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Collana Storie nella storia

© 2019 Settenove Le civiltà dei fiumi. Altri sguardi, nuovi racconti di Francesca Minen Illustrazioni di Caterina di Paolo A cura di Sis - Società Italiana delle Storiche Progetto grafico di Mina Montelli e Tommaso Monaldi Settenove edizioni via don Minzoni, 44/E 61043 Cagli (PU) www.settenove.it Isbn 9788898947454 Stampato presso Grafiche Stibu, Urbania (PU) Il presente volume e la collana Storie nella Storia sono a cura della Sis - Società Italiana delle Storiche. Il comitato scientifico è composto da: Isabelle Chabot, Anna Chiaiese, Simona Feci, Vanessa Moi, Anna Scattigno, Elisabetta Serafini, Simonetta Soldani. L’autrice ringrazia Ilaria Cariddi (Università di Firenze) per la consulenza scientifica ed Elisabetta Serafini (Università di Roma Tor Vergata) per l’attenta revisione del testo e la prospettiva didattica. Tutti i diritti sono riservati, nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni senza il consenso scritto della casa editrice.

Tante storie in una. Il racconto della Storia a partire dalle relazioni tra coloro che l’hanno vissuta: donne, uomini, bambine e bambini, con le loro specificità e le loro differenze. Storiche e archeologhe, percorrendo strade inconsuete, cercando tracce nuove e rileggendo fatti già noti, vi condurranno indietro nel tempo per ricostruire pagine significative del nostro passato e raccontare la storia da nuovi punti di vista.


Le Civiltà dei Fiumi Francesca Minen e Caterina Di Paolo

«Il Mondo imbroglia quelli che non sanno leggere; io, grazie a Dio, padroneggio carta e pennello». Po Chu-I, Poema pazzo dedicato ai miei nipotini


Cercatrici di

STORIE settenove.it/civilta-dei-fiumi

Ciao! Il mio nome è Agatha, Agatha Christie. Sono conosciuta per i miei famosi racconti gialli, ma forse non sapete che la mia passione per il mistero mi ha spinta anche alla scoperta di luoghi inesplorati. Il mio secondo marito, l’archeologo Max Mallowan, ha lavorato in Siria e Iraq per portare alla luce la storia dei regni del Vicino Oriente antico. Ebbene, io ero con lui: ho finanziato le attività di scavo, classificato e fotografato i reperti che a poco a poco emergevano dalla terra. Mi sono innamorata della Mesopotamia, dell’Egitto e della loro storia, e i ricordi delle mie esperienze sono entrati nei miei romanzi più famosi. Queste civiltà, insieme a quelle dell’antica Cina e India, hanno segnato IL PASSAGGIO DALL A

PREISTORIA ALL A STORIA e sarò proprio io ad

SI FA COINCIDERE CON L’INVENZIONE DELLA SCRITTURA

accompagnarvi lungo i grandi fiumi dell’antichità, per farvi conoscere le donne e gli uomini che vi hanno vissuto.

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Sono una scrittrice e fu emozionante scoprire che le più antiche forme di scrittura nacquero proprio dalle civiltà fluviali che occupavano l’antico Egitto e la Mesopotamia. Queste due regioni erano accomunate da condizioni geografiche simili date dalla vicinanza a importanti corsi d’acqua (il Nilo in l’Egitto, il Tigri e l’Eufrate in Mesopotamia), ma le loro storie furono molto diverse.

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Capitolo primo

Cercatrici di storie

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L'antica

MESOPOTAMIA Nella regione della Mesopotamia antica sono vissute tante civiltà: tra le più importanti vi ricordo la sumerica, la accadica, quelle babilonese e assira. L A SCRITTURA CUNEIFORME fu ideata nel mondo PRENDE IL NOME DALLA CARATTERISTICA FORMA DEI SEGNI, SIMILI A CUNEI O CHIODINI TRIANGOLARI

sumerico e poi adottata e modificata da altre popolazioni dell’area. La scrittura cuneiforme venne usata anche in Persia: questi documenti furono i primi esempi di scrittura cuneiforme scoperti dagli esploratori europei a partire dal 1500. Sulla montagna di Bisotun, nell’odierno Iran, venne scoperto uno dei testi più importanti dell’antichità. Si tratta di un’iscrizione monumentale scritta in tre lingue, tutte registrate in scrittura cuneiforme: il babilonese antico, l’elamita e l’antico persiano. Questa scoperta permise a Henry C. Rawlinson di decifrare l’antico persiano nel 1847.

