Page 1

02

Territorio e ambiente 693 -1200

Ambiente Svizzera Statistica tascabile 2012

Neuch창tel, 2012


AVVERTENZE

IMPRESSUM

Indice Gli indici permettono un confronto diretto dell’andamento di grandezze diverse, a patto­ di scegliere lo stesso anno base (ad esempio 1990=100).

Edito da Ufficio federale di statistica (UST), Neuchâtel L’UST è un ufficio del Dipartimento federale dell’interno (DFI).

Arrotondamenti Le cifre sono arrotondate per eccesso o per difetto. Per tale ragione la somma delle cifre arrotondate può differire dal totale com­ plessivo. Glossario I termini in corsivo sono spiegati nel glossario­ (pagina 37).

Concezione, redazione Laurent Zecha, UST In collaborazione con l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e l’Ufficio federale dell’energia (UFE) Lingue Il documento è pubblicato in tedesco, francese, italiano e inglese. Testo originale: tedesco Traduzione Servizi linguistici UST Layout e grafica Prepress/Print UST

LA NOSTRA OFFERTA ON LINE Avete bisogno dei dati dei grafici ­figuranti in questa pubblicazione? «Ambiente Svizzera – Statistica tascabile» in Internet: www.statistique.admin.ch  Thèmes  Espace, environnement  Système d’indicateurs de l’environnement Desiderate maggiori informazioni sull’ambiente? Portale Internet dell’Ufficio federale di statistica (UST): www.statistica.admin.ch  Temi  Territorio e ambiente Desiderate essere informati in futuro sulle nuove pubblicazioni su temi ambientali? Abbonatevi alla nostra NewsMail: Ufficio federale di statistica (UST): http://bfs.admin.internetgalerie.ch

Immagine di copertina UST; concetto: Netthoevel & Gaberthüel, Bienne; Foto: © Annette Shaff – Fotolia.com Informazioni Telefono: 032 713 67 20 E-mail: umwelt@bfs.admin.ch Download pubblicazioni in formato PDF www.statistica.admin.ch  Temi  Territorio e ambiente  Pubblicazioni Ordinazioni Numero di ordinazione I: 693 -1200 Ufficio federale di statistica, CH-2010 Neuchâtel Telefono: 032 713 60 60 Fax: 032 713 60 61 E-mail: order@bfs.admin.ch © UST 2012


2012 AMBIENTE SVIZZERA STATISTICA TASCABILE

INDICE

1

Popolazione ed economie domestiche

pagina 2

2

Agricoltura

pagina 4

3

Consumi

pagina 6

4

Energia

pagina 7

5

Traspor ti e mobilità

pagina 9

6

Rumore

pagina 12

7

Radiazioni non ionizzanti

pagina 13

8

Prodotti chimici

pagina 14

9

Biotecnologia

pagina 15

10

Rifiuti e siti contaminati

pagina 16

11

Paesaggio e territorio

pagina 18

12

Bosco e legno

pagina 20

13

Suolo

pagina 21

14

Aria

pagina 22

15

Clima

pagina 24

16

Acqua

pagina 26

17

Biodiversità

pagina 28

18

Pericoli naturali

pagina 30

19

Ecoefficienza

pagina 31

20

Flussi di materiali

pagina 32

21

Spese per la protezione dell’ambiente

pagina 34

22

Prelievi fiscali ambientali

pagina 35

23

L’ambiente nel raffronto europeo pagina 36

Glossario

pagina 37 1


1  Popolazione ed economie domestiche Alla fine del 2011, in Svizzera vivevano 7,95 milioni di persone. Ciò corrisponde all’1% in più rispetto all’anno precedente e al 26% in più rispetto al 1980. Tra il 1980 e il 2009, il numero di economie domestiche private è aumentato del 39%. Nel 2011, il 95% della popolazione considerava molto o abbastanza buona la qualità dell’ambiente nei dintorni di casa.

Negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta la crescita della popolazione delle zone rurali­ superava quella delle aree urbane. Oggi i posti di lavoro tendono sempre più a concentrarsi nelle città e i luoghi di residenza si spostano verso le regioni circostanti. Le conseguenze sono una maggior cementificazione delle aree rurali nonché crescenti flussi di pendolari. Dal 1999 la crescita demografica delle aree urbane supera quella delle zone rurali. Anche la trasformazione delle abitudini di vita ha un impatto sull’ambiente: siccome il ­numero di economie domestiche cresce più rapidamente della popolazione, il numero di persone per economia domestica diminuisce. Nel contempo aumenta anche la superficie abitabile per persona.

Popolazione Popolazione residente permanente alla fine dell’anno, in milioni 9

Popolazione nelle zone rurali

8

Popolazione nelle zone urbane

7 6 5 4 3 2 1 0 1980

1985

1990

1995

2000

Fonte: Ufficio federale di statistica

Maggiori informazioni: www.statistica.admin.ch Temi  Popolazione

2

2005

2010 © UST


Popolazione ed economie domestiche Indice 1980=100 150

Popolazione residente permanente alla fine dell'anno

140

Numero di economie domestiche private

130

120

110

100 1980

1985

1990

1995

2000

2005

2010 Š UST

Fonte: Ufficio federale di statistica

Valutazione della qualitĂ  dell'ambiente da parte della popolazione residente in Svizzera, 2011 Molto buona Abbastanza buona

Nei dintorni di casa

Abbastanza cattiva Molto cattiva

In Svizzera

Nel mondo

0%

25%

Fonte: Ufficio federale di statistica

50%

75%

100% Š UST

3


2  Agricoltura Dopo una fase di crescita registrata alla fine degli anni Novanta, dal 2007 la quota dell’agricoltura biologica è in calo. Nel 2010 era coltivato secondo criteri biologici quasi l’11% della superficie agricola utile. Il carico eccessivo di azoto determinato dall’agricoltura è diminuito del 16% tra il 1990 e il 2010 e tuttavia ristagna dalla fine degli anni Novanta . Nel 2010, l’agricoltura ha provocato l’84% delle emissioni di metano e il 78% di quelle di protossido di azoto (complessivamente l’agricoltura è responsabile dell’11% delle emissioni di gas serra).

