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NELLE PAGINE CAMPANE GARGANO: «CREDO SEMPRE NELLA FINALE»

www.gazzetta.it venerdì 10 febbraio 2012 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno 116 ­ Numero n Anno 35

camouflage-jeans.com

IL FUTURO IL PRESIDENTE NERAZZURRO HA ESCLUSO L’INGAGGIO DELL’EX C.T. INGLESE

COPPA ITALIA ANDATA SEMIFINALI 2­1

Moratti: non prenderò Capello Blanc sulla strada dell’Inter Salgono le quotazioni del francese dopo che Spalletti ha rinnovato con lo Zenit 3 Fabio Capello, 65 anni. Era c.t. dell’Inghilterra dal 2007 AFP

BOLDRINI, DALLA VITE, ELEFANTE, LAUDISA PAG. 8­9

Mezzo miracolo del piccolo Siena il Napoli insegue

MILAN­JUVE DOPO IL FINALE CALDO DI SAN SIRO

SCHIAFFETTI

L’episodio incriminato: Ibra contro Storari sotto lo sguardo di Chiellini (IPP)

DISPETTI

Reginaldo, D’Agostino, autogol di Pesoli: fanno tutto i toscani PAG. 12­13

SCUDETTI

Chiellini chiede la prova tv contro Ibra. Ambrosini e Galliani lo attaccano: «E’ uno spione». Bianconeri irritati per la lezione di stile

Bologna­Bari: spuntano Portanova e Di Vaio CENITI A PAGINA 18

ADESSO BASTA

laCampagna

DI UMBERTO ZAPELLONI

LA GAZZETTA SPOSA IL #SALVACICLISTI PER RICORDARE TOD

Non è importante stabilire con esattezza chi abbia cominciato. Se è stato Galliani che aveva «previsto» due e non tre gior­ nate di squalifica per Ibra do­ po lo schiaffo ad Aronica op­ pure Marotta che domenica aveva alzato la voce per chie­ dere la protezione di un arbi­ tro internazionale per la Juve.

DI PIER BERGONZI

L’ARTICOLO A PAGINA 21

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Curioso episodio al termine di Milan-Juve: Inzaghi e Borriello si sono scambiati le badanti.

FORMULA 1 I TEST IN SPAGNA

SPORTWEEK DOMANI

Ferrari è dura, Alonso 7° Vettel felice: «Red Bull ok»

Londra e l’Olimpiade secondo Beckham Con la Gazzetta a 1,50 euro

ALLIEVI, CREMONESI E PIOLA ALLE PAGINE 26 E 27

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f o r m a z i o n e

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Lazio in dieci da 0­2 a 3­2 con il Cesena SCOMMESSE IACOVELLI AGLI INQUIRENTI

ilCommento

di GENE GNOCCHI

ANTICIPO DI A TORNA A SEGNO IAQUINTA

CIERI, GREISON E PALOMBO A PAGINA 14

DELLA VALLE, GRAZIANO, OLIVERO E PASOTTO DA PAG. 2 A 7

IL ROMPI PALLONE

Nella foto Ansa la gioia di Reginaldo (a destra)

L’iniziativa è del Times di Londra. Si chiama «Città sicure per i ciclisti» e sulla rete impazza e si moltiplica come #salvaciclisti. Abbiamo deciso di sposarla e di rilanciarla perché ci sembra perfettamente in linea con lo spirito e la tradizione del nostro giornale e perché 4 mesi fa, il nostro collega Pier Luigi Todisco è morto a Milano, mentre veniva al giornale in bicicletta... L’ARTICOLO A PAG. 21

Nella foto Pierluigi Todisco

v i n c e n t e


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

PRIMO PIANO LA POLEMICA

Ibra caos Da Aronica a Storari Due colpi proibiti in quattro giorni Domenica 5: Milan-Napoli di campionato Lo schiaffo ad Aronica Durante Milan-Napoli, Ibrahimovic dà un ceffone ad Aronica e viene espulso: viene squalificato per 3 giornate 4PRESS

Mercoledì 8: Milan-Juve di coppa Italia Scintille finali con Storari Dopo la gara di Coppa Italia con la Juve, Ibrahimovic va contro Storari: Chiellini lo accusa di aver colpito il portiere RAISPORT

MILAN-JUVE DA SCHIAFFI «Chiellini è uno spione» Zlatanate e veleni sul duello scudetto Ambrosini attacca, Amelia: «Infantili». Galliani: «Mi ha deluso. E’ come andare dalla maestra». E per Ibra niente prova tv MARCO PASOTTO MILANO

Chi fa la spia non è figlio di Maria, recita la filastrocca e lascia intendere Galliani assieme a qualche giocatore rossonero il giorno dopo le esternazioni di Giorgio Chiellini. Se al termine della partita Ibrahimovic ha puntato fisicamente il dito contro Storari — dandogli un buffetto sulla guancia — il difensore bianconero con Ibra lo ha fatto a parole, sollevando un polverone anche superiore a quello del gesto stesso di Zlatan. Qualcosa che potrebbe anche mettere a rischio quei buoni rapporti fra Juve e Milan di cui lo stesso Galliani spesso si fa portavoce con piacere (l’ultima volta quattro giorni fa). Delusione Riavvolgiamo il na-

stro. Dopo il parapiglia in campo a fine gara, Chiellini lasciando San Siro racconta davanti

Differenze

alle telecamere: «Non ha lasciato occhi neri, ma quello di Ibrahimovic è lo stesso gesto fatto con Aronica. Se occorrerebbe la prova tv? Vedete un po’ voi...». La replica del Milan non si è fatta attendere ed è arrivata ieri pomeriggio. Su più fronti. Dirigenziale e di squadra. Con il «Chiello» unico imputato di fronte alla corte rossonera. Galliani si ritiene quasi tradito da un amico: «Mi spiace per Chiellini — ha detto l’a.d. rossonero a Milan Channel —. E’ un ragazzo intelligente, una persona che stimo. Ma non mi è piaciuto. Invocare la prova tv di fronte alle televisioni è qualcosa che proprio non mi è piaciuto. Lui è un giocatore importante, è un nazionale: che bisogno aveva di invocare la prova tv per non avere contro Ibra nella gara di ritorno? Ho rivisto le immagini, non c’è proprio nulla. Si è comportato molto meglio Storari. Quando finisce una partita dovrebbe fi-

«

E’ stato lo stesso gesto fatto con Aronica. Se è da prova tv? Vedete un po’ voi...

GIORGIO CHIELLINI DIFENSORE JUVENTUS

nire tutto, così invece è come dire "signora maestra, ha visto, mi ha dato una sberla...". Che poi sberla non è stata». «Nessuna violenza» Insomma, come a scuola. Da Galliani allo spogliatoio, il succo non cam-

bia. Anche i giocatori non hanno gradito le parole del loro collega juventino. La replica è affidata al capitano Ambrosini: «Chiellini deve evitare queste prese di posizione, perché sono antipatiche e fuori luogo — ha osservato a Sky —. Dispiace perché cerchiamo di attenuare i toni e non mi sembra simpatico andare in sala stampa a invocare una prova tv. Se uno sbaglia deve pagare, ma andare a fare la spia e cercare quasi forzatamente un colpevole è una cosa che non va fatta». Marco Amelia cerca di interpretare l’accaduto e si unisce al coro: «E’ venuto fuori un casino enorme per nulla, seguito dalla reazione infantile della Juve — ha detto il portiere a Radio Sportiva —. Per me non è stato grave neanche il gesto con il Napoli. Con la Juve invece è stata una discussione di gioco, niente di violento. E’ finita lì, rientrando poi nello spogliatoio».

In 90’ i bianconeri hanno corso 11 km in più

FABIANA DELLA VALLE MILANO

re bianconero ha fatto circa un chilometro in più dei colleghi milanisti.

Ieri, come sempre succede il giorno dopo una partita, a Milanello e a Vinovo sono stati analizzati con cura e attenzione i dati individuali e di squadra relativi alla sfida appena disputata: chi ha corso di più, chi è stato il più veloce e via dicendo. Il dato che però ha creato più apprensione in casa rossonera è relativo ai chilometri percorsi durante tutta la partita. Il confronto è impietoso: 117 chilometri per la Juve contro i 106 per il Milan. Significa che la squadra di Allegri ha fatto in totale 11 km in meno rispetto alla formazione avversaria. E che ogni giocato-

L’arma in più Considerando che il campo è lungo 105 metri, facendo un rapido calcolo viene fuori che la Juventus ha percorso 105 volte in più del Milan la distanza che c’è da una linea di fondo all’altra. I bianconeri infatti hanno fatto tutto il campo 1114 volte, i rossoneri si sono fermati a 1009. Qualcuno potrebbe dire: bella scoperta. Bastava guardare la partita in televisione per accorgersi che Pirlo e compagnia correvano molto più dei milanisti. Però il dato aiuta a capire la differenza che esiste in questo momento tra le due squadre che si stanno contendendo lo

scudetto. La corsa è la prima freccia dell’arco dei bianconeri: Conte li ha tartassati dall’inizio della stagione con allenamenti massacranti soprattutto dal punto di vista atletico e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il Milan di quest’anno invece è diverso da quello dell’anno scorso: corre poco e a volte anche male e soprattutto il centrocampo (colpa anche delle assenze) ieri ha sofferto molto il ritmo e l’intensità degli altri. Il confronto Sapete chi è il giocatore che ha corso di più della Juventus? Giaccherini, che a forza di fare avanti e indietro in 90 minuti giocati ha ammonticchiato circa 12 chilometri (e infatti è arrivato strema-

to alla fine della partita). Fin qui nulla di strano, ma il dato che più fa riflettere riguarda Pirlo. Il regista ed ex milanista ha fatto tanti chilometri quanti Antonini, ovvero il giocatore che ha corso di più tra i rossoneri: 11.000 metri. Più di El Shaarawy, che in tutta la partita ha percorso circa 10 km. Le cifre sono scoraggianti e hanno già fatto suonare l’allarme nell’ambiente rossonero. Inutile girarci intorno: se il Milan vuole vincere il secondo scudetto consecutivo della gestione Allegri, inevitabilmente dovrà correre di più. Allo scontro diretto di campionato che si giocherà a San Siro mancano 15 giorni: già allora potremmo vedere un altro Milan.

LA SFIDA AL CONTACHILOMETRI

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VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

IL CASO

Ibra «cacciatore» nel mirino degli animalisti a Udine

Il manifesto di Udine Ibrahimovic non gioca perché squalificato, ma è entrato nel mirino dell’associazione «Centopercentoanimalisti». I militanti del gruppo la notte di mercoledì hanno affisso sui muri esterni dello stadio Friuli uno striscione con scritte contro il calciatore «cacciatore» in vista della partita di sabato tra Udinese e Milan. Gli attivisti del gruppo criticano la passione dichiarata di Ibrahimovic per la caccia. La Digos di Udine ha rimosso lo striscione: ora visionerà i filmati delle telecamere per individuare gli autori della protesta.

Recidività Chiellini ha dunque

Q Il confronto tra Ibrahimovic e Storari, sotto gli occhi di Chiellini, al termine di Milan-Juventus di Coppa Italia FORTE

chiesto la prova tv. Ci sarà? Pare di no. Fino a ieri pomeriggio il giudice sportivo Tosel non aveva ricevuto alcuna segnalazione dalla Procura federale. Entrando più nel dettaglio, una delle condizioni per l’utilizzo della prova tv è la presenza della condotta violenta: ma la «ditata» di Ibra sulla guancia Storari non sembra un gesto tale da configurarla (diverso sarebbe se il dito fosse finito in un occhio). La gara di ritorno con la Juve e l’eventuale finale per Ibra non parrebbero a rischio. Intanto il Milan ha inoltrato il ricorso contro le tre giornate di squalifica inflitte allo svedese dopo lo schiaffo ad Aronica. Il verdetto della Corte di giustizia federale è atteso per venerdì prossimo e il Milan è abbastanza fiducioso che venga accolto. Ma certamente il secondo gesto fuori luogo di Ibrahimovic nell’arco di soli quattro giorni non aiuta a dipingerne una figura redenta. E dire che al momento di ricevere il «Tapiro d’oro» Zlatan aveva assicurato: «L’importante è che ho capito di aver sbagliato». Mica tanto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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y La Signora tace

CHE TENSIONI Il confronto tra Ibra e Storari, il confronto in Coppa Italia e il duello scudetto sono solo le ultime tappe della rinata rivalità tra Milan e Juventus.

S Su Tevez Il primo incrocio risale alla fine di novembre: il Milan è sulle tracce di Tevez, ma da Torino parte una mail che lusinga Joorabchian, l’agente dell’argentino. Galliani non la prende bene, ma l’intervento di Andrea Agnelli risolve la questione: la Juve si ritira dalla corsa per Carlitos.

S Sul maltempo Il nuovo incrocio a inizio febbraio: salta Parma-Juve per il maltempo, per la stessa ragione Galliani chiede il rinvio di Milan-Napoli della domenica sera successiva. La Juve chiede alla Lega di evitare soluzioni ad personam. Il Milan ottiene soltanto l’anticipo alle 15.

S Sugli arbitri Proprio la sfida con il Napoli produce un altro duello. Dopo il rosso a Ibra, Galliani si affretta a precisare che lo svedese merita al massimo due giornate. Marotta sull’altro fronte parla di condotta violenta (che comporta tre turni di stop), ricordando il rigore negato alla Juve per un fallo di mano di Vergassola. E la storia continua...

Ma non va giù la lezione di stile Chiellini non replica, attesa una risposta dei vertici alle frasi di Allegri sugli arbitraggi DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO TORINO

Giorgio Chiellini le ha ascoltate le parole di Massimo Ambrosini. Ma non ha ritenuto necessaria una controreplica ufficiale, limitandosi a postare sul proprio profilo twitter l’intervista di mercoledì sera («Per chi se la fosse persa»). Ritiene giusto e normale che un capitano difenda i propri compagni, rispetta quindi il ruolo del biondo centrocampista rossonero. Allo stesso tempo non pensa però di aver violato chissà quali regole non scritte del calcio, sulle quali si potrebbe tra l’altro discutere a lungo. Parecchio a lungo. E allora non ci resta che ripescare le frasi di Giorgione, rilasciate mercoledì notte («in maniera assolutamente corretta sotto tutti i punti di vista», ha chiarito il giocatore), su pressing dei cronisti che chiedevano cosa fosse successo con Ibrahimovic nel finale della partitissima di Coppa Italia. «Con me niente — aveva detto l’azzurro —, ma con Storari è accaduta la stessa cosa di Aronica. Spero che qualcuno abbia visto, magari con l’aiuto delle immagini. Ci sta quando si è nervosi, però è anche giusto che si venga puniti in caso di errore. Ibrahimovic non ha ucciso nessuno, sia chiaro, né lasciato lividi, ma il gesto è lo stesso di domenica contro il Napoli. Non so perché sia successo, dato che stavamo solo discutendo...». Parole e pensieri che Chiellini ripeterebbe anche oggi, soprattutto se stimolati da domande ben precise. La Juve risponde ad Allegri? A

sua volta, resta «coperta» pure la Juventus in generale. Forse in corso Galileo Ferraris cominciano a «nutrirsi» con piacere della sensazione di aver minato le sicurezze dei campioni d’Italia. È comunque molto probabile che oggi (in occasione dell’assemblea della Lega, a Milano), andando oltre Ambrosi-

I giocatori bianconeri in festa al Meazza dopo il successo sul Milan RAMELLA

ni, arrivi una rispostina a Massimiliano Allegri, che dopo le polemiche arbitrali seguite a Juve-Siena si era così espresso: «Non so cosa vadano a creare le dichiarazioni di Marotta, ma io e il Milan abbiamo una linea diversa, e la manteniamo. Si parla tanto di aiutare gli arbitri e invece alla prima decisione sfavorevole si solleva un polverone». Lezioni di stile o di «linea» da tenere che non sono andate giù ai vertici bianconeri. Occhio dunque al Marotta pensiero. Antica rivalità In ogni modo, le

sempre più frequenti schermaglie verbali non fanno altro che attestare ufficialmente la rina-

clic MILAN-JUVE SULLA RAI DA RECORD: AUDIENCE DI OLTRE 9 MILIONI Milan-Juventus ha coinvolto 9.328.000 spettatori su Rai 1 (con uno share del 29,57%), vincendo il prime time di mercoledì.

scita di una delle rivalità più classiche del calcio italiano. Di fatto, la Juve è tornata a far veramente paura, oggi è anzi la squadra più forte della serie A, «ma stiamo con i piedi ben piantati per terra — ammonisce proprio Chiellini nella notte di Coppa Italia —. A fine febbraio in campionato sarà tutta un’altra musica. Milan meno sicuro e vulnerabile dopo le due sconfitte contro di noi? Fosse un’altra squadra direi di sì, ma i rossoneri hanno troppa esperienza e classe per lasciarsi condizionare da un paio di partite andate storte. Stiamo bene, siamo forti, ma la strada è lunga». La stessa linea tenuta da Alessandro Del Piero: «Di certo, quello di San Siro è un altro passo importante nel nostro percorso — dice il Capitano attraverso il suo sito ufficiale —, ma non mi stancherò mai di dire che il traguardo è ancora lontano. Affrontiamo questa strada con ancora più fiducia in noi stessi, perché pure a Milano abbiamo dimostrato di essere un ottimo gruppo». Sulla Coppa Italia in particolare, «il passo avanti è di quelli importanti, va però capito che siamo solo a metà dell’opera, il 2-1 non ci mette al riparo da rischi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

DAL REGISTA DI PRISCILLA LA REGINA DEL DESERTO E DAGLI AUTORI DI FUNERAL PARTY

UN MATRIMONIO DA INCUBO movieplayer.it/treuominieunapecora

DA OGGI AL CINEMA


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VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012


VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

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PRIMO PIANO IL PERSONAGGIO

Caceres

CHE DEBUTTO

Toni subito a segno Regala la vittoria all’Al Nasr di Zenga

Gol e «chignon» Nuova moda Juve

Luca Toni subito in gol al debutto con l’Al Nasr. L'ex attaccante della Juve è stato decisivo nella vittoria che la squadra di Zenga ha conquistato in rimonta in casa dell'Ajman nella 13ª giornata del campionato degli Emirati Arabi. Dopo il pareggio di Bresciano (ex Parma, Palermo e Lazio), nella ripresa il gol vittoria proprio di Luca Toni. L’Al Nasr è a 3 punti dalla capolista Al Ain.

Allegro, atleticamente fortissimo, i capelli raccolti, l’idolo Francescoli. Ed è nata una magia G.B. OLIVERO MILANO

Gli piace, c’è poco da fare. L’incrocio dei pali deve rappresentare un’irresistibile attrazione per Martin Caceres e così mercoledì sera, quando ha alzato la testa al limite dell’area del Milan, gli è venuto naturale mirare proprio lì. Da un difensore ti aspetti una botta quasi a occhi chiusi, prima regola centrare la porta e poi si vede. La stessa cosa il 17 luglio 2011 aveva probabilmente pensato Sergio Germán Romero, portiere dell’Argentina e adesso anche della Sampdoria, quando si era trovato davanti Caceres a Santa Fè. Il quarto di finale della Coppa America tra Argentina e Uruguay era arrivato alla conclusione più emozionante: i calci di rigore. E dopo l’errore di Tevez la Celeste aveva il match-ball. Oscar Tabarez, maestro di calcio e profondo conoscitore di uomini, aveva già mandato sul dischetto Forlan, Suarez, Scotti e Gargano. L’ultimo tiro, quello con la palla che pesa qualche chilo, l’aveva lasciato a Martin Caceres. El Pelado, soprannome che l’accompagna da una vita e che contrasta con la lunga chioma solitamente raccolta in un improbabile chignon, non si è scomposto più di tanto: ha preso la rincorsa e ha mandato la palla proprio lì: all’incrocio dei pali. Angolo opposto rispetto al gol al Milan, ha calciato

aprendo il piatto destro mentre a San Siro ha preferito l’interno. Ma l’obiettivo era sempre lo stesso: l’incrocio dei pali.

DOVE PUÒ GIOCARE

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la scheda MARTIN CACERES 24 anni DIFENSORE JUVENTUS

José Martin Caceres Silva è nato a Montevideo (Uruguay) il 7 aprile 1987. La sua prima squadra è stata il Defensor Sporting.

2007 A febbraio lo compra il Villarreal, che però lo gira subito al Recreativo Huelva. Da lì al Barcellona, poi Juve e Siviglia.

Duttile Caceres ha festeggiato nel modo più bello l’inizio della sua seconda avventura con la Juve. La prima volta, era il settembre 2009, debuttò a Roma contro la Lazio e segnò un gol. Se dovesse andare via dalla Juve e tornarci ancora, potrebbe scapparci la tripletta. Ma difficilmente la società bianconera si priverà ancora di questo difensore atleticamente molto forte nonostante un fisico «normale» (183 cm, 76 kg) e bravo in ruoli diversi. Può fare il difensore centrale (a quattro o a tre), il terzino (a destra o a sinistra) o anche l’esterno alto come accaduto a San Siro anche se questa è un po’ una forzatura: nonostante la doppietta col Milan e le difficoltà in fase difensiva sottolineate da Conte, dà molte più garanzie nella propria metà campo che in quella avversaria. La storia Martin nasce il 7 aprile 1987 a Montevideo, cresce nel Defensor e si fa notare al Mondiale Under 20 del 2007: l’Uruguay esce negli ottavi contro gli Usa ma Caceres viene acquistato dal Villarreal che lo manda in prestito al Recreativo Huelva. Nel 2008 lo prende il Barcellona che spende 16,5 milioni e fissa la clausola rescissoria a 50 milioni. Con Guardiola, però,

MALTEMPO LA PARTITA DEI BIANCONERI POTREBBE ESSERE ANTICIPATA ALLE 15

A Bologna gara sempre a rischio A Udine si gioca MATTEO PIERELLI

Anche ieri a Bologna c’era il sole e il campo dello stadio Dall’Ara, dove si è allenata la squadra rossoblù, era in perfette condizioni. Però rimane alta la preoccupazione per il posticipo serale di domenica contro la Juve: da oggi sono previste intense nevicate sull’Emilia-Romagna che non risparmieranno il capoluogo. Da parte dei due club c’è ancora attesa per la decisione sulla richiesta, presentata congiuntamente, di anticipare la partita dalle 20.45 alle 15. Ma potrebbe non bastare, perché se cadrà tanta neve l’incolumità degli spettatori non sarebbe garantita. Siena-Roma anticipa Restando

sulla via Emilia, situazione in divenire anche per Parma-Fiorentina di domenica alle 15: sul Tardini, per ora agibile, si aspettano nevicate, anche se un po’ più deboli rispetto a Bologna. A Siena, la partita di lu-

agibili anche gli spalti. «Abbiamo salato tutto lo stadio per prevenire l’accumulo di eventuale neve» dice il delegato alla sicurezza dell’Udinese, Andrea Poncato. Serie B Intanto stamattina dovrebbe arrivare la decisione del rinvio di Pescara-Juve Stabia di domani alle 15. Appuntamento alle 9.30 allo stadio Adriatico e alle 11 in prefettura. Il Gos (gruppo operativo per la sicurezza) dovrà decidere in base alle condizioni climatiche del momento, ma è prevista tanta neve: la partita potrebbe slittare a domenica pomeriggio o a lunedì. Anche Modena-Padova (domani alle 15) è ad alto rischio per la neve: sarebbe il terzo rinvio consecutivo per gli emiliani. Lega Pro e Serie D Il Gos della

I lavori al Dall’Ara di Bologna LIVERANI

nedì contro la Roma, dovrebbe essere anticipata dalle 20.45 alle 15 o alle 18, come chiedono le tv. Non dovrebbero esserci problemi invece per Udinese-Milan di domani alle 18. Il bollettino meteo segnala infatti su Udine possibili nevicate, ma estremamente deboli tra oggi e domani. L’Udinese comunque ha già adottato le precauzioni per mantenere

Martin non gioca quasi mai e quando arriva la chiamata della Juve accetta al volo. A Torino arriva in prestito, conquista l’ambiente, ma l’annata di Ferrara e Zaccheroni finisce male, lui ha la pubalgia e torna in Spagna. Il Barça lo «regala» al Siviglia dove guarisce e cresce, anno dopo anno. Fino a meritarsi la nuova chiamata a Torino.

questura di Frosinone dopo un sopralluogo allo stadio Comunale, ha riscontrato che non esistono le minime misure di sicurezza (60 cm di neve e ghiaccio sugli spalti) per la partita Frosinone-Carrarese di domenica che verrà rinviata. Si sta valutando anche di anticipare alle 15 Benevento-Ternana di lunedì. In Serie D rinviate tutte le partite della 22ª di campionato del girone F di domenica: la giornata sarà recuperata mercoledì 22 alle 14.30. Ma oggi sono probabili ulteriori rinvii in altri gironi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nudo su Twitter El Pelado è un

guerriero: contro l’Athletic si rompe un dente in un contrasto, se lo mette in mano e continua a correre inseguendo pallone e avversario. Martin si allena tantissimo, passa molto tempo in famiglia con la compagna Natalia e la figlia Martina, ha due cani, nel tempo libero ascolta musica sudamericana. Il suo idolo era Enzo Francescoli, uno che all’incrocio dei pali la palla sapeva mandarla pure bendato. Caceres è finito integralmente nudo su Twitter: «merito» di Forlan che ha reso pubblico un video fatto nello spogliatoio dove l’Uruguay festeggiava la Coppa America 2011. Appena tornato alla Juve Caceres ha scelto la maglia numero 4, quella del modello Paolo Montero. Ieri Martin ha raccontato la sua gioia a Juve Channel: «Il secondo è stato proprio un bel gol: il portiere ha fatto un passo verso il primo palo e io ho deciso di angolare moltissimo dalla parte opposta». Più angolato di così era impossibile. Martin Caceres, 24 anni, autore di una doppietta contro il Milan IMAGE SPORT

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ITALIA ED ESTERO CAMBIAMENTI PER A, CHAMPIONS, EUROPA LEAGUE E NAZIONALE

Beretta e Platini studiano novità per i calendari ANTONELLO CAPONE

La Lega Serie A si riunirà oggi in commissione tv e assemblea: discuterà anche di emergenza maltempo nonostante l’ordine del giorno sia sull’offerta Rai per il calcio in chiaro già definita «indecente» da numerosi presidenti. I prodotti saranno spacchettati, già il canale in chiaro di Sky, Cielo, ha aperto lo slot. Oggi la Lega prende 25 milioni (la Rai ha offerto meno della metà), per il futuro punta ad un minimo di 22-23. Mentre Mediaset tira a prendersi la Coppa Italia che anche l’altra sera con 9,3 milioni di audience e il 30% di share per Milan-Juve ha mostrato tutto l’appeal. Lega A-Uefa insieme Ma tornia-

mo al maltempo e a chi sta lavorando sodo a fari spenti per una nuova formulazione del calendario in modo da diluire diversamente gli impegni. Il presidente Maurizio Beretta, il direttore generale Marco Brunelli e il delegato per i rapporti inter-

Maurizio Beretta, 56 anni ANSA

nazionali Giovanni Pifarotti hanno mandato il sì di massima della Lega italiana all’Uefa che sta studiando un calendario europeo che armonizzi con la Fifa tutte le manifestazioni. L’Italia ritiene positivo studiare con Platini e lavora in seno al movimento delle Leghe europee affinché l’assenso alla discussione sia unanime, nell’interesse di tutti: molti ok già arrivati, so-

no un po’ restii gli inglesi che come in Europa tengono a battere moneta propria. Cosa si guadagna Il piano preve-

de il via dalle stagioni 2014-15 e 2015-16. Ripetibile sempre a due a due. La Lega guadagnerebbe in due anni tre mercoledì liberi nei quali far giocare la Serie A e un turno domenicale in più a fine maggio. Infatti Platini si è impegnato con l’Italia a fissare nelle ultime date possibili di maggio le finali di Champions League ed Europa League, in modo che i campionati possano concludersi con più fiato. L’inizio sarebbe in agosto, meglio con due turni. E l’Uefa proporrà alla Fifa di diminuire nell’arco delle due stagioni i rilasci dei calciatori per le squadre nazionali da 12 a 9. Ma attenzione, non si tratterebbe di tagliare gli impegni dell’Italia e degli altri team, quanto di riorganizzarli. Non più rilasci per singole partite, spesso amichevoli, che in questo ingolfamento di date creano seri problemi. Ma accordo per rilasci dal lunedì al mercoledì della settimana successiva, quindi per dieci giorni, per doppi impegni delle nazionali, che siano ufficiali o amichevoli. Quanto alla composizione delle squadre, fino al 2015 la A sarà sicuramente a 20 squadre: diritti già venduti. Le 18? I problemi verrebbero dalla B e dalla Pro che avrebbero promozioni dimezzate. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A

ai box Da Ibrahimovic a Pato: sono addirittura 13 gli indisponibili

Aquilani

Boateng

Cassano

Flamini

Gattuso

Ibrahimovic

Merkel

Muntari

Nesta

Pato

27 ANNI CENTROCAM. Problema alla caviglia sinistra, si spera di riaverlo per fine mese.

24 ANNI CENTROCAM. Lesione flessore coscia sinistra, forse in campo con l’Arsenal.

29 ANNI ATTACCANTE Intervento al cuore, le sue condizioni sono da valutare.

27 ANNI CENTROCAM. Lesione crociato ginocchio destro, rientro a inizio marzo.

34 ANNI CENTROCAM. Miastenia oculare all’occhio destro, condizioni da valutare.

30 ANNI ATTACCANTE Sconterà la prima di tre giornate di stop per lo schiaffo ad Aronica.

19 ANNI CENTROCAM. Distorsione al ginocchio destro, ne avrà ancora per 45 giorni.

27 ANNI CENTROCAM. E’ stato eliminato in Coppa d’Africa, è atteso nei prossimi giorni.

35 ANNI DIFENSORE Risentimento muscolare, rientrerà con l’Arsenal.

22 ANNI ATTACCANTE Lesione bicipite coscia sinistra, rientro previsto tra 10 giorni.

Allegri si aggrappa a No Emergenza e crisetta Ma torna lo sprinter Infortuni e sconfitte hanno minato la serenità del gruppo E la gestione del tecnico...

FABIANA DELLA VALLE MILANO

L’aspetto positivo è che la situazione non è peggiorata ulteriormente. Oggi il Milan salirà sull’aereo per Udine con lo stesso numero di indisponibili dell’ultima partita: tredici. Rispetto alla gara di Coppa Italia con la Juventus rientrano Abate, Abbiati (infortunati) e Nocerino (squalificato), però escono Van Bommel e Ibrahimovic (squalificati). Allarme rientrato per Thiago Silva, che in Coppa ha preso una botta all’anca destra e contro l’Udinese ci sarà, mentre Nesta (risentimento muscolare) verrà tenuto ancora a riposo in vista della gara di Champions di mercoledì. Il livello di emergenza resta altissimo, soprattutto perché a Udine non sarà una partita facile: la squadra di Guidolin non ha ancora mai perso in casa in questa stagione, mentre i rossoneri non stanno attraversando un buon momento. Allegri ha ammesso che tre sconfitte in me-

no di un mese (due in campionato e una in Coppa Italia) sono l’anticamera della crisi. Nella sua gestione finora non era mai successo: l’ultima volta era stato a fine 2009-2010, con Leonardo in panchina. Per questo il rientro di Nocerino, l’unico giocatore che in questo momento riesce a garantire dinamismo, cambi di ritmo e inserimenti, sarà prezioso. Il centrocampo è il reparto più in difficoltà: sei infortunati, Van Bommel squalificato e Muntari in Coppa d’Africa. A Udine, come con la Juve, ci saranno solo quattro giocatori. Settimana decisiva Però bisogna stringere i denti e tirare fuori qualcosa in più rispetto alle ultime partite, perché il Milan in una settimana potrebbe compromettere tutta la stagione. Perdendo a Udine e poi mercoledì a San Siro con l’Arsenal (per quella data Allegri dovrebbe recuperare almeno Boateng, più difficile Pato, che potrebbe rientrare a Cesena) diminuirebbero le chance di vin-

Gattuso deluso: ha saputo solo il giorno prima di essere fuori dalla lista Champions cere lo scudetto e di passare il turno in Champions. E Allegri in questi giorni dovrà essere bravo a fare lo psicologo più che l’allenatore. Nonostante l’ostentata serenità di facciata, a Milanello non c’è più l’ottimismo di qualche mese fa e tra i giocatori serpeggiano preoccupazione e perplessità sulla gestione del gruppo da parte dell’allenatore. La gestione di Allegri Ieri molti si aspettavano una ramanzina «terapeutica», invece il tecnico si è limitato a far lavorare la squadra. Allegri è uno di poche parole, non ama molto i confronti collettivi, di solito preferisce colloqui individuali con quelli con cui ha un rapporto più stretto, però il suo modo di

fare in una fase delicata come questa rischia di creare tensioni e incomprensioni: non tutti si sentono trattati allo stesso modo degli altri. La scorsa stagione il gruppo era stato la forza del Milan e Allegri aveva le chiavi dello spogliatoio, adesso lui stesso sembra non avere più quella grinta e i giocatori non sempre comprendono alcuni comportamenti dell’allenatore. Un episodio può aiutare a chiarire: Gattuso, uno dei fedelissimi di Allegri, ha saputo che non sarebbe stato inserito nella lista Champions solo il giorno prima che venisse presentata. Immaginava di essere tra gli esclusi, però ci è rimasto male perché s’aspettava di essere chiamato prima dall’allenatore per discuterne insieme. I due si sono chiariti e la cosa è morta lì. Gattuso ha giocato poco ma è sempre stato vicino alla squadra: conosce bene le dinamiche e la psicologia dello spogliatoio rossonero e in questo momento potrà aiutare Allegri a ritrovare la rotta. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Strasser

Van Bommel

Yepes

21 ANNI CENTROCAM. Frattura malleolo caviglia destra, starà fermo più di un mese.

34 ANNI CENTROCAM. Salterà la trasferta con l’Udinese per squalifica.

36 ANNI DIFENSORE Lesione legamento caviglia destra, pronto tra 15-20 giorni.

ocerino S Antonio Nocerino, 26 anni, centrocampista, in questa stagione ha segnato 7 reti in campionato

4 «Dura anche all’inizio

I NUMERI

poi ci siamo ripresi...» 3

sconfitte del Milan nel 2012: due in campionato e una in Coppa Italia. Non succedeva dal 2009-2010, quando dalla 34ª alla 37ª il Milan di Leonardo perse con Sampdoria, Palermo e Genoa (tutte in campionato).

3

vittorie dei rossoneri nel 2012: Atalanta-Milan 0-2, Novara-Milan 0-3 e Milan-Cagliari 3-0.

Galliani: «Quando rientreranno tutti torneremo a fare paura» MARCO PASOTTO MILANO

Rischia di diventare una litania, e lo rischierà fin quando dall’infermeria non inizierà a essere dimesso qualcuno. Ma è anche un dato di fatto. Quanto di più lontano possa esserci da un alibi. La recita del lungo elenco di indisponibili riempie ormai la maggior parte dei discorsi di Galliani e Allegri. Per forza, con mezza rosa fuori. Ed è anche il motivo principale per cui l’a.d. rossonero antepone le numerose assenze ai problemi — comunque evidenti — di gioco e di intensità. Anzi, il rapporto è quello di causa-effetto. Presenzialista Ieri l’inaugurazio-

ne dei nuovi studi di Milan Channel per Galliani e l’influenzato Allegri è stata un’occasione per fare un punto della situazione. Seduti uno accanto all’altro, sono sembrati la solida coppia di sempre nonostante parte del mondo rossonero inizi a essere insofferente verso l’allenatore e a ritenere la sua panchina non più salda. «Allegri viene in sede ogni giorno, è un allenatore molto presente. In passato ce ne sono stati alcuni che non passavano mai. Io e lui siamo d’accordo quasi su tutto, con Massimiliano è stato innescato un circuito virtuoso. Gli auguro di fare come Capello: due scudetti nei primi due anni di panchina». Allegri sfrutta l’assist:

LA GAZZETTA DELLO SPORT

BARBARA BERLUSCONI

«Niente critiche Tifosi state vicini alla squadra» «La squadra ha bisogno di sentire la vicinanza dei nostri tifosi. Questo non deve essere il momento delle polemiche e delle critiche». È l’appello di Barbara Berlusconi, rilasciato all’Ansa, il giorno dopo la sconfitta del Milan con la Juve. «Viviamo, infatti, una fase cruciale della stagione — ha detto la figlia del Cavaliere —. Le prossime settimane saranno decisive. Non è un periodo facile, molti calciatori sono ancora indisponibili. Ma, anche per questo, chiedo a tutti sostegno e fiducia».

CONTESTAZIONE L’amministratore delegato rossonero Adriano Galliani, il direttore di Milan Channel Mauro Suma, e il tecnico Massimiliano Allegri BUZZI

«Magari. Poi, ora che è vicina la seconda stella...». Panchina corta Certo, queste

per ora sono proiezioni che fanno un po’ a pugni col momento del Milan. Spiega Galliani: «Abbiamo il miglior organico del campionato. Anche nelle prime gare del girone d’andata siamo stati alle prese con molti infortuni: quando sono finiti abbiamo vinto molte partite di fila. Sarà così anche questa volta. Il problema non è quelli che giocano, ma quelli che non giocano. In panchina non abbiamo nessuno, giocano sempre gli stessi. I tifosi stiano tranquilli: torneremo a fare paura già in questa stagione».

Fiducia Allegri l’aveva già detto e lo ripete anche stavolta: «Le qualità di una squadra non si perdono in un giorno. Lotteremo sino alla fine per lo scudetto e sono fiducioso anche per il ritorno di Coppa Italia con la Juve. Loro stanno facendo grandissime cose, ma noi non siamo da meno. Bisogna semplicemente essere abbastanza bravi da rimanere sereni. Abbiamo avuto una serie di infortuni mai successi a una squadra di calcio, però è proprio in momenti del genere che escono i valori di un gruppo. Al momento la distanza dalla Juve, pur con una partita in più, è di un solo punto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Monza nei guai, raccolta di firme contro Seedorf «Seedorf fai come Schettino... abbandona la nave», si legge in uno striscione esposto dai tifosi del Monza, quart’ultimo nel girone A di Prima divisione. In occasione del derby con la Tritium (che si gioca al Brianteo), i tifosi biancorossi hanno anche organizzato una raccolta firme contro il milanista, governatore ombra del club. «Chiediamo a Seedorf, la persona che ci ha gettato in questo baratro, di presentarsi finalmente a una conferenza stampa pubblica e spiegare a tutti il suo progetto». Matteo Delbue

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IL CASO

Mistero Capello sulla n Stop a don Fabio Avanza Blanc Spunta Mazzarri

ti e Capello rimarranno comunque a galla. Alla stessa maniera resta intatto il sogno di convincere Pep Guardiola a sposare un progetto a lungo termine. Ma la sua fattibilità è tutta da dimostrare.

UN FUTURO, TANTE IPOTESI

Idea Blanc Più abbordabile sembra, invece, la pista che ri-porta all’ex nerazzurro Laurent Blanc. Massimo Moratti stima molto il c.t. della Francia che proprio in questi giorni non ha trovato l’intesa per prolungare il contratto con la federazione francese. E con la vetrina dell’Europeo all’orizzonte ha l’opportunità per catturare sempre più consensi in casa nerazzurra e ridare attualità ai contatti risalenti ai tempi in cui allenava il Bordeaux.

Moratti: «Nessun cambio: né ora né in estate» Ma Ranieri è in discussione: tutti in corsa CARLO LAUDISA twitter@carlolaudisa MILANO

Massimo Moratti scaccia subito il fantasma di Fabio Capello e la sua discesa in campo dimostra che in casa-Inter non è l’ora dei salti nel buio. Nel giorno in cui il presidente nerazzurro chiede di risollevare la stagione e prende di petto la squadra ad Appiano Gentile, è scontato che debba dare pieno appoggio a Claudio Ranieri. Non può fare altrimenti. Il nocchiero nerazzurro va legittimato e appoggiato almeno sino a maggio. Poi? Si vedrà. L’allenatore romano ha un altro anno di contratto, ma in ottica futura il senso d’incertezza resta. Ballottaggio Tutti sono sotto

esame, Ranieri compreso. E nei prossimi mesi nerazzurri le indiscrezioni non mancheranno. Come sempre. Tra suggestioni, piste concrete e inevitabili sondaggi, è ampio il lotto dei candidati alla panchina del tecnico romano: Fabio Capello compreso. E quello di ieri è soltanto la prima pagina di un romanzo ancora da scrivere. Stop Moratti Sono le 18,43

quando il sito dell’Inter diffonde il seguente comunicato a firma Massimo Moratti: «Le ipotesi riguardanti un possibile cambio dell'allenatore, "adesso o a fine stagione, sono prive di qualsiasi fondamento", Pertanto, anche l'ultima voce, quella riguardante un arrivo all'Inter di Fabio Capello, "è altrettanto infondata"». L’annuncio La frenata di Morat-

ti su don Fabio è da mettere in relazione anche ad una notizia rimbalzata in mattinata dalla Russia. Lo Zenit San Pietroburgo annuncia il rinnovo di Luciano Spalletti sino al 2015 e non è un mistero che in questi mesi la società di corso Vittorio Emanuele abbia dialogato a lungo con l’allenatore di Certaldo. Ma nel frattempo anche i boss della Gazprom hanno lavorato per dargli le garanzie necessarie per il futuro.

Spunta Mazzarri Ma è chiaro

che l’allenatore francese ha una dimestichezza relativa con il nostro campionato. Ecco perché in alternativa i vertici nerazzurri stanno valutando una soluzione più collaudata. E sul nostro palcoscenico Walter Mazzarri negli ultimi anni ha acquisito meriti rilevanti. Certo, ha un altro anno di contratto con il Napoli e questo è un condizionamento non da poco. Moratti ci tiene molto al rapporto con Aurelio De Laurentiis e non intende disturbare i lavori in casa azzurra. La cautela, insomma, è massima. Considerare, però, Mazzarri tra i candidati alla possibile successione di Ranieri non è campato in aria.

Doppio rinvio Adesso questa

sua mossa complica non poco i piani interisti. Soprattutto il fatale rallentamento su questo fronte caricherebbe di attenzioni l’ipotesi-Capello, appena liberatosi dalla federazione inglese. Così la presa di distanza morattiana di ieri serve anche a mischiare le carte in prospettiva. Le nomination di Spallet-

GDS

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A LONDRA IL GIORNO DOPO L’ADDIO ALLA NAZIONALE INGLESE

IL RINNOVO

Quelle dimissioni, un affare di stato E Terry telefona per ringraziare il c.t.

Spalletti con lo Zenit sino al 2015

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

STEFANO BOLDRINI LONDRA

Se ancora qualcuno coltivava un dubbio sul fatto che la rimozione di Fabio Capello dalla panchina inglese sia stato un affare di stato, le dichiarazioni rilasciate dal premier britannico David Cameron ieri mattina, nel bel mezzo di una visita in Svezia, sono illuminanti: «Mi dispiace che Capello sia andato via. E’ un buon manager e una brava persona, ma su Terry ha sbagliato. L’Inghilterra non può avere un capitano rinviato a giudizio». Più duro il ministro dello sport, Hugh Robertson: «Sono molto irritato con Capello. Se un giocatore si fosse rivolto a lui così come lui ha fatto nei confronti della federazione, Capello avrebbe preso provvedimenti». E’ la conferma che l’ordine di degradare Terry e di costringere alle dimissioni l’uomo che lo stava difendendo è arrivato dall’alto: il governo britannico è preoccupato dal rigurgito di razzismo nel calcio e ha chiesto la testa di John Terry, invischiato nella lite con Anton Ferdinand del QPR. La federazione ha obbedito e ha colto al volo l’occasione per affidare la nazionale ad un inglese, come reclama l’opinione pubblica. Nell’immediato, toccherà a Stuart Pearce, tecnico dell’Under 21 e ct della nazionale olimpica. A maggio, quando sulla Premier calerà il sipario, via libera a Harry Redk-

Accompagnati dall’autista (a sinistra), Capello e la moglie lasciano la casa di Londra REUTERS

Il premier Cameron: «Non potevamo avere un capitano rinviato a giudizio» La panchina ora va a Pearce, dell’Under 21, poi a maggio toccherà a Redknapp

napp, manager del Tottenham. E’ strafavorito: ieri i bookmakers hanno sospeso le giocate sul suo nome. Un inglese Poche ore per seppel-

lire il passato. L’aria nuova s’intuisce all’ingresso di Wembley, dove è in programma la conferenza stampa della federazione inglese: i funzionari della Football Association non vogliono far entrare Sky Italia e creano problemi alla Gazzetta. Non è trascorso neppure un giorno dall’addio di Capello. La panchina dell’Inghilterra è l’argomento clou della stampa: «England expects», titola in prima pagina il Times. «A day of two halves» («un giorno a me-

tà»), l’apertura dell’Independent, alludendo a Redknapp assolto nel processo per evasione fiscale e alle dimissioni di Capello. David Bernstein, presidente della federazione, frena le ansie populiste. Annuncia Pearce per Inghilterra-Olanda del 29 febbraio e spiega «da domani (oggi, ndr) penseremo ai candidati. Vorremmo un inglese, ma non escludiamo una soluzione straniera. Con Capello abbiamo avuto un colloquio franco e ci siamo stretti la mano. E’ stato sicuramente un allenatore costoso, ma non è stato un errore e ha fatto cose buone. Sulla decisione di togliere la fascia di capitano a Terry ribadisco che è stata giusta».

