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I D E E P E R G O D E R S I L A V I TA

ELIANA CHIAVETTA

PATRIZIA DI DIO

SALVO FILETTI

POWERYOGA DI VETRO

LA SIGNORA DEL CALCIO ROSANERO SI RACCONTA

L'HAIR STYLIST DI BARBIE

NATURALMENTE "EN ROSE"

BENESSERE TRA MENTE E CORPO


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Foto: Antonio Androsiglio


SOMMARIO

SHAKER Mix di notizie in salsa palermitana

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di Vetro

Streghette con voci da fate

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lo speciale a cura di Roberto Capone

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INTERVISTA

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Voglia di divertimento e aperitivi

SHALĂ’ GOLD

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PALERMO BY NIGHT

26 A ELIANA CHIAVETTA

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POWER YOGA

SHANNON

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S.ROSALIA GARDENING La Santuzza benedice chi innaffia

25 pag.


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SOMMARIO USTICA Un tuffo dove l'acqua è piu blu

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NOSTRANO Gioie e peñe di Palermo

Etno food a Palermo

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DI ACQUASANTA

Il fascino della borgata marinara

COLLEZIONE Arte, passione e follia

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UBRIACARSI

OGGETTI DA

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FLAMENCO

LA VIA DEL RISO

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59 pag.

30 pag.

PRIMAVERA

INTERVISTA A PATRIZIA DI DIO

IN FESTA

Giro di "gite" fuori porta 7


EDITORIALE DI JUNIO TUMBARELLO

IDEE per godersi LAVITA Ci sono cose che si fanno con passione e trasporto. E altre che si portano avanti come bottiglie, senza alcun messaggio dentro, sballottate dalla risacca: d’inerzia. Questo piccolo giornale appartiene sicuramente alla prima categoria. Sin dall’inizio non abbiamo avuto grandi pretese – quelle che contraddistinguono chi porta questa pellaccia sicula indolente e presuntuosa – con cui ci siamo riempiti la bocca a promettere, con grandi strilli (in copertina), cosa queste sessantotto pagine potessero contenere. Abbiamo seguito l’istinto e assecondato la voglia di fare e di far svagare. D’altronde lo diciamo già nel sottotitolo: “Idee per godersi la vita”. E ce ne vogliono di idee per “svagarsi” in mezzo a tanta sporcizia e immondizia, disoccupazione, spread (termine impossibile da capire anche su Wikipedia) che sale, falsi invalidi, evasori bastardi e politicanti alla ricerca incombente di una poltrona. Questo che leggerete è il primo esperimento: non ci sono rischi di esplosione. C’e solo qualche divertente e sognante ingrediente che potrà darvi qualche spunto in più per vivere questa città come se fosse – anche solo per un po’- la capitale della Kirghisia. E ce ne vuole. Quali sono questi ingredienti? Benessere, moda, musica, natura e (Santa Rosalia) gardening, buoni esempi nel campo dell’imprenditoria, alcuni luoghi di Palermo, ma anche eventi internazionali, kermesse e personaggi raccontati nello speciale di Roberto Capone. Stavolta abbiamo scelto meglio i nostri compagni di viaggio. Ci auguriamo che anche voi possiate in futuro – dopo questo primo assaggio – cercare Shalò in giro per la città e nei luoghi della provincia che hanno deciso di ospitarci. Se avete voglia di scrivere su Shalò, se volete raccontare un pezzo della nostra città, della Sicilia o c’è qualcosa che proprio non potete tenervi dentro, scrivete a redazione@shalo.it. Buona lettura.

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Shalò ANNO 1 – NUMERO 0 / aprile-maggio 2012 DISTRIBUZIONE GRATUITA Periodico in attesa di registrazione presso il tribunale di Palermo (N. Protocollo 1227) Testata online: www.shalo.it Società editrice: Emmelle Advertising Work, via Daidone 4/B, Palermo L'immagine di copertina: Eliana Chiavetta fotografata da Antonio Androsiglio, Make-up: Jessica Riggi Location: Villa Bonocore Maletto, Abiti: Figure Direttore responsabile Junio Tumbarello Art director Salvo Tuccio Coordinatore “inserto speciale” Shalò Gold Roberto Capone Direttore commerciale e adv manager Massimo Cardella Progetto grafico Muddichi, agenzia creativa in chiave food & green – www.muddichi.it Segretaria di redazione Rosy Giarrusso Webmaster Giuseppe Scopelliti Redazione via Daidone 4/B, Palermo info@shalo.it, info@muddichi.it Stampa Tipografia Priulla, via Ugo La Malfa, 64 - 90146 Palermo, tel. 0917542868 - www.priulla.it Testi Alessio Arceri, Carola Arrivas Bajardi, Roberto Capone, Chiaea Giralucci,Valentina Giuffrè, Erica La Venuta, Filomena Salerno, Donatella Spadaro Fotografie Antonio Androsiglio, Sergio Gianfalla, Junio Tumbarello Ufficio Marketing e Pubblicità Emmelle Advertising Work, per informazioni Tel.3386048273 Pubblicità inferiore al 40 per cento. Per le immagini pubblicate, escludendo quelle regolate da Creative Commons License, si resta a disposizione degli aventi diritto che non si siano potuti reperire.


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Spunti frizzanti mixati per voi in salsa panormita

SHALO.IT,

IDEE PER GODERSI LA VITA IN RETE Presto in rete l’alterego online della nostra rivista. Fornirà spunti e idee per godersi la vita a Palermo e provincia. Ma non solo. Nell’inserto speciale GOLD di Shalò troverete interviste a personaggi della moda e del bien vivre a cura del regista di moda Roberto Capone. Shalò sarà una piazza aperta dove potersi confrontare sulla vita cittadina e sulle cose da fare in città. Mentre state leggendo siamo a lavoro per andare in onda! (R.)

AL BIER GARTEN IL TEATRO DEGLI ORRORI Palermo palco di emozioni, anche per chi non teme il brivido. La notte del 4 maggio il Bier Garten ospita “Il Teatro degli Orrori”, la rock-dark band capitanata da Pierpaolo Capovilla, molto amata negli ambienti indie. Il loro è un sound che si basa su un cantato teatrale, citazioni letterarie e graffianti chitarre. E come per ogni nuovo album, la band non manca mai all’appuntamento palermitano per presentare i loro lavori. Tracce come “A sangue freddo”,“Due” e “Mai dire mai” si mischieranno con le atmosfere del loro “mondo nuovo”, un concept album che racconta di sedici istantanee sull’emigrazione. Da ascoltare per chi ama il genere… tranquillo. Per info e biglietti, box office. (Valentina Giuffrè)

CIBO DEMOCRATICO? NASCE

PEOPLE COOKS È nato PeopleCooks, il social network della tavola. La community, ideata da Onofrio Carruba Toscano, è dedicata a chi consuma pasti frettolosi fuori casa, i cosiddetti People, e a chi cucina tutti i giorni in casa propria, i Cooker. Dall’incontro delle due realtà nasce un’idea di risparmio per lavoratori e studenti ma anche un piccolo business per chi “aggiunge un posto a tavola” servendo l’ospite con un contributo di 6 euro. Un’opportunità per nutrirsi in modo salutare e conoscere gente nuova. (D.S.)

CERCHI UNA PIANTA CHE NON TROVI? SCOVALA IN RETE CON VIVAISICILIANI.IT

Il primo network che mette in contatto gli amanti di gardening, i vivai siciliani (e non solo) e tutti i titolari che hanno un’attività green. Amanti del verde aprite le orecchie: proprio dalla Sicilia nasce la prima rete collaborativa che racconta in un sito le ultime novità verdi, i prodotti, le nuove aperture di vivai e i negozi gardening, ma anche le curiosità e le recensioni dei gardenauti più sfegatati. La piattaforma ha un alterego nazionale: vivaiitaliani.it. Avete presente Booking per gli alberghi e 2Spaghi per i ristoranti? Bene, vivaiitaliani.it e vivaisiciliani.it rappresentano il loro corrispettivo green. In questa fase di startup, ai titolari di vivai (e attività nel verde) è consentito inserire i propri dati per entrare a far parte del network. Ai primi 100 che si registrano saranno riservate particolari promozioni pubblicitarie. L’iniziativa è firmata Muddichi, agenzia creativa in chiave food & green. (C.G.)

PROSSIME VACANZE? FUERTEVENTURA LA META IDEALE I paesaggi di questa tra le isole più belle e meno conosciute delle Canarie vi stupiranno, sospesi tra Africa, dune e antichi vulcani. Un viaggio a Fuerteventura vi darà la sensazione di vedere in un mondo a parte. Sarà per la sua strana forma, modellata da una serie di eruzioni vulcaniche avvenute migliaia di anni fa, sarà per la relativa vicinanza all'Africa o per il fatto che - nonostante risulti per grandezza seconda solo a Tenerife - sia la meno conosciuta e la meno mondana delle Canarie, l'isola di Fuerteventura, dal clima sempre mite, emana un fascino magnetico, incredibilmente sospeso fra oceano e deserto. L'isola, infatti, è come un'immensa duna che emerge da uno sfondo turchese. Le vacanze a Fuerteventura sono un mix perfetto di spiagge lunghissime e vita di mare (dalle immersioni, al surf, alla pesca d'altura) e di tipici paesini dell'interno e tranquilli villaggi situati in piccoli porti, dove gustare l'eccellente cucina locale a base di pesce. (M.C.)

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TITOLO RUBRICA

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Spunti frizzanti mixati per voi in salsa panormita

SNOW PRINCESS ? LA REGINA VERDE DELL’ANNO Volete stupire i vostri amici regalando una regina verde? La Snow Princess è stata da poco premiata come pianta dell’anno. La Principessa delle nevi conquista ogni sguardo con la sua ricca fioritura bianca come la neve che continua da aprile fino ai primi geli. Per tutta l’estate è ricoperta da una moltitudine di fiorellini bianchi profumati come il miele. Questa lobularia da talea ha una crescita uniforme e vigorosa, facile nella cura e ideale per cassette da balcone e aiuole. Se volete davvero stupire le persone che vi hanno invitato a cena o volete far morire d’invidia i vostri vicini coltivandola in giardino potete decidere di acquistarla da i Vivai Le Palme della famiglia Scaduto in contrada Torremuzza a Santa Flavia (Km. 244.800, Strada Statale 113, Tel. 091.901393). (R.G.)

LATTE ART E PASTICCERIA MODERNA PARTONO I CORSI DELL’ACCADEMIA

DELLA CUCINA SICILIANA

Un’associazione che ha per fine la promozione e la divulgazione degli usi gastronomici della Sicilia: è l’Accademia della Cucina siciliana che riunisce 250 cuochi in tutta l’Isola che si propongono di promuovere e utilizzare prodotti tipici e strettamente legati al territorio. L’associazione organizza periodicamente corsi di gastronomia, degustazione, enologia e pasticceria.“I prossimi in programma sono “Latte Art”, tenuto a metà maggio dal maestro Giuseppe Mellina, che insegnerà i segreti della preparazione di un “cappuccino” ad arte – ci spiega lo chef Aurelio Garonna - e “Pasticceria moderna” a giugno con il maestro pasticcere Francesco Paolo Palumbo”. L’associazione è aperta agli chef e ai pasticcieri, ai camerieri, ai sommelier e agli enologi, agli allievi dei corsi di cucina e di sala bar delle scuole alberghiere di ogni ordine e grado, agli albergatori, agli operatori della ristorazione tradizionale, ma anche ai simpatizzanti, come le casalinghe o i papà che vogliono stupire le proprie mogli. (S.T.)

AL VIA IL PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA 2012

Riparte il piano dell’offerta formativa 2012, attualmente all’esame della Corte dei conti. A parlarne è Giacomo D'Orsa, direttore amministrativo della sede provinciale di Palermo dell’A.N.F.E regionale. D’Orsa afferma che con questo piano “Verrà data l’opportunità a molti giovani di introdursi nel mondo del lavoro mediante percorsi formativi aggiornati e innovativi”. (M.D.)

EVERY BLOOD DONOR IS A HERO Anche un corto può salvare la vita.“Every blood donor is a hero”. Questo il motto scelto dalla campagna dell’Oms del 14 giugno, giornata mondiale del donatore di sangue. La parola chiave sarà, invece,“share care”. Condividere la cura, per se stessi e per gli altri. Un motto e un messaggio che diventano anche un concorso di e per i giovani, che punta al web 2.0. Ammessi comics, tube games, azioni di guerriglia marketing e tutto ciò che possa contagiare la cultura della donazione. Unico limite, l’età dei partecipanti, compresa fra i 18 e i 28, e la durata del video che dovrà essere non superiore ai cinque minuti. Limite massimo della presentazione è il 20 maggio. I contributi della shortlist selezionata verranno poi caricati su You Tube e selezionati in rete con I like. Il più cliccato vince. Per info e bando www.centronazionalesangue.it (V.G.)

DABLIURADIO SEMPRE PIÙ FRIZZANTE SI RINNOVA IN MUSICA! DABLIURADIO nasce nel 1978 con il nome di WBLS, la prima radio totalmente in stile USA a Palermo, una vera e propria rivoluzione dell'etere Palermitano. La musica solo ed esclusivamente di qualità e Made in U.S.A. caratterizza già da subito il successo dell'emittente. Negli anni 80 cambia nome in DabliuRadio. La sua base musicale è sempre stata d'elite (americana, funky, rhythm and blues, soul). Grazie a queste scelte editoriali oggi Dabliuradio è l'unica emittente in cui è possibile ascoltare, soprattutto di notte, selezioni musicali non necessariamente legate alle classifiche di vendita, ma vere e proprie playlist fatte di musica Jazz, Brasilian, Lounge, rock, funky, blues.. Una vera e propria scaletta mista di sonorità uniche. Dabliuradio si ascolta sulle Frequenze FM 88.800 (Palermo e Prov. - Prov. di Tp e Me).

