Page 1

27

LA PROVINCIA DOMENICA 10 GIUGNO 2018

Sulle orme dei Plini

Nuova economia del non denaro

Non è tutto oro quel che luccica Editathon, voci di Wikipedia

14 aprile. La passeggiata creativa

18 aprile. Pretolani, Dalmasso e Damico

11 maggio. Silvano Petrosino, Manlio Iofrida

12 maggio.A Brunate, per scrivere insieme

L'INTERVISTA DANIELA TAIOCCHI. Segretario generale del gruppo Sesaab e coordinatrice del progetto

UN LABORATORIO TRA PRESENTE E FUTURO MARIA GRAZIA GISPI

A zione, è toccato il compito di raccontarci, in quella stessa sera, quale possa essere il modo migliore di usare i media digitali senza lasciarsi sopraffare. La chiusura del cerchio è toccata a Robert Bray, avvocato, vent’anni al Parlamento europeo. Il suo ultimo incarico è stato di capo del Segretariato della Commissione Giuridica, l’ufficio che ha seguito gli aspetti normativi alla base della risoluzione votata dal Parlamento europeo sulla robotica. A dialogare con lui Filippo Pretolani. Per chi si fosse perso qualcuna delle serate, sul canale You Tube “Le Primavere 2018” sono disponibili i video degli incontri.

lla regia della rassegna culturale Le Primavere c’è Daniela Taiocchi, segretaria generale del gruppo editoriale Sesaab al quale appartiene, tra le altre, questa testata: «Una vera sfida Le Primavere di quest’anno» concluse questa settimana dopo dieci incontri tra Como e Lecco e due passeggiate creative. «Abbiamo voluto trasformare la rassegna in un laboratorio di idee sul presente e sul futuro». Quale lezione ha lasciato il ciclo di incontri “Critica della Ragion digitale”?

Chiarezza e alcuni precisi concetti: un telefonino non è solo un telefonino e un frigorifero intelligente non è solo un frigorifero intelligente. Sono mezzi che ci semplificano la vita, se usati correttamente, e che ci rendono responsabili di riempire la vita di contenuti liberi, di piacere, di crescita. Abbiamo imparato anche che ognuno di questi oggetti tecnologici ridisegna la nostra antropologia. Teniamoci stretto lo specifico dell’umano: la fantasia, la capacità di capovolgere il

punto di vista, di innamorarci e di lasciarci. Intuiamo ora che la tecnologia senza filosofi e senza conoscenza dell’uomo e del suo desiderio di infinito diventa pericolosa. Come possiamo usare correttamente la tecnologia?

Lo studio è fondamentale, come lo è il gioco. Nelle scuole sta entrando il Game based learning ideale per esercitarsi con i linguaggi di programmazione e poi affrontare le tradizionali materie. Conoscere i nomi dei fiumi può significare anche sorvolarli, vederne gli argini e respirarne il profumo. Togliamoci quei preconcetti inutili per cui i ragazzi guardano troppo il telefonino. Dipende per cosa. Il cambiamento tecnologico investe anche strumenti applicati ad ambiti più statici e tradizionali come l’economia, il diritto. Con quali vantaggi e specifiche?

I passaggi sono resi molto rapidi e la velocità non è nemica dell’efficienza e della qualità, ci hanno detto i tecnici. Inoltre nelle piattaforme di servizi on line l’approccio al cliente è estremamente serio. Se mi rivolgo ad un

Ricerca e innovazione Le storie dei nostri partner Con noi Sono tante le aziende che nel corso delle serate hanno presentato le loro esperienze Innovazione, ricerca e sapere sono le parole chiave che accomunano le storie delle aziende che hanno presentato nel corso delle serate de Le Primavere le loro esperienze. Siamo partiti con le auto, le

Alfa Romeo presentate dal gruppo Serratore. Il settore automobilistico, del resto, è tra i campi in cui l’applicazione di algoritmi e intelligenza artificiale è in continuo sviluppo. La guida autonoma è già realtà e più che problemi tecnologici dovremo affrontare e risolvere problemi etici e normativi. Una storia d’impresa arrivata oggi alla terza generazione è stata presentata da PeterCi, storico punto

vendita di abbigliamento maschile in piazza Duomo. Tecnologia e trunk shows, gli eventi su misura fuori dal negozio creati per i clienti ma anche tanta “cultura del sorriso” sono gli ingredienti di questa attività. In occasione dell’incontro dedicato alle piante “flessibili, modulari e democratiche”, un modello da imitare, abbiamo conosciuto un’impresa che dal 1890 si occupa di verde e giardini, la Pe-

Daniela Taiocchi

target di donne tra i 34 e i 44 anni si deve predisporre un servizio con persone della stessa tipologia. C’è grande attenzione ad offrire un’esperienza di acquisto memorabile, se si vogliono ottenere risultati positivi. L’approccio delle applicazioni sembra sempre molto pragmatico, ma c’è un’aurea mitica attorno al progresso tecnologico che lo legittima a priori e a prescindere. Qual è la fonte?

grandi imprese del web sono più vicini a quelli di un guru che a quelli di un ingegnere. Sono persone che hanno l’idea di ridisegnare e salvare il mondo. Per esempio Jack Ma, fondatore di Alibaba, ha detto “Se una persona vuole avere successo, deve avere un alto livello di intelligenza emotiva (EQ), se non vuole perdere velocemente, deve avere un alto quoziente intellettivo (IQ), ma se vuole essere rispettato deve avere un alto LQ (Love Quotient), il quoziente di amore”. È l’intuizione centrale perché proprio il quoziente di amore ci rende diversi e più forti delle macchine e aggiunge “Con la tecnologia che abbiamo a disposizione, se non usiamo il cuore, faremo disastri nel mondo”. Una buona raccomandazione, ma c’è anche un’idea di onnipotenza data dalla tecnologia, una filosofia dell’“Homo deus” che sembra ora essere messa in discussione. Come è nata?

I discorsi dei fondatori delle

Memorabile in questo senso è stato il discorso all’università di Stanford di Steve Jobs nel 2005. Disse “Siate affamati, siate folli perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di po-

verelli. Uno degli ultimi progetti cui l’azienda ha collaborato è proprio un esempio di innovazione, parliamo del Bosco Verticale a Milano. Di eccellenza in eccellenza si è arrivati a ComoNext, Digital Innovation Hub, Parco Scientifico Tecnologico (Pst) e Incubatore di startup certificato al Ministero dello Sviluppo Economico. 125 imprese, un terzo delle quali startup, più di 650 lavoratori della conoscenza, 130 tra spazi, uffici e laboratori, ricavati nell’ex cotonificio Somaini a Lomazzo, una rete di 800 imprese collegate con università, centri di ricerca, banche, fondi di investimento. Di innovazione vive anche Mondiapol Service

gruppo con un storia lunga 90anni, che opera nel settore della vigilanza, del trasporto e custodia valori, dei sistemi di sicurezza e della loro progettazione, della sicurezza privata e aziendale, della videosorveglianza. Ricerca e rispetto della natura sono centrali per Novatex, leader nella produzione di reti per rotopresse a servizio della filiera agricola. L’azienda che ha sede ad Oggiono è partner de Le Primavere dalla prima edizione. Sas Engineering and Planning, infine, è l’ultima delle esperienze ad essere stata presentata. L’azienda di Suello, in provincia di Lecco, da oltre quarant’anni opera nel set-

ter cambiare il mondo alla fine lo cambiano davvero”. Prometeico, incentivante, ha influenzato una generazione. Con la stessa logica Mark Zuckerberg interpreta la pervasività di Facebook come una missione e scrive in un post: “L’obiettivo di Facebook è avvicinarci sempre di più alla creazione di una comunità globale. Quando abbiamo iniziato, questa idea non era controversa. Ma ora ci sono dubbi sul fatto di poter creare una comunità globale che funzioni per tutti e se il nostro percorso futuro è quello di collegare di più o di invertire la rotta”. E qui Zuckerberg non ha dubbi: la rotta non va invertita, ma anzi, la globalizzazione deve includere tutti, nel senso di non lasciare nessuno indietro: “Essendo una comunità globale di persone - si legge nel post - abbiamo bisogno di standard della comunità che riflettano i nostri valori e aiutino a determinare ciò che dovrebbe e non dovrebbe essere permesso”. C’è un’idea di cultura globale che ha come comune denominatore gli strumenti digitali assumendoli, in un passaggio indebito, da mezzi a fini, da forma a sostanza. Le Primavere che risposta hanno dato a questa contraddizione?

Abbiamo premesso che non si voleva essere né apocalittici, né integrati, ma che il desiderio era conoscere. La rassegna “Critica della Ragion digitale” ha fatto comprendere che potremo cogliere il volto bello della tecnologia solo se saremo in grado di governarla e se sapremo riportare la tecnica ad essere solo lo strumento che si pone tra noi e la soddisfazione del nostro bisogno. Se come i Greci sapremo reincatenare quel Prometeo che oggi la tecnologia ha liberato.

tore della lavorazione dei metalli ferrosi e non. Ha raccontato come la tecnologia, imprescindibile per restare sul mercato, aumenti la qualità e sia quindi un aiuto al lavoro. L’esperienza, la preparazione, il sapere restano però fondamentali perché la tecnologia è fatta dalle persone. Tra i gold sponsor della rassegna ricordiamo Bennet, Saati, Lisa, Filo d’Oro, Enerxenia, Casa di cura Lecco “Beato Luigi Talamoni”; tra i silver sponsor l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Como, il Collegio notarile dei distretti riuniti di Como e Lecco, Tlt e Cartiera dell’Adda. C. Dot.


26

LA PROVINCIA DOMENICA 10 GIUGNO 2018

La rassegna

Le Primavere Edizione 2018

La misura della qualità della vita

La quarta rivoluzione in atto

Le piante e il nostro futuro

Fashion esclusivo, web per tutti

9 marzo. Salvatore Majorana ed Erasmo Figini

19 marzo. Luciano Floridi e Mauro Ferrari

27 marzo. Stefano Mancuso, Simone Molteni

11 aprile. Federico Marchetti, Alberto Puliafito

Primavere, un successo di pubblico e di idee Arrivederci al 2019 Il bilancio. Dalla serata di esordio con Majorana agli esperti di robotica e neurobiologia vegetale Da Como a Lecco per la “Critica della ragion digitale” CAMILLA DOTTI

Salvatore Majorana, un passato all’Istituto italiano di tecnologia, oggi direttore del Kilometro Rosso, uno dei principali distretti europei dell’innovazione che ha sede a Bergamo, non ha certo nascosto il suo ottimismo nei confronti dell’innovazione. A lui è toccato il compito di inaugurare l’ottava edizione “Critica della ragion digitale” de Le Primavere, la rassegna di incontri per il pubblico promossa da La Provincia. A riportare al centro l’uomo, a dire che sofferenza e fatica non vanno eliminate e che l’innovazione non deve sostituirsi al rapporto umano, ci ha pensato l’altro interlocutore della serata, Erasmo Figini, medico e fondatore di Cometa. Il lungo viaggio

Protagonisti de Le Primavere sono state l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione del mondo declinate nel corso di sette serate a Como e tre serate a Lecco. Il programma ha

inoltre proposto una passeggiata creativa, a Como, sulle orme di Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, a cura di Pietro Berra, e “Editathon” una giornata a Brunate per scrivere nuove voci di Wikipedia, con le associazioni Sentiero dei Sogni e Wikimedia Italia. Il lungo viaggio, compiuto insieme ai relatori e al direttore del giornale Diego Minonzio, ha contribuito a dissipare la nebbia che circonda il mondo della tecnologia e dell’innovazione. Molte domande sono rimaste sospese ma sono arrivate altrettante risposte, suggerimenti, stimoli. Le serate sono state introdotte dalla proiezione di una scena di un film, proposto da Lake Como Film Festival, o da letture teatrali, presentate da Silvia Barbieri, e in un’occasione dalla presentazione del numero per la primavera-estate 2018 di Tess, la rivista de La Provincia dedicata al tessile e alla moda, evento accompagnato dalla Scuola di ballo del Teatro Sociale diretta da Simonetta

Manara. Una serata, inoltre, ha visto protagonista “La casa dei bambini”, progetto della Fondazione Scalabrini supportato da La Provincia, una speranza a forma di casa. Dalle piante ai bitcoin

Al secondo incontro, con Luciano Floridi, professore di filosofia ed etica dell’informazione e direttore dell’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford, ci siamo ritrovati tra le mangrovie, piante che vivono dove l’acqua dolce del fiume si confonde in quella salata dei mare. L’odierna società dell’informazione è simile alla società delle mangrovie. Nell’epoca della quarta rivoluzione bisogna invece educare, insegnare a porsi le domande giuste. Floridi è stato affiancato dal ricercatore dell’Università dell’Insubria, Mauro Ferrari. Di come le piante abbiano già inventato il nostro futuro, di come ci si debba ispirare al loro democratico modello, il cantore è stato il neurobiologo vegetale

Due le sedi della rassegna 2018: Il Teatro Sociale di Como e l’auditoriu della Camera di commercio di Lecco

Stefano Mancuso che ha dialogato con Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate Energy. È stata poi la volta di un “unicorno”, Federico Marchetti, il re del luxury fashion on-line, con Yoox e il gruppo Ynap. Insieme a lui sul palco, il giornalista, regista e produttore Alberto Puliafito. Pagamenti digitali, bitcoin, blockchain sono stati i temi presentati da Alberto Dalmasso, co-fondatore e ceo di Satispay, la App per i pagamenti mobile, e da Savino Damico, responsabile per Intesa San Paolo degli sviluppi innovativi nelle aree Blockchain, criptomonete, biometria e paga-

menti digitali. Con loro ha dialogato Filippo Pretolani, economista e comunicatore. Tutte le serate su Youtube

A ricordare che “Non è tutto oro quello che luccica” ci hanno pensato due filosofi, Silvano Petrosino e Manlio Iofrida che hanno sottolineato come si debba decidere di essere uomo, si debba decidere di fare il bene e come scienza e tecnica non si possano lasciare nelle mani degli “stregoni”. Quasi stregonerie appaiono le auto a guida autonoma, i frigoriferi connessi, le case smart raccontate da Antonio Bosio, ingegnere, direttore, in Samsung Electronics Italia, dello

sviluppo di prodotti e servizi nel settore commerciale e professionale. Facebook, Amazon, Apple, Google, Microsoft, eccoli i padroni del mondo di cui ha parlato il secondo relatore, Puliafito. A guidarci nello spazio è arrivato un vero astronauta, Umberto Guidoni, che ha inaugurato i tre appuntamenti finali a Lecco. Guidoni è stato il primo europeo a vivere nella stazione spaziale internazionale, il più riuscito modello di collaborazione mondiale. Daniele Pucci, ingegnere automatico, ricercatore dell’Iit, ha spiegato i segreti dei robot, come Andy, ad esempio. A Mafe De Baggis, consulente di comunica-

Prima e dopo Apple

Le nuove frontiere dello spazio

Internet per lavorare liberi

I computer imparano da soli

17 maggio.Antonio Bosio, Alberto Puliafito

22 maggio. Umberto Guidoni

29 maggio. Daniele Pucci, Mafe De Baggis

5 giugno. Filippo Pretolani, Robert Bray


7

LA PROVINCIA DOMENICA 10 GIUGNO 2018

Il tweet del giorno

Un consiglio per questi giorni Cosa fare delle parole orribili, violente e senza cuore? Non ripeterle. Non illuminarle. Niccolò Zancan @NiccoloZancan

LE PRIMAVERE E IL FUTURO di MARIA GRAZIA GISPI

segue da pagina 1 sapranno farlo più in fretta e meglio, e l’intelligenza artificiale, l’AI, guarda le performance dei nostri migliori QI come l’Everest guarda il monte San Primo, ma avrà una libertà determinata. Poi ci sono le regole dei robot, che garantiscono non ci faranno mai del male, le stesse inventate da Azimov nei suoi romanzi, dove poi succede l’imprevedibile, e via inquietando. E noi che preoccupati non eravamo se non per quei telefonini “sempre a guardarci dentro”, il resto ci sembrava ben ancorato alla fantascienza come le stelle fisse, ora tanto tranquilli non siamo, almeno non lo è chi ha seguito la “Critica della Ragion digitale”. La rassegna ha fatto il suo mestiere e ha svelato la realtà, perché critica lo è stata, onesta e rilevatrice di un mutamento che,

vivendo, ci fluisce attorno veloce, lasciando una percezione vaga della sua potente pervasività. Una dimensione iperreale e nebbiosa nella quale stiamo imparando a muoverci, chi bene, chi a fatica, chi con trascuratezza o peggio con entusiasta ingenuità, lasciando scorrere i propri dati personali in rete, noncurante. Siamo i primitivi di una nuova era senza leggi, come bambini impariamo a errori e cadute, ma per fortuna tra noi abitano illuminati che alzano la fiaccola della conoscenza. Sono in gran parte ingegneri, usano linguaggi in codice e dialogano con le macchine, il futuro. Sono ottimisti e pragmatici, stupiti ma pazienti nello spiegare ai sospettosi il luminoso avvenire che ci attende e che - minacciano - non aspetta. Qualche filosofo, altrettanto consapevole e più prudente, osserva e argina i picchi di ardore prometeico. Il dato di realtà è che il mondo è già cambiato. Si tratta di adattarci o esserne esclusi, in una prospettiva da evoluzionismo della specie prima maniera. Essere sconnessi è una sconfitta. Chiamarsi fuori è diventare ombre, la realtà è on line e abitarla una questione di sopravvivenza. Impareremo. Ci adatteremo, perderemo i più lenti tra noi, tutti gli altri vivranno meglio. Già è successo, è la storia.

Bandita la nostalgia, il dubbio, il passo indietro o anche solo lo stare fermi per dire “ragioniamo, prima le regole, che stiamo facendo?” Eresia. La logica - quella sì ottocentesca - è che dal progresso non si torna indietro, un dogma. Prepariamoci, un robot suonerà alla porta e non arriverà da lontano. Pensavamo che la tecnologia digitale fosse un gioco per eccentrici giovanotti della California, invece è a Genova all’IIT che eccellenti ingegneri in ogni declinazione della disciplina creano stupefacenti robot per le aziende e di servizio, adatti alla casa, quelli che, per intenderci, quando questo giornale esisterà solo con aggiornamenti sull’orologio, ci cucineranno la pastina. Saremo felici e connessi, dunque. Con meno lavoro e compiti più gratificanti, saremo curati e accuditi da macchine efficienti e curveremo la schiena solo per fare stretching, viaggeremo su auto che si guidano da sole e se mai dovessimo scontrarci, è il prezzo del progresso. Sbavature nel disegno high tech del futuro. Del resto anche le prime automobili, a imperita guida manuale dei piloti umani, si schiantavano contro gli alberi dei nostri ombrosi viali. L’Italia ne era piena, sinuose strade con platani e pini marittimi. Abbiamo risolto perlopiù tagliando gli alberi.


DOMENICA 10 GIUGNO 2018 • EURO 1,30

ANNO 127 . NUMERO 158 • www.laprovinciadicomo.it

MODA

I brand comaschi a Pitti Uomo L’INSERTO

MSC SEAVIEW

DOMANI IN REGALO “IMPRESE & LAVORO”

AREA GIOCHI CHICCO SULLA NAVE RECORD

Le aziende tessili lariane alla rassegna fiorentina. Le novità presentate per cravatte e accessori in seta

BRIVIO A PAGINA 10

SERVIZI ALLE PAGINE 8-9

SALVIAMO DAI GENITORI LA SCUOLA E LO SPORT

Parada par tücc Un fiume colorato ha invaso il centro Per il decimo anno

di DIEGO MINONZIO

Un turbine di allegria e tantissimi artisti hanno invaso ieri pomeriggio il centro di Como per la decima edizione della Parada par tücc, che ha coinvolto centinaia tra giocolieri, ballerine, trampolieri. La manifestazione utilizza arte e creatività come elementi di unione e aggregazione, per risvegliare la città e renderla parte di uno spettacolo, non spettatrice ma protagonista. BRESCIANI A PAGINA 24

O

gni tanto, facendosi faticosamente spazio tra la fuffa, il cascame, gli zerbinismi e le supercazzole che infestano i nostri giornali, appare un pezzo strepitoso. Merce rara, conoscendo la categoria. E quindi, visto il livello del dibattito culturale, destinato a essere frainteso dal nugolo di tromboni che si accalca sui social e nei talk show della nostra meravigliosa repubblica dei datteri. Qualche giorno fa, lo storico Ernesto Galli della Loggia ha scritto sul “Corriere della sera” una lettera aperta al nuovo ministro dell’Istruzione dal chiarissimo intento CONTINUA A PAGINA 6

Gli aggressori degli autisti filmati da una telecamera È quella della tabaccheria: mostra la lite, ma non le botte sull’autobus

“PRIMAVERE” SPECCHIO DI UN FUTURO INEVITABILE di MARIA GRAZIA GISPI

V

olenti o nolenti saremo liberati dal lavoro e dalla fatica. È l’estrema, ma ragionevole, lezione de Le Primavere di quest’anno: 10 serate + 2 tra Como e Lecco per un’indagine a vario spettro sulla rivoluzione digitale, un mondo parallelo e fluido che comincia nella tasca insieme al cellulare e finisce con un’automobile in orbita. È stato tutto un rassicurarci: le macchine non ruberanno il lavoro, anche se CONTINUA A PAGINA 7

9 771590 588018

80610

Ripescaggi Più speranze per il Como La risposta definitiva non c’è ancora, ma facendo due conti, se tutto andasse regolarmente e tutti quelli che ne hanno diritto chiedessero il ripescaggio, il Como sarebbe la quinta squadra ad avere il posto, quindi avrebbe ottime probabilità di salire in serie C. In questa classifica ci sono Juve B, Prato, Cavese, Roma B e il Como. E i posti a disposizione potrebbero essere addirittura otto. CAVATORTA A PAGINA 63

Filo di Seta G7, Trump se n’è andato prima. Senza pagare dazio.

Cantù Addio Michele di Leo Maestro e pittore fu sindaco della città SERVIZI A PAGINA 51

Sull’aggressione (diventata un caso politico nazionale, dopo la visita comasca del ministro dell’Interno Matteo Salvini) ai due autisti di Asf da parte di quattro immigrati, spuntano le immagini di una telecamera (acquisite da polizia e Procura) che mostrano il controllo dei biglietti, la discussione iniziale, la fuga, ma non le botte. Dura nove minuti e mezzo la parte cruciale del video ripreso dal siste-

ma di sicurezza della tabaccheria sotto i portici di via Milano bassa. Nove minuti e mezzo dall’arrivo del bus alla fermata al momento dell’aggressione, che nelle immagini però non compare. La telecamera ha inquadrato soltanto la porta di mezzo dell’autobus teatro dell’aggressione e non quella anteriore, dove i due autisti hanno raccontato di essere stati picchiati. «Ho sentito le urla e ho

visto i due uomini a terra» racconta il tabaccaio, Claudio Rimoldi, secondo cui la situazione è degenerata quando un autista ha filmato con il telefonino i ragazzi che non avevano pagato il biglietto. Intanto l’azienda di trasporto, la Asf, sta per cambiare presidente e verso la nomina c’è il leghista Guido Martinelli, ex cognato di Matteo Salvini. Un’immagine dal video

SERVIZI ALLE PAGINE 22-23

Uggiate-Rodero Bus per i frontalieri Porta alla stazione CASTELLI A PAGINA 44

Elezioni, oggi si vota in 13 Comuni È il giorno delle elezioni in 13 Comuni della provincia di Como per un totale di 40.667 elettori. Ad andare alle urne sono i cittadini di Cernobbio, Mozzate, Bulgarograsso, Carlazzo, Carugo, Cassi-

na Rizzardi, Centro Valle Intelvi, Laglio, Lambrugo, Lurago d’Erba, Montemezzo, San Siro e Sorico. Anche un altro comune, il quattordicesimo della lista, avrebbe dovuto essere rinnovato ma a Rodero non si è presentata neppure

Valle Intelvi Funghi, la stagione è già incominciata Con i primi porcini

L'Ordine Numero speciale Con i protagonisti di Parolario

Le piogge, il caldo e l’umidità hanno creato le condizioni favorevoli per i funghi: gli appassionati hanno già raccolto i primi “fioroni” AITA A PAGINA 41

Il settimanale culturale L’Ordine oggi propone otto servizi di otto diversi scrittori che saranno protagonisti della rassegna Parolario DA PAGINA 13

Porcini raccolti a Casasco

La copertina de L’Ordine

una lista. E pensare che il piccolo paese (1.210 abitanti) avrebbe dovuto tornare alle urne perché lo scorso anno, l’unico candidato sindaco non era riuscito a trascinare alle urne almeno il 50 per cento degli elettori.

Sono molti, in effetti, i paesi che hanno faticato e non poco per presentare un candidato sindaco. Non a caso a Carugo, Cassina Rizzardi e Sorico ci sarà una lista unica sulla scheda e, in questo caso, la “battaglia” dovrà essere fatta contro il quorum da raggiungere per non invalidare le elezioni. ALLE PAGINE 32-34

Bregnano I ladri in azione anche di mattina SERVIZIO A PAGINA 45

Erba Travolta dal motorino davanti al bar: grave SERVIZIO A PAGINA 47


13

LA PROVINCIA GIOVEDÌ 7 GIUGNO 2018

L’evento

Le Primavere di Lecco

Gli androidi, un futuro già presente Ultimo incontro. Sul tavolo la necessità di dar loro una forma giuridica, visto che entreranno nelle nostre vite Robert Bray: «Se le macchine potranno pensare, gli effetti sulla società e sul loro impiego, saranno imponenti» GIANFRANCO COLOMBO

Non sono mancati scenari inquietanti nell’ultimo appuntamento delle Primavere svoltosi martedì sera alla Camera di Commercio di Lecco. Al centro del dibattito c’erano i robot androidi, tanto bravi da poter apprendere da soli grazie alla loro super intelligenza, e tutte le conseguenze giuridiche ed etiche connesse. Insieme a Diego Minonzio, direttore de La Provincia, e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione di Lecco, ne hanno discusso Robert Bray, responsabile fino allo scorso anno del segretariato della Commissione giuridica dell’Unione Europea, e Filippo Pretolani, consulente di comunicazione.

sione affari legali del Parlamento Europeo a occuparsi della questione della robotica e dell’intelligenza artificiale. «Si era cominciato ad analizzare la questione dell’intelligenza artificiale e dei robot pensando, all’inizio, alla macchina automa e agli effetti delle sue azioni sulla responsabilità civile, in ambito di diritto assicurativo – ha detto Robert Bray -. Il

n Ci attende

un futuro dai tratti poco rassicuranti, nonostante il parere degli esperti

Cosa sarà degli uomini?