Capello saluta Redknapp sorride largo ai reporter che lo attendono sotto casa: «Mi aspettavo l’addio di Capello in estate, non ora. La federazione farà la cosa giusta. La mia candidatura? Non so niente». Capello è già andato via. Ha lasciato Londra alle 6.30 del mattino, accompagnato dalla moglie Luisa, destinazione Marbella. Nessuna dichiarazione, anche perché nella liquidazione ottenuta dalla federazione è previsto il silenzio fino a luglio. Capello ha però chiamato gli uomini del suo staff (Galbiati, Neri e Tancredi) per rassicurarli: «Ho pensato anche a voi, non vi ho abbandonato». Capello saluta i giocatori con un comunicato: «Grazie della vostra professionalità». I giocatori Parole in libertà da

parte di giocatori e allenatori. Scrive Rooney su twitter: «Dispiace che Capello sia andato via. Bravo persona e buon allenatore. Ora serve un ct inglese. La miglior soluzione è Redknapp». Aggiunge Rio Ferdinand: «Serve un inglese, non dobbiamo più perdere tempo nelle traduzioni. Redknapp è la mia scelta». I colleghi difendono Capello: «Sono sorpreso. Capello è uno dei migliori tecnici al mondo», spiega André Villas Boas. Arsene Wenger: «Capello ha ragione, la scelta del capitano spetta all’allenatore». E Terry? Ha telefonato a Capello per ringraziarlo: tutto questo caos, in parte, è colpa sua. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luciano Spalletti, 51 anni EPA Uno degli allenatori cui guardava Massimo Moratti per il futuro dell’Inter da ieri sembra più lontano. Luciano Spalletti e lo Zenit San Pietroburgo infatti hanno prolungato il loro legame fino al 2015. L’ex tecnico della Roma ha prolungato il contratto che lo lega al club russo secondo quanto reso noto dalla stessa società di proprietà della Gazprom. Pieni poteri sul mercato Un

rinnovo di tre anni e mezzo e più poteri per l’allenatore italiano che, secondo il comunicato del club, avrà vere e proprie funzioni da manager gestendo il mercato in prima persona. Spalletti è arrivato allo Zenit nel dicembre del 2009 e in due anni ha vinto il campionato russo, la Coppa di Russia e la Supercoppa, conquistando per la prima volta nella storia del club la fase a gironi di Champions League. Nel 2010 Spalletti è stato anche nominato allenatore dell’anno in Russia.


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nuova Inter I POSSIBILI PARTENTI A GIUGNO

Julio Cesar, p. 20% Cordoba, d. ritiro? Maicon, d. 50%

Chivu, d. 80%

Guarin, d. 20%

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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y Moratti frusta

UN MESE DI FUOCO

Dall’impegno interno col Novara domenica prossima, fino al ritorno di Champions con il Marsiglia: ecco tutti gli impegni dei nerazzurri nel prossimo mese. Domenica Inter-Novara ore 15 SERIE A

17 febbraio Inter-Bologna ore 20.45

la squadra «Mai più come a Roma» Duro discorso del presidente nello spogliatoio, per voltare subito pagina Perché il 3˚ posto è ancora possibile

SERIE A

Sneijder, c. 80%

Palombo, c. 20%

Forlan, a. 60%

Milito, a. 70%

Zarate, a. 100%

A luglio sarà svolta Ripartendo da Lucas Si studia una rifondazione: ecco come l’Inter cambierà faccia

22 febbraio MarsigliaInter ore 20.45 CHAMPIONS L.

26 febbraio Napoli-Inter ore 20.45 SERIE A

4 marzo InterCatania ore 20.45 SERIE A

bilmente, ascolterà anche le eventualità che circondano Milito.

MATTEO DALLA VITE MILANO

Gentile o no, ma rivoluzione sarà. Massimo Moratti la avvierà a giugno: da domenica tutti sotto lo zoom del presidente e poi, a fine anno, saranno fatte le pagelle. E le scelte. E verranno vagliate le più che probabili proposte per alcuni big nerazzurri. Incassi Ovviamente rivoluzionare significa anche avere i mezzi per farlo: tradotto, i soldi. Moratti è propenso a investire a giugno perché non ha più intenzione di attendere il rinnovamento e rischiare un’altra stagione metà e metà, un po’ illusoria e un po’ deludente. Nel contempo, però, dovranno arrivare i «rinforzi», ovvero le entrate: quindi (tanti) euro dalle cessioni che verranno stabilite assieme allo staff del mercato che verrà. E Wes? Ad esempio: ad ogni sessione Wesley Sneijder è dentro voci e titoli. Il suo «non so dove giocherò l’anno prossimo» apre forse definitivamente la porta ad un addio mancato l’estate scorsa: Manchester United e Chelsea (se lì tornerà Mourinho) sono ipotesi possibili, l’Anzhi molto meno. Di certo, a meno di 25 milioni l’Inter non sentirà proposte. E, proba-

un suo gran finale di stagione lo terrebbe a Milano. Venga pure Ad oggi — a meno

Brasile e scadenze Maicon Dou-

glas è sospeso fra voci di addio a fine stagione e rinnovo (difficile?): gli antipodi quindi. Il suo atteggiamento a Roma non è piaciuto, il suo mercato negli ultimi due anni forse si è un po’ appiattito ma resta un giocatore che può piacere all’estero. Occhio a Julio Cesar: è un totem, ma il parcheggio a Palermo di Viviano potrebbe essere un rodaggio per tornare l’anno prossimo da numero uno, se il portiere brasiliano avesse in mente (per ora, percentuale bassissima) di trasferirsi. Detto che su Cordoba si deciderà a breve (se rinnovo o ritiro), ecco che Chivu ha chance di andarsene (Ajax o Bayern Monaco, sempre che non ci ripensi sul Milan) e così Zarate, per il quale non verranno versati i 16 milioni di riscatto alla Lazio. Prestiti da valutare Guarin deve

ancora giocare: se sfonda sarà riscattato (11 milioni), sennò chissà. L’acquisizione totale di Palombo (riscatto fissato a 3,5 milioni) sarà più probabile. Capitolo Forlan: quest’anno — per ora — si è visto poco, vorrà quindi insistere per vincere la scommessa-Inter o tornare dove il clima è migliore? Di certo

di un’offerta mostruosa di un Abramovich, per dire — Lucas Moura (prezzo, 20 milioni) è prenotato dall’Inter. C’è il patto fra club, giocatore e San Paolo, e la famiglia del brasiliano è già stata a Milano per vedere stadio e strutture. Alternativo a Lucas potrebbe essere Lavezzi, che fra l’altro ha una clausola rescissoria di 31 milioni. Dietro, occhio a Isla (fascia destra) e Vertonghen (centrale o sinistro): sono seguiti da tempo, sul primo c’è la grande certezza della conoscenza del calcio italiano, sul secondo ci sono le corazzate d’Europa. Ammissioni e tormentoni Dice: e se va via Sneijder, chi può arrivare a fare luce? Occhio al ritorno di un voce: Gaston Ramirez, Bologna. Capitolo regìa: Miguel Veloso ha ammesso che l’Inter lo aveva cercato e che il Genoa non l’ha mollato. Garba molto in casa-Inter, ma è chiaro che questa pista sarebbe annullata nel caso in cui arrivasse Laurent Blanc, che porterebbe con sé il talento M’Vila. Ah, attenzione al tormentone-Tevez: difficile quanto si vuole, ma potete giurarci che tornerà di moda appena il mercato riprenderà corpo e sostanza. © RIPRODUZIONE RISERVATA

9 marzo ChievoInter ore 20.45 SERIE A

13 marzo InterMarsiglia ore 20.45 CHAMPIONS L.

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA ELEFANTE APPIANO GENTILE (Como)

Mai di giovedì. O comunque, se successe, fu per scelta casuale, non organizzata. Ieri no: ieri Moratti è salito alla Pinetina per un blitz studiato, già dal giorno prima. Chi doveva sapere, sapeva: dai dirigenti, a Ranieri, al capitano Zanetti. E il presidente che sale ad Appiano non come sempre alla vigilia di una partita ma ben prima, perché ci tiene a parlare alla squadra, era un messaggio già di per sé. Nello spogliatoio Il resto Moratti

lo ha detto dopo. E’ arrivato sul campo dove i giocatori stavano lavorando già da una mezzora, ha assistito all’ultima parte dell’allenamento, poi ha voluto un faccia a faccia con la squadra, nello spogliatoio. E non sono state carezze. Il tono era quello di sempre: pacato, senza sfuriate. Ma chi parla a voce bassa, si sa, può essere molto più tagliente di chi grida. E Moratti non ha fatto nulla per nascondere il suo stato d’animo: deluso, almeno quanto contrariato. E definitivo, nel dettare il primo messaggio: «Partite come quella di Roma non voglio più vederne. Mai più». Il secondo invito è stato consequenziale: adesso è il momento di pensare solo al presente, non a chissà quale futuro; è il momento di rimettere giù la testa e di lavorare, lavorare, lavorare. Per non sbagliare più.

S Massimo Moratti, 66 anni, presidente dell’Inter. Ieri ha incontrato la squadra per la prima volta dopo la figuraccia di sabato scorso all’Olimpico LAPRESSE

lenatore con ancora più attenzione, perché ora sono tutti sotto esame. E la carota: non c’è ancora nulla di compromesso nonostante il punto raccolto nelle ultime tre partite, perché il terzo posto è ancora lì, raggiungibile. E raggiungerlo — ha ricordato il presidente — per l’Inter è fondamentale, non solo (ma anche) per motivi economici: dunque vietati altri cali di tensione, perché a certi scivoloni non si può pensare di poter rimediare all’infinito. Il comunicato sul sito Il messaggio, anche se non in forma diretta, Moratti lo ha poi completato con il comunicato affidato al sito nerazzurro per specificare che le voci su un cambio di allenatore sono infondate. Un modo per responsabilizzare anche Ranieri, e allo stesso tempo legittimarlo: con lui l’Inter si era rimessa su una certa strada, e Moratti non accetterà più di vederla sbandare come domenica.

Traguardo irrinunciabile Non è

stato un discorso lunghissimo, ma a Moratti è bastato per far capire il succo del suo discorso che comunque voleva essere propositivo, non distruttivo. E perché abbia scelto questo momento per farlo: in due parole, prima che fosse troppo tardi. Il bastone: Moratti, dunque l’Inter, vigileranno su squadra e al-

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VERSO IL NOVARA RIENTRI IMPORTANTI

E I POSSIBILI ARRIVI

Ranieri prova il rombo: spazio a Sneijder e Forlan APPIANO GENTILE

Isla, c. 50%

Vertonghen, d. 50% Kucka, c. 80%

Ramirez, c. 60%

Veloso, c. 50%

M’Vila, c. 50%

Lucas, a. 80%

Palacio, a. 80%

Tevez, a. 30%

Lavezzi, a. 40%

Prove di rombo, in attesa di virare sul 4 2 3 1. Anche ieri Claudio Ranieri ha insistito su un sistema di gioco più aggressivo in cui vuol fare coesistere Sneijder e due punte. Al fianco di Milito è stato schierato ancora Forlan (foto FORTE), che a questo punto si candida a un ritorno da titolare. Il sacrificato sarà dunque Pazzini. Al posto dello squalificato Maicon sono stati provati sia Zanetti sia Faraoni. Se il capitano scalerà in difesa, dal 1’ giocherà Poli, con Stankovic davanti alla difesa e Cambiasso interno sinistro (anche se i due veterani si sono

spesso scambiati posizione). Ballottaggio Ranocchia Cordoba per affiancare Lucio e tra Chivu e Nagatomo a sinistra. Poli e Marsiglia Della sfida col

Novara ha parlato a Inter Channel Andrea Poli. «Aver vinto sette gare di seguito non è stato un caso. Vogliamo rifarci subito, per noi, la società e i tifosi. L’Inter è una società nata per vincere, Ranieri mi dà tanti consigli». Causa maltempo, il match tra Evian e Marsiglia (avversario dell’Inter in Champions) in programma domani alle 14 è stato rinviato. lu.tai.


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VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012


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I CONTI DEL CALCIO

Dominio Real-Barça e l’Italia frena in Europa

LA CLASSIFICA DEI 20 CLUB PIÙ RICCHI

Madrid in testa, ma catalani più vicini nei fatturati 2010-11 Milan primo club italiano davanti a Inter, Juve, Roma e Napoli CARLO LAUDISA twitter@carlolaudisa

479,5. E leggendo la sfida in prospettiva è facile credere che proprio i risultati in Champions League risulteranno decisivi in questa sfida sul tetto d’Europa. Del resto al terzo posto, lontanissimo, c’è il Manchester United con un fatturato inferiore di un centinaio di milioni. E nonostante i petrodollari dello sceicco Mansour anche il City soffre la sua marginalità nelle coppe con un fatturato di «soli» 169,6 milioni. Ma è solo questione di tempo. In attesa del Psg.

I RICAVI DELLE ITALIANE SONO DIVISI COSÌ

MILANO

La grande Europa continua a crescere, mentre le italiane stringono i denti. Real Madrid e Barcellona dominano la scena davanti ai club inglesi e le prime sei posizioni sono ormai scolpite nel marmo da sei stagioni con le spagnole davanti a Manchester United, Bayern Monaco, Arsenal e Chelsea. La crescita delle big permette un aumento medio del 3% del fatturato, un successo per il calcio di vertice se si considera che nell’Unione Europea l’effetto della crisi nel 2010 ha frenato la crescita all’1,1%. Quindi lo stato di salute è incoraggiante e in controtendenza, ma non per tutti.

D’ARCO

Stasi Italia La forbice s’allarga

sempre più, nonostante la fotografia della stagione 2010-11 registri l’ingresso del Napoli (20˚) nella top 20. E’ il Milan (7) a guidare ancora il nostro quintetto davanti a Inter (8), Juventus (13) e Roma (15) nell’annuale studio della Deloitte che analizza i fatturati del calcio che conta. I conti interni dicono che i bianconeri pagano l’uscita dalle coppe e perdono tre posizioni con un flop del 24,9%: è la performance peggiore, ma anche le altre soffrono. I rossoneri calano del 3,7%,

Studio Deloitte: più 3% nei ricavi delle prime 20. Le nostre calano e il gap aumenta mentre i nerazzurri perdono il 6.2%. Consola poco il boom di Roma (+17%) e Napoli (+25%): è vero, risalgono nel grande giro, ma la strada è lunga. Più in generale il nostro calcio paga il gap negli introiti da stadio. Da noi la percentuale media è del 12%, mentre spagnoli, inglesi e tedeschi sfondano il muro del 20% nei ricavi dai loro impianti. Ed è questa la nota dolente in prospettiva che frena la competizione internazionale. Effetto Fair play In vista dell’at-

tuazione del fair play finanziario va ricordato, infatti, che l’Uefa vigilerà sul rapporto costo-ricavi. E ciò significa che le società italiane, in perenne rosso, devono contenere le spese per evitare conseguenze. Al contrario le rivali inglesi e tedesche soprattutto possono contare sui dei buoni fondamentali e ciò permette loro di tenere alti gli ingaggi per i calciatori. Con l’effetto di attrarre sempre più le stelle, comprese le nostre. Il duello Intanto in Spagna la rivalità tra il Real Madrid e il Barcellona non si limita alle sfide tra Mourinho e Guardiola. Grazie alla ricchissima sponsorizzazione della maglia da 165 milioni in 5 anni, quindi oltre 30 l’anno (guarda caso dal Qatar), il club catalano (450,7 milioni) sale del 13% ed è ormai a un passo dai castigliani, giunti a

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COPPA ITALIA ANDATA SEMIFINALI le Pagelle DI MIMMO MALFITANO

GAZZI COMBATTE ROSSI PREZIOSO VARGAS NON C’È CAVANI VIVE UN PERIODO NO SIENA 6,5 FARELLI 6 Non sempre è deciso, viene salvato dal palo due volte. PESOLI 6 La sfortunata autorete ha rimesso in partita l’avversario. CONTINI 6,5 Ha giganteggiato su Cavani concedendogli molto poco. BELMONTE 6,5 Provvidenziale il salvataggio sulla linea dopo il colpo di testa di Cavani. ANGELO 6 Spinge quando può, impegnato com’è su Zuniga. D’AGOSTINO 6,5 L’esperienza prevale quando c’è da dare serenità. Suo il secondo gol. GAZZI 6,5 Gran combattente.

Napoli da brividi Rischia il crollo ma il Siena regala il gol-speranza Fanno tutto i toscani: Reginaldo, D’Agostino e autorete di Pesoli. Per gli azzurri due pali

ROSSI 6 Pregevole l’assist sul gol di D’Agostino.

h

IL MIGLIORE

7 REGINALDO

Segna un gran gol uccellando De Sanctis e depositando il pallone nella porta sguarnita. GIORGI 6 Presidia la fascia quando il Napoli trova un sussulto d’orgoglio. MANNINI 6 Perfetto l’assist per il gol di Reginaldo. BRIENZA 6 Da uno come lui ci si aspetta qualcosa in più. BOGDANI 5,5 L’esordio non è un granché, utile nel gioco aereo. LARRONDO 5 Sannino lo inserisce chiedendogli di fare gol, ma lui crea solo confusione. All. SANNINO 6,5 Un piccolo capolavoro realizzato con le seconde e terze linee.

NAPOLI 5 DE SANCTIS 5,5 Reginaldo lo brucia sullo scatto in occasione del primo gol. CAMPAGNARO 5 Grave l’errore sul primo gol del Siena. Colpisce due pali. CANNAVARO 5 Anche lui non è nelle condizioni migliori. D’Agostino conclude tutto solo in mezzo all’area. ARONICA 5 Un paio di errori nel respingere il pallone. IL MIGLIORE h 6,5 LAVEZZI Visto che senza di lui è buio profondo non si capisce perché Mazzarri l’abbia tenuto in panchina.

SIENA

NAPOLI

2

1

(3-4-2-1) Farelli; Pesoli, Contini, Belmonte; Angelo, D’Agostino, Gazzi, Rossi; Reginaldo (dal 25’ s.t. Giorgi), Mannini (dal 17’ s.t. Mannini); Bogdani (dal 6’ s.t. Larrondo). PANCHINA Pegolo, Terzi, Vergassola, Gonzalez. ALLENATORE Sannino. ESPULSI nessuno. AMMONITI Mannini per gioco scorretto, Rossi per proteste. GIUDIZIO 777

(3-4-2-1) De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica (dal 12’ s.t. Lavezzi); Maggio, Dzemaili (dal 29’ s.t. Inler), Gargano, Zuniga; Pandev (dal 26’ s.t. Vargas), Hamsik; Cavani. PANCHINA Rosati, Dossena, Fernandez, Britos. ALLENATORE Mazzarri ESPULSI nessuno. AMMONITI Campagnaro, Pandev per gioco scorretto.

PRIMO TEMPO 1-0

MARCATORI Reginaldo (S) al 42’ p.t.; D’Agostino (S) al 21’, Pesoli (S) autogol al 41’ s.t. ARBITRO De Marco di Chiavari NOTE paganti 4.616, incasso di 69.725,50 euro. Angoli 3-3. In fuorigioco 0-4. Recuperi 1’ p.t., 5’ s.t.

POSSESSO PALLA

SIENA 35%

PALLE PERSE

NAPOLI 65%

TIRI IN PORTA

SIENA 76

NAPOLI 94

TIRI FUORI

II

IIIIII IIII

SIENA 2

NAPOLI 6

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 5’ De Sanctis anticipa fuori area Bogdani. 29’ Pandev in giravolta mancina, il portiere respinge in tuffo. c GOL! 42’ Dalla linea laterale Mannini allunga per lo scatto di Reginaldo che salta De Sanctis mentre Campagnaro osserva da lontano.

SIENA 4

III NAPOLI 3

SECONDO TEMPO c GOL! 21’ Doppio cross di Rossi da sinistra, sul secondo D’Agostino fa 2-0. 38’ Campagnaro in mischia, palo c GOL! 41’ Lavezzi va al cross rasoterra e Pesoli mette nella sua porta. 49’ Campagnaro di testa, lieve deviazione di Farelli contro la traversa.

MAGGIO 5 Fa fatica a spingere. È in un momento non certo esaltante. DZEMAILI 5 Il passo è meno rapido del solito. Gazzi lo limita.

TABELLONE IL RITORNO 20-21 MARZO

INLER 5 Entra quando c’è bagarre e lui partecipa come può. GARGANO 6 È tra i più vivaci. A centrocampo è un forsennato, rincorre gli avversari in ogni angolo di campo. ZUNIGA 6 Qualche buona incursione e diversi cross poco sfruttati. HAMSIK 5 È parso attivo soltanto nella fase iniziale della gara. Ma da uno come lui è giusto pretendere di più. PANDEV 5 È seguito da Pesoli che gli lascia poco spazio per agire, nessuna conclusione. VARGAS 5 Viene impiegato 15 minuti e non si vede. CAVANI 5 Il momento non gli è propizio. Quegli errori anche negli appoggi ne certificano la stanchezza. All. MAZZARRI 4,5 Che brutto il suo Napoli! Da salvare soltanto l’ultimo quarto d’ora.

TERNA ARBITRALE: DE MARCO 5 Non fischia il fallo di Vargas e sulla ripartenza nasce l’autorete di Pesoli. Grilli 6; Copelli 5.

DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA CECERE SIENA

Verso la finale

Napoli choc: il primo atto è del Siena. Sconfitta sorprendente, certo, ma ancora più sorprendente risulta il dato finale: agli azzurri è andata benone... L’autogol di Pesoli regala la possibilità del passaggio del turno dopo un incubo che pareva infinito: il Siena «B» ha dominato i titolarissimi di Mazzarri per settanta minuti, andando due volte a bersaglio sui due soli tiri scagliati nella porta di De Sanctis. Giustamente, inevitabilmente. Una supremazia nata nella testa, anzitutto, e poi ottenuta attraverso una feroce determinazione e la costante occupazione degli spazi, le stesse doti ammirate domenica sul campo della Juve (0-0). Ma la magia sta in questo dato: degli undici uomini schierati a Torino, l’allenatore Sannino ha riproposto in questa semifinale di coppa che rappresenta il massimo traguardo raggiunto dal club toscano in oltre un secolo di vita, il solo Gazzi. Affidandosi addirittura al terzo portiere: ed è stato bravo pure lui. Sì, un altro miracolo della nostra inesauribile provincia.

Al Napoli basta l’1-0 per centrare l’obiettivo

LA SITUAZIONE

Il 2-1 del Franchi rende elettrica la sfida di ritorno: il Siena passa vincendo o pareggiando, ma anche perdendo con un gol di scarto, segnandone almeno due. Al Napoli basterebbe l’1-0, in virtù della rete realizzata in trasferta. Col 2-1 si andrebbe ai tempi supplementari.

Quella svista A favore del Napo-

della finale di Roma. A cominciare da Campagnaro che, dopo aver regalato il primo gol a Reginaldo, ha colpito due legni a portiere battuto nei ripetuti assalti all’arma bianca. Il Napoli è rimasto lontanissimo dal suo standard di gioco, salvo destarsi rabbiosamente a frittata già in tavola. In questi ultimi tempi non è la prima volta che gli capita ed è una tendenza pericolosissima in vista della Champions: la verità è che in questa fase ci sono troppi elementi chiave in condizioni precarie. Riusciranno a riprendersi per il Chelsea? Errori e prodezze I venti minuti

Effetto Pocho Il club di De Lau-

rentiis è riemerso dal buio profondo di una durissima lezione e dalla tremenda prospettiva di rimanere l’anno prossimo senza l’Europa, grazie a un finale infiammato dalle serpentine di Lavezzi (inizialmente in panca) e da una reazione d’orgoglio di coloro che in precedenza si erano consegnati allo strapotere avversario come se non fossero interessati al traguardo

Questa botta di fortuna viene bilanciata dai due legni colti da Campagnaro (di piede e di testa), da un salvataggio sulla linea di Belmonte (tuffo di Cavani dopo una bella iniziativa di Pocho) e da un mani di Contini in piena area trasformato dall’incerto arbitro De Marco (fischio in ritardo) in punizione per il Siena, avendo egli ravvisato un fallo di Cavani sul difensore in verità non chiaro, nemmeno al replay: Contini appare già in volo prima della spintarella altrui (se c’è...).

finali racchiudono l’essenza emotivo-spettacolare del confronto, fin lì piuttosto monotono nel suo svolgimento: Napoli inespressivo, Siena disinvolto e sicuro di s�� fino al doppio vantaggio. Fino alla svolta Lavezzi, alla sua scossa elettrica. È da un cross del Pocho che l’affannato Pesoli riapre i giochi entrando in spaccata a precedere... il tuffo di Farelli, che sentiva già il pallone fra le mani.

li invece il secondo grosso abbaglio della terna (qui c’entra pure il guardalinee Copelli) avvenuto trenta secondi prima dell’autogol che riporta in corsa gli azzurri. Contropiede del Siena a campo aperto, ma quando Brienza s’invola in solitudine arriva da dietro Vargas ad ostacolarlo irregolarmente. E siccome Copelli teneva la bandierina abbassata (dalla tribuna il sospetto di un fuorigioco era emerso), non si capisce per quale motivo l’arbitro non abbia punito questo fallo plateale. Per giunta sugli sviluppi di questa azione, Lavezzi ha creato i presupposti del gol che riapre i giochi in vista del ritorno. Dove «questo» Napoli non basterà, comunque, anche se adesso gli serve vincere con il minimo scarto. La serata ha regalato altri momenti di elettricità. Un coro poco amichevole dei senesi ai tifosi ospiti con riferimenti all’Africa; un litigio clamoroso fra Sannino e il suo giocatore Mannini al momento della sostituzione. Abbiamo preso tanto freddo, ma non ci siamo annoiati. © RIPRODUZIONE RISERVATA

TRA GIOIA E POLEMICHE IERI COLLOQUIO TRA PERINETTI E MEZZAROMA: IL D.S. ANDRA’ VIA A FINE CAMPIONATO

Sannino vince, ma che lite con Mannini L’esterno contesta la sostituzione e rifiuta di stringere la mano al tecnico ALESSANDRO LORENZINI SIENA

E meno male che Sannino e il Siena pensavano solo al

campionato e alla salvezza. Il tecnico bianconero è un perfezionista: a fine gara il primo pensiero è per l’azione che ha portato al gol del Napoli. «Mi fa inc... ripensarci — ha detto —. C’era il fallo su Brienza, ma l'arbitro può anche non vedere, noi dovevamo buttare fuori la palla, sarebbe finita lì». L'allenatore però è soddisfatto: «Sono contento, abbiamo fatto buone giocate, senza gli ultimi dieci minuti sarebbe stata una gara perfetta. Turnover? Repu-

to tutti titolari. Mazzarri dice che potevano vincere? Ognuno guarda in casa propria». E ora il ritorno: «Già andare a Napoli per noi è un orgoglio. Una vittoria per il campionato? Vado controcorrente, sono contro i luoghi comuni. L'autostima i giocatori la devono sempre avere, visto che in questa stagione abbiamo sbagliato forse due partite». A chi gli fa complimenti personali, Sannino ribatte con schiettezza: «Un 'omino' senza capelli può dare

indicazioni, ma poi sono i giocatori ad essere decisivi. Certo, il rapporto interpersonale è importante». Come quello, quasi un odio-amore, con Mannini, con cui Sannino ha battibeccato al momento della sostituzione (il giocatore ha rifiutato la stretta di mani in malo modo, il tecnico gli ha indicato di stare zitto). «Non è successo niente – ha minimizzato Sannino – Mannini è un giocatore del Siena, può giocare, uscire, andare in tribuna, fra noi il rap-

porto è così». Prima della gara incontro fra il presidente Mezzaroma (contestato da una cinquantina ultras prima della gara, gli stessi che anno intonato il coro “Quella curva là, sembra l'Africa” rivolta ai napoletani) e il ds Perinetti: congelata l'idea di dimissioni immediate, ma le strade a fine anno si separeranno. L'attuale responsabile dell'area tecnica del Siena ha già pronta una poltrona a Palermo. © RIPRODUZIONE RISERVATA


VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

42’ p.t. Reginaldo per l’ 1-0 L’attaccante del Siena scavalca De Sanctis e segna a porta vuota IPP

la Moviola di V.D’A.

Vargas su Brienza da rosso di Contini in aerea: l’arbitro fischia un fallo di Cavani molto dubbio. Al 40’ doppio errore della terna: Vargas ferma Brienza (che parte in fuorigioco) in contropiede, De Marco lascia andare ma il fallo del cileno c’è e vanifica una chiara azione da gol.

De Laurentiis: «Gli sceicchi? Una voce che mi fa ridere» SIENA Aurelio De Laurentiis non era presente ieri al Franchi, ma ha tifato per i suoi ragazzi davanti alla tv dalla sua abitazione di Roma e, in serata, ha pure smentito le voci sul possibile ingresso degli sceicchi nel Napoli: «Mi ha fatto molto ridere questa cosa. In questi giorni sono stato assorbito totalmente da colloqui con le major americane per questioni cinematografiche, non ho incontrato nessuno per motivi calcistici. Sono felicissimo semmai del fatto che il Napoli sia tra le 20 squadre più ricche d’Europa (secondo lo studio «Deloitte», ndr), è tra le società più solide negli ottavi di Champions. Il Napoli ha i conti a posto, e già essere tra i primi 16 club d’Europa è un grande traguardo. Vedremo in futuro Platini come si comporterà, ma intanto io dico ai tifosi che sarò il primo a garantire la nostra solidità affinché il nostro bilancio sia sempre sano. L’ho sempre detto, il nostro è un progetto in crescita, vado avanti per la mia strada, questa società non tornerà più nelle posizioni in cui l’ho trovata». Chiusura sul tecnico del Siena, Giuseppe Sannino: «E’ un napoletano che ci sa fare». Il patron, infine, ha annunciato che ad aprile la squadra farà visita ai detenuti del carcere di Poggioreale. a.d’u.

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il Tema 4 GOL IN 5 GARE

Nemmeno la Coppa sveglia i Mazzarri Boys Momento difficile, soltanto Lavezzi prova a dare la scossa Il tecnico: «Per me la squadra meritava anche il successo» Peccato Il nervosismo crescen-

DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIO D’URSO SIENA

Primo round al Siena. E si è ristretto il Napoli. Ha vinto il napoletano sbagliato, dicono i tifosi azzurri. Cioè Giuseppe Sannino, il nuovo Walter Mazzarri. Che prima vinceva sempre, adesso fa una tremenda fatica a riportare la squadra dalla dimensione degli alti e bassi a quella delle notti magiche del San Paolo. La recita poco ispirata degli ultimi tempi, andata in scena anche ieri per gran parte del match, è preoccupante: rischia di compromettere la stagione. La chiamano «AltaleNapoli», e non sempre il «Pocho» Lavezzi può rimediare e rimettere insieme i cocci. Sofferenza Napoli, che succe-

de? Se non è crisi, poco ci manca. Un calo di fiducia. Contro il Siena delle seconde linee, per quanto col sacro furore addosso, gli azzurri hanno sofferto. Sono usciti dal campo col capo chino. La scelta dell’allenatore

Un marchio Daimler.

Nel primo tempo errore dell’assistente Copelli: era regolare la posizione di Cavani sull’assist di Hamsik in chiusura di frazione, errore non decisivo visto che l’attaccante azzurro calcia da due passi sul portiere. Al 38’ della ripresa tocco di mano

IL PRESIDENTE AZZURRO

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Walter Mazzarri, 50 anni LAPRESSE

di insistere con lo stesso atteggiamento tattico (3-4-2-1), di giocare a carte scoperte, non ha pagato. E la (teorica) differenza di qualità tra i due organici non ha trovato riscontro in campo. Sembra di assistere sempre alla stessa interpretazione, nonostante in campo siano scesi i titolari. La difesa ha traballato, gli attaccanti (4 reti nelle ultime 5 gare) hanno stentato e non sono riusciti ad alzare la voce fin dall’inizio della partita. Perché la reazione degli azzurri è stata tardiva. Dettata dalla rabbia e dall’orgoglio.

te del Napoli si è avvertito soprattutto durante il forcing finale, quando tutti i tentativi di rimettere in piedi il match sembravano vani. Lavezzi ha propiziato il gol della speranza, inducendo Pesoli all’autorete. E non solo verso la gara di ritorno col Siena, ma soprattutto a undici giorni dalla sfida col Chelsea in Champions, l’acuto degli azzurri pare un segno di speranza. Il tecnico Mazzarri lo coglie: «Ringrazio Sannino per i suoi complimenti, nel primo tempo abbiamo creato 3-4 palle gol, era una gara in cui non dovevamo prendere gol, la partita si è messa in salita. Credo che il mio Napoli abbia fatto una grande prova, dal punto di vista del gioco meritavamo anche la vittoria. La qualificazione è aperta. Facciamo fatica a trovare la via del gol, e tutti contro di noi fanno la partita della vita. Lippi? È un top, è l’allenatore ideale per il Napoli. Pochi hanno il suo prestigio, è un bene che ci siano queste candidature». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

SERIE A ANTICIPO 23a GIORNATA LAZIO CESENA

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3 2

I NUMERI

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-2

100

MARCATORI Mutu (C) 14’, Iaquinta (C) rigore) 34’ pt; Hernanes (L) 8’, Lulic (L) 16’, Kozak (L) 18’ st

i gol di Iaquinta nei campionati Questo il dettaglio: 89 reti in Serie A (58 con l’Udinese, 30 con la Juve e 1 con il Cesena); 3 in Serie B (Padova); 8 in C1 (Castel di Sangro)

LAZIO (4-2-3-1) Marchetti; Konko, Zauri, Biava, Lulic; Ledesma, Matuzalem; Gonzalez, Hernanes, Candreva (1’ st Kozak, 39’ st Scaloni); Klose. PANCHINA Bizzarri, Garrido, Stankevicious, Zampa, Rozzi. ALLENATORE Reja CESENA (3-5-2) Antonioli; Comotto, Rodriguez, Lauro; Ceccarelli, Santana (26’ st Guana), Colucci, Parolo, Pudil (20’ st Del Nero); Iaquinta (14’ st Rennella), Mutu. PANCHINA Ravaglia, Rossi M.,Martinho, Martinez. ALLENATORE Arrigoni ARBITRO Romeo di Verona. ESPULSI: Konko (L) al 33’ p.t. per fallo da chiara occasione da gol.

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AMMONITI: Matuzalem (L) per proteste, Comotto (C), Del Nero (C), Mutu (C), Kozak (L) e Rennella (C) tutti per gioco scorretto. NOTE Abbonati 20.657, paganti 2.472, quota e incasso non comunicati. Tiri in porta 5-4.Tiri fuori 3-3. Fuorigioco 3-3. Angoli 6-0. Recuperi 1’ p.t.; 3’ s.t.

Il 3-2 del laziale Libor Kozak, 22 anni, attaccante ceco: entrato nel secondo tempo ha deciso la sfida con il Cesena FORNELLI

Iaquinta non basta Ribaltone Lazio da 0-2 a 3-2 in dieci Assist e rete per l’ex juventino. Ma dopo il rosso a Konko cambia tutto: a segno Hernanes, Lulic e Kozak RUGGIERO PALOMBO ROMA

Rimontona Lazio. Di quelle da raccontare ai nipoti e ai giocatori del Cesena, che staranno ancora domandandosi come è potuto accadere. Dallo 0-2 di Mutu e Iaquinta (su rigore), e in inferiorità numerica per l’espulsione di Konko, all’incredibile 3-2 firmato in dieci folli minuti da Hernanes, Lulic e Kozak. Risultato giusto, non fosse altro che per il numero di gol, tre tondi tondi, divorati da Klose. Un match che, volendo, la Lazio potrebbe portare a casa senza patemi, un po’ come capitò alla Roma (5-1) il 22 gennaio. Ma quella di complicarsi la vita è un’arte e la Lazio mostra di saperci proprio fare. Solo così si spiegano i due gol regalati al Cesena con altrettanti contropiede in un primo tempo dominato e condizionato dagli

errori di Klose e di Reja, che sbaglia formazione e soprattutto collocazione degli uomini in campo, ma poi è bravissimo a correggersi. Lazio terza, almeno per un paio di notti. Un premio all’impegno di un gruppetto di ragazzi in gamba, nella sera della rimontona guidati da un grande Matuzalem. Quanto al Cesena, l’arrivo di un motivatissimo Iaquinta, che ha la Lazio nel mirino da sempre (10 gol ai biancocelesti), non basta. Per restare in A ci vuole ben altro temperamento. L’errore Dias, Radu, Rocchi,

Brocchi, Mauri e Cana. Sì, gli assenti sono tanti, troppi per una squadra che a causa del mancato mercato di gennaio ha gli uomini contati. Senza due difensori titolari, come il pur precario Dias di questa stagione e Radu, e la Lazio va in barca. Le dà una grossa mano Reja, che inventa l’improponibile Zauri quale cen-

la Moviola di FABIO LICARI

Il rigore è ineccepibile Regolare il gol di Lulic Ok il rigore per il Cesena: Konko atterra da dietro, in area, Mutu partito in posizione regolare. Chiara occasione da gol, quindi anche espulsione per il laziale. C’è un però: l’azione forse è viziata da un gioco pericoloso iniziale di Iaquinta su Ledesma. Non facile giudicare. Ammonizioni Giusti i «gialli» a Del Nero, Zauri, Matuzalem, Ledesma. Si può discutere invece sul primo a Comotto: l’intervento su Klose è fallo non da ammonizione. Poco dopo, però, ancora Comotto entra durissimo sul piede di Kozak da dietro: questo sì che sarebbe «giallo» ed espulsione automatica, invece viene fischiata soltanto la punizione. Compensazione? Da «arancione» il colpo di Mutu a Zauri: il romeno se la cava con l’ammonizione. Fuorigioco Regolare il 2 2 della Lazio: Lauro tiene in gioco Lulic. Corrette le altre segnalazioni.

trale difensivo quando invece da quelle parti bisognerebbe inventarsi qualcosa. Il contropiede del Cesena è micidiale ma francamente scolastico. Basta mettere palla lunga davanti, lo fanno prima Colucci e poi Parolo, e far decollare Iaquinta e Mutu. Il primo fa a sportellate con Biava, lo sradica e serve a Mutu il più facile dei tap-in sotto gli occhi di Zauri, il secondo molla Zauri sul posto e guadagna rigore (trasformato da Iaquinta) ed espulsione in danno di Konko, che almeno prova ad inseguirlo. È il 2-0 con superiorità numerica che sembra chiudere il match. Non sarà così. La correzione Reja inserisce Ko-

zak al posto dell’impalpabile Candreva, ma l’intuizione vincente è quella di arretrare Ledesma al centro della difesa (accadde anche a De Rossi con Luis Enrique), con Zauri dirottato a destra. Un 4-3-2 con Hernanes sulla linea di Gonzalez e Matuzalem, e Lulic che copre l’intera fascia, col quale la Lazio aggredisce il Cesena che conta le sue assenze importanti (Von Bergen e Moras) proprio in difesa. Dieci minuti e i ruoli di Lazio e Cesena si capovolgono, l’incubo passa di mano: il gol di Hernanes è fantastico, un colpo d’alta classe, quelli di Lulic e di Kozak, al suo primo centro stagionale, profumano invece di sudore e di classe operaia. Il 3-2 arriva quando manca ancora mezzora alla fine, ma il Cesena, nonostante i cambi di Arrigoni, non sarà capace di costruire nemmeno una palla gol. La Lazio può festeggiare. Non è una vittoria qualunque, ma un’impresa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Orgoglio Reja: «Come aver vinto un derby»

GABRIELLA GREISON ROMA

Quando Reja inizia a parlare, gonfia bene il petto, e nelle sue parole, nel tono che usa si sente tutta la fierezza e il merito di questa rimonta: «Sì, mi è piaciuta molto questa partita: e vale come un derby». Deve commentare questi tre gol, di Hernanes, Lulic e Kozak, «avvenuti

che se non ha segnato: ma non è un tipo che si abbatte, rientra, rincorre, si sposta lateralmente, fa giocare tutti meglio. Ledesma è stato importante, i suoi movimenti sono serviti. Anche Matuzalem ha avuto sempre sotto controllo la situazione».

quando eravamo in inferiorità numerica, quindi ancora più importanti: sono stati bravissimi», e dopo essere stati sotto di due gol per tutto il primo tempo. «All'inizio la partita è iniziata sottotono, poi abbiamo reagito. La rimonta è nata nello spogliatoio: quando sono entrato c’era sconforto, ma erano in piedi e tesi, avevano voglia di rimboccarsi le maniche. Nel secondo tempo la mossa di fare entrare Kozak è stata fondamentale. Vincere in queste condizioni dà ancora più soddisfazione». «Klose ok» E, ora, c'è questo terzo posto in classifica, con cui andare a dormire per una notte: «Il pubblico è stato importante. Klose mi è piaciuto molto, an-

4

le vittorie in casa consecutive della Lazio 3-2 in Coppa Italia con il Verona, 2-0 contro Atalanta e Milan, quindi 3-2 al Cesena. Dopo l'ultimo ko, 0-1 con la Juve il 26 novembre, ha ottenuto 6 successi e 2 pareggi

7

le reti di Hernanes in campionato Ieri ha segnato all'Olimpico per la terza partita consecutiva

di STEFANO CIERI

MATUZALEM REGIA PERFETTA KLOSE 3 ERRORI COMOTTO VA IN CONFUSIONE LAZIO 6,5 MARCHETTI 6 Non può nulla sui due gol. Per il resto è sempre attento. KONKO 5 Provoca il rigore e per lui la partita finisce subito. ZAURI 4 Non copre su Mutu nel primo gol e lo tiene in gioco sul rigore. BIAVA 5 Soffre la fisicità di Iaquinta. Va un po' meglio con Rennella. LULIC 7 Le solite sgroppate e il prezioso gol del 2 2. LEDESMA 6,5 Bene da centrale di centrocampo, e bene (una rivelazione) da centrale difensivo nella ripresa.

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IL MIGLIORE

7 MATUZALEM

Con la sua regia perfetta e illuminata spinge la Lazio alla rimonta insperata. GONZALEZ 6,5 Un moto perpetuo e instancabile. Soprattutto nella ripresa quando si sdoppia nelle due fasi. HERNANES 7 Ha il merito di avviare la rimonta. C’è nei momenti topici. CANDREVA 5 Gira al largo invece di provare a incidere. KOZAK 6,5 Primo gol in campionato: è sempre al posto giusto al momento giusto. SCALONI s.v. KLOSE 5 Sbaglia due gol facili nel primo tempo, un altro nella ripresa. Avvia l'azione del 2 2. ALL. REJA 6,5 Bravo a ridisegnare e rianimare la squadra quando la partita sembrava compromessa.

CESENA 5 ANTONIOLI 5,5 Straordinario in apertura su Klose, ma sui tre gol della Lazio non è impeccabile. COMOTTO 4 Va in confusione totale quando la Lazio accelera. Rischia il secondo giallo su Kozak. RODRIGUEZ 4,5 L’ingresso di Kozak lo mette in crisi. LAURO 5 Va in barca nella ripresa come tutta la retroguardia. CECCARELLI 6 Si propone bene all’inizio, poi anche lui sparisce. SANTANA 5 Impalpabile per gran parte della gara, spreca la palla del possibile 3 1. GUANA 5 Prova a riorganizzare la manovra, non ci riesce. COLUCCI 6 A corrente alternata, ma il suo apporto non manca. PAROLO 6 Innesca Mutu nell’azione che porta al rigore. È uno dei pochi a non arrendersi dopo il sorpasso.

REAZIONI CONTRASTANTI MENTRE ARRIGONI SI DISPERA

«La rimonta è nata nello spogliatoio. Poi la mossa Kozak è stata fondamentale»

i mesi dall’ultima rimonta della Lazio dallo 0-2 Era successo il 10 aprile 2010 con il Bologna: da 0-2 a 3-2

le Pagelle

Arrigoni giù Dall'altra parte, an-

che Arrigoni ha la voce bassa, ma pure l'umore: «Peccato, perché eravamo partiti bene. Dovevamo gestire meglio il vantaggio. Ogni volta avviene tutto in pochi minuti, non siamo stati abbastanza cinici. Il Cesena ora deve riprendersi da una brutta batosta: con questa partita potevamo attaccarci alle altre, adesso sarà dura». Tutta la soddisfazione di Reja al 90’ LAPRESSE

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PUDIL 5 Tiene in gioco Kozak e Lulic nell'azione del 2 2. Sparisce quando la Lazio preme. DEL NERO 5 Dovrebbe cambiare l'inerzia della gara, ma non punge.

h

IL MIGLIORE

7 IAQUINTA

Ritorno in campo trionfale. Confeziona il gol di Mutu, non sbaglia dal dischetto. Esce lui, il Cesena sparisce. RENNELLA 5 Il suo ingresso fa tirare il fiato ai difensori laziali. MUTU 6,5 Colpisce alla prima occasione e poi si procura il rigore del 2 0. Cala, però, nella ripresa. ALL. ARRIGONI 5 Buono il disegno tattico iniziale, ma assiste inerme agli sviluppi della partita.

TERNA ARBITRALE: ROMEO 6 Non sbaglia. Unico neo: poteva starci il secondo giallo a Comotto. Bianchi 6,5; La Rocca 6,5


VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A

A tutto Marino «Palacio come Di Natale Ne combina sempre una» Il tecnico del Genoa: «Mi ha convinto a cambiare idea, a stare più vicino a Gilardino. Che intesa hanno quei due...» ALESSIO DA RONCH GENOVA

«L’emergenza? Non ci vorrebbe ma a conti fatti allena la mente, rende più elastici». Pasquale Marino non è tipo da cercare scuse. Neppure il k.o. di Gilardino lo mette in ansia. In poco tempo è riuscito a inculcare le sue idee al Genoa. In cinque partite ha conquistato 9 punti, media 1,8 a incontro. In casa ha sconfitto Udinese, Napoli e Lazio, entusiasmando. Ora deve cambiare marcia in trasferta, a cominciare da Catania, casa sua. Lì ha conquistato tanti successi. Lì spesso torna per ritrovare i vecchi amici, uno su tutti il presidente Pulvirenti. Lì sfiderà Montella, uno che ha avuto una carriera ben diversa dalla sua. «Io non guardo gli altri. L’esperienza serve. Io avevo bisogno di fare la gavetta e l’ho fatta. Lui è stato bravo a sfruttare l’occasione, non è da tutti. E’ stato intelligente a carpire il meglio dai grandi allenatori che ha avuto. A Catania poi sostengono gli allenatori che scelgono». Come cambierà il Genoa senza Gilardino?

«Vedremo che soluzione adottare: ci sono varie possibilità. Questo Genoa è divertente anche perché molti hanno tanto da dimostrare». Uno che non ha niente da dimostrare è Palacio.

«E’ come Di Natale: dà sempre la sensazione che quando ha la palla possa succedere qualcosa. Mi ha convinto a cambiare idea: lo avevo visto giocare bene a destra, ma lui preferisce stare vicino al centravanti ed ha ragione». Palacio uomo gol e Gilardino uomo assist. Che sorprese?

