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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

CHAMPIONS L’ANDATA DEGLI OTTAVI

I PRECEDENTI

In Coppa Campioni mai tra le prime otto Prima della fantastica avventura di quest’anno, il Napoli partecipò a due edizioni della vecchia Coppa dei Campioni, ai tempi di Maradona. Nel 1987 88 il sorteggio fu sfortunatissimo: al

primo turno, allora a eliminazione diretta, toccò il Real Madrid. Andata in Spagna, a porte chiuse per una squalifica del Real: azzurri sconfitti 2 0 con Garella in vena di prodezze. Al ritorno, l’illusione del gol di Francini, poi il pareggio di Butragueno: addio sogni di gloria. Nel 1990 91 il Napoli riuscì a superare gli ungheresi dell’Ujpest Dosza

all’esordio: vittorie per 3 0 in casa (doppietta di Maradona e gol di Baroni) e per 2 0 fuori (Incocciati e Alemao). Agli ottavi, niente da fare con lo Spartak Mosca. Dopo lo 0 0 al San Paolo, la sconfitta ai rigori in Russia per 5 4, con Maradona — protagonista di un caso alla vigilia — che sbagliò dal dischetto, al pari di Baroni.

Tre tenori e il coro del 4

I NUMERI

0

le sconfitte del Napoli nelle 6 partite casalinghe disputate in Coppa Campioni/Champions: per i partenopei 3 successi e 3 pareggi con 9 gol fatti e 3 subiti.

11

gol in 18 gare europee per Cavani: 2 gare con il Palermo nella Coppa Uefa 2007-08, quindi con il Napoli 16 partite e 11 gol nelle ultime 2 stagioni.

9o

posto per Cavani e Hamsik nella classifica dei bomber del Napoli di tutti tempi, con 55 gol all’attivo; in Europa prevale Cavani con 11 gol contro i 6 di Hamsik.

Un’immagine di festa del San Paolo, che aspetta una notte magica REUTERS

Hamsik Lavezzi e Cavani: assalto al Chelsea La velocità sarà l’arma in più contro lo squadrone inglese. Decisivo non prendere gol DAL NOSTRO INVIATO

LUIGI GARLANDO NAPOLI

«Emozioni? Per me è come preparare una partita col Chievo», assicura Walter Mazzarri. In fondo, Moscardelli si fa il codino come Drogba. Ci prova il tecnico a razionalizzare la vigilia, a stemperarne gli eccessi emotivi. Fa parte del suo mestiere. Ma è come spegnere un incendio con un cucchiaino da caffè. Napoli è in fiamme, stanotte il San Paolo sarà il suo cuore impazzito: arriva il Chelsea di Paperone Abramovich, che ha speso 58,5 milioni per un Torres che non segna da 20 partite; arriva la squadra che nel 2008 perse la Champions in finale per uno scivolone di Terry e che nelle due ultime edizioni ha raggiunto semifinali e quarti. Contro questa specialista di lusso, che si presenta al San Paolo con lo smoking a brandelli, il Napoli ha l’occasione di fare storia e di entrare per la prima volta tra le otto regine del continente. Stanotte non sarà come il Chievo. Sarà un’emozione speciale, perché l’orizzonte è nuovo, glorioso. Meglio aggiornare le parole di Goethe: «Io scuso tutti coloro ai quali

la vista di Napoli fa perdere i sensi». Correggiamo: «la vista del Napoli» di Hamsik, Lavezzi e Cavani.

Carica Prudenza. Sì, ma non esagerata, perché esistono anche ragioni che inducono alla carica. Il Chelsea precipitato a -17 dalla vetta della Premier, reduce da una figura barbina in FA Cup (pareggio casalingo col Birmingham di categoria inferiore), che per ammissione del suo allenatore ha giocatori scettici sul progetto tecnico, è al punto più basso di autostima. Tutti danno per certo che un’eventuale sconfitta costerebbe la panca al giovane e tronfio Villas Boas. Si sospettano franchi tiratori. Forse è il caso di approfittare di tanta vulnerabilità. Al ritorno la situazione potrebbe essere diversa, magari con un nuovo tecnico che avrà dato la proverbiale scossa. Nel 2008 il Chelsea arrivò alla finale di Champions con un allenatore, (Grant) salito in corsa dopo l’esonero di un portoghese (Mourinho), per dire. Forse per queste ragioni, ieri Lavezzi suggeriva di non entrare in campo pensando ai gol da evitare, ma a quelli da fare: prendere in mano il match e caricare con la spinta del San Paolo. Conti I tre Tenori hanno la velocità per incrinare una difesa inglese che centralmente non brilla per reattività. Se Villas Boas confermerà il 4-3-3 che lascia aperti corridoi di fascia, saranno determinanti pure le irruzioni di Maggio e Zuniga. Al contrario, un occhio in più per Mata, il più imprevedibile segmento del tridente, abile a inserirsi tra linee per dettare o concludere. E ora guardate Grava: sta lì a ricordare che non troppi anni fa questa squadra era in C. E poi leggete i bilanci delle 16 di Champions: il Napoli è la sola, con Arsenal e Bayern Monaco, ad avere i conti a posto. Significa che la creatura di De Laurentiis ha già vinto. Quello che insegue da stanotte in poi è un sogno che in parte gli spetta. © RIPRODUZIONE RISERVAT

Orgoglio Ma se alla città è leci-

to «insanire», è giusto che Mazzarri ci metta cervello. Stasera è in gioco solo metà della mela. Le ripartenze di Lavezzi e Cavani saranno armi letali a Stamford Bridge, per cui una vittoria stanotte col minimo scarto, senza prendere gol potrebbe essere un buon risultato. Suggerisce una certa prudenza anche il sospetto che il Chelsea di Champions possa essere altra cosa rispetto alla penosa comparsa di Premier. Intanto, ha vinto il girone di qualificazione e, se spulci le statistiche, scopri che, dopo Barcellona e Real, è la squadra che più ha tirato in porta: 8,83 tiri a partita contro i 3 del Napoli, con 8 minuti di possesso in più. La metamorfosi del Milan dagli stenti di Udine ai fasti con l’Arsenal induce alla circospezione. Drogba, ferito dalla Coppa d’Africa; Terry (in dubbio), degradato in nazionale; e capitan Lampard giocheranno con l’orgoglio tra i denti.

la sfida

L’ATTACCANTE ARGENTINO

CONFRONTO FRA TRIDENTI L’ACCESSO AI QUARTI PASSA DA LORO

I TRE TENORI HAMSIK LAVEZZI CAVANI

I TRE BLUES STURRIDGE DROGBA MATA

GARE IN CHAMPIONS 2011 12

18

11

MINUTI GIOCATI

1.514

778

GOL REALIZZATI

6

4

ASSIST

4

3

TIRI IN PORTA

13

16

TIRI FUORI

17

9

PRESENZE TOTALI IN EUROPA

76

224

RETI TOTALI IN EUROPA

26

92

Da sinistra Marek Hamsik, Ezequiel Lavezzi, Edinson Cavani, Didier Drogba, Daniel Sturridge e Juan Mata

Lavezzi sogna «Vorrei un gol da dedicare a mio figlio» DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO CASTELVOLTURNO (Caserta)

Che spasso, il Pocho! Dopo il viso corrucciato di Walter Mazzarri, la nuova sala stampa di Castelvolturno accoglie i sorrisi di Ezequiel Lavezzi. Trasmette simpatia: la sua serenità è il simbolo di una squadra pronta per il grande evento, consapevole che stasera vivrà un momento estremamente importante della stagione. «Siamo tranquilli, ma consci del duro compito che ci aspetta», ammette il Pocho. L’alto grado di difficoltà che presenta la sfida con il Chelsea, in ogni modo, non altera per niente il suo giudizio sulla potenzialità dell’avversario: «Noi favoriti? Non credo. Loro hanno una maggiore esperienza internazionale alla quale contrapporremo una fame di vittorie superiore. Ci teniamo tanto ad andare avanti in questa competizione. E se giochiamo alla nostra maniera, allora possiamo davvero fare qualcosa di eccezionale, perché siamo forti. Non dobbiamo cominciare a giocare pensando solo a non prendere gol, sarebbe un errore snaturarci», avverte l’attaccante argentino. Gol per Thomas Avrà un motivo in più, Lavezzi,

per cercare un gol pesante. In tribuna insieme alla compagna, Yanina Screpante, ci sarà il piccolo Thomas, suo figlio, che trascorrerà un periodo di giorni a Napoli insieme col suo papà. «Non è da me promettere, ma vorrei tanto segnare per dedicare il gol a Thomas», ha confermato il Pocho che a Firenze è ritornato a segnare dopo un periodo lungo di astinenza. «Io m’impegno per il bene della squadra, innanzitutto. Lo so che mi manca il gol, ma la questione la discutete voi della critica e non io. Alla fine segnare mi serve soltanto a ritrovarmi qualche voto più alto nelle pagelle. Ma tanto io i giornali non li leggo...». Sfida tra Campioni Ce ne saranno tanti in campo,

stasera. Al talento di Drogba, Mata, Therry, Lampard, il Napoli opporrà quello del suo tridente offensivo che è ritornato sui livelli massimali. La doppietta di Cavani ed il gol di Lavezzi, alla Fiorentina, hanno evidenziato i progressi di questi due giocatori che insieme con Hamsik potrebbero spingere il Napoli verso i quarti di finale. «Loro hanno tanti buoni giocatori ed è tutto il Chelsea che dobbiamo temere. Questa squadra merita il massimo rispetto. Per quanto ci riguarda, le ultime due vittorie (Chievo e Fiorentina ndr.) ci hanno restituito la fiducia necessaria per misurarci con i Blues», ha spiegato il Pocho. Futuro Quello di Lavezzi

desta tanta curiosità: «Di mercato si deve parlare nei tempi giusti. A gennaio ho detto che il Pocho non è sul mercato e non si muoverà da Napoli. Poi Lavezzi l’ha detto tante volte che sta benissimo qui. Però non posso neanche dire che il Pocho rimarrà a vita a Napoli, perché poi se arriva un’offerta importante per il club e per lui stesso, dobbiamo valutarla. Non esiste clausola che tenga senza l’appoggio della società. Adesso pensiamo al Chelsea, poi dopo si vedrà», ha detto Alejandro Mazzoni, il procuratore. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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COL VILLARREAL

CON IL BAYERN

CONTRO IL CITY

Cavani e Hamsik prima festa azzurra

Super De Sanctis: un pari tutto cuore

El Matador stende Balotelli e Mancini

Debutto al San Paolo e prima festa azzurra. Contro il Villarreal finisce 2 0 grazie ai gol di Hamsik su assist di Lavezzi e un rigore trasformato da Cavani, procurato sempre da Lavezzi.

L’impresa col Bayern è rilevante: al vantaggio di Kroos in apertura risponde un autogol di Badstuber su affondo dalla destra di Maggio. Nella ripresa De Sanctis para un rigore a Gomez

La partita chiave per la qualificazione agli ottavi. Il Napoli supera il City 2 1, scavalcandolo in classifica a 90’ dalla fine della fase a gironi. Due gol di Cavani rendono inutile quello di Balotelli.

San Paolo: vai Napoli COSÌ IN CAMPO ORE 20.45

(diretta tv Sky 3D, Sky Sport 1HD, Sky Calcio 1HD, Premium Calcio, Premium Calcio HD2)

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LA PARTITA DEI CONTI SI AFFRONTANO DUE MODELLI DI GESTIONE AGLI OPPOSTI: DA QUANDO SONO PATRON, DE LAURENTIIS HA SPESO 16 MILIONI, ABRAMOVICH 900

Napoli al 5o anno in utile, rosso Chelsea di 75 milioni Il cambio in panca tra Ancelotti e Villas Boas è costato agli inglesi 31 milioni MARCO IARIA

Alla fine saranno solo undici contro undici, ma la descrizione della battaglia riferisce di archi e frecce da una parte e di sofisticate armi di distruzione di massa dall’altra. Esito paradossalmente imprevedibile, questo è il bello del calcio. Nessuno, cioè, potrebbe scandaliz-

zarsi se il Napoli facesse fuori il Chelsea, che pure fattura il doppio e spende quasi il quadruplo in stipendi. Pensate che spot per il fair play di Platini: gli azzurri che fanno a pezzi uno dopo l’altro (nella fase a gruppi è toccato al City) i giocattoli dei nuovi ricchi che spendono e spandono senza curarsi di tenere i conti in equilibrio. Lussi Roman Abramovich, l’oligarca russo che Forbes indica come il 53o uomo più ricco del mondo con 13,4 miliardi di dollari di patrimonio, non è dissennato come nei primi anni londinesi. Si è messo in testa di costruire uno stadio più grande e confortevole dello Stamford

Bridge, ha iniziato a ridurre le uscite abbassando il monte-stipendi che nell’ultimo bilancio, relativo alla stagione 2010-11, è sceso del 3%. E magari calerà ancora se, dopo Anelka e Alex, andranno via pure Drogba, Kalou, Malouda. Ma non più tardi di tredici mesi fa sborsò 58 milioni di euro per Torres. E a giugno mise sul piatto 14,5 milioni per convincere il Porto a lasciare partire Villas Boas. Compresa la buonuscita di Ancelotti, l’ultimo, ennesimo valzer sulla panchina è costato qualcosa come 31 milioni. Proprio questi costi straordinari, veri e propri raptus da billionaire, hanno vanificato la crescita del fatturato dell’8% e i già citati

risparmi consegnando agli archivi un bilancio più o meno in linea con i bagni di sangue degli ultimi anni: nel 2010-11 il deficit è stato di 75 milioni.

I BILANCI A CONFRONTO

GDS

Risparmi Mentre Abramovich si divertiva a fare e disfare, Aurelio De Laurentiis applicava un principio semplice semplice: mai spendere più di quanto si incassa. E faceva aguzzare l’ingegno ai suoi collaboratori: Hamsik pagato 5,5 milioni, Lavezzi 5,8. E ancora: 1000 prodotti ufficiali in vendita on line, infischiandosene del tarocco imperante. Così il suo club ha festeggiato il quinto anno di fila di profitti. Guardate questa sfilza di numeri e capirete tut-

to. Napoli: +1,4 nel 2006-07, +11,9 nel 2007-08, +10,9 nel 2008-09, +0,3 nel 2009-10, +4,2 nel 2010-11. Chelsea: -111 nel 2006-07, -82,9 nel 2007-08, -52,1 nel 2008-09, -86,7 nel 2009-10, -75 nel 2010-11. Sono gli utili (Napoli) e le perdite (Chelsea) dei rispettivi libri contabili. Non deve sorprendere, allora, se il produttore un po’ istrionico ma decisamente arguto ha speso di tasca sua 16 milioni, mentre l’amico di Putin si è mangiato 900 milioni sotto forma di prestiti che via via sono stati convertiti a capitale. Stasera questo «spread» magari non si noterà. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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CHAMPIONS ANDATA OTTAVI IL C.T. DELL’UNDER 21 HA VINTO CON IL NAPOLI LA COPPA UEFA 1988-89 E DUE SCUDETTI

Ferrara ci crede: «Manca un trofeo ma questo gruppo è già grande» «Il match di stasera è quello decisivo In trasferta gli azzurri sanno far male» DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA CECERE NAPOLI

Chi meglio di Ciro Ferrara può rappresentare o core e’ Napule alla vigilia di questa sfida all’Europa dei Grandi che mancava dai tempi di re Diego? Da scugnizzo a campione, il c.t. dell’Under

21 è un figlio amatissimo del Vesuvio e segue la «sua» squadra con lo scrupolo dell’allenatore abbinato alla passione del tifoso: il massimo. Caro c.t.: ottimista?

«Sempre. Bisogna pensare positivo: lo ripeto spesso ai miei ragazzi». Il Chelsea può essere definito

QUI NAPOLI

Mazzarri «Gara perfetta come col City e sarà festa» Squalificato, il tecnico va in tribuna, in panchina il vice Frustalupi: «Adesso sappiamo gestire bene la pressione»

l’Inter della Premier: sta vivendo una crisi infinita...

«Bisogna approfittarne, allora, tenendo presente che si tratta pur sempre di superare un gruppo di campioni». Il che vuol dire...

«Maneggiare con cura. La sfida decisiva è la prima, per noi e per loro. E io tengo bene a mente che il Napoli può far più male in trasferta». Ragionando da difensore... sarebbe positivo anche lo 0-0?

DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO CASTELVOLTURNO (Caserta)

Le emozioni nemmeno lo sfiorano. Ascoltarlo per crederci: «Per me non c’è nessuna differenza nel preparare le partite, le vivo allo stesso modo che si debba affrontare il Chievo o il Chelsea». Sì, proprio così, per Walter Mazzarri giocare gli ottavi di finale di Champions ha poco o nulla di particolare sul piano emotivo. Questione di carattere, ovviamente: lui non vive di palpitazioni, ed è talmente sicuro di sé che persino la Champions lo mantiene freddo e distaccato. «Son partito da sottozero ed ho fatto 300 partite in A, così ogni volta mi sento dire che la prossima sarà la partita più importante della mia carriera. Certo, siamo contenti

Diego Maradona, 51 anni, con Ciro Ferrara, 45 FOTOCUOMO

«Non mi strapperei i capelli. È più determinante non prendere gol che farne in questo primo round. Però non mettiamo limiti alla provvidenza...». Villas Boas cercherà fino all’ultimo di recuperare Terry: si aggrappa ai veterani per salvare la panchina.

«Non possiamo sapere qual è l’esatta situazione in casa Chelsea, se cioè davvero è a rischio la posizione del giovane allenatore. Sappiamo che non vindi essere arrivati a questo punto e di giocarci il passaggio ai quarti contro una squadra che vanta più di 100 partite in Champions. Però, siamo coscienti delle difficoltà che comportano partite del genere», dice l’allenatore del Napoli.

Le loro difficoltà incideranno relativamente, i problemi che stanno evidenziando in campionato sono più mentali che fisici. Siamo preparati ad affrontarli sia che giochino con il 4-3-3 sia col 4-4-2. Dovremo fare bene la fase difensiva e non prendere gol, innanzitutto», osserva il tecnico napoletano.

Pronti alla sfida La notte del San

Paolo, sicuramente, scriverà una pagina molto importante della storia del club, al di là della fredda reazione di Mazzarri. Allora Napoli gli chiede una serata magica, che sappia scatenare l’entusiasmo di un popolo sempre più eccitato dall’impegno europeo. «Per continuare a sorprendere non bisogna sbagliare niente. Il risultato arriverà se la squadra farà la partita perfetta, come contro il City, e se gli episodi faranno pendere la bilancia dalla nostra parte», spiega Mazzarri la cui analisi

Verifica crescita Il confronto di

Mazzarri e il vice Frustalupi CUOMO

ha tanto di scontato, comunque. «Io stimo molto Villas Boas. Lui dispone di valori assoluti, notevoli. Spero che il Chelsea non sia al meglio perché se indovinano la partita, gente come Lampard e Drogba possono fare la differenza e sbloccare il risultato in qualsiasi momento.

Champions sarà anche un’opportunità per verificare lo stato di crescita della squadra che, nonostante sia reduce da due vittorie in campionato, non è riuscita a dare continuità ai risultati, finora. «La mentalità è quella giusta, abbiamo imparato a gestire le pressioni e a trasformarle in energia positiva», ha concluso Mazzarri, che sarà in tribuna dovendo scontare due turni di squalifica. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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cono da metà gennaio e quando affronti in coppa un avversario del genere devi sempre fare attenzione al fattore orgoglio di giocatori sempre in grado di farti male. Però noi stiamo respirando un clima favorevole: anche il Napoli può fargli male».

può essere l’uomo decisivo?

«Dico Maggio» . No, non vale, è un terzino come lei...

«È un gregario e io amo questo tipo di giocatore tutto sostanza. Peccato non sia in età per la mia Under... Non dimentico però che un certo Cavani ci ha già risolto parecchie partite, la coppa lo esalta».

Anzi, Napoli favorito per molti bookmaker: di solito se ne intendono.

«È una spinta importante e ti fa capire che razza di scalata sei riuscito a compiere. Ora manca giusto l’ultimo gradino, questo gruppo di Mazzarri deve vincere un trofeo per certificare la grande crescita. Ma già il fatto di affrontare con i favori del pronostico una formazione inglese che

FORTINO SAN PAOLO

Ferrara, tecnico dell’Under KEYPRESS

solo nel 2010 aveva vinto scudetto e coppa dev’essere motivo di orgoglio per tutto l’ambiente e in particolare per i giocatori, cresciuti in questi anni nella considerazione della critica». A proposito di giocatori, chi

Ci pensi, questo Napoli può salire più in alto del suo, che vinse 2 scudetti e la coppa Uefa. Quello di un certo Diego Maradona.

«Sì ci penso e glielo auguro, di tutto cuore. Chiaro, nella nostra epoca la coppa dei Campioni prevedeva partite a eliminazione diretta e noi al primo anno beccammo subito una delle migliori edizioni del Real Madrid».

QUI CHELSEA

Villas Boas sulla graticola «Diamo l’anima e passeremo» L’ultimo k.o. europeo datato 1994 NAPOLI Il Carnevale può aspettare e non è un modo di dire. La concomitanza con Napoli Chelsea in programma stasera ha fatto rinviare la sfilata dei carri allegorici di Villa Literno, tra i più importanti della Campania. L’atmosfera al San Paolo si annuncia molto calda, i 50.000 spettatori attesi a Fuorigrotta faranno sentire il loro incitamento agli azzurri. Il Chelsea ha capito cosa lo attende sin dal momento in cui i Blues sono arrivati ieri in albergo sul Lungomare. Ad accogliere gli inglesi un nutrito gruppo di tifosi del Napoli che hanno riservato un ironico coro al centravanti ivoriano Drogba, quando quest’ultimo si è affacciato dalla sua stanza per ammirare il panorama. «Drobga, Drogba, ma che sei venuto a fa’?», hanno intonato i sostenitori azzurri. Un antipasto di quella che sarà l’atmosfera stasera. Non a caso, dopo la vittoria del Napoli sul Manchester City i tabloid britannici definirono il San Paolo «una bolgia infernale». Fattore San Paolo In effetti,

vincere da queste parti non è facile per nessuno. In Europa, il fortino di Fuorigrotta è inespugnato addirittura dal 2 dicembre 1994. L’ultima squadra ad averlo violato è l’Eintracht di Francoforte. Nell’era De Laurentiis gli azzurri al San Paolo sono imbattuti: 7 vittorie e 4 pareggi. Dai greci del Panionios nel 2008 in Intertoto fino agli inglesi del Manchester City lo scorso 22 novembre, il Napoli in casa non fa sconti perché Cavani e compagni quando sentono profumo d’Europa si esaltano. Il Matador è il capocannoniere europeo della storia (11 gol), ha fatto meglio addirittura di Antonio Careca, l’eroe della Coppa Uefa 1988 ’89. Sono passati più di vent’anni, sembra non essere cambiato nulla. Gianluca Monti

Il portoghese, a rischio esonero, esalta gli avversari: «Non sfidiamo un club, ma un’intera città». Torres in panchina

« « «

De Laurentiis è stato bravo a risollevare il club e portarlo nell’élite d’Europa Questa squadra è figlia di un progetto, serio e costante: qui si può programmare Giusto pensare allo stadio nuovo, ma lasciamogli il nome, che evoca troppi bei ricordi

Ostacolo non difficile, insormontabile...

«Però va fatto un applauso grande così a De Laurentiis, capace di risollevare il club dalla polvere del fallimento per portarlo in pochi anni nella élite europea». Quindi qui a Napoli non esiste solo l’arte di arrangiarsi, si possono varare e portare a compimento anche i progetti seri...

«Eh la cosa meravigliosa è proprio questa: nella città dell’improvvisazione è stato programmato un successo. Con costanza, serietà, realismo. Siamo passati da una situazione drammatica alla gioia di questi confronti d’alto bordo. Nulla è stato lasciato al caso e il progetto è di grande prospettiva, si va avanti con sicurezza. Ripeto, la prossima tappa è alzare

NICOLA CECERE NAPOLI

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al cielo un trofeo, serve una consacrazione oggettiva». Servirebbe anche uno stadio modello Juve.

«E non soltanto qua... Sì, sì, lo stadio aiuterebbe tantissimo l’ulteriore crescita. Sessantamila napoletani indiavolati senza la pista a dividerli dai giocatori... Va fatto, va fatto». Magari copiando proprio l’altro club della sua vita: delle Alpi abbattuto ma non troppo.

«Ottima idea, che sottoscrivo a una condizione: non deve sparire il nome San Paolo. Ho troppi bei ricordi, per tutti noi di quell’epoca sarebbe una crudeltà insopportabile». Napoli Stadium San Paulus: non suona male. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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DAL NOSTRO INVIATO

Andrè Villas Boas della stagione vissuta alla Pinetina ha conservato non solo un eccellente italiano ma anche ricordi nitidi dei nostri pregi e delle differenze fra le varie città. «Dicono che il Napoli più che un club è uno stato d’animo, quello della città. Così come la città riflette lo stato d’animo della sua squadra: non esiste da nessuna parte una tale simbiosi. Il che significa che noi dovremo giocare contro uno stato d’animo che attualmente è immensamente euforico. E hanno ragione ad essere così perché qui hanno trovato un presidente serio come De Laurentiis capace di risollevare il club dal baratro del fallimento e poi hanno ingaggiato un allenatore che ha saputo fa-

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Ricordo il Napoli di Maradona, lo guardavo in tv: che bello giocare nel suo stadio DIDIER DROGBA ATTACCANTE DEL CHELSEA

re tesoro della sua esperienza alla Sampdoria utilizzando nel contempo anche quello che di buono aveva saputo seminare Edy Reja».

André Villas Boas, 34 anni REUTERS

Rebus Terry Un portoghese che conosce tanto bene la nostra realtà calcistica vuoi che non approdi prima o poi... all’Inter? Non tiriamo in ballo per caso la società di Moratti, dove Villas Boas ha lavorato come assistente tattico di Mourinho, perché il Chelsea attuale si è guadagnato il gemellaggio con la Pinetina. Non vincono dal 14 gennaio, sono fuori gioco per il campionato e la Carling Cup e a rischio eliminazione sia in FA Cup (dal Birmingham) sia, perché no, in questa Champions. Per giunta hanno Drogba depresso per aver sbagliato un rigore nella finale di Coppa d’Africa e Torres (che stasera va in panca) sul lettino dell’analista a disegnare una porta larga sette metri e un pallone da collocare fra i pali. In più John Terry ha un ginocchio in disordine e Villas Boas ha definito il suo recupero «molto, molto difficile», salvo ordinargli di provarci fino all’ultimo istante. Si fida dei senatori, stavolta, c’è in ballo la panchina. La panchina «Sì, non posso evita-

re che si parli di questa mia situazione perché non posso negare che le cose stanno andando male. Io però continuo a sentirmi sereno in quanto conosco i discorsi fatti con Abramovich relativi a un piano triennale di rinnovamento e dunque siamo solo all’inizio. Adesso abbiamo da superare questo ostacolo e proveremo a farlo con tutte le nostre forze». Caro Diego Quanto a Didier Dro-

gba, descritto in settimana come il vero allenatore della squadra, ha tenuto a precisare che «l’episodio del tunnel è stato amplificato in maniera esagerata dalla stampa. È vero che ho parlato ai miei compagni ma ho semplicemente ripetuto quanto ci aveva raccomandato Villas Boas, niente di più. Mi sembra una cosa normale che non merita altre parole». Sulla sfida di stasera è stato altrettanto lapidario: «Giochiamo in un ambiente particolare contro una buona formazione e quindi dobbiamo stare molto attenti. Ricordo il Napoli di Maradona, lo seguivo in tv da bambino. Sono felice di entrare nel suo stadio». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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CHAMPIONS ANDATA OTTAVI

A

CHI LA’ DAVANTI?

S Diego Milito è reduce da un’influenza che lo ha molto debilitato, ma ieri è tornato in gruppo. Finora ha giocato 26 partite e segnato 13 gol, di cui 1 in Champions

S Giampaolo Pazzini finora ha totalizzato 28 presenze, con 7 gol segnati: in Champions League è andato a segno due volte, sempre in trasferta, a Mosca e a Lilla

Ranieri torna al suo 4-4-2 Inter, il dilemma è: in panchina Forlan, Sneijder o entrambi? A tutti e due servirebbe giocare per trovare continuità E’ un’ipotesi anche la «vecchia» coppia Milito-Pazzini

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA ELEFANTE APPIANO GENTILE (Como)

Claudio Ranieri lo disse venti giorni fa, vigilia di Inter-Palermo. Molto altro, e pure questo: «Con la rosa al completo, dovrò essere il più rapido possibile a capire come e con chi giocare, e poi decidere». Magari intendeva anche più rapido di così e comunque il momento sembra arrivato: dopo varie sperimentazioni e un tourbillon di cambi tattici che forse

neanche lui immaginava di poter/dover inaugurare, il tecnico ha deciso: di giocare, così pare, con il 4-4-2, o 4-4-1-1 che dir si voglia (non è la stessa cosa, ma di sicuro cambia meno rispetto al giocare con uno, o due, trequartisti). Una scelta più drastica (se definitiva, si vedrà) rispetto a quelle fatte finora: era arrivato il momento di percorrere solo una strada, e magari per un po’ sempre quella, perché il recente disorientamento della squadra

Claudio Ranieri, 60 anni ANSA

può essere stato frutto anche della poca continuità (o chiarezza) dal punto di vista dell’indirizzo tattico. I due centravanti Ora, un’altra

decisione delicata: chi escludere fra Sneijder e Forlan, entrambi deputati a giocare da seconda punta con Milito o Pazzini. Sempre che alla fine Ranieri non decida di escludere inizialmente entrambi, ovvero i due che dovevano (dovranno?) far fare il salto di qualità all'In-

ter: lo farebbe per tornare alla coppia di centravanti puri Milito-Pazzini, che è stata comunque protagonista delle sette vittorie consecutive, assicurando entrambi, a turno, un lavoro di copertura e aiuto al centrocampo che fu garanzia di certi equilibri, poi smarriti ultimamente. E’ una soluzione non da escludere a priori, sempre che Milito — tornato solo ieri in gruppo — dimostri di non essere più debilitato dall’influenza come nei giorni scorsi.

Non è ancora il Cacha Se invece sarà 4-4-1-1, il dilemma sarà: fra Sneijder e Forlan, a chi farebbe più male la panchina? Entrambi non sono al massimo, ma ad entrambi, proprio per questo, in questo momento serve giocare, e non a singhiozzo, per trovare un po’ di continuità. Forlan in allenamento è convincente anche dal punto di vista della condizione atletica, ma di fatto è tornato in campo dopo quattro mesi abbondanti di assenza: il breve rientro a cavallo fra dicembre e gennaio

CORSI E RICORSI E ANCHE IL TECNICO NERAZZURRO DA OTTO ANNI HA UN CONTO IN SOSPESO CON DESCHAMPS

QUI MARSIGLIA

IL GIOVANE TIFOSO

Le trasferte europee danno spinta ma c’è un Vélodrome da cancellare

Ecco Brandao Dopo lo stupro, nuova vita e gol

Filippo a scuola sta preparando un altro striscione

A Mosca e Lilla la squadra di Ranieri ha dato il meglio. Nel 2004 Marsiglia fu fatale LUCA TAIDELLI MILANO

Campionato e Champions League saranno anche due competizioni diverse, ma il pallone rimane rotondo e nell’una o nell’altra è inevitabile portarsi dietro le sensazioni dell’ultima partita. Se avesse perso a Udine invece che vincere in rimonta, probabilmente il Milan non avrebbe asfaltato l’Arsenal quattro giorni dopo. L’Inter dunque oggi vola a Marsiglia con una dose di serenità inversamente proporzionale alla rabbia accumulata racimolando un punto tra Lecce, Palermo, Roma, Novara e Bologna. E chi immagina i nerazzurri in balia delle ondate marsigliesi farebbe bene a ricordare l’orgoglio mostrato da questo gruppo nelle ultime trasferte europee. Trasferta, dolce trasferta Redu-

ci dall’avvio da incubo e dall’esonero di Gasperini, Zanetti e soci il 24 settembre scorso presero un brodino a Bologna, ma soltanto vincendo a Mosca il 27 - con l’unico acuto stagionale di Zarate, dopo le reti di Lucio e Pazzini - si diedero la

L’esultanza di Mauro Zarate dopo il gol vittoria nel 3-2 dell’Inter in casa del Cska Mosca, in settembre REUTERS

scossa. Ancora più importante, non solo ai fini della qualificazione, è stata poi la vittoria di Lilla, il 18 ottobre. Le sconfitte contro Napoli e Catania avevano rigettato la truppa nel baratro, ma proprio in Francia Ranieri fu capace di ricompattare la truppa e i nerazzurri giocarono una gara intensa e senza cali di concentrazione, vincendo grazie a un gran gol di Pazzini, giunto al termine di un’azione tutta di prima con Sneijder e Zarate. Col Marsiglia l’ultima Uefa I ricor-

si storici di Coppa però possono anche avere un sapore beffardo. Proprio il Marsiglia infatti nel 2004 eliminò l’Inter nei quarti dell’allora Coppa Uefa. Era l’ultima stagione in cui i nerazzurri non riuscirono a superare la fase a gironi di Champions. Retrocessi nella coppa minore, furono battuti sia nel-

Il destro di Giampaolo Pazzini, 27 anni, che ha deciso Lilla-Inter, il 18 ottobre scorso LIVERANI

l’andata del Vélodrome da un certo Drogba - che quella sera fece innamorare Abramovic che pochi mesi dopo se lo sarebbe portato al Chelsea - sia a San Siro nel ritorno. Di quell’Inter sono rimasti soltanto Cordoba e Zanetti, che in questi giorni devono aver pensato che da una prova di forza al Vélodrome potrebbe venire anche lo slancio per tornare a lottare per quel terzo posto che vale la prossima Champions. Mentre la classifica attuale dice che i nerazzurri sono fuori pure dall’Europa League... Rivincita anche per Ranieri Un

motivo in più per vincere domani al Velodrome e ipotecare i quarti ce l’ha anche Claudio Ranieri. Sulla panchina del Marsiglia infatti siede quel Didier Deschamps che sempre nel 2004 alla guida del Monaco negò al tecnico romano, al

tempo allenatore del Chelsea, la gioia della finale di Champions. Beffa nella beffa, perché i Blues erano favoriti, persero 3-1 in Francia (gol di Crespo) e nel ritorno a Stamford Bridge prima ribaltarono la storia con Gronkjaer e Lampard, poi sprofondarono in un abisso per colpa di Ibarra e Morientes. Tra i due litiganti comunque a godere fu Mourinho, che con il Porto vinse la Coppa delle grandi sorprese (quell’anno il Milan campione in carica uscì contro il Deportivo dopo aver vinto 4-1 all’andata) e poi si sarebbe accomodato sulla panchina dello stesso Ranieri. Giusto quel Mourinho invocato dal popolo interista venerdì notte come unico possibile salvatore della barca nerazzurra. Servono altri stimoli per tornare grande Inter domani al Vélodrome? © RIPRODUZIONE RISERVATA

PARIGI Sei presenze, tre da titolare, tre gol. Il tutto da metà gennaio in poi. In pratica un miracolo se si pensa che poco più di un anno fa era considerato non solo un peso in campo, ma soprattutto un problema per la società, macchiata dalle accuse di stupro che ancora gli fanno rischiare un processo. Domani contro l’Inter, Brandao potrebbe comunque partire titolare in attacco, visto l’infortunio di Loic Remy, i dubbi sulla condizione di André Pierre Gignac, e l’inesperienza del più talentuoso Jordan Ayew. Quasi una rivincita per un giocatore ceduto in prestito lo scorso marzo dopo aver messo in imbarazzo il club. Colpa di una nottata troppo alcolica in una discoteca di Aix en Provence, finita in autostrada con una ragazza forzata a subire un rapporto sessuale in un’area di servizio. Il tutto a pochi giorni da uno scontro scudetto perso contro il Lilla (1 2), poi laureatosi campione di Francia. Così, Brandao fu spedito in prestito prima al Cruzeiro, poi al Gremio. Ma Gignac si fa di nuovo male e il Marsiglia si qualifica per gli ottavi di Champions. Con l’Inter in vista Deschamps chiede un attaccante in più. In cassa non ci sono soldi e il ds Anigo decide di riprendersi il brasiliano che nel frattempo ha scoperto l’associazione evangelica degli Atleti di Cristo e da gennaio sembra rinato.

Alessandro Grandesso

Zanetti col piccolo Filippo L’Inter ha perso ancora, ma al ritorno a scuola Filippo si becca addirittura un «sei un figo». Potere dello striscione che ha mandato dritto in tv il bambino di 9 anni domenica ospite dell’Inter alla Pinetina. E a Oggiona Santo Stefano, il paese in provincia di Varese dove vive con la famiglia, Filippo è stato accolto dai compagni, colpiti da tanta popolarità. «Prima mi prendevano in giro perché l’Inter perde ha spiegato Filippo ma oggi (ieri, ndr.) erano tutti contenti, non si aspettavano di vedermi in tv. Mi hanno fatto festa e anche la maestra, che tiene al Novara, mi ha fatto un sacco di domande», ha continuato. «Per lui è stato un giorno speciale, che ha vissuto facendo cose "normali"», ha spiegato il papà, Mario Galuppi, da anni iscritto all’Inter club di Gallarate, che il 5 marzo festeggerà il 50˚ anniversario con ospite Diego Milito e il piccolo Filippo, che sta preparando un nuovo striscione. «Ma non dico nulla, sarà una sorpresa».


MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

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COSA HA PROVATO IERI

I NUMERI

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le panchine di Claudio Ranieri con l’Inter: 21 partite di campionato (bilancio: 11 vittorie, 2 pareggi e 8 sconfitte), 5 di Champions League (3 vittorie, un pareggio e una sconfitta) e due di Coppa Italia (una vittoria e una sconfitta)

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GDS

non lo ha certo aiutato a ritrovare il ritmo partita di cui invece ha bisogno, come si è visto anche contro il Bologna. Di sicuro lo stare largo a sinistra non lo ha aiutato né vista tatticamente né fisicamente, ma l’imprecisione e il poco tempismo di certi tiri o giocate dimostrano che non è ancora al 100%. Il «lusso» Sneijder Ma anche

Sneijder deve ancora raggiungere la miglior condizione: l’olandese si sente bene, però le ultime partite hanno mostrato

La delusione di Wesley Sneijder, 27, e Diego Forlan, 32, durante il match perso col Bologna ARVEDA

un giocatore a cui mancano lo spunto e la brillantezza che gli consentivano di fare la differenza. Ranieri, domenica sera alla Ds, ha detto chiaramente che in questo momento non può permetterselo come trequartista con due punte, ma ha espresso alcune perplessità anche sul suo impiego da seconda punta: saranno più consistenti le sue, o quelle di Sneijder a giocare in un ruolo nel quale non si sente comunque pienamente a suo agio? © RIPRODUZIONE RISERVATA

i gol segnati dall’Inter in Champions League con Ranieri in panchina, a fronte delle 6 reti subìti: con lui i nerazzurri si sono qualificati agli ottavi di finale da primi del girone, con un turno d’anticipo. In caso di qualificazione ai quarti di finale, al tecnico romano spetterà da contratto un bonus da 150.000 euro

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Gazzetta.it

LA SFIDA DI DOMANI SERA

Gazza

Samuel va verso il recupero record Le carte Poli e Obi

Tvf

Walter si è stirato 16 giorni fa. Moratti ci sarà. Maicon: «Pronti a una grande gara» DAL NOSTRO INVIATO

APPIANO GENTILE (Como)

La presenza di Massimo Moratti non è ancora certa, ma il presidente farà di tutto per essere in tribuna domani sera al Velodrome. Rischio Samuel Pure lui fino al-

l’ultimo avrà il dubbio sul recupero di Samuel. L’argentino ieri è stato provato al fianco di Lucio ma 17 giorni (Roma-Inter, 5 febbraio) per recuperare da uno stiramento sono pochi. Ci sta che Ranieri per una gara del genere si prenda questo rischio, ma domenica il tecnico ha spiegato che «Walter sente ancora un po’ di fastidio». Se si decidesse di non rischiare, toccherà a Ranocchia o a Chivu, ieri schierato a sinistra. Dubbi a centrocampo Ranieri ha

anche provato due soluzioni per un centrocampo comunque in linea. Punti fermi Zanetti a destra e Cambiasso in mezzo, Poli e Obi potrebbero spuntarla su Stankovic e Nagatomo per

Andrea Pirlo, 32 anni FORTE Walter Samuel, 33 anni, si è infortunato il 5 febbraio FORTE

gli altri due posti. A parte Ricky Alvarez (ginocchio) e quelli fuori dalla lista Champions, Ranieri del resto ha tutti gli uomini a disposizione: 22 i convocati che questa mattina si imbarcheranno per Marsiglia. Forlan e Maicon Della sfida di domani hanno parlato Forlan e Maicon. «Non vedo l’ora di giocare in Champions - ha detto al sito Uefa l’uruguagio, fuori nella fase a gironi per colpa di un preliminare d’Europa League con l’Atletico -. Per ora è stata una stagione difficile, ma l’Inter rimane un top club». «Deschamps mi conosce bene - ha spiegato il brasiliano, allenato dal francese al Monaco -, ma sappia che l’Inter è pronta a fare una grande partita». lu.tai. © RIPRODUZIONE RISERVATA

NAPOLI, NELLA STANZA DI MISTER MAZZARRI PROFUMO DI CHELSEA Esclusivo: le nostre telecamere nel ritiro del Napoli. Live dalle 20,45 la cronaca della sfida contro il Chelsea. Di Maria, gioiello e poi crac: è uno degli argomenti trattati in Extra Time, la videorubrica sul calcio internazionale.

CONTO ALLA ROVESCIA E NOTTE DA BRIVIDI ECCO GAZZA OFFSIDE "Ranieri-Inter, conto alla rovescia"; "Milan meglio senza Ibra?"; "Pirlo mago da scudetto"; "Milan-Juve, tutto in una notte"; "La Roma che morde": sono alcuni titoli di Gazza Offside, la videorubrica settimanale sul campionato italiano


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

Thiago Motta, 29 anni, in maglia Psg dove gioca dal gennaio scorso dopo due campionati e mezzo all’Inter AFP

IN NERAZZURRO 1

«Non credo che dipenda tutto dalla mia cessione. Penso invece che l’Inter sia abituata a giocare in un modo e che quest’anno questo tipo di gioco non sorprenda più nessuno». Perché?

2

«L’Inter è molto forte in contropiede e quando si chiude in difesa lo fa in modo compatto, per poi fare danni sulle ripartenze. Solo che adesso le squadre che affrontano l’Inter hanno tendenza loro ad aspettare e a colpire in contropiede, mettendo così in difficoltà la squadra».

v identiKit & CARRIERA

THIAGO MOTTA

OTTAVI DI CHAMPIONS L’INTERVISTA

C’erano già segni premonitori prima del suo addio?

3

4

«Penso che la cessione di Samuel Eto’o abbia tolto davvero molto alla squadra, perché lui era uno che poteva fare la differenza sempre. Certo, adesso hanno ritrovato il miglior Diego Milito che quando è in forma è un vero pericolo e sa fare bene il suo mestiere, soprattutto se la squadra difende bene e si appoggia su di lui per ripartire. Milito è un’arma pericolosa, ma con Eto’o l’Inter ne aveva una in più». Anche questo è pesato sulla sua scelta di andare al Psg?

I momenti chiave di Motta all’Inter. 1. Aprile 2010, ritorno della semifinale, dà una gomitata a Busquets. Espulso salta la finale. 2. Segna col Bologna, l’Inter vince il titolo 2010. 3. 2011: col Napoli segna 2 gol e poi abbraccia il tecnico Leonardo. 4. L’ultimo derby di Thiago, gennaio 2012 LAPRESSE/ANSA/REUTERS

«In parte si. Come ho già spiegato al presidente Massimo Moratti, il mio ciclo all’Inter era finito.

«

Quando un giocatore sente di cambiare non deve pensarci troppo

«Il ciclo è finito quando è stato venduto Eto’o»

una squadra che sta bene, forte fisicamente, con attaccanti di gran qualità. Ma credo anche che nella storia dell’Inter ci siano state già situazioni così».

Quindi ci può essere un effetto Champions?

Per me era arrivato il momento di cambiare aria perché ho bisogno di avere sempre nuovi stimoli per progredire e li ritrovo qui, con una squadra che è in crescita, anche se vincere la Ligue 1 non sarà scontato. Credo che quando un giocatore sente il bisogno di cambiare per ritrovare la motivazione non deve pensarci su troppo, soprattutto se ti rendi conto di aver esaurito un’esperienza anche se è stata molto ricca. Penso di aver fatto una scelta buona per me e per loro».

«Lui poteva fare la differenza sempre. E pure io, a quel punto, ho deciso di cambiare aria»

«Almeno lo spero, perché in campionato per loro sarà difficile qualificarsi per la prossima Champions League. E non solo perché l’Inter non sta bene, ma anche perché ci sono altre squadre come Milan, Juventus che fanno meglio. Non sarà facile contro il Marsiglia, ma qualificarsi per i quarti potrebbe essere importante per il morale».

«Difficile cambiare l’Inter. Non è bello da fuori parlare dei loro problemi. Non è facile trasformare una squadra così dall’oggi al domani. Ci vuole tempo, gente con la capacità di farlo. Ma mi auguro che possano trovare una soluzione quanto prima».

ALESSANDRO GRANDESSO PARIGI

Se la guarderà in tv con un po’ di apprensione. Thiago Motta, che si è già inserito con personalità e naturalezza nel ruolo di guardiano del centrocampo attribuitogli da Carlo Ancelotti nell’albero di Natale

del Paris Saint Germain, non nasconde timori sugli ottavi di finale a Marsiglia dell’Inter, l’ex squadra abbandonata a gennaio. Un addio arrivato contro il volere di Claudio Ranieri, e che è corrisposto con il crollo dei nerazzurri che senza l’italo brasiliano non sono più riusciti a vincere. Per Motta, l’Inter dovrebbe darsi il tempo di pro-

Cosa intende?

«L’Inter in passato è già arrivata ad appuntamenti importanti in momenti altrettanto difficili, per poi fare una partita buona e risultato. Non sarà facile, ma credo che l’Inter possa farcela».

grammare un cambiamento profondo. Ma ammette anche che cambiare l’Inter non è poi così scontato. Forse anche per questo ha scelto di cambiare aria trasferendosi nella Ville Lumière. Contro il Marsiglia che partita sarà?

«Difficile perché affrontano

Didier Deschamps dice che il Psg ha fatto un favore al Marsiglia comprando Thiago Motta. E senza di lei, l’Inter ha subito un crollo.

L’Inter andrebbe rifondata?

Quindi un pronostico per Marsiglia Inter?

«In questo momento sono alla pari: 50-50».

PREMIO BULGARELLI ASSEGNATO A BOLOGNA IL TROFEO INTITOLATO AL GRANDE CENTROCAMPISTA ROSSOBLU’

Suarez a Capello: «Non andare all’Inter» «Lui è già stato al Milan e alla Juve». Don Fabio muto Il premio va a Xavi del Barcellona ANDREA TOSI BOLOGNA

Nel ricordo di Giacomo Bulgarelli e nel segno di Xavi Hernandez e Fabio Capello, alcuni dei migliori giocatori del campionato italiano degli anni 60-80 si sono riuniti ieri sera a Palazzo D’Accursio, chiamati dal giornalista Luigi Colombo

per eleggere il migliore centrocampista del mondo col premio intitolato alla memoria della grande campione rossoblù, scomparso tre anni fa. In un bel clima cameratesco, pieno di aneddoti e ricordi, si è respirato il calcio di una volta con filmati d’epoca e attestati di amicizia. Bella e toccante la testimonianza di Giovanni Lodetti, quasi commosso: «Giacomo ha voluto che fossi il suo testimone di nozze, poi lui ha ricambiato al mio matrimonio. C’era un feeling speciale che ci univa anche se in campo eravamo rivali». Causa neve e impegni il c.t. Prandelli, Mazzola e Rivera, annunciati tra i presenti, non sono arrivati («Il maltempo non

ci ha aiutati e poi Rivera va sempre a ballare», scherzava Colombo). Tre candidati La giuria, presieduta da Capello e composta da Sandro Mazzola, Suarez, Rivera, Prandelli, Lodetti, Tommasi, Campana, Janich, Pascutti, Fogli, Perani, Altafini, Trapattoni e Grosso, sulla base delle candidature dei tre quotidiani sportivi italiani e di un paio di periodici internazionali, doveva scegliere il vincitore in una rosa di tre: Xavi (Barcellona), Schweinsteiger (Bayern Monaco) e De Rossi (Roma). Il premio è andato al campione catalano che in un video girato a Barcellona ha ringraziato la

Che trio: Luisito Suarez, Giovanni Lodetti e Fabio Capello SCHICCHI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

giuria ricordando i suoi esordi nella cantera blaugrana. Capello superstar E’ stato anche

assegnato il titolo di migliore mezzala del campionato del decennio 75/85 che vedeva in lizza Capello, Antognoni e Falcao, come erede di Bulgarelli. Ha vinto l’ex c.t. della nazionale inglese. Capello ha rigettato domande sul futuro: «Sono qui per onorare la memoria di un giocatore al quale mi sono ispirato quando ero un ragazzo alla Spal. Di tutto il resto non parlo». Ma Luisito Suarez ha lanciato una stoccata da interista: «Tutti tirano Fabio per la giacca per sapere dove allenerà. Io gli dico dove non deve allenare: all’Inter. Visto che ha giocato e allenato con Juve e Milan. Ovviamente la mia è una battuta, Capello non ha bisogno dei miei suggerimenti». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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CHAMPIONS ANDATA OTTAVI COSÌ IN CAMPO TRA OGGI E DOMANI

Real Madrid al gelo Dal +10 sul Barça ai -10 gradi di Mosca Mourinho carico: «Ambiente difficile ma l’ambizione è più forte». E agli interisti: «Cantate il nome di Ranieri» DAL NOSTRO INVIATO

FABIO LICARI MOSCA

Può darsi che il «camino de la leyenda», come scrive Marca, sia un tantino esagerato: però la sensazione di irresistibilità questo Real Madrid ce l’ha tutta. Le statistiche dicono: 30 successi su 35 gare, 112 gol segnati (media 3,2), +10 nella Liga, 6 su 6 in Champions. Anche ai terribili -10 di Mosca, anche sul sintetico del Luzhniki, potrà mai il Cska – orso russo in letargo da dicembre – opporsi al carro armato come il ribelle di Tienanmen? Tutto congiura per il no. Ma, come dice un intellettuale spagnolo sull’altro quotidiano di Madrid, As, «le statistiche sono come il bikini: rendono l’idea ma non fanno vedere tutto». E infatti c’è la variabile indipendente: vinte 27 delle ultime 30 partite, chi è riuscito a fermare il Real? Risposta: Barcellona, Barcellona, Barcellona. L’impressione è che, se il sorteggio non fa qualche scherzo assassino, da qui alla finale la questione sia tutta spagnola: e con Guardiola finora è saltato (quasi sempre) tutto, nervi e schemi. Battutaccia Ma qui a Mosca il nemico è lontano. Qui l’avversario è il clima boia che costringe a un allenamento di appena 45’. Mou non sorride: «Dobbiamo esser più forti delle condizioni atmosferiche. Giocare a +10 non è lo stesso che a -10. E il sintetico non è l’erba. Non abbiamo il tempo d’ambientarci alla situazione non comune: però la testa e l’ambizione sono più forti. Conto su questo». E su un risultato positivo «che può anche essere un pari con gol: i quarti si decidono in 180’». C’è un po’ di pretattica, ricambiata dal Cska e dai cronisti russi che chiedono se per caso, considerati partita e freddo, non schiererà qualche «riserva». Immaginate la risposta. E poi anche peggio, una volta entrato in campo, visto che il Cska non gli comu-

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I NUMERI

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vittorie Il Real ha chiuso la fase a gironi a punteggio pieno, con 6 vittorie su 6: nella storia della Champions, ci erano riusciti soltanto Milan (1992-93), Psg (1994-95), Spartak Mosca (1995-96) e Barcellona (2002-03).

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José Mourinho, 49 anni, sul sintetico del Luzhniki: ieri solo 45’ di allenamento per il freddo AFP

nica il colore del pallone, si lascia scappare una battutaccia volgare, captata dalle telecamere spagnole. «Tutti per Ranieri» Dieci anni fa,

19-2-2002, Mourinho debuttò in Champions con il Porto. Scherzi del destino: proprio al Bernabeu, contro il Real, perdendo 1-0. Da allora due coppe vinte (Porto e Inter), 89 gare, 48 successi, 23 pari e 18 sconfitte. «Quest’anno vogliamo fare grandi cose, in Liga e in Europa, senza pensare a traguardi personali: tutto e tutti per la squadra, la squadra, la squadra. Io e i ragazzi siamo d’accordo». La squadra (il Real). E l’ex squadra (l’Inter). Che sia lusingato dei cori non si discute ma, nell’emergenza, l’idea è fare blocco. Così Mou traduce in emozione il concetto dell’altro giorno: «Chiedo ai tifosi di non cantare il mio nome allo stadio ma quello di Ranieri e dei giocatori. C’è da salvare la stagione. Pensateci». Lo ascolteranno? © RIPRODUZIONE RISERVATA

NON GIOCA DAL 7 DICEMBRE

Questo Cska è un mistero: «Dopo la sosta soffriamo» MOSCA (f.li.) Il Cska è un mistero: non gioca dal 7 dicembre (2 1 all’Inter a San Siro), s’è allenato in Spagna e Turchia, ha perso Vagner Love (Flamengo) e preso Musa e Wernbloom. Il tecnico Slutski, 40 anni, adora Mou: «Il migliore. Fisicamente non c’è squadra al mondo come il Real: passare sarebbe un miracolo, a febbraio soffriamo sempre dopo la sosta». Slutski pensa anche alla sfida scudetto del 3 marzo con lo Zenit di Spalletti capolista in Russia (+6 sul Cska). Difficile che Honda, reduce da infortunio, sia in campo. In porta il «terzo» Chepchugov (Akinfeev k.o., Gabulov ceduto). Da seguire l’ivoriano Doumbia, 19 gol nelle ultime 18 gare (5 in Champions). A Mosca il Cska ha perso con Lilla e Inter, ma con le spagnole è imbattuto. Record di pubblico oggi: 72mila spettatori. «Ho affrontato il Cska con l’Inter e con il Chelsea soffrendo sempre — ricorda Mourinho —. È cambiato poco, gioca a memoria, ha una grande organizzazione difensiva, grande potenza fisica e bel contropiede. Non c’è più Vagner Love, è vero, ma questo Doumbia segna sempre». © RIPRODUZIONE RISERVATA

sconfitte Il Cska Mosca ha giocato 5 partite in Europa contro squadre spagnole e non ha mai perso: il bilancio è di 3 vittorie e 2 pareggi. Per la prima volta sfida il Real di Mourinho, che due stagioni fa con l’Inter eliminò il Cska nei quarti (doppio 1-0) sulla strada verso la vittoriosa finale di Madrid.

CSKA MOSCA (4-4-2) REAL MADRID (4-2-3-1)

NAPOLI (3-4-1-2) CHELSEA (4-3-3)

OGGI ORE 18

OGGI ORE 20.45

1 4-4-2 CHEPCHUGOV V. BEREZUTSKI SCHENNIKOV 6 24 4 42 A. BEREZUTSKI IGNASHEVICH 18 2 22 3 MUSA SEMBERAS ALDONIN WERNBLOOM

1 3-4-1-2 DE SANCTIS 14 28 6 CAMPAGNARO CANNAVARO ARONICA 11 23 88 18 MAGGIO GARGANO INLER ZUNIGA 17 HAMSIK

10 8 DZAGOEV DOUMBIA

7 CAVANI

9 BENZEMA 7 C. RONALDO

8 KAKÀ

10 ÖZIL

6 14 KHEDIRA X. ALONSO 15 19 3 4 COENTRAO VARANE PEPE S. RAMOS CASILLAS 1

10 MATA

22 LAVEZZI

11 DROGBA

23 STURRIDGE

8 16 LAMPARD MEIRELES 3 COLE

7 RAMIRES

4 24 DAVID LUIZ CAHILL

2 IVANOVIC

CECH 1

4-2-3-1

4-3-3

ARBITRO Kuipers (Olanda). TV Sky Sport 3 HD e Calcio 2 HD; Premium Calcio.

ARBITRO Velasco Carballo (Spagna). TV Sky Sport 1 HD, Calcio 1 HD e 3D; Premium Calcio e Calcio HD2.

CSKA MOSCA Panchina 38 Isupov, 5 Vasin, 59 Fedotov, 21 Tosic, 26 Oliseh, 7 Honda, 61 Serderov. Allenatore Slutski. Squalificati Nababkin, Mamaev. Diffidati nessuno. Indisponibili Akinfeev, Gonzalez, Cauna, Vasin.

NAPOLI Panchina 83 Rosati, 2 Grava, 23 Fernandez, 85 Britos, 8 Dossena, 20 Dzemaili, 29 Pandev. Allenatore Mazzarri. Squalificati nessuno. Diffidati Aronica, Maggio. Indisponibili Vargas.

REAL MADRID Panchina 13 Adan, 17 Arbeloa, 2 Carvalho, 12 Marcelo, 11 Granero, 21 Callejon, 20 Higuain. Allenatore Mourinho. Squalificati nessuno. Diffidati nessuno. Indisponibili Di Maria, Lass, Altintop.

CHELSEA Panchina 40 Hilario, 17 Bosingwa, 26 Terry, 5 Essien, 15 Malouda, 21 Kalou, 9 Torres. Allenatore Villas Boas. Squalificati nessuno. Diffidati David Luiz, Meireles. Indisponibili nessuno.

MARSIGLIA (4-2-3-1) INTER (4-4-1-1)

BASILEA (4-4-2) BAYERN (4-2-3-1)

DOMANI ORE 20.45

DOMANI ORE 20.45

30 4-2-3-1 MANDANDA 2 21 3 15 AZPILICUETA DIAWARA NKOULOU MOREL 4 7 DIARRA CHEYROU 18 28 20 AMALFITANO VALBUENA A. AYEW 9 BRANDAO

1 SOMMER ABRAHAM 27 19 6 STEINHÖFER DRAGOVIC

20 OBI 26 CHIVU

25 SAMUEL

6 LUCIO

JULIO CESAR 1

PARK 3

17 8 34 SHAQIRI HUGGEL G. XHAKA

20 F. FREI

13 9 A. FREI STRELLER

22 MILITO 10 SNEIJDER 19 18 CAMBIASSO POLI

4-4-2

33 GOMEZ 7 RIBERY 4 ZANETTI 13 MAICON 4-4-1-1

25 MÜLLER

10 ROBBEN

39 30 KROOS LUIZ GUSTAVO 21 28 17 13 LAHM BADSTUBER J. BOATENG RAFINHA NEUER 1

4-2-3-1

ARBITRO Çakir (Turchia). TV Rai 1 e Rai HD; Sky Sport 1 HD e Calcio 1 HD; Premium Calcio e Calcio HD2.

ARBITRO Rizzoli (Italia). TV Sky Sport 3 HD e Calcio 2 HD; Premium Calcio e Calcio HD2.

MARSIGLIA Panchina 1 Bracigliano, 24 Fanni, 13 Traore, 26 Sabo, 12 Kabore, 17 Mbia, 23 J. Ayew. Allenatore Deschamps. Squalificati nessuno. Diffidati Morel, Diarra, Amalfitano, A. Ayew. Indisponibili nessuno.

BASILEA Panchina 23 Colomba, 29 Kovac, 24 Cabral, 10 Yapi Yapo, 28 Andrist, 14 Stocker, 31 Zoua. Allenatore Vogel. Squalificati nessuno. Diffidati Huggel, A. Frei, Streller, G. Xhaka. Indisponibili Voser, Chipperfield, Kusunga, Degen.

INTER Panchina 12 Castellazzi, 23 Ranocchia, 55 Nagatomo, 17 Palombo, 5 Stankovic, 28 Zarate, 7 Pazzini. Allenatore Ranieri. Squalificati nessuno. Diffidati Chivu. Indisponibili Alvarez, Guarin, Cordoba, Castaignos.

