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Settembre 2008


LAdi Giovinazzo PIAZZA

Via Cairoli, 95 Giovinazzo 70054 (Ba) Edito da Ass. Amici della Piazza Iscr. Trib. di Bari n. 1301 del 23/12/1996 Part. IVA 05141830728 Iscr. al REA n.401122 Telefono e Fax 080/394.79.20 IND.INTERNET:www.giovinazzo.it E_MAIL:lapiazza@giovinazzo.it Fondatori Sergio Pisani & Gianni Perilli direttore responsabile Sergio Pisani redazione Porzia Mezzina - Agostino Picicco - Rosa Illuzzi - Damiano de Ceglia - Giusy Pisani Marianna La Forgia - Daniela Stufano Giangaetano Tortora - Nico Bavaro - Angelo Guastadisegni - Rossella Tiribocchi Mimmo Ungaro - Matilde Restaino Mariagrazia Cirillo - Diego de Ceglia Onofrio Altomare - Gabriella Marcandrea corrispondenti dall’estero Vito Bavaro - Nick Palmiotto - Giuseppe Illuzzi - Rocco Stellacci stampa - L’Immagine (Molfetta) progetto grafico - Ass. Amici della Piazza Web master: Antonio e Francesco Caccavo responsabile marketing & pubblicità: Roberto Russo tel. 347/574.38.73

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Finito di stampare il 30/08/2008

Quanti avvenimenti, quante storie tragiche e divertenti, quante vicende note e meno conosciute. La guerra in Georgia con la consueta catastrofe umanitaria dei morti e dei profughi. La Russia ed il suo solito sogno imperiale coltivato sotto gli zar ed i sanguinari dittatori comunisti ed oggi sotto il regime autoritario dell’ex agente del KGB Vladimir Putin. I russi combattono e uccidono per l’indipendenza dell’Ossezia del sud e uccidono e ammazzano per non concedere l’autonomia alla Cecenia. Ed ancora fatti meno noti e meno drammatici, in Sud Africa, la terra di Nelson Mandela, c’è l’isola di Robben Island ex penitenziario per i neri che combattevano la segregazione razziale ed oggi museo visitato da centinaia di persone. Ebbene il direttore del museo Paul Langa, amico personale di Mandela, ed alcuni collaboratori ex detenuti sono stati arrestati per una serie di reati. Insomma la migliore dimostrazione che non esiste la favola dell’uomo bianco cattivo e dell’uomo nero buono e quella del bianco buono e del nero cattivo. Due facce della stessa stupida medaglia coniata da opposte ideologie entrambe sconfitte dalla storia. Esiste l’uomo buono o cattivo a prescindere dal colore della pelle. E tante altre storie con sullo sfondo le Olimpiadi di Pechino e la tragedia dei diritti umani in Tibet ad opera del regime comunista cinese. E poi le storielle della nostra Giovinazzo. «I’ faccio ‘o show» – canta Renzo Arbore. Lo show dell’estate giovinazzese c’è stato prima che lo ricordasse l’artista foggiano. Lo show dello spettacolo del festival teatrale che l’amministrazione comunale ha deciso di non finanziare più come gli anni precedenti. E sono partite le polemiche. Inevitabili. La vicenda del cine-teatro la rena di Ulisse

eDItOR

ha, secondo molti, pesato sulla decisione di non concedere il consueto contributo alla manifestazione teatrale. Secondo altri la qualità delle compagnie teatrali invitate non era al livello delle scorse edizioni. Così i competenti amministratori locali hanno deciso di negare il finanziamento. Una polemica tutta interna alla sinistra. Che ha visto protagonisti i sedicenti esponenti della cultura locale che, in numerose occasioni hanno sempre avuto modo di sottolineare la loro faziosità e lo scarso senso di equilibrio. Lo show… delle auto e delle moto imbottigliate nelle strade intorno alla piazza Vittorio Emanuele il giorno del corteo storico. Via Bari era ancora aperta al traffico quando già si vedevano le bandiere roteare in cielo ed i tamburi ritmare l’esibizione di sbandieratori e dame e cavalieri! Auto im-

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pazzite e ci è scappato per fortuna un non grave investimento di un bambino. Al punto che intervenuti i carabinieri, non è potuto mancare l’appunto fermo del comandante della locale stazione al dirigente della polizia municipale per la disorganizzazione dimostrata. E dire che l’avvocatessa dottoressa era stata scelta dal sindaco Natalicchio per risollevare il corpo della polizia municipale ridotto all’inefficienza dal vecchio comandante. «Rapporti amicali e parentali» sommate, a dire dell’amministrazione, a lacune professionali avevano spinto Natalicchio a chiamare l’avvocatessa ufficiale dei vigili della città di Bari. Il bilancio lo lasciamo ai cittadini. Ci dispiace che proprio ora, grazie anche all’incarico di Giovinazzo, lasci la nostra cittadina

per volare verso un’altra amministrazione pubblica. Resta la spesa a carico della comunità. Lo show offerto dalle gambe dell’ex miss Italia Tania Zamparo unica vera attrazione della serata dedicata alla moda e Spettacolo in tour nel disastrato centro storico. Lo show di Pianofortissimo di Camporeale, del sassofono magico di Maceo Parker e della Parrocchia S. Giuseppe che ha stravinto il Gamberemo. Ed ancora lo show che non c’è stato del luna park che non ha ottenuto l’autorizzazione dalle autorità. Dispiace per i bambini, ma ci siamo evitati l’altro show dei biglietti regalati e poi misteriosamente ricomparsi. E poi lo show piromusicale e lo spettacolo di Renzo Arbore. «I’ faccio ‘o show. E faccio ‘o show pe’ senza niente…» - canta l’ambasciatore di Puglia nel mondo. Non direi pe’ senza niente perchè il suo show durato tutt’ ‘a nuttata è costato 106mila euro. Sul palco c’era Luca, un po’ figlio di tutta la città, come ha detto Arbore, per la solidarietà dimostrata da una comunità che non mai mancato di sostenere la famiglia in questo immane sforzo. Bravo Tommaso De Palma e bravi tutti i componenti del comitato per la festa dedicata alla nostra Santa Patrona. Insomma tanti spettacoli veri ed involontari spesso al confine del ridicolo, ma questa è la vita. E per finire, siamo sempre nel campo dello spettacolo quello fatto di sudore e sacrificio. Permettetemi di rivolgere un pensiero alla nostra Marinella Falca ingiustamente defraudata con tutta la squadra italiana di una medaglia strameritata per colpa di una giuria assai casalinga. Noi avevamo preparato una copertina tutta d’oro. Grazie lo stesso Marinella.

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l inchiesta DI GIANGAETANO TORTORA

Tutti i numeri della grande festa

MADONNA DA CAPOGIRO

Spesi 300mila euro dal Comitato. Mai così tanti nella storia Passato il Santo, anzi la Madonna, passata la Festa… L’estate giovinazzese saluta e se ne va. Spente le luminarie, svaniti i magici effetti del piromusicale, si torna alla vita di ogni giorno. Al lavoro o allo studio, a seconda dei casi. Al dovere, dopo il piacere. Piacere di una festa che ha regalato come sempre qualcosa di speciale a chi l’ha vissuta. Quest’anno senza alcuna barriera spaziale, grazie alla diretta in mondovisione della processione di domenica 17 agosto sul sito www.giovinazzo.it. L’estate giovinazzese saluta e se ne va con le note di Renzo Arbore per Luca nell’area mercatale. Anche il primo premio della lotteria, un’auto Fiat Nuova Cinquecento, saluta e se ne va. In direzione Salento, nella città di Sant’Oronzo... Anche il presidente Tommaso Depalma, dopo due anni di onorato servizio, saluta e se ne va. Chi succederà al “Confalonieri di Giovinazzo”? E’ ancora presto per saperlo. Di sicuro, insieme all’intero Comitato, lui lascia da vincitore.

I NUMERI DELLA GRANDE FESTA

39.300 Euro. Tornando ai numeri della Festa Patronale, sono stati spesi 26.000 Euro per lo spettacolo Piromusicale, 18.000 Euro per le luminarie, 15.000 Euro per le bande, 11.000 Euro per la serata cabaret di giovedì 21 agosto (con la partecipazione di Gianni Ciardo, Robertino di Capri e del duo di Zelig Antonio e Michele), 4.500 Euro per l’esibizione della cantante Jenny B il giorno successivo (in occasione della serata dedicata ai talenti locali) e 106.000 Euro (logistica esclusa) per il concerto di chiusura di Renzo Arbore e dell’Orchestra Italiana sabato 23 agosto. Fin qui le spese. E le entrate? Partiamo dalla raccolta effettuata nei vari condomini. Al Comitato ci fanno sapere che i cittadini hanno dato un contributo inferiore di 4.000 Euro rispetto allo scorso anno: nel 2007 furono infatti raccolti 16.000 Euro, quest’anno invece 12.000 Euro. Più o meno stazionaria, invece, la raccolta effettuata tra i commercianti: anche nel 2008 tra i 30.000 ed i 35.000 Euro. Stesso discorso per la lotteria: anche quest’anno 30.000 Euro. A differenza del 2007, tuttavia, la Madonna ha sorriso ai forestieri... Come detto, il primo premio è infatti andato a Lecce. Quanto agli sponsor, da registrare un incremento di 30.000 Euro rispetto a quanto incassato nella scorsa festa.

Dalle parole…ai numeri. Quanto è costata la Grande Festa? A detta del presidente Tommaso Depalma, da noi intervistato, la spesa complessiva è stata pari a circa 300.000 Euro (l’anno scorso furono invece quasi 200.000). Giusto per fare un confron- LE NOVITA’ DEL 2008: DAL to, il programma di massima dell’intera estate giovinazzese è invece costato alla nostra SACRO AL PROFANO Amministrazione Comunale la cifra di Tradizione ed innovazione è stato sin dal-

l’inizio dell’avventura il motto del presidente Depalma come dell’intero Comitato. Già lo scorso anno abbiamo assistito a numerose novità. Quest’anno, sulla stessa falsariga, ce ne sono state di ulteriori. Ad esempio, la fiaccolata nel Centro Storico di martedì 19 agosto. Quello che una volta era il giorno consacrato alla musica del big canoro e che lo scorso anno fu teatro del trash simpaticamente targato Checco Zalone, stavolta ha lasciato spazio alla religiosità. E non poteva essere diversamente, visto che proprio il 19 è la festa liturgica della Madonna di Corsignano. Così, niente accendini di accompagnamento al piedi del palco ma solo fiaccole a scortare il quadro della Madonna nel borgo antico della città. Ma dal sacro al profano, in tanti giorni di festa, il passo è stato davvero breve… Precedenza d’obbligo per lo spettacolo piromusicale della domenica. Vera e propria novità nell’incantevole cornice di Cala Porto. Prima era il grandioso spettacolo pirotecnico in località Trincea…. Stavolta si tratta di fuochi perfettamente sincronizzati alla musica, di diverso repertorio. Ventitre minuti di rara bellezza, ai limiti della commozione. Il tutto a cura della nota ditta veneta “Parente Fireworks”. Un nome, una garanzia (visti anche i premi internazionali già vinti). «Questo tipo di spettacolo – afferma Tommaso Depalma – me lo avevano proposto già lo scorso anno. Ma insieme agli altri membri del Comitato ho preferito aspettare il 2008 per non apportare tante innovazioni tutte insieme. Posso comunque dirvi che non è stato facile ottenere le autorizzazioni per sparare in quella zona». Chissà quanti erano ad applaudire il piromusicale. Il principale quotidiano locale parla di più di 80.000 persone (cioè ben 4 volte la città di Giovinazzo…). Il presidente Depalma, più realisticamente, dice invece 50.000. Di sicuro, una folla senza precedenti. Per una roba mai vista a Giovinazzo. Un solo spettacolo ma fatto bene ed in modo originale, anziché quattro batterie come l’anno scorso (quasi una al giorno). Chissà che il piromusicale non diventi una nuova tradizione della nostra Grande Festa… Da una novità all’altra. Stavolta meno gradevole per i più giovani. Una festa senza Luna Park, che festa è per i bambini? Il Sindaco Antonello Natalicchio ha negato l’autorizzazione ai giostrai per motivi di sicurezza: «La documentazione presentata – ci ha detto il Primo Cittadino, interpellato in diretta durante la processione – era incompleta. Perciò, dati anche i precedenti, io sulla sicurezza non posso firmare carte in bianco…». Gli fa da eco Tommaso Depalma: «Mi dispiace per i bambini, ma non mi sento di buttare la croce addosso al Sindaco. E’ ora che si inizi ad essere attenti al rispetto delle regole!». Altra significativa novità, il Concerto Finale di Renzo Arbore e dell’Orchestra Italiana. Non più nella centralissima piazza, ma nell’area mercatale della zona 167. Non più gratis, ma a pagamento. Il tutto per aiutare Luca Mongelli a vincere la sua battaglia. E proprio Luca, insieme alla sua famiglia, è comparso sul palco per un’autentica “sorpresona”

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nel corso di un concerto durato effettivamente quasi tre ore. Al momento di andare in stampa, l’unico dato certo parla di circa 2.500 spettatori paganti. A Luca sarà devoluta parte degli avanzi di gestione del bilancio. A proposito del concerto il presidente Depalma ha una citazione particolare: «Ringrazio di cuore i ragazzi dell’Arci per averci dato una mano a vendere i biglietti: il loro comportamento è stata la prova provata che quando si vuole ci si può stringere tutti insieme intorno ad un progetto, pur nella diversità delle idee». L’evento Arbore non è stato, però, tutto rose e fiori. Più di qualcuno in città ha mugugnato: la Grande Festa è uguale per tutti. Senza distinzione di portafoglio… Per la solidarietà ci sono tante altre manifestazioni. Per non parlare, poi, dei problemi creatisi con alcuni diversamente abili ed i loro accompagnatori: «Chiedo scusa – si giustifica Tommaso Depalma – se c’è stato qualche disguido con alcuni diversamente abili nell’acquisto dei biglietti, ma purtroppo all’inizio non abbiamo avuto indicazioni precise. Se abbiamo fatto pagare sia il diversamente abile che l’accompagnatore rimborseremo il costo di un biglietto perché è un loro diritto». Dalla musica allo sport. Mentre a Pechino si svolgevano le Olimpiadi, mercoledì 20 agosto Giovinazzo ha ospitato la prima edizione delle Corsignaniadi. Dato il contesto, non c’era certo bisogno di scomodare il barone de Coubertin. L’importante era partecipare. E lo hanno fatto sia gli atleti che il pubblico. L’esperienza è stata insomma positiva. «Spero che chi verrà al mio posto – afferma Tommaso Depalma – non abbandoni le Corsignaniadi».

