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LAdi Giovinazzo PIAZZA

Via Cairoli, 95 Giovinazzo 70054 (Ba) Edito da Ass. Amici della Piazza Iscr. Trib. di Bari n. 1301 del 23/12/1996 Part. IVA 05141830728 Iscr. al REA n.401122 Telefono e Fax 080/394.79.20 IND.INTERNET:www.giovinazzo.it E_MAIL:lapiazza@giovinazzo.it Fondatori Sergio Pisani & Gianni Perilli direttore responsabile Sergio Pisani redazione Porzia Mezzina - Agostino Picicco - Rosa Illuzzi - Damiano de Ceglia - Giusy Pisani Marianna La Forgia - Daniela Stufano Giangaetano Tortora - Nico Bavaro - Angelo Guastadisegni - Rossella Tiribocchi Mimmo Ungaro - Matilde Restaino Mariagrazia Cirillo - Diego de Ceglia Onofrio Altomare - Gabriella Marcandrea corrispondenti dall’estero Vito Bavaro - Nick Palmiotto - Giuseppe Illuzzi - Rocco Stellacci stampa - Ideespampa (Molfetta) progetto grafico - Ass. Amici della Piazza Web master: Antonio e Francesco Caccavo responsabile marketing & pubblicità: Roberto Russo tel. 347/574.38.73

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Finito di stampare il 19/07/2008

eDItOR

Agosto, mese di rientri. Si sa: ad agosto la popolazione giovinazzese aumenta. E non è del tutto merito della eccessivamente sbandierata ma poco perseguita vocazione turistica della nostra cittadina, quanto del fatto che i tanti oriundi che lavorano fuori arrivano in massa a far visita alle proprie famiglie. Singles, fidanzati, sposati, con o senza prole, sicuri con un contratto a tempo indeterminato in tasca, dall’avvenire ancora incerto a causa di un ennesimo contratto a termine, arrivano dal nord ad accalcarsi per una-due-tre settimane sulle spiagge e per le vie del centro cittadino. In giro si sente parlare milanese, bolognese, vicentino… Ma sono sempre loro, i giovinazzesi oriundi: qualcuno ha cambiato accento, anche se è stato lontano dal paese solo pochi mesi! Qualcun altro invece approfitta della permanenza casalinga per parlare la propria lingua d’origine, visto che altrove non può farlo troppo spesso. Alcuni sono sinceramente emozionati nel tornare ai luoghi dell’infanzia, alla granita di limone, alla tiella di riso patate e cozze; altri stanno lì con tanto di lingua a criticare e a fare confronti, tanto che ti vien voglia di rispondergli: «Dove hai fatto l’inverno, lì vai a fare l’estate». Agosto, mese di provviste. Per quanto cara possa essere qui la vita, a causa del caro benzina, dell’aumento del costo di pane e pasta, dell’aumento del costo di frutta e verdura, all’oriundo che vive al nord qui sembra di essere nel paese del bengodi. E allora, via all’accaparramento di tutto ciò che si può conservare a lungo. Perché qui tutto, ma proprio tutto, costa molto ma molto meno. Tanto che periodicamente viene fuori qualche politico a proporre le gabbie salariali. Nei giorni immediatamente precedenti alla partenza, le mamme cuoche riempiono barattoli di ragù e di legumi così da rifornire cudd figghj di un po’ di cibo con l’odore

AGOSTO I

DEI RIE IN UNA GIO I DI SAG PROCES di casa ancora per qualche settimana. Peccato che ad agosto i fioroni siano ormai finiti. Al massimo qualcuno li ha assaggiati, comprandoli in qualche mercato del nord a 3 euro e 50 al chilo quando invece ‘Dò te le scèttene appìrs’, esclama mammà meravigliata! Non può mancare una capatina in latteria per la scorta di mozzarelle, ricotta e scamorza. E poi all’oleificio per una tanichetta d’olio. Agosto, mese di processioni. L’oriundo che può, rientra ad agosto anche perché c’è la Madonna, la festa grande. Queste tradizioni molto rare nel lombardo-veneto sono ancora vivissime nell’ex Regno di Napoli. Alle sfilate militari, agli alpini, ai reduci di guerra, ai tricolori appesi ai balconi per salutare le divise militari, si sostituiscono santi, madonne e abiti talari, odore di candele e di incenso. E il tricolore al balcone lo si vede solo se gioca l’Italia. ‘Percè dò nannàm fàtt la uèrr!’,

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IL MESE ENTRI IOVINAZZO GRE E SSIONI commenta sempre mammà. Quest’anno si fanno largo altri santi per avere anche loro un posto in prima fila. Infatti Sant’Antonio sarà portato per mare ad agosto proprio per permettere una volta tanto anche agli emigranti d’oltreoceano di godere di questa festa che cade a fine giugno. E pure il patrono San Tommaso avrà un posto importante, sempre ad agosto, perché una sua reliquia arriverà direttamente da Ortona (in provincia di Chieti), portata dall’arcivescovo di LancianoOrtona, monsignor Carlo Ghidelli, e resterà per sempre in cattedrale dopo una processione che partirà dalla chiesa di Costantinopoli il 10 agosto. Risente invece della crisi delle vocazioni il corteo storico. L’sos è stato lanciato dalla presidente della Pro Loco: per il 16 agosto mancano i figuranti di sesso maschile. Tante le aspiranti

dame e madamigelle, ancelle e contadine, ma rari come le mosche bianche gli uomini. Donne più vanitose degli uomini? Il caldo colpisce più gli uomini che le donne? Si vergognano a indossare la calzamaglia? Non si preoccupino i signori uomini: sarà data loro un po’ d’acqua per sopportare il caldo e si eviterà di fare confronti con Roberto Bolle! Agosto, tempo di sagre, di musica, di spettacoli e della rassegna teatrale. Così fino all’anno scorso. Quest’anno invece salterà la ormai tradizionale rassegna teatrale organizzata dal Moduloesse. L’amministrazione i soldi non glieli dà, quest’anno: diversi personaggi fanno parte sia del Moduloesse sia della società Circe, quella che ha dato vita al cineteatro Ulisse che non riesce ad ottenere le necessarie autorizzazioni per l’apertura. Si assiste comunque ugualmente allo spettacolo del botta e risposta Mar tini-Natalicchio, mentre il Moduloesse si dichiara dispiaciuto perché i cittadini saranno privati della loro fetta di cultura, propinata come sempre nella tranquillità che segue la bagarre dei festeggiamenti madonnari… Ma tant’è… anche Verona ha fatto la sua magra figura a causa dell’annullamento della mostra che a settembre avrebbe portato 140 capolavori del Louvre nella città scaligera e ha fatto restare a bocca asciutta tanti turisti che avevano già prenotato albergo e biglietto. Se ci può consolare: anche al nord ogni tanto toppano! Comunque restano intatte la sagra del fiorone e del prosciutto, la sagra dell’oro del fornaio, la sagra della focaccia, la sagra del panino della nonna, la sagra della bruschetta. La ciliegina sulla torta sarà la erre di Renzo Arbore. Sperando di non disturbare eccessivamente i residenti della zona mercatale. Per fortuna, l’estate dura poco ed è ancora lontano il tempo della destagionalizzazione del turismo. PORZIA MEZZINA

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l inchiesta DI GIANGAETANO TORTORA

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ANNI CANCELLATA LA RASSEGNA TEATRALE DEL GRUPPO MODULOESSE

estate giovinazzese, quanto ci costi? Impegnati 39.300 euro per il cartellone delle manifestazioni

Il motto è sempre lo stesso. A cambiare è naturalmente l’anno. Anche nel 2008, “R..estate con noi”. Sembra quasi una supplica quella rivolta dall’Amministrazione ai propri cittadini. Ma in realtà è un vero e proprio invito a preferire il “made in Giovinazzo” alle programmazioni concorrenti, pur suggestive, offerte dai paesi limitrofi. L’Amministrazione non ha lesinato risorse economiche, impegnando per il programma di massima una somma pari ad euro 39.300. Il motto è sempre lo stesso, dicevamo. Tuttavia non mancano gli elementi di novità rispetto agli scorsi anni. Sia in positivo che in negativo. In quest’ultimo caso, il riferimento è alla cancellazione di un’iniziativa di elevato valore culturale quale la rassegna nazionale Giovinazzo Teatro del Gruppo Moduloesse. Una vicenda che ovviamente non ha mancato di suscitare il malcontento degli amanti del settore oltre che un’apra polemica tra i diretti interessati.

TRADIZIONE E NOVITA’ La macchina organizzativa si è messa in moto già dallo scorso gennaio, quando è stata operata la prima selezione delle richieste pervenute. Le accettazioni sono state chiuse il 31 marzo e per grandi linee il programma era già pronto a fine aprile. Le prime manifestazioni hanno avuto inizio a metà giugno. Il sipario calerà invece a metà settembre. Come dicevamo poc’anzi, il programma affianca ad alcune kermesse tradizionali veri e propri elementi di novità. «Innanzitutto – afferma in proposito l’assessore alla cultura Carolina Serrone – abbiamo tenuto in piedi le nostre manifestazioni caratteristiche delle estati precedenti, dando una certa continuità a quelle iniziative aperte non solo ai giovinazzesi ma anche al pubblico nazionale ed internazionale (come il Giovinazzo Rock Festival ed il concorso Giovinazzo a Corto di Cinema». «Inoltre – prosegue l’assessore – abbiamo anche integrato i concerti, con il tributo a Fabrizio De Andrè e l’esibizione della Banda della Mari-

na Militare. Per non parlare poi del concerto funk di Maceo Parker, sassofonista cresciuto con James Brown e maturato con George Clinton (fratello dell’ex presidente USA Bill)». Per la precisione ecco organizzatori, data, orario e luogo delle su citate manifestazioni: Giovinazzo Rock Festival (Associazione Arci Tresset ed Assessorato alle Politiche Giovanili, da sabato 26 a lunedì 28 luglio ore 21 presso l’Area Mercatale); Giovinazzo a Corto di cinema (Associazione Formicalata ed Assessorato alla Cultura, da giovedì 31 luglio a sabato 2 agosto ore 20.30 presso l’Atrio dell’Istituto Vittorio Emanuele); Con Faber – Tributo a Fabrizio De Andrè del Gruppo Emilio Garofalo (Assessorato alle Politiche Giovanili, sabato 19 luglio ore 20.30 sempre presso l’Atrio dell’Istituto); Concerto della Banda della Marina Militare (Assessorato alla Cultura, martedì 22 luglio ore 20.30 Atrio Istituto Vittorio Emanuele), Primitivo “La Provincia dei suoni” Maceo Parker (Amministrazione Provinciale di Bari, Assessorato alla Cultura e Comitato Feste Patronali, venerdì 15 agosto ore 21.30 in Piazza Vittorio Emanuele). Sempre per restare in tema di musica, da segnalare anche il Festival in…Porto organizzato dall’Associazione Amici della Musica da lunedì 11 a mercoledì 13 agosto alle ore 21 in piazza Vittorio Emanuele. Particolarmente attiva, come sempre, l’Associazione Touring Juvenatium (presente tra l’altro con un proprio Info Point in Piazza Vittorio Emanuele dal 28 luglio al 14 agosto): dal Torneo di calcio a 5 al campo Marconi (23 giugno - 23 luglio) al Torneo di Burraco (domenica 31 agosto Istituto Vittorio Emanuele). Passando poi per la Cicloturistica Pedalando per i casali di sabato 2 agosto (a partire dalle 17 in piazza Vittorio Emanuele), per la Festa del Palio – Sagra della Focaccia (venerdì 8 agosto ore 20.30 presso l’Atrio dell’Istituto Vittorio Emanuele con l’esibizione della famosissima Combriccola di Vasco), per il Gamberemo di giovedì 14 agosto a partire dalle 16.30. E poi anche per due mostre di pittura: Le pietre del cielo di Zeus di Fernando Stufano (26 luglio-3 agosto presso la Galleria Anfora in Via Cattedrale) e la Mostra di Michele Fiorentino (8-14 agosto ore 19.30 Sala San Felice). Venendo ora alle altre sagre di agosto, come dimenticare la Sa-

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gra del Panino della Nonna organizzata dall’Associazione “I Nipoti della Nonna” mercoledì 6 agosto alle ore 20 nella Zona Mercatale e quella della Bruschetta organizzata in Piazza S. Agostino dall’omonima parrocchia venerdì 29 agosto a partire dalle 20.30. Protagonisti sport e moda domenica 3 agosto: dapprima con la Regata dei Gonfaloni valida per il Trofeo Massimo Cervone nelle acque di Cala Porto dalle ore 9.00 (l’organizzazione è del Gruppo Vogatori “Massimo Cervone” e dell’Assessorato allo Sport) e poi con Moda e spettacolo in Tour (manifestazione dell’Assessorato al Turismo in piazza Vittorio Emanuele dalle ore 21). Ma c’è un’altra iniziativa da segnalare, ossia l’incontro di accoglienza “Giovinazzesi sparsi nel mondo” organizzato dall’Ordine Francescano Secolare e dall’Amministrazione Comunale mercoledì 13 agosto presso la Pineta San Francesco del Convento dei Frati Cappuccini. Dal 14 al 23 agosto spazio alle celebrazioni per la Madonna di Corsignano e dunque passaggio di testimone al Comitato Feste Patronali «con cui – tiene a sottolineare l’assessore Carolina Serrone – vi è stata da sempre piena sinergia e grande intesa». Ulteriore riprova è l’atteso concerto di Renzo Arbore presso l’area mercatale che sabato 23 agosto concluderà la Grande Festa: «L’anno scorso – racconta infatti l’assessore Serrone – dissi al presidente Tommaso Depalma che prima della fine del mio incarico di amministratore il mio sogno sarebbe stato quello di portare Renzo Arbore a Giovinazzo. Ed il sogno si è realizzato…».

ACCAVALLAMENTI E RINGRAZIAMENTI Leggendo il programma, si ha talvolta l’impressione di un accavallamento tra alcuni appuntamenti. Quasi a creare confusione tra la gente… Da questo punto di vista, un film già visto gli scorsi anni. «In realtà – risponde l’assessore Serrone – bisogna fare i conti con la disponibilità delle date, con le ferie degli artisti e con il fatto che tutti vogliono concentrarsi a luglio». Carolina Serrone approfitta della nostra intervista per una sua considerazione: «Credo che, grazie al nostro cartellone estivo, la cultura a Giovinazzo stia crescendo ulteriormente». E poi per effettuare dei ringraziamenti: «Bisogna dire grazie alla dott.ssa Lea Cosentino che è la presidente della ASL ed al dott. Ernesto Chiarantoni che è il responsabile della ASL Giovinazzo, per averci consentito di poter ancora disporre dell’atrio dell’Istituto Vittorio Emanuele. E poi devo anche ringraziare i commessi del Comune di Giovinazzo, per il loro costante supporto, così come lo staff all’interno del mio ufficio».

I COSTI DELL’ESTATE 2008 Ma quanto costerà questo cartellone estivo alla nostra Amministrazione? In proposito, come già detto, con riguardo al programma di massima è stata approvata la presunta spesa complessiva di euro 39.300,00 così suddivisa: 35.300,00 per contributi e 4.000,00 per competenze e diritti SIAE. Quanto ai contributi, queste le cifre e le relative destinazioni: euro 7.000,00


per il Giovinazzo Rock Festival, euro 5.000,00 per il Giovinazzo a corto di cinema, euro 3.500,00 per il Gamberemo, euro 3.500,00 per la Sagra del Panino della Nonna, 3.000,00 per il Concerto Musicale della Associazione “Giuseppe Verdi” giovedì 11 settembre alle 20.30 in piazza Vittorio Emanuele, 3.500,00 per l’evento Star Wars – Kick Boxing dello scorso 6 luglio, 1.800,00 per il Concerto con Faber, 3.000,00 per il Trofeo Massimo Cervone, 2.000,00 per il concerto di Maceo Parker ed infine euro3.000,00 per Ballando con le stelle (manifestazione organizzata dall’Illuzzi’s Dance School e dall’Assessorato alla Cultura domenica 24 agosto dalle ore 20.30 in piazza Vittorio Emanuele).