«Si cercano molto, Palacio con la Lazio ha rinunciato a cercare il gol per un assist a Gilardino. Hanno un’intesa ottima: si trovano nei tempi giusti».

d I TRE CLUB

S L’Udinese è una delle società più antiche d’Italia, è nata il 30 novembre 1896. I colori sociali sono il bianco e il nero, quelli dello stemma della città

S Il Watford si trova nell’estremo nord della periferia di Londra. Gioca nel Football League Championship, seconda divisione inglese

S Il tecnico del Genoa Pasquale Marino, 49 anni, nato a Marsala. La scorsa stagione aveva allenato il Parma PEGASO

CHE BOTTA

Gila si fa male Lesione muscolare Un mese di stop GENOVA (a.d.r.) Gilardino

rischia un mese di stop. L’attaccante del Genoa ha riportato una lesione muscolare ad un polpaccio. L’infortunio risale alla sfida con la Lazio, ma Gilardino non si è arreso ed ha provato a insistere, sperando di superare le difficoltà. Niente da fare l’esame ecografico lo costringe a due o tre settimane di cure e a procedere poi con cautela. Marino è ancora in emergenza: potrebbe sostituirlo con Ze Eduardo o cambiare modulo inserendo Belluschi o Jorquera.

E lei è divenuto l’allenatore del gol. E’ positivo o negativo?

«Regaliamo emozioni. Nel calcio non c’è nulla di più bello del gol. Noi abbiamo pagato qualche disattenzione, spesso su calci piazzati. Ma stiamo facendo passi avanti». Per arrivare dove?

«Noi dobbiamo utilizzare la calma che ci trasmette la posizione di classifica per giocare senza condizionamenti. Cosa c’è di meglio dell’assenza di pressioni?». Nel frattempo può presentare Roger Carvalho e Belluschi.

«Carvalho ha tecnica e velocità, ma gioca in un ruolo difficile. Centrocampisti e attaccanti determinano, i difensori leggono le situazioni e si muovono in sintonia. Per questo l’inserimento è più complicato».

E Belluschi?

«E’ duttile. Gli ho parlato, a quattro può giocare sulla fascia o al centro. Nel rombo può giocare trequartista o interno. Ha qualità». Lei si porta dietro la fama di uomo triste. Perché?

Il Granada Club de Fùtbol è una squadra di calcio spagnola della comunità autonoma dell’Andalusia che gioca in Primera Division. E’ stata fondata il 14 aprile 1931

«Nelle interviste ho rispetto di chi batto e se perdo sono troppo arrabbiato, ma non sono sempre così, anzi. Purtroppo molti danno giudizi senza conoscere le cose. Come potrei essere triste, faccio un lavoro che mi diverte da matti». Di lei si dice anche di peggio: è bravo ma non ha personalità.

P

«E’ ridicolo. Non credo che la personalità si debba misurare da quanto si alza la voce, ma da come i messaggi vengono interpretati in campo. Non spreco parole su questo argomento, lascio parlare i fatti».

Giampaolo Pozzo, 70 anni, è diventato presidente dell’Udinese nel luglio 1986.

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IL PATRON DELL’UDINESE

La pazza idea dei Pozzo: comprare il Watford Avviate le trattative con la squadra che ha avuto come presidente pure Elton John ALESSANDRO RUSSO

Udine e Watford così lontane e così vicine. Le due città potrebbero presto essere della stessa scuderia calcistica e le due squadre, Udinese e Watford, avere un unico proprietario se le trattative ben avviate nelle ultime settimane andranno a buon fine. Il patron friulano Gianpaolo Pozzo è stuzzicato dall’idea di sbarcare oltremanica e sta lavorando con determinazione per acquisire la società inglese che milita in Championship. Dal Friuli si apprende che nell’estremo nord della periferia di Londra, più volte si è discusso con emissari italiani e dopo il Granada anche la squadra inglese potrebbe diventare un feudo con l'obiettivo di farla diventare una roccaforte del calcio avvincente «made in Friuli». Il Watford, attualmente al 16o posto in Championship, non è una squadra qualunque, ma porta in dote trascorsi importanti con protagonisti molto conosciuti. Presidente pop star Nella sua storia il club ha avu-

to, per due periodi, come presidente la pop star Elton John che, tifosissimo della squadra britannica, l’aveva comprata per portarla in alto. Prima, dal 1977 al 1987 dalla 4a serie alla Premier, cogliendo un secondo posto alle spalle del Liverpool grazie anche alle 27 reti di Luther Blissett. Un piazzamento che l’anno successivo consentì di giocare la Coppa Uefa e raggiunse la finale di FA Cup, persa contro l'Everton. Il secondo mandato del presidente Elton John si è protratto poi dal 1997 al 2001 (Luca Vialli in panchina nella stagione 2001/2002). Elton John è poi diventato presidente onorario del club nel 2008. Interessi internazionali La fami-

glia Pozzo non è nuova ad interessi internazionali visto che è proprietaria del Granada in Spagna, dove ha condotto per mano la società dall’estate del 2009 fino alla promozione nella Liga a 35 anni di distanza dall’ultimo trionfo andaluso. Senza dimenticare la volontà di aumentare il suo peso azionario nell’Espanyol. Dalla Spagna all’Inghilterra il salto potrebbe essere breve. In queste ultime settimane ci sono stati incontri in Italia e anche in Inghilterra, per trovare l’accordo con i Pozzo molto interessati al Watford magari riportandolo in Premier, ai fasti dell’era pop di Elton John. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’OBIETTIVO DOPO IL PARI DI CATANIA LA SQUADRA GIALLOROSSA È A UN SOLO PUNTO DALLA ZONA EUROPA LEAGUE E A SEI DA QUELLA CHAMPIONS

La Roma dà il via all’Operazione Europa Torna Osvaldo, c’è Marquinho e si punta sull’effetto Olimpico. Ma in regia Gago va k.o. MASSIMO CECCHINI ROMA

L’Europa si sfarinò in una notte d’agosto, tra fiaschi (la sostituzione di Totti) e fischi (quelli del pubblico). Poco meno di sei mesi fa la Roma usciva dalla Europa League dopo una sconfitta e un pareggio contro lo Slovan Bratislava, portando

come effetti collaterali un po’ d’ansia e un fine mercato estivo scoppiettante (Baldini dixit). Adesso, invertita totalmente l’inerzia stagionale, la squadra giallorossa si ritrova a un punto dal suo «ritorno a casa», visto che dalla stagione 1997-98 non ha mai mancato un’apparizione continentale. Ora la classifica parla chiaro: i ragazzi di Luis Enrique sono a una lunghezza dalla zona Europa League ed a 6 da quella Champions. Cioè vicini a rendere la stagione buona (primo caso) oppure ottima (secondo), perché — vetrina e introiti a parte — la classifica finale conta parecchio in chiave futuro, nessuno a Trigoria dimentica come la prossima redistribuzio-

ne dei diritti tv avrà tra i parametri anche la posizione raggiunta. Osvaldo & Marquinho E allora

comincia la caccia vera, con la Roma che potrà contare nel breve-medio periodo su almeno quattro situazioni tecnico-psicologiche favorevoli. La prima è che a fine campionato potrebbe avere a favore tutti gli scontri diretti con le rivali «europee», visto che attende all’Olimpico l’Udinese e il Napoli, il derby con la Lazio lo giocherà da padrone di casa e con l’Inter ha già regolato i conti con una vittoria ed un pareggio. Insomma, se tutto andrà bene, basterebbe anche un semplice aggancio per

poter sorridere. Insomma, l’Europa non è più un miraggio, anche perché già lunedì a Siena (meteo permettendo) potrebbe tornare a disposizione Osvaldo, cioè il capocannoniere della squadra che finora nel 2012 non ha mai giocato. Non solo. Nel giro di poche settimane Luis Enrique potrà cominciare a contare anche sul nuovo arrivato Marquinho, così da poter dare equilibri diversi alla mediana. Basta così? Non proprio, perché dalla prossima partita casalinga col Parma la squadra potrà avere un supporto di pubblico maggiore del consueto, poiché da lunedì sono in vendita i mini-abbonamenti (svincolati dalla tessera del tifoso) per i ma-

tch interni, senza contare che le nuove disposizioni dell’Osservatorio consentono ai «tesserati» di andare in trasferta comperando un biglietto anche per un non «tesserato» sotto la sua responsabilità. Ansia regia In questo contesto

positivo, c’è solo una nota stonata, che deriva dalla stretta attualità. Con De Rossi squalificato, c’è Gago alle prese con problema muscolare che potrebbe costargli la trasferta di Siena. Non solo, il terzo «regista» in linea gerarchica — ovvero il baby Viviano — ieri ha riportato una fortissima contusione alla tibia, che lo mette a rischio per la trasferta in Toscana. Conclusione: un bel problema, che però non turba la serenità della nuova Roma. Il profumo d’Europa, d’altronde, fa miracoli. Luis Enrique, 41, tecnico Roma AFP

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

16

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

SERIE A

23

a

CAGLIARI (4-3-1-2) PALERMO (4-3-1-2)

ATALANTA (4-4-2) LECCE (3-4-2-1)

CATANIA (3-5-2) GENOA (4-2-3-1)

INTER (4-3-1-2) NOVARA (4-3-2-1)

DOMANI ore 18 ARBITRO Bergonzi

DOMANI 20.45 ARBITRO Giannoccaro

DOMENICA ore 15 ARBITRO Gervasoni

DOMENICA ore 15 ARBITRO Giacomelli

DOMENICA ore 15 ARBITRO Russo

1 HANDANOVIC 17 5 11 BENATIA DANILO DOMIZZI

GIORNATA La Classifica PARTITE

UDINESE (3-5-1-1) MILAN (4-3-1-2)

RETI

SQUADRE

PT

JUVENTUS

45 21 12 9 0 33 13

MILAN

44 22 13 5 4 43 19

LAZIO

42 23 12 6 5 37 24

G V N P F S

UDINESE

41 22 12 5 5 33 20

INTER

36 22 11 3 8 34 29

ROMA

35 22 10 5 7 36 26

NAPOLI

31 22 7 10 5 36 24

PALERMO

31 22 9 4 9 32 32

GENOA

30 21 9 3 9 31 38

FIORENTINA

28 21 7

7 7 23 19

PARMA

27 21 7 6 8 27 34

CAGLIARI

27 22 6 9 7 20 23

CHIEVO

27 22 7 6 9 19 28

CATANIA

24 20 5 9 6 23 29

ATALANTA*

23 21 7 8 6 25 27

BOLOGNA

22 21 5 7 9 18 26

SIENA

20 21 4 8 9 21 22

LECCE

17 22 4 5 13 22 38

CESENA

16 22 4 4 14 15 34

NOVARA

13 22 2 7 13 19 42

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, la differenza reti; 3) numero di gol segnati. *Atalanta ha sei punti di penalizzazione

MARCATORI 16 RETI: Di Natale (3) (Udinese) 15 RETI: Ibrahimovic (6) (Milan) 12 RETI: Denis (3) (Atalanta); Jovetic (4) (Fiorentina); Palacio (2) (Genoa); Milito (3) (Inter); Klose (Lazio); Cavani (1) (Napoli) 10 RETI: Miccoli (1) (Palermo) 9 RETI: Matri (Juventus); Giovinco (3) (Parma); Calaiò (3) (Siena) 7 RETI: Nocerino (Milan); Osvaldo (Roma) 6 RETI: Di Vaio (1) (Bologna); Mutu (2) (Cesena); Marchisio (Juventus); Hernanes (3) (Lazio); Di Michele (2) (Lecce); Hamsik (Napoli); M. Rigoni (3) (Novara) 5 RETI: Moralez (Atalanta); Lodi (3) (Catania); Jankovic (Genoa); Pazzini (Inter); Pepe (Juventus); Rocchi (Lazio); Pandev (Napoli); Borini (Roma); Destro (Siena).

ISLA 8 4 FERNANDES 27 3 PAZIENZA 6 ARMERO BASTA 23 ABDI 10 21 MAXI LOPEZ 22 NOCERINO

DI NATALE

92 10 EL SHAARAWY SEEDORF 23 28 AMBROSINI EMANUELSON

33 25 77 5 ANTONINI THIAGO SILVA MEXES BONERA 32 ABBIATI

PROSSIMO TURNO 24a giornata Venerdì 17 febbraio, ore 20.45 FIORENTINA-NAPOLI INTER-BOLOGNA Sabato 18 febbraio, ore 20.45 JUVENTUS-CATANIA Domenica 19 febbraio, ore 15 LECCE-SIENA (ore 12.30) CESENA-MILAN GENOA-CHIEVO NOVARA-ATALANTA ROMA-PARMA PALERMO-LAZIO (ore 20,45) UDINESE-CAGLIARI (ore 20,45)

27 DESSENA

5 CONTI

4 NAINGGOLAN

7 51 19 COSSU PINILLA THIAGO RIBEIRO 10 9 16 MICCOLI BUDAN ZAHAVI 23 5 14 BARRETO DONATI BERTOLO 42 MANTOVANI SILVESTRE 31 2 3 PISANO BALZARETTI 1 VIVIANO

77 2 3 13 RAIMONDI STENDARDO LUCCHINI PELUSO 7 33 17 11 SCHELOTTO BRIGHI CARMONA MORALEZ 28 GABBIADINI

19 DENIS

10 BOJINOV

24 MURIEL

17 DI MICHELE 28 26 8 7 BLASI CUADRADO BRIVIO OBODO 13 5 30 MIGLIONICO ESPOSITO ODDO 27 JULIO SERGIO

(1-1)

27 4 ALMIRON BIAGIANTI

16 LLAMA

28 18 BARRIENTOS BERGESSIO 8 PALACIO 11 81 BELLUSCHI 25 JANKOVIC SCULLI 4 88 BIONDINI VELOSO 7 13 5 20 ROSSI KALADZE GRANQVIST MESTO 1 FREY

10 SNEIJDER 22 9 FORLAN MILITO 29 CARACCIOLO 25 10 MASCARA RIGONI 22 14 3 GEMITI PESCE MORGANELLA 4 28 30 15 GARCIA CENTURIONI LISUZZO DELLAFIORE 1 UJKANI

PANCHINA 12 Castellazzi, 2 Cordoba, 37 Faraoni, 55 Nagatomo, 11 Alvarez, 20 Obi, 7 Pazzini. ALLENATORE Ranieri. BALLOTTAGGI Ranocchia-Cordoba 55-45%, Chivu-Nagatomo 60-40%, Poli-Faraoni 60-40%, Stankovic-Obi 60-40%. SQUALIFICATI Maicon (1). DIFF. nessuno. INDISPONIBILI Guarin (20 giorni), Samuel (15 giorni).

PANCHINA 1 Amelia, 20 Abate, 19 Zambrotta, 15 Mesbah, 34 Cristante, 70 Robinho, 9 Inzaghi. ALLENATORE Allegri. BALLOTTAGGI Bonera-Abate 60-40%, Maxi Lopez-Robinho 70-30%. SQUAL. Van Bommel (1), Ibrahimovic (3). DIFFIDATI Antonini, Bonera, Aquilani, Mesbah. INDISPONIBILI Nesta, Yepes, Gattuso, Flamini, Muntari, Aquilani, Merkel, Strasser, Boateng, Pato, Cassano.

PANCHINA 33 Tzorvas, 6 Munoz, 13 Aguirregaray, 8 Migliaccio, 17 Vazquez, 27 Ilicic, 11 Hernandez. ALLENATORE Mutti. BALLOTTAGGI Zahavi-Ilicic 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Hernandez, Pisano. INDISPONIBILI Bacinovic (30 giorni).

PANCHINA 25 Petrachi, 40 Tomovic, 18 Giacomazzi, 82 Delvecchio, 91 Bertolacci, 11 Seferovic, 9 Corvia. ALLENATORE Cosmi. BALLOTTAGGI Obodo-Giacomazzi 60-40%. SQUALIFICATI Carrozzieri (1) DIFFIDATI Obodo, Corvia, Esposito, Tomovic. INDISPONIBILI Falcone (15 giorni), Benassi (10 giorni), Grossmuller (4 giorni), Ofere (4 giorni).

PANCHINA 22 Lupatelli, 3 Roger Carvalho, 31 Sampirisi, 36 Meucci, 10 Birsa, 19 Jorquera, 9 Ze Eduardo. ALLENATORE Marino. BALLOTTAGGI Belluschi-Ze Eduardo 55-45%. SQUALIFICATI Constant (1), Kucka (1). DIFFIDATI Kaladze, Granqvist, Mesto. INDISPONIBILI Moretti (5 giorni), Bovo (5 giorni), Antonelli (30 gg), Gilardino (25 gg).

PANCHINA 31 Fontana, 77 Rinaudo, 24 Paci, 23 Radovanovic, 7 Jensen, 9 Rubino, 27 Jeda. ALLENATORE Mondonico. BALLOTTAGGI nessuno. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Marianini, Porcari. INDISPONIBILI Ludi (30 giorni), Marianini (5 giorni), Morimoto (7 giorni).

PARMA (3-5-2) FIORENTINA (3-5-2)

BOLOGNA (3-4-2-1) JUVENTUS (3-5-2)

NAPOLI (3-4-2-1) CHIEVO (4-3-1-2)

SIENA (4-4-2) ROMA (4-3-1-2)

DOMENICA ore 15 ARBITRO Celi

DOMENICA ore 20.45 ARBITRO Banti

LUNEDÌ ore 20.45 ARBITRO Gava

LUNEDÌ ore 20.45 ARBITRO Rocchi

83 MIRANTE 5 19 6 ZACCARDO FERRARIO LUCARELLI 4 15 17 80 MORRONE MARIGA VALDES 23 MODESTO VALIANI 11 10 FLOCCARI GIOVINCO 8 JOVETIC

11 AMAURI

14 NATALI 1 BORUC

5 GAMBERINI

84 RAGGI 8 GARICS

1 GILLET 5 90 PORTANOVA ANTONSSON

15 26 3 PEREZ MUDINGAYI MORLEO 10 RAMIREZ

9 DI VAIO

6 TAIDER

14 32 VUCINIC MATRI LICHTSTEINER ESTIGARRIBIA 26 28 21 8 22 MARCHISIO PIRLO VIDAL 3 15 19 CHIELLINI BONUCCI BARZAGLI 1 BUFFON

21

1 DE SANCTIS 6

85

FERNANDEZ

ARONICA

BRITOS

20 88 8 DZEMAILI INLER DOSSENA 22 29 7 LAVEZZI PANDEV CAVANI 23 31 PALOSCHI PELLISSIER 77 THEREAU 7 16 6 SAMMARCO RIGONI BRADLEY

18 ZUNIGA

93 DRAMÉ

15 3 20 ACERBI ANDREOLLI SARDO 54 SORRENTINO

VITIELLO 2

Gazzetta.it Gazza

25 PEGOLO 19 TERZI

DEL GROSSO 80 3 CONTINI

7 8 14 23 GIORGI VERGASSOLA GAZZI BRIENZA 22 DESTRO 8 LAMELA 15 PJANIC 11 TADDEI

10 TOTTI 92 VIVIANI

5 HEINZE

30 SIMPLICIO 4

JUAN

24 STEKELENBURG

87 ROSI

PANCHINA 25 Agliardi, 21 Cherubin, 75 Crespo, 48 Rubin, 33 Kone, 23 Diamanti, 99 Acquafresca. ALLENATORE Pioli. BALLOTTAGGI Taider-Diamanti 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Di Vaio, Mudingayi e Raggi. INDISPONIBILI Loria (5 giorni).

PANCHINA 83 Rosati, 2 Grava, 11 Maggio, 4 Donadel, 23 Gargano, 17 Hamsik, 16 Vargas. ALLENATORE Mazzarri. BALLOTTAGGI nessuno. SQUALIFICATI Cannavaro (1). DIFFIDATI Aronica, Inler, Hamsik, Dzemaili.. INDISPONIBILI nessuno.

PANCHINA 12 Farelli, 26 Pesoli, 6 Angelo, 17 Grossi, 10 D'Agostino, 83 Reginaldo, 81 Bogdani. ALLENATORE Sannino. BALLOTTAGGI Vergassola-D'Agostino 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Calaiò, Rossi, Destro, Brienza, Del Grosso . INDISPONIBILI Brkic (7 giorni), Bolzoni (7 giorni), Rossettini (7 giorni).

PANCHINA 89 Neto, 19 Felipe, 29 De Silvestri, 17 Salifu, 6 Vargas, 7 Cerci, 22 Ljajic. ALLENATORE Rossi. BALLOTTAGGI Olivera-Salifu 60-40%, Jovetic-Ljajic 80-20%. SQUALIFICATI Lazzari (1). DIFFIDATI Gamberini, Behrami, Cassani, Nastasic, Montolivo. INDISPONIBILI Kroldrup (20 giorni), Kharja (20 giorni).

PANCHINA 30 Storari, 4 Caceres, 24 Giaccherini, 7 Pepe, 10 Del Piero, 18 Quagliarella, 23 Borriello. ALLENATORE Conte. BALLOTTAGGI Matri-Borriello 60-40%; Estigarribia-Giaccherini 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Pepe, Vidal, Lichtsteiner, Giaccherini. INDISPONIBILI nessuno.

PANCHINA 17 Puggioni, 21 Frey, 12 Cesar, 10 Luciano, 56 Hetemaj, 8 Cruzado, 9 Moscardelli. ALLENATORE Di Carlo. BALLOTTAGGI Paloschi-Moscardelli 55-45%, Andreolli-Cesar 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Mandelli, Thereau, Pellissier, Luciano, Sammarco, Dainelli, Dramé, Bradley. INDISPONIBILI nessuno.

PANCHINA 1 Lobont, 3 Josè Angel, 44 Kjaer, 23 Greco, 20 Perrotta, 40 Piscitella, 14 Bojan. ALLENATORE Luis Enrique BALL. Juan-Kjaer 60-40%, Rosi-Josè Angel 60-40%, Simplicio-Greco 60-40% SQUALIFICATI De Rossi (1) DIFFIDATI Cassetti, Gago, Kjaer. INDISPONIBILI Burdisso (90 giorni), Gago (4 giorni), Osvaldo (4 giorni).

un caso: anche nell’ultima stagione al Velez 6 dei suoi 8 gol li aveva fatti in trasferta. Al Comunale di Bergamo invece Maxi ha segnato solo ad agosto in Coppa Italia, ma in campionato è ancora a secco. Fatalista Non è un cruccio, pe-

rò l’idea è rompere il tabù il prima possibile. «Finora è andata così, ma spero che il gol arrivi anche quando giochiamo a Bergamo, magari già domenica contro il Lecce» confida l’argentino. E il calendario sembra dargli un assist. Due gare di fila in casa, domenica il Lec-

Fabio Capello, 65 anni AFP

FEDERER IN ESCLUSIVA «DAVIS, OLIMPIADE E TORNERO’ NUMERO 1» Video-intervista esclusiva sul nostro sito con Federer: il fuoriclasse svizzero parla dell’impegno in Davis e dell’Olimpiade.

I VIDEO E LE FOTO SULL’ADDIO DI CAPELLO A LONDRA Il racconto per immagini degli ultimi giorni di Capello da c.t. dell’Inghilterra, con la conferenza stampa della F.A.

Taccuino GIUDICE SPORTIVO

Un turno a Bellusci dopo Catania-Roma Il giudice sportivo ha squalifi cato un solo giocatore dopo la pro secuzione di Catania Roma di mer coledì sera. Salterà un turno Giu seppe Bellusci (Catania).

ce e mercoledì il recupero con il Genoa, contro due delle difese più perforate della Serie A: con 38 gol subiti a testa hanno fatto meglio solo del Novara. Colantuono domenica sembra intenzionato a schierarlo ancora da esterno sinistro: partendo dalla fascia può accentrarsi, tentare il tiro o l’inserimento, ma anche cercare l’assist per Denis e Gabbiadini (che ieri ha ricevuto a Zingonia la visita del c.t. dell’Under 21 Ferrara). E chissà che Maxi, il bomber da trasferta, stavolta non conquisti anche il Comunale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tvf

11 CALAIÒ 31 BORINI

PANCHINA 1 Pavarini, 29 Paletta, 2 Jonathan, 18 Gobbi, 24 Musacci, 22 Palladino, 21 Okaka. ALLENATORE Donadoni. BALLOTTAGGI Mirante-Pavarini 55-45%, Valdes-Gobbi 55-45%, Valiani-Jonathan 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Morrone. INDISPONIBILI Santacroce (da verificare), Galoppa (da verificare).

Moralez, l’ultimo tabù è una rete al Comunale Domenica a Palermo ha interrotto un digiuno che durava 105 giorni e ora Maxi Moralez vuole conquistare anche il Comunale. Strana storia quella del fantasista tascabile dell’Atalanta: finora ha segnato solo in trasferta. Cinque reti in tutto, divise tra il Ferraris, il Tardini e il Barbera, più del capocannoniere Di Natale, di Milito o Cavani che fuori casa sono fermi a 4 gol. Non sembra

10 LODI

PANCHINA 1 Kosicky, 11 Motta, 19 Ricchiuti, 8 Seymour, 17 Gomez, 9 Suazo, 32 Catellani. ALLENATORE Montella. BALLOTTAGGI Biagianti-Seymour 60-40%, Barrientos-Gomez (70-30%), Carrizo-Kosicky 80-20%. SQUALIFICATI Bellusci (1). DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Campagnolo (10 giorni), Capuano e Potenza (da valutare).

ATALANTA L’ARGENTINO A PALERMO SI E’ SBLOCCATO MA NON HA MAI SEGNATO IN CASA

GUIDO MACONI ZINGONIA (BERGAMO)

13 IZCO

1 JULIO CESAR 4 6 13 26 ZANETTI LUCIO RANOCCHIA CHIVU 5 18 19 POLI STANKOVIC CAMBIASSO

PANCHINA 16 Polito, 32 Ferri, 5 Manfredini, 44 Cazzola, 18 Carrozza, 89 Marilungo, 90 Tiribocchi. ALL. Colantuono. BALLOTTAGGI nessuno. SQUALIFICATI Doni (febbraio 2015), Consigli (1), Cigarini (1). DIFFIDATI Capelli, Consigli, Denis, Manfredini, Marilungo, Moralez, Peluso, Raimondi. INDISPONIBILI Capelli (maggio 2012), Bellini (2 settimane).

(0-0) (3-1)

(0-3) (0-1) (1-2) (1-2) (1-0) (0-0) (0-0)

30 CAMPAGNOLO 6 3 12 LEGROTTAGLIE SPOLLI MARCHESE

PANCHINA 25 Avramov, 24 Perico, 3 Ariaudo, 20 Ekdal, 23 Ibarbo, 10 El Kabir, 9 Larrivey. ALLENATORE Ballardini. BALLOTTAGGI Thiago Ribeiro-El Kabir 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Agostini, Conti. INDISPONIBILI Rui Sampaio (10 giorni), Nené (20 giorni), Eriksson (50 giorni)

15 NASTASIC

RECUPERI Mercoledì 15 febbraio ore 18.30 ATALANTA-GENOA (21a giorn.) (and. 2-2) (1-4) PARMA-JUVENTUS (21a) (0-1) CESENA-CATANIA (22a) Martedì 21 febbraio ore 18.30 (0-2) BOLOGNA-FIORENTINA (21a) Mercoledì 22 febbraio ore 18.30 a (0-0) SIENA-CATANIA (21 )

14 PISANO

78 FREZZOLINI

PANCHINA 21 Padelli; 13 Neuton; 32 Ferronetti; 18 Battocchio; 26 Pasquale; 25 Torje; 83 Floro Flores. ALLENATORE Guidolin. BALLOTTAGGI Abdi-Floro Flores 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Isla. INDISPONIBILI Pinzi (1 settimana), Barreto (2 settimane) ,Asamoah (1 settimana), Badu (1 settimana).

BEHRAMI OLIVERA 85 10 18 16 23 CASSANI MONTOLIVO PASQUAL

PROSSIMO TURNO

1 AGAZZI 21 13 31 CANINI ASTORI AGOSTINI

CHIEVO

Grippo al Lugano Oggi amichevole

Maxi Moralez, 24 anni IMAGE SPORT

Continua il feeling di merca to fra il Chievo e il Lugano: al club svizzero è stato ceduto in prestito il centrocampista Simone Grippo. Proprio dal Lugano nell’ultimo gior no di mercato il Chievo aveva pre so il terzino sinistro Mickael Facchi netti. Doppia seduta di allenamen to per il Chievo di Di Carlo, in vista del posticipo di lunedì a Napoli. Hanno lavorato a parte Morero,

Dainelli e Sammarco. Oggi amiche vole a Peschiera contro la Primave ra alle 15.

NOVARA

4 reti al Ceahlaul A segno Rubino e Jeda Amichevole per il Novara di Mondonico con i romeni del Ceah laul: successo per 4 0. In rete Jeda, Mazzarani, Rubino e Paci.

UNDER 20 DONNE

Due successi in Palestina (f.sal.) Dopo la vittoria di mar tedì (7 0), l’Italia Under 20 donne del c.t. Corradini ieri ha sconfitto ancora la Palestina 4 0 ad El Kha der. Intanto è cambiata la sede del Mondiale: si terrà non in Uzbeki stan ma in Giappone (19 agosto 8 settembre).


VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

17

Parma

Domenica l’addio di Crespo tra gol e... matrimoni SANDRO PIOVANI PARMA

Novara GIUSEPPE MADDALUNO NOVARA

Ricetta Mondonico: corsa e levatacce Allenatore nuovo, metodi nuovi: sveglia presto e sedute intense C’è chi la chiama scossa, chi parla di alibi che vengono meno. Quel che è certo, quando cambia la guida tecnica, è che i calciatori devono spesso fare i conti con una vera e propria rivoluzione. L’avvento di Mondonico in panchina, in tal senso, ha letteralmente rimescolato le carte a Novarello. Gerarchie azzerate perché «con me ogni lunedì si riparte tutti da zero e la domenica va in campo chi sta meglio», parola di Mondonico, ma anche una diversa impostazione di tipo atletico: «Dobbiamo correre più degli altri» è il credo del tecnico che, oltre ad aver aumentato il numero di sedute “doppie” nel corso della settimana, ha anche introdotto l’allenamento post partita per chi non è sceso in campo. Poi c’è il gruppo: in occasione delle gare casalinghe il “ritiro” prepartita inizia già con il pranzo, prima della rifinitura del sabato. A Novarello, si comincia a lavorare alle nove e tra gli azzurri non manca qualche sbadiglio di troppo, non certo dovuto alla noia: «La mattina ci alziamo presto... facciamo il pane» scherza Lisuzzo che però ha le idee chiare: «Nuovo tecnico, nuove regole... sta a noi adattarci». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Emiliano Mondonico, 64 anni, tecnico del Novara ANSA

Bologna NICOLA ZANARINI BOLOGNA

Crespo domenica, prima di Parma-Fiorentina, saluterà i suoi tifosi. Un giro di campo e targhe da società e tifosi. Soliti copioni del calcio? Forse sì. Ma lui, questo attaccante argentino fischiato nei suoi primi mesi del Parma e poi amato come nessuno, è molto di più di un semplice fenomeno calcistico. E a volte un piccolo aneddoto vale più di mille parole. Lunedì scorso, a Tv Parma, Crespo era ospite della trasmissione sportiva Bar Sport. Arriva un

sms. «Sono Margherita. Il mio compagno, Stefano, mi sposa solo se Hernan gli dirà di farlo». E lui, con un «se la ami, è la cosa giusta» ha sbloccato la situazione, dando la benedizione a questa unione. Insomma un Hernan Crespo non solo idolo dei tifosi crociati ma esempio fuori dal campo. E proprio la recente ma annunciata rescissione del contratto che lo legava al Parma, paradossalmente, ha rinsaldato ancora di più questo legame. Perché Crespo ora è un

Sorpresa Nastasic È meglio di Jovetic Titolare a 18 anni e 6 mesi, bruciato Jo-Jo E per lui Rossi ha persino cambiato difesa Fiorentina ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE

Sul tema dei giovani con il posto fisso, la Fiorentina può dire la sua: ha assunto con regolare accordo diversi teenager, e in particolare ha affidato incarichi di grande responsabilità a un adolescente della difesa. Messo sotto contratto un anno fa, Nastasic ha iniziato a esercitare solo dall’estate: prima di essere preso per il lavoro da titolare, ha superato qualche giorno di stage; soprattutto, per non lasciarlo inoperoso, la Fiorentina lo rigirò in prestito al Teleoptik per sei mesi. Superdifesa Matija Nastasic, 18enne vio-

la, non rischia il posto di lavoro. Del resto, la difesa viola non è certo in crisi: è la seconda del campionato, insieme al Milan (19 gol subiti) e dietro la Juve (13). Come incentivo all’utilizzo del baby-difensore, unico 93 indiscusso titolare in A, Rossi ha modificato l’assetto della linea, portandola a tre, con l’inserimento del giovanotto sul centro-sinistra. Già etichettato come nuovo Vidic, pagato sui 3 milioni con accordo al 2016, Nastasic può muoversi anche in altre posizioni: centrale nella difesa a quattro (ruolo in realtà coperto all’esordio viola contro Ibrahimovic, senza che il centravanti gli scappasse una volta) o addirittura argine tra difesa e centrocampo.

Bueno e Riverola Due gioielli per Pioli Non solo Taider e Ramirez: il club insiste con i giovani talenti Giovani talenti all’arrembaggio di Casteldebole. Mentre Pioli punta sul 20enne Saphir Taider e su Gaston Ramirez, che ha solo un anno in più, la linea verde del Bologna si allunga ancora. L’attaccante uruguaiano Gonzalo Bueno ha ormai il passaporto portoghese e potrà essere tesserato da comunitario. La famiglia tentenna all’idea di trasferirsi a Bologna ma il presidente Guaraldi assicura di avere già un accordo verbale. Il gioiello di 19 anni del Nacional Montevideo è valutato 3 milioni di dollari e a chiudere la trattativa sarà Pablo Bentancur, che ha già portato Ramirez. Oltre a Bueno, è in arrivo Martì Riverola, in grado di giocare da regista o mezzala. Se la gara con la Juve non sarà rinviata, il catalano classe ’91 allevato nella Cantera del Barcellona sarà in tribuna domenica e si fermerà un paio di giorni per conoscere l’ambiente e la città in cui dovrebbe restare 4 anni. Ieri la squadra si è riunita, prima del test con la Primavera, per il consueto ricordo di Niccolò Galli, scomparso il 9 febbraio di 11 anni fa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Palermo FABRIZIO VITALE PALERMO

Hernandez pronto In attacco c’è la fila Miccoli e Budan volano, per Mutti il problema diventa l’abbondanza Adesso chi resta fuori? Il ritorno di Abel Hernandez mette Mutti nella condizione opposta rispetto a quella di Devis Mangia che, a un certo punto, si è ritrovato senza nemmeno un attaccante di ruolo. Dopo tre mesi di assenza il Palermo recupera una pedina importante, ma con Miccoli e Budan che vanno a mille sarà difficile per l’uruguaiano trovare subito posto. La “Joya” dovrà sgomitare per conquistare la maglia da titolare e tornare il terminale offensivo di riferimento come era avvenuto fino al giorno dell’infortunio. Prima dello strappo muscolare alla coscia nella gara con il Bologna (del 5 novembre), su 10 partite ne aveva

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Lecce GIUSEPPE CALVI LECCE

Rinascita Blasi «Così ho vinto 2 anni di dolore»

battuto Jovetic: tutti e due sono stati pescati nel Partizan; Nastasic ha esordito in viola a 18 anni e 6 mesi, Jo-Jo a 18 e 9. Se Nastasic ha ottenuto quasi subito il posto fisso, Jovetic, nel primo anno ebbe un inserimento graduale, con una serie di tribune rifilategli da Prandelli. Altro spiffero da chi è vicinissimo a entrambi: a parità di ruolo, Nastasic sarebbe anche più forte di Jovetic. Ribadito che si tratta del più piccolo titolare in A (Nastasic è del ’93) l’entourage del giocatore vorrebbe allargare il giro: non esiste un così giovane pilastro nelle difese meno battute d’Europa. La Fiorentina vorrebbe blindarlo, insieme a Jovetic, con un contratto a tempo indeterminato, ma qui interviene ancora il rappresentante del giocatore, lo stesso per entrambi: «Vedremo in estate». Allarme Jo-Jo Parole che agitano la piazza viola

anche se Jovetic (a Premium) rassicura: «Resto alla Fiorentina», prima però di esprimere un sogno inconciliabile con la precedente volontà: «Vorrei vincere Champions e Pallone d’Oro». Sempre a proposito di Jo-Jo, è di nuovo allarme: ieri niente allenamento ma risonanza. Nessun problema serio, il fastidio è da ricondurre a un colpetto al ginocchio. Anche oggi dovrebbe seguire un lavoro differenziato ma per Parma, salvo rinvii, dovrebbe farcela. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL RENDIMENTO IN VIOLA

Più di Jovetic Qui la par-

te più forte, visto che per certi dettagli Nastasic ha già

«parmigiano». Non più calciatore famoso, non più bomber da imitare ma semplicemente uno di Parma. «Sei uno di noi, questa è casa tua», vanno ripetendo i cittadini del Ducato, anche quelli che di calcio sanno poco o nulla. E quando terminerà la sua avventura in India, sarà semplicemente uno «strajè» (emigrante) che finalmente ha fatto ritorno. A Parma, a casa sua. Per un giro di campo che non terminerà mai.

GDS-DATI OPTA

saltata soltanto una, a Udine. Poi sempre in campo con tre gol all’attivo. Hernandez, però, è abituato a riprendersi la ribalta. Lo ha già fatto la scorsa stagione, quando incappò nell’identico problema fisico esattamente nello stesso periodo di quest’anno. Come un anno fa Strane coincidenze, un film già

visto, quindi, per lui che adesso è intenzionato a riscrivere lo stesso lieto fine, magari anche con modalità analoghe. L’anno passato è tornato dall’infortunio il 2 febbraio segnando un gol a Lecce entrando dalla panchina. E’ quello che Hernandez si augura di fare anche a Cagliari domani sera. «Lo spero – ha detto l’attaccante a Sky Sport 24 – Miccoli e Budan? Stanno facendo benissimo, per me sarà ancora più difficile, però sono contento per loro, sono la forza del Palermo». Per gettarsi alle spalle i tre mesi di calvario ha deciso anche di cambiare look con una nuova acconciatura (una cresta bionda in stile moicano). Il suo obiettivo adesso è di riprendere a marciare alla stessa velocità di quando è stato costretto a fermarsi. Mutti, lo ha detto più volte, punta su di lui. Miccoli e Budan permettendo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Manuele Blasi, 31 anni, 2 presenze nel Lecce LEZZI

«Nel 2009 ho perso mia madre Il calcio non contava più niente» Due anni dopo, si sente di nuovo protagonista. E sa di essere protetto, sempre più, da mamma Nadia. Per lei, Manuele Blasi si era fermato, incapace di reagire al dolore per la scomparsa della persona più cara. «Quando è morta mamma, dicembre 2009, ho perso la testa: non riuscivo più a concentrarmi sul calcio, mi allenavo e giocavo ma non ero più io - spiega il centrocampista nato a Civitavecchia, 31 anni, passato a gennaio dal Parma al Lecce, a titolo definitivo - Allora, ero al Palermo, e quella batosta mi bloccò a livello psicologico. Tornai al Napoli, poi sono passato al Parma, però non ho ritrovato la serenità necessaria. Per fortuna, tre settimane fa, ho ricevuto la chiamata del "maestro" Cosmi e ho avuto l’opportunità di ripartire da Lecce, dove, a 18 anni, esordii nel calcio professionistico, nella mia unica tappa in B». Subito padrone del Lecce Sette presenze, con Napoli (2) e Parma (5), nell’ultimo anno e mezzo in A: Blasi sembrava ormai in letargo, quasi rassegnato a vivacchiare in attesa della scadenza di contratto, a giugno. Il Lecce gli ha offerto, dopo 14 anni, un’altra chance; e, appena arrivato, Manuele si è calato nel progetto tattico. «Non avevo tempo da perdere, qui bisogna fare in fretta per rimontare in classifica. Conoscendo il calcio di Cosmi e contando su compagni straordinari, mi sono inserito dopo pochi allenamenti, senza avvertire la mancanza del ritmo-partita. Come play davanti alla difesa, avevo giocato già nel Perugia e qualche volta nel Napoli, sia con Reja che con Donadoni. Il Lecce ha qualità e cattiveria, può raggiungere la salvezza, magari compiendo un passo fondamentale nella sfida in casa dell’Atalanta. Rimanendo in A, mi meriterò la conferma in maglia giallorossa. E’ come se fossi stato fermo quasi due anni; ora spero di allungare la mia carriera...». Napoli, che rammarico Pensa alle occasioni spre-

cate. Senza tornare al sogno di bambino cresciuto nel vivaio della Roma, Blasi ha il rammarico di aver perso il treno giusto, a Napoli. «Non mi nascondo dietro le responsabilità di società o allenatori. E’ stata colpa mia. A parte la sfortunata avventura alla Juve, che lasciai dopo la retrocessione in B per andare alla Fiorentina, ho sbagliato ad andar via da Napoli. Donadoni non mi "vedeva", ma nel club di De Laurentiis avrei dovuto cercare e attendere il mio riscatto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

CALCIOSCOMMESSE

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il caso 22 maggio 2011 Pugliesi già in B, ma al Dall’Ara segnano 4 gol

LE NOVE PARTITE

28’ p.t. 0-1 Grandolfo inizia lo show Francesco Grandolfo, 18 anni all’epoca della gara, segna il primo gol ANSA

3’ s.t. 0-2 Ancora Grandolfo a bersaglio Il giovane attaccante (nella foto contrastato da Della Rocca) replica la rete iniziale e porta sul 2-0 il Bari ANSA

11’ s.t. 0-3 L’attaccante completa il tris Sempre Grandolfo firma la tripletta alla prima da titolare in Serie A ANSA

35’ s.t. 0-4 Huseklepp chiude i conti Erik Huseklepp sigilla il risultato. Per il norvegese è il 2˚ e ultimo gol in A ANSA

Iacovelli cita Portanova e Di Vaio Agli inquirenti: «Per Bologna-Bari, Masiello mi disse che poteva sfruttare loro due» DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CENITI CREMONA

«Ciao, sono Antonio o’ pizzaiolo...». Comincia così il racconto di Angelino Iacovelli durante l’interrogatorio al gip di Cremona. Un racconto che conduce verso l’abisso delle scommesse, con una squadra allo sbando, già retrocessa e senza stipendi, preda degli «squali» che si fiondano appena sentono l’odore del sangue. Una storia ricca di partite taroccate, creste e scontri tra compagni. Il quadro accusatorio è sempre più corposo. E si arricchisce di due nomi nuovi: Portanova e Di Vaio per Bologna-Bari (il presidente Guaraldi li difende con forza, mentre va all’attacco l’avvocato del difensore: «Solo chiacchiere»). Su di loro al momento non ci sono prove, ma solo un «sentito dire» da Iacovelli («Masiello mi disse che pote-

va sfruttare la conoscenza che aveva con Portanova, nonché con Di Vaio»). Per il resto è sempre una verità di parte, ma fa male e sembra plausibile perché s’incastra con le dichiarazioni rese da Gervasoni, Carobbio e anche Andrea Masiello. Scopriamole insieme, quindi. Partendo dal pizzaiolo. Le prima combine «Tutto inizia prima di Bari-Chievo». L’amico tuttofare dei giocatori mette a fuoco la telefonata che fa da spartiacque. «Mi chiama Bellavista: chiede d’incontrare Masiello. Cosa che avviene sotto casa di Andrea, in pieno centro. O’ pizzaiolo gli spiega: "guarda, con le gare combinate si possono fare un sacco di soldi"». Dopo il primo contatto, arriva il salto di qualità. Ancora Iacovelli: «Nell’aprile 2011 salgo a Siena per il trasloco di Stellini (ex calciatore del Bari e attuale vice di Antonio Conte alla Juve, ndr). A cena trovo Carobbio che mi chiede: "Posso da-

re il tuo numero a un amico che deve contattare Masiello?" Do il mio assenso. Poco prima di Bari-Samp mi telefona un certo Palmiro e mi chiede d’incontrare Andrea all’Hotel Regina dove era in ritiro la squadra. Palmiro, che poi ho scoperto essere Gegic, aprì una borsa con 100 mila euro. Voleva alterare la gara che si sarebbe disputata lo stesso giorno. Masiello si è allontanato per parlare con alcuni compagni, poi ritornò dicendo che non si poteva far nulla». Su Bari-Roma il racconto è meno impegnativo: «Bellavista e Di Tullio chiesero a Masiello se la gara era combinata, ma Andrea rispose che era solo e non poteva fare nulla». Particolari Ma la parte più succo-

sa arriva dopo. Iacovelli conferma che per Palermo-Bari gli zingari misero sul piatto 250 mila euro, ma per Bentivoglio, Parisi e Marco Rossi «l’ingaggio» fu di 37 mila, mentre altri 100 mila sarebbero

stati divisi tra Masiello e «l’infermiere», più una ricompensa per Carobbio. Nel racconto c’è però un buco importante: Angelino non spiega al gip chi convoca i giocatori. Masiello ha fatto mettere a verbale che è stato proprio Iacovelli. Comunque, il denaro arriva all’Una Regina hotel portato da tre uomini di Gegic (uno è Ilievski) nella stanza di Bentivoglio, dove c’è anche Parisi. A Marco Rossi, in-

Daniele Portanova, 33 anni, del Bologna LAPRESSE

vece, consegna a domicilio da parte degli zingari accompagnati da Iacovelli che spiega: «Solo dopo aver visto in faccia i giocatori, gli slavi davano le mazzette». Gegic poi cerca di avvicinare anche il portiere Padelli quando scopre che giocherà titolare, ma la cosa non riesce. Poi tutto va in fumo per il rigore sbagliato da Miccoli. Uno scavetto annunciato ai compagni e origliato da Donati: è lui ad avvisare Padelli. Combine saltata, soldi da restituire: Parisi, che aveva lasciato la sua parte in consegna a Iacovelli per poi chiamarlo dopo la trasferta ordinandogli «Portami le scarpe...», la prende male: «Non fate i furbi». Alla fine Angelino recupera i 250 mila euro e vaga col motorino fino al casello di Poggiofranco. Lì trova l’uomo mandato da Gegic: un italiano palestrato con accento bergamasco, amico di Carobbio e Stellini. E il cerchio si chiude, almeno per ora.

