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www.gazzetta.it lunedì 30 gennaio 2012 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

n 25 anno 116 ­ Numero Anno

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TENNIS IL SERBO VINCE PER LA TERZA VOLTA GLI OPEN D’AUSTRALIA

l Analisi

Immenso Djokovic Nadal: «È più forte»

L’URLO DEL RE DI GIANNI VALENTI

Il re è sempre Novak Djokovic, gli altri si met­ tano il cuore in pace. Il serbo numero uno al mondo ha ricominciato da dove aveva finito. Cioè vincendo un altro Slam, il terzo consecu­ tivo. Prima di lui c’erano riusciti solo Laver (poker), Sampras, Federer e Nadal.

Nole doma Rafa dopo cinque set: «Ora il Roland Garros» Che finale, la più lunga nella storia degli Slam (5 ore e 53’) CRIVELLI, MARTUCCI, TOMMASI PAGG. 30­31

3L

urlo di Novak Djokovic, 24 anniLAPRESSE

L’ARTICOLO A PAGINA 29

POSTICIPO 3­0 AL CAGLIARI, ROSSONERI A UN PUNTO DALLA VETTA

MILANISSIMO FIRMATO IBRA Un gol e un assist: lo svedese anche capocannoniere. In rete Nocerino e Ambrosini

Zlatan Ibrahimovic, 30 anni festeggiato dai compagni

IMPRESA LECCE 1­0 AI NERAZZURRI

3 Il litigio a Lecce tra Wes Sneijder e Giampaolo Pazzini LEZZI

Benassi paratutto L’Inter si ferma Sneijder, un caso L’olandese litiga con Pazzini Ranieri lo cambia nell’intervallo

BOCCI, DELLA VALLE, PASOTTO, VERNAZZA DA PAGINA 2 A PAGINA 7

CALAMAI, CALVI, ELEFANTE DA PAGINA 10 A PAGINA 13

ilCommento

LA CAPOLISTA CELLINO PERO’ FRENA

VOLATA LUNGA

Juve, Nainggolan vicino Matri: gol ogni due gare

di ALBERTO CERRUTI

Sembra una finale interminabile come quella tra Djokovic e Nadal. La Juve si illude di fuggire e il Mi­ lan si diverte a riavvicinarla. Con tanti saluti all’Udinese e all’Inter, le grandi sconfitte in questo fine settimana in cui dietro le prime due sorride soltanto la Lazio.

GRAZIANO, OLIVERO ALLE PAGINE 8­9

Serie A / 20ª GIORNATA Atalanta: tre punti d’oro a Cesena PARTITE CATANIA PARMA

L’ARTICOLO A PAGINA 2

LE ALTRE BENE IL PALERMO

leOpinioni a pagina 29

Lazio quarta WES, DAL DUELLO KLOSE, PERCHE’ Raffica Genoa CON MESSI A I TEDESCHI NON FANNO MAI FLOP La Fiorentina va VICE­ALVAREZ

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ALLE PAGINE 14­15­16­18

di ALESSANDRO DE CALO’

di NINO MINOLITI

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

Nuova imperdibile offerta di Sky: da oggi le interviste a Lotito saranno sottotitolate gratuitamente.

w

1­1

CESENA ATALANTA

0­1

CHIEVO LAZIO

0­3

FIORENTINA SIENA

2­1

GENOA NAPOLI

3­2

JUVENTUS UDINESE

2­1

LECCE INTER

1­0

MILAN CAGLIARI

3­0

PALERMO NOVARA

2­0

ROMA BOLOGNA

1­1

CLASSIFICA JUVENTUS 44 PARMA 24 MILAN 43 CHIEVO 24 UDINESE 38 CATANIA* 23 LAZIO 36 ATALANTA**23 INTER 35 CAGLIARI 23 ROMA* 31 BOLOGNA 21 19 NAPOLI 29 SIENA 16 PALERMO 27 LECCE GENOA 27 CESENA 15 FIORENTINA 25 NOVARA 12 * Una partita in meno. ** Sei punti di penalizzazione.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

SERIE A 20a GIORNATA ilCommento DI ALBERTO CERRUTI

UNA LUNGA VOLATA Sembra una finale interminabile, come l'ultima emozionante sfida tra Djokovic e Nadal. La Juventus si illude di fuggire e il Milan si diverte a riavvicinarla. Un punto le separava alla fine dell’andata e un punto le separa all'inizio del ritorno. Con tanti saluti all'Udinese e all'Inter, le grandi sconfitte in questo intenso fine settimana in cui dietro le prime due sorride soltanto la Lazio. Tra il sofferto 2-1 con cui gli uomini di Conte ridimensionano le ambizioni friulane e il comodo 3-0 con cui quelli di Allegri si sbarazzano del Cagliari, in comune ci sono soltanto i tre punti. Su tutto il resto, applausi a due stili che sembrano opposti. Da una parte la regolarità della Juventus, più squadra con moduli e interpreti diversi, che vince con la grinta di tutti, sempre imbattuta e con la migliore difesa del campionato. Dall'altra i molti alti e pochi bassi del Milan, con un unico modulo, che vince con le invenzioni dei singoli, dal nuovo capocannoniere solitario del campionato Ibrahimovic al sempre più sorprendente Nocerino, già capaci di segnare 22 gol insieme, quasi la metà dei 43 (come i punti) rossoneri, miglior attacco del campionato. Alle spalle della coppia di testa, sorprende l'Inter che manca l'ottavo successo consecutivo, cadendo a Lecce contro l'unica squadra fino a ieri incapace di vincere in casa, dove aveva ottenuto appena due pareggi. E così la Lazio si riprende il quarto posto, lasciato proprio all'Inter domenica scorsa, rifilando tre gol al Chievo. E' vero che la rete di Giacomazzi arriva nel momento migliore dei nerazzurri, ma al di là delle paratissime di Benassi l'Inter conferma la sua involuzione, intuita nell’ultima vittoria contro la Lazio e soprattutto nella sconfitta a Napoli, in coppa Italia. Una flessione comprensibile e anche prevedibile, in generale perché le grandi rimonte si pagano a livello nervoso e in particolare perché Ranieri non può fare miracoli spremendo centrocampisti costretti da anni agli straordinari, senza valide alternative come il sopravvalutato Alvarez o l'anarchico Zarate. E infatti il loro ingresso nella ripresa sembra una mossa sbagliata, perché fa rimpiangere i sacrificati Sneijder e Obi, con l'indiretta conferma degli errori e omissioni dell’ultima campagna acquisti. Ma come non era giusto illudersi di vincere lo scudetto, adesso non è giusto riporre le speranze di arrivare al terzo posto. A patto di rendersi conto che questo è il massimo obiettivo per l'Inter, visto che davanti c'è sempre l'Udinese e di nuovo la Lazio. Perché a questo punto è chiaro a tutti che lo striscione tricolore rimane un traguardo riservato a Juve e Milan.

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SI TORNA IN CAMPO Il campionato di Serie A torna subito in campo per il turno infrasettimanale (seconda giornata di ritorno).

S DOMANI ore 20.45 Parma Juventus (and. 1-4)

S MERCOLEDÌ ore 18 Atalanta Genoa (and. 2-2) ore 20.45 Bologna Fiorentina (and. 0-2) Cagliari Roma (and. 2-1) Inter Palermo (and. 3-4) Lazio Milan (and. 2-2) Napoli Cesena (and. 3-1) Siena Catania (and. 0-0) Udinese Lecce (and. 2-0)

S GIOVEDÌ ore 20.45 Novara Chievo (and. 2-2)

MILAN

CAGLIARI

3

0

(4-3-1-2) Abbiati; Abate, Nesta, Mexes, Mesbah; Emanuelson, Van Bommel, Nocerino; Seedorf (dal 22’ s.t. Ambrosini); Ibrahimovic (dal 39’ s.t. Inzaghi), Robinho (dal 17’ s.t. El Shaarawy). PANCHINA Amelia, Bonera, Zambrotta, Maxi Lopez. ALLENATORE Allegri. ESPULSI nessuno. AMMONITI Van Bommel e Nesta per gioco scorretto.

(4-3-1-2) Agazzi; Pisano (dal 9’ s.t. Thiago Ribeiro), Canini, Astori, Agostini; Dessena, Ekdal, Nainggolan (dal 21’ s.t. Conti); Cossu (dal 13’ s.t. El Kabir); Ibarbo, Pinilla. PANCHINA Avramov, Perico, Gozzi, Larrivey. ALLENATORE Ballardini. ESPULSI nessuno. AMMONITI nessuno.

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 2-0 MARCATORI Ibrahimovic al 32’, Nocerino al 39’ p.t.; Ambrosini (M) al 30’ s.t. ARBITRO Brighi di Cesena. NOTE paganti 9.061, incasso di 226.448,50 euro; abbonati 31.181, quota di 838.733,63 euro. In fuorigioco 5-2. Angoli 4-7. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’. POSSESSO PALLA

MILAN 55%

CONTRASTI VINTI

CAGLIARI 45%

TIRI IN PORTA

IIIIIII MILAN 7

MILAN 65

CAGLIARI 53

TIRI FUORI

I IIII CAGLIARI 1

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 24’ Pinilla da fuori: palla alta. 25’ Ci prova Mesbah: pallone sopra la traversa. 28’ Tiro centrale di Van Bommel. c GOL! 32’ Ibrahimovic si procura e trasforma una punizione dal limite. c GOL! 39’ Lancio di Mexes per Ibra che di petto serve Nocerino: sinistro a fil di palo.

IIIIIIIII

MILAN 4

CAGLIARI 9

SECONDO TEMPO 9’ ancora Nocerino, ma Agazzi devia. 20’ cross di Seedorf, El Shaarawy a fil di palo. 24’ El Kabir da lontano: primo e unico tiro del Cagliari nello specchio della porta. c GOL! 30’ Emanuelson serve Ambrosini in area, che di esterno destro batte Agazzi. 34’ Bella uscita di Agazzi su El Shaarawy.

Un Milan al bacio Juve, non scappi Gol, grandi numeri e assist l’Ibra-show diverte sempre Cagliari mai in partita, i rossoneri si tengono a un punto dalla capolista. A segno Nocerino, di Ambrosini la terza rete. Uno spezzone per Inzaghi SEBASTIANO VERNAZZA MILANO

Il Milan non perde il servizio, per dirla con gergo tennistico. Batte il Cagliari e resta in scia della Juve, a meno uno. Milan come Djokovic e Juve come Nadal, per proseguire col tennis. Tecnica contro potenza. Per giunta Djokovic è milanista sfegatato e fa rima con Ibrahimovic. La ventesima giornata fa chiarezza definitiva o quasi: Udinese e Inter hanno perso, la Lazio ha stravinto, ma non sembra in grado di reggere cinque set, e per gli Internazionali d’Italia — leggasi scudetto — sarà Juve contro Milan. Un bel film, già visto tante volte. La differenza di Ibra Per la lettura della partita non occorre essere Einstein. Il Cagliari è partito con applicazione, pressava alto e qualche fastidio lo creava. Quando sembrava che potesse farcela a trascorrere l’intervallo sullo 0-0, Ibra con astuzia si è procurato una punizione. Quel boccalone di Ekdal, suo connazionale, gli è franato addosso. Inevitabile punizione dai venti metri. Ibra ha sistemato la palla e zac, l’ha infilata sul palo della barriera. Una trasformazione alla Pirlo, da specialista del ramo. Passati pochi minuti, lancio di Mexes per Ibra troneg-

Si è apprezzata un’altra mezz’ora di El Shaarawy, andato per due volte vicino al gol giante ai margini dell’area. Lo svedese piantato per terra ha fatto valere la sua forza. Ci sarebbe voluta una gru per smuoverlo. Di petto ha appoggiato la palla all’indietro, all’accorrente Nocerino, che di sinistro ha piazzato il 2-0. Quei due Ibrahimovic e Noceri-

no formano la strana coppia-gol del Milan. Ibra è capocannoniere del campionato con 15 reti, Nocerino è il secondo marcatore milanista con 7. Ibra è un attaccante indefinibile. Recita molte parti in commedia: centravanti, rifinitore, regista offensivo. Nocerino è un centrocampista puro che ha fatto degli inserimenti la sua specialità. Ieri sera ha tagliato un traguardo storico, ha raggiunto Romeo Benetti, che 7 gol li aveva realizzati nel Milan 1972-73, la stagione della «fatal Verona», lo scudetto perso sul filo di lana per uno sciagurata sconfitta (3-5) contro l’Hellas. Siamo al principio dell’andata e Nocerino ha tutto il tempo di migliorarsi, di staccare Benetti e di diventare il mediano più prolifi-

co nella storia rossonera. Questa cosa però è curiosa. Il Milan gioca senza un centravanti o un attaccante come lo intendiamo per senso comune. Non c’è nessuno che stazioni in pianta stabile nei 16 metri finali. I milanisti entrano ed escono dall’area, come se il calcio fosse basket e sotto canestro —pardon, sotto porta — non ci si potesse attardare per più di tre secondi. Un po’ è una scelta di Allegri, per non dare riferimenti agli avversari. Un po’ la faccenda dipende da Ibra, che si diverte a svariare come gli pare (e forse questa libertà di pensiero e di movimento non garba a Seedorf, che ieri sera si è ritrovato più volte lo svedese tra i piedi, a rubargli il mestiere di uomo dell’ultimo passaggio). Sia quel che sia, la splendida anarchia di Ibra e le incursioni di Nocerino bastano e avanzano per primeggiare in Serie A. Si spera che funzionino pure nell’incombente ottavo di ChamMassimo pions LeaAmbrosini, gue contro 34 anni l’Arsenal, IMAGE anche se ieri sera — al netto degli ultimi minuti di Inzaghi — si è apprezzata un’altra buona mezz’ora di El Shaarawy, per

due volte vicino al gol: la prima con una deviazione fuori di un pelo, la seconda con una fuga interrotta dall’uscita di Agazzi. Allegri sta liberando il piccolo Faraone dal sarcofago in cui l’aveva rinchiuso nei primi mesi a Milanello. Quando sarà tolta l’ultima benda, vedrete che roba. Cagliari imbambolato

Il mercato è come il coro delle sirene di Ulisse. Se ne ascolti le voci, finisci stordito. Troppe trattative danneggiano il rendimento sul campo. Preso il gol dell’1-0, il Cagliari si è via via liquefatto. Ballardini ha aggiunto punte su punte, ha chiuso con quattro attaccanti, ma è la solita storia della coperta: se la tiri da una parte, ti scopri dall’altra. Nell’ultima mezz’ora il Cagliari di gol poteva beccarne altri due o tre, con un’aggravante: Abbiati — sull’altro versante — è rimasto disoccupato per novanta minuti. Per fortuna di Ballardini, domani il mercato chiude i cancelli. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

ZLATAN IBRAHIMOVIC 29 ANNI ATTACCANTE

Minuti

84 Gol

1 Assist

1 Sponde

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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I Personaggi NOCERINO-IBRAHIMOVIC

E sono quattro! La strana coppia colpisce ancora

Pass. pos.

25 Palle perse

13 Falli subiti

1 Falli fatti

1 La punizione di Zlatan Ibrahimovic, 29 anni NEWPRESS

Fuorigioco

1 Cross

2 Palle recup.

1 Lanci posit.

1 Tot. tocchi

39’ primo tempo Nocerino ci ha preso gusto Lancio lungo di Mexes per Ibrahimovic, che in area vede arrivare Nocerino in corsa: gran sinistro e 2-0 KINES

30’ secondo tempo Ambrosini chiude la partita Emanuelson mette in movimento Ambrosini, che con un tocco di destro batte ancora il portiere Agazzi NEWPRESS

la Moviola di FRANCESCO CENITI

Serata tranquilla per Brighi Nesta rischia il doppio giallo Serata tranquilla per Christian Brighi. Il primo giallo arriva dopo 13 minuti: Van Bommel affossa Pinilla, giusto il cartellino. Il gol che decide la partita nasce da una ingenua entrata di Ekdal che va praticamente ad affondare Ibrahimovic, abile nel proteggere il pallone. E sulla successiva punizione da circa 25 metri, lo svedese disegna una parabola

Giallo per Van Bommel PLPRESS

perfetta. Nella ripresa brutta entrata di Nesta su Pinilla: tacchetti ad altezza ginocchio, inevitabile l’ammonizione. Al 34’ Agazzi esce a valanga su El Shaarawy e riesce ad anticiparlo di un niente prima di finirgli addosso: tutto regolare e soprattutto nessuna conseguenza per i due giocatori. Al 45’ inutile fallo (sbagliato il tempo dell’anticipo) di Nesta a centrocampo su Pinilla: brividi per un possibile secondo giallo. L’ultima azione è interrotta per un controllo col braccio di El Kabir in area milanista.

73

Insieme hanno segnato in altre tre occasioni: l’ultima un mese e mezzo fa col Siena. Lo svedese stacca Di Natale: con 15 reti è capocannoniere MARCO PASOTTO MILANO

Ormai ci sono così tanti indizi che la prova è già certificata da tempo. Ibra-Noce, e il Milan vola. Zlatan Ibrahimovic e Antonio Nocerino: ancora loro, la strana coppia del gol che diventa meno strana più passa il tempo. Anzi, in fondo piuttosto logica per il tipo di gioco che Allegri consegna al suo Milan e per il tipo di gioco che Zlatan consegna ad Allegri, diventandone l’interprete perfetto. Ibra e Noce: è la quarta partita, quest’anno, in cui segnano entrambi dopo Parma, Genoa e Siena. Virtualmente sarebbe la quinta, se con un po’ di generosità consideriamo di nuovo il Cagliari nella partita di andata. Oltre a Ibra nel tabellino finì l’autogol di Pisano: questione di una decina appena di centimetri, pochi ma sufficienti per anticipare la scivolata a colpo sicuro di Nocerino. I gol virtuali non fanno statistica ma confermano comunque le teorie: Zlatan e Antonio sono la vera coppia gol del Milan, visto che sono anche i migliori marcatori della squadra. La seconda rete è tutta loro: Ibra che stoppa di petto e porge il pallone sulla corsa di Nocerino. Qualcosa di talmente naturale da sembrare persino semplice. Ma non lo era. Che lusso Nella stagione

dei record infranti a ripetizione, Ibrahimovic si toglie l’ennesima soddisfazione: con la rete di ieri sera è in testa da solo alla classifica marcatori. Una primizia, da quando indossa la maglia rossonera: 15 gol, uno in più rispetto a tutto

S Antonio Nocerino, 26 anni, abbraccia Zlatan Ibrahimovic, 29 anni, dopo il gol del raddoppio milanista contro il Cagliari GETTY IMAGES

lo scorso campionato. E poi c’è il dato più lussuoso: adesso fra coppe e campionato sono 21 reti, le stesse dell’intera scorsa stagione. Ma fatte in metà tempo. «Parlare di Ibra ormai è inutile, è fantastico — dice Galliani —. La punizione è stata una prodezza incredibile, me ne ha ricordata una, nella stessa porta, di Van Basten. Ma mi fermo qui altrimenti mi danno dell’eretico per i paragoni». Come Benetti Beh, consideran-

do che l’a.d. rossonero quest’anno ha già accostato più di una volta Nocerino a Kakà per via dello stesso numero di maglia, non c’è da preoccuparsi molto. In effetti i numeri di Antonio sono da attaccante vero. E pure migliori di tutte le punte rossonere, Ibra a parte. «Sette gol più quello tolto a Cagliari — ricorda Galliani —. Lui è uno dei nuovi arrivati, significa che stiamo procedendo a un rinnovamento molto positivo». Sette gol significa anche aver raggiunto la stessa quota di Romeo Benetti, annata rossonera ’72-73. Lui però li fece in 29 partite. «Vicecapocannoniere del Milan? Pensa come stiamo messi... — scherza Nocerino a fine partita —. Sto bene e sono sempre in campo, per questo sono contento». Lo è anche perché il cammino da lui immaginato per il resto della stagione prosegue sui binari giusti: Milan in corsa per lo scudetto e lui in corsa per l’Europeo. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012


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SERIE A 20a GIORNATA

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Allegri

I NUMERI

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«L’importante era tenere la scia della capolista»

i punti in più in classifica per il Milan rispetto alla scorsa stagione dopo 20 partite.

Si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera. Massimiliano Allegri aveva chiesto una vittoria contro il Cagliari per rimanere attaccati alla Juventus capolista, ma soprattutto per poi affrontare con la migliore condizione psicologica quei 25 giorni terribili che ha riservato loro il calendario. I ragazzi lo hanno accontentato, soffrendo un pochino all’inizio e poi dilagando. Anche senza Thiago Silva (ma con la Lazio dovrebbe esserci), anche con il centrocampo dimezzato che però continua a regalare gol. Ieri contro il Cagliari ne sono arrivati due: il solito Nocerino, ormai goleador aggiunto, e il capitano Ambrosini, che ha festeggiato la prima rete stagionale. «Non è stato tutto così facile come può sembrare — ha detto —. Fino al gol di Ibra è stata una partita sotto ritmo. Il campionato è lungo, noi e la Juve ce la giocheremo fino alla fine. Tevez? I grandi giocatori servono dappertutto. Io capitano in scadenza? Ormai sono abituato...». Cagliari portafortuna Anche Alle-

gri si è abituato a battere la squadra che l’ha fatto esordire in Serie A: quattro confronti, quattro vittorie. Il tecnico rossonero ha apprezzato soprattutto lo spirito di sacrificio dei suoi ragazzi: «La squadra ha fatto una buona partita anche se non avevamo iniziato bene. Il campo non è bellissimo, la palla rimbalzava male e avevamo delle difficoltà. Poi grazie a Ibrahimovic la gara si è messa in discesa. Era importante restare in scia della Juve». Così il Milan potrà guardare con più fiducia ai prossimi impegni. Dal primo al 25 febbraio il Milan non si farà mancare nulla: campionato (5 gare), Coppa Italia (semifinale d’andata) e Cham-

«

Il centrocampo non è una mia preoccupazione. Ho Emanuelson che sta bene MASSIMILIANO ALLEGRI Allenatore del Milan

«

Non è stato tutto facile come può sembrare. Fino al gol di Ibra la gara era sotto ritmo MASSIMO AMBROSINI Capitano del Milan

SAN SIRO

Soltanto in 20.000 allo stadio MILANO Dopo i 1.920 spettatori di Milan Novara e i 7.520 di Milan Lazio di Coppa Italia, in campionato San Siro si è popolato un po’ di più, ma non eccessivamente. Ieri sera sulla carta avrebbero dovuto esserci 9.061 paganti più i 31.181 abbonati. Ovvero oltre 40.000 spettatori. Quota ben lontana dalla realtà. La stima, applicabile chiaramente solo a occhio, viaggiava sulle 20.000 persone. La metà. Sarà colpa del primo giorno della merla (secondo la tradizione i tre più freddi dell’anno)?

Un vero uomo se ne intende di macchine e sa come risintonizzare il suo decoder.

pions League (andata degli ottavi) con avversarie che (Cesena a parte) non lasciano dormire sonni tranquilli: Lazio, Napoli, Udinese, Arsenal e la doppia sfida con la Juventus. «Abbiamo due punti in più dell’anno scorso — aggiunge Allegri —, febbraio sarà importante perché gli scontri diretti possono cambiare la classifica».

15

reti in questo campionato di Ibrahimovic, l’anno scorso dopo 20 giornate comandava Di Natale con una rete una meno,

Merkel: due mesi fuori Si gioche-

rà praticamente ogni tre giorni e i rossoneri potranno sì contare sui nuovi acquisti Mesbah (ha sostituito Antonini influenzato) e Maxi Lopez (che ieri si è scaldato ma alla fine non è entrato: stavolta è toccato a Inzaghi), ma dovrà fare i conti con l’emergenza a centrocampo. Attualmente sono cinque i giocatori fuori causa (più Strasser appena rientrato dal Lecce). L’infortunio di Merkel è più grave del previsto: lesione isolata del legamento mediale collaterale del ginocchio destro, starà fuori due mesi invece di uno, come si pensava inizialmente: «Ma il centrocampo non è una mia preoccupazione — spiega Allegri —. Emanuelson a destra, anche se è mancino, ha fatto una buona partita, è cresciuto molto perché sta giocando con continuità. In questo mese i cambi saranno importanti: Robinho ha giocato spesso, abbiamo una partita ogni tre giorni, volevo farlo rifiatare». Urby come Massaro Anche Adriano Galliani ha parole dolci per l’olandese: «Domenica positiva, hanno perso la terza e la quarta, quindi la classifica dietro si sta sgranando, come il gruppone sullo Stelvio. Sono contento di Emanuelson e Mesbah, è importante che riusciamo a inserirli, Berlusconi mi ha detto che Emanuelson gli ricorda Massaro, per la duttilità e la capacità di ricoprire tanti ruoli». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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«Lo stadio? Fan passare la voglia»

7

le vittorie consecutive per il Milan contro il Cagliari mentre le vittorie casalinghe consecutive sui sardi sono ora otto.

Il tecnico del Milan soddisfatto: «Grazie Ibra» Ambrosini: «Capitano in scadenza? Abituato» FABIANA DELLA VALLE MILANO

CELLINO «MORTIFICATO»

1

Massimiliano Allegri, 44 anni, è al Milan dal 2010 LIVERANI

CHAMPIONS VERSO MILAN-ARSENAL

Via libera ai biglietti per i Cuori Rossoneri Scatta oggi per i possessori della carta Cuore Rossonero (circa 360 mila) la vendita dei biglietti per Milan Arsenal del 15 febbraio. Dal 6 febbraio via alla vendita libera dei tagliandi rimasti. Pochissimi. Perché 4500 biglietti sono destinati all’Arsenal (il settore ospiti). «Abbiamo voluto privilegiare i nostri tifosi che si sono fidelizzati», spiega la responsabile Daniela Gozzi. L’operazione «Meritocrazia», ideata dal club, infatti ha già privilegiato (fino al 20) gli abbonati in campionato, e ieri si è chiusa quella riservata a chi aveva sottoscritto il mini abbonamento della Champions (circa 57 mila). Sarebbero bastati tre giorni di vendita libera per riempire San Siro per l’Arsenal ma la società con questo programma innovativo ha voluto privilegiare i tifosi fidelizzati senza chiudere del tutto a chi va allo stadio solo per le super sfide. Già col Barça c’era stato qualcosa del genere.

gol dello svedese su punizione diretta, in precedenza aveva segnato 3 reti in questa maniera in campionato, sempre con la maglia dell’Inter: contro Livorno, Palermo e Fiorentina.

30

le reti in A di Massimo Ambrosini in 340 presenze; non segnava dal 7 novembre 2010 quando aveva aperto le marcature in Bari-Milan 2-3.

Massimo Cellino, 55 anni ANSA MILANO

Non c’è niente da fare: il San Siro rossonero per il Cagliari resta un tabù. Dopo tre risultati utili consecutivi la squadra di Ballardini s’inchina a Ibrahimovic e compagnia. D’altronde i precedenti non erano benaugurati: il Milan ha vinto gli ultimi sette confronti casalinghi contro il Cagliari. Su 16 partite giocate tra Sant’Elia e Milano il bilancio è di 14 sconfitte rossoblù e due pareggi. Non è bastato l’innesto di Pinilla per rivitalizzare il peggior attacco della Serie A (16 gol): il Cagliari ha fatto troppo poco. Così dopo il 2-0 dell’andata, è arrivata un’altra sconfitta netta. Eppure due settimane fa il Cagliari aveva bloccato la Juve sul pari. Distratti dal mercato Massimo Cellino è molto arrabbiato e non lo nasconde: «C’è poco da commentare, ha giocato solo il Milan. Non è questo il mio Cagliari, arretravamo sulla palla e Cossu si è visto poco. Pinilla e Astori sono stati gli unici a giocare. Sembrava una partita di fine campionato, quando hai già il costume in valigia. Sono mortificato. Si vede che il mercato ci sta distraendo. Lo stadio nuovo? In Italia ti fan passare la voglia. Abbiamo comprato un terreno per accelerare i tempi, d’altra parte siamo una piccola squadra con poche disponibilità economiche, ma noi sardi siamo nemici di noi stessi. Senza finanziamenti, mazzette e bustarelle è impossibile... ». Davide Ballardini è d’accordo con il suo presidente: «Il Cagliari deve essere più aggressivo. Stasera non mi è piaciuto, sappiamo fare molto meglio».

Francesco Velluzzi

f.d.v. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

SERIE A 20a GIORNATA le Pagelle

di ALESSANDRA BOCCI

MILAN EL SHAARAWY CRESCE

7

Gioca in scioltezza dopo il doppio vantaggio.

CAGLIARI PINILLA SI SBATTE 7,5 h il migliore Ibrahimovic

6,5 L’allenatore Allegri Il Milan della prima mezzora vivacchia, poi cresce. La cosa più importante è che in certe partite la squadra sembra vincere senza fatica.

La potenza è nulla senza il controllo. Sta perfezionando lo schema Van Basten (date la palla a me, poi correte ad abbracciarmi). (Inzaghi s.v.).

5

Parte bene, con ordine, poi si piega alla legge di Ibra.

L’allenatore Ballardini

6 h il migliore Agazzi

Tenta di sistemare le cose cambiando modulo e uomini, ma un Milan in vantaggio è un muro troppo duro per essere scalfito.

La sassata di classe di Ibra è imparabile, come gli altri gol. Pareggia il bilancio con tre interventi su Nocerino, Emanuelson, El Shaarawy.

5,5

6

6

6,5

6,5

6,5

6,5

5

5

5,5

5

5,5

5

Abbiati

Abate

Nesta

Mexes

Mesbah

Emanuelson

Pisano

Canini

Astori

Agostini

Dessena

Ekdal

Sei politico, come si suol dire. Il Cagliari non arriva mai al tiro, se si eccettua un innocuo tentativo di El Kabir al 24’ del secondo tempo.

Non è al top e comincia con qualche incertezza. Ma il Cagliari si consegna presto prigioniero al gioco del Milan e non rischia più.

Serata senza neppure il brivido della battaglia, ma l’intesa con Mexes cresce. L’unica cosa che deve combattere per novanta minuti probabilmente è il freddo.

Ormai ha preso le misure. Fa un buon lavoro in difesa, molto appariscente, e il lancio per Ibrahimovic che produce il secondo gol.

Ha corsa e personalità, anche se qualche volta si incaponisce nel dribbling. Ma è entrato nel migliore dei modi nel tessuto del Milan.

Gregario dotato di grande tecnica, non infiamma il pubblico ma è utile ovunque. Nobilita il suo gioco ordinato con una bella azione personale.

Con Robinho e Ibra c’è da ballare, e ci si mette pure Nocerino. Difficile resistere per tutta la partita.

Dura resistere alla supremazia fisica di Ibrahimovic. E quando lo svedese mette il turbo, cercare di controllarlo è impossibile.

Anche lui, come tutta la difesa, cede alla volontà del Milan di cominciare a giocare, mentre la sua squadra fatica a costruire.

Ben protetto da Nainggolan, sembra penare meno degli altri. Ma a un certo punto Robinho si sposta dalla sua parte e la pressione aumenta.

Dovrebbe produrre gioco, ma resta schiacciato. L’inizio è buono, poi Ballardini cambia schema e la sua posizione, senza vantaggi.

Ingenuo, accoglie quasi l’invito di Ibra a buttarlo giù in posizione favorevole. E da quel calcio di punizione il Milan si sblocca.

6,5

7

6

6

6,5

6,5

5,5

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6

5

5,5

Van Bommel

Nocerino

Seedorf

Robinho

El Shaarawy

Ambrosini

Nainggolan

Cossu

Ibarbo

Pinilla

T. Ribeiro

El Kabir

Un radar, è tornato preciso e affidabile dopo un inizio di stagione un po' così. Dalla sua postazione governa il traffico e osa il tiro.

Bell’esemplare di giocatore moderno, attaccante aggiunto sempre più prolifico. Sfiora la doppietta, ma già con 7 gol è il secondo marcatore del Milan.

Il tandem dello scudetto è tornato a funzionare: Allegri e il professore hanno ritrovato l’intesa. Gestisce felice la sua posizione preferita.

Corre ovunque, con il pallone fra i piedi dialoga con tutti e riesce a tenere la bocca chiusa quando lo sostituiscono. Un tesoro per ogni allenatore.

Il pubblico lo adora e un motivo ci sarà. Sfiora subito il gol, ci prova più volte e Agazzi lo stoppa. Ma i tifosi sono contenti anche così.

Il gol è bellissimo e non è l’unico tentato, ma il capitano ieri senza fascia non fa mancare neppure copertura e movimento.

Tutti lo vogliono, e giustamente. Comincia bene, perché Emanuelson è più leggero di lui, ma si perde nel successivo 4231 (Conti 5,5).

Sembra che San Siro lo ispiri, ma l'impressione dura poco. In realtà riesce a creare pochissimo, e Ibarbo e Pinilla si spengono.

I movimenti sono belli, il ragazzo è talentuoso, ma svagato e naif, e quando gli tocca di arretrare fa falli a sproposito.

Fino all’inizio del secondo tempo è l’unico a cercare di mettere un minimo di pressione al minimo, poi svanisce.

Entra al 9’ del secondo tempo e più o meno in quel periodo Ballardini prova a ridisegnare il Cagliari.

Entra dopo un'ora di gioco, e se non altro ha il merito di aver provato a tirare in porta, anche se manca di forza e precisione.

TERNA ARBITRALE: BRIGHI 6,5 Partita molto semplice da gestire, senza troppi episodi. Sempre molto sicuro nella gestione della partita e nella distribuzione dei cartellini. Nicoletti 6; Musolino 6.

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LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A MERCATO

Last minute Milan Galliani scalda Tevez «Tutto è possibile» Rebus centrocampo Merkel fermo due mesi: Muntari subito o Rigoni? In via Turati si riflette. E Raiola frena su Balotelli CARLO LAUDISA twitter@carlolaudisa MILANO

Ormai Tevez si fa poche illusioni. E prepara il viaggio per Manchester, anche se il Milan continua a dialogare con il City. E Galliani ammicca sempre di fronte alla possibilità di un clamoroso lieto fine sul filo di lana. Lo fa a Milan Channel: «Sarò in ufficio dalle 9 alle 19 negli ultimi due giorni di mercato». Ma si chiude con Maxi Lopez? «Credo proprio che non avremo sorprese. Chi lo sa? Nel calcio tutto è possibile».

Centrocampo Nella foga del

last minute c’è anche il capitolo centrocampista. In via Turati sinora non hanno preso in considerazione quest’opzione, ma ieri è giunta la brutta notizia sullo stop di due mesi per Merkel. E la strategia potrebbe cambiare. Così è emersa una nuova candidatura: è quella di Luca Rigoni, 26 anni, centrale del Chievo. E’ chiaramente un nome al vaglio di Galliani e Allegri. Allo stesso tempo la dirigenza rossonera vaglierà la posizione di Sullay Muntari, già bloccato per la prossima stagione. Non si sblocca l’ipotesi del prestito al Genoa, così il Milan deve valutare l’idea di tesserarlo subito. C’è già l’assenso dei cugini nerazzurri e l’agente del ghanese, Federico Pastorello, si sta dando da fare per trovare una soluzione che vada bene a tutti. Balotelli stop Le ultime polemiche tra Balotelli e il City ripropongono la suggestione-Milan, ma il suo agente Mino Raiola chiude ogni discorso. «Non posso parlare di un futuro rossonero di Mario Balotelli, sarebbe poco professionale da parte mia. La nostra strategia è stare tre anni e poi vedere. Sarà sicuramente in una delle sette grandi squadre europee». Raiola lo ha detto ai microfoni di Sky prima di assistere a Milan-Cagliari. «Dire che sarà il Milan solo perché lui è tifoso milanista non è corretto, è stato molto bene all’Inter. Ci sono anche la Juve, il Real, il Barcellona. Se chiudiamo subito col Milan che piacere avrò io?». E’ chiaramente una battuta: a scanso d’equivoci.

Il biglietto L’altra sera Carlitos

aveva pronto il biglietto per l’Italia, ma ieri nel suo entourage è maturata la consapevolezza dell’imminenza del viaggio per Manchester. E se non emergessero dei clamorosi colpi di scena in rossonero, l’Apache deve preparare il reinserimento nella sua vecchia squadra. Come lo accoglierà Mancini? Sarà reintegrato in rosa? Comunque lui aspetta il Milan per l’estate. Anche per questo ieri l’Apache ha detto no allo scambio con Carroll del Liverpool. Come non sono da considerare le voci che torni al Boca

Juniors. E se oggi l’a.d. rossonero Galliani e il presidente dei Citizen, Khaldoom Al Mubarak, trovassero il modo per risolvere il caso? C’è ancora una porticina aperta. Nonostante le evidenti difficoltà.

Carlos Tevez, 27 anni, vanta 62 presenze e 13 gol con la maglia dell’Argentina ANSA

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retroscena

Nodo comproprietà: spunta l’Irap

MILANO

Samp. L’Agenzia delle Entrate chiede il pagamento dell’Iva, che attualmente è del 21%, considerando gli utili derivanti da queste operazioni. Sinora, però, le società di calcio hanno pagato le tasse su queste compravendite, considerando che per le norme federali l’istituto della compartecipazione è formalmente di natura finanziaria. Così ora la tesi dei club è che tali plusvalenze debbano essere intese come dei veri e propri derivati. E il Fisco regola questi casi proprio con l’Irap . Il risparmio per le società sarebbe consistente, visto che la quota meno dell’Irap è del 2,75%. Essendo però un’imposta regionale ci sono anche delle addizionali. Per la sponda Lega questa soluzione potrebbe essere adottata per il

Compare l’Irap nella trattativa con l’Agenzia delle Entrate per le compartecipazioni. Se ne parlerà al tavolo che la prossima settimana vaglierà le soluzioni per uscire dal tunnel delle contestazioni poste dal Fisco ai club calcistici dal 2006 in poi. Sono circa 200 i casi solo nella massima serie ed è interesse di tutti sciogliere al più presto questo nodo. Summit A rappresentare la Lega di Serie A c’è Ezio Maria Simonelli, presidente del collegio dei revisori di via Rosellini: ha a suo conforto le consulenze del professor e dell’avvocato Guglielmo Maisto, legale della

Gazzetta.it Gazza

Tvf

pregresso, in attesa che la Figc faccia ordine in materia. Non è da escludere, però, una via mediana. Cioé che si applichi l’Iva per le plusvalenze, regolando con l’Irap le situazioni neutre. Il presidente Vanno lette in questa direzione le parole di ieri del presidente della di A Maurizio Beretta a TGCom: «Il confronto è su come qualificare le operazioni che possono diventare soggette o meno a Iva. Nelle compartecipazioni, finora si trattava di un’operazione finanziaria, se condividiamo con l’Agenzia delle entrate che è qualcosa di diverso e da assoggettare all’Iva non c’è alcun problema».

y

CARLOS STORY Telenovela infinita 5 gennaio Galliani pranza a Rio con Tevez e il manager Joorabchian. L’Inter poco dopo rilancerà offrendo 25 milioni più 2 di bonus al City mettendo sul piatto il prestito con obbligo di riscatto. 12 gennaio Galliani trova l’accordo per Tevez con il City, ma la cessione di Pato al Psg viene stoppata. Così l’Inter va al rialzo per l’Apache senza ottenere il sì del giocatore. 23 gennaio Il Psg offre 37 milioni al City e 11 all’anno a Tevez, il quale rifiuta: «Voglio solo il Milan». 27 gennaio Alle 18,30 Tevez è un giocatore del Milan, ma una penale del City induce Galliani a far slittare l’affare. Il Milan deposita il contratto di Maxi Lopez.

Zupping di VINCENZO CITO

Di Carlo e gli occhiali da sole

Domenico Di Carlo, 47 anni ANSA

Stadio sprint (Rai Due), la domanda di Saverio Montingelli a Mimmo Di Carlo. «Sconfitta umiliante, pesante. Squadra stanca, spenta...» La risposta dell’allenatore del Chievo «Mamma mia, oh. Già che aspetto un quarto d’ora per fare l’intervista, poi ci si mette pure lei!». Dallo studio, per soccorrere l’inviato, così replicano al tecnico. Enrico Varriale «Ha ragione! Ha ragione! E’ stato accolto un po’ duramente. Ha ragione, non le posso dare torto». Bruno Gentili «Ci aveva gli occhiali da sole, Saverio!...» A «Novantesimo minuto» (Rai) Franco Lauro non dimentica mai di aggiornarci sulla Prima Divisione. «Vittorie esterne di Reggiana e Foggia». Che ha perso 2-1 a Monza. Luca Pisinicca (Rai) da Mortegliano «Splendida anche la cornice di pubblico. Ci saranno non meno di 500 persone per assistere a questa sfida, complice anche la splendida giornata di sole!» Nicola Roggero (Sky) durante Watford-Tottenham. «Intanto la regia continua ad andare in tribuna. Se qualcuno per caso si è portato l’amante, corre seri pericoli casomai la moglie fosse davanti ai teleschermi». Niente amanti, sono inglesi. «Il Chiasiellis ha faticato nelle prime settimane ma poi, con il passare del tempo, ha cominciato a inalare risultati importanti». (Katia Serra, Rai) «Schio deve rivendicare la sconfitta subita contro Taranto» (Maurizio Fanelli, Raisport, basket femminile).

IL MERCATO IN DIRETTA CON GLI ESPERTI DELLA GAZZETTA

IL MEGLIO DELLA LIGA LA RUBRICA EXTRA TIME E TUTTI I GOL DELLA B

Peppe Di Stefano (Sky) da bordocampo «Montella sta dando indicazioni a....» Lucio Rizzica dalla tribuna «Ti sento come un codice fiscale, non prende bene il microfono». Di Stefano «Le indicazioni, ti dicevo, sono per Potenza, la difesa è troppo bassa...ha paura, vede i rep....». Rizzica «Come non detto. Sull’asse Potenza-Lodi ti sei perso. Sarà il maltempo sull’autostrada».

Segui live le trattative più importanti. Oggi e domani il sito rosa si collegherà in diretta video con l’Ata Hotel per non perdere nemmeno un minuto delle fasi più calde del mercato. A partire dalle 15 per i lettori ci sarà anche la possibilità di interagire twittando a @gazzamercato

Vi siete persi i gol della Serie A? O quello di Kakà (nella foto AFP) contro il Saragozza nella Liga? Su Gazzetta.it ci sono gli highlights di tutte le partite giocate tra sabato e domenica, la rubrica «Extra Time» e le sintesi delle partite della Serie B

Il tecnico Marco Rossi da bordo campo commenta la partita della sua squadra. «Il pallino del gioco l’abbiamo noi, abbiamo avuto 2-3 occasioni. Cerchiamo di portare nell’area di rigore più uomini possibili». Allena le ragazze del Tavagnacco.

c.lau.

Maurizio Beretta, 56 anni, presidente della Lega A ANSA

Radja Nainggolan, 23 anni LAPRESSE

IL GRANDE BASKET CON LA TOP 10 DELLA A Non solo calcio: sul nostro sito ci sono gli highlights e la Top 10 del diciannovesimo turno di A

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

SERIE A

Il mitra di Matri Segna un gol ogni due gare per tenere il ritmo scudetto Lo juventino ha reagito a un periodo difficile lavorando duro «Ho avvertito la pressione ma l’ho trasformata in carica positiva» G.B. OLIVERO MILANO

Uno degli idoli di Alessandro Matri è Rafa Nadal. Un combattente. Uno che magari perde, ma prima lotta per quasi sei ore e quando esce dal campo ha i muscoli in fiamme e la testa alta. Come Rafa, Alessandro ha la faccia pulita e la serenità di chi lavora tantissimo per ottenere i migliori risultati. Come Rafa, Alessandro è uscito da un periodo complicato e se il tennista spagnolo non è riuscito a coronare la rinascita nella finale dell’Australian Open, la punta della Juve ha invece vissuto un sabato di gloria che per la sua squadra pesa tre punti e per lui molto di più. Gol da centravanti Gli attaccanti

(fenomeni a parte) ce l’hanno probabilmente sul contratto che nel corso di una stagione ci sono momenti in cui tutto viene facile e altri in cui perfino i fili d’erba si divertono a fare lo sgambetto. In autunno Matri volava, segnava, sembrava inarrestabile. Poi sono arrivati un po’ di stanchezza, un comprensibile calo, qualche critica e... Marco Borriello. Alessandro è un ragazzo sensibile. Anche troppo. E ha sofferto, magari senza nemmeno accorgersene. Non è un problema di concorrenza e nemmeno di convivenza, perché in una grande squadra (e la Juve ha ormai riguadagnato questo status) servono due ottimi giocatori per ogni ruolo. Però Alessandro si è fatto qualche domanda, si è chiesto se stava facendo il massimo e la risposta è stata positiva. E allora si è rimesso a correre, ha ingoiato un paio di panchine e ha rialzato la testa. Contro l’Udinese ha segnato quei famosi «gol da centravanti» che completano il suo bagaglio tecnico. Il primo è stato un capolavoro di opportunismo: solo chi non ha mai frequentato un’area di rigore può pensare che fosse facile. Semplice, ovviamente, era

0,514

HA SEGNATO A TUTTI GLI ATTUALI 20 CLUB DI A

La media reti a partita di Alessandro Matri nelle file della Juventus con la quale ha realizzato 18 reti in 35 incontri

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La striscia di partite senza sconfitte in questo campionato per la Juventus di Antonio Conte

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I punti in più in classifica per la Juve rispetto al 20o turno della scorsa stagione quando era sesta a -7 dal Milan il tocco a porta vuota: ma quel tocco era nato mezzo secondo prima nel momento in cui Matri ha capito dove sarebbe finita la palla e ha anticipato Domizzi. Il secondo, invece, è arrivato grazie a uno splendido movimento: dopo lo stop Alessandro si è girato in fretta creandosi con il corpo lo spazio per tenere a distanza Ferronetti e riuscire a calciare incrociando il rasoterra. Le cifre Poi ci sono le statistiche. In 35 incontri di campionato con la Juve Matri ha segnato 18 gol, di cui appena 3 ininfluenti. Con la doppietta all’Udinese l’attaccante della Juve si è tolto anche un’altra piccola soddisfazione. Considerando le reti realizzate anche con Cagliari e Lumezzane, Matri ha battuto tutte le squadre attualmente presenti in serie A. Aveva incrociato il Novara ai tempi della C1 con il Lumezzane e aveva segnato. Il resto del lavoro l’ha

sbrigato direttamente in Serie A. Maturità Tra le parole pro-

P Alessandro Matri, 27 anni, attaccante cresciuto nel Milan. E’ alla Juve da gennaio 2011, dopo aver giocato con Prato, Lumezzane, Rimini e Cagliari

nunciate dopo la partita sono emersi due concetti. Il primo: «Siamo maturi. Contro l’Udinese abbiamo mostrato grande personalità». E il riferimento alla maturità lo coinvolge in prima persona, visto che nel giro di pochi mesi Matri ha cancellato i dubbi di chi prima non lo riteneva in grado di gestire bene il passaggio in un grande club e poi pensava che non potesse reggere la pressione di una stagione da titolare della Juve. Il secondo concetto: «Ho passato un breve periodo senza riuscire a segnare, ma questo a un attaccante può capitare, l’importante è rimanere sereni. Ho avvertito la pressione, ma faccio sempre di tutto per trasformare le critiche in carica positiva». Non urlerà «Vamos», ma la grinta è quella di Nadal.

numeri& STATISTICHE

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Il retroscena

Marchisio, Pepe e quei recuperi velocissimi Si dice che il primato della Juve dipenda anche dai pochi infortuni. Vero. Ma proviamo a ribaltare completamente la questione: se fossero i pochi infortuni a dipendere dal primato? Il dubbio è nato la settimana scorsa in seguito ai rapidissimi recuperi di Claudio Marchisio e Simone Pepe. Entrambi erano usciti malconci dalla trasferta di Bergamo: distorsione al ginocchio e 7-10 giorni di prognosi per Marchisio, distorsione alla caviglia destra con lieve interesse del legamento peroneo-astragalico anteriore e 15-20 giorni di prognosi per Pepe. Contro l’Udinese, sei giorni dopo le visite, sono entrati entrambi nella ripresa e fino al pomeriggio erano stati in ballottaggio per una maglia da titolare. Miracolo? No, lavoro. E passione. E voglia di essere protagonisti. Lo staff medico della Juve ha fatto per l’ennesima volta un piccolo capolavoro: nei giorni scorsi i fisioterapisti finivano tardi a Vinovo e i risultati si sono visti. Ma anche i giocatori hanno contribuito. In certi casi l’aspetto psicologico conta molto: l’anno scorso, quando la Juve andava male, i recuperi si allungavano, le botte sembravano inconsciamente più dolorose. Adesso invece la testa contribuisce a far sgonfiare le caviglie perché nessuno vuole perdersi un minuto di questa splendida avventura. La Juve vola e chi si ferma, anche solo per un giro, rischia perché con Conte le gerarchie cambiano in fretta. Gioca chi sta bene, chi corre, chi si sacrifica. E allora ogni infortunio diventa una trappola da schivare rapidamente. Secondo una teoria, che ovviamente non può essere provata scientificamente, quando un giocatore si infortuna da solo (quindi non in seguito a un trauma) significa che ha bisogno di fermarsi. Allo stesso modo è verosimile che l’entusiasmo e la serenità rendano più fluidi i movimenti e la corsa e facciano lavorare meglio i muscoli. Alla Juve di sicuro non vuole fermarsi proprio nessuno. gb.o.

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VERSO L’ANTICIPO I BIANCONERI CON UN PAIO DI INCOGNITE

A COVERCIANO

Vucinic in dubbio per Parma: oggi si decide

Quale futuro per il calcio Figc e Ussi a convegno

Pure Lichtsteiner non è sicuro di poter giocare. Chiellini: «Siamo in crescita continua» MILANO

Il ritmo adesso è quello europeo che tanto la Juve vuole riassaporare: partita, allenamento di scarico, rifinitura, partita. Oggi a Vinovo la Juve fa le prove generali in vista della trasferta di domani sera a Parma e i dubbi di formazione sono legati alle condizioni di Vucinic (infiammazione al gi-

nocchio) e Lichtsteiner (leggero dolore all’adduttore, ma anche molto stanco). Se fossero recuperati entrambi, Conte potrebbe tornare al 4-3-3. Se invece Vucinic non fosse disponibile, è possibile la conferma del 3-5-2 con Pepe al posto di Lichtsteiner qualora lo svizzero avesse bisogno di un turno di riposo. Torna titolare Marchisio, mentre in attacco potrebbe essere preso in considerazione Borriello e non necessariamente in alternativa a Matri. Le parole di Chiellini Ieri è rimasto al coperto chi aveva giocato contro l’Udinese, mentre gli altri elementi del gruppo si sono allenati sul campo innevato ma praticabile del centro sportivo

bianconeri. Intanto Giorgio Chiellini ha analizzato a Juventus Channel l’ottimo momento della squadra: «Stiamo andando al di là delle più rosee previsioni. Eravamo convinti di poter vivere un’ottima stagione, ma venivamo anche da due anni difficili e in estate avevamo cambiato molto. Siamo stati bravi a trovare subito equilibrio e un’identità di gioco e ora stiamo continuando a crescere. E’ un processo che non si è ancora fermato e che deve continuare, se vogliamo riuscire a coronare un sogno». Un sogno che si sta trasformando in obiettivo, qualcosa di più realistico: «Contro l’Udinese abbiamo ottenuto una vittoria importante che, come aveva detto il nostro

allenatore, vale davvero sei punti. Siamo stati bravi a limitare Di Natale e le loro ripartenze. Abbiamo concesso qualche contropiede, ma abbiamo anche creato molto e il successo è stato meritato». Domani la Juve va sul campo dove ha subito a maggio l’ultima sconfitta: «Il Parma in casa è un’ottima squadra — conferma Chiellini —, Giovinco è la stella e lo conosciamo bene. Sarà importate riuscire a recuperare energie, perché stiamo giocando ogni tre giorni e continueremo così fino alla Coppa Italia contro il Milan. Le semifinali contro di loro avranno un sapore particolare». gb.o. © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Il calcio e chi lo racconta» è il titolo del quinto seminario di aggiornamento voluto dalla Federcalcio e dall’Unione stampa sportiva che comincia oggi a Coverciano per chiudersi domani con l’intervento del presidente del Coni Gianni Petrucci. Molti i relatori che si alterneranno nella due giorni, ma l’attenzione è tutta riservata all’intervento del presidente federale Giancarlo Abete che a chiusura di questa prima giornata farà il punto sul calcio con la relazione dal titolo «Riforme per il futuro del calcio italiano». Il seminario sarà chiuso domani dall’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta che parlerà di «Autonomia dell’ordinamento sportivo, una garanzia per il sistema». Tra i relatori i c.t. Prandelli (calcio) e Pianigiani (basket), Sacchi e Viscidi per le nazionali giovanili, Braschi, gli arbitri Banti e De Marco, Bogarelli di Infront, Marchetti e Traverso dell’Uefa. Apriranno i lavori Valentini, Figc, e Ferraiolo, Ussi, Previsto un saluto di Petrucci.


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SERIE A la scheda RADJA NAINGGOLAN 23 ANNI CENTROCAMPISTA

Radja Nainggolan è nato ad Anversa (Belgio) il 4 maggio 1988. Centrocampista del Cagliari, ha origini indonesiane e ha già esordito con la nazionale maggiore del Belgio. Fu il Piacenza, nel 2005, a portarlo in Italia. Cinque anni dopo il passaggio al Cagliari di Cellino: finora, 62 presenze e 3 gol. L’esordio in serie A risale al 7 febbraio 2010, in Inter-Cagliari 3-0.

Juve-Nainggolan siamo a un passo Ma Cellino frena «Cossu gli ha detto che se va via è come Schettino». Bianconeri pronti a offrire Parolo DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO TORINO

La Juventus è a un passo da Radja Nainggolan. A Cagliari andrebbe subito uno fra Parolo e Marrone. O forse tutti e due. La chiave è comunque proprio il baby prodigio bianconero, numero uno nella lista di Cellino, di fatto «liberato», almeno fino a giugno, da dirigenti e staff tecnico della Juve. Beppe Marotta lavora per dare un aiuto ai sardi sul fronte Parolo: in mano, ha da servire al Cesena la carta Pajtim Kasami. Marrone è il «Piano B», prima impraticabile, ora no. Attenzione però: non è da escludere che il 21enne centrocampista torinese vada a Cagliari anche insieme a Parolo, in prestito secco naturalmente, a fare la giusta esperienza prima di un ritorno da protagonista nella prossima stagione, quella del probabilissimo ritorno della Juventus in Champions League. Oggi il faccia a faccia Ieri solo

contatti telefonici fra dirigenti bianconeri e sardi. Gettate però

basi fondamentali per il faccia a faccia previsto oggi a Milano. Anche se ieri sera Cellino ha frenato sulla cessione: «Sapete cosa ha detto Cossu a Nainggolan? Se vai via sei come Schettino. E poi lui non vuole andare via. Marotta si tenga Matri, altri non ne avrà. Siamo contati, non possiamo dare via nessuno». Comunque il 23enne nazionale belga sarà valutato intorno ai 15 milioni, praticamente la cifra offerta dal Cska Mosca. La formula è il classico prestito oneroso con diritto obbligatorio di riscatto. In concreto, nell’affare entreranno più contropartite tecniche: la seconda metà di Ekdal, poi occhio anche a Sorensen e al baby Gabriel Appelt, centrocampista centrale parecchio quotato a livello giovanile. Si potrebbe, infine, discutere di Ciro Immobile, da ieri a metà fra Juventus e Genoa (Preziosi verserà 4 milioni). «Nainggolan è un buon giocatore, lo abbiamo seguito attentamente», ha detto ai microfoni della Rai Beppe Marotta, ieri a Genova e oggi di nuovo a Milano per cercare di chiudere il terzo importante colpo di mercato di gennaio, dopo

Il Genoa prende la metà di Immobile per 4 milioni. Ed è fatta per il giovane Bouy E Marotta esalta Conte: «E’ il principale artefice dei nostri risultati»

ANTONIO CONTE ALLENATORE JUVENTUS

Marco Borriello e Martin Caceres. Alternative Se dovesse saltare Nainggolan, la Juventus tornerebbe su Parolo, Candreva, Pizarro o Palombo. Nel caso invece partisse Marrone, appunto per agevolare l’acquisto del belga, non è da escludere che venga bloccata la cessione di Michele Pazienza. In ogni modo, Antonio Conte ha scoperto di avere già in casa un’ottima soluzione come interno di centrocampo: si tratta di Emanuele Giaccherini, vero e proprio jolly da metà campo in avanti. Baby Ajax Mercato Juventus an-

che in prospettiva. Marotta e i suoi collaboratori setacciano il mercato europeo dei giovani. E ieri hanno di fatto concluso l’acquisto di Ouasim Bouy, 18enne centrocampista in scadenza di contratto con l’Ajax. La conferma l’ha data Mino Raiola, agente del talento olandese, seguito a lungo anche dal Milan. Bouy arriverà subito e sarà aggregato alla Primavera. Orgoglio Marotta Insomma, il

progetto Juve avanza e convince su tutti i fronti. C’è un popolo che è tornato a sognare e «noi non dobbiamo nasconderci», dice Beppe Marotta, uno degli artefici più importanti della rinascita bianconera. «I numeri sono dalla nostra parte — continua l’ad —. La squadra è imbattuta e abbiamo la miglior difesa del campionato. Gli avversari ci sono, ma è nel dna della Juventus puntare al massimo. La voglia è lottare fino all’ultimo per regalare un prestigioso traguardo ai nostri tifosi. Il rinnovamento è stato totale. Oggi su 24 giocatori solo 5 sono tesserati da più di due stagioni. E sul campo grande merito va all’artefice principale dei nostri risultati, Antonio Conte». © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ANTICIPO / 1

Scatto Catania con Bergessio Poi pari di Modesto CATANIA-PARMA

1-1

(primo tempo 1-1) MARCATORI Bergessio (C) al 33’, Modesto (P) al 43’ p.t. CATANIA (4-4-2) Campagnolo 5; Potenza 5, Bellusci 6, Spolli 6, Alvarez 6; Izco 5,5, Lodi 5,5, Biagianti 6 (dal 20’ s.t. Delvecchio 5,5); Barrientos 5,5, Bergessio 6 (dal 36’ s.t. Suazo s.v.), Gomez 5,5 (dal 29’ s.t. Catellani 6). All. Montella 5,5. PARMA (3-4-3) Pavarini 6,5; Paletta 6, Lucarelli 5,5, Brandao 5 (dal 1’ s.t. Jonathan 6); Valiani 6,5, Morrone 6,5, Galloppa 5,5, Modesto 6,5; Biabiany 5,5 (dal 22’ s.t. Okaka 5), Floccari 5,5, Giovinco 5,5. All. Donadoni 6. ARBITRO Doveri 6. AMMONITI Morrone (P) gioco scorretto, Potenza (C) proteste.

L’ANTICIPO / 2

E’ la grande serata di Matri-gol Stesa l’Udinese JUVENTUS-UDINESE

2-1

(primo tempo 1-0) MARCATORI Matri (J) al 42‘ p.t.; Floro Flores (U) all’11’, Matri (J) al ’17’ s.t. JUVENTUS (3-5-2) Buffon 7; Barzagli 7, Bonucci 6, Chiellini 6,5; Lichtsteiner 5,5 (De Ceglie dal 36’ s.t. s.v.), Vidal 4,5, Pirlo 7, Giaccherini 6,5, Estigarribia 6 (Pepe dal ’19’ s.t. 6); Matri 7,5, Quagliarella 6,5 (Marchisio dal ’16’ s.t. 6,5). All. Conte 7. UDINESE (3-5-1-1) Handanovic 7; Ferronetti 5, Danilo 6, Domizzi 5 (Batocchio dal ’28’ s.t. 6); Basta 6,5, Isla 6,5 (Pereyra dal ’40’ s.t. s.v.), Fernandes 6, Armero 7, Pasquale 6,5; Abdi 6 (Floro Flores dal ’1’ s.t. 6,5); Di Natale 6. All. Guidolin 6,5. ARBITRO Valeri 6,5. AMMONITI Fernandes, Ferronetti, Isla, Di Natale e Armero per l’Udinese; Vidal e Giaccherini per la Juve.


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LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

SERIE A 20a GIORNATA Capi d’accusa

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Il problema Sneijder

Decide Giacomazzi con questo tiro L’uruguayano Giacomazzi infila Julio Cesar: è il tiro che chiude la partita allo scadere del primo tempo

La squadra dopo aver trovato con il 4-4-2 equilibrio tattico e risultati importanti fatica ad adattarsi al 4-3-1-2, modulo ideale per esaltare le qualità di un trequartista del valore di Sneijder. Lo stesso Ranieri ha ammesso che il problema esiste. DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CALAMAI LECCE

i 2 La difesa ha tradito Stavolta a steccare sono due giocatori di grande esperienza e di valore internazionale quali Lucio e Samuel. E anche Maicon, travolgente nelle ultime gare, non riesce a garantire la necessaria spinta sulla corsia di destra.

i3

Un vuoto a centrocampo Thiago Motta sogna il Psg; Zanetti e Cambiasso hanno classe ma hanno i loro anni e il giovane Poli probabilmente non ha ancora convinto Ranieri. L’Inter dovrebbe sfruttare gli ultimi giorni di mercato per acquistare un centrocampista importante.

Voleva rimettere Sneijder al centro del progetto-Inter. Una scelta quasi obbligata pensando alla rincorsa scudetto e a una Champions da corteggiare. L’idea di Ranieri non ha avuto successo. La squadra nerazzurra perde a Lecce scivolando al quinto posto in classifica, a nove lunghezze dalla capolista Juve e il buon Wesley si ritrova sotto la doccia già nell’intervallo. Una bocciatura che non è figlia della prova del campione olandese. Tutto sommato uno dei meno peggio. No, la questione è ancora più seria. Urge un rinforzo E’ l’Inter, intesa

come squadra, che in questo momento fatica ad accettare tatticamente un giocatore come Sneijder. Come uscirne? Come trovare un punto di fusione tra il 4-4-2 che ha permesso a Milito e compagni di infilare una striscia positiva che l’ha riavvicinata alle zone nobili della classifica e la presenza in campo di un giocatore come l’olandese che si esalta in un 4-3-1-2 con lui rifinitore alle spalle delle due punte? Il dibattito è aperto. E la società farebbe bene a valutare la possibili-

Pasticciotto Ranieri k.o. a Lecce dopo 7 vittorie Sneijder è un caso

Botta e risposta Pazzo-Wes a Lecce LEZZI

Benassi paratutto, negato un rigore a Samuel Wes: scintille con Pazzini e sostituzione tà di acquistare un centrocampista importante. Il reparto è in evidente affanno per il mal di pancia (unito ai problemi muscolari) di Thiago Motta e per il logoramento fin troppo evidente di vecchie bandiere quali Zanetti e Cambiasso. Là nel mezzo qualcosa serve. E subito. La

sconfitta per 1 a 0 dell’Inter non è solo figlia dell’equivoco Sneijder. Guai, ad esempio, a dimenticare i miracoli di Massimiliano Benassi, classe ’81, portiere del Lecce che compie almeno tre interventi decisivi, con tanto di maschera protettiva. L’Uomo Ragno parte con un

errore di quelli da vecchia Gialappa’s. Dribbling azzardato su Milito, palla persa e sospirone di sollievo quando il nerazzurro non trova la porta. Non sbaglierà più niente. Nell’Inter tutti cercano Sneijder. E’ inevitabile. E questo è già un piccolo problema perché la manovra di-

le Pagelle

di L. CAL:

LECCE MIGLIONICO DA COMANDANTE 7 h 7,5

7

Prima vittoria in casa con l’arma del contropiede.

Allenatore Cosmi

Il migliore Benassi

Ha preso una squadra che aveva la serie B scritta in faccia. Il buon Serse l’ha rivoluzionata negli schemi e nel cuore. E ora la salvezza è «solo» a tre punti.