C’ERA UNA VOLTA “GIOVINAZZO TEATRO” Per il gruppo Moduloesse sarebbe stata la prova del nove… Ed invece, dopo 8 edizioni sempre a cavallo tra la fine di agosto ed i primi di settembre, sparisce dal programma dell’Estate Giovinazzese la rassegna nazionale Giovinazzo Teatro. Il tutto, a detta degli organizzatori in un loro comunicato, «per decisione unilaterale della Amministrazione Comunale. Una decisione che arriva quando il Gruppo Teatro Moduloesse aveva già confermato le intese con le sei compagnie nazionali da tempo selezionate e già avviato il lavoro in tipografia per la stampa di manifesti e programmi». A questo punto la domanda sorge spontanea: possibile che l’Ammnistrazione abbia deciso di fare un autogol… culturale così clamoroso? Cosa c’è dietro? A quanto pare, c’è lo zampino di Ulisse. Che stavolta, lungi dal risolvere la guerra come nella mitologia greca, l’ha invece in realtà scatenata… «L’Assessore alla Cultura del Comune – prosegue infatti il comunicato del Gruppo Moduloesse – ha spiegato che, stante l’aspro contenzioso in atto tra il Comune e la società Circe srl (in merito al tormentato iter autorizzativo del Cineteatro Ulisse), e poiché alcuni elementi del G.T. Moduloesse sono anche soci di Circe srl, l’Amministrazione non ravvisava l’opportunità di sostenere alcuna iniziativa del Moduloesse». Tali spiegazioni, manco a dirsi, non hanno soddisfatto gli organizzatori della prestigiosa rassegna teatrale. I quali hanno sollevato tre ordini di obiezioni: il G.T. Moduloesse (associazione no profit) e Circe srl (società di capitali) sono soggetti giuridici assolutamente distinti ed indipendenti tra loro; il Presidente e Legale Rappresentante di Circe srl non fa parte del Moduloesse; tra il Moduloesse ed il Comune non vi è e non vi è mai stata alcuna contrapposizione, ma sempre un VA N E O costruttivo rapporto di collaborazione. «E’ del U IO N ST tutto evidente – rincarano la dose i compoE nenti del G.T. Moduloesse – la logica a cui G si ispira la grave e tardiva decisione della Giunta Municipale, una logica tanto biecamente vendicativa quanto miope e autolesionistica: i risentimenti personali di qualche suo componente, scaturiti dalla contorta vicenda del Cineteatro Ulisse, vengono scaricati su una realtà, il Moduloesse, DI UCIA ICCA del tutto “innocente” e totalmente estranea a quella vicenda». L’assessore alla cultura Carolina Serrone, dal canto suo, ai nostri taccuini si è limitata a rilasciare tale dichia** PRIMI PRIMI PRONTI PRONTI DA DA ASPORTO ASPORTO DA DA ORDINARE ORDINARE razione: «Ci sono delle situazioni poco chiare che non permettono all’Amministrazione DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ Comunale di poter collaborare con loro». Per quest’anno, allora, niente rassegna nazionaNOV ITÀ le. Agli amanti del teatro non resterà che accontentarsi delle Commedie in vernacolo.

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Nome: Marinella Cognome: Falca Età: 22 Segni particolari: Il neo nel bel mezzo della mia fronte Marinella è ancora libera e bella? Libera non più. Bella? Beh, lascio a voi giudicare! Sogno nel cassetto? Vincere una medaglia a Pechino Il Presidente della Federazione Ginnastica d’Italia Riccardo Agabio ritiene che l’argento a squadre di Atene possa stare stretto. Sei fiduciosa anche tu? Noi stiamo lavorando per conquistare una medaglia: siamo tutte molto concentrate e consapevoli di poter raggiungere il traguardo. Petrucci, presidente Coni, ha già inserito nelle 10-13 medagliere d’oro che conseguirà la spedizione azzurra anche la vostra. Sarà un buon profeta? Speriamo di sì. Il presidente del Coni Petrucci e quello della Federazione Agabio sono molto fiduciosi a riguardo. Io, invece, resto con i piedi per terra.

MARINELLA FALCA, LA GINNAST SPERANZA DEL PRESIDENTE NAP CAROVANA AZZURRA. DIFENDER

C’è qualche avversario che ti preoccupa più della Russia? La Cina. Gioca in casa. Potrebbe essere favorita dal fattore politico. E poi ci sono loro, le temibile russe. Ma a Torino cosa è successo? Abbiamo conquistato una medaglia d’oro, una d’argento ed una di bronzo. Peccato, perchè a Torino qualcuno ci ha tolto un’altra medaglia d’oro. Alle russe continueranno a cadere le funi per terra ma alla fine vinceranno sempre loro? A quanto pare funziona proprio così...

GINNASTICA RITMICA CONSEGUIT

LA NOSTRA ESTATE GIOVINAZZES i soldi la nostra soddisfazione. Il nostro obiettivo è battere la Russia, il nostro motivo d’orgoglio è ascoltare l’inno di Mameli. Il Coni paga 10 volte meno la medaglia d’oro di un atleta alle Paraolimpiadi. Ti sembra giusto? No, assolutamente! È vero che i 65mila euro per l’argento conseguito ad Atene non bastano neanche per pagare le spese per chi pratica la ginnastica ritmica? Verissimo. A ciò devi aggiungere varie tasse da pagare. Arriviamo alla metà! I calciatori sono belli ricchi e famosi. E voi ginnaste? Noi no purtroppo. La ginnastica ritmica è uno sport minore e ciò ci penalizza.

Ciascun esercizio dura circa due minuti e mezzo. Prova più pathos la mamma incollata al televisore o Marinella in pista? Dovreste chiederlo alla mia mamma. Io, di sicuro non entro tranquilla, anzi. Ce l’hai un pensiero a chi come me vive i tuoi esercizi in apnea, senza respirare? È difficile da spiegare se non ci sei dentro. È una sensazione strana.

Caso Tibet. Cosa pensi dell’ipotesi di boicottare i Giochi? Noi non siamo assolutamente d’accordo ed in ogni modo preferiamo rimanere fuori. Le Olimpiadi dovrebbero essere una buona occasione per far riabbracciare tutti i popoli del mondo. Se vivesse De Andrè come riscriverebbe la canzone di Marinella? Non lo so, anche se resta la mia canzone preferita. Sono legata

La medaglia d’oro per il Coni alle Olimpiadi di Pechino vale 140mila euro di premio. Sono tanti per chi lavora da quattro anni per quel risultato? Sono tanti ed in ogni modo ripagano gli enormi sacrifici che giornalmente compiamo. Ma, per quanto ci riguarda, non sono

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rvista l’arcano. Marinella si sente biancoverde o biancorossa? Io sono giovinazzese, anche se le mie origini sono della città di Molfetta. Il dialetto però è quello di Giovinazzo. Il cielo è azzurro sopra Berlino. E quello di Pechino come sarà? Speriamo d’oro. E se Marinella scivolerà nel fiume Yongdingand? No ti prego, non cantarmela… Quando ritornerai di nuovo a Giovinazzo? A fine agosto. Cosa ti manca del nostro paese? Ora sono a Follonica e di certo non il mare. Mi manca l’aria di casa, i miei amici ed i miei genitori. Ce l’hai un pensiero per tutti i giovinazzesi? Guardatemi in televisione e tifate per noi. Non vedo l’ora di riabbracciarvi. A presto!

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SE da ricordi di gioventù. La Spagna ci ha gettato fuori da Euro 2008. Ai giovinazzesi che non andranno in vacanza l’estate sarà monca. A meno che Marinella non ci regala qualcosa di grande… Cosa? Una medaglia cercando di tornare felice per festeggiare in piazza Vittorio Emanuele II come dopo la vittoria di Atene. Marinella, che partì da Giovinazzo minuscola, magnifica e bella e poi si trasformò in elegante farfalla colorerà di oro i nostri sogni? Spero di non deludere nessuno, nonostante il tutto sia molto più difficile di Atene. Riconfermare l’argento, considerato il fattore politico. Sarà difficilissimo. Ma noi ce la metteremo tutta. Anche a Pechino regalerai con il labiale cartoline di saluti a Giovinazzo davanti le telecamere di mamma Rai? Ci riproverò, sperando mi riprendano.

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cronaca amministrativa di Porzia Mezzina

APPROVATO

IL RENDICONTO DI GESTIONE 2007 E’ stato approvato nel consiglio comunale dello scorso 10 luglio con una maggioranza di 12 consiglieri (hanno votato contro i 4 consiglieri presenti dell’opposizione) il rendiconto della gestione per l’esercizio finanziario 2007 che tentiamo di sintetizzarvi come segue: Conto del bilancio: risultato della gestione di competenza: euro 203.395,55; risultato della gestione residui: euro 709.258,60; avanzo di amministrazione: euro 505.863,05; Conto economico: risultato della gestione operativa: euro -314.079,30; risultato economico d’esercizio: euro -45.490,47; Conto del patrimonio: totale attivo: euro 38.917.352,22; totale passivo: euro 38.917.352,22; conto d’ordine: euro 7.957.305,32. La discussione dell’unico punto all’odg si è incentrata sul taglio alle spese per il turismo che sono in calo già dal 2006, secondo quanto osservato dal consigliere Cortese (FI). Il sindaco Natalicchio ha fatto notare come i comuni, non solo quello di Giovinazzo, soffrano il continuo taglio delle risorse, quest’anno aggravato dalla mancata riscossione dell’Ici. I settori che ci si vede costretti a toccare sono quelli del turismo e della cultura. L’amministrazione non se l’è sentita di tagliare i servizi sociali, anche se questi non hanno un impatto di massa. Ha fatto l’esempio del servizio di balneazione fornito nel mese di luglio a 20 disabili. “Se noi non lo facciamo – ha detto Natalicchio – nessuno se ne accorge, tranne quei 20 bambini”. Il sindaco ha comunque fatto notare che la promozione turistica a Giovinazzo la fa più il pubblico che il privato. Lui stesso si è trovato a dover rispondere agli organizzatori di una fiera in Francia ai quali non era arrivato l’olio promesso da aziende del nostro territorio; ha dovuto cercare con il lanternino degli oleifici che fornissero l’olio al comune di Guastalla. “Il comune di Giovinazzo ha dovuto gestire una situazione in cui, anche spingendo, si è trovato di fronte alla debolezza strutturale del sistema delle imprese”. Magarelli (DC), che ritiene che stare nella maggioranza significa anche adeguarsi alla volontà di tutti, auspica invece una inversione di rotta, perchè il turismo e il servizio ai disabili sono due cose diverse ed entrambe devono essere garantite. Secondo Palmiotto (FI), “anche se dal punto di vista politico può dare lezioni a tutti, dal punto di vista economico il sindaco è fuori rotta”. La seduta si era aperta con la premiazione di due coppie di ballerini, campioni italiani di danza sportiva per due diverse categorie: Vincenzo Ignomiriello e Antonella Sterlacci, Matteo Prezioso e Antonella Illuzzi. L’assessore alla cultura Serrone ha fatto omaggio del libro edito da

Comunicaria “I colori della libertà”: il ricavato dell’acquisto di altre copie andrà a finanziare l’iniziativa del padre comboniano Capaccioni per la costruzione di un pozzo d’acqua in Benin. Il consigliere Palmiotto ha poi letto la dichiarazione che lo vede confluire assieme agli altri due consiglieri, Cortese e Bavaro, nel partito di Forza Italia. Piscitelli (FI) ha ringraziato il gruppo della Lista Palmiotto, sentendosi gratificato come segretario cittadino di Forza Italia: “Abbiamo fatto un rodaggio di un anno per capire se potevamo stare bene insieme”. Diverse le interrogazioni e le interpellanze. Cortese (FI) ha chiesto lumi sui bagni pubblici e l’assessore all’ambiente Brancato ha risposto che sono stati appena installati su tutto il lungomare. Piscitelli (FI) si è lamentato delle numerose auto in sosta vietata a partire da un’edicola di piazza Vittorio Emanuele fino in piazza Umberto, che bloccano il passaggio dei pedoni, e delle auto in sosta sulla pista ciclabile. L’assessore alla polizia municipale Albrizio ha difeso l’operato dei vigili urbani e ha snocciolato i numeri delle multe: 260 in piazza Vittorio Emanuele, 255 in piazza porto, 60 sulla pista ciclabile. Piscitelli si è lamentato del comportamento di alcuni vigili che andrebbero dall’esercente a dire che sono costretti a fare le multe perché il consigliere ha denunciato il disagio. Presenti in aula anche alcuni residenti in piazza San Salvatore. Attendevano un’altra interrogazione sempre di Piscitelli che ha messo in evidenza l’esasperazione di questi cittadini a causa dei frequentatori della zona: dai ragazzi che sostano o giocano a calcio (la piazza ormai viene chiamata “lo stadio”) anche fino alle 5 del mattino impedendo loro di dormire, che causano per di più la rottura dei lampioni, al parcheggio selvaggio, per arrivare ad alcuni episodi di spaccio. “Quella zona mi sembra trascurata”, ha sottolineato Palmiotto, il quale ha rilevato anche il comportamento di una famiglia che ha ormai preso possesso di un pezzo del porto vecchio, con tanto di tavolini e televisore. Si chiede dunque un maggiore controllo del territorio. Il sindaco, oltre a ribadire l’annoso problema dell’insufficiente numero di vigili urbani, ha detto che in piazza San Salvatore sono state da poco posizionate delle fioriere per rendere meno facile giocare a calcio e che i vigili hanno cominciato a sequestrare i palloni. L’assessore Albrizio ha fatto infine notare che del problema non può farsi carico soltanto la polizia municipale il cui lavoro non può essere sminuito. L’ultima interpellanza di Piscitelli chiedeva a che punto è l’istituzione del difensore civico. “E’ un impegno di questa amministrazione – ha detto Natalicchio – anche se non è il momento giusto a causa della polemica sui costi della politica”.

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IL CONTRAPPUNTO dell alfiere

PIAZZA NAVONA

E

PIAZZA VITTORIO EMANUELE

IL CONTRAPPUNTO DELL’ALFIERE

Il PD perde pezzi a Roma e a Giovinazzo «I rasta utilizzano la marijuana come erba medicinale, ma anche come erba meditativa. E, come tale, apportatrice dello stato psicofisico teso alla contemplazione nella preghiera». La sesta sezione della Suprema Corte di Cassazione ha deciso l’annullamento della sentenza di condanna a carico di un uomo di Terni che era stato trovato in possesso di un quantitativo di droga. Nei precedenti gradi di giudizio era stato ritenuto colpevole di spaccio di sostanze stupefacenti e, per questo, condannato ad 1 anno e quattro mesi di carcere e 4.000 euro di multa. La sentenza della VI Sezione della Corte di Cassazione si presta ad alcune considerazioni. Considerazioni da uomo della strada o se preferite da semplice cittadino un po’ disorientato di fronte a simili sentenze o forse non abbastanza evoluto come penseranno le donne e gli uomini che si ritengono superiori agli altri per dirittura morale, elevata cultura e apertura incondizionata al multiculturalismo. Insomma questa sentenza non riesco a comprenderla. Basterà dichiararsi rasta o quant’altro per avere diritto a spacciare droga indisturbati, o ancora dirsi musulmano e avere diritto a sposare più donne, dichiararsi sciamano e, quindi, poter mangiare - che so - la moglie o il cognato antipatico e, perché no, la suocera antipatica per definizione. Siamo alle solite, sorridiamo per non piangere. I fiumi di parole su Berlusconi e il suo difficile rapporto con i magistrati, si dice che siano stati almeno in 900 a indagare su di lui, le accuse di Di Pietro e la manifestazione di Piazza Navona per condannare la decisione della maggioranza di rendere non perseguibili le quattro più alte cariche dello Stato, tutto spazzato via da questa decisione che lascia i cittadini perplessi e gli allontana dal doveroso rispetto verso la magistratura. Il diritto non può, a mio giudizio, essere svincolato completamente dal buone senso comune e dalla cultura del Paese in cui viene esercitato; senza esserne vittima non può dimenticare che la giustizia viene esercitata nell’interesse della società per mantenerla solida e coesa e non favorirne la disgregazione e l’annientamento. Si rischia di spazzare via quel minimo di coesione sociale per sostituirla con cosa? I manifestanti

di Piazza Navona che avevano ed hanno tutto il diritto di protestare contro il governo hanno avuto il grave torto di aver sproloquiato anche contro non solo il Presidente della Repubblica Napolitano, tra l’altro un uomo di sinistra, ma soprattutto contro il Papa. La signora Guzzanti se l’è presa per lo spostamento del gay-pride a Bologna. Facile sparare sul Papa Benedetto XVI per le discriminazioni presunte contro gli omosessuali, meno facile che so - battersi per gli omosessuali che vivono nei Paesi musulmani. Molti si rifugiano in Israele per sfuggire alle persecuzioni e al pericolo di essere incarcerati ed uccisi. Forza signora Guzzanti, si dimostri realmente libera e ci dimostri che la sua lotta non è frutto dell’ossessione antiberlusconiana e, magari, lasci stare il neo ministro Carfagna. I processi come ci insegna l’onorevole Di Pietro si fanno in tribunale e non nelle piazze più o meno democratiche. O no? E su questo tema si sta consumando anche lo strappo all’interno del Partito Democratico. Rutelli contro Veltroni. Francesco Rutelli al convegno, da lui definito, dei coraggiosi ha aperto ricambiato all’UDC. A parte che i coraggiosi, per me, sono altri. I coraggiosi sono i nostri ragazzi che portano il Tricolore in terre lontane a difesa della democrazia o nel nostro portone o in quello accanto a chi lotta contro la malattia o assiste un disabile e magari conserva il sorriso nella lotta disperata. Ma a parte queste considerazioni l’ex sindaco di Roma ed ex vice premier ha voluto prendere le distanze da Veltroni mai nominandolo e accorciarle con i centristi dell’UDC. Basta con l’agenda dettata da Berlusconi, vogliamo essere noi a proporla e non a subirla, sulle impronte ai Rom diciamo no, ma sì magari alla banca del Dna ( e non è zuppa è pan bagnato). Vogliamo semplificare e non complicare la vita agli italiani, su Roma non accetto di essere tirato in ballo sul deficit perché so bene quello che è successo dopo di me. Non ha nominato Veltroni ma il bersaglio era il candidato premier del PD. Voleva fare il premier ma ha lasciato Roma praticamente in bancarotta. Ebbene l’onorevole Tabacci ha detto che si può fare purché si faccia la scelta del bipolarismo alla tedesca e non il bipartitismo, che si opti per il

parlamentarismo e non per il presidenzialismo. Argomenti molto in voga nei discorsi degli italiani alle prese con il caro-tutto e stipendi molto più bassi della media europea. Poi Casini non si capacita del deludente risultato elettorale e allo stesso tempo Tabacci non sa spiegarsi come un uomo preparato come lui non sia oggi almeno ministro dell’economia. Insomma la componente ex democristiana e popolare del Partito Democratico scalpita. Come scalpita la componente riformista nel PD di Giovinazzo. Gli ex socialisti e ex rifocomunisti si auto-sospendono dal PD locale ma non lo lasciano come il nostro titolo diceva mentre l’avvocato De Candia restituisce la tessera per la situazione creatasi localmente e non solo nel partito a cui aveva, da “socialista liberale”, aderito per un cammino riformista mai intrapreso dalla nuova, ma già vecchia, formazione. Apprezzo non solo il tono pacato ma fermo di Beppe De Candia nel decidere senza tentennamenti l’uscita da un partito dove sono perpetuate le logiche di potere che avevano accompagnato i Ds e la Margherita localmente e non solo. Un rinnovamento di facciata con la nomina di qualche uomo nuovo ma prigioniero dei vecchi marpioni della politica e delle vecchie logiche. L’avvocato De Candia ha citato un libro “Il gattopardo” che dovrebbe essere letto e studiato nelle scuole perché meglio di tanti testi di sociologia e storia spiega il Meridione e gli italiani non solo nel passaggio dai Borboni ai Savoia ma anche tutte le vicende successive della nostra travagliata storia patria. Che ne dice avvocato, invitiamo l’assessore alla cultura, che conoscerà sicuramente l’opera di Tomasi di Lampedusa, a consigliarne la lettura nelle nostre scuole? Buona Festa Patronale e che la Madonna di Corsignano illumini tutti noi. P.S. Caro Signor Sindaco non parli di ampia campagna denigratoria se si tratta di semplice critica, ella maneggia così bene l’italiano che non posso pensare ad un errore ma solo ad una svista dovuta alla calura. La democrazia funziona così, se sarà denigrazione e non critica la condanneremo. La Madonna di Corsignano illumini anche lei.

