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Marzo 2007


LA diPIAZZA Giovinazzo

Via Cairoli, 95 Giovinazzo 70054 (Ba) Edito da Ass. Amici della Piazza Iscr. Trib. di Bari n. 1301 del 23/12/1996 Part. IVA 05141830728 Iscr. al REA n.401122 Telefono e Fax 080/394.79.20 IND.INTERNET:www.giovinazzo.it E_MAIL:lapiazza@giovinazzo.it Fondatori Sergio Pisani & Gianni Perilli direttore responsabile Sergio Pisani redazione Porzia Mezzina - Agostino Picicco - Rosa Illuzzi - Damiano de Ceglia - Giusy Pisani Marianna La Forgia - Daniela Stufano Giangaetano Tortora - Nico Bavaro - Angelo Guastadisegni - Rossella Tiribocchi Mimmo Ungaro - Matilde Restaino Mariagrazia Cirillo - Diego de Ceglia Onofrio Altomare - Gabriella Marcandrea corrispondenti dall’estero Vito Bavaro - Nick Palmiotto - Giuseppe Illuzzi stampa - L’immagine (Molfetta) progetto grafico - Ass. Amici della Piazza Web master: Antonio e Francesco Caccavo responsabile marketing & pubblicità: Roberto Russo tel. 347/574.38.73

ABBONAMENTI Giovinazzo: 10 Euro Italia: 20 Euro Estero: 60 Euro Gli abbonamenti vengono sottoscritti con vaglia postale o assegno bancario intestato a:

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La collaborazione é aperta a tutti. La redazione si riserva la facoltà di condensare o modificare secondo le esigenze gli scritti senza alterarne il pensiero. Gli articoli impegnano la responsabilità dei singoli autori e non vincolano in alcun modo la linea editoriale di questo periodico.

Finito di stampare il 25/02/2007

EDITO Togli Megan Gale che non ha ancora imparato l’italiano. Togli Totti e Gattuso che preferiscono parlare con la sapienza dei piedi. Togli tre stelle del nostro firmamento mediatico e metti Natalicchio, Decandia e Palmiotto, tre candidati sindaci, tre uomini che dovrebbero essere in grado di cambiare, non dico il mondo (quello non lo ha cambiato nemmeno Bush padre e figlio) ma almeno il paesello. Ladies and gentlemen, life is now! In un momento dove non c’è molto tempo per pensare al futuro troppo lontano: Natalicchio, Decandia e Palmiotto. In un momento in cui è necessario concentrarsi sul presente: Natalicchio, Decandia e Palmiotto. Life is now. Lo sanno bene i costruttori della città che vogliamo adesso: Natalicchio, Decandia e Palmiotto Lo sanno bene i gestori che hanno apparecchiato il tavolo delle promozioni che arriveranno questa estate: Tim, Vodafone, 3. Cosa riserverà il 2007 ai giovinazzesi? Qualcuno attende l’HSDPA, qualche altro spera nella definitiva democratizzazione dell’UMTS. Life is now. Se non fosse così qualcuno si sognerebbe il festival di Sanremo sul cellulare, perché Sanremo è Sanremo, la fuga della vittoria dell’Inter di Moratti senza passare da Lourdes su Interchannel o sul videofonino, mentre a Giovinazzo c’è chi sogna per te. Perché il tuo non sia il sogno di una melodia sul telefonino di Un cimitero di campagna di Battisti, è necessario che i tre cow-boy, in copertina, stile Aldo, Giovanni e Giacomo, non si prendano gioco del tuo sogno, non ti prendano

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per i fondelli. Occorre però che per realizzare il sogno tuo, uno dei tre cow-boy realizzi il sogno suo. Così succede in una democrazia rappresentativa. Così accade quando la tua città è un’officina di sogni. Life is now!!! Immaginate che sapore abbia una giornata senza sogni? Una


ORIALE

giornata uggiosa. Immaginate tanta uggia sulla vostra città x 365 in un anno, x cinque, gli anni di un’intera legislatura se qualcuno ha finto di farti sognare. Life isn’t now. Un giorno però splenderà il sole. Un giorno Giovinazzo sarà «la città del sole». Ne è convinto per-

PER sino Onofrio il pescatore, perché ne era convinto anche il filosofo Campanella che in comune con Onofrio condivide le origini di «scarparo» illetterato e la concezione utopistica di vita di una città ideale in cui anche i pesci avrebbero potuto parlare. Immaginate il senso profondo di quel Life is now pronunciato da un finto amico vero in grado di cambiare solo se stesso: è come svegliarsi al mattino e ritrovarsi soli nel letto con le mutandine rosa di tua moglie. Peggio, non trovare più al tuo fianco il telefonino che ti sveglia con il verso del piccione di Povia. «Life is now» - canzonerebbero i tre ragazzetti del western in procinto di varcare le frontiere dell’high teach, in un road movie avventuroso. Sure, my friends! Specialmente se hai le mani vuote dopo aver grattato dieci Megamiliardari della fortuna e con te non porti niente, ma proprio niente. Nascondi solo un telefonino wi-fi perché in esso è racchiuso tutto il mistero di una vita. Life is now potrai dirlo solo se se possiedi un telefonino wi-fi che funziona. Altrimenti non ti rimane che entrare nello Zingarelli della lingua italiana e andare a vivere in una di quelle palafitte nell’oceano dell’Honduras, la stessa che provò Leone Di Lernia all’Isola dei famosi. Life is now. La Vita è adesso cantava Baglioni più di 10 anni fa. Ancor prima che Megan Gale sculettasse in passerella davanti a Carlo Vanzina. Eppure Life is now. Non dieci anni fa. Questo tempo affamato consuma la mia allegria. BUONA VITA A TUTTI. SERGIO PISANI

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La lenzuolata Bersani contempla un radicale riassetto del settore assicurativo. E così agenti di assicurazione e utenti arrancano smarriti in questa neogiungla delle riforme prodiane. Vero è che il settore de quo non è mai stato limpido come le acque del nostro mare, però…Ora si è deciso di creare una nuova griglia composta da incroci davvero innovativi. Sono lontani i tempi nei quali l’agricoltore degli anni ’70 era costretto ad assicurare il vecchio motocarro e ad impattare con l’incomprensibile neologismo: R.C.A. (Responsabilità civile auto). Dopo quasi quarant’anni, nel 2006, qualcosa già si bisbigliava. E via agli scioperi per contestare contro l’eliminazione dello storico Albo Agenti di Assicurazione. Inoltre l’ISVAP con una direttiva ha imposto agli agenti di assicurazione di consegnare l’attestazione di rischio anche in mancanza di una formale disdetta. Conseguentemente, malcontento generale anche nelle agenzie e subagenzie di Giovinazzo, sino a quando il 1° gennaio 2007 è entrato in vigore il nuovo Codice delle Assicurazioni e conseguentemente si è registrata una grande svolta. Ma vediamo quali sono i pensieri e le parole di uno storico agente, di un noto subagente, di un perito veterano ed un espertissimo liquidatore. Ovviamente a Giovinazzo.

De Iudicibus M. Lucio - Agente Generale SAI – Giovinazzo Quando è nata la sua Agenzia? Nel 1989. Io invece come professionista sono nato nel lontano 1969. A quanto ammonta il suo attuale portafoglio clienti? A due milioni di euro. Secondo lei come ha inciso il D.Lgs. 07/09/2005 n. 209 sul riassetto della disciplina del settore assicurativo conferendo uno scossone alla previgente disciplina della Legge 990/1969? Nel 2006 effettivamente si sono registrate le prime conseguenze del nuovo decreto. È stato promosso uno sciopero per l’eliminazione dell’Albo Agenti di Assicurazione che oggi è stato effettivamente sostituito dal R.U.I. Inoltre l’attestazione di rischio, così com’era stato previsto da una precisa direttiva ISVAP, già dal 2004 viene rilasciata anche senza disdetta. Attualmente abbiamo una novità, qual è il nuovo Codice delle Assicurazioni. L’impresa di assicurazioni, oggi, se il cliente presenta un attestato di rischio non può ignorarlo utilizzando una classe più sfavorevole. Cosa succede dunque? Per quanto riguarda la nostra Compagnia, se il cliente deve assicurare la stessa auto con attestato scaduto anche dopo un anno (attualmente anche un anno e mezzo), può farlo allegando una dichiarazione che il veicolo non ha circolato in quel lasso di tempo e non ha subito sinistri. Se decide di riassicurarsi dopo un anno e mezzo la classe di attribuzione sarà la 14. È allo studio un progetto di legge che prevede l’attribuzione della classe di merito senza scadenza per l’assicurato, una sorta di codice fiscale che potrà seguirlo per tutta la vita. Risolto anche il misterioso arcano dei sinistri con riserva, fonte dei dissapori tra agenti e clienti. Oggi, in pratica, il malus viene applicato soltanto dopo l’accertamento effettivo della responsabilità? Attualmente infatti è stato stabilito che anche se ci saranno danni alle persone, il malus non scatterà. Per quanto ci riguarda non scattava nemmeno prima con i danni a cose. Dal 1 febbraio è scattato l’indennizzo diretto, quindi, anche se non sono responsabile, il mio assicuratore deve pagarmi. Qual è l’obiettivo di tale riforma? Premesso che la procedura sarà possibile soltanto tra due veicoli targati e se sono presenti lesioni lievi, occorrerà attendere almeno un anno per commentare i risultati. Credo comunque che accrescerà il grado di fidelizzazione della clientela. Il cliente sarà capace di inventarsi dinamiche fasulle? Non credo. Anche perché la nostra stessa compagnia si rivolgerà alla compagnia debitrice e quindi si opererà su un binario parallelo che andrà ad intersecarsi con una vera e propria attività di scambio di informazioni ed accertamenti. Si sgonfieranno dunque anche le tasche degli avvocati giovinazzesi? Un’azione riduttiva indubbiamente ci sarà, resta aperta la pista dei danni fisici che continuerà a portar soldi agli avvocati. Un agente generale come si gioca oggi la carta jolly della “classe interna”? La classe interna serve a fidelizzare un cliente e a favorirlo in determinate situazioni. Ad esempio se egli acquista per sé o un familiare convivente una seconda autovettura, la classe di merito è la nona se con la prima macchina si trova dalla prima alla quinta. La classe sarà invece undicesima se si trova già in una classe che va dalla sesta all’undicesima. Tutto ciò è possibile per i familiari conviventi o tra padre e figlio/a. Se il padre ha la prima classe e vende la sua auto, il figlio

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L’INCHI

DI GABRIELLA M acquisisce la stessa classe per tutta la vita. Se invece si reca in un’altra agenzia, la classe sarà la 14. Un bel labirinto vero? Bersani riuscirà a far calare le tariffe nella nostra provincia? Non so se ci riuscirà .Noi comunque dal primo marzo avremo le nuove tariffe. Vittorio Verdone, direttore auto dell’ANIA sostiene che non succederà presto. Finora ha registrato soltanto elevati aumenti di tariffa, nell’ultimo decennio, circa il 125%.

COME SI PREPARAN DOPO LA LEG

GIOVIN E LE ASSIC AUTOMOBI

TENTATA TRUFFA AI DANNI DI ASS

Furto falso di una Volkswagen Golf, coper figurata, con auto distrutta dai ladri in fu pretendeva un risarcimento di circa 24.000 Nella sua Compagnia in particolare? Mi sembra un po’ esagerato. Noi in SAI forse abbiamo registrato il 7080% di aumenti. Rispetta l’obbligo della trasparenza informativa delle condizioni contrattuali? Assolutamente sì. Sono regolarmente esposte in Agenzia. Mi dice quanto costa assicurare un’utilitaria per un anno, una Daewoo Matiz, per esempio, di c.c. 1000, benzina, con massimale minimo, in classe d’ingresso 14 e guida libera? Bella domanda. In realtà occorre effettuare precise distinzioni. Perfetto. Per una donna trentenne, impiegata? 885,00 Euro. Per un uomo trentenne, agricoltore? 1026,51 Euro. Per un diciottenne studente neopatentato? 1224,00 Euro. Per un pensionato di oltre sessant’anni? 860,80 Euro.


IESTA

MARCANDREA

O LE COMPAGNIE GGE BERSANI

NAZZO CURAZIONI ILISTICHE

Il ciclomotore cc. 50 quanto costa per un diciottenne che ha ricevuto il regalo della maturità? In classe 14 e con i massimali minimi, costa circa 385 euro. Contemplate qualche convenzione? Certo, convenzioni con la ex Banca Cattolica Popolare, con i diversamente abili, prevedendo sconti che oscillano intorno al 25% per chi è in prima classe. Nel 2006 si sono registrati molti furti auto? Beh si è registrata una recrudescenza, forse dovuta all’indulto. I suoi sub-agenti si sono adeguati con l’iscrizione al R.U.I. (Registro Unico Intermediari)?

Rognoso, puntiglioso e diffidente. È importante accattivarselo ma poi si fidelizza. L’iscrizione obbligatoria nel R.U.I. farà diminuire il numero dei subagenti o accrescerà la loro qualificazione? Sicuramente ne guadagnerà la qualità in questo settore. Quale marcia in più deve possedere il subagente per fidelizzare un cliente? Oggi non è affatto semplice acquisire nuove fette di mercato. Il lavoro è duro, anche perché spesso la gente non vuol pagare neanche la R.C.A. Per quale motivo oggi un giovane dovrebbe intraprendere la sua attività? Perché comunque è un’attività dinamica, di continui contatti con la gente. Se un cliente storico le chiede un preventivo mostrandone un altro molto conveniente di un’agenzia generale, cosa fa per non lasciarselo sfuggire? Innanzitutto si confrontano minuziosamente i prodotti per verificare che le garanzie offerte siano realmente uguali. Si cerca di applicare un po’ di sconto…al massimo sino ad eliminare le proprie provvigioni. Qual è stata la tua situazione dei sinistri auto nel 2006? Si sono registrati solo due furti e circa una trentina di sinistri. Ho trent’anni, donna, impiegata. Devo assicurare un’utilitaria, ad es. una Daewoo Matiz, di circa 1000 c.c., benzina, in classe 14. Quanto pago annualmente? Con massimale minimo e guida libera, 915 euro.

STATISTICA SINISTRI COMUNE DI GIOVINAZZO ANNO 2006

Fonte ufficiale ANIA

I miei quattro sub-agenti sono tutti regolarmente iscritti. Attualmente è possibile pagare i premi delle assicurazioni solo con assegni. E per chi non ha nessun conto in banca? Premesso che il cliente deve capire che il premio di assicurazione è l’importo da pagare e non un premio da riscuotere come molti ancora oggi pensano, per fortuna sino a 500 Euro si può pagare in contanti. I problemi maggiori vengono sollevati dagli SICURAZIONE. agricoltori che in genere non hanno conti in banca e sono costretti a dover far emetrto da una rapina tere assegni circolari. Poco tempo fa l’agente faceva lo sconto uga. L’assicurato sull’auto al cliente, se poi stipulava la euro polizzetta infortuni del conducente, possibilmente decennale, per incassare maggiori provvigioni. Oggi questo non è più possibile. Come incrementerete gli incassi nel ramo danni? Per quanto riguarda la nostra Compagnia, già dal 2001 si stipulano contratti del ramo danni di durata annuale o al massimo triennale. Per concludere qual è oggi il sogno di un agente generale? Quello di aumentare il retail nel ramo danni e vita. L’aspirazione è sempre quella di creare un effettivo bilanciamento tra il ramo auto e gli altri rami.

Se fossi uomo, trentenne, agricoltore? Stesse condizioni, 1,023 euro. Se fossi pensionato ultrasessantenne? 873 euro. Come vede i parametri sono molto importanti. Abbiamo comunque una convenzione con la Cooperativa Olivicoltori che permette di usufruire di uno sconto di circa il 25%. Per concludere un motorino 50 cc. con massimale minimo e classe 14? Oddio, la pecora nera della nostra compagnia. Non vorremmo assicurarli, ma se proprio insisti la tariffa è di euro 512,00 annuali.

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La dinamica più comune dei sinistri a Giovinazzo? Il tamponamento o il danno da mancata precedenza. Se subisco un sinistro e mi accordo con il mio meccanico per “gonfiare” il preventivo, lei come se ne accorge? Rispondo con la mia preparazione tecnica e la controperizia. Dinamica del sinistro, calcoli dinamici e cinematica oltre ai programmi CAD sono infine le armi migliori. Qual è la dinamica più fraudolenta di Giovinazzo? L’auto che urta il ciclomotore e lo fa cadere. Un classico. Quando siamo certi che il cliente non ha ragione, si stila una relazione dettagliata e per esperienza il margine di errore che registro se si va in Tribunale, è di appena l’1%. Motivo per cui molto spesso il cliente, a monte, rinsavisce e rinuncia. un metodo, un filo comune per accorgersi che un sinistro può D’Alba Margherita – Subagente Milano C’è essere vero o falso qui da noi? Divisione MAA – Giovinazzo Le “bande” esistono e possiedono addirittura una specie di archivio. Vivono per organizzare truffe alle assicurazioni. In passato a Quando nasce la subagenzia? Giovinazzo sono stati denunciati quattro individui per tale attività. La Nel 2002. tecnica utilizzata? Si crea un vero e proprio archivio con correlata La riforma arricchirà i subagenti? Apporterà sicuramente grossi cambiamenti, al momento non si può dir dinamica di un incidente accaduto veramente. Dopo due anni che è accaduto il sinistro i promotori si procurano gli stessi mezzi e ripetono nulla. la dinamica dopo averli assicurati. Con gli stessi veicoli, organizzano Questo cliente giovinazzese-tipo com’è? più sinistri nello stesso anno. L’ANIA cerca oggi di intervenire attra-

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verso la creazione di schede personalizzate e quindi di un vero e proprio monitoraggio sui veicoli. Come affrontate lo zoccolo duro del “degrado” quando si subisce un incidente auto e si ha quindi ragione? La compagnia di assicurazioni garantisce il risarcimento affinché il veicolo ritorni ad essere tecnicamente ed esteticamente identico a com’era prima del sinistro. Il degrado viene calcolato automaticamente. Ad esempio sui lamierati moderni e sul materiale plastico, non viene applicato. Si paga al 100%. Per i ricambi meccanici, invece, chi ha ragione, qualcosa la rimette. Per le auto storiche, cioè iscritte regolarmente all’A.S.I. si seguono particolari criteri di valutazione. Ogni modello ha una sua quotazione rilevabile da un listino annuale. Si parte da un valore massimo ma se l’auto non riporta pezzi originali, il valore scende sensibilmente. Per quanto riguarda le auto comuni di vecchia immatricolazione, ad esempio una Fiat Uno del 1982/1983, in caso di distruzione totale dell’auto non si recuperano più di 500 euro. Ha però una chance: se la dinamica è limpida e decide di far mettere a nuovo il mezzo, consegnando una fattura, l’assicurazione paga l’intero valore fatturato. Qual è stato l’incidente falso più eclatante nel 2006 a Giovinazzo? Nel 2006 si è registrato un furto falso di una Volkswagen Golf tra S. Spirito e Giovinazzo, coperto da una rapina figurata, laddove era stato denunciato che l’auto era stata distrutta dai ladri in fuga. Il furbetto pretendeva così un risarcimento di circa 24.000 euro. La truffa che invece si verifica più frequentemente? Quella relativa agli incendi dei veicoli. Cosa devo fare se subisco un sinistro in attesa dell’intervento del perito? Occorre scattare le fotografie e formulare un preventivo. Se si decide di far sistemare subito l’auto e si presenta la fattura al perito, si ottiene il totale risarcimento. E in virtù della pronta liquidazione, oggi è possibile per il perito, staccare direttamente l’assegno entro certi limiti di importo. In caso contrario si concorda il danno e si trasmette la pratica al liquidatore. In generale gli automobilisti giovinazzesi sono tranquilli o litigiosi? Per fortuna in linea di massima non procurano grossi problemi.