BAYERN Panchina 22 Butt, 14 Usami, 23 Pranjic, 9 Petersen, 27 Alaba, 11 Olic, 44 Tymoshchuk. Allenatore Heynckes. Squalificati nessuno. Diffidati Schweinsteiger. Indisponibili Schweinsteiger, Van Buyten, Contento.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SABATO MILAN-JUVE I CONTI

DICE ALLEGRI

«Dopo 10 anni ad Andrea ha fatto bene cambiare»

Massimiliano Allegri, 44 anni REUTERS MILANO

«Sfida importante, ma non fondamentale». Massimiliano Allegri inizia così la settimana che porterà al big match di sabato, dopo qualche giorno di battute a distanza. «Credo faccia parte del gioco la diatriba che c'è fra Milan e Juve, fra due squadre al vertice è normale». Parlando con Rtl, il tecnico del Milan ha mandato complimenti a Pato («un grande professionista») e Maxi Lopez, che ieri ha avuto un figlio. Quanto a Ibra, «e’ un ragazzo buono, generoso, Lo dimostra il suo modo di allenarsi, di giocare e soprattutto il fatto che si mette sempre in prima linea a difesa di tutto e di tutti. Credo che sia un campione importante, che si sta trovando benissimo al Milan e fortunatamente è arrivato quando sono arrivato io». Allegri ha parlato anche di Pirlo. «Ha deciso lui di andare via ma Andrea è un giocatore straordinario. Però credo che spesso nella vita dopo tanti anni si abbia bisogno cambiare. Lui a Torino ha trovato nuove motivazioni, quelle che sicuramente al Milan dopo dieci anni erano venute meno. Ma le sue qualità non si discutono». © RIPRODUZIONE RISERVATA

ROSSONERI

Milan-Juve, qu LA SPESA PER I 14 DI CESENA-MILAN Abbiati

Abate

Bonera

Thiago Silva

Mesbah

Nocerino

Ambrosini

PORTIERE 34 anni

DIFENSORE 25 anni

DIFENSORE 30 anni

DIFENSORE 27 anni

DIFENSORE 27 anni

CENTROCAMPISTA 26 anni

CENTROCAMPISTA 34 anni

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

0 Ingaggio 1,8

0 Ingaggio 1,8

2,2 Ingaggio 1,5

10 Ingaggio 4

0 Ingaggio 1

0,5 Ingaggio 1,3

0 Ingaggio 1,5

Van Bommel

Muntari

Emanuelson

Maxi Lopez

Inzaghi

Robinho

El Shaarawy

CENTROCAMPISTA 34 anni

CENTROCAMPISTA 27 anni

CENTROCAMPISTA 25 anni

ATTACCANTE 27 anni

ATTACCANTE 38 anni

ATTACCANTE 28 anni

ATTACCANTE 19 anni

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

0 Ingaggio 2

0 Ingaggio 2,2

0,3 Ingaggio 1,5

0,5 Ingaggio 1,5

20 Ingaggio 1

16 Ingaggio 3

3 Ingaggio 0,7

Due squadre rinnovate Galliani al risparmio Con Pirlo che Signora Progetti partiti da lontano per cambiare pelle. I rossoneri hanno fatto affari con i parametri zero, a Marotta ne è bastato uno CARLO LAUDISA twitter @carlolaudisa MILANO

biato pelle in maniera radicale. E con il preciso intento di voltar pagina. Svolta rossonera In via Turati

Scaldiamo i motori per Milan-Juve. E fotografiamo il peso delle due grandi del campionato a partire proprio dai giocatori scesi in campo nell’ultimo turno. Vincenti con lo stesso risultato contro Catania e Cesena, le squadre di Allegri e Conte hanno altri punti in comune. E non ci riferiamo agli aspetti tecnici. Negli ultimi 18 mesi Milan e Juve hanno cam-

l’estate 2010 segna l’inizio di una rivoluzione interna in grande stile. In silenzio Adriano Galliani dà l’addio a ben 10 giocatori e apre le porte ad un ricambio di cui ora notiamo i frutti. Rinfreschiamoci la memoria: Borriello, Dida. Favalli, Huntelaar, Jankulovski, Kaladze, Oddo, Onyewu, Ronaldinho e Storari danno l’addio nella prima stagione. Poi. la

Due estati fa la svolta rossonera: con Ibra e Binho tanti low cost e un incredibile via vai

Con l’avvento di Andrea Agnelli nel 2010 i bianconeri fanno ingenti investimenti

scorsa estate c’è anche il discusso sacrificio di Pirlo. Scelte innanzitutto manageriali. La nuova era impone una riduzione dei costi: sia nei trasferimenti che negli ingaggi. Non si scappa. Il low cost In questa panoramica non consideriamo le stelle Ibrahimovic (costato 24 milioni), Boateng (12) e Pato (22): tutti in forte dubbio per sabato. Tutti gli altri arrivano a prezzi stracciati, se non proprio a costo zero. In questo filone ci sono sicuramente gli svin-

QUI MILAN TANTI RIENTRI PER LA PARTITA CON LA JUVE

Pato ci sarà, tornano anche Nesta e Mexes Per Boateng, nessuna novità: ma Allegri può contare su un attaccante in più ALESSANDRA BOCCI twitter @picobocci MILANO

Pato ci sarà, come Nesta, e forse Mexes, Boateng e Aquilani no. Oggi il ghanese si sottoporrà ad altri esami, ma le probabilità di recuperarlo prima di Milan-Juve sono meno che minime. Allegri dovrà ri-

proporre Emanuelson trequartista con Muntari ala sinistra. In attacco, invece, il ballottaggio è aperto, e più che ballottaggio potrebbe essere una corsa a tre, anche se Pato è il candidato di maggioranza per il posto accanto a Robinho. Allegri ancora non vuole pensarci, come nessuno a Milanello, ma è evidente che non si aspetterà il giorno della sentenza Ibrahimovic (venerdì) per impostare la squadra. Talismano Ieri Allegri era a Livorno, oggi pomeriggio si torna al lavoro a Milanello. Con Pato, appunto, tenuto a riposo precauzionale domenica a Cesena. Pato era risultato affati-

cato dopo la partita con l’Arsenal, nella quale fra l’altro era comparso soltanto per pochi minuti. Ma in questa partita Allegri ha bisogno di andare sul sicuro, e Pato è il più esperto fra gli attaccanti a disposizione: a differenza di Maxi Lopez e El Shaarawy, conosce le tensioni dei match scudetto e soprattutto ha già risolto la situazione in casi simili. L’anno scorso, con Ibra squalificato, era stato Pato a dare la scossa alla squadra a suon di gol contro l’Inter. E all’inizio di questa stagione, senza Zlatan in campo, il brasiliano aveva rotto con un gol-lampo la difesa del Barça al Camp Nou. Pato insomma si è inventato partite

speciali in situazioni speciali. Sabato potrebbe essere una di quelle sere. Conferme Ma la conferma più

attesa è quella che dovrà dare Urby Emanuelson, protagonista a Cesena, dove da trequartista ha ripagato la fiducia ricevuta da Allegri in questi mesi. Dopo un lungo periodo di studio e disorientamento, l’olandese sembra avere acquisito la sicurezza e la personalità che fino a poche settimane fa gli mancavano. La sorte gli mette davanti un’altra occasione per dimostrarsi all’altezza della situazione. Già contro l’Arsenal, da mezzala, Urby era andato molto bene. Ora gli si chiede di superare un altro step, perché i controlli in programma oggi per Boateng difficilmente daranno le risposte positive che molti tifosi si aspettano. Pato e Ibrahimovic: Allegri spera di averli entrambi contro la Juve ANSA

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MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LA SPESA PER I 14 DI JUVENTUS-CATANIA Buffon

Barzagli

Bonucci

Chiellini

Padoin

Pepe

Giaccherini

PORTIERE 34 anni

DIFENSORE 30 anni

DIFENSORE 24 anni

DIFENSORE 27 anni

CENTROCAMPISTA 27 anni

CENTROCAMPISTA 28 anni

CENTROCAMPISTA 26 anni

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

40 Ingaggio 6

2,5 Ingaggio 1,3

15 Ingaggio 1,8

10 Ingaggio 3,5

7 Ingaggio 1,3

10,5 Ingaggio 1,5

3 Ingaggio 1,2

Pirlo

Marchisio

De Ceglie

Vucinic

Borriello

Lichtsteiner

Quagliarella

CENTROCAMPISTA 32 anni

CENTROCAMPISTA 26 anni

DIFENSORE 25 anni

ATTACCANTE 28 anni

ATTACCANTE 29 anni

DIFENSORE 28 anni

ATTACCANTE 29 anni

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

Cartellino

0 Ingaggio 4

0 Ingaggio 3

0 Ingaggio 1,5

13 Ingaggio 3

0 Ingaggio 2

10 Ingaggio 1,5

16 Ingaggio 2

colati Van Bommel ed Emanuelson, ma anche l’epurato Cassano (1,7). Il più costoso di questo lotto è Robinho (16). Poi, un altro filotto di operazioni a costo zero: Mexes (0), Aquilani (prestito e riscatto a 6), Nocerino (0,5) e ora Mesbah e Muntari, appunto. In punta di piedi il Milan ha cambiato pelle e si prepara a un nuovo scossone estivo, visto che ci sono altri 12 rossoneri in scadenza e il progetto societario è quello di ringiovanire ancora l’età media della rosa. Un obiettivo ormai a portata del club di Silvio Berlusconi che proprio ieri ha festeggiato il suo ventiseiesimo compleanno alla guida del club. E il fatto che il patron ad aprile tornerà presidente è la riprova dell’impegno a dare continuità ad una gestione che è già nella storia del club. Verve Agnelli Quasi in contem-

Mirko Vucinic, 28 anni, e Mark van Bommel, 34, durante la gara di andata LAPRESSE

poranea a Torino sono cambiate tante cose con l'avvento di Andrea Agnelli nel maggio del 2010. Le ambizioni del giovani presidente medicano le ferite del mondo bianconero, uscito malconcio da Calciopoli. E con Beppe Marotta al fianco avvia un radicale lavoro di rinnovamento. L’imperativo è quello di tornare il più in fretta possibile ai fasti dei bei tem-

pi. La prima stagione con Delneri non dà gli attesi risultati, ma gli investimenti sono ingenti. E tutti di prospettiva. Così la Juve s’aggiudica Quagliarella (16), Matri (16), Pepe (10,5), ma anche Bonucci (15) e Barzagli (2,5): guarda caso tutti più che soddisfacenti sotto la gestione di Antonio Conte. Proprio la campagna acquisti concertata la scorsa estate con il tecnico leccese porta ad un ulteriore salto di qualità. Jolly Pirlo Gli arrivi di Vucinic (13), Vidal (10,5), Lichsteiner 810,5) Estigarribia (prestito) e Giaccherini (3) fanno il resto. Un discorso a parte meritano Krasic (15) e Elia (10), sinora rimasti malinconicamente ai box. Ma è fatale che non tutte le tessere combacino in un mosaico così complicato. a far da contrappasso, però, c’è l’unico parametro zero bianconero: quell’Andrea Pirlo arrivato proprio dai rossoneri. E con le polemiche ormai note. In via Turati giurano di non essersi pentiti e considerano l’addio un male necessario nel rispetto del nuovo corso. E’ oggettivo, però, che l’ingaggio del bresciano ha dato alla Juve un valore aggiunto, a questo punto, determinante nella lotta-scudetto.

Le differenze La strategia juven-

tina è più tradizionale e ha dei parametri ferrei. Del resto la famiglia Agnelli ha sopportato sacrifici importanti: soprattutto gli ultimi aumenti di capitali, resisi necessari dopo le mancate qualificazioni nelle coppe. Nel mezzo c’è l’investimento per lo Juventus Stadium che già sta portando i primi frutti. Ciò nonostante all’ultimo mercato di gennaio Conte ha avuto altri tre petali in regalo: Caceres (1,5 di prestito), Padoin (7) e Borriello (prestito). Invece il Milan, oltre a Muntari, ha riportato a casa Merkel e Strasser, ora infortunati. Anche loro prima o poi torneranno utili a Max Allegri in attesa dei recuperi di Flamini e Gattuso, Ma questa è un’altra storia che prescinde dal mercato.

BIANCONERI

uanto mi costi

Prospettive Il dato di fatto è

che sia il Milan che la Juve hanno messo tanta benzina verde nei loro motori. Ciò assicura ad entrambe un lungo respiro e la prospettiva di ritrovarsi di fronte per i traguardi più importanti. Il problema, insomma, è per le rivali. Una su tutte? L’Inter, anch’essa attesa ad un cambio generazionale importante. © RIPRODUZIONE RISERVATA

QUI JUVE AL LAVORO CON COMPITI SPECIFICI

Conte allena i suoi alla precisione al tiro Lunghe esercitazioni per Vucinic, Matri, Quagliarella, Borriello, Del Piero DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO VIAREGGIO (Lucca)

Animo sereno, gambe riposate, allegria e voglia di correre. Dopo due giorni di riposo la Juve inizia oggi la preparazione in vista della grande sfida di San Siro. Antonio Conte ha programmato una doppia seduta, presumibilmente

tattica al mattino e atletica al pomeriggio. I giocatori passeranno gran parte della giornata allo Juventus Center di Vinovo e ci sarà probabilmente la possibilità di rivedere alcune delle situazioni tattiche della partita con il Catania che all’allenatore non sono piaciute. Nell’avvicinamento alla gara di San Siro Conte cercherà di restituire alla squadra quella fluidità di gioco nella fase offensiva che è venuta un po’ a mancare di recente. Nelle ultime tre partite di campionato la Juve ha segnato appena una rete su azione, tra l’altro generata da un maldestro rinvio del portiere del Catania. Se è un buon segnale la ritrovata

pericolosità su palla inattiva (Pirlo ha segnato la prima rete stagionale su punizione diretta, Chiellini ha colpito un palo a Parma su punizione indiretta), resta il fatto che alla Juve mancano non solo i gol ma anche le tante occasioni che all’andata era solita creare. Equilibrio e tiri in porta Sotto

questo punto di vista per la Juve sarebbe fondamentale la crescita di Marchisio e Vidal, che per mesi sono stati bravissimi a svolgere il doppio lavoro di costruzione e interdizione e arrivavano spesso da dietro in area di rigore. Un calo è fisiologico, sarebbe stato strano il contrario e nelle ultime

Fabio Quagliarella, 29 anni, va al tiro contro il Catania LAPRESSE

I PRECEDENTI

San Siro è terra di conquista per la Juve

Martin Caceres, 24 anni LAPRESSE

San Siro terra di conquista per la Juve. Oltre al valore della banda Conte, a preoccupare il Milan ci sono infatti pure gli ultimi precedenti: vittoria l’anno scorso in campionato (2-1, Delneri allenatore, reti di Del Piero e Quagliarella, poi il gol-bandiera di Ibra); successo poche settimane fa in Coppa Italia, sempre 2-1, ma doppietta di Caceres a vanificare il gol di El Shaarawy. E il feeling con lo stadio milanese è ulteriormente rafforzato dal 2-1 rifilato all’Inter il 29 ottobre scorso, 10a giornata, vantaggio di Vucinic, pareggio di Maicon e gol-partita di Marchisio. Tre 2-1 consecutivi, successi meritati, prestazioni ai limiti del dominio, per gioco e occasioni. E se Del Piero... L’ultimo succes-

so interno del Milan contro la Juve risale al 15 maggio 2010: 3-0 firmato da Antonini e Ronaldinho due volte. Attenzione a Del Piero: se scenderà in campo anche solo un minuto, eguaglierà Boniperti a quota 13 gare di campionato giocate contro il Milan a San Siro. Ale, da juventino naturalmente, l’ha buttata dentro tre volte nella Milano rossonera, come Anastasi, Gabetto e Trezeguet: meglio hanno fatto Bettega (5), Boniperti e Borel II con 4 reti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

partite è sembrato che Claudio e Arturo abbiano cominciato la risalita verso la condizione ottimale. E’ probabile che fino a quando Marchisio e Vidal non saranno tornati al top la Juve continuerà a giocare con il 3-5-2: nel 4-3-3 la zona di campo da coprire è ancora maggiore e in questa fase delicata della stagione Conte non vuole assolutamente che la squadra perda equilibrio. Di sicuro una parte degli allenamenti sarà dedicata ai tiri in porta: con un po’ di precisione in più alcuni dei dieci pareggi stagionali sarebbero diventati vittorie. E la Juve avrebbe avuto la possibilità di giocare a San Siro con un vantaggio importante. Ecco perché per Vucinic, Matri, Quagliarella, Borriello e Del Piero questi saranno giorni di lunghe esercitazioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

SABATO MILAN-JUVE LA POLEMICA

Marotta ad Allegri «Non ci occupiamo dei fatti degli altri» L’a.d. della Juve zittisce il tecnico del Milan «Sollevato con civiltà un problema di equità» DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO VIAREGGIO

Con garbo, perché è una persona molto garbata. Ma con altrettanta chiarezza, perché Beppe Marotta ha capito che è finita l’ora dei giri di parole ed è meglio andare dritti al centro del problema. Alla Juventus non è piaciuto affatto l’intervento di Massimiliano Allegri e Marotta l’ha prontamente fatto notare: «Noi non ci occupiamo di quanto avviene in casa altrui». Domenica, dopo la vittoria di Cesena, l’allenatore del Milan si era lasciato andare a un commento che ha sorpreso tutti in Corso Galileo Ferraris: «Mi sarei molto divertito se sabato, quando Chiellini ha segnato schiacciando il suo marcatore, l’arbitro avesse annullato il gol. Per fortuna l’ha convalidato. E dico per fortuna perché spesso a Ibrahimovic in quelle situazioni viene fischiato fallo e poi se fosse stato annullato saremmo andati avanti con la "messa" arbitrale. Invece gli arbitri stanno facendo molto bene e addossare a loro tutte le responsabilità sarebbe riduttivo». Una bella stoccata alla Juve,

Da sinistra Beppe Marotta, 54 anni, con Antonio Conte, 42 IPP

«Ibrahimovic? Che ci sia o no, il Milan resta forte. Ma noi siamo sereni, non nervosi»

anche se è quantomeno singolare applaudire l’operato degli arbitri e sottolineare nello stesso tempo i falli fischiati a Ibra insinuando il dubbio che fosse da annullare la rete di Chiellini. I motivi del disappunto Alla Juve

ha dato fastidio che Allegri si sia furbescamente lamentato per un episodio avvenuto in una partita dei bianconeri e giudicato bene dall’arbitro in base alle valutazioni dei moviolisti (Chiellini e Ber-

gessio, che non guarda nemmeno il pallone, si trattengono a vicenda). E così Marotta ha espresso il disappunto della società: «Le nostre critiche nei confronti del settore arbitrale - ha spiegato l’a.d. bianconero a Viareggio prima della vittoriosa finale della Primavera - sono state espresse in modo civile e costruttivo e lo dimostra il fatto che nessuno di noi sia stato deferito. Noi riteniamo che il confronto aiuti a crescere e abbiamo sollevato solo un problema di equità. E’ stata fatta tanta demagogia, ma noi ci siamo limitati a far sentire la nostra voce senza prendere di mira nessuno. Noi non ci occupiamo di quanto accade in casa altrui». Mentre il Milan sì, è sottinteso. Juve protagonista La settimana che porta a Milan-Juve si apre quindi con un altro botta e risposta. Chissà se ce ne saranno ancora, in attesa della sentenza sul ricorso contro la squalifica di Ibrahimovic: «Che ci sia lui o no - osserva Marotta - il Milan è molto forte e lo ha dimostrato a Udine e Cesena. I rossoneri sono quasi tra le prime 8 squadre d’Europa e sabato saranno i favoriti mentre noi ci godremo la possibilità di arrivare alla sfida di San Siro in una posizione di classifica che gratifica il nostro lavoro. Noi viviamo l’avvicinamento alla partita con serenità e orgoglio, mica con nervosismo». Però a questo punto lo scudetto potrebbe diventare un obiettivo raggiungibile: «Abbiamo iniziato tempo fa un profondo rinnovamento che ha coinvolto società, allenatore e giocatori. La terapia per rifare grande la Juve è una sola: lavorare. Lo scontro diretto non sarà comunque decisivo perché le gare contro le piccole sono altrettanto importanti e pericolose. Per la Juve, intanto, è bello essere di nuovo protagonista». Tanto bello da non volersi limitare a questo.

QUALUNQUE COSA TI PORTINO I PROSSIMI 7 ANNI,

d

HANNO DETTO

S Antonio Conte dopo Parma-Juve «Tira una brutta aria e la spiegazione di tutto è il segreto di Pulcinella»

S Max Allegri dopo Cesena-Milan «Mi sarei molto divertito se sabato l’arbitro avesse annullato il gol di Chiellini»

IL PRESIDENTE FIGC

Abete: «La Serie A cominci prima Nodo governance» MAURIZIO GALDI ROMA

Calendari, contratto calciatori, futuro, calciopoli e etica. Giancarlo Abete a «La politica nel pallone» di Gr Parlamento ha risposto a 360 gradi. «Ricandidarmi? Prima devo decidere se farlo, poi capire se ho il consenso necessario» ha detto sul rinnovo del suo mandato. Sul calendario Abete considera «auspicabile» un ripensamento: «Il problema sarà oggetto di un dibattito, in Italia ed in Spagna i campionati iniziano più tardi rispetto al resto d'Europa. E questo crea problemi. Non si tratterebbe di recuperare mesi ma di lavorare su quel paio di giornate che permetterebbero di avere un pò di respiro». Abete non teme che le dispute sul contratto collettivo possano dal 30 giugno portare a nuovi conflitti: «La Lega ed il presidente Beretta erano molto soddisfatti perché considerano l'accordo stipulato innovativo...». E stavolta, in caso di minacce di sciopero, la risposta delle istituzioni sarebbe più energica perché, assicura Abete, «Federazione e Coni non starebbero con le mani in mano qualora ci fosse la volontà di creare un incidente». Serie A Il presidente federale esclude un commis-

sariamento della Lega di A anche se solo ad acta. «Io commissario? Non esiste. Occorre una riflessione più complessiva, il commissario ad acta serve per rendere praticabili alcune modifiche che non sono all'interno della titolarità dell'assemblea. Se queste ci sono, il commissario non può «bypassarle». C'è un problema di governance complessiva del nostro sistema che va al di là del valore del presidente Beretta. E va risolto». Calciopoli Abete commenta le dichiarazioni di Antonio Conte, su calciopoli: «Il riferimento non mi ha dato fastidio, è una realtà purtroppo esistente nel calcio italiano che non evoca in me nulla se non tristezza, sono talmente abituato...».

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SERIE A

identiKit & CARRIERA

v Ecco Borini

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HA DETTO

Il Pirata della Roma in Europa

Lasciata Londra si è preso Swansea, Under e Luis Enrique esultando coltello tra i denti MASSIMO CECCHINI ROMA

Ad un certo punto si accorse che non bastava avere a portata di metropolitana l’abbazia di Westminster, i teatri di Shaftesbury o i mercatini di Camden. A 16 anni Fabio Borini era quello che siamo stati tutti: un ragazzo in cerca della sua strada. Il problema, però, è che provare a trovarla a centinaia di chilometri da Padulle, la cittadina nei pressi di Bologna dove abita la sua famiglia, non era così facile come poteva sembrare. Coltello tra i denti I sogni, d’al-

tronde, a volte costano cari. Lasciate le giovanili rossoblu dove era entrato a dieci anni, nel 2007 l’attaccante si trasferiva al Chelsea, ma più che le zone chic di Abramovich, Fabio ha calpe-

stato i corridoi della casetta della famiglia che lo alloggiava a Cobham, a due passi dal centro di allenamento del club. In quei giorni pieni di tanti interrogativi e poche risposte, a Borini venne in mente il suo stile di esultanza: il coltello tra i denti. «L’avevo studiata con gli amici in un momento di difficoltà personale — ha raccontato — ed è un simbolo che mi rappresenta totalmente: così faccio capire che sono uno che non molla facilmente». Lo hanno compreso anche al Chelsea, bravi a coccolarlo nei periodi in cui soffriva di nostalgia, ma spigolosi quando si parlava di rinnovo contrattuale. «L’allora responsabile del settore giovanile, Mark Arnesen, i primi tempi concedeva dei permessi speciali a Fabio per farlo tornare a casa — spiega il suo manager Marco De Marchi — e gli è stato sempre molto vicino.

S Sabatini È prematuro parlare di una convocazione in Nazionale, ma si sta rivelando un acquisto azzeccato. Sta facendo davvero molto bene

PISTA BENFICA

I giallorossi per la difesa puntano Garay I giornali portoghesi sono sicuri: la Roma va all’assalto per aggiudicarsi il difensore argentino Garay del Benfica (la cui proprietà è divisa a metà tra Real Madrid ed il club portoghese). La clausola di rescissione è di 20 milioni e il Benfica, per ora, non intende fare sconti. In attesa di scoprirlo, ieri il club giallorosso ha ufficializzato il rinnovo di Perrotta fino al 2013, scattato in automatico per avere raggiunto il numero di presenze e minuti previsto nel contratto finora in vigore. Guadagnerà 2,6 milioni lordi più eventuali premi.

Fabio Borini, 20 anni, sei gol in campionato e uno in Coppa Italia LAPRESSE

ha guidato lo Swansea alla promozione in Premier League e, nel frattempo, si è guadagnato un posto fisso nell’Under 21 di Ciro Ferrara. Anticamera per Prandelli? Chissà, ma meglio non correre.

sa stop per infortunio, in 15 gare giocate in campionato (11 da titolare) ha già segnato 6 gol (7 con la Coppa), diventando il numero uno dell’attacco romanista nella media reti-minuti. Borini finora va in gol ogni 158’, ed in questa classifica si piazza al 7˚ posto della A.

Ma il momento più duro è arrivato l’anno scorso, quando si discuteva di contratto e loro lo retrocessero fra le riserve prima di piazzarlo allo Swansea, in Galles». L’anticamera dei saluti, che però non gli hanno mai impedito di definire Ancelotti «quasi un secondo padre». Rompicoglioni Col sorriso sulle labbra, Carletto lo ha ricambiato così: «È un rompicoglioni. Cioè va sempre a dare fastidio agli avversari, a pressarli, a metterli in difficoltà». Insomma, il paradigma della punta che vorrebbe qualsiasi allenatore. Non è un caso, perciò, che Luis Enrique gli abbia fatto scalare in fretta tutte le gerarchie dell’attacco, tant’è che ormai Fabio in questo girone di ritorno è sempre partito titolare, scavalcando prima Bojan e due giorni fa anche Lamela. Risultato? Cau-

Riscatto Oltre la Roma, però, chi si frega le mani è anche il Parma. Tra prestito e comproprietà gli emiliani (che in estate lo hanno prelevato dall’Inghilterra) hanno ottenuto 3,5 milioni. Il riscatto, però, non è prefissato, perciò state certi che i giallorossi dovranno pagare di più, anche perché Borini non ha intenzione di fermarsi qui. «Per centrare l’obiettivo Champions servirà continuità, cattiveria e voglia di arrivare in alto». Immaginatelo con la mano tra i denti: il Pirata non ha intenzione di dare pietà.

Stile Inzaghi Non male per un

ragazzo che affonda le radici in una famiglia appassionata di atletica. La madre Cinzia è stata maratoneta, il papà Roberto un quattrocentista e la sorella Gloria si sta facendo valere nel salto in lungo. In lungo però salta anche Fabio, che sposa un paragone fatto da Ancelotti. «In certi movimento mi rivedo un po’ in Inzaghi — ha raccontato —. Lui però ha segnato e vinto tantissimo». Intanto nella scorsa stagione Borini

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RECUPERO 21a GIORNATA

Rossi aspetta il vero Amauri e «sculaccia» Jovetic

La Classifica

QUI BOLOGNA

Prudenza Pioli «Tranquillità solo a quota 40»

«Sarà grande se capirà che deve giocare al centro». Ansia Montolivo: influenza BOLOGNA (3-4-2-1) FIORENTINA (3-5-2) OGGI ore 18.30 PREZZI da 9 a 90 euro TV Sky Sport 3 e Supercalcio; Premium Calcio 1 ARBITRO Giannoccaro di Lecce (Barbirati Viazzi/Gava)

ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE

Fiaccata la forza dei nervi, andrebbero rintracciate altre doti; in tre consecutive esibizioni, per Amauri nessun gol e prestazioni in lenta discesa. In parte svanito l’effetto della tensione da ritorno in campo, vanno ora ritrovate altre coordinate: deve, per esempio, immergersi dentro migliori parametri di forma fisica e calarsi con maggior precisione negli schemi di squadra. O magari niente di tutto questo: «A volte basta un guizzo, un rimpallo e ti sblocchi» spiega Rossi. Tocca ad Ama Ad ogni modo,

PANCHINA 25 Agliardi, 21 Cherubin, 3 Morleo, 13 Pulzetti, 33 Kone, 23 Diamanti, 99 Acquafresca. ALL. Pioli. BALLOTTAGGI Taider-Diamanti 60-40%, Rubin-Morleo 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Diamanti, Di Vaio, Mudingayi, Raggi. INDISPONIBILI Loria (5 giorni). PANCHINA 89 Neto, 19 Felipe, 29 De Silvestri, 17 Salifu, 32 Marchionni, 7 Cerci, 22 Ljajic. ALLENATORE D. Rossi. BALLOTTAGGI Olivera-Salifu 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Gamberini, Behrami, Cassani, Nastasic, Montolivo. INDISPONIBILI Kroldrup (20 giorni), Kharja (20 giorni), Pasqual (5 giorni).

non può sempre occuparsene Jo-Jo, che ha un’incidenza sulla squadra come nessun altro in A: per ritrovare una vittoria non «firmata» da lui si deve tornare al 30 ottobre, 1-0 sul Genoa firmato Lazzari; per questo sarebbe il caso che Amauri centrasse l’occasione. Prima del Napoli, Jo-Jo gli aveva pubblicamente promesso grande sostegno, ma il buon proposito si è sgretolato sotto i colpi di Cavani. E Rossi riparte da qui per replicare a una domanda sul ruolo di Jovetic: «Mi viene da ridere: in che posizione gioca Cavani? Pressa, aiuta, fa gol. E’ un attaccante moderno. Jove-

Carvalho Amauri de Oliveira, 31 anni, attaccante italo-brasiliano ANSA

tic ancora non è caratterizzato. Preferisce giocare largo a sinistra ma secondo me è limitante. Io lo vedo bene tra le linee, ma anche da lì deve allargarsi o cercare la profondità. Capisco però che questa è l’ultima pagina del libro», concetto che non nasconde la considerazione che l’allenatore ha di Jo-Jo: gigantesche potenzialità in gran parte ancora da esprimere. Sbando Un simile giudizio Rossi lo riserva alla sua squadra: «Per iniziare a correre bisogna prima saper camminare. E noi ancora non camminiamo. Non vuol dire che siamo dei ciucci, o un gruppo allo sbando, o che ci serva uno psicologo. Abbia-

mo bisogno del lavoro, per diventare più squadra. Contro il Bologna vorrei vedere una Fiorentina più consapevole». Febbre Monto Escluso dai convocati Behrami (infiammazione al ginocchio), è in dubbio anche Montolivo per febbre (comunque verso il recupero). Tornando all’inizio, cioè all’attacco, Rossi si concentra su quello degli altri: «La grandezza di Di Vaio è il suo sapersi sempre rimettere in discussione». Poi il retroscena finale: «A ottobre parlai con i dirigenti del Bologna, ma io aspettavo la Fiorentina. Spiegai che non avrei avuto le motivazioni necessarie». © RIPRODUZIONE RISERVATA

BOLOGNA Neve e pioggia ghiacciata tormentano Casteldebole alla vigilia della Fiorentina: quando arriva la Viola c’è sempre il rischio di non giocare. Ma le previsioni per stasera non mettono in pericolo la gara, con due squadre dall’umore opposto. «Veniamo da 6 partite utili, ma la vittoria di Milano non ha cambiato le nostre prospettive analizza l’allenatore rossoblu Stefano Pioli, 6 stagioni a Firenze negli anni ’90 . Anche dopo San Siro la classifica non ci lascia tranquilli. Solo quando avremo tagliato quota 40 potremo sentirci al sicuro. Dopo il recupero con la Juve avremo una classifica più veritiera per fare dei calcoli. La Viola ha talento in attacco, mi aspetto una reazione dopo il ko col Napoli, dovremo essere accorti». Rispetto a venerdì, Taider per Diamanti e Rubin per Morleo. Andrea Tosi © RIPRODUZIONE RISERVATA

PARTITE G V N P MILAN 50 24 15 5 4 JUVENTUS 49 23 13 10 0 UDINESE 42 24 12 6 6 LAZIO 42 24 12 6 6 ROMA 38 24 11 5 8 NAPOLI 37 24 9 10 5 INTER 36 24 11 3 10 PALERMO 34 24 10 4 10 CAGLIARI 31 24 7 10 7 CHIEVO 30 24 8 6 10 GENOA 30 24 9 3 12 FIORENTINA 28 22 7 7 8 PARMA 28 23 7 7 9 ATALANTA 28* 24 8 10 6 CATANIA 27 22 6 9 7 BOLOGNA 25 22 6 7 9 SIENA 23 23 5 8 10 LECCE 21 24 5 6 13 NOVARA 17 24 3 8 13 CESENA 16 23 4 4 15

SQUADRE

PT

RETI F S 48 21 36 14 34 22 38 29 37 27 41 24 34 33 38 35 22 24 20 30 31 44 23 22 27 35 26 27 28 32 21 26 23 26 26 39 20 42 16 37

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE

La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) minor numero di partite disputate; 3) differenza reti; 4) numero di gol segnati; 5) ordine alfabetico. *Atalanta ha sei punti di penalizzazione

Recuperi Domani, ore 18.30 SIENA-CATANIA (21a gio.)

(0-0)

Mercoledì 7 marzo, ore 18.30 (0-1) CESENA-CATANIA (22a gio.) (1-1) BOLOGNA-JUVENTUS (23a gio.) (0-3) PARMA-FIORENTINA (23a gio.)

Prossimo turno Sabato 25 febbraio GENOA PARMA (ore 18) (1 3) MILAN JUVENTUS (ore 20.45) (0 2) Domenica 26 febbraio ore 15 ATALANTA ROMA (1 3) CAGLIARI LECCE (2 0) CATANIA NOVARA (3 3) CHIEVO CESENA (0 0) SIENA PALERMO (0 2) BOLOGNA UDINESE (ore 20.45) (0 2) LAZIO FIORENTINA (ore 20.45) (2 1) NAPOLI INTER (ore 20.45) (3 0)


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COPPA CARNEVALE LA FINALE

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L’ALBO D’ORO 1949 Milan 1950 Samp 1951 Partizan Belgrado 1952 Milan 1953 Milan 1954 Vicenza 1955 Vicenza 1956 Sparta Praga 1957 Milan 1958 Samp 1959 Milan 1960 Milan 1961 Juventus 1962 Inter 1963 Samp 1964 Dukla Praga 1965 Genoa 1966 Fiorentina 1967 Bologna 1968 Dukla Praga 1969 Atalanta 1970 Dukla Praga 1971 Inter 1972 Dukla Praga 1973 Fiorentina 1974 Fiorentina 1975 Napoli 1976 Dukla Praga 1977 Fiorentina 1978 Fiorentina 1979 Fiorentina 1980 Dukla Praga 1981 Roma 1982 Fiorentina 1983 Roma 1984 Torino 1985 Torino 1986 Inter 1987 Torino 1988 Fiorentina 1989 Torino 1990 Cesena 1991 Roma 1992 Fiorentina 1993 Atalanta 1994 Juventus 1995 Torino 1996 Brescia 1997 Bari 1998 Torino 1999 Milan 2000 Empoli 2001 Milan 2002 Inter 2003 Juventus 2004 Juventus 2005 Juventus 2006 Juventud (Uruguay) 2007 Genoa 2008 Inter 2009 Juventus 2010 Juventus 2011 Inter 2012 Juventus 8 coppe Fiorentina, Juve e Milan vantano il maggior numero di trionfi (8)

ROMA JUVENTUS

LA PARTITA A DUE FACCE

Spinazzola-Beltrame show Roma, non basta Piscitella VIAREGGIO (Lucca)

Finale bellissima, ma strana. Il primo tempo è stato dominato dalla Juventus, il secondo è stato nelle mani della Roma. Il perché di queste due versioni nella stessa partita è difficile da spiegare. Di sicuro quella del primo tempo non era la vera Roma. Impacciata, senza idee, confusionaria. L’opposto della Juve: compatta, esplosiva, tenace. Che errori Incredibile il modo

in cui la squadra di De Rossi ha preso le reti. Sulla prima aveva una punizione a favore: Viviani ha messo a centroarea, la difesa ha spazzato, poi Appelt ha

GIUDIZIO 7777 PRIMO TEMPO 0-2 MARCATORI Beltrame (J) al 6’, Padovan (J) al 23’ p.t.; Piscitella (R) al 13’ s.t. ROMA (4-3-3) Pigliacelli 6,5; Sabelli 6, Orchi 5,5, Barba 6, Nego 5; Verre 5, Viviani 6, M. Ricci 5 (dal 1’ s.t. Frediani 6,5); Politano 6,5 (dal 31’ s.t. Leonardi 5,5), Tallo 6, Piscitella 7. PANCHINA Proietti Gaffi, F. Ricci, Ceccarelli, Cittadino, Romagnoli, Lopez, Rosato). ALL. De Rossi 6. JUVENTUS (4-2-3-1) Branescu 6; Untersee 6, Gouano 6, Rubin 6, Belfasti 6; Chibsah 6,5, Appelt 7 (dal 15’ s.t. Schiavone 6); Spinazzola 7,5, Beltrame 7, De Silvestro 6,5 (dal 25’ s.t. Bouy 6); Padovan 7 (dal 42’ s.t. Garcia s.v.). PANCHINA Gagliardini, Liviero, Corticchia, Margiotta, Libertazzi, Magnusson. ALL. Baroni 7.

lanciato Spinazzola, che si è fatto - indisturbato - una quarantina di metri e ha offerto l’assist a Beltrame: 1-0. Sulla seconda, è stato ancora Spinazzola ad andare via in progressione, ha saltato un difensore e ha appoggiato per Padovan: 2-0. E’ stato un assedio: salvataggio di Barba sulla linea, altre due occasioni con De Silvestro e Padovan. Inutile forcing Secondo tempo

giallorosso: prima il gol di Piscitella con un destro a giro, poi un esterno sinistro di Politano fuori di un niente, un salvataggio sulla linea di Rubin e un tiro di Barba in mischia. ro.pe. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Marco Baroni, 48 anni, allenatore della Juve Primavera, portato in trionfo dai suoi ragazzi IMAGE

ARBITRO Bergonzi di Genova 5,5. GUARDALINEE Niccolai 6-Bianchi 6. ESPULSI nessuno. AMMONITI Orchi (R), Viviani (R), Chibsah (J) e Sabelli (R) per gioco scorretto; Nego (R) per c.n.r. NOTE Spettatori 3 mila circa. Tiri in porta 6-9. Tiri fuori 4-4. In fuorigioco 2-4. Angoli 8-5. Recuperi: 1’ p.t., 4’ s.t.

Il giacimento Juve Milioni, stranieri e... Viareggio Dietro al 6o trionfo in 10 anni, 8 milioni a stagione dirottati sul vivaio e anche 9 giocatori dall’estero, in controtendenza rispetto alla prima squadra: «Ci costano meno» DAL NOSTRO INVIATO

ROBERTO PELUCCHI VIAREGGIO (Lucca)

Il torneo di Viareggio è diventato la casa della baby Juventus. Ancora una vittoria, la sesta nelle ultime dieci edizioni e in sette finali disputate. E adesso le coppe Carnevale in bacheca sono otto, come Fiorentina e Milan, nessuno ha fatto meglio. Anche la Roma ha subìto lo strapotere bianconero, più mentale che tecnico, a dire il vero. In attesa di ricominciare a vincere con i grandi, la Juventus ritrova le belle abitudini con i più giovani e conferma che gli scherzi sono finiti, che è pronta a tornare grande. A tutti i livelli. Strategia Il trionfo nel «Viareggio», il primo posto in campionato e la semifinale di Coppa Italia (venerdì c’è già il ritorno con la Fiorentina) dimostrano che la società vuole mettere i mattoncini della rinascita partendo dal basso. Il piano ha una sua logica, la Roma sta già percorrendo questa strada da alcuni anni e i risultati, in otti-

INCAUTE DICHIARAZIONI

Procura federale su caso Bollini Aperto fascicolo VIAREGGIO «Al termine del primo tempo il mio portiere Scarfagna mi ha riferito: "Mister, l’arbitro (Castrignanò di Roma 2, ndr) mi ha detto che prima o poi gli darà un rigore"». Le parole di Alberto Bollini, tecnico della Primavera della Lazio, dopo il quarto di finale contro la Fiorentina, non sono passate inosservate e la Procura federale ha subito aperto un fascicolo per vederci chiaro. Presto i collaboratori di Palazzi ascolteranno Bollini e Scarfagna. ro.pe.

Andrea Agnelli festeggia i ragazzi chiamando subito il tecnico bianconero ca prima squadra, si stanno già vedendo. «Questo successo - conferma il responsabile del settore giovanile juventino, Giovanni Rossi - è il primo frutto di un lavoro cominciato con la presidenza di Andrea Agnelli. E’ cambiato un po’ tutto, abbiamo dirottato molte risorse sul vivaio, perché i giocatori bravi è meglio crescerseli in casa. E vincere, poi, dà più soddisfazione». La Juventus spende otto milioni per il settore giovanile, alcuni ragazzi come De Silvestro e Appelt già frequentano la prima squadra. Conte può pescare bene. Ci sono la qualità di Beltrame, la corsa di Spinazzola, il temperamento di Chibsah, la capacità di Ruggiero di saltare l’uomo e creare la superiorità numerica. Per non parlare dell’olandesino Bouy, che oltre alle doti tecniche ha esperienza internazionale. «Abbiamo cercato di migliorare il gruppo ’93, coprendo i ruoli scoperti prosegue Rossi -. Anche con gli stranieri (a Viareggio ne avevano 9), perché costano meno. Da noi i giovani devono subito calarsi nella mentalità del calcio professionistico». Fame «E’ importante essere tor-

nati a vincere - dice l’a.d. Beppe Marotta -. Ogni anno bisogna essere in grado di tirare fuori due o tre giocatori da inserire in prima squadra». Anche il presidente Andrea Agnelli ha telefonato a Baroni per complimentarsi. «Avere battuto una squadra forte come la Roma nobilita la nostra vittoria - ha detto il tecnico juventino -. Non è stata una partita di settori giovanili, ma di categoria superiore. Questo gruppo dà soddisfazioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA

De Rossi se la prende col campo

Stefano Beltrame e Stefano Padovan, autori dei gol alla Roma, mostrano il trofeo LAPRESSE

DA MIRANTE A MARRONE. QUANTI TRIONFI

Dieci anni di stelle bianconere 2003 2003 2004 2005 2009 Mirante

Palladino

De Ceglie

Giovinco

Marrone

Antonio Mirante, oggi al Parma, ha vinto il Viareggio 2003 e 2004

Raffaele Palladino, ora al Parma: 1˚ con la Juve 2003 e 2004

Paolo De Ceglie, oggi alla Juve: nel 2004 e nel 2005 primo al Viareggio

Seba Giovinco, ora al Parma, ha vinto il Viareggio 2005 con la Juve

Luca Marrone, juventino oggi, primo a Viareggio nel 2009 e 2010

VIAREGGIO Continua la maledizione del Viareggio. La Roma ha perso l’ottava finale (su undici) e ormai non porta a casa la Coppa Carnevale da 21 anni. «Sembrava la volta buona, avevo raccolto sensazioni positive e i ragazzi credevano che potesse essere la volta buona», ha ammesso Alberto De Rossi alla fine. Il gruppo del ’93, che in due anni aveva vinto lo scudetto Allievi, quello Primavera e il torneo Città di Arco, ha pagato un primo tempo sciagurato. «Ci sono state due partite in una ha detto il tecnico giallorosso . Nel primo tempo abbiamo subìto lo strapotere fisico della Juve, la capacità di andare via in velocità, noi abbiamo sofferto anche mentalmente. Loro si sono adattati meglio al campo scivoloso, su questo tipo di terreno tre o quattro dei nostri giocatori non riescono a rendere. Nell’intervallo ho detto ai ragazzi di lasciare perdere tutti i concetti sui quali lavoriamo ogni giorno. Così, abbiamo abbandonato la tecnica e ci siamo buttati in avanti con carattere. Con un po’ di fortuna avremmo anche potuto pareggiare». Premi Il migliore giocatore della finale, ossia il Golden Boy, è stato Leonardo Spinazzola, attaccante esterno della Juve. E’ stato premiato come miglior portiere Tomas Svedkauskas della Fiorentina, strepitoso nella semifinale con la Roma, mentre il capocannoniere è stato Riccardo Improta, attaccante del Genoa, con 6 reti. Premiato come giocatore più giovane della finale (ma non ha giocato) Alessio Romagnoli, difensore della Roma. ro.pe.


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MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

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SERIE A RECUPERO 21a GIORNATA

Cesena, altra rivoluzione Via Arrigoni arriva Beretta Risoluzione consensuale tra club e tecnico romagnolo dopo il k.o. col Milan Oggi l’annuncio del nuovo allenatore

clic PANCHINE CALDE E’ IL 13˚ CAMBIO QUEST’ANNO IN A 13 con Arrigoni i tecnici saltati: Ficcadenti per Donadoni (Cagliari) e Mangia per Pioli (Palermo) prima del via, Ranieri per Gasperini (Inter), Pioli per Bisoli (Bologna), Arrigoni per Giampaolo (Cesena), Ballardini per Ficcadenti (Cagliari), Rossi per Mihajlovic (Fiorentina), Cosmi per Di Francesco (Lecce), Mutti per Mangia (Palermo), Marino per Malesani (Genoa), Donadoni per Colomba (Parma), Mondonico per Tesser (Novara).

ALESSANDRO BURIOLI CESENA

Daniele Arrigoni non è più l’allenatore del Cesena. Alle 21.40 di ieri, il club bianconero e il tecnico hanno risolto consensualmente il contratto. Un gesto nobile, quello di Arrigoni, che è di Cesena e che, prima di diventarne il tecnico, era stato anche giocatore dei bianconeri tra il 1981 e il 1984. Oltre ai risultati (9 punti nelle prime 5 gare della sua gestione, 4 nelle ultime 9 uscite) e all’ultimo posto in classifica, Arrigoni paga il fatto di non essere riuscito a trasmettere cattiveria, carattere e coraggio alla squadra. Più della sconfitta contro il Milan, ai dirigenti ha fatto male il tipo di prestazione e l’atteggiamento passivo mostrato dal Cesena fin dal calcio d’inizio.

CONTESE TELEVISIVE

Lodo Mondiali Sky non deve risarcimenti a Mediaset Daniele Arrigoni, 52 anni ANSA

to della situazione. Così ieri, il presidente e il tecnico si sono visti e hanno parlato molto a lungo, toccando tutte le questioni e sviscerando ogni problema. In serata, quando sembrava che si volesse continuare in questa direzione, Arrigoni, che era stato assunto l’1 novembre dopo l’esonero di Giampaolo, ha deciso di fare un passo indietro. Mario Beretta, 52 anni, guiderà il Cesena LAPRESSE

Squadra tutta arroccata all’indietro, incapace di offendere e rassegnata in partenza a un triste destino. Solo dopo lo 0-2 (frutto di 11 conclusioni rossonere e nessuna del Cesena), la squadra ha in parte reagito per disperazione e per il ritorno al 3-5-2 dopo il 4-4-2 presentato a sorpresa a inizio gara. Fuori controllo Proprio la que-

stione del modulo ha pesato sulla decisione del Cesena di cambiare tecnico. Dopo aver sostenuto nella conferenza stampa di sabato di voler giocare sempre con il 3-5-2 (ma soprattutto dopo averlo provato per tutta la settimana), l’aver messo in campo la squadra con un sistema di gioco differente ha messo nella testa del presidente Campedelli e dei suoi collaboratori il dubbio che il tecnico non avesse più il controllo comple-

MERCATO E MEDIAZIONI

Deferite Cesena ed Empoli Venerdì le altre La Procura Figc ha predisposto una serie di deferimenti per alcune società di A e B. Ieri i primi per Cesena e Empoli, nei prossimi giorni (fino a venerdì) gli altri. Il Cesena si sarebbe avvalso dell’opera di «soggetto non autorizzato», l’agente Claudio Peverani. Deferiti anche il presidente Campedelli e Della Vedova, all’epoca a.d. del club. Deferito anche l’Empoli per irregolarità nel tesseramento di Dima. Oltre alla società, deferito Francesco Ghelfi, a.d. all’epoca dei fatti.

I nomi in ballo Dopo aver discus-

so, e ben presto scartato, l’ipotesi di un ritorno di Marco Giampaolo (a sua volta sostituito dallo stesso Arrigoni dopo 9 partite), il Cesena in tarda serata ha iniziato la caccia a un sostituto. La scelta è caduta su Mario Beretta, 52enne tecnico milanese, che in Serie A ha già allenato Chievo, Parma, Siena (dove ha ottenuto i migliori risultati)e Lecce. I nomi usciti dalla riunione erano stati quelli di Gigi De Canio, con cui il presidente Igor Campedelli parlò già a fine ottobre dopo il primo cambio, Giuseppe Papadopulo e Luigi Apolloni. Ma alla fine Beretta è risultato il prescelto: l’annuncio ufficiale è atteso per questa mattina e già oggi dovrebbe essere presentato dopo la firma. L’intenzione della società è quella di far guidare a Beretta il primo allenamento della settimana, in programma alle 15 allo stadio Manuzzi.

Il Mondiale in tv in chiaro è più forte delle esclusive sulle tv a pagamento. Per questo un lodo arbitrale parigino ha dato ragione a Sky contro il ricorso di Mediaset, che chiedeva un risarcimento di 30 milioni di euro. Il Tribunale arbitrale Icc (l’International court of arbitration parigina) composto da Y. Derains, S. Carbone e J. Lew QC, ha ritenuto che Sky nell’acquisto dei diritti dei Mondiali di Calcio 2010 non aveva violato gli «impegni» allegati alla decisione con cui la Commissione europea aveva autorizzato la fusione tra Stream e Telepiù. In un primo momento, Rti aveva anche chiesto al Tribunale arbitrale, in via d’urgenza, di rendere tali diritti disponibili ad altri operatori prima dell’inizio dei Mondiali. Dopo aver rinunciato alla misura d’urgenza, Rti aveva chiesto il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata trasmissione dei Mondiali. Accogliendo le difese di Sky, gli arbitri hanno negato che i diritti di trasmettere i Mondiali ricadano nell’ambito applicativo degli Impegni perché come precisato dalla predetta decisione comunitaria riguardano un evento non essenziale per la competitività di un operatore televisivo concorrente. Infatti, i Mondiali si svolgono in poche settimane ogni 4 anni e le gare più importanti sono per legge appannaggio delle tv in chiaro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SCOMMESSE

Palazzi inizia con Gervasoni Ma fino al 15 marzo niente big Il procuratore Figc chiama Carobbio, Doni e Rickler. Ma slittano Masiello, Rossi e gli altri di A FRANCESCO CENITI MAURIZIO GALDI

Dove eravamo rimasti. La prossima settimana inizia il lungo iter che porterà al secondo processo sportivo sul calcioscommesse. Con tutta probabilità non sarà l’ultimo. Ieri è stato fissato il calendario delle audizioni dalla Procura federale e sembra di rivedere quello di giugno: Gervasoni, Micolucci, Santoni, Doni... Al momento restano fuori i giocatori di A e quasi tutti gli ultimi indagati dalla Procura di Cremona (nulla da fare, invece, da Bari dove gli atti sono secretati). Non è una dimenticanza da parte di Stefano Palazzi, ma piuttosto una strategia che dovrebbe portare a raccogliere quante più confessioni possibili (e quindi per la giustizia sportiva prove difficilmente ribaltabili al processo) e nello stesso tempo mettere in condizioni alcuni tesserati di patteggiare la squalifica. Non solo, molti dei primi convocati hanno ricorsi pendenti al Tnas: in caso di accordo evaporerebbero in automatico. Ma cerchiamo di capire come si muoverà Palazzi.

Il procuratore Stefano Palazzi ANSA

Carlo Gervasoni, 30 anni LAPRESSE

Prima tranche Il procuratore Fi-

5 anni. Anche le audizioni di Carobbio e Doni (29 febbraio), Benfenati (1 marzo) e Micolucci dovrebbero permettere a Palazzi di avere in mano tutto il necessario per mettere spalle al muro diversi calciatori in attività. Ecco perché il calendario stilato ieri è parziale.

gc ha avuto carta bianca dal pm Roberto di Martino. Tutti gli atti (tranne rare eccezioni) sono stati acquisiti. Non solo, è arrivato anche il «sì» per gli interrogatori dei tesserati ancora ai domiciliari. Non è un caso che le audizioni inizieranno martedì prossimo con Carlo Gervasoni, l’ex difensore del Piacenza che dopo l’arresto (19 dicembre) ha collaborato con gli inquirenti facendo nomi e cognomi di tanti ex colleghi che avrebbero partecipato alle combine per conto degli Zingari. Palazzi si aspetta un atteggiamento simile, l’esatto contrario di quanto accaduto la scorsa estate quando Gervasoni negò ogni addebito, ma non evitò la squalifica di

te. Solo una collaborazione potrebbe salvarli. A questo proposito fa «rumore» l’assenza nell’elenco di Andrea Masiello. Il difensore dell’Atalanta, tramite l’avvocato Salvatore Pino, ha chiesto da tempo di poter parlare con Palazzi. Il giocatore sia a Cremona, sia a Bari ha collaborato con i magistrati, rompendo il muro dell’omertà. Da quel giorno non è stato più convocato dal tecnico Colantuono. Sta, di fatto, scontando una squalifica anticipata: logico che Pino prema per poter incontrare Palazzi, collaborare e patteggiare lo stop. Ma fino al 15 marzo di Masiello nel calendario Figc non c’è traccia. Così come mancano i vari Mauri, Milanetto, Pellissier, Dainelli, Ferrario, Corvia, Benassi, Parisi, Marco Rossi, Padelli, Bentivoglio, Italiano e tanti altri di A e B tirati in ballo nel corso dei vari interrogatori. Di sicuro Palazzi li convocherà dopo il 15 marzo, quando conta di avere molti assi in mano. Il procedimento sportivo I deferi-

Masiello e company La stessa

procura nel comunicato ufficiale spiega che la lista delle convocazioni «potrà essere integrata in base all’attività portata avanti nel corso delle audizioni». E rivelazioni importanti potranno arrivare da subito. I vari Cellini, Ruopolo, Acerbis, Pederzoli, Caremi, Conteh, Joelson, Rickler, Turati, Catinali e così via rischiano una squalifica pesan-

menti arriveranno tra un paio di mesi. Prima della chiusura dei campionati, potrebbero esserci le sentenze di Disciplinare e Corte di giustizia a sezioni unite. Le eventuali sanzioni potranno essere scontate in questa stagione o nella prossima secondo il grado di «afflittività», cioè «quando fa più male» a una società. © RIPRODUZIONE RISERVATA

la guida Tra i convocati anche Micolucci, Santoni, Sartor e Zamperini

Taccuino GIUDICE SPORTIVO

Una giornata a Totti ed Hamsik Così il giudice sportivo: una giornata di squalifica e 5.000 euro di ammenda a Blasi (Lecce); un turno anche ad Obodo (Lecce), Totti (Ro ma), Hamsik (Napoli), Dias e Matuza lem (Lazio), Motta (Catania), Pesce (Novara), Bradley, Dramé e Thereau (Chievo), Del Grosso (Siena), Biondi ni e Sculli (Genoa).

PRIMAVERA Cristiano Doni, 38 anni ANSA Ecco il calendario completo. Come ha sottolineato la Procura, saranno possibili (sono praticamente sicure) nuove convocazioni. MARTEDÌ 28 FEBBRAIO: Carlo Gervasoni (ex Piacenza) MERCOLEDÌ 29: Cristiano Doni (Atalanta) e Filippo Carobbio (Spezia)

Il Gubbio perde gara a tavolino Sabato Catania Gubbio, recu pero del campionato Primavera, non si è giocata perché gli umbri non si sono presentati per un guasto al pullman che da Gubbio li avrebbe portati a Fiumicino. Il giudice ha rite nuto insussistente la causa di forza maggiore: 3 0 per il Catania.

DONNE 1 MARZO: Antonio Benfenati (non tesserato) 5 MARZO: Vittorio Micolucci (Ascoli) 6 MARZO: Maurinho Ernandes tecnico; Alessandro Pederzoli (Ascoli); 7 MARZO: Davide Caremi (ex Andria); Marco Cellini (Modena), Antonio Narciso (Grosseto), Francesco Ruopolo (Padova) 8 MARZO: Nicola Santoni (Ravenna), Luigi Sartor (ex Ternana) 9 MARZO: Alessandro Zamperini 12 MARZO: Edoardo Catinali (L’Aquila), Ricky Rickler (Bologna), Marco Turati (Modena); 15 MARZO: Paolo Acerbis (Vicenza), Kewullay Conteh (ex Piacenza), Guzman (Gubbio), Joelson (Pergocrema)

Tre recuperi Torres in trasferta (f.sal.) Si giocano oggi tre re cuperi della 13a di A donne: La zio Brescia, Mozzanica Torres e To rino Firenze (ore 14.30). Domani Ri viera di Romagna Roma (ore 18).

IL CONVEGNO

Gestione dei club di Lega Pro Oggi all’auditorium dell’Ara Pa cis di Roma è di scena il convegno della Lega Pro sulla gestione dei club. Il presidente Macalli ospita il presidente Coni Petrucci, della Figc Abete, della Lega di A Beretta, di quella di B Abodi, dei Dilettanti Ta vecchio, oltre ai vertici del settore arbitrale, dei calciatori e dei tecnici.


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Cagliari

Formula Pinilla: è rinato grazie alla famiglia MARIO FRONGIA CAGLIARI

Palermo FABRIZIO VITALE PALERMO

Zamparini: «Mutti è meglio di Mou» «E’ molto più umile». Ritrovata la pace con Unicredit: «Tutto risolto» Il giorno dopo la vittoria schiacciante sulla Lazio, Maurizio Zamparini lancia Mutti verso la riconferma paragonandolo a Mourinho. «Il rinnovo? Non è il momento di parlarne. Non ne parliamo mai neanche con lui. Se continuerà così è già riconfermato da solo. Che Mutti è il mio Mourinho lo avete detto voi giornalisti - commenta il presidente del Palermo in occasione di un incontro alla Camera di Commercio di Palermo - Lui è molto più umile del portoghese, meglio di Mourinho». I 34 punti in classifica sarebbero potuti essere anche di più se fosse arrivata qualche vittoria in trasferta. «Si poteva ambire a qualcosa di più? Questo è un anno di transizione, noi arriveremo il prima possibile ai 40 punti e poi cominceremo a fare qualcosa di diverso, senza obiettivi - ha proseguito - L’obiettivo unico è giocare bene, il meglio possibile con serenità». Il patron rosanero ha smentito le voci su un interessamento per Mario Suarez dell’Atletico Madrid «Non lo conosco», ma ammesso di avere ritrovato l’intesa con Unicredit dopo l’attacco della scorsa settimana, per la diminuzione del fido da 2,5 milioni a 300 mila euro. Zamparini ieri ha incontrato Roberto Bertola, il responsabile Unicredit in Sicilia (che ha confermato l’intesa con un comunicato), per discutere della vicenda. «Tutto è risolto – ha confermato il presidente – e la nostra società torna ad avere il suo fido». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Atalanta ALEX FROSIO MILANO

Consigli va al sodo «Sono uno pratico» Il portiere è tra i migliori della A «Un giorno vorrei la Nazionale» L’Atalanta fatica a far gol, ma per fortuna non ne prende. Ed è merito (anche) di Andrea Consigli, il portierino che sta diventando portierone. Per media voto, è il miglior nerazzurro (6,34) e il terzo miglior portiere di Serie A, dietro Benassi e Frey. Dopo la partenza di Sirigu per Parigi, è anche il più giovane guardiano titolare italiano del torneo. E quel volo sul novarese Rigoni, a togliere il pallone dall’incrocio, è una prodezza da fenomeno: «Ma di solito sono meno spettacolare, preferisco badare al lato pratico — confida Consigli — Altri portieri, come Frey per esempio, sono più reattivi e più belli da vedere: io non sono mai più spettacolare di quanto serva». Efficace sì, però. Parate così sono da numero 1, anche se sulle spalle ha il 47: «Morto che para», scherza il portiere dell’Atalanta, che ha scelto quel numero perché il 27 era occupato (da Doni...) e l’87, il suo anno di nascita, non gli piaceva. Tra i migliori portieri del campionato, giovane, italiano. Viene quasi da pensare che l’azzurro, già vestito per tutte le nazionali giovanili dall’Under 16 all’Under 21, sia una sfumatura naturale per Consigli: «È il sogno di chiunque, ma ci sono portieri che hanno fatto tutto il percorso delle qualificazioni e meritano di giocare l’Europeo». Lui ha tutto il tempo di aspettare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tutti matti per Pinilla. La città sportiva brinda all’attaccante cileno. Su facebook impazzano messaggi e auguri e già si parla di un Cagliari club col suo nome. L’attaccante, che a Udine si è sbattuto molto per la squadra, ieri si è goduto la famiglia. L’attaccante rossoblù ha al fianco il padre Ricardo: «Mi sta vicino da quando ho iniziato a giocare a calcio, avevo 12 anni». E nei giorni scorsi è stato raggiunto dalla moglie Gissella. La signora è in dolce attesa: dopo aver

dato alla punta, Agustina (6 anni) e Matilda (16 mesi), a maggio arriverà il primo maschietto di casa. Di fatto, la vicinanza della famiglia ha innescato nella testa dell’attaccante la miscela giusta per rinascere. E ripartire con il piede giusto. Dietro le due reti siglate al Palermo e alla Roma, c’è anche un ritrovato equilibrio. La mancanza dei familiari era stata per Pinilla uno dei tasti dolenti nell’ultimo periodo in rosanero. Ora, ricomposto il puzzle, al Cagliari tutto

Lazio senza difesa E ora Reja trema... STEFANO CIERI ROMA

Una pioggia di gol sta annegando i sogni Champions della Lazio. Sono quelli al passivo, che dall’inizio dell’anno solare la squadra biancoceleste sta incassando con regolarità disarmante. Ben 24 nelle 11 partite del 2012, addirittura 13 nelle ultime 4. E pensare che l’anno scorso la banda di Reja faceva della solidità difensiva il punto di forza. Tanto che a fine campionato la difesa risultò la seconda meno battuta dopo quella del Milan. Quest’anno non è così. La Lazio è al 10˚ posto nella graduatoria delle difese meno perforate. Un rendimento che stride con il 3˚ posto in classifica. Emergenza

continua

Per Reja il problema è soprattutto, se non esclusivamente, nelle assenze che ha dovuto fronteggiare. Non ha tutti i torti il tecnico goriziano, perché nelle poche occasioni in cui è scesa in campo la retroguardia titolare, la Lazio ha mostrato la stessa impenetrabilità dello scorso campionato. Tutto molto confortante se non fosse che Reja con l’emergenza dovrà convivere ancora a lungo. E infatti il tecnico cerca di guardare oltre: «Dobbiamo veni-

Genoa FILIPPO GRIMALDI GENOVA

Vertice anticrisi squadra-società Marino viaggia a una media inferiore rispetto a Malesani Ci sono le attenuanti: perché pure nell’anticipo di sabato al Ferraris con il Parma difficilmente Marino avrà Gilardino al fianco di Palacio. Non solo: oltre all’ex attaccante della Viola, nel Genoa mancheranno Sculli, Biondini (squalificati), Antonelli, Bovo e Mesto, mentre Moretti - almeno lui - potrebbe farcela. Tuttavia il conto rimane in rosso, soprattutto se la gestione del nuovo tecnico rossoblù, giunto a Genova nella pausa natalizia e in sella dall’inizio dell’anno, viene messa a confronto con quella del suo predecessore Malesani (sotto contratto con il club rossoblù fino al

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Udinese DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI UDINE

La nuova vita di Pazienza? Ancora mediano

A fine anno sarà addio tra allenatore e club Ma il calo del reparto può anticipare i tempi Lazio

ricomincia a girare per il verso giusto. Ma la fiesta non si ferma al capoluogo. Negli ultimi 15 giorni, sono stati più di mille i cileni accorsi sul sito societario, per saperne di più sul loro idolo. Gli andini, per capirci, si piazzano quarti nella classifica dei contatti web, dopo Italia, Inghilterra e Germania. I click? Da Santiago, Valparaiso, Bio-Bio, Tarapacà, Antofagasta, Araucanìa e Coquimbo. «Suerte!», Mauricio.

re fuori da questa situazione senza abbatterci, soprattutto a livello morale - ha dichiarato a Lazio Style Radio - Dobbiamo voltare pagina. Speriamo di recuperare più giocatori possibili, specie in difesa. Il nostro compito è continuare a credere al terzo posto. Grazie al pareggio dell’Udinese siamo ancora in quella posizione, le possibilità di raggiungere la Champions sono intatte». Reja-società Tutto vero. Però il 5-1 del Barbera pesa. Anche perché arriva poco più di un mese dopo lo 0-4 di Siena. Giornate così brutte, di solito, ce ne possono essere al massimo una all’anno. Se diventano due c’è qualcosa che non va. E’ l’interrogativo che cominciano a porsi Reja e la diarchia Lotito-Tare. Solo che le risposte che si danno sono opposte. Il tecnico, anche se ufficialmente non si espone, è rimasto deluso da un mercato invernale che ha impoverito l’organico. Alla società, invece, non sono piaciute certe esternazioni del tecnico e i troppi «no» su alcuni possibili acquisti a mercato ancora aperto. A meno di clamorosi colpi di scena le strade di tecnico e società si separeranno a fine stagione. Ma di fronte ad altre scoppole tipo quelle di Siena e Palermo la situazione potrebbe complicarsi anche prima. Ecco perché è fondamentale ritrovare la vecchia, cara solidità difensiva.

