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Settegiorni dagli Erei

al Golfo

Settimanale cattolico di informazione, attualità e cultura

Poste Italiane

S.p.A. - Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (Conv. n. 46) art. 1 comma 1 CNS/CBPA-SUD2 Caltanissetta - Anno III n. 3 Euro 0,80 Domenica 25 gennaio 2009 Redazione: Via La Bella n. 3 - 94015 Piazza Armerina - Tel. Fax 0935/680331 ~ email settegiorni@diocesiarmerina.it In caso di mancato recapito inviare al C.P.O. di Caltanissetta per la restituzione al mittente previo pagamento resi

enna provincia

La visita in provincia del governatore della Regione Sicilia Raffaele Lombardo di Giuseppe Rabita

Editoriale

Obama, fede e democrazia

O

bama ha giurato su una antica copia della Bibbia sui cui giurò nel 1861 Abraham Lincoln. Non si è trattato solo di un atto voluto dal cerimoniale. È la democrazia americana che ha profonde radici cristiane. Basta dare uno sguardo alla fede battista del neo presidente e ad alcuni suoi discorsi. Alcune espressioni: “Se epuriamo il nostro linguaggio politico da ogni contenuto religioso ci priviamo delle immagini e della terminologia attraverso cui milioni di americani concepiscono la loro morale personale e la giustizia sociale”. “...alla Casa Bianca abbiamo bisogno di cristiani, ebrei, musulmani che parlino delle imposte fondiarie. Quando circolano proposte che vorrebbero sottrarre risorse ai programmi sociali, per ridurre l’imposta fondiaria di mille miliardi di dollari, facendo finire questi soldi nelle tasche di gente che non ne ha necessità e che non li ha mai chiesti, è evidente che abbiamo bisogno di un’iniezione di moralità nel nostro dibattito politico”. È l’immagine di una politica che trova una profonda ispirazione biblica perché non parte dall’economia o dal pragmatico, ma dal riscatto dell’ultimo, dalla fede che nella democrazia americana è possibile realizzare un sogno di giustizia e di riscatto degli ultimi. Ma se ci pensiamo bene non è questo il grande messaggio cristiano? Queste parole di Barak Obama, 44° presidente degli Stati Uniti d’America, riecheggiano discorsi e ideali di Martin Luter King o di Kennedy e ci fanno frullare nelle orecchie un modo nuovo e fresco di concepire il rapporto tra fede e politica per noi italiani, condizionati da un’idea di laicità spesso sinonimo di laicismo. Il deficit, più che di bilancio, per Obama è soprattutto morale. L’idea democratica di politica è qui radicata nell’idea di solidarietà. Ma questo non è un tratto inalienabile della più autentica tradizione cristiana? Una tradizione che attinge dalla visione apocalittica la ricerca di una pienezza che non è soltanto quella del Regno dei cieli, ma di un regno che irrompe qui ed ora nella vita quotidiana e che ognuno può contribuire a realizzare. È qui che si può conciliare l’ispirazione cristiana e la democrazia. Forse dovremmo riflettere più a fondo e renderci conto come democrazia, pluralismo, persino laicità abbiano un rapporto genetico decisivo con la radice cristiana. In fondo il cristianesimo vive come religione in cui l’identità è fondata dall’alterità, riceve una grazia, una salvezza dall’esterno. Perciò l’identità cristiana è già una identità “aperta all’altro”. Ma la democrazia non è forse questo processo di laicizzazione, di secolarizzazione necessaria in cui si riconosce che vi è una pienezza di senso da ospitare, da far venire? Perciò l’idea di democrazia e di pluralismo, persino di laicità è profondamente cristiana. Mutuo queste idee da Gaetano Lettieri, docente all’università di Roma “La Sapienza” che ho accolto come una illuminazione. Probabilmente se in Italia prendessimo più sul serio la tradizione storica e culturale cristiana in un rapporto non reattivo, ma aperto, forse potremmo avere la possibilità di rilanciare una politica democratica con più sostanza e meno chiacchiere fumose. Giuseppe Rabita

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giornate

anniversari

Il primo febbraio si celebra la Giornata per la Vita

Don Sturzo e il 90° anniversario del Partito Popolare

di Carmelo Cosenza

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di Michele Pennisi

gela

Nel 2008 in aumento le nascite, i matrimoni, i divorzi e gli immigrati

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di Totò Sauna

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Follia Kakà: 270 milioni solo per calciare un pallone A

lla fine l’affare Kakà è sfumato, ma ciò non toglie validità alle riflessioni di don Fortunato Di Noto circa i costi assurdi e scandalosi del mondo dorato del pallone. “Non riesco a capire perché nessuno alza la voce per questa follia dei contratti astronomici per tirare dei calci ad un pallone, e nel frattempo si ostenta lo slogan: “con la fame non si gioca”. Con questo slogan Kakà (giocatore del Milan), testimonial del Programma Alimentare Mondiale contro la fame dei bambini, nei campi di calcio ha ricordato lo scorso anno che “59 milioni di bambini, nei paesi in via di sviluppo, vanno a scuola affamati”. Ma si può comprare solo un giocatore con 270 milioni di euro e lo stesso accettare simile offerta che offende i bambini che muoiono di fame? Perché è proprio vero “con la fame non si gioca”. Don Fortunato Di Noto è furibondo per quello che accade nelle contrattazioni del mondo del calcio con uno sguardo sugli sperperi che offendono la dignità di ogni bambino e uomo che

stentano a mangiare e a vivere. “Follia e incoerenza - continua don Di Noto. Un grosso affare che fa inorridire quei poveri bambini che non hanno più forze per mangiare”. Sono tanti, troppi i soldi per un “giocatore”, anche se è un campione. Con 270 milioni per tirare calci a peso d’oro ad un pallone si sfamerebbero 270 milioni di bambini (con un euro a settimana, così come testimonia nella campagna contro la fame). Kakà è testimonial dallo scorso febbraio 2008 della campagna del Comitato Italiano per il Programma alimentare italiano (per saperne di più: http://www. comitatopam.org/page. php?id=234). Nel comunicato stampa dell’associazione Meter si legge: “Non è rivolto solo a lui l’appello - afferma don Di Noto - ed è evidente che questa nota non criminalizza nessuno,

neanche i ricchi, che potrebbero essere ricordati per aver sfamato intere nazioni che muoiono letteralmente di fame. La denuncia e questa riflessione mi è balzata in mente quando mi sono chiesto stamattina: perché ricordiamo

s. Antonio Abate dopo 1.700 anni circa? Perché vendette tutto e lo diede ai poveri e iniziò la sua vita a mangiare di Dio e della sua Parola. Chissà se fra 1.700 anni Kakà, o altri ricchi - conclude don Fortunato - saranno ricordati per

aver rinunciato ai loro stratosferici contratti per aver scelto di essere coerenti con ciò che testimoniano e dicono: sfamare i bambini e dar loro un futuro”.

enna Gli effetti del pronunciamento del Consiglio di Giustizia Amministrativo che ha sovvertito la sentenza del Tar

Le tariffe di EnnaEuno sulla spazzatura erano illegittime

L

a notizia è clamorosa. Una di quelle che ha fatto tremare le vene dei polsi ai sindaci e all’intera classe politica della provincia. Il Consiglio di giustizia amministrativo (Cga), con la pubblicazione del dispositivo n. 1/2009 del 13 gennaio 2009, ha sovvertito la sentenza n. 52 del 4 gennaio 2008 del Tar di Catania, che rigettava i ricorsi presentati dall’Assoutenti sull’illegittimità delle tariffe di igiene ambientale (Tia) determinate dall’Ato EnnaEuno e dalla cooperativa “Il Tiglio” di Troina, riguardante l’affidamento del servizio della raccolta rifiuti a Sicilia Ambiente. Sentenza alla quale si sono appellati nel giugno 2008 sia Assoutenti che la Cooperativa “Il Tiglio” e che il Cga, nell’udienza che si è tenuta l’11 novembre scorso, ha ritenuto di riunire pubblicando al momento soltanto l’esito: “riunisce appelli - accoglie - spese compensate”. Ora si aspettano le motivazioni per capire bene gli ef-

fetti della sentenza, fermo restando - come hanno sostenuto gli avvocati Fabrizia Segreto e Maria Forno - che in ogni caso, “la lettura del dispositivo ci fa dedurre che i due appelli, quello di Assoutenti e quello proposto da “Il

Tiglio”, sono stati accolti nella totalità”. “Quindi - hanno sottolineato Segreto e Forno - illegittime le tariffe 2006 e 2007 e di conseguenza anche quelle del 2008, considerato che sono state calcolate sulla base di quelle precedenti, illegittimo l’affidamento a Sicilia Ambiente e probabilmente anche illegittima la convenzione con la Serit da noi pure impugnata”. Un dispositivo, questo, il cui effetto immediato è stato la messa in liquidazione da parte dei sindaci dell’Ato EnnaEuno in quando hanno riscontrato nell’approvazione del bilancio 2007, un buco di un milione di euro, valore superiore al capitale sociale. Dunque, quanto sta accadendo in questi giorni è l’onda lunga di una gestione poco accorta che ha fatto registrare, oltre l’ignominia dell’illegalità di molti atti, anche cortocircuiti e scelleratezze come ‘Parentopoli’ e ‘Amiciopoli’. Insomma, un business a uso e

consumo delle classi dirigenti locali che hanno utilizzato i rifiuti, e non solo, per alimentare se stesse e le proprie clientele. E il centrosinistra, a Enna, ha dato in questo senso inequivocabili segnali… di continuità, perdendo del tutto, e subito, quella sorta di verginità morale sbandierata per lustri, qui come altrove. Detto ciò, sulla gestione del business-rifiuti, proprio in questi giorni, il sostituto procuratore generale, Gianluca Albo, della Procura della Corte dei Conti, presso la sezione giurisdizionale per la regione siciliana, ha inviato al segretario generale della provincia regionale di Enna e ai segretari generali dei venti comuni della provincia una lettera (per conoscenza è stata inviata anche al presidente della provincia e a tutti i sindaci) dove “si chiede, nell’ambito delle rispettive competenze, di costituire in mora, o far costituire in mora, dal dirigente competente la società EnnaEuno, nella persona del rappresentante continua a pagina 3 ...




Notizie dai Comuni

Domenica 25 gennaio 2009 Settegiorni dagli Erei al Golfo

ennA Monaco, Agnello e Pennisi accolgono il presidente della Regione e presentano le loro priorità

Visita del governatore Lombardo “P

enna Taglio delle spese, potenziamento del turismo e confronto con la Kore

Monaco, bilancio di sei mesi I

l 30 dicembre scorso nella sala riunioni della Provincia di Enna, il Presidente della provincia Giuseppe Monaco ha tracciato un primo bilancio della sua presidenza. “Ringrazio la giunta per la collaborazione che ha dimostrato nel corso di questi sei mesi - ha esordito -. Un periodo di tempo piuttosto breve che non ha impedito di rinviare una sintesi degli obiettivi che l’amministrazione vuole raggiungere nel corso del 2009”. Sistema viario. Monaco ha espresso la necessità improrogabile di migliorare la viabilità secondaria di questa provincia ormai ridotta a livelli da “terzo mondo”. È stata inoltre evidenziata la necessità di riottenere i finanziamenti bloccati per il biennio 2009/10 dall’attuale governo nazionale. Un argomento su cui aveva espresso sensibilità anche la passata amministrazione Salerno organizzando manifestazioni di protesta a livello regionale e nazionale. Piano finanziario. “La Provincia di Enna - dichiara Monaco - presenta un bilancio ingessato che impedisce a questa amministrazione di avviare nuove politiche per lo sviluppo del territorio. Sarà quindi necessario ridurre nel corso del 2009 i costi d’affitto che l’ente sostiene annualmente. L’operazione prevede lo spostamento di alcuni uffici e del parco automezzi presso l’ex caserma dei Vigili del fuoco di Enna alta. Mentre i settori che attualmente si trovano presso palazzo Militello, verranno trasferiti presso la sede della OneCall e del comando provinciale della Guardia di Finanza che nel frattempo troverà

nuova sistemazione a Enna bassa”. Edilizia scolastica. Verrà bandita una gara d’appalto per la ristrutturazione del Liceo classico di Enna. L’operazione è possibile grazie ai fondi del Ministero per le Infrastrutture che ha stanziato un importo di 1 milione di euro a favore dell’istituto. Altri interventi sono previsti per l’adeguamento sismico degli edifici scolastici Ipsia di Piazza Armerina e Liceo psicopedagogico di Enna alta per una spesa di 1 milione e 300 mila euro. In totale saranno stanziati 80 mila euro per gli edifici scolastici della zona nord e 120 mila euro per la zona sud. Patto per lo sviluppo. Oltre 100 i progetti presentati. Toccherà adesso ad un professionista del settore effettuare la selezione degli elaborati in base alle direttive imposte dalla Regione siciliana e alle reali esigenze del territorio. Turismo. Il 2009 sarà un anno di vitale importanza per questo settore e per l’intera provincia. Lo scopo è quello di pianificare un evento che si prefigura di portata mondiale: il ritorno della Venere di Morgantina. “La Provincia di Enna - commenta Monaco - deve essere in grado di ridurre il turismo mordi e fuggi che impedisce lo sviluppo dell’economia turistica legata al territorio. È volontà di questa amministrazione fare sistema con le strutture ricettive locali per far conoscere le bellezze del territorio”. Pasquasia. Potrà diventare grazie alle nuove tecniche di estrazione una miniera nuovamente attiva, in cui estrarre non solamente kainite per la