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«RIDATEMI MIA MOGLIE!» Dottore la prego mi aiuti. Voglio un contatto con la mia ex moglie. Lo so ho sbagliato ma mi manca tanto. Da quattro anni sono in attesa di divorzio dopo 13 anni di matrimonio. Lo so ho sbagliato. E per questo sto pagando. Però nella vita capita di smarrire per un momento la retta via. Capita di perdere la testa per un’altra persona. Non nascondo però che lei mi ha ripagato con la stessa moneta. L’errore è stato di entrambi anche se mi porto il macigno di una colpa maggiore perché io sono stato da input, io ho mandato tutto al diavolo. Forse quando si lavora molto, si ha sulle spalle il peso della famiglia, quando lei e la suocera mi rintuzzavano con le solite storielle che alle donne spetta prima di fare la mamma e poi moglie mentre al marito lavorare in fabbrica, ho tolto il collare della tortura, mi sono sguinzagliato e ho iniziato a sentire il profumo di libertà. Solo adesso rifletto che la mia libertà resta la vecchia cuccia, la prigione degli affetti. Solo adesso capisco che Lei forse non sarebbe mai stata una lavoratrice indefessa in negozio, che l’emancipazione sul lavoro è il cancro della famiglia, che la donna deve fare la mamma e formare i figli. Solo adesso rifletto che Lei era una mamma ed educatrice esemplare. Con tanti bulli di buona famiglia che riempiono i nostri giornali di cronaca perché i genitori che inseguono la strada del guadagno, del consumismo non hanno molto tempo per seguire i figli, sono qui a riflettere e a pentirmi

perché meglio arrivare a stento a fine mese ma investire nella ricchezza di una mamma e dei figli che non mancano di rispetto agli adulti e ai genitori. E questo lo devo solo a Lei, alla mia ex moglie. Sono qua a scrivere per disperazione perché mi manca da morire. Mi sono rivolto al consultorio, ho provato e riprovato per cellulare, via sms, la sua risposta è sempre quella: «Io non ti amo più. Non provo più niente per te». Dopo queste parole cosa dovrei fare? Voltare pagina? E’ facile parlare ma non auguro a nessuno di ritrovarsi adesso in un sentiero oscuro. Era tutta la mia vita. Mi manca da morire. Vorrei chiamarla per dirle quanto mi manca. Lo so che adesso vive da sola, non frequenta nessuno. Mi sento perso, ho pensato addirittura al suicidio, ma il pensiero dei figli e degli affetti che mi uniscono mi hanno fatto desistere. Nella mia vita non avrei immaginato di ritrovarmi nelle condizioni in cui sono ora, non faccio altro che pensare a Lei. Gli amici, le distrazioni, gli hobby, niente sembra darmi interesse. Ho provato e riprovato a cercare un contatto per farla ragionare. Avrei usato mille modi, foto insieme, ricordi di momenti felici e sereni, lacrime e sorrisi consumati insieme. Purtroppo da Lei tutto dimenticato. Devo farmene una ragione, niente nella vita è eterno? Nulla può la paura di avere i militari dell’Arma – perché così intima ad ogni mia telefonata – più della mia esistenza distrutta perché c’è lei nella mia testa e non riesco più a cacciarla via. Dottore mi crei un contatto! LETTERA FIRMATA

Mi dica dottore… Gentile lettore la sua è una lettera che urla tutto il suo dolore cercando un’ultima ancora al suo grido di aiuto … Posso dirle che questo non può essere lo spazio adatto ad una sua simile richiesta, eticamente non possiamo permetterci di telefonare, prendere contatti con persone che non si rivolgono a noi direttamente, o altro, non siamo obiettori di coscienza ma una categoria professionale che segue, come ogni categoria, una deontologia e un’etica ben definita. Su ciò che mi richiede non posso fare, ma posso invece, darle un consiglio tecnico e professionale… Potrebbe ricercare un’altra strada per poter realizzare concretamente un contatto con la sua ex moglie, e cioè chiedere concordandolo con gli avvocati , ovviamente parlandone prima con il suo e poi trasmettendolo all’avvocato di sua moglie sotto forma di richiesta, una mediazione di coppia, e cioè introdurre un mediatore di coppia prima che la pratica del divorzio vada avanti , potrà egli tentare degli incontri volti a capire insieme e con voi se, ci possono essere dei margini affinché la coppia possa ricongiungersi. Alcune coppie hanno utilizzato questa strada prima di mettere la parola fine al loro rapporto con il divorzio. Potrebbe non essere la risoluzione ma è un’alternativa.

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GABRIELLA MARCANDREA

A SPRON BATTUTO I CONTROLLI DELLE FORZE DELL’ORDINE. BLOCCATO UN SORVEGLIATO SPECIALE. RISSA PRESSO IL COMANDO DELLA POLIZIA MUNICIPALE

NO CASCO, NO MOTO! Continua l’opera di vigilanza dei Carabinieri nei confronti dei conducenti dei ciclomotori. Sottoposti a fermo amministrativo per un periodo di 60 giorni ben 45 ciclomotori dall’inizio dell’estate. Un risultato positivo per le forze dell’ordine. Un po’ meno per i proprietari dei mezzi che dovranno purtroppo trascorrere l’estate a piedi. È necessario ricordare infatti che la mancanza del casco, in questo periodo, comporta in pratica il mancato utilizzo del ciclomotore per tutta la bella stagione.

Misure cautelari Il 10 luglio durante un servizio di pattugliamento è stata fermata un’autovettura Matiz di colore nero con a bordo tre soggetti pluripregiudicati. Due di Bitonto e l’altro di Bisceglie. Quest’ultimo, assoggettato alla misura speciale dell’obbligo di dimora, si trovava a Giovinazzo. Tratto in arresto per la violazione di tale obbligo è stato immediatamente associato alla Casa Circondariale di Bari. Utile è precisare che con l’obbligo di dimora, ai sensi dell’art. 283 c.p.p., il giudice prescrive all’imputato di non allontanarsi, senza l’autorizzazione del giudice che procede, dal territorio del comune di dimora abituale. Le misure cautelari personali coercitive si applicano nel caso di delitti per i quali la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a tre anni.

Rissa nel Comando della Polizia Municipale

Situazioni che degenerano. È accaduto nella sede del Comando della Polizia Municipale di Giovinazzo. Due ragazzi di Terlizzi i protagonisti della vicenda. Avevano subito l’addebito di una semplice multa per mancata esposizione del grattino sulla loro auto parcheggiata sul lungomare di ponente. Il malumore è nato proprio da questo episodio e pertanto si sono recati presso la sede dei vigili per richiedere l’annullamento della multa. In realtà la multa era stata applicata dagli ausiliari del traffico tanto temuti nella nostra cittadina soprattutto nelle calde giornate estive. La mancanza di parcheggi favorisce infatti la violazione di alcune nor- all’ausilio degli uomini del luogotenente me elementari che la calura non invita a Galizia è scattato l’arresto per i rispettare. E così chi ne ha fatto le spese è terlizzesi. I reati contestati sono quelli stato in primis il comandante Celeste Bari- di aggressione e lesione personali, danle e subito dopo gli altri vigili e le suppellet- neggiamento a cose e resistenza a pubtili della sede. blico ufficiale. Attualmente sono agli arUn’aggressione vera e propria è stata mes- resti domiciliari poiché risultano incensa a segno dai due ragazzi. Sono volati surati. calci e pugni e uno degli agenti municipali è stato costretto a ricorrere al Pronto Soccorso per lesioni giudicate guaribili in 15 giorni. Necessario quindi l’intervento dei Carabinieri di Via B. Lupis 8 Giovinazzo che Giovinazzo hanno potuto sedare la rissa e limita349.755.12.33 re i danni. Grazie 347.802.26.46

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15-24 giugno

UN MURO NON BASTA

UN MURO NON BASTA Per decidere chi ha ragione e chi ha torto Per tracciare un confine arbitrario Nella sala S. Per dettare la legge del più forte Felice, un evenUn muro non basta to di singolare Per nascondere un orizzonte alla sua terra rilievo. Una moPer costruire una gabbia intorno a una nastra fotografica zione che ha l’obiettiPer dimenticare quello che c’è dall’altra vo di descrivere parte la vita dei paleUn muro non basta stinesi nella Per cancellare il diritto all’autodeterminazioloro terra. ne dei popoli L’esposizione,ric Per impedire a due volti di incrociare lo ca di documenti filmati e di pannelli informativi ha procurato sguardo al visitatore un forte impatto psicologico alla Per sbarrare il passo a chi ha voglia di covisione sia pure fotografica del ‘muro’ costrui- noscere. to dagli israeliani in Palestina nel 2002. Una barriera che produce nella vita politica, socia20-21 Giugno le ed economica dei cittadini palestinesi una pesante emarginazione e gravi disagi. Artisti internazionali hanno dedicato al ‘muro’ una mostra di murales per descrivere la grave situazione di divisione e di privazioni di ogni genere che il popolo palestinese sta soffrendo. Anche l’O.M.S. ha denunciato alla Corte Internazionale di Giustizia la situazione socio-economica e sanitaria e le gravi conseguenze che la barriera provoca sul popolo palestinese. Le varie associazioni del territorio cioè Agisci, Arci Tressett Giovinazzo, Associazione Don Saverio Bavaro, Biblioteca Antonio Daconto, Associazione Culturale Casa dei Popoli di Molfetta, Circolo Leonardo, Comunicaria, Formicolata e 35° Parallelo hanno elaborato un Progetto per parlare del Muro senza alcuna pretesa di stabilire torti o ragio- Di questa complessa tematica si è dibattuto ni, senza farsi offuscare da una passionalità nell’ambito del venticinquesimo convegno rabbiosa. Un confronto che dovrà garantire il nazionale organizzato dall’Associazione diritto ad una informazione completa, per get- Nazionale Magistrati-Magistratura Indipentare luce su uno dei nodi che alimentano la dente, nella Sala Convegni del Grand Hotensione moderna tra oriente ed occidente, tel Riva del Sole. per rivendicare il potere della società civile di Si è diffusamente parlato di principi cardine e dell’evoluzione della Legge 25/06/1865 essere partecipe e consapevole. In Israele ed in Palestina le condizioni essen- n. 2359, dei punti qualificanti delle disposiziali per la pace sono: il dialogo, i diritti e lo zioni contenute nel T.U. n. 327 del 2001 e sviluppo sociale, il riconoscimento e la convi- delle sentenze rese dalla Corte Costituziovenza tra i due popoli sulla base della non nale in materia di espropriazioni e di diritto comunitario. Nella prima giornata del Conviolenza. Il grido di speranza scaturito dalle associa- vegno è stata evidenziata l’esigenza della zioni sopra menzionate è stato esternato at- riforma della normativa sulle espropriazioni traverso alcuni versi che dovrebbero scuote- sollevata dalla Corte Costituzionale. Sono state ampiamente descritte le novità re la coscienza di tutti.

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ

DI ANGELO GUAST

della Legge 244/2007 e leggi provvedimento e ci si è soffermati a lungo sulle indennità di espropriazione, sul regime dell’occupazione acquisita prima e dopo della Legge 2007, sul recesso dell’Amministrazione dagli accordi sostitutivi del procedimento espropriativo, in particolare dei profili di legittimità costituzionale delle leggi-provvedimento e della reiterazione non procedimentalizzata dei vincoli espropriativi. Nella seconda giornata si è discusso del caso del Teatro Petruzzelli, dell’abuso della decretazione di urgenza e delle eccezioni di legittimità costituzionale sollevate nel giudizio. È stata anche effettuata una disamina delle conclusioni della sentenza della Corte Costituzionale n. 128 del 2008, nonché il vizio di carenza dei presupposti e dell’abuso della decretazione di urgenza e dei vizi di legittimità costituzionale. La Corte Costituzionale, costituita e funzionante dal 1955, infatti, ha il compito di giudicare controversie riguardanti la legittimità costituzionale delle leggi e sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e tra lo Stato e le Regioni. Ad allietare la prima serata del Convegno, un concerto con i brani ‘In the shadow of the moon’. Al pianoforte Fernanda Damiano (13 anni) e Mariateresa Fiermonte (13 anni), soprano Miriam Gorgoglione, chitarra Vito Vilardi. Lo spettacolo è stato curato da Rosa Scarda, docente di storia ed estetica musicale. Ottima la scelta dei brani eseguiti alla perfezione. Ad organizzare l’evento: C.I.R.G.A.S. – Comitato Interdisciplinare per le Ricerche Giuridiche, Associazione Nazionale Magistrati – Magistratura Indipendente, Ordine degli Avvocati di Bari, LUM – Libera Università Mediterranea – Casamassima (BA). Numerosi gli intervenuti. Coordinatore scientifico del Convegno il Dott. Angelo D. Depalma – Presidente della Terza Sezione Penale del Tribunale di Bari.

23 giugno

Deblattizzazione L’assessorato alla Sanità del Comune di Giovinazzo ha disposto a partire dal 23 giugno e per tutta la settimana, un intervento di

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Non bisogna dimenticare infatti che il compito della Caritas parrocchiale non è affatto semplice. Si tratta di individuare, ed aiutare chi ha effettivamente bisogno. I poveri hanno una grande virtù: la dignità. Uno dei loro occhi piange, l’altro invece ride. Ma, una volta individuato il povero, va aiutato sempre.

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16 Giugno

Iniziati i lavori di restauro della fontana del Piscitelli deblattizzazione unitamente ad un trattamento contro mosche e zanzare effettuato nella notte tra il 24 e 25 giugno. Ricordiamo che la deblattizzazione è un intervento che si occupa del monitoraggio di aree infestate, attraverso l’utilizzo di trappole che usano come attrattivi feromoni, ossia sostanze chimiche secrete in particolar modo da insetti, nonché di una specifica lotta attuata utilizzando un gel inodore che non contiene solventi e non sviluppa vapori, posizionato nei punti critici tramite pistole o siringhe che permettono una distribuzione attenta e controllata. Per questo motivo non richiede l’evacuazione dei locali da trattare, né la sospensione dei servizi in atto; cosa necessaria invece per un intervento tradizionale.

27-28 Giugno

Un pasto a chi ne ha bisogno Nove sono stati i supermercati che hanno aderito all’invito dell’Associazione Sacro Cuore di Gesù, di aggiungere qualcosa alla propria spesa, da donare ai più bisognosi assistiti dalla Caritas della Parrocchia Sant’Agostino. In tanti hanno consegnato parte della loro spesa ai volontari della Caritas cittadina. Oggi più che mai, la carenza di cibo colpisce buona parte della popolazione italiana ed anche la nostra cittadina. Procurare cibo per chi ne ha bisogno è ‘un’opera buona’. I poveri li abbiamo con noi e possiamo aiutarli quando vogliamo.