REPETITA IUVANT Per ciò che concerne le manifestazioni riproposte quest’anno, tante le note liete. «Con piacere – ci dice Tommaso Depalma – abbiamo assistito ad una presenza molto più corposa sia alla serata degli emigranti in piazza Sant’Agostino che in occasione del pellegrinaggio del sabato mattina al Casale di Corsignano. Anche la solenne processione della domenica ci risulta che sia stata più partecipata». Ciò proprio in linea con l’obiettivo del Comitato di dare più attenzione al profilo religioso. Altro motivo di orgoglio, la messa celebrata per i diversamente abili la mattina di giovedì 14 agosto: «L’affluenza – afferma visibilmente soddisfatto il presidente Depalma – è stata sicuramente superiore rispetto allo scorso anno». Stando ai commenti raccolti in giro da chi scrive, pure la sfilata dei carri agricoli ha riscosso un giudizio di approvazione superiore rispetto alla precedente edizione. Pareri contrastanti della gente, invece, per il Corteo Storico. C’è chi ha apprezzato lo spettacolo degli sbandieratori brindisini di Oria (specie quello successivo al rientro del quadro della Madonna nella parrocchia San Domenico). E chi ha invece lamentato il sempre più ristretto numero di figuranti nonchè l’eccessiva velocità del Corteo dopo aver abbandonato piazza Sant’Agostino. Da questo punto di vista, niente di nuovo sotto il sole. O meglio, sotto la splendida luna piena che colorava il cielo di sabato 16 agosto…

IL COMMIATO DEL COMITATO Chiusi i festeggiamenti, questo è il bilancio di Tommaso Depalma al termine del suo secondo anno consecutivo da presidente del Comitato: «Gli apprezzamenti da parte della gente e della stampa sono stati un riconoscimento oggettivo. Credo che anche i numeri economici ci daranno ragione. In questi due anni abbiamo realizzato una svolta, aprendo la festa a tutte le realtà locali e creando pure momenti di eccellenza (Renzo Arbore, ad esempio, sabato 23 agosto ha preferito esibirsi a Giovinazzo piuttosto che a Modena…)». Il presidente del Comitato approfitta della nostra intervista anche per lanciare una sorta di grido di allarme: «Ci sono tante feste che secondo me dovrebbero diventare rionali, mettendo le celebrazioni per la Madonna di Corsignano al centro della religiosità. In questo modo il Comitato sarebbe un sostegno per i giovinazzesi 365 giorni all’anno. Se i cittadini ci hanno dato meno soldi rispetto all’anno scorso è perché sono vessati da tante feste. Continuando così, la Festa Patronale morirà!». Per concludere, siccome non c’è due senza tre, siamo così sicuri che l’anno prossimo non ci sarà ancora lui? Questa la risposta di Tommaso Depalma: «Certamente no, poi nella vita mai dire mai… Spero comunque che chi verrà dopo di me non si dimentichi della comunicazione, perché la gente di tutto il mondo ci sta aspettando!». E la nostra web tv ne sa qualcosa…

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l’inter DI

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Tutti in piedi! Sta entrando il Signor Dottor Professor Sindaco Preside Antonello Natalicchio. Il nostro primo cittadino dal primo settembre diventerà anche preside dell’istituto comprensivo di Gattico, in provincia di Novara. Emigrante? Sì, almeno per un anno. E proprio a margine della festa in onore degli emigranti organizzata dal Comitato Feste Patronali abbiamo incontrato il sindaco e gli abbiamo fatto alcune domande. Sindaco Natalicchio, perché ha scelto di fare il preside? La professione di insegnante non la soddisfa più? Gli insegnanti non sono più le figure rispettate di un tempo? Oppure dopo dieci anni (augurandoLe di terminare il suo mandato) di gestione amministrativa non riuscirà più a non tenere in mano lo scettro del comando? La professione di insegnante è la più bella del mondo e nessuno che sia in possesso della capacità di intendere e di volere si priverebbe del rapporto con i ragazzi. E’ una cosa di cui ci si può nutrire all’infinito. Dal mio punto di vista questa cosa come spesso mi accade è cresciuta un po’ per conto suo. Avevo bisogno di non staccare il rapporto con il mondo della scuola e quindi, mentre ero sindaco di Giovinazzo, ho deciso di partecipare a questo concorso sempre pensando che l’esperienza di sindaco è un’esperienza di servizio, è una cosa che uno fa nella vita per alcuni anni e poi naturalmente torna al suo lavoro. Poi il concorso è andato bene e in questo momento scattano diversi meccanismi. Il più importante è quello di mettersi alla prova, accettare la sfida, perché il rimpianto in partenza di non tornare a fare il professore è forte; per parte mia io ho sempre avuto un rapporto splendido con i miei ragazzi, soprattutto con le mie ragazze. Mi sono mancate, mi mancano e so che mi mancheranno; però, d’altra parte, è scattato il meccanismo della sfida e fare un passo indietro significherebbe non accettare le responsabilità, lasciarsi andare. Io credo che il ruolo del dirigente scolastico sia importante in relazione al funzionamento delle scuole dell’autonomia e spero che si possa fare un lavoro utile per tutti.

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Natalicchio, cosa gli direbbe se se lo trovasse davanti? Normalmente Bossi parla prima di pensare e bisognerebbe vedere il momento in cui me lo trovo davanti. Sempre Bossi, però, ha detto che vuole reintrodurre l’ICI. Sindaco Natalicchio, eliminando il bianco dallo stemma cittadino e vestendosi solo del rimanente verde, diventerà leghista? Il problema è questo: il centro destra ha giocato scorrettamente nel senso che mentre il Presidente Prodi aveva garantito prima le risorse sostitutive rispetto al gettito Ici mancante, il governo di centro destra ha tolto l’Ici ma non ha dato nessuna assicurazione rispetto alla copertura di questi mancati introiti. Tutto questo perché loro hanno un riflesso antico: i Comuni sono governati dalle sinistre, quindi a loro non importa niente del disastro che gli si procura, l’importante è fare bella figura in tv. Ora in qualche modo gli ritorna addosso il fatto che invece non è più così, perché adesso molti Comuni sono amministrati dal centro destra e quindi cominciano a sentire il problema di dare delle risposte ai Comuni che si sono affidati a loro. Io faccio questa osservazione: nella finanziaria di quest’anno ci sono un miliardo e 500 milioni di euro in meno per i Comuni però ci sono 500 milioni per Alemanno e 700 milioni per Letizia Moratti. Questo è lo stile della destra.

L’emigrante al nord Natalicchio viaggerà sull’espresso che parte da Torino alle 22.50 e arriva a Molfetta alle 10.27 oppure potrà permettersi di viaggiare in aereo? Ho una serie di problemi logistici da sistemare. Intanto devo vedere dove andare a vivere, dove abitare. Per gli spostamenti bisogna vedere qual è il sistema più comodo. In questo momento dal punto di vista della logistica sono un po’ spiazzato. Non so cosa dire. L’emigrante Natalicchio prenderà l’accento piemontese già dopo una settimana di permanenza al nord oppure dirà ancora Nicola (“o” chiusa) invece di Nicola (“o” aperta)? Io ho passato alcuni momenti della mia vita fuori da Giovinazzo e ricordo che quando ero studente alla Scuola Superiore di Studi Storici a San Marino ero noto per il fatto che parlavo un ottimo francese con accento barese. Bossi ha detto che bisogna ricacciare al sud i professori meridionali. E temiamo si riferisse anche ai presidi. Preside

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rvista

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MEZZINA di tornare e anche questa volta spero che sia così.

e il sindaco diventò emigrante

Preside Natalicchio, quanto tempo perderà per rispondere alle domande del giornalino d’Istituto? Ci sarà un giornalino d’Istituto? Perché a Giovinazzo i giornalini d’Istituto si stampano contando sull’ausilio del Comune. Troverò lì Comuni che siano in grado di garantire la stampa del giornalino d’istituto? Non lo so. (ndr: Il Comune di Gattico è retto da un’amministrazione di centrodestra. Cosa avrà voluto dire il sindaco?) Sindaco Natalicchio, quanto tempo perde per rispondere alle domande della stampa locale? Rispondere alle domande della stampa locale non è mai tempo perso perché in qualche modo è il primo riscontro della propria azione, di quello che si fa. Naturalmente spesso accade che sia difficile trasmettere alla stampa la difficoltà dell’amministrare, le difficoltà delle procedure amministrative. Ma fa parte di un percorso di crescita civile che dobbiamo tentare di fare tutti insieme. Io spero che quando non sarò più sindaco qualcuno si ricordi di me anche per il fatto di aver sempre tentato di spiegare le cose tecniche difficili che bisognava comprendere.

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INCARICO DI DIRIGENTE SCOLASTICO Sindaco Natalicchio, quando il gatto non ci sarà, i topi balleranno? I topi ballano molto quando il gatto c’è. Io spero al contrario che, in assenza del gatto, i topi abbiano un momento di spaesamento e quindi imparino a fare squadra.

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Preside Natalicchio, permetterà agli alunni di allestire la rappresentazione teatrale di fine anno scolastico o li costringerà a cercare asilo politico altrove? Io credo molto che il motore didattico di una scuola sia il collegio dei docenti. Quindi, se devo immaginare senza conoscere i contesti, la prima cosa che mi sarebbe difficile fare è quella di non riconoscere il ruolo e i meriti del collegio dei docenti della scuola che vado a dirigere. Io immagino che questa scuola abbia una sua identità, abbia tutta una serie di procedure consolidate e che abbia un rapporto col territorio. Pensare di arrivare lì per andare a dettare la legge, fa ridere. L’emigrante al nord Natalicchio di cosa avrà più nostalgia? Del sole, del mare, dei fioroni o dei pistazzi dentro le rotatorie? Di mia moglie e delle mie figlie prima di tutto. Io sono stato emigrante diverse volte nella mia vita però sempre con la prospettiva

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cronaca ammi Quattro i punti all’ordine del giorno e tre le interrogazioni intorno a cui si è sviluppato il consiglio comunale dello scorso 7 agosto. Assenti i consiglieri Cortese (FI), Bavaro (FI) e De Candia (Indipendente). Quest’ultimo in un fax scrive che non ritiene di dover rendere pubbliche le motivazioni della sua assenza per fornire le quali convocherà l’ufficio di presidenza e che è convinto che il luogo istituzionale per il dialogo sia il consiglio e non le lettere. Tutte del consigliere Ruggero Iannone (AN) le interrogazioni. Stato di degrado e abbandono del verde pubblico (villa comunale e giardino Mediterraneo). Il sindaco Natalicchio spiega che c’è stato in effetti un problema di manutenzione dopo la rescissione consensuale del contratto con il vecchio gestore del verde e che è trascorso del tempo prima di trovare un nuovo gestore, tempi che hanno necessariamente portato al ritardo nei lavori. Per la villa comunale c’è poi da considerare l’età delle piante e l’assenza di un sistema idrico. Iannone fa però notare che la gara d’appalto è stata vinta nel giugno 2007, dunque un anno fa; dal che si evince, secondo il consigliere di AN, che tale società non è molto efficiente. Sempre Iannone fa notare la chiusura e lo stato di degrado dei bagni pubblici in villa e la chiusura nella stessa dei cancelli laterali. Il sindaco ribadisce che la chiusura dei cancelli è necessaria per contrastare lo spaccio, in raccordo con il lavoro dei carabinieri.

di Porzia M

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Loculi Iannone affronta la questione della ditta Italstudi che, ai cittadini che avevano aderito all’offerta di un loculo nella zona di ampliamento del cimitero comunale, ha fatto pervenire una lettera con un precontratto e bollettini di pagamento. Il tutto in modo intempestivo; per di più nella lettera sono presenti diversi errori materiali. “Non è la prima volta che la Italstudi cade in errore”, esclama Iannone il quale chiede all’amministrazione di rescindere il contratto con tale società che continua ad agire senza concordare con l’amministrazione il da farsi, mettendo in atto procedure non conformi ai deliberati dell’amministrazione. Il sindaco tranquillizza chi ha già pagato perché i soldi non andranno persi e non ritiene opportuno iniziare una causa, visto che purtroppo le cause durano decenni e invece l’ampliamento del cimitero è urgente. Dice che “il processo di esternalizzazione dei servizi pubblici a volte costa di più, ma è più scadente rispetto al servizio pubblico – e aggiunge – Constatiamo gli errori e facciamo sì che non provochino effetti devastanti”. Iannone ritiene che ci sono attività strategiche che non possono essere demandate al privato. Natalicchio ribatte che il tetto di spesa del Patto di Stabilità non permetteva di gestire l’ampliamento del cimitero dentro il bilancio comunale.

Zona pedonale: quali vantaggi? Iannone ripropone la annuale lamentela dei residenti e dei commercianti della zona pedonale che viene istituita nelle serate estive del venerdì, sabato e domenica (quest’anno prorogata fino a dicembre), ritiene che non sia stato fatto nulla per aumentare i parcheggi e arriva a chiedere le dimissioni dell’assessore alla polizia municipale e anche del nuovo comandante alla p.m. Natalicchio propone di fare un controllo: se i commercianti gli porteranno le ricevute che dimostrano che nei giorni di chiusura al traffico hanno guadagnato meno che nei

giorni in cui le auto possono circolare liberamente sul lungomare, allora le farà passare “anche il giorno della Madonna”. Fa infine notare che l’esperimento della navetta non ha avuto successo due anni fa, quando nel periodo estivo avrà trasportato in tutto una dozzina di persone.

Attrezzature di servizio in ambito Peep di ampliamento La discussione del primo punto all’ordine del giorno si incentra sui criteri adottati per la gara d’appalto. Secondo l’opposizione, sono insufficienti 30 punti sull’offerta economica. Viene chiarito poi che il comune ha chiesto un vincolo sulla lottizzazione: 20 appartamenti di 60 mq di edilizia sociale, in due palazzine di quattro piani, saranno dati in locazione a giovani coppie o anziani (secondo una graduatoria compilata dal comune); poi ci saranno circa 5mila mq utilizzati per un

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tenere conto di un parere del dirigente dell’ufficio tecnico nè il dirigente dell’utc ha il potere di decidere un atto di consiglio comunale. Natalicchio spiega che le aree di servizio che non vengono realizzate non diventano aree bianche. L’amministrazione si muove in questi casi su impulso dei privati che in tale circostanza hanno cambiato il progetto iniziale che va pertanto rivisto e riapprovato, e per fare ciò è necessario annullare la decisione precedente. Il sindaco, provocato da Palmiotto (FI), non intende fare il nome dell’ingegnere progettista (che è comunque scritto su tutti gli atti) e ritiene che sia un’ossessione dell’opposizione quella di “personalizzare discussioni tecniche”. La delibera viene approvata con i voti favorevoli della maggioranza e del consigliere Turturro e con i voti contrari degli altri quattro consiglieri dell’opposizione.

PRGC B4.1 e GAL Il terzo punto all’odg (Piano di lottizzazione della zona omogenea di PRGC B4.1 di completamento estensivo. Variante al piano approvato con deliberazione di c.c. n. 28 del 10.08.1997 – lotto C. Adozione) viene votato all’unanimità. Iannone è già andato via dopo la votazione del secondo punto e piano piano vanno via tutti gli altri consiglieri di opposizione. Ancora il sindaco, dicendo di non fidarsi della capacità di sintesi dell’assessore Dagostino, spiega ai suoi consiglieri e al risicato pubblico presente che cos’è il Gruppo di Azione Locale. Nel POR (Programmi Operativi Regionali) 2007 è previsto un asse di intervento a favore dello sviluppo rurale mediante l’erogazione di fondi attraverso il GAL, un gruppo normato, uno strumento di partecipazione e governance delle azioni sul territorio, rientrante nel progetto Leader Puglia. Inizialmente avevano aderito al patto i comuni di Bitonto, Terlizzi, Ruvo e Giovinazzo. Ma ora Ruvo ha ritirato la sua adesione per rientrare nel gruppo murgiano e Bitonto si è riservata di decidere in conseguenza del cambio di amministrazione. Terlizzi ha confermato la sua volontà di adesione, ma insieme a Giovinazzo non si raggiungono i 50mila abitanti necessari per la nascita del gruppo. «Se non costituiamo il Gal, noi siamo tagliati fuori dall’Asse 4», si preoccupa Natalicchio che invita così il consiglio a votare a favore della delibera. E così è, con i voti unanimi dei consiglieri della maggioranza.