L’avvio è da brivido: Milito gli ruba la palla e sfiora il gol. Poi, para di tutto, di più. Miracoloso l’intervento sull’ultimo colpo di testa di Pazzini. Un numero da Uomo ragno.

INTER MILITO NON NE AZZECCA UNA 5 h 6,5

5

Un’ingenuità difensiva e troppi gol mangiati: brutto k.o.

Allenatore Ranieri

Julio Cesar

Prova a cambiare formula. Scelta coraggiosa, forse anche corretta ma che il campo condanna. Il tecnico nerazzurro ha bisogno di Sneijder ma non sa dove metterlo.

Bravo all’inizio su Muriel, bravissimo nel finale su Di Michele. Il vecchio Julio è ancora una sicurezza in un reparto che stavolta fa acqua da tutte le parti.

6,5

7

6

6,5

7

6

5,5

5

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6

6

5,5

Oddo

Miglionico

Tomovic

Cuadrado

Giacomazzi

Blasi

Maicon

Lucio

Samuel

Nagatomo

Zanetti

Cambiasso

Non è più esplosivo come un tempo. L’età non perdona. Ma il piede è ancora quello giusto: basta vedere come confeziona l’assist per il gol partita di Giacomazzi.

E’ appena arrivato ma ha già indossato i gradi di comandante. Chiama la palla, incita i compagni, si batte come un leone dentro la sua area di rigore. Un buon acquisto.

Ha un repertorio semplice. Da difensore tutto muscoli e grinta. Un gregario che però sa farsi rispettare nei mischioni che si accendono davanti al portiere Benassi.

Trasmette qualità in ogni gesto. Un paio di accelerazioni sulla corsia di destra spaccano a metà l’Inter. Certo, commette qualche ingenuità ma averne di talenti così.

Segna un gol da bomber vero: controllo e girata. Un numero alla Boninsegna. Poi, va a fare la guerra con chiunque passi dalla sua zona. Un guerriero irriducibile.

Un altro dei nuovi. Mette la sua esperienza al servizio della squadra. Grande pressing, tanti palloni recuperati. Anche nei momenti più caldi non perde mai la testa.

Sembra avere meno benzina del solito nel motore. E senza la sua spinta l’Inter sulla destra arranca. Il cross al bacio per Pazzini non basta per arrivare alla sufficienza.

Spesso si lancia all’assalto a testa bassa. Facendo più che altro confusione. Dove era quando Giacomazzi si è girato realizzando il gol partita? Insicuro.

Da sette in versione cen travanti (un palo e un paio di buone occasioni), da quattro in versione difensore. Ranieri è stato tradito dai suoi uomini d’esperienza.

Attacca e recupera senza un attimo di sosta. Sul piano dell’impegno merita un applauso. Ma non c’è grande qualità soprattutto quando deve inventare l’ultimo passaggio.

Il capitano non si discute. Anche in domeniche grigie come questa. Con una squadra tutta sbilanciata in avanti lui garantisce un minimo di equilibrio in mezzo al campo.

Scarsa autonomia. E scarse iniziative. Poteva salvare partita e pagelle se fosse stato in posizione regalare sul gol di testa. Invece è in fuorigioco. E la pagella resta in rosso.

6

6,5

6

6

6

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5

5,5

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Olivera

Brivio

Di Michele

Muriel

Obodo

Seferovic

Obi

Sneijder

Pazzini

Milito

Alvarez

Zarate

Probabilmente è la sua ultima partita con la maglia del Lecce. Delio Rossi e la Fiorentina lo aspettano. Stavolta garantisce più quantità che qualità. Ma è quello che serviva.

Non si fa travolgere dal super titolato Maicon. Anzi, alla fine è lui che riesce spesso ad attaccarlo. Da ragazzino era un potenziale fenomeno poi, si è perso per strada. Bentornato.

Sfiora il gol nei minuti finali con una conclusione alzata in angolo da Julio Cesar. Nei momenti di maggior pressione dell’Inter aiuta la difesa a prendere fiato «gelando» il pallone.

Con una accelerazione spettina Samuel: non finalizza sparando addosso a Julio Cesar. Ammonito per simulazione è richiamato subito in panchina da Cosmi.

Entra per andare a puntellare il fortino del Lecce. Missione compiuta. Anzi, il giovanotto si permette pure di avventurarsi in azioni di contropiede.

Anche il giovane attaccante è appena sbarcato a Lecce. Si fa notare per un bel contropiede chiuso cercando l’assist per Di Michele. Il fisico c'è ma deve maturare.

Macina chilometri a testa bassa. Ma dovrebbe rischiare qualcosa in più nelle giocate individuali. Invece finisce col fare il soldatino che non tradisce ma neppure incanta.

Inizia con un paio di colpi d’autore. Si vede che ha voglia di riprendersi la «sua» Inter. Ma il gol non arriva e, nell’intervallo, arriva invece la sostituzione.

Resta di ghiaccio quando Benassi gli leva di porta un colpo di testa che sembrava gol sicuro. Il Paz resta incredulo per qualche secondo. E’ l’immagine di una partita nata male.

Stavolta non ne azzecca una. Capita anche ai signori del gol. Il colpo più importante è una girata che Giacomazzi spazza via dalla porta del Lecce. Una domenica da cancellare in fretta.

Parte largo a destra ma dopo pochi minuti va subito a cercare la porta centralmente aumentando la confusione nei meccanismi offensivi dell’Inter. Un passo indietro.

Vorrebbe spaccare il mondo. Ma sbaglia i primi due dribbling e si spaventa. Anzi, si nasconde. Non è proprio fortunato il matrimonio tra il talento argentino e l’Inter.

TERNA ARBITRALE: Banti 5,5 Formidabile il suo collaboratore che pesca i due gol nerazzurri in fuorigioco. Giuste le ammonizioni. Ma non vede il contatto Benassi-Samuel. Petrella 6; De Luca 7


LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

LECCE

INTER

1

0

(3-5-2) Benassi; Oddo, Miglionico, Tomovic; Cuadraro, Giacomazzi (dal 33’ s.t. Obodo), Blasi, Oliveira, Brivio; Di Michele, Muriel (dal 27’ s.t. Seferovic).

(4-3-1-2) Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Zanetti, Cambiasso, Obi (dal 28’ s.t. Zarate); Sneijder (dal 1’ s.t. Alvarez); Pazzini, Milito.

ALLENATORE Cosmi.

ALLENATORE Ranieri.

PANCHINA Petrachi, Diamoutene, Grossmuller, Piatti, Bertolacci. ESPULSI nessuno.

Inter

AMMONITI Cuadraro e Oliveira per gioco falloso, Muriel per simulazione.

clic

PANCHINA Castellazzi, Cordoba, Poli, Ranocchia, Chivu. ESPULSI nessuno. AMMONITI nessuno.

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Giacomazzi (L) al 40’ p.t.

QUEL TIPICO DOLCE DI PASTA FROLLA MADE IN... SALENTO

ARBITRO Banti di Livorno. NOTE spettatori paganti 10.173 per euro 3338.949,00 e 3.905 abbonati per una quota di 41.655,54. Angoli: 2-7. Fuorigioco: 5-3. Recuperi: p.t. 2’; s.t. 4’.

POSSESSO PALLA

CONTRASTI VINTI

LECCE 37%

INTER 63%

TIRI IN PORTA

III

venta troppo prevedibile. L’olandese ha una gran voglia di riprendersi la sua creatura e regala colpi di qualità. Non la solita Inter Però l’Inter

non è la solita Inter. I motivi? Maicon non sfonda mai sulla corsia di destra, Cambiasso e

INTER 60%

TIRI FUORI

IIIIIIIIII III

LECCE 3

A Lecce e nel Salento, la vera colazione si fa con il pasticciotto, tipico dolce di pasta frolla ripieno di crema pasticcera e cotto in forno. Nel 1745 il pasticciere Ascalone si ritrova un impasto e un po’ di crema insufficiente per preparare una torta. Decide di usarli. All’occhio il risultato è... un pasticcio. Ma piace a tutti!

LECCE 40%

INTER 10

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 30’ angolo di Sneijder, colpo di testa di Samuel e deviazione di Benassi. 32’ Diagonale di Pazzini deviato da Benassi.

c GOL! 40’ Oddo pesca in area di rigore Giacomazzi che controlla, si gira e batte Julio Cesar.

LECCE 3

IIIIIII INTER 7

SECONDO TEMPO 6’ Angolo di Alvarez, colpo di testa di Samuel che centra il palo e sulla ribattuta Cambiasso realizza ma l’arbitro annulla per fuorigioco. 26’ Gol di Milito annullato per fuorigioco del centravanti dell’Inter. 45’ Colpo di testa a botta sicura di Pazzini e miracolosa deviazione di Benassi.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

chiuso l’esperimento Sneijder e ripesca Alvarez. L’Inter torna al 4-4-2 che, di questi tempi, è una specie di coperta di Linus. Ma l’incantesimo si è rotto. Per carità, la squadra nerazzurra attacca. Ma senza l’abituale fluidità. Alvarez, che nei piani di Ranieri, dovrebbe stare largo a destra finisce per scivolare sempre al centro portando così poche idee e molta confusione. E dalla parte opposta né Obi prima, nè Zarate nel finale di gara riescono a inventare giocate decisive. In più c’è il solito Benassi che al 6’ corregge sul palo un colpo di testa di Samuel (sulla respinta Cambiasso deposita in rete ma in posizione di fuorigioco) e al 45’ scatta come una molla per levare dai pali un colpo di testa di Pazzini. Una prodezza. Una parata da urlo. Alla fine un pareggio avrebbe fotografato in maniera più corretta l’andamento della gara. L’Inter si è fermata a un passo dall’eguagliare la serie di otto vittorie consecutive di Mourinho. Un segno del destino? Quell’Inter dello Special One doveva restare irraggiungibile? Andando oltre i numeri probabilmente la corsa scudetto si chiude qui e ora la squadra di Ranieri dovrà ripartire subito per non perdere di vista la zona Champions che garantisce prestigio e soldi futuri. Lecce, doppio sorriso Dalla lettu-

Zanetti si limitano a proteggere le spalle a Wesley e dalla parte opposta non arrivano giocate interessante da Nagatomo. Insomma, ci sono pochi cross e pochi spazi per mandare in porta le due punte. Non a caso le azioni più pericolose del primo tempo arrivano su un’azione

da calcio d’angolo e su un guizzo individuale del Pazzo. A parte un contrasto tra Benassi e Samuel, da rigore, ma non visto dall’arbitro. Molto più concreto è il Lecce che sfrutta la domenica di confusione di Lucio e Samuel sul gol di Giacomazzi. Ranieri nell’intervallo dichiara

y

FEBBRAIO CALDO Steccata l’ultima partita di gennaio, da mercoledì l’Inter è attesa da un mese fitto di impegni. Malgrado l’eliminazione dalla Coppa Italia ad opera del Napoli, il 22 febbraio infatti torna la Champions League con la trasferta di Marsiglia

1 febbraio Inter-Palermo ore 20.45 Serie A

4 febbraio Roma-Inter ore 20.45 Serie A

12 febbraio Inter-Novara ore 15 Serie A

17 febbraio Inter-Bologna ore 20.45

ra della classifica arrivano, invece, buone notizie per il Lecce che, dato un mese fa per spacciato, è ora, grazie alla prima vittoria casalinga in campionato, è solo a tre punti dalla salvezza. La prima vittoria casalinga della stagione renderà più facile anche l’inserimento dei nuovi acquisti. Questo Lecce targato Cosmi ha la pelle dura e lotterà fino all’ultima curva per restare in serie A.

22 febbraio Marsiglia-Inter ore 20.45

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Serie A

Serie A

Champions L.

26 febbraio Napoli-Inter ore 20.45

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

SERIE A 20a GIORNATA

Wes, lite e bocciatura 4 «Con lui l’Inter 2 non si trovava Meglio il 4-4-2»

I NUMERI

le reti stagionali di Wesley Sneijder: a Pechino in Supercoppa e in casa dell’Atalanta

15

Un gesto di insofferenza di Wesley Sneijder, 27. Anche a Napoli l’olandese era apparso molto nervoso LEZZI

«Il cambio? Devo parlare con Ranieri» L’olandese, nervoso non soltanto in campo, si chiarisce con Pazzini ma ora aspetta il tecnico DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA ELEFANTE LECCE

E venne il temuto giorno in cui Wesley Sneijder diventò un caso. Prima tattico e poi di gestione, o forse viceversa. Sostituito e furibondo, rabbia condensata alla fine in poche parole, secche e dettate dall’olandese senza esitazioni, con lo sguardo indurito da una delusione che pare andare oltre: «Quel cambio è stata una decisione dell’allenatore: ne parleremo domani io e lui». Elettrico Lo strano caso di

Sneijder è questo: la risorsa che diventa bivio, la tentazione che prima oltrepassa le riflessioni di Ranieri e poi le manda in crisi, l’ingranaggio che ancora prescinde dal meccanismo, e suo malgrado finisce per incepparlo. O così sembra dopo 45’ segnati dal gol di Giacomazzi, perché poi in realtà alla fine i conti non tornano lo stesso, e si capisce che il problema non era stato (solo) l’olandese, ma magari, ancor prima, la sua elettricità: nel timore che potesse mandare in tilt l’Inter, invece di accenderla. Il chiarimento col Pazzo Già giovedì, a Napoli, Sneijder era parso nervoso come finisce per essere chi ha voglia di dimostrare tutto e subito. O magari chi fatica a ritrovarsi in un contesto che non

sente suo come un tempo. Ranieri lo aveva ammesso sabato, ma Wes no, non gli erano piaciuti granché quei discorsi pubblici sulla sua eccessiva tensione. Ieri però c’è ricascato: ultrasensibile agli errori - suoi e dei compagni come e più di altre volte, ha giocato sempre sul filo dell’insofferenza, ha alzato gli occhi al cielo più e più volte, ha serrato i pugni per poi sbatterli sull’erba, ha mulinato braccia e parole prima con Obi e poi due volte con Pazzi-

«

Ha deciso così e ne discuteremo io e lui. Adesso dobbiamo tornare a vincere WESLEY SNEIJDER SU CLAUDIO RANIERI

ni, colpevole di aver tirato invece di lasciargli il pallone. La seconda volta in maniera fin troppo plateale, e il Pazzo non gliel’ha mandata a dire, un attimo prima di rientrare negli spogliatoi, dove poi c’è stata una seconda puntata del battibecco, prima del chiarimento di Wes con il compagno a fine partita. Fino a giugno, poi si vedrà Con Ranieri meno, perché da lì Sneijder, dopo l’intervallo, non è tornato in campo, e la cosa non gli è piaciuta. Tanto che

non ha provato a mascherare più tardi la sua rabbia, che l’attesa per il controllo antidoping non ha contribuito a sciogliere: Wes, fatto il suo dovere, è schizzato via verso il pullman dopo aver dato appuntamento a Ranieri per oggi e all’Inter per mercoledì e sabato, «perché questa sconfitta mi dispiace molto, e ora dobbiamo pensare a ricominciare a vincere, contro il Palermo e poi a Roma». Ma la sua faccia parlava anzitutto di scenari che forse il tecnico non si aspettava di dover gestire. Eccolo, il paradosso: scoprire che Sneijder può diventare un problema invece che la soluzione; che la sua qualità rara in questa Inter, almeno al momento, può a volte finire per togliere, piuttosto che aggiungere. Eccola, la prossima montagna da scalare per Ranieri, uno che pure non ha paura di fare lo sherpa: convincere Sneijder che ci può essere un posto per lui in questa Inter, ma che in questa Inter si può dover trovare un posto entrando in punta di piedi. Non farlo sentire in prigione almeno fino a giugno, e poi si vedrà.

le presenze dell’olandese in questa stagione: 9 in campionato, 3 in Champions League, 2 in Coppa Italia e una in Supercoppa

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le sostituzioni di Sneijder, che per 5 volte in campionato (compreso ieri), due in Champions League e una in Coppa è stato richiamato prima del 90’

Ranieri: «Arretrava troppo a prendere la palla: ora lo devo inserire in squadra» DAL NOSTRO INVIATO

LECCE

Morale spiccia di Lecce-Inter: niente terzo posto; niente ottava vittoria consecutiva e dunque parallelo statistico con Mourinho; niente più impermeabilità difensiva (quarta partita di seguito con almeno un gol subìto, dopo averne preso appena uno, sempre dal Lecce, nelle sei precedenti); niente Inter che si rialza dopo essere caduta: con Ranieri è successo solo una volta, dopo l’1-2 con la Juve, per il resto tre doppie sconfitte, ovvero Napoli-Catania, Udinese-Cska Mosca, Napoli-Lecce. E soprattutto, per adesso, niente «rombo». Pentito Ranieri ieri ci ha (ri)provato, e poi se n’è pentito: «Sì, forse sarei potuto partire ancora con il 4-4-2 - ha ammesso anche se quando si perde diventa sempre giusta la cosa che non si è fatta». L’ago della bilancia, nei dubbi del tecnico, pendeva fra praticità e bellezza, fra la quiete della continuità e la tempesta del rischio, fra il percorrerla vecchia strada e l’avventurarsi su quella del 4-3-1-2 visto solo nel secondo tempo contro la Lazio. Fra l’accontentarsi di una squadra monocorde ma blindata, e il disegnare una nuova Inter meno prevedibile, più votata alla quali-

tà. Dunque, senza rinunciare alle due punte e con Sneijder di nuovo titolare in campionato tre mesi dopo esatti, perché l’ultima volta fu il 29 ottobre, Inter-Juve.

d

HANNO DETTO

Il rombo subito no «Ho voluto

provarci - ha spiegato Ranieri - e dopo i 90’ di Napoli sapevo di non poter fare giocare a Wes tutta la gara. Ho preferito metterlo subito, sperando di poterlo togliere con la squadra già in vantaggio: però lui veniva a prendere la palla troppo vicino ai difensori e finiva per lanciare da 40 metri, ho visto che la squadra non si ritrovava e dunque ho preferito cambiare di nuovo». Obiezione: nel secondo tempo l’Inter non ha fatto comunque meglio che nel primo: «Però perlomeno si è ritrovata. Con il rombo ancora non abbiamo le distanze giuste per pressare bene e ripartire. E se avessimo insistito, visto che il Lecce si è tirato ancora più indietro, ci saremmo imbucati ulteriormente». Considerazione finale: «Questa squadra è più brava a vestirsi con il 4-3-1-2 a partita in corso: usato dall’inizio, invece, finisce per farla disunire. Va assimilato piano piano». Bello e difficile E Sneijder, nel

frattempo? «In un 4-4-2 può giocare solo davanti, non esterno: un trequartista deve sentirsi libero di svariare, so di non poterlo confinare sulla fascia. Ma so anche che adesso per me viene il bello e il difficile, inserire Sneijder e Forlan per il salto di qualità: spero di non metterci troppo. Il terzo posto è lì, a tre punti: è l’obiettivo da non mancare e quando arriveranno i momenti decisivi i nostri campioni dovranno esserci».

S Julio Cesar «Complimenti a Benassi. Parleremo con Ranieri e cercheremo di fare tesoro di questi errori. Di positivo c’è che abbiamo creato tanto»

S Esteban Cambiasso «Quando il migliore degli avversari è il portiere, vuol dire che delle cose buone le abbiamo fatte. Dobbiamo continuare a lavorare»

a.e. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Ranieri, 60 anni REUTERS

© RIPRODUZIONE RISERVATA

MERCATO L’ITALO BRASILIANO BLINDATO DA RANIERI

Motta resta, ma Moratti pensa a uno tra Guarin e Candreva Castaignos verso Cesena. Coutinho oggi all’Espanyol

de notizia per noi. Giocatori tatticamente importanti come lui ce ne sono pochi in circolazione e nessuno nella nostra rosa. Ce lo teniamo stretto». Nel mercato può sempre succedere di tutto, ma se Claudio Ranieri si espone sino a questo punto, significa che ora nemmeno un rialzo del Psg - peraltro non nell’aria - da otto a dieci milioni potrebbe far cedere Massimo Moratti.

LUCA TAIDELLI MILANO

«Thiago Motta non si muove da Milano e dall’Inter. Almeno fino a giugno. Ho chiesto ai miei dirigenti che rimanesse e ricevuto le giuste rassicurazioni. E questa è una gran-

Tentazione rilancio Anzi, il brut-

Antonio Candreva, 24 anni LAPRESSE

to stop di Lecce potrebbe indur-

re il presidente a uno sforzo per prendere comunque un centrocampista di spessore che possa abbinare quantità e qualità. Il nome ideale resta quello di Fredy Guarin, da tempo in rottura con il Porto. Per il 25enne nazionale colombiano i lusitani avevano rifiutato un’offerta della Juve di due milioni per il prestito e un riscatto obbligatorio fissato a nove, chiedendo un milione in più per il prestito. E ieri dal Portogallo filtravano voci secondo cui il Porto ora prende in considerazione soltanto la

cessione a titolo definitivo. Duttilità Candreva Più facile pensare a una soluzione «low cost» tornando a trattare con il Genoa per il prestito di Kucka o facendo un tentativo con Candreva del Cesena. Il romano tra l’altro offrirebbe il vantaggio di poter giocare sia a centrocampo sia da esterno offensivo. Se infatti oltre a Coutinho, venisse ceduto anche uno tra Castaignos (più probabile) e Zarate, servirebbe anche un rinforzo là davanti. Il 19enne trequartista

brasiliano oggi passerà in prestito all’Espanyol. Il club che, a differenza di Bologna e Udinese, ha garantito un certo numero di presenze a Cou. Non mancano le offerte nemmeno per il 20enne attaccante olandese, che ha rifiutato il Granada. Al momento in pole position per averlo in prestito c’è il Cesena. E anche questo potrebbe facilitare il discorso per Candreva. Più difficile trovare una sistemazione a Zarate, anche a causa dell’ingaggio molto alto. © RIPRODUZIONE RISERVATA


GIUSEPPE CALVI LECCE

Dalle lacrime è nata la sua svolta. Sulle «accuse» di essere coinvolto nello scandalo scommesse, si è levato in volo un portiere che sogna di diventare l’angelo della salvezza. In un mese, Massimiliano Benassi si è scoperto più forte, all’improvviso si è sentito un gigante di acciaio, lui che è il portiere «nano» della serie A. «Sono alto, anzi basso, 178 centimetri: e me li tengo tutti - dice Max -. Essendo così piccolino, sono avvantaggiato per la qualità nella reattività. Certo, per la mia statura, non posso consentirmi errori nelle uscite su palloni alti. Da fine gennaio mi è successo proprio tutto. Un intervento chirurgico, poi l’assurda infamia che mi hanno appiccicato, tirandomi in ballo sulla presunta combine di Lecce-Lazio, la frattura al setto nasale e ora una lesione del tendine del dito medio della mano destra. Va bene tutto, se sono questi i risultati: gioco con la maschera e con tanta rabbia dentro. Perché chi mi ha accusato ingiustamente pagherà tutto, a caro prezzo!». Già, la reattività, quell’essere gattone tra i pali e compiere balzi impossibili. Se n’è accorta l’Inter, da Samuel a Pazzini, da Milito a Cambiasso. «L’ultima è stata la parata più difficile, sulla conclusione di Pazzini, nel recupero, mi sono superato - sottolinea Benassi, che in estate sembrava destinato a fare la riserva di Julio Sergio -. Che emozione, quando, a fine gara, mi sono abbracciato con il preparatore Lorieri e Cosmi mi ha detto: "Dio bono, sei un fenomeno!". E’ la partita da incorniciare della mia carriera. Arrivato in A a 30 anni, solo adesso posso godermi gioie impensabili sino a qualche anno fa, quando consumavo i campi di serie C1. Da ragazzino mi scartavano ai provini, con la solita etichetta: è bravo, peccato però che sia piccolino. Più mi bocciavano e più mi caricavo, come accadde quando la Lazio non mi prese nel settore giovanile. Ho un carattere stra-

LA RIVINCITA DI COSMI

«E questa è l’impresa numero tre» LECCE Segni particolari. Quando il Lecce sul proprio campo resiste all’Inter, poi rie sce a salvarsi: era successo con le vittorie di Cavasin e Delio Rossi e con i pareggi di Mazzo ne, Zeman e De Canio. Serse Cosmi ha saputo cogliere l’atti mo fuggente. E’ andato davanti alla curva nord, per esultare, sotto la pioggia, dopo il botto del primo successo stagionale al «Via del Mare». «So quanto stanno soffrendo i nostri tifosi, li ho abbracciati idealmente. Battendo l’Inter, ab biamo realizzato la terza impre sa da quando sono arrivato: la prima, irripetibile e beffarda, quando abbiamo fallito la vitto ria a Parma e la seconda, dome nica, quando abbiamo rimonta to e pareggiato con il Chievo. Ri spetto a dicembre, nel gruppo è cresciuta l’autostima. Nella ri presa l’Inter, senza Sneijder, è diventata più leggibile; col 4 4 2 abbiamo potuto contra starla meglio. Continuando co sì, tutti faranno i conti col Lec ce». g.cal. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La strepitosa parata di Massimiliano Benassi, 30 anni (in primo piano sotto) sul colpo di testa di Pazzini nel finale di Lecce-Inter ARCIERI/AFP

I complimenti di Cambiasso LAPRESSE

Il portiere mascherato dalle lacrime ai voli

minciato il mio indimenticabile pomeriggio». Ha brindato al successo con il fratello Daniele e con l’amico Oreste, venuti da Trivigliano, 1.700 anime, in provincia di Frosinone. «Avranno gioito nel mio paesino. Giocando nella piazza, che chiamavamo "porta", mi mettevano a parare, perché ero il più piccino. E ora, con 7 punti conquistati in 3 partite, il mio Lecce ha fermato la corsa dei campioni dell’Inter. Che spettacolo! Ci salveremo».

Il romanzo di Benassi: le scommesse, la frattura al naso e ora uomo-salvezza: «Che rabbia ho dentro»

ordinario, altrimenti non sarei arrivato in A». Il confronto In zona mista, du-

rante le interviste in tv, è al fianco di Julio Cesar. E SuperMax sorride. «E’ lui il portiere vero, io sono quello finto...». La sua domenica da sogno era cominciata con un errore grave, poi un intervento decisivo dietro l’altro. «Sul retropassaggio di Tomovic, ho sbagliato lo stop: per fortuna, Milito non ne ha approfittato. Da lì, è co-

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

SERIE A 20a GIORNATA

Il personaggio MIROSLAV KLOSE

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CIERI VERONA

Il doppio colpo del killer con il silenziatore Cecchino implacabile e uomo squadra di poche parole, Reja stravede per il tedesco: «È un campione assoluto, un fuoriclasse vero» CHIEVO LAZIO

No, non poteva mancare il suo acuto anche a Verona, meta particolarmente amata dai tedeschi, a due passi da quel lago di Garda che d’estate diventa una specie di enclave germanica in Italia. No, Miro Klose non poteva proprio steccare l’appuntamento del Bentegodi. Si è fatto attendere, come spesso fanno le star. Ma alla fine ha colpito, eccome se ha colpito. Per due volte, con disarmante facilità, con disarmante puntualità. Due reti che hanno evitato alla Lazio e ai suoi tifosi minuti finali ad altissima tensione. Perché quell’1-0 che resisteva da metà del primo tempo cominciava a scricchiolare per il forcing del Chievo. Ci ha pensato lui, Miro «Mito» Klose, a mandare tutti sotto la doccia con qualche minuto d’anticipo.

È la sua seconda doppietta italiana, dopo quella di Lecce. Una doppietta che porta il totale, in campionato, a quota 12, cifre che alla Lazio non si vedevano dai tempi di Signori, Vieri e Crespo. Cioè dai tempi in cui la squadra biancoceleste era piena zeppa di fuoriclasse.

S Miroslav Klose, 33 anni, con la doppietta di ieri arriva a quota 12 gol in campionato ANSA

Fuoriclasse Klose non ci sareb-

be stato male in quella squadra. «Per lui ormai c’è davvero poco da dire. È un campione assoluto, un fuoriclasse vero», si è lasciato andare Edy Reja. Eccessivo? No, perché Klose si è davvero rivelato molto più forte e determinante di quanto si pensasse prima del suo arrivo in Italia. Non solo cecchino implacabile, ma anche uomo squadra. Un leader silenzioso, non perché il suo italiano sia ancora un po’ stentato, ma perché i gio-

catori carismatici non hanno bisogno di troppe parole. A loro basta uno sguardo, un gesto semplice. Come quelli che il tedesco concede dopo i suoi gol. Un piccolo movimento delle sopracciglia, il segno «Ok» con le mani, un abbozzo di sorriso. Del resto, che volete che faccia uno che in carriera ha segnato più di 250 gol, 63 dei quali con la maglia della Germania? I compagni lo amano proprio per questa semplicità, che è anche la sua grande forza. Ma a volte lo vedono come un marziano, come quando (dopo ogni partita) si immerge in una vasca piena di ghiaccio. Roba da matti. Come fare 12 gol in 19 partite al primo anno in Italia. Roba da Klose. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LEGGI il commento di Minoliti

a pagina 29

&

le Pagelle

0 3

di P.F.A.

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-1

CESAR REGALA LO 0-2 BRAVO LULIC, MA SI PERDE DAVANTI ALLA PORTA

MARCATORI Hernanes al 21’ p.t.; Klose al 43’ e 44’ s.t. CHIEVO (4-3-1-2) Sorrentino; Sardo, Andreolli, Cesar, Jokic; Luciano (dal 19’ s.t. Cruzado), Bradley (dal 29’ s.t. P. Hetemaj), Sammarco; Thereau; Paloschi (dal 33’ s.t. Moscardelli), Pellissier. PANCHINA Puggioni, Dramè, Mandelli, Vacek. ALLENATORE Di Carlo.

CHIEVO 5

LAZIO (4-3-1-2) Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; A. Gonzalez, C. Ledesma, Lulic; Hernanes (dal 19’ s.t. Matuzalem); Rocchi (dal 36’ s.t. Cisse), Klose (dal 45’ s.t. Del Nero). PANCHINA Bizzarri, Stankevicius, Diakite, Scaloni. ALLENATORE Reja.

h

Niente di straordinario, però è quello che sbaglia meno. Evita il gol a Lulic, esce bene su Rocchi, ferma Hernanes a fine primo tempo.

ARBITRO Orsato di Schio. ESPULSI nessuno.

SARDO 5,5 Un lancio di esterno è la foto migliore. L’unica.

AMMONITI Hernanes (L), Ledesma (L), Dias (L), Gonzalez (L) per gioco scorretto. NOTE spettatori non comunicati. Tiri in porta 4-8 (1 traversa). Tiri fuori 6-7. In fuorigioco 3-3. Angoli 6-3. Recuperi: p.t. 2’; s.t. 4’.

ANDREOLLI 6 Si salva spesso, si arrende nel finale. CESAR 5 Impreciso nei rilanci, regala il gol dello 0 2.

Klose supera il portiere Sorrentino e realizza il gol del raddoppio: un minuto dopo il tedesco segnerà anche il 3-0 LAPRESSE

Verona è casa Lazio Hernanes e Klose stendono il Chievo Per la quinta stagione di fila i biancocelesti sbancano il Bentegodi e si riavvicinano alla zona Champions DAL NOSTRO INVIATO

PIERFRANCESCO ARCHETTI VERONA

Benvenuta al Nord, madame Lazio, ricevuta con graziose maniere in quella che vorrebbero chiamare Padania ma che resta incantata dal fascino di Roma capitale. Due sconfitte in due passaggi a Milano (è sempre Nord, ma multietnico) tra domenica e giovedì potevano indurre lo stato di crisi, di solito può bastare anche meno. Ma il Chievo si è sempre preso cura delle difficoltà laziali e anche stavolta le ha dissolte: questa è la quinta vittoria consecutiva biancoceleste al Bentegodi e negli undici passaggi complessivi si legge una sola sconfitta. Il giro a Verona è tonificante come una piscina d’acqua calda termale. Se poi anche le rivali si adeguano alla giornata dell’Aquila, Reja sorpassa l’Inter e avvicina l’Udinese, insomma zona Champions a portata di mano, come del resto un anno fa.

IL MIGLIORE

6 SORRENTINO

Sì viaggiare La sesta baldoria

di campionato in trasferta appiana anche alcune difficoltà, come quelle di Hernanes che vede la scia di Honda in arrivo e apre le esultanze, oppure fornisce la conferma dell’acquisto dell’anno, cioè Miroslav Klose. La differenza tra il tedesco e i compagni è questa: gli altri sbagliano e tengono il Chievo in corsa fino quasi al termine; lui invece naviga nelle debolezze altrui e in novanta secondi pennella la doppietta che lo porta a quota 12 in campionato. È vero: il 3-0 è esagerato e i gialloblù hanno la possibilità del pari poco prima della sentenza teutonica. L’elegante Thereau butta il premio di migliore dei suoi rifiutandosi di sgonfiare Marchetti, mentre nel primo tempo Pellissier aveva centrato il portiere. Però la banda di Reja chiude in testa in quanto a palle-gol (9-4): il suo problema è che somiglia troppo a Lulic.

DOPO IL K.O. IN COPPA ITALIA

Gialloblù contestati: c’è lo sciopero del tifo VERONA A fine gara il presidente Campedelli ha

avuto un faccia a faccia negli spogliatoi con tecnico e squadra per mettere subito a fuoco i motivi di una prova decisamente sottotono. Clamorosa, visto l’ambiente Chievo, anche la contestazione dei tifosi della curva, che hanno indetto una sorta di sciopero del tifo dopo l’eliminazione in Coppa Italia. L’allenatore Mimmo Di Carlo ammette gli errori ma non drammatizza: «Siamo stati in partita sino all’87’ contro una Lazio che è superiore a noi. Quando giochi contro un avversario più forte non devi sbagliare nulla e invece di errori ne abbiamo commessi. E siamo stati puniti». Di Carlo lancia anche un appello ai tifosi: «Abbiamo 24 punti, la squadra finora si è battuta bene. Certo, bisogna migliorare e possiamo farlo solo se tutto l’ambiente è unito. I tifosi devono sostenerci sino alla fine». Thereau si rammarica per aver fallito il pareggio: «Purtroppo non ho inquadrato la porta. Non abbiamo sbagliato partita, ma rispetto al solito ci è mancato qualcosa». Giancarlo Tavan © RIPRODUZIONE RISERVATA

I motivi Il bosniaco e Dias sono

gli unici «di campo» a non aver perso un minuto dei tre impegni settimanali. Lulic è fra i più bravi, taglia in area e copre, fa stendere Sorrentino o costruisce il vantaggio. Ma quando deve chiudere, parte in slalom, dribbla anche il portiere e centra la traversa. «Quando vede la porta gli si annebbia la vista», lo giustifica Reja. A tutta la squadra, reduce dalla settimana di sovraccarico, si annebbia la vista quando scruta la vittoria. Per fortuna c’è Klose. Oppure il Chievo. Di Carlo, pure lui eliminato dai quarti di Coppa Italia, torna alla difesa a quattro e non può attaccarsi alla stanchezza: 11 titolari diversi rispetto al k.o. con il Siena, mentre Reja ne manda dentro subito sette che erano partiti anche giovedì contro il Milan. I veronesi sono disarticolati a centrocampo, soprattutto verso l’esterno: Luciano e Sammarco non arginano Lulic e Gonzalez, Sardo e Jokic salgono poco o male. Con la fase difensiva approssimativa, gli inserimenti laziali sono agevoli. La lunghezza degli schieramenti non è come insegnano a Coverciano e si vedono delle corse da un’area all’altra che non possono essere chiamate contropiede, ma assalti all’accampamento, anche se si è soltanto al minuto 15. Forse un colpo di fortuna, o di vento, avrebbe evitato al Chievo la lezione di tedesco, ma nemmeno i cambi più offensivi (Cruzado per Luciano e Moscardelli per Paloschi) stuzzicano la sorte. Di Carlo non peggiora molto la classifica, ma la considerazione verso la squadra sta scendendo pericolosamente prima di scontri delicati con Novara e Parma. © RIPRODUZIONE RISERVATA

JOKIC 5 Una caterva di errori. LUCIANO 5,5 Prova a spingere, però ha sul destro due conclusioni in cui non dimostra di essere brasiliano. CRUZADO 5,5 Non riesce a portare più qualità. BRADLEY 5,5 Cerca di dare ordine, non è facile. (P. Hetemaj s.v.) SAMMARCO 5 Strappa il primo pallone a Gonzalez al 40’: meglio nella ripresa, ma è troppo poco. THEREAU 5,5 Elegante e utile: ma butta in cielo il pari. PALOSCHI 5,5 Sgomita e s’insinua, non arriva mai alla conclusione. (Moscardelli s.v.) PELLISSIER 5,5 Sbaglia e riparte, prende falli e tenta con i cross: impegno sì, però servirebbe la precisione. Invece tira sul portiere. All. DI CARLO 5 Undici titolari diversi rispetto alla coppa: la stanchezza non può essere una scusa.

LAZIO 7 MARCHETTI 6 Il momento migliore quando toglie dal primo palo una botta di Pellissier. KONKO 5,5 Poco attento quando Pellissier e Thereau gli scivolano alle spalle e hanno l’occasione gol: sale poco, zero cross. BIAVA 6 Pulisce l’area senza troppi tentennamenti. DIAS 6,5 Solido e anche coraggioso in avanti. RADU 6 Deve solo difendere: qualche errore di tocco. A. GONZALEZ 6,5 Intelligente, fa nascere l’1 0. C. LEDESMA 6,5 Il più basso nel rombo di centrocampo, sbriga più lavoro difensivo. Ottimo un suggerimento per Rocchi. LULIC 6,5 Il migliore della Lazio fino al limite dell’area: quando deve però tirare, non segna nemmeno a porta vuota (traversa). HERNANES 6,5 Profeta da ritrovare: la rete può servire, anche se è fortuita. Costruisce di più nel p.t. MATUZALEM 6 Da metà ripresa, dà più copertura. ROCCHI 5,5 Corre tanto ma non è cattivo in zona gol. E l’1 0 nasce da un suo tiro sbagliato. (Cisse s.v.)

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IL MIGLIORE

7 KLOSE

I compagni sbagliano, lui non ha pietà quando il Chievo decide di anticipare la fine (Del Nero s.v.) All. REJA 7 Squadra tonica, scelte giuste.

TERNA ARBITRALE: ORSATO 6 Due gol annullati in maniera corretta (spinta di Biava e fallo su Marchetti), qualche fischio poco inglese ma pochi danni. Di Liberatore 6-Liberti 6


LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A 20a GIORNATA GENOA NAPOLI

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3 2

4

le Pagelle di FA.BI.

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 2-0

FREY DECISIVO SCULLI E KUCKA JOLLY VITTORIA GARGANO C’E’ VARGAS NO

MARCATORI Palacio (G) al 31’, Gilardino (G) al 36’ p.t.; Palacio (G) al 25’, Cavani (N) al 35’, Lavezzi (N) al 37’ s.t. GENOA (4-4-2) S. Frey; Mesto, Granqvist, Kaladze, Moretti; Jankovic (dal 28’ s.t. Seymour), Kucka, Biondini (dal 36’ s.t. Sampirisi), Sculli (dal 34’ s.t. Birsa); Gilardino, Palacio. PANCHINA Lupatelli, Jorquera, Pratto, Ze Eduardo. ALLENATORE Marino.

GENOA 6,5

NAPOLI (3-4-2-1) De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro (dal 46’ p.t. Maggio), Britos; Zuniga (dal 12’ s.t. Cavani), Dzemaili, Gargano, Dossena; Hamsik, Lavezzi; Pandev (dal 28’ s.t. E. Vargas).

S. FREY 6,5 Salva la vittoria stoppando Dzemaili. Bravo su Hamsik.

2

3

PANCHINA Rosati, Grava, Fernandes, Inler. ALLENATORE Mazzarri ARBITRO Rocchi di Firenze ESPULSI nessuno AMMONITI Kucka, Mesto, Jankovic, Palacio (G), Cannavaro, Lavezzi (N) per gioco scorretto, Dzemaili (N) per proteste. NOTE spettatori paganti 4.953, incasso di 123.127 euro; abbonati 17.465, quota di 235.666 euro. Angoli 5-8. Tiri in porta 7-7. Tiri fuori 1-1. In fuorigioco 2-1. Recuperi: 1’ p.t.; 5’ s.t.

Palacio! E il Genoa vola Il Napoli si sveglia tardi Show dell’attaccante (doppietta), Gilardino fa assist e gol Cavani e Lavezzi non bastano: altro k.o. contro una «piccola» DAL NOSTRO INVIATO

FABIO BIANCHI GENOVA

Niente di nuovo sotto il nevischio. Il Napoli double face non si smentisce: grande con le grandi, piccolo con le piccole. Col Genoa stessa solfa, anzi più brutta del solito, anche per colpa del turn over. Non inganni il risultato: è stato forse uno dei Napoli più brutti della stagione, almeno per 75 minuti. Il Genoa lo domina, gli rifila tre pappine, un altro paio le spreca. La vendetta è un piatto che va benissimo consumare anche caldo, dopo il 6-1 subito un mesetto fa. Ma dieci minuti di straordinaria amnesia, al tramonto della sfida, rischiano di rovinare ciò che la neo premiata ditta Gilardino-Palacio, con l’appoggio di Sculli, ha creato. Il Genoa subisce il ritorno inaspettato del Napoli rinforzato da Cavani. E tocca a Frey salvare una vittoria messa incredibilmente in discussione sul perfido tiro finale di Dzemaili.

Che prodezze Quando gioca una

squadra sola, di solito la partita è bruttina. Come questa. C’è stato un avvio fatto di tanti errori: di passaggi, di misura, di mira. Il Genoa spingeva, prendeva campo, soprattutto a sinistra grazie a uno Sculli davvero pimpante. E il Napoli subiva, quasi rassegnato. Ma non c’era bellezza, quella per fortuna è arrivata col capolavoro di Palacio che apre la sfida, una semirovesciata finita nell’angolo lontano di De Sanctis su assist di Gilardino. Curioso, l’argentino è famoso come assist man, l’azzurro come serial bomber. In coppia, si sono invertiti i ruoli: il Gila, che comunque segna il 2-0 di testa dopo uno scambio con Sculli, è al quarto assist in 3 partite. Palacio ha già eguagliato il suo record di reti in Italia: 10. Anche per il bis (azione viziata da un fallo su Maggio in avvio però), un bellissimo diagonale alla Milito, deve ringraziare Gilardino. Ecco, quando Palacio fa il 3-0 siamo al 25’ della ripresa e il Napoli, tranne un’occasione di Hamsik, non s’è visto. Mazzarri che ha già sostitu-

In alto: la torsione aerea di Edinson Cavani, 24 anni, per il 3-1 CEBRELLI Qui sopra: il tiro di Ezequiel Lavezzi che firma il 3-2 e illude il Napoli ANSA

L’AMMISSIONE MARINO: «NEL FINALE NON AVEVAMO PIÙ ENERGIE»

Kaladze: «Ora personalità» Mazzarri: «Champions fatale» ALESSIO DA RONCH MIMMO MALFITANO GENOVA

«Che bello. Avete visto che intesa con Gilardino? E possiamo ancora migliorare». Rodrigo Palacio si esalta, anche perché la nuova coppia d’attacco del Genoa oltre a fare gol si diverte a cambiare la storia. L’argentino, straordinario uomo assist, fa centro a ripetizione e Alberto Gilardino, da sempre votato al gol, è la sua rampa di lancio: siamo arrivati a quattro assist in quattro gare. «E’ bello scoprirsi co-

sì a 29 anni - spiega il centravanti, arrivato in rossoblù nel mercato di gennaio - ma la cosa più bella è stato il gol, il mio primo con questa maglia, in questo stadio. Ci tenevo ed è stato bellissimo». E meritato, come tiene a sottolineare il tecnico Pasquale Marino: «Siamo calati nella ripresa, anche per i cambi obbligati a cui sono stato costretto, ma il risultato non fa una piega». Ora però serve un cambio di marcia. L’esperto Kaladze ha una sua motivazione degli alti e bassi rossoblù. Spiega il difensore georgiano: «Lontano da Genova... ci manca la mam-

ma, cioè questa tifoseria speciale che ci spinge a grandi imprese. Ora dobbiamo metterci più personalità». Rebus Napoli Di là la gioia, di

qua l’amarezza per un’altra sconfitta, che tiene il Napoli a 9 punti dalla zona Champions. Non ci sono attenuanti a giustificarla se non quelle interessate di Walter Mazzarri. «Stiamo pagando la Champions così com’è accaduto in passato alla Lazio di Rossi e alla Fiorentina di Prandelli. In parte me l’aspettavo, comunque. Il calo è fisiologico, anche se da questo punto di vista dob-

1 Nel disegno (di Roberto Rinaldi) l’1-0 di Rodrigo Palacio, 29 anni 2 La rete di Alberto Gilardino, 29 anni, la prima per l’attaccante in rossoblù, che vale il 2-0 parziale LAPRESSE 3 Il diagonale di Palacio che supera ancora De Sanctis: è il gol del 3-0 ANSA 4 L’esultanza dell’attaccante argentino, autore di una doppietta LAPRESSE

ito Cannavaro infortunato con Maggio a fine primo round, inserisce Cavani e Vargas per una squadra super offensiva. Non succede molto fino al gol del matador di testa al 35’. Il Napoli si sveglia all’improvviso e rischia di pareggiare creando parecchie occasioni. Ma si ferma al gol di Lavezzi, un interno destro aereo stupendo quanto i gol di Palacio. Risvegli e soliti problemi Giusto

così, un pari sarebbe stato troppo. Marino ha aggiustato il Genoa, a Marassi è solido e aggressivo. Ora deve pensare a quello da trasferta. L’importanza del Gila è palese. Oltre ad assist e gol, fa reparto da solo in area. Il Napoli invece è alle prese coi soliti problemi. Se fa turn over, non è mai lo stesso. La difesa subisce troppo. Ha la panchina corta, nonostante gli acquisti. Vargas è ancora un soggetto non identificato. E poi c’è questo braccino con chi sta in bassa classifica. E’ impressionante la differenza di media punti: 2,08 con le grandi (contando Champions e Coppa Italia) e 1,31 con le piccole. Starà pesando la fatica di Champions, come dice Mazzarri, e sul breve la fatica della sfida con l’Inter. Ma è anche vero che il Napoli continua a non sapersi imporre, è squadra di rimessa. E’ ora di trovare un rimedio. Probabile non si preoccupi più del campionato (ma anche il campionato non si preoccupa più del Napoli) e si concentri sulle coppe, pensando che la finale di Coppa Italia, e dunque l’Europa, sia quasi certa. Ma prima c’è il Siena, che è una piccola. Come la mettiamo? © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL PRESIDENTE biamo crescere. Giochiamo ogni tre giorni e non siamo abituati a farlo costantemente con la giusta intensità», ha spiegato l’allenatore napoletano. Analisi debole, in ogni modo, perché il Napoli ha subito l’avversario per buona parte della gara ed è venuto fuori solo quando il Genoa ha ceduto per stanchezza. «E’ stata una partita in salita che nella ripresa forse avremmo potuto pareggiare, meritatamente. La difesa? Poco lucida. Britos è rientrato dopo cinque mesi, può darsi che non fosse al massimo. In ogni modo, non m’è dispiaciuto. Quando avrà maggiore continuità farà meglio. Il mercato? Ci pensano Bigon e De Laurentiis, ma non credo si possano fare grandi cose», ha concluso Mazzarri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Preziosi amaro: «Poi sciupiamo tutto fuori casa» GENOVA (a.d.r.) Leoni al «Ferraris», timidi fuori. Ecco il problema del Genoa, come non ha mancato di sottolineare il presidente rossoblù. Perché Enrico Preziosi continua a rafforzare la squadra, ma ora vuole di più: «Fa rabbia sprecare tutto in trasferta, anche perché questo ci costringe a vivere nell’anonimato del centro classifica, mentre potremmo batterci per i primi sette posti». Numeri alla mano, il Genoa in casa ha vinto sei gare su dieci (due pareggi), mentre in altrettante trasferte ha perso ben sette volte con due soli successi.

MESTO 5 Il lato debole della difesa. Perde Lavezzi sul gol. E non è reattivo su Cavani. Prima un fallaccio da... arancione su Lavezzi. GRANQVIST 6 Impeccabile per 80 minuti, anticipi e recuperi a iosa. Poi l’amnesia su Cavani che ridà ossigeno al Napoli in agonia. KALADZE 6,5 Avrà qualche chilo in più, ma là in mezzo è fondamentale. MORETTI 6,5 Discese ardite e rientri veloci. Bella prova. JANKOVIC 5,5 Parte benino, si spegne presto. SEYMOUR 6 Cerca di tenere alta la squadra, gioca freddo. KUCKA 6,5 Carrarmato coi cingoli ripuliti. Grandi manovre in mezzo. BIONDINI 6 Degno compare di Kucka, quanto lavoro (Sampirisi s.v.). SCULLI 7 Grimaldello tattico del Genoa. Quasi tutte le azioni partono da lui. Di testa si fa valere, recupera anche parecchio (Birsa s.v.). GILARDINO 7,5 Prima ipnotizzato da De Sanctis. Poi due assist, un gol, fa reparto da solo. Il Gila is back, anche per la Nazionale. MIGLIORE h 7,5 ILPALACIO Un capolavoro, un altro gol alla Milito, una presenza costante. Spreca qualcosa, ma si può perdonare, no? All. MARINO 6,5 In casa ha costruito una squadra solida, ordinata e determinata. Ora deve aggiustare il Genoa da trasferta.

NAPOLI 5 DE SANCTIS 6 Assiste impotente al capolavoro di Palacio. E anche sugli altri non poteva farci poi molto. CAMPAGNARO 5 Mai visto così insicuro e spaesato. Ma nessuno lo copre. CANNAVARO 5 Si fa male a fine round. Ma è sofferenza anche prima. MAGGIO 6 Almeno piazza qualche ostacolo per Sculli. Assist a Cavani. BRITOS 5 Con un Gila così è dura. Ma lui sembra impacciato. ZUNIGA 5 Umiliato da Sculli, anche di testa. CAVANI 6,5 Con lui la musica cambia. Timbra il cartellino del gol. DZEMAILI 6 Intermittente: momenti di sfasamento e momenti dirompenti. GARGANO 6,5 Quando il Napoli sta affondando, lui non fa come Schettino. Lotta più che può. Assist a Lavezzi. DOSSENA 6 Almeno dalla sua parte il Genoa non fa ciò che vuole. HAMSIK 5,5 Quando tocca a lui prendere le redini del gioco, si eclissa. Quando il Napoli è più vero, migliora. IL MIGLIORE h 6,5 LAVEZZI Il suo gran gol dà l’illusione, ed è l’unico a reagire e cercare spunti quando è il Genoa a comandare. PANDEV 5,5 Non ripete le belle prestazioni recenti. E. VARGAS 5 Diciamo che il vero Vargas non è ancora sbarcato. All. MAZZARRI 5,5 Turn over, va bene. Ma questo Napoli è senza nerbo.

TERNA ARBITRALE: ROCCHI 6,5 Nessun episodio particolare, bravo a tenere la partita, coi cartellini giusti.

Giallatini 6; Alessandroni 6


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

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SERIE A 20a GIORNATA

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il Film

I NUMERI

Dai gol di Jo-Jo e Calaiò alla tribuna d’onore vuota

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4’ p.t. Jovetic esulta dopo il gol Stevan Jovetic, 22 anni, porta in vantaggio la Viola. Ecco l’esultanza ANSA

TRIBUNA D’ONORE VUOTA Assenti Della Valle e Cognigni per protesta In tribuna d’onore non c’erano né Andrea Della Valle né Mario Cognigni in segno di protesta alla contestazione PAOLUCCI

La Fiorentina riparte con Jovetic e Natali Bene Amauri, che esulta convinto di aver segnato Il Siena, inconsistente, segna su rigore con Calaiò FIORENTINA SIENA

2 1

PRIMO TEMPO 1-0 GIUDIZIO 777 MARCATORI: Jovetic (F) al 4’ p.t.; Natali (F) al 18’, Calaiò (S) su rigore al 44’ s.t. FIORENTINA(3-5-2) Boruc; Gamberini, Natali, Nastasic; Cassani (dal 30’ s.t. De Silvestri), Behrami, Montolivo, Lazzari, Pasqual; Amauri (dal 41’ s.t. Ljaijc), Jovetic. PANCHINA Neto, Vargas, Camporese, Acosty, Romulo. ALLENATORE Rossi SIENA (3-5-2) Pegolo; Pesoli, Terzi (dal 1’ s.t. Brienza), Rossettini; Vitiello, Vergassola (dal 30’ s.t. Larrondo), D’Agostino (dal 9’ s.t. Bolzoni), Gazzi, Del Grosso; Destro, Calaiò. PANCHINA Farelli, Angelo, Rossi, Contini. ALLENATORE Sannino

ESPULSI nessuno AMMONITI Brienza per comportamento non regolamentare, Del Grosso per gioco scorretto. Nastasic per comportamento non regolamentare. NOTE Paganti 3.760, incasso 60.058; abbonati 13.024, quota 228.889. In fuorigioco: 2-3. Angoli: 3-2. Tiri in porta: 6-3. Tiri fuori: 3-2 Recuperi: 1’ p.t., 3’ s.t.

MATTEO DALLA VITE FIRENZE

C’è molta più Fiorentina del solito. Molto più sanguigna insomma. E c’è un Siena che ha la vivacità e l’aspetto di una pizza fredda. Mah. Poi succede che Sannino veda i suoi reagire e un rigore non dato, ma alla fine la traduzione è semplice: i viola hanno creato, tirato, arruffando tanto ma concludendo un bel po’, mentre i senesi hanno perso un tempo a possedere palla senza sapere davvero cosa farne e vissuto il secondo tentando

qualcosa che sembrava un frullato senza sapore. Ah, in tutto questo si è presentato (e benone) Amauri, che in occasione del 2-0 ha inscenato un’esultanza bifronte con bomber-Natali, una scenetta inedita che dà allegria a un match da sorrisi viola e pianti senesi. Tacchetti da ballo Dopo die-

ci-minuti-dieci annoti due cose: la prima, c’è tantissimo Jovetic e un po’ di Fiorentina attorno. La seconda: il Siena che ti morde le caviglie e che sembra uscito dai ruggiti pre-filmone, dov’è finito? Lo spartiacque del derby è tutto qui: i

viola hanno i tacchetti fumanti, i senesi i tacchetti da ballo. Sannino apparecchia la squadra a specchio con la Fiorentina, 3-5-2 che ha un controsenso da subito: gli esterni non attaccano, non rombano, non perforano, e quando hai un modulo così e gli esterni sono impantanati, beh, meglio passare ad altro. Infatti, poi, il Siena passerà al 4-3-1-2 con Brienza: molto più brio, ma non bastante per dare qualcosa di più di un rigore possibile (fallo di Pasqual) e del rigore dato (braccio di Nastasic) di fine gara. Morale: è vero che il Siena avrebbe meritato un al-

S Cesare Natali, 32 anni, bergamasco, difensore della Fiorentina, si divincola dalla mischia e realizza il gol del 2-0 per la squadra viola PAOLUCCI

IL CASO CONTESTANO I TIFOSI VIOLA MA ANCHE QUELLI DEL SIENA, AL RIENTRO DELLA SQUADRA

Il doppio sciopero di Firenze Ultrà fuori, proprietà assente ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE

Per il ritorno alla vittoria non è stata organizzata una gran festa. Parecchi degli ospiti hanno piuttosto scelto di non esserci; tra questi trecento ultrà della curva, rimasti fuori per protesta. Dagli striscioni incorporati si capisce che nel mirino ci sono un po’ tutti: «Giocatori e dirigenza non meritate la nostra presenza», «Il vostro progetto? Guardate che bell’effetto», «Bisogna spendere». (Per la cronaca, parte della contesta-

tro penalty, ma la sua sconfitta non va inquadrata solo in questo senso. Assolutamente no. Jo-Jo spacca Delio Rossi, oltre

alla vittoria in casa assente dal 4 dicembre, ha trovato qualcosa di più del solito spartito. C’è stata anche furia e vigore e due linee di gioco e soprattutto il solito Jovetic attorno al quale — nella ripresa — la Fiorentina è cresciuta: il suo gol numero 10 è l’evidenza del lassismo senese, Jo-Jo che prende palla da un fallo laterale, si sposta indisturbato dentro l’area, 4 senesi lo guardano, palla sotto le gambe di Pesoli e Pegolo (coperto) che va giù tardi. E’ il gol che spacca la partita e lancia i viola. Jo-Jo esulta facendo il segno del chiacchiericcio contro chi lo ritiene lamentoso, ma resta il fatto che la sua solidità e la sua classe sanno spaccare partite e guai. Lion-Amauri Trecento tifosi del-

ARBITRO Bergonzi di Genova

DAL NOSTRO INVIATO

44’ s.t. Calaiò accorcia le distanze Emanuele Calaiò, 30 anni, realizza il rigore del definitivo 2-1 LAPRESSE

zione era anche diretta al caro biglietti e in tema di investimenti in tribuna era presente El Hamdaoui, neo-acquisto. Oggi sarà invece il giorno di Olivera (1,8 milioni al Lecce, contratto allungato fino al 2014), ed è sempre più vicino il tesseramento di Pizarro, ufficialmente annunciato in viola dal Lanus).

aspettava maggiore sostegno dalla parte buona del pubblico, così come dalle istituzioni e dai media, dopo quanto seguito al tonfo con il Lecce: finì con insulti e la polizia schierata a protezione delle dirigenza, una scena giudicata eccessiva dopo il credito accumulato negli anni. Nemmeno Jo-Jo, guest-star della festa, ha voglia di scatenarsi: «Il gesto dopo il gol era per tutti quelli che mi criticano dicendo che ho una soglia del dolore bassissima. Non è vero, per questa maglia

Dolore Assenze Alla festa non manca-

va solo il tifo della curva: posti vuoti anche nella prima fila della tribuna autorità, poltrone lasciate volutamente libere dai Della Valle. La proprietà si

le Fiesole stanno fuori, la società risponde con l’assenza dalla prima fila della tribuna autorità, El Hamdaoui guarda in borghese e Amauri fa il suo esordio zuccherato: 3 tiri in porta di cui una rovesciata e un colpo sotto porta sui quali Pegolo fa due miracoli. Non giocava da aprile l’ex juventino, e si sbatte, rincorre, a volte si dà tanto da fare che pare un bambino al cortile. I due quasi-gol sanno di giocatore che — pur se fermo agonisticamente da aprile — sarà utilissimo per sé, Jo-Jo e i viola. Mio. No mio Ah, e poi c’è la sce-

netta buffa: quando Natali infila il 2-0, ecco esultare anche Amauri. Ma... di chi è ’sto gol? Lo stadio divide gli occhi fra la gioia del biondo e quella dell’oriundo dall’altra parte del campo. Attimi anche comici, ma il gol è di Natali così come il 2-1 nasce da ingenuità di Nastasic, baby tosto. Risultato: alla Fiorentina servirebbe tutto il sostegno del popolo viola, e al Siena un bomber in più. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ho giocato anche infortunato». Amauri (foto accanto) alla festa si è invece divertito: «Sensazioni da brividi. Il secondo gol? Magari ce lo dividiamo». Negli spogliatoi, di fronte al replay, non ci sono stati dubbi, il tocco è di Natali, che (con il sorriso) rivendica: «Nell'azione lui mi ha dato una testata, a voler essere buoni gli do un 20% di merito. Il rinnovo? Poche possibilità». Sul centravanti al debutto intervengono anche Rossi («A volte è la testa che fa girare le gambe») e Perinetti, diesse senese («Ha giocato più con le mani che con i piedi»). La penultima protesta della giornata è di Sannino: «Il contatto Pasqual-Brienza? Rigore netto. In generale ci è mancata la solita cattiveria e in squadra non c'è un leader che alzi la voce». L'ultima è invece dei 100 tifosi bianconeri che hanno contestato la squadra al ritorno in città. © RIPRODUZIONE RISERVATA

i gol per Jovetic nelle 16 gare di questo campionato. L’attaccante montenegrino, aveva segnato solo 8 reti nelle precedenti 58 gare in A

7

i punti raccolti dai viola nelle 4 partite del 2012 (2 successi, 1 pari e 1 sconfitta): eguagliata la migliore striscia stagionale, ottenuta nelle prime 4 giornate

5

i k.o. di fila in trasferta per il Siena: ha raccolto solo 4 pari in 10 incontri esterni

5

vittorie e 2 pareggi per la Fiorentina nelle 7 partite di A in casa contro il Siena

1,30

la media punti-gara della Fiorentina nelle 10 partite con Delio Rossi in panchina: è di poco superiore a quella di Mihajlovic, di 1,20, sempre in 10 partite

le Pagelle di M.D.V.

MONTOLIVO DA’ ORDINE LAZZARI MOLLE PEGOLO E’ COME BATMAN FIORENTINA 6,5 BORUC 6 Un allarme solo, tiro a girare di Del Grosso. Disinnescato. GAMBERINI 6,5 Implacabile e impeccabile sempre, se controlla e se sparecchia. NATALI 7 Il gol (suo) da «bisticcio» con Amauri, tanta stuccatura in ogni situazione e un match imperiale. NASTASIC 6 Perfetto sull’uomo, braccio da rigore che dà minibrividi. CASSANI 6 Cross per la testa di Lazzari. Presente con discontinuità. DE SILVESTRI 5,5 Subito due palloni sbagliati, non dà segnali veri. BEHRAMI 6,5 Non manca mai dove serve. Intoccabile, ed è giusto così. MONTOLIVO 6,5 Ordina e riordina, molto «basic» ma può bastare. LAZZARI 5 Un’occasione buttata di testa e troppa morbidezza: è irriconoscibile. PASQUAL 6 Nel primo tempo romba, poi fa rigore (non dato) su Brienza. AMAURI 6,5 Si sbatte come un leone e c’è: due occasioni da gol (l’ultima era da infilare...) con Pegolo che fa miracoli. Bentornato (Ljaijc s.v.)

h

IL MIGLIORE

7 JOVETIC

Primo tempo, lui e poco altro. Secondo tempo: cresce la squadra attorno a lui. Gol numero 10. Imprescindibile. All. ROSSI 6,5 Prodromi di gioco e soprattutto occasioni gol e birra.

SIENA 5,5 IL MIGLIORE 7 PEGOLO h Robe da Batman: 2 gol presi, ma soprattutto 5 parate da supereroe che limitano il ko. PESOLI 5 Prende il gol sotto le gambe, incertissimo e arruffone. TERZI 5,5 Esce dopo un tempo, k.o. Prima, tremolii assortiti. BRIENZA 6 Quando entra rianima un Siena piatto e senza volontà. Ammonito per simulazione: lui eccede ma Pasqual gli fa rigore. ROSSETTINI 5 Da centrale nella 3 o nella 4 fa volare i bisonti. VITIELLO 5,5 Prima alto, poi basso: quasi mai dentro il match. VERGASSOLA 6 Meglio lui di d’Agostino: zatterina in una tempesta. LARRONDO 5,5 Non gli riesce tanto nell’assalto finale dei senesi. D’AGOSTINO 5 Un tiro debole, un po’ di regia: appannatissimo. BOLZONI 5 Entra e sbaglia un pallone subito. Non si riprende dopo. GAZZI 6 Si sbatte un bel po’, almeno lui. Confusamente ma combatte. DEL GROSSO 6 Tiro a girare, bello. Sgroppate e cross da rigore. DESTRO 5 E’ una giornata di poche cose: vale, ma ieri non pervenuto. CALAIO’ 6 Giusto perché infila il rigore, e perché lo procura. All. SANNINO 5 Parte col 3 5 2 e gli esterni non spingono: un controsenso assoluto. Con Brienza meglio, ma è tardi.

