guarda da bordo pista, guida benissimo, ma gli mancano sempre quei 5 centesimi per completare un milione. Rossi Gara piuttosto anonima. Restare dietro a molte moto clienti con una ufficiale non è proprio il massimo, non può appagare nemmeno l'essere il primo delle Ducati. Si sono visti piccoli passi in avanti dopo aver copiato le regolazioni di Hayden, però il settimo posto a 26 secondi di distacco non può far vedere il bicchiere mezzo pieno: speriamo nel motore evoluzione che proveranno oggi. Hayden Devono avergli scambiato la moto con quella di Rossi, perché per incanto si sono scambiati le prestazioni: indecifrabile! Spies Incomprensibile! Non si può criticare il suo impegno, dopo prove alternativamente buone o discrete, è naufragato in gara a lottare con il debuttante Bradl, ma lui dispone di una moto simile a quella di Lorenzo: troppo poco! © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SUPERBIKE A MONZA

il Film Vince l’acqua In totale si fanno soltanto 11 giri all’Autodromo Il diluvio dopo la prima interruzione L’ispezione dei piloti Gara-1 è stata sospesa e prima di ripartire i piloti fanno una ricognizione: durante il loro giro, si scatena il diluvio ALEX PHOTO

I big divisi Le incertezze sulla partenza di gara-2 Paolo Ciabatti, membro della direzione gara, discute prima del via con i piloti. Da sinistra si riconoscono Melandri, Rea e Biaggi: partire o rinunciare? ALEX PHOTO

Bandiera rossa per la pioggia Cala il sipario dopo appena 8 giri La seconda gara viene fermata all’8o giro quando comincia a piovigginare: una decisione per molti prematura ALEX PHOTO

Caos e accuse, si salva solo Sykes Due stop, Biaggi e Melandri hanno spinto per non correre. Gli organizzatori: «Li puniremo» PAOLO GOZZI MONZA

Doveva essere l’apoteosi e invece la festa monzese per i 25 anni di successi è diventata la pagina più nera della Superbike. Un caos totale che tra stop, cancellazioni e ritardi ha offerto agli 85 mila spettatori (ottimistica valutazione degli organizzatori) solo una mini gara di 8 giri vinta dal britannico Tom Sykes con punteggio dimezzato e vertice del Mondiale praticamente immutato, con Biaggi sempre davanti.

Gara-1 cancellata, seconda ritardata. Fogarty attacca: «È un Mondiale di signorine»

Fischi Gli eroi Superbike, amati

per coraggio e spericolatezza, stavolta hanno fatto le bizze e sono stati travolti dai fischi. «È diventato un Mondiale di signorine» ha chiosato Carl Fogarty, mi-

Tom Sykes ALEX PHOTO

FORMULA 1 L’ANNIVERSARIO

Dopo trent’anni Arnoux fa ruggire la Ferrari di Gilles

René Arnoux, 63 anni, alla guida della Ferrari 312 T4 del 1979 COLOMBANI DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI CASTEL D’ARIO (Mantova)

Una festa scandita dal suono armonioso del boxer 12 cilindri di una delle Ferrari più belle che abbiano mai corso. È la settimana dedicata a Gilles Villeneuve, di cui domani ricorre il 30o anniversario della morte, e la celebrazione è iniziata ieri con la sua 312 T4 portata per strada da René Arnoux, che di Gilles fu grandissimo amico e altrettanto grande rivale. La scelta di affidare al francese la rossa — matricola numero 041 di proprietà della collezione Donelli Vini della famiglia Giacobazzi — non è casuale, visto che quella monoposto fu la protagonista con la Renault RS10 turbo del più bel duello della storia nel 1979 a Digione, con Villeneuve e Arnoux che per due giri si superarono a più riprese per

contendersi il secondo posto. Davanti a Joanna e Mélanie Villeneuve, moglie e figlia di Gilles, e a tanti ex meccanici del canadese, capitanati dal capomacchina Paolo Scaramelli e da Giulio Borsari, oggi presidente del club meccanici anziani di F.1, Arnoux ha guidato lungo i 7 chilometri da Castel D’Ario, il paese natale di Tazio Nuvolari, a Erbè, sede del primo club intitolato a Villeneuve. «Quando ho letto il cartello Bologna ho pensato di aver sbagliato strada», ha raccontato felice Arnoux, che sulla strada aperta al traffico ha regalato brividi imprevisti a chi se lo è trovato di fronte. La T4 si prepara al bis domani mattina, quando a Fiorano sarà Jacques Villeneuve a girare sulla macchina di papà. Infine in edicola c’è sempre con la Gazzetta il libro «Gilles»: costa 12,99 euro più il giornale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

to degli Anni 90 con 4 titoli e 59 GP vinti. Condanna senza appello anche per la gestione sportiva, che ha lasciato decidere piloti preoccupati degli interessi di classifica senza rispetto per il pubblico. Le grane sono cominciate al primo giro della prima gara, quando Marco Melandri ha picchiato forte in Parabolica con grossi danni riparati in soli 20’ dai meccanici Bmw. Al terzo giro, con Sykes e Guintoli già in fuga, la corsa è stata fermata per pioggia. Subito dopo l’Aprilia di Biaggi si è rotta e Max è stato trainato ai box dal rivale Checa. Invece di dare un nuovo via, la direzione corsa ha chiesto a cinque piloti di controllare lo stato della pista, compreso Biaggi in quel momento senza moto. Durante la ricognizione si è scatenato un diluvio con grandine che ha portato alla cancellazione, ma mezz’ora

dopo le Supersport hanno gareggiato senza problemi. «Sarebbe bastato aspettare qualche minuto e andare dentro con gomme da bagnato», ha detto Carlos Checa: la Ducati, penalizzata dalla minore velocità sull’asciutto, sarebbe andata a nozze. Ritardo Gara due è stata ritarda-

ta di venti minuti, sperando che la pista si asciugasse completamente, ma al momento del via Marco Melandri ha alzato il braccio e spento il motore forzando i giudici ad abortire la procedura. Di fronte al peggio, cioè all’eventualità di dover annullare l’intero programma, l’autorità sportiva è finalmente intervenuta con fermezza. «Melandri e Biaggi non volevano partire, mezza griglia sì, quindi li abbiamo invitati a togliersi di mezzo se non se la fossero sentita», ha spiegato Paolo Ciabatti, uno dei tre membri della dire-

zione gara. Convinte le due stelle, lo show è iniziato. Ma quando Sykes era largamente davanti ecco un nuovo stop per poche gocce di pioggia. «Che non davano fastidio, sarebbe bastato andare più piano in un paio di punti critici», ha lamentato Ayrton Badovini, compagno di marca di Melandri, finito 4o davanti a Biaggi. Resta un mistero perché abbiano deciso i piloti. «L’inizio di stagione è stato tormentato dagli incidenti gravi di Lascorz e McCormick, se i piloti ci dicono che è pericoloso dobbiamo tenerne conto — ha chiarito Ciabatti —. La manfrina di Melandri e Biaggi però non ci è piaciuta e prenderemo provvedimenti». Intanto le squadre sono sul piede di guerra. Il team Liberty di Guintoli minaccia addirittura il ritiro dal Mondiale. Domenica si torna in pista a Donington, tra mille polemiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE CLASSIFICHE

Max rafforza il primato iridato Risultati di gara 2 (8 giri, km 42,216) a Monza (5.777 m), quarta tappa SBK 2012: 1. Sykes (GB-Kawasaki) in 14’08”800, media 196,015 km/h; 2. Haslam (GB-Bmw) a 9”709; 3. Laverty (Irl-Aprilia) a 10”119; 4. Melandri (Ita-BMW) a 10”294; 5. Biaggi (Ita-Aprilia) a 10”527; 6. Rea (GB-Honda) a 10”638; 7. Checa (Spa-Ducati) a 10”899; 8. Giugliano (Ita-Ducati) a 12”195 a 24”668. CLASSIFICA — Piloti: 1. Biaggi punti 97,5; 2. Checa 95,5; 3. Sykes 91,5; 4. Melandri 72,5 Costruttori: 1. Ducati punti 140,5; 2. Aprilia 108. PROSSIMA GARA: Domenica si corre a Donington (GB).


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95˚ GIRO D’ITALIA TAPPA THRILLING CON UN FINALE EMOZIONANTE

y

GOSS S’INCHINA

PRESENZE VIP

Anche il principe applaude la corsa La seconda tappa, HerningHerning, 207 km, ospite il principe Federico di Danimarca, si decide allo sprint: ottava vittoria al Giro per il campione del mondo Mark Cavendish, davanti all’australiano Goss: lo stesso arrivo del Mondiale di Copenaghen 2011. Terzo il francese Soupe.

DIRETTA TV DALLE 14

Stasera si torna: direzione Verona La maglia rosa è sempre di Taylor Phinney, ma l’americano della Bmc ha dovuto inseguire a 8 km dall’arrivo per una caduta. Oggi 3ª tappa. Horsens-Horsens, 190 km, per velocisti: diretta tv su RaiSport 2 dalle 14, su Rai 2 dalle 15.10. In serata il trasferimento aereo a Verona. Domani riposo.

MORTO UN ANNO FA

Oggi l’omaggio al belga Weylandt Oggi il Giro ricorda Wouter Weylandt, morto il 9 maggio 2011 nella discesa del passo del Bocco: presenti i genitori e la moglie, An-Sophie. Prima del via ci sarà una cerimonia, e la RadioShack verrà schierata in prima fila. Un minuto di silenzio per il sindaco di Horsens, morto ieri in bici.

Gazzetta.it DIRETTA STREAMING SUL SITO DALLE 14.30 INTERVISTE AI BIG Dalle 14.30 non perdete la diretta streaming della terza tappa del Giro d'Italia con la telecronaca di Andrea Berton e il commento tecnico di Marco Saligari. Nello speciale sul Giro anche le video interviste a Cavendish che dedica il successo alla figlia, a Phinney che racconta il suo inseguimento contro la sfortuna, a Basso, Boaro e a Guardini che mostra le ferite riportate dopo la caduta

ORDINE D’ARRIVO 1. Cavendish (Gb) 207 km in 4h53’12" 2. Goss (Aus) 3. Soupe (Fra) 4. Farrar (Usa) 5. Ferrari 6. Henshaw (Aus) 7. Hushovd (Nor) 8. Bennati 9. Bonnet (Fra) 10. Thomas (Gb) 42. Kreuziger 51. Phinney 99. Basso 134. Scarponi CLASSIFICA GENERALE 1. Phinney (Usa) 215,7 km in 5h03’38" 2. Thomas (Gb) a 9" 3. Rasmussen (Dan) a 13" 4. Boaro a 15" 5. Larsson (Sve) a 22" 29. Kreuziger a 36" 36. Basso a 39" 130. Scarponi a 1’06"

Taylor Phinney, 21 anni LAPRESSE

RAGAZZI D’ DAL NOSTRO INVIATO

LUCA GIALANELLA HERNING (Danimarca)

Mark e Taylor ragazzi d’Italia. Innamorati del nostro Paese, maturati sulla bici in Toscana: l’inglese a Quarrata, l’americano a Lucca. In anni diversi, ma a 60 km di distanza, con un «padre» in comune: Maximilian Sciandri. Nei loro ruoli, Cavendish e Phinney sono i più forti del mondo. Prendono in mano il Giro d’Italia come l’oggetto più prezioso e lo portano a una qualità assoluta. Uno Cavendish torna in Danimarca dove otto mesi fa, a 350 km di distanza (Copenaghen), ha conquistato il Mondiale. Ha cambiato squadra e treno per le volate, è papà da un mese, nei grandi giri non ha mai ingranato nei primi giorni. E invece ieri, nei 150 metri finali dell’arrivo della seconda tappa, con la strada al 2%, rimonta e annichilisce Matt Goss (vincitore della Sanremo 2011), per l’ottava vit-

Due stranieri trapiantati in Toscana accendono la corsa rosa toria al Giro. La prima a Catanzaro Lido tre anni fa, la più a Sud della serie. Goss secondo, come sulla rampetta (più lunga e dura) del Mondiale. E due Mancano 8.100 metri al-

l’arrivo, Phinney sta ormai chiudendo la sua prima giornata in maglia rosa. Non riesce a evitare un contatto davanti a lui, cade. Si rialza, ma la catena è fuori posto. Passano i secondi, aspetta il meccanico quando dovrebbe sapere lui come rimetterla sui pignoni. Lo salva, pensate un po’, Jim Ochowicz, il presidente della Bmc. L’uomo che 40 anni fa portò Davis, papà di Taylor, al professionismo nella 7-Eleven. Con il tocco di due dita, Ochowicz rimette in sede la catena e spinge il suo pupillo. Il tocco di chi conosce il ciclismo più autentico. Che finale thrilling: il gruppo vola a 60 all’ora verso la volata, Taylor ha 39" da recuperare. E

Super volata Re Cavendish firma l’ottava meraviglia Dopo il Mondiale, Mark in Danimarca centra il trionfo numero 8 al Giro Phinney cade, rientra e resta leader

parte. Una disperata cronometro per non cedere quella rosa che gli appartiene come una seconda pelle, lui cittadino prima di Marostica e adesso di Lucca. A 21 anni è il miglior giovane della sua generazione, è un cronoman sopraffino, è il predestinato, è la speranza Usa per un titolo olimpico a Londra che vale un Tour. Ai 6.200 metri ha recuperato 12", lo aiuta Wyss, poi arriva Ballan. A 4,6 km è in gruppo. La rosa è ancora sua. Sul podio lo premia il principe Federico di Danimarca, l’erede al trono. Spettacolo Un’altra giornata da incorniciare, caro vecchio Giro. Su e sempre più su, a Sogardevejn, parallelo 56˚34’30", il punto più alto mai toccato da una grande giro. In uno spettacolo di festa, con il vento che ha concesso una tregua, e una folla enorme, a incitare i corridori con la passione di chi riconosce i veri valori dello sport. Tutti in


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ITAL A v ilPersonaggio identiKit & CARRIERA

IL CAMPIONE DEL MONDO

«È per Delilah» La prima volta da papà-jet Il britannico: «Mi piace pensare che abbia festeggiato anche mia figlia, appena nata. La maglia iridata mi porta fortuna, è già il 5˚ successo. Thomas, che lavoro!»

« Mark Cavendish, 26 anni

Tutti vogliono stare davanti e fare le volate. Questo porta a più cadute»

«

La Sanremo è stata una giornata storta. Penso a vincere altre tappe qui

BETTINI

strada da ore, ognuno con una maglietta o una bandierina color Gazzetta, I love Giro, persino mucche avvolte in maglie rosa, in terre desolate che nemmeno i Romani arrivarono mai a conquistare: da qui partirono gli Juti per colonizzare l’Inghilterra. Un amore per il Giro con il Mare del Nord, rumoroso, sullo sfondo. Se ne sono accorti anche i tre fuggitivi, il laziale Balloni, il colombiano Rubiano Chavez e il belga Keysen, partiti al km zero come pionieri verso l’ignoto e accompagnati da un applauso costante per i 166 km dell’avventura. I 13’ sul gruppo non sono bastati. Oggi l’ultima tappa in Danimarca prima del ritorno in Italia. La giornata del ricordo di Wouter Weylandt, morto il 9 maggio 2011 nella tappa del Bocco, e del sindaco di Horsens, che con passione aveva voluto il Giro nella sua terra. Era in bici, ieri l’ha portato via un infarto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DAL NOSTRO INVIATO

CLAUDIO GHISALBERTI HERNING (Danimarca)

Cavendish, buona la prima. Quella che sembra quasi una banalità è in realtà un piccolo record. E, parlando di un fenomeno capace di sconvolgere le regole, come quando nel 2009 vinse da debuttante la Milano-Sanremo, la novità è ancora più ghiotta. Sì, perché può sembrare strano, ma Cannonball non era mai andato a segno nella prima tappa di un grande Giro. Eppure, il campione del mondo è un uomo che in carriera avevo già centrato il successo 20 volte al Tour, 7 al Giro e 3 alla Vuelta. «E’ vero, è la prima volta che vinco al primo arrivo in volata. E l’occasione speciale ha anche una dedica speciale: questa è per la mia bambina, Delilah Grace. Visto che siamo in tema di novità... è la prima volta che vinco da quando è nata. Mi pia-

ce pensare che stia festeggiando anche lei. Sapevo di avere lavorato bene in allenamento e questa vittoria è la conferma. Ma con la maglia iridata è già la quinta volta che ci riesco». Però il successo di ieri lo «costringerà» a coprire la maglia di campione del mondo con quella rossa della classifica a punti e, visto la superiorità dimostrata allo sprint, è probabile che passeranno un bel po’ di giorni prima che si riveda l’iride. Mark, in volata non ha avuto rivali. Ma com’è stata la giornata?

«Molto del merito del mio successo è di Geraint Thomas che ha fatto un ottimo lavoro. Poi la tappa non è stata per niente facile. Forse chi l’ha seguita in tv non si è reso molto conto, ma c’era tanto vento. Sul mare tirava più for-

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MARK E TAYLOR: RAPPORTO SPECIALE

I due protagonisti della corsa e l’amore per il nostro Paese Phinney e Cavendish si possono ritenere italiani d’adozione. La maglia rosa ha vissuto a Marostica tra il 2002 e il 2004 e oggi risiede a Lucca. L’iridato invece ha abitato a Quarrata, in provincia di Pistoia, dal 2006 al 2010 BETTINI

te del previsto. Tenere la squadra unita e stare a ruota non era semplice». Nel finale c’era nervosismo.

«Il ciclismo sta cambiando, non è più come una volta (Mark il 21 compirà 27 anni, ndr). Tutti vogliono stare davanti e vogliono fare le volate e questo porta a più cadute. Sono convinto che anche nella prossima tappa ogni chilometro sarà molto stressante». Se lei non fosse il campione del mondo ma un corridore con fame di successo cosa farebbe? Tirerebbe i freni? Sarebbe più «rispettoso» delle regole?

«Non so se questi cambiamenti che ci sono in gruppo siano positivi o negativi. Sì, avrei più rispetto. Poi spesso non sono i giovani che creano problemi, ma gli anziani del gruppo». In comune con la maglia rosa Taylor Phinney, lei ha uno stretto legame di amicizia con Max Sciandri che l’ha guidata nei primi anni da pro’.

«Max è una bravissima persona. Forse l’uomo con il cuore più grande che io conosca. Un amico vero». Mentre parla l’americano in rosa è seduto al suo fianco. In mezzo una ricca fetta di torta al cioccolato che Mark guarda con desiderio prima di prenderne due briciole. Cosa darebbe per potersela magiare tutta?

«No, i dolci fanno male ai denti». Si torna seri. Cav, oggi il Giro dedicherà la giornata a Wouter Weylandt. Che ricordo ha di WW Special?

d

HANNO DETTO

S Ivan Basso «Tappa nervosa soprattutto per il vento: sarà così anche la terza. Bravi i miei compagni a proteggermi. La strada per la maglia rosa è lunghissima, ma ogni giorno metto un mattoncino»

S Michele Scarponi «Giornata con tanto stress, tipica di una partenza all’estero, ma è passata senza danni. Le mie condizioni non delle migliori? Ehi ragazzi, non sono neanche le peggiori»

«Era una persona simpatica, sempre sorridente e che ci teneva moltissimo al suo lavoro. Sono sicuro che il Giro saprà ricordarlo nel migliore dei modi». Il successo è anche lo spunto per dare uno sguardo dietro. Lei a inizio stagione sembrava dovesse spaccare il mondo. Invece nelle sue corse di primavera, Sanremo su tutte, non è andato bene.

«Cose che capitano. La Sanremo è stata semplicemente una giornata storta. Ora penso al Giro e a vincere altre tappe». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mark Cavendish festeggia la vittoria della 2a tappa EPA


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95˚ GIRO D’ITALIA IL LEADER DELLA CORSA HA BATTUTO ANCHE LA SFORTUNA

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DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO twitter@cirogazzetta HERNING (Danimarca)

Spingeva anche negli ultimi 3 km: non sapeva dei tempi neutralizzati... ALESSANDRO BALLAN COMPAGNO DI PHINNEY

Racconto «Non so bene cosa sia successo — ha spiegato Phinney, 21 anni — Ero nelle prime posizioni del gruppo, hanno frenato toccandomi la ruota davanti. Non ho potuto correggere la traiettoria, ho perso il bilanciamento e mi è anche "scesa" la catena. "Che sfiga", ho pensato, però sono riuscito a rimanere tranquillo». E ha cominciato la sua rincorsa al gruppo lanciato. All’inizio da solo, ma poi si sono sganciati Wyss, il nostro Alessandro Ballan e Tschopp. L’americano d’Italia si è riaccodato a circa 4,5 km dalla linea bianca, è scampato al ruzzolone innescato da Bos all’ultima curva ed è arrivato al traguardo con la piacevole sensazione di un pericoloso scampato, rimanendo di rosa vestito.

Phinney «Ho avuto il panico Mi sono inventato un’altra cronometro»

è nato il 27 giugno 1990 a Boulder (Colorado). Nelle categorie minori ha fatto man bassa di medaglie mondiali: oro a crono e nell’inseguimento ai Mondiali Juniores, oro nella crono e bronzo in linea ai Mondiali under 23. In pista ha vinto anche 2 mondiali assoluti sempre nell’inseguimento.

S SECONDO ANNO PRO’ Pro’ dal 2011 con la Bmc, al debutto ha conquistato la crono dell’Eneco Tour. Quest’anno ha brillato alla Roubaix (15˚) e ha indossato la prima maglia di leader al Giro del Trentino

2

1 Taylor Phinney armeggia con la sua bicicletta dopo la caduta che gli ha provocato il guasto alla catena LAPRESSE 2 La maglia rosa viene aiutata a ripartire da Jim Ochowicz, team manager della Bmc IPP/RAISPORT

clic È LA MAGLIA ROSA PIÙ GIOVANE DEGLI ULTIMI 30 ANNI: L’ULTIMO FU FIGNON

LAPRESSE

Una caduta stava per costare la maglia all’americano «Ho faticato più di sabato, ora so che cosa mi aspetta» laFotonotizia

Neutralizzazione «Crash for

Taylor, stop Alessandro». E’ stato questo il messaggio che Ballan ha sentito in radio e eseguito. «Hushovd era davanti per lo sprint, Pinotti è rimasto in gruppo perché è il nostro uomo di classifica ma tutti gli altri erano pronti ad aiutare Phinney», ha spiegato il 32enne trevigiano, «parando» le critiche di chi li ha giudicati troppo lenti. Ballan ha raccontato anche un retroscena curioso: «Credo che Phinney non sapesse che il tempo negli ultimi tre chilometri fosse neutralizzato e quando c’è stata la caduta all’ultima curva ha continuato a spingere temendo di prendere un buco e perdere se-

1

TAYLOR PHINNEY

Mannaggia a chi gli ha detto che la maglia rosa se la sarebbe goduta. «Ho vissuto gli ultimi 8 chilometri in uno stato di panico, ma alla fine mi è venuto da ridere pensando che era più o meno la stessa distanza della crono del primo giorno. Ho fatto uno sforzone ancora peggiore». Sì, Taylor Phinney si è potuto godere l’happy ending, ed è andato a dormire di nuovo con la maglia rosa appoggiata sul comodino. Ma una banale caduta ha rischiato di avere lo stesso effetto del pizzicotto che ti sveglia mentre stai facendo un bel sogno.

