Issuu on Google+

1

AGOSTO 2013


2


WWW.ASSISTUDIOIMMOBILIARE.COM

VENDE LOCA VENDE LOCALE ANGOLARE COMMERCIALE DI MQ

VIA VENEZIA AMPIO QUADRIVANI IN SOLUZIONE SEMI - INDIPEN- TRIVANI DI MQ 100 + VERANDA-QUINTO PIANO DENTE CON VISTA MARE E AMPIO BOX ASCENSORE. BUONE CONDIZIONI. SOTTOSTANTE DI MQ 50 C.A. - 300.000 EURO 220.000 EURO VIA LOGIUDICE

70 IN ZONA CENTRALE. 170.000 EURO LOCA LOCALE COMMERCIALE DI MQ

VIA TORINO

VIA TORINO

TRIVANI RIFINITO AL PRIMO PIANO CON ASCENSORE! 260.000 EURO

BIVANI AL PRIMO PIANO CON ASCENSORE. DA RISTRUTTURARE! 130.000 EURO

40 IN VIA BARI

LOCA IN PIAZZA VITT. EMANUELE LOCALE ANGOLARE DI MQ 80 CON DOPPIO INGRESSO

VIA CAPPUCCINI

VIA DOGALI

GRAZIOSO BIVANI DI MQ 80 CON DOPPIO SERVIZIO-ASCENSORE. RIFINITO. 240.000 EURO

BOX INTERRATO DI MQ 36 CON UTENZE. 55.000 EURO

3

AGOSTO 2013


LA PIAZZA di Giovinazzo

Via Cairoli, 95 Giovinazzo 70054 (Ba) Edito da Ass. Amici della Piazza Iscr. Trib. di Bari n. 1301 del 23/12/1996 Part. IVA 05141830728 Iscr. al REA n.401122 Telefono e Fax 080/394.63.76 IND.INTERNET:www.giovinazzo.it E_MAIL:lapiazza@giovinazzo.it Fondatore Sergio Pisani direttore responsabile Sergio Pisani redazione Gabriella Marcandrea - Giusy Pisani Porzia Mezzina - Agostino Picicco - Alessandra Tomarchio - Damiano de Ceglia Marianna La Forgia - Daniela Stufano Vincenzo Depalma- Onofrio Altomare Angelo Guastadisegni - Diego de Ceglia Mimmo Ungaro- Michele decicco - Enrico Tedeschi corrispondenti dall’estero Vito Bavaro - Nick Palmiotto Giuseppe Illuzzi - Rocco Stellacci stampa - Dedalo editrice progetto grafico - Ass. Amici della Piazza Grafica pubblicitaria: C. Morese responsabile marketing & pubblicità: Roberto Russo tel. 347/574.38.73

ABBONAMENTI Giovinazzo: 10 Euro Italia: 20 Euro Estero: 60 Euro Gli abbonamenti vengono sottoscritti con c.c postale n.80180698 o con vaglia postale o assegno bancario intestato ad:

ASS. AMICI DELLA PIAZZA II TRAV. MARCONI,42 70054 GIOVINAZZO (BA) ITALY La collaborazione é aperta a tutti. La redazione si riserva la facoltà di condensare o modificare secondo le esigenze gli scritti senza alterarne il pensiero. Gli articoli impegnano la responsabilità dei singoli autori e non vincolano in alcun modo la linea editoriale di questo periodico. FINITO DI STAMPARE IL 22.07.2013

Vista la sua passione per la bici, ci consenta signor sindaco di chiamarla «Ammiraglio». Si dice che un sorriso muove i 40 muscoli del viso. Scherzarci un po’ su forse la aiuta a dimenticare per un attimo gli ultimi incresciosi episodi che l’hanno investita. Il fattore coesione di gruppo nel ciclismo è importante. Considerandolo uno sport di squadra, proviamo a formulare un pronostico per il suo corridore di punta, assessore alla cultura Posca. Visto l’encomiabile apporto è il caso di vestirlo con la maglia rosa agli arrivi di tappa che si concluderà il 15 settembre anche se ci ha mostrato i soliti eventi per l’estate 2013? Avevamo sottolineato che Giovinazzo non è più «Città dell’olio» ma è «Città di arte e musica». Così recita il nuovo manifesto di «Benvenuti a Giovinazzo» fatto affiggere dall’assessorato al Turismo, Cultura, Politiche giovanili. Già, ma dov’è la musica e l’arte d’eccellenza in quest’estate 2013? Un po’di sport, un po’di pittura, il film d’autore, il teatro, poche note musicali di qualità, le solite immancabili coscette da guardare anche sulle passerelle illuminate della piazza (come se in giro non se ne vedessero già abbastanza, e mica tutte brutte!), i saggi delle diverse scuole di ballo, un libro di finanza etica per fare mea culpa… «Ammiraglio» Depalma non le sembra una stramberia quel manifesto, ubicato guarda caso dopo il rondò di via del Ciuccio? Dove sono le eccellenze? Glielo dico io. Pianisti e belcantisti giovinazzesi sono in giro per il Belpaese, fanno i solisti ai principali festival italiani. In giro per il Belpaese, «Ammiraglio», e non a Giovinazzo «Città di arte e musica». L’Estate giovinazzese 2013 mette insieme 60 eventi circa (ci sono anche quelli organizzati dagli altri assessorati) in un unico calderone di maionese per soddisfare i palati di quasi tutte le associazioni. Come la mettiamo con quelle associazioni rimaste al palo anche quest’anno? E’ tutta qui la nostra estate, l’Estate giovinazzese 2013,

4

editor

quella organizzata dall’amministrazione comunale? Un copia ed incolla del programma dell’estate 2012: i soliti eventi ormai consolidati del cartellone dell’estate giovinazzese che termina il 15 settembre con Moda e Spettacolo in Tour del regista Alessandro Mondelli (toh! chi si rivede) un tempo in quota all’assessorato al Turismo Dagostino. Quest’estate non sarà l’estate di Caparezza. Avvertiremo la mancanza di un evento di grande spessore culturale che serve da traino alle altre manifestazioni e soprattutto assicuri passaggi televisivi, pubblicitari, recensioni editoriali, indispensabili nel mondo della comunicazione e dell’immagine, per attirare interesse e partecipazione. Non mancherà il Giovinazzo Rock Festival che ha ospitato in 13 edizioni più di 150 band. Se ci fosse però un caparezza all’anno, allora, sì che,


riale

Ammiraglio Depalma, poterebbe parlare di Turismo evolution, di Giovinazzo protagonista della «Puglia come non l’avete mai vista». Invece, con quel lungomare così ingabbiato, con la nostra costiera delimitata ad horas (anche se è passata un’eternità), con un cartellone estivo che intrattiene ma non coinvolge, non si può spiccare il volo, entrare nel grande business dei tour operators, parola a lei tanto cara, Ammiraglio Depalma. Manca il coinvolgimento culturale d’alto profilo e ricettivo: così il Turismo resta un inganno. Manca l’evento attorno al quale costruire un nome (Spoleto, Jesolo, Taormina, la valle d’Itria). Manca un progetto vero. Tante pezze d’uguale misura rattoppate insieme non fanno un bel vestito. Quest’anno, neanche la Madonna di

Corsignano ci accompagnerà! Pregheremo e basta, senza troppe concessioni alla mondanità. Giusto le bande allieteranno le mattinate e le serate della festa e i fuochi artificiali le coloreranno. Quest’anno il concerto del martedì è in forse, niente big musicale in Piazza. Soldi da spendere non ce ne sono. E se ci scappa la pipì, tra il secondo e il terzo atto di una rappresentazione teatrale, all’interno dell’Istituto Vittorio Emanuele, ci suggerisce, Signor Ammiraglio, in quale vaso andremo a farla? Un coloratissimo volantino dell’estate giovinazzese 2013 (il rosa non poteva mancare) senza uno slogan accattivante è stato presentato in conferenza stampa ad eventi già in corso. Potrete consultarlo nelle pagine successive di questo giornale. Un volantino che ci informa quanto l’Ammiraglia Depalma è riuscita ad organizzare nonostante un bilancio che non c’è, nonostante la cronica carenza di spazi di cui è ammalata la nostra cittadina. Amici giovinazzesi, siete già disperati? Beh, non allarmatevi, perché, se per l’estate sarete costretti a qualche trasferta, l’assessore Posca ai nostri taccuini ci ha assicurato che faremo le scarpe ai paesi dell’hinterland nei restanti mesi dell’anno. Ecco perché l’Ammiraglio Depalma deve conferire al suo corridore di punta Posca la Maglia Rosa. Ci fa sembrare meno lontano i nostri limiti. Con Posca sembra davvero tutto un po’ possibile, oltre le nostre illusioni: far crollare il Comune con effetti e proiezioni, inventarsi grandi eventi a poco prezzo. Intanto preparatevi a ridere a crepapelle. L’Estate giovinazzese 2013 ospiterà lo spettacolo «Il Cotto e il Crudo» di Toti e Tata, coppia storica della comicità pugliese. Parleranno di crisi economica, di politica, di energie alternative, di ricordi d’infanzia, di poesia e di metalinguistica. Già la metalinguistica. Cosa sarà mai? Lo scopriremo sabato 4 agosto nella centralissima piazza. Buona estate a tutti! SERGIO PISANI

5

RICORDI PER TE QUESTO MESE LA PIAZZA VIENE DISTRIBUITA IN ABBINAMENTO FACOLTATIVO AL LAVORO SU

GIOVANNI PARATO «RICORDI PER TE». UN TUFFO NEL PASSATO, UNA RACCOLTA DI FOTO E DI VIDEO DI «COME ERAVAMO IERI». «DEDICATO A TUTTI COLORO CHE SI EMOZIONANO COME ME – CHIARISCE L’AUTORE PARATO - A RISPOLVERARE DVD DI

LE IMMAGINI CON UN TOCCO DI NOSTALGIA»

COPERTINA

ISPIRATA AL CARTELLONE DELL’ESTATE 2013 E A CHI PENSA CHE GIOVINAZZO SIA «CITTÀ DI ARTE E DI MUSICA». IN COPERTINA MARICA GADALETA CHE SI È FATTA APPREZZARE DALLA

MISS MONDO ITALIA GRAZIE ALLA CARMEN MARTORANA EVENTI. LA FOTOCOMPOSIZIONE È STATA REALIZZATA DA C. MORESE PLATEA NEI CONCORSI DI

AGOSTO 2013


6


7

AGOSTO 2013


palazzo di citta

I rifiuti? Nessuno a parole li vuole, ma molti pensano oggi il contrario 4 luglio 2013. Niente di nuovo sul fronte dei rifiuti. Il consiglio comunale ha approvato il regolamento per l’assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti solidi urbani. Rifiuti speciali - lo diciamo subito - non pericolosi. In particolare il nostro Comune dovrà assimilare i rifiuti speciali ai R.S.U. per qualità e quantità, secondo i criteri dettati dallo Stato, così come posto dall’art. 195. I rifiuti speciali non pericolosi hanno una composizione merceologica analoga a quella dei rifiuti urbani o, comunque, sono costituiti da manufatti e materiali simili. A titolo semplificativo sono rifiuti speciali non pericolosi quelli provenienti da attività economiche (rifiuti agricoli, industriali, artigianali, da commercio e servizi). L’elenco sarebbe lungo e disciplinato dall’art.198, comma 2, del D. Lgs n. 152/2006. Il sindaco DEPALMA è perentorio: «Non c’è nessuna novità sul conferimento dei rifiuti. In discarica non entrerà nulla di diverso da quanto avvenuto fin’ora. Questo è un punto fermo ed inequivocabile, tutto il resto sono chiacchiere da bar che è giusto rimangano nei bar».E punta forte il dito sulle passate amministrazioni, reee di aver trasformato Giovinazzo in città di rifiuti. C’è chi diceva un tempo sì e chi invece dice no in aula consiliare. Ma è una voce afona. E’ quella del consigliere GALIZIA di Giovinazzo città d’Amare: «Accogliere i rifiuti speciali non

pericolosi comporta in quantità un ampliamento di 70.000 metri cubi del sesto lotto della discarica di Giovinazzo. L’immissione di rifiuti speciali definiti non pericolosi nella sua essenza sono però non biodegradabili». Poi l’approvazione in aula con i soli voti della maggioranza del regolamento che disciplina i rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani. Ed ora a noi. Tempus fugit anche se l’ipocrisia ci fa dire degli altri quel che vorremmo che gli altri dicessero di noi. Ricordo una eloquente iscrizione a tinte fosche di uno spray nero su un lenzuolo bianco sciorinato sotto il Palazzo di Città dai manifestanti più di 3 anni fa, poi attaccato a due pali attigui, uno della luce l’altro della segnaletica: «Muoviamoci adesso, Giovinazzo non è un cesso». Di scena la protesta in piazza dei cittadini per dire il proprio No contro l’ampliamento del sesto lotto della discarica in zona San Pietro Pago a Giovinazzo. In piazza c’erano alcuni manifestanti di qualche associazione cittadina. Oggi siedono in maggioranza. In sostanza non è cambiato nulla. Siano rifiuti « biostabilizzati e controllati o speciali poco importa. Nessuno a parole li voleva, ma molti pensano oggi il contrario. Perché conferire rifiuti in qualsivoglia discarica è un indubbio vantaggio. Non solo per i Comuni! Troppo marmorizzate le coscienze dei giovinazzesi per iniziare una serie di lotte. Troppi esempi negativi, troppi dicktat politici dall’alto nati ancor prima dell’onda della crisi campana inse-