IN GIRO NEL WEB: I SITI CATTOLICI www.iginogiordani.info

È

il sito del centro “Igino Giordani”. Igino Giordani (1894 -1980), laureato il lettere, fu scrittore e giornalista e scrisse di patristica, apologetica, ascetica, ecclesiologia, politica e anche di narrativa. Molte delle sue opere sono state tradotte in diverse lingue con grande diffusione nei paesi Europei ed Americani e nei paesi come l’India, il Giappone e la Cina . Fu articolista in giornali e riviste italiane ed estere e fu direttore di quotidiani quali “Il Quoti-

produzione di solfato di potassio ma nuovi metalli di cui fino a poco tempo fa si sconosceva la presenza. La riapertura della miniera rappresenta quindi un plus valore che l’amministrazione provinciale vuole portare avanti. L’obiettivo se raggiunto permetterebbe inoltre di creare nuovi posti di lavoro e fare luce sull’eventuale presenza di scorie radioattive presenti nel sito. L’ass regionale all’Industria Pippo Gianni ha già garantito la possibilità di accedere ai fondi comunitari per avviare una ricerca e conoscere la miniera nella sua complessità. Finanziamenti pubblici. La Provincia di Enna, spende ogni anno fino a 8 milioni per le società partecipate. L’obiettivo è quello di ridurre queste somme almeno del 25% nel corso del 2009. “Dobbiamo evitare le sacche di sperpero - commenta Monaco - e per fare questo è necessario che la Provincia promuova una politica del risparmio. Solo in questo modo si potranno realizzare nuove strade e scuole per la comunità locale”. Università Kore. “L’ente Provincia - commenta Monaco - ha svolto un ruolo determinante nella realizzazione dell’università Kore e attualmente siamo soci di maggioranza. La nascita del quarto polo è stata una grande conquista per il territorio ennese. Quello che non condivido è l’occupazione dell’università Kore da parte degli attuali detentori del potere. La fondazione è stata blindata. Mi auguro che non si arrivi a contrapposizioni nette e che si possa trovare una soluzione condivisibile a questo problema”. Mario Barbarino

diano” e “Il Popolo”. Fu anche un politico e visse la sua prima esperienza con don Sturzo; amava definirsi “deputato di pace”. Nel 1927 partì per gli Stati Uniti, dove, per conto della Biblioteca Vaticana, seguì corsi di Biblioteconomia e Bibliografia nelle università di Ann Arbor, Michigan e poi di New York. Tornerà negli USA nel 1938 per un congresso di Biblioteche cattoliche nel Missouri, e nel 1966 per alcune conferenze organizzate dall’Istituto italiano di cultura. Durante la sua permanenza negli USA scrisse articoli sul “Commonweal” e inviò articoli in Italia al “Carroccio” e all’ “Avvenire d’Italia”. In Italia lavorò alla Biblioteca Vaticana dal 1928 sino al 1944. Tra i tanti suoi libri di successo

in Breve

ENNA PROVINCIA L’assessorato alla viabilità conta i danni relativi al maltempo di questi giorni. Il settore viario ha monitorato le strade di tutto il territorio. Lo staff dei tecnici del settore, dopo una verifica per quantificare i danni causati dai nubifragi, ha rilevato che solo un’arteria rimane chiusa al traffico, la Sp 4 bivio Mulinello - bivio SS 117 bis per la presenza di frane e di fanghiglia che ostruiscono la carreggiata. Le squadre operative dell’Ente sono al lavoro per rimuovere i detriti, e consentirne la riapertura in tempi brevi. Il presidente Monaco ha fatto sapere che sarà inoltrata al Governo la richiesta di stato di calamità, calcolati i danni che in provincia ammontano a circa 3 milioni e 500 mila euro. Il 13 gennaio scorso il presidente Giuseppe Monaco ha incontrato a Palermo il direttore generale dell’Anas, Ugo De Bernardo, per esaminare le problematiche legate alla viabilità del territorio ennese, con particolare riferimento ai cantieri sulla Statale 117 relativi all’asse viario Nord-Sud che collega Gela con santo Stefano di Camastra. L’attenzione si è posata anche sul progetto viario che riguarda lo snodo della viabilità di Enna bassa, attraverso la realizzazione di una tangenziale, i cui lavori dovrebbero essere finanziati dall’Anas. Il raccordo andrebbe a formare un anello circolatorio alternativo di collegamento al tratto autostradale A-19 da e per lo svincolo di Enna. La tangenziale verrebbe a snellire il collegamento Enna-Caltanissetta-Gela specialmente nei casi d’interruzione dell’autostrada, evitando l’attraversamento di Enna Bassa.

IL LIBRO

residente abbiamo fiducia in metterà a disposizione dei lei”! È stato accolto con queste comuni per fronteggiare parole il presidente della Regione Rafl’emergenza rifiuti. Nesfaele Lombardo all’ingresso della Prosuna dichiarazione invevincia regionale di Enna. Ad aspettarlo ce per quanto riguarda non solo politici e amministratori locali le spaccature interne alla ma anche decine di lavoratori dell’Ato maggioranza di centro rifiuti che hanno voluto sperare neldestra: “è compito dei dil’azione amministrativa del governatore rigenti locali - ha detto per superare la difficile situazione che Lombardo - fare chiarezza attraversa la gestione del settore. su questa problematica”. Per il sindaco Agnello “è stato un inLombardo con il vescovo e don Giuseppe Paci Nel pomeriggio Lombarcontro operativo e proficuo. Abbiamo mentre visita il chiostro del Seminario do ha incontrato i dirigensottoposto al presidente una serie di ti locali dell’Mpa e succesproblemi che riguardano la città ed egli ci ha assicurato l’in- sivamente si è recato a Piazza Armerina per un incontro con teresse e l’impegno”. Tra gli argomenti affrontati, quelli che il vescovo mons. Michele Pennisi. riguardano gli interventi sui beni monumentali della città e In episcopio i due compaesani (sono entrambi di Graml’occupazione. Ho chiesto a Lombardo - aggiunge il sinda- michele) hanno discusso della situazione del territorio dioco di Enna - il decreto sul passaggio del personale ex Asen cesano che comprende comuni di due province (En-Cl) e del al gestore del Servizio idrico integrato, così come interventi possibile sviluppo turistico legato al recupero dell’ingente per i cantieri di servizio”. Alle ore 12 Raffaele Lombardo ha patrimonio artistico, delle necessarie infrastrutture e della poi tenuto una riunione con i venti sindaci dei comuni del- viabilità. Assieme a don Giuseppe Paci, il vescovo ha presenla provincia di Enna. I temi affrontati hanno riguardato la tato la situazione dei beni culturali ecclesiastici che necessirealizzazione della nord-sud e il miglioramento della viabi- tano di interventi di restauro, primo fra tutti la chiesa dellità provinciale che rischia di non essere più concretizzata l’Itria con le case circostanti, interessate da un movimento a causa del taglio dei fondi attuato dal governo nazionale. franoso, la chiesa della Catena e di S. Veneranda. Lombardo Lombardo ha comunque garantito che farà tutto il possibile ha poi visitato i locali del seminario i cui lavori di restauro e per non perdere le somme messe a disposizione dal prece- adeguamento stanno per avere inizio. dente governo. Il governatore ha parlato poi dell’importanza che i fondi strutturali rappresentano per i paesi delle comuGiuseppe Rabita nità montane e delle anticipazioni finanziare che la Regione

UN VESCOVO IN DIALOGO CON LA SUA CHIESA: MARIO STURZO E LE SUE LETTERE PASTORALI di Pasquale Buscemi Giunti - Studio Teologico S. Paolo, Catania 2008 pp. 253

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asquale Buscemi, sacerdote della diocesi di Piazza Armerina, docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico S. Paolo di Catania, è l’autore del libro su Mario Sturzo, figura importante di vescovo, teologo, filosofo e maestro di spiritualità del cattolicesimo siciliano contemporaneo, ebbe il culto inesauribile della ricerca attenta, ma orientata all’apostolato. Non perse mai di vista il fine del suo operare instancabile: educare l’uomo alla globalità della sua domanda culturale, spirituale, sociale e politica, fino alla conquista del fine supremo, Dio, in un itinerario di esperienza interiore di fede. Le trenta lettere pastorali, oggetto di questa pubblicazione, sono viste dall’Autore come un invito pressante alla santità, a ritornare a Cristo e mettersi al suo seguito, a ricercare Dio per la via dell’interiorità, del vivere bene, dell’ordine morale della vita che dà alla persona la rettitudine del ragionamento in modo da aspirare alla comunione piena con Dio, attraverso la preghiera, i sacramenti e un amore operoso. Il testo è composto di sei capitoli che trattano i seguenti temi: l’educazione; la conversione; la vita in Dio e ciò che comporta per l’uomo; la preghiera. Ad ogni capitolo l’autore ha inserito un paragrafo introduttivo che consente una panoramica storica, ecclesiale, teologica e culturale del tempo in cui visse ed operò il vescovo di Piazza Armerina. Il libro propone una lettura inedita delle opere del vescovo, studiato finora solo nella sua riflessione filosofica, mettendo in evidenza gli aspetti morali presenti nelle sue opere pastorali.

sono da citare “Segno di contraddizione” e “Il messaggio sociale di Gesù”. Nel settembre del 1948 incontrò Chiara Lubich e colpito dalla forte spiritualità del movimento dei Focolari, vi aderì collaborando a mettere a punto alcuni aspetti tanto da essere considerato un confondatore. Il sito, dedicato a questo grande personaggio, contiene delle ricche rubriche quali “archivio notizie” , il “profilo”, la “biografia analitica”, le sue “opere” e i suoi “scritti”. Una rubrica, infine, accoglie le ultime notizie sulla sua causa di beatificazione che è ancora in corso. a cura dei Giovani Insieme (www.movimentomariano.org) e-mail: giovani.insieme@movimentomariano.org




Notizie dai Comuni

Domenica 25 gennaio 2009 Settegiorni dagli Erei al Golfo

in Breve

valguarnera I Comitati in difesa dei cittadini esultano dopo la sentenza

La vittoria degli utenti “I l nostro obiettivo non è quello di strumentalizzare le battaglie a fini personali né aspirare ad avere assessorati o posti di sottogoverno. Portiamo avanti un progetto per una politica pulita che rifiuta i trasversalismi. Siamo stati traditi. Si sono dimenticati di noi, ma noi non dimentichiamo i cittadini”. Con queste brevi ma dense parole di Nunzio Plumari si apre l’appuntamento il 14 gennaio scorso per festeggiare la sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo riguardante la tassa sui rifiuti. Presso la sede del Comitato cittadino capofila della provincia di Enna erano presenti Licia Minacapilli, presidente dell’associazione Cittadinanza Attiva di Aidone, Sebastiano Pruiti per il Comitato Cittadino di Troina, Carmelo Di Marco per il Comitato di Catenanuova, Arcangelo Bruno per Barrafranca, Francesco Ferragosto per Leonforte, Ferraro Francesco per Valguarnera e Carmelo Mazzaglia per Catenanuova. I sette rappresentanti dei Comitati cittadini

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CALTANISSETTA PROVINCIA

“È la vittoria di tutti i cittadini, afferma Francesco Ferragosto, la nostra iniziativa non rappresenta nessuna forza politica ma solo la voce della gente. Finalmente Enna dopo quattro anni di battaglie è riuscita a vincere una grande scommessa di legalità che viene lodata da questa sentenza. Chiediamo adesso che i dirigenti di Enna Euno e Sicilia Ambiente si dimettano e che venga nominato un commissario liquidatore. Chiedo infine che Enna Euno depoI rappresentanti dei comitati dei cittadini siti i libri contabili e sociali presso il della provincia di Enna Tribunale di Enna”. Per Nunzio Plusi sono riuniti all’indomani della sentenza mari “Giustizia è fatta. I servizi essenziali del CGA di Palermo per informare i citta- vanno ora gestiti dai Comuni. Speriamo si dini dell’obiettivo raggiunto. Il ricorso pre- possa procedere sulla base delle nuove tasentato da Assoutenti viene accolto in tutti riffe a dei conguagli per gli anni che vanno dal 2004 al 2008”. Conclude con un sensato i suoi punti. Secondo Carlo Garofalo “sono da con- pensiero al futuro Sebastiano Pruiti: “non siderare illegittime le cartelle del Serit e il bisogna abbassare la guardia, e stare attenti preavviso di fermo dei beni mobili registra- a quello che succederà domani”. M. B. ti, ma anche le tariffazioni stabilite dai sindaci per gli anni 2006-2007, poichè la decisione spetta ai consigli comunali”.

