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IL

CONTRAPPUNTO dell’alfiere

Vi parlerò di Casarini e Bertolaso Capita spesso che la realtà superi la fantasia, l’immaginazione più fervida e ci faccia scoprire gli uomini per quello che realmente sono. Alcuni di voi ricorderanno Luca Casarini? Uno dei più conosciuti leader del movimento no global e dei centri sociali del Nord Est. Famoso per le proteste contro i CPT, contro la base americana nel Veneto, contro lo Stato e contro gli egoismi della nostra società, egoismi che erano tutti rappresentati dal centro destra. Uno dei suoi bersagli preferiti era ovviamente Berlusconi, manco a dirlo, e, in subordine, la Lega. Ebbene tempo fa il buon Luca ci ha fatto sapere a mezzo stampa, dopo aver pubblicato un romanzo con l’odiata berlusconiana Mondatori, che oggi si è iscritto alla Confartigianato e ha aperto una ditta che si occupa di consulenza di marketing. Ma, soprattutto, che è al fianco delle partite Iva che lottano contro il fisco. «Dove finiscono i miei soldi? Se avessi l’asilo gratis per mio figlio pagherei volentieri. Ma siccome finiscono in spese inutili non ci sto. I soldi non devono finire a Roma e poi sparire nel nulla». Queste alcune affermazioni dell’ex guerriero delle cause dei poveri contro i cattivoni egoisti, fetenti ed evasori del centro destra. Sono sobbalzato sulla sedia alla lettura delle dichiarazioni del nostro pro-leghista di fresca adesione al movimento se non per iscrizione, quantomeno per adesione ideale. Passata la sorpresa ho sorriso. Ecco come finisce la rivoluzione. Ho solo un filo di amarezza nel pensare a quanti giovani hanno seguito anche in buona fede, animati da sentimenti di giustizia sociale, questo piccolo Masaniello e, magari, hanno avuto problemi con la giustizia. Ed oggi osservano la trasformazione della loro «guida» di un tempo dal paladino degli oppressi a sostenitore del particolarismo e dell’egoismo locale. Dalla vicenda umana di un uomo che a parole combatteva per i deboli ed i diseredati a quella di un uomo che senza proclami, senza parole rivoluzionarie prive di concretezza e di vera coerenza ha lavorato giorno e notte, 24 ore su 24, 7 sette giorni su 7 festività comprese, per la salvezza, per un bene forse meno aulico ma più concreto cioè la vita di tutti noi. Sto parlando del dottor Guido Bertolaso sottosegretario

a cui sono seguite silenziose e non riparatrici assoluzioni, l’elenco sarebbe lungo e triste per una democrazia veramente liberale. Mi preme, però, qui ribadire che se alla Protezione Civile si affidano oltre alle calamità eventi di tutti i generi è perché abbiamo un corpo legislativo vecchio, farraginoso non adatto ai tempi che però favorisce di fatto per i tanti poteri coinvolti, i tanti uffici, i tanti dirigenti, funzionari impiegati e impiegatucci titolari di grandi e piccoli, microscopici poteri di veto che impediscono di realizzare qualsiasi opera. Per non parlare degli enti locali, Comuni, Province, Comunità montane, Autorità di bacino, Autorità territoriali ottimali, Enti di controllo e sotto controllo, Regioni e chi più ne ha ne metta. Ma vi rendete conto che fare qualcosa diventa un’impresa titanica? Bertolaso, sempre confermato da tutti i governi, ha reso solo grandi servizi alla Nazione. Il terremoto de L’Aquila ha visto il superamento della fase emergenziale nel giro di pochi mesi. Qualcuno avrebbe gradito che non ce la facesse, anzi molti. Purtroppo per loro e per fortuna per gli abruzzesi tanto è stato fatto. Ora vedremo come ad esempio il comune de L’Aquila saprà gestire la fase del dopo terremoto senza, è bene ricordalo, avere i cittadini nei container ed in situazioni di emergenza acuta. Potrà farlo con una certa tranquillità, mi auguro sappia farlo. Ed aggiungo che il nostro modello di Protezione Civile è considerato a livello internazionale un esempio di efficienza vera, uno dei pochi di cui il nostro Paese possa vantarsi. Persino in Giappone, espertissimi nella gestione dei terremoti, hanno richiesto la consulenza di Guido Bertolaso. Perciò permettetemi di sospendere il giudizio, di non partecipare allo sport dei giustizialisti della condanna preventiva, della demonizzazione di un uomo capace. Se risulterà colpevole, solo allora dovrà dimettersi. In un mondo politico di parolai inutili ed inconcludenti, magari immaginifici ma inefficienti, a destra come a sinistra, aspettiamo a condannare uno dei pochi che «ha fatto e fa».

con delega alla Protezione Civile. In queste ore travolto dallo scandalo dei lavori per la preparazione del G8 de La Maddalena e, in parte, per l’organizzazione dei mondiali di nuoto di Roma. I giornali scrivono di intercettazioni, di favori sessuali e altro ancora. Si punta il dito accusatorio, censorio contro le procedure troppo rapide e poco trasparenti nell’affidamento e nella gestione dei lavori per questi due eventi. Nello scandalo sono in prima persona coinvolti altissimi dirigenti dello Stato, nominati nei posti di potere anche dal precedente governo di centro sinistra. La magistratura, in tempi rapidi, faccia piena luce e condanni con esemplarità i colpevoli se ve ne sono. Detto questo, tutto ovvio, il problema centrale è che questa indagine arriva durante la discussione della legge che assegna alla Protezione Civile poteri concreti e molto ampi al servizio delle calamità, delle emergenze e degli eventi, e questa circostanza non piace a molti. Il centro sinistra chiede di rivedere la legge e sospenderne l’approvazione e allo stesso tempo pretende, IDV in testa, le dimissioni di Bertolaso. Insomma la condanna è già arrivata, il dottor Di Pietro strepita: «Se ne deve andare». Un po’ di prudenza non guasterebbe visto gli esiti di tante indagine sostenute con la grancassa mediatica di cui l’IDV, a scanso dei piagnistei, dispone tanto da mandare al Parlamento europeo un magistrato le cui indagini hanno determinato le dimissioni di un ministro, la caduta del governo Prodi, per poi per molti dei politici coinvolti giunge- I paragoni con i teatrini regionali e locali sono re, allo stato, al proscioglimento. Non voglio d’obbligo. Uomini a caccia di poltrone, di canintrattenevi sui casi di condanne medianiche didature, donne come la Poli Bortone una vita

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La piazza di giovinazzo marzo 2010  
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