Parlavamo di scenari inquietanti perché ci attende un futuro dai tratti poco rassicuranti, nonostante le assicurazioni degli esperti. Infatti, se queste macchine cominceranno a pensare per i fatti loro, cosa ne sarà di noi poveri uomini che li abbiamo inventati? Una domanda spesso serpeggiata nell’ultima serata delle Primavere. Per ora le uniche certezze riguardano la necessità di dare forma giuridica a questi nuovi “soggetti”, che presto o tardi entreranno di prepotenza nelle nostre vite. Ne ha parlato in particolare Robert Bray che ha lavorato nelle istituzioni europee dal 1973. Nel 1984 è entrato a far parte della Corte di giustizia europea come giurista-linguista ed ha lavorato per il Parlamento europeo dal 1997 al 2017 come capo della segreteria per la Commissione affari legali. È stato proprio lui a convincere la Commis-

n Il Parlamento

europeo non può imporre legislazioni, ma la materia va affrontata

tema si è poi ampliato moltissimo, siamo andati a indagare molti altri campi di applicazione: dalla medicina agli aspetti sociali fino a cercare di capire se il mondo di cui stiamo parlando è reale o è da considerarsi la proiezione di un programma. Si è così arrivati alla risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2017 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica. Il Parlamento europeo non ha il potere di imporre una legislazione, ma chiede alle autorità di avviare certe azioni e di considerare la materia. Ci ha sorpresi l’impatto e l’interesse suscitato dal tema, ma in effetti questa problematica avrà un’incidenza fondamentale sulla società del futuro». Un bel dilemma

Indirizzi giuridici quelli della Commissione europea, che hanno ovviamente delle enormi implicazioni etiche: «Se le macchine potranno pensare, gli effetti sulla società e sul loro impiego, saranno imponenti. Come ci si potrà rapportare con una macchina che pensa è oggi un bel dilemma. Tanto più che alcuni esperimenti hanno dimostrato che gli uomini tendono a comportarsi con questi robot come se fossero esseri viventi». Come si vede il futuro ci riserverà tante novità ma anche tanti problemi ed il primo di questi è proprio la possibilità di attribuire personalità giuridica ai robot. Saranno loro i responsabili delle loro azioni o l’azienda che li ha costruiti? Un bel dilemma che ci proietta dentro un futuro che sembra sempre più vicino al nostro presente.

Da sinistra, Diego Minonzio, Robert Bray e Filippo Pretolani

Ancora il parterre dei relatori durante l’ultimo appuntamento delle Primavere

«L’uomo sarà sempre controllore Ai robot delegherà la fatica sterile» Gli esperti Secondo Bray alcune professioni saranno destinate a sparire Pretolani più “consolante” L’intelligenza artificiale cambierà le nostre esistenze. Questo è il dato certo emerso dall’ultimo appuntamento delle Primavere. Sarà una rivoluzione che stravolgerà il mondo del lavoro e ci saranno professioni che verranno sostituite dalla precisione dell’intelligenza robotica. Sembra destinata a sparire, per esempio, quella degli avvocati. Con un certo brivido lo hanno appreso anche quelli presenti all’incontro di martedì sera in Camera di Commercio a Lecco. Come ha detto Robert Bray si sta già sperimentando

una macchina che pare bravissima a risolvere le questioni legate ai divorzi. Insomma, si annunciano tempi duri e cambiamenti sicuramente impensabili fino a pochi anni fa. L’impatto sul mondo del lavoro sarà notevole e dovremo fare i conti con processi che intaccheranno non poco la questione sociale. Chi ha cercato di fronteggiare le comuni preoccupazioni è stato Filippo Pretolani, economista ed esperto di comunicazione, che ha più volte ribadito la necessità di guardare a questi nuovi orizzonti con fiducia: «Siamo un po’ tutti abbagliati quando parliamo di robot; siamo vittime dell’idea che sia una tecnologia caduta sulla terra da chissà dove per sostituire l’umanità; in realtà il calcolatore è l’ultima produzione di un lungo percorso che parte da molto lon-

Robert Bray con Filippo Pretolani

tano e che ha sempre visto al centro l’uomo e le sue straordinarie intuizioni». C’è, dunque, una speranza per Pretolani: l’uomo continuerà ad essere il “controllore” delle macchine: «Dobbiamo pensare che a queste straordinarie macchine noi in futuro delegheremo i lavori “sporchi”, quella parte di fatica sterile che i robot sapranno fare meglio di noi. L’uomo continuerà a sviluppare quel che rimane da capire dopo che le macchine hanno calcolato tutto il calcolabile. Proprio per questo è necessario che l’uomo non veda i robot androidi come degli avversari bensì come degli alleati». Dovremo imparare a vivere con le macchine intelligenti e sfruttarne le qualità, coscienti di quel qualcosa in più che l’immaginazione umana conserva: «Pensiamo alle aziende: avranno grandi vantaggi dai robot, beneficeranno della super intelligenza e delle macchine che imparano da sole per risolvere gran parte delle problematiche tecniche. Ma questo non basterà per avere un beneficio economico; quest’ultimo dipenderà

dalla dall’intuizione imprenditoriale, dal saper vedere più in là della concorrenza». Anche di fronte a questa prossima invasione robotica l’uomo saprà far emergere le sue qualità e, secondo, Pretolani sarà sempre lui a tirare le fila delle nostre esistenze: «Dovremo essere dei costruttori di visioni, lasciando ai robot i lavori di una routine importante ma non decisiva. Sarà fondamentale affrancarci dalle nostre paure e ritrovare il piacere di sperimentare una nuova umanità». Parole confortanti ma certo non sufficienti ad eliminare le preoccupazioni degli avvocati e di chi, come loro, si vedrà scippato un lavoro che considerava intoccabile. Un tempo si lasciava lo studio, costruito con anni di fatiche, ai figli che perpetuavano la tradizione di famiglia. Vederselo portar via da un robot non sarà facile da digerire. Ed il bello (o il brutto) di tutto questo è che i robot li abbiamo inventati noi. Sarà fondamentale sapere gestirli almeno fino a quando i robot non decideranno che sono gli uomini ad essere di troppo. G. Col.


13

LA PROVINCIA MERCOLEDÌ 6 GIUGNO 2018

Il salto di opportunità La consapevolezza del salto di opportunità che la tecnologia offre all’umanità è ancora più lucida in tecnici dell’economia come Savino Damico e ingegneri come Antonio Bosio ( foto) e Daniele Pucci

Fine e non mezzo Considerare l’intelligenza artificiale il fine e non il mezzo. È il rischio indicato dai filosofi Silvano Petrosino ( foto) dell’università Cattolica e Manlio Iofrida dell’università di Bologna.

La ragione digitale fra robot e umanità Il percorso. Dieci serate e due passeggiate creative per indagare intelligenza artificiale e digitalizzazione MARIA GRAZIA GISPI

Il pubblico all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco

È da quando ho comprato il robot aspirapolvere, che aspetto un robot più intelligente che sappia svuotarlo e pulirgli le ruote. Insignificanze da massaia. Siamo all’alba di una nuova era che su altri mari già splende sicura. Le Primavere de La Provincia “Critica della Ragione digitale” si sono concluse ieri dopo dieci serate tra Como e Lecco e due passeggiate. Ha aperto il sipario Salvatore Majorana, direttore del Kilometro rosso, che di mestiere collega la fantascienza alla realtà: cala nella dimensione produttiva delle aziende le innovazioni nate in laboratorio, tra queste i robot intelligenti capaci di interagire con l’ambiente e con noi. Insieme a lui Erasmo Figini di Cometa ha tenuto la barra al centro sul valore dell’umano, perché la meraviglia dell’intelligenza artificiale ammalia ed è un attimo scivolare dal considerarla il fine e non il mezzo. Stesso rischio indicato dai filosofi Silvano Petrosino dell’università Cattolica e Manlio Iofrida dell’università di Bologna che ammoniscono: anche ai software più affascinanti alla fine cade la maschera, sono macchine, mai scambiarli per altro nonostante la tentazione ci sia. Un altro filosofo, Luciano Floridi, insegna al laboratorio di etica digitale di Oxford, sulla pervasività degli strumenti digitali e sull’essere costantemente connessi ha teorizzato la nascita di una nuova tipologia umana, l’“inforg”, che abita un ambiente ibrido, tra il concreto e l’iper realtà, la “infosfera”. Di ambiente hanno parlato anche Stefano

Umberto Guidoni, il primo ospite della rassegna

n Per Stefano

Mancuso le piante sono il modello per costruire macchine adattabili

n Federico

Marchetti dell’infosfera ha fatto un’impresa di e-commerce

Mancuso, neurobiologo vegetale: per lui le piante sono il modello a cui attingere per costruire macchine straordinariamente adattabili, e Simone Molteni direttore scientifico di LifeGate Energy. C’è chi nell’infosfera si è adattato così bene da fare un’impresa di e.commerce di straordinario successo come Federico Marchetti o una start up che si è rivelata la risposta giusta a un bisogno misconosciuto come Alberto Dalmasso CEO di Satispay e chi come Alberto Puliafito, pur con spiccato senso critico, ha imparato a navigare, e non per modo di dire, nella comunicazione on line. Allo stesso modo hanno saputo apprendere e usare i nuovi lin-

guaggi Mafe De Baggis e Filippo Petrolani. La consapevolezza del salto di opportunità che la tecnologia sta offrendo all’umanità è ancora più lucida in tecnici dell’economia come Savino Damico di Intesa Sanpaolo e in ingegneri come Antonio Bosio di Samsung Eletronics Italia e Daniele Pucci, ricercatore all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova che ne vedono tutti gli straordinari vantaggi. L’apice con chi nel futuro ci ha abitato davvero: l’astronauta Umberto Guidoni. Ora sappiamo che ci sono batterie di nuove creature meccaniche che, come l’esercito della Repubblica nella Guerra dei cloni, stanno per invadere il mercato. Robot di servizio per la casa e in Giappone già hanno il problema che i nonni si affezionano a queste macchine così gentili. Qualche regola prova a inserirla l’Unione europea, come ha spiegato Robert Bray, per anni alla Commissione giuridica, ma tra etica, legge e utopia la strada per le regole è tutta in salita. Intanto i robot sono già nelle fabbriche con velocità potenza e precisione impensabile per gli umani, li chiamiamo robot collaborativi, cioè lavoreranno con i super tecnici che li sapranno imbrigliare con i loro sensori. Tutti gli altri, gli umani dei colletti bianchi e delle tute blu, quelli del posto fisso, dinosauri ignari della meteora in arrivo, impareranno - ci dicono - e soprattutto lavoreranno meno, anzi niente. Suona malissimo in una prospettiva novecentesca. Dovremmo invece immaginarci con molto tempo libero, sotto un albero a leggere poesie. Più realisticamente in cassa integrazione. Ma se anche fosse, chi mai avrà tempo per l’otium tra aggiornamento facebook, twitter e soprattutto i molesti gruppi di whats app? Il tempo che l’intelligenza artificiale ci donerebbe se lo riprende concupendo le masse con le app. Il sospetto di essere noi il prodotto si fa più cupo. Che la regia sia delle macchine come nelle più gotiche storie di fantascienza oppure sia nelle mani dei pochi eletti, geni del C++, poco cambia. Loro gli scribi e gli altri giù alla cava per le piramidi.

Castagna: «Il territorio cresce con la cultura» Lo sponsor «Le Primavere ci hanno aiutato ad aprire gli occhi sulle nuove sfide e sulle complessità del mondo» «Cultura e conoscenza sono fondamentali per saper affrontare il futuro e per questo abbiamo sempre supportato iniziative che potevano aiutare il nostro territorio a crescere. Un territorio ricco di cultura diventa richiamo per le eccellenze ed evita l’emigrazione delle risorse più qualificate perché at-

tratte da progetti magari ambiziosi come quelli locali ma che possono sembrare più “chic”. Le Primavere, con i suoi incontri, ci hanno aiutato ad aprire gli occhi sulle nuove sfide e sulle complessità che il mondo oggi ci pone di fronte». Natale Castagna, presidente e amministratore delegato di Novatex, è sempre stato al fianco della rassegna promossa da La Provincia. Del resto l’azienda, dove lavora dal 1993, si può dire che viva di cultura e conoscenza. «La cultura - spiega - di chi ogni giorno lavora con il

mondo contadino, dove tradizione ed esperienza sono qualità essenziali che scandiscono il trascorrere della vita». E la conoscenza «quella di chi con il sapere e l’innovazione tecnologica si ingegna a confrontarsi con i problemi - prosegue - attendendo fiducioso, perché si è ben seminato, un raccolto abbondante». Cultura, curiosità e conoscenza, quindi, di chi si è aperto al mondo, che con tutto il mondo lavora, ma che non dimentica le proprie radici. «Novatex, come tutte le aziende, è condannata a

Natale Castagna

correre e crescere - ricorda Castagna - e solamente una saggia visione ed apertura al mondo potranno consentirle di affrontare un futuro prossimo che quando raggiunto ci obbligherà a guardare ad un altro futuro. Senza la consapevolezza dei nostri limiti non potremo partecipare alla competizione della vita». E ancora. «Affrontare temi come web e digitalizzazione non ci preoccupa, anzi ci sprona verso sfide tecnologiche che ci saranno di supporto per il futuro. Ci preoccupano invece altre sfide, perché queste richiedono

una partecipazione condivisa da tutti attraverso un processo di crescita della nostra responsabilità sociale». Imparare a perseguire il massimo “Rispetto dell’Ambiente” è una delle sfide che Novatex, insieme alla sostenibilità, vede all’orizzonte. I cambiamenti climatici spostano sempre più a nord molte coltivazioni. «Il problema è che a un certo punto il nord finirà e non potremo più spostarci - ricorda Castagna - La natura ci sta restituendo con gli interessi e violenza le brutture che le abbiamo inferto». C.Dot.


12

La rassegna

LA PROVINCIA MERCOLEDÌ 6 GIUGNO 2018

Le Primavere edizione 2018 Una nuova tipologia umana Luciano Floridi, filosofo che insegna al laboratorio di etica digitale di Oxford, sulla pervasività degli strumenti digitali e sull’essere costantemente connessi ha teorizzato la nascita di una nuova tipologia umana, l’“inforg”

Majiorana e Figini Salvatore Majorana, direttore del Kilometro rosso, cala nella realtà produttiva delle aziende le innovazioni nate in laboratorio. Insieme a lui Erasmo Figini di Cometa: ha tenuto la barra al centro sul valore dell’umano.

Super intelligenze «Con le buone leggi argineremo i rischi» Riflessioni. Bray e Pretolani: «Alla ricerca delle regole Dovranno governare il futuro che invade il presente» GIANFRANCO COLOMBO

Etica, responsabilità e libertà nell’epoca dei robot: questi i temi affrontati ieri sera nell’ultimo appuntamento delle Primavere svoltosi all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco. “Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite”, era il titolo della serata che ha visto la partecipazione di Robert Bray responsabile fino allo scorso anno del segretariato della Commissione giuridica dell’Unione Europea, e Filippo Pretolani consulente di comunicazione. A discutere con loro c’erano Diego Minonzio, direttore de La Provincia, e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione di Lecco. Abbagliati

Ha introdotto la serata Filippo Pretolani: «Siamo un po’ tutti abbagliati quando parliamo di robot; siamo vittime dell’idea che sia una tecnologia caduta sulla terra da chissà dove per sostituire l’umanità; in realtà il calcolatore è l’ultima produzione di un lungo percorso che parte da molto lontano. Ci dobbiamo dunque chiedere cosa dobbiamo fare perché ci siano regole che normino anche le super intelligenze artificiali». Tematica questa che ha affrontato Robert Bray, la personalità che ha ispirato la Commissione affari legali del Parla-

mento Europeo ad occuparsi della questione della robotica e dell’intelligenza artificiale. Che cosa succederà quando le macchine saranno autonome? Questa la domanda delle domande. «Il Parlamento Europeo è molto attrezzato per questi delicatissimi aspetti – ha detto Bray - Questo mondo nuovo è stato esaminato a fondo. Il 25 maggio in Europa è entrata in vigore una nuova normativa sulla questione dei big data, della proprietà dei dati personali e della protezione della privacy. Un’ottima normativa che diventerà lo standard per tutto il mondo. Perché sono norme severe, chi avrà a

n All’auditorium

della Camera di Commercio l’ultimo incontro delle Primavere

n Robert Bray

e la questione della robotica e dell’intelligenza artificiale

che fare con l’Europa dovrà rispettare questo alto livello di sicurezza». C’è, insomma, un futuro che ormai spesso invade il presente e quando si parla di intelligenza artificiale entra per forza in campo l’etica: «La Commissione europea - ha continuato Bray - sta preparando delle proposte per tutte le questioni etiche e giuridiche poste dal digitale». Buone leggi

«Si tratta di un organismo molto conservatore, ma procede in modo realistico. Penso che riusciremo con buone leggi a ovviare ai possibili rischi a cui lo sviluppo dell’intelligenza artificiale potrebbe incorrere e che davvero ci cambierà la vita». Bray ha poi tracciato quelle che potranno essere le tappe futuribili di queste intelligenze artificiali. Arriverà il momento in cui saranno i robot a creare a loro volta dei nuovi robot e allora sarà possibile controllarli? E ancora, cosa succederà quando un super robot avrà imparato tutto e arriverà a considerare gli esseri umani come un inciampo, come qualcosa di stonato nel suo mondo perfetto? È destino che ci affideremo e saremo affidati a robot intelligenti e con un’ampia autonomia, ma per ora gli scienziati rassicurano che la libertà dei robot si muove all’interno di una “libertà determinata”. Speriamo sia veramente così.

Un momento della serata nell’auditorium della Camera di Commercio sulle intelligenze artificiali FOTOSERVIZIO MENEGAZZO

L’esperto Robert Bray e Filippo Pretolani, consulente di comunicazione

«Temi che toccano da vicino la nostra vita quotidiana» L’opinione L’assessore Simona Piazza: «Affascinante Guidoni, concetti difficili spiegati con parole semplici» «Temi che hanno un impatto evidente anche sulla nostra quotidianità. Le serate proposte quest’anno? Affascinante l’astronauta Umberto Guidoni: concetti difficili spiegati con parole semplici».

L’assessore alla cultura del comune di Lecco, Simona Piazza, promuove a pieni voti l’edizione 2018 delle Primavere. «Ho riscontrato, come sempre nelle ultime edizioni che ho seguito da assessore, un buon interesse da parte della città – sono le sue parole - segno che l’attualità dei temi proposti tocca di fatto la quotidianità delle persone. Senza contare che a Lecco c’è ancora la volontà e il desiderio di aprirsi, di

partecipare, di promuovere eventi culturali». Tecnologia, robot, spazio e microchip: temi troppo alti e troppo sofisticati per il pubblico? Macché. «Solo a uno sguardo superficiale il filo conduttore di quest’edizione poteva forse sembrare tecnicistico, o riservato agli addetti ai lavori. Non lo è affatto – prosegue Simona Piazza - ormai l’utilizzo delle tecnologie, il sistema del web o dell’archiviazione dati e della

Simona Piazza

digitalizzazione sono fenomeni che riguardano da vicino ciascuno di noi, e lo sappiamo bene. Del resto sono pratiche quotidiane cui nessuno di noi riesce a sfuggire: tutti lavoriamo sempre meno sulla carta e sempre più sul digitale. Addirittura, la comunicazione stessa si sta trasformando per fruire al meglio degli spazi web e delle piattaforme social. Credo quindi che parlare oggi di un tema che apre tali e nuovi ambiti di lavoro, aiuti anche le persone a prepararsi a questi nuovi scenari pratici e relazionali, oltre a interrogare profondamente gli addetti ai lavori in merito alle dinamiche che si stanno venendo a creare». Futuro, insomma, ma anche tanta parte

di presente. «Un tema importante – chiosa quindi l’assessore - per affrontarlo occorre conoscere ciò di cui si parla, e sempre più approfondirlo. Demonizzare l’utilizzo delle tecnologie a qualunque livello non è mai positivo, è necessario invece cogliere la forza, il valore aggiunto che queste tecnologie possono offrire alle persone. Il momento più bello di questa edizione delle Primavere? Ho voluto a tutti i costi presenziare alla prima serata con l’astronauta Guidoni: lo spazio è una dimensione molto affascinante. La qualità dei relatori, poi, non ha mancato di coinvolgere il pubblico, palesando concetti difficili con parole semplici». Lorenzo Bonini


17

LA PROVINCIA MARTEDÌ 5 GIUGNO 2018

La rassegna

Le Primavere Edizione 2018

Computer intelligenti «Impariamo a fidarci delle macchine» Questa sera. Incontro alla Camera di Commercio di Lecco Ultimo appuntamento con Robert Bray e Filippo Pretolani Quando i computer imparano da soli e super intelligenza MARIA GRAZIA GISPI

Non è troppo tardi per darsi delle regole. Per quanto la rivoluzione digitale stia correndo, siamo ancora in tempo per dirle dove andare, per indicarle direzione e confini: è l’opinione di Robert Bray responsabile fino allo scorso anno del segretariato della Commissione giuridica dell’Unione europea e questa sera ospite a Lecco, all’auditorium della Camera di Commercio, ore 20.45, per l’ultimo appuntamento ingresso libero, prenotazioni su leprimavere.laprovincia.it - della rassegna “Critica della Ragion digitale”. L’ultimo appuntamento

Lo accompagna Filippo Pretolani consulente di comunicazione. A interrogarli sul tema “Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite”, ovvero etica, responsabilità e libertà nell’epoca dei robot, Diego Minonzio, direttore de La Provincia e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione di Lecco. Robert Bray ha lavorato nelle istituzioni europee dal 1973. Nel 1984 è entrato a far parte della Corte di giustizia europea come giurista-linguista. Ha lavorato per il Parlamento europeo dal 1997 al 2017 come capo della segreteria per la Commissione affari legali. Ha ispirato la Commissione a occuparsi della questione della robotica e dell’intelligenza artificiale. L’ex responsabile della del segretariato della Commissione giuridica dell’Unione europea ha una visione incuriosita, per nulla preoccupata, sull’avanzata dei robot e sugli straordinari sviluppi dell’in-

telligenza artificiale. Il 25 maggio in Europa è entrata in vigore una nuova normativa sulla questione dei big data, della proprietà dei dati personali e della protezione della privacy. «Ottima - secondo Robert Bray - diventerà lo standard per tutto il mondo. Perché sono norme severe, chi avrà a che fare con l’Europa dovrà rispettare questo alto livello di sicurezza. Dato che per le aziende è più efficiente avere un unico set di regole ed essendo le no-

n «Sul tavolo

dell’Europa le questioni etiche e giuridiche poste dal digitale»

n «Se la macchina

è più intelligente di me non ha tanto senso che io le insegni come fare» stre le più restrittive, finiranno tutti per conformarsi a questo regolamento che, in futuro, diventerà universale». Una buona legge, che però arriva quando pubblicità e marketing profilato, nella migliore delle ipotesi, hanno già abbondantemente approfittato della massa di dati personali che l’ingenuità digitale dei nativi e non ha generosamente rilasciato in rete. «Ma non siamo in ritardo per il resto - continua Bray adesso la Commissione europea sta preparando delle pro-

poste per tutte le questioni etiche e giuridiche poste dal digitale. Si tratta di un organismo molto conservatore, ma procede in modo realistico. Sono ottimista per natura e penso che riusciremo con buone leggi a ovviare ai possibili rischi a cui lo sviluppo dell’intelligenza artificiale potrebbe incorrere e che davvero ci cambierà la vita, in meglio». Potenza di calcolo

Che sviluppo debba essere è un dato di fatto sul quale nessuno pone obiezioni. È una lezione della storia dice Filippo Pretolani, consulente di comunicazione, e ricorda «nei secoli, la curva di apprendimento della macchina è stata influenzata da diversi fattori. Il più importante è la potenza di calcolo. Le macchine sono calcolatori elettronici, in inglese il computer è colui/colei che “computa”, calcola, fa di conto. Più è elevata la potenza di calcolo, più elevato è anche il grado di approssimazione, il trucco che abbiamo escogitato per bleffare con l’infinito. A un certo punto della storia, com’è come non è, la macchina è diventa talmente intelligente da superare l’essere umano. Ma se la macchina è più intelligente di me non ha tanto senso che io le insegni come fare. Ecco che le macchine imparano da sole». È destino che ci affideremo e saremo affidati a robot intelligenti e con un’ampia autonomia, ma i programmatori rassicurano che la libertà dei robot si muove all’interno di un insieme chiuso, la loro è una libertà determinata. Sarà in ogni caso un salto epocale: dovremo dare la nostra fiducia alle macchine.

Il filosofo nell’era digitale «Basta regali a facebook» «Viviamo nell’epoca della mobilitazione totale: web e cellulari annullano la distinzione tra il tempo libero e quello dedicato al lavoro». E ancora: «Ogni giorno compiamo azioni senza pensare alle implicazioni che hanno nel complesso della nostra esistenza». Da queste riflessioni è partito il filosofo Maurizio Ferraris, docente di Filosofia teoretica e vicerettore al-

l’Università di Torino, ospite nei giorni scorsi al Festival dell’Economia di Trento dove domenica è intervenuto sul tema “Tempo di lavoro, tempo di vita”. Ferraris è, tra l’altro, presidente del LabOnt-Laboratorio di ontologia, ha incarichi al Collège d’ètudes mondiales a Parigi, è editorialista per La Repubblica, direttore di numerose riviste e autore di oltre 50 libri e con l’aiuto del-

l’ufficio stampa del Festival, abbiamo ricostruito il suo intervento. Siamo davvero consapevoli che «ogni nostra azione su Internet lascia tracce e genera dati che hanno valore economico»? E che «abbiamo una disseminazione del lavoro, ovvero continuiamo a lavorare e produciamo ricchezza»? Senza pensarci, siamo costantemente connessi, ri-

I robot, l’intelligrenza artificiale e le questioni etiche del digitale: se ne parla a Le Primavere ARCHIVIO

Robert Bray

L’auditorium della Camera di Commercio di Lecco

Filippo Pretolani

spondiamo a mail, messaggi, lavoriamo con computer, cellulari e facciamo lavorare gestori telefonici, gestori elettrici. Il risultato è una dilatazione spazio-temporale della nostra prestazione, uno “sfruttamento” senza limiti. Uno scenario che si aggrava se si considera che «le operazioni da noi svolte a titolo gratuito, ogni interazione sul web, generano un plusvalore assoluto» perché tutto l’apparato tecnologico ne trae vantaggi economici (pensiamo alla pubblicità e alla mole di dati fornita dagli utenti). Una situazione che, secondo il filosofo è aggravata dal fatto che il web non solo mo-

voro contemporaneo presenta questi aspetti: immaterialità, flessibilità, mobilità e umanità, aspetti più vicini al comunismo che al capitalismo». Per proporre la sua soluzione Ferraris si riferisce a Facebook: «Zuckerberg mobilita forze enormi di lavoro. Noi prestiamo i soldi alle banche ma a Facebook li regaliamo. Tutto ciò deve essere regolato, c’è bisogno di un’azione congiunta europea che si impegni affinché questa mobilitazione venga riconosciuta come un lavoro e gli utili di questo enorme lavoro sommerso vengano ridistribuiti».

bilita ma, soprattutto, registra «ciò che è impresso sul web è un documento indelebile, una memoria incancellabile». «Si è passati dalla comunicazione alla registrazione: non esiste una società senza registrazione, che è l’essenza del capitale. L’esplosione della registrazione e la disseminazione della comunicazione è una rivoluzione più potente di quella industriale». «La vita attuale è molto più simile al comunismo descritto di Marx - aggiunge Ferraris - dove le persone sono costrette a fare sempre le stesse cose, come delle macchine, senza una totalità reale. Il la-

C.Dot.