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FIT-MIND Istruzioni per una buona “pratica” a Palermo

IL POWER YOGA DI VETRO di Junio Tumbarello, foto Antonio Androsiglio

PIÙ MENS SANA IN CORPORE SANO DI COSÌ NON SI PUÒ. IL POWER YOGA UNISCE I PRINCIPI DELLO YOGA MEDITATIVO A UNA FORMA DI VIGOROSO ALLENAMENTO FISICO, FAVORENDO LA CONCENTRAZIONE, MA ANCHE L’EQUILIBRIO PSICO-FISICO, LA FORZA E LA FLESSIBILITÀ. IL GIOVANE TRAINER EMANUEL VETRO INSEGNA OGNI GIORNO CON PASSIONE E ABNEGAZIONE QUESTA DISCIPLINA OLISTICA AGLI AFICIONADOS PALERMITANI

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S

entire il suono di se stessi. Ascoltare il proprio corpo e respirare come non avete mai fatto. Concentrarsi sulle proprie capacità e dimenticarsi, anche solo per poco tempo, dei propri problemi, del frustrante lavoro che fate per tirare avanti, e delle scadenze segnate in agenda. Vivere un’ora come fosse un’eternità. Sentirsi bene e in grado di vincere ogni sfida. Sentirsi vivi, energicamente vivi. Non pensate che vi abbia appena descritto l’effetto di un acido o dei postumi di un’esperienza soprannaturale. Vi ho semplicemente raccontato un mondo che potrete scoprire appena avrete finito di leggere questa storia. La storia di Emanuel Vetro e della disciplina che, con passione e abnegazione, pratica e insegna ogni giorno a Palermo: il Power Yoga. Se non lo avete mai sentito nomina-

re, il power yoga è una forma di hatha yoga fondata sulla pratica degli asana e del pranayama che, favorendo la contemplazione ed eliminando le distrazioni della mente, aiuta a concentrarsi. Ma anche, vi assicuro, a sentirsi meglio da un punto di vista sia psico che fisico. Ma procediamo con ordine: lo yoga (se siete proprio asciutti dell’argomento) è un termine sanscrito che nella terminologia delle religioni originarie dell'India indica le pratiche ascetiche e meditative che portano ad “un’unione di corpo, mente e spirito”. Lo yoga si suddivide in “cinque vie”: karma yoga (la via dell’azione), gyana yoga (la via della saggezza), bhakty yoga (la via della devozione), raya yoga (la via della meditazione) e l’hatha yoga (la via fisica) a cui si riconduce il Power Yoga. Le asana sono delle posizioni fisiche utilizzate in alcune forme di yoga e il pranayama è - in parole povere - il controllo ritmico del respiro. Da qualche tempo, diciamo da una decina d’anni, per vivere questa esperienza accarezzando mente e corpo contemporaneamente, non è necessario scappare in un ashram indiano (parola utilizzata per indicare sia un luogo di meditazione e romitaggio che uno dei “quattro stadi della vita” per l’induismo), ma basta farsi un giro e scoprire i centri in cui è possibile frequentare un corso di Power Yoga. “Chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina – ci spiega Emanuel Vetro, istruttore di power yoga alla palestra Avant­Garden e allo Studio Olistico Roshome a Ci-

nisi, e di yogilates al TC2 a Palermo – può, come spesso accade, confondere la pratica con altre simili, come il classico metodo di allungamento muscolare o il power stretching o addirittura con lo yoga meditativo, ma il power yoga è ben altra cosa”. Il power yoga è nato in California con lo scopo di rendere approcciabile l’Ashtanga Vinyasa Yoga al pubblico occidentale. Dall’Ashtanga Vinyasa Yoga - la forma più antica e tradizionale di Hatha Yoga - vengono mutuate le posture (le asana di cui parlavo prima), la particolare respirazione (ujjayi), la sincronia tra movimento e respiro (vinyasa), eliminando o semplificando quelle posizioni potenzialmente pericolose per un principiante dando origine ad una sequenza accessibile a tutti. Si crea così un’eccitante pratica totalmente nuova, che rappresenta il modo migliore per creare un armonico bilanciamento tra corpo, mente e spirito. Il Power Yoga è una pratica vigorosa ed energica che unisce alcune tecniche di respirazione pranica ad esercizi di yoga dinamico, creando una veloce sequenza di posture collegate tra loro da movimenti di transizione: ogni movimento è sincronizzato e dettato dal respiro, tutto questo richiede una intensa concentrazione e chiarezza mentale. “In questo modo si sviluppa durante la pratica – continua Emanuel - un intenso calore dall’interno del corpo, che, insieme al movimento, purifica l’organismo espellendo le tossine e favorisce la produzione di ormoni benefici e sali minerali”. Il Power Yoga unisce i movimenti del corpo a quelli della mente; questo intenso lavoro statico e dinamico migliora sia la "forza fisica" intesa come funzionalità e salute, sia la "forza mentale" intesa come chiarezza, attenzione e comprensione della pratica. Attraverso la costanza di questa pratica puramente fisica, unita ad una mente sgombra da pensieri e distrazioni, dedita solo all’ascolto del corpo, si abbandona lentamente quello

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FIT-MIND

VITÂLAYOGA, A PALERMO UN WORKSHOP PER UN NUOVO METODO DI YOGA OLISTICO VitâlaYoga è un nuovo ed esclusivo metodo di Yoga olistico messo a punto dalla dottoressa e omeopata Beatrice Giampaoli. Bea, per gli amici, ha avuto esperienze di studio e di formazione in India con maestri come Pattaby Joys a Mysore e Sai Baba a Puttaparty, e ha elaborato, assieme ad altre persone, una visione olistica e, per certi versi, più "occidentale" dello Yoga, denominato VitalaYoga. Beatrice Giampaoli ha il suo centro a Fregene, vicino a Roma, sul mare, ma quest’estate sarà possibile approfondire questo metodo anche in Sicilia, grazie ad una serie di eventi e di workshop che l’associazione culturale La Vita ha organizzato nell’Isola. VitâlaYoga nasce dall'interazione del lavoro di più figure professionali e nello specifico di medici, fisioterapisti, insegnanti di yoga, pilates, danza. Attraverso un lavoro di fusione e sintesi di queste discipline, il metodo garantisce risultati nel benessere psico-fisico dell'individuo. Chi volesse conoscere le date precise degli eventi può visitare il sito www.vitalayoga.it.

Nato in California per rendere approcciabile “la via dello yoga fisico” al pubblico occidentale, il Power Yoga oggi viene praticato da molte persone alla ricerca di sé e di una scappatoia ai ritmi dell’aberrante vita quotidiana che può essere visto e vissuto come un semplice esercizio di fitness fino ad entrare in una forma di meditazione in movimento, dove il respiro conduce la pratica, in uno stato di quiete totale. “Non è necessario possedere particolari doti di flessibilità o forza, chiunque può praticare in base alle proprie caratteristiche; la regolarità e la costanza nella pratica svilupperanno queste doti progressivamente”, aggiunge Emanuel. Nello yoga, oltre a scegliere il maestro appropriato - ed Emanuel con la sua lunga esperienza è uno di questi - bisogna avere l’ambientazione adatta, una location calda e accogliente, la musica giusta per entrare nella giusta dimensione e acquisire l’autentica filosofia del pensiero yoga che non deve essere considerato semplicemente uno sport. Tutte condizioni che di solito è difficile trovare nei moderni centri fitness. Emanuel, nelle sue lezioni, pensa anche a questo e talvolta, durante le sue sedute di Power Yoga, accende delle candele e brucia dell’incenso, aiutando gli allievi a estraniarsi totalmente dai ritmi frenetici della vita quotidiana. Che benefici si hanno

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praticando questa disciplina? “Si può imparare l'importanza del sentirsi bene, non quella del vedersi bene – ci spiega il trainer palermitano - intraprendendo un cammino senza aspettative e paure e godendo delle sensazioni che ci regala questo viaggio che potete concedervi in palestra. Fisicamente miglioreranno la forza, resistenza, l’equilibrio, la leggerezza, la flessibilità, la postura, le funzioni respiratorie, digestive e cardiovascolari.” I benefici sono globali e avvertibili sia a livello muscolare, che in relazione all’equilibrio, alla coordinazione motoria e all’assetto posturale. Ne consegue una maggiore armonia della figura e del portamento. L’ascolto di sé, lo sviluppo della concentrazione e della respirazione durante il lavoro, agevolano fortemente la riattivazione della circolazione periferica, consentendo lo svolgimento dell’intensa attività muscolare richiesta per il mantenimento delle posizioni. Inutile dire che chi scrive si sottopone abitualmente a massicce dosi di Power Yoga. Non per farmi i “chakra” vostri, ma adesso potreste pensarci anche voi, iniziando magari per “yoga”. Sono certo che in poco tempo non potrete più farne a meno. Namastè. ◘

EMANUEL PERSONAL GURU I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Queste parole di Muhammad Ali esprimono appieno la figura di Emanuel Vetro. Sin da piccolo Emanuel è sempre stato uno sportivo. Ha cominciato col nuoto, continuando poi nelle arti marziali, nel body building e collezionando numerosi successi a livello agonistico. Da qualche tempo si dedica a tempo pieno all’insegnamento del Power Yoga (potete seguire le sue lezioni il lunedì, il mercoledì e il venerdì – alle 14 e alle 19 all’Avantgarden Fitness Club in via Gioacchino Ventura a Palermo) e del metodo covatech Pilates, orientandosi sempre di più verso il concetto di wellness. Per lui le discipline olistiche sono qualcosa di più dello sport tout court e il giovane istruttore palermitano ha deciso di esplorarne gli infiniti ambiti da quando, nel 2007 a New York, conobbe il ballerino Jonathan Urla, l’inventore dello Yogilates, una tecnica mista che unisce il matwork classico di Pilates (gli esercizi a terra sul tappetino) alla pratica dell’hatha yoga. Emanuel, da quell’anno, si è diplomato in tutti i livelli di Yogilates e si mantiene sempre aggiornato partecipando a workshop nazionali e internazionali. Emanuel ha anche organizzato in passato delle splendide session di Power Yoga en plein air sul prato del Foro Italico sotto il cielo azzurro delle prime ore del giorno: raduni psicofisici che hanno riscosso un forte successo di pubblico a Palermo. Se volete saperne di più delle discipline che Vetro insegna ogni giorno e delle iniziative che l’istruttore organizza, potete scrivere un’email direttamente a lui (emanuel.v@libero.it), sarà felice di rispondervi di persona.


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ASSONANZE

Il cielo d’Irlanda a Palermo

Streghette

con la voce da fate

B

di Filomena Salerno, foto Antonio Androsiglio

lend. Questo è il sostantivo più consono per farvi un’idea delle prota-

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goniste di questa storia. Un ottimo blend, aggiungerei. Come quando gusti un buon vino che porta con sè le caratteristiche di diversi vitigni. Le Shannon, dentro la loro musica esprimono la fusione armoniosa di quattro nature diverse in una creazione delicata e magica. Perciò prima di raccontare quello che assieme sono divenute, cerchiamo di disegnare i tratti che ognuna di loro aggiunge al gruppo per giungere a quell'effetto di sublimazione che si può apprezzare a un loro concerto. Si deve a Francesca Guccione la nascita del quartetto, violino e voce. Una voce delicata, che sembra bussare prima d'entrare. Sua la passione

per la cultura e la musica celtica, che costituisce la tessitura del loro lavoro. Il sapore della musica è quello delle danze popolari, dei jigs (la jig o simple jig è una danza tradizionale tuttora praticata in Irlanda e Scozia) delle tarantelle, dei reels (Il reel è una danza popolare celtica). Ecco cosa ha visto Francesca in Simona Ferrigno – tamburelli e voce – un'antropologa, un'esperta di etnomusicologia e danze tradizionali. Ascoltando le Shannon non vi verrà difficile isolare la chitarra di Sara Romano, una chitarra country. Lucilla Benanti, coi suoi flauti, connota il tempo: Medioevo. Lucilla ha girato le piazze d'Italia come artista di strada, è un


LE SHANNON SONO UN QUARTETTO PALERMITANO VOTATO ALLA MUSICA IRLANDESE CON INFLUENZE MEDITERRANEE. CON LA LORO ARTE PROPONGONO SUGGESTIONI E NOTE CHE NARRANNO LE STORIE DI FOLLETTI E MENESTRELLI, IN UNO SPETTACOLO SONORO CHE TRASPORTA IN UNA DIMENSIONE TRA SOGNO E FESTA DI PAESE

Simona Ferrigno

Sara Romano Francesca Guccione

Lucilla Benanti

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ASSONANZE vero menestrello. Shannon è il fiume più lungo di tutta l'isola d'Irlanda, teatro di sanguinose guerre, protagonista di storie e leggende, usato come confine fra l'est e l'ovest del paese, navigabile già ai tempi dei vichinghi. Le loro non sono canzoni, sarebbe riduttivo, sono marce, ballate, sono storie, sono viaggi. Come quella dedicata a Brian Boru, giovane divenuto Sovrano Supremo d'Irlanda nell'anno Mille. Brian Boru suonava l'arpa, arpa che è l'emblema nazionale della Repubblica d'Irlanda, che appare sul retro delle monete irlandesi dell'Euro, e che vedete raffigurata sull'emblema della provincia di Leinster e nell'insegna di una nota birra scura. Ai loro spettacoli vengono abbattute le barriere tra palco e pubblico, e la platea trascende in una dimensione onirica, ora meditativa, ora fiabesca, sballottati tra una guerra e una festa di paese. Le Shannon sono ospiti quest'anno al Triskelia 2012, festival a tema Celtico Medievale organizzato dall'Associazione Tir-Na-Nog, a Scicli, nel Ragusano. La rassegna combacia con la festa celtica di Bealtane in occasione della quale i druidi accendevano dei falò sulla cima dei colli e vi conducevano attraverso il bestiame del villaggio per purificarlo ed in segno di buon augurio."Bealtaine" è anche il nome del mese di maggio in irlandese e il primo giorno di primavera in Irlanda. Al Festival potrete trovare altri ospiti canori, diversi stand e attività ricreative a tema. ◘

DAL 27 APRILE AL 1 MAGGIO

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SHANNON È IL FIUME PIÙ LUNGO DI TUTTA L'ISOLA D'IRLANDA, TEATRO DI SANGUINOSE GUERRE, PROTAGONISTA DI STORIE E LEGGENDE, USATO COME CONFINE FRA L'EST E L'OVEST DEL PAESE

QUARTA EDIZIONE DEL TRISKELIA FESTIVAL A SCICLI Quarta edizione del festival di cultura e musica celtica a cura dell'associazione culturale Tir-na-nog e del parco attrezzato Valle Ventura (contrada Fiumelato, 22 – Scicli, Ragusa) in occasione della festa celtica di Beltaine. Se deciderete di prendere parte al Triskelia potrete immergervi nella natura e nel mondo dei celti tra musica, danze, rievocazioni storiche e stand di artigianato. Il 2012 sembra offrire occasione di realizzazione di un progetto che propone la cultura “celtica” in Sicilia, progetto che s’innesta in una scena spoglia di tali iniziative ma proprio per questo forte di una sua identità e autenticità: Triskelia. Triskelia nasce dalla combinazione di due termini: Sikelia, antico nome greco della Sicilia e “triscele”, dal greco tris-keles, “tre gambe”, che indica qualsiasi simbolo con tre protuberanze ed una triplice simmetria rotazionale; può raffigurare tre spirali intrecciate o un essere con tre gambe. Diversi paesi presentano stemmi o bandiere con un triscele; la Trinacria siciliana, emblema regionale, ne è un esempio. Il triscele con tre spirali - conosciuto anche come Triskell - è un’icona rappresentativa della cultura celtica: rappresenta l’evoluzione e la crescita, la ciclicità cosmica, manifesta il principio e la fine di tutte le cose. Presso i Celti simboleggiava la trinità Passato, Presente e Futuro. Se volete saperne di più visitate il sito www.triskeliafestival.com.


