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anno III - n°2

settemiglia da Gerusalemme ad Emmaus ...e ritorno

Diocesi di Nola – Parrocchia San Francesco di Paola – Scafati – Sa


di VINCENZO DONNARUMMA

2010

2011

2012

Settemiglia Nuova veste grafica, nuovo formato e nuovi contenuti

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oloro che ad agosto non erano con noi in parrocchia, al loro rientro hanno trovato un'interessante novità: Settemiglia si è rinnovato! Informalmente la nuova veste grafica è stata presentata ad agosto scorso, in occasione dell'inizio del terzo anno di pubblicazione, un traguardo per noi importante. La prima cosa che come redazione possiamo augurarci è che vi piaccia non solo nella grafica, frutto di suggerimenti pervenuti in questi anni da alcuni lettori, ma anche nel contenuto quasi raddoppiato rispetto alle prime copie del giornale. Come vedrete, grazie al nuovo formato ed alla grafica adottata, la leggibilità è agevolata e lo stesso appare più adeguato ai livelli di qualità raggiunti.

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I nostri orizzonti sono ancora più ampi di prima. All'interno del giornale, infatti, ci sono, oltre alle pagine dedicate alla vita diocesana, nuove rubriche curate da nomi illustri della nostra Scafati, come la pagina dedicata all'arte e quella dedicata allo sport. Ma le sorprese non finiscono qui... Una sezione che riteniamo fondamentale sarà dedicata al dialogo con voi lettori: pubblicheremo tutte le lettere e i contributi che arriveranno in redazione. Le vostre osservazioni, riflessioni, idee, esperienze, proposte saranno per noi linfa vitale in quanto crediamo che Settemiglia non appartenga a chi lo scrive, ma innanzitutto a chi lo legge. Perciò vi rinnoviamo la richiesta di sostegno e di amicizia.

2010, 1° numero in bianco e nero Dic 2010, speciale Natale a Colori Feb 2011, arrivo di “Peppiniello” Mar 2011, la redazione si allarga Apr 2011, nuove rubriche Mag 2011, primi restyling al layout Ott 2011, nuova Prima pagina Dic 2011, Trame Africane diventa il nostro mecenate Dic 2011, inserite nuove rubriche 2012, arricchiti i contenuti Ago 2012, restyling completo 2012-2013, nuove rubriche

Prima di concludere e di augurarvi buona lettura, però, vanno ringraziate tutte quelle persone che, a vario titolo, hanno contribuito fin qui e lo faranno ancora, alla pubblicazione ed al rinnovamento del giornale. In modo particolare ringraziamo Arti Grafiche Bruno di Torre del Greco, Alelio Graphic di Clemente Falanga e il nostro sponsor Trame Africane onlus. Buona lettura!

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MESE OTTOBRE - NOVEMBRE 2012

settemiglia Supplemento a IN DIALOGO Mensile della Chiesa di Nola Aut.ne Trib. di Napoli n. 3393 del 7/03/1985 Direttore Responsabile MArCo IASevolI Coordinatore Redazione doN GIuSeppe de luCA Redazione vINCeNzo FIoreNzA pASquAle velleCA eNzo vITIello AlFoNSo quArTuCCI eleNA FIoreNzA vINCeNzo doNNAruMMA Rubriche roSA MATArAzzo JoShuA FrANCo CIprIANo FrANCeSCo quAGlIozzI Vignette roSArIA SCoTTo E-Mail ed Info redazione@settemiglia.it per leggere e scaricare le pubblicazioni precedenti: www.settemiglia.it Stampa Arti Grafiche Bruno

Con la Lettera apostolica Porta fidei dell’11 ottobre 2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto un Anno della fede. Esso avrà inizio l’11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo. Quest’anno sarà un’occasione propizia affinchè tutti i fedeli comprendano più profondamente che il fondamento della fede cristiana è «l’incontro con un avvenimento, con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva». Fondata sull’incontro con Gesù Cristo risorto, la fede potrà essere riscoperta nella sua

integrità e in tutto il suo splendore. «Anche ai nostri giorni la fede è un dono da riscoprire, da coltivare e da testimoniare», perché il Signore «conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza e la gioia dell’essere cristiani». L’inizio dell’Anno della fede coincide con il ricordo riconoscente di due grandi eventi che hanno segnato il volto della Chiesa ai nostri giorni: il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, voluto dal beato Giovanni XXIII (11 ottobre 1962), e il ventesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, offerto alla Chiesa dal beato Giovanni Paolo II (11 ottobre 1992). In questo numero

