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ValeurS Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera Una rivista di informazioni dell’Ufficio federale di statistica – Numero 2/2011


ComunitĂ  di inquilini di Wettingen, 2010 2

UST ValeurS


Editoriale

Il panorama insediativo della Svizzera alla luce di alcuni dati statistici Dr. Jürg Marti Direttore dell’Ufficio federale di statistica Neuchâtel/Svizzera

Lo spazio edificato, le superfici abitative, gli affitti, i costi di costruzione rientrano tra i temi sui quali l’Ufficio federale di statistica pubblica regolarmente i suoi dati. In questo numero di ValeurS, l’UST ­riunisce le varie tematiche e fornisce elementi utili all’analisi delle interazioni presenti nell’ambito dell’edilizia. I bisogni fondamentali dell’uomo sono strettamente legati all’ambiente in cui vive. Tra questi si ­possono annoverare i bisogni fisiologici, il bisogno di sicurezza e quello di affetto ed appartenenza, determinata essa stessa dal luogo in cui si vive. Ciò che emerge per la popolazione svizzera nel suo complesso è il desiderio di vivere in un alloggio spazioso, ben attrezzato, dal prezzo conveniente e ­situato in un ambiente gradevole. La crescita demografica, dovuta principalmente all’allungamento della vita e all’immigrazione, la riduzione delle dimensioni delle economie domestiche (quelle costituite da una sola persona sono in forte progressione), il desiderio di disporre di uno spazio sempre più ampio (2,5 persone in media per casa familiare) determinano un’estensione costante delle aree edificate a scopo abitativo. Una delle conseguenze di questa tendenza è la scomparsa delle superfici agricole a favore di quelle d’insediamento, come si evince in maniera inequivocabile dalla statistica della superficie. In Svizzera è noto il proverbio «quando l’edilizia va, tutto va». Il settore delle costruzioni, che rappresenta il 5,7% del PIL, è un fattore economico importante. Gli edifici e le infrastrutture richiedono manutenzione, rinnovi e migliorie regolari. I tassi ipotecari attualmente vantaggiosi incentivano le nuove costruzioni. La presente rivista si propone di presentare i dati emersi dalla statistica in modo scientifico e ­oggettivo per consentire una migliore comprensione dei fattori trainanti di questo complesso settore di attività. La pubblicazione «Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera» è inteso quale modesto contributo al dibattito in corso, che dovrebbe tendere verso un unico obiettivo: preservare durevolmente la qualità della vita nel nostro Paese.

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Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

La Svizzera urbana in pieno mutamento tra abitazione, lavoro, mobilità e tempo libero Il forte aumento della popolazione e le crescenti richieste di superficie abitativa, spazi per il tempo libero ed ­efficienza dei trasporti hanno comportato, negli ultimi anni, una rapida espansione della superficie d’insediamento in Svizzera. Il cambiamento della superficie d’insediamento riflette il cambiamento della ­società. Felix Weibel

Scarsità di terreno Lo spazio urbano non cessa di aumentare e a farne le spese è il terreno destinato alle coltivazioni, la cui scarsità è al centro degli attuali dibattiti sul paesaggio. Ma cosa si intende per superficie d’insediamento? Come viene utilizzata e quali fattori ne comportano il cambiamento? La superficie d’insediamento comprende qualsiasi parte di paesaggio che può essere utilizzata, e conseguentemente organizzata, per l’abitazione, il lavoro, la mobilità e il tempo libero. Una superficie d’insediamento può estendersi all’interno o all’esterno di una zona edificabile 1, vicino al centro o in zone isolate. In Svizzera le superfici d’insediamento coprono attualmente il 9,4% della superficie complessiva, cioè 1,7 punti percentuali in più rispetto a 24 anni fa 2, il che equivale a una superficie della grandezza del Cantone di Basilea Campagna. Ogni abitante occupa in media 382 metri quadrati, ma ci sono grandi differenze tra i Cantoni a carattere rurale e quelli a

carattere urbano. L’evoluzione sociale, il benessere e la crescita della popolazione sono fattori che contribuiscono all’estensione delle superfici d’insediamento. Al posto di terreni coltivi, prati, pascoli e frutteti ora sorgono nuove strade, aree industriali ed edifici a uso abitativo: il 94% delle nuove superfici d’insediamento, infatti, nasce su superfici un tempo agricole. Lo sviluppo abitativo si concentra negli agglomerati delle grandi città e lungo le arterie stradali dell’Altopiano. È soprattutto nelle regioni ad alta concentrazione demografica che aumentano i casi di densificazione interna e di cambiamento di destinazione delle superfici d’insediamento esistenti, fenomeni auspicati dalla pianificazione del territorio, ­considerata la scarsità di suolo disponibile. L’insediamento, infatti, non consiste solo in asfalto e cemento. Il grado di impermeabilizzazione si attesta in media al 62%, ma varia considerevolmente a seconda del tipo di uso: le aree industriali e quelle destinate al traffico sono

Evoluzione delle superfici abitative, lavorative, per il tempo libero e del traffico 100 000 ha

75 000 ha

50 000 ha

25 000 ha

0 ha Abitare 1979/85

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Lavorare 1992/97

Riposarsi 2004/09

Spostarsi

prevalentemente fisse, mentre le aree per il tempo libero presentano un’elevata percentuale di superfici inerbite. Richieste sempre più abitazioni Le famiglie diventano meno numerose e le persone singole rimangono più a lungo ad abitare in appartamenti grandi. Un appartamento standard oggi deve avere, ­oltre a una grande cucina, anche uno studio separato o una stanza per gli ospiti con bagno privato. Lo sviluppo economico e le sempre maggiori richieste di abitazioni individuali si riflettono nell’attività di costruzione: oggi negli agglomerati ben collegati sorgono interi quartieri di case unifamiliari e nelle località termali le case di vacanza vengono sempre più ­costruite su pendii assolati esposti a sud. Parallelamente, nelle zone urbane ricavate da vecchie aree industriali, i moderni isolati crescono in altezza e il loro movimento verso l’alto viene spesso realizzato con soluzioni costose come gruppi di alberi disposti in ordine geometrico, rivestimenti in materiale solido o giochi d’acqua, simili a moderni parchi. Negli ultimi 24 anni l’area abitativa è cresciuta di circa 276 chilometri quadrati. La maggiore concentrazione di edifici si traduce in gran parte dei Cantoni in una percentuale sempre maggiore di case plurifamiliari sull’area abitativa complessiva. Anche la maggiore tendenza al rinnovo di vecchie costruzioni è un fenomeno derivante dalla concentrazione edilizia nelle aree interne delle città, dove nei vecchi quartieri vengono realizzati nuovi palazzi solitamente con un numero superiore di unità abitative più grandi.


Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

I nuovi bisogni di spazio dell’industria e dell’artigianato L’industria e l’artigianato vogliono poter operare e costruire in modo economico, rapido e flessibile e le superfici inerbite sono la giusta soluzione per questo tipo di esigenze; per questo oltre il 60% delle nuove aree industriali e artigianali sorge su terreno coltivo. Con il calo della produzione industriale e l’aumento delle aziende del settore terziario, anche i bisogni di spazio cambiano: aree un tempo destinate alle aziende industriali rimangono inutilizzate per molti anni, spesso addirittura decenni, prima di essere nuovamente utilizzate. I vecchi padiglioni produttivi oggi vengono trasformati in moderni loft o sono utilizzati da piccole imprese. L’intensa fase di crescita degli ultimi anni sembra aver interessato soprattutto le zone ben accessibili con i mezzi di trasporto: le zone lungo le autostrade nell’Altopiano sono diventate destinazione privilegiata di imprese di spedizione e di logistica, mentre i terreni disposti attorno alle strade radiali e ai margini delle zone d’insediamento attirano centri commerciali, negozi specializzati e autorivendite. Vie di comunicazione che collegano Strade e binari formano ormai il collante tra le varie sfere della vita: i flussi di ­pendolari in costante aumento e i viaggi nel tempo libero richiedono assi di traffico sempre più efficienti. Gli insediamenti, ormai più concentrati ed estesi, hanno allontanato le zone verdi da quelle

residenziali. Il principio che si impone all’edilizia è vincolante: più una zona è di campagna, maggiore saranno le spese per realizzare i collegamenti; per questo in 24 anni è aumentata anche la super­ ficie necessaria per strade e autostrade (del 14%) e ferrovie (del 3%). Anche il bisogno di posteggi per veicoli fermi cresce: ogni anno, infatti, aumenta il numero di veicoli in circolazione. Ampi posteggi sono necessari, per esempio, nei pressi delle strutture doganali per i veicoli pesanti, vicino ai negozi specializzati e agli stadi sportivi. Parchi e strutture sportive al centro Un dato sorprendente che si evince dall’analisi è che le zone verdi e gli spazi ricreativi sono cresciuti del 36%, molto di più delle superfici d’insediamento. I due terzi di queste zone sono destinati a parchi e strutture sportive e la categoria d’insediamento che ha registrato la crescita maggiore è stata il campo da golf, che in 24 anni ha più che quadruplicato la superficie occupata. Diminuiscono, invece, gli orti privati e le strutture con aiuole nei terreni circostanti le case, in ­risposta a un calo dell’importanza dell’autosufficienza. Il passaggio di destinazione dei terreni agricoli ha portato grandi vantaggi alle attività del tempo libero, in primis l’equitazione, che può ora contare su stalle gradualmente ampliate con recinti fissi o addirittura con grandi maneggi coperti. Vista l’elevata frequentazione e la concorrenza con le destinazioni turistiche, gli spazi ricreativi vengono sempre

più spesso realizzati lontano dagli insediamenti. In montagna, nelle mete più gettonate, aumentano i ristoranti con parchi giochi, i percorsi tematici e altre installazioni e ai margini dei boschi, semplici focolari si trasformano in aree picnic recintate con tavoli e posti per il grill. La superficie d’insediamento in rapida espansione Dai fatti precedentemente illustrati si evince che la superficie d’insediamento continuerà a crescere anche in futuro e la sua espansione potrà essere più rapida o più lenta a seconda del contesto economico e sociale. La costruzione di nuove abitazioni, e il conseguente ­aumento di abitanti nei Comuni, comporterà un sovraccaricamento delle infrastrutture e renderà necessaria la costruzione di strade, scuole e spazi per il tempo libero che, presto o tardi, verranno sfruttati da nuovi abitanti.