Michele Pazienza, 29 anni, centrocampista dell’Udinese arrivato a gennaio in prestito dalla Juventus LAPRESSE

«Volevo giocare, e qui sono felice A Salonicco saremo... cattivi»

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MOMENTO NO I NUMERI CONFERMANO

«Sono un mediano, non sono un regista, sono un mediano, non sono un regista». Come il ritornello di una famosa canzone, Michele Pazienza sembra volerlo ripetere all’infinito. Perché è giusto chiarire la sua posizione in campo. Nelle uscite in campionato e in coppa il ruolo è sembrato chiaro: sradica palloni da chiunque, protegge la difesa e vince tutti i contrasti. Fatica quando deve impostare o lanciare le punte, anche se ora, con le assenze di Asamoah, Badu, Isla e Pinzi, spesso è costretto a farlo. Sempre in campo Ma la cosa più importante era

D’ARCO

30 giugno di quest’anno). Parma crocevia del futuro Già prima del k.o. di domenica, con contestazione a fine gara, a villa Rostan era sorto qualche timore, perché la squadra stentava a decollare, soprattutto fuori casa, e il rischio di disperdere quel tesoretto di 30 punti in classifica esisteva, eccome. Malesani viaggiava a una media di 1,31 punti a gara (21 in 16 partite), con 6 successi, 3 pari e 7 sconfitte, 19 reti fatte e 24 subite. Marino va più piano, pur con un Genoa in emergenza perenne: 1,12 punti/gara, con 3 successi e ben 5 k.o., gli ultimi tre consecutivi. E’ facile capire come contro il Parma i rossoblù non possano più sbagliare. E non si tratta solo della necessità di fare punti: la società si aspetta anche un immediato cambio di marcia a livello di prestazione, nonché di scelte tecniche, visto che il 3-5-2 di domenica si è rivelato poco azzeccato. Sindaco? No grazie Tramontata sul nasce-

giocare. Michele è passato dal nulla (due partite da titolare con la Juve, una sola in campionato col Cesena) al tutto, perché finora non ha mai riposato. «E’ esattamente quel che volevo. Era fondamentale ritrovare la continuità. Sono contento così e sono felice di farlo a Udine dove ero stato 7 anni fa e dove ho conosciuto mia moglie ed è nata Rebecca (l’altro figlio si chiama Matias ndr)». E’ arrivato nel momento più difficile della squadra. «E’ vero, ma io credo che questa Udinese meriti di più. Anche con il Cagliari abbiamo fatto la partita, anzi proprio io ho sfiorato il gol e mi è stato negato sulla linea. Ci è mancato soltanto quello. E aggiungo che nel girone di ritorno le partite sono sempre più complicate, perché gli avversari si chiudono maggiormente e giocano meno liberi. Bisogna dare tutti quanti di più». Paok Giovedì la sfida da dentro o fuori nella

bolgia di Salonicco. L’avversario è fastidioso, ma non fortissimo. «Non c’è dubbio che sia una partita difficile che si gioca in emergenza e su un campo particolare. Ma la chiave sta nell’essere sereni ed entrare con la cattiveria giusta. Bisogna recuperare in fretta le energie mentali e in un periodo in cui si gioca ogni tre giorni non è affatto semplice. Ma credo che la mentalità sia quella giusta e ce la metteremo tutta per non uscire dall’Europa».

re l’ipotesi dell’amministratore delegato rossoblù Zarbano candidato a sindaco, oggi si attende di conoscere gli umori dei tifosi a Pegli (allenamento a porte aperte), dopo il lungo confronto avvenuto ieri nello spogliatoio fra squadra e dirigenza.

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LE SETTE REGOLE D’ORO DI SIENA COSI’ SI ALLUNGANO I CICLI VINCENTI

l’intervento di SIMONE PIANIGIANI*

incere ancora dopo aver vinto molto. A V noi Montepaschi Siena basket sta riuscendo, e non è facile. Mi spiace che non accada all’Inter: non ho certo lezioni da dare. Posso solo raccontare la nostra ricetta. E’ un tema buono per una conferenza piuttosto che per un breve articolo, ma ci provo. 1) La società e il modello. Col presidente Minucci noi vogliamo creare un clima culturale, fondato sul miglioramento costante, partita per partita, allenamento per allenamento, pallone dopo pallone. La valutazione del nostro percorso è fondato su questo, non sulla singola vittoria. 2) L’autoreferenzialità. E’ un concetto che vale ancora di più per il calcio, che muove passioni ed interessi molto più grandi. Nei giudizi sul pro-

ilSondaggione di LUDOVICO MANNHEIMER

prio andamento, bisogna annullare l’emotività e l’umoralità. Il risultato occasionale, la palla che entra ed esce non può incidere. 3) La seconda squadra. E’ quella che non va in campo: medici, fisioterapisti, tecnici, servizi di supporto. Bisogna puntare all’eccellenza e alla motivazione e gratificazione di persone che restituiranno spinta alla squadra. 4) La chiarezza. All’inizio della stagione affidiamo a ciascun giocatore ruolo e responsabilità, cui corrisponda uno status riconoscibile. Il coinvolgimento dev’essere totale, come la consapevolezza che in 3 minuti sul campo (per chi gioca poco) si può determinare una stagione.

5) Come dice Velasco, azzerare la «cultura degli alibi»: arbitraggi, infortuni, contesti ambientali difficili. Se la squadra è «cieca» per un breve momento, deve affinare gli altri sensi: quando tornerà a vedere, godrà di mille percezioni utili in più. 6) Sui nuovi acquisti, il presidente ed io impieghiamo la tecnica del «50 e 50»: se uno dei due è convinto solo al 49%, l’altro deve portare argomenti per persuaderlo. Fatta la scelta, appartiene a entrambi. 7) L’aspetto umano è essenziale, in tutte le componenti e in ogni rapporto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

* Allenatore del Montepaschi Siena e della nazionale di basket

Ogni settimana l’opinione degli italiani sui grandi temi e i protagonisti dello sport

Juve favorita, arbitri ininfluenti Il 58% vede lo scudetto bianconero, per il 63% gli errori dei fischietti non peseranno sulla sfida li italiani, come i lettori della Gazzetta, soG no convinti che sarà la Juve a laurearsi campione d’Italia. Dal sondaggio di questa setti-

I RISULTATI CHAMPIONS: BARÇA IN FUGA MA SUL MILAN C’È PIÙ FIDUCIA

mana — effettuato su un campione rappresentativo della popolazione italiana — emerge infatti come il 58% pensi che i bianconeri arriveranno a maggio in testa al campionato, stessa opinione espressa settimana scorsa dal 59% dei lettori della rosea. Sono soprattutto le donne a vedere i bianconeri come favoriti, mentre il Milan è ritenuto in grado di vincere la corsa scudetto in particolare tra gli uomini. Juve favorita, dunque, e non solo per la vittoria finale: gli italiani — e, di nuovo, soprattutto le italiane — si dicono convinti che gli uomini di

La squadra di Conte vincente per il 37 per cento anche sabato sera nello scontro diretto di San Siro

Futuro Inter: Ranieri e Capello sullo stesso piano poi il sogno Guardiola e la suggestione Zeman

Conte sabato riusciranno a sbancare San Siro per la seconda volta in poche settimane ed effettuare così un controsorpasso ai danni dei rossoneri. Rossoneri che sembrano avere pochissime chances di spuntarla: dopo la vittoria della Juve è infatti il pareggio il risultato più pronosticato. Comunque vada a finire, non sarà un campionato condizionato dagli errori arbitrali: nonostante le diverse frecciatine lanciate da entrambe le parti nelle ultime settimane, poco meno di due terzi degli italiani non credono che gli arbitri abbiano influito nel duello tra Milan e Juve. Un’ulteriore conferma alla scarsa importanza data agli errori dei direttori di gara viene dall’impossibilità di individuare chi avrebbe benefi-

su Gazzetta.it

x «Signor giudice dia altre due giornate a Ibra, tanto restiamo lo stesso i più forti» di GAETANO DE STEFANO

ciato dei presunti favori arbitrali: il 19% pensa che a trarne vantaggio sia stata la Juve, il 18% il Milan. Non sta certo pensando agli arbitri invece Moratti, impegnato a trovare una soluzione alla sempre più profonda crisi dell’Inter e a decidere a chi affidare la panchina della squadra. Se il presidente nerazzurro ha dubbi, pochi ne hanno gli italiani: la scelta dev’essere ristretta tra l’insistere con Ranieri (27%) e il chiamare Capello (26%). Più staccati gli altri candidati, tra cui spiccano Guardiola (16%), la suggestiva ipotesi Zeman (7%) e il ritorno di Mihajlovic (7%). Stupisce come solo l’1% abbia indicato Villas-Boas, desiderato quest’estate e probabil-

mente ora frenato dalle difficoltà del suo Chelsea. La Champions, infine, secondo gli intervistati, non riserverà grandi sorprese: per quasi 4 italiani su 10 a sollevare la coppa sarà — di nuovo — la grande favorita Barcellona. Seguono Real Madrid (22%), e il Milan che, grazie anche all’ottima partita giocata conto l’Arsenal, è visto come favorito dal 17%. Poche speranze hanno le altre squadre, e in particolare Inter e Napoli, ritenute possibili vincitrici dal 7% degli italiani. Chissà che, con le prestazioni di martedì e mercoledì, nerazzurri e partenopei non siano in grado di far cambiare opinione agli appassionati. LA GAZZETTA DELLO SPORT

a solita musica. Ma ci può stare. Lo dice anL che il presidente della Figc Giancarlo Abete: fa parte del gioco, riferendosi alle punzecchiature tra Milan e Juventus nella settimana della grande sfida di San Siro. E’ il sale del calcio, come ai vecchi tempi, botta e risposta da caffè dello sport. E i tifosi rossoneri e bianconeri di Gazzetta.it si adeguano dando vita a un duello multimediale.

Stili liberi Diamon77: «Non esiste lo stile Allegri o lo stile Conte; semplicemente è un modo per stuzzicarsi...». Jetro: «Non c’è stato il buon senso di tacere...da Conte ad Allegri passando per Donadoni che fa il bello nel dire che preferisce non commentare gli errori arbitrali pur etichettando come nauseabonde le critiche di Conte...». Barpawer: «Allegri è tutto un altro stile: Conte incassa: cresci e impara!». Daspo61: «Le parole di Allegri fanno parte delle normali schermaglie dialettiche prima di una

partita così importante... è ovvio che il tecnico del Milan ricordi solo gli episodi dubbi a favore della Juventus...». Stefanoluoni: «Allegri ha parlato da persona che sa parlare e rilasciare interviste non come il signor Conte che ultimamente ha avuto diverse cadute di stile».

Iatture GP169: «Dodici o tredici infortunati non sono una scusa, ma sicuramente costituiscono un’attenuante. Spera soltanto che a Pirlo, Marchisio e Chiellini non venga il raffreddore in questi giorni...». StefanoSV: «Boateng può giocare tranquillamente, non fa paura a nessuno... così come Ibra (foto Forte). Ricordatelo: entrambi non hanno visto una biglia nella gara d’andata. Vi prenderemo a pallate un’altra volta...». CrazyAndrew: «Milanisti, Allegri, ma ancora per poco». Terzastella: «Sabato la Juve ridimensionerà finalmente il fenomeno Milan. Si sento-

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no ottimisti perché hanno battuto il fantasma dell’Arsenal; quell’Arsenal che è stato umiliato anche dal Sunderland nella coppa nazionale...».

Tra i due litiganti... Nerazzurro07: «Che bello vedere i tifosi delle due squadre italiane più protette dai media litigare tra di loro!». Ibra e gli altri Somerset79: «Ibra? Ma perdonatelo. Fatelo giocare, tanto lo stritoliamo con tutto il diavolo rossonero...». PalloBal: «Possiamo battere chiunque anche senza Zlatan. Anzi signor giudice, dategliene due in più. Troppo forti anche senza Ibra». Arian88: «Ibra? Ibraaa? Ci penserà Pirlo a sistemare le cose; altro che Ibra...». Gianfyk: «Il Boa (se ci sarà, ndr) stritolerà la Zebra...» © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MAGIC CUP CAMPIONATO COSÌ DOPO 24 TURNI

L’Affare

IlColpo

IlBuono

IlBrutto

IlCattivo

CUADRADO

BARRIENTOS

DONATI

LUCIO

PASQUALE BRUNO

Lecce

Catania

Palermo

Inter

Magic Manager

Juan Guillermo Cuadrado Bello... È il nome intero di Cuadrado, bello. Un gioiellino, guardate un po’, scoperto dall’Udinese e prestato al Lecce, proprio come il suo gemello Muriel. Costa ancora solo 13 Magic milioni, ma ha 6,26 di media punti e già 3 gol all’attivo.

Quattro lunghissimi anni di infortuni terribili per lui, il più costoso investimento della storia del Catania (4 milioni di euro). Ma da quando gioca con maggiore continuità, Pablo l’argentino ha incantato i tifosi siciliani e gli appassionati di calcio. E, perché no, i Magic allenatori.

Ogni tanto lui si prende delle rivincite... In generale contro chi non credeva nelle sue potenzialità. Ma ormai Massimo Donati ci ha fatto il callo. In questa stagione ha giocato poco (6 presenze) ma ha la media del 7 e ha segnato un gol incredibile.

Dobbiamo dirlo, è lui il simbolo della difesa dell’Inter che non sa più che pesci prendere. Scoordinato e falloso, spesso distratto, senza Samuel è l’ombra del giocatore ammirato durante la stagione del Triplete. Meglio che si riprenda presto: per sé, per l’Inter, per i 4 che sta collezionando.

Batte 23.562 manager su 90.843

A

Da Silva a Musacci È il ballo dei «deb»

GLI ALTRI

Il gran ballo dei debuttanti. Succede spesso che dopo il mercato di gennaio, nelle squadre di Serie A, ma anche in quelle Magic, esordiscano calciatori nuovi, che giochino addirittura titolari, insomma, che ci siano personaggi non abituati a entrare nel radar della Magic. Succede anche che ci siano giornate in cui proprio i «deb» si facciano valere, che all’esordio o nelle prime partite siano già decisivi. Certo, c’è anche qualche caso negativo, ma proprio la 24esima di Serie A ci ha fatto conoscere alcuni nuovi talenti: parliamo di Gabriel Silva del Novara, Musacci del Parma, Marquinho della Roma e Vazquez nel Palermo.

S

Qui Novara Gabriel Moisés An-

tunes da Silva, ala brasiliana di 20 anni, cresce nel Palmeiras. A dicembre dello scorso anno viene messo sotto contratto per 5 anni dall’Udinese che però non può più tesserare giocatori extracomunitari per la sessione invernale 2012. Viene tesserato quindi dal Granada, società presieduta da Giampaolo Pozzo e il 27 gennaio 2012 viene girato in prestito al Novara. Ha debuttato in Serie A domenica, contro l’Atalanta, è

S

A Palermo, Vazquez può essere un colpo anche di Magic Gabriel Moisés Antunes da Silva, 20 anni, brasiliano del Novara LAPRESSE

Qui Parma Gianluca Musacci è

un po’ più «anziano», 24 anni, e lui la Serie A l’aveva già assaggiata nel 2008 con la maglia dell’Empoli. Ma domenica, contro la Roma, è stato il migliore del Parma (6). «I flussi di gioco confermano che tanto (del poco) gialloblù passa dai suoi piedi, che pensano anche a frenare Totti. Merita spazio». Questo l’ottimo giudizio della Gazzetta. Il centrocampista costa solo 1 credito, ci si può davvero scommettere. Qui Roma Sulla sponda giallorossa, ha debuttato anche l’oggetto misterioso Marquinho, 25 anni, che non prende voto, ma impressiona comunque.

«Esordio con gol sfiorato. Promette bene», giura la Gazzetta. Costa 4 Magic milioni. Qui Palermo Franco Vazquez,

22 anni, argentino in verità aveva già debuttato con la maglia rosanero alla 17ª contro il Napoli. Ma domenica, nonostante il risultato già acquisito, ha impressionato tutti. Lui costa un po’ di più, 12 Magic milioni, ma ne vale la pena. Rovescio della medaglia Ci sono

anche i «deb» che falliscono l’avvio, ma magari potranno rifarsi. Alfaro (5 con la Lazio), Seymour (5,5 per i 20 minuti di Torino con il Catania), Salifu (5,5 con la Fiorentina contro il Napoli) e Ceppelini (5 con il Cagliari a Udine), all’esordio con la loro squadra o quasi. Buona fortuna a tutti, ex «deb».

Leghe private? Tutti i consigli sul MagicBlog Settimane decisive per tutti i campionati: nella generale della Magic c’è un nuovo capolista e nelle leghe private si capisce chi vincerà. Chi vuole un consiglio per le sfide decisive contro gli amici può fare qualche domanda sul MagicBlog (magicblog.gazzetta.it). Risponderanno, a tutti o quasi, i giornalisti della Gazzetta, spesso assistiti da qualche Magic manager scelto tra i vincitori... seriali delle scorse edizioni del Magic Campionato.

Livornese, di nome fa Massimiliano, ha schierato l’undici perfetto, si è preso il primo posto in classifica. I punti in comune con Max Allegri finiscono qui, perché Massimiliano Bachi, campione di giornata, lo dice subito: «Macché “Acciuga”, io preferisco Mazzarri, che imprese quando allenava il mio Livorno!». Strategie In effetti, leggendo la

S Franco Damián Vázquez. Il 1 settembre 2011 il Palermo annuncia il suo acquisto, però a partire dal gennaio 2012

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Max, il livornese che preferisce Mazzarri formazione di Massimiliano, che ha 36 anni e si occupa di impianti di condizionamento, Mazzarri batte Allegri 2-0: Hamsik e Cavani portano 22,5 punti, di milanisti nemmeno l’ombra. «Ma è una questione di strategia — spiega con il suo accento livornesissimo —, i due azzurri sono una sicurezza, invece il Milan è una squadra “balorda”, fa troppo turnover». Bene anche Cuadrado, «che a Lecce ha trovato spazio e sta facendo grandi cose», e la difesa a 4, impreziosita dai +3 di

Marquinho, Marco Antonio de Mattos Filho, il 30 gennaio 2012 viene ingaggiato dalla Roma con la formula del prestito con diritto di riscatto dal Fluminense

GAZZETTA.IT

IL CAMPIONE DELLA SETTIMANA TANTE ANALOGIE CON ALLEGRI, MA IN SQUADRA HA HAMSIK E CAVANI

MARCO FALLISI

di LUCA BIANCHIN

Musacci Cresciuto nell’Empoli, il 28 agosto 2011 passa in prestito al Parma, in cambio Manuel Coppola passa alla società toscana

Il centrocampista è il migliore del Parma, a Roma bene il brasiliano

stato uno dei migliori («Uno stantuffo, tiene basso Schelotto» la pagella Gazzetta), con un bel 7». Costa solo 5 Magic milioni, un affare.

millenumeri

Milan contro Juve Occhio a Van Bommel

Domenica hanno esordito, e bene, molti volti nuovi, come l’ala del Novara e Marquinho ELISABETTA RUSSO MILANO

Stavolta al buon Pasquale non è andata così bene. Stavolta, a guardare la sua squadra, si può notare una sfilza di 4,5 e 5 (Gamberini, Hernanes, Ibarbo, Jovetic, Amauri, Klose). Paga le giornate no di Fiorentina e soprattutto Lazio, e con 61.5 punti e un +3 di modificatore della difesa, si piazza al 67.281˚ posto.

Chiellini e Silvestre e compattata da Astori e Canini, «due buoni giocatori, continui». Anche la fortuna ha fatto la sua parte (la «M-266» ha gli stessi punti della seconda e della terza ma si era iscritta prima), ma Massimiliano ricorda che la Magic è una questione di Dna: «Qualche anno fa aveva vinto mio fratello Ratcliff, oggi tocca a me. Dedico il successo alla mia compagna Tamara, al nostro bimbo che nascerà tra qualche mese e a mio padre, che non c’è più». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il vero Magic manager è un po’ loco, alla Bielsa. Si affeziona ai giocatori, è come se li mandasse in missione: «Andate e vincete». Sabato c’è la partita dell’anno ed è bene capire di chi ci si può fidare. Le formazioni, con quelle assenze rossonere, suggeriscono una squadra Juve-centrica. Le statistiche invece dicono che di Van Bommel ci si può fidare: quando gioca contro le prime, alza di 4 decimi il rendimento. Marchisio gli va vicino, e contro le big migliora anche Bonucci (da 5,83 a 5,90, quanti l’avrebbero detto?). Muntari resta sui suoi livelli, come Matri (da 6,03 a 6,06) e Pepe (da 6,03 a 6,02). Chi evitare? Abate (da 6,10 a 5,92), l’ala sinistra Vucinic e il terzino destro Bonera. Solite cifre bugiarde: qualcuno, su quella fascia, dovrà pur vincere il duello. © RIPRODUZIONE RISERVATA

gli assist Non è stato assegnato l’assist a Miccoli per il gol di Barreto, come deciso già per altri tocchi brevi, all’indietro, al limite dell’area. Niente +1 anche per Robinho: il suo passaggio per Emanuelson non soddisfa i due requisiti richiesti dal regolamento, creare un’occasione da gol e mettere il compagno in condizione di segnare. Diverso il caso di Abate: il suo passaggio libera Robinho che, con la porta davanti a sé, deve solo avanzare e calciare. Ecco tutti gli assist della 24a giornata: 2 Hamsik (Napoli), 2 Pirlo (Juventus), Angelo (Siena), Abate (Milan), Pellissier (Chievo), Gago (Roma), Miccoli (Palermo) Barreto (Palermo).

CLASSIFICA GENERALE POS. MAGIC MANAGER

CITTÀ

1 2 3 4 5 6 7

Ozzano dell'Emilia (BO) Castel D'Azzano (VR) Novara (NO) Buonabitacolo (SA) Castel D'Azzano (VR) Piacenza (PC) Agerola (NA)

Filippo Aloisio Florin Popa Roberto Cinque Antonio Lapenta Florin Popa Marco Serena Luca Milo

SQUADRA

PUNTI

Fp10 Faiv 116 Buonabitacolo F.C. Fp21 Sereal 54 Luigi Il Capitano

1885 1882,5 1881 1877 1876 1874 1873,5

CLASSIFICA DI GIORNATA, 24a giornata POS. MAGIC MANAGER

CITTÀ

SQUADRA

PUNTI

1 2 3 4 5 6 7

Livorno (LI) Prato (PO) Cornaredo (MI) Villasanta (MI) Quartu Sant'Eelena (CA) Trani (BA) La Maddalena (SS)

M-266 Milan Futur Alice Sonia Team Fdm Angelo 5 Matfiftyone Atletico Canicola Ilva Rosella 02

99,5 99,5 99,5 99 98,5 98,5 98,5

Massimiliano Bachi Mirko Motti Ivano Montani Fabio Franchellucci Simone Salardi Maurizio Ruggiero Mauro Coppadoro

CLASSIFICA SERIE A Campionato inverno 4a giornata

Massimiliano Bachi con Tamara

POS. MAGIC MANAGER

CITTÀ

SQUADRA

PUNTI

1 2 3 4 5 6 7

Verbania (VB) Magione (PG) Reggio Emilia (RE) Capri (NA) Trieste (TS) Grottammare (AP) Avellino (AV)

Firstone Sblindo Team Teddy City Magic Bibo 14

332 330,5 329 326 323,5 323,5 322

Filippo Marinoni Marco Bacocchi Luca Tedeschi Fabrizio Minieri Manlio Scher Giampiero Grazioli Carmine De Pascale

Supergiggetta 2 Nuova33/2012


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MAGIC CUP CAMPIONATO TUTTI I NUMERI: punti conquistati, media e quotazione aggiornata, poi partite giocate, voto in pagella, gol segnati, rigori parati, media voto, assist e cartellini

Portieri CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI 101 ABBIATI (MIL) 5 102 AGAZZI (CAG) 5.5 103 AGLIARDI (BOL) 0 104 AMELIA (MIL) 0 106 ANTONIOLI (CES) 2 107 AVRAMOV (CAG) 0 109 BENASSI (LEC) 6 155 BERARDI (LAZ) 0 111 BIZZARRI (LAZ) 0 112 BORUC (FIO) 2.5 113 BRKIC (SIE) 0 114 BUFFON (JUV) 6 169 CALDERONI (CES) 0 115 CAMPAGNOLO (CAT) 0 165 CARRIZO (CAT) 0 116 CASTELLAZZI (INT) 0 153 COLETTA (CHI) 0 117 COLOMBO (NAP) 0 118 CONSIGLI (ATA) 7 119 COSER (NOV) 0 120 CURCI (ROM) 0 121 DE SANCTIS (NAP) 0 122 FARELLI (SIE) 0 123 FONTANA (NOV) 0 124 FREY S. (GEN) 5.5 125 FREZZOLINI (ATA) 0 166 GABRIELI (LEC) 0 158 GALLINETTA (PAR) 0 126 GILLET (BOL) 7.5 127 HANDANOVIC (UDI) 6.5 128 JULIO CESAR (INT) 2.5 129 JULIO SERGIO (LEC) 0 130 KOSICKY (CAT) 2 131 LOBONT (ROM) 0 132 LUPATELLI (GEN) 0 133 MANNINGER (JUV) 0 134 MARCHETTI (LAZ) 0 135 MIRANTE (PAR) 5 136 NETO (FIO) 0 137 ORLANDONI (INT) 0 162 PADELLI (UDI) 0 138 PAVARINI (PAR) 0 163 PAZZAGLI (FIO) 0 139 PEGOLO (SIE) 2 140 PETRACHI (LEC) 0 168 POLITO (ATA) 0 160 PUGGIONI (CHI) 0 152 RAVAGLIA (CES) 0 156 ROMA (MIL) 0 164 ROMO (UDI) 0 141 ROSATI (NAP) 5.5 167 RUZITTU (CAG) 0 142 SCARPI (GEN) 0 145 SORRENTINO (CHI) 6.5 146 SQUIZZI (CHI) 0 147 STEKELENBURG (ROM) 6.5 148 STORARI (JUV) 0 161 TZORVAS (PAL) 0 149 UJKANI (NOV) 6.5 151 VIVIANO (PAL) 5.5

MEDIA QUOT. 4.94 17 5.1 18 5.08 1 5.57 9 4.53 11 0 1 4.97 11 6 1 4.9 5 5.1 18 5.22 11 6.02 25 0 1 4.75 6 5.38 1 6 1 0 1 6 1 5.15 18 0 1 0 1 5.17 19 6 1 4.64 1 4.71 14 5.5 1 2.25 1 6 1 5.31 19 5.27 18 5.02 17 4.65 10 5.38 2 5.38 3 6 1 6 1 5.22 16 4.32 11 6 1 6 1 0 1 5.75 1 6 1 5.28 7 0 1 6 1 0 4 5.25 6 0 1 0 1 5.75 4 0 1 6 1 5.15 18 0 1 4.9 16 5.5 4 4.64 4 4.47 12 4.57 4

CAMPIONATO MEDIA P. V. G. VOTO 18 6 -18 5.94 24 6 -24 6.17 4 -6 6.12 7 -3 6 17 5 -29 5.82 0 0 0 15 7 -21 6.43 0 0 0 4 -6 6.38 22 5,5 -22 6.02 15 -14 6.13 21 7 -11 6.26 0 0 0 4 -6 5.62 2 -2 5.75 3 -4 6.5 0 0 0 0 0 0 23 7 -25 6.34 0 0 0 0 0 0 23 -24 6.2 0 0 0 7 -11 6.21 24 6,5 -44 6.41 2 -2 6.25 2 -6 5.25 0 0 0 19 7,5 -20 6.29 24 6,5 -22 6.21 22 5,5 -29 6.16 10 -12 5.85 2 5 -3 5.75 4 -2 6 0 0 0 0 0 0 20 5 -21 6.2 18 6 -32 5.92 0 0 0 0 0 0 0 0 0 5 -3 6.6 0 0 0 8 6 -12 6.38 0 0 0 1 0 0 0 0 0 6 -7 6.17 0 0 0 0 0 0 1 6 0 6 0 0 0 0 0 0 24 6,5 -30 6.17 0 0 0 21 6,5 -25 6.1 2 -3 6.25 11 -15 6.05 18 6,5 -31 6.06 6 6,5 -11 6.17

R. 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 2 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 2 0 0 0 0 1 0

ESPAMM 0/0 0/3 0/0 0/0 1/0 0/0 0/2 0/0 1/0 0/0 0/1 0/0 0/0 0/0 0/0 0/1 0/0 0/0 1/2 0/0 0/0 0/1 0/0 0/0 0/1 0/0 0/0 0/0 0/0 0/1 0/2 0/0 0/0 0/1 0/0 0/0 0/1 0/0 0/0 0/0 0/0 0/1 0/0 0/1 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/1 0/0 0/0 0/1 0/0 0/0 0/0 0/1 0/1 0/0

Difensori CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI MEDIA QUOT. 201 ABATE (MIL) 8 6.15 11 202 ACERBI (CHI) 6 5.6 5 203 AGOSTINI (CAG) 6 5.81 9 376 AGUIRREGARAY (PAL) 0 5.62 4 206 ANDREOLLI (CHI) 5.5 6.03 9 208 ANGELO (SIE) 7.5 5.95 7 209 ANTONELLI (GEN) 0 5.62 5 210 ANTONINI (MIL) 0 5.59 5 211 ANTONSSON (BOL) 6 5.96 7 212 ARIAUDO (CAG) 5.5 5.67 5 213 ARONICA (NAP) 0 5.88 7 214 ASTORI (CAG) 7 6.13 9 216 BALZARETTI (PAL) 6.5 5.66 12 217 BARZAGLI (JUV) 6.5 6.4 14 218 BASTA (UDI) 6.5 6.84 13 219 BELLINI (ATA) 5.5 5.75 4 220 BELLUSCI (CAT) 6 5.83 7 221 BELMONTE (SIE) 0 6 3 222 BENALOUANE (CES) 4.5 4.62 1 223 BENATIA (UDI) 5.5 5.94 8 224 BIAVA (LAZ) 0 5.93 9 225 BONERA (MIL) 6 5.8 5 226 BONUCCI (JUV) 6 5.94 10 227 BOVO (GEN) 0 5.29 4 228 BRANDAO (PAR) 0 5.5 4 229 BRITOS (NAP) 6 6.2 5

CAMPIONATO P. V. G. 20 7 0 7 6 0 24 6 0 4 0 0 15 6 0 12 6,5 0 10 0 0 12 0 0 13 6 0 15 6 0 20 0 0 15 7 0 22 6,5 0 23 6,5 0 22 6,5 4 10 5,5 0 19 6 0 0 0 0 6 5 0 18 6 1 15 0 1 11 6 0 18 6 1 5 0 0 2 0 0 4 6,5 1

MEDIA VOTO 6.1 5.6 5.85 5.75 6.13 5.85 5.65 5.73 6 5.75 5.9 6.2 5.75 6.48 6.3 5.72 5.89 0 5 5.97 5.73 5.95 5.76 5.2 5 5.88

A. 2 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 2 0 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

ESPAMM 0/2 0/0 0/2 0/1 0/3 0/0 1/0 0/3 0/1 0/2 0/2 0/2 1/6 0/2 0/2 0/2 0/3 0/0 1/2 0/7 0/2 0/3 0/4 0/2 0/0 0/3

CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI MEDIA QUOT. 230 BRIVIO (LEC) 10 5.92 8 231 BURDISSO (ROM) 0 6.15 4 390 CACERES (JUV) 0 6 10 233 CAMPAGNARO (NAP) 0 6.11 9 234 CAMPORESE (FIO) 0 6 4 235 CANINI (CAG) 6 5.69 9 236 CANNAVARO (NAP) 7 5.82 9 237 CAPELLI (ATA) 0 5.88 4 238 CAPUANO (CAT) 0 5.57 4 239 CARROZZIERI (LEC) 5.5 5.5 4 391 CARVALHO (GEN) 0 5.5 4 240 CASSANI (FIO) 5 5.96 10 241 CASSETTI (ROM) 0 4.75 4 243 CECCARELLI L. (CES) 0 5.93 7 244 CENTURIONI (NOV) 6 5.46 2 245 CESAR (CHI) 0 5.47 6 247 CHERUBIN (BOL) 0 5.83 6 249 CHIELLINI (JUV) 10 6.26 18 250 CHIVU (INT) 0 5.2 4 251 CICINHO (ROM) 0 4.75 1 252 CODA (UDI) 0 0 2 253 COMOTTO (CES) 6.5 5.67 7 371 CONTINI (SIE) 5 5.57 4 254 CORDOBA (INT) 0 5.75 4 394 COUBRONNE (NOV) 5 5 1 256 CRESPO J.A.R. (BOL) 0 5.93 6 257 DAINELLI (CHI) 0 5.58 5 258 DANILO (UDI) 6.5 6.04 11 259 DE CEGLIE (JUV) 6 5.95 7 260 DE SILVESTRI (FIO) 0 5.32 6 261 DEL GROSSO (SIE) 8.5 6.05 11 372 DELLAFIORE (NOV) 0 5.58 4 263 DIAKITE' (LAZ) 0 5.69 4 265 DIAS (LAZ) 3.5 5.62 7 266 DOMIZZI (UDI) 5.5 6.31 11 375 DRAME' (CHI) 5.5 5.78 5 267 EKSTRAND (UDI) 0 5.38 1 268 ESPOSITO (LEC) 0 5.57 6 393 FANCHONE (UDI) 0 0 3 382 FARAONI (INT) 5 6.29 5 270 FELIPE (FIO) 0 6 3 271 FELTSCHER (PAR) 0 5.5 1 272 FERNANDEZ (NAP) 0 5.79 4 273 FERRARIO (PAR) 5 5.5 4 274 FERRI (ATA) 0 5.79 4 275 FERRONETTI (UDI) 0 6.04 6 378 FIDELEFF (NAP) 0 5.1 4 276 FREY N. (CHI) 6 5.78 6 389 GABRIEL SILVA (NOV) 7 7 5 277 GAMBERINI (FIO) 5 6.02 11 278 GARCIA (NOV) 6.5 5.75 6 279 GARICS (BOL) 6.5 6 6 280 GARRIDO (LAZ) 0 5.25 2 281 GEMITI (NOV) 5.5 5.8 8 283 GOBBI (PAR) 5 5.88 9 373 GOZZI (CAG) 0 0 2 284 GRANQVIST (GEN) 5.5 5.75 7 285 GRAVA (NAP) 6.5 6 4 286 GROSSO (JUV) 0 6 1 288 HEINZE (ROM) 6.5 6.06 9 289 JOKIC (CHI) 0 5.62 6 290 JONATHAN (PAR) 5 5.61 5 291 JOSE ANGEL (ROM) 0 5.47 6 292 JUAN (ROM) 6 6.54 13 392 JUAN JESUS (INT) 0 0 2 293 KALADZE (GEN) 4.5 5.41 5 379 KJAER (ROM) 0 5.4 6 294 KONKO (LAZ) 0 5.87 10 295 KROLDRUP (FIO) 0 6 4 383 LABRIN (PAL) 0 6 1 296 LAURO (CES) 0 5.44 5 377 LEGROTTAGLIE (CAT) 5.5 6.45 11 297 LICHTSTEINER (JUV) 0 6.7 17 298 LISUZZO (NOV) 6 6.29 5 374 LORIA (BOL) 0 5.78 4 299 LUCARELLI A. (PAR) 5 5.89 10 300 LUCCHINI (ATA) 6.5 5.71 8 301 LUCIO (INT) 4 5.64 10 302 LUDI (NOV) 0 5.28 2 303 LULIC (LAZ) 6 6.57 14 304 MAICON (INT) 5 6.31 15 305 MANDELLI (CHI) 0 5.5 3 306 MANFREDINI (ATA) 0 5.9 6 307 MANTOVANI (PAL) 6.5 6.21 10 308 MARCHESE (CAT) 6 6.05 8 384 MARCHIORI (GEN) 0 5.5 1 309 MASIELLO (ATA) 0 6 8 311 MESTO (GEN) 0 5.63 5 312 MEXES (MIL) 0 6 6 388 MIGLIONICO (LEC) 0 5.83 4 313 MILANOVIC (PAL) 0 0 4

CAMPIONATO P. V. G. 13 7 1 10 0 1 1 0 0 20 0 2 0 0 0 24 6 0 19 7 0 11 0 0 6 0 0 7 6 0 1 0 0 12 5 1 5 0 0 15 0 0 14 6 0 20 0 0 12 0 1 22 7 2 10 0 0 2 0 0 0 0 0 18 6,5 0 7 5 0 3 0 0 1 5 0 7 0 0 13 0 0 23 6,5 0 11 6 0 13 0 0 21 6 1 14 0 0 13 0 0 16 4,5 0 19 6 1 9 6 0 7 0 0 17 0 1 0 0 0 8 5 1 0 0 0 2 0 0 9 0 0 10 5,5 1 8 0 0 13 0 1 4 0 0 16 6 0 1 7 0 22 5 1 8 6,5 0 9 6,5 0 1 0 0 22 5,5 1 18 5 1 1 0 0 18 5,5 1 3 6,5 0 2 0 0 18 6,5 0 16 0 0 7 5 0 16 0 0 14 6 3 0 0 0 15 5 0 10 0 0 19 0 0 0 0 0 1 0 0 15 0 0 17 6 3 23 0 2 7 6 0 7 0 1 21 5,5 1 17 6,5 0 21 4 1 9 0 0 24 6 4 15 5 1 7 0 0 15 0 0 12 6,5 2 17 6 1 1 0 0 17 0 1 18 0 1 8 0 0 4 0 0 0 0 0

MEDIA VOTO 5.83 5.95 0 5.76 0 5.73 5.92 5.91 5.5 6 5.5 5.83 5.12 6 5.75 5.63 5.7 6.07 5.4 4.75 0 5.68 5.67 5.67 5 5.9 5.73 6.13 5.93 5.25 5.95 5.73 5.77 5.88 6.22 5.89 5.62 5.53 0 5.81 0 5 5.86 5.3 5.75 5.92 5.12 5.81 7 5.95 5.81 6 4.5 5.73 5.69 0 5.75 6.17 6 6.09 5.69 5.43 5.53 6 0 5.67 5.7 5.82 0 6 5.57 6.12 6.34 6.29 5.36 5.86 5.88 5.55 5.56 6.22 6 5.58 5.93 5.75 5.94 5 5.97 5.5 6.07 6 0

A. 1 0 0 1 0 0 0 1 0 0 0 0 0 1 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 1 0 1 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 2 0 0 0 0 0 0 1 4 1 1 0 1 0 0 0 0 0 0

ESPAMM 0/2 0/2 0/0 0/2 0/0 0/2 0/4 0/3 0/1 1/5 0/0 0/3 0/3 0/4 0/4 0/6 0/4 0/5 0/4 0/0 0/0 0/6 0/2 0/0 0/0 0/0 1/3 0/4 1/0 0/1 0/4 0/4 1/2 1/7 0/3 0/4 0/2 1/3 0/0 0/1 0/0 0/0 0/1 0/5 0/0 1/1 0/2 0/1 0/0 0/3 0/1 0/0 0/0 1/1 0/2 0/0 0/3 0/1 0/0 0/1 0/2 0/0 1/0 1/3 0/0 2/5 1/4 1/0 0/0 0/0 1/5 0/5 0/3 0/0 0/1 0/5 1/4 0/2 0/1 0/2 0/4 0/3 0/4 0/1 0/4 0/0 0/5 0/4 0/1 0/1 0/0

CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI MEDIA QUOT. 386 MORAS (CES) 0 5.8 5 314 MORERO (CHI) 0 5.86 4 315 MORETTI E. (GEN) 0 5.6 4 316 MORGANELLA (NOV) 0 5.53 6 317 MORLEO (BOL) 6 5.6 7 318 MOTTA M. (CAT) 3 5.5 2 319 MUNOZ (PAL) 0 5.29 4 320 NAGATOMO (INT) 5.5 5.96 12 321 NASTASIC (FIO) 5 5.77 6 322 NATALI (FIO) 6 5.98 9 323 NESTA (MIL) 0 5.95 10 324 NEUTON (UDI) 0 5 2 325 ODDO (LEC) 6.5 5.82 7 326 PACI (NOV) 0 5.97 7 327 PALETTA (PAR) 0 5.8 9 328 PASQUAL (FIO) 0 6 10 329 PASQUALE (UDI) 0 6.31 6 330 PELUSO (ATA) 6 6.08 9 331 PERICO (CAG) 0 5.57 2 367 PESOLI (SIE) 0 5.92 4 332 PISANO E. (PAL) 6 5.64 5 333 PISANO F. (CAG) 6.5 5.7 8 334 PORTANOVA (BOL) 6.5 5.74 8 335 POTENZA (CAT) 0 5.5 4 336 RADU (LAZ) 0 5.81 8 370 RAGGI (BOL) 7 5.79 8 337 RAIMONDI (ATA) 0 5.75 4 338 RANOCCHIA (INT) 4 5.5 8 339 RICKLER (BOL) 0 6 1 385 RINAUDO (NOV) 0 4.62 4 380 RODRIGUEZ G. (CES) 5 5.58 6 340 ROMULO (FIO) 0 5.65 4 341 ROSI (ROM) 6 5.82 4 342 ROSSETTINI (SIE) 5.5 5.65 6 343 ROSSI A. (SIE) 0 5.4 3 344 ROSSI M. (CES) 4.5 5.2 3 368 RUBIN (BOL) 0 5.36 4 387 SAMPIRISI (GEN) 0 5.5 2 346 SAMUEL (INT) 0 5.78 10 347 SANTACROCE (PAR) 0 5.75 4 349 SARDO (CHI) 6 5.92 7 350 SCALONI (LAZ) 0 5.8 1 351 SILVESTRE (PAL) 9.5 6.29 17 352 SORENSEN (BOL) 0 6 3 353 SPOLLI (CAT) 5.5 5.71 8 354 STANKEVICIUS (LAZ) 0 5.45 4 355 STENDARDO (ATA) 6.5 6.1 4 357 TERZI (SIE) 4.5 5.7 6 358 THIAGO SILVA (MIL) 6.5 6.41 18 359 TOMOVIC (LEC) 0 5.43 6 360 VITALE (BOL) 0 6 4 361 VITIELLO (SIE) 0 5.98 7 362 VON BERGEN (CES) 0 5.73 8 363 YEPES (MIL) 0 6.33 4 364 ZACCARDO (PAR) 6 5.87 11 365 ZAMBROTTA (MIL) 0 5.93 4 369 ZAURI (LAZ) 5 5.6 3

CAMPIONATO P. V. G. 3 0 0 8 0 0 14 0 0 18 0 0 18 6 0 2 4 0 7 0 0 23 5,5 2 14 5 0 19 6 1 11 0 1 4 0 0 19 6,5 1 17 0 1 20 0 1 18 0 0 11 0 0 21 6 1 9 0 0 6 0 0 18 6 0 22 6,5 0 19 6,5 1 9 0 0 17 0 0 19 7 0 5 0 0 8 4 1 0 0 0 4 0 0 18 5 0 8 0 0 14 6 0 19 6 0 4 0 0 14 4,5 0 5 0 0 2 0 0 16 0 0 6 0 0 13 6 1 7 0 0 24 6,5 3 0 0 0 17 5,5 0 11 0 0 5 6,5 0 22 5 0 22 6,5 1 21 0 0 0 0 0 21 0 1 20 0 0 6 0 1 22 6 0 7 0 1 5 5 0

MEDIA VOTO 5.67 6 5.79 5.56 5.75 5.25 5.57 5.78 5.85 6 5.95 5 5.74 5.94 5.72 5.83 6.06 5.92 5.71 5.8 5.72 5.84 5.76 5.56 5.88 5.84 5.8 5.31 0 5.12 5.58 5.62 5.82 5.87 5.62 5.38 5.2 5.5 5.84 5.75 5.81 5.75 5.98 0 5.88 5.5 6.1 5.82 6.3 5.5 0 5.95 5.78 6 5.91 5.57 5.2

A. 0 0 0 1 0 0 0 2 0 0 0 0 1 0 0 3 2 1 0 1 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0

ESPAMM 0/0 0/2 1/5 0/4 1/5 1/0 1/2 0/0 0/3 1/5 0/6 0/0 0/5 0/5 0/4 0/0 0/0 0/3 0/2 0/1 0/3 0/2 1/6 0/3 0/3 0/3 0/3 1/2 0/0 0/0 0/2 0/1 0/2 0/9 0/3 0/5 0/1 0/1 0/2 0/1 1/3 0/0 0/3 0/0 1/5 0/2 0/2 0/6 0/1 0/3 0/0 0/5 0/3 0/2 0/5 0/1 0/0

A. 0 0 0 0 4 1 5 5 0 0 0 2 0 0 1 0 1 0 2 1 1 0 0 1 0 1 1 0

ESPAMM 0/2 0/5 0/5 0/0 0/2 0/5 0/3 0/5 0/2 0/2 0/2 0/2 0/2 0/0 0/7 0/0 0/0 0/3 0/2 1/2 0/8 1/1 1/1 2/3 0/1 0/1 0/4 0/2

Centrocampisti CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI MEDIA QUOT. 501 ABDI (UDI) 5.5 5.73 7 502 ACQUAH (PAL) 0 5.7 4 704 ALMIRON (CAT) 5.5 6.36 14 715 ALVAREZ (PAL) 0 5.38 4 503 ALVAREZ R. (INT) 0 6.23 13 504 AMBROSINI (MIL) 6.5 6.04 10 505 AQUILANI (MIL) 0 6.63 10 695 ARMERO (UDI) 5 6.08 13 506 ASAMOAH (UDI) 0 6.32 10 507 BACINOVIC (PAL) 0 5.44 5 508 BADU (UDI) 0 5.94 4 509 BARRETO E. (PAL) 11.5 6.17 12 510 BARRIENTOS (CAT) 9.5 6.97 14 734 BATTOCCHIO (UDI) 0 6 1 511 BEHRAMI (FIO) 5 5.96 11 736 BELLUSCHI (GEN) 5.5 5.62 10 513 BERTOLACCI (LEC) 6 6.08 7 719 BERTOLO (PAL) 6.5 6.11 8 514 BIABIANY (PAR) 0 6.76 17 515 BIAGIANTI (CAT) 6 5.73 6 516 BIONDINI (GEN) 5 5.88 10 517 BIRSA (GEN) 0 5.3 4 518 BLASI (LEC) 4 5.69 4 519 BOATENG (MIL) 0 7.12 12 521 BOLZONI (SIE) 0 6.05 7 522 BONAVENTURA (ATA) 0 6.03 10 710 BRADLEY (CHI) 6.5 6.07 11 524 BRIGHI (ATA) 6 5.81 5

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CAMPIONATO P. V. G. 17 5,5 0 15 0 0 19 6 3 8 0 0 14 0 1 15 6,5 1 15 0 1 20 5 0 17 0 1 10 0 0 10 0 0 23 7,5 1 15 6,5 4 1 0 0 21 5 0 4 5,5 0 15 6 1 19 6,5 2 23 0 3 11 6 0 22 5,5 1 5 0 0 10 5 0 12 0 4 11 0 1 20 0 0 23 7 0 9 6 0

MEDIA VOTO 5.8 5.87 6.05 5.38 5.85 5.92 6.2 5.95 6.21 5.56 6.06 6 6.32 6 6.07 5.62 5.77 5.86 6.3 5.77 5.83 5.33 5.88 6.33 5.8 6 6.11 5.94

4

IL NUMERO

10

gli assist di Fabrizio Miccoli, che stacca sempre più i rivali in questa speciale classifica, grazie al cross per il colpo di testa di Silvestre contro la Lazio (3-0). A quota 6 infatti restano Cassano e Pirlo. A 5 ci sono Totti, Armero, Giovinco, Pjanic e Aquilani.

CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI 525 BROCCHI (LAZ) 0 526 CAMBIASSO (INT) 4.5 527 CANA (LAZ) 0 528 CANDREVA (LAZ) 4.5 529 CARMONA (ATA) 0 731 CARROZZA (ATA) 6 531 CASARINI (BOL) 0 735 CAZZOLA (ATA) 0 533 CEPPELINI (CAG) 4.5 534 CERCI (FIO) 5 535 CIGARINI (ATA) 5.5 536 CODREA (SIE) 0 537 COLUCCI (CES) 4.5 538 CONSTANT (GEN) 5.5 539 CONTI (CAG) 0 541 COSSU (CAG) 6 543 CRUZADO (CHI) 6.5 691 CUADRADO (LEC) 10 544 D'AGOSTINO (SIE) 0 547 DE ROSSI (ROM) 6.5 548 DEL NERO (CES) 0 549 DELLA ROCCA (PAL) 0 720 DELVECCHIO (LEC) 0 726 DESSENA (CAG) 5.5 551 DI MATTEO (LEC) 6.5 696 DIAMANTI (BOL) 6 718 DJOKOVIC (CES) 0 552 DONADEL (NAP) 0 730 DONATI (PAL) 10 554 DOSSENA (NAP) 6.5 556 DZEMAILI (NAP) 6 557 EKDAL (CAG) 6 558 EL SHAARAWY (MIL) 5.5 711 ELIA (JUV) 0 559 EMANUELSON (MIL) 10.5 707 ERIKSSON (CAG) 0 705 ESTIGARRIBIA (JUV) 0 560 FABBRINI (UDI) 0 727 FERNANDES (UDI) 5.5 561 FERREIRA PINTO (ATA) 0 562 FLAMINI (MIL) 0 716 GAGO (ROM) 8 564 GALLOPPA (PAR) 0 565 GARGANO (NAP) 6 566 GATTUSO (MIL) 0 699 GAZZI (SIE) 4.5 567 GIACOMAZZI (LEC) 7 714 GIANDONATO (LEC) 0 568 GIORGI (SIE) 5.5 569 GOMEZ (CAT) 5.5 570 GONZALEZ (LAZ) 5.5 571 GRECO (ROM) 0 573 GROSSI (SIE) 0 574 GROSSMULLER (LEC) 0 575 GUANA (CES) 6 737 GUARIN (INT) 0 576 HAMSIK (NAP) 8.5 577 HERNANES (LAZ) 4.5 578 HETEMAJ (CHI) 0 579 IBARBO (CAG) 5 580 ILICIC (PAL) 6.5 581 INLER (NAP) 6.5 582 ISLA (UDI) 0 583 IZCO (CAT) 6.5 584 JANKOVIC (GEN) 5.5 728 JENSEN (NOV) 0 586 JORQUERA (GEN) 5.5 587 JOVETIC (FIO) 4.5 589 KHARJA (FIO) 0 713 KONE (BOL) 6 590 KRASIC (JUV) 0 591 KRHIN (BOL) 0 592 KUCKA (GEN) 5.5 594 LAMELA (ROM) 6 694 LANZAFAME (CAT) 0 595 LAZZARI (FIO) 0 596 LEDESMA C. (LAZ) 5 598 LJAJIC (FIO) 0 599 LLAMA (CAT) 0 600 LODI (CAT) 6.5 682 LORES VARELA (PAL) 0 601 LUCIANO (CHI) 6 603 MAGGIO (NAP) 6.5 605 MANNINI (SIE) 0 606 MARCHIONNI (FIO) 5 607 MARCHISIO (JUV) 5.5 608 MARIANINI (NOV) 0 609 MARIGA (PAR) 5.5 698 MARQUES (PAR) 0 739 MARQUINHO (ROM) 0 610 MARRONE (JUV) 0 611 MARTINEZ (CES) 0 612 MARTINHO (CES) 0 613 MATUZALEM (LAZ) 4.5 614 MAURI (LAZ) 5.5 615 MAZZARANI (NOV) 6 617 MERKEL (MIL) 0 618 MESBAH (MIL) 6.5 619 MIGLIACCIO (PAL) 7 620 MODESTO (PAR) 0 621 MONTOLIVO (FIO) 5 692 MORALEZ (ATA) 5 623 MORRONE (PAR) 5.5 624 MUDINGAYI (BOL) 7 626 MUNTARI (MIL) 9.5 724 MUSACCI (PAR) 6 627 NAINGGOLAN (CAG) 6 628 NOCERINO (MIL) 6 630 OBI (INT) 0 631 OBODO (LEC) 5 632 OLIVERA (FIO) 4 633 PADOIN (JUV) 5 697 PAGLIALUNGA (CAT) 0 634 PALLADINO (PAR) 5 738 PALOMBO (INT) 0 636 PAROLO (CES) 5.5 740 PARRAVICINI (SIE) 5.5 639 PAZIENZA (UDI) 6 640 PEPE (JUV) 6 725 PEREIRA (PAR) 0 712 PEREYRA (UDI) 0 641 PEREZ (BOL) 7 642 PERROTTA (ROM) 0 643 PESCE (NOV) 4.5 645 PIATTI (LEC) 0 647 PINZI (UDI) 0 648 PIRLO (JUV) 13 717 PJANIC (ROM) 6 706 POLI (INT) 6 651 PORCARI (NOV) 0 732 PUDIL (CES) 9 652 PULZETTI (BOL) 0 653 RADOVANOVIC (NOV) 0 654 RAMIREZ (BOL) 7 655 REGINALDO (SIE) 5 656 RICCHIUTI (CAT) 0 657 RIGONI L. (CHI) 5.5 658 RIGONI M. (NOV) 7

MEDIA QUOT. 6.12 4 6 14 6.12 7 6.02 11 5.87 7 6 7 5.54 4 6 5 5.25 2 6.3 13 6.23 10 6 4 5.62 5 5.69 9 6.38 12 6.28 17 5.65 5 6.26 13 6.31 13 6.98 19 6 3 5.65 5 5.8 5 6.5 11 6.25 1 6.71 15 6 4 6 4 7 11 5.95 11 6.19 12 6.15 8 6.88 8 5.62 5 5.95 10 0 3 5.95 7 5.25 4 5.93 8 6 4 0 4 6.08 11 5.88 9 6.25 11 5.5 4 5.98 9 6.42 12 5.17 3 5.77 7 6.14 13 6.32 10 5.82 5 6 6 6.29 8 5.87 8 0 11 6.42 21 6.75 23 5.85 9 6.41 14 6.11 16 5.74 11 6.64 17 5.89 8 6.75 14 5.25 4 6.3 9 8.18 30 5.85 7 5.56 6 5.72 6 5.92 3 6.06 11 6.31 14 5.5 4 5.65 8 6.29 15 5.61 7 5.8 5 6.75 20 5.7 4 5.47 5 6.5 16 5.87 5 5.67 3 7.02 18 5.81 4 5.88 5 6 3 0 4 6.38 4 5.65 5 5.61 4 6.04 6 6.25 4 6 10 6.17 6 5.62 7 6.36 12 6.28 10 6.02 13 6.55 14 5.76 8 5.91 10 6.6 6 5.92 1 6.26 14 7.02 20 5.62 5 5.5 5 5.54 7 5.84 10 6 3 5.75 5 5.5 7 5.87 12 5.5 1 6.36 8 6.81 17 5.9 1 0 4 5.5 8 5.67 7 5.38 4 5.5 6 6.21 9 6.83 20 6.76 18 6.08 5 5.76 7 6.75 8 5.68 6 5.77 5 6.71 18 5.77 7 6.05 7 6.29 8 7.2 19

CAMPIONATO P. V. G. 11 0 0 24 4,5 3 8 0 1 22 5 2 16 0 0 2 6 0 11 0 0 3 0 0 3 5 0 13 5 3 22 5,5 1 1 0 0 12 5 0 18 5,5 1 18 0 3 21 6 1 10 6,5 0 23 7,5 3 17 0 2 20 6,5 3 3 0 0 14 0 0 17 0 1 8 5,5 1 2 6,5 0 16 6,5 2 4 0 0 0 0 0 6 7 1 20 6,5 0 17 6 2 16 6 1 13 5,5 2 2 0 0 20 7,5 1 0 0 0 11 0 1 6 0 0 7 5,5 0 3 0 0 0 0 0 18 7 1 17 0 1 20 6 1 1 0 0 20 4,5 1 19 7 3 5 0 0 13 5,5 0 19 5,5 1 19 5,5 1 12 0 0 11 0 1 13 0 2 22 6 1 0 0 0 24 7 6 22 4,5 7 21 0 0 24 5 2 22 6,5 2 22 6,5 0 21 0 3 12 6,5 0 19 5,5 5 3 0 0 16 5,5 1 18 4,5 12 11 0 0 16 6 0 7 0 1 4 0 0 17 5,5 2 18 6 1 5 0 0 17 0 1 24 5 1 8 0 0 3 0 0 22 6,5 6 5 0 0 15 6 0 23 6,5 2 14 0 0 1 5 0 22 6 6 13 0 1 3 5,5 0 0 0 0 1 0 0 2 0 0 10 0 0 7 0 0 15 5 0 3 5,5 0 15 6 1 14 0 0 16 6,5 1 21 7 2 17 0 3 19 5 1 21 5 5 22 5,5 1 21 7 0 5 7 1 6 6,5 0 23 6 1 22 6 7 17 0 0 18 5,5 0 13 4,5 0 20 5 0 0 0 0 5 5 0 2 0 0 22 5,5 1 3 5,5 0 12 6 1 22 6 5 3 0 0 1 0 0 17 7 0 14 0 0 8 5,5 0 10 0 0 17 0 1 22 8 1 21 6 3 6 6 0 21 0 1 3 6 1 15 0 0 16 0 1 19 7 4 12 5,5 0 10 0 0 14 6 1 23 7 6

MEDIA VOTO 6.09 5.58 5.86 5.8 6 6 5.5 6 5.5 5.65 6.2 6 5.55 5.61 6.06 6.22 5.7 5.93 6.06 6.6 5 5.75 5.8 6.19 6.25 6.21 6 0 6.67 5.89 5.88 5.96 6.12 4.5 5.78 0 5.89 5.38 5.86 6 0 6 5.7 6.02 5.5 5.92 6.08 5.33 5.75 5.95 6.15 5.77 5.67 5.79 5.86 0 5.88 6 5.95 6.07 5.8 5.76 6.19 6.12 5.83 5.25 6 6.33 5.69 5.59 5.08 6 5.75 6.06 5.7 5.56 6.15 5.43 5.67 6.18 5.7 5.63 6.15 5.89 5 6.39 5.69 6 0 0 6.5 5.56 5.57 6.14 6 5.7 5.92 5.53 6.19 5.74 5.95 5.83 5.73 6.07 4.7 6.2 6.2 6.16 5.75 5.61 5.58 5.95 0 5.38 5.5 5.8 5.75 6 6.34 5.83 0 5.74 5.72 5.56 5.56 6.21 6.57 6.19 6.08 5.71 5.67 5.73 5.77 6.13 5.8 6 6.12 6.33

A. 1 1 0 2 0 0 0 0 0 0 1 0 1 1 0 2 0 1 1 1 0 0 0 0 0 3 0 0 0 2 1 0 0 0 1 0 0 0 1 0 0 1 1 3 0 0 0 0 0 1 1 1 0 1 0 0 3 1 1 2 3 1 2 0 1 0 2 2 1 1 0 0 1 2 0 0 2 1 0 2 0 1 4 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 1 1 2 3 0 0 0 2 2 1 0 1 0 1 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 0 2 0 0 0 0 0 0 1 6 5 0 2 0 1 0 3 0 1 0 3

