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to e naturalmente si voleva invertire in qualche modo quella rotta che si era venuta a determinare. E io non nego che c’è stata una fase storica nella quale evidentemente questa esigenza si è venuta a determinare. Ma non vorrei che si fosse passati da un eccesso ad un altro. E se la maggioranza è maggioranza, l’opposizione esprime comunque una fetta della comunità giovinazzese. Nel caso specifico mi sono permesso di ricordare che quando questo Consiglio Comunale si è insediato, le opposizioni rappresentavano in realtà la maggioranza, perché se sommiamo i risultati del centro-destra, più i risultati della mia coalizione, più gli astenuti, andiamo ben oltre il 60%, quindi una maggioranza/minoranza all’interno della comunità giovinazzese. I segnali che arrivano sono oggettivamente preoccupanti, sono segnali che denotano nella migliore delle ipotesi una certa superficialità gestionale, “na vedeim nou” per dirla alla giovinazzese, nella peggiore delle ipotesi una volontà deliberata di procedere in piena autonomia e nel pieno convincimento di non dover rendere conto a nessuno di quello che si fa. Se poi evidentemente si vuole dare a tutto questo una piega anche di tipo giudiziario come tra l’altro ci è stato suggerito dal Presidente per cui chi vuole faccia causa come crede, allora probabilmente dovremmo fare una causa per ogni azione che viene intrapresa». I toni non accennano a smorzarsi, preoccupano i rapporti tra maggioranza e minoranza. Prosegue l’avv. De Candia: «È tuttavia evidente che questo atteggiamento è atteggiamento non più sostenibile. Se poi a tutto questo andiamo ad aggiungere che altri organismi di garanzia in questo ente mancano (mi riferisco al difensore civico che tra l’altro la legge finanziaria ha provveduto ormai a far defungere), oggettivamente è complicato assai svolgere quel ruolo di vigilanza e di controllo che dovremmo evidentemente svolgere perché se il Presidente del Consiglio non ci mette nelle condizioni di farlo e non si hanno rappresentanti come è previsto dallo Statuto nel Collegio dei Revisori dei Conti, non c’è un difensore civico, al quale eventualmente rivolgersi, le informazioni che vengono date sono indubbiamente centellinate». L’opposizione rompe gli argini preannunciando azioni e denunce in tempi brevi.

Irregolare la nomina dei Revisori dei Conti? In questo comunicato il Presidente del consiglio comunale replica ai suoi accusatori In riferimento alle dichiarazioni dei Consiglieri comunali Cortese, Palmiotto, Piscitelli, Iannone, Bavaro e Decandia (questi due ultimi, peraltro, assenti nel Consiglio comunale in questione) che accusano il Presidente del Consiglio di “comportamento irregolare” tenuto nell’assise del 18.11.2009, disattendendo lo Statuto, sono opportune alcune precisazioni (cfr. anche delibera consiliare n.54/2009). 1 Al momento dell’elezione del Collegio dei Revisori, i Consiglieri della minoranza (di cui quasi il 40% era assente) non erano in grado di indicare il nome del proprio candidato. Veniva sospesa la seduta per dar loro modo di attingere alle domande dei candidati pervenute all’Ente e presenti in carpetta. 2. Durante la sospensione dei lavori, l’opposizione chiedeva di incontrare la maggioranza, ma questa si rifiutava di partecipare alla riunione. 3. Alla ripresa dei lavori la minoranza non indicava alcun nominativo e chiedeva il rinvio del punto all’o.d.g.. Tale rinvio veniva respinto dall’assemblea. Il Presidente si asteneva. 4. L’opposizione chiedeva ai consiglieri di maggioranza di rendere noti i nomi dei candidati che avrebbero votato. Questi dichiaravano di avere tutte le indicazioni utili al voto, ma si rifiutavano di renderle pubbliche, invocando la segretezza del voto. La minoranza abbandonava l’aula, senza aver proferito alcun nome ai fini della candidatura. 5. I consiglieri rimasti (la maggioranza) ritenevano di doversi procedere alle operazioni di voto, visto che il Collegio dei Revisori era decaduto e non aveva nemmeno più la possibilità di operare in regime di prorogatio. In assenza di regolamentazione della procedura, erano adottate le modalità di voto previste dall’art. 234 del D. Lgs 267/ 2000. I Revisori dei Conti venivano così eletti. Il Presidente votava scheda bianca. Alla luce dei fatti, non può ritenersi scorretta la condotta del Presidente, che, anche per le scelte di voto operate in tale circostanza, ha dato dimostrazione di imparzialità. Comunque, se la minoranza ritiene che siano stati violati i suoi diritti, è giusto che ricorra nelle sedi opportune. È augurabile che lo faccia con onestà intellettuale. Non è la prima volta che alcuni membri dell’opposizione mettono in atto tentativi di delegittimazione delle Istituzioni e attacchi proditori personali. Già un anno fa circa, sempre contro il Presidente, furono presentate al Prefetto accuse di irregolarità di atti e procedure con richiesta di provvedimenti, che avrebbero potuto avere rilevanza penale. Anche in tale circostanza fu ampiamente dimostrata la infondatezza delle argomentazioni e la distorsione dei fatti.

ANGELO DEPALMA

GABRIELLA MARCANDREA

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MARZO 2010

La piazza di giovinazzo marzo 2010  
La piazza di giovinazzo marzo 2010  
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