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supermercato (da 500 a 1500 mq) e servizi alla residenza. La delibera viene votata dalla maggioranza; vota contro l’opposizione, tranne Turturro che si astiene.

Strumento Urbanistico Esecutivo di iniziativa privata per la maglia AS5. Annullamento delibera La discussione si accende con il secondo punto all’odg. Iannone ritiene che l’annullamento della delibera approvata dal consiglio comunale nel 2004 crei una vacatio legis, a seguito della quale l’area in cui due privati hanno intenzione di costruire risulterà essere non più tipizzata; pertanto accusa l’amministrazione di stare lavorando a tutto vantaggio di un noto ingegnere locale. Il consigliere Annese (PD) fa notare che il consiglio comunale non può non

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il fatto DI AGOSTINO PICICCO

RELIQUIA DI SAN TOMMASO DONATA ALLA CONCATTEDRALE Si è rivelato ricco di frutti il pellegrinaggio che la parrocchia concattedrale di Giovinazzo, insieme al coro cittadino, fece nell’ottobre dello scorso anno presso la cattedrale di Ortona - dove sono custoditi i resti dell’apostolo Tommaso – ricevendo in quell’occasione cordiale udienza dall’Arcivescovo di Lanciano-Ortona mons. Carlo Ghidelli. Dopo diversi contatti l’Arcivescovo - sentiti i competenti organismi della diocesi - ha stabilito di donare alla concattedrale di Giovinazzo una reliquia dell’apostolo Tommaso per rinsaldare il legame tra la chiesa di Giovinazzo e la chiesa di Lanciano-Ortona unite dalla venerazione per San Tommaso apostolo, patrono di Giovinazzo, il cui corpo è appunto custodito ad Ortona. E’ da segnalare che la devozione popolare per San Tommaso è molto sentita a Giovinazzo fin dal 16 marzo 1461 anno in cui il re Ferdinando I, in Napoli, concesse l’uso di vessilli, sigilli e stemmi recanti l’immagine del santo che, con la mano destra sostiene la corona aurea, simbolo e privilegio per una città fedele al Regno. Tuttora lo stemma civico della città reca l’effigie del santo, e anche in Concattedrale c’è una grande statua che lo raffigura. Finalmente nella serata di domenica 10 agosto Giovinazzo ha vissuto un momento straordinario e ricco di fede. E’ giunta infatti la folta delegazione della diocesi di Lanciano-Ortona con l’Arcivescovo Ghidelli a portare la reliquia promessa. La delegazione, che annoverava anche il cancelliere vescovile e il responsabile per le reliquie di san Tommaso dott. Fulvio Dalla Loggia, è stata ricevuta dal Sindaco e dal presidente del consiglio comunale, che hanno offerto un ristoro e alcuni doni per significare la gioia della visita a Giovinazzo. Dalla chiesa di Costantinopoli si è formato il corteo, con l’arcivescovo di Lanciano e il vescovo della diocesi mons. Martella, che ha raggiunto la concattedrale. Lì, prima della messa, c’è stata la consegna della reliquia e a seguire una solenne celebrazione eucaristica. Nel suo intervento di saluto mons. Martella ha messo in evidenza la felice circostanza della coincidenza della festa patronale di Giovinazzo con l’arrivo delle reliquie. Ha altresì sottolineato che tale lieta giornata è da inserire negli annali della città, anche perché consente di mettere in luce il messaggio di Tommaso apostolo. Mons. Ghidelli ha sottolineato l’importanza della presenza di due vescovi e ha letto la consegna della reliquia come una catechesi per il popolo, non sottacendo i legami di amicizia con Giovinazzo che hanno favorito la decisione di adempiere alla richiesta pervenuta dalla città. Ha poi offerto una ricca meditazione sulla figura degli apostoli Tommaso e Pietro, cogliendo elementi per incentivare uno stile di vita davvero cristiano. A tanti sono venuti in mente le belle omelie

che il compianto vescovo Tonino Bello svolgeva in occasione della festa patronale del 3 luglio illustrando di anno in anno qualche peculiare aspetto di san Tommaso, partendo da quanto di lui dicono i Vangeli. A fare gli onori di casa e a coordinare il tutto il parroco don Benedetto Fiorentino, contento che - grazie alla sua intuizione - la chiesa madre di Giovinazzo si è arricchita di un segno tangibile del santo patrono della città. A seguire, il parroco ha donato alla diocesi di Lanciano-Ortona una bellissima icona della Madonna, accolta con stupore e gratitudine. Tanti giovinazzesi, anche emigranti, hanno partecipato in clima di festa a questo momento unico, straordinario, emozionante per la storia della città, conclusosi con il canto dell’inno a San Tommaso composto dallo stesso mons. Ghidelli. Negli occhi dei presenti l’immagine paterna dell’Arcivescovo Ghidelli che giocava con i bimbi che incontrava sul suo percorso, utilizzando anche lo zucchetto vescovile. Il messaggio emerso, oltre alla promozione per il futuro del culto a san Tommaso da parte dei giovinazzesi, è quello di cercare nei segni un aiuto all’anelito di essere infaticabili annunciatori di Cristo nelle strade della nostra città e per essere testimoni della ricchezza di Cristo nel mondo. Un modo per non vivere passivamente abbandonando una vita mediocre e futile, per riscoprire la via della santità sull’esempio dell’esperienza di fede dell’apostolo Tommaso, testimone di Cristo fino al martirio.

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LA

CRONACA

NERA

ARRESTATI TRE DEI QUATTRO RAPINATORI AD UN RAPINA ED OPERAZIONE DEI CARABINIERI E DELLA FINANZA A GIOVINAZZO SCOPERTI 4 LAVORATORI "A NERO" Continua incessante l'attività d'indagine condotta dalla Guardia di Finanza. Il 10 agosto i militari della Tenenza Guardia di Finanza di Bitonto, diretti dal maresciallo Paolo Malerba, in collaborazione con la Polizia Municipale di Giovinazzo coadiuvata dal comandante Celeste Barile, nel quadro dell’ordinario controllo economico del territorio e di pubblica utilità “117”, hanno eseguito diversi interventi a contrasto del sommerso da lavoro (c.d. lavoro "nero"). In particolare sono stati effettuati due distinti controlli presso ristoranti e pizzerie esercenti l’attività nel Comune di Giovinazzo, all’esito dei quali sono state individuate nr. 4 persone, tutte italiane, risultate impiegate in “nero” che espletavano mansioni di cuochi e baristi. Gli accertamenti hanno permesso di rilevare che i lavoratori non erano stati iscritti nel libro paga e matricola né, tantomeno, dichiarati agli Istituti di Previdenza ed Infortunistica sul lavoro. Le irregolarità constatate sono state segnalate ai competenti uffici, mentre i connessi aspetti fiscali in capo al datore di lavoro sono al vaglio dei finanzieri.

AMBULANTI, SEQUESTRATI 550 ARTICOLI CONTRAFFATTI DALLE FIAMME GIALLE I militari della Tenenza Guardia di Finanza di Bitonto, diretti dal Maresciallo Paolo Malerba, impegnati in attività di controllo economico del territorio ed in servizio di pubblica utilità “117”, hanno effettuato diversi interventi operativi nei comparti relativi alla pirateria audiovisiva e alla contraffazione marchi. Nel primo intervento, all’esito di una perquisizione locale effettuata presso un’attività commerciale, ubicata in Bitonto, esercente la vendita di prodotti del tabacco e noleggio materiale audiovisivo, le Fiamme Gialle, hanno rinvenuto e sequestrato circa 250 supporti magnetici DVD sprovvisti del regolare contrassegno S.I.A.E. Il responsabile, un uomo di anni 33, residente in Bitonto è stato denunciato a piede libero, alla competente Autorità Giudiziaria, per violazione alla legge in materia di tutela sul diritto d’autore. Nel secondo intervento, durante i festeggiamenti in onore di Maria SS. di Corsignano a Giovinazzo, i militari dello stesso reparto hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 550 articoli con-

traffatti tra cinture, borse, occhiali ed etichette, raffiguranti griffe di note case di moda nazionali ed internazionali. Gli articoli erano in possesso di due soggetti extracomunitari che alla vista della pattuglia operante si sono dati a precipitosa fuga dileguandosi tra le vie del paese. Sono in corso indagini al fine di individuare i responsabili dell’attività illecita.

PICCHIANO E RAPINANO IL GESTORE DI UN BAR In quattro hanno rapinato e picchiato il proprietario di un Bar sito in via Marconi, che si era rifiutato di consegnare il denaro e, prima di fuggire, gli hanno devastato il locale. Due di loro sono già dietro le sbarre. È accaduto all’alba di mercoledì 13 agosto a Giovinazzo, dove i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Molfetta, con la collaborazione dei militari della locale Stazione diretti dal M.llo Antonio Galizia, hanno tratto in arresto il 22enne P.M. ed il 34enne M.D.B., entrambi di Giovinazzo e ben noti alle forze dell’ordine, con l’accusa, in concorso, di rapina aggravata, lesioni personali e danneggiamento. Alle 06.30 di mercoledì mattina, una “gazzella” dell’Arma è stata fatta convergere presso un Bar sito in via Marconi, in quanto si era verificata una rapina. Giunti sul posto, i militari hanno soccorso il titolare dell’esercizio, trovato con il volto vistosamente tumefatto, il quale riferiva di essere stato aggredito e picchiato da quattro malviventi, dopo essersi rifiutato di consegnare loro il denaro in suo possesso. Le indagini avviate dagli operanti, supportate dalle immagini impresse dalle telecamere di sorveglianza di un vicino negozio, hanno permesso d’individuare immediatamente i responsabili, due dei quali sono stati rintracciati ed arrestati presso le rispettive abitazioni. Gli ulteriori accertamenti hanno consentito di fare piena luce sulla vicenda. I quattro, dopo essere entrati nel bar ed aver consumato un amaro a testa, hanno "invitato” gli avventori presenti ad uscire. Rimasti soli nel locale e chiusa la porta d’ingresso, hanno intimato al proprietario di consegnare il denaro. Al suo rifiuto e senza alcuna esitazione, hanno scavalcato il bancone e malmenato con calci e pugni il malcapitato, sottraendogli il portafoglio ed i soldi presenti in cassa. Prima di

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BAR CITTADADINO

andare via, però, hanno fatto razzia delle monete presenti nelle macchinette videogiochi e, non contenti, hanno devastato il locale, promettendo alla vittima che sarebbero presto ritornati qualora avesse denunciato l’accaduto. Una volta fuori, la banda si è allontanata a bordo di una Fiat Brava. Dopo le formalità di rito, i due sono stati rinchiusi nel carcere del capoluogo barese, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre continuano incessanti le ricerche degli altri due complici. Il barista, invece, accompagnato presso l’Ospedale di Molfetta, è stato dimesso con una prognosi di sette giorni, per le lesioni riportate al capo.

RAPINA AL BAR, PRESO ANCHE IL TERZO RAPINATORE All’alba di mercoledì, quattro persone hanno rapinato e picchiato il proprietario di un Bar di Giovinazzo sottraendogli 6.000 euro e, prima di fuggire, gli hanno devastato il locale. Poco dopo il colpo i Carabinieri, utilizzando le immagini impresse dalle telecamere di sorveglianza di un vicino negozio, sono riusciti ad identificarli e ad arrestarne due. Ieri, invece, è finito in manette il terzo complice. Si tratta di M.C., 31enne di Bari ben noto alle forze dell’ordine, arrestato proprio nel capoluogo pugliese dai militari della Compagnia di Molfetta con le accuse di rapina aggravata, lesioni personali e danneggiamento. Le ricerche del 31enne, infatti sono continuate senza sosta, per concludersi ieri mattina in via Napoli, all’interno di un’area di servizio, dove il malfattore è stato bloccato dagli operanti proprio mentre si trovava a parlare con un amico. Quest’ultimo, un 28enne sorvegliato speciale di Pubblica Sicurezza di Giovinazzo, è stato poi deferito all’Autorità Giudiziaria per essere stato trovato in compagnia di una persona gravata da precedenti penali. Il 31enne del capoluogo, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria è stato associato presso la casa circondariale di Bari mentre continuano incessanti le ricerche del quarto complice.

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31 luglio – 2 agosto

Giovinazzo a corto di cinema

pretare la contemporaneità più profonda in un miscuglio di emozioni e frammenti del vivere quotidiano. Ad incorniciare la performance, la voce e la fragorosa e costante risata di un vecchio generale che si fa beffa del mondo, che alimenta la durezza del cuore, che contrasta e oscura le emozioni più spontanee, quelle che non si possono soffocare.E così la madre non può piangere la morte del proprio bambino perché tutto ciò non ha un senso, lui è troppo piccolo, è troppo morto per udire. La vita e la morte che si incrociano, che si confondono e che non devono lasciare spazio ai rimorsi, ai dispiaceri, alle debolezze. Maktub è uno spettacolo che esalta il sacrificio in un crossing perfetto delle professionalità eclettiche degli artisti. La tematica principale è l’incomunicabilità, la mancanza di dialogo che può dar vita a tante ambiguità. Un vulnus nelle relazioni più importanti della vita, il rapporto tra padre e figlio e tra moglie e

DI ANGELO GUAST

rietà sociale di Giovinazzo Cosimo Damiano Stufano, il Direttore Generale ASL BA Lea Casentino, il Direttore D.D.P. ASL BA Antonello Taranto, il Direttore C.S.M. ASL BA Teresa Ragno, il Responsabile Coord. Inclusione Sociale ASL BA Ernesto Chiarantoni, il C.S.M. di Bitonto Rossella Delvino, l’insegnante Lucia Clemente e l’operatore tecnico Stefano Montagna. (Gabriella Marcandrea)

3 agosto

Sesta regata dei gonfaloni Massimo Cervone

E’ giunta alla quinta edizione il Concorso Internazionale di Cortometraggio «Giovinazzo a corto di cinema», tenutosi nell’atrio dell’Ive dal 31 luglio al 2 agosto, organizzato dall’Associazione Culturale Formicalata: mini films, della durata non superiore ai quindici minuti, prodotti da autori, registi e attori italiani, francesi, spagnoli, norvegesi, inglesi che parlavano di tutto, dall’ecologia all’emarginazione, ma anche fantasia, magia, i sogni e il vuoto dentro di noi. E’ stato premiato come miglior documentario Murgia – fenomeno carsico di Cosimo Terlizzi; come miglior cortometraggio di animazione El mistero del pez di Giovanni Macelli. Premio speciale Formicalata 2008 a Tercero b Una regata spettacolare, quella di di Josè Mari Goenaga; menzione quest’anno, per l’impegno agonistispeciale Formicalata a Il goleador co e per l’ottima prestazione sportidi Giuseppe Blasi. La giuria ha va di tutti i vogatori di tutte le undici premiato con menzione speciale squadre partecipanti che hanno per realizzazione tecnica, fotogradato vita a una competizione corfia e musica Days of Love di Eric retta sia dal punto di vista sportivo Magnusson, per sceneggiatura, che agonistico. Ogni atleta ha dato dialoghi e aspetto psicologico prova del proprio impegno, della Traumalogia di Daniel Sanchez propria forza impressa sul proprio Arèvalo. Il premio per il miglior corremo per il miglior rendimento della to è andato a Mofetas di Inès Inbarca. Vincitrice è risultata la squaciso; il premio per il miglior corto dra dell’Associazione Vogatori di d’animazione e per il miglior corMolfetta. Seconda classificata l’Asto per la giuria popolare a El mistero del pez. marito, il soffocamento delle radici della no- sociazione Vogatori Massimo Cervone di stra identità tanto individuale che collettiva. In Giovinazzo. Il trofeo Adriatico è stato assegnaquesto viaggio, le dimensioni spazio-tempo- to all’Associazione Vogatori di Molfetta. 29 Luglio rali non sono altro che una soglia simbolica tra presente e passato, una danza tra la vita e 5 agosto la morte, in cui il futuro è possibile solo parUna magia bianca. Lo svolazzare e l’intrecciar- tendo dall’accettazione della propria storia. si dei corpi delle tre danzatrici, Elisa Barucchieri, All’evento hanno partecipato il sindaco Liat Magnezy e Anna Moscatelli capaci di inter- Antonello Natalicchio, l’assessore alla solida-

Maktub

I giovinazzesi d’Australia e dell’Argentina in visita ai Dolmen

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dai classici della canzone napoletana riletti dal gruppo Notte tempo. Il 12 il pubblico ha gustato le canzoni di Lucio Battisti eseguite dai 24 Bit Voices Group. Per concludere, il 13 un Live tribute to Carlos Santana dei Soul Sacrifice.