L’agricoltura occupa circa un terzo della superficie nazionale e contribuisce quindi in maniera decisiva a disegnare la fisionomia del paesaggio svizzero. Strutture paesaggistiche particolarmente diversificate, che consentono numerosi habitat distinti, favoriscono una biodiversità elevata. Il fosforo e l’azoto sono impiegati dall’agricoltura quali fertilizzanti. Attraverso il suolo, il ­fosforo in eccesso può finire nelle acque e stimolare la crescita di alghe e vegetali soprattutto nei laghi. L’azoto è in parte liberato nell’aria sotto forma ammoniaca (NH3) e in parte dilavato nelle acque sotterranee sotto forma di nitrato (NO3). Nelle acque sotterranee sono spesso rilevati anche residui di prodotti fitosanitari. Le attività agricole provocano relativamente poche emissioni di anidride carbonica (CO2), ma sono responsabili di buona parte delle emissioni dei gas serra metano (CH4) e protossido di azoto (N2O). Il metano proviene soprattutto dalla detenzione di animali da reddito, mentre il protossido di azoto è liberato principalmente dall’impiego di fertilizzanti azotati. Evoluzione dell’agricoltura Indice 1996=100 240

Quota di superficie utile destinata all'agricoltura biologica

220 200

Superficie agricola utile per azienda

180 160

Animali da reddito (in unità di bestiame grosso1)

140 120 100 80 1996 1

1998

2000

2002

2004

2006

Fonte: Ufficio federale di statistica Maggiori informazioni: www.statistica.admin.ch  Temi  Agricoltura, selvicoltura www.ufag.admin.ch

4

2008

2010

Le unità di bestiame grosso (UBG) consentono di confrontare tra loro i diversi animali da reddito. Una UBG equivale al consumo di foraggio e alla produzione di letame e colaticcio di una vacca di 650 kg. © UST


Superfici di compensazione ecologica Superfici che danno diritto o meno ai contributi (esclusi gli alberi da frutto ad alto fusto), in migliaia di ettari 140

Superfici che non danno diritto ai contributi Altre superfici che non danno diritto ai contributi

120 100

Pascoli boschivi

80

Pascoli sfruttati in modo estensivo

60

Superfici che danno diritto ai contributi

40

Altre superfici che danno diritto ai contributi

20 0

Prati sfruttati in modo estensivo 1999

2001

2003

2005

2007

Prati sfruttati in modo poco intensivo

2010

© UST

Fonte: Ufficio federale dell’agricoltura

Bilancio di azoto delle superfici agricole Quantità di azoto apportate e sottratte al suolo agricolo, in migliaia di tonnellate 300

Input Depositi atmosferici

250

Fissazione biologica

200

Concimi minerali

150

Concimi di fattoria

100

Bilancio (Input – Output)

50 0

Output Azoto sottratto dalla produzione di foraggio

-50 -100

Azoto sottratto dalle altre produzioni vegetali (coltivazioni e colture speciali)

-150 -200

1990

1995

Fonte: Ufficio federale di statistica

2000

2005

2010 © UST

5


3  Consumi Le spese di consumo pro capite sono aumentate del 15% tra il 1990 e il 2010 (al netto dell’inflazione). Nel 2010, le economie domestiche (esclusi i trasporti privati) hanno determinato il 30% del consumo di energia finale. Nel 2010, sono stati consumati 195 litri di acqua potabile pro capite al giorno (economie domestiche e piccolo artigianato).

Le abitudini di vita e di consumo sono strettamente legate all’energia, all’acqua potabile, al materiale e al suolo che utilizziamo, ai rifiuti che produciamo e alle emissioni che introduciamo nell’atmosfera. Anche se il consumo pro capite è in calo, il consumo globale può aumentare in ragione dell’incremento demografico.

Spese di consumo, consumo di acqua potabile e di energia delle economie domestiche Indice 1990=100 120 110 100 90 80 70 1990

1995 Spese di consumo pro capite (al netto del rincaro)

2000 Consumo di energia finale pro capite (esclusi i trasporti privati)

Fonti: Ufficio federale di statistica; Ufficio federale dell’energia; Società svizzera dell'industria del gas e delle acque

Maggiori informazioni: www.statistica.admin.ch  Temi  Economia www.bafu.admin.ch/prodotti

6

2005

2010 Consumo di acqua potabile pro capite © UST


4  Energia Tra il 1990 e il 2010, il consumo di energia finale è aumentato del 14,2%, pur scendendo del 4,4% rispetto al 2009. Nel 2010, il 19,4% del consumo di energia finale era coperto da fonti rinnovabili (incl. energia idrica e quella prodotta dal legno). Il 38% dell’elettricità prodotta in Svizzera nel 2010 proveniva da centrali nucleari.

Nel breve termine, il consumo di energia è determinato dalla congiuntura e dalle condizioni meteorologiche. Nel lungo termine, invece, i principali fattori d’influenza sono l’evoluzione demografica ed economica, i cambiamenti in campo tecnologico e lo stile di vita. I trasporti sono responsabili di un terzo del consumo di energia finale e sono pertanto la categoria di consumo principale. Quasi un terzo va poi ascritto alle economie domestiche (esclusi i trasporti privati), in particolare per il riscaldamento. Il resto del consumo di energia finale si ripartisce tra l’industria, i servizi e l’agricoltura. Quattro quinti del fabbisogno energetico della Svizzera sono assicurati dall’estero, soprattutto tramite l’importazione di petrolio, gas naturale e combustibili nucleari. I vettori energetici fossili (petrolio, gas naturale e – in misura minore – carbone) coprono circa due ­terzi del consumo nazionale. L’estrazione o la produzione nonché il consumo di energia hanno un impatto sull’ambiente. Impiego totale di energia e consumo finale, 2010 Secondo i vettori energetici, in terajoule 1 400 000

Altro (legna, rifiuti, carbone, sole, vento, biogas…)

1 200 000 1 000 000

Forza idrica

800 000

Combustibili nucleari

600 000

Gas

400 000 200 000 0 1 Senza

Petrolio greggio e prodotti petroliferi

Trasformazione e perdite

Altro (legna, rifiuti, carbone, sole, vento, biogas…)

Elettricità Gas Carburanti Combustibili petroliferi

Impiego totale di energia1

Consumo finale

l’eccedenza delle importazioni di elettricità, pari allo 0,2% (totale: 99,8%)

Fonte: Ufficio federale dell’energia

© UST

Maggiori informazioni: www.statistique.admin.ch  Thèmes  Energie www.ufe.admin.ch/temi www.bafu.admin.ch/energia

7


Consumo di energia finale secondo i vettori energetici Indice 1990=100 200

Gas

180 160

Calore a distanza, rifiuti urbani e industriali, altre energie rinnovabili

140

Elettricità Legna e carbone di legna

120

Carburanti

100

Total Combustibili petroliferi

80

Carbone, coke

60 40 20 1990

1995

2000

2005

2010 © UST

Fonte: Ufficio federale dell’energia

Quota delle fonti di energia rinnovabili rispetto al consumo di energia finale, 2010 Secondo la tecnologia Forza idrica (12,17%) Energia solare (0,23%) Calore ambientale (1.19%) Biomassa (legna e biogas, 4,34%) Energia eolica (0,01%)

Totale: 911 550 terajoule Consumo finale non rinnovabile (da fonti energetiche fossili e nucleari, 80,56%)

Quote rinnovabili dei rifiuti (1,24%) Impianti di depurazione delle acque (0,20%) Biocarburanti (0,07%)

Consumo finale rinnovabile (19,44%) Fonte: Ufficio federale dell’energia

8

© UST


5  Trasporti e mobilità La circolazione di veicoli a motore per scopi privati rappresentava nel 2010 i tre quarti dei trasporti terrestri di persone. Nel 2010 il 64% delle prestazioni del trasporto merci è avvenuto su strada. Nel 2011, in Svizzera, erano registrate circa 4,2 milioni di autovetture.

