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LA PIAZZA di Giovinazzo

Via Cairoli, 95 Giovinazzo 70054 (Ba) Edito da Ass. Amici della Piazza Iscr. Trib. di Bari n. 1301 del 23/12/1996 Part. IVA 05141830728 Iscr. al REA n.401122 Telefono e Fax 080/394.63.76 IND.INTERNET:www.giovinazzo.it E_MAIL:lapiazza@giovinazzo.it Fondatore Sergio Pisani direttore responsabile Sergio Pisani redazione Gabriella Marcandrea - Giusy Pisani Porzia Mezzina - Agostino Picicco - Alessandra Tomarchio - Damiano de Ceglia Marianna La Forgia - Daniela Stufano Vincenzo Depalma- Onofrio Altomare Angelo Guastadisegni - Diego de Ceglia - Michele Carlucci - Mimmo Ungaro corrispondenti dall’estero Vito Bavaro - Nick Palmiotto Giuseppe Illuzzi - Rocco Stellacci stampa - Grafiche Del Negro progetto grafico - Ass. Amici della Piazza Grafica pubblicitaria: C. Morese responsabile marketing & pubblicità: Roberto Russo tel. 347/574.38.73

ABBONAMENTI Giovinazzo: 10 Euro Italia: 20 Euro Estero: 60 Euro Gli abbonamenti vengono sottoscritti con c.c postale n.80180698 o con vaglia postale o assegno bancario intestato ad:

ASS. AMICI DELLA PIAZZA II TRAV. MARCONI,42 70054 GIOVINAZZO (BA) ITALY La collaborazione é aperta a tutti. La redazione si riserva la facoltà di condensare o modificare secondo le esigenze gli scritti senza alterarne il pensiero. Gli articoli impegnano la responsabilità dei singoli autori e non vincolano in alcun modo la linea editoriale di questo periodico.

DI

Cosa c’entra la singolar tenzone elettorale con Affari Tuoi? Per carità niente, ma proprio niente. Nessuna analogia nemmeno con Berlusconi che dava il pacco come Robin Hood. E allora perché questa copertina? Perché almeno alle amministrative ancora nessuno ci ha tolto il voto di preferenza, il diritto di scegliere il pacco elettorale X oY, non i «Pacchi della Fortuna» che restano un sogno da realizzare per chi volesse aggiustarsi i denti. E allora festeggiate con spumante e fette di mortadella anche se non siete all’osteria del Senato. Vi trovate invece per una sera nello storico Teatro delle Vittorie a Roma, trasformato per una volta nell’agone elettorale, dove va in scena Affari Tuoi elettorale, il gioco a premi più elettrizzante del momento dove il sindaco vi dà il pacco X o Y e voi che morite all’idea di scavicchiare senza aprirlo. Benvenuti pacchi elettorali, erano 5 anni che li aspettavamo. C’eravamo quasi abituati ai pacchi sigillati di marca Porcellum di listini bloccati. Ci sono le elezioni del sindaco e finalmente potrete esercitare il diritto di preferenza solo su uno dei cinque pacchi dei cinque candidati - sindaci, anche se fino a qualche mese fa c’erano più pacchi e c’era più scelta perché si contavano 13mila candidati - sindaci. Ci permettiamo di formulare consiglio per chi deve fare la spesa, perché la scelta non sarà facile. Dietro ogni sin-

Finito di stampare il 23/04/2012

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SERG

daco si nasconde un pacco X o Y, un pacco sfuggente come succede in Affari Tuoi. Dentro ogni pacco c’è la mano del sindaco che sa camuffarsi da Diavolo se incita l’elettore a credenze, spesso alla superstizione che il denaro non si guadagna col sudore della propria fronte. O sa camuffarsi da Benefattore quando si ritrova davanti a gen-


oriale

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PROPAGANDA ELETTORALE

PISANI

te che non arriva alla quarta settimana del mese. Ah, quasi quasi ci dimenticavamo di lui, del tenutario del banco, del suo ruolo cr udele. Buonasera Dottore. Di fronte a elettori ingenui e fortemente bisognosi cui una vincita risolverebbe una vita di difficoltà, lui che fa? Con una telefonata all’elettore propone un’offer-

ta vantaggiosa, ma la si scopre solo a posteriori. A volte invece il banco induce l’elettore a fare scelte che si rivelano disastrose. I sentimenti del Dottore sono vari e imprevedibili e non corrispondono alla simpatia o al grado di bisogno di chi esercita la preferenza del pacco elettorale in quel momento. Insomma, caro Dottore, Lei non ha nulla a che fare con le parole salvifiche del Buonasera Dottore di Celentano & Claudia Mori. E allora sì, che potremmo anche morir… Scherzi a parte, è arrivato il momento di votare il sindaco che non sia Diavolo o Benefattore o il Dottore invisibile del telefono nero di Affari Tuoi. E’ arrivato il momento di votare il sindaco dei pacchi che in faccia ispira più fiducia. E’ arrivato il momento di votare il sindaco che ti regala non il pacco con 0.01 euro, nè quello da 500mila euro. E’ arrivato il momento di votare il sindaco che ci regala 5 anni di buon governo. Per questo abbiamo pensato alla copertina di Affari Tuoi. Per regalare ai lettori-elettori un po’di allegria e di serenità nella scelta del sindaco, del pacco che disegnerà il futuro della nostra città. Abbiamo pensato alla copertina Affari Tuoi per aiutare anche i candidati - sindaci impegnati nella singolar tenzone elettorale a muovere - comunque vada - i 40 muscoli del viso! SERGIO PISANI