Quanti errori nella gestione dei rifiuti a Enna!

’affaraccio rifiuti” parte dal maggio 1999 quando la società Enna Ambiente, oggi si chiama Sicilia Ambiente, elabora un progetto tecnico-economico per il servizio di gestione dei rifiuti urbani. Si tratta di un prezioso documento che individua gli interventi necessari per risolvere il problema della nettezza urbana. La strada da seguire sarebbe quella della partecipazione dell’ente locale e una società mista. Il progetto prevede l’impiego di 34 unità lavorative (oggi sono 71), di 9 automezzi del comune e di 4 della società, l’utilizzo di tutte le attrezzature del comune (cassonetti e bidoni) alle quali si aggiungeranno altri 50 contenitori per la raccolta differenziata. Costo complessivo dell’operazione: 2 miliardi e 630 milioni di lire (pari a circa 1 milione e 360 mila euro). Poi, il dettagliato “progetto” tecnico-economico viene accantonato. Ed è come se non esistesse, quando il 20 novembre del 2001, il consiglio comunale approva la delibera n. 70 di “esternalizzazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Un’ampia maggioranza trasversale (21 voti a favore, 5 contrari e 2 astenuti), difatti, decide che il servizio sia affidato a imprese private attraverso le procedure dell’asta pubblica a evidenza comunitaria. Da questo momento in poi è un susseguirsi di errori. Il primo lo commette lo stesso consiglio comunale, che non solo delibera l’esternalizzazione del servizio, ma approva anche il relativo piano tecnicoeconomico, senza procedere ad

alcuna discussione sul punto. Eppure sarà l’approvazione del piano economico a consentire l’affidamento del servizio ad una società privata, ponendo a carico del bilancio comunale una spesa troppo onerosa, pari a quasi 8 miliardi di lire (4 milioni di euro) l’anno. E non è tutto. In base al piano, il comune sarà costretto a sobbarcarsi anche il costo del personale, prima impiegato nei servizi di nettezza urbana e ora utilizzato in altri servizi nei vari uffici comunali. L’errore commesso nel 2001, continua a pesare anche dopo la costituzione dell’Ambito territoriale ottimale EnnaEuno. E al primo errore se ne aggiungono altri, che si estendono anche nei rimanenti 19 comuni della provincia. Inizia il Commissario regionale per l’emergenza rifiuti, che, con ordinanza dell’agosto 2003, affida alle società d’ambito il compito di determinare la tariffa rifiuti, in violazione del decreto legislativo n.22 del 1997, che riserva agli enti locali tale potere. E nell’errore persevera l’assemblea regionale, approvando l’art. 11 della legge finanziaria per il 2005 secondo cui “la tariffa del servizio della gestione del ciclo rifiuti urbani” è deliberata dall’assemblea dei soci della società d’ambito. Poi, d’improvviso, a fine 2004, gli errori si trasformano in minaccia per le tasche degli ennesi. Perché l’Ato EnnaEuno, prima determina la tariffa rifiuti senza applicare i criteri stabiliti per tutto il territorio nazionale dal Dpr 158 del 1999; poi, quando il Commissario dello Stato

impugna l’art. 11 della legge finanziaria regionale, non si astiene dal richiedere il pagamento di una tariffa stabilita in modo illegittimo, ma affigge un manifesto con cui sollecita il pagamento in quattro rate. Insomma, l’affaire tariffa rifiuti è una intricata vicenda giuridica, forse anche politica, che ruota attorno a un decreto legislativo e a un regolamento. In base al decreto legislativo del 97, spetta agli enti locali la determinazione della tariffa del servizio di gestione dei rifiuti. Al Commissario dello Stato, dunque, non è rimasto che impugnare l’art. 11 della legge regionale, sottolineando che “benché l’assemblea dei soci della società d’ambito sia costituita dai sindaci dei comuni rappresentati, non può non rilevarsi che nei loro poteri non è compreso il compito di determinare la tariffa per la fruizione dei beni e dei servizi, che è di competenza del consiglio, organo rappresentativo dell’intera collettività”. Una lezione di democrazia, che avrebbe dovuto indurre alla sospensione di ogni procedura di riscossione, in attesa del responso della Consulta. Peraltro, questa decisione del Commissario dello Stato non è isolata. A stabilirlo successivamente sono state anche le Commissioni tributarie provinciali di Enna, Catania, Messina, la Commissione tributaria regionale di Caltanissetta, la pronuncia del Tar Sicilia (2295/2007), del Tar della Toscana con la sentenza 800 del 29 maggio 2007. Ma anche a ritenere gli Ato competenti

a determinare la tariffa, entrerebbe in gioco il regolamento (Dpr 158/99) “recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per ridefinire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani”. Un lungo elenco di regole, coefficienti e formule algebriche per determinare la parte fissa e quella variabile della tariffa. E qui il caso ‘caro bollette’ assume contorni poco chiari. Il Dpr prevede tutto un sistema volto a garantire che la nuova tariffa non si discosti molto dalla tassa degli anni precedenti. E, comunque, attraverso il sistema dei coefficienti, garantisce che la tariffa non superi una determinata soglia. Ciò significa che, se in un comune il servizio di gestione dei rifiuti è stato affidato a un’impresa privata in base a un contratto d’appalto ingiustificatamente oneroso, tale costo non può ripercuotersi sui cittadini, se non nei limiti stabiliti dalla norma”. E che a Enna e provincia tali limiti siano stati superati sarebbe provato da alcuni confronti con altre città. Il consiglio comunale di Sassuolo, ricca cittadina in provincia di Modena per i locali adibiti ad abitazione ha stabilito una tariffa pari a 1,57 euro al mq; nel comune di Ciriè (To) per una casa di 100 mq abitata da due persone si pagano 126,78 euro (1,26 al mq); ad Imperia si pagano 133 euro per una casa di 90 mq abitata da 5 persone (1,47 al mq). Mentre, ad Enna si chiedono 290,52 euro per una casa di 100 mq abitata da una sola persona (2,9 al mq). G. L.

... segue dalla prima pagina

legale, e il presidente e i consiglieri di amministrazione succedutisi dal 2002 ad oggi” e cioè: Serafino Cocuzza, Antonio Cammarata, Giuseppe Buscemi, Gioacchino Todaro, Francesco Santangelo, Giovanni Antonio Vitale, Cateno Cravotta, Giuseppe Tambè, Piero Capizzi, Vladimiro Crisafulli, Michele Galvagno, Carmelo Tumino, Ugo Maria Grimaldi, Salvatore Termine, Francesco Costanza, Giuseppe Marchì, Giuseppe Nunzio Scornavacche, Giuseppe Assennato, Salvatore Ragonese, Maurizio Prestifilippo, Antonino Catania. Il provvedimento è la diretta conseguenza dell’istruttoria n.V2006/00201/GA, riguardante le “presunte irregolarità amministrative contabili in ordine al personale regolato dal contratto di collaborazione a progetto”. Non si tratta, al momento, del-

l’avvio di alcun ‘procedimento’ nei confronti degli amministratori della società d’ambito, le cui eventuali responsabilità saranno da accertare in un secondo momento con apposito iter, ma dalla lettura delle note della Procura della Corte dei Conti si evince la volontà di non tralasciare alcun aspetto della vicenda. Per questo, sollecita la “tempestiva e rituale costituzione in mora dei soggetti” interessati e quindi il blocco dei termini di prescrizione “mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto, ove sia specificato il titolo per il quale viene chiesta la restituzione del “danno erariale derivante da tutti gli atti di gestione della società EnnaEuno S.p.A. con ripercussione negativa sul patrimonio dei soci pubblici”. Intanto, va ricordato anche che è stato chiesto il rinvio a giudizio da parte

del pubblico ministero, dott. Calogero Ferrotti - la prima udienza davanti al Gup si svolgerà il 19 marzo prossimo - per abuso d’ufficio a carico degli ex vertici dell’Ato rifiuti di Enna, indagati nell’ambito dell’inchiesta sulle “assunzioni facili”. Assunzioni di “un rilevante numero di persone, circa 101 unità, del tutto sovrabbondanti rispetto alle necessità dell’ente”. Si tratta dell’ex presidente Serafino Cocuzza, l’ex amministratore delegato Antonio Cammarata, gli ex consiglieri d’amministrazione, Giovanni Vitale di Leonforte, Giuseppe També di Barrafranca, Francesco Santangelo di Regalbuto, Claudio Cravotta di Enna e Piero Capizzi di Calascibetta. Giacomo Lisacchi

Con provvedimento del dirigente del settore viabilità provinciale è stata disposta la chiusura temporanea al transito veicolare del tratto della strada provinciale 172 “Riesi - Sp. 49/a” a causa dell’impercorribilità dovuta ad un movimento franoso di notevoli dimensioni, ulteriormente accentuatosi a causa dei recenti nubifragi. Per il periodo della chiusura, il traffico sarà deviato sul percorso alternativo da Riesi sulla Sp. 70 “Riesi-Bivio Ravanusa Licata”, Sp. 47 “Innesto ss. 190 – confine Agrigento verso Licata”, Sp. 49/a “Ravanusa-Butera” e viceversa. La Provincia di Caltanissetta ha emesso un avviso per la concessione dei contributi annuali provinciali per l’anno 2009 a favore delle associazioni antiracket ed antiusura legalmente costituite, iscritte nell’apposito elenco istituito presso la Prefettura, che abbiano sede e siano operanti nel territorio nisseno. I contributi potranno essere concessi agli enti e organismi che produrranno, entro il 16 febbraio 2009, regolare istanza spedita esclusivamente a mezzo posta tramite raccomandata. Il pagamento dei contributi concessi che è subordinato al finanziamento dei pertinenti capitoli del bilancio 2009 da parte del Consiglio provinciale. Informazioni: www.provincia.caltanissetta.it. La Provincia comunica che rimane confermato al 31 marzo il termine per la richiesta dei contributi annuali per attività culturali e sportive svolte dalle associazioni ed enti operanti sul territorio. Per sovvenzioni di particolari manifestazioni, le istanze dovranno essere prodotte almeno trenta giorni prima dell’inizio delle manifestazioni stesse. I contributi previsti dalla Provincia sono concessi ad enti pubblici e privati, a cooperative, ad associazioni, a società ed istituzioni civili, religiose, scolastiche, sportive e culturali, a centri operativi e comitati organizzatori appositamente istituiti, che operino prevalentemente nell’ambito territoriale provinciale. Una serie di lavori sono stati appaltati dal Genio Civile nel comune di Gela. A darne notizia è il presidente della Provincia on. Giuseppe Federico, che ne ha seguito l’iter, compreso quello del finanziamento da parte dell’Assessorato regionale dei Lavori pubblici. Il primo intervento riguarda i lavori urgenti per il dragaggio dell’imboccatura del porto rifugio di Gela, per un importo di spesa prevista di 200 mila euro. Sempre per il porto rifugio sono stati, inoltre, appaltati gli interventi per il ripristino dei segnali luminosi, con una spesa di 50 mila euro. Il terzo intervento, per complessivi 86 mila euro, riguarda invece i lavori di somma urgenza per la riparazione di alcuni cassoni della diga foranea.

GELA (GF) Disagi presso gli uffici postali di Gela. Lunghe code in vista della scadenza per la presentazione delle istanze della social card, la carta acquisti varata dal governo nazionale relativa al trimestre ottobre-dicembre che prevede un totale di 120 euro ai pensionati che ne possiedono i requisiti. Gli utenti, soprattutto persone anziane, hanno lamentato le lunghe attese prima di accedere al proprio turno. Il Presidente della libera associazione consumatori di Caltanissetta, Giulio Cordaro è intervenuto sulla questione interrogandosi sulle file interminabili per la social card in questi giorni a Gela e nel resto della Sicilia che si aggiungono al normale lavoro a cui gli uffici sono preposti creando innumerevoli disagi alla cittadinanza intera. (Carcos) Ancora problema randagismo. Branchi di cani che scorrazzano per le vie di Manfria, rendendo insopportabile la vita ai cittadini residenti nella frazione balneare gelese. La denuncia parte da un comunicato stampa del presidente del “Comitato permanente per lo sviluppo di Manfria”, Maurizio Cirignotta. Anche buttare l’immondizia o attendere l’autobus è diventato un pericolo. Il comunicato denuncia che i “cittadini si trovano a fronteggiare il branco, anche nei quotidiani atti di vita”. Per questo motivo il comitato ha iniziato una raccolta firme per una petizione-denuncia, da presentare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela. “Le molteplici lettere - continua il comunicato - indirizzate all’amministrazione comunale ed ai vigili urbani non hanno prodotto mai nessun risultato”.