«

L’IMPREVISTO

Un via... principesco Il principe Frederik di Danimarca dà il via ufficiale alla 2a tappa sventolando la bandiera del Giro. L’erede al trono danese ha poi partecipato alla premiazione LAPRESSE

condi. L’ho fermato io! Un po’ di inesperienza forse, ma in realtà ha gestito questa situazione con grande classe». Era molto contento anche il general manager Jim Ochowitz: «E’ stupendo quello che sta accadendo. Stavamo lavorando a questo obiettivo dall’inverno con Taylor. E quando ti riescono perfettamente le cose progettate è una sensazione speciale». Festa Il resto del dopo tappa per Phinney è stato quasi una passeggiata. In conferenza stampa ha scherzato a lungo con l’amico Cavendish: i «ragazzi d’Italia» condividono tra le altre cose la grande amicizia con Max Sciandri, che attualmente è d.s. di Phinney alla Bmc. «E’ il mio padre italiano», ha detto il ragazzo di Boulder,

che ha accolto con piacere il pensiero di mamma Connie: un pezzo della torta che aveva ricevuto al «Processo alla Tappa» della Rai. «Come abbiamo festeggiato con la squadra? Mah, niente di particolare perché io sabato ho finito tardi i massaggi. Un bicchiere di champagne e sono riuscito anche a mangiare degli spaghetti decenti. Sul computer ho letto anche un bel po’ di articoli su di me che avete scritto in Italia. Grazie». E oggi è un altro giorno: «In questa prima tappa in linea mi sarò goduto la maglia rosa nei primi venti chilometri, non di più. Poi solo stress. Speriamo che si proceda più tranquillamente, ma adesso conosco un po’ meglio quello che mi aspetta». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taylor Phinney 21 anni LAPRESSE

Campione di precocità, a soli 21 anni e 313 giorni Taylor Phinney sabato a Herning è diventato la maglia rosa più giovane degli ultimi 30 anni. Il 15 maggio 1982, il francese Laurent Fignon, poi vincitore del Giro nel 1989 (e due volte re del Tour) la indossò quando aveva 21 anni e 276 giorni al termine della terza tappa, Assisi- Perugia, per poi consegnarla il giorno dopo al suo capitano Bernard Hinault (nella foto). Sabato Phinney è diventato anche il più giovane vincitore di tappa degli ultimi 17 anni: Filippo Casagrande, fratello minore di Francesco, vinse la quinta tappa a Tortoreto Lido a 21 anni e 293 giorni


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95˚GIRO D’ITALIA ALLE RADICI DEL CAMPIONE AMERICANO

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ORO OLIMPICO

DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI HERNING (Danimarca)

«Taylor è lui. E’ soltanto lui. Occhi e naso, altezza e talento, carattere d’oro e maglia rosa. La genetica non conta niente. Taylor è lui. E’ soltanto lui». E lei è Connie. Entrata nei libri di storia come Connie Carpenter, il primo oro olimpico femminile nel ciclismo su strada, Giochi olimpici di Los Angeles 1984: «Donne in bici? Eravamo considerate strane, selvagge, forse rivoluzionarie, appartenenti alla controcultura. Invece per noi era piacere, scoperta, avventura». Poi diventata moglie di Davis Phinney, conosciuto a un campo di allenamento a Tucson, Arizona, nel 1978: «Non era il solito corridore, aveva braccia forti da contadino, però ci volle molto tempo, prima amicizia, poi amore». E adesso conosciuta come mamma di Taylor: «Era il 1990. La nascita prevista a metà luglio. Davis avrebbe dovuto andare al Tour de France, ma preferì rimanere accanto a me. Però Taylor aveva fretta, così fretta che nacque con due settimane d’anticipo, il 27 giugno. Puntuale giunse la telefonata del team manager Jim Ochowicz: "Complimenti per vostro figlio, ma adesso, Davis, tu vieni al Tour con noi". Davis mi chiese se fossi d’accordo, io lo incoraggiai, poi me ne pentii: non sapevo nulla, avevo bisogno di tutto, mi ritrovai da sola». Acrobazie Mamma Connie è

al Giro, nel Giro, con il Giro. Segue e insegue il suo Taylor. Da vicino e da lontano, di fronte e di fretta, di nascosto e d’improvviso. Anche a parole. Taylor bambino: «Dormiva poco, si agitava tanto, dava molto da fare, non stava mai fermo. Conosceva le regole, ma non le rispettava. Se vedeva un albero, ci saliva. Se notava un ruscello, lo saltava. Se c’era da prendere un rischio, da vivere un pericolo, ci provava. In questo, come

Connie Carpenter (sotto con il figlio Taylor) è nata il 26 febbraio 1957 a Madison (Wisconsin, Usa). Ex promessa del pattinaggio su ghiaccio pista lunga (7ª sui 1500 ai Giochi di Sapporo ’72 a 14 anni) e del canottaggio, poi è passata al ciclismo e nell’84 è diventata il primo oro olimpico femminile su strada.

S IRIDATA IN PISTA Ai Mondiali ha vinto un argento e un bronzo su strada, in pista un oro e un argento nell’inseguimento LAPRESSE

UNA VITA DI CORSA

Da super atleta a donna tuttofare Da sinistra: Connie Carpenter oggi con il marito Davis Phinney; negli anni ’80, ai tempi in cui era una delle più forti cicliste al mondo; ai Giochi di Pechino 2008 con Davis e i figli Taylor e Kelsey, già nazionale juniores di biathlon

Mamma rosa «Il giro del mondo di mio figlio all’inseguimento di un sogno» Connie Carpenter e il suo Taylor «A 18 anni andò ai Giochi di Pechino grazie a un benefattore anonimo» suo padre». Taylor alle elementari: «La sua passione era il calcio, niente maglie ma T-shirt, partite su partite. Poi lo sci: freestyle, halfpipe, acrobazie, salti, piroette, era un vero fenomeno. Qualsiasi sport all’aperto, nessuna attività al chiuso. Tutto per piacere, nulla per competizione. Lui voleva giocare e sciare, non allenarsi. Lui voleva divertirsi». La malattia Taylor alle medie: «Mio marito Davis incominciò a stare male, in sei mesi la situazione precipitò, tremava per il morbo di Parkinson. Si decise di cambiare vita. Per noi, per ricominciare in un altro modo. Per Taylor e per Kelsey, la nostra secondogenita. Per regalare loro un nuovo mondo, un’altra cultura,

una seconda lingua. Era il 2002. Casa a Marostica, scuola internazionale a Rosà, calcio nella Marosticense. Anche Kelsey, in una squadra di maschi. Il calcio, con i maschi, le ha dato personalità». La scoperta Taylor e la bici:

«Ci sapeva fare fin da piccolo. Quando organizzavamo i camp, lui era con noi. Quando allestivamo slalom fra birilli nei parcheggi, lui era il più abile. Quando andavamo in gita, lui non faceva fatica». Taylor e il ciclismo: «Tornati a Boulder, in Colorado, Taylor ci disse che gli sarebbe piaciuto dedicarsi al ciclismo. Aveva 15 anni. Io e Davis ci guardammo negli occhi: "Ehi, che cosa sta succedendo?", "Ehi, da che parte vuole andare?". Correva e si divertiva. Ma che questo

mondo lo interessasse, lo avevamo capito quando era andato al Tour con il papà. Lì fu più importante conoscere Axel Merckx che Lance Armstrong. Forse perché Taylor prometteva di diventare alto come Axel, o forse perché Axel è così umano e disponibile. Tant’è che poi, per due anni, Taylor ha corso per Axel». Anonimo Taylor e l’Olimpia-

de: «Mancava meno di un anno a Pechino. Per qualificarsi alla prova di inseguimento, Taylor avrebbe dovuto partecipare alla Coppa del Mondo. Impossibile. Bisognava correre in Australia, Cina, Danimarca, Los Angeles e Inghilterra. Glielo spiegai: "Tu devi

« «

Venimmo in Italia per curare il Parkinson di mio marito. La bici? Scoperta al Tour Più il compito è difficile, più lui si esalta Il suo «guru»? Axel Merckx... CONNIE CARPENTER 55 ANNI

andare a scuola e noi non abbiamo abbastanza soldi". Rispose: "Ok, facciamolo". Un giorno ci arrivò una telefonata: "Vi supporto io. Ma a una condizione: rimanere anonimo". Questa è l’America. Totale: 100mila miglia in nove mesi, e ci aggiungemmo anche i Mondiali juniores in Sudafrica». Taylor e l’agonismo: «Più l’appuntamento è importante, più Taylor dà, rende, si esalta. Provate a chiedergli se ha avuto più ansia al Mondiale o all’Olimpiade, lui vi risponderà "all’esame di terza media"». Eccolo, Taylor. «Certe volte lo chiamo, un po’ come fate voi italiani, "capo". Ma il motivo c’è: se voi avete le domande, Taylor ha le risposte». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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95˚ GIRO D’ITALIA CAPECCHI E VANOTTI POTREBBERO SEGUIRE IL SICILIANO

Nibali e Liquigas: arriva il divorzio «Offerta scaduta» Vincenzo tentenna sul rinnovo: «Prima del Tour non decido» Il team manager Amadio: «La questione per noi è chiusa»

LA CORSA AI RAGGI X DATA

TAPPA

KM

ARRIVO

MAGLIA ROSA

ROSSA

AZZURRA

BIANCA

5/5

1ª HERNING-HERNING (cronometro)

8,7

PHINNEY

PHINNEY

PHINNEY

-

PHINNEY

Ieri

2ª HERNING-HERNING

207 CAVENDISH

PHINNEY

CAVENDISH

BALLONI

PHINNEY

DATA Oggi

TAPPA 3ª HORSENS-HORSENS

KM

DIFFICOLTÀ

GIUDIZIO GAZZETTA

190

**

Strade strette e curve, ma è per velocisti Altissima velocità: ci saranno distacchi

Domani RIPOSO a Verona 9/5

4ª VERONA-VERONA (cronosquadre)

33,2

***

10/5

5ª MODENA-FANO

209

*

11/5

6ª URBINO-PORTO SANT’ELPIDIO

210

***

Gli ultimi 100 km sull’Appennino: attenzione

12/5

7ª RECANATI-ROCCA DI CAMBIO

205

***

Primo arrivo in salita: strada dolce al 5%

13/5

8ª SULMONA-LAGO LACENO

229

***

Secondo arrivo in salita: qui Pantani subì Zulle

14/5

9ª SAN GIORGIO DEL SANNIO-FROSINONE

166

*

15/5

10ª CIVITAVECCHIA-ASSISI

186

***

Finale duro nel centro storico: punte del 15%

16/5

11ª ASSISI-MONTECATINI TERME

255

**

La più lunga: per velocisti

17/5

12ª SERAVEZZA-SESTRI LEVANTE

155

***

Dura nei 100 km finali: 4,5 km all’8% ai -11

18/5

13ª SAVONA-CERVERE

121

*

19/5

14ª CHERASCO-CERVINIA

206

****

Terzo arrivo in salita: 49,4 km all’insù

20/5

15ª BUSTO ARSIZIO-PIAN DEI RESINELLI

169

****

Quarto arrivo in salita con Valcava, Bura e San Pietro

21/5

RIPOSO a Limone sul Garda

22/5

16ª LIMONE SUL GARDA-FALZES

173

*

23/5

17ª FALZES-CORTINA D’AMPEZZO

186

*****

24/5

18ª SAN VITO DI CADORE-VEDELAGO

149

*

25/5

19ª TREVISO-ALPE DI PAMPEAGO

198

*****

Due volte Pampeago: qui vincono i grandi

26/5

20ª CALDES/VAL DI SOLE-STELVIO

219

*****

La tappa regina: Mortirolo da un versante inedito

27/5

21ª MILANO-MILANO (cronometro individuale) 30

***

Si parte dal museo Enzo Ferrari. Senza difficoltà

Seconda volata: curva difficile ai 450 metri

La tappa più breve non sfuggirà all’epilogo in volata

Volata, ma ai 4 km uno strappo al 12% Tappone dolomitico: Valparola, Duran, Staulanza e Giau Ultima volata del Giro

In ogni caso, è impegnativa

DAL NOSTRO INVIATO

CLAUDIO GHISALBERTI HERNING (Danimarca)

«Nibali va per la sua strada». Le parole di Roberto Amadio sono chiare e sanciscono il divorzio tra lo Squalo e la Liquigas-Cannondale. «Gli avevamo fatto un’offerta che riteniamo molto valida (biennale da 2 milioni a stagione, ndr) e abbiamo lasciato al ragazzo il tempo necessario per valutare bene la nostra proposta, ma non abbiamo più ricevuto nessuna risposta. Per noi la questione è chiusa e l’offerta fatta è scaduta, non ha più valore». Un passo indietro Nibali aveva incontrato il team manager Roberto Amadio e il patron Paolo Zani a pranzo a Brescia, lunedì 23 aprile all’indomani del brillante secondo posto alla Liegi. Un incontro che sembrava dovere sfociare con la firma, tanto che il siciliano dichiarò: «Io e la Liquigas siamo molto vicini all’accordo. Dobbiamo ancora mettere a punto alcuni dettagli (premi e diritti d’immagine, ndr) ma per quanto riguarda la sostanza, la parte economica, direi che ci siamo. Ora, visto che è un contratto molto importante, prima di firmare ne voglio parlare anche con i miei genitori. Comunque voglio partire per il Giro di California (il 4 maggio, ndr), con già il contratto in tasca in modo da avvicinarmi al Tour pensando solo alla maglia gialla. Ci rivedremo prima della partenza per gli Stati Uniti».

Gli sviluppi Venerdì sera, alla vigilia della partenza, il siciliano s’era mostrato molto più freddo. «Ho parlato con i miei genitori e, prima di firmare un contratto così importante, è meglio che prenda tempo — ha dichiarato —. Ora parto per il California e fino a dopo il Tour non voglio prendere impegni con nessuno. Tanto non credo proprio che il mio valore diminuisca in questo periodo». Al Tour avrà comunque al fianco Ivan Basso: «Io ho una parola sola. Che lui resti con noi o no, per me non cambia niente» ha detto il varesino. Però, più che un gioco al rialzo, dietro questa inversione di marcia potrebbe esserci dell’altro. Dal giugno scorso nell’ambiente circola la voce che il siciliano abbia già un impegno con l’Astana. Un impegno che lo avrebbe messo spalle al muro, rendendo inutile ogni altra offerta. Ma Nibali non se ne andrebbe da solo. La sua idea è portarsi via alcuni «suoi» uomini: Eros Capecchi, Alessandro Vanotti, il preparatore Paolo Slongo, il massaggiatore Michele Pallini. A questo punto, non sarebbe una sorpresa se alla Liquigas tornasse il ceco Roman Kreuziger (che ieri ha compiuto 26 anni), il quale gode di stima totale nel team verdeblù. Ma su di lui c’è anche un forte interesse dell’Omega Pharma. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vincenzo Nibali, 27 anni BETTINI

La zampata DI MARIO CIPOLLINI

Bmc, assurdo lasciare solo Phinney È stata una tappa noiosa in cui è prevalsa la netta superiorità di Cavendish: la volata non ha avuto storia. Mi sarebbe piaciuto vedere Guardini, ma già a 2 km dal traguardo s’è notato che era fuori dai giochi. Quello che è capitato a Phinney è invece stranissimo. È nelle prime posizioni, cade e nessuno dei suoi se ne accorge e lo aspetta subito? Poi arriva il meccanico della squadra e non riesce a rimettergli la catena, tanto che ad aiutare la maglia rosa a ripartire è il team manager Ochowicz. Non so come possano succedere cose così in uno squadrone come la Bmc.

FONDAZIONE VERONESI

Con Zanardi alla scoperta di energie pulite Nuovo appuntamento con «Correre con la scienza», rubrica della Fondazione Veronesi in onda ogni mattina su RaiSport 2 e Rai 3, condotta da Alex Zanardi. Oggi si parla di energie rinnovabili con la fisica Marina Carpineti.


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95˚ GIRO D’ITALIA MOMENTI DI PAURA IN VOLATA

le Pagelle

LA SEQUENZA UNA SBANDATA E IL GRUPPO SI SPEZZA 1

2

L’olandese Theo Bos, leggermente spinto dal francese Il velocista della Rabobank, che in Turchia tre anni fa Bonnet, sbanda durante la fase iniziale della volata IPP aveva mandato all’ospedale Impey, tocca Kristoff IPP

di Luca Gialanella

3

Dal traguardo, si vede il pauroso groviglio di biciclette e corridori che finiscono contro le transenne IPP

Groviglio all’ultima curva La moviola assolve Bos

9

8,5

7,5

E otto, al Giro. Le volate dell’iridato sono sempre reali. Grandissimo Thomas che l’ha tenuto davanti, poi Cannonball ha sprintato come al Mondiale 2011.

Un’altra crono con cui ha salvato la maglia rosa. L’americano deve farsi dare qualche lezione su come si sistema la catena, ma in bici è uno spettacolo.

L’australiano si conferma corridore di sostanza, e dà lustro alla vittoria della Sanremo 2011. Cerca di anticipare Cavendish. In volata lo aiuta il sudafricano Impey.

7

7

Basso

Bonnet

Bene. A 59 all’ora, controvento, a 3 km dall’arrivo, con tutto il gruppo a ruota. Si rialza 1 km dopo, quando si accorge che Guardini non è più a distanza utile.

Era una delle giornate che il varesino temeva di più. Invece ha corso con attenzione, ben protetto da Sabatini e Bodnar, e poi guidato da Agnoli nel convulso finale.

E’ il francese della Fdj innescare la caduta ai 450 metri: entra in curva superando qualsiasi limite della fisica, si appoggia con la spalla sinistra su Bos e lo fa volare.

Cavendish

Phinney

Goss

Il «solito» Theo, spinto, innesca la carambola. Per Serpa, mano k.o. DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO twitter @cirogazzetta HERNING (Danimarca)

Il solito Theo Bos. Vedendo le prime immagini della caduta all’ultima curva - 450 metri dal traguardo della seconda tappa a Herning - l’hanno pensato e detto in molti. Perché l’olandese della Rabobank ha più di qualche volata «turbolenta» nel curriculum, in testa quella al Giro di Turchia 2009 che poteva essere drammatica per Impey (fu anche squalificato). Ieri è scivolato mandando contro le transenne Alexander Kristoff, il campione di Norvegia

della Katusha, visibilmente ferito anche al volto. A terra sono finiti anche Schorn e i nostri Colbrelli e Guardini: tutti hanno tagliato poi il traguardo. Moviola In realtà, a un «ripas-

so» più attento delle immagini, l’occhio dell’ex velocista Stefano Zanini ha notato come William Bonnet, il francese della Fdj-Big Mat, si sia come appoggiato a Bos, che ha poi innescato la carambola. Mentre Renshaw, che aveva il compito di pilotare Bos, riusciva a passare. «Per fortuna non ho niente di rotto, è stata soltanto una scivolata - ha detto Guardini, al

debutto al Giro - Non ero messo male, vedevo Cavendish a cinque posizioni da me, peccato». A terra La tappa in generale non è poi stata troppo condizionata dal vento, ma le cadute non sono mancate comunque. Dopo 16 km, è finito a terra Giacomo Nizzolo, brianzolo di RadioShack-Nissan: «L’omino non ha fischiato per segnalare lo spartitraffico, eravamo in una situazione tranquilla in gruppo e io stavo guardando l’Srm. Quando ha gridato, era troppo tardi. Ho botte all’anca e al ginocchio sinistri». Coinvolti in quella caduta

Alexander Kristoff, 24 anni, ferito LAPRESSE

anche Bauer, Navardauskas e ancora Colbrelli: per il più giovane italiano del Giro (è nato il 17 maggio 1990 e non il 17 marzo, come riportano alcune fonti), che aveva il compito di pilotare Modolo allo sprint, una giornata complicata. «Sono pieno di botte». E c’è chi sta pure peggio: il colombiano Josè Serpa, 33enne scalatore colombiano dell’Androni, caduto pure lui nel finale riportando la frattura del quarto metacarpo nella mano destra. Al traguardo ci è arrivato, ma solo stamattina deciderà se ripartire o meno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pozzato

4


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95˚ GIRO D’ITALIA LA GUIDA GIORNO PER GIORNO ORDINE D'ARRIVO

Guardini cade Due italiani nei primi 10

Andrea Guardini è coinvolto in una caduta prima dell’arrivo e chiude al 192˚ posto con 2’17" di ritardo. Distacco neutralizzato. Nel volatone finale si piazzano Ferrari e Bennati rispettivamente al quinto e all’ottavo posto. Nei primi 20 anche il giapponese Beppu che chiude al 19˚ posto.

POS. CORRIDORE

1

2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26

TEMPO

CAVENDISH (GB) Sky Procycling, km 207 in 4h53'12" media 42,360 km/h, abb. 20" GOSS (AUS) abb. 12" SOUPE (FRA) abb. 8" FARRAR (USA) FERRARI (ITA) RENSHAW (AUS) HUSHOVD (NOR) BENNATI (ITA) BONNET (FRA) THOMAS (GB) SEUBERT (GER) DELAGE (FRA) HUNTER (S.AF) BRANDLE (AUT) IMPEY (S.AF) HAEDO (ARG) ROHREGGER (AUT) SELVAGGI (ITA) BEPPU (GIAP) MAES (BEL) KUSCHYNSKI (BIE) BOARO (ITA) HESJEDAL (CAN) DEMARE (FRA) PINOTTI (ITA) POZZATO (ITA)

27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43

SABATINI (ITA) LAGUTIN (UZB) TIRALONGO (ITA) ROBERTS (AUS) CUNEGO (ITA) KEUKELEIRE (BEL) PIETROPOLLI (ITA) BERARD (FRA) HAEDO (ARG) GASPAROTTO (ITA) LARSSON (SVE) DE GREEF (BEL) KANGERT (EST) BRUSEGHIN (ITA) PONZI (ITA) KREUZIGER (R.CEC.) SELLA (ITA)

55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71

GADRET (FRA) VELITS (SVK) GARATE (SPA) CATALDO (ITA) KENNAUGH (GB) EISEL (AUT) TOSATTO (ITA) VAITKUS (LIT) NIERMANN (GER) CHICCHI (ITA) LANCASTER (AUS) BAKELANTS (BEL) VENTOSO (SPA) RUJANO (VEN) BARTA (R.CEC.) VISCONTI (ITA) DE MARCHI (ITA)

44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54

DE GENDT (BEL) JORGENSEN (DAN) RASMUSSEN (DAN) BILLE (BEL) HOLLENSTEIN (SVI) BALLAN (ITA) SANTAROMITA (ITA) PHINNEY (USA) PAUWELS (BEL) VERMOTE (BEL) FELLINE (ITA)

72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82

BRUTT (RUS) STETINA (USA) AMADOR (C.RICA) MORENO (SPA) RODRIGUEZ (SPA) CAPECCHI (ITA) DUPONT (FRA) SANTAMBROGIO (ITA) SMUKULIS (LET) SZMYD (POL) LONGO BORGHINI (ITA)

83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111

NIEVE (SPA) IZAGUIRRE (SPA) BODNAR (POL) SERPA PEREZ (COL) KEIZER (OLA) CARRARA (ITA) DE NEGRI (ITA) FAILLI (ITA) FAVILLI (ITA) VANDE VELDE (USA) SEELDRAYERS (BEL) RABOTTINI (ITA) ROLLIN (CAN) BELLETTI (ITA) MONTAGUTI (ITA) AGNOLI (ITA) BASSO (ITA) OCHOA (VEN) CARUSO (ITA) RODRIGUEZ (VEN) SALERNO (ITA) SLAGTER (OLA) GOLAS (POL) ULISSI (ITA) ROSSELER (BEL) SCHLECK (LUS) BROWN (AUS) VICIOSO (SPA) GAZVODA (SLO)

112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140

HENAO (COL) SERGENT (N.ZEL) BENEDETTI (ITA) HERRADA (SPA) ZAUGG (SVI) INTXAUSTI (SPA) URAN URAN (COL) PARDILLA (SPA) FLECHA (SPA) OLIVEIRA (POR) DENIFL (AUT) BONNAFOND (FRA) OROZ UGALDE (SPA) TXURRUKA (SPA) VELASCO (SPA) SAEZ DE ARREGUI (SPA) CLEMENT (OLA) DE CLERCQ (BEL) CASAR (FRA) LOSADA (SPA) RIGHI (ITA) MODOLO (ITA) SCARPONI (ITA) CHRISTENSEN (DAN) NIZZOLO (ITA) MALORI (ITA) ZEITS (KAZ) CABEDO (SPA) HUNT (GBR)

CLASSIFICA GENERALE

LAMPRE - ISD D.S. Maini

Boaro si conferma al 4˚ posto della classifica generale. Guadagna posizioni Cavendish che con i 20" di abbuono sale al 12˚ posto a 27" dal leader. TEMPO

1 PHINNEY (USA) Bmc Racing Team, 215,7 km in 5h03’38" media 42,623 km/h 2 3

THOMAS (GB) RASMUSSEN (DAN)

a 9" a 13"

4

BOARO (ITA)

a 15"

5

LARSSON (SVE)

a 22"

6

NAVARDAUSKAS (LIT) LANCASTER (AUS)

a 23"

8

PINOTTI (ITA)

a 24"

9

SERGENT (N.ZEL)

10 OLIVEIRA (POR)

a 26" a 27"

11 VAITKUS (LIT) 12 CAVENDISH (GB) 13 CLEMENT (OLA)

a 28"

TEMPO

15 BAUER (N.ZEL) a 29"

17 GASPAROTTO (ITA) 18 HESJEDAL (CAN) 19 KWIATKOWSKI (POL)

132 ROLLIN (CAN)

67 HUZARSKI (POL)

133 PONZI (ITA)

69 HOLLENSTEIN (SVI)

138 FERRARI (ITA)

a 1'09"

73 DE MARCHI (ITA)

139 BEPPU (GIAP)

a 1'10"

74 MEIER (CAN)

140 CARRARA (ITA)

75 VICIOSO (SPA)

141 DE NEGRI (ITA)

a 51"

76 GOLAS (POL)

a 52"

143 LOSADA (SPA)

78 SCHORN (AUT)

144 PARDILLA (SPA)

79 RABOTTINI (ITA)

145 BENEDETTI (ITA) a 53"

83 TOSATTO (ITA)

149 SANTAMBROGIO (ITA)

84 NIERMANN (GER)

150 SELLA (ITA)

85 AMADOR (C.RICA)

151 RUBIANO (COL)

87 VEIKKANEN (FIN)

23 DE GENDT (BEL)

89 COLBRELLI (ITA) 90 POZZOVIVO (ITA)

26 MALORI (ITA) a 34"

29 KREUZIGER (R.CEC.)

a 36"

a 37"

95 FAVILLI (ITA) a 57"

a 1'17" a 1'18"

162 NIEMIEC (POL) 163 NIEVE (SPA) 164 RASCH (NOR)

98 ULISSI (ITA)

34 FLECHA (SPA)

100 SMUKULIS (LET)

a 58"

