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IN QUESTO NUMERO

Giornale d’informazione sul mondo giovanile In primo piano

Servizio Civile, è ufficiale: 50 milioni per il 2013-2014

pag. 2

N. 3 – Giugno 2012 Direttore responsabile

Politiche sociali a Napoli, quasi approvato il bilancio. Intervista all’assessore D’Angelo pag. 6

Enrico Maria Borrelli Direttore editoriale Andrea Pignataro

Napoli Gay Pride 2012. Uguaglianza e diritti, le priorità di tutti pag. 15 Editore Cultura Dove eravamo nel 1992?

pag. 10

“Oltre la siepe”, Katia Stancato ci racconta il volto operoso della sua Calabria

pag. 12

Napoli Gay Pride 2012. Uguaglianza e diritti, le priorità di tutti + Photogallery

pag. 15

Opportunità Tirocini a Roma Capitale: al via la seconda edizione di PICA

pag. 14 Hanno collaborato a questo numero:

Politiche giovanili Forum Nazionale dei Giovani: eletto il nuovo Portavoce

pag. 5

“La politica ritorni ad essere costruzione del futuro”: intervista a Marco Perissa, Presidente Nazionale della “Giovane Italia”

pag. 8

Intervista a Giacomo D’Arrigo:I giovani amministratori sono le foreste che crescono lontane dal clamore mediatico

pag. 11

pag. 4

Katia Tulipano Ivana Vacca

Servizio Civile, è ufficiale: 50 milioni per il 2013-2014

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Conferenza Stampa di Riccardi: la diretta

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Sociale

GIUGNO 2012

Francesco Enrico Gentile

Andrea Pellegrino

Servizio Civile

Politiche sociali a Napoli, quasi approvato il bilancio. Intervista all’assessore D’Angelo

Alessandro Etzi

Ermenegilda Langella

Protagonismo giovanile Tavola rotonda sulle politiche giovanili a Santa Maria la Carità: intervista ad Enrico Elefante

Ornella Esposito

Realizzazione grafica pag. 6

Marco Di Maro

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SERVIZIO CIVILE

Servizio Civile, è ufficiale: 50 milioni per il 2013-2014

Nel corso della conferenza stampa a Roma il Ministro Riccardi ha annunciato il sostegno al Servizio Civile . E riparte il tavolo per la riforma del Servizio Civile Nazionale.

di Francesco Enrico Gentile

18.810 volontari per gli anni 2013 e 2014: questo l'annuncio dato stamane durante la conferenza stampa convocata a Roma dal Ministro Riccardi. Alla presenza degli enti di servizio civile e della stampa il titolare della delega al Servizio Civile Nazionale ha annunciato: "Con fondi del Ministero da me diretto abbiamo deciso di investire, nel Fondo Nazionale, 50 Milioni di Euro. Questa scelta ci consentirà di far compiere l'esperienza a 18.810 giovani sia per il 2013 che per il 2014". Nel corso della conferenza stampa, presieduta oltre che dallo stesso Ministro anche dal Capo dell'Ufficio Nazionale Fautilli, Riccardi ha precisato che la richiesta originaria avanzata al Governo era di 120 milioni ma esigenze di bilancio e la crisi evidente non hanno consentito lo sforzo. Rispondendo alle domande degli enti e dei giornalisti, Riccardi ha inoltre dichiarato che "Il servizio civile è per me lo strumento migliore per consolidare reti sociali e per combattere marginalità e solitudini".

scuole e università. Il Capo dell'UNSC, Andrea Fautlli, ha inoltre annunciato la riapertura del tavolo tecnico per la riforma del Servizio Civile Nazionale, percorso interrotto qualche mese fa dopo un lungo periodo di discussioni e riflessioni, conclusasi con molteplici bozze di disegni di legge ad oggi fermi nelle commissioni parlamentari competenti. Una bella giornata quindi per il Servizio Civile Nazionale. Enrico Maria Borrelli, Presidente di Amesci e del Forum Nazionale ha dichiarato a caldo: "Oggi è una giornata straordinaria per l'intero sistema. Ringrazio Riccardi per la serietà con cui ha prestato fede ad un impegno preso qualche settimana fa. Ora però non bisogna fermarsi. Trovate le risorse, bisogna rimettere in campo un lavoro culturare fondato su: maggiore integrazione con scuola e università e maggior sostegno alle prospettive di occupabiltà che il Servizio Civile fornisce“.

Rispondendo ad una sollecitazione del Presidente del Forum Nazionale per il Servizio Civile, Enrico Maria Borrelli, Riccardi ha inoltre annunciato la volontà di rendere più intensi i rapporti con

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SERVIZIO CIVILE

Conferenza Stampa di Riccardi: la diretta

Nella cornice della Sala Monumentale di Palazzo Chigi si terrà stamane alle 11.30 la conferenza stampa convocata dal Ministro Andrea Riccardi per fare il punto sul ServizioCivile.

di Francesco Enrico Gentile Come anticipato ieri da ServizioCivileMagazine, conferenza è circondata da forte attesa.

la

Qui la diretta: ore 11.40 Comincia la Conferenza. Al tavolo della Sala Monumentale il Ministro Riccardi e il Capo dell'UNSC Andrea Fautilli ore 11.50 I giovani incarnano il senso del pubblico con il loro servizio a favore del nostro patrimonio, delle persone bisognose, del paese ore 11.50 Riccardi: 50 milioni di euro per il Servizio Civile per stabilizzare il Servizio Civile il biennio 2013-2014 ore 11.51Riccardi: 18.810 volontari per il biennio 2013-2014 ore 11.52: Riccardi: Sono orgoglioso del Servizio Civile. é un movimento politico non solo per i quelli che partono, ma per l'intera comunità

Civile, contro la frammentazione della società. ore 12.02 Riccardi: Serve nel Paese una cultura dell'integrazione e del pluralismo. Il SCN puoi aiutarci a fare questo ore 12.04 Palazzini, Consulta Nazionale: la scelta del Ministro consente al ServioCivile di ricominciare a vivere ore 12.06 Riccardi: Il ServizioCivile è una scuola di responsabilità di cui l'Italia ha bisogno. ore 12.08 Riccardi: sin dall'inizio del mio mandato ho ribadito della necessità di lavoro e di paorle di speranza ore 12.09 Riccardi: il ServizioCivile è necessario per costruire legami sociali veri, e produce azioni di speranza ore 12.10 Riccardi: Il nostro sforzo richiama gli enti a gestire con responsabilità l'intero sistema

ore 11.54 Riccardi: dopo i fatti di Tolosa, ho chiesto una legge più rigorosa contro la propaganda razzista su Internet

ore 12.14 Borrelli, Forum Nazionale Servizio Civile: integrare il Servizio Civile con scuola universtità. Amplificare la cultura dell'occupabilità

ore 11.55 Riccardi: il Servizio Civile ci consente di ridurre marginalità e solitudini

ore 12.15 Riccardi: con Fautilli cureremo rapporto con scuola e università

ore 11.56 Fautilli: ora un tavolo tecnico per riformare il Servizio Civile

ore 12.16 Riccardi: Ho chiesto di integrare la gestione del fondo nazionale per 120 milioni per il 2013-2014-2015

ore 11.58 Riccardi: Bene l'idea di riprendere un percorso di riforma.