Gissi Ignazio – Responsabile Centro Liquidazione Danni G.G.L. – Territorio di Bari e Bat Può illustrarci i pro dell’indennizzo diretto? Innanzitutto il vantaggio di trattare con la propria Compagnia di Assicurazioni e, di conseguenza, una maggiore attenzione sotto il profilo della celerità, dell’efficienza e della correttezza del servizio. Ciò costituirà per il danneggiato un formidabile strumento per verificare l’affidabilità della propria Compagnia e, in caso negativo, rappresenterà una giusta motivazione per rivolgersi ad altre Compagnie. In sintesi un modo per favorire la concorrenza nel settore. Per gli avvocati cosa cambierà? Nell’immediato non credo che cambierà molto per gli avvocati che continueranno regolarmente a fare quello che facevano prima. A mio parere la legge pone un obiettivo di lungo periodo, nei confronti del quale sono chiamati a confrontarsi tutti gli operatori del settore. Chi dimostrerà di essere più attrezzato ed efficiente troverà sicuramente spazio per emergere. In caso contrario dovrà ritagliarsi altri ambiti operativi. Anche in ciò emerge la ratio profonda della riforma: stimolare e favorire la concorrenza. Come vi comportate quando sospettate un falso sinistro? Approfondiamo le indagini istruttorie con ricerche più dettagliate e specifiche. Rispetterete i termini di liquidazione dell’indennizzo diretto? La società per la quale lavoro ha predisposto tutti gli strumenti organizzativi, tecnici ed informatici affinché i termini di legge vengano rispettati. Il sistema organizzativo appare peraltro già ben rodato per cui ritengo che i risultati saranno positivi. Com’è cambiato il suo lavoro negli anni? Su questo punto si potrebbe scrivere un libro intero. Mi limito solo a sottolineare che il contenuto tecnico-giuridico del lavoro si è andato sempre più ridimensionando facendo emergere una figura del liquidatore sempre più attento alla gestione dei processi e delle persone. La Compagnia cosa chiede ad un liquidatore? Oggi la richiesta maggiore è quella di lavorare per obiettivi concreti, determinabili e verificabili nel tempo (velocità di liquidazione, costo medio, riduzione contenzioso, ecc.) La Puglia e la provincia di Bari risultano essere tra le più fraudolente per i sinistri auto? Le statistiche ANIA purtroppo collocano la Puglia nelle prime posizioni.

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LA LET

Gent.ma Piazza, nella vostra intervista che dovrebbe comparire sul prossimo numero, mi avete chiesto di farmi bastare due pagine e mezzo di giornale per illustrare «la città che vogliamo, quella che dovremmo aver costruito insieme». Come ho promesso, invio una mappa, nella speranza che serva a colmare alcune lacune di informazione e, magari, ad alzare il livello del dibattito amministrativo in vista delle prossime elezioni comunali.

di Antonello N

«Quello che ho fatto cinque anni di ammin ammi

Abbiamo una città con molti più servizi Villa Spada (ex Parco Scianatico). Una nuova sede per gruppi-appartamento per il recupero di soggetti con patologie psichiatriche nell’ex mercato ortofrutticolo gestito dall’Anthropos. La Farmacia Comunale. Il nuovo mercato settimanale, che è anche un’area attrezzata per eventi musicali all’aperto. La piscina comunale. La ludoteca. La Villa Comunale recintata e ristrutturata con una nuova area attrezzata per i bambini. Istituti scolastici a norma: San Giovanni Bosco, Papa Giovanni XXIII, Aldo Moro, Marconi. Un nuovo plesso di scuola dell’infanzia: San Tommaso. Il centro diurno per disabili ANFFAS. La scuola di formazione per il recupero di ex tossicodipendenti Mediterranea. Nuovi tronchi di canalizzazione delle acque piovane. Nuovi tronchi di fogna nera. Una rete di pubblica illuminazione ampliata fino a zone cittadine che la attendevano da anni. Un cimitero monumentale ristrutturato in tutta la sua parte sudorientale. Tra poco avremo due nuove palestre scolastiche: alla San Giovanni Bosco ed alla Papa Giovanni XXIII. Avremo anche la copertura del reparto ittico del mercato giornaliero e nuovi bagni in Piazza Porto. Sono inoltre già programmati i cantieri per l’ampliamento del cimitero monumentale, per la ristrutturazione del palazzetto della zona 167, per la manutenzione straordinaria delle attrezzature per la pesca nel porto, per la messa a norma della condotta fognaria sulla via per Santo Spirito, per il completamento della fogna pluviale cittadina, per il restauro della fontana monumentale di Piazza Vittorio Emanuele.

Abbiamo risolto il problema dell’istituto Vittorio Emanuele Sono stati tutelati i 22 lavoratori, che sono stati reimpiegati alla Provincia, al Comune e nella ASL: a loro è stato garantito anche il pagamento degli stipendi arretrati, quelli che non avevano percepito durante i periodi di crisi dell’Istituto; è stato scongiurato il pericolo che sul Comune gravassero gli oneri dello scioglimento che avrebbero potuto, nel loro insieme, produrre un dissesto del Comune e la necessità di far ricorso alle tasche dei Giovinazzesi; con l’arrivo degli uffici sanitari e della formazione abbiamo restituito all’immobile una funzione territoriale, mentre negli ultimi 15 anni era stato lasciato ad uno stato di grave abbandono; sono state garantite rapide ristrutturazioni dell’immobile in cui l’Istituto era ospitato, ristrutturazioni che né il Comune né la Provincia erano in grado di fare; è stato conservato l’uso di una parte consistente dell’immobile, non utilizzata dai servizi sanitari, che corrisponde all’annesso ottocentesco e agli spazi sportivi attrezzati.

Abbiamo una città con una migliore viabilità Sottovia in via Bitonto. Ripristino e messa in sicurezza del cavalcaferrovia di via Terlizzi. Manutenzione straordinaria di marciapiedi e strade cittadine. Nuovi impianti semaforici. Rondò. Piano della sosta e nuova segnaletica. Nuovi distributori a pagamento in sostituzione dei vecchi grattini e nuovo servizio di gestione della sosta a pagamento. Vigili a tempo determinato. Progetto di scuola-lavoro per l’utilizzazione degli studenti come ausiliari nel corso dei mesi estivi. Collaborazione con associazioni cittadine per migliorare il controllo del traffico nel corso del periodo estivo.

Abbiamo una città più vasta Nuova zona PEEP (160 appartamenti). Zona artigianale D.1.1 (120 appartamenti). 129 permessi a costruire per nuove unità immobiliari in sopraelevazione. È stata recintata la zona residenziale di completamento adiacente all’oleificio Rucci ed alla Piscina Comunale, i cui cantieri partiranno tra un paio di mesi.

Abbiamo una città con una programmazione urbanistica ordinata Il Piano Regolatore Generale fu costruito, negli anni ottanta del secolo scorso, non certo per tutelare interessi collettivi. Esso collocava due maglie della

Pubblichiamo per esteso l’interven 1° cittadino Antonello Natalicchio zona di espansione in una lama, cioè in un luogo su cui pesa un vincolo assoluto di inedificabilità. Questa scelta ha strozzato lo sviluppo della città. Giovinazzo è cresciuta attraverso le sopraelevazioni con enormi conseguenze non solo sul suo aspetto, ma anche sullo sviluppo della filiera produttiva legata all’edilizia, che in questa città è rimasta appannaggio di microimprese specializzate in piccoli lavori di sopraelevazione. Noi abbiamo superato il blocco che avevamo ereditato. Abbiamo rivoluzionato lo staff del piano regolatore e abbiamo messo su un meccanismo amministrativo che sposta le volumetrie relative ai terreni collocati nella lama in altri terreni non sottoposti a vincolo, senza alterare i diritti acquisiti. In tutto questo siamo riusciti anche a far crescere le aree destinate ai servizi ed al verde. Abbiamo corretto anche la strumentazione urbanistica relativa alla gestione dei vincoli paesaggistici. Abbiamo lavorato alla caratterizzazione dell’area ex AFP, cioè al documento indispensabile ad ipotizzarne il recupero. Ora stiamo lavorando ad un programma di intervento edilizio integrato che passa attraverso una variante urbanistica. Vogliamo approfittare di un bando regionale di finanziamento per il recupero delle periferie per smontare la gran parte dei capannoni, liberare l’area di rispetto della lama Castello su cui furono edificati alcuni di essi e varare un ragionevole programma edilizio che renda disponibili nuove abitazioni a prezzo convenzionato e servizi sociali, culturali e ricreativi per tutta la comunità cittadina.

Abbiamo una città più pulita con un minore carico ambientale Nuovo servizio di raccolta e smaltimento rifiuti con un potenziamento della raccolta differenziata. Non abbiamo più discariche di tal quale, ma uno dei pochi impianti di igienizzazione funzionanti in Puglia. Abbiamo costituito nel 2002 l’autorità di bacino dei rifiuti BA/2. Inoltre vorrei ricordare sommessamente, anche a beneficio di tutti gli ambientalisti della domenica, che il sindaco di Giovinazzo ha avuto un ruolo di primo piano, sui tavoli istituzionali, nelle battaglie per scongiurare la costruzione di un nuovo inceneritore a Bari, nel quartiere Stanic, per sostenere ipotesi impiantistiche in linea con il protocollo di Kyoto, per minimizzare i costi dello smaltimento per i cittadini.

Abbiamo una città più sicura Abbiamo approvato il piano comunale di protezione civile e sviluppato un corpo comunale di volontari in questo settore, che stiamo provvedendo a dotare delle necessarie attrezzature.

Abbiamo una città più vicina a chi ha bisogno Il miglioramento della qualità della vita delle persone in difficoltà e il benessere della collettività sono stati la priorità dell’Amministrazione. Un dato economico: la spesa sociale nel quinquennio è aumentata del 40%. Ciò ha consentito la creazione di una vasta rete di servizi prima inesistenti. Lo sportello dei servizi sociali, istituito già dall’agosto 2002, assicura un servizio di informazione e di assistenza all’accesso alle prestazioni assistenziali offerte dal Comune e dagli altri enti territoriali (ASL, INPS, Centro Territoriale dell’Impiego, ecc.). Il centro di accoglienza per gli anziani, collocato presso l’immobile dell’ex Istituto Vittorio Emanuele II, in ambienti che sono stati climatizzati al fine di fronteggiare l’emergenza caldo per il periodo estivo, conta 129 iscritti. Offre iniziative di socializzazione e svago in favore di tutti i cittadini anziani residenti. Il Servizio di Assistenza Domiciliare (ADA) assiste 20 utenti nelle mansioni quotidiane. L’équipe multidimensionale, formata dalle assistenti sociali della ASL e comunali, da un medico geriatra e da una fisioterapista, assiste l’inserimen-

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zio di Igiene Mentale e del Servizio di Riabilitazione, l’attivazione del servizio di cardiologia, l’apertura di un ufficio locale della Commissione Sanitaria per l’Accertamento delle Invalidità Civili (precedentemente disponibile solo sul territorio di Molfetta), l’istituzione della commissione di verifica e controllo per le strutture Socio/Sanitarie, la creazione della Commissione Tecnica per la valutazione e il controllo delle istanze tese ad ottenere il rilascio dei contrassegni per i diversamente abili, l’adesione di Giovinazzo all’Associazione Rete Italiana Città Sane – OMS e l’adesione Rete Pugliese della medesima associazione, progetti di contrasto alle dipendenze dall’alcool, la nascita del gruppo operativo per la Sclerosi Multipla. Il servizio di disinfestazione e di derattizzazione ha elaborato un programma annuale di interventi sul territorio comunale, assistito dal personale della ASL.

o in questi nistrazione»

nto del to degli anziani non autosufficienti in RSA o in strutture protette convenzionate con l’ASL. I cittadini che beneficiano dell’integrazione comunale alla retta della casa di riposo sono passati da 10 a 15 e la maggior parte delle richieste d’integrazione è riferita ad anziani non autosufficienti. Alla mensa sociale, presso la Casa di Riposo “S. Francesco”, possono accedere gratuitamente coloro che si trovano in condizione di disagio economico e i cittadini che, pur non rientrando in tale condizione, vivono in solitudine. L’educativa territoriale e l’affido familiare sono servizi attivi a domicilio per l’aiuto ai minori ed alle famiglie in situazione di disagio. Nei casi in cui non è possibile intervenire in tal senso, il Comune inserisce i minori in difficoltà nell’ambito di comunità di accoglienza. Il servizio di attività post-scolastica segue 20 alunni della scuola dell’obbligo in condizioni di disagio psico-sociale. Presso l’Istituto S. Giuseppe è attivo un servizio estivo di animazione per minori in situazione di disagio socio-economico, che cura attività ludiche presso l’istituto e presso la piscina di una struttura balneare. Il Servizio Sociale segue inoltre situazioni familiari con minori segnalati dalle autorità giudiziarie e seguite dal Tribunale per i Minorenni e presso la Procura per i minori. L’assistenza specialistica per gli alunni diversamente abili frequentanti le scuole dell’obbligo promuove l’integrazione scolastica. Tra gli altri servizi attivati, voglio ricordare il trasporto scolastico per alunni disabili, il trasporto dei disabili da e per i centri di riabilitazione, il soggiorno climatico per grandi invalidi del lavoro, il progetto estivo per disabili che promuove, attraverso l’attività motoria (piscina e mare), esperienze di socializzazione e di aggregazione. Il progetto “Intra Moenia” sostenuto dal comune e realizzato dall’ANFFAS presso una struttura confiscata alle mafie ai sensi della L.109/ 94, ha laboratori (manipolativi, pittorici, fotografici ecc.) a cui partecipano 15 disabili. È prevista la ristrutturazione dell’immobile perché diventi sempre più un luogo significativo per la nostra città per i soggetti diversamente abili e per le loro famiglie. Al finanziamento regionale di 103.091,00 euro l’Amministrazione ha aggiunto ulteriori risorse per 186.909,00 euro. Il servizio di istruttoria ed emanazione dei decreti di riconoscimento dei benefici economici per gli invalidi civili in rete con la commissione sanitaria degli invalidi civili e con la sede INPS di Molfetta ha sensibilmente ridotto i tempi delle procedure amministrative e l’arretrato è stato azzerato. Sono stati adottati 223 decreti in 5 anni. Il servizio di accettazione, verifica e trasmissione all’INPS delle domande per il sostegno alla maternità (art.66 della L.448/98) e ai nuclei familiari con tre figli minori (art.65 della L.448/98), nel 2006, ha istruito 95 domande di maternità e 67 di assegno al nucleo familiare. Lo Sportello in favore di ex detenuti, in collaborazione con il Ministero di Grazia e Giustizia, assiste persone sottoposte a misure alternative alla detenzione. Il Servizio Civico (di giovani e anziani) assicura la vigilanza nei pressi delle strutture scolastiche, la pulizia e custodia dei bagni pubblici e delle altre strutture utilizzate dal Comune per servizi vari. Lo Sportello INPS, presso gli uffici comunali, consente l’accesso e la stampa di estratto contributivo, pagamento prestazioni, Modello CUD, Modello Obis M, comunicazione decesso, variazione indirizzo. Nel solo 2006 sono stati erogati 238 contributi economici a famiglie con disagio socio-economico, 39 contributi sanitari, 606 integrazioni dei fitti, 3 contributi all’acquisto della prima casa per coppie di nuova costituzione e famiglie numerose, 3 contributi per famiglie che abbiano avuto gemelli o neonati con disabilità, e un numero cospicuo di esenzioni dalla tassa dei rifiuti solidi urbani per coloro che sono titolari di un reddito sociale. La proficua collaborazione con la ASL ha garantito il potenziamento del Servi-

Per lo stesso settore dovremmo poi parlare del piano di zona che è il nuovo strumento di programmazione degli interventi sociosanitari nel distretto. I comuni di Giovinazzo e Molfetta sono stati pionieri di questo strumento, che si è avvalso di una vasta programmazione partecipata, con i rappresentanti del terzo settore, i sindacati, gli altri servizi territoriali (ASL, C.P.I., Scuola, CSSA, ecc.), impegnati in diversi tavoli di coprogettazione di ambito per la definizione in dettaglio degli interventi e dei servizi. In relazione alla prima parte del Piano di Zona sono stati stilati atti quali: il Disciplinare di Funzionamento del Coordinamento Istituzionale, il Regolamento di funzionamento dell’Ufficio di Piano, il Protocollo d’Intesa tra i Comuni di Giovinazzo e Molfetta e la AUSL Ba/2, il Disciplinare per la Gestione Associata delle Funzioni dei Servizi Socio-Assistenziali, il Disciplinare della Gestione Contabile del Piano di Zona. Sul territorio sono già attivati molti servizi. Il centro per le famiglie, luogo di riferimento sul territorio, catalizzatore di bisogni e di risorse, in grado di ridurre l’isolamento in cui vivono le famiglie, promuovere interventi di mutuo auto-aiuto e di sostegno alla genitorialità. Tale centro è momentaneamente collocato presso la scuola media Marconi, in attesa del trasferimento presso la sede definitiva di Villa Spada. L’assistenza domiciliare educativa per minori è un servizio di contrasto all’istituzionalizzazione, che favorisce la permanenza dei minori nell’ambito familiare, offrendo un sostegno attraverso trattamenti educativi individualizzati. L’assistenza domiciliare in favore dei diversamente abili gravi ultradiciottenni vuole ottenere un miglioramento della qualità della vita dei cittadini ultradiciottenni con disabilità grave e dei loro familiari, attraverso interventi di aiuto domiciliari per la tutela della dignità e dell’autonomia personali. Gli interventi di prevenzione e sensibilizzazione delle dipendenze prevedono attività di prevenzione primaria e diagnosi precoce attraverso l’attuazione di strategie intercomunali e interistituzionali (SERT) e attività di sensibilizzazione attraverso il coinvolgimento delle famiglie, delle scuole e delle associazioni. Una psicologa offre un servizio di consulenza per insegnanti e studenti presso il locale istituto superiore IPSIA. Ad un ente ausiliario sono affidati progetti di contrasto alle tossicodipendenze e ad altri fenomeni di dipendenza rivolti a famiglie di soggetti a rischio; l’intervento sarà garantito da operatori di strada che agiranno presso i luoghi di ritrovo dei giovani, con l’intento di costituire gruppi di sensibilizzazione socio-territoriali rispetto al consumo di alcool e di sostanze stupefacenti. Le azioni di sensibilizzazione e inclusione sociale di soggetti con problemi di salute mentale mirano a migliorare la qualità della vita delle persone attraverso interventi di sensibilizzazione e di informazione a contrasto dei pregiudizi e interventi di inclusione sociale per l’inserimento lavorativo. Sono in corso azioni preliminari presso le aziende del territorio per reperire disponibilità a inserimenti lavorativi da realizzare attraverso borse lavoro e tirocini formativi. L’équipe integrata per la lotta all’abuso e al maltrattamento minorile, affido familiare e adozione, integrata tra i comuni di Giovinazzo e Molfetta e la AUSL Bari, è composta dalle assistenti sociali degli enti locali dell’ambito distrettuale, nonché dalle psicologhe e dalle assistenti sociali dei consultori di entrambi i comuni. Le azioni per l’inclusione sociale dei detenuti ed ex detenuti e loro familiari programmano in forma mirata e personalizzata un’adeguata collocazione lavorativa ai soggetti beneficiari. Sono in corso azioni preliminari presso le aziende del territorio per reperirne la disponibilità a inserimenti lavorativi da realizzare attraverso borse lavoro e tirocini formativi. Il pronto intervento sociale permette un intervento/ risposta immediata nei casi di emergenza sociale. L’intervento si esplica attra-

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verso il servizio sociale professionale. E’ stata istituita una linea verde negli orari di chiusura degli uffici comunali. In questi momenti il servizio è garantito dall’ANFFAS. Altri servizi del Piano di zona sono in fase di avvio. La porta unica d’accesso è un servizio intercomunale e interistituzionale che consente l’accesso al sistema integrato degli interventi e dei servizi socio-sanitari. E’ nella fase conclusiva l’attivazione del servizio presso gli uffici comunali dell’Ambito. Vi si potranno reperire informazioni sui servizi e sulle risorse esistenti, sulle modalità di accesso agli stessi. Avrà funzione di orientamento e di filtro. Il servizio di assistenza domiciliare integrata agli anziani (ADI) è teso a migliorare le condizioni di vita delle persone anziane, a favorire la loro permanenza a casa, a fornire un sostegno alle famiglie nella cura e assistenza, a prevenire e recuperare situazioni di solitudine ed emarginazione. Per questa tipologia di intervento è prevista un’integrazione con la ASL BA per le prestazioni di tipo infermieristico e medico specialistico. L’assegno di cura a persone non autosufficienti e loro nuclei familiari ha lo scopo di prolungare la permanenza del soggetto non autosufficiente nel proprio contesto di vita familiare e sociale e ridurre il ricorso alle prestazioni residenziali e semiresidenziali. La prima dote per i nuovi nati a famiglie con minori 0-36 mesi sostiene le famiglie che hanno assunto la scelta responsabile di accogliere una nuova vita e concorre a rimuovere i possibili ostacoli, anche di natura economica, connessi alla presenza di un minore molto piccolo in famiglia.

Abbiamo un migliore servizio scolastico Un nuovo plesso di scuola dell’infanzia: San Tommaso. Nuovi arredi e suppellettili. Il nuovo progetto educativo di mensa scolastica, con preparazione dei pasti in loco, menù in linea con le linee guida regionali, prodotti biologici, diete personalizzate per bambini con intolleranze alimentari o celiaci, osservatorio permanente del servizio mensa. Con il piano del diritto allo studio abbiamo fornito libri di testo per gli alunni delle scuole elementari, buoni libro per gli alunni delle scuole medie inferiori e superiori e borse di studio. Abbiamo attivato sinergie con le scuole: progetti speciali per l’integrazione dei diversamente abili e degli alunni con svantaggio socio-culturale; assistenza specialistica per i disabili; progetti finalizzati all’ampliamento dell’offerta formativa; realizzazione di libri, calendari, giornalini; iniziative di Natale; progetto lettore di madre lingua nella scuola Buonarroti; progetto di educazione motoria in piscina nella scuola Marconi; progetti di scuola-lavoro con l’IPSIA ed il Liceo; progetto “Nati per leggere”, per la promozione della lettura nell’età prescolare attraverso animazioni negli ambulatori pediatrici a cura delle alunne dell’Istituto Fornari di Molfetta; Parlamento europeo dei Giovani e “No more Gaps” per gli alunni del Liceo; corsi per l’educazione stradale e l’acquisizione del patentino per i ciclomotori; promozione dell’attività sportiva nelle scuole GIO.MO.VI. Abbiamo dato contributi alle scuole materne paritarie. È in arrivo il nuovo scuolabus.