TADISEGNI

13 agosto

Iniziati i lavori di ristrutturazione dell’ex carcere

vano gli ambienti dell’edificio per liberarlo dal materiale ammassato dalle ingiurie del tempo. E l’ammasso di ciarpame estratto in poco tempo dimostrava l’urgenza di una radicale pulitura dell’intera unità immobiliare. Colpisce che da parte del privato assegnatario della utilizzazione del bene pubblico si sia dato corso ai lavori di ristrutturazione. Succede non solo nella nostra città che a Palazzi senza Storia il privato si adoperi a dare avvio a iniziative che soddisfano anche la cittadinanza. Dove non arriva la pubblica amministrazione interviene fattivamente il privato. Ed è un bene.

15 agosto

Concerto di Maceo Parker Organizzata dalla GIFILEFPUGLIA nella persona de suo presidente Giuseppe Illuzzi dell’Australia. Primi arrivi per la festa della Patrona della nostra città dei giovinazzesi d’Australia e di Argentina. Un nutrito gruppo dei nostri concittadini all’estero con un pullman messo a loro disposizione ha visitato i Dolmen. I monumentali sepolcri preistorici del tipo delle costruzioni megalitiche, che si estende su un terreno in cui vegetano enormi carrubi e alberi di ulivo, hanno destato nei visitatori particolare attenzione. Una visita obbligata non solo per i nostri concittadini all’estero, ma anche per i residenti nella nostra città.

11-12-13 agosto

Festival in porto

Tre le serate che hanno entusiasmato un folto pubblico in piazza Vittorio Emanuele, organizzate dall’Associazione culturale Amici della Musica. Ben congegnato il programma a iniziare

Sono iniziati i lavori di ristrutturazione e di rifacimento dell’edificio carcerario. Il Comune proprietario dell’immobile, mai utilizzato per l’uso per cui fu costruito né per altro, ha determinato di concederne l’uso al privato. Correva l’anno 1950 quando il fabbricato così detto Palazzo della Memoria, ovvero Palazzo senza Storia, veniva eretto. Nessuna inaugurazione al termine dei lavori, nessuna utilizzazione di fatto. A seguito di abbondanti piogge, l’amministrazione comunale deliberò di farvi alloggiare famiglie alluvionate. Il recinto del carcere fu utilizzato per depositarvi i carretti del servizio di nettezza urbana e poi guardato a vista dal cane da guardia. Poi fu abbattuto il recinto e comparve il verde nel terreno di pertinenza. Due le entrate nella zona verde di pertinenza ed una sola entrata nell’edificio. L’usura del tempo trascorso, la mancanza di manutenzione e l’opera dei vandali l’hanno fatta sempre da padrona fino a rendere inaccessibile l’ingresso a tutti nel fabbricato, complice chi di dovere non si è adoperato per rendere •naccessibile l’ingresso. Fino a qualche tempo fa, giovani volenterosi, muniti di scope, palette e qualche arnese rudimentale, occupa-

Performance di alto livello quella del 15 agosto in piazza Vittorio Emanuele. L’amministrazione comunale si è aggiudicata la presenza della band di Maceo Parker, nell’ambito del festival “Primitivo”, una serie di concerti tenutisi in varie città della provincia di Bari. Il sassofonista statunitense, che ha iniziato la sua carriera con James Brown e ha collaborato con Ray Charles, Ani DiFranco, James Taylor, De La Soul, Dave Matthews, la Red Hot Chilli Peppers, ha esaltato la piazza col suo funky, suonato oltre che dal suo sassofono anche da tromba, trombone, chitarra, basso, tastiere, batteria più due coristi. Parker si è anche esibito in un brano al flauto traverso.

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Il confronto tra Padre Pio da Pietrelcina e Padre Agostino Gemelli

SERATA

TEATRALE CON

GERARDO PLACIDO

Il programma della festa patronale ha previsto nella serata del 18 agosto una pausa di riflessione sul mistero della sofferenza quale momento di spiritualità. Infatti è intervenuto l'attore Gerardo Placido a ricostruire la vicenda che quasi novant'anni fa, il 18 aprile 1920, contrappose due protagonisti della chiesa italiana del Novecento e della spiritualità francescana – padre Pio da Pietrelcina e l'illustre cattedratico padre Agostino Gemelli – circa l'esame delle stimmate del santo del Garrgano. Il rifiuto di padre Pio di mostrare le stimmate al prof. Gemelli, motivato dal fatto che non aveva un mandato formale della Santa Sede, toccò la suscettibilità del Gemelli, che lo accusò dinanzi all'autorità ecclesiastica, dando origine a una sorta di persecuzione verso padre Pio. Il confronto tra i due francescani ha messo in relazione i loro due mondi: il rapporto Sud e Nord d'Italia, fede e scienza, pietà popolare e alta cultura, raziocinio e misticismo. L'ampia introduzione artistica ha evidenziato i caratteri della loro indole e spiritualità: la serenità di spirito, la povertà praticata, l'umiltà professata. Si è rilevato per entrambi un carattere forte, a tratti burbero, ma forgiato dall'amore per la chiesa e dall'obbedienza ai superiori, temprato dalla sofferenza fisica, dinamico, energico e determinato nel dare vita a due realtà necessarie per l'Italia: l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo e l'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano. Il conflitto – o meglio – l'incomprensione tra i due, motivata dall'amore alla chiesa e agli uomini, ha mostrato queste due alte figure nel loro percorso vocazionale e nel loro momento di dolore. Gerardo Placido e i suoi artisti, coniugando arte, storia, cultura, sotto gli sfondi scenografici creati in piazza Meschino, si sono addentrati in questa vicenda, dando un'interpretazione artistica nuova ed originale tesa a sfumare i contrasti e ad evidenziare ciò che univa i due personaggi, offrendo contenuti pacati e meditativi al loro dialogo. Da segnalare la trovata scenica di rappresentare il dialogo avvalendosi di un confessionale – padre Pio – e di una scrivania – padre Gemelli. Il messaggio comunicato è che, a parte il fatto che persino i santi faticano a intendersi tra loro, la sofferenza è dono, perché, se adeguatamente vissuta in un orizzonte di amore e di umiltà, non provoca fuga, contestazione, rancore ma diventa fonte di bene e di serenità. E padre Pio e padre Gemelli l'hanno testimoniato con la loro vita e con le loro opere. E si spera anche con una riconciliazione tardiva, di cui gli storici sono ancora alla ricerca ma che noi riteniamo certa, visto che si tratta di personalità elette che hanno vissuto intensamente l'amore, il dolore, la passione per la vita. La rappresentazione teatrale è stata introdotta da un magistrale intervento di Agostino Picicco dell'Università Cattolica di Milano, che ha offerto le coordinate storiche della vicenda, e conclusa da riflessioni svolte da don Benedetto Fiorentino, parroco della concattedrale, da Tommaso Depalma, presidente del Comitato Feste Patronali, e da padre Luigi Cavagna, cappellano dell'Università Cattolica, il quale nei giorni precedenti aveva predicato in cattedrale in occasione della novena delle protettrice. E' emerso che la sofferenza è dono di Dio e strumento di maturazione, crescita spirituale, quasi un privilegio per meglio comprendere la vita. ANGELO GUASTADISEGNI

«Chi può non paga... chi non può paga...» Mio suocero, 62 anni, è disabile al 100% ed è un fan di Renzo Arbore. Si è rivolto al punto vendita per informazioni e ha scoperto che anche lui avrebbe dovuto pagare il biglietto. Tutto ciò non fa certo onore al Comitato organizzatore nè sul piano morale nè su quello economico. Proprio questo comitato che ha dichiarato di impegnarsi così tanto nel sociale. Bel modo di dimostrarlo!!! Io mi sarei vergognata!!! Tengo a precisare che mio suocero accede gratuitamente ai concerti dei vari artisti in tutta la Puglia e con lui tutti coloro nella stessa condizione. Questa è stata la prima volta in assoluto che ha dovuto pagare il biglietto. Esterefatta quanto indignata, lascio al lettore le conclusioni. E al Comitato che una risposta! (LM)

Risponde il Comitato Feste Patronali Ci preme rispondere alla lettera pervenuta presso la vs. redazione, dichiarando che per tutti i concerti l’accompagnatore del disabile che ha attestato la propria disabilità, deve acquistare un biglietto per il concerto. Il giorno stesso dello spettacolo, la persona che ha richiesto il biglietto e il suo visitatore si devono presentare all'ingresso. L'ospite disabile entrerà gratuitamente dicendo il nome al responsabile della lista, mentre l'accompagnatore mostrerà il biglietto. Si paga quindi un biglietto in due. Questi sono i regolamenti vigenti, questo è stato fatto nella serata del 23 agosto, durante il concerto di Renzo Arbore.

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di Giusy Pisani

Moda e spettacolo in tour A GIOVINAZZO L’ALTA

MODA IN PASSERELLA

Una calda serata di agosto. Una cornice suggestiva quale quella di piazza Duomo impreziosita dal Palazzo Ducale e dall’attigua Cattedrale. Venti bellissime modelle e stilisti di riconosciuta fama nazionale ed internazionale. Il tutto sapientemente farcito con musica e danza. Questa è la nuova ricetta predisposta dall’Assessorato alle attività produttive, turismo e marketing territoriale nella persona di Gaetano Dagostino perché Giovinazzo si presenti, nella Puglia, come un’importante vetrina di interscambio turistico, culturale, commerciale ed enogastronomico. Esattamente ciò che sta avvenendo con il protocollo d’intesa denominato GIO.SA.NO. e stipulato tra i comuni di Giovinazzo, Sannicandro di Bari e Noci da una parte e la CAVENIT (camera di commercio venezuelana italiana) dall’altra. Ad introdurre lo spettacolo di alta moda la calda voce dello speaker di radionorba Mauro Dal Sogno supportato da una testimonial d’eccezione: l’ex miss Italia Tania Zamparo, presentatrice televisiva RAI (fra breve approderà su SKY), che non ha disdegnato di sfilare insieme alle altre modelle fra le quali anche la giovinazzese Mariangela Stufano. Per una sera le stelle abbandonano il nero cielo e scendono tra noi. Avanzano eleganti sulla passerella indossando le stupende creazioni degli stilisti invitati pronte ad incantare gli occhi di un pubblico che gremisce la piazza come non mai. Apre la serata la collezione d’abiti di uno degli stilisti emergenti ed estrosi della nostra terra di Puglia, Paolo Fumarulo (Santeramo in Colle, via Einaudi, 5/7) che propone una gamma di abiti d’alta moda e cerimonia in cui predominano il glicine, ciliegia, nero e giallo. Materiali preziosi, superleggeri e sbiechi che lasciano intravedere una puntigliosa cura per i dettagli, unita al gusto ed alla autorevolezza di un atelier con esperienza ventennale. La donna portata in passerella da Wanna Barletta dell’azienda Dolceluna (Putignano, via dei Cappuccini, 52) è una donna ultrafemminile che deve saper suscitare emozioni e stuzzicare piacevolmente i sensi con charme e briosità. La sua collezione punta sulla purezza del bianco e sull’eleganza mai scontata del nero utilizzando tessuti nobili come seta e taftà arricchiti da preziosi ricami. Con il Gruppo Stile Devirgilio (Molfetta, via Nepta della Chiesa, 49) ci spostiamo a pochi chilometri da Giovinazzo. Ospiti a Tokyo nel mega evento Samsung organizzato nella cerimonia per il passaggio della torcia olimpica e

scelte dal presidente della CAVENIT come stiliste emergenti pugliesi per partecipare all’Italian Fashion Show che avrà luogo in Venezuela nel prossimo ottobre, le sorelle Devirgilio, che hanno anche vestito Miss mondo Italia in Cina, hanno presentatola loro ultima collezione “Thzell doun”, in arabo ombra e luce. Reminiscenze orientaleggianti con i colori e i profumi del mondo arabo, accessori ricercatissimi e materiali esclusivi uniti a tecniche di alta sartoria fanno di questi abiti delle vere e proprie narrazioni, espressioni d’arte che pongono la donna al centro di una macrocosmo nel quale la luce irrompe nelle zone d’ombra. Cotin Sposa (Bari, viale Unità d’Italia, 63/10) crea un’atmosfera da fiaba per tutte le donne che vogliono vivere un sogno nel giorno del loro sì più importante. Le linee degli abiti tracciano una guida di quanto la tradizione del matrimonio richiede. Semplicità unita a dettagli importanti, tessuti di rilievo impreziositi da ricami artigianali. Stile elegante e raffinato dal gusto tipicamente italiano rivolto ad un target molto vasto. Dagli stilisti nazionali a quelli internazionali, dall’Italia al Venezuela: è la volta della super ospite Mayela Camacho che propone una collezione di abiti ispirati all’etnico con predominanza del giallo, come il sole della terra da cui viene, del verde, marrone ed ocra. La donna della Camacho è molto sensuale, dotata di profonda personalità autonoma con la quale si impone sullo scenario internazionale, una donna che ama viaggiare non trascurando le raffinate tecniche di seduzione sottolineate dall’uso di tessuti molto leggeri realizzati con tecnica laser. Moda…. e spettacolo. E spettacolo è stato grazie al musicista e compositore nostrano Enzo Camporeale che si è esibito in un repertorio che è andato dal blues

ai pezzi lirici magistralmente interpretati dal tenore di Ruvo di Puglia Giovanni Mazzone, finalista alla trasmissione televisiva condotta da Fabrizio Frizzi, “La botola”. Ancora forti emozioni sul palco, quelle suscitate dalla danza. Sulle note del travolgente ed incalzante Bolero di Ravel incantano le movenze di Giuseppe Depalo, ex allievo del College of Dance che ora studia nella compagnia del teatro Alla Scala di Milano. Coinvolgenti suggestioni rock con la musica dei Negramaro per Serena Fiorentino che estasia il pubblico con un balletto coreografato da Steve La Chance. Calato il sipario sulla moda e spettacolo, i riflettori vengono puntati sull’organizzatore dell’evento, Alessandro Mondelli, fotografo e regista di moda pugliese di livello internazionale. A fine serata può raccogliere i meritati applausi del pubblico e tirare un sospiro di sollievo per la perfetta riuscita di una manifestazione che qui a Giovinazzo non ha precedenti e che ha incontrato da subito il favore della gente a giudicare dalla prime interviste realizzate nel corso della sfilata che noi della web tv ci fregiamo di aver trasmesso in diretta. Alla bellissima Miss Sambill, la modella venezuelana Patricia Madrigal l’onore e l’onere di consegnare le targhe di riconoscimento alle numerose autorità intervenute, al sindaco prof. Antonello Natalicchio, al sindaco di Sannicandro di Bari avv. Antonio Baccellieri, all’assessore al turismo di Noci dott. Michele Liuzzi, all’assessore Dagostino, al senatore Antonio Azzollini ed al presidente vicario del consiglio di Giovinazzo Leo Magarelli. Per una sera anche i giovinazzesi hanno provato l’ebbrezza di vivere dal vivo una sfilata d’alta moda senza dover staccare il biglietto per Roma, Milano o Parigi.