Ecco le partite nel mirino degli inquirenti nella seconda parte dell’inchiesta «Last Bet» scattata lo scorso dicembre a Cremona (l’inchiesta originaria risale a giugno). Sono le 9 gare contestate ad Andrea Masiello, difensore dell’Atalanta ma al Bari all’epoca dei fatti: Bari-Chievo 1-2 (20 marzo 2011), Parma-Bari 1-2 (3 aprile 2011), Bari-Sampdoria 0-1 (23 aprile 2011), Cesena-Bari 1-0 (17 aprile 2011), Bari-Catania 1-1 (10 aprile 2011), Palermo-Bari 2-1 (7 maggio 2011), Bari-Roma 2-3 (1 maggio 2011), Bari-Lecce 0-2 (15 maggio 2011), Bologna-Bari 0-4 (22 maggio 2011)

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IL GIP: «LA TESTIMONIANZA DEL DIFENSORE E’ DECISIVA»

Masiello farà il bis Pure Udinese-Bari nelle gare sospette DAL NOSTRO INVIATO

CREMONA

Nei prossimi giorni Andrea Masiello sarà risentito dal pm Roberto Di Martino e in quella sede giocherà la sua ultima carta, magari aggiungendo altri nomi e particolari. Ieri il suo avvocato, Salvatore Pino, è stato in Procura per capire quali passi seguire. Il suo assistito ha un credito ancora da spendere: ha rotto spontaneamente il muro d’omertà. Ieri lo stesso gip Guido Salvini lo ha riconosciuto: «La sua deposizione ha avuto un effetto domino decisivo per l’inchiesta. E’ stato il primo giocatore di A a fare questo passo. Speriamo non sia l’ultimo. L’appello di Cristiano Doni è da sottolineare: chi sa parli». Iacovelli Certo, il verbale di Angelo Iacovelli contiene molti passaggi critici per il difensore dell’Atalanta. Questi in particolare: la telefonata di Masiello al factotum dopo la combine fallita di Palermo-Bari con una frase sibillina «E’ fatta», prima di riattaccare in tutta fretta. Situazione che ha spinto l’infermiere a ipotizzare, senza prove, davanti al gip che i giocatori si siano giocati anche il 2-1. E ancora, le successive rassicurazioni: «Ci rifacciamo con il Bologna», con le spiegazioni sulle sponde (Portanova, ex compagno nel Siena, e

Di Vaio). Il ricordo dello strano autogol di Masiello nel derby contro il Lecce. La cena al ristorante «Due Ghiottoni» dove Almiron chiama «venduti» una parte dei giocatori. E soprattutto un episodio nuovo: Iacovelli parla di una scommessa fatta nel nome di Andrea per Udinese-Bari 3-3 (senza anticipare soldi). E ricorda come il difensore andò a intascare la vincita fuori dal ristorante di Di Tullio, regalando 1000 euro all’allora amico tuttofare. Ora toccherà ancora a Masiello spiegare e possibilmente ampliare il suo racconto al pm. La sensazione è che al momento a rischiare di più siano alcuni suoi ex compagni. cen © RIPRODUZIONE RISERVATA

INVITO FIFA

Blatter scrive una lettera a Simone Farina (f.li.) Sepp Blatter ha inviato mercoledì a Simone Farina una lettera in italiano per ringraziarlo della partecipazione al Gala e invitarlo ufficialmente a diventare ambasciatore Fifa. «Mi auguro con tutto il cuore che deciderai di accettare», chiude il presidente Fifa.


VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

MONDO EUROPEO CALCIO A 5

ZAMBIA EX GIOCATORE E ORA PRESIDENTE

Bwalya e il sogno realizzato DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO MARIA RICCI LIBREVILLE (Gabon)

La Spagna segna con Aicardo ma l’Italia se la gioca alla pari. Domani finalina con la Croazia ANDREA PUGLIESE ZAGABRIA (Croazia)

Il sogno dell’Italia finisce in semifinale, infranto dai più forti, quella Spagna (tricampione d’Europa in carica) che non perde ormai da 105 gare. Ha deciso un gol di Aicardo su schema da fallo laterale, anche se gli iberici nella ripresa hanno legittimato la vittoria con 3 pali (più quello in apertura di Torras). Per l’Italia resta la soddisfazione di avergli messo paura e di essere tornata tra le prime 4 d’Europa. Domani, il giusto premio sarebbe tornare a casa con il bronzo nella finalina coi padroni di casa della Croazia (k.o. 4-2 con la Russia davanti a 13.300 persone). Per la Spagna, invece, la possibilità di trovare uno storico poker, anche se con la Russia di Cirilo,

Prudnikov e Fukin ci sarà da divertirsi. Equilibrio La Spagna parte forte e dopo 38’’ sfiora il gol, con il palo di Torras. Poi è Kike a scaldare Mammarella, che nulla può al 6’09 sul sinistro di Aicardo, che chiude perfettamente uno schema da fallo laterale

SPAGNA ITALIA

1 0

PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Aicardo al 6’09 p.t.. SPAGNA L. Amado, Torras, Kike, Alemao, R. Usin; Cristian, Ortiz, S. Lozano, Borja, Lin, Miguelin, Aicardo. ALL. V. Lopez. ITALIA Mammarella, Forte, Romano, Assis, Fortino; Barigelli, Honorio, Vampeta, Patias, Ippoliti, Lima, Torcivia. ALL. Menichelli. ARBITRI Kovacs (Hun), F. Coelho (Por). NOTE spettatori 5.000 circa. Nessun ammonito. Falli: 1˚t. 4-1; 2˚t. 3-2.

(con velo di Miguelin). Peccato, perché due minuti prima era stato Lima ad avere la palla giusta per il vantaggio, a tu per tu con Luis Amado. Il gol, però, scioglie gli azzurri, che alzano il baricentro e tolgono fiato al «tique toque» spagnolo. Così la Spagna va in affanno e Luis Amado deve opporsi ai tentativi di Vampeta, Patias, Honorio e Assis (il migliore degli azzurri). Il problema degli azzurri è che fanno fatica a entrare nella difesa (ottima) spagnola e anche quando trovano la profondità, Patias e Fortino non riescono a concretizzare. Fatica Così, con la fatica che assale gambe e idee, il secondo tempo diventa quasi un monologo spagnolo. Mammarella deve superarsi subito prima su Alemao, poi su Borja. Al 9’31 la Spagna fa spettacolo e va via in

velocità, ma Sergio Lozano si divora il 2-0. Poi c’è la traversa di Alemao, il palo di Rafael Usin e ancora una traversa di Torras. In mezzo la reazione azzurra, con Luis Amado chiamato in casa per la prima volta da Lima (ieri appannato) al 14’12 e poi bravo due volte su Ippoliti. A 3’50 dalla fine è proprio il difensore della Lazio a giocare da portiere di movimento, mossa per trovare il pari. Ma la difesa spagnola è perfetta e frantuma le speranze finali degli azzurri. «C’è amarezza per la sconfitta, è chiaro — dice Menichelli — ma anche la soddisfazione di aver giocato alla pari con i più bravi di tutti. Non ho visto questa differenza enorme. Adesso daremo tutto per prenderci il terzo posto, questa squadra se lo merita». Vero, il bronzo domani aspetta l’Italia.

L’azzurro Humberto Honorio, 28 anni, contrastato dallo spagnolo Miguelin, 26 CASSELLA

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TORNEO DI VIAREGGIO GIÀ AL PROSSIMO TURNO ANCHE LA RAPPRESENTATIVA DI D

Torino e Parma, che poker I granata agli ottavi battendo l’Olé, lezione degli emiliani al Milan DAL NOSTRO INVIATO

GAETANO IMPARATO VIAREGGIO (Lucca)

La classe operaia va (verso) il paradiso con Torino e Rappresentativa di D già agli ottavi. I granata, proletari a prescindere, e la crema dei giovani dilettanti fanno festa mentre la Fiorentina dovrà sfidare il Vicenza: entrambe capoliste a 6 punti. Asta dritta Il Torino fa imbufali-

re i brasiliani dell’Olè che alla fine cercano di aggredire l’arbitro. I ragazzi di Asta li schiantano: rombo in mediana con Da Silva dietro Pinelli e Diop (uscito per acciacchi). Chiude la gara subito, sfruttando fisicità e gioco in elevazione: due testate-gol (Panepinto e Chiosa), poi una rasoiata dal limite di Panepinto («C’è stata una deviazione ma il tiro, quindi il la doppietta, è mia») e chiude Da Silva trovando il varco in una mischia: 8’ dela ripresa, giochi fatti. «Allenarmi con la prima squadra — ammette Chiosa, migliore in campo — mi rende riferimento dei compagni. Ci siamo qualificati contro gente con un bagaglio tecnico enorme». Asta annuisce, soddisfatto. «Si è giocato con la testa una gara incattivitasi subito. Senza soffrire siamo già qualificati». Già, come i cugini bianconeri... Dilettanti d’oro Magrini, il c.t. della D giovane, taglia un traguardo volante: «Una qualifi-

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MONDO COPPA D’AFRICA

Peccato, azzurri! Eliminati con onore DAL NOSTRO INVIATO

LA GAZZETTA DELLO SPORT

RISULTATI E CLASSIFICHE

Il Napoli travolto 5 gol del Varese I risultati delle partite di ieri Girone 7 Torino Olé 4 1, Spartak Mosca Sambenedettese 2 0. Girone 8 Fiorentina Cesena 1 0, Stabaek Vicenza 0 1. Girone 9 Milan Parma 0 4, Gremio O. Modena 2 1. Girone 10 Roma Santos L. 0 2, Nacional V. Entella 2 4. Girone 11 Palermo Lazio 1 1, Guaranì Sassuolo 2 0. Girone 12 Napoli Varese 1 5, Bruges Rappr. Serie D 0 2. Le partite di oggi (ore 15) Girone 1 Inter Reggina (Viareggio), Anderlecht Siena (Badesse). Girone 2 Atalanta Esperia Viareggio (Castelfranco di Sotto), Juventude Aspire Qatar. Girone 3 Genoa Poggibonsi (Lavagna), Montevideo Wanderers Liac NY (Galluzzo). Girone 4 Juve Città di Marino (Quarrata), Nordsjaelland Leichhardt (S. Giuliano Terme). Girone 5 Empoli Arzanese (Santa Croce sull’Arno), Honved Pakhtakor (Lido di Camaiore). Girone 6 Sampdoria Spezia (La Spezia), Dukla Praga Pumas (Lastra a Signa), Le classifiche Girone 1 Inter 4, Reggina e Anderlecht 2, Siena 1. Girone 2 Atalanta* 6, Juventude e Aspire 3, Viareggio 0. Girone 3 Genoa e Poggibonsi 6, Liac NY e Wanderers 0. Girone 4 Juventus* 6, Nordsjaelland 3, Città di Marino e Apia Leich. 1. Girone 5 Empoli 4, Arzanese e Pakhtakor 2, Honved 1. Girone 6 Samp e Pumas 4, Spezia e Dukla 1. Girone 7 Torino* 6, Spartak e Olé 3, Sambenedettese 0. Girone 8 Fiorentina e Vicenza 6, Cesena e Stabaek 0. Girone 9 Parma 4, Milan e Gremio 3, Modena 1. Girone 10 V. Entella e Santos 4, Roma 3, Nacional 0. Girone 11 Guaranì 6, Lazio 4, Palermo 1, Sassuolo 0. Girone 12 Rappr. Serie D* 6, Varese e Bruges 3, Napoli 0. * già qualificate agli ottavi.

Kalusha Bwalya, o la chiusura di un enorme cerchio emozionale. L’avevamo sentito piangere al telefono, quel pomeriggio del 27 aprile 1993: lui in Olanda, vivo, in attesa di partire per il Senegal, tutti i suoi compagni morti, inghiottiti dall’oceano Atlantico dove erano precipitati insieme all'aereo militare appena decollato da Libreville, direzione Dakar. Abbiamo visto i suoi occhi inumidirsi, l’altro ieri sera, in un albergo della Guinea Equatoriale. Allora Kalusha era il giocatore simbolo dello Zambia, oggi è il presidente federale, felice e commosso per l'inattesa vittoria dei suoi ragazzi nella semifinale contro il Ghana che riporta la sua nazionale a Libreville, per giocare la finale della Coppa d'Africa contro la Costa d’Avorio. Ieri tutta la squadra, accompagnata dal ministro dello sport Chisimba Kambwili, si è recata sul luogo del disastro per una sentita commemorazione: una passeggiata di circa 200 metri per giocatori e tecnici sulla spiaggia di Sablière, per deporre dei mazzi di fiori. Cuore aperto Ricorda Kalusha, col cuore aperto e la mente felice. «Nessuno ci dava una sola possibilità di arrivare in finale. Prima del torneo se avessimo chiesto a un milione di persone, nessuno avrebbe detto che potevamo arrivare fino in fondo. Io una piccola speranza invece la coltivavo, perché conosco il mio Paese e la mia nazionale: siamo capaci di grandi cose. E infatti quando è uscito il calendario del torneo e ho visto che c'era la possibilità di giocare tutte le partite in Guinea Equatoriale e chiudere con la finale a Libreville ho detto ai ragazzi: "Non ci pensate, non emozionatevi, ci saremo già noi vecchi a farlo". Il fatto di giocare a Libreville significa così tanto per me e per il mio Paese…». Riconnettersi Kalusha fa una pausa per riordinare le emozioni. «Sono contento per una cosa: i giocatori di questa nazionale sono giovani, ovviamente conoscono la tragedia che ci colpì nel 1993 ma non è un episodio che ha segnato le loro vite. Con questa finale avranno la possibilità di riconnettersi, di ricollegarsi a quella grande generazione di calciatori che morì al largo della costa gabonese. Qualsiasi sarà il risultato. La cosa più importante è questa. Da allora non abbiamo più giocato in Gabon, e comunque vada abbiamo onorato la memoria di quei ragazzi: questa generazione giocherà la sua partita più importante proprio a Libreville, onorando la memoria di quella generazione. È la chiusura del cerchio, e l'emozione è grandissima». Eccessiva? «No, al contrario. Ci darà la spinta di cui abbiamo bisogno, ci aiuterà a fare meglio, a dare tutto per cercare di fermare una nazionale che è indubbiamente superiore alla nostra. Se dovessimo vincere, avremo fatto la cosa più bella del mondo. Ma anche perdendo il significato, il valore, il coraggio e l'onore reso in questa impresa resterà per sempre». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Silvestri, 18 anni, difensore, segna il gol dell’1-1 alla Lazio DI CIUCCIO

cazione che paga il duro lavoro di questi mesi e premia i ragazzi che ho scelto badando prima alla testa e poi ai piedi». Ieri in gol Guccione ed Eseola. Il primo ribattezzato «Tommasi» per la serietà perenne, è capitano del Cerea, che a suon di gol ha portato in D. Di testa ha schiacciato in rete una respinta del portiere, lui che pivot non è. Trequartista, ieri ha imbrigliato la difesa del Bruges. Eseola è dell’InterReggio, gioca sulla fascia sinistra: un tiro a effetto ha incantato tutti, anche il portiere che ha capito il da farsi solo quando la palla è finita nel sacco. Papà nigeriano, mamma ucraina, è nato a Kiev ma ha conosciuto il calcio italiano a Soverato.

Taccuino

Caos e casi Scoppola per il Na-

OLANDA

poli: 5-1 (tripletta di Zamble) sebbene in vantaggio su punizione magica di Colella. La Roma perde e finisce in 9. Il Milan le becca dal Parma (doppietta di Monachello, gol di Di Gennaro e Malivojevic): dovrà battere il Modena tifando per i brasiliani del Gremio Osaco, tornati in gioco. Il Palermo frena la Lazio in un match frizzante, coi tecnici a «svaffangarsi» dalle panchine e il portiere Scarfagna a respingere l’impossibile fino alla testata di Silvestri. Per qualificarsi la Lazio dovrà battere i paraguaiani del Guaranì. Oggi in tv (Rai Sport 1) Inter-Reggina e un derby ligure: Sampdoria-Spezia.

Crisi Ajax, si dimette il board

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(m.v.) Si aggrava la crisi interna dell’Ajax. Il board del club (4 consiglieri più Cruijff, che resta come consu lente) si è dimesso in blocco ieri, a seguito della senten za di martedì che sanciva come irregolare la nomina di Van Gaal a dg degli olandesi. Poco dopo anche i dirigenti Blind e Sturkenboom hanno rassegnato le dimissioni.

GERMANIA

Oggi anticipa il Wolfsburg Bundesliga, 21a giornata: oggi (20.30) Wolf sburg Friburgo; domani Borussia D. Bayer, Bayern Kaiserslautern, Werder Hoffenheim, Mainz Hannover, Stoccarda Hertha, Borussia M. Schalke; domenica Augsburg Norimberga, Colo nia Amburgo. Classifica Borussia D. 43; Bayern, Schalke 41; Borussia M. 40; Werder 32; Bayer 31; Hanno ver 30; Hoffenheim, Colonia, Wolfsburg 24; Stoccarda, Amburgo 23; Mainz 22; Norimberga 21; Hertha 20; Kai serslautern 18; Augsburg, Friburgo 17.


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VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012


VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

laSuggestione di ANDREA BUONGIOVANNI

ome per l’Olimpiade 1960 e la leggendaria C volata di Livio Berruti. Come per i Mondiali di atletica 1987, con i trionfi di Francesco Panetta e di Maurizio Damilano. Come per Germania Ovest-Argentina 1-0, finale di Italia 1990. Come per l’addio al calcio di Bruno Conti che, nel maggio 1991, radunò oltre 80.000 paganti, più di quanti ne fece la finale di Coppa Uefa del giorno prima. Come per l’ultimo atto della Champions League 2009, Barcellona-Manchester United 2-0, con i suoi 69.000 spettatori, record dello stadio nella conformazione attuale. Come per i concerti di Vasco, Jovanotti e Ligabue.

JUVE E MILAN SI FANNO I DISPETTI SAREBBE ANCHE ORA DI SMETTERLA on è importante stabilire con esattezza chi N abbia cominciato. Se è stato Adriano Galliani che aveva «previsto» due e non tre giornate di squalifica per Ibra dopo lo schiaffo ad Aronica oppure Beppe Marotta che domenica aveva alzato la voce per chiedere la protezione di un arbitro internazionale per la Juve dopo il rigore non visto da Peruzzo contro il Siena. Oppure se ancora prima aveva cominciato chi aveva ottenuto di non giocare a Parma o chi aveva domandato il rinvio della partita con il Napoli. Piuttosto è importante finirla subito, riporre le armi e le parole prima che gli animi si scaldino troppo e gli scherzetti/dispetti si trasformino in guerre più calde che fredde. Non è stato bello e neppure educativo vedere Ibrahimovic mettere il suo ditone sulla faccia di Storari alla fine di una partita che era stata dura al punto giusto da una parte e dall’altra. Ma non è stato bello e neppure educativo sentire poi Chiellini chiedere di far ricorso alla prova tv per squalificare lo svedese, soprattutto dopo che lo stesso Storari aveva minimizzato con un intelligente «Sono cose che capitano». Botta (di Ibra) e risposta (di Chiellini) potevano bastare. Ma a sottolineare come la temperatura attorno a Milan-Juventus stia salendo oltre i limiti di sicurezza tanto da allertare la protezione civile, è poi arrivato Massimo Ambrosini che non ha perso l’occasione per buttare un po’ di benzina sul fuoco prendendosela con Chiellini: «Non mi sembra simpatico andare in sala stampa ad invocare la prova tv..». Un intervento da capitano, fatto

per cercare di smorzare un po’ i toni e che, complice l’uscita serale di Adriano Galliani («Chiellini mi ha molto deluso»), potrebbe invece avere l’effetto contrario. Tra Juve e Milan c’è di mezzo uno scudetto che comincia ad avere un sapore antico, il profumo di una rivalità che da anni non si respirava più nel nostro campionato, ma che adesso sta esplodendo nonostante il massimo rispetto tra le due società. La posta in palio è troppo importante per tutte e due le squadre. Per il Milan significa confermarsi, staccare l’Inter nella conta degli scudetti cittadini, avvicinarsi alla seconda stella, restare sul trono per due anni di fila come non capita dai tempi di Capello. Per la Juve di Andrea Agnelli scudetto vorrebbe dire completare la resurrezione, inaugurare la prima stagione nella nuova casa con il trofeo più ambito, riprendere quel percorso bruscamente interrotto da calciopoli ritornando in Champions con un triangolino tricolore sul cuore. Nessuno vuole mollare proprio ora. Proprio adesso che sul campo, complici gli infortuni a catena che hanno decimato la rosa di Allegri, il sorpasso sembra già avvenuto. Ma una cosa è giocarsi una partita alla morte, darsele anche di santa ragione in mezzo al prato (prato? beh, quello di San Siro andrebbe chiamato in altro modo), un’altra è scambiarsi punzecchiature davanti ad ogni microfono. Siamo contrari al silenzio stampa, apprezziamo anche i sani sfottò, ma il rumore dei nemici a tutti i costi, come predicava Mourinho, non ci piace. E ne facciamo volentieri a meno. twitter@uzapelloni © RIPRODUZIONE RISERVATA

l’Opportunità

COME CONVINCERE CAPELLO A TORNARE SENZA ASCOLTARE LE «SIRENE» RUSSE di LUCA CALAMAI

ultimo che lo ha difeso nella «battaglia L’ per Terry» è stato Alex Ferguson. Parole di stima e di affetto che, a mente fredda, suonano come un’investitura per il futuro. Il modello-Ferguson, che ha fatto grande il Manchester United, può essere riproposto con Fabio Capello alla guida. Stessa competenza, stessa personalità, stessa capacità di vedere il calcio a trecentosessanta gradi. Non dimentichiamo che, prima di inventarsi allenatore, l’ex cittì della nazionale inglese ha studiato da dirigente alla scuola-Milan. Corsi di gestione d’azienda e lezioni fiume di marketing. Materie importanti come tattica e capacità di vivere dentro uno spogliatoio. Il problema è dove andrà a seminare (e a vincere, come ricorda il suo albo d’oro ricco come quello di Mourinho) il manager Capello. Di sicuro, non resterà a lungo disoccupato. In un mondo dove sceicchi e magnati russi, sempre più ricchi e sempre più ambiziosi, proliferano come funghi uno come Capello è da prendere al volo. Non a caso i misteriosi padroni dell’Anzhi, il club che ha acquistato a peso d’oro Eto’o dall’Inter, hanno giù avuto modo di conoscerlo durante un blitz del tecnico a Mosca, dove era andato per assistere a un concerto al Bolshoi. Gli avranno sussurrato all’orecchio cifre da capogiro? Non c’è prezzo per trasformare una squadra inventata dal nulla in una macchina da vittorie. Ma la partita è ancora tutta da giocare e sarebbe opportuno che anche le società italiane decidessero di scendere velocemente in cam-

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DONNE, BAMBINI & FAMIGLIE ECCO CHI SONO I 73MILA DEL RUGBY Domani — neve permettendo, ma garantiscono non ci siano rischi — l’Olimpico tornerà a riempirsi. Sarà un esaurito da 73.000 spettatori. Da primato. E, per la prima volta, lo farà grazie al rugby. Italia-Inghilterra, seconda giornata del Sei Nazioni 2012, farà crollare un muro e un tabù. Come Italia-All Blacks del novembre 2009 a San Siro, con il suo pienone da 80.000 spettatori. A conferma che la febbre ovale è sempre più alta. Perché se una volta c’era il rischio delle «invasioni straniere», adesso sugli spalti sarà quasi tutto «made in Italy». I settemila inglesi annunciati saranno una macchiolina bianca in un oceano az-

zurro. Arriveranno da ogni regione, dalle città e dai paesi, dai mari e delle montagne. Con ogni mezzo. Tante donne e tanti bambini compresi. E poi famiglie intere, in un abbraccio collettivo. Per il movimento, risultato (possibile) a parte, c’è un obiettivo concreto: far sì che la festa non resti un episodio isolato. Il 17 marzo si replicherà contro la Scozia: anche la prevendita per quella sfida sta andando a gonfie vele. Un secondo esaurito quel giorno e Roma, che a quel punto non potrà tornare indietro, diventerà come Londra e Parigi. Con una casa rugbistica finalmente degna del Sei Nazioni e delle sue suggestioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’INIZIATIVA

dallaPrima

di UMBERTO ZAPELLONI

LA GAZZETTA DELLO SPORT

po. Sarebbe un errore imperdonabile rinunciare ancora una volta al valore e al fascino di un uomo come Capello. Non abbiamo anticipazioni di mercato da regalare. Ma una figura come Fabio starebbe benissimo nella Juve, nel Napoli, magari nell’Inter, anche se ieri il presidente Moratti gli ha chiuso la porta in faccia. Per il presente e per il prossimo giugno. Una scelta definitiva o solo la necessità di difendere il lavoro di Ranieri? Vedremo. Così come è da stabilire il ruolo che potrebbe ricoprire nel nostro calcio l’ex cittì inglese. Difficile che si ripresenti come «semplice» allenatore. Il tempo passa per tutti e figure come Capello o lo stesso Lippi ormai non hanno più voglia di lavorare sul campo sei giorni su sette. Roba da giovani. Ma, scherzi a parte, Capello potrebbe benissimo diventare il Ferguson italiano (scegliendo un allenatore giovane da far crescere al suo fianco) o un manager capace di navigare a cavallo tra l’area tecnica e l’area societaria partecipando in maniera attiva alla costruzione della squadra in sede di calcio mercato. Insomma, un «vestito» adatto è facile da trovare per uno come l’ex cittì inglese. La voglia di tornare in Italia potrebbe anche compensare un’offerta economica che sarebbe sicuramente inferiore rispetto all’assegno che potrebbe staccare un qualsiasi magnate del gas. Serve però un progetto ambizioso capace di intrigare un uomo che ha vinto tutto e che non ha certo problemi economici. E bisogna fare in fretta. Nel mondo ci sono tanti straricchi convinti di poter comprare tutto e spesso ci riescono. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli 8 punti dell’appello lanciato dal Times Sosteneteli con noi e con il Giro d’Italia Ecco gli 8 punti dell’appello, che noi della Gazzetta e del Giro d’Italia sosteniamo. 1) Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote. 2) Gli incroci più pericolosi devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere sul lato. 3) Indagine nazionale per determinare quanti vanno in bici e quanti vengono uccisi o feriti.

4) Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato al piste ciclabili di nuova generazione. 5) Migliorare la formazione di ciclisti e autisti e la sicurezza dei ciclisti come parte fondamentale dei test di guida. 6) Limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili a 30 km/h. 7) Invitare i privati a sponsorizzare la creare piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato. 8) Ogni città nomini un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

La bici del nostro collega Todisco dopo l’incidente

Facciamo nostra la campagna «Città sicure per i ciclisti» di PIER BERGONZI twitter@pierbergonzi

iniziativa è del Times di Londra. Si chiama L’ «Città sicure per i ciclisti» e sulla rete impazza e si moltiplica come #salvaciclisti. Abbiamo deciso di sposarla e di rilanciarla perché ci sembra perfettamente in linea con lo spirito e la tradizione del nostro giornale e perché quattro mesi fa, il nostro collega Pier Luigi Todisco è morto a Milano, mentre veniva al giornale in bicicletta... Qui sopra trovate gli 8 punti dell’appello che il Times ha lanciato (già sottoscritta da Mark Cavendish e Chris Hoy) perché si organizzi al più presto con una serie di regole che rendano meno rischiose la città. Il quotidiano inglese lo ha fatto perché a novembre, la giornalista Mary Bowers, 27 anni, è stata investita a pochi metri dalla redazione ed è ancora in coma. L’incidente è tutt’altro che raro visto che 1.275 ciclisti inglesi sono stato uccisi e oltre 25.000 severamente feriti sulle strade inglesi negli ultimi 10 anni. I dati italiani non sono migliori, visto che negli ultimi dieci anni i morti in bicicletta sarebbero 2.556. Tra questi, purtroppo c’è anche Pierluigi Todisco, che aveva 52 anni, il nostro collega che lavorava nella redazione di Gazzetta.it. Tra qualche giorno, proprio sul nostro sito web nascerà un blog che tratterà i temi che erano più cari al

nostro amico e collega, valorizzando le iniziative a favore degli ultimi. La Gazzetta, fin dalla nascita nel 1896 si occupa con particolare attenzione di ciclismo e di gente che pedala. Siamo gli organizzatori delle più importanti corse italiane e sappiamo benissimo quanti e quali sono i pericoli delle strada. E’ ancora aperta la nostra ferita per la perdita di Wouter Weylandt. il venticinquenne olandese morto accidentalmente per una caduta in discesa. Da sempre ci battiamo per la realizzazione di piste ciclabili, per l’uso del casco, ma anche per il rispetto di chi pedala. Pensiamo ai corridori professionisti, ai cicloamatori della domenica e chi usa la bici per andare a scuola o per andare a lavorare. E sono sempre di più... Per tutti questi motivi abbiamo deciso di far nostro il Manifesto del Times «Città sicure per i ciclisti». E al nostro fianco c’è anche Rcs Sport che organizza il Giro d’Italia e ha deciso di essere in prima fila per questa campagna. Da oggi chiederemo ai più grandi campioni del nostro ciclismo, ma anche a tutti voi che ci leggete e avete a cuore questi argomenti di firmare idealmente l’appello mandando un messaggio (dal pomeriggio) all’indirizzo mail: salvaciclisti@gazzetta.it. E noi ci impegniamo a consegnare l’appello dei campioni che vorranno aderire e le vostre firme al governo e ai sindaci delle più importanti città italiane. WALTER ZENGA

TwitTwit

Allenatore Al Nasr Ajman-Al Nasr 1a2 gol della vittoria di Luca Toni

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

@coachzenga

GIORGIO CHIELLINI

DANIELE BENNATI

Difensore della Juventus Goal di Toni e Iaquinta sono davvero contento per loro (i due hanno lasciato la Juve nel mercato di gennaio: n.d.r.)

Ciclista professionista Sinceramente e cristianamente dispiaciuto quanto successo a Pozzato (clavicola fratturata, n.d.r.), gli auguro un rapido recupero

@Chiellini

Danilo Gallinari, asso dei Denver

@Benna80

GERARD PIQUE’

DANILO GALLINARI

GIANLUCA VIALLI

Difensore del Barcellona Sto guardando «Ogni maledetta domenica...». Il discorso di Al Pacino è tra i emozionati che abbia mai visto in vita mia.

Campione di basket Nba Quando stamattina mi hanno detto che il presidente Obama mi ha citato non ci credevo... wow

Ex campione di Samp e Juve Un giorno, dopo Ranieri, spero di vedere Zenga e Bergomi sulla panchina dell'Inter!!

@3gerardpique

@gallinari8888

@glvlondon


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SERIE BWIN IL CASO

Ammutinamento Modena Ma Cuttone non se ne va La società rifiuta l’ultimatum della squadra, che chiedeva il ritorno di Bergodi PAOLO REGGIANINI MODENA

le e tecnico, nei confronti dell' attuale tecnico. Alla fine della giornata, tutto sembra essere rientrato, anche se la sensazione più diffusa è quella che di una vicenda per nulla chiarita, destinata a non esaurirsi con i comunicati di pace apparente diffusi prima dalla società e in seguito dai giocatori.

Retromarcia I giocatori, spiazzati dal fatto che la loro iniziativa fosse stata divulgata sulla rete giù da mercoledì sera, con una difficoltosa retromarcia hanno scritto sostenendo di «non aver mai chiesto l'esonero di Cuttone e il ritorno di Bergodi. Abbiamo ottenuto un incontro con la società per evidenziare alcune situazioni che dal nostro punto di vista possono essere migliorate per il bene del Modena». Questa la facciata, ma nella realtà da questa vicenda esce uno spogliatoio completamente spaccato in due, con Cuttone, sostenuto dalla società e dal patron Casari da una parte, la squadra dall'altra. Ma non solo. La scelta di andare avanti con Cuttone, continua a non essere condivisa da molti azionisti.

Riunione Nella sostanza Cutto-

Una polveriera. E' quello che dà l'impressione di essere il Modena dopo una giornata convulsa in cui sembrava ormai certificato l'esonero di Cuttone e il ritorno di Bergodi. Scelta societaria? Assolutamente no. Sarebbero stati i giocatori a sostenere l'avvicendamento nel corso di una riunione avvenuta mercoledì sera. Da una parte gli azionisti del Modena, dall'altra otto giocatori che avrebbero parlato a nome di tutti, esprimendo apertamente il loro disagio, persona-

ne resta al suo posto e Bergodi rimane a casa sua. Quattro ore di riunione nella sede della società sono servite per dipanare la matassa. Nella sostanza i vertici del Modena hanno fatto capire che non intendono piegarsi al volere della squadra, scelta da un certo punto di vista comprensibile perché avrebbe creato un precedente imbarazzante. Come è imbarazzante la posizione di Cuttone completamente sfiduciato da tutta la squadra. Segnali di allarme erano già scattati due settimane fa quando durante un allenamen-

to c'era stato un violento scontro verbale tra Di Gennaro e Cuttone, al punto da spingere il giocatore a chiedere una sua cessione. Il presidente Rinaldi si è limitato a dire che «adesso tutti devono rispettare la nostra decisione. I calciatori hanno evidenziato situazioni di criticità emerse, negli ultimi tempi, nel rapporto con Cuttone. La società invita tutti a superare ogni incomprensione».

Agatino Cuttone, 52 anni, tecnico del Modena LAPRESSE

4

LE MEDIE

O,93

La media punti di Bergodi, esonerato dopo 15 partite. Il bilancio è di 3 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte, 13 gol segnati e 24 subiti.

SQUADRE

PT

PESCARA 51 SASSUOLO 50 TORINO 50 VERONA 48 PADOVA 45 VARESE 41 REGGINA 36 BARI (-2) 36 BRESCIA 35 SAMPDORIA 34 CITTADELLA 34 JUVE STABIA (-4) 33 GROSSETO 33 LIVORNO 29 VICENZA 27 CROTONE (-1) 26 MODENA 24 EMPOLI 23 ALBINOLEFFE 23 GUBBIO 23 ASCOLI (-7) 22 NOCERINA 18

PARTITE G V N P 25 16 3 6 25 14 8 3 25 14 8 3 26 14 6 6 26 13 6 7 26 11 8 7 25 9 9 7 26 10 8 8 25 9 8 8 25 7 13 5 26 9 7 10 26 10 7 9 26 8 9 9 26 7 8 11 26 6 9 11 26 6 9 11 24 5 9 10 25 6 5 14 25 5 8 12 25 5 8 12 25 8 5 12 26 3 9 14

RETI F S 55 36 34 17 29 15 34 25 38 28 33 25 41 32 31 28 27 26 30 21 32 34 36 34 26 34 28 30 29 37 26 34 25 40 29 41 27 40 24 37 28 34 33 47

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

PROSSIMO TURNO Sabato 18, ore 15 ALBINOLEFFE-PESCARA (3-5), ASCOLI-GROSSETO (3-3), BRESCIA-MODENA (1-1), VERONA-GUBBIO (1-1), LIVORNO-BARI (0-1), NOCERINA-CITTADELLA (3-1), PADOVA-EMPOLI (4-2), SASSUOLO-VARESE (1-0), VICENZA-CROTONE (2-2). Ore 18 JUVE STABIA-REGGINA (2-1). Lunedì 20, ore 20.45 TORINO-SAMPDORIA (2-1)

REGGINA EMPOLI

CITTADELLA BRESCIA

CROTONE GROSSETO

Martinelli per Pellizzer In difesa spazio a Ciancio

Natalino pronto all’esordio Abruzzese non è al top

Milani o Bassoli dietro Ardemagni con Greco

Balzano e Immobile o.k. Insigne non viene rischiato

CITTADELLA Solo Gorini si allena a parte, tutti gli altri giocatori sono a disposizione di Foscarini, che dovrà fare a meno di Pellizzer, squalificato. Al suo posto potrebbe giocare Martinelli, lasciando libero il posto in difesa al nuovo arrivato Ciancio. SQUALIFICATI Pellizzer. DIFFIDATI Busellato, Gasparetto, Martinelli. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Cordaz; Ciancio, Martinelli, Gasparetto, Scardina; Vitofrancesco, Paolucci, Schiavon; Di Roberto, Di Carmine, Di Nardo. All. Foscarini.

CROTONE Sono tre i dubbi che il tecnico Drago dovrà sciogliere nelle prossime ore. Il difensore Natalino è pronto all’esordio (al posto di Correia squalificato), qualche problema per Abruzzese mentre Sansone ha molte probabilità di cominciare dall’inizio anche se per problemi fisica si è potuto allenare poco in settimana. SQUALIFICATI Correia. DIFFIDATI De Giorgio. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2) Belec; Natalino, Vinetot, Abruzzese, Migliore; Maiello, Eramo, Florenzi; Caetano; Gabionetta, Sansone. All. Drago.

MODENA La squadra ieri si è allenata regolarmente. Milani o Bassoli unico dubbio Tutti disponibili tranne Rullo che ne avrà per due mesi. In difesa dubbio a sinistra tra Milani, favorito, e Bassoli. Conferme in mezzo al campo di Ciaramitaro, in attacco via libera alla coppia Ardemagni-Greco. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Carini, Dalla Bona, Perticone e Petre. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2) Caglioni; Perticone, Perna, Carini, Milani; Ciaramitaro, Petre, Signori; Di Gennaro; Ardemagni, Greco. All. Cuttone.

PESCARA Il presidente Sebastiani, intervistato da Radiocalciomercato.it, ha spiegato: «Zeman è già un mito. Sono sicuro che resterà con noi l'anno prossimo, anche se essere corteggiato da club come l'Inter è un onore, per lui e per noi». Intanto, Balzano e Immobile hanno smaltito la febbre e sono o.k. Insigne sta accelerando, ma non dovrebbe essere rischiato. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Anania, Soddimo, Verratti. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Anania; Zanon, Romagnoli, Capuano, Balzano; Kone, Verratti, Cascione; Sansovini, Immobile, Caprari. All. Zeman.

Foti e Accardi in panchina Speranze per Piovaccari

Calderoni è al debutto Olivi ancora da verificare

E’ stato presentato Baraldi Hallenius out 2 settimane

Zito è vicino al recupero Raimondi ancora a sinistra

BRESCIA Rossi (noie muscolari) è l’unico indisponibile. Foti e Accardi sono in gruppo e potrebbero partire dalla panchina. Qualche chance in più per Piovaccari, l’ultimo acquisto, in lizza per una maglia accanto a Jonathas se l’assetto iniziale sarà il 3-4-1-2. Ma è probabile la conferma del solito modulo. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Salamon. PROBABILE FORMAZIONE (3-5-1-1) Arcari; Martinez, De Maio, Caldirola; Zambelli, Mandorlini, Budel, Vass, Daprelà; El Kaddouri; Jonathas. All. Calori.

GROSSETO Ugolotti deve rinunciare agli infortunati Iorio e Lupoli. Scontato il debutto di Calderoni a sinistra, probabile lo spostamento di Mancino a sinistra e quello di Sciacca a destro. Alfageme e Sforzini confermati in avanti, con Curiale prima alternativa. In difesa da verificare le condizioni di Olivi. SQUALIFICATI Lupoli, Giallombardo. DIFFIDATI Mancino, Sforzini. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Narciso; Formiconi, Petras, Padella, Calderoni; Sciacca, Jadid, Crimi, Mancino; Alfageme, Sforzini. All. Ugolotti.

PADOVA Presentato Luca Baraldi, che sarà l’assistente del presidente Cestaro. Ha firmato un contratto fino a giugno. Hallenius out due settimane (lesione di primo grado del bicipite femorale destro), problemi per Lazarevic (trauma alla spalla sinistra con sublussazione). SQUALIFICATI Schiavi. DIFFIDATI Cutolo, Ruopolo, Jidayi, Renzetti, Marcolini. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2) Pelizzoli; Legati, Portin, Trevisan, Renzetti; Bovo, Italiano, Bentivoglio; Marcolini; Cacia, Cutolo. All. Dal Canto.

JUVE STABIA Ancora infortunati il portiere Colombi, Scognamiglio e Mbakogu. Zito verso il recupero. Quattro novità: De Bode in difesa, Scozzarella a centrocampo, Tarantino sulla fascia e Beretta in attacco. Confermato Raimondi sulla fascia sinistra. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Colombi, Maury, Di Cuonzo, Mbakogu. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Seculin; Baldanzeddu, Molinari, De Bode, Di Cuonzo; Tarantino, Scozzarella, Mezavilla, Raimondi; Beretta, Sau. All. Braglia.

ARBITRO Viti di Campobasso (and. 0-2)

ARBITRO Calvarese di Teramo

ARBITRO Tozzi di Ostia

ARBITRO Baracani di Firenze

SAMPDORIA ALBINOLEFFE

(0-2)

TORINO NOCERINA

PESCARA JUVE STABIA

(0-2)

VARESE GUBBIO

(2-3)

VERONA ASCOLI

Bonazzoli è disponibile Ragusa fa il terzino destro

Laczko terzino sinistro Eder ha recuperato

Bianchi ritorna titolare Glik in difesa con Ogbonna

C’è Neto con Granoche Cacciatore sulla destra

Hallfredsson può giocare Pichlmann ha la febbre

REGGINA Sono rimasti pochi dubbi su Bonazzoli, che ha giocato la partitella in famiglia senza fastidi all’adduttore e dovrebbe scendere in campo dall’inizio, altrimenti spazio a Ceravolo. In difesa sarà riproposto Ragusa come esterno destro, con Rizzo in vantaggio su Armellino a centrocampo, SQUALIFICATI Melara. DIFFIDATI Adejo, N. Viola, Colombo, Cosenza. PROBABILE FORMAZIONE (5-3-2) Zandrini; Ragusa, Freddi, Emerson, Angella, Rizzato; Rizzo, N. Viola, Barillà; Campagnacci, Bonazzoli. All. Gregucci.

SAMPDORIA Eder, Foggia e Krsticic hanno recuperato e ieri si sono allenati col gruppo. I primi due sono in ballottaggio per un posto da titolare con Bertani e Juan Antonio, ma solo il primo dovrebbe spuntarla. Con Castellini fermo e Costa squalificato, sulla sinistra in difesa dovrebbe esserci spazio per l’ungherese Laczko. SQUALIFICATI Rispoli, Costa. DIFFIDATI Bertani, Obiang, Gastaldello. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2) Romero; Berardi, Gastaldello, Rossini, Laczko; Munari, Obiang, Renan; Juan Antonio; Pozzi, Eder. All. Iachini.

TORINO Torna Bianchi al centro dell’attacco: il capitano non segna da 118 giorni. In difesa, squalificato Di Cesare, tocca a Glik riprendersi il posto da titolare accanto a Ogbonna. Darmian e Meggiorini, che potrebbe partire dalla panchina, son tornati ad allenarsi in gruppo, mentre Coppola da oggi inizia la fisioterapia post-intervento al ginocchio. SQUALIFICATI Di Cesare. DIFFIDATI Glik. PROBABILE FORMAZIONE (4-2-4) Benussi; Darmian, Glik, Ogbonna, Parisi; Basha, Iori; Surraco, Antenucci, Bianchi, Stevanovic. All. Ventura.

VARESE La formazione non si discosta di molto da quella di Bergamo: confermata la coppia Granoche-Neto Pereira. Al centro della difesa rientra Terlizzi, che ha scontato la squalifica, mentre sulla destra, al posto del febbricitante Pucino, ci sarà Cacciatore, impiegato nel ruolo abituale, lasciando così a Grillo la fascia sinistra. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI De Luca, Zecchin. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Bressan; Cacciatore, Troest, Terlizzi, Grillo; Rivas, Corti, Kurtic, Zecchin; Neto Pereira, Granoche. All. Maran.

VERONA C'è la probabilità che Hallfredsson possa rientrare. L'islandese, reduce da uno stiramento al polpaccio si allena regolarmente da martedì. Le condizioni del campo e il freddo però potrebbero indurre Mandorlini a non schierarlo dall' inizio. Rientrano anche Ferrari e Gomez, tutti e due reduci dall'influenza. Ieri a riposo Pichlmann anche lui febbricitante. SQUALIFICATI nessuno DIFFIDATI Scaglia, Tachtsidis. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Rafael; Abbate, Mareco, Maietta, Scaglia; Russo, Esposito, Tachtsidis; D'Alessandro, Bjelanovic, Gomez. All. Mandorlini.

Carboni cambia modulo Buscè spostato in attacco

Cocco in coppia con Cisse Luoni o Daffara a destra

Dubbi in tutti i reparti In prova il portiere Farò

Graffiedi non ce la fa Ma Guzman è disponibile

Scalise fuori 3 settimane Si ferma anche Vitiello

EMPOLI Carboni ha deciso di cambiare modulo spostando Buscé più avanti. Verso l'esordio il centrocampista brasiliano Zé Eduardo, in prestito dal Parma. Torna Gorzegno che ha scontato la squalifica. Niente trequartista, Brugman va in mediana. SQUALIFICATI Saponara, DIFFIDATI Ficagna, Tavano, Tonelli, Valdifiori. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Pelagotti; Vinci, Ficagna, Stovini, Gorzegno; Moro, Brugman, Zé Eduardo; Buscé, Tavano, Maccarone. All. Carboni,

ALBINOLEFFE Cocco recupera e farà coppia in attacco con Cisse, visto che Torri è in dubbio. Fuori Lebran per infortunio, rientra Laner che ha scontato la giornata di squalifica. Ballottaggio Luoni-Daffara per un posto da terzino destro. Salvioni conferma il 4-4-2, modulo al quale è da sempre legato. SQUALIFICATI Germinale. DIFFIDATI Cocco. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Offredi; Luoni, Malomo, Bergamelli, Regonesi; Pacilli, Hetemaj, Laner, Foglio; Cisse, Cocco. All. Salvioni.

NOCERINA Alla vigilia ci sono diversi dubbi di formazione per l’allenatore Auteri: De Franco o Di Maio in difesa, Parola o Barusso in mediana e Merino o Farias in avanti. Gaetano Farò, portiere classe ’90, è da ieri in prova. Il freddo scoraggia i tifosi: venduti solo 50 biglietti per la trasferta di Torino. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Di Maio, Farias e Nigro. PROBABILE FORMAZIONE (3-4-3) Concetti; Rea, Pomante, De Franco; Laverone, Bruno, Parola, Bolzan; Pagano, Castaldo, Merino. All. Auteri.