Vita Diocesana

Domenica 25 gennaio 2009 Settegiorni Settegiorni dagli dagli EreiErei al Golfo al Golfo

chiesa Il 1° febbraio si celebra la 31a Giornata per la vita

La vita bene indisponibile “L

a forza della vita nella sofferenza” è questo il tema della 31a Giornata Nazionale per la Vita che verrà celebrata l’1 febbraio 2009. Il Consiglio Episcopale Permanente della Cei ha reso noto già dal mese di ottobre un messaggio, che è una riflessione sul senso della sofferenza fisica e spirituale che purtroppo interviene a segnare l’esistenza umana di per se fatta per la gioia. La giornata è occasione per riflettere su quanto “la vita umana sia un bene inviolabile e indisponibile (…)”. Diverse le aggregazioni e i movimenti impegnati per celebrare questa giornata, anzi a celebrare la vita, anche quella di chi soffre. In diocesi il Centro di aiuto alla vita, che ha due sedi, una ad Enna e l’altra a Gela, ha programmato una celebrazione eucaristica che sarà presieduta dal ve-

scovo nella chiesa di s. Giacomo a Gela, proprio l’1 febbraio alle ore 19. Durante la celebrazione della messa, avrà luogo la benedizione di tutte le donne in stato di gravidanza. Nel messaggio dei vescovi italiani si sottolinea che “non può mai essere legittimato e favorito l’abbandono delle cure, come pure ovviamente l’accanimento terapeutico, quando vengono meno ragionevoli prospettive di guarigione”. È necessario invece “percorrere la strada della ricerca, e moltiplicare gli sforzi per combattere e vincere le patologie - anche le più difficili - e a non abbandonare mai la speranza”. Poiché “la sofferenza appartiene al mistero dell’uomo e resta in parte imperscrutabile: I vescovi rivolgono un appello “ai parenti e agli amici dei sofferenti, a quanti si dedica-

no al volontariato, a chi in passato è stato egli stesso sofferente e sa che cosa significhi avere accanto qualcuno che fa compagnia, incoraggia e dà fiducia”. Nel messaggio si affronta anche il tema dell’aborto: “Talune donne, spesso provate da un’esistenza infelice, vedono in una gravidanza inattesa esiti di insopportabile sofferenza”. Se la risposta è l’aborto, “viene generata ulteriore sofferenza, che non solo distrugge la creatura che custodiscono in seno, ma provoca anche in loro un trauma, destinato a lasciare una ferita perenne. La via della sofferenza - si legge ancora nel messaggio - si fa meno impervia se diventiamo consapevoli che è Cristo, il solo giusto, a portare la sofferenza con noi”. Carmelo Cosenza

Azione cattolica ragazzi  Il 1 febbraio festa della pace dell’ACR

A Mazzarino “La Pace conviene”

I

l mese della Pace è l’occasione migliore perché i ragazzi colgano che la PACE rappresenta l’espressione più autentica e significativa della vera bellezza che l’ACR in questo anno associativo vuole annunciare a tutti. Contemplare questa bellezza però non è sufficiente: è necessario “sporcarsi le mani”, darsi da fare per costruirla e soprattutto perché possa diventare un patrimonio comune e condiviso da tutti. I ragazzi saranno chiamati allora a diventare degli “artisti” che nelle Botteghe del Mondo si daranno da fare per costruire gesti quotidiani di Pace, aprendosi anche alla conoscenza e all’aiuto di quello

che fanno i loro amici lontani (ma vicini nella fede) del Bangladesh e Paraguay. L’ACR vuole far vivere, in questo mese, un apprendistato alla scuola dell’unico e vero artista della pace: il Signore Gesù! Sarà Lui a guidare i ragazzi, a far “modellare” atteggiamenti concreti di pace nella loro ordinarietà! A guidare ulteriormente il Mese della Pace sarà il messaggio del Santo Padre per la 42° Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 2009 che, fin dal titolo “Combattere la povertà, costruire la pace”, pone in evidenza quanto siano legate strettamente la dimensione della povertà, della fame con il bisogno di lavorare per la pace.

Nello svolgimento della festa, i ragazzi verranno educati a cogliere che i propri desideri devono essere relazionati, devono inserirsi nello spazio degli altri, in maniera da realizzare i desideri di tutti nel miglior modo possibile, magari facendo una piccola ma necessaria rinuncia. Proprio per questo l’ACR in collaborazione con “Altromercato” ha deciso di far entrare i ragazzi nel mondo del commercio equo e solidale: questo sarà possibile attraverso l’acquisto di un gadget (Irene, la borsa in juta appositamente realizzata per l’ACR) che sosterrà alcuni progetti in Bangladesh e Paraguay. La Festa della Pace è il momento in cui

l’ACR si apre al territorio, per interagire con esso e poter essere presenza viva e operante proprio dove viviamo. Una particolare attenzione va data quest’anno alla città di Mazzarino, che il 1 febbraio vedrà riuniti a questa grande festa tutti i ragazzi dell’ACR della diocesi di Piazza Armerina. Ci sarà l’accoglienza del primo cittadino Giovanni Virnuccio e dopo la Messa celebrata da mons. Michele Pennisi, si metterà la “Pace al centro” con il lungo corteo nelle vie principali di Mazzarino. Gaetano Giarratana

Piazza Armerina Conferenza-dibattito nella settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Ecumenismo e dialogo interreligioso N

ei locali del Liceo classico e quella sede, ‘com’è’ bello e gioioso che scientifico di P. Armerina, i fratelli stiano insieme” (Salmo 113). messi a disposizione dal diriLe Chiese sono consapevoli che i crigente, prof. Giuseppe Russo, ha stiani, pur essendo una minoranza, avuto luogo una conferenza-di(2 miliardi su oltre 6 miliardi di abibattito su “Ecumenismo e Dialogo tanti della terra), possono avere un interreligioso”. È stata presentata ruolo importante e dare un la “Carta Ecumenica”, firmacontributo originale alla ta a Strasburgo dalle Chiesoluzione dei problemi se Cattolica, Ortodossa e della giustizia e della pace Protestante. nel mondo”. Il relatore, mons.AntoIl relatore, tra l’altro, ha nino Scarcione, assistente messo in risalto l’impordei Laureati Cattolici, ha tanza di alcuni paragrafi Mons. Antonino Scarcione illustrato i punti carattedel documento. Il 6 “La rizzanti del documento, salvaguardia del creato” (la precisando che la “Carta” si articola in tre natura è un dono di Dio e quindi bisogna parti: 1. Crediamo la Chiesa una, santa, rispettarla; ogni forma di inquinamento cocattolica ed apostolica; 2. In cammino ver- stituisce una grave lesione; semmai, vanno so l’unità visibile delle Chiese; 3. La nostra creati i presupposti per uno sviluppo sostecomune responsabilità in Europa. “I lavori nibile, nel rispetto del creato; istituire e soper la stesura della ‘Lex fundamentalis’ del- stenere la Giornata ecumenica di preghiera l’Ecumenismo e dialogo interreligioso, ha per l’Ambiente e valorizzare le organizzaziosottolineato il preside, furono improntati ni ambientaliste delle Chiese). Il paragrafo 10 all’ascolto e al rispetto reciproco tra i dele- “Approfondire la comunione con l’Ebraismo” gati, nell’unico intento di “implorare da Dio (contro ogni revisionismo, tenere viva la meil dono dell’unità” e di sperimentare, già in moria dell’olocausto, perché mai più abbia a

Pianeta Giovani

“Esperienze pastorali” cinquant’anni dopo. L’attualità di don Lorenzo Milani

uesto il tema trattato nell’incontro organizzato dal CIF di Piazza Armerina con l’adesione del gruppo locale dell’UCIIM il 12 gennaio scorso nel salone parrocchiale di S. Stefano a Piazza Armerina. La presidente La Malfa, dopo i saluti, ha introdotto il relatore don Antonino Rivoli che ha illustrato l’argomento della sua tesi di licenza in Teologia. La parola “simbolo” racchiude un concetto che rimanda ad una realtà che sta oltre e, nella sua lunga storia, l’uomo ha usato il simbolo della croce, pensando a qualcosa di più grande e che trascende la sua natura finita. Dinanzi ad una platea attenta, don Nino ha tracciato il

lungo percorso di questo simbolo, presente già in epoche molto lontane. Con l’ausilio di proiezioni, il relatore ha presentato una gran quantità di immagini provenienti dalle civiltà più antiche come quella italica, egizia ed etrusca. Interessanti le riflessioni sulla croce tracciata dagli egizi e chiamata “Ankh” simbolo della vita e donata dalla divinità al faraone o portata dal dio nel passaggio all’aldilà. Si è fatto anche cenno a un tipo particolare di croce, la “svastica” che, in tempi assai remoti, era un simbolo di vita e si trova come ornamento nelle vesti degli antichi romani (come si può vedere in alcune figure dei mosaici della Villa romana

I

l motivo che mi spinge ad onorare uno scritto come ‘Esperienze pastorali’ di don Lorenzo Milani, si trova dentro la questione culturale che oggi sta affrontando la Chiesa e in particolare quella italiana. La pastorale, questa sconosciuta, oggi sempre più intesa come il ricettario di soluzioni pratiche vendute a buon mercato nei diversi convegni – vedi le pubblicazioni di atti che si producono a dismisura -, o semplicemente il frutto dell’improvvisazione di quel tal parroco o buon operatore pastorale privo di confronto critico con la tradizione di quella chiesa o con il vissuto del territorio in cui si intende lavorare. ‘Esperienze pastorali’, l’opera che segna la maturità ministeriale di don Milani, oggi passa in sordina per un duplice motivo: il primo è dato dal fatto che è venuto meno il clima culturale dentro il quale ‘Esperienze pastorali’ è stato immaginato e scritto e di conseguenza è venuta a mancare l’attenzione che gli si sarebbe potuta dedicare; il secondo è correlato ad alcune “mancanze” insite nel metodo adottato che tradisce una scarsa centralità della Parola, come ha evidenziato il cardinale Martini, e una esagerata declinazione intellettuale legata al modello classico della scuola. Per tali ragioni, esiste dunque il rischio reale che il cambiamento culturale avvenuto dentro la chiesa porti ad archiviare in fretta e anche con un po’ di superficialità eventi e riflessioni che non soltanto hanno segnato e costruito il nostro passato e la nostra memoria ecclesiale, ma contengono domande e sfide avvincenti anche per il nostro presente. È questo il motivo che mi spinge a onorare con questo scritto il cinquantesimo anniversario di ‘Esperienze pastorali’ per la rubrica del nostro settimanale diocesano. Capire l’intenzione che ha spinto questo prete a intraprendere questa sua ricerca, e successivamente a renderla pubblica. È chiaro che questa è una riflessione che porta ad un discorso teologico che il contesto di questa rubrica non permette per spazio e finalità. Il tratto profetico del priore di Barbiana consiste nello sforzo compiuto da questo prete per operare un discernimento profondo del suo tempo, una lettura seria della storia alla luce della fede, e le conseguenze che derivano da una simile lettura, a livello di strumenti, contenuti e obiettivi nell’immaginare la presenza e la missione del cristianesimo e della Chiesa. Finisce il tempo di una pastorale immaginata come semplice e acritica ripetizione di gesti legittimati da una vaga idea di tradizione, e sostenuti da quel grande principio di azione che è l’abitudinarietà; con il suo testo don Milani vuole invece avviare in modo positivo il tempo di una riflessione sulla pastorale, il tempo di una pastorale che sia frutto di un’analisi critica e motivata. L’intenzione dichiarata è questa: individuare gli scopi reali delle nostre azioni pastorali, valutarli, sceglierli in base al fine che si vuole perseguire. Questa è anche la semplice aspirazione della pastorale giovanile diocesana, intenta a legittimare quei percorsi che ogni realtà ecclesiale dei dodici comuni crea a favore dello sviluppo integrale di ogni persona.