Abbiamo una città con una maggiore offerta culturale Giovinazzo a corto di cinema. Giovinazzo Rock festival. Rassegna teatrale all’aperto. Il presidio del libro ha moltiplicato le occasioni di lettura e discussione. La sinergia con le associazioni culturali ha prodotto le estati giovinazzesi e oltre 250 eventi sui temi della pace, dei diritti umani, del recupero di tratti di identità storica, dell’ambiente, della solidarietà. Abbiamo una nuova sistemazione del dolmen di San Silvestro e un servizio di apertura al pubblico in convenzione con la Sovrintendenza. In sinergia con il comune di Bitonto, abbiamo candidato al programma di finanziamenti regionali denominato Bollenti Spiriti un progetto di recupero dell’archivio musicale della Scuola Popolare Giovinazzese del maestro Cortese, che fu attiva dentro l’Istituto Vittorio Emanuele. Il progetto prevede anche la ristrutturazione del vecchio convento dei francescani in P.zza delle Rimembranze. Esso ha ottenuto il primo posto nella graduatoria definitiva ed ha ottenuto un finanziamento di 700.000 euro di cui circa 250.000 a disposizione dell’area giovinazzese del programma. Tralascio le attività del gemellaggio con Guastalla e il calendario di eventi turistici organizzati in questi anni.

Abbiamo una città schierata per la legalità Emblematica è la vicenda dell’esproprio e della conversione a scopi sociali di alcuni immobili sequestrati dall’autorità giudiziaria perché frutto di attività illecita. Il nostro impegno è stato premiato con il riconoscimento della vicepresidenza nazionale di Avviso Pubblico, la rete istituzionale degli enti locali contro le mafie e per la legalità. Siamo stati sede della carovana antimafia nel 2005. Abbiamo

ospitato il convegno nazionale di Avviso Pubblico su Mafia e Politica, cui hanno partecipato il presidente della commissione parlamentare antimafia, Forgione, il presidente della regione, Vendola, e molte altre personalità, e la presentazione di Vivi, il quaderno dell’associazione Libera di don Luigi Ciotti in ricordo delle vittime di mafia.

Abbiamo una città impegnata nella crescita economica Abbiamo curato l’inserimento della città nei contesti di sviluppo territoriale: PIT manifatturiero Nord Barese-Ofantino, Patto territoriale della Conca Barese, PIS normanno-svevo-angioino, Patto delle città, Piano Strategico dell’area metropolitana di Bari. Per garantire una localizzazione adeguata alle attività dei piccoli imprenditori locali stiamo lavorando alla realizzazione delle zone artigianali di servizio. La zona D.1.1 è in fase esecutiva. La D.1.3. è stata rimodulata due volte, dividendo gli spazi abitativi dai capannoni, ed è stata approvata in Consiglio. È in costruzione di un importante polo logistico ferroviario, il Giovinazzo Terminal, ai confini della zona D.1.1 con accesso immediato alla statale 16 attraverso lo svincolo di Cola Olidda. Abbiamo avviato le procedure per la costruzione della prima maglia della zona ASI Giovinazzo-Bitonto, consegnando 6 progetti di insediamento. Abbiamo stabilizzato nelle imprese che sottoscrivono contratti d’appalto con il Comune 13 lavoratori socialmente utili. Per la pesca abbiamo partecipato al programma provinciale per le oasi di ripopolamento. Abbiamo partecipato ad un interessante progetto sperimentale avviato dalla Provincia di Bari per la diffusione della pesca-turismo. L’esperimento sarà replicato e potenziato nel corso del 2006. Abbiamo approvato i piani del commercio secondo le diverse tipologie previste dalla normativa regionale. La ricettività cittadina è stata ampliata con due nuove strutture di pregio. Attraverso lo sportello unico abbiamo consentito il miglioramento dell’offerta dell’albergo-ristorante Lafayette. Abbiamo approvato un importante accordo di programma con la Regione che prevede la realizzazione di un complesso turistico-alberghiero intorno al casale Pappalettere. Sono in corso le procedure di sportello unico per consentire operazioni di miglioramento dell’offerta turistico-alberghiera lungo il litorale di sud-est (complesso di Riva del Sole). Abbiamo confermato e potenziato il servizio “Informa giovani” per l’aiuto dei giovani nella ricerca di un lavoro. Ad esso si sono affiancate le attività del centro territoriale per l’impiego decentrato in loco dalla Provincia di Bari.

Abbiamo accresciuto gli strumenti di accesso all’attività amministrativa attraverso il sito internet del comune, dove sono disponibili in linea bandi di gara, l’elenco ed il testo completo di gran parte delle delibere di giunta, altri documenti dell’amministrazione, modulistica varia. Ho scritto regolarmente a tutti i cittadini. Abbiamo un nuovo Statuto Comunale e molti nuovi regolamenti, di cui risparmio ai lettori l’elenco.

Abbiamo una macchina comunale più leggera Il numero dei dipendenti comunali nel 2002 era grosso modo di poco superiore alla metà di quelli previsti dalla pianta organica. Questa drammatica carenza di personale si è prodotta in concomitanza con una stretta senza precedenti alle possibilità degli enti locali di far ricorso a nuovo personale. Tra il 2002 ed il 2006 il numero dei dipendenti è ulteriormente sceso da 137 a 113 unità.

Abbiamo una città con meno tasse Tutto quello che ho detto lo abbiamo fatto senza aumentare le tasse. L’unica eccezione, in cinque anni di amministrazione, è il ritocco, nel 2003, dello 0,5 per mille dell’aliquota sulle seconde case e sui terreni edificabili. In termini concreti, se si pensa all’inflazione degli anni di cui stiamo parlando e del passaggio dalla lira all’euro, si tratta di una riduzione reale del livello delle imposte comunali. E non si dimentichi che i nostri risultati sono stati raggiunti in presenza anche di una consistente diminuzione dei trasferimenti dello Stato in favore della nostra comunità e che abbiamo sempre rispettato i vincoli, sempre più stringenti del patto di stabilità interno. Ecco. Questa è la città che volevamo. Adesso la vorremmo ancora migliore. Abbiamo cinque anni per farlo.

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L’INTER Nome: Antonio Cognome: Natalicchio Soprannome: Molti. Tutti rigorosamente già dichiarati. Posso chiedere di non ripetermi? Età: 42. Professione: Sindaco di Giovinazzo. Docente in aspettativa. Partito di appartenenza: Democratici di Sinistra. Due pagine e mezzo di giornale bastano per illustrare «La città che vogliamo, quella che dovremmo aver costruito insieme?» Lo so che per la capacità di concentrazione dell’Alfiere due pagine e mezzo sembrano infinite. So anche che, per gli aspiranti miei successori che hai presentato nei mesi scorsi, le due pagine sono diventate una via crucis, perché non avevano uno straccio di idea di città da presentare. Ma io lavoro da anni. Sono il primo sindaco ad aver compiuto il proprio mandato. Perciò le tue due pagine e mezzo sono davvero meschine. E rappresentano naturalmente un indebito vantaggio concesso ai miei avversari che non hanno nulla da dire e quindi tentano maldestramente di circoscrivere il perimetro del dibattito pubblico ad alcuni temi ossessivamente riproposti, sempre negli stessi termini, con slogan privi di senso. Noi abbiamo ereditato una città al suo anno zero dal punto di vista politico e amministrativo e l’abbiamo rimessa in moto. Di questo dovremmo parlare e a partire da questo bisognerebbe sforzarsi di proporre un programma. Allora è necessario, nell’interesse di tutti, conoscere almeno per titoli le cose che sono state realizzate in questi anni. Perciò, a latere, traccio una mappa. Vi prego di pubblicarla come riparazione per avermi insultato per cinque anni fornendo ai vostri lettori una caricatura del nostro lavoro. La logica vuole Natalicchio, Sindaco uscente, ricandidato? La logica e l’interesse collettivo della comunità dei Giovinazzesi. Il trend politico nazionale direbbe Natalicchio, sindaco uscente, ricandidato e riconfermato. Succede nell’80% dei casi negli Enti locali. Ma anche i numeri sono fatti per essere smentiti. Sarà il tuo caso? Perché auguri il male dei tuoi lettori? Ti bastano due pagine e mezzo di giornale per disegnarmi l’ingarbugliato quadro politico di città? La politica non è il fatto caricaturale che viene proposto da alcuni pseudocommentatori locali. Il progetto politico è il punto di partenza di ogni programma amministrativo, perché elabora la sintesi degli interessi collettivi che decidono di marciare insieme per garantire l’ordinato funzionamento della città. Io credo che la nostra maggioranza ha dimostrato in questi 5 anni di essere in grado di raggiungere e conservare gli equilibri necessari. Essa è impostata su un asse saldo e di vecchia data tra Margherita e Democratici di Sinistra. Ad esso si affiancano forze di centro che sono state in passato nel centrodestra, ma che nel 2005 si schierarono con Nichi Vendola alle regionali e che ruotano oggi intorno ai simboli dell’UDEur e dei Cristiani Uniti. Ci sono poi altre forze che sono intenzionate ad aggregarsi a noi perché hanno ragionato sull’esperienza amministrativa che abbiamo alle spalle e perché si sono convinti che siamo partner affidabili: parlo dei Socialisti per la Puglia e della lista civica che fa capo al dott. Giangregorio, a Franco Dolciamore e all’avvocato Pannoli, la cui posizione dovrebbe essere ufficializzata in questi giorni. Infine, noi contiamo di raccogliere il consenso anche degli elettori di Rifondazione e dei Verdi che vorranno ragionare su quello che è successo a Giovinazzo in questi 5 anni e che non si riconoscono nella spazzatura prodotta da pochi ultrà nell’ultimo anno e mezzo, abusando di quei simboli. Fuori dal nostro perimetro c’è solo grande confusione. Non vedo nessun progetto politico in grado di garantire stabilità alle istituzioni democratiche locali. Per questo credo che i Giovinazzesi non avranno esitazioni a confermare a noi la loro fiducia. Mi spieghi che differenza c’è tra centro-sinistra (col trattino), centro

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di Sergio

Voilà, il candid del centro centro sinis sinis

AMMINISTRATIVE 2007. PROSEGUE IL NOST

NELL’INCANDESCENTE VORTICE DEI CANDI

SINDACO. ANCORA UN EVENT ED È IL TERZO. IL CENTRO SINISTRA RIC SINDACO USCENTE ANTONELLO N ATALI POLTRONA DI

OPPORRE AL CENTRO SINISTRA ALTERNATIVO

DECANDIA E AL CENTRODESTRA DI MICHELE P LA PRESENTAZIONE È D’OBBLIGO! sinistra (distaccato), centrosinistra (attaccato)? Nessuna. Sono tre grafie per indicare una serie di valori che noi abbiamo rappresentato e rappresentiamo. Il centrosinistra di Beppe Decandia, candidato sindaco, io lo scrivo così. Mi corregga prof! I sostenitori di Beppe sono le stesse persone che lo svendettero in 10 minuti di trattative, senza nemmeno consultarlo, quando era in gioco il suo assessorato all’urbanistica nel 2005. Dopo la loro uscita dall’amministrazione, si sono distinti per la ricerca ossessiva della rissa non solo verbale. Pubblicano volantini e manifesti diffamatori la cui paternità rinnegano in Consiglio Comunale. Mi fermo qui e dico che, in generale, stiamo parlando di valori e di comportamenti che non hanno a che fare con il centrosinistra. Ma io sono certo che Beppe, con il suo carisma, li ricondurrà ai codici. Per la prima volta il centrodestra ha ufficializzato cinque mesi prima il nome del candidato sindaco da opporre per le amministrative 2007 al centro sinistra. A cosa si deve tanto zelo? Per fare un candidato ci vuole un programma. Da questo punto di vista mi sembra che siano in alto mare, come sempre. Ad ogni modo, se il candidato è per il 2007 e non per il 2012, val la pena di esprimere congetture sul fenomeno dell’anticipazione della candidatura. Forse la destra si è ricompattata, nel senso che sono rimasti solo quattro gatti ed è stato facile mettersi d’accordo? Forse da quando il senatore Azzollini è anche sindaco di Molfetta non ha più tempo da perdere come quando era solo senatore e quindi gli ha detto di fare un po’ come gli pare? Forse perché, per resistere ai rossi, hanno dovuto chiamare i riservisti, alcuni dei quali sono pressoché ottuagenari e hanno problemi di incontinenza? Il centrosinistra ha presentato un candidato-sindaco alternativo allo stesso centro sinistra. A cosa si deve tanta abbondanza? Purtroppo in campo si scende in undici. Quando ci sono troppi campioni è difficile fare la formazione. Finisce che qualcuno ci resta male e chiede di essere ceduto. Auguro ai nostri campioni di trovare nel loro nuovo club la fortuna che meritano. L’elettore di sinistra finirà col non capirci un tubo?


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BEPPE PALMIOTTO.

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Io credo che abbia già capito da un pezzo come stanno le cose. Ci sono tubi chiari. Per esempio quelli del consigliere Altieri. E tubi opachi, come per esempio quelli del consigliere Sciancalepore. L’elettore di centro finirà col dire: «Ed io che c’entro?» Se il valore di quell’elettore è la buona amministrazione, ci darà sostegno per altri 5 anni. In questi cinque anni di governo quante volte ti hanno messo il zippo al campanello? Troppe volte, ma più che il campanello, l’arma impropria è stata il cellulare. Se piaci alla gente che piace, raccontaci, quanti dardi di Cupido hai ricevuto per il tuo visino acqua e sapone? Stai cercando di dirmi qualcosa nel giorno di San Valentino? L’sms più sdolcinato? Passo. La proposta più indecente? La richiesta, declinata in molte forme, di essere assunti in un servizio comunale per sedersi ad una sedia e godere di una rendita assistenziale. La raccomandazione più strana? Far cancellare una multa perché comminata a causa degli escrementi di un cane molto piccolo. Il ricatto più amaro? La continua esposizione impropria della mia famiglia. Quale gruppo sosterrà la tua candidatura? L’ho già detto e lo ripeto. Tutti quelli che saranno disponibili a leggere la mappa del nostro lavoro che pubblicherete a parte e vorranno considerarla serenamente, coloro che non sono accecati da ideologie e coloro che non sono spinti da interessi personali a fare altre scelte. Quanto spenderai in campagna elettorale? Come al solito, quello che servirà a pagare il materiale elettorale e qualche comizio. Ci farai vedere i buoni per fare la spesa ai supermercati Dok? Cinque anni fa abbiamo sconfitto pure quelli. Gli abbiamo fatto

vedere le stelle. Sistema elettorale: doppio turno. Immaginiamo lo scenario dell’eventuale ballottaggio. Tre le ipotesi: 1. Superano il primo turno Decandia e Natalicchio. A chi andranno i voti del centrodestra? Serviranno per scongiurare il pericolo comunista? 2. Superano il primo turno Decandia e Palmiotto. A chi andranno i voti del centro sinistra? Non va a votare nessuno, perché non ci crede nessuno che sia successo. Anche la fantascienza ha un limite. 3. Superano il primo turno Palmiotto e Natalicchio. A chi andranno i voti degli alternativi? Sicuramente a Palmiotto. Ma stiamo parlando di 5 o 6 persone al massimo. Prevedi apparentamenti forzati durante il ballottaggio per poi dividere et imperare in armonia? Non prevedo. Da tempo gli impiegati del Comune avvertivano un piccolo formicolio alla testa. Poi sono spuntate due corna di telefonia mobile sul Palazzo di città. Significa che gli impiegati sono cornuti e contenti? Perché non hai inquadrato nella tua foto anche il palazzo accanto? Fallo adesso e poi spiegami perché le antenne del comune sono brutte e le altre invece, che sono lì da qualche decennio, non lo sono. Se poi alludi ad un presunto problema sanitario allora ti chiedo di documentare la presenza di un tal rischio. Anche in questo caso, sei pregato di documentare perché non sono invece un problema sanitario le antenne che sono state montate anni fa sui lastrici solari privati di pochi soliti noti, magari con la collaborazione di qualche guru dei sedicenti comitati contro l’elettrosmog. Quando mi farai conoscere invece una Luisa Corna in cambio di un pacchetto di voti documentabili? Non credo esista uno strumento amministrativo in grado di convincere una Luisa Corna a venire con uno come te. Tenc nu terren edificabile. Mo so 10 ann che pagc l’ICI. Se ti voto, nella prossima legislatura mi farai sentire il profumo del cemento nella zona C3? Fai giuramento! La zona C3 sarà adottata in Consiglio nei prossimi giorni. Il cons. Sciancalepore più che un impiegato AUSL dimostra davvero, come Socrate, di essere un ostetrico di anime? Definirei l’accostamento Sciancalepore-Socrate un interessante esperimento lessicale nel genere della bestemmia. Circola voce che la partita si... giocherà in famiglia. In che senso? Michele è figlio di una cugina di mia madre. Noi siamo molto legati a sua madre ed a tutte le persone di quella famiglia. Spero che ci soccorrano risorse nervose e culturali adeguate a non farci fagocitare dai comitati per la poltrona, dai guru in conflitto di interesse, dagli ambientalisti a corrente alternata e dai rappresentanti di lista, cioè da una vicenda elettorale più del solito esposta al rischio di diventare spazzatura. Si scrive Palmiotto, si legge Natalicchio. Si scrive Natalicchio, si legge Palmiotto. Questo o quello per me pari sono? Stai pensando ad un romanzo storico, di fantastoria o direttamente di fantascienza? Immaginiamo il futuro scenario in Consiglio Comunale. - Decandia / Natalicchio, Palmiotto - Natalicchio / Decandia, Palmiotto - Palmiotto/ Natalicchio Decandia Uno Sindaco, gli altri due consiglieri comunali di opposizione. Tornerete ad essere tutti…una grande famiglia? Rielabori luoghi comuni qualunquisti. Rassegnati. Non siamo tutti uguali. I cittadini riconoscono e valutano le differenze anche sulla propria pelle.