La fontana dei tritoni opera dell’illustre concittadino professor Tommaso Piscitelli si sta rifacendo il look. La consegna dei lavori è avvenuta il 16 Giugno 2008 alla ditta Giovanna Izzo Restauri di Napoli. I tempi massimi per la ristrutturazione previsti dalla ditta sono di sei mesi. L’intervento ha avuto inizio con una dettagliata campagna fotografica e rilievi e di un’indagine polimetodologica per determinare la natura dei depositi superficiali e la caratterizzazione sia della pietra sia del bronzo. Per ottimizzare il mantenimento dell’opera sarebbe opportuno prevedere un impianto di depurazione dell’acqua con sistema osmotico. La fontana inaugurata il 19 agosto 1933 da tempo presentava fenomeni di degrado gravi e diffusi. Su tutta la superficie lapidea erano evidenti i danni di carattere ambientale, dovuti agli accumuli di particolato e alla presenza in ampie zone di microrganismi particolarmente gravi, giacché hanno una particolare adesione e penetrazione. Le parti di bronzo mostravano evidenti danni, sia d’origine ambientale sia accidentale. I danni

di carattere ambientale interessavano l’intera superficie uniformemente corrosa, con accumuli di prodotti di corrosione, polverosi in superficie e più compatti in profondità. I colori di questi prodotti di corrosione è diverso e va dal nero al verde chiaro. Trattandosi di un bronzo sempre esposto agli agenti atmosferici, si può ipotizzare che la corrosione sia principalmente causato da un processo di solfatazione, legato alla presenza nell’atmosfera d’ossido di zolfo. Per questo motivo il comune di Giovinazzo ha ritenuto necessario un intervento di ristrutturazione. MARIAGRAZIA CIRILLO

28 giugno

Incontro tra scrittori e lettori

Nell’accogliente cornice dell’Atrio dell’I.V.E., protagonista della serata di inizio della calda estate, la letteratura. A rappresentare il moderno stile di esprimersi, scrittori apprezzati dal pubblico che, nel tempo massimo di trenta minuti loro concessi, con eleganza di linguaggio e con la purezza dei loro sentimenti, hanno incontrato i lettori ed un folto pubblico intervenuto per l’occasione. Il loro compito? Quello di spiegare i motivi che ispirano la composizione di un testo. Cinque gli scrittori che, con le loro elocuzioni hanno prodotto libri di facile lettura e la loro bravura è premiata con una forte tiratura editoriale. Centomila le copie del primo libro della scrittrice foggiana Pulsatilla che ha presentato il secondo lavoro ‘Giulietta Squeenz’. Poi è stata la volta di Flavia Piccinni con il libro ‘Adesso tienimi’, di Francesco Carofiglio con il romanzo ‘L’estate del cane nero’, di Paola Barbato con il volume dal titolo ‘Mani nude’ e di Lorenza Foschini, giornalista RAI con il libro ‘Il cappotto di Proust’.

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Agosto 2008


Alla Venus Orchestra è stato assegnato il compito di allietare la serata. Costituita da giovani e validissime musiciste, si compone di artisti provenienti dall’Albania e dall’Ungheria.

21-28 Giugno

Sorridere

foglie a tre cuori, ritratta proprio nel terreno della struttura sanitaria locale. Tre cuori della stessa foglia: la legge, la famiglia e il centro di salute mentale. In tanti hanno visitato la mostra.

1 luglio

Principi attivi

Ai progetti ritenuti utili per una Puglia migliore, sarà concesso un mutuo a fondo perduto di 25.000 Euro. I progetti finanziati con Principi Attivi avranno la durata massima di dodici mesi ed avranno lo scopo di tutelare e valorizzare il territorio, di sviluppare l’economia e l’innovazione e di favorire l’integrazione valorizzando il ruolo della cittadinanza attiva. La scadenza per la presentazione dei progetti è il 31 luglio 2008.

1 luglio

Reparto Ospedaliero ‘Maternità’ e Nenshat in Albania

Mostra fotografica nella Sala Primavera dell’I.V.E., perché le fotografie offrono la possibilità di mettere a nudo i paradossi e le contraddizioni che quotidianamente caratterizzano la nostra vita. A proporre tale evento, dal titolo ‘Sorridere’, la Cooperativa Sociale Antropos in collaborazione con la ‘F.I.A.F.’, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Con il pensiero rivolto alla data del 13 Maggio 1978, quando il Parlamento approvava la Legge 180 sulla malattia mentale. Le immagini proposte, osservate con gli occhi pensosi, romantici, che segnano quotidianamente la malattia mentale, fanno sorridere… con gli occhi e con l’anima. E il volto assume l’espressione del sorriso. Fanno, così sorridere i campi miniaturizzati arati, le distese di papaveri, le distese di margherite che ondeggiano al lieve alitare del vento, il dolce abbraccio di una madre che dà il seno al proprio figlio e le sagome riflesse di due barche nello specchio di acqua di mare di Giovinazzo. La Legge 180 ha cancellato la pericolosità dell’ammalato mentale abolendo gli ospedali psichiatrici. Nei centri di salute mentale, la condivisione e l’integrazione sono imperative. Sono strutture ad hoc per fare sorridere, con gli occhi, con l’anima, con i volti, i sofferenti di malattie mentali. Si può sorridere anche alla vista della foto in cui è riprodotta l’erba con le

Incontro nella Sala San Felice con il prof. Guglielmo Minervini – Assessore Regionale della Puglia e con l’Avv. Giulio Calvani – Consulente Enti Locali, sul programma della Regione Puglia per le Politiche Giovanili ovvero la nuova idea dei Bollenti Spiriti. «Principi Attivi – esordiva il Prof. Minervini – ha lo scopo di promuovere la progettualità, la creatività, l’intraprendenza dei giovani pugliesi di età compresa tra i 18 ed i 32 anni mediante la concessione di contributi per la realizzazione di progetti allo scopo di migliorare l’assetto economico della nostra regione migliore». «La Regione Puglia – precisava l’Assessore Regionale - vuole valorizzare le idee, le energie, i talenti dei giovani pugliesi per lo sviluppo sociale, economico e territoriale del nostro territorio». L’Avv. Giulio Calvani – Consulente degli Enti Locali informava infine che tutti i giovani, italiani e stranieri residenti in Puglia, di età compresa tra i 18 e 32 anni, organizzati in gruppi composti da un minimo di due persone, possono partecipare ai Principi Attivi con propri progetti. «Per l’attuazione del programma Principi Attivi – riferiva il Consulente Enti Locali – saranno spesi otto milioni di euro per finanziare 300 progetti».

La prestigiosa rivista ‘Missionari nostri Eco delle Missioni dei Cappuccini di Puglia’ nel n. 2 dei mesi di Aprile-Giugno 2008, a pag. 20, relativamente al Progetto n. 59 – Reparto Ospedaliero ‘Maternità’ in Albania, ha confermato la realizzazione della struttura sanitaria ed ha indicato che, per il completamento dell’opera, l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia ha disposto un finanziamento della somma di euro 28.000 presso il Comune di Giovinazzo. Lo stesso periodico nel pubblicare la foto della cerimonia nello studio del Sindaco in cui è stato ‘girato’ l’assegno alla ONLUS-OASI Cappuccini di Puglia indica con il nome di Andrea e non con il suo vero nome Antonio o Antonello, il Sindaco di Giovinazzo. Nenshat, in Albania, non ha mai avuto un Ospedale ‘Maternità’. A Giovinazzo invece, l’Ospedale ‘Maternità’ era presente.

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tamente su curiosità della Puglia, che ha parlato delle Internet o releggende delle masciare e dei licantropi, candosi alle liMargherita Pasquale, direttrice e storica delbrerie di fidul’Arte della Soprintendenza per i Beni cia, della stesArchitettonici e il Paesaggio della Puglia e sa casa editridirettrice del Castello di Trani, Guido ce presenti su Corazziari, docente dell’Accademia delle Bari. Belle Arti di Bari che ha parlato dell’Artista Il Prof. Marcocontemporaneo pugliese: tra clown e trigiano Michesciamano, Antonello Taranto, direttore del le, ormai scritdipartimento delle dipendenze patologiche tore, sta già della Asl-Ba, il quale ha introdotto la sua rescrivendo un lazione su Mente sano in ambiente sano con secondo libro l’esibizione di due ballerine della compagnia scientifico che Res Extensa; hanno chiuso i lavori sarà pronto per Sebastiano De Feudis, assessore al turismo gennaio 2009. della Provincia di Bari, il quale ha auspicato Non ci resta una sincera educazione al bello che miri al che augurargli un forte e vigoroso ‘In bocca al rispetto dei luoghi degli altri e al recupero lupo!!! delle cose che ci sono prima ancora di costruirne delle nuove, e Anna Olivieri, presidente del distretto sud-est. Ha portato i saluti 3 luglio dell’amministrazione il sindaco Antonello Natalicchio. Il forum è stato l’occasione per presentare la mostra inauguratasi proprio giovedì 3 luglio sul Romanico Pugliese. Si tratta di una serie di fotografie in bianco e nero risalenti al 1975, rinvenute fortunatamente e fortunosamente durante gli ultimi lavori di manutenzione dell’Istituto Vittorio Emanuele. La dott.ssa Pasquale ha spiegato che le Si è tenuto foto mostrano ‘gli antefatti di San Nicola’, la giovedì 3 lubasilica di Bari che viene considerata il priglio nell’Istitumo edificio romanico dal quale poi derivano to Vittorio tutte le altre cattedrali del XII e XIII secolo. Si Emanuele il tratta, in realtà, di un luogo comune che gli Forum Tradistorici dell’arte hanno col tempo sfatato, grazioni Arte Muzie al ritrovamento di alcuni frammenti datati sica della noprovenienti da manufatti di quello stesso stra terra. A Acceptus che ha costruito il pulpito della Catmoderare l’intedrale di Canosa che si deve dunque far contro Marina risalire non al XII secolo, bensì al 1039-1041. Corazziari, A concludere la serata, l’esibizione dell’Orpresidente chestra Sinfonica della Provincia di Bari della Fidapa. diretta dal maestro Marcello Rota con un Vi hanno preomaggio alle musiche di Nino Rota (e il maso parte Lea estro Marcello ne è il nipote): valzer dal GatCosentino, direttore generale della Asl-Ba, e Lucia topardo, la suite dal balletto La strada, fantaMoccia, vice presidente del distretto sud-est; sia de Le notti di Cabiria e de I Vitelloni, suite hanno relazionato la scrittrice e giornalista per voci e orchestra da Romeo e Giulietta, Antonella Lattanzi, autrice della Guida insoli- suite sinfonica dalla trilogia de Il Padrino. PORZIA MEZZINA ta ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle

FORUM TRADIZIONI ARTE MUSICA DELLA NOSTRA TERRA

INSIGNITO IL LUOGOTENENTE ANTONIO GALIZIA

Costanza nel lavoro, note eccellenti e risultati positivi raggiunti. Per questo il 23 giugno nel Salone degli Specchi della Prefettura di Bari il luogotenente Antonio Galizia è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana rilasciata dal Presidente della Repubblica. Onorificenza consegnata personalmente dal Colonnello Gianfranco Cavallo, comandante provinciale (a destra nella foto). Particolarmente gradita è stata la partecipazione dell’ Amministrazione Comunale, nella persona del vicesindaco Pasquale Tempesta (a sin.). Numerosi gli encomi che hanno raggiunto successivamente il luogotenente Galizia, dal Presidente del Consiglio Comunale, Prof. Angelo Depalma, alle più alte cariche istituzionali. Dalle colonne de La Piazza giungano al luogotenente Antonio Galizia anche i più fervidi auguri, ringraziandolo per l’impegno che continua a profondere nel proprio lavoro.

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pillole di A beneficio dei lettori giovani premetto che la denominazione Corsignano (come Putignano, Polignano ecc.) è retaggio di una designazione latina risalente alla centuriazione romana del territorio pugliese che vuol dire “tenimento di Corsinio”. In questo luogo del territorio giovinazzese nacque la splendida devozione per la più bella delle icone (circa 50) di Puglia e Basilicata di epoca medioevale. Dal suo inurbamento questa devozione divenne tratto singolare della Città di Giovinazzo. Fino agli anni ’60 in Cattedrale si vedevano i pellegrini abruzzesi e molisani che per recarsi a Bari da San Nicola, in occasione della festa di maggio, scendendo da Monte (S. Michele), toccavano Siponto, Barletta, Molfetta, Giovinazzo, Capurso, Bari per visitare rispettivamente la Madonna di Siponto, della Sterpeta, dei Martiri, di Corsignano, del Pozzo. Gran merito va all’amico dottor Michele Bonserio per aver sottolineato più volte sulla scorta del De Ninno e di inoppugnabili documenti da lui scoperti e studiati che la devozione nacque nella chiesa in seguito denominata del Padre Eterno e non nel luogo dell’Edicola fatta costruire poco distante negli anni ’50. L’amore per la Vergine di Corsignano! Per quello sguardo magnetico che ti cattura ovunque tu sia nel semicerchio che racchiude l’Edicola d’argento! E’ uno sguardo che ti fa innamorare per sempre! Più forte di quello della mamma terrena! E fu per l’amore che da esso promana che i tanti emigrati dell’ondata post-bellica fecero celebrare sul Suo altare l’ultima messa prima di imbarcarsi per terre lontane sul “bastimento” a Napoli. Quante lacrime sul famoso treno per Napoli in partenza da Giovinazzo alle 00.25, quante lacrime sulla passerella, quanta giusta teatralizzazione del dolore e com’era straziante quello sventolio dal finestrino del treno del fazzoletto, bianco affinchè si potesse il più a lungo possibile vedere nella notte. Con quella messa a cui partecipavano tutti i familiari dell’emigrante si chiedeva protezione per il lungo viaggio verso le Americhe o l’Australia ma si metteva il sigillo di eternità sul grande Amore per Lei su un incancellabile patto di giovinazzesità. L’Uomo è fondamentalmente fatto di spiritualità ma da che mondo è mondo gli è sempre piaciuto manifestare i sentimenti con i sensi corporali e questo avviene anche quando vuole onorare la Divinità. Così si spiegano le tante belle feste che ancora ci affanniamo ad organizzare in onore dei nostri santi e in particolare della nostra Protettrice. A volte sui programmi le Feste si presentano bene ma poi è sempre la realizzazione a decretarne il successo o meno. Sono caratteristiche gradite la mitezza atmosferica, il rispetto degli orari delle varie manifestazioni, l’ordine e la solennità della processione, la bellezza delle luminarie e degli addobbi floreali (un tempo anche quelli del panneggio in Cattedrale), la bravura delle bande di giro e degli artificieri, la solennità delle Messe cantate allietate dalle suggestive voci del coro della Concattedrale soprattutto quando inneggiano col famoso canto ispirato dalla Norma di Bellini “Mira o Norma ai tuoi ginocchi…”. Un tempo i lanci di bombe a competizione della domenica sera richiamavano per la loro consistenza e la loro bellezza i forestieri in gran numero e altrettanto numerosi erano il lunedì sera per assistere alla competizione tra due delle migliori bande di giro del momento. Giovinazzo tra la domenica sera e il lunedì era la Scala delle feste patronali relativamente ai concerti bandistici: Martina, Conversano, Francavilla Fontana che nel

PROF.