ore 12. 17 Riccardi: la mia scelta imporrà sacrifici a settori del mio ministero

ore 11.59: Riccardi: I fondi vengono tutti dalle risorse del mio ministero ore 12.01 Riccardi :Noi vogliamo fare cultura di Servizio

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PROTAGONISMO GIOVANILE

Tavola rotonda sulle politiche giovanili a Santa Maria la Carità: intervista ad Enrico Elefante Il Forum dei giovani di Santa Maria la Carità, il 7 giugno, dalle ore 18, nell’ambito dell’Expo Santa Maria, organizza una tavola rotonda sul tema delle politiche giovanili dal titolo: “Banana Republic” Perché la terra dei cachi è la terra dei cachi… NO!”

di Katia Tulipano Al fine di arginare la dilagante disaffezione dei giovani alla partecipazione politica, i ragazzi sammaritani si fanno promotori di un momento di confronto e dialogo tra i principali attori del mondo giovanile del territorio. "Giovani che costruiscono il cambiamento"; Giovani precariato e camorra"; "Esperienze e best practices: la necessità di una rete" sono solo alcuni dei temi sui quali si discuterà domani, proposti dalle decine di giovani, esponenti del mondo politico e dell’associazionismo giovanile, che hanno già dato la loro adesione. A ServizioCivileMagazine Enrico Elefante, Coordinatore del Forum di Santa Maria la Carità, racconta la genesi di quest’iniziativa ed i futuri progetti del neonato Forum. Per un giorno Santa Maria la Carità sarà la Capitale della Repubblica delle Banane. Spiegaci. Beh, il titolo è volutamente provocatorio. "Banana Republic" è anche il nome di un album dal vivo di De Gregori e Dalla. Vuole essere un piccolo omaggio ad uno dei lavori del Cantante bolognese che voleva bene alla nostra terra e non ha evitato di spronarci più volte a darci da fare per apprezzarla e valorizzarla. In realtà è partito dal considerare che i festeggiamenti per la Festa della Repubblica in questo periodo storico sono quanto mai sentiti lontani. Eppure è da quel 2 Giugno che parte la nostra storia ed nella confusione di questo periodo magmatico rischiamo di perdere il riferimento delle nostre istituzioni e delle conquiste democratiche di cui andiamo fieri in tutto il mondo. "Perchè la terra dei cachi è la terra dei cachi...NO!", citazione del genio degli Elio e le Storie tese, indica proprio il nostro non volerci stare in questa situazione di stagnamento. A dispetto del titolo, Santa Maria la Carità si fa centro di una iniziativa ambiziosa e condivisa: dare voce ai giovani nei confronti delle Istituzioni e della società civile. Giovani attivi e provenienti dai contesti geografici, politici, tematici più disparati, ma accomunati dalla sensibilità e dal lavoro nel campo delle Politiche giovanili.

Associazioni, Giovanili di Partito, Gruppi di interesse giovanile. Una idea semplice, che deve il suo successo non tanto alla nostra idea quanto ai contributi reali dei tanti giovani attivi e navigati con cui abbiamo non solo da imparare ma con cui dobbiamo anche legarci per abituarci ad una pratica cui i nostri "adulti" di riferimento sembrano disaffezionati: il confronto. Aperto e franco. Quali risultati vi attendete? Il prologo informale del 2 Giugno, è stato già espressione del successo che ci auguravamo. In questo senso la tavola rotonda in sé resta la cristallizzazione di un lavoro già abbozzato. Il risultato maggiore che ci aspettiamo sarà la seria presa in considerazione della nostra voce ed il nostro riuscire a far giungere sui tavoli dei policy maker le nostre istanze che parlano di problemi reali, di impossibilità effettive ma di tante energie che non aspettano altro che essere catalizzate, per fermare la degenerazione qualunquista cui stiamo assistendo e di cui le critiche verso i festeggiamenti del 2 Giugno di quest'anno sono solo un pallido esempio. Questo evento dimostra come il neonato forum si è messo subito all’opera. Quali i prossimi programmi? In primis, il Consiglio si è impegnato fin dalle elezioni del 4 marzo per la realizzazione delle attività già prevista dal nostro programma elettorale -a partire dal funzionamento della sede- che è situata Pro tempore nella saletta anziani annessa alla biblioteca comunale. Proprio il Consiglio in toto speria vivamente che la nostra Amministrazione ci aiuti ad allestire per renderla fruibile e funzionale alle nostre attività. Io resto dell'idea che per il fare bene bastino solo organizzazione e fantasia. Ma -in tutta sincerità- una dotazione strumentale che eguagli gli sforzi del Comune di Santa Maria la Carità circa le Politiche per altri settori in sede di definizione di bilancio sarebbe un forte segnale dall'amministrazione che apprezzeremmo senz'altro. Per maggiori dettagli, segui l'evento su Facebook.

Più da vicino, come si svolgerà la tavola rotonda? Abbiamo subito accettato la disponibilità dell'Expo Santa Maria che si occupa di promozione del commercio e di spettacolo ritagliandoci questo spazio di approfondimento tematico e finalmente di dibattito politico nel nostro territorio. Sarà una Aperto ai contributi di Forum,

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POLITICHE GIOVANILI

Forum Nazionale dei Giovani: eletto il nuovo Portavoce

Giuseppe Failla è il nuovo portavoce del Forum Nazionale dei Giovani.

di Francesco Enrico Gentile

Nella cornice dell’Hotel Midas di Roma il congresso del Forum Nazionale dei giovani, riunito lo scorso week-end, ha rinnovato il gruppo dirigente della piattaforma giovanile.

Contestualmente al Portavoce è stato rinnovato anche il Direttivo. La nuova squadra, che supporterà il lavoro di Failla nei prossimi 3 anni è composta da:

La platea di oltre 100 delegati, rappresentativi di più di 80 associazioni giovanili nazionali, ha eletto alla guida del FNG Giuseppe Failla, delegato delle Acli.

Carmelo Lentino (31 anni, giornalista, attuale Segretario Nazionale dell'associazione "Giovani Insieme", nonchè Segretario Nazionale AIG Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù)

Failla, 32 anni, già consigliere vicario, è stato eletto all’unanimità alla guida della piattaforma giovanile, proprio in una fase di forte crescita dell’organismo. Aperti dalla relazione conclusiva di Antonio De Napoli, portavoce uscente, ai lavori hanno partecipato anche Michael Martone, vice Ministro del Lavoro e Andrea Oliviero, presidente delle Acli e Portavoce del Forum del Terzo Settore. “Vigileremo sull’operato del Governo e continueremo nel nostro lavoro di costruzione di spazi e di strumenti di sostegno alle giovani generazioni italiane" ha affermato Failla. “Oggi parte una nuova fase della vita del Forum e chiameremo tutti a dare il proprio contributo per rendere la nostra piattaforma sempre più inclusiva” ha concluso il nuovo Portavoce.