GUBBIO Simoni deve rinunciare ancora a Graffiedi che sarà pronto per la trasferta di Verona, ma ha a disposizione i nuovi arrivati Guzman e Löfquist. Il tecnico rossoblù non ha però ancora deciso il modulo e ha qualche dubbio sulla formazione, SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Bartolucci, Bazzoffia, Buchel, Gerbo, Graffiedi, Lunardini. PROBABILE FORMAZIONE (5-3-2) Donnarumma; Briganti, Cottafava, Benedetti, Caracciolo, Mario Rui; Sandreani, Guzman, Nwankwo; Bazzoffia, Ciofani. All. Simoni.

ASCOLI Il tecnico Silva non può contare su Scalise, che resterà fuori tre settimane a cauda di una lesione al legamento del ginocchio sinistro. Si è fermato anche Vitiello per un’infiammazione all’adduttore. Prima convocazione per Tomi e Montalto. SQUALIFICATI nessuno DIFFIDATI Faisca, Giovannini, Papa Waigo, PROBABILE FORMAZIONE (5-3-2) Guarna; Ciofani, Andelkovic, Peccarisi, Faisca, Pasqualini; Di Donato, Pederzoli, Sbaffo; Papa Waigo, Soncin. All. Silva

ARBITRO Ciampi di Roma

ARBITRO Palazzino di Ciampino

ARBITRO Merchiori di Ferrara

ARBITRO Gavillucci di Latina

ARBITRO Gallione di Alessandria

(2-3)

(3-1)

(2-1)

(2-1)

Michele Arcari, 33 anni FOTOGRAMMA GIAN PAOLO LAFFRANCHI BRESCIA

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MODENA PADOVA

Arcari record nel bunker di Calori: 0 gol in 540’

1,11

La media punti di Cuttone. Il bilancio è di 2 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte, 12 gol segnati e 16 subiti.

Domani la 27a giornata (ore 15) IL PRESIDENTE SEBASTIANI: «ZEMAN RESTERA’ A PESCARA» CLASSIFICA

BRESCIA LA SVOLTA

(2-1)

Come prendere un colabrodo e trasformarlo in un bunker. Alessandro Calori ha trovato un Brescia che da un mese incassava 2 reti a partita e l’ha reso una fortezza: in 6 giornate neanche un gol subìto. Cinque vittorie e un pareggio, con la Juve Stabia, condizionato dal maltempo. Una costante prova di tenuta difensiva. «La squadra ha bisogno di ritrovare la sicurezza», disse Calori il giorno della presentazione. Sono passati 2 mesi e «qui si è fatta una rivoluzione». Per restituire autostima al gruppo che all’inizio con Scienza incantava il nuovo allenatore è andato per gradi. La fisionomia è stata ridisegnata durante le feste. Con Caldirola, under 21 prestato dall’Inter, Calori è passato alla difesa a 3. Dunque centrocampo folto, El Kaddouri mezza punta. Il risultato? Crotone, Vicenza, Nocerina, Empoli battuti. El Kaddouri bomber (a segno in 4 partite consecutive). Pochi rischi Il Brescia di Calori ha un grande pregio: rischia poco. E quando rischia ci pensa Arcari, che meriterebbe una medaglia per come ha gestito una stagione difficile. All’inizio si è ritrovato in panchina a far da chioccia a Nicola Leali, 19 anni fra una settimana, il portiere del futuro, già prenotato dalla Juventus. Arcari non ha fatto polemiche, ha prolungato del contratto e ha atteso il suo momento, che è arrivato nell’ultima giornata dell’era Scienza (sconfitta interna per 3-1 con il Bari). Calori gli ha confermato la fiducia e Arcari l’ha ripagato con 540’, nuovo record del millennio bresciano (i precedenti erano di Agliardi, 517’, e di Sereni, 487’). Calori non ha una concezione difensiva del calcio. Tutt’altro. Piovaccari, neoacquisto, è in rampa di lancio: a fianco di Jonathas promette scintille. Da capire se l’affollamento non toglierà libertà di manovra a El Kaddouri. Calori fa le prove, ma senza fretta. Il Brescia va alla media di 2,6 punti e 1,6 gol a partita: una rivoluzione, adesso, non serve più. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I POSTICIPI

Domenica (12.30) a Bari e Livorno La 27a giornata si chiude domenica con due posticipi (ore 12.30): ecco gli arbitri. BARI-SASSUOLO Candussio di Cervignano (2 1). LIVORNO-VICENZA Di Paolo di Avezzano (1 1).


VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LEGA PRO LA DISCIPLINARE

Tolti due punti al Taranto e al Siracusa x

IL D.G. GHIRELLI

S Lunedì ci sarà un'altra scadenza terribile. C’è un solo modo per evitare guai: procedere velocemente in Consiglio federale e rompere gli indugi

S L'obiettivo della Lega Pro è arrivare a tre gironi di Prima divisione da venti squadre ciascuno. La lungimiranza di Macalli ci ha consentito di anticipare i tempi

Quattordici erano i punti chiesti dalla Procura federale e quattordici punti infligge la Disciplinare alle nove società deferite per problemi amministrativi. Due i punti di penalizzazione per Giulianova, Piacenza, Siracusa, Spal e Taranto; uno per Pergocrema, Como, Foggia e Treviso. Quasi tutti i dirigenti hanno patteggiato. Le inadempienze riscontrate dalla Covisoc riguardavano quasi tutte mancati pagamenti di stipendi e di contributi Enpals o Irpef. Hanno cercato di spiegare le proprie ragioni gli avvocati Chiacchio per il Foggia e Valenti (dello studio Grassani) per il Como, ma la Disciplinare ha appoggiato la tesi accusatoria; ora si apre la strada dei ricorsi alla Corte di giustizia sportiva e poi al Tnas. Ma mentre la Disciplinare decideva sui deferimenti, si apriva uno spiraglio per le prossime ispezioni: alla Lega Pro arriveranno soldi che finiranno alle società e che potranno in parte aiutare a risanare i conti. L’accordo Ieri in Federcalcio c’è stato l’accordo definitivo tra Lega di serie A, Lega di B e Lega Pro sulla divisione della quota che la Lega maggiore deve destinare alle altre, in virtù di quanto è stato stabilito nella legge Melandri sui diritti te-

levisivi. Il presidente Figc Giancarlo Abete e il direttore generale Antonello Valentini hanno lavorato alacremente per evitare che il «conflitto» degenerasse. La Lega Pro si è impegnata a rinunciare fino a fine stagione a qualsiasi vertenza (erano pendenti giudizi sia davanti al Tribunale di Milano, sia al Tnas), in cambio c’è la definizione delle somme dal 2008 al 2010, ma soprattutto quelle del biennio più importante, dal 2010 al 2012. Soldi accantonati In base a

quanto era stato stabilito, la Lega di A aveva accantonato 182,2 milioni di euro che verranno liquidate ora in tre tranche. La prima già oggi, la seconda il 30 aprile e l’ultima il 30 giugno. La divisione prevede che 134 milioni andranno alla serie B, 39,3 alla Lega Pro e 8,9 alla Lega Dilettanti. La legge Melandri stabiliva anche che una quota sarebbe andata al Coni per la realizzazioni di due progetti extracalcistici. Ebbene, per quanto riguarda questa percentuale, è stato dato mandato al presidente Abete di trattare direttamente con il presidente Petrucci la somma da dare al Coni per far partire subito i due progetti. Reazioni Intanto Francesco Ghirelli, direttore generale della Lega Pro sulle penalizzazioni inflitte dalla Disciplinare, ha rilanciato la necessità di una rapida riforma dei campio-

VINCENZO D’ANGELO

Il freddo che ha messo in ginocchio l’Italia non è riuscito a frenare la voglia di giocare di Raffaele Ioime, portiere del Campobasso, protagonista di una domenica da leone in campo a Perugia, ma anche di una notte drammatica dopo il rientro in Molise. Trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Campobasso, gli è stata diagno-

sticata una pericardite, dovuta all’aria ghiacciata. Con la febbre a 39˚ non è consigliabile giocare, ma andatelo a spiegare a chi, come Ioime, vi risponde: «Chi ha fame come me non riesce a stare lontano dal campo. E poi si giocava a Perugia, in uno stadio da Serie A, dove l’adrenalina va a mille e si respira il profumo di grande calcio». La paura Alla vigilia della trasferta di Perugia, Ioime ha l’in-

Modificate le quattro classifiche

Doukara va all’attacco di Turchetta e Corazza

PRIMA DIVISIONE

Davide Dionigi, tecnico del Taranto e, sotto, Andrea Sottil del Siracusa: hanno entrambi 38 anni MOSCA-SAYA

4

I NUMERI

14

I punti di penalizzazione di ieri. In Prima 2 a Piacenza, Siracusa, Spal e Taranto, 1 a Como, Foggia e Pergocrema. In Seconda 2 al Giulianova, 1 al Treviso.

70

I punti di penalizzazione precedenti, per vari motivi: 16 in Prima A, 15 in Prima B, 22 in Seconda A, 17 in Seconda B

nati: «Sono arrivate come una mannaia le penalizzazioni per mancati adempimenti o nei pagamenti degli emolumenti ai calciatori e per le scadenze erariali. Dobbiamo sapere che non è tutto, lunedì ci sarà un' altra scadenza, quella del secondo trimestre, che si annuncia terribile. C’è un solo modo per evitare guai peggiori: procedere velocemente in Consiglio federale, rompere gli indugi e battere le miopi resistenze. È necessario, dobbiamo saperlo, accelerare rispetto a quello che abbiamo pensato solo qualche mese fa. L'obiettivo della Lega Pro è quello di arrivare a tre gironi di Prima Divisione da venti squadre ciascuno. La crisi che attraversa l'Italia e il mondo non consente più agli imprenditori che possiedono aziende di investire una parte degli utili nel calcio. Per fortuna, la lungimiranza del presidente Macalli, che per anni ha predicato, inascoltato, nel deserto calcistico italiano, ha consentito di anticipare i tempi e la riforma è già partita da questo campionato con il taglio di un girone di Seconda divisione». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA STORIA IL PORTIERE DEL CAMPOBASSO: «ERO INFLUENZATO, NON L’HO DETTO PER PAURA DI NON GIOCARE»

Ioime, gara super con la pericardite

I PREMI Cestani e Laudano

Così sono cambiate le classifiche nei quattro gironi della Lega Pro dopo le penalizzazioni.

Penalizzate tutte le 9 società deferite La Lega alla Figc: «Ora la riforma» Ma da oggi arrivano i soldi dei diritti tv MAURIZIO GALDI

LA SITUAZIONE

fluenza, ma guai a parlarne con qualcuno: «Non l’ho detto al mister, avevo paura che non mi facesse giocare». Il viaggio è un calvario, con i giocatori che si adoperano per spalare la neve fuori dall’albergo per raggiungere il pullman che li porterà in Umbria. La partita finisce 1-1, Ioime è il migliore in campo (8 in pagella per la Gazzetta), ma durante la gara inizia a stare male: «Mi sentivo stanco, svuotato. Mi bruciava il petto. Pensavo a quante me ne avrebbe dette mia madre una volta saputo tutto. Ero convinto di avere la bronchite, in realtà avevo un’infiammazione al pericardio del cuore». Di notte il dolore è lancinante, da non riuscire a dormi-

re. In ospedale lo ricoverano d’urgenza e via alle cure di antibiotici: «Ma adesso sto bene — racconta appena dimesso — era la mia seconda gara col Campobasso dopo il rientro dalla Romania (era all’Uta Arad in B, ndr). Sono tornato in Italia al minimo salariale per rilanciarmi e sogno di vestire la maglia del mio Napoli; non potevo farmi frenare dall’influenza. Ho appena chiesto al dottore se domenica posso giocare, dice che devo star fermo almeno 15 giorni. Non ce la posso fare...». Un po’ di riposo al caldo non farà male. Ma Ioime ha fretta di riabbassare la saracinesca alla porta del Campobasso.

Ecco la situazione nei due gironi dopo la 22ª giornata e le partite del prossimo turno: GIRONE A Ternana p. 48; Taranto ( 3) 45; Pro Vercelli e Carpi 40; Sorrento ( 2) 38; Benevento ( 2) 35; Avellino 31; Como ( 2) e Tritium 30; Lumezzane* 28; Foggia ( 2) e Pisa 27; Reggiana ( 2) 26; Spal* ( 4) e Monza 18; Viareggio ( 1) 15; Foligno ( 4) 12; Pavia 10. (*una gara in meno). Così domenica (ore 14.30): Avellino Pro Vercelli (1 4); Benevento Ternana (lunedì, 20.45; 0 2); Foligno Pavia (0 3); Pisa Lumezzane (1 1); Reggiana Sorrento (1 2); Spal Como (2 0); Taranto Carpi (2 0) Tritium Monza (1 1); Viareggio Foggia (1 1). GIRONE B Trapani p. 43; Siracusa ( 5) 40; Spezia 35; Carrarese 34; Cremonese ( 6), Barletta, Lanciano* ( 1) e Alto Adige 32; Portogruaro* 31; Pergocrema* ( 2) 29; Triestina 26; Frosinone* 23; Latina e Prato 22; Andria 21; Piacenza* ( 6) e Bassano* 19; Feralpi Salò 17. (*una gara in meno). Così domenica (ore 14.30): Barletta Bassano (1 0); Cremonese Siracusa (0 0); Feralpi Salò Pergocrema (0 1); Frosinone Carrarese (1 0); Lanciano Piacenza (1 3); Porto gruaro Alto Adige (0 2); Prato Andria (0 1); Trapani Spezia (0 2); Triestina Latina (2 0). SECONDA DIVISIONE

Ecco la situazione nei due gironi dopo la 23ª (A) e la 25ª (B). Normanna Neapolis del 15 inizia alle 15, Alessandria Rimini del 19 è anticipata al 18 alle 20.30. GIRONE A Rimini* p. 45; Casale* 44; San Marino* 40; Treviso ( 2) e Cuneo** 39; Entella 37; Santarcangelo* e Poggibonsi 33; Renate 32; Borgo a Buggiano 30; Alessandria* ( 2) 29; Bellaria* e Mantova 28; Giacomense* 27; Savona* ( 4) 26; Pro Patria* ( 13) 25; Monti chiari* ( 2) e Sambonifacese 24; Valenzana* 15; Lecco* 14. (**due in meno; *una in meno). GIRONE B Perugia p. 54; Catanzaro* 49; L'Aquila* 48; Vigor Lamezia* 47; Paganese 43; Gavorrano 39; Arzanese 38; Chieti** e Normanna* ( 1) 34; Aprilia** 33; Giulianova* ( 2), Fano* ( 5) e Campobasso ( 2) 27; Neapolis ( 2) e Fondi 26; Milazzo e Vibonese 24; Ebolitana ( 1) 23; Melfi ( 4) 20; Isola Liri** ( 2) 18; Celano* 13. (**due in meno; *una in meno). IL GIUDICE Seconda: una gara a Fanucchi (Alessandria), Staiti e Volpe (Entella). Coppa Italia: due a Marongiu (Andria); una a Tartaglia (Andria), Berardi e Giannusa (Latina), Bizzotto e Perez (Pisa).

Premio Cestani Premio Laudano Lega Pro e La Gazzetta dello Sport hanno istituito due premi. Alla fine dei campionati di Prima e Seconda divisione verranno premiati il miglior giovane (premio Cestani) e il miglior marcatore giovane (premio Laudano): sono ammessi i calciatori nati dal 1991 in poi, quelli da utilizzare al fine di ricevere i contributi, compresi quelli in prestito e gli stranieri. Le classifiche sono pubblicate anche su lega-pro.com e gazzetta.it.

Premio Cestani Cos’è Il miglior giovane viene scelto con le medie voto della Gazzetta. In caso di parità, vince il giovane che ha giocato più minuti (tenendo presente che in Seconda ci sono squadre che giocano più partite) e, in caso di parità, quello più giovane. Vengono considerati solo i giocatori che hanno giocato almeno il 50% dei minuti. Classifica Gianluca Turchetta (1991, Bellaria, 2.011 minuti giocati) media voto 6,48; Doukara (1991, Vibonese, 2.133’) 6,46; Pisseri (1991, Renate, 1.800’) 6,45; Piccini (1992, Carrarese, 1.663’) 6,43; Giorico (1992, Treviso, 1.823’) 6,41; Siega (1991, Casale, 1.639’) e Capece (1992, Lanciano, 1.605’) 6,39.

Premio Laudano Cos’è Vince chi segna più gol.

Anche in questo caso, se ci sono più giovani a parità di reti, vince quello che ha giocato meno minuti (tenendo presente anche in questo caso che in Seconda ci sono squadre che giocano più partite) e, in caso di parità, quello più giovane. Classifica Simone Corazza (1991, Portogruaro, 1.633 minuti giocati) e Souleymane Doukara (1991, Vibonese, 2.133') 10 reti; Fischnaller (1991, Alto Adige, 1.846') e Miracoli (1992, Valenzana, 1.958') 8; Mangiarotti (1991, Renate, 962'), Picone (1991, Giulianova, 1.006'), Zigoni (1991, Avellino, 1.233’) e Bernasconi (’92, Fondi, 1.918') 6.

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Programma Gare TV - Domenica 12 Febbraio 2012 1ª DIVISIONE GIRONE A

1ª DIVISIONE GIRONE B

Viareggio – Foggia ore 14:30 - Telefoggia

Prato – Andria Bat ore 14:30 - Teleregione

LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

POST. 1ª DIVISIONE GIRONE A

Triestina – Latina ore 14:30 - Telemontegiove

Lunedì ore 18:45 Rai Sport 1

Benevento – Ternana ore 20:45 - Rai Sport 1

Lunedì ore 23:05 Odeon TV

INFO, NEWS E RISULTATI ONLINE

Giovedì ore 22:30 Sportitalia

2ª DIVISIONE GIRONE B Arzanese – Perugia ore 14:30 - Umbria TV

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VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

FORMULA 1 TEST IN SPAGNA P Rosso opaco A destra Fernando Alonso, 30 anni, in azione sulla F2012. Sotto lo spagnolo nel paddock. Fernando girerà anche oggi LIVERANI COLOMBO

y

ROSBERG PRIMO Così nella terza giornata di test a Jerez:

1. Rosberg Ger-Mercedes 1’17"613 (118 giri) 2. Grosjean Fra-Lotus 1’18"419 (117) 3. Vettel Ger-Red Bull 1’19"297 (96) 4. Hamilton GB-McLaren 1’19"464 (80) 5. Vergne Fra-Toro Rosso 1’19"734 (79) 6. Perez Mes-Sauber 1’19"770 (48) 7. Alonso Spa-Ferrari 1’20"412 (67) 8. Senna Bra-Williams 1’21"293 (125) 9. van der Garde Ola-Caterham 1’23"324 (7) OGGI Ultima giornata di test a Jerez. Protagonisti ancora i pezzi da novanta come Vettel, Hamilton e Alonso

Alonso COL FRENO TIRATO

COL FRENO TIRATO

I tifosi di Jerez si scaldano Ma la Ferrari soffre ancora Rossa ferma per un guaio idraulico e lenta in curva: Fernando settimo Fry: «Non sono felice». Grosjean (Lotus) svetta tra le vetture 2012 PINO ALLIEVI JEREZ DE LA FRONTERA (Spagna)

Fernando Alonso è un fantasma che si materializza nascosto da un casco giallo e azzurro, quando la Ferrari gira in pista. Prima e dopo non si vede. Si nota solo la traccia di una tuta rossa stretta tra due guardie del corpo che entra nel box e ne esce di corsa per infilarsi nel tendone del team. In compenso, la sua presenza fa diventare le prove di Jerez come quelle di un GP, con tribune piene e tifosi dietro la rete. La Spagna adora Alonso.

Ma una volta di più la strada al Mondiale si presenta in salita. Fernando fa conoscenza con la F2012 la mattina presto, ha voglia di togliersi la ruggine, di vedere se quanto gli ha riferito Felipe Massa corrisponde alle sue sensazioni. Stop Però la Ferrari si ferma quasi subito: un problema idraulico annulla il funzionamento del cambio. Due ore di stop e poi di nuovo a macinare giri, a verificare dove la nuova aerodinamica non funziona, a capire come distribuire i pesi. Un lavoro certosino che non porta al risultato che Alonso si attendeva: a fine giornata è so-

PRESUNTA FIAMMA

Xenia fa causa a un sito di escort Xenia Tchoumitcheva, la presunta nuova fidanzata di Fernando Alonso, ha fatto causa all’agenzia newyorkese di escort «Fantasy Allures». La 24enne modella svizzera di origine russa accusa l’agenzia di aver utilizzato la sua immagine per pubblicizzare le prestazioni della escort Julie. «È stato un grave attacco alla mia reputazione», ha detto Xenia.

RALLY MONDIALE IN SVEZIA

L’inizio è soft: una prova di neppure due chilometri che non può fare grandi differenze. E i cinque migliori — nell’ordine Sordo, Ostberg, Tanak, Loeb e Solberg — sono raggruppati in 1"2. Più eccitante, nel secondo appuntamento iridato in Svezia, il debutto nei rally delle qualifiche, con un tratto di qualche migliaio di metri da affrontare a tutta per scegliersi la posizione di partenza. A spuntarla, in mattinata, era stato Jari-Matti Latvala con la Ford davanti a Mikko Hirvonen con la Citroën. I due, preso atto che il meteo annuncia un ulteriore abbassa-

mento delle temperature, hanno scelto il 17˚ e il 18˚ posto. Gli altri big si sono accodati. Italia Per la quarta stagione con-

«Rally Supercrash» è il quarto dvd della collana «La leggenda del rally», in edicola da oggi a 10,99 euro

Imbarazzante La Ferrari arranca e in curva la sua lentezza è imbarazzante, perché manca il carico aerodinamico al posteriore, quello che genera sia

AVEVA 2 KG DI COCAINA

Ecco le qualifiche: 1˚ Latvala GUIDO RANCATI

lo 7˚ (stesso tempo di Massa mercoledì, ma con gomme più dure), distanziato di 2" netti dalla Lotus di Romain Grosjean al vertice tra le vetture 2012, mentre il primo posto assoluto va a Nico Rosberg, che sulla Mercedes 2011 toglie 9 decimi al tempo del giorno prima di Schumi.

secutiva, nessun pilota italiano ha un programma mondiale con una top-car e nell’attesa il rallismo tricolore si consola con la presenza di Giovanni Bernacchini accanto a Nasser Al-Attiyah su una DS3 uguale a quelle di Loeb e Hirvonen. Piuttosto veloce sulla terra, il qatariano che vanta una vittoria alla Dakar, non ha sufficiente esperienza sulla neve e sul ghiaccio, per puntare in alto. «Per noi — conferma Bernacchini — questa gara servirà per familiarizzare con l’auto e con la squadra». Ora si punta al nord. La prossima giornata vede 9 speciali dall’alba al tramonto, fra esse quella di Mitandersfors, la più lunga con i suoi 27 km. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Droga: il figlio di Lucchinelli finisce in carcere (m.bru.) Cristiano Lucchinelli, 32 anni, figlio dell’iridato 1981 della 500 Marco, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza: in valigia aveva due chili di cocaina. Lucchinelli junior è stato bloccato alle porte di Ravenna; gli agenti lo stavano seguendo fin dall’aeroporto della Malpensa, ma non si sa se fosse sceso da un aereo proveniente dal Sud America o avesse solo avuto in carico il trasporto della valigia verso il Ravennate. Anche Marco Lucchinelli ha avuto problemi con la droga: nel 1991 era stato condannato a 5 anni e 4 mesi di carcere.

tenuta di strada, sia un’efficace trazione. Moltiplicato per le 13 curve di Jerez, si traduce in un ritardo notevole. Non è un dramma, oggi. La Ferrari sapeva che non avrebbe avuto vita facile voltando pagina rispetto al passato. C’è tempo per provvedere e recuperare nei due test a Barcellona. Quelli di questi giorni servono per capire, oltre che per vedere gli altri. Lavoro Ma Pat Fry, direttore tecnico Ferrari (il progettista Tombazis è tornato a Maranello mercoledì), non fa una piega: «Siamo ragionevolmente contenti delle prestazioni, la macchina è molto diversa, proviamo diverse messe a punto, c’è molto lavoro da fare». E la sospensione anteriore pull-rod, quella che Tombazis ha detto che è stata fatta solo per ragioni aerodinamiche? Fry la intende in un altro modo: «È stata realizzata per avere un baricentro più basso e comunque è una piccola area».

Taccuino TEST MOTO2 A VALENCIA

L’ALLARME DI LORENZO

Iannone risale (2 )

«1000 troppo veloci»

Migliora il meteo a Valencia, calano i tempi per le Moto2 e Mo to3 che oggi concludono il primo test dell’anno per le classi minori. In Moto2, Redding ribadisce il pri mato del primo giorno (i tempi sono forniti dalle squadre e ognuno usa il motore Honda 600 nella configu razione che preferisce), ma Ianno ne risale a 2 decimi; Corti si ricon ferma 3o. Ora è sicuro che Marc Marquez salterà anche il prossimo test a Jerez (22 24). I tempi (ufficiosi) — Moto2: 1. Red ding (Kalex) 1’35"6; 2. Iannone (Ftr) 1’35"8; 3. Corti (Kalex) 1’36"1; 4. Lüthi (Suter) 1’36"3; 5. Corsi (Ioda) 1’36"3; 11. De Angelis (Suter) 1’37"5. Moto3: 1. Cortese (Ktm) 1’41"3; 2. Moncayo (Kalex Ktm) 1’41"4; 3. Kent (Ktm) 1’41"5; 11. Antonelli (Hon da) 1’43"5.

Jorge Lorenzo è tornato dai test di Sepang con buone sensazio ni dalla sua Yamaha («è vicina alla Honda»), ma con il dubbio che i nuo vi regolamenti possano diventare pericolosi. «Difficile che si verifichi un incidente in rettilineo a 340 350 km/h, la velocità delle nuove moto, ma se dovesse accadere sarebbe molto, molto pericoloso e con con seguenze gravi. Penso non serva raggiungere i 350 orari in rettili neo. Velocità non vuol dire spetta colo, si deve imporre un limite».

o

A ROMETTA (MESSINA)

Omaggio a Simoncelli Il Comune di Rometta (Me) ha deciso di intitolare a Marco Si moncelli l’impianto sportivo pres so la Villa Comunale Castello.


LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

4 Seb ricomincia da 2

NUOVE FIANCATE

Svolta Sauber Ora lo scarico soffia in basso

20 GP NEL 2012 Il calendario del Mondiale 2012

JEREZ — Nel terzo giorno di test è la Sauber a introdurre una prima importante modifica alle monoposto 2012, con un retrotreno inedito per la posizione degli scarichi e la forma delle fiancata. Il restringimento a Coca Cola è stato sostituito da una discesa brusca delle fiancate, che in terminano davanti alle ruote posteriori. Gli scarichi (evidenziati in giallo), pur rimanendo con l’inclinazione minima imposta (10˚) hanno una carenatura scavata che spiove verso il basso: ciò consente di indirizzare l’aria calda degli scarichi il più in basso possibile (freccia) per compensare l’abolizione del soffiaggio diretto nei diffusori. L’altra novità si è vista sulla Mercedes, che qui gira con la

Gomme Poi, finalmente, l’attesa parola di speranza: «Siamo ragionevolmente contenti di come funzionano ora le gomme, vanno in temperatura prima». Meno male. Per anni la Ferrari ha avuto questo handicap genetico che la frenava in qualifica e gara, ora forse è risolto. Le prospettive? Spiega Fry: «Abbiamo 12 giorni di prove prima dell’Australia, dobbiamo trovare gli assetti giusti, non sono contento di come siamo messi al momento. Dobbiamo migliorare in certe curve o in certe parti di curva». Appunto. Difficile ma non impossibile. E gli altri? Grosjean ha ribadito le ottime qualità della Lotus, reattiva, stabile e facile. Vettel ha girato in scioltezza come Hamilton. Che ha tratto giovamento dalle prime modifiche alla McLaren. Niente male Perez con la Sauber modificata, idem il debuttante Vergne sulla Toro Rosso. Ko, invece, Jules Bianchi, che ha sbattuto con la Force India dopo 2 giri. Succede. Oggi chiusura, con l’arrivo di Trulli e Hülkenberg mentre la Hrt ha fallito 4 dei 16 crash-test fatti ieri: salterà i test a Barcellona.

27

18 marzo GP Australia Melbourne 25 marzo GP Malesia Sepang 15 aprile GP Cina Shanghai 22 aprile GP Bahrain Sakhir 13 maggio GP Spagna Barcellona 27 maggio GP Monaco Montecarlo 10 giugno GP Canada Montreal 24 giugno GP Europa Valencia 8 luglio GP Gran Bretagna Silverstone 22 luglio GP Germania Hockenheim 29 luglio GP Ungheria Budapest 2 settembre GP Belgio Spa 9 settembre GP Italia Monza 23 settembre GP Singapore Marina Bay 7 ottobre GP Giappone Suzuka 14 ottobre GP Sud Corea Yeongam 28 ottobre GP India New Delhi 4 novembre GP Abu Dhabi Yas Marina 18 novembre GP Stati Uniti Austin 25 novembre GP Brasile Interlagos

In alto il nuovo retrotreno Sauber: la freccia indica l’andamento dei flussi. Sopra il foro dell’F-Duct Mercedes PIOLA monoposto 2011 ma dotata del sistema F. Duct nell’alettone anteriore: è rilevabile per la presenza di un piccolo separatore nel foro ovale sul muso. Questo elemento è indispensabile per dividere il flusso d’aria e incanalarlo verso i due lati della parte inferiore del profilo principale, dove due sottili feritoie permettono di diminuire il carico deportante a una determinata velocità.

«Crescerò ancora» Il bicampione Vettel è contento della Red Bull RB8: «Me l’aspettavo così, adesso devo solo battezzarla...» ne hanno tante soluzioni differenti ma non vedo in giro niente di rivoluzionario, anche se manca ancora la nuova Mercedes. Alla fine saremo tutti lì».

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA CREMONESI JEREZ

Cappellino di lana a coprire i riccioli, un filo di barba incolta e il sorriso sulle labbra: baciato dal sole di Jerez, Sebastian Vettel appariva al termine delle prove come un bambino felice di aver riscoperto il gioco che ama di più. Novantasei giri, il terzo tempo di giornata dietro la vecchia Mercedes e il giovane Grosjean sono le cifre della giornata che ha segnato il ritorno del due volte iridato: «Alla mattina faceva freddo, la pista era scivolosa e, poiché ero fermo da due mesi, ci sono voluti un paio di giri per prendere il ritmo».

Però la Ferrari non sembra brillante.

«In questo momento non c’è tempo per guardare gli altri. Posso solo dire che da noi regna una grande armonia al punto che qualche volta non è necessario parlare per intenderci». Lei è solito dare dei nomignoli alle sue macchine: ha già scelto quello di quest’anno?

«Non ancora, ho un paio di idee e tante proposte». Ha un anno e un Mondiale in più: si sente anche più maturo?

E poi?

«Poi mi è sembrato che la nuova macchina sia ok, è più o meno quella che ci aspettavamo. I cambiamenti nel regolamento ci hanno tolto aderenza ma ci si abitua velocemente e al momento sono abbastanza contento, a parte un paio di problemini, normali quando la macchina è nuova».

scivolosa sarebbe cresciuto il degrado dei pneumatici. Ma non c’è da preoccuparsi». Perché?

«Questo è il momento in cui bisogna fare i km, capire la macchina. Poi arriverà il tempo per risolvere i problemi».

È cambiato molto il modo di guidare?

Crede che i rapporti di forza resteranno gli stessi di un anno fa?

«Frenata, percorrenza di curva e trazione: tutto è peggiorato rispetto all’anno scorso. La RB7 era stata disegnata intorno al diffusore soffiato, sapevamo che avremmo perso carico, aderenza e con una macchina più

«Troppo presto per dirlo. Durante i test non si riesce ad avere un quadro completo. Qui per esempio abbiamo visto una Lotus in forma. Ma solo a Barcellona, solo all’ultimo test si riuscirà a capire qualcosa. Le macchi-

Giorgio Piola © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Campione Il tedesco Sebastian Vettel, 24 anni, è alla 4ª stagione al volante della Red Bull, con cui ha vinto gli ultimi 2 Mondiali COLOMBO

«L’obiettivo è sempre quello di crescere, ogni anno ti insegna qualcosa. E durante la pausa invernale ti prendi un po’ di tempo per riflettere con la speranza di tornare più forte, organizzato e preparato di prima. Io e il mio staff ci siamo riuniti un paio di volte, abbiamo rivisitato la passata stagione per decidere che cosa si poteva migliorare. Perché a guardarla dall’esterno è stata un’annata perfetta, ma qualcosa da cambiare c’è sempre». Quest’anno ci saranno sei iridati nel Mondiale. Sarà speciale?

«Sì. È un peccato che non ci sia anche Hakkinen!». © RIPRODUZIONE RISERVATA

ALLA CONFERENZA ANNUALE «DURANTE LA STAGIONE CI SIEDEREMO A UN TAVOLO»

Zetsche, numero uno Daimler: «Prolungare con Schumi? E’ probabile» conto che «ci vogliono anni prima che un nuovo team possa davvero raccogliere i risultati». Un particolare accento è stato posto dal manager tedesco sulla possibilità che Michael Schumacher prolunghi oltre la scadenza alla fine di questo mondiale il suo contratto: «Nel corso della stagione ci siederemo insieme e vedremo quali saranno gli interessi reciproci. Schumacher è sempre l’icona dello sport dei motori ed in questa luce se entrambe le parti saranno d’accordo un

STOCCARDA (Ger) — Per la Mercedes l’impegno in F.1 anche in futuro non è in discussione: «Il nostro impegno in questo sport è a lungo termine», ha sottolineato ieri Dieter Zetsche, numero uno del Gruppo Daimler, cui fa capo la casa con la stella a tre punte. Zetsche ha ammesso che i due quarti posti nella classifica dei costruttori dei primi due anni del nuovo team «non possono essere soddisfacenti», ma che come «obiettivo minimo per la prossima c’è quello di fare meglio che nella passata» pur tenendo

prolungamento del contratto sarebbe un’attraente possibilità». Zetsche ha parlato anche di F.1 nella conferenza che ha illustrato il bilancio 2011, il migliore nei 125 anni di storia del gruppo tedesco: fatturato record di 106 miliardi di euro, utile lordo di 8,76 miliardi e 2,1 veicoli venduti nel mondo dei quali 1,38 milioni di autovetture della marca Mercedes Benz. Per l’anno in corso, però, le prospettive generali sono meno rosee. Marco Degl’Innocenti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Bollettino della neve VALLE D’AOSTA ANTAGNOD MONTEROSA SKI BRUSSON MONTEROSA SKI CERVINIA CHAMPOLUC MONTEROSA SKI CHAMPOCHER COGNE COURMAYEUR GRESSONEY LA TRINITÈ M.SKI GRESSONEY ST.JEAN M.SKI LA THUILE PILA TORGNON PIEMONTE ALAGNA VALSESIA M.SKI ARTESINA MONDOLÈ SKI BARDONECCHIA LIMONE LURISIA PONTECHIANALE PRATO NEVOSO MONDOLÈ SKI S. GIACOMO DI ROBURENT

70/65 70/90 115/300 70/140 30/130 40/80 75/180 70/190 70/65 40/185 70/130 30/60

4/4 3/3 15/15 10/10 7/7 4/4 21/21 11/11 3/3 38/38 15/15 5/5

20 16 96 48 17 8 36 59 13 158 68 23

VIA LATTEA

LOMBARDIA APRICA BOBBIO VALTORTA BORMIO CHIESA-VALMALENCO COLERE FOPPOLO - CARONA LIVIGNO MADESIMO MONTECAMPIONE PONTE DI LEGNO ADAMELLO SKI PRESOLANA - MONTE PORA SAN SIMONE 40/210 4/4 11.5 SANTA CATERINA 80/100 4/13 10 TEMU' ADAMELLO SKI 50/130 23/23 95 90/130 9/16 9 10/20 5/5 n.p. 45/65 3/5 6 80/110 5/8 n.p. 50/70 8/8 35

TRENTINO ALBA - CIAMPAC ALPE CERMIS ANDALO - F. PAGANELLA CAMPITELLO/MAZZIN

Dati neve di

www.skiinfo.it

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45/100 40/50 20/80 50/105 30/50 50/70 57/100 60/135 25/35 50/70 50/70 70/50 60/75 50/70

16/18 5/8 16/22 9/9 5/6 9/10 31/31 13/13 5/11 7/7 9/15 7/7 9/9 4/4

45 20 40 37 27 25 115 51.3 12 15 15 17 35 15

40/55 5/6 12 5/100 8/8 26 40/60 18/18 35 40/70 9/10 16

FOLGARIA FOLGARIDA - MARILLEVA GHIACCIAIO PRESENA LAVARONE-RIVETTA MADONNA DI CAMPIGLIO MOENA - ALPE LUSIA MONTE BONDONE PAMPEAGO-PREDAZZO-OB. PANAROTTA 2002 TONALE ADAMELLO SKI PASSO ROLLE S. PELLEGRINO-FALCADE PEJO PINZOLO POZZA-ALOCH-BUFFAURE S. MARTINO DI CASTROZZA VIGO-PERA-CIAMPEDIE ALTO ADIGE ALPE DI SIUSI ALTA BADIA ALTA PUSTERIA

BELPIANO CAREZZA CORNO DEL RENON FUNIVIE SPEIKBODEN GITSCHBERG - MARANZA KLAUSBERG LADURNS MERANO 2000 OBEREGGEN PLAN - VAL PASSIRIA PLAN DE CORONES PLOSE - BRESSANONE RACINES SAN VIGILIO SOLDA TRAFOI VAL D'ULTIMO VAL GARDENA VAL SENALES VALLELUNGA 10/35 20/20 60 WATLES

40/70 50/60 40/80 190/290 30/30 25/60 30/90 20/70 5/100 10/30 100/120 15/35 45/75 30/140 10/40 30/55 15/35 35/80

13/13 22/22 26/26 3/3 15/15 17/19 8/8 5/5 20/20 4/4 16/16 6/6 16/19 7/7 13/13 7/7 18/19 7/7

21 100 58 10 25 50 26 17 42 8 58 14 37 12 31 16 38 15

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70/140 45/75 20/30 70/155 15/30 75/185 80/100 30/45 50/70 85/130 50/87 5/25 70/85 50/87 60/120 40/100 10/50 50/60 66/132 70/130 50/60

6/6 15/15 3/3 7/7 9/10 9/9 3/3 7/7 18/18 4/4 32/32 8/9 8/8 32/32 10/10 3/3 4/6 59/59 12/12 3/3 3/3

74 40 30 35 17 25 16 79 48 21 114 35 25 114 40 10 50 115 68 31 36

MONTE AMIATA OVINDOLI PASSO LANCIANO ROCCARASO TERMINILLO

50/70 3/8 7 50/80 11/11 27 50/100 10/10 14.4 80/200 19/21 115 10/15 2/5 n.p.

FRANCIA CHAMONIX MONT-BLANC MONTGENÈVRE

35/450 40/43 n.p. 110/170 30/32 92

SVIZZERA ST. MORITZ - CORVIGLIA WENGEN

90/118 52/57 277 85/170 19/19 110

VENETO ARABBA MARMOLADA ALTOPIANO DI ASIAGO AURONZO MISURINA COMPRENSORIO CIVETTA CORTINA D'AMPEZZO FALCADE LESSINIA MONTE BALDO NEVEGAL SAN VITO DI CADORE SAPPADA

30/278 20/20 0/35 0/70 30/50 40/90 30/40 10/10 0/40 60/60 40/50

FRIULI VENEZIA G. RAVASCLETTO/ZONCOLAN SELLA NEVEA TARVISIO

35/50 12/12 27 AUSTRIA 20/100 10/12 10 KITZBÜHEL 40/60 14/14 33 SÖLDEN

27/28 16/41 7/7 18/24 31/37 16/19 3/4 n.p./6 3/7 3/3 11/12

60 35 18 70 100 44 6 n.p. 5 14 17

APPENNINO 60/80 14/21 30 ABETONE C. FELICE-ROCCA DI CAMBIO 10/20 10/15 13.5 50/70 18/21 48 CIMONE 80/100 7/7 13 CORNO ALLE SCALE

ST. ANTON AM ARLBERG

120/240 53/53 165 50/274 31/35 147.9 165/490 79/84 257


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012


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CICLISMO LA SENTENZA DEL TAS DI LOSANNA GIRO DEL QATAR SPRINT DI CAVENDISH SU OSS

Ullrich

Pozzato a terra: frattura della clavicola destra

Inchiodato: «Si dopava da Fuentes» Squalifica di 2 anni al tedesco, ritiratosi nel 2007: aveva sempre negato Jan Ullrich, 38 anni REUTERS

Filippo Pozzato, 30 anni, soccorso subito dopo la caduta BETTINI CIRO SCOGNAMIGLIO twitter@cirogazzetta

Si chiude un cerchio. E anche un’era. Accade alle 11.27 di un giovedì mattina di inizio febbraio: tre giorni dopo aver abbattuto Alberto Contador, la mannaia del Tribunale Arbitrale dello Sport non lascia scampo neppure a Jan Ullrich, nonostante il tedesco si sia ritirato dal ciclismo quasi 5 anni fa. Era un cliente di Eufemiano Fuentes, il regista della «centrale del sangue» scoperta dall’Operacion Puerto: 2 anni di stop, più l’annullamento dei risultati da maggio 2005 a giugno 2006.