ATTUALITÀ Rivoluzione nella chiesa di Pasquale Velleca pag. 4

RIFLESSIONI Carlo M. Martini di Vincenzo Fiorenza pag. 6

ARTE Vedere l’altro di Franco Cipriano pag. 7

DIOCESI Assemblea diocesana di Enzo Vitiello pag. 8

TEATRO teatrosanfrancesco di Vincenzo Donnarumma pag. 10

SPORT Paralimpiadi 2012 di Francesco Quagliozzi pag. 11

FILM Jack di Elena Fiorenza pag. 13

RUBRICHE InRedazione di Valentina D’Auria pag. 14 settemiglia | Ott - Nov 2012

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di PASQUALE VELLECA

Rivoluzione nella Chiesa Il Concilio Vaticano II Il 50° anniversario dell'indizione del Concilio Vaticano II è motivo di celebrazione ma anche di rinnovata riflessione sulla ricezione e applicazione dei documenti conciliari.

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Papa Giovanni XXIII Fu eletto papa il 28 ottobre 1958 ed in meno di cinque anni di pontificato riuscì ad avviare il rinnovato impulso evangelizzatore della Chiesa Universale. È ricordato con l'appellativo di «Papa buono». È stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000.

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a sera dell’11 ottobre 1962, piazza S. Pietro era gremita di gente, convenuta per l’apertura del concilio. Chiamato a gran voce dalla folla papa Giovanni XXIII si affacciò dalla finestra ed improvvisò un discorso ricordato come “il discorso della luna”. “Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una sola, ma riassume tutte le voci del mondo; e qui di fatto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera… Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo (…). La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, un fratello divenuto padre per volontà di Nostro Signore… Continuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così; guardandoci così nell’incontro: cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte, se c’è, qualche cosa che ci può tenere un po’ in difficoltà… Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: “Questa è la carezza del Papa”. Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto. Sappiano gli afflitti che il Papa è con i suoi figli specie nelle ore della mestizia e

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dell’amarezza… E poi tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino. Addio, figlioli. Alla benedizione aggiungo l’augurio della buona notte”. L’annuncio del Concilio Vaticano II suscitò, in alcuni vescovi e cardinali, una reazione fredda e stupita perché il papa, fin dalla sua elezione, sembrava un uomo mite e moderato e pochi si sarebbero aspettati una decisione di tale portata come primo passo del suo nuovo pontificato. Il Concilio aperto ufficialmente l’11 ottobre 1962 durò fino al 1965 e si svolse in quattro sessioni durante le quali furono promulgate quattro Costituzioni, tre Dichiarazioni e nove Decreti. Non tutti all’interno della Chiesa accolsero favorevolmente l’idea del Concilio. Molti, soprattutto coloro che interpretavano il ruolo della Chiesa in senso conservatore avrebbero preferito


che non si portassero avanti questi temi ma che la Chiesa, nella sua funzione istituzionale, rimanesse nelle stesse posizioni assunte durante il Concilio Vaticano I senza approfondire il rapporto con il mondo e di conseguenza con la modernità. Uno degli aspetti più interessanti del Concilio fu la partecipazione di vescovi e cardinali provenienti da paesi dell’America Latina e dell’Africa che non avevano mai avuto grande peso nelle decisioni che si tenevano a Roma. Papa Giovanni XXIII non vide la conclusione dei lavori perché morì il 3 giugno del 1963 e fu il suo successore Paolo VI a portare a conclusione il Concilio, un evento non ripetuto che ha visto l’incontro di tutti i vescovi e cardinali per discutere del futuro della Chiesa cattolica e del suo rapporto con il mondo. Il nuovo papa, malgrado i malumori di molti vescovi e cardinali conservatori che volevano sospendere il Concilio, chiarì subito la sua intenzione di portare a termine il progetto del suo predecessore seguendo le linee guida che Giovanni XXIII aveva tracciato durante le sessioni preparatorie. Giovanni XXIII, nella sua prima enciclica Ad Petri Cathedram, precisò che il concilio principalmente intendeva promuovere l'incremento della fede, il rinnovamento dei costumi e l'aggiornamento della disciplina ecclesiastica. Esso avrebbe costituito una manifestazione di verità, unità e carità, e sarebbe stato per i fratelli separati un invito all'unità voluta da Cristo. Il giorno 8 dicembre 1965 Papa Paolo VI chiude il Concilio ecumenico Vaticano II. Il Concilio è uno degli eventi che maggiormente ha segnato la vita della Chiesa del Novecento. Dopo l’ultima seduta pubblica del Concilio, Papa Paolo VI indirizza otto messaggi