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Diletta Alessandrelli (28 anni, dirigente ASI - Alleanza Sportiva Italiana) Stefano Felician Beccari (29 anni, ricercatore, membro dei Giovani del PPE) Lorenzo Floresta (27 anni, presidente dell'associazione nazionale "Giosef Italy" Giovani senza frontiere) Matteo Guidoni (31 anni, dirigente "Azione Giovani") Salvatore Nicosia (28 anni, Segretario regionale Sicilia dei Giovani Democratici) Benedetta Rubin (22 anni, Consigliere nazionale dell'UGEI, Unione Giovani Ebrei Italiani) Stefano Vitale (23 anni, dirigente UDS - Unione degli Studenti).

Nominato infine il nuovo segretario generale nella persona di Giovanni Corbo, già delegato del Modavi e membro del direttivo uscente.

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SOCIALE

Politiche sociali a Napoli, quasi approvato il bilancio. Intervista all’assessore D’Angelo In dirittura di arrivo il bilancio di previsione 2012 del Comune di Napoli. Per le Politiche Sociali, lo sforzo è stato quello di non ridurre gli stanziamenti, nonostante i tagli da parte dello Stato e della Regione.

di Ornella Esposito

Tra i “suggerimenti” della Corte dei Conti ed il rischio di rimpasti, al Comune di Napoli la prossima settimana verrà approvato il bilancio di previsione 2012. Pesano come macigni sulle casse comunali i tagli operati sui trasferimenti statali e regionali che, di fatto, hanno accorciato significativamente la già striminzita coperta delle risorse finanziarie comunali. Rispetto alle Politiche sociali, la Giunta arancione ha sempre dichiarato di ritenerle indispensabili ed imprescindibili, e sta cercando di dimostrarlo in questo momento, quello in cui è chiamata a “fare i conti”. Nonostante gli ingenti tagli, è riuscita a mantenere lo stesso impegno finanziario dello scorso anno, se non qualche piccola cosa in più. Il tutto mentre l’ 8 Giugno è stato indetto dai Cobas il Welfare Day per chiedere, tra le tante cose, un piano (già più volte concordato con il terzo settore) di rientro del debito di Palazzo S. Giacomo verso i terzo settore, strozzato dai tagli e dagli insostenibili ritardi nei pagamenti. ServizioCivileMagazine ha intervistato l’Assessore alle Politiche Sociali, Sergio D'Angelo. Assessore, quante risorse per le Politiche Sociali nel bilancio di previsione 2012? Dunque, sono previsti 54 milioni di euro dalle casse comunali, cui vanno sommate le risorse aggiuntive (fondi legge 328/00, 285/97, fondi per l'immigrazione) e 9 milioni di euro che il Ministero del Welfare ci sta per dare per le misure di contrasto alla povertà. Complessivamente avremo circa 92 milioni di euro per le politiche sociali, e riusciremo a passare da una spesa procapite nel 2010 di circa 70 euro, ad una spesa

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procapite di circa 100 euro nel 2012. Il tutto in un momento in cui i tagli da parte dello Stato e della Regione sono stati devastanti: il Fondo Politiche Sociali è stato tagliato per l' 87%, il fondo per le autosufficienze è stato cancellato, per esempio. A proposito dagli interventi di contrasto alla povertà. In bilancio pare che siano stati messi meno soldi su minori e famiglie, e più soldi sul contrasto alla povertà. In realtà, abbiamo riequilibrato un po' la spesa. Avevamo un ridicola situazione: spendevamo appena il 3% per immigrati rom e poveri, ed oltre il 30% del totale delle risorse per i minori. In una situazione in cui abbiamo quasi cinquemila persone che vivono al di sotto della soglia di povertà, e circa 3mila rom che vivono in accampamenti disumani, era necessario riequilibrare.

In cosa consisteranno, nello specifico, gli interventi di contrasto alla povertà? Anzitutto abbiamo istituito un numero per le emergenze sociali, cui i cittadini possono chiamare per qualsiasi emergenza di tipo sociale. Abbiamo raddoppiato i posti letto per l'accoglienza dei senza fissa dimora passando da 150 posti a 450, ed entro il primo semestre del 2013 contiamo di arrivare a 1.000 posti. Raddoppiamo le unità di strada per i senza fissa dimora, e poi intendiamo sperimentare le prime forme di aiuto autonomia abitativa. Abbiamo cioè previsto un contributo monetario che chiamiamo budget individualizzato che deve servire alle persone per avviare un percorso di autonomia abitativa, socializzazione ed inserimento lavorativo.

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SOCIALE tutto deliberato, n.d.r.) per accogliere circa 200 rom, inoltre realizzeremo nell'area di Scampia un intervento per circa 80 appartamenti dove attualmente vi sono campi abusivi. Abbiamo chiesto un aiuto anche al Governo.

Politiche sociali a Napoli, quasi approvato il bilancio. Intervista all’assessore D’Angelo

L'ammontare del budget è di circa 3mila euro. Poi avremo 9 milioni di euro per sostenere alcune categorie di poveri cioè i bambini,le donne sole con figli (madri nubili, vedove,etc) e coppie al di sotto dei 35 anni che non hanno mai lavorato e sono senza reddito.

Riguardo gli interventi di “moblità sociale” cosa intende fare il Comune? Una funzione di accompagnamento che noi chiamiamo Pass, cioè offriamo sostegno alle famiglie multiproblematiche che si concretizza in forme di accompagnamento e sostegno alla frequenza scolastica dei minori, ad esempio. Poi abbiamo l'Adozione sociale rivolta alla fascia 0-3 anni che ci consente di intervenire prematuramente, poi abbiamo un intervento di Tutoraggio rivolto, invece, alla fascia adolescenziale. Invece per quanto riguarda i rom, pare che vi sia l'intenzione di allocare degli insediamenti a Ponticelli. Stiamo realizzando per la prima volta un vero e proprio piano cittadino, ma non ci riusciremo per il 2012. Stiamo facendo due operazioni, una sul lungo periodo ed una sul breve. Rispetto a quest'ultima, va rilevato che ci sono molti insediamenti abusivi che sono vere e proprie bombe ecologiche e sociali. Vogliamo mettere mano al discorso “abitativo”,infatti, abbiamo raddoppiato l'accoglienza presso il Centro Deledda a Soccavo, poi stiamo completando un insediamento in via delle industrie con moduli di mini appartamenti per un totale di circa 400 rom,e poi abbiamo individuato un'area di cui non dirò nulla ancora (è