TERNA ARBITRALE: BERGONZI 5,5 Il rigore (mani) c’è. L’altro ci sta, ma forse lo frega l’esagerazione di Brienza. Padovan 6; Tonolini 5,5


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SERIE A 20a GIORNATA ROMA BOLOGNA

le Pagelle

1 1

di MASSIMO CECCHINI

LAMELA E BOJAN NON PERVENUTI TAIDER DI NUOVO AD ALTI LIVELLI

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Di Vaio (B) al 12’, Pjanic (R) al 17’s.t.

ROMA 5,5

BOLOGNA 6,5

ROMA (4-3-3) Stekelenburg; Rosi, Juan, Heinze, Taddei; Pjanic (dal 33’s.t. Perrotta), Gago, Greco (dal 16’s.t.Simplicio); Lamela (al 16’s.t. Bojan), Totti, Borini. PANCHINA Curci, Josè Angel, Kjaer, Viviani. ALLENATORE Luis Enrique

STEKELENBURG 6 Nel duello con Di Vaio vince una volta e perde la seconda: mai un giorno sereno.

GILLET 6,5 Fa bene tutto quello che può: il buffo è che non ha neppure bisogno di miracoli.

BOLOGNA (3-4-2-1) Gillet; Raggi (dal 48’s.t. Cherubin), Portanova, Antonsson; Garics (dal 34’s.t. Crespo), Mudingayi, Perez, Morleo; Diamanti (dal 23’s.t. Gimenez), Taider; Di Vaio. PANCHINA Agliardi, Rubin, Krhin, Acquafresca. ALL. Pioli.

ROSI 5,5 Ha spazio davanti però spesso non sa che cosa farne JUAN 5 Ha sulla coscienza la rete di Di Vaio e l’occasione in cui deve rimediare a porta vuota. Distratto.

RAGGI 6 Difende con rude efficacia, sciupa con goffa malinconia, finisce ruggendo insulti contro Totti: di sicuro è protagonista (Cherubin s.v.)

HEINZE 6,5 Un esempio per i giovani: invecchiate come lui. TADDEI 5,5 Gioca tanti palloni senza trovare la giusta precisione.

ARBITRO Guida di Torre Annunziata. ESPULSI nessuno AMMONITI Juan per gioco scorretto. Di Vaio per c.n.r. Portanova per proteste. NOTE Paganti 17.150, incasso di 290.421 euro, abb. 16.923 per una quota di 356.036,00 euro. Tiri in porta 8-5. Tiri fuori 10-3. Angoli 6-3. Fuorigioco 0-3. Recuperi p.t. 0’; s.t. 5’.

h Marco Di Vaio, 35 anni, realizza il gol che porta in vantaggio il Bologna. Il sesto per lui in campionato GMT

Roma ancora distratta Ma il Bologna la grazia Finisce con un botta e risposta tra Di Vaio e Pjanic, però i giallorossi deludono. Fischi al minuto di silenzio per Scalfaro RUGGIERO PALOMBO ROMA

Potere del traumatico digiuno di martedì, lo 0-3 di Coppa Italia con la Juve, o della scoppiettante rimpatriata di mercoledì, la cena di squadra e dintorni che tante polemiche ha sollevato nella capitale? Difficile a dirsi. Certo però il risultato: Roma con le ruote sgonfie, distratta e pasticciona. Un’occasione che il Bologna potrebbe anche sfruttare per intero e che si traduce in un 1-1 sintetizzato dal botta e risposta tra Di Vaio e Pjanic intorno al quarto d’ora del secondo tempo. Prima e dopo, palle gol clamorose, sprecate in quantità industriale: due volte Di Vaio e una Raggi per il Bologna, una volta per uno i subentrati Bojan e Simplicio per la Roma. Come a dire che se c’è una squadra che di misura avrebbe meritato la vittoria, questa è il Bologna. Alla faccia del solito 64% di possesso palla Roma, dopo questa battuta d’arresto di nuovo sull’orlo di una «stagione anonima». Proprio come teme Luis Enrique. Flop Si tratterà naturalmente

di una pura e semplice coincidenza, ma i peggiori della Roma sono stati Lamela e Bojan che lo ha sostituito, due tra i più chiacchierati della particolare settimana giallorossa. Passi per Lamela, che è un pupo ta-

L’argentino Erik Lamela, 19 anni, grande flop ieri all’Olimpico EIDON

lentuoso e come tale ha diritto di lasciare il segno non solo nel bene, lo aveva fatto col Cesena, ma pure nel male. Anche Bojan è giovane, ma ha un vissuto alle spalle diverso, da campione già affermato. Qui, tra un’indolenza e l’altra, non inquadra quasi mai la porta e quando lo fa, sull’assist più bello di Totti, è per centrare il corpo di Gillet. Roma che stavolta accusa più l’assenza di Osvaldo che quella di De Rossi. Totti dura un’ora in cui corre e si danna più di tutto il resto della compagnia, poi implode. Buon per la Roma che a quel punto sale in cattedra Pjanic, dalla punizione-capolavoro dell’1-1 al quasi gol, col tap in divorato da Simplicio.

Record Uno (di stupidità) lo stabilisce quella parte di curva Sud che disturba e non poco il minuto di raccoglimento alla memoria di Oscar Luigi Scalfaro. Un altro, statistico, appartiene a Luis Enrique, che bissa per la prima volta dopo 20 giornate una formazione, la stessa Roma che ha asfaltato il Cesena. Buona idea, ma c’è il tradimento della difesa titolare: Juan si perde Di Vaio tre volte e una è di troppo, Rosi e Taddei salgono ma solo per far confusione e anche Stekelenburg sbaglia sul gol di Di Vaio. E’ il solito 4-3-3 spensierato, dove la fase difensiva è curata per modo di dire e quella offensiva non appena cala l’intensità è priva di sbocchi. Applausi Al Bologna di Pioli,

LAVORATORI IN CRISI

La Sigma-Tau blocca il pullman Fuori programma per la Roma in partenza ieri per lo stadio Olimpico. Il pullman della squadra è stato bloccato a Trigoria da un gruppo di lavoratori della azienda farmaceutica Sigma Tau, in protesta da più di un mese per i tagli al personale. I manifestanti hanno voluto spiegare ai giocatori i motivi della loro protesta. Il capitano Totti è sceso dal pullman ad ascoltarli. «Faremo tutto il possibile per la vostra causa», ha promesso.

uno che, prima di sbattere su Zamparini, piaceva tanto ai nuovi dirigenti della Roma. Trentanove giorni dopo lo 0-2 casalingo (il recupero della prima di campionato), ecco una squadra nuova nel modulo, con la difesa a tre, e nello spirito. Per portare avanti un pressing come quello di Perez, Mudingayi e (soprattutto) Taider, ci vogliono testa e gambe. Il talentino francese, 20 anni tra un mese, sul quale la Juve ha già messo le mani, impressiona per la semplicità con cui gestisce traffico e palloni alle spalle di Di Vaio. Ci fosse stato anche lo squalificato Ramirez, la Roma non l’avrebbe fatta franca. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL MIGLIORE 6,5 PJANIC

Un tempo al piccolo trotto, poi si accende e la Roma cresce. La punizione gioiello santifica la sua prova (Perrotta s.v.) GAGO 6,5 Perde un pallone pericoloso, per il resto dirige il traffico con buona efficacia.

PORTANOVA 6 Cuore laziale, offre una prova in stile derby, distinguendosi soprattutto nel gioco aereo ANTONSSON 6 Regge il suo lato del forte senza troppo soffrire. GARICS 6 Copre la fascia e si accentra per far girare bene la palla (Crespo s.v.) MUDINGAYI 6,5 Ex Lazio biancoceleste, fa il frangiflutti «intelligente», nel senso che sa come innescare in modo pericoloso le ripartenze.

GRECO 5,5 Lotta, s’inverte di posizione senza incidere davvero

PEREZ 6,5 Pjanic, Greco, Simplicio: a turno tutti s’incagliano nelle sue zolle della mediana.

SIMPLICIO 5 Entra ed ha sui piedi la palla del match: la sciupa.

MORLEO 6 Più attento a difendere che ad affondare, fa ciò che deve.

LAMELA 5 È stato il più chiacchierato della settimana, l’allenatore gli aveva pronosticato due reti, ma invece finisce schiacciato dalla pressione.

DIAMANTI 6 Fischiato per le frasi della vigilia su Totti, a sprazzi regala comunque buone palle.

BOJAN 4 Ad agosto era la prima scelta dell’attacco, adesso è l’ultima. La tecnica è tanta, ma efficacia e carattere sono minimi

h

TOTTI 6 Parte bene, smista bene, però dura solo un’ora, senza contare il finale troppo nervoso BORINI 6 Alla cena delle polemiche non c’era, forse anche per questo si dimostra vivo, pur se troppo impreciso. All. LUIS ENRIQUE 5 Cede alla ragion di stato e la squadra lo tradisce in corsa e personalità

GIMENEZ 6 Entra con efficacia. IL MIGLIORE

7 TAIDER

Numeri alla mano, il francesino catalizza palloni e li trasforma spesso in ghiotte chance per andare in porta: ottimo. DI VAIO 6,5 Segna un gol (l’8˚ alla Roma) e ne sciupa un paio, ma è quasi sempre nel vivo dell’attacco. All. PIOLI 7 Il cambio di modulo col passaggio alla difesa a tre si conferma fruttuoso sia in termini di punti che di gioco: può persino rammaricarsi per il pareggio.

TERNA ARBITRALE: GUIDA 6,5 Solo sbavature in una partita che non presenta molte difficoltà DI FIORE 6; CARIOLATO 6

LA POLEMICA

Nel finale fallo di Totti su Raggi E il bolognese: «È una mer...» Fischi sulla Roma, insulti al suo capitano. La domenica giallorossa può sintetizzarsi così. L’Olimpico non apprezza la prestazione contro il Bologna, Andrea Raggi non gradisce un fallo subito nel finale di partita. E quando lascia zoppicante lo stadio si sfoga con i cronisti bolognesi. «La botta? Colpa di quella merda di Totti». Lo ripete due volte, e il suo sfogo viene intercettato anche da un gruppetto di giornalisti romani: ne nasce un battibecco che non fa onore alla categoria. Totti non replica, fa trapelare solo il suo rammarico per il pareggio: «Peccato, era la giornata giusta per scalare la classifica». Anche Luis Enrique ha la sensazione di aver perso un’occasione d’oro. «Potevamo fare un colpo», ammette. E invece il pareggio lascia più o meno

immutata la distanza dalle zone nobili. «Spero che il nostro campionato non diventi anonimo», prosegue l’allenatore. Il rischio c’è, se la vera Roma è quella vista ieri. Colpa della cena dello scandalo? Luis smentisce («Fisicamente stavamo benissimo»), ma precisa: «Manovra lenta in effetti. Il Bologna ha meritato il pareggio». Infine, tiratina d’orecchie a Lamela. «Gli avevo pronosticato due gol, non sono stato buon profeta. Deve imparare a gestire le pressioni». Onore al Bologna. Stefano Pioli è soddisfatto. «Ai miei giocatori ho chiesto di fare il contrario rispetto alla gara d’andata. Potevamo anche vincerla». Gli fa eco Di Vaio, conquistato da Pioli. «Molto bravo, sta andando oltre le mie aspettative. Il pareggio? Una grande prestazione». Alessandro Catapano

ALTRE TRATTATIVE BENALOUANE (CESENA) RIFIUTA L’AUXERRE. ANCHE IL CHIEVO SU DAINELLI. PARMA: OGGI FIRMA MARIGA

Lecce: colpo Bojinov. Carvalho al Genoa Per Cosmi in arrivo anche Delvecchio Catania: c’è Frison Pazienza: Udinese in pole. Siena: Cacia

CALVI-DI CHIARA-DI FEO

Grandi manovre Genoa. Dopo aver chiuso per la metà di Immobile, Preziosi ha in serbo altri colpi. Uno è il difensore Roger Carvalho (comunitario, Figueirense), già a Genova. Si avvicina Cerci (offerti Seymour, Jorquera o Constant, si può fare anche senza contropartite). In difesa, con Dainelli in partenza (Catania in pole, occhio al Chievo) assalto ad Aronica (offerti 2 anni e mezzo di

contratto, ma il Napoli non lo dà e agli azzurri non interessano né Dainelli né Moretti), ritorno di fiamma per Uvini (San Paolo). A centrocampo, vive le piste Belluschi (Porto) e Pazienza (se n’è parlato con la Juve nell’affare Immobile, ma c’è la Lazio) ma la destinazione gradita al giocatore è l’Udinese, dove andrebbe in prestito. Uscite Genoa: Ze Eduardo va al West Ham. Punto Lazio Oggi può essere il

giorno di Honda. Lotito prova

a chiudere col Cska, ma senza fumata bianca non verrà ratificata la cessione di Cisse al Qpr (accordo già raggiunto). Affari Lecce Nella serata di ieri il lecce ha praticamente trovato l’accordo (che sarà ratificato oggi) per il ritorno del bulgaro Bojinov (Sporting Lisbona) in giallorosso dopo 7 anni: l’attaccante oggi sarà nuovamente del Lecce. E oggi il d.s. Osti conta di chiudere anche per Delvecchio col Catania. Chiara-

mente l’arrivo di Bojinov esclude l’ipotesi Bonazzoli. Mosse Udinese Oltre a Pazienza, i friulani hanno le mani su Kamara (Partizan): bloccato per l’estate, si prova a prenderlo subito. Oggi nuovi contatti per il portiere Champagne: può essere bloccato e lasciato in prestito al San Lorenzo. Altre trattative Roma: Mar-

quinho arriva mercoledì (riscatto a 4,5 milioni più bonus),

ora vanno sistemare Perrotta (San Paolo?) e Cicinho. Anche il Bologna ha sondato Belfodil (Lione). Catania: oggi incontro per Frison, parti vicine, al Vicenza Campagnolo più soldi. Cagliari: sprint per Soriano (Samp) e Corazza (Portogruaro, c’è anche il Catania). Cesena: Benalouane rifiuta l’Auxerre (che avrà Feltscher dal Parma), si ribatte la pista Castaignos (ma c’è anche il Bologna e non mollano le spagnole), si contende al Chievo Morimoto (Novara). Siena, ieri cena e accordo col Padova per Cacia: ai veneti in cambio Larrondo. Parma: oggi firma Mariga. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A 20a GIORNATA

Il momento dell’autorete di Marco Rossi, sul tiro cross di Schelotto: la disperazione di Antonioli e Von Bergen ANSA

Il secondo gol di Igor Budan, 31 anni, che anticipa di testa Rinaudo e batte ancora Ujkani ANSA

Il Cesena non c’è L’Atalanta ringrazia

Bum-bum Budan Tesser è nei guai

L’autogol di Rossi regala il successo ai bergamaschi nonostante il rosso a Denis CESENA ATALANTA

0 1

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI autorete di Rossi al 31’ s.t. CESENA (4-3-3) Antonioli; Comotto, Von Bergen, Moras, Rossi (dal 35’ s.t. Bogdani); Guana, Colucci, Parolo; Ceccarelli (dal 14’ s.t. Martinez), Rennella (dal 19’ s.t. Martinho), Mutu. PANCHINA Calderoni, Rodriguez, T. Arrigoni, Pudil. ALLENATORE Arrigoni. ATALANTA (4-4-1-1) Consigli; Raimondi, Lucchini, Manfredini, Peluso (dal 20’ s.t. Ferri); Schelotto, Cigarini, Padoin, Moralez (dal 41’ s.t. Carmona); Marilungo (dal 38’ s.t. Tiribocchi); Denis. PANCHINA Frezzolini, Bonaventura, Brighi, Ferreira Pinto. ALLENATORE Colantuono. ARBITRO Tagliavento di Terni. ESPULSI Denis al 33’ s.t. per doppia ammonizione (entrambe per c.n.r). AMMONITI Padoin (A), Rennella (C), Raimondi (A), Schelotto (A), Comotto (C) e Guana (C) per gioco scorretto. NOTE paganti 3.201, incasso di 20.497 euro; abbonati 12.114, quota di 188.037,47 euro. Tiri in porta 3-8. Tiri fuori 4-6. In fuorigioco 1-7. Angoli 12-10. Recuperi: p.t. 0’, s.t. 4’.

DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO GRIMALDI CESENA

Brutta storia, se già a gennaio per aggrapparsi alla salvezza uno deve sperare anche nelle disgrazie altrui. Come ha fatto (invano) ieri un Cesena spuntato e con poche idee. Costretto, nei fatti, non solo a inseguire senza fortuna tre punti a tutti i costi, ma pure ad augurarsi la caduta del Siena (accontentato a mezzogiorno), senza tuttavia neppure immaginare il colpaccio del Lecce. Morale: ne ha approfittato l’Atalanta, che porta a casa un successo legittimato dalla superiorità di gioco soprattutto nella ripresa, anche se il gol decisivo è maturato grazie a una sciagurata deviazione di Rossi. Una domenica d’oro, per gli ospiti, che nell’anno nuovo non avevano ancora segnato.

La chiave Il successo nerazzur-

ro è direttamente proporzionale alla scarsa tenuta del centrocampo romagnolo, per di più quasi nullo in avanti, dove Arrigoni è ancora alla ricerca di una punta. Corsia libera L’Atalanta è parti-

le Pagelle di FI.GRI.

MORAS LOTTA MUTU SPENTO PADOIN NON MOLLA MAI CESENA 5

h

IL MIGLIORE

6 ANTONIOLI

Che sfortuna sul gol. Bravo per due volte su Schelotto. COMOTTO 5,5 Abbastanza ordinato, finale nervoso. VON BERGEN 6 S’arrangia sempre e non molla mai. MORAS 5,5 Ultimo ad arrendersi. ROSSI 4,5 Un disastro, fino al patatrac sul gol (Bogdani s.v.). GUANA 5 Un fallo dopo l’altro. COLUCCI 5 Leggerino. Serve altro. PAROLO 5,5 Sfiora il gol nel primo tempo, ma non è continuo. CECCARELLI 5 Molti errori e una gran fatica. MARTINEZ 5,5 Palla d’oro nel finale, lui la spreca.

ta con Marilungo alle spalle di Denis, passando poi al 4-4-2, e trovando molta facilità a sfondare sulla destra. Nella prima mezz’ora le due punte ospiti, in alternativa a Schelotto, sono andate spesso sul fondo, e non è un caso che su quella fascia ci fosse proprio Rossi. Tanta buona volontà, ma troppa imprecisione dalle parti di Antonioli, in un paio di occasioni fortunato, prima del k.o.

RENNELLA 5 Nullo in avanti.

Errori in serie Differenze di va-

RAIMONDI 6 Efficace, anche se cala nel finale.

lori abbastanza evidenti, eppure resta incomprensibile come, a fronte di una classifica pericolosissima, il Cesena si sia presentato all’appuntamento senza avere prima provveduto a trovare nuove soluzioni per l’attacco. Quello di ieri è un k.o. che rischia di costare parecchio in chiave-salvezza. Troppo leggero Rennella, Mutu poco ispirato, evanescente Ceccarelli. Finale senza fortuna Sotto di un

gol, il Cesena ha cercato di riacciuffare il pari, buttando in campo anche Bogdani, forte dell’uomo in più nei sedici minuti finali in seguito alla sciocca espulsione di Denis, che nel primo tempo aveva pure cercato un improbabile rigore. Tutto inutile: in pieno recupero Martinez s’è trovato davanti Consigli. Insuperabile, ancora una volta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MARTINHO 5,5 Risultati mediocri quando affonda sulla sinistra. MUTU 5,5 L’assist per Parolo nel primo tempo e poco altro. All. ARRIGONI 5 Chance persa: davanti la squadra è impalpabile.

ATALANTA 6

h

IL MIGLIORE 6,5 CONSIGLI

Decisivo su Parolo e Mutu nel primo tempo, si ripete su Martinez.

LUCCHINI 6 Pochi errori in difesa, manca un gol clamoroso. STENDARDO 6 Tanta fisicità, risultati altrettanto buoni. PELUSO 6 Copre bene la sua fascia, esce per infortunio. FERRI 6 Attento nella fase più delicata della gara. SCHELOTTO 6 Impegna Antonioli, mette il piede nell’azione del gol. CIGARINI 6 Buoni ritmi in una fase nevralgica del campo. PADOIN 6 Nervosetto nel finale, però non molla mai. MORALEZ 5,5 Incredibile errore nel primo tempo (Carmona s.v.). MARILUNGO 6 Molta intensità. È dappertutto (Tiribocchi s.v.). DENIS 5,5 Caduta truffaldina in area, espulsione evitabile. All. COLANTUONO 6 Dopo 3 k.o. consecutivi, rivede la luce.

TERNA ARBITRALE: TAGLIAVENTO 6,5 Valutazioni corrette, doppio giallo a Denis compreso. Ghiandai 5,5; Giordano 6

Seconda vittoria di fila per il Palermo. Panchina Novara: in ballo Beretta e Papadopulo PALERMO NOVARA

2 0

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Budan al 41’ p.t. e al 27’ s.t. PALERMO (4-3-1-2) Viviano; Munoz, Silvestre, Mantovani, Balzaretti; Migliaccio, Donati, Barreto; Ilicic (dal 28’ s.t. Bertolo); Miccoli, Budan (dal 35’ s.t. Zahavi). PANCHINA Tzorvas, Pisano, Acquah, Vazquez, Mehmeti. ALLENATORE Mutti. NOVARA (4-2-3-1) Ujkani; Dellafiore (dal 25’ s.t. Mazzarani), Paci, Rinaudo, Garcia; Porcari, Radovanovic (dal 13’ s.t. Pesce); Morganella, Rigoni, Mascara (dal 36’ s.t. Rubino); Caracciolo. PANCHINA Fontana, Lisuzzo, Gemiti, Jensen. ALLENATORE Tesser. ARBITRO Peruzzo di Schio. ESPULSI nessuno. AMMONITI Porcari (N), Migliaccio (P), Munoz (P), Donati (P) per gioco scorretto. Budan (P) per c.n.r. NOTE paganti 3.711, incasso di 25.980 euro; abbonati 12.513, quota di 187.950 euro. Tiri in porta 6-2. Tiri fuori 5-6. In fuorigioco 2-9. Angoli 3-9. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 5’.

DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CARUSO PALERMO

Aria nuova a Palermo. Ancora una vittoria, la seconda in 8 giorni per l’en plein nel doppio turno casalingo. Conquistando per la prima volta 2 successi di fila. Dopo il Genoa cade il Novara, ma contrariamente alle logiche di classifica, i rosanero hanno faticato di più in questa seconda circostanza. A dimostrazione che la squadra di Tesser paga un pesante pedaggio all’inesperienza ma anche alla sfortuna. E ora il tecnico, seppur senza colpe, rischia seriamente l’esonero: in ballo Papadopulo e Beretta. In Sicilia gli azzurri sprecano 3 occasioni per passare in vantaggio, una con Rigoni (parata di Viviano) e un paio con Caracciolo (pallonetto alto e tiro sul portiere). Mutti, che nel recupero del 21 dicembre

proprio contro il Novara aveva bagnato la sua nuova panchina con un pareggio al sapor di sconfitta avendo sprecato un doppio vantaggio, stavolta fa centro. E conclude senza subire gol, cosa che in precedenza era riuscita solo 5 volte (in 3 casi vincendo), l’ultima in casa 2 mesi fa. Svolta Segnali incoraggianti di

le Pagelle di F.C.

MUNOZ CRESCE DONATI IN REGIA MALE GARCIA RIGONI È LUCIDO PALERMO 6,5 VIVIANO 6,5 Decisivo sullo 0 0. MUNOZ 6 In crescita come terzino. SILVESTRE 6 Caracciolo lo supera solo una volta ma sbaglia. MANTOVANI 6,5 Prestazione attenta e priva di sbavature. BALZARETTI 6 Segni di ripresa nel giorno delle 400 gare da pro. MIGLIACCIO 6,5 Recupera palle e lotta in mezzo al campo. DONATI 7 Il regista che mancava al Palermo dai tempi di Corini. BARRETO 5,5 Un po’ appannato. ILICIC 6 Nel giorno del 24esimo compleanno regala pochi acuti. BERTOLO 6 Dà una mano. MICCOLI 7 Altri 2 assist decisivi e sono già 5 in 2 partite. MIGLIORE h 7,5 ILBUDAN

una ripresa che porta il nome di Bortolo Mutti, il nuovo tecnico non ha avuto bisogno di formule misteriose per ridare fiducia alla squadra. Ad esempio non è un caso che per la prima volta in questa stagione i rosanero utilizzino la medesima formazione della gara precedente. A dimostrazione che il calcio non sarà una scienza esatta ma neanche un teorema pitagorico.

Gli capitano 2 palle importanti sulla testa e non le sbaglia (Zahavi s.v.).

Sistema di gioco Tesser rivede il

RINAUDO 5,5 La voglia di non sfigurare nello stadio della sua città lo penalizza.

suo modulo disegnando un 4-2-3-1 con la coppia Porcari-Radovanovic in mediana e un tris di trequartisti, Morganella-Rigoni-Mascara, alle spalle di Caracciolo. La partenza fulminea del Novara spaventa il Palermo e fa arrabbiare il tecnico piemontese che per 3 volte vede sfumare l’occasione del vantaggio. I siciliani per mezzora stentano ad entrare in partita e colpiscono all’improvviso con il trio d’attacco: da Ilicic a Budan palla a Miccoli che d’esterno lancia in area un pallone per la testa del croato che incorna imparabilmente. Gli ospiti, alla quarta sconfitte consecutiva, accusano il colpo e stentano ad imbastire una reazione. Per il Palermo è facile chiudere il conto: prima Miccoli manca il raddoppio concludendo sul palo un contropiede velenoso e pochi minuti dopo regala il secondo assist a Budan che inzucca e realizza il terzo gol in 8 giorni. Ora avete capito perché Pinilla se n’è andato a Cagliari. © RIPRODUZIONE RISERVATA

All. MUTTI 6,5 Senza bacchetta magica ha sistemato il Palermo.

NOVARA 5 UJKANI 6 Nulla può sui 2 gol. DELLAFIORE 6 Ex, non demerita. MAZZARANI 5,5 Entra nel finale. PACI 5 Giornataccia come per tutta la difesa.

GARCIA 5 Resta a guardare sul 1˚ gol. PORCARI 6 Cerca d’aiutare i suoi. RADOVANOVIC 5,5 La buona volontà non basta. PESCE 5,5 Entra per dare manforte. MORGANELLA 6 Ingaggia una bella sfida con Balzaretti. IL MIGLIORE h 6,5 RIGONI Sbaglia un’occasione in avvio ma è il più lucido dei suoi. MASCARA 6 Un buon lancio per Caracciolo e stop (Rubino s.v.). CARACCIOLO 5,5 Fallisce 2 ghiotte occasioni per il vantaggio. All. TESSER 6 La fortuna gli gira le spalle, che colpe ha se i suoi non sfruttano nessuna occasione?

TERNA ARBITRALE: PERUZZO 6,5 Azzecca le scelte in un pomeriggio senza complicazioni. Romagnoli 6,5; Preti 6,5.


LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Serie A / 20ª GIORNATA RISULTATI CATANIA-PARMA 1-1 Bergessio (C), Modesto (P) CESENA-ATALANTA 0-1 M. Rossi (C) autorete CHIEVO-LAZIO 0-3 Hernanes (L), Klose (L), Klose (L) FIORENTINA-SIENA 2-1 Jovetic (F), Natali (F), Calaiò (S) rigore GENOA-NAPOLI 3-2 Palacio (G), Gilardino (G), Palacio (G), Cavani (N), Lavezzi (N) JUVENTUS-UDINESE 2-1 Matri (J), Floro Flores (U), Matri (J) LECCE-INTER 1-0 Giacomazzi (L) MILAN-CAGLIARI 3-0 Ibrahimovic (M), Nocerino (M), Ambrosini (M) PALERMO-NOVARA 2-0 Budan (P), Budan (P) ROMA-BOLOGNA 1-1 Di Vaio (B), Pjanic (R)

PROSSIMO TURNO martedì 31 gennaio, 20.45 PARMA-JUVENTUS mercoledì 1 febbraio, ore 20.45 ATALANTA-GENOA (ore 18) BOLOGNA-FIORENTINA CAGLIARI-ROMA INTER-PALERMO LAZIO-MILAN NAPOLI-CESENA SIENA-CATANIA UDINESE-LECCE giovedì 2 febbraio, ore 20.45 NOVARA-CHIEVO

MARCATORI

CLASSIFICA

(1-4) (2-2) (0-2) (2-1) (3-4) (2-2) (3-1) (0-0) (2-0) (2-2)

CONCORSI CONCORSI N. 8 DEL 29/1/2012 TOTOCALCIO - COLONNA VINCENTE 2-1-1-1-X-2-1-X-1-2-X-1-2-1 QUOTE: ai 14 (1) 199.612 euro; ai 13 (9) 12.006 euro; ai 12 (181) 597 euro; ai 9 (21) 5.439 euro TOTOGOL - COLONNA VINCENTE 10-2-11-13-6-14-5 QUOTE: Ai 7, 6 e 5 nessun vincitore; ai 4 (40) 91 euro

Gazzetta.it GAZZAOFFSIDE TRA INTER, MILAN E JUVE IN DIRETTA DALLE 10.30 L’Inter cade a Lecce: la corsa è definitivamente finita? Milan e Juve al galoppo, chi cederà per prima? A questi e a molti altri interrogativi sulla giornata di campionato risponderanno Alberto Cerruti e Diego Antonelli nella puntata odierna di Gazza OffSide (in diretta alle 10.30, on demand sempre). In studio con loro la “milanologa” della Gazzetta, Alessandra Bocci.

PARTITE SQUADRE JUVENTUS MILAN UDINESE LAZIO INTER ROMA NAPOLI PALERMO GENOA FIORENTINA PARMA CHIEVO CATANIA ATALANTA * CAGLIARI BOLOGNA SIENA LECCE CESENA NOVARA

PUNTI 44 43 38 36 35 31 29 27 27 25 24 24 23 23 23 21 19 16 15 12

G. 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 9 10 10 10 10 10 10 10

IN CASA V. N. 7 3 7 2 9 1 4 4 6 1 5 3 4 4 8 0 6 2 5 3 5 3 5 3 4 3 4 4 2 6 3 2 4 3 1 2 2 3 2 4

P. 0 1 0 2 3 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 5 3 7 5 4

G. 10 10 10 10 10 9 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10

RETI

FUORI TOTALE V. N. P. G. V. N. 5 5 0 20 12 8 6 2 2 20 13 4 2 4 4 20 11 5 6 2 2 20 10 6 5 1 4 20 11 2 4 1 4 19 9 4 3 4 3 20 7 8 0 3 7 20 8 3 2 1 7 20 8 3 1 4 5 20 6 7 1 3 6 20 6 6 1 3 6 20 6 6 1 5 4 19 5 8 3 4 3 20 7 8 3 2 5 20 5 8 2 4 4 20 5 6 0 4 6 20 4 7 3 2 5 20 4 4 2 0 8 20 4 3 0 2 8 20 2 6

P. 0 3 4 4 7 6 5 9 9 7 8 8 6 5 7 9 9 12 13 12

IN CASA F. S. 21 7 24 5 20 4 12 7 17 9 19 11 21 13 24 13 16 11 16 8 19 12 9 7 10 7 11 9 6 7 9 13 16 8 10 18 8 10 12 19

FUORI F. S. 12 6 19 12 9 12 18 12 13 12 10 10 15 11 2 14 12 25 4 9 6 21 7 18 12 21 13 16 10 14 9 13 5 14 11 18 5 21 6 21

TOTALE F. S. 33 13 43 17 29 16 30 19 30 21 29 21 36 24 26 27 28 36 20 17 25 33 16 25 22 28 24 25 16 21 18 26 21 22 21 36 13 31 18 40

RIGORI PUNTI POSIZIONE ULTIME DIFF. FAVORE CONTRO 2010-2011 STAGIONE QUATTRO E DIFF. 2010-2011 GARE RETI T. R. T. R. +20 1 1 3 1 34 (+10) 6 VNVV +26 6 6 1 1 41 (+2) 1 VPVV +13 4 3 3 2 30 (+8) 8 VPVP +11 3 3 3 3 37 (-1) 3 PVPV +9 3 2 6 3 38 (-3) 2 VVVP +8 3 2 3 3 35 (-4) 5 V=VN +12 4 1 0 0 37 (-8) 3 VNNP -1 2 2 3 3 31 (-4) 7 PPVV -8 2 2 6 5 26 (+1) 9 PVPV +3 3 3 3 3 24 (+1) 12 VPNV -8 5 4 2 2 22 (+2) 14 PVNN -9 2 1 5 3 23 (+1) 13 PVNP -6 6 5 3 3 22 (+1) 14 P=PN -1 4 3 4 4 in B in B PPPV -5 3 3 1 1 26 (-3) 9 VNNP -8 2 2 5 5 22 (-1) 14 VNNN -1 4 4 4 3 in B in B VPNP -15 3 3 4 4 19 (-3) 17 PVNV -18 5 3 6 5 19 (-4) 17 PVPP -22 3 3 3 2 in B in B PPPP

La classifica tiene conto di quest'ordine preferenziale:1) punti 2) minor numero di partite disputate 3) differenza reti 4) numero di gol segnati 5) ordine alfabetico. Le ultime tre retrocedono in serie B. *sei punti di penalizzazione. U CHAMPIONS U PRELIMINARI DI CHAMPIONS U EUROPA LEAGUE U RETROCESSIONE

laMoviola di FRANCESCO CENITI

fceniti@gazzetta.it

Benassi su Samuel: rigore Inter non visto Brienza giallo beffa Genoa, ombra sul 3-0 Semaforo verde. Davvero pochi gli errori per la squadra di Braschi. Non convince Banti a Lecce, ma per il resto segnali positivi. Il modo migliore per prepararsi al turno infrasettimanale. CESENA-ATALANTA 0-1 Tagliavento di Terni Partita salvezza ben controllata da uno dei fischietti più bravi. L’Atalanta finisce in 10 per il doppio giallo a Denis: corretto. La prima ammonizione è mostrata per una simulazione (l’attaccante si lascia cadere, non c’è nessun contatto con Von Bergen), il secondo nel finale quando cerca di segnare con una mano, gesto che chiama da regolamento il cartellino. L’Atalanta reclama un rigore nella ripresa: sul tiro di Moralez c’è una carambola, la palla sbatte sulla spalla e poi sul braccio di Marco Rossi, quindi non punibile. CHIEVO-LAZIO 0-3 Orsato di Schio

Poco lavoro per l’arbitro, ma sugli episodi importanti non si fa trovare impreparato. Regolare il vantaggio della Lazio: Hernanes è tenuto in gioco da Jokic e Luciano. Giusto annullare un gol per parte: segna Paloschi, ma è evidente il suo fallo su Marchetti; nella ripresa Biava spinge Andreolli e poi realizza. FIORENTINA-SIENA 2-1 Bergonzi di Genova C’è un’ombra nella direzione di Bergonzi: nella ripresa, sul punteggio di 1-0, Brienza è ammonito per simulazione, ma in realtà è colpito da Pasqual sul piede; la caduta esagerata del giocatore bianconero forse ha depistato l’arbitro. Netto il rigore assegnato nel finale al Siena: Nastasic devia con la mano in modo volontario un cross di Del Grosso. GENOA-NAPOLI 3-2 Rocchi di Firenze Protesta il Napoli per un fallo nell’azione che porta al 3-0: Moretti impedisce l’anticipo di

Benassi frana addosso a Samuel: rigore non visto GETTY IMAGES Maggio, ci stava la punizione ma c’è anche da sottolineare che dopo la palla è giocata da quattro genoani prima del gol! Rischia Jankovic, già ammonito, per una trattenuta plateale a centrocampo. Sembra in linea Lavezzi sul lancio che lo porterà alla rete del 3-2 definitivo. LECCE-INTER 1-0 Banti di Livorno Partita ricca di episodi, non sempre perfetto l’arbitro. Nel primo tempo manca un rigore all’Inter: sulla punizione di Sneijder c’è l’inserimento di Samuel (in fuorigioco passivo Lucio e Milito) che devia di testa anticipando Benassi. Il portiere sullo slancio frana addosso all’avversario e non importa se il pallone è stato già colpito. Sempre nel primo tempo sbaglia l’assistente De Luca: fermato Di Michele lanciato a campo aperto per un fuorigioco inesistente. Nella ripresa riscatto alla grande di De Luca che fa giustamente annullare per fuorigioco due gol ai

nerazzurri. Sul primo segna Cambiasso (in linea con Muriel), ma la posizione irregolare è di Milito che disturba la visuale del portiere sul colpo di testa di Samuel e forse tocca anche il pallone. Nel secondo caso è sempre Milito in offside sull’assist di Cambiasso. Ok il giallo a Muriel per simulazione. PALERMO-NOVARA 2-0 Peruzzo di Schio Davvero poco lavoro per l’arbitro. Resta un dubbio in area rosanero: Balzaretti disturba forse irregolarmente Morganella. ROMA-BOLOGNA 1-1 Guida di Torre Annunziata Si lamenta Raggi (costretto a uscire) per uno scontro a palla lontana con Totti in pieno recupero: il capitano giallorosso colpisce l’avversario, ma in modo del tutto fortuito. Ok la posizione di Di Vaio nell’azione del gol. (Milan-Cagliari a pagina 3)

15 RETI: Ibrahimovic (6) (Milan) 14 RETI: Di Natale (3) (Udinese) 12 RETI: Denis (3) (Atalanta); Klose (Lazio); Cavani (1) (Napoli) 11 RETI: Palacio (2) (Genoa) 10 RETI: Jovetic (2) (Fiorentina) 9 RETI: Matri (Juventus); Calaiò (3) (Siena) 8 RETI: Milito (2) (Inter); Giovinco (3) (Parma) 7 RETI: Nocerino (Milan); Osvaldo (Roma) 6 RETI: Di Vaio (1) (Bologna); Mutu (2) (Cesena); Marchisio (Juventus); Hamsik (Napoli); M. Rigoni (3) (Novara); Miccoli (Palermo) 5 RETI: Lodi (3) (Catania); Pazzini (Inter); Pepe (Juventus); Hernanes (3) (Lazio); Di Michele (2) (Lecce); Pandev (Napoli); Destro (Siena) 4 RETI: Moralez (Atalanta); Ramirez (Bologna); Bergessio (Catania); Paloschi (Chievo); Rocchi (Lazio); Boateng (Milan); Lavezzi (Napoli); Totti (2) (Roma); Basta (Udinese) 3 RETI: Acquafresca (Bologna); Conti (1) e Larrivey (1) (Cagliari); Almiron, Legrottaglie e Maxi Lopez (2) (Catania); Moscardelli e Pellissier (Chievo); Cerci (Fiorentina); Gilardino (2 con la Fiorentina), Jankovic e M. Rossi (Genoa); Cambiasso e Thiago Motta (Inter); Vucinic (Juventus); Lulic (Lazio); Giacomazzi (Lecce); Robinho (Milan); Morimoto (Novara); Budan e Hernandez (1) (Palermo); Biabiany e Modesto (Parma); Bojan, De Rossi e Pjanic (Roma); Isla (Udinese) 2 RETI: Marilungo (Atalanta); Diamanti (1) (Bologna); Ibarbo (Cagliari); Eder e Candreva (1) (Cesena); Sammarco e Thereau (Chievo); Kukca e Veloso (Genoa); Nagatomo (Inter); Lichsteiner e Vidal (1) (Juventus); Sculli (Lazio); Cuadrado, Grossmuller e Muriel (Lecce); Cassano e Seedorf (Milan); Campagnaro, Dzemaili e Maggio (Napoli); Bertolo, Ilicic, Migliaccio, Pinilla (1), Silvestre e Zahavi (Palermo); Floccari (Parma); Borini e Fabio Simplicio (Roma); D'Agostino (1) (Siena); Floro Flores (Udinese) 1 RETE: Cigarini, A. Masiello, Peluso, Schelotto e Tiribocchi (Atalanta); Cherubin, Loria e Portanova (Bologna); Biondini, Cossu, El Kabir, Nainggolan, Nené (1) e Thiago Ribeiro (Cagliari); Barrientos, Catellani, Delvecchio, Gomez e Marchese (Catania); Guana e Parolo (Cesena); L. Rigoni e Sardo (Chievo); Gamberini, Lazzari, Montolivo, Natali e Silva (1) (Fiorentina); Caracciolo, Constant, Granqvist, Jorquera, Mesto e Pratto (Genoa); Alvarez, Casteignos, Coutinho, Faraoni, Forlan, Lucio, Maicon, Ronocchia e Sneijder (Inter); Bonucci, Chiellini, Estigarribia, Giaccherini, Krasic e Quagliarella (Juventus); Biava, Cana e Cisse (Lazio); Bertolacci, Corvia, Esposito, Ferrario, Mesbah, Oddo (1) e Strasser (Lecce); Ambrosini; Aquilani, El Shaarawy, Nesta, Pato, Thiago Silva, Yepes e Zambrotta (Milan); Gargano, Mascara e Zuniga (Napoli); Gemiti, Jeda, Marianini, Mazzarani, Meggiorini, Paci, Porcari, Radovanovic e Rubino (Novara); Mantovani (Palermo); Galloppa, Gobbi, A. Lucarelli, Morrone, Paletta, Pellè, Valdes e Valiani (Parma); Burdisso, Gago, Juan, Lamela e Taddei (Roma); Bolzoni, Gazzi, Gonzalez, Grossi e Vitiello (Siena); Asamoah, Benatia, Domizzi, Ferronetti e Pinzi (Udinese) 1 AUTORETE: Brivio (Lecce) pro Cagliari; Acquafresca (Bologna) pro Lazio; Lodi (Catania) pro Milan; Centurioni (Novara) pro Parma; De Sanctis (Napoli) pro Roma; Pisano (Cagliari) pro Milan; Ludi (Novara) pro Palermo; Granqvist (Genoa) pro Cagliari; Rinaudo (Novara) pro Cesena; Izco (Catania) pro Udinese; M. rossi (Cesena) pro Atalanta RETI: in questo turno 25 (1 rigore, 1 autorete); in totale 500 (56 rigori, 11 autoreti)

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

MONDO SPAGNA

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Pep in Barça

I NUMERI

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Stanchezza e infortuni: così la Liga si allontana

reti di Messi quest’anno al Camp Nou, su 22 totali in campionato.

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I blaugrana hanno perso 13 punti in trasferta E si fa sentire anche la Messi-dipendenza DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

FILIPPO MARIA RICCI MADRID Twitter @filippomricci

Stanchi. Confusi. Decimati. Inconsciamente appagati. Messidipendenti. Così stanno i ragazzi del Pep. Che per la prima volta da quando c’è Guardiola si trovano a -7 dal Madrid, una distanza che nella storia della Liga è stata colmata solo una volta: dal Valencia di Rafa Benitez nel 2004, annus horribilis del Galactico Madrid di Carlos Queiroz che alla 26a giornata aveva addirittura 8 punti di vantaggio sui rivali. Il rischio che Guardiola dopo 4 successi consecutivi, 3 col Barça vero e uno col B, perda la sua prima Liga è concreto. Mal di trasferta Il campionato

sta scappando via in trasferta, dove i catalani hanno già lasciato sulla strada 13 punti quando in tutto lo scorso campionato ne avevano persi 11 (5 dopo la conquista del titolo). Al Camp Nou il Barcellona ha fatto 43 gol, fuori 16, meno di quelli segnati lontano dal Bernabeu dai soli Ronaldo e Callejon. Messi ha 18 reti in casa e 4 fuori, 3 delle quali domenica scorsa a Malaga. E a proposito di Leo: il triplo Pallone d’Oro vuole giocare ogni minuto. Si è presentato al Camp Nou per giocare un’inutile partita di Copa del Rey con l’Osasuna anche quando il club aveva annunciato ufficialmente che aveva la febbre e sarebbe rimasto a casa. Solo che così facendo, e con la prolungata assenza di Villa, l’uomo sul quale ricade gran parte del peso offensivo blaugrana ri-

y

GRUPPO A RISULTATI

S 3a GIORNATA Guinea EquatorialeZambia 0-1 (67' Katongo), LibiaSenegal 2-1 (5', 84' Boussefi; 11' K.Ndiaye).

S CLASSIFICA Zambia* 7 Guinea Equatoriale* 6 Libia 3 Senegal 0 * qualificati

schia stanchezza e saturazione. No Messi, no party E se non se-

gna lui sono guai: il Barça ha vinto l’89% delle partite nella quali l’argentino ha fatto gol, e solo il 52% quando è rimasto a secco. Sabato notte Leo ha detto che «Alcuni arbitri sono superbi e ti minacciano coi cartellini». Uscita comprensibile, ma di inusuale frustrazione. Gli infortuni, lunghi (Villa, Fontas, Afellay) e soprattutto brevi (12 casi di lesione ai muscoli delle cosce sinora) stanno complican-

punti persi in trasferta dal Barcellona nella scorsa Liga (5 dopo la conquista del titolo). Quest’anno sono già 13

do il lavoro di Guardiola, togliendogli alternative. E siccome da una parte non ci sono soldi e dall’altra si confida ciecamente nel vivaio si preferisce andare avanti con ciò che offre la casa. Materiale di prima qualità ma non sempre pronto a risolvere i problemi. A Vila-Real il Barça è parso stanco, mentalmente più che fisicamente, scarsamente illuminato, senza elettricità (e sfortunato, visto che ha colpito il 15˚ palo della stagione).

89%

la percentuale di vittoria del Barcellona nelle partite in cui segna Messi. Quando Leo non va a bersaglio, invece, diventa il 52%

LA SITUAZIONE

Valencia, stop con il Santander Oggi l’Atletico 21a GIORNATA Espanyol Maiorca 1 0, Rayo Vallecano AthleticBilbao 2 3, Real Madrid Real Saragozza 3 1, Villarreal Barcellona 0 0, Betis Grenada 1 2, Real Sociedad Sporting Gijon 5 1, Levante Getafe 1 2, Santander Valencia 2 2, Malaga Siviglia 2 1. Oggi Osasuna Atletico Madrid CLASSIFICA Real Madrid 52; Barcellona 45; Valencia 36; Levante e Espanyol 31; Ath.Bilbao 29; Malaga 28; Getafe e Osasuna 27; Atletico Madrid e Siviglia 26; Real Sociedad 24; Betis 23; Rayo Vallecano, Maiorca e Grenada 22; Santander 21; Villarreal 20; Sporting 18; Real Saragozza 12 MARCATORI 24 C.Ronaldo (Real Madrid); 22 Messi (Barcellona).

Riserva speciale E

se col Madrid gli uomini di Pep riescono a tirar fuori energie dalla riserva speciale dedicata ai Clasicos, in partite meno attraenti e avvelenate, contro avversari modesti ma determinati l’ordinaria amministrazione non basta. Così si spiegano i 5 pareggi e la sconfitta a Getafe in 10 trasferte. Sabato a complicare le cose ci si è messo anche Pep, che ha fatto girare tatticamente i suoi come trottole. Sotto questo aspetto va tenuta in grande considerazione la malattia di «Tito» Vilanova, molto più che un semplice secondo. Tito è l’anima tattica di Pep e la sua assenza pesa tanto. Ora per tirar su il morale della truppa blaugrana serve solo una cosa: il rinnovo di Guardiola.

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legni colpiti in stagione dai blaugrana, di cui l’ultimo a Vila-Real

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© RIPRODUZIONE

Pep Guardiola 41 anni, è alla quarta stagione sulla panchina del Barcellona. È campione di Spagna, d’Europa e del mondo in carica

RISERVATA

AP

belsi ha deciso di costruire attorno a lui le Aquile di Cartagine del dopo Ben Ali. Per ora Trabelsi ha vinto la scommessa e le prestazione del 21enne che gioca con il «7» sono state da manuale. Leo Msakni L’accostamento

Un gol decisivo al Marocco e una rete in stile Messi contro il Niger. In meno di una settimana le quotazioni di Youssef Msakni, ragazzo prodigio del calcio tunisino, si sono impennate. È lui la vera rivelazione di una Coppa d’Africa che fino ad ora ha visto i protagonisti più attesi giocare un po’ a nascondino. Msakni è un ragazzo originario di Tunisi senza fronzoli per la testa. Nonostante il parere contrario della stampa locale, che lo riteneva troppo giovane, il ct Sami Tra-

Il Times su Mou: pronto a lasciare la Spagna per l’Inghilterra DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LONDRA

Il Times è definito da sempre autorevole perché esempio di buon giornalismo e allora va letta con attenzione l’anticipazione sulla prima pagina dell’inserto sportivo domenicale di ieri: «Mourinho pronto a lasciare Madrid per tornare in Inghilterra». Nel servizio si cita una fonte molto vicina all’allenatore portoghese, che avrebbe dichiarato: «Josè è stanco della situazione a Madrid. Non conta vincere o meno in questa stagione. Non è una questione di soldi. Lui ha deciso di tornare in Inghilterra e vuole farlo la prossima estate». Il portoghese ha trascorso tre stagioni e mezza in Inghilterra al Chelsea, conquistando 5 trofei. Tra i motivi per i quali vorrebbe lasciare la Spagna ci sarebbe la frustrazione per l’influenza dei media nella vita del Real Madrid. Il deterioramento dei rapporti con alcuni giocatori come Casillas e Sergio Ramos avrebbe completato l’opera. Times, sarebbe l’allenatore sul quale punterebbe il Manchester City, se Mancini non dovesse vincere la Premier. Si ripeterebbe, in pratica, la staffetta dell’Inter nel 2008, quando il portoghese subentrò a Mancini. Ma per Mou potrebbe scattare l’operazione United, la scelta preferita dal portoghese, ma legata a un addio di Ferguson che, benché stia vivendo giorni difficili, non pare disposto a farsi da parte. La terza opzione potrebbe essere il Tottenham, la quarta il Liverpool. Qualcuno azzarda l’ipotesi della nazionale, ma Mou vuole ancora vincere con i club e la federazione per il dopo-Capello punterà quasi sicuramente su un nome inglese. bold

GERMANIA

C’è un Messi in Tunisia Msakni incanta il web

LUIGI GUELPA

Mou festeggia 49 anni tra Ramos e Casillas ANSA

Le piste Dove potrebbe andare Mou? Secondo il

COPPA D’AFRICA

Oltre 120mila contatti per rivedere i suoi gol. Nel gruppo A lo Zambia è primo

L’INDISCREZIONE

con Zidane fa tremare i polsi. Un po’ meno quello, in virtù del gol al Niger, alla Pulce del Barcellona. Un concentrato di tecnica e classe che sta spopolando tra gli internauti. Oltre 120mila contatti fino a ieri sera per vedere e vivisezionare l’azione di Youssef che riceve palla da Abdennour, si beve quattro giocatori nigerini come birilli e con una rasoiata di destro infila Daouda. Roba da manuale, anche se lui preferisce parlare delle prestazioni della squadra e di chi l’ha messo nelle condizioni di essere ribattezzato dai tifosi «Leo Msakni».

Il tunisino Youssef Msakni, 21 ANSA Mamma e fratello Non lo chia-

ma certo Leo suo fratello maggiore Ihab, compagno di squadra nell’Esperance dove Youssef ha trionfato nella Champions League africana. Pare che ci sia un pizzico di gelosia a dividerli. L’amore incondizionato, per entrambi, arriva invece da mamma Saloua che segue l’evento dalla casa nel quartiere di Bab Souika a Tunisi. Seguire forse non è il verbo più appropriato perché soffre

di cuore e il medico le ha prescritto di dosare le emozioni. E così quando Youssef scende in campo con la nazionale lei decide di chiudersi in camera da letto. Disastro Senegal Sono Zambia e Guinea Equatoriale le prime due qualificate ai quarti di finale della Coppa d’Africa. È il responso della terza e ultima giornata del Gruppo A. Il Senegal, perdendo anche contro la Libia (2-1), si conferma squadra materasso (3 ko consecutivi) e i Cavalieri del Mediterraneo, guidati da un Boussefi scatenato e autore di una doppietta, un gruppo cresciuto partita dopo partita. A Malabo tutto lasciava intendere che la gara si sarebbe conclusa sul parei, risultato che avrebbe qualificato sia la Guinea sia lo Zambia. Per oltre un’ora le due squadre hanno fatto finta di pungersi, poi al 67' un rasoterra di Katongo (Zambia) ha aperto le danze, ma soprattutto permesso ai Chipolopolo di vincere, chiudere al primo posto e lasciare alla Guinea l'onere, più che l'onore, di affrontare probabilmente la fortissima Costa d’Avorio nei quarti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Borussia M. è travolgente Ritorna a -1 dal trio di testa 19a GIORNATA Hannover Norimberga 1 0; Augsburg Kaiserslautern 2 2; Bayern Wolfsburg 2 0; Borussia Dortmund Hoffenheim 3 1; Hertha Amburgo 1 2; Werder Leverkusen 1 1; Colonia Schalke 04 1 4. Ieri Mainz Friburgo 3 1; Stoccarda Borussia Moenc. 0 3 CLASSIFICA Bayern, Borussia Dortmund, Schalke 40; Borussia Moenc. 39; Werder 31; Leverkusen 30; Hannover 27; Wolfsburg, Hoffenheim 23; Stoccarda, Amburgo 22; Norimberga, Colonia, Mainz 21; Hertha 20; Kaiserslautern 18; Friburgo, Augsburg 16.

FRANCIA

Marsiglia scavalca il Rennes Hazard: «Resto al Lilla» Il Marsiglia batte 2 1 e scavalca il Rennes. Intanto Hazard annuncia a Canal+: «Non lascio il Lilla a gennaio». 21a GIOR Auxerre Nancy 1 3; Brest Psg 0 1; Lorient Sochaux 1 1; Lione Digione 3 1; Nizza Montpellier 0 1; Tolosa Caen 1 0; Lilla St Etienne 3 0. Ieri Evian Bordeaux 0 0; Valenciennes Ajaccio 1 2; Rennes Marsiglia 1 2. CLASS Psg 46; Montpellier 43; Lilla 39; Lione 38; Marsiglia 37; Rennes 35; Tolosa 34; St Etienne 33; Bordeaux 27; Lorient 26; Brest 24; Evian 23; Nancy, Digione 22; Ajaccio 21; Valenciennes, Caen 20; Auxerre, Sochaux 19; Nizza 18.


LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MONDO COPPA D’INGHILTERRA

Arsenal, agli ottavi col ribaltone: da 0-2 a 3-2 Van Persie (2 rigori) e Walcott nella ripresa: Villa al tappeto ARSENAL ASTON VILLA

3 2

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-2 MARCATORI Dunne (AV) al 33’, Bent (AV) al 46’ p.t.; Van Persie (A) su rigore al 9’, Walcott (A) al 12’, Van Persie (A) su rigore al 16’ s.t. ARSENAL (4-2-3-1) Fabianski 5,5; Coquelin 6, Mertesacker 6, Koscielny 6,5, Vermaelen 6; Song 6,5, Ramsey 6; Walcott 6 (dal 44’ s.t. Sagna sv), Rosicky 6 (dal 26’ s.t. Arteta 6), Oxlade-Chamberlain 6 (dal 44’ s.t. Henry sv); Van Persie 7. PANCHINA Szczesny, Arshavin, Benayoun, Park. ALLENATORE Wenger 6. ASTON VILLA (4-4-2) Given 6; Hutton 6, Dunne 6, Warnock 5,5, Clark 5,5; Cuellar 6, Ireland 6, Petrov 5,5 (dal 37’ s.t. Bannan sv), Bent 5,5; Agbonlahor 6 (dal 26’ s.t. Gardner 5,5), Keane 6. PANCHINA Guzan, Lichaj, Baker, Heskey, Weimann. ALLENATORE McLeish 5. ARBITRO Jones 5. AMMONITI Koscielny (A) e Dunne (AV) per gioco scorretto.

STEFANO BOLDRINI LONDRA (Inghilterra)

Così va il calcio: dopo 45 minuti erano già pronti articoli di fuoco per decretare la fine della lunga era-Wenger sulla panchina dell’Arsenal, ma dopo 90’ tutti a celebrare l’impresa di una squadra capace di rimontare e segnare tre gol nel giro di 8’, seppure con l’aiuto di due rigori. I Gunners approdano così al quinto turno di Coppa d’Inghilterra, mentre all’Aston Villa restano solo le polemiche per le decisioni dell’arbitro Jones, su tutte quella di non aver punito una gomitata rifilata da Van Persie a Cuellar. Problemi L’Arsenal è tornato, titolavano i notiziari di ieri sera. Non sappiamo se è tornato, anche perché l’Aston Villa non è avversario troppo credibile e i problemi emersi nel primo tempo dovrebbero invitare Arsene Wenger a qualche rifles-

OLANDA

Il Feyenoord mette k.o. l’Ajax

Robin Van Persie, 28 anni, realizza il suo secondo penalty al 46’ della ripresa, quello del successo dei Gunners AP

sione, ma l’allenatore francese, come al solito, ha risposto ai fischi dicendo «io non penso a quello che dice alla gente, ma a vincere le partite». Di sicuro, l’Arsenal va sempre preso con le molle perché, anche nei momenti peggiori, ha sempre sussulti di vitalità. Wilshere niente Milan Il suo

punto di forza resta il centravanti olandese Robin Van Persie che con la doppietta di ieri ha raggiunto quota 120 gol in 259 gare con i Gunners. Wenger ha riproposto Oxlade-Chamberlain, il ragazzo che Capello potrebbe lanciare in Nazionale nell’amichevole Inghilterra-Olanda del 29 febbraio: il ragazzo ha ribadito di aver talento e non solo velocità. Bene Walcott, fortunato nell’azione del gol. Pochi minuti per Sagna, tornato dopo la frattura alla caviglia: una buona notizia per la difesa, che continua a ballare. Tempi lunghi invece per Wilshere, fuori dalla scorsa estate: in set-

timana farà altri test, ma sicuramente salterà la doppia sfida con il Milan. Il film L’Arsenal ha cominciato

alla sua maniera: rete di passaggi, tic e toc, leggerezza in attacco. L’Aston Villa ha preso coraggio ed è passato al 33’ con Dunne: zuccata su angolo di Petrov. In pieno recupero, il 2-0 di Bent: primo tiro respinto dal portiere, ribattuta vincente dell’attaccante dell’Aston Villa. Nello spogliatoio, mentre allo stadio e in tribuna stampa Wenger veniva impallinato, il francese è stato durissimo con la squadra. La strigliata è servita, perché nella ripresa si è visto un altro Arsenal. Al 54’ il primo rigore, concesso per un fallo di Dunne su Ramsey: Van Persie ha aperto le danze. Al 57’ il pareggio di Walcott, al 61’ un altro rigore, stavolta figlio di un fallo di Bent su Koscielny: Van Persie non ha avuto pietà e tanti saluti all’Aston Villa.

LA SITUAZIONE

Negli ottavi Chelsea contro il Birmingham RISULTATI 16a FINALE Watford Tottenham 0 1; Everton Fulham 2 1; QPR Chelsea 0 1; Liverpool Manchester Utd 2 1; Milwall Southampton 1 1; Hull Crawley 0 1; W.Bromwich Norwich 1 2; Blackpool Sheffield Wed 1 1; Stevenage Notts 1 0; Derby Stoke 0 2; Bolton Swansea 2 1; Sheffield Utd Birmingham 0 4; Leicester Swindon 2 0 Brighton Newcastle 1 0; Sunderland Middlesbrough 1 1 Arsenal A.Villa 3 2. Sorteggiati gli ottavi: il Chelsea se la vedrà col Birmingham, il Liverpool con il Brighton, l’Arsenal con la vincente tra Sunderland e Middlesbrough.

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AMSTERDAM Continua la corsa del Psv che si sbarazza an che del Vitesse (4 1). L’Ajax crolla con il Feyenoord (1 4) e si fa rag giungere al quarto posto anche dal l’Heerenveen. 19a GIORNATA Psv Eindhoven Vi tesse 3 1, Heerenveen Utrecht 2 0, Breda De Graafschap 1 1, He racles Excelsior 3 0, Roda Alk maar 2 0, Feyenoord Ajax 4 2, Waalwijk Venlo 4 0, Twente Gro ningen 4 1, Nimega Den Haag 2 0 CLASSIFICA Psv Eindhoven 41; Twente e Alkmaar 39; Ajax, Hee renveen e Feyenoord 34; Vitesse e Groningen 29; Roda 28; Heracles e Nimega 23; Breda e Den Haag 22; Waalwijk 21; Utrecht 18; De Graaf schap e Venlo 13; Excelsior 11.

PORTOGALLO

Impresa Gil Vicente Il Benfica va in fuga LISBONA Crolla il Porto sul campo del Gil Vicente: un inatteso 3 1 che crea un vuoto ai vertici de la classifica, con il Benfica (2 1 al Feirense) che adesso è a +5 sui ri vali storici. 17a GIORNATA Vitoria Guimara es Nacional Madeira 1 0, Rio Ave Académica Coimbra 0 0, Fei rense Benfica 1 2, Vitoria Setu bal Olhanense 2 3, União Lei ria Paços Ferreira 2 4, Sporting Portugal Beira Mar 2 0, Gil Vicen te Porto 3 1. Oggi Marítimo Fun chal Sporting Braga CLASSIFICA Benfica 45; Porto 40; Sporting Braga 34; Sporting 32; Marítimo 29; Vitoria Guimaraes 23; Olhanense 21; Académica Coim bra 20; Nacional Madeira, Gil Vicen te 19; Beira Mar 16; Rio Ave, Feiren se, Paços Ferreira 15; União Leiria, Vitoria Setubal 14.

Sisal Match Point S p A - P

05199591008 - Conc PGA D 15122

NOTE spettatori 60.019. Tiri in porta: 12-5. Tiri fuori: 5-2. Angoli: 10-3. In fuorigioco: 1-1. Recuperi: 1’ p.t.; 4’ s.t.

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SERIE BWIN LA CAPOLISTA

Sassuolo «Ho capito che siamo da Serie A» Pea, la svolta dopo il Verona «C’è la mentalità da grande Invece a Zeman dico che...» GUGLIELMO LONGHI

Mourinho? No, Squinzi. Stavolta i complimenti non gli sono arrivati da Madrid, ma da molto più lontano. In viaggio d’affari a Las Vegas, il signor Mapei ha chiamato Pea dopo la vittoria sul Verona. «Era contento soprattutto perché avevamo battuto Mandorlini che in settimana l’aveva criticato riaprendo vecchie polemiche», racconta l’allenatore del Sassuolo da sabato sera capolista solitario. Un primato raggiunto dopo oltre tre anni, un dettaglio che va ad aggiungersi ad altri non banali: quarta vittoria consecutiva, la prima in uno scontro diretto. Nessuno può nascondersi a questo punto: la squadra comanda la classifica, la società in gennaio ha fatto investimenti

importanti, i tifosi... Beh, loro sono sempre pochi intimi. Ma questo è un altro discorso. Esame di maturità Pea sente

aria di svolta: «Ho visto una grande prova di maturità, ma è successo, e questa è la novità, in partita e non più durante gli allenamenti della settimana. I ragazzi sono stati bravi a gestire le varie situazioni, a non reagire quando c’era troppo nervosismo, a capire come giocare, a mantenere sicurezza e serenità. Una cosa importante, perché abbiamo trovato la mentalità da grande squadra». E quindi? «Quindi niente, sotto col Cittadella, non ho avuto neanche il tempo di godermi il primo posto dato che si torna in campo subito: ho visto e rivisto il dvd della partita persa contro il Padova. Occhio è una squadra che sta bene, ve-

MERCATO PRESENTATO IL NUOVO ACQUISTO

Torino, ecco Pasquato «La Juve? Io tifo Milan» Padova: parte Cacia, dal Siena arriva Larrondo

La scalata

LA SITUAZIONE

h

Domani in campo Il Pescara va a Crotone

DALLA SERIE D IN CORSA PER LA A DOPO TRE BALZI Ecco le tappe della travolgente rincorsa del Sassuolo: 14 anni fa giocava tra i dilettanti, ora è al primo posto da solo nel campionato di serie B. SERIE D

1997-1998 Secondo nel girone C di serie D, è ripescato in serie C2, torna dopo 8 anni nel calcio professionistico. L’allenatore è Antonio Fontanesi.