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PALERMO BY NIGHT Voglia di divertimento e aperitivi

SHALÒ offre ai visitatori della nostra città una breve panoramica dei locali più alla moda. Qui, al tramonto e fino a tarda notte si raccoglie e si incontra la movida cittadina

“L di Donatella Spadaro

a notte vola” nei locali primaverili della movida palermitana. L’aria è frizzantina e accresce il desiderio di concludere la giornata sotto le stelle tra “schiticchio”, drink e buona musica. Restano imperterriti alcuni appuntamenti intra settimanali negli “evergreen” dell’aperitivo cittadino: il “Berlin Café” (inclusi marciapiedi e strade attorno al locale di via Isidoro La Lumia) si popola degli habitué del mercoledì sera mentre nell’altra sponda di via Libertà, resta punto di ritrovo “Sikulo”, a piazza Diodoro Siculo, dove scaricare le tensioni di una giornata densa d’impegni, ma anche Dorian Art Cafè, che coniuga proposte culturali con una stuzzicante cucina mediterranea e un loung bar per fantasiosi drink. Intramontabile, da diversi anni, l’aperitivo “country” del Robinson Vini così come il gran buffet del wine bar e bistrot, “Orocolato”. I pittoreschi locali del centro storico si animano fin dal tramonto in un’atmosfera calorosa e talvolta surreale: una “passeggiata” tra i localini di via dei Chiavettieri, a due passi da piazza Marina, precede la serata nella parte più alta di Corso

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Vittorio Emanuele. Il “Nuovo Montevergini”, nella via omonima, anche quest’anno ripropone il Festival “Anteprima(vera)”, una rassegna di musica, danza e spettacolo assieme ai consueti appuntamenti con le commedie teatrali. Invece, a piazzetta del Fondaco, in zona Piazza Vittoria, il “Palab”, si conferma un laboratorio d’idee in continuo fermento: l’associazione culturale si muove con iniziative che fondono Food, Musique, Wine e Arte. Ha aperto da poco i battenti, riscontrando un largo consenso di pubblico, il primo brew pub palermitano: “Spillo la birroteca”, nel cuore più antico della città, a due passi dalla chiesa di San Giovanni degli Eremiti, offre bizzarri accoppiamenti tra birra artigianale e piatti siciliani. Di recente apertura anche “Le terrazze della Feltrinelli”: dai tetti del Supercinema di via Cavour, in un’ambientazione unica, offre una vista eccezionale sul teatro Massimo tra dj set e cocktail. La vivace domenica “Anema & Core” al “Costes”, nel verde di Villa Terrasi in Viale Lazio, rimane una delle serate più scatenate per chi desidera terminare la settimana con lo spirito giusto. Il “Costes” propone, inoltre, un calendario di appuntamenti con diverse performance di artisti che regalano cover nazionali e internazionali reinterpretate in chiave jazz. L’alternativa domenicale è la serata proposta dal “Kursaal Kalhesa”, al Foro Italico: il centro polifunzionale, all’interno dell’affascinante Palazzo Forcella De Seta offre musica live che spazia dal pop al rock da godere anche nell’ampio giardino interno. L’altra proposta della domenica sera è il cosiddetto aperi-live della “Taverna dell’artista”. Il pub ispirato alla vita tipicamente bohemien degli artisti francesi, in via Principe Di Belmonte, è l’ideale per chi fa dell’arte la sua ragion d’essere, ma anche per chi desidera assaporarla con un bicchiere di vino in mano. ◘

E LA CUBA? Il suo destino sembrava incerto e mentre la movida palermitana si affannava a dibattere sul tema con inseguimenti su facebook e post dell’ultimo minuto, finalmente si è capito che la Cuba rimane aperta. Da quindici anni è un tassello intrigante della mondanità palermitana, scenario di selezionati party vip e tempio di serate tra fiumi di champagne. La voce era circolata sui motori di ricerca assieme all’invito a partecipare all’ultima serata di “addio” del locale immerso nella coreografica Villa Sperlinga. Ma i rumors si erano rivelati infondati e il cancelletto è rimasto aperto per gli aficionados della Palermo bene.


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GOLD

Q a cura di Roberto Capone

PELIANA . 26

CHIAVETTA

PVILLA . 29 BONOCORE MALETTO

PPATRIZIA . 30 DI DIO

uando l’editore di questo periodico mi ha proposto di collaborare, non ho dovuto riflettere più di tanto. Dopo tanta moda e televisione, la carta stampata era la nuova sfida che mi si prospettava davanti. Ho accettato un incarico, andare in mezzo alla gente per scoprire luoghi e persone, l’utile e il futile, vizi e virtù, culture e spazzature, per offrire ai lettori diversi tipi di esperienze . Shalò gold è il giornale dentro al giornale. Vip, opinion leader, moda. Arte e artisti. Musica, cinema, attualità e di volta in volta tanto altro ancora. Bhè, adesso non vi rimane che farvi prendere dalla curiosità e iniziare a "shalare"…

PMARYLIN . 33 MONROE

PSALVO . 34 FILETTI

POTTAVIA . 36 FAILLA

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LA SIGNORA DEL CALCIO ROSANERO

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La Chiavetta del successo

LA SIGNORA DEL CALCIO ROSANERO

Elianasi racconta Chiavetta di Roberto Capone, Foto Antonio Androsiglio, Make-up Jessica Riggi, Abiti Figure, Location Villa Bonocore Maletto

ELIANA, CON IL “PALERMO”, HA REALIZZATO UN SOGNO. LA SHOW GIRL, GIÀ DA BAMBINA, INFATTI ANDAVA ALLO STADIO ASSIEME AL SUO PAPÀ PER AMMIRARE LE GESTA DELLA SQUADRA. LA TOP MODEL SICILIANA HA CONOSCIUTO ALESSANDRO AMATO ALLE SELEZIONI DEL CONCORSO DI BELLEZZA, OGGI È SEMPRE AL SUO FIANCO NELLA TRASMISSIONE TGS STUDIOSTADIO

M

iss Italia l’ha lanciata nel mondo della moda, ma lei ha saputo atterrare su altre piste fortunate, Eliana Chiavetta, bellezza statuaria, fisico da top model, sta vivendo un periodo d’oro sia nel lavoro, sia nella vita privata. Da bambina era molto studiosa ed educata ed anche un po’ “buffoncella” come ricorda la mamma. Guardava Sailor Moon, e si divertiva a riprodurre i costumi dei personaggi del cartone animato, e a creare con la carta i diademi per se e per le sue amiche. Ama i colori pastello, tenui ma allo stesso tempo forti. Eliana, con il “Palermo”, ha realizzato un sogno. La show girl, già da bambina infatti andava allo stadio assieme al suo papà per ammirare le gesta della squadra. “Il Palermo è stato sempre il mio beniamino”, ricorda Eliana, ”e quando, anni dopo mi sono ritrovata a lavorare a stretto contatto con la squadra, è stata una grandissima emozione. Il calcio resterà Tutti gli abiti di questo servizio fotografico sono stati forniti da Figure - v. Pirandello, 27, Palermo - tel. 091 345721

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LA SIGNORA DEL CALCIO ROSANERO

IL GUSTO di Eliana Chiavetta Segno : Toro Colori preferiti : Rosa e tutti i colori pastello Data di nascita : 30 aprile 1987 Formazione: Laurea in scienze della Formazione Musica preferita: Italiana, adora Mina Hobby : Guardare le partite di calcio Film preferito: Preferisce il teatro Libro preferito : "PerchĂŠ l'amore qualche volta ha paura" di Guillame Musso Vacanze in Sicilia : Lipari Vacanze all'estero : New York

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QUANDO ELIANA NON LAVORA AMA TRASCORRERE IL SUO TEMPO LIBERO ASCOLTANDO DELLA BUONA MUSICA. NON GUARDA I REALITY, ANCHE SE PENSA CHE SIANO UN OTTIMO MEZZO PER ARRIVARE ALLA POPOLARITÀ NAZIONALE sempre la mia grande passione”. “Mi ritengo molto fortunata: miss Italia è una porta d’accesso. Poi sei tu che te la devi saper giocare, anche con la complicità della fortuna. Partecipare a miss Italia ha avuto un ruolo fondamentale nella mia carriera. Tutti gli eventi si sono sviluppati dopo questa gara. Ero arrivata alle finali del concorso ed è in quella occasione che ho conosciuto colui che sarebbe diventato il mio collega di lavoro, Alessandro Amato. Mi chiese se mi interessava il calcio. Non risposi, mi limitai ad uscire dalla borsa il mio abbonamento in curva nord e fu così che ebbe inizio la mia avventura nella conduzione televisiva”. Quando Eliana non lavora ama trascorrere il suo tempo libero ascoltando della buona musica. Non guarda i reality, anche se pensa che siano un ottimo mezzo per arrivare alla popolarità nazionale, “Sono la vetrina più grande che c’è ma spesso la popolarità che danno è una cometa, e forse per questo non ho mai inseguito questa possibile strada”. Lei non aspira al cinema, che pur farebbe, per mettersi alla prova. Sente che non le appartiene. Rimane la televisione il suo interesse principale. Un personaggio a cui si ispira è certamente Milly Carlucci, “Una professionista che non sconfina mai nella volgarità, una vera donna di classe”. Condurrebbe volentieri una trasmissione per bambini, forse perché li ama molto. E non ha dubbi, tra l’amore e la carriera sceglierebbe l’amore, l’amore complice di un uomo che la faccia ridere. “Ho bisogno, al mio fianco, di un uomo che ha bisogno di me. Più intelligente che bello, più simpatico che ricco.” La serenità d’animo di due anime che si confrontano e si intendono, dà una marcia in più. “Tra dieci anni mi vedo mamma, magari già di una bambina un po’ cresciuta. Intanto mi aspetta un’estate di lavoro, in giro per la Sicilia, a condurre le selezioni di Miss Italia.” ◘

VILLA BONOCORE MALETTO

UN VIAGGIO AFFASCINANTE NEL TEMPO Situata nella splendida Piana dei Colli, tra i siti preferiti dell’aristocrazia settecentesca palermitana per la costruzione delle sfarzose ville di villeggiatura di moda in quel periodo, Villa Bonocore Maletto è considerata una tra le più alte espressioni dell’età barocca in Sicilia. In origine proprietà della famiglia Catalano, venne acquistata nel terzo decennio del XVIII secolo da Muzio Spadafora e Branciforte, principe di Maletto. Per volontà di Maria Anna Gaetani Gravina, vedova del principe, la villa subì delle modifiche radicali. In seguito entrò in possesso dei Bonocore, nel 1927 della famiglia amari e nel 1991 venne acquistata dalla famiglia Barraja, gli attuali proprietari,che nel 2004 iniziarono un impegnativo restauro al fine di conferire alla villa l’antico splendore. Le cinque sale della Dimora Storica, caratterizzate da ambienti impreziositi da mobili ottocenteschi, sono ideali per matrimoni, meeting ed eventi privati di ogni tipo e possono accogliere fino a quattrocento persone. Agli spazi interni si aggiungono le due terrazze panoramiche, che si affacciano sulla corte e sul giardino, particolarmente indicate per i momenti conviviali. Per gli eventi open air è possibile disporre anche del godibile giardino storico di circa 10.000 metri quadri, decorato con essenze fiorite. La Dimora Storica dispone di dodici camere luminose di cui due adatte a persone con disabilità e tre Junior Suite con soppalco e living sobrio ed elegante. Le camere si affacciano sui vari angoli del parco e dispongono di un giardino dove si possono trascorrere piacevoli momenti di relax. In quelli che un tempo erano i magazzini è stato realizzato un moderno centro benessere, il Bonocore Wellness. Dispone di un’ampia zona umida con sauna, bagno turco, tepidarium, percorso di kneipp, le docce emozionali ( tropicale e artica) e la cascata di ghiaccio. Ci si può sottoporre anche a cromoterapia, aromaterapia e musicoterapica. Cinque confortevoli cabine massaggio consentono di usufruire di rituali di benessere, trattamenti estetici e percorso di coppia con vasca idromassaggio. Durante ed alla fine di ogni percorso nella zona relax si degusteranno thè e tisane aromatiche. La piscina esterna, riscaldata d’inverno, è dotata di panche e lettini dedicati all’idromassaggio. Il tutto a stretto contatto con la natura. INFO La villa, che è servita da location per il nostro pezzo di copertina, sorge al centro della piana dei colli lungo la strada che porta a Sferracavallo, in contrada Cardillo, in via Salvatore Minutilla. www.villabonocoremaletto.it.

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WOMEN AT WORK

Patrizia Di Dio naturalmente “en rose” Manager del gruppo Cida/La Vie En Rose, presidente nazionale Terziario Donna Confcommercio, vicepresidente di Confcommercio Palermo, l'imprenditrice siciliana ricopre diverse cariche all'interno dell'associazione Federmoda nazionale e locale. Patrizia Di Dio è oggi considerata una delle dieci donne più belle e potenti della Sicilia. Con Shalò abbiamo voluto porle qualche domanda sulla sua vita professionale e privata

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di Roberto Capone, Foto Antonio Androsiglio

onne e governance, un'impresa possibile? “In qualità di presidente nazionale del terziario donna che rappresenta la base associativa al femminile di Confcommercio   sono molto impe-