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Rispetto alla programmazione di tutti questi insediamenti per i rom nelle periferie, quanto tutto questo è stato concordato con la cittadinanza e quanto non si corra il rischio di attriti sociali e di aumentare l'intolleranza. I rom di cui parliamo già ci sono in quelle zone. Stanno nelle periferie perché queste hanno ancora degli spazi dove i rom spontaneamente si sono insediati. L'intolleranza è cresciuta perché vi è stato disinteresse verso tali comunità, sciatteria. Napoli diventa intollerante quando ci si dimentica che le persone nelle periferie vivono di fondo una condizione di precarietà e forte difficoltà. La logica su cui ci muoviamo è quella di costruire servizi per i rom, ma anche per i cittadini di quelle periferie i quali capiranno che facciamo delle cose da cui anche loro posso trarre benefici. Ovviamente tutto ciò deve essere ben spiegato ai cittadini perché nessuno crede più alle istituzioni. Un'ultima domanda. L'8 Giugno è stato indetto dai Cobas il Welfare Day. Tra le varie istanze vi è quella del piano di rientro del debito del Comune di Napoli verso il terzo settore, tema su cui già vi siete ampiamente confrontati. Perchè ancora questa richiesta? Noi abbiamo trovato una situazione disastrosa al nostro insediamento. Ma nell'ultima manifestazione del terzo settore, già erano stati presi degli impegni da parte del Comune per rientro del debito. Si, noi stiamo rientrando con il debito, anche se non è ancora sufficiente ciò che abbiamo fatto. Al mio insediamento vi è un debito verso il terzo settore per oltre 100milioni di euro. Nel volantino che leggo del Welfare Day vi è la richiesta di sanare 75milioni di euro. Ciò significa che in un anno abbiamo ridotto il debito di circa 25milioni di euro. Sicuramente non è sufficiente perché i livelli di sofferenza sono alti, ma il tema dei ritardi dei pagamenti è diventato nazionale, indice di una difficoltà molto più grande.

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POLITICHE GIOVANILI

“La politica ritorni ad essere costruzione del futuro”: intervista a Marco Perissa, Presidente Nazionale della “Giovane Italia” Il Presidente Nazionale dell'organizzazione giovanile del PDL racconta a ServizioCivileMagazine priorità, aspirazioni e proposte della Giovane Italia.

di Francesco Enrico Gentile Marco Perissa, classe 1982, è uno storico dirigente prima di Azione Giovani poi della Giovane Italia, nonché consigliere dell'XI Municipio di Roma. La scorsa settimana è divenuto Presidente Nazionale della "Giovane Italia" dopo le dimissioni di Giorgia Meloni. Lo incontriamo nella sede del PDL in una Roma torrida. Ci accoglie nella pausa di una delle tante riunioni preparatorie per l'appuntamento di Fiuggi, una tre giorni nel corso della quale la Giovane Italia approfondirà la propria piattaforma politica. Quali sono i primi passi da neo-presidente della Giovane Italia? Sicuramente rilanciare l'azione politica del movimento in maniera unitaria. La 3 giorni di Fiuggi sarà per noi un'ottima occasione per approfondire e condividere la linea politica con l'intero movimento e un punto di ripartenza. Per evitare però che il lavoro che faremo cada nel vuoto, andrà costruito, e ci stiamo già lavorando, un percorso di continuità ideale tra l'approfondimento politico e le proposte che emergeranno dalla tre giorni, il mese che ci separa dalla ratifica in Parlamento del trattato Esm e l'appuntamento di Atreju 2012 che sarà per noi l'occasioni di lanciare il "Decalogo contro la crisi". Di che si tratta? Le nostre proposte per attaccare il debito pubblico e per risollevare, far crescere e rimettere in moto l'economia reale. Quali saranno le priorità della vostra azione politica? La prima priorità è quella di dimostrare al nostro popolo che c'è ancora qualcuno in Italia che ha la voglia di difenderlo e la capacità di rappresentarlo. L'obiettivo è spostare l'asticella del dibattito politico italiano dai temi che sono lontani dall'interesse dei cittadini e riportarlo sui temi scottanti che toccano la vita delle persone. Uno dei temi scottanti è sicuramente quello del mondo del lavoro e della sua riforma. In tutto il dibattito però tra esodati e art.18 sembra mancare il tema delle giovani generazioni. In realtà sembra mancare una riforma del lavoro. A me sembra che alla fine si sia scelta la strada del compromesso per il compromesso, dato che sta a testimoniare come lo spirito positivo che diede vita ai Sindacati si sia perso tramutandoli in lobby che ingessano le possibilità di crescita e di sviluppo del nostro Paese. D'altra parte, ed è un altro elemento che ci crea non poche perplessità, arrivare all'approvazione della riforma ponendo la fiducia parlamentare, strumento da usare con cautela soprattutto se si è un governo di nominati, nega al Parlamento la possibilità di intervenire. Le giovani generazioni sono rimaste evidentemente fuori da questo

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dibattito. Voi però avete una possibilità in più rispetto alle altre giovanili di partito: siete presenti in Parlamento con il vostro coordinatore nazionale, Annagrazia Calabria. Se si apre la possibilità di emendare la riforma, avete proposte da presentare alla Camera? Certamente. Noi proponiamo di rivedere il "sistema lavoro" partendo da un assunto culturale molto serio: l'uomo non esiste per lavorare ma è il lavoro che esiste per dare soddisfazione all'uomo. Il lavoro deve tornare ad essere considerato lo strumento per la realizzazione piena dell'uomo. Partendo da questo presupposto emerge il vero limite della riforma Fornero: non esiste conciliazione tra le classi anzi, esacerbalo scontro tra lavoratori e imprese in una fase in cui servirebbe unità e solidarietà. Secondo noi quest'unità si realizza solo se il lavoratore partecipa pienamente alla vita dell'azienda, dalla co-gestione alla partecipazione agli utili, mutuando quindi il sistema tedesco. E rispetto al tema della flessibilità? La flessibilità è una conquista dei giovani. Nasce, infatti, dalla volontà di facilitare l'accesso al mondo del lavoro ma l'abuso che se ne è fatto in questi anni ha trasformato la flessibilità in precarietà. È imprescindibile quindi prevedere in questo Paese un serio sistema di ammortizzatori sociali in grado di tutelare i precari. Una proposta. Noi proponiamo la totalizzazione dei contributi versati anche dai contratti atipici. Ad oggi, infatti, sui contratti a 6 mesi i contributi versati rischiano di andare perduti perché c'è una soglia minima di contributi versati che prevede un minimo di 3 anni. Sotto quella soglia i contributi versati non in maniera continua si rischia vadano persi. Si tratta di un provvedimento a costo zero che mette i giovani in condizione di fruire di un sostegno. Poi c'è un altro tema l'art.18. Occorre riformarlo per non obbligare, il datore di lavoro in caso di crisi economica a tenere il lavoratore. In caso contrario le conseguenze sono inevitabili: il datore di lavoro sarà, ovviamente, portato a preferire i contratti atipici se questi gli garantiscono la possibilità di alleggerire i costi del personale in caso di flessione del mercato. Servizio Civile: il Ministro Riccardi ha annunciato la settimana scorsa la scelta, coraggiosa, di incrementare il Fondo Nazionale per il Servizio Civile con fondi del suo dicastero, prevedendo però possibili "sacrifici" da imporre ad altre aree di sua competenza. Se si prospettasse la possibilità che a