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illis Passando vicino all’edificio scolastico del S. Giovanni Bosco, durante il periodo di attività didattica, alla vista della moltitudine che l’attorniava, spontaneo è stato ripensare a quello che l’edificio e le scuole elementari hanno rappresentato per me e per tantissimi altri coetanei ed ho rivissuto, sia pure per pochi momenti, i ricordi dei tempi davvero ormai troppo lontani data la mia età che ad esso mi legano. Ho visto mamme, nonni, nonne, fratelli e sorelle più grandi all’affannosa ricerca di un buco dove parcheggiare il motorino, la macchina, vigili impegnati a districare il caos, paletti protettivi ed ho sorriso pensando che ai miei tempi, dopo i primi tre o quattro giorni, u timbe pe’ nzignatte la strete, noi non avevamo bisogno di tutto quell’apparato protettivo, di accompagnamenti e di accompagnatori. Le macchine non ce l’avevano nessuno, le trajene a quell’ora erano già in campagna e po’ nan gi stevene tanda mala cristiene per cui noi, tranquilli e solitari, raggiungevamo la scuola senza alcuna preoccupazione sia da parte nostra che dei nostri genitori. Tantissime sono ancora le differenze tra il nostro passato scolastico e quello attuale. Provo, in questo articoletto ad illustrarle. A scuola si andava cu senele cu fiocch ed il sabato con la divisa di Figlio della Lupa o di Balilla, a secondo l’età, le femminucce con la divisa di Piccole Italiane. Sul lato sinistro dell’edificio scolastico ed al centro della scalinata di accesso in un rettangolo spiccava il bassorilievo del Fascio del Littorio (ora cancellato da un antistorico scalpello) ed in alto, ai lati dell’edificio si potevano leggere le frasi storiche ed altisonanti dell’epoca: - «E’ l’aratro che traccia il solco, la spada lo difende»; - «Libro e moschetto Balilla perfetto»; - «Credere, obbedire, combattere». C’era ai miei tempi, ancora il giardino interno con la vasca dei pesciolini rossi con tanti alberi di gelsi bianchi. Questi servivano per realizzare i progetti finalizzati dell’epoca che consistevano nell’allevamento dei bachi da seta ai quali noi alunni partecipavamo provvedendo a far buchi nelle carte per non far stare i bruchi a contatto con gli escrementi ed a raccogliere e portare anche da casa foglie di gelsi bianchi. Durante il periodo di guerra, in quel giardino, abbiamo anche piantato cavoli, patate, sedani, bietole per combattere le sanzioni e la fame. Spiccava su quelle cosiddette aiuole il cartello: orto di guerra. Le aule erano belle, ampie, ariose. Alle pareti le immancabili foto di Giambattista Perasso con il sasso in mano e la didascalia: che linze? (la lancio), poi c’era la foto del Duce allo storico balcone di Piazza Venezia, le foto della battaglia del grano, del monumento al Milite Ignoto e l’immancabile foto dei due figli della Lupa, nudi, ma con il fez in testa, che pisciavano, beati, sopra la scritta: “Sanzioni”. Ogni aula aveva un altoparlante dal quale, dalla direzione, venivano diffusi proclami fascisti, disposizioni e talvolta anche giochini collettivi o di esercizi di ginnastica da fare accanto al proprio banco scolastico. Gli alunni, oltre o sinele cu fiocch, avevano in dotazione la cartelle, quest0ultimarigidamente in cartone pressato. In essa trovavano posto u libbre, u quadrene a righ e cudde a quadrette, la cartasciugande, l’astuccie, la statue de le cheleure (6 al massimo) e u assucapennine. Quest’ultimo era per lo più confezionato dalle nostre mamme e consisteva in 3 o 4 dischetti circolari di ruvida stoffa cuciti al centro e serviva per togliere i residui di inchiostro dal pennino prima di riporre a penna nell’astuccio. U calamere du gnostre era di creta e lo trovavamo a scuola infilato e trattenuto da due chiodini in un buco du vanghe di classe.

VINC DEPAL

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leIo, no mamme eleme e tu u appizzalabese L’astuccio era di legno con uno scorrevole ad inchiostro in cui oltre all’asticciole pe la penne c‘era u pizzalabbise, la gomm, e qualche pennino di ricambio. U pizzalabbise non somigliava affatto a quegli odierni: era una specie di ferretto ad U in metallo con le due estremità collegate ad un terminale costituito da una lama tagliente che appizzaive u labbise.

IL CORPO INSEGNANTE Era costituito da la maiestre, do provessore e da u direttore. Il termine maestro non era in uso, gli insegnanti di sesso maschile avevano la qualifica di provessore. Le classi erano rigidamente divise in maschili e femminili. Noi bambini avevamo preferito di più la figura materna della maestra perché u provessore era assai più temuto ed era tutt’altro che parsimonioso nella distribuzione di spalmate. Ricordo alcuni insegnanti dell’epoca: la signorina Labombarda, la Leone, la Ciaravella, u Provessore Frascolla, Cutrone,

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temporibus

supplicandolo: «Mi raccomande provessore, ca cudde figghie u vogghie adiquete». Poi raggiungeva la porta e salutava il figlio con un minaccioso «mò ca te reteire…» Oggi questa forma educativa ha cambiato denominazione e colore. Oggi le spalmate si chiamano violenze sui minori ed il colore è il telefono azzurro. L’insegnante di educazione fisica era Bonasia e l’anno scolastico si chiudeva con il saggio ginnico al quale non mancavano autorità e personaggi importanti del periodo oltre al Podestà.

CENZO LMA

ostre ete entari U astucce

Illustrazioni: Vincenzo Depalma

Scandiffio,Guerino, Intonti… Le spalmate erano la meritata punizione di tutte le nostre mancanze. Il malcapitato veniva convocato presso la cattedra per porgere le mani sulle quali il maestro distendeva la riga. Il dolore forse non era eccessivo, ma l’istinto faceva spesso ritirare la mano all’alunno (qualche volta si beccava il supplemento) o gli faceva girare istintivamente e bruscamente il palmo della mano verso il basso per cui le spalmate colpiva le nocche delle dita. Allora sì che le spalmate facevano dvvero male perché d’inverno le nostre mani erano ricoperte di rosue, ovvero di geloni. Le dita erano sempre gonfie e talvolta, per effetto delle spalmate, finivano per sanguinare. Allora in paese ci conoscevamo un po’ tutti e le punizioni facevano subito il tam tam per arrivare alle orecchie dei genitori attraverso i vicini di casa. Il giorno dopo (non c’erano limiti agli orari per i colloqui con gli insegnanti) ad una certa ora eccoti apparire la mamma per avere conferma delle nostre mancanze. Noi terrorizzati notavamo le stizzite reazioni della mamma durante il colloquio, finito il quale, molte volte la stessa mamma ringraziava il il maestro baciandogli la mano

continua sul prossimo numero

Quel morso del polpo… SYDNEY. Egregio sig. Depalma, sono un’assidua lettrice della Piazza, un mensile che arriva nelle case di tutti i giovinazzesi che, come me, per i motivi più svariati vivono abbastanza lontani dalla nostra bella cittadina. Ho sempre sostenuto che questo mensile arriva in casa come una boccata d’aria fresca, la stessa che che si respira dret o purt oppure o lungomar. Devo confessare una mia debolezza. Ogni mese mi precipito a leggere il suo articolo e tanto per citare la culinaria, lo considero un gustoso e frizzante aperitivo per continuare la lettura del giornale. Nulla togliendo a tutti gli altri scritti, sono particolarmente affezionata al suo poiché mi offre la possibilità di accarezzare i bellissimi ricordi dei miei 16 anni vissuti a Giovinazzo. Ho la sensazione di fare un corso di aggiornamento ogni qual volta leggo un nuovo amarcord che corrisponde perfettamente alla realtà degli anni contemplati ed è molto curiosa la dovizia dei particolari che arricchiscono i racconti. L’articolo U pulp de Scevenazze devo dire però che mi ha un po’ sconcertata. È il racconto della passione e della morte di un povero polpo nella sua assoluta crudezza. Un impatto abbastanza duro per me che mi ha spinto ad una seria idea di rinunciare a mangiarli crudi. Un duro colpo per una come me che, appartenendo ad una famiglia di solide tradizioni giovinazzesi, ha sempre amato consumare i prodotti ittici del nostro mare. Insomma a volte la semplice lettura di un articolo può spingerti a farti cambiare ataviche abitudini e questo caro signor Depalma, così meticoloso e appassionato della propria cittadina, riesce ogni volta a trasmettermi delle autentiche emozioni. Complimenti e buon lavoro! ITALIA MINUTILLO IN CARAVELLA

Gli elogi della passione e morte del polpo mi inorgogliscono: c’è sempre qualcuno disposto a sopportare il peso di quei ricordi ormai passati. Per quanto riguarda l’annuncio di rinuncia che vorrebbe attuare a proposito del crudo di mare mi permetto di sconsigliarla di ricorrere a queste inutili privazioni. Il mio articolo parlava del polpo di Giovinazzo ovvero di quello più sfortunato dell’universo. In Australia sono certo che hanno un trattamento assai diverso e che quando il marinaio lo pesca gli dà il benvenuto a bordo. Ritengo inoltre che i polpi australiani sono dei clandestini che avranno approfittato di qualche nave per un passaggio nella speranza di sfuggire ai maltrattamenti giovinazzesi. Hanno fatto la stessa fine ma si sono risparmiati – se la può consolare – le stesse torture.

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il corsive DI

Attraverso l’opuscolo curato nel 2000 dalla sig.ra Beatrice Andriano Cestari, venivano pubblicate le foto degli ex voto offerti dai devoti alla protettrice Maria SS. di Corsignano. Durante l’annuale processione fino ad una trentina di anni addietro davanti all’edicola della Madonna arricchita di tantissimi monili di oro ed argento si vedevano appesi anche due piccoli modellini di imbarcazioni d’argento che, poiché con il loro dondolio durante la processione altro non facevano che danneggiare il ricco basamento di legno dorato della Madonna, oggi non vengono più esposti, ma appunto la pubblicazione della Cestari divulgandone le immagini ne ha trasmesso memoria a quanti, i più giovani, non li avevano mai visti ed altrettanto è stato fatto (purtroppo attraverso l’elencazione, poiché le foto non esistevano come al giorno d’oggi) per altri doni votivi offerti nel corso dei secoli alla Madonna di Corsignano, e che in centocinquanta anni durante i tragici eventi rivoluzionari e bellici compresi tra il 1799 al 1945 per vari motivi scomparvero. I gioielli sono un abbellimento e durante le feste la nostra Madonna attraverso di essi e del manto viene appunto abbellita, è infatti una parabola evangelica (Mt 20,1-16) a ricordare che per le feste bisogna vestirsi in modo degno. Forse seguendo questo principio, fino a non molti anni addietro, per la festa patronale, la Cattedrale veniva addobbata (forse con troppo sfarzo) a spese dei dipendenti della ME.CA. Non addobbare più la chiesa potrebbe essere giustificato con il principio cristiano della semplicità francescana, ma … in medio stat virtus! Ho avuto modo di constatare personalmente durante la novena alla Madonna di Corsignano (andando ogni mattina alla prima messa), come ora, per quanto in occasione della festa patronale l’altare maggiore della nostra Cattedrale venga guarnito di bellissime tovaglie ricamate, non viene più arricchito di quei candelieri offerti dai giovinazzesi alla Madonna nel primo dopoguerra per interessamento dell’allora giovane sacerdote don Nicola Illuzzi (che prestava ancora servizio in Cattedrale prima di divenire parroco di S. Agostino). Furono acquistati come di argento (anche se poi a distanza di anni qualcuno parlò di frode, ma non stiamo qui a dibattere su questo), al loro acquisto in piccolissima parte contribuirono i miei genitori del cui nome, come di quello di tanti altri devoti giovinazzesi, non restò alcuna traccia; sui candelieri più grandi invece, (di uno dei quali già una ventina d’anni addietro si erano perse le tracce), appariva il nome degli oblatori. Affinché tutti sappiano quale dono i giovinazzesi veramente devoti, in un periodo non certo economicamente florido, vollero offrire alla loro Protettrice riportiamo quanto appariva a pag. 2 del numero di settembre 1965 del mensile cittadino “Il Tocco del Bom Baun”. «Caro Direttore, mi riferisco all’articolo “Restauriamo senza modifiche” apparso sul nostro Bom Baun di luglio u.s. e procedo per quanto mi consta e mi riguarda. Quando fu provveduto all’acquisto dei candelieri d’argento per l’altare della Vergine SS. di Corsignano, non fu per sostituirli ad altri più o meno antichi o più o meno belli, … bensì per voler onorare la nostra Patrona con un omaggio degno di Lei, non essendo in dotazione dell’altare altri candelieri se non quelli di ottone che ordinariamente lo adornano. … Aggiungo che fra i tanti altri ci fu pure tuo padre (cav. Domenico Maldarelli) a non giudicarli brutti quando gli presentai il loro disegno prima di farli eseguire dall’artistica ditta Bertarelli di Milano. Il loro stile barocco ben si intona

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celati alcuni devozione dei con quello dell’altare. … Ti allego il cliché dei candelieri di argento perché possano valutali anche quelli che non hanno potuto ancora vederli. … F.to Sac. Nicola Illuzzi». Donato Maldarelli allora direttore del mensile “Il Tocco del Bom Baun” così rispondeva alla lettera di don Nicola. «Mio carissimo don Nicola Illuzzi, mi è grato rispondere alla vostra cortese lettera, perché mi dà motivo di chiarire alcuni punti oscuri di quanto da me scritto nella risposta alla lettera “Restauriamo senza modifiche” … Per i candelieri bellissimi dell’altare della Vergine Maria di Corsignano, so quanto lavoro, quante preoccupazioni, quante umiliazioni Voi voleste affrontare per dotare l’altare della nostra Madre comune dei candelieri di argento. Ricordo con tanta gioia le molte volte che voleste onorare la mia famiglia portando i vari disegni di diversi tipi di candelieri e quanto minuziosa fu la ricerca per scegliere il meglio. Guardandoli al pontificale celebrato solennemente in Cattedrale in occasione delle ultime festività, mi commossi ricordando mia madre che fu madrina. I candelieri di argento dell’altare della Madonna di Corsiganno voluti con tanta tenacia, con tanta filiale

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i segni della ei giovinazzesi devozione, realizzati solo dalla vostra volontà e slancio sono e restano bellissimi. Essi sono stati il miglior dono, dopo quello dell’edicola di argento, fatto dal popolo di Giovinazzo a Maria SS. di Corsignano solo per mezzo del vostro coraggio e sacrificio con la differenza che per l’edicola si dette fondo al tesoro, mentre per i candelieri si mendicò l’offerta che non fu sollecita ma stentata. Comunque la vostra fede, il vostro impegno trionfò e mi è grato scriverlo perché rileggendo si sappia con quante lacrime e con quanti sacrifici si potettero donare alla Vergine benedetta Maria di Corsignano quei meravigliosi candelieri. … Vi ringrazio di cuore per avermi dato la possibilità di chiarire punti oscuri». Così come attraverso il testo della Cestari, si trasmette memoria degli ex voto non più visibili in occasione della festa, altrettanto si vuol fare per i candelieri pubblicando questa immagine (già di pubblico dominio in quanto già apparsa su “Il tocco del Bom Baun”, settembre 1965, pag. 2). E così come attraverso le foto si tramandano le testimonianze tangibili della devozione dei Giovinazzesi verso la loro Madre Celeste, attraverso testi scritti dovrebbe ricordasi agli stessi un’altra forma della loro devozione. Alludo all’asportazione a spalla dell’immagine della Madonna di Corsignano. Si potrebbe ristampare il testo del 1870 “Deliberazione resa dalla Deputazione provinciale di Bari il di 19 luglio 1870 a favore delle classi popolari di Giovinazzo circa l'asportazione a spalle della effigie della SS. Vergine di Corsignano”. A tal riguardo avrei preferito che scrivesse qualcosa il ns. collaboratore Diego de Ceglia certamente molto più edotto su questi argomenti rispetto a di chi scrive ma egli ha riferito esistere già a riguardo uno scritto del prof. Vincenzo Rucci apparso sulle pagine del “Nuovo Tocco del Bom Baun”.