165 GATTO (ITA) 166 TSCHOPP (SVI)

101 SELVAGGI (ITA) 102 MONTAGUTI (ITA)

37 KEIZER (OLA)

103 OROZ (SPA)

168 SAEZ DE ARREGUI (SPA) 169 RENSHAW (AUS) 170 PIETROPOLLI (ITA)

104 HAEDO (ARG)

a 59"

39 BAKELANTS (BEL)

105 SCHLECK (LUS)

40 VELITS (SVK)

106 SZMYD (POL)

a 1'20"

167 VANENDERT (BEL)

36 BASSO (ITA) a 41"

31 32 33 34 35 36 37 38 39

156 GADRET (FRA)

161 LONGO BORGHINI (ITA) a 1'19"

99 DENIFL (AUT)

38 VISCONTI (ITA)

a 1'16"

160 BONO (ITA)

33 ROBERTS (AUS) a 39"

D.S. Shefer

155 KUSCHYNSKI (BIE)

158 SPEZIALETTI (ITA)

a 42"

107 PAGANI (ITA)

42 ROSSELER (BEL)

a 1'21" a 1'22"

a 43"

108 SEUBERT (GER)

a 1'25"

D.S. Reverberi

a 1'26"

177 GUARDINI (ITA)

a 1'27"

51 52 53 54 55 56 57 58 59

45 RODRIGUEZ (SPA)

111 BRUTT (RUS)

46 GOSS (AUS)

112 MARCZYNSKI (POL)

47 ROHREGGER (AUT)

113 MODOLO (ITA)

48 STANNARD (GB)

114 DELAGE (FRA)

181 BRAMBILLA (ITA)

a 1'28"

49 BRANDLE (AUT)

115 BATTAGLIN (ITA)

182 CABEDO (SPA)

a 1'29" a 1'30"

a 1'00"

178 LASTRAS (SPA) 179 MINGUEZ (SPA)

a 1'01"

180 SANTAROMITA (ITA)

116 IGNATYEV (RUS)

a 1'02"

183 FEILLU (FRA)

117 HENAO (COL)

a 1'03"

184 CHRISTENSEN (DAN)

a 45"

118 MOUREY (FRA)

185 MAZZANTI (ITA)

53 DE GREEF (BEL)

a 46"

119 MAES (BEL)

186 RODRIGUEZ (VEN)

54 MORENO (SPA)

120 CUNEGO (ITA)

187 ZEITS (KAZ)

a 1'33"

55 URAN URAN (COL)

121 PETROV (RUS)

188 SALERNO (ITA)

a 1'34"

56 EISEL (AUT)

122 BALLONI (ITA)

189 CAZAUX (FRA)

a 1'38"

57 CASAR (FRA)

123 SERPA PEREZ (COL)

190 OCHOA (VEN)

a 1'39"

191 VELASCO (SPA)

a 1'44"

a 1'04"

124 RIGHI (ITA)

a 1'32"

59 CARUSO (ITA)

125 SCHILLINGER (GER)

192 GASTAUER (LUS)

a 2'39"

60 SAMOILAU (BIE)

126 TXURRUKA (SPA)

193 COLEDAN (ITA)

a 2'40"

127 LOCATELLI (ITA)

194 LEEZER (OLA)

a 2'50"

128 PIRAZZI (ITA)

195 BOBRIDGE (AUS)

a 3'17"

a 48"

62 KRISTOFF (NOR) 63 CAPECCHI (ITA)

a 49"

129 GARATE (SPA)

a 1'05"

a 1'06"

196 VAN WINDEN (OLA)

a 3'49"

64 BENNATI (ITA)

130 SCARPONI (ITA)

197 KAISEN (BEL)

a 3'59"

65 KENNAUGH (GB)

131 BONNET (FRA)

198 HERMANS (BEL)

A PUNTI

Nor Ita Svi Usa Ita Ita Ita Svi Svi

POZZOVIVO MODOLO BATTAGLIN G.L. BRAMBILLA PIRAZZI COLBRELLI S. LOCATELLI PAGANI COLEDAN

Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita

EUSKALTEL - EUSKADI

52 STETINA (USA)

61 AGNOLI (ITA)

HUSHOVD BALLAN FRANK PHINNEY PINOTTI SANTAMBROGIO SANTAROMITA TSCHOPP WYSS

176 ZAUGG (SVI)

110 SEELDRAYERS (BEL)

a 47"

41 42 43 44 45 46 47 48 49

175 BONNAFOND (FRA)

44 BRUSEGHIN (ITA)

58 TIRALONGO (ITA)

D.S. Baldato

COLNAGO - CSF INOX

109 BANDIERA (ITA)

a 44"

Cec Ita Ita Ita Kaz Kaz Bel Rus Est

BMC RACING TEAM

a 1'23"

174 BELLETTI (ITA)

43 IMPEY (S.AF)

51 VANDE VELDE (USA)

Il bis per velocisti nell’ultima danese

KREUZIGER GASPAROTTO TIRALONGO PONZI DYACHENKO ZEITS SEELDRAYERS PETROV KANGERT

173 LUND (DAN)

41 INTXAUSTI (SPA)

50 FELLINE (ITA)

OGGI TERZA TAPPA: HORSENS-HORSENS

171 CHICCHI (ITA) 172 DEMARE (FRA)

Ven Col Ita Ita Ita Ita Col Ven Ven

ASTANA PRO TEAM a 1'15"

159 BERARD (FRA)

93 PAUWELS (BEL)

RUJANO SERPA PEREZ SELLA FERRARI FELLINE DE MARCHI RUBIANO CHAVEZ OCHOA JACKSON RODRIGUEZ

154 FAILLI (ITA)

157 BOS (OLA) a 56"

97 LAGUTIN (UZB)

31 KANGERT (EST)

35 BALLAN (ITA)

a 55"

96 JORGENSEN (DAN)

30 FARRAR (USA) 32 SOUPE (FRA)

a 54"

94 FRANK (SVI)

28 BARTA (R.CEC.)

a 1'14"

153 PERGET (FRA)

88 DYACHENKO (KAZ)

92 HAEDO (ARG)

a 1'13"

152 IZAGUIRRE (SPA)

a 32"

91 BILLE (BEL)

21 22 23 24 25 26 27 28 29

146 DUPONT (FRA)

82 BAK (DAN)

22 NIZZOLO (ITA)

Fra Ita Fra Fra Fra Lus Slo Ita Fra

D.S. Savio a 1'12"

148 HUNT (GB)

21 POZZATO (ITA)

GADRET BELLETTI BERARD BONNAFOND DUPONT GASTAUER GAZVODA MONTAGUTI PERGET

ANDRONI GIOCATTOLI - VENEZUELA

147 GUSTOV (UCR)

25 VERMOTE (BEL)

11 12 13 14 15 16 17 18 19

a 1'11"

81 DE CLERCQ (BEL)

86 BROWN (AUS)

27 SABATINI (ITA)

142 GAZVODA (SLO)

77 BULGAC (OLA)

Ita Ita Ita Ita Ita Pol Ita Ita Ita

D.S. Biondi a 1'07"

135 HANSEN (AUS) 137 RUJANO (VEN)

71 KEUKELEIRE (BEL)

SCARPONI CUNEGO ULISSI BONO MALORI NIEMIEC PIETROPOLLI RIGHI SPEZIALETTI

AG2R - LA MONDIALE

136 WYSS (SVI)

70 MEERSMAN (BEL)

a 31"

a 33"

a 50"

1 2 3 4 5 6 7 8 9

TEMPO

134 DIETZIKER (SVI)

68 HERRADA (SPA)

20 CATALDO (ITA)

24 TUFT (CAN)

POS. CORRIDORE

66 HUSHOVD (NOR)

80 VENTOSO (SPA)

14 HUNTER (S.AF) 16 BODNAR (POL)

POS. CORRIDORE

72 SLAGTER (OLA)

7

POZZOVIVO (ITA) BATTAGLIN (ITA) SPEZIALETTI (ITA) MAZZANTI (ITA) MINGUEZ (SPA) NIEMIEC (POL) RUBIANO (COL) BONO (ITA) MARCZYNSKI (POL) GUSTOV (UCR) LUND (DAN) SAMOILAU (BIE) IGNATYEV (RUS) HUZARSKI (POL) SCHILLINGER (GER) DIETZIKER (SVI) WYSS (SVI) FRANK (SVI) TUFT (CAN) BAUER (N.ZEL) NAVARDAUSKAS (LIT) PERGET (FRA) PETROV (RUS) LOCATELLI (ITA) BRAMBILLA (ITA) PAGANI (ITA) PIRAZZI (ITA) RASCH (NOR) FEILLU (FRA)

170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198

abb. 6"

VEIKKANEN (FIN) TSCHOPP (SVI) GASTAUER (LUS) a 1’09" CAZAUX (FRA) a 0" DYACHENKO (KAZ) MOUREY (FRA) MEERSMAN (BEL) BALLONI (ITA) abb. 2" MEIER (CAN) LASTRAS GARCIA (SPA) STANNARD (GB) BANDIERA (ITA) BAK (DAN) HANSEN (AUS) KWIATKOWSKI (POL) GATTO (ITA) VANENDERT (BEL) BULGAC (OLA) LEEZER (OLA) a 1’58" COLEDAN (ITA) a 2’04" BOBRIDGE (AUS) a 2’17" COLBRELLI (ITA) a 0" GUARDINI (ITA) KAISEN (BEL) a 2’54", abb. 4" SCHORN (AUT) a 0" BOS (OLA) VAN WINDEN (OLA) a 3’06" KRISTOFF (NOR) a 0" HERMANS (BEL) a 9’50"

ISCRITTI 198 CORRIDORI DI 22 SQUADRE

Boaro si conferma al quarto posto

POS. CORRIDORE

141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169

a 10'55"

MONTAGNA

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. Mark CAVENDISH (Gb-Sky Procycling) 28 punti; 2. Goss (Aus) 20; 3. Soupe (Fra) 16; 4. Farrar (Usa) 14; 5. Ferrari 12; 6. Renshaw (Aus) 10; 7. Hushovd (Nor) 9; 8. Bennati 8; 9. Rubiano Chavez (Col) 8; 10. Bonnet (Fra) 7.

La maglia azzurra (ex maglia verde) identifica la classifica del gran premio della montagna, istituita nel 1933. Quest’anno i Gpm sono 39 e 6 gli arrivi in quota. La Cima Coppi (vetta più alta del Giro) è il Passo dello Stelvio con 2.757 metri di altezza. Nel 2011 vinse Stefano Garzelli.

CLASSIFICA GENERALE: 1. Mark CAVENDISH (Gb-Sky Procycling) 28 punti; 2. Thomas (Gb) 26; 3. Phinney (Usa) 25; 4. Goss (Aus) 20; 5. Rasmussen (Dan) 16.

CLASSIFICA DI TAPPA E GENERALE: 1. Alfredo BALLONI (Farnese Vini-Selle Italia) 3 punti; 2. Rubiano Chavez (Col) 2; 3. Kaisen (Bel) 1.

D.S. Gonzalez de Galdeano

La terza tappa è la Horsens-Horsens, 190 km. Ritrovo alle 10.05, partenza alle 11.35. L’arrivo è previsto tra le 15.48 e le 16.13. Il traguardo volante è posto a Hovedgard (km 90,6), mentre il rifornimento è a Kattrup (km 93,5). A Ejer Bavnehoj (km 103,8) è posto il Gran premio della montagna di 4a categoria. La frazione è composta da tre circuiti che attraversano la porzione orientale dello Jutland. La tappa sarà dedicata a Wouter Weylandt, morto il 9 maggio 2011 a causa di una caduta durante la discesa del Passo del Bocco nella 3a tappa del Giro, per ricordare la sua vittoria al Giro 2010 (Amsterdam-Middelburg, 3a tappa). METEO Giornata nuvolosa lungo tutto il percorso, temperatura attorno ai 10-11˚. IN TV Su Raitre e Rai Sport 2 la giornata inizierà con «Si Gira» alle 12.25. Dalle 15.05 (su Raidue e Rai Sport 2) le fasi salienti della corsa; a seguire il «Processo alla tappa». Alle 20 su Rai Sport 2 spazio a «TGiro». La diretta su Eurosport HD inizierà alle 14.30.

FAST TEAM

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. FDJ-BIGMAT 14.39’36"; 2. Orica Greenedge s.t.; 3. Garmin-Barracuda s.t.; 4. Team Saxo Bank s.t.; 5. Sky Procycling s.t.. CLASSIFICA GENERALE: 1. GARMIN-BARRACUDA 15.11’57"; 2. Bmc Racing Team s.t.; 3. Orica Greenedge a 20".

61 62 63 64 65 66 67 68 69

NIEVE SAEZ DE ARRAEGUI IZAGUIRRE MINGUEZ CAZAUX CABEDO VELASCO TXURRUKA OROZ

Spa Spa Spa Spa Fra Spa Spa Spa Spa

FARNESE VINI - SELLE ITALIA D.S. Scinto 71 POZZATO 72 GATTO 73 FAILLI

Ita Ita Ita

74 75 76 77 78 79

RABOTTINI GUARDINI FAVILLI DE NEGRI MAZZANTI BALLONI

Ita Ita Ita Ita Ita Ita

147 PARDILLA 148 SAMOILAU 149 VENTOSO

OMEGA PHARMA - QUICKSTEP D.S. Bramati

81

CASAR

Fra

151 152 153 154

82 83 84 85

DELAGE DEMARE BONNET MOUREY

Fra Fra Fra Fra

155 156 157 158

86 87 88 89

SOUPE RASCH ROLLIN VEIKKANEN

Fra Nor Can Fin

159 VERMOTE

FDJ - BIGMAT D.S. Gayant

GARMIN - BARRACUDA D.S. Wegelius 91 92 93 94 95 96 97 98 99

FARRAR ROSSELER BAUER NAVARDAUSKAS HESJEDAL HUNTER RASMUSSEN STETINA VANDE VELDE

Usa Bel N. Zel Lit Can S. Af Dan Usa Usa

ORICA - GREENEDGE D.S. White 100 101 102 103 104 105 106 107 109

GOSS BEPPU BOBRIDGE IMPEY KEUKELEIRE LANCASTER CH. MEIER TUFT VAITKUS

Aus Giap Aus S. Af Bel Aus Can Can Lit

KATUSHA TEAM D.S. Piva 111 112 113 114 115 116 117 118 119

JOAQ. RODRIGUEZ BRUTT IGNATYEV KRISTOFF KUSCHYNSKI LOSADA MORENO SMUKULIS VICIOSO

Spa Rus Rus Nor Bie Spa Spa Let Spa

LIQUIGAS - CANNONDALE D.S. Zanatta 121 122 123 124 125 126 127 128 129

BASSO AGNOLI BODNAR CAPECCHI D. CARUSO LONGO BORGHINI SALERNO SZMYD SABATINI

Ita Ita Pol Ita Ita Ita Ita Pol Ita

LOTTO BELISOL D.S. Leysen 131 132 133 134 135 136 137 138 139

DE CLERCQ BULGAC DE GREEF BAK BILLE HANSEN KAISEN MEERSMAN VANENDERT

Bel Ola Bel Dan Bel Aus Bel Bel Bel

MOVISTAR TEAM D.S. Jaimerena 141 142 143 144 145 146

VISCONTI BRUSEGHIN HERRADA INTXAUSTI LASTRAS AMADOR

GIOVANI

CLASSIFICA GENERALE: 1. Taylor PHINNEY (Usa) 5.03’38"; 2. Boaro a 15"; 3. Navardauskas (Lit) a 22"; 4. Sergent (N.Zel) a 26"; 5. Oliveira (Por) a 27"; 6. Kwiatkowski (Pol) a 29"; 7. Nizzolo a 32"; 8. Vermote (Bel) a 33"; 9. Malori a 33"; 10. Kangert (Est) a 36"; 11. Soupe (Fra) a 37"; 12. Keizer (Ola) a 39"; 13. Stannard (Gb) a 43"; 14. Brandle (Aut) a 43"; 15. Felline a 44"; 16. Stetina (Usa) a 45"; 17. Uran Uran (Col) a 46"; 18. Caruso a 47"; 19. Kristoff (Nor) a 48".

Ita Ita Spa Spa Spa C. Rica

Spa Bie Spa

CATALDO BANDIERA CHICCHI GOLAS

Ita Ita Ita Pol

MAES PAUWELS KWIATOWSKI M. VELITS

Bel Bel Pol Slk Bel

RABOBANK D.S. Boven 161 162 163 164 165 166 167 168 169

RENSHAW GARATE BOS LEEZER CLEMENT NIERMANN SLAGTER BROWN VAN WINDEN

Aus Spa Ola Ola Ola Ger Ola Aus Ola

RADIOSHACK - NISSAN D.S. Andersen 171 172 173 174 175 176 177 178 179

F. SCHLECK BAKELANTS BENNATI HERMANS NIZZOLO OLIVEIRA ROHREGGER SERGENT ZAUGG

Lus Bel Ita Bel Ita Por Aut N. Zel Svi

SKY PROCYCLING D.S. De Jongh 181 182 183 184 185 186 187 188 189

CAVENDISH EISEL FLECHA HENAO KENNAUGH STANNARD HUNT THOMAS URAN URAN

Gb Aut Spa Col Gb Gb Gb Gb Col

TEAM NETAPP D.S. Heppner 191 192 193 194 195 196 197 198 199

BENEDETTI BARTA SEUBERT SCHILLINGER HUZARSKI HOLLENSTEIN DIETZIKER BRANDLE SCHORN

Ita Cec Ger Ger Pol Svi Svi Aut Aut

TEAM SAXO BANK D.S. Mauduit 201 202 203 204 205 206 207 208 209

TOSATTO LUND GUSTOV JÖRGENSEN J.J. HAEDO ROBERTS CHRISTENSEN BOARO L.S. HAEDO

Ita Dan Ucr Dan Arg Aus Dan Ita Arg

VACANSOLEIL - DCM D.S. Van Poppel 211 212 213 214 215 216 217 218 219

CARRARA DE GENDT R. FEILLU LAGUTIN LARSSON MARCZYNSKI KEIZER DENIFL SELVAGGI

Ita Bel Fra Uzb Sve Pol Ola Aut Ita

SQUADRE

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. FDJ-BIGMAT 39 punti; 2. Sky Procycling 31; 3. Orica Greenedge 27; 4. Garmin-Barracuda 25; 5. Radioshack-Nissan 17; 6. Team Netapp 17; 7. Androni Giocattoli 16. CLASSIFICA GENERALE: 1. GARMIN-BARRACUDA 77 punti; 2. Orica Greenedge 51; 3. Sky Procycling 50; 4. Bmc Racing Team 47; 5. Radioshack-Nissan 40; 6. Fdj-Bigmat 39; 7. Rabobank Cycling Team 24.


LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

51

95˚ GIRO D’ITALIA OMAGGIO A WOUTER, MORTO IL 9 MAGGIO DI UN ANNO FA

È il Weylandt-day Il Giro non dimentica Oggi al via il gruppo lo commemorerà con un minuto di silenzio. La famiglia premierà il vincitore di tappa DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI HERNING (Danimarca)

Entusiasta Con Weylandt sarà

Ma Horsens è in lutto per il sindaco: è morto nella pedalata che accoglieva il Giro La vittoria di Wouter Weylandt al Giro d’Italia il 10 maggio 2010 a Middelburg BETTINI

e precipitò volando. Due bellissime tappe diventate tragicamente indimenticabili. Silenzio Oggi è la tappa numero 3 del 2012 e il Giro d’Italia la dedica al suo numero 108. Alla partenza ci saranno Eric e Nelly, il papà e la mamma di Wouter, ed Elke, la sorella di Wouter, ci saranno soprattutto An-Sophie, la compagna, e Alyzée, la figlia nata quando il suo papà era già racconto e memoria. Siccome le parole contano poco, e spesso sono ingombranti e invadenti, si sono scel-

te le parole più urlanti e pesanti: quelle del silenzio. Un minuto di raccoglimento, di meditazione, di preghiera, per ricordare un uomo del gruppo - corridore, ma anche figlio, padre, compagno - cioè uno di noi, ma incollato alla vita da due copertoncini larghi due centimetri e mezzo e gonfiati a 10 atmosfere lungo una discesa a 60 all’ora. A chiudere il raccoglimento partirà la canzone preferita da Weylandt, Sex On Fire dei Kings of Leon. I compagni di squadra (un anno fa si chiamava Team Leopard, que-

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LA MAGLIA AZZURRA

Gioia Balloni, il «parente» di Peruzzi

ricordato anche Jan Trojborg. Non era un corridore, ma anche lui faceva parte del gruppo, anche lui era uno di noi. Sindaco di Horsens, sede della partenza e dell’arrivo proprio della tappa di oggi, ieri Trojborg pedalava con migliaia di concittadini in una ciclotu-

La terza frazione è dedicata al belga: nel 2010 la vinse, l’anno scorso gli fu fatale

FULL SPEED AHEAD, EUROPE - VIA DEL LAVORO, 56 - 20874 BUSNAGO (MB), TEL. +39.039.688.5265

Il corridore numero 108 del Giro d’Italia sarà alla partenza soltanto oggi. Il terzo giorno, due dopo la partenza ufficiale. Sull’elenco ufficiale degli iscritti e poi dei partenti, il dorsale 108 non c’è: non c’è solo perché c’era, c’è e ci sarà sempre, idealmente spiritualmente affettuosamente, e così non c’è più neanche la necessità di citarlo, di contarlo, di registrarlo. Il numero 108 - si sa - è quello di Wouter Weylandt. C’è un altro numero che ricorre, fatalmente, in questa storia, che è ormai la nostra storia. E’ il numero 3. Il numero della tappa che nel 2010 - era il 10 maggio - fu conquistata da Weylandt. E il numero della tappa che nel 2011 - era il 9 maggio - rapì, sequestrò, dunque conquistò Weylandt per sempre. Quella del 2010 era una tappa nordica, in Olanda, ventosa, luminosa, radiosa, e il fiammingo se la guadagnò in volata. Quella del 2011 era una tappa appenninica, fra Emilia e Liguria, montanara e marinara, e il fiammingo volò precipitando

st’anno RadioShack-Nissan-Trek) hanno chiesto, e ottenuto, di schierarsi in prima fila al momento della partenza. E per chiudere, la famiglia di Wouter premierà il vincitore di tappa.

ristica per festeggiare l’evento rosa quando è stato colpito da infarto. Lo shock è stato enorme. Qui lo ricordano come un uomo entusiasta della bicicletta e del ciclismo, convinto che il Giro d’Italia sarebbe stato un regalo eterno per la storia della sua comunità. Forse l’emozione, forse la stanchezza, forse quel cortocircuito che nessun meccanico sa prevedere e aggiustare in tempo. Ora le sue idee pedaleranno anche senza di lui. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alfredo Balloni, 22 anni BETTINI (ci.sco.) Le coordinate geografiche erano: N 56˚, 34’30". Non c’era mai stato nei grandi giri un Gpm così a Nord, e pur se l’altezza era da cavalcavia (47 metri sul livello del mare), è bastato ad assegnare la prima maglia azzurra, destinata al leader dei gran premi della montagna. Se l’è presa Alfredo Balloni: in fuga al pronti-via con Kaisen e Rubiano, li ha battuti allo sprint dopo 118 km di tappa. «Ero partito con questa idea. La loro stessa idea. Ma li ho anticipati». Balloni, ieri in fuga per 166 km, è nato a Roma ma è originario di Blera (Viterbo), il paesino dell’ex portiere Angelo Peruzzi, attuale vice di Ferrara sulla panchina dell’under 21. «E una parentela c’è - dice il corridore della Farnese -. Mia madre Loredana è cugina in primo grado di Alessandra, la moglie di Peruzzi». Il laziale vanta diversi tricolori nelle categorie giovanili, in linea e a crono.

4

GRAVE UN 17ENNE

Un 17enne laziale è rimasto gravemente ferito cadendo ieri durante una gara juniores a Perugia. Il ragazzo, ricoverato in rianimazione all’ospedale Santa Maria della Misericordia, non è in pericolo di vita, ma ha riportato fratture a gambe e braccia, oltre a un trauma cranico. La caduta è stata provocata dalla pioggia che ha reso scivoloso il percorso.

S PELUCCHI DIETRO ENGOULVENT Matteo Pelucchi (Europcar) in luce alla 4 Giorni di Dunkerque. Il lombardo ha chiuso 2˚ a Poperinge dietro a Jimmy Engoulvent nella 3a tappa. Il francese della Saur comanda anche la classifica generale. Oggi chiusura


52

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

BASKET SERIE A: CHIUSA LA STAGIONE REGOLARE

Milano da otto Batte Biella è seconda Ora Venezia

Bologna quinta Sanikidze sgambetta Cantù: terza

Rocca e la panchina accendono la EA7 Scariolo: «Ho fatto i complimenti alla squadra, ci siamo meritati il piazzamento»

La Virtus con un 10-0 finale entra nei playoff con 5 vittorie di fila. Trinchieri: «Responsabile degli errori di Perkins»

MILANO BIELLA

97 77

lia. Sono contento di vedere che il pubblico si sta affezionando. Stiamo giocando un buon basket, a tratti ottimo».