Felix Weibel, collaboratore scientifico statistica della superficie, Sezione Geoinformazione, UST

1 Le superfici d’insediamento al di fuori delle zone edificabili consistono principalmente in superfici del traffico, aree edificate agricole, zone estrattive e discariche. 2 I dati si riferiscono all’elaborazione dei geodati del 1° luglio 2011 e comprendono il territorio di 22 Cantoni, equivalente al 69,6% dell’intera superficie nazionale. I dati relativi al cambiamento si riferiscono ai 24 anni intercorrenti tra la statistica della superficie del 1979/85 e quella del 2004/09.

Un esempio di concentrazione urbana a Rütihof ZH 1982–2007

swissimage © 2011 swisstopo (BA110598/BA110599) UST ValeurS

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Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

«Sviluppo insediativo centripeto»: un importante fattore di sostenibilità Costruire abitazioni su terreni coltivati azzonati, lontani dalle fermate dei mezzi pubblici, incide profondamente sul piano finanziario, energetico ed ecologico. Contrastare questa tendenza si può e con alternative eccellenti, la cui efficacia non ha più bisogno di essere dimostrata. Dott.ssa Maria Lezzi

L’

Ufficio federale di statistica UST rende noto trimestralmente il numero di edifici abitativi la cui costruzione negli ultimi tre mesi è stata autorizzata, si è conclusa o è ancora in corso . In un passato recente sono sorte in Svizzera circa quarantamila nuove abitazioni all’anno. Il dato conferma l’impressione che si prova viaggiando attraverso il Paese: si costruisce ovunque, di tutto e di più, ad ovest e a nord di Zurigo come nel Freiamt argoviese o a Lugnez, nella Surselva grigionese. Quando, da chi e perché un progetto edilizio viene realizzato può avere motivazioni diverse, che variano da un caso all’altro. Seppure differenti, gli interessi che si celano dietro a questi progetti, destinati ad aree metropolitane, agglomerati urbani o zone rurali, permettono di tracciare alcune tipologie. I seguenti esempi illustrano l’impatto dei progetti edilizi sul traffico e sul paesaggio. La diversità dei progetti edilizi A Zurigo talune cooperative hanno deciso di ­costruire nuovi edifici al posto di quelli vecchi, ­risalenti agli anni Cinquanta, ritenendone la qualità edilizia tale da rendere insufficiente un’opera di risanamento e l’architettura non più confacente alle esigenze attuali. Simili decisioni non vengono sempre accolte con entusiasmo. A ovest di Zurigo ci sono agenzie immobiliari che continuano a innalzare grattacieli con appartamenti di proprietà da 300 metri quadri mettendoli in vendita a oltre quattro milioni di franchi. Alcuni Comuni del Freiamt argoviese attirano facoltosi acquirenti zughesi offrendo prezzi convenienti per l’acquisto di terreni. Stando a un articolo apparso sulla Neue Zürcher Zeitung, negli ultimi anni la popolazione di Sins è fortemente aumentata, e con essa il flusso di lavoratori pendolari verso la vicina Zugo, mentre il Comune ha ridotto l’aliquota fiscale.

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Nel Cantone Grigioni, e precisamente a Lugnez, che con Vella fa parte del comprensorio sciistico Obersaxen-Mundaun, taluni Comuni registrano, secondo l’analisi statistica del Cantone Grigioni, un forte aumento di nuove abitazioni. Lumbrein è uno di questi. La popolazione dell’intera vallata continua a regredire, ma il turismo resiste rappresentando un valore aggiunto per la regione. Gli esempi dimostrano come gli interventi di pianificazione del territorio da parte delle autorità competenti debbano anticipare progetti edilizi di natura assai diversa tra loro, puntando a creare la necessaria compatibilità tra questi progetti e gli obiettivi di sostenibilità dello sviluppo insediativo. Le finalità dello sviluppo territoriale Anche se lo sviluppo territoriale è in primo luogo di competenza dei Comuni e dei Cantoni, la ­Confederazione può fissarne le condizioni quadro. Una visione che mira allo sviluppo di tutto il Paese e non unicamente a quello di singole regioni o Comuni è indispensabile non solo per il benessere della Svizzera, ma anche per la sostenibilità del suo sviluppo insediativo. Questo concetto di fondo, alla base del controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Spazio per l’uomo e la ­natura», meglio conosciuta come «Iniziativa per il paesaggio», viene ribadito dalla Confederazione, insieme con le delegazioni di Cantoni, città e ­Comuni, nel «Progetto territoriale Svizzera». Secondo il parere della Confederazione «lo sviluppo insediativo centripeto» rappresenta un importante fattore di sostenibilità. Ecco i cinque obiettivi che devono contribuire ad arginare la dispersione insediativa e l’eccessiva edificazione di terreni coltivati.  ensificazione: perseguire uno sfruttamento • D più concentrato del territorio attraverso, per esempio, la riqualificazione di aree industriali dismesse.


Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

• Priorità allo sviluppo centripeto su quello ­centrifugo: azzonare nei Comuni i terreni edificabili a discapito di quelli coltivati solo a ­determinate condizioni. Il progetto di revisione parziale della legge sulla pianificazione del ­territorio (LPT), che il Consiglio federale ha presentato come controprogetto all’iniziativa sul paesaggio, vuole dare tra l’altro nuovo ­impulso sia ai piani direttori cantonali sia a quelli di utilizzazione comunali. • P  ianificazione coordinata degli insediamenti e dei trasporti: edificare in primo luogo in aree in cui possono essere garantiti i collegamenti con il sistema di trasporto pubblico. Ciò significa, concretamente, che i progetti dei trasporti inseriti nei programmi d’agglomerato sostenuti dalla Confederazione devono essere in sintonia con le finalità dello «sviluppo centripeto». ­Tenuto conto della crescita demografica pre­ vista dall’UST e del relativo aumento dei flussi di traffico, in futuro sarà particolarmente importante coordinare la pianificazione insediativa con quella dei trasporti creando una forma di cooperazione che esuli dai confini prettamente amministrativi e settoriali. • T  utela della qualità: indurre i Comuni a mig­ liorare la qualità degli insediamenti, per esempio nelle aree urbane soggette a forti impatti ­ambientali. • E fficienza energetica: includere l’aspetto energetico non solo nella costruzione o nel risanamento di edifici abitativi, ma anche nella loro ubicazione. Tragitti brevi per recarsi al lavoro, a fare la spesa o al parco favoriscono la mobilità pedonale e l’uso della bicicletta frenando l’aumento del consumo energetico. Impatto su aree, trasporti e paesaggio Adottando lo «sviluppo insediativo centripeto» come principio guida emerge, eloquente, la conflittualità tra i progetti edilizi cui si riferiscono gli esempi precedenti e gli obiettivi di sviluppo sos­ tenibile. Nuove costruzioni che offrono appartamenti più spaziosi per lo stesso numero o addirittura per un numero inferiore di inquilini non rispettano l’obiettivo della «densificazione insediativa», che punta invece ad alloggiare negli edifici un numero maggiore di persone. Un altro aspetto problematico è costituito dalle sempre più numerose case secondarie, soprattutto del tipo di quelle sorte

a ovest di Zurigo, che rientrando nella categoria delle residenze di lusso rendono per lo meno opinabile un loro effettivo contributo al benessere sociale e economico della città. Realtà urbane come Zugo stanno analizzando la possibilità di incentivare la costruzione di alloggi destinati al ceto medio, la cui fuga fuori dai confini cantonali – per esempio a Sins – non fa che sollevare nuovi problemi. Basti pensare alla perdita del gettito fiscale e all’aumento del numero dei pendolari, fonte quest’ultima di nuove immissioni e responsabile dell’allargamento dell’infrastruttura stradale e ferroviaria. Stando alle affermazioni degli stessi abitanti, a Lugnez non tutti sono apparentemente ancora consapevoli degli svantaggi dei cosiddetti «letti freddi», cioè delle case di villeggiatura in cui i rispettivi proprietari soggiornano unicamente alcune settimane all’anno. I Comuni finanziano così costosi allacciamenti, che non solo rimangono scarsamente utilizzati e incidono negativamente sull’estetica del paesaggio, ma creano anche problemi ai giovani in cerca di alloggi a prezzi ragionevoli. Silvaplana, località oberengadinese, ha deciso di contrastare questo fenomeno e di pilotarlo. Quello delle seconde case è un tema su cui gli svizzeri saranno chiamati a pronunciarsi, probabilmente il prossimo anno, nell’ambito dell’iniziativa popolare «Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie». La necessità di ulteriori interventi Gli esempi dimostrano che la strada verso la piena realizzazione dello sviluppo sostenibile è ancora lunga, anche se attualmente sono numerosi gli attori a livello cantonale e comunale ad averla imboccata. La statistica della superficie – risultato del più importante monitoraggio sull’utilizzazione del suolo effettuato dall’UST – relativa al periodo 2004–2009 dimostra, per i Cantoni presi sinora in esame, che dal 1992 al 1997 la superficie insediativa ha registrato un aumento meno importante rispetto ai dodici anni precedenti e che quella per abitante è aumentata molto più lentamente che in passato. Sono senza dubbio segnali incoraggianti, ma non ancora sufficienti. Come detto, resta ancora molto da fare. La dottoressa Maria Lezzi, direttrice dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, ARE

1 La statistica dell’edilizia abitativa fornisce informazioni sul numero degli edifici abitativi di nuova costruzione e sul numero delle nuove abitazioni costruite.