23

LA PROVINCIA LUNEDÌ 4 GIUGNO 2018

La rassegna

Le Primavere Edizione 2018

Intelligenza artificiale, ecco le regole Domani sera. Incontro all’auditorium della Camera di commercio di Lecco con Robert Bray e Filippo Pretolani “Quando i computer imparano da soli”: così l’Unione Europea interviene nella rivoluzione digitale in corso CAMILLA DOTTI

«È necessario un ambiente improntato a fiducia e responsabilità per lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (Ia)» . Si lega a questa considerazione la decisione della Commissione europea, annunciata lo scorso 25 aprile, di «assicurare un quadro giuridico ed etico adeguato, basato sui valori dell’Unione e coerente con la Carta dei diritti fondamentali della Ue». Alla base del pacchetto di azioni della Commissione sull’Ia c’è la relazione presentata al Parlamento lo scorso gennaio, e alla cui stesura aveva lavorato Robert Bray. Avvocato, vent’anni di lavoro a Bruxelles, Bray sarà a Lecco domani sera, all’auditorium della Camera di Commercio (viale Tonale, 28), in occasione dell’ultimo incontro de Le Primavere “Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite”. Dialogheranno con lui Fi-

n La Commissione presenterà entro fine anno orientamenti etici sulla Ia

n Anche il nuovo

regolamento sulla protezione dei dati rientra in questo ambito

lippo Pretolani, economista e comunicatore, il direttore de La Provincia Diego Minonzio e il responsabile dell’edizione di Lecco Vittorio Colombo. Diritto civile

Gli aspetti di diritto civile ed etici, contenuti nella risoluzione presentata al Parlamento dalla deputata socialista lussemburghese Mady Delvaux, erano stati seguiti da Bray nella sua veste, all’epoca, di capo del segretariato della Commissione giuridica. Il punto di partenza riconosciuto unanimemente è che la tecnologia rappresenti un’opportunità e che le innovazioni possano incidere in modo positivo sulla qualità della nostra vita. Servono, però, orientamenti sulle norme esistenti, ad esempio, in tema di responsabilità (danno da prodotti difettosi) e sicurezza (utilizzo o attacchi a scopi illegali). Nel pacchetto della Commissione europea - sul cui sito i documenti principali sono disponibili anche in lingua italiana - sono previsti investimenti nella ricerca e nell’innovazione, nel settore pubblico e privato. Si incoraggiano gli stati Ue a «modernizzare i propri sistemi di istruzione e formazione e a sostenere le transizioni nel mercato del lavoro» affinché «nessuno resti escluso dalla trasformazione digitale». Per il quadro giuridico ed etico, «entro la fine del 2018 la Commissione presenterà orientamenti etici sullo sviluppo dell’Ia, basati sulla Carta dei diritti fondamentali della Ue, tenendo presenti principi come la protezione dei dati e la trasparenza e sulla base del lavoro del Gruppo europeo per

l’etica delle scienze e delle nuove tecnologie. Per la stesura di tali orientamenti la Commissione sarà inoltre assistita da tutti i pertinenti portatori di interessi riuniti nell’Alleanza europea per l’Ia». Entro la metà del 2019, infine, la Commissione pubblicherà «orientamenti sull’interpretazione della direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti alla luce dell’evoluzione tecnologica, in modo da garantire chiarezza sul piano giuridico ai consumatori e ai produttori in caso di prodotti difettosi». Regolamento della privacy

Rientra in una delle tappe di questo percorso, ad esempio, il Regolamento generale sulla protezione dei dati (Rgpd) entrato in vigore lo scorso 25 maggio. La Commissione ha inoltre avanzato una serie di proposte nell’ambito della strategia per il mercato unico digitale, fattore chiave per lo sviluppo dell’Ia, come il regolamento sulla libera circolazione dei dati non personali, il regolamento sulla e-privacy e la legge sulla sicurezza informatica. Per «aumentare la trasparenza e minimizzare il rischio di condizionamenti o errori, i sistemi di Ia dovrebbero essere sviluppati in modo da permettere agli esseri umani di comprendere le loro azioni e la logica sottostante». Futuro del lavoro, equità, sicurezza, inclusione sociale e trasparenza degli algoritmi e ancora l’impatto sui diritti fondamentali, tra cui la vita privata, la dignità, la tutela dei consumatori e la non discriminazione, sono alcuni degli aspetti su cui si focalizzeranno gli orientamenti etici.

Un bambino gioca con un robot ©AP IMAGES/EUROPEAN UNION

Siri, Google e i droni Tutto è intelligente Cos’è l’intelligenza artificiale? “Intelligenza artificiale” (Ia) indica sistemi che mostrano un comportamento intelligente analizzando il proprio ambiente e compiendo azioni, con un certo grado di autonomia, per raggiungere specifici obiettivi. I sistemi basati sull’Ia possono consistere solo in software che agiscono nel mon-

Dal Golem fino a Isaac Asimov La fantascienza adesso è realtà Letteratura I racconti che hanno anticipato l’epoca contemporanea Le leggi della robotica «E allora venne l’ingegner Rossum, il nipote del vecchio. Gli bastò dare un’occhiata all’anatomia per capire subito che si trattava d’una cosa troppo complicata e che un buon ingegnere l’avrebbe realizzata in modo più semplice. Eliminò tutto quello che non serviva direttamente al lavoro. Insomma, eliminò l’uomo e fabbricò il Robot». Il brano è estratto da “I robot universali di Rossum”, dramma utopico fantascientifico del ceco Karel Čapek (1890-1938) pubblicato nel 1920 e messo in scena al Tea-

tro nazionale di Praga il 25 gennaio del 1921. Per la prima volta il robot entra in scena. Il termine deriva dal ceco robota, che significa lavoro pesante o lavoro forzato. Ma in realtà il vocabolo esisterebbe da tempo diffuso nell’Europa centro orientale per indicare la servitù della gleba. Ma ci vorrà Isaac Asimov perché la parola possa entrare nella letteratura, usata per la prima volta su carta stampata nel racconto “Bugiardo!”(Liar!, 1941), presente nella famosa raccolta “Io, Robot” dove sono citate le tre regole della robotica, diventate quattro con l’introduzione della Legge Zero. Letteratura, geniale ma appunto fantasia. Invece ecco che le tre regole compaiono in calce, testuali, alla risoluzione del Parlamen-

Asimo, robot capace di interagire autonomamente con la realtà

do virtuale (per esempio assistenti vocali, software per l’analisi delle immagini, motori di ricerca, sistemi di riconoscimento vocale e facciale); oppure incorporare l’Ia in dispositivi hardware (per esempio in robot avanzati, auto a guida autonoma, droni o applicazioni dell’Internet delle cose). Utilizziamo l’Ia quotidianamente, per esempio per

to europeo “Norme di diritto civile sulla robotica” del 16 febbraio 2017, primo documento in cui i deputati europei raccomandano alla Commissione che di robotica è venuto il momento di occuparsi, sul serio. Per dirlo ricorrono, nel primo principio generale, alla migliore fantascienza: «Le leggi di Asimov devono essere considerate come rivolte ai progettisti, ai fabbricanti e agli utilizzatori di robot, compresi i robot con capacità di autonomia e di autoapprendimento integrate, dal momento che tali leggi non possono essere convertite in codice macchina…». Incredibile ma vero. Eccole in ordine. La Prima: «Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno». La Seconda: «Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge». La Terza: «Un robot deve proteggere la pro-

tradurre le lingue, generare sottotitoli nei video o bloccare lo spam delle email. Molte tecnologie di Ia richiedono dati per migliorare le loro prestazioni. Raggiunto un buon livello di prestazioni, esse possono contribuire a migliorare e automatizzare il processo decisionale nello stesso campo. Per esempio, un sistema di Ia verrà addestrato e in seguito utilizzato per rilevare gli attacchi informatici sulla base dei dati provenienti dal sistema o dalla rete interessati. Fonte: Ue, L’intelligenza artificiale per l’Europa

pria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge. (cfr. Isaac Asimov, “Circolo vizioso”, 1942). E infine la Legge Zero: «Un robot non può recare danno all’umanità, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, l’umanità riceva danno». Quello che era solo immaginato, ora è realtà, del resto è dall’alba dell’umanità che fantastichiamo su androidi, cloni e golem. L’idea di persone artificiali ha precedenti illustri: Pigmalione scolpì una statua come gli garbava e Galatea prese vita. Leonardo da Vinci aveva progettato un cavaliere meccanico e Mary Shelley aveva immaginato il suo Frankenstein. Inevitabile che prima o poi la tentazione irresistibile di creare una creatura simile, schiava e potente, diventasse una possibilità concreta. Da quella storia di progetti e fantasia si saccheggia ora per trovare ispirazione e orientamento per una nuova etica del super umano. Maria Grazia Gispi


15

LA PROVINCIA DOMENICA 3 GIUGNO 2018

La rassegna

Le Primavere Edizione 2018

«Roboteandroidi? Sarannopresto piùintelligentidinoi» L’intervista. Robert Bray si è occupato di diritto civile sulla robotica e martedì sarà ospite de Le Primavere Con lui anche il consulente di comunicazione Pretolani gli effetti sulla società e sull’impiego e in quale misura il mondo, in futuro, sarà diverso dall’attuale sono solo un piccolo campione delle questione considerate.

MARIA GRAZIA GISPI

Ha suscitato scandalo la risoluzione del Parlamento europeo “Norme di diritto civile sulla robotica” del 16 febbraio 2017. Ad occuparsene Robert Bray all’epoca alla Commissione giuridica Ue e martedì prossimo all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco, ore 20.45, per ultimo appuntamento - come sempre gratuito, prenotazioni su leprimavere.laprovincia.it - della rassegna “Critica della Ragion digitale”. Insieme a lui Filippo Pretolani consulente di comunicazione e i giornalisti Diego Minonzio, direttore de La Provincia e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione di Lecco. Il tema: “Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite” apre la questione del possibile errore: cosa succede se l’intelligenza artificiale sbaglia? Quasi una contraddizione in termini. Se un’auto a guida automatica investe un pedone? Se un robot cadendo fa dei danni? Robert Bray ha lavorato nelle istituzioni europee dal 1973. Nel 1984 è entrato a far parte della Corte di giustizia europea come giurista-linguista. Ha lavorato per il Parlamento europeo dal 1997 al 2017 come capo della segreteria per la Commissione affari legali. Essendo stato responsabile della legislazione sul diritto d’autore nella società dell’informazione, sul’e-commerce, sui brevetti informatici, ha ispirato la Commissione a occuparsi della questione della robotica e dell’intelligenza artificiale. Oggi in pensione, pubblica su questioni giuridiche e insegna a Urbino

Cosa è scaturito da tutti gli studi e le analisi fatte? Robert Bray

e alla Luiss. È membro del Consiglio dell’European Law Institute. La responsabilità civile nell’era digitale: come è stata affrontata dalle istituzioni?

Ho sollevato questa questione al Parlamento europeo quando ero capo della segreteria della Commissione giuridica. Si era cominciato ad analizzare la questione dell’intelligenza artificiale e dei robot pensando, all’inizio, alla macchina automa e agli effetti delle sue azioni sulla responsabilità civile, in ambito di diritto assicurativo. Il tema si è poi ampliato moltissimo, siamo andati a indagare molti altri campi di applicazione: dalla medicina agli aspetti sociali fino a cercare di capire se il mondo di cui stiamo parlando è reale o è da considerarsi la proiezione di un programma. Sono state poste questioni filosofiche e ci siamo interrogati sulla questione della coscienza individuale. Se le macchine possono pensare, quali saranno

n «Esperimenti

dimostrano che tendiamo a trattare i robot come essere umani»

La risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2017 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica. Ma anche un software sofisticato che simula i possibili impatti dell’intelligenza artificiale sui diversi settori: dalla medicina all’energia. Il Parlamento europeo non ha il potere di imporre una legislazione, ma chiede alle autorità di avviare certe azioni e di considerare la materia. Questa iniziativa ha avuto un’ampia eco in tutto il mondo. La relatrice lussemburghese Mady Delvaux ed io siamo stati invitati a parlarne ovunque, dal Portogallo al Giappone. Ci ha sorpresi l’impatto e l’interesse suscitato dal tema, ma in effetti questa problematica avrà un’incidenza fondamentale sulla società del futuro e alcune idee, come codice di condotta, sono state riprese da altri paesi in particolare in oriente.

Sempre più stretto il rapporto tra umani e intelligenza artificiale

Quali sono gli aspetti in assoluto più delicati sollevati dalla risoluzione?

Particolarmente controversa la parte nella risoluzione in cui il Parlamento accenna alla possibilità nel futuro di attribuire personalità giuridica ai robot. Quali ri-

La risoluzione ha provocato reazioni di vario genere. C’è chi ha espresso preoccupazioni sul possibile sfruttamento dei robot in un prossimo futuro nel caso potessero pensare come noi e quindi provocare un dilemma etico. Sono stati fatti degli esperimenti osservando come le persone trattano i robot e si è verificato che tendono

Dalle fabbriche alle case Pronti 3 milioni di androidi La normativa Le ultime risoluzioni Ue sono il tentativo di imporre il rispetto di standard etici e responsabilità civile Le vendite di robot sono aumentate in media del 17% all’anno tra il 2010 e il 2014 e del 29% in tutto il mondo nel solo 2014. Più di 3 milioni di robot saranno utilizzati nelle fabbriche entro il 2020.

Significa che si saranno raddoppiati in sette anni, tra il 2014 e il 2020. Incremento esponenziale per i robot “di servizio” nelle case (dati della Federation of Robotics). L’accelerazione dell’universo digitale ha spinto i deputati europei a chiedere norme comuni per garantire standard di sicurezza e protezione. La risoluzione approvata il 16 febbraio 2017 e la più recente comunicazione della Com-

missione sull’intelligenza artificiale in Europa del 25 aprile di quest’anno sono un tentativo per far rispettare standard etici e per stabilire criteri per la responsabilità civile. Le norme in materia di robotica e di intelligenza artificiale, secondo le intenzioni, servono sia per sfruttarne appieno il potenziale economico sia a garantire le persone in caso di danni, guasti, errori. Già in diversi paesi sono

a comportarsi con loro come se fossero esseri viventi. In Giappone esistono robot impiegati come badanti e c’è il rischio reale che si crei un legame affettivo tra le persone anziane e le macchine. Infine esistono o potrebbero esistere anche robot a uso sessuale, questione della quale non si è trattato nella risoluzione ma che pone potenziali problemi.

n «I dispositivi

con intelligenza artificiale potranno anche avere una loro autonomia»

previsti standard normativi per i robot, ma spetta all’UE prendere l’iniziativa su come impostare questi criteri, in modo da non essere costretti a seguire quelli eventualmente stabiliti da altri. La relatrice della risoluzione, Mady Delvaux, dichiarò: «Sono lieta per l’approvazione della mia relazione sulla robotica, ma mi rammarico che la coalizione di destra formata da Alde, Ppe e Ecr si sia rifiutata di prendere in considerazione le possibili conseguenze negative sul mercato del lavoro». Perché l’altro aspetto sociale su cui impatta l’avanzata dei robot è il cambiamento nel mercato del lavoro attraverso la creazione, lo spostamento e

sposte sono state date?

I parlamentari hanno alla responsabilità giuridica a partire dalla macchina che si guida da sola o dalla persona che ha prodotto la macchina. Se ne è discusso anche alla scuola Sant’Anna di Pisa dove nel dipartimento di robotica e intelligenza artificiale hanno studiato la questione, ma hanno rigettato l’idea della personalità giuridica, mentre i parlamentari l’hanno ripresa pensando a grandi società produttrici che hanno personalità giuridica e che possono fornire un modello. Lo scopo è assicurare una tracciabilità, identificare la catena di produzione. Ma è sufficiente risalire a chi ha prodotto il robot oppure a chi installato il programma?

Non proprio, i dispositivi con intelligenza artificiale possono anche essere venduti e si preve-

la perdita di posti, tema immenso che richiede ammortizzatori sociali, strategie di formazione e lungimiranza politica. I deputati hanno esortato la Commissione a seguire da vicino questi sviluppi. Ma la risoluzione ha soprattutto richiamato la necessità, urgente, di chiarire le questioni di responsabilità, in particolare per le auto senza conducenti. Si è chiesto un regime di assicurazione obbligatoria e un fondo integrativo per garantire che le vittime di incidenti con auto senza conducente siano completamente risarcite. Nel lungo termine invece, il Parlamento sollecita la Commissione perché prenda in considerazione la creazione di

de possano poi avere anche una certa autonomia. Se poi le singole macchine dovessero sviluppare una personalità propria sarà necessario capire in quale misura debbano assumersi anche la responsabilità delle loro azioni. In ogni caso la personalità giuridica è stata posta solo come ipotesi, non è mai stata una vera proposta, potrebbe diventarlo forse in futuro quando i robot saranno più sofisticati. Per il momento si è voluto porre la questione di un registro delle macchine intelligenti e di due tipi possibili di responsabilità giuridica per i produttori e per i proprietari. Capiamo che è scioccante per tutti pensare a delle macchine con una personalità, ma questa è una delle concrete possibilità che possono aprirsi quando i robot avranno una capacità intellettuale molto superiore a quella dell’essere umano. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

uno status giuridico specifico per i robot, per stabilire di chi sia la responsabilità in caso di danni. La robotica solleva anche questioni etiche, per esempio relative alla privacy e alla sicurezza, tanto che è stato proposto un codice di condotta volontario per ricercatori e progettisti, perché operino nel rispetto delle norme legali ed etiche e garantiscano il design del robot e il loro utilizzo nel rispetto della dignità umana. Infine, per dare alle autorità pubbliche competenze tecniche, etiche e normative, dovrebbe nascere un’Agenzia europea per la robotica e l’intelligenza artificiale. M. Gis.


22

LA PROVINCIA SABATO 2 GIUGNO 2018

La rassegna

Le Primavere Edizione 2018

I robot a scuola e nell’industria Sarà rivoluzione Scampoli di futuro. L’esperto Filippo Pretolani «Macchine superintelligenti per formare i ragazzi e per risolvere gran parte dei problemi aziendali» CAMILLA DOTTI

«Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite» è il tema che sarà affrontato nel corso dell’ultimo incontro de Le Primavere. L’appuntamento è per martedì 5 giugno alle ore 20,45, a Lecco, nell’Auditorium della Camera di Commercio (viale Tonale 18). A guidarci attraverso le regole etiche e legislative che dovranno dirigere lo sviluppo di queste nuove macchine saranno Robert Bray, avvocato, vent’anni trascorsi al Parlamento europeo dove l’ultimo incarico che ha ricoperto è stato al vertice dell’unità della segreteria della Commissione giuridica. Con Bray, dialogherà Filippo Pretolani, economista, comunicatore. Insieme a loro interverranno il direttore de La Provincia Diego Minonzio e il responsabile dell’edizione di Lecco Vittorio Colombo. «Quando ci sono di mezzo le macchine - spiega Pretolani, che si definisce un “osservatore dell’impatto tecnologico sul vivere associato” - noi tendiamo a paragonare la situazione a un’ideale, invece dovremmo paragonarla al passato e al contesto. Se una macchina che si guida da sola si schianta tendiamo a pensare che sia l’apocalisse tecnologica. Raramente pensiamo al fatto che è solo uno delle migliaia di incidenti avvenuti in quelle ore nel mondo». Queste nuove macchine impareranno da noi, assimilando il nostro modo di agire. L’esperienza dei robot

«Le macchine imparano dall’esperienza: invece di preoccuparci delle macchine, preoccupiamoci di migliorare l’esperienza - prosegue - . Facciamole

imparare in un contesto qualitativamente ricco. Eviteremo così il “Garbage in, garbage out” (Gigo). In italiano lo potremmo tradurre approssimativamente così: Se ti nutro a spazzatura tu produrrai spazzatura». Queste macchine faranno la loro comparsa anche nelle scuole. «Nella scuola e nella didattica useremo le macchine super intelligenti per arricchire l’esperienza formativa dei giovani. Se devono comprendere i fiumi, oltre a sorvolare sui nomi li sorvoleranno con le im-

processi consolidati che le macchine sapranno svolgere meglio di noi. Tuttavia le scuole saranno sempre necessarie. Le macchine possono approssimarsi a calcolare qualunque cosa ma c’è un resto incalcolabile che dovrà essere sempre approcciato da una mente libera e curiosa. Le scuole servono e serviranno sempre e solo a questo: a provare a pensare quel che rimane da capire dopo che le macchine hanno calcolato tutto il calcolabile». Rivoluzione industriale

Filippo Pretolani

n «Per le imprese

un set di strumenti strepitoso Ma il successo non si farà con loro» magini dei droni e dei satelliti in tempo reale. Comprendendo e visualizzando cos’è un argine, cosa un terrapieno, cosa un’inondazione e come evitare il dissesto idrogeologico, vedendo cos’è». E quindi potrebbe essere che le scuole non siano più necessarie? «È possibile che in un futuro non lontano delegheremo alle macchine la parte nozionistica, il lavoro sporco, quella parte di fatica sterile che c’è nell’apprendimento - spiega Pretolani - . Ed è anche possibile che smetteremo di imparare nel dettaglio i

Assisteremo a cambiamenti anche nel modo di fare impresa. «Le aziende avranno accesso a un set di strumenti strepitoso. Mattoncini con cui creare il mondo dell’offerta: strumenti di produzione, di distribuzione, di vendita. Le aziende dunque beneficeranno della super intelligenza e delle macchine che imparano da sole per risolvere gran parte delle problematiche che oggi ne limitano l’efficienza e l’efficacia. Ma non potranno costruire vantaggio competitivo duraturo su questo, visto che sarà di patrimonio comune. Il successo economico dipenderà come sempre dalla lungimiranza e dall’intuizione imprenditoriale, dal saper vedere mercati e servizi per il cliente laddove ancora non ci sono». Al centro di tutto avremo pertanto sempre l’uomo? «Per costruire il futuro – conclude Pretolani - ci serve una visione contemporanea; dovremo essere costruttori di visioni e al momento il nostro immaginario è normato e condizionato da una narrazione apocalittica. Niente di più lontano a una visione superintelligente del mondo e dell’economia. C’è ancora tutto da fare e da inventare».

Un drone gigante. «Sorvoleranno i fiumi e mostreranno ai ragazzi che cosa sono argini e inondazioni»

L’auditorium della Camera di commercio di Lecco

Androidi troppo umani Così diffidiamo di loro La pellicola L’incipit della serata sarà una scena di “Ex Machina”, film del 2015 scritto e diretto da Alex Garland Protagonisti della pellicola Domhnall Gleeson, l’emergente Alicia Vikander e Oscar Isaac. Il focus è sul robot Ava e la relazione che costruisce con il giovane programmatore che deve

verificare per conto del geniocapo il livello di intelligenza della macchina. Ebbene, il livello si dimostrerà altissimo, troppo. Senza anticipare nulla di più per chi non avesse visto questo film di forti contrasti. «Nonostante si parli di futuro è quasi un film gotico - commenta Alberto Cano - girato in una bellissima casa un po’ sinistra, che potrebbe essere il castello di certe storie molto dark, anche per la scelta dei colori e dell’ambiente. I per-

sonaggi, i robot, figure che sappiamo essere artificiali eppure così simili agli umani, diventano un elemento fonte di inquietudine e disturbo: tra loro e i due uomini c’è vicinanza e altrettanta lontananza che genera un gioco imprevedibile. Si ha l’impressione di misurarsi con un simile mentre entra in scena l’imponderabile, sempre latente, sospettato fin dall’inizio». Un altro elemento che avvicina il film alle storie gotiche è il

Ava, il robot del film Ex Machina

personaggio dello scienziato impazzito «C’è la follia del ricchissimo e potente genio, uno di quei personaggi che appartengono alla mitologia del web, con illimitate possibilità economiche: si è convinto di essere oltre ogni legge e ogni etica, di poter costruire la macchina perfetta ed è cieco di fronte a questa sua ricerca. Vediamo man mano una serie di elementi che appartengono alle storie gotiche e che qui sono inserite in una dimensione fantascientifica». Ma i turbamenti sono quelli universali dell’umano, della fiducia, dell’innamoramento, del tradimento. Alla fine è una lotta per la sopravvivenza e forse non è così fuori dalla realtà e dal tempo immaginare che non sarà poi così

facile spegnere delle macchine che ci superano per intelligenza e forza. Il film gioca volutamente su questo timore per il futuro che vediamo all’orizzonte e ha il merito di portare a tema la questione, con tale senso critico e forza da offrire spunti di riflessione non lontani da quanto i giuristi dell’Unione europea stanno mettendo a tema nelle loro agende. «Anche in “Io, Robot” la tecnologia si ribella e noi perdiamo il controllo - conclude Cano mantenere o perdere e riconquistare il controllo è l’elemento di brivido e la nostra attenzione è stimolata da questa dinamica». Maria Grazia Gispi


19

LA PROVINCIA GIOVEDÌ 31 MAGGIO 2018

L’illusione di cambiare il mondo Manlio Iofrida ha dialogato con Silvano Petrosino: confronto tra filosofi, perché anche sul futuro non è tutto oro quel che luccica

A spasso tra le stelle L’astronauta Umberto Guidoni ha guidato il pubblico lecchese in un emozionante viaggio alla scoperta delle frontiere dello spazio

Più bravi di noi? “Quando i computer imparano da soli”, la super intelligenza cambia le nostre vite. Martedì 5 giugno con Robert Bray, esperto dell’Unione Europea

Robot che lavorano con l’uomo «Ma non intelligenze autonome» Il futuro. L’ingegner Pucci ha illustrato il potenziale che può raggiungere la tecnologia «Siamo arrivati alla robotica collaborativa. Potranno per esempio aiutare gli anziani»

il numero dei nostri diplomati sia insufficiente rispetto alla richieste delle aziende lecchesi. All’Istituto Badoni, ogni anno, non si diploma neppure la metà degli studenti che sono richiesti dal mercato del lavoro. Come Badoni ci domandiamo spesso come mai ci sia questo palese paradosso». «E’ evidente che dobbiamo trovare un accordo tra scuola e imprese per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore delle scuole tecniche. Le famiglie ed i ragazzi devono sapere che il futuro è nella meccatronica e che le aziende aspettano a braccia aperte i nostri diplomati».