ripetersi il genocidio di un popolo; ribadire la netta condanna dell’antisemitismo, dell’antigiudaismo e della vergognosa legislazione razziale del 1938). Il paragrafo 11 “Curare il dialogo”, nonostante le enormi difficoltà, derivanti dagli attentati e dal terrorismo presente, purtroppo, anche in altri paesi, e le relazioni con l’Islam (è opportuno, altresì, seguire lo spiraglio creato, recentemente, dalla Lettera dei 138 saggi musulmani al Papa, a cui ha fatto seguito la disponibilità della Chiesa e la costituzione di una speciale Commissione Islamo-Cristiana). Paragrafo 12 “L’incontro con le altre religioni” e visioni del mondo (l’Induismo e il Buddismo, che possono contribuire alla riscoperta di valori, ad esempio quello della non-violenza, per la costruzione di un mondo nuovo e in pace. Discernere, infine, le comunità e i gruppi con cui ricercare dialoghi e incontri, rispetto, invece, a quelle aggregazioni, dalle quali cautelarsi.). Al termine del sereno e ampio dibattito, il relatore ha fatto dono ai presenti di una copia della” Carta Ecumenica”. Salvina Farinato

La Croce. Da simbolo cosmico a strumento di salvezza

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di don Giuseppe Fausciana

del Casale) ma anche in molti reperti della civiltà Indù. A Roma in S. Sabina la prima rappresentazione ecclesiale della croce, non più, quindi, espressione di un bisogno spirituale personale. Per i cristiani, la croce è, prima di tutto, il simbolo della salvezza, del Cristo che abbraccia tutti gli uomini e che unisce il cielo e la terra. A conclusione per l’UCIIM le riflessioni di mons. Antonino Scarcione, conculente ecclesiastico e i ringraziamenti della presidente Prof.ssa Calcagno. Maria Teresa Ventura

Si inaugura a Gela la 151a Stella Maris

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omenica 1 febbraio alle ore 16,30 nei locali di via Cairoli a Gela, verrà inaugurata la 151a sede in Italia dell’Apostolato del mare. L’Apostolato del mare, che fa capo alla fondazione Migrantes, è l’organismo costituito dalla Don Giovanni Tandurella Conferenza episcopale italiana per assicurare l’assistenza religiosa ai migranti, italiani e stranieri, per promuovere nelle comunità cristiane atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza nei loro riguardi, per stimolare nella stessa comunità civile la comprensione e la valorizzazione della loro identità in un clima di pacifica convivenza rispettosa dei diritti della persona umana. L’Apostolato del mare svolge altresì un ruolo di coordinamento delle “Stelle Maris”, circoli di accoglienza e assistenza verso i marittimi diffuse in tutta Italia, nonché dei cappellani di bordo. Le singole diocesi che hanno uno sbocco al mare sono chiamate a dare testimonianza di Chiesa che accoglie davvero tutti. Nella fattispecie ogni diocesi con un porto o una forte presenza di lavoratori marittimi, pescatori e familiari è chiamata a designare un cappellano per una specifica cura pastorale di queste persone. Da qualche anno il vescovo mons. Pennisi ha nominato in tale ruolo don Giovanni Tandurella.


Vita Diocesana

Domenica 25 gennaio 2009 Settegiorni dagli Erei al Golfo



piazza armerina Con il preliminare di compravendita si conclude la vicenda dell’ex ospedale “Chiello”

l 13 gennaio scorso è stato firmato tra la diocesi di Piazza Armerina, rappresentata dal vescovo mons. Michele Pennisi e l’Ausl n. 4 di Enna, rappresentata dal direttore generale dr. Francesco Iudica il preliminare di compravendita dell’ex convento S. Francesco, per anni sede dell’ospedale “Chiello” di Piazza Armerina. Si avvia così a conclusione un lungo iter che ha portato la diocesi a tornare in possesso di un bene sottratto alla chiesa con

gionale al bilancio con provvedimento del 14 dicembre 2006 in seguito ad una valutazione tecnica di una società di Pinerolo. La cessione dell’immobile era stata autorizzata già nel 2006 dall’assessorato regionale alla Sanità, ma attendeva quella dell’Assessorato ai Il chiostro dell’ex convento S. Francesco beni culturali. Tale atto è arrivato il le leggi Siccardi dopo l’unità 17 novembre scorso su parere d’Italia. La diocesi ha anticipa- della Soprintendenza di Enna. to la somma di 100mila euro L’ex convento è destinato a su un costo complessivo di divenire la sede del vescova1.377.240,00, valore ritenuto do, della curia e casa alloggio congruo dall’Assessorato re- per gli impiegati della stessa

curia, ubicati attualmente in modo inadeguato nei locali del Seminario in via La Bella. Ovviamente saranno necessari lavori di ripristino dell’immobile, abbandonati ormai da anni e recentemente danneggiati da furti e saccheggi, non ultimo quello di sei colonne del chiostro. Perciò il vescovo ha avviato la pratica per la concessione di un contributo da parte della Cei, fondi otto per mille, che potrebbe intervenire con un finanziamento massimo del 75% dell’intera somma necessaria all’acquisto. Giuseppe Rabita

in Diocesi

L’ex convento torna alla diocesi I

caritas Tra difficoltà crescenti proseguono gli aiuti. Appello per 1,6 milioni di euro

Bombardato un Centro Caritas a Gaza L

a Caritas diocesana, per voce del direttore don Giuseppe Giugno, ha rilanciato alle parrocchie l’appello di Caritas Italiana del 13 gennaio scorso in favore delle popolazioni di Gaza sottoposte ai bombardamenti israeliani. “Siano rilanciati i negoziati di pace rinunciando all’odio, alle provocazioni e all’uso delle armi”. Queste parole indirizzate da Benedetto XVI ai membri del Corpo diplomatico presso la Santa Sede sono solo uno dei ripetuti e accorati appelli ad Israeliani e Palestinesi perché fermino le violenze in Terra Santa. Uno dei sei centri sanitari della Caritas, nel distretto Al Maghazi a Gaza, è stato distrutto dai bombardamenti. La situazione è sempre più difficile ed estremamente complessa. Lo staff di Caritas Gerusalemme, aiutato da gruppi di volontari, lavora senza riposo, in piena emergenza per dare sostegno

1,6 milioni di euro per aiuti d’urgenza per 4 mesi. In particolare, oltre ad aiuti alimentari per 4.000 famiglie, si prevedono interventi sanitari anche con cliniche mobili e ambulanze a sostegno di 4 ospedali a Gaza, kit con prodotti per l’igiene e aiuti economici per 2.000 famiglie, coperte per 1.000 famiglie e assistenza sanitaria d’urgenza a 1600 persone, fra cui un centinaio di mutilati.

a circa 25.000 persone, alloggiate in locali di fortuna nel quartiere di Shati camp, nella periferia di Gaza. Le loro case sono distrutte, manca il pane perché in gran parte delle panetterie i forni non funzionano, di notte fa freddo, il sistema fognario è gravemente danneggiato, le immondizie si accumulano, l’aria è resa irrespirabile dalla polvere e dai bombardamenti. I servizi sanitari sono ovviamente al collasso, bambini, disabili, donne incinte restano privi di assistenza. Tramite la rete internazionale la Caritas ha lanciato un appello per

Per sostenere gli interventi in corso (causale “TERRA SANTA”) si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013. Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui: Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097 Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113 Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012 UniCredit Banca, piazzale dell’Industria 46, Roma - Iban: IT02 Y032 2303 2000 0000 5369 992 CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

incontro giornalisti

Domenica 25 si svolge a Piazza Armerina in un noto albergo cittadino l’annuale incontro dei giornalisti e operatori della comunicazione che operano nel territorio diocesano in occasione della festa del patrono, s. Francesco di Sales che ricorre il 24 gennaio. L’iniziativa, consolidata ormai negli anni, è stata voluta dal vescovo mons. Pennisi e promossa dall’ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali. Per l’occasione don Liborio Palmeri, vicario generale della diocesi di Trapani tratterà il tema: “La notizia come oggetto del desiderio”. Nel corso dell’incontro verrà distribuito il messaggio del s. Padre per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali sul tema “Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia”, pubblicato in occasione della festa di s. Francesco di Sales, che si svolgerà il 24 maggio, solennità dell’Ascensione del Signore.

laboratorio di regia Il MoVi e il CesVop sezione di Gela, insieme al Centro giovanile “Caposoprano” della parrocchia Sant’Antonio di Gela organizzano un laboratorio di regia e sceneggiatura con Ottavio Mussari regista di “Mu’afah”. Il laboratorio avrà la durata di 60 ore ed è rivolto a 25 ragazzi e giovani di età compresa tra i 16 e 22 anni, ed ha lo scopo di fornire gli strumenti di analisi e di comprensione del linguaggio delle immagini e di acquisire competenze nella progettazione di prodotti audiovisivi. La partecipazione al corso è gratuita, le lezioni si svolgeranno il venerdì e il sabato dalle 15 alle 19 nei locali del centro giovanile “Caposoprano” della parrocchia sant’Antonio. È possibile iscriversi anche on line al sito www.volontariatogela.org Informazioni 346.3720323. Il termine ultimo delle iscrizioni è fissato per il 28 gennaio.

giovani Il Forum delle associazioni familiari di Gela organizza per domenica 25 gennaio alle ore 16 un convegno dibattito su “La riflessività educativa”. Si svolge nell’aula magna del liceo classico “Eschilo”. Intervengono la dr.ssa Nuccia Morselli che relaziona su “Dinamiche familiari ed educazione dei giovani” e don Carmelo Umana su “Educare i giovani nei contesti socio-culturali”.

Commento alla Liturgia domenicale

IV domenica del tempo ordinario - B perché lo hanno fatto? Per trovare che cosa? Entrarono, dice Marco, a Cafarnao, cioè entrarono nel campo della consolazione, perché Cafar significa campo, Naum significa consolazione. Entrarono in Cafarnao, e subito, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava loro: insegnava affinché abbandonassero gli ozi del sabato e cominciassero le opere del Vangelo. Si stupivano della sua dottrina. Perché, mi chiedo, insegnava qualcosa di nuovo, diceva cose mai udite? Egli diceva con la sua bocca le stesse cose che aveva già detto per bocca dei profeti. Egli parlava e diceva oggi quello che già aveva detto per mezzo dei profeti: Io che parlavo, ecco sono qui (Is 52,6)» (Girolamo, Commento al Vangelo di Marco). Il testo di Deuteronomio (prima lettura) annuncia la decisione di Dio di suscitare un profeta come Mosè, sulla cui bocca ci saranno le parole di Dio stesso. Il vero profeta diviene così voce della parola che appartiene ad un Altro, la sua esistenza è la testimonianza della risonanza della parola detta dal Signore. Il profeta non dice cose proprie,

Lampada per i miei passi è la tua Parola... 1 febbraio 2009 Dt 18,15-20 1Cor 7,32-35 Mc 1,21-28

«E

d entrarono a Cafarnao. Significativo e felice è questo cambiamento: abbandonano il mare, abbandonano la barca, abbandonano i lacci delle reti ed entrano a Cafarnao. Il primo cambiamento consiste nel lasciare il mare, la barca, il vecchio padre, nel lasciare i vizi. Osservate il cambiamento. Hanno abbandonato tutto questo: e

il suo dire, infatti, è un «dire pro». In ciò sta la sua autorevolezza e la sua stessa identità. Il brano evangelico racconta del compimento di questa profezia dell’Antico Testamento. Gesù parla e insegna con autorità, riconosciuta anche dai demoni: «Comanda agli spiriti impuri e gli obbediscono» (Mc 1,27). Infatti Gesù sconfigge lo spirito immondo solo con la potenza della sua parola! È la parola che, come quella di Dio nella creazione (cf. Genesi 1), sconfigge le forze del caos, qui rappresentate dal demone. La forza della Parola di Gesù rende impotente la forza del male. Gesù dunque si presenta alla gente del suo tempo, ai suoi discepoli, a noi che oggi ascoltiamo questa parola evangelica, come Colui che ha exousía, ha autorità, quella che gli proviene dall’Alto, quella del profeta ultimo inviato da Dio (cf. Dt 18,15ss.) che realizza il Regno di Dio, lo rende presente nella storia dell’uomo. Il potere di satana, che sembra poter dominare sul mondo e sull’uomo, viene contrastato e annientato dall’irruzione di un nuovo potere che si presenta nella persona di Gesù. Egli con la forza della sua parola libera l’uomo da ogni forma di schiavitù e lo ristabilisce nella sua condizione originaria, secondo la volontà del creatore: essere a immagine e somiglianza di Dio

a cura di don Angelo Passaro (cf. Gen 1,26). Perciò Gesù compie questo miracolo, rivela cioè la potenza di Dio, in giorno di sabato, giorno in cui la creazione arriva al suo compimento. In questo giorno nessun’altra signoria che non sia quella di Dio è possibile. Quanto Gesù compie è allora un atto di nuova creazione: il regno di Dio ri-colloca l’uomo nel progetto originario di Dio, progetto di libertà e di verità, progetto di vita e non di morte, perché Dio è il Dio dei vivi non dei morti! Di fronte alla parola creatrice e liberante di Gesù l’uomo scopre la sua condizione di incapacità di liberarsi da solo dalle forze che lo allontanano da Dio, dalla sua santità. La forza rigenerante della parola di Gesù, ascoltata nell’incontro con lui, ha il potere di liberarlo. Essa è dono di grazia che in Gesù raggiunge chi non ha timore di accogliere la sua autorità. L’umile riconoscimento - che sa gridare a Dio: «Liberaci dal male» - del proprio bisogno di salvezza è perciò insieme radice e frutto dell’ascolto della parola autoritativa di Gesù che viene a liberarci per una vita di pienezza con Lui, in Lui e per Lui.