MICHE

Appunti per una storia delle feste in onore a Maria SS di Corsignano ’61 vinse un premio europeo, nomi mitici. Oggi per fortuna la base dell’educazione musicale si è allargata grazie anche alle scuole dell’obbligo e ci è concesso ascoltare qualcosa di buono anche dalle bande che non hanno tradizione. La domenica sera a causa delle interruzioni per il passaggio della Processione in Piazza e per i fuochi d’artificio i tempi per l’ascolto di tutto il programma bandistico si allungavano fino alle tre del mattino successivo. E questa era a tutti gli effetti una notte bianca di gran lunga più bella delle attuali notti bianche delle nostre zone che stanno diventando pretesto per pochi scalmanati di fare atti di vandalismo. Fino alla fine degli anni ’60 la Festa Patronale, in una Giovinazzo “pulita” per mancanza di sigarette di contrabbando, droga o fatti di sangue o delinquenziali, vera isola felice! era l’unica occasione in cui i ladri in trasferta, presumibilmente da Bari, mettevano a segno un furto in qualche casa del paese antico o mal serrata o non sorvegliata. Erano tutti in Piazza a godersi “la Festa grande”. Festa che nella sua vecchia veste del dopoguerra mantenne un tono sostenuto fino alla fine degli anni ’70 per la costosa qualità di ogni aspetto (bande, luminarie, fuochi pirotecnici). Intorno alla metà degli anni ’50 dalla Ditta Faniuolo di Putignano furono realizzate luminarie al neon che non si sono più viste in giro. E sempre in quel periodo (1956 o ‘57) Giovinazzo nel famoso martedì della Madonna dedicato all’ascolto di un cantante, su un immenso palco allestito sul sagrato di San Domenico verso via G. Marconi, ospitò la famosa Orchestra del Festival di Napoli diretta dal Maestro Anepeta con il cast di cantanti al completo: Gloria Christian, Maria Paris, Sergio Bruni, Aurelio Fierro, ecc. L’evento fu eccezionale visto che a quel tempo non era di tutti i giorni ascoltare in piazza tanti cantanti e la radio trasmetteva canzoni solo per una mezz’oretta al giorno né i cantanti apparivano tanto facilmente in TV. Bisognava aspettare occasioni particolari e quando ciò accadeva bisognava recarsi presso un vicino benestante provvisto di TV oppure, raccomandato da una buona conoscenza, recarsi in uno dei tanti circoli

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i storia

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della Piazza che oggi sono stati sostituiti da punti-ristoro. L’arrivo dell’Orchestra di Anepeta fu un avvenimento di grande portata. Venne gente da tutta la Puglia, ricordo un pullman da Lecce e quella sera le salumerie esaurirono tutte le scorte di pane, formaggi e salumi, di cui i Giovinazzesi dovettero fare a meno per qualche giorno fino al nuovo rifornimento. Molte famiglie giovinazzesi in quello storico martedì sin dalle ore 5.00 sistemarono vicinissime al palco le sedie sulle quali fecero sedere a guardia i propri figli, poveri ragazzini che la sera erano delle aragoste bollite per tutto il sole che avevano assorbito. Buon testimone di quell’evento perché fu segretario del Comitato sarebbe stato il Sig. Francesco De Rienzo impiegato del Comune. Ebbe a dirmi negli anni ’80 che per la sola Orchestra di Anepeta era stato speso un milione di lire quando lo stipendio mensile di un impiegato comunale era di 30mila lire circa. Ma ne valse il sacrificio: Giovinazzo per una notte fu capoluogo della Puglia. Ricordo ancora la splendida competizione di fuochi artificiali del 1966 tra il nostro Cortese e il napoletano Perfetti. All’epoca Cortese veniva invitato, e ci andava, alla Festa del Redentore di Venezia (terza domenica di luglio). Quella competizione finì in parità perché Cortese fu bravissimo nel lancio delle bombe di tiro e Perfetti nel finale per aver creato una bianca continua cascata sul mare, sulla quale esplodevano bombe che sortivano da cinque mortai (allora col lancio da tre mortai già si era campioni!). Nel 1967 sotto la Presidenza del compianto Donato Maldarelli, per merito di Raffaele De Pergola, Gianni Pansini e tanti altri della Pro Loco, ma anche per la lungimiranza di qualche sacerdote tra cui don Giuseppe Milillo, nacque il Corteo Storico, ormai tratto distintivo della Festa Patronale di Giovinazzo. Dirò di più, sono più numerosi i forestieri attratti dal Corteo che quelli che la domenica vengono a venerare la nostra Bellissima Protettrice. Nel 1967 le luminarie come in tanti altri anni furono molto belle: un ricamo di fiori con stelo lungo coricato sugli archi tondi (le gallerie con la chiusura quadrata o con apertura al centro erano ritenute di minor pregio e quindi legate alle

feste minori). A partire dal ’67 per due o tre anni, per volontà del Presidente Donato Maldarella, la processione sinodale del Beato Nicola Paglia fu spostata dal mattino alla sera del lunedì per dare più visibilità alla Gloria Cittadina. Questa idea è stata ripresa con successo in questo ultimo decennio. Negli anni ’70-’80 buone feste furono quelle con la Presidenza Murgolo, Vicenzo Carlucci e che videro alla segreteria i vari Incantalupo D’Agostino, Minervini ecc. Carlucci in uno dei due anni della sua Presidenza preferì investire la somma di quattro milioni destinata ai due fuochi serali domenicali a competizione in un grandioso fuoco di Bartolomeo Bruscella, allora già sulla cresta della notorietà, il quale illuminò come non mai il cielo e il mare di Giovinazzo e presentò alcune meraviglie che oggi sono normalità come il lancio di bombe dal mare dalle così dette “parapette”. Per l’occasione vennero ad ammirarlo dalla Sicilia ben dieci pirotecnici di fama. Nel 1975, Presidente Felice Pazienza, Cassiere Gaetano Labombarda, entrambi passati a miglior vita, fu realizzata una delle più belle feste della seconda metà del ‘900. La luminarie (corolle di splendidi fiori dai magnifici colori applicati su archi a tutto sesto) abbracciarono tutta la piazza tranne che il prospetto di San Domenico sul cui ampio sagrato fu creata una favolosa sovrastruttura con l’utilizzo di sei mila piccole lampade multicolori la cui bellezza non traspare intera dalle foto documentarie. Sul portale di San Domenico fu appesa una copia pittorica della tela dell’Apparizione ai fedeli giovinazzesi del quadro della Madonna in cala porto eseguita da Filippo Nisio dall’originale di Michele Montrone, famoso pittore barese esecutore tra l’altro di quadri su San Trifone che si possono ammirare nella sagrestia della chiesa di S. Anna a Montrone-Adelfia e di uno stupendo ex voto del Santuario di Sovereto a Terlizzi. La sua firma è nota ai Giovinazzesi per aver dipinto San Martino (un tempo nella chiesa di San Martino, dopo la ME.CA.) che divide la clamide per darne metà al povero infreddolito, attualmente nella sezione giovinazzese del Museo Diocesano salvato in tempo dalle grinfie dei vandali (mi perdoni questo popolo nomade) moderni che credendo nella barbarie hanno distrutto tanto del nostro patrimonio artistico rurale, mentre ai Molfettesi è noto per aver dipinto un bel San Corrado di proprietà della Cattolica Popolare. Una delle fortune di Felice fu di avere al fianco Gaetano Labombarda, per tanti anni guida dei portatori dell’Edicola, il quale sapeva chiedere e ottenere soldi dai cittadini e buone cifre anche al di fuori della normale “questua” e sapeva chiedere alle bande e alla bassa banda di coprire adeguatamente i tempi morti compensandole con lauta mancia. Sapeva inoltre coordinare i tempi delle varie manifestazioni. Il ’75 fu uno degli ultimi anni in cui i Gran Concerti musicali suonarono dal sabato mattina al lunedì sera. Successivamente per colpa dell’inflazione si cominciò a operare tagli sul matinèe del sabato e la sera si fece suonare la banda locale dopo l’accompagnamento del Corteo Storico, sopprimendo l’utilizzo della banda di giro di molto più costosa. Nel ’75 fu ospite a Giovinazzo il Gran Concerto di Pescara diretto dal Maestro Terra che tenne banco per tre giorni con un repertorio di grande vastità. Il lunedì si affiancò il Concerto di Benevento diretto dall’ex aiuto del San Carlo di Napoli Gerardo Garofalo che si fece apprezzare per la notevole bravura nella direzione.

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Il. 1975 fu anche uno degli ultimi anni in cui a mezzogiorno della ciò per esperimento la prima bomba atomica. Avere tra noi il Vescodomenica furono sparati due lanci di bombe a competizione in cala vo nella Festa Patronale era una grande gioia perché all’epoca Crocifisso al termine dei quali i buoni padri di famiglia completavanon era facile vedere circolare il Pastore tra chiese e tanto meno no le spese di frutta fresca e secca che portavano a casa come per le strade in occasioni diverse dalla grande Festa. trofeo da consumare al termine del pranzo in cui trovava per tradiUn ultimo pensiero: una ricostruzione fotografica delle feste della zione la morte il gallo ormai comprato dalla macelleria e non più seconda metà del ‘900 è riccamente possibile rifacendosi alla doallevato nelle stie sui terrazzi o negli orti di cui ancora era dissemicumentazione in possesso di Vincenzo Mottola e dell’archivio Pino nata la città. Inoltre il 1975 fu uno degli ultimi anni in cui si sparò alla Ditillo, attenti e sensibili professionisti. bolognese in piazza Vittorio Emanuele sia durante la sosta della Edicola presso l’altare montato all’imbocco tra via Cappuccini e via Molfetta, che durante il passaggio del Corteo Storico, che durante il rientro, il lunedì, del manto presso le Suore di San Giuseppe. Lo sfarzo di quella festa del 1975 fu documentato dal Sig. Sigismondi, forte contribuente venuto dagli U.S.A., con diapositive che furono poi acquisite, dopo tante preghiere, dal Labombarda in cambio delle quali questi si privò di tutti i programmi delle Feste della Madonna di Corsignano a partire dal 1949. Quelle diapositive le desiderò tanto il Presidente Pazienza che facendo onore al suo cognome cercò disperatamente per lungo tempo di comprarle dal Labombarda proponendogli inutilmente un compenso per quei tempi (ma anche per ora) favoloso in denaro che raggiunse la cifra di tre milioni. FRANCESCO RANIERI I coniugi Sigismondi ebbero l’onore di il 14 luglio ha spento la sua offrire a Maria un cesto di fiori, che poi fu LETIZIA CACCAVO, 22 anni, volto nuoportato in processione fino al termine, vo del web-tg, lo scorso 26 giugno si è prima candelina non appena l’Edicola argentea appar- brillantemente laureata in Scienze della ForUno è il bambino più bello del ve su Piazza Vittorio Emanuele II in uscita mazione Primaria con 110 e lode, discutenmondo, uno è il suo posto da via Santa Maria degli Angeli. Aspetto do la tesi in Letteratura italiana «La figura nel girotondo, uno è l’amore non trascurabile della festa era anche il dell’insegnante nel romanzo del ‘900». Dai di mamma e papa, uno è giro che durante l’ora di pranzo la Bassa Banda faceva per il paese soprattut- genitori Nicola e Silvia e dalla sorella Angel’anno che compie di già. to nel nucleo antico per allietare gli abi- lica gli auguri per una luminosa carriera da Il nonno Giuseppe e la tanti e per arrotondare il guadagno del- insegnante. Auguri che si associano a quelli nonna Anna l’ingaggio. Per la verità badavano più al dello staff del web-tg. primo aspetto perché quando c’era richiesta di suonare al di là del misero compenso lo facevano e la gente con le mani sui piatti fumanti battendole dava ad intendere di gradire. E tra i miei più bei ricordi resta l’imponenza della figura dell’AmmiASSOCIAZIONE NAZIONALE AMMINISTRATORI nistratore vescovile Mons. Settimio Todisco la cui immagine beneCONDOMINIALE E IMMOBILIARE dicente “riempiva” tutta la Piazza. Molto cara per tanti anni, prima che l’età gli togliesse le forze, era stata la figura di Mons. Achille Salvucci di venerata memoria che per la longevità del suo RAG. ANGELA AMATO episcopato celebrò tantissimi pontificali per la Madonna di Corsignano in un mondo in cui era ben accetta l’idea che per veneAmministratice Condominiale rare degnamente una Regina bisognava mettere fuori dagli armadi associata Anaci l’incensiere più bello, la croce astile meglio lavorata, i candelieri più preziosi, le bacinelle e le ampolle più lucenti, tutto rigorosamente in argento massiccio, per non parlare del fasto dei sontuosi paramenti ricamati con abbondanza di fili d’oro. Ricordo quante VIA DANTE, 8 - GIOVINAZZO belle omelie e quanti pensieri forti espressi da Mons. Salvucci che TEL/FAX: 080.394 84 65 CELL.:340 265 97 63 non si lasciò sfuggire l’occasione per criticare la Cina quando sgan-

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so il duro lavoro ha creato dal nulla un’impresa che da oltre 25anni è riuscita a conquistare non solo il mercato del Sud ma anche Romania, Albania, Montenegro, Tunisia. Dal suo ampio sede in contrada Zurlo partono i suoi aerografati furgoni con il suo marchio di fabbrica per la consegna quotidiana dei compressori. Dietro la scrivania c’è lui, Michele, giacca e cravatta. Risponde al telefono, invia fax di conferma, cura la vendita e l’assistenza tecnica. Ma quando può indossa anche la tuta blu per seguire gli operai in tutte le fasi dell’attività. Da operaio a imprenditore, dicevamo. Da ragazzo prestava la propria assistenza ad una azienda specializzata nella manutenzione dei compressori. «Dall’82 mi sono messo in proprio – ricorda con orgoglio Michele – e ho iniziato la mia avventura in un locale in centro». Il lavoro aumenta e quel locale è troppo piccolo per fare impresa. Così Michele si trasferisce in Contrada Zurlo. Più di 1000 mq possono bastare. Duecento per il magazzino, duecento per l’officina e il restante per garantire un ampio parcheggio ai suoi mezzi. C’è anche un ampio giardino con palme e siepi a dispetto di chi pensa che le fabbriche siano solo capannoni, rumori di macchine e polveri da respirare. La Lomi Compressori si occupa di progettazione e realizzazione di sistemi per impianti di aria compressa. Azzardiamo un paragone: Enrico Mattei forniva il gas all’Italia il gas, la Lomi l’aria compressa alle industrie del Sud ma non solo. Già l’aria compressa. Forse non tutti sanno che l’utilizzo d’ aria compressa come forza motrice, permette di trasformare l’energia di pressione in lavoro. L’aria compressa, essendo immagazzinabile in serbatoi di grandi dimensioni, permette di alimentare le utenze per un cospicuo intervallo di tempo senza che il compressore sia in esercizio ottenendo una riduzione dell’usura dello stesso e un risparmio energetico. Lomi compressori ha più di 25 anni di attività e di crescita nel settore. Il segreto? «Mi ritengo un operaio-imprenditore. Ognuno deve essere imprenditore di se stesso, saper gestire il proprio lavoro, avere la responsabilità diretta di quello che esegue. Non sono mai stato un accentratore. Se manca lo spirito d’azienda non si va da nessuna parte, si finisce di crescere e per questo ho sempre cercato di responsabilizzare i miei dipendenti. Punto sulla qualità del prodotto che vado ad offrire alle aziende. Ecco perché frequento sempre corsi di aggiornamento». Lomi compressori è presente nelle fiere nazionali e internazionali. «Servono da vetrina - conclude Michele Lopraino - ma soprattutto favoriscono il confronto, la crescita professionale».

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illis La riprova di quanto i tempi siano cambiati può essere data dal mutato rapporto fra i due sessi. «Domine domine, la femmene che l’ommene, e nu ca simme uagnune cingo o se uagghiedde a pidune». Così recitava il rosario degli studenti alle feste della matricola, ma vi assicuro che le ragazze all’epoca scarseggiavano. C’era, ai miei tempi, la fortunata categoria degli studenti e quella di tutti i restanti ceti sociali. Questa suddivisione condizionava ed influenzava il rapporto fra i due sessi. Per gli studenti gli incontri a scuola, la scusa del libro prestato o quella di ripetere insieme una lezione, la complicità delle amiche, rendevano l’approccio con l’altro sesso difficile, ma possibile. Il buon uso di questi rapporti poteva portarti a farsi accettare quando si proponeva un giretto in piazza che poteva sfociare nella successiva richiesta di prolungare la passeggiata fino al lungomare (che ai miei tempi finiva prima del macello) e se tutto continuava ad andare bene si poteva successivamente proporre di arrivare sino alla Stazione. Questa richiesta significava Viale degli innamorati poiché dopo la villa Vinciguerra c’erano solo orti e la deserta Villa Spada che terminavano in due stradine che, attraversando la ferrovia o costeggiando la ferriera, insomma, in poche parole l’Andeiche de Castidde, portava alla Vallata. Era il segno della resa: bandiera bianca! L’alternativa poteva essere invece la passeggiata verso il vecchio campo sportivo dopo il quale c’erano solo orti che terminavano con il “paradiso terrestre” ossia gli “otto binari”. Come vi dicevo il più grosso problema per l’epoca era trovare le studentesse. Erano pochissime. Motivi economici e di mentalità dirottavano il sesso femminile verso l’aiuto da dare in casa, all’accudimento dei genitori, dei nonni, dei fratelli per cui la caccia era molto difficile. Molte volte, data la scarsità, si optava per le riserve di caccia di Molfetta o di S. Spirito dove si cominciava a sentire l’influenza barese. Oltre alla scarsità di materia prima c’era poi il problema del solito ben informato che non si faceva i fatti suoi e che al tuo arrivo in piazza mittaive subbete le manifiste: si sceute a fe’ le pemmedore!!! Per le altre categorie sociali le trafile erano assai diverse. Pe la figghie du zappateure, du ferrere, du stagnere, du falegname, du ferriste, anche queste modeste possibilità venivano meno. L’iter per l’approccio era molto più elaborato e molto più graduale. Ai miei tempi funzionava l’ufficio informazioni. Di lui si chiedeva: «Ce mestire fesce? E poi: «Ce pessede? ». Di lei invece si chiedeva: «Comme je la picciuedde? Ce robbe sepe fe’? Porte la dote? E panna quande? E u attene nunde nge de’?». Se le risposte a tutti questi quesiti erano più o meno consone si incaricava u zanzere che aveva il compito di aprire la strada per la trattativa. Faceva seguito l’ambascete fatta da qualche influente del gruppo famigliare cui faceva seguito scieje a de’ parole ossia il fidanzamento ufficiale. Ma un poco di diffidenza sussisteva ancora fino a quando non si redigeva la carta capitue (una scrittura privata di quanto si dava alla sposa) sia per quanto riguardava il corredo sia di eventuali altre proprietà. Ogni tanto, noi studenti, eravamo chiamati a stilare questi elen-

VINC DEPAL

DI

Io, mamme e tu I

DOLCI LUOGH

chi: 10 tovaglie ricamate, u prime abite, u seconde abite, 10 paia di mutande, 10 reggipetti e così via dicendo. Soprattutto nel paese vecchio poi, per i non credenti, si usava anche qualche giorno prima del matrimonio, mettere espost u correde. Era l’occasione per far verificare la finezza dei ricami e per qualcuno accertarsi anche delle reali misure degli attributi della sposa (seconda meseure, quarta meseure, ecc.). Si mettevano anche in bella mostra accessori vari per la casa: tiedde, pignatidde, quartere, preise, vaceile, ecc. Gli incontri tra u zeite e la zeite avvenivano sempre in maniera ufficiale. La zeite aspettava u zeite la saire acquanne scapuave da la fateiche. I giorni delle grandi feste c’era la possibilità della passeggiata in piazza dalla parte che costeggiava la chise du spizzie perché l’altra parte era riservata a le vagabbunde, ossia a noialtri. La passeggiata in piazza era esattamente come quella descritta nella celebre canzonetta di Renato Carosone: io, mammete e tu, fratete, sorete, ziete e chi più ne ha più ne metta, insomma era sotto scorta armata. Poteva anche succedere che se tutte queste azioni preliminari non andassero a buon fine, vuoi per gli ostacoli messi dai famigliari dell’una o dell’altra parte, vuoi per il non gradimento di qualche conzepreime, il fidanzamento non andava a buon fine. C’era però il pericolo che i due ragazzi comunque si piacesse-

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Chissà perché u scesciacchie era sempre opera delle ragazze! Queste disgrazie (secondo i dati ISTAT), avvenivano di solito u mese de maggie, u mese du core de gesù, a la nevene de la madonne de cersignene, a la nevene de natele. Il motivo: a queste funzioni si partecipava la mateine a le cinghe e quando la mamma non poteva accompagnare la figghie perce’ avava fernesce de fe’ le pene succedeva che qualche accogliente trajene che le sdanghe all’arie facesse da talamo nuziale. Queste poche righe risveglieranno qualche ricordino nelle persone anziane. Diciamo pure che ogni tanto una ripassatina non fa male. Ai ragazzi, cui oggi basta fare un sms per dirsi fatte acchie’ abbasce ca stogghie pe’ d’arrive’ una cortese raccomandazione: non andate a chiedere a nonno e nonna si sceute me a la vallata o alle jotte binarie? Na volta tande facete le cristiene aggarbete e pe chessa volte facitive la fatte vuste!