8

gnano ad incassare il colpo e ad abbassare la guardia. Siamo ormai rassegnati a convivere con questo ecomostro chiamato discarica da più di vent’anni. A nulla sono servite in tanti anni le manifestazioni cittadine per gridare il proprio «no», per difendere il nostro territorio, i figli, la nostra salute, per difendere il nostro futuro anche se molti avevano percezione di quello che succedeva a tre chilometri da casa, nella «zona delle cave» dell’eco-business di quel sito di stoccaggio che avevano definito provvisorio fino all’esaurimento dei lotti ed invece ha funzionato ininterrottamente dal 1988 ad oggi. Nemmeno il tanfo delle ecoballe in questi 20 anni che marcivano ha messo in allarme i giovinazzesi. Allora continuiamo ad accogliere i rifiuti di Bari, Binetto, Bitetto, Bitritto, Bitonto, Giovinazzo, Palo del Colle, Modugno e Sannicandro. Ripeto. Siano rifiuti biostabilizzati e controllati o speciali non pericolosi poco importa. Nessuno a parole li vuole, ma molti pensano oggi il contrario! SERGIO PISANI


blob consiglio comunale

MULTA...LIVE COLPO DI SCENA AL CONSIGLIO COMUNALE. LA MULTA VIENE

COMUNICATA IN DIRETTA AL CONSIGLIO COMUNALE PER BOCCA DEL SINDACO AL

D’AMATO. IL QUALE HA DUE SOLE COLPE: DI AVER PARCHEGGIATO

CONSIGLIERE

IN DIVIETO DI SOSTA E DI NON ESSERE UN AMMIRAGLIO ALLA GUIDA DI UN’AUTOMOBILE IN UNA GARA CICLISTICA MULTA-STORY Sindaco Depalma: Buonasera a tutti. Siamo partiti con il vento in poppa. Innanzitutto consigliere (ndr D’Amato) attestando la sua integerrimità (ndr ???) le consiglierei di togliere la macchina dallo scalo di alaggio che è divieto di sosta, sarebbe un peccato avere la multa, visto che parliamo di integerrimità […] L’integrità morale non è nulla più che una regolarizzazione ad un’infrazione (Tommaso Depalma)

verbale al consigliere D’Amato mentre era in aula e alle 45 ammiraglie che erano in piazza da me fotografate sul cruscotto ha permesso di non mettere un grattino. Questo per gli amici del sindaco che prima battevano, alzavano le mani quando mi hanno fatto il verbale. Sarà vita dura per lui. Politicamente avrà il fiato sul collo, ma non solo lui. Questa sera ha dimostrato una pochezza, un’umiltà anche il Corpo di Polizia urbana. Ne vedremo in seguito, nelle mie prossime interrogazioni. Cercate di aggiustare subito, fatelo in fretta. E torniamo all’argomento. Difficilmente riesco a tranquillizzarmi, però stasera ce la devo fare perché probabilmente è anche provocatorio il discorso del sindaco[…] Se una macchina sosta sotto il cartello «divieto di sosta» gli fai la multa, se 10 macchine sostano sotto il cartello «divieto di sosta» gli fai la multa, se 45 ammiraglie sostano nell’area pedonale gli togli il cartello!!! (Tommaso Depalma, il sindaco-ciclista) SERGIO PISANI

NON MULTA SED MULTUM Cons. Galizia: Prima di iniziare voglio fare una premessa. E’ vergognoso che un sindaco durante il consiglio comunale citi un consigliere comunale dicendo che ha la macchina fuori posto perchè se dovessimo vedere i fatti personale di ognuno di noi, il sindaco si dovrebbe ben guardare dal parlare. […] Forse l’ex Comandante dei carabinieri Galizia voleva dire che la multa deve arrivare a casa come raccomandata o come assicurata! DURA LEX SED LEX Cons. D’Amato: Anche nelle violenze si riesce a stare calmi. In un’altra sede il sindaco ci spiegherà come mai ha soltanto fatto un

LABOMBARDA Installazione e Manutenzione Impianti tecnologici di: - Riscaldamento - Elettrici - Idrici - Fognari - Elettropompe Sommerse - Pannelli solari Termici integrati alla caldaia - Pannelli Fotovoltaici

Impianti Elettrici Civili e Industriali Impianti Elettrici Civili e Industriali Impianti di Sicurezza - Tv cc - Videocitofonia Automazioni

Consulenza tecnica con preventivi gratuiti

Via S. Francesco d’Assisi, 5 - Giovinazzo tel. 080.394.78.16 - cell. 335.65.84.673

PRUDENTE PANE CALDO - FOCACCE - PIZZETTE CALZONI DI CIPOLLA - PIZZE RUSTICHE - BISCOTTI - PASTICCERIA DA FORNO PANIFICIO PRUDENTE NATALE E FIGLI S.N.C. VIA BITONTO, 52 - G IOVINAZZO TEL. 080/3944257 VIA TEN. DEVENUTO, 100 GIOVINAZZO TEL. 080/3945137

9

III Trav. Daconto, 50 - Giovinazzo tel. 080.394.88.64

AGOSTO 2013


10


11

AGOSTO 2013


IL

CONTRAPPUNTO d e l l ’a l f i e r e

EVVIVA LA DISCARICA!!! Nella tarda serata di martedì 2 luglio é scomparsa Anna Mattei, la madre di Virgilio e Stefano. In una notte di circa 40 anni or sono, era il 16 aprile del 1973, morirono arsi vivi. Avevano rispettivamente 22 e 10 anni, erano i figli del segretario, o come con un certo vezzo orgoglioso si chiamavano i responsabili delle sezioni del MSI, il federale di Primavalle, un quartiere rosso e popolare. Mario Mattei faceva il netturbino e Anna ha sempre rivendicato la sua origine, il suo essere donna di destra e del popolo. Ad appiccare il fuoco tre militanti di Potere Operaio, un’organizzazione dell'estrema sinistra. Furono condannati in contumacia e fuggirono all'estero e rientrarono in Italia dopo che con i benefici di legge erano certi di non fare alcun giorno di carcere. Qualche giorno prima era scomparsa Franca Rame, donna di sinistra e della buona società, aveva difeso i tre autori di quella orrenda strage. I tre, infatti, in primo grado erano stati assolti anche grazie ad una campagna di stampa che aveva favoleggiato sulle divisioni nel mondo della destra romana e insinuato il dubbio che quel sanguinoso rogo fosse stato organizzato in ambienti missini. Non era vero. Ma era troppo tardi. L'immagine del volto di Virgilio annerito dal fumo alla finestra di quella casa modesta mi ha colpito. Quella stagione di inaudita, sanguinaria violenza è archiviata. Per fortuna il sangue di tanti giovani di destra e di sinistra non scorre più, non insanguina più le strade e le piazze delle nostre città. La pacificazione, però, quella vera non è ancora realtà, non si riconosce ancora pari dignità all'avversario politico, si cerca di delegittimarlo con ogni metodo, di renderlo inoffensivo con qualsiasi mezzo. Le idee, quando ci sono, non contano. Il governo delle larghe intese, che poteva e può rappresentare un decisivo passi in avanti su questa strada, viene continuamente indebolito dal-

le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. L'eliminazione per via giudiziaria del Cavaliere è, ormai, una concreta e imminente realtà. Vedremo cosa succederà a settembre. Il commissariamento del nostro Paese e una prospettiva sempre più concreta come concreta e la continua, incessante vendita di molte eccellenze italiane a gruppi stranieri. Agroalimentare, moda e lusso sono prede appetibili ed a poco prezzo, aggiungiamo la crisi dell'acciaio per le note vicende giudiziarie ed il quadro diventa preoccupante se non già drammatico. Fra indecisioni ed incertezze le ricette per battere la crisi non riescono ad emergere. O meglio Beppe Grillo, il leader del movimento cinque stelle, ci propone la decrescita felice. Dopo aver fatto attendere il Presidente della Repubblica, non intendeva perdere i giorni di vacanza in Sardegna, ha ribadito di essere con il suo movimento l'unica alternativa

alla crisi politica e sociale del Paese. Ecco l'esempio di coerenza. Non si e candidato poiché condannato ma governa con piglio dittatoriale il movimento ed i gruppi parlamentari cacciando i dissidenti. Dov'è la differenza con gli altri partiti? Un po' come avviene nella nostra Giovinazzo, «città dell'arte e della musica» (?). Ed io aggiungerei anche di Cultura. I genitori chiamano la redazione col proposito di elogiare la carica dei 10 e lode e dei 100 della nostra città. A vedere i numeri dei diplomati di scuola media (tanti, troppi 10 e lode solo in una sezione) e del liceo classico non c’è che andare fieri. Tutti futuri cervelloni in fuga. Siamo di fronte a ragazzi in gamba, dove non ce n’è uno che «è intelligente ma non si applica», al massimo succede il contrario. Dove non soltanto praticamente tutti si muovono con disinvoltura fra aoristi e consecutio

alfiere@giovinazzo.it

12


temporum, ma addirittura brillano per la sensibilità estetica e poetica delle traduzioni. Sarà una classe dove al posto che di pallone i ragazzi parlano di Platone e le ragazze, di Grande Fratello, ne conoscono uno solo ed è quello di Orwell. Perdonatemi la fuoriuscita, ma il giornale raccoglie anche il brusio, le voci dei malcontenti. Ritorniamo a noi. Dicevamo, Giovinazzo, «città dell'arte e della musica» Ecco la novità. Impetuosa e progressiva come nello stile della nuovissima amministrazione al governo. Non più l'olivo, il passato remoto dell'economia giovinezzese, e l'Ulivo, ma l'arte in tutte le sue espressioni e, ovviamente, il turismo. Già, il turismo. Il lungomare di ponente e ancora chiuso, il cartellone delle iniziative estive è la copia ed incolla di quello degli anni scorsi e la festa patronale sarà, quest'anno, improntata all'austerità. Non che sia un male, in un momento di grave crisi economica tutti devono ridurre le spese superflue. Il problema risiede nei proclami dei nuovissimi amministratori, roboanti come in uso a chi pretende di essere il salvatore della patria, poi la dura realtà ha, come sempre, il sopravvento. Ed ecco aumentare le tasse comunali per finanziare le iniziative culturali che avrebbero trainato il turismo. Per ora oltre alla visita di alcuni tour-operators e al Giro d'Italia, Giovinazzo quasi non si è vista. Invece abbiamo appreso con una certa sorpresa che i nuovissimi amministratori hanno cambiato opinione sulla discarica. Al di là della solita tiritera sulla responsabilità delle passate amministrazioni, veniamo a sapere che la discarica e un importante affare per la nostra città. Così non la pensavano tre anni fa, la manifestazione raccolse poca gente ma molti dei consiglieri seduti in maggioranza, sindaco compreso, erano in Piazza a protestare contro la discarica. Oggi, tutto sommato, possiamo dirlo con franchezza, quasi, quasi, è un bene che sia localizzata nella terra dell'arte e della musica. Perché, va bene l'arte e va bene il turismo, ma pagare un'inezia lo smaltimento dei rifiuti è sempre meglio. È chissenefrega della coerenza, dei proclami, delle manifestazioni. Quelle servono per il palcoscenico, per il teatrino dell'apparenza, per una copertina. Al governo tutto cambia, tutto si evolve, tutto si dimentica. Come ogni anno mi affido alla nostra Madonna di Corsignano. Quest'anno ancor di più, auguro a tutti noi che la Madonna illumini i nostri amministratori, meno social network, meno annunci e qualche fatto concreto in più. Magari avranno qualche applauso in meno su internet ma qualche consenso in più visto la pessima prova data nell'ultima campagna elettorale. Il consenso raccolto dal consigliere sacrificato nella lista di sinistra fu ridicolo anche se, con riprovevole fretta, tutta la compagine si chiamò fuori sostenendo che nessuno si era impegnato. Complimenti. Che la Madonna di Corsignano ci aiuti. alfiere@giovinazzo.it

13

COPERTINA

Marica Gadaleta, 19enne, nata a Dolo, in Veneto, e trasferitasi nel nostro comune negli anni dell’infanzia, appena diplomatasi al liceo socio-psico-pedagogico di Molfetta, è stata per due volte finalista nazionale del prestigioso concorso di bellezza di Miss Mondo Italia a Gallipoli negli anni 2011 e 2012, dove è approdata perché selezionata dall’agenzia di moda e spettacolo Carmen Martorana Eventi, esclusivista del concorso per le province di Bari, BAT e Foggia. Fisico atletico e ortamento elegante, Marica sembra nata per calcare le passerelle con la sua inconfondibile falcata, la giovane giovinazzese, dal sorriso smagliante, è la protagonista della copertina di questo mese de La Piazza.

AGOSTO 2013


14


il fatto DI

SERGIO PISANI

SAVIANO COPIA DA UN GIOVINAZZESE. PLAGIO? LA

COPERTINA DI

ZEROZEROZERO

DELL’EROE DI

GOMORRA È UGUALE A IN FONDO AL POZZO DI SPADAVECCHIA Strano ma vero. Succede a Giovinazzo. Succede ad un ex operaio Bosch Domenico Spadavecchia che si è fatto apprezzare dall’editore Di Marsico col suo primo racconto «In fondo al pozzo» da noi recensito nel luglio del 2012. Come Albano Carrisi si vantava del plagio che Michael Jackson avrebbe esercitato con Will You Be There con I Cigni di Balaka così Domenico Spadavecchia è fiero del plagio - udite udite - di Roberto Saviano, autore di Zerozerozero. Diverse testate, da Il Giornale a Libero, riportano la notizia, ripresa dal Sole24Ore, facendo presente che la pubblicazione di Feltrinelli è somigliante - molto - a «In Fondo al Pozzo» del giovinazzese Spadavecchia Noi siamo qui per biasimare il gesto di Saviano nei confronti del nostro concittadino Spadavecchia, prestato alla narrativa perché è figlio della plebe, non gira col portafogli a fisarmonica, né con la scorta ma almeno rispetto al paladino dell’antimafia, non gli manca la creatività. La copertina di Zerozerozero di Saviano rappresenta invece tre bianche e compatte strisce di

coca su sfondo nero. Perché la sua storia si muove attorno al traffico e all’abuso della sostanza e, nel suo dipanarsi, ne racconta vita e uso nella nostra società. In Fondo Al Pozzo di Domenico Spadavecchia reca in copertina non tre, bensì quattro, strisce di coca su sfondo nero. In effetti, come ha fatto notare il Sole 24 Ore, la copertina del libro di Saviano Zerozerozero è proprio simile a quella del giovinazzese Spadavecchia, edito però nel 2012 dalla piccola casa editrice Di Marsico. Fermo restando che Saviano un futuro in tv comunque ce l’ha assicurato grazie soprattutto al suo amico sanremese Fabio Fazio, per Saviamo ora arriva anche il sospetto di una copertina scopiazzata. Manca solo una striscia di coca. Chi se l’è sniffata? Chi appunto?

15

Non certo il nostro simpatico concittadino, narratore per caso e catapultato all’improvviso sulle prime pagine di giornale. Chissà se Saviano inviterà mai a Che tempo che fa del lunedì il nostro Domenico Spadavecchia per scusarsi del Saviano Style. Una copertina scopiazzata. Manca solo una striscia di coca. Già chi se l’è sniffata? E’ l’occasione per approfondire su mamma Rai.