Fulvio Pea, 44 anni, prima stagione alla guida del Sassuolo LIVERANI

«Non sono un difensivista, ma cerco sempre l’equilibrio». Gli elogi di Squinzi loce, aggressiva: può metterci in difficoltà». Lui e Zeman Si riparte dalla te-

sta dei giocatori e da un modulo, il 3-5-2, che sta dando ottimi risultati: «Vero, ma potrei anche cambiare, passare per esempio al 3-4-3 come ho fatto altre volte. Preferisco non legarmi a un solo tipo di gioco». Inevitabile il confronto col Pescara di Zeman, secondo a punto: «Sento dire in giro che abbiamo filosofie di gioco opposte, che io sono un difensivista e lui pensa soltanto ad at-

taccare». E non è così? «A dirla tutta, io cerco soprattutto l’equilibrio tra le due fasi, è diverso. Ricordo che il Torino, terzo, ha la difesa meno battuta e non si può sostenere che Ventura sia un catenacciaro». Più o meno, è il senso della frecciata che gli ha lanciato Zeman dopo il pari dello sorso ottobre al Braglia: si vede che Pea ha lavorato con Mourinho: «Frecciata? Dipende dai punti di vista: per me è stato un complimento, pensando a quello che ha vinto Mourinho in questi anni, in Italia e fuori. Il Pescara è abituato a creare anche dieci occasioni a partita, con noi aveva fatto due tiri in porta e segnato soltanto su autogol. Forse questo aveva dato fastidio a Zeman. Ma, sia chiaro, lo considero sempre un maestro».

SERIE C2

2005-06 Il Sassuolo arriva secondo nel girone B di serie C2. Vince la finale playoff con la Sansovino e viene promosso in C1. L’allenatore è Gian Marco Remondina.

Arriva un altro turno infrasettimanale per la serie B, che torna in campo domani con la 25ª giornata. Questa la classifica dopo la 24ª:

Sassuolo p. 49; Pescara 48; Torino 47; Padova e Verona 44; Varese 35; Brescia 34; Reggina e Grosseto 33; Juve Stabia ( 4) e Bari ( 2) 32; Sampdoria 31; Cittadella 30; Vicenza 27; Livorno 26; Crotone ( 1) 25; Modena 24; Gubbio e AlbinoLeffe 23; Empoli 22; Ascoli ( 7) 19; Nocerina 17. Le partite di domani (ore 20.45):

Ascoli Nocerina Bari Padova Brescia Juve Stabia Cittadella Sassuolo Crotone Pescara Livorno Varese Modena AlbinoLeffe Reggina Gubbio Sampdoria Empoli Torino Vicenza Verona Grosseto

(1 0) (0 1) (1 0) (0 2) (0 2) (2 0) (1 2) (3 1) (3 1) (1 0) (1 2)

IL GIUDICE SPORTIVO Sono 11 i

SERIE C1

2007-2008 Primo nel girone A di C1, il Sassuolo è promosso e conquista la prima, storica promozione in Serie B. Vince anche la Supercoppa. L’allenatore è Massimiliano Allegri. SERIE B

2011-2012 Dopo 24 giornate, il Sassuolo è primo da solo in B con 49 punti. L’allenatore è Fulvio Pea.

giocatori squalificati: due giornate a Eramo (Crotone), una a Cristiano e Laner (AlbinoLeffe), Martina Rini (Brescia), Gasparetto (Cittadella), Consonni e Crimi (Grosseto), Dionisi (Livorno), Volta (Sampdoria), Galli e Mareco (Verona). Sono un’ammenda di 3 mila euro per Ventura, tecnico del Torino. Dirigenti: inibiti fino al 6 febbraio Giglio (Juve Stabia) e Ursino (Crotone). Ammende alle società: 6.000 euro Padova, 3.000 Juve Stabia, 750 AlbinoLeffe e Bari.

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Taccuino SAMPDORIA

Palombo ha la febbre Rispoli malconcio BOGLIASCO Assenti Palom bo bloccato a casa dalla febbre, e Rispoli, uscito malconcio dal ma tch di Gubbio. Ancora a parte Be rardi, Padalino e Fornaroli.

BRESCIA

BINDA-BRAMARDO

Feczesin e Salamon non ce la fanno

Due giorni caldissimi per i club di B: domani si chiude il mercato e si gioca la 25ª giornata. I contratti depositati oggi dovrebbero avere il visto d’esecutività per poter giocare subito, mentre per quelli depositati domani bisogna attendere il prossimo turno di sabato.

BRESCIA Ancora indisponi bili Feczsin e Salamon, squalificati Vass e Martina Rini: a centrocam po può riadattarsi El Kaddouri, con la prima chance da titolare per Foti in attacco. Ieri palestra e terapie per Rossi, il centrocampista arriva to in prestito dalla Juventus, redu ce da un infortunio muscolare.

Verso il debutto L’ultimo rinfor-

zo per mettere le ali al Toro arriva dalla Juve, sia pure via Lecce. Prestito secco per Cristian Pasquato, maglia numero 77, presentato dopo l’allenamento in palestra, causa neve. La Juve sulla comproprietà non ci ha sentito, se ne riparlerà a fine stagione, ai granata la prelazione se il giocatore non rientra. Pasquato potrebbe debuttare domani a sinistra con Stevanovic a destra. Tanto per far chiarezza sul tifo, lui sbandiera le simpatie per il Milan: «Sarà testa a testa con la Juve, ma da tifoso spero che lo scudetto lo vinca il Milan. Per un ragazzo di 22 anni il treno del Toro passa una volta sola, ho accettato con entusiasmo». Adesso il Toro aspetta Salvatore Masiello: se non si libera dal Bari, arriva a luglio. Altri movimenti Salta lo scambio Vantaggiato-Livorno tra Padova e Livorno: i veneti in

Cristian Pasquato, 22 anni ARAMELLA

attacco prendono Larrondo e danno Cacia al Siena e attendono notizie dal Sassuolo per Trevisan, ma il difensore non dovrebbe lasciare Padova alla pari di Italiano, richiesto dal Modena (pure interessato a Lapadula del San Marino). Oggi il Verona avrà Vacca dal Benevento, dove va Mancini. Rivas (Bari) è ufficiale a Varese; da Bari parte anche Sini che, via Roma, è destinato al Livorno. Il Brescia cerca Baraye (Lumezzane: in cambio torna Scaglia?) è pronto a sferrare l’assalto a Piovaccari della Sampdoria (l’alternativa è Uribe del Chievo), da dove però non dovrebbe arrivare Accardi. La Reggina per il centrocampo ha chiesto Armellino al Sorrento. La Juve Stabia ha ufficializzato gli arrivi di Ceccarelli (Lazio) e Beretta (Ascoli, via Milan). Il Vicenza è tornato a bussare al Portogruaro per De Sena, ma è più probabile che l’affare slitti a luglio. Tutto fermo per il passaggio di Caserta (Atalanta) alla Nocerina. Oggi il Gubbio conta di chiudere con Guzman (Piacenza) e valuta Pagano (Torino). © RIPRODUZIONE RISERVATA

EMPOLI

Avanti con Carboni «Con lui si corre» EMPOLI Dopo il k.o. in casa col Brescia, il presidente Corsi ha deciso di continuare con Carboni. «Sapete che valuto gli allenatori per ciò che fanno in settimana. Con lui la squadra corre di più, col Brescia siamo stati condannati da due episodi. Qui serve in cambio di mentalità nei giocatori».

ALBINOLEFFE

Salvioni si presenta «Possiamo salvarci» LEFFE Walter Salvioni ha in tanto spiegato perché ha accetta to l’AlbinoLeffe dopo l’esonero di Fortunato: «Conosco bene la squa dra, visto che abito a pochi chilo metri da Bergamo. Penso di poter centrare l’obiettivo salvezza. Gio cheremo col 4 4 2, ma saremo flessibili». Con Salvioni sono arriva ti anche l’allenatore in seconda Di Stefano, il preparatore Spaggiari e l’allenatore dei portieri Fantini.


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PRIMA DIVISIONE GIRONE A 21a GIORNATA Da una parte si corre, dall’altra si rallenta. E’ il destino di due gironi molto diversi. Solo vittorie per sei delle otto squadre al vertice del girone A, con la capolista Ternana che ha faticato tremendamente, in attesa del match clou di stasera tra Taranto e Sorrento: a questo punto, chi non vince perde terreno dai rivali. Discorso opposto nel girone B, dove tra le prime

l’Analisi di NICOLA BINDA nbinda@gazzetta.it

Chi corre e chi rallenta. Senza noia

Finale thriller Bernardi gol e la Ternana va Tutto in 3’: rigore fallito dal Lumezzane Poi arriva la rete che fa volare Toscano TERNANA

1

LUMEZZANE

0

zio) parato da Ambrosi a Diana (89’). E l’assist con cui Cejas smarca Bernardi, autore del gol (92’). Ternana-Lumezzane è tutta qui. La capolista ottiene la terza vittoria interna consecutiva. E con 13 punti negli ultimi cinque turni si porta a +4 sul Taranto, impegnato stasera col Sorrento. Ma non convince. Il Lumezzane perde: un punto nelle quattro gare del 2012. E fa mea culpa. Perché anche un pari, dopo l’errore fatale di Diana, le sarebbe andato stretto.

+++

GIUDIZIO MARCATORE Bernardi al 47’ s.t. TERNANA (3-4-3) Ambrosi 7,5; Fazio 5,5, Pisacane 6, De Giosa 6; Bernardi 7,5, Carcuro 6, Miglietta 5,5 (dal 30’ s.t. Cejas 7), Gotti 5; Sinigaglia 5,5 (17’ s.t. Litteri 5), Docente 5,5, Dianda 5. (Virgili, Camillini, Arrigoni, Fusciello, Della Penna). All. Napoli 6,5 (Toscano squalificato). LUMEZZANE (3-5-2) Brignoli 6,5; Luciani 6,5, Giosa 6, Guagnetti 6; Diana 5, Sevieri 6 (dall’11’ s.t. Dadson 6), Finazzi 6,5, Baraye 6 (dal 27’ s.t. Faroni s.v.), Bradaschia 6; Antonelli 6 (dal 41’ s.t. Gasparetto s.v.), Inglese 6. (Rossi, Fondi, Ferrari, Maccabiti). All. Nicola 6. ARBITRO Maresca di Napoli 5. NOTE paganti 2.901, abbonati 1.334, incasso di 26.770 euro. Ammoniti Giosa, Miglietta, Baraye, Finazzi e Fazio. Angoli 4-4.

L’avvio Senza gli squalificati

Nolè e Danti, il tecnico umbro Domenico Toscano, a sua volta in castigo, propone il consueto 3-4-3 rilanciando a destra Bernardi — per la prima volta dal 1’ dopo l’infortunio del 27 novembre scorso — e avanzando Dianda nel trio d’attacco composto da Sinigaglia e Docente, preferito a Litteri. Il dirimpettaio Davide Nicola, senza gli squalificati Lo Iacono e Pini, e con Malagò infortuna-

DAL NOSTRO INVIATO

MASSIMILIANO ANCONA TERNI

Tutto alla fine. In tre minuti. Quelli che trascorrono dal rigore (fallo dubbio di Gotti su Guagnetti, anche se poi è stato ammonito il diffidato Fa-

nove della graduatoria il solo Trapani ha vinto (e sono sei di fila) dando il cambio in vetta ai cugini del Siracusa, comunque bravo a respingere l’assalto di uno Spezia che non riesce proprio a fare il definitivo salto di qualità. In ogni caso, da una parte e dall’altra, non c’è nessun motivo per annoiarsi, perché di scontato non c’è proprio nulla. Un buon segnale.

to, vara un 3-5-2 con Diana a destra e Bradaschia a sinistra. Entrambi, in fase di non possesso, si aggiungono al trio arretrato togliendo spazi e tempi agli avversari. Il minuto di raccoglimento per ricordare Oscar Luigi Scalfaro, ex Presidente della Repubblica, è il preludio a un primo tempo giocato a ritmi lenti. Il Lumezzane si fa vivo con Baraye: blocca Ambrosi (5’). La Ternana spreca con Dianda (26’) che smarcato in solitudine da un rimpallo si fa ipnotizzare da Brignoli. Sulla respinta di quest’ultimo, Sinigaglia, da posizione assai defilata, fallisce il bersaglio. La ripresa Dopo l’intervallo, la Ternana prova ad accelerare. Ma il Lumezzane si chiude permettendo solo conclusioni forzate. Lo 0-0 pare inevitabile. Anche con l’ingresso di Litteri per Senigaglia. Almeno fino al 42’, quando gli ospiti con Guagnetti di testa impegnano Ambrosi, che alza in angolo. Sul cross di Diana c’è il fallo assai dubbio di Gotti su Guagnetti. Per l’arbitro Maresca è rigore. Diana tira. Ambrosi respinge. E ancora Diana di testa manda fuori. Al 47’, c’è il gol di Bernardi, che evita il fuorigioco sull’assist di Cejas, in campo da 15’. Poi stoppa e segna il secondo gol stagionale superando il portiere in uscita: 1-0. Così la Ternana conquista tre punti di platino per mettere pressione al Taranto. E affrontare le trasferte di Carpi e Benevento. Prima dello scontro interno diretto con gli ionici dopo la sosta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Adesso però prepariamoci a due settimane delicate. Subito due giorni di fuoco per la chiusura del mercato: finora gennaio non ha regalato grandissime sorprese, la maggior parte delle operazioni è stata concentrata negli ultimi due giorni. Un’occasione importante per chi ne ha la possibilità, sarebbe un vero peccato non sfruttarla (o peggio, sprecarla).

PISA

1

PRO VERCELLI

4

+++

GIUDIZIO MARCATORI Martini (PV) all’8', Buscaroli (P) al 16’, Martini (PV) al 47' p.t.; Di Piazza (PV) al 12’, Germano (PV) al 25' s.t. PISA (4-4-2) Pugliesi 6; Benvenga 4,5, Raimondi 5, Buscaroli 5,5, Audel 5; Tulli 5 (dal 1’ s.t. Ilari 5,5), Genevier 6, Obodo 5 (dal 20’ s.t. Tremolada 5,5), Favasuli 6; Perna 5,5, Carparelli 6,5 (dal 33' p.t. Perez 5). (Sepe, Ton, Bizzotto, Scampini) All. Pagliari 5. PRO VERCELLI (4-3-1-2) Valentini 6; Bencivenga 6, Ranellucci 6, Modolo 6,5, Armenise 6,5; Germano 7, Calvi 7, Espinal 7,5; Fabiano 6 (dal 24’ p.t. Rosso 6,5); Di Piazza 6,5 (dal 28’ s.t. Tonani 6), Martini 8 (dall’8’ s.t. Marconi 6). (Miranda, Cancellotti, Masi, Murante). All. Braghin 7. ARBITRO Operato di Isernia 6. NOTE paganti 1.302, abbonati 2.124, incasso di circa 30.000 euro. Ammoniti Benvenga, Calvi, Rosso, Armenise e Tonani. Angoli 2-3.

ALESSIO CARLI PISA

Nella biblioteca dell’Arena Garibaldi la Pro Vercelli studia per i playoff. In un clima da sala di lettura (sciopero del tifo della curva Nord contro le multe per megafoni e tamburi) gli uomini di Maurizio Braghin puniscono ogni sbaglio del Pisa con scientifica precisione e raggiungono il massimo vantaggio stagionale sulla sesta, nonostante manchi il bomber Malatesta. Dopo aver

Il Carpi va sotto poi decide Eusepi Pavia in crisi nera malgrado Roselli

Altinier su rigore e il Benevento si sblocca in casa Il Foligno non c’è

Un doppio Zigoni batte il Viareggio Avellino da corsa nel suo stadio

Show di Alessi: ride la Reggiana Como, un altro suicidio casalingo

MARCATORI Falco (P) su rigore al 44’ p.t.; Memushaj (C) al 14’, Eusepi (C) su rigore al 22’ s.t. CARPI (4-4-2) Mandrelli 6; Laurini 6,5, Cioffi 5,5, Terigi 6,5, Poli 5,5; Concas 7,5, Perini 5 (dal 15’ s.t. Potenza 6), Memushaj 7, Boniperti 6; Ferretti 5 (dal 15’ s.t. Kabine 5,5), Eusepi 6,5. (Bastianoni, Lorusso, De Paola, Donnarumma, Di Gaudio). All. Notaristefano 6,5. PAVIA (4-4-1-1) Facchin 6; Capogrosso 6, Fissore 5,5, Fasano 5, Meregalli 6; Bufalino 7 (dal 20’ s.t. Caidi 5), Carotti 6, Cinelli 5, Statella 5,5 (dal 25’ s.t. Marchi 5,5); Falco 6,5; Cesca 5,5. (Cacchioli, Verruschi, Galassi, Meza Colli, Rodriguez). All. Roselli 6. ARBITRO Rasia di Bassano 5,5. NOTE paganti 270, abbonati 187, incasso di circa 2.000 euro. Espulso Cioffi al 47’ s.t.; ammoniti Carotti, Meregalli ed Eusepi. Angoli 3-4.

MARCATORE Altinier su rigore al 36’ p.t. BENEVENTO (4-2-3-1) Gori 7; D’Anna 7, Siniscalchi 7, Signorini 6, Anaclerio s.v. (dal 17’ p.t. Frascatore 6,5); La Camera 6,5 (dal 24’ s.t. Grauso 5,5), Rajcic 6; Kanoute 7, De Vezze 6,5, Pintori 6 (dal 16’ s.t. Cia 6); Altinier 6,5. (Mancinelli, Rinaldi, Carretta, Montini). All. Imbriani-Martinez 6. FOLIGNO (4-2-2) Kovacsik 6; Tuia 6 (dal 1’ s.t. Stoppini 5,5), Cotroneo 6, Galuppo 6, Barbagli 5,5; Rizzo 6,5 (dal 31’ s.t. Ferrari s.v.), Padoin 6, Papa 5,5 (dal 12’ s.t. Menchinella 5,5), Carroccio 6; Caturano 6,5, Guidone 5,5. (Mazzoni, Petti, Tattini, Cardarelli). All. Pagliari 6. ARBITRO Pezzuto di Lecce 6. NOTE paganti 1.483, abbonati 685, incasso non comunicato. Ammoniti Signorini, Tuia, Papa, Cotroneo, Gori e Barbagli. Angoli 5-5.

MARCATORE Zigoni al 43’ p.t. e al 30’ s.t. AVELLINO (4-3-3) Fumagalli 7; Zappacosta 6,5 (dal 29’ s.t. Zammuto 6), Puleo 6, Cardinale 6, Pezzella 5,5; Malaccari 6,5 (dal 40’ s.t. Ricci s.v.), Massimo 6, Arcuri 6,5; Herrera 7, Zigoni 7,5, De Angelis 5,5 (dal 19’ s.t. Lasagna 5,5). (Fortunato, Labriola, De Gol, Thiam). All. Bucaro 6. VIAREGGIO (4-3-3) Gazzoli 5,5; Carnesalini 5,5, Monopoli 5, Lamorte 5,5, Martella 5,5; Pizza 5,5, Tarantino 6, Lepri 6 (dall’11’ s.t. Scardina 6); Cesarini 6 (dal 34’ s.t. Guerra s.v.), Cristiani 5,5, Zaza 6,5. (Ranieri, Sorbo, Licata, Mancini, Maltese). All. Bertolucci 5,5. ARBITRO Minelli di Varese 6,5. NOTE spettatori 2.000 circa, paganti, abbonati e incasso nc. Ammoniti Herrera, Lepri, Arcuri, Monopoli e Lamorte. Angoli 8-9.

MARCATORI Bardelloni (C) al 34’ p.t.; Iraci (R) al 13’, Alessi (R) al 31’ s.t. COMO (4-2-3-1) Giambruno 5,5; Ambrosini 5 (dal 23’ s.t. Ripa s.v.), Zullo 5,5, Urbano 5,5, Som 6,5; Salvi 5,5, Ardito 6; Bardelloni 6,5 (dal 16’ s.t. Doumbia 5,5), Lulli 5 (dal 12’ s.t. Vicente 5), Ciotola 5,5; Tavares 6. (Twardzik, Conti, Toledo, Miello). All. Manari 5,5. REGGIANA (3-5-1-1) Silvestri 6; Aya 6, Zini 6, Magliocchetti 6; Iraci 6,5 (dal 21’ s.t. Ardizzone 6), Viapiana 6,5, Spezzani 5, Arati 6,5, Panizzi 6,5; Alessi 7 (dal 40’ s.t. Gurma s.v.); Rossi 5,5 (dal 35’

GIUDIZIO COMO Un altro suicidio casalingo per il Como, che prosegue nella sua serie nera (un punto in 5 partite) e si fa rimontare da una Reggiana che, in 10 uomini da metà del primo tempo per la doppia ammonizione del giovane Spezzani, sfrutta la pessima ripresa della squadra di Manari. Como in vantaggio con un tap-in di Bardelloni dopo il palo di Tavares. La ripresa è della Reggiana: Alessi lancia Iraci che si infila in area e pareggia. Il raddoppio arriva con lo stesso Alessi che sfrutta un cross di Arati. Lilliana Cavatorta

2

BENEVENTO

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AVELLINO

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COMO

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PAVIA

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FOLIGNO

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VIAREGGIO

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REGGIANA

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++

GIUDIZIO REGGIO EMILIA Il Pavia sogna per un tempo di interrompere la lunga serie (14 gare) senza vittorie, ma poi si arrende alla rabbiosa reazione del Carpi (9ª vittoria in 11 gare al Giglio). Un rigore di Falco (fallo di Perini sull’ex Cesca) illude la squadra di Roselli, al debutto. Nella ripresa il Carpi in 8’ ribalta il match dopo un palo centrato da Eusepi. Memushaj impatta con una punizione sotto la traversa, poi Eusepi si procura (fallo di Caidi, appena entrato) e trasforma il rigore del sorpasso. Davide Setti

++

GIUDIZIO BENEVENTO Di misura, ma con meriti indiscutibili, il Benevento per la prima volta nel nuovo anno gioisce davanti al proprio pubblico. Match senza storia con i giallorossi che hanno tenuto le redini del gioco ed hanno sprecato diverse palle-gol. A firmare la rete della vittoria è stato Altinier su rigore, concesso al 36’ del primo tempo per atterramento di De Vezze ad opera di Barbagli, con Kovacsik (al debutto) battuto sulla sua sinistra. Un unico guizzo per il Foligno al 29’ della ripresa con Rizzo: grande risposta di Gori. Antonio Buratto

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GIUDIZIO AVELLINO Contro il Viareggio e grazie a Zigoni, l’Avellino centra la quarta vittoria interna di fila. Erano partiti meglio gli ospiti: al 40’ con Cristiani sfiora il vantaggio dopo un’indecisione della difesa. Gli irpini vengono fuori alla distanza trascinati da un imprendibile Herrera. Il vantaggio al 43’: Herrera si conquista e calcia una punizione per la testa di Zigoni che insacca. Nella ripresa al 30’ raddoppio in fotocopia col panamense che dal corner serve Zigoni che non sbaglia. Luigi Zappella

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Super Pro Vercelli Martini spacca Pisa

s.t. Esposito s.v.). (Bellucci, Mei, Matteini, Bettati). All. Zauli-Lanna 6,5. ARBITRO Ros di Pordenone 6. NOTE paganti 560, abbonati 353, incasso di 7.570 euro. Espulso Spezzani al 24’ p.t.; ammoniti Rossi, Lulli, Som e Doumbia. Angoli 3-2.

CARPI

E poi si avvicinerà la fatidica data del 15 febbraio, quando scade il termine per dimostrare gli avvenuti pagamenti del secondo trimestre. In attesa che si chiuda la partita del primo, si annunciano altre penalizzazioni. Alla Procura federale in questo periodo il lavoro non manca, ma questa non sia una scusa per tardare nelle decisioni...

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IL POSTICIPO ORE 20.45

Stasera Taranto-Sorrento Importantissimo posticipo stasera tra Taranto e Sorrento, che segnerà la parte alta della classifica già accesa dalle vittorie di ieri di Ternana, Carpi e Pro Vercelli: almeno 7.000 tifosi allo Iacovone. Per Dionigi rientra Prosperi, ma esce Coly; problemi anche per Di Bari (caviglia) e Bremec (febbre). Ruotolo ottiene il rinforzo atteso a centrocampo (Beati dal Frosinone: forse va in panchina) e per il resto, squalificato Camillucci, può contare sul rientro di Croce e Romeo. Così in campo (ore 20.45, diretta su Raisport 1): TARANTO (3-4-3) Bremec; Sosa, Di Bari, Prosperi; Antonazzo, Di Deo, Sciaudone, Rizzi; Chiaretti, Guazzo, Rantier. (Faraon, Cutrupi, Garufo, Girardi, Pensalfini, Alessandro, Mendicino). All. Dionigi. SORRENTO (4-4-1-1) Rossi; Vanin, Nocentini, Di Nunzio, Bonomi; Croce, Niang, Armellino, Basso; Carlini; Ginestra. (Chiodini, Romeo, Sabato, Beati, Bondi, Corsetti, Scappini). All. Ruotolo. ARB. Cifelli di Campobasso (Bellagamba-Camillucci).

chiuso l’andata a un passo dalla zona promozione, i padroni di casa si vedono respinti all'ultimo esame di ammissione: quarta sconfitta di fila (Dino Pagliari rischia, in arrivo ci sarebbe Alessandro Pane). Perle Sono le prime reti in ma-

glia bianca per Martini: l’attaccante arrivato a gennaio prima sfrutta un corto retropassaggio di Raimondi e segna con un pallonetto, poi colpo di petto e diagonale al volo su un cross bucato da Audel. Nel mezzo c’è stato il tocco di Buscaroli su azione da corner che aveva dato il pareggio a un Pisa rimasto vivo solo finché non si è infortunato Carparelli. Genevier, tornato per la sua seconda avventura nerazzurra, ha predicato nel deserto. È stato straordinario l’apporto di Calvi davanti alla difesa e poi a impostare, di Germano e Rosso in pressing, e di Espinal, trequartista presente nelle prime tre azioni da gol: suo l’appoggio di testa per la fuga di Di Piazza che lascia sul posto Buscaroli e sigla la rete che chiude la partita con mezz’ora d’anticipo. C’è gloria anche per Germano su errore di Benvenga, poi solo i fischi dei tifosi pisani contro squadra e dirigenza.

CLASSIFICA SQUADRE

PT

TERNANA 47 TARANTO (-1) 43 CARPI 39 PRO VERCELLI 37 SORRENTO (-2) 35 BENEVENTO (-6) 31 AVELLINO 31 TRITIUM 29 FOGGIA (-1) 28 COMO (-1) 28 LUMEZZANE 28 PISA 26 REGGIANA (-2) 25 SPAL (-2) 20 MONZA 17 VIAREGGIO (-1) 14 FOLIGNO (-4) 11 PAVIA 9

2

MONZA

2

TRITIUM

1

FOGGIA

1

Arma ne fa due: la Spal respira ma oggi lo vende Tritium, che errori

Il Foggia domina e spreca per 45’ E’ festa Monza grazie a Colacone

MARCATORI Casiraghi (T) al 29’, Arma (S) al 40’ p.t.; Arma (S) al 23’ s.t. SPAL (4-1-4-1) Capecchi 7,5; Cosner 6,5, Beduschi 6,5, Zamboni s.v. (dal 19’ p.t. Ghiringhelli 6), G. Rossi 5,5; Bedin 6; Melara 6,5 (dal 43’ s.t. Canzian s.v.), Fortunato 5,5, P. Rossi 6, Laurenti 6 (dal 22’ s.t. Marconi 6); Arma 7,5. (Costantino, A. Vecchi, Piras, Taraschi). All. Brescia 6,5 (S. Vecchi squalificato). TRITIUM (4-4-2) Pansera 5,5; Teso 5,5, Suagher 5,5, Dionisi 6, Riva 5,5; Casiraghi 6, Di Ceglie 6, Daldosso 6, E. Bortolotto 6; Sinato 6, R. Bortolotto 5,5 (dal 30’ s.t. Spampatti s.v.). (Nodari, Cremaschi, Fondrini, Corti, Monacizzo, Chimenti). All. Boldini 6. ARBITRO D’Angelo di Ascoli Piceno 5. NOTE paganti 554, abbonati 1.229, incasso di 8.157 euro. Ammoniti Daldosso, Bedin, Melara, P. Rossi e Marconi. Angoli 4-3.

MARCATORI Kolawole (F) al 5’ p.t.; Colacone (M) al 12’ su rigore e al 39’ s.t. MONZA (4-3-1-2) Castelli 7,5; Zenoni 6, Valagussa 6,5, Cattaneo 6, Bugno 6; Prato 5,5 (dal 12’ s.t. Romano 6), Biso 7, Rosseti 6 (dal 39’ s.t. Anghileri s.v.); Nappello 5,5; Torregrossa 6 (dal 22’ s.t. Tiboni 6), Colacone 8. (Marcandalli, Palumbo, Pandiani, Iacopino). All. Motta 6,5. FOGGIA (3-4-3) Ginestra 6; D’Orsi 6, Tomi 6,5 (dal 20’ s.t. Wagner 6), Gigliotti 5,5; Traorè 6,5, Molina 5,5, Perpetuini 6,5, Cardin 6; Cruz 5,5 (dal 39’ s.t. Meduri s.v.), Kolawole 7, Venitucci 7 (dal 20’ s.t. Pompilio 6). (Botticella, Toppan, Cortesi, Lanteri). All. Stringara 6. ARBITRO Bindoni di Venezia 6. NOTE paganti 477, abbonati 316, incasso di 7.657 euro. Espulsi i tecnici Motta e Stringara al 47’ s.t.; ammoniti Cattaneo, Zenoni, Torregrossa, Traorè, Gigliotti e Perpetuini. Angoli 4-8.

GIUDIZIO FERRARA La doppietta di Arma e le prodezze di Capecchi regalano alla Spal un successo insperato. La Tritium infatti domina i ferraresi e passa in vantaggio al 29’ con Casiraghi, che sfrutta l’invito di Enrico Bortolotto. Dopo 3’ doppio intervento di Capecchi su Roberto Bortolotto e Daldosso. Situazione capovolta dal destro al volo e dal colpo di testa Arma, che potrebbe passare al Carpi (insieme a Melara) se la società, entro domani, non troverà soluzione ai problemi economici. Alessandro Sovrani

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GIUDIZIO MONZA Rimonta Monza, mentre il Foggia spreca un’occasione d’oro per riportarsi in zona playoff. I pugliesi passano dopo 5’ con Kolawole e poi dominano e sprecano. Il Monza regge l’urto e nella ripresa pareggia con Colacone su rigore (steso in area da Gigliotti), che poi raddoppia nel finale con un destro angolato su assist di Biso. In tribuna presente l’imprenditore Davide Erba, nei giorni scorsi accostato all’acquisto del club brianzolo. Stefano Peduzzi

G 21 20 21 21 20 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21

PARTITE V N P 14 5 2 13 5 2 12 3 6 10 7 4 10 7 3 11 4 6 9 4 8 8 5 8 7 8 6 8 5 8 8 4 9 6 8 7 8 3 10 6 4 11 3 8 10 4 3 14 4 3 14 1 6 14

RETI F S 29 12 25 7 33 17 28 13 27 17 33 22 26 28 20 23 21 20 28 31 17 22 21 20 25 28 19 26 18 30 13 35 15 29 20 38

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

RISULTATI AVELLINO-VIAREGGIO BENEVENTO-FOLIGNO CARPI-PAVIA COMO-REGGIANA MONZA-FOGGIA PISA-PRO VERCELLI SPAL-TRITIUM TARANTO-SORRENTO TERNANA-LUMEZZANE

2-0 1-0 2-1 1-2 2-1 1-4 2-1 stasera 1-0

PROSSIMO TURNO DOMENICA 5 FEBBRAIO ORE 14.30 CARPI-TERNANA (1-2) FOGGIA-COMO (0-0) FOLIGNO-REGGIANA (1-2) LUMEZZANE-SPAL (2-0) PAVIA-MONZA (2-2) PRO VERCELLI-BENEVENTO (1-1) SORRENTO-AVELLINO (1-0) TRITIUM-PISA (2-0) VIAREGGIO-TARANTO (0-2)

MARCATORI 13 RETI Arma (2, Spal). 12 RETI Ginestra (2, Sorrento). 10 RETI Perna (3, Pisa). 8 RETI Cia (Benevento); Filippini (Cremonese; 8 con 5 rigori nel Como); Malatesta (Pro Vercelli); Alessi (1, Reggiana). 7 RETI Eusepi (1, Carpi).

girone B CLASSIFICA SQUADRE

PT

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SPAL

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girone A

TRAPANI SIRACUSA (-3) SPEZIA LANCIANO (-1) CREMONESE (-6) CARRARESE ALTO ADIGE PORTOGRUARO BARLETTA PERGOCREMA (-1) TRIESTINA FROSINONE LATINA PRATO ANDRIA PIACENZA (-4) BASSANO FERALPI SALO'

40 39 34 32 31 31 31 31 31 29 26 23 21 21 21 21 18 17

G 21 21 21 21 21 21 21 21 21 20 21 21 21 21 21 21 20 21

PARTITE V N P 12 4 5 12 6 3 9 7 5 9 6 6 11 4 6 8 7 6 8 7 6 8 7 6 8 7 6 9 3 8 8 2 11 6 5 10 5 6 10 5 6 10 4 9 8 7 4 10 4 6 10 3 8 10

RETI F S 38 21 28 17 27 21 24 23 27 16 29 23 24 18 27 23 25 23 23 29 30 30 23 28 23 28 20 25 22 30 23 35 14 28 12 21

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

RISULTATI ALTO ADIGE-PERGOCREMA BARLETTA-LANCIANO CREMONESE-PIACENZA LATINA-BASSANO PORTOGRUARO-FERALPI SALO' PRATO-FROSINONE SPEZIA-SIRACUSA TRAPANI-CARRARESE TRIESTINA-ANDRIA

0-1 2-2 0-1 0-1 0-0 1-0 1-1 1-0 1-1

PROSSIMO TURNO DOMENICA 5 FEBBRAIO ORE 14.30 ANDRIA-TRAPANI (1-1) BASSANO-ALTO ADIGE (lunedì 6, ore 20.45) (0-0) CARRARESE-TRIESTINA (3-2) LANCIANO-FROSINONE (1-2) LATINA-BARLETTA (1-1) PERGOCREMA-PRATO (0-2) PIACENZA-PORTOGRUARO (2-2) SIRACUSA-FERALPI SALO' (2-1) SPEZIA-CREMONESE (2-3)

MARCATORI 11 RETI Pavoletti (Lanciano); Godeas (Triestina). 10 RETI Mazzeo (1, Barletta); Corazza (Portogruaro); Evacuo (6, Spezia). 9 RETI Le Noci (4, Cremonese); Barraco (4) e Madonia (Trapani). 8 RETI Fischnaller (5, Alto Adige). 7 RETI Gaeta (4, Carrarese); Gambino (Trapani); Curiale (2, Triestina).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

PRIMA DIVISIONE GIRONE B 21a GIORNATA

Spezia stop Il Siracusa felice a metà Madonna illude Serena, pari di Mancosu E ora Sottil scivola al secondo posto SPEZIA

1

DAL NOSTRO INVIATO

SIRACUSA

1

MARCO IARIA

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GIUDIZIO MARCATORI Madonna (Sp) al 25’, Mancosu (Si) al 44’ p.t. SPEZIA (4-4-2) Russo 6; Ricci 5,5, Lucioni 6, Murolo 6, Madonna 6,5; Casoli 6,5, Lollo 6, Bianco 7, Vannucchi 6,5 (dal 7’ s.t. Testini 6,5); Evacuo 5 (dal 17’ s.t. Marotta 5,5), Iunco 5,5 (dal 25’ s.t. Guerra 6). (Conti, Bianchi, Gentili, Buzzegoli). All. Serena 6. SIRACUSA (3-5-2) P. Baiocco 6,5; Giordano 6,5, Moi 6, Fernandez 6; Lucenti 5,5, Mancosu 7 (dal 18’ s.t. Pepe 5,5), Spinelli 6,5, D. Baiocco 6,5, Capocchiano 6; Coda 5 (dal 13’ s.t. Testardi 5), Zizzari 5,5 (dal 36’ s.t. Bongiovanni s.v.). (Fornoni, Ignoffo, Pippa, Calabrese). All. Sottil 6. ARBITRO Ripa di Nocera Inferiore 5,5. NOTE paganti 2.967, abbonati 2.711, incasso di 35.234 euro. Espulso Casoli al 45’ s.t.; ammoniti Madonna, Capocchiano, D. Baiocco, Lollo, Bianco e Iunco. Angoli 6-4.

LA SPEZIA

Nella domenica del sorpasso del Trapani, il Siracusa respinge l’assalto dello Spezia ma c’è un qualcosa di inespresso nella super-squadra dell’Abramovich italiano Gabriele Volpi che consegna, a fine giornata, un presagio: lo Spezia vanta gente di categoria superiore, che dà del tu al pallone e ha tutti i mezzi per prendersi la leadership della classifica. Ieri il Picco, gravido del record stagionale di presenze (5.678 spettatori), è rimasto col fiato sospeso fino all’ultimo. In campo

spazi a centrocampo dove, su tutti, mette ordine Bianco. Al 25’ è Madonna a rompere l’equilibrio con un bolide dai 25 metri: un tuttofare questo ragazzo in prestito dall’Atalanta che un anno fa, dopo essersi rotto il crociato, pensava di smettere. Lo Spezia è su di giri e 3’ dopo Iunco manca di poco l’aggancio sul cross di Casoli. Ma in difesa le defaillance non mancano: prima ci prova Davide Baiocco, più di una volta libero in zona gol, poi al 44’ Mancosu scatta sul filo del fuorigioco e con un pallonetto beffa Russo.

Marco Mancosu, 23 anni DAIMAGES

c’era una squadra, lo Spezia, che continuava ad attaccare alla ricerca del 2-1, e un’altra, il Siracusa, che era rintanata con dieci uomini a difesa della porta. Questo non significa che la vittoria casalinga sarebbe stata più giusta, perché i siciliani hanno avuto belle occasioni.

Ritmi più bassi Altro talento, questo Mancosu, di proprietà del Cagliari. Nel secondo tempo Sottil, virando sul 4-3-1-2, lo avanza nella cabina di rifinitore. Ma la manovra degli ospiti procede a strappi, quasi che la principale preoccupazione sia di non prenderle. Il valzer delle sostituzioni premia lo Spezia, dove Testini svaria alla ricerca dell’assist vincente, anche se togliere anzitempo Vannucchi è sembrato un sacrilegio. A mezz’ora dal termine Iunco reclama un rigore. Poi Casoli e Testini impegnano Baiocco. Ormai è solo Spezia, che chiuderà in dieci per la doppia ammonizione a Casoli.

La chiave Non a caso, il sipario sul match è aperto da un palo di Mancosu. Poi, in mezzo a tanti errori dettati da una tensione a mille, emerge la maggiore proprietà di palleggio del team di Serena. D’altronde, chi si può permettere a questi livelli un treno sulla sinistra come quello formato da Madonna e Vannucchi? Sottil fa bene a intasare gli

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Sesta vittoria di fila Il Trapani sale in vetta TRAPANI

1

CARRARESE

0

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GIUDIZIO MARCATORE Madonia al 2’ s.t. TRAPANI (4-4-2) Castelli 7; Lo Bue 7,5, Pagliarulo 7,5, Filippi 7, Sabatino 7; Barraco 7, Pirrone 7,5, Caccetta 7,5, Madonia 7 (dal 38’ s.t. Cianni s.v.); Abate 7 (dal 44’ s.t. Perrone s.v.), Gambino 7 (dal 32’ s.t. Tedesco 7). (Pozzato, Daì, Priola, Mastrolilli). All. Boscaglia 7. CARRARESE (4-4-2) Nocchi 6,5; Piccini 6, Benassi 6,5, Anzalone 6, Vannucci 6; Pasini 6,5, Orlandi 6 (dal 14’ s.t. Merini 5,5), Corrent 6, Taddei 6; Gaeta 6 (dal 31’ s.t. Belcastro 5,5), Cori 6 (dal 24’ s.t. Giovinco 5,5). (Teodorani, Trocar, Bregliano, Conti) All. Sottili 6. ARBITRO Manganiello di Pinerolo 6,5. NOTE paganti 2.090, abbonati 910, incasso di 26.300 euro. Ammoniti Barraco e Taddei. Angoli 11-2.

FRANCO CAMMARASANA TRAPANI

Il Trapani conquista la sesta vittoria consecutiva e balza al comando. C’è voluta una prestazione quasi perfetta della squadra di Boscaglia, forse la migliore della stagione, per

avere ragione di una Carrarese ben messa in campo da Sottili. Il Trapani va vicino al gol al 28’ sugli sviluppi di un angolo con Nocchi che si oppone alle conclusioni ravvicinate di Filippi e Abate. Prima del riposo Madonia si liberava al tiro ma spediva alto. Non falliva il bersaglio però in avvio di ripresa. Lo Bue scende sulla destra e crossa in area, dalla parte opposta Madonia controlla e tira di destro: conclusione imprendibile per Nocchi. Tante occasioni Quasi inesistente la reazione della Carrarese: per Castelli solo ordinaria amministrazione. Il Trapani ha continuato a gestire il gioco con una fitta ragnatela a centrocampo e rapide aperture sulle fasce. Al 16’ Nocchi ribatte col corpo una conclusione di Gambino, mentre al 19’ Caccetta e Gambino mancano di poco il raddoppio. Il Trapani va vicino al 2-0 al 23’: Nocchi vola all’incrocio per deviare in angolo un tiro di Pirrone. © RIPRODUZIONE RISERVATA

BARLETTA

2

CREMONESE

0

ALTO ADIGE

0

PORTOGRUARO

0

TRIESTINA

1

PRATO

1

LATINA

0

LANCIANO

2

PIACENZA

1

PERGOCREMA

1

FERALPI SALÒ

0

ANDRIA

1

FROSINONE

0

BASSANO

1

Il Lanciano ne fa due Barletta, che Mazzeo

Bianchi, errore fatale Il derby al Piacenza

L’Alto Adige inciampa Il Pergo vince in 10

Il Porto non punge più Salò, brivido Tarana

Triestina, tutto storto L’Andria si salva al 91’

Pisanu torna decisivo Frosinone inesistente

Il Latina fa autogol E il Bassano respira

MARCATORI Chiricò (L) al 29’ p.t.; Pavoletti (L) al 4’, Mazzeo (B) al 10’ e al 29’ s.t. BARLETTA (4-2-3-1) Pane 6; Mazzarani 6, Pisani 5,5, Migliaccio 6, Pelagias 5 (dall’11’ s.t. Masiero 6); Di Cecco 6, Zappacosta 5,5 (dall’11’ s.t. Romondini 6,5); Schetter 6, Cerone 5 (dal 1’ s.t. Infantino 6,5), Franchini 6,5; Mazzeo 7. (Marino, Hanine, Menicozzo, Minieri). All. Cari 6. LANCIANO (4-3-3) Aridità 6; Aquilani 6,5, Massoni 5,5, Amenta 6 (dal 22’ p.t. Rosania 5,5), Mammarella 6; Vastola 6 (dal 22’ s.t. Novinic 5,5), Capece 6,5, Volpe 6; Chiricò 7,5, Pavoletti 6,5, Turchi 6,5 (dal 46’ s.t. Margarita s.v.). (Amabile, Scrosta, Verna, Zeytulaev). All. Gautieri 6. ARBITRO Aureliano di Bologna 6. NOTE spettatori 2.000 circa, paganti, abbonati e incasso nci. Ammoniti Mammarella, Amenta, Mazzarani, Infantino, Massoni e Mazzeo. Angoli 5-3.

MARCATORE Pani al 14’ s.t. CREMONESE (4-3-3) Bianchi 5; Semenzato 5 (dal 30' s.t. Le Noci s.v.), Minelli 6, Rigione 6, Sales 5,5; Fietta 6, Pestrin 6,5, Dettori 6 (dal 19’ s.t. Bocalon 6,5); Filippini 5,5, Musetti 5 (dal 19’ s.t. Possanzini 5,5), Nizzetto 5,5. (Ziglioli, Polenghi, Riva, Tacchinardi). All. Brevi 5,5. PIACENZA (4-2-3-1) Ivanov 6; Marchi 6, Giorgi 6, Melucci 6, Visconti 6,5; Piccinni 5,5, Foglia 5,5 (dal 17’ s.t. Bombagi 5,5); Volpe 6 (dal 45’ s.t. Campagna s.v.), Pani 6, Lisi 5,5; Rodriguez 6 (dal 37’ s.t. Gavilan s.v.). All. Monaco 6. ARBITRO Abbattista di Molfetta 5,5. NOTE paganti 2.119, abbonati 1.649, incasso di 21.155 euro. Ammoniti Semenzato, Rigione, Dettori, Marchi e Volpe. Angoli 11-8.

MARCATORE Tortolano al 15’ p.t. ALTO ADIGE (4-2-3-1) Iacobucci 6; Grea 5,5, Tagliani 5, Cascone 6, Legittimo 5; Uliano 5,5, Furlan 6; Campo 5 (dal 1’ s.t. Iacoponi 6), Fischnaller 6, Fink 6 (dal 36’ s.t. Calì s.v.); Chinellato 5,5 (dal 16’ s.t. Chiavarini 5,5). (Miskiewicz, Kiem, Santonocito, Calliari). All. Stroppa 6. PERGOCREMA (4-2-3-1) Cicioni 6,5; Celjak 6,5, Cuomo 6,5, Fabbro 6, Tamburini 6; Angiulli 6,5 (dal 28’ s.t. Cazzamalli 6), Coletti 6,5; Babù 7 (dal 43’ s.t. Mattia s.v.), Guidetti 7,5, Tortolano 6,5 (dal 32’ s.t. Adeleke s.v.); Pià 6. (Pennesi, Romito, Merito, Joelson). All. Brini 7. ARBITRO Merlino di Udine 6,5. NOTE paganti 840, abbonati 532, incasso non comunicato. Espulso Guidetti al 9’ s.t.; ammoniti Fink, Fischnaller, Cascone, Cuomo e Adeleke. Angoli 1-3.

PORTOGRUARO (5-3-2) Bavena 7; Lunati 5,5 (dal 24’ s.t. D’Amico 6), Fedi 6, Cristante 6, Radi 6, Pondaco 6; Herzan 5 (dal 33’ s.t. Luppi 5,5), Cunico 5,5, Salzano 5,5 (dal 13’ s.t. Coppola 6); Corazza 5,5, De Sena 5,5. (Mion, Altobello, Bognanni, Liccardo). All. Rossi 5,5 (Rastelli squalificato). FERALPI SALÒ (4-3-3) Branduani 7; Turato 6,5, Camilleri 6,5, Leonarduzzi 7, Cortellini 6,5; Drascek 6, Muwana 6,5, Fusari 5,5 (dal 35’ s.t. Montella s.v.); Bracaletti 6,5 (dal 46’ s.t. Blanchard s.v.), Defendi 5, Tarana 7. (Zomer, Allievi, Savoia, Basta, Sedivec). All. Tedeschi 6 (Remondina squalificato). ARBITRO Tardino di Milano 6. NOTE paganti 250, abbonati 174, incasso di circa 5.000 euro. Ammoniti Muwana, Fedi, Tarana e Cunico. Angoli 4-5.

MARCATORI Curiale (T) al 22’ p.t.; Arini (A) al 46’ s.t. TRIESTINA (4-4-2) Viotti 6,5; Galasso 6,5 (dal 30’ s.t. Thomassen s.v.), Gissi 6, Lima 6,5, Cecchini 6,5; Rossetti 6, Allegretti 6, Princivalli 6,5, Forò 6 (dal 34’ s.t. Mattielig s.v.); Curiale 6,5, Godeas 6. (Gadignani, Mannini, Motta, De Vena, Villanovich). All. Galderisi 6,5. ANDRIA (4-4-2) Menegon 6; Meccariello 6, Larosa 6, Mucciante 6, Contessa 6; Comini 7 (dal 27’ s.t. Evangelisti 6), Arini 6, D’Alessandro 6, Taormina 5,5 (dal 9’ s.t. Loiodice 6); Russo 5 (dal 9’ s.t. Minesso 6), Gambino 6. (Sansonna, Pierotti, Tartaglia, Giglio). All. Cosco 6,5. ARBITRO Marini di Roma 6. NOTE paganti 529, abbonati 2.951, incasso di 13.537 euro. Espulso Thomassen al 41’ s.t.; ammoniti Cecchini, Allegretti, Lima, Rossetti, Contessa e Larosa. Angoli 3-4.

MARCATORE Pisanu su rigore al 39’ s.t. PRATO (3-4-1-2) Layeni 6; Dametto 6, Manucci 6,5, Lamma 6; Sacenti 6, Fogaroli 5,5, Cavagna 5,5 (dal 16’ s.t. Gazo 6), De Agostini 6,5; Silva Reis 6 (dal 40’ s.t. Gianotti s.v.); Benedetti 5 (dal 16’ s.t. Morelli 6), Pisanu 6. (Morandi, Ghinassi, Varutti, Visibelli). All. Esposito 6. FROSINONE (4-4-2) Nordi 5,5; Stefani 5,5, Magli 5,5, Federici 6, Fautario 6; Festa 5,5, Bottone 6 (dal 40’ s.t. Aurelio s.v.), Carrus 5,5, Miramontes 5,5 (dal 1’ s.t. Catacchini 4,5); Ganci 5,5, Bonvissuto 5 (dall’8’ s.t. Artistico 5,5). (Vaccarecci, Biasi, Vitale, Baccolo). All. Corini 5. ARBITRO Penno di Nichelino 6. NOTE paganti 554, abbonati 169, incasso di 3.523 euro. Ammoniti Lamma, Miramontes, Catacchini e Stefani. Angoli 2-1.

MARCATORE autorete di Cafiero all’8’ s.t. LATINA (4-3-1-2) Baican 5; Cafiero 6, Burzigotti 6,5, Farina 7, Toscano 5,5; Berardi 5 (dal 16’ s.t. Giannusa 6), Burrai 5,5, Matute 5,5; Citro 6; Falzerano 5 (dal 10’ s.t. Pagliaroli 5), Tortori 5,5 (dal 16' s.t. Maki Mvondo 5). (Martinuzzi, Bruscagin, Gasperini, Stufa). All. Ghirotto 5,5. BASSANO (4-3-1-2) Grillo 6; Toninelli 6, Basso 6, Drudi 6, Bonetto 6; Caciagli 6 (dal 29' s.t. Tabacco 5), Correa 5,5, Morosini 6,5; Ferretti 7; Galabinov 6, De Gasperi 5,5 (dal 30’ s.t. Guariniello 5,5). (Poli, Baido, Iocolano, Lazzarotto, Maniero). All. Jaconi 6. ARBITRO Rocca di Vibo Valentia 5. NOTE paganti 1.067, abbonati 317, incasso di circa 6.500 euro. Ammoniti Tortori, Bonetto, Morosini, De Gasperi, Ferretti e Citro. Angoli 1-4.

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GIUDIZIO BARLETTA Il Barletta rimonta il doppio svantaggio e resta in zona playoff. Il Lanciano passa al 29’ con Chiricò, che approfitta di una disattenzione di Pelagias. Al 31’ Massoni commette fallo in area su Schetter: Cerone calcia a lato il rigore. A inizio ripresa il raddoppio: cross dalla destra di Chiricò per Pavoletti che realizza di testa. Al 10’ Mazzeo accorcia le distanze. Il 2-2 arriva al 29’ con lo stesso Mazzeo, arrivato a 10 gol. Mercato: al Barletta piace l’attaccante Ciano (Crotone). Rosario Dimastromatteo

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GIUDIZIO CREMONA Un errore di Bianchi al 14’ della ripresa costa caro alla Cremonese che perde il derby col Piacenza. L’unico tiro in porta (punizione di Pani che ha trovato il portiere fuori dai pali) ha regalato agli ospiti la soddisfazione di vincere a Cremona e di dare ossigeno alla classifica. La Cremonese ha creato tanto ma ha sprecato molto contro una squadra indebolita dalle partenze e con tanti giovani. La squadra di Brevi è mancata in attacco, malgrado il debtuto di Possanzini: solo Bocalon ha brillato (un gol annullato e una traversa di testa). Giorgio Barbieri

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GIUDIZIO BOLZANO Il Pergocrema espugna il Druso di Bolzano e pone fine alla serie positiva dell’Alto Adige. Trascinati da Guidetti (poi espulso) gli ospiti dominano in un primo tempo dove il passivo per i locali sarebbe potuto essere più pesante. La rete arriva dopo un quarto d’ora, quando Tortolano riceve un assist da Guidetti e segna con un pallonetto. Inconsistente la reazione degli uomini di Stroppa, mai pericolosi nonostante la superiorità. Mercato: al Pergo è in arrivo Menicozzo (Barletta), all’Alto Agige invece Giannetti (Gubbio). Francesco Bertagnolli

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GIUDIZIO PORTOGRUARO (Ve) Il Portogruaro non vince in casa dal 4 dicembre (1-0 con il Frosinone). E per poco la Feralpi Salò non ne approfitta: al 41’ l’incrocio devia la punizione dal limite dell’ex Tarana. È l’ottimo Branduani, 2’ più tardi, a sfatare la legge «gol sbagliato, gol subito» respingendo un tiro ravvicinato dell’impreciso De Sena. Nel primo tempo gli ospiti creano due occasioni (al 2’ e al 12’) con Tarana. Nella ripresa i granata si rendono pericolosi con De Sena (al 17’ e al 43’) e Corazza (al 37’). Alberto Francescut

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GIUDIZIO TRIESTE Beffata nel recupero la Triestina deve accontentarsi di un punto. Vantaggio dei padroni di casa al 22’: pallonetto di Forò per Curiale che tira al volo e non lascia scampo a Menegon. In precedenza grande occasione sprecata da Russo. La ripresa è caratterizzata dalle occasioni non sfruttate da Curiale e Rossetti e da un fallo di mano in area alabardata sul quale Marini ha sorvolato. Forcing finale dell’Andria con Arini che segna su traversone di Minesso. Dante di Ragogna

serie D

GIRONE A

21a giornata

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

BOGLIASCO-CHIERI 1-0 BORGOSESIA-ALBESE rinviata CANTU' SAN PAOLO-SANTHIA' 1-3 F. CARATESE-ASTI 2-2 LASCARIS-VALLE D'AOSTA rinviata NOVESE-CHIAVARI rinviata PRO IMPERIA-DERTHONA 1-0 VERBANO-ACQUI rinviata VILLALVERNIA-LAVAGNESE rinviata ha riposato NAVIGLIO TREZZANO

Valle d'Aosta˚* p. 50; Chieri 46; Santhià (-3) 43; Derthona˚ 40; Novese* 36; Pro Imperia 35; Villalvernia* 34; Naviglio Trezzano˚ 33; Lavagnese˚*, Borgosesia* e Acqui* 31; F. Caratese e Chiavari˚* 30; Bogliasco 29; Verbano* 26; Albese* (-3) e Asti* 19; Cantù 6; Lascaris** 3. (˚hanno già riposato, *una gara in meno, **due in meno).

ALZANOCENE-OLGINATESE 1-2 AURORA SERIATE-PONTISOLA 0-4 CARPENEDOLO-PIZZIGHETTONE 2-4 CASTELLANA-DARFO 1-3 FIDENZA-RUDIANESE 0-0 GALLARATESE-FIORENZUOLA 0-1 GOZZANO-CASTIGLIONE rinviata MAPELLOBONATE-COLOGNESE 0-2 PRO PIACENZA-CARONNESE 0-1 VOGHERA-SEREGNO rinviata

Castiglione* p. 48; MapelloBonate 43; Pizzighettone 42; Caronnese 40; Olginatese e Pontisola 38; Voghera* 34; Castellana 32; AlzanoCene, Darfo, Pro Piacenza e Aurora Seriate 30; Rudianese* 29; Gozzano* 28; Seregno* e Carpenedolo 26; Fiorenzuola 24; Colognese 23; Fidenza 22; Gallaratese* 19. (* una gara in meno).

BELLUNO-PORTO TOLLE 2-2 CONCORDIA-MEZZOCORONA 0-1 ITALA SAN MARCO-SAREGO 0-1 MONTEBELLUNA-VENEZIA 1-1 MONTECCHIO-LEGNAGO 0-2 SACILESE-TAMAI 1-1 SAN GIORGIO-SANDONA'JESOLO 2-0 SANVITESE-GIORGIONE 0-2 UNION QUINTO-PORDENONE 0-0

Il ritorno dell’Este Salerno, che giallo Rinviate per neve 7 gare tra Piemonte e Lombardia (gironi A e B), in dubbio anche i due recuperi di mercoledì. Torna solitario al comando l’Este (D). Vince il Salerno (G) ma c’è un dubbio per una sostituzione: la squadra ha chiuso in 10, il Sora può fare ricorso. Frena l’Ischia (H) e il Martina va a +2.

GIRONE E

(24a)

GIRONE B

(24a)

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GIUDIZIO PRATO Il Prato ci crede e viene premiato, il Frosinone cerca il pareggio ed è punito. È la morale di una gara poco spettacolare, nella quale il Prato ha profuso coraggio e volontà contro i rinunciatari uomini di Corini. Il match si accende a metà ripresa quando nel giro di tre minuti Sacenti segna in fuorigioco, Ganci sferra l’unico tiro in porta dei suoi (Layeni ribatte), poi De Agostini infila in mischia ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Al 32’ Catacchini interviene ingenuamente su De Agostini: Pisanu infila dal dischetto. Piero Ceccatelli

GIRONE C

GIUDIZIO

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LATINA È un Latina inconsistente quello che esce sconfitto dalla sfida-salvezza con il Bassano. Gli ospiti passano all’8’ della ripresa: un tiro di Galabinov è respinto in modo goffo da Baican sui piedi di Cafiero che spedisce il pallone nella propria rete. Il Latina prova a reagire: al 21’ Giannusa rimette al centro per il neo acquisto Maki Mvondo che apre il piatto destro, ma da meno di tre metri alza sulla traversa. Vincenzo Abbruzzino

GIRONE D CLASSIFICA

RISULTATI

Venezia p. 48; Porto Tolle e Legnago 40; Montebelluna 36; Tamai 34; SandonàJesolo, Pordenone e Mezzocorona 32; San Giorgio 31; Giorgione e Union Quinto 27; Concordia 24; Belluno e Sacilese 21; Sarego 20; Montecchio 19; Sanvitese 15; Itala San Marco 8.

BAGNOLESE-ROSIGNANO CEREA-SANTACROCE ESTE-PAVULLESE FORCOLI-CASTELFRANCO MEZZOLARA-CAMAIORE RAVENNA-TUTTOCUOIO SAN PAOLO-VILLAFRANCA SCANDICCI-LANCIOTTO CAMPI SESTESE-FORLI' VIRTUS VECOMP-PISTOIESE

(24a) CLASSIFICA 2-2 1-1 2-1 1-1 0-0 1-4 3-1 2-0 0-2 2-4

Este p. 47; Castelfranco 46; Virtus Vecomp e Forlì 45; San Paolo 40; Cerea, Mezzolara e Lanciotto Campi 37; Scandicci 35; Pistoiese 32; Rosignano 30; Tuttocuoio 29; Bagnolese 28; Ravenna (-1) e Camaiore 27; Forcoli, Pavullese e Villafranca 24; Santacroce e Sestese 14.

PROSSIMO TURNO (25a) Domenica 12 Febbraio, ore 14.30 Acqui-F. Caratese (3-2); Albese-Bogliasco (1-3); Asti-Borgosesia (1-3); Chiavari-Cantù San Paolo (2-0); Chieri-Pro Imperia (3-2); Derthona-Villalvernia (3-2); Lavagnese-Lascaris (5-1); Naviglio Trezzano-Verbano (1-3); Va le d'Aosta-Novese (0-2); riposa Santhià.

PROSSIMO TURNO (25a) domenica 12 Febbraio, ore 14.30

PROSSIMO TURNO (22a) domenica 12 febbraio, ore 14.30

PROSSIMO TURNO (25a) domenica 12 febbraio, ore 14.30

Caronnese-Gallaratese (4-1); Castiglione-Carpenedolo (1-0); Colognese-Gozzano (0-4); Darfo-MapelloBonate (3-1); Fiorenzuola-Castellana (0-1); Olginatese-Aurora Seriate (2-2); Pizzighettone-Fidenza (2-1); Pontisola-Pro Piacenza (0-0); Rud anese-Voghera (1-1); Seregno-AlzanoCene (0-1).

Giorgione-Itala San Marco (1-0); Legnago-Union Quinto (2-2); Mezzocorona-San Giorgio (2-2); Pordenone-Sacilese (3-0); Porto Tolle-Concordia (4-1); SandonàJesolo-Montebelluna (0-2); Sarego-Belluno (3-0); Tamai-Sanvitese (2-2); Venezia-Montecchio (1-1).

Castelfranco-Sestese (2-1); Forlì-Bagnolese (1-4); Lanciotto Campi-Este (0-2); Pavullese-Cerea (2-2); Pistoiese-San Paolo (0-0); Ravenna-Scandicci (2-2); Rosignano-Mezzolara (0-1); Santacroce-Virtus Vecomp (1-1); Tuttocuoio-Camaiore (1-2); Villafranca-Forcoli (1-0).

GIRONE F

GIRONE G

GIRONE H

GIRONE I

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

DERUTA-PONTEVECCHIO 1-0 FLAMINIA-PIERANTONIO 7-0 GROUP CITTA' DI CASTELLO-TRESTINA 1-1 ORVIETANA-CASTEL RIGONE 2-4 PIANESE-VITERBESE 2-0 PONTEDERA-SPORTING TERNI 3-1 SANSEPOLCRO-ZAGAROLO 2-1 SANSOVINO-AREZZO 1-4 SPOLETO-TODI 1-1

Pontedera p. 46; Arezzo 42; Castel Rigone, Sporting Terni e Pianese 33; Deruta e Pontevecchio 30; Spoleto 29; Viterbese 28; Pierantonio 26; Flaminia, Orvietana e Trestina 25; Sansovino 24; Sansepolcro e Group Città di Castello 22; Todi 20; Zagarolo 16.

ANCONA-SANTEGIDIESE 2-1 ATESSA VDS-OLYMPIA AGNONESE 2-1 ATLETICO TRIVENTO-REAL RIMINI 5-0 ISERNIA-CIVITANOVESE 2-1 LUCO CANISTRO-MIGLIANICO 2-0 RECANATESE-SAN NICOLO' 0-0 RICCIONE-SAMBENEDETTESE 1-2 TERAMO-RENATO CURI 4-0 VIS PESARO-JESINA 1-2

Teramo p. 51; Sambenedettese 47; Ancona 44; Civitanovese 43; Isernia 36; Atletico Trivento 32; San Nicolò 31; Jesina, Vis Pesaro e Recanatese 28; Olympia Agnonese 26; Riccione e Atessa VdS 25; Santegidiese 21; Luco Canistro 19; Renato Curi 17; Miglianico 16; Real Rimini 4.

ANZIOLAVINIO-SELARGIUS ASTREA-CYNTHIA ATLETICO BOVILLE-CIVITAVECCHIA BUDONI-BACOLI FIDENE-PALESTRINA MARINO-MONTEROTONDO POMIGLIANO-SANT'ELIA PORTO TORRES-ARZACHENA SALERNO-SORA

2-5 2-1 2-4 2-1 2-2 2-1 1-0 2-1 1-0

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

Salerno p. 44; Marino 41; Budoni e Porto Torres 36; Astrea 31; Palestrina 30; Selargius e Fidene 29; Arzachena, Sora e Pomigliano 28; Monterotondo 25; Cynthia 23; Civitavecchia e Anziolavinio 21; Bacoli 18; Sant' Elia 16; Atletico Boville 14.