Gli inconvenienti di una società sempre più mobile sono molteplici: inquinamento fonico, consumo di superficie e frammentazione del paesaggio in seguito al potenziamento dell’infrastruttura di trasporto nonché emissioni di gas serra e di inquinanti atmosferici. Benché i progressi tecnologici riducano le emissioni di inquinanti atmosferici per veicolo, questa evoluzione è in parte annullata dal traffico crescente.

Parco veicoli stradali a motore Indice 1990=100 200

Autovetture

180

Veicoli per il trasporto di persone (bus, pullman)

160

Autoveicoli leggeri per il trasporto di cose (peso complessivo ≤3,5 t)

140

Autoveicoli pesanti per il trasporto di cose (peso complessivo 3,5–12 t)

120 100

Autoveicoli pesanti per il trasporto di cose (peso complessivo >12 t)

80 60 1990

1995

2000

2005

Fonte: Ufficio federale di statistica

2011 © UST

Maggiori informazioni: www.statistica.admin.ch  Temi  Mobilità e trasporti www.are.admin.ch www.bafu.admin.ch/trasporti

9


Prestazioni di trasporto nel traffico viaggiatori Milioni di persone-chilometro1 140 000 120 000

Traffico lento (pedoni e ciclisti)2

100 000

Traffico stradale pubblico3 Traffico stradale motorizzato privato

80 000 60 000

Ferrovie (vie ferrate e funivie)

40 000 20 000 0 1970

1975

1980

1985

1990

1995

2000

2005

2010

1 Persone-chilometro:

un chilometro percorso da una persona 2 Traffico lento registrato dal 1994 3 Traffico stradale pubblico: interruzione della serie temporale dal 1986 al 1997 a causa di un nuovo calcolo © UST

Fonte: Ufficio federale di statistica

Autovetture secondo le categorie di emissione Numero di veicoli che corrispondono alle relative norme europee1, in migliaia 4500

EURO 6

4000

EURO 5

3500

EURO 4

3000

EURO 3 EURO 2

2500

EURO 1

2000

Non definito

1500 1000 500 0 2005 1

2006

2007

2008

2009

2010

2011

Le norme europee definiscono valori massimi per l’emissione di sostanze nocive (monossido di carbonio, idrocarburi, ossidi di azoto e polveri fini) dei nuovi veicoli. Più elevata è la norma, più severi sono i requisiti.

Fonte: Ufficio federale delle strade

10

© UST


Prestazioni di trasporto nel traffico merci Milioni di tonnellate-chilometro1 30 000

Strada Ferrovia2

25 000 20 000 15 000 10 000 5 000 0 1980

1985

1990

1995

2000

2005

2010

1

Tonnellate-chilometro: trasporto di una tonnellata per un chilometro 2 Tonnellate-chilometro nette: senza il peso degli autoveicoli per il trasporto di cose (compreso il rimorchio), dei container e delle casse mobili nel trasporto combinato © UST

Fonte: Ufficio federale di statistica

Emissioni di anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOX) e particolato (PM) dei gas di scarico dovute al traffico Indice 1990=100 120

CO2 traffico stradale (persone)

100

CO2 traffico stradale (merci) NOX traffico stradale (persone)

80

NOX traffico stradale (merci)

60

Emissioni di particolato dei gas di scarico1 traffico stradale (persone)

40 20

1990 1

1995

2000

2005

2010

Emissioni di particolato dei gas di scarico1 traffico stradale (merci)

Il particolato dei gas di scarico rappresenta solo una parte delle emissioni di polveri fini (PM10). Le polveri fini comprendono anche le particelle presenti nell’aria a causa dell’abrasione o del risollevamento dal suolo.

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

© UST

11


6  Rumore Nel 2009, il 15% della popolazione è stato esposto durante il giorno a un rumore dovuto al traffico s­ tradale che superava i valori limite fissati dall’ordinanza contro l’inquinamento fonico. Tra il 1985 e il 2011 sono stati spesi 1,65 miliardi di franchi per il risanamento fonico delle strade. Nel quadro del risanamento fonico delle ferrovie, tra il 1985 e il 2011 sono stati realizzati circa 178 km di pareti antirumore.

L’uomo è esposto al rumore nel proprio ambiente, sul lavoro e durante il tempo libero. Il r­ umore è un suono indesiderato che causa un disturbo percepito in modo soggettivo. La principale fonte di rumore è il traffico. Il rumore può avere effetti sulla salute, sia a livello psichico (per es. malessere, stress, disturbi della comunicazione e del sonno) che a livello fisico (per es. disturbi uditivi, ipertensione). Contemporaneamente, il rumore ha anche una dimensione sociale ed economica (per es. prezzi degli affitti e degli immobili).

Persone esposte al rumore Numero di persone esposte a immissioni foniche superiori ai valori limite, 2009 1 200 000

di giorno di notte

1 000 000 800 000 600 000 400 000 200 000 0 Traffico stradale Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

Maggiori informazioni: www.bafu.admin.ch/stato-rumore

12

Traffico ferroviario

Traffico aereo © UST


7  Radiazioni non ionizzanti Alla fine del 2011, erano registrati 126 abbonamenti di telefonia mobile ogni 100 abitanti. Nel 2011, sul territorio svizzero erano censiti circa 15’500 siti con antenne per la telefonia mobile. In genere, i valori limite per le immissioni sono rispettati.

Le radiazioni non ionizzanti (RNI) di natura tecnica – dette comunemente anche elettrosmog – oggi sono prodotte dagli impianti di distribuzione dell’elettricità, dagli apparecchi elettrici nonché dalle emittenti di varie applicazioni radio. In base alle attuali conoscenze, non è chiaro se e in che misura un’esposizione prolungata a radiazioni non ionizzanti possa provocare danni alla salute.

10

20 000

9

18 000

8

16 000

7

14 000

6

12 000

5

10 000

4

8 000

3

6 000

2

4 000

1

2 000

0

1993

1995

1997

1999

2001

Abbonamenti di telefonia mobile Fonte: Ufficio federale delle comunicazioni

2003

2005

2007

2009

2011

Numero di siti con antenne

Numero di abbonamenti di telefonia mobile (in milioni)

Telefonia mobile: abbonamenti e siti con antenne

0

Siti con antenne di telefonia mobile © UST

Maggiori informazioni: www.bafu.admin.ch/stato-elettrosmog

13


8  Prodotti chimici Nel mondo, sono utilizzate circa 100’000 sostanze chimiche per fini commerciali. Nel 2011, in Svizzera sono state dichiarate 30 nuove sostanze. Nel 2010, la Svizzera è stata il settimo esportatore a livello mondiale di prodotti chimici e farmaceutici, con una quota di circa il 4% del totale di queste esportazioni.

Per sostanze s’intendono gli elementi chimici e i loro composti allo stato naturale o ottenuti mediante processi produttivi. Nonostante una diminuzione dei disturbi causati dalle sostanze nocive, nell’ambiente si trovano ancora tracce di numerosi prodotti chimici dalla provenienza non del tutto nota, i cui effetti e le cui evoluzioni sono conosciuti solo in parte. Per tale ragione, l’esame della compatibilità ambientale delle nuove sostanze messe sul mercato, ma anche di quelle già diffuse, svolge un ruolo centrale. Un discorso analogo va fatto per i nanomateriali, le cui numerose possibilità di applicazione potrebbero sia rivelarsi positive per l’ambiente, sia costituire una fonte di pericolo per l’uomo e l’ambiente.