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Ai sensi delle Leggi 515/1993 e 28/2000 e succ. mod. e int. Questo mensile ha diffuso messaggi politici a pagamento con le seguenti modalità: · la pubblicazione degli avvisi è stata consentita fino al giorno 20 aprile 2012 data della chiusura di pubblicazione del mensile in edicola; · a tutti i soggetti politici che ne hanno fatto richiesta è stata garantita la parità di accesso agli spazi dal 6 aprile us; · sono state ammesse soltanto le forme di messaggio politico elettorale previste dalla normativa vigente; · tutte le inserzioni recano la dicitura “messaggio politico elettorale” e indicano il soggetto politico committente. - Non sono stati concessi prezzi di favore. Gli spazi pubblicitari dei candidati o dei partiti politici sono stati inseriti in ordine cronologico relativo alla richiesta di pubblicazione.

AVVISO AI LETTORI Per assoluta mancanza di spazio al fine di consentire una maggiore informazione e diffusione della comunicazione elettorale in vista delle amministrative del 6-7 maggio, numerose rubriche saranno pubblicate sul numero successivo. Ci scusiamo con gli autori e i lettori.

TUTTI I NUMERI SULLE ELEZIONI, GLI AGGIORNAMENTI, LE PREFERENZE ALLE LISTE, LE INTERVISTE AI PERSONAGGI POTRETE SEGUIRLI A PARTIRE

18.00 DEL 7 MAGGIO SULLA WEBTV DI GIOVINAZZO.IT

DALLE

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O santo voto, votarello a chi lo do col lapis bello? Lo do proprio a quello? Sì a lui che mi ha detto che quel posto gia m’aspetta? O a colui che proprio or ora al mercato del venerdì mi ho incontrato e con me si è di nuovo raccomandato. Il countdown dell’orologio fa tic tac, diventa sempre più snervante mentre il tempo sfugge fra le dita ed i candidati fremono. Tutti corrono e si accapigliano in una lotta all’ultimo voto. Tutti sono convinti di arrivare al ballottaggio. Tutti si accomoderanno sulla poltrona di sindaco. Impossibile formulare in questa tornata elettorale un pronostico vincente. Non possiamo rivolgerci neanche al Polpo Paul perché defunto e consacrato nell’universo degli Oracoli per aver azzeccato tutti gli incontri del Mondiale di calcio in Sud Africa 2010. LA CAMPAGNA ELETTORALE. Si è aperta ufficialmente il 3 aprile ma è come se fosse stata sempre aperta. Ad accendere ufficialmente la città fu il candidato sindaco Tommaso Depalma con i manifesti all’americana nel maggio del 2011 (candidatura poi confermata il 3 aprile). Dalle colonne de La Piazza però si sono succedute interviste a tanti altri futuribili candidati sindaci, qualcuno lanciò addirittura il guanto ai 13mila candidati sindaci. Noi però non raccogliemmo qella provocazione perché impotenti nel dar voce a tutti. Ci hanno pensato però i giornalisti del live a curare l’edizione di «tutti i sindaci minuto per minuto». Alla fine come in un reality show dove si contano giorno per giorno i sopravvissuti, registriamo solo 5 candidati sindaci. Anche l’avv. Francesco Mastro, che aveva garantito la propria candidatura a sindaco ai nostri taccuini, per sopraggiunti motivi politici ha ritirato la candidatura. I CANDIDATI SINDACI. Santo Restivo, 56 anni, sposato, due figli, agente immobiliare. 2 le liste a lui collegate, 24 i candidati: 13 in Sinistra Ecologia e Libertà, 11 nella lista civica Costruiamo il Comune. Tommaso Depalma, 44 anni, sposato, tre figli, imprenditore. 3 le liste del suo raggruppamento, 46 i candidati: 16 nella lista Giovinazzo Città del Sole, 16 nell’Italia dei Valori, 14 nei Moderati e Popolari. Pietro Sifo, 55 anni, sposato, tre figli, avvocato. 1 la lista a lui collegata, 16 i candidati, tutti inseriti nella lista Movimento Cittadino per Giovinazzo. Consiglia Dagostino, detta Lia, 44 anni, sposata, tre figli, avvocato. 3 del suo raggruppamento, 48 i candidati: 16 nel Partito Democratico, 16 nella lista Democratici per Lia, 16 nel triciclo che raggruppa il Movimento per le Autonomie, il Partito Socialista Italiano e l’associazione Nuova Giovinazzo Antonio Galizia, 57 anni, sposato, tre figli, luogotenente dell’Arma dei Carabinieri. 6 del suo raggruppamento, 96 i candidati: 16 nel Popolo della Libertà, 16 nel Movimento Politico Schittulli, 16 nella lista Io Sud, 16 in Futuro e Libertà per l’Italia, 16 nell’Unione di Centro e 16 nella lista civica Giovinazzo Città d’a... Mare. GLI ASSENTI. Sono 8 i consiglieri comunali uscenti che non si sono ripresentati: Giuseppe Altieri, Raffaele De Gaetano e il Presidente del consiglio comunale Angelo Depalma, tutti fedelissimi del Partito Democratico, Vitangelo Bavaro e l’ex candidato sindaco del centrodestra Michele Palmiotto, entrambi in quota Gruppo Moderati, Angelo Lasorsa della Primavera in Movimento e gli indipendenti Giuseppe Decandia e Angelo Turturro. Assenti anche gli assessori Agostino Albrizio, Andrea Brancato e Nicola Giangregorio. A volte ritornano: Vito Favuzzi, Filippo Bonvino, Giuseppe Illuzzi e Pasquale Stufano. QUOTE ROSA. Assicurare le pari opportunità nelle procedure per l’elezione dei consigli comunali. Lo impone la Legge Carfagna