al mondo: ai padri conciliari, ai governanti, agli intellettuali, agli artisti, alle donne, ai lavoratori, ai poveri e agli ammalati, ai giovani. Proprio ai giovani indirizza un messaggio ancora oggi di grande attualità: È a voi, giovani del mondo intero, che il Concilio vuole rivolgere il suo ultimo Messaggio. La Chiesa è desiderosa che la società che voi vi accingete a costruire rispetti la dignità, la libertà, il diritto delle persone: e queste persone siete voi. Ampliare i vostri cuori secondo le dimensioni del mondo, ad intendere l'appello dei vostri fratelli, ed a mettere arditamente le vostre giovani energie al loro servizio. Lottate contro ogni egoismo. Rifiutate, di dar libero corso agli istinti della violenza e dell'odio, che generano le guerre e il loro triste corteo di miserie. Siate: generosi, puri, rispettosi, sinceri. E costruite nell'entusiasmo un mondo migliore di quello attuale! La Chiesa vi guarda con fiducia e con s amore.

“Il Concilio esorta i cristiani a sforzarsi di compiere fedelmente i propri doveri terreni, facendosi guidare dallo spirito del Vangelo. Sbagliano coloro che, sapendo che qui non abbiamo una cittadinanza stabile ma che cerchiamo quella futura, pensano che per questo possono trascurare i propri doveri terreni, e non riflettono che invece proprio la fede li obbliga ancora di più a compierli […]. Il cristiano che trascura i suoi impegni temporali, trascura i suoi doveri verso il prossimo, anzi verso Dio stesso, e mette in pericolo la propria salvezza eterna”. (Gaudium et Spes, 43)

Papa Paolo VI Eletto papa il 21 giugno 1963, portò a compimento il Concilio Vaticano II, aprendo fortemente verso i temi del Terzo mondo e della pace.

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di VINCENZO FIORENZA

Carlo Maria Martini Il cardinale che sapeva parlare ai non credenti “In questa apertura verso gli estranei (ai suoi tempi i pagani e i soldati romani) Gesù è il nostro maestro. Anche la sua amicizia con Giuseppe di Arimatea, […] dimostra che era amico di persone di idee diverse. Non a caso il ladrone alla sua destra e il centurione romano sotto la croce sono potenti testimoni dell'importanza di Gesù. Hanno riposto la speranza in lui.”

C. Maria Martini, Torino, 15 febbraio 1927 – Gallarate, 31 agosto 2012, è

stato cardinale e arcivescovo di Milano 6

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saggio evangelico, da aver bisogno di lezioni suppletive. Non a caso il Pontefice ha dichiarato l’anno che verrà l’Anno della Fede.

Era l’anno 1987 quando a Milano si tenne la prima sessione sul tema proprio della fede. L’esperienza si concluse nel 2002 lasciando il posto a un’altra iniziativa che, nella sostanza, ne continua le finalità ed i valori: Il Cortile dei Gentili, voluto dal papa Benedetto XVI. Ciò dimostra quanto il tema della fede sia attuale e quanto interroghi ogni singolo credente. Se, infatti, i contrasti politici, economici, sociali, religiosi, troppo spesso sono portati fino alle loro estreme conseguenze ed il ricorso alla violenza verbale e, purtroppo, fisica sono all’ordine del giorno tanto da indurre nella società una specie di rassegnata accettazione, vuol dire che siamo talmente lontani dall’aver interiorizzato, incarnato il mes-

In un suo scritto il Cardinale Martini diceva: “Un cristiano si distingue proprio perché entra senza timore in contatto con coloro che la pensano diversamente e che hanno un'altra fede, con chi si pone domande ed è in cerca di qualcosa”. La missionarietà della Chiesa, quindi di ciascuno dei suoi appartenenti, dipende proprio dalla fede che essa riesce ad incarnare e la parola fede racchiude in sé un significato che nella sua semplicità è disarmante: amare Cristo con tutte le proprie forze, con tutto il proprio cuore, fino ad essere come Lui. Questo ci apre ad un’idea di fede che ha un fascino immenso, che introduce ogni singolo credente e non credente al senso più profondo dell’essere uomini e donne: mettersi in cammino, lasciare ogni giorno le proprie certezze per imparare a stupirsi, proprio come il Centurione che, sotto la Croce disse: “Costui era veramente il Figlio di s Dio”.

entre nel mondo, in nome della Fede in Dio, della Giustizia e della Libertà, si combattono guerre crudeli, sanguinose, imprevedibili, il Cardinale Carlo Maria Martini dialoga con coloro i quali dichiarano di non credere in nessun Dio e lo fa mediante una geniale intuizione: la Cattedra dei Non Credenti.