Somma dei prodotti chimici valutati finora dall'OCSE 1200 1000 800 600 400 200 0 1993

1995

1997

1999

2001

2003

Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE)

Maggiori informazioni: www.bafu.admin.ch/stato-prodottichimici

14

2005

2007

2009

2011 © UST


9  Biotecnologia Alla fine del 2011, il 57% delle attività biotecnologiche in sistemi chiusi riguardava organismi ­ eneticamente modificati e il 43% organismi patogeni. g Nel 2011, sono state registrate 324 nuove notifiche e domande di attività con organismi geneticamente modificati o patogeni in sistemi chiusi. Nel 2011, non è stata inoltrata alcuna nuova richiesta di emissioni sperimentali di piante geneticamente­ modificate.

In Svizzera, l’utilizzazione di organismi geneticamente modificati o patogeni è disciplinata in modo severo. Le prescrizioni mirano innanzitutto a proteggere l’uomo e l’ambiente. Oltre a ciò mirano a salvaguardare la libertà di scelta dei consumatori, rispettare esigenze etiche e garantire la conservazione della biodiversità.

Attività con organismi geneticamente modificati (OGM) e organismi patogeni (OP) in sistemi chiusi Numero di attività 1800

OGM

1600

OP

1400 1200 1000 800 600 400 200 0 1979

1983

1987

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

1991

1995

1999

2003

2007

2011 © UST

Maggiori informazioni: www.bafu.admin.ch/stato-biosicurezza

15


10  Rifiuti e siti contaminati Nel 2010 sono stati prodotti 706 chili di rifiuti urbani pro capite. Nel 1990 ne erano stati prodotti 603. Nel 2010 è stato raccolto in modo differenziato e riutilizzato il 50% circa dei rifiuti urbani. Nel 1990, tale quota era del 29%. In Svizzera ci sono circa 38'000 siti di deposito, siti aziendali o siti di incidenti inquinati. Di questi, circa 4000 sono considerati siti contaminati.

Negli ultimi 40 anni – oscillazioni congiunturali a parte – la quantità di rifiuti urbani prodotti­ annualmente in Svizzera è costantemente aumentata. Oltre allo smaltimento, dal punto di vista dell’ambiente hanno però un impatto anche le altre fasi del ciclo di vita dei prodotti (produzione, trasporto, utilizzazione, ecc.). L’utilizzazione per decenni di sostanze e rifiuti dannosi per l’ambiente ha lasciato tracce, i cosiddetti siti contaminati. Attualmente è in corso il risanamento di tali siti.

Rifiuti urbani Milioni di tonnellate 6 5 4 3 2 1 0 1970

1975

1980

1985

Rifiuti urbani raccolti separatamente1 1

2

1990

1995

2000

2005

2010

Rifiuti urbani inceneriti e depositati in discarica 2

Totale di compost, carta e cartone, vetro, latta, alluminio, PET, tessili, pile (dal 1993), apparecchi elettrici ed elettronici (dal 2001) Dal 2004 le cifre tengono conto solo delle quantità nazionali; sono quindi escluse le importazioni di rifiuti.

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

Maggiori informazioni: www.bafu.admin.ch/stato-smaltimentorifiuti www.bafu.admin.ch/stato-rifiutispeciali www.bafu.admin.ch/stato-siticontaminati

16

© UST


Rifiuti urbani raccolti separatamente (riciclaggio) Tassi di raccolta 100%

Carta e cartone Vetro

90%

Latta Scatole di alluminio

80%

PET

70%

Pile

60% 50% 40% 0% 1993

1995

1997

1999

2001

2003

2005

2007

2010 © UST

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

Rifiuti speciali Secondo la modalità di trattamento, in migliaia di tonnellate 2000

Esportazione

1800

Discariche a cielo aperto in Svizzera

1600

Incenerimento in Svizzera

1400 1200

Trattamento chimico-fisico in Svizzera

1000 800

Riciclaggio in Svizzera

600 400 200 0 2007

2008

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

2009

2010 © UST

17


11  Paesaggio e territorio Tra il 1983 e il 2007, le superfici d’insediamento sono cresciute del 24%, mentre quelle agricole (inclusi gli alpeggi) si sono ridotte del 5%. Tra il 1980 e il 2007, il grado di frammentazione del paesaggio è aumentato del 35%. All’inizio del 2012, il 4% della superficie nazionale era severamente protetto (per es.: parco nazionale, ­torbiere alte e paludi).

La Svizzera è ricca di paesaggi naturali e agricoli, che forniscono un contributo alla qualità della vita e alle diversità culturali e rappresentano un’importante risorsa per il turismo. La crescente dispersione insediativa e il potenziamento dell’infrastruttura dei trasporti vanno spesso a scapito delle superfici agricole. Contemporaneamente, la crescente frammentazione del paesaggio impedisce agli animali di muoversi liberamente nella natura. Proprio questa è tuttavia una premessa essenziale per la riproduzione e di conseguenza per la ­sopravvivenza delle specie.

Evoluzione dell'utilizzazione del suolo sull'arco di 24 anni In chilometri quadrati, base di dati: 76% della superficie nazionale (senza la Svizzera sudorientale), 1983–2007 600 400

Superfici d’insediamento Superfici agricole (inclusi gli alpeggi)

+527,0

200

-200

Superfici boscate (boschi e boschetti)

+165,2

0

-35,2

Superfici improduttive

-656,9

-400 -600 -800 Fonte: Ufficio federale di statistica

Maggiori informazioni: www.statistique.admin.ch  Thèmes  Espace, environnement  Utilisation et couverture du sol www.bafu.admin.ch/stato-paesaggio

18

© UST


Impermeabilizzazione del suolo Quota di superfici impermeabilizzate, in percentuale della superficie totale, base di dati: 76% della superficie nazionale (senza la Svizzera sudorientale) 6%

Superfici a rivestimento duro (es. asfalto, cemento, superfici artificiali di ghiaia o pietra)

5% 4% 3%

4,0%

3,6%

3,2%

Edifici

2% 1% 0%

1,1%

1,3%

1,5%

1983

1995

2007 © UST

Fonte: Ufficio federale di statistica

Frammentazione del paesaggio Densità effettiva delle maglie (numero di maglie per 1000 chilometri quadrati), tenendo conto delle strade fino alla 4a categoria 7,1 8,8 9,6

Svizzera

1980 2001

90,5 123,6 128,4

Giura

2007 680,3

Altipiano

1136,4

1250,0

3,4 4,6 4,8

Versante nord delle Alpi

7,7 9,7 12,3

Alpi centrali

2,9 3,0 3,2

Versante sud delle Alpi 0

100

200

300

400

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente, LABES

500

600

700

800

900

1000 1100 1200 1300 © UST

19


12  Bosco e legno Quasi un terzo della superficie svizzera è coperto da boschi. Nel 2010, in Svizzera, sono stati utilizzati 5,1 milioni di metri cubi di legno, il 35% dei quali nell’Altipiano. Il 32% del legno utilizzato nel 2010 è servito per produrre energia.