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SPECIALE

di Sergio

in base alla quale ogni lista deve essere rappresentata almeno nella misura di un terzo da candidati-donne pena l’inammissibilità della lista stessa. Infatti, sono 65 le donne in lista contro 165 uomini . Vediamo i dettagli: 10 candidate con Tommaso Depalma (3 in Giovinazzo Città del Sole, 3 nell’Italia dei Valori, 4 nei Moderati e Popolari), 5 candidate con Pietro Sifo (tutte nel Movimento Cittadino per Giovinazzo). 11 candidate con Consiglia Dagostino detta Lia (3 nel triciclo Movimento per le Autonomie - Nuova Giovinazzo - Partito Socialista Italiano, 5 nel Partito Democratico, 3 nella lista civica Democratici per Lia). 9 candidate con Santo Restivo (5 in Sinistra Ecologia e Libertà, 4 nella lista civica Costruiamo il Comune). Addirittura 29 candidate con Antonio Galizia (6 nel Movimento Politico Schittulli, 6 nell’Unione di Centro, 4 nella lista civica Giovinazzo Città d’a... Mare, 3 in Io Sud, 6 in Futuro e Libertà per l’Italia, 4 nel Popolo della Libertà). OCCHIO ALLE OMONIMIE. Nella lista Democratici per Lia è candidato il sindaco uscente Antonello Natalicchio. Un altro Natalicchio, Paolo è il suo nome, si è candidato invece con il Movimento Cittadino per Giovinazzo. E che dire dei vari Andriani, Bavaro, Camporeale, Cortese, Depalma, Illuzzi, Lasorsa e Turturro... non c’è lista che non li contenga, anche


E ELEZIONI

o Pisani

O SANTO VOTO! TUTTI

I NUMERI SULLE

CONSULTAZIONI ELETTORALI DELLE AMMINISTRATIVE DEL

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all’interno di una stessa lista! Sfortunati loro! Nei Democratici per Lia, ad esempio, ci sono tre Depalma: Antonio de Palma, Maria Teresa De Palma e Umberto Depalma. Due Depalma anche nel triciclo che raggruppa il Movimento per le Autonomie, Nuova Giovinazzo e il Partito Socialista Italiano: Carlo Depalma e Savino Depalma. Due Turturro, invece, nell’Italia dei Valori: Filomeno Fabio Turturro e Gaetano Turturro. Due Illuzzi nell’Unione di Centro: Maria Lucia detta Lucia Illuzzi e Gaetano Illuzzi. CURIOSITÀ. Nel centrosinistra c’è Maria Restivo, unica donna presente nella massima assise cittadina negli ultimi cinque anni. Tra i candidati anche una coppia (Michele Valente candidato col Movimento Politico Schittulli e Mariateresa De Lucia inserita nella lista civica Giovinazzo Città d’ a…Mare): entrambi supportano il candidato sindaco Antonio Galizia. Sostengono due candidati sindaci differenti, invece, padre e figlio: Gennaro Bufano corre col Movimento Cittadino per Giovinazzo a sostegno di Pietro Sifo, mentre suo figlio Gaetano è uno dei 16 giovani candidati della lista civica Giovinazzo Città d’a... Mare pro Antonio Galizia. Lavorano da una vita nello stesso ufficio, quello dell’Azienda Sanitaria Locale di via Papa Giovanni XXIII, ma il 6 e 7 maggio si sfideranno per uno scranno nella prossima assise cittadina:

stiamo parlando di Angelo Sciancalepore, uomo di punta del triciclo che raggruppa il Movimento per le Autonomie, Nuova Giovinazzo e il Partito Socialista Italiano in favore di Consiglia Dagostino detta Lia, e di Antonio Montelli, candidato con l’Unione di Centro a sostegno di Antonio Galizia. COME SI ELEGGE IL SINDACO Si voterà con un sistema maggioritario a doppio turno: se al primo turno nessuno dei candidati otterrà la maggioranza assoluta (50% + 1 dei voti), si procederà al ballottaggio previsto tra i due più votati il 20 maggio nella seconda domenica successiva. Essendo 5 i candidati, quest’anno potrebbe essere necessario il ballottaggio qualora nessuno dei 5 dovesse superare al primo turno la soglia del 50%. Gli elettori potranno esprimere due scelte: una per il sindaco e una per la lista dei consiglieri. E’ possibile scegliere una lista diversa da quella collegata al candidato cui si accorda il proprio voto (voto disgiunto). Nella fase intermedia tra primo e secondo turno i due candidati che vanno al ballottaggio possono collegarsi a liste diverse rispetto a quelle che li avevano appoggiati nella prima votazione. In fase di ballottaggio gli elettori possono scegliere soltanto il candidato sindaco; non sono ammessi voti alle liste. COME SI ELEGGE IL CONSIGLIO COMUNALE Non più 21 i consiglieri eletti rispetto al 2007 ma 16. Perciò le liste comprendono un numero di candidati non superiore al numero dei 16 consiglieri da eleggere e non inferiore ai due terzi del totale. Per l’elezione del consiglio possono presentarsi tre diverse situazioni: 1) il sindaco viene eletto al primo turno ma la lista o le liste collegate non raggiungono il 50% dei voti: in questo caso i seggi vengono ripartiti col metodo proporzionale ed è possibile che il consiglio sia composto per la maggioranza da esponenti dell’opposizione nel caso in cui la lista o le liste di uno dei candidati sconfitti abbiano ottenuto più del 50% dei voti. 2) la lista o le liste collegate al candidato eletto al primo turno raggiungono il 40% dei voti e nessun’altra lista supera il 50%: alla lista collegata all’eletto viene assegnato il premio di maggioranza (60% dei seggi). I rimanenti seggi vengono assegnati col proporzionale. 3) il sindaco viene eletto al ballottaggio ma la lista collegata ottiene già nel primo turno il 40% dei voti senza che nessun’altra lista abbia raggiunto il 50%: anche in questo caso alla lista viene assegnato il premio di maggioranza (60%) e il resto dei seggi viene assegnato col metodo proporzionale. Non sono ammesse alla ripartizione dei seggi le liste che non abbiano raggiunto la soglia del 3% dei voti. L’ASTENSIONISMO. Costituisce ormai un vero e proprio partito quello dell’astensionismo. Quanti saranno questa volta gli elettori che decideranno di non esprimersi (o, come va di moda oggi, andare al mare) o di gridare il loro dissenso con il silenzio? E quanti saranno già all’opera pensando a nuove rime o a inediti schizzi con i quali dire la loro sulle schede, valendosi dell’anonimato e del segreto della cabina elettorale? Quanti, infine, non avranno voglia di affrontare il lungo viaggio dalle città del nord Italia per tornare a votare a Giovinazzo, paese nel quale conservano la residenza, ma che, da tempo ormai, riesce solo a regalare loro splendide e riposanti vacanze estive? Furono 4.452 (il 24%) gli elettori aventi diritto che disertarono le urne nelle passate amministrative. Ricordiamo che si voterà domenica 6 e lunedì 7 maggio fino alle ore 15.00 su disposizione ministeriale. Obiettivo: evitare lunghe code ai seggi e aumentare l’affluenza alle urne. C’è chi sostiene che votare anche di lunedì sarà soltanto uno spreco di denaro e di risorse. Anche questa volta staremo a vedere!

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SPEC ELEZ

Candidato sindaco SANTO RESTIVO SEL AIELLO DOMENICO ANTONIO (Otranto, 10/08/1942) BUFI GIOVANNI (Terlizzi, 19/06/1977) Caprioli Mariateresa (Giovinazzo, 13/06/1966) DAGOSTINO EUGENIA DOROTEA DETTA DORI (Conversano, 17/11/1986) DEPALO FERDINANDO DETTO NANDO (Bari, 08/10/1978) GADALETA GIUSEPPE (Terlizzi, 07/01/1989) NACCI CONCETTA, DAMIANA (Giovinazzo, 19/09/1953) PALERMO GIOSAFATTE DETTO GERRI (Giovinazzo, 08/09/1956) RAIMONDI COSIMO (Terlizzi, 02/01/1990) SIRACUSA GRAZIA (Bari, 30/04/1979) SISTO MARILISA (Gioia del Colle, 23/05/1978) STALLONE GIUSEPPE (Bari, 18/11/1973) STRISCIUGLIO GIUSEPPE (Bari, 10/02/1956)

COSTRUIAMO IL COMUNE BAVARO ROSALBA (Bisceglie, 16/11/1964) DEPALMA RAFFAELE (Terlizzi, 13/12/1984) GIORDANO GIUSEPPE (Pignola, 19/03/1950) LOPOPOLO GIOVANNI GIROLAMO (Molfetta, 19/04/1952) MALDARELLA MASSIMILIANO (Bari, 20/11/1991) MARZANO NICOLA (Bari, 03/12/1959) MASTROVITI SABINA (Molfetta, 31/12/1972) NARDOMARINO CIRO (Giovinazzo, 27/05/1956) PANSINI ANTONIA (Molfetta, 10/10/1963) PATERNÒ SERENA (Napoli, 19/01/1981) PISCITELLI MAURIZIO (Giovinazzo, 31/08/1965)