ESPAMM 0/1 0/0 0/2 0/3 0/4 0/0 0/1 0/0 0/1 0/0 0/8 0/0 0/1 0/4 0/8 0/8 0/1 0/5 0/5 0/5 0/1 0/2 0/6 0/1 0/0 0/3 0/0 0/0 0/2 0/2 0/3 0/1 0/1 0/0 0/1 0/0 0/0 0/1 0/1 0/0 0/0 1/3 0/3 0/2 0/0 0/4 0/5 0/1 0/0 0/0 0/1 0/1 0/1 1/0 0/8 0/0 0/3 0/3 0/6 0/1 1/2 0/3 0/3 0/2 0/2 0/0 0/1 0/1 0/0 0/5 0/0 0/1 0/4 0/1 0/4 0/4 0/2 0/1 0/0 0/2 0/0 0/3 0/2 0/1 0/0 0/5 0/3 0/1 0/0 0/0 0/0 0/0 0/1 0/4 0/0 0/1 0/1 0/3 0/5 0/0 0/7 0/3 0/7 0/7 0/1 0/2 0/5 0/4 1/2 0/4 0/5 0/5 0/0 0/0 0/0 0/3 0/1 0/1 0/3 0/0 0/0 0/10 0/1 1/1 0/1 1/6 0/4 0/4 0/0 0/8 0/0 0/5 1/4 0/5 0/1 0/1 0/2 0/2


LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

CODICE GIOCATORE 659 ROSSI M. (GEN) 709 RUI SAMPAIO (CAG) 723 SALIFU (FIO) 702 SAMMARCO (CHI) 660 SANTANA (CES) 661 SCHELOTTO (ATA) 663 SCULLI (GEN) 664 SEEDORF (MIL) 665 SESTU (SIE) 666 SEYMOUR (CAT) 669 SIMPLICIO (ROM) 673 SNEIJDER (INT) 674 STANKOVIC (INT) 675 STRASSER (MIL) 676 TADDEI (ROM) 693 TAIDER (BOL) 708 TORJE (UDI) 703 VACEK (CHI) 679 VALDES (PAR) 680 VALIANI (PAR) 681 VAN BOMMEL (MIL) 683 VARGAS J. (FIO) 729 VAZQUEZ (PAL) 684 VELOSO (GEN) 685 VERGASSOLA (SIE) 686 VIDAL (JUV) 700 VIVIANI (ROM) 687 ZAHAVI (PAL) 688 ZANETTI (INT) 690 ZUNIGA (NAP)

MAGIC PUNTI 5 0 5.5 0 5 5.5 4.5 0 0 5.5 0 4 0 0 6 6 6 6.5 5.5 0 6.5 4.5 6.5 6 5 0 0 0 5 0

MEDIA QUOT. 6.5 13 6 2 5.75 1 6 8 5.28 5 6.26 12 6.33 12 5.96 10 6 3 5.7 6 6.27 8 6.54 12 5.55 7 5.82 3 6.32 9 6.21 2 5.85 5 5.5 4 6.29 8 5.88 8 5.92 10 5.71 13 5.92 12 6.5 12 6.11 7 6.05 13 5.5 3 6.42 9 5.76 11 5.87 9

CAMPIONATO P. V. G. 18 5 3 6 0 0 6 5,5 0 20 0 2 10 5 0 23 5,5 1 17 5 2 15 0 2 0 0 0 13 5,5 0 12 0 2 12 4,5 1 11 0 0 12 0 1 14 6 1 5 6 0 14 6 1 13 6,5 0 7 5,5 1 16 0 1 19 6,5 0 16 4,5 0 6 6,5 0 20 6 2 14 5,5 0 20 0 2 5 0 0 14 0 2 23 5 0 20 0 1

MEDIA VOTO 6.17 6 5.83 5.68 5.25 6.15 5.83 5.62 0 5.71 5.82 6.23 5.6 5.73 6.07 6.3 5.65 5.56 5.8 5.78 6.03 5.57 5.92 6.22 6.08 5.9 5.5 5.88 5.8 5.76

A. 0 0 0 1 0 2 3 0 0 0 0 2 0 0 1 0 0 0 0 0 0 2 0 1 1 1 0 2 1 0

ESPAMM 1/2 0/0 0/2 0/3 1/1 0/5 0/4 0/3 0/0 0/2 0/2 0/2 0/2 0/4 0/1 0/0 0/1 0/1 0/0 0/3 0/4 0/1 0/0 0/2 0/1 0/8 0/0 0/2 1/2 0/3

Attaccanti CODICE GIOCATORE 917 ACOSTA (SIE)

MAGIC PUNTI MEDIA QUOT. 0 6 1

CAMPIONATO P. V. G. 0 0 0

MEDIA VOTO 0

ESPA. AMM 0 0/0

923 ACOSTY (FIO)

0

5.83

1

1

0

0

5.5

0 0/0

801 ACQUAFRESCA (BOL)

10

6.11

17

18

7

4

5.53

0 0/0

924 ALFARO (LAZ)

5

5.5

7

1

5

0

5

0 0/0

803 AMAURI (FIO)

4.5

5.83

5

3

5

0

5.83

0 0/1 0 0/0

806 BARRETO D.S. (UDI)

6

6

4

2

6

0

6

910 BERGESSIO (CAT)

6

6.71

19

19

6

5

6

1 0/2

808 BOGDANI (SIE)

0

5.31

5

14

0

0

5.33

0 0/2

809 BOJAN (ROM)

0

6.19

19

21

0

4

5.61

0 1/1

926 BOJINOV (LEC)

0

5.25

8

2

0

0

5.25

0 0/0

810 BORINI (ROM)

10

7.58

16

14

7

6

6.23

0 0/1

811 BORRIELLO (JUV)

6

6

13

10

6

0

5.75

2 0/1

812 BRIENZA (SIE)

6.5

5.87

13

22

6,5

0

5.98

0 1/3

920 BUDAN (PAL)

9.5

7.89

11

9

6,5

5

6.17

1 0/1

814 CALAIO' (SIE)

5.5

7.26

25

22

5,5

10

5.98

1 0/3

918 CARACCIOLO (NOV)

6

5.88

16

20

6

2

5.52

1 0/1

815 CASSANO (MIL)

0

7.67

4

9

0

2

6.39

6 0/1

816 CASTAIGNOS (INT)

5

5.83

4

5

5

1

5.2

0 0/0

817 CATELLANI (CAT)

0

6.14

6

12

0

1

5.89

0 0/1

818 CAVANI (NAP)

14

8.09

39

22

8

15

6.27

1 0/2

821 CORVIA (LEC)

0

5.58

11

16

0

1

5.46

0 0/3

824 DEL PIERO (JUV)

0

6.1

13

13

0

0

6

1 0/0

825 DENIS (ATA)

5

7.61

23

23

5

12

6.2

2 1/3

826 DESTRO (SIE)

5.5

6.97

17

16

5,5

5

6

1 0/3

827 DI MICHELE (LEC)

9.5

7.41

20

16

6,5

7

6.12

0 0/1

828 DI NATALE (UDI)

0

8.82

43

22

0

17

6.48

4 0/1

829 DI VAIO (BOL)

13.5

6.79

26

22

7,5

8

5.75

2 0/3

925 EBAGUA (CAT)

0

6

7

0

0

0

0

0 0/0

831 EL KABIR (CAG)

0

6

4

7

0

1

5.6

0 0/2

834 FLOCCARI (PAR)

0

6.31

14

16

0

2

5.83

1 0/0

835 FLORO FLORES (UDI)

5.5

6.6

18

18

5,5

2

6.03

3 0/1

915 FORLAN (INT)

4.5

5.67

12

11

4,5

1

5.25

0 0/0

836 GABBIADINI (ATA)

0

6.14

12

13

0

0

5.93

1 0/0

837 GIACCHERINI (JUV)

6

6.06

13

14

6

1

5.96

0 0/3

838 GILARDINO (GEN)

0

6.41

22

17

0

3

5.78

2 0/1

839 GIMENEZ (BOL)

0

5.67

9

12

0

0

5.6

1 0/2

840 GIOVINCO (PAR)

5.5

7.52

26

21

5,5

9

6.36

5 1/2

841 GONZALEZ PABLO (SIE)

0

5.77

9

12

0

1

5.54

0 0/1

912 GRANDOLFO (CHI)

0

0

4

0

0

0

0

0 0/0

844 HERNANDEZ (PAL)

0

7.2

9

10

0

4

6.15

0 0/3

845 IAQUINTA (CES)

6

6

4

2

6

1

6.5

1 0/0

846 IBRAHIMOVIC (MIL)

0

9.05

42

19

0

15

6.61

3 1/1

847 INZAGHI (MIL)

0

6

4

5

0

0

6

0 0/0

849 JEDA (NOV)

5.5

5.88

8

14

5,5

1

5.65

0 0/0

851 KLOSE (LAZ)

4.5

8.05

32

22

4,5

12

6.23

3 0/0

852 KOZAK (LAZ)

9

6.83

6

6

6

2

6

0 0/1

853 LARRIVEY (CAG)

0

6

5

18

0

3

5.47

0 0/1

I NUMERI

la top 11 della settimana QUESTA È LA MIGLIOR FORMAZIONE POSSIBILE PER LA 24a GIORNATA DI MAGIC CAMPIONATO: MODULO 4-3-3 AVREBBE TOTALIZZATO 122 PUNTI, CON UN +3 DI MODIFICATORE DELLA DIFESA

14 h 13,1 CAVANI

la media punti di Fabrizio Miccoli nelle ultime 4 partite: è la migliore della A. Dopo di lui altri cinque attaccanti: Milito con 10,67, Di Natale con 9,67, Borini a 9,63, Barrientos 8,63, Cavani a 8,5.

13

il costo di Franco Brienza uno degli attaccanti che convengono di più per rapporto costo/media punti (5,87): 2,21. Tra i difensori, c’è E. Pisano, che costa 5, e ha 5,64 di media punti: il rapporto è 0,89.

35

i malus ottenuti dal Genoa, la squadra più cattiva del campionato

All’inizio della stagione, i tifosi del Napoli avevano qualche dubbio proprio sull’attaccante che lo scorso anno aveva fatto così bene e li aveva portati addirittura in Champions League. La palla sembrava non voler più entrare... E invece adesso, dopo 24 turni, Edinson Cavani (foto REPORPRESS) è ancora lì, tra i goleador principi: 15 gol fatti, agganciato un certo Zlatan Ibrahimovic, a meno 2 da Antonio Di Natale, e 1 rigore l’ha pure sbagliato... E oggi, dopo 22 partite da titolare, ha 8.09 di media, costa 39 Magic Milioni.

MARCO FALLISI

Era passato talmente tanto tempo dall’ultima volta, che al club dei +3 su punizione stavano per preparargli una wild card per meriti pregressi. Ma come, il professor Pirlo, colui che ha brevettato l’«ascensore», non riusciva più a metterla da fermo? Alla fine, 24 turni dopo l’esordio in maglia juventina, il professore ha fatto da sé: niente wild card, il posto d’onore tra i cecchini delle punizioni se lo è ripreso da solo. Contro il Catania e con una maglia rosanero addosso. Che non a caso fa molto Miccoli, numero uno della Magic per bonus da calci piazzati.

5.38

5

8

0

0

5.36

0 0/2

7.32

25

19

7,5

5

6.5

4 0/5

919 LIVAJA (INT)

0

5.83

1

2

0

0

5.5

0 0/0

856 LUCARELLI C. (NAP)

0

6

4

3

0

0

6

0 0/0

Super Miccoli Non che il capita-

857 MALONGA (CES)

0

5.57

6

7

0

0

5.4

0 0/0

no del Palermo sia un grandis-

858 MARILUNGO (ATA)

6.5

6.29

12

15

6,5

3

5.92

0 0/3

859 MASCARA (NOV)

6.5

6.12

11

13

6,5

2

5.62

1 0/2

0

7.24

28

21

0

9

6.02

3 0/2

6.5

6.81

23

18

6,5

4

6

1 0/0

921 MEHMETI (PAL)

0

5.5

3

1

0

0

5.5

0 0/0

863 MICCOLI (PAL)

11

8.61

36

19

7

11

6.28

10 0/2

864 MILITO (INT)

0

8.08

31

19

0

12

5.97

1 0/0

865 MORIMOTO (NOV)

0

6.65

13

11

0

3

5.75

1 0/2

866 MOSCARDELLI (CHI)

0

6.43

15

20

0

3

5.83

0 0/1

914 MURIEL (LEC)

11

6.38

11

16

8

3

5.84

1 1/1

868 MUTU (CES)

4.5

6.38

22

19

5

7

5.74

0 1/3

869 NENE' (CAG)

0

5.55

4

11

0

1

5.35

0 0/2

870 OFERE (LEC)

0

4.83

4

6

0

0

4.83

0 0/0

871 OKAKA (PAR)

5

5.5

4

3

5

0

5

0 0/0

909 OSVALDO (ROM)

5.5

7.09

18

17

5,5

7

5.91

0 0/2

872 PALACIO (GEN)

5.5

8.45

33

19

5,5

12

6.58

4 0/5

873 PALOSCHI (CHI)

0

6.69

12

19

0

4

5.88

1 0/0

874 PANDEV (NAP)

6

6.5

15

20

6

5

5.97

2 0/1

877 PAPONI (BOL)

0

5.67

4

1

0

0

5

0 0/0

878 PATO (MIL)

0

5.75

13

10

0

1

5.5

0 0/1

861 MAXI LOPEZ (MIL)

879 PAZZINI (INT)

5

6.32

23

22

5

5

5.73

1 0/1

881 PELLISSIER (CHI)

7.5

6.24

18

23

6,5

4

5.78

3 0/3

882 PINILLA (CAG)

5.5

6.44

19

18

5,5

4

5.79

1 0/4

884 QUAGLIARELLA (JUV)

9.5

6.46

17

13

6,5

2

5.95

0 0/2

885 RENNELLA (CES)

0

5.7

5

5

0

0

5.5

0 0/2

888 ROBINHO (MIL)

10

6.5

19

19

7

4

5.79

2 0/1

889 ROCCHI (LAZ)

0

7.55

14

11

0

5

6.15

1 0/1

927 ROZZI (LAZ)

0

5.5

1

1

0

0

5.5

0 0/1

5.5

6

6

12

5,5

1

5.75

0 0/1

896 SEFEROVIC (LEC)

0

6

1

2

0

0

6

0 0/0

897 SUAZO (CAT)

0

6

4

4

0

0

6

0 0/0

898 THEREAU (CHI)

9

6.71

19

22

6,5

5

5.98

2 0/3

916 THIAGO RIBEIRO (CAG)

5

6.17

14

21

5

3

5.69

1 0/0

899 TIRIBOCCHI (ATA)

0

6.42

10

8

0

1

6

0 0/1

901 TOTTI (ROM)

6

7.06

27

17

6,5

4

6.35

5 0/4

902 URIBE (CHI)

0

0

2

1

0

0

0

0 0/0

903 VANTAGGIATO (BOL)

0

6

4

2

0

0

0

0 0/0

922 VARGAS E. (NAP)

0

5

12

4

0

0

5

0 0/0

904 VUCINIC (JUV)

6

6.74

20

18

6,5

3

6.17

3 1/1

906 ZARATE (INT)

0

5.46

9

14

0

0

5.46

0 0/1

5.75

6

7

5,5

0

5.6

0 0/1

891 RUBINO (NOV)

907 ZE EDUARDO D.A. (GEN) 5.5

10

9,5

8,5

Brivio

Chiellini

Silvestre

Del Grosso

Se l’Inter ha avuto una crisi di nervi, molta «colpa» è proprio sua. Un buon acquisto per la seconda porta, ma anche come prima...

Primo gol in Serie A per un difensore che interessa ai talent scout... Costa solo 8 e ha una buona media. E se segna pure...

Si parla tanto di Barzagli, ma nella difesa juventina c’è anche tanto suo lavoro... Il gol (con forza aggiuntiva) è un premio.

Se costa solo 1 Magic Milione in meno di Thiago Silva, di sicuro un motivo ci sarà. Ha già segnato 3 reti in questo campionato.

Uno dei migliori difensori come media (6,06), è un ottimo Magic investimento. Un solo gol ma scommettete sul prossimo?

13

11,5

10,5

13,5

11

Pirlo

Barreto

Emanuelson

Di Vaio

Muriel

È la chiave di volta del gioco della Juve, ma il suo nome nel tabellino dei marcatori mancava da troppo tempo. Bentornato!

Zitto zitto ha collezionato 23 presenze su 24, è uno dei più continui del Palermo, ed è tornato anche lui al gol. Ottimo, sempre.

Ha aspettato il giorno del primo gol con il Milan di Muntari per fare anche il suo... Allegri ha un jolly da giocare.

Si diceva che l’astinenza da gol del Bologna era anche la sua... Si è rifatto con gli interessi, e proprio contro l’Inter.

Gli osservatori dell’Udinese hanno l’occhio lungo: signori, questo è un talento e vederlo giocare è davvero un piacere.

simo cannoniere da fermo: di reti su punizione diretta ne ha fatte due, proprio come l’altro specialista Lodi. Ma, numeri alla mano, resta il più efficace di questa Serie A: in 18 gare giocate, le sue punizioni hanno mandato tre volte in gol i compagni, mentre una rete è nata da un suo assist dalla bandierina. Totale, 4 assist (su 10), che sommati ai due gol fanno la bellezza di 10 punti. Molto meglio di Pirlo, che vanta «appena» due assist su punizione (ma si rifà con una media voto da robot, 6,57), stesso score di Ramirez del Bologna, che ha regalato un +1 anche su calcio d’angolo. Totti e i corner Adesso che Pirlo è tornato a segnare a modo suo, l’assente illustre è Francesco Totti, che non ha ancora fatto gol a barriera piazzata:

Gazzetta.it TUTTE LE INFO SUL SITO DOMANDE? SCRIVETE OPPURE TELEFONATE Sul nostro sito Gazzetta.it trovate tutto quello che c’è da sapere sulla Magic. Per le informazioni potete scrivere a magic@rcs.it, oppure potete telefonare al numero 199.24.24.25 dalle ore 10 alle 16 dei giorni feriali (costi da rete fissa 15 centesimi al minuto iva compresa, da rete mobile costo massimo di 48 cent al minuto con uno scatto alla risposta di 16 centesimi, Iva compresa).

CHE LSEA

0

860 MATRI (JUV)

10

Gillet

Il palermitano vanta 2 gol e 4 assist su punizioni/angoli: è il migliore della Serie A

10.5

855 LAVEZZI (NAP)

7,5

Dal ritorno di Pirlo a Miccoli Ecco gli specialisti da fermo quest’anno preferisce la bandierina. Da quelle parti, infatti, l’astinenza del capitano giallorosso si trasforma in impatto positivo: tre dei cinque assist forniti ai compagni nascono da corner, uno dagli sviluppi di un corner. E dove non arriva Totti ci pensa Pjanic, due passaggi vincenti su angolo e una rete su punizione. Sparito Chi sta peggio di tutti è Cossu, che sembra aver smarrito la vena di assistman da fermo di un anno fa. Potrebbe sperimentare nuove soluzioni, magari ispirandosi al passaggio vincente di Campagnaro a Lavezzi su rimessa laterale in Cesena-Napoli del 10 settembre 2011: ok, non era una punizione, ma ha pur sempre portato un bonus a bocce ferme. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PER SCRIVERE LA STORIA NAPOLI - CHELSEA Questa sera dalle ore 20.00

NAP OLI

854 LARRONDO (SIE)

4

23

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24

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

SERIE BWIN IL POSTICIPO DELLA 28a GIORNATA

Un Toro da A

Il gol di Riccardo Meggiorini, 26 anni LIVERANI

Apre Antenucci la Samp rimedia Meggiorini decide L’ex attaccante del Novara si sblocca nel finale e la squadra di Ventura torna al comando da sola Iachini azzecca la mossa: Juan Antonio entra e segna Ma non basta per evitare la sconfitta dopo 2 vittorie

DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA BINDA TORINO

Una serata da serie A, con una cornice da serie A (circa 19 mila spettatori, record stagionale per l’Olimpico) e anche una partita da serie A. Un traguardo che adesso il Toro torna a sentire vicino, capolista solitario grazie alla terza vittoria consecutiva e a una prestazione convincente e a tratti entusiasmante. La Sampdoria è invece costretta a rimetterlo nel cassetto: l’entusiasmo ritrovato dopo due successi e una prestazione orgogliosa valgono ben poco, a questo punto, visto che anche i playoff sono sempre più lontani. Le mosse In avvio solito Toro,

senza rinforzi di gennaio a parte Benussi, con Oduamadi alla seconda da titolare: sarà però Meggiorini, proprio uno degli ultimi acquisti, a decidere in extremis la gara. Iachini invece si è presentato con il rombo e Foggia dietro alle punte a guidare un pressing altissimo; a fare la partita all’inizio è stata la Samp, con il Toro ad attendere per ripartire in velocità, comunque facendo imprecare Ventura. E così mentre Pozzi ha scaldato le mani a Benussi, una ripartenza ha portato Stevanovic a sfiorare il palo: tutto nei primi 10’, tanto per chiarirsi. Primo gol E’ bastata una fiamma-

ta a spingere la partita dalla par-

Anche stavolta Bianchi resta all’asciutto: colpita una traversa. Record stagionale di spettatori

TORINO SAMPDORIA

2 1

GIUDIZIO 7777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Antenucci (T) al 20’ p.t.; Juan Antonio (S) al 22’, Meggiorini (T) al 42’ s.t. TORINO (4-2-4) Benussi; D’Ambrosio, Di Cesare, Ogbonna, Parisi; Basha, Iori; Stevanovic (dal 17’ s.t. Surraco), Bianchi (dal 33’ s.t. Meggiorini), Antenucci, Oduamadi (dal 34’ s.t. Sgrigna). PANCHINA Morello, Vives, Glik, Darmian. ALLENATORE Ventura. SAMPDORIA (4-3-1-2) Romero; Berardi, Gastaldello, Rossini, Costa (dal 25’ s.t. Laczko); Munari, Obiang (dal 44’ s.t. Fornaroli), Renan; Foggia (dal 16’ s.t. Juan Antonio); Bertani, Pozzi. PANCHINA Da Costa, Volta, Krsticic, Rispoli. ALLENATORE Iachini. ARBITRO Massa di Imperia. ESPULSI il tecnico Iachini (S) al 30’ s.t. per proteste. AMMONITI Obiang (S), Basha (T), Foggia (S) e Pozzi (S) per gioco scorretto; Berardi (S) per comportamento non regolamentare; Iori (T) e Munari (S) per proteste. NOTE paganti 10.369, incasso di 135.330 euro; abbonati 7.904, quota di 42.788 euro. Tiri in porta 5 (con una traversa)-4. Tiri fuori 3-1. In fuorigioco 4-4. Angoli 5-3. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 3’.

te del Toro. Minuto 20: Stevanovic ha vinto un contrasto con Obiang ed è volato sulla destra, con cross basso all’indietro, come dice l’abc del calcio, per Antenucci: la prima girata è stata respinta involontariamente da Bianchi (tenuto in gioco da Costa), la seconda stoccata ha freddato Romero; sesto gol per il capocannoniere granata. A quel punto la partita s’è accesa e il poco autoritario Massa ha faticato a tenerla in pugno. E la Samp è rimasta scossa: lo si è capito da un fallaccio di Obiang e poi al 25’, quando Rossini per anticipare Antenucci ha sfiorato l’autorete con un pallonetto.

BOTTA E RISPOSTA PRIMA DEL COLPO DEL KO 1

Gran gara Con il passare dei minuti la gara s’è fatta più bella. Al 33’ cross di D’Ambrosio, è staccato benissimo Bianchi che avrebbe voluto festeggiare il 29esimo compleanno con il ritorno al gol, ma la traversa gli ha detto di no (e nella ripresa sarà il guardalinee a fermarlo in fuorigioco due volte davanti a Romero). Dall’altra parte, al 43’ un diagonale Renan è stato respinto da Benussi, con ribattuta di Bertani (già pericoloso poco prima di testa su cross di Pozzi) di poco a lato. E prima dell’intervallo anche le proteste per un rigore negato per parte, ma il tocco di gomito di Di Cesare e la trattenuta su Antenucci non erano da massima punizione. Il pareggio Nella ripresa ci aspet-

tavamo una Samp più concreta

2

1 La rete che porta in vantaggio il Torino: Mirco Antenucci, 27 anni, batte Romero LIVERANI 2 Il provvisorio pareggio della Sampdoria con un gran tiro del neo entrato Juan Antonio, 24 anni LAPRESSE

e invece il Toro è partito arrembante per chiudere la partita. Le situazioni da gol non sono mancate, ma di tentativi veri e propri non ce ne sono stati, a parte un erroraccio di Antenucci al 7’: troppe volte i granata, arrivati al limite dell’area, non hanno trovato l’idea vincente. Iachini ha così azzeccato il cambio, levando un Foggia poco ispirato per mettere Juan Antonio, che al 22’ con un’azione personale ha freddato Benussi dal limite per il pareggio. La svolta Ancora più bella, a quel punto, la partita, con azioni alternate e una Samp ringalluzzita e mettere in difficoltà anche il pur ottimo Ogbonna, che ha sfiorato l’autogol al 28’. E dopo l’espulsione di Iachini, è stato Bianchi a trovarsi sulla testa una palla invitante, senza però riuscire a indirizzarla verso la porta per l’effetto che aveva preso. E’ stato l’ultimo tentativo dello sfortunato capitano, sostituito da Meggiorini; poco dopo Ventura ha messo anche Sgrigna, spostando a sinistra Antenucci. E una bella girata dell’ultimo entrato al 36’ avrebbe meritato miglior sorte. Poi, al 42’, le scelte del tecnico e il sudore granata sono stati premiati: puntata di Antenucci a sinistra e cross rasoterra, palla svirgolata da Gastaldello e da terra tocco vincente di Meggiorini. E’ un gol che ha entusiasmato il popolo granata, perché profuma di A. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SECONDA DIVISIONE La capolista del girone A

Casale, è un primato malinconico GIANLUCA MARCHESE CASALE

Domenica, quando i giocatori di Casale e Giacomense sono sbucati dal sottopassaggio per il riscaldamento pre-partita, gli altoparlanti di uno stadio Natal Palli quasi deserto hanno cominciato a proporre le note di I will survive di Gloria Gaynor e, sui volti dei pochi irriducibili tifosi, è comparso un malinconico sorriso. Un brano ideale per suonare la carica alla capolista — lo utilizzò pure la Francia campione del mondo 1998 — e al tempo stesso in perfetta sintonia con il momento d’incertezza socie-

taria. Un club protagonista sul campo, ma sul punto di essere abbandonato dal gruppo milanese Foppiani, rivelatosi incapace di creare un solido legame con il territorio, prima ancora che colpevole di aver finito i soldi. Senza questi ultimi, tuttavia, l'esperta guida di Francesco Buglio - allievo di Lippi e maestro di Allegri - la solidità difensiva di Natale Gonnella e le prodezze in attacco di Riccardo Taddei (già 13 reti e un talento di cristallo) serviranno a poco per il futuro. Re del Monferrato La verità è che il Casale, il sodalizio più ricco di tradizione sportiva di tutto il Monferrato grazie a un

titolo di campione d'Italia conquistato nel 1913/14 — l'unico, insieme a quello della vicina Novi Ligure, vinto da una città non capoluogo di provincia — non va più di moda. Alla gloriosa maglia nerostellata, giudicata dallo stilista Missoni la più bella in assoluto del calcio italiano, i ragazzini di oggi sembrano preferire i neri e le stelle del basket cittadino, approdato quest'anno in A con la Junior di patron Cerutti, un imprenditore locale che a fine anni Settanta contese la B all'Udinese e che oggi ha preferito convogliare tutte le risorse sul basket. Il calcio si è salvato affidandosi a un'azienda di trasporti e logistica milanese che

però ha impiegato un anno e mezzo per comprendere quanto fosse semplice sperperare soldi e oggi, complice la crisi, è costretta a fermarsi. A testimoniare la serietà delle persone, è stato ingaggiato l'avvocato Pierfilippo Capello con il compito di ridurre i costi, pagare tutti i debiti pregressi ed evitare il fallimento, riconsegnando alla città una società sana e appetibile. La ricerca di nuovi soci è invece stata delegata al sindaco Demezzi, ma è chiaro come quest'ultimo rappresenti solo un punto di riferimento istituzionale, preso com'è da una tematica ben più delicata come il processo Eternit. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ORE 14.30

Domani recupero contro il Rimini

Riccardo Taddei, 31 anni, finora 13 gol in questo campionato

Domani la Seconda recupera 9 partite. Il programma (ore 14.30). GIRONE A (24ª): Casale Rimini (arbitra Gallo di Barcellona PdG); Cuneo Alessandria (Abbattista di Molfetta); Giacomense Lecco (Vallorani di San Benedetto); San Marino Savona (Oliveri di Palermo); Valenzana Montichiari (Verdenelli di Foligno). GIRONE B (26ª) Celano Giulianova (Romani di Modena); Chieti L'Aquila (Roca di Foggia); Fano Aprilia (Giorgetti di Cesena); Isola Liri Vigor Lamezia (De Meo di Foggia).


MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

le Pagelle

4

di FRANCESCO BRAMARDO

STEVANOVIC IN GRAN SERATA DI CESARE-POZZI CHE DUELLO FOGGIA NON ENTRA IN PARTITA

I NUMERI

4

I mesi passati dall’ultimo gol segnato da Bianchi (15 ottobre, 1-0 in casa contro la Juve Stabia)

0

E’ il 30’ della ripresa: Beppe Iachini viene espulso dall’arbitro Massa RATTINI

TORINO 7,5

L’UOMO CHIAVE

CLASSIFICA

Meggiorini felice «Via un peso...»

SQUADRE

TORINO E' Riccardo Meggiorini l'eroe della notte granata. L'attaccante arrivato a gennaio da Novara finora non aveva convinto; ieri sera è entrato al 33' della ripresa (al posto di Bianchi fermato dalla traversa) e in otto minuti ha cambiato partita e stagione. «Mi sono tolto un peso ammette l'attaccante al primo gol del 2012 . E' stata una grandissima soddisfazione, anche perché si tratta di una rete pesantissima, contro un'ottima Samp. La concorrenza? Qui al Toro ci sono tanti attaccanti di valore, ci sta di poter anche stare in panchina. E comunque ciò che conta è solo la squadra, non i singoli». Ventura sorride sotto i baffi che non ha: «La Samp era in salute e noi abbiamo commesso qualche errore di troppo per la tensione. Però è una vittoria pesante contro una squadra di alta qualità». Deluso Mastica amaro, invece, Beppe Iachini: «Non meritavamo la sconfitta dice il tecnico blucerchiato quindi andiamo avanti a testa alta». Iachini poi analizza la partita: «Siamo venuti a giocarcela a viso aperto, abbiamo avuto qualche buona possibilità per andare in vantaggio, ma abbiamo anche concesso alcune opportunità che il Toro ha saputo sfruttare. Dovevamo essere più determinati sottoporta ma non siamo stati neppure fortunati negli episodi». Ultimo capitolo l'espulsione? «Io non protestavo per un rigore, ero troppo lontano; ho semplicemente rilevato un fallo proprio davanti alla mia panchina e l'arbitro mi ha cacciato». C'è rammarico anche in Juan Antonio: «Quando ho segnato ho pensato che potevamo vincerla. Invece il Toro alla fine ci ha beffati e il mio gol non è servito a nulla». Fabrizio Turco

PT

TORINO 56 SASSUOLO 54 VERONA 54 PESCARA 52 PADOVA 46 VARESE 45 REGGINA 39 BRESCIA 39 BARI (-2) 39 SAMPDORIA 37 CITTADELLA 37 GROSSETO 37 JUVE STABIA (-4) 36 LIVORNO 30 VICENZA 29 CROTONE (-1) 28 25 MODENA EMPOLI 24 ALBINOLEFFE 24 GUBBIO 23 ASCOLI (-7) 22 NOCERINA 18

PARTITE G V N P 27 16 8 3 27 15 9 3 28 16 6 6 26 16 4 6 27 13 7 7 28 12 9 7 27 10 9 8 27 10 9 8 28 11 8 9 27 8 13 6 28 10 7 11 28 9 10 9 27 11 7 9 28 7 9 12 28 6 11 11 28 6 11 11 25 5 10 10 27 6 6 15 27 5 9 13 27 5 8 14 27 8 5 14 28 3 9 16

RETI F S 34 17 36 18 37 25 56 37 39 29 34 25 45 36 29 26 34 31 32 23 33 36 30 36 38 35 30 33 31 39 29 37 25 40 32 45 28 42 24 39 28 38 34 51

SAMPDORIA 6,5

BENUSSI 6,5 Non si fa sorprendere su un paio di rasoiate dalla distanza.

ROMERO 6,5 Poco reattivo in occasione del gol, ne evita un paio nel secondo tempo.

D’AMBROSIO 6,5 Fatica a frenare la spinta di Renan, si sgancia una volta e serve una palla d’oro sulla testa di Bianchi.

BERARDI 5,5 Non è facile prevedere le traiettorie di Oduamadi ma lo perde sempre.

DI CESARE 7 Duello rusticano con Pozzi, rischia un mani involontario in area, esce sempre palla al piede.

GASTALDELLO 6,5 Tiene e trattiene Bianchi, fino alla girata di testa, salvato dalla traversa.

OGBONNA 6,5 Imperioso, fa valere forza fisica e posizione, vita dura per Bertani.

ROSSINI 6 Non ha colpe sul gol di Antenucci, solo con due punte da marcare, rischia un autogol.

PARISI 6 Si infortuna dopo poco, gioca con una caviglia malconcia, stringe i denti.

COSTA 5,5 Nei primi 45’ Stevanovic semina il panico e l’assist del vantaggio granata.

BASHA 6,5 Generoso, recupera palloni come una rete da pesca la preda. Ammonito, non si risparmia. IORI 6 Ammonito in avvio gioca sulle punte, corre tanto, non sempre lucido. STEVANOVIC 7,5 Non segna come contro la Nocerina ma serve l’assist e manda in tilt la retroguardia blucerchiata. SURRACO 6 Altro passo rispetto al compagno, si procura un paio di punizioni. BIANCHI 6 Gioca per la squadra a tutto campo, la traversa gli nega il gol su girata di testa. MEGGIORINI 7,5 Primo gol in maglia granata, di rapina, da tre punti.

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

RECUPERI Oggi, ore 18.30 MODENA-ALBINOLEFFE (25ª giornata; 1-2). Venerdì, ore 20.45 PESCARA-REGGINA (26ª; 2-4). Sabato, ore 15 GUBBIO-MODENA (26ª, 1-1) e SASSUOLO-ASCOLI (26ª; 1-0). Domenica, ore 12.30 BRESCIA-TORINO (26ª; 0-0).

PROSSIMO TURNO Venerdì 2 marzo, ore 20.45 VARESE-VICENZA (2-0). Sabato 3, ore 15 BARI-CROTONE (1-0), EMPOLI-LIVORNO (0-0), GROSSETO-TORINO (0-1), JUVE STABIA-NOCERINA (3-2), MODENA-CITTADELLA (0-2), PADOVA-ALBINOLEFFE (0-1), PESCARA-SASSUOLO (1-1), REGGINA-ASCOLI (1-1), SAMPDORIA-VERONA (1-1). Lunedì 5, ore 20.45 GUBBIO-BRESCIA (2-2).

MARCATORI 17 RETI Immobile (2, Pescara) 15 RETI Sansone (5, Sassuolo) 14 RETI Tavano (1, Empoli) 13 RETI Sau (1, Juve Stabia), Abbruscato (4, Vicenza) 12 RETI Jonathas (3, Brescia), Sansovini (Pescara) 11 RETI Sforzini (1, Grosseto)

MIGLIORE h 7,5 ILANTENUCCI Capocannoniere, firma il sesto gol personale, ne manca un altro, scodella in area la palla del raddoppio. ODUAMADI 6,5 Birra nelle gambe da vendere, dribbling, ma l’ultimo tocco lascia ancora a desiderare. SGRIGNA 6 Partecipa all’arrembaggio finale da seconda punta. ALL. VENTURA 7 Era la sua partita, la vince con Meggiorini a scacchi quando il pari sembra cosa fatta.

LACZKO 5,5 Entra quando Stevanovic non c’è più, non riesce a frenare l’arrembaggio finale. MUNARI 5,5 Nervoso, un fallo su Di Cesare da arancione ignorato da Massa, ci mette il fisico più della classe. OBIANG 6,5 Sperduto nelle praterie, nella ripresa sale in cattedra, rischia per un’entrata dura su Basha. (Fornaroli s.v.). RENAN 6 Suo il tiro più pericoloso della Samp nei primi 45’, bel duello con Basha. FOGGIA 5 Gioca dietro le punte, non regala sale al gioco, solo pepe e finisce ammonito per placcare Iori.

h

Le sconfitte all’Olimpico del Torino, l’unica squadra di B ad essere ancora imbattuta in casa. Dietro i granata c’è il Pescara con un solo k.o.

6

I gol di Antenucci (nessuno su rigore), da solo in testa nella classifica dei marcatori granata

3

Le vittorie di fila del Toro: con Vicenza, Nocerina e Samp

42

Le vittorie del Torino in 116 incontri con la Samp tra campionato e coppa Italia. Sono 36 le vittorie dei blucerchiati, 38 i pareggi

IL MIGLIORE

7 JUAN ANTONIO

Recupera palla, si libera al tiro e segna un gol bellissimo. POZZI 6 Decisivo contro l’AlbinoLeffe, il bomber da 9 gol patisce il contatto fisico con Di Cesare. BERTANI 5,5 Un colpo di testa nei primi 45’, poco altro su concessione di Ogbonna. ALL. IACHINI 6 Azzecca la mossa Juan Antonio. Più grintoso dei giocatori finisce spettatore.

TERNA ARBITRALE: MASSA 5 Fiscale quando non serve, poco coraggio quando l’assistente segnala sviste da cartellino arancio. Segna 6,5-Stallone 6

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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IL RECUPERO ORE 18.30

A Modena c’è la coppia Cisse-Cocco (andata 1-2) MODENA Conferma per gli stessi di Brescia, con due varianti: Nardini al posto di Ciaramitaro infortunato e Stanco in coppia con Greco, visto che Ardemagni non ha recuperato dalla distorsione e andrà in panchina. Assenti anche Rullo e Cellini. Squalificati nessuno. Diffidati Ardemagni, Carini, Dalla Bona, Perticone, Petre. ALBINOLEFFE A riposo Previtali: al suo posto Hetemaj. Dubbi sul ruolo di esterno con l’alternativa tra Pacilli e Cristiano. Cisse, apparso in buona condizione, dovrebbe fare ancora coppia in attacco con Cocco. Squalificati nessuno. Diffidati Cocco e Foglio.

MODENA ALBINOLEFFE MODENA (4-3-1-2) 1 CAGLIONI 28 PERTICONE 29 TURATI 50 PERNA 22 MILANI 4 NARDINI 5 PETRE 69 SIGNORI 10 DI GENNARO 30 GRECO 12 STANCO All. CUTTONE

ALBINOLEFFE (4-4-2) 27 OFFREDI 14 SALVI 3 BERGAMELLI 77 PICCINNI 79 REGONESI 23 PACILLI 58 HETEMAJ 21 LANER 11 FOGLIO 10 CISSE 9 COCCO All. SALVIONI

PANCHINA 99 Guardalben, 26 Carini, 33 Jefferson, 3 Bassoli, 7 Dalla Bona, 8 De Vitis, 63 Ardemagni

PANCHINA 1 Tomasig, 64 D’Aiello, 18 Cristiano, 29 Girasole, 22 Taugourdeau, 7 Germinale, 32 Torri.

ARBITRO Candussio di Cervignano GUARDALINEE Italiano-Longo PREZZI da 12 a 75 euro TV Sky Calcio 4 HD

L’IMPREVISTO

Va via la luce Pescara fermato PESCARA Ieri, come di consueto, la squadra di Zeman avrebbe dovuto allenarsi al Poggio. Un’ora prima della seduta, alla società è stato comunicato che il centro sportivo non era disponibile, per un guasto all’impianto elettrico. In fretta e furia, la dirigenza ha strappato l’ok per dirottare l’allenamento a Zanni, zona nord della città. Il peregrinare da un campo all’altro ha infastidito non poco società, tecnico e squadra.

SECONDA DIVISIONE Il posticipo

Pro Patria-Treviso che pari col brivido del black out (a.r.) Posticipo ricco di gol ed emozioni. Il secondo tempo è iniziato con 20' di ritardo: la corrente sulle tribune è saltata, lasciando gli spettatori al buio e abbassando la luminosità sul terreno di gioco, anche se i lampioni del campo funzionavano correttamente.

PRO PATRIA-TREVISO

2-2

GIUDIZIO+++ MARCATORI Serafini (PP) al 18’ p.t., Ferretti (T) al 21’ e su rigore al 25’, Cozzolino (PP) al 35’ s.t. PRO PATRIA (4-3-1-2) Frasca 6; Gambaretti 5,5, Nossa 6, Polverini 6, Taino 6; Bruccini 5, Vignali 6, Mora 6,5; Giannone 6,5 (dal 45’ s.t. Cortesi s.v.); Serafini 6,5, Cozzolino 6,5 (dal 38’ s.t. Artaria s.v.). (Andreoletti, Rudi, Bonfanti, Ghidoli, Comi). All. Cusatis 6. TREVISO (4-3-1-2) Campironi 6,5; Cernuto 6, Bagni 6, Di Girolamo 5,5,

Paoli 6; Maracchi 6, Bandiera 6, Malacarne 5,5 (dal 42’ s.t. Spinosa s.v.); Giorico 6,5; Ferretti 6,5, Gallon 5,5 (dal 28’ s.t. Madiotto 6). (Sartorello, Brunetti, Visintin, Stentardo, Pacini). All. Zanin 6,5. ARBITRO Dei Giudici di Latina 6,5. NOTE spettatori 1.000 circa; incasso non comunicato. Ammoniti Paoli, Gallon Mora, Bandiera, Bruccini e Nossa. Angoli 3-4. (a.r.). CLASSIFICA GIRONE A Casale* p. 48; Rimini** 45; San Marino** 43; Cuneo* 42; Treviso (-2)* 40; Entella 39; Santarcangelo* e Poggibonsi* 36; Renate 35; Alessandria (-2)* e Borgo a Buggiano 33; Pro Patria (-13) 32; Bellaria** 31; Savona (-4)* 30; Montichiari (-2)* e Mantova* 28; Giacomense** 27; Sambonifacese 24; Valenzana** 15; Lecco* 14. (* una partita in meno; ** due partite in meno).

il giudice Sei turni di stop a Buso (Gavorrano) FIRENZE Renato Buso, allenatore del Gavorrano (Seconda divisione, girone B) è stato squalificato per sei giornate dal giudice: al termine del primo tempo della gara con la Vibonese, Buso offendeva l'arbitro e pronunciava espressione blasfema, poi afferrava un guardalinee cercando di trascinarlo negli spogliatoi, gesto impedito dall'arbitro e dai suoi dirigenti. Immediata la reazione della società: «L’arbitro ha preso un abbaglio – dice il d.g. Filippo Vetrini – Io ero presente ed è andata esattamente come ha spiegato Buso in sala stampa». Il tecnico aveva spiegato che a fine primo tempo c’era confusione nello spogliatoio degli ospiti, ma il guardalinee si stava dirigendo verso la porta del Gavorrano. «Così l’ho fermato dicendogli di andare all’altra porta e mi ha espulso», riprendendo le sue paro-

le. Nel referto però il fischietto non deve aver risparmiato niente all’allenatore. «Faremo ricorso» spiega Vetrini. SQUALIFICATI Sempre per la Seconda divisione il giudice ha squalificato 14 giocatori. Oggi i provvedimenti per i recuperi di Prima Divisione. Giocatori espulsi: due giornate a D'Aniello (Giulianova); una a Forte (Bellaria), Castaldo (Borgo a Buggiano), De March (Giacomense), Catinali (L'Aquila), Lanzolla (Milazzo). Non espulsi: una giornata a Tecchio (Sambonifacese), Quadri (Catanzaro), Martinelli (Isola Liri), Cossu (Fano), Incoronato (Arzanese), Lodi (Cuneo), Baldazzi (Rimini), De Martis (Savona). Altri allenatori: una giornata a Trimarchi (Milazzo), Ferazzoli (Neapolis), Battistini (Perugia), Baldassarri (Fano). Dirigenti: inibito fino al 6 marzo Aureli (L'Aquila). DEFERIMENTI Ieri la Procura federale, su segnalazione della Covisoc, ha deferito alla Disciplinare il Montichiari e il Como (e i loro dirigenti) per il mancato pagamento dei contributi Irpef e Enpals, entrambe rischiano punti di penalizzazione.

Taccuino LA SITUAZIONE IN PRIMA

Venerdì Latina-Prato GIRONE A Ternana p. 51; Taranto ( 3) 46; Carpi 41; Pro Vercelli* 40; Sorrento ( 2) 39; Benevento ( 2) 35; Lumezzane 32; Avellino* 31; Como* ( 2), Foggia ( 2) e Tritium 30; Pisa e Reggiana ( 2) 27; Monza 21; Spal* ( 4) 18; Viareggio ( 1) 15; Foligno ( 4) 13; Pavia 11. (*una partita in meno). Prossimo turno. Sabato 25, ore 14.30: Carpi Avellino (0 1); Como Pi sa (0 1); Foggia Tritium (1 1); Lumez zane Foligno (1 1); Monza Viareggio (1 1); Pavia Spal (0 4); Pro Vercel li Reggiana (1 1); Sorrento Beneven to (0 1); Ternana Taranto (1 0). GIRONE B Trapani p. 46; Siracusa ( 5) 40; Cremonese ( 6), Barletta, Spezia, Portogruaro e Pergocrema

( 2) 35; Carrarese* 34; Lanciano* ( 1) 33; Alto Adige 32; Triestina 27; Prato 25; Frosinone* 24; Latina 23; Andria 21; Piacenza* ( 6) 20; Bassa no 19; Feralpi Salò 17. (* una partita in meno). Prossimo turno. Sabato 25, ore 14.30: Alto Adige Barletta (1 1); Andria Carrarese (1 3); Bassa no Portogruaro (1 1); Cremone se Trapani (lunedì 27, ore 20.45; 0 0); Latina Prato (venerdì 24, ore 20.30; 1 2); Piacenza Feralpi Salò (1 0); Siracusa Pergocrema (0 2); Spezia Lanciano (0 0); Triesti na Frosinone (1 2). COPPA ITALIA Domani alle 14.30 due gare per completare i giro ni C (Pisa Lanciano, arbitra Aurelia no di Bologna) e D (Catanzaro Fog gia, Saia di Palermo).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

CICLISMO 10 GIORNI DI GARE, 1200 ATLETI

SUPERBIKE I TEST

y Max e Marco

In Trentino

CANEPA OTTAVO

Tricolore da uomini duri Moser: «Giusto così» Sabato 23 giugno i pro’ a Borgo Valsugana: 4000 m di dislivello Simoni: «Quasi un’istigazione al doping». Francesco lo zittisce DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI LEVICO TERME (Trento)

È ufficiale: il ciclismo allunga la vita. Tant’è vero che la Settimana Tricolore non dura sette giorni, ma 10. Il merito va in generale al Trentino, in particolare alla Valsugana, che ospiterà la manifestazione e, dal 15 al 24 giugno, accoglierà 1200 atleti di tutte le categorie, in palio titoli italiani e maglie biancorossoverdi. La Settimana Tricolore 2012 è stata presentata ieri esibendo quasi tutti i gioielli di famiglia, dalla dinastia dei Moser (in ordine di apparizione nel mondo del ciclismo: Aldo, Diego, Francesco e Moreno) agli ex Gilberto Simoni e Stefano Casagranda, dal «nonno» Alessandro Bertolini (40 anni e mezzo, il più vecchio «pro» italiano: «E chiuderò la carriera proprio qui con il campionato tri-

P Moreno Moser, 21 anni MOSNA

LE CRONO A LEVICO

Venerdì 15/6: a Caldonazzo, in linea paralimpici. Sabato 16: a Caldonazzo, crono paralimpici, allievi, juniores, juniores D. Domenica 17: a Borgo Valsugana, in linea amatori. Martedì 19: a S. Orsola Terme, in linea jr U. Mercoledì 20: a Pergine Valsugana, in linea elite D e jr D. Giovedì 21: a Castello Tesino, in linea Elite. Venerdì 22: a Roncegno, in linea U23. Sabato 23: a Borgo Valsugana, in linea pro’ (254,7 km). Domenica 24: a Levico Terme, crono amatori, elite D, under 23 e pro’.

colore. Ma se ci penso, mi viene già il magone») a Cesare Benedetti, da Andrea Piechele a Walter Proch, con la partecipazione straordinaria di Don Daniele Laghi, il prete dei corridori. Se si considera che poi mancavano, fra gli altri, un campione del mondo come Maurizio Fondriest, e un quasi campione come Daniele Oss, che è proprio di Pergine Valsugana, si capisce come il Trentino (l’ultimo Tricolore a Cles nel ’94: 1˚ Podenzana) oggi sia terra di ciclismo almeno quanto lo è di sci e di polenta. Bellezza Tutti insieme: dalle donne agli uomini, dagli amatori ai professionisti, dagli allievi agli Under 23, dai paralimpici addirittura ai giornalisti, dalle prove in linea a quel-

le a cronometro. Un impegno enorme, un segnale forte, un indirizzo deciso, un investimento sentito e costruito. Perché, come hanno sottolineato Stefano Ravelli, presidente dell’Apt Valsugana e responsabile del comitato organizzatore, e Tiziano Mellarini, assessore provinciale, oltre alla Settimana Tricolore ci sono la Coppa d’Oro, il Giro del Trentino, le tappe al Giro d’Italia, nonché la bellezza di 80 km di piste ciclabili con la bellezza di 250 mila passaggi l’anno. «Siamo straconvinti che il ciclismo sia una fonte di turismo forte, pulito, intelligente. E questa zona non è ancora stata scoperta. O, almeno, non abbastanza». Regina Laghi (Caldonazzo) e

terme (Levico, Sant’Orsola, Roncegno...), valli (quella dei Mocheni è un piccolo gioiello di natura e cultura) e passi (c’è anche il mitico Manghen), cucina e cantina, musei e collezioni. E poi lo spettacolo delle corse. La gara regina, quella dei professionisti, si disputa su un percorso di 254,7 km, con la salita di Telve ripetuta 15 volte e con un dislivello di 3940 metri. Simoni ha sostenuto che «una corsa così dura, in quel periodo dell’anno, è un castigo per i corridori ed è quasi un’istigazione al doping». Francesco Moser gli ha replicato: «Il campionato italiano dev’essere duro, come lo era una volta, perché vale più di una classica». E Moreno Moser ha già cominciato a sognarlo: «Queste strade non le conosco bene, ma mi ispirano. Verrò qui a studiarle e ripassarle». Intanto Renato Di Rocco, presidente della Federazione ciclistica italiana, ringraziava e prendeva appunti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

INCHIESTA DOPING IL TNA LO FERMA 1 ANNO (GIA’ SCONTATO): LA RICHIESTA ERA DI 4

GIRO DELL’ALGARVE

Caruso, sentenza ribaltata «Non mi basta: sono pulito»

Vola Porte: battuti Martin e Wiggins

ROMA

Un anno di squalifica, già totalmente scontato (dal 6 ottobre 2010 al 5 ottobre 2011, periodo in cui ha comunque corso) e senza cancellare i risultati che in questo periodo aveva ottenuto (un altro punto a suo favore). Questa la sentenza del Tribunale nazionale antidoping (Tna) del Coni nei confronti di Damiano Caruso, 24 anni, ragusano della Liquigas. La Procura antidoping aveva chiesto 4 anni di squalifica (2 comunque sospesi per la collaborazione). Il Tna è andato oltre e ha ritenuto «fattiva» l’azione del corridore, per cui la sospensione è salita ai tre/quarti della richiesta. Però Caruso, che è stato campione italiano under 23 e ha da-

vanti una brillante carriera, non si ferma e vuole ottenere giustizia completa dal Tas, il tribunale arbitrale dello sport di Losanna. Per la verità e per la maglia azzurra, che altrimenti gli sarebbe preclusa per sempre. «Sono contento perché posso correre subito, ma se uno ha la coscienza pulita, come me la sento io, questa sentenza non posso accettarla — spiega Caruso —. Il Tna ha riconosciuto che quella richiesta era un pugno in faccia. Voglio andare al Tas per cancellare questa macchia, la mia immagine deve essere pulita al 100%». Caruso è stato squalificato per «assistenza» a persone che volevano sottoporsi a pratiche dopanti. I fatti risalgono al 2007, quando era ancora Under 23. Due corridori avvicinarono Ca-

Damiano Caruso, 24 anni BETTINI

ruso in allenamento chiedendogli se poteva metterli in contatto con un massaggiatore «chiacchierato». Caruso fu poi sentito dalla Procura federale proprio perché i due furono fermati e fecero il suo nome, ma non si è mai concretizzata una reale assistenza ai due ciclisti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giro dell’Algarve grandi firme. La breve corsa a tappe portoghese ha visto il trionfo dell’australiano Richie Porte, probabile punta Sky per il Giro, con 37" sul tedesco Martin e 44" sul britannico Wiggins, 1˚ sullo stesso Martin per pochi centesimi nella crono (25,8 km). SORPRESA Già a segno al Mediterraneo, il britannico Jonathan Tiernan Lock ha vinto 2ª tappa e classifica del Giro dell’Alto Var. Per il 27enne della Endura Racing è il 5˚ centro. RUTA DEL SOL Il tedesco Patrick Gretsch (Project 1t4i), 1˚ domenica nel cronoprologo, guida la Ruta del Sol. Ieri 1˚ lo spagnolo J. Ramirez (Andalucia) CON SCIREA Oggi alle 21, alla biblioteca di Cernusco sul Naviglio (Mi), incontro con Mario Scirea su «Crescere ciclisti, uomini e campioni».

Così nella prima delle due giornate di test 1. Checa Spa-Ducati 1’31"947 media 174,035 km/h 2. Biaggi Ita-Aprilia 1’32"132 3. Melandri Ita-Bmw 1’32"232 4. Rea GB-Honda 1’32"379 5. Haslam GB-Bmw 1’32"397 6. Sykes GB-Kawasaki 1’32"465 7. Guintoli Fra-Ducati 1'32”768 8. Canepa Ita-Ducati 1’32"836 9. Smrz R.Cec-Ducati 1’32"848 10. Lascorz Spa-Kawasaki 1’33"005 11. Camier GB-Suzuki 1’33"104 12. Fabrizio Ita-Bmw 1’33"141 13. Berger Fra-Ducati 1’33"141 14. Giugliano Ita-Ducati 1’33"366 15. Aoyama Gia-Honda 1’33"366 16. Zanetti Ita-Ducati 1’33"566 17. Staring Aus-Kawasaki 1’33"704 18. Salom Spa-Kawasaki 1’33"812 19. Badovini Ita-Bmw 1’34"234 20. Davies GB-Aprilia 1’34"303 21. De Rosa Ita-Honda 1’34"400 22. Brookes Aus-Suzuki 1’34"667 23. Aitchison Aus-Bmw 1’35"233

in scia a Checa Haslam va k.o. Biaggi insegue il campione a 2 decimi, Melandri è a 3. L’inglese forse sarà operato

Carlos Checa, 39 anni, campione in carica SPORTINFOTO PAOLO GOZZI PHILLIP ISLAND (Australia)

Il precampionato Superbike sta diventando una roulette russa. Dopo John Hopkins ed Eugene Laverty, fratturati la scorsa settimana, ieri si è fatto male Leon Haslam. E salvo miracoli la Bmw domenica, per il via iridato, dovrà puntare tutto su Marco Melandri, che ieri è uscito dal tunnel nero del primo test, arrivando a soli 3 decimi dal binomio iridato Carlos Checa-Ducati, per la nona giornata di fila padrone del saliscendi australiano, dove oggi finiscono i test. Operazione Haslam, britannico di 28 anni, viceiridato 2010 con la Suzuki, è volato in aria all’uscita dell’ultima curva, a circa 220 km/h. È atterrato violentemente rompendosi il malleolo tibiale destro, oltre a una piccola infrazione al piede sinistro. A tarda serata i medici non avevano ancora deciso come intervenire: l’ipotesi è ridurre la lesione con una placca e un chiodo nella speranza che Haslam possa inseguire la (remota) speranza di guidare venerdì nelle prime prove ufficiali. L’attesissimo John Hopkins si era rotto la mano destra lunedì scorso dopo appena 3 giri con la Suzuki: deve essere operato domani in America. Eugene Laverty, scivolato mercoledì (3o metacarpo mano destra), vuole invece debuttare con l’Aprilia grazie agli antidolorifici. Conferma I vecchi draghi girano al largo dai guai e non perdono colpi. Soprattutto Checa, che ha girato un decimo più lento della settimana scorsa (1’31”947), «perché abbiamo provato molte modifiche. Ma ho l’impressione di essere arrivato al limite Ducati». Biaggi così si avvicina, portando l’Aprilia ad appena 2 decimi. «Nei test non cerco mai il primato», dice. La Pirelli evo, con battistrada da 200 mm invece di 190, sembra aver ridotto le distanze tra Ducati e 4 cilindri. Così avanza anche la Bmw con Melandri, risorto dopo i guai della settimana scorsa con un tempo fantastico, «anche se sul passo è ancora dura». Poi Marco ha mandato gli auguri allo sfortunato compagno: «Haslam è un gran pilota e un ragazzo forte, si riprenderà presto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

laFotonotizia

Buon debutto della Ioda Crt Finalmente in pista una nuova MotoGP, la Crt italiana della Ioda Racing. Nel primo dei 3 giorni di test a Jerez (Spagna) Danilo Petrucci ha fatto fare i primi 25 giri alla 4 cilindri (base Aprilia) tutta fatta in casa, compreso il telaio a traliccio in tubi. Il ternano ha girato in 1’43"3, mentre le più collaudate Art del Team Martinez hanno ottenuto 1’41"6 con De Puniet e 1’42"8 con Aleix Espargaro; Pasini (Art) 1’43"2. In pista anche il test team Ducati con Battaini.


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FORMULA 1 VERSO IL MONDIALE VIA AI TEST TUTTE LE SQUADRE IN PISTA AL MONTMELÒ. LA PIRELLI PORTA 367 SET DI PNEUMATICI

Alonso e Ferrari ripartono dall’acuto di Jerez Fernando apre la quattro giorni sulla F2012. Nuovo sponsor russo per la Caterham

vo la Hrt che avendo fallito i crash test salterà la quattro giorni) a confrontarsi a Montmelò, che grazie alla sua varietà di curve rappresenta una delle piste chiave per capire la competitività di una monoposto.

(sotto accusa le temperature eccessive), ha sofferto oltremisura la mancanza di carico e per questo presenterà novità a livello di scarichi. A Fernando Alonso, che oggi inizierà il lavoro, la prima parola per capire se le modifiche sono servite.

Sponsor Intanto, a tre giorni dall’annuncio del siluramento di Jarno Trulli in favore dei rubli garantiti da Vitaly Petrov (una dote di 12 milioni di e), la Caterham ha annunciato un nuovo sponsor. Che, guarda caso, è russo. È la Sibur, gigante degli idrocarburi, la più grande compagnia petrolchimica della Russia e dell’Europa dell’Est.

Risposte È quello che si augura PAOLO IANI ERI

Occhi puntati sulla nuova Mercedes W03 in apertura della seconda puntata di test invernali, con tutti i team (sal-

la Ferrari, che dopo avere balbettato a Jerez ma rialzando la testa l’ultimo giorno, spera di avere trovato in fabbrica e al simulatore la risposta ai problemi evidenziati dieci giorni fa, con la F2012 che oltre a manifestare problemi di affidabilità

Gomme Dopo i quattro giorni di Jerez caratterizzati da tempo freddo e ventoso, il meteo per Barcellona prevede cielo sereno e temperature intorno ai 12-15˚. Condizioni ideali per gli uomini Pirelli, che porteranno 367 set di pneumatici, 73 in

Fernando Alonso, 30 anni, ha vinto due Mondiali (2005 e 2006) SPORTMEDIA

Mercedes day E finalmente c’è la W03 «Novità? Non si vedono» Haug, responsabile Motorsport, sulla macchina che oggi viene svelata: «Nessun ritardo, più tempo per lo sviluppo» MARCO DEGL’INNOCENTI

L’abbiamo intravista nei giorni scorsi, prima in occasione del primo collaudo a Silverstone e poi durante i 200 chilometri di domenica proprio a Montmelò, ma solo da oggi sul tracciato spagnolo la nuova Mercedes comincerà a confrontarsi con la concorrenza. In attesa di vedere la W03 da vicino, ecco i pensieri di Norbert Haug, il responsabile della Motorsport della Casa tedesca.

Avete ingaggiato numerosi importanti tecnici. A cominciare da Aldo Costa, ex Ferrari. Un grosso impegno, anche finanziario. Mercedes ha deciso di investire di più in F.1?

«No. Ci atteniamo rigidamente al Resource Restriction Agreement (accordo sulla limitazione dei costi; n.d.r.) che tutti i team hanno sottoscritto come impegno vincolante». A proposito, voi vi attenete al patto 2009 o a quello firmato nel 2010 a Singapore, che però la Red Bull non riconosce?

«In quello di Singapore». Alla Force India fornite solo motori o anche trasmissione e kers?

LE DATE DELLA F.1

La F.1 ha in programma ancora 8 giorni di test al Montmelò prima del debutto mondiale

LA TROVATA COME LA WILLIAMS DEL ’94

Riecco Newey Sospensioni con le mini ali

Il genio della Red Bull cala S la carta a sorpresa che può Da oggi a venerdì sostituire gli scarichi soffiati

Girano tutte le scuderie tranne l’Hrt. Stamani viene presentata la nuova Mercedes. Oggi e domani gira Alonso, giovedì e venerdì Massa

S

S

La foto in anteprima della nuova Mercedes W03, scattata domenica al Montmelò: anche lei ha il muso scalinato

sono visibili, ma abbiamo trovato soluzioni intelligenti». Che cosa vi aspettate da Schumacher quest’anno?