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HI DELL’AMORE ro e che il tutto finisse con il fattaccio: - «U se ci se na ave’ ascinneute? » - «La figghie de… Madonne e che ci’?».

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pillole di storia DI

DIEGO

DE

CEGLIA

LE DISCARICHE Il riciclo dei tempi passati Negli ultimi mesi i mass media hanno a dir poco bombardato i cittadini con le notizie relative allo smaltimento dei rifiuti, problema che ha colpito in modo particolare la Campania, investendo indirettamente anche altre Regioni “costrette” ad accogliere i prodotti da smaltire. Anche la nostra cittadina spesso e volentieri è stata costretta trovare una soluzione a questo problema. Come sempre proiettiamo lo sguardo indietro nel tempo di alcuni secoli, ma sempre sullo stesso problema e nello specifico per la nostra realtà cittadina. Nel testo di M. Bonserio, Le conclusioni decurionali dell’Universitas di Giovinazzo, a p. 67 si legge: «1586 - Vendita del romato del fossato verso Bari per carlini 30». Appare chiaro come chi provvedesse a smaltire i rifiuti venisse pagato. Non ci è dato sapere se esistesse e quanto costasse un servizio di raccolta dei rifiuti. Probabilmente erano gli stessi cittadini a scaricare i rifiuti nei fossati. Un atto notarile rogato dal notaio Fabrizio Vallone l’8 settembre del 1602 (ASBa, piazza di Giovinazzo sk. 9) ci fornisce i particolari circa il servizio di smaltimento rifiuti appaltato dall’Universitas, ma anche in esso non si parla di servizi di pulizia. Dalla trascrizione che segue, emerge chiaramente come i problemi siano stati sempre gli stessi, ovvero che sin da allora sarebbe stato più opportuno tenere una raccolta differenziata tra rifiuti biodegradabili che costituivano il 90% di quelli prodotti, e le macerie provenienti da lavori edili e dalle cave. Come oggi vediamo i rifiuti edili ammassati ai margini delle strade vicinali, ieri venivano buttati nei fossati insieme agli altri rifiuti rendendo più difficile il riutilizzo di questi ultimi. Dalla nota delle Conclusioni Decurionali e dall’atto notarile si rileva come chi smaltiva, ovvero prelevava i rifiuti, li pagava ovvero li comprava dall’Uni versitas, dato questo che sottintende chiaramente un loro riutiliz zo da parte dell’acquirente che certamente non sosteneva una tale spesa senza poi averne un guadagno. Parti del suddetto atto notarile furono: Ioannes Augustinus de Uscento de Iuvenatio, quale liquido debitore nei confronti dell’Universitas di Giovinazzo (rappresentata dal

Sindaco e da tre membri della piazza dei nobili e tre membri della piazza del popolo), della somma di ducati sette in carlini d’argento, «et sunt ut dixit ex venditione sibi facta romati sistenti in fossatis dictae civitatis videlicet: in fossato Sancti Salvatoris et in fossato fronte Spitio Curiae dictae civitatis pro praesenti anno». La vendita dei rifiuti esistenti nei fossati da settembre 1602 fino a pasqua del 1603, era stata fatta giusta gara di appalto a spegnimento di candela, e con i seguenti patti: «che se fra il detto tempo alcuna persona in qualsivoglia modo buttasse o facesse buttare romato in detti fossi in tal caso detti romati, siano et s’intendano ex nunc pro tunc del detto Giovanni Agostino quia sic alio pacto; in caso che alcuno menasse o facesse menare fra il detto tempo in detti fossati frascina o pietre, in tal caso li detti sindaco et sei (rappresentanti) abbiano a fare cavare dette pietre et frascina che fosse da menarsi in detti fossati a dispense di quello che ce la farà menare, o ce la menarà et che fra termine di otto giorni habbiano a fare levare da detti fossati li romati che al presente si ritrovano in detti fossati, con far ordine alli patroni di detti romati che vogliano quelli cavar fuori, et elasso il detto termine si intendano di esso Giovanni Agostino. Quia sic». Dall’ultima condizione del contratto si evince chiaramente quale dovesse essere il valore dei rifiuti, tanto da non volerne vendere quantità maggiore di quella da che si sarebbe prodotta per il periodo prestabilito. PIAZZA BENEDETTINE (centro storico)

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candidamente DI

GOSSIP

BRUNO LANDO

SOTTO L’OMBRELLONE DEI NOSTRI AMATI AMMINISTRATORI

«LA VOLPE NEL DESERTO E LA CARNE SULLA SPIAGGIA» OGNI

RIFERIMENTO A FATTI E\O PERSONE REALMENTE ACCADUTI E\O ESISTENTI È DA RITENERSI PURAMENTE CASUALE E\O INVENTATO DI SANA PIANTA

Egregio Direttore, ho da formularle le scuse, ma intanto mi immergo nelle fresche acque del porto vecchio dove altri ceppi, altre razze (bitontini e terlizzesi) bagnano le loro membra. Chiudo gli occhi e per un momento tra il rumore di piccole onde blu e accenti poco familiari mi sembra di essere in vacanza a Forte dei Marmi. L’odore della carne arrosto, le bottiglie di birra tenute sott’acqua, cozze crude e ricci zmonic aperti e mangiati, mi ricordano che sono a Giovinazzo. In una colonia di forestieri, straniero in Patria penso alle leggi italiane sugli extracomunitari. Mi chiedo se l’Amministrazione, la nostra, possa varare un pacchetto sicurezza e rispedire alla frontiera tutti quelli che non superano un piccolo esame. Se viene chiesto allo straniero che vuole la residenza italiana di conoscere i principi fondanti della nostra Costituzione, io mi accontenterei di chiedere agli oriundi dei paesi limitrofi la differenza tra il riccio ‘buono’ e quello ‘falloso’. Il riccio falloso nasce e vive tranquillo a Giovinazzo. Sfoggia tutti gli aculei e al contrario di quelli ‘buoni’ non si prende la briga di nascondersi sotto gli scogli. Sa già da piccolo che non ha nulla da temere da noi giovinazzesi. Sa che sappiamo sin da tenera età che quel riccio nero e grosso non va preso perchè non serve a niente e perchè al suo interno ci sono solo escrementi e budella. Ma quando finisce la sua pace, la sua tranquillità, la sua serenità? Quando qualcuno con uno zippetto in legno inizia a strapparlo dal suo habitat, quando sul bagnasciuga schiere di parenti e amici lo incitano a prenderne altri e altri ancora. Si plaude, si gioisce per tanta abbondanza, si festeggia e si sussurra neanche a bassa voce che questi giovinazzesi sono mammeri a non accorgersi che ci sono tanti bei ricci a portata di mano. Il riccio ‘zmonch’ si intristisce, squartato e leccato al suo interno maledice l’estate e le frontiere aperte... Ma avevo scritto che Le dovevo porgere delle scuse. Ma prima di fargliele mi allontano con il mio portatile dal porto vecchio e mi sposto al Campofreddo. Mi siedo e cerco le parole giuste, mi giro intorno per cercare l’ispi-

razione ed ecco un seno al vento, anzi due. Sono uomo di mondo e il mio sguardo passa avanti scrutando l’orizzonte in cerca delle parole giuste per farmi scusare da Lei. La faccenda riguarda l’ultimo mio scritto inerente T.P. e la canagliata subita per mano dei suoi compari. Rialzo gli occhi e la portatrice sana di una terza abbondante è ora accompagnata da una quinta scarsa mentre le raggiunge la seconda a coppa. Mi creda Direttore sono tutte al vento. Tento di far finta di nulla ma mi accorgo che non trovo più tanto facilmente i tasti. Mi guardo intorno e vedo nostri compaesani con lo sguardo che si è fatto attento ma fintamente perso nel vuoto. Hanno occhi da cefalotti pescati da poco. Si parlano guardandosi a vicenda. Ma da cefalotto l’occhio si è trasformato in quello del falchetto, per intenderci quello che scruta tutto a 360 gradi. Tengono il filo del discorso e sinceramente non so come facciano ora che è arrivata ‘una terza che si mantiene da sola’. Sudo, fa caldo, la carne tremula mi accelera i battiti cardiaci, Lei lo sa, compagno di tante guardate...Chiudo tutto e decido di andare a casa e scrivere al fresco dell’aria condizionata non fosse altro per scrivere qualcosa che possa poi essere ritenuta da Lei un po’intelligente. Insomma dopo una doccia son qua e rifletto sullo scritto del mese scorso, pen-

so ad Antonello che di fronte alle persone tirate in ballo dal mio scritto, ha detto sghignazzando «Bruno Lando è uno di voi» e poi ha scrutato tutti uno ad uno per scorgere movimenti strani delle palpebre. Ma io Direttore so tante altre cose e forse è bene iniziare a scriverle perchè i pensieri profondi sulla Carfagna, gli ideologismi sul partito dell’amore in estate non fanno vendere più del gossip. Posso dirLe ad esempio che in Venezuela, il nostro consigliere Magarelli salì su uno yacht di un ricco imprenditore e sparì per circa due ore lasciando a terra Dagostino e Palmiotto senza dargli una benchè minima spiegazione. Se serve per vendere di più Le posso raccontare di un nomignolo che ora gira nel Palazzo di Città su uno dei massimi esponenti istituzionali chiamato la «Volpe nel deserto». Il quale starebbe cercando di irretire quattro consiglieri, Restivo, Camporeale, il ‘genero di Polacco’ ed un omissis affinchè la sua candidatura a Sindaco non sia messa in discussione nè dall’assessore Cosma Stufano nè da un emergente Albrizio Agostino. Potrei dirLe che l’ex assessore Restivo ha minacciato una resa dei conti a settembre perchè nessuno la considera ormai più di tanto. Forse può interessare il passo indietro fatto dall’Amministrazione che avrebbe promesso invece che i 5.000euro richiesti dall’associazione Moduloesse solo 3.000. Salvo poi ripensarci e negargli anche quelli e all’esterrefatta assessora alla cultura Carolina Serrone le avrebbero risposto: «Se non sei d’accordo dimettiti». T.P. può stare tranquillo, non è stato l’unico ad essere vittima del sistema e sarà vendicato. L’unica difficoltà è parlare di questa spazzatura, ma l’estate è così. Aspettando che Antonello salga sul palco la sera di Renzo Arbore, approfittando di una platea immensa dopo che ha sempre ignorato le iniziative del Comitato Feste Patronali, auguro a Lei e ai due lettori di questo mio articolo una fresca estate BRUNO LANDO

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Semp con v Giovinazzo siamo anche noi. Siamo noi che in agosto abbiamo invaso le strade, abbiamo colorato le piazze, ogni angolo della città. Siamo noi che ci siamo riappropriati di Giovinazzo. Non volevamo l’accoglienza della banda municipale ma la semplicità e un sorriso come benvenuto. E per questo vi ringraziamo. Perché noi non ci sentiamo affatto stranieri in casa nostra. Siamo noi che continuiamo a rinverdire dall'altra parte dell'Atlantico le tradizioni, gli usi e i costumi di questa splendida città. Che non si finisce mai di amare. Portiamo a New York con noi il ricordo affettuoso ed indelebile dei festeggiamenti di S. Antonio del 9 e 10 agosto. Ci avete aperto sempre le porte. Ci avete fatto presenziare da protagonisti i riti sacri, le

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pre voi! tradizioni, la festa patronale, il culto a S. Antonio. Avete colorato il nostro agosto di allegria e di amore. E noi ci siamo emozionati, abbiamo raccontato le nostre storie di sacrifici e di lacrime. Scelte forzate con la speranza di dare un futuro migliore ai nostri figli. Abbiamo la casa là, negli States, ma il cuore qua. Siamo giovinazzesi. E adesso giù con i ringraziamenti. A tutti coloro che hanno reso indimenticabile le nostre giornate. E’ sempre stato festa per noi. Ogni giorno. Grazie a Katia Coviello, fra Sabino Fuzio e Tommaso Depalma per la dedizione e passione dimostrate nell’arduo compito organizzativo. Non dimenticateci! Michele Serrone La società di S. Antonio in N. Y

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I

Giovinazzo ti amo perchè... ( o per...)

MOTIVI PER a vivere

GIOVINAZZO AMO PERCHè

UOMINI E DONNE 2558 - L’umanista Natalicchio e «i pistazzi, gli ulivi ed il mandorlo, i frutti della nostra terra» offerti in dono a sua Eccellenza Mons. Martella 2559 - Il Primo cittadino Natalicchio contrario come il cavaliere alla pubblicazione delle intercettazioni ma solo perché «la decontestualizzazione induce alla morbosità» 2560 - L’Antonello Natalicchio sindaco della sua prima legislatura perchè ci ha fatto vedere la Giovinazzo che vogliamo 2561 - L’Antonello Natalicchio sindaco della seconda legislatura perché ci dispensa istruzioni per convivere come Orzowei con scarafaggi, zanzare, animali di ogni genere senza farsi sopraffare dall’iper-igienismo della civiltà moderna 2562 - L’assessore alla cultura Carolina Serrone e le sue decisioni di peso nel Palazzo di città 2563 - Il presidente del consiglio Angelo Depalma che ci fa rimpiangere la lettura delle proposte di deliberazione con le giuste pause metriche di Nicola Massari 2564 - Angelo Sciancalepore, non più consigliere comunale perché «si seccava a sentir parlare il sindaco» 2565 - Il consigliere Toro Altieri, perché anche le tute blu possono sedere in consiglio comunale 2566 - Pasquale Tempesta, perché se lui è vice sindaco anche i preti un giorno potranno sposarsi ma soltanto a una certa età 2567 - Gioventù Dagostino che ci ha fatto conoscere personalmente la biondona Haiducii e riascoltare dopo sette anni di astinenza il M° Vincenzo Camporeale in concerto 2568 - L’ing. cons. Vitangelo Bavaro e il suo trattato «A livella» contro il caro loculi a difesa dell’eterno riposo dei più poveri 2569 - Il consigliere indipendente Turturro che ha sostenuto un corso accelerato di dizione dopo le sue ultime performance in consiglio comunale 2570 - Beppe Decandia, trombato sindaco, trombato nel Pd, a cui non rimane che aggrapparsi alla gnocca 2571 - Mariangela Minore, Michele Mezzina, figli di un dio minore e basta! 2572 - Celeste Barile, comandante dei Vigili urbani, perché sotto la divisa ha gli attributi 2573 - Elsa Murolo e «il suo bel Snai che hai» 2574 - Damiano Stufano, mister Puglia e il suo fisico da guerra per combattere le battaglie contro l’altro sesso 2575 - Anita Piscitelli e il suo balcone in fiore, cibo per la mente di tanti lettori in quei luoghi oscuri dove prima o poi tutti siamo costretti ad andare

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G

…P

.I

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2578 - Tuttora ci si rivolge per avere un “favore” a questo o a quell’ex-esponente della DC, a seconda del suo campo di specializzazione 2579 - Il partito dei palazzinari perché è il partito numero 1 in assoluto 2580 - Quelli che stanno al Comune so tuttt na razz 2581 - L’onestà è lodata da tutti ma muore di freddo

GIOVINAZZESITÀ 2582 - Le «case delle femmine maledette» 2583 - Il «palazzo delle condoglianze» che induce il passante a grattarsi furtivamente 2584 - Le sedie di casa lungo il marciapiede antistante il proprio sottano nei giorni di festa per non far parcheggiare automobili agli sconosciuti 2585 - Il banchetto del matrimonio quando ci si mette in tasca un intero pesce per portarlo a casa 2586 - I maccheroni lanciati all’uscita degli sposi dalla Chiesa 2587 - Gli abiti da sposa non più bianchi perché ormai al matrimonio non si arriva più... come una volta 2588 - Il mercato del venerdì e i venditori coi registratori di cassa coperti per non impolverarli 2589 - Il gamberetto che il pescivendolo consiglia di far mangiare ad ogni bambino prima del pesce 2590 - Vantare a tutti i costi la presunta bellezza di Modena, Bologna, Vicenza, Milano se si è emigrati

ESTATE GIOVINAZZESE 2591 - Il corteo storico e la scena del cavallo che produce i suoi rifiuti organici 2592 - Il boom delle iscrizioni al corteo storico delle aspiranti veline 2593 - Il flop delle iscrizioni dei figuranti maschili perché la porta è troppo stretta per diventare un Costantino

POLITICA 2576 - Le sedute del consiglio comunale più trash delle puntate della Very Strong Family 2577 - I “tifosi” al consiglio comunale che passano da una parte all’altra della stanza in base ai movimenti dei loro beniamini

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CUI VAL LA PENA a giovinazzo

TI è...