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Populismi di casa nostra. A chi ti accusa di essere diventato da sindaco proprietario di palazzina, cosa rispondi? Come spesso ti accade, raccatti nell’immondizia. Ma come sempre, non voglio creare equivoci e ti rispondo. Per motivi familiari avevo bisogno di trasferirmi dalla mia precedente abitazione perché sprovvista di ascensore. Dato che sono giovinazzese fino al midollo e che mia moglie lo è più di me, abbiamo pensato anche di sistemare le cose in modo da garantire in futuro un’abitazione alle mie figlie. Così abbiamo venduto l’appartamento di mia moglie, abbiamo chiesto un robusto sostegno economico ai miei suoceri e a mia madre (Silvana ed io apparteniamo a famiglie senza particolari problemi economici), abbiamo stipulato un mutuo con il San Paolo e abbiamo realizzato una sopraelevazione che potrà essere divisa tra due delle mie tre figlie. I miei redditi sono tutti dichiarati. Il mio tenore di vita è sotto gli occhi di tutti. Sto facendo dei sacrifici in onore di valori legati alla famiglia e largamente condivisi dai Giovinazzesi. E di aver trasferito la fermata del bus dell’STP, ubicata in origine adiacente alla tua nuova dimora? Questa poi è super immondizia e ho già risposto al monnezzaro che ne ha voluto parlare in Consiglio Comunale. Primo: il sindaco non trasferisce le fermate dell’autobus. Secondo: qual è esattamente il disturbo di una fermata dell’autobus per chi ci abita tre metri sopra e vive con le finestre chiuse su quel lato perché i rumori della strada sono abbastanza importanti? Qual è la differenza rispetto all’averla venti metri più in là? A me sembra davvero il fondo del cassonetto dell’immondizia. Ad ogni modo, ripeto quanto ho già spiegato in Consiglio Comunale. La vicenda non è quella che raccontano i miei diffamatori anonimi. Tra i miei vicini di casa ce n’è uno che ha esibito certificati medici che hanno indotto la STP, anche in considerazione delle caratteristiche dell’abitazione della persona interessata, a spostare la fermata. Chi è Oliviero Toscani? Uno sperimentatore, le cui provocazioni non sono sempre condivisibili. Chi è Giovanni Parato? Un Feldmaresciallo. Cosa lega i due? Sbagli nel cercare un accostamento attraverso la fotografia. Le due poetiche sono differenti. Perché i giovinazzesi dovrebbero votare Antonello e non tuo cugino Michele o il tuo ex-compagno di merenda Beppe? Ti scrivo a parte qualche pagina di motivi. Ma te ne do anche un altro. Perché per cinque anni il sindaco è stato vicino a chi aveva bisogno di lui. La mia porta è sempre aperta. Il mio numero di telefono è sull’elenco telefonico e quello del mio cellulare lo conoscono tutti. Rispondo a

tutti, anche a quelli che mi insultano, anche nel giorno della messa della Santa Patrona, anche di notte. Giro per strada a piedi per non sottrarmi a nessuno, anche a costo di essere insultato o di essere aggredito. Se non fossi tu… chi vorresti essere? Uno che ha molto tempo per leggere, per fare politica e per guardare il basket in TV e che avesse la capacità di trasmettere queste passioni. Anche i commercialisti hanno un’anima? Non condivido il tuo astio contro la categoria. Un personaggio storico inimitabile? Passo. Una frase per definirti? Credo nel lavoro e che non ci sia una salvezza individuale possibile fuori da un contesto di diritti garantiti per tutti. Il tuo slogan in campagna elettorale sarà sempre «Costruiamo la città che vogliamo, costruiamola insieme?» No. Vorrei cercarne uno che desse conto del molto che è stato fatto. Sincerità, questa è la cosa che vorrei da te…. Se «la città che vogliamo» qualche architetto di Dio la costruisse meglio di te, ti faresti da parte? Non sono mai stato un vincolo per il gruppo a cui appartengo. Non ho intenzione di esserlo in futuro. Vengo da una cultura in cui l’individuo non è in contrasto con il collettivo. «Bene omnia fecit!». Quanti giovinazzesi penseranno questo di te accordandoti la fiducia con il voto alle prossime amministrative? La maggioranza, spero. Una domanda che avresti voluto che ti facessi e che invece non ti ho fatto? Mi sarebbe piaciuto che mi avessi accompagnato in una riflessione sulle cose realizzate. Ora spero che non mi seghi la lettera che ti invierò a latere. Ce l’hai un messaggio forte per dire ‘votatemi!’ senza chiamare in causa i fascisti, i post-fascisti, Berlusconi, Veronica, Fini, il tuo ex compagno di merenda Beppe Decandia, tuo cugino Michele Palmiotto? Ne ho molti. Senti questo: «Abbiamo un progetto di città e siamo in grado di realizzarlo. Ve lo abbiamo già dimostrato in questi cinque anni». Ma magari a te piace qualcosa di più definitivo. Che ne pensi di: «mi sono riusciti anche i miracoli. L’Inter ha vinto lo scudetto e ha trenta punti sopra il Milan. La Juve l’abbiamo persa di vista?» E se puntassimo invece a scuotere le coscienze? Senti qui:«Sono riuscito perfino a farvi leggere qualcosa di buono sulla Piazza».

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ILCONTRAPPUNTO DELL’ALFIERE Sembra il Bagaglino Sono trascorsi circa tre anni dalla brutale esecuzione, in Iraq, di Fabrizio Quattrocchi. «Vi faccio vedere come muore un italiano» disse qualche secondo prima del colpo di pistola alla tempia che lo uccise. Dedicai a lui poche righe di commiato. Una dimostrazione di coraggio che fu accolta da una parte della sinistra con indifferenza e da un’altra con fastidio sfociato nello scherno e nella satira più becera. Il Manifesto, quotidiano comunista vicino a Rifondazione ed ai Comunisti Italiani definì Quattrocchi in una vignetta mercenario. Il filmato dell’esecuzione non andò mai in onda perché Al Jazira lo definì cruento ma, poi, mandò in onda nei mesi successivi le immagini tragiche di altre esecuzioni in cui gli occidentali chiedevano pietà e, in preda alla comprensibile disperazione, cercavano in tutti i modi la complicità dei boia. Avrebbe provocato una crisi di coscienza nei bravi sanguinari terroristi e nel popolo arabo la visione di un occidentale che non si piegava di fronte al boia, che non si inginocchiava piangendo al contatto con la fredda canna di una pistola. Così fu censura. Alcuni giornalisti e politici sostennero la tesi che lavorare come guardia del corpo o addetto alla sicurezza privata non andava bene. Che, insomma, il mercenario Quattrocchi se l’era cercata. Voleva sposarsi con i soldi guadagnati in Iraq? Non sta bene per la sinistra lavorare in questo modo. Le anime belle ed ipocrite della sinistra in salsa opulenta nostrana, ricchi di ville, piscine, barche e altre belle cosette da super benestanti non volevano far sposare con una bella festa il povero Quattrocchi ma oggi che ti fanno? Presto detto. Nel discusso decreto sul rifinanziamento della criticata missione in Afghanistan il governo Prodi ha inserito la copertura, con tre milioni e mezzo di euro, della spesa per la sicurezza della missione civile per la ricostruzione ancora presente a Nassiriya. I nostri soldati si occupavano dell’incolumità di questi operatori; con il ritiro delle nostre truppe uscire dal campo della missione militare internazionale è problematico. Insomma i ministri di Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Verdi prima dettero del mercenario a Quattrocchi oggi assolderanno, con il denaro dei contribuenti italiani, dei contractor per la sicurezza del personale civile. Avverto un profondo senso di vergogna mista a rabbia. Leggo questa notizia, accendo la televisione e vedo ministri, segretari di partiti del centro sinistra, ono-

revoli e senatori che marciano compatti contro l’ampliamento della base americana di Vicenza. «Onorevoli per il no al Dal Molin» recita lo striscione dietro il quale marciano compatti i comunisti Diliberto e Giordano, il diessino Salvi e tanti altri. Ma non fanno parte del governo Prodi? Non hanno poltrone di ministri e sottosegretari e portaborse in tal numero e di tal spesa che non si era mai vista nella tormentata storia della nostra sciagurata Repubblica? Sciagurata e sfortunata per avere nella sala di comando politici senza dignità e coerenza. Ma perché non si dimettono? Perché non escono dal governo? Perché non rinunciano a ricche prebende e incarichi istituzionali di grande visibilità e sostanzioso guadagno? Perché? Poi penso che il teatrino di una certa politica richiede questo. Tenere buona la base che manifesta sinceramente contro l’ampliamento della base e viene strumentalizzata magari per qualche altra richiesta e relativa concessione. Le poltrone piacciono non solo a destra ma anche a sinistra. Solo che a sinistra si vergognano a dirlo. Ipocriti! Un po’ come a Giovinazzo. A sinistra sono uomini di mondo

e non vogliono essere da meno. Le poltrone valgono bene la dignità e la coerenza. Beninteso non che sull’altra sponda si comportino meglio. La nostra piccola cittadina mostra esempi edificanti. I tre consiglieri dell’UDC stanchi di non contare nulla decisero con perfetto tempismo di passare nel centro sinistra mentre due consiglieri della Margherita stufi di essere presi in giro passarono all’opposizione e insieme ad un profugo di AN e ad uno di Forza Italia costituirono il gruppo dei Socialisti Autonomisti. Quattro consiglieri, il secondo gruppo più numeroso del consiglio nasceva pur senza aver passato l’esame degli elettori. Che bello, la realtà supera la fantasia? Vero. Ma non è finita. Il consigliere di Forza Italia che aveva aderito al gruppo dei Socialisti Autonomisti, oggi secondo fonti ben informate, sta preparando una lista che dovrebbe supportare Natalicchio e non da solo. Insieme a lui dovrebbe esserci il consigliere eletto nei liberal Sgarbi, poi indipendente, poi entrato nell’UDC nel momento in cui i tre eletti nella lista di Casini, mai nome fu più appropriato, non resistendo alla musica ammaliatrice del sindaco, passavano dall’altra parte. E non è ancora finita. Ci siamo persi l’altro consigliere di Forza Italia che dopo una lunga indipendenza collaterale ai Socialisti Autonomisti dichiara la sua adesione all’Italia dei Valori. Quali valori non è dato saperlo. Il ministro Di Pietro, capo del movimento, spara a zero sull’amnistia e poi se la deve ingoiare pur di conservare il divano dei Lavori Pubblici. Ma nel concetto di legalità, ma fra i valori non dovrebbe esserci anche la coerenza con le proprie idee? O forse nel movimento Italia dei Valori ognuno pensa ai valori che più gli fanno comodo. Sì, insomma, questo mi conviene, questo no! Così anche il consigliere locale si sarà adeguato all’andazzo ed avrà pensato che un partito così libero da considerare i valori un contenitore vuoto da riempire a piacimento era il partito giusto, il partito dei sogni. In questo scenario ci prepariamo alle elezioni del nuovo sindaco. Sembra di stare al Bagaglino, invece siamo a Giovinazzo, Piazza Vittorio Emanuele ed è tutto vero. Ecco a voi la Giovinazzo che la sinistra al governo per cinque anni ha restituito alla legalità ed alla moralità civile. Ridiamo perché altrimenti…

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ANCORA BLOB

di Frengo CONSIGLIO COMUNALE DEL 7 FEBBRAIO - PRELEMINARI DI SEDUTA

Chi ha farina non h Chi ha inge C Ch

- DALLA LETTURA DI UN DOCUMENTO A FIRMA DEL CONSIGLIERE MAGARELLI IN RISPOSTA AI QUATTRO CONSIGLIERI SIFO, LEONE, SCIANCALEPORE E CORTESE

Oggetto del contendere, da parte dei quattro, una presunta incompatibilità con la carica di consigliere comunale.

Consigliere Sifo: Perchè è troppo bello essere in tanti e poi da solo, che io mi so anche difendere, non ci sono problemi. Quindi (n.d.r. Riprendiamo con la lettura, forse capiremo…). “Al Consiglio Comunale è impedito di esplicare le proprie prerogative in tema di verifica della sussistenza o meno di profili di incompatibilità dei propri comportamenti. E’ noto che sia in precedenti Consigli Comunali”… (n.d.r. Ci risiamo; nuova interruzione. Sindaco!!! Lei non perde il vizio ma Sifo perde il filo!!! Sia buono!!! Ci faccia capire!!!) Sindaco: Dei propri componenti. (n.d.r. Bravo, prof. Sindaco!!! Sempre attento a cogliere gli errori altrui!!!

CARNEVALE A PALAZZO DI CITTA’ Spunta un Re con la sua corte Presidente: Leggo il documento.“[…] Il partito del C.U. si è costituito nel 2006 nel mentre…!!!!! i quattro moschettieri di tal Refanuzzi… Refanuzzi…” Consigliere Magarelli: Come hai detto, Presidente, scusa? Presidente: Qua dice “i quattro moschettieri di tal Refanuzzi”. Consigliere Magarelli: Re, non Refanuzzi, con due enne Re Fannuzzi. Presidente: Ma non c’è una virgola qua. Consigliere Magarelli: Sì, ma è Re Fannuzzi. Presidente: Re, Refanuzzi? Consigliere Magarelli: Non Refanuzzi, Re Fannuzzi. Presidente: Con due enne? Sindaco: Con due enne e due zeta Presidente: Ho capito… Sindaco: E due i. Presidente: Va bene. “di tal Re Fannuzzi” parlano nella loro pregiata di debiti risalenti all’anno 2001 e pertanto, se reali, non sarebbero palesemente ascrivibili al C.U.

Dalla Dichiarazione Verbale del consigliere Sifo. Consigliere Sifo: “Chi vi parla lo fa a nome e per conto proprio, oltre che in nome (n.d.r. del popolo italiano…) dei consiglieri del gruppo dei Socialisti Autonomisti Leone e Sciancalepore e del Consigliere Cortese dell’Italia dei Valori.” Sindaco: (n.d.r. Scatta presto la trappola. Natalicchio scende in campo da veterano con la sua tattica quinquennale come il suo mandato: interrompere per mettere a dura prova l’avversario. Ma chi la dura la vince… Forza, Sifo!!!) Chiedo scusa, chiedo scusa, ma non mi sembra irrilevante, ha detto “Consigliere Cortese di Italia dei Valori”, ma qui non è stata mai dichiarata questa cosa qui. Consigliere Sifo: Va be’, del Consigliere Cortese, va bene. Del… no, comunque… Sindaco: No, noi vorremmo sapere se è un lapsus, è un errore o il cons. Cortese adesso è dell’Italia dei Valori. Consigliere Sifo: Va be’, in questa, in questa consigliatura non fa, chiaramente non fa parte di quel gruppo. Comunque… comunque gradirei signoe Sindaco di non essere interrotto, poi le può fare tutte le, sarà stato un lapsus… Sindaco: No, io temo che poi lei si alzi e se ne va, se lei mi garantisce che poi non dovremo acciuffarla come l’ultima volta se abbiamo problemi… Consigliere Sifo: Del cons. Cortese però poi le osservazioni diciamo… Sindaco: Va bene, l’Italia dei Valori non l’abbiamo letto. Consigliere Sifo: Del cons. Cortese… nella, scusate Presidente o devo leggere perchè se no io veramente, cioè non è possibile essere… Presidente: Consiglieri, per piacere. Prego.

Ma attento: Chi la fa l’aspetti!!!) Consigliere Sifo: Componenti…Io lascerò questa dichiarazione. Signor Sindaco, guardi, se no se la legge il Presidente e così io me ne posso andare tranquillamente, cioè lei non mi può interrompere. Signoe Sindaco… (n.d.r. Che fa Cons. Sifo? Forza!!! Non faccia l’offeso!!! Calma!!! Ma non aveva detto che lei si sa difendere? Suvvia, chi va piano va sano e va lontano. Se ha polvere, spari…Non seee neee vaaa daaa… Non è da lei gettare la spugna…). Sindaco: Ma non se ne può andare sempre, consigliere Sifo. (n.d.r. Cosa le avevamo detto? Visto? Glielo dice anche il Sindaco!!!). Consigliere Sifo: Io ho il compito solo… no, non può farlo! (n.d.r. Perbacco, ci mancano le immagini!!! Cosa le sta facendo il Sindaco??? “No, non può farlo!!!” Ma cosa? Ce lo vuole dire, consigliere?) Sindaco: Lei ha promesso che non se ne va, ci consente di discutere. Consigliere Sifo: No, no, io ho detto che leggo e vado, non ho detto di discutere (n.d.r. Della serie “Toccata e fuga…”) Sindaco: Bè, allora guardi, io, io faccio… Presidente: (n.d.r. Per la seconda volta fa timidamente capolino il Presidente) Consiglieri, scusate, facciamo finire… (n.d.r. Ma Presidente, non si confonda!!! Deve riprendere il Sindaco, il Sin – da – co, chiaro?) Sindaco: Guardi, la sua dichiarazione per me a questo punto non ha alcun interesse. Consigliere Sifo: Allora io la deposito, la deposito, la legge il Presidente e questo e io sono…

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B CONSIGLIO

o e Stop

ha la sacca. egno lo mostri. hi ha polvere spari. Sindaco: Ma che la viene a leggere a fare se poi non la deve discutere, lei mandi una lettera, mandi una lettera al consiglio e la faccia diffondere. Consigliere Sifo: Signor Presidente, non è un comportamento corretto del Sindaco… Signor Sindaco. Presidente: Sindaco, per piacere (n.d.r. Bravo, Presidente? Questa volta ha… visto giusto,) Sindaco: (n.d.r. Come non detto…) ma come immaginate voi il Consiglio Comunale? Consigliere Sifo: No, lei come s’immagina che non deve interrompere. E’ chiaro? Sindaco: Il confronto, il confronto come lo immaginate? Il vostro confronto è con la radio a un senso unico, cioè voi parlate, vi dite le cose addosso e poi chiudete il canale, ve ne andate. Allora questa…

N.d.r. Ma basta!!! Qui troppo si recita a soggetto!!! Consigliere Sifo: Ma noi stiamo facendo delle… Sindaco: O è una sede… Presidente: Sindaco. Sindaco: In cui ci si confronta, si discute… Consigliere Sifo: Signor Sindaco, noi stiamo facendo delle osservazioni, dopodichè… Sindaco: Oppure lei viene a dire che viene svilito il Consiglio quando voi non vi presentate in consiglio e non ci consentite di discutere da mesi. Consigliere Sifo: Perchè voi ci consentite di dialogare qua dentro?

Sindaco: Noi stiamo qua a dialogare con tutti. Consigliere Sifo: Guardi, io non sono venuto qua per dialogare… Sindaco: Cioè siete voi che… Consigliere Sifo: Sono venuto per leggere una dichiarazione… (n.d.r. Un po’ di pietà!!! Un po’ di rispetto!!! Sindaco, gliela lasci leggere. Non gli tolga il gusto…) Sindaco: Dite… (n.d.r. Dopo il Presidente, anche il Sindaco per la prima volta ci ascolta!!!). Leggete, leggete comunicati stampa… scritti da chissà chi e chissà dove…e poi vi alzate e vi permettete di venire davanti a noi a dire che noi non consentiamo la discussione. Ma quando mai voi siete stati in grado di reggere la discussione!!! I Consiglieri stanno in Consiglio non per leggere delle veline e per andarsene… (n.d.r. Ullallà !!! E’ una cuccagna!!! Anche le veline in Consiglio!!!) Consigliere Sifo: Io deposito… Sindaco: Il Consigliere Achille quando fa un’affermazione accetta la discussione. (n.d.r. Che succede, Sindaco? Finalmente una parolina gentile, nientepopòdimenoche verso il nemico per antonomasia!!! Sindaco!!! Altro che pioggia, tuoni, fulmini e grandine!!! Il diluvio universale si abbatterà… sul Palazzo di Città…). Voi sono mesi, anni che vi alzate e ve ne andate… Voi siete una vergogna per questa istituzione… Consigliere Sifo: Io prendo atto di questo… (n.d.r. Sarebbe una ammissione di colpa?) Io adesso sono impedito a leggere questo documento, io glielo lascio nelle sue mani… Presidente: Allora può continuare. (N.d.r. Finalmente!!! E ci voleva tanto???) Consigliere Sifo: No, io non continuo perchè adesso sono impedito in quanto c’è una violenza proprio fisica e psicologica da parte di determinati soggetti. Io quindi questa gliela lascio… …e me ne vo’…

N.d.r. E fra i due litiganti il terzo gode: NOI !!!Finalmente l’hanno fatta finita!!! E poco importa che dopo tanto scrivere e dopo tanto leggere ci stiamo ancora chiedendo cosa avrebbe voluto leggere Sifo a nome e per conto del suo gruppo. Poco importa se… “Chi si loda s’imbroda”…

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L’IMMAGINE

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LA

CRONACA

NERA

di Gabriella Marcandrea

Lotta dei carabinieri per la sicurezza stradale Elevato il numero delle violazioni al codice della strada. Piste aperte per l’autore del feroce atto vandalico alla Chiesetta della Misericordia Si stanno intensificando i controlli alla circolazione stradale. Troppo spesso si registrano condotte improprie tra gli automobilisti giovinazzesi. Uso del cellulare alla guida, mancato utilizzo della cintura di sicurezza, soprattutto mancato rispetto dei semafori. Eppure si sa, passare col rosso può costare veramente caro!Sei punti in meno dalla patente. Non utilizzare il casco sul ciclomotore costa parecchio sia in termini di sanzione pecuniaria, sia per il conseguente fermo amministrativo del mezzo per trenta giorni. A queste e a tante altre violazioni del Codice della Strada, sarà dedicata particolare attenzione dei Carabinieri con una particolare azione di contrasto. Insomma automobilisti, fate i bravi!

LA CHIESETTA DELLA MISERICORDIA «Un gesto di un non cristiano» - ha riferito don Sergio Vitulano, parroco di San Giusep-

pe e affidatario dei lavori di restauro dell’antica Chiesa della Misericordia. Probabilmente, un atto vandalico perpetrato per puro divertimento, ha mandato in fumo il portale della Chiesa della Misericordia. L’incendio è stato appiccato con uno straccio imbevuto di benzina e depositato sul lato sinistro del portone d’ingresso. Attualmente non ci sono elementi che indirizzino le indagini dei carabinieri verso precise piste. La gravità del fatto ha intensificato notevolmente il servizio di vigilanza nei pressi della chiesetta. Al momento si preferirebbe sospendere per precauzione l’accensione dei ceri votivi sul sagrato della chiesa. La Chiesetta, votiva alla Vergine della Misericordia, era stata da poco restaurata con i fondi della Comunità e della CEI. I lavori sono costati 500mila euro. La tradizione vuole che il 2 luglio presso la chiesetta della Misericordia sulla via di Bitonto si appostavano diversi venditori dei gelsi rossiche venivano raccolti in contrada S. Pietro Pago e trasportati fino alla chiesa della Misericordia nelle “galette (tinozze) onde evitare che se ne perdesse il prezioso e saporito succo; agli acquirenti venivano servite su foglie di vite. La tradizione perdura in tono minore grazie ad uno, o due, venditori.

il tutto e sono state attivate immediatamente le indagini. I carabinieri, ritenendo veritiero il contenuto della denuncia con opportuno riscontro, hanno richiesto al Magistrato competente, l’ordinanza di custodia cautelare. Attualmente il T. V. trovasi presso la casa circondariale di Bari.