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gnata nel mio ruolo a sostenere  una maggiore presenza femminile a tutti i livelli di “governance” del nostro Paese, utilizzando un nuovo approccio del tema, non parlando più di “quote rosa” ma di affermazione di “democrazia paritaria” attraverso lo strumento giuridico. È un imperativo morale, Kant direbbe che è un imperativo categorico portare avanti con forza e tutte unite questa volontà e concludo come diceva Machiavelli: ‘Dove c’è una grande volontà non possono esserci grandi difficoltà’ , è il mio personale auspicio  per tentare di arginare, modificare quello che è un cattivo funzionamento della democrazia , una lacuna visto-

sa, un “deficit di democrazia” non più tollerabile”. Il settore del tessile e dell'abbigliamento da alcuni anni sta vivendo una fase di stagnazione. Che futuro vede per la moda italiana? “Il problema è stato quello della delocalizzazione fuori dall’Italia proprio dei più importanti gruppi che hanno trovato proficuo spostare le produzioni in Paesi low cost a scapito del manifatturiero italiano.   La collezione “la vie en rose” invece viene realizzata in Italia e rappresenta un vero made in Italy. Occorre un consumo più consapevole da parte degli italiani anche in considerazione di salvaguardare le nostre pro-


duzioni e quindi anche il nostro PIL attraverso i propri acquisti. Che senso ha acquistare un capo costoso, di un marchio italiano, che di made in Italy non ha più nulla? Solo perché ci si lascia condizionare dal valore aggiunto della pubblicità e non dalla “sostanza”…ciò dovrebbe far riflettere molto i consumatori che, con i loro acquisti, determinano fortemente anche il sostegno o meno alla nostra economia”.        Lei è una donna di successo in un Paese dove la presenza femminile nei posti di comando dell'economia e delle imprese è ancora ridotta all'osso. Come si spiega la bassa presenza di donne nelle stanze dei

bottoni? “Le donne ormai sono presenti in tutti gli ambiti ma ancora scarsa è la loro presenza ai vertici perchè, rispetto agli uomini, scontano la  difficoltà di dover conciliare l’attività lavorativa con gli altri ruoli che detengono nella società. Ha poco tempo per investire anche nella visibilità di sé e per dedicarsi alla carriera perché dopo avere svolto il proprio lavoro magari fugge ad occuparsi di altro. L'Italia è, tra i Paesi ad alto reddito, quello che utilizza al minimo il potenziale di sviluppo legato al lavoro femminile. È un percorso di garanzie, non di semplici “riserve”; ed è un percorso che investe l’inte-

ra società perché la scarsa presenza di donne ai vari livelli e  nella governance di un Paese  è, anzitutto, una questione culturale, la dimostrazione dell’arretratezza culturale di un Paese, una questione di civiltà, rivela una grave carenza di democrazia: pone un problema di legittimità dei risultati perché impedisce che si tenga pienamente conto degli interessi e delle esigenze di tutta la popolazione nel suo complesso e rende quindi incompiuta la nostra democrazia, ma anche impoverita nella ‘visione’ femminile.  Non è un tema che “riguarda le donne” o “per le donne”, ma è un tema di democrazia, che riguarda uomini e donne. Credo che sia necessario porre in essere una proporzionata presenza delle donne nella governance del Paese, non soltanto per l’attuazione della democrazia paritaria senza la quale non si può parlare di vera democrazia,  ma anche per un’esigenza economica.  Le donne rappresentano una risorsa fondamentale per la crescita e lo sviluppo economico. È proprio l'attuale crisi che impone di concentrarsi con maggiore attenzione sulla questione femminile e sul ritardo italiano nel processo di aumento dell'occupazione e dell’utilizzazione delle competenze delle donne”. Più le donne si realizzano nel lavoro e fanno carriera, più difficoltà hanno a trovare l’uomo giusto? “Le donne sono cresciute, sono più esigenti, mentre gli uomini forse si sono anche intimoriti un po’. Ma al di là delle affermazioni personali di entrambi i sessi penso che in una coppia non vadano sviliti i ruoli, perché se è sacrosanta la parità per quanto riguarda i diritti, le differenze dei ruoli è importante che rimangano per mantenere un rapporto accattivante e soddisfacente”.    È difficile per una donna conciliare carriera e famiglia? “Terribilmente. La nostra non è una società pensata per una donna che lavora, e continua a essere moglie, compagna, mamma, figlia. Non ci sono servizi di cura di qualità che assicurino un adeguato supporto. Tutto si riversa sulle donne e sulla loro capacità di sostegno ‘mutualistico’

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WOMEN AT WORK

"La nostra non è una società pensata per una donna che lavora, e che continua a essere moglie, compagna, mamma, figlia. Non ci sono servizi di cura di qualità che assicurino un adeguato supporto. Tutto si riversa sulle donne e sulla loro capacità di sostegno mutualistico" 32

per conciliare gli impegni lavorativi e di cura familiare e dei figli. Non c’è la mentalità. La mattina l’uomo sa che comunque andrà a lavorare se sta bene, la donna deve porre in essere tante condizioni. Uno studio recentemente ha dimostrato che, rispetto alla giornata di un uomo, quella della donna dura 27 ore”. Sappiamo che lei è una mamma molto presente con sua figlia, come fa a destreggiarsi tra casa e lavoro? Cerco di dare il  massimo in quello che faccio. Mia figlia è parte di me, è la mia stessa vita. Ho cercato sempre di essere presente anche senza rinunciare al mio lavoro perché anche lì il mio senso di responsabilità è massimo. Con tutti i sensi di colpa, spesso immotivati, che noi donne oc-

cidentali ci portiamo appresso. Oggi mia figlia, che ha quasi 19 anni,  mi dice che non desidera altro che venire a lavorare con me e mi assicura che non avrebbe voluto una mamma diversa, magari una di quelle che possono stare il pomeriggio a casa ad aiutare a fare i compiti, cosa che non ho potuto mai fare. Ciò mi rincuora enormemente perché vuol dire che non ha percepito la mia assenza come ‘abbandono’, ma è consapevole che ero impegnata al lavoro. Al contempo ha anche compreso che quando dovevo essere presente non le ho fatto mancare il mio sostegno e che il mio impegno è percepito come esempio positivo addirittura da seguire. E questo da donna  e da mamma mi riempie di gioia” ◘


Marilyn come lei Cannes celebra la diva delle dive

DIVE DELLE DIVE

nessuna più

50 anni d'indelebile fascino di Roberto Capone

Ingenuità e dolcezza il mix del suo sex appeal. Neanche mezzo secolo può anche soltanto sbiadire la più intramontabile icona femminile generata dal mito hollywoodiano. Un’icona della femminilità che dietro potenza di fascino celava una donna fragile e infelice

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cinquant'anni dalla scomparsa Marilyn Monroe resta una delle principali figure del cinema mondiale, riferimento eterno e assolutamente contemporaneo della grazia, del mistero e della seduzione. Corteggiata e vezzeggiata è diventata un mito. Copiata nella moda, celebrata nella pubblicità, clonata nell’arte. Ironica e ribelle, icona di Andy Warhol, arte, moda e pubblicità ne hanno fatto una dea inarrivabile. La sua malizia mista all’ammiccante ingenuità è rimasta nell’immaginario non solo degli uomini. Simbolo della sensualità per eccellenza era, e rimane, una delle più amate star di tutto

il secolo. Ancora oggi a 50 anni dalla sua scomparsa, mentre si rincorrono celebrazioni, omaggi di stilisti ed eventi per festeggiare la diva delle dive, tutti i sondaggi - People, Empire, Playboy - la vedono al primo posto tra le star di Hollywood più sexy di tutti i tempi. Il suo mito supera di gran lunga il pur apprezzato - e spesso sempre più rivalutato - talento artistico di attrice sicuramente fuori dal comune, un "sogno proibito" per milioni di appassionati di cinema. Il fascino che emanava dal grande schermo e dalle copertine in carta patinata ha contribuito a farne un sex symbol fuori da ogni tempo; la fragilità che ha contraddistinto la sua esistenza l'ha resa una vera e propria icona della cultura pop. È stata anche una cantante dalle doti non particolarmente eccelse

ma con un timbro vocale in grado di affascinare l'ascoltatore. Fra i suoi successi, quasi tutti inseriti nel contesto dei film da lei interpretati, vi è anche la celeberrima “My Heart Belongs To Daddy”. Altri grandi successi canori di Marilyn furono “Bye Bye Baby”, cantata nel film “Gli uomini preferiscono le bionde”, e “I Wanna Be Loved by You”, cantata nel film “A qualcuno piace caldo”. In occasione del suo 65mo anniversario, il Festival di Cannes 2012 (si terrà dal 16 al 27 maggio) celebrerà Marilyn Monroe. Dopo Faye Dunaway dunque, la kermesse diretta da Thierry Fremaux omaggia un'altra donna, la diva di Hollywood per antonomasia. La locandina del festival - la foto è di Otto L. Bettmann - la ritrae in un momento di intimitá, una festa di compleanno: l'occasione propizia per ricordare insieme l'anniversario della sua scomparsa e le 65 primavere del Festival. ◘

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TAGLI D'AUTORE

Barbie Loves

SALVO FILETTI 34


L di Roberto Capone

ui talmente bravo che anche Barbie ha voluto affidargli la cura del suo look, lei è diventata talmente glamour che anche Vogue le ha dedicato un servizio. Salvo Filetti, hair stylist di compagnia di bellezza, reinterpreta il look di Barbie con 24 outfit originali “Le vere icone di stile trascendono le generazioni, le mode e le tendenze” ha dichiarato” Emmanuel Benoit, direttore Marketing Mattel Italia,“Ed è proprio il caso di Barbie, icona nata alla fine degli anni ’50 che continua a riscuotere ancor oggi un’incredibile popolarità perché resta fedele alla propria eredità condivisa di grande design e stile”. Per più di cinquant’anni Barbie ha ispirato i sogni, le scoperte e le aspirazioni delle bambine. Mentre Barbie si rivelava uno dei giocattoli più venduti al mondo, Mattel ne accresceva il mito, inventando una

L'hair designer di fama internazionale ha curato, con il suo stile inconfondibile, le acconciature di Barbie, l'icona mondiale delle bambole. Un'operazione di marketing e fashion style che ha riscosso un enorme successo vera e propria biografia. Alla bambola venne assegnato un nome completo, Barbara Millicent Roberts, Barbie fece la sua apparizione nei negozi il 9 marzo 1959, vestita con un costume zebrato, e con i capelli legati con una lunga coda. Con lei la haute couture diventa una tendenza super cool. È sfrontatamente e totalmente girl. Tutti sanno ormai che è la bambola fashion più famosa del mondo. Ma nonostante la sua enorme popolarità, Barbie è rimasta la stessa simpatica fashionista che è sempre stata, non si è assolutamente montata quella sua leggendaria testolina dalle acconciature ultra trendy, anzi l’ha affidata a Salvo Filetti. Una partnership tra la fashion doll più famosa del mondo e compagnia della bellezza marchio fondato da Salvo Filetti e Renato Gervasi che porta che porta in giro per L’Italia lo stile e le tendenze della moda capelli. L’incontro fra Barbie e Filetti è stato qualcosa di più di un incontro, si potrebbe definire un vero “colpo di testa” e da questa magica unione è nato il progetto “Barbie Loves Salvo Filetti”.Ventiquattro sti-

li differenti che rivelano l'abilità assoluta dell'hair designer di operare anche su teste di così piccole dimensioni senza tralasciare alcun dettaglio: Salvo è riuscito a costruire carré minimali e lunghezze estreme, ricci vaporosi e sfumature che vanno dal nero corvino, al rosso fuoco, al verde. 3"E' stato entusiasmante per me poter giocare, sperimentare e cambiare l'unicità di Barbie, rappresentare con un'unica identità un regno ricco di possibilità, una fantasmagoria di ritratti, differenti immagini e manifestazioni della bellezza": le ha tinte, spettinate, acconciate, le ha stravolte. Una Barbie con ventiquattro look diversi, tutti con capelli veri e le tinte l’Oreal, Barbie cambia completamente taglio e colore, interpretando magistralmente sia le acconciature più “chic” che le versioni più “sauvage” e dosando colori accesi come il rosso fuoco o il nero corvino e tagli che vanno dal più corto carrè a lunghezze estreme e maxi volumi. Una collezione ideata e realizzata da Filetti con il  talento creativo che si riserva alle “vere signore”: utilizzando capelli naturali, i suoi veri strumenti del mestiere, e prodotti di colorazione professionale come quelli della L’Oréal. Jean-Paul Gautier, Christian Lacroix e Giorgio Armani sono solo alcuni dei 50 fashion designer che hanno realizzato creazioni di moda per Barbie, lui è l'unico hair stylist al mondo ad averle acconciate. ◘

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BORSE D'AUTORE Anteprima collezione a/i 2012/13 - visone colore blonde racchiusa in un guscio di metallo dorato con applicazioni di Swarovski.

Borse chic per donne glamour Ottavia Failla,

A

creazioni esclusive

l numero 20, di via Della Spiga, una delle vie del centro di Milano, considerata una delle zone più lussuose, e uno dei maggiori centri dello shopping dell'alta moda a livello mondiale, ha sede lo show room di Ottavia Failla. Per la linea di accessori che porta il suo nome trova ispirazione viaggiando per le più importanti città d’Europa, ma è sempre la sua Sicilia, meravigliosa terra del Sud, che rivive nei colori, nella passione e nell’estro che caratterizzano le sue incantevoli creazioni. Il suo percorso

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di Roberto Capone

da stilista comincia quando viene contattata da un’amica che le chiede di confezionare una borsa per un importante matrimonio all’hotel Principe di Savoia di Milano. Ottavia crea un piccolo modello plissettato, color verde sottobosco, adornato di fiori. Il successo è immediato e altre amiche cominciano a chiederle creazioni su misura fino a quando, un pomeriggio di giugno del 2002, passeggiando per Roma con sua figlia Anna, Ottavia entra per caso nel negozio Eleonora dove il proprietario, Alberto Sermoneta, nota subito la borsa che indossa e le chiede di realizzare diversi modelli in pelliccia in occasione della manifestazione romana “Donna Sotto le Stelle”. Da qui parte tutto, un po’ per caso, un po’ per gioco. Due modelli esclusivi in volpe colorata vengono esposti nelle vetrine di Eleonora. Entrambe, una nella tinta arancio e l’altra rosa, sono ulteriormente accessoria-

te da un collo di volpe abbinato. L’esposizione in via del Babbuino è stupenda e riscuote un enorme successo: le prime clienti sono una principessa araba e una indiana che si innamorano a prima vista delle Creazioni Esclusive Ottavia Failla. Erano proprio vere le parole del lungimirante Sermoneta, quando le disse “Le tue borse sono per le principesse!”. Dopo Eleonora, arriva la boutique More + Chic di Cala di Volpe, in Sardegna. La visibilità dello stile Ottavia Failla è sempre più ampia. La Regina Rania di Giordania, in vacanza nell’isola sarda, acquista per sé un modello in pelliccia. Segue la Baronessa Von Tissen che acquista una variante in shantung color rosa e un modello in volpe marrone che indosserà al matrimonio di Juan Carlos di Spagna. E poi ancora le cantanti Diana Ross e Amy Stewart. Arriva anche Sangeta, principessa indiana che crede così tanto nel talento di Otta-


borsa icona della maison

via da organizzare un happening in suo onore presto il Dorchester Hotel di Londra dove le preziosissime creazioni attirano l’attenzione delle signore alla moda londinesi. Oggi le creazioni Ottavia Failla sono presenti in Italia e nel mondo a Casablanca, Barat, Arabia Saudita e Vienna. Sempre nel febbraio del 2007, subito dopo l’apertura dello showroom milanese, il marchio Ottavia Failla entra nel mercato Giapponese con la boutique Tokio Pacific di Tokio, dove lo scorso Aprile l’ereditiera Paris Hilton ha acquistato un piccolo modello di chiffon lilla, decorato da tanti piccoli fiori. Nell’Aprile del 2007 l’attrice Mischa Barton durante uno shooting per la rivista Vanity Fair Italia, s’innamora di un porta-cellulare in mongolia nero e lo porta con sé a Los Angeles. Un’altra VIP cede al fascino di queste creazioni esclusive. Lo scorso luglio, lo splendido modello in piume con macro manico a forma di spilla da balia decorato di Swarovski, è