«Che faccia i risultati che la nostra macchina renderà possibili. Nel 2011 Michael ha disputato corse molto belle e ha compiuto più sorpassi che ogni altro pilota. Ha la classe di sempre e in Nico Rosberg un compagno di squadra che tutti riconoscono forte. In qualifica Michael gli è stato quasi sempre

«

Per essere un avversario dei top team c’è bisogno di fare un ulteriore salto

«Come con la McLaren, Force India corre con motori e kers nostri». Perché portate in pista la nuova macchina soltanto ora?

«Sin dall’inizio avevamo pianificato di impiegare la nuova monoposto soltanto a partire dal primo test a Montmelò. Una scelta dettata dal fatto di avere così a disposizione un po’ più di tempo per lo sviluppo e poter presentare una macchina simile a quella impiegata nelle prime gare. Le novità non

y

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1-4 marzo Ultimi collaudi prima dell’inizio del Mondiale. L’1 e il 2 gira Massa, il 3 e il 4 Alonso

Haug, questo sarà l’anno in cui inizierete a vincere?

«Per diventare vincenti ci vuole tempo. Anche la Red Bull ha avuto bisogno di 5 anni per ottenere la prima vittoria. Noi cerchiamo di arrivarci prima».

più rispetto a Jerez. Su una pista dove le gomme sono sottoposte a notevole stress, Pirelli ha preparato 110 set di gomme medie, le più utilizzate, seguite dalle soft (82) e dalle dure (69), mentre sono 34 i set di Supersoft previsti.

NORBERT HAUG RESPONSABILE MOTORSPORT

dietro, ma in gara spesso ha corso allo stesso livello o è stato più veloce». È ipotizzabile che Schumacher prolunghi ancora il contratto. E da cosa dipenderà: dalla Mercedes, dai risultati o da lui?

«Al momento non ne parliamo. Poi vedremo». Nico Rosberg è restato alla Mercedes convinto di essere nel team giusto per vincere e puntare al mondiale. Ma con

Schumacher avrà veramente la possibilità di provarci?

«Daremo a Nico tutto quello che serve per crescere. Lui e Michael sono una coppia di piloti di prima classe». Quale ruolo pensate di recitare realisticamente quest’anno?

«Non faccio annunci. Nel calcio il responso lo dà il campo, in F.1 la pista. Ma per competere coi grandi team serve un ulteriore sviluppo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ASSO MCLAREN E LA CANTANTE

Hamilton-Nicole, c’è il riavvicinamento Avvistati in un albergo di Montecarlo In attesa di rivederlo in pista, Lewis Hamilton torna a far parlare le riviste di gossip. L’inglese della McLaren sarebbe infatti stato avvistato lo scorso weekend a Montecarlo, in un hotel a cinque stelle, in compagnia della fidanzata «storica» Nicole Scherzinger, ex cantante delle Pussycat Dolls. I due si erano lasciati lo scorso ottobre dopo quattro anni insieme, ma Lewis non si era rassegnato a perderla: «L’amo ancora molto». Adesso le

prove del riavvicinamento. Che potrebbe essere un toccasana a livello mentale per Lewis, reduce da un 2011 sportivo piuttosto anonimo e dalle recenti, feroci critiche dell’ex amico Sutil.

18 marzo A Melbourne si corre il GP Australia, prima delle venti gare del Mondiale 2012

I flussi dello scarico (carenato) sulla sospensione posteriore Red Bull: l’aria calda va sotto l’ala. La presa freno ha delle alette per aumentare il carico GIORGIO PIOLA

Una nuova moda sta per rientrare in F.1: quella dei bracci delle sospensioni posteriori che permettono di recuperare carico deportante. Dopo i diffusori soffiati del 2011, tocca così ora alle mini ali applicate alle sospensioni. Ancora una volta a ripescare nelle soluzioni del passato è Adrian Newey, che ha rivisitato in chiave attuale l’enorme profilo alare della Williams FW16, quella che costò la vita a Senna nel 1994. Tunnel Nella campagna sulla sicurezza promossa

subito dopo dalla Fia, la possibilità di creare grossi profili alari venne penalizzata ponendo un limite massimo di 3,5 volte tra larghezza e spessore dei bracci in questione. Adesso Newey, nel progettare le sospensioni della RB8, ha piazzato i bracci in modo tale da creare unitamente alla vistosa carenatura un tunnel virtuale per dirigere il flusso d’aria calda proveniente dagli scarichi verso il profilo inferiore dell’alettone posteriore. Regolamento Nel disegno qui sopra si vede come il braccio anteriore del triangolo superiore serva a evitare che il flusso possa alzarsi per dirigerlo invece verso la parte inferiore, dove il secondo braccio dello stesso triangolo e la larga carenatura del semiasse diventano pareti di contenimento del flusso dirigendolo verso il profilo inferiore. Così vengono aggirati tutti i vincoli regolamentari. I legislatori infatti, temendo forme di carrozzeria tali da servire da elemento di congiunzione fra scarichi e aerodinamica posteriore, hanno imposto precise zone off limits in questa zona, non però alle sospensioni. C’erano state discussioni in sede di riunione del gruppo tecnico di progettisti che collabora con la Fia e solo in novembre erano state formulate le norme definitive. Questa soluzione della Red Bull verrà copiata dalle altre squadre, forse già dai test che iniziano oggi. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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BASKET NBA: LA STORIA E LA PARTITA DEI RECORD IL FENOMENO JEREMY CHIEDE AI MEDIA DI TAIWAN DI RISPETTARE LA PRIVACY DEI SUOI PARENTI

Adesso New York con Lin sogna il titolo Spike Lee con la maglia liceale di Lin

Chandler, centro dei Knicks: «Ora siamo diventati una squadra completa» (m.o.) A New York sognano il Grande Slam. Dopo il trionfo dei Giants nel Super Bowl, con i Rangers primi a Est nella Nhl e gli Yankees tra i favoriti a poco più di un mese dall’inizio del campionato di baseball, ecco che la Linsanity sta facendo tornare a galla una parola che sino a 15 giorni fa sembrava ridicola se riferita ai Knicks: anello. Quello Nba, che nella Big Apple manca dal

1973. Lo aveva detto D’Antoni prima del via della stagione, e lo avevamo guardato tutti storto. Ora c’è anche qualche giocatore che pronuncia la magica frase: «Ne sono convinto — diceva Tyson Chandler dopo il successo di domenica su Dallas, campione in carica — Mi rendo conto che questo gruppo può lottare per il titolo. Siamo una squadra completa, profonda in ogni ruolo. A inizio anno non era così». Meriti Ovvio che gran parte del merito sia di Jeremy Lin, che è riuscito non solo nell’impresa di avere l’impatto più devastante sulla lega mai visto da parte di un giocatore sconosciuto, ma ha anche fatto tornare l’ar-

monia in una squadra che sembrava mal sopportarsi, non tanto in spogliatoio quanto in campo, soprattutto quando sul parquet c’era l’accentratore Carmelo Anthony. Appello Intanto però Lin sta ini-

ziando a soffrire il peso della fama. Dopo i 28 punti e 14 assist contro i Mavs, ha lanciato un appello ai media di Taiwan: «Stanno seguendo ossessivamente i miei famigliari — ha detto il 23enne play — Voglio che rispettino la loro privacy, li lascino vivere la loro vita». Mentre i genitori di Jeremy si sono trasferiti in California negli anni ’70, la nonna e altri parenti vivono ancora in Taiwan. In campo invece le cose vanno

In copertina La versione asiatica della rivista Time ha la copertina interamente dedicata a Lin

a meraviglia. «Ha preso in mano l’attacco di D’Antoni e mi ricorda un po’ Steve Nash adesso che l’ho visto da vicino — spiegava domenica Jason Kidd, regista di Dallas cresciuto a Oakland, a pochi chilometri dalla famiglia Lin, e al quale Jeremy da ragazzino si ispirava — Per un playmaker è un sogno giocare in quel sistema». Il culto di Lin intanto ha contagiato tutti. Su Twitter è possibile leggere i commenti sul newyorchese di tanti giocatori, anche del campionato italiano. Persino Sarah Palin è stata vista all’Nba Store di Manhattan indossare la maglia numero 17 dei Knicks. Se poi la popolarissima trasmissione «Saturday Night Live» ti dedica uno sketch, come è accaduto sabato con Lin, vuol proprio dire che hai sfondato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Impresa: 91 punti in due Durant e Westbrook, un capolavoro La «tripla doppia» di Ibaka completa la storica serata di Oklahoma City che supera Denver

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MASSIMO ORIANI

Una serata così non l’avevano mai vissuta a Oklahoma City. Anzi, in nessun’altra città della Nba. I Tre Amigos dei Thunder domenica notte contro Denver hanno scritto una pagina unica nella storia della lega. Kevin Durant ha segnato 51 punti, Russell Westbrook ne ha messi a referto 41, mentre Serge Ibaka ha chiuso con una «tripla doppia», 14 punti, 15 rimbalzi, 11 stoppate. Non ci sono precedenti a questi livelli. Oltretutto il capolavoro è stato dipinto in una partita decisa solo al supplementare, quindi non «creato artificiosamente» per scopi sensazionalistici in una gara ampiamente decisa. Peraltro non sarebbe nello stile Thunder, molto simile a quello Spurs, e non per caso, visto che l’architetto che ha costruito questo gruppo, primo della Western Conference e favorito per rappresentarla nelle finali Nba, altri non è che il gm Sam Presti, cresciuto alla scuola di Gregg Popovich e RC Buford a San Antonio. Zombie Sonics Quelli che qualcuno ironicamente chiama gli «Zombie Sonics», visto che hanno cambiato identità quando si sono trasferiti da Seattle nella stagione 2008-09, tornando alla vita come Oklahoma City Thunder, sono ormai una splendida realtà nella

«

I Thunder sono da titolo. Durant era inarrestabile, è il miglior giocatore della lega

I NUMERI

98

Kevin Durant Ala, 23 anni, prima scelta assoluta al draft 2007 AP

Russell Westbrook Play, 23 anni, quarta scelta al draft 2008 EPA

51

Punti di Durant Suo top nella Nba. Ha vinto gli ultimi due titoli marcatori (30.1 e 27.7 di media)

40

Statistiche Gli aspetti statistici

DANILO GALLINARI ALA DI DENVER

7

Punti di Westbrook Il suo massimo in carriera sono i 43 contro Indiana nel novembre 2010

Nba. «Incredibile — commentava James Harden, altro gioiello a disposizione di coach Scott Skiles — E’ stata probabilmente la più bella partita di stagione regolare di cui abbia mai fatto parte». da sviscerare sono infiniti. Alcuni però hanno veramente dell’incredibile: per arrivare a 51 punti (massimo bottino stagionale nella Nba) a Durant sono serviti solamente 28 tiri (19/28 con 5/6 da 3 e 8/10 ai liberi), mentre i 41 di Westbrook (peraltro in dubbio sino a poco prima della palla a due per una distorsione a una cavi-

glia rimediata venerdì contro i Warriors...) sono arrivati con un complessivo 16/29 (3/6 da tre, 5/5 dalla lunetta), ai quali ha aggiunto 9 assist, che hanno prodotto altri 19 punti, per un totale di 60. Durant ha dovuto infilarne 5 negli ultimi 30" dei regolamentari, compresa la schiacciata del pareggio a 4.4 secondi dalla fine, per portare Oklahoma City all’overtime, sotto gli occhi di Danilo Gallinari, costretto al ruolo di testimone oculare della storica serata per l’infortunio a una caviglia (rientro previsto dopo l’All Star Ga-

Record in coppia Il massimo bottino di due compagni sono i 51 di Vandeweghe (21/29 da 2, 9/11 ai liberi) e i 47 di Alex English (18/30, 11/13) nei 3 overtime di DenverDetroit 186-184 (più alto punteggio nella storia Nba) dell’83. Seguono i 50 di Gervin e i 45 di Mike Mitchell in un altro triplo supplementare, Spurs-Bucks 171-166 dell’82

Squadre sotto 91 punti Durant e Westbrook hanno segnato più di 7 squadre Nba in campo domenica

MERCATO LAKERS

Kobe polemico «Su Gasol serve una decisione» Acque agitate in casa Lakers. Dopo la sconfitta a Phoenix (sotto anche di 27), Bryant ha attaccato la dirigenza losangelina: «E’ dura per Gasol restare concentrato sulla partita con tutte le voci su una sua possibile cessione — ha detto Kobe — Quindi è ora che i Lakers prendano una fottuta decisione: o lo scambiano o lo tolgono dal mercato. Io spero che resti, ma se deve andare, che si sbrighino». Il gm Kupchack non si è detto intenzionato a fare grandi cambiamenti prima della chiusura del mercato, prevista per il 15 marzo. Risultati: Miami-Orlando 90-78 (Wade 27; Redick 17); Detroit-Boston 96-81 (Monroe 17; Pierce 18); Cleveland-Sacramento 93-92 (Irving 23; I.Thomas 23); Indiana-Charlotte 108-73 (Hibbert 18; D.Brown 16); New Jersey-Milwaukee 85-92 (D.Williams 26; Ilyasova 29 e 25 rimbalzi); Houston-Utah 101-85 (Lowry 32; Jefferson 23); Minnesota-Philadelphia 92-91 (Rubio 22; Holiday 20); Oklahoma City-Denver 124-118 dts (Durant 51; Afflalo 27); Phoenix-Lakers 102-90 (Dudley 25; Bryant 32).

Gioventù L’aspetto più straordi-

nessuno dei 4 (Durant, Westbrook, Harden e Ibaka) ha più di 23 anni. Un nucleo destinato a crescere e a dominare la Nba nel futuro prossimo. Oltretutto sono già passati da una finale di conference, quella persa la scorsa stagione contro Dallas, esperienza spesso indispensabile per crescere. Ora, tenendo anche conto del declino dei Lakers e dei Mavs indeboliti rispetto a un anno fa (a meno che non prendano Dwight Howard...), sembrano pronti per l’ultimo salto, quello che li porterebbe a giocare per il titolo. Sarebbe spettacolo garantito.

nario di questo gruppo è che

© RIPRODUZIONE RISERVATA

me). La coppia Durant-Westbrook ha segnato 91 dei 124 punti dei Thunder, compresi 34 dei 36 realizzati negli ultimi 12’40", che hanno portato i padroni di casa da -7 al +6 finale, in una partita fatta di break (20-0 per OKC) e controbreak (29-7 per i Nuggets). Era dal 18 febbraio 1996 che due compagni di squadra non toccavano entrambi quota 40, allora furono Jordan (44) e Pippen (40) a riuscirci.


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BASKET DOPO IL TRIONFO DI COPPA ITALIA

Epopea Siena

EUROCUP

Treviso a Berlino Playoff vicini (a.m.) Penultima giornata di Last 16 di Eurocup. Oggi Alba Berlino Treviso (ore 20 Eurosport 2), rientra Bulleri. Se il Lietuvos Rytas batte Lokomotiv Kuban, Benetton ai playoff. IN SPAGNA (pe.m.) Infortunio per l’ala del Barcellona Chuck Eidson che non giocherà giovedì contro Cantù in Eurolega. In dubbio Navarro. LEGADUE Oggi alle 21 (diretta RaiSport 1) recupero della 6a di ritorno Jesi Brindisi.

Sempre diversa Sempre vincente Andersen e Lavrinovic, due 2.10 fianco a fianco Il segreto dei trionfi Mps è la continua evoluzione LUCA CHIABOTTI

Final Eight

Quante Siena avete visto vincere negli ultimi due anni, dopo la presunta fine di un ciclo che sembrava irripetibile, quello di McIntyre, Sato, Domercant, Eze? Eroica C’è quella eroica, che un

anno fa conquistò la coppa Italia e le Final Four di Eurolega senza Bo McCalebb, miglior giocatore del campionato, che guidata trionfalmente da Zisis fu la quintessenza del sistema, del gioco di squadra, della difesa e del passaggio in più per sopperire al minor talento. E che, piccola piccola, spesso rinunciando al pivot Rakovic, riusciva comunque a competere contro avversarie più potenti, come l’Olympiacos, con Lavrinovic unico vero lungo. Classica Poi c’è quella della fi-

David Andersen, 31 anni, 2.12, australiano di passaporto danese. Con Siena ha vinto lo scudetto 2004 CIAMILLO

nale scudetto, più classica offensivamente, basata sulla fantasia e l’inarrestabilità quando prende velocità di McCalebb, il tiro e il contropiede di Kaukenas e la versatilità di Lavrinovic. Piccola con Michelori e Ress a dare una mano al lituano, con Stonerook, alto 2 metri, in campo 27’ nel ruolo di ala-forte regista. Diversa è quella che ha battuto Cantù, e Milano, nelle Final Eight, dove a Lavrinovic sotto canestro è stato aggiunto Andersen, due giocatori alti più di 2.10 contemporaneamente in campo e che hanno prodotto quasi il 50% dei punti di Siena. Una soluzione cercata la scorsa estate

SPETTATORI

24.050 La media è 6013 al giorno, in calo rispetto al 2011. La finale su La7 è stata vista da 220 mila persone, share 1.5%

GIOCATORI

3000 Sono i bambini della provincia di Torino coinvolti nei tornei giovanili della Coppa. Alla Coppa si sono accreditati 270 giornalisti di 74 testate

guardando all’Eurolega, cioè alla necessità di avere grande stazza fisica, ma creando qualcosa di singolare con due giocatori intercambiabili dentro e fuori area. Sembra davvero l’arma totale, l’ennesima rivoluzione vincente.

Ksistof Lavrinovic, 31 anni, ala centro di 2.12. In campionato, finora, ha giocato solo 7 partite CIAMILLO

SU TWITTER DOPO IL K.O. CON SIENA

La gaffe di Gentile

Che coppia Se Andersen e Lavri-

novic sono il sogno di tutti gli allenatori, non è banale riuscire a farli giocare assieme. Non solo perché tutti e due in difesa e a rimbalzo non sono straordinari come in attacco. Con una grande complicazione. A inizio stagione Andersen non era in forma dopo l’operazione al ginocchio e nuovo per il sistema di Pianigiani. Quando ha cominciato a entrare in forma s’è fermato Lavrinovic per

Dopo il k.o. di Milano con Siena, Alessandro Gentile ha messo su Twitter un fotomontaggio con i 3 arbitri in maglia Mps, poi tolto. «Ma non abbiamo perso per colpa degli arbitri. Mi faceva solo ridere».

Bravi&cattivi

Siena

Ieri Shaun Stonerook ha scritto su Twitter: «Si torna al lavoro. Non c’è tempo per riposare, mercoledì c’è un’altra partita importante. Dobbiamo raggiungere i quarti di Eurolega». Simone Pianigiani dopo la semifinale vinta con Milano: «McCalebb? Una volta tendeva ad intristirsi dopo partite come questa, ora non più grazie ai compagni». Sempre il tecnico dopo la finale: «Thornton ci teneva alla Coppa Italia perché con noi ha vinto scudetti, ha giocato le Final Four di Eurolega, ma questo trofeo non l’aveva ancora conquistato. Per questo Stonerook, dopo aver ricevuto la Coppa sul podio, gliel’ha subito passata» (nella foto CIAMILLO). Siena è così. Ed è perché è così che continua a vincere e giocare così.

Sistema Poi ci sono i cambia-

menti nei cambiamenti, che rappresentano la caratteristica peculiare di Siena, squadra abituata da anni a turnover pesanti tra campionato, che ha delle regole, e l’Eurolega, dove c’è libertà assoluta in fatto di stranieri. Pianigiani ha impostato un sistema nel quale è normale giocare una volta con Rakocevic al posto di Lavrinovic, un piccolo per un lungo tra i migliori in Europa, e viceversa poche ore dopo. Siena cambia uomini, priorità e assetti tattici ma resta sempre se stessa, non solo in difesa. Ecco perché è difficile batterla. Prima devi riuscire a prenderla. © RIPRODUZIONE RISERVATA

EUROLEGA DONNE OGGI OTTAVI A SALAMANCA

Masciadri e Schio «Conta la squadra»

Il giorno dopo Stonerook è già sulla sfida di Bilbao

h 10

l’intervento alla schiena. Tra assenze e turnover, finora assieme hanno giocato solo la metà delle gare disputate dalla Mps ma spesso in alternativa e non contemporaneamente in campo. La coppa Italia è stata la prima volta che questo assetto, guidato da McCalebb, è stato la chiave della vittoria. Ma perché abbiano lo spazio fisico per poter esprimere appieno le loro qualità, è necessario che i compagni aprano l’area con il tiro. Questo è il possibile punto debole di Siena soprattutto in Italia, dove è costretta al turnover magari di un tiratore, Racokevic. Se come in semifinale contro l’EA7, i compagni di Andersen e Lavrinovic segnano tre triple su 17, le difese possono limitarli. Se, come in finale, la Mps chiude quasi col 50%: «Il campo diventa troppo grande per gli avversari» dice Trinchieri.

FRANCESCO VELLUZZI

8

7.5

Melli e Gentile

Jones (Pesaro)

Trinchieri: «Non siamo riusciti a pareggiare la qualità della loro pallacanestro». Come già Real Madrid e Barcellona (in casa): è in buona compagnia.

Milano dice che non deve vincere subito ma porre le basi per il futuro. Melli e Gentile, allora, devono giocare di più. Soprattutto di Bourousis.

A Torino Jumaine Jones ha segnato 9 triple su 12 tentativi. In campionato, quando Pesaro vince JJ ha il 39.6%, quando perde il 26.9. I conti tornano.

Cantù

7

5

5

Avellino

Venezia

Luigi Lamonica (foto) ha arbitrato finali di Eurolega, Mondiale e all’Olimpiade. Ma non le ultime tre finali di Coppa Italia. Fischi per il designatore.

Chiede alla stampa di concentrarsi maggiormente sugli aspetti sportivi e non sui mancati pagamenti: sicuri dopo il 29 nei quarti contro Cantù?

Clark segna 33 punti a Cantù, poi a Torino un bell’1 su 7 al tiro. E con Siena Venezia aveva vinto nonostante il 2/17 al tiro. Kee si fida?

Designatore

5

Ci vuole l’impresa. Ma non è impossibile. Perché il Beretta Famila Schio è partito ieri per Salamanca con la consapevolezza di potersela giocare alla pari con le campionesse d’Europa in carica. Nel girone di qualificazione, in casa, le ha battute. Stasera (ore 20.30) gara-1, venerdì a Schio gara-2, l’eventuale bella il 29. Chi la spunta va alle Final Eight. Raffaella Masciadri, nuova capitana azzurra e bandiera di Schio, presenta le spagnole: «Sono forti, anche se hanno perso Alba Torrens. A gennaio hanno aggiunto la russa Korstine, non è un fenomeno, ma ha esperienza. Il pericolo è Boner, un 4, molto agile. L’anima è Isabel Sanchez, ma occhio al play guardia Xargay».

La vostra chiave è Ford?

«E’ importante, ma non tutto. Le ultime gare le abbiamo giocate senza di lei che ha avuto un problema al ginocchio. La nostra chiave è la squadra». E anche lei, Mascia, perché se gioca come in Nazionale nell’All Star Game (mvp) può essere determinante...

«In Nazionale mi sono divertita. Sono contenta di farne parte e la Federazione si sarà accorta che le "vecchiette" non sono da buttare anche se il ringiovanimento è importante». Come vede le giovanissime?

«Devono metterci più cattiveria e spirito di sacrificio. Oggi stanno poco in palestra. Ma Ricchini con le ragazzine è bravo, è nato lì, ha fatto debuttare anche me». Chi l’ha impressionata?

Come si batte Salamanca?

«Evitando che giochi in velocità e bloccando gli uno contro uno di Marta Fernandez».

«Giulia Gatti, il play: è sveglia, spinge bene la palla, è seria, ha tecnica e rapidità». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012


MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

PALLAVOLO COPPA ITALIA

ALLE 20.30

Trento-Macerata La sfida domani si sposta in Europa Quarti di Champions Matey Kaziyski, 27 anni TARANTINI

(a.a.) La sfida tra l’Itas Diatec Trentino e Lube Banca Marche Macerata continua. Dopo il campionato che ha visto primeggiare gli ospiti (2 3 a Trento e 0 3 a Macerata), in campo neutro, nella Coppa Italia disputata nel fine settimana a Roma, l’equilibrio è stato il fattore

dominante con il 2 0 della Lube ribaltato in 3 2 dall’Itas. Sarà l’Europa il prossimo scenario delle sfide tra questi due club, in palio la final four di Lodz (Pol) di Champions. Andata dei quarti domani a Macerata (20.30, dir. SportItalia), con ritorno 7 giorni dopo a a Trento. Un precedente,

4

Trento

I NUMERI

3

Uno Stokr nel motore «Sognando Valentino» Il suo idolo è Rossi: «Non ho il fisico per fare il motociclista» E’ il bomber del team vincitutto VALERIA BENEDETTI ROMA

Che c’entra uno che è cresciuto fra interminabili partite di hockey sui laghetti ghiacciati della Repubblica Ceca e che appena può corre a vedere la MotoGP, con la pallavolo? In effetti Jan Stokr, opposto di Trento, non aveva nessuna intenzione di averci a che fare. Come spesso accade sono le cattive (o magari buone, dipende dai punti di vista) compagnie a decidere del destino delle persone. «A un certo punto mi sono trovato che tutti i miei amici avevano cominciato a giocare a pallavolo — racconta sorridendo Jan Stokr —. A me non andava per niente. Ho resistito un mese, poi rischiavo di rimanere senza amici e ho ceduto». L’Itas Trento e la nazionale ceca (dove Jan è conosciuto con il soprannome Drobek, che significa «piccolo uomo», nomignolo affibbiatogli a 15 anni quando arrivò per la prima volta in Nazionale) ringraziano gli amici anche perché, diciamolo, uno che è alto 205 centimetri e che viaggia ben oltre il

L’assente Festa Serniotti con la maglia di Birarelli (ni.ba.) Il vice di Stoytchev, Roberto Serniotti (a sinistra), festeggia con Andrea Bari il successo di Coppa Italia. Addosso ha la maglia di Emanuele Birarelli. Il centrale di Trento è fuori da 10 giorni a causa di un’influenza degenerata in polmonite. Birarelli si è riunito ieri alla squadra a Jesi, in vista della partita con Macerata. «E’ stata una sofferenza guardare una partita del genere, davvero spettacolare, davanti alla tv, sapendo di non poter far nulla» ha ammesso Birarelli.

Jan Stokr, 29 anni. Alla 2a stagione con Trento. Ha giocato a Modena, Cagliari e Perugia TARANTINI

Sconfitte in questa stagione per l’Itas Trento. In campionato ha vinto 17 partite in 19 giornate, in Coppa Italia il bilancio è di 4 vittorie su 4 gare, in Champions una sconfitta in 13 gare (2-3 in casa con i polacchi KedzierzynKozle)

91.7

Jan Stokr a Trento ha vinto scudetto, Champions, Supercoppa, Mondiale club e C. Italia TARANTINI

quintale di peso difficilmente avrebbe fatto fortuna sia nell’hockey che nel motociclismo.

«

Carriera al culmine E ringrazia

anche Jan, gigante arrivato in Italia a 21 anni, otto anni fa, e che da quando è a Trento si è tolto lo sfizio di vincere tutto: scudetto, Champions, Supercoppa e Mondiale per Club. Domenica al Palalottomatica ha chiuso la collezione portando a casa anche la Coppa Italia e la sua dedica non ha esitazioni: «A tutta la squadra che lavora tantissimo. È difficile stare in palestra tutti i giorni e dare il massimo come li vedo fare sempre, con partite in continuazione». Una squadra che ha mostrato la sua forza vincendo una finale che era già persa. «Dopo i primi due set non credevo veramente che potessimo vincere. Macerata aveva fatto i miracoli in difesa e tirava sassate a tutto braccio. Sono stati incredibili, noi eravamo in grosse difficoltà. Non ho mai giocato una partita così difficile. Decisivo il terzo set. Poi nel quinto ho smesso anche di guardare il tabellone, troppa tensione». Niente festa La tensione non è

finita. Trento in pullman ha

«

Ho tre moto, tra cui una Ducati, e non mi perdo un Gran Premio: ora tifo per Abraham Domenica per me è stata la partita più dura ma giocata: la dedico alla mia squadra

raggiunto direttamente Macerata ieri. Domani sarà di nuovo sfida per conquistare la Final Four di Champions League: «E sarà una partita ancora più dura. Loro saranno arrabbiati e motivati come non mai e l’obiettivo è ancora più importante. Per noi la sfida sarà rimanere concentrati dopo la vittoria della Coppa». Emozioni a non finire per l’opposto ceco che due anni fa, quando ha lasciato Perugia, ha preferito Trento alle sirene (economiche) russe: «E ho fatto bene, come vedete, sono arrivato in una squadra fantastica dove ho vinto moltissimo e dove ho trovato grandi giocatori e una grande squadra». Soddisfazioni che l’altra sua grande passione, il motociclismo, non gli

avrebbe dato. «Certo non ho il fisico — ride — ma sono pazzo per le moto, è una passione che ho preso da mio padre. Ne ho tre, anche la Ducati Multistrada. Sono un grande tifoso della Ducati e di Valentino Rossi. Adesso anche del mio connazionale Karel Abraham (giovanissimo pilota di Brno che l’anno scorso ha fatto il suo esordio nel MotoGp correndo con una Ducati, ndr) ma soprattutto mi piace la Ducati. Infatti mi trovo bene in Italia perché anche voi siete pazzi per le moto. Appena posso vado a Brno, anche a vedere la Superbike. Sono stato pure a Misano». Inizi Certo, ne è passato di tem-

po da quando è arrivato la prima volta in Italia. Era il 2004 e Stokr sbarcò a Modena. «Mi sentivo un extraterrestre fra i campioni. Era appena finita l’Olimpiade di Atene, l’Italia aveva vinto l’argento, c’era Giani, c’era Dante che era medaglia d’oro. Ho pensato "che centro io qui?". Però mi sono trovato bene dapertutto e ho avuto l’opportunità di crescere tanto nel campionato italiano». E se ne è accorta anche Macerata. L’en plein per Stokr è chiuso, ma Jan non è ancora soddisfatto. Vincere si sa è una bella abitudine.

La percentuale di vittorie della squadra di Rado Stoytchev. La più alta per i trentini da quando nel 2000 sono arrivati in A-1. La scorsa stagione si è chiusa con l’88,2 per cento di partite vinte (25 su 26 in campionato, 7 su 9 ai playoff, 2 su 3 in Coppa Italia, 11 su 13 in Champions)

11

I trofei vinti dall’Itas Diatec Trentino negli ultimi quattro anni: 2 scudetti (2008, 2011), 3 Champions (2009, 2010, 2011), 2 Coppe Italia (2010, 2012), 3 Mondiali per Club (2009, 2010, 2011), 1 Supercoppa (2011)

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nella semifinale di Praga il 4 aprile 2009, che ha dato il via a Trento per la conquista della prima delle tre Champions consecutive. Macerata la vinse dieci anni fa nel 2001 02 a Opole (Pol) sul Pireo di Daniele Ricci. Oggi, andata quarti: Novosibirsk (Rus) Smirne (Tur).

DOPO LA FINALE

Giulianelli e Mosna ai ferri corti Polemica sugli arbitri tra i due patron: «Conflitto d’interessi»

Dragan Travica e Mitar Djuric

Botta e risposta fra l’amministratore unico di Macerata e il presidente di Trento. Dopo la finale Fabio Giulianelli aveva attaccato: «La Lube aveva la vittoria in mano e se l’è vista scivolare via dopo un vistoso e gravissimo errore arbitrale che ha cambiato la storia della gara. Quando capitano certi episodi nasce la necessità di rivedere le cose, perché c’è un conflitto di interessi. Quando c’è un dubbio per tre centimetri il tutto viene sempre risolto a nostro sfavore. La partita sarebbe finita 3-0 per noi e anche meritatamente, invece quell’episodio ha rovinato tutto». «Mi dispiace per queste esternazioni di Giulianelli, le ho trovate alquanto sconvenienti — ribatte Diego Mosna —. Sbaglia per due motivi. Per la pesantezza delle accuse che lancia verso di me e gli arbitri. E poi perché ha esaminato l’esterno, cioè un errore dell’arbitro in una fase di abbondantissimo vantaggio della Lube, e non l’interno della questione ovvero gli errori che la Lube ha commesso». Mercato Dopo l’annunciato rin-

novo biennale di Raphael, intanto Trento deve rintuzzare gli attacchi ai suoi gioielli Kaziyski (in scadenza) e Juantorena (adeguamento economico in vista) allettati dalle sirene russe. Ma sembra ancora viva l’attenzione su Ivan Zaytsev. che sarebbe «tenuto in caldo» nel caso uno fra Juantorena e Kaziyski a fine stagione dovesse cambiare aria. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino ESTERO/1

RECUPERO A-1

Kirillova mvp a quasi 47 anni

Ravenna-Cuneo il 29

(a.a.) A quasi 47 anni, li compirà a maggio, la «divina» Irina Kirillova, moglie di Gianni Caprara (tecnico dell’Asystel Novara), oltre a scende re in campo, vince il titolo di miglio re in campo nella gara in cui la sua Uralochka ha espugnato 3 1 il cam po del Tyumen. Giornata no per le italiane, sconfitte del Fakel Novy Urengoi di Simona Gioli e Antonella Del Core 3 2 dal Chelabinsk e dello Zarechie Odintsovo di Ravetta e An geloni 3 0 dal Krasnodar nella 18a giornata del campionato russo.

ESTERO/2

Russia: Frigoni ok (a.a.) In Russia l’Ural Ufa di Angioli no Frigoni supera gli ottavi dei playoff espugnando lo Yaroslavl

(s.cam) E’ ufficiale la data del recu pero di Cmc Ravenna Bre Banca Cuneo, sospesa per impraticabilità di campo domenica 12. Si rigioca mercoledì 29 alle 20.30

OGGI A PRAGA

Rep Ceca: Parisi c.t. Irina Kirillova, 46 anni 2 3 nella gara di ritorno. Il Fakel No vy Urengoy di Busato supera 3 1 il Karkov, sabato giocherà la bella in Ucraina. Facili vittorie per gli italiani in Turchia nella 17a giornata. Il Gu nes Sigorta di Giovanni Guidetti 3 0 al Bursa, il Galatasaray Istanbul di Eleonora Lo Bianco 3 0 al Besik tas, l’Eczacibasi di Micelli e Mirka Francia 3 0 al Pursaklar Ankara.

(m.b.l.) Oggi a Praga la Federazione della Repubblica Ceca nomina il tec nico della Yamamay Busto Arsizio Carlo Parisi c.t. della nazionale.

TROFEO GAZZETTA

Havelkova in fuga (c.g.) Donne, dopo la 18ª 75: Ha velkova, 60: Pavan, 59: Garzaro, Brinker, 58: Bauer, 55: Horvath, 51: Havlickova, Aguero, 46: , Guiggi, 45: L.Bosetti.


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COMBINATA NORDICA IL CAMPIONE AZZURRO SI CONFESSA

y

Pittin e le cadute «Non ho paura sarò più prudente» Alessandro: «Nel salto devo migliorare. Mi dispiace finire così, la mia stagione è ottima» do. Il nodo, però, è appunto saltare, rischiare. Buttare il coraggio, sfidare la paura.

STEFANO ARCOBELLI MILANO

Il sorriso disincantato dissimila appena la frustrazione di Alessandro Pittin, passato di ospedale in ospedale tra visite e accertamenti, che almeno per 3 settimane hanno scongiurato l’intervento chirurgico alla sua spalla sinistra, già stabilizzata sabato a Klingenthal. Al bronzo olimpico è stata applicata ieri a Milano una fasciatura per la frattura composta del tubercolo maggiore: tra una ventina di giorni la verità sull’entità dell’infortunio in una risonanza magnetica. Una stagione finita al Galeazzi, consolato dal d.t. Ivo Pertile, per uno dei personaggi della neve azzurra, capace di una tripletta in due giorni, ma anche di una doppietta (di cadute) in prova in un mese. Del resto il salto è fondamentale per la combinata nordica anche se Pittin è riuscito a ribaltare parecchie volte (almeno sei in questa stagione di podi) il destino di questa specialità rendendo decisivi i 10 km di fon-

Dica la verità, Pittin, adesso cambierà approccio da lassù?

«Il mio coraggio non diminuirà anche se inconsciamente sarò più prudente. Sarò un po’ col freno a mano finché riuscirò a riprendere confidenza con il trampolino. Ma poi le paure si dimenticano facilmente, altrimenti non avrei scelto questo sport: il mio rapporto con la pura non deve cambiare». Se a Predazzo fu un caso, a mente fredda come si spiega lo schianto di Klingenthal?

«Rivedendo il video della caduta non ho notato grandi errori tecnici, sembrava un salto normale, come uno degli ultimi che avevo fatto prima della caduta. Forse per il vento ho perso il controllo degli sci, purtroppo capita». Cambierà modo di allenarsi?

«Appena potrò, spero di riuscire a ricominciare a saltare di nuovo bene: ho tanta voglia di AGENTI RAPPRESENTANTI

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migliorare ancora ed infatti stavamo lavorando proprio su questo aspetto. Dal punto di vista tecnico sono lontano dall’aver raggiunto i veri obiettivi».

lussazione e una frattura purtroppo i tempi saranno più lunghi. Devo rimettere tutto a posto». Quando s’è visto di nuovo sulla barella in Germania cos’ha provato?

Non si acconta mai...

«Peccato che la mia stagione sia finita così, a guardare le ultime 7 gare dalla tv, poi io di questa stagione sono soddisfatto: ciò che mi ero prefissato di raggiungere, cioè vincere ed avere continuità di prestazioni come tutti i migliori, l’ho raggiunto. Mi dispiace solo di non poter finire almeno sul podio finale la Coppa del Mondo».

«Quando ho capito che non era gravissima, ho pensato è davvero il momento più difficile per me adesso. Ma in una carriera può capitare un infortunio simile. Sono i rischi del mestiere: dopo la prima caduta sapevo che ormai la stagione era andata, stavolta sono riuscito a prenderla abbastanza bene».

Dopo la tripletta e senza la prima caduta avrebbe potuto duellare con Lamy per la Coppa?

Il suo popolo di Facebook si sta stringendo attorno a lei.

«Per riuscirci devi stare sempre davanti con i primi, e io c’ero già: ma adesso devo guardare avanti». A un biennio cruciale: Mondiali in Italia e Giochi in Russia.

«Questo mi dà tanta carica, ma adesso devo solo pensare a rimettermi in sesto: spero solo di non dovermi operare, con una DE AGOSTINI signorile, salone doppio, quadricamere, triservizi, cucina, sottotetto collegabile, box doppio. CE G - IPE 183,53 kWh/mq. Immobilcentro 02.48.19.35.60. FULVIO TESTI ampio bilocale, soggiorno cucinino, camera, bagno. Balcone. Da ristrutturare. CE: G - IPE: 192 kWh/mq. 02.88.08.31. MM ZARA nuova costruzione splendido attico 3 locali, riservati terrazzi. CE: F - IPE: 156,52 kWh/mq. 02.88.08.31. MONTEROSA adiacenze palazzo signorile salone tre camere tripli servizi cucina piano alto signorile eventuale box. CE: F - IPE 146,2 kWh/mq. 02.48.19.53.71. MURAT bilocalie 72 mq con terrazzi, box. Pronta consegna. 02.69.90.15.65 http://murat.filcasa.it CE: C - IPE: 85,6 kWh/mq. PAGANO giardini, signorile dimora mq 260, piano alto, ottime condizioni interne. CE: F - IPE 150,7 kWh/mq. 02.48.19.53.71. PAOLO LOMAZZO 52 nuovo prestigioso edificio direttamente dal costruttore, appartamenti varie metrature, terrazzi, box. 02.34.59.29.72 - www.52greenway.it CE: B - IPE: 42,7 kWh/mq. PORTA LODOVICA adiacenze università nuovo loft abitazione 102 mq. ampia zona giorno con soppalco. Mai abitato. CE: D IPE: 109,71 kWh/mq. 02.88.08.31. REMBRANDT signorile, ristrutturato recentemente, soggiorno, cucina abitabile, bagno, bicamere, ripostiglio, balconi, ottimo prezzo. CE: G - IPE 187,86 kWh/mq. Immobilcentro. 02.48.19.35.60. VIA BUSSETO palazzina ristrutturata bilocale nuovo mansardato, terrazzo. Pronta consegna. 02.88.08.31. CE: D - IPE: 91,45 kWh/mq.

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«Mi dispiace anche per i tifosi tutto questo, però il loro affetto mi dà molta forza, ho tanta voglia di tornare subito in gara perché ora è troppo forte l’amarezza di non aver potuto portare a termine il lavoro. Ma adesso voglio solo riposare e tornare il vero Pittin, vorrei tornare a saltare prima di andare in vacanza». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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15 gennaio Alessandro Pittin vince a Chaux-Neuve (Fra) e si porta a soli 108 punti dal leader di Coppa del Mondo, Lamy Chappuis 17 gennaio Alessandro Pittin cade in un allenamento dal trampolino prima della tappa italiana di Coppa del Mondo rimediando vari traumi ed escoriazioni curati in ospedale a Cavalese. 17 febbraio Nel salto di prova della tappa di Kligenthal (Ger), Pittin cade ancora dal trampolino e rimedia lussazione e frattura alla spalla sinistra. Distacco dal leader di Coppa: 439 punti

Alessandro Pittin, 22 anni, bronzo olimpico, 3 vittorie in Coppa, cade in prova a Klingenthal

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MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

SCI COPPA DEL MONDO

A POCHI GIORNI DAL NO A ROMA

Cortina, progetto per candidarsi all’Olimpiade invernale 2022 Giovedì si presenta?

Come era accaduto nel 1997, quando la candidatura olimpica di Roma era stata bruciata da Atene e da quelle ceneri era nata la proposta per i Giochi d’Inverno 2006 a Torino, poi diventata realtà, giovedì, molto probabilmente a Venezia, verrà svelato il progetto per lanciare Cortina nella corsa per l’Olimpiade invernale 2022. Alla base di questa proposta c’è innegabilmente un sentimento di rivalsa perché la

proposta di Venezia fu bocciata per il 2020 proprio a vantaggio di Roma, ma i dissapori di allora fra Nord Est e centro sarebbero ormai stati messi da parte. Il Coni sarebbe stato informato: sarebbe stato un grave errore già in partenza se non fosse stata chiesta la sua opinione. La regione Veneto è senz'altro parte integrante del motore, mentre fra gli sponsor ci potrebbe essere l'Eni. Cortina è già impegnata per

PIERANGELO MOLINARO

Parallelo a Mosca Un’ora di sfide e di adrenalina pura In gara 16 uomini e 16 donne: l’Italia sfodera i suoi assi, da Gross e Deville alla Brignone

I puristi storcono il naso, affermano che è uno spettacolo da baraccone lontano dai veri valori dello sci alpino, ma il parallelo in città è l’unico vero tentativo di rinnovamento che la Fis sta cercando di introdurre. La supercombinata si è dimostrata un flop, la gara a squadre troppo macchinosa e lunga per poter avere una buona audience televisiva. Il parallelo invece è una prova tutta adrenalina, capace di tenere incollati al video anche i non appassionati dello sci. Ma la vera novità è portare lo sci in città e non i tifosi in montagna. E poi la sfida diretta fra gli atleti, certo più appassionante della lotta con un gelido cronometro. I rischi Dopo i due test event ef-

fettuati proprio a Mosca che ha fretta di aumentare fra i russi la passione per lo sci alpino in vista dei Giochi di Sochi, è la prima gara ufficiale di questo tipo in questa stagione in Coppa del Mondo. A dir la verità la prima in assoluto avrebbe dovuto svolgersi il giorno di Capodanno sulla collinetta del parco olimpico di Monaco di Baviera, ma allora il caldo sciolse la neve e le speranze degli organizzatori. Lo scorso anno nella città tedesca fu un vero successo di pubblico, oltre 30.000 persone. Bello, ma il parallelo è pure rischioso. Su una rampa artificiale c’è poca via di fuga e soprattutto non è neppure tanto remota la possibilità di uno scontro fra due concorrenti qualora uno uscisse dal tracciato internamente alla pista. Le porte (quelle da gigante con il telo) sono poste una decina di metri l’una dall’altra, una distanza più consona allo slalom. Per questo gli atleti useranno gli attrezzi di questa specialità. Una discesa che dovrebbe essere attorno ai 20 secondi, una curva ogni pochi decimi, come in slalom, non c’è il tempo di respirare. I protagonisti Sedici uomini e altrettante donne in gara, tutti a caccia di punti. Compresi i 5 italiani. Deville soprattutto, sfortunatamente uscito domenica nello slalom di Bansko, in Bulgaria, e fermo a quota 370, che vorrebbe superare entro fine stagione la soglia dei 500 per provare a gareggiare anche nei giganti di Coppa partendo pe-

Sopra: l’imponente struttura realizzata nel centro olimpico di Luzhniki. A destra: Federica Brignone (sinistra) e Daniela Merighetti a Mosca

cercare di acquisire i Mondiali di sci alpino del 2017, quindi vede questa seconda candidatura come la normale evoluzione dell’iniziativa già in corso. L’idea può essere interessante, ma bisognerà studiare attentamente i costi dell’operazione e valutare anche le possibile avversarie nella corsa, perché candidatura non significa successo finale. Negli altri Paesi già qualcosa si muove. Negli Stati Uniti sono nati comitati di studio di

Favoriti Hirscher e la Schild, ma è una lotteria Vincerà chi avrà più coraggio rò appena dopo il numero 30. Questa gara è una vera lotteria e probabilmente fra i tanti campioni in gara vincerà chi deciderà di prendere i maggiori rischi. Per la prima volta quest’anno si gareggerà su una pista barrata, dove la neve è stata consolidata con l’acqua, un intervento fondamentale visto che si gareggerà sempre sugli stessi tracciati e qui gli azzurri vanno a nozze. I favoriti In campo maschile fa-

vorito d’obbligo è l’austriaco Marcel Hirscher, vincitore di 8 gare in stagione che nello stato di forma attuale potrebbe sciare anche in salita e su un percorso così stretto appaiono favoriti gli elementi più piccoli e scattanti. E su questo piano i nostri

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fattibilità nel Nevada con Reno Tahoe, nel Colorado con Denver, che però si era ritirata quando aveva acquisito i Giochi del 1976, e nello Utah con Salt Lake City, che ha ospitato l’Olimpiade nel 2002. In Svizzera si sta valutando il nobile binomio Davos St.Moritz. In Kazakistan potrebbe nascere la candidatura di Alma Ata. Gianni Merlo © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gross e Deville sembrano i più vicini all’austriaco. Sarà in gara pure lo svizzero Beat Feuz, buon slalomista, ma soprattutto discesista, diretto concorrente di Hirscher nella lotta per la sfera di cristallo. Feuz cercherà di limitare i danni in attesa delle prove veloci che riprendo venerdì con i due superG di Crans Montana. Le favorite Fra le donne se sua maestà Marlies Schild deciderà di tirare a tutta dovrebbe esserci poca storia. E valendo, gli stessi parametri della gara maschile, i «colossi» Riesch e Vonn non dovrebbero trovarsi a loro agio in spazi così stretti e attenzione alla francese Worley. Le azzurre sono in scena con Merighetti e Brignone. La bresciana lo scorso anno a Monaco fu eliminata solo in semifinale; la lotta la esalta, e il parallelo è proprio una gara adatta al suo modo di interpretare lo sci. La Brignone a talento da vendere, deve solo valutare se il rischio vale la candela. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA FORMULA

Ogni confronto in 2 manche, punti a tutti Diretta RaiSport 1 e Eurosport dalle 16.45

Marcel Hirscher, 22 anni REUTERS Il parallelo di Mosca si articolerà su una serie di sfide dirette secondo un tabellone stile tennis che verrà preparato stamane. Ogni duello si svolgerà in due manche in cui i concorrenti si scambiano il percorso. Vince chi avrà la somma dei tempi inferiore, in caso di caduta al concorrente verrà assegnato un ritardo di 50/100. La pista, su una struttura alta 56 metri, larga 37 e lunga 175 ospiterà i due tracciati con le porte distanti fra loro 10 metri. Ogni discesa dovrebbe durare

una ventina di secondi PUNTI Al vincitore verranno assegnati 100 punti, 80 al secondo, 60 al terzo, 50 al quarto. Chi uscirà al primo turno prenderà 15 punti, 30 chi uscirà al secondo. PARTECIPANTI Uomini: Hirscher (Aut), Feuz (Svi), Svindal (Nor), Baumann (Aut), Ligety (Usa), Theaux (Fra), Myhrer (Sve), Pinturault (Fra), Neureuther (Ger), Matt (Aut), Missillier (Fra), Schoerhofer (Aut), Khoroshilov (Rus), INNERHOFER, DEVILLE, GROSS. Donne: Vonn (Usa), Riesch (Ger), Maze (Slo), Goergl (Aut), Mancuso (Usa), Fenninger (Aut), Schild (Aut), Rebensburg (Ger), Zettel (Aut), Worley (Fra), Kirchgasser (Aut), Hosp (Aut), Paerson (Sve), Sorokina (Rus), MERIGHETTI, BRIGNONE. Coppa del Mondo. Uomini (31 prove): 1. Kostelic (Cro) p. 1043; 2. Hirscher (Aut) 1025; 3. Feuz (Svi) 973; 18. Deville 370. Donne (26 pr.): 1. Vonn (Usa) p. 1442; 2. Maze (Slo) 994; 3. Riesch (Ger) 956; 16. Merighetti 332. TV Diretta dalle 16.45 su RaiSport 1 ed Eurosport

BOXE DOPO LA VERGOGNOSA RISSA DI MONACO

Chisora e Haye si scusano, ma rischiano 10 anni La polizia li ha accusati di aggressione e lesioni gravi: la parola ai giudici RICCARDO CRIVELLI

Il giorno dopo, tutti agnellini. Evidentemente ammansiti da una figuraccia planetaria, Dereck Chisora e David Haye provano a sfumare i contorni della rissa vergognosa che hanno inscenato sabato notte nella conferenza stampa

successiva al Mondiale dei massimi Wbc, di cui Chisora è stato protagonista come avversario (battuto) di Vitali Klitschko e Haye in veste di commentatore tv. Scuse Lo sconfitto, che domeni-

ca è stato interrogato sette ore dalla polizia di Monaco prima di rientrare a Londra, almeno a parole mostra un pentimento sincero: «Sono stato provocato, mi è stata lanciata una bottiglia, ma in ogni caso il mio comportamento è inescusabile e le mie azioni sono state totalmente non professionali. Io — prosegue — come pugile ho il dovere di comportarmi sempre se-

condo le regole, ma sabato sera ho deluso molte persone, soprattutto la mia famiglia e quindi sono davvero imbarazzato». Haye, che la polizia tedesca vorrebbe interrogare in Germania, dal canto suo fa sapere di essere disponibile ad ogni chiarimento, ma di non voler tornare a Monaco: «I miei unici problemi sono stati con Boente, il manager di Klitschko; Chisora a un certo punto ha saltato il tavolo e mi è venuto incontro in modo molto aggressivo. E’ stato lui a causare questa vergogna, io riconosco di non essere un angelo, di parlare troppo, ma in 21 anni non ho mai fatto nulla del genere».

Dereck Chisora, 28 anni, a sinistra e David Haye, 31, faccia a faccia REUTERS

Conseguenze La polizia di Mo-

naco ha aperto contro entrambi un fascicolo per aggressione semplice e lesioni gravi (reati puniti da 5 a a 10 anni di carcere), anche se il portavoce della Gendarmeria Werner Kraus sottolinea che «spetterà ovviamente a un giudice formulare le accuse, soprattutto verificare se nella rissa sono stati utilizzati oggetti contundenti, perché questa sarebbe un’aggravante». Intanto il Board di controllo britannico ascolterà Chisora domani (Haye non è più affiliato dopo il ritiro) e una fonte fa sapere «che valuteremo tutti i comportamenti, anche lo schiaffo della cerimonia del peso. Tra le varie sanzioni, oltre alla multa e alla sospensione, c’è anche la squalifica a vita». L’onore, quello è già out. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

TUTTENOTIZIE E RISULTATI Tennis BRILLA IL 21ENNE CANADESE

Pallanuoto WORLD LEAGUE

A San José, bis Raonic Il più giovane dei primi 35 è l’unico con 2 titoli 2012

Il Settebello in Russia Campagna fa l’esame agli azzurri del futuro

A San José (Usa, 404.000e, cem.), 3˚ titolo Atp del 21enne canadese Milos Raonic, che bissa il titolo (61 ace, un solo game di servizio perso), battendo in finale Istomin (Uzb) 7-6 (3) 6-2: il più giovane fra i primi 35 del mondo è l’unico che quest’anno ha vinto 2 titoli (dopo Chennai). In doppio, Mark Knowles, 40 anni, è il 1˚ quarantenne a vincere un torneo da John McEnroe nel 2006 a 47 anni (sempre a San José): con Malisse (Bel), il giocatore delle Bahamas batte Anderson-Moser (S.Af-Ger) 6-4 1-6 (10-5).

178. (179) Floris; 216. (217) Burnett. Uomini: 1. Djokovic (Ser) p. 13630; 2. Nadal (Spa) 10435; 3. Federer (Si) 8330; 4. Murray (Gbr) 7150; 5. Ferrer (Spa) 4595; 6. Tsonga (Fra) 4410; 7. Berdych (Cec) 3950; 8. Fish (Usa) 2915; 9. Tipsarevic (Ser) 2770; 10. Del Potro (Arg) 2705; gli italiani: 44. (45) Seppi 980; 53. Fognini 845; 56. (69) Volandri 826; 71. (76) Starace 690; 87. (86) Cipolla 620; 102. (101) Lorenzi; 134. (135) Bolelli; 140. (142) Giannessi; 144. (147) Viola; 168. (169) Vagnozzi. ANCORA OSTRAVA Repubblica Ceca-Italia ancora a Ostrava: dopo la Davis, il 21-22 aprile nelle semifinali di Fed Cup contro Kvitova. FOGNINI STOP La fascite plantare stoppa ancora Fabio Fognini: salta il tour sul cemento Usa e rientra ad aprile sul rosso europeo?

CON CIPOLLA AVANZANO PENNETTA E BRIANTI A Dubai (Eau,1.670.000e, cem.), rinuncia la n. 2 del mondo, Kvitova, influenzata; Flavia Pennetta batte al 1˚ turno Medina Garrigues (Spa) 6-3 6-3, al 2˚ ha Jankovic (Ser) che elimina Cetkovska (Cec) 6-2 6-2; altri: Kirilenko (Rus) b. Niculescu (Rom) 6-3 6-0; Goerges (Ger) b. Kuznetsova (Rus) 2-6 7-6 (2) 6-4. A Marsiglia (Fra, 512.750 e, indoor), 1˚ turno: CIPOLLA b. SEPPI 6-4 7-6 (4); Ljubicic (Cro) b. Serra (Fra) 6-4 6-7 (3) 6-3. A Memphis (Usa, 167.000e, cem.), 1˚ turno: BRIANTI b, Lucic (Cro) 7-6 (5) 5-7 6-1. NUOVE CLASSIFICHE Donne: 1. Azarenka (Bie) p. 9260; 2. Sharapova (Rus) 7680; 3. Kvitova (Cec) 7220; 4. Wozniacki (Dan) 6310; 5. Stosur (Aus) 5825; 6. A. Radwanska (Pol) 5500; 7. Bartoli (Fra) 5160; 8. Zvonareva (Rus) 4690; 9. Li (Cin) 4450; 10. Petkovic (Ger) 3880; le italiane: 12. (11) Schiavone 3575; 23. (24) Vinci 2170; 28. (23) Pennetta 1970; 36. (35) Errani 1545; 67. (69) Brianti 890; 138. (147) Knapp; 167. (168) Giorgi; 173. (179) Camerin;

Atletica GOLDEN GALA

FRANCO CARRELLA

Presente, futuro prossimo, futuro remoto. Con la qualificazione alle finali ormai acquisita, il Settebello utilizza la World League per mettere alla prova anche i possibili azzurri del dopo-Londra: «Ogni occasione è buona per avere risposte» osserva Sandro Campagna. Nel gelo di Kirishi, la città delle raffinerie, il c.t. lancia assieme ai veterani un gruppetto di ragazzi promettenti: dei 13 convocati, cinque avevano già giocato con la Russia all’andata a Civitavecchia (Christian Presciutti, Deni Fiorentini, Giacoppo, Giorgetti e Niccolò Gitto), quattro erano stati convocati ma guardando il match dalla tribuna (Figari, Deserti, Stefano Luongo e Pastorino, quest’ultimo infortunatosi nella fase di riscaldamento), Marziali era presente a Manchester contro la Gran Bretagna, Andrea Fondelli e Bini avevano già fatto parte della Nazionale, infine Bisegna (classe ’92, portiere della Roma 2007 in serie A-2) è alla prima convocazione.

gno anche quando il risultato sembra scontato». Per l’aritmetica qualificazione, all’Italia basta un punto. Il 6 marzo, a Cremona, ultimo impegno di World League contro gli inglesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

4a giornata: Russia-Italia (ore 18.30 locali, 15.30 italiane). Class.: Italia 6; Russia 3; Gran Bretagna 0. SETTEROSA Per la terza volta consecutiva, il Setterosa ha battuto la Grecia campione del mondo. A Los Alamitos, in California, nella finale per il terzo posto dell’Holiday Cup, è finita 13-6. Il torneo è stato vinto dagli Usa con l’11-8 sul Canada.

Milos Raonic, n. 35 del mondo

Ippica 13 VITTORIE NEL MEETING

Tuffi LE QUALIFICAZIONI A LONDRA

Asafa Powell, 28 anni COLOMBO

Il colpo parigino di Nalda Nof FORNI

I tentativi dei cavalli italiani sulla pista di Vincennes sono in ascesa da parecchio tempo. Ma quest’anno, complice lo sciopero, la tendenza si è accentuata. E i risultati, fino a questo momento, non sono stati deludenti. Dall’inizio del meeting (primi di novembre) ad oggi, abbiamo ottenuto 13 successi con 13 cavalli diversi: Main Wise As, Napoleon Bar, Leben Rl, Mint Kronos, Nalda Nof, Mururoa As, Marlon Om, Martina Grif, Marielles, Orny Nof, Olimpionico, New Way e Nefertite del Rio, ultima a segno il 31 gennaio. Ieri le cose non sono andate bene: la squadra di 11 cavalli ha raccolto come miglior piazzamento il 5˚ di Nadia Cam (Andreghetti) nel Prix de Cahors (m 2700). Oggi altri sei italiani al via nel Prix de Fontainebleau (m 2700). RIFORME? Le categorie venerdì sono state convocate all’Unire per la presentazione dello schema di Decreto Legge di riordino del comparto. Il documento dovrebbe comprendere la rimodulazione dei prelievi e le altre riforme già annunciate negli incontri che hanno portato alla sospensione dello sciopero.

(al.f.) Sfuma la chance di qualificazione olimpica per Nicola e Tommaso Marconi. Impegnati nei 3 metri sincro nella giornata inaugurale della coppa del Mondo di Londra che assegna i pass per i Giochi, i due fratelli romani chiudono le eliminatorie al 15˚ posto con 335.88 punti, mancando così l’accesso alla finale per 13 punti (368.28, Manos e Paparounas, Gre, dodicesimi), e così la possibilità di conquistare un posto per la gara a cinque cerchi a Londra. La campionessa europea Noemi Batki, già in possesso del pass olimpico, chiude al 15˚ posto il turno eliminatorio della piattaforma 10 metri con 295.35 punti e accede alle semifinali odierne mentre Brenda Spaziani, 38ª con 212.25 punti, potrà sperare soltanto nei ripescaggi di domenica. Nel pomeriggio, Michele Benedetti e Tommaso Rinaldi gareggiano nelle eliminatorie dai 3 metri. Risultati. Finali. Uomini. 3 m sincro: 1. Qin Kai-Luo Yutong (Cin) 445.71; 2. Kuznetsov-Zakharov (Rus) 439.83; 3. Lomas-Huang Qiang (Mas) 432.09.

I fratelli Nicola e Tommaso Marconi

BALCANI INDOOR (si.g.) Record greco nell’asta di Kostas Filippidis (5.75) nei campionati dei Balcani indoor a Istanbul (Tur), impianto che ospiterà i prossimi Mondiali. Uomini. 3000: Ibrahimov (Aze) 7’42"39: P. Kemboi 7’42"49. Asta: Filippidis (Gre) 5.75. Lungo: Tsatoumas 8.04. Donne. 60: Eftimova (Bul) 7"28. 400: Stambolova (Bul) 52”36. Alto: Veneva (Bul) 1.93.

Boxe ITALIA E MONDO (r.g.) Sul ring di Montreal (Can) il superpiuma Nicola Cipolletta (8-1) è stato sconfitto di misura dall’idolo locale Tyler Asselstine (9-0) sugli otto round. A Siena il superwelter Orlando Fiordigiglio (11) ha superato Sandor Ramocsa (Ung. 11-18) in sei round. CAMMARELLE (i.m.) Il campione olimpico dei +91 Roberto Cammarelle rientrerà dall’infortunio all'occhio (stop di 10 giorni) al torneo Villaznia di Scutari (Alb) dall’8 all’11 marzo, dove combatterà insieme ad altri quattro azzurri qualificati per Londra: 52 Picardi, 56 Parrinello, 60 Valentino, 64 Mangiacapre. I cinque sono convocati per il raduno di preparazione dal 27 febbraio ad Assisi (Pg) insieme a Cosenza (60), Di Russo (75), Fiori, Rosciglione (81) e Turchi (91).