Nelle nostre case potrebbe presto trovare posto Andy, un robot umanoide capace di interagire con noi. Questo il futuro tracciato martedì sera dall’ingegner Daniele Pucci nell’ambito dell’incontro delle Primavere dedicato alla tecnologia ed ai suoi effetti nella nostra vita di tutti i giorni. Se Mafe De Baggis, consulente di comunicazione, ha tracciato i cambiamenti che internet ha portato nelle nostre vite, sottolineando pregi e difetti di un rapporto spesso contraddittorio, Daniele Pucci ha descritto i progressi della ricerca sui robot umanoidi. Una ricerca che sta portando avanti all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. In particolare Pucci ha posto l’obiettivo su tre problemi che si dovranno affrontare nei prossimi anni. Innanzitutto la salute dei nostri cari più anziani, in secondo luogo la futura mancanza di mano d’opera e infine la necessità di avere tecnologie sofisticate nei momenti di grande emergenza. Capire gli uomini

«Siamo oggi arrivati alla robotica collaborativa, stiamo cercando le soluzioni che permettano ai robot di lavorare con un essere umano e non solo di interagire con lui. Nel caso sia necessario spostare dei carichi pesanti il robot, oltre a percepire la presenza dell’uomo, ne comprende il suo stato fisico, lo sforzo a cui la persona è sottoposta e interviene nel modo opportuno. Fondamentale per il robot è quindi comprendere

L’ingegnere Daniele Pucci nel corso della serata de Le Primavere

la situazione fisica dell’umano con cui lavora». Resta da capire se in questo futuro che ormai è alle porte il robot possa addirittura conoscere le nostre emozioni ed in base a queste interagire con noi: «E’ una prospettiva su cui si sta lavorando. Non è inconcepibile che la macchina riesca a percepire gli umori delle persone attraverso alcune alterazioni fisiche. Possiamo pensare di monitorare anche altri elementi oltre a quelli dello sforzo muscolare, per esempio il battito cardiaco o la frequenza del respiro. Attraverso questi parametri biomeccanici il robot potrebbe comprendere i nostri stati d’animo. Questa non è fantascienza».

n «In corso studi

per portare le macchine a capire lo stato fisico dell’uomo»

n «Il robot potrà

scegliere un’azione opportuna ma tra quelle stabilite da noi»

Di fronte a tutto questo un’altra domanda riguarda l’intelligenza artificiale dei robot e la possibilità che riescano addirittura ad apprendere per poi diventare intellettualmente autonomi. Il limite

«Dico subito che non è possibile che i robot acquisiscano capacità cognitive autonome. Implementiamo un insieme vario ma limitato di comportamenti possibili. Il robot potrà scegliere l’azione che riterrà più opportuna in quel momento, ma tra le azioni possibili date». Ci saranno grandi cambiamenti, dunque, nei prossimi anni. Ma quanto costeranno questi nuovi robot umanoidi?:

«Attualmente il prezzo è molto alto, intorno ai 300mila euro, ma dovrebbe accadere per i robot quello che è successo per i cellulari ed il loro prezzo dovrebbe scendere intorno ai 10mila euro, più o meno come un’utilitaria». In sintesi, dunque, ci avviamo verso una società in cui molti lavori saranno svolti dai robot a scapito di noi, poveri esseri umani: «Gli uomini avranno sempre un ruolo preminente; continueranno ad esserci ingegneri e filosofi mentre altre professioni potrebbero essere ridimensionate. Tra una ventina d’anni, per esempio, gli avvocati potrebbero sparire sostituiti da intelligenze artificiali». G. Col.

Strumenti per limitare il potere dei giganti del web Il prossimo incontro Martedì 5 giugno in Camera di commercio Robert Bray parlerà sulle nuove regole Peggio del FarWest, niente regole e grandi potentati digitali che tutto possono e vogliono. Si è detto il peggio sulla mancanza di leggi sovranazionali per imbrigliare una rivoluzione digitale troppo veloce in questa rassegna delle Primavere dedicate alla “Critica della Ragion digitale” e critica è stata, ra-

gionata, ponderata e competente. Martedì prossimo, 5 giugno, all’auditorium della Camera di commercio di Lecco, ore 20.45, ultimo appuntamento - come sempre gratuito, prenotazioni su leprimavere.laprovincia.it con Robert Bray responsabile della legislazione del copyright al Parlamento Europeo dove ha lavorato dal 1997 al 2017. L’ultimo incarico di Robert Bray è stato quello di Capo del segretariato della Commissione giuridica. È stato responsabile della legislazione in tema di copyright per

Martedì il finale delle Primavere

le società di informazione e per l’e-commerce, oltre che della brevettabilità di computer o invenzioni. Il dialogo sarà con Filippo Pretolani consulente di comunicazione aziendale, si occupa soprattutto di strategie attraverso i social e di gestione della presenza online. La sua prospettiva non è solo tecnologica: il suo interesse è il cambiamento, l’evoluzione degli esseri umani. Insieme a loro i giornalisti Diego Minonzio, direttore de La Provincia e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione di

Lecco. A tema l’impossibile: dare regole a un futuro che già abitiamo. Eppure non siamo all’anno zero della legislazione per il digitale. La legge per la protezione dei dati, in vigore da una settimana, interviene su uno degli aspetti più delicati che riguardano i diritti della persona. La produzione massiccia, esponenziale dei big data e il loro utilizzo da parte dei grandi player della tecnologia in un regime di semi monopolio faceva temere il peggio, dove l’uso dei dati personali a fini pubblicitari rappresenta solo uno degli aspetti del problema e

il rischio è quello di lasciar accumulare un potere così esteso da essere capace di orientare le scelte dei cittadini. Ora la protezione dati, nuovo regolamento dell’Unione europea, è uno strumento che consente di governare il cambiamento verso la nuova era nel rispetto della libertà personale. Si è voluto e saputo adeguare il diritto alla nuova realtà, inimmaginabile fino a poco tempo fa. Lo ha spiegato Antonello Soro, presidente del Garante per la protezione dei dati personali. M. Gis.


18

LA PROVINCIA GIOVEDÌ 31 MAGGIO 2018

I nostri eventi

Le Primavere, tre serate a Lecco

La quarta rivoluzione Con il filosofo Luciano Floridi, professore a Oxford, un viaggio per capire come diventare informati e informatici

Convivere con le macchine intelligenti Salvatore Majorana, direttore del Kilometro Rosso di Bergamo, ci ha raccontato il futuro dal suo osservatorio

Il futuro nelle piante Flessibili,modulari e democratiche. Le piante come vere reti viventi capaci di sopravvivere anche alle catastrofi. Con il neurobiologo Stefano Mancuso

Un paradosso: «Manca personale specializzato» Il dibattito. In un mondo del lavoro invaso dai robot sono i tecnici competenti a scarseggiare nel Lecchese GIANFRANCO COLOMBO

«Facciamo sempre più fatica a trovare tecnici specializzati da inserire nella nostra azienda». Questa la dichiarazione dell’ingegner Massimo Costantini della SAS Engineering & Planning di Suello. Un’affermazione fatta durante l’incontro delle Primavere svoltosi martedì sera in Camera di Commercio a Lecco. Si è parlato di tecnologia, di un futuro in cui i robot saranno al fianco dell’uomo, ma in questo futuro trovare operai specializzati sembra anche da noi sempre più difficile. E’ stata questa l’ennesima conferma di una situazione paradossale per il nostro territorio: a fronte di una disoc-

n Lorenzo Riva:

«Va sostenuta l’intesa tra le scuole e le aziende del territorio»

n Achler (Badoni):

«Il numero dei nostri diplomati è assolutamente insufficiente»

cupazione che continua ad essere presente soprattutto per i giovani, le nostre aziende manifatturiere faticano a trovare mano d’opera nel senso di tecnici specializzati.

completamente cambiato e per questo anche le ragazze dovrebbero farci un pensierino. E’ un’opportunità che va presa in considerazione». Un invito

La conferma

Un dato che ci viene confermato anche da Lorenzo Riva, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio: «E’ ormai risaputo che le aziende lecchesi facciano fatica a trovare operai specializzati. Per questo da tempo tra scuola e impresa si è stabilito un dialogo molto importante. Noi, per esempio, continuiamo a sostenere l’alternanza scuola. Quello dell’integrazione dei ragazzi entro i meccanismi del mondo del lavoro è un nostro preciso impegno. Abbiamo bisogno che dalla scuola escano ragazzi che sappiano quello che c’è fuori dalle aule. Per le aziende è un impegno importante ma si tratta di un aspetto che va aiutato ed incrementato». Resta il fatto che la difficoltà a reperire tecnici specializzati sul nostro territorio è ormai cronica: «Credo si tratti di una questione anche culturale. I genitori devono capire che l’istruzione tecnica non è qualcosa di dispregiativo anzi al contrario sono studi che consentono un inserimento occupazionale quasi sicuro. Oggi il lavoro nelle fabbriche è

Un invito quello del presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, che s’inquadra nel grande cambiamento avvenuto nelle nostre aziende manifatturiere: «La quarta rivoluzione industriale, ha cambiato il modo di lavorare e l’ambiente in cui si lavora. Oggi le aziende non hanno bisogno di mano d’opera generica ma di personale qualificato, capace di interagire con la grande evoluzione tecnologica in atto. Dei ragazzi che frequentano i nostri istituti tecnici il 70% circa sceglie di fare l’università e solo il 30% decide di entrare nel mondo del lavoro. Cifre troppo basse per le esigenze delle aziende. Se poi pensiamo al grande calo demografico, possiamo capire che in prospettiva la difficoltà di trovare tecnici specializzati sarà sempre più grande». Questa situazione è ben conosciuta anche nel mondo della scuola, come ci ribadisce Paolo Achler, docente di elettrotecnica all’Istituto Badoni e nella sua funzione di collaboratore del dirigente, responsabile delle relazioni industriali: «Non è un mistero che

Daniele Pucci durante la serata della Primavere La robotica è sempre più presente nelle aziende dove mancano tecnici specializzati

Il docente del Badoni

«Un tecnico che sa l’inglese e lavora su più macchine» La difficoltà delle nostre aziende nel trovare tecnici specializzati paga il conto di una percezione sbagliata di quello che è oggi il lavoro nelle nostre imprese manifatturiere. Quando il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio parla di una questione anche culturale si riferisce a questo. L’operaio metalmeccanico in tuta blu e sporco di grasso non esiste praticamente più come sottolinea Paolo Achler docente del Badoni:

«L’operaio-massa degli anni Settanta è scomparso, è una figura non più richiesta. Quello che cercano le aziende sono tecnici specializzati con nozioni specifiche in disegno tecnico ed economia e con una buona conoscenza della lingua inglese. Nelle nostre imprese non c’è più il tecnico che segue una sola macchina, si deve essere in grado di lavorare su più macchine e questo richiede un alto livello di competenze, che gli istituti tecnici

sono in grado di far acquisire». Anche per questo vien da chiedersi come mai i diplomati in queste scuole siano così inferiori alle richieste delle aziende: «Va fatto un lavoro di informazione che ancora non è evidentemente sufficiente. Nell’ultimo trimestre il pil delle nostre aziende manifatturiere è a livelli cinesi, è dunque evidente che se i ragazzi scelgono altre scuole qualcosa non funziona. Fino a qualche anno fa i genitori dicevano ai loro figli “studia o ti mando a lavorare”. Oggi la questione è cambiata radicalmente e l’invito si è trasformato in “studia o non trovi lavoro”».

Massimo Costantini di Sas

generica, occupandosi di revisione e manutenzione di impianti per la lavorazione di metalli. Successivamente, seguendo in particolare le esigenze della clientela, ha iniziato la produzione di linee combinate nuove per la trafilatura e banchi di tiro a catena per la trafilatura di barre dal diametro maggiore. Recentemente è stata costruita la prima linea di pelatura, che segna un nuovo capitolo nello sviluppo dell’azienda. L’azienda di Suello cura il prodotto in tutte le sue fasi a 360 gradi: dalla progettazione alla costruzione, fino al montaggio, l’installazione ed il collaudo finale presso il cliente. L’efficienza produttiva di Sas e

l’elevata qualità certificata la rendono leader mondiale. L’azienda si pone, infatti, sul mercato come punto di riferimento per innovazione e ricerca di modi migliori e più convenienti di produrre, garantendo un servizio in grado di soddisfare ogni esigenza. Come ha ribadito ancora l’ingegner Costantini, la totale produzione in sede è un importante valore aggiunto offerto dall’azienda. Ciò consente di conoscere la macchina, modificarla e potenziarla al meglio per offrire prestazioni avanzate. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno e a quello sviluppo tecnologico che l’ha trasformata consentendole di essere all’avanguardia.

La tecnologia applicata Sas di Suello, un esempio L’imprenditore Massimo Costantini ha portato a Le Primavere l’esperienza di un’azienda che punta sul futuro A fornire una testimonianza dei grandi sviluppi che può portare oggi la tecnologia, alle Primavere è intervenuto l’ingegner Massimo Costantini della Sas Engineering & Planning di Suello, un’azien-

da che ha fatto dello sviluppo tecnologico il cuore della sua grande crescita. Una realtà imprenditoriale che conferma la qualità delle imprese del nostro territorio; una qualità riconosciuta in tutto il mondo. Come ha precisato l’ingegner Costantini, la Sas Engineering & Planning , che conta novanta dipendenti, opera da quarantacinque anni nel settore della lavorazione dei metalli ferrosi e non ferrosi fornendo le mi-

gliori soluzioni tecnologiche e un supporto costante alle aziende. L’efficienza produttiva e l’elevata qualità certificata hanno fatto della Sas un’azienda leader mondiale nella costruzione di macchine per la lavorazione di materiali ferrosi. Sas Engineering and Planning, che ha come presidente Fermo Pietro Stefanoni, è attiva dal 1973. Nella fase iniziale, si è posizionata sul mercato come officina meccanica


13

LA PROVINCIA MERCOLEDÌ 30 MAGGIO 2018

Il parere di chi c’era «Il tema è di grande attualità. Un robot può “rubare” lavoro, ma allo stesso tempo può aprire a nuove professioni Serate come questa aiutano a riflettere. Per le future generazioni si aprirà un nuovo approccio al lavoro»

L’ultimo appuntamento la prossima settimana Martedì 5 giugno all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco, alle 20.45, Robert Bray e Filippo Pretolani si confronteranno sul tema “Critica della ragion digitale”, una questione etica, politica e giuridica

E se il robot fa un errore? Dalla tecnologia all’etica Il 5 giugno. Colpa loro, del programmatore, del produttore, del destino? Esperti a confronto sul tema della responsabilità giuridica degli automi MARIA GRAZIA GISPI

Abbiamo attraversato dubbi, meraviglie e il Lambro tra Como e Lecco per 11 + 1 serate delle Primavere, l’ultima martedì, per una “Critica della ragion digitale”. In conclusione, dopo aver scoperto che i robot sanno già fare di tutto, incluso imparare, la domanda cruciale: e se mai dovessero sbagliare? Colpa loro, del programmatore, del produttore, del proprietario o del destino? Una questione etica, politica e giuridica con la quale si confrontano il 5 giugno all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco, alle 20.45, Robert Bray, che per l’Unione Europea studia da anni la normativa che dovrà regolare il funzionamento degli strumenti di intelligenza artificiale, e Filippo Pretolani consulente di comunicazione aziendale, si occupa soprattutto di strategie attraverso i social e di gestione della presenza online. Insieme a loro i giornalisti Diego Minonzio, direttore de La Provincia, e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione di Lecco. Proposta a Bruxelles

Tra il pubblico anche il sindaco di Lecco Virginio Brivio

con la robotica umanoide. Il vero oggetto, quest’ultimo, del lavoro di Daniele Pucci che all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova studia le caratteristiche dei robot affinché possano interagire con l’ambiente: la camminata su due gambe, il

L’accoglienza ai partecipanti

rapporto fisico uomo e robot. Questi sono gli umanoidi: «Siamo oggi arrivati alla robotica collaborativa, stiamo cercando le soluzioni che permettano ai robot di lavorare con un essere umano e non solo di interagire con lui».

Al tavolo del Parlamento europeo c’è già una proposta per risolvere l’enigma della responsabilità giuridica in campo robotico: Mady Delvaux, parlamentare del Lussemburgo, ha presentato nel 2016 una mozione per definire diritti, doveri e una “personalità elettronica” dei robot. Per ora non è legge della Commissione, ma ha avuto il merito di sollevare il tema delle norme di diritto civile sulla robotica, che per i numeri che sta assumendo non si può trascurare, e anche una serie di obiezioni. Tra

le altre: conferire la responsabilità alle macchina è un modo, furbo, per alleggerire quella dei produttori di robot. Recente la lettera inviata alla Commissione europea da oltre 150 esperti di intelligenza artificiale critici circa la possibilità di attribuire lo status di persona elettronica ai robot, per quanto sofisticati e autonomi. «Avevano la soluzione già gli antichi romani: a risarcire i danni compiuti da uno schiavo era il suo padrone» suggerisce Luciano Floridi, docente di filosofia ed etica dell’informazione all’Oxford Internet Institute. «Attribuire personalità elettronica ai robot rischia di deviare la responsabilità morale e legale dei loro sbagli e usi impropri: i robot potrebbero essere biasimati e puniti invece degli umani».

Robert Bray, esperto di intelligenza artificiale

Risalire alle responsabilità

Resta però la difficoltà di risalire alle responsabilità umane nella lunga e complessa catena di professionalità che concorrono a ideare, costruire, rendere indipendente un robot, oltre a quel margine di indeterminatezza dovuto a quanto la macchina stessa può apprendere dall’ambiente, dalle esperienze e dalle circostanze. Sul terreno sconosciuto e scivoloso della responsabilità giuridica dei robot, delle norme per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale e della gestione legale dei big data si arrischierà martedì prossimo Robert Bray che, per vent’anni, ha lavorato presso il Parlamento europeo: dal 1997 al 2017. L’ultimo incarico di Robert Bray è stato quello di Capo del Segretariato della Commissione giuridica. È stato responsabile della legislazione in tema di copyright per le società di infor-

Filippo Pretolani, consulente di comunicazione aziendale

mazione e per l’e-commerce, oltre che della brevettabilità di computer o invenzioni. A lui si affiderà una riflessione sulla possibilità di trovarsi a gestire una controversia per un tamponamento stradale non con il guidatore dell’altra macchina, ma direttamente con

Cecilia Corti

Marco Colombo

Massimo Rizzi

Giorgio Soave

Simone Contini

Paolo Villa

la macchina, capace di guidarsi da sola. L’incontro sarà introdotto dalla proiezione di uno spezzone del film “Ex Machina” del 2015 scritto e diretto da Alex Garland. La serata de Le Primavere è gratuita, per prenotazioni: leprimavere.laprovincia.it.

adattarsi a diversi contesti. Con lui sul palco Mafe De Baggis, da vent’anni studia il modo migliore per usare i media digitali. «L’argomento è di grande attualità, e credo che si sappia meno di quello che si dovrebbe sapere – fa notare Cecilia Corti -Internet è quello che negli anni Ottanta e Novanta erano la televisione e la pubblicità, ci approcciavamo ad una visione diversa della comunicazione, e così ira con internet e il suo sviluppo». A lei fa eco Simone Contini: «Internet lo uso molto per lavoro. Non mi spaventa questa evoluzione». Per Paolo Villa il tema «è di valenza e tutto ciò che è confronto è importante. Bisogna conoscere e approfondire». Paola Sandionigi


12

LA PROVINCIA MERCOLEDÌ 30 MAGGIO 2018

La rassegna

Le Primavere Edizione 2018 Mafe De Baggis e le contraddizioni «La contraddizione è che abbiamo paura che i computer ci sostituiscano ma continuiamo a cercare il modo di far sì che lavorino per noi. A parole li odiamo, i computer, ma in realtà non vediamo l’ora di pigiarne i tasti»

Daniele Pucci e il rapporto tra uomo e robot «Questi sono gli umanoidi. Oggi siamo arrivati alla robotica collaborativa, stiamo cercando le soluzioni che permettano ai robot di lavorare con un essere umano e non solo di interagire con lui»

«Non dobbiamo evitare la fatica di pensare» I robot sono realtà. Alla Camera di Commercio l’incontro sul loro uso quotidiano e ciò che comporta GIANFRANCO COLOMBO

“Imparare internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?”: questa la domanda al centro del secondo appuntamento lecchese de Le Primavere, che si è svolto ieri sera all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco. La tecnologia che ci ha cambiato la vita è stata il fulcro del dibattito che ha visto protagonisti Mafe De Baggis, consulente di comunicazione, e Daniele Pucci, ingegnere, ricercatore all’Istituto italiano di tecnologia dove è il responsabile del Dynamic Interaction Control Lab. Accanto a loro c’erano Diego Minonzio, direttore de La Provincia, e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione lecchese. A quale costo?

Al centro del dibattito c’è stato l’utilizzo quotidiano dei robot ed in particolare quali sono le funzioni che potremo delegare loro, a quale costo e soprattutto perché dovremmo farlo. «Quello che ho imparato in questi anni è che abbiamo avuto tante cose in più grazie alla tecnologia – ha esordito Mafe De Baggis -. Abbiamo tanto di più, abbiamo più strumenti e abbiamo più tempo, perché i software lavorano per noi, ci evitano spostamenti inutili, ci permettono l’accesso a informazioni e dati inimmaginabili fino a pochi fa». In un viaggio

Il programma Martedì 5/6, ore 20.45 Auditorium della Camera di commercio di Lecco Quando i computer imparano da soli. La superintelligenza cambia le nostre vite Chi comanda le macchine intelligenti, in base a quale etica agiscono e con quali responsabilità personali? Filippo Pretolani consulente di comunicazione aziendale Robert Bray esperto sull’intelligenza artificiale

n «La tecnologia

ci permette l’accesso a dati inimmaginabili fino a pochi anni fa»

n «Viviamo

in un contesto in cui i “mondi possibili” sono molteplici»

dentro la storia, in un percorso tra passato e futuro, Mafe De Baggis si è chiesta cosa succederà con l’avvento della tecnologia soprattutto socialmente, in particolare in quello che è il mercato del lavoro: «Pensiamo che convivere con le macchine sia qualcosa di nuovo, in realtà è da fine Ottocento che si parla di rapporto con le macchine. Ed il guaio è che viviamo in forme organizzative di lavoro a volte disumane. Dalla scuola siamo “addestrati” ad obbedire, a seguire percorsi stabiliti, quando poi sono i videogiochi ad orientare menti e pratiche che aiutano i ragazzi a gestire le novità e ad adeguarsi. In questo momento storico aumentano le possibilità, aumentano le libertà, aumentano le responsabilità e quello che ci terrorizza è proprio questo: viviamo in un contesto in cui i “mondi possibili” sono molteplici». Ed ecco allora il ruolo delle macchine: «Ci stanno liberando dalla fatica ma anche dalla “fatica di pensare”. La contraddizione è che abbiamo paura che i computer ci sostituiscano ma continuiamo a cercare il modo di far sì che i computer lavorino per noi». Nel corso del suo intervento De Baggis ha parlato anche di paure: «Tendiamo ad avere paura ed a farci problemi semplicemente perché qualcuno ce lo suggerisce. A parole odiamo i computer ma non vediamo

Mafe De Baggis, il direttore de “La Provincia” Diego Minonzio, Daniele Pucci e Vittorio Colombo, caporedattore del quotidiano

Il direttore Diego Minonzio introduce la serata FOTO MENEGAZZO

l’ora di pigiarne tasti. L’equivoco principale è che si pensa di dover scegliere tra nuovo o vecchio invece non ce n’è alcun bisogno. Abbiamo la paura di finire in una catena di montaggio ed invece abbiamo tutte le possibilità di uscirne». Da par-

te sua Daniele Pucci ha parlato di robotica e di intelligenza artificiale. Tre problemi da affrontare

In particolare ha posto l’obiettivo su tre problemi che si dovranno affrontare nei prossimi

«Ci possono rubare il lavoro oppure dare opportunità» Tra il pubblico Il tema della serata ha suscitato molto interesse «Viviamo in un periodo di grandi cambiamenti» C’è chi li vede come alleati e chi come potenziali nemici. “Imparare internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?”, l’incontro di ieri sera ha raccolto parecchi consensi tra il pubblico. «Il tema è di grande attualità. Un robot può “rubare” lavoro, ma allo stesso tempo può aprire a nuove professioni - dice Gior-

gio Soave -. Serate come questa aiutano ad approfondire il tema. Per le future generazioni si aprirà un nuovo approccio al lavoro. Dovranno essere preparati, molto preparati». Serpeggia la paura dei robot o meglio della minaccia che rappresentano, così efficienti, economici, senza corporazioni, mai stati iscritti a sindacati e con una rassicurante incapacità di improvvisazione. Sono loro che ci renderanno liberi dal lavoro. Perché non ne siamo felici? Un interrogativo a cui non è facile rispondere. «Le nuove generazioni sono cresciute con inter-

net e i robot – sottolinea Massimo Rizzi - ma non è così semplice permettere ad un robot di fare il tuo lavoro. Se ben gestito il robot sarà un valido aiuto, bisognerà evitare l’abuso». Come facciamo a sentirci sicuri e liberi contemporaneamente? Come sta cambiando la nostra vita con l’introduzione delle nuove tecnologie, dell’intelligenza artificiale, dei robot e dell’iperconnessione? Abbiamo paura che il computer ci sostituisca e, allo stesso tempo, ci innervosiamo quando scopriamo che, per usarlo, dobbiamo tornare a pensare e imparare a lavo-

Mafe De Baggis si rivolge al pubblico dal palco

anni. Innanzitutto la salute dei nostri cari più anziani, in secondo luogo la futura mancanza di mano d’opera e infine la necessità di avere tecnologie sofisticate nei momenti di grande emergenza. Tre problemi che possono essere risolti

rare in modo diverso, accettando scenari aperti. Oggi senza computer diventa complicato fare molte cose, ed internet ormai fa parte della nostra vita. «Il tema va affrontato a più livelli - fa notare Marco Colombo - questo tema per me è molto affascinante, siamo in un periodo di evoluzione, e abbiamo la possibilità di esserne protagonisti. E’ l’evoluzione dell’intelligenza». Relatori della serata Daniele Pucci, ricercatore dell’Istituto italiano di Tecnologia, si occupa degli studi in corso nell’ambito del progetto europeo AnDy, Advancing Anticipatory Behaviors in Dynamic Human-Robot collaboration, che prevede lo sviluppo di robot capaci di


MERCOLEDÌ 30 MAGGIO 2018 • EURO 1,30

ANNO 127 . NUMERO 147 • www.laprovinciadilecco.it

A LARIOFIERE

Artigianato, la mostra si rinnova Ci sono l’entusiasmo e la voglia di fare di un Comitato organizzatore appena rinnovato. E c’è la consapevolezza che la prossima (dal 27 ottobre al 4 novembre) sarà una Mostra dell’Artigianato speciale, capace di continuare il successo del passato con uno sguardo convinto all’innovazione digitale MARLETTA A PAGINA 10

LA SCELTA DI MATTARELLA È SOLTANTO DEMOCRAZIA di MARCO DELL’ORO

L

a tensione che nelle ultime ore sembra travolgere la politica non ci lascia indifferenti e ci spinge ad alcune osservazioni. La richiesta di mettere sotto accusa il Capo dello Stato, l’iniziativa di alcuni sindaci di togliere dai loro uffici la fotografia del presidente della Repubblica e la chiamata a raccolta del popolo in una mobilitazione di piazza contro Sergio Mattarella, il tricolore alle finestre, il 2 giugno, festa della Repubblica, sono fatti che nulla hanno di folcloristico: vogliono far passare il concetto che domenica sera al Quirinale sia avvenuto un colpo di Stato. E ancor di più ci addolora la canea che ne è seguita scatenando sui social i peggiori

«Basta offese alle istituzioni» Il prefetto di Lecco: «Posizioni inaccettabili, con questi toni si aizza la gente» «Offese inaccettabili alle istituzioni, toni troppo alti usati per aizzare la gente in un momento complesso, c’è un senso di preoccupazione crescente. E soprat-

tutto giù le mani dal 2 giugno, patrimonio di tutti gli italiani». Mentre a Roma Carlo Cottarelli prende tempo per presentare la lista dei ministri e Luigi Di Maio

offre collaborazione a Mattarella, il prefetto di Lecco Liliana Baccari tira con fermezza una riga di rispetto delle istituzioni, «al di là della quale non si può trascende-

re». Non fa nomi e cognomi di sindaci o parlamentari, ma il riferimento è evidente. L’occasione per ribadire il dovere di lealtà e rispetto delle istitu-

zioni è stato il presidio organizzato all’ultimo momento dal Pd lecchese proprio di fronte alla Prefettura di Lecco. BONINI A PAGINA 11

Filo di Seta Sempre più ostacoli nella corsa del governo: è un Cottarally.