ANNIVERSARIO TERESA SERRONE 13/07/2007 – 13/07/2008

Manchi tanto a tutti noi, ma resti sempre viva nei nostri ricordi.

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lutto

2594 - Guardare il corteo storico e tastare con le dita il materiale dei vestiti dei figuranti mentre sfilano, per giudicarne la qualità della stoffa 2595 - Aspettare la festa patronale per sfoggiare in piazza il ‘vestito buono’ comprato in occasione dell’ultimo matrimonio 2596 - La supremazia nerazzurra di Sant’Agostino al Gamberemo e quella dell’Inter di Moratti

PISCITELLI CRISTINA N. 14.11.1929. M 18.04.2008

SYDNEY. Non piangete la mia assenza, sentitemi vicina. Se ho fatto del male il Signore mi perdonerà, se ho fatto del bene lo dovete ricordare.Sentitemi vicina e parlatemi. ANTONIO PISCITELLI.

ERANO BEI TEMPI 2597 - La signora che veniva in casa a tagliarci i vermi 2598 - Le donne che si specializzavano nella creazione artigianale dei materassi in lana di puro vello di pecora 2599 - Le mandorle stese al sole sui marciapiedi e i passanti che le andavano a rubare 2600 - La scimmietta del Parco Scianatico

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LA

IN

GRANDE

FESTA

di Agostino Picicco

TEMA DI FESTA PATRONALE

Riflessioni a margine A breve si apriranno i festeggiamenti in onore della protettrice della città, la Madonna di Corsignano, e per il secondo anno l’organizzazione degli eventi legati alla festa è affidata alla gestione del presidente del Comitato Tommaso Depalma. E’ da rilevare positivamente come il Comitato Feste Patronali non sia sparito con la conclusione delle manifestazioni dell’anno scorso. Ma sia rimasto attivo a Giovinazzo per tutto l’anno, collaborando a iniziative ed eventi anche nei mesi invernali, pubblicizzando per tempo le prossime scadenze e distinguendosi nell’opera di solidarietà a sostegno della causa di Luca Mongelli e al recupero dei fondi necessari per il ricovero transoceanico del nostro giovane concittadino. Accanto a questa presenza costante, è da sottolineare la coralità del lavoro del Comitato, un lavoro attento, partecipato, efficiente e tempestivo nell’organizzazione, intelligente nel predisporre un programma che dia nuovo impulso ai riti tradizionali e fornisca nuovi eventi per una maggiore partecipazione e riflessione dei cittadini. Il messaggio di Depalma e dei suoi collaboratori è quello di una nuova immagine di comitato a servizio della città, punto di riferimento per la cultura cittadina, mirabile esempio di attività, di comunicazione e di impegno sociale. Un modo per coniugare volontariato e solidarietà, con uno stile caratterizzato da efficienza, professionalità, disponibilità e generosità nell’impegno profuso. Un motore di coinvolgimento ed entusiasmo, una organizzazione originale che dedica maggiore attenzione alla religiosità, alla pietà popolare, alla crescita spirituale, per favorire l’interiorità e rallegrare i cuori. Ecco allora la ricerca di modalità nuove di coinvolgimento degli emigranti (intesi come tutti i fuori sede, dall’America al Sudafrica, da Roma a Milano), di valorizzazione degli eventi religiosi, di attenzione ai bisogni della comunità, di condizioni di accoglienza per tutti, in particolare per i turisti, unendo occasioni di svago, di sport e di cultura. E così grazie al lavoro di questi concittadini potremo assistere ai tradizionali riti della festa che avrà il suo apice nella processione solenne della sacra icona mariana, emblematica nel suo svolgersi con le fatiche dei portatori e le suggestioni dell’uscita dalla concattedrale, il suo incedere placido e maestoso in un tripudio di fiori tra le stradine del centro storico accompagnata da campane, applausi, fuochi d’artificio, e circondata dalla presenza del popolo festante e orante, delle autorità, dei sacerdoti, delle confraternite, dei bimbi stupìti, della gente semplice e innamorata della propria protettrice, simbolo di tenerezza e conforto.

Lisa e Gina Serrone

NEW YORK. Ogni anno la Columbus Citizens Foundation conferma la promessa di restare fedele agli ideali per i quali fu fondata. Incoraggia e sostiene gli obbiettivi educativi dei giovani italo-americani, attraverso il programma delle borse di studio. Non staremmo a parlare oggi di questa Fondazione che comprende attualmente, uomini e donne illustri di origine italiana, che operano nei campi della giurisprudenza, della medicina, del governo, degli affari, della scuola e delle arti se non fosse per il fatto di aver insignito Lisa-Marie e Gina Serrone, figli di Lino e Lisa, per il loro impegno e per i loro risultati conseguiti nel campo scolastico. E con l’orgoglio tutto giovinazzese che ci sentiamo di sottolineare questo ambito riconoscimento della Columbus Citizens Foundation a due figli della nostra terra con l’auspicio di poter scrivere ancora di loro in futuro. Ad maiora, Lisa e Gina

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little DI

italy

NICK PALMIOTTO

La fame di energia centri di recupero dai quali dovrebbero poi anche acquistare i nuovi combustibili. Il progetto però non appare realistico. L’India, invitata a partecipare al programma GNEP, come cliente e non come fornitore, si è subito risentita. Ma quale sarà il futuro dell’energia nucleare? Paesi come la Cina e l’India non rinunceranno sicuramente mai allo sviluppo della loro industria energetica mediante la costruzione di nuove centrali nucleari. Per quanto riguarda gli USA e la Francia, ambedue produttori di molta energia elettrica in centrali nucleari, è piuttosto prevedibile un aumento del numero degli impianti, non da ultimo in considerazione della convenienza economica. Nonostante gli enormi costi di una centrale nucleare - tra tre e quattro miliardi di Euro – l’energia elettrica prodotta in questi impianti potrebbe essere fornita in futuro a prezzi competitivi. L’accordo nucleare fra la Cina e gli USA rappresenta anche una tappa molto importante. Insomma una nuova era deve iniziare. Così dibattuta ed osteggiata su diversi fronti ma volenterosa di aprire le frontiere ad un radicale cambiamento delle abitudini di vita dei cittadini americani ed europei. NICK PALMIOTTO

NEW YORK. La tematica dell’energia nucleare è all’ordine del giorno in America. Le centrali nucleari non emettono gas serra e tutto ciò fa apparire il nucleare come salvatore del clima. Non bisogna dimenticare infatti che oggi ci troviamo di fronte ad un costante aumento del prezzo dell’energia elettrica ed un notevole incremento delle emissioni di C02. La previsione di una catastrofe climatica crea non poca paura e questa paura sta ora soppiantando quella che si aveva nei confronti di una catastrofe nucleare. Una cosa è certa: la domanda mondiale di energia cresce rapidamente. L’OCSE prevede che, entro il 2030, il fabbisogno aumenterà del 53% e, che nello stesso periodo, la domanda potrà raddoppiare, soprattutto perché paesi come la Cina e l’India hanno bisogno di centinaia di nuovi gigawatt. Nei paesi industrializzati invece bisognerà modernizzare le centrali. Per esempio, nei prossimi due decenni, in Germania si dovrà sostituire la metà della capacità produttiva delle centrali elettriche. Anche in America la metà delle centrali nucleari presenti da circa venti anni risultano attualmente obsolete e ben presto gli impianti di terza generazione dovranno prendere il sopravvento. Ad esempio il reattore modello Westinghouse AP 1000 è il primo della terza generazione che ha ricevuto anche la certificazione del disegno dall’agenzia regolatrice “Nuclear Regulatory Commission”. In nome della sicurezza e della reale volontà di evitare ulteriormente il danneggiamento del clima che già oggi mostra sovrano le conseguenze della cattiva opera dell’uomo negli ultimi decenni. Attualmente nel mondo sono in funzione 435 centrali nucleari distribuite in 31 paesi. La Cina da sola prevede la costruzione di 31 nuove centrali e la Russia ha annunciato di volerne costruire otto. Anche India, Giappone e Corea del Sud hanno in progetto di costruire nuovi reattori. I governi della Gran Bretagna e degli USA tentano di convincere le società energetiche a costruire nuove centrali nucleari e, a tal proposito, offrono l’agevolazione dei relativi progetti. La tecnologia nucleare necessita anche di impianti di rigenerazione. In essi i due elementi chimici, il plutonio e l’uranio vengono chimicamente separati ed estratti. Il resto, circa il tre percento del combustibile, è costituito da isotopi altamente radioattivi e non riutilizzabili che vengono incapsulati in vetro. Questi blocchi di rifiuti vetrificati vengono quindi depositati in pozzi verticali raffreddati. Dall’uranio recuperato si produce nuovo materiale combustibile. Il pericolo che il plutonio recuperato possa essere utilizzato per produrre armi atomiche c’è sempre. Il trattato di non-proliferazione di armi atomiche (NPT =Treaty on the Non-proliferation of Nuclear Weapons) del 1968 avrebbe dovuto severamente limitare la diffusione di queste armi, ma i test di bombe atomiche da parte di Pakistan, India e Corea del Nord hanno dimostrato l’insufficienza di questo strumento. Solo nel 2005, si sono registrati 103 casi di commercio illegale di materiale nucleare. Il presidente statunitense George W. Bush crede di poter ancora controllare questo commercio tramite il Global Nuclear Energy Partnership Programm (GNEP) che prevede il trattamento di rifiuti radioattivi e quindi la produzione di plutonio solo negli USA e in alcuni paesi scelti. Tutti gli altri paesi dovrebbero rendere le loro scorie radianti a questi

The Cirillo family

Una cartolina di saluti dalla Grande Mela a Giovinazzo by Cirillo Family. Si può ben dire che la fam. Cirillo ne abbia fatta di strada da quando si trasferì negli States. La loro è, in sostanza, una storia di emigrazione diversa dalle altre. Allontanatasi dal paese ha saputo tenacemente perseguire posizioni importanti nella società di accoglimento. Tony (a destra nella foto) è oggi il presidente del Mercato Ittico di New York. Byebye Giovinazzo. Frank, Pasquale, Tony, Rosa, Grazia e Maria

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little italy DI VITO BAVARO

Quando le truppe alleate scoprirono i fichi d’India FLORIDA. Cari coetanei emigranti, vi ricordate i duri periodi della guerra? Fame, tristezza e poche speranze di sopravvivenza. L’ausilio degli alleati americani ed inglesi è stato fondamentale per farci uscire dall’inferno. Sommergibili della parte nemica furono affondati nel porto di Bari affinché i soldati a stelle e strisce non se ne impadronissero. E a Giovinazzo che cosa succedeva? La nostra cittadina era assediata dai soldati tedeschi che ormai avevano fissato la loro dimora. Amavano solitamente distruggere il nostro patrimonio al loro passaggio, sia artistico che paesaggistico. Una gragnola di bombe che difficilmente riusciremo a dimenticare. Danni incalcolabili alla nostra nazione e alle nostre cittadine. E così anche la nostra bella Piazza centrale dovette subire le angherie dei tedeschi. Gli alberi che la abbellivano furono completamente estirpati per lasciar spazio ad imponenti e minacciosi carrarmati. Per non parlare del campo sportivo che serviva da parcheggio per gli stessi. E per fortuna la fontana del Piscitelli fu salva, quando decisero di abbandonare il campo. Anche la nostra villa comunale assunse un aspetto completamente diverso, perché fu trasformata in un vero e proprio centro di comunicazione con i mezzi navali che entravano nel porto di Bari. Insomma la nostra cittadina assunse un ruolo di rilievo per i nostri nemici. Il coprifuoco era all’ordine del giorno, uscire di casa significava rischiare la propria pelle. Anche le campagne di conseguenza in quel periodo furono abbandonate al loro destino e non potevano più essere utili per alleviare la fame. I tedeschi invadevano le abitazioni e le nostre vite. Il cielo di mezzogiorno era sempre nero, le esercitazioni dei bombardieri si tenevano quasi sempre in quelle ore. Una pesante coltre oscurava il nostro meraviglioso sole del sud Italia. Una sera una bomba fu lanciata nei pressi della ferriera, un obiettivo che doveva essere colpito. Per il fragore la porta della nostra abitazione si squarciò. E da allora fu paura vera. Ogniqualvolta scattava l’allarme tutti in fuga ci avviavamo verso i sotterranei delle chiese. Mia madre, una donna piena di senno, non era così favorevole a quella soluzione, in quanto le chiese potevano essere anch’esse bombardate. Secondo la sua opinione sarebbe stato più sicuro andarsi a rifugiare nelle campagne, lontani dai centri abitati che i tedeschi avevano un grande interesse a distruggere. Un’esperienza che abbiamo fatto anche di notte, quando brancolavamo nel buio con tanta paura addosso pur di salvarci la vita. Quando arrivarono gli alleati la situazione non si capovolse immediatamente. I soldati, infatti, ormai stremati dalla guerra si muovevano in gruppi, si ubriacavano e cercavano di passarsela alla meglio. Non vi erano regole in quelle situazioni e noi, ormai così spaventati, avevamo timore per tutti. È curioso rammentare però che, durante le loro perlustrazioni, scoprirono le piante dei fichi d’india. Un giorno, in via Bari, nei pressi della ferrovia, si fermarono a raccogliere quelli che per loro erano considerati degli strani frutti. I frutti con le spine che venivano prelevati a mani nude. E che non si sapeva come dovevano essere gustati. Ebbene, sapete cosa fecero? Provarono a mangiarli con tutte le spine. Un episodio curioso, perché è impossibile mangiare quei frutti senza danneggiarsi. In seguito si impossessarono dei nostri fondi, impedendo anche ai giovinazzesi di continuare a coltivare quelle che erano le uniche risorse per alleviare la fame di quei giorni. Oggi siamo circondati dai supermercati, allora i prodotti della nostra terra servivano alla preparazione di cibi caserecci. Si mangiava la carne una volta alla settimana, ci si salvava con i legumi. Fame, fame ed ancora fame. Quella che le nuove generazioni non hanno mai avuto modo di tastare. E che invece hanno regalato alla nostra generazione la possibilità di apprezzare tutte le comodità che

STRANO MA VERO. In Florida i giovinazzasi Bavaro e Milillo crescono e mangiano i fioroni del proprio giardino gli anni del benessere ci hanno regalato. Un confronto di realtà che dev’essere valutato come un tesoro.

Da Montreal a Giovinazzo

C’è chi attende con ansia il concertone che Renzo Arbore terrà a Giovinazzo il 23 agosto e chi l’artista foggiano lo ha apprezzato già e lo ha anche omaggiato. E’ Luigi Montaruli, giovinazzese del Quebec che era presente nel teatro dell’Arte di Montreal per il grande show “alla maniera” di Arbore ed il suo meticoloso, accurato repertorio di canzoni napoletane, senza dimenticare i grandi successi televisivi e quelle sonorità che lo stesso showman definisce le canzoni della memoria. Il tour di Renzo Arbore negli Usa e Canada è capitato in un momento in cui proprio l’immagine internazionale di Napoli e l’Italia è stata offuscata dalle note vicende di attualità. A Giovinazzo gli organizzatori invece hanno pensato ad una causa nobile da sposare al concerto di Renzo Arbore: aiutare Luca. Speriamo che il 23 saremo in tanti e tutti insieme per Luca.