LA DENUNCIA Intensificati i controlli sul territorio. Nel corso degli stessi sono stati denunciati due sorvegliati speciali di Giovinazzo. Essi omettevano di osservare un obbligo imposto dal giudice, cioè quello di non frequentare i locali pubblici. Sono stati rintracciati in compagnia di altre persone, in posti diversi.

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L’ARRESTO T.V. è stato arrestato dalla locale Compagnia dei Carabinieri. Con l’accusa di tentata estorsione e violenza privata ai danni di un giovane giovinazzese. Pretendeva ingiustificatamente delle somme di danaro, invitandolo a versargliele, pena l’inflizione di conseguenze fisiche. La vittima ha trovato il coraggio di denunciare

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ECHI DI RAFFAELLA de CEGLIA, persona consacrata 28 gennaio La prof.ssa Raffaella de Ceglia, collaboratrice

bastanza arduo, perché, mancando l’Ordo Virginum di strutture, si presuppone un suo forte radicamento nello Spirito di Gesù sotto lo sguardo materno della Vergine Maria.

DI

ANGELO G

26 gennaio

Emiliano incontra gli studenti della Cattolica Il Sindaco di Bari Michele Emiliano ha tenuto una

25 Gennaio

I dipinti murali rinvenuti nella Chiesa del Padre Eterno «La F.I.D.A.P.A.

del nostro giornale, dopo un lungo iter di formazione e discernimento sul dono della verginità ha rinnovato, nella Parrocchia Sant’Agostino, la propria volontà di proseguire il cammino di fede in castità, povertà ed obbedienza alla Chiesa nell’Ordo Virginum, quale “persona consacrata” dal Vescovo, “segno trascendente dell’amore della Chiesa verso Cristo, immagine escatologica della Sposa Celeste e della vita futura”. Nella nostra diocesi (Giovinazzo-MolfettaRuvo-Terlizzi) l’Ordo Virginum è nato proprio con tale consacrazione, in base al decreto della sua istituzione a norma dei cann. 604 – 605 del CIC da parte del vescovo mons. Luigi Martella, dato a Molfetta il 28-1-2007. Sin dalle origini della vita cristiana le donne chiamate al servizio di Cristo costituivano tre “Ordini” femminili dediti al culto divino (Vergini, Vedove, Diaconesse), poi scomparsi nel tempo. Il Concilio Vaticano II (1962-1965) ripristinava l’Ordo Virginum a cui il nuovo Codice del Diritto Canonico nel 1983 conferiva forma giuridica. Tale Ordine oggi è presente in Italia in 80 diocesi ed in molti Paesi tra cui l’Australia, l’Argentina, la Corea, ecc. L’Ordo Virginum non è un Ordine religioso né un Istituto, in quanto non ha un Fondatore e non deve obbedire a regole o statuti. Le vergini vengono consacrate direttamente dal Vescovo e non vivono in convento, ma svolgono la loro missione a contatto con gli altri, con stili di vita e professioni diverse. Il rapporto di obbedienza al Vescovo e la dimensione diocesana costituiscono la vera caratteristica di tale consacrazione, il cui iter formativo dura sei o sette anni sotto la guida diretta del Vescovo o di un suo delegato. Il rito di consacrazione di Raffaella de Ceglia si è svolto in forma solenne, alla presenza di tutta la comunità, durante la celebrazione eucaristica vespertina presieduta dal Vescovo della nostra diocesi, mons. Luigi Martella. La cerimonia si è sviluppata attraverso sette momenti densi di significato: la chiamata della Vergine con una lampada accesa, l’omelia sul dono della Verginità, l’interrogazione, le litanie dei Santi, la rinnovazione del proposito di castità, povertà ed obbedienza, la preghiera di consacrazione ed infine la consegna dell’anello e del libro della liturgia delle ore. È così iniziato un nuovo corso del cammino di fede di Raffaella de Ceglia. Un cammino ab-

–esordiva l’Avv. Isabella Bavaro – nell’ambito del progetto Carta del Rischio dei Beni Culturali nel territorio di Giovinazzo ha organizzato, in una sala dell’Hotel Saint Martin un incontro per evidenziare i risultati di visite di ricognizione sulle opere culturali di cui la chiesa del Padre Eterno dispone». «Il processo di degrado che colpisce inesorabilmente il patrimonio artistico e culturale, in particolare gli affreschi ed i dipinti – è la preoccupazione espressa dal parroco della Concattedrale Don Benedetto Fiorentino, sotto la cui giurisdizione è affidata la Chiesa del Padre Eterno - induce a svolgere ogni tentativo per la loro salvaguardia. Si tratta di opere di inestimabile valore, realizzati nel Medioevo». C’erano alla tavola rotonda l’arch. Dolciamore e la dott.ssa Rosa Lorusso - storico dell’Arte - Direttore e Coordinatore della Soprintendenza PSAE Province di Bari e Foggia che illustravano con dovizia di dati e di particolari molto significativi il pregio degli affreschi antichi di cui la Chiesa del Padre Eterno dispone. «Si tratta, infatti – riferiva lo storico dell’arte Rosa Lorusso – di un Santuario rurale, dedicato al Padre Eterno in cui artisti di fama del Medioevo ritrassero affreschi che risultano oggi, nascosti da rivestimenti e rifacimenti conservativi eseguiti nel tempo con intonaci rudimentali che hanno determinato il deterioramento dei colori dei dipinti murali». La Chiesa del Padre Eterno e dell’edificio annesso al Tempio sacro era meta di culto, di sosta, di ristoro dei fedeli che accorrevano in tanti. Gli affreschi raffigurano, sia pure in modo sbiadito, santi, vescovi, apostoli, profeti. La Chiesa del Padre Eterno custodiva fra gli altri dipinti l’Effigie dei Santi Cosma e Damiano e del Papa Urbano V che fu monaco dell’ordine dei Benedettini. Per il restauro di tali tesori, unitamente alle altre opere di maggior pregio presenti sul territorio ed bisognevoli anch’esse di restauro secondo Angela Tartaglia V. Presidente Distrettuale Sud Est della stessa F.I.D.A.P.A, occorre una spesa consistente e la F.I.D.A.P.A. sta operando in tal senso, coinvolgendo le competenti autorità. Infine oltre ad evidenziare i molteplici eventi storici che hanno arricchito il patrimonio artistico e culturale della nostra regione, elencava le opere di maggior pregio che necessitano di restauro.

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conferenza a Milano presso la Casa della Cultura per presentare il suo volume Per una città governabile. Bari: appunti di un metodo in Comune. L’occasione ha offerto al Sindaco lo spunto per parlare della funzione amministrativa come servizio alla persona e al territorio e per incontrare i soci dell’Associazione Regionale Pugliesi, organizzatrice dell’evento, che numerosi hanno ascoltato il dott. Emiliano. Il Sindaco in tale circostanza ha donato il sigillo della città di Bari al cav. Dino Abbascià presidente del sodalizio, quale segno di gratitudine e di attenzione per le qualificate attività svolte a favore dei pugliesi a Milano. Nel pomeriggio che precedeva la conferenza il Sindaco Emiliano si è recato in visita all’Università Cattolica del Sacro Cuore, accolto dal nostro collaboratore Agostino Picicco.

27 Gennaio

Trapianto è Arte Trapianto è Arte, ovvero una conferenza, nella Sala Marano dell’I.V.E., promossa dal coordinatore locale della ex AUSL BA/2 per le attività di donazione e di trapianto di organi in collaborazione con l’Associazione Donatori di organi, con il patrocinio del Comune di Giovinazzo. L’offerta dei propri organi post mortem è un gesto di solidarietà e di amore verso la muta schiera di ammalati che attendono il trapianto degli organi ammalati come ultima “chance” per la loro sopravvivenza. Tutti, in vita, possono dichiarare la loro volontà di donare i propri organi post mortem. « A seguito di finanziamenti da parte di questo governo, per quanto concerne il trapianto di organi, riferiva il sub Commissario ex AUSL BA/2, Dott. Rocco M. Canosa - l’azienda sanitaria locale ha messo in opera tutte le attrezzature adatte all’espianto degli organi, con un’equipe di medici e professori di provata esperienza professionale. Nonostante tutto quanto sopra evidenziato, nell’ambito della AULS locale, in Puglia in generale, l’attività di trapianto di organi è scesa al di sotto di quelle che sono le aspettative degli addetti ai lavori». Presidente della locale sezione Aido è Francesco Depalma che opera alacremente con un nutrito stuolo di volontari per sensibilizzare tutti alla necessità della donazione degli organi. A Giovinazzo siamo a quota cinque i donatori post mortem di organi. Ma perché Trapianto è arte? La pittura, la musica, tutte le attività che sprigionano il senso dell’amore per la vita sono in stretta connessione con l’arte del trapianto di organi. Senza il trapianto la vita muore e con essa, l’arte subisce la perdita dell’artista (il pittore, il musicista). Questo il motivo dell’incontro rafforzato dal convincimento di artisti quali Maria Pia Campanelli, Pittrice, (sulle strade dell’arte, nei suoi percorsi di donna, evidenzia il dolore, l’ansia, l’angoscia, durante la propria malattia con colori cupi velati di tristezza e che, dopo “il dono della vita” mediante il trapianto subito, la ripresa con una pittura viva, vivace, vitale) e il Dott. Michele Visaggi, Clavicembalista (con Massimo de’ Bonfils, violinista, si esibiscono in tutto il mondo). Nella musica, l’affiatamento, il comune sentire ed interpretare la musica rendono le loro interpretazioni dense di coinvolgente emotività.


FEBBRAIO UASTADISEGNI

ACAB: «Tutti i poliziotti sono bastardi» Una scritta contro la Polizia. Il Comune non l’ha ancora cancellata 5 febbraio. Non c’è scritta contro la polizia, ma solo una firma: ACAB. Un acronimo (All cops are bastard) che in italiano significa «tutti i poliziotti sono bastar-

di». La firma è stata rinvenuta sulla massicciata che costeggia i binari della nostra ferrovia e sarà stata realizzata nella notte. Il muro della stazione è ormai diventato un quaderno di insulti nei confronti del sistema complice l’impresenziamento e la mancanza di tele-sorveglianza della nostra stazione. E così a poca distanza temporale dai funerali dell’ispettore Filippo Raciti, ucciso negli scontri durante il derby Catania-Palermo, qualcuno per l’ennesima volta ha imbrattato con lo spray quel muro: la firma è quella che per contagio si diffonde in ogni regione italiana: Acab. Il fatto è grave per il suo tenore e va al di là del semplice vandalismo. Il fatto ancor più grave è che nessuno delle forze dell’ordine indaga per risalire ai responsabili. Eppure a Giovinazzo è risaputo che esistono alcuni teppistelli, insofferenti del sistema e noti per la loro attività di fiancheggiatori contro le istituzioni. Come cittadini è frustrante vedere, sapere, conoscere fatti e persone che in altre nazioni sarebbero puniti equamente ed invece dover sempre e purtroppo constatare l’impossibilità di intervenire da parte delle forze dell’ordine o ancora peggio vedere gli sforzi di polizia e carabinieri per individuare crimini che poco dopo un tribunale punisce con qualche ammenda e qualche monito. Sarà per questo che cresce sempre più l’aggressività e la violenza dei vandali? Non è che il senso di impotenza ci spinge ad aggredire prima di essere aggrediti? Purtroppo le cose sicuramente non accennano a cambiare, anzi spesso ci vergogniamo della nostra inciviltà. Gli altri Comuni hanno provveduto a far cancellare la scritta. Anche questo è segno di crescita per contrastare l’inciviltà di pochi. Il Comune di Giovinazzo, dal 5 febbraio che è comparsa la scritta, ad oggi che scriviamo invece non lo ha ancora fatto.

4 febbraio

IL VESCOVO IN CASA FRATRES Mentre alla sede erano già, da qualche ora, in corso le donazioni, è arrivato SE. Monsignor Luigi Martella. Ad accoglierlo il Dottor Gianni Allegretta, responsabile del Centro Trasfusionale di Molfetta con la sua équipe di medici e paramedici, i donatori, il direttivo e alcuni volontari. Grande è stata la gioia di tutti, perché, nella persona del Vescovo, abbiamo sentito la Chiesa più che mai vicina, mentre ci incoraggia ad aprire gli occhi del cuore per riconoscere e incontrare il Signore, sia pure con il semplice dono del sangue, nelle Sue membra sofferenti. S.E., puntualizzando di essere un donatore anche

lui, si è congratulato per il numero sempre crescente dei donatori, (siamo ormai a 2.277 donazioni nel 2006) e in particolare per la trasformazione che la Fratres, grazie al lavoro di tutti i volontari e al loro cammino spirituale, sta subendo da associazione in comunità “donante” come Egli l’ha definita, in cui, appunto, si condivide amore, solo amore. Esprimendo la nostra gratitudine al Vescovo per la sua sensibilità nei confronti di chi soffre, lo abbiamo pregato di ricordarci al Signore e gli abbiamo chiesto di invitare i sacerdoti a farsi portavoce, presso i fedeli, del valore intrinseco del dono del sangue. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date (Mt. 10,8)» - questo l’insegnamento del Signore, questa la vocazione di noi donatori cristiani della Fratres.

Nuovi volti per un gran progetto

L’inizio di una carriera sfolgorante spesso inizia per gioco…Non vi è mai capitato, quando vedete l’ultimo erede di Costantino Vitagliano o l’ennesima letterina di turno, alla corte di Mamma Televisione, di provare un po’ d’invidia? Gente comune che è venuta fuori dal nulla. Certo, una bella presenza è indispensabile. In realtà oggi scorrono continuamente davanti ai nostri occhi le immagini di chi riesce a crearsi un posto al sole. Immagini rimbalzate quotidianamente dalle pagine di una rivista patinata, o, quando si è in auto dai manifesti che sovrastano le fiancate di palazzi ormai piegati alla logica della società dell’immagine.

Il gruppo Fratres di Giovinazzo 08 febbraio

Un PIRP per Giovinazzo Interessante relazione tecnica del funzionario della Civica Amministrazione, il Dirigente del Settore Urbanistica e Ambiente, Vincenzo Turturro, Architetto che riferiva sul programma di interventi per la riqualificazione delle periferie della nostra cittadina a seguito del bando di gara della Regione Puglia del 29/ 06/2006 per accedere ai finanziamenti del Programma Integrato di Riqualificazione delle Periferie (P.I.R.P.). L’architetto Turturro precisava che il P.I.R.P. ha lo scopo di incrementare la crescita del capitale sociale e la rivalutazione del territorio mediante il recupero di quel patrimonio immobiliare degradato, non più rispondente all’uso per cui le opere furono realizzate. Per cui il Comune ha elaborato il Programma per evidenziare quelle opere che vanno ristrutturate e messe in uso per espletarvi altre attività nell’interesse pubblico dei cittadini. «Tutti – riferiva l’Architetto Turturro – cioè Enti, Cooperative, Associazioni, Imprese, Privati, Parrocchie, ecc. possono accedere ai finanziamenti regionali con l’impegno formale di riutilizzare le opere ristrutturate». I beni da ristrutturare nella nostra città sono diversi elencava il coordinatore esterno dell’Ufficio del Piano, Architetto Claudio Certini ma la Regione Puglia dispone di mezzi finanziari molto limitati, ragione per cui il P.I.R.P. è rivolto all’iniziativa privata di singoli cittadini o imprese o Enti e qualsivoglia soggetti che con le loro risorse finanziarie possano fare riaffiorare in quelle opere degradate, attività a beneficio del pubblico generale interesse. Il P.I.R.P. può attrarre investimenti ed occupazione anche se la numerosa platea convenuta veniva messa al corrente che i tempi per accedere al beneficio economico regionale sono strettissimi e la documentazione da allegare ai moduli di domande è piuttosto complessa.

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Quanti ragazzi e ragazze sognano di essere i protagonisti di cotanto apparire! Immaginare il proprio volto immortalato nelle immagini pubblicitarie, che oggi rappresentano delle vere opere d’arte, a dispetto dei Rembrandt o dei Modigliani di antica memoria. E veder salire immediatamente la propria quotazione personale. Ebbene sì, oggi il nostro valore è strettamente dipendente da quello che la società decide di assegnarci, soprattutto esteticamente. Ovvio che le illusioni devono essere governate. Pensare di cambiar vita con una sola partecipazione è certamente un’illusione. Per fortuna, però, una cosa che nessuna finanziaria di turno ci potrà mai togliere è la libertà di sognare, di giocare con la propria immagine, di divertirsi, perché tutti ne abbiamo diritto. E dunque, se considerate un’esperienza del genere alla stessa stregua di un gioco, un momento divertente, un episodio da raccontare ai posteri, allora siete sulla strada giusta. Stiamo cercando i protagonisti di una campagna pubblicitaria. A tal fine Ottica Visus, sceglierà i propri testimonial tra ragazze e ragazzi di Giovinazzo. Tutto ciò di cui avete bisogno è una o più foto che vi ritraggano al meglio e una piccola presentazione.

Spedite il tutto tramite e-mail a: book.otticavisus@libero.it. Siete tutti invitati a partecipare, e tra voi potrà sbocciare proprio il protagonista della nostra campagna pubblicitaria. E chissà che un giorno… SOGNARE È BELLO, PARTECIPARE È MEGLIO!!

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STORIA NOSTRA

Il giorno del Ricordo La strage dei Carabinieri alle Cave del Predil 12 carabinieri torturati e trucidati da partigiani comunisti titini. C’era anche un pugliese La carrozzabile Tarvisio - Cave del Predil - Passo Predil - Plezzo - Gorizia costituiva un’importantissima arteria utilizzata dalle forze di occupazione tedesche per lo smistamento nei due sensi di marcia di uomini, armi, viveri, munizioni destinati dalla Germania alla zona del Litorale Adriatico. La resistenza slava, dal canto suo, prendeva di mira le autocolonne tedesche, provocando sovente pesanti perdite ed intaccando il prestigio militare germanico. In risposta all’ultimo di una serie di agguati, in cui rimase ucciso un soldato tedesco che stava percorrendo con una motocarrozzetta la strada che conduce da Passo Predil verso la Valle Coritenza, l’11 ottobre 1943 due autocarri di SS tedesche raggiunsero Bretto di sopra dove, con largo uso di lanciafiamme, incendiarono tutte le abitazioni dove erano state rinvenute armi e vestiario militare (una donna 80enne venne arsa viva), fucilando TRUCIDATO DAI TITINI: tutti gli uomini rastrellati (15 in tutto, Car. Aus. CASTELLANO mentre un sedicesimo venne ucciMichele, n. a Rocchetta so a colpi di calcio di fucile). EssenS’Antonio (Foggia) l’11 dosi generata una situazione di penovembre 1910 ricolo concreto, il commissario germanico sulla miniera di Raibl, tale Hempel, ottenne dal comando militare tedesco di Tarvisio la costituzione di un Distaccamento fisso di carabinieri a protezione della centrale idroelettrica a valle di Bretto di sotto. La sera del 23 marzo 1944, il V. Brig. PERPIGNANO, comandante del distaccamento ed il Car. FRANZAN si erano recati in paese e, sulla strada del ritorno, vennero aggrediti da due partigiani, SOCIAN e ZVONKO, mentre la caserma era già circondata da altri partigiani, rimasti nascosti. Il commando, successivamente: -catturò i due carabinieri di guardia alla centrale; - entrò all’interno della caserma, verosimilmente costringendo con minacce il comandante a pronunciare la parola d’ordine. I carabinieri vennero fatti vestire velocemente, mentre i partigiani si impossessavano delle armi e di quant’altro di utile avessero potuto trovare nella caserma, poi minata con esplosivo, così come era stato fatto per la centrale idroelettrica. Il commando partigiano e gli ostaggi, costretti a portare a spalla tutto il materiale trafugato dalla caserma, si incamminarono lungo un percorso tutto in salita, nel bosco per raggiungere a tappe forzate Malga Bala, passando per il Monte Izgora (1.000 m circa s.l.m.), la Val Bausiza (di nuovo a valle) e risalendo verso l’altipiano di Bala. Il lungo tragitto venne intervallato da poche soste, di cui l’ultima, la sera del 24 marzo, in una stalla sita sull’altipiano di Logje (853 m s.l.m.). Qui venne loro somministrato minestrone a cui erano stati proditoriamente aggiunti soda caustica e sale nero, usato per il bestiame perché ad elevato potere purgante. La mattina successiva (25 marzo) venne fatto percorrere ai prigionieri l’ultimo tratto di strada che li separava dal luogo della mattanza, un casolare sito su un pianoro, malga Bala appunto, dove: - il Vicebrigadiere PERPIGNANO venne arpionato ad un calcagno con un uncino, appeso a testa in giù e costretto a vedere la fine dei propri dipendenti; verrà finito a pedate in testa; - gli altri militari vennero sterminati barbaramente, dopo essere stati incaprettati con filo di ferro, legato anche ai testicoli, così che i movimenti parossistici sotto i colpi di piccone amplificassero il dolore; ad alcuni furono tagliati i genitali e conficcati loro in bocca; ad altri vennero sbriciolati gli occhi; ad altri ancora venne poi sventrato il cuore a picconate; in particolare, al Car. AMENICI venne infilata nel petto la foto dei figli. Al termine dell’eccidio, i corpi vennero trascinati a qualche decina di metri dal casolare ed ammucchiati sotto un grosso sasso, parzialmente ricoperti dalla neve. I cadaveri dei militari vennero rinvenuti casualmente da una pattuglia di militari tedeschi e recuperati per essere ricomposti presso la chiesa di Tarvisio tra il 31 marzo ed il 2 aprile 1944. I funerali si svolsero presso la stessa chiesa il 4 aprile 1944. Al termine di solenne cerimonia funebre, i resti dei dodici carabinieri furono seppelliti in località Manolz di Tarvisio.