BOLOGNA CANTU’

(23-11, 42-37; 65-52)

66 65

(19-20, 29-34; 45-54)

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO: Cook 11 (1/1, 3/5), Hairston 3 (1/3), Mancinelli 7 (1/3, 1/1), Fotsis 7 (1/1, 1/3), Bourousis 7 (1/4, 0/1); Giachetti 14 (3/5, 0/1), Rocca 19 (7/7), Filloy 9 (1/1, 2/3), Melli 12 (4/4, 1/2), Bonomi 3 (1/1 da 3), Gentile 5 (1/3, 1/2), Radosevic. All.: Scariolo. ANGELICO BIELLA: Pullen 14 (6/11, 0/3), Laganà 7 (2/4, 0/2), Coleman 20 (6/17, 1/2), Jurak 14 (4/5, 2/7), Miralles 9 (4/5, 0/1); Minessi 4, Lombardi, Magarity 2 (1/2), Stassi, Chessa 7 (2/2, 1/5), De Vico. All.: Cancellieri. ARBITRI: Giansanti, Sardella, Caiazza. NOTE - T.l.: Mil 25/36, Bie 15/20. Rimb.: Mil 40 (Rocca e Melli 7), Bie 27 (Miralles 7). Ass.: Bie 23 (Cook 7), Bie 10 (Chessa 4). Progr.: 5’ 5-8, 15’33-25, 25’ 54-46, 35’ 82-61. Usc.5 f.: Chessa 37’57" (90-71), Minessi 39’25" (95-77). Spett.: 4200 per 30.000 euro.

PAOLO BARTEZZAGHI MILANO

Nel momento in cui Milano sta allungando definitivamente contro Biella, arriva l’esultanza più fragorosa. Cantù ha appena perso a Bologna e l’Olimpia le strappa il secondo posto finale. Un sorpasso in volata che ricorda quello con cui Milano ha raggiunto un altro obiettivo stagionale: la qualificazione alle Top 16 di Eurolega. Aver superato proprio Cantù rende il pubblico di Milano particolarmente euforico, pensando anche al possibile incrocio in semifinale e al fattore campo diventato favorevole. Meritato «Ce lo siamo meritati — dice Sergio Scariolo — ho fatto le congratulazioni alla squadra. Per tutto il girone d’andata, siamo stati o al primo o al secondo posto. Rispetto all’anno scorso, abbiamo migliorato anche il piazzamento al termine della stagione regolare centrando così un altro obiettivo, dopo la qualificazione alle Top 16 e la semifinale di Coppa Ita-

Otto Milano ha vinto l’ottava

partita consecutiva. È la striscia di successi più lunga per la stagione regolare di quest’anno. Ora pausa forzata per 12 giorni, visto che gara-1 con Venezia si giocherà venerdì 18. Dopo due giorni di riposo, Milano andrà in ritiro ad Alzano Lombardo dove giocherà un amichevole e inserirà Justin Dentmon. Biella, invece, andrà in vacanza con meno ansia rispetto alle ultime due stagioni quando la salvezza arrivò all’ultima partita. Senza Soragna e Dragicevic, la squadra di Massimo Cancellieri ha giocato una buona partita fino al terzo quarto, recuperando 12 punti di svantaggio accumulati nel primo parziale, chiuso da Milano con 6 su 6 alle triple (3 su 3 di Omar Cook) e 9 palle perse. Lo strappo decisivo è di Mason Rocca che segna 8 punti consecutivi nel finale del terzo quarto, sfruttando tre assist di Cook e uno di Hairston. In 15’30", Rocca realizza 19 punti, massimo stagionale, senza errori dal campo. Panchina Scariolo gioca a lungo

con la panchina e non solo a partita decisa. Nella prima metà del secondo quarto, il quintetto è Giachetti, Filloy, Gentile, Melli e Radosevic. E tiene il vantaggio. Biella recupera con i giovani mentre Audrey Coleman tira 19 volte nel tentativo (fallito) di superare Andre Smith di Caserta nella classifica dei marcatori. «Mi è sempre piaciuto dare spazio a tutti — dice Scariolo — quando se lo meritano. Bene Melli e Filloy che non ha mai paura di tirare». E sui playoff: «Ci arriviamo con ambizione e umiltà. Il fatto di aver battuto due volte Venezia potrebbe essere pericoloso. Non dovremo avere un approccio pigro».

CANADIAN SOLAR BOLOGNA: Poeta 11 (2/5, 1/2), Koponen 16 (4/5, 1/3), Douglas Roberts 16 (6/11, 1/3), Sanikidze 11 (2/3, 2/4), Gigli 10 (3/4); L.Vitali (0/3 da 3), Lang, Paunic (0/1), Gailius 2 (1/1). N.e: Werner, M.Vitali, Quaglia. All: Finelli. BENNET CANTU’: Mazzarino 9 (3/4, 1/3), Perkins 8 (4/6, 0/4), Basile 12 (0/1, 4/9), Leunen 8 (1/1, 2/3), Brunner 5 (2/6); Cinciarini 1 (0/2, 0/2), Marconato 10 (5/8, 0/1), Markoishvili 12 (3/4, 2/4). N.e: Diviach, Bolzonella, Abass. All: Trinchieri. ARBITRI: Paternicò, Lo Guzzo, Ramilli. NOTE T.l: Bol 15/24, Can 2/4. Rim: Bol 30 (Sanikidze 12), Can 30 (Perkins 8). Ass: Bol 4 (Koponen, Poeta 2), Can 10 (Cinciarini, Markoishvili 3). Progr: 5’ 9-9, 15’ 23-28, 25’ 33-39, 35’ 56-60. Usc. 5 f: Perkins 39’57" (66-65). Spett. 7.680.

ANDREA TOSI BOLOGNA

Mason Rocca, 34 anni, capitano. Per lui il massimo stagionale: 34 punti CAST

Siena 1a, Casale in Lega2 RISULTATI CASALE-PESARO BOLOGNA-CANTÙ CREMONA-TREVISO VENEZIA-AVELLINO CASERTA-SASSARI MONTEGRANARO-SIENA MILANO-BIELLA VARESE-TERAMO HA RIPOSATO: ROMA

CLASSIFICA 82-77 66-65 84-82 90-95 69-95 57-113 97-77 83-78

SQUADRE SIENA MILANO CANTÙ SASSARI BOLOGNA PESARO VENEZIA VARESE AVELLINO CREMONA TREVISO BIELLA ROMA TERAMO MONTEGRANARO CASERTA CASALE MONFERRATO

PT 48 44 42 40 40 38 34 34 30 28 26 26 26 24 24 24 16

G 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32

V 24 22 21 20 20 19 17 17 15 14 13 13 13 12 12 12 8

P 8 10 11 12 12 13 15 15 17 18 19 19 19 20 20 20 24

Le prime 8 ai playoff, L’ultima in Lega 2

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Il piazzato da trepunti di Viktor Sanikidze spinge la Virtus al sorpasso decisivo a 24" dalla fine pugnalando al cuore Cantù che vede svanire con un finale sciagurato il secondo posto della stagione regolare. Bologna agguanta in extremis il suo quindicesimo successo interno per salire al quinto posto uscendo dagli incroci con Bennet o Milano che sembravano le serie dei quarti di finale più probabili. La Canadian entra nel tabellone di Siena ma prima deve passare sul campo di Sassari per sognare di tornare nell’elìte del basket italiano. Break Con un break di 10-0 negli ultimi 3’50" (56-65, ultimo canestro di Perkins), combinato da tutto il suo primo quintetto e sospinto dal redivivo Poeta, la squadra bianconera esorcizza la sua bestia nera degli ultimi tre anni grazie alla fiondata del lungo georgiano che firma la sua tredicesima doppia doppia stagionale per punti e

rimbalzi. «Ci abbiamo creduto fino in fondo, con la difesa siamo rientrati in partita senza mai disunirci — dice sollevato coach Finelli —. Entriamo nelle partite-scudetto con cinque vittorie di fila che ci danno entusiasmo e benzina per continuare la nostra corsa con grande fiducia». Titolari Bologna festeggia coi

numeri dei suoi titolari, soprattutto il risveglio di Poeta e Koponen nell’ultimo periodo, perchè l’addizione di Paunic, un giocatore qualunque, non promette di cambiare gli equilibri. Cantù invece impreca guardando al grande divario dei tiri liberi (24-4 per i padroni di casa) e scontando le assurde forzature di Perkins quando il play venuto dal Maccabi avrebbe dovuto congelare i possessi anzichè sparare tiri a casaccio. Ma per tre quarti il sistema della Bennet contiene e respinge quello di Bologna. Basile, fischiatissimo per i suoi trascorsi fortitudini, non fa una piega imbucando i suoi tiri pesanti. Quando si sblocca anche Leunen nel terzo quarto, Cantù sembra volare via (37-47 al 26’; 45-54 al 30’), Bologna però resiste con qualche bel numero di Douglas. Illusione Così Perkins prima re-

gala l’illusione della vittoria poi sbaglia tutto mentre Poeta, Koponen e Gigli rientrano a -2 al 39’. Perkins da tre fallisce il match-ball, invece Sanikidze non perdona. Sempre Perkins completa il disastro con uno sfondamento, sulla rimessa bolognese a -3" Cinciarini ruba ma il suo tiro in corsa si spegne sul ferro accendendo la rabbia di Trinchieri: «Abbiamo giocato una partita eccellente comandando per 39’ ma evidentemente dobbiamo migliorare nella conquista dei tiri liberi — ironizza l’allenatore canturino —. Mi assumo la colpa degli errori di Perkins ma lascio Bologna con molte certezze e poche ombre». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE ALTRE GARE BRUGNARO LITIGA COI TIFOSI DELLA REYER E MINACCIA: «MOLLO TUTTO»

I tricolori chiudono con uno squillo: +56! L’Mps ritrova Thornton e Rakocevic e travolge Montegranaro MONTEGRANARO-SIENA

57-113

(12-35, 31-66, 42-92) FABI SHOES MONTEGRANARO: Di Bella 9 (3/11, 1/2), McNeal 4 (1/9), Karl 10 (3/7, 0/2), Ivanov 16 (5/8, 1/3), Mazzola 17 (5/13, 2/3); Piunti 1 (0/1), Vallasciani (0/1, 0/1), Fenati (0/1, 0/2), Ianuà (0/1). N.e.: Zoroski, Nicevic. All.: Valli. MONTEPASCHI SIENA: McCalebb 14 (6/7, 0/1), Kaukenas 3 (1/6, 0/1), Maciulis 20 (4/4, 3/5), Lavrinovic 16 (7/7), Stonerook 3 (0/1, 1/1);

Aradori 14 (4/6, 2/2), Lechthaler 5 (2/7), Ress 7 (2/3, 1/2), Rakocevic 14 (1/2, 4/5), Thornton 11 (1/1, 3/3), Carraretto 6 (1/1, 1/1). N.e.: Michelori. All.: Pianigiani. ARBITRI: Sabetta, Lanzarini, Provini. NOTE – T.l: Mon 11/16, Sie 10/12. Rimb.: Mon 33 (Ivanov 17), Sie 36 (Stonerook 5). Ass.: Mon 9 (Ivanov 3), Sie 23 (McCalebb 9). Progr.: 5’ 7-11 15’ 22-45, 25’ 40-79, 35’ 51-103. Usc. 5f.: McNeal 37’11”. Spett.: 3730 per 20.500 euro. ANCONA – (a.p.) Dura appena cinque minuti l’equilibrio tra le due formazioni, poi Siena pigia sull’acceleratore e per la Fabi non c'è scampo. Il +56 finale si avvicina al +57 della stessa Mens Sana su Capo d’Orlando (103-46) nell’ultima giornata della stagione 2007-08. Il record assoluto è il 73 della Simmenthal Milano sulla Gamma Varese nel 1973.

Pesante sfogo di Aradori su Twitter: «La visibilita che ha avuto il basket italiano in quest’annata è stata imbarazzante, abbiamo toccato il fondo! E non dite che è colpa della Nazionale che non vince. Qui non si sponsorizza nel modo giusto la nostra lega. E la colpa è solo di chi è nel ruolo per farlo ma non fa adeguatamente il suo lavoro!!!».

VARESE–TERCAS

83-78

(26-26, 51-40; 68-60) CIMBERIO VARESE: Stipcevic 10 (2/2, 2/6), Goss 4 (1/3, 0/2), Diawara 21 (6/10, 2/6), Kangur 13 (2/3, 3/5), Talts 6 (3/4, 0/1); Weeden 18 (1/2, 5/9), Fajardo 2 (0/2, 0/1), Demartini, Reati 3 (1/4 da 3), Ganeto (0/1, 0/2), Garri 6 (3/4). N.e.: Bertoglio. All.: Recalcati. BANCA TERCAS TERAMO: D. Brown 4 (2/7, 0/6), Fultz 5 (1/4, 1/7), Borisov 14 (2/4, 3/5),

Amoroso 26 (7/10, 4/6), B. Brown 8 (2/2, 1/3); Polonara 16 (4/8, 1/4), Lulli 2, Ricci 3 (0/1, 1/1). N.e.: Marini, Listwon, De Giorgio, Serafini. All.: Ramagli. ARBITRI: Begnis, Weidman e Vicino. NOTE - T.l.: Var 8/9 Ter 9/14. Rimb.: Var 31 (Kangur 6), Ter 24 (B. Brown 15). Ass.: Var 19 (Kangur 5), Ter 17 (Fultz 8). F.antisp.: B. Brown 18’41” (47-38). Usc. 5f.: Ricci 38’14” (80-76) Progr.: 5’ 14-7, 15’ 40-36, 25’ 63-48, 35’ 78-67. Spett. 3260 per 37.621 euro. (a.f.)

VENEZIA–AVELLINO

90-95

(26-30, 46-50; 67-70) UMANA VENEZIA: Clark 14 (4/9, 1/7), Young 15 (0/1, 3/5), T. Slay 6 (3/8, 0/1), Szewczyk 5 (2/5, 0/3), Bryan 2 (1/3); Meini (0/1, 0/3), Fantoni 14 (5/8, 0/1), Bowers 20 (7/9, 0/1), Rosselli 8 (2/3, 0/1), Magro 6 (3/5). N.e.: Allegretti, Tomassini. All.: Mazzon.

SIDIGAS AVELLINO: Green 32 (4/8, 6/10), Infanti 3 (0/3, 1/1), Gaddefors 9 (3/4, 1/2), R. Slay 20 (4/10, 3/8), Johnson 20 (7/12); Ferrara, Soloperto 1 (0/2), Dean 10 (2/3, 1/5). N.e.: Alborea, Norcino, Golemac, Izzo. All.: Vitucci. ARBITRI: Lamonica, Seghetti, Terreni. NOTE – T.l. Ven 24/26; Ave 19/22. Rimb.: Ven 37 (Szewczyk 7); Ave 43 (Johnson 9). Ass.: Ven 19 (Clark, Meini 4); Ave 22 (Green 10). Progr.: 5’ 11-18, 15’ 38-36, 25’ 59-65, 35’ . Usc. 5 f.: Slay e Gaddefords 40’. Spett.: 1320 FERRARA (m.c.) Venezia perde con Avellino sul neutro di Ferrara. A metà partita il presidente della Reyer, Brugnaro, ha lasciato il palasport dopo un battibecco accesso coi tifosi che hanno esposto uno striscione provocatorio nei suoi confronti riferito ai fatti del derby.

Dopo un litigio a distanza Brugnaro molto innervosito ha lasciato il palasport dicendo che molla tutto. A fine partita nessun tesserato della Reyer si è recato in sala stampa.

CREMONA-TREVISO

84-82

(19-16; 48-36; 67-57) VANOLI BRAGA CREMONA: Tabu 9 (3/5, 1/6), Rich 18 (9/10, 0/4), Lighty 10 (4/6, 0/1), Milic 15 (5/7), Perkovic 10 (3/3, 1/2); Cinciarini 6 (0/5), Antonelli, D’Ercole 5 (1/1, 1/2), Tusek 11 (3/4, 1/3). N.e.: Lottici, Belloni, Speronello. All.: Caja. BENETTON TREVISO: De Nicolao 6 (2/3 da 3), Thomas 19 (2/3, 5/7), Viggiano 11 (0/1, 3/5), Goree 15 (3/8, 3/5), Ortner 12 (5/9); Mekel 8 (2/3, 0/1), Bulleri 3 (1/3), Cuccarolo 3 (1/2), Moldoveanu 5 (2/3, 0/3). N.e.: Becirovic, Masocco, Gaspardo. All.: Djordjevic. ARBITRI: Mattioli, Duranti, Aronne. NOTE – T.l.: Cre 16/21, Tre 11/16. Rimb.: Cre 36 (Milic 11), Tre 22 (Bulleri 6). Ass.: Cre 11 (Tabu, Perkovic 3), Tre 16 (Mekel 5). Progr.: 5’ 5-11, 15’ 32-34, 25’ 57-46, 35’ 79-66. Spett.: 2900. (a.r.)


LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

SI PARTE IL 17 A SIENA E SASSARI

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SFIDE SCUDETTO LA FINALE DAL 9 AL 21 GIUGNO

Un buco di 10 giorni, poi i playoff Si à chiusa la stagione regolare col minor scarto tra prima e seconda nell’era del dominio di Siena (4 punti su Milano, il massimo è stato il +18 del 2009). Ma c’è un buco di 10 giorni prima dell’inizio dei playoff anche senza italiane alle Final Four d’Eurolega.

RCS

Le date I playoff partono il 17 maggio con i quarti di finale al meglio delle 5 partite. Siena,

prima, aveva la facoltà di scegliere quando iniziare e ha optato per giovedì, quindi anche Sassari-Bologna si giocherà il 17. Il 18 toccherà invece alla parte opposta del tabellone, cioè a gara-1 Milano-Venezia e Cantù-Pesaro. I quarti si giocheranno ogni due giorni con il format casa-casa-fuori-fuori-casa per la meglio classificata. Le eventuali gare-5 sono previste per il 25-26 maggio.

Sassari vola È uno storico quarto posto CASERTA-SASSARI

69-95

(21-30, 39-48; 50-70) OTTO CASERTA: Collins 8 (3/7, 0/5), Bell 4 (2/3, 0/1), Maresca 13 (1/2, 3/4), Smith 18 (8/10, 0/2), Stipanovic 8 (4/9); Doornekamp 5 (1/6, 0/1), Kudlacek 4 (2/4), Cefarelli (0/1), Righetti 5 (1/3, 1/4), Marzaioli. N.e.: Moretti, Loncarevic. All.: Sacripanti. BANCO DI SARDEGNA SASSARI: T. Diener 14 (4/7, 2/5), D. Diener 19 (5/6, 3/4), Hosley 14 (1/5, 4/9), Plisnic 18 (3/4, 4/6), Easley 4 (2/4); Metreveli 14 (6/10), B. Sacchetti 1 (0/2 da 3), Pinton 4 (1/4 da 3), Vanuzzo 3 (0/1, 1/2), Devecchi 4 (2/2), Binetti. All.: R. Sacchetti. ARBITRI: Facchini, Quacci, Bettini. NOTE - T.l. Cas 9/10, Sas 4/6. Rimb.: Cas 29 (Stipanovic 8), Sas 46 (Plisnic 11). Ass.: Cas 11 (Collins 7), Sas 19 (D. Diener 6). Progr.: 5’ 11-16, 15’ 29-42, 25’ 46-58, 35’ 58-80. Spett. 3591, per 16.260 euro. DAL NOSTRO INVIATO

MARIO CANFORA CASERTA

Poco più di due anni fa, Sassari giocava la finale playoff per la promozione in A, impresa poi centrata. Oggi, chiude la stagione regolare al quarto posto. E il film non è ancora ai titoli di coda, perché nel mirino c’è la possibilità di arrivare in semifinale sfruttando il fattore campo, anche se con Bologna nei quarti sarà una serie tostissima. Velluto A Caserta, i sardi sono andati sul velluto: troppa, la differenza di valori e motivazioni in campo. «Abbiamo fatto canestro subito — spiegherà il coach isolano Romeo Sacchetti — trovando quei 10-12

Scena toccante Al 29’, il tabel-

lone fissa il 50-70, in seguito per più volte gli ospiti arrivano sul +27. Ed è bello vedere, alla fine, il pubblico casertano osannare la squadra dopo la scoppola. «Una scena toccante — dirà a fine partita il tecnico dei campani, Pino Sacripanti —, ringrazio tutti, società compresa: annata difficile, ma l’obiettivo salvezza è stato centrato con tranquillità. Il futuro? Ho un altro di contratto, posso uscirne ma qui resto volentieri».

li, sempre al meglio delle 5 gare, partono il 28 maggio. Ogni sfida si gioca, come nei quarti, ogni due giorni fino al 5-6 giugno. La Finale, al meglio delle sette partite, inizia il 9 giugno per arrivare al massimo con gara-7 il 21 giugno. Leader Andre Smith ha vinto il

titolo di capocannoniere a 18.4 di media, un decimo di

punto in più di Aubrey Coleman. Sanikidze (10.9) è il top a rimbalzo, Marques Green (6.5) degli assist. Eurolega A parte Siena che ha

una licenza pluriennale, si qualificano la squadra campione d’Italia e la finalista. Nel caso Siena sia in finale, c’è la possibilità (ma dipende anche dagli altri Paesi) che si qualifichi anche la terza.

Brava Casale Pesaro sesta Non difende più CASALE-PESARO

punti di vantaggio che abbiamo mantenuto e via via incrementato. Il bilancio? Positivo, siamo cresciuti tanto nel ritorno». Senza storia Gara senza storia: il Banco di Sardegna parte con un corri e tira pazzesco (30 punti nel primo quarto), con 18 dei primi 22 che arrivano dalle triple. Così dopo appena tre minuti il vantaggio va già in doppia cifra (6-16) con Hosley e Plisnic attivissimi nel partecipare alla festa dai 6,75. L’unico che sembra in affanno è Easley, e infatti Sacchetti concede tanti minuti a Metreveli. Una tripla di Travis Diener porta il +15 al 13’ (25-40), Caserta cerca di tenere botta con la precisione di Smith (6/6 dopo 20’) ma la gara ha già preso una direzione ben precisa nonostante la tripla di Righetti del -9 (39-48) al riposo lungo.

Semifinali e finale Le semifina-

82-77

(14-22, 40-37; 59-58) NOVIPIÙ CASALE: Gentile 11 (4/6, 0/1), Minard 9 (2/8, 1/4), Temple (0/4), Nnamaka 5 (1/2, 1/2), Stevic 5 (2/4); Malaventura 28 (6/13, 4/6), Janning 12 (6/10, 0/6), Pierich 3 (1/3), Chiotti 9 (4/6), Martinoni. All.: Valentini. SCAVOLINI SIVIGLIA PESARO: Hickman 16 (5/8, 1/7), Hackett 15 (5/7, 0/1), White 17 (7/12, 0/2), Jones 17 (2/4, 2/6), Urbutis 2 (1/2); Cavaliero 2 (1/2), Flamini (0/1 da 3), Lydeka 8 (3/5). N.e.: Cusin, Cercolani, Tortù, Alibegovic. All.: Dalmonte ARBITRI: Tola, Filippini, Biggi NOTE - T.l.: Cas 11/18, Pes 20/30. Rimb.: Cas 40 (Stevic 7), Pes 38 (Hickman 7). Ass.: Cas 9 (tre con 2), Pes 15 (Hickman 5). Progr.: 5’ 2-11, 15’ 24-26, 25’ 48-45, 35’ 70-6. Usc. 5 f.: Pierich, Temple, Nnamaka, Minard, Jones. Spett. 2000

Drake Diener, 30 anni, contro il casertano Charlie Bell, 33 CIAM-CAST

DONNE FINALE GARA-3

PER UNO STRISCIONE

Taranto cerca il colpo tricolore

Markovski lite in tribuna coi tifosi

Taranto cerca la vittoria del tricolore in gara-3 di finale donne contro Schio. Già vittoriosa nelle prime due partite, stasera la squadra di coach Ricchini può chiudere i conti sul 3-0 e strappare lo scudetto dalle maglie delle venete nella gara del PalaMazzola (ore 20.30, diretta tv su RaiSport Sat). Gara-1: Schio-Taranto 64-65. Gara-2: Taranto-Schio 65-56. Gara-3: stasera a Taranto. Eventuale gara-4: giovedì a Schio.

Sabato, prima della partita di Legadue Conad-Barcellona, c'è stato un duro alterco tra Markovski e alcuni tifosi bolognesi causa uno striscione che invitava il coach all’addio. Markovski, alla fine della sua avventura alla Conad, è salito in tribuna strappando un lembo dello striscione: ne è nato un litigio con un tifoso seguito da altri. Sono intervenuti i dirigenti di Bologna e alcuni Carabinieri per sedare gli animi.