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Casa privata Gonzen, Sargans, 2008 8

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Viadotto, Zurigo, 2011 UST ValeurS

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Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

Statistica della superficie in Svizzera: una metodologia specialistica per documentare la silenziosa trasformazione dell’utilizzazione del suolo La statistica della superficie fa il punto ogni 12 anni sull’utilizzazione e la copertura del suolo in Svizzera in base alle riprese aeree effettuate dall’Ufficio federale di topografia (swisstopo). Anton Beyeler

I

n Svizzera le statistiche della superficie vengono pubblicate già nel 1912, 1923/24, 1952 e nel 1972. Tutte difettano però di una sostanziale uniformità metodologica e si basano su definizioni che mutano con il passare degli anni e non permettono di desumere il periodo esatto cui si riferiscono le rilevazioni effettuate. Il territorio è suddiviso per lo più solo in quattro categorie: foreste, terreni agricoli, vigneti, terreni incolti e aree circostanti. Queste ultime comprendono anche le superfici d’insediamento. I dati delle ­rilevazioni non possono essere né paragonati né utilizzati per costituire serie temporali. Di queste evidenti carenze si prende pian piano coscienza solo quando, complici la costante crescita demografica ed economica, i processi di agglomerazione e l’incremento della mobilità, cresce la preoccupazione per la lenta, ma inesorabile trasformazione del territorio. Ecco perché dalla metà degli anni Ottanta la statistica della superficie in Svizzera viene condotta in base a un metodo nuovo, sviluppato su basi scientifiche, che consente di effettuare raffronti temporali.

della superficie vengono aggiornate in base alla nuova «Nomenclatura 2004». I dati delle tre ­rilevazioni diventano così raffrontabili e consentono di costituire serie temporali su un arco di 24 anni. Secondo le previsioni saranno disponibili per tutta la Svizzera nel 2013. La base di dati: immagini aeree precise La struttura del territorio viene analizzata sulla base di riprese aeree che l’Ufficio federale di topografia effettua regolarmente e mette a disposizione dell’UST. La risoluzione delle immagini è di circa 25 cm per ogni pixel. Per l’analisi attuale vengono utilizzate le riprese degli anni 1979–85, 1992–97 e 2004–09. La statistica della superficie presenta quindi una periodicità di 12 anni. La base di immagini di un ciclo di rilevazioni del territorio svizzero è costituita da un mosaico di immagini aeree che coprono sei anni.

Una metodologia aggiornata Sino al 2001 le riprese aeree analogiche vengono osservate con gli stereoscopi. Gli enormi progressi ottenuti nel campo della tecnologia e della gestione delle informazioni geografiche permettono tuttavia nel frattempo una visualizzazione tridimensionale allo schermo delle riprese digitali. In un’inchiesta volta a individuare le loro necessità, i principali fruitori dei dati della statistica della superficie sottolineano l’importanza di rilevare separatamente i dati sull’utilizzazione e la copertura del suolo, compresi quelli dei terreni coltivati. L’Ufficio federale di statistica decide perciò di procedere alla statistica della superficie 2004/09 ricorrendo alla tecnologia digitale e rinnovando radicalmente la nomenclatura definita sino ad allora. Anche le due precedenti statistiche 10

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Mosaico di immagini aeree della statistica della superficie 2004/09: programma di volo swisstopo

4,1 milioni di punti di campionamento L’analisi dell’utilizzazione e della copertura del suolo si basa sui cosiddetti punti di campionamento permanenti (PC), che vengono sovrapposti alle riprese aeree in una matrice a griglia di 100 m. Per tutta la Svizzera, che ha una superficie di 41’285 km2, questi punti sono ben 4,1 milioni.


Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

Insieme all’immagine vera e propria viene fornito un cosiddetto file di georeferenziazione che stabilisce il riferimento con le coordinate del sistema di riferimento svizzero. Questa georeferenziazione di ogni PC consente di effettuare analisi in base a una qualsiasi unità di spazio e combinazioni con altri geodati. L’adattamento alla superficie del terreno viene effettuata in modo fotogrammetrico ricorrendo a un modello digitale. I punti vengono monitorati e analizzati ogni 12 anni. Grazie alla rilevazione sistematica dell’utilizzazione e della copertura del suolo basata su tutte e tre le riprese aeree della Svizzera è possibile verificare l’utilizzazione di ogni punto in un determinato momento e la sua evoluzione nel tempo. In confronto al metodo che consiste nel delimitare le superfici partendo dall’effettiva utilizzazione del terreno, quello dei punti di campionamento presenta il vantaggio di essere più economico e di produrre più rapidamente risultati fruibili. L’analisi dei punti di campionamento consente inoltre di ridurre notevolmente il lavoro di delimitazione, molto complesso in aree a composizione mista, dei vari tipi di utilizzazione. Il sistema delle tre nomenclature In base alle necessità espresse dai principali utenti della statistica della superficie, dal 2005 l’utilizzazione e la copertura del suolo sono oggetto di rilevazioni separate: l’analizzatore dei dati attribuisce a ogni punto di campionamento un codice a tre caratteri per l’utilizzazione del suolo (46 categorie) e un codice a due posizioni per la sua copertura (27 categorie). Un catalogo interpretativo presenta definizione, criteri e appartenenze per ogni categoria. La nomenclatura consente di stilare analisi molto

dettagliate che rispondono alle esigenze di numerosi fruitori di dati della statistica della superficie. Per consentire un raffronto più pertinente con i risultati pubblicati nelle precedenti statistiche 1979/85 e 1992/97 è stata creata, partendo dalla combinazione Land Cover e Land Use, una nomenclatura standard con 72 categorie di base e 3 livelli di aggregazione (con 4 settori principali e risp. 17 e 27 tipi di utilizzazione, di cui l’illustrazione 3 mostra un estratto). Questa configurazione permette di venire incontro alle esigenze informative dell’opinione pubblica, dei media e di altri pubblici di riferimento. Esempi di alcune categorie di copertura del suolo: Superficie a rivestimento duro, Edifici, Tappeti verdi, Vegetazione erbacea, Cespugli, Gruppo di alberi fitti, Gruppo lineare di alberi, Rocce in posto, Acqua und Biotopi umidi. Analisi delle riprese aeree tramite un’applicazione speciale L’analisi del territorio si avvale di un’applicazione appositamente sviluppata per la statistica della superficie, contenente una serie di informazioni suddivise su due schermi. Quello di destra presenta varie finestre con ­informazioni supplementari e dati sugli edifici. In quello di sinistra figurano la finestra con il menu principale e la panoramica delle riprese ­aeree degli ultimi tre anni, visualizzabili con l’aiuto di occhiali polarizzatori e di uno speciale schermo tridimensionale. Terminata la prima analisi di tutti i punti di ­campionamento, un secondo analizzatore procede, utilizzando cosiddetti codici di insediamento e codici agricoli e, in parte, codici forestali e di inproduttività, a una successiva verifica, il cui scopo è accertare il lavoro del primo ­analizzatore e di

Schermo tridimensionale e schermo «normale»

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Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

apportare eventuali modifiche. I punti in sospeso vengono chiariti a voce o con un sopralluogo sul terreno che consente di farsi un’idea complessiva del territorio esaminato, degli elementi che lo caratterizzano e dei tipi di utilizzazione. Il sopralluogo risulta particolarmente indicato per denominare correttamente strutture regionali eterogenee. Serie temporali preziose grazie a un progetto a lungo termine La trasformazione del territorio è un processo lento che interessa per lo più piccole superfici disseminate su tutto il Paese. Questa trasformazione può essere riprodotta unicamente attraverso un monitoraggio a lungo termine, basato su una ­metodologia stabile e differenziata per aree. Per

essere attendibili, le rilevazioni sull’utilizzazione del suolo devono concretizzarsi in progetti di lungo respiro in grado di ricostituire serie temporali statisticamente rilevanti. Si tratta di attività relativamente complesse che richiedono un’accurata pianificazione e adeguate risorse finanziarie volte a salvaguardare tra l’altro il know-how ­acquisito. Per ulteriori e più dettagliate informazioni sulla statistica della superficie si può consultare il sito www.landuse-stat.admin.ch e www.geostat. admin.ch [solo tedesco e francese].