Chiesa e Società

Domenica 25 gennaio 2009 Settegiorni Settegiorni dagli dagli EreiErei al Golfo al Golfo

Gela La cerimonia di consegna del premio “Don Cavallo” al Museo archeologico Regionale

Premiati Biagio Conte e Silvia Guidi I

l 19 gennaio 2008 la Casa francescana S. Antonio da Padova di Manfria, organizzava il primo Premio nazionale intitolato al sacerdote gelese don Franco Cavallo che, dopo essersi speso come parroco di San Sebastiano nel problematico quartiere Settefarine, è venuto a mancare tre anni fa. Con l’entusiasmo della famiglia Cavallo e l’affetto della gente che ha conosciuto il “prete di periferia”, quest’anno l’evento non solo si è riproposto ma è cresciuto godendo del patrocinio della Provincia di Caltanissetta e della preziosa collaborazione della sezione gelese dei club service Kiwanis e Rotary. La nuova edizione del premio ha avuto luogo venerdì 16 gennaio e si è articolata in due momenti, il primo dei quali si è svolto presso l’oratorio pubblico di Manfria di cui il sacerdote fu direttore spirituale. All’interno della stessa cappella in cui don Cavallo emise la professione dei voti nell’ordine Francescano secolare, dopo un’introduzione del rettore della casa Giovanni Virgadaula, il presidente del Kiwanis cittadino Giuseppe Vitale ha consegnato una borsa di studio al gelese Nunzio Samà, novizio della comunità religiosa degli Oblati del Cuore Eucaristico di Avezzano (AQ). Il giovane seminarista fu un discepolo di don Franco, grazie all’aiuto del quale nel 2002 entrò nel seminario diocesano di Piazza Armerina (che avrebbe lasciato qualche tempo più tardi per motivi di salute), dopo l’esperienza pastorale come catechista e ministrante alla parrocchia San Sebastiano di Settefarine. Samà ha testi-

moniato con passione il suo incontro con don Cavallo su cui, tra l’altro, ha scritto una tesina dal titolo “don Franco Cavallo, infaticabile apostolo della carità”. Questa prima fase della giornata si è conclusa con la concelebrazione eucaristica officiata da don Filippo Salerno, attuale parroco di San Sebastiano, e padre Rocco Quattrocchi, parroco della chiesa dei Cappuccini. Ad ospitare nel pomeriggio la seconda parte del programma è stato invece l’arch. Salvatore Gueli, direttore del Museo archeologico di Gela, per il conferimento del Premio nazionale “Don Franco Cavallo 2009”, assegnato al missionario palermitano Biagio Conte, fondatore dell’associazione “Speranza e Carità”, e alla giornalista fiorentina Silvia Guidi, prima penna femminile nella redazione italiana dell’Osservatore Romano, il quotidiano della città del Vaticano. “Questo riconoscimento - ha detto Biagio Conte - è per me un ulteriore incoraggiamento alla perseveranza e all’abnegazione nei confronti dei più deboli e bisognosi poiché ho conosciuto personalmente don Franco condividendo pienamente il suo messaggio di carità”. La vocazione di quest’uomo come angelo dei “fratelli ultimi” iniziò all’età di 26 anni quando rinunciò alla sicurezza economica che il padre, un abbien-

te imprenditore palermitano, poteva garantirgli per aiutare i poveri e gli emarginati. Oggi frate Biagio è un laico consacrato che dopo tante pacifiche battaglie è riuscito a fare dei locali dell’ex disinfettatoio comunale di via Archirafi a Palermo un posto accogliente dove trovano spazio circa centottanta ospiti. A consegnargli il premio sono stati Anna Giudice, presidente del Rotary di Gela e Giovanni Virgadaula. Anche la dott.ssa Silvia Guidi ha mostrato grande sensibilità nel ricevere il riconoscimento in memoria di padre Cavallo: “Ritengo questo premio - ha affermato la Guidi un premio non di forma ma di sostanza e sono lieta che esso testimoni la mia sollecitudine nel difendere e promuovere i valori cristiani in assenza dei quali il cuore dell’uomo rimarrebbe irrimediabilmente inquieto”. Laureata in letteratura latina medievale, prima di approdare all’Osservatore Romano come redattore della cultura, Silvia Guidi ha collaborato per otto anni con il quotidiano Libero diretto da Vittorio Feltri nel ruolo di vice caporedattore del settore Esteri. La

Guidi, religiosissima, fa inoltre parte dell’associazione “Memores domini” che riunisce i militanti di Comunione e liberazione che hanno scelto di vivere da consacrati la loro totale dedizione a Dio. Le ha conferito il premio il vescovo mons. Michele Pennisi. “In un momento in cui - ha dichiarato il vescovo - il relativismo etico confonde la coscienza degli uomini, la figura di don Cavallo, uomo di Dio, rappresenta un coraggioso esempio di tenacia e coerenza”. La seconda edizione del premio, presentata da Fabiola Polara, ha inoltre potuto contare sul contributo del movimento Europa Cristiana “Giovanni Paolo II” e sulla partecipazione della sezione nissena dell’Unione cattolica stampa italiana rappresentata dal vice presidente Nuccia Morselli che in qualità di psicologa collaborò con padre Cavallo in diversi progetti per il recupero del quartiere Settefarine. Presente alla giornata anche la famiglia Cavallo che ha sostenuto l’evento in memoria del congiunto sacerdote sin dal suo concepimento. Ha chiuso i lavori l’ideatore e promotore del premio, il prof. Giovanni Virgadaula, che come rettore della Casa francescana di Manfria ha curato l’evento per rendere omaggio a un sacerdote al quale è stato legato da fraterna amicizia per oltre quarant’anni. Miriam Virgadaula

Convegno su come Meter denuncia: scoperta progettare le nuove chiese la “Resistenza Pedofila”

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enerdì 30 gennaio presso la sede della Conferenza episcopale siciliana in corso Calatafimi a Palermo avrà luogo un convegno regionale dal tema: “Orientamenti per la progettazione di nuove chiese e l’adeguamento di quelle esistenti alla riforma liturgica”. Il simposio, organizzato dagli uffici liturgico, dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto regionali, è rivolto ai direttori e presidenti diocesani degli uffici liturgici, dei beni culturali ecclesiastici e ai membri delle commissioni diocesane liturgiche e di arte sacra. Relazioneranno don Stefano Russo, direttore dell’ufficio nazionale per i beni culturali ed ecclesia-

stici della Conferenza episcopale italiana, e l’arch. Massimiliano Valdinoci, membro della commissione d’arte sacra della diocesi di Verona. Il convegno presenterà i “criteri e le problematiche nella committenza di una nuova chiesa”, e alcuni esempi di progettazione di nuove chiese in Italia. Uno spazio della giornata sarà riservato alla presentazione della nota pastorale della CEI sull’adeguamento delle nuove chiese. Anche su questo tema verranno presentati alcuni esempi concreti di adeguamento di chiese esistenti in Italia. Carmelo Cosenza

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ericoloso e senza pudore”, così commenta don Fortunato Di Noto, presidente dell’Associazione Meter in merito alla scoperta dei suoi volontari: “Un sito di pedofili il CLResistance - Resistenza Pedofila è stata rinvenuta in Internet dove dei soggetti hanno impiantato una campagna pubblicitaria con : “Biglietti augurali e da visita, libretti divulgativi e poster” elaborati, prodotti e messi a disposizione di tutti da questa fantomatica “Resistenza dei pedofili”- CLResistance (Risorse e attività per la comunità degli amanti dei bambini - Child Love) sottolineando che essendo “a Natale, ed è la festa dei bambini” i pedofili vogliono mostrare il loro volto umano”. Una scoperta a dir poco agghiacciante per come “senza pudore” sono divulgati nei portali pedofili di tutto il mondo Europa compresa. Immediata la denuncia dettagliata dell’Associazione Meter alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania e all’Interpol per i risvolti internazionali e per conoscere se vi sono italiani coinvolti. Il portale principale ospita 24 organizzazioni pedofile e sembra essere allocato in Canada dove in alcune sezioni riservate è presente la CLResistance.

+ famiglia

di Ivan Scinardo

La cellula fondamentale della società

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ualcuno continua a travisare il concetto di famiglia e gioca spesso in malafede sui doppi sensi e soprattutto sulla necessità che ci si debba mettere per forza al passo con i tempi. Non si è moderni, sostiene qualche illustre intellettuale del nostro tempo, se non si va oltre il concetto di uomo e donna insieme per procreare figli. Personalmente inorridisco di fronte a questi soloni della verità che si permettono di pontificare su temi di cui non sono degni. Fa bene dunque il Papa a scuotere le coscienze e ribadire che la famiglia non deve essere confusa “con altre forme di convivenza”, deve avere protezione giuridica e sociale. Un concetto fra tutti è fondamentale: le si deve riconoscere sempre la libertà educativa. Non arriva a caso questo messaggio ma durante i lavori del VI congresso mondiale delle famiglie, di Città del Messico. “Data la sua funzione sociale essenziale - ha riaffermato il Papa - la famiglia ha il diritto a essere riconosciuta nella sua propria identità e a non essere confusa con altre forme di convivenza, così come a poter contare su una adeguata protezione culturale, giuridica, sociale, sanitaria, e particolarmente a un appoggio che, tenendo conto del numero dei figli e delle risorse economiche disponibili, sia sufficiente a permettere la libertà di educazione e la scelta della scuola”. Nel messaggio è stato annunciato che il prossimo incontro, un evento che in genere raccoglie centinaia di migliaia di partecipanti da tutto il mondo, avrà luogo a Milano, nel 2012. Dal Messico giunge dunque la speranza che la famiglia possa essere “formatrice ai valori umani e cristiani”. Il sociologo Pierpaolo Donati ha scritto: “se la società non è capace di riconoscere la famiglia e di aiutarla ad essere fedele alla sua vocazione, come istituzione fondante della società, difficilmente si potranno avere individui integri. La famiglia crea virtù non solo personali e private, ma anche sociali, perché è quella che ci fornisce la capacità di relazionarci”. Tempo fa la Chiesa proclamava solennemente la famiglia come modello di vita cristiana attraverso la beatificazione dei coniugi romani Beltrame - Quattrocchi alla presenza di tre figli, due dei quali sacerdoti. Ecco cosa dice p. Federico Lombardi: “per fortuna anche i figli di genitori non buoni possono riuscire ottime persone. Però, non si può negare che buoni genitori aprono più facilmente ai figli la strada verso le virtù umane e cristiane. Se poi i genitori sono molto buoni, del tutto dedicati alla loro vocazione di amore, i figli crescono ogni giorno con davanti agli occhi un esempio che propone alla loro libertà gli ideali più grandi. Nel vocabolario cristiano si dice, con parola un po’ solenne, ma che non ci deve spaventare: la santità. Insomma: se i genitori sono uniti, si vogliono bene e sono consapevoli delle loro responsabilità davanti a Dio e agli uomini, tutti hanno da guadagnarne: loro stessi e i figli per la loro felicità, la società umana, la comunità della Chiesa. Allora: aiutiamoli a volersi bene!”. info@scinardo.it

a cura di Emanuele Zuppardo

Marco Di Stefano

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arco di Stefano è un giovane poeta di Gela che ha già dato alle stampe la sua prima opera “Il vento fuggire via” pubblicato coi tipi dell’editore Calabria. Studente in giurisprudenza a Catania, volontario presso l’“Unione Italiana Ciechi”, collaboratore di alcuni giornali locali, ha partecipato a diversi concorsi poetici dove ha ottenuto lusinghieri successi. Nella poesia di Marco Di Stefano c’è tanta tensione, tanta tristezza e sofferenza e, soprattutto, tanta solitudine. Sicuramente per la immatura scomparsa del padre che gli fa dire: “Da quando te ne sei andato,/ tutto sembra essere cambiato/ e non c’è più voglia/ o la forza di andare con la testa alta:/ anche in mezzo alla folla più lieta,/ ci si ren-

de conto che sei tra quelli più sfortunati/ ed è faticoso essere del tutto spogliati”.

da chi se ne sta inerte e solitario a giacere sotto uno stormo che affamato vola.