Candidato sindaco TOMMASO DEPALMA GIOVINAZZO ITALIA DEI VALORI CITTÀ DEL SOLE BONVINO FILIPPO (Giovinazzo, 19/05/1955) FUSARO VINCENZO ABBADESSA DETTO ENZO FRANCESCO PAOLO (Molfetta, 16/10/1975) (Bitonto, 28/12/1972) BATTISTA TOMMASO ARBORE ALFONSO (Bari, 29/05/1976) (Molfetta, 15/07/1970) BOLOGNA FELICE BARRESI IGNAZIO (Giovinazzo, 09/03/1963) (Molfetta, 03/10/1983) CARLUCCI RAFFAELE CARBONARA CAMILLA (Molfetta, 17/12/1974) (Bitonto, 09/08/1977) CARRIERI DOMENICO CARRIERI (Giovinazzo, 09/08/1966) PAOLA CORSIGNANO DE MUSSO GIUSEPPE (Terlizzi, 29/06/1978) (La Spezia, 21/06/1976) CIARDI ALESSANDRO FAVUZZI DOMENICO VITO (Terlizzi, 07/05/1982) (Molfetta, 08/01/1956) DITERLIZZI ROBERTO LABELLARTE VITo (Molfetta, 05/06/1973) (Giovinazzo, 02/02/1964) LAZZARO FRANCESCO LEALI GIANCARLO (Giovinazzo, 11/10/1959) (Andria, 21/10/1975) MARCOTRIGGIANO NISIO LUIGI TOMMASO (Giovinazzo, 31/05/1948) (Bari, 10/11/1965) PALADINO MARIANNA MILELLA NUNZIO (Terlizzi, 21/07/1983) (Giovinazzo, 06/03/1965) PALMIOTTO VALENTINA RESTAINO CORSIGNANA (Bari, 15/04/1983) (Giovinazzo, 11/03/1955) SOLLECITO MICHELe Sasanelli Nicola (Bari, 18/08/1983) (Bari, 29/04/1983) TURTURRO FILOMENO FABIO SPERA GIUSEPPE (Molfetta, 16/05/1987) (Terlizzi, 04/01/1982) TURTURRO GAETANO STALLONE NATALE (Bari, 18/06/1976) (Giovinazzo, 25/12/1962) VALENTINI ALBERTO TURTURRO FELICIA (Fasano, 23/02/1958) (Giovinazzo, 16/02/1972)

TUTTI I 230 AL CONSIGLI PD CAMPOREALE GIOVANNI (Bari, 05/12/1973) COLALUCE ANGELO (Giovinazzo, 16/12/1956) DELVECCHIO ANTONIO (Bari, 30/09/1975) DEPALO GIUSEPPE (Bari, 08/05/1973) DRAGO MICHELE ARCANGELO (Molfetta, 24/10/1964) FIORENTINO ANGELA RAFFAELLA (Giovinazzo, 14/07/1945) LOPRAINO MICHELE (Giovinazzo, 24/06/1958) MAGLIA GIOVANNA (Catania, 26/11/1959) MASSARI NICOLA (Bari, 07/06/1954) RESTIVO MARIA (Caserta, 08/06/1954) SERRONE CAROLINA (Bari, 13/09/1956) SICOLO FILOMENA DETTA FILLY (Giovinazzo, 14/05/1949) STUFANO COSMO DAMIANO DETTO MIMMO (Giovinazzo, 13/02/1955) TEMPESTA PASQUALE (Giovinazzo, 04/06/1948) TURTURRO PIETRO (Giovinazzo, 07/02/1961) VISCOSO GAETANO (Bari, 29/01/1977)

MODERATI E POPOLARI SPADAVECCHIA CLAUDIO (Giovinazzo, 25/06/1964) BAVARO GIUSEPPINA (Bisceglie, 26/02/1968) CAVALIERE ALESSANDRO (Napoli, 26/05/1976) CERVONE FRANCESCO (Bari, 25/10/1971) CIRILLO MICHELE (Terlizzi, 21/03/1980) DEPALO ISABELLA (Molfetta, 17/06/1977) FOLINO GALLO FIORELLO (Massaya – Eritrea, 28/09/1948) LACAVALLA SERGIO (Bisceglie, 05/09/1972) MAGALETTI FRANCESCO (Bari, 03/12/1982) MASTRAPASQUA GIUSEPPE (Bisceglie, 08/12/1972) POLITI ANGELO (Giovinazzo, 24/08/1970) STUFANO ROSARIA (Bari, 08/08/1973) VERO ANTONIO (Giovinazzo, 05/07/1976) ZAMBETTI CAMILLA 14 (Bari, 12/10/1967)

Candidato sind

LIA DAGOST

D MPA - NUOVA GIOVINAZZO - PSI SPADAVECCHIA MICHELE (Giovinazzo, 20/06/1954). BAVARO SERGIO (Bisceglie, 02/01/1975) CAPUTI ANGELO (Giovinazzo, 25/03/1962) CORTESE FILIPPO (Bari, 01/11/1986) DEPALMA CARLO (Terlizzi, 17/11/1976 DEPALMA SAVINO (Giovinazzo, 27/08/1943) FIORENTINO DOMENICO (Bisceglie, 25/05/1980) FIORENTINO SPERANZA (Bari, 02/06/1967) GADALETA MARGHERITA (Molfetta, 06/10/1957) LASORSA DANIELE (Bari, 23/07/1987) MILILLO ERICA ANGELA (Terlizzi, 01/08/1984) NOBILE LUIGI (Giovinazzo, 15/02/1948) RICCARDI BEPPE (Molfetta, 06/03/1976) RUCCI SAVINO ALBERTo (Bari, 27/06/1986) SCIANCALEPORE ANGELO (Molfetta, 26/04/1958) DEL MEDICO NICOLA (Terlizzi, 11/12/1982