Valchiavenna Gallivaggio Paura per la frana ma nessun ferito A PAGINA 6

CONTINUA A PAGINA 7

MA QUESTA EUROPA DEVE ESSERE CAMBIATA di ANTONIO DOSTUNI

D

opo la bocciatura del Quirinale, sarebbe utile capire le ragioni per cui, stando ai sondaggi, gran parte del paese avrebbe ritenuto utile sperimentare un governo composto da Lega e 5 Stelle malgrado si trattasse di un “unicum” in Europa. Ci troviamo davanti ad un passaggio cruciale della storia repubblicana perché, con un minimo di onestà intellettuale, è giusto ammettere che l’ipotesi di un governo così “anomalo” rappresenta la prova CONTINUA A PAGINA 7

Cronaca Mazzette, agli arresti direttore Inps Sondrio

Primavere di Lecco I robot sono una realtà «Ma non ci sostituiscono»

9 771590 588025

80530

A PAGINA 15

Lecco Posteggi troppo cari Negozianti in guerra A PAGINA 11

Spaccio al bar, patteggia 4 anni Ha patteggiato quattro anni di reclusione, Oscar Delle Vedove, 57 anni, il titolare del Bar Galleria della centralissima via Cattaneo a Lecco arrestato nell’agosto dello scorso anno con l’accusa di spaccio di cocaina.

L’arresto era stato accompagnato dalla chiusura dello stesso bar che secondo la Polizia fungeva proprio da punto di riferimento per i clienti, una settantina quelli ascoltati nel corso delle indagini. Si era trattato di un blitz che aveva

Nameless scalda i motori Attese 30 mila persone Da Fabri Fibra a Gué Pequeno, passando per Sfera Ebbasta. Arriva “Nameless music festival”. Il mega evento di musica tecno pop è ormai alle porte e in Valsassina ci si prepara all’invasione. Dal 1° al 3 giugno, per la sesta volta, a Prato Buscante di Barzio torna infatti una manifestazione capace di farsi conoscere in tutto il mondo. Sono attese almeno 30mila persone. A PAGINA 27

“Imparare internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?”: questa la domanda al centro del secondo appuntamento lecchese de Le Primavere, che si è svolto ieri sera all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco. La tecnologia che ci ha cambiato la vita è stato il tema fulcro del dibattito che ha richiamato un pubblico attento a cogliere le sfumature di un dibattito apertissimo anche dal punto di vista etico. ALLE PAGINE 12-13

Sarà una grandissima festa di musica

generatononpococlamoreincittà: il locale, centralissimo, era infatti frequentatissimo. Delle Vedove, assistito dall’avvocato Graziana Gatti, è comparso ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari Massimo

Mercaldo, assieme ad altre due persone accusate di avere collaborato con il barista allo smercio di droga. Tutti e tre gli imputati hanno patteggiato la pena con il pubblico ministero Paolo Del Grosso. La pena maggiore quella concordata da Delle Vedove, considerato l’autentico gestore dello smercio. CERCEK A PAGINA 14

In Regione La Rosa Camuna al pittore Giancarlo Vitali

Basket giovanile Dopo lo scudetto delle Under 18 Costa sogna ancora

“Premio Rosa Camuna 2018” al pittore Giancarlo Vitali.Il riconoscimento al grande artista bellanese è stato ritirato dalla figlia Sara. A PAGINA 18

Dopo l’entusiasmante conquista dello scudetto Under 18 femminile, Costa ospita le finali Under 16 e insegue un altro titolo. CLERICI A PAGINA 41

Giancarlo Vitali

La squadra Under 16 di Costa

Vercurago Travolta e uccisa Si andrà a processo A PAGINA 21

Bellano L’assessore regionale «Soccorsi garantiti» A PAGINA 25


17

LA PROVINCIA MARTEDÌ 29 MAGGIO 2018

La rassegna

Le Primavere Edizione 2018

Il nostro domani tra i robot «Impareremo a lavorare insieme»

Il programma CRITICA DELLA RAGION DIGITALE Oggi 29/05

AUDITORIUM DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Imparare l’internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?

ore 20.45

Questa sera. Daniele Pucci, dell’Istituto italiano di tecnologia, ospite de Le Primavere Si parlerà di “iCub”, del suo volto da bambino e dei 4mila sensori di cui dispone in tutto il corpo MARIA GRAZIA GISPI

Si impara dalla storia, per intuire cosa sarà di noi in futuro. Ma il futuro di cui parliamo viaggia ad una velocità tale che mentre questa sera saremo a Lecco, all’auditorium della Camera di Commercio, per conoscerlo e guardarlo in faccia, quello già è accaduto, o quasi. Ha il viso di un robot che somiglia ad un bambino di 4 anni, con 4mila sensori in tutto il corpo, capace di ascoltare, guardare, imparare dall’esperienza e con la potenza di elaborazione dati di un supercomputer. Si chiama iCub. Oppure avrà le sembianze del robot umanoide R1, declinazione economica e sostenibile, prossimamente nelle nostre case a darci una mano (sotto forma di pinza), utile e intelligente come un cellulare, ma grande, con le ruote e capace di compiere azioni che ci faciliteranno - ancora di più - la vita. Chi ha in mente l’umanità pigra e felice del cartone “Wall-E” non potrà dire di non essere stato avvertito, almeno dalla Pixar e dalla Disney.

comunicazione e consapevole delle straordinarie opportunità dell’innovazione digitale. Ci aspettiamo che tra tante e competenti ragioni portate sulla bilancia afavoredellavisionepositiva di un futuro reso più facile grazie ai robot, il ruolo dei pessimisti sia giocato, tanto per cambiare, dai giornalisti. Sul palco Diego Minonzio, direttore di questo giornale, sarà affiancato da Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione

n «Le rivoluzioni

industriali hanno prodotto profondi cambiamenti nel lavoro»

n «Si tratta

di imparare dal passato per intuire come gestire il domani» di Lecco. Insieme indagheranno a che punto siamo con l’utilizzo quotidiano dei robot, quali sono le funzioni che potremo delegare, a quale costo e soprattutto perché dovremmo farlo. Si tratterà di incaricare una macchina più intelligente, forte e veloce di una serie di azioni. Per ora un robot può camminare, stare in equilibrio su una sola gamba, collaborare con un essere umano anticipando le sue azioni, ma in futuro potrebbe anche volare. Al

I dati per poter agire li forniremo noi, attraverso un sistema di sensori che permetteranno alla macchina di leggere le nostre condizioni fisiche. Lavorare insieme ai robot sarà qualcosa di profondamente diverso, da imparare. Tutto nuovo e di fatto sempre la stessa storia «perché - ricorda Pucci basta guardare al passato per rendersi conto che tutte le rivoluzioni industriali hanno prodotto profondi cambiamenti nel mondo del lavoro e nella società. Si tratta di imparare da quelle trasformazioni e cercare di intuire come gestire ilmutamento.Anchese-ammette - è difficile prevedere quali saranno le nuove opportunità ed è anche possibile che qualche applicazione non sostituisca quelle attuali ma che agiranno in un contesto di collaborazione. In ogni caso la rivoluzione va regolamentata: il problema è più politico che di sviluppo». Per capire come creare confini normativi e limiti di legge all’innovazione tecnologica che, giovanissima e spavalda, già esiste e travolge dovremo aspettare la seratadel5giugnoeRobertBray, già nella Commissione giuridica del Parlamento europeo.

Martedì 05/06

Un accordo siglato con l’istituto italiano di tecnologia consentirà all’ente di esplorare nuovi campi di applicazione Tecnologia e robotica sono linee strategiche per una realtà come la Fondazione Don Gnocchi, impegnata in attività riabilitative a servizio di numerose forme di handicap, fisiche soprattutto. Dallo scorso gennaio, il ruolo di direttore scientifico è stato assegnato a Maria Chiara Carrozza, ordinario di Bioingegneria industriale alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, già rettore dello stesso ateneo ed ex ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. E non è un caso che nel campo della riabilitazione e dell’assistenza, la Fondazione abbia si-

glato, l’anno scorso, un accordo di collaborazione con l’Istituto italiano di Tecnologia (Iit). Riabilitazione con tecnologia robotica viene già eseguita oggi, in alcuni centri, sui pazienti colpiti da ictus, sclerosi multipla e morbo di Parkinson, con un’azione specifica in particolare sui movimenti di mano, polso, gomito e spalla. A Roma e Milano viene utilizzata la pedana “Hunova”, un’apparecchiatura tutta italiana, realizzata su brevetto dell’Iit, per la riabilitazione dell’equilibrio da seduti e in piedi. Esiste già anche la teleriabilitazione domiciliare che consente «di combinare esercizi di realtà virtuale con la telepresenza del terapista», il tutto grazie ad una piattaforma, a una postazione operatore e a un kit paziente da installare al domicilio degli

AUDITORIUM DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite

ore 20.45 Giovani computer crescono e le loro abilità meravigliano. Macchine con la capacità di apprendere, di imparare dai dati che si trovano ad elaborare Filippo Pretolani, consulente di corporate communication Robert Bray, responsabile della legislazione del copyright presso il Parlamento Europeo

Tutte le serate sono gratuite, per informazioni: leprimavere@laprovincia.it Prenotazioni: leprimavere.laprovincia.itOOg

Daniele Pucci con il suo iCub

Il film

“The social network” Gli esordi di Zuckerberg È l’alba di Facebook quando due amici, Mark Zuckerberg e Eduardo Saverin, inventano “FaceMash”, il brutto embrione di quello che sarà il social più diffuso, nato da intuizioni autentiche, idee rubate e tantissimo lavoro di programmazione a velocità di genio. Una scena del film “The Social Network”, il racconto degli esordi di Mark

Assistenza e riabilitazione Il fisioterapista? È un robot Fondazione don Gnocchi

Daniele Pucci, ricercatore dell'Istituto Italiano di Tecnologia Mafe De Baggis, scrittrice e studiosa di media digitali

Come gestire il mutamento

A che punto siamo?

Ma come diventeremo noi umani cullati dai robot appartiene ancora alla fantasia, tutto vero invece quanto già realizzato in campo robotico all’Istituto Italiano di Teconologia di Genova, dove Daniele Puccièresponsabile del Dynamic Interaction Control (Dic), laboratorio per studiare e sviluppare le caratteristiche che i robot devono avere per interagire. Insieme a lui questa sera alle 20.45 nella bella sala di viale Tonale 28, Lecco, ci sarà Mafe De Baggis, esperta in

meglio la tecnologia non pone limiti. Anticipa gli ansiosi Pucci e precisa: «Sulle piattaforme implementiamodeiprincipifondamentali per le intelligenze e i comportamenti dei robot. Possono agire in un insieme predeterminato e configurato.Leazionisonolimitate, il robot può scegliere l’operazione più opportuna in quel momento ma in un insieme limitato di azioni possibili».

Serpeggia la paura dei robot o meglio della minaccia che rappresentano, così efficienti, economici, senza corporazioni

Il robot realizzato dall’Istituto italiano di tecnologia

Zuckerberg all’università di Harvard, aprirà martedì la Primavera a Lecco, all’auditorium della Camera di Commercio, per “Chi ha paura del www” con Daniele Pucci, ingegnere, ricercatore di robotica e Mafe De Baggis, esperta di comunicazione digitale. “The Social Network”, 2010, è diretto da David Fincher e sceneggiato da Aaron

assistiti. Questa soluzione, “Ticuro Reply”, permette la rilevazione dei dati e la teleassistenza, sfruttando un’applicazione di realtà virtuale e la tecnologia sensoristica. Un’altra soluzione tecnologica è il CareLab, il laboratorio per la riabilitazione pediatrica tecnologicamente assistita. I bambini svolgono attività di riabilitazione motoria e cognitiva attraverso l’interazione in un ambiente virtuale semi-immersivo appositamente sviluppato. Il G-eo System è un innovativo dispositivo per la riabilitazione del cammino, disponibile a Milano, Firenze e Roma, che permette un precoce trattamento anche di pazienti con un marcato grado di disabilità; simula la marcia in piano e la salita di scalini. Frutto della collaborazione con l’Iit è R1, il robot umanoide dotato di una meccanica sofisticata, una sensoristica e un’intelligenza artificiale “che lo rendono tra i più completi nel panorama internazionale”. Tra non molto potrà essere impiegato come robot assistivo-riabilitativo a basso costo nelle palestre di

Sorkin che ha adattato per il grande schermo il libro di Ben Mezrich “Miliardari per caso - L’invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento” per Sperling & Kupfer. «Il primo stimolo che porta alla realizzazione di Facebook è trovare una ragazza Alberto Cano di Lake Como Film Festival si scosta dall’analisi puramente cinematografica per indagare la personalità del protagonista - in gioco c’è la possibilità, anche positiva, di uscire dalla solitudine».

riabilitazione per integrare i trattamenti più tradizionali, supportare il personale clinicoassistenziale in reparto, così come al domicilio del paziente dove potrà portare oggetti, aiutare la persona assistita a ritrovarli o a prenderli se difficili da raggiungere. R1 potrà ricordare appuntamenti o l’assunzione di medicinali e riconoscere le cadute per gestire eventuali emergenze. L’Iit sta inoltre supportando il trasferimento tecnologico di Fiftes , evoluzione di MecFes, un dispositivo brevettato a livello internazionale dalla Fondazione, che restituisce un elevato livello di autonomia a persone con gravi neurolesioni e migliora le loro funzionalità motorie, aiutandole nella riabilitazione e nelle normali attività quotidiane. Il vantaggio di Fiftesè che offre all’utente il controllo diretto e naturale della forza di presa. Con l’istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna si sta lavorando, infine, a convalidare la fattibilità di un’ortoprotesi robotizzata che migliori la mobilità degli amputati trans-femorali. Camilla Dotti


27

LA PROVINCIA LUNEDÌ 28 MAGGIO 2018

La rassegna

Le Primavere Edizione 2018

La tecnologia ci ha cambiato la vita «Più tempo per noi, più libertà»

Il programma CRITICA DELLA RAGION DIGITALE Domani 29/05

AUDITORIUM DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Imparare l’internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?

ore 20.45

Il dibattito. Mafe De Baggis, esperta di comunicazione, analizza l’impatto dei media digitali «Abbiamo tanto di più rispetto al passato, accesso a una quantità incredibile di informazioni» CAMILLA DOTTI

«Quando ho iniziato a lavorare ricevevo via fax lunghi articoli da sistemare. Per farlo dovevo ricopiarli: ci mettevo più tempo a ricopiarli che a sistemarli. Tutte le agenzie di pubblicità vivevano immerse in un via vai di pony express che trasportavano informazioni: non c’era altro modo di farle arrivare al cliente, a meno di non andarci di persona». Ecco la prospettiva storica che Mafe De Baggis, consulente di comunicazione, applica ai media digitali. Se non guardiamo da dove veniamo è impossibile capire dove andiamo. Questa sua visione e il modo in cui riesce a non farsi sopraffare dalla tecnologia saranno al centro del prossimo incontro de Le Primavere domani sera all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco (viale Tonale 28). L’ingresso di Internet

«Per una serie di combinazioni fortunate - racconta De Baggis sono abituata alla tecnologia fin da bambina e infatti mi definisco una nativa digitale di 48 anni. Questo mi ha permesso di essere, a metà degli anni Novanta, una delle poche comunicatrici italiane a proprio agio con Internet e in particolare con siti e chat». Una laurea breve in Relazioni Pubbliche, De Baggis ha una cultura umanistica, caratterizzata da «una forte attenzione alla linguistica e alla psicologia della comunicazione». La sua attività la vede dividersi «tra ricerca, formazione e consulenza con una forte propensione all’organizzazione del lavoro in remoto e alla collabora-

zione tra aziende e clienti». E allora come riesce a non farsi sopraffare dai media digitali? «Il mio primo consiglio - risponde - è non cascare nella trappola di chi vuole convincerci che ci sia un problema. Abbiamo tanto di più, non troppo, abbiamo più strumenti e abbiamo più tempo, perché i software lavorano per noi, ci evitano spostamenti inutili, ci permettono l’accesso a informazioni e dati inimmaginabili fino a pochi fa».

n Si comprende

il presente solo guardando come si lavorava nel passato

n «Provare

strade nuove Mettere in discussione le nostre certezze» Il pensiero, inevitabilmente corre al lontano 1987. «Quando ho scritto la tesi - ricorda - sono dovuta andare fisicamente in biblioteca a cercare i libri che mi servivano. Non avevo altre possibilità: o avevi tempo e soldi per girare le biblioteche e le librerie del mondo a caccia dei testi che ti servivano, o ti limitavi a quello che trovavi». Per non parlare, come detto, dell’epoca dei fax e dei pony express. «Ripeto, abbiamo di più, non troppo - sottolinea - Molto di

Daniele Pucci, ricercatore dell'Istituto Italiano di Tecnologia

più, molto meglio, in modo diverso da prima». Nel corso del suo intervento De Baggis parlerà anche di paure. Perché nel mondo odierno «Tendiamo ad avere paura e a farci problemi - chiarisce - semplicemente perché qualcuno ce lo suggerisce, indicando i media digitali come la fonte o la causa del problema. Abbiamo troppo lavoro, troppo da leggere, troppo da fare perché lavoriamo troppo, si pubblicano troppe cose e prendiamo troppi impegni, prima di tutto con noi stessi».

Mafe De Baggis, scrittrice e studiosa di media digitali

Martedì 05/06

ore 20.45 Giovani computer crescono e le loro abilità meravigliano. Macchine con la capacità di apprendere, di imparare dai dati che si trovano ad elaborare Filippo Pretolani, consulente di corporate communication Robert Bray, responsabile della legislazione del copyright presso il Parlamento Europeo

Tutte le serate sono gratuite, per informazioni: leprimavere@laprovincia.it Prenotazioni: leprimavere.laprovincia.it

Mafe De Baggis, scrittrice ed esperta di comunicazione

Domani sera

Chi ha paura del www? Dialogo sull’uomo e il web “Imparare Internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?”. Questo il titolo del prossimo incontro de Le Primavere in programma domani sera alle 20.45 all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco. I relatori sono Mafe De Baggis, consulente di comunicazione, e Daniele Pucci, ingegne-

Hannes, la mano robot italiana Protesi dalla presa perfetta Il progetto Sa piegare le dita e restituisce circa il 90% della funzionalità perduta, senza intervento chirurgico Algoritmi e Intelligenza artificiale. Alla base della mano bionica “Hannes” sviluppata da Inail e Istituto italiano di tecnologia ci sono anche loro. Il nome Hannes è un omaggio al professor Johannes (per tutti Hannes) Schmidl (19321996) che avviò l’attività di ricerca al Centro protesi di Vigorso di Budrio (Bologna) dell’Inail. Il suo profondo interesse per le protesi attive lo portò ad inventare nel 1965 la prima protesi a comando mioelettrico. «Hannes - si legge sul sito Inail sarà a carico del Servizio sanitario nazionale. Sarà a disposizio-

ne di chi ha subito un’amputazione dell’arto superiore a partire dal 2019 e restituirà circa il 90% della funzionalità perduta». Sarà prodotta da Rehab Technologies Inail-Iit, il laboratorio nato nel dicembre 2013 per lo sviluppo e la realizzazione di nuovi dispositivi protesici (le protesi sostituiscono un arto assente, ndr), ortesici (le ortesi compensano una funzione presente ma compromessa, come le lenti, gli apparecchi acustici…, ndr) e riabilitativi a elevato contenuto tecnologico. Hannes è mossa da un solo motore e ha «la capacità di afferrare gli oggetti adattandosi alla loro forma e di resistere alle eventuali sollecitazioni esterne, replicando la gestualità e la funzionalità dell’arto naturale» spiegavano lo scorso 10 maggio in occasione della presentazione alla stampa,

AUDITORIUM DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite

La prospettiva migliore

Il punto è che «avere uno strumento che ci permette l’accesso a quantità incredibili di conoscenza ci mette di fronte all’impossibilità di usarla tutta ma era già impossibile prima - puntualizza De Baggis - Non avremmo mai potuto fare tutto quello che è possibile fare, adesso ci disperiamo perché è leggermente più possibile di prima». E quindi? «Dobbiamo imparare a vedere che le cose che diamo per scontate e che consideriamo giuste - imparare dai libri, avere certezze, lavorare un tot di ore in un posto deciso da altri - possono non essere le migliori soluzioni a nostra disposizione. Magari lo sono, ma l’unico modo per scoprirlo è metterle in discussione, provare altre strade, cambiare punto di vista. Il software ci permette di creare mondi che prima non esistevano, esattamente come fanno gli artisti: per goderci il futuro dobbiamo accettare che sarà diverso dal passato e che questa è un’ottima notizia».

Serpeggia la paura dei robot o meglio della minaccia che rappresentano, così efficienti, economici, senza corporazioni

Il progetto della mano bionica di Rehab Technologies Inail-Iit

re, ricercatore all’Istituto italiano di tecnologia dove è il responsabile del Dynamic Interaction Control Lab. Qui si studiano e si sviluppano le caratteristiche dei robot affinchè possano interagire con l’ambiente: la camminata su due gambe, il rapporto fisico uomo e robot, gli umanoidi. Il

robot su cui il Dic sta ora lavorando è iCub, il cucciolo (questo il significato della parola inglese cub) un robot che ha in sè tutte le caratteristiche citate. Dal 2017, per conto dell’Iit, Pucci collabora ad AnDy (Advancing Anticipatory Behaviors) un progetto finanziato dall’Unione europea che apre la strada a nuove applicazioni di collaborazione fisica uomo-robot nella produzione, nell’assistenza sanitaria e nella vita assistita.

Rinaldo Sacchetti, direttore dell’area tecnica Ricerca e formazione di Inail, e Lorenzo De Michieli, coordinatore del Rehab Technologies. Il pollice è orientabile in tre diverse posizioni «e rende possibili i tipi di prese necessarie nella vita di tutti i giorni, dalla penna alla carta di credito fino alla possibilità di spostare oggetti di 15 kg circa». Hannes sfrutta gli impulsi elettrici che provengono dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell’arto «e implementa strategie - sempre Sacchetti e De Michieli - basate su algoritmi di intelligenza artificiale». Per garantire il massimo livello di personalizzazione, Rehab Technologies Lab ha realizzato un software che si collega alla mano robotica via Bluetooth «che consente di calibrare i parametri di funzionamento in base alle esigenze e alla caratteristiche di chi lo indossa». Il dispositivo, che ha ottenuto il marchio Ce come prodotto di classe 1, è stato realizzato in due taglie, in versione destra e sinistra. Anche i guanti di rivesti-

mento sono diversificati, per uomo e donna. Inail e Itt si preparano ora a lanciare altri progetti innovativi come un esoscheletro per la mobilità dei paraplegici, nonché protesi per la riabilitazione di spalla, braccia e gambe. Tra i progetti in corso figurano anche innovazioni tecnologiche nell’ambito della salute e della sicurezza sul lavoro come esoscheletri cooperativi per la movimentazione di carichi per ridurre l’affaticamento muscolo-scheletrico (la causa più frequente di infortunio sul lavoro) dei lavoratori nell’industria, nelle costruzioni e nella logistica; robot teleguidati per attività in luoghi di lavoro ad alto rischio di infortunio o di esposizione ad agenti infiammabili, esplosivi, chimici o biologici di particolare aggressività e/o tossicità; sensori miniaturizzati per il riconoscimento del rischio biomeccanico nelle attività di sollevamento dei carichi; strumenti di gestione del rischio da esposizione dei lavoratori a nanomateriali per prevenire o ridurre al minimo infortuni e malattie correlate alle attività. C. Dot.


23

LA PROVINCIA DOMENICA 27 MAGGIO 2018

La rassegna

Le Primavere Edizione 2018 Il programma CRITICA DELLA RAGION DIGITALE Martedì 29/05

AUDITORIUM DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Imparare l’internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?

ore 20.45

Appuntamento martedì nell’auditorium della Camera di commercio di Lecco

Daniele Pucci, responsabile del Dynamic interaction control Lab

Robot umanoidi Hanno ancora tanta strada da fare

zionale al lavoro insieme. Come è possibile, tecnicamente, far sapere al robot se il suo “collega” umano ha mal di schiena o no?

Intervista. Daniele Pucci, Istituto italiano di tecnologia Devono conquistare una stabile posizione eretta Poi dovranno imparare a collaborare seriamente con noi MARIA GRAZIA GISPI

Nuovi robot crescono. A Genova, all’Istituto italiano di tecnologia c’è un laboratorio dove 25 giovani ricercatori studiano e sviluppano tre caratteristiche che i robot devono avere per interagire con l’ambiente: la camminata su due gambe, l’interazione fisica tra persone e robot e lo sviluppo di robot umanoidi. È il Dynamic interaction control Lab, ne è responsabile Daniele Pucci, arrivato all’Iit nel 2013 per contribuire al progetto europeo Codyco, dedicato al controllo dei robot umanoidi. Nel 2017 diventa responsabile della direzione scientifica del progetto europeo Andy, focalizzandosi sull’interazione

tra esseri umani e robot. Alle spalle una laurea in ingegneria dei sistemi di controllo all’Università di Roma la Sapienza e un dottorato all’Università di Nizza, dove ha lavorato sul controllo della dinamica del volo di robot aerei. Daniele Pucci sarà martedì sera a Lecco, all’auditorium della Camera di Commercio insieme a Mafe de Baggis, esperta di media digitali, per l’incontro “Imparare l’internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?” Quali sono i prossimi obiettivi della ricerca robotica?

Siamo nel contesto della robotica collaborativa, stiamo cercando le soluzioni che permettono

ai robot di lavorare con un essere umano e non solo di interagire con lui. La differenza sembra una sfumatura ma non lo è. In cosa consiste?

Per esempio, nel caso sia necessario spostare dei carichi pesanti il robot, altre a percepire la presenza dell’umano, ne comprende il suo stato fisico, lo sforzo a cui la persona è sottoposta e interviene nel modo opportuno per - se fosse questo il problema - non forzare ulteriormente le articolazioni. Fondamentale per il robot è quindi capire la situazione fisica dell’umano con cui lavora. Una condivisione di intimità fun-

Ci sono dei sistemi che saranno indossati dalle persone, dei sensori a contatto con il corpo che possono mostrare ciò che il lavoratore sta facendo, i suoi sforzi. Saranno indossati come ora si indossa il camice bianco in un laboratorio. Questo nel caso delle aziende, in casa il robot potrà conoscere l’ambiente con un’ispezione preliminare e, una volta immagazzinati tutti dati e consapevole dei suoi compiti, potrà essere attivo. Soluzioni combinate di intelligenza artificiale e interazione fisica fanno nascere la robotica. In futuro possiamo pensare di monitorare anche altri elementi oltre a quelli dello sforzo muscolare, per esempio il battito cardiaco o la frequenza del respiro. I robot conosceranno le nostre emozioni? Se siamo stanchi, nervosi, sereni?