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di FRANCO CIPRIANO

Vedere l’altro Da un video di Ciro Vitale, riflessioni sulla pittura

Ciro Vitale Dove c’è molta luce l’ombra è più nera still video, 2009 visibile su www.youtube.it

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a prima pittura fu sol d’una linea, la quale circondava l’ombra dell’uomo, fatta dal sole né muri”. In questa immagine, raccontata da Leonardo da Vinci nel Trattato della pittura, si può cogliere la natura segnica dell’originario gesto artistico che rivela la possibilità di fissare il tempo nelle forme, di delimitare il fantasmatico e il transeunte in tangibile presenza visiva. Dal segno dell’ombra e dal riflesso dello specchio muove, dunque, la storia iniziale della pittura. Nel mito la pittura nasce come traccia delle cose e mimesi, “doppio immaginario” del reale. Fermando il tempo, la pittura rivela un’alterità temporale oltre il decadere delle cose: il tempo sospeso delle immagini e il tempo spaziale dei segni. Nel moderno, il linguaggio della pittura è multiverso di assenze, apparizioni della memoria, sogni: enigmi e crisi della coscienza. Nei percorsi eterodossi dell’arte, dove la visione contraddice il senso univoco, lo sguardo, interrogato dalla novità delle espressioni, si apre al possibile. L’incomprensibile nella pittura è espe-

rienza che trasforma la conoscenza del reale. Così ‘vediamo veramente’, guardando il mondo nella sua ombra invisibile, l’essenza delle cose. Accade questo nel ritratto, dove il volto può vedersi come altro sé, icona dell’anima, della sua rivelazione. Con gesto astraente, la pittura presenta una trasfigurazione del soggetto, che appare provenire da un altrove incommensurabile. Il gesto dell’artista si prolunga nel colore-materia, mostrandosi nella mutevolezza che incarna la luce e l’ombra, tra senso e non-senso. L’opera della mano dà spazio originario all’impermanenza delle cose. Nella pittura il profondo e la superficie hanno lo stesso segno. Mondo e non mondo danzano la stessa scena. Inestricabili e indicibili. Come vita e morte. E il pittore opera un pensiero paradossale della visione, dove gli opposti s’incrociano. Il controtempo della pittura, in un video di Ciro Vitale, s’immagina come luce di materia generata nella tenebra. Come un’epifania del mistero. Energia dell’ins visibile.

La pittura manifesta la soglia tra visibile e invisibile, lo sguardo è interrogato da una imprevedibile visione nuova, che apre ad altra conoscenza, al possibile del mondo.

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di ENZO VITIELLO

Solo una Chiesa più fedele al Signore e al Vangelo, una Chiesa orante e contemplativa, una Chiesa penitente, libera e distaccata dai poteri e dalle concupiscenze mondane, una Chiesa che vive la comunione e testimonia la carità, potrà "recare il lieto annuncio ai poveri, fasciare le piaghe dei cuori spezzati" (Is 61,1), liberare dall'oppressione del male e donare la speranza nel Regno di Dio che viene. È questo un compito ineludibile delle nostre Comunità: formare uomini e donne radicati nella fede e nel Vangelo che, lavorando nella società per il bene comune, proiettano la luce del Vangelo su quanti incontrano.

Assemblea diocesana La Fede “porta d’ingresso della vita cristiana”

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i è tenuta 17 e il 18 settembre l'annuale assemblea con la quale la Chiesa di Nola suole dare inizio ad un nuovo anno pastorale. Tema dei due incontri la fede, scelta dettata dall'imminente apertura dell'Anno della Fede, indetto da Papa Benedetto XVI. Hanno accompagnato questa esperienza due interventi molto profondi di Mons. Ladaria e Mons. Dal Covolo, relatori delle giornate. «Due giorni - ha dichiarato il Vescovo di Nola, Mons. Beniamino Depalma per riconfermare la direzione del nostro sguardo, costantemente rivolto a Cristo. Due momenti di discernimento per riconfermare la vocazione della Chiesa di Nola ad operare perché ogni credente possa scoprirsi fondamentale per la venuta del Regno di Dio e si

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senta corresponsabile dell’agire ecclesiale. Due giorni rivolti non solo agli operatori pastorali, ma a tutti gli uomini e le donne di buona volontà del nostro territorio perché si rafforzi sempre più l’impegno al dialogo con tutte le forze sociali locali che la Chiesa di Nola porta da sempre avanti. L’assemblea - ha concluso Mons. Depalma - è stata un momento per comprendere l’importanza di essere comunità perché il Vangelo viva, perché la Parola di Dio dialoghi con la storia dell’uomo. La Fede è la scelta di non escludere il Signore dalla propria vita; per questo a Madonna dell’Arco si è riflettuto non solo sulla Fede, ma anche sulla testimonianza di un Padre della Chiesa molto caro alla nostra comunità: San Paolino da Nola.» s