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MAURIZIO NERI CASALE

Pesaro perde sul campo della retrocessa Casale e incrocia ai playoff Cantù. «Siamo stati insufficienti dal punto di vista difensivo — dice coach Luca Dalmonte —. Sarà importante capire all'interno dello spogliatoio perché questo aspetto, che è stato un nostro punto di forza nella stagione, sta perdendo effetto. Il nostro playoff è iniziato il secondo successivo al suono di questa sirena». Cantù Un playoff nel quale Pesaro incrocerà la Bennet Cantù. «E' una squadra molto bene allenata — analizza il playmaker Ricky Hickman —, per noi sarà una serie molto complicata e tutta da vivere». Spe-

cie dopo la brutta gara di Casale. Partita con grande spinta e proseguita con una pericolosa involuzione. 11-2 Pesaro dopo 4'. Casale non trova il canestro. Pesaro si distende con White (6-0) per il 14-22 del 10'. Nella seconda frazione Casale rientra (7-2 con Janning e Pierich) sul 21-24 al 13'. Tecnico a Jones per proteste e Malaventura sulla sirena mette la tripla del 40-37. Gentile La vena realizzativa di

Stefano Gentile porta Casale al +5 in avvio di terza frazione (46-41) con Valentini che sceglie zona e quattro piccoli. Ma la fiammata Junior arriva in avvio di ultima frazione (8-0 con 6 punti di Chiotti): prova la fuga sul 67-58 (+9) al 33’. Pesaro non molla e si rifà sotto minacciosa con la schiacciata di Hickman (-4 sul 70-66). Un super Malaventura tiene avanti la Novipiù. Suoi i 6 punti che mandano Casale sul 77-72 a 1’27". Sembra fatta, ma il finale è in volata. Liberi Sulla Scavolini pesano i due liberi falliti da Hackett e Hickman. Casale con qualche sbandamento riesce a gestire. In casa rossoblù l'ex Malaventura festeggia il record di punti in carriera (28) e lancia una speranza. «Dobbiamo ripartite dall'entusiasmo di questo palazzetto. In Legadue, oppure chissà, con tante squadre in difficoltà che ci sono, anche in Serie A». © RIPRODUZIONE RISERVATA

PLAYOFF NBA OKLAHOMA CITY ELIMINA DALLAS 4-0. CHICAGO SOTTO 1-3 CON I 76ERS

Cappotto Thunder: campioni fuori (m.o.) La stagione di Dallas è finita come era iniziata nel pomeriggio di Natale, con una sconfitta casalinga. Il 25 dicembre furono gli Heat a strapazzarli, sabato notte sono stati i Thunder, capaci di risalire da -13 nel 4o periodo con 15 punti (sui 29 finali) di Harden nell’ultimo quarto, durante il quale Oklahoma City ha distrutto i Mavs a colpi di pick and roll. Il cappotto tornerà utile ai Thunder, che avranno tempo per recuperare Perkins (infortunio a un’anca) mentre aspettano che i Lakers finiscano la serie con Denver. I campioni uscenti lasciano a testa bassa, a capo di un campionato largamente al di sotto delle

aspettative. «Oklahoma City ha qualcosa di speciale — diceva poi coach Carlisle — quello stesso sguardo, quella certezza che vedevo nei nostri giocatori l’anno scorso. Sanno che è arrivato il loro momento». «Guardate chi ci ha battuto: Westbrook nelle prime due, Durant in gara-3 e Harden stasera — spiegava invece Nowitzki — Per far strada ormai devi avere tre stelle». Che i Mavs non hanno.

perso Rose, Chicago ha dovuto fare anche a meno di Noah (caviglia) e nonostante l’ottimo secondo tempo dell’ex reggiano CJ Watson (15 punti sui suoi 17), si è dovuta inchinare ai 76ers. Un paio di fischi molto dubbi nell’ultimo minuto: uno su Boozer (che avrebbe avuto i liberi del pareggio) e nell’azione successiva uno invece generoso chiamato su Holiday che ha dato il +4 ai Sixers a 51" dalla fine.

Bulls Fuori i detentori e testa di

Clippers Altro crollo di Mem-

serie numero 1 assoluta a un passo dall’eliminazione. Con la sconfitta di ieri in gara-4 a Philadelphia, i Bulls sono infatti sull’orlo del baratro. Dopo aver

phis nel 4o periodo, nel quale incassa un 22-9 dai Clippers che vanno sul 2-1. Decisivo, al solito, Chris Paul, capace di prendere in mano la squadra

nei momenti caldi. L.A. ha rischiato, fallendo 5 liberi nell’ultimo minuto ma il tiro della vittoria di Gay (come in gara-1) si è spento sul ferro. Dieci assist di Ginobili e 16 punti di Tony Parker nei 12’ conclusivi, lanciano gli Spurs al 3-0 si Utah. Est, gara-4: Philadelphia-Chicago 89-82 (Hawes 22; Boozer 23), serie 3-1 (domani notte gara-5); Boston-Atlanta 2-1 (ieri notte gara-3); Miami-New York 3-0 (ieri gara-4); Indiana-Orlando 3-1 (domani notte gara-5). Ovest, gara-4: Dallas-Oklahoma City 97-103 (Nowitzki 34; Harden 29), serie 0-4; Lakers-Denver 2-1 (ieri notte gara-4); Clippers-Memphis 87-86 (Paul 24; Gay 24), serie 2-1 (stanotte gara-4, ore 4.30, Sky Sport 2); Utah-San Antonio 90-102 (Jefferson, Harris 21; Parker 27), serie 0-3 (stanotte gara-4).

James Harden, 22 anni, ala dei Thunder, schiaccia contro Dallas EPA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

TENNIS REPLICA ALLA ERRANI

4 Da Seppi a Seppi

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I NUMERI

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i tornei vinti in carriera da Andreas Seppi: Eastbourne 2011 e Belgrado 2012, in 3 finali, battuto a Gstaad 2007.

4

successi e finali italiane da gennaio, 3 trionfi Errani e uno Seppi, 2 finali Pennetta, una Volandri e Fognini.

4

accoppiate: uomini/donne italiane: 1988 Narducci (Firenze) e Cecchini (Strasburgo), 2001 Gaudenzi (St. Polten) e Farina (Strasburgo), 2011 Seppi (Easbourne) e Vinci (Den Bosch), 2012 Seppi e Errani.

49

titoli azzurri era Open: l’ultimo con due tornei di fila Sanguinetti 2002; sono 55 i titoli delle azzurre (lu.mar.)

DOMANI A MADRID

da erba a terra Che bis, Andreas Eastbourne-Belgrado: vince ancora l’altoatesino «Ho imparato a capire il mio tennis, sono più forte» VINCENZO MARTUCCI twitter@vincemartucci

Da Seppi e Seppi, dall’erba di Eastbourne di giugno alla terra rossa di Belgrado, l’Italia al maschile fa eco al successo di Sara Errani a Budapest e festeggia gli ultimi due titoli Atp, sempre con Andreas. Che poi sono gli unici tornei vinti dal ragazzo di Caldaro (Bolzano), dopo la lontana finale persa nel 2007 sul rosso di Gstaad. «Ma sono ugualmente importanti», come sottolinea lui, dopo la lezione di tennis (6-3 6-2) al talento acerbo Benoit Paire, con un italiano sempre più fluido e vario. Che si scioglie in parallelo con la fisicità, un tempo ultra rigida come il tennis. Il premio, al di là «della grande fiducia che ricavo da questa vittoria per il resto della stagione», come puntualizza lui, è oggi il numero 32 del mondo (da 46). Che sa di ripartenza dal 27, record, del luglio 2008. Maturità A 28 anni, Seppi sa: «Ho giocato tanti match importanti, e così impari e impari. Ora in campo sono molto più tranquillo. Perché ho capito il mio tennis e le situazioni e mi sento migliore del 2008». Co-

sì, Belgrado lo vince più sabato di domenica, più nella semifinale contro l’ex numero 3 del mondo David Nalbandian che contro il francesino dal gran rovescio e dai nervi instabili che, a 23 anni da compiere domani, è troppo lontano come classifica (n. 96 a 46): «Al primo match di sera, ci ho messo

clic E’ IL QUINTO AZZURRO CHE SI IMPONE SU CAMPI DIFFERENTI (lu.mar.) Andreas Seppi aveva conquistato il 1˚ titolo a giugno battendo Tipsarevic a Eastbourne, 1˚ italiano sull'erba. Dieci mesi dopo si ripete a Belgrado su terra. Solo 4 altri italiani avevano vinto tornei su campi differenti: Adriano Panatta (9 terra e Stoccolma, duro indoor), Corrado Barazzutti (4 terra, uno a Parigi indoor), Renzo Furlan (duro indoor a San José e terra a Casablanca) e Davide Sanguinetti (duro indoor a Milano e cemento a Delray Beach).

un set ad ambientarmi alle condizioni molto più lente, ma poi sono stato sempre lì, anche quando ero sotto 4-1 al terzo, mi sentivo bene di tennis. Sapevo che potevo farcela e non ho sono mai andato giù. Come un tempo». Testa Il nuovo Seppi non può

temere la roulette russa di Paire: «E’ un po’ come Dolgopolov, non sai mai che ti capita, ace o doppio fallo, effetti sempre diversi e tante smorzate. Ma io sono stato solido e quand’ho avuto la mia ho spinto». Anche di dritto, il colpo meno solido, mentre il francesino insisteva sul lato forte azzurro, a sinistra: «Certamente, faccio più punti di rovescio, ma ora spingo molto bene anche di dritto». Con un valido aiuto da servizio (75% di punti con la prima) e risposta (16 palle break): «Due colpi fondamentali per prendere in mano il gioco. Ho servito molto bene in tutto il torneo, meno il primo set contro Nalbandian, e la risposta è sempre stata una mia arma importante: contro Paire mi ha fatto sentire superiore». Oggi, Andreas ha capito: «Il duro indoor mi piace di più, ma sul cemento non ho fatto risultati perché sono più monotono, come gioco. Sulla ter-

Andreas Seppi è nato a Caldaro (Bz) il 21 febbraio 1984 EPA

ra, dò più fastidio perché vario, posso spingere e posso tenere da fondo». Segreti La fidanzata, Evelyn, è un gran bel perché: «Una relazione sicura dà sempre tranquillità di fondo e contribuisce avere accanto una persona che ti capisce e ti stima». Poi c’è la chiave atletica: «Da dicembre lavoro con l’ex preparatore di Ljubicic, Dalibor Sirola, per diventare più elastico e sciolto. Faccio meno pesi in palestra e più spostamenti, magari con giubbetti pesanti. Con

BOXE A LAS VEGAS L’AMERICANO RESTA IMBATTUTO

Mayweather si conferma Festeggerà in carcere... Floyd batte Cotto per il super titolo superwelter Wba. Ora è atteso da 87 giorni di carcere MASSIMO LOPES PEGNA NEW YORK

Una volta tanto, lo show vale il prezzo del biglietto e l’acquisto in pay-per-view a 60 dollari. Perché nessuno ricorda di aver mai visto sanguinare il naso di Floyd Mayweather nei 42 incontri precedenti (tutte vittorie). Ci vuole Miguel Cotto con la sua miscela di aggressività e coraggio per creare almeno per qualche round un po’ di suspance e far fare all’avversario gli straordinari, comunque ben ricompensati da uno stipendio record di 32 milioni di dollari. Alla fine, Mayweather conquista un altro successo, con verdetto unanime (118-110 per uno dei giudici, 116-112 per gli altri due), e s’impossessa della corona super dei superwelter Wba. Cuore del match E’ nelle riprese

centrali che il portoricano gio-

Mayweather jr: azione e trionfo AFP

ca il tutto per tutto, dopo aver subito le rapide incursioni di Floyd nella prima parte di match: lo aggredisce con una batteria di colpi, non micidiali, ma che hanno l’effetto spettacolare di provocare anche la storica emorragia al rivale. Che replica scuotendo la testa e sorridendo, per far capire a tutti che la situazione è ancora sotto il suo controllo. Il fatto

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PALLAVOLO PER I GIOCHI inconfutabile, però, è che dalla quinta all’ottava ripresa l’incontro torna di colpo in equilibrio. Solo che per complicare la vita a Mayweather, Cotto è costretto a svuotare il serbatoio di energie; mentre il grande merito di Floyd è quello di non perdere la testa nel momento di difficoltà. Crescendo Così, riesce a ripren-

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

attenzione alla mobilità articolare della spalla, per trovare maggiori angoli con servizio, ed essere più aggressivo». Eppoi il destino: «All’inizio dell’anno scorso, coach Sartori — che ringrazio perché è sempre un piacere lavorare con lui —, ha avuto qualche difficoltà di gestione personale, si è trasferito a Bordighera, e io ho dovuto fare molte più cose da solo. E’ stato un periodo brutto, ma mi ha fatto crescere ancora di più, e alla fine mi fa sentire più forte». Che allenatore, la vita.

Seppi giocherà da domani sulla terra blu del «combined event» di Madrid, contro Llodra (Fra). Finale a Belgrado (Ser, 418.700e, terra): SEPPI b. Paire (Fra) 6-3 6-2 SCHIAVO K.O. A Madrid (Spa, 3 milioni di euro, terra), oggi Errani-Scheepers (S.Af). Primo turno: Azarenka (Bie) b. Kuznetsova (Rus) 7-6 (5) 6-4; A. Radwanska (Pol) b. Arruabarrena (Spa) 6-3 6-1; VINCI b. Cibulkova (Slk) 6-3 6-2; Lepchenko (Usa) b. SCHIAVONE 6-4 6-7 (8) 6-3; Sharapova (Rus) b. Begu (Rom) 6-0 6-3.

dere l’iniziativa e finire in crescendo. All’ultimo round colpisce duro: con un destro, doppiato da un montante sinistro che fa piegare le gambe all’avversario. E’ il segnale della resa che sigilla il match. «Miguel è uno tosto, è venuto per combattere e insieme siamo riusciti a entusiasmare il pubblico e creare un bello show», spiega Floyd dal ring sotto un diluvio di fischi. Ora, il 1˚ giugno lo aspetta una prova ben più dura: 87 giorni di prigione, dopo la condanna per violenze domestiche. «Mi considero comunque una persona fortunata, ma nella vita ci sono ostacoli: affronterò questa situazione da uomo», dice. Non si sa se dal carcere avrà l’opportunità di assistere il 9 giugno all’incontro del suo arcinemico Manny Pacquiao contro Tim Bradley, ma sul tema le sue ultime parole da uomo libero sono le stesse di sempre: «Nessun problema a battermi con lui, perché è ciò che tutti vogliono vedere. Però Pacquiao lo sa: di lui non mi fido e per salire sul ring con me dovrà sottoporsi ai test sanguigni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

a Sofia 4 Azzurri Domani l’esordio

ALVAREZ SU MOSLEY Superwelter (Mondiale Wba): Mayweather jr (Usa, 42) b. Cotto (P. Rico, 37-2-0) p. 12; Wbc: Alvarez (Mes, 39-0-1) b. Mosley (Usa 46-7-1) p. 12. HUCK PARI (r.g.) A Erfurt (Ger) nel doppio mondiale Wbo, il massimo leggero Marco Huck (Ger, 34-2-1) costretto al pari da Ola Afolabi (Gb 19-2-4); supermedi: Stieglitz (Ger-Rus, 42-2) b. N.Hamdan (Aus, 43-10-1). Nell’Europeo dei massimi, K.Pulev (Bul, 16) b. Dimitrenko (Ucr, 32-2) kot 11: primo titolo per la Bulgaria. Supermedi: Zeuge (Ger, 2) b. Drago (4-3) kot 3. A Singapore, superpiuma Wba: Chris John (Ina, 47-0-2, 16 difese) b. S.Kimura (Gia, 24-5-2) p.12

con la Finlandia Obiettivo qualificazione La Turchia donne ieri l’ha centrata per la prima volta (a.a.) Gli azzurri sono arrivati ieri a Sofia a mezzogiorno. Domani nella capitale bulgara inizia il torneo di qualificazione olimpica: otto nazionali per un solo posto a Londra. L’Italia debutta domani con la Finlandia, quindi giovedì con la Germania, e venerdì con la Slovacchia. Nell’altro girone Bulgaria, Serbia, Spagna e Slovenia. Le prime due di ogni pool in semifinale. Bravo Motta Per la prima volta nella storia la Turchia donne si qualifica all’Olimpiade. Ad Ankara la squadra di Marco Aurelio Motta, ex c.t. delle azzurre, supera la Polonia in finale 3-0 (25-22, 25-22, 25-20). Tra le europee solo Serbia e Russia avranno ancora una possibilità nel torneo intercontinentale. Qualificata anche la Rep. Dominicana che a Tijuana (Mes) in finale ha battuto Cuba 3-1 (25-18, 25-23, 27-29, 25-20). Per le cubane un’altra chance a Tokyo dal 19 al 27 maggio. Sette le nazionali femminili ora qualificate: G. Bretagna, Italia,Usa, Cina, Algeria, Turchia e R.Dominicana. PLAYOFF A-2 (f.c.) Ieri gara-2 delle semifinali: Segrate-Castellana 3-2 (21-25, 25-22, 21-25, 25-18, 16-14; serie 1-1); Città di Castello-Molfetta 1-3 (16-25, 20-25, 25-23, 23-25; serie 0-2). Gara-3 mercoledì 9 (20.30). PALLAVOLO A-2 A-2 DONNE PLAYOFF (m.l.) Crema è la prima finalista. Ieri gara-2 semifinale (al meglio di 3): Santa Croce-Pomì Casalmaggiore 3-2 (26-28, 25-20, 17-25, 25-21, 17-15 serie 1-1); Crema-Loreto 3-0 (25-22, 25-16, 25-23, serie 2-0). PROMOSSE (a.a.) Dalla B-1 Correggio, Potenza Potentina e Matera sono promosse in A-2 maschile, Ornavasso, Flero, San Casciano e Marsala in quella femminile. Dal 12 maggio al 9 giugno i playoff per un altro posto.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ATLETICA IL MEETING DI KINGSTON MAI IL PRIMO 100 COSÌ VELOCE

Usain Bolt, 25 anni, al centro, vince in 9"82

ANNO 2008 2009 2010 2011 2012

REUTERS

Il debutto Bolt, è già magia Un 100 in 9"82 Domina Usain, alla prima gara individuale della stagione olimpica: «Per ora ok così» ANDREA BUONGIOVANNI

Così veloce, nel primo 100 dell’anno, non è mai stato: Usain Bolt c’è e coi suoi lampi è pronto a illuminare la stagione olimpica. Della serie: «Londra, sto arrivando». Pronti-via ed è 9"82. La volata al 9˚ Jamaica Invitational di Kingston, seconda tappa del World Challenge Iaaf, spazza i dubbi sul suo conto, getta alle ortiche le perplessità dei mesi scorsi. L’esibizione non è perfetta, la messa in moto un po’ macchinosa. Ma è proprio questo che fa ben sperare: Usain, un tuono dai 40 in poi, ha margini. Ad aiutarlo una folata a +1.0 m/s, a sfavorirlo (ma non a innervosirlo) una doppia falsa: la prima per

un contrattempo meccanico, la seconda per un errore, comunque abbuonato, del trinidegno Richard Thompson, argento olimpico di specialità. Padrone «E’ sempre una gioia gareggiare qui — dice Usain — di fronte a tanta gente entusiasta». In tribuna — al National Stadium, per il meeting organizzato dal grande Don Quarrie, c’è il terzo esaurito consecutivo — pure il neo Primo Ministro, Portia Simpson Miller. Le «frecce», ormai un segno distintivo, si sprecano ben prima del via. «Per essere alla prima uscita individuale della stagione — commenta mister Bolt — non posso che essere soddisfatto. Mi sento meglio dello scorso anno: l’esecuzione non è stata

Migliori crono 2012 anche per Blake (19"91), la Jeter (10"81) e la Williams (49"99) da manuale, ma per ora può andar bene così». Il 26 maggio 2011, a Roma, debuttò con un 9"91, tempo ribadito al centesimo cinque giorni dopo a Ostrava. E’ già un bel passo avanti. «Le due false avrebbero potuto distrarmi e condizionarmi — sostiene — invece sono rimasto concentrato. So che devo lavorare sulla prima parte di gara: trovare una maggior fluidità dopo lo sparo è l’obiettivo del mio lavoro con coach Mil-

TEMPO 10"03 +1.8 9"93 +2.3 9"86 +0.1 9"91 +0.6 9"82 +1.0

CITTA’ Spanish Town Spanish Town Daegu Roma Kingston

DATA 8/3 14/3 19/5 25/5 5/5

ls». La gara, assente l’annunciato Nesta Carter, ha poca storia. Usain, al centro del lotto in quarta corsia, domina. Fisicamente sembra in gran condizione: l’azione sulla pista blu è efficace, i piedi spingono, le braccia macinano. E per i tifosi giamaicani — che ben volentieri accantonano le recenti polemiche per la fidanzata «bianca» — è pandemonio. Con tanto di giro d’onore celebrativo. Michael Frater, altro frazionista della 4x100 primatista del mondo, è secondo con 10"00, 3/100 meglio di Lerone Clarke, rivelazione della stagione indoor, che all’interno tiene testa al maestro fino a metà, tanto da fargli scuotere il capo subito dopo l’arrivo. Bravo Johan Questo 9"82, ventisettesima volta di Usain sotto i 10"00, vale tanto. Il campione di tutto, nel 2011, solo una volta ha fatto meglio, quando a Bruxelles il 16 settembre corse in 9"76. Gli altri sono già costretti a vedergli le spalle, Yohan Blake compreso, che tre settimane fa, sulla stessa pista, corse in 9"90. Il giovane compagno di allenamenti, comunque, va subito a centro nei 200: 19"91 (+1.1). Due migliori prestazioni mondiali maschili, altrettante femminili: merito di Carmelita Jeter, a un sontuoso 10"81 (+1.0) nei 100 e, a sorpresa, di Novlene Williams che nei 400 spara un 49"99 che, negli ultimi metri, le permette di superare la super Sanya Richards di questi tempi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

y

taccuino

FOSTER ALL’ESTERO E IN ITALIA A 12"51 UOMINI 100 (+1.0): Bolt 9"82; Frater 10"00; Clarke 10"03; Patton (Usa) 10"09; D. Bailey (Ant) 10"10; Thompson (Tri) 10"14. 200 (+1.1): Blake 19"91; Ashmeade 20"09; Weir 20"21; Anderson 20"45; Ndure (Nor) 20"46. 400. I: C. Smith (Usa) 45"47; Quow (Tri) 45"48; Gonzales 45"66; Chambers 45"71. II: Gayle 45"70. 1500: Wote (Eti) 3’35"92. 110 hs (+1.0): Parchment 13"19; Ash (Usa) 13"20; Hicks (Usa) 13"36. 400 hs: B. Jackson (Usa) 48"73; Gordon (Tri) 48"98; Gaymon (Us) 49"08; Robertson 49"16. Alto: Thomas (Bah) 2.27. Peso: Hoffa (Usa) 20.71 DONNE 100 (+1.0): Jeter (Usa) 10"81; Baptiste (Tri) 10"86; Stewart 10"98; Calvert 11"15. 200 (+1.7): Knight (Usa) 22"49; Fraser 22"53; Solomon (Usa) 22"82; Ferguson (Bah) 22"89. 400: N. Williams 49"99; Richards (Usa) 50"11; Ohuruogu (Gb) 50"93; Whyte 50"97; Atkins (Usa) 51"22. 100 hs (+1.5): Foster 12"51; Lopes (Can) 12"64; Porter (Gb) 12"65. 400 hs: Walker 55"28; T. Williams (Usa) 55"80. Lungo: Reese (Usa) 6.56 (-0.6). Triplo: K. Williams 14.33 (-0.5). Peso: Carter (Usa) 19.22; Borel (Tri) 18.69