COLPO HAAS A Palisades, in California (Usa, 5 milioni di euro, prima moneta 900.000), Bill Haas, dopo i 277 colpi (72 68 68 69, -7), beffa con un birdie alla seconda buca di spareggio Mickelson (66 70 70 71) e Keegan Bradley (71 69 66 71), con i quali aveva chiuso alla pari le 72 buche del torneo. Sergio Garcia (Spa) recupera 45 posizioni con 64 (-7) ed è 4˚ con 279 (-5) con Walker, Dustin Johnson e Lyle (Aus). Per Haas, re della FedEx 2011 è il 4˚ titolo Pga Tour.

Hockey pista Ora è a rischio anche Molfetta Il c.t. Sandro Campagna <MC>LIVERANI

Olimpiadi LA PRIMA VOLTA

Anche Powell Italiani a Parigi Fratelli Marconi Storico Qatar a Roma con Bolt flusso continuo niente Giochi Donne ai Giochi Gli organizzatori del Compeed Golden Gala, la tappa italiana della Diamond League in programma il 31 maggio allo stadio Olimpico di Roma hanno ufficializzato ieri la presenza di Asafa Powell. Sarà quindi ancora una volta un 100 metri stellare quello sulla pista romana. E’ già sicura infatti la partecipazione di Usain Bolt e si aspetta il sì definitivo del francese Christophe Lemaitre. Lo scorso anno all’Olimpico Powell perse la grande occasione di battere il numero uno della velocità, 9"91 per Bolt e 9"93 per Powell, ma quest’anno l’ex primatista mondiale è partito fortissimo tanto da aver coperto una distanza non certo adatta per le sue lunghe leve come i 60 indoor in 6"50. E’ iniziata anche la prevendita dei biglietti presso la catena TicketOne, o direttamente sul sito: www-ticketone.it. I prezzi vanno dei 30 euro della tribuna Monte Mario zona arrivi, 15 per la Monte Mario zona arrivi sino a 5 euro distinti e curve.

ASIA INDOOR (si.g.) Mutaz Essa Barshim, ventenne talento del Qatar, nei campionati asiatici di Hangzhou (Cina) ha saltato 2.37 in alto, record continentale e mpm ’12. Uomini. 3000: Shume (Bhr) 7’43"88. Alto: Barshim (Qat) 2.37; Zhong Guowe 2.28. Triplo: Dong Bin e Cao Shuo 17.01 (r.n.). Donne. 3000: Eshete (Bhr) 8’49"27. Alto: Zheng Xingjuan 1.92. Asta: Li Ling 4.50 (r.n.).

Golf

Crescita Dopo gli Europei di

Eindhoven, chiusi al quarto posto, ecco un’ulteriore tappa di avvicinamento ai Giochi: «Voglio capire chi è migliorato sul piano fisico e tecnico — continua Campagna —. Chiedo sempre il massimo impe-

Atletica

(m.nan) Dopo il ritiro del Seregno dalla serie A-1, a rischio anche il Molfetta. Su richiesta dei pugliesi la partita Bassano-Molfetta in programma stasera è stata rinviata all’11 marzo. «Vista la grave difficoltà economica che il Molfetta sta attraversando, il Bassano si è reso disponibile ad accettare il posticipo – spiega il presidente del club pugliese Massimo de Palma – stiamo lavorando per salvare società e vivaio». RECUPERI (m.nan) Si giocano stasera due posticipi della 17ª giornata della serie A1: Lodi-Trissino, Valdagno-Viareggio. Recuperi della 16ª giornata: stasera Matera-Sarzana, giovedì Prato-Giovinazzo. Classifica: Forte dei Marmi e Cgc Viareggio 40, Lodi 39, Valdagno 36, Giovinazzo 32, Bassano e Breganze 28, Prato 17, Sarzana 15, Follonica 14, Molfetta e Trissino 12, Matera 8, Seregno 0 (ritirato dal campionato).

Ippica Albenga: 4-2-7-1-12 7ª corsa - m 1600: 1 Alfono (S. Urru); 2 Danao; 3 Amado; 4 Star’s Smile; 5 Dubai Caffe; Tot.: 4,71; 1,62, 1,98, 1,67 (23,44). Quinté: e 364,01. Coi rit. (n˚ 9,10,13,14) e 32,49. Quarté: e 73,04. Coi rit. e 12,68. Tris: e 36,27. Coi rit. e 8,91.

La nuotatrice Nada Arkaji REUTERS

Storico annuncio del comitato olimpico del Qatar: a Londra per la prima volta presenterà due atlete donne nelle gare dell’Olimpiade. Lo ha detto il segretario generale del comitato, lo sceicco Saoud bin Abdulrahman, precisando che a Londra 2012 parteciperanno la nuotatrice Nada Arkaji e la sprinter Noor al-Maliki, vincitrice di due medaglie d’oro nei Giochi Arabi e per questo eletta atleta dell’anno nel suo paese. L’annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa in cui si è parlato del dossier della candidatura di Doha a sede dei Giochi del 2020, in cui si è avanzata l’ipotesi che l’evento venga organizzato nel mese di ottobre per evitare il caldo. Secondo Abdulrahman, altre due atlete donne potrebbero, da qui a luglio, entrare nella rappresentativa olimpica del Qatar, paese che finora, assieme ad Arabia Saudita e Brunei, era stato l’unico a non aver mai schierato donne nelle competizioni olimpiche.

OGGI QUINTÉ A FIRENZE Alle Mulina (inizio convegno alle 15.15) scegliamo Forest di Poggio (3), Guantanamela (16), Linda Ob (4), Marina di Pisa (9), Morgana of Brown (17) e Nakano of Brown (10). SI CORRE ANCHE Trotto: Napoli (14.30) e Trieste (15.25). Galoppo: Roma (14.30).

Judo CIANO QUINTO Dopo Parigi, Antonio Ciano si conferma in grande condizione anche a Düsseldorf, nell’ultimo Grand Prix della stagione, anche se stavolta il podio sfugge. Due vittorie pesanti negli 81 kg contro Ovchinnikovs (Let) e, soprattutto, su G. Elmont (Ola), prima di essere fermato nuovamente dall’olimpionico Ole Bischof (Ger) che lo superò nella del Grand Slam a Parigi. E che ha vinto anche a Dusseldorf.

Nuoto VERSO I TRIALS (al.f.) A Civitavecchia (Rm, 50 m). Uomini: 200 sl Lestingi 1'50”92; 100 do Milli 55”71; 100 ra Cremonesi 1'02”27; 200 ra Bizzarri 2'15”62; 100 fa Codia 54”20; 400 mx Marin 4'22”07. Donne: 1500 sl Vitale 17'15”17; 50 do Gemo 29”75; 100 ra Scarcella 1'10”74; 100 fa Di Liddo 59”63, Di Pietro 1'00”89. A Treviso (25 m). Uomini: 100 fa Lucatello 54”58. Donne: 200 sl Zanutto 2'02”33; 100 do Fazzini 1'01”20. A Genova (25 m). Uomini: 100-200 fa Carlier 54”92-1'57”91. A Torino (25 m). Uomini: 200 do Gilardi 1'57”02. A Napoli (25 m). Uomini: 100 do Fierro 54”73.

Sci nautico AZZURRI A MEDAGLIA (m.l.) Ai campionati europei Eame di wakeboard disputati a Vanderbijlpark, in Sudafrica (nazione extraeuropea ma compresa nella Federazio-

OLIMPIADE DI LONDRA

Scelta la sede dell’Italia al Villaggio Sarà la Palazzina «N10» il quartier generale dell’Italia al Villaggio Olimpico di Londra. La notizia è stata ufficializzata ieri dopo il sopralluogo del Segretario generale del Coni e Capo missione ai Giochi, Raffaele Pagnozzi. La Palazzina «N10» è considerata dal Coni strategica per gli atleti, in quanto posizionata in una zona del Villaggio equidistante dall’area trasporti, dal ristorante e dal Parco Olimpico. Pagnozzi e lo staff azzurro hanno già visitato le camere dell’edificio.

ROMA 2020

Si scioglie il comitato promotore Oggi si scioglie ufficialmente il cda del comitato promotore della candidatura olimpica di Roma 2020. Lo ha anticipato ieri ai microfoni de «La politica nel pallone» del Gr Parlamento il presidente Mario Pescante: oggi infatti c’è la riunione del Comitato che ufficializzerà lo scioglimento dopo il no del Governo a sostenere la candidatura della capitale. Nell’intervista, Pescante ha detto di «accettare il verdetto, gli interessi del Paese sono in testa, ma non nascondo che ciò mi sta creando un certo imbarazzo al Cio»

ne Europa&Africa di sci nautico) la squadra azzurra guidata dal d.t. Piero Gregorio ha conquistato 6 medaglie: 4 ori e 2 bronzi. A livello individuale si sono imposti Giorgia Gregorio (14enne di Lezzeno) nella categoria Girls (già iridata a Milano 2011); Nicolò Caimi (15enne di Como) nella categoria Boys e Piero Pierani tra i Master.

Rugby Azzurri al lavoro ROMA (ro.pa.) Sotto la pioggia, è ripreso ieri il lavoro degli azzurri all’Acqua Acetosa, in vista di Irlanda-Italia di sabato a Dublino (14.30), terzo turno del Sei Nazioni. Tre allenamenti in campo, palestra, videoanalisi. «L’Irlanda non ha una difesa aggressiva — ha detto il responsabile degli avanti Carlo Orlandi — quindi bisognerà avere pazienza e fare un gioco con più fasi per andare a cercare uno spazio». Orlandi è pessimista sul recupero di Martin Castrogiovanni per Italia-Scozia del 17 marzo. «Sarebbe bello, ma non credo possa farcela».

Sport invernali MONDIALINI (g.v.) Nella sprint/tl, gara inaugurale dei Mondiali juniores di fondo ad Erzurum (Tur), bene le azzurrine con Greta Laurent (9ª) che, dopo aver fatto siglare il 2˚ tempo in qualifica e beffata in semifinale, ha preceduto Giulia Sturz e Debora Roncari; 16ª Francesca Baudin. Domino svedese con titolo a Stina Nilsson su Evelina Settlin e Christa Jaeger (Sui). Titolo uomini a Sergey Ustiugov (Rus) sui norvegesi Skar e Fossli; 18. Claudio Muller, caduto nei quarti. Oggi in scena gli U23 con dichiarate ambizioni di podio per Federico Pellegrino (in gara anche Bertolina, Rastelli e Clementi) e buone possibilità con Gaia Vuerich e Ilaria De Bertolis. SNOWBOARD A Stoneham (Can), il cross apre oggi alle 19 (dir. RaiSport 1 ore 19) una settimana di gare di Coppa del Mondo: per il tabellone (run a 6, si parte dagli ottavi), ieri si sono qualificati Perathoner (6˚), Schiavon (8˚), Cordi (19˚), Visintin (24˚) e Matteotti (25˚).

C U DI COMUNE D CIMITILE C PROVINCIA DI NAPOLI

Via E. De Nicola, 31 - 80030 Cimitile NA Tel. 0813114530 CIG:3910359254 - CUP.H39E12000010004 Oggetto: Affidamento in concessione del servizio di gestione della piscina comunale e impianto polivalente per anni nove. Durata: anni nove rinnovabili una sola volta. Importo a base di rialzo Euro 180.000,00. oltre IVA. Termine per la presentazione delle offerte: Ore 14,00 del 21/03/2012 - apertura buste ore 16,00 del 27/03/2012. Il bando di gara è pubblicato sul sito www.comune.cimitile.na.it Papa Il Responsabile del Servizio Arch. Michele Papa


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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_addio a un grande italiano

DI GIORGIO DELL’ARTI gda@gazzetta.it

È morto Dulbecco: perché è stato così importante? Lo scienziato, che domani avrebbe compiuto 98 anni, vinse il Nobel per la ricerca genetica sui tumori nel 1975; nel 1999 presentò Sanremo con Fazio Oggi commemoriamo Renato Dulbecco, il grandissimo scienziato morto a San Diego, in California: avrebbe compiuto 98 anni domani.

1 Nobel per la Medicina nel 1975.

Sì. Aveva già vinto il premio Lasker per la ricerca medica nel 1964. Le motivazioni erano simili: aveva capito che per decifrare e combattere il tumore bisognava lavorare sulle deformazioni del Dna e, più in generale, sulla struttura genetica. Cominciò perché la moglie di un suo amico, nel 1960, era morta di cancro al seno. «Avevo cominciato studiando i fagi, i meccanismi che riparano il Dna quando è danneggiato dalle radiazioni». Stava già in America, a Bloomington, nell’Indiana, dove l’aveva chiamato Salvatore Luria. C’erano anche la Montalcini e Giuseppe Levi. Il rapporto con Levi è fondamentale: «Lui incoraggiava molto a fare, ma era estremamente critico: quando uno aveva un risultato e glielo faceva vedere, bisognava convincerlo. Il più delle volte trovava i punti deboli, che è quello che ci vuole per fare uno scienziato: può essere una ragione per cui queste tre persone sono poi arrivate a certi traguardi (tutti e tre premi Nobel, ndr). Con Luria ho lavorato negli Stati Uniti per due anni. Con la Levi Montalcini dividevamo l’ufficio a Torino, e per combinazione siamo partiti per l’America sullo stesso vapore

A

IL PREMIER E IL CAV

S Monti a Piazza Affari Mario Monti ieri è stato a Piazza Affari e ha parlato agli investitori: «A volte i salotti buoni hanno tutelato l’economia italiana, altre ne hanno frenato la crescita, ma la Borsa è una ricchezza. Però il numero delle società quotate è ancora inferiore rispetto all’Europa: se fosse più alto, ciò aiuterebbe»

Renato Dulbecco con Mikhail Gorbaciov, due Nobel sul palco di Sanremo 1999. A destra lo scienziato al lavoro in laboratorio ANSA

polacco, che si chiamava Sovietsky».

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IL NUMERO

20

I Nobel italiani L’Italia ha vinto 20 Nobel: i primi premiati, nel 1906, sono stati Giosuè Carducci (Letteratura) e Camillo Golgi (Medicina), l’ultimo Mario Capecchi, vincitore nel 2007 per la Medicina. Abbiamo vinto anche il Nobel la Pace, la Chimica, l’Economia e la Fisica

Che cosa aveva fatto prima di andare in America?

Stava in America dal 1947. Prima aveva fatto la guerra in Russia e il partigiano sulle montagne di Cuneo («Entrai nel partito dei lavoratori cristiani portato da Giacomo Mottura, diventai membro del Cln, ma compresi subito che la politica non era il mio mestiere. A me interessava la ricerca sui geni»). Prima ancora, a 22 anni, si era laureato in Medicina (a Torino: si era iscritto ai corsi sedicenne). Nel momento in cui l’avevano chiamato negli Usa stava prendendo la laurea in Fisica. Era nato a Catanzaro, il 22 febbraio del 1914. Ma è morto americano, a La Jolla, San Diego. Un uomo profondamente deluso dal nostro Paese, che lo ha accarezzato per farsene bello, ma lo ha tenuto sostanzialmente alla larga. Gli ritirarono la cittadinanza proprio nei giorni in cui era andato a Stoccolma a ritirare il Nobel. Il Cnr aveva chiuso il Progetto Genoma, col quale si era illuso di una collaborazione proficua con la scienza italiana. Intendiamoci, ha fatto su e giù con Milano

per tutta la vita. Aveva anche fondato un Istituto per permettere agli scienziati italiani emigrati di lavorare al rilancio della scienza in patria. Si chiama Issnaf (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation).

3 Come andò la storia della ricerca sui geni?

Lo ha raccontato lui stesso. «Dopo il Nobel decisi di concentrarmi sui cancri di significato medico, ad esempio quello del seno. Era chiaro che molti geni dovevano cambiare attività col cancro, ma non si sapeva quali. A quell’epoca se ne conoscevano pochissimi, e ho pensato che bisognava studiarli sistematicamente e sequenziare il genoma. Lo proposi nella primavera del 1985, in una conferenza a Cold Spring Harbor, e mi ricordo lo scetticismo generale, pensavano fossi matto. Poi però qualcuno cominciò a dire che non era un’idea così pazzesca, e io scrissi l’articolo per Science. Non avevamo le tecnologie, ma se la gente ci si mette, le tecnologie arrivano».

4 Come si spiega che uno così vada al Festival di Sanremo?

Nel 1999, con Fabio Fazio, c’era anche Gorbaciov. Ma non è troppo strano: Dulbecco era un uomo semplice, e come tutti i grandissimi non aveva nessuna prosopopea. Il palcoscenico di Sanremo era molto utile per aiutare la ricerca, specialmente per combattere il fumo. Aveva già fatto una dichiarazione molto forte contro il tabacco dopo il Nobel. Era poi effettivamente un appassionato di musica.

5 Appassionato di canzonette?

Suonava bene il pianoforte. Ieri sul sito del Corriere ho visto una sua foto con uno spartito di Mozart. Ma in verità trovava Mozart, almeno quelle delle composizioni per piano, un po’ noioso, e preferiva Bach, «raffinato e poliedrico». Piangeva a tutte le opere, specie se di Puccini. Leggeva solo libri scientifici ed evitava il cinema perché le storie belle lo mettevano in ansia. Da giovane tifava per il Genoa. Adesso guardava in televisione soprattutto il tennis, specie quello femminile, specie quello giocato da atlete belle ed eleganti. Insomma, come avrà capito, se n’è andato un grand’uomo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

VERSO I NUOVI AIUTI

S Ecco il nuovo inno del Pdl Il Pdl sempre più lanciato verso le amministrative tanto da annunciare un nuovo inno, «Noi gente che spera e lotta». E a proposito delle elezioni, Berlusconi è chiaro: «Il simbolo del Pdl non sarà archiviato: il partito Pdl sarà presente in tutti i Comuni e le liste civiche saranno solo un supporto»

I ministri delle finanze di Grecia, Francia e Lussemburgo REUTERS

Borse ed euro positivi aspettando l’okay ai greci Sono andate avanti fino a tarda notte le trattative tra i Paesi dell’Eurogruppo sul nuovo piano di aiuti alla Grecia. Ad allungare la discussione, alcuni «problemi tecnici», come ha spiegato il ministro delle Finanze di Atene Evangelos Venizelos, che ha comunque precisato: «Il mio Paese ha adempiuto a tutte le condizioni richieste». E mentre il premier Papademos riapriva la trattativa con i creditori privati, la Borsa ha mostrato il suo ottimismo per l’accordo europeo già dalle prime ore della giornata di ieri. Milano ha chiuso in rialzo dell’1,07% a quota 16.724 punti, ai massimi dallo scorso 27 ottobre. Positive anche Parigi, Londra e Francoforte. Bene l’euro, ancora meglio i titoli di Stato dei Paesi sotto l’attacco della speculazione, a partire dall’Italia. Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco decennale è sceso a 351,8 punti contro i 365 di venerdì. E continua ad accorciarsi lo scarto con la Spagna: il differenziale tra i titoli di Roma e Madrid si è ridotto a 32 punti. L’euro ha chiuso a 1,3266 sul dollaro, decisamente sopra all’1,31 dell’ultima seduta della scorsa settimana, ed è più forte anche dello yen, con cui scambia a 105,47. Piano per la crescita E Per un definitivo rilancio dell’economia europea, i capi del governo di Italia, Gran Bretagna e Olanda (con l’appoggio di altri nove Paesi) hanno inviato una lattera al presidente dell’Ue Herman Van Rompuy e a quello della Commissione Josè Barroso. Un documento diviso in otto punti per promuovere lo sviluppo del mercato interno all’Europa, in particolare nei servizi, e che chiede di creare un mercato unico digitale entro il 2015 e uno dell’energia entro il 2014.


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ALTRI MONDI

RAI/1: «ANNOZERO» DENIGRÒ

Maxirisarcimento di 5 milioni alla Fiat Il tribunale di Torino ha condannato la Rai e Corrado Formigli a risarcire con 5 milioni di euro la Fiat per un servizio,

Crisi con l’India: i marò rischiano la pena capitale I due militari accusati di omicidio in stato di fermo per tre giorni. La Farnesina: «Non ci sono prove» VINCENZO DI SCHIAVI

Si aggrava la posizione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò della petroliera italiana Enrica Lexie accusati dell’omicidio di due pescatori scambiati per pirati mercoledì scorso al largo delle coste del Kerala, in India. Ai militari sono stati notificati tre giorni di fermo da K.O. Joy, il magistrato dello distretto di Kollam che li ha interrogati. Dopodomani compariranno di nuovo davanti a un altro giudice, che deciderà se dovranno essere portati in carcere: Latorre e Girone sono accusati di omicidio e, per il codice indiano, rischiano l’ergastolo o persino la pena di morte. Tensione Uno scenario di estrema tensione complica la situazione: il Kerala è una delle zone più progredite dell’India (90% di alfabetizzazione) dove cristia-

ni (19%), induisti e musulmani convivono pacificamente, ma è solcato da una rude contrapposizione politica tra il partito comunista e il National Congress, retto da Sonia Gandhi (chiusa in un imbarazzato silenzio), le cui origini italiane rischiano di essere strumentalizzate in vista delle imminenti elezioni (18 marzo). Non a caso ieri ci sono state manifestazioni anti-italiane davanti alla casa del giudice che ha interrogato i due militari. Inoltre le divergenze sulla dinamica dell’assalto sono totali. La Farnesina ribadisce che è avvenuto a 32 miglia dalla costa, in acque internazionali, come dimostrano i rilevamenti satellitari, e dice che «le prove non ci sono». L’orario non collima: c’è uno sfasamento di due ore e quindi monta il sospetto (non accettato dall’India) che il peschereccio sia stato colpito da un’altra imbarcazione. Inoltre il comandante della Enrica Lexia sarebbe stato convinto (nonostante il parere contrario della Marina Militare) a entrare nel porto di Kochi con l’inganno. Molto preoccupato Giorgio Napolitano: «Il caso diplomatico c’è, bisogna subito risolverlo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

NEL SUD DEL PAESE

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone fuori dalla struttura dove sono stati interrogati dalla polizia, a Kochi: poi sono stati trasferiti a Kollam EPA

IL CASO/1 IL POLICLINICO: «COSE CHE CAPITANO»

Scandalo a Roma Legata alla barella per quattro giorni La denuncia contro l’ospedale Umberto I Il ministro Balduzzi invia gli ispettori: «È ingiustificabile» L’hanno trovata su una barella nell’are di attesa del pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma, con le braccia legate con delle lenzuola al letto. I senatori Domenico Gramazio e Ignazio Marino ieri mattina, durante il blitz in tre diversi ospedali della capitale, faticavano a credere ai loro occhi. Eppure la paziente, 53 anni, ricoverata per un trauma cranico, è stata abbandonata così per quattro giorni, idratata con la sola soluzione fisiologica e apparentemente non alimentata. Immediato il loro allarme: «Presenterò denuncia alla procura della Repubblica — ha detto Marino (Pd) — queste cose non si possono tollerare. Ora bisogna spendere per la sanità che non è da considerare solo un costo, ma un investimento». E infatti nel pomeriggio è arrivata la notizia che la procura di Roma indagherà sul caso. Il direttore del Dea del Policlinico, Claudio Modini, ha ammesso che situazioni del genere «capitano spesso per la scarsità dei posti letto», ma il ministro della

trasmesso da «Annozero» (il programma di Rai 2 cancellato dal d.g. Lei) il 2 dicembre 2010, in cui era stata criticata la Alfa Mito, in un modo che il giudice ha definito «denigratorio». Fra i convenuti c’era Michele Santoro (nella foto Imagoeconomica), che per il giudice non ha responsabilità.

Il Policlinico Umberto I di Roma ANSA

Salute Renato Balduzzi, che ha subito inviato i suoi ispettori, ha parlato di una «indegnità non giustificabile in alcun modo». Dal Policlinico hanno poi spiegato che la donna era stata ricoverata venerdì in codice giallo dopo una caduta dovuta al peggioramento del morbo di Alzheimer da cui è affetta. «La paziente ha delle crisi convulsive» si legge in una nota diffusa dall’assessorato alla salute della Regione Lazio che fa sapere pure che i familiari hanno acconsentito «al contenimento degli arti superiori». Quanto all’alimentazione, la donna è stata idratata e sostenuta con «soluzione glucosata e fisiologica». Non solo, «la paziente risulta stabilizzata con un quadro generale notevolmente migliorato». Nella serata di ieri è stata comunque ricoverata nel reparto di neurologia.

4

IL NUMERO

702

I suicidi dal 2000 Secondo i dati dell’associazione «Ristretti Orizzonti», dal 2000 al 2012 nelle carceri italiane ci sono stati 702 suicidi di detenuti: l’anno scorso si è chiuso a quota 66, nei primi 50 giorni di questo siamo già arrivati a 10. Uno dei problemi più grossi degli istituti di pena italiani è il sovraffollamento: i detenuti sono oltre 68 mila, ma la capienza ufficiale non arriva alle 46 mila unità

GDS

IL CASO/2 L’ULTIMA VITTIMA UN 21ENNE

Allarme suicidi nelle carceri Già 10 in 2 mesi Ha preso la felpa che aveva in cella e in un lampo se l’è stretta al collo. E si è impiccato. Alessandro Gallelli aveva 21 anni ed era rinchiuso in attesa di giudizio nel carcere milanese di San Vittore da 4 mesi. Gli venivano contestati 14 capi di imputazione per reati che vanno dalla violenza sessuale su minori allo stalking. Stava male Alessandro, ripeteva urlando di essere innocente e raccontava di subire violenze dagli altri detenuti. Accusa impossibile, secondo l’Osservatorio permanente sulle morti in carcere, visto che il ragazzo si trovava «nel Centro osservazione neuropsichiatrico, dove la sorveglianza è stretta e quindi non avrebbe potuto subire vessazioni da parte di altri». Sabato notte, dopo una seduta di psicoterapia, ha deciso di farla finita. Il giorno prima del suicidio, il gup di Milano aveva deciso che venisse fatta una perizia psichiatrica nell’ambito del processo con rito abbreviato di Alessandro. La procura ha aperto un’inchiesta senza ipotesi di reato né indagati e sarà fatta l’autopsia.

RAI/2: PER LE COLLABORATRICI

Licenziabili se incinta Scoppia la polemica Bufera in Rai sulla presunta «clausola di maternità» che da rebbe la possibilità di licenziare consulenti e collaboratrici se

rimangono incinta. La denuncia arriva dal collettivo di precari romani «Errori di stampa». La Rai smentisce: «Ci siamo sempre attenuti al rispetto delle norme a tutela della maternità». Il d.g. Lei: «Farò valutare la clausola, ma in Rai non c’è mai stata alcuna discriminazione».

A notizie

BENZINA: NUOVO RECORD

Tascabili I controlli del Fisco di sabato

Il blitz di Courmayeur: 32% di scontrini in più S La verde sfonda quota 1,91 Nuovo record per la benzina: nel fine settimana l’Eni ha ritoccato i prezzi e ha spinto la verde verso una media di 1,801 euro al litro (+0,6 centesimi) e punte sul territorio che per via delle accise regionali - sfondano anche quota 1,9 euro. Ed è salito pure il diesel (in media attorno a 1,74), con picchi al Sud di oltre 1,77 euro. Secondo il Codacons, l’aumento si traduce in un rincaro di 19,50 euro per un pieno di benzina in un anno: il 25,8% in più

Un aumento medio del 32% degli incassi con picchi in alcuni negozi del 176%. I dati sul blitz di sabato della Guardia di Finanza a Courmayeur dimostrano un’impennata degli affari per i commer cianti della località valdostana nei 33 esercizi setacciati. In un solo locale, invece, è stato trovato un lavoratore in nero. Molto più significativa, nell’ultimo weekend, è stata la crescita dei guadagni nei locali notturni della Versilia: + 57% con punte fino al 174% rispetto al 2011. Si tratta comunque di crescite contenute se paragonate al +400% riscontrato nel blitz di Cortina a Capodanno.

Un commilitone è rimasto ferito

Afghanistan, blindato si ribalta in un fiume: morti 3 soldati italiani

Dall’alto, le tre vittime di ieri, Francesco Curro, Francesco Paolo Messineo e Luca Valente: erano del 66˚ reggimento di Forlì ANSA

Tre italiani sono morti ieri in Afghanistan in un incidente vicino a Shindand: hanno perso la vita il caporalmaggiore capo Francesco Currò, 33 anni, di Messina, il primo caporalmaggiore Francesco Paolo Messineo, 29, di Palermo, e il primo caporalmaggiore Luca Valente, 28 anni, di Gagliano del Capo (Lecce). Appartenevano al 66˚ reggimento di Forlì e stavano recuperando un’unità bloccata per il maltempo: il lince si è ribaltato mentre attraversava un fiume. I militari, arrivati a settembre, sarebbero dovuti rientrare a fine marzo. Un altro soldato, ferito, non è grave. Dall’inizio della missione diventano 49 gli italiani morti.

L’ex tesoriere della Margherita

Caso Lusi, ora si indaga su altri 20 milioni di euro È arrivata la conferma: la Procura di Roma sta monitorando altri 20 milioni entrati e usciti dalle casse della Margherita, nell’inchiesta aperta per appropriazione indebita nei confronti dell’ex tesoriere Luigi Lusi. È stato già accertato che dei 60 milioni movimentati tra il 2007 e il 2011, 20 avreb bero destinatari di non facile identificazione. Inoltre è esecutivo il sequestro dei beni del senatore, cacciato dal Pd: quote della TTT srl e della Paradiso Immobiliare, a cui sono riconducibili una casa da 1,9 milioni nel centro di Roma, in via Monserrato, e una villa a Genzano del valore di circa 3 milioni.

Dieci suicidi Quello di Gallelli è il decimo suicidio

di un detenuto del 2012. Numeri impressionanti. «Quanto è accaduto a San Vittore — afferma il senatore del Pd Francesco Ferrante — ripropone il dramma degli istituti di pena. Va affrontata con coscienza la strada percorribile e inevitabile del ricorso alle pene alternative e a forme di amnistia, È una strage silenziosa. Dal 2000 sono 702 i suicidi dei detenuti, oltre a quelli del personale: solo nelle ultime 48 ore due guardie carcerarie si sono tolte la vita». E il deputato Pdl Alfonso Papa (che è stato tre mesi in cella, a Poggioreale, per la vicenda P4): «Siamo di fronte a un bollettino di guerra. Uno Stato democratico e civile può permettersi tutto questo? In Italia non esiste la pena di morte, si muore di pena. L’amnistia rappresenta il primo passo per interrompere la flagranza di reato da parte dello Stato». e.e. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Accusato di aver ucciso la moglie

Parolisi resta in cella Il gip: «No ai domiciliari» Il gip di Teramo ha respinto la richiesta di arresti domiciliari presentata dai difensori di Salvatore Parolisi, accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea, uccisa il 18 aprile di un anno fa. Il giudice ha tenuto conto della gravità del reato e della posizione della figlia del soldato: «Rispettiamo le decisioni dei giudici e valuteremo che cosa fare quando leggeremo le valutazioni», ha detto l’avvoca to Valter Biscotti. Parolisi aspetterà in carcere a Teramo l’udienza del 12 marzo, quando si deciderà sulla richiesta di giudizio abbreviato condizionato a una nuova perizia medico legale sull’ora della morte.


MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

IL PRINCIPINO DI MONACO

Rissa in un night club Casiraghi jr nei guai Disavventura a New York per Pierre Casiraghi (nella foto Afp). Sabato scorso uno dei 4 figli di Carolina di Monaco è finito in

Il dolore di Faenza «Salvate i giovani dagli adulti cinici» Il regista lancia il nuovo film tutto girato in Usa «All’estero si cresce, da noi manca coraggio» DOPO SORRENTINO Un altro film «americano» di un regista italiano: «Alla ricer ca della felicità» di Gabrele Muccino e «This must be the Place» di Paolo Sorrentino sono i precedenti più recenti

FILIPPO CONTICELLO MILANO

È un messaggio politico: Faenza, lei lo lega all’oggi?

«È la politica nel senso più alto, lontana da certi spettacoli pietosi. Volevo solo creare un Holden del terzo millennio e invece col tempo tutto è diventato attuale. La parola è abusata, ma James è un vero indi-

Una scena di «Un giorno questo dolore ti sarà utile», al cinema venerdì AP

«

Il protagonista è un indignato nell’universo senza speranza che ci circonda

ROBERTO FAENZA REGISTA

gnato. Coglie il solco che c’è tra i giovani e lo stolto universo degli adulti».

conosce i ragazzi, il loro "dolore" di stare in questo orizzonte cinico e di non poter diventare adulti prima di 40 anni». I Taviani re di Berlino, lei e Sorrentino assieme a star americane negli Usa: allora sta bene il cinema italiano?

«È schizofrenico, al botteghino vincono commedie sgangherate e poi stenta la qualità. Queste esperienze all’estero fanno crescere, ma il problema è l’autocensura: certi autori si pongono freni per piacere al pubblico, dovrebbero sempre avere coraggio». Quanto ce n’è voluto di coraggio a far diventare fiction il delitto di via Poma?

Non vuole neanche iscriversi all’Università: il sottosegratario Martone darebbe dello sfigato anche a lui?

«Non mi spiego come l’abbiano mandata in onda vista la pressione ricevuta. Ma quelle che restano sono le opere dirompenti. E la poesia dei personaggi. Come James».

«Frase infelice, Martone non

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LA NOVITÀ GRATTA E VINCI

Win For Life, rendite da 10mila euro al mese Ha già regalato 325 vitalizi e premi per oltre 908 milioni di euro, e adesso «Win For Life», il gratta e vinci che assegna anche

5

TRATTO DAL ROMANZO

«La scomparsa di Patò», con Neri Marcorè e Nino Frassica, è il primo film tratto da un libro di Andrea Camilleri: esce venerdì ANSA

E con «Patò» la prima volta di Camilleri al cinema

8 I PRECEDENTI

Se James è un disadattato, gli altri cosa sono? Domanda legittima, che diventa scontata dopo aver conosciuto James Sweck, personaggio letterario tra i più riusciti degli ultimi anni. Il primo a farsela è lui stesso, 17enne newyorkese deliziosamente malinconico quando guarda la massa amorfa dei coetanei. E se la fa pure Roberto Faenza che come tanti ha amato Un giorno questo dolore ti sarà utile, romanzo di formazione di Peter Cameron (Adelphi, 2007) diventato bestseller generazionale prima in Italia e poi all’estero: per trasformare James nel protagonista del film omonimo (in uscita venerdì) ha girato felicemente a New York. E con eccellenze del posto, da Lucy Liu al premio Oscar Marcia Gay Harden, fino al baby Toby Regbo. È lui a dare il volto al protagonista: irrequieto e solitario, diventa adulto in un mondo che non gli piace neanche un po’.

ospedale dopo una scazzottata al Double Seven Bar. I media Usa sostengono che il ragazzo (fidanzato di Beatrice Borromeo) e gli amici abbiano importunato tre modelle in compagnia dell’ex proprietario del nightclub, che lo ha subito aggredito, ma alcuni smentiscono questa versione.

topfiveboxoffice LA CLASSIFICA

ALTRI MONDI

ROMA — Gli anni non contano. «La scomparsa di Patò» segna il debutto al cinema (da venerdì) di un libro di Andrea Camilleri, che di anni ne ha 86: «Bello che fino alla fine si sappia che ci può esse re sempre una prima volta», commenta il papà di Montal bano, alla presentazione del film di Rocco Mortelliti, genero dello scrittore, con Neri Marcorè, Nino Frassica, Maurizio Casagrande e Alessandra Mortelliti, figlia di Rocco e nipote di Camilleri. È ambientato nella Vigata 1890: Patò sparisce, e alla fine si saprà che è un farabut to che ha cercato di ingannare tutti. «Un finissimo furbetto che frega persino la mafia — svela Camilleri —. I Patò di oggi? Basta aprire il giornale per trovarli. La differenza è che oggi fanno l’imbroglio, ma non scompaiono. Stanno sempre lì». Marcorè incalza: «I Patò sono ovunque, guidano le navi, fanno i politici... è solo più difficile per loro sparire perché ci sono Internet e "Chi l’ha visto?"». Due gli elementi del libro cui Camilleri teneva fossero evidenti anche nel film: «Perché e per come un uomo intende scomparire: ognuno di noi prima o poi ha una voglia matta di prendere un treno e non tornare più. Il secondo è la supponenza, la stupidità del potere che vuole a tutti i costi che le cose siano viste con i suoi occhi».

Fausto Brizzi si conferma in testa al box office con la commedia sexy «Come è bello far l’amore», che in due weekend ha incassato 4,9 milioni. Ecco la top 5 dell’ultimo fine settimana: 1 Come è bello far l’amore Di F. Brizzi Incasso: 1.513.839 euro 2 In Time Di A. Niccol Incasso: 1.365.731 euro 3 Paradiso amaro Di A. Payne Incasso: 1.145.410 euro 4 Hugo Cabret Di M. Scorsese Incasso: 1.001.336 euro 5 War Horse Di S. Spielberg Incasso: 545.729 euro

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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le rendite a vita, si fa in tre: da oggi, in oltre 40 mila ricevitorie Sisal, si potrà giocare a «Viva l’Italia», «Grattacieli» e «Cassa forte», tre nuovi tagliandi con differenza di prezzo (da uno a 5 euro) e di vincita (da una rendita di 1.000 euro per 10 anni fino a 10.000 al mese per 20 anni).

LA SERIE TV CULT ASSANGE GUEST STAR

Simpson show: 500˚ episodio e grande festa Puntata-speciale in America Homer e famiglia costretti a lasciare la loro Springfield

Homer e Marge Simpson nella puntata numero 500

Cinquecento è un numero tondo e per celebrarlo ci voleva un colpo a effetto. Domenica sera negli Stati Uniti i Simpson hanno festeggiato l’atteso 500esimo episodio e, come previsto, si è preso la scena Julian Assange. Nella puntata-evento sul canale Fox, intitolata «At long last leave», il fondatore di Wikileaks conosce Homer e famiglia, esiliati dal consiglio cittadino di Springfield e costretti a spostarsi in una località chiamata «The OutLands». Assange non è certo il primo vip con un alter ego giallo in cartoon: in passato, tra gli altri, da quelle parti hanno sfilato Bill Clinton, George Bush senior e Steve Jobs. Che successo Si sa, il cartone creato nel 1989 da

Matt Groening (che nei giorni scorsi ha pure ricevuto la stella sulla celebre Walk of Fame di Hollywood) è amato come poche altre cose in giro per il mondo: il Time nel 1999 l’ha addirittura acclamato come «migliore serie del secolo». Ora è alla 23a stagione e andrà in onda per altri due anni: traguardo inatteso, viste le complicate trattative sul rinnovo contrattuale con la Fox negli scorsi mesi. E, tra l’altro, si era sfiorato il blocco anche per alcuni problemi con i doppiatori, che alla fine hanno accettato un taglio di stipendio del 30%. Adesso i produttori puntano a superare il record di 635 episodi della serie tv western Gunsmoke e, intanto, pare che pensino già a una storia per l’episodio numero 600. In ogni caso c’è chi ha festeggiato il 500 con un certo trasporto: due ragazzi californiani, Jeremiah Franco e Carin Shreve, hanno guardato per oltre tre giorni di fila una carrellata di puntate, vincendo la maratona organizzata da Fox. Hanno vinto 10.500 dollari rimanendo svegli davanti al televisore per 86 ore e 37 minuti. Tanto, ma davanti a una tv Homer saprebbe fare meglio.

Tiziana Bottazzo

cont. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA CURIOSITÀ I FILMATI DELLE SUE STORIE CLICCATI 222 MILIONI DI VOLTE. INCONTRO A MILANO COL DISEGNATORE INGLESE: «IL MIO COMPITO? DIVULGARE LO SPIRITO FELINO»

Simon’s Cat, il micio che fa impazzire il web Nato per caso su ilDisegno YouTube, il gatto a fumetti di Tofield ha già venduto un milione di libri STEFANIA ANGELINI MILANO

I fan fanno a gara per riconoscere le peripezie del proprio gatto in Simon’s Cat, il micio diventato superstar sul web grazie alla matita del disegnatore inglese Simon Tofield. Ma lui, ex pubblicitario con la passione per l’Antica Roma, non si sareb-

Il disegno realizzato per i lettori della «Gazzetta» da Simon Tofield

be mai sognato tanto successo. Tofield a Milano per l’inaugurazione della mostra Gattoni animati (allo Spazio Wow fino al 4 marzo) racconta: «Ora posso dire che il mio micio, uno dei quattro che ho a casa, è il gatto più famoso al mondo: è iniziato tutto per caso, un giorno ho fatto un filmato per esercitarmi con un programma di animazione e nel giro di pochissimo è finito su YouTube, cliccatissimo». Il primo siparietto, in bianco e nero, senza parole, fatto di soli «mao» di diverse intonazioni come in tutti i cortometraggi di Simon’s Cat, è del 2007. Da allora ne sono nati tantissimi altri: Simon’s Cat adesso conta 222 milioni di visualizzazioni

S Simon’s Cat e la piccola peste È il terzo libro del disegnatore inglese Simon Tofield, ed è pubblicato in Italia da Tea

su YouTube, dove il gatto pestifero ha un canale dedicato; i fan su Facebook sono 584 mila, su Twitter 52 mila i followers mentre il sito ufficiale (www.simonscat.it) raccoglie 30 mila users. E ora Tofield ha persino una striscia fissa sul Daily Mail. Per non parlare dei libri: ne sono usciti tre che hanno venduto oltre un milione di copie in 28 Paesi (ad aprile, arriva il quarto, Voglio la pappa, edito in Italia da Tea). Un successo che ha permesso a Simon, direttore in uno studio di animazione londinese, di mettersi in proprio: «Che fatica però: per fare un filmato per YouTube posso impiegarci un mese, per poi non guadagnarci nulla... Perché piace tanto? Perché tutti i gatti hanno le stesse caratteristiche e tutti i padroni le riconoscono: io divulgo lo spirito felino». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

ALTRI MONDI Oroscopo LE PAGELLE

DI ANTONIO CAPITANI 24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

Bilancia 8

Ariete 7,5

Toro 5,5

Gemelli 7,5

Cancro 7

Leone 6+

IL MIGLIORE. Nel lavoro realizzate molto, con talento, faccia di glutei maxi e pionierismo. La Luna vi rende pure fornicatori finissimi, charmant, ispirati.

C’è in atto un flash mob stellare festoso. Nel lavoro, settore in grandissimo spolvero. E pure in amore. Sudombelico frizzante e amichevole.

Potreste essere caricati di obblighi che manco un mulo andino riuscirebbe a portare sul groppone. Tutelatevi. Sfigopendulismo amoroso.

Luoghi e individui lontani vi procurano vantaggi, non solo lavorativi: ricercatissimi anche fornicatoriamente parlando. Fiuto vincente.

Luna amica delle vostre strategie segrete, anche finanziarie. Voi siete persuasivi e stimati, benché stanchi, ma create capolavori suini!

I rapporti con gli altri sono tesi. E voi, invece di mediare, addentate come orsi malesi. Evitate. Il lavoro trionfa, il sudombelico di più.

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Scorpione 5,5

Sagittario 7,5

Capricorno 7

Acquario 7+

Pesci 6-

Il vostro umore, forse sfigopendulo, vi fa rendere al di sotto delle vostre possibilità. Reagite, please. L’amor è una pallissima, il sex meno.

Viaggi e incontri “sanno” di fortuna, insieme al lavoro, lanciatissimo. Giungono sollievi sentimentali, più che sudombelicali, ma va bene.

Con metodo e un pizzico di coraggio potete vincere in questioni di soldi e di lavoro. Sguardi suini inequivocabili vi giungono e vi turbano.

Luna nel vostro segno, ottima per chiudere ciò che è vecchio e magari aprire scenari nuovi. Il vostro impegno, pure suino, è premiatissimo!

Giornata pesante: dovete fare tutto da soli, più di sempre. Non mettete però in formaldeide, capi, colleghi e familiari, meglio pazientare.

Vergine 7ZLATAN IBRAHIMOVIC

Nel lavoro ottenete risultati superbi. E, se siete a spasso, cose grosse stanno per muoversi. Ci sono opacità suine, però. Non durature.

L’attaccante del Milan e della Svezia è nato a Malmoe il 3 ottobre 1981 (Bilancia)

Gazzetta.it

TeleVisioni in chiaro RAITRE

CANALE 5

AGORÀ DIECI MINUTI DI... LA STORIA SIAMO NOI APPRESCINDERE TG3 - RAI SPORT LE STORIE LA STRADA PER... TG REGIONE - TG3 COSE DELL'ALTRO GEO GEO & GEO TG3 - TGR - BLOB STANIO E OLLIO UN POSTO AL SOLE BALLARÒ Attualità 23.15 RAI SPORT 90° MINUTO CHAMPIONS 0.00 TG3 LINEA NOTTE 0.10 TG REGIONE 1.00 METEO 3

8.00 8.40

ITALIA 1

RETE 4

LA 7

CARTONI ANIMATI SETTIMO CIELO EVERWOOD STUDIO APERTO CARTONI ANIMATI CAMERA CAFÈ TELEFILM TRASFORMAT STUDIO APERTO TUTTO IN FAMIGLIA 19.50 I SIMPSON 20.20 C.S.I. 21.10 TROY Film 0.20 KULL IL CONQUISTATORE 2.30 STUDIO APERTO LA GIORNATA 3.35 PRISON BREAK

8.20 9.40 10.50 11.30 12.00 13.50 15.10 16.15 16.40 18.55 19.35 20.30

HUNTER R.I.S. BENESSERE TG4 - TELEGIORNALE TELEFILM FORUM FLIKKEN COPPIA IN... SENTIERI L' INDIANA BIANCA TG4 - TELEGIORNALE TEMPESTA D'AMORE WALKER TEXAS RANGER 21.10 MIAMI SUPERCOPS Film 23.25 I BELLISSIMI DI R4 23.30 BASTA GUARDARE IL CIELO 1.30 TG4 NIGHT NEWS 1.53 VINTAGE PARADE

7.30 9.45 11.00 12.30 13.30 14.05

RAIUNO

RAIDUE

TG 1 CHE TEMPO FA OCCHIO ALLA SPESA LA PROVA DEL CUOCO TG 1 - TG1 ECONOMIA VERDETTO FINALE LA VITA IN DIRETTA TG PARLAMENTO TG 1 CHE TEMPO FA L' EREDITÀ - TG 1 QUI RADIO LONDRA AFFARI TUOI A FARI SPENTI NELLA NOTTE Fiction 23.15 PORTA A PORTA 0.50 TG 1 1.20 CHE TEMPO FA 1.25 QUI RADIO LONDRA 1.30 SOTTOVOCE

8.10 10.00 11.00 14.00 16.10 16.55 17.50 18.15 18.45 19.35 20.25

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07.55 TI ODIO, TI LASCIO, TI.. Film PREMIUM CINEMA 8.40 L' ULTIMO MATRIMONIO Corto MYA 9.50 ADELE E L'ENIGMA DEL FARAONE Film PREMIUM CINEMA 12.10 IL REGNO DI GA' HOOLE - LA LEGGENDA DEI GUARDIANI Film PREMIUM CINEMA 13.20 NON SOPPORTO PIÙ... I MIEI FIGLI Tvm MYA

CARTIONI ANIMATI TG2 I FATTI VOSTRI - TG 2 ITALIA SUL DUE GHOST WHISPERER HAWAII FIVE RAI TG SPORT TG 2 NUMB3RS HYDRA L'ISOLA DEI FAMOSI ESTRAZIONI DEL LOTTO TG2 CRIMINAL MINDS TeleFilm THE GOOD WIFE TG 2 ALMOST TRUE PAST LIFE TG PARLAMENTO

CALCIO 17.30 MODENA ALBINOLEFFE Serie B Sky Calcio 4

18.00 CSKA MOSCA REAL MADRID Champions League Sky Sport 3, Sky Calcio 2 e MP Calcio

18.30 BOLOGNA FIORENTINA

8.00 9.50 10.00 11.00 12.00 12.45 13.10 14.00 15.55 17.40 19.00 20.15 20.35 21.05

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OHIO STATE - ILLINOIS

TENNIS

NCAA ESPN America

18.30 ATP MARSIGLIA

PHILADELPHIA 76ERSMEMPHIS GRIZZLIES

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16.00 KHIMKIARIS SALONICCO

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MISSISSIPI STATE KENTUCKY

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A CURA DI

Pioggia

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Champions League. Highlights

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Il titolo andrà ai bianconeri di Conte o ai rossoneri di Allegri? Ecco il tema del sondaggio, a quattro giorni dallo scontro diretto

IL FORUM Esterofilia: il calcio internazionale con Paolo Condò

Alla vigilia della due giorni di Champions, con il Real di Mourinho (nella foto) in campo, si discute dei temi di attualità più caldi

GOLF: NORTHERN TRUST OPEN 12.00 CALCIO: REAL MADRID RACING SANTANDER

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In «Questione di stile» Stefano Arcobelli ci racconta le storie dei nuotatori che si allenano al centro Castagnetti

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Sei Nazioni

Sull'Italia insulare, meridionale e centrale alternanza di piovaschi, rovesci, nevicate in montagna e schiarite durante il giorno. Variabile anche in Emilia-Romagna e Liguria, sul resto del Nord sole ma con qualche nebbia in pianura. Trieste

Trento

Juventus o Milan: chi è la favorita per lo scudetto?

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Domani

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Al Nord e al Centro cielo sereno o poco nuvoloso, eccetto un po' di variabilità su Marche e Umbria. Al Sud, in Sardegna e in Sicilia invece piogge frequenti, nevicate in alta montagna e nuvole persistenti per gran parte del giorno.

In Sicilia e sul meridione ancora alternanza di piogge, nevicate in montagna e schiarite durante il giorno. Al Centro e al Nord poco nuvoloso, salvo delle foschie o nebbie in qualche zona pianeggiante e valliva e variabilità sulle Alpi.

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Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

22 feb.

29 feb.

8 mar.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012

TERZO TEMPO GazzaFocus

LETTERE

Convocabile grazie alle origini della famiglia. Undici giorni fa l’esordio

Kaufmann ebreo d’America che ha scelto la Germania Solo il nonno sopravvisse ad Auschwitz, cresciuto negli Usa ora è nazionale tedesco di hockey: «Le nuove generazioni non hanno colpa» MASSIMO LOPES PEGNA NEW YORK

La scorciatoia È il primo Kauf-

mann a mettere piede qui, dopo che il Nazismo gli ha sterminato una buona parte della famiglia. Ma l’uccisione dei suoi cari diventa la bizzarra scorciatoia per ottenere la cittadinanza tedesca. Il 10 febbraio scorso, in Bielorussia, arriva l’esordio in Nazionale e quel brivido lungo la schiena. Kaufmann spiega al New York Times. «Non si deve dimenticare quanto è accaduto, ma tutti meritano una seconda opportunità: se si continuerà a colpevolizzare anche questa generazione non si andrà mai avanti». Il perdono è una faccenda personale e Kaufmann diventa un esempio autorevole. Anche perché è uno dei pochissimi ebrei a rappresentare la Germania nello sport dall’avvento di Hitler: il primo nell’hockey dagli anni ’30, con l’opportunità di andare alla prossima Olimpiade.

Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2012

Bambino Filippo, guai ad abituarsi troppo bene Gentilissimo signor Cerruti, le invio questa lettera aperta. Caro Bambino Filippo, da quando sei nato la tua squadra ha vinto 5 scudetti, 1 Champions, 1 Mondiale per club, 4 Coppe Italia e 4 Supercoppe Italiane. Caro Filippo, hai più trofei che anni. Caro Filippo, ma mamma e papà non ti hanno detto che esistono anche altri bimbi che tifano Fiorentina, per esempio? Caro Filippo, se uno si abitua bene da piccolo poi è difficile... P.S. Ovviamente è per scherzare, anzi ben vengano queste cose. Marco Caltani Amelia (TR)

Considerazione di un interista "depresso": al Milan avrebbero spopolato anche Pancev e Quaresma. Perché secondo lei? Rino Galazzo Milano

Evan Kaufmann cerca di battere il portiere Andrei Mezin in Bielorussia-Germania del 10 febbraio scorso AP

RARI I PRECEDENTI

Poewe, ranista di bronzo nata in Sudafrica È difficile dire quanti sportivi ebrei abbiano rappresentato la Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale. La nuotatrice Sarah Poewe (nella foto AP), ranista nata e cresciuta in Sudafrica, dal 2002 fu nazionale tedesca e ad Atene 2004 con la 4x100 mista si prese il bronzo. Su Herbert Klein, altro ranista bronzo ad Helsinki 1952 nei 200, c’è invece un dibattito sulle sue origini ebree, e gli stessi dubbi ci sono per molti atleti di oggi. «Per fortuna non chiediamo più agli atleti se siano ebrei o no» spiega Ella Rujder, segretario di Maccabi Germania. A ogni modo sono ebree anche due atlete della nazionale tedesca che a gennaio si è laureata campione d’Europa indoor di hockey prato.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

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L’interista depresso

La bandiera Addirittura sceglie di cucirsi sulla maglia della sua squadra di club la bandierina tedesca, mentre gli altri compagni stranieri optano per quella

DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it

TempiSupplementari

Travolto da messaggi pieni di critiche e insulti a tutta l'Inter, dal presidente all'ultima riserva, preferisco estrarre dal sacco nerazzurro questa lettera dedicata all'ormai famoso bambino Filippo. Un modo originale per ricordare a lui e a tutti, specialmente i grandi, che non si può sempre vincere. Anzi, proprio le sconfitte aiutano a gustare ancora di più i successi, come sanno bene tutti gli interisti. E quindi consiglio ai tifosi nerazzurri di ogni età, piccoli e grandi, di stare vicino alla squadra, perché i veri tifosi si vedono nei momenti di difficoltà. Tanto meglio se con un pizzico di ironia, aspettando tempi migliori che sicuramente arriveranno.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

Un inevitabile brivido lungo la schiena per tutta l’esecuzione dell’inno tedesco: le parole sono cambiate, la musica è la stessa usata anche durante il Nazismo. In piedi sul ghiaccio, il debuttante Evan Kaufmann ascolta emozionato: «È stato surreale. Dal punto di vista sportivo ho provato una gioia enorme. Altrimenti, la mia è una storia pazzesca: sono qui solo perché mio nonno è riuscito a sopravvivere all’Olocausto». È il cerchio che si chiude e apre un infinito dibattito, anche a distanza di oltre settant’anni. Evan Kaufmann è un ebreo del Minnesota con la passione per l’hockey. I suoi bisnonni, nati in Germania, sono stati assassinati nei campi di concentramento. Suo nonno Kurt ce l’ha fatta a sopravvivere agli stenti di Auschwitz ed emigrare negli Usa dopo la guerra. Bocciato dalla Nhl, Evan quattro anni fa accetta l’ingaggio dei Deg Metro Stars, serie A, a Dusseldorf.

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PRESIDENTE Piergaetano Marchetti VICE PRESIDENTE Renato Pagliaro AMMINISTRATORE DELEGATO E DIRETTORE GENERALE Antonello Perricone CONSIGLIERI Raffaele Agrusti, Roland Berger, Roberto Bertazzoni, Gianfranco Carbonato, Diego Della Valle, John Elkann, Giorgio Fantoni, Franzo Grande Stevens, Jonella Ligresti, Giuseppe Lucchini, Vittorio Malacalza, Paolo Merloni, Andrea Moltrasio, Carlo Pesenti, Virginio Rognoni, Alberto Rosati, Giuseppe Rotelli, Enrico Salza DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Giulio Lattanzi

delle loro nazioni di origine: «Mi sento ancora americano, ma professionalmente sono affezionato a questo Paese. E ne sono fiero». La discussione è aperta. Non tutti appoggiano la sua decisione, ma molti stanno dalla sua parte. Anche la quasi centenaria Margaret Bergmann Lambert, campionessa di salto in alto con il record tedesco, esclusa dall’Olimpiade del ’36 in quanto ebrea, gli concede la benedizione: «Penso che se un ebreo americano decide di rappresentare la Germania debba essere rispettato: è un bel passo avanti».

«Il nonno voleva tornare a casa, era pronto a perdonare. Ciò mi dà conforto»

EVAN KAUFMANN 27 ANNI, ATTACCANTE

Nuova patria La Germania non è più terra maledetta. La comunità ebraica, ridotta a ventimila persone (da mezzo milione prima della guerra), è risalita a oltre centomila dopo che molti ebrei russi l’hanno eletta a nuova patria. Oggi, negare l’esistenza dell’Olocausto è diventato un reato anche qui. Molti tedeschi, però, fanno ancora fatica ad affrontare l’argomento. Dice il portavoce dei Metro Stars, Frieder Feldmann: «E’ difficile per me parlare con Evan di queste cose, sapendo che la mia gente ha contribuito ad ammazzare la sua». Dieter Graumann, presidente del Consiglio Centrale degli ebrei tedeschi, considera la presenza di Kaufmann in Nazionale un fatto positivo: «Di-

mostra che siamo cittadini come tutti gli altri e vogliamo partecipare alla vita sociale della Nazione». Ma Menachem Rosensalt, esponente di un’associazione di sopravvissuti americani, esprime rammarico: «È una decisione che rispetto, ma mi rimane il dubbio che scegliere volontariamente la Germania non sia quella più giusta». L’infinito dibattito va avanti e Kaufmann non si sottrae: «È la domanda che ho sempre in testa: che cosa ne penserebbe mio nonno morto ormai più di vent’anni fa? Ho ritrovato alcune sue lettere e so che sarebbe voluto tornare a visitare la sua terra. Il fatto che fosse pronto a perdonare mi dà grande conforto».

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Già che c'è, poteva aggiungere anche Vampeta e Rambert, per allargare al Sudamerica la "rosa" degli incompiuti nerazzurri. Ma non si butti giù. Anche al Milan sono arrivati e subito ripartiti giocatori già dimenticati e in qualche caso strapagati, come lo spagnolo Josè Mari, valutato all'epoca 40 miliardi di lire! Visto che lei si riferisce a Muntari, la spiegazione del suo felice inserimento è semplice: è passato da una squadra che gli aveva persino tolto il numero 11 dalla maglia per darla ad Alvarez, a un’altra che lo ha fatto subito sentire importante. Senza scordare che Muntari è un nazionale ghanese, che quando era all'Udinese era inseguito da molti e infine che fu Mourinho a volerlo all'Inter, quando svanì l'acquisto di Lampard.

L’Udinese e i tifosi Il presidente Pozzo fa benissimo ad arrabbiarsi con i propri tifosi. Capisco il momento di crisi, ma a Udine il tifo è sempre stato freddissimo. Invece, una squadra del genere, in lotta per il terzo posto che vale la qualificazione in Champions, merita lo stadio pieno. Poi si lamentano per-

ché i giocatori se ne vogliono andare. Come si spiega un comportamento del genere da una tifoseria così? Luca Ronchi Bergamo

Ha perfettamente ragione. Pozzo ha il diritto e il dovere di arrabbiarsi, anche perché l'Udinese tra l'altro è la squadra che ha ottenuto più punti di tutti in casa (32) e per il gioco che esprime meriterebbe sempre lo stadio pieno. Domenica sera l'ex bianconero Selvaggi raccontava a radio Rai che ai suoi tempi, quando giocava con Zico, c'erano sempre 40.000 tifosi, anche se quella squadra non sfiorò mai i primi posti come l'Udinese di Guidolin.

Messi o Maradona? Salve signor Cerruti, ho letto la lettera del lettore varesino che parlava del paragone Ibrahimovic-Van Basten. Secondo me è strettamente proporzionale a quello tra Maradona e Messi. Sono convinto che se la "pulce" non riuscirà a vincere almeno un Mondiale non sarà mai meglio del Pibe de oro. E’ d’accordo? Ennio Capotosto Latina

I paragoni vanno fatti a fine carriera e soltanto quando Messi smetterà sapremo se è stato più grande di Maradona. Per adesso non lo è ancora, malgrado tutto quello che ha vinto con il Barcellona, perché Maradona vinse un mondiale praticamente da solo, nel 1986 in Messico, mentre Messi nel 2010 è naufragato con l'Argentina.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012


INTERVISTA ALL’ALLENATORE DEL MARSIGLIA ALLA VIGILIA DELL’ANDATA DEGLI OTTAVI DI CHAMPIONS

SETTIMANALE DI CALCIO INTERNAZIONALE MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012 - N. 49

FRANCIA

SIRIGU «LA MIA PARIGI FELICE» «HO PALERMO NEL CUORE. NON ME NE SAREI ANDATO, SONO STATI LORO A SPINGERMI VIA» Intervista di ALESSANDRO GRANDESSO a pagina 11

STATI UNITI

KLINSMANN «I MIEI USA FORMATO TEDESCO» «AMO L’ITALIA, MA QUELLA SEMIFINALE MONDIALE NON HO PIÙ VOLUTO RIVEDERLA» Intervista di MASSIMO LOPES PEGNA alle pagine 12 e 13

Rapino

l’Inter a volto scoperto LUCA CURINO alle pagine 2 e 3

ALL’INTERNO Continua la collezione dei LIBRI DI ET, le monografie sui campioni di oggi e ieri. È in edicola il n. 35, con Ryan GIGGS e il suo dribbling&cross mostrato mille volte in maglia United

EUROPA Inghilterra

EUROPA Germania

MONDO Coppa Libertadores

DR. REDKNAPP E MISTER HARRY

ALL’HERTHA! C’È REHHAGEL

FLOP VERDEORO

STEFANO BOLDRINI A PAG.

PIEFRANCESCO ARCHETTI A PAG.

ADRIANO SEU A PAG.

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Scozia

Olanda

Argentina

PROTESTATI I PROTESTANTI

TUTTI PAZZI PER L’HEERENVEEN

FALCIONI LITIGA CON RIQUELME

LUCA BIANCHIN A PAG.

ALEC CORDOLCINI A PAG.

MARTIN MAZUR A PAG.

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Spagna

Romania

Brasile

MESSI SUPPLICA «PEP, FIRMA»

IL PLATINI DEI CARPAZI

IL CALCIO SFILA AL CARNEVALE

FILIPPO MARIA RICCI A PAG.