la REDAZIONE

Auguri don Lino! 25° anniversario dell’ordinazione sacerdotale Caro don Lino, solitamente sei tu che scrivi a noi, che c’inviti, ci spieghi, ci ricordi gli appuntamenti importanti e c’indichi le tappe e le attività fondamentali della nostra vita diocesana. In questi giorni siamo noi parrocchiani a prendere, invece, carta e penna, per ringraziarti dei legami che hai costruito con la nostra comunità: lo facciamo volentieri perché la gioia per i tuoi 25 anni di Sacerdozio è anche la nostra gioia! Ricordiamo la preghiera elevata da papa Benedetto XVI qualche anno fa: “O Signore Gesù, fà che i nostri giovani possano apprendere dall’esempio del Santo Curato d’Ars, quanto sia necessario, umile e glorioso il ministero sacerdotale che Tu vuoi affidare a quelli che si

aprono alla Tua chiamata. Fa che nelle nostre comunità – come ad Ars a quel tempo – ugualmente si realizzino quelle meraviglie di grazia che Tu compi quando un sacerdote sa “mettere l’amore nella sua parrocchia”. Uniti a questa preghiera ci apprestiamo a vivere con gioia il 25° anniversario della tua ordinazione sacerdotale, perché manifesti il tuo amore in tutto ciò che vivi ed esprimi nella nostra diocesi.

don Lino d’Onofrio, sacerdote della Diocesi di Nola, presbitero dal 1987. Attualmente: Vicario generale.

Ringraziamo perciò il Signore per averci donato proprio te, un sacerdote con una vocazione autentica, che è riuscito ad entrare nel cuore di tutti con semplicità ed umiltà trasmettendoci i veri valori del cristianesimo. s Sinceri Auguri da tutti noi!

“Vi darò pastori secondo il mio cuore, i quali vi guideranno con scienza ed intelligenza” (Geremia 3,15)

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di VINCENZO DONNARUMMA

teatrosanfrancesco Al via la nuova stagione teatrale Il Teatro, annesso alla nuova chiesa San Francesco di Paola, realizzata nel 2005, nasce come sala parrocchiale. In pochi anni, grazie all'aiuto di Mons. Aniello Marano, di don Peppino De Luca e del Dott. Ciro Aquino, il teatro si è sviluppato enormemente, tanto da annoverarsi tra le sale più belle ed accoglienti dell’agro.

Abbonamenti in vendita presso il salone adiacente la chiesa piccola, corso nazionale. Diritto di prelazione sulle poltroncine per gli abbonati della passata stagione nei giorni 1, 2, 3 Ottobre.

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l teatrosanfrancesco ha appena presentato la stagione artistica 20122013, la nona, dal 14 Novembre fino ad aprile 2013 si sviluppa nel solco del teatro classico, musicale, di narrazione, segnando la molteplicità dei percorsi e la varietà delle proposte.

In scena l’operetta con RAFFAELE PAGANINI in “Zorba il greco”, PAOLOANTONI presenterà “Hotel Desdemone”, ritornerà al teatrosanfrancesco nelle vesti di attore comico VITTORIO MARSIGLIA con “Iss’, Ess’ e o malament”. Avremo poi GINO RIVIECCIO, MARIO ATERRANO, UMBERTO BELLISSIMO, ERNESTO CUNTO e SALVATORE GISONNA. Ma la chicca della rassegna sarà il comico GIORGIO PANARIELLO che, dopo il successo del programma di Canale 5 "Panariello Non Esiste", torna sulle scene con un nuovo one man show: “in mezzo@voi”. Rientra nel cartellone poi anche la compagnia amatoriale scafatese vincitrice del I Concorso di teatro amatoriale, organizzato dal teatrosanfrancesco, GRUPPO DEL GARAGE diretto da Claudio Santoriello, la cui mente vulcanica ci riserverà di sicuro delle interessanti sorprese.

Commedia, comicità, danza e movimento, musica e ritmo, grandi autori, registi e interpreti: tutti elementi di una stagione che pone l’accento sul valore artistico con l’obiettivo di garantire qualità di programmazione e contemporaneità dei linguaggi. La programmazione del teatro traccia infatti il profilo di scelte artistiche orientate sulla varietà di poetiche e di contenuti, distribuite in maniera omogenea all’intero programma. È bene sottolineare un aspetto, afferma il direttore artistico Ciro Aquino, abbiamo compiuto uno sforzo affinché fosse garantito un programma di grande qualità mantenendone il costo, pressocchè inavariato, delle passate stagioni, considerato il difficile e delicato periodo di ristrettezza economica che stiamo attraversando tutti.