Anton Beyeler, collaboratore scientifico della statistica della superficie, Sezione geoinformazione, UST

Statistica della superficie in Svizzera – Nomenclatura standard NOAS04: estratto delle superfici d’insediamento Area industriale e artigianale

1

Area industriale e artigianale

Wohnareal

Area edificata

2

Area di edifici pubblici Area di edifici agricoli Area di edifici non specificati

Zone verdi e di riposo

1–5 = Aggregati NOAS04_17

12

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2

3 4 5 6 7 8

3

9 Edifici pubblici 10 Terreno annesso a edifici pubblici

4

11 Edifici agricoli 12 Terreno annesso a edifici agricoli

5

13 Edifici non specificati 14 Terreno annesso a edifici non specificati

3 Area ferroviaria Area aeroportuale

Superfici d›insediamento speciali

1 Edifici industriali e artigianali 2 Terreno annesso a edifici industriali e artigianali

6

Area stradale

Superfici del traffico

1

4

5

Superfici d›insediamento speciali

Zone verdi e di riposo

1–10 = Aggregati NOAS04_27

Case unifamiliari e bifamiliari Terreno annesso a case unifamiliari e bifamiliari Case a schiera e a terrazza Terreno annesso a case a schiera e a terrazza Case plurifamiliari Terreno annesso a case plurifamiliari

15 Autostrade 16 Bordi di autostrade 17 Strade 18 Bordi della strada 19 Area di parcheggio

7

20 Area ferroviaria consolidata 21 Bordi della ferrovia

8

22 Aeroporti 23 Piste erbose, aeroporto erboso

9

10

24 Impianti di approvvigionamento energetico 25 Impianti di depurazione delle acque 26 Altri impianti di approvvigionamento e smaltimento 27 Discarice 28 Cave 29 Cantieri 30 Aree d’insediamento dismesse 31 Parchi pubblici 32 Istallazioni sportive 33 Terreni da golf 34 Campeggi 35 Orti familiari 36 Cimiteri

1–36 = Categorie di base


Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

Come vive la Svizzera? Ce lo dice la statistica degli edifici e delle abitazioni Intervista con Fritz Gebhard La statistica degli edifici e delle abitazioni (SEA) illustra lo stato e la struttura degli edifici e delle abitazioni e fornisce informazioni sulle condizioni abitative, come ad esempio la densità di occupazione e di utilizzazione e la superficie pro abitante. La statistica, che finora veniva realizzata in un giorno di riferimento a cadenza decennale presso le amministrazioni e i proprietari di immobili, trae oggi le informazioni necessarie dal Registro federale degli edifici e delle abitazioni (REA) a cadenza annuale. Di seguito riportiamo alcuni risultati delle prime valutazioni tratte dalla rilevazione basata sui registri. Intervista: Verena Hirsch

Cos’è cambiato essenzialmente con la revisione della SEA? Con il passaggio alla statistica degli edifici e delle abitazioni basata su registri non vengono più realizzate rilevazioni presso i proprietari immobiliari e le amministrazioni di immobili. In occasione dei precedenti censimenti della popolazione sono stati elaborati i dati contenuti nella parte inerente alla rilevazione degli edifici e delle abitazioni di oltre 1,3 milioni di questionari. Dalle valutazioni è emerso che circa il 70% delle caratteristiche rilevate rimaneva invariato nel tempo. Ora, invece, i dati vengono estratti ogni anno dal Registro federale degli edifici e delle abitazioni aggiornato dai Comuni e dai Cantoni e possono quindi essere analizzati in modo più semplice e rapido. Grazie al grande lavoro di correzione fatto dai Comuni negli ultimi anni, ora anche la qualità dei dati è migliore.

Edifici per categoria di edificio ed epoca di costruzione 2010

vor 1961

Totale

1961–1980

1981–2000

2001 – 2010

Case unifamiliari

Case plurifamiliari

Edifici abitativi con utilizzazione accessoria Edifici ad uso parzialmente abitativo 0%

10%

20%

30%

40%

50%

60%

70%

80%

90% 100%

Hardtbrücke, Zurigo 2011

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Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

Stando alle cifre della SEA, nel 2010 la categoria di edificio più diffusa in Svizzera sia nelle aree rurali sia in quelle urbane era la casa unifamiliare. È sempre stato così? La casa unifamiliare è la categoria di edificio numericamente più diffusa in Svizzera sin dalla prima rilevazione degli edifici e delle abitazioni avvenuta nel 1970. La tendenza si conferma anche oggi, sia nelle aree rurali sia nelle agglomerazioni urbane, anche se in maniera differente. Solo nelle città nucleo delle agglomerazioni più grandi come Zurigo e Ginevra prevalgono le case plurifamiliari. Quindi vivono più persone nelle case unifamiliari che in quelle plurifamiliari?

il 2001 e il 2010, la maggioranza delle abitazioni costruite è per la prima volta costituita da abitazioni a quattro e a cinque locali. Tra le nuove abitazioni costruite dopo il 2000, circa i tre quarti hanno quattro o più locali, ­mentre negli edifici costruiti prima del 1961 la percentuale ammonta al 48%. Nel complesso, quindi, sono aumentate le esigenze abitative della popolazione e nonostante le abitazioni siano più grandi, non è detto che il numero di persone che le abitano aumenti. I ri­sultati della statistica degli edifici e delle abitazioni 2012 che saranno pubblicati nel 2013 ci daranno maggiori informazioni in proposito.

Ormai la maggioranza degli edifici abitativi è costituita da case unifamiliari, ma la maggior parte della popolazione svizzera vive in case plurifamiliari. Sebbene la percentuale di popolazione che vive in case unifamiliari sia leggermente cresciuta tra il 1990 e il 2000, dai dati si evince che la tendenza è rimasta pressoché identica fino a oggi.

Dal punto di vista statistico, come si presenta la tipica casa unifamiliare?

Quante persone vivono in media in un’abitazione? Ci sono stati cambiamenti a livello di occupazione della superficie abitativa?

Da anni la crescita demografica è inarrestabile: si costruiscono anche più grattacieli?

Dal 1970 il numero di abitanti per abitazione è in calo: nel 1970 in una stessa abitazione vivevano in media tre persone, nel 2000 solo 2,3. Allo stesso tempo, nell’epoca di costruzione successiva al 1970, si osserva la tendenza a costruire abitazioni di dimensioni superiori: il numero di abitazioni a tre locali cala costantemente mentre cresce quello delle abitazioni a cinque locali. Tra

La tipica casa unifamiliare è stata costruita tra il 1961 e il 2000, ha dai quattro ai cinque locali per una superficie compresa tra i 120 e i 135 m2; si sviluppa su due-tre piani, è riscaldata a olio ed è situata nel Comune di un’agglomerazione.

I grattacieli in Svizzera sono sempre una rarità. Di tutti gli edifici abitativi (case unifamiliari escluse), i due terzi sono composti da meno di cinque piani. Solo un’esigua percentuale dei ­restanti ­edifici abitativi è composta da più di ­cinque piani e più di sei abitazioni. Abitazioni di questo tipo si trovano più frequentemente nelle zone urbane (96%), mentre nelle regioni rurali i grattacieli praticamente non esistono.

Abitazioni per numero di locali ed epoca di costruzione 2010 100%

80%

60% 6 locali 5 locali

40%

4 locali 3 locali

20%

2 locali 1 locale

0% Totale

14

UST ValeurS

Prima del 1946 1946 –1960

1961–1970

1971–1980

1981–1990

1991–2000

2001–2010


Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

Abitazioni per categoria di edificio 2010

Per quanto riguarda la superficie abitativa, ci sono grandi differenze tra città e campagna?

Edifici ad uso parzialmente abitativo

Come ci si aspettava, la superficie abitativa media nelle regioni rurali è nettamente superiore a quella delle aree urbane: 105m2 contro 96m2. La maggiore metratura è dovuta al fatto che un’abitazione media situata in un’area rurale è composta solitamente da un numero superiore di locali rispetto alle abitazioni di città.

Case unifamiliari 4%

Edifici abitativi con utilizzazione accessoria 17%

23%

56%

Case plurifamiliari

La SEA fornisce informazioni anche sull’età delle case? Poco meno della metà degli edifici è stata co­ struita 50 anni fa, quindi prima del 1961, ed è perciò relativamente vecchia. Gli edifici costruiti negli ultimi 30 anni (dopo il 1980) rappresentano circa un terzo dell’intero patrimonio immobiliare svizzero. Le case unifamiliari costruite più di 50 anni fa costituiscono il 36% del patrimonio abitativo, quindi nettamente al di sotto del valore di tutte le categorie di edifici, mentre il 40% delle case unifamiliari è stato costruito dopo il 1980. Le case unifamiliari sono dunque una categoria relativamente più recente, mentre gli edifici con utilizzazione mista sono più obsoleti. Secondo i dati del CFP 2000, la superficie ­abitativa media corrisponde a 97m2: è cambiato qualcosa negli ultimi anni? Secondo la SEA 2010 la superficie abitativa media ammonta oggi a 98m2, quindi è rimasta stabile dal CFP del 2000. Come però già osservato per il numero di locali, anche per la superficie abitativa si riscontra una tendenza in netta crescita: se le abitazioni costruite negli anni ’70 misurano in media 93m2, quelle realizzate negli ultimi anni, invece, 125m2.

Il patrimonio abitativo svizzero comprende circa 4 milioni di abitazioni. La popolazione ­residente permanente conta meno di 8 milioni di persone. Da un punto di vista strettamente statistico, dunque, non si può certo parlare di «penuria di abitazioni»: allora qual è il vero problema? Il concetto di «penuria di abitazioni» può essere interpretato in modi differenti. Dal punto di vista statistico, la domanda di abitazioni cresce, perché da una parte aumenta la popolazione e dall’altra cala la dimensione dell’economia domestica. La capacità del mercato abitativo di reagire a questa crescente domanda dipende da diversi fattori. Il numero di abitazioni vuote rivela che l’eccedenza di domanda è concentrata soprattutto nei centri cittadini, mentre nelle zone periferiche le abitazioni sfitte sono più numerose. Secondo gli esperti del settore, la Svizzera dispone di riserve sufficienti di zone edificabili, che tuttavia non sono necessariamente dislocate nei luoghi più opportuni. Un altro fatto non trascurabile è che il patrimonio abitativo complessivo comprende anche le case di vacanza e altre abitazioni non occupate per un periodo continuativo, ma che non sono comunque disponibili sul mercato delle abitazioni.