Liu Xiang fa 13"09

(si.g.) Al meeting Iaaf di Kawasaki (Giap), debutto stagionale di Liu Xiang nei 110 hs con 13"09. Sole, pioggia e vento nelle tre ore di gara. Uomini. 100 (+2.9): Su Bingtian (Cina) 10"04; Rodgers (Usa) 10"05; Collins (S.K.) 10"07; Yamagata 10"13. 800: J. Koech (Ken) 1’47"05. 3000 sp: J. Kipchoge (Ken) 8’18"06 (mpm ’12); C. Kipruto (Ken) 8’19"49. 110 hs (+0.2): Liu Xiang (Cina) 13"09; Osaghae (Usa) 13"33. 400 hs: Kishimoto 49"31. Martello: Nazarov (Tag) 77.34. Giavellotto: Dean 81.43. 4x100: Australia 39"00. Donne. 100 (+0.1): Felix (Usa) 11"22; 7. Lalova (Bul) 12"13. 400: Montsho (Bot) 50"52. 100 hs (+0.3): Lewis (Usa) 13"08. Lungo: Okayama 6.67 (+4.1). SUPER SANCHEZ (si.g., m.can.) Felix Sanchez (Dom) corre i 400 in 45"34 a Eagle Rock: non andava così veloce sul piano da 9 anni. Bene anche Ryan Bailey nei 100 (10"01, +0.7). Uomini. 110 hs (-1.0): Richardson 13"30. Donne. Lungo: Jimoh 6.80 (+1.5). A University Park. Uomini. Peso: Whiting 21.50. A Lubbock. Uomini. 200 (+0.7): J. Borlee (Bel) 20"31. 400: Roberts 44"93; K. Borlee (Bel) 45"33; Taplin 45"36. A Eugene. Donne. 3000 sp: Franek 9’39"77 (mpm ’12). A St. Martin (Guadalupa). Uomini. 200: L. Merritt (Usa) 20"16. Donne. 200: Tarmoh (Usa) 22"51. 400: Baker (Usa) 51"37. 100 hs: Wells (Usa) 12"55; Crawford (Usa) 12"66. A Belem (Bra). Uomini: 200 (+0.8): Mathieu (Bah) 20"16. Donne. Lungo: Maggi 6.62 (+0.5). KIMETTO RECORD (d.m.) A Berlino, con 1h11’18", miglior crono mondiale all-time del keniano Dennis Kimetto sui 25 km su strada (prec. 1h11’50; S. Kosgei; Ken; Berlino, 9/5/10). Uomini: Kimetto (Ken) 1h11’18"; Kigen (Ken) 1h11’29"; Kendagor (Ken) 1h11’59". Donne: C. Chepkwony (Ken) 1h22’56"; Woldegebriel (Eti) 1h25’21"; Daunay (Fra) 1h25’27". Borsi: 13"15 sui 100 hs a Pavia «Ora devo cercare una pista veloce» PAVIA — Veronica Borsi (13"15 nei 100 hs su pista sorda), firma il miglior risultato del meeting Della Valle a Pavia. «Non pensavo di ottenere il minimo per gli Europei all’esordio — dice la 25enne finanziera — ora devo cercare una pista veloce». Nei 1500 la keniana Eunice Sum Kipkoeck parte davanti e arriva sola in 4’09"53. Delusione nei 400: Marta Milani è 6ª in 55"47, Marco Vistalli non gareggia per influenza. Uomini. 100 (-0.1): Chinedu (Nig) 10"37; Cerutti 10"53 (b. 10"46/-0.1). 400: Lennon-Ford (Gb) 47"01; Lorenzi 47"18; 4. Juarez 47"54; 5. Galletti 47"67. 1500: Salami 3’42"04; 5. Haidane 3’44"42. 110 hs (-0.2): Tedesco 14"05. Giavellotto: Wallin (Sve) 78.54; Bonvecchio 76.86; Bertolini 74.01. Donne. 100 (-0.1): Alloh 11"67; Hooper 11"74; Cattaneo 11"84. 400: McConnell (Gb) 52"75; Bonfanti 53"62; 6. Milani 55"47. 1500: Sum Jepkoeck (Ken) 4’09"53; Santiusti (Cuba) 4’15"86; Magnani 4’16"64; 5. Costanza 4’19"65. 100 hs (0.0): Borsi 13"15; Cattaneo 13"33. Lungo: Sandu (Rom) 6.26 (-0.7); Vicenzino 6.26 (+0.7). Marcia 3 km: Curiazzi 13’45"37; Giordano 13’48"91. RIPARELLI 10"29 A ROVERETO (l.e.) Alla 44ª Quercia d’oro di Rovereto (Tn) in luce Jaques Riparelli, a 10"29 sui 100 (-0.6). Negli 800, dietro Mario Scapini, ritorno di Christian Obrist (1'49"00). Uomini. 100 (-0.6): Riparelli 10"29; Galbieri 10"62. 200 (+0.6): Deimichei 21"50. 800: Matum (Ken) 1’48"35; Scapini 1’48"48; Obrist 1’49"00; Benedetti rit. 3000: Floriani 8’15"03. 400 hs: Panizza 52"41. Classifica: Atl. Bergamo ’59 55. Donne. 100 (+0.5): Coly 11"93. 200 (+1.2): Scapin (j) 24"63. 1500: Berlanda 4’19"34. 400 hs: Scardanzan 59"54. Classifica: Valsugana 52. CARAVELLI 13"13 A LATINA A Latina esordio 2012 di Marzia Caravelli sui 100 hs: 13"13 (-1.1): sabato 23"69 (+0.6) in un 200 a Roma. Uomini. 80 (0.0)/150 (-0.9): Tomasicchio 8"77/15"91. Lungo: Tremigliozzi 7.69 (+1.8). Disco: Faloci 59.79; Apolloni 57.09. Donne. 80 (0.0): Draisci 9"70; Derkach (Ucr) 10"07. 100 hs (-1.1): Caravelli 13"13. Disco: Bordignon 54.59; Aniballi 51.98. ESORDIO LICCIARDELLO (l.m.) A St. Marten (Usa) esordio stagionale di Claudio Licciardello, 2˚ in un 400 in 46"22 dietro il bahamense Moncur (46"11). Confema per Libania Grenot: 51"42 nei 400 dietro la statunitense Baker (51"37). DIECIMILA TRICOLORE (d.m.) A Simone Gariboldi e Federica Dal Ri il campionato italiano dei 10.000 in pista a Terni. Uomini: Gariboldi 29’14"41; M. Rugut (Ken) 29’23"61; Caimmi 29’25"30; Buttazzo 29’35"38; Cominotto (prom) 29’40"49; D’Onofrio (j) 29’45"43; Ploner 29’46"02; Curzi 29’57"76. Donne: Dal Ri 33’20"70; Pinna 33’26"50; Inglese (prom.) 33’31"20; Marconi 34’11"73; Epis 34’12"62. MULTISTARS Così a Desenzano (Bs) nel Multistars (Challenge Iaaf di prove multiple). Uomini. Decathlon: Karpov (Kaz) 8172; 6. Frullani 7372; 11. Mottadelli 6961; 13. Simionato 6764. Donne. Eptathlon: Ifadídou (Gre) 6109; 10. Trevisan 5493; 19. Bacciotti 5131; 25. Generali 4783. SEMERARO RECORD (a.bar.) A Statte (Ta), Francesca Semeraro, con 3.65, firma la migliore prestazione italiana cadette dell’asta (prec. 3.55; Amalia Cinili; 2005). CONSOLE TRIESTINA (m.m.) A Trieste. Mezza. Uomini: Yego (Ken) 1h02’46"; 3. Scaini 1h04’37". Donne: Console 1h11’23". Maratona. Uomini: V. Kimeli (Ken) 2h17’02"; Bourifa 2h18’57". Donne: R. Jerotich (Ken) 2h37’10"; Stefani 2h39’46".


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GOLF OPEN DI SPAGNA A SIVIGLIA

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I NUMERI

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Vittorie nel Tour Quella di ieri è la terza vittoria di Francesco Molinari nell’European Tour: le precedenti all’Open d’Italia 2006 e all’Hsbc 2010

Londra —. Non sembri presunzione ma un po’ me l’aspettavo. Sentivo che il momento di tornare a vincere era nell’aria». Dopo un difficile 2011 l’anno di Chicco era iniziato bene, con l’ottavo posto ad Abu Dhabi, poi sempre ottimi piazzamenti poco oltre la top ten e prima del trionfo spagnolo un sesto posto in Cina: «È dall’inizio della stagione che gioco bene. Funziona il gioco lungo e anche il putt è abbastanza buono. Mentalmente poi mi sento bene, mi sento sicuro». E il giro di ieri pare la fotografia di questo stato di grazia: i 17 green presi senza neanche mancare un fairway. Di meglio era difficile fare. «Ho guardato il leaderboard per la prima volta alla buca 12 — racconta —, poi ho continuato a giocare con la certezza che con un paio di birdie avrei messo al sicuro il primo posto. E subito dopo i birdie sono arrivati».

Molinari, trionfo della semplicità «Me l’aspettavo» Fantastica rimonta di Chicco «Sentivo la vittoria nell’aria»

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Nella Race to Dubai Ora Chicco ha 708.209 e. In testa Rory McIlroy con 1.348.517 e

Prospettiva Ora, subito negli

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Vittorie italiane È la 17ª vittoria italiana nell’European Tour FEDERICA COCCHI

Chicco Molinari EPA

Risponde la moglie Valentina: «Chicco in questo momento non può parlare al telefono, sta guidando». Scene di vita famigliare dopo la vittoria di un torneo. Perché forse è proprio questo il segreto di Francesco Molinari, che ieri a Siviglia ha vinto l’Open di Spagna numero 100: la semplicità. Una foto col

trofeo, il piccolo Tommaso e Valentina. Ritratto di una giornata perfetta. Prima La prima vittoria da pa-

pà, visto che l’ultima risaliva a 18 mesi fa in Cina quando ha trionfato nell’Hsbc Champions di Shanghai. «È vero, la prima vittoria da quando è nato Tommaso. Questo successo non posso che dedicarlo a lui e a Valentina. La mia famiglia». Una gior-

nata ancora più perfetta con una vittoria della sua amata Inter nel derby: «Il coronamento di una giornata perfetta... anche se regalare il successo alla Juve non è che mi faccia poi così felice». Lo è invece il fratello Edoardo, 51˚ che si complimenta col fratello: «Per me un torneo da dimenticare — scrive su Twitter — ma Francesco merita questo successo per come ha giocato». Settimo invece Mat-

teo Manassero che prosegue la stagione con un altro risultato nella top ten. Sessantacinque Una settimana

condotta alla grande nonostante il vento e il maltempo, e un ultimo giro eccezionale in 65. Miglior score del torneo, sette birdie nelle prime 14 buche: «Sono felice, felicissimo — racconta dall’aeroporto di Malaga pronto a volare verso casa a

Stati Uniti per The Player: «Farò una puntata a Londra e partirò in mattinata per la Florida, ma non sarò al Volvo World Match Play perché non sono dentro, riposerò una settimana e poi sarò a Wentworth». L’obiettivo per il minore dei Molinari è sicuramente la Ryder Cup. Attualmente Chicco, che col successo balza tra i primi trenta giocatori del mondo, non rientra nella classifica per la squadra europea ma i giochi sono aperti: «Tutti noi vorremmo far parte del Team, purtroppo però ci sono soltanto 12 posti. Ma sono sulla buona strada, ancora qualche settimana su questo livello e potrò giocarmela». E il pensiero va al grande Ballesteros: «Vincere in Spagna, nel centenario dell’Open e a pochi giorni dall’anniversario della morte di Seve è ancora più speciale». Perché Francesco è così, ed è questa la marcia in più.

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MANASSERO SETTIMO Open di Spagma a Siviglia (par 72, montepremi 2 milioni di euro): 1. -8 F. MOLINARI, 70 71 74 65, 333.330 e; 2. -5 Cañizares (Spa) 74 72 68 69, Kjeldsen (Dan) 71 70 71 71, Larrazabal (Spa) 71 72 69 71; 5. -3 Campillo (Spa) 68 72 73 72, Olesen (Dan) 73 72 70 70, 7. -2 Brier (Aut) 74 73 72 67, Colsaerts (Bel) 72 72 71 71, MANASSERO 70 70 76 70, 46.320 e, Maybin (N.Irl) 73 75 71 67, Storm (Ing) 70 71 74 71; 12. -1 Dyson (Ing) 71 69 71 76, Green (Aus) 76 72 71 68, Havret (Fra) 72 74 72 69, Siem (Ger) 71 72 72 72; 51. +8 E. MOLINARI 74 74 78 70, 8400 e.

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HOCKEY GHIACCIO AL MONDIALE VITTORIA AL SUPPLEMENTARE

L’Italia doma la Danimarca: è una mezza salvezza Una vittoria che può (quasi) valere l’intero Mondiale: l’Italia, alla Globe Arena di Stoccolma, batte la Danimarca e compie un’importante passo avanti sulla strada che dovrà portare alla salvezza, alla conferma tra le sedici elette del gruppo A iridato. Ci pensa uno scatenato Giulio Scandella a chiudere la pratica dopo 52" del supplementare: è suo il gol (una prodezza) che regala al Blue Team due pesantissimi punti.

tro la Germania (un 3-0 senza storia), cambiano atteggiamento. Merito anche dell’inserimento di Tudin in prima linea che, fresco di passaporto, s’è appena aggiunto al gruppo e del conseguente rimescolamento dei terzetti offensivi, con Egger che, assente l’infortunato Borgatello, slitta in difesa. Tutto sarebbe peraltro vano se a difesa della gabbia non ci fosse un Bellissimo ancora una volta ispiratissimo. E’ la Danimarca, forte di giocatori Nhl e cinque posizioni meglio piazzata nel ranking La partita Gli azzurri, dopo il Iihf (12ª), a far la partita. Ma è k.o. di venerdì all’esordio con- l’Italia, di rimessa, a passare in

vantaggio: l’uno-due di Ansoldi-De Marchi in 28" è micidiale. I danesi, però, nel periodo centrale, prima accorciano, poi pareggiano e quindi — in superiorità — allungano. Sembra finita, ma De Marchi, ancora lui, servito al bacio da Scandella, firma il 3-3. Il resto (compresi tre power play non sfruttato dagli azzurri nel terzo tempo) è pura paura. Fino al gol liberatorio. Domani (ore 16.15), contro la Lettonia che ieri a sorpresa ha regolato la Germania, il secondo match verità. a.b. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’esultanza di Giulio Scandella AFP

Italia-Danimarca 4-3 t.s. (2-0, 1-3, 0-0; 1-0). Marcatori: p.t. 14’12" Ansoldi (I), 14’30" De Marchi (I); s.t. 0’14" Eller (D), 4’42" e 11’53" (s.n.) J. Jensen (D), 13’55" De Marchi (I); t.s. 0"52 Scandella (I). Italia: Bellissimo (Tragust); Helfer, Egger; De Marchi, Plastino; Johnson, Larkin; Marchetti; Scandella, Tudin, Ansoldi; Fontanive, Rocco, Sirianni; Insam, Edwardson, Iannone; Felicetti, Bernard, De Toni; Iori. All. Cornacchia. Note: spettatori 2878. Penalità: Italia 8’, Danimarca 6’. Superiorità numeriche: Italia 0/3, Danimarca 1/4. Tiri: Italia 24, Danimarca 35. CIAO ZABA (m.l.) Il Bolzano campione d’Italia, dopo Brandon Rogers, perde un altro pezzo da novanta: il portiere canadese Matt Zaba si trasferisce ai Vienna Capitals, nella Ebel.

LA SITUAZIONE Girone Helsinki - Ieri: Francia-Kazakistan 6-3 (3-1, 1-1, 2-1); Finlandia-Slovacchia 1-0 (1-0, 0-0, 0-0); SvizzeraBielorussia 3-2 (2-1, 0-1, 1-0). Classifica: Svi, Fin 6; Usa 5; Canada 4; Fra 3; Slk, Bie, Kaz 0. Oggi: Fra-Can (ore 15.15, diretta Sportitalia 2); Usa-Slk (ore 19.15). Girone Stoccolma - Ieri: Italia-Danimarca 4-3 t.s.; Russia-Norvegia 4-2 (0-0, 3-2, 1-0); Lettonia-Germania 3-2 (1-0, 1-2, 1-0). Classifica: Rus, Svezia 6; Ger, R.Ceca, Let 3; Ita 2; Dan 1; Nor 0. Oggi: R.Ceca-Nor (ore 16.15); Sve-Dan (ore 20.15).


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IPPICA UN GUIDATORE DIVENTA PROTAGONISTA

Andreghetti, era ora Il Lotteria a 50 anni Roberto è uno dei migliori driver, ma non aveva mai vinto a Napoli. Sbanca con Mack Grace, solo 5˚ Napoleon Bar DAVIDE PALLIGGIANO NAPOLI

Alla soglia dei 50 anni la prima, indimenticabile, vittoria. Roberto Andreghetti è uno dei migliori driver italiani (ha vinto 2 Derby, è stato campione del mondo della categoria nel 2005), ma la grande corsa di Agnano ancora gli mancava. Ed è incredulo, soprattutto per la facilità con la quale ha vinto il 63˚ Gran Premio Lotteria. Con Mack Grace Sm ha trionfato sia nella prima batteria sia nella finale, conducendo in entrambi i casi dal via, senza possibilità di rimonta per gli altri driver, che pur conoscevano la sua strategia. Facile «La differenza l’ha fatta

il cavallo – ammette Andreghetti -. Io sono stato solo un optional: mi prendo il 30% del merito. In fin dei conti mi son goduto la vittoria, quando ho capito che gli altri non mi avrebbero mai raggiunto». E nell’entourage del ravennate non si vuol sentir parlare di Lotteria dimezzato (le batterie erano solo 2 e non c’erano stranieri). «Vincere qui rappresenta sempre una grande gioia». Mack Grace Sm è stato presentato alla perfezione dal suo al-

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Mack Grace nel 2011 giunse 3 nel Lotteria vinto da Libeccio Grif davanti a Italiano. In carriera 7 GP vinti. Oltre al Lotteria, Reg. Autonoma, Firenze, Palio, Orlandi, Jegher e Città di Montecatini

lenatore, Luciano Colletti, che lo definisce un computer. Sempre a Napoli, nel 2011, era arrivato terzo, guidato da Tommaso di Lorenzo. L’ultima vittoria di Mack Grace Sm, comunque, risaliva al Palio dei Comuni di Montegiorgio (in batteria): novembre 2011. Dopodiché, il suo proprietario, Filippo D’Aponte, 49enne imprenditore edile napoletano, ha deciso

Mack Grace davanti a Nesta Effe, in 2˚ piano Napoleon Bar, 5˚. A destra Roberto Andreghetti PERRUCCI

di mandarlo in Francia ad allenarsi. «Una doppia soddisfazione – dice il patron della Stall Royal Horse -. La vittoria è tutta merito di Colletti e Andreghetti». Elitlopp? Il successo del roma-

gnolo è arrivato, infatti, seguendo il suo modo di essere, metodico e quasi glaciale. Uno che legge la gara in anticipo, senza farsi prendere dall’istinto. Mack Grace è scattato subito al comando, ha controllato al largo Napoleon Bar e quando quest’ultimo ha mollato all’ingresso in retta ha mantenuto la meglio davanti a Nesta Effe. «Tutti davano il cavallo per finito – spiega Colletti -. Ora ci aspettiamo un invito all’Elitlopp in Svezia. Ce lo meritiamo». Il Gran premio napoletano è infatti tra i 4 più importanti del trotto europeo: inserito nel Grande Slam che comprende anche il Prix d’Amerique, l’Oslo Gran Prix e appunto l’Elitlopp. I migliori parteciperanno alla finale del Master del trotto che si svolgerà in autunno a Vincennes. Crisi I 76 dipendenti dell’ippodromo di Agnano, intanto, sono da oggi in cassa integrazione parziale. Lo saranno fino a dicembre, poi chissà. Dice il presidente di Ippocity, Gaetano Papalia: «Per ora abbiamo messo una toppa salvando il posto di lavoro dei dipendenti». E il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha già in mente alcune idee per l’impianto flegreo. «L’ippodromo sarà inserito nel programma del Forum delle Culture del 2013 – svela il primo cittadino -. Agnano diventerà una Woodstock napoletana in cui i giovani assisteranno a grandi concerti».

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ECCO I RISULTATI 2ª corsa - GP Lotteria - (1ª batt.) - m 1600: 1 Mack Grace Sm (R. Andreghetti) 1.12.9; 2 Nesta Effe; 3 Marlon Om; 4 Irving Rivarco; Tot.: 8,58; 1,83, 1,44, 1,45 (10,94) Trio: 97,14. 3ª corsa - GP Lotteria - (2ª batt.) - m 1600: 1 Marielles (C. Martens) 1.12.5; 2 Napoleon Bar; 3 Nonant le Pin; 4 Lover Power; Tot.: 2,72; 1,35, 1,18, 1,83 (2,75) Trio: 35,50. 8ª corsa - GP Lotteria (finale) - m 1600: 1 Mack Grace Sm (R. Andreghetti) 1.11.8; 2 Nesta Effe; 3 Lover Power; 4 Nonant le Pin; 5 Napoleon Bar; Tot.: 6,36; 2,25, 2,17, 4,84 (15,21) Trio: 291,79.

IN KENTUCKY

In 165.000 per il Derby di I’ll Have Another

I’ll Have (sin.) batte Bodemeister Erano oltre 165.000 (nuovo record) sulle tribune di Churchill Downs a Louisville per il Kentucky Derby (gr. 1, m 2000) primo evento della Triplice Corona inviolata dal 1978 (Affirmed). Ha vinto I’ll Have Another (15/1), montato dal 25enne messicano Mario Gutierrez al primo ingaggio nella corsa. Aveva iniziato coi quarter horse a Veracruz a 14 anni, per poi tentare la fortuna in Canada prima dell’ingaggio del trainer californiano Doug O’Neall. I’ll Have Another ha battuto l’atteso Bodemeister, con Dullahan 3˚. Anche un giallo intorno alla corsa. Ieri la polizia ha rinvenuto il cadavere di un uomo nei pressi di una scuderia. A NEWMARKET Homecoming Queen (Moore) nelle 1000 Ghinee (gr 1 m 1600). A 9 lunghezze Starscope, poi Maybe. OGGI QUINTÉ AD ALBENGA Scegliamo Naldo Benal (14), Lobelia (9), Nadir dei Venti (16), Lobo Mau Mader (7), Leonard Leo (13) e Longarone (6). ANCHE Varese (15.40), Palermo (14.55), Ravenna (14.30), Taranto (15.15).


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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Rugby/1 NASCE L’ASSOCIAZIONE

Aironi, gli atleti «No a tagli del 50%» No al taglio del 50% degli stipendi agli Aironi. Nel primo atto, la costituenda associazione degli atleti delle celtiche ha espresso «contrarietà» alla proposta di Silvano Melegari, constatando come alcuni club siano falliti e nonostante ciò «chi li gestiva sia riuscito a dare vita a squadre nuove lasciandosi alle spalle debiti». La franchigia non esiste più, ma entro il 14 Viadana dovrà presentare le garanzie per il subentro: proposto il taglio a chi aveva un contratto anche per il 2013 (di Bortolami, Aguero, Masi, Ongaro e Perugini i più pesanti). «Ci auguriamo continuità nel progetto e un punto d’incontro — spiega Bortolami —, ma la crisi non può ricadere solo su di noi». PER TREVISO (i.m.) Treviso prende il 2ª-3ª Dean Budd (Nzl) e il centro Doppies La Grange (Saf).

Rugby/2 MOGLIANO BATTUTO

Finale Eccellenza Prato-Calvisano

Pallanuoto GARA-2 DI SEMIFINALE

Savona vince e porta Brescia allo spareggio

era imposto 13-12 e nella stagione regolare si è piazzato al secondo posto (liguri terzi). Per i lombardi sarebbe la terza finale della storia, per il Savona l’ottava. Alla finestra c’è la Pro Recco che ha eliminato il Posillipo. A proposito dei campioni, il portiere Pastorino ha precisato che nel parapiglia avvenuto a Napoli dopo il match non ha strappato la bandiera dalle mani di un piccolo tifoso, ma lo ha soltanto rimproverato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SAVONA–BRESCIA 11-10 dts (1-3, 2-1, 5-1, 1-4; 0-1, 2-0) CARISA SAVONA: Volarevic, Alesiani, Damonte 1, Petrovic 1, L.Bianco 1, Rizzo 2, M.Janovic 1, Angelini 1, G.Bianco, Mistrangelo, Aicardi 2, G.Fiorentini 2. N.e. Zerilli. All. Pisano. BRESCIA: Del Lungo, C.Presciutti 1, Legrenzi, Loncar, R.Calcaterra 1, Mammarella, Nora 4, Binchi, Elez, Giorgi 1, M.Gitto 3. N.e. Miotto, Dian. All. Bovo. ARBITRI: Bianchi e Paoletti. NOTE: sup. num. Savona 13 (7 gol), Brescia 11 (5). Usc. 3 f. Binchi 30’45", Petrovic 36’53". Esp. Pisano, Zerilli e Sciacero (dir. Savona) per proteste. Amm. Bovo.

dinario poker di Nora trascinava gli ospiti avanti sull’8-9. Era Janovic a portare la semifinale ai supplementari: dopo la rete di Matteo Gitto, quelle di Damonte (in superiorità numerica) e appunto di Rizzo. Gara-3 si giocherà mercoledì sul campo del Brescia, che nella partita d’andata si

BABY SETTEROSA Da giovedì a domenica, Siracusa ospita la fase eliminatoria della World League femminile. Nel girone A, assieme a Spagna, Ungheria e Germania, non ci sarà il Setterosa di Fabio Conti, ma la Nazionale Under 19 di Paolo Zizza che disputerà gli Europei di categoria in programma in Russia a settembre. Una scelta legata all'imminenza della Final Four del 18 e 19 maggio a Civitavecchia, in cui sono impegnate molte azzurre.

Prato-Mogliano 18-16 (p.t. 9-6). Marcatori: p.t. 2’ c.p. Wakarua (P), 17' c.p. Fadalti (M), 21’ c.p. Wakarua, 29’ c.p. Fadalti, 35’ c.p. Wakarua; s.t. 12’ drop Wakarua, 29’ c.p. Fadalti, 34’ drop Wakarua, 48’ c.p. Bocchino, 52’ m. Fadalti tr. Fadalti. Punti 4-1 (and. 29-24, 4-1, tot. 8-2).