Dal settembre 1957, grazie all’opera del “Comitato Onoranze ai Caduti nel Comune di Tarvisio”, che ha ultimato la costruzione del tempio ossario all’interno della torre medievale, attigua a questa parrocchia, riposano in pace unitamente a 14 combattenti del XVII Settore delle Guardie alla Frontiera ed a 5 militari tarvisiani, Caduti in guerra nove dei dodici carabinieri trucidati

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TUTTI I PUGLIESI TRA I MILLE DEPORTATI IN SLOVENIA AGENTI PUBBLICA SICUREZZA Aurisicchio Francesco, nato a Ostuni (Brindisi); Ciccarone Giovanni, nato a Bitonto (Bari); Delle Vergini Antonio, nato a San Marco in Lamis (Foggia); Di Lauro Vincenzo Pietro, nato a Manduria (Taranto); Oìivieri Pasquale, nato a Corato (Bari); Pennelli Vito, nato a Modugno (Bari); Piscopello Amleto, nato a Aliste (Lecce).

CARCERI DELL’OZNA A LUBIANA. PRELEVATI DAL CARCERE ALLA FINE DI DICEMBRE 1945 E ALL’INIZIO DEL 1946. Caloro Giuseppe, nato a Tricase (Lecce); Panebianco Santo, nato a Cerignola (Foggia); N.N., nato a Monopoli (Bari).

Finanzieri. Capodiferro Antonio, nato a Gioia del Colle (Bari); Michele Bruno, nato a Lecce; Mirabella Ignazio;

CARABINIERI. Guarini Pasquale, nato a Montalbano di Fasano (Brindisi); Luisi Luigi, nato a Putignano (Bari); Marzocca Ruggero, nato a Barletta; Miccoli Rocco Ciro, nato a San Marzano (Taranto); Pino Addelico, nato a Cassarano (Lecce); Zilli Cosimo, nato a San Cesareo (Lecce);

MDT IV REGGIMENTO. Antonaci Nicola, nato a Gallipoli (Lecce); Di Giorgi (Di Giorgio) Giovanni, nato a Vico Gargano (Foggia); Porro Riccardo, nato ad Andria (Bari);

MILITARI. Culiersi Tommaso, nato a Rocale (Lecce); Posa Vincenzo, nato a (Montrone) Adelfia (Bari); Simone Antonio, nato a Molfetta (Bari); Tandoi Pasquale, nato a Corato (Bari); Scomparsi, riportati solo con nome e cognome. De Carlo Domenico, nato a Massafra (Taranto); Misciali Emanuele, nato a Gallipoli (Lecce); Pano Tommaso, nato a Galatina (Lecce); Pelikan Vincenzo, nato a Ruvo di Puglia; Scommegna Francesco, nato a Barletta; Tanzarieìlo Rocco, nato a Ostuni (Brindisi); Mastrocinque Nicola, nato a Taranto

Deceduti nel campo di concentramento per prigionieri di guerra a Borovnica. Liaci Antonio, nato a Gallipoli (Lecce);

Civili. Leone Quintigliano, nato a Lecce; Longo Nicola, nato a Corate (Bari); Monaco Emilio, nato a Oria (Brindisi);

Ritornati. Citti Giovanni, nato a Lecce; Misciali Giuseppe, nato a Gallipoli; Citta Carlo, nato a Lecce; Gargano Sabino, nato a Barletta (Bari); Gianna Severino, nato a Foggia;

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LITTLE

ITALY

Il Giorno del Ricordo Alla fine della Seconda guerra mondiale, mentre tutta l’Italia, grazie all’esercito AngloAmericano, veniva liberata dall’occupazione nazista, a Trieste e nell’Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l’inizio di una tragedia: la “liberazione” avvenne ad opera dell’esercito comunista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito. Trecentocinquantamila italiani abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini. La loro colpa era di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime comunista. Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava, ancora oggi ricordati come «i quaranta giorni del terrore», visse per nove anni sotto il controllo di un Governo Militare Alleato (americano ed inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte. Il termine «foiba» è una corruzione dialettale del latino «fovea», che significa fossa. Le foibe, infatti, sono voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall’erosione di corsi d’acqua nell’altopiano del Carso, tra Trieste e la penisola istriana. Possono raggiungere i 200 metri di profondità. Le foibe furono utilizzate in diverse occasioni e, in particolare, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale per infoibare (“spingere nella foiba”) migliaia di istriani e triestini, italiani ma anche slavi, antifascisti e fascisti, colpevoli di opporsi all’espansionismo comunista slavo propugnato da Josip Broz meglio conosciuto come Maresciallo Tito. Nessuno sa quanti siano stati gli infoibati: stime attendibili parlano di 10-15.000 sfortunati. Le vittime dei titini venivano condotte, dopo atroci sevizie, nei pressi della foiba; qui gli aguzzini, non paghi dei maltrattamenti già inflitti, bloccavano i polsi e i piedi tramite filo di ferro ad ogni singola persona con l’ausilio di pinze e, successivamente, legavano gli uni agli altri sempre tramite il fil di ferro. I massacratori si divertivano, nella maggior parte dei casi, a sparare al primo malcapitato del gruppo che ruzzolava rovinosamente nella foiba spingendo con sé gli altri. Solo nell’ottobre del 1954 l’Italia prese il pieno controllo di Trieste, lasciando l’Istria all’amministrazione jugoslava. E solo nel 1975, con il Trattato di Osimo, l’Italia rinunciò definitivamente, e senza alcuna contropartita, ad ogni pretesa su parte dell’Istria, terra italiana sin da quando era provincia dell’Impero romano. Il 10 febbraio è il giorno che l’Italia dedica alla memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe e dell’Esodo dalle

di Nick Palmiotto

NAPOLITANO: «Foibe ignorate per cecità» loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati. Per questa ricorrenza, il Presidente della Republica Italiana, l’on. Napolitano (ex comunista e seguace della dottrina Togliatti) ha conferito al Quirinale i riconoscimenti ad alcuni congiunti delle persone che sono state infoibate. La legge che istituisce la “Giornata del ricordo” è stata approvata nel 2004 durante la Presidenza Ciampi. Personalmente ritengo che istituire il giorno del ricordo dopo quasi cinquant’anni riveli una scarsissima attenzione che appare di evidente gravità. Nel corso degli anni questi martiri sono stati vilipesi e dimenticati. La storiografia, lo Stato italiano, la politica nazionale, la scuola hanno completamente cancellato il ricordo ed ogni riferimento a chi è stato trucidato per il solo motivo di essere italiano o contro il regime comunista di Tito. Non capisco il motivo per cui un dramma di proporzioni talmente gigantesche da colpire profondamente anche chi, come me, non ha personalmente vissuto quegli eventi, finora non è mai stato reso noto a tutti. Io ho appreso di tali eventi storici solo da brevi documentari recentemente trasmessi sul canale televisivo RAI-Intenational. Solo dopo alcune letture dei pochi testi storici disponibili sono riuscito a trovare lumi sull’argomento. Eppure risulta del tutto incomprensibile come possa essersi determinato quasi mezzo secolo di assoluto silenzio e offuscamento di questi eventi storici. Occorrerebbe effettuare una disamina della situazione politica nazionale ed internazionale ed intraprendere una lingua disquisizione. In tutta franchezza non riesco a trovare una sola motivazione in grado di giustificare quello che oggi non esito definire «un vergognoso oblìo della cultura italiana». La storia degli Istriani, dei Fiumani e dei Dalmati dev’essere resa nota a tutti, principalmente alle nostre nuove generazioni le quali finora non sono state informate. Ora, necessaria si rivela una profonda rifles-

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sione sul significato più intimo delle guerre. Oggi quando pensiamo ad un evento bellico dobbiamo immediatamente disegnare nella nostra mente la figura dell’uomo che perde in toto la sua dignità e il suo controllo. Per dirla in breve la guerra è la fedele rappresentazione del volto brutto dell’umanità, il piegarsi della ragione dinanzi a logiche insensate e stolte del potere e di interessi economici. La guerra può essere appunto una condanna gratuita per chi può essere ritenuto semplicemente colpevole di vivere all’interno di un determinato territorio o possedere una cultura diversa. Ecco perché dev’essere obbligatoriamente ricercato sino all’ultimo istante un accordo di pace tra i popoli. Ed evitare così l’efferatezza di un conflitto. Ovvio, quindi, che il Giorno del Ricordo e altre simili ricorrenze devono contribuire a sostenere questo processo di riflessione sul nostro passato, al fine di evitare che nel futuro si ripetano altre stragi, altre ingiustizie, altri delitti. Riflessioni oggi principalmente necessarie soprattutto per gli Stati Uniti. Dopo l’attacco terroristico di New York, e quelli avvenuti in Inghilterra e Spagna, bisognava reagire al terrorismo internazionale. Ma ci sono metodi diversi per attuare questa difesa, metodi che non necessariamente devono assumere le vesti oscure della parola guerra. Gli Stati Uniti, ancora adesso possono contribuire molto alla sicurezza del mondo, ma anche i governanti americani devono imparare e capire che le controversie politiche internazionali non si risolvono solo con la forza. Mi auguro che il messaggio del Giorno del Ricordo possa raggiungere in maniera forte e chiara, quindi, le pietre miliari del nostro governo americano.

AUGURI DENVILLE (N.J).

AUGURI DI BUON COMPLEANNO A

GABRIELLA SPERANZA DAGOSTINO Subito dopo aver spento la 1^ candelina la piccola Gabriella supplica mamma e papà (Domenico e Vivian) a mostrargli i tanti ragalini. Happy first birthday “Gabriella” We love you Mamma e papà, i nonni, gli zii e cuginetti tutti


L’INTERVISTA di Giangaetano Tortora

Una festa tra fede e radici Vi presentiamo il Nuovo Comitato Feste Patronali IL COMITATO FESTE PATRONALI HA UN NUOVO PRESIDENTE: SI TRATTA DI TOMMASO DEPALMA, CHE SUCCEDE COSÌ A MAURO DINATALE. DA BUON INTENDITORE DI CICLISMO, TOMMASO È PRONTO A PEDALARE INSIEME AGLI ALTRI NUOVI MEMBRI DEL COMITATO PER ORGANIZZARE NEL MODO MIGLIORE I FESTEGGIAMENTI IN ONORE DELLA MADONNA DI CORSIGNANO. NOI LO ABBIAMO INTERVISTATO, FRESCO DI NOMINA VESCOVILE Nome: Tommaso Cognome: Depalma Età: 40 anni Soprannome: Sardella Professione:Imprenditore Incarico sportivo: Dirigente di società ciclistiche L’organizzazione della festa, per il nuovo Comitato, equivarrà ad una cronometro oppure ad una tappa di montagna…? «Penso invece più ad una corsa a tappe: tappa dopo tappa giungeremo all’arrivo…». Quali saranno i punti di forza del nuovo Comitato? «Sicuramente il gruppo. Qui non varrà il detto secondo cui “chi fa da sé fa per 3”. Per far bene, avremo invece bisogno di 3, di 33 e di 333…». Chi saranno i capitani e chi invece i gregari? «Ci saranno tanti capitani. E, con l’aiuto della Madonna, sono sicuro che ci saranno anche tanti gregari». Proviamo ad anticipare il programma della festa: non solo fuochi pirotecnici ogni giorno, si spera… «No, dobbiamo invece tirare fuori i fuochi che abbiamo nella nostra comunità... Ossia tirare fuori il meglio che Giovinazzo offre da un punto di vista culturale, sportivo e religioso. Ci sono tante associazioni che per tanti motivi rimangono nascoste. E’ nostro dovere cercare di farle emergere il più possibile in quella occasione». Intanto la gente in giro già si interroga su chi sarà il big canoro del Martedì della Madonna… «Questo per noi non sarà il più grosso dei problemi. Sono sicuro che soddisferemo tutte le fasce d’età. Anzi, colgo l’occasione per precisare che questa sarà più la festa degli ultimi che non dei primi…». Come verranno improntati i rapporti con i commercianti di Giovinazzo? «Alla massima trasparenza, come con tutte le altre categorie. Inoltre loro potranno benissimo proporre, senza subire le decisioni del Comitato». E quelli con gli emigranti? «Gli emigranti sono una delle nostre priorità. Dal 21 al 26 febbraio sarò a New York per incontrare la comunità più numerosa. Ma idealmente è come se li incontrassi tutti. Loro rappresentano la parte migliore di Giovinazzo, perché chi vive fuori ama incredibilmente questa cittadina. Auspico che tutti gli emigranti, da ogni parte del mondo, si facciano sentire per fare le loro proposte. Magari anche attraverso il vostro giornale. Inoltre, proprio perché li portiamo tutti nel cuore, ci attiveremo per trasmettere via Internet la processione: se ad agosto non potranno venire qui, sarà la Madonna ad andare da loro…». Il Comitato e le varie associazioni di Giovinazzo lavoreranno davvero in sinergia? «Cercheremo di collaborare a 360 gradi. Ri-

Ce l’hai un pensiero per il tuo predecessore, Mauro Dinatale? «A lui, come a tutti gli altri predecessori, dico semplicemente…grazie! Speriamo anche noi di poter dimostrare, tra qualche anno, quanto ha dimostrato Mauro». Perché ci hai dato questa fotografia? «Innanzitutto perché considero la famiglia la base di tutto. Poi perché la preghiera più grande che rivolgo alla Madonna è proprio per proteggere la mia famiglia come tutte le famiglie giovinazzesi. Infine, per ringraziare la mia famiglia di tutto il sostegno che mi dovrà inevitabilmente dare durante questi anni e per chiederle scusa di tutto il tempo che non le potrò dedicare». Per concludere, da buon presidente, lancia un messaggio a tutti i giovinazzesi, residenti e non! «Non lancio un messaggio da presidente, ma da giovinazzese: riappropriamoci della nostra città, delle sue tradizioni e del culto per la Madonna di Corsignano. Se riusciremo a farlo, sarà un grandissimo risultato!».

TOMMASO DEPALMA. Il nuovo presidente del Comitato Feste Patronali pensa già all’evento più atteso dei giovinazzesi spetteremo tutti. Senza chiaramente dimenticare che stiamo parlando di una festa religiosa…». Perché tanti giovani durante la festa fuggono da Giovinazzo? «Perché probabilmente li abbiamo disabituati ad apprezzare ciò che noi abbiamo. Ma una pianta non può vivere senza le proprie radici, perciò noi dovremo far riavvicinare i giovani alla festa organizzando eventi ma anche facendo riscoprire loro l’intramontabile bellezza, fascino, culto e devozione per la Madonna di Corsignano». Per ridare appeal al Corteo Storico, tra i figuranti vedremo anche Gianni Bugno e Claudio Chiappucci…? «A causa della loro statura, saremmo costretti a trovare delle scarpe con i tacchi… Perciò preferirei Cipollini, che mi risolverebbe ogni problema…». Una volta tanto proviamo a scherzare con i Santi: non è che quest’anno la Madonna di Corsignano, anziché il manto blù, indosserà la maglia rosa…? «Nel Giro d’Italia esiste anche la maglia azzurra, perciò per noi non ci sarà nessun problema…». Come potrà contribuire la Festa Patronale al turismo nella nostra città? «Innanzitutto facendoci conoscere fuori dal nostro contesto cittadino. E poi magari attraverso l’organizzazione di tante iniziative. Una su tutte la Notte Bianca, che attualmente è molto in voga. Potrebbe essere una notte non solo di commercio, balli e danze ma anche di chiese aperte per la preghiera. Insomma, il connubio perfetto tra sacro e profano».

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Gli altri membri del gruppo dirigente del Nuovo Comitato Feste Patronali sono: Giampaolo Bavaro (vicepresidente), Mimmo Messere, Claudio Spadavecchia, Pino Colasante, Carlo Del Prete e Raffaele Depalma. LA VERSIONE INTEGRALE DELL’INTERVISTA POTETE VEDERLA SUL SITO INTERNET WWW.GIOVINAZZO.IT

SOS PER IL MANTO DELLA MADONNA

Il circolo “Figli del Mare”, con sede in Piazza Vittorio Emanuele II n. 59, a Giovinazzo, ringrazia sentitamente tutti coloro che con devozione hanno contribuito economicamente alle spese del restauro del Sacro Manto della nostra Protettrice, Maria SS. di Corsignano. L’elenco completo dei contribuenti è consultabile sul sito www.giovinazzo.it. Marzo 2007


IL PLAGIO

IL PLAGIO MUSICALE Le covers non autorizzate Ornella Vanoni ottiene un grande successo con “L’appuntamento”, traduzione in italiano di Bruno Lauzi del brano “Sentado a beira do camino” di Roberto Carlos, mentre i Rokes spopolano nel 1965 con “C’è una strana espressione nei tuoi occhi”, rifacimento di “When You Walk In The Room” di Jackie DeShannon. Un altro gruppo storico di quegli anni, I Profeti, interpretò nel 1971 “Nothin’ Rhymed” di Gilbert O’Sullivan chiamandola “Era bella”; allo stesso modo i Jaguar importarono in Italia “Barbara Ann” dei Beach Boys (oggi sigla di uno spot di una famosa acqua minerale) dandole il titolo di “Barbara”; “Cuore” di Rita Pavone rappresentava la versione nostrana di “Heart” di Waine Newton, mentre “Sono bugiarda” di Caterina Caselli ripercorreva “I’m a Believer “ dei Monkees; anche Wess (che in seguito comporrà una famosa coppia artistica con Dori Grezzi, prima che questa sposasse De Andrè) ebbe notevole successo con la versione italiana di “Chapel of dreams” dei Dubs, conosciuta in seguito come “I miei giorni felici”. “La casa del sole” interpretata sia da Riki Maiocchi che dai Los Marcellos Ferial riprendeva la famosa “The house of rising sun” degli Animals, che in verità era un antico brano della tradizione nordamericana (lo avrete senz’altro sentito, ha l’aria vagamente western). Pullulavano poi in quegli anni i gruppi musicali dediti tipicamente alle reinterpretazioni di brani oltreoceano o oltremanica. Tra questi i più rinomati furono i Dik Dik, uno dei gruppi preferiti, insieme all’Equipe 84, da Battisti per le sue canzoni, prima che associasse la carriera di compositore a quella di cantante. Il complesso portò al successo brani quali “Senza luce” da “A whiter shide of pale” dei Procol Harum, o “L’ isola di Wight” da “Wight is Wight” di Michel Delpech, e “Sognando la California” da “California dreaming” dei Mama’s & Papa’s. Anche Mal (ex Primitive), in seguito ritornato in auge per la canzone per bambini “Furia”, si stabilì da noi interpretando covers quali “ Pensiero d’amore” da “I’ve gotta get a message to you” dei Bee Gees e “ Yeeeeeeh” versione di “I ain’t gonna eat out my heart anymore” dei Young Rascals. La citata Equipe 84, invece, rifece “Bang bang” dall’omonimo brano di Cher (proposta contemporaneamente anche dai Corvi, da Dalida e da molti altri minori).; inoltre il complesso capeggiato da Maurizio Vandelli cavalcò l’onda con “ Io ho in mente te”

E LE COVERS

5^ PARTE DI MIMMO UNGARO

versione italiana di “You were on my mind” dei We Five, con “Tutta mia la città” da “Blackberry way “ dei Move e con “Un angelo blu” copiata da “I can’t let Maggie go” degli Honeybus. Neppure il grande super molleggiato Celentano potè esimersi dal cantare alcuni successi d’oltre oceano ed introdotti in Italia col nome di ad esempio “Stai lontana da me “ del 1962, da “Tower Of Strength” di Gene McDaniels E Frankie Vaughan ; “ Il problema più importante” versione di “If You Gotta Make a Fool of Somebody “ del 1963 di Freddie and the Dreamers e naturalmente “Pregherò” dal famosissimo brano “Stand by me”“di Ben E. King”, proposto anche da John Lennon in versione rock ed infine “ Questo vecchio pazzo mondo” da “Eve of destruction” di Barry McGuire. Gianni Morandi invece preferì importare “Eleonore” dei Turtles chiamandola “Scende la pioggia” e “Pretty Belinda” di Chris Andrews trasformandola in “Bella Belinda”. Ancora, i Camaleonti, che con “ L’ora dell’amore” rifanno il verso a “ Homburg” dei Procol Harum e con “ Io per lei”“ del 1968 riprendono “To Give” di Frankie Valli. “Come potete giudicare” del 1965 è da sempre l’inno (insieme ad “Io vagabondo”) che contraddistingue i Nomadi, portato con grande clamore e successo al Cantagiro del 1966; si tratta della italianizzata “The Revolution Kind” di Sonny Bono (ex compagno nella musica e nella vita di Cher, da poco deceduto); altro brano interpretato dal gruppo modenese fu “Ho difeso il mio amore” nel 1967, cover di “Nights In White Satin “ dei Moody Blues.