Un’altra vittima dell’Operacion Puerto: si chiude un’era. Perde il 3˚ posto al Tour 2005 Scalpo Di scalpi eccellenti, l’inchiesta antidoping spagnola ne aveva già portati a casa. Ivan Basso e Michele Scarponi avevano confessato: 24 e 18 mesi di sanzione. Alejandro Valverde no, ma l’aveva incastrato il Coni: 2 anni e annullamento di alcuni risultati (è rientrato il mese scorso). Si era salvato Contador, che aveva ricevuto una carta di estraneità dopo essere stato tirato in ballo per le iniziali (A.C.); lo spagnolo è poi caduto sul clenbuterolo, e giusto lunedì il Tas lo ha stangato con lo stop di 2 anni e la perdita di Tour 2010 e Giro 2011. Quanto a Ullrich, ha sempre continuato a negare. Invano. Oro Nei documenti era «Hijo de Rudicio»: riferimento a Rudy Pevenage, il mentore del re del Tour ’97 (unico tedesco) e dell’oro olimpico a Sydney 2000. Ma non era la sola evidenza: Kaiser Jan aveva pagato oltre 80.000 euro a Fuentes, e un test del Dna effettuato dalla Procura di Bonn, nell’aprile 2007, aveva dimostrato che era proprio suo il sangue di 9 sacche sequestrate. Meno di un anno prima, il tedesco della T-Mobile era stato escluso dal Tour nella drammatica vigilia di Strasburgo. L’inizio

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dopati illustri

5 VITTORIE Grandi giri: dal 2005 IN MENO

già cambiati 8 podi

Jan Ullrich vede annullati tutti i risultati dal 1˚ maggio 2005 (s’è ritirato nel febbraio 2007). Oltre al 3˚ posto al Tour 2005, perde 5 vittorie 2005 2ª tappa Giro di Svizzera (1˚ Bradley McGee/Aus) 8ª tappa Giro di Germania (1˚ Bobby Julich/Usa) 2006 11ª tappa Giro d’Italia - crono di Pontedera (1˚ Ivan Basso) 9ª tappa Giro di Svizzera (1˚ Cadel Evans) Giro di Svizzera (1˚ Koldo Gil/Spa) Ullrich in azione a cronometro la sua specialità EPA

TOUR DE FRANCE 2005: 1˚ Armstrong/Usa; 2˚ Basso; 3˚ Ullrich/Ger. Così ora: 1˚ Armstrong/ Usa; 2˚ Basso; 3˚ Mancebo/Spa. 2006: 1˚ Landis/Usa; 2˚ Pereiro/Spa; 3˚ Klöden/Ger. Così ora: 1˚ Pereiro/ Spa; 2˚ Klöden/Ger; 3˚ Sastre/Spa. 2008: 1˚ Sastre/Spa; 2˚ Evans/Aus; 3˚ Kohl/Aut. Così ora: 1˚ Sastre/Spa; 2˚ Evans/Aus; 3˚ Menchov/Rus. 2010: 1˚ Contador/Spa; 2. A. Schleck/Lus; 3˚ Menchov/Rus. Così ora: 1˚ A. Schleck/Lus; 2˚ Menchov/Rus; 3˚ S. Sanchez/Spa. GIRO D’ITALIA 2009: 1˚ Menchov/Rus; 2˚ Di Luca; 3˚ Pellizotti. Così ora: 1˚ Menchov/Rus; 2˚ Sastre/Spa; 3˚ Basso. 2011: 1˚ Contador/Spa; 2˚ Scarponi; 3˚ Nibali. Così ora: 1˚ Scarponi; 2˚ Nibali; 3˚ Gadret/Fra. VUELTA 2005: 1˚ Heras/Spa; 2˚ Menchov /Rus; 3˚ Sastre/Spa. Così ora: 1˚ Menchov/ Rus; 2˚ Sastre/Spa; 3˚ Mancebo/Spa. 2010: 1˚ Nibali; 2˚ Mosquera/Spa; 3˚ P. Velits/Slk. Così ora: 1˚ Nibali; 2˚ P. Velits/Slk; 3˚ J. Rodriguez/Spa. In nero gli squalificati per doping

della fine per l’uomo dell’Est che aveva incantato la Germania, simbolo della Telekom, capace di portare un Paese in sella e di sfidare in popolarità Schumacher. Fu il rivale di Armstrong per eccellenza: 3 volte 2˚ al Tour dietro al texano, e probabilmente cercò proprio in Fuentes l’aiuto «extra» per battere Lance. Una disperata strada per vincere. Procedura C’è voluto un bel po’ per mettere il punto alla vicenda. L’Uci aveva chiesto alla federazione svizzera (Ullrich risiedeva lì, con licenza elvetica) di aprire una procedura disciplinare. Una modifica nei regolamenti aveva trasferito il caso alla Camera Disciplinare del comitato olimpico svizzero, che s’era dichiarata non competente. Da qui l’appello dell’Uci al Tas. Una strada a dir poco tortuosa, anche perché pure la dife-

sa di Ullrich aveva sollevato diverse eccezioni procedurali: ma la violazione dell’articolo 15.2 del regolamento antidoping Uci (doping sanguigno) l’ha inchiodato. Anfetamine I due anni di stop — «virtuali», visto il ritiro — cominciano dal 22 agosto 2011, giorno dell’udienza del Tas sul caso. La data di inizio dell’annullamento retroattivo dei risultati è invece il 1˚ maggio 2005 perché «almeno da quella data è provato che Ullrich fosse implicato nel programma-doping di Fuentes». In realtà l’Uci aveva chiesto la squalifica a vita per il tedesco, già nel 2002 colpito da una sanzione antidoping: 6 mesi (anfetamine) in un test fuori competizione. Ma il Tas ha osservato come dal 2002 la classificazione delle anfetamine sia cambiata nel regolamento antidoping, prevedendo lo stop solo se il test che le rileva non è «fuori competizione». Dunque, quella violazione di Ullrich ora non sarebbe più tale, perciò non è scattata la radiazione. «Decisione tardiva e debole — ha detto il dottor Werner Franke, paladino della lotta al doping e grande accusatore di Jan —. Mi fanno ridere i giudici del Tas e questo sport legato ai dopati. Ullrich si è dopato 20 volte da Fuentes, mi deve delle scuse». Max In questi anni, il tedesco non è mai uscito dalle cronache. Nell’estate 2010 gli era stata diagnosticata una forte sindrome da stress. Mentre l’anno scorso aveva partecipato ad alcune gare amatoriali: a Miami e prima ancora al Giro delle Dolomiti, in questo caso con lo pseudonimo di Mark Kraft. «Voglio solo ritrovare il piacere di pedalare — aveva detto —. Parli di corse e bici, dai consigli. Ciclismo insomma, senza stare a parlare tutto il tempo di doping». A rileggerlo adesso, quasi un paradosso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non ci voleva. Il Giro del Qatar di Filippo Pozzato è finito con un giorno di anticipo e nel modo peggiore: a una quarantina di chilometri dal traguardo della quinta tappa, il vicentino della Farnese-Selle Italia è caduto, procurandosi la frattura scomposta della clavicola destra. Dinamica Lo sprint è poi andato

all’iridato Mark Cavendish: il britannico di Sky, al 2˚ successo 2012, ha preceduto il nostro Daniel Oss e Peter Sagan, entrambi della Liquigas-Cannondale. Tom Boonen è rimasto leader (oggi la conclusione con l’ultimo sprint a Doha) mentre Andrea Guardini non è andato oltre l’ottavo posto. Ma è chia-

Pippo torna subito in Italia, sarà operato a Brescia: «Voglio rientrare entro 2 settimane» ro che l’interesse «italiano» sia tutto per le condizioni fisiche di Pozzato, attesissimo al riscatto in questa stagione dopo due annate avare di soddisfazioni. «Adam Blythe, della Bmc, ha urtato un ostacolo e mi è caduto davanti — racconta il re della Sanremo 2006, 30 anni —. Non ho neppure capito se mi ha bloccato la ruota o girato il manubrio, fatto sta che mi sono ritrovato per terra senza capire come. Ho provato a ripartire con la bici nuova, ma dopo 500 metri mi sono dovuto fermare. L’osso era fuori, avevo già capito tutto». Precedente Il 29 maggio 2011,

al Giro del Belgio, Pozzato si era rotto la clavicola sinistra: ma in quel caso il recupero fu complicato da un’altra frattura, quella del radio. Ieri, dopo la prima visita in ospedale, è andato anche da Massimiliano Sala: ex medico del Milan, aveva

Cavendish davanti a Oss BETTINI

già seguito Pozzato ai tempi della Mapei giovani, mentre adesso lavora proprio in Qatar (alla clinica di medicina dello sport di Doha). Rientro Il passo successivo è il rientro in Italia. Pozzato ha cambiato il biglietto aereo che aveva per domani: dovrebbe atterrare oggi alle 18. Come già l’anno scorso, l’intervento chirurgico sarà effettuato a Brescia dal professor Terragnoli. Il prima possibile spera Filippo, che sarà visitato domani. «La speranza è di averlo al via della Tirreno-Adriatico, il 7 marzo. I primi giorni saranno i più importanti», ha detto il d.s. Luca Scinto. Ma Pozzato ha più fretta: «Non sono un medico e non posso fare previsioni. Però se va tutto bene io conto di essere già sui rulli in 3-4 giorni, e tornare in gara all’Het Volk del 25 febbraio. Per adesso è una speranza, spero si concretizzi. Non mi abbatto». Non può e non deve: la partecipazione alla Roubaix non è sicura (l’Aso annuncerà le squadre invitate il 23 febbraio) e Pozzato comunque sa benissimo che tra Sanremo (17 marzo) e Fiandre (1˚ aprile) si gioca già una bella fetta di stagione. Intanto il compagno Guardini, oggi, spera di dedicargli il successo.Sarebbe il bis di quello dello scorso anno. ci. sco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IN FRANCIA PATRICE CIPRELLI È IN STATO DI FERMO

IL 40ENNE TEXANO E LA GARA ESTREMA DI TRIATHLON

Il marito della Longo ammette: «Comprai Epo, ma era per me»

L’ultima sfida di Armstrong: «Farò l’Ironman delle Hawaii»

«Ho comprato Epo nel 2010 e nel 2011. Ma per uso personale». Così Patrice Ciprelli, il marito di Jeannie Longo, la campionessa francese da tempo nel mirino per questioni di doping. Ciprelli, insieme al suo amico Michel Lucatelli (direttore della squadra francese di sci di fondo), era

stato messo in stato di fermo mercoledì a Grenoble. Il tribunale della città aprirà un’inchiesta, e oggi Ciprelli dovrebbe comparire davanti al giudice istruttore. Jeannie Longo, classe ’59, un oro olimpico e 13 mondiali vinti, era finita sotto accusa a settembre 2011 per non avere rispettato le norme sulla reperibilità.

Un’altra sfida per Lance Armstrong: il 40enne texano ha annunciato su Twitter che punta a disputare a settembre l’Ironman delle Hawaii, la gara più estrema di triathlon (3,8 km a nuoto, 180 in bici e una maratona di corsa) per lanciare un messaggio di speranza a 28 milioni di sopravvissuti come lui

al cancro. «Da 20 anni mi pongo la domanda e ora sono felice di dire sì». Lance, che da giovane era una speranza del triathlon, sarà in gara domenica nell’Half Ironman di Panama. GIRO MEDITERRANEO Nella 1ª tappa, a Meyreuil, successo di John Tiernan Locke (Gb, Endura) su Hutarovich; 9˚ Ginanni.


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RUGBY SEI NAZIONI

RISCHIO NEVE

Pagnozzi è sicuro «Nessun rinvio» Olimpico esaurito: 73.000 presenti

ROMA — (v.b.) Il segretario del Coni Raffaele Pagnozzi rassicura: «Abbiamo presentato il piano di emergenza concordato con la Fir con tutto quello che serve e predisposto mezzi e misure adatte affinché si possa giocare regolarmente. Saremo pronti anche in presenza di forte

nevicata». Il count down a Italia Inghilterra prosegue inesorabile quindi nonostante la minaccia di brutto tempo. Il Sindaco Alemanno ha comunque predisposto per oggi la chiusura precauzionale delle scuole e degli uffici pubblici e ci sarà l’obbligo di gomme termiche e catene a

y

MARCO PASTONESI ROMA

DIEGO, POI IN 12

A ripensarci: sei giorni fa, a Parigi, primo tempo, pallone agli italiani in attacco, calcetto a seguire, scavalcata la difesa dei francesi, meta se il pallone fosse rimbalzato giusto. Invece, ubriaco di vento e di effetto e forse di felicità, è rimbalzato storto: un suo diritto, considerato che è ovale. A quel pallone ubriaco che non ha catturato, Kris Burton ha pensato cinque giorni e cinque notti. Perché una meta non cambia la vita, ma una partita, una storia, sì. Tanto più che nel secondo tempo, stavolta con la Francia arrembante in attacco e l’Italia generosa in difesa, il pallone — nonostante continuasse a essere ovale — è rimbalzato giusto nelle mani di Vincent Clerc, che l’ha blindato e accompagnato in meta. Abruzzese Kristopher Shaun Burton, 31 anni, è australiano di Brisbane e abruzzese (nonni Ascanio e Giulia, mamma Angela) di Luco dei Marsi. La sua prima vita rugbistica, australiana, è targata Wanderers, Brisbane Tristars, Queensland Country e Queensland A. La sua seconda vita rugbistica, italiana, è cominciata nel 2005 a Benevento, è proseguita a Rovato (Leonessa), si è francesizzata due anni a Orléans, è ripresa a Prato e dal 2010 a Treviso. In Nazionale Kris ha ballato fra la Seven e la A, finché è stato fatto esordire da Berbizier, provato da Mallett e ora scelto da Brunel. N. 10, apertura: «Far girare la squadra e prendere decisioni il più velocemente possibile», dunque «responsabilità». E calciatore: piazzati, trasformazioni e drop: «Concentrazione, precisione, forza. Un cocktail di qualità. In più, prima di calciare, la visualizzazione: immaginare che il pallone finisca sempre oltre la traversa e tra i pali. Me l’ha insegnato nonna Gwen, quella australiana: pensare sempre positivo». Un allenamento supplementare: finito il lavoro in palestra e sul campo, da solo o coi compagni, «dedico cinque sedute di calci la settimana, ciascuna con una cinquantina di esecuzioni, totale 250 calci». E non è tutto: «La partita contro la Francia mi ha insegnato che dobbiamo comu-

Kris Burton, 31 anni, 10 caps e 18 punti in azzurro FOTOPRESS

Tutte le vite di Burton «Un cocktail di qualità»

L’Italia, da quando si è ritirato Diego Dominguez (ultimo cap il 22 febbraio 2003), in nove anni, ha schierato dodici aperture R. Pez (2003-2007) F. Mazzariol (2003-2004) R. Wakarua (2003-2004) R. De Marigny (2004-2007) L. Orquera (2004-2011) A. Scanavacca (2006-2007) K. Burton (2007-2012) A. Masi (2008) L. McLean (2008-2009) A. Marcato (2008-2009) C. Gower (2009-2010) R. Bocchino (2011)

E’ di nuovo il faro azzurro: «I francesi sono champagne, gli inglesi birra, uniscono forza ed estro. Ma la partita dipende solo da noi» DIRETTA SKY SPORT 2

Inghilterra immutata Si gioca domani alle 17 Stuart Lancaster, c.t. inglese, per domani (ore 17, diretta Sky Sport 2 e sintesi La 7 ore 19) conferma il XV che ha vinto in Scozia. Nella Francia che domani (alle 21!) riceve l’Irlanda, forfeit di Yachvili (schiena): n. 9 sarà Parra. Tra i Verdi, come secondo centro, rientra Earls. Tre le novità nel Galles che domenica riceve la Scozia: il pilone G. Jenkins (per Gill) e il flanker Lydiate, con R. Jones in seconda linea per lo squalificato B. Davies. Inghilterra: Foden; Ashton, Barritt, Farrell, Strettle; Hodgson, Youngs; Dowson, Robshaw, Croft; Palmer, Botha; Cole, Hartley, Corbisiero. A disposizione: Webber, Stevens, Parling, Morgan, Dickson, Turner Hall, M. Brown.

nicare di più, in attacco per trovare un metro di spazio e di vantaggio, in difesa per chiudere porte e spifferi». Insomma: «Quando entro in campo, devo pensare che tutto sia in equilibrio». Spaghetti e sport Burton è cre-

sciuto a spaghetti alla chitarra e sport: «Cricket, pallavolo, basket, hockey prato, atletica, nuoto... Poi rugby. Tutto mi è servito per allenare e guadagnare in coordinazione e velocità, abilità e coraggio, iniziative personali e spirito di squadra». E nello sport vorrebbe rimanere: «Personal trainer. O rugby». Sposato con Jackie, australiana, padre di Jady (4 anni) e Indiana (2), a Treviso è

descritto «educatissimo e serio fuori dal campo, attento e meticoloso sul campo», addirittura «ipercritico verso se stesso». Se potesse cambiarsi con qualcuno, forse lo farebbe con l’attore Johnny Depp, ma non con l’apertura inglese Charlie Hodgson: «I trequarti francesi sono champagne. Quelli inglesi sono birra e uniscono forza ed estro. Ma tutto dipende da noi: da quanta pressione gli mettiamo, da quanto li lasciamo giocare». Sperando di non dover riparlare di un rimbalzo del pallone, giusto o ubriaco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

un commento sugli azzurri all’Olimpico

a pagina 21

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bordo per le auto (niente moto). Di ieri anche l’ufficializzazione dell’esaurito (circa 73.000 le presenze), mentre il captain’s run all’Olimpico (nella foto Bartoletti) è stato annullato per preservare il campo. Le squadre oggi, per l’ultima sgambata, utilizzeranno il campo della Capitolina.

CELTIC LEAGUE

Treviso ha troppi assenti K.o. a Dublino (e.sp.) Severa lezione per Treviso (in versione inedita, data l’assenza di 15 azzurri) che, nel 14˚ turno di Celtic League, di fron te ai campioni d’Europa (imbattu ti da 17 partite), cede di schianto negli ultimi 20’. Leinster-Treviso 42-8 MARCATORI: p.t. 5’ c.p. Nacewa, 19’ drop Di Bernardo, 22’ m. Madigan, 33’ c.p. Nacewa; s.t. 12’ c.p. Nacewa, 15’ m. Muccignat, 23’ m. Strauss tr. Nacewa, 27’ m. Nacewa tr. Nacewa, 32’ m. Cooney tr. Nacewa, 40’ m. Carr tr. Madigan. LEINSTER: Nacewa (35’ s.t. Carr); Hudson, Macken, O’Shea (28’ s.t. Reid), Carr (24’ s.t. Kearney); Madigan, Boss (30’ s.t. Cooney); Auva’a (16’ s.t. Ruddock), Jennings, McLaughlin; Toner, Browne (25’ s.t. Flanagan); White (16’ s.t. Hagan), Strauss (30’ s.t. Sexton), Van der Merwe (25’ s.t. McGrath). All. Schmidt. BENETTON TREVISO: Nitoglia; De Jager (1’ s.t. Garcia), Galon, A. Pratichetti (37’ s.t. Iannone), Williams; Di Bernardo, Chillon (33’ p.t. Picone); Filippucci, Vermaak, Padrò (24’ s.t. E. Pavanello); Bernabò, Minto; Rouyet (27’ p.t. Di Santo, 39’ s.t. Muccignat), Ceccato (24’ s.t. Vidal), Muccignat (28’ s.t. Fazzari). All. Smith. ARBITRO: Hodges (Galles). NOTE: p.t. 11-3. Spett. 17.000. Gialli: nessuno. Calci: Nacewa 6/7 (15 punti), Madigan 1/1 (2); Di Bernardo 0/3, drop 1/1. Uomo del match: Nacewa. Punti: Leinster 5, Treviso 0. Ieri: Glasgow-Scarlet 19-9. Oggi: Ulster-Newport; Cardiff-Connacht; Edimburgo-Ospreys. Aironi-Munster rinviata all’11 marzo. Classifica: Leinster 53; Ospreys, Glasgow 39; Munster 38, Scarlets 34; Ulster, Cardiff 31; Treviso 28; Edimburgo 22; Newport, Connacht 17, Aironi 14.

QUI AIRONI Secondo Espn scrum.com, gli Aironi (in accordo con la Fir), sarebbero sulle trac ce di Craig Green, Alessandro Troncon e Carlo Orlandi. Ma il pre sidente Silvano Melegari smenti sce «categoricamente». UNDER 20 Oggi (ore 19, diretta RaiSport 2) a Rovigo, Italia Inghil terra u. 20. Italia: Odiete; Esposi to, Campagnaro, Bettin, Sarto; Della Rossa, Calabrese; Zdrilich, Conforti, Riccioli; Ferro, Mamma na; Brandolini, Maistri, Drissi. MAGLIE Oggi dalle 19 alle 21 al Museo del rugby di Colleferro (Roma) si festeggiano le 750 ma glie della straordinaria collezio ne. Previsto l’arrivo di oltre 40 az zurri e l’anteprima della cartolina filatelica delle Poste italiane con speciale annullo.

IPPICA IERI L’ATTESO COMUNICATO DI CATANIA

Domani si corre dopo 40 giorni di sciopero MICHELE FERRANTE

Quaranta giorni di sciopero, più uno (oggi) come tempo tecnico per la dichiarazione dei partenti. Dopo la serrata record della nostra ippica (31 giorni nel 2008) domani le corse riprenderanno. Ieri pomeriggio le categorie ippiche ormai sfinite e strumentalizzate anche dall’interno, si sono arrese col settore ancora a pezzi, fatto di risorse e di promesse virtuali come le vere corse virtuali ormai in arrivo.

LE PROMESSE DEL MINISTRO

Riforme? Poi sarà punto e a ca-

MONTEPREMI Rispetto al 2011 montepremi a 20% anziché 40% come annunciato. Ma solo fino al 31 marzo.

SCOMMESSE Diminuzione del prelievo e innalzamento a 2 euro della puntata minima.

Siepi Si ripartirà con 5 conve-

gni che si vanno ad aggiungere alle corse straniere, sulle quali si è scommesso durante lo sciopero, ma con un calo del volume vicino al 60%. Terrà banco il galoppo delle Capannelle con la Gran Corsa Siepi. Purosangue anche a Siracusa, il trotto a Bologna, Palermo e Aversa, mentre domenica Le Mulina programmeranno il GP Firenze. Trotto anche a Milano, Montegiorgio, Napoli e Roma, galoppo a Pisa. Servito? A cosa sono serviti 40

(111 milioni invece che 192) a un -20% ma solo fino al mese di marzo compreso.

PROMOZIONE Stanziati 3 milioni per un programma di comunicazione.

ASSI

Lanfranco Dettori ha lanciato lo slogan di questa serrata GRASSO

giorni di sciopero? A poco anche se gli ottimisti attendono il colpo d’ala dal Decreto Milleproroghe che potrebbe portare soldi veri attraverso un emendamento e non virtuali con un

L’Unire diventerà Assi agenzia con un solo direttore generale, Risparmi sul personale, consulta tecnica non vincolante con gli ippici.

ordine del giorno che è solo una promessa. I soldi veri sono per il momento la manciata di milioni utili a trasformare il -40% del montepremi annunciato dal Ministro Catania

po. Le categorie hanno chiesto anche, con meno convinzione rispetto al denaro, un progetto di riforma strutturale che potesse far sopravvivere il settore. Per il momento hanno ottenuto un comunicato stampa in cui il Ministero, oltre a sperare nel recupero di 35 milioni per un contenzioso con Aams (e portare così il montepremi a 146 milioni), ha prodotto una bozza sulla riforma delle scommesse e una su quella dell’Unire che deve diventare Assi, un’agenzia snella, meno costosa e con un direttore generale al posto di Commissario e Segretario Unire. Quando uscirà fuori il nome di quel direttore, forse si capirà meglio l’identità dei burattinai che muovono i fili dietro le quinte in attesa di spartirsi le macerie.

PRIX LE GONIDEC

Parigi: Varennino Napoleon Bar buon terzo PARIGI Buon terzo posto ieri a Vincennes per il Varennino Napoleon Bar (J.M. Bazire) nel Prix Le Gonidec (m 2175) vinto da Tabler in 1.12.9 davanti a Trace Ducale. DETTORI KO Nessuna vittoria ieri per Lanfranco Dettori nel convegno a Dubai. Il nostro fantino è finito solo 7˚ con Dubai Prince nell’Al Maktoum Challenge (gr. 2) vinto da Mendip. Quarto Biondetti, il vincitore del Gran Criterium a San Siro. IERI QUINTÉ 3-9-5-6-11 Le quote a Wolverhampton. Quinté: e 13.401,55. Quarté: e 1.781,04. Tris: e 132,47. Oggi tappa a Cagnes alle 16.55.


VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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BASKET EUROLEGA: 4a GIORNATA DI TOP 16

Cantù si ferma nel terzo quarto Il Maccabi passa in vantaggio

la guida Cska, primo stop con il Galatasaray Milano: il Pana va Il successo del Panathinaikos con il Fenerbahce costringe Milano a dover vincere ad Atene tra due settimane e ribaltare il -21 dell’andata, per restare in corsa per i quarti. GIRONE E Galatasaray Istanbul-Cska Mosca 68-64 (Shipp 22, Andric 16; Shved e Kaun 11); Efes Istanbul-Olympiacos Pireo 65-67. Classifica: Cska 3-1; Olympiacos e Galatasaray 2-2; Efes 1-3. Prossimo turno: Cska-Olympiacos; Galatasaray-Anadolu Efes. GIRONE F Montepaschi Siena-Unicaja Malaga 84-69; Bilbao-Real Madrid 93-69. Classifica: Siena 4-0; Real Madrid e Bilbao 2-2; Malaga 0-4. Prossimo turno: Bilbao-Siena (22/2); Real Madrid-Malaga.

Un grande Basile, poi il crollo a -15 dopo il +8 dell’andata. Ora è sotto nello scontro diretto DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CHIABOTTI TEL AVIV

Perdere fa male. Vanificare il vantaggio dell’andata brucia e fa partecipare il Barcellona e le sue motivazioni di squadra già qualificata, alla definizione del destino di Cantù. Ma c’è modo e modo di perdere, e a Tel Aviv il senso della disfatta non si è mai impadronito della Bennet. Nemmeno quando, in 10’, non è entrato un solo tiro. Dice Trinchieri: «Abbiamo giocato un buon primo tempo, un solido ultimo periodo e un terzo quarto da incubo». La differenza col Maccabi è lì, in quei 10’ e in quel 0/10 al tiro, molti dei quali buoni. «Il loro piano era chiaro: ammazzarci ogni volta che la palla andava in area. La realtà è che ci è mancato qualcosa per vincere qui, ma la squadra ha dentro qualcosa e abbiamo ancora delle possibilità: dobbiamo vincere comunque due partite».

MACCABI CANTÙ

75 60

(17-14, 39-41; 62-46) MACCABI TEL AVIV: Mallet 5 (1/1, 1/4), Ohayon 9 (3/5), Langford 12 (3/4, 1/5), Eliyahu 12 (5/8), Hendrix 9 (3/5); Papaloukas 3 (1/2), Smith 8 (2/4 da 3), Blu 14 (4/6, 2/6), Pnini 1 (0/1 da 3), Schortsanitis 2 (1/2). N.e.: Burstein, Scheyer. All. Blatt. BENNET CANTÙ: Cinciarini 9 (3/5, 1/3), Basile 20 (1/1, 4/8), Micov 2 (1/7, 0/1), Leunen 5 (1/1, 1/4), Marconato (0/5); Markoishvili 3 (0/4, 1/4), Mazzarino 3 (1/2 da 3), Shermadini 15 (2/5), Brunner 3 (1/3, 0/1). N.e.: Diviach, Bolzonella, Abass. All. Trinchieri. ARBITRI: Belosevic (Ser), Gkontas (Gre), Vyklicky (Cec). NOTE - T.l.: Mac 15/16, Can 18/22. Rimb.: Mac 33 (Hendrix 9), Can 31 (Shermadini 10). Ass.: Mac 12 (Ohayon 3), Can 14 (Cinciarini 5). Progr.: 5’ 11-7, 15’ 28-26, 25’ 46-43, 35’ 69-55. Usc. 5 f.: Eliyahu 38’09" (71-57). Spett.: 11.060.

Il Baso Basile disputa una gara

incredibile, Shermadini (11/11 ai liberi) sopravvive a una sfida durissima, ma il 2/16 di Micov e Markoishvili e il niente di Leunen e Mazzarino non è digeribile. Almeno non qui. «Dopo la gara di andata aspettavano Micov — ammette Trinchieri — e per lui, vista la relativa esperienza, è difficile fare due grandi partite di fila. Soprattutto se non entrano i primi tiri facili». Spiega Blatt: «Ci siamo preparati meglio. Giochiamo tre volte la settimana, unici in Europa (il Maccabi fa anche la Lega Adriatica), non abbiamo mai più di un giorno per studiare gli avversari. Stavolta siamo entrati molto di più nel gioco di Cantù, gli abbiamo tolto quasi tutto, meno qualche rimbalzo offensivo e Basile. Ma Basile è un

clic L’ULTIMA VITTORIA ITALIANA A TEL AVIV? FORTITUDO NEL 2004 L’ultima vittoria di un’ italiana a Tel Aviv risale al gennaio 2004 quando la Fortitudo allenata da Repesa battè il Maccabi 99-89 con 27 punti di Smodis. Sempre nel 2004, proprio a Tel Aviv, si giocò la finale in cui il Maccabi battè la Fortitudo 118-74. Quella fu l’ultima Final Four cui parteciparono due squadre italiane: l’altra era Siena battuta in semifinale dalla Fortitudo dopo un supplementare.

grande. Punto». Blatt parte con tre guardie, marcando Micov con un piccolo, lasciando a Hendrix il compito di presidiare il canestro. Cosa che l’ex Alabama fa benissimo. Cantù deve tirare da fuori e non va, fa tutto Cinciarini (9 punti nel primo quarto) ma il Maccabi non va mai oltre il +6 mentre la Bennet conquista la superiorità a rimbalzo, soprattutto offensivo. Sette punti di fila di Shermadini preparano il sorpasso, ma Basile sembra in quelle sere in cui le gambe fanno fatica a sostenerne la classe. Poi esplode. Segna 10 punti in 4’ e nonostante Eliyahu approfitti dei raddoppi su Big Sofo per trovare autostrade aperte, Cantù va al riposo in testa. 22 dei 27 punti del suo secondo quarto li hanno realizzati Basile (13) e Shermadini. La ripresa Ma l’impatto con la ripresa è duro: adesso il Maccabi difende, la fisicità di Smith, Hendrix, Blu è troppo forte per batterla solo con l’attacco a metà campo, come la regia di Micov impone. Al 27’, la squadra di Blatt tocca il +10 ribaltando per la prima volta il passivo dell’andata, ma il tassametro corre ancora. Il terzo quarto finisce 23-5, la Bennet segna solo dalla lunetta. Micov e Markoishvili sono ancora a zero, Ineluttabilmente cade a -17 (63-46), viene frustrata da botte non fischiate su Shermadini ma con Cinciarini in regia e Basile, Cantù realizza un 9-0 che rimette in discussione lo scontro diretto (63-55). Alla fine decide Langford. «Una grande partita di Eurolega — dice Blatt —. Vincere o morire e non siamo morti. Non siamo ancora nella terra promessa, cioè ci siamo nella realtà ma non ancora in Eurolega». Barcellona darà il verdetto.

GIRONE G Panathinaikos Atene-Fenerbahce Istanbul 72-62 (Tsarstaris 21; Bogdanovic15); EA7 Milano-Unics Kazan 63-58. Classifica: Unics e Panathinaikos 3-1; Fenerbahce e Milano 1-3. Prossimo turno: Fenerbahce Ulker-Kazan; Panathinaikos-Milano (23/2). GIRONE H Zalgiris Kaunas-Barcellona 58-67 (Delininkaitis 17; Navarro 18, Eidson 15); Maccabi Tel Aviv-Bennet Cantù 75-60. Classifica: Barcellona 4-0; Maccabi e Cantù 2-2; Zalgiris 0-4. Prossimo turno: Maccabi-Zalgiris; Cantù-Barcellona (23/2). Le prime 2 di ogni girone ai playoff. SERIE A Avellino-Teramo, che non si giocherà domenica per il maltempo, è stata rinviata a mercoledì 29 febbraio alle 20.30. LEGADUE Alle 20.45, diretta RaiSport 1, anticipo della 5a giornata di ritorno Scafati-Piacenza.

Giorgi Shermadini, 22 anni, stoppato con fallo da Richard Hendrix, 25 AFP

BECHI UCRAINO Luca Bechi, ex tecnico di Biella e Brindisi, ha firmato fino al 2013 con l’Azovmash Mariupol in Ucraina dove giocano Pecherov, Minard, Drozdov e Rado Rancik. «Il club mi ha chiesto di dare il massimo per provare a vincere subito il campionato e di mettere le basi per fare bella figura in Europa nei prossimi anni», ha detto il coach.

La foto La sorella di Fox è la madrina della Coppa Italia L’attrice e modella bahamense Jeanene Fox sarà la madrina delle Final Eight di Coppa Italia, dal 16 al 19 febbraio a Torino, e dell’All Star Game 2012 dell’11 marzo a Pesaro. La Fox è la sorella di Rick Fox, ex di Boston e Lakers. I biglietti delle Final Eight sono in vendita presso Ticketone, Unicredit, Piemonte Ticket e Vivaticket. Info su www.final8.it.

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NBA TERZO SUCCESSO PER NEW YORK. SAN ANTONIO PASSA A PHILA, PARKER 37

Knicks: ancora Lin 23 punti ai Wizards

33 punti di media e senza triple. A Philadelphia quelle le ha messe Gary Neal, la guardia ex Treviso, che ha chiuso con 4 su 4 dalla linea dei tre punti, tutti nell’ultimo quarto.

Ancora lui, Jeremy Lin. Terza vittoria consecutiva dei Knicks firmata dal play laureato a Harvard che ha segnato 23 punti (compresa la prima schiacciata Nba), con 10 assist (record). Un indice della crescita di popolarità: nei cinque giorni che lo hanno portato alla ribalta, il suo account di Twitter ha avuto un incremento di 60.000 followers. Vincere a Washington non è da considerare un’impresa anche se la squadra di New York era senza Stoudemire e Melo Anthony. «Se amate lo sport, non potete non amare ciò che

Mercoledì: Toronto-Milwaukee 99-105 (DeRozan 25, Johnson 15; Delfino 25, Gooden 20); Philadelphia-San Antonio 90-100 (Williams 22, Iguodala 17; Parker 37, Neal 18); Washington-New York 93-107 (Wall 29, Booker 17; Chandler 25, Lin 23); Orlando-Miami 102-89 (Anderson 27, Howard 25 e 24 rimbalzi; Wade 33, James 17); Cleveland-LA Clippers 99-92 (Jamison 27, Sessions 24; Griffin 25, Butler 21); New Jersey-Detroit 92-99 (D.Williams 34, Farmar 22; Monroe 20, Jerebko 16); Atlanta-Indiana 97-87 (Smith 28, J.Johnson 20; Granger 21, Hansbrough e West 15); Memphis-Minnesota 85-80 (Gay 19, Pondexter 17; Barea 17); New Orleans-Chicago 67-90 (Kaman 19, Belinelli 13; Boozer 18, Gibson 14); Denver-Dallas 95-105 (Harrington 17, Nene e Lawson 16; Nowitzki 25, Carter 17); Portland-Houston 96-103 (Crawford 21, Wallace 20; Budinger 22, Lee 16).

Jeremy Lin sta facendo», ha commentato Steve Nash su Twitter. Le assenze stanno anche offrendo un’opportunità a Steve Novak che per la seconda partita consecutiva ha segnato 19 punti (5 su 9 da tre) dopo tre «non entrati» e prima ancora spiccioli di minuti in campo. Spurs La squadra con la stri-

scia vincente più lunga è San Antonio che ha battuto i Sixers a Philadelphia raggiungendo il 6o successo consecutivo. Tony Parker ha segnato 37 punti: nelle ultime tre partite il play francese ha realizzato

L’INTERVISTA IL PRESIDENTE USA ALLA STAMPA: «IL BUON NOME DELL’ITALIA IN NBA»

L’elogio di Obama a Gallinari e Belinelli

Barack Obama, 50 anni

«Thanks Mr President», ha scritto ieri mattina su Twitter Marco Belinelli. Il Presidente cui alludeva era proprio Barack Obama che nell’intervista alla Stampa ha citato il Beli e Gallinari tra coloro che «garantiscono un buon nome all’Italia anche nella Nba». «Quando stamattina mi hanno detto che il presidente Obama mi ha citato non ci credevo... wow», ha scritto invece il Gallo la cui caviglia sta meglio. Il Presidente degli Stati Uniti ha risposto a una domanda sugli italiani che lavorano nel suo staff. «L’Italia può essere fiera — ha detto Obama — del fatto che i suoi figli e le

sue figlie continuano a dare contributi inestimabili al successo degli Stati Uniti e alla nostra partnership bilaterale. Ovviamente devo aggiungere che due persone come Danilo Gallinari e Marco Belinelli garantiscono un certo buon nome anche alla Nba». Manca Andrea Bargnani, forse perché il buon nome dell’Italia lo garantisce in Canada? La partita Belinelli si è sollevato

dopo la brutta sconfitta, la settima consecutiva, contro Chicago. Il Beli, tornato in quintetto, ha giocato 36’ segnando 13 punti. «Una brutta partita — ha dichiarato — Abbiamo perso troppo facilmente contro una squadra che comunque è stata molto forte sia in attacco sia in difesa. Abbiamo sbagliato troppi tiri, io per primo quando mi trovavo libero».


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TENNIS DA OGGI IN REPUBBLICA CECA

Davis

DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO MARTUCCI OSTRAVA (R.Cec)

L’ora di Bolelli candidato eroe In singolare contro Berdych nel ritorno in Serie A: «Voglio lottare, cuore e servizio. Non è impossibile»

L’uomo giusto ce l’avevamo, e si chiama Daniele Bracciali. Fosse quello che, di risposta, servizio e personalità, portò Andy Roddick al quinto set a Wimbledon 2005, sarebbe perfetto per il campo-saponetta, «ancor più liscio di due anni fa in Svezia», della Cez Arena di Ostrava, dove i cechi danno il bentornato all’Italia di coppa Davis dopo 11 anni in serie B. Peccato che, a 34 anni, abbia colpevolmente abdicato al singolare e si sia immolato al doppio (mentre il trentatreenne di casa, Radek Stepanek, rilancia: «Quest’anno vorrei vincere la Davis»). Non c’è nemmeno il braccio veloce di Fabio Fogni-

Seppi contro Stepanek. Starace sta meglio e giocherà il doppio con Bracciali ni, fermo ai box per l’ennesimo problema fisico. E di Andreas Seppi, al rientro dopo due anni di «mal di Davis», ce n’è solo uno e ha già il compito di sfatare il tabù-Stepanek e portare un punto importantissimo. Così, nel raschiare il barile della nazionale di più bassa classifica dal 2005, capitan Corrado Barazzutti — complice l’attacco influenzale di martedì —, rispolvera oggi il talento di Simone Bolelli risparmiando a Potito Starace l’esordio-shocking contro il bau-bau di casa, Tomas Berdych, per giocarselo al meglio nel doppio di domani. «Che potrebbe essere il match decisivo, se siamo 1-1», graffia Bracciali.

Simone Bolelli, 26 anni, attualmente è numero 135 del mondo. Nel 2009 è stato n.36 EPA

Spirito «Poto» è guarito, si nota dall’unico guizzo degli azzurri ai microfoni: «Forse rispetto ai cechi abbiamo un po’ più voglia di far bene. Loro ci sono da un pezzo nel Gruppo Mondiale, sono anche arrivati a una finale, e magari sono un po’ appagati». «Barazza» prova ad ac-

cendere l’orgoglio del gruppo: «Realisticamente, i tre punti dovremmo tirarli fuori dai singoli contro il loro numero 2 e dal doppio. Ma credo in Bolelli, come in Seppi, come in tutta questa squadra che ha già dimostrato di poter dare forti emozioni ed è molto più matura e anche molto più forte». «Il Bole» è mogio come sempre, comunque non esterna mai come dovrebbe dopo anni di rabbia sotto-traccia: «Su questa superficie mi trovo bene, come contro la palla piatta di Berdych, col quale ho sempre fatto belle partite, anche se ci ho giocato quand’era fra i primi 20 del mondo ed ora è 7, ed è in gran forma» (testa a testa 2-2 ma datati 2009). Velocità Bolelli e Berdych han-

no tutt’e due 26 anni, si conoscono da junior, Thomas sta facendo un nuovo salto di qualità (anche spinto dalla nuova fidanzata), Simone s’è arenato al 36 del mondo nel 2009, poi ha alternato allenatori a delusioni e oggi è appena numero 135: «Speriamo che con Eduardo (Infantino) sia la volta buona, ho fatto un’ottima preparazione, sono molto migliorato negli spostamenti, l’anno scorso ho giocato bene solo a sprazzi, spero di trovare continuità». Oggi ha un’altra occasione: «E’ una partita sicuramente dura, ma non impossibile, può essere quella che mi ridà la fiducia. Voglio dare il meglio, lottare su ogni punto, soffrire, star lì, essere aggressivo e non lasciargli in mano il gioco: l’atteggiamento in campo sarà la cosa più importante». Simone sa che il punto debole di Berdych è il suo punto forte, il servizio, che o va a mille o non va, demoralizzando il lungagnone (1.96). Simone forse non sa che undici mesi fa, su questo stesso campo e sempre in Davis, Berdych e la sua squadra hanno pianto di rabbia contro il braccio veloce di Andrey Golubev, russo di nascita, kazako di bandiera e cittadino di Bra (Italia). Curioso, come il destino di Seppi e Bolelli, ieri fuggiaschi reietti, oggi candidati ad eroi. Miracoli Davis, sotto la neve e al -15 di Ostrava.

SCI COPPA DEL MONDO

Miller e la pista olimpica «Tante curve, pochi brividi» Prime prove per la discesa di Sochi 2014. Cuche e Ligety: «Meravigliosa» Innerhofer bene, poi stop per nebbia

Europa di un anno fa: «La pista è preparata per una gara di Coppa del mondo, abbiamo trovato condizioni ben diverse rispetto all'anno passato per la Coppa Europa. Ci sono fin troppe curve per una discesa classica, ma quando la raddrizzeranno in certi punti diventerà tosta». Emozione Ma Bode Miller ieri

Nebbia Ieri la seconda prova è

Tecnica, mossa e veloce: la pista olimpica di Rosa Khutor, disegnata da Bernard Russi e fra due anni teatro delle gare di sci alpino dei Giochi olimpici di Sochi, piace agli sciatori che in questi due giorni — anche se ieri la prova della discesa è stata disturbata dalla nebbia — hanno preso confidenza con il tracciato sulle montagne del Caucaso, a Krasnaya Polyana (circa 40 chilometri da Sochi).

Rischi «Un percorso magnifico

— secondo Cuche, che fra un mese e mezzo si ritirerà —, forse ci sono troppe curve in alto, ma si possono ancora modificare. I primi 40 secondi sembrano più a un superG che a una discesa, ma a un superG molto veloce». Conquistato anche Ted Ligety: «Salti, curve e velocità, bella da vedere». E il responsabile del gruppo di velocità, Gianluca Rulfi, spiega come sono cambiate le condizioni rispetto alle prove di Coppa

la guida

I NUMERI Match in diretta

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Le finali giocate dalla Repubblica Ceca. Nel 1975 Kodes e Hrebec persero a Stoccolma 3-2 contro la Svezia di Borg, nel 1980 Lendl e Smid vinsero l'insalatiera battendo a Praga l'Italia di Panatta e Barazzutti per 4-1 e infine nel 2009 subirono un pesante 5-0 dalla Spagna.

7

Le finali giocate dall'Italia (6 fuori e una in casa): 1960, 1961 e 1977 perse contro l'Australia, 1976 vinta sul Cile, 1979 persa contro gli Stati Uniti, 1980 persa con la Cecoslovacchia e 1998 persa contro la Svezia.

13

Gli anni dall'ultima vittoria in trasferta dell'Italia nel Gruppo Mondiale: nel 1998 l'Italia espugnò Milwaukee battendo 4-1 gli Stati Uniti. (lu.mar)

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su Supertennis

Bolelli e Thomas Berdych REUTERS Da oggi a domenica, primo turno gruppo mondiale di Davis 2012: la vincente di Ostrava gioca il 2˚ turno contro la vincente di Serbia-Svezia, la sconfitta gioca gli spareggi contro le promosse dai raggruppamenti di zona. REPUBBLICA CECA-ITALIA CEZ Arena, Ostrava (cemento indoor) Oggi, inizio ore 16: Radek Stepanek c. SEPPI, precedenti Stepanek 2-0; a seguire: Tomas Berdych c. BOLELLI (ITA), precedenti 2-2; domani, ore 15: Frantisek Cermak-Lukas Rosol c. BRACCIALI-STARACE; domenica, ore 13: Tomas Berdych c. SEPPI, precedenti 2-2; Radek Stepanek c. BOLELLI, precedenti Stepanek 1-0 (Starace-Stepanek 0-2, Starace-Berdych 0-2). Tv: diretta SuperTennis (anche Svizzera-Usa). Spagna-Kazakistan (Oviedo, terra): oggi, Ferrero c. Kukushkin, Almagro c. Golubev; domani, Granollers-M. Lopez c. Korolev-Schukin; domenica, Almagro c. Kukushkin, Ferrero c. Golubev. Austria-Russia (a Wiener Neustadt, cem. indoor): oggi, Melzer c. Kunitsyn, Haider-Maurer c. Bogomolov Jr; domani, Marach-Peya c. Davydenko-Youzhny; domenica: Melzer c. Bogomolov Jr, Haider-Maurer c. Kunitsyn. Canada-Francia (a Vancouver, cem. indoor): oggi, Pospisil c. Tsonga; Raonic c. Benneteau; domani, Nestor-Pospisil c. Benneteau-Llodra; domenica Raonic c. Tsonga, Pospisil c. Benneteau. Svizzera-Stati Uniti (a Friburgo, terra indoor): Wawrinka c. Fish, Federer c. Isner; domani: Federer-Wawrinka c. M.Bryan-Harrison; domenica: Federer c. Fish, Wawrinka c. Isner. Serbia-Svezia (a Nis, cem. indoor): Tipsarevic c. Prpic, Troicki c. Ryderstedt; domani: Tipsarevic-Zimonjic c. Brunstrom-Lindstedt; domenica: Tipsarevic c. Ryderstedt; Troicki c. Prpic. Giappone-Croazia (a Hyogo, cem. indoor): Soeda c. Dodig, Nishikori c. Karlovic; domani: Ito-Sugita c. Karlovic-Zovko; domenica: Nishikori c. Dodig, Soeda c. Karlovic. Germania-Argentina (a Bamberg, terra indoor): oggi, Petzschner c. Monaco, Mayer c. Nalbandian, Haas-Petzschner c. Chela-Schwank; domenica: Mayer c. Monaco, Petzschner c. Nalbandian.

SLITTINO MONDIALI AD ALTENBERG

ha espresso la nostalgia per le discese di una volta, tutte brividi e emozioni, concetto sacrificato sull’altare della sicurezza. «Potrebbe essere bellissima questa discesa olimpica, di natura. E senza bisogno di curve messe lì per frenare la velocità in alto. Abbiamo perso l’essenza di questa specialità, fatta di rischi, paura e spettacolo».

Christof Innerhofer, 27 anni, ieri 2o in prova prima dell’annullamento EPA

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stata annullata per nebbia dopo l’arrivo di 36 discesisti. Fino a quel momento c’era di nuovo al comando l’austriaco Hannes Reichelt (2’15"17) davanti all’azzurro Christof Innerhofer (a 1"09) e al francese (a 1"10), al traguardo anche Dominik Paris (7 a 1"59) e Peter Fill (14 a 2"01). Poi la partenza è stata abbassata per permettere anche agli altri concorrenti di provare il tracciato. Oggi il terzo e ultimo test, domani la discesa, domenica la supercombinata. Il prossimo fine settimana toccherà alle donne. © RIPRODUZIONE RISERVATA

OGGI GIGANTE DONNE

Brignone & C alla scoperta di Andorra Esordio in Coppa del Mondo per la pista di Soldeu, in Andorra, dove da oggi a domenica si gareggerà in due giganti e uno slalom. Fede Brignone è reduce da due podi: «La pista è bella difficile con tante gobbe e un muro impegnativo». OGGI Gigante (recupero Courchevel) ore 10 e 13 (diretta RaiSport1 ed Eurosport), i pettorali: 1 Rebensburg (Ger), 2 Goergl (Aut), 3 Fenninger (Aut), 4 Vonn (Usa), 5 Brignone, 6 Maze (Slo), 7 Worley (Fra), 12 Karbon, 20 Moelgg, 23 I. Curtoni, 24 Gianesini, 27 S. Fanchini, 31 Agerer, 42 E. Curtoni, 50 Marsaglia, 62 N. Fanchini. Domani gigante ore 10.30 e 13; domenica slalom ore 9.45 e 12.45. Coppa del Mondo (23 prove): 1. Vonn (Usa) 1350; 2. Maze (Slo) 868; 3. Riesch (Ger) 796; 16. Merighetti 296. Coppa gigante: 1. Rebensburg (Ger) 296; 2. Fenninger (Aut) 222; 3. Vonn (Usa) 217; 6. Brignone 160.