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Capitolo secondo

L᾿antica Mesopotamia

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La decifrazione del sumerico e dell’assiro-babilonese dovette attendere ancora un po’. Infatti, le antiche civiltà mesopotamiche scomparvero per molto tempo dalla storia. Città gloriose come Ninive e le altre opere monumentali della Mezzaluna Fertile erano costruite in mattoni di argilla: abbandonate a sé stesse e senza cure di manutenzione, esse si trasformarono lentamente in colline artificiali, chiamate tell. Il ricordo delle antiche città, tuttavia, rimase così vivo nel cuore delle donne e degli uomini del luogo che furono proprio loro, negli anni 1843-1847, a guidare i primi archeologi.

Thomas Edward Lawrence, detto Lawrence d’Arabia, era tra questi. Tra i tanti uomini attivi nell’area c’era anche una donna, non altrettanto nota: Gertrude Bell. Nipote di un ambasciatore inglese in Persia e LUOGO APERTO AL PUBBLICO CHE RACCOGLIE OGGETTI ANTICHI

appassionata archeologa, Gertrude entrò in contatto con le popolazioni arabe, incluso il principe Faysal, destinato a diventare il primo re dell’Iraq. Gertrude fu a capo di numerosi scavi e lavorò alla nascita del primo

MUSEO DI ANTICHITÀ per la popolazione irachena, inaugurato nel 1926 a Baghdad (Iraq).

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Capitolo secondo

L᾿antica Mesopotamia

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Nel frattempo, nei grandi musei europei erano confluite

Il Chicago Assyrian Dictionary, costituito da oltre 20

migliaia di tavolette cuneiformi.

volumi, oggi è considerato lo strumento fondamentale

La decifrazione della lingua assiro-babilonese avvenne

per tutte le ricerche storiche e linguistiche sul mondo

ufficialmente il 25 maggio 1857, a seguito di una gara

assiro e babilonese, incluse quelle dedicate alle donne.

di traduzione indetta dalla ROYAL ASIATIC SOCIETY. Lo studio approfondito di questa lingua, però, aveva bisogno di un dizionario completo; il progetto iniziò all’Università di Chicago nel 1921. Esso fu strettamente legato alla figura di Erica Reiner, una delle più brillanti assiriologhe del nostro tempo. Erica lavorò al dizionario per 44 anni, fino al 2005, anno della sua morte.

UN’ISTITUZIONE FONDATA A LONDRA NEL 1824 PER PROMUOVERE LO STUDIO DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI RELATIVE AL CONTINENTE ASIATICO

La storica Rivkah Harris, che negli anni ‘90 ha studiato la storia della famiglia nell’antica Mesopotamia, ha dichiarato: «Le mie ricerche sarebbero state impossibili senza il supporto del Chicago Assyrian Dictionary!». Principesse e regine delle civiltà dei fiumi hanno sempre suscitato interesse. Solo negli anni Ottanta del ‘900, grazie alla studiosa Tikva Frymer-Kensky, si iniziò a investigare davvero sul lavoro «silenzioso» delle donne. Esse svolgevano attività fondamentali (ma non retribuite!) di supporto alla comunità, oscurate dalle grandi gesta di re, guerrieri, eroi. Le storiche e gli storici hanno portato alla luce la vita quotidiana delle popolazioni basandosi su testi di diverso genere e incrociando le informazioni a loro disposizione. Traducendo, indagando, leggendo, confrontando e andando sul posto, sono riusciti a ricostruire la composizione delle famiglie e persino

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Capitolo secondo

L᾿antica Mesopotamia

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«La civiltà dei fiumi. Altri sguardi nuovi racconti» di Francesca Minen  

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