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Covers autorizzate Esiste infine una casistica di brani reinterpretati con l’autorizzazione degli autori del pezzo originale e che hanno avuto così tanto successo che molti rimangano sorpresi nell’apprendere che in realtà si tratta di rifacimenti. In campo internazionale, ricorderete senz’altro negli anni 80 il grandioso successo tributato ai Buggles con “Video Killed The Radio Star” che in verità avevano rifatto la vecchia canzone omonima di Bruce Wooley & the Camera Club, introducendo la novità della voce metallica. Nello stesso periodo Kim Carnes interpretava “Bette Davis Eyes” , una vecchia canzone di Jackie De Shannon. Il maestro delle covers, però, è senz’altro Paul Young, che ha riproposto in chiave moderna vecchi brani, come “Every Time You Go Away”, di Daryl Hall and John Oates, ripresa anche dagli Eurythmics, “Why Don’t You Come Back” di The Nerves, “Love Will Tear Us Apart” dei Joy Division. Il nostro, inoltre, interpretò anche “Don’t Dream It’s Over” dei Crowded House, gruppo neozelandese, in Italia portata al successo poco tempo dopo da Antonello Venditti con il nome di “Alta Marea”. Altre famosissime covers sono state, inoltre, “China Girl” di Iggy Pop, portata al successo da David Bowie, di cui inoltre è passata quasi inosservata la versione degli A-ha; “Girls Just Want To Have Fun” di Robert Hazard (and the Heroes), rifatta da Cyndi Lauper; “You Can’t Hurry Love”, di Diana Ross And The Supremes, di cui conosciamo principalmente la versione fatta da Phil Collins (molto meno quella originale e quella degli Stray Cats); “Jealuos Guy” di John Lennon, rifatta da Bryan Ferry (anche se a dire il vero l’originale è molto più conosciuta); “Unchain my heart” di Ray Charles del 1961 e riproposta da Joe Cocker nel 1987; “Venus” di Shocking Blue, riproposta dalle Bananaramma; “Cocaina” (chi l’avrebbe detto??!!) di J.J. Cale del settembre del 1976, ben reinterpretata da Eric Clapton (su Slowhand). Negli anni 90 clamoroso fu il successo di “Nothing Compares 2 U” di Sinead O’Connor, anche se il brano è di di Prince. Facendo un balzo in avanti nel tempo, non tutti sanno che uno degli ultimi successi di Madonna “Hung Up” utilizza una sample basale (la parte introduttiva che dà il ritmo a tutto il pezzo) di un vecchio successo degli Abba, ossia “Gimme gimme gimme.”. Già in passato la popstar italoamericana aveva reinterpretato “American Pie”, vecchio successo del 1971 di Don McLean, datato ottobre 1971.


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Via A.Gioia, 106/108 ang. Via Venezia, 2 Tel. 349.56.77.003 - Giovinazzo (Ba)

2007


I 1701 - Avvertire un piccolo formicolio alla testa durante lo struscio serale in piazza allo spuntare all’improvviso di due corna di telefonia mobile sul Palazzo di città; 1702 - Portarsi subitamente le mani al capo per poi risollevarsi d’animo perchè le tue corna in testa non spuntano mai per caso; 1703 - Bollare i dipendenti del Comune di Città di essere cornuti e contenti all’indomani dell’installazione delle corna di telefonia mobile sulla terrazza del municipio; 1704 - Sentirsi rispondere con rassegnazione dagli stessi impiegati di Palazzo che di questi tempi è sempre meglio sentirsi cornuti e contenti che cornuti e mazziati; 1705 - rincuorarsi al sol pensiero che il peso specifico delle tue corna è sempre più lieve delle corna metalliche che qualcuno porta in testa

MERCOLEDI’ AL CINEMA 1706 - Volare al cinema a Molfetta il mercoledì non per caso (matteo r.); 1707 - Nell’intervallo del film, quando si accendono le luci in sala, scoprire che più della metà degli spettatori sono di Giovinazzo… (matteo r.); 1708 - Prendere atto alla fine che siamo un paese di rognosi! (matteo r.); 1709 - Recarsi al Cinestar di mercoledì, senza aver prenotato prima il biglietto (gianga); 1710 - Scoprire che purtroppo i biglietti del film di maggior interesse sono tutti esauriti (gianga); 1711 - Masticare amaro, una volta scoperto che anche per lo spettacolo successivo i posti sono tutti esauriti (gianga); 1712 - Imprecare contro tutti quelli che hanno avuto la stessa idea di andare a cinema il mercoledì a vedere quel film… (gianga); 1713 - Data la convenienza del mercoledì, ripiegare comunque su un altro film interessante (gianga); 1714 - Rimandare invece al mercoledì successivo la visione del suddetto film di prima scelta (gianga); 1715 - Abbonarsi al Cinestar per risparmiare 1,50 Euro su ogni ingresso (pinuccio 3); 1716 - Non usufruirne il mercoledì dell’abbonamento per risparmiare un ulteriore euro! (pinuccio 3); 1717 - Nei giorni di grande affluenza, tipo il mercoledì, recarsi con qualche ora di anticipo presso il centro commerciale di Molfetta in modo da fare prima i biglietti “buoni” (pinuccio 3); 1718 - Ammazzare il tempo in attesa dello spettacolo sgranando con gli occhi le vetrine abbaglianti del Fashion District 1719 - mantenersi a distanza dalle griffe abbaglianti e dai prezzi accessibili solo ai figli di papà (pinuccio 3)

MOTIVI PER C VIVERE A G

facciamo le corna!

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IL SABATO AL CINEMA 1720 - Recarsi al cinema e commentare, durante il film, la soprannaturale bellezza di alcuni attori, disturbando i propri vicini di poltrona (lety); 1721 - Durante la visione, uscire fuori una bottiglietta d’acqua e un gustoso panino con il prosciutto crudo preparato a casa per risparmiare sui popcorn della ditta (lety); 1722 - Notare che il proprio vicino di poltrona sta respirando con la moglie l’allettante profumo del prosciutto crudo (lety); 1723 - irritarlo ancora di più, confessando sottovoce al proprio amico di poltrona che il panino è buonissimo (lety); 1724 - Origliare i commenti del vicino e scorgere frasi in perfetto

Hai il terrore che la tua ragazza o tua moglie t sca? Allora facciamo le corna! Neanche il te pensarlo che sulla terrazza del Palazzo di Citt che arguto amministratore ha pensato di ins per davvero. E che corna! Metalliche e imponen le vedono perché tutti si sentano protetti e nes le senta per davvero in testa. Geniale, vero?

accento molfettese: “Engor ava frnesc?”(lety); 1725 - Recarsi al Cinestar muniti di cappellino col bon bon e impedire la visione a chi è seduto sulla poltrona posteriore (lety); 1727 - Durante il film, muoversi in continuazione, disturbando l’intera sala con lo scricchiolio della poltrona (lety); 1728 - Visionare il film e, al termine, commentare:“Né, u sapav accom sciav a frnesc!”(lety); 1729 - Durante l’apparizione dei personaggi, chiedere al proprio vicino di poltrona:“Ci iè id?”(lety); 1730 - Entrare in sala e trovare occupati i posti prenotati (lety); 1731 - Chiedere con irritazione il biglietto col numero della propria poltrona (lety); 1732 - Entrare in sala e notare una ridicola sigla in dialetto napoletano, che chiede a tutti gli spettatori di spegnere i telefonini e di non infastidire gli altri con i rumori dei pop corn (lety); 1733 - Pensare che quella sigla stia invitando gli spettatori a non infastidire il pubblico con rumori e profumi vari (lety);

IL FESTIVAL DI SANREMO 1734 - Sentir parlare del festival di Sanremo e sostenere “Ci s l’ava resc a chiss p cing dè?”(lety); 1735 - Notare tutti i nei delle vallette-bomboniere che sfilano con abiti di famosi stilisti, guardando le scale per evitare di scivolarci (lety); 1736 - Durante la presentazione di Pippo Baudo, immaginare quanti soldi abbia guadagnato la vallette-bomboniere in questa edizione del festival per fare l’ochetta giuliva (lety);

FESTIVAL DI SANREMO…ERANO BEI TEMPI 1737 - … quando, il giorno dopo l’esibizione di Toto Cutugno, ci si ritrovava in classe (gianga); 1738 - … quando, prima dell’inizio delle lezioni, si cantava tutti insieme a squarciagola “Voglio andare a vivere in campagna, aah

CAFFETTERIA

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CUI VAL LA PENA GIOVINAZZO CALCETTO - MANIA 1744 - Lamentarsi la domenica della qualità delle immagini di Telesveva, dopo essere stati ormai abituati alle ipertecnologie delle 50 telecamere a partita di Sky (pinuccio 3); 1745 - Sedersi in prima fila alle partite del Gs (pinuccio 3); 1746 - Sperare così di rivedersi in Tv la domenica con tutta la famiglia a pranzo! (pinuccio 3); 1747 - Possibilmente, vestire qualche capo appariscente o comunque dal colore improbabile per riconoscersi più facilmente nelle inquadrature rudimentali di Telesveva (pinuccio 3); 1748 - Vedendo giocare il Gs, chiedersi con circospezione perché madre natura abbia dotato solo il sangue dei brasiliani di globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e classe calcistica (pinuccio 3) 1749 - Interrogarsi se con tanti stranieri in campo il Gs Giovinazzo è più internazionale dell’Inter di Moratti o è l’Inter di Moratti più internazionale del Gs Giovinazzo; 1750 - Ringalluzzirsi per la festa in piazza della promozione del GS in A2 al solo pensiero che il Presidente Carlucci ha promesso ai suoi tifosi lo strip-tease di una delle sorelle Carlucci del tubo catodico!

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aah…” (gianga) 1739 - … quando qualche compagna di classe diceva che non avrebbe visto il festival (gianga); 1740 - …. salvo poi conoscere a menadito le melodie ed i colori degli abiti delle vallette! (gianga); 1741 - … quando la suddetta compagna diventava lo zimbello della classe (gianga); 1742 - … quando ci si domandava che fine avessero fatto i Jalisse dopo aver vinto a Sanremo (gianga); 1743 - … quando si sperava che i Jalisse non si materializzassero proprio a Giovinazzo il Martedì della Madonna! (gianga)

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NUOVA SEDE 33

Marzo 2007


’ DI HUMOUR I benzinai di Giovinazzo UN

PO

Guida per turisti all’uso dei distributori di carburante per auto di Matilde Restaino Vogliamo mettere sull’avviso quei viandanti che il caso porterà nella nostra cittadina e, Dio ci scampi, avranno anche la necessità oltre di mangiare una focaccia (quella ve la consiglio vivamente), di rifornirsi di carburante. Ebbene, ci sono nella nostra ridente cittadina due tipologie di benzinai che chiameremo tipo A e tipo B. Il tipo A assomiglia a una squadra di benzinai d’attacco come quelli della Ferrari al Gran Premio: tutti in divisa, berretto e occhiali scuri, nervosi e sincronizzati. Ogni volta loro si aspettano il ferrarista al pit stop e invece di solito arrivi tu con la tua auto fuori produzione ammaccata qua e là (ma ogni ammaccatura è una storia e solo tu ne vai fiero), ti fanno cenno di fermarti proprio in quel punto preciso e già percepisci nei loro occhi la delusione mista al compatimento nei tuoi confronti. Vorresti riscattarti facendo il pieno e il cambio d’olio e filtro per metterli alla prova e cronometrarli ma dici “5 euro grazie”, vorresti farti almeno pulire il vetro anteriore che sembra un’ecatombe di moscerini, ma non ne hai coraggio. Quando il benzinaio torna e allunga la mano per prendere schifato i tuoi 5 euro tu vedi che li ripone in un marsupio gonfio di banconote mai viste e mesto torni in pista. Il tipo B è una sorte di benzinaio da dopolavoro ferroviario con pensionati, cassaintegrati, e lo faccioperhobby. Di solito sono chiusi nel gabbiotto a leggere la Gazzetta dello sport e a commentare la grandezza delle pasole e l’acque ca nan ha fatt ncil stè (di solito lavorano anche in campagna). Dopo le prime strombazzate di clacson, quando stai già per rinunciare e andare via, lo vedi arrivare dinoccolato con un bel sorriso, ti saluta e ti chiede se vuoi la verde o la normale per abitudine che non tarda a morire. Se poi vuoi pagare con il bancomat scordatelo, è rimasto ai tempi della lira. Di solito capita, perché non ha una buona mira, che ti lavi la portiera della macchina con la benzina per cui raccomando vivamente di spegnere le sigarette.

Lui ha sempre la banconota spiegazzata con sopra scritto fesso chi legge, lo vedi inserirla in tutte le posizioni (il Kamasutra ne avrebbe da imparare) e la macchinetta sputarla come il gatto con una palla di pelo. Allora urla, impreca, prende a calci il distributore e poi, dopo 10 minuti buoni, corre verso di te che sei diventato la sua ultima ancora di salvezza e con il viso implorante ti chiede: «Scusi non avrebbe un pezzo da dieci euri da cambiare?». Tu dentro di te stai già ridendo perché sei Se poi capitate a Giovinazzo nell’orario del self- certo di averlo ma non sei mica fesso da service debbo mettervi in guardia da Lui, il tipo darglielo. matilde@giovinazzo.it che c’è sempre prima di te,immancabilmente.

AUGURI...

I gemellini MICHELE e VINCENZO DEPALMA di Tommaso e Maria Vacca hanno spento due candeline ciascuno Partecipano i nonni e gli zii

Il 14 Gennaio Annamaria DI NATALE ha spento la sua 4^ candelina. Tanti auguri da mamma ENZA e papà Giuseppe

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RECENSIONI

E’ LA MIA VITA Storia di Al Bano Mi ha subito colpito il volume “E’ la mia vita” del noto cantante di Cellino San Marco (provincia di Brindisi), Albano Carrisi, scritto per le edizioni Mondadori nell’ultimo scorcio dello scorso anno. Non solo per la bella dedica con cui mi ha gratificato, ma anche perchè è una tipica storia meridionale degli anni Sessanta: l’emigrante che giunge a Milano dopo varie peripezie, e trova il successo grazie alla sua determinazione, costanza e capacità. E’ la storia del successo di Al Bano, ma è anche la storia della sua vita, delle sue emozioni, della sua avventurosa carriera artistica. Chi spera di trovare pettegolezzi relativi alle sue vicende personali può evitare di sfogliare il libro. Infatti Al Bano non parla di vicende da cronaca rosa lasciando volutamente una pagina in bianco quando arriva al punto in cui avrebbe potuto parlarne. Dedica comunque ampio spazio ai genitori e alla tragica e misteriosa scomparsa della figlia Ylenia. La rievocazione del passato diventa per Al Bano interpretazione del futuro. Per questo descrive con dovizia di dettagli le scene di vita familiare e contadina del suo paese, illustrando abitudini e usanze di un passato rurale ormai scomparso: la memoria dei luoghi dell’infanzia, il fascino del mare, i lavori in campagna, il baratto con i prodotti della terra, il catechismo in parrocchia, le feste patronali, le orchestre in piazza. L’inizio del volume è dedicato alla prima parte della sua vita a Cellino San Marco e alla grande determinazione di Albano nel trovare il modo per intraprendere l’allora insolita carriera artistica di cantante. Tanti i sacrifici e le difficoltà per inseguire il suo sogno, avendo due punti di riferimento: i genitori come esempio di vita, e Domenico Modugno come mito artistico. In seguito il grande passo: l’emigrazione a Milano - la città dei sogni -, un po’ ostacolata dalla famiglia. Qui si impiega prima come manovale, poi come cameriere. Vive la solitudine nell’immensa metropoli e la sua indifferenza (simpatico l’aneddoto in cui racconta che quando al suo paese si sentiva la sirena di un’ambulanza tutti si precipitavano fuori per capire cosa era successo, a Milano invece nessuno ci faceva caso), la gioia di poter inviare qualche soldo a casa, le difficoltà per un’audizione da parte delle case discografiche. Di qui l’elaborazione di particolari tecniche musicali (la necessità aguzzava l’ingegno), qualche primo provino, l’apprezzamento dei discografici, il sacrificio per conseguire i primi risultati, la conoscenza di maestri nell’at-

«SONO LA BEFANA»

di Agostino Picicco

delli non ne mancano: gli stessi sentimenti di Al Bano riecheggiano nelle vicende di vita di altri personaggi di successo in quegli anni a Milano. Cito ad esempio l’attore Gerardo Placido o l’imprenditore di Confcommercio Dino Abbascià. Le privazioni stimolano la fantasia e formano il carattere. L’ingegno e le capacità fanno il resto.

BLOCK NOTES

AL BANO sfoglia una copia del nostro giornale. La sua vita di emigrante è diventata un libro tività artistica, i primi successi e la gioia di condividerli con la famiglia, il nuovo stile musicale da lui inaugurato. Emozionante il racconto in cui parla dei soldi raccolti dal suo lavoro di contadino per pagarsi il viaggio a Milano, e in seguito il fatto di girare il primo frutto del suo successo, un assegno di otto milioni (nel 1967), direttamente al padre, perchè era giusto che lo avesse lui. Ai successi seguono le invidie e la cattiveria, l’impegno nel conservare visibilità, che come una chimera vola via, l’ostracismo degli anni Settanta da parte della televisione italiana, la dignità nel non chiedere favori e non scendere a compromessi, il compatimento della stampa, la forza di continuare ad andare avanti con fiducia, la ricerca di nuove sfide in campo musicale. Il nuovo successo sopraggiunto negli anni Ottanta lo riporta nella sua terra natia, tanto amata, in cui investe i suoi risparmi costruendo un’avviata azienda agricola. Le sue canzoni riprendono i valori della famiglia e dell’amore e ripercorrono il senso dell’attesa maturato dal rapporto con la natura. Nel canto esprime le sue emozioni e i suoi sentimenti. Anche alcuni film girati alla fine degli anni Sessanta ripropongono vicende reali della sua vita. Al Bano conclude il libro con l’invito a mantenere l’orientamento perchè è ciò che conta di più nella vita. Leggendo pare che lui ci sia riuscito. E’ un’esortazione anche per noi. Mo-

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ASSOCIAZIONE MARIANA Casa San Francesco – Giovinazzo Il gruppo adulte dell’Associazione Mariana

PRESENTA La commedia in vernacolo giovinazzese

«N’ucchje reìte e u ‘alte chiange» Date spettacoli: 11 -18 - 25 Marzo Inizio ore 18.30 presso teatro dell’Istituto San Giuseppe Via Cappuccini, 62 – Giovinazzo L’INCASSO SARA’ DEVOLUTO IN BENEFICIENZA Per informazioni rivogersi all’Associazione mariana Onde Benefiche presso la «Casa dell’Anziano» in via Ten Fiorino, dalle ore 18.00 alle ore 20.00

6° Edizione di Un bouquet per ogni sposa. Domenica 15 Aprile 2007 alle ore 17:00 si terrà presso in nostro centro una dimostrazione gratuita di Bouquet Sposa e composizioni matrimoniali. Per ulteriori informazioni e prenotazione contattaci al n. 080/ 394.13.12 o info@gardenstella.com