AGOSTO 2013


16


GIOVINAZZO ROSA SHOCKING

17

Si veste ancora di rosa Giovinazzo, per l’ennesima iniziativa che il Sindaco ha preso per far parlare della nostra Città. Di scena ancora una volta il ciclismo, lo sport preferito da Tommaso Depalma ma anche quello che, diffusissimo, porta in tutte le case le immagini delle mille città che attraversa: ‘cartoline’ che per quanto fugaci lasciano comunque un segno non da poco in molti dei milioni di appassionati (quasi 4 gli italiani, oltre una quarantina quelli nel mondo) che seguono le varie tappe del Giro d’Italia. E di certo non sono passate inosservate le due originali trovate del nostro primo cittadino per quello appena finito: una vera ‘maglia rosa’ che, in piena corsa, si è fermata per un omaggio difronte all’ altarino dedicato al compianto ex CT nazionale Franco Ballerini e la enorme maglia rosa da 200 mq, cosa da guinness dei primati, che campeggiava nella stessa bellissima Piazza per le riprese aeree. Un exploit praticamente a costo zero che non solo ha acceso per un attimo i riflettori su Giovinazzo durante il Giro di quest’anno ma che ha soprattutto creato molta attesa per la partenza da qui della prima tappa del Giro Rosa 2013; ovvero l’analogo corrispondente, ma tutto al femminile, del Giro d’Italia. Meno famoso di quello maschile, però in crescita come investimento mediatico, si sono fatte le cose in grande per fare di questa gara un evento che anticipasse la ricca Estate Giovinazzese ormai alle porte. Così è partita dal 25 al 30 giugno una serie di manifestazioni che hanno animato non poco la nostra cittadina nonostante il tempo incerto. Organizzata da Città del Sole con la collaborazione dell’Associazione dei Commercianti ed il Patrocinio del Comune, una cinque giorni che ha dato vita a Gironzolando (gazebo provenienti da un po’ tutta la Puglia ed oltre di prodotti tipici locali e per la casa) ad una mostra permanente dal titolo Giovinazzo, la donna e la bici e anche ad una Laboratorio di Fimo dedicata al gentil sesso. Assolutamente originale l’iniziativa, sponsorizzata da una famosa ditta di cosmetici, Bella in Bici che prevedeva un make up personalizzato delle partecipanti alla gara a cura dei tanti rinomati centri estetici locali. Con la presenza a Giovinazzo di praticamente il meglio del panorama del ciclismo mondiale femminile, davvero un’occasione unica per fotografi e tv ma venuta meno all’ultimo momento giusto per un’inezia. Peccato, ma ‘sott u guast, u aggiust’ se ne è vista però bene la popolazione locale che ha quantomeno potuto godere di un restyling professionale gratuito. Manifestazione riuscita sotto ogni punto di vista, da segnalare la partecipazione alla partenza del Giro anche del popolarissimo sindaco di Bari, Michele Emiliano, che non ha mai nascosto l’ammirazione e l’interesse che nutre per la nostra «bellissima» cittadina. E visto che di manifestazioni e di rosa stiamo tanto parlando, impossibile non ricordare che quest’anno si è anche celebrato il 400esimo anniversario della nascita di Carlo Rosa, grande pittore pugliese, restituito alla sua piena dignità natale come juvenatiensis grazie al recente ritrovamento di un importante documento negli Archivi di Stato da parte di un’altra giovinazzese doc, la dr.ssa Carmela Desantis. Non invitata lei o qualche nome di richiamo e neppure la copiata idea di un annullo postale (da 300 euro!) per la circostanza, è stata davvero una celebrazione da spending review quella organizzata per lui ed interamente lasciata ad alcune associazioni culturali cittadine. L’assenza di un cabina di regia si è veramente sentita stavolta, ed il rosa che ha illuminato per qualche giorno la Città non ha certo brillato nel caso di Carlo Rosa. Al nostro celebre concittadino nato il 7 luglio 1613, maestro dei pigmenti e della tavolozza, è toccata una variante di colore a lui del tutto sconosciuta: il rosa shocking. AFOTO GOSTO 2013 E SERVIZIO E. TEDESCHI


18


scuola

IL LICEO SPINELLI PREMIA LE ECCELLENZE Non solo studenti modello, non solo giovani in grado di eccellere in compiti in classe, esami, interrogazioni ma anche ragazzi hanno ottenuto risultati importanti anche nelle attività extra curriculari. Un bel parterre ha allietato la giornata del 29 giugno al «Liceo Classico e Scientifico Spinelli», un evento che ha visto in prima fila i cervelli migliori del passato anno scolastico. Presenti il Sindaco Tommaso Depalma, il Vicensindaco Michele Sollecito e la dirigente scolastica Antonia Speranza. Sul podio sono così saliti Fabio Nardelli, studente del Liceo Classico che ha conseguito la media più alta (9,58) e Serena Virgilio del nuovo corso del Liceo Scientifico. La III Edizione del Concorso dedicato alla «Prof.ssa Rosanna Marzella» è stata vinta dallo studente Domenico Turturro che ha presentato un ottimo lavoro di greco. Infine un attestato di stima è andato ad Ilaria Fiorentino per aver dedicato nel corso dell’intero anno tanta attenzione e vicinanza al suo compagno Luca Mongelli. Premiati anche dal vicesindaco Sollecito gli studenti che hanno eseguito brani musicali con grande professionalità: attestato e libro in regalo a Fabio Nardelli (chitarra), Valeria Rucci (voce), Beatrice Berardi (flauto traverso) e Feliciana Bavaro (tastiera). Non solo meriti scolastici ma anche tanti altri impegni e attività che gli studenti hanno affrontato con entusiasmo durante l’anno scolastico. «Un anno insieme di creatività, impegno e idee» era infatti lo slogan della manifestazione, così a sottolineare tutta l’attività extra - didattica che si è svolta e che è stata rappresentata con intermezzi musicali. Volontariato e solidarietà sono stati i primi temi affrontati e tradotti in un importante progetto, una iniziativa a sostegno dell’AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, di supporto alla campagna «Una mela per la vita». Gli studenti hanno aiutato i volontari nella vendita delle mele tra Bari e Giovinazzo, il cui ricavato servirà a finanziare i progetti di ricerca dell’associazione. Subito dopo è stato affrontato il tema della legalità con la partecipazione all’inaugurazione dello sportello comunale anti racket. Non sono poi state trascurate tutte le attività relative ai media e alla possibilità di raccontare le notizie di cronaca attraverso la partecipazione al concorso nazionale «Quotidiani in classe», dedicato al tema della violenza sulle donne con premiazione finale a Roma. Un’altra importante partecipa-

PH.

ENRICO

TEDECHI

PH.

ENRICO

TEDECHI

zione è stata «La Repubblica delle e che ha trasfuso a molti allievi la passione idee» promossa dall’importante quotidia- per il teatro e la recitazione. no nazionale insieme a quella fatta a Roma GABRIELLA MARCANDREA negli studi della Rai per partecipare alla trasmissione «Storie d’Italia» condotta da Corrado Augias. Due opportunità in cui gli studenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con personaggi di rilievo della carta stampata. Ancora, i progetti di lettura come «Biblio...in rete!» piccolo gioco a squadre che coinvolge alcuni gruppi del liceo e di altre scuole in una gara di preparazione su un libro. Non è finita qui. Spazio all’approfondimento scientifico con un convegno sulla procreazione assistita e una tre giorni di studio organizzata dall’associazione ADISCO, sul delicato tema della donazione delle cellule staminali. Da album dei ricordi, la Giornata dell’Arte e dei viaggi d’istruzione. Oltre alle bellissime gite in Campania e Sicilia, i ragazzi si sono volentieri cimentati in esperimenti di chimica, di cucina creativa, di danza e di fotografia. Auguri al prof. FRANCO MARTINI che ha dedicato gran parte della sua vita di professore di lettere (italiano, greco e PH. ENRICO TEDECHI latino) nel Liceo-Ginnasio Matteo Spinelli

19

AGOSTO 2013


20


21

AGOSTO 2013


22


eventi

Ricordi per te di Giovanni Parato

IMMAGINI

E FILMATI DIGITALIZZATI SU DVD DAL PIONIERE DEL MULTIMEDIALE

Un po’Fellini, un po’Zucchero di Giovinazzo. Ed io che mica sono Vincenzo Mollica ma un giornalaio prestato alla carta stampata di paese mi ritrovo a parlare di Giovanni Parato che un paio di multe mi ha comminato quando era il Vigile, uguale e spiccicato ad Otello Celletti interpretato dall’Albertone nazionale. Soltanto che il vigile che sfoderava paletta e multe con simpatia, che amava i mercatini quanto le bianche chianche del centro storico, andò in pensione e gli feci l’articolo di commiato sperando che non avrebbe rubato inchiostro al mio giornale. Macchè! Tempus fugit anche se Giovanni Parato non ha mai detto stop dal primo giorno di quiescenza. E ci tocca parlare ancora di lui perché sotto casa sua ha fatto affiggere l’indicazione stradale Work in progress con tanto di pittogramma di omino che non spala il cemento ma le montagne di amarcord di una città in cui continua ad sentirsi protagonista della vita cittadina. Ha affidato al giornale La Piazza l’ultimo dvd, «Ricordi per te». Ecco il Parato che non ti aspetti. Uomo del nostro tempo che non tramonterà mai. Un po’ Fellini, un po’ Zucchero di Giovinazzo. Per spiegarci meglio «La banca della Memoria», il papà dei «ritaglieri» dei vecchi 8mm e dei Super8 che vuole avere l’archivio video e fotografico più grande e più bello di tutti. L’inerudito che forse può far scuola ad un informatico che conosce troppa teoria ma non sa mettere la salsa sui maccheroni del computer. Lui, Giovanni Parato, di salsa piccante sui maccheroni ne ha messa abbastanza, condita ogni tanto da un po’di Auricchio dolce quando il computer non esisteva nemmeno al Palazzo di Città. E fu sul Palazzo di città, in consiglio comunale che si scatenarono nei confronti dell’autore del 1° cd «Conoscere Giovinazzo» le ire fierissime di Guelfi Bianchi e Neri, questi ultimi puntavano il dito contro «i furti culturali» e la limitatezza ideologica a cui era stato allora condannato il Comune di Giovinazzo che patrocinò il lavoro di un vigile. C’eravamo anche noi a fare arringa. Noi che adesso patrociniamo 15 anni dopo l’opera dell’Otello Celletti giovinazzese perché se piace a Silvia Coscina deve piacere anche agli Amici della Piazza. E giù «Ricordi per te», video e fotografie cittadine che ripercorrono i piccoli accadimenti di una Giovinazzo prima fascista, poi repubblicana. Davanti agli occhi dello spettatore sfila una grande ricchezza di volti e luoghi, di divertimenti e finezze, di suggestioni attraverso i colori della venata malinconia. C’è il treno sbuffante che trasportava a destinazione i binari lavorati della Ferriera, l’americano delle truppe alleate innamorato di una giovinazzese povera ma bella che realizzava sulla fontana dei Tritoni con una camera amatoriale da 8 mm il suo video-ricordo e l’intervista goliardica di un diavolo di giornalista e l’acquasanta, lo storico don Filippo Roscini. Immagini

e i filmati digitalizzati dal pioniere del multimediale, il maresciallo Giovanni Parato che mi ha guidato a conoscere e amare sempre più Giovinazzo. Il dvd che si fregia del patrocinio gratuito della Regione Puglia e del Comune di Giovinazzo, è distribuito senza fine di lucro in abbinamento a La Piazza di Giovinazzo al prezzo di 3 euro. Un’occasione per arricchire lo scrigno giovinazzese dei ricordi senza fine. SERGIO PISANI

23

AGOSTO 2013


la cronaca nera

NUOVE MINACCE AL SINDACO DI GIOVINAZZO R ECAPITATO UN PLICO CON DUE PROIETTILI . TOMMASO DEPALMA: «IO NON HO PAURA. LA SCHIENA DRITTA HA IL SUO PREZZO»

11 luglio. Una lettera intimidatoria contenente due proiettili è stata recapitata al Sindaco di Giovinazzo, Tommaso Depalma. L’anonima missiva, arrivata in Municipio, ha insospettito il Sindaco che ha subito allertato le forze dell’ordine. Negli ultimi due mesi il Sindaco di Giovinazzo è stato oggetti di altri atti intimidatori attraverso lettere anonime con contenuti diffamatori e minacce di morte. Inoltre solo qualche sera fa il portone della sua abitazione era stato imbrattato di letame; stessa cosa accadde nella sede del Comune lo scorso 22 maggio. «Io non ho paura. La schiena dritta ha il suo prezzo. Avanti con la città che ci crede» - ha dichiarato il sindaco . Se le azioni intimidatorie continuano, è chiaro che esiste un tessuto criminoso sottotraccia che bisogna assolutamente debellare. Numerose le attestazioni di solidarietà da parte degli organi istituzionali.

In primis dal Presidente del Consiglio comunale, gli assessori e i consigliere comunali di maggioranza: «Si tratta dell’ennesimo vile atto intimidatorio. Ancora una volta ribadiamo la ferma volontà di tutta l’amministrazione comunale a voler proseguire compatti e coesi nella realizzazione del programma elettorale senza tentennamenti o ripensamenti di sorta: questi atti non riusciranno mai a minare la fiducia negli atteggiamenti e nelle scelte compiute che stanno segnando piccole svolte per la nostra città. È evidente che la ormai lunga sequela di lettere anonime, non subendo alcun effetto, ha prodotto adesso una minaccia diversa. Tuttavia nulla cambia nella risposta e nella vicinanza al Sindaco, le menzogne e gli atti intimidatori non prevarranno mai sul buon senso e sulla lealtà dei rapporti. Ci auguriamo che tali siano i sentimenti anche della parte politica cittadina e della base associativa, constatando in passato per altri recenti episodi intimidatori alcuni imbarazzanti silenzi». Anche Avviso Pubblico esprime viva solidarietà e vicinanza al Sindaco di Giovinazzo e a tutta l’amministrazione per l’ignobile atto intimidatorio di cui è stato fatto oggetto e auspica che in tempi rapidi le indagini avviate portino a dei risultati concreti. Chiede inoltre alle autorità inquirenti di adoperarsi immediatamente per garantire la massima sicurezza al Sindaco e ai suoi collaboratori, in modo che l’azione di governo dell’amministrazione comunale possa essere portata avanti con la necessaria determinazione.