PETIA PETROVA A PAG.

MAURICIO CANNONE A PAG.

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GUARDATE SU GAZZETTA.IT TUTTI I GOL DEI CAMPIONATI ESTERI

E venerdì arriva il n. 36, dedicato a ANDREA PIRLO, campione del mondo, maestro di punizioni, lanci e cambi di gioco. Il libro è in edicola sempre a 2,99 euro oltre al quotidiano


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PRIMO PIANO

Decatrends DI ALESSANDRO DE CALÒ 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

I DESTINI INCROCIATI DI DIDIER E RANIERI Dall’impresa sul Chelsea alla staffetta Juve. Ci aspettavamo di più da Deschamps RR Quando aveva

trentacinque anni — tre meno di quanti ne abbia adesso Zanetti — Didier Deschamps stava già seduto su una panchina a giocarsi la finale di Champions. Parliamo del 2004 e di un’edizione un po’ strana del torneo, ricco di sorprese come succede qualche volta nella stagione che porta agli Europei. Si giocava a Gelesenkirchen, nello stadio che l’altro giorno ha festeggiato il gol numero 400 nella vita di Raul, e il dirimpettaio di Dedé era un quarantenne con i capelli brizzolati, sconosciuto al grande calcio — non essendo stato un campione come Deschamps — ma dotato di lingua sciolta e destinato a diventare molto più famoso: José Mourinho. Parliamo di otto anni fa e di due tecnici che sembrava dovessero sbaragliare la concorrenza e divorarsi il futuro. Uno c’è riuscito, Mou. Dall’altro, ci aspettavamo qualcosa di più. Con il suo Monaco, popolato da pochi talenti e da qualche scarto delle big, Deschamps era riuscito a travolgere il Depor (8-3) e a eliminare il Real dei Galacticos. Poi si era trovato faccia a faccia con Claudio Ranieri, che stava al volante del Chelsea di Abramovich. E’ uno strano destino, quello che incrocia Deschamps col tecnico romano. Il francese lascia Stamford Bridge quando in panca arriva Ranieri e dirotta su Valencia dove è destinato a finire l’allenatore, chiusa la parentesi con i Blues. Per non dire della staffetta alla Juve. Comunque: quella volta, nella semifinale 2004, Dedé fa fuori Ranieri: 3-1 e 2-2. Il magnate russo si adegua al verdetto. La finale diventa uno spareggio che assegna la panchina del Chelsea a Mou. Sconfitto da questo bivio, Deschamps non ha sfruttato fino in fondo la chance che gli ha offerto la Juve nel dopo calciopoli. Ma, riconoscendo gli errori di presunzione, si è riportato avanti. A Marsiglia ha fatto bene, e prima o poi gli toccherà la panchina della Francia. Nel frattempo, potrebbe ancora fare tappa in un top club. Per questo, la nuova sfida con Ranieri è un’occasione da non perdere: molto più importante di quanto sembra.

DESCHAMPS

EXTRATIME - 21 FEBBRAIO 2012

Inter non ci casco Domani andata degli ottavi di Champions. DD si mette in difesa: «È quasi la stessa squadra campione d’Europa 2010. E al sorteggio erano contenti di aver pescato l’Om...» DAL NOSTRO INVIATO A MARSIGLIA

LUCA CURINO 5RIPRODUZIONE RISERVATA

anno scorso, ogni volta che in Champions il Marsiglia andava in trasferta, la casa di qualche giocatore veniva svaligiata. E’ successo a Gignac, a Mbia, agli Ayew, all’ex presidente Dassier e da ultimo a Lucho Gonzalez, tornato al Porto anche per paura di queste rapine. Ora la banda è stata smantellata. Punto e a capo.

L’

5 Titoli vinti da Deschamps in 2 anni dopo 17 che l'Olympique Marsiglia non vinceva nulla (se si esclude l'Intertoto nel 2005)

I bravi figli di Madama Madama partorisce bravi allenatori. Sono anche bravi figlioli, che quando la madre s’ammala si prendono cura di lei. E’ quanto sta facendo Conte, che ha riportato la Juve al vertice dopo una serie di stagioni fallimentari. Quasi come Deschamps 6 anni fa, che dovette ridestarla dal coma indotto della retrocessione. E se mater sempre certa, in questo caso si può affermare etiam pater, per-

ché non c’è dubbio che sia stato Lippi a piantare il seme. Ora che sono cresciuti, i figli della Signora si mettono di traverso alla sua grande rivale, l’Inter, Conte in Italia e domani Deschamps in Europa. Incroci anche bizzarri, come questo con Ranieri a cui nel 2007 Didì consegnò la Juve in A. E che ora è appeso a un filo proprio come lo era lui a ottobre, ultimo in classifica prima della rimonta che ha portato l’OM a 2 punti dalla zona Champions. Un filo che proprio il basco di Bayonne ora può tagliare.

LA TATTICA

È UN MARSIGLIA ITALIAN STYLE Si vede che Deschamps ha imparato in Serie A. L’Om difende basso, soprattutto in trasferta, e ha un buttafuori davanti alla difesa: Diarra, in dubbio domani. Però sa ripartire con verticalizzazioni e cross, grazie a creativi come Cheyrou, Valbuena e gli Ayew

PARIGI

ALESSANDRO GRANDESSO 5RIPRODUZIONE RISERVATA

eglio non fidarsi del passaporto tricolore di Ligue 1. Quello del Marsiglia è un dna infuso da uno che il calcio nostrano lo conosce a menadito avendolo vissuto, dagli apici europei ai bassifondi della serie cadetta, da calciatore e da allenatore. Didier Deschamps ha costruito così una squadra tatticamente rigorosa, con istinti italiani, tra passato e modernismi.

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Non perde da 15 partite Lo si intuisce dalle differenti attitudini tra partite giocate in casa e fuori. Al Velodrome, la diga di recupero palla si erge mediamente a 39,4 metri dalla porta di Mandanda (dati Opta). Un dato che svela un atteggiamento guardingo, destina-

to a diventare ancora più diffidente in trasferta, quando la squadra arretra di altri quattro metri. Di conseguenza anche il fuorigioco scatta quasi ai limiti dell’area: a 22 metri dalla linea di fondo in casa, solo a 18,7 fuori. Insomma, è la base del classico catenaccio, a cui però Deschamps plasma una mentalità ribelle che ha permesso di seppellire la crisi di avvio di stagione con una striscia positiva di quindici risultati utili consecutivi dal 27 novembre, data dell’umiliante 3-0 rifilato al Paris Saint Germain ante-ancelottiano. Coppe incluse, sono dodici vittorie, compresa quella ai supplementari contro il Le Havre in Coppa di Francia, e tre pareggi. L’ultimo sabato in casa con il Valenciennes (1-1). Crossa come nessuno La compressione difensiva viene compensata da un assetto tattico più sbarazzino. Il francese fa del 4-3-3 il suo mantra,


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PRIMO PIANO

Parigi capitale anche nel calcio è un bene per la Ligue o è al limite della concorrenza sleale proprio nella patria dell’assertore del fair play finanziario? «No, è un bene che gli stranieri investano anche qui. Quanto al fair play, il Psg non ha debiti, può spendere e comprare chi vuole. Beati loro. Io devo trovare altre soluzioni». Come tecnico, quale è stata la lezione di Lippi? «La gestione di una squadra attraverso il dialogo coi giocatori, senza essere amico o paternalismo. Questo genera fiducia: la dai e la ottieni». Quanto ad allenatori, con 4 l’Italia è il Paese più rappresentato in Champions: il nostro calcio a livello tat-

Come il vino, col tempo sono migliorato Sono riflessivo e so adattarmi, altrimenti non sarei qui da tre anni

AL CENTRO, IL PRESIDENTE LABRUNE

Non avevo mai avuto un datore di lavoro donna Ma Margarita Louis-Dreyfus sa lottare, è una signora con i pantaloni

Chi vince la Champions? «Barcellona e Real hanno qualcosa in più. Non molto distanti Milan, Inter e Bayern: possono arrivare in fondo». E l’Europeo? «Ancora la Spagna? E’ favorita. Ma i giovani talenti possono lanciare Germania e Italia». In Francia c’è un netto calo di tesserati, sponsor e spettatori: state ancora pagando il Sudafrica? «Quel momento resterà a vita. Fu un danno di immagine in mondovisione, ma in parte è recuperato grazie a Blanc. I cali non dipendono dal Mondiale, ma dalla crisi: andare allo stadio o far praticare lo sport a un figlio è diventato un lusso». Si diceva dell’Inter: lei, dopo quel che successe con la Juve, avrebbe delle preclusioni ad allenarla? «Capello diceva che non ci sarebbe mai andato, e poi abbiamo visto come è finita. L’allenatore è un professionista, lavora dappertutto». Quindi quella di domani per lei, due volte ex juventino, è un’avversaria come le altre? «Sì. Quella storia ha fatto male al calcio italiano, ma è il passato. La rivalità ci sarà sempre, non serve mettere benzina sul fuoco». Oggi che Juve è? «Ha investito molto. Ma vedo fame di vittoria e in questo Antonio ci ha messo tanto di suo. E’ stato anche bravo ad adattarsi a un gioco diverso da quello che aveva in mente. Può vincere il titolo». Dunque aveva ragione Blanc, Jean-Claude, a sostenere nel 2006 che ci sarebbero voluti 5 anni per tornare a vincere? «Ai tifosi non si può mai dire "vinceremo fra 4-5 anni". Ma la B obiettivamente era un disastro e non ci si poteva riuscire subito». Il suo addio a Torino con Blanc fu burrascoso: come è stato ritrovarvi da avversari in pa-

tria? «Ci eravamo già riparlati. Non siamo amici, ma siamo rimasti in contatto e ora abbiamo un buon rapporto. Mi piace quello che sta facendo a Parigi». E lei, al 10˚anno da allenatore, è contento di quel che ha fatto finora? «Io sono migliorato, come il vino. Ho più esperienza e sono meno impulsivo. Ho imparato ad adattarmi, a fare un passo indietro. Altrimenti non sarei qui da 3 anni, che per questa società è un record. Sono orgoglioso di quello che sto facendo a Marsiglia». Cinque titoli in 2 stagioni in un club che non raccoglieva niente da 17 anni. «Forse non vincerò tutto quello che ho vinto da giocatore, ma ho iniziato giovane e all’inizio avrei potuto fare meglio». Aveva mai avuto una donna come datrice di lavoro? «No. Abbiamo un ottimo rapporto, anche se quello principale è col presidente Labrune. Margarita Louis-Dreyfus, rimasta vedova, ha dovuto lottare per difendere i propri interessi, si occupa del patrimonio e ha delegato l’OM a persone di fiducia. E’ una donna con i pantaloni». Che però ha chiuso i cordoni, costringendola a valorizzare quel che aveva: gli Ayew figli di Abedì Pelé, Remy, Diarra e Nkoulou di cui si dice un gran bene. «In effetti dopo 2 anni di investimenti, quest’anno si è piuttosto venduto. Si è comprato in base alle possibilità, ma sempre per la qualità dei giocatori: non hanno esperienza di Champions, si tratta di farli migliorare a livello mentale». Com’è allenare i figli di un ex compagno di squadra? «Nessun problema. Quel che è difficile è allenare gli ex compagni» (ride). La miglior virtù del suo Marsiglia? «Quella di crederci fino alla fine. Anche contro l’Inter». Che squadra trovate? «Non è quella delle ultime partite che hanno pregiudicato la corsa allo scudetto. Sarà concentrata sulla Champions e tutto sommato 9 giocatori su 11 erano titolari nella finale vinta meno di due anni fa: il suo obiettivo è vincerla di nuovo».

E il vostro? «Il nostro era qualificarci per gli ottavi, ora i quarti. Ma la favorita resta l’Inter e non lo dico per metterle pressione: dopo il sorteggio loro erano contenti, no? E’ giusto, l’accetto». Tra Samuel e Forlan, chi avrebbe preferito restasse indisponibile? «Ci metterei anche Sneijder, fondamentale sui calci piazzati e per le palle con cui alimenta attaccanti come Pazzini, Milito e Forlan. E’ la qualità individuale il problema con questa squadra».

l identikit UN UOMO, 19 TROFEI: 13 VINTI IN CAMPO E 6 IN PANCHINA

Qualificazione all’andata o al ritorno? «Al ritorno, come sempre. L’andata serve a preparare la partita decisiva e noi a Marsiglia abbiamo l’obiettivo di non prendere gol per non dar loro il vantaggio della rete fuori casa oltre a quello del ritorno a San Siro». Quindi stavolta in trasferta la rapina contate di farla voi? «Quel problema per fortuna è risolto. Ma diversamente da quella banda noi agiremo a volto scoperto!».

WES SNEIJDER. LA STELLA DELL’INTER

Temo Sneijder, fondamentale da fermo e negli assist a Pazzini, Milito e Forlan L’Inter fa paura per la qualità dei singoli

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Che cosa porta a Parigi? «La scienza internazionale di chi ha vinto tanto, da giocatore e da tecnico. E poi professionalità: parla già francese».

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tico resta il migliore? «E’ vero, sono tanti e ottengono ottimi risultati. E altri stanno arrivando. La serie A è molto formativa».

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Ogni volta che la panchina dell’Inter traballa salta fuori il nome di Blanc. Didier, lei che gli è amico, gliela consiglierebbe? «Lolò è intelligente, sa scegliere da solo. Il mestiere di allenatore è sempre a rischio. E’ giusto: la nostra vita è il breve termine. Ma guardate Capello al Real o Kombouaré al Psg: ormai non bastano neanche i risultati. Non fa bene a nessuno lavorare così, senza logica sportiva. Ancelotti potevano prenderlo a inizio stagione».

EXTRATIME - 21 FEBBRAIO 2012

Didier Deschamps è nato a Bayonne il 15 ottobre 1968. Da calciatore esordisce a Nantes nel 1985. Va a Marsiglia nel 1989, l'anno dopo a Bordeaux, quindi ancora Marsiglia fino al 1994, quando va alla Juve. Ci resta fino al 1999, per poi andare un anno al Chelsea; nel 2000-01 chiude al Valencia. Palmares In Nazionale vanta 103 presenze e 4 gol, ha vinto i Mondiali del 1998 e gli Europei del 2000. Con i club in bacheca ha 5 campionati (Marsiglia 1990 e 1992, Juventus 1995, 1997 e 1998), 2 Coppe dei Campioni (Marsiglia 1993, Juventus 1996), sempre con la Juve ha vinto la coppa Intercontinentale e la Supercoppa europea nel 1996, la Coppa Italia nel 1995 e la Supercoppa italiana nel 1995 e 1997, con il Chelsea ha alzato la Coppa d'Inghilterra nel 2000. Da allenatore In panchina ha debuttato dal 2001 con il Monaco: ha vinto la Coppa di Lega 2003, l’anno dopo ha perso la finale di Champions League col Porto di Mourinho. Lascia nel 2005 e nel 2006 va alla Juve, che riporta in A ma poi va via. Dal maggio 2009 è a Marsiglia: ha vinto la Ligue nel 2009-10, con il bis coppa di Lega-Supercoppa nel 2010 e nel 2011.

CATENACCIO, MA CON BRIO scommettendo sulle qualità offensive di giocatori di buona tecnica, veloci. Il primo trittico di centrocampo ha comunque una propensione alla copertura. Generalmente Deschamps privilegia una sentinella davanti alla difesa. Ruolo tagliato su misura per Alou Diarra che, dopo una prima parte di stagione sotto tono, sta tornando ai livelli dello scudetto a Bordeaux (2009). A Diarra di solito viene affiancato Mbia, ancora frenato da un infortunio. Il suo vice, Kaboré, ha gli stessi geni difensivi e compensa la creatività di Cheyrou che, con l’addio di Lucho Gonzalez tornato a gennaio al Porto, ha guadagnato i galloni di ispiratore dell’attacco. Manovra che si basa su verticalizzazioni (152,08 in casa, 143,20 fuori) e cross (miglior media di efficacia in Ligue 1). Anche perché il 4-3-3 può leggersi in 4-1-4-1, valorizzando il ruolo dei laterali

nello sfiancamento dei terzini avversari. Anche un po’ di Barça Gente con piedi buoni e rapida, appunto, come Valbuena, miglior assistman del campionato (11), tra i top 3 di Ligue1 per i cross, e André Ayew, gioiello di casa, pericoloso negli inserimenti. Senza Remy, out per tre settimane, il pungolo potrebbe farlo Brandao. Deschamps così favorirebbe l’impatto fisico alla finezza del giovane Jordan Ayew, un Balotelli in fieri, fratello del 1991 di André, centellinato dall’ex juventino. Comunque, il blocco offensivo fa dell’interscambiabilità la sua regola d’oro, secondo i migliori precetti catalani. E spesso in funzione della mobilità di Valbuena che, come Cheyrou, può travestirsi da regista nell’alternativo 4-2-3-1, magari per concedersi le sue tipiche stoccate. Il Marsiglia è la squadra che il Ligue1 arriva più facilmente al tiro: oltre 16 volte a partita.


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EUROPA

EXTRATIME - 21 FEBBRAIO 2012

CARLING CUP

INGHILTERRA

HAPPY REDKNAPP: CE LO VEDETE DA C.T.? ARSENAL

CONFERMA CON TESORETTO PER WENGER RR (s.m.) Malgrado un'altra stagione senza trofei, l'Arsenal non cambia. I dirigenti hanno infatti garantito pieno appoggio ad Arsène Wenger fino alla scadenza del contratto nel 2014, anche se i Gunners non raggiungessero la Champions. All'alsaziano verrà pure affidato un tesoretto di oltre 50 milioni di sterline (i profitti degli ultimi 12 mesi) da utilizzare per ricostruire la squadra, anche se il primo passo sarà il rinnovo di Van Persie: a quest'ultimo verrebbero offerte 90mila sterline a settimana.

TOTTENHAM

IL N.1 DEI GALAXY OFFRE 450 MLN PER GLI SPURS RR (s.m.) Un altro americano punta alla Premier. Il miliardario Philip Anschutz, già proprietario del colosso di entertainment AEG e dei Los Angeles Galaxy di David Beckham, 34˚ uomo più ricco degli Usa, sarebbe infatti vicinissimo all’acquisizione del Tottenham per 450 milioni di sterline. Per la stampa inglese, le trattative con l’attuale proprietario degli Spurs, Joe Lewis, sarebbero a un passo dalla conclusione. Nelle intenzioni di Anschutz, il presidente Levy dovrebbe mantenere l’attuale incarico.

MANCHESTER UNITED

ROONEY PER IL SUO EVERTON PAGA IL BIGLIETTO RR (s.s.) Con il Manchester United eliminato della FA Cup, Wayne Rooney ha goduto di un insolito week end libero. Lo ha speso al Goodison Park a vedere il suo Everton (contro il Blackpool), la squadra nella quale è cresciuto e di cui è sempre rimasto tifoso. E per entrare allo stadio si è pure comprato il biglietto! Da giocatore, dopo una rete, Rooney mostrò una maglietta con scritto: «Blu per una volta, Blu per sempre». Un motto che mai come ora torna d'attualità

Ha problemi di cuore, scrive come un bimbo, non sa usare il cellulare Ma il Tottenham gioca il più bel calcio di Premier: dopo Capello c’è lui DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LONDRA

STEFANO BOLDRINI 5RIPRODUZIONE RISERVATA

oi affidereste la Nazionale a un allenatore che ha vinto solo una Coppa nazionale, ha confessato di scrivere come un bambino di 2 anni, di non saper inviare gli sms e di essere talmente distratto da aver dimenticato di avere da qualche parte del mondo un conto corrente intestato al nome del suo cane? Questo Paese è l’Inghilterra e l’uomo è Harry Redknapp, 64 anni, attuale manager del Tottenham, strafavorito per raccogliere l’eredità di Capello. Il suo maggiore concorrente è Hodgson, tecnico del West Bromwich, ma le sue chance sono ridottissime.

V

La storia Vista così, sembra una delle solite stravaganze inglesi. Naturalmente non è solo così, perché negli ultimi anni Redknapp ha ottenuto risultati importanti: conquistata la Coppa d’Inghilterra nel 2008, è passato al Tottenham, che ha portato in Champions. In questa stagione gli Spurs sono terzi e in corsa per il titolo. A tratti mostrano il miglior calcio della Premier. Anche in questo caso, è però doverosa una precisazione: quando hai Bale, Modric, Lennon, Parker, Defoe, Adebayor e Van der Vaart, giocare bene è un dovere. Redknapp piace per il suo carattere all'apparenza bonario, per i rapporti con i giornalisti, perché è popolare come testimonial pubblicitario. Cresciuto nelle giovanili del Tottenham ma tifoso dell’Arsenal, ha giocato con West Ham, Bournemouth e Seattle Sounders. Proprio negli Usa, cominciò ad allenare. Ha guidato Bournemouth, West Ham, Southampton, Portsmouth e Tottenham. L’incidente Nel 1990, Redknapp rischiò la morte in Italia, in un incidente stradale alle porte di Latina, nel bel mezzo del Mondiale nel nostro paese. L’auto sulla quale viaggiava si scontrò con un pullmino che trasportava soldati. Morirono 5 persone, Redknapp si salvò per miracolo. Quando lo estrassero dall’auto sembrava morto. In realtà, aveva perso conoscenza e riportato ferite

o Nel 1990 in Italia coinvolto in un incidente: in 5 morirono, lui perse l’olfatto

gravi: frattura del cranio e del naso, ustioni, costole incrinate, un taglio profondo alla coscia sinistra. Di quell’incidente sono rimasti la perdita dell’olfatto e un tic facciale. La salute non è di ferro: qualche anno fa gli fu applicato il pacemaker e il 2 novembre scorso è stato sottoposto a un intervento alle coronarie. Il processo Un’altra contraddizione di un

REDKNAPP AGGRAPPATO ALLA PANCA: È SU QUELLA DEL TOTTENHAM DAL 2008 (A I )

CLASSIFICA

LE QUOTE

SQUADRA

IN GUNNERS-SPURS OCCHIO ALL’OVER

3,00

Non c’è un bel clima al Chelsea: sbarca a Napoli per l’andata degli ottavi di Champions di stasera. La squadra di Villas Boas è reduce dal pareggio in Fa Cup contro il Birmingham e non vince dal 28 gennaio. Espugnare il San Paolo quindi vale 3 volte la posta sulla lavagna Totosì, mentre il successo dei partenopei è a 2,40.

2,35

uomo che ha dichiarato di avere problemi con la scrittura è la sua rubrica fissa sul Sun. Ma lui si è difeso così durante il processo per evasione fiscale che lo ha avuto per protagonista dal 23 gennaio all’8 febbraio 2012. La vicenda ha avuto una copertura mediatica impressionate. Redknapp è stato assolto, per una strana coincidenza poche ore prima le dimissioni di Capello. «Ho avuto paura. E’ stato un incubo. Questa storia ha danneggiato la salute di mia moglie Sandra», il suo commento. Gli è andata bene, ma non è stato chiarito il mistero del conto bancario a Monaco e delle 195 mila sterline depositate ai tempi del Portsmouth. Con la giustizia Redknapp aveva già avuto problemi: il 28 novembre 2007 fu arrestato a seguito delle indagini che riguardavano il Portsmouth, poi fallito. Redknapp fu subito rilasciato e fece causa alla polizia. Il tribunale gli diede ragione perché «arresto e perquisizione della casa erano ingiustificate». Questo è l’uomo che dovrebbe guidare l’Inghilterra. La federazione aveva pensato di utilizzarlo part-time, ma il Tottenham, che presto potrebbe essere acquistato per 450 milioni di sterline dal miliardario Usa Anshutz, si è opposto. Non sarà facile strapparlo agli Spurs, ai quale è legato fino al 2013: si dovrà pagare una penale di 5 milioni per liberarlo. L’Inghilterra reclama però Redknapp e la federazione, già dissanguata da Capello, dovrà riaprire il portafogli.

Altra crisi all’Arsenal. I Gunners vengono da due sconfitte di fila (in Champions e Fa Cup) ma in Premier, contro il Tottenham, sono favoriti per la sfida di domenica: l’1 è a 2,35, contro il 2,95 per la vittoria in trasferta degli Spurs. Tre Over nelle ultime quattro per entrambe: un altro si gioca a 1,73. (Agipronews)

MANCHESTER CITY MANCHESTER UNITED TOTTENHAM ARSENAL CHELSEA NEWCASTLE LIVERPOOL NORWICH SUNDERLAND EVERTON SWANSEA FULHAM STOKE CITY WBA ASTON VILLA QPR BLACKBURN WOLVERHAMPTON BOLTON WIGAN

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60 58 53 43 43 42 39 35 33 33 30 30 30 29 28 21 21 21 20 19

25 25 25 25 25 25 25 25 25 25 25 25 25 25 25 25 25 25 25 25

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19 3 3 64 19 18 4 3 61 25 16 5 4 49 25 13 4 8 48 35 12 7 6 44 31 12 6 7 36 36 10 9 6 29 23 9 8 8 37 41 9 6 10 34 26 9 6 10 26 27 7 9 9 28 32 7 9 9 31 36 8 6 11 24 38 8 5 12 29 35 6 10 9 29 34 5 6 14 27 44 5 6 14 37 56 5 6 14 28 49 6 2 17 29 51 4 7 14 23 50

Prossimo turno 25 febbraio: Liverpool-Everton, WiganAston Villa, Qpr-Fulham, Chelsea-Bolton, Wba-Sunderland, Newcastle-Wolverhampton, Manchester City-Blackburn. 26 febbraio: Norwich-Manchester United, Arsenal-Tottenham, Stoke City-Swansea CHAMPIONS LEAGUE

PRELIMINARI DI CHAMPIONS

SPAREGGI PER LE COPPE

EUROPA LEAGUE

SPAREGGI RETROCESSIONE

RETROCESSIONE

CARDIFF DALLA B AI REDS Il club di Championship sfida il Liverpool nella finale di coppa di Lega on tutti i tre milioni di N gallesi tifano per il Cardiff. Ma domenica pomeriggio ci sarà senza dubbio un enorme seguito popolare a sostenere a Wembley la squadra di Malky Mackay nella finale di Carling Cup, la Coppa di Lega inglese, contro il Liverpool. Il Cardiff, quarto e in zona play off nella Premiership (così si chiama la serie B in Inghilterra), è la squadra più titolata del calcio gallese: 22 coppe nazionali - ma dal 1995, avendo scelto il football inglese, non vi partecipa più -, una Coppa d’Inghilterra e un Community Shield nel 1927. Ha partecipato a 14 Coppe delle Coppe, raggiungendo le semifinali nel 1968. Sfiorò il titolo inglese nel 1924: primo con gli stessi punti dell’Huddersfield Town, fu punito soltanto dalla differenza reti. Proprio un Bellamy Il Cardiff è approdato alla finale di Carling Cup eliminando Oxford, Huddersfield - ancora lui lungo la strada dei gallesi... -, Leicester, Burnley, Blackburn e infine il Crystal Palace in un’emozionante semifinale finita 5-3 ai calci di rigore nella gara di ritorno. Il protagonista quel giorno è stato il portiere inglese Tom Heaton, 25enne cresciuto nel vivaio del Manchester United: ha parato due rigori nella lotteria finale. Heaton è la riserva di Marshall, titolare in campionato. Nel Cardiff giocano 7 gallesi, 6 scozzesi (il più famoso è il centravanti Miller), un francese (Gestede), un islandese (Gunnarsson), un irlandese (Mason), uno sloveno (Vuckic) e uno slovacco (Kiss). L’allenatore è lo scozzese Malky Mackay, 40 anni, in carica dal 17 giugno 2011. Il proprietario del club è dal 2010 l’uomo d’affari malese Chan Tiew Ghee. L’accademia è il fiore all’occhiello del Cardiff: qui è nata la stella di Aaron Ramsey, calciatore emergente del calcio gallese e oggi punto di forza dell'Arsenal. Il Cardiff ha un grande seguito popolare: tra i tifosi illustri, Neil Kinnock - ex leader del partito laburista britannico -, l’attore David Tennant, il cantante Shakin’s Stevents, Ryan Giggs, Aaron Ramsey e Craig Bellamy, l’uomo che ha portato in finale di Carling Cup il Liverpool. Per lui, vada come vada, domenica sarà un bel pomeriggio. BOLD

SCOZIA

I BLU IN ROSSO VINCE UN BLOG Rangers penalizzati di 10 punti per i debiti col fisco Trai primi a parlarne,un sito. Cheora è seguitissimo vostri crimini contro i «I Rangers non verranno mai perdonati o dimenticati». Lo striscione è discretamente biblico, come ci si aspetta dalla tifoseria simbolo del protestantesimo nella settimana peggiore della storia dei Rangers: il club è finito in amministrazione controllata, ha preso 10 punti di pe-

nalizzazione in classifica e ha perso in casa dal Kilmarnock, consegnando al Celtic la Scottish Premier League 2012. Gli altri, i biancoverdi cattolici, nella vittoria in casa dell’Hibernian hanno celebrato le disgrazie dei cugini, nate a maggio quando il controllo del club è passato a Craig Whyte, 40 anni,

STRISCIONE DEI TIFOSI DEL CELTIC SUL TEMA DI UN CLASSICO CORO: «WE’RE HAVING A PARTY AS RANGERS DIE», «FESTEGGIAMO PERCHÉ I RANGERS MUOIONO» (PA)

scozzese cresciuto a Glasgow, che sabato almeno si è astenuto da andare a Ibrox per non scatenare i tifosi. È chiaro che molti gli avrebbero rimproverato di aver accumulato un debito di 9 milioni di sterline (quasi 11 milioni, se si conta in euro). Siccome le tasse non pagate sarebbero molte di più, si è capito che i

Rangers rischiano di saltare e della questione si sono interessati il premier britannico Cameron e il collega del governo autonomo scozzese Salmond. Il calcio ha preso atto. La federazione ha aperto un’inchiesta e la Scottish Premier League ha negato il tesseramento di Daniel Cousin, attaccante che ave-

va trovato l’accordo per tornare in blu: in tempi come questo, non si accettano spese. Classica storia in cui perdono tutti: i Rangers, i giocatori, forse anche il Celtic privato dell’altra metà dell’Old Firm. Tutti, tranne il blog rangerstaxcase, che da un anno indaga sui conti dei Rangers. Quando si è scoperto

il buco, sono corsi tutti da lui. «Ho comiciato a scriverne come per impulso — ha scritto sul Guardian, facendo capire che la stampa ufficiale a lungo ha preferito non parlare del caso —. Adesso anche i primi ministri sono saliti sul carro e io ricevo 1.500 commenti al giorno». LUCA BIANCHIN


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EUROPA

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SPAGNA

ASSIST DI MESSI A GUARDIOLA Leo dopo i 4 gol al Valencia: «Voglio che resti, per noi e per il Barça». Iniesta: «Dobbiamo vincere ancora tanto insieme». Piqué: «Deve rinnovare». Xavi: «Vedrete, alla fine lo farà» FINALE COPA DEL REY

CLASSIFICA SQUADRA

BERNABEU NEGATO: BAGNI DA RINNOVARE... RR (s.s.) La sede della prossima finale di Coppa di Spagna è un caso di Stato. Lo stadio prescelto era il Bernabeu, ma a disputarsi il trofeo saranno l'Athletic Bilbao e il Barcellona, il che crea non poco imbarazzo al Real Madrid. Autonomisti baschi e catalani sarebbero felici di festeggiare al Bernabeu, ma per la Capitale sarebbe uno intollerabile. Così, tra le motivazioni addotte per sostenere l'inagibilità dello stadio c’è anche quella della ristrutturazione dei bagni in vista del concerto di Bruce Springsteen a giugno.

REAL MADRID

TUTTA LA ROBA DI DI STEFANO AL MUSEO REAL RR (s.s.) Né il Fenomeno, né Cristiano Ronaldo, a Madrid dicono che il migliore mai visto al Bernabeu sia un arzillo vecchietto di 86 anni chiamato Alfredo Di Stefano, attualmente Presidente Onorario del Real Madrid. Che ha deciso di donare al club il suo museo personale: 659 tra oggetti dal valore incalcolabile. «È stata una mia idea. Credo che sia la soluzione ottimale, almeno così tutti i soci e i tifosi li possono ammirare. Avevo ricevuto diverse offerte, ma credo che ora gli oggetti siano nelle migliori mani».

REAL MADRID BARCELLONA VALENCIA ATH. BILBAO ESPANYOL ATL. MADRID LEVANTE RAYO MALAGA OSASUNA SIVIGLIA BETIS MAIORCA GETAFE GRANADA REAL SOCIEDAD VILLARREAL RACING S. SP. GIJON SARAGOZZA

PT

G

61 51 40 33 33 32 32 31 31 31 29 29 28 28 28 27 26 23 20 15

23 23 23 23 23 23 23 23 23 23 23 23 23 23 23 23 23 23 23 23

V

N

P

24a giornata GETAFE

1-1

ESPANYOL

REAL MADRID

4-0

RACING S.

SIVIGLIA

2-0

OSASUNA

GRANADA

4-1

ATH. BILBAO

3-0

MALAGA

MAIORCA

4-0

VILLARREAL

SP. GIJON

1-1

LEVANTE

3-5

BARCELLONA

5-1

SARAGOZZA

0-2

FEDOR rig.25’ st RONALDO 6’ pt BENZEMA 46’pt; 44’ st DI MARIA 28’ st MEDEL 16’ pt TROCHOWSKI 49’ st INIGO LOPEZ 12’ pt JARA 12’ st UCHE 17’,42’ st AMOREBIETA 12’ st SAN JOSE’ 15’ st TOQUERO 16’ st VICTOR 43’pt; 20’ st JOSE’ MARTI’ 7’ st JOSE’ NUNES 22’ st EGUREN 37’ pt BARKERO rig.5’ st RUBEN SUAREZ 34’,rig.47’ st

MESSI 22’,27’pt; 31’,40’ st XAVI 46’ st

ALVARO 21’ st

REAL SOCIEDAD

MIKEL GONZALEZ 10’ pt

ATL. MADRID

CANELLA aut.20’ pt

RAYO

BANGOURA 35’pt; 25’ st DIEGO COSTA 17’,18’ st DELIBASIC 40’ st

VALENCIA

PIATTI 9’ pt

BETIS

RUBEN CASTRO 41’pt; 23’ st

Prossimo turno 25 febbraio: Betis-Getafe, Racing S.-Sp. Gijon, Malaga-Saragozza, Espanyol-Levante. 26 febbraio: Villarreal-Ath. Bilbao, Rayo-Real Madrid, Osasuna-Granada, Valencia-Siviglia, Real Sociedad-Maiorca, Atl. MadridBarcellona CHAMPIONS LEAGUE

PRELIMINARI DI CHAMPIONS

SPAREGGI PER LE COPPE

SPAREGGI RETROCESSIONE

EUROPA LEAGUE RETROCESSIONE

INARRIVABILI I PRIMI DUE, SALE BENZEMA

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A MADRID

S

20 1 2 79 21 15 6 2 68 17 11 7 5 36 27 8 9 6 37 30 9 6 8 26 27 8 8 7 32 28 9 5 9 32 34 9 4 10 32 35 9 4 10 28 35 7 10 6 26 37 7 8 8 24 26 9 2 12 27 31 7 7 9 23 28 7 7 9 23 30 8 4 11 21 32 7 6 10 26 34 6 8 9 23 34 4 11 8 18 30 5 5 13 21 44 3 6 14 18 40

MARCATORI

28 Cristiano Ronaldo (Real Madrid) 27 Messi (Barcellona) 14 Falcao (Atletico Madrid) Higuain (Real Madrid) 13 Benzema (Real Madrid) 12 Llorente (Athletic Bilbao), Soldado (Valencia) 11 Michu (Rayo Vallecano) 9 Fabregas (Barcellona) 8 Koné (Levante), Sanchez (Barcellona) 7 Barral (Sp. Gijon), R. Castro (Betis), Fedor (Getafe), Ruben (Villarreal), R. Suarez (Levante) 6 Adrian (A. Madrid), Hemed e Victor (Maiorca), Juanlu (Levante), Negredo (Siviglia), Xavi (Barcellona)

F

FILIPPO MARIA RICCI 5RIPRODUZIONE RISERVATA

eo segna, e invoca Pep. Il Barça gioca meravigliosamente, e invoca Pep. Comunque vada, sarà difficile per Guardiola voltare le spalle al club della sua vita, al suo staff, ai suoi ragazzi. Se andarsene da giocatore è stato difficile ma quasi inevitabile, farlo da tecnico appare impresa da cuore d’acciaio, come quello dei fumetti galattici. Domenica sera, dopo aver segnato 4 reti nel 5-1 al Valencia, Messi, mai alla ribalta per la propria loquacità o capacità comunicativa, sulla via dello spogliatoio si è fermato davanti ai microfoni di Canal+: «Prenderà la decisione nel momento che ritiene più opportuno ma il mister sa benissimo ciò che pensiamo. I BLAUGRANA FANNO VOLARE PEP GUARDIOLA DOPO LA VITTORIA DEL MONDIALE PER CLUB (PHOTOVIEWS) Vogliamo che resti, per ciò che tro il Valencia: «Abbiamo ritrova- netto mediatico, permettendo alsignifica per noi e per il club». to la fiducia – ha aggiunto Leo –. le sue stelle interviste e promoCome dire: prenditi il temUn po’ di fatica all’inizio, più zioni varie. «Ho fiducia nel fatto po che vuoi, ma non ci per sfortuna che altro, ma la che rinnovi e che resti con noi mollare. E se te lo chieIl Barcellona ha segnato 5 de un ragazzo che a 24 o più gol in 32 delle 226 partite cosa più importante è che molto tempo — ha detto Andres abbiamo riguadagnato il no- —. Sa bene che tutti sarebbero anni sta riscrivendo la ufficiali con Guardiola, 8 volte in questa stagione stro gioco, come già col strafelici della sua permanenza. storia del Futbol Club Bayer Leverkusen». Messi E poi io lo vedo con voglia e speBarcelona, dire di no diha scalzato Xavi come più ranza: ci restano ancora tante coventa complesso assai. giovane ad arrivare a 200 par- se da conquistare insieme». InieIl peso della Pulce tite in Liga e ha raggiunto l’olan- sta bello sicuro, ancor di più XaCon gli ultimi 4 gol Messi è dese Cocu nel ristrettissimo club vi, non uno qualsiasi: «Dobbiaora solo a 13 da Cesar, il pidegli stranieri del Barça capaci mo aspettare, alla fine è lui che chichi storico del club, ferdi tagliare il simbolico traguar- decide, ma finirà col rinnovare. mo a 235 reti dal 1955, ando. Ha davanti a se una vita in Da parte nostra, encantados, stiano della sua 17a e ultima stablaugrana, se lo vorrà: «Le criti- mo benissimo con lui». E se Xavi gione col Barça. Leo in 8 anni lo che di questo periodo? Non ci si lancia nel pronostico, Piqué a ha già quasi preso. Molto grazie avevo fatto caso perché c’è sem- Pep lancia un messaggio: «Deve a Guardiola: con Pep in meno di pre un momento dell’anno nel rinnovare per ciò che abbiamo 4 anni l’argentino ha segnato quale le cose non funzionano e vissuto insieme e per ciò che an179 reti in 199 gare in tutte le cora dobbiamo vivere. Il mister si parla in questi termini». competizioni e vinto 13 dei 16 è molto comunicativo, parla tanPep-tizione trofei disputati. È in finale di Coto con noi, dei suoi problemi, delDetto dell’appello di Leo a Guar- le sue inquietudini». Insomma il pa del Rey e con un piede nei diola, ecco altri tre testimonial il- dibattito all’interno dello spoquarti di Champions. La Liga polustri della causa intitolata, gliatoio blaugrana è aperto e intrà anche essere andata (il Real «Pep, please, firma». Iniesta ha tenso. Immaginiamo Pep come è a +10) ma tutto il resto è a porparlato dopo la partita, Piqué e moderatore e protagonista, non tata di mano. Ecco perché per Xavi ieri, perché, udite udite, il lo immaginiamo lontano. Non Messi diventa difficile pensare a Barça in questa settimana (e so- con un gruppo così, non con un un Barça senza Pep. Soprattutto lo in questa) ha riaperto il rubi- fenomeno come Messi. dopo che si è giocato come con-

L

RAYO VALLECANO

TRAPPOLA DI BARRIO PER IL REAL RR Soldi: pochissimi. Entusiasmo: generalizzato. Risultati: superiori alle attese. È la radiografia del Rayo Vallecano, terza squadra di Madrid tornata in Liga la scorsa estate dopo 8 anni nonostante clamorosi ritardi nel pagamento degli stipendi e l’amministrazione controllata. Il Rayo che domenica aspetta a Vallecas, il suo barrio o quartiere, il lanciatissimo Real Mou, ha vinto 6 delle ultime 8 gare tra Liga e Copa del Rey, nell’ultimo turno è passato 5-3 sul campo del Levante ed è ora a un

punto dal sesto posto che garantisce l’Europa, occupato dall’Atletico Madrid, club con altri fondi e altri giocatori. Gran parte del merito a José Ramon Sandoval, miracoloso tecnico 43enne senza esperienza. In campo i titoli sono per Diego Costa, prestato dall’Atletico, il guineano Lass, 19 anni e prima stagione in Liga, lo spagnolo Michu, arrivato a 25 anni in massima serie. Tanti debuttanti che ballano molto meglio del previsto. F.M.R.

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EUROPA

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l’eurogol DELLA SETTIMANA

SINFONIA REUS ED È ARANGOL RR Un’orchestra ha bisogno di trombe e di flauti. Quella del Borussia M. la dirige Reus, e che masterpiece col Kaiserslautern: impostazione, squillo di De Camargo di tacco, filtrante dall’altro lato e gol di Arango con una palombella dolce dolce. Come un trillo di flauto, appunto.

TOP 11 KIESS E AMOREBIETA: LOVE & GOL Panacea La doppietta all’Augsburg riporta il sereno in casa Bayer dopo 3 gare senza successi. E lui sale a quota sei, top scorer dei suoi.

Eroe Ultimo in classifica e con la peggior difesa (47 reti) del torneo. Ma ferma il Bayern, con due prodigi su Robben e Muller.

Capitano Le prime perdono, e l’Ajax rivede la vetta. È lui ad aprire le marcature con il NEC. Uno dei migliori difensori d’Olanda.

7 PANDER (d, Hannover)

Tuttofare Contro il Gil Vicente tripletta completa: di destro, di sinistro e di testa. Esaltato dal gioco di Jardim, è capocannoniere.

7 VERTONGHEN (d, Ajax)

LIMA (a, Braga)

Mostro Quattro gol e un palo contro il Valencia per festeggiare le 200 presenze in Liga. Prestazione mostruosa, da Pallone d’Oro.

7,5 7,5 BAUMANN (p, Friburgo)

44

5 Yilmaz Trabzonspor (Tur, 29x1,5) 43,5

Magico Quarto gettone, terzo gol. «The black Zidane», arrivato a gennaio dal Chelsea. è diventato l'uomo in più in chiave salvezza.

8

KIESSLING (a, Bayer L.)

4 Van Persie Arsenal (Ing, 22x2)

Ritorno Contro il Racing una delle sue migliori versioni stagionali, qualità in quantità (assist a Ronaldo), e tanta sostanza.

9 MESSI (a, Barcellona)

54

3 Cekulajevs T. Narva (Est, 46x1) 46

Svolta L’uomo della provvidenza basca contro il Malaga: entra nella ripresa, sblocca la partita e mette in moto i suoi.

8 KAKUTA (c, Dijon)

2 Messi Barcellona (Spa, 27x2)

Faro Due assist d’oro nella vittoria (3-1) a Setubal. Sempre in movimento, spinge forte ma se serve copre anche con la stessa efficacia.

KAKA’ (c, Real Madrid)

1 Ronaldo Real Madrid (Spa, 28x2) 56

Rieccolo Toh, chi si rivede! Va in gol dopo appena 49’’, mette sotto il Blackburn e lancia l'Everton nei quarti di Coppa d'Inghilterra.

7,5 7,5 7,5 AMOREBIETA (d, A. Bilbao)

I CANNONIERI D’EUROPA IN BASE AL COEFFICIENTE DI DIFFICOLTÀ DEI VARI CAMPIONATI (TRA PARENTESI)

DRENTHE (c, Everton)

7

MONOPOLIO MESSI-CR7 PURE QUI LORO IN VETTA

MOUTINHO (c, Porto)

Scarpad’oro

Freccia Batte come un tamburo sulla mancina contro lo Stoccarda: Boulahrouz non lo vede mai, e segna anche il gol del 3-0.

6 Doumbia CSKA Mosca (Rus, 24x1,5), Gomez Bayern (Ger, 18x2), Huntelaar (Ger, 18x2) 36 9 Di Natale Udinese (Ita, 17x2), Rooney Man. United (Ing, 17x2) 34 11 Ba Newcastle (Ing, 16x2), Giroud Montpellier (Fra, 16x2)

32

13 Aguero M. City (Ing, 15x2), Cavani Napoli (Ita, 15x2), Ibra Milan (Ita, 15x2), Pizarro Werder (Ger, 15x2), Podolski Colonia (Ger, 15x2) 30 18 Dost Heerenveen. (Ola, 19x1,5), Lafata Jablonec (Cec, 19x1,5) 28,5 20 Falcao A. Madrid (Spa, 14x2), Lewandowski Bor. D.(Ger, 14x2), Higuain Real M. (Spa, 14x2) 28 23 Guidetti Feyenoord (Ola, 18x1,5), L. de Jong Twente (Ola, 18x1,5), Perbet Mons (Bel, 18x1,5), Rudnev Lech P. (Pol, 18x1,5) 27 27 Benzema Real M. (Spa, 13x2), Reus Borussia M. (Ger, 13x2), Yakubu Blackburn (Ing, 13x2) 26 30 Abdellaoue Tromso (Nor, 17x1,5) 25,5 31 Arst IK Start (Nor, 16x1,5), Denis Atalanta (Ita, 12x2), Dzeko M. City (Ita, 12x2), Jovetic Fior. (Ita, 12x2), Kerzakhov Zenit (Rus, 16x1,5), Llorente A. Bilbao (Spa, 12x2), Malki Roda (Ola, 16x1,5), Milito Inter (Ita, 12x2), Palacio Genoa (Ita, 12x2), Prica Rosenborg (Nor, 16x1,5), Soldado Valencia (Spa, 12x2) 24

Wunder21

LE PAGELLE DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO

E Pasi fa già Chiasso 1

3

5

2

4

6

1 THIAGO MOTTA, 29 ANNI (RICHIARDI) 2 JACOPO SALA, 20 ANNI (RICHIARDI) 3 STEFANO NAPOLEONI, 25 ANNI 4 BRUNO CIRILLO, 34 ANNI (AFP) 5 CARLO CUDICINI, 38 ANNI (ANSA) 6 MASSIMO BONANNI, 29 ANNI (PIERANUNZI)

FRANCIA 6 Ancelotti (all. Psg) La sua squadra soffre l'aggressività del Montpellier, l'Equipe lo rimprovera comparandola a quella di Kombouaré. 6,5 Sirigu (Psg) Doppio intervento provvidenziale dopo 8’, sui gol che impongono il 2-2 non può fare molto. 6 Thiago Motta (Psg) Gioco sempre molto pulito, quasi troppo, in una partita in cui forse sarebbe servita qualche illuminazione. 5,5 Simone (all. Monaco) Perde pure lo scontro salvezza in casa dell’Arles. Monaco penultimo, la salvezza si complica. GERMANIA 5 Sala (Amburgo) Giornata storta anche per l’esterno italiano. Il Werder travolge l’Amburgo sul suo terreno nel derby del Nord. GRECIA 6 Cirillo (Paok) Nel derby con l’Aris all’inizio subisce un po’ la velocità di Castillo poi lo disinnesca con l’esperienza. 8 Napoleoni (Levadiakos) Dop-

pietta decisiva nello scontro diretto in casa del Panaitolikos: il primo scartando il portiere, il secondo con un gran destro. INGHILTERRA 6 Cudicini (Tottenham) Gli anni passano, ma resta sempre un portiere affidabile, anche part time. 7 Di Canio (all. Swindon) Lo Swindon continua a volare ed è in zona promozione. Se continua così, può vincere il campionato. SVIZZERA 7 Pasi (Chiasso) All’esordio e dopo un lungo infortunio, trova subito la rete. Poi esce lui e il Locarno pareggia. 7 Moriero (all. Lugano) Tre punti che spingono il Lugano nel gruppone al secondo posto. 7,5 Bonanni (Lugano) Leader dei luganesi, imposta, inventa e conclude. Segna l’1-0, sinistro velenoso su punizione defilata 6 Crocetti (Lugano) Esordio dell’ex Casale nel finale: si muove bene e impegna il portiere. 6 Bega (Lugano) Ordinato nella vittoriaper 2-1 contro il Nyon. Senza colpe sul gol degli ospiti.

IL TWENTE È DI FER: DIFENDE E SA FARE GOL LARGO AI GIOVANI: LA CLASSIFICA MARCATORI DEGLI UNDER 21 NEI MAGGIORI CAMPIONATI D’EUROPA

18 de Jong (Twente), Guidetti (Feyenoord) 9 Balotelli (M. City), Hazard (Lilla), Rodriguez (Porto) 8 Rodrigo (Benfica), Texeira (Groningen) 7 Bacuna (Groningen), Belhanda (Montpellier), Lasogga (Hertha) 6 Borini (Roma), Djuricic (Heerenveen), Fer e John (Twente), Kleber (Porto), Melgarejo (Paços), ten Voorde (Waalwijk), Welbeck (M. Utd), Wijnaldum (PSV)

RR (gdf) Trovate l’intruso. Tra i bomber U21 ce n’è uno che non fa il bomber, ma non si fa pregare. Ovvero Fer, che ha tribolato in mille ruoli (terzino, mezzala) prima che lo piazzassero davanti alla difesa. Ne aveva fatti 2 col Feyenoord ad agosto, poi l’hanno dato al Twente per 5 milioni. E lui continua.

LE CIFRE DI MASSIMO PERRONE

Rotto il sortilegio Friburgo Huntelaar vicino al record

22

I mesi dopo cui Messi ha firmato un poker con il Barcellona: era successo solo in Champions, per il 4-1 all'Arsenal del 2010. Nella Liga, in 200 partite tonde, ha diviso così i suoi 146 gol: un poker, 10 triplette, 29 doppiette e 54 "singoli".

50

I gol realizzati in casa dal Barça in 12 partite. Real Madrid a parte, nessun'altra squadra della Liga ha segnato così tanto in assoluto, casa+fuori.

30

I gol in 33 partite di Huntelaar con lo Schalke, fra campionato e coppe. L'olandese è vicino al suo record, i 36 gol con l'Ajax nel 2006-07 (in 51 incontri) e nel 2007-08 (in 45).

12

Gli anni dopo cui il Friburgo ha fermato il Bayern Monaco: dopo un 1-1 del 2000 aveva perso 12 partite consecutive.

1000

Le partite giocate in Bundesliga dall'Hertha, 14ª squadra a raggiungere questo traguardo. Contro il Borussia D. è arrivato il 377˚ k.o.; le vittorie sono 369, i pareggi 254.

21

Gli anni da cui il Psv non perdeva con 3 gol di scarto contro il Groningen, dopo un 4-1 del 1991. Da allora il Psv, invece, aveva vinto 12 confronti diretti con 3 o più gol di margine, compresi un 8-0, un 7-1, un 6-2, un 6-1 e un 5-0. E in assoluto, l'ultimo k.o. con 3 gol di scarto per il Psv nella Eredivisie risaliva a quasi 2 anni fa: un 4-1 per l'Ajax del marzo 2010.

2

Le vittorie consecutive contro i Rangers del Kilmarnock: l'1-0 di sabato arriva dopo un altro 1-0 di novembre. Nelle precedenti 16 partite tra campionato e coppe i Killies avevano ottenuto solo un punto!


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EXTRATIME - 21 FEBBRAIO 2012

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10

EUROPA

EXTRATIME - 21 FEBBRAIO 2012

GERMANIA

OLANDA

ALL’HERTHA! C’È REHHAGEL

A HEERENVEEN SONO TUTTI MATTI

Otto è tornato, duro come quando vinceva l’Europeo con la Grecia L’Eredivisieinvolata:traleprimesei,c’èun’intrusachefasimpatia La nuova impresa è salvare una squadra che non vince da 11 gare Ha solo stelle Under 23, conferma l’allenatore quando va male ediventare,nel2013,ilpiùvecchiotecnicodisempreinBundesliga e lo sostituisce ora che va bene. Al suo posto, arriverà Van Basten TURCHIA

BOSS DEL FENER «SE COLPEVOLE MI AMMAZZO» RR (s.s.) Aziz Yildirim, presidente del Fenerbahçe, è una delle 93 persone a processo per la Calciopoli turca. Lui e la società si sono sempre professati estranei ai fatti, tanto da schierarsi contro la modifica della norma che annulla la retrocessione automatica in caso di accertamento delle responsabilità. Il presidente è così convinto della sua innocenza che ha promesso: «Se riusciranno a provare le accuse, mi butto giù da un ponte».

PORTOGALLO

EUSEBIO TORNA IN OSPEDALE: È LA 3a VOLTA RR Eusebio torna in ospedale per la terza volta in poco più di due mesi. La «pantera nera», che da poco ha compiuto 70 anni, era già stato ricoverato a dicembre per una polmonite e a gennaio per un problema alla cervicale. L’ex stella del Benfica, Pallone d’Oro 1965, stavolta ha accusato delle difficoltà respiratorie conseguenti a una crisi di ipertensione, e ieri mattina è stato portato all’Hospital da Luz di Lisbona: la situazione è sotto controllo, entro 2 giorni dovrebbe essere dimesso.

AUSTRIA

CINQUE ANNI DI GALERA PER EX N.1 DEL GRAZ RR (c.r.) L’ex presidente dello Sturm Graz (campione in carica) Hannes Kartnig, 60 anni, è stato condannato a cinque anni di carcere e a una multa di 6,637 milioni di euro per frode grave ed evasione fiscale. L’ex boss (dal 1992 al 2006, 2 titoli austriaci), che nel ’96 ingaggiò Giuseppe Giannini dalla Roma, era sotto inchiesta per insolvibilità dall’ottobre 2006. Il processo era iniziato il 10 marzo 2011. Hannes ha dichiarato che farà ricorso.

SVIZZERA

CHAGAEV DAVA AGLI ISLAMICI I SOLDI XAMAX RR (s.s.) Il fallimento del Neuchatel Xamax è una ferita aperta nel cuore dei suoi tifosi, ma anche in quelli di tutti gli appassionati svizzeri. La società era una delle più importanti del panorama elvetico sia come blasone, sia per la sua storia centenaria. Dopo il danno, la beffa: tra le cause del tracollo un'appropriazione indebita da parte del patron ceceno Bulat Chagaev, già detenuto per frode e falso, che ha sottratto fondi dalla cassa societaria per devolverli ad associazioni islamiche.

PIERFRANCESCO ARCHETTI 5RIPRODUZIONE RISERVATA

ei colloqui a quattr’occhi fingeva di non essere sgarbato: «Vuole intervistarmi? Mi aspetti qui, davanti allo spogliatoio. Mi cambio e vengo». Invece usciva da una porta sul retro. Davanti ai giornalisti, le critiche tattiche venivano insabbiate a muso duro: «Moderno è colui che vince». In effetti nel 2004, quando commosse la Grecia vincendo l’Europeo, Otto Rehhagel era innovativo perché piazzava un libero davanti alla difesa, ma uno anche dietro, lo statuario Dellas, simbolo di pura antichità. Un obbrobrio scordato quando sfilò con la Coppa, soffiata in finale al Portogallo di Ronaldo e Figo. Adesso l’Ottocrazia è tornata di moda. Dopo 12 anni la Bundesliga rivede Re Otto, così incoronato dopo tre titoli nazionali, tre coppe, una Coppa Coppe e 820 panchine (primato). Deve salvare l’Hertha, in cui giocava nell’inaugurazione del torneo riunificato (24 agosto ’63). E se dovesse durare più dei sei mesi del contratto, il 10 febbraio 2013 supererebbe Fred Schulz, ultima panchina nel 1978, a 74 anni e 184 giorni. Otto oggi ha 73 anni e 196 giorni. «Il ritorno più grandioso dopo quello di Elvis nel 1968», ha detto Fjortoft, un ex di Bundesliga, ora telecronista.

N

Talent scout? La moglie! Perché è stato rispolverato un simile monumento? Rehhagel ha prodotto il massimo da squadre di media caratura: nei 14 anni al Werder mise nell’angolo spesso il Bayern pur avendo obblighi di cessioni per bilancio, compresi Voeller e Riedle a Roma e Lazio. Ripartì dalla B dopo l’esonero al Bayern (9 mesi tra i due periodi di Trap) e portò il Kaiserslautern alla promozione e poi subito allo scudetto, altro record. E pure la Grecia era formata da tante riserve nei club. Non usava i video per scegliere i calciatori, ma il fiuto della moglie Beate, che volava a visionare gli acquisti oppure li invitava a pranzo per studiarli. Ebbe qualche dub-

CLASSIFICA SQUADRA

BORUSSIA D. BORUSSIA M. BAYERN SCHALKE WERDER LEVERKUSEN HANNOVER WOLFSBURG STOCCARDA HOFFENHEIM AMBURGO NORIMBERGA MAINZ COLONIA HERTHA KAISERSLAUTERN AUGSBURG FRIBURGO

ALEC CORDOLCINI PT

G

49 46 45 44 36 34 34 27 26 26 26 25 24 24 20 18 18 18

22 22 22 22 22 22 22 22 22 22 22 22 22 22 22 22 22 22

V

N

P

F

15 4 3 47 14 14 4 4 36 13 14 3 5 49 14 14 2 6 50 28 10 6 6 37 36 9 7 6 32 29 8 10 4 27 27 8 3 11 27 42 7 5 10 33 32 6 8 8 24 26 6 8 8 27 37 7 4 11 21 32 5 9 8 30 36 7 3 12 30 43 4 8 10 25 37 3 9 10 16 28 3 9 10 20 37 4 6 12 27 47

22a giornata HOFFENHEIM

1-1

AMBURGO

1-3

NOVESKI aut.9’ pt PETRIC 31’ st

LEVERKUSEN

MAINZ

ZIDAN 29’ pt

WERDER

MARIN 9’ pt TRYBULL 45’ pt ARNAUTOVIC 41’ st

AUGSBURG

4-1

KIESSLING 25’pt; 19’ st CASTRO 15’ st SCHURRLE 25’ st

HERTHA

0-1

KAISERSLAUTERN

1-2

JESSEN 18’ st

NORIMBERGA

KOO 5’ st

BORUSSIA D.

GROSSKREUTZ 21’ st

BORUSSIA M.

HERRMANN 9’ pt ARANGO 14’ pt

COLONIA

2-1

ESSWEIN 28’ pt PEKHART 40’ st

NOVAKOVIC 21’ st

FRIBURGO

0-0

BAYERN

SCHALKE

4-0

WOLFSBURG

RAUL 10’ pt HUNTELAAR 15’pt; 27’ st MATIP 4’ st

HANNOVER

STOCCARDA

4-2

HAGGUI 25’ pt DIOUF 32’ pt PANDER 1’ st STINDL 28’ st

HARNIK 30’ st OKAZAKI 34’ st

Prossimo turno 24 febbraio: Borussia M.-Amburgo. 25 febbraio: Wolfsburg-Hoffenheim, Augsburg-Hertha, Stoccarda-Friburgo, Mainz-Kaiserslautern, Colonia-Leverkusen, Werder-Norimberga. 26 febbraio: Bayern-Schalke, Borussia D.-Hannover

bio su Mario Basler, preso ugualmente: ma quando batté un corner con in testa un cappello rubato a uno spettatore, Frau Rehhagel capì di non aver sbagliato. «Mi sento giovane, finché vivo cerco l’adrenalina», ha detto domenica il marito. L’Hertha è quart’ultima, non vince da 11 turni e lo ha preso come quinto tecnico della stagione dopo Babbel, Widmayer, Skibbe e Tretschok. «Da oggi qui vige solo la mia legge», ha detto. La signora Beate ha detto subito sì: a Berlino, nel ’63, passarono da fidanzati a sposati. Il ritorno può sembrare romantico, anche oltre i settanta.

5RIPRODUZIONE RISERVATA

S

OTTO REHHAGEL, 73 ANNI (REUTERS)

a 55 anni la classifica della Eredivisie non era così corta. Tra l’Ajax sesto e il duo di testa Psv-Az il divario è di soli 5 punti. Nel mezzo ci sono Twente, Feyenoord e soprattutto Heerenveen. L’unica del sestetto a non aver mai vinto il titolo. Se accadesse, non si festeggerebbe solo in Frisia, la provincia del club, ma un in tutto in paese. Perché l’Heerenveen è la seconda squadra di ogni olandese. Prendete l’Udinese, sostituite le strisce nere con quelle blu e aggiungete, negli spazi bianchi, delle foglie stilizzate rosse (che molti scambiano per cuoricini) prese dallo stemma della Frisia: ecco l’Heerenveen, ovvero scouting di altissimo livello (Van Nistelrooy, Tomasson, Huntelaar, Bradley, Pranjic) che bilancia le esigenze tecniche e quelle di bilancio. In campo è spettacolo. Con una media superiore ai 2,5 gol a partita, i Frisoni sono la squadra più efficace della Eredivisie in attacco. Dopo una piccola crisi, iniziata dopo la conquista della Coppa d’Olanda 2009, il primo trofeo della storia, i talenti sono ripresi a sbocciare allo stadio intitolato all’ex calciatore Abe Lenstra.