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appuntamenti DI

MARIAGRAZIA CIRILLO

SPIGOLANDO

Giovinazzo protagonista

IL TITANO

PROGETTO TEATRI DI PACE

I Titani sono figure della mitologia greca, padroni della settimana di sette giorni. In particolare, erano giganti talmente forti che ancora oggi si usa dire uno sforzo titanico per indicare una forza veramente grande. Furono creati da Eurinome, la dea di tutte le cose, ma secondo altre versioni furono figli di Urano dio del cielo e la Madre Terra: Urano generò i Titani dopo aver cacciato i Ciclopi, suoi figli ribelli, nel remoto Tartaro. Per vendicarsi Gea indusse i Titani ad assalire il loro padre. È certo che il grande compositore e grande Direttore di Orchestra boemo Gustav Malher tra le dieci sinfonie composte ne incluse una che ha il titolo appunto de «Il Titano». Chi ha ascoltato il brano strumentale e chi lo ha eseguito strumentalmente ha potuto non solo capire ma anche emozionarsi davanti a quelle note che mostrano di addivenire ad una conclusione, quella di partire, avventarsi e combattere fino all’estremo sacrificio ma con l’intento che alla fine il titano venga sconfitto. La Prima sinfonia in Re maggiore Il Titano, fu composta nel 1888 ed ispirata all’omonimo romanzo di Jean Paul. La sua prima esecuzione (Budapest, 1889) fu un disastro. La sinfonia fu inizialmente concepita in cinque movimenti, poi Mahler eliminò l’andante (che portava il titolo di Blumine), il cui manoscritto fu ritrovato solo molti anni dopo la morte dell’autore e che fu eseguito per la prima volta solo nel 1967 sotto la direzione di Benjamin Britten. Dei quattro movimenti di cui si compone la versione definitiva della sinfonia il più noto è sicuramente il terzo, in cui un contrabbasso solo esegue una spettrale parodia della canzone popolare per bambini Fra Martino. Tale sinfonia inizialmente non fu compresa proprio perché non si conosceva a fondo il sentimento dei Titani e la loro storia. Oggi invece, paradossalmente sappiamo bene chi sono i Titani. Potrebbero essere tranquillamente rappresentati dagli uomini della nostra politica e dagli apici della Chiesa Cattolica. E così questa bella sinfonia del Malher si rivela ben intonata alla nostra epoca VINCENZO TURTURRO, musicologo

La compagnia di teatro-danza ResExtensa, capofila di un gran numero di spettacoli, manifestazioni e progetti, in collaborazione con Legambiente-Puglia, il C.I.R.P. (Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Pace), Festambiente Sud-Festival del Teatro Civile e la ASL BAArea della Socialità – presso l’Istituto Vittorio Emanuele a Giovinazzo ed il Dipartimento Dipendenze Patologiche di Molfetta, d’intesa con l’artista Francesco Sannicandro, congiuntamente all’istituto d’Arte L. Russo di Monopoli ed ai partners esteri, hanno dato luogo ad un progetto di teatro-danza finalizzato al dialogo tra culture ed alla riflessione su quelli che sono radicati principi sanciti dalla Costituzione Europea, in materia di Pace, lotta al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e a qualsiasi forma di discriminazione ed esclusione sociale e religiosa. Lo spettacolo, intitolato “MAKTUB - così è scritto...”, nasce come esperienza culminante di un percorso volto ad indagare gli ambiti e le possibilità del dialogo interculturale. La compagnia è infatti composta da artisti israeliani, palestinesi, irlandesi e italiani che attraverso il teatro e la danza hanno voluto dare corpo e voce ad un tema, quello del sacrificio nelle tre religioni monoteiste. Maktub (così è scritto) ci racconta il percorso di quattro identità accomunate dall’esigenza di ridefinire il senso del proprio destino, un viaggio in cui l’incomunicabilità e l’errore divengono la cifra di una colpa da espiare. Una colpa che si riconduce ad un’unica drammatica verità: la mancanza di dialogo, le difficoltà e le ambiguità della comunicazione che portano alla deriva anche i legami più profondi, quelli che uniscono un padre ad un figlio, una moglie ad un marito, minando le radici della nostra identità tanto individuale che collettiva. Fondamentale si paleserà anche il contributo del Plesso della ASL BA- Area della socialità –presso l’Istituto Vittorio Emanuele in Giovinazzo luogo dove si svolgerà il periodo residenziale per gli artisti impegnati nel periodo dal 14 al 29 Agosto, coinvolgendo attivamente nei laboratori artistici gli utenti del centro, così come il pubblico ammesso a laboratori “aperti”, consentendo dunque la valorizzazione di una struttura parzialmente inutilizzata e nel contempo di particolare pregio storico-architettonico, quale il Plesso Vittorio Emanuele, che mediante la concreta sinergia con le residenze artistiche, già attivate da ResExtensa e dal Laboratorio artistico di Francesco Sannicandro, conoscerà un funzionale riutilizzo, divenendo spazio di riferimento per le attività artistiche del presente progetto e luogo di incontro “aperto”. Tutto ciò si sta realizzando grazie al felice intuito del responsabile per l’inclusione sociale dott. Ernesto Chiarantoni e dal dott. Antonello Taranto, psichiatra, che hanno creato “L’AREA DELLA SOCIALITÀ”, con l’avvallo del dirigente dott. Giuseppe Lonardelli e del direttore generale asl puglia l’avvocato Lea Cosentino. L’intero iter progettuale, nel vedere coinvolti accanto agli attori, numerosi altri soggetti, soprattutto giovani, impegnati in laboratori di arte visiva e scultorea, anche grazie al coordinamento dello scultore Francesco Sannicandro, consentirà l’ingresso sul palcoscenico, insieme a prosa e danza anche delle sculture, dei costumi e delle opere realizzate con materiali di riciclo e destinate a costituire la scenografia dello spettacolo, conseguendone un indiscusso momento di interdisciplinarietà artistica. Il progetto è promosso dalla regione Puglia, dalla Provincia di Bari, dal Comune di Giovinazzo e la collaborazione del Teatro Scalo, promosso inoltre dal Teatro civile festival, dalla AslBa, Legambiente Puglia e il contributo del centro commerciale mongolfiera. I bravissimi attori che si alterneranno nello spettacolo: Elisa Barucchieri, Leonardo Caione, Franco Ferrante, Liat Magnezy, Anna Moscatelli, Hanna Shammas, Avril Ryian. La drammaturgia è di Ayman Nahas, la regia ad Allessandra Lanzillotti e Ayman Nahas, le luci sono di Franz Catacchio, le musiche originali di Roberto Ottaviano, i costumi di Maria Cavallo, il coordinamento artistico è affidato all’artista Francesco Sannicandro. Inoltre il coro è composto da Francesco Achille, Rosaria De Candia, Marcello Girardi, Filippo Lamanna, Leonardo Napoletano, Emilia Noviello, Assunta Ortenzio, Celestina Scranna, Grazia Valla e Nicola Zonna. Al corno l’artista Michele Marrano, voce Anna Maria Stasi. ResExtensa ha già avuto un periodo di produzione in primavera per la nuova produzione sul pittore Hieronymus Bosch, Lusus Naturae, che ha debuttato con successo a Gioia del Colle l’ 11 aprile, in apertura del festival Apriledanza, successivamente a Roma e ?? e ha visto la partecipazione straordinaria e l’intervento pittorico in scena dell’artista Franco Sannicandro.

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, musicologo

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GIARDINAGGIO A CURA DI CICCIO DECEGLIE

I lavori di Agosto LE PIANTE D’APPARTAMENTO E L’ORTO Agosto è il mese delle ferie per antonomasia, si pensa al mare, alle spiagge, alle passeggiate in montagna. Non dobbiamo però dimenticarci delle nostre piante, sia prima di partire che al ritorno dalle vacanze, per non comprometterne il vigore: perché se le abbandoniamo a loro stesse, difficilmente potranno fornirci soddisfazioni future. Soprattutto perchè il periodo che abbiamo appena passato è stato molto caldo e umido, rendendo le piante debilitate e soggette a malattie fungine e parassiti. Ecco allora alcune informazioni sulle operazioni colturali da eseguire in questo periodo.

PIANTE D’APPARTAMENTO Le piante verdi (Ficus, Potos, Tronchetto ecc.) Sono le piante che maggiormente soffrono in questo periodo. La chiusura della casa per alcune settimane mette a dura prova la vitalità delle piante. Un suggerimento è di posizionarle in giardino, magari sotto a degli alberi che le proteggano dai raggi solari diretti, per evitare ustioni sulle foglie e per mantenere un’atmosfera abbastanza umida. Un’altra soluzione è quella di mettere le piante nel pianerottolo, in una posizione luminosa, evitando la luce diretta che potrebbe filtrare dalle finestre e utilizzando un prodotto in gel a base di acqua per garantire regolari annaffiature anche in vostra assenza. Al ritorno dalle ferie si dovrà fare un’azione di recupero delle piante (sicuramente mostreranno qualche sintomo di sofferenza) per riportarle in breve tempo al loro antico splendore. Per prima cosa vanno pulite dall’eventuale polvere, si dovrà apportare gradualmente l’acqua nel vaso senza creare dannosi ristagni, nebulizzare la chioma, accorciare o eliminare rami sofferenti o sviluppati eccessivamente (filati) per la ricerca di fonti luminose, ruotare la pianta per fornire la giusta dose di luce anche alla parte che è rimasta maggiormente in ombra. E’ consigliabile utilizzare specifici concimi e rinverdenti per favorire la formazione di nuova vegetazione e intensificare il colore delle foglie. Se le piante risultano colpite da qualche malattia o infestate da insetti si devono fare applicazioni di insetticidi e fungicidi. IN TERRAZZO E BALCONE. Iniziamo con un pratico consiglio per le piante da balcone con fiori ricadenti, tipo Gerani parigini e petunie: legate al vaso della leggera rete metallica da sagomare a rettangolo arcuato e posizionatela sotto ai rami. Questo accorgimento, oltre a creare un estetico effetto volume alla massa fiorita, offrirà maggiore sostegno alle ramificazioni in caso di vento o tem-

porali estivi. Prima di partire si deve prevedere un sistema di approvvigionamento dell’acqua per le piante. Oltre ai sistemi d’irrigazione automatizzati muniti di temporizzatore o alle attrezzature con serbatoi di riserva, si può utilizzare un prodotto in gel a base di acqua, avendo cura di applicare al terreno 1 o più flaconi in funzione del diametro dei vasi. Eseguire i necessari trattamenti contro la “farfallina del geranio” (Cacyreus Marshally”), utilizzando un’insetticida specifico che permette la distruzione delle larve presenti all’interno dei fusti. Al ritorno saranno molto importanti le operazioni di “rimessa in sesto” delle piante, come l’asportazione dei fiori appassiti e delle foglie secche, le annaffiature e le concimazioni, oltre ai trattamenti antiparassitari. Questo è anche il periodo adatto alla propagazione per talea del geranio e della fucsia che si pratica prendendo la parte apicale di un ramo, eliminando le foglie basali e impolverando la base con un ormone radicante. Si trapianta in un vaso (8 cm di diametro) con torba e sabbia in parti uguali e lo si posiziona all’ombra, annaffiandolo periodicamente. Per le begonie si può provvedere alla moltiplicazione tramite le foglie, a cui vanno praticati dei tagli in corrispondenza delle nervature principali presenti nella pagina inferiore. Quindi si posizionano in un contenitore pieno di terriccio, posto in ambiente luminoso e a una temperatura di 18-22°C: dai tagli si formeranno radici e foglioline. Una volta raggiunta la dimensione minima per poter essere maneggiata, si stacca la giovane piantina dalla foglia madre e la si rinvasa singolarmente. Annaffiare e concimare gli angoli aromatici costituiti da piante di rosmarino, salvia, basilico, timo, erba cipollina e tante altre che si possono trovare dai vivaisti. Le piante grasse: sono “attrezzate” per resistere alla scarsità d’acqua, quindi sopportano con meno traumi i periodi di momentaneo abbandono. Al ritorno vanno annaffiate con acqua piovana e concimate regolarmente con fertilizzanti specifici. In questo periodo si possono eseguire trattamenti contro i ragnetti rossi, afidi e cocciniglie ed eseguire la moltiplicazione per talea.

NELL’ORTO Ortaggi in Serra: Eseguire un controllo e la manutenzione dell’impianto di irrigazione prima della partenza per le vacanze, infatti con i “timer” si possono impostare le irrigazioni, che devono essere fatte frequentemente, per far crescere correttamente le piante e ottenere molti frutti. Per ottimizzare le annaffiature si consiglia di effettuarle alla mattina o

AGOSTO, si raccolgono i pomodori alla sera, togliendo anche le erbe infestanti che agiscono da competitori per acqua e concimi. Si prepara il terreno per trapiantare o seminare gli ortaggi a maturazione autunnale - primaverile come finocchi, fragole, fagiolino, porro, prezzemolo, cavoli e cavolfiori. Per pomodori, peperoni e fagioli si deve verificare il corretto mantenimento del sistema di tutoraggio costituito da pali e fili. Si continua la raccolta di cetrioli, patate, cipolle bianche e dorate, lattughe, rucola, aromatiche, melanzane, peperoni, pomodori e piselli. Alla fine di Agosto si iniziano a raccogliere le zucche precoci e si può seminare il radicchio e la lattuga da taglio. Si devono fare trattamenti insetticidi e fungicidi con prodotti appositi per controllare la diffusione di patologie provocate da afidi, mosca bianca, oidio, peronospora. Attenzione anche alle voraci lumache che possono danneggiare gravemente le colture a foglia larga, come le lattughe. Inoltre si devono apportare importanti elementi nutritivi, come Calcio e Magnesio perché la loro carenza provoca nelle piante delle fisiopatie (es. marciume apicale del pomodoro) che rendono gli ortaggi poco appetibili e qualitativamente poco pregiati.

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PERSONAGGI DI SERGIO PISANI ANGELO SQUEO

LA SABBIA NEL DESTINO POCHI LO CONOSCONO. E’

GIOVINAZZESE ED È IL COORDINATORE MONDIALE DEL BEACH-VOLLEY Nella sabbia Changyang Park Beach Volleyball Ground di Pechino, il coordinatore del beach alla Federazione mondiale ha già effettuato la visita di ispezione. Un impianto da 14mila spettatori i cui lavori sono terminati nell’agosto del 2007. Sembrerebbe notizia da Gazzettino ufficiale delle Olimpiadi, se non fosse che quel primo dirigente del mondo è un figlio della nostra terra. Si chiama Angelo Squeo e da 15 anni è il coordinatore del beach-volley alla Federazione mondiale. Vive a Lugano, in Svizzera. Un italiano in Svizzera che a Giovinazzo ci ha lasciato i ricordi dell’infanzia. Le prime partite di pallavolo le ha giocate a Giovinazzo sulla pece del Parco Scianatico anche se la pallavolo l’ha conosciuta alla scuola media dal prof. Nicola Giangregorio. La prima partita di beach-volley invece l’ha giocata quando andava ad allenarsi al mare con la FederLazio sulla sabbia del litorale laziale, nel 1977, dove nel primo dopoguerra già giocavano i soldati dell’armata americana. Da molti anni Angelo Squeo gira il mondo per fare le ispezioni, parlando in inglese o in spagnolo. Il cinese non l’ha ancora imparato. Partito da Giovinazzo con la sua famiglia per Roma, Angelo Squeo ha conseguito due scudetti, uno nel 1977 a Roma, l’altro nel 85 a Bologna. Dopo aver girato mezza serie A (Panini Modena, Bartolini Bologna, Pozzillo Catania, Eurostyle Montichiari) ha girovagato come il dottor Stranamore con un camion. Dove gli stabilimenti balneari gli aprivano le porte si fermava ed allestiva il suo piccolo circo del beach: montava i pali e la rete, recintava il campo, scaricava un frigo di bibite, chiamava gli amici ed il torneo era servito. Insomma, Angelo Squeo, maglia azzurra del volley al coperto, è stato il pioniere degli ‘spiaggiaroli’, quegli stravaganti atleti dai curiosi cappellini e visiere, occhialetti da funambolo, magliette coloratissime di ispirazione hawaiana per i maschi, bikini più da passerella che da competizione per le ragazze. Anche se i soldi che giravano erano sempre pochini, le televisioni trasmettevano le partite col contagocce, Angelo Squeo ha fatto innamorare alla sabbia tanti compagni della pallavolo. La sabbia nel destino anche se i primi tuffi li ha fatti dagli scogli della Rotonda. Erano gli anni 80 e le nostre spiagge erano anni luce indietro rispetto qualche immensa spiaggia di San Diego o di Santa Monica i cui inventori vi si dedicavano già negli anni Venti e Trenta mentre l’Italia aveva problemi ben più gravi che lanciare la palla da una parte all’al-

ATENE 2004. il coordinatore del beach alla Federazione mondiale Angelo Squeo in visita di ispezione ai campi di gioco tra di una rete. Adesso parlare con Angelo Squeo al telefonino è come trovare un gioiello luccicante in quella sabbia dorata che ospita gli incontri di beach-volley. Inutile e impossibile. C’è sempre una voce metallica che ti invita a lasciare il numero in segreteria. Lo lasciamo, con la speranza di essere richiamati. Ci chiama dopo un po’ di giorni e un po’ stranito capisce subito di non parlare con Jacopo Volpi. Ci chiama e addirittura getta addirittura ponti all’ombra del campanilismo. Domanda: Giovinazzo, quando sarà inserita nel circuito del campionato italiano di beach volley? «Esistono città lontane dal mare disposte a contendersi una gara e a sopportare i sacrifici del caso. Qualcuno una quindicina di anni fa mi suggerì di allestire nella centralissima Piazza un evento di beach volley. Per allestirlo avevo già pensato che sarebbero stati necessari una decina di camion di sabbia. Sarebbe stato bello». In bocca al lupo, amante della sabbia dorata. Salutami il presidentissimo Acosta.

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La piazza di giovinazzo agosto 2008  
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