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POLITICHE GIOVANILI Io penso che dobbiamo fare attenzione ad illudere i cittadini che esista una ricetta che possa curare tutti i mali. Abbiamo visto cadere sotto le macerie della Prima Repubblica alcuni stereotipi della politica; non abbiamo visto, purtroppo, cancellare dalla scena personaggi che hanno semplicemente cambiato abito. Credo quindi che piuttosto che concentrarsi su quale sia la forma di partito più giusta, la struttura più adatta, attardarsi su discussioni tecniche su impalcature istituzionali, presidenzialismi o altro, sia necessario ritornare ad occuparsi dei problemi del Paese. Uno Stato è governabile a prescindere dalla legge elettorale perché sono le persone a fare le regole. Siamo passati da un sistema elettorale a preferenze a un sistema elettorale a lista chiusa perché le preferenze avevano prodotto azioni di interdizione e di ostacolo al normale processo democratico. Ora critichiamo il sistema a listino per la stessa ragione. Io penso che un ritorno alle preferenze sia utile perché restituisce al popolo un protagonismo nella realizzazione delle scelte politiche sapendo però che le criticità degli anni scorsi restano. Dico questo per dimostrare che non esistono ricette in grado di risolvere tutto se non una: anteporre l'interesse generale agli interessi del Paese. “La politica ritorni ad essere costruzione del futuro”: intervista a Marco Perissa, Presidente Nazionale della “Giovane Italia”

questo sacrificio sia chiamato il Dipartimento della Gioventù, quali sarebbero le reazioni della Giovane Italia? Il Servizio Civile Nazionale è un patrimonio che va difeso non a discapito di una categoria piuttosto che di un'altra. Mortificarlo equivale a mortificare la capacità dei giovani di mettersi a disposizione del prossimo. Il Servizio civile assolve ad una funziona sociale duplice: consente ai ragazzi sia di approcciarsi in prima istanza con il mondo del lavoro, seppur attraverso il percorso associativo, si di scoprire realtà che troppo spesso rimangono nell'ombra ma che sono quelle che si caricano, in deroga alle carenze governative, il sostegno alle fasce più disagiate, la tutela del patrimonio artistico e culturale, etc. Il Servizio Civile in quanto tale quindi è un valore aggiunto che consente ai giovani di mettere le proprie energie al servizio della collettività. Il servizio Civile non può però essere usato come un contrappeso della bilancia. Sarebbe ingiusto togliere ai giovani per dare ai giovani. Occorrerebbe la lungimiranza, ma mi rendo conto che un governo tecnico ne è privo, di investire sulle giovani generazioni. C'è da dire però che i tagli al Servizio Civile sono l'eredità dei governi scorsi. Forse serve un'azione politica più incisiva delle organizzazioni politiche giovanili. Noi come Giovane Italia ci siamo caricati di questo tema tempo fa perché siamo convinti che il Servizio Civile Nazionale sia un valore aggiunto per lo Stato e per i giovani e in molteplici sedi abbiamo posto il tema di come non tagliare i fondi. Siamo impegnati a far si che sul Servizio Civile si diffonda anche nel PDL una sensibilità e un'attenzione condivisa che poi deve, necessariamente, tradursi in atti. Non pensi che su questo tema possa realizzarsi un'azione congiunta tra organizzazione politiche anche di estrazione diversa? Siamo prontissimi, come già accaduto in passato, ad azioni insieme alle altre organizzazioni giovanili per sostenere e proteggere il Servizio Civile. Se c'è un elemento che contraddistingue la mia organizzazione politica e quella dei giovani del PD è la capacità di ritrovarsi su temi condivisi, senza dare eccessivo peso alle bandiere di partito se queste battaglie sono utili per migliorare le condizioni di vita delle giovani generazioni. Esperienze di azione comune sono per me l'espressione della speranza che la politica possa ancora fare qualcosa.

2013: Marco Perissa diventa Presidente del Consiglio. Su quali temi ti impegneresti nei primi 100 giorni di mandato? Non ci ho mai pensato! Scherzo. Il primo tema sarebbe l'Europa. Ovvero? Noi oggi assistiamo ad un completo capovolgimento dell'ordine gerarchico in cui la politica è totalmente subordinata all'economia e il Popolo europeo è attanagliato da una crisi che trova la sua origine in un mondo irreale, quello della finanza speculativa. Il nostro Paese viene penalizzata quotidianamente da logiche di valutazione che non tengono conto dell'andamento dell'economia reale o del debito privato. Non bisogna dimenticare che questa crisi nasce in America non sul debito pubblico, elemento utilizzato per valutare la credibilità degli Stati europei, ma sulla bolla finanziaria immobiliare e quindi sul debito privato, ovvero sull'incapacità dei cittadini americani di pagare i debiti con le banche americane. Questo cortocircuito è il segnale della resa della Politica alla finanza speculativa. Uscire dalla crisi è possibile solo riordinando la gerarchia delle cose, ovvero la politica che governa l'economia. È quindi necessario ripensare l'Europa, la BCE, il ruolo dell'Italia in Europa anche nel rapporto con la Germania. Finché la politica europea, facendo leva sul mondo surreale della finanza speculativa, impone politiche di austerity che minano alla base il mercato reale e non ci concentriamo su serie politiche di sviluppo e crescita, noi da questa crisi non ne usciremo. Tre parole d'ordine che caratterizzeranno la presidenza di Marco Perissa. Valorizzare: le proposte, la classe dirigente, i contenuti, il radicamento territoriale. Aggredire: chi difende i propri interessi anziché quelli della propria terra, il debito pubblico per contestualizzarlo al momento di crisi. Provocare. Sempre. Perché attraverso le provocazioni si addiviene ad un dibattito e quindi alla soluzione migliore. Noi questa responsabilità ce la prendiamo.

"La speranza che politica possa ancora fare qualcosa": partendo da questa tua affermazione, secondo te cosa deve fare la politica per contrastare fenomeni, pericolosi, di antipolitica?Pensi che i partiti politici siano in grado di rispondere all'ansia di cambiamento che emerge nel Paese?

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CULTURA

Dove eravamo nel 1992?

A Napoli la presentazione del libro sulle stragi di Via D’Amelio e Capaci. di Alessandro Etzi

Dove eravamo nel 1992, quando la mafia colpiva gli uomini dello Stato, piegava una Regione e poi una nazione, dava i suoi colpi di coda colpendo in maniera indistinta? Molti di noi erano bambini e non comprendevano, la mafia era quella di Michele Placido, dei libri di Sciascia, lontana e mitizzata, la mafia delle coppole e del suono degli scacciapensieri.

Il libro, già in vendita in libreria e nello shop della casa editrice, sarà presentato a Napoli alla Biblioteca del Liceo Genovesi l’11 giugno alle ore 17 con l’intervento di Pif, Amalia De Simone, Mario Gelardi ed altri ospiti.

Chi era più grande si risvegliò percependo la debolezza di uno Stato che era sceso al compromesso, che aveva abiurato i suoi compiti, in primis quello di educare alla legalità e difendere chi lo componeva. Il libro Dove eravamo, un’opera collettiva curata da Massimiliano Perna per la casa editrice Caracò, ricorda quei mesi che rappresentarono un punto di non ritorno per l’Italia, rivivono l’angoscia, lo smarrimento, la delusione che accumunarono un popolo intero. I venti testimoni del libro affrontano nuovamente quelle giornate, alcuni furono testimoni diretti di quegli avvenimenti, come Antonino Ingroia, Salvatore Borsellino, Maria Falcone, altri le seguirono da osservatori defilati, come Moni Ovadia e Lella Costa, altri erano piccoli, come Pif e Sonia Alfano, ma avrebbero portato con se stessi quello shock e quella voglia di rivalsa contro la mafia, divenuta visibile a tutti.