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pillole di storia a cura della Fidapa

Storia di un restauro Da sempre per la nostra città il mese d’agosto rappresenta il momento in cui vivere più intensamente la propria appartenenza al territorio. Infatti si susseguono le feste religiose e, collegate ad esse, i momenti di svago in cui si intrecciano tradizionali rituali del passato con divertimenti tutti nuovi. Tocca alla celebrazione del Padre Eterno aprire nei primi giorni del mese questo periodo particolarmente caro ai giovinazzesi che assistono nella chiesa rurale così denominata alle messe. La chiesa viene aperta una volta all’anno per questa occasione e, poiché di esigue dimensioni, non è in grado di accogliere i numerosi fedeli che conservano l’abitudine di partecipare alla prima messa celebrata dopo aver trascorso la notte in veglia. Anche quest’anno tutto si è svolto secondo tradizione, ma con una piccola sorpresa: l’avvio dei lavori di restauro degli affreschi posti sul lato destro e di fronte all’altare. Rinvenuti durante lavori di sistemazione della chiesa, effettuati nel 2004 dall’Archittetto Nicola Dolciamore , dopo la rimozione dell’intonaco che li copriva da tempo, sono diventati ben presto un’altra ricchezza del territorio da conservare e tutelare per il loro valore artistico e cultuale. Raffigurano, quello più ampio, forse risalente al XIV sec, posto su una parete del nucleo originario della chiesa, immagini ieratiche di Santi, inquadrate da bande bianche e rosse; quello meno esteso, un papa, con la corona del triregno, indicato con il nome di Urbanus ancora piuttosto leggibile, ed un cartiglio. Al momento del loro rinvenimento fu chiaro che solo un serio ed attento intervento di restauro avrebbe potuto salvarli dal deterioramento del tempo e dai danni, anche accidentali, prodotti dall’uomo. Per evitare che questo accadesse la sezione Fidapa di Giovinazzo, sin dal 2006, per volontà della sua presidente sezionale, avv. Isa Bavaro, e della vicepresidente, prof.ssa Rosanna Salvemini, ha adottato gli affreschi e ha cercato di tenere vivo l’interesse verso di

questi con l’intento di riuscire a realizzare le opere di restauro. Si è ,pertanto, ottenuto che la dott.ssa Rosa Lorusso Storico dell’Arte della Soprintendenza PSAE per le province di Bari e Foggia , verificasse lo stato di conservazione degli affreschi ed effettuasse una valutazione artistica che ha poi presentato durante una serata a tema alla

cittadinanza. Grazie alla attenta disponibilità del parroco della Cattedrale, Don Benedetto Fiorentino, sotto la cui giurisdizione si trova la chiesa del padre Eterno, è stato possibile continuare a monitorare gli affreschi, attuando quest’anno un ulteriore saggio sullo stato di conservazione che ha permesso di quantificare anche l’entità economica dell’intervento di restauro. Poiché il culto del Padre Eterno è molto sentito sul territorio, oltre alla Fidapa altre associazioni e privati hanno abbracciato il progetto del restauro fra cui, in modo particolare, il Comitato delle

feste patronali e il sig. Luciano Minervini , il quale ,in qualità di presidente della proloco cittadina, promosse i lavori di consolidamento della muratura della chiesa durante i quali furono rinvenuti gli affreschi. Grazie alla scelta culturale della Fidapa e alla sinergica collaborazione fra associazioni e privati si è concretizzato il progetto del restauro degli affreschi, partito nel mese di giugno e affidato dalla dott.ssa Gabriella Pinto. Durante le celebrazioni eucaristiche di questo mese i fedeli hanno potuto già vedere i primi interventi attuati ed avere notizia attraverso l’omelia del parroco del progetto stesso. Intanto, la Sovraintenenza ha dichiarato la propria disponibilità ad effettuare in seguito il restauro del catino absidale in cui è raffigurato Cristo Pantocratore in trono tra la Vergine e il Battista, realizzato ad olio negli anni ’50, sotto cui esistono tracce di dipinti di epoche precedenti , come evidenziato dai saggi effettuati. Nel futuro la chiesetta apparirà , dunque, in una nuova luce che sa, però, di antico, grazie a tutti coloro che amano il territorio e vogliono salvarlo dai danni del tempo.

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BRUNO LANDO

UN’ALTRA ESTATE SE NE VA ED IO SONO ANCORA QUI! OGNI

In ricordo di Aletta nera

RIFERIMENTO A FATTI E\O PERSONE REALMENTE ACCADUTI E\O ESISTENTI È DA RITENERSI PURAMENTE CASUALE E\O INVENTATO DI SANA PIANTA

Egregio Direttore, è passata anche questa estate. Finalmente direi, le battute di caccia sono finite tutte male, almeno per me. Ho provato in mille modi ad adescare una qualsiasi pulzella, una delle tante che affollavano le manifestazioni locali. Dal panino della nonna, alla sagra della fritella, dal corteo storico a quello della Madonna e per finire al concertone di Renzo Arbore, non ho trovato una che mi degnasse di un misero sguardo. Dopo anni ho persino rimesso piede alla Fiera del 15 agosto ma niente, tranne una forte isolazione (c'erano 40 gradi) ed un aumento sconsiderato del mio livello depressivo. Ero lì bighellonando tra carne, frattaglie e bancarelle, sudore e cattivi odori che d'improvviso incontro un mio amico, uno di quelli che ti aggiorna su tutte le vicende comunali. Vuole sempre dimostrarmi di sapere tutto, di essere un frequentatore delle stanze del potere ed ecco che mi da la prima grande notizia. Antonello ha vinto il concorso da Preside presso un Istituto superiore di Novara, dovrà lasciare Giovinazzo e ritornarci ogni due settimane per un paio di giorni. E chi se ne frega penso, ci rimane comunque Tempesta il viceSindaco. Ma sembrò che mi avesse letto nel pensiero e mi disse «Tempesta lo faranno fuori». «Ma chi?» - gli chiedo. E lui mi sorride sornione e poi con calma serafica mi risponde: - «La nuova cordata, quella di Magarelli, Dolceamore, Dagostino, Giangregorio ed Angelo Turturro». Intanto che mi parlava guardavo la bancarella degli animali, una delle tante presenti ogni anno in quella Fiera. Il sole d'improvviso si fece più pesante, duro direi e implacabilmente rovente. Una marea di pesci rossi in pochissima acqua certamente bollente e un centinaio di pulcini accatastati in una piccola gabbia di legno. Sotto il sole. Fra tutti, mi colpì un pulcino con una aletta nera, coperto da altri che avevano ancora la forza di pigolare. Lui no stanco ogni tanto chiudeva gli occhietti, stanco o for-

se moribondo, sembrava guardare la gente che passava, i bimbi che istericamente battevano la gabbia, o forse stava semplicemente salutando la vita. Direttore sarò patetico, ma dopo che il mio amico mi ha salutato indispettito perchè si era reso conto che non gli davo più ascolto, sono rimasto lì, vicino alla bancarella. Aspettavo che da un momento all'altro, il signore della bancarella (per non chiamarlo sporcaccione) cambiasse acqua ai pesci, o forse magicamente aprisse una gran bella tenda e accendesse dei magici ventilatori. Ho pensato che da un momento all'altro sarebbero passati i vigili urbani, che integerrimi come sempre quando si tratta di multare le piccole infrazioni al codice stradale avrebbero messo fine a quello scempio. Ma ciò che mi consolava era immaginare che se non lo avessero fatto loro, lo avrebbe fatto sicuramente il Comandante. Messa a capo, ma già in partenza, per rendere più serio il servizio reso dalla guardia municipale è costata alle nostre casse comunali decine di migliaia di euro. - «Ora passa lei e farà sequestrare tutto – pensai - . Deve pur guadagnarselo lo stipendio». Al posto suo invece una gran bella ragazza, piccoli pantaloncini aderenti, gambe lunghe, un bikini da spiaggia e un cappello di paglia. Abbronzatissima, aliena alle bancarelle, sembrava passeggiare sulle nuvole. Non le na-

Gelateria Caffeteria Creperia Cornetteria

scondo che anche per distrarmi un po’ e non mancare all'improvviso la seguii un po’… Penserà che sia il solito maniaco, lo so ma so anche di esserlo. Dopo un pedinamento a distanza, infruttuoso perchè mai si voltò a guardami, ritornai indietro. Chissà per quale motivo immaginavo che avrei trovato gli ispettori della Asl a verbalizzare il bancarellista di morte... Ed invece trovai una calca maggiore di bimbi con in mano buste con pesci o pulcini, accontentati e taciuti da mamme che erano lì per comprare qualcosa di importante per la casa e il proprio guardaroba. Aletta nera invece era spirata. La gola mi bruciava anche perché non so piangere, al massimo gli occhi mi bruciano. Era lì pestata da altri pulcini anche loro allo stremo. Vite spezzate, vite inutili e tutto sotto gli occhi di gente che si considera appartenente alla civiltà, che sfida il Terzo Millennio che la domenica è in Chiesa. Andai dal signore (lo sporcaccione sempre per intenderci) per avvisarlo che il pulcino con l'aletta nera era morto e insieme a lui anche altri che in quel momento scoprivo nella gabbia-lager. Lui sorrise. Ad un collega al fianco gli sgomitò e poi mi chiese: - «Lo vuoi comprare?» - «Perchè vendete anche pulcini morti?» - «Oggi è festa, li regaliamo… dai». E risero grasso. - «Sì, me li dia, grazie» - «Giova’ regali i pulcini morti al signore che oggi siamo buoni». Giovanni, più giovane ma non per questo meno sporco, ridendo come un deficiente mi mise in una busta Aletta nera e una dozzina di altri fortunati ‘pulcini d'appartamento’. Cosa ne ho fatto si chiederà Lei Direttore. Ebbene li ho congelati. Un po’ arrabbiato ho pensato di donarli alla Comandante dei Vigili Urbani che sfortunatamente sta lasciando il nostro paese. Le attaccherò una cartolina di Giovinazzo e le scriverò «In ricordo di Aletta Nera». BRUNO LANDO

Via B. Lupis 8 Giovinazzo 349.755.12.33 347.802.26.46

Piazza Vittorio Emanuele Giovinazzo 33

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recensione

La nostra storia IL PROF. MICHELE CARLUCCI PRESENTA “CREDENZE E RELIGIOSITÀ POPOLARI GIOVINAZZESI” DI FRANCESCO ANDRIANO (PARTE I) Il volume di Francesco Andriano “Credenze e religiosità popolari Giovinazzesi” esteticamente si presenta bene anche se all’interno ha un ridotto percorso parallelo fotografico perché l’autore ha voluto recuperare spazi per del “materiale” che sarebbe stato eliminato. La casa editrice e stamperia La Nuova Mezzina di Molfetta ha ereditato la bravura del maestro Angelo Alfonso Mezzina, precedente titolare, che ha dovuto passare il testimone per il carico degli anni. Grande personaggio della cultura molfettese Angelo Alfonso è stato sempre una squisita persona di immensa disponibilità e bravura che gli hanno permesso di entrare nell’Olimpo della tipografia pugliese con i varii Adda, Congedo, Capone, Schena, etc.. Sull’elegante copertina sono riportate la visione prospettica di Giovinazzo pubblicata dal Paccichelli nel 1703 e una donna giovinazzese in sontuoso abito tradizionale, che con la dedica del contenuto alla moglie Maria da parte dell’autore vuol essere un omaggio alla donna giovinazzese di tutti i tempi custode e tramite delle tradizioni generali e di quelle religiose in particolare. L’aletta della copertina dice che la litografia della donna proviene dalla famiglia dott. Luciano Curatoli. L’aletta della controcopertina riporta notizie sull’autore Francesco Andriano, tra l’altro, ottimo maestro di scuola primaria, direttore de “Il nuovo tocco del Bom Baun”, corrispondente da Giovinazzo per “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Durante queste funzioni franco ha scritto pagine che rilette oggi hanno il vigore delle pagine di storia più che di cronaca. Con la direzione de “Il nuovo tocco del Bom Baun”, fu a capo di un mensile di bravi esponenti della cultura giovinazzese come il preside Vincenzo Rucci, il dott. Michele Bonserio, l’arch. Franco Palmiotto, Nicola Coppola, un certo Ungano bravo nelle etimologie giovinazzesi. In quegli anni di coscienza critica nei riguardi dell’Amministrazione Comunale si pensò anche a valorizzare gli artisti locali e le arti c.d. minori. L’opera si compone di tre capitoli una presentazione in cui sono riportate le insidie in cui ci si può imbattere nello svolgimento di un lavoro siffatto, avvertenze per la pronuncia, essenziale bibliografia ben proporzionata e funzionale alle vedute dell’opera. Tra i vari nomi degli autori consultati mi piace citare Saverio Lasorsa gloria molfettese per il trasferimento del padre da Giovinazzo alla città confinante dopo aver sposato una molfettese. Egli, per raccogliere notizie sulle tradizioni pugliesi quando fu docente di scuole superiori e commissario d’esami, individuava i giovani più intelligenti, affidava loro un quadernetto li pregava di annotarsi col passare dei mesi le tradizioni locali relative ai matrimoni, alla morte, alle processioni, etc.. Al termine della raccolta i quaderni gli venivano spediti. Il capitolo I è dedicato al tema della religiosità popolare, espressione che, spiega l’autore, non va confusa con una forma particolare di religione storica e comprende un coacervo di idee come la consapevolezza religiosa, il fatto devozionale, la pratica invidiale e collettiva. Naturalmente al vertice della devozione c’è Dio con la sua equidistanza da ogni tipologia morale o immorale di creatura umana. Cristo nella devozione popolare è figura intercambiabile con quella di Dio ma spesso ha una fisionomia autonoma. Pensate a quelle