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I

RACCONTI

DEL

PESCATORE

Com’è Com’è vecchia vecchia Giovinazzo! Giovinazzo! “Chi opera lietamente e si rallegra del suo operato, è felice” sentenzia J.W. Goethe. E mi sembra di condividere appieno. Ognuno di noi vorrebbe assecondare sogni ed aspettative a volte irraggiungibili, ma spesso questo atteggiamento pian piano partorisce la ricetta dell’infelicità della nostra vita. E ci portiamo dietro rancori e insoddisfazioni che non si spegneranno neanche in età avanzata. Testimonianza concreta è quella trasfusami da un vecchio pescatore. Un giorno mi trovavo sul bel molo. Ero lì felice a ricucire le mie reti, mentre una dolce brezza mi accarezzava. Mi sentivo una pasqua, non avrei desiderato nient’altro in quel momento. Il vecchietto mi si avvicinò ed iniziò a parlarmi, rimembrando il suo passato. Ricordi di sacrifici frammisti all’odore del pescato e dei fondali marini. Intanto io continuavo a rammendare e insieme alle reti cucivo anche il mio futuro pieno di speranze. Questo pescatore continuava a parlare e io notai che indossava un paio di pantaloni rappezzato. Così lui mi guardò e mi disse: - «Figlio mio, finché eserciterai questo mestiere arriverai anche tu alla vecchiaia in queste condizioni. Faresti meglio a scegliertene un altro». Il suo consiglio sembrava abbastanza saggio, ma ormai io avevo fatto le mie scelte. Fu proprio di lì a poco, infatti, che decisi di acquisire la licenza di pescivendolo. Sognavo anch’io di fare fortuna e di riuscire a possedere un giorno, quello che io consideravo “il sogno galleggiante”, una barca tutta mia. A dire il vero facevo contezza anche di un “aiutino” famigliare, un prestito per una bella moto pesca. Quale idillio! Un giorno avrei guardato Giovinazzo illuminata dal mare! Con un’ampia prole di dieci figli che avrebbero costituito la mia flotta privilegiata! Cercavo così di far tesoro di esperienza, ben presto, però dovetti avviarmi alla rinuncia. Non avevo soldi sufficienti per l’avviamento dell’attività. I miei parenti mi avevano voltato le spalle, rifiutando l’aiuto economico. O rinunciavo quindi al mio matrimonio o decidevo di investire nel lavoro. Una scelta molto sofferta. Così decisi che avrei svolto l’attività di pescatore subacqueo. Le aspettative in quel settore sembravano migliori. La mia vita è scivolata così su quell’onda e i miei sogni infranti. E questa vuol essere una mia contestazione ai diktat

di Onofrio Altomare

scoramento vuole lanciare un triste messaggio: Giovinazzo sta diventando vecchia! I nostri ragazzi già da tempo sono fuggiti al Nord o all’estero. Nel prossimo futuro non ci saranno più giovani. Perché la prole è diminuita sensibilmente anche nel nostro piccolo paesello. E insieme sono invece aumentate le nostre pene, i nostri rimorsi, l’obbligo incessante di seguire le direttive pubblicitarie per far la felicità dei pochi figli che ci restano. E così qui al Sud oltre al lavoro abbiamo perso anche i nostri inossidabili valori. Che altro resta? La fiammella sempre più debole di un sogno sfinito che si spegne giorno dopo giorno e il bruciore sempre più vivo di una vita carica di sopportazioni…

onofrio@giovinazzo.it IL DOGMA CATTOLICO

che vorrebbe imporre la Chiesa. La famiglia, i figli devono essere al centro dell’universo. Tutti esprimono il proprio consenso nei confronti di quest’orientamento. Personalmente la scelta che ho effettuato ha però eroso pian piano le mie possibilità lavorative. E soprattutto oggi pare che la scelta di avere figli rappresenta quasi una maledizione. I problemi economici sovrastano l’humus religioso e i rapporti di coppia si scollano inesorabilmente. Quando tutto va per il meglio la scelta del figlio unico, diventa la via di scampo. E così la formazione della famiglia è vista come una grossa limitazione alla propria libertà personale, un vero e proprio affronto all’art. 3 della nostra cara Costituzione. In termini concreti si finisce per avvertire il senso di una scolorita prigionia che sostituisce invece l’obiettivo primario dei nuclei matrimoniali ed impedisce di rinsaldarli quotidianamente. E questi continui echi del Vaticano si scontrano poi con quella lunga serie di affreschi consumistici che la nostra televisione ci offre con meticolosità bizantina. E che immediatamente inceneriscono i buoni propositi di chi continua a decantare quei valori che vengono sempre più affogati nella melma giornaliera. Tutta questa mia letteratura, intrisa di abnorme

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Case e affitti, senza lavorare… Fanno (Re) il padrone E chi di politica rosica, campa pure Lo zoppo fa campare per due E chi di pensione è mezzo morto Bè…si arrangia! Beati i puri di cuore Perché non troveranno mai lavoro… Beati i puri di cuore Che senza lavoro non avranno mai famiglia… Il gatto nelle immondizie incontra il Paradiso Il passero pure vive felice come un’alice Il barbone viene vestito e nutrito Gli psicopatici vengono curati e pagati Chi invece con tre chiodi e una croce Gesù vuol imitare… Bè…di fatiche, bollette e sacrifici arriverà A stramazzare… ONOFRIO ALTOMARE

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GIARDINAGGIO

I lavori di Marzo LE PIANTE D’APPARTAMENTO E L’ORTO PIANTE D’APPARTAMENTO Le piante verdi (Ficus, Potos, Tronchetto ecc.): Iniziano a rinnovare il fogliame dopo aver passato i rigori invernali negli ambienti domestici caratterizzati da scarsa illuminazione e ridotta umidità. Per favorire un’abbondante formazione di nuovi germogli è consigliabile eseguire delle concimazioni più marcate, associando al concime anche prodotti energetici a base di aminoacidi e vitamine. Si devono aumentare le annaffiature, continuare le nebulizzazioni per mantenere nell’ambiente la giusta dose di umidità. Sono consigliabili periodiche operazioni di pulizia delle foglie, con prodotti lucidanti, per togliere la polvere che si forma e per migliorare le funzioni di crescita e l’aspetto estetico della pianta. Si devono iniziare i trattamenti insetticidi per contenere le infestazioni di afidi e cocciniglie. Bisogna provvedere al rinvaso delle piante che hanno sviluppato troppo le radici. In terrazzo ed in balcone: Marzo è tempo di Gerani, bisogna prelevare le piante dai posti riparati (serre, soffitte, cantine) per posizionarli nei balconi-terrazzi. Per prima cosa si devono pulire bene le radici ed eliminare i rami danneggiati, poi si rinvasano le piante utilizzando terricci specifici per Gerani. Sempre in questo periodo sono in piena fioritura le viole, mentre si possono iniziare a seminare tutte le piante da fiore annuali e perenni. Le piante grasse: iniziano a produrre nuovi germogli, è il momento di iniziare una progressiva esposizione ai raggi solari delle piante (evitando scottature del fusto) e riprendere ad annaffiare con moderazione. PIANTE DA GIARDINO Alberi e arbusti:Si eseguono le operazioni di potatura e di sfoltimento dei rami, per conferire alle piante la forma della chioma desiderata e per favorire l’emissione di nuovi germogli. Questo periodo è indicato per trapiantare nei giardini le nuove piante avendo l’accortezza di creare un buon drenaggio nella buca per evitare che ristagni acqua con conseguente deperimento dell’albero. Per evi-

tare la “crisi di trapianto” è importante annaffiare la pianta subito dopo la messa a dimora con una soluzione composta da acqua e sostanza organica liquida. Su piante soggette a ingiallimenti fogliari come la magnolia è consigliabile eseguire trattamenti radicali con il chelato di ferro per prevenire la clorosi ferrica. Siepi: Anche in questo caso si devono eseguire i trapianti per sostituire piante deperite presenti nella siepe esistente o per la creazione di siepi ex-novo. Molto importante per la riuscita dell’operazione è la creazione di un terriccio ricco e soffice ottenuto dalla miscelazione di terra, torba e fertilizzante. Potate i germogli apicali delle siepi rampicanti (edera, glicine) fatte crescere a ridosso di abitazioni per evitare che i rami si insinuino tra le fessure, tegole e grondaie creando danni e disagi. Si deve apportare un concime ricco in azoto per favorire la formazione di nuovi germogli e chelato di ferro per prevenire gli ingiallimenti fogliari. Rose: Si devono completare le operazioni di potatura prima che le piante inizino a vegetare, avendo l’accortezza di asportare e bruciare i rami e le foglie tagliate per evitare che si diffondano eventuali malattie presenti (cocciniglie, crittogame varie). Per favorire il germogliamento si devono eseguire delle concimazioni con fertilizzanti granulari specifici. Bulbose: Le specie a fioritura primaverile si apprestano a fiorire, in questa fase hanno bisogno di energia che si fornisce con periodici apporti di concime. Le specie a fioritura estiva, es. Gladioli, vanno poste a dimora alternando bulbi che porteranno fiori dai diversi colori per rendere più allegra e gradevole la zona destinata ad ospitare queste piante. NELL’ORTO Ortaggi in Serra: In questo periodo aumentano le temperature perciò bisogna creare maggiore arieggiamento all’interno dei tunnellini facendo fori di aerazione nella plastica. Si trapiantano le solanacee (pomodoro, peperone, peperoncino), basilico, angu-

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MARZO, MESE DI GERANI ria, melone, cetriolo, fagiolino precoce, Zucchino e zucca. Sono pronti per la raccolta i Ravanelli, la rucola e le lattughe da taglio. Dato che queste colture sono in continua crescita diventa fondamentale eseguire periodiche concimazioni per fornire la giusta dose di nutrimento. Ortaggi in pieno campo: Continuano le operazioni di affinamento del terreno che ospiterà la semina di cipolle, bietola da costa, cavolo, patate pre-germogliate, prezzemolo, sedano e piante officinali. Piante da Frutto: Si eseguono le operazioni che consentiranno alla pianta di formare i nuovi frutti, vale a dire gli innesti, la potatura di allevamento e di produzione. In merito alla potatura è bene ricordarsi sempre di disinfettare le cesoie per evitare di propagare eventuali infezioni e di distribuire la pasta cicatrizzante sui tagli effettuati. In questo periodo si è ancora in tempo per eseguire i trapianti della piante con il “pane di terra”. Eseguire i trattamenti radicali con il chelato di ferro per prevenire la clorosi ferrica.

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SOPRANNOMI A DENTI STRETTI . DALLA F ALLA G

soprannomi GIOVINAZZESi GIOVINAZZESi ii soprannomi

CRUCINTARSIO

COMPLETANDO IL CRUCINTARSIO NELLO SCHEMA CONOSCERETE MEGLIO I SOPRANNOMI GIOVINAZZESI ELENCATI. (ESCLUDETE GLI ACCENTI E GLI EVENTUALI ARTICOLI IN PARENTESI). (LA) FERRÉRE (U) FERRÉUSE FÉSCE FRÌDDE F ETTUCCÈLLE FICARÒSSE FICATRIÉNE FIORSEVÒNNE FRANGÌSCHE

ASSÉISE O

TÉUFE

FRANGÌSCHE U FERNÉRE FRECACÌDDE FRECCÉINE FREMMÀNGE PÙNDE F REMMÉICARÒSSE FRENGÌDDE FRESCKÈTTE (LA) FRESCKUÉRE (U) FREVÉUTE FRÌDDE FRÌDDE FRINGUÈLLE FÙCHE DE FRASCHE (LA) GADDÉINE GADDENÉRE GAGÀGNE GAGÀZZE GAGGÉNE GAGHEBBÌDDE GAGHÌBBE GAGGIANIDDE (LA) GAGÙBBE GALANDÙRNENE G ALETTÉRE (LA) GALLINE

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riflessioni

a

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La tifoseria, killer del calcio Quando gli italiani non sanno fare gli americani di Vito Bavaro NEW.YORK. Tifosi o dirigenti? Chi decreterà le sorti del nostro amato calcio nostrano? Non si sono ancora spenti gli echi di Calciopoli che nuovi focolai si accendono all’orizzonte. L’omicidio del nostro connazionale, l’ispettore capo Filippo Raciti di Catania, al termine della partita Catania-Palermo, ha svelato nuovi scenari finora volutamente celati agli occhi delle masse, di coloro che il calcio lo seguono sin dalla più tenera età per puro divertimento. E così d’un tratto si apprende che i capi delle tifoserie più agguerrite possiedono un vero e proprio peso specifico nelle partite delle loro squadre del cuore. Prova è, che spesso l’evento viene sospeso per gli umori più o meno esaltati di questo o quel tale gruppo di scalmanati. I quali utilizzano gli stadi come palcoscenico di insurrezioni violente che assumono sempre più l’aspetto di atti di criminalità organizzata. E molto, ma molto spesso, tali energumeni sono sostenuti e ricompensati dalle stesse Associazioni Sportive. Sino ad acquisire un vero e proprio potere sui Presidenti di tali Associazioni. Ad esempio recentemente ho constatato l’insistente richiesta di dimissioni da parte dei tifosi della Lazio, nei confronti del suo Presidente. Come si giustifica? La Lazio, invero, sta conducendo un ottimo campionato! Quindi ad oggi ci troviamo di fronte alla nascita di questa nuova forma di potere che imbriglia sempre più il nostro calcio in una rete avvelenata che non produrrà nulla di positivo. Sembra così di assistere ad una triste commedia in più atti: dapprima il doping con lo scandalo per la Juventus, poi le partite truccate e Moggiopoli, infine ci si appiglia anche all’imperare di una politica labile e superficiale che non rende onore al più gettonato sport italico. Insomma, chi ci sta rimettendo le penne, ammettiamolo pure, è quel folto gruppo di ignari e genuini sportivi che amano recarsi la domenica allo stadio per svago e inossidabile fedeltà verso la propria squadra del cuore! Quasi costituiscono una casta, una realtà ben lontana da quelli che sono i forti interessi economici dei Presidenti, come le ultime inchieste hanno dimostrato. Come sono lontani i tempi nei quali si andava in fibrillazione al sol pensiero di pagare un biglietto per “godersi una partita” con gli amici! Fondamentale una dichiarazione dell’ex calciatore juventino, Marco Tardelli, il quale sostiene che oggi accettare lo svolgimento di una partita a porte chiuse, significa arrendersi al potere di quei vili delinquenti che altrimenti trasformano lo stadio in un campo di battaglia! Conseguentemente, significherebbe ammettere a priori la propria sconfitta, anche politica. Insomma stiamo seguendo la stessa politica di Bush nella guerra con l’Iraq? Non devono essere colpiti gli innocenti, soltanto chi è portatore

di scenari terroristici. Nel caso del calcio occorre individuare con determinatezza quei gruppi di tifosi rivoluzionari che vanno espulsi e condannati. Il Presidente della Lazio, Claudio Lotito, si dice contrario alla ripresa dei campionati a porte chiuse decisa da governo e Figc: «La maggioranza silenziosa dei tifosi si deve riappropriare dello stadio, giocare le partite a porte chiuse e’ un fallimento per tutti, anche per lo Stato. Si tratta di fare una scelta tra la salvaguardia delle persone sane e quelle che non lo sono – spiega -. Fare la scelta a favore delle prime significherebbe la resa delle altre». E queste sono le parole di un Presidente che ha saputo tener testa ai tifosi, senza farsi sovrastare dai loro atteggiamenti critici, ha saputo andar dritto per la sua strada. E oggi raccoglie con orgoglio le soddisfazioni dalla sua squadra. Personalmente mi è accaduto un po’ di tempo fa di essere diretto testimone di questi episodi di violenza. In occasione ad esempio di una partita Fiorentina-Juventus. Le strade della bella città toscana in quella giornata erano impraticabili. Attraversate dalla pre-

LUTTO

ANNA AMOIA vedova TURTURRO Sei stata il nostro faro! Per tutto il bene che ci hai voluto, continueremo ad essere uniti nel ricordo tuo I figli, i nipoti e i pronipoti

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senza di gruppi violenti di tifosi che inneggiavano alla loro squadra senza nessun contegno. E nessuno interveniva per evitare tutto quel bailamme! Mi ritrovo quindi anch’io oggi a far parte di quella schiera di persone che giorno dopo giorno ha visto spegnersi la passione per il calcio. Perché vorrei gridare a tutti che oggi il calcio di una volta e il genuino modo di viverlo non esiste più! Un tempo, quando si usciva dallo stadio ci si incontrava con gli amici al bar per discutere diligentemente delle mosse giuste o sbagliate dei calciatori della propria squadra. Era quasi un rituale che si svolgeva con la massima serenità e maturità. Oggi invece il dopo partita è diventato l’occasione di manifestare le proprie insoddisfazioni personali da identificare con il comportamento dei calciatori. Un’assurdità che non rende onore all’Italia! La quale dall’alto della sua tradizione in questo sport dovrebbe innanzitutto manifestare un pieno rispetto per le Autorità e per i limiti da osservare obbligatoriamente. Ciò che invece avviene puntualmente negli Stati Uniti. Dove regole più rigide regnano a salvaguardare il genuino desiderio di guardarsi un evento. E dove l’arbitro interloquisce direttamente con l’allenatore e può arrivare alla sua sospensione, anziché infliggere punizioni ai calciatori. Tutto ciò perché le responsabilità devono sempre essere ricercate alla fonte. Recentemente si è svolta la finale del Super Bowl vinta dagli Indianapolis Colts ai danni dei Chicago Bears. L’evento è stato seguito davanti ai teleschermi da 93milioni di spettatori americani. Per la cronaca sportiva, è stata una giornata di festa per vincitori e vinti. Che dire? È arrivato forse il momento di prendere esempio dalle altre nazioni? Pare proprio di sì!

LUTTO

E’ venuta a mancare PAOLA LABOMBARDA

SECAUCUS N.J.

La Redazione de La Piazza di Giovinazzo si stringe al dolore ch ha colpito ANTONIO DE GENNARO per la dipartitita della sua cara moglie

Marzo 2007


SPORT

Tra Tra calcetto calcetto ed ed hockey hockey a a rotelle rotelle a a Giovinazzo Giovinazzo

Febbre biancoverde di Giangaetano Tortora Dalla malattia del sabato pomeriggio alla febbre del sabato sera. Dall’attacccamento al Gs di calcio a 5 alla passione sfegatata per l’Afp di hockey su pista. Cambia la disciplina, ma non il grande entusiasmo che coinvolge il popolo sportivo biancoverde ogni fine settimana. Protagonista il tifo, insomma. Non solo sui gradoni del palazzetto della zona 167. Perché le ottime prestazioni delle due compagini giovinazzesi, splendide protagoniste nei riFEBBRE DA ULTRAS: tifosi dell’AFP in spettivi campionati, hanno anche innescato nei propri viaggio verso Castiglione della Pescaia sostenitori una gran voglia …di trasferta. Trasferta da af(pardon, sui gradoni del nostro palazzetto...) frontare a tutti i costi. Soprattutto nelle sfide che si erano già esaltati nel pomeriggio a contano. Impossibile dimenticare l’esodo passo…di samba per l’allungo della già giovinazzese alla volta di Mola il giorno della capolista Gs, grazie alla vittoria sull’Olimpiadi Befana per sostenere il Gs del presidente Bisceglie ed alle contemporanee sconfitte Carlucci nel big match poi stravinto contro l’Us delle inseguitrici Modugno ed Us Polignano. Polignano. Commovente, a poco più di un mese Tra calcetto ed hockey a rotelle, i giovinazzesi di distanza, il viaggio degli Ultras dell’Afp ver- hanno riscoperto il piacere di ritrovarsi tutti so Castiglione della Pescaia. La fortuna (leggi uniti sotto un’unica bandiera. Quella possibilità di reperire un pullman per la tra- biancoverde. Con buona pace dei colori sferta) sembrava aver voltato le spalle. Ma a rossoneri, nerazzurri e bianconeri. Lontani Castiglione, nello scontro diretto contro l’altra dagli scandali sportivi e da quelli tragici legati prima della classe, loro volevano esserci per al mondo del pallone. Lo sport genuino di casa forza. Per l’Afp avevano anche rinunciato alla nostra ha preso il sopravvento nel fine settipropria giornata lavorativa. Alla fine non resta- mana. E se prima era la radio a diffondere le va che un furgone... Gli ultras ci sono saliti e, gesta in trasferta dell’Afp, adesso ci pensano giunti a destinazione, hanno incitato in modo Internet ed i telefonini con tanto di aggiornastraordinario la formazione biancoverde. Tutti i menti in diretta o quasi. Sono mutati i tempi, loro sacrifici sono poi stati ripagati dalla gran- ma l’entusiasmo sembra quasi tornato quello de impresa compiuta dai ragazzi allenati da degli anni ottanta. E pazienza se, quando l’Afp Pino Marzella. C’era una volta la “fatal Tosca- gioca fuori casa, il sabato sera di tanti na” per l’Afp e per i suoi tifosi… Il 10 febbraio è giovinazzesi inizia alle 22,30… Poi arriva la invece cambiata la storia! Già, il 10 febbraio… domenica e la piazza si trasforma puntualForse uno dei sabati più belli per lo sport di mente nel “bar dello sport” con tutti i commencasa nostra. Perché prima ancora che a ti sulla giornata precedente. Magari anche atCastiglione si celebrasse la suddetta impresa traverso il dialogo con i giocatori ed i dirigenti dell’hockey a rotelle valsa la conquista del pri- delle due squadre ai piedi della fontana. E mato solitario in classifica per la squadra del non è finita qui. Perché, oltre al pranzo domepresidente Favuzzi, i tifosi rimasti a casa nicale, c’è la Tv ad attendere gli amanti del

calcio a 5. Sintonizzandosi sulle frequenze di Telesveva, i tifosi del Gs hanno infatti la possibilità di ammirare i propri beniamini pure in differita. Insomma, se non si tratta di overdose sportiva biancoverde poco ci manca. E quando infine arriva il lunedì, è tempo di tornare al lavoro. Ma la mente del tifoso giovinazzese corre già al sabato successivo, alla prossima partita, ai nuovi avversari da affrontare. Col pensiero rivolto sia al Gs che all’Afp. E con un unico grande sogno: quello della doppia promozione in serie A…

12^ GIORNATA CLASSIFICA A2 - HOCKEY PISTA

CLASSIFICA SERIE B CALCIO A5

Via Toselli 31/a Giovinazzo (Ba)

Vendita autousate - Soccorso stradale

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La piazza di giovinazzo marzo 2007