Baseball NETTUNO 4˚ E ATTACCA

Bologna primo Rimini brilla

Valerio Rizzo, 27 anni, attaccante del Savona, ha deciso il match OMEGA

(m.c.) Con un 8˚ inning da 7 punti, il Rimini vince la serie con San Marino, grazie anche al rilievo perfetto del debuttante Di Felice e consente a Bologna, che chiude facile a Novara (v. Betto 3bv; 3/5 Infante, con 6pbc, 1hr e 2doppi), di balzare solo in testa. Godo vince in rimonta su Parma (v. Marinez 14bv, ma anche 13so). Nettuno è 4˚ (v. Masin, 1˚ hr in Ibl di Mario Trinci) e Bagialemani attacca: «Quattro giocatori di squadre da playoff (Di Felice, Cillo, Mazzuca e Persichina) non sono in regola con i passaporti. Stiamo verificando come sono stati acquisiti i documenti». Per la Fibs «la documentazione consegnata, è regolare». 6˚ turno: Grosseto-Nettuno 4-10, Bologna-Novara 13-1 (7˚), Godo-Parma 8-7, Rimini-San Marino 8-2. Class.: Bologna 750 (12-4); Rimini, San Marino 722 (13-5); Nettuno 588 (10-7); Parma (9-9), Godo Knights (8-8) 500; Grosseto 222 (4-14); Novara 0 (0-17).

Judo PASS OLIMPICI: GIOVEDÌ L’8?

Via ai Mondiali con le staffette

Sette azzurri già a Londra

Canottaggio BERTINI-LUINI

Doppio leggero terzo in Coppa A Belgrado, l’Italia chiude le finali olimpiche della prima prova di Coppa del Mondo con il terzo posto nel doppio pl di Lorenzo Bertini ed Elia Luini. Quinto il 4 di coppia (Venier, Fossi, Stefanini, Galtarossa) e sesto il doppio (A.Sartori e Battisti). Bertini e Luini in una finale difficilissima dopo una difficile prima parte e a 2"5 dal podio ai 150, rimontano su Danimarca (22 centesimi) ed Ungheria (2"81), avvicinandosi ai campioni olimpici inglesi Hunter e Purchase (94/100) ed ai greci Magdanis e Konsolas (53/100). Il 4 di coppia non riesce a tenere il ritmo di Croazia (a 12"), Germania ed Estonia, mentre il doppio è dominati dai tedeschi Knittel e Krueger sugli inglesi Lucas e Towsend e gli sloveni Spik e Cop.

WORLD TOUR (c.f.) A Shanghai (Cina), nella 3a tappa dello Swatch World Tour successo nel femminile di Xue-Zhang Xi (Cina) e nel maschile di Rogers-Dalhausser (Usa).

Canoa AZZURRI PER POZNAN Dodici azzurri convocati dopo l’ultima selezione all’Idroscalo di Milano, per lo spareggio europeo delle qualificazioni olimpiche di velocità del 16 e 17/5 a Poznan (Pol). Uomini: Benassi K1 1000, Manfredi Rizza K1 200, Ricchetti-Regazzoni K2 200, Ripamonti-Florio K2 1000, Roson C1 200, Incollingo-Santini C2 1000. Donne: Murabito K1 200, Sgroi-Galiotto K2 500. Nicola Ripamonti e Matteo Florio, entrambi 22enni, uno di Lecco e l’altro di Mantova, si sono aggiunti all’elenco imponendosi nelle finali per il K2 1000 e vanificando così le speranze di Andrea Facchin e Antonio Scaduto, bronzo a Pechino, di riproporsi come candidati alla maglia azzurra.

Hockey prato

Pentathlon moderno A ROMA

(g.l.g.) Parte oggi a Roma il mondiale di pentathlon moderno con la prova a staffetta femminile. E’ questa l’edizione numero 52 della rassegna iridata e per la prova iniziale ci saranno 42 pentatlete in rappresentanza di 14 nazioni. Il c.t. azzurro Marco Quattrini ha scelto Gloria Tocchi (Fiamme Azzurre), Camilla Lontano (Fiamme Oro) e Alice Sotero (Junior pentathlon Asti). Favorite le ungheresi, dominatrici degli ultimi anni. Domani toccherà alla staffetta maschile, mercoledì alla mista. Poi da giovedì cominceranno le prove individuali (le uniche previste dal programma olimpico), quelle che mettono in palio tre posti per le due gare dei Giochi di Londra.

Beach volley

IFL (m.l.) La 9a giornata: Hogs Reggio Emilia-Marines Lazio 23-21. Così i 2 recuperi del 4 marzo (2o turno): Elephants Catania-Daemons Cernusco 44-24; Dolphins Ancona-Doves Bologna 62-14. In Efaf Cup (Gruppo D, 2o t.): Triangle Razorbacks (Dan)-Seamem Milano 57-12. Classifica: Warriors Bo (7-1) 875; Ancona (6-1), Catania (6-1) 857; Parma (6-2) 750; Rhinos Mi (5-2) 714; Bolzano (4-3) 571; Cernusco (3-4) 429; Reggio Emilia (3-5) 375; Bergamo (2-5), Seamen Mi (2-5) 286; Doves Bo (0-7), Lazio (0-8) 0.

Uili Kolo’ofai, 29, 2ª linea MARTINI

PRATO (ri.te.) Prato va in finale contro il Calvisano. Ultimi minuti al cardiopalma, col Mogliano che non molla nonostante il piazzato all’88’ di Bocchino per il 18-9. Al 92˚ la meta di Fadalti aveva riaperto la partita. Prima la gara era vissuta sul duello fra Wakarua e Fadalti, ma il pratese non ha sbagliato nulla mentre il veneto ha sbagliato due piazzati non difficili. Sabato prima finale a Prato, ritorno ed eventuale spareggio a Calvisano. Intanto Mogliano ha presentato ricorso per un pugno di Wakarua a Fadalti nel primo tempo.

COPPA DEL MONDO (gu.l.g.) Nella 2a tappa di Coppa del Mondo, ad Antalya (Tur), 2o posto nella gara a squadre miste per Nespoli-Valeeva superati dalla Sud Corea (Im-Lee) 144-149. Nell’olimpico uomini Gran Bretagna b. India 222-211. Olimpico donne: Sud Corea b. Taiwan 220-218.

Football

FABIO SIRIANI SAVONA

Semifinale di ritorno con mille emozioni. A 19" dal termine del secondo tempo supplementare, Rizzo con un gran tiro da fuori regala la bella a un Savona eroico, privo del centroboa Aicardi (infortunio a un polso nel terzo tempo) e anche del tecnico Pisano, espulso per proteste. Nei tempi regolamentari, la Carisa sembrava già sicura del successo sull’8-5, ma uno straor-

Arco

Lotta

SCHERMA

Le sciabolatrici tornano al successo (e.d.d.) Sono sette gli azzurri del judo che hanno ottenuto la qualificazione diretta per l’Olimpiade di Londra. In base alla World Ranking List l’IJF (la Federazione Mondiale Judo) ha assegnato 252 pass olimpici per i primi ventidue maschi e le prime quattordici donne in ciascuna categoria di peso (7+7), condizioni nelle quali si sono trovati Elena Moretti (quattordicesima nei 48 kg), Giulia Quintavalle (nona nei 57 kg), Edwige Gwend (13ª nei 63 kg), Elio Verde (nella foto sopra, 16o nei 60 kg), Francesco Faraldo (19˚ nei 66 kg), Antonio Ciano (13˚ negli 81 kg) e Roberto Meloni (12˚ nei 90 kg). Solo Giulia Quintavalle, campionessa olimpica, e Roberto Meloni, parteciparono anche all’edizione di quattro anni fa. Ma il contingente azzurro potrebbe aumentare di un’unità. Altri cento pass saranno infatti distribuiti sulla base del punteggio e delle quote continentali. Secondo questa logica dovrebbe quindi essere premiata anche Rosalba Forciniti nei 52 kg e a quel punto gli azzurri qualificati sarebbero otto, proprio come è successo ai Giochi olimpici di Pechino 2008. La comunicazione definitiva degli ultimi 100 pass ai Comitati Olimpici Nazionali è fissata per giovedì 10 maggio.

PLAYOFF (g.l.g.) Concluso il campionato, il 19 e 20/5 Cernusco i playoff scudetto: Bra-Amsicora e Suelli-De Sisti Roma. Retrocedono Butterfly e Bologna. La 18a giornata: Roma DeSisti-Bra 1-3, Amsicora-Cernusco 4-2, Bonomi-Bologna 7-3, Tevere-Valverde 3-2, Suelli-Butterfly 4-2, Classifica: Bra 54, Suelli 34, Roma DeSisti e Amsicora 32, Cernusco e Tevere Eur 27, Bonomi e Valverde 17, Butterfly Roma 14,Bologna 2.

La tappa di Coppa del mondo di sciabola a squadre, al PalaDozza di Bologna, premia le azzurre di Giovanni SIrovich. Gioia Marzocca, Irene Vecchi, Ilaria Bianco e Alessandra Lucchino in finale hanno piegato gli Stati Uniti della pluricampionessa olimpica Mariel Zagunis, col netto punteggio di 45-38. Sconfitta in finale per il Dream Team del fioretto femminile in Coppa del Mondo a Shanghai: Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Ilaria Salvatori si sono arrese in finale (45-43) alla Russia. Secondo posto anche per le spadiste: a Rio de Janeiro Del Carretto, Navarria, Fiamingo e Moellhausen hanno ceduto solo in finale (45-40) alla Russia. Sciabola donne. Finale: Italia b. Usa 45-38; 3˚ posto: Ungheria b. Ucraina 45-40. Semifinali: Italia b. Ungheria 45-41; Usa b. Ucraina 45-39. Fioretto donne. Finale: Russia b. Italia 45-43; 3˚ posto: Francia b. Sud Corea 45-37. Semifinali: Italia b. Francia 45-31; Russia b. Sud Corea 36-30. Quarti: Italia b. Cina 45-35. Spada donne. Finale: Russia b. Italia 45-40. Semifinali: Italia b. Romania 41-10; Russia b. Cina 39-38.

QUALIFICAZIONI (g.l.g.) A Londra la lotta italiana sarà rappresentata solo da Diagoro Timoncini nei 96 kg. Nell’ultima giornata stop per le ragazze e per Rocco Ficara (120 kg), sconfitto da Ivanov (Bul) all’esordio, come Silvia Felice nei 48 kg. battuta dalla Merleni (Ucr) che vincendo il torneo si è assicurata la terza Olimpiade (oro ad Atene, a Pechino argento). Nei 55 Valentina Minguzzi eliminata da Da Silva (Bra), Maria Diana nei 63 si è arresa a Grigorjeva (Lit). Infine Dalma Caneva nei 72 è stata fermata da Kitti Godo (Ung).

FONDAZIONE CANNAVO’

Donne al Volante Oggi presentata «Eurasia 2012» «Eurasia 2012» è la nuova avventura solidale di Donne al Volante e Fondazione Candido Cannavò. Dopo aver raggiunto nel 2011 Cape Town, Mariella Carimini e Silvia Gottardi si preparano ad affrontare oltre 16.000 km da Milano a Tokyo a bordo della nuova Gazzamobile ibrida. La partenza è prevista ad inizio luglio. L’obiettivo è quello di raccogliere fondi per progetti di solidarietà, a partire dal supporto all’associazione «Il Gabbiano» che si occupa dell’inserimento sociale di disabili attraverso lo sport. Questa sera, lunedì, al Black Hole di Milano (viale Umbria 118, dalle ore 20), a fianco delle Donne al Volante, tanti campioni dello sport milanese per lanciare l'iniziativa. Inter, Milan, Olimpia Milano, Volley Milano, Hockey Milano, Rugby Grande Milano, Geas, Sanga, Ares Baseball, Seamen hanno donato cimeli autografati per un’asta benefica a favore di Actionaid, il Gabbiano e Orto dei Sogni, le tre associazioni sostenute. Ci saranno Dan Peterson e Pierluigi Marzorati, il cestista Alessandro Gentile, il rugbista Francesco Bissolotti, la ginnasta iridata Marta Pagnini, il cavaliere azzurro Filippo Moyerson e tanti altri. Presenta la serata Alessandro Betti.

(9-7); Legnano 417 (5-7); Nuoro 375 (6-10); S.Marino 250 (3-9); Montegranaro 167 (2-10).

Taekwondo EUROPEI Gli Europei di Manchester (Gb) si chiudono con 3 titoli su 4 alla Turchia. Federica Mastrantoni nella-53 nei quarti cede a Zaninovic (Cro) 2-10. Tutti gli altri azzurri fuori al 1o turno: nella -67 donne Del Coco 8-15 dalla Belanouskaya (Bie). Uomini: nella -68 Treviso 9-12 da Rey (Spa); nella -74 Clementi 3-7 da Kolcki (Pol) 3-7. Finali: uomini -68 Tazegul (Tur) b. Grgic (Cro) forfeit; -74 Sirazhov (Rus) b. Baygut (Tur) 6-5; donne -53 Yangin (Tur) b. A. Zaninovic 1-0; -67 Tatar (Tur) b. Niare (Fra) 11-5.

Nuoto Orsi vince a Ravenna Tamburello (al.f.) Marco Orsi vince i 100 sl a Ravenna (50 m) in 50"16 (“meglio del 22"99 dei 50 sl", ha detto). Luca Marin si impone nei 400 misti. Uomini: 100 sl Orsi 50"16, Benatti 50"34; 200 ra/200 mx Fossi 2’18"66/2’05"25; 400 mx Marin 4’25"00, Fossi 4’26"80. Donne: 100 do Meloni 1’05"25; 200 ra Celli 2’28"90. FESIKOV A LIGNANO (al.f.) Il russo Sergey Fesikov, seguito da Di Nino, vince i 50 sl a Lignano (Ud, 50 m). Uomini: 50 sl Fesikov (Rus) 22"82; 100-200 ra Bazzoli (’94) 1’04"74-2’21" 22. Donne: 50-100 sl Najdanovski (Ser, ora con Di Mito) 25"96-56"52 (Buratto 26"65-56"53).

Olimpiadi Falsa bomba all’Olympic Park Voragine sicurezza in vista delle Olimpiadi di Londra 2012. Un operaio ha introdotto una falsa bomba all’Olympic Park 24 ore prima dell’apertura ufficiale dello stadio dei Giochi. Il ministero dell’interno ha ordinato una «inchiesta urgente», ha rivelato ieri il il Sun on Sunday che era stato contattato dal dipendente e che venerdì lo ha aiutato nella messa in scena.

CAMPIONATO Ieri: Solferino-Callianetto (sabato) 9-13 Mezzolombardo-Cremolino 13-7 Medole-Sommacampagna 13-7 Malavicina-Castellaro 10-13 Filago-Monte 5-13 Carpeneto-Cavrianese 13-4. Classifica: Callianetto 27; Medole 24; Carpeneto 22; Sommacampagna 20; Monte 18; Castellaro 14; Mezzolombardo 11; Solferino 10; Cremolino 6, Malavicina 6; Cavrianese 4; Eurovim Filago 3.

Tennis RE DELLA TERRA All’Estoril (Por, 400e), 11˚ titolo Del Potro (Arg) che batte in finale Gasquet (Fra) 6-4 6-2; a Monaco (Ger, 450.000e,), 4o titolo di Kohlschreiber (Ger) che supera Cilic (Cro) 7-6 (8) 6-3.

Tennistavolo PLAYOFF Ritorno semifinali playoff scudetto. Uomini: Castel Goffredo-Paiuscato Este 4-1 (and. 4-0), Siracusa-Cus Torino 3-3 (and. 4-1). Finale: Castel Goffredo-Siracusa. Femminile: Castel Goffredo-Norbello 4-0 (and. 4-0), Sandonatese-Cortemaggiore 4-1 (and. 4-1), finale Castel Goffredo-Sandonatese.

Tiro a volo

Slittino

COPPA A LONATO Nessun azzurro in finale ieri alla prova di Coppa del Mondo a Lonato. Nello skeet uomini (oggi finale alle 18.15, dir. RaiSport 1) ieri Falco e Lodde a 46/50. Skeet donne: 1. Bartekova (Slk) 95/100; 2. Wenzel (Ger) 94; 3. Crovetto (Cile) 93 (+2); 14 Scocchetti 69/75; 28. Cainero 64; 36 Vitali 61. Double Trap uomini: Richmond (Usa) 193/200; 2. Fokeev (Rus) 191; 3. Mosin (Rus) 190 (+7); 12. D’Aniello 141; 16. Di Spigno 140; 28. Barillà 136.

CESANA C’È Cesana torna nel calendario di Coppa del Mondo: sarà la 2a tappa, l’1 e 2 dicembre.

Triathlon

Paralimpiadi CANOTTAGGIO QUALIFICATO (c.a.) Gli azzurri difenderanno il titolo paralimpico di Pechino: a Belgrado il «quattro con» adaptive (Maccarcini, Calderoni, Trombetta e di Battista; tim. Franzetti) ha vinto la gara di qualificazione a Londra davanti a Brasile e Sudafrica.

Softball GIRO DI BOA (m.c.) Ultimo turno d’andata: Des Caserta–Museo D’Arte Nuoro 0-1 (10˚), 8-0 (5˚); Hornets S. Marino–Fiorini Forlì 1-3, 1-2; Sanotint Bollate–Amga Legnano rinv.; Rhibo La Loggia-Montegranaro 3-0, 2-1. Rip. Bologna. Class.: Caserta 812 (13-3); Bologna 643 (9-5); Bollate 583 (7-5); Forlì 571 (8-6); La Loggia 562

UCCELLARI E FABIAN (al.f.) Davide Uccellari è il miglior azzurro in Coppa del mondo a Huatulco (Mes): il modenese chiude al 7˚ posto davanti ad Alessandro Fabian e conquista altri punti importanti per la qualificazione olimpica. Uomini: 1. De Cuyper (Bel) 2h02’34", 2. Sisson (Nzl) a 16", 3. Sapunov (Ucr) a 19", 7. Uccellari a 45", 8. Fabian a 52". Donne: 1. Duffy (Ber) 2h13’17", 2. Oliveira a 29", 3. Rivas (Mes) a 35".


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LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI

DI GIORGIO DELL’ARTI gda@gazzetta.it

Ma la vittoria di Hollande è un bene per l’Europa? Sarkozy battuto. Equilibri destinati a mutare: la Ue potrebbe essere spinta a minor rigore o a varare gli eurobond. È il voto di protesta greco, però, a preoccupare François Hollande è il nuovo presidente della Repubblica francese. Lo scriviamo sulla base di elaborazioni, exit poll, proiezioni e quant’altro la statistica ci mette a disposizione per emettere un verdetto prima che lo spoglio sia concluso. Ma insomma: travolto dalle anticipazioni del giornale belga Le Soir, che non deve sottostare a nessuna delle limitazioni imposte dalla legge francese, Sarkozy ha disdetto verso le sei del pomeriggio la festa della vittoria organizzata in place de La Concorde, a Parigi. Le urne erano ancora chiuse ma, grazie a quelli che intervistano gli elettori all’uscita dei seggi, il verdetto già chiaro. Folle intanto si andavano adunando in rue de Solferino, dove sta il Partito socialista francese. Inni, canti e sventolii di bandiere. Ségolène Royal, che nel 2007 aveva perso contro Sarkozy, ma battuto Hollande (che era pure suo marito) alle primarie, ha espresso «emozione». Il neo-presidente si trova nella sua città di Tulle, nel sud ovest della Francia, da dove ieri sera ha rilasciato le prime dichiarazioni trionfali. Le percentuali a suo favore oscillano, in questo momento, tra il 52 e il 54%. È il secondo socialista che diventa presidente dopo Mitterrand (1981-1995). Dominique Strauss-Khan, che secondo le analisi dell’anno scorso avrebbe vinto queste elezioni se non fosse stato fatto fuori con lo scandalo dello stupro sulla cameriera nera, non ha pronunciato parola. L’affluenza è stata molto alta, quasi all’82%. Sarkozy s’è chiuso all’Eliseo, dove prepara un discorso di addio. Ha raccomandato ai suoi di restare uniti: a metà giugno ci sono le politiche.

Il neopresidente François Hollande, 57 anni, festeggia la vittoria a Tulle, nella Francia sud-occidentale AFP

1Che cosa cambierà per noi? Dipenderà dai mercati, che potrebbero far sfracelli anche per via del voto greco. E dipenderà naturalmente dalla politica europea del nuovo presidente. Hollande potrebbe pretendere che, in un modo o nell’altro, si riversasse sugli stati una cascata di denaro pubblico destinato a finanziare una ripresa. In definitiva, la soluzione socialista della crisi è tutta qui: invece di tagliare, aumentiamo la quantità di moneta circolante. Questa posizione si scontra con quella tedesca e della Bce (almeno finora), secondo cui il più grande nemico del benessere è l’inflazione. Si può inondare l’Europa di liquidità senza provocare inflazione? Ecco il problemino.

2 Draghi non ha già inondato l’Europa di liquidità con i famosi prestiti all’1%?

Sì, ma quelli erano soldi destinati alle banche e le banche se li sono tenuti. Potrebbero tornare di moda, adesso, i famosi eurobond, cioè quelle emissioni obbligazionarie che comincerebbero di fatto a trasferire i vari indebitamenti nazionali sull’Europa. Qualcosa sarebbe già in preparazione attraverso la Bei (Banca Europea degli Investimenti). lo spagnolo El País ha scritto che al vertice informale di fine maggio (o inizio giugno) la Commissione europea

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

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PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli CONSIGLIERI Umberto Ambrosoli, Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Paolo Merloni, Graziano Molinari, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita

DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Giulio Lattanzi

potrebbe presentare un pacchetto di misure d’emergenza imperniato su duecento miliardi di aiuti della Bei. Certamente, la vittoria di Hollande modificherà il rapporto tra Parigi e Berlino. Al nostro Mario Monti potrebbe toccare un importante ruolo di mediatore.

3 Ieri si votava anche in Germania.

Sì, nello Schleswig-Holstein, il più piccolo Land del paese. Il partito della Merkel, cioè la Cdu, è rimasto primo arretrando di un 1%. I democristiani tedeschi temevano molto peggio. Pensi che sono contenti anche i liberali, che hanno perso il 6%, ma s’aspettavano una catastrofe. I socialdemocratici hanno guadagnato quattro punti e mezzo e potrebbero governare la regione con i Verdi, ma con una maggioranza di un solo seggio. Il vero evento è l’avanzata dei Pirati, che potremmo molto alla buona paragonare ai nostri grillini/5 stelle: con l’8 per cento dei voti avranno sei seggi e giocheranno un ruolo non secondario nelle future alleanze. Male la Linke, cioè l’estrema sinistra: col 2,5 per cento non sarà ammessa in Parlamento. Mentre bisognerà aspettare il ballottaggio del 20 per dire qualcosa sul voto presidenziale in Serbia, paese fuori dalla Ue, ma dove la sfida tra l’uscente Tadic, riformista e europeista e il leader conservatore Nikolic è tutta basata sull’adesione o meno all’Unione.

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4 Bisogna poi dire qualcosa del voto in Grecia.

È andata come avevamo previsto, noi e il resto del mondo con noi. I due partiti che hanno dominato la politica greca in questo dopoguerra, cioè la Nea Demokratia (destra) e il Pasok (socialisti), escono dalle elezioni dimezzati. Se si mettessero insieme raggiungerebbero appena il 37% dei consensi (stiamo sempre ragionando sugli exit poll). Qui, a differenza che in Germania, la Syryza, cioè la sinistra radicale, ha fatto sfracelli diventando il secondo partito con il 15,5-18,5% dei suffragi. I neonazisti di Alba Dorata hanno preso il 6-8% ed entrano in Parlamento per la prima volta. Un altro 7,5-9,5% è andato ai comunisti.