La scarpetta ancora a spasso

Cosparsa di sabbia, la scarpa fa capolino dalla rotondità di un piccolo sasso e sembra infreddolirsi lentamente per la brezza mattutina che si alza circospetta su chi non può più muovere alcun passo.

Leggiadra una scarpetta sta sulla riva del mare, con una conchiglia che solletica la suola e un’alga verde che l’assale delicata, vicino a quel naufrago proprietario che di notte salpò col cuore in gola… Si placa il braccio di chi vuol remare, quando ha fatto più volte la triste spola e non esiste speranza che sia agognata

L’acqua del mare arriva così sul clandestino con un allungo che non fa chiasso e ritira con sé quella scarpa da niente, che per ineguagliabile vendetta i flutti portano ancora a spasso…


Cultura e Società

Domenica 25 gennaio 2009 Settegiorni dagli Erei al Golfo



anniversari  Con l’appello a tutti gli uomini liberi e forti, il 18 gennaio nasceva il partito dei cattolici

Don Sturzo fondatore del Partito Popolare

I

l 18 gennaio 1919 don Luigi Sturzo lanciò l’appello “A tutti gli uomini liberi e forti” con il quale nacque il Partito Popolare Italiano, definito dallo storico Federico Chabod “il più importante evento politico nella storia italiana del XX secolo”. Con Sturzo l’idea di partito in campo cattolico acquistò cittadinanza. Egli valorizzò lo strumento del partito come portatore di ideali morali e civili, mezzo organizzativo delle forze sociali, strumento di partecipazione del popolo alla vita pubblica, importante elemento dialettico della vita amministrativa e politica. Il sacerdote di Caltagirone pervenne all’elaborazione della sua idea di partito non da un disegno teorico, ma attraverso la partecipazione attiva alla vita amministrativa della sua città dove introdusse al posto dei partiti personali e clientelari un partito fondato su uno specifico programma di ispirazione democatico-cristiana. Un ruolo

fondamentale nella maturazione del partito ipotizzato da Sturzo ebbe il suo costante riferimento ai problemi sociali del meridione e il suo impegno sociale nella società civile a fianco degli operai, dei contadini, degli artigiani, degli studenti, del piccolo ceto medio, che lo portò a riconoscere il carattere autonomo, sul piano culturale e politico di una vasta rete di organizzazioni cattoliche (cooperative, casse rurali, circoli, associazioni professionali) sia rispetto ad altre organizzazioni operanti in campo politico sia rispetto all’organizzazione ecclesiastica in quanto tale. Nella nascita del nuovo partito l’autorità ecclesiastica riscontrò come novità positiva che il Partito Popolare, a differenza della Democrazia Cristiana di Murri, pur ispirandosi ai principi cristiani si presentasse come “aconfessionale”, distinguendo il proprio campo di azione da quello della gerarchia

ecclesiastica e dell’Azione Cattolica. L’aconfessionalità del partito dei cattolici democratici, teorizzata nel discorso di Caltagirone del 1905 e realizzata con la fondazione del Partito Popolare Italiano, volle essere un tentativo non di trovare una zona intermedia tra la fede e la storia in cui si potesse mettere fra parentesi l’identità cristiana, ma di far lievitare dal basso alcuni valori fondamentalmente cristiani presenti nella realtà popolare, rivendicando una responsabilità diretta ai cattolici impegnati in politica e una autonomia nei confronti della gerarchia ecclesiastica, di cui tuttavia non si intendeva mettere in dubbio la missione “direttiva” di illuminare le coscienze alla luce del Vangelo. Il nuovo partito ha una chiara e articolata piattaforma programmatica i cui principali punti saranno la difesa della famiglia, la libertà d’insegnamento, la legislazione sociale, la ricerca della pace in campo internazionale, la rappresentanza proporzionale e il voto femminile. La battaglia politica di Sturzo è stata caratterizzata da un impegno di riforma dello Stato che non voleva più accentrato, né solo rappresentativo di una limitata élite politica, ma popolare, articolato nelle autonomie locali e quindi decentrato. A proposito della militanza dei cattolici nella vita politica don Sturzo, in una riflessione condotta durante l’esilio, non elaborò teorie astratte e valide per tutti i tempi

ed in tutti i luoghi, ma storicizzò il problema dell’appartenenza dei cristiani nei vari partiti in riferimento alle varie e mutevoli situazioni concrete. Egli constata che nei regimi costituzionali si sono percorse tre vie: o quella di costituire un partito di ispirazione cristiana separato dall’Azione Cattolica e indipendente dall’episcopato (come in Belgio, in Olanda ed in Italia); o quello di entrare nei partiti legali continuando ad avere gruppi di animazione cristiana all’interno dei vari partiti (come per esempio in Francia); o quello di aderire indifferentemente ai vari schieramenti politici caratterizzati non su basi ideologiche ma su impostazioni pragmatiche (come negli Stati Uniti ed in Inghilterra). Sturzo con molto realismo vede i rischi che i cattolici possono correre nelle varie circostanze storiche. A proposito dei cattolici che si inseriscono in partiti cosiddetti “laici” egli vede il rischio che i cattolici diventino spesso una minoranza isolata e senza influenza. Il rischio che possono correre i cattolici militanti nei partiti di ispirazione cristiana è quello di ispirarsi ad uno spirito partigiano, mentre i cattolici dovrebbero mettere il bene comune della nazione al di sopra degli interessi di partito. Il contesto attuale, anche in Italia, è molto diverso da quello descritto da Sturzo. In molti tende a prevalere sull’impegno politico come luogo di “apostolato sociale”

una impostazione pragmatica ed utilitaristica che spesso rischia di censurare i valori fondamentali derivanti dalla presenza dell’esperienza cristiana in campo culturale, sociale e civile. In altri è presente uno sterile moralismo che considerando la politica “cosa sporca” si rifugia in una malintesa “scelta religiosa” o al massimo in un impegno sociale di corto respiro in quanto staccato da un progetto politico e culturale di alto profilo. Il rischio è che i cattolici, pur nella legittima pluralità di soluzioni politiche, si disperdano in una frammentazione che travolge assieme all’unità partitica, anche quella culturale ed ecclesiale, col risultato di far sparire i cattolici come soggetto sociale. Don Luigi Sturzo “infaticabile promotore del messaggio sociale cristiano ed appassionato difensore delle libertà civili” - secondo la definizione datane da Giovanni Paolo II durante il suo discorso alla Università di Palermo - ha avuto il merito di infondere nei cattolici il senso del diritto-dovere della partecipazione alla vita politica e sociale alla luce dell’insegnamento della Chiesa e di concepire l’impegno politico come un atto d’amore verso la società. + Michele Pennisi Presidente della Commissione storica per la causa di canonizzazione di don Luigi Sturzo

mazzarino L’ipotesi avanzata nel libro “Il mistero Mazzarino” del prof. Giuseppe Ferreri pubblicato di recente

Tra il cardinale e la città ci sarebbe un legame L

a letteratura e le fonti del libro? L’autore, convinto storiche di Mazzarino si dell’esistenza di un possibile arricchiscono di nuovi spunti legame tra la città di Mazbibliografici offerti dal libro zarino e il Cardinale Giulio del prof. Giuseppe Ferreri, dal Raimondo Mazzarino, grantitolo “Il Mistero Mazzarino” de uomo politico che ope(edizioni NovaGraf ). rò nella Francia del ‘600, si L’opera è il risultato di un è imbattuto nella ricerca di lavoro di interpretazione e prove a ciò favorevoli. Il colricostruzione di fatti e perlegamento con la città sarebsonaggi storici, durato ben 5 be scaturito dallo studio dello L’autore del libro stemma araldico del Comune, anni, che oltrepassano i conGiuseppe Ferreri i cui simboli (fascio del littofini della città di Mazzarino. Alla cerimonia di presentario simbolo di laicità, banda zione, lo scorso 5 gennaio nella chiesa di San- azzurra con 3 stelle simbolo della religiosità, t’Ignazio, erano presenti il sindaco Giovanni corona ducale) avrebbero contraddistinto il Virnuccio, il prof. Serafino Gueli, don Car- casato dei Mazzarino. Fu il capostipite della melo Bilardo, il prof. Sebastiano Lorenzo Di famiglia da cui discende il cardinale, il conte Stefano, la prof.ssa Ida Rampolla Del Tindaro Giovanni Mazzarino (figura che il Ferreri dee l’avvocato Emanuele Bruno. finisce “martire sconosciuto della libertà siciQuali motivazioni sottendono alla stesura liana” negli anni della rivoluzione del Vespro

Francesco Lojacono

R

contro gli Angioini) ad utilizzarlo nella sua avanzata dal Ferunità. Lo stesso Cardinale avrebbe riprodotto reri si riferisce lo stemma in molte sue opere ed edifici come alle origini della il frontone della chiesa San Vincenzo in piaz- città di Gela: la za Trevi a Roma, o a Parigi nel palazzo delle sua fondazione Quattro Nazioni dove è situata la biblioteca non sarebbe di Mazarina. origine greca Il libro riporta, inoltre, fatti che conferma- ma risalirebbe no la fortissima devozione dei vari personag- all’antico popoLo stemma di Mazzarino gi e del popolo mazzarinese a Maria Ss. del lo dei fenici che, Mazzaro. Per consentire ai mazzarinesi di al fine di commercializzare i cereali prodotti, celebrare il ritrovamento dell’icona bizantina costruirono una base commerciale proprio della Madonna del Mazzaro (raffigurata in- sul fiume Gela, sulla foce situata nel mar sieme alle due sante siciliane, Agata e Lucia) Mediterraneo, scelta in alternativa rispetto a il conte Enrico di Lombardia fece costruire ai quella già presente nella zona di Catania, difpiedi del castello “U Cannuni” una chiesa che ficile da raggiungere. poi divenne il primo sito dei carmelitani, in Siamo di fronte a vere e proprie scoperte? cui operò, nel periodo in cui era ospite a Maz- Se così fosse, come gli studiosi avranno modo zarino, sant’Alberto da Trapani (primo santo di approfondire, la storia della città di Mazdell’ordine carmelitano) il quale attingeva da zarino, il suo ruolo politico e religioso, si aruna fonte vicina al castello l’acqua miracolo- ricchirebbe di nuovi e interessanti eventi che sa con cui è possibile raccontare alle nuove generazioni. c o m p i v a Un’opera che sicuramente apre riflessioni e delle gua- commenti a studiosi e amanti della storia delrigioni. la Sicilia e non solo. di Maximilian Gambino Altra Dal 1870 in poi è il grande esordio nel i p o t e s i Concetta Santagati panorama internazionale dove viene molto apprezzato, cominciando dalle varie esposizioni in Europa: da Vienna dagli a Parigi fino a Bordeaux. Partecipa anche alla mostra nazionale di Palermo con “l’Estate”, fino alla biennale di Venezia, mentre nell’esposizione di Roma la Regina Margherita, acquista per il Settimanale cattolico al Quirinale “l’Arrivo Inatteso”, in quella di informazione, attualità e cultura di Torino il Principe di Trabia, acquista Direzione, Redazione e Amministrazione: “Dopo la Pioggia”, e nello stesso anno Via La Bella, 3 ~ Piazza Armerina a Lojacono viene conferita l’onorefiTel. fax. 0935.680331 ~ email: settegiorni@diocesiarmerina.it cenza di Commendatore della corona Direttore Responsabile: Giuseppe Rabita d’Italia, e nell’esposizione nazionale Direttore Amministrativo: Salvatore Bruno di Palermo il Re Umberto I, acquista “l’Estate”. Per quando riguarda le al- Abbonamento ordinario € 30,00 Conto corrente postale tre grandi opere ricordiamo i paesag- n. 79932067 intestato a: Settegiorni dagli Erei al Golfo gi di Favignana, della Conca d’oro, del via La Bella, 3 ~ 94015 Piazza Armerina famoso Orto Botanico, che danno ve- Editore e Proprietà: Opera di Religione della Diocesi di Piazza Armerina ramente prova della grande capacità Partita IVA 01121870867 Autorizzazione Tribunale di Enna n. 113 del 24/02/2007 dell’artista di riuscire a curare anche i minimi dettagli, nonostante le difficolChiuso il 21 gennaio 2009 alle ore 16.30 tà dello stile adottato. Periodico associato Stampa

music’@rte

icordiamo uno dei più importanti personaggi dell’arte dell’Ottocento italiano, noto paesaggista e macchiaiolo, Francesco Lojacono, nato a Palermo nel 1838 e morto nel 1915. Di questo grande artista abbiamo molte opere che rispecchiano varie sue esperienze, influenzate dagli studi e incontri con altri artisti e salotti, che hanno inciso sulla sua formazione artistica. Francesco Lojacono, figlio d’arte, viene subito indirizzato dal padre ed inizia così a conoscere le basi della pittura, che lo portano subito ad essere affidato a Salvatore Lo Forte, che lo forma pienamente. Viste le grandi doti, Lojacono parte per Napoli nel 1856 per migliorare le sue conoscenze presso la allora conosciuta scuola dei fratelli Palizzi, ma nello stesso anno fa già il primo esordio con una esposizione del “Paesaggio Grande Ideale” con un buon riscontro. Da questo momento in poi la carriera del pittore siciliano sarà

sempre più in ascesa, conquistando riconoscimenti e successi, come la Medaglia d’oro per una mostra fatta a Palermo, mentre nel 1864 l’opera “Mare all’Acquasanta” viene molto gradita ed acquistata dal futuro presidente del Consiglio Menabrea. Grande ricercatore e sperimentatore, riesce a farsi spazio anche con la fotografia che muove i primi passi, cosa che sconvolse il modo di fare la pittura. Gli vengono affidate le cattedre dell’Istituto delle Belle Arti di Napoli, come professore di Paesaggistica, mentre a Palermo è nominato socio dell’Accademia di scienze lettere e arti. Tante anche in questo periodo sono le committenze, che lo portano ad essere definito il “Ladro del Sole” per la sua capacità di ricreare una particolare luce nei suoi quadri. Oltre che grande paesaggista, diventa un esperto macchiaiolo, chiamato così per la tecnica particolare di dipingere senza disegni preparatori, ma con pennellate a volte lunghe e larghe che solo grandi artisti riuscivano a fare.