Verena Hirsch, capo della Sezione Comunicazione, UST Fritz Gebhard, capo della Sezione Edifici e abitazioni, UST

UST ValeurS

15


Insediamento alla Bernerstrasse, Zurigo – progetto artistico Fuge, Roger Bumbacher, 2003

Casa privata a Kriens, Lucerna 2010 16

UST ValeurS


Buttisholz, Lucerna 2005

Buttisholz, Lucerna 2011 UST ValeurS

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Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

Censimento delle abitazioni vuote: bilancio della ­situazione, attendibilità dei dati e futura rilevazione Il censimento delle abitazioni vuote fornisce importanti indicazioni sulla situazione del settore abitativo. Per avere un quadro completo dell’evoluzione di questo mercato è tuttavia necessario ricorrere ad altri indicatori. La ridefinizione del sistema di censimento consentirà in futuro di fruire di uno strumento più adattabile alle esigenze informative. Christoph Enzler

S

econdo il censimento delle abitazioni vuote effettuato dall’UST il 1° giugno 2011, in Svizzera 38’417 abitazioni, pari allo 0,94% del patrimonio abitativo, risultano non occupate. L’anno precedente erano 36’713 (0,92%). Dopo un netto calo riscontrato con il passaggio al nuovo millennio, il numero delle abitazioni vuote oscilla dal 2003 dell’1%. La situazione a livello nazionale, complessivamente stabile, trova conferma nel fatto che in 16 Cantoni le abitazioni vacanti sono aumentate solo di poco rispetto all’anno precedente, mentre in altri dieci sono leggermente diminuite. A registrare il maggior numero di abitazioni vuote è il Cantone di Soletta, con il 2,09%, seguito dai Cantoni di Appenzello Esterno (1,99%) e Giura (1,88%). Il Cantone con il minor numero di abitazioni vuote rispetto al patrimonio abitativo è quello di Ginevra, con lo 0,25%. Percentuali ridotte si rilevano anche nei Cantoni di Zugo (0,27%), Basilea (BL: 0,44%; BS: 0,48%) e Vaud (0,52%). Il numero di abitazioni unifamiliari vuote ha subito un aumento percentuale analogo a quello di tutte le abitazioni vacanti, mentre più marcato è stato l’incremento di abitazioni nuove rimaste sfitte. Questo fenomeno potrebbe rappresentare il primo segnale di un lento avvicinamento tra produzione e domanda abitativa. Il settore della proprietà immobiliare e il mercato affittuario hanno invece registrato un andamento differente, complici i tassi d’interesse storicamente bassi: all’aumento del numero di abitazioni vuote in affitto ha fatto riscontro un’ulteriore diminuzione di quelle, sempre vacanti, messe in vendita. Una tendenza che potrebbe rapidamente mutare qualora si verificasse un netto aumento degli ­interessi. La cartina seguente raffigura il numero di abitazioni vuote aggiornato al 1° giugno 2011 per le 106 regioni MS1.

18

UST ValeurS

Numero di abitazioni vuote il 1° giugno 2011 Percentuale di abitazioni vuote rispetto al patrimonio abitativo complessivo in % ≥ 1,50 – 1,00 – 0,50 – <

2,00 1,99 1,49 0,99 0,50

SH BS

TG BL

JU

ZH

AG

AR

SO LU

NE

CH: 0,94 %

OW

FR

SZ

GL

NW

BE

AI

SG

ZG

UR

GR

VD

TI GE 0

25

VS

50 km

Fonte: UST, Censimento delle abitazioni vuote

Utilità e qualità del censimento I dati relativi alle abitazioni vuote e, in generale, al mercato dell’alloggio e immobiliare, non si rivelano importanti unicamente ai fini di politiche come quella abitativa, di sviluppo del territorio, regionale o economica, ma anche per gli investitori, che se ne servono per realizzare operazioni immobiliari. Proprio da questi ultimi sono state espresse più volte alcune perplessità sulla loro attendibilità. Anni or sono, in seguito ad alcuni interventi parlamentari, un gruppo di esperti ha analizzato vari indicatori teoricamente idonei a rappresentare e misurare l’andamento congiunturale del mercato immobiliare. Dall’analisi è emerso che, nelle fasi caratterizzate da una sovraofferta, il numero di abitazioni vuote, il periodo di inoccupazione e, in caso di eccesso di domanda, la durata di commercializzazione – eventualmente associata al numero delle offerte – costituiscono indicatori sufficienti a misurare l’evoluzione degli spazi abitabili. Per determinare un benchmark è comunque necessario calcolare anche affitti e prezzi. Gli esperti hanno altresì ­esaminato la qualità delle attuali rilevazioni, che i Comuni con obbligo di notifica possono effettuare

Ripartizione spaziale: Regioni MS © UST, ThemaKart, Neuchâtel 2011


Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

in vari modi: tramite il controllo degli abitanti, i dati della società elettrica, le inserzioni pubblicate sui giornali e su Internet, il Foglio ufficiale o richiedendo informazioni all’amministrazione o ai proprietari. Un controllo qualità commissionato dall’UST e dall’UFAB ha portato alla luce alcune inesattezze. In taluni casi abitazioni effettivamente vuote non sono state segnalate come tali, mentre altre sono state erroneamente classificate come vacanti. Grazie al fatto che la maggior parte dei Comuni utilizza ogni anno lo stesso metodo (o la stessa combinazione di metodi), il numero di abitazioni vuote può comunque essere ancora considerato un indicatore congiunturale. I dati assoluti non dovrebbero tuttavia rispecchiare la situazione effettiva. Da qui la proposta di ampliare la statistica, di completarla con i dati delle inserzioni e di migliorarne la qualità. Un corollario completo di dati per monitorare il mercato dell’alloggio Per controllare meglio l’impatto della libera circolazione delle persone sul mercato dell’alloggio, l’Ufficio federale delle abitazioni ha incaricato la comunità di lavoro della ZHAW/Meta-Sys di effettuare un monitoraggio. Nel luglio 2011 sono così stati pubblicati per la prima volta dei fact sheet 2 sulla Svizzera e sulle sue sette grandi regioni. I dati raccolti permettono, nella maggior parte dei casi, di esprimere valutazioni anche sulle singole regioni MS. Il monitoraggio si avvale di informazioni di diversa estrazione, provenienti in particolare da statistiche pubbliche come la statistica delle costruzioni, la statistica della po­ polazione, la Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera e il Registro centrale degli stranieri (RCS) e da dati privati contenuti nel «Baublatt». Basandosi su calcoli e stime è possibile desumere lo stato della proprietà che purtroppo, dopo l’introduzione del nuovo sistema di censimento della popolazione, ancora non compare nelle statistiche pubbliche. Ulteriori indicazioni sull’andamento dei prezzi e la durata delle inserzioni vengono fornite da un sistema di informazioni di mercato. Come si evince dalla seguente cartina i dati ottenuti, concernenti la contrazione del mercato dell’alloggio nel 2010, non si discostano di molto da quelli sulla statistica delle abitazioni vuote. Questa concordanza dimostra che, pur non potendo fornire una spiegazione per ogni evoluzione del mercato dell’alloggio, l’indicatore «numero delle abitazioni vuote» rappresenta un importante parametro di riferimento.

Contrazione sul mercato dell‘alloggio, nel 2010 Tensione quantitativa 2,00 0,00 -2,00 -4,00

SH BS

≥ 4,00 – 3,99 – 1,99 – -0,01 – -2,01 < -4,00

JU

ZH

AG

AR

SO

SZ

OW

FR

GL

NW

BE

AI

SG

ZG LU

NE

senza indicazione CH: -0,43

TG BL

UR

GR

VD

TI GE 0

25

VS

Ripartizione spaziale: Regioni MS

50 km

Fonte: UFAB, Libera circolazione delle persone e mercato dell‘alloggio

© UST, ThemaKart, Neuchâtel 2011

Una nuova base per la statistica delle abitazioni vuote Nell’ottica di un più frequente utilizzo dei dati dei registri, l’UST ha deciso di implementare gradualmente un sistema di informazioni integrato, denominato «Costruire e abitare», e di ridefinire nel contempo una nuova base per la statistica delle abitazioni vuote. Ci sono tuttavia ancora alcuni aspetti da risolvere. Per il settore «abitazioni» sarebbe ad esempio estremamente importante poter disporre di dati sul tipo di utilizzo. Sull’altro fronte si potrebbero ottenere indicazioni sulla durata di inoccupazione coordinando il registro degli abitanti con il Registro federale degli edifici e delle abitazioni (REA). In poche parole esiste la concreta possibilità di incrementare l’attendibilità delle statistiche migliorandone la qualità, basandosi sui registri disponibili e avvalendosi di dati di mercato estratti da fonti private. Questo nuovo approccio non può che favorire l’auspicata trasparenza del mercato dell’alloggio e immobiliare.

Christoph Enzler, collaboratore scientifico presso l’Ufficio federale delle abitazioni, UFAB

1 Le regioni MS («mobilità spaziale») sono state costituite nel 1982, nel quadro di un progetto di ricerca sulla mobilità spaziale, a partire da regioni di montagna e da regioni di sviluppo territoriale. Sono caratterizzate da una certa omogeneità spaziale e rispondono al principio dei bacini di occupazione con orientamento funzionale verso i centri regionali. ­Alcune regioni MS si estendono oltre i confini cantonali. Le regioni MS rientrano tra le principali unità analitiche della Svizzera a livello microregionale. 2 www.ufab.admin.ch > Temi > Mercato dell’alloggio > Libera circolazione delle persone e mercato dell’alloggio

L’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) è il centro di competenza della Confederazione per l’attuazione della politica degli alloggi. È responsabile dell’applicazione delle leggi federali in materia di promozione degli alloggi e diritto di locazione e monitora il mercato mettendo a punto, nell’ambito della sua attività di ricerca, proposte destinate a migliorare le condizioni abitative. UST ValeurS

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Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

L’evoluzione degli affitti dell’abitazione nel tempo: retrospettiva e prospettive L’affitto dell’abitazione fa parte dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) praticamente dalla sua creazione, nel 1922. È una delle componenti del paniere tipo, che comprende dodici gruppi principali di prodotti di ­consumo, tra i quali prodotti alimentari, indumenti, trasporti e ristoranti. L’IPC è una delle principali statistiche economiche: misura l’andamento dei prezzi di beni e servizi consumati dalle economie domestiche ed è usata per la compensazione del rincaro, la deflazione dei valori nominali e come base decisionale per la politica monetaria della Banca nazionale svizzera. L’indice serve anche a calcolare il rincaro a breve, medio e lungo termine. Corinne Becker Vermeulen