24

24 giugno: BLOCCATI DUE SCROCCONI DI CORRENTE Stop agli scrocconi della corrente elettrica. I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Bari hanno denunciato 60 titolari di locali pubblici (2 a Giovinazzo), di cui 3 arrestati, che avevano allacciato abusivamente alla rete elettrica le utenze dei loro locali, bypassando il contatore dei consumi. Più in dettaglio, nell’ambito dei consueti controlli di polizia economico-finanziaria, con specifico riferimento agli indici di capacità contributiva di operatori commerciali, i baschi verdi hanno scoperto che alcuni esercizi risultavano usufruire di allacci abusivi alla rete elettrica, con furto di energia elettrica in danno dei gestori nazionali e dello stato (per le relative accisa ed iva gravante sui consumi). Previa attivazione e piena collaborazione della security dell’ente nazionale energia elettrica (Enel), sono stati quindi predisposti una serie di interventi operativi che hanno consentito di individuare gli abusivi. Si tratta di bar, pizzerie, ristoranti, lavanderie e pescherie. L’applicazione del contatore dei consumi consentiva un risparmio fino al 99%, mentre il bypass consentiva di assorbire energia elettrica senza il calcolo di alcun kw: l’energia continuava ad essere fornita anche dopo la disattivazione del contatore. In alcuni casi i proprietari avevano coperto l’allaccio diretto alla rete elettrica con opere murarie, in cartongesso o arredamenti su misura. Singolare il caso di un titolare di una pizzeria che aveva creato all’interno del suo locale un doppiofondo nel muro esterno sul quale era apposto il contatore chiudendo il relativo


Pietro Pago. Erano lì per rubare carbu- zanzariera sradicata, fogli e carte buttati rante, ma i vigilanti della Securpol hanno all’aria. Quello dei beni sottratti di un com24 giugno: INDAGATO PER TRAFFI- sventato il furto. I ladri sono riusciti a scap- puter, due chiavi e un po’ di formaggio. pare. CO DI STUPEFACENTI La Squadra Mobile della Questura di 9 luglio: COLTIVAVA PIANTAGIOSalerno, ad esito di indagini condotte nei 2 luglio:PRETENDE DENARO NE DI MARIJUANA IN AREA confronti di una ramificata organizzazione DALL’ANZIANO GENITORE E DEMANIALE. 47ENNE ARRESTAradicata nella città di Salerno, ha eseguito, in LO MINACCIA. 39ENNE ARRE- TO DAI CC collaborazione con personale della Squadra STATO DAI CC Mobile di Bari e del Commissariato di PS Minaccia e strattona l’anziano padre al fine di Torre Annunziata, un’ordinanza di custo- di ottenere denaro. È quanto accertato dai dia cautelare emessa dal gip presso il Tribu- Carabinieri della Stazione di Giovinazzo nale di Salerno, su richiesta della locale Dire- che hanno arrestato un 39enne del luogo, zione Distrettuale Antimafia, nei confronti noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di di 23 persone indagate, a vario titolo, per tentata estorsione e maltrattamenti in faassociazione per delinquere finalizzata al traf- miglia. I militari, intervenuti a seguito di fico di stupefacenti, spaccio, rapina ed altro. una segnalazione giunta al 112, hanno racDell’associazione sono stati individuati i pro- colto la denuncia dell’uomo, un 71enne del motori e finanziatori, i fornitori, i corrieri, i luogo, or mai stanco delle continue custodi dello stupefacente, con articolate in- vessazioni e richieste di denaro, sempre dagini protrattesi ininterrottamente dal 2010 precedute da minacce di morte e da vioal febbraio di quest’anno. L’organizzazione, lenze fisiche. egemone nel capoluogo salernitano e nei co- La vittima, pur di evitare possibili ritorsioni muni limitrofi, importava lo stupefacente ha sempre cercato di assecondare le richieLe piante di marijuana principalmente attraverso consolidati rap- ste, sino all’episodio dell’altra mattina, poste sotto sequestro porti con i fornitori della Provincia di Na- quando ha preteso che il padre gli desse poli. Nel corso delle indagini sono stati ese- 250euro. Tratto in arresto, su disposizione Coltivava una piantagione di “cannabis inguiti numerosi sequestri per un quantitativo della Procura della Repubblica di Bari, il dica”, comunemente conosciuta come complessivo di oltre 70 kg di stupefacente; 39enne è stato associato presso la locale marijuana, in un’area demaniale internata e da ultimo, lo scorso 18 dicembre, 26 kg di casa circondariale. non visibile dalle strade interpoderali della hashish sono stati sequestrati mentre venivazona. È la scoperta fatta a Giovinazzo dai no trasportati a Salerno dopo l’acquisto av- 8 luglio: LO SCIPPO Carabinieri della locale Stazione che hanno venuto in Emilia Romagna. Altri sequestri Scippo ai danni di un’anziana donna del tratto in arresto Berardino Tattoli, 47enne di stupefacenti, per circa 3 kg complessivi, posto. A rubarle la borsa due scippatori in del luogo, noto alle forze dell’ordine, con sono stati eseguiti nel corso delle perquisi- sella ad uno scooter, riusciti a dileguarsi. l’accusa di produzione e traffico di sostanzioni effettuate stamattina. Tra gli arrestati ze stupefacenti. I militari, durante un preanche un giovinazzese posto agli arresti 9 luglio: LADRI NON RISPARMIA- disposto servizio antidroga, hanno indiviNO NEMMENO LA CARITAS domiciliari. duato in contrada Lama Castello la partiNella notte tra domenica e lunedì la sede colare coltivazione in germogliazione, di 26 giugno: FURTO DI CARBURANTI locale della Caritas, a ridosso della grandezza variabile tra i 2 mt e i 50 cm e Colpo nella notte ai danni della discarica di Concattedrale, è stata saccheggiata. Il fatsorpreso l’uomo, al tramonto, mentre si San Pietro Pago. Ignoti ladri dopo essersi to è accaduto dopo l’una di notte. accingeva ad innaffiarle, utilizzando dei biintrodotti nella struttura hanno portato via Non sappiamo se ad agire sia stato un ladoni carichi di acqua rinvenuti in quel luo250 litri di carburante in dotazione ai mezzi dro solitario o più di un malfattore, certo della Daneco Impianti. Ad accorgersi del è che il responsabile ha avuto il tempo di go. Tratto in arresto, il 47enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, furto i vigilanti della Securpol. rovistare in tutti i mobili degli ambienti è stato condotto agli arresti domiciliari, in 27giugno: SVENTATO FURTO DI della Caritas e di “far visita” anche ad altre attesa del rito direttissimo. CARBURANTI aree del palazzo, grazie alle chiavi in dota- Le piante, tutte estirpate, sono state poste Ci hanno riprovato, ma stavolta il colpo non zione della Caritas stessa. E’ toccato alla sotto sequestro. è andato a segno. Ancora nella notte i ladri Polizia Municipale fare la conta dei danni. FONTE UFFICIO sono tornati in azione nella discarica di San Il bilancio consta di una porta forzata, una STAMPA CARABINIERI BARI sportello con un lucchetto

Pescheria MEDITERRANEA F.lli Camporeale

TOMMASO MASTANDREA Manutenzione - Installazione: Casseforti - Cassette di Sicurezza Porte per Caveaux Impianti Antintrusione

VIA C. ALTIERI, 10 GIOVINAZZO TEL. 080.394.27.70 25

Via Crocifisso, 29 Giovinazzo (Ba) tel. 080/394.80.86 - cell. 348/350.84.90

AGOSTO 2013


l’ angolo

del

lettore

VINCENZO DAGOSTINO, IMPRENDITORE UN GIOVINAZZESE CI INSEGNA COME SI RIPARANO I BINARI

«IN

QUESTO

PERIODO SIAMO RIUSCITI A COLLOCARE

VINCENZO DAGOSTINO,

30

MANAGING DIRECTOR AVANTGARDE

UNITÀ LAVORATIVE.

ABBIAMO INTENZIONE DI PROSEGUIRE IN QUESTO SENSO» Giovinazzo può essere osservata da diversi punti di vista. Ovviamente gli spunti sono risicati se ci riferiamo all’economia della cittadina, poche sono le risorse attualmente disponibili. Anche guardandola dal mare oggi non se ne cava un ragno da un buco perché la pesca è in affanno e le coste non presentano certo un’immagine così accattivante. E allora occorre ricercare altri orizzonti e guardarla - perché no? - dai binari della stazione ferroviaria. Uno dei più importanti comparti economici, in passato a Giovinazzo, era proprio costituito dall’armamento ferroviario. Non si deve dimenticare infatti che la Ferriera produceva soprattutto binari per la ferrovia. Gli anni ’60 e ’70 hanno segnato un notevole impulso in questo settore, si affermarono le aziende Renna, Palmiotto, Sollecito che hanno contribuito a imprimere un notevole input allo sviluppo delle risorse lavorative. Il rinnovamento del binario oggi viene eseguito con utilizzo di cantieri strutturati in unità produttive composte da macchinari ad alto rendimento. Vincenzo Dagostino è giovane ma con significative esperienze commerciali e già inserito nell’indotto legato alla revisione di mezzi atti a questa operazione:

FOTOGRAFIA

«Un operato che richiede una certa esperienza che personalmente ho acquisito lavorando a Velletri, un settore nel quale o ti impegni o resti fuori perché rigenerare una macchina richiede molta competenza ed esperienza». Così dunque il nostro lettore, Vincenzo Dagostino ha dimostrato che i cervelli in fuga vanno riacquistati perché è importantissimo acquisire le conoscenze fuori ma poi trasferirle nella propria patria. Una famiglia che si era trasferita in Australia è dunque tornata perché credeva nelle potenzialità di quel segmento di mercato. I risultati gli stanno dando ragione. Avantgarde (questo è il nome dell’azienda) ha celebrato il 13 giugno i suoi primi 10 anni, con il completamento del suo 45mo mezzo d’opera revisionato. Le

26

MICHELE DECICCO

macchine col marchio Avantgarde svolgono operazioni di rincalzatura, profilatura, allineamento e risanamento manutenzione del binario e dell’infrastruttura ferroviaria. Nata nel 2003, Avantgarde è cresciuta tantissimo grazie all’apporto di varie professionalità. L’azienda giovinazzese, con attività in tutto il mondo, oggi apre il proprio stabilimento a partners, clienti ed operatori del settore ferroviario per presentare loro la gamma di prodotti e servizi. Va fiero Vincenzo Dagostino: «In questo periodo siamo riusciti a collocare 30 unità operative e abbiamo intenzione di proseguire in questo senso, anzi di portare la sede di questa impresa nella nostra cara Giovinazzo». Una bella sfida, tra-


sferire gli uffici produttivi di un’azienda che si è affacciata all’internazionalizzazione dalla zona industriale di Bari a Giovinazzo. Nel 2007 c’è stata infatti quest’apertura verso il mondo che solo poche imprese del settore conoscevano. A Giovinazzo si va quindi anche controcorrente, tirando la coperta da tutti i lati si decide di non abbandonare il territorio anche quando il 90% delle commesse proviene dall’estero. «Si lavora nel deserto ma il vero deserto è proprio qui, noi comunque ci crediamo nello sviluppo dell’economia, siamo fiduciosi che ci troviamo davanti ad un work-in-progress che può portarci ancora lontano». Ecco quindi che occorre sempre essere propositivi nei confronti degli imprenditori, abbattere la burocrazia, favorire le iniziative individuali e soprattutto creare infrastrutture perché solo queste sono in grado di attrarre capitali e di conseguenza lavoro. Il vulnus in questo momento a Giovinazzo come anche in Italia è la mancanza di competitività, i competitor fanno offerte in dollari e noi in euro, il gap è rilevante. Soprattutto la burocrazia spicciola continua a non assistere gli imprenditori. «Pensate - sbotta Vincenzo Dagostino - che per vedere l’allaccio della corrente elettrica in azienda abbiamo aspettato mesi perché la domanda deve essere valutata dal Ministero dello Sviluppo Economico». Molte realtà imprenditoriali oggi tendono a soccombere, esistono però queste eccezioni che se sviluppate possono anche modificare l’imprinting produttivo del territorio. In un periodo duro dove anche i Paesi Europei sono in difficoltà occorre mantenere alta la guardia. I treni in Italia e altrove devono sempre marciare, i mezzi per la manutenzione dei binari devono continuare ad esistere, il nostro lettore e motivatissimo imprenditore di questo settore lancia la sua sfida personale. A Giovinazzo, dove c’è già la sede legale. Chissà se domani accoglierà anche il reparto produttivo! E’ una provocazione pro rinascita dell’economia giovinazzese. Noi ci crediamo! GABRIELLA MARCANDREA HA COLLABORATO MICHELE DECICCO

27

AGOSTO 2013


28


29

AGOSTO 2013


30


storia DI

DIEGO

nostra DE

CEGLIA

QUANDO SI CORREVA IL PALIO E SI ASSISTEVA A SPETTACOLI MELODRAMMATICI E PIROTECNICI

LA FESTA PATRONALE NEL XVIII SEC. Nel 1999 veniva pubblicato a spese del Comitato feste patronali un volumetto di cenni storici sul culto della Madonna di Corsignano curato dal compianto ing. Ezio de Cillis comprendente anche la ristampa anastatica di tre oratorii sacri che erano stati eseguiti alla metà del Settecento in occasione della festa Patronale. Due anni più tardi il testo di un altro oratorio eseguito per la festa patronale del 1794 veniva ristampato insieme ad ulteriori notizie relative al culto della Madonna di Corsignano venute alla luce, ed altre note relative a quel culto venivano pubblicate a cura di chi scrive sul sito www.madonnadicorsignano.it oltre che sul numero di agosto dello scorso anno di questo mensile. Nel corso della ricerca sui protocolli dei notai roganti sulla piazza di Giovinazzo altre notizie ancora sono emerse relativamente a quel culto della Vergine di Corsignano ed in particolare ai festeggiamenti in suo onore.