CASERTANA-REAL NOCERA 2-0 FORTIS TRANI-CRISTOFARO 2-2 GAETA-CAMPANIA 1-0 GROTTAGLIE-TURRIS 0-2 IRSINESE-BRINDISI 1-2 ISCHIA-INTERNAPOLI 2-2 NARDO'-CASARANO 1-1 SARNESE-FRANCAVILLA S. 1-0 VIRIBUS UNITIS-MARTINA 2-3

Martina p. 44; Ischia 42; Sarnese 41; Campania 38; Casertana 37; Francavilla S. 36; Turris e Nardò 35; Brindisi 32; Casarano 29; Fortis Trani 26; Internapoli 25; Irsinese e Grottaglie 18; Real Nocera 17; Gaeta (-1) 15; Cristofaro e Viribus Unitis 11.

ADRANO-VALLE GRECANICA BATTIPAGLIESE-NUVLA SAN FELICE COSENZA-ACRI HINTERREGGIO-ACIREALE LICATA-NISSA MARSALA-SAMBIASE MESSINA-NOTO PALAZZOLO-SERRE ALBURNI SANT'ANTONIO ABATE-CITTANOVA

CLASSIFICA 2-0 2-1 3-2 2-1 1-0 0-0 2-1 3-0 4-1

Hinterreggio p. 41; Palazzolo 34; Adrano e Cosenza 32; Marsala 31; Battipagliese*, Licata, Nuvla San Felice e Acri 30; Serre Alburni 29; Messina (-7) 27; Noto e Sant'Antonio Abate 25; Acireale* 23; Sambiase 20; Cittanova 19; Valle Grecanica 18; Nissa 16. (* una gara in meno).

PROSSIMO TURNO (21a) domenica 12 febbraio, ore 14.30

PROSSIMO TURNO (21a) domenica 12 febbraio, ore 14.30

PROSSIMO TURNO (21a) domenica 12 Febbraio, ore 14.30

PROSSIMO TURNO (21a) domenica 12 Febbraio, ore 14.30

PROSSIMO TURNO (21a) domenica 12 Febbraio, ore 14.30

Arezzo-Viterbese (1-1); Castel Rigone-Flaminia (1-0); Orvietana-Sansepolcro (0-2); Pierantonio-Deruta (1-0); Pontevecchio-Spoleto (0-3); Sporting Terni-Sansovino (2-2); Todi-Pontedera (1-1); Trestina-Pianese (1-3); Zagarolo-Group Città di Castello (1-3).

Jesina-Ancona (0-1); Miglianico-Riccione (1-2); Olympia Agnonese-Vis Pesaro (2-3); Real Rimini-Teramo (0-7); Recanatese-Luco Canistro (2-1); Renato Curi-Atessa VdS (0-1); Sambenedettese-Isernia (0-2); San Nicolò-Atletico Trivento (3-2); Santegidiese-Civitanovese (1-3).

Arzachena-Salerno (1-2); Astrea-Budoni (2-3); Bacoli-Anziolavinio (0-2); Civitavecchia-Pomigliano (1-1); Cynthia-Porto Torres (0-2); Monterotondo-Atletico Boville (3-1); Sant'Elia-Fidene (0-1); Selargius-Marino (1-2); Sora-Palestrina (3-0).

Brindisi-Gaeta (0-1); Casarano-Sarnese (2-0); Cristofaro-Viribus Unitis (0-0); Francavilla S.-Ischia (1-6); Grottaglie-Casertana (2-7); Internapoli-Campania (3-0); Martina-Nardò (0-1); Real Nocera-Irsinese (2-1); Turris-Fortis Trani (1-1).

Acireale-Messina (0-2); Acri-Sant'Antonio Abate (1-0); Hinterreggio-Marsala (1-2); Nissa-Adrano (0-2); Noto-Battipagliese (1-0); Nuvla San Felice-Cittanova (1-2); Sambiase-Licata (1-1); Serre Alburni-Cosenza (0-2); Valle Grecanica-Palazzolo (2-2).


LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

27

SECONDA DIVISIONE girone A

RIMINI

1

LECCO

2

VALENZANA

0

CASALE

2

23a giornata

Il Rimini supera e va al comando Savona, in gol il portiere Aresti Due sorprese. In vetta il Rimini batte la Valenzana e scavalca il Casale, fermato dal fanalino Lecco in una gara con un finale turbolento, mentre il Treviso cade in casa e perde i contatti. A Savona la seconda rete è stata realizzata dal portiere Simone Aresti con un rinvio che, spinto dal vento, ha portato il pallone a scavalcare il portiere dopo due rimbalzi: «Che emozione — ha detto Aresti — volevo servire il mio compagno Biava e ho fatto gol... Mi spiace per l'altro portiere. Il mio obiettivo era parare un rigore, non ci sono ancora riuscito: ho fatto prima a fare gol...». Caos a Mantova: esonerato a fine gara il d.s. Bonometti. Mercato: il Borgo a Buggiano prende Tognozzi (ex Sorrento).

++

GIUDIZIO MARCATORE Palazzi al 42’ p.t. RIMINI (4-2-3-1) Scotti 6,5; Gasperoni 6,5, Mastronicola 6,5, A. Brighi 6, Palazzi 6,5; Favero 5 (dal 1’ s.t. Onescu 6,5), Cardinale 7; Valeriani 6, Buonocunto 6 (dal 42’ s.t. Rosini s.v.), Baldazzi 6 (dal 30’ s.t. Spighi s.v.); Zanigni 6. (Semprini, Zanetti, Signorini, Monac). All. D’Angelo 6. VALENZANA (5-3-2) Serena 6; Bassoli 6 (dal 9’ s.t. Enrico 6), Allegrini 5,5, Della Maggiora 5,5, Blondett 5,5, Berselli 6 (dal 37’ s.t. Crescente s.v.); Montanari 6, Dall’Ara 6, Chiazzolino 6; Miracoli 5, Capellini 5 (dal 9’ s.t. Lamenza 6). (Moretti, Serao, Rebolini, Uggeri). All. Rossi 6. ARBITRO Soricaro di Barletta 5,5. NOTE spettatori 1.200 circa, incasso non comunicato. Espulso il tecnico D’Angelo al 32’ s.t.; ammoniti Favero, Allegrini, Lamenza, Chiazzolino e Blondett. Angoli 6-10. (g.b.)

GIUDIZIO

girone B

PAGANESE

0

L’AQUILA

2

PERUGIA

0

ARZANESE

2

25a giornata

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MARCATORI Agnesina (C) al 20’ p.t.; Fabbro (L) al 13’, Taddei (C) al 20’, Valtulina (L) su rigore al 44’ s.t. LECCO (4-3-3) Aprea 7; Castelnuovo 6, Ischia 6, Merli Sala 6, Sciannamé 6; Galli 6, Civilleri 6,5, D’Amico 6; Fall 6,5 (dal 45’ s.t. Conti s.v.), Fabbro 6,5, Dell’Acqua 6 (dal 25’ s.t. Valtulina 6,5). (Perucchini, Pizzuti, Castellazzi, Mattaboni, Frasca). All. Modica 6. CASALE (4-3-2-1) Adornato 6; Garrone 6, Ciccomascolo 6, Gonnella 7, Marchi 6; Agnesina 6,5, Capellupo 6 (dal 16’ s.t. Crocetti 5), Iannini 7; Taddei 7, Peluso 5 (dal 10’ s.t. Lillo 6); Curcio 5,5 (dal 23’ s.t. Gambadori 6). (Pomat, Catenacci, Silvestri, Iodice). All. Buglio 6. ARBITRO Ceccarelli di Terni 5,5. NOTE spettatori 500 circa, incasso nc. Ammoniti Ciccomascolo, Fall, D’Amico, Sciannamé, Iannini, Marchi e Gambadori. Angoli 3-5. (m.v.)

Calabria, in due verso la vetta Fioretti va a 19 Caos Giulianova Pareggiano Perugia e L’Aquila (vinceva 2-0 e s’è fatto riprendere da Incoronato) e si avvicina la coppia calabrese Vigor Lamezia e Catanzaro (Masini segna e dopo 4’ sbaglia un rigore). La prima vittoria interna di Renato Buso porta verso i playoff il Gavorrano, trascinato dal superbomber Fioretti (19 reti) che non s’è demoralizzato dopo la mancata cessione al Benevento; i toscani, ceduto la bandiera Galbiati al Mantova, in cambio avranno l’attaccante Nohman. Tensione a Giulianova: il Fano vince il derby dell’Adriatico e il difensore di casa Terrenzio, uscendo dopo la sostituzione, ha tentato di scavalcare la recinzione per avventarsi contro un tifoso che lo stava contestando.

+++

GIUDIZIO PAGANESE (4-4-2) Robertiello 6,5; Balzano 6, Pepe 6, Nigro 6, Errico 6; Galizia 6, Acoglanis 6,5 (dal 45’ s.t. Giglio s.v.), Tricarico 5,5, Neglia 6 (dal 28’ s.t. F. Orlando 5); Fava 6, L. Orlando 5 (dal 44’ s.t. Cognigni s.v.). (Stillo, Sicignano, Agresta, Pastore). All. Palumbo 6. PERUGIA (4-2-3-1) Giordano 6,5; Anania 6, Cacioli 6, Pupeschi 5,5, Zanchi 5,5; Borgese 6, Benedetti 6 (dal 39’ s.t. Moscati s.v.); Margarita 6,5 (dal 26’ s.t. Bueno 5), Clemente 6, Ferri Marini 6 (dal 9’ s.t. Mocarelli 5); Tozzi Borsoi 6. (Braccalenti, Luchini, Padovani, Moneti). All. Battistini 5,5. ARBITRO Bruno di Torino 5. NOTE spettatori 1.200 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Benedetti, Acoglanis, Calcioli e Borgese. Angoli 4-5. (a.c.)

+++

GIUDIZIO MARCATORI Improta (LA) al 7’, Capparella (LA) al 17’, Incoronato (A) al 45’ p.t.; Incoronato (A) al 20’ s.t. L’AQUILA (4-3-3) Testa 6; Simoncini 6,5, Garaffoni 6, Ruggiero 6, Calvarese 6; Agnello 6, Capparella 6,5 (dal 33’ s.t. Cunzi s.v.), Carcione 6; U. Improta 6,5, Giglio 6 (dal 42’ s.t. Colussi s.v.), Piccioni 6. (Modesti, Leone, Perfetti, Pianese, Battistelli). All. Ianni 5,5. ARZANESE (4-5-1) Fiory 6; Nocerino 6, Salvati 6, Caso 6,5, Riccio 5,5 (9’ s.t. Castellano 6); C. Improta 5,5 (16’ s.t. Mascolo 6), Tarascio 5, Manzo 6, Gori 6, Sandomenico 6 (25’ s.t. Esposito 6); Incoronato 7. (Parisi, Perna, Tenneriello, Fragiello). All. Fabiano 6,5. ARBITRO Petroni di Roma 5. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso di circa 5.200 euro. Espulsi Tarascio e i tecnici Ianni e Fabiano nell’intervallo, Ruggiero al 16’ s.t.; ammoniti U. Improta, Carcione, Giglio e Caso. Angoli 4-1. (a.f.)

TREVISO

0

BELLARIA

1

POGGIBONSI

1

MANTOVA

1

VIGOR LAMEZIA

1

CATANZARO

1

GAVORRANO

2

NORMANNA

2

RENATE

1

SAN MARINO

2

SANTARCANGELO

0

SAMBONIFACESE

0

FONDI

0

EBOLITANA

0

CELANO

0

CAMPOBASSO

1

GIUDIZIO

++

GIUDIZIO

MARCATORE Mangiarotti al 15’ s.t. TREVISO (4-3-1-2) Sartorello 6; Paoli 5,5 (dal 25’ s.t. Beccia 5,5), Di Girolamo 6, Cernuto 6, Brunetti 5; Malacarne 5 (dal 16’ s.t. Giorico 6,5), Maracchi 5, Spinosa 5; Torromino 6 (dal 32’ s.t. Madiotto 5); Ferretti 5, Perna 5. (Zattin, Granati, Stentardo, Cherillo). All. Zanin 5,5. RENATE (4-4-2) Pisseri 6,5; Adobati 5, Gavazzi 5, Cortinovis 6, Bergamini 5,5; Cavalli 6,5, Gualdi 5, Mantovani 6 (dal 32’ s.t. Mastrototaro 6), Battaglino 5; Mazzini 6 (dal 30’ s.t. Ghezzi 5,5), Mangiarotti 6,5 (dal 21’ s.t. Morotti 5). (Lenzi, Ferrari, Valerio, Gaeta). All. Magoni 6,5. ARBITRO Casaluci di Lecce 6. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso di 4.420 euro. Espulso Gavazzi al 20’ s.t.; ammoniti Gualdi, Bergamini e Cavalli. Angoli 5-3. (g.p.z.)

+++

MARCATORI D'Antoni (SM) al 28' p.t.; Lapadula (SM) al 23', De Cenco (B) al 39' s.t. BELLARIA (4-3-3) Venturi 6; Severi 6,5, Bamonte 6,5, Martinelli 6,5, Buda 6 (dal 32' s.t. Fantini s.v.); Forte 6,5, Briglia 6,5, Mariani 6 (dal 21' s.t. Rossi 5,5); Fioretti 6,5, De Cenco 6, Turchetta 7. (Renna, Scarponi, Morena, Rolandone, Caidi). All. Campedelli 6,5. SAN MARINO (4-4-2) Migani 7; Pelagatti 6, Fogacci 6, Del Duca 7, Crivello 6,5; Sorbera 6,5 (dal 45' s.t. Farina s.v.), Amantini 6,5, Del Sole 6,5 (dal 30' s.t. Ferrero 6), Poletti 6,5; D'Antoni 6,5 (dal 13' s.t. Loiodice 6), Lapadula 7. (Vivan, Pigini, Villanova, Casolla). All. Petrone 6,5. ARBITRO Verdenelli di Foligno 5. NOTE spettatori 300 circa, incasso non comunicato. Espulso Fogacci al 28' s.t.; ammoniti D'Antoni, Bamonte e Buda. Angoli 10-4. (a.p.)

LE GARE RINVIATE

Alessandria e Cuneo: la neve impone lo stop La neve ha iniziato a cadere sul Piemonte da sabato sera e ieri ha portato al rinvio delle due partite di Seconda divisione in programma in questa regione. Vediamo il dettaglio. ALESSANDRIA-ENTELLA Sul terreno del Moccagatta c’erano oltre 30 centimetri di neve e quindi l’arbitro Adduci è stato costretto al rinvio: Alessandria ed Entella si sono accordate per recuperare la gara mercoledì 8 febbraio, ma bisogna attendere l’ok della Lega Pro. Riguardo il mercato, i grigi potrebbero cedere Degano al Casale. CUNEO-PRO PATRIA C’erano circa 40 centimetri di

neve sul terreno del Paschero e l’arbitro Intagliata non poteva non rinviare la gara. Adesso il Cuneo si concentra sul mercato: in arrivo Ferrario dal Monza, Rossi dal Lumezzane (in cambio di Pascarella) e Miceli dall’Alessandria (in cambio di Morabito); in partenza resta Ingari.

RIMINI

PT

PARTITE RETI G V N P F S 45 23 14 3 6 28 21

CASALE

44 23 13 5 5 35 20

TREVISO (-1)

40 23 11 8 4 36 20

SAN MARINO

40 23 12 4 7 42 28

CUNEO

39 22 12 3 7 37 29

ENTELLA

33 22 9 6 7 31 20

SANTARCANGELO 33 23 10 3 10 27 24 POGGIBONSI

32 23 9 5 9 33 31

RENATE

31 23 8 7 8 25 23

ALESSANDRIA (-2) 28 22 8 6 8 26 27 BELLARIA

28 23 7

MANTOVA

28 23 6 10 7 24 29

7 9 26 30

BORGO A BUGGIANO 27 23 7 6 10 28 32 GIACOMENSE

27 23 6 9 8 31 37

SAVONA (-4)

26 23 7 9 7 26 22

PRO PATRIA (-13) 24 22 10 7 5 29 19 MONTICHIARI (-2) 24 23 7 5 11 30 38 SAMBONIFACESE 23 23 6 5 12 24 40 VALENZANA

15 23 3 6 14 18 35

LECCO

14 23 2 8 13 16 47

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

++

GIUDIZIO MARCATORE Colonetti al 31’ s.t. MANTOVA (4-3-1-2) Festa 6; Bertin 6,5, Girelli 6, Sensi 6, Sereni 6,5; Colonetti 7, Burato 5,5, Maschio 5 (dal 15’ s.t. Bersi 6); Franchi 7; Pietribiasi 6, Cinque 5,5 (dal 15’ s.t. Del Sante 6). (Portesi, Ortobelli, Zaninelli, Pettarin, Graziani). All. Valigi 6,5. SAMBONIFACESE (4-4-1-1) Bonato 6; Caraceni 5,5, Dal Degan 6, Orfei 6, Viskovic 5,5; Creati 6, Tecchio 5, Marianeschi 6,5, Ruggeri 6 (dal 19’ s.t. Montagnani 5,5); Finotto 6,5; Brighenti 6. (Nardoni, Pisani, Messina, Botticini, Baltieri, Peretti). All. Carnovelli 6. ARBITRO Taioli di Cesena 6,5. NOTE spettatori 2.000 circa, incasso di 11.050 euro. Espulso Tecchio al 39’ s.t.; ammoniti Viskovic, Orfei e Tecchio. Angoli 3-7. (m.b.)

++

GIUDIZIO MARCATORE Mancosu su rigore al 42’ s.t. VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1) Forte s.v.; Franchino 6,5 (dal 12’ s.t. Romero 6,5), Marchetti 6, Gattari 6, Bonasia 6,5; Giuffrida 6,5, Cerchia 6,5; Lattanzio 5,5 (dal 23’ s.t. Visone 6), Rondinelli 6, Mancosu 7,5; De Luca 6,5 (30’ s.t. Erbini 6,5). (Calderoni, Mercurio, Cane, Sbravati). All. Costantino 6,5. FONDI (3-5-2) Mezzacapo 6; Palumbo 5, Rinaldi 6, Bennardo 6; Pacini 6 (44’ s.t. Formuso s.v.), Alleruzzo 5,5 (5’ s.t. Rossini 6), Tamasi 6, Cucciniello 5,5, Schettino 6,5; Konate 7, Ricciardo 5,5 (31’ s.t. Gigli s.v). (Danelutti, Dionisio, Chiarini, Bernasconi). All. Capuano 6,5. ARB. Lanza di Nichelino 6. NOTE spettatori 1.200 circa, incasso di 5.150 euro. Espulsi Palumbo al 29’ s.t., Danelutti (dalla panchina) al 40’ s.t. e Tamasi al 44’ s.t.; ammoniti Rinaldi, Alleruzzo, Pacini, Schettino, De Luca, Tamasi e Mezzacapo. Angoli 4-1. (f.c.)

++

GIUDIZIO MARCATORE Masini al 1’ s.t. CATANZARO (3-4-3) Mengoni 6; Mariotti 6,5, Sirignano 7, Papasidero 6; Giampà 6, Maisto 6 (dal 1’ s.t. Bugatti 6), Quadri 6,5, Squillace 6,5; Bruzzese 6 (dal 30’ s.t. Ulloa 6), Masini 6,5, Esposito 6 (dal 38’ p.t. Figliomeni 6,5). (Nania, Accursi, Narducci, Gigliotti). All. Cozza 6,5. EBOLITANA (4-4-2) Nicastro 7; Piccirillo 5,5, Barbone 6,5, De Pascale 6, Giudice 5,5; Limatola 5,5 (dal 6’ s.t. Perrino 6), Giurdanella 6, Corsino 6, Gaveglia 5,5 (dal 23’ s.t. Salemme 6); Lo Coco 6 (dal 29’ s.t. Mastroianni s.v.), Broso 5,5. (Longo, Cavaliere, Cutolo, Venneri). All. Giacomarro 6. ARBITRO Piccinini di Forlì 6. NOTE spettatori 3.500 circa, incasso non comunicato. Espulso Broso al 47’ s.t.; ammoniti Maisto, Piccirillo e Giudice. Angoli 12-0. (i.m.)

GIUDIZIO

+++

GIUDIZIO

MARCATORE Fioretti al 26' p.t. e su rigore al 24' s.t. GAVORRANO (4-2-3-1) Addario 6; Tognarelli 6,5, Miano 6, Dascoli 6,5, Menichetti 6; Nicoletti 6,5, Manzo 6 (dal 25' s.t. Lo Sicco 6,5); Pucciarelli 7, Nocciolini 6,5 (dal 33' s.t. Angelotti s.v.), Pulina 6,5 (dal 42’ s.t. Lombardi s.v.); Fioretti 7,5. (Santandrea, Alderotti, Corbelli, Masini). All. Buso 7. CELANO (4-3-3) Liverani 5; Funari 5,5, Rapino 5,5 (dal 31' s.t. Ciolli 6), Bianciardi 6, D'Angelo 6; Granaiola 5,5, Croce 6, Marfia 5 (dal 20' s.t. Luzi 5,5); Puntoriere 6, Croce 5, Sciamanna 5. (Frascola, Ferrara, Olivieri, Amadio, Dema). All. Facciolo 5. ARBITRO De Meo di Foggia 5,5. NOTE spettatori 200 circa, incasso di circa 1.300 euro. Ammoniti Pulina, Funari, Marfi, Granaiola, Miano, Bianciardi, Liverani e Sciamanna. Angoli 4-3. (a.f.)

+++

MARCATORI Todino (C) al 30’ p.t.; Pisani (N) al 36’, Guarracino (N) al 38’ s.t. NORMANNA (4-3-3) Gragnaniello 5,5; Diana 6 (dal 21’ s.t. Guarracino 6,5), Castaldo 6,5, Mattera 6, Vitale 6; Zolfo 6,5, Gatto 6 (dal 1’ s.t. Signorelli 6), Letizia 6; Petagine 6 (dal 21’ s.t. Marano 6), Pisani 6,5, Grieco 6,5. (Russo, Campanella, Monda, Vecchione). All. Romaniello 6,5. CAMPOBASSO (4-2-3-1) Ioime 6,5; Modica 6, Mateo 6, Scudieri 6, Esposito 6,5; Cirillo 6,5, Viscido 6; Rega 6,5 (dal 16’ p.t. Volpicelli 6), Forgione 6 (dal 31’ s.t. Baldares 6), Todino 6,5 (dal 33’ s.t. Cruz s.v. ); Balistreri 6,5. (Falcone, Fassari, Bruno, Fazio). All. Imbimbo 5,5. ARBITRO Mangialardi di Pistoia 6. NOTE spettatori 400 circa, incasso nc. Ammoniti Zolfo, Viscido, Volpicelli, Pisani e Scudieri. Angoli 7-2. (g.ar.)

SAVONA

2

MONTICHIARI

2

GIULIANOVA

0

APRILIA

2

NEAPOLIS

2

MELFI

1

GIACOMENSE

0

BORGO A BUGGIANO

3

FANO

2

MILAZZO

2

ISOLA LIRI

0

VIBONESE

1

GIUDIZIO

+++

+++

MARCATORI Buglio su rigore al 9', Aresti al 34' s.t. SAVONA (4-4-2) Aresti 8; Quintavalla 6, Antonelli 4, Belotti 6,5, Marconi 6,5; Demartis 6 (dal 43' p.t. Mezgour 6), Giorgione 6,5, Buglio 7, Vinatzer 7; Santi 6 (dal 23' s.t. Biava 6), Meloni 6,5 (dal 10' s.t. Molino 6,5). (Maragna, Pellini, Terzoni, Tonetto). All. Corda 7. GIACOMENSE (4-3-2-1) Pavanello 4,5; Gorini 5,5 (dal 21' s.t. Mandorlini 6), De Marchi 6,5, Sirri 6, Parenti 5,5 (dal 26' s.t. Franciosi 6); Caciagli 5,5 (dall’11’ s.t. Dal Rio 5,5), Tanaglia 6,5, Vagnati 6,5; Staffolani 6, Tabanelli 6; Scaioli 6. (Poluzzi, Minardi, Ortolan, Ferrara). All. Gadda 6. ARBITRO Romani di Modena 6. NOTE spettatori 300 circa, incasso nc. Espulsi Antonelli all'8' s.t. e Maragna al 41' s.t.; ammoniti Belotti, Gorini e Sirri. Angoli 5-3. (o.ste.)

RISULTATI

CLASSIFICA SQUADRE

++

GIUDIZIO MARCATORE Pera su rigore al 43’ p.t. POGGIBONSI (4-3-1-2) Gori 6; Cutrupi 5,5, Dierna 5,5, Cirina 6, Bronchi 6; Boldrini 6 (dal 49’ s.t. Malquori s.v.), El Kamch 5,5, Giunchi 6; Settembrini 6 (dal 48’ s.t. Moscarino s.v.); Falomi 6, Pera 6 (dal 22’ s.t. Dal Bosco 5,5). (Chiarugi, Mugnaini, Zane, Bigeschi). All. Fraschetti 6. SANTARCANGELO (3-5-2) Nardi 6; Locatelli 5,5, Antoniacci 5,5 (dal 10’ s.t. Ferri 6), Arrigoni 6; Baldinini 5,5, Del Pivo 6, Obeng 5, Zavalloni 5, Fabbri 5,5 (dal 17’ s.t. Schiavini 5,5); Graziani 5,5, Tonelli 5,5 (dal 27’ s.t. Gavoci 5). (Bicchiarelli, Gregorio, Bacchiocchi, Bazzi). All. Angelini 5,5. ARBITRO Magnani di Frosinone 5. NOTE spettatori 400 circa, incasso nc. Espulsi El Kamch al 25’ s.t. e Dal Bosco al 32’ s.t.; ammoniti Gori, Bronchi, Cirina, Dierna, Baldinini e Del Pivo. Angoli 3-6. (e.p.)

ALESSANDRIA-ENTELLA BELLARIA-SAN MARINO CUNEO-PRO PATRIA LECCO-CASALE MANTOVA-SAMBONIFACESE MONTICHIARI-BORGO A BUGGIANO POGGIBONSI-SANTARCANGELO RIMINI-VALENZANA SAVONA-GIACOMENSE TREVISO-RENATE

rinviata 1-2 rinviata 2-2 1-0 2-3 1-0 1-0 2-0 1-0

PROSSIMO TURNO DOMENICA 5 FEBBRAIO ORE 14.30 BORGO A BUGGIANO-TREVISO CASALE-RIMINI CUNEO-ALESSANDRIA ENTELLA-MANTOVA GIACOMENSE-LECCO PRO PATRIA-POGGIBONSI SAMBONIFACESE-RENATE SAN MARINO-SAVONA SANTARCANGELO-BELLARIA VALENZANA-MONTICHIARI

(1-1) (2-0) (2-1) (0-0) (2-2) (0-1) (0-2) (0-1) (0-0) (1-2)

MARCATORI 15 RETI Lapadula (San Marino). 11 RETI Rosso (1, Entella); Pera (4, Poggibonsi); Perna (3, Treviso). 10 RETI Taddei (Casale); Serafini (3, Pro Patria). 9 RETI Grassi (Borgo a Buggiano); Varricchio (Cuneo); Graziani (1, Santarcangelo); Ferretti (Treviso).

GIUDIZIO MARCATORI Grassi (BB) 29' p.t.; Corsi (BB) al 21', Altobelli (M) al 28', Crociani (BB) al 32', Florian (M) su rigore al 38’ s.t. MONTICHIARI (4-4-2) Gambardella 5; Severgnini 5 (13' s.t. Saleri 6), Verdi 6, Pedon 5,5, Materazzo 6,5; Muchetti 7, Agostinone 6, Filiciotto 5 (dal 26' s.t. Ruta 6), Talato 5 (1' s.t. Murano 6); Altobelli 7, Florian 6. (Polizzi, Giordani, Del Padrone, Spagna). All. Ottoni 5,5. BORGO A BUGGIANO (4-3-2-1) Grandi 6; Di Stefano 6, Settepassi 7, Di Giusto 6, Crociani 6; Gialdini 7, Maretti 6,5, Corsi 6,5 (dall’11' s.t. Castaldo 6,5); Grassi 7, Paganelli 6,5 (dal 29' s.t. Santini 5); Rocchi 6,5 (dal 43' s.t. Stella s.v.). (Mori, Di Martino, Di Crescenzo, Gucci). All. Firicano 6,5. ARB. Todaro di Palermo 7. NOTE spettatori 200 circa, incasso nc. Espulso Santini 44' s.t.; ammoniti Grandi, Crociani, Maretti, Di Giusto, Settepassi, Grassi, Santini e Verdi. Angoli 4-7. (n.s.)

PROMOZIONI

Salgono in sei Quattro subito e due ai playoff Con due soli gironi (fino alla stagione scorsa erano tre), cambia il meccanismo delle promozioni dalla Seconda alla Prima divisione, che devono sempre essere sei per pareggiare le retrocessioni. Salgono direttamente le prime due classificate dei rispettivi gironi, più le due vincenti dei playoff. Quest’anno agli spareggi promozione sono ammessi terza, quarta, quinta e sesta: lo svolgimento è il solito, con semifinali e finali (sempre con andata e ritorno).

+++

GIUDIZIO MARCATORI Cazzola al 27’, Bartolini su rigore al 42’ s.t. GIULIANOVA (4-1-4-1) Merletti 6; Del Grosso 6, Terrenzio 5 (dal 38’ s.t. Cavasinni s.v.), Faragalli 6,5, Testoni 5,5; Bontà 6; Rinaldi 6 (dal 12’ s.t. Valori 6), Della Penna 5,5 (dal 28’ s.t. Pirelli s.v.), Giustini 5,5, Carbonaro 5; Picone 5,5. (Sorrentino, Cecchetti, Di Michele, Addazii). All. De Patre 5,5. FANO (4-4-2) Beni 6; Colombaretti 6, Antonioli 6,5, Cossu 6,5, Amaranti 6; Cazzola 7 (dal 34’ s.t. Misin s.v.), Ruscio 6, Berretti 6,5, Raparo 6; Innocenti 6,5 (dal 38’ s.t. Bartolini 6,5), Marolda 6,5 (dal 47’ s.t. Di Stefano s.v.). (Orlandi, Mucciarelli, Angelelli, Noviello). All. Baldassarri 7. ARBITRO Melidoni di Frattamaggiore 6,5. NOTE spettatori 700 circa, incasso di 2.131,93 euro. Ammoniti Cazzola, Merletti, Del Grosso e Colombaretti. Angoli 1-4. (g.a.)

+++

GIUDIZIO MARCATORI Calderini (A) al 23’, Lacheheb (A) al 38’ p.t.; Cuomo (M) al 31’, Scalzone (M) al 36’ s.t. APRILIA (4-4-2) Pellegrino 6; Grieco 5,5, Gritti 6, Diakite 6, Carta 6; Criaco 6, Cruciani 6,5, Croce 6, Buonaiuto 6 (dal 16’ s.t. Salese 6); Lacheheb 6,5 (dal 16’ s.t. Iovine 6), Calderini 6,5 (dal 46’ s.t. Crialese s.v.). (Bifulco, Ceccarelli, Di Libero, Pinna). All. Vivarini 5,5. MILAZZO (4-1-4-1) Croce 6; Cucinotta 6 (dal 14’ s.t. Di Pasquale 6), Imparato 6, Benci 6, Quintoni 6; Bucolo 6,5; Cuomo 6,5, Fiore 6 (dal 23’ s.t. Mangiacasale 6), Proietti 6,5, Nicastro 6; Malafronte 6 (dal 5’ s.t. Scalzone 6,5). (Taranto, Pepe, Simonetti, Rasà). All. Trimarchi 6,5 (Catalano squalificato). ARBITRO Strocchia di Nola 5,5. NOTE spettatori 150 circa, incasso nc. Espulso Criaco all’8’ s.t.; ammoniti Cucinotta, Calderini, Benci, Scalzone e Gritti. Angoli 2-5. (v.a.)

GIUDIZIO

CLASSIFICA

RISULTATI

SQUADRE

APRILIA-MILAZZO CATANZARO-EBOLITANA GAVORRANO-CELANO GIULIANOVA-FANO L'AQUILA-ARZANESE MELFI-VIBONESE NEAPOLIS-ISOLA LIRI NORMANNA-CAMPOBASSO PAGANESE-PERUGIA VIGOR LAMEZIA-FONDI ha riposato CHIETI

PT

PERUGIA

PARTITE RETI G V N P F S 53 24 16 5 3 37 16

L'AQUILA

48 24 13 9 2 29 12

VIGOR LAMEZIA 47 24 13 8 3 31 17 CATANZARO

46 23 13 7 3 32 15

PAGANESE

42 24 11 9 4 29 18

GAVORRANO

38 24 10 8 6 37 27

ARZANESE

35 24 8 11 5 31 30

CHIETI

34 23 10 4 9 30 27

NORMANNA (-1) 34 24 9 8 7 20 19 APRILIA

33 23 9 6 8 36 29

GIULIANOVA

29 24 8 5 11 27 32

FANO (-5)

27 24 9 5 10 28 28

NEAPOLIS (-2)

26 24 6 10 8 29 34

CAMPOBASSO (-2) 26 24 7

7 10 22 28

FONDI

25 24 7 4 13 22 31

MILAZZO

24 24 5 9 10 19 25

VIBONESE

23 24 5 8 11 25 33

EBOLITANA (-1)

23 24 6 6 12 20 35

ISOLA LIRI (-2)

18 23 5 5 13 24 32

MELFI (-4)

17 24 5 6 13 24 37

CELANO

13 24 3 4 17 20 47

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

++

GIUDIZIO

MARCATORE Foggia al 10' p.t. e al 19' s.t. NEAPOLIS (3-4-3) Pettinari 6; Moscarino 6, Cancelli 6, Cariello 6,5; Esposito 6,5, Bianchi 6,5, Manco 5,5 (dal 27' s.t. Caggianelli 5), Marinucci Palermo 6; Foggia 7,5, Moxedano 5,5 (dal 36' s.t. Bonanno s.v.), Pellecchia 6 (dal 18' s.t. Monticelli 6). (Sollo, Polverino, Palumbo, De Falco). All. Ferazzoli 6,5. ISOLA LIRI (4-4-2) Mariosi 6,5; Fiorini 6, Paloni 5, Ferrara 5, Lucchese 5 (dal 9' s.t. Costanzo 5); Martinelli 5,5, Di Lullo 5 (dal 18' s.t. Soudant 6), Raffaello 6,5, Conte 5,5; Caira 5,5, Maiorano 5 (dal 30' s.t. Basilico 5). (Teoli, Pereira, Martena, Bianchini). All. Grossi 5. ARBITRO Brodo di Viterbo 5. NOTE spettatori 100 circa, incasso di quasi 150 euro. Ammoniti Moscarino, Ferrara, Conte e Marinucci Palermo. Angoli 5-2. (a.v.)

2-2 1-0 2-0 0-2 2-2 1-1 2-0 2-1 0-0 1-0

PROSSIMO TURNO DOMENICA 5 FEBBRAIO ORE 14.30 ARZANESE-NEAPOLIS (a Frattamaggiore) (1-1) CELANO-GIULIANOVA (1-0) CHIETI-L'AQUILA (1-1) EBOLITANA-MELFI (1-0) FANO-APRILIA (sabato 4, ore 14.30) (0-0) FONDI-GAVORRANO (2-0) ISOLA LIRI-VIGOR LAMEZIA (0-1) MILAZZO-CATANZARO (1-1) PERUGIA-CAMPOBASSO (2-1) VIBONESE-PAGANESE (1-2) riposa NORMANNA

MARCATORI 19 RETI Fioretti (6, Gavorrano). 15 RETI Clemente (4, Perugia). 11 RETI Ceccarelli (3, Aprilia); L. Orlando (1, Paganese). 10 RETI U. Improta (1, L'Aquila); Mancosu (3, Vigor Lamezia).

+++

MARCATORI Ambrogetti (M) all’11’ p.t.; Caraccio (V) al 23’ s.t. MELFI (4-3-3) Scuffia 6; Spirito 6, Gennari 5,5, Bova 6, Gerolino 5,5; Viola 5,5 (dal 26’ s.t. G. Russo 6), Greco 6, Scarsella 6; Tirelli 6,5, Improta 6, Ambrogetti 6,5. (Della Luna, R. Russo, Moretto, Giunta, Simeri, Lionetti). All. Rodolfi 6. VIBONESE (4-2-3-1) De Filippis 6,5; Alletto 5,5, Caridi 6, Salvatori 6, D’Agostino 6; Mercuri 5,5 (dal 17’ s.t. Mastroianni 5,5), Benincasa 5,5; Mazzetto 6, Vitale 6, Doukara 6,5; Caraccio 6,5 (dal 41’ s.t. Di Berardino s.v.). (Pronestì, Cosenza, Coco, Saturno, Petrucci). All. Ferrante-Viola 6. ARBITRO Pierro di Nola 6. NOTE spettatori 300 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Mercuri, Viola, Bova, Greco, Caridi, Benincasa e Doukara. Angoli 5-4. (g.t.)

RETROCESSIONI

Scendono in nove Sei direttamente tre dopo i playout Dalla Seconda divisione scendono in Serie D le solite 9 squadre: direttamente le ultime tre dei due gironi (sei in totale), le altre tre dopo i nuovi playout. Agli spareggi salvezza partecipano quartultima e quintultima di ogni girone: nella prima sfida (andata e ritorno, solita formula) chi perde retrocede. Le due vincenti si affrontano per evitare l’ultima retrocessione: si sorteggia chi gioca in casa l’andata e dopo il ritorno in caso di parità si va ai rigori (regolamento delle coppe europee).


28

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012


LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

29

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laCaduta di ALESSANDRO DE CALÒ

oco più di un anno fa, Wesley Sneijder sgomiP tava tra Messi e Xavi per il Pallone d’oro. I giornalisti avevano scelto lui, simbolo dell’Olanda e del triplete dell’Inter. I capitani e i citì delle nazionali rovesciarono quel verdetto premiando l’argentino del Barça con un plebiscito. Ma Sneijder c’era sul podio, comunque. In questi giorni, Sports Illustrated ha deciso che Messi è il più forte giocatore di sempre, davanti a Maradona, Cruijff e Pelé. In compenso, a Lecce, Sneijder (foto Lezzi) manda a quel paese il suo compagno Pazzini e, approfittando dell’intervallo, Ranieri l’ha lasciato negli spogliatoi. Mentre Messi fa i conti con la storia, Sneijder si misura con Alvarez per un posto da titolare nell’Inter. Triste, veloce e paradossale, la sua parabola. Forse un anno fa quel Pallone d’oro gli stava largo,

l’Analisi

L’URLO DI RE NOLE E’ SEMPRE LUI L’UOMO DA BATTERE

laVignetta di VALERIO MARINI

Djokovic al 3o slam di fila come i grandi. La soggezione di Nadal

SNEIJDER, DAL PALLONE D’ORO PERSO (CON MESSI) AL DUELLO CON ALVAREZ ma questo momento buio nell’Inter è un corridoio stretto, lontano dalla normalità. Certo, in genere, Sneijder è uno che comincia le cose bene e poi si complica la vita. Gli è successo nell’Ajax: campione d’Olanda a vent’anni, premiato come miglior talento. Ha continuato nel Real Madrid: debutto con gol nel derby con l’Atletico. Curiosa analogia con l’esordio di due anni dopo a San Siro. Mourinho l’aveva mandato in campo nel derby col Milan (4-0), agosto 2009, ventiquattro’ore dopo che l’olandese era stato scaricato dal Real. A Madrid erano arrivati Ronaldo e Kakà, non c’era più spazio per lui e Robben. Mou è abituato a battezzare un giocatore e decidere che è insostituibile. Deco nel Porto, Lampard

Quanto incide un mister? Guardate Ranieri e Cosmi partire dall’intervento di Marcello Lippi sulA la Gazzetta del 25 gennaio, si è intrecciato un interessante dibattito sull’incidenza di un alle-

l re è sempre Novak Djokovic, gli altri si mettaImondo no il cuore in pace. Il serbo numero uno al ha ricominciato da dove aveva finito. Cioè vincendo un altro Slam, il terzo consecutivo. Prima di lui c'erano riusciti solo Laver (poker), Sampras, Federer, e Nadal. Il tris agli Australian Open, secondo di fila, dice senza ombra di dubbio che sarà lui l'uomo da battere anche in questa stagione impreziosita da un appuntamento davvero speciale, le Olimpiadi a Wimbledon.

laVignetta di STEFANO FROSINI

Nole (foto Reuters) è arrivato alla settima finale di seguito vinta contro Nadal al quale però stavolta va reso ampiamente l'onore delle armi. Lo spagnolo è tornato su livelli molto alti e ci ha regalato a tratti i colpi migliori del suo repertorio. Non s'arrendeva al quinto set in una finale dal lontano 2007 quando uscì sconfitto da Federer sull'erba londinese. Il match di ieri l’ha perso ancora una volta nella testa. La soggezione nei confronti dell’avversario-tabu forse ha pesato meno del solito ma nel momento cruciale s’è risvegliata. Sul tabellino, segnata in rosso, resta infatti la grande chance sprecata da Rafa sul 4-2, 15-30 (serviva Djokovic) nella quinta e decisiva partita. Con quel rovescio comodo da metà campo sparacchiato in corridoio assieme alla possibilità dell'allungo che poteva essere determinante. E non è stata solo stanchezza. Al serbo regali così non si possono proprio fare. Anche allo stremo delle forze Nole, se vede uno spiraglio, ci si infila ricaricandosi come una Duracell. Gli basta buttare l’occhio in tribuna verso i tanti stendardi del suo Paese e ricordarsi che dietro c'è tutta la Serbia che spinge. Allora alza il pugno e si batte il petto. Una, due volte. Poi urla. E tornano le forze. «Io vivo per vincere queste partite», aveva confessato dopo la sfida con Murray. Questo è Djokovic. Potrà essere simpatico o meno, qualcuno magari stigmatizzerà certe sue piccole sceneggiate. Ma intanto è il campione che ha dato nuovo slancio a questo sport. La finale di ieri è stata la più lunga della storia degli Slam ed ha tutti gli ingredienti per entrare nella hit parade delle più belle di sempre. Fatela rivedere ad un giovane che deve scegliere come divertirsi e si innamorerà del tennis. Cinque ore e 53 minuti raccontano meglio di ogni altro dato come sia stata una battaglia, giocata sui nervi, fino all'ultima goccia di energia. L’intensità degli scambi e la violenza dei colpi da fondo campo fanno passare in secondo piano il fatto che abbiamo annotato più errori gratuiti che colpi vincenti. Incredibili il quarto e quinto set. Djokovic è stato più regolare e incisivo con il dritto a sventaglio. Rispondendo spesso in modo efficace al servizio di Nadal. Statistiche. Che per una volta possono essere messe da parte. Se il buongiorno si vede dal mattino quest’anno ci sarà da divertirsi. Djokovic-re è sul piedistallo, Nadal e Federer cercheranno lo scacco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

TwitTwit

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Allenatori

di LUIGI GARLANDO

di GIANNI VALENTI

nel Chelsea. Si sentono dire che sono i numeri uno al mondo, finiscono col crederci, e giocano di conseguenza. A Sneijder è successo subito, in quella magica stagione 2009-10. Sembrava un fenomeno anche nell’Olanda al Mondiale in Sudafrica. Se avesse potuto, Mou l’avrebbe riportato al Bernabeu, invece di ripiegare su Ozil. Sneijder è rimasto all’Inter, e — steso dagli infortuni muscolari — ha perso peso e centralità. Un calvario. La squadra che aveva trovato un equilibrio senza di lui, ha smesso di vincere, quando Wes è tornato; come è successo al Bayern, con il ritorno di Robben. Sindrome olandese. Curiosa coincidenza, forse non è soltanto un caso.

natore. Molto più del 20% teorizza l’ex c.t. azzurro. Lecce-Inter ha offerto un interessante contributo al dibattito. Claudio Ranieri (foto LaPresse), che ha preso l’Inter in zona retrocessione e l’ha riportata a tiro della zona Champions, sembra l’esemplificazione perfetta del teorema-Lippi: il tecnico che cambia il destino di una squadra. E’ davvero così? L’Aggiustatore ha imposto la Controriforma del 4-4-2, ha ridato al gruppo antiche sicurezze e, rischiando il minimo, con tanto sacrificio e poco spettacolo, è risalito. Ma appena ha provato a spingere un po’ di più, aggiungendo qualità (rombo e Sneijder), come a Lecce, la squadra è stata infilzata da dolorose ripartenze, come a Palermo e a Novara, quando c’era Gasperini. Perché la verità è la stessa di allora: questa squadra non riesce a reggere due punte più un trequartista offensivo; la difesa perde copertura da una mediana lenta e affannata nel recupero. Sono lacune strutturali, profonde, figlie del mancato rinnovamento. Se non arriveranno mediani giovani e forti, tipo Vidal e Pjanic, sarà sempre così. Per quanto bravo, l’Aggiustatore

non può cambiare il destino e infatti, dopo un tempo, ha tolto Sneijder e si è rifugiato nel solito centrocampo a 4 col disciplinato Alvarez. E ora prendiamo Serse Cosmi, quello col Cappellino; quello che allena meglio i giornalisti dei giocatori. Nel calcio quando ti attaccano etichette è come quando nel mondo delle canzoni dicono che porti sfiga. Certo, Cosmi in passato ha commesso errori, ma oggi è l’allenatore che ha preso il Lecce ultimo a 8 punti (dopo la 14ª) e li ha raddoppiati in 7 partite, mettendosi due squadre alle spalle e avvicinando a 3 punti la zona franca. Tenesse in A questo Lecce, firmerebbe un’impresa pari alle tre salvezze del Perugia a costo zero di Gaucci, trascinato in Uefa. E’ il rapporto tra materiale a disposizione e traguardi raggiunti che tara il valore di un mister. Cosmi comprò a 50 milioni (di lire) il dilettante Pieri e lo rivendette all’Udinese per 8 milioni (di euro): spread record. E se Lippi ha vissuto Berlino, è anche perché Cosmi un giorno trasformò in terzino un anonimo trequartista di serie C (Grosso) e fece dello stopper Materazzi un bomber: 12 gol nel Perugia 2001-2002. Cosmi non ha lo stile british di Ranieri che ai presidenti piace tanto, ma in carriera ha sempre inciso tanto, ben oltre il 20%. Lippi ha citato 9 tecnici per sostenere la sua tesi. La prossima volta può completare la decina con il nome di Serse Cosmi da Ponte San Giovanni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

ilProtagonista MARCO MATERAZZI Ex colonna dell’Inter

Peccato ragazzi !!! Pero' voglio fare I complimenti a Benassi e a Serse ... non hanno sbagliato niente entrambi !!! Guardiamo avanti !!! @iomatrix23

GIUSEPPE MASCARA Attaccante del Novara

Momento difficile ma obbiettivo possibile ora bisogna tirare fuori gli attributi e cominciare a pedalare @peppemasca

I GOL DI KLOSE E I «TEDESCHI D’ITALIA» L’AFFARE CHE CONFERMA LA TRADIZIONE di NINO MINOLITI

uali sono gli stranieri che si adattano meglio al Q campionato italiano? Per carità, non abbiamo la pretesa di risolvere in poche righe l’argomento, ma una cosa è certa: così come, a parte Suarez e Del Sol, non restano molti spagnoli che abbiano sfondato, è difficile al contrario che i tedeschi facciano flop. Non che ne siano arrivati a dozzine, in ogni caso da Schnellinger a Brehme, da Briegel a Matthäus, da Rummenigge a Völler, Klinsmann, Riedle e Bierhoff, quasi sempre hanno lasciato buoni ricordi. L’ultimo esempio, è lì che andiamo a parare, lo fornisce il trentatreenne Miroslav Klose, approdato quest’estate alla Lazio a parametro zero e che coi due gol segnati al Chievo è arrivato a quota 12: se si «depurasse» la classifica dei marcatori dai rigori, Miro sarebbe

Ipse DIXIT... FIORELLO Grande showman, tifoso interista

E comunque un amico milanista ce l’ho!!!

JUAN DEL POTRO Fuoriclasse del tennis

Complimenti a Nole Rafa per la grande finale che hanno giocato. Grandi campioni!!! Saluti a tutti e due!! @delpotrojuan

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...COSA VOLEVA dire Il vero problema sarà convincere la fidanzata a lasciare Firenze

Fiorello con Max Allegri, allenatore del Milan

@sarofiorello

primo, visto che la sua cifra è già netta. Ibra, che ne fatti 15, e Di Natale, 14, ne hanno realizzati rispettivamente 6 e 3 dal dischetto; Cavani, pure lui salito a 12, uno. Denis, anche lui a 12, 3. Basterebbe questo per considerare il centravanti di origine polacca, che è stato una colonna del Werder e del Bayern e lo è ancora della nazionale tedesca, il vero affarone di questo campionato, dove ha spostato gli equilibri della zona alta (19 presenze, 1687 minuti giocati, media di un gol ogni 141’, 3 assist). Per dire, cosa sarebbe accaduto se Klose fosse arrivato all’Inter e Forlan alla Lazio? E’ un gioco, ma serve per dare la misura di quanto un singolo possa incidere sui destini di una squadra; nello specifico, 12 punti portati da Klose, zero da Forlan. Insomma, «Der Spiegel» e Frau Merkel continuano a bacchettarci, però l’Italia per i tedeschi è sempre la terra dove fioriscono i... gol.

«

Non escludo l'arrivo di Cerci. Abbiamo fatto le nostre offerte, ora tutto dipende dalla Fiorentina ENRICO PREZIOSI PRESIDENTE DEL GENOA

Strappare Alessio Cerci alla Fiorentina sarà durissima, un braccio di ferro che durerà probabilmente fino all’ultima ora di mercato. Mi dicono che a Firenze sono già pronti a fare le barricate come non se ne ricordano dai tempi del passaggio di Roberto Baggio alla Juventus. Sto provando a fare gola alla dirigenza viola con un’offerta irrinunciabile, ma non sarà facile. Qualcuno ridendo mi ha già detto che

dovrò presentarmi con una valigetta piena di soldi per averla vinta. Questo mi fa pensare che non basterà la buona volontà. Soprattutto, c’è da convincere la fidanzata di Cerci a lasciare Firenze. Ormai è di famiglia, sempre piena di attenzioni per società e tifosi. Mi dicono che la gente vorrebbe fare una festa al giorno alla coppietta. E io fino a lì non arrivo, è troppo. ROBERTO PELUCCHI


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

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TENNIS A MELBOURNE

PRIMO SET

SECONDO SET

Nole sballa il dritto 7-5 Rafa: sorpresa

Djoker si scioglie 6-4 Serbia: parità

Nadal strappa il servizio a Djokovic nel quinto gioco (rovescio lungo del serbo) ma perde la battuta quando serve sul 4 3 con due dritti sbagliati. Si arriva al 5 5, Nadal fa il secondo break e poi si aggiudica il set, con sorpresa generale, ma con merito. Durata: 80 minuti.

Nadal annulla due palle break sull’1 0, ma perde il servizio sull’1 2 (volée di Djokovic), annulla un set point sul 2 5, strappa il servizio a Djokovic nel 9˚ gioco (doppio fallo), ma perde quello successivo, con il serbo che si procura il set point con la volée sulla riga. Durata: 66 minuti.

DAL NOSTRO INVIATO

RICCARDO CRIVELLI MELBOURNE

Il cavaliere della notte fa a brani la maglietta come l’incredibile Hulk e batte i pugni sul petto come si conviene a chi non perde mai. All’una e 37, al chiuso dal 4-4 del quarto set per lasciar fuori la pioggerellina estiva e dopo che l’epica del tennis ha consegnato alla storia una partita che non si dimenticherà più, i muscoli di ferro di Novak Djokovic troneggiano di nuovo sugli Australian Open, lasciando a uno stranito Nadal la consolazione di essere stato compartecipe di un’impresa titanica. Nole si conferma campione ed entra nel gotha di chi ha vinto tre Slam consecutivi (con Laver, Sampras, Federer e Rafa) domando la finale più lunga di sempre in assoluto di tutti i tornei, 5 ore e 53 minuti (compresi i 10 minuti della manovra per il tetto, perché la partita non è stata sospesa).

Nole, epico trionfo su Nadal! Il suo tris Slam è nella storia Firma la quinta vittoria nei Majors con la finale più lunga di tutti i tornei

Ribellione Per lunghi tratti, la centesima finale maschile dello Slam dell’altro mondo ha davvero poco di spettacolare. Nadal, tuttavia, prova a ribellarsi al destino di sei sconfitte consecutive contro Djokovic l’anno scorso e gioca un primo set di grande intelligenza, usando il servizio al corpo per disinnescare la risposta del serbo e facendolo muovere molto, ottenendo lucrosi errori di rovescio dall’avversario. Fantasmi No, il maiorchino sta-

volta non ci sta a salire all’altare del sacrificio senza combattere e nel secondo, sotto 5-2, annulla un set point e risale 5-4 e servizio. Poi, la sciagura: con un doppio fallo regala il break e il set a Nole. Il passato che ritorna. Da quel momento, non è più lui: il numero due vede i fantasmi, cala al servizio e non mette più in campo un rovescio, mentre l’altro ritrova campo ed esplosività. Per Rafa, tenere la battuta è fatica e sudore: così, quando sul 4-3 del quarto set va sotto 0-40, sembra che il 2011 con i suoi incubi non sia mai finito.

DJOKOVIC turgia leggendaria. Nadal, nel baratro, inanella un rovescio e due dritti sulle righe, un ace e un servizio tagliato. Cinque punti per risorgere, da guerriero indomabile. E, al tiebreak, sul 5-3 a suo favore, a due punti dalla meta, il numero uno sballa un dritto a campo aperto e perde 4 punti di fila.

Resurrezione E’ qui che il ma-

tch, da lunga e un po’ noiosa litania, si trasforma in una li-

Rod Laver premia Djokovic

Leggenda Sulle tribune è il delirio: i tifosi di Djokovic innalza-

no perfino icone sacre per scacciare l’idea di una sconfitta in una sfida che solo due minuti prima pareva apoteosi. Reduce dalle quasi cinque ore con Murray, Nole si aggira per il campo sfatto e confuso. Va sotto 4-2, stavolta non si salverà, pensano in molti. Non Rafa: «Sapevo che non avevo il controllo del match, che lui sarebbe tornato su. Avete visto come rispondeva? Fantastico,

Sulla ribalta DI RINO TOMMASI

1. Rosewall b. Laver 4-6 6-0 6-3 6-7 7-6. Finale Wct Dallas ’72

Questo match vale quanto i migliori 6 di sempre IL COMMENTO di GIANNI VALENTI

a pagina 29

&

2. Sampras b. Agassi 6-7 7-6 7-6 7-6. Quarti Us Open 2001

Una partita come quella di Novak Djokovic e Rafael Nadal in Australia suggerisce e quasi impone di cercare nella memoria quali siano state le altre più belle nella storia di questo sport. Dove inserire quella di ieri? Qualsiasi posto va bene e farà discutere ma è stato bello poterla vedere. 1. Rosewall b. Laver 4-6 6-0 6-3 6-7 7-6. Finale campionato WCT, Dallas 1972.

Il fatto che questa partita si sia

3. Nadal b. Federer 6-4 6-4 6-7 6-7 9-7. Finale Wimbledon ’08

4. Borg b. McEnroe 1-6 7-5 6-3 6-7 8-6. Finale Wimbledon ’80

svolta nel quadro di un torneo non tradizionale è largamente compensato dalla qualità e dal prestigio di due campioni che pur non avendo potuto, in quanto professionisti, giocare per 11 anni (Rosewall) e 5 anni (Laver) i tornei tradizionali hanno vinto 19 prove del Grande Slam. 2. Sampras b. Agassi 6-7 7-6 7-6 7-6. Quarti Us Open 2001.

Dal risultato si potrebbe pensare che sia stato il festival del tie-bre-

5. Borg b. Gerulaitis 6-4 3-6 6-3 3-6 8-6. Semifin. Wimbledon ’77

6. Wilander b. Lendl 6-4 4-6 6-3 5-7 6-4. Finale Us Open 1988

ak. In realtà, anche se nessuno dei due campioni ha mai perso il servizio, è stata una partita straordinaria per qualità di gioco e di emozioni. 3. Nadal b. Federer 6-4 6-4 6-7 6-7 9-7. Finale Wimbledon 2008.

Nadal aveva già dimostrato, giocando due finali, di essere competitivo ai massimi livelli anche sull’erba ma che potesse addirittura battere Federer aveva bisogno di una dimostrazione.

anche se io ho fatto qualche errore». Infatti, subisce immediatamente il controbreak. Alla quinta ora e 23’, gli inossidabili satanassi sono ancora capaci di uno scambio di 31 tiri che «Djoker» conclude accasciandosi a terra. Si tira a tutto braccio e Jelena, la fidanzata del serbo, ormai è in piedi ad ogni punto. Chissà quando finirà. Finisce quando Rafa, in preda alla nemesi dopo una

battaglia da eroe, spedisce un facile rovescio tagliato in rete per il break del 6-5. Novak servirà per il match e farà filotto. Senza pietà, gli organizzatori parlano e parlano prima della premiazione, così una mano pietosa appoggia due sedie ai duellanti stravolti. Djokovic chiude in bellezza: «Abbiamo fatto la storia, stasera ci sono due vincitori». Inchiniamoci.

4. Borg b. McEnroe 1-6 7-5 6-3 6-7 8-6. Finale Wimbledon 1980.

tutte le finali

A questa partita è stato giustamente dedicato un libro. E' diventata leggendaria per un tie break infinito (18-16) nel quale McEnroe ha salvato sette match point nel quarto set allungando l'incontro al quinto nel quale Borg ha ceduto solo tre punti sul proprio servizio.

Ecco tutte le finali dell’edizione n. 100 degli Australian Open disputati sul cemento di Melbourne. Che hanno premiato con 1.850.000 euro i vincitori del singolare maschile e femminile, e hanno battuto anche il record di spettatori di ogni tempo nelle 2 settimane: 686.006, contro i 653.860 del 2010.

5. Borg b. Gerulaitis 6-4 3-6 6-3 3-6 8-6. Semifinali Wimbledon 1977

Gerulaitis non ha mai battuto Borg in 17 partite ma quella volta è stato a due punti dalla vittoria ma lo svedese gli ha giocato un serve and volley straordinario. 6. Wilander b. Lendl 6-4 4-6 6-3 5-7 6-4. Finale Us Open 1988

Il match è durato 4 ore e 54 minuti e Lendl, che giocava nell’occasione la sua ottava finale consecutiva si è dovuto arrendere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Singolare maschile, finale: Djokovic (Ser) b. Nadal (Spa) 5-7 6-4 6-2 6-7 (5), 7-5. Singolare femminile, finale: Azarenka (Bie) b. Sharapova (Rus) 6-3 6-0. Doppio maschile, finale: Paes/Stepanek (India/R.Cec) b. Bryan/Bryan (Usa) 7-6 (1) 6-2. Doppio femminile, finale: Kuznetsova/ Zvonareva (Rus) b. ERRANI/VINCI 5-7 6-4 6-3. Doppio misto, finale: Mattek Sands/ Tecau (Usa/Rom) b. Vesnina/Paes (Rus/India) 6-3 5-7. Singolare maschile jr, finale: Saville (Aus) b. Peliwo (Can) 6-3 5-7 6-4. Singolare femminile jr, finale: Townsend (Usa) b. Putintseva (Rus) 6-1 3-6 6-3.


LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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5h53’ La più lunga finale Slam Il precedente primato risaliva alla sfida Mats Wilander-Ivan Lendl (Us Open 1988) con 4h54’

TERZO SET

QUARTO SET

QUINTO SET

Riecco la risposta 6-2 del n. 1: dominio

Su e giù da infarto 7-6 Nadal: pareggio

Rafa manca la fuga 7-6 del re: è fatta!

E’ il set meno spettacolare e il più netto nelle mani del numero 1 del mondo: Nadal perde il servizio sull’1 2 (diritto fuori) e poi lo riperde a zero sul 2 5. Col ritorno della risposta, sembra proprio che il match sia ormai in discesa per il serbo, campione uscente. Durata: 45 minuti.

Sul 4 3 Djokovic, il serbo si procura 3 palle break sullo 0 40, ma Nadal infila 5 punti consecutivi e 5 prodezze. Non ci sono più palle break fino al tie break, dove Rafa va avanti 3 2 e mini break prima di 3 punti di Nole. Poi, sul 3 5, piazza 4 punti consecutivi: 2 set pari. Durata: 88 minuti.

Nadal va 4 2, con dritto lungo di Djokovic, che recupera subito; Nadal annulla la palla break sul 4 4, ma perde il servizio sul 5 5; il serbo annulla una palla break e chiude al 1˚ match point. Durata set: 74 minuti. Alla premiazione i due non stanno più in piedi.

4

I NUMERI

5

Slam vinti da Djokovic (Australian Open 2008, 2011 e 2012, Wimbledon e US Open 2011)

2

re ultimi 8 Slam Djokovic e Nadal, 4 a testa. Dal Roland Garros 2005 all'US Open 2007 (11 slam) avevano vinto solo Federer (8 volte) e Nadal (3 volte)

7

vittorie di fila di Novak Djokovic su Rafael Nadal in altrettante finali: Indian Wells, Miami, Madrid, Roma, Wimbledon, US Open 2011 e Australian Open 2012

4

Gazzetta.it Le foto più belle per rivivere le emozioni di Djokovic-Nadal 6 ore di grande tennis in 20 scatti. Sul nostro sito le immagini più belle della finale dell’Australian Open

sconfitte Rafa al 5˚ contro Hewitt all’Australian Open 2005, contro Federer a Miami 2005 e Wimbledon 2007 e ieri (contro 15 vittorie). Djokovic al 5˚ set è 14-5

Il Confronto

IL SERBO «SONO ANDATO OLTRE I MIEI LIMITI»

Novak: «Ero sfinito ma l’ho nascosto»

Novak Djokovic (Ser), 24 anni, n. 1 del mondo, 5 titoli dello Slam

Rafa Nadal (Spa), 26 anni, n. 2 del mondo, 10 titoli Slam

ACE MELBOURNE

In tribuna, Vlade Divac ha annunciato che Djokovic sarà il portabandiera ai Giochi.

mi respiratori. Com’è andata in finale?

9

10

«Quello era un problema superato».

DOPPI FALLI

2

La maglietta strappata?

4

«Mi è venuto così». Novak, è la vittoria più bella?

«Sì. Forse la metterei con Wimbledon. Ma quando arrivi in fondo a una partita del genere, dopo 6 ore, provi sensazioni magnifiche». Ha avuto occasioni per vincerla prima, però.

PALLE BREAK

Prova dispiacere per Rafa?

«Nella sua posizione mi sono ritrovato un paio di anni fa, quando perdevo le semifinali da lui o da Federer. La differenza l’hanno fatta un paio di punti. Ma deve essere orgoglioso».

7/20

4/6

PUNTI 1ª SERVIZIO

68%

66%

SERVIZIO PIÙ VELOCE (KM/H)

«È una finale. Potevo chiuderla nel quarto, è vero, ma lui è risalito con alcuni punti incredibili. Ero molto stanco, ma ho cercato di non fargli capire come stavo. E sul 4-2 per lui sono andato oltre i miei limiti».

A questo punto, non si può non pensare al Grande Slam.

In semifinale ha avuto proble-

ri.cr.

«La mia priorità adesso è il Roland Garros, che non ho mai vinto. Se conquistassi Parigi, è ovvio che ci penserei, insieme all’Olimpiade. Adesso mi fermo per due settimane».

202

VINCENTI

57

44 ERRORI GRATUITI

69

71 PUNTI A RETE

LO SPAGNOLO «ORA SO DI VALERE PIÙ DEL 2011»

Rafa: «Ora Nole è il più forte di tutti»

204

23/31

16/19

PUNTI DA FONDO

53%

42%

PUNTI TOTALI MELBOURNE

Comportarsi da eroe, a volte non basta. Nadal è andato a un passo dalla più straordinaria delle rivincite. Il risultato diminuisce un po’ la grandezza della partita?