Il bosco assolve una moltitudine di funzioni. Altrettanto variegate sono le aspettative nei suoi confronti. Oltre a caratterizzare l’assetto paesaggistico, il bosco protegge l’uomo da calamità naturali come valanghe, frane e smottamenti. Al tempo stesso svolge una funzione rilevante quale spazio ricreativo utilizzato nel tempo libero. Per molti animali e piante il bosco è uno spazio vitale insostituibile. È inoltre importante per il clima (funge, tra l’altro, da pozzo di carbonio) e per la qualità dell’aria e dell’acqua. Attraverso il legno, risorsa costantemente rinnovata, il bosco adempie anche prestazioni economiche: il legno è una materia prima e un vettore energetico rinnovabile. Sfruttamento del legno e superficie forestale, 2010 Distribuzione dello sfruttamento del legno e della superficie forestale secondo le zone forestali 2%

100% 90%

14%

16%

Alpi

80% 70%

31%

24%

60% 50% 40% 30%

Versante sud delle Alpi Prealpi Altipiano Giura

19%

35%

18%

20% 10% 0%

18%

22%

Superficie forestale (1 255 274 ettari)

Sfruttamento del legno (5 128 999 metri cubi)

Fonte: Ufficio federale di statistica Maggiori informazioni: www.statistica.admin.ch  Temi  Agricoltura, selvicoltura www.bafu.admin.ch/stato-foreste www.bafu.admin.ch/stato-legno

20

© UST


13  Suolo Nel periodo 2000–2004 è stata rilevata una concentrazione di rame superiore al valore indicativo nel 44% delle stazioni di misurazione nei suoli sottoposti a cultura intensiva. Nel periodo 2000–2004 è stata rilevata una concentrazione di piombo superiore al valore indicativo nel 4% delle stazioni di misurazione nei suoli forestali. Tra il 1983 e il 2007, la quota di superfici impermeabilizzate è aumentata dal 4,8 al 5,5%.

Il suolo è una risorsa vitale irrinunciabile per l’uomo e per milioni di organismi. Mentre l’aria e l’acqua si rigenerano nel giro di settimane o di pochi anni dall’eliminazione della fonte ­inquinante, il suolo ha bisogno di secoli per ricostituirsi. Le sostanze nocive immesse nel ciclo ecologico come i metalli pesanti e i composti organici difficilmente degradabili si ­accumulano nel suolo, dove possono alterare importanti funzioni del terreno e giungere ­nella catena alimentare attraverso le piante. Oltre a questi processi chimici, la fertilità del suolo può essere compromessa anche da processi fisici, come l’erosione o la compattazione. Inquinamento del suolo da metalli pesanti Quota delle 97 stazioni di misurazione con almeno un superamento dei valori prescritti per piombo, rame, cadmio o zinco 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

1985/89

1990/94

1995/99

2000/04

Fonti: Ufficio federale dell’ambiente; Ufficio federale dell’agricoltura

© UST

Maggiori informazioni: www.statistique.admin.ch Thèmes  Espace, environnement  Utilisation et couverture du sol www.bafu.admin.ch/stato-suolo

21


14  Aria In Svizzera, per 9 inquinanti atmosferici su 12 vengono rispettati i valori limite per le immissioni. Ciò non è il caso per l’ozono, il diossido di azoto e le polveri fini. Dal 1990, la concentrazione di polveri fini si è ridotta, ma negli ultimi anni è rimasta sopra il valore limite stabilito dalla legge per il 30–40% della popolazione. Nel complesso, l’inquinamento atmosferico provoca costi sanitari per circa 5 miliardi di franchi all’anno.

Le emissioni d’inquinanti atmosferici dovute ai trasporti, alle economie domestiche, all’industria e all’agricoltura pregiudica la qualità dell’aria. I principali agenti inquinanti sono gli ossidi di azoto (NOX), le polveri fini (PM10), i composti organici volatili non metanici (COVNM), l’ammoniaca (NH3), il diossido di zolfo (anidride solforosa, SO2) e l’ozono troposferico (O3). Dalla metà degli anni 1980, la qualità dell’aria è migliorata e oggi la maggior parte dei valori limite d’immissione è rispettata, tranne nel caso dell’ozono, del diossido di azoto (NO2) e delle polveri fini. Nell’uomo, gli inquinanti atmosferici possono provocare malattie delle vie respiratorie e del sistema cardiocircolatorio e aumentare il rischio di tumori. Inoltre danneggiano gli ecosistemi a causa dell’eccessivo apporto di azoto e di sostanze acide.

Emissioni di inquinanti atmosferici Migliaia di tonnellate 400 300

Composti organici volatili non metanici (COVNM)

250

Ossidi di azoto (NOX)1

200

Diossido di zolfo (SO2)

350

150 100 50 0 1900 1910 1920 1930 1940 1950 1960 1970 1980 1990 2000 2010 1

NOX include NO e NO2. I valori d’emissione sono espressi in NO2.

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

Maggiori informazioni: www.bafu.admin.ch/stato-aria

22

© UST


Concentrazione di polveri fini (PM10) Media annua in microgrammi per metro cubo 60

Area urbana, traffico Area urbana

50

Area suburbana Area rurale

40

Prealpi/Giura

30 20 10 0 1991

1995

1999

2003

2007

2011

Prima del 1997 i valori sono stati ottenuti con un metodo diverso. Valore limite (media annua): 20 microgrammi/m3 © UST

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

Concentrazione di ozono Numero di ore con superamento del valore limite1 2000 1800 1600 1400 1200 1000

Area urbana (Svizzera nord-occidentale) Area urbana (Svizzera meridionale) Area suburbana Area rurale Prealpi

800 600 400 200 0 1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005 2007 2009 2011 Nel 2003, la concentrazione di ozono è stata estremamente elevata a causa della calura estiva. Valore limite (media oraria): 120 microgrammi/m3

1

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

© UST

23


15  Clima Il primo decennio del XXI secolo è stato il più caldo mai misurato in Svizzera. Tra il 1990 e il 2010, le emissioni di gas serra sono aumentate del 2,7% (obiettivo del Protocollo di Kyoto entro il 2008–2012: 8% sotto il livello del 1990, pozzi di carbonio e certificati inclusi). La perdita annuale media di volume dei ghiacciai alpini è stimata all’1% tra il 1975 e il 2000 e al 2–3% nell’ultimo decennio.

Dalla metà del XX secolo assistiamo a un riscaldamento globale dell’atmosfera che non può essere spiegato solamente da fattori naturali (come ad es. variazioni dell’attività solare).­ Le attività umane vi contribuiscono, intensificando l’effetto serra naturale in particolare ­attraverso la combustione di vettori energetici fossili e le connesse emissioni di anidride carbonica (CO2). Le conseguenze delle condizioni climatiche mutate per la società e per l’economia sono molteplici: a reagire in modo particolarmente sensibile sono settori come le risorse idriche, il turismo, l’agricoltura, l’energia, la salute, le assicurazioni e le infrastrutture.