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POLITICHE GIOVANILI

Intervista a Giacomo D’Arrigo: I giovani amministratori sono le foreste che crescono lontane dal clamore mediatico Il Coordinatore di Anci Giovane lancia la kermesse del 21 giugno a Roma: crescita, Italia, Futuro le parole d’ordine.

di Francesco Enrico Gentile

Giacomo D’Arrigo , siciliano, da qualche anno è coordinatore di Anci Giovane, l’associazione che riunisci gli amministratori under 35 di tutt’Italia. In questi anni di lavoro sono state tante le battaglie, le campagne e le azioni messe in campo da sindaci, assessori, consiglieri under 35. Con ServizioCivileMagazine D’Arrigo, in vista dell’Assemblea Nazionale di Anci Giovane prevista a Roma per il prossimo 21 giugno, fa il punto della situazione e afferma: I comuni sono l’unico, e ultimo, antidoto contro l’antipolitica. 21 Giugno,Assemblea Nazionale di Anci Giovane. Quali i temi all'ordine del giorno? Si chiama #rigenerazioneitalia comuni / crescita / Italia / futuro. Si discuterà di come sbloccare il paese partendo dal ruolo dei comuni e dei giovani che sono attivi nei territori. Presenteremo il rapporto sulla situazione degli under 35 e le nostre 13 proposte sul tema (su www.anci.it info su: alberghi, programma, rimborsi, schede adesione). Per gli Enti Locali sono tempi complessi, causa difficoltà legate alle risorse. Come evitare che a pagarne le spese siano le azioni a favore delle giovani generazioni? I comuni stanno attraversando un periodo difficilissimo. Nonostante in questi anni siano stati il comparto che più ha fatto sul fronte di risparmi e razionalità di spesa, unici a raggiungere con saldo positivo l'obiettivo interno, si trovano a subire ancora tagli di risorse che penalizzano prima di tutto le giovani generazioni: cultura, università, politiche giovanili sono ambiti che hanno a che fare proprio con i più giovani. Bisogna fare in modo che siano percepiti per quello che sono: settori nei quali investire che possono cambiare e migliorare le comunità. È solo grazie all'impegno e attività dei comuni che gli under 35

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nei singoli territori trovano degli spazi di azione e impegno. Quali sono le azioni e le proposte di Anci Giovane per le giovani generazioni messe in campo in quest'ultimo anno? Quest'anno molto abbiamo fatto e tanto resta da fare. Noi in particolare ci rivolgiamo ai giovani amministratori ma in questi anni siamo diventati sempre più punto di riferimento dell'intera realtà giovanile. Abbiamo puntato molto su formazione e all'assemblea nazionale del 21 giugno puntiamo su 13 proposte concrete per sviluppo e crescita su: innovazione, investimenti, sostegno a giovani coppie, imprenditoria green, Europa, abbattimento di costi e premialità e tanto altro. In tempi di antipolitica, i giovani amministratori possono essere l'antidoto all'allontanamento sempre più forte tra cittadini e istituzioni? I giovani amministratosi sono la foreste che crescono lontane dal clamore mediatico. Oltre 25.000 giovani che ogni giorni si impegnano con spirito e passione su cose concrete e su tutto il territorio nazionale ,dalla grande città al più piccolo dei nostri borghi. Sono ragazze e ragazzi che quotidianamente mettono davanti l'Italia reale. Se non è questo un antidoto di impegno ed un'iniezione di energie, non vedo cos'altro ci possa essere di più forte. Non a caso i comuni sono il solo livello istituzionale che ancora ha un livello di apprezzamento alto tra tutti, soprattutto tra i più giovani.

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CULTURA

“Oltre la siepe”, Katia Stancato ci racconta il volto operoso della sua Calabria

“Oltre la Siepe. Racconti della Calabria in Opera" è il titolo del libro di Katia Stancato il cui nome e volto sono, da anni ormai, associati alla Regione Calabria.

di Ermenegilda Langella Presidente di Confcooperative Calabria prima e portavoce del Forum del Terzo Settore oggi, la'utrice si è sempre adoperata per esportare il volto "buono" della sua terra, depurato da facili e banali stereotipi che vogliono la Calabria troppo semplicemente associata alla ndrangheta, all'omertà, all'inoperosità con buona pace di chi, desideroso di fare e di essere, sembrerebbe avere come unica possibilità l'emigrazione. L'autrice ci accompagna, attraverso le sue pagine, in un viaggio che evidenzia l'esistenza di una Calabria diversa, fatta di donne e uomini che attraverso il loro lavoro e il loro impegno nel sociale fanno grande la Calabria o, quantomeno, le tolgono di dosso ombre e tinte fosche. La Calabria descritta da Katia Stancato, pur non senza difficoltà e contrasti, è spesso la terra non di chi ci nasce, ma di chi decide di viverci nonostante tutto, quasi una missione, una scelta di vita e non una conseguenza logica dettata dai natali. Servizio Civile Magazine ha intervistato l'autrice. Sembrerebbe che la “cooperazione” intesa come “condivisione” sia tra i valori portanti che i protagonisti del suo libro hanno in comune, condivisione tesa alla collaborazione egualitaria e paritaria di tutti i soggetti che prendono parte ai singoli progetti. Questi progetti però non sempre hanno una natura esclusivamente “sociale”, ma anche meramente economica, come crede sia possibile far coincidere i valori che animano il sociale con le brutali regole del mercato? Lo scontro tra logica del capitale e logica della solidarietà è solo apparente: il dono è l'atto gratuito di una persona solidale mentre lo scambio è il gesto interessato di chi riceve in cambio un servizio o un bene. Ma d'altra parte, una economia che non si basasse anche sul dono, sulla solidarietà, sul senso della comunità, sarebbe un meccanismo tragicamente insensibile e crudele. Per uscire da questo