«No, è stato un fantastico match. Ho perso e lo accetto, ma sono felice di aver fatto parte di un evento del genere. Sembrerà strano, ma sono felice». Se le avessero predetto una finale di quasi 6 ore, che avrebbe pensato?

«Seriamente, 20 ore prima del torneo pensavo che stavo per tornarmene a casa senza nemmeno giocare il primo turno, perché il ginocchio mi faceva davvero male. Adesso invece so-

no contento perché ho capito quanto valgo in più rispetto all’anno scorso. Gioco più aggressivo, faccio più vincenti. Non amo perdere, ma questa è una delle sconfitte più belle della mia carriera». Lei ha sempre sostenuto che Federer è il più forte con cui abbia mai giocato. Dove mette Djokovic?

«Ora è il migliore di tutti. Vediamo dove arriverà. Ha vinto tre slam consecutivi ma l’anno scorso, in tutte e sei le nostre sfide, non ero mai arrivato così vicino a batterlo come oggi. Penso positivo». Rivedrà il match al video?

«Troppo lungo. Vedrò solo gli highlight (ride)». ri.cr.

193

176

5

domande sulla finale degli Australian Open di VINCENZO MARTUCCI

Fra i due super atleti Nole la spunta di tecnica 1 Una partita con più errori gratuiti che vincenti può essere una grandissima partita? «Sì, per intensità e pathos. Perché Djokovic e Nadal sono i migliori atleti in circolazione, o quantomeno i più resistenti, e, sul campo da tennis, fanno quasi sempre la cosa giusta. Quindi, nei loro bracci di ferro, già giocando tutt’e due da fondocampo, fanno un po’ gara allo specchio e parano l’uno le mosse dell’altro». 2 Perché, alla fine, ha vinto Djokovic, malgrado abbia fallito tante palle-break, con la sua super-risposta? «Non è il Djokovic dell’anno scorso, non è così brillante e non ha avuto gli acuti che l’hanno portato a vincere 3 Slam su 4. A Melbourne, ha giocato al 90/95%, eppure ha sprintato su Murray e Nadal — che invece si sono espressi al massimo —, perché sa fare quelle 2-3 cose tecniche in più: la smorzata, la volée, il rovescio lungolinea in anticipo. Inoltre ha condotto il gioco, poteva vincere tutti i set, come si nota dai 13 vincenti più di Rafa (con un numero di errori quasi pari) e dalle tante palle-break in più». 3 Come mai gli altri giocatori più forti non riescono a superare la soglia del dolore come Djokovic e Nadal? «Al di là di bagni nel ghiaccio e di camera iperbarica, che tutt’e due i guerrieri del tennis hanno dichiarato di utilizzare per facilitare il recupero, Nole ha una straordinaria elasticità, che allena continuamente, e gli consente di avvertire meno la fatica, e Rafa ha forza veloce eccezionale. Il resto lo fanno le motivazioni, l’esperienza e il killer instinct». 4 Questi Australian Open, pur rivinti da Djokovic, ridaranno fiducia a Murray e Nadal? «Sì e no. Sicuramente tutt’e due sono arrivati davvero a un pelo dal batterlo, e quindi, mentalmente, si sono avvicinati. Ma nello stesso tempo Nole ha fatto il bis, e confermarsi è sempre più difficile che vincere la prima volta. Così ha mandato un messaggio perentorio ai rivali. E ha dato un’altra spallata all’ego di Rafa, il giocatore più bravo a vincere o far match pari in condizioni di inferiorità. Ma che contro Djokovic perde ormai da 7 finali importanti di fila».

5 Ma se Djokovic e Nadal giocano 5 ore 53’ sul cemento, quanto giocheranno se si ritroveranno sulla terra di Parigi? «La finale Nole-Rafa, annunciata l’anno scorso dai successi di Djokovic a Madrid e Roma, e negata al Roland Garros soltanto da un super Federer, sarà la più attesa. Anche perché fra le primi cinque partite più lunghe di sempre tre sono proprio sul rosso». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

CICLISMO SI E’ CONCLUSO IL TOUR DE SAN LUIS

y i giudizi

IN TOSCANA

LEIPHEIMER TRIONFA

S ARRIVO 1. Tom BOONEN (Bel, Omega Quick Step) 167 km in 3.54’37", media 42,707; 2. Andrea Guardini (Farnese); 3. Maxi Richeze (Arg); 4. Casper (Fra); 5. Keough (Usa); 8. Colbrelli; 14. Viviani.

S CLASSIFICA FINALE 1. Levi LEIPHEIMER (Usa, Omega Quick Step) 26.35’55"; 2. Alberto Contador (Spa, Saxo Bank) a 46"; 3. Daniel Diaz (Arg) a 1’29"; 4. S. Schumacher (Ger) a 1’34"; 5. Nibali a 1’50"

Nibali convince a cronometro Chicchi rinasce Pozzato agile

di C. GHIS.

Leipheimer

Contador

Nibali

Chicchi

Viviani

Guardini

Pozzato

Bruttissimo in sella quanto straordinariamente efficace a crono. In salita sfodera grinta e non molla Contador Sarà l’uomo da battere alla Parigi Nizza

Fa quasi più scalpore la sconfitta nella crono (6˚) dei due successi in salita. Per il top deve perdere quasi 3 kg. Ce la farà per la Tirreno, che vuole vincere

Vincenzino soffre in salita ma nel mezzo ci mette una grandissima crono (2˚). Gli mancano i fuorigiri in montagna, però è sulla strada giusta

Dominatore del primo sprint; imbattibile nel secondo, malgrado faccia di tutto per far vincere Boonen. Ieri è stato magistrale nel tirargli la volata

Partenza sfortunata: caduta e foratura. Poi disputa una grande crono prima del capolavoro in volata di sabato. E’ una bella realtà

Avvio un po’ in sordina (è anche caduto). Meglio sabato nella tappa più lunga (208 km) e con un caldo torrido: Viviani l’ha stoppato. E ieri lo ha battuto solo Boonen

Il guizzo agli 800 metri nella 2ª tappa e lo scatto ai -3 km saba to sono segnali: Pippo è ancora vivo e ha voglia di vincere. E’ meno pesante e più agile

Boonen formato Tornado In volata spegne Guardini Argentina Il fuoriclasse belga si ritrova e batte il veronese. Domani il Tas su Contador: «La mia vita non è mai stata facile. Penso solo al ciclismo» DAL NOSTRO INVIATO

CLAUDIO GHISALBERTI SAN LUIS (Argentina)

E’ tornato Tornado. Tom Boonen ha vinto di potenza l’ultima tappa del Tour de San Luis. Alle sue spalle finiscono Andrea Guardini e Maxi Richeze. A Levi Leipheimer, compagno di squadra del belga all’Omega-Quick Step, va la generale. Era dalla Gand-Wevelgem dello scorso anno che l’iridato di FRANCIA: Madrid 2005 non riusciva a MARCATO 2˚ trionfare. Lo scorso anno, due rovinose cadute lo mandarono a casa da Tour e Vuelta. Qui si è visto subito che Boonen era sulla strada buona, eppure la malasorte (o forse una distrazione) gli aveva impedito di cogliere il successo nella seconda frazioS ne, quando Chicchi, suo compaIl veneto Marco gno di squadra, voleva fargli il Marcato, 27enne regalo. della Vacansoleil, 2˚ nella Parigi- Abbraccio Prima di salire sul palTours 2011, si è co, l’abbraccio più sentito è piazzato 2˚ nel Gp quello che il belga concede al La Marsigliese, d.s. Davide Bramati. Mentre lo apertura del stringe a sè, Tom gli sussurra: calendario «E’ solo l’inizio». Boonen ha europeo. Vittoria un’enorme voglia di riprenderper Dumoulin si il tempo perso e buttato. Poi (Fra, Cofidis): raggiante dice: «Vengo da una 5˚ Malacarne stagione complicata. Ma non ci BETTINI sono dietro tanti misteri. Era solo una questione di gamba che

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Tom Boonen, 31 anni, non vinceva dalla Gand-Wevelgem del 27 marzo 2011. A sinistra Guardini, 2˚ FOTOSERVIZIO ROBERTO BETTINI

non mi veniva per colpa degli infortuni». Ma la stella della corsa è stata ancora una volta Alberto Contador. «Visto il poco allenamento che ho nelle gambe, sono riuscito a fare molto meglio di quello che potevo immaginare. Due vittorie in salita, e con questi rivali, è davvero molto. In più so-

no riuscito a fare un grande allenamento di ritmo, che a casa sarebbe stato impossibile. La sconfitta a crono? Giusta. Dopo il Tour forse sono rimasto troppo tempo fermo. Persino mio fratello Fran era preoccupato. Avevo messo 7 chili in più (in piena forma pesa 62, ndr), me ne restano da perdere quasi 3.

Un’altra tappa infernale: 43 gradi Boonen esulta: «Questo è solo l’inizio». Guardini: «Tom favorito per l’arrivo in discesa»

Sabato Donoratico apertura italiana Debutta Cunego Meno 5 giorni: manca poco alla prima corsa italiana della stagione. Appuntamento sabato al Gp Costa degli Etruschi di Donoratico: sarà il debutto 2012 di Cunego. Attesi anche Petacchi, Viviani, Ulissi, Modolo e Battaglin.

Il mio primo picco di forma sarà per la Tirreno-Adriatico, che corro in omaggio ai tifosi italiani che sulle strade del Giro mi hanno trattato con grande affetto». Sulla perdita di peso nessuna dieta particolare: «Solo alimenti più sani e minori quantità. Poi tanto allenamento in più». Differenze E’ la prima volta che Contador affronta una corsa «folkloristica» come il Tour de San Luis. Lui, uomo da 4 milioni di euro all’anno, in gruppo per esempio con i cubani da 200 euro a stagione. «E’ stato bello ed emozionante. In corsa c’erano corridori che mi indicavano a voce. Tutti hanno voluto fare foto con me». Lo spagnolo, che da oltre un anno e mezzo è implicato nel caso clenbuterolo al Tour 2010, è un marziano per come riesce a gestire lo stress ed essere pronto in gara. «Cerco di estraniarmi al massimo, anche se non è facile. Nei primi tempi non riuscivo a dormire più di quattro ore a notte. Penso al ciclismo, che è quello che mi diverte. Un po’ sono abituato, perché la mia vita non è mai stata facile e quello che mi è capitato in corsa nel 2004 (cavernoma cerebrale, rischiò la vita, ndr) ha cambiato il mio punto di vista. Per il resto, ho cercato di riempire le mie giornate il più possibile, per non restare fermo da solo in casa. Sarebbe stato fatale». Viaggio Adesso, comunque, il fuoriclasse spagnolo è atteso da due notti durissime e insonni, tra viaggi, preoccupazioni e speranze. Domani mattina, poco dopo le 6, sbarca a Madrid. Il momento del giudizio finalmente dovrebbe essere arrivato. Quando rivedremo il suo «traje de luces» azzurro risplendere sull’asfalto? © RIPRODUZIONE RISERVATA

y Storico Belgio: 7 su 7 MONDIALI DI CROSS A KOKSIJDE SOTTO GLI OCCHI DI RE ALBERTO II

LA VOS DOMINA

UOMINI 1. Niels ALBERT (Belgio) 1h06’07”; 2. Rob Peeters (Bel) a 24”; 3. Kevin Pauwels (Bel) a 30”; 4. Meesuen (Bel) a 34”; 5. Aernouts (Bel) a 35”; 6. K. Vantornout (Belgio) a 1’09”; 7. Nys (Bel) a 1’11”; 28. Franzoi a 2 giri; 40. Ponta a 3 giri; 44. Tabacchi a 5 giri; 50. Cominelli a 5 giri. DONNE 1. Marianne VOS (Olanda) 41’04”; 2. Daphny Van den Brand (Ola) a 37”; 3. Sanne Cant (Bel) a 38”; 31. Arzuffi a 6’55”; ritirata Scandolara.

Storica Italia: mai così giù Albert d’oro, poi 6 compagni. Filotto da record davanti a 60.000 tifosi Franzoi solo 28˚ DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO MARABINI KOKSIJDE (Belgio)

In sessantamila urlano come matti, ebbri di gioia e di birra, che scorre a fiumi sino a tarda sera. In tanti si abbracciano, c’è pure chi piange, perché ha visto dal vivo qualcosa di incredibile, forse di irripetibile. Provate solo a immaginare: in Belgio, dove il ciclocross è una religione, la gara clou dei Mondiali si tramuta in 66 minuti di sinfonia nazionale: 7 atleti di casa ai primi 7 posti, roba da pelle d’oca in mezzo a quella bolgia umana, a quel tripudio di ban-

diere, di canti, di colori. E di brindisi senza fine, mentre in tribuna il Re Alberto II applaude la storica impresa. Quasi come il Wonderteam austriaco nello sci (Innsbruck, dicembre ’98, 9 su 9 in un superG di Coppa del Mondo), meglio dell’armata keniana nella corsa campestre (al massimo, in un Mondiale, 5 su 5): fiamminghi e valloni, per un giorno mai così uniti, non osavano sperare tanto. Anzi, dopo il tris dei «cugini» olandesi nelle prime tre gare, c’era chi incrociava le dita, quasi a esorcizzare il rischio che Zdenek Stybar, il ceco iridato nelle ultime due edizioni, potesse completare la disfatta sulla sabbia di casa. Ma il re dell’ultimo biennio, non al meglio, ha abdicato dopo un giro, steso dal ritmo forsennato di Niels Albert e chiuso nella pressa del gioco di squadra belga. Si è visto subito che Albert — su quei saliscendi di sabbia, dove biso-

gna guidare bene e scendere di bici spesso — aveva una marcia in più. E infatti il 25enne di Tremelo, nato e cresciuto a due passi dal grande Sven Nys, è scappato via come un TGV, senza mai mostrare cedimenti, sino al trionfo bis, tre anni dopo quella magica prima volta in cui divenne il terzo della storia a laurearsi campione del mondo dopo aver già vinto nelle due categorie minori. Beniamini Mentre lui s’involava,

gli altri sei beniamini di casa hanno acceso un derby vibrante, che alla fine ha premiato il meno pronosticato del lotto, Rob Peeters, davanti al re di Coppa, Kevin Pauwels, col generoso Nys crollato nel giro finale dopo aver accarezzato l’ottavo podio. E pensare che Albert, leader della Bkcp, a novembre si era fratturato lo scafoide, mettendo a serio rischio l’assalto al bis. Ma forse è stata

S Niels Albert Il belga, 25 anni, era stato già iridato nel 2009. In alto, pedala a fatica sulla sabbia BETTINI-REUTERS

la sua fortuna: ha guardato i rivali bruciare energie fisiche e nervose in Coppa, per poi riprendere in tutta pace ed arrivare al grande giorno preparato a puntino. Il trionfo della corazzata belga ha fatto passare in secondo piano l’impresa in fotocopia di Marianne Vos, l’olandesina volante che ha fatto «ciao ciao» dopo 2’ di gara e, a soli 24 anni, ha firmato il record di titoli — cinque, quattro di fila — portando a 14 le medaglie mondiali tra pista, strada e cross.

Per l’Italia, invece, non è passato in secondo piano lo storico flop: il 28˚ posto di Enrico Franzoi, pur frenato da un problema meccanico, è il peggior risultato di sempre tra i pro’ (26˚ Bono nel 1990, 22˚ Vandelli nel 2001), così come da una vita non uscivamo dalla top ten in tutte le categorie. E’ vero, mancavano Fontana e la Lechner, su questo percorso ci si doveva solo difendere: ma di finire così giù non ce lo aspettavamo. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MOTORI

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UOMINI CHIAVE

I ragazzi Hrc alla curva 11 per ricordare Simoncelli Il circuito di Sepang il 23 ottobre è stato teatro della tragedia di Marco Simoncelli. Così, appena arrivato in Malesia, il personale della Honda si è recato alla curva 11 e ha dedicato qualche istante di silenzio al Sic.

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Si riparte! Il «nuovo» Stoner scopre a Sepang la Honda 2012 Oggi giù i veli della RC212 Fari su Casey quasi papà Domani i test con Rossi DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO FALSAPERLA SEPANG (Malesia)

Ancora qualche ora e i motori si riaccenderanno. Il Motomondiale esce dal letargo dell’inverno con un impegno su due fronti. In Spagna oggi (e per 2 giorni) ci sarà il primo test collettivo Crt con le squadre che hanno scelto Aprilia da domani si farà sul serio in Malesia con la prima uscita di tutti gli ufficiali, per tre giorni. L’attenzione maggiore sarà ovviamente per Sepang, la pista maledetta che il 23 ottobre ci ha strappato Marco Simoncelli. Futuro Ma prima di girare og-

gi pomeriggio è convocata una riunione della Msma (associazione delle Case), per cercare una strada unitaria sul futuro della categoria. In Malesia ci sarà anche Carmelo Ezpeleta, numero 1 Dorna che aspetta di capire dove vogliono andare le Case: entro maggio, ha detto il manager spagnolo, deve essere pronto il regolamento 2013 «che sarà diverso dall’attuale». Casey Stoner, 26 anni, due Mondiali MotoGP in bacheca (2007 e 2011) REUTERS

Gomme Sono in agenda anche importanti riunioni anche con la Bridgestone e per questo ci

sarà Loris Capirossi, ora consulente tecnico Dorna. Si deve decidere che strada prendere (gomme che si scaldano prima, pur se meno efficienti a fine GP) per i prototipi e per le gomme delle Crt che si auspicano diverse: con meno potenza si possono azzardare mescole più morbide che migliorano le prestazioni e accorciano le distanze dai prototipi. Vetrina Ma oggi sarà sopratutto la giornata della Honda con la presentazione informale della RC212 e la prima uscita del campione del mondo Casey Stoner. L’australiano arriva dalla Svizzera, dove ha lasciato la moglie Adriana, che sta per partorire la prima figlia: che effetto farà su Casey questa novità? E come sarà la RC212? Tokyo ha lasciato trapelare che saranno moto uguali per tutti, ufficiali (Stoner e Pedrosa) e satelliti (Bautista e Bradl). Soltanto Casey avrà un telaio un po’ modificato. Sussurri di paddock parlano di una ciclistica tutta rifatta. Rimonta La Yamaha è già proiettata sul Mondiale. Le 4 moto — ufficiali per Jorge Lorenzo e Ben Spies, satellite per Andrea Dovizioso e Cal Crutchlow — sono appena state costruite, tutte uguali, in base alle indicazioni di Valencia (dove non provò Lorenzo): dovrebbero essere quelle impiegate al via del Mondiale, anche se ci sarà tanto materiale da provare per i due ufficiali e forse per Dovizioso, in ripresa dopo l’intervento alla spalla destra. Lavoro Tutta da scoprire la Ducati, qui con le moto di Valencia e una GP12 con telaio, motore ed elettronica inediti. Una prima da gustare, per scoprire se questa sarà la moto per il riscatto di Valentino Rossi (e Nicky Hayden). I piloti satellite Hector Barbera (Pramac) e Karel Abraham (Cardion) avranno solo le moto di Valencia. E ci sarà il collaudatore Franco Battaini, per prove di durata.

Gilles Simon franco marocchino 53 anni responsabile motori in Peugeot (1989-93) Ferrari (1994-2009) poi alla Fia (2010-11). Ora d.t. alla Pure

S Martin Whitmarsh inglese 53 anni Dal 2009 ha preso il posto di Ron Dennis come responsabile del team McLaren dove lavora dal 1989

C’è un contatto con la Pure dell’ex manager di Villeneuve e di Simon, già a Maranello

I meccanici spingono la McLaren di Hamilton nel box EPA ANDREA CREMONESI

Potrebbe essere un motore firmato dall’ex ferrarista Gilles Simon a spingere le McLaren del futuro. E potrebbe accadere tra due anni. Ovvero quando gli otto cilindri aspirati da 2,4 litri andranno in pensione per lasciare spazio ai V6 turbo da 1600 cmc. Ventiquattro mesi passano in fretta e le aziende motoristiche coinvolte stanno già lavorando su quel progetto. Tra queste c’è anche la Pure: Propulsion Universelle e Recuperation d’Energie. La nuova società capitanata da Craig Pollock, l’ex manager di Jacques Villeneuve. Dopo il divorzio (tutt’altro che pacifico) con il canadese, Pollock si è inventato costruttore, raccogliendo intorno a sé alcuni vecchi esponenti di Renault e Peugeot: Christian Contzen, già direttore di Renault Sport negli anni dei Mondiali vinti da Williams e Renault; Jean Pierre Boudy, che aveva lavorato sul V6 turbo Renault degli anni ’70 prima di sviluppare il V10 Peugeot che ha vinto la 24 Ore di Le Mans nel 1992-93. E infine quel Gilles Simon che dal 1994 al 2009 è stato l’artefice dei motori di Maranello prima di raggiungere Todt alla Fia (dove ha avuto accesso ai segreti di tutti i motori). I V6 Pure saranno realizzati nella struttura della Mecachrome. Sondaggio E veniamo alla McLaren: il 16 novembre 2009 in un comunicato congiunto con la Mercedes annunciò che l’accordo di fornitura dei motori tedeschi era da intendersi esteso sino a fine 2015 e forse anche oltre. In realtà a Woking fanno sapere che da fine 2013 si potrà anche cambiare fornitore perché, dopo che Stoccarda ha ceduto il proprio pacchetto azionario (40%), ora i V8 vanno pagati. Anche se quest’anno restano in pratica gratuiti, poiché la Mercedes contribuisce a pagare metà dello stipendio di Hamilton e Button. Da qui il sondaggio con la Pure. Che ci sia una mezza trattativa lo ha ammesso lo stesso Pollock qualche giorno fa, aggiungendo che l’obiettivo è avere almeno due scuderie.

confronto con le nuove moto dotate di motori derivati dalla serie. Annunciati la Suter-Forward di Colin Edwards e le Bqr (Ftr-Kawasaki) con Robertino Pietri, Jordi Torres e il collaudatore Ivan Silva. Quanti secondi prenderanno? © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Allmendinger trionfa Italiani che disastro Yacaman e McDowell). Male gli italiani: Max Papis (Corvette) 9˚ a 22 giri; nelle GT Andrea Bertolini, Olivier Beretta e Toni Vilander al 5˚ posto con la Ferrari 458 (Risi Competizioni). Ritirati gli altri: Max Angelelli (Corvette) out dopo 14 giri; Gimmi Bruni e Giancarlo Fisichella lo hanno imitato alla 5ª ora con il motore della Ferrari k.o; Emanuele Pirro (Audi R8) si è fermato dopo 447 giri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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McLaren apre ai sei cilindri di Pollock

Passaggi Dovesse andare in porto la trattativa, la Pure rappresenterebbe il sesto fornitore McLaren dal 1981 (inizio gestione Ron Dennis) dopo Porsche (1983-87), Honda (1988-1992), Ford (1993), Peugeot (1994) e Mercedes (dal 1995). Senza dimenticare che nell’inverno 1992, dopo il ritiro della Honda, la scuderia fu vicina a un accordo con la Lamborghini (allora gruppo Chrysler): Senna fece un test con il 12 cilindri e ne fu entusiasta ma poi la trattativa sfumò.

Crt A Sepang ci sarà il primo

24 ORE DI DAYTONA IL MIGLIORE È PAPIS, 9˚, NELLE GT BERTOLINI È 5˚ CON LA FERRARI, FISICHELLA RITIRATO

La Riley-Ford del team Shank con AJ Allmendinger, Wilson, Negri e Pew ha vinto la 50ª 24 Ore di Daytona. Una gara decisa nelle ultime ore, quando Allmendinger ha allungato sulla vettura gemella della Starworks Motorsport (McNish, Dalziel, Luhr, Popow e Potolicchio), scattata in pole e che dopo 761 giri è arrivata a 5"198 dai vincitori. Terza, a 49"439, l’altra vettura del team Shank (Nasr, Goncalvez,

Craig Pollock scozzese 55 anni manager di Villeneuve sino al 2008 Responsabile del team Bar (1999-02). Ora a capo della Pure

FORMULA 1 DAL 2014

La Ford Riley numero 60 di Pew, Negri Jr, Allmendinger e Wilson AFP

Taccuino TERZO TITOLO A 57 ANNI

MONDIALE SUPERCROSS

Prost re sul ghiaccio

Stewart 1o a Oakland

(g.cor.) A un passo dai 57 an ni, Alain Prost (Dacia Lodgy) non smette di vincere: con il successo nella gara conclusiva di Super Bes se (Francia) ha scavalcato in extre mis Benjamin Riviere, aggiudican dosi per la terza volta il Trofeo An dros. Il quattro volte iridato di F.1 si era già imposto sul ghiaccio nel 2007 e 2008 con la Toyota. Brividi in finale con l’interruzione per un in cidente tra lo stesso Prost e Jac ques Villeneuve (Skoda Fabia), alla fine solo 12˚. Doppia gioia per Prost perché il figlio Nicolas ha vin to all’esordio negli Indipendenti.

(m.z.) A Oakland (California), James Stewart (Yamaha) ha vinto la quarta tappa del Mondiale Super cross. Stewart ha preceduto Chad Reed (Honda), Ryan Villopoto (Kawasaki) e Ryan Dungey (Ktm), che si è confermato al comando del campionato. Nella Lites secon da vittoria consecutiva del leader Eli Tomac (Honda). MOTORI IN FIERA Giovedì e ve nerdì, alla Fiera di Modena, è in pro gramma la quarta edizione di Mo torSport ExpoTech, rassegna dedi cata al motorismo da competizio ne a 2 e 4 ruote. In vetrina anche Ferrari, Ducati e Lamborghini.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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BASKET SERIE A: LA 19A GIORNATA l’Analisi di MASSIMO ORIANI

E se fosse Bologna l’alternativa? Il fattore Eurolega si fa sentire. Solo Milano delle 3 impegnate in Coppa (unica a giocare in casa) vince, chiudendo a 6 la serie negativa. Siena domina a Madrid ma poi paga con Venezia. Cantù rimonta lo Zalgiris ma poi crolla a Sassari. Il doppio impegno non va sottovalutato. Ecco perché Bologna oggi pare l’alternativa più valida come antiMps. Vero, ora dei playoff l’Eurolega sarà finita, ma intanto i segnali sono forti e chiari. Se Douglas Roberts continua a crescere e a fare la differenza come può e deve, la Virtus resterà lì sino alla fine. Piano, intanto, a dare per finita la crisi di Milano. Dopo i segnali positivi di Istanbul, stavolta sono arrivati anche i 2 punti. Ma domenica sera l’EA7 va a Bologna e quello sarà il vero esame. Sul fondo, la vittoria di Casale riduce a soli 4 punti il margine di Roma sull’ultima. La Virtus ricorda sinistramente la Fortitudo retrocessa del 2009: 7-11 dopo 18 gare proprio come Roma, a +4 sulle ultime due, proprio come Roma. E con Slokar in formazione, proprio come Roma. Squadra avvisata...

Bremer-Rocca anticrisi: Milano vince dopo 6 k.o. Grande White: Pesaro a +11 ma cede alla fine L’esordiente EA7 decisivo con Fotsis e Gentile MILANO PESARO

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(17-28, 35-38; 57-58) EMPORIO ARMANI MILANO: Cook 4 (1/2, 0/3), Gentile 11 (3/11, 0/1), Mancinelli 8 (2/5, 1/3), Fotsis 16 (4/7, 2/3), Bourousis 11 (3/5, 0/1); Nicholas 12 (3/5, 2/5), Rocca 12 (6/6), Bremer 7 (2/7 da 3), Radosevic. N.e.: Giachetti, Melli, Filloy. All.: Scariolo. SCAVOLINI SIVIGLIA PESARO: Hickman 11 (4/7, 0/3), Hackett 12 (4/7, 0/1), White 25 (7/11, 2/3), Jones 6 (0/6, 2/4), Lydeka 9 (4/8); Cavaliero 2 (1/3, 0/6), Flamini 3 (1/1 da 3), Urbutis 2 (1/2). N.e.: Alibegovic, Tortù. All. Dalmonte. ARBITRI: Lamonica, Giansanti, Gori. NOTE T.l.: Mil 16/21, Pes 13/19. Rim.: Mil 40 (Fotsis, Bourousis, Gentile 7), Pes 36 (Jones 12). Ass.: Mil 13 (Bremer 4), Pes 8 (Hackett 3). Prog.: 5’ 9-17, 15’ 23-30, 25’ 48-50, 35’ 68-62. Spett.: 4700 per 33 mila euro.

LUCA CHIABOTTI

MILANO Lampi di carattere, dopo 6 sconfitte consecutive. Il merito di JR Bremer, il nuovo acquisto dell’Emporio Armani, è di averli tenuti accesi, soffiando sul fuoco con i canestri personali e i passaggi per Mason Rocca che hanno steso Pesaro, reduce da 5 successi di fila, per 30’ davanti, anche di 11 punti. Lampi diffusi: la photo gallery della partita vede Drew Nicholas, mal sopportato dai tifosi, che sul +1 tira da tre, sbaglia, si riprende la palla tra i mormorii, e tira di nuovo segnando. Segnala la faccia di Alessandro Gentile, che ha dei problemoni col suo tiro, ma che è l’uomo, cioè il ragazzo, che tiene in piedi la squadra quando sbanda, con la sua personalità, la pericolosità (7 falli subiti), la capacità di dare una mano comunque (7 rimbalzi), rilanciandola. Ma l’istan-

A CREMONA DOPO 8 FINALI PERSI, TEMPLE SEGNA A 61 CENTESIMI DALLA SIRENA

Casale, finalmente una vittoria in volata CREMONA

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CASALE MONFERRATO

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(23-17, 37-30; 50-44; 60-60) VANOLI BRAGA CREMONA: Tabu 14 (3/5, 2/4), Roderick 6 (3/6, 0/3), Cinciarini 19 (3/7, 3/7), Lighty 11 (2/6, 0/1), Milic 11 (5/9); D'Ercole 6 (0/3, 2/3), Perkovic, Tusek 6 (2/5, 0/1). N.e.: Lottici, Antonelli, Belloni, Speronello. All.: Caja. NOVIPIÙ CASALE MONFERRATO: Temple 5 (1/3, 1/5), Shakur 6 (1/4, 1/4), Janning 15 (2/7, 3/5), Hukic 4 (2/5, 0/1), Chiotti 12 (3/5, 1/1); Malaventura 5 (1/3, 1/5), Gentile 11 (4/5, 1/2), Pierich 1 (0/1, 0/3), Martinoni (0/1 da 3), Stevic 15 (7/7, 0/1), Ferrero. All.: Crespi. ARBITRI: Cicoria, Tola, Bettini. NOTE – T.l.: Cre 16/19, Cas 8/14. Rimb.: Cre 36 (Roderick 10), Cas 40 (Stevic 9). Ass.: Cre 9 (Tabu 3), Cas 11 (Shakur, Janning 3). Progr.: 5' 14-8, 15' 30-25, 25' 39-39, 35' 55-54. Usc. 5f.: Roderick 39'15” (60-59). Spett.: 2800. CREMONA – Dopo otto finali in volata persi, Casale Monferrato si riprende tutto

Matt Jenning, 23 anni CIAMILLO

con gli interessi vincendo in zona Cesarini lo scontro salvezza con la Vanoli Braga. Temple a 61 centesimi dalla fine del supplementare segna il canestro che vale l’unico vantaggio ospite in 45 minuti di battaglia assoluta. Uno a uno gli scontri diretti tra le due cenerentole del campionato, curiosamente la gara di ritorno finisce con lo stesso punteggio di quella di andata. E lo stesso andamento. Perché Cremona spinge subito sull’acceleratore (16-8, 6'), fa fruttare al meglio il quintetto con quattro piccoli e Lighty in posizione di numero quattro. Casale fatica, rimane incollata (37-30, 20') grazie ai punti della propria panchina (13 dei 30 del primo tempo). La posta in palio è altissima, nel secondo tempo si abbassano le percentuali e inizia una partita di nervi. Che i padroni di casa sembrano controllare (48-41, 29'30”), prima di subire i giochi alto-basso con Stevic come ricevitore (60-60, 40'). Shakur sbaglia il piazzato della vittoria a 5” dalla fine del quarto parziale, l’appoggio vincente di Lighty arriva fuori tempo massimo. Nell’overtime Cremona esce per prima dai blocchi (70-64, 43'), due triple di Janning fanno riemergere la Novipiù (73-72). Tabu perde palla a 4” dalla fine, Casale in contropiede (73-74) sigilla il successo che può valere una stagione. La Vanoli, intanto, ha chiesto informazioni delle condizioni fisiche di Morris Finley, fermo da un anno dopo l’uscita da Milano. Alessandro Rossi

tanea da mettere sul comodino, con Fotsis che sbuca per farsi vedere con 16 punti (19 di media nelle ultime tre gare, 6/8 da tre nelle ultime due), è quella di Bremer e Rocca che sembra abbiano giocato sempre assieme. Nel 20-4 che porta Milano dal -6 al +10 al 37’, segnano 15 punti. Nel basket ci vuole poco per essere felici: basta costruirsi un vantaggio con le penetrazioni o i blocchi, per liberare anche i tiratori. Bremer «Ho avuto ottime sensazioni in questo debutto — dice Bremer —. Non è facile entrare in corsa in una squadra, soprattutto per le regole difensive, ma il basket è uno. Aver giocato già per Scariolo mi ha aiutato molto, mi sono allenato poco ma ho parlato tanto con lui, mi ha chiesto soprattutto di portare energia». Bremer non partirà per Kazan, dove Milano ha l’ultima chiamata in Eurolega. «Ha passato più tempo tra ambula-

tori e uffici che in palestra — dice Scariolo — ma ci dà quello che abbiamo bisogno oggi: gioca in due ruoli con personalità». Per la cronaca, ecco coach Dalmonte: «Abbiamo giocato una buona partita per 35’, ottima nel primo quarto, in controllo anche quando le percentuali al tiro sono calate perché siamo riusciti a fare quello che avevamo preparato. Poi ci siamo arresi tatticamente: quando la difesa di Milano è diventata più dura, abbiamo smesso di muovere la palla, rallentato e siamo finiti contro a un muro. Dobbiamo ancora imparare a sopportare certe marcature». Soprattutto senza panchina (malissimo Cavaliero). White Pesaro splende con i 12

punti di White nel primo quarto dove le triple di Jones fanno male. Contro il quintetto alto di Milano, ha vantaggi nei tre ruoli esterni e sotto tampona l’assenza di Cusin. Si fa superare da Fotsis (45-43) ma sempre con White, che si isola contro Mancinelli che non riesce a marcarlo, rimette immediatamente le cose a posto (50-55). La EA7 va meglio col quintetto piccolo: contro Gentile, White si blocca, Hickman si fa irretire da Cook (unica cosa buona del play di Milano) e sparisce con Jones (5 perse). «La difesa già in crescita nelle ultime partite, è stata fondamentale e ho avuto fiducia anche quando, all’inizio, Pesaro ha segnato tiri difficilissimi — dice Scariolo —. Col ritorno di Hairston saremo troppi? Non vi preoccupate, per vincere vanno calcolati quelli che sono in grado di giocare ad alto livello sotto pressione. Come ha fatto Gentile». © RIPRODUZIONE RISERVATA

VARESE BATTUTA ERRORI DECISIVI DI KANGUR E WEEDEN DALLA LUNETTA

Montegranaro ce la fa con McNeal e i liberi MONTEGRANARO

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VARESE

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(22-16, 32-24; 39-46) FABI SHOES MONTEGRANARO: Di Bella 2 (0/3, 0/4), Zoroski 16 (3/4, 2/5), Kirksay (0/2, 0/2), Ivanov 10 (2/5, 1/2), Mazzola 6 (3/7, 0/1); Karl 9 (1/1, 2/5), McNeal 17 (4/8, 0/3), Nicevic (0/3), Antonutti 3 (1/2). N.e.: Piunti, Perini. All.: Valli CIMBERIO VARESE: Stipcevic 8 (2/2, 1/3), Wedden 12 (1/3, 1/6), Kangur 18 (1/3, 4/9), Diawara 16 (3/7, 2/4), Garri; Fajardo 4 (2/6, 0/1), Talts (0/1), Ganeto (0/1), Hurtt 2 (1/2), Demartini (0/1), Reati. N.e.: Zattra All.: Recalcati ARBITRI: Taurino, Sardella, Filippini. NOTE – T.l.: Mon 20/25, Var 16/25. Rimb.: Mon 34 (Kirksay e Mazzola 6), Var 38 (Kangur 10). Ass.: Mon 10 (McNeal e Kirksay 4), Var 8 (Stipcevic 4). Progr.: 5' 11-3 15' 28-19, 25' 34-33, 35' 49-51. Usciti per 5 falli: Mazzola 39'50”, Diawara 39'53”. Spett.: 3718 per 25.700 euro. ANCONA — In un finale per cuori forti, grazie a un McNeal finalmente stratosferico nei momenti decisivi (canestro del sorpas-

Jerel McNeal, 24 anni CASTORIA

so a 30” dalla fine e i tiri liberi della vittoria), Montegranaro torna al successo contro Varese. Non si è certo visto un grande spettacolo ma alla fine è stata premiata la caparbietà e la maggior precisione ai tiri liberi dei gialloblù negli ultimi minuti. «Non è stata una bella partita — ha commentato coach Recalcati — alla fine Montegranaro ha vinto perché ha tirato meglio di noi, che di solito abbiamo l’80% dalla lunetta. Naturalmente c’è rammarico ma siamo convinti che torneremo a vincere in trasferta». Coach Valli elogia «lo spirito dei ragazzi che nel momento di maggior difficoltà (7-22 di parziale nel 3o periodo, ndr) si sono aggrappati alla difesa trovando la forza di portare a casa la vittoria». La Fabi era partita bene già in avvio con Zoroski (9 punti consecutivi per l’11-3 al 5'). La Cimberio replica con Kangur che con tre triple guida il sorpasso (15-16 al 8'45”). Nel secondo quarto Varese litiga con il canestro, la Sutor trova buone conclusioni con Ivanov (sua la tripla del 28-17 al 13'30”) costringendo Recalcati ad adeguarsi con zona. Nella ripresa è la squadra di Valli ad andare in black-out. Varese ne approfitta con Weeden e sorpassa (32-33 al 25'), quindi allunga con il tiro pesante di Stipcevic per il 39-46 che chiude il quarto. Nell'ultimo periodo la Fabi alza nuovamente i ritmi in difesa e con una gran tripla di Zoroski torna nuovamente a condurre 52-51. All’eterna sfida dei liberi degli ultimi minuti Kangur e Weeden sbagliano una volta a testa mentre McNeal è implacabile. Aaron Pettinari

NBA A MILWAUKEE 7A SCONFITTA IN 8 PARTITE ESTERNE. PER NEW YORK 9O K.O. NELLE ULTIME 10 GARE

A-1 DONNE LA TERZA DI RITORNO

Lakers, lontano da Los Angeles sono dolori

Successi di Taranto e Schio La Comense tiene il passo

(m.o.) I Lakers soffrono di mal d’aereo. Sabato notte a Milwaukee hanno infatti incassato la 7a sconfitta in 8 gare disputate lontano dallo Staples Center, cadendo malamente contro i Bucks pur privi di Bogut (fuori 2-3 mesi per la frattura della caviglia sinistra) e Stephen Jackson, squalificato per aver spintonato un arbitro nella partita precedente. «Dovremo parlarne io e coach Brown — ha poi dichiarato Kobe Bryant (27 punti, 9 assist e 8 rimbalzi — e capire come possiamo diventare una squadra migliore in trasferta». Gasol e Bynum hanno segnato 27 punti in coppia ma con un misero

12/28 dal campo. I problemi nascono però in difesa, prima ancora che in attacco (13a gara consecutiva sotto i 100 punti). Contro i Bucks, reduci 24 ore prima dalla sconfitta in casa dei Bulls e senza due titolari, i Lakers hanno subito 15 punti in contropiede, concedendo il 50% al tiro agli avversari. Panchina La panchina è stata di-

Kobe Bryant, 33 anni AP

sastrosa, con la sola eccezione (come nelle gare precedenti) di Andrew Goudelock (27 punti nelle ultime due partite), 46a scelta all’ultimo draft dal College of Charleston, che ha peraltro passato la notte in un ospedale di Milwaukee, disidratato. I gialloviola si stanno guardan-

do attorno e nelle ultime ore è spuntato il nome di Gilbert Arenas, al momento free agent. Non vanno meglio le cose a New York. I Knicks a Houston hanno infatti perso per la 9a volta nelle ultime 10 partite. Per ora D’Antoni non rischia: pare

infatti che la dirigenza voglia concedergli la possibilità di raddrizzare la stagione con il debutto di Baron Davis, previsto a breve. Ma gli indizi contro l’ex play di Milano sono tanti, come dimostrano i 43 tiri da tre tentati (18 a segno) contro Miami venerdì sera, senza l’accentratore Carmelo Anthony. New Orleans ha messo sul mercato Chris Kaman, mettendolo fuori squadra in attesa della cessione. Risultati: Philadelphia-Detroit 95-74 (L.Williams 17; Monroe 16); Charlotte-Washington 99-102 (Mullens 23; McGee 22); Houston-New York 97-84 (Budinger 19; Stoudemire 23); Milwaukee-Lakers 100-89 (Gooden 23; Bryant 27); Utah-Sacramento 96-93 (Hayward 31; Evans 21); Phoenix-Memphis 86-84 (Nash 21; Gay, Gasol 18).

Risultati 3a giornata di ritorno in A 1 donne: Pozzuoli Umbertide 59 54 (sabato); Priolo S.S.Giovanni 77 67; Faenza Schio 42 48; Cagliari Pool Comense 60 66; Alcamo Parma 77 80; Taranto Lucca 76 67. Classifica: Taranto 24; Schio 22; Pool Comense*, Umbertide, Lucca 18; Parma 16; Faenza 14; S.S.Giovanni 12; Pozzuoli 10; Priolo* 8; Cagliari 4; Alcamo 2. *: una partita in meno. DNA Così la 21a giornata: Omegna Anagni 77 64; Casalpusterlengo Bari 87 82; Treviglio Ferentino 72 65; Pavia Chieti 71 60;

Castelletto Napoli 70 81; Torino Capo D’Orlando (stasera); Trento Latina 98 42; Santarcangelo Matera 65 76; Siena Ruvo 81 87; Trieste Recanati 63 60; Firenze Fabriano 69 54; Perugia San Severo 78 69. Classifica, girone Nord Ovest: Omegna 38; Treviglio, Torino 26; Casalpusterlengo 24; Pavia 20; Castelletto 16. Nord Est: Trento 30; Trieste 28; Perugia 20; Siena, Firenze 14; Sant'Arcangelo 10. Sud Ovest: Napoli 34; Capo d'Orlando, Ferentino 26; Matera 20; Latina 18; Anagni 14. Sud Est: Chieti, Recanati 22; Bari 18; San Severo 16; Fabriano 14; Ruvo 6.


LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

RISULTATI BOLOGNA-AVELLINO CREMONA-CASALE MONTEGRANARO-VARESE MILANO-PESARO VENEZIA-SIENA SASSARI-CANTÙ TERAMO-TREVISO BIELLA-ROMA RIPOSA CASERTA

76-56 dts 73-74 63-60 81-70 63-60 74-67 76-78 81-73

CLASSIFICA SQUADRE SIENA BOLOGNA CANTÙ MILANO PESARO VENEZIA AVELLINO SASSARI VARESE BIELLA CASERTA TREVISO ROMA MONTEGRANARO TERAMO CASALE CREMONA

PT 26 24 22 22 22 20 20 20 18 18 16 16 14 14 12 10 10

G 18 18 18 18 18 17 18 18 18 18 17 18 18 18 18 18 18

V 13 12 11 11 11 10 10 10 9 9 8 8 7 7 6 5 5

P 5 6 7 7 7 7 8 8 9 9 9 10 11 11 12 13 13

Le prime 8 ai playoff, L’ultima in Lega 2

PROSSIMO TURNO Domenica 5 febbraio, ore 18.15

CASALE-VARESE (4/2 ore 16.10) TREVISO-AVELLINO (4/2, ore 20.30) CASERTA-SIENA SASSARI-CREMONA TERAMO-BIELLA ROMA-MONTEGRANARO CANTÙ-VENEZIA BOLOGNA-MILANO (ore 20.30) RIPOSA PESARO

S Ernest JR Bremer, 31 anni, guardia di 1.94. Aveva già giocato in Italia, a Biella, nel 2005/06, e prima ancora all’Unicaja Malaga dove vinse la Coppa del Re con Sergio Scariolo

Venezia e Szewczyk festeggiano Siena si ferma La Reyer resiste alla rimonta dopo aver condotto 40 minuti Mazzon: «Partita impeccabile»

L’Umana ferma la capolista. Non basta alla Montepaschi giocare un quarto da Siena, la Reyer merita la vittoria, è più continua, più reattiva, anche a rimbalzo, fredda a non perdere la testa quando i tricolori impongono la legge dei pluricampioni. Siena ha avuto anche l’occasione di andare al supplementare con Aradori in lunetta a 4" dalla fine, ma sarebbe stata una beffa per Venezia.

lasciato scampo a poche squadre. «Abbiamo rispettato il piano partita — dice Mazzon — perso qualche palla di troppo nel terzo quarto, per il resto gara impeccabile. L’abbiamo portata dove volevamo e ci siamo rimasti attaccati con le unghie. Sapevamo che usare la zona nei primi 20’ sarebbe stato un suicidio, ci siamo riservati delle soluzioni tattiche per gli ultimi 5’ quando a livello fisico è arrivata l'apoteosi. Cinque secondi potevano rovinare un’intera serata ma i ragazzi sono stati bravissimi».

Sconfitto Pianigiani esce sconfit-

Lavrinovic Il c.t. lascia in tribu-

to («Complimenti a Venezia, prima di tutto. Il nostro problema è stato perdere due quarti prima di riuscire ad entrare in partita. Ho provato a ruotare gli uomini, ma sono mancate le energie»), ma la Reyer avrebbe

na Lavrinovic nella rotazione degli stranieri, Szewczyk inizia danzando dentro l’area senese, firmando 8 dei 10 punti del break granata (10-4), Siena rivoluziona il quintetto con Zizis, Rakocevic e Thornton, ma i ri-

MICHELE CONTESSA VILLORBA (Tv)

Tommaso Fantoni, 26 anni CIAMILLO

VENEZIA SIENA

63 60

(23-17, 44-32; 50-49) UMANA VENEZIA: Clark 6 (0/5, 2/10), Young 5 (2/8, 0/2), Slay 4 (1/4, 0/1), Fantoni 11 (4/8, 1/1), Szewczyk 17 (5/7, 1/3); Allegretti (0/1 da 3), Meini 7 (2/3, 1/1), Bowers 7 (3/6, 0/1), Rosselli (0/2, 0/1), Magro 2 (1/1), Bryan 4 (2/2). N.e.: Causin. All.: Mazzon. MONTEPASCHI SIENA: McCalebb 13 (3/7, 0/3), Aradori 5 (2/4, 0/1), Moss 6 (0/3, 2/3), Stonerook 4 (1/1, 0/1), Michelori; Zisis 2 (1/2), Andersen 18 (7/12, 0/1), Rakocevic 5 (1/6, 0/1), Carraretto (0/1 da 3), Thortnon 3 (0/3, 1/2), Ress 4 (2/4). N.e.: Lechthaler. All.: Pianigiani. ARBITRI: Sahin, Sabetta, Caiazza. NOTE - T.l.: Ven 8/11, Sie 17/23. Rimb.: Ven 41 (Szewczyk 7), Sie 40 (Andersen 10). Ass.: Ven 9 (Bowers 4), Sie 6 (McCalebb 4). Progr.: 5’ 10-4, 15’ 31-21, 25’ 44-35, 35’ 56-51. Spett.: 5000 circa.

IN SPAGNA

Vincono le capolista Real e Barça

Douglas Roberts show: Bologna 2 da sola (21-7, 37-21; 59-32) CANADIAN SOLAR BOLOGNA: Poeta 4 (0/1, 1/3), Koponen 6 (1/4, 1/4), Douglas Roberts 19 (4/4, 3/3), Sanikidze 16 (6/9, 0/5), Gigli 5 (0/1, 0/1); Gailius 15 (5/6, 0/2), L.Vitali 6 (3/4, 0/1), Lang 5 (2/8), Werner (0/1, 0/3), M.Vitali (0/2). N.e.: Quaglia, Canelo. All.: Finelli. SIDIGAS AVELLINO: Green 21 (6/15, 3/9), Dean 4 (0/3, 1/4), Gaddefors 4 (2/3, 0/1), Golemac 2 (1/3, 0/1), Johnson 6 (3/7, 0/1); Lauwers 2 (1/3, 0/2), Slay 9 (3/8, 1/6), Infanti (0/1 da 3), Ferrara 4 (2/3), Soloperto 4 (1/2). N.e.: Spinelli, Alborea. All.: Vitucci. ARBITRI: Cerebuch, Lo Guzzo, Provini. NOTE - T.l.: Bol 19/32, Ave 3/6. Rimb.: Bol 53 (Sanikidze 12), Ave 35 (Slay 9). Ass.: Bol 18 (Poeta 7), Ave 4 (Golemac 2). Progr.: 5’ 10-7, 15’ 27-13, 25’ 51-25, 35’ 69-42. Usc. 5f: Golemac 24’47" con tecnico (51-25). F. tecn.: Johnson 17’07" (30-17). F.antisp. con espulsione Green 39’53" (75-56). Spett. 8071.

Tigre Ma Siena ritorna in campo dopo l’intervallo con la faccia da tigre, la difesa è asfissiante, la Reyer va in tilt. Venezia resta a secco per metà frazione, Montepaschi in costante rimonta (47-41) con Moss che realizza la tripla del sorpasso (47-49) con un break devastante (3-17). L’ultimo quarto è in trincea, Siena però non mette mai la testa avanti. L’Umana regge la pressione difensiva dei tricolori, Szewczyk e Fantoni sono leoni indomabili nell’area (56-51). Siena arriva a -3 con Andersen (62-59), a 4” dalla fine Aradori ha tre liberi per arrivare all’overtime, il primo si infrange sul ferro, poi volutamente sbaglia il terzo, ma il rimbalzo è di Szewczyk. «Purtroppo siamo stati meno freddi di quello che avremmo dovuto — chiude Pianigiani — abbiamo pagato lo sforzo della rimonta. Che fosse una partita difficile lo sapevamo, per le qualità di Venezia e per il clima e l’entusiasmo che c’e’ qui. Per lunghi tratti l’Umana è sembrata una squadra da Eurolega per fisicità e intensità». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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76 56

35

sultati sono modesti. Chi aspettava la partenza-sprint dei tricolori, ha visto invece la volata granata. Siena fatica contro la difesa granata, Szewczyk è ispirato, l’unico modo di fermarlo sono i falli, che puntualmente gli vengono fischiati (3). Ma Bryan riesce a limitare Andersen, diventato il terminale offensivo più pericoloso del Montepaschi. La Reyer mantiene un buon vantaggio con soluzioni varie, come la tripla-bis di Meini (38-27), per niente intimorito da McCalebb, o i due rimbalzi offensivi di Bryan (42-30).

L’EX MILWAUKEE DOMINA AVELLINO TRAVOLTA

BOLOGNA AVELLINO

LA GAZZETTA DELLO SPORT

ANDREA TOSI BOLOGNA

La prova del nove non spaventa la Virtus che surclassa Avellino con difesa, rimbalzi e personalità centrando la 9a vittoria casalinga e mantenendo imbattuta l’Unipol Arena ancora invasa da 8000 tifosi. Nel successo bolognese, che vale il 2o posto in solitudine dietro a Siena ma davanti a Cantù e Milano, c’è la firma di coach Finelli e Douglas Roberts, alla prima grande partita in bianconero. L’allenatore fa la magata di marcare il piccolo Green proprio con l’ala americana che sfrutta i 30 cm di vantaggio per oscurare il canestro al play avversario. Ma Douglas va oltre il compito difensivo scatenando

il talento finora discontinuo anche sul perimetro offensivo col 100% al tiro e tante prodezze da applausi. Vola altissimo al solito anche Sanikidze che confeziona l’8a «doppia doppia» in stagione. Dominio Bologna domina fin dai primi possessi, la partita non ha mai storia (65-33 al 32’ il massimo vantaggio interno), mentre la tenuta della Canadian tiene a 56 punti il migliore attacco della serie A (prima di questa gara, Avellino viaggiava alla media di 81.8). Il crollo della Sidigas è perfino sospetto guardando alle statistiche deprimenti del black power: Green fa bottino solo a babbo morto, gli altri Usa sono indecenti. L’impegno degli stranieri irpini è in effetti uno sciopero bian-

co, le voci sui ritardi degli stipendi fanno venire cattivi pensieri: «Ma continuo a dare credito ai miei giocatori, questa è la 2a gara dopo quella con Cantù che buchiamo, nelle altre sconfitte abbiamo sempre lottato — sospira Vitucci —. Voglio pensare a una serata storta, non posso occuparmi di quello che avviene fuori dal campo». Invece Finelli rimane coi piedi per terra: «Non guardo alla classifica, quello che conta è la crescita quotidiana e la voglia di inseguire il nostro obiettivo di entrare nelle prime 4 — argomenta il tecnico virtussino —. La mossa di Douglas su Green? Me l’hanno suggerita Siena e Cantù che l’hanno marcato con Moss e Markoishvili con buoni risultati». © RIPRODUZIONE RISERVATA

(pe.m.) Nella 18a giornata della Liga spagnola, il Real Madrid ha vinto a Fuenlabrada e il Malaga (che giovedí ospita Siena in Eurolega) è caduta a Canarias. Risultati: Fuenlabrada Real 57 79 (Hall, Laviña 10; Carroll 12, Singler 10); Bilbao Alicante 73 60; Canarias Malaga 60 49 (Haynes, Bramos 13; Rowland 14, Freeland 10); Barcellona Murcia 90 53. Classifica: Real, Barcellona 15 vinte 3 perse; Vitoria 13 5; Malaga, Alicante 12 6. In Russia, l’Unics Kazan (che mercoledì sfida Milano) ha battuto il Nizhniy Novgorod, ex squadra di Bremer, 84 66 (Domercant 17, Veremeenko 14).

Chris Douglas Roberts, 25 CIAMILLO

LEGADUE LA 3a DI RITORNO: VERONA STRAPAZZA REGGIO, PISTOIA VA CON HARDY (26), BARCELLONA VINCE DOPO DUE SUPPLEMENTARI VERONA

90

SCAFATI

82

PISTOIA

85

BRESCIA

77

VEROLI

85

BARCELLONA

REGGIO EMILIA

62

SANT’ANTIMO

55

BRINDISI

79

JESI

72

PIACENZA

76

IMOLA

(26-19, 49-30; 65-46) TEZENIS VERONA: West 9 (3/5), Porta 17 (4/6, 2/4), Boscagin 13 (2/6, 1/2), Banti 4 (2/3, 0/1), Renzi 2 (0/2, 0/1); Bordato, Waleskowski 12 (5/6), Di Giuliomaria 4 (1/2, 0/4), Colli, Mariani 9 (1/2, 2/2), Vukcevic 20 (4/4, 4/6). N.e.: Brusamarello. All.: Martelossi. TRENKWALDER REGGIO EMIULIA: Robinson 16 (5/10, 0/2), Taylor 14 (6/16, 0/4), Frassineti 3 (0/1, 1/2), Filloy 5 (1/5, 1/4), Chiacig 9 (4/6); Viglianisi 3 (1/2 da 2), Pini 2 (1/2), Cervi 8 (4/5 da 2), Ruini 2 (1/3, 0/2). N.e. Veccia, Silins, Germani. All.: Menetti. ARBITRI: Materdomini, Bartoli, Di Toro. NOTE - T.l.: Ver 17/22, Re 10/19. Rimb.: Ver 42 (Waleskowski e Di Giuliomaria 7), Re 29 (Taylor e Chacig 6). Ass.: Ver 14 (Di Giuliomaria 5), Re 5 (Robinson 4). Progr.: 5' 14-10, 15' 40-25, 25' 56-42, 35' 83-59. (a.pe.)

(29-12, 42-26; 52-43) GIVOVA SCAFATI: Levin 7 (0/2, 1/1), Marigney 12 (2/7, 2/5), Ghiacci 16 (5/6, 1/1), Radulovic 17 (3/6, 3/3), Thomas 17 (5/6); Casini 3 (1/1, 0/2), Sorrentino 6 (0/1, 2/4), Gueye, Rosignoli 4 (1/2), Guadagnola, Izzo, Pauciulo. All.: Griccioli. SANT’ANTIMO: Moraschini 4 (2/6, 0/1), Bell 16 (2/9, 2/3), Campbell 12 (6/9, 0/1), Bozovic 2 (0/3), Cittadini 5 (1/3, 1/1); Rossi 6 (0/1, 0/1), Cantone 6 (0/1, 2/2), Eliantonio 4 (2/4, 0/1). N.e.: Petrazzuoli, Meles. All.: Di Carlo. NOTE - T.l.: Sca 21/27 San 14/15. Rimb.: Sca 34 (Thomas 11), San 19 (Bozovic 6). Ass.: Sca 16 (Marigney 7), San 5 (Campbell 3). Usciti 5 falli: Campbell 37’11" (73-47), Casini 39’27" (80-55). Progr.: 5’ 18-6, 15’ 34-18, 25’ 48-36, 35’ 63-47. Spett. 2400 (m.d.c.)

(15-25, 37-38; 61-60) TESI GROUP PISTOIA: Toppo 9 (3/3), Galanda 7 (2/3, 1/4), Hardy 26 (6/9, 1/2), Gurini 13 (2/3, 2/5), Tavernari 4 (2/5, 0/5); Jones 18 (3/7, 2/2), Saccaggi 8 (4/6). N.e.: Della Torre, Tuci, Grillini. All.: Moretti. ENEL BRINDISI: Hunter 7 (2/9, 1/6), Renfroe 16 (6/12, 1/6), Ndoja 2 (1/4, 0/2), Borovnjak 18 (7/12), Callahan 25 (4/6, 5/9); Formenti 10 (2/3, 2/7), Poletti 1 (0/2), Maestrello (0/1 da 3), Zerini (0/1), Giuri. All.: Bucchi. ARBITRI: Ursi, Ciaglia, Gagliardi. NOTE - T.l.: Pis 23/36, Bri 8/10. Rimb.: Pis 41 (Toppo 11), Bri 37 (Borovnjak 12). Ass.: Pis 9 (Galanda e Hardy 3), Bri 20 (Renfroe 5). Progr.: 5’ 8-13, 15’ 27-32, 25’ 50-57, 35’ 66-65. Usc. 5f.: Ndoja 36’55” (71-65), Jones 37’03” (72-65), Saccaggi 39’31” (81-79). Spett. 3100. (e.c.).

(20-20, 34-39; 58-48) CENTRALE DEL LATTE BRESCIA: Goldwire 16 (4/9, 2/6) Gergati 16 (2/5, 2/2) Bushati 6 (2/4), Ghersetti 15 (6/11, 1/3), Busma 4 (2/4); Thompson 4 (0/2), Farioli 8 (2/4, 1/1), Rezzano 5 (1/2, 1/3), Stojkov 3 (1/3). N.e.: Scanzi, Rombaldoni, Gattesco. All.: Dell’Agnello. FILENI JESI: McConnell 16 (5/9, 1/3), Hoover 9 (3/7), Santiangeli 2 (0/1), Brooks 11 (2/3, 2/4), Maggioli 23 (10/18, 0/1); Valentini (0/1), Migliori 11 (0/2, 3/6), Di Giacomo. N.e.: Dolic, Battisti. All.: Cioppi. ARBITRI: Pascotto, Borgioni, Pecorella. NOTE - T.l.: Bre 13/15, Jes 11/11. Rimb.: Bre 34 (Ghersetti 9), Jes 25 (Maggioli 10). Ass.: Bre 16 (Goldwire 6), Jes 13 (McConnell 8). Progr.: 5’ 13-5, 15’ 27-25, 25’ 45-46, 35’ 63-61. F. antisp.: Santiangeli 37’10". Spett.: 2200.(a.ban.)

(18-14, 37-32; 64-51) PRIMA VEROLI: Giovacchini 2 (1/3, 0/3), Jackson 26 (6/10, 2/6), Elder 9 (2/4, 1/3), Brkic 25 (4/7, 3/3), Lee 6 (1/2); Tommasini (0/1, 0/1), Rullo 6 (1/1, 0/1), Cortese 9 (3/4, 1/2), Ammannato 2 (1/1), Gatto. N.e.: Fabiano. All.: Gentile. MORPHO PIACENZA: Harrison 12 (0/3, 4/6), Simoncelli 8 (2/3), Perego 6 (3/8), Anderson 29 (9/9, 2/5), Amoroso 1 (0/1), Casella 2 (1/1), Infante 5 (1/5, 1/2), Voskuil 13 (1/5, 3/3), Scarone (0/1, 0/1). N.e.: De Nicolao, Stecconi, Varrone. All.: Corbani. ARBITRI: Di Francesco, Ranaudo, Morelli. NOTE – T.l.: Ver 26/30, Pia 12/15. Rimb.: Ver 25 (Brkic 6), Pia 26 (Harrison 6). Assist: Ver 14 (Jackson 6), Pia 9 (Voskuil 3). Usc.5f.: Lee 38' (78-63), Anderson 39' (80-68). Progr.: 5' 10-7, 15' 24-24, 25' 51-39, 35' 72-58. Spett.; 1234. (al.bi.)

91 d2ts

85

(10-23, 26-35; 40-53, 66-66, 76-76) SIGMA BARCELLONA: Green 16 (5/8, 0/3), Bucci 18 (3/7, 2/3), Hicks 21 (6/7, 1/3), Dordei 2 (1/5, 0/3), Martin 10 (5/9); Lukauskis 4 (0/3, 1/3), Mocavero (0/1), Da Ros 10 (0/2, 2/2), Piazza 10 (0/2, 2/2). N.e.: Rotundo, Bonessio. All.: Pancotto. AGET SERVICE IMOLA: Masoni 9 (1/4, 1/2), Whiting 26 (5/11, 4/9), Prato 8 (3/5, 0/2), Bruttini 16 (6/9), Kotti 11 (4/8); Cournooh 18 (1/1, 1/1). Daniels 7 (2/4, 1/6). N.e.: Preti, Turel, Foiera. ARBITRI: Mazzoni, Bartoli, Ciano. NOTE - T.l. Barc 27/32, Imo 20/24. Rimb.: Bar 37 (Hicks, Dordei 7), Imo 30 (Kotti 8). Ass.: 9 (Bucci 5), Imo 10 (Kotti 4). Prog. 5’ 4-10, 15’ 17-28, 25’ 33-45, 35’ 56-58). Usc. 5 f.: Da Ros 44’41 (74-75).