stato esposto nel corso dell’esibizione “The World of Swarovski”, evento di richiamo internazionale che ha avuto luogo nella città di Beijing, in Cina, dove sono intervenuti più di mille ospiti per una spettacolare installazione futurista, legata all’universo dei cristalli più famosi al mondo. Lo scintillante modello di piume ha subito conquistato il pubblico e un incredibile editoriale a pagina piena su Elle Cina. Il quartiere operativo e l’atelier Ottavia Failla si trovano a Modica, in Sicilia, all’interno di un antico palazzo nel centro della città, di cui un’ala è sede del Palazzo Failla Hotel. Dalle borse alle stole, alle sciarpine e ai porta cellulare, ogni oggetto è interamente realizzato a mano con una particolare cura dei dettagli. La linea di accessori Ottavia Failla è un eclettico mix & match di tessuti, perle, spille e fiori cuciti e assemblati minuziosamente dalle mani di esperte artigiane che seguono con attenzione le indicazioni della designer. Ottimia invece è la nuova linea di borse e accessori del marchio Ottavia Failla, al suo esordio per la stagione autunno inverno 2012-2013. E’ una collezione che unisce la creatività e l’eleganza tipiche del marchio a uno spirito nuovo, che svela una inedita anima glamour- rock, con la giusta dose di ironia e senza dimenticare i valori di sempre, qualità, ricerca, stile e made in Italy. Ottimia nasce allo scopo di esplorare un mercato orientato a un pubblico giovane, dinamico, attento ai dettagli, che non rinuncia all’eleganza di una borsa dalla manifattura artigianale, ma con un occhio al budget. Design moderno e lineare, dunque, unito a prezzi accessibili, ma nel rispetto di quei concetti di ricercatezza dei mate-

riali, dei colori, che rappresentano valori imprescindibili per l’azienda. Tradizione di famiglia, unita a una imprenditorialità rivolta al futuro, un connubio che ha portato alla nascita del brand il cui nome racchiude molteplici significati e la filosofia stessa dalla collezione. Ideato da Anna Gugliotta, figlia di Ottavia Failla nonché brand manager del marchio, Ottimia è un richiamo inequivocabile all’azienda di famiglia, simboleggia al tempo stesso il senso di appartenenza che lega Anna a questa sua prima collezione, interamente creata e curata da lei, per la quale ha voluto ispirarsi ad un concetto di femminilità nuovo, tra avanguardia e tradizione, pensato per donne dinamiche, attente al cambiamento, eleganti e sofisticate, con un’anima rock e romantica al tempo stesso. Dettata da queste ragioni anche la scelta del materiale utilizzato per l’intera collezione: la pelle, presentata in modo pratico e accessibile, impreziosita da dettagli ricercati e da un mix & match tra rigore del design e morbidezza dei materiali. Ottimia è un nome scelto anche sull’onda emotiva di affetti e legami imprescindibili, Anna non è solo un’imprenditrice impegnata, ma anche una mamma attenta, la sua piccola Ottavia e il suo vezzeggiativo preferito, Otti mia, appunto, non potevano non giocare un ruolo fondamentale in questa nuova avventura. Un’azienda la cui componente femminile è assoluta e indiscutibile, è naturalmente incline a dar vita a collezioni la cui ispirazione è la vita di ogni donna, i suoi mille impegni, le sue esigenze di praticità ed eleganza, elementi che fanno da fil rouge a questa linea, pensata per le donne, creata su misura per loro. ◘

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GUERRILLA GARDENING

SANTA ROSALIA BENEDICE CHI INNAFFIA di Carola Arrivas Bajardi

A PALERMO QUESTO GRUPPO DI INDOMITI GIARDINIERI CHE HA COME MUSA ISPIRATRICE LA SANTUZZA RECUPERA CON AZIONI DI VERDE URBANO LA SACRALITÀ DEGLI SPAZI PUBBLICI E DONA BELLEZZA A LUOGHI DIMENTICATI

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iappropriarsi degli spazi abbandonati del centro storico, interstizi urbani e non luoghi divenuti immondezzai, ridare loro dignità e restituirli alla collettività. Ecco la missione dei Giardinieri di S. Rosalia, detti anche “Albergherilla”. Appellativo, quest’ultimo, che deriva da una sintesi tra “Albergheria”, il quartiere in cui il gruppo ha iniziato a operare, e il movimento dei Guerrilla Gardening, di cui fanno

parte. Guerrilla Gardening è un movimento internazionale apolitico ed autofinanziato che ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini al problema del degrado urbano tramite azioni pratiche e risolutive. Nato nel 2004 in Inghilterra, si diffonde presto anche in Italia attraverso organizzazioni di carattere regionale dai nomi più vari. Se la modalità di azione dei Guerrilla Gardening, che cercano di sorprendere e coinvolgere gli ignari passanti in veri e propri “attacchi” notturni di giardinaggio collettivo, ricorda molto il flash mob, i Giardinieri di S. Rosalia hanno un approccio con la gente più mediato e alla luce del

sole. Infatti operano sempre in armonia e in accordo con gli abitanti del quartiere, considerando la loro un'attività di giardinaggio sociale. Giardinieri sì, ma perché di S. Rosalia? Tra i palermitani e Santa Rosalia c'è un rapporto d’amore viscerale! E poi mai nome di santa è stato più appropriato! L'obiettivo? Ridare sacralità agli spazi verdi e ai giardini abbandonati della città, accostarsi alla cultura e alla vita dei quartieri popolari. Dialogare con loro per recuperare dal basso gli spazi pubblici abbandonati, dove il “pubblico” non è più terra di nessuno, ma riacquista il significato di “bene collettivo”. In una città “variopinta” come Palermo niente di strano che nel ripu-

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GUERRILLA GARDENING

OPERANO SEMPRE IN ARMONIA E IN ACCORDO CON GLI ABITANTI DEL QUARTIERE, CONSIDERANDO LA LORO UN'ATTIVITÀ DI GIARDINAGGIO SOCIALE lire, i Giardinieri trovino proprio di tutto: scheletri, stoviglie decorate, bambole decapitate. E dopo aver ripulito e piantato nuove piante, con i materiali recuperati, per lo più pallett e cassette in legno, realizzano elementi di arredo urbano. Ecco che l'immondezzaio abbandonato si trasforma in giardino fiorito! L'attività dei Giardinieri non finisce qui, dopo tanto duro lavoro arrivano i festeggiamenti. Tutto si trasforma in un happening sociale che si esprime diversamente a seconda dei partecipanti: dalla preparazione di una marmellata di arance all'aria aperta, alle bande musicali ai racconti per bambini, ecc. Molto importante, però, è non vanificare tutto il lavoro fatto: la collaborazione della gente del quartiere è fondamentale per mantenere il giardino pulito una volta inaugurato. Questo, infatti, ha bisogno di cure e manutenzione costanti per non regredire nell'iniziale stato di abbandono. L’obiettivo finale dei Giardinieri è, dunque, quello di suscitare nei cittadini un sentimento di responsabilità collettiva. I Giardinieri sanno benissimo che questo obiettivo sarà aggiunto solo se gli abitanti del quar-

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tiere cominceranno a sentire propri i nuovi spazi verdi. Solo allora, infatti, la gente si impegnerà a difenderli e a curarli. Come è accaduto in “Piazza Mediterraneo”, nel quartiere Albergheria, dove gli abitanti hanno rinunciato ad alcuni posti auto per recuperare uno spazio abbandonato e creare una piazzetta con giardino! Ciò che maggiormente colpisce nel vedere questi giardini è il modo in cui, spontaneamente, un piccolo gruppo di ragazzi di varia estrazione culturale (non necessariamente agronomi, architetti o urbanisti) sia riuscito a dimostrare che, rimboccandosi le maniche, con amore, impegno e buona volontà, si possa ridare dignità ad una città meravigliosa ed ai suoi abitanti. La cura degli spazi pubblici, laddove il pubblico è quasi sempre assente e il privato spesso si sente autorizzato a rovinare ciò che resta, presuppone una presa di coscienza collettiva, un risveglio della mente e dei sensi. I Giardinieri di Santa Rosalia sono un interessante esempio di come si possa reagire e smettere finalmente di subire lo squallore di una città, la nostra Palermo, da troppo tempo abbandonata a se stessa. ◘

FLASH MOB Un flash mob (o flashmob) è una mobilitazione improvvisa di gruppo di persone che si riuniscono in un luogo pubblico con un’azione insolita e apparentemente inutile per un breve periodo di tempo, poi si disperdono. Il termine, coniato nel 2003, viene generalmente applicato agli eventi di espressione artistica, satira e intrattenimento. I flash mob sono organizzati tramite i social networks o le e-mail virali.


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LA PERLA NERA

Un tuffo dove l'acqua è più blu

I FONDALI DI USTICA OFFRONO LA POSSIBILITÀ DI SVOLGERE UN’INFINITÀ D’IMMERSIONI, TUTTE INDIMENTICABILI PER LA TRASPARENZA DEL MARE E PER L’ESUBERANZA DI VITA CHE POPOLA QUESTI FONDALI VULCANICI foto e testi di Riccardo Cingillo

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stica s’innalza dal blu intenso del Mediterraneo a 36 miglia da Palermo. Definita “Perla nera del mediterraneo” costituisce la parte affiorante di un vasto complesso vulcanico che dagli abissi si è spinto verso la superficie creando questa piccola isola. Il principale insediamento è il borgo di Ustica, situato davanti Cala Santa Maria, che con il suo grazioso porticciolo costituisce anche l’unico approdo dell’isola, su cui incombono ancora i resti dell’antica Fortezza del Capo Falconara, costruita nel XVII per difenderla dai continui assalti dei pirati e Saraceni. L’attrazione principale dell’isola è costituita soprattutto dai suoi magnifici fondali, un vero paradiso per tutti i subacquei, che già a pochi metri di profondità offrono un ricco spettacolo fatto di vita e colore. Grazie all’istituzione dell’area marina protetta nel 1987, la prima in Italia, si è riusciti a preservare i suoi pregiati ambienti, e così oggi durante ogni immersione lungo le sue coste variegate e piene di anfratti e caverne, è facile imbattersi in saraghi, orate, cernie, branchi di barracuda, ed anche in specie più rare come pesci luna e tartarughe. I fondali di Ustica offrono così la possibilità di svolgere un’infinità d’immersioni, tutte indimenticabili per la trasparenza del mare e per l’esuberanza di vita che popola questi fondali vulcanici. Tuffiamoci così nelle acque della secca della colombara, situata a meno di un miglio dallo scoglio della Colombara, che si presenta come un possente bastione di basal-

LA PERLA NERA

SEMBRA CHE PROPRIO QUI LA NATURA E LA STORIA ABBIANO VOLUTO RIASSUMERE IN UN SOLO LUOGO TUTTE LE INFINITE BELLEZZE DELLO SPLENDIDO MAR MEDITERRANEO to che si innalza verticalmente da 50 metri di profondità. Scendendo lungo le pareti della secca si potranno esplorare anfratti che ospitano una fauna molto abbondante ed ammirare rocce totalmente ricoperte da Paramuricee, astoides, spugne e tunicati. Mentre durante la risalita è facile osservare il passaggio di pesci pelagici come i barracuda, ricciole o tonni. Terminata questa immersione spostiamoci vicino la zona integrale dell’area marina protetta, a ridosso dello Scoglio del Medico dove la morfologia del fondale offre una grande varietà di situazioni come tunnel, canyon e grotte, che quasi per magia si alternano in continuazione. Sul versante meridionale dell’iso-

A TAVOLA SULL’ISOLA La cucina locale è deliziosa. A base di pesce, naturalmente, ma offre anche saporiti piatti preparati con i prodotti della terra, come le piccole lenticchie di Ustica, rinomate per il loro deciso sapore, ottimi anche un'infinità di prodotti sott’olio preparati durante le stagione morta

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LA PERLA NERA

USTICA:

UN COLPO DI FULMINE

GIÀ A POCHI METRI DI PROFONDITÀ I FONDALI OFFRONO UNO SPETTACOLO DI VITA E COLORE la, è situato il promontorio dell’arpa dove appena immersi, saremo immediatamente avvolti da nuvole d’occhiate che si alternano a boghe e castagnole, ma scendendo più in profondità fino ai 30 metri, s’incomincerà ad ammirare i grandi ventagli delle gorgonie rosse, sui cui rami si possono vedere le belle strutture delle corna d’alce e delle rose di mare, mentre tra le spaccature della roccia fanno capolino murene, gronghi, cernie e branchi di saraghi. Anche punta San Paolo costituisce una immersione da non perdere, poiché appena immersi ci troveremo a nuotare lungo un’impotente franata che precipita oltre i 40 metri. Poco lontano dal piede della scarpata si scorgono nell’acqua limpida, alcuni grossi scogli totalmente ricoperti da gorgonie di colore rosso e all’interno delle insenature piccole cernie fanno da contorno a questa esplosione di colore. Particolarmente affascinate, anche se un poco impegnativa, l’immersione all’interno della grotta dei gamberi. Si tratta di un ampio tunnel che entra nella rocce del fondo a oltre 40 metri per risalire dolcemente, fino a un’uscita secondaria, più piccola della prima, dieci o quindici metri più in alto. All’interno della grotta nel buio più assoluto si muovono fitti sciami di

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gamberi rossi, insidiati dal gigantesco grongo che vive in una piccola camera secondaria vicino all’ingresso profondo, da una moltitudine di mustee dai lunghi baffi. Lo spettacolo della luce che appare alla fine del tunnel, luce di un bel blu elettrico, è davvero emozionante. L’immersione al Secchiello è di certo da considerarsi impegnativa, ma è attraente come poche altre. Resteremo attoniti mentre ci troviamo in uno stretto passaggio tra due scogli completamente ricoperti dalle gorgonie avvolti da centinaia di anthias rosa, mentre sulle nostre teste volteggiano branchi di barracuda. Doppiata Cala Santa Maria ci troviamo in una bella baia, un seno molto ampio dalla acquee poco profonde. È qui che un sistema di sagole collega tra loro diversi reperti archeologici per formare un singolare museo sottomarino, illustrato con tanto di tabelle ricche di disegni e spiegazioni realizzato dalla soprintendenza del mare della regione siciliana. Queste sono solamente alcune immersioni dell’isola, i fondali di Ustica di certo non vi stancheranno mai, anche se le immersioni possono essere molto impegnative. Sembra che proprio qui la natura e la storia abbia voluto riassumere in un punto solo tutte le infinite bellezze dello splendido mar Mediterraneo. ◘

Ustica è stata la prima isola che ho visitato da ragazzino assieme ai miei compagni di scuola durante una calda giornata estiva. Ospitato da amici mi ritrovai su questo pezzo di terra davanti Palermo che mi affascinò per la bellezza del paesaggio: panorami mozzafiato, insenature, grotte come quella “segreta” (un’entrata difficile da scoprire che si trova vicino l’acquario) è chiamata anche rosata per la presenza di spugne rosa al suo interno. Ricordo ancora quando scoprii questo splendido monumento della natura: fu una sensazione bellissima e oggi, ogni volta che ritorno a Ustica, non posso far almeno di andarla a visitare. Quella prima volta che m’innamorai dell’isola fu innanzitutto per il fondale marino, il sole violento, l’acqua limpida. Ricordo di essere rimasto rapito dalla vista di un lussureggiante tappeto di alghe verdi e marroni che colorano la costa sotto il livello del mare, e che in prossimità della costa diventavano di un rosso fuoco. Un paesaggio marino vario e articolato, in cui le alghe erano tantissime nelle zone pianeggianti più esposte alla luce mentre piccole spugne rosse e nere vivevano nelle zone in ombra. A quei tempi la mia passione per il mare era ancora agli albori e possedevo solamente maschera e snorkel, nulla di più, l’attrezzatura sufficiente per godere di questo semplice ma sempre splendido spettacolo. Sono sicuro che da quel giorno decisi che il mio compito sarebbe stato far conoscere il mare agli altri attraverso i mie occhi. A Ustica tornai dopo diversi anni proprio per documentare i suoi fondali marini (R.C.).