A

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S

MOVIMENTO CIT GIOVINAZZ

ANDRIANI ANGELO (Molfetta, 09/05 BUFANO GENNARO (Bari, 27/09/195 CAGNETTA CHIARA (Molfetta, 17/09 CIANNAMEA LUANA (Molfetta, 19/0 FANIZZI LUIGI (Lugo, 08/04/1957) LASORSA SARA MARIA (Molfetta, 16/ LOBASSO ANTONIO (Bari, 30/03/197 NATALICCHIO PAOLO (Molfetta, 03/ PARISI FLORA (Bari, 17/10/1985) PECORELLA ANTONIO (Molfetta, 12 SALA DANIELA (Montagnana, 22/07/1 SCHINO DONATO (Molfetta, 16/07/1 SIMONE DOMENICO (Terlizzi, 10/07 SIFO MICHELE (Bari, 05/05/1962) SIRACUSA SAVINO (Giovinazzo, 19/06 TURTURRO LUIGI (Bari, 23/05/1956)


CIALE ZIONI

candidato sindaco ANTONIO GALIZIA

0 CANDIDATI O COMUNALE UDC

daco

TINO

DEMOCRATICI PER LIA

AMATO MARTA MARIA (Giovinazzo, 24/04/1963) ANDRIANI LUIGI (Bari, 28/01/1970) ANNESE LUIGi (Molfetta, 03/06/1953). BINETTI GIUSEPPE (Molfetta, 12/07/1942) OCHICCHIO VINCENZO (Giovinazzo, 04/05/1960) DE PALMA ANTONIO (Molfetta, 07/05/1956) De Palma Maria Teresa (Molfetta, 12/10/1990) DEPALMA UMBERTO (Giovinazzo, 21/08/1947) DI TURI EMANUELE (Bari, 24/06/1966) FIORENTINO TERESA (Giovinazzo, 18/02/1959) LA FORGIA GIOVANNi (Molfetta, 21/01/1969) NATALICCHIO ANTONIO DETTO ANTONELLO (Bisceglie, 21/09/1964) RAGNO LUCA GIOVANNI (Barletta, 21/12/1967) STERLACCI GIUSEPPE (Terlizzi, 14/10/1986) STUFANO GIANFRANCO (Bari, 18/06/1979) TURTURRO LUIGI (Bisceglie, 29/08/1973)

TTADINO PER O

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6/1958)

Candidato sindaco PIETRO SIFO

ERRICO ANTONIO (Bari, 27/08/1977) ILLUZZI MARIA LUCIA DETTA LUCIA (Terlizzi, 09/12/1982) BAVARO FRANCESCO (Bitonto, 02/03/1973) ILLUZZI GAETANO (Terlizzi, 28/03/1986) POLISENO MARIA DOMENICA DETTA INA (Putignano, 06/12/1943) MONTELLI ANTONIO (Mottola, 02/11/1958) PALERMO CARMINE (Bari, 06/10/1962) ROTONDELLA SEBASTIANO (Molfetta, 10/12/1957) ROMEO EMANUELE DETTO MANUELITO (Bari, 07/11/1971) BOTTALICO FRANCESCO (Bari, 12/11/1986) DELLE NOCI CARMELA ESTER DETTA ESTER (Bari, 30/05/1992) CARDONE MARIA SIMONA DETTA SIMONA (Bari, 29/10/1976) LA ROCCA ROBERTO (Molfetta, 26/03/1966) ABBASCIANO CHIARA (Bari, 28/10/1981) CAPASSO NUNZIA (Chiaiano ed Uniti, 13/06/1975) MASTRO ALESSANDRO DETTO SANDRO (Taranto, 27/05/1971)

BAVARO MARIANGELA (Bisceglie, 11/04/1966) CAMPOREALE MARIA GRAZIA (Bari, 27/05/1971) CARANO EMANUELE (Molfetta, 19/04/1991) CARRIERI LAURA (Molfetta, 11/11/1987) CIRASOLA CARLO (Bari, 18/09/1961) CORTESE MICHELE (Giovinazzo, 12/04/1955) D’AMATO VINCENZO (Giovinazzo, 13/03/1955) DEPALMA VITO ANTONIO (Bari, 26/04/1977) FANELLI VITO (Giovinazzo, 26/02/1963) GIALLONARDO ANGELICA (Molfetta, 12/05/1978) ILLUZZI GIUSEPPE (Giovinazzo, 20/04/1949) PAPAPICCO DANIELE (Molfetta, 29/08/1969) PARATO MORENA (Bari, 04/09/1984) REMINE ANTONIA (Bitonto, 13/02/1971) STUFANO PASQUALE (Giovinazzo, 14/05/1943) VALENTE MICHELE (Molfetta, 21/08/1974)