Settegiorni Erei

Golfo

via Alaimo 36/46 Caltanissetta Tipografia Edizioni tel. 0934.25965

Lussografica




Domenica 25 gennaio 2009

Settegiorni dagli Erei al Golfo

Settegiorni dagli Erei al Golfo

gela I dati comunali registrano anche un incremento di matrimoni e divorzi

Aumentano le nascite N el 2008 a Gela è aumentato il numero dei divorzi. Se nel 2007 se ne contavano circa 90, nel 2008 si è superata quota cento. Un matrimonio si scioglie alla media di uno ogni tre giorni. Un segno chiaro di sofferenza della famiglia. Però, ci si sposa molto di più in Chiesa. Se nel 2007 i matrimoni celebrati davanti ad un sacerdote sono stati 346, nel 2008 c’è stato un aumento notevole. Infatti, si sono celebrati 540 matrimoni. Ci si sposa di più in chiesa, ma si crede di meno ad un rapporto duraturo. I matrimoni civili restano stabili. Erano stati 78 nel 2007, nel 2008 sono arrivati a 81.

Sono in aumento a Gela gli immigrati regolari. Se nel 2007 arrivavano a 417, ora sono 528. Un aumento notevole. Più di cento unità. In percentuale siamo ad un 25% in più. Il gruppo più numeroso è quello dei rumeni: una vera colonia! Se nel 2007 erano presenti 90 rumeni, nel 2008 questo numero si è raddoppiato. Sono 182 i rumeni presenti in città. Quasi tutti di sesso femminile, che trovano lavorano facendo le badanti agli anziani gelesi. Un settore lavorativo cui i gelesi pare che non siano attratti. Una conseguenza di questo fenomeno sono i matrimoni misti tra gelesi e immigrati. So-

pratutto, con ragazze rumene ed albanesi. Anche, la classe politica deve iniziare a porsi in maniera significativa, cosa deve fare con questo numero sempre più crescente di stranieri in città? Quali servizi offrire? Un occhio ai residenti in città. La popolazione di Gela è cambiata poco rispetto all’anno scorso. I residenti ufficiali nella città del golfo sono 77.500. È chiaro che questo numero non comprende quelli, che pur vivendo in città, non sono iscritti all’anagrafe cittadina. Si raggiungono così, circa i 90.000 residenti. Eppure, nel 2008 ci sono stati un numero maggiore

di Alberto Maira

di morti. Nel 2007 erano stati 586, nel 2008 sono stati 644. Però ci sono state più nascite. Gela è una realtà rara. Il numero delle nascite è superiore a quello dei morti. Nel 2007 erano nati 1006 bambini, nel 2008 hanno aperto gli occhi ben 1103 bambini. Quasi 100 in più. Un record in un periodo di crescita zero, dove il numero dei morti è superiore a quello delle nascite. Hanno ottenuto la cittadinanza italiana ben 38 stranieri. Totò Sauna

catania Il festival giunto alla decima edizione vedrà in lizza i grandi nomi del panorama musicale isolano

Su Antenna Sicilia in scena la musica siciliana I Romano Bros durante l’ultima esibizione al teatro Garibaldi di Piazza Armerina in omaggio a Fabrizio De Andrè

U

n grande evento musicale quello che vedremo in diretta sugli schermi di Antenna Sicilia e Sicilia Channel (canale 874 di Sky) ogni giovedi sera, a partire dal 22 gennaio fino a giugno. Si si tratta del “X Festival della nuo-

va canzone siciliana” una manifestazione unica che mette insieme molti dei protagonisti della musica “made in Sicily” che si esibiranno nel nuovo Teatro Abc di Catania accompagnati dal vivo da un orchestra di venti elementi. L’intero programma sarà condotto da Salvo la Rosa e vedrà di volta in volta le irruzioni comiche del cabarettista Enrico Guarnieri “Litterio” e, per la prima serata, ospite d’onore e padrino l’uomo del festival per eccellenza: Pippo Baudo. La manifestazione si preannuncia davvero molto interessante, non solo per gli ospiti e i personaggi che via via interverranno ma anche e soprattutto per la qualità degli artisti che presenteranno le loro canzoni. Saranno trenta in tutto tra i quali compaiono molti grandi nomi del panorama musicale siciliano che si sono fatti strada anche fuori dai confini del-

l’isola come “Sugarfree”, “Archinuè”, “Tinturia”, “Lautari”, “Francesca Alotta”, “Mario Incudine” solo per citare alcuni nomi. Ma non è finita qui, a portare alto il nome della città di Piazza Armerina ci sarà una band ormai storica, i “Romano Bros” formata dai fratelli Angelo e Marco Romano che si presentano a questo appuntamento più in forma che mai con il brano inedito “Nu chiantu di spiranza”, una nuova canzone che sarà contenuta nel loro secondo disco di prossima uscita. Inevitabile il paragone con il modello nazionale di riferimento: quel Festival di Sanremo che si è oramai trasformato in un carrozzone contenente di tutto tranne la buona musica italiana. Ma nel caso del Festival della nuova canzone siciliana la musica è diversa nel vero senso della parola. Prepariamoci dunque ad assistere ad una manifestazione tutta nostrana dove finalmente protagonisti assoluti sono le canzoni e gli interpreti e dove al di là della competizione sarà possibile vedere il fermento del panorama musicale dell’isola che cresce e si rinnova continuamente. Angelo Franzone

I ragazzi di S. Francesco chiedono i locali per l’oratorio

D

a due anni attendono le promesse fatte dall’amministrazione comunale di Gela che avrebbe dovuto concedere in comodato d’uso i locali del Liceo musicale di piazza Padre Pio. Ma alle promesse non sono mai seguiti i fatti e così stanchi di attendere, i ragazzi del centro oratorio “Madre Teresa di Calcutta”, della parrocchia San Francesco hanno deciso, insieme agli animatori, di trasformare la piazza antistante il Palazzo di città in un oratorio pubblico. L’iniziativa si è svolta

sabato 17 gennaio con centinaia di ragazzi che hanno invaso l’area antistante il comune di Gela paralizzando per due ore il traffico. Una provocazione all’amministrazione comunale? Si! Un modo questo per porre l’attenzione sugli spazi aggregativi che questa città non ha. Almeno una volta al mese, ha assicurato il responsabile dell’oratorio Angelo Ferrera, bloccheremo il centro storico per far giocare i nostri ragazzi. All’iniziativa di sabato i ragazzi hanno invitato i politici locali. Ma nessu-

no di loro era presente. Da oltre due anni la parrocchia ha chiesto all’amministrazione comunale i locali del Liceo musicale che un tempo ospitavano le suore salesiane. Il primo cittadino, Rosario Crocetta, aveva ribadito il suo impegno con la promessa di emettere apposita ordinanza per dare spazi adeguati ai ragazzi. Il sindaco in ogni caso ha riferito al responsabile dell’oratorio che a giorni organizzerà un tavolo di confronto per dare risposte ai tanti ragazzi che frequentano la

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parrocchia. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del comitato di quartiere del centro storico, Giuseppe Filetti il quale ha affermato che la politica locale elude i problemi, nessuno infatti - a suo dire - si interessa dei reali problemi. Intanto i giovani attendono l’incontro con il primo cittadino. Ma attenzione - affermano - questa volta fanno sul serio. Piazza Municipio potrebbe trasformarsi in oratorio permanente. Gianni Abela

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Le parachiese in Sicilia

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e parachiese, che hanno una notevole importanza nel mondo protestante contemporaneo, non sono denominazioni o Chiese, ma agenzie di servizio che svolgono la loro opera a profitto di comunità diverse, in genere all’interno del mondo evangelical. Talvolta le parachiese sono confuse con Chiese, mentre si tratta di realtà diverse. Una Chiesa - per quanto impegnata nella cooperazione con altre - tende a chiedere alle persone che le si avvicinano di diventare fedeli della sua particolare comunità o denominazione. Una parachiesa, che non ha una “sua” comunità da promuovere, chiederà a chi si avvicina alle sue attività di trovare nella zona dove risiede una Chiesa di sua fiducia dove vivere la propria esperienza di fede. Alcuni propongono di distinguere le parachiese secondo il loro orientamento teologico prevalente. Noi qui parliamo di iniziative presenti in Sicilia e che concentrano le loro attività principalmente sull’isola. Cristo Regna è un’associazione evangelica missionaria interdenominazionale fondata a Siracusa per iniziativa di un gruppo di evangelici e ufficialmente costituita il 25 luglio 1995. L’associazione promuove e finanzia attività socioculturali e religiose; offre anche gratuitamente attraverso propri operatori socio-assistenziali volontari, assistenza e consulenza, indirizzi evangelici utili, informazioni e notizie evangeliche. Il presidente nazionale e del Comitato di Zona Sicilia è Giuseppe Scaringella, che ha un’esperienza precedente in Cristo è la Risposta e dal 1993 vive a Siracusa, dove svolge il suo ministero, anche con le Chiese che collaborano con la missione in tutto il mondo. I membri e sostenitori dell’associazione sono impegnati in attività missionarie, musicali, sociali, culturali e di volontariato. La missione opera principalmente nell’Italia Meridionale e Centrale. I lineamenti dottrinali di base sono di tipo evangelical. La Società Missionaria Evangelica Italiana (SMEI) di Catania nasce ufficialmente nell’ottobre del 1997 come organo di preghiera e sostegno di missionari per l’evangelizzazione. Fra gli scopi ci sono la promozione e la costituzione di un Albo Nazionale Missionari SMEI, oltre alla realizzazione di visite alle Chiese locali per promuovere conferenze e dibattiti sul tema della Missione. Gli obiettivi statutari comprendono la promozione della conoscenza e l’approfondimento della Parola di Dio attraverso la meditazione, la predicazione e lo studio della Bibbia. Altri obiettivi della SMEI sono quelli di collaborare alla fondazione di Chiese locali e sostenere quelle già esistenti sia sul territorio nazionale sia all’estero; sostenere le famiglie e i singoli che, avendo una chiara vocazione, si dedichino all’attività missionaria, in Italia e all’estero; svolgere attività editoriale; realizzare e gestire asili, scuole, istituti, corsi, convegni, dibattiti, conferenze, cicli di lezione, gruppi di studio, missioni, viaggi di studio e gestire istituzioni di carattere sociale, senza scopo di lucro; svolgere attività e servizi di rilevanza e solidarietà sociale, anche tramite altre associazioni di volontariato, per l’assistenza di persone bisognose, ispirandosi ai principi cristiani; istituire corsi di studio per la preparazione teologica di coloro che si predispongono alla chiamata come ministri di culto, missionari, predicatori e proclamatori del Vangelo. I soci si suddividono in missionari, onorari e sostenitori. I soci missionari operano attivamente nel campo missionario. Gli onorari sono coloro cui il Consiglio direttivo ha conferito questo titolo. I sostenitori sono coloro che, non potendo operare praticamente, desiderano sostenerla finanziariamente. I principi teologici sono di tipo evangelical conservatore. amaira@tele2.it

25gennaio2009  

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