IL PALIO DELLA MADONNA Se lo scorso anno su queste pagine avevamo dato per certo che già sul finire del ‘600 venivano nominati annualmente dei deputati per raccogliere fondi ed organizzare i festeggiamenti per la Madonna di Corsignano, grazie ad un atto di compravendita di

un animale da soma, possiamo conoscere quale fu una delle manifestazioni “folkloristiche” che nel Settecento cominciò a caratterizzare la festa, ovvero il palio. Più di un teste nel 1726 si portò dinanzi al notaio Nicola d’Adamo per testimoniare dello stato di una giumentola di tale Michele la Palombella, oggetto di una compravendita, e attestare che la stessa «nel mese di agosto e nella festività della Madonna di Corsignano dell’anno 1724 in questa città li fece correre il palio con altre giommente che fu cavalcata da esso Nicola Lasorsa declarante e testificante a vista di tutti essi testificanti e di tutta la città fuori le porte della medesima e perchè poi ebbe un certo male di anticore, e guarita che fu nel 1725 verso il mese di settembre o ottobre detto Palombella vendette la predetta giommentola a Francesco Paolo di Pergola» (ASBa, piazza di Giovinazzo, sk. 21, vol. 365, f. 69, atto del 10 giugno 1726). Solitamente il palio è una gara tra rioni della stessa città ma non sappiamo secondo quale schema si disputò quello del 1724 in Giovinazzo. Se è certo che agli inizi del Settecento la festa in paese si facesse già, resta ancora da stabilire se la Madonna di Corsignano fosse stata già ufficialmente proclamata Protettrice di Giovinazzo, e da quando il suo quadro rimase definitivamente esposto in Cattedrale. Alcune note confermerebbero che entrambi gli eventi sarebbero avvenuti durante l’episcopato di mons. Paolo de Mercurio (1731-1752). L’ENIGMA DEL 1731 La tesi che il tutto potrebbe essere avvenuto dopo il terremoto del 1731 avrebbe potuto trovare conferma nei registri dei deputati alla festa di quell’anno, che sicuramente esistevano, come si legge in un atto del 9 ottobre 1731 con il quale i sacerdoti Domenico Perrino e Giovanni Berardino di Giuliodibari chiedevano ai canonici Francesco Ciccolupo e Giuseppe de Cordova, revisori dei conti nominati dal Capitolo «per le spese occorse

31

AGOSTO 2013


in sollennizare le feste di S. Maria di Corsignano e dell’ill.mo mons. d. Paolo Mercurio Vescovo di questa città, per deputazione avutane da esso mag.co rev. Capitolo», per quale ragione non avessero voluto liquidare le dette spese non ostante ne avessero presentato «nota per extensum», riservandosi di portare la questione in giudizio. Fu replicato dal canonico de Cordova che «le spese solite farsi secondo la conclusione fatta due anni orsono, perchè così si è pratticato per detti due anni, e la spesa superflua fatta da voi, eccedente tale conclusione e solito in detti due anni, non possiamo ammetterla e che ce la vedono per giustizia» (ASBa, piazza di Giovinazzo, sk. 23 not. F. P. de Musso, vol. 406, f. 57 atto del 9 ottobre 1731). Chissà che quella spesa eccessiva non fosse servita oltre che per accogliere sontuosamente il Vescovo Paolo de Mercurio, anche per solennizzare la Vergine di Corsignano trasferendola definitivamente in Cattedrale dopo che la sua chiesa rurale (oggi Padre Eterno) rimase lesionata dopo il terremoto del 20 aprile di quell’anno. LA PREDICA DEL SABATO Che il vescovo de Mercurio avesse nutrito una profonda devozione mariana, e per la Nostra sotto il titolo di Corsignano in particolare, ne è prova un atto del 17 settembre1747 con il quale egli aveva disposto un lascito per la recita della cosiddetta predica sabbatina. Lo stesso atto rimarca che la Madonna di Corsignano era ormai patrona della città per i benefici apportati alla stessa città. Nell’atto infatti si legge: «correndo ormai il decimo sesto anno del suo vescovado, nel di cui corso egli ave osservato e conosciuto la grande protezione della Vergine SS.ma sotto il titolo di Corsignano patrona di questa città, avendo preservata questa città suddetta e cittadini di essa da ogni disgrazia, e malori in guisa tale, ch’egli n’è rimasto consolato vedendo peraltro che al popolo tutto in ogni loro occorrenza, veloce ne corrono dalla medesima con animo grande a chieder grazie e l’ottengono, animato da ciò esso ill.mo signore asserente come pastor zelante e divoto della Vergine predetta Maria di Corsignano, ordinò che in ogni sabbato si recitasse almeno di dopo il vespero, il SS.mo Rosario e litanie ed anche si predicassero le glorie e grazie di detta Sovrana Patrona con accingersi egli il primo a predicarle. Volendo ora che si perpetrasse detta devozione del sabbato in lode della prefata Vergine Maria di Corsignano con la predicazione suddetta ha deliberato donare alla stessa Vergine a titolo di donazione irrevocabile tra vivi due capitali redimibili di ducati 40 l’uno e loro rispettivi annui censi di ducati 4 l’uno esigibili e dovuti cioè: dalli coniugi Niccolò Francesco Piscitelli e Teresa la Bombarda … E dalli coniugi Angela Rosa d’Ursi e mastro Filippo la Bianca e Giuseppe Cortese …. In perpeutuo e mundo durante in ogni sabbato si abbia da fare la predicazione a lode e gloria di detta Ss. Vergine Maria di Corsignano l’elezione bensì del predicatore si debba fare dall’ill.mo Vescovo di questa predetta città … che debba assegnare et cedere detto annuo censo … al predicatore che sarà per sua mercede … e così promise e convenne detto ill.mo mons. Vescovo

32

…» (ASBa, piazza di Giovinazzo, sk. 22 not. G. D. Riccio, vol. 394, f. 422). In realtà l’usanza della predica della sabbatina il Vescovo l’aveva impiantata già otto anni prima con un suo decreto del giugno 1739 con il quale al 20° articolo imponeva ai canonici della Cattedrale «che ogni sabbato si recita a Maria SS. di Corsignano il Ss.mo Rosario col suono della campana convocando il popolo, e doppo il rosario vi sia un sermongino da farsi da chi sia da noi deputato coll’onorario di docati sei l’anno da pagarsi dallo spoglio della B.M. di mons. Chiurlia». I canonici però pur convenendo che «lodevol cosa si è che in onore di Maria Ss.ma si reciti il rosario ogni sabbato, e si faccia il sermongino, ma che per questo vi sia il pagamento di docati 6 da pagarsi dallo spoglio sudetto» protestavano e facevano appello «ad superiores in forma contradicendi espressamente da esso mons. Vescovo alle bolle della S.M. di Benedetto PP. XIII, correndo l’istesso per li carlini 30 l’anno, dice esso mons. Vescovo doversi pagare al cappellano del Ss.mo Crocifisso» ovvero ritenevano insufficienti le rendite possedute per soddisfare tale celebrazione (ASBa, piazza di Giovinazzo, sk. 25 not. M. d’Adamo, vol. 444, f. 27, atto del 3 giugno 1739). LASCITI PER DEVOZIONE Il Vescovo comunque aveva dimostrato devozione alla Madonna di Corsignano appena arrivato a Giovinazzo; egli infatti nel 1731, nella cerimonia per la presa di possesso della sua Diocesi «portò seco da Napoli ... una pianeta ricamata di seta et oro con l’impresa di detto vescovo che la donò subbito alla gloriosa Vergine di Corsignano, per essa al suo rev.mo Capitolo, di valuta di docati 60 in circa» come si evince da una dichiarazione resa da alcuni canonici della Cattedrale dinanzi al notaio Nicola d’Adamo il 25 settembre del 1732 (ASBa, piazza di Giovinazzo, sk. 21, vol. 371, f. 89). Sono sempre successivi all’insediamento del vescovo de Mercurio gli atti in cui la Madre di Dio, sempre riportata nelle formule testamentarie, viene appellata “Madonna di Corsignano” ed invocata in articulo mortis come si legge ad esempio nel testamento di tale Rocco d’Agostino che nel dettare le sue ultime volontà «vuole esso Rocco e si protesta, anzi desidera sommamente ed umilmente prega che di questa sua ultima volontà sia protettrice la gloriosa madre sempre Vergine Maria di Corsignano, ed avocata de’ peccatori, la quale specialmente oltre tutti gl’altri santi e spiriti beati del cielo ... invoca e chiama che siano presenti nell’ora della sua morte ...» (ASBa, piazza di Giovinazzo, sk. 24 not. P. Maldari, vol. 432/ II, f. 49, atto del 28 ottobre 1735). Stessa cosa dicasi per l’aggettivo “protettrice” che appare per la prima volta in un atto del 1735 con il quale i canonici della collegiata dello Spirito Santo, don Pietro Sepe e Nicola Domenico Marziani, si accordavano circa la vendita di una casa che era gravata del peso di «docati 50 per uso della festività di S. Maria di Corsignano nostra protettrice» (ASBa, piazza di Giovinazzo, sk. 22 not. G. D. Riccio, vol.


382, f. 114, atto del 3 giugno 1735).

GLI SPETTACOLI MELODRAMMATICI Sempre durante l’episcopato del Vescovo de Mercurio erano stati rappresentati tre dei quattro drammi sacri dei quali è stato rinvenuto il libretto edito, ed è sempre attraverso un atto notarile, rogato il 26 maggio 1741 che è stato possibile chiarire dove si tennero gli spettacoli, ovvero dinanzi al palazzo ducale, e che fu l’Universitas a sopportarne le spese per l’allestimento del palco. In esso infatti si legge: «Nella nostra presenza personalmente costituito mastro Francesco Altieri di questa città di Giovenazzo, a richiesta fattali ave attestato et dichiarato ... qualmente per sollennizare la festa della gloriosa Maria sempre vergine di Corsignano nostra Protettrice nel mese d’agosto dell’anno passato 1740, per ordine delli sigg. d. Gaetano Vernice e Mauro Illuzzi sindaci in quel tempo di questa medesima città, fece esso attestante molte fatighe giontamente con mastro Michele Altieri suo padre, con loro lavoranti ed altri mastri da esso mastro Francesco attestante ut supra chiamati a fatigare con esso, lui nel largo del Ducal Palazzo, ne altri mastri v’intervennero a lavorare, nec tampoco altra fatiga si fece fare da detti sigg. sindaci se non quella detta di sopra avanti il palazzo di sua eccellenza Padrone per commodo e veduta della serenata, la quale come si è predetto si fece da esso attestante, suo padre, lavoranti et mastri chiamati da esso medesimo mastro Francesco, confessando che per tali fatighe esso attestante e tutti, furono puntualmente sodisfatti et precisamente l’ultimi carlini 26 a complimento delle medesime fatighe esso mastro Francesco li ha ricevuti dal sudetto sig. Vernice, pro ut declaravit» (ASBa, piazza di Giovinazzo, sk. 22 not. G. D. Riccio, vol. 388, f. 125). Dei drammi editi il primo è del 1735, il secondo del 1740, ed il terzo del 1743, non sappiamo se negli anni intermedi ne fossero stati rappresentati altri, ma è possibile ipotizzarlo tenendo conto del fatto che nel 1744 fu eseguito un ulteriore dramma: “Giuditta del Metastasio”. Non sappiamo se di esso venne edito il relativo libretto da distribuire agli astanti come era avvenuto negli anni precedenti, ma altre note su di esso sono nell’atto notarile del 10 marzo 1744 con cui i canonici canonici de Luca e Liuzzi depuati del Comitato feste ne appaltarono l’esecuzione e che trascriviamo integralmente per la analitica descrizione del dramma. I canonici alla presenza del notaio asserirono «come dovendo essi loro deputati per detta festività di santa Maria di Corsignano da solennizzarsi nel mese d’agosto prossimo venturo del stante anno 1744 preparare e trattare anticipatamente tutto il bisognevole acciò chè rieschi con ogni maggior pompa a maggior gloria della Vergine gloriosissima predetta doppo aver spiegati i loro pensieri a diverse persone, e precise al predetto canonico sig. don Nicola Manzaro mastro di cappella di detta Cattedrale chiesa della città di Bitonto, acciò con esso lui sono venuti all’infrascritta conven-

zione e trattato cioè di doversi da essi signori canonici deputati pagare al detto sig. canonico Manzari mastro di cappella la somma di docati 200, cioè docati 50 ad ogni richiesta di detto Manzaro, e gli altri docati 150 doppo che sarà sollennizzata la detta festività ed adempiti a patti tutti da esso sig. canonico Manzaro, che sono videlicet: “dover lui far tutta la musica cioè tanto nei primi vespri quanto la messa cantata nel giorno di detta festività come pure rappresentare in teatro l’opera del Metastasio detta la Betulia, o sia Giuditta, con tutte le nuove aggiunzioni da farsi publicamente due volte cioè la prima volta nella sera del lunedì immediato doppo detta festività e la seconda volta nel mercoledì seguente, oltre del concerto generale da farsi nella sera del sabato antecedente detta festività, doppo cantati i primi vespri. Per qual musica deve esso sig. maestro di cappella servirsi di cinque voci, i migliori vi saranno in provincia per tal tempo, nove violini, violetta, due controbassi, violongello, arceliuto, e tre instrumenti da fiato, come pure l’organista, quali voci ed instrumenti tutti da servire non solo in dette due opere e concerto generale, ma pur anche in detti primi vespri, e messa cantata, con far andare ancora cinque violini, una viola, e tre instrumenti da fiato alla processione che si farà nella sera della domenica di detta gloriosissima Vergine, con restare ancora a peso ed obbligo di esso sig. mastro di cappella Manzaro, non solo la condotta e riportamneto di detti musici, ma anche tutte le spese di magnare, e letti, e stanze per li medesimi ed altresì a suo obbligo resta farne il teatro con una sola scena, con veduta di città per la rappresentanza di detta opera di Metastasio, ponervi tutti i lumi necessarii per lo teatro, farci tutte le vesti adattate proprie e belle per li