GIOVINAZZO CITTÀ D’A...MARE GASPARRE FILIPPO (Bari, 15/12/1985) SARACINO IVANO (Molfetta, 27/01/1979) DE GENNARO LUCREZIA (Bisceglie, 29/10/1991) CASABURI MARIANO AMBROGIO (Bari, 28/04/1984) DEMARTINO MARIANO (Terlizzi, 11/01/1983) VASCIAVEO ANTONELLA (Terlizzi, 26/08/1986) BOCCASSINI ANGELA (Terlizzi, 07/04/1983) PANUNZIO COSIMO FLAVIANO (Molfetta, 10/10/1975) DE LUCIA MARIATERESA (Molfetta, 01/09/1978) BUFANO GAETANO (Bari, 25/07/1984) PISCITELLI ANGELO (Molfetta, 08/11/1987) MARZIANI ANTONIO MARIA (Bari, 11/08/1981) AMOIA PASQUALE (Molfetta, 10/07/1972) ALTOBELLO VITO (Modugno, 09/08/1982) CAPORALE GIUSEPPE (Bari, 20/03/1975) LOBASSO SAVINO (Terlizzi, 19/07/1982)

PDL AMOIA GIUSEPPE (Molfetta, 18/07/1978) AMORISCO FRANCESCO (Giovinazzo, 03/10/1957) BRESCIA SELENA (Monopoli, 28/11/1972) CAMPOREALE TERESA (Giovinazzo, 30/08/1951) COPPOLA VITTORIO (Terlizzi, 15/04/1985) DEPALO GAETANO (Bitonto, 23/07/1975) IANNONE RUGGERO (Giovinazzo, 02/10/1950) LABOMBARDA PAOLO (Bari, 22/06/1972) LACALAMITA EMANUELE (Giovinazzo, 20/08/1963) LA MARTIRE LORENZO (Bari, 30/11/1982) MARZELLA CESARE (Bari, 05/10/1982) MINAFRA MARIA (Bari, 04/01/1979) PISCITELLI LEONARDO (Giovinazzo, 04/03/1949) PORTA LUCIANA (Molfetta, 01/08/1984) SASSO SERGIO (Corato, 12/05/1972) STUFANO ROSSANO (Molfetta, 26/04/197)

MOVIMENTO POLITICO SCHITTULLI

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IO SUD MAGARELLI PANTALEO DETTO LEO (Molfetta, 18/08/1955) ALLEGRETTI FRANCESCO (Bitonto, 21/07/1957) AMOIA GIUSEPPE (Terlizzi, 21/06/1980) DE GIGLIO GIOVANNI IN SCIVETTI (Bari, 03/10/1976) DEBARI AGOSTINO (Molfetta, 29/05/1979) DEL GIUDICE GIOVANNI DETTO GIANNI DELVI (Bari, 09/09/1970) FIORENTINO MICHELE (Bari, 27/09/1982) MARZELLA VINCENZO (Bari, 19/04/1980) MEZZINA MICHELE (Molfetta, 09/07/1956) MOREA GAETANO (Bari, 02/06/1969) PISCITELLI ISABELLA IN ZONNO (Bari, 21/01/1979) PIZZUTILO GIUSEPPE DETTO PINO (Bari, 10/07/1956) PUGLIESE GIUSEPPE (Bari, 22/07/1971) TATTINI CINZIA (Bologna, 05/06/1965) TRAETTA SAVERIO (Molfetta, 18/02/1971) VINO FRANCESCO (Terlizzi, 04/01/1952)

FUTURO E LIBERTÀ: DOLCIAMORE FRANCESCO DETTO DOLCETTO (Giovinazzo, 04/03/1952) BAVARO VITO (Polignano a Mare, 11/05/1962) BUFO MARIANNA (Terlizzi, 10/02/1987) CANNATO GIOVANNI (Bari, 16/04/1977) CAPASA ANTONIO (Mesagne, 20/05/1978) CASTRO ANNA (Molfetta, 24/05/1979) D’ANIELLO DANILO (Giovinazzo, 01/06/1968) DEL ROSSO FRANCESCA (Molfetta, 18/07/1956) DERASMO RAFFAELE (Vieste, 06/12/1966) FERRERI CARMELA (Afragola, 28/02/1968) FIORENTINO MICHELE (Terlizzi, 17/01/1982) Labombarda Grazia (Bari, 16/08/1965) LANZA GENNARO DETTO RINO (Marturin – Venezuela, 24/12/1960) SIVO MARIA ANNA (Bari, 02/06/1970) SPADAVECCHIA VINCENZO (Bari, 02/09/1973) SOLLECITO VANESSA (Bari, 30/07/1977)

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MICHELE LOPRAINO, 53 ANNI, CONIUGATO, DI GIOVINAZZO. GIÀ CONSIGLIERE COMUNALE, CREDE NELLA CENTRALITÀ DEL CITTADINO NELL’AZIONE AMMINISTRATIVA E NELLA POLITICA VISSUTA COME SERVIZIO E NON COME PRIVILEGIO.

DA 5

ANNI

VICINO SEMPRE ALLA GENTE PER MEGLIO COMPRENDERE LE LORO PROBLEMATICHE QUOTIDIANE.