L’affitto dell’abitazione, principale spesa di consumo delle economie domestiche Nel 1939 un’economia domestica destinava in media il 20% delle spese di consumo all’affitto1 della propria abitazione; oggi la percentuale spesa per l’affitto rappresenta sempre circa il 20%. Quindi la quota destinata alle spese per l’abitazione è rimasta stabile nel corso degli anni, contrariamente a quanto avvenuto per altri gruppi di prodotti. Se prendiamo i prodotti alimentari, nel 1939 le economie domestiche vi destinavano quasi la metà delle spese di consumo (40%), mentre oggi tale quota è scesa al 10% circa. Ciononostante, se la percentuale relativa delle spese locative è rimasta costante, ciò non significa che gli affitti delle abitazioni siano rimasti stabili nel corso degli anni. Nel 1924 bastavano in media CHF 32.– al mese per un’abitazione di quattro stanze a Lugano, CHF 62.– a La Chaux-de-Fonds e CHF 70.– a Zurigo. Nel 2010, per un’abitazione

di quattro stanze bisognava spendere in media CHF 1273.– al mese a Lugano, CHF 800.– a La Chaux-de Fond/le Locle e CHF 1495.– a Zurigo. Quindi gli affitti sono aumentati in maniera considerevole, molto più rispetto all’aumento generale dei prezzi. L’aumento degli affitti dal 1939 Dal 1939 al 2010 gli affitti sono aumentati in media di oltre il 900%, mentre l’aumento generale dei prezzi è stato di circa il 650% nello stesso periodo. L’affitto dell’abitazione ha quindi contribuito in maniera determinante all’aumento generale del prezzi. Senza tale voce, negli ultimi 70 anni i prezzi sarebbero aumentati solo del 590%. Come mostrato dal grafico precedente, l’aumento degli affitti è stato particolarmente significativo negli anni 1967, 1975, 1982 e 1991, anno in cui ha raggiunto praticamente il 10% in un anno per via della progressione dei tassi ipotecari.

Evoluzione del paniere tipo 1939–2010 2, peso dei vari gruppi di prodotti Prodotti alimentari 40%

30%

Abitazione 20% Indumenti

10% Bevande alcoliche e tabacchi

0% 20

UST ValeurS

Riscaldamento e illuminazione


Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

Indice dei prezzi al consumo (IPC) e indice degli affitti 1100

agosto 1939 = 100

1000

Affitti

900 800 700 600

IPC

500 400 300 200 100 0 1939

1945

1950

1955

1960

1965

1970

La misura dell’evoluzione dell’affitto dell’abitazione nel tempo Siccome l’affitto costituisce una spesa molto significativa, è sempre stato importante disporre di informazioni statistiche in questo ambito, sia a livello strutturale che a livello congiunturale. Alcune domande sull’affitto sono state integrate ai censimenti della popolazione svolti ogni dieci anni. Nel 1923, nel corso di una conferenza cui partecipavano esperti in statistica, associazioni di datori di lavoro, operai e impiegati, fu deciso di svolgere un’indagine periodica sugli affitti delle abitazioni. 28 Comuni furono incaricati dell’indagine, che prese in considerazione il 10% delle abitazioni di 2– 4 stanze. Dall’inizio degli anni Trenta, la rilevazione sugli affitti fu effettuata ogni anno. Era già stata operata una distinzione tra vecchie e nuove abitazioni, in modo da poter determinare

1975

1980

1985

1990

1995

2000

2005

2010

l’influsso di queste ultime sull’evoluzione degli affitti. Nel 1977 la rappresentatività dell’indagine sugli affitti è stata migliorata integrando i Comuni rurali e le abitazioni di 1 e 5 stanze. La statistica degli affitti svolta a partire dal 1977 comprende 100’000 abitazioni in 85 Comuni e viene effettuata a cadenza semestrale. Nel 1993 l’indice degli affitti ha subito i mutamenti più significativi. Infatti in quell’anno è stato deciso che la statistica sarebbe servita solo a scopi congiunturali e che le informazioni strutturali dovevano essere fornite da un’indagine annessa, la rilevazione strutturale sugli affitti. Le indagini congiunturali vengono svolte a cadenza trimestrale e le abitazioni sono selezionate a caso dall’elenco telefonico delle PTT. Il campione aleatorio di 5000 abitazioni è a rotazione: 1⁄8 viene rinnovato ogni trimestre per poter prendere in

40%

30% Insegnamento e tempo libero Igiene personale e sanità

Mobili, articoli e servizi per la casa

1939 20%

1966 1982

Trasporto 10%

1993 2000

0%

2010

UST ValeurS

21


Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

Evoluzione annua degli affitti, dell’IPC e dei tassi ipotecari 16%

Tasso di rincaro

IPC

Affitti

Tassi ipotecari

8%

14%

7%

12%

6%

10%

5%

8%

4%

6%

3%

4%

2%

2%

1%

0%

0%

–2% 1940

1945

1950

1955

1960

1965

1970

1975

considerazione le nuove costruzioni. La rilevazione, che non viene più condotta dai Comuni e dai Cantoni, è mista: prima viene inviato per posta un questionario, poi vengono effettuati dei richiami telefonici da un istituto di sondaggi. Ma la principale novità consiste nel trattamento delle differenze di qualità. In teoria, un indice dei prezzi deve rilevare solo l’evoluzione dei prezzi, considerando che la qualità dei prodotti deve restare costante nel tempo. Le abitazioni sono già suddivise in cellule relativamente omogenee dal punto di vista qualitativo, in base al numero di stanze e alla loro età, ma questo non basta per poter raffrontare solo quello che è raffrontabile. Dal 1993 alla fine del 2005 sono state prese in considerazione le differenze di qualità delle abitazioni che non concernevano il numero di stanze e l’età delle stesse: da un lato, le abitazioni invecchiano con il passare degli anni, il che comporta un peggioramento della loro qualità, dall’altro sono rinnovate e ristrutturate, il che permette di conservarne o addirittura migliorarne la qualità. Se le ristrutturazioni raggiungono un certo livello, le abitazioni sono ringiovanite artificialmente e ricollocate in una classe di età più recente rispetto alla loro data di costruzione. Inversamente, le abitazioni che invecchiano e che non vengono rinnovate sono collocate in una classe di età superiore e quindi invecchiate artificialmente. Dal 2005, uno degli obiettivi della revisione dell’indice degli affitti era di aggiornare questo metodo di aggiustamento della qualità. In seguito ad uno studio interno è stato dimostrato che il legame tra le ristrutturazioni e il livello degli affitti non è sempre evidente: «Le ristrutturazioni non

22

UST ValeurS

1980

1985

1990

1995

2000

2005

–1% 2010

avrebbero lo scopo di ringiovanire un’abitazione ma piuttosto di mantenerla tale da poter continuare ad affittarla»3. Pertanto il metodo del 1993 è stato abbandonato. Nel 2010, l’indice degli affitti è stato nuovamente analizzato e migliorato: le dimensioni del campione sono passate da 5000 a 10’000 abitazioni ed è stato sviluppato un modello edonico che consente di aggiustare la qualità delle abitazioni in base alle loro caratteristiche (superficie, numero di stanze, età, numero di bagni ecc.), alla loro situazione macro (distanza dal centro, negozi nelle vicinanze, onere fiscale ecc.) e alla loro situazione micro (panorama, vista libera, soleggiamento), che viene usato nel calcolo dell’indice da febbraio 2011. Quindi una delle principali critiche mosse all’indice degli affitti non ha più ragione di esistere. La qualità delle abitazioni viene presa in considerazione e neutralizzata per raffrontare solo quello che è raffrontabile. Da quasi un secolo, la statistica pubblica nazionale fornisce informazioni sugli affitti delle abitazioni e misura la loro evoluzione in base ai metodi più vicini alla realtà dei mercati e in base alle migliori tecniche a disposizione. Ciononostante, l’abitazione è e resterà un bene di consumo a parte, visto che, contrariamente agli altri prodotti, è «unico» per dimensioni, età e situazione. Ed è anche ciò a rendere questa statistica così difficile e particolare.

Corinne Becker Vermeulen, capo della Sezione Prezzi, UST

1 Secondo la nostra definizione, l’affitto corrisponde alla cifra netta (spese escluse) versata dal locatario per occupare l’abitazione. Le abitazioni vuote non fanno parte del ­nostro campione. 2 La struttura del paniere tipo è cambiata radicalmente nel 2000, le ponderazioni 2010 sono quindi approssimative. 3 Methodische Grundlage «Landes­index der Konsu­m entenpreise, Dezember 2005 = 100», BFS, Neuchâtel 2007, S. 20. Bases méthodologiques «Indice des prix à la consommation, décembre 2005=100» OFS, Neuchâtel 2007, p. 20.


Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

Il quarto più importante datore di lavoro dell’economia svizzera: il settore delle costruzioni Il settore delle costruzioni, la cui partecipazione al prodotto interno lordo (PIL) è del 5,7 per cento, è uno dei più importanti del panorama economico elvetico. Il suo peso è ancora maggiore se lo si considera come datore di lavoro: negli ultimi 20 anni l’8% degli impieghi espressi in equivalenti a tempo pieno è stato assorbito da questo settore. Ruth Meier e Gregory Rais

N

egli ultimi anni l’andamento del valore aggiunto del settore delle costruzioni in termini reali ha conosciuto varie fasi. Ad eccezione del 1994 e del 1998, gli anni Novanta sono caratterizzati da una crescita annuale in parte negativa (cfr. grafico sulla creazione del ­valore) dovuta a una bolla speculativa sul mercato immobiliare esplosa in Svizzera alla fine degli anni Ottanta e all’incidenza dei tassi ipotecari, che all’inizio degli anni Novanta fa registrare, con oltre il 7,5%, un record assoluto. Mentre già dal 1994 l’economia nazionale segna di nuovo una crescita positiva, fortemente trainata nei 15 anni a venire dal vivace dinamismo dei settori finanziario, tecnologico e delle esportazioni, il settore delle costruzioni va a rilento. L’inversione di tendenza avviene nel 2002, favorita soprattutto da una politica finanziaria molto più morbida da parte della Banca Nazionale che riduce i tassi ipotecari al minimo storico.