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periodo di crisi abbiamo la necessità di ritrovare una visione dell’economia e della società, che riporti con forza le persone nell'insieme dei fini e l'economia in quello dei mezzi. Strumenti come la cooperazione, le imprese sociali o le imprese con un elevata responsabilità sociale - che significa attenzione all’ambiente, alla salute dei lavoratori, valorizzazione dei territori - vanno in questa direzione. Ogni esperienza descritta nel suo libro sembrerebbe legata a filo doppio con l’esperienza ed il percorso di fede di ogni protagonista. Quasi che in Calabria esistano buoni o cattivi cattolici, ma non esperienza di vita degne di nota al di fuori di tali percorsi. In Calabria, nel Sud e nel resto d’Italia semplicemente ci sono persone giuste che fanno dell’impegno coerente per la legalità, l’attenzione agli altri, e l’amore per la propria comunità il fulcro della loro vita personale e professionale. Poi ci sono i mafiosi che con le loro attività tentano ogni giorno di soffocare la libertà e la speranza dei nostri territori e delle persone che li vivono. Questa è l’unica distinzione che riconosco. La coesione sociale, come modello di sviluppo, è tra i messaggi positivi che vengono lanciati nel suo libro. Come pensa si possa alimentarla soprattutto in territori in cui è la diffidenza verso l’altro a farla da padrona? Tutti sperimentiamo nel vivere quotidiano, soprattutto al Sud, che siamo capaci di manifestare coesione, fratellanza e cooperazione nel nucleo ristretto familiare. Al di fuori di esso regna infatti l'individualismo e l'egoismo sociale. A maggior ragione in questo momento di crisi, quel che sembra dominare la scena pubblica è la paura, il pessimismo, l'isolamento. Davvero la crisi sta mettendo a rischio gli equilibri consolidati della nostra vita sociale e noi abbiamo bisogno di ritrovare un pensiero forte, capace di guidarci e di portarci fuori dal guado. Ecco, la visione di cui abbiamo bisogno è riassunta nella parole solidarietà e cooperazione.

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CULTURA

“Oltre la siepe”, Katia Stancato ci racconta il volto operoso della sua Calabria Nel suo libro sostiene che la disoccupazione alle stelle e l’eterna precarietà in cui si vive in Calabria sono frutto di un piano ben preciso attuato ad opera della ‘ndrangheta e non certo il risultato di cultura e inettitudine della classe politica. In questo modo non crede che si rischia di “mitizzare” la ‘ndrangheta come “cosa altra” da quello che in realtà è e cioè un insieme di uomini e donne ben inseriti nel tessuto sociale, economico e politico della regione e dell’intero Paese? La condizione drammatica del lavoro, soprattutto giovanile e femminile, è senz’altro il risultato dell’inefficacia dell’attività di un’intera classe dirigente del sud che, come è ovvio, è soprattutto quella politica ma non solo quella. La mafia, la n’drangheta, la camorra sono organizzazioni radicate e inserite in tutti gli ambiti della società più di quanto si possa immaginare. Esse esercitano il controllo del territorio tanto più se le persone rimangono in uno stato di dipendenza, di bisogno, di povertà, di incultura. In alcune aree della mia regione la ‘ndrangheta, attraverso i suoi gregari, controlla servizi essenziali per i cittadini, dalla sanità al collocamento al lavoro. Controlla e condiziona le imprese ai quali impone manodopera aggregata. Controlla finanziarie e giri di usura per l’erogazione di credito che le banche non sono disponibili a concedere a famiglie ed imprese. La ‘ndrangheta controlla la vita delle persone e attraverso questa strategia continua ad esercitare il suo potere. Non ha interesse a favorire lo sviluppo, né economico né culturale. A prima vista quel che vogliono è la libertà di agire indisturbati, per raggiungere posizioni di potere e accumulare grandi ricchezze. Ma questa è solo la punta di un iceberg. Quel che vogliono davvero è qualcosa di più e di più inquietante: l'obiettivo di questa sfida, la ricompensa, è la nostra umanità, il nostro progresso civile, la nostra essenza di persone.

Non crede che per far si che un giovane rifiuti la logica del guadagno facile, e le sue naturali implicazioni (criminalità organizzata), si debba partire dalla costruzione di una mentalità volta alla legalità e alla dignità del lavoro? E’ vero che spesso i giovani sono attratti dai guadagni facili e non solo. In questo contesto, allora, dobbiamo chiederci: cosa è il lavoro? La nostra politica non è stata in grado né di trovare soluzioni materiali, concrete, ma nemmeno di costruire un desiderio d'avvenire collettivo. Ecco allora qual è il nostro compito, lo dico anche come rappresentante del Terzo Settore: creare economia e portare, allo stesso tempo, una visione. Le associazioni, le non-profit, le cooperative non solo creano posti di lavoro ma diffondono un'idea di società, un'idea di Paese. Il messaggio del libro è in sostanza questo: non esiste sola la Calabria della malasanità e della ‘ndrangheta. Esiste una Calabria che può stupire l’Italia attraverso il racconto di esperienze molto concrete di imprese, associazioni e persone che si danno una mano, che collaborano e cooperano, che lavorano e insieme sperano, e così facendo ricreano le fitte maglie del tessuto sociale. Come portavoce del Forum del Terzo Settore quale pensa sarà il futuro del welfare in Italia, ma soprattutto con l’attuale situazione economico-politica del paese pensa sarà possibile difendere e sostenere adeguatamente il settore? Credo che la crisi, la politica dei tagli lineari, perpetrata nell’ultimo decennio ai danni dei Fondi per le politiche sociali, e la carenza di programmazione e di investimento da parte delle regioni del Sud sul settore hanno generato gravi danni al nostro sistema di welfare. E allora cosa possiamo fare, soprattutto come Terzo settore? Come società civile organizzata? In generale scegliere con maggiore responsabilità la politica che governa le istituzioni, incominciando da quelle locali. Scegliamo una classe dirigente che sappia confrontarsi sul tema del welfare come opportunità e sviluppo e non come costo. Su questi temi, i contenuti del libro tracciano una direzione da perseguire, in questo senso mi piace dire che “Oltre la siepe” ha un valore politico: la Calabria che descrivo è una risorsa non solo per noi che ci viviamo ma per tutti. È il segnale che ogni crisi si può superare, è l'esempio che oggi tutto il paese aspetta.

Come lei sottolinea nel suo libro, non si forniscono ai giovani delle reali alternative affinchè non considerino appetibili certi inviti al guadagno facile.

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OPPORTUNITA’

Tirocini a Roma Capitale: al via la seconda edizione di PICA Dopo lo straordinario successo della passata edizione, che ha visto circa 5000 giovani raccogliere l’invito di Roma Capitale a svolgere un tirocinio formativo all’interno dell’amministrazione capitolina, è nuovamente possibile candidarsi entro il 27 giugno 2012 per uno dei 38 progetti formativi attivati grazie a “PICA – Percorsi Innovativi di Cittadinanza Attiva”. I 244 giovani selezionati percepiranno un rimborso mensile complessivo pari a 350 euro mensili.

di Andrea Pellegrino

La domanda di partecipazione potrà essere inoltrata entro il 27 giugno 2012, esclusivamente tramite internet, collegandosi al sito www.picaroma.it ed utilizzando il form on-line. I candidati dovranno scegliere uno, ed uno solo pena esclusione, dei progetti messi a bando e compilare in ogni sua parte la scheda di partecipazione online allegandovi il proprio curriculum vitae. Una volta terminata la prima fase, quella delle candidature, l’Amministrazione di Roma Capitale procederà durante l’estate alla selezione dei tirocinanti valutandone i curriculum vitae e convocandoli per un colloquio motivazionale. L’avvio dei tirocini PICA 2012 è previsto per l’autunno per concludersi nella primavera 2013.

Fondamentale l’iscrizione al Centro per l’impiego ed essere inoccupati o disoccupati.