33

AGOSTO 2013


personaggi con farseli venir da Napoli acciochè il tutto riesca di maggior perfettione in onore e gloria della predetta Vergine Santissima, con dover lui ancora per detto teatro procurarsi le scene necessarie, e tutti i legnami opportuni e spese per tal opera, quali cose tutte conosciutesi e ben consideratesi da esso sig. canonico Manzaro mastro di cappella, volendo egli ancora accompagnare la sua gran devozione per detta Vergine, essendo rimaste ferme e valide per patto e convenzione avuta tra di loro, contentandosi per tutto fare come sopra esso sig. mastro di cappella per la somma predetta di ducati 200, e che quindi volendono sopra tutto ciò stipulare le necessarie cautele oggi medesimo giorno». Il maestro Manzaro si impegnò ad eseguire tutto quanto sopra elencato e qualora fosse stata necessaria una somma maggiore di quella pattuita, l’avrebbe rimessa egli stesso e se fossero mancati cantori o strumentisti ed il maestro non fosse stato capace di rimpiazzarli, ne avrebbe dare tempestivo avviso ai canonici affinchè ne cercassero altri da pagarsi comunque dai 200 ducati pattuiti col Manzaro. All’atto era presente anche il nobile «Francesco Fanelli, il quale continuando la solita sua pietà e devozione per la festività di detta gloriosissima Vergine conoscendo essere tenue la detta summa convenuta di docati 200 ... per ciò mosso dalla devozione predetta ed a fine che il tutto riesca con ogni maggior pompa in onore della Vergine Santissima, promette e si obbliga pagare al riferito sig. canonico Manzaro mastro di cappella altri ducati 30 di suo proprio denaro ... nel giorno della festività di detta gloriosissima Vergine» (ASBa, piazza di Giovinazzo, sk. 23 not. F. P. de Musso, vol. 418, f. 157). I FUOCHI D’ARTIFICIO Altra nota di folklore che a tutt’oggi caratterizza le feste patronali, e diffusa già nel secolo XVIII, sono i fuochi d’artificio. Durante quelli incendiati nel centro abitato, per la festa patronale del 1749,

un colpo non partì. Per fortuna tra gli astanti si creò solo panico. Rimase però ferito, ma non dall’esplosione, uno degli artificeri, involontariamente colpito da un suo collega, che al fine di evitare il sorgere di contenziosi, relazionò sull’accaduto dinanzi al notaio impegnandosi a non sporgere denuncia. Tanto si legge nell’atto rogato il 18 agosto 1749 dal notaio Francesco Paolo De Musso: «Avanti di noi personalmente costituito Giuseppe Quercio della terra di Corato, da più anni casato ed abitante nella città di Molfetta, ed al presente in questa di Giovenazzo a noi ben noto, il quale spontaneamente ne per forza o dolo, ma di sua libera volontà ha dichiarato ed attestato ... coll’infrascritto giuramneto ... qualmente ieri sera 17 del corrente mese di agosto 1749 in occasione che esso dichiarante ave aggiutato ed assistito alli mastri della città di Bari nell’arteficio fatto nella festa di S. Maria di Corsignano verso le ore tre in circa della notte di detto giorno, avendo avuta la cura esso Giuseppe dichiarante di dare fuoco ad una palla, sincome già fece, ed indi immediatamente dovea darsi fuoco al pezzo che mena in aria la palla, e poichè esso dichiarante per la quantità e confusione delle cotante genti, tardò un poco a dar fuoco al detto pezzo, motivo per cui la palla sudetta crepò sopra del pezzo, che ebbe a precipitare tutti gli astanti, che ivi erano fra li quali mastro Francesco Altieri di questa sudetta città il quale perchè teneva la cura di detto artificio, ciò vedendo all’oscura ed alla tanta confusione, li menò una mazzata con una stasciella, che tenea nelle mani, ed inavertitamente lo colpì nella testa con poca effusione di sangue, e conoscendosi da detto Giuseppe dichiarante essere stata una mera casualità e non per altro fine, veranche fra essi passa una onesta e buona corrispondenza, per lo che col presente atto da valere in amplissima forma, il predetto Giuseppe scolpa al ridetto mastro Francesco Altieri da finire [...] fatto come sopra in sua persona poichè sincome ha detto di sopra fu una mera ed evidente casualità e non altro. E conseguentemente non intende conforme non ha inteso far parte in giudizio e fuori di esso et quatenus in suo nome si trovasse fatta querela in qualunque corte ex nunc la cassa ed annulla e come se fatta non fusse per la causa di sopra espressata. E così esso Giuseppe dichiara escolpa e ne giura tactis scripturis» (ASBa, piazza di Giovinazzo, vol. 423, f. 336). DIEGO DE CEGLIA

34


35

AGOSTO 2013


36


eventi

FESTIVAL DEL LIBRO POSSIBILE. GIOVINAZZO PRESENTE! A POLIGNANO

MARE NELL’EVENTO LETTERARIO PIÙ IMPORTANTE DEL SUD ITALIA C’ERANO IL NOSTRO COLLABORATORE AGOSTINO PICICCO E IL GIORNALISTA MICHELE MAROLLA A

La città di Polignano a Mare si sta rivelando sempre più perla della Puglia, oltre che per la bellezza paesaggistica della cittadina a picco sul mare e per la notorietà storica, anche come centro di animazione culturale dell’intero Sud Italia. Non dimentichiamo poi che proprio Polignano ha dato i natali a Domenico Modugno celebrato anche in riuscite fiction televisive qui ambientate. L’ultimo evento di rilievo ha riguardato in questi giorni il festival del Libro Possibile che ha richiamato in città turisti e abitanti dei paesi limitrofi, oltre a illustri esponenti del panorama culturale e sociale italiano del calibro, tra gli altri, di Paolo Mieli, Stefano Rodotà, don Luigi Ciotti, Vittorio Sgarbi, Marcello Veneziani, Umberto Veronesi, Enzo Magistà. Il festival del Libro Possibile, giunto alla 12ma edizione, è l’equivalente a livello editoriale di quello che per il Nord Italia è il Salone del libro di Torino per la promozione dei testi, della lettura e della letteratura. Prende il via nel cuore della Puglia durante la seconda settimana di luglio e si presenta come un ormai famoso e atteso appuntamento letterario che si caratterizza per la grande capacità di attrazione di pubblico e di coinvolgimento di autori, editori, prefatori illustri, accattivanti presentatori di volumi, personaggi del mondo del giornalismo, dello spettacolo, dell’arte, della società civile. In quattro serate, a partire dalla presentazione delle più importanti novità editoriali dell’anno diverse per contenuti e generi letterari, si dibattono in pubblico temi di attualità tra i lettori e gli scrittori, con il supporto autorevole di rappresentanti delle istituzioni, intellettuali, giornalisti, filosofi, conduttori televisivi, cantanti e attori del calibro di Vinicio Capossela e Riccardo Scamarcio. E c’era anche un piccolo cuore di Giovinazzo presente con i suoi libri. Sabato 13 luglio in Piazza Orologio c’era il nostro collaboratore Agostino Picicco con il libro dedicato al ventennale di don Tonino Bello «Nel riverbero di cento ideali» presentato dalla prof. dell’Università Cattolica Maria Luisa De Natale e dalla giorbnalista Mediaset Rossella Ivone. Alle 22,30 in

PH. ENRICO TEDESCHI

Piazza Carime ha presentato il suo libro il giornalista Michele Marolla autore di «Ultimo desiderio». Ulteriore caratteristica di questo festival è la location: infatti la sede delle presentazioni e delle discussioni è collocata tra i vicoli, le piazzette e le terrazze del centro storico di Polignano a Mare, comprese le piazze PH. ENRICO TEDESCHI principali che offrono la loro suggestiva cor- dedicarsi solo allo svago e al riposo, al pasnice al numeroso pubblico di attenti ascol- seggio, al mare e alla spiaggia, o al massitatori. Da sottolineare l’importanza per la mo – nei casi di turismo più impegnato Puglia di questo appuntamento culturale alla visita dei monumenti, partecipano agli estivo che offre un’occasione di confronto, incontri culturali, ascoltano le presentazioun momento impegnato di riflessione e ni, avvicinano gli autori e i big della televicondivisione di proposte, idee, analisi degli sione e della letteratura, intervengono nei scenari attuali, indicazione di soluzioni. Un dibattiti con osservazioni puntuali e con confronto diretto e partecipato (complice domande appropriate, acquistano i libri che il clima estivo) e non filtrato dalle dinami- si presume faranno compagnia sotto l’omche dei social network. Il Sud si manifesta brellone. E’ bello vedere intere famiglie che ancora una volta laboratorio di discussio- trascorrono le serate al festival passando ne, di progettazione, di circolazione di idee, da una presentazione all’altra e per strada che – su scala nazionale – coinvolge diversi scambiano le loro impressioni esprimenpersonaggi, con abilità e competenze diver- do giudizi sui volumi e commentando il se, per creare dibattito e confronto sui temi tenore degli interventi. Le discussioni in tardi attualità più sentiti. Ammirevoli gli orga- da serata finiscono poi al ristorante degunizzatori pugliesi dell’evento, sotto la dire- stando specialità e tipicità polignanesi e zione artistica della prof.ssa Rosella pugliesi, anch’esse parte integrante della Santoro, nell’abbinare temi e personaggi, cultura tradizionale questa volta di taglio piazze e relatori. Meritevoli di plauso tutti locale. coloro che in periodo di vacanza, invece di SERGIO PISANI

37

AGOSTO 2013


38


scene di vita d altri tempi

VINCENZO DEPALMA

DI

FINALMENT SO DVENTET GRANNE (E

MO PCCHETE CA SO FATTE VECCHIE)

2^ PARTE Il primo grosso problema per questi incontri era quello di procurarsi il profilattico. Ai miei tempi questi affari si vendevano in farmacia e non esistevano distributori automatici. Si spiava dal di fuori che in farmacia non vi fossero donne. La richiesta ci provocava un senso di colpa e di vergogna. Ci accertavamo dall’esterno che dietro il bancone della farmacia ci fosse solo Don Girolimine Lovero o ci si accordava con Lilline, il garzone della farmacia di Donna Line appirse a la statue de Sanda Michele che, ad un nostro cenno, ci portava fuori il prodotto richiesto quasi ‘nascostamente’. Il profilattico lo si poteva anche acquistare dalla prostituta di strada o da la private, ma i saggi ci consigliavano di non fidarci di quell’acquisto perché avrebbero potuto rifilarci qualche preservativo già usato ed accuratamente lavato. Il profilattico veniva acquistato all’ultimo momento perché si aveva il terrore che qualcuno a casa potesse trovarlo nei nostri vestiti. Sarebbe successo il finimondo! Poi finalmente anche per noi arrivava il momento di poterci recare o minicipie, da Don Pippine Taldone per chiedere il rilascio della carta d’identità. Era il nostro pass per i postriboli ufficiali. Eravamo orgogliosi quando finalmente potevamo leggere su quel documento la nostra data di nascita, la paternità e la maternità, il paese di origine e le caratteristiche fisiche.Altezza e segni caratteristici che per Don Pippine Taldone erano quasi sempre di «occhi cervoni e capelli castani». Dopo le tante furtive entrate nel casino (qualche volta ci andava male e ci mettevano vergognosamente alla porta), iniziava il periodo della nostra entrata legale e trionfante nei postriboli. La prima sensazione era di sicurezza e di sentirsi finalmente grandi, cui faceva seguito la curiosità di conoscere questo nuovo ambiente per rendersi conto di questa nuova realtà. Squallide panche erano l’unico arredo di uno stanzone dal quale si dipartivano diversi corridoi che portavano alle stanze delle ragazze. In un angolo di questo salone di accoglienza vi era la cassa dove pagare l’eventuale prestazione. Alla cassa, arcigno ed allo stesso tempo bo-

naria ma soprattutto sollecitante sedeva la metresse. La metresse era un personaggio caratteristico ed importante del locale che per l’età aveva smesso la sua professione di prostituta. Il suo compito, oltre a quello di riscuotere in anticipo il corrispettivo per la prestazione, era quello di sollecitare i clienti che preferivano di solito soffermarsi più a lungo per guardare e riguardare le donnine delle quali la metresse magnificava anche qualche particolare prestazione che la ragazza poteva praticare al cliente. I solleciti erano tra il brusco ed il faceto ma avevano il loro effetto perché se non ti sbrigavi finivi per sentirti in colpa. «Ndiamo belli!» - gridava la metresse. «Non avete sentito la sveglia stamattina? Che si fa si dorme? Che facciamo? Ci roviniamo gli occhi? Ndiamo milionari annoiati!». Il rapporto, per quanto piacevole per noi, la ragazza lo faceva durare il meno possibile. Loro lavoravano a cottimo profittando dei nostri desideri sempre troppo a lungo compressi. La senatrice Merlin, nel 1958, fece varare una legge che pose fine a quel mondo, per noi di piacevole sesso ma che liberò tante ragazze dallo stato di schiavitù in cui erano tenute dai loro sfruttatori. A Giovinazzo non vi erano casini. I giovinazzesi frequentavano quelli della vicina Molfetta, qualcuno quello di Terlizzi e chi viaggiava, quelli di Bari. A Bari il casino più economico, fornito e malfamato era quello di Via Dante 234. Bari aveva anche un locale da tutti sognato e del quale si decantavano le meraviglie: Il Villino Delle Rose. Era tanto famoso quanto impossibile per le nostre tasche. Ad esso accedevano persone che di denaro ne avevano più che a sufficienza. I locali di Molfetta erano quelli di Via Doria, all’ingresso in Molfetta e quello più andante, sito nella zona dei cantieri navali, conosciuto come Li Tre Gratere, perché bisognava salire tre gradini per accedere al portone d’ingresso. La sempre, per noi prolungata astinenza, ci spingeva a frequentare questi luoghi. Le ragazze cambiavano ogni quindici

39

giorni per cui noi avevamo il compito di controllare ed accertarci di come jaive la quinniceine. Noi studenti viaggiatori avevamo spesso il piacere di conoscerla con anticipo quando sulla stazione notavamo la carrozze, mandata dal tenutario del casino, per prelevare le ragazze che giungevano a Molfetta con il treno. Avevamo inoltre l’accortezza di recarci al casino il giorno in cui le ragazze facevene la visite. La visite era un controllo sanitario obbligatorio che le ragazze subivano tre volte la settimana. Per noi era l’attestazione di garanzia per un rapporto sicuro e tranquillo che non ci avrebbe potuto provocare possibili malattie veneree, ai nostri tempi tutt’altro che infrequenti. La speranza di non contrarle per noi era l’ultima a morire. In questi posti potevi avere anche incontri oltremodo imbarazzanti. Potevi avere la sfortuna di incontrare qualche parente sposato o peggio ancora un tuo professore, ognuno sperando che l’altra parte si facesse i fatti suoi ed avesse la bontà di non dirlo ad altre persone. Il matrimonio (ma non sempre), poneva fine a questa vita di amore a pagamento ma necessario. La migghiere significava mette la chepe o poste. Per noi sono ormai passati tanti anni da quel periodo che trasformava noi bambini, più che in adolescenti in adulti che tutto potevano nella vita. I bollenti spiriti di quel periodo sono ormai quasi spenti ma il ricordo di quel periodo si è tutt’altro che assopito e non mi vergogno di dire che è un ricordo pieno di rimpianti e nostalgia. Concludo l’articolo con un consiglio ai baldi nonnini che continuano a voler far credere a noi, ai figli ed ai nipoti che in gioventù loro avevano fascino e decine di donne a loro disposizione. I ragazzi di oggi sono molto intelligenti e capiscono al volo che tutte quelle donne è vero che erano disponibili ed a nostra disposizione ma è anche vero che erano tutte a pagamento!

AGOSTO 2013


40


41

AGOSTO 2013


storia DI

DIEGO

nostra DE

CEGLIA

2013, ANNO DI RICORRENZE CENTENARIE Lo scorso giugno si è fatta memoria di quando 100 anni fa veniva inaugurata dal sindaco Giuseppe Palombella la Villa Comunale che l’attuale Amministrazione Comunale ha pensato di intitolare a colui che la volle. Ben due invece le celebrazioni di luglio: il 7 luglio ricorrevano 400 anni dalla nascita di Carlo Rosa e il 9 luglio 200 anni da quando Gioacchino Murat istituiva nella Chiesa del soppresso convento dei padri Domenicani la Parrocchia di S. Domenico, sopprimendo quelle di S. Felice e dei SS. Giovanni e Paolo nel centro storico.