In futuro non è inconcepibile che la macchina riesca a percepire gli umori delle persone attraverso alcune alterazioni fisiche. Prima di arrivare alla collaborazione di questo livello è importante implementare i livelli di intelligenza della macchina, perché l’elemento umano complica il lavoro del robot. Le intelligenze dei robot sono due: c’è l’intelligenza cognitiva che percepisce l’ambiente circostante, elabora dei dati, prende delle

Dall’industria alle nostre case La scommessa: insegnare ai robot Il progetto Gli obiettivi di “Andy” lavoro coordinato dall’istituto italiano di Tecnologia di Genova Migliorare la capacità dei robot di collaborare con noi in ambienti industriali e domestici, interpretando le esigenze fisiche delle persone e riducendo il rischio di infortunio: questo l’obiettivo specifico e per nulla modesto del progetto europeo Andy coordinato dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Per quattro anni e con un

co-finanziamento europeo di circa 4 milioni di euro, insieme agli istituti di ricerca e aziende internazionali in Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Danimarca e Slovenia i ricercatori cercheranno di adattare i robot a diversi ambienti incentrando il loro funzionamento sull’interpretazione dei movimenti dell’operatore umano. La lettura e la comprensione del movimento del corpo umano da parte dei robot saranno resi possibili attraverso un processo graduale a tre tappe. Il primo passo è una tuta sensorizzata che traduce le azioni di una persona in

Il famosissimo iCub ha le dimensioni di un bambino di 4 anni © 2018 IIT

decisioni e impartisce i comandi all’intelligenza motoria. Per intelligenza cognitiva si fa uso degli algoritmi di intelligenza artificiale mentre per l’intelligenza motoria si implementano tecniche di controllo meccanizzato. Quando potremo affiancarci al lavoro o a casa ad un robot “collaborativo”?

C’è uno sforzo comune per aumentare la capacità collaborativa dei robot nell’industria. R1, robot umanoide, è uno esempio di trasferimento tecnologico. Rispetto a iCub è più semplice perché ha le ruote e le mani sono delle pinze che gli permettono di afferrare oggetti. La semplificazione serve anche a ridurre il prezzo, si stima potrebbe costare 30.000 €. In sintesi, l’intelligenza artificiale all’interno di questi tipi di robot è simile a quella dei nostri cellulari, con le ruote e la capacità di svolgere azioni per e con noi. Quale margine di discrezionalità possiedono i robot per prendere decisioni? Hanno una forma di libertà?

Implementiamo dei principi fondamentali per le loro intelligenze e un insieme vario ma limitato di comportamenti possibili. Le azioni che possono svolgere sono un insieme predeterminato già configurato. Il robot può scegliere l’azione che ritiene, date le condizioni, più opportuna in quel momento, ma tra le azioni possibili date.

dati. La seconda è l’integrazione di sensori più compatti all’interno di un esoscheletro robotico. Infine si tratterà di rendere i robot cognitivi, come per esempio iCub, adeguati per la vita quotidiana, capaci di agire con velocità di reazione alte e in contesti mutevoli. Potranno essere impiegati per l’assistenza agli anziani o persone che necessitano di supporto continuo. Il famosissimo iCub ha le dimensioni di un bambino di 4 anni, è alto circa un metro e pesa poco più di 20 kg, possiede 53 gradi di libertà di movimento, la maggior parte dei quali nelle braccia e nelle mani per azioni di presa e di manipolazione degli oggetti. Le telecamere riproducono la vista e i microfoni la ricezione di suoni, sensori inerziali gli assicurano il senso dell’equilibrio e sensori tattili servono per misurare

Serpeggia la paura dei robot o meglio della minaccia che rappresentano, così efficienti, economici, senza corporazioni Daniele Pucci, ricercatore dell'Istituto Italiano di Tecnologia Mafe De Baggis, scrittrice e studiosa di media digitali

Martedì 05/06

AUDITORIUM DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite

ore 20.45 Giovani computer crescono e le loro abilità meravigliano. Macchine con la capacità di apprendere, di imparare dai dati che si trovano ad elaborare Filippo Pretolani, consulente di corporate communication Robert Bray, responsabile della legislazione del copyright presso il Parlamento Europeo

Tutte le serate sono gratuite, per informazioni: leprimavere@laprovincia.it Prenotazioni: leprimavere.laprovincia.it

l’interazione con l’ambiente. È l’unico robot al mondo ad avere il proprio corpo ricoperto di una pelle artificiale, un sensore tattile che gli permette di capire se e come viene toccato dall’uomo e di rispondere adeguatamente. Tutte caratteristiche che rendono iCub un robot umanoide in grado di vedere l’ambiente che lo circonda, riconoscere alcuni oggetti, capire se una persona è presente di fronte a lui, rispondere a semplici comandi vocali oppure al contatto fisico. Il robot iCub rappresenta una piattaforma standard per gli studi di intelligenza artificiale, forte di un notevole successo è il robot umanoide più diffuso al mondo: trentotto esemplari sono presenti in laboratori che usano iCub per i loro studi sull’intelligenza artificiale in Europa, Usa, Giappone e Sud Corea.


19

LA PROVINCIA SABATO 26 MAGGIO 2018

La rassegna

Le Primavere Edizione 2018

Il mondo del web? «Per capirlo occorre abitarlo» L’incontro. Martedì a Lecco si torna a parlare di web Sul palco de La Provincia Mafe De Baggis e Daniele Pucci «I social rendono visibile quello che prima non lo era» società e strumenti a determinare la realtà quotidiana». Niente panico, quindi, «i bit da soli non ci salveranno né tantomeno ci porteranno alla distruzione». Ci servono maggiore educazione civica e maggior consapevolezza.

CAMILLA DOTTI

Mafe De Baggis è una consulente di comunicazione. Si definisce una “metodologa riluttante” perché da vent’anni studia il modo migliore per usare i media digitali senza lasciarsi sopraffare dagli strumenti. De Baggis interverrà martedì 29 maggio, alle 20.45 all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco, in occasione del nuovo appuntamento de Le Primavere, “Imparare Internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?”. Insieme a lei il protagonista della serata sarà Daniele Pucci, ingegnere, ricercatore dell’Istituto italiano di tecnologia. Come moderatori della serata interveranno il direttore de La Provincia Diego Minonzio e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione di Lecco del quotidiano. I media? Come il “luminol”

Laureata alla Iulm, 48 anni, De Baggis scrive su Wolf, una newsletter a pagamento, legata a Slow News, dedicata a tutti coloro che lavorano con il digitale. Il suo ultimo saggio, uscito nel 2014, si intitola “#Luminol. Tracce di realtà rivelate dai media digitali”. «I media digitali - spiega l’autrice nella prefazione del libro - funzionano come il Luminol, la polvere che la polizia scientifica usa per far

Stereotipi e qualità della vita

Mafe De Baggis

emergere le macchie di sangue (e non solo). Allo stesso modo Internet unisce i puntini che collegano le persone nelle reti sociali, rende pubblici pensieri e conversazioni e visualizza i legami tra le persone unite da interessi, obiettivi, ideali, valori, passioni, perversioni, errori». Queste reti sociali c’erano anche prima che i media digitali facessero irruzione nella nostra vita «solo che - ci ricorda De Baggis - erano invisibili e privati». Il punto della questione, secondo De Baggis, è che «non sono gli strumenti da soli a determinare il comportamento umano, come se agissero in una sorta di vuoto sociale. È l’interazione tra persone, cultura,

Può essere che d’istinto associamo il libro di carta all’intimità e il digitale alla distanza ma non possiamo incatenarci con questi stereotipi. «Il punto è “migliorarsi la vita” non certo dirsi tecno-pessimisti o al contrario tecno-entusiasti» prosegue. Il dualismo reale/digitale va dunque superato perché non sono «gli strumenti (e i contenuti) a guidare i comportamenti» ma viceversa. E quindi, spiega De Baggis «usiamo le tecnologie che desideriamo e che ci permettono di mettere in pratica comportamenti che esistevano già». «Abbiamo sempre rimpianto la società a cui eravamo abituati e temuto le novità che la cambiano» ricorda l’autrice, citando come vennero accolte ad esempio, la stampa e la nascita del libro, la televisione, il telefono. Rispetto al passato c’è una differenza ulteriore perché «oggi per la prima volta confondiamo un mezzo di comunicazione con la società che questo rappresenta». Internet, am-

Tecnologia e lavoro «L’uomo resta al centro» La “best practice” Mauro Stefanoni, numero 1 di Sas Engineering: «Il sapere e l’esperienza rimangono fondamentali» «La tecnologia che possiamo proporre oggi era impensabile fino a due anni fa. Del resto, parliamo di un’innovazione progettata da persone preparate che hanno trasferito le proprie competenze e la propria esperienza nelle macchine. Ed è per questo che la tecnologia non sostituirà mai le persone». Mauro Stefanoni, 42 anni, ingegnere, è l’amministratore delegato di Sas Engineering and Planning. L’azienda di Suello, in provincia di Lecco, da oltre quarant’anni opera nel settore della lavorazione dei metalli ferrosi e non. La sua esperienza e la sua

Mauro Stefanoni, ad di Sas Engineering and Planning

Icub, il robot umanoide progettato a Genova che sta incantando il mondo

mettiamolo, ci ha consentito di «avere l’umanità intera che ci scorre sotto gli occhi» e quindi di vedere «noi stessi e l’umanità intera che sfiliamo con tutta la nostra miseria e tutta la nostra bellezza senza che sia più possibile dare la colpa a qualcun altro». De Baggis non vuole apparire però troppo tecno-entusiasta e così ecco l’elenco dei sette vizi umani «rivelati dalla frequentazione degli ambienti digitali» e cioè violenza, narcisimo, rigidità mentale, dietrologia, analfabetismo, cialtroneria, conservatorismo. «Il giochino di attribuirli a uno strumento non funzionerà ancora a lungo» scrive. E ancora. Bisogna ricordarsi che «è necessa-

rio abitare la rete per capirla» ma che «non è necessario amarla», che «ascoltare non vuol dire obbedire», che non sempre possiamo scegliere le soluzioni migliori ma quelle che funzionano. E non dimentichiamo che Internet ha anche rivelato sette virtù: generosità, leggerezza, simpatia (intesa nel significato etimologico come «inclinazione istintiva che attrae una persona verso un’altra»), passione, determinazione, indipendenza, evoluzione. E quindi? Quindi ci vuole equilibrio. “Est modus in rebus” diceva il poeta latino Orazio. E se non sapete il latino oggi su Internet potete trovare la traduzione.

storia saranno presentate come “best practice” in occasione del prossimo incontro a Lecco de Le Primavere il 29 maggio. «Il nostro mercato è connotato da velocità e qualità - prosegue Stefanoni -. Per questo è fondamentale l’innovazione». Sas si occupa del prodotto dalla progettazione alla costruzione, dal montaggio al collaudo. Negli anni ha ottenuto diversi brevetti, l’export oggi si aggira attorno al 65% della produzione. «Qualche anno fa si era arrivati, nella trafilatura, ad un asintoto tecnologico - ricorda l’ad del gruppo - ed è così che insieme all’ingegner Gabriele Bomba abbiamo dato vita ad una nuova società aequilibrium.tech con lo scopo di creare nuove tecnologie orientate verso un controllo attivo della qualità e in grado non solo di verificarla e monitorarla ma di adattarsi agli eventi per produrre da soli la qualità richiesta del mercato». Il gruppo Sas conta una novantina di dipendenti diretti e un centinaio di esterni legati all’indotto. E il futuro? «Un’azienda fatta di soli uomini e senza tecnologia non avrebbe pro-

spettive e resterebbe senza lavoro. La tecnologia aumenta la qualità quindi è un aiuto al lavoro e oggi è imprescindibile per restare sul mercato. L’esperienza, la preparazione, il sapere restano però fondamentali perché la tecnologia è fatta dalle persone. Succederà che alcuni lavori spariranno ma ne subentreranno altri. Quello che si dovrà governare sarà questo passaggio e ognuno dovrà fare la sua parte. Ognuno, ferme restando le giuste tutele per i più deboli, sarà chiamato a reinventarsi, a pensare al proprio futuro». Essenziale nel mercato, secondo Stefanoni, è il ruolo della politica. «Il Piano nazionale Impresa 4.0 ha fatto ripartire il lavoro - spiega -. Purtroppo spesso i politici si avvicinano agli industriali solo durante la campagna elettorale e poi spariscono tutti. Se le aziende vanno bene, però, assumono e se c’è lavoro andiamo bene tutti». Anche la scuola è tra gli attori in campo. «Dovrebbe dare una preparazione più mirata e portare i ragazzi ad un buon livello di specializzazione, affiancarli rispetto al futuro lavoro». C. Dot.

Il programma CRITICA DELLA RAGION DIGITALE Martedì 29/05

AUDITORIUM DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Imparare l’internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?

ore 20.45 Serpeggia la paura dei robot o meglio della minaccia che rappresentano, così efficienti, economici, senza corporazioni Daniele Pucci, ricercatore dell'Istituto Italiano di Tecnologia Mafe De Baggis, scrittrice e studiosa di media digitali

Martedì 05/06

AUDITORIUM DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite

ore 20.45 Giovani computer crescono e le loro abilità meravigliano. Macchine con la capacità di apprendere, di imparare dai dati che si trovano ad elaborare Filippo Pretolani, consulente di corporate communication Robert Bray, responsabile della legislazione del copyright presso il Parlamento Europeo

Tutte le serate sono gratuite, per informazioni: leprimavere@laprovincia.it Prenotazioni: leprimavere.laprovincia.it


27

LA PROVINCIA GIOVEDÌ 24 MAGGIO 2018

Tra il pubblico «Le nuove tecnologie, lo spazio, un grande personaggio come Guidoni, sono tutti ingredienti di una serata che costituisce un’esperienza unica nel suo genere Ci aiuta a capire, ad orientarci nell’universo infinito»

La carriera Trasferito a Houston, al Centro astronauti del Johnson Space Center, Guidoni iniziò l’addestramento nel gruppo di scienziati che coordinava le operazioni scientifiche del Satellite Tethered quindi la navetta Atlantis

Internet ci ha dato nuove libertà Come muoverci tra web e robot Il prossimo incontro. Martedì 29 maggio sotto la guida di Mafe De Baggis e Daniele Pucci Una serata per capire come usare al meglio la rete senza farci sopraffare dalla tecnologia MARIA GRAZIA GISPI

Riesce a non farsi sopraffare da Internet. Come? «Il mio primo consiglio è proprio questo, non cascare nella trappola di chi vuole convincerci che ci sia un problema. Abbiamo tanto di più, non troppo; abbiamo più strumenti per organizzarci, informarci, confrontare, lavorare, amarci, chiacchierare, imparare». Mafe De Baggis è una consulente di comunicazione che, dice, «per una serie di combinazioni fortunate sono abituata alla tecnologia fin da bambina, infatti sul mio sito mi definisco una nativa digitale di 48 anni». Una fortuna che le ha consentito di essere, a metà degli anni ’90, «una delle poche comunicatrici italiane a proprio agio con Internet e in particolare con siti e chat». De Baggis interverrà martedì 29 maggio, alle 20.45 all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco, in occasione del nuovo appuntamento de Le Primavere “Imparare Internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?” e parlerà proprio di media digitali, paure, possibilità e conoscenza. Accanto a lei, come moderatori della serata, ci saranno Diego Minonzio, direttore de La Provincia, e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione lecchese. Daniele Pucci interverrà portando la sua personale e straordinaria esperienza di ricercatore all’Istituto Italia-

no di Tecnologia di Genova, polo di eccellenza dove diverse professionalità collaborano per realizzare robot, connubio di meccanica e di intelligenza artificiale, capaci di interagire con le persone, anzi di collaborare con gli esseri umani. Da parte loro, gli esseri umani, sono tenuti a dare i dati al robot. Indosseremo sensori che permettono agli aiutanti-macchina di leggere le necessità e quindi di provvedere. Il disagio che l’idea, d’istinto, un poco genera non ha ragion d’essere. Daniele Pucci, ingegnere, sa che i robot dei nostri dati faranno buon uso perché «le azioni che i robot potranno decidere di eseguire appartengono ad un insieme limitato deciso in fase di programmazione». Una sorta di libertà vigilata: i robot agiranno di propria iniziativa ma in un universo di scelte predeterminate da noi. La serata sarà introdotta da una scena tratta da “The Social Network”, film del 2010 diretto da David Fincher, tratto da libro di Ben Mezrich “Miliardari per caso - L’invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento” (Sperling & Kupfer), la vera storia di Mark Zuckerberg. In conclusione la narrazione della Best Practice con Mauro Stefanoni, amministratore delegato di SAS Engineering and Planning dove linee di produzione intelligenti mostrano come le macchine lavorano con le persone.

Robot quasi umani, uno dei simboli di questa edizione delle Primavere

Daniele Pucci

I ragazzi della Ticozzi: «E’ stata un’esperienza unica» Un’esperienza indimenticabile quella vissuta dagli alunni della terza sezione A della scuola media don Ticozzi di Lecco, che martedì sera hanno avuto la possibilità di colloquiare a tu per tu con Umberto Guidoni, salendo sul palco dell’auditorium della Casa di commercio. «Per tutti noi è stato un momento unico - racconta Francesca Scavelli, docente - abbiamo conosciuto un grande astronauta come Guidoni. Ma soprattutto gli studenti hanno avuto la possibilità di interagire con lui e mostrargli il video che abbiamo realizzato nei mesi scorsi, e il tutto con un linguaggio sempli-

ce di facile comprensione per dei ragazzi di terza media». Video frutto di un lavoro interdisciplinare partito dalla visione del film “Interstellar” di Christopher Nolan. «Dopo il film abbiamo fatto una visita al planetario di lecco, scoprendone le potenzialità e raccogliendo parecchio materiale che poi è servito a creare il video - prosegue la docente -. Con un lavoro che ha coinvolto le varie materie di studio, abbiamo approfondito dei temi specifici rielaborandoli in lingua spagnola ed inglese. In italiano invece abbiamo fatto la cronaca della visita al planetario, mentre

I ragazzi della scuola Ticozzi con Guidoni, a sinistra la professoressa Francesca Scavelli

Mafe De Baggis

per arte i ragazzi hanno disegnato la scena di un film, e in scienze hanno studiato la vita delle stelle». «Quando Guidoni ha fatto i complimenti ai ragazzi per il lavoro svolto, per tutti noi è stata una grande soddisfazione, una forte emozione, e ieri mattina in classe non si parlava d’altro – fa notare Francesca Scavelli -. La realizzazione del video è stata complessa ed articolata, un lavoro consistente che ha impegnato tutti per più mesi, da ottobre a gennaio, ma ora possiamo dirci tutti contenti. Il video presto verrà pubblicato sul sito della scuola e resterà anche per gli altri, per le classi dei prossimi anni. Un’esperienza che ricorderemo per parecchio tempo». P. San.


26

LA PROVINCIA GIOVEDÌ 24 MAGGIO 2018

Le Primavere

Edizione 2018

Umberto Guidoni Ha effettuato due voli spaziali: nel 1996 sulla navetta Columbia e nel 2001 sullo Space Shuttle Endeavour, primo europeo a vivere a bordo della stazione spaziale internazionale. Si occupa oggi di divulgazione scientifica

Esperimenti Una delle questioni affrontate da Guidoni è stata quella degli esperimenti scientifici che avvengono a bordo della navetta spaziale, unico laboratorio esistente in assenza di gravità, una grande opportunità

«Se i marziani esistono io non li ho mai visti» Il protagonista. L’astronauta Umberto Guidoni autentico mattatore «Su Marte ci arriveremo, ma ci vorranno anni. E sarà un lungo viaggio» GIANFRANCO COLOMBO

«Marziani non ne ho mai visti e non sono in grado di dirvi se esistono». Con queste parole si è concluso l’incontro con l’astronauta Umberto Guidoni, protagonista, all’auditorium della Camera di Commercio, del primo appuntamento lecchese della rassegna Le Primavere. Organizzate dal nostro quotidiano, il tema delle Primavere di quest’anno è la “critica della ragion digitale” ovvero il discusso rapporto dell’umanità con l’intelligenza artificiale. In questo senso un astrofisico come Umberto Guidoni, protagonista di due missioni nello spazio, era un testimone ideale per raccontare la sfida dell’uomo ai misteri dell’infinito spaziale. Sul palco

Dialogando con Diego Minonzio, direttore de La Provincia, e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione lecchese, Guidoni ha raccontato come sia arrivato a salire su una navicella spaziale: «Sin da bambino ho sempre amato i fumetti di fantascienza. C’era una sorta di predestinazione, che si scontrava con la realtà, visto che a quei tempi in Italia pensare di fare l’astronauta era un’utopia. Sono così diventato astrofisico ed ho lavorato al CNR su esperimenti relativi allo spazio. Proprio uno di questi esperimenti è stato scelto per essere parte di un volo dello Shuttle e da qui è iniziata l’avventura che mi ha portato a fare l’astronauta». Dopo aver raccontato la sua esperienza,

Guidoni ha anche parlato del futuro delle missioni spaziali: «La vera novità è l’interesse per le missioni spaziali da parte delle imprese private anche se questo apre problematiche legislative tutte da scrivere. I riferimenti legislativi odierni si rifanno agli anni Sessanta quando russi e americani iniziarono ad esplorare lo spazio. Secondo quelle normative lo spazio non può essere utilizzato per installare basi militari o ordigni bellici. In secondo luogo si prevedeva che fossero i governi i responsabili di tutto ciò che andava in orbita. Questo stride con l’accesso dei privati nello spazio». Il futuro prossimo

L’avvento di imprese private pone tante domande, prima fra tutte quella dello sfruttamento delle possibili risorse presenti nello spazio: «E’ un tema importante anche perché tra

n «Sin da bambino ho amato i fumetti di fantascienza Poi è arrivato lo Shuttle»

n «Ora che nello spazio vanno anche i privati serviranno nuove regole»

Il programma CRITICA DELLA RAGION DIGITALE Martedì 29/05

AUDITORIUM DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Imparare l’internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?

ore 20.45 Serpeggia la paura dei robot o meglio della minaccia che rappresentano, così efficienti, economici, senza corporazioni Daniele Pucci, ricercatore dell'Istituto Italiano di Tecnologia Mafe De Baggis, scrittrice e studiosa di media digitali

Martedì 05/06

AUDITORIUM DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite

ore 20.45 Giovani computer crescono e le loro abilità meravigliano. Macchine con la capacità di apprendere, di imparare dai dati che si trovano ad elaborare Filippo Pretolani, consulente di corporate communication Robert Bray, responsabile della legislazione del copyright presso il Parlamento Europeo

Tutte le serate sono gratuite, per informazioni: leprimavere@laprovincia.it Prenotazioni: leprimavere.laprovincia.it

qualche anno i privati potrebbero essere in grado di estrarre dagli asteroidi metalli e acqua. C’è un progetto di legge americano secondo cui lo spazio non è di nessuno ma si può sfruttare quello che vi si trova, un po’ come avviene per il pesce delle acque internazionali. In campo legislativo si è ancora molto indietro. Gli unici stati che stanno facendo qualcosa in merito sono gli Stati Uniti e il Lussemburgo». Si è poi parlato della “spazzatura” spaziale, in altri termini di tutti quei satelliti che finito il loro compito si trovano a girare da “rottami” per lo spazio: «Il problema esiste ed in questo senso si stanno progettando dei nuovi satelliti che, alla fine della loro vita, siano in grado di mettersi su orbite che non creino disturbo ai satelliti attivi».

Umberto Guidoni, qui con Diego Minonzio (a sinistra) e Vittorio Colombo (a destra) FOTOSERVIZIO MENEGAZZO

I progetti della Nasa

Se i privati sono seriamente intenzionati a sfidare gli spazi celesti non si può dire che gli Stati siano fermi: «La Nasa sta approntando un nuovo veicolo spaziale che dovrebbe essere collaudato nel 2020 ma che è stato progettato per raggiungere Marte. E’ un’impresa che necessiterà di nuove strategie, visto che per andare su Marte ci vogliono due anni e altrettanti per tornare. In campo ci sono dunque problemi molto complicati, primo fra tutti quello legato all’incolumità degli astronauti. E’ una nuova ed interessante sfida ai nostri limiti, a cui l’attuale tecnologia può dare un grande contributo».

Dalla clava alle astronavi. Ma siamo in buone mani? Dalla clava all’astronave senza soluzione di continuità. Siamo stati bravi. L’evoluzione della tecnica è sbalorditiva e vederne le prospettive lanciate a qualche anno luce dalla Terra ci riempie di meraviglia e di orgoglio. Così è stato martedì sera all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco quando Umberto Guidoni ci ha accompagnati in quella che è stata la storia recente delle esplorazioni: da 400 km dalla Terra, dove orbita la stazione spaziale internazionale che lui ha abitato, fino alla stella Proxima Centauri e ai suoi sospettati pianeti

perché di loro, per ora, abbiamo solo indizi. Un dialogo aperto quello di Umberto Guidoni con gli studenti, il pubblico e i giornalisti Vittorio Colombo e Diego Minonzio. Grazie alla straordinaria capacità divulgativa del nostro astronauta più famoso e alle domande di varia curiosità da cui si è lasciato sollecitare, abbiamo capito che non sappiamo quasi nulla della fisica quantistica e che, nonostante ciò, possiamo usarla. «Del resto abbiamo inventato e usato la macchina vapore prima di scoprire le leggi della termodinamica. - Guidoni riesce a sempli-

ficare la complessità - Allo stesso modo in futuro è possibile che gli scienziati diranno “ma sono così semplici le regole della fisica quantistica, chi sa come mai ancora non le avevano capite all’inizio del secondo millennio?» Il gioco interessante e pericoloso nel quale ci stiamo inoltrando è proprio questo: inventiamo, realizziamo, sperimentiamo e diffondiamo applicazioni tecniche che spesso sono oltre i limiti la nostra piena comprensione. Il tema dello scienziato che crea e della creatura che si ribella ha percorso tutta la rassegna de Le Primavere dedicata alla Ragion digi-

tale, centrata sugli sviluppi dell’intelligenza artificiale. Di fatto non sappiamo cosa stiamo facendo: l’AI simula idee e amplifica l’intelligenza umana che ancora però è in gran parte sconosciuta, non abbiamo idea di come funzioni, ma la copiamo. È un aneddoto di Guidoni il supercomputer che aveva sì imparato a interagire con le persone, ma si era impregnato anche dei pregiudizi della cultura suoi programmatori, o chi per loro, e dava risposte sessite e razziste. Così si riproducono pregi e difetti della nostra capacità di pensiero, ma in misura espo-

Umberto Guidoni

nenziale, molto più potente, con una crescita paragonabile a quella che c’è stata dalla preistoria all’epoca contemporanea. Proprio lì ha insinuato il dubbio Diego Minonzio: in “2001: Odissea nello spazio” il genio di Kubrick crea la metafora dell’ominide che scopre l’osso come strumento prima e come arma dopo. Il passaggio dalla clava all’astronave nel film è un battito di ciglia che chiude quattro milioni di anni. Se lo strumento si è evoluto, chi lo usa, l’ominide, a parte il cambio d’abito, si è evoluto in proporzione? La domanda di questa e delle prossime Primavere è sempre: le meraviglie della rivoluzione digitale sono in buone mani? M. Gis.