figure che chiamiamo Padre Eterno: in effetti è il Cristo Salvatore affiancato dalla Madre e dal Precursore Giovanni Battista. Nel paragrafo dedicato alla figura di Cristo c’è il riferimento alla tavola della Pietà conservata nella chiesa dei Frati Cappuccini nei pressi del Cimitero. Iniziano così i riferimenti alle bellissime opere d’arte custodite in Giovinazzo, retaggio povero delle depredazioni effettuate in passato dagli invasori o da cittadini senza scrupoli o da calamità. Nella piacevole lettura delle devozioni si scopre come molte espressioni siano, più che slanci amorosi verso la Divinità, tentativo di sottomissioni dell’intervento divino alle aspettative delle persone. Nella scala delle devozioni al terzo posto si trova naturalmente la Madonna, la cui misericordia per tutti, che tanti artisti hanno richiamato nell’uso del manto, ricorre nell’espressione “la Madonne téne u mande e arrevoggije”. Seguono i Santo che con l’esempio delle virtù evangeliche indirizzano i fedeli verso la contemplazione di Dio e la pratica delle virtù cristiane. Se da un alto non sono ancora riuscito a dare chiarezza a termini come “zicondelle” riferito alla altalena, dall’altro con Franco si riesce a trovare risposta a tanti quesiti. Per esempio ho chiaro il significato dell’espressione “mo si alze Christe”. Si riferisce a quando i nostri contadini trovandosi in campagna, intorno alle 11,30 sentivano il suono delle campane proveniente dalla Cattedrale si rendevano conto che era il momento dell’elevazione dell’ostia e del calice durante la messa conventuale (in cui convenivano le dignità ed i canonici del Capitolo della Cattedrale). I contadini smettevano di lavorare e si toglievano il cappello dal capo in segno di rispetto. A pag. 38 dell’opera di Franco si può leggere una famosa ninna nanna. Il capitolo II è dedicato alle credenze popolari. È il capitolo che più degli altri può suscitare il massimo dell’interesse nel più vasto pubblico possibile di lettori. Titoli come “la malombre” o “tagghiè le virme” fanno ancora venire i brividi a chi questi fenomeni li ha vissuti di riflesso nei racconti dei genitori o dei vicini di casa. Mia madre mi raccontò di suo padre Lorenzo Piscitelli che tutte le mattine nel recarsi al lavoro nelle ore antelucane vedeva nel pozzo di raccolta delle acque piovane nel portone di casa un bambino vestito a marinaretto che cantava sempre la stessa canzone. Fu ipotizzato che fosse l’anima di un bambino morto violentemente nel periodo di posa della prima pietra del palazzo in via Lupone. Si diceva che la malombra non avesse i pollici affinché non potesse strangolare la gente nel sonno. La foto a pag. 59 relativa alla processione di S. Michele Arcangelo fu scattata nel 1953 all’imbocco di piazza S. Felice lato di confluenza con piazza Vittorio Emanuele II. Gli abiti del sammichelino e dei carbinierini erano dati in affitto dal padre del pittore Filippo Nisio che abitava in via Cappuccini ed era sarto. Altra pagina interessante è quella sul fuoco di S. Antonio. Qui non è detto il perché del legame tra il santo del deserto e il porcellino. Alcuni seguaci della Regola di S. Antonio in Francia scoprirono che l’Herpes Zoster, popolarmente detto fuoco di S. Antonio, si combatteva bene con lo strofinamento del grasso di maiale. A proposito dell’epilessia o “male della luna”

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il bravo Franco Andriano sottolinea come se ne cercasse la protezione in S. Donato e come dal 1600 si aggiungesse il nome Donato e come dal 1600 si aggiungesse il nome Donato a tutti i neonati al momento del battesimo e dell’iscrizione nei registri dei battezzati. Presso la parrocchia di S. Domenico c’è il registro dei battezzati nel 1948 e sotto la data del 1° settembre vi è registrato lo scrivente, che per il Comune è semplicemente Michele, con il doppio nome Michele Donato, usanza mantenuta fino agli anni ’80 quando accanto ai nomi di tutti i battezzati veniva segnala puntata la lettera D.

(continua sul prossimo numero)

LUTTO

«PEPPINO DEL TABACCINO», si è spento nella sua abitazione in via Madonna degli Angeli. Giuseppe Carlucci era titolare della Rivendita di tabacchi della Porta Nuova; veterano dei confratelli del Santissimo, canticchiava lungo via S. Maria degli Angeli quando ormai anziano, per i problemi alla visita si lasciava guidare dall’alto gradino del marciapiede contro il quale batteva il suo bastone pur di godere l’incontro con i suoi compaesani che riconosceva tutti dal semplice saluto che gli rivolgevano. La redazione si associa al dolore del collaboratore prof. Michele ed ai familiari tutti. Settembre 2008


I

Giovinazzo ti amo perchè... (o per...) POLITICA 2601 - Signor Dottor Professor Sindaco Preside Antonello Natalicchio 2602 - Il cuore e il sogno di Antonello Natalicchio sindaco emigrante in una valigia Louis Vuitton 2603 - Il vice-sindaco Tempesta taglia-nastri e stappa-spumanti 2604 - L’ assessore alla cultura Carolina Serrone stappa-spumanti e palato fine 2605 - Il Presidente del Consiglio Angelo Depalma dal quale ci si aspetta la lettura bilingue delle delibere per alcuni consiglieri 2606 - Sturm und Drang Leo Magarelli, adesso che i topi balleranno al Palazzo di città perché il gatto non ci sarà 2607 - L’assessore alla Moda e Spettacoli Gaetano Dagostino perché ci ha fatto conoscere miss, veline e velone 2608 - L’assessore Gaetano Dagostino che non perde mai il sorriso anche quando s’impappina davanti a cotanta bellezza 2609 - Il consigliere Cortese che si è preso l'onere di controllare se i bagnanti useranno i bagni chimici sistemati sul lungomare 2610 - La solerzia del segretario e consigliere cittadino Gianni Camporeale del Pd nell’alzare la mano in Consiglio comunale pari a quella che ci mette nella lettura dei contatori dell’acqua TOMMASO DEPALMA 2611 - Tommaso Depalma, Presidente Festa Patronale, che ci ha fatto vedere le Corsignaniadi un po’ come le Olimpiadi di Pechino 2612 - Tommaso Depalma che ci farà vedere anche I Giochi del Mediterraneo del 2014 dopo quelli di Pescara del 2009 2613 - Tommaso Depalma che ci regalerà una tappa del Giro d’Italia 2613 - Tommaso Depalma che canta l’inno nazionale nella Giornata dell’Emigrante come se si sentisse un Bettini sul podio più alto 2614 - Tommaso Depalma il primo a far conoscere lo spettacolo piromusicale ai giovinazzesi che non possedevano lo Zingarelli della lingua italiana 2615 - Tommaso Depalma che ci ha fatto calar di allegria ascoltando Robertino di Capri e Gianni Ciardo e l’agiografia a ‘Santa Nicola’ 2616 - Tommaso Depalma perché senza di lui non avremmo conosciuto i talenti locali di "Giovinazzo che canta" con la partecipazione di Jenny B 2617 - Tommaso Depalma che si è regalato Renzo Arbore alla modica cifra di 106mila euro 2618 - Tommaso Depalma che in molti rimpiangeranno come Presidente Festa patronale per i botti che vengono dal cuore, lo spettacolo piromusicale e le multe pagate ai suoi collaboratori 2619 - Tommaso Depalma che se gli dai cinque pani e due pesci provvede al miracolo della moltiplicazione 2620 - Tommaso Depalma che per la moltiplicazione dei pesci e dei soldi l’Ente Comune dovrebbe nominare ad honorem sindaco, assessore alla cultura, alla solidarietà, allo sport, al marketing, alla produzione, al cerimoniale, al bilancio 2621 - La Porsche Carrera e il rolex al braccio di Tommaso Depalma 2622 - Tommaso Depalma che è un po’ come la Juventus del calcio: o si odia o si ama 2623 - La bicicletta Legnago del sindaco Natalicchio abbigliata da un robusto catenaccio per mettere in scacco i bitontini ATTRATTIVE 2624 - Le reliquie dell’apostolo Tommaso (non Depalma) donate

MOTIVI PER a vivere

GIOVINAZZO AMO PERCHè dalla chiesa di Lanciano-Ortona per rinsaldare il legame tra la chiesa di Giovinazzo unite dalla venerazione per San Tommaso apostolo 2625 - Il magico rituale dello sbattimento e dell'arricciamento del polpo 2626 - Il materassino da mare da gonfiare con la bocca che ti spompa in maniera indicibile 2627 - Il riccio sullo scoglio che ha forato il materassino da mare appena gonfiato a bocca 2627 - I signori con tanto di pancia e col telefonino appeso al costume da bagno che esibisce altre parti del corpo poco gradevoli alla vista 2628 - I signori con tanto di pancia e col telefonino appeso al costume da bagno che non potranno mai passare le vacanze alla Torretta o in una spiaggia di nudisti 2629 - I costumi interi tigrati o a fiorellini da mare di una volta che anche alla Cappella si sono trasformati in fili interdentali o in monokini 2630 - Lo spicchiettista che si lecca i baffi alla vista dei bagnanti dal camping alla trincea CULTURA 2631 - Non avere un cinema per ospitare il concorso a tema «Giovinazzo a corto di Cinema» 2632 - Aspettare che Ulisse ritorni nella sua Itaca perché Giovinazzo riabbracci il suo cine-teatro 2633 - Iscriversi alla congrega che nel cimitero ha la cappella migliore 2634 - Iscrivere la propria moglie alla congrega per assicurarle il cassettone nella cappella del cimitero 2635 - I comitati feste ‘degli altri santi’orgogliosi d’aver fatto incendiare i migliori fuochi pirotecnici e di aver fatto suonare bande musicali venute da paesi quanto più lontano possibili VEZZI 2636 - La corda calata dal quinto piano con il cestino per farsi mettere la spesa dal venditore ambulante 2637 - Il marito mandato dal mare a casa per ritirare il bucato appena steso al comparire della prima piccolissima nuvola all’orizzonte 2638 - Passare sotto un balcone e subire la doccia da parte della signora che ha appena innaffiato i gerani 2639 - Passare sotto il balcone successivo e subire la doccia anche della signora che ha appena lavato il balcone 2640 - Passare sotto il terzo balcone e farsi sorprendere dal gocciolone proveniente dal bucato steso che penetra tra il collo e la maglia della salute, con relativo brivido freddo 2641 - La penuria del gentil sesso che induce i giovani giovinazzesi a riempire una macchina per andare in cerca di miglior fortuna presso i paesi limitrofi

Giuseppe Lomoro Pitturazioni Tramezzi e controsoffitti in cartongesso Rivestimenti in genere

LABORATORIO: P.zza Spinelli, 17 ESPOSIZIONE: Via Cappuccini,1 Giovinazzo - cell.347.583.73.79

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CUI VAL LA PENA a giovinazzo

LUTTO

TI è...

GIUSEPPE DEPALO 08.01.1922 – 12.06.2008 Sei sempre stato un uomo umile che ha affrontato le vicissitudini della lunga vita con coraggio. Con bonaria ironia hai sempre superato ogni difficoltà e per questo sappiamo ch tu, ora dall’alto, guiderai sempre i nostri passi. I tuoi cari

L’ALGA KILLER 2642 - Recarsi in spiaggia e iniziare ad osservare con sospetto tutte le alghe presenti sugli scogli 2643 - Chiedere ai vicini di ombrellone appena usciti dal mare “Com’è l’acqua?” 2644 - Disquisire sulla natura tossica, cancerogena o neutra delle imputate alghe 2645 - Chiedersi come mai il Comune non ha messo la bandiera rossa per segnalare il pericolo 2646 - Tornare a sdraiarsi sull’asciugamano ad arrostire al sole poco convinti di immergersi in acque sospette 2647 - Dopo mezz’ora rialzarsi disperati ed accaldati per tentare di capire se almeno ci si può bagnare un po’ senza immergersi 2648 - Inveire contro il Comune che non ha divulgato nessuna notizia in merito 2649 - Decidere di abbandonare le verdeggianti e fresche acque invitanti per trascorrere altrove la propria domenica ormai rovinata 2650 - Rimpiangere i bei tempi quando si passeggiava a mare per ‘sentire’ il profumo genuino delle alghe non tossiche

anniversario MIKE TEDONE 01.09.2006 – 01.09.2008 NEW YORK. Il cuore di Mike, alis Ciuodde, si è fermato due anni or sono ma continua a battere nei cuori degli Amici della Piazza e di coloro che lo hanno sempre amato

La mia prima candelina

La stella più luminosa del cielo discese un anno fa per allietare mamma e papà, quella stella sei tu, piccola MARIANGELA. Auguri per il tuo primo compleanno dai tuoi nonni che ti vogliono un mondo di bene, e che Dio ti protegga e benedica.

RIZZO GIUSEPPE, IL 18 LUGLIO HA SPENTO LA SUA PRIMA CANDELINA

Il sorriso di un bambino è l’espressione più viva dell’amore. Auguri AMMA DANIELA, PAPA’ MICHELE E I NONNI

Battesimo

Col tuo visino d’angioletto ci guardi e ci regali tanta gioia nei nostri cuori. Auguri Beppe per il tuo 1° compleanno. Papà Corrado e mamma katia

Il 24 luglio 2008 E’ nato un bambino È tanto piccino E’ molto carino E’ il mio nipotino Tanti auguri a Ivan dalla zia Porzia e dalla nonna Francesca

Il 20 luglio, ILENIA DEPALO ha conosciuto il primo sacramento della religione cristiana Tanti auguri dal papà FRANCESCO, dalla mamma GINA, dalla sorella ARIANNA e dai nonni 37

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little

italy

Un giorno tanto atteso PRESENTATA AI FEDELI L’ANTICA EDICOLA DELLA MADONNA

NEW YORK. 29 Giugno 2008. Un evento che non si può dimenticare. Presso la Chiesa di S. Caterina da Siena a Franklin Square, New York, si sono tenuti i festeggiamenti in onore dell’edicola di Maria SS. di Corsignano. Un’edicola venerata dai giovinazzesi emigrati in America, componenti vitali della società nata a New York nel 1939 in onore della protettrice dei marinai della loro città natia. La Sacra Immagine è stata venerata con una solenne messa, celebrata da padre Edward Sheridan, alla presenza di oltre 400 fedeli comprendenti giovinazzesi ed altre comunità di pugliesi. ALCUNI ARTTEFICI DEL RESTAURO: da sinistra a destra: Non è una nuova edicola. CerGaetano e Rocco Stellacci, Larry e Santa Leone, Maria Stellacci, Frank chiamo di capire perché facenMarcotrigiano, Jr., Grace Caccavo (O’Connor), e Pete Stallone do memoria. Nel 1965, dopo 25anni, la Società fu costretta ad interrompere i sostegni per la tradizione della festa in onore di Maria SS. di Corsignano. L’icona fu così riposta presso l’abitazione di uno Era il luglio del 1952. Ero dei confratelli fondatori, Francesco Marcotrigiano. Alla sua morte, l’icona restò nella in America quando mio pasua casa, quasi dimenticata. Numerosi negli dre mi portò col treno in anni sono stati i tentativi di collocare degna- Jamaica, quartiere di Long mente quell’icona ma nessuno era mai andato Island, sempre in New York. Si celebrava la proa buon fine. In quegli anni, nel New Jersey, un nuovo grup- cessione in onore alla Propo di emigrati giovinazzesi nel mentre venera- tettrice di Giovinazzo. Ad vano Maria SS di Corsignano con una messa organizzarla , La società e festeggiavano presso Buoncammino Park a Indipendente per i cittadini North Bergen, furono informati dell’esistenza di Giovinazzo. Poi, il buio. di una Confraternita a Long Island che aveva Nel senso che a quella proposseduto una copia dell’icona originale di quella di Giovinazzo. Dopo varie ricerche infruttuose cessione non ho più partesi riuscì nel 2007 a risalire a Rocco Stellacci, cipato. Che fine avesse fatPietro Stallone e Francesco Marcotrigiano to quell’edicola, la prima Junior. Fu così che la bella icona che nessuno venerata in New York? Lo aveva visto per lunghi anni prese la strada per seppi dopo alcuni anni solo il New Jersey. da alcuni miei cugini ospiti in casa mia. Il rito proseguiva in Mount Vernon. StesDopo 17 lunghi mesi di attesa finalmente l’ico- so copione. Messa e processione con quella che fu l’edicola che portavano in na, si mostrava in tutto il suo splendore. ador- spalle nel 1952. Poi dopo la festa, la Madonna ritornava in casa di Frank nata con un nuovo manto finemente lavorato e Marcotrigiano. Di quel nucleo storico posseggo una foto che invito a ripubblicare donato dallo stilista Lazzaro Leone ed un nuo- a veridicità della primigenia edicola di Corsignano venerata in New York. Alla vo piedistallo costruito con estrema perizia da morte di Marcotrigiano, proprietario dell’edicola, la stessa rimase abbandonata Gaetano Stellacci. A completare l’opera, l’installazione di un congegno elettrico, collocato in casa. Fin quando, grazie ad internet, i nipoti, riconobbero la loro edicola e e donato da Gaetano Labombarda che rifiniva- lanciarono l’appello che fu accolto da un nutrito gruppo di giovinazzesi che si è preoccupato in questi mesi di restituire alla primigenia Madonna in Usa un nuono il restauro. La giornata del 29 giugno è servita dunque per vo look. Morale: adesso la Comunità di Maria SS di Corsignano è in possesso di ripristinare una tradizione che era stata abban- due icone, tutte meritevoli di venerazione, naturalmente. Due icone venerate donata per anni. Il nostro compito dev’essere però in due giorni diversi. Due icone che al posto di unire e fortificare lo spirito dunque sempre quello di riunirci per celebrare dei componenti della società di Maria SS di Corsignano di New York, invece un evento che per troppi anni è stato dimenti- stanno disgregando il gruppo. Mi affido ai miracoli della Madonna e alla lungimicato e per onorare la nostra protettrice che ha ranza dei componenti della società perché i cuori ritornino a battere all’unisono. accompagnato anche la nostra vita di emigranti Scusate l’intrusione. in ogni dove. VITO BAVARO. GRAZIA CACCAVO O’CONNOR