400° CARLO ROSA

Per il quattrocentenario della nascita di Carlo Rosa, la locale Proloco sostenuta dall’Amministrazione Comunale e dal Centro Ricerche di Storia

e Arte di Bitonto, ha organizzato una conferenza sul pittore giovinazzese nella Sala S. Felice; il sito è lo stesso nel quale il 7 luglio del 1613 Carlo Rosa fu portato al fonte battesimale. Nicola Coppola ha moderato l’intervento dello studioso bitontino Nicola Pice, salutato dagli organizzatori e patrocinatori dell’evento. Per l’occasione è stata data alle stampe una brochure con notizie biografiche dell’artista, a cura di Nicola Coppola, e una lettura critica del suo linguaggio pittorico «aulico e raffinato», a cura di Nicola Pice, corredata dalle immagini delle opere di Carlo Rosa presenti in Giovinazzo. Carlo Rosa figlio del pittore Massenzio originario dell’Abruzzo e di Giustina de Angelis di Giovinazzo.Alla metà del ‘600 si formò alla scuola napoletana di Massimo Stanzione, e tornato in Puglia aprì la sua bottega a Bitonto. La sua produzione artistica è attestata dal 1640 al 1678 e circa 340 sono le opere sparse in diverse città di Puglia, Campania e Basilicata. Solo a Modugno sono 41 le sue tele, le opere presenti in Giovinazzo sono: La tela di S. Michele Arcangelo nella chiesa di S. Maria di Costantinopoli, la tela di S. Francesco Saverio e di S. Gaetano da Thiene nella chiesa del Carmine, nonché tutto il catino absidale della Cattedrale. Come scrive Nicola Pice Carlo Rosa «cominciò a dipingere alla maniera dei grandi maestri, senza rinunciare ad adeguarsi ai nuovi tempi … prese forma una sua maniera originale … con personaggi umanizzati resi con tratti realistici e sentimenti lirici e con un ricco cromatismo». 42

200° PARROCHIA S. DOMENICO

Il 10 luglio invece è toccato alla dott.sa Rosanna Carlucci presentare le vicende che portarono all’erezione canonica della Parrocchia di S. Domenico nella chiesa del soppresso convento dei Domenicani, della cui presenza in Giovinazzo l’11 luglio ha ampiamente parlato lo storico domenicano padre Gerardo Cioffari. Le vicende relative all’edificazione di quella chiesa infatti si intrecciano con quelle dell’attiguo Convento istituto nel 1703 per un lascito del sacerdote della Cattedrale Giuseppe Buonomo. Per una settantina di anni però la presenza dei padri, che pareva giustificata da interessi economici, non fu ben vista in città. E infatti Padre Cioffari ha sottolineato come la storiografia ha sinora presentato una lettura della vicende ostile ai frati; lo storico pertanto ha riletto gli eventi secondo l’ottica domenicana. Espulsi i padri, a seguito delle leggi Napoleoniche, la chiesa divenne oggetto di contesa tra il parroco che vi si insediò nel 1813 ed l’Amministrazione del Reale Ospizio che occupava, anch’esso per disposizione statale, l’attiguo convento. La missione pastorale non fu semplice, infatti il parroco dovè abbandona-


re quella chiesa nel 1819 dove tornò solo dopo ben 70 anni, quando nel 1878 la chiesa di S. Felice, nella quale si era ritirato, divenne inagibile, dopo appena 7 anni fu costretto a lasciare nuovamente la chiesa, ritirandosi in quella degli ex Cappuccini al Calvario, per consentire la conclusione dei lavori della facciata di S. Domenico così come oggi appare. È da questo momento in poi che l’attività pastorale è decollata, con il succedersi di vari parroci del cui operato vi è memoria nell’Archivio della Chiesa; sicuramente più rappresentativa fu la presenza di don Luigi Piscitelli e don Saverio Bavaro, parroci pre e post conciliari, ancora vivi nella memoria dei più.

LA CATTEDRALE

ACCESSIBILE

ANCHE AI DIVERSAMENTE ABILI Finalmente la Cattedrale diventa agibile alle persone con disabilità motorie. Non che prima non potessero accedere nella casa del Signore – per carità - ma solo se presi di peso e trasportati da volontari, non considerando l’imprevisto di una caduta accidentale e rovinosa nel corso dell’operazione. L’iter per l’abbattimento delle barriere architettoniche in Cattedrale delle persone diversamente abili era rimasta una scatola chiusa presso la Soprintendenza alle Belle Arti. Adesso l’acquisto del montescale elettrico ha ridato più dignità ai portatori di handicap. La solidarietà ha aperto il cuore a parecchi giovinazzesi soprattutto di New York e di Montreal dove l’immagine della Vergine di Corsignano è veneratissima per la raccolta di fondi sufficienti per salvaguardare con l’acquisto del montescale l’ingresso in cattedrale a tutti. Il parroco don Benedetto ringrazia tutti i cittadini in particolare le fam. Curatoli, Leali, Mastropasqua dott. Giuseppe.

43

AGOSTO 2013


44


45

AGOSTO 2013


46


alimentazione DI

GABRIELLA MARCANDREA

PARIDE BALACCO, NUTRIZIONISTA I vizi dell’italiano tipo? Dolci, bevande alcoliche e insaccati

Paride Balacco, giovinazzese – Biologo Nutrizionista – dal 2007 libero professionista in ambito nutrizionale. Perfezionato in biologia della nutrizione e con svariati corsi E.C.M. (Educazione Continua in Medicina) specifici, è la persona alla quale tutti vorremmo rivolgerci. Sempre ma in particolare in questo periodo dell’anno. Se si pensa al nutrizionista spesso lo si associa ad una dieta (possibilmente dimagrante). In realtà occorrerebbe iniziare a pensare ad adottare uno stile di vita e di alimentazione diverso, volto in particolare ad aumentare l’attività fisica auspicabile (lunghe passeggiate, usare poco o per nulla la macchina) e cibarsi maggiormente di vegetali. In tal senso vegetarismo e veganesimo sono i due approcci che meglio rappresentano questa tendenza. Per un corretto approccio al soggetto che si rivolge ad un nutrizionista è necessaria l’anamnesi nutrizionale cioè l’investigazione per attingere informazioni utili sulle abitudini alimentari e lo stato di salute del soggetto però è utile sapere che «chi richiede una dieta last minute per la prova bikini sbaglia; si ottengono migliori risultati solo se si segue un percorso graduale di riduzione ponderale». Un percorso che tutti farebbero bene a seguire, visto che, per la maggiore, si adotta un tipo di alimentazione rivolto al consumo eccessivo di pane, pasta, dolci, bevande alcoliche e/o zuccherate, insaccati e latticini. Un’alimentazione completamente sbagliata, un’offesa ad uno stile di vita ed una cultura (quella della dieta mediterra-

nea) che dovrebbe essere improntata alla prevenzione di malattie quali diabete, problemi cardiovascolari, obesità soprattutto infantile. Non si mangia affatto bene complice la tentazione dei cibi già pronti, dei preparati industriali che danneggiano soprattutto i bambini. L’imperversare dei messaggi pubblicitari implica scelte volte all’acquisto di snack e merendine che, a lungo andare, danneggiano la salute. La scarsa attività fisica e l’attuale tendenza a star seduti per ore davanti al pc aggrava il tutto. Inoltre non si tiene nel giusto conto anzi addirittura si sottovaluta la presenza di additivi e conservanti nel cibo e sovente i genitori non pensano che una genuina torta fatta in casa è da preferire in assoluto ai non sempre corretti messaggi di genuinità dei prodotti che i media ci propinano». Certo che il pane e pomodoro di una volta era tutta un’altra storia; era una merenda che certamente non favoriva l’obesità infantile. Non è certo semplice dire di no a un bambino «ma dobbiamo anche tener presente che non è vero che se un bambino non mangia non è in salute o che se è magro vuol dire che non sta bene e ci si preoccupa eccessivamente e ansiosamente». Troppe proteine, troppi cibi raffinati e preparati industriali sono i migliori nemici della salute di adulti e bambini. Eppure una via di fuga c’è, in linea anche con il desiderio di vivere ad impatto zero con il pieno rispetto di animali e ambiente. «La scelta di un’alimentazione vegetariana oggi è a completo beneficio della nostra salute – precisa il dott. Balacco – ne consegue, perciò, un abbattimento dei grassi saturi delle carni vaccine, degli ormoni e degli antibiotici a volte fraudolentemente utilizzati. La sostituzione degli alimenti di origine animale con cibi a base di soia o glutine è particolarmente consigliata, si evitano anche intolleranze ed allergie». Non bisogna dimenticare poi che gli antiossidanti non sono presenti nelle carni bensì in ortaggi e verdure. Il calcio lo troviamo in buone quantità in fave, piselli, melanzane, peperoni e lenticchie. In particolare è consigliato l’abbinamento dei legumi con carboidrati complessi quali pasta o riso. Per non parlare dei benefici della frutta soprattutto a merenda «seguendo la stagionalità e

47

quindi via libera in questo periodo ad esempio a fragole, ciliegie, kiwi, albicocche, pesche. Agli ortaggi del momento, i fagiolini ad esempio in grande quantità. E poi va prestata molta attenzione all’assunzione di integratori alimentari o di prodotti ad azione antiossidante; apparentemente naturali sono pur sempre prodotti industriali. In natura sono abbondantemente presenti». La modifica dello stile alimentare quindi può apportare molti benefici; importante è ricordare che l’educazione alimentare dimora negli insegnamenti dei genitori i quali decidono per la salute dei propri figli. IL 15 LUGLIO SCIVETTI FRANCESCO HA SPENTO LA 1^CANDELINA UN EVENTO CHE HA RIEMPITO DI GIOIA LA FAMIGLIA

SCIVETTI

«Tanti auguri da papà Paolo, mamma Paki e i fratellini Christian e Mattia». MATTIA DELVECCHIO E ROSITA BONVINO HANNO SPENTO LA

18MA CANDELINA

«18 anni: a voi sembra un traguardo, ma lasciatevi dire da chi ha qualche anno più di voi, che questo sarà solo l’inizio del vostro splendido futuro».

I nonni Graziano e Rosa Bonvino

AGOSTO 2013


little DI

italy

NICK PALMIOTTO

IL RISPETTO DELLA DIVERSITA’ delle tendenze sessuali di ciascun individuo non dovrebbe in effetti importare a nessuno. Posso dire infatti che, dagli insegnamenti religiosi ricevuti negli anni della fanciullezza, abbiamo appreso che ciascuno di noi è creatura di Dio. Se Dio dunque ha creato gente con differenze di colore, di tendenze sessuali e altro, perché non dovremmo riconoscere le diversità come creatura di Dio? Quale diritto ognuno di noi si arroga per discriminare le altre creature di Dio? NICK PALMIOTTO

little italy DI VITO BAVARO NEW YORK. Il 26 giugno la Corte Suprema Americana ha annullato la legge Defense Marriage Act, conosciuta come DOMA, una legge federale Americana emessa nel 1996 dall’allora presidente Bill Clinton, che vietava al governo federale di riconoscere coppie dello stesso sesso, anche se legalmente sposate in base alle legge vigente nello stato di appartenenza. Il DOMA vietava di concedere a queste coppie gli stessi benefici civili riservati ai coniugi tradizionali cioè un uomo e una donna. In realtà il matrimonio di coppie gay non è nuovo ma risale alla notte dei tempi. Gli storici romani della prima età imperiale, per esempio, hanno parlato molto di questi eventi e li presentavano come un inizio di decadenza dei costumi dei loro tempi, parlavano di veri e propri matrimoni celebrati fra uomini. Il più celebre è stato il matrimonio tra l’imperatore Nerone e un liberto, Sporo. In seguito, nel periodo medievale, in Europa le relazioni omosessuali erano divenute sempre più nascoste e con il crescente dominio del Cristianesimo esse costituivano un vero e proprio tabù. L’impegno maggiore per il matrimonio era la creazione di nuove vite, cosa che le coppie dello stesso sesso non potevano realizzare. Negli USA le maggiori proteste degli omosessuali indirizzate ad ottenere un riconoscimento di eguaglianza e pari diritti di ogni comune cittadino risalgono al 1970. Nel corso degli anni ci sono stati 12 stati che hanno legalizzato il matrimonio tra soggetti dello stesso sesso e ora è inclusa anche la California. Recentemente, più volte l’attuale presidente Obama ha così pubblicamente affermato: «Quando penso ai nostri soldati, ai nostri aviatori, ai nostri marinai che lottano e danno anche la loro vita per la protezione della nostra nazione, uno a fianco l’altro senza alcun riguardo della tendenza sociale o sessuale, non comprendo perché ritornando nella loro nazione, alla loro casa e famiglia non dovrebbero essere riconosciuti nella stessa uguaglianza sociale o non ricevere gli stessi diritti e benefici federali. I diritti devono essere uguali per tutti all’interno delle coppie indipendentemente dal sesso». Per quel che concerne il mio pensiero,

IO E IL GRANDE EUSEBIO FLORIDA. Quando ci siamo stabiliti in America, ogni quartiere era ben distinto dall’altro per la provenienza degli emigranti. Agli italiani, però, va il merito di aver conquistato la Little Italy con tante lotte e a ritagliarsi uno spazio d’onore a New York. Vigeva un grande rispetto per l’occupazione delle diverse zone. Ad esempio Elizabeth Street apparteneva ai siciliani, Mott. Street era dei calabresi e dei baresi, Mulberry Street infine apparteneva ai napoletani. A questi quartieri si affiancava Chinatown, un quartiere del tutto cinese. Abbastanza particolare perché esistevano allora molti ristoranti di pesce e un paio di questi erano gestiti da giovinazzesi, i quali potevano accedere a quella zona. I cinesi al contrario non osavano entrare in altri quartiere ed erano abbastanza timorosi dal farlo. Ovviamente non è mai stato facile amministrare una città come New York, un vortice di etnie ha sempre caratterizzato la vita cittadina in una convivenza obbligata. Il Sindaco Giuliani in particolare è stato colui che ha distrutto l’influenza della mafia nella Little Italy, al punto che oggi essa è stata invasa dai cinesi che per secoli non si erano avvicinati. Una realtà quindi che appare del tutto trasformata e le tradizioni dei nostri antenati non esistono più. Devo continuare a testimoniare che noi italiani abbiamo fatto davvero tanto in terra straniera, siamo riusciti a creare un impero di attività altamente professionali e realtà di alto livello. Ognuno di noi voleva riscattarsi e impegnava tutta la sua volontà con il desiderio parallelo di affermarsi e migliorare la propria posizione economica. Tutto questo ha trovato riscontro, ognuno di noi con tanto orgoglio non ha mai mollato ed è riuscito a raggiungere il successo creandosi una ottima posizione. E contemporaneamente il mio lavoro ad esempio, mi ha fatto stringere tante amicizie importanti che mi sono servite nel percorso di vita. Altresì lo sport mi ha dato determinate possibilità. Uno degli episodi che infatti qui voglio ricordare riguarda una partita di calcio a Tampa, una competizione molto importante che vedeva due squadre avversarie di alto livello, la seconda era il Canada capitanata dal grande Eusebio, portoghese. C’era la possibilità di vincere un biglietto per poter entrare in campo a fine partita e festeggiare con la squadra vincente. Ebbene io fui il fortunato e vi lascio immaginare da quanta emozione sono stato assalito in quell’occasione.