Doppio: Oberstolz-Gruber alla rincorsa dei tedeschi tedesco e Armin Zoeggeler, 38 anni. Chance doppio Saranno i doppi-

Armin Zoeggeler, 38 anni EPA DAL NOSTRO INVIATO

SIMONE BATTAGGIA ALTENBERG (Germania)

Orfana della pista di Cesana — temporaneamente, a sentire la federazione internazionale, sicura che la Coppa del Mondo 2012-13 tornerà in Piemonte —, l’Italia delle slitte cerca conforto nel più azzurro dei budelli tedeschi. I Mondiali si aprono oggi ad Altenberg, la pista che la Stasi volle a fine anni Settanta per forgiare, possibilmente di nascosto, i trionfi su ghiaccio della Ddr, e che da metà anni Novanta è terreno di caccia per Armin Zoeggeler. È un tracciato difficile, ha bisogno di molte discese per essere digerito. E ieri, in prova, ai primi tre posti c’erano Demtschenko, 40enne russo; Moeller, 30enne

sti ad avere la prima chance per raddrizzare la stagione azzurra. Oggi Christian Oberstolz e Patrick Gruber vanno alla caccia del risultato che benedirebbe una carriera di sorrisi in Coppa del Mondo e clamorose opportunità buttate negli eventi di un giorno. Favoriti sono i due equipaggi tedeschi, Wendl-Arlt e Eggert-Benecken. Quest’anno la Germania vola, è in casa e ai grandi eventi sa farsi trovare pronta coi materiali. Anche troppo, secondo alcuni. Il tecnico russo Valery Silakov ha sparato a zero, partendo da una slitta, costruita dall’olimpionica Huefner e usata dagli svizzeri, che userebbe materiale antiurto vietato: «La Germania gira attorno alle regole», «Il presidente dice che investigheranno, ma sei tedesco e indaghi sui tedeschi?». Accuse che la Fil rigetta ma che fanno pensare male. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Programma. Oggi. Doppio, ore 11 (dir. RaiSport 1 ed Eurosport)e 12.15 (dir. RaiSport 1; diff. Eurosport ore 14). Italiani: Oberstolz-Gruber, L. Rieder-Rastner, H.P. Fischnaller-Schwienbacher.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012


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SCHERMA COPPA DEL MONDO IN GERMANIA

Di Francisca «Basta match di boxe con Vezzali»

TACCUINO FIORETTO DONNE

Domenica la prova a squadre Il fioretto femminile apre la stagione olimpica a Tauber (Ger), prima delle 4 tappe valide per la qualificazione olimpica (poi Danzica, Torino e Bu dapest). In pedana, oltre alla cam pionessa del Mondo in carica Valen tina Vezzali e la detentrice della Cop pa, Elisa Di Francisca, ci saranno Arianna Errigo, Ilaria Salvatori, Mar tina Batini, Benedetta Durando, Gio vanna Trillini, Alice Volpi, Valentina Cipriani, Carolina Erba, Stefania Straniero, Camilla Mancini. Oggi i gi roni, domani finali individuali, dome nica a squadre.

Dalla Coppa alla prima Olimpiade: «C’è più rispetto tra di noi. Io sono fumantina, ma ora sono maturata» MARISA POLI

Da Tauberbischofsheim a Londra. La coppa del Mondo di fioretto femminile riparte dalla cittadina medioevale tedesca che pare uno scioglilingua. Tappa finale i Giochi olimpici dell’estate, un appuntamento che ancora manca nella carriera di Elisa Di Francisca, detentrice della Coppa del Mondo. Campionessa del mondo nel 2010 a Parigi dopo il successo sulla Vezzali, argento iridato lo scorso ottobre a Catania dove Valentina si è presa la rivincita, mai è salita su una pedana olimpica. La scorsa stagione è finita con la sconfitta in finale con la Vezzali. Che cosa le ha insegnato?

«Ho capito dove ho sbagliato. Mi sono scoperta troppo e lei ci è andata a nozze. A Ravenna, a metà gennaio, alla prima prova nazionale open invece non ho fatto niente, ci hanno dato la passività e ho vinto alla priorità. E’ stato molto bello, non pensavo di potercela fare». Perché?

«Io sono una fumantina, un’in-

d

LA SCHEDA

LA PREVISIONE

Montano: «Vezzali portabandiera» Dopo il tesseramento con le Fiam me Azzurre, l’accordo con la Virtus Bologna come riferimento per gli al lenamenti. Aldo Montano, in recupe ro dopo l’intervento al tendine pero neo della gamba destra e l’infrazio ne al metacarpo della mano sini stra, si sbilancia su Londra. «Chi porterà la bandiera? Credo la Vezza li. Io però ci sono, anche se un po’ pesa. Questi due etti di bandiera... chissà se ce la faccio».

cazzereccia, se una cosa non mi va prendo e vado. Con Valentina non funziona, lei è una che lavora sui tuoi sbagli». Come va tra di voi?

«C’è rispetto, per il resto non usciamo a cena fuori. Forse però il rapporto è migliorato, ci parliamo quando bisogna organizzarci per i viaggi. Non siamo le migliori amiche».

S Elisa Di Francisca è nata il 13 dicembre 1982. E’ di Jesi (An). Tre medaglie individuali ai Mondiali: oro 2010, argento 2011, bronzo 2009, più tre ori e due argenti a squadre. Agli Europei ha vinto un oro (2011), un argento (2006) e un bronzo (2010), più 5 ori e un bronzo a squadre. Sua la Coppa del Mondo 2011

E la rivalità?

«L’importante è che sia sana. Non deve più cadere in basso come ci è già capitato, non è il caso... come quella volta che un assalto è diventato quasi un incontro di boxe». E cosa è rimasto della sconfitta nella prova a squadre a Catania?

«Per me è stata dura, perché venivo già da un argento. Prima dell’ultimo assalto ho detto a Valentina: "Dai che torni a casa con due ori e me ne prendo uno anch’io". Evidentemente l’idea non le è piaciuta tanto (risata). Io sarei stata contenta, anche perché per un po’ mi ha inseguito l’incubo del due. Quando sono tornata a casa, mi sono trovata una signora al bar che chie-

deva due di questo, due di quello... Io ne voglio solo uno».

bastano, troppi non mi piacciono».

Com’è che ha dovuto aspettare così tanto per la prima Olimpiade?

L’Olimpiade è?

Vuol dire che ha messo la testa a posto?

«Tensione, perché ogni volta che incontro qualcuno a Jesi e me ne parlano mi fanno venire un’ansia della miseria. Attesa, so quanto conta e mi ricordo ancora quando Giovanna Trillini ha vinto l’oro nel 1992, ero in campeggio. So che è una cosa stupenda, ma non mi voglio accontentare di viverla».

«(risata) Mi ritaglio ancora i miei momenti di libertà, ma ho più consapevolezza nel mio talento».

Però nel 2008 rifiutò di andare a Pechino come sparring partner.

«Ci voleva, io prima non ero pronta, l’attesa mi è servita per mettere a posto la testa. Mi mancava la maturità, la concentrazione».

Quindi basta tatuaggi?

«Niente di nuovo, nessun marchio a fuoco, aspetto cose più importanti... in realtà penso di fermarmi, ne ho già cinque e

Elisa Di Francisca, 29 anni, riparte dal numero 1 del ranking mondiale davanti a Valentina Vezzali. Al quarto posto Arianna Errigo, al quinto Ilaria Salvatori AP

SPADA UOMINI E DONNE

Tagliariol a Doha Gli spadisti e le spadiste azzurre sa ranno in pedana nel fine settimana a Doha. Si apre oggi con gli uomini (convocati Tagliariol, Pizzo, Rota, Garozzo, Trager, Ferraris, Confalo nieri e Martinelli), domani le finali in dividuali. Domenica finale femmini le, lunedì prova a squadre. Convoca te: Boscarelli, el Carretto, Moellhau sen Fiamingo, Navarria, Quon damcarlo, Cascioli, Tucci e Ferrari.

SCIABOLA DONNE

Gp Fie a Orleans Otto azzurre nella prova di Coppa del Mondo di sciabola nel Gp Fie di Orleans (Fra): Ilaria Bianco, Irene Di Transo, Paola Guarneri, Alessandra Lucchino, Gioia Marzocca, Lucrezia Sinigaglia, Irene Vecchi e Loreta Gu lotta. Oggi i gironi, domani le finali.

«Perché non ci volevo andare in quel ruolo. Lasciar perdere mi ha fatto capire che io sono così: se non ce la fai, stai a casa». © RIPRODUZIONE RISERVATA

PALLAVOLO CHAMPIONS LEAGUE DONNE, IL RITORNO DEGLI OTTAVI PICCININI SUPER: RIMONTA DA 18-22 NEL QUARTO SET

MOSCA TRAVOLTA DALLE RAGAZZE DI ABBONDANZA

Orgoglio Bergamo Pesaro si ferma

La piccola Villa abbatte la metropoli

CAMILLA CATALDO PESARO

Bergamo vince anche il ritorno degli ottavi di finale di Champions e dopo Pesaro se la vedrà con un’altra italiana: Villa Cortese. Come nel 2009 e nel 2010, la Norda estromette la Scavolini dai playoff di Coppa dei Campioni. Le ospiti spiccano per l’esperienza, le padrone di casa offrono lampi di bel gioco ma sono discontinue. Il primo parziale è senza storia, Piccinini e compagne guidano 2-8, 11-21 e mettono a terra sei muri contro uno. Le locali vincono il secondo in rimonta (1-6, 15-20, 24-24) con una Klineman imponente. Bergamo è altalenante, pecca riscontrata negli ultimi tempi da Mazzanti. Nel terzo set si riprende (3-9, 11-18) e chiude senza problemi. La Scavolini paga le partenze lente e non funziona neppure il fondamentale migliore, la battuta. Pesaro gira meglio con Musti De Gennaro per Okuniewska, il quarto set è una battaglia anche di nervi. Punteggio in equilibrio

(18-16), la Foppa rientra con una difesa da dieci e lode ma la Scavolini non molla (22-18). Ferretti è tra le migliori. Sul 24-22, le orobiche piazzano un parziale di 5-2 che manda tutti a casa. L’ultimo punto è un muro di Piccinini, Mvp. Per la Scavolini sfuma il secondo obiettivo stagionale. Davide Mazzanti è l’unico pesarese felice e adesso sotto con la Mc Carnaghi, nel triplo incontro ravvicinato Champions-campionato-Supercoppa.

PESARO-BERGAMO

MARCO LOTTAROLI

| 1-3

(14-25, 26-24, 17-25, 25-27) SCAVOLINI PESARO: Klineman 14, Okuniewska 3, Ferretti 6, Brinker 15, Manzano 7, Ortolani 16; De Gennaro (L), Cardani, Musti De Gennaro 4, Saccomani 1, Agostinetto. N.e. Ampudia. All. Pedullà. NORDA FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Piccinini 23, Nucu 9, Serena 1, Vasileva 19, Arrighetti 15, Quaranta 11; Merlo (L); Di Iulio, Doiuf. N.e. Signorile, Gabbiadini, Ruseva. All. Mazzanti ARBITRI: Schiemenz (Ger) e Varthalitis (Gre). NOTE Spettatori 1.225, incasso 3.474,12 euro. Durata set: 21’, 27’, 24, 30’’; tot. 102’. Scavolini: b.s. 12, v. 6, m. 11, s.l. 25, e. 23; Norda: b.s. 4, v. 6, m. 14, s.l. 21, e. 16.

Francesca Piccinini, 33 anni e miglior marcatrice con 23 punti, e Annamaria Quaranta, 30 TARANTINI

La piccola Villa Cortese, espressione di un Paese di 6 mila anime, elimina dalla Champions la Dinamo Mosca. L’impresa, dopo il 3-2 dell’andata, si è concretizzata ieri in Russia, allo Sports Palace Druzhba, dove l’Mc-Carnaghi - mai in soggezione - ha rifilato un sonoro 3-0 alla squadra moscovita raggiungendo i quarti della massima competizione continentale dove avrà l’inevitabile derby. Un risultato storico per la società della provincia milanese alla seconda apparizione (consecutiva) in questa manifestazione (l’anno scorso fu eliminata dalle polacche del Muszyna al golden set nei playoff a 12). Un successo arrivato al termine di una partita pressoché perfetta, dal primo all’ultimo scambio. Determinazione e concentrazione le armi in più rispetto a una Dinamo prima sorpresa e poi soffocata in ogni tentativo di reazione. Il percorso netto è frutto dell’ottima gara giocata

da Berg di nuovo al palleggio (rientro dopo il problema alla spalla che l’aveva tenuta fuori nel match d’andata) che ha innescato Pavan (48% in attacco), Lucia Bosetti (46% e 3 muri) e una superlativa Martina Guiggi (81%, 13 su 16 palle a terra, oltre a 2 muri) già spina nel fianco delle russe una settimana fa al PalaBorsani. Bene anche Wilson (4 muri) e il libero Ramona Puerari decisiva in alcune difficili difese.

MOSCA-V. CORTESE

| 0-3

(15-25, 22-25, 23-25) DINAMO MOSCA: Ulyakina 2, Grün 10, Perepelkina 3; Goncharova 13, Yaneva 3, Morozova 9; Kryuchkova (L), Matienko 1, Ortiz Charro 10, Merkulova, Krivets. N.e. Makarova. All. Kolcins. MC-CARNAGHI VILLA CORTESE: Berg 2, L. Bosetti 15, Wilson 10, Pavan 14, Cruz 7, Guiggi 15; Puerari (L), Pincerato, C. Bosetti. N.e. Carocci (L), Stufi, Barborkova. All. Abbondanza. ARBITRI: Partiainen (Fin) e Dikmentepe (Tur). NOTE Spettatori: 2000. Durata set: 22’, 24’, 27’; totale 73’. Dinamo Mosca: battute sbagliate 6, vincenti 6, muri 6, 2ª linea 5, errori 12; Mc-Carnaghi: b.s. 7, v. 2, m. 10, 2ª l. 7, e. 14.

la guida Il Gunes di Guidetti è promosso In Cev Busto ok (a.a.) Il Gunes di Giovanni Guidetti elimina l’Eczacibasi di Lorenzo Micelli e Francia, fuori anche il Sopot di Alessandro Chiappini. Nei quarti sarà derby tra Bergamo e Villa Cortese Fenerbahce Istanbul (Tur)-Prostejov (R.Ceca) 3-0 (27-25, 25-19, 25-14; and. 3-1), Rabita Baku (Aze)-Sopot (Pol) 3-1 (21-25, 25-14, 25-20, 25-20; g.s 15-6; and. 3-1); Kazan (Rus)-Dresda (Ger) 3-0 (25-22, 25-16, 25-16; and. 3-0), Azerrail Baku (Aze)-Zurigo (Svi) 3-0 (and. 3-1); Cannes (Fra)-Muszyna (Pol) 3-0 (and. 3-0), Gunes Istanbul (Tur)-Eczacibasi Istanbul (Tur) 3-2 (20-25, 25-22, 22-25, 25-21, 15-13; and. 3-1); Scavolini Pesaro-Foppapedretti Bergamo 1-3 (and. 0-3), Dinamo Mosca (Rus)-Mc Carnaghi Villa Cortese 0-3 (and. 2-3). Cev Cup maschile (ritorno quarti) Acqua Paradiso Monza-Zalau (Rom) 3-0 (25-20, 25-12, 25-20; and. 3-1). Cev Cup femminile (ritorno terzo turno) Yamamay Busto Arsizio-Bielsko Biala (Pol) 3-1 (23-25, 25-17, 25-14, 25-19; golden set: 15-13; and. 2-3); Chateau d’Ax Urbino-Stoccarda (Ger) 3-1 (and. 3-0). EMIGRANTI (a.a.) Ancora un successo dell’Evergarde di Carolina Costagrande (18 punti) nella quinta giornata della seconda fase del campionato cinese, 3-1 (25-17, 19-25, 25-15, 27-25) al Pechino. Sconfitta del Potsdam di Alberto Salomoni (Carli Scout) sul campo del Rote Raben Vilsbiburg (Dezzutti Scout) 3-0 (25-13, 25-19, 25-21) nella 19a giornata del campionato tedesco femminile.


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VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI VISITA IN GAZZETTA

Olimpiadi I CANTANTI LANCIANO LO SLOGAN AL GOVERNO CON «VOLARE»

Boxe WORLD SERIES AL FORUM E SU SPORTITALIA 2

Milano-Bangkok pronostico chiuso E Russo da show

Mozione unitaria per spingere Roma La candidatura per il 2020: lavoro comune di partiti diversi

MILANO

no essere presentati si metta ben in chiaro l’impatto dei Giochi sulla città ospitante.

MAURIZIO GALDI ROMA

Altra giornata intensa per il sempre più folto schieramento di quelli che sostengono la candidatura di Roma a ospitare i Giochi del 2020. Dopo la presa di posizione dei segretari dei partiti che sostengono il Governo Monti, Angelino Alfano (Pdl), Pierluigi Bersani (Pd) e Pierferdinando Casini (Udc), ieri è stata la volta del Parlamento. Claudio Barbaro (Fli) — dopo aver presentato a nome del suo gruppo una mozione alla Camera «di appoggio alla candidatura» — si è messo a lavoro con la collega Paola Concia (Pd) per scrivere una mozione unitaria. In queste ore si sta mettendo a punto il testo, ma sicuramente avrà l’appoggio di Pdl, Pd, Fli e Udc. L’Italia dei Valori ha affidato il suo appoggio a una dichiarazione del suo portavoce nazionale Leoluca Orlando che ha definito «l’Olimpiade a Roma una grande occasione di svilup-

Atletica INDOOR A DÜSSELDORF

Il mondo dello spettacolo E la

Il premier Mario Monti LAPRESSE

po e modernizzazione per la città». Olimpiade trasparente Sicura-

mente la mozione che oggi sarà presentata alla Camera punterà sulla relazione Fortis-Carraro che parla di ritorno economico e rispettando anche quanto da sempre sostenuto dal presidente del Comitato promotore, Mario Pescante, punterà alla massima trasparenza dei conti e sull’impatto ambientale. Del resto lo stesso Cio chiede che nei dossier che dovran-

Ginnastica A SANREMO

mobilitazione del mondo politico, fa quasi passare in secondo piano l’appello che trentatrè donne e uomini di spettacolo (tra di loro due premi Oscar) hanno inviato al premier Mario Monti (da ieri a Washington e poi a New York) per chiedergli di firmare la lettera d’impegno per il Cio a sostegno della candidatura. Lo hanno fatto in un modo «spettacolare» richiamando le parole della canzone Volare. Il testo dell’appello, infatti, si chiude così: «Ma perché ciò non resti solo "un sogno che non ritorni mai più", c'è bisogno che tutti, anche il Governo, dimostrino di avere ancora la voglia di "Volare"». Fra i firmatari Fiorello, Claudio Baglioni, Carmen Consoli, Giuseppe Tornatore, Ennio Morricone, Giorgio Albertazzi, Antonello Venditti, Milly Carlucci. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nuoto ATTI RIMANDATI AL GIUDICE

Ecco La Mantia Azzurri di artistica D’Arrigo: Larus Esordio difficile aprono il Festival vince il ricorso

DÜSSELDORF (Ger) — Stasera, il meeting indoor di Düsseldorf (diretta Eurosport ore 19-21) segna l’esordio stagionale di Simona La Mantia (foto Reuters) che in sala, grazie al titolo conquistato lo scorso anno a Parigi, è campionessa europea in carica. La siciliana dovrà subito misurarsi con un concorrenza di gran livello: in pedana infatti troverà l’ucraina iridata Olga Saladuha, le cubane Yargelis Savigne e Mabel Gay, la tedesca Katja Demut, la slovacca Dana Veldakova e la greca Paraskevi Papahristou. Da seguire con molto interesse anche il debutto nei 60 di Emanuele Di Gregorio: da battere il nevisiano Kim Collins. Nei 1500 (serie B), a caccia del 3’42"00 del minimo per i Mondiali di Istanbul, Meriuhn Crespi e Abdellah Haidane, 22enne marocchino della Nuova Atletica Fanfulla, cittadino italiano da mercoledì, in questa stagione a 3’42"13 nei 1500 e 7’54"73 nei 3000. Tra le stelle del meeting, il cubano Dayron Robles, a sua volta alla prima nel 2012 e, sempre tra gli ostacoli, la statunitense Lolo Jones. Nel peso sfida tra il tedesco David Storl e il polacco Tomasz Majewski (più lo statunitense Christian Cantwell). SUPER BOLSHOVA (si.g.) Ai campionati russi di Mosca, Yekaterina Bolshova ha totalizzato 4896 punti nel pentathlon, quinta prestazione mondiale indoor di sempre. Uomini. Eptathlon: Lukyanenko 6071; Kharlamov 6043. Donne. Pentathlon: Bolshova 4896 (8"41, 1.92, 13.79, 6.45, 2’10"60); Kurban 4792; Savitskaya 4590.

Dopo le Farfalle della ritmica nell’edizione 2011, anche gli atleti dell’artistica atterrano sul palco di Sanremo alla corte di Gianni Morandi. Carlotta Ferlito (nella foto), argento europeo alla trave 2011, e Francesca Deagostini insieme ad Alberto Busnari, Enrico Pozzo, Lorenzo Ticchi e Andrea Cingolani saliranno sul palco del Teatro Ariston martedì prossimo per l’apertura del 62˚Festival della Canzone Italiana. Gli azzurri si esibiranno insieme al corpo di ballo del coreografo Daniel Ezralow. La performance dei ginnasti azzurri sarà anche l’occasione per Gianni Morandi, appassionato sportivo e maratoneta, di lanciare dal palco dell’Ariston un «in bocca al lupo» a tutti gli atleti italiani che quest’estate saranno impegnati nell’Olimpiade di Londra.

Pallanuoto LA SESTA DI RITORNO

Recco-Posillipo che anticipo tv Oggi, alle 21 (RaiSport 2), anticipo della 6ª di ritorno tra Ferla Pro Recco e Posillipo. Class.: Pro Recco 42; Acquachiara 39; Savona 38; Brescia 37; Posillipo 29; Camogli, Florentia 17; Bogliasco 16; Ortigia 14; Civitavecchia 13; Nervi 9; Catania 6. SETTEBELLO Per Russia-Italia di World League, il 21 a Krishi, il c.t. Campagna punta sui giovani e chiama Pastorino, Figari, D.Fiorentini, A.Fondelli, Giacoppo, Giorgetti, N.Gitto, C.Presciutti, Marziali, Deserti, S.Luongo, Bini, Bisegna (portiere della Roma 2007 in A-2).

C’è abbondante materia giuridica e sportiva davanti al caso-D’Arrigo, riapertosi il primo febbraio con la decisione della commissione tesseramenti di rigettare la decisione presa dal giudice di primo grado il 18 novembre, con cui la grande promessa veniva svincolata a favore dell’Aurelia, che l’ha già fatto gareggiare. La commissione di secondo grado adesso, accettando il ricorso della Larus, la società cui apparteneva Andrea Mitchell D’Arrigo, sostenendo il vizio procedurale («la sentenza di primo grado è stata emessa ancora prima che la parte resistente avesse legale conoscenza della pendenza del procedimento»), rimette gli atti del fascicolo al giudice e restituisce alla Larus la tassa di ricorso. Il caso si riapre nella fase calda della stagione che vede il talento del ’95 impegnato a preparare le selezioni olimpiche nei 200 sl. Un caso che scotta, anche perché la società scelta da D’Arrigo fa capo alla famiglia del presidente federale Barelli. La commissione accoglie la richiesta della Larus secondo cui «è stato violato il principio del contraddittorio in quanto la sentenza impugnata sarebbe stata emessa ancora prima della notifica alla stessa dell’atto introduttivo del procedimento». Che succederà ora? Il giudice di primo grado rinnegherà la sua stessa decisione? C’è il rischio che il nuotatore si rifiuti di gareggiare per il vecchio club. Il caso, già sul tavolo della Fin laziale, finirà al Coni?

Pancalli: «I Giochi? Grande chance per la disabilità» MILANO — «L’Olimpiade invernale 2006, l’ultima che si è svolta in Italia, oltre agli altri pregi, ha certamente cambiato il rapporto di Torino con la disabilità. Solo questo sarebbe un ottimo motivo, per spingere la candidatura di Roma ai Giochi estivi del 2020». Luca Pancalli è «bloccato» su sedia a rotelle, ma testa e lingua viaggiano veloci anche nella sua visita in Gazzetta. «Quando chiesero a Lula, allora presidente del Brasile, se un Paese come il suo poteva affrontare un doppio appuntamento tanto pesante come Mondiali di calcio (2014) e Olimpiade (2016), lui rispose: solo una Nazione che si proietta nel futuro, ha la consapevolezza del presente». Ma questo discorso non potrebbe valere anche per l’Italia?

Le World Series di boxe sono ormai ai verdetti della prima fase: stasera per i Dolce & Gabbana Milano Thunder c’è l’ultimo impegno contro Bangkok, il prossimo venerdì l’ultima trasferta a Mosca. Servono (alla franchigia guidata all’angolo da Francesco Damiani e Valerio Nati), 10 vittorie per chiudere in testa da soli il girone A. Stasera, sul ring del Forum, il leggero Stankovic e il massimo polacco Olas vinceranno a tavolino perché i due avversari thailandesi non hanno ottenuto l’ok per combattere; gli altri 3 match dovrebbero essere dominati dai Thunder (nei medi attenti al greco Militopoulos), che risparmiano Mirco Valentino e Clemente Russo per la campagna russa, preparata insieme a Enzo Picardi a Milano. L’argento olimpico dei massimi, però, salirà lo stesso sul ring per una curiosa esibizione con Damiani: un fuori programma che esalterà la bravura e simpatia di una star come Russo.

Arco

Golf

MONDIALI INDOOR (gu.l.g.) Al termine delle eliminatorie a squadre dei Mondiali indoor di Las Vegas, l’Italia conquista due finaline. Il trio olimpico donne Valeeva, Sartori e Tonetta ha battuto ai quarti la Georgia 230-223, ma ha perso allo spareggio in semifinale con gli Usa 225-225; 29-27. Le azzurre contenderanno il bronzo alla Russia, finale Giappone-Usa. Nel compound donne, D’Agostino, Longo e Tonioli sfideranno nella finalina la Gran Bretagna: dopo aver battuto ai quarti l’Australia 231-225, le azzurre sono state battute in semifinale dagli Usa 233-228. Finale oro Usa-Russia. Nelle finali individuali l’Italia è in corsa per l’oro nell’olimpico con Marco Galiazzo, Natalia Valeeva e lo junior Luca Maran.

MOLINARI OK A DUBAI Edoardo Molinari, 20˚ con 69 (-3) colpi, e Francesco Molinari, 35˚ con 70 (-2), sono i migliori italiani al Dubai Classic (European Tour). Matteo Manassero e Andrea Pavan, sono al 54˚ posto 54 con 71 (-1), Federico Colombo 105˚ con 74 (+2), e Lorenzo Gagli, 116˚ con 75 (+3). Guida con 63 (-9) colpi Rafael Cabrera Bello.

Atletica Kirchler per Londra Sedute a - 110˚! Il discobolo azzurro Hannes Kirchler, 33enne carabiniere meranese, si è allenato per due settimane (fino a sabato scorso) al centro di preparazione tedesca di Kierbaum, vicino a Berlino, insieme all’iridato Robert Harding. Nel centro dell’ex Ddr si è sottoposto anche a crioterapia, con sedute di circa due minuti, a temperature di –110 gradi. Nel mirino i 65 metri che gli varrebbero la seconda partecipazione olimpica. MILANO CITY MARATHON Contrariamente a quanto pubblicato ieri, la scadenza della tariffa agevolata per iscriversi alla Milano City Marathon del 15 aprile è fissata per domenica (non lunedì). Resta confermata la domenica ambientale: quel giorno i partecipanti potranno correre senz’auto in città.

LUNA CALANTE Stacy Lewis e Sarah Kemp guidano con 69 (-4) all’Open di Melbourne, apertura del Lpga Tour. Diana Luna 23ª con 73 (par), e Giulia Sergas, 32ª con 74 (+1),

Hockey ghiaccio Italia-Lituania 4-0 (m.l.) L’Eurochallenge d’Ucraina si è aperto ieri con un netto successo per l’Italia. A Kiev gli azzurri hanno superato la Lituania 4-0 (1-0, 3-0, 0-0, reti di Ansoldi, Felicetti, Bernard e Scandella, shutout di Daniel Bellissimo. Oggi (14) sfida alla Romania, domani chiusura contro gli ucraini. Ieri: Ucraina-Romania 7-0. VOLATA A-2 (m.l.) In A-2, rush finale di stagione regolare. Oggi per la 39ª, Milano gioca in trasferta col Caldaro e l’Egna affronta sempre fuori casa il Pergine. Prime 2 alla semifinale diretta. Classifica: Egna 87; Milano 83; Appiano 76; Gardena 61; Merano 53; Pergine 50; Caldaro 30; Bozen 16.

Nuoto ATTENTI A MAGNUSSEN (al.f.) Da oggi Ja-

Boxe PER MOSCATIELLO (r.g.) Nella riunione di Pavia del 17 marzo imperniata sul mondiale silver Wbc massimi leggeri tra Giacobbe Fragomeni (29-3-1) e Silvio Branco (62-10-2), per il vacante tricolore welter, alla Fpi cosfidante di Antonio Moscatiello (13) figura ancora Daniele Petrucci (28-1-2). COME PACQUIAO (r.g.) Seguendo le orme di Manny Pacquiao affrontato per il titolo Wbo welter, il messicano Juan Manuel Marquez, 38 anni, si candida per l’elezione a deputato nella lista dei Verdi.

Ghiaccio Fontana da primato Dordrecht (Ola) da oggi ospita l’ultima tappa della Coppa del Mondo di short track. Arianna Fontana può aggiudicarsi la classifica generale dei 500: al momento è 2ª alle spalle della cinese Liu Qiuhong, con un divario minimo di 48 punti. Alla valtellinese, peraltro, per il gioco degli scarti, potrebbe anche bastare un 2˚ posto: finale domenica. In lizza anche Martina Valcepina, ora 4ª (3512 punti), lo stesso piazzamento della Fontana nei 1500, altra specialità (finale domani) nella quale può inseguire il podio. Italiani - Uomini. 500, 1000 (I): Reggiani, Viscardi. 1000 (II), 1500: Cassinelli, Dotti. Donne. 500: Fontana, M. Valcepina, Viviani. 1000 (I): M. Valcepina, Viviani. 1000 (II): Maffei, A. Valcepina. 1500: Fontana, Maffei, A. Valcepina.

POKER: A VENEZIA

Gran finale a sei con 4 italiani VENEZIA (f.bi.) Un World poker tour dipinto d’azzurro. Sia mo alla fase conclusiva del pre stigioso evento portato da Gdpo ker a Venezia. Oggi tavolo finale a 6 con 4 italiani. il chip leader e il forte pro Andrea Dato che ha 1 milione e mezzo di chip. Il secon do è il danese Simon Raven sbaek (922), seguito dal russo Bogdanov (907), da Alessandro Longobardi (558), Andrea Carini (347) e Gianluca Trebbi (343). Si comincia alle 14, il tavolo finale farà il giro del mondo in Tv ma prima si potrà vedere in diretta streaming su gazzetta.it. Al pri mo 210 mila euro, al secondo 111 e così via. Dato, 2 mesi fa, è arri vato 4˚ al Wpt a Venezia, oggi punta al trionfo. Sarebbe un bel lissimo spot per il poker italiano.

Clemente Russo, 29 anni BOZZANI Programma (9ª giornata). Forum Assago, sala Gallery ore 20.45 (dir. Sportitalia 2). Dolce&Gabbana c. Bangkok Elephants. 54 kg (gallo): Gojan (Mol, 53.1) c. Petchmanee (53.5); 61 kg (leggeri): Stankovic (Ser, 60.5) c. Jantharaporu w.o.; 73 kg (medi): McLaughlin (Irl, 72) c. Artwichian (70.9); 85 kg (mediomassimi): Szello (Ung, 84.1) c. Militopoulos (Gre, 81.5); 91 kg (massimi): Olas (97.5, Pol) c. Mendouo w.o. Girone A: Mumbai c. Los Angeles; Mosca c. Astana. Classifica: Milano, Astana e Mosca 19 punti; Mumbai 11; Los Angeles 10; Bangkok 1. Girone B: Istanbul c. Città del Messico; Wuxi c. Parigi; Lipsia c. Baku. Classifica: Baku 24 punti; Lipsia e Città del Messico 13; Parigi 12, Istanbul 11; Wui 3.

mes Magnussen sarà al via dei campionati del Nuovo Galles del sud di Sydney (Aus) nei 50-100-200 sl; l’iridato vuole scendere sotto i 48" dopo il 48"05 di Adelaide. Rientra Stephanie Rice nei 200-400 misti, mentre Ashley Callus (32), oro olimpico con la staffetta veloce a Sydney 2000, si ritira.

Pallamano DERBY (an.gal.) Oggi alle 18 (Rai Sport 1) derby Noci-Fasano, anticipo della 4ª di ritorno. Classifica: Bolzano 40**; Conversano 32; Trieste, Fasano, Bressanone, Pressano 27; Noci* 25; Teramo 13; Ambra 12; Ancona 9; Bologna* 8; Mezzocorona 5. (*1 partita in meno; **2 in più).

Pallanuoto CHAMPIONS Completata la 5ª degli ottavi. Gir. A: Olympiakos (Gre)-Budva (Mng) 11-2, Primorje (Cro)-Vouliagmeni (Gre) 13-7. Class.: Primorje 15; Budva 9; Olympiakos 6; Vouliagmeni 3. Gir. B: Mladost (Cro)-Jug (Cro) 6-7, Spandau (Ger)-Vojvodina (Ser) 9-8. Class.: Jug 15; Mladost 9; Spandau 4; Vojvodina 1. Gir. C: Partizan (Ser)-Vasas (Ung) 9-5, Eger (Ung)-Szeged (Ung) 9-10. Class.: Szeged 10; Vasas 8; Partizan 7; Eger 3.

Sport invernali PODIO PATSCHEIDER (s.f.) Hagen Patscheider nella supercombinata di coppa Europa a Val Sarentino, dopo il 15˚ posto in discesa ha chiuso 3˚ dietro Berthold e Wieser (Aut); 15˚ Varettoni.

Tennis Vinci avanti a Parigi Avanza ancora Roberta Vinci nel torneo di Parigi (Fra, 600.000 euro, cemento). 2˚ turno: Kerber (Ger) b. Niculescu (Rom) 6-3 4-6 6-3; Barthel (Ger) b. Parmentier (Fra) 6-3 6-0; Zakopalova (R.Cec) b. Pironkova (Bul) 6-0 6-3; VINCI b. Mattek-Sands (Usa) 6-3 1-6 6-3; Bartoli (Fra) b. Martic (Slo) 7-5 6-1 PATTAYA Secondo turno a Pattaya (Thai, 250.000 euro, cemento) Hantuchova (Slk) b. Radwanska (Pol) 6-3 6-2; Su-wei (Tai) b. Date (Giap) 7-5 6-0; Mirza (India) b. Keothavong (Gb) 6-4 7-5; King (Usa) b. Kudryavtseva (Rus) 6-1 6-3.

Vela Maserati, lunedì arrivo alle Bahamas «Per il momento siamo molto soddisfatti, la barca si sta dimostrando velocissima, l’equipaggio è molto affiatato. Ora stiamo navigando a 20 nodi. Le condizioni dovrebbero mantenersi stabili fino all’arrivo. Qui è arrivato il caldo ma sopportiamo». Soldini, su Maserati, nel tentativo di record da Cadice alle Bahamas, è nella fase finale della traversata. Lunedì l’arrivo lontano poco più di 1000 miglia RC44 (r.ra.) Ieri a Lanzarote, nella prima tappa del circuito RC44, a causa del forte vento è stata disputata una sola regata di flotta. 1˚ No Way back (Mc Donald), 2˚ Aleph (Richard), 3˚ Artemis (Larson), 9˚ gli italiani di AFX Racing Team (G. Bruni). Oggi 3 prove con partenza alle 10.30.


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GAZZAMONEY ilrisparmiatore DI FRANCESCO CARLÀ*

Un buon parcheggio per il vostro denaro Ma non per sempre

Con una tassazione scesa al 20 per cento, rispetto al precedente 27 per cento, i conti deposito sembrano in gran spolvero in questo periodo. Oltretutto sono una bella invenzione finanziaria, una concorrenza ai tradizionali conti correnti che ha stimolato le banche a far calare almeno un po’ i costi. Di sicuro sono comodi e convenienti, vi ricordo, però, che non devono mai essere confusi con gli investimenti. Nemmeno quando, come succede adesso, in cui un rendimento lordo attorno al 4 per cento suona davvero generoso. Perché i risparmi messi nei conti di deposito non sono investimenti? Per una ottima

considerazione del più famoso investitore di tutti i tempi che vi consiglio di tenere sempre bene a mente. A medio e lungo termine, cioè dopo 10, 20 o 30 anni, cash diventa sempre trash, come dice appunto l’americano Warren Buffett. Non ci credete? Mettiamo allora che, per 20 anni, il rendimento medio lordo del vostro risparmio in un conto di deposito fosse del 4% annuo. Cinquantamila euro «investiti» così diventerebbero 109.556. Nello stesso periodo i titoli di Stato potrebbero portare a casa un interesse attorno al 5,5 per cento, sempre annuale e sempre al lordo. I cinquantamila euro di cui sopra, nei soliti 20 anni, diventerebbero 145.887. Se invece ricorreste ad un Etf che

replica gli indici di Borsa globali, potreste probabilmente contare su un 10 per cento lordo, su base annua. I vostri risparmi passerebbero da 50.000 euro a 336.375 in un ventennio. Ma non è solamente una questione di performance, anche se già non è poco vista la differenza potenziale tra i vari strumenti. Il fatto è che i conti di deposito devono servire solo a gestire, provvisoriamente, il nostro liquido in eccesso. Appena raggiunta una certa quota andrebbero investiti in modo adeguato e per un periodo lungo. Investire è una maratona, non uno sprint. *presidente www.finanzaworld.it

I conti di deposito Super offerte: caccia ai tassi più alti L’esperto: «È il momento giusto per sceglierli: in sei mesi i rendimenti sono cresciuti del 2%» ANTONELLA BERSANI

quanto ci riguarda abbiamo intenzione di mantenere questi tassi il più a lungo possibile», sottolinea Egisto Franceschi, direttore operativo di Banca Sistema, istituto nato l’anno scorso. «Noi — prosegue Franceschi — vogliamo distinguerci e questo non è possibile senza un’offerta adeguata. Le banche, infatti, hanno bisogno di fare raccolta e per essere competitive, con i Btp in crescita, hanno dovuto alzare i tassi, utilizzando lo strumento del conto deposito».

LA GUIDA LE PROMOZIONI PIÙ VANTAGGIOSE A SECONDA DEL VINCOLO APPLICATO, DA ZERO A 24 MESI

Stiamo assistendo a una corsa al rialzo dei rendimenti promessi dai conti deposito che ci lascia quasi frastornati. Banca Sistema, per esempio, arriva a offrire il 5,20 per cento lordo sulle somme vincolate per due anni e Banca Etruria addirittura il 5,50 per cento sui 12 mesi. In più, sul mercato si fanno largo nuovi operatori come la banca lettone Private Bank, l’ultimo arrivato del 2010. E anche gli istituti di credito più tradizionali, come Unicredit o Intesa-San Paolo, rivitalizzano l’home banking più tradizionale spingendo proprio sull’aspetto del deposito. «Certamente questo è il momento giusto per approfittare di promozioni e offerte», commenta Alberto Mazzetti, amministratore delegato del sito internet di comparazione SosTariffe. I consigli «A gennaio — continua l’esperto — tutti i principali istituti di credito hanno alzato l’asticella del rendimento, che nel giro di sei mesi è aumentato in media di uno o due punti percentuali. Il mio consiglio? Studiare bene tutte le offerte, in particolare con riferimento alle proprie esigenze, avendo però l’accortezza di non confondere i conti deposito con quelli che si chiamano "pronti contro termine", cioè quei contratti nei quali una banca cede un certo numero di titoli a un acquirente impegnandosi poi a riacquistarli a un prezzo più alto: questi, in-

Periodo buono Ma i conti depo-

WWW.SOSTARIFFE.IT-GDS

fatti, non sono garantiti dal fondo interbancario». Sul mercato, ormai, l’offerta è ampia e sostenuta da importanti campagne di comunicazione. Un gruppo tradizionale come quello del Banco Popolare, per esempio, si sta mettendo in evidenza attraverso il marchio YouBanking. Fineco, invece, punta sul conto Cash Park al 4 per cento lordo su periodi tra i 12 e i 18 mesi, ma svincolabile in qualsiasi momento (rinunciando però a un 1 per cen-

to di rendimento oltre i 6 mesi), mentre Chebanca! (gruppo Mediobanca) alletta promettendo ai clienti l’anticipo pronta cassa degli interessi al momento della sottoscrizione del vincolo e con la promozione attiva sino a fine mese riconosce ai nuovi clienti che accrediteranno anche lo stipendio uno 0,50 aggiuntivo sui tassi di remunerazione. Sfida ai Btp È finito qui il ventaglio di offerte da parte degli

istituti bancari? Non ancora. Banca Mediolanum (vincolo a 12 mesi al 4,25 per cento) mette a disposizione ai soli nuovi clienti il pagamento anticipato degli interessi trimestrali sulle linee a 6 e 12 mesi. E se invece vogliamo guardare al puro rendimento, allora dobbiamo sottolineare le politiche aggressive di Banca Sistema (vedi tabella) con Sì Conto, di Webank e di Rendimax (Banca Ifis), che figurano sempre tra i primi in classifica. «Per

Alcuni istituti danno interessi in anticipo ai nuovi clienti Ci sono soluzioni che consentono di svincolare soldi senza penalità

sito generalmente non prevedono commissioni o costi di gestione e sono stati favoriti anche dalla nuova tassazione (scesa dal 27 al 20 per cento). Ma adesso che lo spread e gli interessi dei Btp stanno scendendo e che la Bce è decisa a intervenire con iniezioni di liquidità, quanto durerà? «Finché il mercato interbancario non riparte si farà a gara per raccogliere denaro fresco — conclude l’esperto di Banca Sistema —. Quindi, meglio approfittarne subito. Spulciando tra le promozioni, i tassi di rendimento e soprattutto facendo attenzione alle "penalità" applicate dagli istituti di credito in caso di svincolo anticipato dei depositi e alle novità interessanti come il deposito libero Rendimax Like». Ma in che modo si fa? Basta prenotare la cifra che si vuole svincolare ed entro 33 giorni sarà disponibile. Ma il vantaggio è che nel frattempo si continueranno a guadagnare gli interessi. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_i debiti di Atene

DI GIORGIO DELL’ARTI gda@gazzetta.it

Vi pare giusto costringere la Grecia a simili sacrifici? I partiti hanno trovato un’intesa, ma l’Europa resta scettica e chiede tagli anche alle pensioni, in cambio dei 130 miliardi promessi I politici greci si sono messi d’accordo fra di loro, ma non ancora con la Ue, con la Bce e col Fondo Monetario, che guarda per ora alle intese interne di quel Paese con un minimo di dubbio. Quindi il fallimento è sempre più vicino, anche se nessuno ci crede, anche se sembra impossibile.

1Mettiamo i puntini sulle i. Accordo dei politici greci?

Il presidente del consiglio greco, l’equivalente del nostro Monti, sta in quel posto da poche settimane. Si chiama Lucas Papademos, è un banchiere, viene pure lui da Goldman Sachs. La cosiddetta troika — cioè i rappresentanti di Ue, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale — gli hanno chiesto di: ridurre i dipendenti pubblici di 15 mila unità, primo passo per portarli a un totale di 600 mila (adesso sono 750 mila); tagliare del 22% i salari minimi, portandoli a 450-500 euro mensili; altri tagli alle pensioni superiori ai 1200 euro e a quelle integrative (150 euro al mese di meno). La troika chiede nuove privatizzazioni e riduzioni dei salari nel privato. Questo pacchetto andrebbe approvato dal Parlamento di Atene oggi. Il premier Papademos doveva mettersi d’accordo con i capi dei tre partiti principali, Papandreou (socialisti), Karatzaferis (estrema destra) e Samaras (centrodestra o moderati). Dopo due giorni di discussioni, un accordo sarebbe stato raggiunto, anche se in questo momento non

Non solo proteste A sinistra, la gente in strada ad Atene, ieri sera. Sopra, Il ministro greco delle Finanze, Evangelos Venizelos, parla a Bruxelles con la direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde EPA

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IL NUMERO

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Lo spread italiano Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco ha chiuso ieri in netto calo rispetto a mercoledì. Il differenziale di rendimento tra i due titoli è sceso a 346,6 punti base dopo essere partito da 360. La quota di ieri è pari ai minimi del 16 settembre, secondo dati Tradeweb

ne conosciamo i dettagli. Non dev’essere comunque un’intesa troppo convincente. La troika ha risposto: «Beh, cerchiamo di capire meglio».

2 Come sarebbe? I greci non vogliono toccare le pensioni. Meno che mai le pensioni integrative. Si tratta di mettere insieme 600 milioni. Se non trovano questi 600 milioni dai tagli alle pensioni integrative, dove andranno a prenderli? In Italia, in questi casi, si ricorre al capitolo «lotta all’evasione fiscale», che è come dire niente, un titolo generico, sotto al quale si può scrivere qualunque numero. È possibile che i greci stiano ricorrendo a un escamotage di questo tipo, e che la troika non ci creda.

3 Che cosa può fare la troika? I greci dovrebbero restituire il 20 marzo 14,5 miliardi di debito. Soldi che non hanno. La troika ha promesso di finanziarli con un prestito di 130 miliardi. A patto che taglino quello che devono tagliare. Per ora i 130 miliardi non glieli dànno. I giornali greci fanno titoli in cui si vede la Merkel vestita da na-

notizie Tascabili Arrestati i genitori e il fratello

Pentita di ’Ndrangheta suicida: familiari in cella Maria Concetta Cacciola era una testimone di giustizia e aveva 31 anni e tre figli quando il 20 agosto 2011 a Rosarno (Rc) si è tolta la vita ingerendo acido muriatico. Ieri sono stati arrestati dai carabinieri del Ros i genitori e il fratello della donna. I tre sono accusati di maltrattamenti in famiglia e violenza o minaccia per costringerla a commettere un reato, cioè ritrattare le dichiarazioni rese all’autorità giudiziaria. Secondo i magistrati, dunque, i genitori della testimone, Michele Cacciola (cognato del boss della ’ndrangheta Gregorio Bellocco) e Anna Rosa Lazzaro, e il fratello Giuseppe avrebbero fatto pressioni su Maria Concetta, picchiandola fino a romperle le costole, impedendole di uscire di casa e soprattutto minacciando di non farle più vedere i tre figli.

Il Guardasigilli Paola Severino ANSA

Con il voto di fiducia

Svuota-carceri: il sì alla Camera tra le polemiche L’aula della Camera, con 420 sì e 78 no, ha votato la fiducia messa dal governo sul decreto svuota-carceri: contrari Lega e Idv, si sono astenuti Popolo e territorio e Radicali. L’esecutivo ha perso ben 49 voti rispetto all’ultima fiducia. Tra i punti principali

zista. I sindacati hanno proclamato uno sciopero generale oggi e domani. Sono sempre in forte sospetto quando gli scioperi sono proclamati a ridosso della domenica. Ma in ogni caso: scioperando cosa sperano di ottenere? I greci non hanno la coscienza a posto, qualunque rivoluzione delle piazze preparino.