Andamento degli impieghi espressi in equivalenti a tempo pieno nel settore delle costruzioni Una dinamica simile a quella del valore aggiunto si denota nell’andamento degli impieghi espressi in equivalenti a tempo pieno nel settore delle costruzioni (cfr. grafico sulla creazione dell’occu­ pazione). Il notevole rallentamento della con­ giuntura negli anni 1991–1996 e la conseguente frenata degli investimenti incidono profondamente sulla domanda di lavoro. Il livello occupazionale nell’edilizia subisce una flessione, condizionato dall’andamento dell’economia nazionale, per poi riprendersi leggermente a partire dal 1998 anche in seguito alla realizzazione di programmi congiunturali. Favorita dal forte bisogno di in­ vestimenti, nel 2000 e nel 2001 la domanda di occupazione nel settore cresce, complice in particolare l’aumento di oltre il 10% delle opere di genio civile nell’ambito di progetti infrastrutturali. Negli anni Novanta, domanda di manodopera e

Crescita della creazione del valore del settore delle costruzioni rispetto a quella dell’economia globale Valore

Occupazione

6% 4% 2% 0% –2%

Prezzi dell’anno precedente

–4% –6%

In equivalenti a tempo pieno

Creazione di valore lorda nel settore delle costruzioni

Nel settore delle costruzioni

Prodotti interni lordi

Nell’economia globale

–8% 1991

1995

2000

2005

2010

1992

1995

2000

2005

2009

UST ValeurS

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Tema centrale: Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera

Le «Case Sugus» nell’area industriale di Röntgen, Zurigo 2011

valore aggiunto nel settore delle costruzioni si sviluppano in modo per lo più parallelo; questo sincronismo si interrompe tuttavia successivamente, quando la prima tarda sempre più ad allinearsi all’evoluzione del secondo. Tale fenomeno determina, in particolare dal 2005 al 2007, un incremento della domanda di lavoro, che nonostante la notevole crescita della produzione edi­ lizia registrata a partire dal 2008 finisce però con il non più incidere sul livello occupazionale. Il contributo alla crescita del settore delle costruzioni Un altro significativo segnale dell’importanza di un settore per l’economia nazionale è il suo ­contributo alla crescita, che permette di stabilire se quel settore rappresenti effettivamente un motore per lo sviluppo del Paese. Quello edile si muove in positivo in particolare negli anni 2002–2005 e nel 2008–2010, con un picco nel 2002, quando circa il 60% dell’incremento del PIL è tributario delle attività del ramo edilizio. Il record negativo di crescita risale invece agli anni 1996/97 e costituisce a quell’epoca un freno considerevole allo sviluppo dell’intera economia nazionale.

Aggregati

Valore aggiunto lordo del settore delle costruzioni Prodotto interno lordo Investimenti edilizi Investimenti totali Impieghi espressi in equivalenti a tempo pieno nel settore delle costruzioni Impieghi espressi in equivalenti a tempo pieno nell’economia nazionale

24

UST ValeurS

Il settore delle costruzioni non influisce unicamente sul PIL in termini di produzione, ma anche di spesa. All’inizio degli anni Novanta la quota di investimenti edilizi rispetto al volume lordo di quelli totali (attrezzature + costruzioni) è ancora superiore al 50 per cento. L’eccezionale aumento degli investimenti in attrezzature registrato a partire dalla metà degli anni Novanta determina una ­flessione di questa quota, che scende a circa il 45 per cento. Nel 2010 gli investimenti edilizi si attestano sui 52 miliardi di franchi in termini ­nominali; di questi, negli ultimi 20 anni circa un quinto è destinato al genio civile, mentre quattro quinti confluiscono nelle costruzioni, a riprova di un notevole dinamismo sicuramente favorito in anni recenti dalla politica dei bassi tassi d’interesse e dalla realizzazione di grandi progetti di genio ­civile.

Ruth Meier, capo della Sezione Economia, stato e società dell’UST Gregory Rais, responsabile del Settore Analisi macroeconomiche, Sezione Struttura economica e congiuntura (SUKO) dell’UST

Periodo

1991–2010

1991–2010

Tasso di crescita annuo medio

-0,2%

Quota media annua nell’economia nazionale 5,7%

+1,5% +0,2%

45,7%

+1,4% -0,8%

1991–2009 +0,4%

8,0%


profilo del ramo: Costruzioni

Numero di addetti e aziende nelle costruzioni, 2005 e 2008 *NOGA 2008

Attività economica

Addetti

05 – 96

Totale Svizzera

3 715 699

4 016 837

375 167

389 165

8,1

3,7

05 – 43

Settore secondario

983 107

1 061 643

75 728

77 711

8,0

2,6

41 – 43

Costruzioni (totale)

298 222

315 272

36 415

38 299

5,7

5,2

41

Costruzione di edifici

78 908

79 921

4 328

4 837

1,3

11,8

42

Ingegneria civile

25 040

27 037

1 063

1 068

8,0

0,5

43

Lavori di costruzione specializzati

194 274

208 314

31 024

32 394

7,2

4,4

2005

411000

Sviluppo di progetti immobiliari

412001

Costruzione generale di edifici

Aziende 2008

2005

Addetti 2008

Aziende

Variazione 2005 – 2008

434

616

122

179

41,9

46,7

8 432

7 648

453

435

-9,3

-4,0 28,4

412002

Attività delle imprese generali di costruzione

10 058

10 248

640

822

1,9

412003

Costruzioni edili e di genio civile senza predominanza

57 586

58 361

2 589

2 605

1,3

0,6

412004

Manutenzione e riparazione di costruzioni edili

2 398

3 048

524

796

27,1

51,9

16 147

16 970

572

550

5,1

-3,8

2 467

2 175

76

55

-11,8

-27,6

421100

Costruzione di strade e autostrade

421200

Costruzione di linee ferroviarie e metropolitane

421300

Costruzione di ponti e gallerie

1 420

1 768

26

25

24,5

-3,8

422100

Costruzione di infrastrutture per il trasporto di fluidi

2 484

2 937

171

187

18,2

9,4

422200

Costruzione di infrastrutture per l’energia elettrica e le telecomunicazioni

605

746

44

48

23,3

9,1

429100

Costruzione di opere idrauliche

163

182

23

28

11,7

21,7

429900

Costruzione di altre opere di ingegneria civile n.c.a.

1 754

2 259

151

175

28,8

15,9

431100

Demolizione

1 029

966

90

102

-6,1

13,3

431200

Preparazione del cantiere edile

2 819

2 948

516

521

4,6

1,0

431300

Trivellazioni e perforazioni

552

728

73

89

31,9

21,9

432100

Installazione di impianti elettrici

41 604

42 927

4 135

4 172

3,2

0,9

432201

Installazione di impianti sanitari

4 374

4 925

874

890

12,6

1,8

432202

Installazione di impianti sanitari e di lattoneria

8 832

8 836

1 262

1 212

0,0

-4,0

432203

Installazione di impianti sanitari e di riscaldamento

13 561

14 484

2 042

2 130

6,8

4,3

432204

Installazione di impianti di riscaldamento, d’aerazione e di condizionamento dell’aria

12 769

14 575

1 497

1 598

14,1

6,7

432901

Lavori d’isolamento termico, acustico e antivibrazioni

3 526

4 038

484

553

14,5

14,3

432902

Altri lavori di costruzione e installazione

3 329

4 302

704

871

29,2

23,7

433100

Intonacatura

6 577

6 777

958

1 021

3,0

6,6

433200

Posa in opera di infissi

4 394

5 287

1 307

1 410

20,3

7,9

433301

Rivestimento di pavimenti

5 698

6 438

1 386

1 580

13,0

14,0

433302

Posa di piastrelle

7 467

7 867

1 909

2 055

5,4

7,6

433303

Posa di carta da parati

131

152

70

73

16,0

4,3

433401

Tinteggiatura

16 120

16 277

4 101

4 086

1,0

-0,4 18,9

433402

Tinteggiatura e stuccatura senza predominanza

10 120

11 928

1 610

1 914

17,9

433403

Posa in opera di vetrate

1 183

1 327

230

239

12,2

3,9

433900

Altri lavori di completamento e di finitura degli edifici

1 679

1 583

290

274

-5,7

-5,5

439101

Costruzione in legno (carpenteria)

16 190

17 152

2 018

2 080

5,9

3,1

439102

Copertura di tetti

3 906

3 998

703

676

2,4

-3,8

439103

Lavori di lattoneria

6 903

7 218

1 207

1 154

4,6

-4,4

439901

Lavori di impermeabilizzazione

2 927

3 368

418

465

15,1

11,2

439902

Montaggio e smontaggio di ponteggi

2 548

3 039

257

288

19,3

12,1

439903

Lavori di muratura

8 496

8 366

1 743

1 699

-1,5

-2,5

439904

Noleggio di macchinari per la costruzione con operatore

278

367

50

53

32,0

6,0

439905

Altri lavori speciali di costruzione n.c.a.