48


balletto

IL LAGO DEI CIGNI, LA GRAZIA E L’ARMONIA SULLA SCENA

Il 26 giugno, presso il teatro Politeama di Bisceglie, si è rinnovato il “rito” del saggio di chiusura della scuola Coreutica di Giovinazzo, uno spettacolo dimostrativo a cui hanno partecipato gli allievi di tutti i corsi di studio esibendosi davanti ad un pubblico, sperimentando la propria presenza scenica e permettendo a genitori e parenti di valutare ed apprezzare il livello di studio raggiunto durante l’anno accademico. In scena questa volta ‘Il lago dei cigni’, un must della danza internazionale, una sfida da far tremare i polsi anche ai non addetti ai lavori. Il musicista russo Tchaikovsky si ispirò per il libretto alle storie che riguardavano le fanciulle-cigno su cui anche il mito antico aveva sviluppato intrecci che nei secoli avevano permeato racconti, opere d’arte e , in genere, la fantasia dei lettori. I maestri Viviana Piscitelli e Vincenzo Depalo hanno scelto di affidare il ruolo di Odette, il cigno bianco, e di Odile, il cigno nero, a due allieve, sdoppiando il personaggio che solitamente viene rappresentato da una sola ballerina. La scelta è stata guidata certamente dalla volontà meritoria di valorizzare due punte di eccellenza della scuola, la sempre più brava Ornella Bavaro e l’ impeccabile Federica Fasano; tuttavia, è possibile intravedere in tale scelta un indirizzo “pedagogico” che può essere rinvenuto anche nella storia: il Bene (il puro cigno bianco) e il Male (il perturbante cigno nero) sono due elementi distinti; se la ragione ottenebrata sceglie di lasciarsi ammaliare dal fascino oscuro del cigno nero, l’esistenza volge verso l’inevitabile estinzione e con essa si esaurisce ogni possibilità di vanificare l’incantesimo malefico che tiene l’umanità prigioniera nella bestialità pur seducente e armoniosa dei cigni del lago.

Fin dall’ apertura del sipario, il pubblico è stato proiettato in un’ atmosfera da sogno: la musica, le luci, i costumi, le coreografie hanno supportato la tenacia e l’ impegno di tutti gli allievi che hanno evidenziato capacità tecniche ed espressive veramente encomiabili. I sincronici ed elegantii quattro piccoli cigni ( Miriana Barbolla, Federica Depergola, Giuliana Depergola, Antonella Messere ), i sinuosi e maestosi due grandi cigni (Mariella Camporeale e Maria Concetta Cariello) sono stati accompagnati dalle allieve del livello intermedio formando sulla scena quelle coreografie da sogno che nell’ immaginario collettivo rappresentano l’essenza di questo balletto. La rappresentazione ha visto la presenza giocosa dei giullari e quella allegra e spensierata delle ballerine di danza spagnola, napoletana e ungherese; hanno poi affollato la scena la regina, le principesse e i cortigiani. Generoso e attento il maestro Vincenzo Depalo che ha accompagnato le splendide performance delle due prime ballerine, eccentrico e dotato di una splendida presenza scenica il maestro di danza contemporanea Angelo Petracca e straordinaria la regia della maestra Viviana Piscitelli, particolarmente attenta a coordinare in modo discreto e impeccabile le evoluzioni degli allievi più piccoli ed esordienti sulla scena. A questi maestri e a Roberta Catacchio, che ha ideato le originali coreografie di danza moderna su base musicale sempre di Tchaikovsky, un grazie per aver accompagnato gli allievi in un lavoro arduo e impegnativo e per aver trasferito in un’atmosfera da sogno un pubblico estasiato da tanARCANGELA ILLUZZI ta grazia e armonia.

49

AGOSTO 2013


CITROEN C2 1.4 HDI VTR C.A - ANNO 2007

GRANDE PUNTO 5 PORTE IMPIANTO A GAS - ANNO 2007

PANDA 1.3 MD EMOTION ANNO 2006

FORD FIESTA 1.4 TDCI ANNO 2007

PANDA 1.2

DINAMIQUE

-

ANNO

2004

MERCEDES A170 1.7 CD ANNO 2006

CONTRADA CASTELLO, SVINCOLO STATALE 16 - GIOVINAZZO STRADA PROV. GIOVINAZZO-BITONTO CELL.349.8111416 -5 0FAX 080.394.88.44


L’ANGOLO DI FIDO LA GRANDEZZA DI UNA NAZIONE E IL SUO PROGRESSO MORALE SI POSSONO GIUDICARE DAL MODO IN CUI TRATTA GLI ANIMALI

RITORNO ALLE TRADIZIONI Negli ultimi giorni il nome dell’associazione «Amici della Fattoria Sociale onlus» non sta balzando all’onore delle cronache per quelli che sono i nobili scopi che persegue, ma per alcune diatribe nate a causa di una inspiegabile presa di posizione da parte dell’amministrazione comunale. Per questo motivo vogliamo spiegare ai nostri concittadini che cosa è «Fattoria Sociale» e che cosa rappresenta . «Fattoria sociale» è un ritorno alle origini, un ritorno alle antiche tradizioni. E’ la rievocazione dell’amore intenso che lega ogni buon pugliese ed ogni buon giovinazzese alle proprie radici. «Le radici profonde non gelano mai» - diceva qualcuno ed è proprio da queste radici che un gruppo di ragazzi volenterosi e pieni di entusiasmo ha dato vita a questo progetto: riavvicinare i giovani alla cura della terra e degli animali. In un mondo ormai pieno di nuove ed insuperabili innovazioni tecnologiche, c’è chi ha deciso di dedicarsi all’orto, alla potatura degli ulivi, ai frutti della terra e al salvataggio di animali in difficoltà. Il progetto quindi è diviso in due parti, si occupa in primis di incentivare l’uso della coltivazione biologica, frutta e verdura non OGM , ma derivata da concime naturale, acqua, sole e olio di gomito dei volontari. L’altro ramo del progetto invece è svolto con la collaborazione fraterna dell’ associazione «Animalisti Italiani onlus» di Giovinazzo che hanno sposato a pieno l’idea della Fattoria Sociale onlus riguardo alla salvaguardia degli animali. All’incirca in un anno di attività sono stati salvati da condizioni di maltrattamento, cani, gatti, galline, conigli e tartarughe: tutti accuditi con amore e tanto sacrificio. Siamo riusciti nel corso di questo tempo anche ad

incentivare le adozioni di questi animali per donare loro la vita che meritano. Tutto questo però comporta un sacrificio anche economico e le nostre risorse scarseggiano, abbiamo costruito un pollaio dal nulla, due recinti, arato il terreno, ripristinato la messa in sicurezza della struttura e ultimato i lavori di potatura. Il lavoro da fare però è ancora tanto, c’è da ripristinare la luce, l’acqua corrente, la cancellata nuova, la realizzazione di un orto per ragazzi disabili e la costruzione di nuovi recinti per animali in difficoltà. Per questo motivo abbiamo bisogno anche del vostro aiuto, vi chiediamo di fare solo un piccolo sforzo per dare seguito al nostro sogno e al sogno che può diventare di tutti noi. Cibo, attrezzi e donazioni sono ben accetti per poter proseguire la nostra attività. Il nostro scopo è far capire ai tanti che l’agricoltura e l’amore per gli animali sono due tradizioni e due passioni senza limiti che tutti dovrebbero riscoprire. E’ possibile donare usando il programma FUNDRAZR (https://fundrazr.com/campaigns/ePIJ2) o contattando il numero di cellulare 3406144080. CRISTINA BALDASSARRE

UNA BATTAGLIA SENZA FINE «Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà». Così si esprimeva Emile Zola nella seconda metà del 1800 sulla relazione tra uomo e animale. Non è mia intenzione spiegare a chi ci amministra chi fosse Emile Zola, anche perché sarebbe tempo sprecato, ma è mia intenzione spiegare ai miei concittadini quello che sta succedendo. Mi piace in questo caso rivolgermi non solo agli amici animalisti come me, ma anche a coloro che sono lontani dalle mie tematiche, ma che credono ancora nella macchina amministrativa locale. Giovinazzo non sarà mai una città animal friendly, non può un paese come il nostro essere insignito di questa onorificenza se da un anno a questa parte la politica animalista e’ stata uno sfacelo totale. Per ben dieci anni, l’amministrazione precedente, per varie motivazioni ha preferito non immischiarsi in queste annose questioni,vuoi per una scarsa esperienza nel settore o per un eccesso di superficialità,le tematiche animaliste sono sempre rimaste ai margini. Da un anno a questa parte però, la musica è cambiata anzi peggiorata, l’attuale amministrazione infatti ha deciso di occuparsi delle questioni animaliste, prima ritenendo che il problema principale del paese fossero le deiezioni canine,secondo facendo esplodere una guerra tra detentori dei cani e residenti e terzo come premio finale impedendo l’accesso nelle aree verdi pubbliche ai padroni dei cani. E’ strabiliante quindi come dieci anni di immobilismo su tali materie ha portato più frutti e meno malcontenti di un anno di attività ‘intensa’, forse perché quando non si sa dove mettere le mani è preferibile non intervenire. Si è passati nel corso di quest’an-

no dalla presunta realizzazione di un fantastico parco canile presentato in pompa magna durante la campagna elettorale, ad usare frasi come «pensiamo prima alle persone», «è solo un cane» o «gli animalisti vanno a senso unico». Siccome sono un animalista e non vado a senso unico mi piacerebbe illustrare ai mie concittadini non animalisti, cosa comporterebbe la realizzazione di un tale progetto. La realizzazione di questo parco canile comporta la necessità di assumere nuovi posti lavoro, veterinari, assistenti, operai, addetti alle pulizie, operatori ecologici e una serie di altri posti in base alle attività connesse al parco canile. Ma purtroppo questo non è possibile perché posti idonei non ce ne sono(secondo loro) i terreni non sono idonei (ma per il circo si) e le assunzioni sono bloccate. Questo significa andare a senso unico, le associazioni (non tutte) vanno in un verso e l’amministrazione in quello opposto, le associazioni portano le tematiche animaliste tra i banchi di scuola e invece l’amministrazione permette al circo di sostare sul nostro territorio, le associazioni propongono campagne di sensibilizzazione sul microchip mentre l’amministrazione decide di multare chi non lo possiede utilizzando le guardie eco zoofile. Era questa la democrazia partecipata? Non credo. SAVERIO SOLLECITO

POTETE contattarci al N. 080.394.16.65 animalisti.giovinazzo@hotmail.it. 51

ANIMALISTI ITALIANI SEZ. GIOVINAZZO AGOSTO 2013


52


53

AGOSTO 2013


4 agosto agosto 2013, 2013, 11° 11° Trofeo Trofeo 4 Internazionale Massimo Massimo Cervone Cervone Internazionale

SCENDE IN MARE LA STORIA Il Trofeo Massimo Cervone ha 11 anni, è diventato grande. Cosa vuol dire grande? Tante cose. Prima c’era solo un’imbarcazione a 10 remi un po’ sgangherata della nostra marineria che bussava in casa Cervone. C’era da contendersi lo scettro di vogatori con i cugini di Molfetta. Al sol pensiero di pronunciare la parola Molfetta, a papà Peppino, cresciuto sui polverosi campi di pallone, vengono ancora i brividi. Perché quando innalzi il vessillo biancoverde nel derby Peppino arde ancora di passione. Lo faceva sui campi polverosi di calcio, adesso lo fa nel mare di battaglia del porticciolo. Quel vessillo Peppino lo ha innalzato sei volte nelle acque sempre più verdi in 11 edizioni del Trofeo dei Gonfaloni Massimo Cervone. E’ il vessillo che conserva dignità, orgoglio per un ragazzo che ha lottato contro la morte. E’ il vessillo che rinvigorisce la convinzione e la de-

dizione che il tempo, come è successo per la US Giovinazzo, non potrà mai ridurre ad un bel mucchio di carte, riporre tutto nell’indifferenza di una nicchia. Massimo Cervone vive tra la gente di mare grazie anche ad una storia che non è di passaggio, che non sfugge al primo sole. Di papà Peppino si dice che non ama ciondolare tra vasche della piazza. A papà Peppino piacciono le sfide. In casa Cervone si fanno le cose per bene. E così il Trofeo dei Gonfaloni Massimo Cervone è diventato grande, è diventato il Trofeo dell’Adriatico. Diventare grandi, a mano a mano, significa guardarsi attorno con occhi diversi, che sanno guardare più in profondità e più lontano. Tutto assume un contorno nuovo. Adesso ci sono due lance a 10 remi. Una si chiama «Massimo Cervone», l’altra «Giovinazzo S. Antonio di New York», dono dei nostri giovinazzesi oltreoceano. Oggi ci

sono le regole. Ci sono le decisioni da prendere. C’è una palestra dove allenare i muscoli l’inverno. E ci sono soprattutto gli altri, gli amici vogatori vicini e lontani. C’è Dubrovnick sull’altra sponda dell’Adriatico, c’è Livorno sul Tirreno. Anche se per qualcuno può essere l’unica cosa che conta, vincere non è importante. Si voga per passione, nessuno si sentirà mai un fratellone Abbagnale. Ma semplicemente un fratello della grande famiglia dei vogatori Massimo Cervone. Appuntamento con la storia domenica 4 agosto in notturna nelle acque del Porticciolo. SERGIO PISANI

COSTRUZIONI RISTRUTTURAZIONI EDIFICI INTERNI ED ESTERNI RESTAURO RESIDENZE STORICHE

Impianti Gas Metano Fognanti Idrici Termici Condizionamento Lavori di ristrutturazione Punto ITALCOGIM Via Eustachio 24/F - Giovinazzo Tel.080/3944372 Cell. 349/3806061 e-mail: impresa_colasante@libero.it

IL FONDATORE PEPPINO CERVONE

54

Via Carso, 2 - P.zza S. ANNA, 2 tel. 080.3946265 - cell.320.0213149 Giovinazzo


55

AGOSTO 2013


56


La piazza di giovinazzo agosto 2013