5 Come faranno a fare un governo?

La regola è che il partito con più voti riceve l’incarico e ha tre giorni di tempo per venire a capo del problema. Se non ci riesce, la palla passa al secondo classificato, che ha pure lui tre giorni di tempo. In caso di fallimento, tocca al terzo classificato. E così via, di tentativo in tentativo e sempre con tre giorni di tempo. Se nessuno riesce a far passare il cammello nella cruna, si torna a votare. L’ipotesi al momento più probabile.

d Amministrative:

ALLE URNE IN ITALIA IN QUASI MILLE COMUNI

lafrase DEL GIORNO

Il fatto del giorno _la Francia va a sinistra

affluenza flop È in calo del 6% I seggi chiudono oggi alle 15 E in Sardegna incerto l’esito dei 10 referendum "anticasta"

SI PUÒ INVERTIRE IL CICLO «L’elezione di Hollande è una bella notizia per l’Europa, è una vittoria che attendevamo e credo che questo possa essere un passo determinante per invertire il ciclo disastroso dei governi delle destre e anche per sconfiggere questi venti populisti e regressivi che si fanno sentire in Europa» PIER LUIGI BERSANI SEGRETARIO PD

Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ieri al seggio ANSA

[3-TRAT-MOND][/3-TRAT-MOND]Cala l’affluenza e, visti i tempi «tecnici» che corrono e l’antipolitica che galoppa, nessuno si stupisce. Per la prima giornata delle amministrative 2012, debutto elettorale nell’era Monti, ha votato il 54,85% degli aventi diritto. Dato riferito alle 22, ora di chiusura dei seggi che riapriranno oggi dalle 7 per chiudere del tutto alle 15: siamo sotto del 6% circa rispetto alla vecchia tornata comunale, in cui allo stesso orario aveva votato il 48,98%. La forchetta si è allargata nell’ultima rilevazione, visto che alle 19 la cifra dei votanti era il 37,7%, solo l’1,4% in meno rispetto al precedente più vicino. Il calo, se sarà confermato, potrebbe avere l’effetto di uno shock sui partiti che guardano con apprensione al ritorno alle urne. Vaticini a parte, sullo sfondo le sfide più attese: Palermo con la lotta dentro alla sinistra tra il giovane Fabrizio Ferrandelli sostenuto da Pd e Sel e il vecchio Leoluca Orlando in quota Idv (sullo sfondo Massimo Costa di Pdl e Udc); Genova in cui è super favorito Marco Doria, dopo il boom delle primarie del centrosinistra; e Verona dove fa la voce grossa il centrodestra e la Lega con Flavio Tosi potrebbe vincere in solitudine. Sardegna La gente si è messa i fila anche in Sardegna, ma forse non abbastanza per rendere i validi 10 dieci referendum «anticasta» su cui si votava solo ieri: i più discussi quelli per l’abrogazione delle quattro province di recente istituzione (Carbonia Iglesias, Medio Campidano, Olbia Tempio e Ogliastra). Gli altri cinque erano solo «consultivi» e, tra l’altro, sondavano gli elettori sulla possibilità di abolire anche le quattro province storiche (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano). Tutto sul filo del quorum, fissato dalla legge regionale sarda al 33%: nel rilevamento delle 19 aveva, però, votato solo il 24,7% degli aventi diritto. cont. © RIPRODUZIONE RISERVATA

48,98%

l’affluenza alle Amministrative L’affluenza alle urne scende nelle regioni a statuto ordinario per le Amministrative. Alle 22 di ieri ha votato il 48,98% degli aventi diritto, in netto calo rispetto al 54,85% delle ultime elezioni comunali. Il corpo elettorale è di 7.197.945 persone; le sezioni elettorali sono invece 8.644

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

ALTRI MONDI

A notizie

la Foto

AVENGERS RECORD

Un sabato magico: ecco qui la Luna più grande del 2012

Vicino Rovigo, aveva solo 16 mesi

Tanti sono rimasti a naso in su nella serata e nella notte di sabato. Merito della Super Luna, la più grande e la più luminosa dell’anno, di quelle che ti viene quasi voglia di allungare la mano per afferrarla. È un fenomeno visibile quando la luna piena coincide con il momento di massimo avvicinamento tra il nostro satellite e la Terra (nella foto Reuters, la Luna in Arizona). L’effetto è molto spettacolare e produce anche un leggero innalzamento delle maree

S

C’è una buona notizia Il prezzo della benzina adesso può diminuire I petrolieri: «Ci sono le condizioni per un ribasso». Uno studio: fino a 8 centesimi in meno. E i consumatori: «Passate ai fatti»

Il risparmio La benzina al momento sfiora i 2 euro a litro e secondo una ricerca della Coldiretti di ieri il rincaro del carburante sarebbe alla base dei tagli degli italiani sulle spese alimentari. Adesso le cose potrebbero cambiare: nelle ultime sedute di contrattazione il prezzo del petrolio è sceso bruscamente, seguito anche da

LA MESSA A JESOLO

L’omaggio a Jesolo (Ve) per le 5 vittime di sabato ANSA

Strage sul bus dei carabinieri In 80 mila per le vittime

ELISABETTA ESPOSITO

L’annuncio che non ti aspetti. Perché la crisi ci ha abituati a ricevere praticamente solo pessime notizie per le nostre tasche. Stavolta però si può sperare. L’Unione petrolifera ha infatti dichiarato ieri che «vista la volatilità dei mercati, le condizioni per un ribasso dei prezzi della benzina effettivamente esistono, ma sono maturate solo negli ultimi giorni». Poi però ha annunciato che per un calo effettivo occorrerà attendere «un consolidamento della situazione». L’associazione, che raggruppa le principali aziende italiane del settore, ha voluto così rispondere al recente studio pubblicato dalla società di ricerche Nomisma secondo cui, visti i recenti ribassi del prezzo del petrolio, i listini dei carburanti potrebbero abbassarsi fino a un massimo di 8 centesimi al litro. Cifre troppo alte secondo le compagnie petrolifere, ma i margini per una discesa comunque ci sono.

Tascabili

Un distributore di benzina a basso costo pieno di clienti a Roma ANSA

-2%

gli acquisti alimentari Per Coldiretti, l’aumento della benzina ha fatto calare del 2% gli acquisti di alimentari quello del Platt’s, l’indicatore del prodotto finito commercializzato nel Mediterraneo. E in effetti un minimo calo sui listini già si è registrato la settimana scorsa. Tanto che anche la Figisc, l’associazione dei gestori di Confcommercio, parla di un imminente «ribasso dei prezzi di circa un centesimo al litro». Inevitabile, e comprensibi-

le, l’esaltazione delle associazioni dei consumatori: «Fa piacere che l’Unione petrolifera sostenga una cosa del genere, è la prima volta — affermano Adusbef e Federconsumatori — ma dalle parole bisogna passare ai fatti. Deve diminuire questo surplus di guadagno che le compagnie petrolifere hanno. Un centesimo di euro in più sul prezzo dei carburanti comporta entrate maggiori per la benzina di circa 18-19 milioni di euro e per il gasolio di 25 milioni di euro in più. Se consideriamo 7-8 centesimi al litro, pensate a quanti soldi non andranno alle compagnie ma resteranno nelle tasche dei cittadini». © RIPRODUZIONE RISERVATA

tutta Salute

Le analisi su 1.900 adolescenti

DI MABEL BOCCHI

Le persone che fanno abuso di droghe, alcol e fumo hanno un cervello che presenta delle differenze rispetto a quelle che conducono una vita regolare, senza dipendenze. Per dimostrarlo i ricercatori statunitensi della University of Vermont hanno sottoposto 1.900 giovani di quattordici anni ad esami di risonanza magnetica. Mediante queste analisi si sono potute identificare le aree del cervello, chiamate network, adibite alle decisioni. Un’attività diminuita di queste zone, in particolare nella corteccia orbito-frontale, sarebbe la causa dell’impulsività di molti giovani e della loro abitudine all’uso di droghe. Lo studio è stato pubblicato anche sulla rivista «Nature Neuroscience».

La ricerca dall’Inghilterra

Cancro al seno: un test del sangue lo previene Buone notizie per la lotta contro il tumore al seno: i ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno testato un esame del sangue che scopre con anticipo il rischio di insorgenza del cancro. Le analisi, su un campione di 1.300 donne, hanno previsto l’insorgenza della neoplasia fino a 11 anni prima.

Ieri a Jesolo (Venezia) doveva essere celebrato il raduno annuale dei Carabinieri. Ma l’appuntamento è stato annullato: in 80 mila hanno invece partecipato alla messa per le vittime dell’incidente di sabato, vicino a Padova, durante il viaggio in pullman che avrebbe dovuto portare un gruppo di militari in pensione e i familiari alla giornata di celebrazioni. Quella gita si è trasformata in tragedia: l’autista ha perso il controllo del bus, finendo in una scarpata. Oltre alle 5 vittime, tutte di Aprilia (Latina), sono 18 le persone rimaste ferite: di queste, 5 sono state dimesse ieri mentre 8 sono in gravi condizioni, ricoverate in terapia intensiva. Resta ancora da chiarire la dinamica dell’incidente. L’autista, Lorenzo Ottaviani, ricoverato con ferite non gravi, ieri ha dichiarato di aver perso il controllo del mezzo per cause «inspiegabili». Prende forza, quindi, l’ipotesi del guasto tecnico: «Dopo la terza sosta non è riuscito a tenere il volante», ha spiegato uno dei suoi avvocati.

Il più visto di sempre in America Incredibile record per «The Avengers»: il film, tratto dai fumetti del 1963 di Stan Lee e Jack Kirby con Scarlett Johansson (nella foto) nel ruolo della Vedova nera, è il più visto di sempre nei primi tre giorni di programmazione in Usa e Canada. Incassando 200,3 milioni di dollari nel weekend, ha superato l’ultimo capitolo di Harry Potter, «I doni della Morte Parte 2» (168,6 milioni di dollari) e «Il cavaliere oscuro» (158,4). Nella classifica del weekend secondo «Think Like a Man», lontanissimo con 8 milioni

Bimbo cade e annega in una vasca di liquami Un bimbo di 16 mesi è caduto e annegato sabato, intorno alle 18.15, in una vasca di liquami nell’azienda agricola di famiglia a Lendinara, in provincia di Rovigo. Il corpo del piccolo Luca Bocchi, quarto di tre figli di una coppia di trentenni agricoltori, sarebbe sfuggito al controllo dei genitori. Poi, una volta accortisi dell’assenza del bambino, lo hanno cercato e hanno lanciato l’allarme: sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e carabinieri, ma i soccorsi sono risultati inutili. La dinamica, però, secondo gli agenti, non è chiara: pare che l’incidente possa essere frutto di una tragica fatalità. Il corpo è stato messo a disposizione della magistratura che ha aperto un fascicolo, ma non ci sono indagati.

Alla vigilia del ritorno al Cremlino

Protesta contro Putin Tensione a Mosca: 400 arresti negli scontri

Un giovane manifestante portato via dalla polizia AP Quattrocento fermati, tra cui alcuni leader dell’opposizione. È il bilancio della maxiprotesta che ha bloccato Mosca ieri, alla vigilia del ritorno di Vladimir Putin al Cremlino. Un evento, quest’ultimo, a cui ha partecipato anche l’ex premier Silvio Berlusconi. La manifestazione ha portato in piazza più di 20 mila persone, che hanno espresso il rifiuto a riconoscere come legittima la rielezione del presidente. Gli scontri con le forze dell’ordine, oltre 10 mila uomini, sono stati violenti ma il numero dei feriti, una ventina, resta contenuto. Per il portavoce di Putin, è stata «una provocazione che doveva essere punita più duramente».

L’Istat: «Molti diventati co.co.pro»

I manager sono in crisi: meno 100 mila in 3 anni Durante la crisi l’Italia ha perso oltre 100 mila manager. Emerge dal confronto dei dati Istat: gli occupati con profilo professionale di dirigente sono scesi del 20,8% in tre anni. Dal 2008 al 2011 si è passati da 500 mila a 396 mila unità. Poche differenze tra uomini (-21,5%) e donne (-19,7%). Federmanager, la federazione nazionale del settore, ha confermato i dati: «Soltanto una parte limitata dei dirigenti mantiene la stessa qualifica — ha detto il presidente, Giorgio Ambrogioni —. Alcuni sono costretti ad accettare il ritorno alla posizione di quadro. Sono di più quelli che diventano manager atipici, co.co.pro o partita Iva. E migliaia di colleghi vivono a 50 anni il dramma della disoccupazione».

Effetti sui feti materni

L’abuso di alcol e fumo Donne attente: l’inquinamento dipende dal cervello

causa l’infertilità C’è un legame tra infertilità femminile e inquinamento: lo hanno scoperto i ricercatori dell’Institut Marques di Barcellona. Nel campione preso in esame, l’80 per cento delle donne aveva difficoltà a concepire a causa di una riduzione della riserva ovarica dovuta ad agenti inquinanti. Il fenomeno si registra nell’utero materno: se nel grasso della madre si accumulano troppe tossine, la riserva diminuisce.

Fare jogging aiuta

Due ore di corsa ogni settimana e vivi 6 anni in più

Fare jogging fa bene. Praticandolo, gli uomini vivono in media 6,2 anni in più, contro i 5,6 anni delle donne. Lo rivela una ricerca del Copenaghen City Heart Study, iniziata nel 1976 per valutare i benefici cardiovascolari che l’attività fisica produce. Nello studio sono coinvolte 20 mila persone tra 20 e 93 anni, sottoposte a regolari analisi: nei 35 anni di sperimentazione si sono considerati i dati sulla mortalità. In tutto, si contano 122 decessi tra chi praticava jogging e 10.158 tra i non praticanti. Da questo studio emerge così che per ridurre il rischio del 44% basta esercitarsi un paio d’ore a settimana, a intensità medio-bassa.


LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI Oroscopo LE PAGELLE

DI ANTONIO CAPITANI 23/9 - 22/10

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

24/8 - 22/9

Ariete 8

Toro 6

Gemelli 6-

Cancro 6,5

Leone 7

Vergine 6-

IL MIGLIORE Dalla Luna arrivano input fortunaterrimi, sia per il lavoro sia per cose private che vi stanno a cuore. E le proiezioni suine vi dànno primi. Uau.

Spese e rogne stancano. E voi dormireste fino alle prossime elezioni. Fornicando ogni tanto. State svegli: botte di glutei aleggiano.

La Luna è storta, il lavoro non appaga e chi vi sta vicino merita la canonizzazione. Non petulate, cooperate. Sudombelico intrattabile.

Attenzione al dettaglio e laboriosità sono la chiave del vostro successo. Ma non rompete, se non volete essere decapitati. Gaudio suino.

Potete stupire nel lavoro, con arguzia. E vedere considerata la vostra candidatura rispetto a quella altrui. Amore e sudombelico ristorano.

Il lavoro strema, la famiglia pure, in amore siete credibili come una laurea in Albania. Ecco perché l’umore è sfigopendulo. State su.

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Scorpione 6,5

Sagittario 7+

Capricorno 6

Acquario 7+

Pesci 5,5

Il lavoro chiede concretezza, la gestione dei soldi furbizia e cautela, visti anche i malatempora che currunt. L’ormone è energico, comunque.

L’enorme Luna vi affina il fiuto. E fa sì che tutto vada bene, ma non mantecate gli zebedei altrui facendo i matti. Sudombelico assente.

Stoppate lo sfigopessimismo, producete e tutelatevi dai fallocefali. Le vostre zampate suine colgono comunque di sorpresa. E piacciono.

Tutto può andare in porto meno faticosamente. Dritte & notizie aiutano, il lavoro premia e il sudombelico concede muchi replay.

Le cose stagnano. Non per colpa del partner, della sfiga, di Marte. Ma perché forse bisogna selezionare. Applicatevi, pure suinamente.

Bilancia 7+ MARIA SHARAPOVA

Fiuto e faccia di glutei sono il vostro forte, in questa giornata che vi vede filare alla grande nel lavoro. Ok viaggi e p.r., anche suine.

La tennista russa è nata a Njagan, in Siberia, il 19 aprile 1987. È numero 2 del ranking Wta dietro alla bielorussa Azarenka

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Televisioni in chiaro RAIUNO

RAIDUE

9.00 TG 1 11.05 OCCHIO ALLA SPESA 12.00 LA PROVA DEL CUOCO 13.30 TG 1 14.10 VERDETTO FINALE 15.30 AMMINISTRATIVE 2012 17.00 TG 1 18.50 L'EREDITÀ 20.00 TG 1 20.30 QUI RADIO LONDRA 20.35 AFFARI TUOI 21.10 UNA GRANDE FAMIGLIA Fiction 23.15 PORTA A PORTA 0.50 TG 1 - NOTTE 1.20 CHE TEMPO FA 1.25 QUI RADIO LONDRA 1.30 SOTTOVOCE

7.35 10.00 11.00 13.00 13.50 14.00 15.10 17.00 18.15 18.45 19.35 21.05 23.10 23.25 0.50

CARTONI ANIMATI TG2 INSIEME I FATTI VOSTRI TG 2 MEDICINA 33 ITALIA SUL DUE CICLISMO: 95° GIRO D'ITALIA PRIVATE PRACTICE TG 2 GHOST WHISPERER SQUADRA SPECIALE COBRA 11 EVA Documenti TG 2 STRACULT (A CASA) DI MARCO GIUSTI RAI PARLAMENTO TELEGIORNALE

RAITRE 10.00 11.00 12.00 12.25

12.45 13.10 14.00 15.10 19.00 20.10 20.35 21.05 23.00 23.05

23.40

LA STORIA SIAMO... APPRESCINDERE TG 3 CICLISMO: 95° GIRO D'ITALIA SI GIRA DIARIO ITALIANO LA STRADA PER LA... TG R - TG 3 AMMINISTRATIVE TG3 - TGR DIARIO ITALIANO UN POSTO AL SOLE LUCARELLI RACCONTA TG REGIONE TGR SPECIALE ELEZIONI AMINISTRATIVE 2012 TG3 LINEA NOTTE

CANALE 5

ITALIA 1

MATTINO CINQUE TG 5 MATTINO CINQUE FORUM TG5 SOAP UOMINI E DONNE AMICI POMERIGGIO CINQUE IL BRACCIO E LA MENTE 20.00 TG5 20.30 STRISCIA LA NOTIZIA 21.10 SCHERZI A PARTE Show 0.30 TERRA! 1.30 TG 5 - NOTTE 1.57 STRISCIA LA NOTIZIA 2.41 UOMINI E DONNE 3.55 AMICI

8.30 8.40 10.35 12.25 13.40 15.00 16.00 16.50

8.50 10.10 10.15 11.00 13.00 13.40 14.45 16.05 16.45 18.45

RETE 4

CARTONI ANIMATI SETTIMO CIELO UGLY BETTY STUDIO APERTO CARTONI ANIMATI CAMERA CAFÉ CHUCK LA VITA SECONDO JIM TRASFORMAT STUDIO APERTO STUDIO SPORT C.S.I. MIAMI C.S.I. - SCENA DEL CRIMINE IL SEGRETO DI CLAIRE THE SHIELD SAVING GRACE STUDIO APERTO

17.45 18.30 19.00 19.25 21.10 23.00 0.55 1.55 2.40

8.20 9.40 10.50 11.30 12.00 13.00 13.50 15.10 16.15 18.55 20.30 21.10 23.25 23.35 23.40 2.05

LA 7

HUNTER CARABINIERI RICETTE DI FAMIGLIA TG 4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN GIALLO FORUM FLIKKEN COPPIA IN... TELEFILM TG 4 WALKER TEXAS RANGER PER UN PUGNO DI DOLLARI Film IL GRANDE WESTERN ITALIANO I BELLISSIMI DI R4 GLI SPIETATI TG4 NIGHT NEWS

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PREMIUM

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12.35 KINKY BOOTS DECISAMENTE DIVERSI PREMIUM CINEMA 13.20 UNA RAGAZZA SPECIALE MYA 13.30 TRANSPORTER 3 JOI 14.25 TI PRESENTO UN AMICO PREMIUM CINEMA 16.15 VERSO L'EDEN PREMIUM CINEMA 17.40 PARIS CONNECTION MYA 18.30 IL PETROLIERE PREMIUM CINEMA 21.15 OCEAN'S ELEVEN JOI 21.15 DEVIL PREMIUM CINEMA

CALCIO

BASEBALL 1.00

19.00 GUBBIO - JUVE STABIA Serie B Sky Calcio 3 e MP Calcio

20.15 SLOVENIA - POLONIA

4.30

TENNIS 11.00 WTA MADRID

Finale Da Sheffield, Regno Unito Eurosport

ALGHERO

15

17

ANCONA

15

18

Legenda

min max

9

16

BARI

13

25

BOLOGNA

17

18

CIELO

VENTI

CAGLIARI

15

20

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

10

18

Moderati

CATANIA

11

24

FIRENZE

14

16

Nuvolo

7 19

Torino 9 21

10 21

Milano

Venezia

9 21

Perugia

13 19

12 18

15 15

MILANO

13

16

ROMA

NAPOLI

13

22

14 20

Mossi

PERUGIA

13

15

POTENZA

8

19

REGGIO CALABRIA

16

26

ROMA

13

17

TORINO

12

18

Agitati

Nebbia

Il sole oggi MILANO

ROMA

TRENTO

11

16

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

6:03

20:36

5:59

20:14

16

17

VENEZIA

13

17

PGA European Tour

12.00 TENNIS: MASTERS 1000 MONTECARLO 21.00 TENNIS: MASTERS 1000 MADRID

www.gazzetta.it

Domani

Dopodomani

Al Nord alternanza di zone di sereno e rovesci o temporali, più probabili sulle Alpi. Al Centro e al Sud poche nuvole sulle coste, mentre sugli Appennini qualche rovescio o temporale specie nel pomeriggio. Sole su Sicilia e Sardegna.

In prevalenza non si verificheranno precipitazioni e il cielo risulterà poco o parzialmente nuvoloso. Solo su Alpi e Prealpi ci sarà qualche altro piovasco o rovescio associato a nuvolosità variabile, più probabile durante il pomeriggio.

Ancona

Firenze

8

Neve

GOLF: OPEN DI SPAGNA

13 22

10 18

16

26

9.30

Serie A. Highlights

15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER

Bologna Genova

L'AQUILA

16

16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS 0.00 CALCIO: BLACKBURN - WIGAN

Autoironica e appassionata, glamour ma schietta, Nina Zilli vive un autentico momento magico. E ora si prende anche la soddisfazione di rappresentare l’Italia all’Eurofestival, che si svolgerà a Baku (Azerbaigian) dal 22 al 26 maggio. Il pezzo che porterà si intitola «L’amore è femmina», che è anche il titolo dell’ultimo album. Da oggi potete vederlo in esclusiva sul nostro sito nell’area «Le altre passioni» di Max. Il video è stato realizzato a Roma, in un palazzo dell’Eur, dove Nina balla accompagnata da un gruppo di ballerini, in un’atmosfera che ricorda i musical Anni 60

14 18

GENOVA

PALERMO

23.45 23.50 23.55 0.30 1.25

14 21

Molto forti

Calmi

20.00 20.30 21.10

In esclusiva il brano di Nina Zilli per l’Eurofestival L’amore è femmina

SKY SPORT 2

Serie A. Highlights

Su gran parte delle regioni alternanza di annuvolamenti e schiarite con piogge sparse, a tratti rovesci o temporali e qualche nevicata sulle Alpi ad alta quota. Solo in Sardegna il cielo Trieste risulterà prevalentemente sereno o poco nuvoloso.

Trento Aosta

15.00

Il video

TG LA7 COFFEE BREAK L’ARIA CHE TIRA I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 JAG - AVVOCATI IN DIVISA SPECIALE TG LA7 ELEZIONI AMMINISTRATIVE TG LA7 OTTO E MEZZO L’INFEDELE Attualità TG LA7 TG LA7 SPORT MADAMA PALAZZO (AH)IPIROSO MOVIE FLASH

Premier League

CALCIO: SIENA - PARMA

Oggi

Coperto

Temporali

11.10

Serie A Highlights

Eurosport 2

Forti

MARI

CALCIO: CAGLIARI - JUVENTUS

CALCIO: BOLOGNA - NAPOLI

13.00 WTA MADRID

Rovesci

Pioggia

Serie A. Highlights

Serie A Highlights

9.45

13.30 14.05

Serie A. Highlights

09.25 CALCIO: PALERMO - CHIEVO

Sky Sport 2 e Sky Sport 3

Serie A. Highlights

10.40 CALCIO: UDINESE - GENOA 10.55 CALCIO: ROMA - CATANIA

Serie A. Highlights

Eurosport

Finale Da Sheffield, Regno Unito Eurosport

Ieri

9.15

13.00 MASTERS 1000 MADRID

20.30 SNOOKER

A CURA DI

AOSTA

Seconda tappa Berck sur Mer - Montreuil sur Mer Eurosport 2

16.15 SNOOKER

Serie A. Highlights

CALCIO: INTER - MILAN

9.00

Serie A. Highlights

10.10 CALCIO: ATALANTA - LAZIO 10.30 CALCIO: LECCE - FIORENTINA

SKY SPORT 1

15.45 4 GIORNI DI DUNKERQUE

BILIARDO

GazzaMeteo

Skeet uomini. Finale Rai Sport 1

Terza tappa Horsens - Horsens Rai 2

NBA. Playoff Primo turno. Gara 4 Sky Sport 2

Serie B Sky Sport 1, Sky Calcio 1 e MP Calcio

Skeet uomini. Eliminatorie Rai Sport 1

15.10 GIRO D'ITALIA

LOS ANGELES CLIPPERS MEMPHIS GRIZZLIES

09.55 CALCIO: NOVARA - CESENA

18.15 MONDIALI

Terza tappa Horsens - Horsens Eurosport

Finale scudetto femminile. Gara 3 Rai Sport 2

Ligue 1 SportItalia

21.00 TORINO - PADOVA

17.00 MONDIALI

14.45 GIRO D'ITALIA

20.30 CRAS TARANTO FAMILA WUBER SCHIO

21.00 BLACKBURN - WIGAN Premier League Sky Sport Extra e Sky Calcio 2

TIRO A VOLO

14.00 GIRO D'ITALIA

BASKET

Europeo U17 Fase a gironi Dalla Slovenia Eurosport 2

21.00 RENNES MONTPELLIER

CICLISMO Terza tappa Horsens - Horsens Rai Sport 2

MLB ESPN America

17.30 FRANCIA - GEORGIA Europeo U17 Fase a gironi Dalla Slovenia Eurosport 2

PHILADELPHIA PHILLIES NEW YORK METS

7.30 9.45 11.10 12.30

14 17

L’Aquila 10 14

Campobasso

Bari

10 18

16 26

Napoli

Potenza

15 21

11 18

Cagliari

Catanzaro

14 20

13 23

Palermo

Reggio Calabria 14 26

17 24

Catania 17 21

Il sole domani MILANO

La luna ROMA

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

6:01

20:37

5:57

20:15

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

21 apr.

28 apr.

6 mag.

13 mag.


64

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 7 MAGGIO 2012


GAZZETTA DELLO SPORT JUVE CAMPIONE