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Accompagneranno la rassegna, completando la varietà di proposte e di pubblico a cui ci si rivolge, il II Concorso di Teatro Amatoriale e la rassegna dedicata al Teatro indipendente. Un cartellone mai così ricco di appuntamenti tali da accontentare tutti, resta da non lasciarsi sfuggire gli abbonamenti! s


di FRANCESCO QUAGLIOZZI

Uno spo(r)t per la vita Le Paralimpiadi di Londra 2012 hanno risvegliato la fiamma della passione, la consapevolezza della grandezza della vita

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olli, volli, fortissimamente volli. Vittorio Alfieri non usò proprio queste parole, ma il senso della sua espressione è noto. E questo è anche il messaggio fragoroso gridato al mondo dalle Paralimpiadi di Londra. La manifestazione planetaria che ha chiuso i battenti lo scorso 9 settembre ha attratto un’attenzione mediatica da record e, andando ben oltre le più rosee previsioni formulate dopo Pechino 2008, ha lasciato un segno indelebile nelle coscienze di tutti. Mai era successo che così tante emittenti televisive fossero collegate con questo tipo di evento, mai così tante ore di dirette televisive, mai così tanto pubblico negli stadi per seguire le varie specialità paralimpiche. Segnale tangibile di quanto tutti avessimo bisogno di grandi messaggi di speranza. Messaggi che dovranno essere recepiti da tutti, ma soprattutto dalla società che continua a vedere il diverso da sé ancora troppo lontano da sé. Le gesta sportive degli atleti paralimpici, i loro autentici miracoli, hanno risvegliato in tutti noi il desiderio di provarci, hanno acceso in tutti noi la fiamma della passione, la fiamma della fede, la consapevolezza della grandezza della vita. Un esempio tangibile in tal senso è rappresentato da Alex Zanardi, l’automobilista

capace di ricominciare a vivere, con immutato entusiasmo, anche dopo il tragico incidente che gli causò l’amputazione di entrambi gli arti inferiori. Ci ha fatto commuovere: sembrava che la sua vita, privata di una carrozzeria da 300km/h, non avesse più senso ed invece ha saputo rimettersi in gioco e, con grande impegno, è riuscito a cogliere due ori olimpici ed un argento che faranno riavvicinare alla vita, grazie allo sport, tantissime persone, sia normodotate, sia diversamente abili. Dopo tutto, come diceva Paolo VI nel suo discorso del maggio 1964: “Lo sport è un simbolo della realtà spirituale che costituisce la trama nascosta, ma essenziale, della nostra vita; la vita è uno sforzo, la vita è una gara, la vita è un rischio, la vita è una corsa, la vita è una speranza verso un traguars do”.

Le Paralimpiadi sono la versione complementare delle Olimpiadi, e costituiscono la maggiore manifestazione sportiva mondiale aperta ad atleti con disabilità. Si svolgono solitamente due settimane dopo i giochi olimpici, nella stessa città, e come le Olimpiadi, si hanno nella versione estiva e invernale, ogni quattro anni. Le prime Paralimpiadi si sono svolte a Roma nel 1960: da allora si sono contate quattordici edizioni dei giochi paralimpici.

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di JOSHUA

La fede è una Luce in quanto, credendo nella Parola e accogliendola, l’uomo si lascia invadere dalla Luce di Dio e dalle Sue certezze. Questa Luce illumina ogni particolare della vita dell’uomo, le dà un senso pieno e la orienta verso orizzonti Alti. Per chi vive la fede, qualsiasi atto quotidiano, qualsiasi scelta importante, tutto, assolutamente tutto, viene illuminato da questa Luce nuova. Con la Luce della fede tutto si arricchisce di valori nuovi, tutto si orienta verso una direzione chiara. Si capisce perché il Vangelo è chiamato “Buona Novella”: è la Parola che irradia una Luce nuova e divina su tutto l’essere e il fare dell’uomo, per orientarlo verso il suo progetto di Salvezza. Nel cuore di chi crede c’è sempre la novità e la freschezza della Luce di Dio!