7 262

8 441

1 090

1 189

16,2

9,1

*NOGA 2008 Nomenclatura generale delle attività economiche

UST ValeurS

25


Ritratto statistico: mutazione n. 2762

Val-de-Travers: si ricomincia da uno L’aggregazione dei Comuni nelle aree rurali La Val-de-Travers, una valle centrale del Giura neocastellano, è più nota come sede dell’industria orologiera e della microtecnologia e patria dell’assenzio che la culla di nuove tendenze politiche e di pianificazione territoriale. Ciononostante, nel 2009 l’aggregazione di nove delle undici località della valle e dei loro 11’000 abitanti, la più grande mai avvenuta insieme con quella dei Comuni del Cantone Glarona e una delle maggiori realizzate in un’area rurale, diviene realtà. Caroline Schnellmann

L’

elenco ufficiale dei Comuni della Svizzera1 ha registrato negli ultimi anni un netto calo del numero dei Comuni in seguito a mutazioni. Già nel secolo scorso le aggregazioni erano nel complesso molto superiori alle separazioni. In alcuni Cantoni questa tendenza aumenta alla metà degli anni Novanta per poi rafforzarsi nuovamente tra il 2000 e il 2010. Se alla fine del 1960 la Svizzera è divisa in 3095 Comuni, nel 2010 ne conta ancora solo 24952. Motivate da sempre da ragioni economiche, amministrative o politiche, le aggregazioni coinvolgono per lo più Comuni piccoli o piccolissimi che cercano nella cooperazione intercomunale la soluzione per far fronte ai loro impegni, ma a volte anche realtà urbane spinte da motivazioni strategiche. Una scelta, quella di aggregarsi, che due anni fa nove Comuni della Val-de-Travers hanno deciso di seguire. Una valle poliedrica Percorrendo per un quarto d’ora la strada cantonale che parte dalla città di Neuchâtel nella stessa direzione del TGV diretto a Parigi, si arriva prima a Noiraigue e poi a Travers, da cui la valle prende il nome. Seguono Couvet, Môtier, Boveresse,

Fleurier, Saint-Sulpice, Buttes e le piccole località di Les Bayards, Les Verrières e La Côte-aux-Fées. Nella valle ci sono imprese che operano nei settori della meccanica di precisione, della microtecno­ logia e dell’orologeria nel segmento di lusso, un liceo, vari musei, un ospedale, numerose opportunità di pratica sportiva, tante tradizioni ancora vive e una natura fantastica, di cui il Creux-duVan o le Gole dell’Areuse sono due magnifici esempi, insieme con le miniere di asfalto di La Presta, attualmente chiuse, che attirano ogni anno numerosi visitatori nel cuore della Terra. Anche se non si estrae più asfalto dal 1986 e la ricchezza è sfumata soprattutto con la crisi dell’orologeria negli anni Settanta e Ottanta e il divieto del 1910 di produrre l’assenzio, la Valde-Travers è rimasta una regione attraente e ricca di vitalità. Ed è proprio da questa consapevolezza e dall’intelligenza creativa degli abitanti che scaturisce il progetto di aggregazione, i cui obiettivi sono di far fronte alle difficoltà esistenti, di conferire alla valle un peso maggiore nei ­confronti della Confederazione e dei Cantoni, di coordinare meglio le attività amministrative, di snellire le strutture politiche e di sgravare così le autorità e il bilancio.

Confini del nuovo Comune di «Val-de-Travers», Neuchâtel 2009 Territorio del nuovo Comune di Val-de-Travers

BE

Comuni il cui territorio resta invariato

Neuchâtel

VD FR

VD Fonte: UST, Elenco ufficiale dei Comuni della Svizzera

26

UST ValeurS

VD FR

FR

© UST, ThemaKart, Neuchâtel 2011

0

0

5

10 km

25


Ritratto statistico: mutazione n. 2762

Una cooperazione già sperimentata L’humus del progetto aggregativo nasce da una forma di cooperazione realizzata nel quadro della Politica Regionale Svizzera. Già nel 1974 la Valde-Travers è infatti una delle 54 regioni LIM a beneficiare, sino alla ridefinizione di una politica regionale, dei fondi di investimento stanziati dalla Confederazione in favore delle regioni di montagna. Nel quadro del «Réseau urbain neuchatelois» (RUN) i suoi rappresentanti ribadiscono ancora una volta questa naturale propensione alla cooperazione, sottoscrivendo nel 2004 una dichiarazione d’intenti e nel 2007 un contratto con i Comuni, il Cantone e le più importanti ditte valligiane. Efficienza e identità Originariamente avrebbero dovuto entrare a far parte del nuovo Comune anche La Côte-aux-Fées e Les Verrières. Il 17 giugno 2007 la maggioranza dei votanti dei due paesi rifiuta però l’iniziativa, temendo tagli ai posti di lavoro, un peggioramento dei pubblici servizi e la perdita della propria identità. Il 23 febbraio 2008, tuttavia, il 65,4% degli abitanti delle rimanenti nove località approva un nuovo progetto di aggregazione. Il 1° gennaio 2009 vede così la luce, con il nome di «Val-deTravers», il terzo più grande Comune del Cantone di Neuchâtel. Nella nascente realtà il contrasto tra identità ed efficienza emerge subito anche nella ricerca del nuovo nome degli abitanti. Archiviati i «Fleurisans» e «Covassonnes» e i «Vallonniers» e «Vallonnières», il prescelto «Valtraversins» e «Valtraversines», per recuperare il quale vengono

scomodati anche i libri di storia, non passa lo ­scoglio del giudizio popolare, che dopo aver ­impugnato il referendum lo boccia senza appello con il 74% dei voti. Un impatto considerevole Pur se ufficializzata, l’aggregazione non cancella con un colpo di spugna tutti i problemi. Tre anni di buona volontà, duro lavoro e spirito d’innovazione non bastano per trasformare un’area periferica e infrastrutturalmente inattrezzata in un nuovo motore economico. La conferma viene dall’ulteriore impoverimento delle infrastrutture, dal tasso di disoccupazione, ancora elevato, e dal ranking di «Bilanz» e della «Weltwoche» che relegano come noto la valle agli ultimi posti tra i Comuni. Ciononostante l’impatto dell’aggregazione è considerevole. Sul piano fiscale, con una diminuzione negli anni di circa il 7% dell’elevata imposta comunale, e su quello dell’erogazione dei servizi, dei risparmi sulle risorse umane e delle sinergie, in particolare in campo assicurativo, che consentono di ridurre il preventivo annuo dei nove paesi della ragguardevole cifra di 2,2 milioni di franchi. Il nuovo Comune ha inoltre più possibilità di far valere i propri interessi politici nei confronti della Confederazione e dei Cantoni e delle vicine regioni di lingua francese.

Caroline Schnellman, giornalista indipendente

1 Le informazioni generali e la documentazione sull’elenco ­u fficiale dei Comuni della Svizzera sono reperibili al portale statistico dell’UST alla pagina www.statistica.admin.ch > ­Infoteca > Nomenclature > Elenco ufficiale dei Comuni della Svizzera 2 Il tool per consultare l’elenco storicizzato dei Comuni della Svizzera si trova su www.statistica.admin.ch > Infoteca > Nomenclature > Elenco ufficiale dei Comuni della Svizzera > Elenco storicizzato dei Comuni

Elenco ufficiale dei Comuni della Svizzera L’Ufficio federale di statistica attribuisce a ogni Comune un numero vincolante e allestisce, gestisce e pubblica l’elenco ­ufficiale dei Comuni della Svizzera (articolo 19 capoverso 1 ONGeo). Nell’elenco vengono registrate tutte le modifiche dei nomi dei Comuni effettuate dalla Direzione federale delle misure catastali (swisstopo) e altre segnalate dai competenti uffici cantonali (soppressione di Comuni, modifiche dell’assetto regionale e distrettuale o di un’altra entità amministrativa comparabile del Cantone). L’elenco ufficiale dei Comuni viene utilizzato in numerose applicazioni amministrative a livello federale, cantonale e comunale e nel settore privato come documento base per identificare i Comuni e definirne il nome. Quest’ultimo riveste fra l’altro carattere vincolante per le autorità. L’elenco contiene i dati aggiornati, che diventano ufficialmente validi non appena le modifiche nell’effettivo dei Comuni entrano in vigore a livello federale, e quelli consolidati al 1° gennaio. Su Internet è inoltre disponibile l’edizione aggiornata dell’elenco storicizzato dei Comuni della Svizzera.

UST ValeurS

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Impressum Editore: Ufficio federale di statistica (UST), Neuchâtel, www.statistica.admin.ch Redazione: Verena Hirsch, Cornelia Neubacher e Ulrich Sieber, Divisione Pubblicazione e comunicazione, UST Informazioni: Sezione Comunicazione, tel. 032 713 60 13 / E-mail: kom@bfs.admin.ch Autori: Corinne Becker Vermeulen, Anton Beyeler, ­Christoph Enzler, Verena Hirsch, Maria Lezzi, Jürg Marti, Ruth Meier, Gregory Rais, Caroline Schnellmann e Felix Weibel Concezione del layout: Netthoevel & Gaberthuel, Bienne Layout: Nicole Frischknecht, sezione DIAM, Prepress / Print, UST Grafica: Daniel von Burg, DIAM, UST Cartografia: ThemaKart, UST Fotografia: Franz Rindlisbacher, Zurigo e Gerry Amstutz (p. 24), Zurigo Traduzione: Servizi linguistici UST N. di ordinazione: 1240-1102 (gratuito) ISBN: 978-3-303-00456-2 Diffusione: Ufficio federale di statistica, CH-2010 Neuchâtel Tel. 032 713 60 60 / Fax 032 713 60 61 E-mail: order@bfs.admin.ch Copyright: UST, Neuchâtel 2011 Riproduzione autorizzata dei testi e dei grafici, eccetto per scopi commerciali, con la citazione della fonte

Landsgemeinde, Glarona 2006 – Voto favorevole alla riduzione del numero di Comuni da 25 a 3


ValeurS Abitare e costruire: il panorama insediativo della Svizzera