4 Come può dire questo? Come si può pretendere che uno viva con 450 euro al mese?

I greci si son fatti dare soldi per anni, sapendo che non sarebbero stati in grado di restituirli. Hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità. Con questo sistema i partiti hanno mantenuto le loro posizioni di potere. I conti pubblici sono stati truccati, per ingannare l’Ue, che a sua volta, per ragioni che potranno chiarire solo gli storici, ha fatto finta di credere a quello che gli veniva raccontato (sapevano bene che i conti di Atene erano taroccati). Ho sentito ieri un’intervista di Cofferati, che si indigna per la severità con cui l’Europa tratta la Grecia. I socialisti europei (tra cui appunto Cofferati) hanno scritto una lettera a Barroso (Ue) in cui parlano di «grave tradimento del modello del provvedimento, fortemente contestato soprattutto dal Carroccio, ci sono: la destinazione ai domiciliari, in prima istanza, degli arrestati in flagranza per reati minori di competenza del giudice monocratico; la possibilità di scontare gli ultimi 18 mesi di pena residua ai domiciliari (si estende di 6 mesi quanto era già stato previsto dal decreto Alfano); la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari entro il 31 marzo del 2013. «Ci ho pensato molto, lo definirei, più che svuota carceri, salva carceri, perché salva le carceri dal degrado in cui stavano cadendo — ha aggiunto il ministro della Giustizia, Paola Severino, la firmataria del decreto —. In ogni caso non è una resa dello Stato, perché sarà sempre il magistrato a decidere se un detenuto può essere mandato a casa, ai domiciliari, o in carcere».

sociale europeo e della solidarietà» eccetera. Ma quale modello sociale? I soldi presi in prestito vanno restituiti o no? Dei famosi 130 miliardi, una trentina saranno a carico dell’Italia e siamo autorizzati a immaginare già che, quando arriverà il momento, i greci non saranno in grado di restituirli. Trenta miliardi è la Manovra appena varata da Monti e che ha suscitato tante grida. Siamo sicuri di quello che diciamo quando critichiamo la Merkel?

A Obama sicuro IL PREMIER IN AMERICA

DRAGHI POSITIVO

S La Bce: «Segnali di crescita» Qualche segnale in più di miglioramento dell’economia c’è rispetto a gennaio ma le incertezze restano. È il quadro tratteggiato ieri da Mario Draghi: secondo il presidente della Bce, già nel 2012, si potrebbe assistere a una «graduale ripresa nell’Eurozona» dopo il nerissimo ultimo trimestre del 2011. «L’inflazione viaggerà sopra il 2% per diversi mesi per poi scendere sotto i target», ha detto Draghi al termine del consiglio della Bce che ha deciso di tenere invariato il costo del denaro all’1%

«Con Monti l’Italia sarà fuori dai guai» È volato a Washington da star, fresco di copertina sull’edizione europea e asiatica del Time. Ieri, nel giorno in cui il Fondo monetario internazionale ha promosso le misure del suo governo, Mario Monti ha fatto visita agli Usa. E nel mentre arrivava l’omaggio del settimanale americano che nel nuovo numero si chiede in copertina: «Può quest’uomo salvare l’Europa?». Il premier italiano viene descritto come «l’uomo più importante in Europa nelle cui mani c’è il destino dell’economia mondiale». Arrivato negli Usa, agenda fittissima culminati con il faccia a faccia con Barack Obama. «Ho fiducia in Monti, è partito a razzo e porterà l’Italia fuori dalla tempesta — ha detto il presidente Usa —. Mai è stato così forte il legame con l’Italia, e faremo di tutto per salvare l’euro». E il premier, che precedentemente aveva detto che all’Italia «non serve sostegno finanziario», ha aggiunto: «La crescita è il nostro imperativo, adesso siamo più credibili».

5 La Merkel voleva commissariare la Grecia?

Un’idea non troppo peregrina. Leggo che in Grecia c’è un forte movimento d’opinione per il ritorno alla dracma. Ma il ritorno alla dracma significa scaffali vuoti nei supermercati, automobili di latta, energia col contagocce, eccetera eccetera. Chi mai venderà la sua merce ad Atene in cambio di dracme? E quante dracme ci vorranno, a quel punto, per comprare un euro? E chi vorrà vedersi restituito con le dracme un debito contratto in euro? Cofferati e quelli come lui, prima di parlare, facciano bene i conti, se ne sono capaci. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La testata comunista

La copertina di Time con Monti e il premier con Obama REUTERS

I cinesi uccisi a Torpignattara

Al «Manifesto» Roma saluta Zhou e Joy rischio chiusura: tra urla e tante lacrime «Ora aiutateci» «Venderemo cara la pelle». È il grido dei giornalisti del «Manifesto». La storica testata è davanti al rischio di chiudere per i conti in passivo e il ministe ro dello Sviluppo economico ha avviato una procedura di liquidazione coatta amministra tiva del quotidiano, messo in ginocchio dai tagli dei contributi all’editoria decisi dalla presidenza del Consiglio. Ieri il direttore, Norma Rangeri, ha lanciato un appello ad acquistare due copie del «Manifesto» per regalarne una a un amico: «Siamo all’ultimo miglio della battaglia. Non sarà facile resistere», ha poi aggiunto. E il Pd ha chiesto l’intervento di Monti per non far chiudere il quotidiano fondato nel 1969 da alcuni dissidenti del Pci.

Il dolore della mamma di Zhou, nonna della piccola Joy, dopo il funerale ANSA

Ieri a Roma, con rito buddista, ci sono stati i funerali di Zhou Zeng e Joy, il commerciante cinese e la figlia uccisi il 4 gennaio a Torpignattara. C’era il lutto cittadino, ma non sono mancati momenti di tensione: è scoppiata anche una lite tra alcuni cinesi all’arrivo del carro funebre in via Giovannoli, dove abitavano le vittime. Lian, la mamma di Joy, si è buttata per terra iniziando a urlare disperata: «Mi hanno distrutto la famiglia, che vivo a fare?». La donna ha pianto e gridato per tutta la funzione e anche la nonna della bimba uccisa ha accusato un lieve malore, mentre su un tavolino si raccoglievano firme per chiedere «Giustizia per Joy e Zhou».


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

ALTRI MONDI

«Gelo eccezionale» L’Italia sta in allerta

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PIANO DA 25 MILIONI

GARZON: CARRIERA FINITA

Altri 5 morti per il maltempo. A Roma attesi trenta centimetri di neve: Alemanno chiude scuole e uffici Caso Colosseo Ok al restauro di Della Valle

ELISABETTA ESPOSITO

Li hanno chiamati «eccezionali eventi atmosferici». E l’Italia, tra freddo e preoccupazione, trema. Da oggi è allarme su gran parte della penisola, come ha confermato ieri il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri: «È forte la probabilità che si verifichino nuovamente gli eccezionali eventi atmosferici che hanno contrassegnato lo scorso fine settimana». Torna la neve insomma e le temperature saranno bassissime: la fascia adriatica sarà la più colpita, ma i fiocchi cadranno abbondanti anche in Friuli Venezia Giulia e Veneto al Nord e in Toscana, Umbria e Lazio al Centro. Al Sud il maltempo, che ieri ha fatto altre cinque vittime, arriverà entro domenica. Trenitalia intanto ha comunicato che sarà interrotta la circolazione sulle linee a rischio in 12 regioni. Brutto segno.

I sacchi di sale nella sede della Protezione civile utilizzati ieri notte sulle strade di Roma ANSA

4

IL NUMERO

5000

Le tonnellate di sale Per l’emergenza a Roma sono arrivate 5000 tonnellate di sale

no incontrato enti locali e Regioni a cui sono state garantite risorse per l’emergenza. Dalla riunione è emersa anche la volontà di rivedere la legge che lo scorso anno ha depotenziato la Protezione civile. Nel frattempo, «nelle situazioni di emergenza, Gabrielli avrà gli stessi poteri di Bertolaso» ha precisato la Cancellieri. In questo clima di reciproca comprensione si è inserito Gianni Alemanno: «Ora io e Gabrielli collaboriamo, per il bene di Roma». Nella

Capitale sono previsti 30 centimetri di neve e il sindaco ha chiuso scuole e uffici pubblici oggi e domani. Giorni in cui sarà obbligatorio circolare con le catene (introvabili) a bordo e «montarle immediatamente se dovesse nevicare», ordina Alemanno. Sperando che non intenda al primo fiocco, altrimenti il problema sarà per l’asfalto. Poi un invito dal suo blog: «Spalate, è un fatto civile, può persino essere divertente». Mah.

Arriva il via libera al restauro del Colosseo da 25 milioni di euro. L’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha esaminato l’accordo di sponsorizzazione di «puro finanziamento» siglato un anno fa con il patron della Tod’s Diego Della Valle e ha valuta to che non è in contrasto con i principi di «legalità, buon andamento e trasparenza dell’azione amministrativa». «È una decisione molto importante, un esempio per altre sponsorizzazioni che devono essere fatte in città attraverso questo tipo di bandi e il reperimento di fondi privati», ha commentato il sindaco Alemanno. Ma nel giorno in cui è arrivato il disco verde dell’autorità sui contratti pubblici, il Tar del Lazio ha invece accolto l’istanza pre sentata dal Codacons per approfondire la regolarità della sponsorizzazione di Della Valle e ha chiesto di depositare entro 30 giorni i documenti sull’accordo firmato con il gruppo marchigiano.

Mills, la difesa: «Prescrizione per Berlusconi» Doppio tentativo degli avvocati di Silvio Berlusconi (nella foto LaPresse) per fre nare il processo in cui l’ex premier è imputato per corru zione in atti giudiziari dell’av vocato inglese David Mills. La difesa di Berlusconi ieri ha infatti cercato di far slittare la requisitoria e la richiesta di condanna in calendario per domani, chiedendo ai giudici di prosciogliere l’ex premier per «intervenuta prescrizione» e di poter riconvocare nuovi testimoni e acquisire nuove prove. I giudici del tribunale di Milano hanno però stabilito che è impossibile decidere sulla data della prescrizione. E così il processo è stato aggiornato a domani: prevista la requisitoria del pubblico ministero, Fabio De Pasquale, che proverà a dare forza alla tesi che sia stato proprio Berlusconi a versare 600 mila dollari all’avvocato Mills e chiederà la condanna.

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Ci pensa Gabrielli Rispetto all’ultima ondata di gelo, questa volta tutti vogliono farsi trovare preparati e uniti. A Palazzo Chigi, il governo e il capo della Protezione civile Franco Gabrielli — a cui Monti attraverso un decreto ha affidato il coordinamento degli interventi — han-

S Condannato il giudice spagnolo Si chiude tra le polemiche la carriera del discusso giudice spagnolo Baltasar Garzon, che nel 1998 ordinò l’arresto a Londra di Pinochet e anni dopo tentò di incriminare Berlusconi. Il Tribunale Supremo di Madrid lo ha condannato ieri a 11 anni di inabilitazione per avere fatto intercettare nel 2009 dei colloqui in carcere fra imputati e difensori

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VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

ALTRI MONDI

LA SERIE FINIRÀ AD APRILE

Basta con Dr House: dopo 8 anni si chiude Dr House ha detto stop. Con un comunicato i produttori e il protagonista, l’inglese Hugh Laurie (nella foto), hanno annun

ciato che la popolare serie chiu de: l’ottava stagione, ora in corso negli Stati Uniti su Fox, sarà l’ultima. Lo show finirà ad aprile, quando raggiungerà le 175 puntate, superando le aspettati ve del debutto, nel 2004: gli as colti, dopo i 20 milioni degli anni scorsi, sono scesi a 10 milioni.

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Malvaldi boom «Nei miei gialli tutto è rosa»

IL DOSSIER DELL’FBI SU JOBS

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Stravenduto il quarto libro dei suoi vecchietti-detective: «Non ho pretese, voglio solo intrattenere»

Marco Malvaldi, 38 anni, è ricercatore di Chimica all’università di Pisa

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IL LIBRO

S «La carta più alta» (Sellerio, 208 pagine, 13 euro) Ha venduto 700 mila copie «La carta più alta» è il quarto libro di Marco Malvaldi con protagonisti i vecchietti del BarLume. I precedenti della serie dello scrittore pisano hanno venduto oltre 700 mila copie

FILIPPO CONTICELLO

Non c’è traccia di noia tra i tavoli del BarLume. Lì a Pineta, immaginaria provincia toscana, si vive di carte e bevute, chiacchiere sulla Gazzetta e maldicenze sul resto del mondo. Trovi sempre seduti quattro vecchietti dalla lingua lunga: Massimo il barrista (alla pisana, mai togliere una erre) è costretto ad ascoltare velenosi ragionamenti in vernacolo. Litiga spesso, ma assieme diventano un eccellente pool di investigazione. Svelano omicidi, e fanno la fortuna del loro inventore: Marco Malvaldi, chimico all’università di Pisa e giallista da oltre un milione di copie. Il suo quarto «poliziesco da bar» si chiama La Carta più alta e rivaleggia con Camilleri (e l’emergente Amy Bradley) per la vetta dei libri più venduti. Il povero Massimo se ne faccia una ragione: non staccherà dai tavoli nonno Ampelio, Aldo, il Del Tacca e il Rimediotti. Malvaldi, ma cosa hanno di speciale questi quattro ottuagenari strambi e impiccioni?

«Sono cinici e bastardi. Si fanno i fatti degli altri e, siccome gli altri non siamo noi, la cosa ci piace. E poi loro, da vecchi, sono felici in quel bar». Ecco, il bar: centro di gravità permanente della storia.

la Foto Schwarzenegger e Stallone, coppia anche in clinica Sembrano divertirsi come pazzi Sylvester Stallone, 66 anni, e Arnold Schwarzenegger, 65, nonostante siano in attesa di un’operazione alla spalla. I due si sono ritrovati nello stesso ospedale per lo stesso intervento. Una strana coincidenza o una trovata pubblicitaria? I dubbi sono molti, soprattutto se si pensa che hanno appena finito di girare insieme l’action movie «The Expendables» e che a giorni inizieranno in Louisiana le riprese di «The Tomb»...

COMPRATI I DIRITTI

E i romanzi diventeranno fiction in tv I vecchi del BarLume dell’immaginaria Pineta, as sieme al «barrista» Massimo, diventeranno una fiction. Carlo Degli Esposti, artefice con la sua società Palomar del successo televisivo del commissario Montalbano, ha comprato i diritti per portare in tv gli originali detective creati da Malvaldi. «Questi romanzi hanno una capacità di raccontare attraverso l’indagine gialla cosa accade nella provincia italiana, hanno grande potenza visiva — ha spiegato ieri Degli Esposti —, hanno conquistato me e milio ni di lettori. Ora cominciamo a lavorare alle sceneggiature e poi penseremo al cast».

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La Gazzetta è un piacere quotidiano, quei bar dove non c’è sono tristi MARCO MALVALDI SCRITTORE

«Non è un luogo, è teatro. Al bancone non si sta mai in silenzio, si deve sottostare a regole non scritte. E il barrista gode sempre d’impunità. Il mio, ad esempio, quando giorni fa è entrato un uomo alto 1.50 gli ha detto in pisano: "Tu ti sembra educato entrare a ginocchioni?". Nessuno s’è offeso». E dentro al BarLume la Gazzetta è una religione: i protagonisti la divorano. Una scelta autobiografica?

«Aveva ragione quella pubblicità: la Gazzetta è un piacere quotidiano. Vicino alla facoltà c’è un bar triste e quando lo sconsiglio dico sempre: "Lì non c’è neanche la Gazzetta". A un posto così toglierei la licenza. Ma c’è molto di autobiografico nei miei libri: nonno Ampelio, per esempio, è uguale al mio. Era ateo, socialista e bestemmiatore e, come nemesi, gli è nato un figlio prete». Un giallo Sellerio in cui si parla in dialetto: in mente viene subito Camilleri. Rivale o modello?

«Quando mi chiamano il Camilleri di Toscana, mi tocco perché penso ad Hakan Sukur, il Van Basten del Bosforo. Vi ricordate che disastro? Io faccio altro e ho solo la pretesa di intrattenere e non di insegnare come va il mondo. Vorrei solo che tra 50 anni mio figlio ridesse ancora coi vecchiacci del BarLume».

Il boss di Apple spiato Steve Jobs era stato «spiato» dall’Fbi. Un dossier sul fondatore di Apple, morto lo scorso ottobre, è stato reso pubblico dopo quasi 30 anni: Jobs venne studiato perché, dopo essere stato cacciato da Apple, il presidente George Bush padre lo avrebbe voluto nell’amministrazione centrale degli Usa. Dal dossier, basato su interviste a persone vicine a Jobs, emerge che il guru informatico tendeva «a piegare la verità e distogliere la realtà per il conseguimento dei suoi obiettivi»: era inoltre difficile lavorare con lui ma la maggioranza degli intervistati lo riteneva pronto per Washington. Nel dossier si fa riferimento anche all’uso di droghe, Lsd e hashish, che Jobs confermò di aver assunto prima del matrimonio

IL SUPERENALOTTO

Nessun «6» né «5+» Jackpot a 62,5 milioni Nessun «6» né «5+» al concorso di ieri sera del SuperEnalotto. Ai 7 vincitori con punti «5» vanno invece 53.866,50 euro

IN GARA A SANREMO

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ciascuno. Il jackpot, così, con tinua a crescere: per la prossi ma estrazione, in programma domani, in palio ci sono 62,5 milioni di euro. Ecco la combinazione vincente del concorso di ieri: 43, 51, 54, 71, 73, 85; numero Jolly: 25; numero SuperStar: 56

I DATI AUDIPRESS

Ecco Arisa: «Rinata dopo la fine di un amore» «Arisa occhialuta, un po’ bacchettona e con la voce da Nonna Papera? Scordatevela, ora vi faccio vedere la mia parte più vera». Rosalba Pippa, in arte Arisa (nella foto), torna a Sanremo con la canzone La Notte, uno degli 11 inediti dell’album che esce mercoledì, Amami. Ma la nuova Arisa, quella più sicura di sé, l’abbiamo già vista in tv, come giudice di X Factor: «Chi l’avrebbe mai detto che sarei stata capace di rispondere a tono alla Ventura?», scherza la 29enne lucana. Che ripete più volte: «Sia chiaro, non vado a Sanremo per vincere: una volta è già successo (nel 2009 con Sincerità, ndr)». Poi ci è tornata ancora nel 2010, con Malamorenò. E adesso eccola qui, più convinta che mai di avere tra le mani un brano validissimo, che le fa sperare nel premio della critica: «Rappresenta i momenti di tristezza e solitudine che ho dovuto sopportare a causa della fine del mio amore più grande», cioè la storia col suo fidanzato, Giuseppe Anastasi, autore di molti dei suoi successi. Ma Arisa parla anche di delusioni sul lavoro: «All’inizio avevo intorno persone interessate a farmi apparire solo come "un pagliaccio". E io mi sentivo castrata. Ora invece sono rinata, sento di essermi messa a nudo e sto bene così». stefania angelini © RIPRODUZIONE RISERVATA

La Gazzetta resta al top: i lettori sono 4,3 milioni La Gazzetta rimane in testa e cresce ancora: i dati Audipress relativi al 3˚ ciclo del 2011 dicono che il nostro giornale ha superato quota 4,3 milioni di lettori al giorno, circa 260 mila in più (ovvero l’8 per cento) rispetto alla prece dente rilevazione, quando eravamo arrivati a 4,05 milioni. La Gazza si conferma quindi il quotidiano più letto d’Italia: in seconda posizione c’è la Repubblica, con poco più di 3,5 milioni di lettori (+7,5%), mentre il Corriere della Sera chiude il podio con 3,4 milioni (+4,8%). La ricerca Audipress, condotta su 56.776 adulti (32.625 quotidiani + 24.151 periodici), con più di 14 anni, rileva che in un giorno medio, tra il 19 settembre e il 18 dicembre, hanno letto uno o più quotidiani 24,9 milioni di italiani adulti (14,6 milioni di uomini e 10,3 di donne), il 3% in più (erano 24,2 milioni nel ciclo precedente). In aumento, nello stesso periodo di riferimento, anche il totale delle letture, cresciute da 39,6 milioni a 41,3 milioni (+ 4,5 per cento). Per quanto riguarda, invece, i numeri dei periodici, va molto bene SportWeek: il settimanale della Gazzetta ha superato quota 1,5 milioni di lettori, con un +14,1%. Il mercato è salito dell’1,8% a 33 milioni di lettori: i settimanali hanno registrato lettori in crescita del 2% (23,55 milioni), i mensili hanno fatto segnare un +3% a 22,6 milioni. Tra i settimanali femminili c’è in testa Donna Moderna (2,7 milioni), tra i maschili di attua lità vince il Venerdì di Repub blica, che arriva a 2,5 milioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ANNUNCIO UN FILM BIOGRAFICO SULLA PRINCIPESSA

La Watts sarà Lady D al cinema «Un onore interpretare un’icona» Un ruolo impegnativo, pieno di aspettative, circondato da attenzioni. Spetterà a Naomi Watts, 43 anni, non deludere nessuno quando vestirà i panni di Lady Diana nel biopic «Caught in Flight» di Oliver Hirschbiegel. Secondo il «Tele graph», il film si concentrerà sugli ultimi due anni di vita della principessa del Galles, e sulla relazione con Hasnat Khan, il chirurgo di cui Diana si sarebbe innamorata nonostante la relazione con Dodi al Fayed. «È un grande onore interpretare il ruolo di un’icona, la principes sa era amata in tutto il mondo e non vedo l’ora di portarla sullo schermo», ha detto l’attrice.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI Oroscopo

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21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/12 - 20/1

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

LE PAGELLE

Ariete 6-

Toro 7+

Gemelli 6+

Capricorno 8

Cancro 7

Leone 7

DI ANTONIO CAPITANI

Giornata un cicinìn malinconica. Forse perché vi manca qualcuno, o perché i ricordi che riemergono fanno male. Lavoro e ormoni a bassa resa.

Viaggi e lavoro appagano, la creatività cresce. Una ventata di fortuna, poi, vi agevola in tutto, anche nel realizzare le aspirazioni suine.

Lavoro e famiglia vi fanno adagiar gli zebedei come scendiletto. Ma fortuna e punti immagine aumentano. C’è opacità sudombelicale, però.

La cooperazione nel lavoro è fruttuosa. Certo, chi vuol farvi le scarpe (e il derrière) c’è, ma si autoeliminerà con la propria beotaggine.

Saturno è sponsor di successi, Urano vi fa venire le guance a forma di glutei. E arrivan pure delizie pecuniarie. Grandeur suina, eccessiva.

24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

IL MIGLIORE Spiccherete e vincerete nel lavoro, trasuderete vigore, darete slancio a rapporti e alleanze. Guizzi sudombelicali arrivano, fors’anche procreativi…

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Vergine 7,5

Bilancia 6

Scorpione 7,5

Sagittario 6-

Acquario 6

Pesci 6-

Il morale sale, lavoro e sport concedono prestigio. Il sudombelico, poi, si sente in vena di stupire e la giornata assume un love profile.

Vi sembrerà di dover combattere con un mondo di scemi. E/o di fetenti. Calmi, è solo un’impressione. Isolatevi, riposate. C’è requie suina.

Idee e contatti si definiscono, premiano e portano soldi. Tutto si incastra nel modo e nel mood giusto, nel lavoro, in amore, fornicatamente!

L’umore sfigopenzola, un imprevisto si staglia. Occorreranno freddezza, padronanza e faccia di glutei per risolvere tutto. Moscerie suine.

Certi incapaci che vi avevano fatto in salmì gli zebedei, potrebbero appoggiarvi. Ma qualcuno puzzerà di fetuso: occhio. Tono fisico ni.

Nel lavoro compaiono ostracismi e ritardi che v’abbattono. State su, siate lucidi, non demordete. E fornicate, ché di venerdì porta buono.

LEWIS HAMILTON

Il pilota inglese è nato a Stevenage il 7 gennaio 1985. Iridato di F.1 nel 2008, ha vinto 17 GP sempre con la McLaren

Gazzetta.it

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TG5 - MATTINA MATTINO CINQUE GRANDE FRATELLO TG5 - ORE 10 MATTINO CINQUE FORUM TG5 - SOAP UOMINI E DONNE AMICI POMERIGGIO CINQUE THE MONEY DROP TG5 STRISCIA LA NOTIZIA ZELIG Varietà 23.30 TI ODIO, TI LASCIO, TI... 1.30 TG5 - NOTTE 2.00 STRISCIA LA NOTIZIA 2.55 UOMINI E DONNE

7.15 8.40 12.25 13.40 14.35 15.30 16.10 17.45 18.30 19.20 19.50 20.20

CARTONI ANIMATI TELEFILM STUDIO APERTO I SIMPSON DRAGON BALL CAMERA CAFÉ TELEFILM TRASFORMAT STUDIO APERTO TUTTO IN FAMIGLIA I SIMPSON C.S.I. - SCENA DEL CRIMINE 21.10 TRUE JUSTICE Film 23.00 NIKITA 23.50 LE IENE 1.15 THE SHIELD 2.05 STUDIO APERTO LA GIORNATA

7.25 8.20 9.40 10.50 11.30 12.00 15.35 15.40 15.45 18.55 19.35 20.30

NASH BRIDGES HUNTER R.I.S. ROMA 2 BENESSERE TG4 - TELEGIORNALE TELEFILM - FORUM SPECIALE BONES IERI E OGGI IN TV GLI INVINCIBILI TG4 - TELEGIORNALE TEMPESTA D'AMORE WALKER TEXAS RANGER 21.10 QUARTO GRADO Attualità 23.50 I BELLISSIMI DI R4 23.55 LANTANA 1.24 TG4 NIGHT NEWS 2.30 DA BERLINO L'APOCALISSE

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RAIDUE

RAITRE

UNOMATTINA TG 1 OCCHIO ALLA SPESA LA PROVA DEL CUOCO TELEGIORNALE VERDETTO FINALE LA VITA IN DIRETTA TG 1 CHE TEMPO FA L'EREDITÀ TELEGIORNALE QUI RADIO LONDRA SOLITI IGNOTI ATTENTI A QUEI DUE - LA SFIDA 23.25 TV 7 0.25 TG 1 - NOTTE 1.00 QUI RADIO LONDRA 1.05 TESTIMONI E PROTAGONISTI...

8.45 9.05 9.20 9.30 10.00 11.00 13.00 14.00 16.10 17.50 18.45 19.35 20.30 21.05

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SLITTINO

Serie A maschile Rai Sport 2

21.00 MILANO - BANGKOK World Series of Boxing Sportitalia 2

Doppio. 2ª discesa. Da Altenberg, Germania Eurosport

SALTO CON GLI SCI

HERNANDEZ ANDRADE

TENNIS

18.00 COPPA DEL MONDO

13.00 SVIZZERA - USA

HS 145 qualifiche. Da Willingen, Germania Eurosport

Friday Night Fights ESPN America

Coppa Davis SuperTennis

14.30 WTA PARIGI

CICLISMO

SCI ALPINO

13.00 TOUR DEL QATAR

9.00

NCAA. ESPN America

Ieri

A CURA DI

ALGHERO

1

10

ANCONA

-3

3

AOSTA

-7

3

BARI

2

6

BOLOGNA

-9

0

0

10

-5

-1

min max

CIELO

VENTI

CAGLIARI

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

Moderati

CATANIA

0

11

FIRENZE

-1

4

Eurosport

16.00 REPUBBLICA CECA ITALIA

COPPA DEL MONDO

6ª tappa Eurosport 2

LOYOLA - IONA

Discesa maschile. Da Sochi, Russia. Eurosport

Coppa Davis. SuperTennis

Trento 7 0

Aosta 11

Milano

3

5

Torino 7 0

Venezia

1

4

6

1

4

4

4

2

3

5 2

MILANO

-7

3

ROMA

NAPOLI

3

6

1

PALERMO

6

10

Agitati

Nebbia

Il sole oggi MILANO

ROMA

-2

1

POTENZA

-3

-1

REGGIO CALABRIA

5

11

ROMA

0

7

TORINO

-7

3

-8

7

TRENTO

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:34

17:40

7:14

17:34

-3

2

VENEZIA

-6

4

I nuovi talenti come Oscar (nella foto), la Libertado res, Argentina e Brasile nel blog «Il Tropico del Calcio»

Serie A

SKY SPORT 2

IL FORUM

11.30 RUGBY: FRANCIA ITALIA Sei Nazioni 14.15 BASKET: BOSTON CELTICS - LOS ANGELES LAKERS NBA 16.30 GOLF: OMEGA DUBAI DESERT CLASSIC

Il riscatto dell’Inter con Sneijder e Forlan

PGA European Tour

SKY SPORT 3

Andrea Elefante analizza l’impatto che potrà avere il rientro di Sneijder (nella foto) e di Forlan nell’Inter

10.30 GOLF: OMEGA DUBAI DESERT CLASSIC PGA European Tour

Domani

Dopodomani

Ancora depressione attiva sull'Italia con nevicate estese su buona parte del Nordest e al Centro. Probabile neve anche sulla città di Roma, specie al mattino. Al Sud e sulle isole ancora rovesci diffusi, nevosi a quote basse. Clima rigido.

Ancora cieli coperti con nevicate fino in pianura su gran parte del Nordest, specie sulla Romagna, e ancora sulle regioni centrali adriatiche. Rovesci sul basso versante tirrenico, Puglia e Sardegna, nevosi in collina. Clima ancora gelido.

2

0

1

2

-8

PERUGIA

Calcio sudamericano: tutto sulle nuove stelle

Ancona

Perugia

Firenze

L'AQUILA

Mossi

IL BLOG

2

0

GENOVA

Neve

17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS 21.00 CALCIO: LAZIO CESENA

Quasi 3.000 lettori hanno risposto al nostro quesito: il 68 per cento sta con il c.t. dell’Inghilterra (nella foto)

Bologna Genova

Molto forti

Calmi

24.00 0.30 0.40 1.35 1.40

Vi sareste dimessi come ha fatto Capello?

1

Coperto

MARI

10.30 CALCIO: LAZIO CESENA Serie A 15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI

Vortice depressionario sull'Italia con maltempo invernale. Di nuovo allerta meteo sull'Emilia Romagna, tutto il Centro e al Sud nell'interno, per nuove nevicate abbondanti. Sulle coste del Sud e sulle isole forti piogge e venti di burrasca. Trieste

Forti

Temporali

CALCIO: CHIEVO PARMA

Oggi

Rovesci

Pioggia

9.45

Serie A. Highlights

12.00 MONDIALI

Sei Nazioni Rai Sport 2

SKY SPORT 1

10.00 CALCIO: CATANIA ROMA

Doppio. 1ª discesa. Da Altenberg, Germania Eurosport

19.00 ITALIA INGHILTERRA U20

Eurosport 2

19.20 20.00 20.30 21.10

OMNIBUS TG LA7 COFFEE BREAK L’ARIA CHE TIRA I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 MIKE HAMMER ATLANTIDE L’ISPETTORE BARNABY G’ DAY TG LA7 OTTO E MEZZO LE INVASIONI BARBARICHE SOTTO CANESTRO TG LA7 (AH)IPIROSO MOVIE FLASH G’ DAY

Serie A. Highlights

11.30 MONDIALI

RUGBY

BOXE

3.00

Gigante femminile. 2ª manche. Da Soldeu, Andorra Rai Sport 1

21.00 PRO RECCO POSILLIPO

Sprint femminile. Da Kontiolathi, Finlandia Eurosport

GazzaMeteo

Nuvolo

13.00 COPPA DEL MONDO

PALLANUOTO

13.00 COPPA DEL MONDO

19.00 WTA PARIGI

Gigante femminile. 1ª manche. Da Soldeu, Andorra Eurosport 2 e Rai Sport 1

Serie A d'Elite Rai Sport 1

Sprint maschile. Da Kontiolathi, Finlandia Eurosport

BASKET

Legenda

17.50 JUNIOR FASANO INTINI NOCI

10.15 COPPA DEL MONDO

BOCA JUNIORS OLIMPO Campionato argentino Apertura. Sportitalia

10.00 COPPA DEL MONDO

PALLAMANO

NEW YORK KNICKS LOS ANGELES LAKERS

BIATHLON

17.00 SAMPDORIA SIENA

1.00

8.00 8.40 9.55 10.00 10.05 11.00 13.00 14.45 16.15 16.55 18.45 20.00 20.30 21.10

NBA. Sky Sport 2

15.00 INTER - REGGINA

1.15

TGR - AGORÀ RAI 150 ANNI TG3 - LE STORIE LA STRADA PER LA FELICITÀ TG REGIONE - TG3 LASSIE COSE DELL'ALTRO GEO GEO & GEO TG3 - TG REGIONE BLOB STANLIO E OLLIO UN POSTO AL SOLE NINE Film SETTE STORIE ISTRIANE TG3 LINEA NOTTE TG REGIONE METEO 3

IL SONDAGGIO

L’Aquila 3

1

Campobasso

5

3 2

Bari

1

3

Napoli

Potenza

6

4

Cagliari 6

7

1

Catanzaro

9

3

8

Reggio Calabria

Palermo

4 10

7 10

Catania 7

10

Il sole domani MILANO

La luna ROMA

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

7:33

17:42

7:12

17:35

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

23 gen.

31 gen.

7 feb.

14 feb.


VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

43

LETTERE DITE LA VOSTRA

Porto Franco

INDIRIZZO Via Solferino, 28 20121 Milano Fax 02.62.82.79.17 Email: gol@rcs.it

A CURA DI FRANCO ARTURI Twitter: @arturifra

Perché la Juve ha strasuperato il Milan Da troppo tempo vi sento ripetere, come un ritornello, come se fosse un assioma, un postulato che «il Milan è di molto superiore alla Juventus». Sembra, a sentirvi, un dogma che va accettato, a priori. Ma avete ben guardato la formazione delle due squadre, ruolo per ruolo? Il Milan è superiore in 2 ruoli, il centrale di difesa (Thiago Silva) e Ibrahimovic. La Juve lo è in altri 2 ruoli, il portiere e il regista di centrocampo. Ma negli altri ruoli e reparti? Siete davvero sicuri che Boateng e Van Bommel siano migliori di Marchisio e Vidal? O Abate migliore di Lichtsteiner, o Robinho di Vucinic o Matri? Se la Juve avesse un Thiago Siva o un Ibra davanti, il campionato sarebbe già finito: il Milan li ha, quei 2 giocatori, e però fatica terribilmente. Questo non vi dice nulla? Mauro Premuda (Venezia) Ci attribuisce dogmi che non abbiamo mai scritto sulla pietra rosa. La valutazione generale è che l’organico del Milan sia più attrezzata di quella

Stadio nuovo, vecchie curve Finalmente per la prima volta dopo 43 anni di juventinità sono andato a vedere la mia squadra in casa, a Torino, nel nuovo meraviglioso Juventus Stadium. Le attese erano molte. Ecco com’è andata in breve. I nostri posti si trovavano in curva sud, centrali, in seconda fila del secondo anello. Entrati un’ora prima dell’inizio, abbiamo capito subito che non avremmo mai potuto vedere la partita da quei sedili, perché la curva anche in questo «futuristico stadio per le famiglie» è nelle mani delle tifoserie organizzate. Niente di preoccupante dal punto di vista dell’ordine pubblico, ma completa anarchia all’interno della stessa curva. Per vedere la partita ci siamo dovuti cercare un posto defilato dalle zone dei gruppi, rimanere per quasi tutta la partita in piedi come tutte le persone che avevano acquistato quel tipo di biglietto. All’interno, nell’area contigua ai tornelli, i gruppi possedevano di tutto. Bancarelle improvvisate per la vendita d’indumenti bianconeri, borsoni ricolmi di panini che vendevano a tre metri dai bar ufficiali, stri-

della Juve: glielo confermo. Si va dai nostri esperti a dozzine di altri qualificati osservatori. Il «molto» lo ha messo lei. Ma la discussione non è appassionante, almeno per me. Mi sembra più stimolante il sorpasso tecnico, psicologico e di risultati che la Juve ha ormai ultimato sui suoi avversari per ora più qualificati. Perché ormai è chiaro: la Juve al momento (un lungo momento che dura da mesi) è più forte dei campioni d’Italia. La squadra di Conte gioca visibilmente meglio e a una velocità doppia: il suo pressing offen-

scioni e bandiere d’ogni tipo. Ho fotografato una zona della curva dove un centinaio di sedili si sono svuotati perché un ragazzino neanche ventenne per tutti i 90 minuti ha pensato bene di sventolare un’enorme bandiera nera che toglieva la visuale all’intera zona: in compenso lui non ha visto nemmeno un minuto di gioco. C’erano anche altre bandiere e nessuno che avesse il coraggio di chiedere, gentilmente o meno, di dare fine allo sventolamento. Come se non bastasse, aggiungiamo inoltre la solita ignoranza italiana nei confronti degli avversari, gratificati di insulti vari e ululati. Il nostro campionato è stato superato dalla Premier, dalla Liga, dalla Bundesliga e forse dalla Ligue 1 non solamente per disponibilità economica, ma soprattutto per la mentalità. In quegli stadi il tifo organizzato non esiste più e gli appassionati nella maggior parte dei casi inneggiano alla propria squadra. Roberto C. (Bolzano)

Dopo aver raccolto tanti sfoghi sul clima di vecchi ma gloriosi impianti come San Siro o il San Paolo, ecco il turno dell’ultimo nato. Lei ha naturalmente ragione: un nuovo (e drastico) approccio al problema è molto più importante di un nuovo stadio:

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

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PRESIDENTE Piergaetano Marchetti VICE PRESIDENTE Renato Pagliaro AMMINISTRATORE DELEGATO E DIRETTORE GENERALE Antonello Perricone CONSIGLIERI Raffaele Agrusti, Roland Berger, Roberto Bertazzoni, Gianfranco Carbonato, Diego Della Valle, John Elkann, Giorgio Fantoni, Franzo Grande Stevens, Jonella Ligresti, Giuseppe Lucchini, Vittorio Malacalza, Paolo Merloni, Andrea Moltrasio, Carlo Pesenti, Virginio Rognoni, Alberto Rosati, Giuseppe Rotelli, Enrico Salza DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Giulio Lattanzi

sivo è quanto di più efficace si veda fare in Europa al di fuori di Barcellona. La compattezza del gruppo ormai granitica. Le motivazioni sono state trasformate in un propellente inesauribile. Fa piacere vedere questo gruppo in campo, anche nelle giornate di minor vena: io l’ho ammirata per esempio pure contro il Siena. A parte qualche nota stonata emessa cantando le trite canzoncine sugli arbitri e sul «rispetto», vedo una squadra tosta e simpatica. Ripeto: simpatica, come sono tutte le formazioni di spicco (comprese tante Ju-

ve del passato) che vincono soltanto grazie alle proprie forze. Lascio le questioni del «vogliamo tornare antipatici» ai cultori dei luoghi comuni. Di fronte a questa marea montante, il Milan non riesce a mettere sul campo altrettanta feroce determinazione e organizzazione tattica. Possiamo discutere a lungo quanto stia incidendo sulla prolungata frenata l’impressionante numero di infortunati. Non me ne nascondo l’importanza, ma la lentezza del gioco d’attacco della squadra e la sua impotenza contro le formazioni più quotate sono a mio avviso elementi più significativi. Non si battono squadre organizzate e di gran gamba limitandosi ad attendere l’errore degli avversari oppure l’invenzione di Ibra o di qualche suo ispirato compagno di giornata. E tutto questo è ancor più preoccupante in funzione della Champions. A parte la sfida di San Siro contro il Barcellona, non ho ancora visto in questa stagione più di 10 minuti ad incontro dell’intensità mostrata l’anno scorso sul campo del Tottenham. Allegri ha poche settimane per recuperarla, altrimenti la stagione sarà segnata.

Capello, vero italiano

Da Palombo a Candreva

Finalmente un vero italiano. Fabio Capello si è dimesso perché nei suoi ideali di libertà non poteva accettare che qualcuno imponesse decisioni senza un giusto processo, o comunque lo facesse in sua vece. Classico degli inglesi di condannare prima di giudicare secondo la legge. Un bravo a Capello, esempio di correttezza e limpidezza, che si è dimesso dimostrando che noi Italiani, quelli veri, siamo pronti a sacrificarsi per i propri diritti e quelli degli altri. Noi crediamo nei nostri ideali. Vorrei il Mister come presidente della Figc.

Nel momento del saluto sarebbe banale dire che Palombo ha giocato annate straordinarie e che negli ultimi pazzeschi 18 mesi ha fatto poco ma, comunque, tutto quello che poteva. Voglio invece sottolineare che come capitano ci ha sempre rappresentato, agendo con onore e con valore, e che come uomo è stato un vero esempio, di quello stampo ormai quasi introvabile di un Lombardo, di uno Scirea, di uno Zoff: rispetto per avversari, regole e arbitro, gran cuore, fedeltà ai colori, lealtà. Cose che per noi sampdoriani hanno sempre contato più di una vittoria,

Alessandro Mobono

Mamma mia, sembra di sentire il commento parlato ad un documentario Luce. Toni del genere andrebbero riservati a gesti di natura un po’ diversa e socialmente impegnativa. Capello ha ritenuto in questo modo di tutelare la propria autonomia e nel momento del commiato ha signorilmente ringraziato tutti, a partire dall’ambiente inglese, federazione compresa. Ed è stato ricambiato dalla stessa cortesia. Conserviamo l’orgoglio nazionale per altri scopi: ne abbiamo bisogno.

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Mauro Ottonello

E' mai possibile che nel 2012 un calciatore debba giustificare o rinnegare il tifo della propria gioventù per farsi accettare dai suoi nuovi tifosi!? Un calcio che vuol proiettarsi verso la modernità deve fare i conti con queste antiche miserie. Vedi Candreva. G. Rings

Il vostro modo di vedere e sentire il calcio dovrebbe essere l’unico. Ed è certamente la sola via conosciuta per ripulire l’ambiente da antiche incrostazioni tribali.

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COMUNICATO SINDACALE Gazzetta dello Sport, piacere quotidiano. Vorremmo tutti che lo rimanesse. Chi ci lavora, chi la trova in edicola, chi la vive attraverso le nuove tecnologie. Per questo è necessario che un giornale che vanta il maggior numero di lettori in Italia e rappresenta il più grande e rispettato quotidiano sportivo in Europa, e tra i più conosciuti organi di informazione al mondo, non perda il suo valore. L'uscita dallo stato di crisi, nel novembre scorso, non ha prodotto gli investimenti sperati. Le pagine del quotidiano, che nel febbraio di tre anni fa erano anche 56, ora viaggiano stabilmente su un numero di 40. Nuove iniziative, attraverso altre piattaforme mediatiche, si sono arenate o sono state congelate. La redazione ha continuato a lavorare con impegno ed entusiasmo, com’è giusto che sia. Ma due settimane fa l’azienda ha accennato a nuovi piani, che andrebbero in direzione opposta a quelli di organizzazione del lavoro adottati nell’ultimo decennio, e che soprattutto indebolirebbero pesantemente il valore del settore quotidiani. Per questo i giornalisti della Gazzetta, del Corriere della Sera e i poligrafici hanno dichiarato uno stato di agitazione comune. Che, nel caso della nostra redazione, ha prodotto prese di posizione e cambiamenti riguardo le pagine legate a iniziative di marketing e attuato e messo in cantiere altre forme di protesta, anche dure. L'ultimo bilancio consolidato depositato da Rcs Mediagroup, che riguarda il 2010, evidenzia come — grazie a robusti sacrifici, compreso lo stato di crisi che ha ridotto il numero di giornalisti e poligrafici — siano stati prodotti risparmi notevoli: 247 milioni, 47 in più di quelli previsti. L’ultima trimestrale, del settembre 2011, racconta di un comparto quotidiani che mostra ricavi netti consolidati ancora positivi, nonostante (per la Gazzetta) il mancato contributo di eventi sportivi di rilievo. E a fine 2010 le riserve di bilancio, legate a utili precedenti, superavano abbondantemente i 200 milioni di euro.

alle attese e l’impairment test sulla valutazione degli avviamenti di bilancio in relazione all’acquisizione di Recoletos, ricompreso nella cash-generation di Unidad Editorial, è ancora un’incognita, come un’incognita sono le sue conseguenze sul bilancio consolidato di gruppo. Le difficoltà di un settore ciclico come quello editoriale sono inevitabili in un periodo di crisi economica prolungata. La crisi, tuttavia, non sarà eterna. Il settore attraversa un periodo di grandi trasformazioni, legato allo sviluppo tecnologico nelle sue varie forme (internet, tablet, smartphone). Potenzialmente una grande opportunità per chi come il gruppo Rcs è in grado di produrre contenuti e informazioni di qualità, un bene prezioso (anche socialmente) e la cui domanda non potrà mai ridursi. Le conseguenze e le trasformazioni tecnologiche sono state sempre accettate dai lavoratori del gruppo, che non hanno mai fatto venir meno il loro senso di responsabilità, anche durante periodi economici e storici più difficili di questo. Sarebbe invece inaccettabile rinnegare accordi pluriennali condivisi, fatti di sinergie e riorganizzazione del lavoro tra giornalisti e poligrafici. E soprattutto ridurre grandemente la capacità industriale e operativa (e in tal modo il valore) di una testata che produce profitti da sempre e che, nel momento in cui il sistema economico riprenderà slancio, a causa di tali cambiamenti non sarà più la stessa. La Gazzetta dello Sport è una realtà industriale importante, sana e unica nel panorama editoriale italiano. Una realtà da proteggere. Come immagine, come peso e per quanto potrà dare di ancor più significativo nel prossimo futuro. Invitiamo dunque gli azionisti e il management di Rcs Mediagroup a una riflessione e alla massima collaborazione comune perché un patrimonio invidiato da tutti non venga disperso o impoverito. Pronti, giornalisti e poligrafici, a spiegare le nostre ragioni al cda del gruppo.

Sui conti del gruppo incide però l’investimento in Spagna. Dove i risultati sono stati molto inferiori

Il cdr della Gazzetta dello Sport

PREZZI D’ABBONAMENTO C/C Postale n. 4267 intestato a: RCS MEDIAGROUP S.P.A. DIVISIONE QUOTIDIANI ITALIA 7 numeri 6 numeri 5 numeri Anno: e 299,40 e 258,90 e 209,10 Per i prezzi degli abbonamenti all’estero telefonare all’Ufficio Abbonamenti 02.63798520

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La tiratura di giovedì 9 febbraio è stata di 369.371 copie

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