17

LA PROVINCIA MERCOLEDÌ 23 MAGGIO 2018

Tra il pubblico «Le nuove tecnologie, lo spazio, un grande personaggio come Guidoni, sono tutti ingredienti di una serata che costituisce un’esperienza unica nel suo genere Ci aiuta a capire, ad orientarci nell’universo infinito»

La carriera Trasferito a Houston, al Centro astronauti del Johnson Space Center, Guidoni iniziò l’addestramento nel gruppo di scienziati che coordinava le operazioni scientifiche del Satellite Tethered quindi la navetta Atlantis

Tutti affascinati dai nuovi confini Studenti e genitori a bocca aperta La serata. Un pubblico eterogeneo ha accompagnato l’intervento dello studioso e divulgatore «Ascoltare il racconto della sua esperienza tra scienza e stelle è un arricchimento per tutti» PAOLA SANDIONIGI

Umberto Guidoni catalizza l’attenzione. Tanta gente ieri sera a Lecco all’auditorium della Camera di Commercio di via Tonale. Un pubblico eterogeneo quello intervenuto, tra neofiti e appassionati di astronomia, studenti e docenti. «Guidoni è un personaggio di richiamo - dice Paolo Scola Serate come questa permettono di affrontare e approfondire temi importanti, e di dare, o perlomeno cercare di dare risposte a grandi quesiti. Ho accompagnato mio figlio che frequenta la terza media e che è attratto da questi temi». A lui fa eco Biancamaria Colombo: «Interessante. Il tema è di richiamo: le nuove frontiere dello spazio. Mi piace aggiornarmi e tenermi informata su questi temi. Sono anni che seguo la rassegna delle Primavere ed è sempre di grande valore». Quanto sono lontani ancora Marte e la luna? La sfida di Elon Musk, l’imprenditore che sta pianificando di stabilire una colonia su Marte, è quella di un visionario, oppure davvero semplicemente non siamo ancora pronti ad atterrare sul pianeta rosso? Nuove tecnologie

«Lo spazio, l’esperienza di personaggi come Guidoni, temi di richiamo fanno di questa serata un successo», rimarca Giusy Mollura. Secondo Carmen Carabus, «Le tecnologie, le nuove tecnologie soprattutto, lo spazio, e un personaggio come Guidoni han-

no molto da raccontare a tutti noi. Ascoltare la sua esperienza è un arricchimento per tutti». Guidoni nel 1990 è stato selezionato dall’Asi, l’Agenzia spaziale italiana e dalla Nasa come candidato specialista di carico utile per la prima missione del Satellite Tethered. Trasferito a Houston, al Centro astronauti del Johnson Space Center, inizia l’addestramento ed entra a far parte del gruppo di scienziati che coordina, da terra, le operazioni scientifiche del Satellite Tethered a bordo della navetta Atlantis. Gli studenti

Tra il pubblico studenti delle terze medie e dei primi anni delle superiori, che con molta diligenza hanno ascoltato la serata con grande interesse. «Sono di Como e sono venuta appositamente a Lecco per questo incontro – racconta Monica Costantini – mi piacciono gli approfondimenti e Guidoni è un nome di calibro, di spessore». Per Riccardo Sottocornola è un «evento di richiamo per tutti. Il tema dello spazio è affascinante, ti apre gli orizzonti. Ti offre tanti spunti di confronto». Perché non siamo più tornati sulla Luna e se ci dovessimo tornare, con quale obiettivo? Lo spazio sarà un luogo di pace e di cooperazione internazionale oppure le mosse delle nazioni e dei privati indicano che la strada è quella di una nuova “corsa allo spazio”? Domande che ieri sera hanno trovato risposta grazie a Guidoni, che ha subito raccolto consensi tra i presenti.

Umberto Guidoni al suo arrivo, ieri sera all’auditorium della Camera di Commercio di via Tonale

Carmen Carabus

Giusy Mollura

Biancamaria Colombo

Riccardo Sottocornola

Paolo Scola

Monica Costantini

Robot e lavoro del futuro: «Chi ha paura del www?» “Chi ha paura del www?” recita l’invito alla serata de Le Primavere di martedì 29 maggio, alle 20.45 all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco. Nessuno! È la risposta certa dopo aver ascoltato Daniele Pucci e Mafe de Baggis, accompagnati nel loro percorso attraverso la robotica e il lavoro che verrà dalle domande di Diego Minonzio, direttore de La Provincia, e di Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione lecchese. Daniele Pucci, ricercatore dell’Istituto Italiano di Tecnologia, è impegnato nel progetto europeo AnDy: sviluppo di ro-

bot capaci di adattarsi a diversi contesti: dalle piccole imprese alle industrie, fino agli spazi domestici, facilitando il lavoro umano. Dopo una laurea con lode a La Sapienza di Roma in Ingegneria automatica ha proseguito gli studi all’Università di Nizza Sophia Antipolis e all’Istituto nazionale francese per la ricerca. Il centro dove stanno nascendo i robot del futuro prossimo è a Genova. L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è la fondazione dove si svolgono ricerche d’eccellenza con uno staff internazionale. Non solo interagire, ma collaborare con l’essere umano:

questo è quanto i robot saranno in grado di fare a breve. Presto le macchine riusciranno a supportare le persone in lavori ripetitivi e pesanti – e fin qui nessuna novità, già succede nelle fabbriche e nelle catene di montaggio – attraverso la comprensione delle necessità dell’essere umano al quale sono affiancati. Questa è la clamorosa novità che Pucci spiegherà nel dettaglio. Il grande tema è: robot come collaboratori o sostituti degli esseri umani? Ci libereranno dai lavori più faticosi o produrranno un’umanità disoccupata e inerte? Probabilmente, in una fase di transizione, entrambe le

Daniele Pucci

Mafe De Baggis

cose. «Ma è difficile fare previsioni in questo momento – ha detto Pucci – quello che si può fare è guardare ai grandi cambiamenti che ci sono stati nella storia e imparare dalle implicazioni economiche e sociali provocate dalle rivoluzioni industriali precedenti». Nonostante l’eccezionale pervasività della tecnologia digitale, non siamo all’anno zero e qualche indizio su come non lasciarsi sopraffare dagli strumenti lo abbiamo. Li suggerirà Mafe De Baggis che da vent’anni studia il modo migliore per usare i media digitali. Lo fa con una forte prospettiva storica che applica a qualunque argomento, perché è impossibile capire dove siamo se non guardiamo da dove veniamo. M.Gis.


16

LA PROVINCIA MERCOLEDÌ 23 MAGGIO 2018

Le Primavere

Edizione 2018

Umberto Guidoni Ha effettuato due voli spaziali: nel 1996 sulla navetta Columbia e nel 2001 sullo Space Shuttle Endeavour, primo europeo a vivere a bordo della stazione spaziale internazionale. Si occupa oggi di divulgazione scientifica

Esperimenti Una delle questioni affrontate da Guidoni è stata quella degli esperimenti scientifici che avvengono a bordo della navetta spaziale, unico laboratorio esistente in assenza di gravità, una grande opportunità

«Giusto spingersi oltre Ma rispettiamo la Terra» L’intervento. Ricercatore e astronauta, Guidoni ha sedotto la platea «Ci stiamo preparando anche a Marte ma il nostro pianeta è fragile» GIANFRANCO COLOMBO

Il primo appuntamento lecchese della rassegna Le Primavere, organizzate dal nostro giornale, ha visto ieri sera ospite alla Camera di Commercio di Lecco, l’astronauta Umberto Guidoni. I giornalisti Diego Minonzio, direttore de La Provincia, e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione lecchese, hanno accompagnato Guidoni nel racconto delle sue missioni in un incontro dal titolo suggestivo: “Le nuove frontiere dello spazio. Dalla fantascienza alla realtà”. Fisico, laurea con lode e specializzazione in astrofisica all’università La Sapienza di Roma, ricercatore all’Enea, al Consiglio nazionale delle ricerche e all’Agenzia spaziale italiana, Umberto Guidoni nel 1990 fu selezionato come astronauta e trasferito al centro Nasa di Houston per l’addestramento al volo sullo Space Shuttle. Nel 1998 entrò nel corpo degli astronauti dell’Agenzia spaziale europea. Due voli spaziali

Ha effettuato due voli spaziali: nel 1996 sulla navetta Columbia e nel 2001 sullo Space Shuttle Endeavour, primo europeo a vivere a bordo della stazione spaziale internazionale. Guidoni si occupa oggi di divulgazione scientifica, partecipa e organizza eventi legati allo spazio. Proprio in omaggio all’illustre ospite, la serata è iniziata con la proiezione di una scena del film “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubri-

ck: una pellicola di cinquant’anni fa che anticipava i grandi interrogativi sul rapporto tra umanità, lo spazio infinito e l’intelligenza artificiale. Dal film di Kubrick si è passati alle immagini del viaggio di Umberto Guidoni nello spazio: dai preparativi prima del lancio sino alla partenza ed al salto nel vuoto dello spazio. Un viaggio avvenuto per Guidoni proprio nel 2001, a conferma della profetica visionarietà di Kubrick. Una delle questioni affrontate da Guidoni è stata quelle degli esperimenti scientifici che avvengono a bordo della navetta spaziale, unico laboratorio esistente in assenza di gravità. «Gli esperimenti nella navicella spaziale sono uno dei momenti fondamentali del nostro viaggio. Sono attività di grande importanza che occupano molto del tempo di noi scienziati che abbiamo la fortuna di vola-

n Dal film

di Kubrick alle immagini del viaggio nell’universo

n La missione

su Marte Andata e ritorno ci vorranno due anni

Il programma CRITICA DELLA RAGION DIGITALE Martedì 29/05

AUDITORIUM DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Imparare l’internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?

re in questi laboratori lanciati nell’infinito. I laboratori scientifici sulla terra sono tantissimi ma questi allestiti in assenza di gravità sono veramente unici». Tante poi le curiosità emerse, come la diversa percezione dello spazio; cambia completamente l’idea di alto e basso: si dorme in piedi, si corre su un tapis roulant collocato sulla parete e via dicendo.

ore 20.45 Serpeggia la paura dei robot o meglio della minaccia che rappresentano, così efficienti, economici, senza corporazioni Daniele Pucci, ricercatore dell'Istituto Italiano di Tecnologia Mafe De Baggis, scrittrice e studiosa di media digitali

Martedì 05/06

AUDITORIUM DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite

ore 20.45 Giovani computer crescono e le loro abilità meravigliano. Macchine con la capacità di apprendere, di imparare dai dati che si trovano ad elaborare Filippo Pretolani, consulente di corporate communication Robert Bray, responsabile della legislazione del copyright presso il Parlamento Europeo

Tutte le serate sono gratuite, per informazioni: leprimavere@laprovincia.it Prenotazioni: leprimavere.laprovincia.it

Frontiera Marte

Suggestive anche le immagini del ritorno a terra, una caduta, un urto con l’atmosfera che permette agli astronauti di far ritorno a casa. Oggi lo Shuttle è andato “in pensione” e la grande novità del futuro è l’impegno dei privati per la costruzione di veicoli spaziali. Anche la Nasa sta progettando una nuova capsula che dovrebbe essere sperimentata nel 2020 e che servirà per tentare di raggiungere Marte. Un viaggio che tra andata e ritorno durerà due anni e che, dunque, si preannuncia come una missione completamente nuova rispetto al passato. «Per questa missione ci si sta preparando - ha sottolineato Guidoni - anche se dalle nostre spedizioni abbiamo imparato a conoscere soprattutto la bellezza ma anche la fragilità del nostro pianeta». «Questo credo sia il messaggio che dobbiamo passare soprattutto alla nuove generazioni. E’ giusto spingersi verso lo spazio infinito per conoscere nuove dimensioni ma non dobbiamo mai dimenticare il grande rispetto che dobbiamo nei confronti del nostro pianeta».

L’astronauta e studioso Umberto Guidoni qui sopra tra il direttore Diego Minonzio e Vittorio Colombo FOTOSERVIZIO MENEGAZZO

Camera di Commercio: «Temi vicini alle imprese» «Quando, con la costruzione della nuova sede della Camera di Commercio, è stato realizzato l’Auditorium si aveva in mente un luogo da mettere a disposizione della comunità lecchese in primo luogo per la crescita del confronto d’idee. Quindi ritengo senz’altro che ospitare alcuni appuntamento delle Primavere sia una risposta più che coerente con tale visione». Così il presidente della Camera di Commercio, Daniele Riva, commenta il nuovo ciclo d’incontri, quello lecchese, delle Primavere de La

Provincia, iniziato ieri e che concluderà l’intera rassegna il prossimo 5 giugno. Dopo l’ultimo appuntamento comasco del 19 maggio dedicato al tema del “Prima e dopo Apple. Chi sono i padroni del mondo?” le Primavere proseguono dunque a Lecco, col primo incontro, uno dei più attesi per l’appeal del tema e del personaggio, che ieri sera nell’auditorium della Camera di Commercio ha visto l’astronauta e astrofisico Umberto Guidoni guidare il pubblico in un viaggio dal titolo “Le nuove frontiere dello spazio. Dalla

fantascienza alla realtà”. Un tema «più vicino di quanto non si creda – afferma Riva – agli interessi delle nostre imprese locali, visto che le più innovative sono impegnate in tante produzioni specialistiche per l’aerospaziale. È un settore silenzioso ma molto produttivo della nostra economia locale. Del resto – aggiunge Riva – l’intera rassegna delle Primavere, focalizzata sui temi dell’innovazione tecnologica e dei suoi molteplici riflessi, mostra coincidenza con le visioni delle imprese rappresentate in Camera di Com-

mercio, che guardano sempre più alle nuove frontiere della tecnologia digitale utilizzando anche i nostri programmi camerali per promuovere la ricerca e sviluppo del settore». A breve, il 29 maggio e il 5 giugno, l’auditorium camerale ospiterà gli ultimi due incontri su “Imparare l’Internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?” e “Quando i computer imparano da soli. La superintelligenza cambia le nostre vite”. E, di nuovo, l’ente che ospita condivide un sentiment particolare su entrambi i temi: «Su uso di

Daniele Riva

itnernet e sicurezza -aggiunge Riva – è davvero giunto il momento di guardare la realtà e riconoscere i rischi che ogni giorno le nostre imprese corrono utilizzando la rete. Serve dotarsi di una cultura più profonda per darsi grande capacità di attenzione nell’utilizzare internet e nel proteggere l’impresa». Sulla superintelligenza delle macchine, per Riva è «una sfida tutta da raccogliere, ma anche da imparare a gestire. A iniziare da tutto quel che include quell’impostazione 4.0 per la quale, comunque la si pensi, se non ci si adegua ci si perde nella corsa, ormai continua, per la competitività». M. Del.


18

LA PROVINCIA MARTEDÌ 22 MAGGIO 2018

Le Primavere

Edizione 2018

Viaggio tra le stelle con l’astronauta Questa sera. Umberto Guidoni protagonista della prima serata della rassegna alla Camera di Commercio di Lecco Così ha raccontato i suoi viaggi spaziali: «Su 12 ore di lavoro l’unico passatempo è guardare fuori dal finestrino» MARIA GRAZIA GISPI

Una vita per le stelle, quella di Umberto Guidoni, prima come astronauta e ora come divulgatore della storia delle esplorazioni spaziali. Questa sera sarà ospite all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco con “Le nuove frontiere dello spazio. Dalla fantascienza alla realtà” per la rassegna Le Primavere. I giornalisti Diego Minonzio, direttore de La Provincia, e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione lecchese lo accompagneranno nel racconto delle sue missioni. Chi è Guidoni

Fisico, laurea con lode e specializzazione in astrofisica all’università La Sapienza di Roma, ricercatore all’Enea, al Consiglio nazionale delle ricerche e all’Agenzia spaziale italiana, Umberto Guidoni nel 1990 è selezionato come astronauta e trasferito al centro NASA di Houston per l’addestramento al volo sullo Space Shuttle. Nel 1998 entra nel corpo degli astronauti dell’Agenzia spaziale europea. Ha effettuato due voli spaziali: nel 1996 sulla navetta Columbia e nel 2001 sullo Space Shuttle Endeavour, primo europeo a vivere a bordo della stazione spaziale internazionale. Guidoni si occupa di divulgazione scientifica, partecipa e organizza eventi legati allo spazio. Ha pubblicato articoli e libri come “Viaggiando oltre il cielo” Bur 2014, citato nelle tracce degli esami di maturità 2016. Con Andrea Valente ha scritto anche libri per ragazzi, tra cui “Astrolibro” e il recentissimo “Otto passi nel futuro”. Nel

settembre 2007 ha condotto, per quattro settimane, la trasmissione radiofonica intitolata “Dallo Sputnik allo Shuttle” della serie “Alle 8 della sera” di Rai Radio Due, dove ha ripercorso le tappe della conquista dello spazio. Nel luglio 2009, in un altro ciclo della stessa serie intitolato “Dalla Terra alla Luna”, ha raccontato l’epopea delle missioni lunari e del programma Apollo. Da quest’ultima trasmissione radiofonica è stato tratto il libro pubblicato nel 2011. È generoso Umberto Guidoni nel raccontare la sua vita. Attraverso video delle missioni a cui ha partecipato e riprese più recenti spiegherà le procedure, le ricerche scientifiche, la passione e le difficoltà, incluse quelle psicologiche dovete alla convivenza in spazi ridottissimi. «Immaginate di vivere con altre persone in un camper dal quale non si può uscire, dove

n Protagonista

di due missioni con lo Shuttle e primo europeo sulla stazione spaziale

n Ingresso gratuito Per assicurarsi i posti in sala è però necessario prenotarsi

si lavora per 12 ore al giorno e dove l’unico passatempo è guardare fuori dal finestrino Ha scritto Guidoni per dare l’idea della pressione mentale, oltre che fisica, sperimentata da astronauta - Aggiungete la tensione per la situazione difficile e anche pericolosa e avrete un’idea di quali problemi devono affrontare i cosmonauti che vivono nello spazio per lunghi periodi». Diversi equipaggi hanno vissuto a lungo in quelle condizioni. Il record di permanenza è di Polyakov: 438 giorni nella stazione spaziale russa Mir. Le tensioni sono anche riflesso della politica internazionale che ha portato ad aumentare prima e a tagliare poi le risorse per le missioni nello spazio. Scopriremo che a 500 chilometri dalla Terra si incrociano diverse culture: quella russa e quella degli Stati Uniti, il contributo dell’Europa, l’avvento della Cina. Una geopolitica stellare. È un racconto che suscita una galassia di domande alle quali sarà lasciato ampio spazio. Come partecipare

Per assicurarsi i posti in sala ricordiamo che come consueto è necessario prenotarsi gratuitamente al sito leprimavere.laprovincia.it. Allo stesso indirizzo si trovano i ritratti dei relatori e in alto a destra trovate l’icona che porta alla rassegna dei filmati di tutte le serate sul canale you tube, un archivio utile per chi c’era ma soprattutto per chi non c’era. Sempre in alto a destra il simbolo di facebook invita a condividere e a moltiplicare la passione per la “Ragion digitale”.

Umberto Guidoni a bordo dello Space Shuttle durante l’approccio alla stazione spaziale internazionale

CRITICA DELLA RAGION DIGITALE Martedì 22/05

Auditorium della Camera di commercio di Lecco

Natale Castagna «Un aiuto al territorio Abbiamo bisogno di cultura e conoscenza» È partner de Le Primavere, la rassegna di incontri per il pubblico, dalla prima edizione. Parliamo di Novatex, azienda con sede ad Oggiono, da quarant’anni, festeggiati l’anno scorso, leader nella produzione di reti per rotopresse a servizio della filiera agricola. Il perché di tale sostegno lo spiega il presidente e amministratore delegato Natale Castagna: «Vogliamo aiutare il territorio ad affrontare i problemi che il mondo ci pone di fronte e vogliamo farlo accrescendo la conoscenza

e le capacità per guardare al futuro». L’auspicio è che il territorio possa ospitare nuovi incontri e che si dedichi ulteriore attenzione al tema della digitalizzazione del mondo «perché - ribadisce - abbiamo un estremo bisogno di cultura e conoscenza». Fondata nel 1977 dall’ingegner Paolo Beretta, Novatex ha prodotto dal 2008 al 2017 margini operativi per circa 33 milioni di euro: agli azionisti sono stati distribuiti 1,5 milioni mentre il resto è stato destinato alla ricerca e all’innovazione per far crescere ulteriormente l’azienda. Oggi occupa 225 dipendenti nei due stabilimenti in Italia a Oggiono e a Ferrandina (Matera). Al 1999 risale l’acquisiziome da parte di Ta-

Martedì 29/05

Auditorium della Camera di commercio di Lecco

Martedì 05/06

Auditorium della Camera di commercio di Lecco

Le nuove frontiere dello spazio. Dalla fantascienza alla realtà

Imparare l’internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?

Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite

ore 20.45

ore 20.45

ore 20.45

Umberto Guidoni, astronauta e astrofisico, aprirà raccontando la storia della conquista dello spazio e la rinnovata corsa verso la Luna e verso Marte da parte di Jeff Bezos e di Elon Musk

Novatex, scommessa sulle Primavere «Un aiuto per guardare al futuro» Il partner

Tutte le serate sono gratuite, per informazioni: leprimavere@laprovincia.it Prenotazioni: leprimavere.laprovincia.it

Il programma

Natale Castagna, amministratore delegato della Novatex

Serpeggia la paura dei robot o meglio della minaccia che rappresentano, così efficienti, economici, senza corporazioni

Giovani computer crescono e le loro abilità meravigliano. Macchine con la capacità di apprendere, di imparare dai dati che si trovano ad elaborare

Daniele Pucci, ricercatore dell'Istituto Italiano di Tecnologia

Filippo Pretolani, consulente di corporate communication

Mafe De Baggis, scrittrice e studiosa di media digitali

Robert Bray, responsabile della legislazione del copyright presso il Parlamento Europeo

ma plastic industry, azienda partecipata da due kibbutz e con la quale è stato costruito un modello strategico di business condiviso. Il gruppo conta oltre 1600 dipendenti ed ha unità produttive in Ungheria, Polonia, Brasile, Vietnam e Israele. «Novatex condivide con Tama l’idea di reinvestire gli utili prodotti - ricorda Castagna -. L’impresa è equiparata ad una famiglia e come in tutte le famiglie si ricerca il benessere di tutti, assicurando, per quanto possibile, la sicurezza e la serenità necessarie ad affrontare un futuro sostenibile». I nuovi mercati oggi sono rappresentati dai paesi emergenti, all’Est, ma rivestono vitale importanza quelli tradizionali come America, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Argentina e Sudafrica. Per l’agricoltura, però, questi non sono anni facili. I cambiamenti climatici si fanno sentire e bisogna affrontare stagioni che sono sempre meno stagioni. «Quest’anno non abbiamo

avuto la primavera - prosegue Castagna -. L’anno scorso abbiamo avuto un’estate caldissima. Quando piove sempre più spesso si parla di bombe d’acqua. La natura, del resto, ci restituisce brutalmente e con gli interessi la violenza che le ha inferto l’uomo. Nei suoi confronti servono maggior rispetto ed educazione». Decisamente primaverileestivo, invece, il clima che si respira in azienda «Non abbiamo mai avuto difficoltà a trovare personale - sottolinea l’ad - Non sappiamo quanto questo trend potrà durare, da parte nostra cerchiamo di costruire e sviluppare un clima favorevole per attrarre le risorse necessarie. Novatex punta molto sui giovani (all’ufficio Ricerca e sviluppo, per esempio, la media è di 33 anni) però non si può mai dimenticare chi ci ha permesso di arrivare fin qui ed oggi non è più giovane. Questo perché noi crediamo e sviluppiamo un modello di business a misura d’uomo». Camilla Dotti


MARTEDÌ 22 MAGGIO 2018 • EURO 1,30

ANNO 127 . NUMERO 139 • www.laprovinciadilecco.it

CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO

Primavere, stasera c’è Guidoni Una vita per le stelle, quella di Umberto Guidoni, prima come astronauta e ora come divulgatore della storia delle esplorazioni spaziali. Questa sera sarà ospite all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco con “Le nuove frontiere dello spazio. Dalla fantascienza alla realtà” per la rassegna Le Primavere. MARIA GRAZIA GISPI A PAGINA 18

L’ESTATE CALDA CHE ASPETTA IL PREMIER

Incidenti Montevecchia e Suello Due gravissimi

di ANDREA FERRARI

Due incidenti gravissimi ieri nel Lecchese. Un giovane di 25 anni di Montevecchia è rimasto incastrato nella sua auto ribaltata alle 13.15 in paese. E ieri sera verso le 18.20 un uomo di circa 62 anni di Canzo è rimasto ferito in modo molto grave quando la sua moto è stata tamponata da un’auto sulla rampa che dalla SS36 porta verso Suello.