Concilium A.D.R.

Professionisti della mediazione

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oncilium A.D.R. è un ente di mediazione tra i primi costituiti in Sicilia occidentale, nato con l'impegno di diffondere il nuovo istituto della mediazione e di formare in maniera professionale e costante i mediatori. Concilium A.D.R. è iscritto nel Registro degli Organismi di Conciliazione del Ministero della Giustizia e, per i procedimenti di mediazione, si avvale unicamente della professionalità di avvocati e laureati in discipline giuridiche. L’ente di mediazione privato, con sede principale a Palermo in via Magliocco a due passi dal teatro Massimo e piazzale Ungheria, è stato fondato dagli avvocati Cristiano Pagano, Gianfranco Aricò, Marina Pace e Maria Grazia Torina, professionisti specializzati in diversi settori nell’ambito della conciliazione nelle varie materie del diritto civile e commerciale, e allo stato attuale, sono più di 500 i professionisti convenzionati con l’ente di mediazione siciliano e 180 i mediatori accreditati in tutta Italia. Cosa distingue questo gruppo di professionisti della mediazione dagli altri organismi che prestano gli stessi servizi? Innanzitutto un regolamento che è esteso a chi vuole intraprendere il percorso formativo di mediatore, usufruendo del costante aggiornamento dei mediatori e del tirocinio assistito da esso fornita, ma anche a chi vuole aprire una sede di Concilium A.D.R.: le sedi devono avere una certa disponibilità di spazio e devono prevedere un organico di almeno cinque mediatori. Un altro elemento importante è l’economiPROMO

cità delle tariffe per i servizi prestati dei mediatori di Concilium. Concilium A.D.R., applica infatti, a chi sceglie di convenzionarsi, sconti fino al 50 per cento rispetto alle tariffe previste dalle tabelle ministeriali. “Il nostro organismo prevede una formazione continua – spiega l'avv. Cristiano Pagano, Presidente dell'Organismo di mediazione e al contempo responsabile scientifico dell'Associazione Italiana di Mediazione civile degli organismi di mediazione civile italiani – e se per legge ogni mediatore è obbligato a frequentare ogni due anni un corso di aggiornamento, noi facciamo molto di più, prevedendo riunioni ogni tre mesi e aggiornamenti con la rete di mediatori che fanno parte di Concilium A.D.R..”. Concilium A.D.R. organizza ogni anno in Italia convegni per diffondere la cultura della mediazione e formare i propri iscritti, come l’incontro sulla “Responsabilità del medico e della struttura sanitaria” che si è svolto il 17 marzo scorso a Termini Imerese con ampio successo di pubblico e l'altro importantissimo convegno che si svolgerà a Palermo l'8 giugno con il tema fondamentale della Mediazione obbligatoria nella RC auto. L’istituto della mediazione riveste in Italia un ruolo sempre più importante da quando dal 2011 è divenuto obbligatorio in materia di diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni da responsabilità medica e da diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari, e dal 21 Marzo 2012 anche in materia di condominio e risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti.

CONCILIUM, Alternative Dispute Resolution Via Generale Magliocco, 27 90141 Palermo tel. 091.6115464 fax. 091.6120049 via Salvatore Cimino 18/A, 90018 Termini Imerese tel. 091.843.93.60. www.conciliumadr.it www.conciliumadr.com Concilium A.D.R.è convenzionato con: Confartigianato Sicilia Confagricoltura Palermo AIOP Sicilia ANACI Palermo e altri enti pubblici e privati Le altre sedi di Concilium si trovano a: Partinico, Corleone, Gela, Petralia Sottana, Bagheria, Menfi, Sciacca, San Giovanni Gemini, Siracusa, Catania, Misilmeri, Villabate, Agrigento, Calatafimi, Alcamo e altre ancora in altre regioni: Cagliari, Velletri, Roma, Verona.

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BALLANDO SOTTO LE PALME Rosalyn Mazzola, ballerina e coreografa – Ph: Sergio Gianfalla

Flamenco

NOSTRANO GIOIE E PEÑE DI PALERMO

NEL CAPOLUOGO SICILIANO LE SONORITÀ FLAMENCHE RIVIVONO INSIEME A UNA GRANDE COMUNITÀ DI AFECIONADOS CHE SI DÀ APPUNTAMENTO IN ALCUNI LOCALI DELLA CITTÀ . VI DIPINGIAMO QUESTA AFFASCINANTE REALTÀ RACCONTANDOVI QUESTI INCONTRI CHIAMATI IN SPAGNOLO “PEÑE FLAMENCHE”

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di Erica La Venuta

lo ami o lo odi. Di solito è così che avviene il primo e indimenticabile incontro con il flamenco. Se lo ami non potrai farne a

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meno e comincerai un percorso fatto di dedizione e grande energia, che ti metterà alla prova sin dai primi momenti, quando tenterai di mettere insieme i passi fatti da un incalzante “planta, tacon e golpe”, i passi tipici del flamenco che si basano sul suono, una vera musica, prodotta da tutta la pianta del piede, o parti di esso, come pianta e tacco, contro il pavimento. Probabilmente sarà il carattere ancestrale di questa arte, che è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell'Umanità, a far sì che da subito si provi tanto

coinvolgimento e amore. E anche se per alcuni il flamenco evoca solo scenari legati alla Spagna, Palermo vanta una grande comunità di “afecionados”, ovvero di coloro che la seguono, studiano e si incontrano in città per praticarla insieme. Se volete assaggiare l’atmosfera di questi incontri, chiamati “Peña flamenca”, potete controllare il calendario del bar MIkalza. Qui ultimamente si esibiscono diversi gruppi e da qualche anno sono ospitati gli allievi della maestra spagnola Lucy Lombardo e dell’italo-canadese Rosalyn Mazzola. In generale le


AL MIKALZA SI ESIBISCONO DIVERSI GRUPPI E DA QUALCHE ANNO VENGONO OSPITATI GLI ALLIEVI DELLA MAESTRA LUCY LOMBARDO E ROSALYN MAZZOLA “Peñe”, che appunto si possono tradurre in italiano come “circolo di appassionati”, svolgono una funzione fondamentale nella divulgazione della cultura flamenca e offrono la possibilità a giovani e non professionisti di esibirsi. Per questo, ciò che conta è l’informalità dell’evento, la sua genuinità e trasporto, non il luogo, che come da tradizione spagnola, è costituito spesso dai bar e dalle cantine andaluse. Fra l’altro è proprio grazie alla comunità flamenca palermitana, fatta da maestri, allievi e associazioni culturali, come Contilde e Alameda, che si organizzano stage con i migliori maestri spagnoli. Ed è così ancora che sono nate le due passate edizioni del "Silenzio Ondulato", una rassegna tra danza, musica e cinematografia alla scoperta del legame tra Andalusia e Sicilia, promossa dall’associazione “Alameda Flamenca”. In città non esistono vere e proprie

in alto: Saggio spettacolo Flamenco Flamenco 2011, allievi di Rosalyn Mazzola. – Ph: Sergio Gianfalla sotto: Medi Egadi Fest, partecipazione del gruppo Flamenco Passion – Ph: Sergio Gianfalla

Enrica Sollazzo, ballerina

Gruppo Soniketè: Alejandra Bertolino Garcia, Silvio Natoli, Laura Bonfiglio

scuole, tranne la storica “Coral Arte Flamenco” che presenta anche corsi tecnici legati agli strumenti del ballo e del canto. Così i gruppi si muovono spesso seguendo gli insegnanti. Tra questi, un punto di riferimento è Rosalyn Mazzola, ballerina e coreografa di esperienza quasi ventennale, molto apprezzata per la creatività delle sue coreografie e per l’attenzione al “zapateado”, ovvero all’insegnamento di quei passi che riguardano proprio il ritmo dei piedi. Per quanto riguarda i gruppi invece, Soniketé propone uno spettacolo inedito, capace di fondere la cultura musicale spagnola con quella Araba, Sefardì e Jazz. La loro musica vi porterà in paesi lontani, grazie al canto di Alejandra Bertolino Garcia, al riutilizzo di strumenti dal timbro orientale e medievale come l'Oud e la Viella, suonati da Silvio Natoli, il tutto impreziosito dal “baile” della giovane Laura Bonfiglio, ballerina del gruppo e maestra di flamenco. ◘

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AVOGADO MEXICAN GRILL TAKE-AWAY IN SALSA MESSICANA

SENSAZIONI E SAPORI TEX-MEX SONO I PROTAGONISTI DI AVOGADO MEXICAN GRILL, IL PRIMO VERO E AUTENTICO “TAKE-AWAY RESTAURANT” DI CIBO MESSICANO DEL CAPOLUOGO SICILIANO. PRODOTTI FRESCHI E RICETTE GUSTOSE IN CHIAVE LOW COST SONO GLI INGREDIENTI DEL LOCALE DI ORNELLA MERCURIO CHE DA ANNI DEDICA PASSIONE E IMPEGNO ALLA CUCINA

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l perfetto connubio tra tradizioni culinarie latine e cottura stelle e strisce, unite alla velocità del take-away e alla varietà di specialità gustose: tutto questo è Avogado Mexican Grill. Lo scrigno gastronomico di Ornella Mercurio offre ai propri ospiti un vero viaggio nel gusto tex-mex a prezzi imbattibili. Il locale di via Terrasanta è il primo laboratorio di cibo messicano e da asporto a Palermo. Tacos, chili, quesadillas, nachos, burritos, hamburger di angus, ma anche gustose insalate e i dessert internazionali sono solo alcuni dei piatti di questo laboratorio di sapori che offre ai propri ospiti la possibilità di scegliere il “livello di piccantezza” delle pietanze. “Da sempre dedico passione e tempo alla cucina - spiega la simpatica titolare che risponde al nome di Ornella Mercurio, architetto e imprenditrice con il palPROMO

lino per la gastronomia – e quando decisi di aprire un locale tutto mio, pensai subito a un restaurant & take-away che proponesse ricette sfiziose di origine messicana con occhio di riguardo alle tasche dei clienti”. Grazie ad Avogado Mexican grill, dall’otto marzo dell’anno scorso le ricette senza tempo dei maya e degli aztechi sono a disposizione nel cuore del capoluogo siciliano. “Ho fatto in modo di inaugurare il locale in occasione della festa della donna – racconta Ornella – per celebrare simbolicamente il coronamento del mio impegno nel trasformare la mia passione in un lavoro”. Sono state, infatti, l’abnegazione al lavoro e la determinazione della tenace siciliana molto impegnata anche nel sociale, a dar vita a un piccolo avamposto del buon gusto che, con i suoi colori vivaci e gli ambienti accoglienti, coccola il palato dei clienti ogni giorno tutte le sere. Avogado Mexican Grill ha pensato anche ai più piccoli con i suoi

menu dedicati e la possibilità di organizzare simpatiche feste di compleanno. Se avete voglia di qualcosa di diverso e stuzzicante, andate a scoprire il primo take away messicano in città, un posto caldo, allegro e coinvolgente nel cuore di Palermo. Se avete conosciuto il Messico e i suoi colori attraverso film, libri e musica è venuto il momento di conoscerlo davvero attraverso il gusto. Quello proposto da Avogado Mexican Grill. Magari comodamente a casa vostra.

Avogado

Mexican Grill via Terrasanta 50, tel. 091.5083168 (Aperti solo a cena, chiuso il lunedì)

www.avogadomexicangrill.com

Potete visitare il profilo personale su Facebook di Ornella per scoprire le tante attività in cui è impegnata.


PAPPA E BUOI DEI PAESI TUOI?

LA VIA DEL RISO

L di Filomena Salerno

a Via del Riso di Shalò ha inizio a Sapporo, Hokkaido. Sapporo è la città di Aoki Nozomo Sun, chef all'Urban. Il riso del suo sushi è della varietà Japonica, di casa nell'Asia orientale, negli stati arabi, nella zona mediterranea, dolce, a grano corto. L'Urban è un locale dal design minimalista, intimo - solo nove tavoli, in vetro. Sessanta i tipi di vini, dieci gli champagne, con la carta del sushi più ampia di Palermo. La varietà del piatto nasce dai differenti ripieni e guarnizioni: gli ingredienti principali, oltre al riso,

SETTEMILA ANNI DI STORIA IN CHICCHI. VI PRESENTIAMO "ORYZA SATIVA", DELLA FAMIGLIA DELLE GRAMINACEE, PROTAGONISTA DELLA GASTRONOMIA CHE DA “FUORI”ARRIVA NELLE CUCINE ETNICHE DEL CAPOLUOGO SICILIANO alghe, vegetali, e naturalmente il pesce: di solito crostacei, molluschi, tonno, salmone, polpo. Quel foglietto nero che osservate nel sushi è l'alga nori. Nell'Uramaki è all'interno, ad avvolgere il ripieno. Nel Temaki si trova all'esterno, nella forma di un cono, col riso dentro e il ripieno che sporge da un lato. È lungo circa dieci centimetri e si mangia con le dita. In mano a un palermitano si sovrappone all'immagine nostrana della frittola, servita nei coni e mangiata per strada; con la differenza che l'alga nori, pur essendo originariamente essiccata e pressata con un processo simile a quello della carta, è commestibile! Ma non è solo cibo. Se c'è una sorta di spiritualità in tutto questo, deve risiedere fra le lunghe e sottili mani di Nozomo, nel silenzio e nella concentrazione del suo la-

voro, nell'affettare sottilissimo, nel suo piegare e disporre con cura: si può dire che disegni ogni singolo piatto. Ma è la Cina il primo produttore mondiale di riso. I primi ritrovamenti risalgono a circa settemila anni fa. Shalò fa tappa in Asia, un po' meno a est di quanto pensiate, diciamo su viale Regione Siciliana. Si è spesso prevenuti quando si tratta di mangiare cinese. Si pensa che la materia subisca direttamente il passaggio dallo stato surgelato al fritto. Ma questo ristorante ha molto più carattere di quelli in giro. Se riuscite ad andare oltre l'insopportabile tovagliato rosa, sorriderete al benvenuto fra nuvole di drago e salsa agrodolce. Per i più ardimentosi, in menù ci sono tutti quei piatti che pretendi solletichino fantasie esoti-

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PAPPA E BUOI DEI PAESI TUOI?