D

Il capocannoniere Dost Dove giocano il capocannoniere e il miglior rifinitore della Eredivisie: il classe '89 Bas Dost (19 reti) e l’ala destra classe '90 Luciano Narsingh, 13 assist e la recente prima convocazione nell’Olanda. Ma ci sono anche il «nuovo Stam» Jeffrey Gouweleeuw ('91), l’artista del dribbling Oussama Assaidi ('88), ala sinistra, l’interno serbo Filip Djuricic ('92), classe e visione di gioco. Un gradino sotto, il terzino destro Daryl Janmaat ('89) e il vice-Assaidi Rajiv van la Parra ('91). Calcio di alto livello senza giocatori di alto livello, ma solo prospetti. Questo il segreto dell’Heerenveen di Ron Jans, tecnico criticatissimo per il 12esimo posto del

CLASSIFICA SQUADRA

PSV AZ ALKMAAR HEERENVEEN TWENTE FEYENOORD AJAX VITESSE GRONINGEN RODA HERACLES UTRECHT RKC WAALWIJK DEN HAAG NEC NAC BREDA VVV VENLO EXCELSIOR DE GRAAFSCHAP

PT

G

V

45 45 43 42 41 40 32 32 31 30 25 25 24 23 22 19 15 13

22 22 22 21 22 22 22 22 22 22 22 22 22 22 22 22 22 21

13 14 12 12 12 11 9 9 10 8 6 7 6 7 6 5 3 3

N

P

F

S

6 3 7 6 5 7 5 5 1 6 7 4 6 2 4 4 6 4

3 5 3 3 5 4 8 8 11 8 9 11 10 13 12 13 13 14

57 45 49 58 45 55 27 35 39 37 35 25 27 21 25 25 16 19

26 21 31 23 28 31 27 38 47 31 39 35 44 34 36 51 48 50

22a giornata HEERENVEEN

1-0

NAC BREDA

FEYENOORD

1-1

RKC WAALWIJK

DEN HAAG

1-1

EXCELSIOR

DE GRAAFSCHAP

1-4

VVV VENLO

HERACLES

2-1

GRONINGEN

3-0

AJAX

4-1

UTRECHT

3-0

VITESSE

1-4

DJURICIC 34’ pt

GUIDETTI rig.32’ st DE GRAAF aut.35’ pt POEPON 13’ pt

EVERTON 20’ st OVERTOOM rig.33’ st SUK 29’pt; 29’ st BACUNA 6’ st

BULYKIN 5’,27’ pt VERTONGHEN 8’ pt S. DE JONG 12’ st GERNDT rig.15’,21’ pt DUPLAN 41’ pt HAVENAAR 43’ st

BRABER 42’ st ALBERG 4’ st

HOLLA 5’ st YOSHIDA 7’ st VAN DE PAVERT aut.20’ st BERGHUIS 36’ st

RODA

MALKI 40’ pt

PSV NEC

VAN EIJDEN 24’ st

AZ ALKMAAR TWENTE

FER 6’ pt L. DE JONG 20’ st JOHN 28’ st CHADLI 38’ st

Prossimo turno 24 febbraio: Rkc Waalwijk-Vitesse. 25 febbraio: Nac Breda-Den Haag, Roda-De Graafschap, Vvv Venlo-Heracles, Nec-Groningen. 26 febbraio: Excelsior-Ajax, Psv-Feyenoord, Twente-Utrecht, Az AlkmaarHeerenveen

2010-11, peggior piazzamento dal 1994. Ma aveva un biennale e la dirigenza ha voluto rispettarlo. E lui ha anche ritoccato il primato del club con un 11-1 all’Oss in coppa d’Olanda, il più largo successo dell’Heerenveen nella storia. Però, per contrappasso, è già stato deciso il divorzio a fine stagione: Jans vuole prendersi un anno sabbatico, gli subentrerà Marco Van Basten. Se c’è un olandese che non tiferà Heerenveen è lui. Perché se i Frisoni dovessero compiere il miracolo, Van Basten in quella felice oasi di provincia potrà solo fare peggio.

IL BOMBER BAS DOST, 22 ANNI (AFP)

PORTOGALLO: BENFICA K.O., NE APPROFITTANO IN 4 SVIZZERA

PORTOGALLO

Rio Ave-Maritimo Gil Vicente-Braga Feirense-Olhanense Nac. Madeira-Acad. Coimbra Uniao Leiria-Beira Mar Vitoria Setubal-Porto Sp. Lisbona-Pacos Ferreira Vitoria G.-Benfica

CLASSIFICA BENFICA PORTO BRAGA SP. LISBONA MARITIMO VITORIA G. OLHANENSE NAC. MADEIRA GIL VICENTE ACAD. COIMBRA RIO AVE PACOS FERREIRA BEIRA MAR FEIRENSE UNIAO LEIRIA VITORIA SETUBAL

CHAMPIONS LEAGUE

GRECIA

21a giornata

19a giornata

1-3 0-3 1-1 4-1 0-0 1-3 1-0 1-0

48 46 43 35 35 29 22 22 22 20 18 18 17 16 15 14

CLASSIFICA BASILEA (-1) YOUNG BOYS LUCERNA THUN SERVETTE (-1) ZURIGO GRASSHOPPER LOSANNA (-2) SION* (-1) N. XAMAX (-3)

2-2 1-1 0-0 3-1

40 34 34 28 27 26 19 12 -4 26

Sion penalizzato di 36 punti e N. Xamax escluso dal campionato, che prosegue con 9 squadre.

PRELIMINARI DI CHAMPIONS

AUSTRIA

22a giornata

Young Boys-Basilea Zurigo-Thun Losanna-Lucerna Servette-Grasshopper Riposa : Sion

Ergotelis-Panathinaikos Xanthi-Asteras T. Aek Atene-Ofi Creta Panetolikos-Levadiakos Pas Ioannina-Atromitos Kerkyra-Doxa Drama Olympiacos P.-Panionios Paok-Aris

CLASSIFICA PANATHINAIKOS OLYMPIACOS P. PAOK AEK ATENE (-1) ATROMITOS (-1) OFI CRETA (-1) ASTERAS T. ARIS XANTHI ERGOTELIS PANIONIOS LEVADIAKOS (-2) PAS IOANNINA (-2) PANETOLIKOS KERKYRA (-1) DOXA DRAMA (-2)

0-2 0-1 Rinv. 0-2 1-2 3-1 2-0 0-0

54 52 39 37 34 32 31 30 29 23 23 22 18 18 18 12

Dalla 2 ª alla 5ª spareggiano per i preliminari di Champions (1 posto) e l’Europa League (2 posti) Olympiakos Volos e Kavala retrocessi per aver truccato alcune partite Iraklis retrocesso per documenti falsificati e ina-

EUROPA LEAGUE

SPAREGGI PER LE COPPE

SPAREGGI RETROCESSIONE

RETROCESSIONE

SCOZIA

BELGIO

21a giornata

27a giornata

Innsbruck-Admira Wacker 2-1 Kapfenberger-W. Neustadt Rinv. Mattersburg-Ried 4-1 Rapid V.-Austria V. 0-0 Salisburgo-Sturm G. 0-0

Dundee Utd-Saint Mirren Dunfermline-Inverness Rangers-Kilmarnock Motherwell-Hearts Aberdeen-Saint Johnstone Hibernian-Celtic

0-0 1-1 0-1 3-0 0-0 0-5

CLASSIFICA CELTIC RANGERS* MOTHERWELL (-1) SAINT JOHNSTONE (-1) HEARTS KILMARNOCK (-1) DUNDEE UTD (-1) ABERDEEN SAINT MIRREN INVERNESS (-1) HIBERNIAN (-1) DUNFERMLINE

Lokeren-Gent Leuven-Cercle B. Malines-G. Beerschot Mons-Genk St. Truiden-Lierse Anderlecht-Westerlo Bruges-Courtrai Zulte W.-Standard

68 51 45 36 36 32 31 31 29 27 19 19

CLASSIFICA ANDERLECHT BRUGES GENT STANDARD CERCLE B. GENK COURTRAI MALINES LOKEREN G. BEERSCHOT MONS LIERSE ZULTE W. LEUVEN WESTERLO ST. TRUIDEN

CLASSIFICA RAPID V. AUSTRIA V. RIED SALISBURGO (-1) STURM G. ADMIRA WACKER (-1) INNSBRUCK (-1) W. NEUSTADT (-1) MATTERSBURG KAPFENBERGER (-2)

34 32 32 31 31 28 27 23 20 10

26a giornata

La 1a dei playoff per le coppe va ai preliminari di Champions, la 2a e la 3a vanno ai preliminari di Europa League; l’ultima dei playoff retrocessione retrocede * Rangers penalizzato di 10 punti

1-1 2-3 2-1 1-2 1-1 3-1 2-1 4-2

59 52 47 44 43 40 40 34 34 32 29 28 27 25 17 14

Al termine playoff fra le prime 6: 1ª in Champions League, 2ª ai preliminari 3ª ai preliminari di Europa League e 4ª allo spareggio per i preliminari di Europa L. con la 1ª del playoff fra le successive 8.


11

EUROPA

l identikit

IN SICILIA TITOLARE 2 ANNI Salvatore Sirigu è nato il 12-1-87 a Nuoro. Ha giocato con Venezia, Palermo (esordio l’8-11-06 in c. Italia e a novembre in Uefa). Nel ’07-08 è in C1, Cremonese. Nel ’08-09 in B all’Ancona. Tornato a Palermo, alla 6ª giornata diventa titolare. Dopo 2 stagioni, a fine luglio va al Psg per 4 milioni nell’affare Pastore. Ha esordito in Nazionale il 10-8-10: Italia-Costa d’Avorio 0-1; 2 presenze.

EXTRATIME - 21 FEBBRAIO 2012

FRANCIA

«CIAOPALERMO GUARDA COME MI DIVERTO QUI» Da sconosciuto a big, così Sirigu ha conquistato il Psg: «I rosanero mi hanno spinto via, qui Leo mivolevadavvero.Epazienza senonc’è Pato...» PARIGI

ALESSANDRO GRANDESSO 5RIPRODUZIONE RISERVATA

iglior giocatore assoluto secondo l’Equipe (7,21 di media voto). Numero uno tra i portieri per France Football (7,04). Migliore giocatore in assoluto di Ligue 1, a dicembre. In pochi mesi, Salvatore Sirigu si è imposto come la vera rivelazione del Paris Saint Germain versione Qatar, diventando il vero principe del Parc, con parate decisive e uno stile che ha subito sedotto tifosi e media: cordiale, diretto, sempre sorridente.

M

SIRIGU

Parla come un parigino. «Il francese l’ho imparato subito, non mi andava di non capire nulla. Ho scaricato un’applica-

zione per iPhone e mi sono buttato. Tra strafalcioni e prese in giro, tutti mi hanno aiutato». Scegliendo il Psg non temeva un passo indietro? «Non è stato un azzardo. Leonardo mi ha convinto del progetto. In 6 mesi la squadra è migliorata in modo costante. È arrivata gente di qualità, lo staff è di alto profilo. Si fanno le cose in grande e nel 2012-13 potremo fare bene pure in Europa». Ha detto addio a Palermo. «Palermo è nel cuore. Non mi sarei mai mosso se avessero voluto davvero tenermi. Non era questione di soldi. Ero disposto a fare un’altra stagione con lo stesso contratto, per dimostrare ciò che valevo e convincere i dirigenti a farmi una proposta vera. Loro mi hanno spin-

to verso l’uscita, sembrava volessero darmi un contentino per farmi star zitto. Leo invece mi ha fatto capire che mi voleva davvero». Le hanno dato fastidio gli attacchi di Zamparini? «A me ha detto parole sincere. A volte sbaglia nei modi, ma resta una persona importante». Sull’addio è pesato il fatto che da noi si punta più sugli stranieri? «La nuova leva italiana emerge. Ma se gli stranieri sono forti è giusto giochino. Impossibile tenere in panca Julio Cesar o Stekelenburg. Buffon rimane un riferimento. È immortale. Mi piace anche Valdes, decisivo pure quando per 3-4 partite il Barça non rischia».

Psg unica pista? «Volevo salire di livello. Non sarei andato in un club simile al Palermo. Questo torneo è meno mediatizzato, ma è equilibrato, competitivo. E c’è più spettacolo che da noi». Quali squadre l’hanno colpita? «Lione e Marsiglia sono forti. Montpellier, Lilla e Tolosa giocano un calcio offensivo. È un torneo destinato a crescere, si punta sui giovani». Al Psg non sono arrivati Beckham, Pato, Tevez... «Il Milan mira a scudetto e Champions, normale tenga Pato. È arrivato Thiago Motta, che si sta inserendo. Penso siano molti a sognare di venire qui».

l SALVATORE SIRIGU, 25 ANNI, IN MAGLIA AZZURRA (AP)

PARIS SG MONTPELLIER LILLA MARSIGLIA LIONE ST. ETIENNE RENNES TOLOSA BORDEAUX VALENCIENNES LORIENT BREST DIGIONE EVIAN CAEN NANCY AJACCIO AUXERRE NIZZA SOCHAUX

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51 50 42 39 39 39 39 37 36 27 27 26 26 24 24 23 23 21 20 20

24 24 23 23 24 23 24 24 24 24 23 24 24 23 23 24 24 23 24 23

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15 6 3 40 21 15 5 4 47 25 11 9 3 41 26 10 9 4 34 22 12 3 9 37 28 11 6 6 29 24 11 6 7 33 29 10 7 7 25 23 9 9 6 30 27 7 6 11 24 27 6 9 8 22 26 4 14 6 21 22 7 5 12 29 42 5 9 9 31 37 6 6 11 28 35 5 8 11 22 33 5 8 11 25 42 4 9 10 29 36 4 8 12 22 29 4 8 11 22 37

24a giornata AJACCIO

0-0

CAEN

2-2

La chiamano per farsi raccomandare? «Qualcuno sì, scherzando. Il Psg è in ascesa, la città è fantastica. Mi avrebbe fatto piacere l’arrivo di Balzaretti, ma ormai c’è Maxwell».

DIGIONE

3-0

LORIENT

0-1

NANCY

0-3

In Francia il Palermo resta sconosciuto. «Così ho potuto lavorare con serenità. Anche se siamo obbligati a vincere, c’è meno pressione: sei l’eroe della domenica, poi ti lasciano tranquillo».

SOCHAUX

0-0

AUXERRE

MARSIGLIA

1-1

VALENCIENNES

BORDEAUX

1-0

LIONE

ST. ETIENNE

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RENNES

PARIS SG

2-2

MONTPELLIER

In cosa è migliorato? «Nella concentrazione. Poi lavoriamo di più con il pallone e mi diverto di più». La parata più bella? «A Montpellier, doppio intervento su Giroud sullo 0-0. Ho sentito che la squadra ha preso fiducia». Ancelotti è garanzia per la Nazionale? «Conta il campo, anche se con Ancelotti i metodi di allenamento sono cambiati. Poi sì, il Psg dà visibilità. Nell’Europeo spero davvero. Do sempre il 110% per non avere rimorsi. Ma siamo in tanti a meritarlo. Prandelli sta facendo un ottimo lavoro. Siamo in un gruppo difficile, ma la vittoria sulla Spagna ci ha dato fiducia. Saremo una spina nel fianco per tutti».

Non sapevo il francese, l’ho imparato con l’iPhone

CLASSIFICA SQUADRA

Italia giovane e ambiziosa, un po’ come lei? «C’è un bel gruppo e una nuova generazione. De Rossi è un leader. Prandelli ha restituito la Nazionale alla gente. C’è entusiasmo, simpatia, affetto. Sono orgoglioso di essere stato a Rizziconi sui campi sequestrati alla mafia. Abbiamo trasmesso un messaggio di speranza».

FRAU rig.46’ pt NABAB 12’ st

KAKUTA 44’ pt JOVIAL 8’ st KONE’ 42’ st

DIARRA 16’ pt

GOUFFRAN 41’ pt

MIGNOT 24’ pt BATLLES 8’ st SAKO 22’ st GRADEL 33’ st

ALEX 41’ pt HOARAU 43’ st

BREST EVIAN

BARBOSA 6’ st GOVOU 48’ st

NIZZA

LILLA

DEBUCHY 32’ st

TOLOSA

SIRIEIX 9’ pt REGATTIN 20’ pt RIVIERE 27’ st

GIL 6’ st

BELHANDA 47’ pt UTAKA 37’ st

Prossimo turno 25 febbraio: Ajaccio-Digione, MontpellierBordeaux, Nizza-Caen, Auxerre-St. Etienne, ValenciennesLorient, Evian-Nancy, Lione-Paris Sg. 26 febbraio: Tolosa-Sochaux, Brest-Marsiglia, Rennes-Lilla

LA SUA PARIGI

ARTE AL LOUVRE E FEMME FATALE (a.g.) A luglio ha scoperto Parigi per la prima volta. Sirigu è diventato un assiduo frequentatore del Louvre, dove apprezza i saloni dedicati all’arte egizia. Ma il portiere è rimasto affascinato dalla cattedrale di Notre Dame: «Ci sono andato a messa, è emozionante in tutti i dettagli». Salvatore ha trovato casa alle porte di Parigi e sta con una francese, per cui ha fatto rissa con un motociclista per uno sguardo troppo insistente. L’azzurro frequenta il bar Costes in place Saint Germain nel cuore di Parigi, ma gli capita ancora di non essere riconosciuto dai buttafuori di certe discoteche, come successo l’11 dicembre al Milliardaire, in zona Elisi. Quartiere del suo ristorante preferito, «Ristorante Napoletano» in Avenue Franklin Roosvelt: «La cucina francese è buona, ma il vino di mio nonno non lo batte nessuno». Della comunità di star e sportivi italiani a Parigi, tra cui la conterranea Caterina Murino, ha conosciuto solo Sergio Parisse: «Cordiale e molto disponibile, mi fa piacere sia il capitano della nazionale di rugby». Domani Sirigu tiferà Inter, la sua squadra del cuore, nonostante il papà milanista e una famiglia di cagliaritani: «La fede nerazzurra me l'ha trasmessa il nonno».

ROMANIA NOME INGOMBRANTE E DISCRETO TALENTO: LA DINAMO BUCAREST L’HA APPENA PRESO DAL CSKA SOFIA. PER MERITO DI UNA RISSA

NON È UNO SCHERZO: MICHEL PLATINI NEI CARPAZI Si chiama come il presidente Uefa «Colpa di papà, io tifavo per Ronaldo» è chi da un nome tropC’ po importante si sente soffocato: capita ai figli di personaggi famosi, schiacciati dall’ombra opprimente dei padri. E chi invece riesce a conviverci, anche se il nome (e cognome) che porta è pesante. È il caso di Michel Platini, attaccante brasiliano 28enne, di Ceilândia, vicino a Brasilia: si chiama proprio come il campione francese e ora numero uno dell’Uefa. Ma solo quanto a nome proprio. Di cognome

infatti fa Ferreira Mesquita. Ha appena lasciato il Cska Sofia per la Dinamo Bucarest, prima in classifica in patria, che Michel Platini ha affrontato in amichevole l’8 febbraio. Pare che lì sia scoccata la scintilla, anche se la gara è terminata per lui in una rissa con i futuri compagni che gli è costata il cartellino rosso. Ma come è nato quel nome così ingombrante? «Mio padre è un grande tifoso di calcio -— racconta —. Il suo preferito era Socrates, e avrei dovuto portare il suo nome. Ma per papà al Mondiale 1982 il miglior giocatore fu Michel Platini. Io sono nato l’anno dopo e quindi…». Ed è diventato però attaccante puro, al contrario dell’omonimo. «Il

nome non mi ha mai condizionato, o almeno sono stato bravo a io a non farmi condizionare». Lui sa chi sono io Finora però non ha avuto modo di conoscere il vero Platini: «Ma penso che lui sappia di me. Anche perché ho segnato quattro gol in Europa League. Anzi, quello col Fulham del settembre 2009 è stato il mio primo col Cska. E siccome Platini è presidente dell’Uefa, magari avrà sentito parlare di me. Io, Michel, l’ho visto in azione grazie ai dvd; il suo era un modo di giocare fantastico. Io però fin da piccolo mi sono appassionato al calcio avendo altri idoli, Ronaldo e Zidane». Co-

MICHEL PLATINI FERREIRA MESQUITA, 28 ANNI, IN MAGLIA CSKA SOFIA. È APPENA PASSATO ALLA DINAMO BUCAREST (AFP)

me mai è finito in Bulgaria, prima al Chernomorets Burgas nel 2008 e poi al Cska Sofia?«Pensavo che potesse essere un trampolino verso club più importanti, anche se il mio sogno è sempre stato quello di giocare per il Vasco da Gama, il club del cuore mio e della mia famiglia». Era diventato il beniamino dei tifosi del Cska grazie ai 2 gol segnati un anno fa (il 26 febbraio) nel derby col Levski, vinto 3-1; finora con le sue 2 squadre bulgare Platini ha segnato 34 gol in 100 partite fra campionato e coppe, vincendo quella di Bulgaria e la Supercoppa. «Ora spero di ripetermi in Romania in un torneo più prestigioso». PETIA PETROVA


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AMERICHE

Girone 1

Internacional-J. Aurich The Strongest-Santos The Strongest-J. Aurich Santos-Internacional J. Aurich-Santos Internacional-The Strongest The Strongest-Internacional Santos-J. Aurich Internacional-Santos J. Aurich-The Strongest J. Aurich-Internacional Santos-The Strongest INTERNACIONAL (Bra) THE STRONGEST (Bol) SANTOS (Bra) J. AURICH (Per)

PT G 3 1 3 1 0 1 0 1

2-0 2-1 24/2 8/3 14/3 15/3 21/3 23/3 5/4 6/4 19/4 19/4 V 1 1 0 0

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Girone 2

Emelec-Olimpia A. Lanus-Flamengo Olimpia A.-Lanus Flamengo-Emelec Lanus-Emelec Flamengo-Olimpia A. Emelec-Lanus Olimpia A.-Flamengo Lanus-Olimpia A. Emelec-Flamengo Flamengo-Lanus Olimpia A.-Emelec EMELEC (Ecu) FLAMENGO (Bra) LANUS (Arg) OLIMPIA A. (Par)

1-0 1-1 23/2 9/3 13/3 16/3 21/3 29/3 3/4 5/4 12/4 12/4 PT G 3 1 1 1 1 1 0 1

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Girone 3

U. Espanola-Junior U. Catolica-Bolivar Bolivar-U. Espanola U. Catolica-Junior U. Espanola-U. Catolica Junior-Bolivar Bolivar-Junior U. Catolica-U. Espanola Junior-U. Catolica U. Espanola-Bolivar Junior-U. Espanola Bolivar-U. Catolica U. ESPANOLA (Chi) BOLIVAR (Bol) U. CATOLICA (Chi) JUNIOR (Col)

2-0 1-1 domani 24/2 7/3 9/3 21/3 29/3 6/4 11/4 18/4 18/4 PT G 3 1 1 1 1 1 0 1

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USA

«I MIEI STATI UNITI DI GERMANIA»

Il c.t. prossimo avversario dell’Italia: «Mi criticano se convoco quelli col doppio passaporto? Non voglio perdermi il prossimo Giuseppe Rossi»

DAL NOSTRO INVIATO A BOSTON

MASSIMO LOPES PEGNA 5RIPRODUZIONE RISERVATA

Girone 4

Fluminense-Arsenal S. A. Zamora-Boca J. Arsenal S.-A. Zamora Boca J.-Fluminense Arsenal S.-Boca J. Fluminense-A. Zamora Boca J.-Arsenal S. A. Zamora-Fluminense A. Zamora-Arsenal S. Fluminense-Boca J. Arsenal S.-Fluminense Boca J.-A. Zamora FLUMINENSE (Bra) A. ZAMORA (Ven) BOCA J. (Arg) ARSENAL S. (Arg)

1-0 0-0 domani 8/3 14/3 14/3 29/3 30/3 11/4 12/4 18/4 18/4 PT G 3 1 1 1 1 1 0 1

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N 0 1 1 0

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Girone 5

Vasco-Nacional M. Libertad-Alianza L. Nacional M.-Libertad Vasco-Alianza L. Libertad-Vasco Alianza L.-Nacional M. Vasco-Libertad Nacional M.-Alianza L. Alianza L.-Vasco Libertad-Nacional M. Alianza L.-Libertad Nacional M.-Vasco LIBERTAD (Par) NACIONAL M. (Uru) VASCO (Bra) ALIANZA L. (Per)

1-2 4-1 1-2 7/3 15/3 21/3 22/3 28/3 4/4 6/4 13/4 13/4 PT G 6 2 3 2 0 1 0 1

V 2 1 0 0

N 0 0 0 0

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S 2 3 2 4

Girone 6

Nacional-Cruz Azul D. Tachira-Corinthians Cruz Azul-D. Tachira Corinthians-Nacional Nacional-D. Tachira Cruz Azul-Corinthians Corinthians-Cruz Azul D. Tachira-Nacional D. Tachira-Cruz Azul Nacional-Corinthians Corinthians-D. Tachira Cruz Azul-Nacional CRUZ AZUL (Mex) CORINTHIANS (Bra) D. TACHIRA (Ven) NACIONAL (Par)

1-2 1-1 domani 8/3 13/3 15/3 22/3 28/3 3/4 12/4 19/4 19/4 PT G 3 1 1 1 1 1 0 1

V 1 0 0 0

N 0 1 1 0

P 0 0 0 1

F 2 1 1 1

S 1 1 1 2

Girone 7

Defensor-Velez Chivas-D. Quito Defensor-D. Quito Velez-Chivas D. Quito-Velez Chivas-Defensor Velez-D. Quito Defensor-Chivas D. Quito-Defensor Chivas-Velez D. Quito-Chivas Velez-Defensor VELEZ (Arg) DEFENSOR (Uru) CHIVAS (Mex) D. QUITO (Ecu)

0-3 1-1 2-0 23/2 7/3 14/3 22/3 28/3 10/4 11/4 18/4 18/4 PT G 3 1 3 2 1 1 1 2

V 1 1 0 0

N 0 0 1 1

P 0 1 0 1

F 3 2 1 1

S 0 3 1 3

Girone 8

Atl. Nacional-U. De Chile Godoy C.-Penarol Penarol-Atl. Nacional U. De Chile-Godoy C. Penarol-U. De Chile Godoy C.-Atl. Nacional Atl. Nacional-Godoy C. U. De Chile-Penarol Godoy C.-U. De Chile Atl. Nacional-Penarol Penarol-Godoy C. U. De Chile-Atl. Nacional ATL. NACIONAL (Col) GODOY C. (Arg) PENAROL (Uru) U. DE CHILE (Chi)

PT G 3 1 3 1 0 1 0 1

2-0 1-0 oggi domani 6/3 9/3 23/3 30/3 4/4 11/4 20/4 20/4 V 1 1 0 0

N 0 0 0 0

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S 0 0 1 2

linsmann, perché ha accettato l’incarico di commissario tecnico degli Usa? «Perché è molto stimolante lavo-

K

rare in un posto dove le strutture del calcio non sono definite come in Europa. Qui puoi essere creativo, aggiungere pezzi a un puzzle in costruzione, inventare il futuro». E qual è il futuro del soccer in un Paese ancora devoto ai suoi sport? «E’ incredibile ciò che ha fatto la

Mls in 15 anni: è passata da zero a 19 squadre, con proprietari molto facoltosi; ha costruito stadi bellissimi; ha organizzato le Academy per i ragazzini. I genitori ormai pensano che il football sia troppo pericoloso o che nel baseball non si corra abbastanza».

BOCA, FALCIONI CONTRO TUTTI Si fa calda la guerra tra Riquelme e il tecnico, che prima si dimette ma dopo 6 ore chiede scusa e resta

Il Santos le prende in Bolivia, pareggi stentati per Corinthians e Flamengo

empi duri per il calcio verdeoro. Scorrendo i risultaT ti di questo primo scorcio di coppa Libertadores, viene da chiedersi se il Brasile sia ancora la culla del tanto decantato jogo bonito. Tranne poche eccezioni, le squadre impegnate in coppa hanno raccolto debutti amari, sia a livello di gioco che di risultati. Le grandi favorite della vigilia hanno annaspato oltre ogni previsione contro avversari modesti. Ad alimentare il dubbio che il calcio brasiliano stia attraversando un momento di crisi ci si mette peraltro anche il responso dell’ultimo ranking FIFA: la Seleção è scivolata al settimo posto, peggior risultato mai fatto registrare dal 1993, quando venne istituita la speciale graduatoria mensile riservata alle nazionali e la nazionale brasiliana figurava all’ottavo posto.

punto è? «Quindici anni fa aveva già diversi calciatori nei team europei, ma in panchina. Con l’Italia invece vedrete una Nazionale in cui l’80% dei convocati è titolare in Europa. Ho detto a Bradley (Chievo, ndr) che m’aspetto di vederlo presto in Inter, Milan o Juve. Ancora non siamo a questo punto. Però...».

ARGENTINA

JOGA MALITO! PRIMO TURNO, FLOP VERDEORO

5RIPRODUZIONE RISERVATA

L’Italia nel 2006 ci battè a livello mentale: non ho più rivisto quella semifinale

E la sua Nazionale a che

COPPA LIBERTADORES

ADRIANO SEU

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COPPA LIBERTADORES

KLINSMANN

EXTRATIME - 21 FEBBRAIO 2012

Due k.o. e 2 pareggi I dolori del Brasile sono evidentemente il riflesso del momento negativo dei club. Dopo i trionfi casalinghi di Fluminense e Internacional sono infatti arrivate solo delusioni, a partire dal Santos campione in carica, sorprendentemente battuto in rimonta (da 0-1 a 2-1) dai boliviani del The Strongest. La stessa sorte era toccata una settimana prima al Vasco da Gama, stracciato in casa dal Nacional Montevideo del Chino Recoba. Flamengo e Corinthians invece sono riusciti a stento a limitare i danni, ottenendo due stentati 1-1 fin troppo generosi a fronte di prestazioni opache. Matricole alla ribalta Nessuna traccia dei gioielli brasiliani. Da Neymar e Ganso, imprecisi e inconsistenti, fino a Ronaldinho, apatico e svogliato nonostante la convocazione in nazionale di Menezes. A recitare il ruolo dei protagonisti ci hanno dunque pensato insospettabili matricole come i venezuelani del Depor-

MARTIN MAZUR 5RIPRODUZIONE RISERVATA

ettimana furiosa per FalS cioni, l'allenatore del Boca che si è dimesso per qual-

HERRERA, 30, DEL D. TACHIRA (REUTERS)

tivo Tachira, capaci di far penare il Timão per strappare un punticino al 4’ di recupero. Dopo un anno vissuto sulle ali dell’entusiasmo per i nomi illustri che avevano deciso di rientrare in patria e per l’improvvisa ricchezza che ha permesso ai club di trattenere i giovani più promettenti, frenando il tradizionale saccheggio del calcio europeo, il calcio verdeoro sembra piombato in una fase involutiva. E del jogo bonito sembra essersi persa ogni traccia.

che ora e poi ha deciso di continuare, anche se con il potere notevolmente debilitato. La guerra non dichiarata tra Falcioni e il capitano Riquelme ha vistto un nuovo capitolo in Venezuela, dopo l’esordio del Boca in Libertadores (0-0 contro il Zamora). Nella ripresa Falcioni ha tolto Cvitanich, a cui avrebbe detto: «Esci! Fai caso più alle indicazioni di Riquelme che alle mie. Ti ho detto che dovevi giocare esterno». In spogliatoio i giocatori hanno difeso il capitano, che stavolta era innocente. Le indicazioni in campo le aveva dato Erviti, notoriamente «uomo» di Falcioni. Faccia a faccia È stata però l’occasione per il primo scontro diretto con Riquelme, dopo un anno di tensione, senza possibilità di retromarcia. «Se vuoi dirmi qualcosa, dimmela in faccia e non parlando con gli altri», avrebbe risposto Roman, che ha chiesto le scuse pubbliche di

Falcioni. L'allenatore, orgoglioso, ha detto al presidente Angelici: «Io con Riquelme non continuo». Nel volo di ritorno, Falcioni non era più l’allenatore del Boca. Si era dimesso. Dopo sei ore di riunione (tre con i giocatori e tre con l'allenatore) Angelici l’ha convinto restare. Il giorno dopo, Falcioni ha dovuto chiedere scusa a tutta la rosa per il suo atteggiamento, ma le parole non sono bastate. I giocatori ancora sono arrabbiati per la mancanza di fiducia. «Per fortuna hanno parlato il presidente e il vice e hanno chiarito che non avevo fatto niente. Qui ogni volta che succede qualcosa, è colpa di Riquelme. Anche se il portinaio ha un problema, è sempre colpa di Riquelme. Ma quello che succede in spogliatoio rimane in spogliatoio», ha detto Roman, che parla di sè in terza persona, alla Maradona. E Falcioni? «Abbiamo deciso di continuare, per il bene del Boca. Quello che dovevo dire l’ho detto ai miei in spogliatoio», ha detto. L’incidente in Venezuela però è diventato l'iceberg che rischia di far affondare il progetto del Boca, imbattuto da 33 partite ufficiali (31 in Primera, 1 in Copa Argentina e 1 in Libertadores). Ora però è arrivato un avversario inaspettato: l’allenatore.


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AMERICHE

EXTRATIME - 21 FEBBRAIO 2012

Nel 2006 l’Italia ha battuto la sua Germania soprattutto a livello mentale? «Senza dubbio. Il fattore decisivo fu la vostra determinazione, è il motivo per cui avete meritato il Mondiale. In quella semifinale, nessun azzurro perse mai la concentrazione. Non ho mai voluto rivedere quella partita».

3 domande a... MARCO SANTIN Gialappa’s Band

«Perché lo chiamai pantegana»

E l’Italia di Prandelli? «Mi piace soprattutto la personalità positiva di Cesare. Ammiro il suo coraggio, la mentalità aperta. Con la Fiorentina ha fatto qualcosa di straordinario. Chiamarlo in Nazionale è stata una mossa azzeccata: ha costruito la perfetta chimica, la squadra gioca bene e si divertono tutti».

identikit NE VINCE 2 SU 3 Jürgen Klinsmann è nato a Göppingen il 30 luglio 1964. Dopo una lunga carriera da attaccante (232 gol con otto maglie diverse, foto inter.it), dal 2004 ha cominciato ad allenare, succedendo a Voeller come c.t. della Germania. Ai Mondiali del 2006 in casa arriva terzo ma poi lascia. Dal 2008 allena il Bayern, ma viene esonerato ad aprile. Dal 29 luglio 2011 è c.t. degli Usa. Da tecnico ha una percentuale di vittorie del 67%.

Però? «Però vogliamo andare a Genova e provare a giocare alla pari con l’Italia, senza barricate. Abbiamo perso con la Francia 1-0, ma potevamo pareggiare. E’ solo affrontando gente del livello di Pirlo e Montolivo che possiamo crescere. In fondo il calcio è un mind game».

Lei Balotelli come lo avrebbe gestito? «Un giocatore è il risultato dell’ambiente in cui cresce. Qualsiasi ragazzino ha difficoltà a diventare un pro se l’atmosfera che lo circonda non è serena: il calcio non dà un’educazione». L’Italia che cosa le ha insegnato? «Mi ha dato una lezione di vita: prendere le persone per come sono, non per come vorresti fossero. Dura all’inizio per un tedesco che crede nella perfezione. Ho imparato che perdere 5 minuti in un bar per bere un espresso è inestimabile. Ricordo Trapattoni che mi prendeva a braccetto e mi trasmetteva tranquillità. Il presidente Pellegrini che mi trattava come un figlio». Ha ancora amici a Milano? «Un sacco, da Berti a Serena. E Pellegrini sarà a Genova per vedermi. Quando mi riconoscono mi fanno tante feste: una volta

JURGEN KLINSMANN, 47 ANNI, ALL’OPERA CON LA NAZIONALE USA (AP)

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Chi è il nostro giocatore che la intriga di più? «Ai miei parlo sempre di Buffon. Devono prendere esempio dal suo carisma, dalla dedizione».

Ho ancora tanti amici da voi. E i casellanti non mi fanno pagare l’autostrada un casellante interista non mi ha fatto pagare l’autostrada». Si ricorda come la chiamavano a Milano? Ride: «KataKlinsmann. E Pantegana bionda, ma non ho mai capito perché». I tecnici che stima di più? «Ho avuto tanti maestri. Ho imparato molto anche da Orrico, pur se non gli diedero il tempo: era avanti almeno 10 anni. Ora ammiro il modo in cui Guardiola gestisce il Barcellona». Il nostro calcio ha meno appeal? «No, perché i giocatori di tutto il mondo hanno sempre un occhio alla Serie A. Ma quanto a infrastrutture avete perso il treno con Italia ’90. Ormai ci vo-

gliono stadi adeguati e l’esempio positivo della Juventus è sotto gli occhi di tutti». Meglio fare il c.t. o l’allenatore di club? «Da c.t. è più difficile perché è più complicato dare un’impronta alla squadra. Da allenatore hai sempre i giocatori con te e puoi lavorare più in profondità». A Genova convocherà diversi atleti col doppio passaporto, tedesco e americano: negli Usa l’hanno criticata per questo. «Perché è un’innovazione. Ma anche negli States devono adeguarsi. Ragazzi come Chandler e Williams hanno il padre che lavorava a una base Usa in Germania e sono cresciuti nel calcio tedesco, dunque con tonnellate di esperienza in più. Stiamo cercando di ripetere ciò che ha fatto la Francia negli anni ’90 con Zidane e soci o la mia Germania con Khedira e Ozil. Voglio essere sicuro di non perdermi il prossimo Giuseppe Rossi. Se fossi stato c.t. qualche anno fa, gli avrei telefonato ogni settimana fino a quando non avesse accettato di giocare per me».

1 Perché chiamaste Klinsmann «Pantegana bionda»? «Perché sono un cialtrone... Colpa mia: stavo guardando una partita della "mia" Inter in bassa frequenza e Klinsmann fece un liscio bestiale o sbagliò un gol, non ricordo bene. Mi venne proprio così, spontaneo, senza motivo: "Ma porca p..., guarda cosa fa ’sta pantegana"». 2 Ma le sembrava assomigliasse così tanto a un topo? «No, no, non c’entrava nulla la faccia. Boh, mi è venuto così: Pancev era il ramarro e Klinsmann fu la pantegana. Mi faceva ridere la parola, e pantegana bionda ancora di più».

3 E Klinsmann se la prese, che voi sappiate? «L’ho incontrato una volta, è venuto fuori il discorso e si è messo a ridere. Sinceramente non credo gli facesse granché piacere: era straniero, non era abituato a una certa ironia e soprattutto non capiva bene il significato di quel soprannome, ma capiva benissimo chi lo prendeva in giro. Però Jurgen era anzitutto una grande persona: no, dai, non se l’è mai presa più di tanto». a.e.

BRASILE

TEXEIRA ACCERCHIATO. MOLLA O NO? Corruzione e riciclaggio, e il giallo del bonifico fatto da Rosell alla figlia: il boss del calcio brasiliano può lasciare, al suo posto Magalhaes o Del Nero FERNANDA MASSAROTTO 5RIPRODUZIONE RISERVATA

esta o va via? Il prossimo R capitolo della telenovela Teixeira è ancora atteso da tutti. Da più di 20 anni Teixeira comanda il calcio brasiliano ma nell’ultima settimana salgono le quotazioni di un suo addio: pare abbia i giorni contati tra accuse di corruzione, lavaggio di

denaro sporco, arricchimento illecito e altre cause nei tribunali brasiliani e all’estero. Con 2 CPIs (Commissione parlamentare di inchiesta) in curriculum, Teixeira ha cominciato a perdere influenza. Responsabile dell’organizzazione del Mondiale 2014 e presidente della federazione, dal 17 dicembre scorso Teixeira è in aspettativa dalle due cariche e aveva anche fatto sapere tramite Blatter che avrebbe lasciato a gennaio 2012. Il 15 febbraio però

si fa vedere all’insediamento di Bebeto al Comitato Organizzatore del Mondiale. Intreccio blaugrana Il vero mistero però arriva venerdì: sul blog del giornalista Kfouri si leggeva del bonifico di circa 1,6 milioni di euro versato sul conto della figlia di 11 anni di Teixeira da parte di Rosell, presidente del Barcellona e socio dell’impresa Alianto, domiciliata in una fazenda del dirigente brasiliano. L’Alianto è sotto inchiesta per aver ricevuto soldi per la promozione di un’amichevole del Brasile. I rumours di una rinuncia hanno costretto la CBF a pubblicare un comunicato. «Teixeira tornerà

RICARDO TEXEIRA, 64 ANNI (AP)

alle sue attività dopo il Carnevale», si legge. In un’altro comunicato si afferma che il dirigente non ha problemi con la Guardia di Finanza: «Il presidente e tutti i membri della sua famiglia hanno una situazione tributaria-fiscale regolare. Tutti i suoi beni e proprietà sono stati dichiarati». Il Carnevale brasiliano finisce domani, quando dovrebbe tornare Texeira. Ma nonostante le smentite la guerra per il suo posto è già partita. I dirigenti delle federazioni locali si muovono nell’ombra. In caso di elezioni la sfida sarà fra Weber Magalhães (Federezione Brasilienese), e Marco Polo Del Nero, (Federazione Paulista), uomo di Teixeira.

ARGENTINA

LANUS CON LE MALVINAS SULLA MAGLIA RR (s.s.) Il 30˚ anniversario della guerra delle Malvinas (o delle Falkland all'inglese) agita il calcio argentino. Dopo che l'Afa ha intitolato il Clausura all’incrociatore General Belgrano, affondato dagli inglesi durante il conflitto (la Fifa si è opposta fermamente), anche il Lanus di Camoranesi ha inteso ricordare l'evento, esponendo sulla maglia un logo con l'immagine dell'arcipelago e la scritta Islas Malvinas.

COLOMBIA

TORNA GOMEZ CT CHE PICCHIÒ UNA DONNA RR L’ex c.t. della Colombia Hernan Dario «Bolillo» Gomez, 56 anni, è stato nominato allenatore dell’Independiente Medellin, ex grande ora in difficoltà in classifica, dove ha giocato dal 1975 al 1980 e club della sua città natale. Gomez ha guidato anche Ecuador (al Mondiale 2002) e Guatemala. Il 5 agosto 2011 aveva aggredito una donna, che era con lui in un bar di Bogotà, e per tale motivo si era poi dimesso.

PERÙ

SCIOPERO: IN CAMPO GLI U20, UN CLUB SALTA RR (a.s.) Sciopero duro in Perù. La presa di posizione dell’assocalciatori, in guerra per gli stipendi arretrati, costringerà i club a iniziare il campionato con i ragazzi. Universitario e Sport Boys giocheranno con gli U20, lo stesso dovrebbero fare gli altri. Intanto il San Martin a causa delle perdite economiche ha deciso di sciogliersi, Union Comercio e Cesar Vallejo non parteciperanno al campionato.

ECUADOR

ARBITRI FERMI, IL CAMPIONATO È SOSPESO RR (a.s.) Lo sciopero degli arbitri ecuadoriani ferma il campionato dopo 2 giornate. I fischietti reclamano un sensibile aumento salariale. «Il campionato è sospeso a tempo indeterminato, non c'è altra scelta. Ma si tratta di una presa di posizione inaccettabile, e prenderemo in considerazione l'ipotesi di sanzionare l'intera classe arbitrale», ha annunciato il presidente della Federazione (FEF) Luis Chiriboga.


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AMERICHE

EXTRATIME - 21 FEBBRAIO 2012

RONALDINHO DA RECORD NEL 2011: TRE SCUOLE IN TRE NOTTI

Vintage DI SEBASTIANO VERNAZZA 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

FEBBRAIO ’97: RONALDO, IN FORZA AL BARCELLONA SFILA CON L’ALLORA COMPAGNA SUSANA WERNER: L’EX INTERISTA E MILANISTA È UN HABITUÉ (REUTERS)

MARCIO AMOROSO, LA PELATA ORIGINALE L’ex Parma e Udinese ora ha un’impresa di costruzioni e gioca ancora. A Showbol RR «Presto il Brasile sarà

Amoroso più 10 giocatori»: un giorno di circa vent’anni fa lo disse Mario Zagallo, all’epoca c.t. della Seleçao. Marcio Amoroso dos Santos mostrava meraviglie in Giappone, al Verdy Kawasaki. Ritornò in patria, al «natio» Guarani, si spaccò un ginocchio, comparve all’orizzonte Ronaldo e la Zaga-profezia si perse nel nulla. Marcio però si è ritagliato lo stesso una bella carriera. A Udine è amato quanto Zico. A Parma gli vogliono bene, ma con ironia emiliana qualcuno dice che il primo scossone alla Parmalat lo diede lui: per averlo, il cavalier Tanzi pagò a Pozzo una quarantina di miliardi delle vecchie lire. Al Milan fugaci apparizioni nel 2006. Gran bell’attaccante, Marcio. Rapido talentuoso con

IERI

IL 7 MARZO 2011 RONALDINHO DEL FLAMENGO È AL SAMBODROMO CON LA SCUOLA PORTELA; BALLERÀ PER SALGUEIRO E GRANDE RIO NEI GIORNI SEGUENTI (AP)

RIO DE JANEIRO

BRASILE

A CARNEVALE OGNI STELLA VUOLE SFILARE Samba, calcio e tante leggende made in Rio: dalle fughe di Edmundo al carro di Neymar E Ronaldo era costretto a nascondere la birra

OGGI

senso del gol. E forse non tutti sanno che la moda di radersi i capelli la lanciò lui, pelato prima di Ronaldo («Ronie mi vide con la testa lucida e copiò l’idea»). Oggi Amoroso si tiene in forma nel campionato paulista di «showbol», specie di calcetto estremo, popolare in Brasile: 6 contro 6, la palla non esce mai dal campo perché può rimbalzare contro il recinto di legno. Il 37enne Marcio si gode la vita. «Mangio, bevo, dormo. Non potrebbe andare meglio. Scherzo. Un lavoro serio ce l’ho». I guadagni della carriera li ha investiti in un’impresa di costruzioni. «Grazie a Dio gli affari vanno bene. L’edilizia in Brasile tira. Lavoriamo in tutto il Paese». Il Mondiale del 2014 incombe e Marcio non è ottimista. Agli studenti di un corso di giornalismo ha detto: «Spero che sia un successo, ma ho qualche dubbio. Dobbiamo migliorare in tante cose, per esempio nella sicurezza». La Seleçao è forse il suo unico rammarico. Venti presenze, 10 gol. Eccellente media, però non ci sono tracce di Amoroso dentro un Mondiale. Per forza, ai suoi tempi imperversava Ronaldo, quello vero.

IL C.T. DEL BRASILE WANDERLEI LUXEMBURGO ED EDMUNDO SFILANO NEL MARZO 2000 (AFP)

RONALDO SUL CARRO DEI «GAVIOES DA FIEL» NEL FEBBRAIO 2010, QUANDO GIOCAVA AL CORINTHIANS (AFP)

MAURICIO CANNONE 5RIPRODUZIONE RISERVATA

inalmente l’anno scorso, da «pensionato», Ronaldo l’ha potuto ammettere: «Per la prima volta non ho dovuto nascondere la birra nella lattina di una bibita analcolica. Da calciatore non ho mai potuto godermi questi momenti, ma ora posso fare quello che voglio». Eh già. Perché un Carnaval senza birra, che festa è? In realtà Ronaldo Luis Nazario da Lima non si è fatto mai mancare niente, neanche quando era un calciatore sulla cresta dell’onda. Come tanti suoi colleghi, specie i carioca, che al richiamo del Carnevale proprio non sanno resistere. Gli ultimi sono stati Neymar e Lucas: mentre Vágner Love veniva incoronato re del ballo Vermelho e Preto a Rio, i due simboli dell’ultima generazione brasiliana negli scorsi giorni sono stati assieme a Salvador de Bahia. Loro avevano il permesso delle società, altri... meno. Edmundo, lo ricordate? Scappò due volte da Firenze per sfilare a Rio. Nel 1998, insoddisfatto per la panchina impostagli da Alberto Malesani, decise di viaggiare in Brasile senza il permesso della società. O Animal si accasò con la scuola di samba Unidos da Tijuca, che rendeva omaggio al centenario del Vasco da Gama, club del cuore dell’attaccante, per cui aveva giocato e col quale sarebbe tornato a fine carriera. E nel febbraio 1999, Edmundo, dovendosi presentarsi presso il tribunale di Rio per corresponsabilità in un incidente d’auto che aveva causato morti e feriti, arrivò in Brasile con l’autorizzazione del club viola e un preparatore fisico al seguito; ma O Animal ne approfittò per partecipare di nuovo al Carnevale.

F

Diego e Barbara Bush Anche Ronaldo, dicevamo, non si è quasi mai sottratto al richiamo del Sambodromo. Nel 1997, quand’era al Barça, sfilò mano nella mano con l’allora compagna Susana Werner per la scuola di Beija Flor. L’anno dopo, all’Inter, fece soltanto una digressione in Italia al Carnevale di Cento. Ma poi per vari anni è stato chiamato come testimonial della birra brasiliana Brahma, che ha un palco d’onore al Sambodromo carioca: nel 2002 (già, prima del fatidico 5 maggio...) in tribuna con lui c’erano niente meno che Diego Maradona, Edmundo (scappato con la solita scusa di un infortunio dal club d’allora, i Tokyo Verdy), l’ex tricampione del mondo di F.1 Nelson Piquet e Barbara Bush, moglie di George senior, già presidente degli Stati Uniti. E fra le tante bellezze in costume in quell’occasione c’era di nuovo la sua già ex Susana, oggi signora Julio Cesar. Anche nel 2006 Ronaldo si ritrovò sul solito palco con Diego e la signora Claudia Villafane e fi-

E SIAMO A OGGI: AL CARNEVALE DI SALTO NON PUÒ MANCARE LA CARICATURA DI NEYMAR

glie. Mentre di recente c’è finito con la fidanzata Bia Antony e ben sei compagni di squadra del Corinthians (Douglas, Elias, Jean, Alessandro, William e André Santos). Sempre l’Animal Edmundo nel 2000 addirittura si portò dietro in sfilata l’allora c.t. della Seleção Wanderlei Luxemburgo: non gli portò bene, il Brasile ai Giochi di Sydney fu eliminato nei quarti. E l’anno scorso Edmundo era alla sfilata di Salgueiro, altra scuola storica di samba, in compagnia di Ronaldinho, che giusto un anno fa ha stabilito un record per un calciatore: ha sfilato per 3 scuole in 3 notti, riuscendo anche a segnare 2 gol in 2 match del torneo statale fra una sfilata e l’altra... Il torneo delle scuole D’altronde il legame fra calcio e samba è inossidabile. Nel 1932, per esempio, il cronista e scrittore Mário Filho, che dà il nome allo stadio noto come Maracanã, ideò il campionato del Carnevale. Cioè la sfilata delle scuole di samba nella torrida estate di Rio con un vincitore e una Lega, proprio come accade oggi. Il primo titolo andò alla Mangueira. Tra gli attuali fedeli della verderosa, c’è l’ex granata e Pescara Leo Júnior. Di quella sfilata di 80 an-

o Nel ’32 il cronista Mário Filho ideò il campionato del Carnevale: vinse Mangueira ni fa, fra i reduci restano anche Portela, Estácio de Sá (che nel ’95 per onorare i 100 anni del Flamengo ideò su questo tema il suo show) e Unidos da Tijuca. La serie A del samba carioca (13 scuole) del 2012 prevede pure 2 retrocessioni e 1 promozione; a giudicare sarà una giuria di 40 membri, e domani si assegna lo «scudetto». Il Sambódromo, lo stadio del samba, inaugurato nel 1984, è stato appena ristrutturato e ampliato a 72.500 posti. I calciatori inoltre spesso sono diventati maschere o carri del Carnevale. Il Fenomeno Ronaldo in primis, ma anche Ronaldinho e i due santisti Ganso e Neymar. Inoltre spesso le tifoserie organizzate fanno parte delle scuole di samba. È il caso della Gaviões da Fiel, gruppo di ultrà del Corinthians di San Paolo, come pure la Mancha Verde, dell’arcinemico Palmeiras. La Gaviões ha persino invitato Lula, l’ex presidente del Brasile e fan del Corinthians, per la sfilata del 2012 nel capoluogo paulista. Lui non c’era, la moglie invece sì, come Jennifer Lopez in un’altra cabina del Sambódromo. Ma domani, mercoledì delle Ceneri, sarà ora di cambiare le maschere con maglie e calzoncini: si scende di nuovo in campo. Neanche O Carnaval ferma o futebol.


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EXTRA FUN

CILE

CARRASCO RE DEI SIMULATORI NEL 2011

BRYAN CARRASCO, 21 ANNI (AP)

RR (a.s.) Il cileno Carrasco,

INGHILTERRA

sms

LAPORTA E LA PORNO PRESTO SPOSI? RR (s.s.) Joan Laporta, uno dei single più ambiti di Spagna (e non solo visto che tempo fa si era parlato di una love story tra lui e Simona Ventura), avrebbe messo la testa a posto. Già, ma quale posto? Secondo i gossipari di todoellas.com, l'ex presidente del Barcellona sarebbe a un passo dell'altare con Maria Lapiedra, pornostar catalana già protagonista di una presunta scappatella con Buffon e di un sexy spot pro blaugrana. I due si sarebbero conosciuti di recente e Laporta avrebbe deciso prima di inserirla nello staff della propria campagna elettorale per il partito Solidaridad Catalana e, poi, di portarla a Cuba per una sorta di luna di miele anticipata. Sarebbero stati dieci giorni di fuoco, chiusi dalla più importante dichiarazione mai rilasciata dal bel Joan.

S QATAR Il brasiliano oriundo italiano Autuori sostituisce Lazaroni come c.t. del Qatar per tentare di qualificarlo al Mondiale 2014. Nel suo palmares le Libertadores 1997 (Cruzeiro) e 2005 (San Paolo) e il Mondiale per club 2005.

S SOLIDALE Il presidente uruguaiano Mujica difende Suarez sul caso Evra: «E’ un ragazzo serio, umile e rispettoso. E’ fuori luogo scandalizzarsi per un diverbio in campo: ha tutta la mia solidarietà».

preso a gennaio dall’Udinese e lasciato per il momento in patria, si aggiudica il premio di miglior simulatore dell'anno. L'Associated Press gli ha assegnato il simbolico e poco ambito titolo per la sceneggiata di cui si è reso protagonista all'ultimo Sudamericano U20, quando afferrò il braccio di un avversario e si schiaffeggiò fingendo di essere stato vittima di un gesto antisportivo. Il premio va a Carrasco — ha spiegato l'AP — perché la trovata è stata davvero originale, e il giocatore ha perfino ammesso di essersi esercitato in allenamento.

BRASILE

CAMPO CALDO? ASSORBENTI NELLE SCARPE RR L'arma segreta per combattere il calore ai piedi durante le partite? Assorbenti femminili negli scarpini, a mo’ di solette. E' la singolare trovata dei giocatori del Sao José-RS (campionato gaùcho) per resistere ai 40˚ che rendono rovente il campo sintetico. Secondo il tecnico Agenor Piccinin, lo stratagemma consente ai giocatori di ridurre la temperatura dei piedi di almeno una decina di gradi, alleviando così l'insofferenza dei calciatori prima costretti ad approfittare di ogni pausa di gioco per immergere i piedi in secchi d'acqua gelata.

S 17 ANNI, 17 MLN Il Chelsea ha trovato il campione del futuro: è Lazar Markovic, 17enne del Partizan Belgrado, per il quale Abramovich sarebbe pronto a sborsare più di 17 milioni di euro.

S

SI CHIAMA ST. JAMES. E VE LO SCRIVO RR No al calcio moderno, nuova puntata. Succede che il Newcastle si è venduto i diritti del nome dello stadio: per circa una decina di milioni di euro, il St. James Park da novembre all’anagrafe fa Sports Direct Arena. Venerdì, però, sono andati a smontare la storica insegna dell’impianto per metterci quella nuova, e la cosa ai tifosi non è andata giù. Poche ore dopo, col favore delle tenebre, è arrivato l’eroe con vernice e pennello per ribadire il nome vero, quello con cui lo stadio si chiama dal 1892. Manco a farlo apposta, l’hanno arrestato: si tratta di Mickael Atkinson, 29 anni, che verrà processato per atti di vandalismo. La scritta è stata prontamente rimossa. Sui social network però la foto gira: «St. James è morto, lunga vita a St. James». E la sera dopo, come per magia, qualcuno è andato a rifare la scritta.

S MARCHIO CHOLO L'Atletico Madrid è pronto a registrare il marchio Simeone 14 (numero da giocatore) e a usarlo non solo per le divise ufficiali, ma anche per oggetti come tazze e altre suppellettili.

S ARRESTATO Il portiere del San Martin Tucuman (B argentina) Lucas Hoyos, è stato arrestato dopo la sfida contro la Juventud Antoniana per una lite con un poliziotto al rientro negli spogliatoi.

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PIZARRO VINCE UN CAVALLO CON GUERRERO

DELLA SETTIMANA

di FILIPPO CONTICELLO

RR (c.p.) Claudio Pizarro e Paulo Guerrero, attaccanti peruviani di Werder Brema e Amburgo, si divertivano insieme già ai tempi del Bayern di Monaco. Nell'ultima giornata di Bundesliga hanno incrociato i tacchetti e messo in palio, per il vincitore di questa scommessa, un singolare premio: un cavallo da corsa. Grandi appassionati, Pizarro alleva a Londra cavalli da corsa che sono già stati protagonisti di diverse competizioni internazionali. E proprio lui, grazie al 3-1 del Werder ad Amburgo, ha vinto la scommessa a quattro zampe.

REAL IRAQ Il ministro dello Sport iracheno ha firmato un accordo di cooperazione col Real Madrid che prevede l'apertura di 4 scuole calcio nel Nord del Paese, nella regione del Kurdistan.

INGHILTERRA

GERMANIA

HENRY VUOLE UN ACQUARIO ALTO COME LA SUA CASA

MELO E LO SHOW DEL CAMP NOU

S

RR Non il miglior posto del

CAMBIO Non soddisfatto dell’andamento nel campionato gaùcho, il Gremio esonera il tecnico Caio Junior. Al suo posto la prima scelta del club di Porto Alegre è Luxemburgo.

Camp Nou, ma bastava a godersi «lo spettacolo». Felipe Melo, medianaccio brasiliano con un passato (non rimpianto) alla Juve e un presente al Galatasaray, ha definito così il poker di Messi al Valencia ammirato di persona.

RR (s.s.) «Dire no a un ritorno all'Arsenal è impossibile»: così Henry si è congedato dai tifosi Gunners al termine del prestito dai Red Bulls New York, durante il quale ha realizzato due reti decisive regalando altrettante vittorie nel finale alla sua squadra. Titì, dunque, ha lasciato aperto un portone a un clamoroso ritorno a Londra e forse è per questo che, come riporta il Daily Mail, ha deciso di radere al suolo la sua villa per ricostruirla in grande stile, con un acquario alto quanto la casa, 12 metri, e dal costo di circa 300 mila euro (solo per la costruzione, di manutenzione verrebbe 90 mila l’anno). Un'inezia, se si considera che la villa da demolire vale più di 7 milioni di euro.

INGHILTERRA

CROUCH PIÙ SEXY DI BECK ABBEY, CONTENTA TU... RR (s.m.) Peter Crouch è più sexy di David Beckham, specie in mutande. A giurare sulla maggior carica sessuale dell’allampanato attaccante rispetto al tatuato campione è Abbey Clancy, signora Crouch da un anno. Non bastasse, la 26enne modella ha anche raccontato al magazine OK! che quando ha visto Beckham seminudo sui cartelloni di H&M lo ha scambiato per il rotondetto comico Ricky Gervais. O la bella Abbey ha bisogno di occhiali o è solo invidiosa di Victoria, che vede David in mutande tutti i giorni.

CINA

5 ANNI E MEZZO DI GALERA AL PRINCIPE DEGLI ARBITRI RR (m.p.) Non si scherza con la corruzione: l’arbitro Lu Jun è stato condannato a 5 anni e mezzo di prigione per aver intascato mazzette (128 mila dollari), al fine di manipolare i risultati del campionato 2003, fra i quali una gara del team vincitore del titolo, lo Shanghai Shenhua. Nello scandalo è coinvolto anche il presidente del comitato arbitri, Zhang Jianqiang. Lu Jun era uno dei migliori fischietti, premiato 2 volte come migliore direttore di gara asiatico, il primo cinese ad arbitrare partite olimpiche e mondiali (nel ’02).

La frase JUPP HEYNCKES, 56 ANNI ALLENATORE DEL BAYERN

l

Maria

EXTRATIME - 21 FEBBRAIO 2012

Volevo Shakira e invece mi hanno preso Shaqiri

Mondovisione LE PARTITE DA NON PERDERE NEI PROSSIMI GIORNI IN TV MARTEDÌ 21

MERCOLEDÌ 22

GIOVEDÌ 23

CHAMPIONS LEAGUE Cska Mosca Real Madrid Premium Calcio 18.00

EUROPA LEAGUE Manchester City Porto Premium Calcio 3 18.00

COPPA LIBERTADORES Velez Sarsfield Chivas Guadalajara Sky Sport 1 HD 02.00

PREMIER LEAGUE Chelsea Bolton Sky Sport 1 HD 16.00

SABATO 25 LIGUE 1 Lione Paris S. Germain Sportitalia 21.00

CHAMPIONS LEAGUE Napoli Chelsea Sky Sport 1 HD 20.45

CHAMPIONS LEAGUE Basilea Bayern Monaco Sky Sport 3 HD 20.45

EUROPA LEAGUE Manchester United Ajax Premium Calcio 3 21.00

PREMIER LEAGUE Manchester City Blackburn Sky Sport 3 HD 18.30

LIGA Espanyol Levante Supercalcio HD 22.00

DOMENICA 26 PREMIER LEAGUE Arsenal Tottenham Sky Sport 3 HD 14.30 BUNDSLIGA Bayern Monaco Schalke 04 Sky Calcio 10 15.30

CARLING CUP Liverpool Cardiff City Supercalcio HD 17.00 LIGA Atletico Madrid Barcellona Sky Sport 3 HD 21.30


16 EXTRATIME - 21 FEBBRAIO 2012


Gazzetta dello Sport 21/2 | SAS  

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