Andamento della temperatura Deviazione rispetto al valore medio di lungo periodo (1961–1990), in gradi centigradi 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0,0 -0,5 -1,0 -1,5 -2,0 1900

1910

1920

1930

1940

1950

1960

Anni con temperature superiori alla media (1961–1990)

1970

1980

1990

2000

2011

Media ponderata su 20 anni

Anni con temperature inferiori alla media (1961–1990) Fonte: MeteoSvizzera

Maggiori informazioni: www.bafu.admin.ch/stato-clima www.meteosvizzera.ch  Clima

24

© UST


Emissioni di gas serra Indice 1990=100 110

Anidride carbonica (CO2) Protossido di azoto (N2O)

105

Metano (CH4) Totale (gas sint. inclusi)

100 95 90 85 80 1990

1994

1998

2002

2006

2010 © UST

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

Emissioni di gas serra secondo la fonte, 2010

21%

Gestione dei rifiuti

7% 11%

Agricoltura Trasporti Industria Servizi Economie domestiche (esclusi i trasporti privati)

9% 31% 21%

Total: 54,2 milioni di tonnellate Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

© UST

25


16  Acqua Nel 2010, in circa il 20% delle stazioni di misurazione nelle acque sotterranee sono stati rilevati residui di prodotti fitosanitari in concentrazioni superiori a 0,1 microgrammi al litro. Dagli anni 1970, la concentrazione di fosforo nelle acque superficiali è nettamente diminuita. Circa il 22% dei corsi d’acqua della Svizzera (circa 14’000 km) è stato cementificato, rettificato o arginato. Circa 100’000 sbarramenti o dirupi artificiali ostacolano la migrazione dei pesci.

Oltre all’immissione di sostanze organiche in tracce (per es. pesticidi o medicamenti), gli interventi quali correzioni di corsi d’acqua, cementificazioni e opere di arginatura nonché modifiche delle portate a valle delle centrali idroelettriche (deflussi residuali insufficienti, onde di piena irregolari) compromettono la funzione di habitat naturale dei corsi d’acqua. L’80% circa della nostra acqua potabile proviene dalle acque sotterranee e il 20% circa dai laghi. Soprattutto nelle regioni agricole, si misurano concentrazioni di nitrati e residui di prodotti fitosanitari eccessivi nelle acque sotterranee. Principalmente nelle aree d’insediamento si trovano inoltre tracce di composti organici volatili (COV) liberati dal traffico, dall’industria e dall’artigianato.

Nitrati e residui di prodotti fitosanitari nelle acque sotterranee, 2010 Percentuale di stazioni di misurazione con concentrazioni troppo elevate, secondo l’utilizzazione principale del suolo 80%

Nitrati >25 mg/l1 Principi attivi di prodotti fitosanitari >0,1 µg/l1

60%

Prodotti di degradazione di prodotti fitosanitari >0,1 µg/l

40% 20% 0%

1

Insediamenti Praticoltura Colture e trasporti e produzione arative (93 stazioni (93) animale di misurazione) (140)

Bosco (159)

Pascoli d’estivazione e zone improduttive (35)

Tutte le stazioni di misurazione (532)

Valore limite dell’ordinanza sulla protezione delle acque

Fonte: Osservazione nazionale delle acque sotterranee NAQUA, Ufficio federale dell’ambiente

Maggiori informazioni: www.bafu.admin.ch/stato-acqua www.ssiga.ch

26

© UST


Tenore di fosforo in alcuni laghi Medie annuali in microgrammi per litro 300

Lago di Zugo Lago di Hallwil

250

Lago Lemano Lago di Costanza

200 150 100 50 0

1970

1975

1980

1985

1990

1995

2000

2005

2011 © UST

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

Strutture dei corsi d'acqua, 2006 Chilometri di corsi d’acqua, in %

5%

Naturale/seminaturale

7%

Poco compromesso Fortemente compromesso

10%

Artificiale/non naturale In galleria

24%

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

54%

© UST

27


17  Biodiversità In Svizzera sono note circa 46’000 specie animali, vegetali e fungine (senza contare gli organismi unicellulari o formati da poche cellule). Delle 10’350 specie di piante, funghi e animali esaminate, il 36% si trova sulla lista rossa (specie scomparse o estinte, oppure minacciate). Circa 100 specie alloctone invasive si diffondono nel loro nuovo habitat a scapito delle specie indigene.

La ricchezza paesaggistica della Svizzera offre un numero elevato di habitat differenti per piante e animali – le premesse per un’ampia biodiversità sono quindi favorevoli. Se la ­ristrutturazione del paesaggio da parte dell’uomo crea habitat anche per nuove specie, l’uniformizzazione e lo sfruttamento più intensivo del paesaggio provocano una riduzione delle popolazioni e la perdita di specie. Danni ecologici possono inoltre essere provocati dall’introduzione di organismi estranei al territorio, se questi si diffondono in modo invasivo a scapito delle piante e degli animali indigeni. Specie indigene scomparse, minacciate, potenzialmente minacciate e non minacciate Stato: dal 1994 al 2012 secondo il gruppo di specie Mammiferi (83 specie esaminate) Uccelli nidificanti (199) Rettili (19) Anfibi (20) Pesci e ciclostomi (73) Molluschi (270) Crostacei: decapodi (3) Insetti (2506) Felci e fanerogame (2592) 38 Muschi (1093) Macroalghe (25) Licheni (786) Funghi (4959) 0%

40%

Potenzialmente minacciate

Minacciate

Non minacciate

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

Maggiori informazioni: www.bafu.admin.ch/listerosse www.biodiversitymonitoring.ch www.vogelwarte.ch

28

20%

Scomparse o estinte

60%

80%

100%

Dati insufficienti

© UST


Numero di specie nei diversi habitat Numero medio di specie su 10 m2, periodo di rilevamento 2006–2010 50 40 30 20 10 0

Bosco

Prati

Piante vascolari 1

Terreni arabili Muschi

Insediamenti

Pascoli alpestri

Montagna1

Molluschi

Superfici senza utilizzazione alpestre (campi solcati, prati o brughiere). I ghiacciai e le rocce inaccessibili non sono stati considerati. © UST

Fonte: Ufficio federale dell’ambiente

Popolazioni di uccelli nidificanti – Swiss Bird Index ® Indice 1990=100 120

Uccelli nidificanti regolari (171 specie)

110

Lista rossa (40 specie)

100 90 80 70 60 50

1990

1994

1998

2002

2006

2011

Aiuto di lettura: per l’insieme delle 171 specie osservabili di uccelli nidificanti regolarmente in Svizzera la tendenza non è chiara. Per le 40 specie rare e in pericolo della Lista Rossa (2010) si osservano forti variazioni a livello basso di popolazioni. Fonte: Stazione ornitologica svizzera di Sempach

© UST

29


18  Pericoli naturali Ogni anno, i privati e le autorità pubbliche investono poco meno di 3 miliardi di franchi nella prevenzione dei danni dovuti ai pericoli naturali. Tra il 1990 e il 2011, le catastrofi naturali hanno provocato danni materiali per quasi 390 milioni di franchi all’anno. Le piene del 2007 hanno provocato 4 vittime e causato danni che ammontano a 710 milioni di franchi.