IL TEMAKI, RICOPERTO DI ALGA NORI È LUNGO CIRCA DIECI CENTIMETRI E SI MANGIA CON LE DITA: IN MANO A UN PALERMITANO SI SOVRAPPONE ALL'IMMAGINE NOSTRANA DELLA FRITTOLA che. Per i temerari: riso thailandese con mandorle ananas e uova e cosce di rana piccanti o al burro. Fra gli antipasti, i ravioli brasati, con maiale e cipolla: l'aggiunta dello zenzero allegerisce di molto il sapore. Gli involtini vietnamiti sono una variante graditissima di quello primavera: il segreto è negli spaghetti di soia. Il maiale in agrodolce è servito in un ananas cavo e i gamberi piccanti in una gustosa salsa di bambù, carote, peperoni e funghi. Avete mai mangiato il tofu? E che dite di accompagnare gli spaghetti alla piastra con una birra giapponese? Hanno la Kirin, una lager, cioè a bassa fermentazione: chiara con basso contenuto alcolico. Il gelato fritto è una palla gigante e la pastella è di buona qualità. Se ordinate la frutta fritta, preferitela caramellata. Mangiato troppo? Il conto non può superare i quindi-

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ci euro a persona, ma se - malgrado tutto - trovate difficoltà a digerire, concludete con un ottimo liquore alla rosa, una grappa leggera e delicata. A soli sette minuti di auto, la via del riso ci porta in India, nella spartana rosticceria dalle pareti rosse in via Dante. Qui lo gustiamo accompagnato da diverse salsine: quella alle zucchine, alle lenticchie, piccante al cocco, oppure tradizionalmente, con carne o verdure miste. Molte le specialità, il samosa e il roti, scoprite cosa sono prima di mangiarli: è storia, è cultura. Il posto è reso allegro dal continuo via vai multietnico di gente. Appena arrivati alzate gli occhi, vi troverete dinanzi un quadro che, in lungo, da' spazio al Budda, al biondo Cristo della nostra iconografia classica accompagnato da Sant'Antonio e seguito da Sarasvati, dea indù della conoscenza e delle arti. I proprietari sono una famiglia cattolica dello Sri Lanka, e lo chef che prepara il kebab è musulmano. A questo proposito, la nostra prossima tappa è Marrakech, Marocco, in via Danimarca...! Colori accesi, splendidi smalti, luci soffuse, candele e un angolo con tappeti e cuscini. La qualità è alta, le porzioni abbondanti, il kebab è di produzione propria. La presentazione del piatto è molto curata. Consigliamo l'antipasto misto: merghes - pane arabo fritto con carne di montone, kaber – con finocchietto e ceci, pastella - patate e cumino, il pollo in crosta di mandorle, i falafel, coronati da una marmellata di peperoncini dolci e piccanti: eccellente. Squisito l'alluc con carne di agnello, con salsa allo yougurt, panna, spinaci, il croccante delle mandorle e la poesia della cannella. Il riso lo ritroviamo col pollo nel mifoia: è speziatissimo, si sentono distintamente la cannella, la noce moscata, l'uvetta...al Marrakech non riescono a essere banali: potete mangiare la pizza su pane

arabo – sfornato da loro – assaggiare il dolce di cous cous con pistacchi e datteri; bere thè pregiati con erbe da tutto il mondo in teiere hi-tech con filtri piramidali in seta; affogare lo stress nella fonduta assieme alla frutta, senza strozzarvi: il rapporto qualità prezzo è ottimo. Anche se si tratta di “soli” cinque secoli, il riso è arrivato anche in Europa. A piazza Virgilio potrete assaggiare una regina che nuota fra cozze, gamberi e calamari: la paella. Kus Kus, ristorante di cucina arabo-spagnola, ne fa un trionfo di gusto. Con un nome così non può venir meno alla sua fama: il cous cous è davvero ottimo, gli chef sono trapanesi, che è già di per sé una garanzia. L'atmosfera è davvero piacevole, il pesce fresco, il servizio curato. Il nostro viaggio lungo la via del riso si ferma qui. Ma non possiamo non ricordare il suo approdo nelle regioni del Nord Italia. E se oggi proprio non vi andasse di uscire, preparatelo alla milanese in bianco e nero davanti al film di De Laurentis, con la mondina Silvana Mangano. (Riso Amaro, 1949). ◘

IDEE

PER GUSTARSI

LA VITA:

URBAN, via Mazzini 5 Tel: 091583523 ASIA, viale regione siciliana, 2645 Tel: 091.6810591 CEYLON FAST FOODS, via Dante, 174 Tel. 0913 21475 MARRAKECH, via Danimarca, 46 Tel. 3208152475 KUS KUS, piazza Virgilio, 9 tel: 091.586526


ZuccheRosita’s Cake

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n po’ come Giovanna, la protagonista de La Finestra di fronte che aveva il sogno di diventare maestra pasticcera e confezionare torte, anche Rosita Ciulla ha seguito il suo istinto e il cammino tracciato dalla sua passione. Oggi Rosita – in arte “Zuccherosita’s cake” – a 37 anni è un’affermata cake designer che realizza “dolci sogni” su commissione e per i suoi splendidi bimbi Antonio e Alessandro. Qualche anno fa, infatti ha fatto una scommessa con se PROMO

stessa e ha trovato la giusta sintesi fra la sua spiccata manualità, il divertimento della progettazione, il gusto per il design e l’amore per i dolci che si porta dentro sin da quando era ragazzina. “Sono sempre stata appassionata di dolci – ci racconta Rosita – mi diverto a prepararli fin da quano ero piccola, ma il vero colpo di fulmine è avvenuto a settembre del 2011 in occasione del settimo compleanno di mio figlio e poi… non ho più potuto smettere”. Il cake design nasce ufficialmente in occasione del matrimonio della Regina Vittoria nel 1840, ed è per questo che il composto a base di zucchero e albume d’uovo che una volta asciugato assume l’aspetto del ghiaccio, viene chiamato Royal Ice, ovvero ghiaccia reale. Petali di fiore, perle bianche, grandi fiocchi… tanta passione per opere d’arte della pasticceria: “Per me ogni torta è un divertimento – continua ZuccheRosita’s – e cerco sempre di accontentare le richieste più bizzarre e ogni nuova torta rappresenta una sfida con me stessa”. Ultimamente Rosita ha partecipato a eventi e corsi di importanza nazionale per affinare sempre di più la sua tecnica e perfezionarsi nel “modelling”. “La cosa che adoro è riuscire a plasmare un pezzo di pasta e farlo diventare un soggetto che

sembra prender vita – ci spiega la cake designer palermitana – ma soprattutto osservare l’espressione di sorpresa sulla faccia sorridente del festeggiato”. Chi trova troppo lezioso, troppo vezzoso o non crede ancora che il cake design possa riservare piacevoli sorprese al palato oltre che alla vista, si ricrederebbe assaggiando le torte di ZuccheRosita’s, mentre tra idee, appunti, disegni e decorazioni realizza passo passo una delle sue fantastiche torte personalizzate.

Per info potete contattare il numero: 3298413359 oppure visitate il profilo “ZuccheRosita’s Cacke” su facebook.

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WALKING AROUND PALEMMO

UBRIACARSI DIIL FASCINO ACQUASANTA DELLA BORGATA MARINARA (

un giro a piedi dentro la storica località palermitana

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di Alessio Arceri foto: Antonio Androsiglio

È

passeggiando a piedi che spesso ci si rende conto di particolari che altrimenti passerebbero in sordina, forse perché l’olfatto e la vista vengono stuzzicati da nuovi stimoli o perché si è colpiti da un’atmosfera talvolta non percepibile girando in auto e di fretta. Questo è quello che succede attraversando l’Acquasanta. Per chi non avesse familiarità con

DEVE IL SUO NOME ALL’OMONIMA CHIESA DEDICATA ALLA MADONNA, CHE SORGEVA NEI PRESSI DI UNA GROTTA DA CUI SGORGAVA UNA FONTE DI ACQUA DALLE PROPRIETÀ TERAPEUTICHE, TANTO DA ESSERE NOMINATA “ACQUA SANTA”. QUEST’ACQUA DALLE PROPRIETÀ “MIRACOLOSE” ERA CONOSCIUTA IN TUTTA EUROPA GIÀ DA TEMPI MOLTO ANTICHI il luogo o con la toponomastica palermitana, l’Acquasanta è una delle cinque borgate marinare del capoluogo siciliano alle falde di Monte Pellegrino. Qui, i veri protagonisti sono il porto, costruito su una piccola insenatura tra alte pareti rocciose, e la piccola e verdeggiante piazzetta antistante il molo. La piazza, con gli inevitabili svantaggi dello sviluppo urbano, ha inghiottito una spiaggia che, fino agli anni ’50, ospitava un frequentatissimo stabilimento balneare costruito su palafitte in legno, ma porta con sé ancora oggi l’anima marinara di un tempo. Oggi la piazza è incastonata tra il

porto di Palermo e quello dell’Arenella e percorrendo a piedi il quartiere quasi non ci si accorge della sua presenza. Seguendo il tragitto che da via dei Cantieri “gira” verso il mare dell’Acquasanta e giunge nella piazzetta, la sua scoperta è sorprendente e inaspettata, considerando che alle spalle ci si è appena lasciati il cantiere navale di Palermo con i suoi bacini di carenaggio, le grandi strutture metalliche, le gru e le officine. Arrivati qui, sono gli occhi a godere da una parte del mare calmo serpeggiante tra le banchine, dall’altra della vista del Monte Pellegrino che fa da davanzale al sole che rimbalza

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WALKING AROUND PALEMMO

sull’acqua. E lì, incantati da cotanta bellezza panormita è quasi naturale concedersi una pausa metropolitana e accantonare, anche per poco, le “cose da fare” per gustare un gelato seduti sulle panchine, con i gabbiani a farci compagnia, o per ammirare i pesci che guizzano tra le banchine del porticciolo. Ma è qui che nasce la sorpresa, perché volgendo “sfacciatamente” le spalle al mare ci si accorge della bellissima chiesa di Maria SS. della Lettera, patrona di Messina e il cui culto è anche omaggiato nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. La chiesa sorse come cappella privata per volontà di Girolamo Ventimiglia marchese di Geraci e la sua austera costruzione sonnecchia dalla fine del ‘600 accanto la villa del nobile siciliano, contribuendo a colorare la piazza contornata da edifici giallo ocra e bianchi. Ed è su questi muri variopinti che risaltano al tramonto i raggi del sole intramezzati dai fusti delle altissime e rigogliose palme, alla faccia dello spauracchio del “punteruolo rosso”. Ed è continuando a passeggiare proprio subito fuori la piazza e prima della salita Belmonte che ci si rende conto di un piccolo cantiere intento nel restauro di Villa Lanterna, tipica “casena” settecentesca destinata a divenire residence di lusso. Si tratta di una delle più piccole ville residenziali realizzate nei dintorni di Palermo ed è sicuramente una delle più singolari per aspetto e decori. Dagli atti che ci sono pervenuti fu il principe di Belmonte Ventimiglia con atto notarile del 1° maggio 1799 a incaricare della costruzione Giuseppe Venanzio Marvuglia, già

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OGGI QUESTA SUGGESTIVA BORGATA DEL CAPOLUOGO SICILIANO, DOVE IL MARE È ANCORA - MA NON COME UNA VOLTA IL PROTAGONISTA, CONSERVA I RICORDI DEL SUO ANTICO SPLENDORE E RACCONTA UN PEZZO AFFASCINANTE DELLA CITTÀ architetto del re. Continuando a percorrere la salita, nella parte bassa del parco di Villa Belmonte tra il 1899 e il 1900 fu edificata la Villa Igiea. Progettata da Ernesto Basile nel ‘900 per volontà della famiglia Florio come clinica termale, oggi è un hotel di livello della catena Hilton. Una nota di particolare importanza, ma quasi sconosciuta, è data dalla presenza di un ex lazzaretto costruito nel 1628 per volere del vicerè Francesco Ferdinando de la Cueva e nel 1885 trasformato nel “cimitero degli inglesi” dove, si dice, ancora giacciono le spoglie dei componenti della notabile famiglia Whitaker. La particolarità della borgata Acquasanta sta proprio nella sua concentrazione di storia, bellezze naturalistiche e cultura. È come se lì da sempre, mare, civiltà e natura si dessero un appuntamento romantico e suggestivo lontano dalla vucciria della città: un luogo che si presta ancora oggi a passeggiate corroboranti non solo per le gambe, ma anche per gli occhi. ◘

METE CULINARIE Ristorante LA STAFFA, Salita belmonte, 2/a, telefono: 091.544003. Ristorante LA ROSA DEI VENTI, piazza Acquasanta 24, telefono: 091.6377825.