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isse quella voce alla quale davano nome di dottore: “Non c'è più niente da fare, le abbiamo provate tutte, ma sembra che non voglia reagire, rifiuta ogni aiuto esterno, non si nutre e sembra proprio che sia entrato in uno stato vegetativo”. Effettivamente, era proprio così, avevo sentito troppe cose brutte provenire da quel mondo che non mi apparteneva. Guerre, crisi, morti, avevo perso tutte le speranze di un'ipotetica serena esistenza futura e così, sentendomi come un pesce in una pozzanghera, circondato da acqua sporca e malsana, mi ero arreso, aspettando che evaporasse. Tuttavia, dopo del tempo (in quello stato ne avevo perso completamente la cognizione, quando non puoi far altro che ascoltare, senza muoverti, i secondi sembrano trasformarsi in ore), mia madre prese a parlarmi, ma non con parole sue, lei parlava usando i miei pensieri, sembrava aver capito tutto del mio... piano, incredibile, le era bastato così poco tempo per conoscermi così bene. Mi disse che dovevo reagire, che dovevo essere forte, sì, come tutti, ma, a differenza degli altri, lei mi invogliò a fare qualcosa che nessuno prima mi aveva proposto: lei mi chiese di avere fede. Fede... Non sapevo spiegarmelo, come poteva chiedermi di fare qualcosa che neanche avevo idea di cosa fosse? La diedi per matta, ma lei, come se mi avesse letto nel pensiero, mi mostrò cos'era. Tempo dopo chiamò il dottore e, con un tono con il quale non l'avevo mai sentita parlare, si rivolse al medico dicendo di finirla; era un misto di rabbia e pacatezza. Era sicura di sé, ma io no, io non volevo, mi sentii un inetto, avevo, per così tanto tempo, avuto la presunzione di poter reggere il peso di una decisione così importante, ma al momento di concretizzare, il suolo mi scomparve sotto i piedi... letteralmente. Il medico disse che non era possibile, in quelle condizioni, ma mia madre fu più convincente, non so cosa fece, perché non la vidi, ma spinse il medico ad urlare e ad afferrarla bruscamente, iniziò a chiamare altri nomi, forse colleghi, dopodiché tutto iniziò a muoversi, mi sentivo impotente, non capivo cosa stesse succedendo, ebbi la sensazione di star cadendo di nuovo dalle scale del pianerottolo, ma tutto accadde tanto più velocemente, quanto caoticamente: un turbine mi avvolse la testa, i miei piedi, che non sentivo da tanto, divennero freddi, così come poi tutto il corpo...infine, più nulla. Ma fu un'illusione, dopo pochissimo fui investito da una luce fortissima, mai vista prima. La luce che accompagnò il mio primo vagito, e che, per sempre mi separò da quel tubo al quale ero legato, e da mia madre. “La fede, mamma, era tutta racchiusa lì vero? In quel mio vagito che mi hai regalato e nel quale erano contenute forza sufficiente da affrontare qualunque guerra, caparbietà in quantità tale da resistere alla peggiore crisi, e vita... Più di tutto, mamma, s vita, tale da mettere in discussione l'ovvietà della morte stessa”.

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Gustav-Klimt-1862-1918 - Mother and Child

Fede è Vita


di ELENA FIORENZA

Vertigo la vita fugge...

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nesorabilmente scorre, ineluttabilmente avanza, indefinitamente procede, inspiegabilmente s’arresta. Tu puoi poco: correre, passeggiare, fermarti. Tu puoi il giusto: guardare, chiedere, osare. Tu puoi? L’errore sta tutto lì, nel punto interrogativo, nella domanda che non dovrebbe esistere. Tu puoi! Il trucco non sta nel chiedersi perché, quando, dove, cosa …ma come. Come posso fare? Come posso riuscire? Come posso capire? La risposta è nella capacità di non perdere lo sguardo curioso, l’ingenuità infantile, la mascherina di dita che i bambini mettono sugli occhi per giocare al “carnevale”. Invisibile una spirale ti avvolge silenziosa, lenta, fredda, ti blocca la bocca, le mani, la testa e tu galleggi nella vita finché non cadi giù. Breve. È il tempo che ci sembra infinito. Limitato. È il potere che ci siamo dati. Siamo uomini dimentichi di noi stessi e dimenticati da noi. Pelle, muscoli, ossa, capelli, raziocinio …sentimenti. Non siamo qui da sempre, proveniamo da un non luogo, da un enorme punto interrogativo che si staglia netto al centro. Purtroppo non tutti lo vedono, alcuni ne vivono l’ombra, altri ci si scagliano contro con forza e con rabbia, pochi ne accettano la presenza. Che male c’è nell’affidarsi? Senza fiducia in Noi, nell’Altro, nel Mondo, nel cuore dell’uomo, siamo poca cosa. Semplici naufraghi ubriachi di folli voli.

La vita fugge, et non s’arresta una hora, et la morte vien dietro a gran giornate, et le cose presenti et le passate mi dànno guerra, et le future anchora...

Jack you are a shooting star

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e il tuo corpo avesse una velocità di crescita quadruplicata e i tuoi dieci anni mentali fossero, fisicamente, quaranta; se tutti intorno a te fossero spaventati dalla tua statura e dal tuo corpo, se ti chiamassero mostro, gigante, se fossi uno scherzo della natura o un miracolo, se la tua vita fosse un battito d’ali di farfalla, insomma, se tutto l’incredibile fosse rinchiuso in te, cosa faresti? Se lo chiedeste a Jack (uno straordinario Robin Williams) vi risponderebbe così: “Fate che la vostra vita sia spettacolare”. Potreste logicamente chiedermi chi sia questo Jack e io vi direi che è il protagonista di un film di Francis Ford Coppola, annata 1996. Bello, delicato, curioso, inaspettato, fresco, leggero ma s pensato, insomma …da vedere.