In Svizzera, le piene, le colate detritiche, le valanghe, le frane e gli smottamenti sono sempre esistiti; negli scorsi decenni, però, hanno provocato danni superiori alla media. La ragione va cercata tra l’altro nell’aumento del potenziale di danno determinato dalla continua espansione degli insediamenti nelle aree a rischio e dall’incremento del valore dei beni materiali.

Danni causati dal maltempo in Svizzera (piene e colate detritiche, frane e smottamenti, cadute di massi1) Danni al netto dell’inflazione (base: 2011), in milioni di franchi 3500 3000 2500 2000 1500 1000 500 0

1972 1975 1978 1981 1984 1987 1990 1993 1996 1999 2002 2005 2008 2011 1

Tenendo in considerazione le cadute di massi dal 2002

Fonte: Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL)

Maggiori informazioni: www.bafu.admin.ch/stato-pericolinaturali www.wsl.ch

30

© UST


19  Ecoefficienza Nel 2010 sono stati emessi nell’atmosfera circa 46 milioni di tonnellate di CO2, il 3,1% in più rispetto al 1990. Tra il 1990 e il 2010, la prestazione economica (commisurata al PIL) è aumentata complessivamente del 32% (al netto dell’inflazione). L’efficienza in termini di CO2 è aumentata del 28% dal 1990 al 2010.

L’ecoefficienza di un’economia nazionale è il rapporto tra la prestazione economica (indicata per esempio mediante il prodotto interno lordo, PIL) e l’impatto sull’ambiente (per es. consumo di energia e di materiali, emissioni di CO2). Maggiore è il guadagno in termini economici sulla quantità di energia, materiale o emissioni di CO2, maggiore è l’efficienza. Un’ecoefficienza interna in crescita può essere ricondotta a diverse cause: all’impiego di tecnologie rispettose dell’ambiente che, a quantità equivalente di output, consumano meno risorse e provocano meno emissioni. Oppure ai cambiamenti strutturali, come per es. la crescente importanza del settore dei servizi o il trasferimento all’estero di processi di produzione antiecologici.

Efficienza energetica, efficienza in termini di CO2 ed efficienza dei materiali Indice 1990=100 150

PIL (al netto dell’inflazione)

140

Efficienza dei materiali (DMC)

130

Efficienza in termini di CO2

120

Efficienza energetica

110 100 90 1990

1995

2000

2005

2010

Fonti: Ufficio federale di statistica; Ufficio federale dell’ambiente; Ufficio federale dell’energia

© UST

Maggiori informazioni: www.statistica.admin.ch  Temi  Territorio e ambiente www.bafu.admin.ch/economia

31


20  Flussi di materiali Nel 2010, il fabbisogno totale di materiale (TMR) era di circa 44 tonnellate pro capite. Nel 2010, il 68% delle risorse naturali sfruttate proveniva dall’estero o è stato utilizzato all’estero per la produzione di beni successivamente importati in Svizzera. Nel 2010, lo «stock di materiale» (merci, edifici, infrastruttura) della Svizzera è aumentato di 58,6 milioni di tonnellate di materiale. Ciò corrisponde a circa 7,4 tonnellate di materiale pro capite.

Vi è una correlazione tra la quantità di materiali consumati e il carico ambientale provocato: prima o poi, infatti, questi materiali ritornano nell’ambiente sotto forma di emissioni o di rifiuti. Queste quantità di materiali possono essere quantificati mediante i conti dei flussi di materiali,­ che contrappongono i materiali che entrano nell’economia (produzione indigena e importazioni) a quelli che escono (esportazioni ed emissioni), salvo l’aria e l’acqua. Dal lato dell’input sono inoltre registrati i materiali prodotti entro i confini nazionali non destinati all’economia (ad esempio il fieno che resta sui campi o il materiale di sgombero). Infine vengono presi in considerazione anche flussi che sono «nascosti» nelle importazioni; essi comprendono l’insieme dei materiali utilizzati nel Paese di origine per la produzione e il trasporto delle materie prime e dei beni importati in Svizzera. Flussi di materiali Economia e società

Input

Output

Accrescimento degli stock Flussi nascosti legati alle importazioni

Importazioni

Esportazioni Riciclaggio Estrazione indigena

Emissioni nella natura Stock di materiale

Estrazione indigena inutilizzata

Fonte: Ufficio federale di statistica Maggiori informazioni: www.statistique.admin.ch  Thèmes  Espace, environnement  Comptabilité environnementale

32

© UST


Fabbisogno totale di materiale (TMR) secondo il tipo di flusso di material In milioni di tonnellate 400

Flussi nascosti legati alle importazioni

350

Importazioni

300

Estrazione indigena inutilizzata

250

Estrazione indigena utilizzata

200 150 100 50 0 1990

1995

2000

2005

2010 © UST

Fonte: Ufficio federale di statistica

Fabbisogno totale di materiale (TMR) secondo le categorie1 di materiali, 2010

9% 10%

Biomassa Minerali

17%

Metalli Prodotti fossili Altri prodotti

31%

1

33%

Le categorie comprendono anche i materiali utilizzati all’estero per la fabbricazione dei prodotti d’importazione (p.es. ferro, minerali di ferro inclusi).

Fonte: Ufficio federale di statistica

© UST

33


21  Spese per la protezione dell’ambiente Nel 2009, le imprese hanno speso 2,75 miliardi di franchi per la protezione dell’ambiente. Nel 2009, le spese pubbliche per la protezione dell’ambiente ammontavano a 4 miliardi di franchi, l’onere netto (al netto dei ricavi provenienti per es. dalle tasse per lo smaltimento delle acque e dei rifiuti) a quasi 1,5 miliardo di franchi. Nel 2003, le spese totali per la protezione dell’ambiente in Svizzera (incluse le spese di aziende ed economie domestiche) ammontavano a 5,9 miliardi di franchi, ovvero l’1,5% in più rispetto al 1993 al netto­ dell’inflazione.

Le spese per la protezione dell’ambiente rispecchiano le uscite finanziarie dei vari attori economici (Stato, imprese, economie domestiche) per evitare, ridurre o eliminare gli inquinamenti o altri impatti ambientali associati alla produzione o al consumo di beni e servizi. Le spese che si ripercuotono favorevolmente sull’ambiente, ma non hanno quale scopo principale la protezione dell’ambiente non sono prese in considerazione. Spese pubbliche per la protezione dell’ambiente Ai prezzi correnti, in miliardi di franchi 4,5

Protezione della natura1

4,0

Ricerca ambientale

3,5

Protezione dell’aria e lotta contro i rumori

3,0 2,5

Gestione dei rifiuti 2

2,0

Gestione delle acque di scarico

1,5 1,0 0,5 0,0 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006

2009

dal 1993: inclusi i pagamenti diretti all’agricoltura per prestazioni ecologiche 2 senza gli impianti d’incenerimento per rifiuti domestici 2008: introduzione della statistica finanziaria riveduta 1

Fonte: Ufficio federale di statistica Maggiori informazioni: www.statistique.admin.ch  Thèmes  Espace, environnement  Comptabilité environnementale

34

© UST


22  Prelievi fiscali ambientali Nel 2010, la quota delle entrate provenienti dalle imposte ambientali sull’insieme delle imposte e dei contributi sociali era del 7,1%. Nel 2010, circa il 25% delle entrate provenienti da prelievi fiscali ambientali poteva essere considerato ambientale «in senso stretto», in altre parole motivato da aspetti ecologici. Tra il 1990 e il 2009, il tasso di copertura delle spese pubbliche per il trattamento delle acque di scarico­ è salito dal 43% al 68% (in altre parole, trova maggiore applicazione il principio di causalità, ossia «chi ­inquina paga»).