CLASSIFICA SQUADRE REGGIO EMILIA PISTOIA BRINDISI SCAFATI BARCELLONA BRESCIA JESI PIACENZA VERONA OSTUNI IMOLA VEROLI FORLÌ S.ANTIMO BOLOGNA

PT 24 24 22 22 22 20 16 16 16 14 12 12 12 10 10

G V P 16 12 4 17 12 5 17 11 6 17 11 6 17 11 6 17 10 7 17 8 9 17 8 9 17 8 9 17 7 10 17 6 11 17 6 11 16 6 10 17 5 12 16 5 11

Venerdì: Ostuni-Forlì 68-67. Prossimo turno (5/2): Forlì-Barcellona (3/2); Imola-Verona (ore 12); Brindisi-Veroli; Jesi-Scafati; Bologna-Pistoia; Reggio-Brescia; Piacenza-Ostuni. Riposa S. Antimo.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

SCI LA 39a GRAN FONDO IN VAL DI FIEMME E FASSA 70 KM A TECNICA CLASSICA, POI A CAVALESE E’ FESTA PER GLI OLTRE 7000 PARTECIPANTI IL CASO

Gesso o farina Cadute a Soraga

Il vincitore della Marcialonga, Jorgen Aukland, 36 anni, norvegese, al terzo trionfo NEWSPOWER

Nicola Morandini, 27 anni, di Castello di Fiemme, è 7˚: ha staccato Northug NEWSPOWER

Moena: si parte NEWSPOWER

le fate ed eleganti tabià, Jorgen era spesso in testa, con un pugno di corsari nella scia, pronti a piantargli una stoccata mortale. Non ha mai avuto esitazioni. Quando ha forzato sulla salita della Cascata, sono rimasti in quattro: con lui lo svedese Ahrlin, ultimo vincitore, il ceco Rezak e il fratello Anders. Dopo un terzo di salita solo Ahrlin gli era nella scia, ma Jorgen lo ha staccato e lo svedese ha pagato lo sforzo, così Anders e Rezak lo saltavano. Nell'ultimo chilometro Jorgen ha rallentato, godendo in pieno il finale di questa straordinaria galoppata, così Anders gli è finito vicinissimo.

(greg) La storia dello sport è ricca di frodi, inghippi e trappole. Ma quanto successo ieri è originale. Sentite il poliziotto Luca Orlandi, vincitore della Maratona Light: «Dopo il traguardo volante di Soraga sul binario di sinistra ero 2˚ dietro al numero 7. Mi seguiva Marco Cattaneo per cui stavo lavorando. Nella corsia di destra, accanto a noi, c’erano Rezak e Morandini. Quando abbiamo cominciato la discesa su Moena all’improvviso ho visto il numero 7 catapultarsi in avanti, un vero e tuffo. Io ho fatto lo stesso. E dietro di me anche Cattaneo è caduto e rotto il bastoncino. Gli ho dato il mio e poi ha continuato con un bastoncino. Non è stata una caduta normale. Gli sci si sono bloccati all’improvviso. Ho dato un'occhiata: era tutto bianco. Devono aver sparso o farina bianca o gesso. Un brutto scherzo di qualcuno che non ama la Marcialonga. Naturalmente in gara non potevamo fermarci a fare le analisi chimiche. C’era sicuramente qualcosa di diverso dalla neve». Luca Orlandi non è stato danneggiato da quella trappola: ha avuto il bastoncino da un norvegese e ha vinto con oltre 2’. Sono stati danneggiati «il numero 7» e Cattaneo. Il «numero 7» è lo svedese Jimmie Johnson, 5˚ a 58"5 dal vincitore.C’era Mario Monti:non il presidente del Consiglio, ma un valoroso sciatore del SC Clusone da Paderno Dugnano. Ha gareggiato col 4671 e impiegato 6h48'57".

Marcialonga E’ un affare di famiglia Vince Jorgen Aukland Il norvegese batte il fratello Anders, 3˚ Rezak, 10˚ Northug Miglior italiano Morandini (7˚), la Santer sul podio femminile CLAUDIO GREGORI CAVALESE (Trento)

La resa di Petter Northug è avvenuta a 3 chilometri dal traguardo. Lì la pista lascia la valle dell’Avisio e si alza con spire di serpente. La neve diventa tagliente, dura. Un kriss indiano micidiale. I due fratelli Aukland tiravano un gruppo di 9 uomini, superstiti di una selezione implacabile. Northug era in 7ª posizione. Alla seconda curva, le braccia vuote, distrutte dalle spinte, si è staccato. A Nicola Morandini non è sembrato vero di poter superare il re del fondo e staccarlo. In ogni caso hanno vinto i Vichinghi. I due Aukland, norvegesi come Northug, lo hanno sostituito e hanno conquistato i primi due posti come nel 2008. Allora si era imposto Anders, stavolta è toccato a Jorgen, più giovane di tre anni. Sorpresa La bella sorpresa della giornata è venuta da Stephanie Santer che, favorita anche dal forfeit di Seraina Boner, pri-

Stephanie cade, recupera e chiude dietro le svedesi Nystroem (prima) e Hansson

re prima della salita della Cascata. Una scelta felice, visto che ha superato anche la norvegese Laila Kveli e ha realizzato il miglior tempo nella salita. Ecco i tempi delle migliori su quel tratto cruciale: 1. Santer 12’18"1, 2. Confortola a 5", 3. Nystroem a 30"2, 7. Hansson a 1'25"3. Cinque vichinghi Jorgen Auk-

NYSTROEM E SANTER La prima e la terza tra le donne

ma l’anno scorso, e del’ucraina Valentina Shevchenko, è riuscita a conquistare il podio dietro alle svedesi Susanne Nystroem e Jenny Hansson. Stephanie è caduta in avvio e ha perso il treno delle migliori. A Canazei era nettamente staccata. Ma non si è scoraggiata. A Ziano ha superato Antonella Confortola. Poi si è fermata a sciolina-

land, 37 anni, ha staccato Anders di 1"7, il ceco Rezak, vincitore nel 2005, di 6"9, Ahrlin di 24"0. Cinque Vichinghi nei primi sei posti. Settimo, come nel 2010, si è piazzato il finanziere Nicola Morandini, 27 anni, da Castello di Fiemme come Franco Nones. Undicesimo Florian Kostner, che si è ben battuto. Cristian Zorzi ha ceduto alla distanza ed è finito lontano. Jorgen Aukland è stato il migliore della giornata. La Marcialonga è una galoppata fantastica per le valli di Fiemme e Fassa. Si parte puntando verso il Sassolungo. Via, sotto dolomie meravigliose: la Torre Finestra, il Catinaccio, i Dirupi del Larse...Tra boschi frequentati dal-

I RISULTATI

45 km: Orlandi e Cavallar primi 70 KM TC. Uomini: 1. Jorgen Aukland (Nor) 2h55’37"3; 2. Anders Aukland (Nor) a 1"7; 3. Rezac (R.Cec) a 6"9; 4. Ahrlin (Sve) a 24"; 5. Johnsson (Sve) a 58"5; 6. Brink (Sve) a 1’04"1; 7. Morandini a 1’10"6; 8. Laugaland (Nor) a 1’12"2; 9. Dammen (Nor) a 1’16"5; 10. Northug (Nor) a 1’18"8; 11. Kostner a 1’19"1; 12. M.Fre driksson (Sve) a 1’21"7; 17. Catta neo a 5’02"7; 20. Carrara a 6’47"2; 23. Koukal (R.Cec) a 6’56"; 25. Debertolis a 7’17"7; 27. Paredi a 7’42"5; 36. Santus a 9’39"3; 47. Zorzi a 14’06"2. Donne: 1. S.Nystroem (Sve) 3h20"3; 2. J.Hansson (Sve) a 56"2; 3. St. Santer a 7’14"9; 5. Confortola a 10’10"; 13. Neuman nova (R.Cec) a 35’17"; 17. Genuin a 42’10"7. 45 KM Uomini: 1. Orlandi 1h54’25"4; 2. Vanzetta a 2’03"4. Donne: 1. Cavallar 2h14’40"9; 2. S.Valbusa a 3’56"8.

Tris Per Jorgen Aukland è la ter-

za vittoria in questa gara. Si era già imposto nel 2003 e nel 2006: su 9 partecipazioni è salito 8 volte sul podio. Il fratello Anders, olimpionico nella staffetta ai Giochi di Salt Lake City, ha vinto la Marcialonga nel 2004 e 2008. Quindi Jorgen batte per 3 a 2 Anders, che gli ha già lanciato il guanto di sfida: «L’anno prossimo proverò a pareggiare». «Io, però, punto al poker», ha ribattuto Jorgen, dicendo: «La famiglia Aukland è molto sportiva». Gareggia anche il terzo fratello, Fredrik, e Anders è stato campione norvegese nei 5000 e 10000 in atletica e campione nazionale nelle corse coi cani da slitta. Northug è finito solo decimo a 1’18"8. Per lui una gara difficile. Nella prima parte ha rotto un bastoncino. Ha dovuto rimontare più volte. È sempre riaffiorato, fino al cedimento finale. Sul traguardo era stremato e deluso. Più tardi, però, ha detto: «È stata un'esperienza dura, ma bella. Ora so di poter vincere la Vasaloppet. Lì non c’è la salita nel finale». Ha detto: «La Marcialonga mi è piaciuta». È stata una festa. Un happening di sport e di gioia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

W in t er

pioni. verno è da cam In Trentino l’in

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SHORT TRACK

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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CHE WEEKEND

Dalla pallanuoto alle piste di ghiaccio Le donne azzurre dominano l’Europa FIGURA Carolina Kostner ieri nel Gala di Sheffield ANSA

PALLANUOTO Il Setterosa del c.t. Fabio Conti esulta nella piscina di Eindhoven LAPRESSE

SHORT TRACK Arianna Fontana, a sinistra e Martina Valcepina, oro e bronzo in R.Ceca LAPRESSE

Fontana, poker d’oro Irresistibile Arianna: è un dominio La valtellinese conquista il quarto titolo europeo in 5 anni: staffetta d’argento, Valcepina bronzo ANDREA BUONGIOVANNI

Lo sport femminile, in Europa, parla sempre più italiano. Dopo i trionfi di sabato della Nazionale di pallanuoto a Eindhoven e di Carolina Kostner a Sheffield, ieri a salire sul gradino più alto del podio di una rassegna continentale è stata Arianna Fontana. La 21enne lombarda di Polaggia, a Mlada Boleslav, località ceca a una cinquantina di chilometri da Praga, è andata a segno addirittura per la quarta volta negli ultimi cinque anni. A completare il quadro, l’argento della staffetta e il bronzo individuale della 19enne Martina Valcepina, che conferma il risultato di un anno fa. In mezzo alle due, l’olandese Jorien Ter Mors. Ma presente e futuro tricolore in pista corta, con una coppia cosi — entrambe finanziere made in Valtellina — sono garantiti. Intanto come Arianna, in Italia, nessuna mai: Marinella Canclini, un nome che è nella storia della specialità, si impose infatti in tre occasioni, nelle prime edizioni della rassegna, tra il 1997 e il 1999. Ma la signorina Fontana, anche bronzo olimpico (nei 500) e mondiale in carica, fa categoria a sé. Dopo i trionfi di Ventspils 2008, Torino 2009 e Heerenveen 2011 (a cui vanno aggiunti gli argenti di Krynica 2006, conquistato a 15 anni e di Dresda 2010), ecco servito il poker.

Arianna l’ambiziosa avrebbe voluto imporsi in tutte e quattro le distanze. Ma, dopo i successi di venerdì sui 1500 e di sabato sui 500, ieri — poiché lo short track è disciplina sempre imprevedibile — nel primo turno dei 1000 è arrivato lo scivolone che ha compromesso il tentativo. «Posso prendermela solo con me stessa — spiega serena — eravamo in tre affiancate in rettilineo e ho tamponato la bielorussa Talayeva. Ho provato a recuperare, ma era irrimediabilmente troppo tardi». Il mezzo flop è stato presto riscattato: il successo nei 3000 finali ha consegnato all’azzurra il titolo su un piatto d’argento. Se non è dittatura, poco ci manca. «Ho vinto i 5 punti in palio al passaggio del nono giro — racconta Arianna, in tribuna seguita da mamma Maria Luisa e da papà Renato — e a quel punto avrei anche potuto finire alle spalle della Ter Mors. Ma ci ho preso gusto e ho dato gas fino in fondo». Bruciando l’orange per 12/1000... La quale sì è poi presa una parziale rivincita in staffetta. «E’ finita con un testa

I RISULTATI

La novità Knegt oro tra gli uomini Olanda padrona

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Titoli europei azzurri Oltre ai 4 di Arianna Fontana, 7 di Fabio Carta, 5 di Nicola Rodigari, 3 di Marinella Canclini a testa tra me e lei — riassume la Fontana —: ero staccata, l’ho superata sul rettilineo opposto a quello d’arrivo, ma grazie alla gamba più lunga, mi ha bruciata al fotofinish». Per 14/1000... Applausi, comunque, anche alla stessa Valcepina, alla sorella minore Arianna, a Cecilia Maffei e ad Elena Viviani (impegnata in semifinale), le altre frazioniste d’argento.

S Arianna Fontana, 21 anni, in azione a Mlada Boleslav. L’azzurra è bronzo olimpico sui 500 e mondiale REUTERS

Le gare Peccato solo sia sfuggito l’en-plein:

Prospettive Per la Fontana è

una sorta di consacrazione: la ragazzina talentuosa, impertinente e senza peli sulla lingua, sta lasciando il posto a un’atleta d’esperienza e a una donna matura. Che fosse in grandi condizioni, del resto, lo si sapeva: non ha vinto per caso cinque

delle ultime sei gare di Coppa del Mondo alle quali ha partecipato. Ora il mirino si sposta proprio sulle due ultime tappe del circuito: a Mosca il prossimo weekend e a Dordrecht, in Olanda, tra due. Arianna, su 500 e 1500, può puntare molto in alto. Poi in marzo, a Shanghai, i Mondiali, con un obiettivo per il momento solo da sussurrare. A sporcare il bilancio del gruppo guidato dal canadese Eric Bedard ci sono le controprestazioni maschili. Quello azzurro era uno squadrone, s’è ridotto a pochissima cosa: così in basso non era mai caduto. Tanto che il medagliere complessivo della manifestazione va all’Olanda (cinque ori, quattro argenti e un bronzo) con l’Italia «ferma» a tre, due e due.

Uomini. 1000: 1. Fauconnet (Fra); 2. Knegt (Ola); 3. Kozulin (Rus); 21. Confortola; 22. Dotti. 3000 (finale): 1. Kerstholt (Ola); 2. Elistratov (Rus); 3. Fauconnet (Fra). Classifica: 1. Knegt (Ola) 63; 2. Kerstholt (Ola) 47; 3. Fauconnet (Fra) 47; 4. Elistratov (Rus) 42; 5. Grigorev (Rus) 39; 6. Whelbourne (Gb) 30; 16. Dotti; 19. Confortola. Staffetta: 1. Olanda; 2. Russia; 3. Germania; 11. Italia (Confortola, Reggiani, Viscardi, Dotti). Donne. 1000: 1. Ter Mors (Ola); 2. Heidum (Ung); 3. Pierron (Fra); 4. M. Valcepina; 11. Maffei; 21. Fontana. 3000 (finale): 1. Fontana; 2. Ter Mors (Ola); 3. Belyakova (Rus); 8. M. Valcepina. Classifica: 1. Fontana 107; 2. Ter Mors (Ola) 76; 3. M. Valcepina 43; 4. Heidum (Ung) 29; 5. Belyakova (Rus) 21; 6. Pierron (Fra) 18. Staffetta: 1. Olanda; 2. Italia (Fontana, Maffei, A. e M. Valcepina); 3. Ungheria. ALBO D’ORO FEMMINILE 1997-1999 M. Canclini 2000-2005 E. Radanova (Bul) 2005 T. Borodulina (Rus) 2006-2007 E. Radanova (Bul) 2008-2009 A. Fontana 2010 K. Novotna (R.Ceca) 2011-2012 A. Fontana

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SCI SUPERCOMBINATA A ST.MORITZ

La Riesch beffa la Vonn per soli 3/100 Italia, occasione sprecata: Schnarf 8a

superG, dove è arrivata al traguardo con un ritardo di 1"13. Forse nelle prove veloci la bella Tina non ha ancora del tutto risolto i problemi di materiali che l’avevano condizionata nelle gare americane.

DAL NOSTRO INVIATO

Italiane Le azzurre hanno perso una grande occasione. Alla fine del superG erano ben sette fra le prime trenta e l’enplain è fallito solo perché Federica Brignone, mentre come al solito tirava a tutta senza risparmiarsi, ha spigolato, è riuscita a stare in piedi, ma si è praticamente fermata su un piano. Alla fine la migliore è Johanna Schnarf, ottava, nonostante sabato avesse concluso fra le lacrime la discesa con la schiena completamente bloccata. «Ma ho fatto un antidolorifico e dovrebbe bastare», confidava prima dell’inizio della gara. Non si risparmiata ed alla fine del superG era in quinta posizione. Sempre nella prova veloce settima si era classificata Francesca Marsaglia, però si è persa nelle buche dello slalom e alla fine si è piazzata quindicesima. Seconda delle azzurre Elena Curtoni, undicesima.

UOMINI

PIERANGELO MOLINARO ST. MORITZ (Svizzera)

Se avesse vinto anche questa supercombinata Lindsey Vonn avrebbe potuto prendersi una settimana di ferie ed andare al mare tale sarebbe stato il suo vantaggio nella classifica generale di Coppa del Mondo. Invece l’ha beffata per 3/100 di secondo l’amica Maria Riesch, che negli ultimi due giorni sta ritrovando lo smalto smarrito nella prima metà della stagione. Una supercombinata fortemente condizionata dallo slalom, tracciato non come venerdì sulla neve barrata che avrebbe garantito condizioni migliori per chi partiva dietro, ma sulla neve normale. Questo per una richiesta della squadra svizzera dopo l’infortunio della Suter, spiegando che le ragazze non erano allenate per questo tipo di neve che esalta la tecnica.

Nebbia a Garmisch SuperG annullato Recupero a Kvitfjell? Le condizioni meteo continuano a comandare in Coppa. A Garmisch, dopo l’edi zione sprint della discesa di sa bato, ieri il superG è stato can cellato (forse recupero a Kvi tfjell) a causa della nebbia. Gli atleti non sono riusciti a fare la ricognizione.

Maria Riesch, 27 anni e 21 vittorie in Coppa, con il marito, Marcus Hoefl AP

Così questo tortuoso sentiero fra le porte è degenerato in fretta ed ha permesso all’esperta austriaca Nicole Hosp di sfruttare tutta la sua esperienza per recuperare nella prova tecnica ben 25 posizioni e piazzarsi al terzo posto finale dopo il 28˚ in superG.

Il superG La Riesch ha conquistato questo primo successo stagionale contenendo al massimo il distacco dalla Vonn nel superG, solo 23/100 di secondo con una prova precisa e coraggiosa. Inutile dire che la statunitense è stata la più lesta nella prova veloce, in un superG facile, in cui bisognava

andare a tutta senza alcuna remora, badando solo ad indovinare la linea di conduzione sulle tre porte un po’ più chiuse che immettevano sul finale. A fallire in questa supercombinata è stata la slovena Tina Maze, quinta alla fine, che si è giocata una possibile vittoria, viste le sue qualità in slalom, nel

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la guida Da venerdì uomini a Chamonix; donne a Garmisch sabato SUPERCOMBINATA DONNE (St. Moritz) 1. Riesch (Ger) 2’08"41 (1’20"13 + 48"28); 2. Kildow Vonn (Usa) a 3/100; 3. Hosp (Aut) 51/100; 4. Goergl (Aut) 81/100; 5. Maze (Slo) 99/100; 6. Sejersted (Nor) 1"02; 7. Gagnon (Can) 1"36; 8. SCHNARF 1"48; 9. Zettel (Aut) 1"59; 10. Paerson (Sve) 1"89; 11. E. CURTONI 1"90; 12. Feierabend (Svi) 2"13; 13. Fenninger (Aut) 2"20; 14. Ferk (Slo) 2"23; 15. MARSAGLIA 2"53; 16. BORSOTTI 2"54; 17. MERIGHETTI 2"55; 18. Pellissier (Fra) 2"62; 19. Altacher (Aut) 2"70; 20. Worley (Fra) 2"78; 21. AGERER 2"83; 27. E. FANCHINI 3"74; 34. BRIGNONE 5"92. Coppa del Mondo (20 prove): 1. Kildow Vonn (Usa) p. 1250; 2. Maze (Slo) 863; 3. Riesch (Ger) 696; 21. Merighetti 222. Coppa supercombinata (2 prove): 1. Kildow Vonn (Usa) p. 180; 2. Maze (Slo) 125; 3. Riesch (Ger) 120; 11. Borsotti 59. PROGRAMMA Venerdì: discesa maschile a Chamonix (Fra). Sabato: discesa donne a Garmisch (Ger) e discesa maschile a Chamonix (Fra). Domenica: superG donne a Garmisch (Ger) e supercombinata maschile a Chamonix (Fra).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012


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PALLAVOLO COPPA ITALIA DONNE: FINAL FOUR

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Festa Busto La nuova era parte dalla Coppa Primo trionfo per le Farfalle Piacenza non ha scampo Parisi: «Che soddisfazione»

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DOPO LA CEV 2010

Per Busto è la prima Coppa Italia, dopo la Cev del 2009/2010 ALBO D’ORO 1979 Catania; ’80 e ’81 Ravenna; ’82 e ’83 Reggio E.; ’84 e ’85 Ravenna; ’86 Reggio E. ’87 Ravenna; ’88 Bari; ’89 Reggio E.; ’90 Modena; ’91 Ravenna; ’92 Perugia; ’93-’95 Matera; ’96-’98 Bergamo; ’99 Perugia; 2000 e ’01 Reggio C.; ’02 Modena; ’03 Perugia; ’04 Novara; ’05 Perugia; ’06 Bergamo; ’07 Perugia; ’08 Bergamo; ’09 Pesaro; ’10 e ’11 Villa C.; 2012 Busto

DAL NOSTRO INVIATO

GIAN LUCA PASINI MODENA

«Il più grande spettacolo dopo il big bang: Yamamay, Yamamay, Yamamay…». I tifosi storici della Futura Busto Arsizio, riadattano il successo di Jovanotti per festeggiare la nuova regina della pallavolo italiana. Ventuno partite (finora) e 21 vittorie lanciano le farfalle di Busto alla conquista della Coppa Italia (e relativo posto in Champions League per la prossima annata), suggello di una prima parte della stagione solo eccezionale. Piccoli passi Il miracolo Busto iniziato qualche anno fa, adesso mostra il frutto più bello: strappato in finale a Piacenza, che va detto chiaro, aveva fatto più di un miracolo ad arrivare fino all'ultimo atto, dopo aver eliminato prima Villa Cortese (campione nelle ultime due edizioni) e quindi Urbino. Ma contro questa Busto ci voleva ben altro per inventarsi un' altra sorpresa: la squadra di Carlo Parisi (allenatore di cui si è parlato poco, ma che evidentemente ha fatto moltissimo) ha ucciso la finale fin dal-

HANNO DETTO

S Giulia Leonardi (Busto) «Un gruppo fantastico, una gran gioia. Non riesco a descriverla: abbiamo fatto davvero un grande lavoro» Foto di gruppo con Coppa Italia: è il trofeo più importante della storia del club TARANTINI

E’ il successo di una politica dei piccoli passi e di tante idee: che porterà lontano BUSTO ARSIZIO PIACENZA

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le prime battute. Ha strangolato il sogno di Piacenza ancora nella culla: battute toste, muro invalicabile e dove non arrivano le lunghe leve di Bauer (partitone della tedesca) era la ragazza in giallo, Giulia Leonardi, libero-tuffatrice di questa nuova realtà, a recuperare tutto in difesa. Senza scordare ovviamente la solita prestazione di Havelkova.

(25-13, 25-18, 25-17)

Tempio del volley E così in uno

YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Marcon 7, Bauer 15, Lloyd 6, Havelkova 16, Dall’Ora 3, Havlickova 10; Leonardi (L), Bisconti, Lotti. N.e. Meijners, Caracuta, Pisani. All. Parisi.

dei templi del volley italiano (all'ingresso, al Pala Panini c'è proprio scritto così, peccato che i tifosi di Modena siano stati poco incentivati ad accorrere più numerosi al palazzo, soprattutto sabato) si è consacrata una nuova realtà della pallavolo femminile. Queste finali erano il primo spartiacque: prima e dopo. E il dopo inizia nel segno di Busto. Una volta ogni tanto una società che programma con calma e che è arrivata qui un passetto alla volta. Riguardando gli ultimi mesi sembra un «passone»: dalla semifinale scudetto di un anno fa (contro Villa Cortese) al trionfo del 2011-2012. «So che adesso tutti ci diranno che siamo favoriti. Lo dicevano anche prima di questa Coppa. Va

REBECCHI NORDMECCANICA PIACENZA: Pachale 8, Leggeri 4, Turlea 11, Lehtonen 8, Nicolini 8, Dall’Igna 1; Davis (L), Mazzocchi. N.e. Malvestito, Kajalina, Cella, Callegaro. All. Marchesi. ARBITRI: Ippoliti e Puecher. NOTE - Spettatori 3845. Durata set: 25’, 26’, 26‘; totale 77‘. Yamamay: battute sbagliate 4, vincenti 4, muri 16, 2ª linea 12, errori 8; Rebecchi: b.s. 2, v. 1, m. 11, 2a l. 3, e. 18. Mvp: Helena Havelkova FINALE 3˚ LiuJo Modena-Chateau d'Ax Urbino 2-3 (25-22, 24-26, 22-25, 25-16, 13-15).

VIDEO GAZZETTA.IT Sul sito le interviste con le ragazze di Busto, e il balletto della Yamamay per festeggiare la Coppa Italia

bene cosi, l'importante è quello che noi sentiamo dentro, quello che sentono le ragazze e soprattutto quello che riescono a dimostrare in serate come questa. Quando capita – racconta Carlo Parisi – è una grande soddisfazione per un allenatore». Multimedialità A raccontare co-

me questa sia una delle realtà più effervescenti della pallavolo italiana, subito dopo la partita è iniziata la diretta streaming dei tifosi stessi (consuetudine ormai consolidata quest'anno) che dopo l'ultima palla hanno iniziato a raccontare, il primo grande successo delle loro beniamine, con interviste, commenti, naturalmente cori, che si sprecano (assieme alle docce di spumante). Qualcuno, fra i meno scaramantici, aveva anche preparato la coccarda tricolore, simbolo della Coppa Italia e una spilla da balia, ha anticipato quello che vedremo nella prossima stagione sulle maglie della Yamamay. Quello che forse gli avversari, dopo questa finale, hanno realizzato, è che Busto ha appena iniziato la festa e ha altri progetti per la maglia del prossimo anno…

S Helena Havelkova (Busto) «Grazie a Busto sto raggiungendo tutti i traguardi. Adesso il premio (Mvp) e la Coppa, il prossimo anno la Champions»

S Riccardo Marchesi (allenatore Piacenza) «Complimenti a Busto ha fatto quello che noi siamo riusciti a fare in semifinale. Ci ha messo sottopressione»

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Taccuino A SAN GIUSTINO

De Giorgi esonerato Allena Sartoretti? SAN GIUSTINO (Pg) (an.me.) Con la sconfitta di sabato contro la Sisley Belluno (che battendo Cuneo aveva causato anche l’esonero di Gulinelli) si è chiusa l’avventura di Fefè De Giorgi alla guida della Energy Resour ces San Giustino. «La scelta è stata inevitabile – ha sottolineato il presi dente Claudio Sciurpa – perché quel lo che è accaduto contro Belluno io in tanti anni di pallavolo non lo avevo mai visto, con una squadra totalmen te incapace di giocare per tre set di fila pur avendo sei punti di vantag gio, compreso il tie break. Il fatto che poi in ogni time out De Giorgi non sia stato in grado di dare alcuna indi cazione ai giocatori ci ha fatto ritene re che per superare questo stato confusionale generale dovevamo dare una svolta decisa. Pur sapen do di non avere ancora un’alternati va per sostituirlo». Oggi verrà ufficia lizzato il sostituto. “Stiamo valutan do – ha aggiunto Sciurpa – senza escludere una soluzione interna, ma non sarà promosso l’allenatore in se conda Caponeri». Tra le ipotesi c’è quindi Andrea Sartoretti, attuale di rettore sportivo e già allenatore del la Rpa Perugia.

A-2 MASCHILE

Perugia sempre sola Ma Castellana c’è (f.c.) Così la 21˚: Globo Sora Energy Resources Loreto 3 0 (25 23, 30 28, 25 22); Ngm S.Croce Ediles se Reggio Emilia 3 2 (25 23, 25 20, 15 25, 21 25, 15 10); Gherardi Città di Castello Sidigas Atripalda 1 3 (25 27, 25 20, 18 25, 23 25); Carige Genova Bcc Castellana Grotte 0 3 (22 25, 21 25, 21 25); Cassa Rurale Cantù Sir Safety Perugia 0 3 (16 25, 15 25, 19 25); CheBanca! Mi lano Molfetta 3 1 (22 25, 25 20, 28 26, 25 22); Cicchetti Isernia Caf fè Aiello Corigliano 3 1 (25 21, 25 18, 17 25, 28 26); Club Italia Ro ma Segrate 3 0 (sabato). Classifica: Perugia 49; Castellana 48; Segrate 42; Molfetta 40; Città di Castello, Milano 39; Sora 37; Geno va 35; Loreto 33; S. Croce 31; Corigliano 27; Isernia 24; Club Italia 23; Atripalda 15; Reggio Emilia 12; Cantù 10.

SERIE A-1 UOMINI: 17a GIORNATA PIACENZA INSISTE E BATTE MODENA, CUNEO CADE A LATINA, PADOVA VINCE IL DERBY PIACENZA MODENA

3 1

LATINA CUNEO

3 2

ROMA VIBO

3 0

MONZA RAVENNA

3 0

PADOVA VERONA

3 0

(25-23, 19-25, 27-25, 25-18)

(25-19, 23-25, 22-25, 25-18, 15-8)

(25-23, 25-20, 25-23)

(25-22, 25-23, 25-22)

(25-22, 25-20, 25-12)

COPRA ELIOR PIACENZA: Nikolov 13, Zlatanov 15, Holt 12, Zhekov 2, Papi 13, Tencati 5; Marra (L), Massari, Kral, Kampa 4. N.e. Cleber. Marretta, Penchev. All. Monti

ANDREOLI LATINA: Jarosz 29, Fragkos 13, Gitto 14, Sottile 3, Rivera 5, Cester 11; De Pandis (L), Diachkov 11, Troy. N.e. Hardy-Dessources, Guemart, Galabinov, Tailli. All. Prandi.

M. ROMA: Boninfante 1, Zaytsev 8, Bjelica 4, Sabbi 24, Cisolla 8, Lebl 7; Paparoni (L), Bencz, Paolucci. N.e. Corsano, Puliti, Antonucci, Maruotti. All. Giani.

ACQUA PARADISO MONZA BRIANZA: De Cecco 1, Nikic 7, Buti 7, Gavotto 14, Rooney 18, Forni 9; Rossini (L), Kaszap. N.e. Shumov, Roumeliotis, Ciabattini. All. Zanini.

FIDIA PADOVA: Semenzato 7, Simeonov 11, De Marchi 9, Suljagic 2, Gonzalez 6, Schwarz 18; Zingario (L), Koshikawa. N.e. Tiberti, Giannotti Garghella, Cricca. All.Montagnani.

CASA MODENA: Martino 13, Piscopo 7, Dennis 13, Anderson 18, Sala 6, Esko 3; Manià (L), Carletti 1, Bellei 1, Kooy 3. N.e. Catellani, Casòli, Bossi. All. Bagnoli

BRE BANCA LANNUTTI CUNEO: Fortunato 5, Vissotto 24, Ngapeth 15, Vesely 7, Baranowicz 5, Wijsmans 14; Henno (L), Rossi, Caceres, Patriarca, Pieri (L). N. e. Van Lankvelt, Izzo. All. Placì. ARBITRI: Caltabiano e Tanasi. NOTE - Spettatori 776, incasso 5004. Durata set: 23’, 30’, 30’, 23’, 15’; tot. 121'. Andreoli: b.s. 20, v. 7, m. 14, s.l. 7, e. 25. Bre Banca: b.s. 13, b. v. 7, m. 11, s.l. 6, e. 24. Trofeo Gazzetta: 6 Jarosz, 5 Vissotto, 4 Gitto, 3 De Pandis, 2 Wijsmans, 1 Cester.

TONNO CALLIPO VIBO VALENTIA: Cernic 7, Barone 6, Klapwijk 17, Diaz 8, Rak 5, Serafini 1; Fanuli (L), Grassano, Banderò. N.e. Falasca, Coscione, Mignolo, Crigna. All. Blengini ARBITRI: Cipolla e Padoan NOTE - Spettatori 1629, incasso 3881. Durata set: 27', 25', 31'; tot. 93'. M. Roma: b.s. 14, v. 4, m. 7, s.l. 9, e. 22. T. Callipo: b.s. 13, v. 0, m. 6, s.l. 7, e. 23. Trofeo Gazzetta: 6 Sabbi, 5 Cisolla, 4 Lebl, 3 Zaytsev, 2 Paparoni, 1 Boninfante.

CMC MARCEGAGLIA RAVENNA: Corvetta 2, Sirri 7, Brunner 2, Moro 16, Verhanneman 5, Mengozzi 12; Tabanelli (L), Gallosti, Gruszka 7, Leonardi 2. N.e. S.Bendandi. All. Babini. ARBITRI: Balboni e Sobrero. NOTE - Spettatori 996, incasso 1600. Durata set: 26’, 26’, 24’; tot. 76’. A. Paradiso: b.s. 7, v. 3, m. 6, s.l. 15, e. 14; Cmc: b.s. 7, v. 0, m. 4, s.l. 6, e. 17. Trofeo Gazzetta: 6 Mengozzi, 5 Rooney, 4 De Cecco, 3 Moro, 2 Gavotto, 1 Corvetta.

LATINA Black out all’impianto e squadre a correnti alternate. Per un guasto elettrico si inizia con un quarto d'ora di ritardo, ma la partita dà subito grandi scosse. L'Andreoli sa di dover approfittare dell' assenza annunciata di Grbic e di quella dell'ultimo minuto di Mastrangelo (risentimento ai muscoli addominali) e ci prova con una buona partenza nel primo set, quando riesce a limitare i danni in ricezione (grazie a un De Pandis in gran serata) e ad avere continuità in attacco (8-6 e 16-12 i due time out tecnici). Nel secondo e nel terzo set Cuneo cambia marcia: Baranowicz ha i suoi riferimenti certi in Vissotto e Wijsmans e pian piano la squadra ritrova fiducia e gioco, con Ngapeth che fa male in battuta. Dal quarto set torna ad alimentarsi il fuoco laziale con gli ace di Jarosz che infiammano il PalaBianchini e negano a Placì il gusto della vittoria al suo debutto in panchina. Per Latina vittoria con il pensiero al d.g. Rondoni, in ospedale per vincere la sua partita più importante. Antonia Liguori

ROMA Torna alla vittoria da tre punti la M. Roma, dopo un mese e mezzo, e scavalca Verona e la stessa Vibo in classifica riguadagnando il settimo posto. Vittoria pulita in una gara equilibrata in cui la Callipo, con Coscione ancora in panchina e senza Nikolov, non si è arresa mai, forte di una buona prestazione di Klapwijk e di Rocco Barone al centro, ma in difficoltà in ricezione. I calabresi probabilmente aspettavano Zaytsev ma stavolta è stato Sabbi a fare la differenza. L’opposto romano, al rientro dopo l’infortunio alla caviglia ha chiuso con 24 punti (56% in attacco, due muri e tre ace) e una prestazione più che positiva. La Roma ha condotto la gara senza problemi, rimanendo concentrata anche quando Vibo approfittava di qualche errore di troppo, come sul 13-9 del secondo set e sul 10-8 del terzo. Buona la prova anche in difesa e a muro. Ora per i romani c’è l’esame Belluno mentre Vibo torna in casa con Piacenza. Valeria Benedetti

MONZA Partita da ritmo lento, al PalaBosco, vinta con facilità dai padroni di casa. Un allenamento, quasi, per gli uomini di Zanini, che oggi partono per l'impegno di coppa Cev in Romania senza Conte e Molteni, infortunati, ieri in tribuna. Ravenna ha confermato il suo ruolo di cenerentola, ma con grande dignità, lottando ogni set, ceduto di misura, ma per la scarsa aggressività dei monzesi. Babini, fuori Roberts, aveva una sola alternativa tra Sirri e Gruszka, ma nel finale ha lasciato il modesto Verhanneman in panca. Bravissimo Mengozzi, al 100% su 10 attacchi veloci teleguidati da un ottimo Corvetta, che meriterebbe ben altra squadra. Con Moro unica vera bocca da fuoco (41% su 37 attacchi), la Marcegaglia è riuscita solo a infastidire Monza che si rallegra per il recupero del miglior Rooney, ieri Mvp con 64% su 22 palle. Fosse stato così presente mercoledì a Modena, forse il destino di coppa Italia sarebbe stato diverso. Carlo Gobbi

ARBITRI: Cappello e Satanassi NOTE - Spettatori 3300, incasso 10.500. Durata set: 28’, 25’, 29’, 25’; tot: 107’. Copra: b.s. 19, v. 6, m. 10, s.l. 7, e. 26. Casa Modena: b.s. 22, v. 8, m. 6, s.l. 7, e. 32. Trofeo Gazzetta: 6 Papi, 5 Kampa, 4 Anderson, 3 Martino, 2 Zlatanov, 1 Nikolov PIACENZA Il nuovo Piacenza non fa sconti a nessuno. Dopo aver battuto Macerata la scorsa settimana replica anche con Modena, terminando nel migliore dei modi il ciclo che sembrava impossibile e che negli ultimi quindici giorni ha visto i biancorossi affrontare tre delle prime quattro squadre del campionato. Il sestetto di Monti finalmente sembra avere dato una svolta al proprio torneo: i sei punti conquistati incidono parecchio, ma soprattutto è la qualità di gioco che pare aver ricevuto un’accelerazione importante. Nel derby con la squadra di Bagnoli i biancorossi vincono il primo set sfruttando il muro e gli errori degli avversari (10 in un parziale in cui gli ospiti attaccano e ricevono meglio). Poi subiscono il pari in un set spezzato a metà dai servizi di Anderson, quindi nella terza frazione, che si rivelerà decisiva, salgono in cattedra Papi e il nuovo entrato Kampa. Modena è avanti 24-22, ma Papi mura a uno Dennis, quindi Piacenza annulla il terzo set point agli avversari prima del punto decisivo dell’ex di Treviso. Da quel momento è un monologo Piacenza. Matteo Marchetti

MARMI LANZA VERONA: Gasparini 9, Kromm 10, Zingel 1, Meoni, Popp 7, Patriarca 6; Smerilli (L), Ter Horst 2, Postiglioni 1, Calderan, Casarin, Kosmina. All. B. Bagnoli. ARBITRI: Santi e Piana NOTE - Spettatori 3000. Incasso 9501. Durata set: 29’, 28’, 23’; tot. 80’. Fidia: b.s. 11, v. 10, m. 3, s.l. 6, e. 17. M. Lanza: b.s. 14, v. 2, m. 3, s.l. 10, e. 20. Trofeo Gazzetta: 6 Schwarz, 5 Simeonov, 4 Gonzalez, 3 De Marchi, 2 Meoni, 1 Kromm. PADOVA La Fidia ritrova in casa la vittoria che mancava dalla prima di campionato. E lo fa in maniera impeccabile disinnescando le principali bocche da fuoco veronesi, Kromm e Gasparini, grazie ad una straordinaria partita a muro e in difesa. Il resto lo ha fatto uno splendido Schwarz, perfetto in tutti i fondamentali e impietoso in battuta con tre ace diretti sul compagno di nazionale Kromm. Verona non ha mai saputo graffiare e mettere in mostra le sue armi principali. La battuta non ha sortito nessun tipo di effetto, e Meoni ha fatto una fatica terribile a far girare al meglio il cambio palla. La Fidia ha trovato anche la bella serata di Simeonov, meno servito del solito (veniva da quasi una settimana di inattività), ma sempre presente nei momenti topici. Fondamentale, per Padova, il break a metà del primo set: in pochi istanti dall’ 11-13 al 17-14. Una scossa che Padova ha saputo portarsi dietro fino alla fine. Terzo set compreso, in cui in campo c'era davvero una sola squadra. Per la gioia dei suoi 3000 spettatori (record stagionale). Massimo Salmaso

Risultati MACERATA-TRENTO (Sabato) SAN GIUSTINO-BELLUNO (Sabato) MONZA-RAVENNA LATINA-CUNEO PIACENZA-MODENA ROMA-VIBO PADOVA-VERONA

0-3 2-3 3-0 3-2 3-1 3-0 3-0

Classifica SQUADRE

PT

G

V

P

SV SP

TRENTO MACERATA CUNEO MODENA MONZA BELLUNO ROMA VERONA LATINA VIBO PIACENZA PADOVA SAN GIUSTINO RAVENNA

44 38 37 32 30 27 23 22 21 20 20 18 16 9

17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17

15 14 12 12 11 8 8 7 7 7 6 5 5 2

2 3 5 5 6 9 9 10 10 10 11 12 12 15

48 44 46 40 36 36 30 30 31 28 28 26 28 17

Prossimo turno Domenica 5 febbraio CUNEO-MACERATA MODENA-PADOVA SAN GIUSTINO-TRENTO VERONA-RAVENNA BELLUNO-ROMA LATINA-MONZA VIBO-PIACENZA (sabato 4)

14 21 27 27 30 31 35 39 38 37 39 39 45 46


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LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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IPPICA IN 33.000 PER L’EVENTO PARIGINO

Ready implacabile Lisa America a picco

i plurivincitori

Di Ourasi l’unico poker Marielles e Orny Secondo millennio, 3 doppi colpi italiani Oggi altri 21 azzurri

Amérique: il colosso francese vince come 12 mesi fa La varennina crolla. Il trainer Riordan: «Benzina finita» Jerry Riordan -. Ha speso tanto per andare in testa, è vero, ma è crollata troppo presto. Forse anche la prima falsa partenza l’ha infastidita, ma oggi non era la vera Lisa America». Il futuro è incerto. «Dobbiamo farle gli esami per capire se c’è qualche problema fisico, ma sembra che non abbia niente. Il Prix de France? Se sta bene lo si può tentare».

4 vittorie: 1 cavallo

Inarrivabile Ourasi L’unico poker è di Ourasi (1986-87-88-90) la mitica creazione di Jean Rene Gougeon. I due nella foto

Bravo Nivard La corsa del 12

DAL NOSTRO INVIATO

MATTEO PIERELLI PARIGI

stinata a continuare per i prossimi anni. Fantasma Lisa Ready Cash an-

Il cavallo perfetto non esiste, neanche Varenne lo era, pur avvicinandosi molto. Sulla buona strada c’è pure Ready Cash: dopo aver vinto per il secondo anno di fila il Prix d’Amérique è entrato di diritto nell’olimpo del trotto. E non è finita qui, perché il campione francese ha dalla sua anche l’età (solo 7 anni) e una certa freschezza atletica, visto che in pratica corre solo da ottobre a metà febbraio, durante il ricchissimo meeting parigino, alla fine del quale svolge l’attività stalloniera a tempo pieno. Insomma, la sensazione è che la «dittatura» del fenomeno di Philippe Allaire sia de-

che stavolta si è preso l’applauso dei 33.000 di Vincennes, eguagliando con 1.12 (a 50 Km/h) il record della corsa di Offshore Dream, mentre Roxane Griff finiva ottima seconda davanti al sorprendente The Best Madrik e a Maharajah, quarto dopo aver aperto la strada al favorito. E Lisa? Era nella posizione migliore possibile, dietro il leader Timoko che tirava via a buon ritmo. Ma la Varennina all’inizio della salita ha cominciato a dare segni di stanchezza e poco dopo ha mollato completamente, finendo ultima. «A un certo punto è finita la benzina, tutto qui - spiega il suo allenatore

S Ready Cash (Nivard) vince l’Amèrique. In carriera 48 corse, 32 successi e 2.846.200 e vinti. Le sue perle: 2008: Criterium des Jeunes, 2011 Bourgogne, Amérique, France, Bretagne, Bourbonnais: 2012 Bourgogne, Amérique FORNI

febbraio sarà nel mirino anche di Ready Cash, in sulky al quale Frank Nivard (terzo Amerique negli ultimi quattro anni, nel 2009 aveva vinto con Meaulnes du Corta) ha mostrato ancora una volta tutto il suo talento. Rimasto in seconda ruota scoperto dopo il via, ha poi lasciato passare il diretto rivale Maharajah per prendergli la scia, rischiando di rimanere chiuso. Ma in retta il varco si è aperto e Ready ha fatto la differenza. «Ho avuto un po’ di paura - ha detto il suo trainer Thierry Duvaldestin -, a un certo punto temevo che rimanesse imbottigliato. Invece ci ha pensato Franck Nivard...Dedico la vittoria al proprietario Philippe Allaire». Nel settembre 2010 Allaire (che allenava anche il suo campione), dopo l’ennesima rottura di Ready Cash ha avuto l’umiltà di capire che doveva cambiare e scelse Duvaldestin. Un cambio di ferratura e soprattutto il trasloco dal bosco di Grosbois al mare di Cabourg hanno fatto il resto. E che resto... © RIPRODUZIONE RISERVATA

I risultati

3 vittorie: 3 cavalli

Uranie-Roquepine-Bellino Uranie (1926-27-28), Roquepine (1966-67-68), Bellino II (1975-76-77). L’ultimo autore di tris è Bellino II nella foto

2 vittorie: 16 cavalli

Varenne, magico uno-due Pro Patria (1920-21), Passeport (23-24), Amazone B (30-33), Hazleton (31-32), Muscletone (35-37), De Sota (38-39), Ovidius Naso (45-46), Mighty Ned (48-51), Gelinotte (56-57), Jamin (58-59), Ozo (63-65), Tidalium Pelo (71-72), Ideal Du Gazeau (81-83), Varenne (2001-2/FOTO GRASSO), Offshore Dream (2007-08), Ready Cash (2011-12).

Nel pomeriggio due successi italiani, di Marielles nel Prix Johansson e di Orny Nof nel Prix Meadowlands con tripletta azzurra chiusa da Overland Gar e Olivass. Oggi altri 21 italiani a Vincennes, con corsa abbinata al nostro quintè alle ore 17.55. 1ª corsa - Prix Andrieu -(montato) m 2850: 1 Roi du Lupin (A. Wiels) 1.12.2; 2 Sourire de Voutre; 3 Quemeu d'Ecublei; Tot. Italia: 3,86; 1,18, 1,04, 1,14 (9,54) Tris: e 13,46. 2ª corsa - Prix de Montreal - m 2700: 1 Partout Simoni (D. Locqueneux) 1.13.2; 2 Tresor Wic; 3 Tropic Jet; Tot.: 56,84; 14,06, 2,85, 4,13 (1.871,36) Tris e 1.193,40. 3ª corsa - Prix Blaisot - (montato) m 2850: 1 Tango Quick (F. Nivard) 1.13.8; 2 Trotting Race; 3 Troika du Corta; Tot.: 3,27; 1,27, 1,26, 1,41 (3,95) Trio: 19,55. 4ª corsa - PRIX D’AMERIQUE - e 1.000.000 m 2700: 1 Ready Cash (F. Nivard) 1.12 2 Roxane Griff (E. Raffin) 1.12.1 3 The Best Madrik (JE Dubois) 1.12.1 4 Maharajah (O. Kihlstrom) 1.12.2 5 Timoko (R. Westerink) 1.12.2 6 Royal Dream (J.Ph. Dubois) 1.12.3 7 Severino (C. Bigeon) 1.12.3 8 Save the Quick (JM Bazire) 1.12.4 9 Main Wise As (P. Levesque) 1.12.4 10 Oyonnax (Y. Dreux) 1.12.4 11 Private Love (M. Abrivard) 1.12.5 12 Noras Bean (S. Soderqvist) 1.12.6 13 Punchy (J. Boillereau) 1.12.8 14 Orlando Sport (S. Baude) 1.12.9 15 Perlando (J. Verbeeck) 1.12.9 16 Iceland (B. Goop) 1.13.1 17 Lisa America (D. Locqueneux 1.13.3 Quif de Villeneuve r.p Tot,: 1,84; 1,42, 3,52, 10,92 (27,01) Tris e 369,74. 5ª corsa - Prix JR Gougeon - m 2100: 1 Rubis Dairpet (E. Raffin) 1.12.3; 2 Sogo; 3 Amiral Sund; Tot.: 2,61; 1,40, 1,70, 2,51 (7.29) Tris e 24,02. 6ª corsa - Prix Tiercelin - m 2850: 1 Un Amour d'Haufor (C. Bigeon) 1.15.3; 2 Olmo Holz; 3 Lady de Nappes; 2,65; 1,58, 2,64, 6,24 (26,97) Tris e 210,51. 7ª corsa - Prix H. Johansson - m 2100: 1 Marielles (C. Maertens) 1.12.7; 2 Vanessa du Ling; 3 Quarry Bay; Tot.: 1,73; 1,43, 4,90, 2,76 (63,72) Tris e 245,53. 8ª corsa - Prix L. Verroken - m 2850: 1 Valky de Bellouet (JM. Bazire) 1.17.3; 2 Pershing Bi; 3 Vif Lucernais; Tot.: 4,46; 2,12, 3,74, 3,28 (60,60) Tris 264,22. 9ª corsa - Prix de Meadowlands - m 2850: 1 Orny Nof (G. Fulici) 1.15.5; 2 Overland Gar; 3 Oliviass; Tot.: 19,33; 4,97, 8,33, 5,85 (216.67) Tris e 1.740,75.

PALLANUOTO EUROPEI DI EINDHOVEN

y Bronzo ungherese UOMINI TRIONFO SERBO: 9-8 AL MONTENEGRO

L’ALBO D’ORO

Festa del Setterosa Un oro da cantare La Di Mario miglior giocatrice: «Dall’altra squadra ho portato il cuore». Casanova: «Noi, perfette» DAL NOSTRO INVIATO

FRANCO CARRELLA EINDHOVEN (Olanda)

Il rito delle tavolette di cioccolato ha inizio quando Maria Concetta Marotta ne regala una ad Elena Gigli. Funziona. Così, la moglie del dirigente accompagnatore aumenta la dose: ogni mattina, una tavoletta per ciascuna ragazza. Alla vigilia della sfida conclusiva con la Grecia, il tocco in più. Topini di cioccolato acquistati in pasticceria, con l’incitamento su un bigliettino: «Fatele rosicare!». Creatività nostrana, come quella che hanno messo in acqua le azzurre di Fabio Conti, sul trono d’Europa dopo una finale

dominata (13-10). Sabato sera, dopo il match con le campionesse del mondo, tutte a cena al ristorante italiano «Terra mia», per scatenarsi in una serie di cori (il c.t. il più osannato) e intonare mille canzoni: ’O sole mio, ’O surdato ’nnammurato, Nel blu dipinto di blu, perfino l’inno di Mameli. Orgoglio Tra una portata e l’al-

tra, le dolci confessioni delle tigri, a cominciare da quelle citate come esempi da Conti. Dice Tania Di Mario, eletta miglior giocatrice degli Europei: «Doveva essere solo una tappa per testare il nostro stato di forma, verso le qualificazioni olimpiche di aprile. Che cosa ho porta-

4

NUMERO

16

i gol segnati da Bianconi e Di Mario, le migliori marcatrici del Setterosa agli Europei. Al primo posto l’ungherese Keszthelyi con 19

to qui dalla mia esperienza con la squadra olimpionica del 2004? Né tattica né tecnica, ma un pezzetto di cuore». Elisa Casanova, il capitano: «In un torneo capita sempre una partita perfetta, e a noi è capitata in finale. Quanto a me, devo dire che questa medaglia me la sono meritata». Monica Vaillant, stella del Setterosa campione d’Europa e del mondo all’epoca del c.t. Formiconi, ora assistente allenatrice e psicologa del gruppo: «È una squadra che non a caso dimostra una grande tenuta mentale, perché in questi mesi abbiamo lavorato più sulla testa che sul fisico». Dopo lo spumante, il prosieguo della festa in discoteca, con alcune azzurre a ballare sul cubo. Ieri mattina, il volo di ritorno. Anche prima di partire, Conti ha tenuto una riunione tecnica: «In nessuna ho visto appagamento, ma tanta determinazione. Abbiamo ricordato quali sono i programmi di avvicinamento alle qualificazioni olimpiche di aprile». Forse è solo l’inizio di un ciclo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Così gli Europei maschili di pallanuoto: '26, '27, '31, '34, '38 Ungheria; '47 ITALIA; '50 Olanda; '54, ’58, ’62 Ungheria; ’66, ’70 Urss; ’74, ’77 Ungheria; ’81 Germania Ovest; ’83, ’85, ’87 Urss; ’89 Germania Ovest; ’91 Jugoslavia; ’93, ’95 ITALIA; ’97, ’99 Ungheria; 2001 Jugoslavia; 2003 Serbia e Montenegro; 2006 Serbia; 2008 Montenegro; 2010 Croazia; 2012 Serbia. Marcatori Tra gli uomini, l’azzurro Alex Giorgetti ha siglato 14 reti e al primo posto si è piazzato il croato Sandro Sukno con 24

Settebello quarto «Niente drammi» EINDHOVEN

Tempesti come miglior giocatore europeo del 2011. f.c.

Giù dal podio, ma senza drammi. «Nel complesso, abbiamo disputato un buon campionato europeo. Ora sappiamo come e dove migliorare sulla strada dei Giochi» dice Sandro Campagna. È un Settebello che a tratti ha fatto vedere una splendida pallanuoto, ma è mancata continuità. La finalina con l’Ungheria è la fotografia perfetta: olimpionici avanti 4-1, azzurri che piazzano un pazzesco 7-1, poi un nuovo break di 7-1 per la squadra di Kemeny che chiude dunque sul 12-9. Calo «Un calo fisico e mentale»

osserva il c.t. Fatale la liberta concessa a Biros (6 reti) e gli errori in superiorità (4 gol su 16). Tra i pali ha giocato Volarevic. Nella sfida per il titolo diretta dal napoletano Gomez, 9-8 della Serbia sul Montenegro (decide Vanja Udovicic a 1’12" dalla sirena) che non ha potuto contare sul centroboa Zlokovic, infortunato. Alla fine, premiato

© RIPRODUZIONE RISERVATA

UNGHERIA-ITALIA

12-9

(1-1, 4-3, 1-4, 6-1) MARCATORI: 5' Gallo s.n., 7'10" Biros; 11'08" De.Varga, 11'52" Hosnyanszky rig., 12'33" Biros s.n., 13'03" e 14'11" C.Presciutti s.n., 15'05" Gallo rig., 15'34" Biros s.n.; 18'18" Giorgetti, 18'55" Perez, 19'45" Giorgetti rig.; 22'41" F.Lapenna s.n., 23'45" Biros; 24'55" Biros s.n., 26'05" Felugo, 26'44" G.Kiss, 27'04" De.Varga, 28'28" Szivos s.n., 29'34" Biros s.n., 31'20" G.Kiss rig. UNGHERIA: Szecsi, Kasas, Hosnyanszky, G.Kiss, Da.Varga, Biros, A. Steinmetz; Katonas, Madaras, De.Varga, Szivos, Harai. N.e. Baksa. All. Kemeny. ITALIA: Volarevic, Felugo, Figari, Gallo, C.Presciutti, D.Fiorentini, Aicardi; Perez, N.Gitto, Figlioli, Giorgetti, F.Lapenna. N.e. Pastorino. All. Campagna. ARBITRI: Peris (Cro) e Buch (Spa). NOTE: sup. num. Ungheria 13 (5 gol), Italia 16 (4). Usc. 3 f. Da.Varga 25'45", Figari 29'25", N.Gitto 30'20", Hosnyanszky 31'40". Esp. Harai per proteste al 22'04" e Figlioli per brutalità al 31'20". Amm. Kemeny. Spett. 3.000. FINALE PRIMO POSTO Serbia-Montenegro 9-8 (1-1, 2-3, 3-1, 3-3.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

GOLF EUROPEAN TOUR

y Azzurri

WOODS CHIUDE 3˚

Robert Rock, 34 anni. Sopra posa col trofeo del Bmw Italian Open conquistato nel 2011 SCACCINI

Il Rock «italiano» le suona pure a Tiger Trionfo ad Abu Dhabi dell’inglese esploso all’Open di Torino. Bravissimi Manassero e Chicco Molinari: 6˚ e 8˚ FEDERICA COCCHI

Tiger Woods, 36 anni, ha vinto 14 Major AP

Facile pensare che fino a qualche buca dal termine aspettasse di sentir suonare la sveglia, o che sua moglie scuotendolo dicesse «Robert, svegliati, devi portare i bambini a scuola». E invece no. Robert Rock ha davvero tenuto dietro Tiger Woods, ha respinto i graffi della tigre affamata e ha trionfato nel deserto di Abu Dhabi, dove a darsi battaglia, oltre al golfista per antonomasia, c’erano sei tra i primi dieci giocatori al mondo. Un po’ italiano Fino

a ieri Rock si era segnalato per una sola vittoria, l’Open d’Italia conquistato nel 2011 al Royal Park I Roveri. Allora, interrogato su quale fosse stata la chiave per trovare il primo successo dopo nove anni di permanenza sul Tour, raccontò di aver scovato consigli interessan-

ti su un vecchio libercolo: «La strada veloce per un punteggio basso» di Paul Runyan. C’è da pensare che sia uscito il volume secondo: «Come battere Tiger Woods all’ultima buca», o qualcosa di simile perché il successo di ieri è maturato in una settimana di gioco in costante crescita. «Ancora non riesco a credere cosa sono riuscito a fare», ha ammesso dopo la gara il 34enne inglese, numero 117 al mondo fino a ieri, ammettendo che «girare con Tiger è già stato un onore, poi giocare così bene è stato straordinario». Paura Alla 18 è stato costretto

a droppare dopo aver spedito la palla in una posizione ingiocabile, e gestire la tensione sapendo che Woods e McIlroy erano a un soffio è stato forse il momento più difficile. Certamente il biondino con la barba di tre giorni non si aspettava un epilogo tanto felice: «Ho colpito qualche buona palla e ho iniziato a pensare "Mah... perché non andare avanti così e tentare di vincere? Ho lavorato molto negli ultimi due anni, era il momento di raccogliere ma mai avrei immaginato che sarebbe accaduto qui, con questi avversari». Dietro di un solo

colpo Rory McIlroy che, va detto, se non si fosse beccato due colpi di penalità nel secondo giro per aver ammesso di aver pulito l’avant green dalla sabbia alla buca 9, avrebbe alzato il trofeo. Tiger Woods ha chiuso al terzo posto: «Ho commesso alcuni errori sul gioco lungo. Devo tornare a casa e riassestarmi. Robert è stato bravo, ha giocato bene, senza sbagliare nulla». Complimenti che per «l’italiano» Rock valgono almeno quanto i 347.000 euro della prima moneta. I nostri Sorridono anche gli italiani veri. Matteo Manassero è sesto, a 3 colpi dal vincitore e uno da Woods: «Forse il miglior torneo che abbia giocato negli ultimi sette mesi — ha ammesso il 18enne vincitore di due titoli dello European Tour —. Il putt è andato alla grande, il gioco anche. Questo inizio mi dà fiducia per la stagione». Bene anche Francesco Molinari ottavo dopo che era partito per l’ultimo giro in terza posizione. Gagli è 35˚ mentre Andrea Pavan, entrato nel field all’ultimo momento, ha chiuso 56˚. Tra italiani veri e «acquisiti», questo 2012 ci piace già.

Ma dai

!

McDowell sbaglia colpisce la tribuna e trova palla in asta Incredibile McDowell: hole in one alla 12 e capolavoro involontario alla 18, par 5. Il terzo colpo dal bunker non era un tiro, ma un proiettile. La palla però ha colpito la tribuna ed è rimbalzata indietro, in green, a due metri dall’asta. Un comodo birdie per l’incredulo nordirlandese che ha così chiuso 3˚.

Così all’Abu Dhabi Golf Championship (Abu Dhabi Gc, par 72). 1. Rock (Ing) -13 (69 70 66 70, 275) 347,024 e; 2. McIlroy (N.Irl) -12 (67 72 68 69, 276), 231,349 e; 3. Bjorn (Dan) -11 (73 71 65 68, 277) 107,577 e, McDowell (N.Irl, 72 69 68 68), Woods (Usa, 70 69 66 72). 6. Coetzee (Saf) -10 (71 72 65 70, 278) 67.670 e, MANASSERO (73 65 71 69); 8. Coetzee (Saf) -9 (71 71 68 69, 279) 44.662 e, Lawrie (Sco, 70 69 68 72), MOLINARI (74 67 66 72), Olesen (Dan, 70 67 71 71); Garcia (Spa) -8 (71 69 71 69, 280), 34.668 e, Gonnet (Fra, 68 71 69 72). 35. GAGLI -3 (72 73 67 73, 285), 14.367 e. PAVAN par (73 72 69 74, 288) 6.288 e.

SENZA I DUE COLPI DI PENALITÀ MCILROY AVREBBE VINTO

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EDOARDO MOLINARI (fuori) Non viene da una stagione brillante. Il polso gli fa male e ha lavorato poco. Ha mancato il taglio, ma ha subito la possibilità di rifarsi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Video Grazie alle immagini di golfingworld.tv, nella home page sono ora visibili video e highlights dei tornei di European Tour, Pga Tour, Asian Tour e qualificazioni al British Open per il golf maschile, e le immagini dei tornei femminili di LPGA Tour e Ladies European Tour. Più i video che Golfing World dedica ai protagonisti del green. E ci sono anche le lezioni di Alberto Croce, ex professionista dello European Tour ancora attivo nel Senior Tour, che offre consigli.

domande agli esperti che il nostro sito mette a disposizione dei lettori. Rispondono la professionista Stefania Croce, lo specialista in psicologia applicata allo sport Massimo Giugni, il preparatore della Nazionale Mauro Bertoni, l'esperto di attrezzatura Gianluca Ghepardi e il giudice ed esperto di regolamento Giovanni Drago. Blog e forum La rinnovata home

page dedicata al golf di Gazzetta.it offre anche "Sul green", il blog scritto da Lanfranco Vaccari. E per tifosi e appassionati c'è anche il forum, in cui discutere di quello che succede nel mondo del golf, di tecniche e risultati. E ovviamente non mancheranno le storie e i risultati dai green dei principali tornei del mondo. Un modo unico e tutto nuovo di vivere il golf. Per appassionati e non solo.

Gli esperti Le video lezioni di

Croce non sono gli unici consigli di gioco che la nostra nuova home page offre ai lettori. C'è anche la possibilità di inviare

LORENZO GAGLI 35˚ E’ stata la rivelazione della scorsa stagione. Ora ha la carta per giocare a pieno titolo sul Tour. In un field quasi da Major non ha sfigurato

ANDREA PAVAN 56˚ Ha fatto un miracolo. E’ arrivato all’ultimo momento ed è andato in campo, senza un giro di prova. Lui ha superato il taglio, molte star no.

Accidenti a quei due colpi di penalità. Rory McIlroy farà fatica a digerire il secondo posto dietro Rock. Se non avesse pulito la sabbia in avant green sulla linea del putt (cosa vietata), denunciandosi subito, il numero 3 al mondo avrebbe teoricamente chiuso a -14, vincendo ad Abu Dhabi con un colpo di vantaggio. «L’ho fatto senza pensarci e a dire il vero pensavo si potesse...». Beh, questa poi...

Su Gazzetta.it video di tutti i tornei

DAVIDE CHINELLATO

FRANCESCO MOLINARI 8˚ All’esordio non ha deluso. Qualità di gioco e consistenza sono garantite. Tre putt alla 15, però, sono imperdonabili. Senza quelli...

clic

LE NOVITA’ C’E’ ANCHE UN FORUM IN CUI I LETTORI POSSONO DISCUTERE DEI RISULTATI E SCAMBIARSI CONSIGLI SU COME MIGLIORARSI

La sezione golf si rinnova con highlights, blog, e le risposte degli esperti

MATTEO MANASSERO 6˚ Uno scatto d’ira dopo il bogey alla 10, ma è stato salutare. Da lì in poi, grande rimonta, compreso un approccio imbucato alla 16.