JACK un film di F. Ford Coppola USA - 1996 con R. Williams

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di SCELTO TRA VOI

Carissimi lettori, questo spazio è dedicato ai vostri scritti. Non preoccupatevi se non li vedrete subito inseriti perchè li conserveremo e, statene certi, li faremo uscire appena possibile. La redazione, comunque, li leggerà sempre e ne farà tesoro conservandoli nel proprio archivio. Attenti però, se gli interventi saranno anonimi non verranno pubblicati. Grazie della vostra attenzione e ...preziosa collaborazione. la redazione

“Sono fiero del mio sognare, di questo mio eterno incespicare.” Francesco Guccini

“SONO FIERO DEL MIO SOGNARE, DI QUESTO MIO ETERNO INCESPICARE.”

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o non so iniziare a scrivere, tanto che a volte mi sembra di non aver nulla da dire. Semplicemente non so “iniziare”. Eppure scrivere è ciò che sogno; mi immergo in un mondo tanto diverso dal mio, e che spesso vorrei vedere reale anche fuori dalla carta. Adesso meglio non parlare della mia paura, della paura degli “inizi”, l’ansia che sento quando finisce un’abitudine per fare spazio a qualcosa che non avevo previsto, a un’avventura che non so affatto dove porterà, parliamo invece di sogni, dei sogni che luccicano in fondo ad ognuno dei nostri cuori. Del momento in cui uno sport, un lavoro, un luogo, un sentimento diventa il nostro sogno, quel preciso istante in cui un qualsiasi dettaglio diventa la particolarità, l’obiettivo che ci poniamo di raggiungere. Probabilmente la maggior parte di noi non ricorderà quell’attimo, perché spesso un sogno non nasce dal nulla. Un sogno è come un amore, un’amicizia: all’inizio l’amore non è davvero

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amore, ma infatuazione, all’inizio l’amicizia, anche la più solida della nostra vita, non è nient’altro che semplice conoscenza. Un sogno, anzi il Sogno, è qualcosa che impari a vivere giorno per giorno, proprio come si impara a stare accanto a una persona. In principio la luce debole lo rende un sogno fiacco, tanto che questo sarà solo un vano desiderio. È la convivenza con quell’idea, sono gli ostacoli, le speranze che lo rendono il nostro sogno, quel sogno che siamo disposti a difendere senza tentennare. Durante il nostro cammino, però, ci ritroviamo a sognare fin troppo, e quanti sogni vediamo crollare, e quante volte inciampiamo su quelle macerie! Il trucco sta nel riconoscere il vero sogno, quello che luccica nel nostro cuore come una cometa, come la luna che non si arrende e resta nel cielo anche di giorno. I sogni-fiammiferi, quelli che durano il tempo di un attimo, è meglio lasciarli nel buio della notte. s di Valentina D’Auria


T E A T RO SA NF R A N C E SC O stagione 2012 - 2013 Giovedi 14 No vembre *

Giovedi 6 Dicembre Gino Rivieccio “Faccio progetti per il passato”

Umberto Bellissimo ” “eduardo 110 e lode

Giovedi 28 Gennaio V ittorio Marsiglia ent” “Iss’, ess’ e o malam

Giovedi 14 Marzo

Giovedi 13 Dicembre Mario Aterrano “v iviani la nuit”

Ernesto Cunto “Sta casa è ‘a morte m

ia”

Giovedi 21 Marzo

Giovedi 17 Ge

nnaio

Gruppo del Garage “laureati”

Francesco Pao lantoni “hotel desdem ona”

Giovedi 11 Aprile

Lunedi 28 Gennaio ** Giorgio Panariello “in mezzo@voi”

Salvatore Gisonna “poche idee ma ben confuse”

Abbonamento a 10 spettacoli € 120,00 pagabile in quattro rate Diritto di prelazione sulle poltroncine per gli abbonati della passata stagione dal 1 al 3 OTT Botteghino presso il salone della chiesa piccola dalle ore 17.00 alle ore 19.00

Info e prenotazioni: 081 8504709 / 339 8618749 www.teatrosanfrancesco.it www.facebook.com/teatrosanfrancesco parrocchia San Francesco di paola - Cavalcavia d’Amaro - 84018 Scafati - Sa

* Presso il Teatro delle Palme di Napoli ** Presso il TeatroAugusteo di Napoli la Direzione provvederà ad accompagnare gli abbonati con bus granturismo

Raffaele Paga nini “zorba il grec o” - operetta

Giovedi 14 Febbraio


Settemiglia - anno III, n°2