I prelievi fiscali ambientali rendono più cari i beni e i servizi dannosi per l’ambiente, incitando le economie domestiche e le imprese a tener conto della dimensione ecologica dei loro acquisti o prodotti. Inoltre, contribuiscono all’applicazione del principio di causalità. Esempi di prelievi fiscali ambientali sono la tassa sul sacco dei rifiuti, l’imposta sugli oli minerali e la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP). Un prelievo è considerato ambientale «in senso stretto» se la sua introduzione e utilizzazione sono motivate anche da un’esigenza ecologica (ad es. la tassa sul CO2 applicata ai combustibili). Le entrate provenienti da questi prelievi sono generate principalmente da imposte e tasse. Entrate provenienti da prelievi fiscali ambientali A prezzi correnti, in miliardi di franchi 14

Trasporti Risorse

12

Energia

10

Emissioni

8 6 4 2 0 1996

1998

2000

2002

2004

2006

2008

2010

Fonte: Ufficio federale di statistica

© UST

Maggiori informazioni: www.statistique.admin.ch  Thèmes  Espace, environnement  Comptabilité environnementale

35


23  L’ambiente nel raffronto europeo  

CH1

Densità di popolazione, 2010 (abitanti per chilometro quadrato) Consumo lordo di energia pro capite, 2010 (tonnellate di equivalente petrolio pro capite)

FR

DE

196

102 4

229

3,64

4,1

4,1

Quota di energie rinnovabili sul ­consumo lordo di energia, 2010

16,9%4

7,7%

9,7%

Quota di energia nucleare sul ­consumo lordo di energia, 2010

25,4%4 41,2% 10,8%

IT

AT

BE

NL

DK

201

102

3564

492

129

2,9

4,1

5,6

5,2

3,5

9,3% 24,8%

3,2%

0,0%

0,0% 20,1%

3,3% 16,2% 1,2%

0,0%

Numero di autovetture per 1000 ­abitanti, 2009

514

482 2

509

606

522

483

462

4713

Rifiuti urbani, 2010 (chilogrammi pro capite)

707

532

583

531

591

466

595

673

10,6%

1,9%

5,6%

8,1% 18,5%

3,0%

2,6%

5,9%

6,7

8,0

11,2

8,1

9,6

11,5

12,0

11,0

10,1

17,3

16,7

16,3

22,4

19,7

16,7

23,8

357

497

392

738

460

587

647

120

6,6%

5,0%

5,7%

6,1%

5,7%

Quota di superfici destinate all’agricoltura biologica sul totale della ­superficie agricola utile, 2009 Emissioni di gas serra, 2009 (tonnellate pro capite) Emissioni di ossidi d’azoto, 2009 (chilogrammi pro capite) Prelievo di acqua (m3 pro capite)

dolce5

Entrate provenienti da imposte ­ambientali sul totale del gettito ­ iscale e dei contributi sociali, 2009 1

4,7% 10,4% 10,0%

Svizzera (CH), Francia (FR), Germania (DE), Italia (IT), Austria (AT), Belgio (BE), Paesi Bassi (NL), Danimarca (DK) Stato: 2007 Stato: 2008 4 Stato: 2009 5 Dati più recenti disponibili 2 3

Fonti: Ufficio federale di statistica; Eurostat

36


GLOSSARIO Biodiversità La biodiversità o diversità biologica comprende­ la diversità genetica (all’interno di una ­popolazione o di un individuo della stessa ­specie), la diversità delle specie e la diversità degli ecosistemi. COVNM (Composti Organici Volatili Non ­Metanici) Composti organici volatili esclusi il metano e i CFC. Sono precursori della formazione di ­ozono, smog estivo e PM10. DMC (Domestic Material Consumption) Consumo interno di materiale, e cioè materiale estratto e utilizzato entro i confini nazionali più le importazioni e meno le esportazioni. Efficienza dei materiali = PIL / DMC Efficienza energetica = PIL / consumo di energia finale Efficienza in termini di CO2 = PIL / emissioni di CO2 Emissioni Introduzione nell’ambiente di inquinanti, ­rumori o radiazioni provenienti da fonti naturali o ­antropiche. Energia finale Per energia finale si intende l’energia acquistata o prodotta dal consumatore per un determinato scopo, ad esempio l’elettricità per illuminare o la benzina per l’auto. L’energia finale concerne l’ultima fase del commercio di energia. Energie rinnovabili Termine generico che indica le forme di energia generate da fonti che non sono esauribili nella scala dei tempi umani. Tra di esse vi sono l’energia idroelettrica, l’energia solare, il calore ambiente, la biomassa, l’energia eolica, la ­quota biodegradabile dei rifiuti e l’energia prodotta dagli impianti di depurazione.

Gas serra Sostanze gassose nell’aria di origine naturale o prodotte dall’uomo, che contribuiscono all’effetto serra. Il Protocollo di Kyoto disciplina le emissioni dei seguenti gas o gruppi di gas: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido di azoto (N2O), idrofluorocarburi parzialmente alogenati (HFC), perfluorocarburi (PFC) e esafluoruro di zolfo (SF6). Immissioni Gli inquinanti atmosferici, il rumore, le vibrazioni e le radiazioni sono denominati immissioni nel luogo in cui producono il proprio effetto. Organismi geneticamente modificati (OGM) Organismi (animali, piante, funghi, microrganismi) il cui materiale genetico è stato modificato con un incrocio o una ricombinazione biologica impossibili da ottenere in condizioni naturali. PIL (Prodotto Interno Lordo) Il PIL è una misura dell’attività economica di un Paese nel corso di un anno. PM10 (Particulate Matter <10 µm) Particelle di polvere con un diametro inferiore a 10 micrometri. Rifiuti speciali Rifiuti il cui smaltimento ecologico richiede­ ­misure tecniche e organizzative particolari a causa della loro composizione organica e delle­ loro caratteristiche chimiche, fisiche o biologiche. Siti contaminati Siti di deposito, siti aziendali o siti di incidenti inquinati da sostanze che, in modo comprovato, sono all’origine di effetti nocivi o molesti o per i quali esiste il pericolo concreto che tali effetti­ si producano. TMR (Total Material Requirement) Il fabbisogno totale di materiale di un Paese ­misura il volume complessivo dei materiali ­sottratti alla natura (salvo l’acqua e l’aria).


UST: Ambiente Svizzera â&#x20AC;&#x201C; Statistica tascabile 2012


Ambiente Svizzera - Statistica tascabile 2012  

Ambiente Svizzera - Statistica tascabile 2012

Advertisement
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you