“Attraverso la formula dei tirocini retribuiti intendiamo creare tra i giovani e le istituzioni una concreta occasione di scambio e di crescita reciproca oltre che offrire ai ragazzi un’opportunità unica di formazione sul campo e di educazione civica” – spiega l’Assessore alle Risorse Umane di Roma Capitale, Enrico Cavallari – “Pica nasce infatti per rispondere al desiderio di tanti giovani di contribuire attivamente allo sviluppo sociale, culturale ed economico della propria città e di vedere concretizzato il proprio impegno sul territorio”. Un seme prezioso da sviluppare, quello dell’impegno dei giovani, che troppo spesso non si esprime e rischia di confondersi, dimenticarsi. Fare esperienza, far crescere la professionalità, conseguire consapevolezza delle competenze già acquisite è l’obiettivo formativo di ogni tirocinio. Da quest’anno, possono presentare domanda tutti i giovani, italiani e non, che abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il trentesimo anno di età.

Le schede sintetiche di presentazione dei 38 progetti PICA 2012 a cui i giovani potranno partecipare sono già disponibili sul sito www.picaroma.it così come tutte le altre informazioni utili per presentare domanda di partecipazione.

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I percorsi formativi che l’Amministrazione capitolina mette a disposizione dei giovani hanno differenti ambiti d’intervento: dal turismo all’ambiente, dall’informatica allo sviluppo e tutela del territorio, dall’assistenza e solidarietà alla sicurezza e legalità. Tantissimi i Dipartimenti ed i Municipi che hanno raccolto l’invito dell’Assessorato alle Risorse Umane a predisporre i progetti di tirocinio che oggi sono a bando. Moltissime anche le associazioni e le organizzazioni del terzo settore impegnate nel territorio capitolino coinvolte nei progetti di tirocini.

Per maggiori informazioni è possibile inviare una mail a infopica@comune.roma.it oppure contattare i numeri 06/67102092 o 06/67103544.

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CULTURA

Napoli Gay Pride 2012. Uguaglianza e diritti, le priorità di tutti

Partirà il 30 giugno alle 16:30 da Piazza Cavour la parata finale del Napoli Pride 2012. Un appuntamento importante per chi lotta a favore dei diritti civili in una città e in un Paese che vede molti diritti fondamentali ancora negati.

di Ivana Vacca È di ieri la dichiarazione del Ministro Fornero al Wall Street Journal secondo la quale “il lavoro non è un diritto”, nonché la tempestiva rettifica dello stesso Ministro, in risposta alle tante polemiche giustamente suscitate. Viene messo così in discussione l’articolo cardine della Costituzione Italiana che fonda sul lavoro le stesse basi della democrazia. A fronte di tanti doveri, quali sono allora i diritti civili di cui i cittadini italiani possono godere? I padri costituzionali ci avevano pensato negli anni Quaranta del secolo scorso, tuttavia, ancora oggi ci troviamo a riflettere sulla validità del nostro diritto di voto, a invocare quello alla salute e a lottare per la parità dei diritti civili contro una non meglio identificata “omofobia”. E sono solo pochi esempi. Dal 7 giugno 2012 il Comune di Napoli si è unito alle tante città italiane che hanno provveduto alla creazione del Registro Amministrativo delle Unioni Civili e delle Unioni di Fatto. Un’azione fondamentale per sancire l’uguaglianza dei cittadini, anche di coloro che, eterosessuali e non, scelgono un’unione con modalità diverse rispetto a quelle della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio. Molte altre città stanno prendendo in considerazione la possibilità di disciplinare queste unioni, e, se queste non trovano ancora una disciplina in ambito nazionale, lo scorso 17 maggio il colosso svedese Ikea ha esteso anche alle coppie di fatto i trattamenti aziendali riservati ai propri dipendenti legalmente sposati. Anche quest’anno Napoli ospita il Gay Pride e ribadisce il suo ruolo attivo e quello dei suoi cittadini nella lotta per i diritti civili. Manca oramai poco alla parata finale del 30 giugno che partirà alle ore 16:30 da Piazza Cavour. L’evento è stato anticipato dall’uscita del video spot “Napoli Made in Pride” diretto dal giovane Egidio Ferrara, già vincitore dell’ultima edizione di Omovies, con il corto “Virgo dai colori primari”. Lo spot ha raggiunto più di 21 mila visualizzazioni su youtube in meno di un mese, per lo più tramite facebook e attraverso i

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dispositivi mobili. Lo spot è stato girato per le strade e le piazze della città e realizzato grazie alla prestazione gratuita di tanti napoletani, sia come comparse che per i ruoli tecnici. Non solo LGBT, quindi (l’acronimo è utilizzato per indicare le comunità di lesbiche, gay, bisexual e transgender), ma anche tanti cittadini etero stanchi di dover essere ancora oggi spettatori di discriminazioni, di vedere ancora disatteso l’articolo 3 della Costituzione e negata l’autodeterminazione delle scelte civili nel rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea oltre che del principio della laicità dello Stato italiano. “Stiamo lavorando sodo” – dichiarano gli organizzatori del Napoli Pride 2012 – "perché il Pride napoletano sia una grande occasione di incontro e di rivendicazione dei diritti civili, oltre che di lotta all’esclusione sociale e all’omofobia. Sarà anche una grande festa, abbiamo in serbo molte sorprese”. Contro l’oscurantismo “omofobo” si scaglia anche l’Assessore Antonella Di Nocera che vede l’evento come “una alfabetizzazione culturale dei cittadini”. Il PAN-Palazzo delle Arti Napoli ospiterà gratuitamente alcuni degli eventi collaterali del Pride a partire da oggi con una tre giorni dedicata ai cortometraggi di Omovies, il Festival di Cinema Omosessuale, e ancora fino al 3 luglio con la mostra fotografica: “Coming Out: Res et Bis” dove potranno essere ammirati alcuni scatti dei fotografi napoletani Luciano Ferrara, Ilaria Abbiento, Marcello Merenda e Giulio Piscitelli. Per info: www.napolipride.com www.criminalcandy.com Guarda il video Napoli Made in Pride

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CULTURA

Napoli Pride 2012, è solo parità di diritti

La photogallery dell'edizione 2012 della parata.

di Alessandro Etzi

Il Napoli Pride 2012 è stato tutto ciò che prometteva di essere: un lungo corteo colorato, un momento di confronto, di rivendicazione, una festa di tutti coloro che credono nell’uguaglianza, nella parità dei diritti, nella forza dell’amore. Amare, volare, sposare: questo lo slogan scelto dagli organizzatori, che diffondono la necessità ormai sempre più sentita di un riconoscimento “legislativo” dei sentimenti slegato dal canonico matrimonio. Unioni civili, DICO o che altro: la politica non potrà più rinviare il dibattito e il riconoscimento di tutte le coppie ma per adesso godiamoci lo splendido photo-reportage che Tiziana Cennamo e Maddalena Nardaggio hanno realizzato per ServizioCivileMagazine, immortalando le tante anime di un movimento di civiltà. Visita la gallery

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ServizioCivileMagazine - Giugno 2012