La primigenia Madonna

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LA

PAGINA

DI

DEL

PESCATORE

ONOFRIO ALTOMARE

POVERI COMMERCIANTI!!! No, non è che voglio essere ripetitivo…ma ragazzi!Ci rendiamo conto? Le attività commerciali cittadine sono ormai ferite dalle pugnalate degli aumenti che hanno pesantemente frenato i consumi. E così nelle famiglie si stringe fortemente la cinghia e si spende molto meno. Meno pane, meno benzina, meno generi alimentari. Tutto contrassegnato dal segno meno. E ovviamente meno incassi per i nostri commercianti. Ormai in politica si è detto tutto e in realtà nessuno sa ancora come affrontare la grave piaga della disoccupazione nel mezzogiorno. I pescivendoli e i fruttivendoli ogni giorno, al mercato, non fanno altro che recitare tristi nenie sui loro fatturati e sperano continuamente che qualcuno spendi più dei soliti pochi spiccioli presso le loro bancarelle. Tanti hanno deciso di chiudere bottega. E che dire di tutti i giovani pittori e scultori del legno dalle belle speranze! Nutrivano sogni di botteghe colorate nel nostro centro storico. Proprio come nelle isolette greche. In realtà tali sogni si sono infranti sui canoni di locazione dei localucci e sulle bollette dell’Enel e delle spese da pagare. Sono tutti fuggiti, alla ricerca magari di un lavoretto a nero per sbarcare il lunario in altro modo. Tutti sono stati delusi dai loro sogni in una città che dorme come Cenerentola… Non tanto diversa è la situazione dei supermercati che si limitano a vendere alla famiglia di turno, piccole quantità di affettati con tanto di sconto soci e promozioni. Mentre anche le salumerie sono in grande sofferenza così come le macellerie. Pub e ristoranti si riempiono a malapena durante i weekend ma durante la settimana si va in bianco. Perché i ragazzi preferiscono servirsi presso i distributori di bevande. Che, con la crisi economica sono notevolmente aumentati. L’afa estiva infatti spinge alla ricerca costante di refrigerio, per cui i prezzi dei pub sono poco sostenibili soprattutto dai più giovani. I quali trovano molto più conveniente attingere a fonti molto meno costose. E che dire ancora della boutique del venerdì! Offerte e supersconti

però è proprio questo il posto dove lamentarsi nei confronti dello Stato e di tutte le tasse che preleva anche dai bollettini postali… onofrio@giovinazzo.it

ARIA AMARA

non riescono ad essere appetibili per la clientela che, pur di non spendere nemmeno quindici euro, preferiscono addirittura effettuare uno scambio di abbigliamento. I negozi di abiti, ormai, per la famiglia media sono diventati un vero e proprio lusso. Solo per pochi. Per i tabaccai invece l’unica salvezza è rappresentata dai “gratta e vinci”. Perché anche le sigarette nuocciono gravemente alla salute e si vendono sempre meno. Le agenzie di scommesse invece continuano a cavarsela. Per chi ha la febbre del gioco pensa che puntando continuamente possa diventare subito ricco. Insomma in tutto questo canto funebre della nostra economia e dei nostri portafogli, qualcosa di positivo deve pure esistere! A pensarci un po’ su…Ma sì! Ho trovato! Le Poste Italiane. L’unico esercizio sempre affollato. File di persone che borbottano e che sono stufe di dover sempre pagare ma sono obbligate. Pochi invece coloro che riscuotono. Ebbene sì, pare proprio questo l’unico posto ancora vivace dove addirittura si litiga per pagare. Chi per sbaglio salta la fila, che sbraita perché non viene rispettata la coda. Chi è contento di versar soldi per mostrare il suo status. Soprattutto

L’odore della miseria sui sedili dei lungomari come poveri disgraziati ci sediamo e senza soldi ci troviamo umili e disperati. O crisi, perché con tante spese annulli il divertimento della sera? La tua chiusura mi morde l’anima come un gesto di rimprovero. Da quanto tempo non si va in un ristorante, da troppo tempo gli euro in tasca son finiti! Sordo, gelido e buio… Un odor triste è nell’umile città misteriosa… La mancanza di speranza ci strazia. Il profumo degli arrosti in lontananza, l’odor di muffa nel portafoglio… e sul lungomare ci si dispera. Nel mio sogno rivedo gli avi nei frutti d’oro sugli alberi martoriati al tempo di Re ghiottone di odor di fior di loto nello specchio rotto di disgrazie dell’amore fraterno. O città stonata dal grido di fame di euro! Coronata di soli frammenti di giglio ormai passati. Fu bene in te, che, immune dall’artifizio serenamente i figli del Padre Eterno vissero cui la vita delle antiche trattorie fraterne, dando amore… e amore vivendo…per tutti. ONOFRIO ALTOMARE

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little DI

italy

NICK PALMIOTTO

Un evento eccezionale NEW YORK. Barack Obama concede uno spiraglio di speranza. In un’America dove ormai predomina un clima di sfiducia e instabilità lui ci prova. Ammirevole il suo impegno volto a ricucire una serie di rapporti che sono andati alla deriva. Un Medio-Oriente che naviga spesso in acque perigliose è stato l’obiettivo principale del candidato dalla pelle scura. Afghanistan, Iraq, Giordania e Israele. Ma anche tanta Europa e la creazione di basi credibili e leali con i vecchi compagni di viaggio, ossia Germania, Francia ed Inghilterra. Che mister Obama possa essere o meno eletto come nuovo presidente americano poco importa. Nel suo programma una delle priorità è quella di riconquistare la fiducia del cittadino americano, colui che oggi non sa più trovare delle risposte a tutto quanto accaduto dopo quel dannato giorno dell’11 settembre 2001. Importante è evidenziare il contrasto tra la politica del bastone di Bush che ad oggi ha raccolto più risultati negativi che positivi. Gli americani ora hanno sete di diplomazia, hanno compreso forse gli errori che hanno scatenato l’ira dei paesi arabi, hanno pagato fin troppo con il sangue dei propri cari i capricci di anni di politica di stampo edonistico. La situazione economica in America continua a peggiorare. Il tasso di disoccupazione è sempre più elevato e ha toccato ormai livelli mai registrati prima. Uno tsunami sociale ed economico. Famiglie che ormai non hanno più neanche un’abitazione annullata completamente da mutui insostenibili. Assicurazioni sanitarie inesistenti per chi non può permettersele. Borsa ormai poco degna di portare quel nome. E problemi immensi collegati alle situazioni di invalidità dei soldati reduci dalla guerra. Ad aggravare la crisi finanziaria che si è aperta con il crollo dei mutui subprime della scorsa estate sono i segnali recessivi che provengono dagli Stati Uniti. Nell’ultimo trimestre il Pil statunitense è cresciuto soltanto dello 0,6%, mentre le più negative delle previsioni attestavano la crescita abbondantemente sopra l’1,2%. Il 2007 si è chiuso con una crescita del prodotto interno lordo del 2,5%, dimezzatosi rispetto all’anno precedente. Questo è un segnale chiaro che l’economia più importante del pianeta annaspa e rischia di far scivolare nella recessione l’intero sistema capitalistico. Per cercare di dare ossigeno all’asfittica congiuntura la Federal Reserve, per la prima volta dopo il grande shock petrolifero degli anni settanta, ha abbassato per ben due volte, nell’arco di 10 giorni, il tasso di sconto, tagliandolo complessivamente dell’1,25%. Basta un taglio così netto al costo del denaro per rilanciare l’economia ed evitare una recessione nell’anno delle elezioni presidenziali?

E poi il nodo duro della guerra in Iraq che ad oggi non si riesce ancora a gestire, un dilemma irrisolto. E intanto il debito pubblico cresce, come anche le tasse. Numerosi sono i sacrifici richiesti ai cittadini americani per sostenere le spese di guerra e anche se oggi si ordina il ritiro delle truppe la situazione economica rimarrebbe critica per alcuni decenni. L'economia americana, stretta fra un rallentamento dei consumi e una debole crescita mondiale, si avvia a chiudere l'anno con risultati spiacevoli e ad una mediocre prima parte dell'anno seguirà una seconda parte ancora peggiore. Gli analisti, infatti, sostengono che nel periodo giugno-dicembre 2008, l'azienda America registrerà una performance peggiore che nei primi sei mesi dell'anno. Gli sgravi fiscali concessi dall'am-

LIETE RICORRENZE

SAVERIO E MARTA DISCIOSCIA il 20 luglio hanno festeggiato le nozze d’oro. Che il vostro cammino sia ancora lungo, colmo di gioia e serenità. Auguri.

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ministrazione Bush potrebbero non aver fatto abbastanza per evitare la recessione. Il nuovo presidente americano dovrà quindi affrontare una bella avventura. Dovrà cancellare gli ultimi otto anni di storia americana. Impresa non facile. Potrà chiamarsi Obama o McCain non avrà importanza. Ciò che ora balza agli occhi di tutti è che si sta verificando un evento storico di rilevante importanza: la fine dell’impero americano.

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DE VIVO FRANCESCO e PERRINO VINCENZA il 15 agosto hanno festeggiato le nozze di diamante. Ricordate 60 anni fa? Eravamo presenti per festeggiare la vostra felicità ed anche oggi vogliamo esservi vicini con questo piccolo pensiero I FIGLI


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Semp con v Giovinazzo siamo anche noi. Siamo noi che in agosto abbiamo invaso le strade, abbiamo colorato le piazze, ogni angolo della città. Siamo noi che ci siamo riappropriati di Giovinazzo. Non volevamo l’accoglienza della banda municipale ma la semplicità e un sorriso come benvenuto. E per questo vi ringraziamo. Perché noi non ci sentiamo affatto stranieri in casa nostra. Siamo noi che continuiamo a rinverdire dall'altra parte dell'Atlantico le tradizioni, gli usi e i costumi di questa splendida città. Che non si finisce mai di amare. Portiamo a New York con noi il ricordo affettuoso ed indelebile dei festeggiamenti di S. Antonio del 9 e 10 agosto. Ci avete aperto sempre le porte. Ci avete fatto presenziare da protagonisti i riti sacri, le

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pre voi! tradizioni, la festa patronale, il culto a S. Antonio. Avete colorato il nostro agosto di allegria e di amore. E noi ci siamo emozionati, abbiamo raccontato le nostre storie di sacrifici e di lacrime. Scelte forzate con la speranza di dare un futuro migliore ai nostri figli. Abbiamo la casa là, negli States, ma il cuore qua. Siamo giovinazzesi. E adesso giù con i ringraziamenti. A tutti coloro che hanno reso indimenticabile le nostre giornate. E’ sempre stato festa per noi. Ogni giorno. Grazie a Katia Coviello, fra Sabino Fuzio e Tommaso Depalma per la dedizione e passione dimostrate nell’arduo compito organizzativo. Non dimenticateci! Michele Serrone La società di S. Antonio in N. Y

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gamberemo 2008

TUTTO VERO! Il palio a sorpresa va a San Giuseppe

«Game over», il gioco è finito. O meglio il divertimento per S. Agostino è finito dopo sette vittorie. Il Dottore della Grazia Sant’Agostino lo abbiamo lasciato l’anno scorso al settimo cielo. E lì è rimasto. Ad ammirare il collega San Giuseppe, il protettore dei poveri e dei vinti, al quale ogni tanto riescono i miracoli. Il Dottore della Grazia è rimasto lì in un angolino celeste ad imparare come si stravince un Gamberemo sentendosi terribilmente piccoli piccoli. Senza possedere un’armata cinese, ma solo una spruzzata di gioventù. La XVII edizione del Gamberemo che coincide con la XVII edizione dei Giochi olimpici, parla biancoverde, i colori della Parrocchia S. Giuseppe. Biancoverde sono i nuovi colori del successo. Nessuno avrebbe scommesso un euro al punto Snai su San Giuseppe. E voilà, i vincitori e i vinti. I vincitori sono gli atleti della parrocchia San Giuseppe che non sentivano profumo di vittoria da ben otto anni, i vinti sono gli atleti di sant’Agostino, i cui fedeli avevano già iniziato a narrare la sua sapienza, quella dell’aquila bicipite, mica quella del Dottore della Grazia come recita l’iscrizione dieci me-

tri sopra il portale di bronzo, prima del cupolone della Chiesa (Eius sapientiam narrent populi). E la cronaca? Non c’è da riempire alcuna pagina rosa della Gazzetta. E’ stato un monologo. Dall’inizio alla fine c’è stato solo San Giuseppe. Corsa con i pattini, corsa con il remo, corsa in mare, gioco dei fiscoli, corsa con i sacchi… San Giuseppe! Nel mezzo tanto agonismo, grinta da vendere, grande e sana competizione tra le cinque Parrocchie concorrenti. E il mare, tanto caro e agognato per Sant’Agostino che correva con la sua imbarcazione più veloce di Luna Rossa? Caput! La classifica finale: San Giuseppe, Immacolata, Cattedrale, San Domenico. E Sant’Agostino? Ultimo a gongolarsi dal settimo cielo. Sette sono i Gamberemo vinti da Sant’Agostino. Sette però sono anche i vizi capitali. Forse qualcuno dell’aquila bicipite ha peccato troppo di superbia. Game Over. Ha vinto San Giuseppe. Hanno vinto i più forti. Non c’è n’è per nessuno. Vittoria dedicata a don Sergio Vitulano. Tutti a casa, il divertimento è finito.

SERGIO PISANI

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LAPIAZZA DI GIOVINAZZO SETTEMBRE 2008  

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