A

Sergio Mattarella proprio non deve essere piaciuto il modo con cui Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono saliti al Colle per presentargli il solo nome di Giuseppe Conte, esecutore materiale in veste di presidente del Consiglio di un accordo politico e di un “contratto” di governo già siglati. Proprio il contrario di quel che stabiliscono la lettera e la prassi costituzionale: il Capo dello Stato, dopo le consultazioni con i partiti, incarica una personalità di formare un governo; questi avvia una trattativa con la maggioranza che intende raccogliere e, una volta raggiunto il risultato, torna al CONTINUA A PAGINA 7

SERVIZI ALLE PAGINE 26 E 28

«Palataurus, porteremo lirica e musica per i giovani» L’assessore alla Cultura: bene che i privati investano nelle strutture

LA VERTIGINE DEL VUOTO NELLE NOSTRE RELAZIONI di ALBERTO CARRARA

S

i è parlato a lungo del dramma che si è consumato sull’autostrada A14, a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti. Fausto Filippone, 49 anni, manager di azienda, prima ha lanciato da un viadotto della A14 la figlia di dieci anni, Ludovica. Poi è rimasto per ore aggrappato alle reti esterne della protezione autostradale. Alle ore venti si è lanciato anche lui nel vuoto. In mattinata, a Chieti Scalo, la moglie dell’uomo, Marina CONTINUA A PAGINA 7

9 771590 588025

80522

L’Inter è tornata in Champions. JubiLazio

Lecco È cittadino italiano Bashkim, il papà delle tre bimbe uccise A PAGINA 15

Stagione operistica e concerti di alto livello, eventi giovanili di ampio respiro come quelli del marchio Nameless, appuntamenti formativi per le scuole sul modello Leggermente. Così l’assessore Simona Piazza vede il futuro del Palataurus, qualora (come è nelle intenzioni della proprietà) si concretizzasse finalmente il passaggio da palazzetto del ghiaccio a vera e propria struttura

polifunzionale. Un passaggio che - aveva chiarito ieri il professionista assoldato dalla famiglia Beretta, Davide Console – è puramente formale e non coinvolgerebbe i tempi infiniti di eventuali ristrutturazioni o adeguamenti strutturali. A Palazzo Bovara è stata insomma accolta con un certo giubilo la notizia di un nuovo, ampio spazio per eventi pubblici. Il Palataurus potrà presto ospitare spettacoli

BONINI A PAGINA 13

Regione Nogara a rischio Il voto il 6 giugno A PAGINA 15

Tangenti per l’edilizia, due arresti Ha sfiorato anche la nostra provincia la maxioperazione della Guardia di Finanza di Monza che ieri ha portato all’esecuzione di ventuno ordinanze di custodia cautelare (nove in carcere, dodici agli arresti domiciliari) nell’ambi-

Approvata la piazzola Ma Nameless si fa lo stesso Approvatodall’esecutivo della Comunità montana il progetto della piazzola di atterraggio degli elicotteri del 118 a Prato Buscante. Sagra delle Sagre e Nameless a rischio? Il timore degli organizzatori dei due eventi è che le manifestazioni potessero essere guastate dalle folate delle pale dell’elicottero. Chiaro a questo proposito è il patron della Sagra Pucci Ceresa: «Rischiano di volare via i tendoni», e perplessità simili sono state espresse dall’organizzazione del

Filo di Seta

Nameless. Guido Agostoni, assessore della Comunità montana, garantisce che l’approvazione del progetto piattaforma elicottero «non provocherà problemi a queste manifestazioni». Nell’area di Prato Buscante verranno anche realizzate delle vasche d’acqua utili agli elicotteri per spegnere gli incendi. “Nameless 2018” si svolgerà dall’1 al 3 giugno, la Sagra delle Sagre la settimana di Ferragosto. GROSSI A PAGINA 25

to dell’inchiesta “Domus Aurea” coordinata dalla Procura della Repubblica brianzola, che contesta agli indagati, a vario titolo, l’associazione per delinquere finalizzata a reati tributari e fallimentari, trasferimento fraudolento di va-

Calcio serie D Un attacco stellare per il nuovo Lecco De Paola il mister? Di Nunno insegue il trio d’attacco delle meraviglie con Bertani, França e Ferrario. Riecco il nome di De Paola per la panchina bluceleste. VILLANI A PAGINA 41

L’allenatore De Paola

lori, riciclaggio e corruzione. La misura restrittiva degli arresti domiciliari è stata applicata dal giudice delle indagini preliminari a due dipendenti del principale indagato, l’imprenditore Giuseppe Malaspina, 64 anni, originario

di Montebello Ionico, in provincia di Reggio Calabria, ma di fatto domiciliato ad Arcore: si tratta di Miriam Brambilla, 46 anni, casa a Missaglia, per l’ipotesi accusatoria prestanome di una delle tante società afferenti alla galassia del suo capo, ed Elena Pirovano, 49 anni, residente a Lomagna. A.CRIPPA A PAGINA 16

Lecco Cade dal balcone della banca A PAGINA 16

Merate Investito al rondò Ferito un anziano A PAGINA 28


28

La rassegna

LA PROVINCIA LUNEDÌ 21 MAGGIO 2018

Le Primavere Edizione 2018

Scienza e medicina, lo spazio ci aiuta L’incontro. Sarà l’astronauta Guidoni ad accompagnare il pubblico della camera di commercio di Lecco in un lungo viaggio tra le stelle per scoprire quanto conti e quali vantaggi ci può portare la ricerca spaziale CAMILLA DOTTI

La ricerca spaziale ha importanti ricadute per la vita sulla Terra, nel campo della medicina e delle biotecnologie. Un esempio? Le diagnosi sanitarie, l’individuazione di parassiti o i nuovi sottomarini. Strumenti utilizzati nello spazio, come il sistema di analisi dei gas che “fiuta” le comete, sono stati adattati e trasformati in piccoli dispositivi capaci di rilevare i batteri responsabili delle lesioni e del cancro allo stomaco e nella diagnosi della tubercolosi in area sub-sahariana attraverso l’individuazione di sostanze chimiche associate alla malattia. Lo spettometro di massa, invece, è stato impiegato per ricerche in campo alimentare e ambientale, in particolare nell’analisi degli inquinanti nelle falde acquifere, nella frutta, nella verdura e negli animali. Gli stabilizzatori spaziali sono serviti per migliorare le operazioni a cuore aperto e sono stati applicati anche in campo sportivo nello sci. Sulla neve come nello spazio, infatti, il dispositivo permette di evitare pericolose vibrazioni. Il programma di scienze della vita

Spazio e universo saranno al centro del prossimo incontro de Le Primavere, domani sera all’auditorium della Camera di Commercio di Lecco, ospite l’astronauta Umberto Guidoni. Per restare al campo della medicina, l’agenzia spaziale italiana ha avviato nel 1990, come parte integrante del programma scientifico, il programma di Scienze della Vita. Oggi il programma Med (Medicina e biotecnologie) ha l’obiet-

tivo specifico di acquisire ed utilizzare conoscenze attraverso la ricerca spaziale e trasferirle in applicazioni bio-mediche terrestri. Sono coinvolti oltre mille ricercatori, 164 tra istituti di ricerca e Università e 18 industrie. Il Cab, ad esempio, (Controllo ambientale biorigenerativo) mira a fornire tecnologie utili alla vita dell’uomo nello spazio tramite la creazione di serre spaziali, sistemi di depurazione dell’acqua e rigenerazione dei rifiuti. E i sistemi progettati per le missioni a lunga permanenza potrebbero poi consentire sistemi produttivi in ambienti terrestri estremi come quelli polari e desertici, senza contare le ricadute positive nella gestione dei rifiuti organici e delle acque reflue e la conseguente riduzione dell’impatto ambientale. Il Bed-Rest, invece, è un’attività che simula gli effetti fisiologici dell’assenza di gravità

n Gli stabilizzatori

spaziali sono serviti per migliorare le operazioni a cuore aperto

n Vivere tra le stelle potrebbe aiutarci a sviluppare sistemi produttivi in ambienti estremi

sull’organismo e Hand Posture Analyser (Hpa) è uno strumento realizzato per «valutare la degradazione di prestazione del sistema muscolare ed è capace di individuare e definire le strategie di movimento dell’arto superiore in condizioni di microgravità prolungata». Il lavoro di squadra

Osma (osteoporosi ed atrofia muscolare) affronta i problemi delle malattie degenerative dei tessuti e dello scheletro riscontrabili anche negli astronauti. Il MoMa, invece, è un programma sulle conoscenze scientifiche del processo di invecchiamento. Il Dcmc (Disturbi del controllo motorio e cardiorespiratorio) punta a migliorare la qualità di vita delle persone affette da disabilità neuromotorie e cardiorespiratorie. Problemi di orientamento, coordinazione visuo-motoria, alterazioni del riferimento gravicentrico, disturbi del ritmo circadiano, spesso presenti negli astronauti, sono assai simili a quelli delle sindromi più comuni nei pazienti a terra. Il Gpm (Genomica, Proteomica e Metabolomica) riguarda le indagini molecolari dei trascritti e delle proteine espresse in una cellula. Oltre, quindi, che sviluppare terapie e strategie per il benessere dell’uomo nello spazio, queste conoscenze potranno migliorare la qualità di vita sulla Terra. Grazie alla stazione spaziale internazionale (Iss), tra l’altro, hanno collaborato insieme alla realizzazione di numerosi esperimenti medici le agenzie spaziali italiana, europea, statunitense e russa.

Dal “San Marco 1” a Samantha Noi e le stelle, che bella storia Un lungo viaggio L’esordio del nostro Paese risale al 1964, quando l’Italia divenne la terza nazione a mettere in orbita un satellite Umberto Guidoni, ospite de Le Primavere domani sera a Lecco, è stato, nel 2001, il primo astronauta europeo sulla stazione spaziale internazionale. L’Italia, del resto, come sottolinea l’Asi, l’agenzia spaziale italiana, ha costruito «un bagaglio di esperienza scientifica e industriale che oggi ci pone tra i paesi più importanti». L’avventura del nostro Paese nello spazio inizia nel 1964. Nel dicembre di quell’anno dalla base americana di Wallops Island, in Virginia, viene lanciato il satellite San Marco 1 per lo studio dell’atmosfera terrestre. «Con quel lancio - ricorda l’Asi sul pro-

L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti

prio sito - l’Italia diviene il terzo paese al mondo, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti, a mettere in orbita un proprio satellite». Nell’agosto 1975 diamo un contributo scientifico fondamentale alla prima missione spaziale dell’Esa, l’agenzia spaziale europea. Il primo astronauta italiano è Franco Malerba che vola nello spazio il 31 luglio 1992 con lo shuttle Atlantis e il satellite ita-

liano Tethered. Nel dicembre 1999 viene lanciato l’osservatorio orbitante europeo XmmNewton «il più grande satellite scientifico mai costruito in Europa e il più potente telescopio per i raggi X mai messo in orbita». I tre specchi sono stati realizzati su commissione dell’Esa, dalla Media Lario srl, azienda di Bosisio Parini, una vera e propria eccellenza nel settore. Nel

Umberto Guidoni all’epoca della missione a bordo dello shuttle Endeavour ARCHIVIO

Tutte le serate sono gratuite, per informazioni: leprimavere@laprovincia.it Prenotazioni: leprimavere.laprovincia.it

Il programma CRITICA DELLA RAGION DIGITALE Martedì 22/05

Auditorium della Camera di commercio di Lecco

Martedì 29/05

Auditorium della Camera di commercio di Lecco

Martedì 05/06

Auditorium della Camera di commercio di Lecco

Le nuove frontiere dello spazio. Dalla fantascienza alla realtà

Imparare l’internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?

Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite

ore 20.45

ore 20.45

ore 20.45

Umberto Guidoni, astronauta e astrofisico, aprirà raccontando la storia della conquista dello spazio e la rinnovata corsa verso la Luna e verso Marte da parte di Jeff Bezos e di Elon Musk

2001, a marzo, il protagonista è Leonardo il primo dei tre moduli logistici costruiti dall’Italia per la stazione spaziale internazionale. Nel 2001 ad aprile, l’italiano Guidoni è il primo europeo ad approdare sulla stazione spaziale internazionale. Guidoni consegna Raffaello il secondo dei moduli logistici. «Il livello tecnologico italiano - fonte Asi è tale che nel nostro paese si realizza oltre il 40% del volume abitabile» di quella grande «casa comune dello spazio» che è l’Iss. Volando al 2010, Paolo Nespoli, in dicembre, inizia i suoi 7 mesi di permanenza sulla Iss e nel febbraio 2011 viene raggiunto da Roberto Vittori. Nel maggio 2013 nuova missione di lunga durata, questa volta per Luca Parmitano. Nel novembre 2014 tocca a Samantha Cristoforetti, sei mesi nello spazio. Nel febbraio 2015 si conclude il primo volo sperimentale del nuovo modulo europeo di rientro Ixv (Intermediate eXperimental Vehicle), tutto “made in Italy”. I prossimi progetti? Una stazione nell’orbita lunare e poi Marte. C. Dot.

Serpeggia la paura dei robot o meglio della minaccia che rappresentano, così efficienti, economici, senza corporazioni

Giovani computer crescono e le loro abilità meravigliano. Macchine con la capacità di apprendere, di imparare dai dati che si trovano ad elaborare

Daniele Pucci, ricercatore dell'Istituto Italiano di Tecnologia

Filippo Pretolani, consulente di corporate communication

Mafe De Baggis, scrittrice e studiosa di media digitali

Robert Bray, responsabile della legislazione del copyright presso il Parlamento Europeo

L’Esa, l’agenzia spaziale Dieci Paesi la sostengono Le istituzioni Accanto all’ente europeo lavorano i tecnici e gli esperti dell’Agenzia spaziale italiana, ente pubblico fondato nel 1988 L’Asi è l’agenzia spaziale italiana. Nata nel 1988, è un ente pubblico che dipende dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. È uno dei più importanti attori mondiali nel campo della scienza spaziale, delle tecnologie satellitari e dello sviluppo di mezzi per raggiungere ed esplorare il cosmo. L’attuale presidente è Roberto Battiston, fisico dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. L’Esa, l’agenzia spaziale europea, è nata nel 1964. La sua missione consiste «nello sviluppo delle capacità spaziali europee e nella garanzia che gli investimenti effettuati per la conquista dello spazio continuino a pro-

durre vantaggi e ricadute positive per tutti i cittadini europei». È un’organizzazione internazionale, con sede a Parigi e conta su 22 stati membri. Oltre alla sede centrale, ci sono altre sedi in diversi paesi europei. La stazione spaziale internazionale (Iss) è un laboratorio spaziale che orbita a 400 kilometri dalla superficie terrestre ed è la base operativa di un gruppo internazionale di astronauti, di solito sei. Il progetto della Iss è stato discusso per la prima volta nel 1984, quando Europa, Giappone e Canada hanno deciso di prendere parte a un programma spaziale presentato dagli Usa. La Russia ha aderito al gruppo nel 1993. L’agenzia spaziale europea (Esa) rappresenta 10 paesi europei che sostengono finanziariamente il programma che sono Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, e Svizzera.


19

LA PROVINCIA DOMENICA 20 MAGGIO 2018

La rassegna

Le Primavere Edizione 2018

L'INTERVISTA UMBERTO GUIDONI. Fisico e ricercatore dell’Enea, astronauta con due voli spaziali all’attivo. Martedì sarà a Le Primavere

«MARTE E LO SPAZIO SEMPRE PIÙ VICINI MA SERVE SICUREZZA»

M

artedì 22 maggio la rassegna Le Primavere de La Provincia prosegue all’Auditorium della Camera di Commercio di Lecco con “Le nuove frontiere dello spazio. Dalla fantascienza alla realtà”, ospite Umberto Guidoni. Fisico ricercatore all’Enea, al Cnr e all’Asi, nel 1990 è selezionato come astronauta e trasferito al centro Nasa di Houston per l’addestramento al volo sullo Space Shuttle. Nel 1998 entra nel corpo degli astronauti dell’Agenzia spaziale europea. Ha effettuato due voli spaziali: nel 1996 sulla navetta Columbia e nel 2001 sullo Space Shuttle Endeavour, primo europeo a vivere a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

La tecnologia spaziale è uno di quei pochi campi in cui sembra che l’Europa sia riuscita a fare sistema, è corretto?

In questi anni si stanno impegnano in missioni spaziali compagnie private come la SpaceX di Elon Musk. Cosa pensa dell’iniziativa privata lanciata verso lo spazio?

Umberto Guidoni protagonista della serata de Le Primavere martedì prossimo a Lecco

n A Lecco

l’atteso incontro con l’astrofisico che volò a bordo dello Shuttle

nerli, questo schema dovrebbe essere riutilizzato anche per le missioni spaziali private. Se questo è garantito, l’arrivo dei privati è un’iniezione di nuove risorse economiche. In tutto il mondo, a parte forse la Cina, le agenzie spaziali nazionali subiscono dei ridimensionamenti.

Esistono dei riferimenti legislativi che diano dei criteri all’esplorazione dello spazio?

Esistono trattati molto generali che risalgono agli anni Sessanta, quando russi e americani hanno cominciato le esplorazioni spaziali. Da un punto di vista politico sono illuminati: stabiliscono che lo spazio

Hal9000 e l’intelligenza artificiale Il genio di Kubrick aprirà la serata 50 anni e non sentirli. “2001: Odissea nello spazio” capolavoro di Stanley Kubrick del 1968 non dimostra la sua età e rappresenta lo spazio, così come la vita, il destino, la storia, con un affresco verosimile, inquietante, grandioso. Prima dell’incontro di martedì 22 maggio a Lecco, in omaggio all’ospite Umberto Guidoni, sarà proiettata la scena in cui il comandante Bowman spegne il computer di bordo, l’ambiguo e ribelle Hal9000. L’infallibile supercomputer commette un errore nel corso della missione, il comandante decide che non è più affidabile e vuole disinnescarlo. Hal lotta per la propria sopravvivenza e inizia un duello nello spazio tra l’intelligenza umana e l’intelligenza artificiale del computer.

Se lo spazio è libero e di tutti, come sarà possibile sfruttarne le risorse e i luoghi, le orbite?

Già da qualche anno compagnie private si stanno organizzando per estrarre elementi dagli asteroidi, metalli e acqua. Non ci sono ancora i mezzi per poterlo fare, ma nell’arco di un decennio o due potrebbero davvero realizzarsi le prime spedizioni verso gli asteroidi. Bisogna trovare un modo per permettere alle compagnie di ricavare beneficio del loro lavoro. Il Congresso degli Stati Uniti ha presentato un disegno di legge che consente di appropriarsi del materiale ricavato dagli scavi. È simile al sistema che regola la pesca in acque internazionali: nessuno è proprietario di quelle acque, ma del pescato sì. Oltre agli Usa, solo il Lussemburgo ha ipotizzato una legislazione, pensando alle società che finanzieranno queste imprese.

MARIA GRAZIA GISPI

L’imperativo è la sicurezza. Anche in base agli incidenti che ci sono stati, sappiamo bene che andare nello spazio è difficile, ma la tecnologia è progredita e credo ci siano le condizioni per effettuare viaggi oltre l’atmosfera anche per chi non è un professionista. Per gli aeroplani esiste un ente internazionale che stabilisce degli standard di sicurezza e tutte le compagnie devono mante-

non può essere utilizzato per installare ordigni bellici o basi militari e che non c’è proprietà esclusiva. Si dice anche che i governi sono responsabili di tutto ciò che va in orbita, ma non specificano - perché all’epoca non era necessario farlo - se questi oggetti sono di privati o di enti governativi. Teoricamente se Elon Musk fa un qualche danno nello spazio, per le leggi vigenti ne risponde il governo federale degli Stati Uniti.

La sequenza in cui il computer viene spento è lenta e sofferta, Hal ha paura, chiede di vivere, retrocede nella sua formidabile intelligenza. «Abbiamo fin dall’inizio del film un rapporto con Hal che diventa una sorta di personaggio - spiega Alberto Cano di Lake Como Film Festival - È un film infinito dal punto di vista dei contenuti filosofici. Il tema dell’intelligenza artificiale è uno degli elementi, profetici, che Kubrick inserisce, così come la metafora della circolarità della vita rappresentata anche dall’astronave che ruota sulle note di Strauss». Dalla scimmia delle origini alla stanza luminosa, sono rappresentati una serie di significati simbolici. «È un film in cui c’è tutto continua Cano - dal primo osso usato come arma all’astronave.

La locandina del film cult “2001: odissea nello spazio”

Sì, ci sono stati alcuni temi su cui gli stati dell’Europa si sono trovati d’accordo da subito dopo la guerra: l’accordo su carbone e acciaio, la Comunità europea dell’energia atomica e, agli inizi degli anni Sessanta la prima idea di una Agenzia spaziale europea. L’Esa ha portato a risultati importanti. L’Airbus è l’unico grande costruttore di aerei che riesce a fare concorrenza agli americani della Boeing. Abbiamo il programma Ariane, razzi vettori di uso civile e il sistema di navigazione satellitare Galileo,

Kubrick ha immaginato nel 1968 computer e applicazioni di intelligenza artificiale che solo ora possiamo intravedere ed è sorprendente come sia riuscito a rappresentare la missione spaziale con una verosimiglianza credibile anche nel 2018». La sua straordinaria capacità tecnica fu tanto efficace da far sospettare ad alcuni che sia stato lui a girare, un anno dopo nel 1969, le immagini in tv dello sbarco sulla Luna. Dalla sua abilità è nata una leggenda. Il film è uno dei capisaldi della storia del cinema perché riesce a tradurre una visione filosofica in immagini. «La sua grandezza sta nella straordinaria densità di significati, senza essere troppo dialogico - conclude Cano - con parti completamente silenti. Rarefatta anche la recitazione. Kubrick non si appoggiava tanto sui dialoghi ma sulla forza delle immagini: il monolite rende il senso del mistero della vita e la scena primordiale dura a lungo senza neanche una parola. Così i concetti vengono restituiti con la potenza dell’impianto visivo». M.Gis.

operativo tra qualche anno, l’alternativa europea al Gps, potrà rendere l’Europa indipendente per tecnologie ormai essenziali. La comasca D-Orbit ha messo a punto un dispositivo per rimuovere gli apparecchi in orbita giunti alla fine della loro missione. C’è una nuova sensibilità ecologica anche in questo ambito?

Il problema dell’affollamento degli strumenti in orbita sta diventando sempre più grave, in particolare nell’orbita dai 500 km dalla Terra, dove c’è la stazione spaziale internazionale, ma anche tutti i satelliti di osservazione e militari. Un’altra zona ad alta intensità si trova a 36mila km, è la quota dove stanno i satelliti per le telecomunicazioni. Comincia a diventare economicamente interessante togliere un po’ di spazzatura in queste due grandi aree e l’idea di costruire nuovi satelliti che, alla fine della loro vita, possano mettersi in ambito di non disturbo o de orbitare autonomamente. Davvero prima o poi andremo su Marte?

Quando è cominciata la corsa allo spazio c’era una componente di conquista e grandi finanziamenti che hanno fatto crescere in modo esponenziale la tecnologia. Se si pensa che Gagarin è andato nello spazio per la prima volta nel ’61 e meno di 10 anni dopo siamo andati sulla Luna, la progressione dello sviluppo è stata rapidissima. Ma una volta raggiunti gli obiettivi di tipo politico, i finanziamenti si sono ridotti e la ricerca si è mossa più lentamente. Andare su Marte ancora oggi è una impresa davvero complessa, ma non impossibile. Dovremo lavorare con molto impegno per sviluppare tecnologie più affidabili e sistemi che contribuiscano davvero a difendere la vita degli astronauti. Quanto dovremo aspettare?

L’arco temporale è dell’ordine di 30 o 40 anni, ma prima o poi ci arriveremo, è la continuazione di una storia di esplorazione.

Il programma La sede degli incontri AUDITORIUM CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO Martedì 22 maggio Ore 20.45 Le nuove frontiere dello spazio. Dalla fantascienza alla realtà. Ospite: Umberto Guidoni, astronauta e astrofisico Martedì 29 magigo Ore 20.45 Imparare l’internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www? Ospiti: Daniele Pucci, ricercatore, e Mafe De Baggis, scrittrice e studiosa Martedì 05 giugno Ore 20.45 Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite. Ospiti: Filippo Pretolani, consulente di corporate communication e Robert Bray, responsabile legislazione del copyright al Parlamento Europeo


25

LA PROVINCIA SABATO 19 MAGGIO 2018

Il programma CRITICA DELLA RAGION DIGITALE

Martedì 22/05

Auditorium Camera di commercio di Lecco Le nuove frontiere dello spazio. Dalla fantascienza alla realtà

ore 20.45 Umberto Guidoni, astronauta e astrofisico, aprirà raccontando la storia della conquista dello spazio e la rinnovata corsa verso la Luna e verso Marte da parte di Jeff Bezos e di Elon Musk

Tutte le serate sono gratuite, per informazioni: leprimavere@laprovincia.it

Martedì 29/05

Auditorium Camera di commercio di Lecco Imparare l’internet per lavorare liberi. Chi ha paura del www?

ore 20.45

Martedì 05/06

Prenotazioni: leprimavere.laprovincia.it

Auditorium Camera di commercio di Lecco Quando i computer imparano da soli. La super intelligenza cambia le nostre vite

ore 20.45

Serpeggia la paura dei robot o, meglio, della minaccia che rappresentano, così efficienti, economici, senza corporazioni

Giovani computer crescono e le loro abilità meravigliano. Macchine con la capacità di apprendere, di imparare dai dati che si trovano ad elaborare

Daniele Pucci, ricercatore dell'Istituto Italiano di Tecnologia

Riccardo Zecchina, docente al dip. di Scienze delle decisioni della Bocconi

Mafe De Baggis, scrittrice e studiosa di media digitali

Robert Bray, resp. legislazione del copyright al Parlamento Europeo

Spazio, ultima frontiera L’astronauta atterra a Lecco Martedì 22 maggio. Umberto Guidoni parlerà delle sue missioni spaziali «Inizierò a mostrare il momento del lancio e poi come si vive in orbita» MARIA GRAZIA GISPI

Le Primavere de La Provincia atterrano a Lecco, pensando a Marte. Martedì 22 maggio, la serata “Le nuove frontiere dello spazio. Dalla fantascienza alla realtà” all’Auditorium della Camera di Commercio ospita Umberto Guidoni, professione astronauta. Insieme a lui Diego Minonzio, direttore de La Provincia, e Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione lecchese. Chi è Umberto Guidoni

L’esplorazione dell’universo fuori dall’atmosfera è davvero l’ultima frontiera, la più estrema, dell’evoluzione tecnologica e la conquista dello spazio, ultimo capitolo di una storia di scoperte, si intreccia con la vita di Umberto Guidoni che nasce a Roma nel 1954 e appartiene a quella generazione testimone dei primi tentativi e successi dell’era spaziale. «Ero un bambino quando è stato lanciato lo Sputnik e ricordo ancora la notte passata in bianco per assistere allo sbarco sulla Luna», era il luglio del 1969, una vita fa. Fisico con specializzazione in astrofisica all’Università «La Sapienza» di Roma, ricercatore all’ENEA, al CNR e ASI, Umberto Guidoni nel 1990 è selezionato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dalla NASA come candidato specialista di carico utile

per la prima missione del satellite Tethered e trasferito al centro di Huston per l’addestramento al volo sullo Space Shuttle. Nel 1994, dopo una preparazione di oltre un anno, effettua il suo primo volo nello spazio a bordo della navetta Columbia. Il suo lavoro è incentrato sul controllo degli esperimenti elettrodinamici del satellite Tethered che dimostrano, per la prima volta, la possibilità di generare potenza elettrica dallo spazio. Nell’aprile del 1998 entra a far parte del Corpo Astronauti Europeo dell’ESA, con base presso lo European Astronaut Centre (EAC) di Colonia, Germania. Immagini dello spazio

La sua seconda esperienza nello spazio è a bordo dello Space Shuttle Endeavour, primo europeo a vivere a nella Stazione spaziale internazionale, correva l’anno 2001. Irresistibile la tentazione di avviare la “sua” serata con una scena tratta dal film “2001: Odissea nello spazio” capolavoro di Stanley Kubrick del 1968. Un anno prima dello sbarco sulla Luna, Kubrick aveva saputo rappresentare in modo ancora oggi verosimile una missione spaziale. Tornando alla realtà, tra video - tutti autentici - e narrazione, Umberto Guidoni cercherà di raccontare ciò che raccontabile non è: l’assenza di gravità e

L’astronauta Umberto Guidoni ospite alle Primavere ARCHIVIO

la vita nello spazio non sono comparabili a nessuna esperienza terrestre. «Inizierò a mostrare il momento del lancio, come si vive in orbita, che tipo di attività si svolge nella stazione spaziale - ha spiegato Guidoni tutto questo attraverso immagini prese dalla mia ultima missione del 2001, ma anche da missioni più recenti in cui sono stato a bordo della Stazione spaziale internazionale spaziale perché praticamente tutta l’attività che si svolge oggi è nella Stazione. Illustrerò anche degli sviluppi futuri, perché siamo in una fase di transizione. Lo Shut-

tle non vola più, è il veicolo su cui ho viaggiato in tutte e due le missioni. Guarderemo a quello che verrà dopo lo Shuttle e anche più in là, verso Marte». Sarà poi il momento del pubblico, delle domande, dei perché e dei come. «Di solito le persone, dopo il mio racconto, hanno sempre molto da chiedere». L’epopea dell’esplorazione dello spazio è davvero l’ultima frontiera dello stupore. Martedì la serata, come consueto, ha inizio alle 20.45 e l’ingresso è gratuito ma si consiglia di prenotare al sito leprimavere.laprovincia.it.

L’arte sul palco

Sociale, arrivederci

La danza

L’aperitivo Silvia Barbieri, Alessandro Cincera, Matteo Marchisi

Il trasloco Le Primavere lasciano il teatro Sociale e vanno a Lecco

FrankensteinLa danza di Matteo Marchisi sul tema di Frankenstein

Le Primavere last  
Le Primavere last