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NINNOLI D'AUTORE

COLLEZIONISMO ARTE, PASSIONE E FOLLIA

( ( L ALCUNI STUDI MEDICI HANNO DIMOSTRATO CHE NEL NOSTRO DNA - TRA LE MIRIADI D’INFORMAZIONI E DI PARTICOLARITÀ CHE CONTRADDISTINGUONO OGNI INDIVIDUO - ESISTE IL GENE DEL COLLEZIONISMO. È UNA CARATTERISTICA CHE SI PUÒ EREDITARE O MENO: NON ESISTONO MEZZE MISURE. QUESTA RUBRICA È DEDICATA A TUTTI QUELLI CHE SONO STATI DOTATI DA MADRE NATURA DI QUESTA SINGOLARE QUALITÀ. DA QUESTO NUMERO DIAMO QUINDI INSIEME INIZIO A UN AFFASCINANTE VIAGGIO NEL MONDO DELLE COLLEZIONI. DEDICHEREMO OGNI VOLTA LO SPAZIO DI QUESTE PAGINE A UN TIPO DI OGGETTO DA COLLEZIONE DIVERSO di Rendi Mafannaia foto: Antonio Androsiglio

a differenza tra un collezionista e una persona normale, sta tutta qui: il collezionista compra morbosamente su Ebay, a prezzi folli, gira per mercatini, cataloga, si documenta e ne fa una ragione di vita. Gli altri guardano, sorridono, ma non comprano questi feticci e non comprendono come si possano pagare cifre assurde per roba che considerano spazzatura. Diceva Jeff Lewitt, grande collezionista inglese (di modelli in scala 1:43): "Fun is search" ovvero il divertimento, la gioia, sta nella ricerca, perché quando hai trovato un "pezzo" sei già proiettato alla ricerca

di altri "pezzi " e quello che hai appena comprato ha perso totalmente interesse. Quando avevo 5 anni raccoglievo morbosamente tappi di bottiglia, luccicanti pacchetti di sigarette vuoti e sopratutto il mio grande amore: le "macchinette". Non c'era giorno che non chiedessi a mia madre di comprarmene una, alla "Standa" di via Sciuti, anche di sole cento Lire, le “Politoys” per intenderci, mentre per le occasioni particolari ci spingevamo fino in via Terrasanta da “Hobby Shop", che aveva aperto da poco e che esponeva le più blaso-

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NINNOLI D'AUTORE

DICEVA JEFF LEWITT, GRANDE COLLEZIONISTA INGLESE (DI MODELLI IN SCALA 1:43): "FUN IS SEARCH" OVVERO IL DIVERTIMENTO, LA GIOIA, STA NELLA RICERCA nate “Corgi” e “Dinky” nei loro caratteristici scatolini gialli. Eravamo alla fine degli anni Cinquanta, anzi a ben ricordare nei primi anni Sessanta. Poi, per Natale e per il compleanno, quando si doveva comprare il "giocattolo importante", si prendeva la macchina grande e si andava alla profumeria "Russo" di piazza Massimo, dove c'erano i giocattoli tedeschi: “Schuco”, “Technofix”, “Marklin” e i primi robot giapponesi. Questi acquisti hanno caratterizzato la mia infanzia e penso quella di tanti miei coetanei che avevano questo gene e la fortuna di avere genitori accondiscendenti e che potevano permettersi di accontentare i propri figli. Eravamo in pieno boom economico, con un buon stipendio si poteva comprare la casa, la macchina (quella vera), togliersi tanti sfizi e mettere pure qualche soldo da parte. Da un punto di vista qualitativo, quegli anni, a rivederli oggi dopo mezzo secolo, erano “oro colato” in tutti settori: il design, la musica, la moda, le auto, le nuove tecnologie applicate agli elettrodomestici e alla plastica che hanno rivoluzionato il modo di essere e la qualità della vita, con effetti che, se vogliamo fare un paragone, furono pari o superiori all'invenzione del computer e del telefonino. Oggi, nel terzo millennio, chi di noi non smanetta su Ebay alla ricerca di oggetti, gadget, giocattoli che ci riportano indietro nel tempo? A quel periodo magico, dove tutto era creato con gusto, passione e inventiva, e non come oggi, solo in funzione del profitto. Collezionismo: malattia o passione? La linea di demarcazione è veramente sottile. ◘

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Stavolta parliamo di…

POLITOYS La fabbrica inizia a lavorare materie plastiche nel 1955 ad Agrate in provincia di Milano, con il marchio APS (Anonima Plastica Stampate). Dopo una prima produzione di modellini piccoli e bruttini in scala 1/77, le prime vere Politoys nascono all'inizio del 1960 e sono una serie di auto da corsa di formula 1 in scala 1:41 e alcuni modelli di auto famose in quel periodo come le “Giulietta Spyder” e “Sprint”, la “1800 e la “Flaminia”. Sono brutte, poco fedeli, si rompono con facilità se cadono a terra, ma hanno un grande pregio: costano veramente poco: cento o duecento lire contro le settecento o mille delle Dinky e Corgi, per non parlare delle più costose danesi della TEKNO. Le formula Uno hanno le ruote strette, poi dal 1964 monteranno cerchi e ruote più grandi. Tutte le altre auto all'inizio non hanno viti, né sospensioni e hanno un battistrada nelle gomme molto pronunciato, gomme che a volte erano bianche, come il dettame della moda fine anni cinquanta imponeva. All'interno era montato un grosso peso in metallo, che serviva a dare importanza al giocattolino che altrimenti sarebbe risultato veramente scarso. Le scatoline, azzurre, avevano un disegno abbozzato del modello e un compasso simbolo del marchio “APS” e purtroppo venivano subito buttate dopo l'acquisto del modello. Oggi per i collezionisti sono a volte più importanti dello stesso modellino, proprio perché non sono facili da reperire. Contemporaneamente uscì una prima serie di veicoli militari, copiati dai “Dinky Toys”, che si distingueva per la tipologia del cerchione, più semplice e liscio rispetto a quello lavorato introdotto poi dal 1964, quando si ampliò anche la gamma dei modelli militari, che fu portata a 17 tipi differenti. Da ricordare infine i bellissimi camion “Fiat 682”, bisarca, cassonato lungo e autobotte AGIP, che oggi sono il sogno di tutti i collezionisti. Insomma, Politoys - per me s’intende - è la quintessenza dell'automodello brutto ma simpatico, colorato e allegro e sopratutto di plastica, perché, inutile nasconderlo, noi oggi quasi sessantenni siamo la generazione che è cresciuta a plastica moplen e derivati. Collezionare le Politoys in plastica e ricomprarle è stata una delle tante follie che ho fatto negli anni, criticata da altri collezionisti di palato più fine, ma si tratta di una raccolta di cui vado orgoglioso, soprattutto per averle nobilitate allo status di “collezione” in tempi non sospetti.


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A40 diCuccagna tradizione gastronomica quando la cucina diventa spettacolo

C’

era un volta un ristorante conosciuto per la genuinità dei suoi ingredienti e per la bontà dei suoi piatti. Fu fondato con il nome di "Trattoria 'A Cuccagna" nel 1974 dal cavaliere Francesco Paolo Sammarco, gran Maestro della Ristorazione. A lui si è affiancato il figlio cavalier Carmelo, specialista in piatti alla fiamma e campione nell’organizzazione di catering e buffet. Anch’egli un maestro della gastronomia che vanta al suo attivo la creazione di piatti originali e d'autore molto apprezzati. E quel locale, nonostante i cambiamenti politici e di costume, ancora oggi è un tempio della cucina siciliana e internazionale. Un locale tipico elegante e accogliente che offre ottimi piatti tipici siciliani, ma anche specialità italiane e internazionali ed è dotato di un'ottima e selezionata cantina. La sua cucina è stata apprezzata da numerosi personaggi famosi del mondo della cultura, della politica e dell'economia, dallo spettacolo come Guttuso, Annigoni, Fabbri, Francis Ford Coppola, Tom Cruise, Takashima, James Brown, Don Juan di Borbone, fino al Re di Spagna Juan Carlos di Borbone e la Regina Sofia. E per Shalò propone la propria interpretazione di una nota ricetta della tradizione siciliana:

Le ricette di Shalò Pesce spada alla messinese Ingredienti 4 fette di pesce spada di 200 grammi ciascuna; 200 grammi di pomodoro pelato; 1 dl. di vino bianco secco; 2 dl. di olio di oliva; 50 grammi di capperi dissalati; 100 grammi di olive bianche snocciolate; 3 patate affettate sottilmente; Farina bianca q.b.; Sale e pepe q.b.; Un ciuffo di prezzemolo tritato; Acqua.

Preparazione Infarinate le fette di pesce spada e fatele rosolare da ambedue i lati in una padella con olio d’oliva. Spruzzatevi sopra del vino e aggiungete olive snocciolate, capperi dissalati e pomodoro pelato, diluite l’intingolo con poca acqua. Salate, pepate e disponete le patate sul pesce. Coprite la padella con un coperchio e fate cuocere a fuoco moderato per 15 minuti circa. Mettete le fette di pesce sul piatto di portata e versatevi sopra l’intingolo. Servite ben caldo dopo aver cosparso di prezzemolo tritato. Ristorante A cuccagna Via Principe di Granatelli, 21/a Tel.091587267 – www.acuccagna.com

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Primavera FESTE AROUND PALERMO

È

GIRO DI “GITE”FUORI PORTA di Donatella Spadaro

I PAESI DELLA PROVINCIA DEL CAPOLUOGO SICILIANO RACCONTANO CON LE LORO TRADIZIONI E LE LORO FESTE UNA STORIA LUNGA CENTINAIA DI ANNI. TRA APRILE E MAGGIO PIAZZE E VIUZZE DELL’ISOLA SI SPOGLIANO DAL TORPORE INVERNALE E ACCOLGONO MANIFESTAZIONI DI GRANDE INTENSITÀ E MISTICISMO

tempo di assaporare il vigoroso risveglio della natura passeggiando all’aria aperta e lasciandosi inebriare dalle fresche e briose atmosfere primaverili. I dintorni di Palermo si offrono come scenario alle feste di primavera, esaltando colori e profumi a lungo assopiti e annunciando la bella stagione. Piazze e viuzze dell’Isola si spogliano dal torpore invernale e accolgono manifestazioni di grande intensità culturale e mistica. Si risvegliano i sensi e si ravviva anche l’appetito: così i borghi del Palermitano fanno da cornice a grandi “abbuffate” ospitando sagre ed eventi enogastronomici a cui i buongustai sono particolarmente affezionati. Il 25 aprile, a Cerda si festeggia il piatto preferito di Caterina dei Medici che nel 1575 corse il rischio di “crepare” al pranzo di nozze di mademoiselle d’Artigues per aver esagerato con i carciofi. L’ortaggio dalle benefiche proprietà terapeutiche è protagonista di degustazioni e intrattenimento della Sagra a lui dedicata. Ogni anno, il 30 aprile, in occasione della Festa del S. S Crocifisso di Santa Maria, a Isnello viene organizzata la “sagra della frittella” che anima il pae-

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FESTE AROUND PALERMO

LUOGHI&METE

PER GODERSI LA VITA PRIZZI: Agriturismo “Casale di Riena”, Castronovo di Sicilia, (formula b&b 35 Euro 339.3506243) PETRALIA SOTTANA: Hotel “Il Castello”, castello normanno risalente al 900 d.c. (Doppia 65 Euro, tel. 0921.641250) USTICA: Residence Stella Marina (www.stellamarinaustica.it, tel. 091.8448121) CERDA: Villadosreis www.dosreis.com (formula B&B 30 Euro a notte, Tel. 328.4672552)

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SI ATTENDE L’APPUNTAMENTO CON LA SAGRA DELLA RICOTTA E DEL FORMAGGIO DI PRIZZI CHE HA SOLITAMENTE LUOGO A METÀ GIUGNO. DA TRENT’ANNI, È UNO DEGLI EVENTI GASTRONOMICI PIÙ ATTESI IN SICILIA montagna madonita. L’antico lavoro dei pastori diventa attrazione turistica per il paese grazie al supporto di attività culturali e ricreative. L’ultima domenica di maggio nell’isola di Ustica (leggete l’articolo a pag. 43) si festeggia la Madonna dei Pescatori. La statua della Madonna è issata su una barca e accompagnata dalla marineria a suon di banda. I fedeli con la Madonna salgono sulle barche di pescatori per far il giro dell’isola al calar del sole. Al rientro nel porticciolo, viene celebrata la Messa alla quale segue una mega padellata di pesce fritto assieme a vino e balli di gruppo. Si attende l’appuntamento con la sagra della ricotta e del formaggio di Prizzi che ha solitamente luogo a metà giugno. Da trent’anni, è uno degli eventi gastronomici più attesi in Sicilia in cui si degustano numerosi prodotti caseari locali assieme a pane e olio extravergine di oliva. “L’amore è una pianta di primavera che profuma ogni cosa con la sua speranza, persino le rovine dove si aggrappa” recitava Gustave Flaubert. Sul sottofondo di melodiosi canti gregoriani, a Monreale, la primavera viene invece festeggiata con una cerimonia di liberazione degli uccellini ricoverati dai monaci dell’abbazia dei Benedettini per fronteggiare i rigori dell’inverno appena trascorso. ◘

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se con un festoso concerto. I volontari “spicchiano” fave e piselli verdi e cuociono la pietanza composta anche da carciofi e finocchi selvatici nelle “quadare” nelle quali “arriminano” la frittella che viene servita assieme a vino e pane locale. A maggio la borgata marinara di Trabia e la splendida frazione di San Nicola l’Arena (nota per il suo bel porticciolo) ospitano, invece, la “sagra delle nespole” con gruppi folkloristici siciliani, artisti di cabaret e gruppi musicali. Ai turisti di passaggio viene offerta da giovani donne in costume tradizionale un’elegante confezione di nespole provenienti dai nespoleti del paese. In una domenica di maggio l’iniziativa “cortili aperti” apre le porte degli antichi palazzi del centro storico palermitano, solitamente chiusi al pubblico. Una festa per gli appassionati dell’arte che grazie all’iniziativa dell’Adsi, Associazione Dimore Storiche Italiane con il patrocinio della Provincia, potranno scoprire le vicende dei casati e dei personaggi illustri che hanno popolato la Palermo di un tempo. “Si Sgavita à muntagna” a Geraci Siculo. È la festa della Transumanza dei Pastori organizzata per sostenere la sopravvivenza delle antiche pratiche dell’attività pastorale. Così, a metà maggio, la manifestazione punta i riflettori sulla transumanza delle mandrie e degli armenti che tutt’ora si spostano dai pascoli di “marina” a quelli dell’alta

SUL WEB

www.comunetrabia.gov.it www.petraliasottana.net www.comune.cerda.pa.it www.comune.isnello.pa.it www.cosediprizzi.it www.prolocoterrasini.it www.siciliainfesta.it


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DOVE TROVI

CIRCOLO COUNTRY CLUB CIRCOLO CT2 TELIMAR HOTEL LA TORRE, MONDELLO HOTEL CRISTAL, VIA ROMA TEATRO BIONDO, VIA ROMA ROOSVELT, ADDAURA STUDI LEGALI STUDI COMMERCIALISTI STUDI MEDICI RISTORANTE LA CUCCAGNA, VIA P. GRANATELLI RISTORANTE IL GABBIANO, MONDELLO RISTORANTE IL 59, PIAZZA MASSIMO RISTORANTE LE VOLTE, VIA AGRIGENTO RISTORANTE LE ANTICHE MURA, MONDELLO RISTORANTE PIZZERIA WASTAINER, VIA SCIUTI BAR INTERNO AL TRIBUNALE TABACCHERIA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI BAR DI STEFANO, VIALE STRASBURGO BAR SANTA ROSALIA, VILLABATE BAR DEL GOLFO, SFERRACAVALLO BAR SPLENDORE, VIALE DEI PICCIOTTI BAR DOLCISSIMO, VIALE STRASBURGO BAR MAROCCO C.VITTORIO BAR LINCOLN, VIA LINCOLN ANGOLO VIA ROMA, STAZIONE CENTRALE BAR RECUPERO, VIA MALASPINA BAR SPINA, CARINI TABACCHERIA TRANCHINA, VIA NAZIONALE EFFE MODEL COLLEZIONISMO COLLECTORS COLLEZIONISMO LE PLANEUR COLLEZIONISMO, VIA GIACOMO CUSMANO NAUSICAA GIOIELLI, VIA G. DI MARZO VISE’ CENTRO ESTETICO E PARRUCCHIERIA, C. CALATAFIMI CONCILIUM A.D.R. , P.LE UNGHERIA AVOCADO MEXICAN GRILL, VIA TERRASANTA LOI MAR MOBILI E ARREDAMENTO, C. CALATAFIMI TOMAS HAIR STYLE, VIA G. DAITA EGIZIO TATOO, VIA PACINOTTI COMITO GIOIELLI, VIA PORTELLA DELLAS GINESTRA TIC TAC L’ORA DELLA MODA, VIALE REG. SICILIANA OROCOLATO WINE BAR, VIA A. SICILIANA

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idee per godersi la vita.

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