La rinnovata sezione golf all’interno del nostro sito www.gazzetta.it

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RICCO CALENDARIO

L’Italian Open sarà a settembre Torna la Sicilia Grandi appuntamenti di golf anche quest’anno in Italia. L’evento più atteso è l’Open d’Italia, che si sposta a settembre (13 16) a sole due settimane dalla Ryder Cup. Sede collaudata: il Royal Park di Torino. In marzo, invece (29 marzo 1 aprile) nuovo appuntamento con il Sicilia Open. La sede è il Verdura di Sciacca. Ricco calendario anche per il Challenge Tour, a partire da Le Robinie Open (28 giugno 1˚ luglio); poi Acaya Open, a Lecce (19 22 luglio), quindi all’Olgiata il Roma Golf Open (11 14 ottobre). Dal 24 al 27 ottobre Grand Final al San Domenico di Savelletri (Brindisi),


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Atletica/1 EGUAGLIA LA VALLORTIGARA

Scherma/1 COPPA DEL MONDO

Nuoto A SANTOS LA 10 KM DI FONDO

Bentornata Trost Alla prima da finanziera fa 1.91 nell’alto: record jr

Successo e rivincita sulla Germani iridata I fiorettisti sono a Londra

Grimaldi prima in Coppa Bolzonello 2˚: vince lo spareggio tra azzurri

(a.fr.) Quest’anno avrà la maturità al Liceo linguistico, ma intanto ieri, al meeting indoor di Pordenone, la 18enne Alessia Trost, all’esordio per le Fiamme Gialle, ha superato quella sul campo: superando al 1˚ tentativo 1.91, la friulana ha stabilito il record italiano juniores in sala, eguagliando la misura che Elena Vallortigara raggiunse, all’aperto, ad Annecy 2010. A livello assoluto, migliorandosi di un centimetro, diventa 8ª nelle liste italiane di sempre. «Un po’ me la sentivo — dice Alessia —, però sono quelle cose in cui speri sempre ma non credi mai». Saltato subito a 1.70, 1.79, 1.91 e alla 2ª prova 1,85, ha provato due volte a 1.94 poi si è fermata per un lieve indurimento muscolare. «Probabilmente per la tensione accumulata in gara. Ora punto a 1.94». Prossimi appuntamenti: i regionali a Udine di domenica, gli Italiani juniores (18-19 febbraio) e gli Assoluti (25-26) di Ancona. Prima del tricolore, il suo tecnico Gianfranco Chessa le sta cercando una gara all’estero.

Atletica/2 DONNE: WEISSTEINER

ALTRA SALA (si.g.) Ad Ancona assegnati i titoli italiani di prove multiple, coi titoli Assoluti vinti da Franco Casiean e Cecilia Ricali. Ad Ancona. Tra le allieve, record italiano del tetrathlon per Ottavia Cestonaro. Uomini. 400: Juarez 47"84. 800: Abdikadar (j) 1'51"46. Eptathlon: Casiean 5220; Khalifi (Ita/Tun) 5050 (c.i. U 23); Simionato 5010. U 20: Vigliotti 4699. Donne. 400: Spacca 53"63; Bazzoni 53"78; Natali 55"64. 800: Vandi (a) 2'11"57. Pentathlon: Ricali 4146; Bacciotti 3977 (1.81 alto); Bianchi 3943. U 23: Cipolloni 3890 (1.84 alto). U 20: Martini 3233. Tetrathlon U 18: Cestonaro 3081.

Alessia Trost, 18, di Pordenone

Scacchi A WIJK AAN ZEE

Uomini. Sr (km 10): 1. De Nard 30’49"; 2. Scaini 31’21", 3. Fontana (1˚ prom.) 31’27"; 4. Turroni 31’29"; 5. Toninelli 31’35"; 6. B. Dematteis 31’45". Jr (km 8): 1. Rachik 25’28". All/i: 1. Y. Crippa 16’19". Donne. Sr (km 8): 1. Weissteiner 27’47"; 2. Belotti 28’10"; 3. Inglese (1ª prom.) 28’36"; 4. Romagnolo 28’42"; 5. Roffino 28’45". Jr (km 6): 1. Abate 22’09". All/e (km 4): 1. Cocco 14’54".

Atletica/3 SUI 35 KM

Schwazer, test veloce a Latina (g.l.g.) A Latina, Alex Schwazer ha dominato sui 35 km del trofeo invernale. Primi 20 in 1h26’18", per scatenarsi con gli ultimi 10 km in 40’34” e l’ultimo in 3’55”. Fra le donne si è imposta la Rigaudo, in volata sulla cinese Hong Liu. Uomini: 1. Schwazer 2h28’10"; 2. Rubino 2h33’52"; 3. Giupponi 2h34’43"; 4. Nkoloukidi 2h35’46". Donne (20 km): 1. Rigaudo 1h31’56”; 2. Di Vincenzo 1h32’30"; 3. Giorgi 1h35’05".

Scherma/2 VINCE LA SUD COREA

Spada, Italia 7a a Legnano

Tricolori cross Vince De Nard

BORGO VALSUGANA (Tn) — (e.b.) Il 37enne Gabriele De Nard (foto COLOMBO) vince per la seconda volta il cross tricolore (la prima a Lanciano ’06). Quando il duello con Stefano La Rosa entra nel vivo, il finanziere si trova solo per il ritiro del rivale (riacutizzarsi dell’infortunio subito alla Vallagarina). Poco dopo si ferma pure Marouan Razine, secondo. Brilla Silvia Weissteiner, al quinto titolo tra i prati. Tra gli allievi impressiona il 15enne Yemaneberhan Crippa (origini etiopi).

Il fioretto maschile azzurro è qualificato per Londra. Il successo nel Challenge International di Parigi conquistato ieri rende una formalità il pass: agli azzurri basterà partecipare a una delle due prossime tappe di Coppa del Mondo per averne la certezza (la prossima tappa è a La Coruna il 19 febbraio). Ieri il c.t. Stefano Cerioni ha schierato tutti e quattro i fiorettisti azzurri. Andrea Cassarà (che sabato aveva vinto la prova individuale), Andrea Baldini, Valerio Aspromonte e Giorgio Avola. La sfida finale ha avuto il gusto della rivincita, perché gli ultimi avversari sono stati i tedeschi che ai Mondiali di Catania avevano sconfitto gli azzurri ai quarti. Stavolta è stata l’Italia a imporsi (45-39), con Aspromonte bravo a scavare i vantaggi decisivi. Prima erano arrivati i successi su Russia e Sud Corea. «Sono soddisfatto della reazione di Baldini, Aspromonte e Avola che nell’individuale avevano perso subito — è il commento del c.t. Stefano Cerioni —. Sono contento della squadra,

Caruana super In Olanda è 2o Ora bussa al Top 10 mondiale Battendo l’israeliano Boris Gelfand nell’ultimo turno, Fabiano Caruana (foto ANSA) chiude al secondo posto il torneo di Wijk Aan Zee (Ola), uno dei più prestigiosi al mondo, che vedeva al via sette dei migliori dieci giocatori del ranking. Il 19enne italo-americano, numero 17 al mondo, ha chiuso con otto punti (alla vigilia le proiezioni gliene attribuivano 6), alla pari con il numero 1 al mondo Carlsen (Nor) e il numero 5 Radjabov (Aze) e un punto dietro al vincitore, l’armeno Aronian, l’unico ad averlo battuto in Olanda. Quattro invece le vittorie, tutte di spessore: oltre a quella di ieri con Gelfand — che dall’11 al 20 maggio a Mosca sfiderà il detentore Viswanathan Anand (India) per il titolo mondiale —, anche quelle contro Karjakin (Rus, n.7) e Topalov (Bul, n.6) sono arrivate contro giocatori che attualmente lo precedono nel ranking, mentre l’olandese Anish Giri, sconfitto venerdì, era reduce dalla vittoria nel torneo di Reggio Emilia. Dopo questo exploit la nuova classifica mondiale, attesa il primo marzo, dovrebbe vedere Caruana a ridosso del decimo posto.

(m.l.) Senza Paolo Pizzo (tendinite) e Matteo Tagliariol (infortunio patito sabato all’indice della mano destra) l’Italia composta dai giovani Enrico Garozzo, Matthew Trager, Luca Ferraris e Lorenzo Bruttini ha chiuso ieri a Legnano al settimo posto la gara a squadre Trofeo Carlo Carnevali, valida per la Coppa del Mondo di spada (foto COLOMBO). Gli azzurri sono stati sconfitti nei quarti di finale dagli Stati Uniti per 35-34 (priorità al minuto supplementare) e sono stati superati poi nel tabellone quinto-ottavo posto dal Kazakistan per 45-40, quindi hanno battuto la Russia 45-37. Il successo è andato alla Corea del Sud vittoriosa 31-24 sugli Usa. Al terzo posto la Cina (45-32 sulla Germania).

Pallamano SERBI K.O. IN CASA

Europeo alla Danimarca Dopo Djokovic e la nazionale di pallanuoto, non riesce il tris alla Serbia. Nella finale dell’Europeo, a Belgrado, ha trionfato la Danimarca per 21-18. Per la Danimarca è il secondo titolo dopo quello del 2008. Bronzo alla Croazia che nella finalina ha battuto la Spagna 31-27.

che ha risposto con sicurezza e attenzione. Aver affrontato la Germania ed averla superata con una prestazione esaltante, è il segnale che la sconfitta al Mondiale è lontana». Con questo successo gli azzurri si confermano al primo posto del ranking mondiale. Fioretto uomini a squadre. Finale 1˚ posto: Italia b. Germania 45-39. 3˚ posto: Russia b. Cina 45-23. Semifinali: Italia b. Russia 45-37; Germania b. Cina 35-31. Quarti: Italia b. Sud Corea 45-30.

Andrea Cassarà, 28 anni BIZZI

(m.can-al.f.) Martina Grimaldi vince la prova inaugurale di coppa del mondo 10 km a Santos (Bra): battute Maurer e Cunha. La bolognese è già qualificata ai Giochi grazie all’argento dei Mondiali di Shanghai di luglio dove nessun azzurro aveva staccato il pass. La qualificazione olimpica passerà attraverso la gara di Setubal (9/6) che assegnerà gli ultimi posti per la prova di Hyde Park. Santos era selezione azzurra: il migliore si sarebbe guadagnato il posto per Setuball. Il primo della spedizione guidata dal ct Massimo Giuliani a toccare lo striscione di arrivo è stato Nicola Bolzonello, il 23enne di Montebelluna che si aggiudica così l'ultima chance per giocarsi la qualificazione olimpica con Valerio Cleri, preselezionato per Setubal. Bolzonello: «Una gara difficile, eravamo in 57, negli ultimi 1500 metri eravamo un bel gruppone: alla fine sono riuscito a recuperare le prime posizioni e tenerle per gli ultimi 300 metri». La Grimal-

Atletica Powell 5"64 sui 50

gli 81 kg nella World Cup di Tbilisi (Geo). A Sofia (Bul), Galeone settima nei 78 kg.

(si.g.) Positivo ritorno alle gare indoor di Asafa Powell, che ha battuto a New York (Usa) Carter e Gatlin nei 50 in 5"64, tempo che nessuno faceva al mondo da 7 anni. Bene anche Veronica Campbell-Brown, 6"08 nei 50: è la più veloce negli ultimi 12 anni. Uomini. 50: Powell (Giam) 5"64; Carter (Giam) 5"67; Kimmons 5"68; Gatlin 5"71. 600 y: Quow (Tri) 1’11"20; B. Jackson 1’11"31. Miglio: S. Kiplagat (Ken) 4’00"65; Lagat 4’00"92. 50 hs: Trammell 6"45; Oliver 6"50. Alto: Williams 2.29. Peso: Whiting 21.16; Cantwell 20.72; Nelson 20.68. Donne. 50: Campbell-Brown (Giam) 6"08; Young 6"20. 50 hs: L. Jones 6"78; Porter 6"83; Wells 6"84. Asta: Schwartz (Isr) 4.52; n.c. Suhr. A University Park. Uomini. 60 hs: J. Eaton 7"49 (mpm ’12). A Fayetteville. Uomini. Lungo: Goodwin 8.10 (mpm ’12); eptathlon: Nixon 6022 (rec. mond. Under 20). Donne. 200/400: Richards-Ross 23"18 (mpm ’12)/51"45 (mpm ’12). Alto: Barrett 1.97. A College Station. Uomini. 200: Pinder (Bah) 20"53 (mpm ’12). A Albuquerque. Uomini. 400: Roberts 45"99 (mpm ’12). A Houston. Donne. 60: L. Jones-Ferrette (Is. V.) 7"08 (mpm '12).

Nuoto Thorpe delude: 50"76 nei 100 sl

ALL'ESTERO (si.g.) Vittorie italiane nel meeting di Bratislava (Slk). Uomini. 400: Haliti (Ita/Alb) 48”27. 1500: 5. Maenza 3'50"93. Donne. 800: Soldani 2’09”77; Monachino 2’09”92. 1500: Costanza 4'17"71. Triplo: Sestak (Slo) 14.19; 3. D’Elicio 13.25. A Chemnitz (Ger). Uomini. batt. 60 hs: 4. Dal Molin 7"91. Ad Anversa (Bel). Donne. Alto: 10. Brambilla 1.80.

Ghiaccio LUNGA MONDIALE Ai Mondiali sprint (2x500, 2x1000) in pista lunga di Calgary (Can), con 1’12"68, record del mondo sui 1000 della canadese Christine Nesbitt (prec. 1’13"11; Klassen, Can; Calgary, marzo 2006). Uomini (500/1000; 500): 1. Kyou-Hyuk Lee (S.Cor) 103.005; 2. Tae-Bum Mo (S.Cor) 103.085; 3. Poutala (Fin) 103.100; 18. Nenzi 105.180 (35"63/27. 1’08"80/13. 35"15/20.); 26. Ioriatti 105.485 (35"26/21. 1’09"97/26. 35"24/25.). Vincitori - 500: Kyou-Hyuk Lee (S.Cor) 34"33. 1000: Davis (Usa) 1’07"25. 500: Kato (Giap) 34"35. Donne (500/1000): 1. Nesbitt (Can) 74.270; 2. Wolf (Ger) 74.825; 3. Zhang Hong (Cina) 74.850. Vincitrici - 500: 1. Wolf (Ger) 37"35. 1000: Nesbitt (Can) 1’12"68.

Hockey ghiaccio CORTINA QUARTA (m.l.) Nella 36ª di A, ultima di stagione regolare, anche il Cortina ha centrato il Master Round. La 36ª: Alleghe-Asiago 4-1 (2-0, 2-1, 0-0); Bolzano-Val di Fassa 6-2 (2-0, 2-1, 2-1); Cortina-Valpellice 3-2 rig. (0-0, 2-1, 0-1; 0-0; 1-0); Renon-Pontebba 4-1 (2-0, 1-0, 1-1); Val Pusteria-Vipiteno 1-2 (1-0, 0-1, 0-1). Classifica: Val Pusteria 73; Bolzano 70; Pontebba 59; Cortina 56; Alleghe 55; Asiago 53; Renon 49; Val di Fassa 46; Vipiteno 43; Valpellice 36.

Judo CIANO QUINTO (e.d.d.) Ciano quinto ne-

(al.f.) A Lussemburgo, Ian Thorpe non dà segni di miglioramento nei 100 sl, gara in cui chiude 6º in 50"71 (24"71 ai 50 m). Vincono Fissneider e Letrari. Uomini: 100 sl Deibler (Ger) 50"08, 6. Thorpe 50"76; 50 do Kopelev (Isr) 25"16. Donne: 100 sl Smith (Gb) 54"78; 400 sl McClatchey (Gb) 4'09"77; 50 do Letrari 29"06; 200 do Zevina (Ucr) 2'12"69; 100 ra Fissneider 1'10"87.

Pallavolo A-2 DONNE (m.l.) La 17ª: Frosinone-Busnago 0-3 (24-26, 21-25, 21-25); Forlì-Matera 3-2 (22-25, 25-18, 25-18, 27-29, 15-10); Mercato San Severino-Crema 0-3 (23-25, 19-25, 13-25); Sala Consilina-S.Croce 3-0 (25-21, 25-21, 25-23); Montichiari-Pontecagnano 3-0 (25-13, 30-28, 25-18); Fontanellato-Giaveno 0-3 (22-25, 18-25, 19-25); Loreto-San Vito 3-0 (25-16, 25-15, 25-15). Sabato: Casalmaggiore-Soverato 1-3. Classifica: Loreto, Giaveno 44; Crema 40; Busnago 35; Casalmaggiore 34; Santa Croce 32; Soverato 27; Montichiari 25; Frosinone 22; Sala Consilina 21; Fontanellato 19; Mercato S. Severino 18; San Vito 17; Pontecagnano 12; Forl? 9; Matera 6.

Rugby Eccellenza, colpo Petrarca a Rovigo (r.r.) Il Petrarca punisce un Rovigo sprecone nel 147˚ derby. Rovigo–Padova 5–21 (p.t. 5-10). Marcatori: p.t. 19’ m. Bortolussi tr. Hickey, 38’ c.p. Hickey, 43’ m. Van Niekerk; s.t. 11’ c.p. Hickey, 18’ m. Ziegler, 22’ c.p. Hickey. Spettatori 2500. Punti: Rovigo 0, Padova 4. Classifica: Prato 32; Calvisano 30; Mogliano, Padova 28; Rovigo 26; Lazio 17; Reggio Emilia 15; L’Aquila 14; San Gregorio 10; Crociati 3.

Sport invernali Slittino, Zoeggeler sesto a St Moritz ST MORITZ (Svi) — Altro poker tedesco in Coppa del Mondo: a St Moritz (Svi) si impone Andi Langenhan, mentre Felix Loch è a un passo dalla sua prima Coppa del Mondo. Zoeggeler è sesto, Dominik Fischnaller ottavo. Singolo: 1. Langenhan (Ger) 2’12"624 (1’06"494/1˚+1’06"130/1˚); 2. Moeller (Ger) a 0"122 (2˚+2˚); 3. Ludwig (Ger) a 0"286 (4˚+3˚); 4. Loch (Ger) a 0"311 (3˚+5˚); 6. ZOEGGELER a 0"686 (5˚+8˚); 8. D. FISCHNALLER a 0"820 (9˚+7˚); 19. MAIR a 2"047 (23˚+16˚). Coppa (7/9): 1 Loch 645; 2. Moeller 525; 5. ZOEGGELER 378. SALTO Vittoria bis a Sapporo per Daiki Ito per la Coppa del Mondo di salto: 1. Ito (Gia) 243.7; 2. Stoch (Pol) 241.6; 3. Kofler (Aut) 241.3. CdM: 1. Kofler (Aut) 994; 2. Bardal (Nor) 907.

di: «Sono molto contenta di questa vittoria. Vengo da un collegiale nazionale molto impegnativo e ora voglio focalizzare la preparazione all’Olimpiade». Risultati (10 km). Uomini: 1. Gianniotis (Gre) 2h11’39"51; 2. Bolzonello 2h11’41"44; 3. Weintberguer (Can) 2h11’42"34; 7. Cleri 2h11’47"69; 14. Ruffini 2h11’53"69; 20. Ercoli 2h12’00"41; 30. Ferretti 2h13’47"84. Donne: 1. Grimaldi 2h22’23"94; 2. Maurer (Ger) 2h22’25"50; 3. Cunha (Bra) 2h22’28"44; 9. Franco 2h22’37"97.

Martina Grimaldi, 23, già a Londra

Varie Il Premio Brera oggi a Petrucci Oggi (ore 18.45) all’auditorium della Banca Popolare di Milano il Premio Gianni Brera-Sportivo dell’anno 2011 verrà consegnato a Gianni Petrucci. Menzioni speciali alla Nazionale maschile di pallanuoto, Marco Simoncelli alla memoria (ritirerà il padre Paolo), l’ex ciclista Vittorio Adorni e l’ex campionessa di boxe e kick-boxing Stefania Bianchini.

Vela LASER (r.ra.) Marco Gallo nella classe Laser ha chiuso 4˚ la Rolex Miami Olympic Classes Regatta; vittoria per l’inglese Goodison. Così gli altri italiani: 30˚ Regolo, 36˚ Coccoluto, 40˚ Spadoni, 54˚ Vallesi.

Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Centro di Eccellenza per le Stability Police Units Servizio Amministrativo Sezione Gestione Finanziaria Via Giacomo Medici, 87 - 36100 VICENZA Tel. 0444/932040-8 Fax 0444/932146 e-mail coespusacsa@carabinieri.it C.F. 95082790247 P.E.C. AVI41274@pec.carabinieri.it AVVISO ex art. 8 D.M. 16.03.2006 Nel corso dell’E.F. 2012 il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri - Centro di Eccellenza per le Stability Police Units di Vicenza procederà in economia all’acquisto di beni e servizi (D.P.R. n. 384 del 20 Agosto 2001) e all’esecuzione di lavori (D.P.R. n. 170 del 19 Aprile 2005) per le categorie merceologiche e nei settori di seguito indicati: - Beni e servizi: di cui all’art. 2 del D.M. 16 Marzo 2006 pubblicato sulla G.U.R.I. n. 120 del 25 Maggio 2006; - Lavori: manutenzione, ammodernamento, riqualificazione, ristrutturazione, riparazione, adattamento di immobili; realizzazione, manutenzione, riparazione di impianti tecnici, tecnologici, idraulici, di condizionamento; manutenzione aree verdi. Le imprese interessate ad essere invitate a partecipare alle procedure di affidamento delle forniture e dei lavori potranno presentare, con lettera raccomandata A/R indirizzata a Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri - Centro di Eccellenza per le Stability Police Units - Servizio Amministrativo, Via Giacomo Medici n. 87, C.A.P. 36100, Vicenza (VI), apposita istanza su carta intestata (conforme al modello che potrà essere scaricato dal sito www.carabinieri.it, sezione “Le Gare d’Appalto”, o richiesto contattando telefonicamente il numero 0444/932144 o inviando una e-mail all’indirizzo coespusacsa@carabinieri.it), sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa, che indichi i settori d’interesse tra quelli sopra elencati, il fatturato annuo, il possesso di eventuali certificazioni di qualità, un elenco dei principali clienti pubblici e privati, nonché ogni altro elemento ritenuto utile al fine di meglio illustrare l’attività dell’impresa e permettere la verifica dei requisiti previsti dagli artt. da 34 a 44 del D. Lgs. n. 163 del 12 Aprile 2006 (Codice dei contratti pubblici). La busta contenente l’istanza dovrà riportare all’esterno la dicitura “CONTIENE ISTANZA D’ISCRIZIONE ALL’ALBO FORNITORI PER L’ANNO 2012 DEL COESPU”. Le imprese iscritte all’Albo fornitori per l’anno 2011 potranno chiedere a mezzo lettera raccomandata A/R, che dovrà pervenire all’indirizzo già indicato entro e non oltre il 31 Marzo 2012, di essere iscritte all’Albo per l’anno 2012 senza presentare nuovamente la documentazione già prodotta. IL CAPO SERVIZIO AMMINISTRATIVO (Cap. amm. Luigi Oropallo)


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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_la caccia al «nero»

DI GIORGIO DELL’ARTI gda@gazzetta.it

I continui blitz contro i furbetti ridurranno davvero l’evasione? Il Fisco ha molto rafforzato la sua azione: in appena un mese, ci sono state 3 operazioni «spettacolari», per dimostrare che si fa sul serio Squadre di finanzieri, vigili urbani e ispettori dell’Inps hanno fatto irruzione — per dire così — nei negozi milanesi più interessanti dal punto di vista commerciale. Operazione in due tempi: sabato sera 50 pattuglie per un totale di 150 uomini hanno passato al setaccio gran parte del centro cittadino, Brera, corso Garibaldi, via Vittor Pisani, corso Vercelli, corso Como, Ticinese-Navigli. Duecento locali messi discretamente sottosopra, con gran fastidio di tutti e in particolare dei ristoratori che giudicano il sabato sera il miglior momento della settimana e lamentano di aver dovuto distogliere il personale dalla clientela per dar retta ai controllori. Sono anche state fermate auto di grossa cilindrata per verificare i redditi di quelli che le guidavano (e accertare se fossero intestate a società). Un’altra serie di controlli è partita poi alle 10 di mattina di ieri, ed è durata fino alle 18: locali e negozi di corso Vittorio Emanuele, corso Buenos Aires, via Paolo Sarpi, eccetera; 230 esercizi, 75 dei quali non avevano emesso scontrino o ricevuta fiscale. I controlli hanno messo nei guai anche qualche senegalese che vendeva merce falsamente griffata (un centinaio i capi sequestrati). In generale, il 30% dei locali controllati non era in regola.

1Bene. Le leggo però la dichiarazione rilasciata da Alfredo Zini, titolare del ristorante «Al Tronco» (all’Isola) e vicepresidente dell’Epam, l’associazio-

MILANO

CORTINA

ROMA

ne di Confcommercio che riunisce i ristoratori milanesi. «Sapevano già tutto di me e del locale, sono arrivati ben informati, pieni di numeri e schede, quanti dipendenti, i flussi di cassa...». Se sapevano già tutto, che senso ha piombare nei pubblici esercizi...

È un’osservazione molto sensata, tanto più che gli stessi uomini del Fisco esaltano la potenza di Serpico e degli altri cervelloni dell’Agenzia delle entrate: adesso che possono frugare anche tra i nostri movimenti bancari, non dovremmo avere più nessuna possibilità di farla franca. E però: come i controlli di Cortina, come quelli di Roma, anche questi di Milano servono a far propaganda, a trasmettere il messaggio: guardate che facciamo davvero sul serio. La presenza dei giornalisti, il plauso dei commentatori, dei blogger e dei naviganti in Rete è da considerarsi essenziale.

2 3 Cioè il Fisco vorrebbe che tutti pagassimo e non perdere tempo a dar la caccia agli evasori.

Sì, e questo si può ottenere con azioni efficaci dal punto di vista mediatico. L’evasione non potrà mai essere sconfitta del tutto (non esiste nessun paese privo di evasori fiscali), ma può essere ridotta a livello fisiologico. Non è infatti pensabile che si possa abbattere solo attraverso il contenzioso, specialmente in Italia dove il fenomeno è imponente. Lo ha detto anche l’ex ministro Vincenzo Visco, che ha avuto a disposizione i cervelloni elettronici prima di Monti (a parte la possibilità di mettere il naso nei conti correnti): quello che serve in questo particolare campo criminale è la costanza. Bisogna colpire, secondo lui, per almeno dieci anni consecutivi e soltanto allora si comincerà a vedere qualche risultato apprezzabile.

notizie Tascabili Nel Tarantino: ci sono pure 10 feriti

Una Ferrari si schianta su quattro auto: 3 morti Tre persone morte e 10 ferite: è il gravissimo bilancio di un incidente stradale avvenuto ieri sera in contrada San Paolo a Martina Franca, lungo la statale 172 Dei Trulli, che collega la città a Taranto. Le automobili coinvolte sono cinque, compresa una Ferrari: sarebbe stata proprio la supermacchina ad aver causato la carambola mortale, nella quale è rimasto ucciso anche il conducente, un imprenditore agricolo 57enne di Crispiano (Ta), sbalzato a una trentina di metri dalla macchina. L’uomo, secondo le prime indagini, avrebbe perso il controllo del bolide per colpa dell’asfalto bagnato. Le altre due vittime sono marito e moglie: uno dei due è morto nel tremendo impatto, mentre l’altro è deceduto duran te il trasporto in ospedale. Tra i dieci feriti, alcuni in gravi condizioni, ci sono anche quattro bambini.

La neve nel centro di Torino ANSA

Il maltempo continua

La neve copre il Nord, a Torino scuole chiuse Il maltempo mette in crisi gran parte del Nord Italia, la neve continua a scendere copiosa su Torino e Genova, ormai da 48 ore, a Trieste invece protagonista il vento di bora che ha toccato i 100 chilometri orari. L’aria fredda dalla Francia ha fatto nevicare

I greci hanno pubblicato i nomi degli evasori.

Era in realtà gente di cui si sapeva già tutto o quasi. Non facciamoci impressionare dalla gogna. Quella poi è davvero una situazione disperata: i maggiori partiti puntano a cambiamenti radicali all’attuale sistema fiscale e il ricorso a questi estremi ne è una dimostrazione. Mario Monti, intervistato da Radio Vaticana, ha detto: «Chi evade offre ai propri figli un pane avvelenato, consegnerà loro qualche euro in più, ma li renderà cittadini di un paese non vivibile».

4 Si parla di cifre imponenti, vero?

Il gettito evaso, cioè quanto manca dalle casse dello Stato ogni anno, è pari a 119,6 miliardi. Il 28 per cento del totale

anche in pianura. Il caso più complicato si è avuto, però, in montagna nella zona di Bardonecchia, dove sono stati salvati 5 sciatori francesi da una squadra di 10 soccorritori. La neve, finora, ha creato problemi soprattutto in Val Trebbia e nell’alta Valle Scrivia. In Piemonte la coltre bianca ha raggiunto quota 20 centimetri sulle colline torinesi e 40 sulle pianure di Asti e Alessandria. Nessun particolare problema per la circolazione stradale, mentre è mancata l’elettricità in gran parte della regione. Oggi scuole e università rimarranno chiuse a Torino, dove sono scesi 10 centimetri di neve. E sempre oggi il maltempo dovrebbe spostarsi sul Sud Italia e nelle Isole, in attesa che domani una nuova perturbazione di origine siberiana imbianchi gran parte del Paese, con temperature in picchiata per tutta la settimana.

delle imposte. Le sette tasse più evase sono: Irpef, Iva, Irap, Ires, canone Rai, bollo auto e imposta di registro. Sono dati del 2009, che non dovrebbero essere troppo cambiati. La sola Irpef vale 49 miliardi e mezzo.

5 E i commercianti? I commercianti spiccano in un gruppo di presunti evasori che comprende medici (in particolare i dentisti), farmacisti, consulenti finanziari, tassisti. L’imponibile medio lordo della categoria è di 19.500 euro, inferiore a quello di parecchi commessi e dipendenti. Tra i 7.000 e i 14.000 euro lordi annui si collocano quelli che vendono capi di abbigliamento e scarpe, gli orafi, i negozi di alimentari, le agenzie di viaggio, gli albergatori, gli acconciatori, i baristi. Sono cifre medie a cui francamente non può credere nessuno.

VERTICE A BRUXELLES

Cura Monti alla prova Ue E Sarkozy lo loda in tv Oggi per Mario Monti (nella foto Ansa) è un giorno importante: lo attende il cruciale appuntamento con il Consiglio europeo. Al summit di Bruxelles su crescita e occupazione, infatti, l’Italia (di nuovo bocciata dalle agenzie di rating) chiederà che nel documento finale venga fatto cenno a una politica di sostegno verso le piccole e medie imprese e l’imprenditoria giovanile. Di questi temi, che saranno trattati durante la riunione straordinaria dei 27 capi di Stato e di governo dell’Ue, ci sarà un anticipo di discussione nel prevertice (un incontro di mezz’ora) che Monti avrà con il presidente francese Nicolas Sarkozy e con la cancelliera tedesca Angela Merkel. E proprio alla vigilia dell’incontro, ieri Sarkozy ha parlato del nostro premier: «Ha preso misure forti e giuste per contrastare la crisi economica», ha detto in diretta tv e in contemporanea su sei canali francesi. «La crisi economica si sta placando e l’Europa non è più sul bordo dell’abisso», ha poi concluso il numero uno dell’Eliseo. Nel frattempo, sul fronte interno, dopo il decreto semplificazioni, l’attenzione di Monti si sposta sulla riforma del mercato del lavoro, su cui, a partire da mercoledì, riprenderà il confronto. E domani, in commissione Industria del Senato inizierà invece il suo iter il provvedimento forse più atteso, quello sulle liberalizzazioni: per la prima volta verranno ascoltate non solo le categorie interessate (sindacati, farmacisti, benzinai) ma anche i consumatori. s.an. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Le elezioni a Verona

L’omicidio nelle Marche

Maroni per Tosi «La Lega ce la fa anche da sola»

Ballerina romena uccisa «Ai killer dati 1500 euro»

Roberto Maroni lancia la candidatura a sindaco di Verona di Flavio Tosi e si dice sicuro della sua rielezione. L’ex ministro si spende per il primo cittadino che è stato più volte contrastato da Bossi: «Qui a Verona ci sono tutte le condizioni per vincere alla grande e farcela anche da soli. Tosi è un leghista autentico, che ha subito attacchi personali, anche dall’interno del movimento, non tollerabili. Da Verona può partire la fase nuova per realizzare il nostro grande sogno, quello di "barbari sognanti", che si chiama Padania. Un sogno che vede la Lega lanciare la sfida a tutto il sistema politico che è tornato ad essere "romano". Oggi possiamo davvero diventare il primo movimento di tutto il Nord».

Il cadavere della romena sulla spiaggia di Porto Potenza Picena (Mc) ANSA Millecinquecento euro a testa per dare una lezione ad Andrea Christina Marin, la 22enne romena, ballerina di night club, uccisa a bastonate e ritrovata morta venerdì sulla spiaggia di Porto Potenza Picena (Mc). È la somma che sarebbe stata promessa dal compagno della ragazza, Sandro Carelli, 57 anni, a due 26enni, arrestati assieme al figlio dell’uomo, di 22 anni: sono tutti accusati di concorso in omicidio volontario aggravato da crudeltà e futili motivi. Carelli, pensionato e separato dalla moglie, ha voluto vendicarsi della giovane: do po averla aiutata dal punto di vista economico, lei lo avrebbe tradito con altri uomini, anche più giovani.


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ALTRI MONDI VITA IN POLITICA LA COSTITUENTE, I NO A BERLUSCONI DA CAPO DELLO STATO E IN MEZZO LO SCANDALO DEI FONDI NERI SISDE FILIPPO CONTICELLO

L’addio a Scalfaro Il presidente che disse «non ci sto»

C’era nel 1946 sui banchi della Costituente. C’era nel 1992 da capo dello Stato tra le macerie della Prima Repubblica. C’era nel 2006, senatore a vita agguerrito nel referendum contro la devolution. La vita di Oscar Luigi Scalfaro s’è sovrapposta per 60 anni e più alla politica italiana: è finita nella notte di sabato, il presidente emerito della Repubblica s’è spento a 93 anni, nel sonno della sua casa romana. La figlia Marianna ha

Si è spento a 93 anni, oggi a Roma i funerali Napolitano: «Un amico»

Oscar Luigi Scalfaro assieme a Silvio Berlusconi al Quirinale nel 1994, e con il presidente Giorgio Napolitano nel 2008 ANSA

scelto poche parole commosse: «Ci ha lasciato da forte e con coraggio. Ha vissuto fino in fondo». E i funerali, privati, si terranno oggi alle 14 a Santa Maria in Trastevere. La vita Nato a Novara il 9 settembre 1918, fu l’ultimo pm nel dopoguerra a chiedere la pena di morte. Cattolico e conservatore, fu eletto in Parlamen-

to con la Dc nel 1946: l’inizio di una lunghissima avventura nei nervi delle Istituzioni. Dall’83 all’87 ministro dell’Interno, divenne presidente della Camera nell’aprile 1992 e un mese dopo presidente della Repubblica. Affrontò uno dei settennati più delicati, sin dall’inizio: poche ore prima dell’elezione, Giovanni Falcone saltava in aria a Capaci. Nel cuore di Tan-

gentopoli, ottobre 1993, anche lui fu lambito da una bomba, lo scandalo dei fondi neri del Sisde: accusato di aver ricevuto denaro dei Servizi, si difese in tv interrompendo Napoli-Trabzonspor di Uefa. Tono fermo che ha fatto storia: «Io non ci sto... a questo gioco al massacro». Gestì l’ingresso di Berlusconi in politica e il suo primo governo. Poi il contestatissimo «ribaltone» del dicembre 1994: il Cavaliere si dimise e, anziché sciogliere le Camere, incaricò Lamberto Dini. Altri scontri col centrodestra sulla «par condicio» e poi, da senatore a vita, sull’opposizione alla devolution. Per questo, ieri s’è sentito nitidamente il silenzio dell’ex premier, mentre arrivavano ricordi in serie, da Monti al Papa. Uno su tutti il presidente Napolitano: «Scalfaro ha affrontato con fermezza uno dei periodi più difficili. Per me era un amico». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Concordia, nuovo allarme A tutta Salute «Un anno per spostarla» OBAMA CANTANTE

DI MABEL BOCCHI

Il commissario Gabrielli: «I lavori al Giglio saranno molto lunghi» Intanto la nave si muove di 3,5 centimetri: sospese le ricerche ELISABETTA ESPOSITO

Sopra, le onde sulla Costa Concordia che hanno bloccato le ricerche dei dispersi; sotto, gli strumenti per monitorare i movimenti della nave ANSA

Alcuni lo sospettavano, ma sentirselo dire con toni ufficiali non ha fatto comunque un bell’effetto. Gli abitanti dell’isola del Giglio hanno saputo ieri che l’agghiacciante spettacolo della Concordia accasciata su un fianco resterà sotto i loro occhi per un anno ancora. La notizia arriva direttamente dal commissario per l’emergenza Franco Gabrielli: «Per quanto riguarda la rimozione del relitto la Costa si rivolgerà alle poche società al mondo specializzate in questo settore, che presenteranno i loro progetti. Quindi Costa ne sceglierà uno. Solo per questi passaggi ci vorranno almeno due mesi. Poi si passerà alla fase di esecuzione dei lavori, che va da sette a dieci mesi». Tantissimo. E sull’isola c’è preoccupazione prima di tutto per il rischio inquinamento, quindi per gli effetti sul turismo. «Per la prossima estate temo un drastico calo delle presenze», commenta Paolo Fanciulli, titolare dell’Hotel Bahamas. Mentre Gabrielli punta sul cosiddetto turismo dell’orrore: «Questa nave calamiterà qui il mondo intero». Forse, ma il sindaco Sergio Ortelli è perplesso: «Credo che

il commissario avrebbe dovuto aspettare di avere un progetto preciso prima di dare la tempistica della rimozione». E tra gli abitanti c’è già chi pensa a chiedere un risarcimento. Fermati dal mare Ieri si sono nuo-

vamente interrotte le ricerche dei 15 dispersi. Nella notte di sabato, infatti, la Concordia si è spostata di 3,5 centimetri, un movimento importante rispetto ai 2-3 millimetri l’ora dei

Preoccupazione degli abitanti per gli effetti sull’ambiente e sul turismo giorni scorsi. Colpa del mare grosso e del vento, ma per gli esperti sono comunque slittamenti «fisiologici» che non comprometteranno la stabilità della nave. Appena il tempo migliorerà, non prima di domani, si tornerà a lavorare sull’estrazione delle 2380 tonnellate di carburante. «Si tratta di un’operazione su 15 serbatoi — spiega ancora Gabrielli — per cui serviranno 28 giornate di lavoro». © RIPRODUZIONE RISERVATA

COPPIA INSOLITA UN GIORNALE TEDESCO PUBBLICA UNO SCAMBIO DI LETTERE TRA IL CANTANTE E L’ARTISTA

Celentano a Cattelan: «Diffido dei politici» Uno scambio di lettere tra due geni dell’arte come Adriano Celentano e Maurizio Cattelan. L’edizione tedesca di Interview ha scelto di omaggiare così due grandi italiani. E mentre Cattelan dice di aver seguito un vecchio consiglio del cantante, «spegnete il televisore», tanto da non possederne uno, Celentano parla delle sue origini («Sono figlio di emigranti, poveri, onesti e allegri») e del suo posto nel mondo: «Su di me si è scritto di tutto. Ad esempio non è vero che "esco di rado e parlo

Adriano Celentano, 74 anni, e Maurizio Cattelan, 51 anni LAPRESSE/EPA

ancora meno". Quando c’è da parlare lo faccio. Il mio misero pensiero io voglio che si comprenda e a volte questo può spaventare. Non c’è nulla di più pericoloso che farsi capire». E ancora, sul senso della canzone Chi non lavora non fa l’amore: «Io contro gli scioperi? Non potrei, sono l’unica arma democratica per far rispettare i diritti dei più deboli. Diffido della classe politica. Forse dovrebbe essere affiancata da filosofi e poeti per recuperare la cultura dell’onestà e della sapienza».

Il progetto voluto dall’Oms S Ha intonato un brano che vola nelle vendite Sono passati solo 10 giorni e i frutti della performance sono già sotto gli occhi di tutti. Il 20 gennaio Barack Obama ha intonato all’Apollo Theater di New York la prima strofa di «Let’s Stay Together», celebre pezzo di Al Green del 1972, e le vendite del brano inserito nella colonna sonora del film «Pulp Fiction» sono schizzate alle stelle. Secondo il sistema Nielsen SoundScan, solo nella settimana scorsa oltre 16 mila persone hanno comprato online il brano, con un’impennata del 490%

Il morbillo e la rosolia debellati entro il 2015

Morbillo e rosolia saranno eliminati entro il 2015. Come? Col progetto Pnemrc, «Il Piano Nazionale di Eliminazione del Morbillo Endemico e della Rosolia congenita» dell’Oms, cui hanno aderito 53 Paesi, fra cui l’Italia, che punterà sulle vaccinazioni, coprendo il 95% della popolazione femminile in età fertile e tutti i soggetti sotto i 40 anni. Si inizierà con una prima dose del vaccino «morbillo-parotite-rosolia» e successivamente si userà la seconda dose.

Lo studio americano

Alzheimer: scoperta molecola anti-memoria Esiste una specie di molecola «cuscino», la placca di beta amiloide, che soffoca i neuroni e fa svanire la memoria. La sua formazione potrebbe essere dovuta a un errore di comunicazione da parte di una proteina, la12/15 Lipoxygenase, al suo enzima precursore, il beta secretasi, e da qui la produzione in eccesso. Lo studio dell’università di Filadelfia permetterà di sperimentare nuovi farmaci contro questa molecola, per interrompere la catena di errori che sta alla base dell’Alzheimer.

Una cucina più sana

Olio d’oliva e di girasole per il fritto salva-cuore Vi piacciono i fritti? Ebbene, potrete gustarveli senza temere per il cuore, se sceglierete l’olio di oliva o di girasole. Lo hanno stabilito all’Università Autonoma di Madrid dopo aver esaminato le abitu dini di 40.757 persone per 11 anni. Tutti hanno sve lato quante volte facessero ricorso alla frittura: i morti per problemi cardiovascolari sono stati 1.135, ma non è stata riscontrata alcuna associazione tra il consumo di cibi fritti a base di olive e semi di girasole e il rischio di malattia coronarica o di morte.


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LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/12 - 20/1

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

LE PAGELLE

Ariete 7

Toro 7,5

Gemelli 6-

Capricorno 8

Cancro 7+

Leone 6-

DI ANTONIO CAPITANI

I ritmi sono sostenibili. Anche se un po’ lo zebedeo gira. Ma quando mai non vi gira? Siete belli e odorosi, cuccate e conquistate vette.

Luna chez vous. Non reagite di pancia, riflettete prima di agire. Avete comunque stelle a forma di glutei, simbolo di fortuna. Anche suina.

Dovrete forse visitare posti scomodi. O vedere persone che vi procurano la stessa gioia di una cartella di Equitalia. State su. Ormone giù.

Il cielo si schiarisce, finally. Amici e clienti vi sostengono, il lavoro d’équipe rende, il sudombelico è democratico e accoglie chiunque.

Chi vi ostacola lo fa carognescamente. Tutelatevi. Anche perché la fortuna guarda altrove. In ogni caso ci sono intralci, pure fornicatori.

24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

IL MIGLIORE Tutto brilla, tutto spicca. Dalla forma fisica all’amore, dallo charme al lavoro. Con soluzioni proficuissime! E il sudombelico si fa irresistibile.

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Vergine 7,5

Bilancia 7

Scorpione 6

Sagittario 6-

Acquario 6-

Pesci 7

La Luna tifa per voi. Così, potete anche recuperare nel lavoro e mettervi in evidenza. L’economia conforta, il sudombelico fa follie.

Potete incassare soldi. E spenderli. Con piacere, non con sfigotristezza. Il fascino cala, ma l’ormone inala eau de suin e voi vi scatenate.

Nulla v’aggrada, tutti vi paiono rimbambiti. Ma non è che voi siete tanto svegli. Producete! Fascino in aumento, sudombelico da sgomento.

Non fate gli sfigati, ché poi la sfiga arriva davvero. Certo, il lavoro pesa, voi disossereste il capo e c’è pure penuria suina. Ma passerà.

Non dichiarate guerra al mondo, non tiranneggiate: nella sostanza tutto è OK. O quasi. L’attività suina nuda e cruda, poi, vi fa sbarellare.

La Luna vi lancia palle vincenti: mettetele nelle porte che volete, lavoro in primis, muy favorito. Ok l’amore, sfigatina la fornicazione.

CLAUDIO MARCHISIO

Il centrocampista della Juve e dell’Italia è nato a Chieri (To) il 19 gennaio 1986 (Capricorno)

alla Radio

TeleVisioni in chiaro RAITRE

CANALE 5

ITALIA 1

RETE 4

LA 7

CARTONI ANIMATI TELEFILM STUDIO APERTO STUDIO SPORT CARTONI ANIMATI CAMERA CAFÈ LA VITA SECONDO JIM TRASFORMAT STUDIO APERTO STUDIO SPORT PROVACI ANCORA GARY I SIMPSON C.S.I. C.S.I. NEW YORK Telefilm 23.00 WHITE COLLAR FASCINO CRIMINALE 0.45 TANDEM 2.40 STUDIO APERTO 2.55 THE SHIELD

7.25 9.40 10.50 11.30 12.00 13.00 13.50 15.10 16.15 16.50 18.55 19.35 20.30 21.10

TELEFILM R.I.S. ROMA BENESSERE TG 4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN GIALLO FORUM HAMBURG DISTRETTO... SENTIERI COMMISSARIO CORDIER TG 4 TEMPESTA D'AMORE WALKER TEXAS... TRAPPOLA IN ALTO MARE Film 23.30 I BELLISSIMI DI R4 23.35 POTERE ASSOLUTO 1.55 TG 4 2.40 PIANETA MARE 3.15 VIVERE MEGLIO

7.30 9.45 11.10 12.30 13.30 14.05

RAIUNO

RAIDUE

7.00 TG 1 11.05 OCCHIO ALLA SPESA 12.00 LA PROVA DEL CUOCO 13.30 TG1 ECONOMIA 14.10 VERDETTO FINALE 15.15 LA VITA IN DIRETTA 16.50 TG PARLAMENTO 17.00 TG 1 18.50 L'EREDITÀ 20.00 TG 1 20.30 QUI RADIO LONDRA 20.35 SOLITI IGNOTI 21.10 LA VITA CHE CORRE Miniserie 23.25 PORTA A PORTA 1.00 TG 1 1.30 CHE TEMPO FA 1.35 QUI RADIO LONDRA 1.40 SOTTOVOCE

7.00 9.30 10.00 11.00 13.00 14.00 16.15 17.00

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

12.45 INCEPTION PREMIUM CINEMA 13.30 SHUTTER ISLAND JOI 15.15 ANA'S PLAYGROUND PREMIUM CINEMA 15.45 20 SIGARETTE PREMIUM CINEMA 17.15 BEFORE YOU SAY 'I DO' MYA 17.25 SOTTO IL VESTITO NIENTE - L'ULTIMA SFILATA PREMIUM CINEMA 19.05 LA GRANDE MENZOGNA PREMIUM CINEMA 19.30 UNA SCONFINATA GIOVINEZZA PREMIUM CINEMA 21.15 THE PRESTIGE JOI

CALCIO

17.45 18.45 19.35 20.30 21.05 23.10 23.25 1.10 1.20

CARTONI ANIMATI PROTESTANTESIMO TG 2 I FATTI VOSTRI TG 2 ITALIA SUL DUE GHOST WHISPERER DESPERATE HOUSEWIVES TG 2 - TG SPORT NUMB3RS L'ISOLA DEI FAMOSI TG 2 VOYAGER Documenti TG 2 L'ISPETTORE COLIANDRO TG PARLAMENTO SORGENTE DI VITA

18.30 COSTA D'AVORIO ANGOLA Coppa d'Africa. Eurosport

19.00 SUDAN BURKINA FASO

7.00 8.00 10.00 11.10 12.45 13.10 14.00 15.05 15.55 17.40 19.00 20.15 20.35 21.05 0.00 1.05 1.15

3.00

TGR AGORÀ RAI 150 ANNI TG 3 - RAI SPORT LE STORIE LA STRADA PER LA.. TG 3 - TGR LASSIE COSE DELL'ALTRO GEO GEO & GEO TG 3 - TGR - BLOB STANLIO E OLLIO UN POSTO AL SOLE LA CADUTA - GLI ULTIMI GIORNI DI HITLER TG 3 - TGR FUORI ORARIO. COSE (MAI) VISTE DOLCE VAGARE IN SACRI LUOGHI...

0.15 1.00 1.30 2.00

TEXAS LONGHORNS MISSOURI TIGERS

21.00 OSASUNA ATLETICO MADRID Liga. Sky Sport 1, Sky SuperCalcio e Sky Calcio 1

Serie A. Highlights

16.30 DINAMO MOSCA – DINAMO RIGA

10.25 CALCIO: ROMA - BOLOGNA

KHL Sportitalia 2

21.00 TORINO CAPO D'ORLANDO Divisone Nazionale A. Sportitalia 2

1.00

WEST VIRGINIA MOUNTAINEERS PITTSBURGH PANTHERS

CALCIO: GENOA - NAPOLI

9.40

Serie A. Highlights

Ieri

A CURA DI

ALGHERO

7

9

ANCONA

0

9

AOSTA

-1

1

BARI

2

10

BOLOGNA

2

4

6

11

-2

4

min max

CIELO

VENTI

CAGLIARI

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

Moderati

CATANIA

3

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FIRENZE

1

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Sei Nazioni 2011

3

0 6

Milano

1

Torino 2 0

Venezia

2 4

1

2

2

0

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Perugia 1

GENOVA

3

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L'AQUILA

1

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MILANO

2

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ROMA

NAPOLI

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3 12

PALERMO

6

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Mossi

Neve

Agitati

Nebbia

Il sole oggi MILANO

ROMA

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-2

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POTENZA

-2

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REGGIO CALABRIA

7

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ROMA

7

10

TORINO

0

0

TRENTO

3

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Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:48

17:24

7:25

17:20

2

3

VENEZIA

-1

5

Serata di Gala. Da Sheffield, Gran Bretagna

10.00 TENNIS: AUSTRALIAN OPEN Finale uomini. Da Melbourne

HS 134. Da Sapporo, Giappone

13.30 BIATHLON: EUROPEI Inseguimento uomini. Da Brezno-Osrblie, Slovacchia

PGA European Tour

Su Virgin, il live dei Pink Floyd (nella foto, David Gil mour) «Live at the Empire Pool», a Londra, nel ’74

Domani

Dopodomani

Al Nord nuvolosità in aumento con alcune nevicate. Anche al Centro neve sui monti e sui colli, neve mista a pioggia sulle coste adriatiche e pioggia sulle coste tirreniche. Varie piogge anche al Sud e tra la Sicilia e la Sardegna.

Piogge sparse in Sicilia e varie precipitazioni al Sud, specie sulle zone adriatiche, nevose sui monti. Al Centro neve sui versanti adriatici e sole su quelli tirrenici, come in Sardegna. Al Nord variabile con qualche fiocco sulle Alpi.

3

Ancona

Firenze

Molto forti

Calmi

PATTINAGGIO ARTISTICO: EUROPEI

3

3

Coperto

Temporali

Oggi, giocando con Patty Farchetto, si può vincere «Talk That Talk», l’ultimo al bum di Rihanna (nella foto)

Bologna Genova

Forti

MARI

13.00 Monte Carlo Mix

5

Rovesci

Pioggia

Rmc

11.30 SALTO CON GLI SCI: COPPA DEL MONDO

20.45 GOLF: THE ABU DHABI CHAMPIONSHIP

Il freddo da Nordest porta piogge su Sicilia e Sardegna e varie precipitazioni pure al Sud e al Centro, specie sulle zone adriatiche, anche nevose sui monti. Al Nord variabile con qualche pioggia o un po' di neve sui settori occidentali. Trieste

Trento

8.30

Liga

NBA

Torna lo Zoo di 105, con Marco Mazzoli (nella fo to), Maccio Capatonda, Ivo Avido ed Herbert Ballerina

15.30 Virgin Rock Live

Serie B

21.00 BASKET: MILWAKEE BUCKS LOS ANGELES LAKERS

14.00 Lo Zoo di 105

Virgin Radio

EUROSPORT

18.15 CALCIO: VILLARREAL BARCELLONA

Oggi

Aosta

CALCIO: COLONIA - SCHALKE 04 Bundesliga

12.00 CALCIO: REAL MADRID SARAGOZZA

FA Cup

16.40 RUGBY: ITALIA - IRLANDA

15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER

CALCIO: MILAN - CAGLIARI

0.45

16.15 CALCIO: PESCARA - MODENA

PGA European Tour

Serie A. Highlights

CALCIO: PALERMO - NOVARA

23.00 CALCIO: OSASUNA ATLETICO MADRID Liga

GOLF: THE ABU DHABI CHAMPIONSHIP

14.00 CALCIO: LIVERPOOL MANCHESTER UNITED

PGA European Tour

CALCIO: CATANIA - PARMA

11.10

9.30

23.45 0.20 0.30 1.25 1.30

TG LA7 COFFEE BREAK L’ARIA CHE TIRA I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 ASSASSINIO AL GALOPPATOIO ATLANTID MISTERY FILE L’ISPETTORE BARNABY G DAY TG LA7 OTTO E MEZZO L’INFEDELE Attualità INNOVATION TG LA7 (AH)IPIROSO MOVIE FLASH G DAY

Liga

14.00 GOLF: THE ABU DHABI CHAMPIONSHIP

Serie A. Highlights

Serie A. Highlights

NCAA. ESPN America

Legenda

10.55 CALCIO: FIORENTINA - SIENA

Serie A. Highlights

9.25

GOLF: THE ABU DHABI CHAMPIONSHIP

7.30

Serie A. Highlights

Serie A. Highlights

9.10

BASKET

SKY SPORT 2

Serie A. Highlights

CALCIO: JUVENTUS - UDINESE

SKY SPORT 3

16.15 17.00 17.35 19.20 20.00 20.30 21.10

PGA European Tour

10.40 CALCIO: LECCE - INTER

SKY SPORT 1 9.00

16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS

Serie A. Highlights

20.30 TARANTO - SORRENTO Lega Pro, Prima divisone. Girone A Rai Sport 1

7.00 8.40 12.25 13.00 13.40 15.30 16.45 17.45 18.30 19.00 19.20 19.50 20.20 21.10

10.10 CALCIO: CHIEVO - LAZIO

HOCKEY

Coppa d'Africa. Eurosport 2

TG 5 LA TELEFONATA DI... MATTINO CINQUE FORUM TG 5 BEAUTIFUL CENTOVETRINE UOMINI E DONNE AMICI POMERIGGIO CINQUE THE MONEY DROP TG 5 STRISCIA LA NOTIZIA GRANDE FRATELLO Reality MAI DIRE GRANDE FRATELLO TG 5 STRISCIA LA NOTIZIA UOMINI E DONNE

CALCIO: CESENA - ATALANTA

9.55

NCAA ESPN America

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Nuvolo

8.00 8.40 8.50 11.00 13.00 13.40 14.10 14.45 16.15 16.55 18.45 20.00 20.30 21.10

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La luna ROMA

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Sorge

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14 feb.


LUNEDÌ 30 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TERZO TEMPO GazzaFocus

Il presidente Coe ha messo in piedi una task force per l’Olimpiade 2012

IL PARERE DONATI, CONSULENTE WADA

Guerra totale al doping Londra userà la polizia ma il Cio non si illude Dwain Chambers, 33 anni, sprinter inglese già squalificato per doping

Anche medici accompagnati dai poliziotti per i prelievi, nei «Giochi più puliti della storia» Rogge: «I truffatori ci sono sempre»

Programma sponsorizzato L’al-

tra grande novità è che questo programma è sponsorizzato da una multinazionale, la GlaxoSmithKline. Lord Sebastian Coe, presidente del Locog, ha benedetto così l’operazione: «Abbiamo adottato un approccio di partnership affidandoci semplicemente ai migliori perché la lotta al doping è un requisito fondamentale dei Giochi olimpici». Su quest’intesa, è stato però sollevato un problema di conflitto d’interessi, al quale Andrew Witty, amministratore delegato dell’azienda farmaceutica, ha prontamente replicato sostenendo che «non vi è alcuna sovrapposizione, garantito al mille per mille». La stessa GSM, il più grande finanziatore nel Regno Unito di ricerca e sviluppo, ha recentemente stipulato un accordo con la Wada (l’agenzia

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

STEFANO BOLDRINI LONDRA

Hanno scelto uno slogan che fa sempre effetto: guerra totale al doping. Uno degli obiettivi di Londra 2012, nelle parole di Sebastian Coe, presidente del comitato organizzatore (Logog), e di Hugh Robertson, ministro dello sport britannico, è quello di mandare in scena «l’Olimpiade più pulita dell’era moderna». L’impresa non è facile, perché la storia insegna come la chimica riesca sempre a stare un passo avanti le regole, soprattutto ora che il doping è una delle attività più lucrative della malavita internazionale, ma la terza edizione dei Giochi nella capitale britannica (1908 e 1948 i precedenti) sembra ispirata, almeno nelle intenzioni, ai principi dello sport pulito.

Il laboratorio avrà le dimensioni di 7 campi di tennis per controllare 6200 atleti Sebastian Coe, 55 anni, presidente del Comitato dei Giochi di Londra

SPONSOR ANTIDOPING

Tre milioni da un colosso farmaceutico

La task force L’organizzazione

messa in campo è di tutto riguardo. Il laboratorio antidoping avrà il più alto profilo tecnologico di tutti i tempi. E’ un gigante dalle dimensioni di sette campi da tennis, operativo 24 ore su 24, in grado di eseguire 400 test il giorno e di individuare 240 sostanze proibite. In caso di positività, le controanalisi saranno effettuate nel giro di 48 ore «per garantire la massima trasparenza». Questa città dello sport pulito si trova ad Harlow, a Nord-Est della zona olimpica, un’ora d’auto da Londra e lavorerà in stretto coordinamento con il Centro di Controllo della Droga del King’s College London, classificata tra le migliori 25 università del mondo. Sarà diretto dal professor David Cowan, dal

LONDRA - (bold) Ma quanto costerà la lotta al doping durante l’Olimpiade? La GlaxoSmithKline, il colosso farmaceutico che sponsorizza il programma antidoping di Londra 2012, non fornisce cifre esatte, ma si tratterebbe dell’esborso più importante di un contributo complessivo di 20 milioni di sterline (24 milioni di euro circa) messi a disposizione del comitato organizzatore. Un test normale costa in media 500 euro. Moltiplicato per i 6.200 controlli annunciati, si arriva ad un totale di ben 3 milioni e 100 mila euro, solo per gli esami clinici.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2012

PRESIDENTE Piergaetano Marchetti VICE PRESIDENTE Renato Pagliaro AMMINISTRATORE DELEGATO E DIRETTORE GENERALE Antonello Perricone CONSIGLIERI Raffaele Agrusti, Roland Berger, Roberto Bertazzoni, Gianfranco Carbonato, Diego Della Valle, John Elkann, Giorgio Fantoni, Franzo Grande Stevens, Jonella Ligresti, Giuseppe Lucchini, Vittorio Malacalza, Paolo Merloni, Andrea Moltrasio, Carlo Pesenti, Virginio Rognoni, Alberto Rosati, Giuseppe Rotelli, Enrico Salza DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Giulio Lattanzi

1990 direttore del Centro di Controllo della Droga del King’s College, che guiderà una squadra composta da circa 150 scienziati.

mondiale antidoping) per condividere le informazioni su tutti i farmaci, compresi quelli in via di sperimentazione. Il Cio non si illude Basterà que-

Polizia a sorpresa Secondo le

previsioni, saranno sottoposti all’esame del doping 6.200 atleti: oltre la metà dei partecipanti all’Olimpiade. Saranno controllati tutti i medagliati, ma il lavoro più capillare sarà quello dei test a sorpresa, per i quali è prevista una novità assoluta: i medici che effettueranno i prelievi saranno accompagnati dalla polizia. «Stiamo facendo il possibile per garantire che a Londra 2012 non siano permessi trucchi o truffe», ha garantito il ministro dello sport britannico Hugh Robertson. Indubbiamente rispetto ad Atene 2004 e Pechino 2008 ci saranno dei progressi, almeno nei numeri degli esami clinici. Ad Atene 2004, furono effettuati 3.500 controlli (26 positività), mentre a Pechino 2008 i test furono 4.770 (8 positivi).

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sta task force per ridurre ai minimi termini il doping? Il primo a non illudersi è proprio Jacques Rogge, presidente del Comitato olimpico internazionale. «Il doping ha sempre fatto parte della storia dei Giochi da quando sono cominciati i controlli — ha raccontato il dirigente belga alla Bbc —. Io spero che a Londra non si verifichino casi di doping, ma temo che la mia sia solo purtroppo una speranza. Bisogna essere onesti e la realtà insegna che c’è sempre chi cerca di infrangere le regole e di truffare. A Londra è stato fatto tutto quello che era umanamente possibile per contrastare il fenomeno. Speriamo che il numero dei positivi sia il più basso possibile e che si possano tutelare gli atleti puliti».

«Solo propaganda I test sono inutili»

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I NUMERI DEI GIOCHI

Le date I Giochi di Londra verranno inaugurati venerdì 27 luglio (mercoledì 25 e giovedì 26 si disputeranno solo alcune partite di qualificazione del torneo di calcio) e si concluderanno domenica 12 agosto. Le discipline Le discipline sportive dei Giochi saranno 38. Le medaglie Sono 302 le medaglie d’oro in totale da assegnare nella rassegna ospitata per la seconda volta dalla capitale inglese I costi I miliardi di euro che costerà l’Olimpiade londinese sarà di circa 14 miliardi di euro

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LONDRA

«Non facciamoci impressionare dai numeri e dalla propaganda». Il professor Sandro Donati, ex ct dell’atletica ed ex dirigente del Coni, consulente della Wada e autore di report sui traffici internazionali delle sostanze dopanti, non si lascia incantare dai programmi sbandierati per Londra 2012. La novità di Londra 2012 sarà l’aumento dei test a sorpresa con l’utilizzo della polizia per scortare i medici.

«I test a sorpresa sono una sceneggiata. Dovrebbero essere effettuati nei mesi precedenti la prestazione, quando gli atleti preparano le gare. Nei giorni dell’Olimpiade sono quasi inutili, perché gli atleti non sono così stupidi da assumere sostanze dopanti in quel periodo. La seconda considerazione è che ci sono tanti farmaci che possono essere presi ventiquattro ore prima della gara e che spariscono in fretta. E’ il caso degli stimolatori endogeni del testosterone e del Gh. Tu non prendi il testosterone o Gh, ma prendi farmaci che stimolano quegli ormoni. E poi non dimentichiamo che lo sport ha rimosso la storia della Balco. Era molto semplice: avevano modificato un anabolizzante in una molecola per non renderlo riconoscibile nei test delle urine. Lo chiamavano clear, chiaro, perché era “pulito”. Se lo faceva un piccolo laboratorio californiano, immaginare strutture più grandi». Gli inglesi sono credibili nella guerra al doping?

«Sono pochi i casi di positività, ma in questi pochi casi gli inglesi non sono mancati. E’ lo pseudorgoglio nazionalistico ad alimentare certe dichiarazioni». Le nuove frontiere del doping?

«E’ già abbondantemente sufficiente quello che circola. Bastano e avanzano le sostanze attuali per alterare le prestazioni». Nei suoi report si è occupato della relazioni tra doping e malavita internazionale: com’è la situazione attuale?

«Siamo entrati nella fase B. La fase A era quella della malavita che trattava le sostanze ad uso e consumo delle masse: sportivi amatoriali e palestre. Ora l’attenzione andrebbe spostata sulla malavita intrinseca. Ci sono medici e sportivi che sono diventati spacciatori veri e propri. Si comincia spacciando sostanze dopanti e si finisce con lo spaccio di cocaina e di altre droghe». bold

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