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Le regole d’oro per viaggiare tranquilli La Medicina dei Viaggi, nuova branca delle Scienze Mediche, è in continuo sviluppo soprattutto perché il fenomeno dei viaggi è imponente e in continua crescita esponenziale.   È obbligo per noi tour operator dare informazioni affinché il viaggio si svolga nella più completa tranquillità senza per questo allarmare o scoraggiare il turista a visitare anche le aree più remote e, di conseguenza, più a rischio.   Evidenzieremo qui di seguito alcune regole dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che possono aiutare il turista nella preparazione del viaggio: •INFORMARSI BENE SUI LUOGHI META DEL VIAGGIO •INFORMARSI SUL PROPRIO STATO DI SALUTE •ADEGUARE IL VIAGGIO AL PROPRIO STATO DI SALUTE •PROCURARSI ALCUNI PRODOTTI UTILI NELLE PICCOLE EMERGENZE DURANTE

IL VIAGGIO •VACCINARSI SECONDO I CONSIGLI RICEVUTI E SEGUIRE ALTRE PRATICHE DI PROFILASSI FARMACOLOGICA SE NECESSARIO •ADOTTARE MISURE DI IGIENE PERSONALE, ALIMENTARE, AMBIENTALE •AFFRONTARE IL VIAGGIO CON EQUILIBRIO, EVITANDO GLI ECCESSI. NON ESAGERARE E NON STRESSARSI CON INUTILI TOUR DE FORCE: NE RISENTIREBBE LA RIUSCITA DEL VIAGGIO •DURANTE IL VIAGGIO CONTINUARE A SEGUIRE LE REGOLE PREVENTIVE E DI PROFILASSI SENZA ABBASSARE LA GUARDIA •AL RIENTRO DI UN VIAGGIO EFFETTUATO IN PAESI CONSIDERATI A RISCHIO, ESEGUIRE I CONTROLLI CLINICI E DIAGNOSTICI PRESSO I CENTRI MEDICI SPECIALIZZATI. DA QUALSIASI POSTO SI RIENTRI IN SITUAZIONE DI MALESSERE FARSI IMMEDIATAMENTE CONTROLLARE.

Turismo responsabile Molto è stato detto e scritto sul diverso impatto che il turismo ha sull’ambiente e sulle comunità locali. Di solito si dà per scontato che l’aspetto negativo si applichi soltanto ai paesi investiti da un turismo di massa. Ora sembra che i viaggiatori possano avere un impatto deleterio ad ogni livello (inquinamento, estinzione di specie animali e vegetali, sperpero delle risorse, perdita di tradizioni, cultura e valori, prostituzione e sfruttamento) anche in zone poco “battute”, dove la popolazione locale potrebbe non essere abituata alle concezioni e allo stile di vita degli occidentali, e dove gli ambienti possono essere molto sensibili. Sfortunatamente, molte delle destinazioni più popolari sono in zone ecologicamente sensibili, facilmente disturbate da pressioni umane. Questo fatto è particolarmente significativo, perché il desiderio di visitare luoghi e comunità al di fuori dei percorsi abituali è una forza prorompente per molti viaggiatori. A causa di questa fragilità, il turismo rischia di spazzare via nel breve volgere di qualche anno tutto ciò che ci attira in questi paesi: la diversità di storia, cultura, di organizzazione sociale, l’integrità dei paesaggi naturali. Una rivoluzione strisciante, quella del turismo, che non si impone con le armi, ma con la forza della necessità, con il sogno dello sviluppo economico, con il bisogno di omologazione; alla fine, però, ha lo stesso

potere di una guerra: quello di modificare in breve tempo profondamente l’assetto socio-economico e culturale della zona in cui si impone. Il problema non riguarda solo i paesi in via di sviluppo (cosiddetto terzo mondo) ma, con le dovute differenze, diversità e fragilità si ripropongono anche nei paesi sviluppati nel rapporto tra territorio urbano, territorio industrializzato e zone rurali e montane, dove sopravvivono ancora stili di vita e tradizioni antiche, e dove l’ambiente naturale pur non potendosi definire integro ha mantenuto una qualità elevata. Comunque, sarebbe impossibile identificare tutti i tipi di impatto che i viaggiatori dovrebbero considerare, ma vale la pena assumere un atteggiamento più responsabile nei confronti dei paesi che visitiamo. I possibili cambiamenti vanno dagli ecosistemi naturali aria, acqua, terra, ecologia (fauna e flora selvatica), ai valori culturali (credenze e comportamenti) e all’ambiente costruito (luoghi antichi e di importanza archeologica). Fortunatamente ci sono sintomi di una nuova consapevolezza sulle responsabilità che l’industria del turismo e i suoi clienti debbono sottoscrivere. Alla fin fine, tutto ciò che si richiede è un po’ di sensibilità e di consapevolezza dei danni che si possono arrecare ai paesi visitati.

Souvenir esotici Sono scattate le supermulte per i souvenir esotici vietati dalla Unione Europea. Tornare con braccialetti d’avorio, collane di corallo o pettini e fermagli in tartaruga costerà da 3 mila a 10 mila Euro di multa e se lo scopo è commerciale l’arresto da 3 mesi ad un anno o l’ammenda da 8 mila a 100 mila Euro. Ecco che cosa diventa vietato:   - giacche di felino maculato; ciondoli, orecchini e altri articoli con parti di avorio, carapaci (le coraz-

Comunicazione importante ai sensi dell’art 16 della Legge 269/98: “La legge italiana punisce con la pena della reclusione i reati inerenti alla prostituzione e alla pornografia minorile, anche se sono stati commessi all’estero”.

Scattano i divieti supermulte fino a 105 mila Euro

ze) di tartarughe e altri prodotti animali. composizioni con piume di uccelli. - coralli, spugne, molluschi (soprattutti quelli a con- - carapaci ed oli di tartaruga, coralli neri. chiglia) e anche pesci. - orchidee selvatiche. - oggetti totalmente o in parte di legno tratto da piante protette. - cibi e preparati curativi che contengono ingredienti ricavati da animali e piante protetti. - i pappagalli e gli oggetti in pelle di animali a rischio di estinzione. - prodotti d’intaglio ricavati dalle zanne di tricheco,

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