DELEGATO PER L’ENTE COMUNE NELL’ORGANIZZAZIONE DI SPECIFICI CORSI CHE HANNO CONSENTITO AGLI OPERATORI DEL COMPARTO AGRICOLO IL RILASCIO DI

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PATENTINI FITOSANITARIO PER L’UTILIZZO, L’ACQUISTO, IL TRASPORTO E LA DETENZIONE IN CAMPO AGRICOLO ED

TO DAL SIND ACO A RAPPRESENT ARE GLI INTERESSI DEL ELEGAT INDA RAPPRESENTARE DELEGA VIN AZZO IN SENO ALL ’ASSOCIAZIONE NAZIO COMUNE DI GIO IOVIN VINAZZO N ALE CITTÀ DELL ’OLIO . DA SEMPRE IMPEGN ATO NELLA SAL IMPEGNA VAGU ARDIA DEL PR OPRIO AMBIENTE E NELLA TUTELA DELLA GUARDIA PROPRIO ODO TTI TIPICI LOCALI PAR TECIP ANDO A FIANCO QUALITÀ DEI PR PRODO ODOTTI ARTECIP TECIPANDO OIANI E DEI PR ODUTT ORI L OCALI ALLE FIERE E AI DEI FRANT FRANTOIANI PRODUTT ODUTTORI ONI DI SAL SALONI

PUGLIA E D ’ITALIA .

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EXTRA AGRICOLO DI PRODOTTI CLASSIFI CATI TOSSICI, MOLTO TOSSICI O NOCIVI.

MICHELE LOPRAINO VUOLE DIRE RISPETTO, DISPONIBILITÀ, FIDUCIA !


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IL

CONTRAPPUNTO d e l l ’a l f i e r e

GLI SCRUTATORI? LI SCEGLIAMO NOI!

La campagna elettorale per l’elezione del nuovo primo cittadino ed per il rinnovo del consiglio comunale si sta svolgendo in un clima molto più calmo e, come oggi di moda, all’insegna della sobrietà. Mentre scrivo mancano ancora tre settimane al primo turno elettorale e qualche polemica, qualche comizio, sicuramente, contribuirà ad aumentare l’interesse dei cittadini per una scelta che, comunque la si pensi, influirà sulla vita della nostra comunità per i prossimi anni. Certo, il vento dell’antipolitica soffia forte e, sicuramente, renderà più difficile la ricerca del consenso. La percentuale dei votanti, a detta di tutti, sarà più bassa delle ultime elezioni. La crisi economica, le tasse che hanno superato il limite della sopportabilità, una evidente inefficienza di molti apparati dello Stato e, non ultimo ma innanzitutto, i numerosi scandali politici terranno lontani molti cittadini dalle urne. Vedremo. In questi giorni le prime pagine dei giornali e dei telegiornali sono piene di vicende poco edificanti. Lo scandalo dei fondi del contributo pubblico ai partiti gestito dalla Lega Nord per gli sfizi del giovane Bossi, della senatrice Mauro e chissà per cos’altro. Prima era stato il turno della Margherita, poi confluita nel PD, i cui fondi erano stati utilizzati per acquisti immobiliari, pare, a favore del solo tesoriere Lusi. Anche in questo caso gli sviluppi sono imprevedibili anche perché, trattandosi della sinistra, tutti sono più cauti ed abbottonati. Ed ancora la sequenza di vicende limacciose che hanno coinvolto il nostro presidente regionale Vendola. Insomma è tutto un fiorire di scandali ed inchieste e notizie che si rincorrono fomentando, com’è normale, il disgusto per i politici e, quindi, per la politica. Il rimedio apparente fumoso è stato individuato dalla sinistra nei codici etici. E’ tutto un fiorire di iniziative. L’ultima, in ordine di tempo, la Carta di Pisa. Presentata in pompa magna a Giovinazzo alla presenza di tutto il notabilato della sinistra giovinazzese dal PD al SEL. Belle parole, affermazioni nette che non ammettono appello, propositi cristallini quanto commoventi. Il sindaco Natalicchio e l’assessore Stufano si sono fatti garanti dell’applicazione dei dettami del codice etico. Sono certo che, impegnati nella campagna elettorale, non avranno avuto modo di leggere l’articolo 16, della Carta, nel punto in cui recita «Deve altresì incoraggiare e sviluppare ogni provvedimento che favorisca la trasparenza delle sue competenze, del loro esercizio e

del funzionamento dei servizi di cui ha la responsabilità». Non si spiegherebbe la decisione adottata dall’amministrazione di centro sinistra di procedere alla nomina diretta degli scrutatori non con il sistema adottato, ormai stabilmente, del sorteggio. Niente di penalmente perseguibile e rilevante ma, converranno i lettori, non edificante se si fanno pubblici appelli alla trasparenza propria della sinistra da contrapporre al becerume clientelare del centro destra. Ecco, parole, parole, parole. Un po’quelle che tutti, peraltro, pronunciano nei più o meno affollati comizi ed incontri che si intensificheranno nei prossimi giorni. Programmi pirotecnici per risollevare Giovinazzo dal grigiore attuale in cui è precipitata per l’insipienza e immobilismo del locale centro sinistra. Programmi con le promesse più assurde e fuori dal contesto di una crisi generale che dovrebbe indurre ad una sobrietà, tanto sbandierata ma non applicata nella sostanza, anche nel proporre progetti irrealizzabili. Oltre alla moda dei codici etici violati dagli stessi che li strombazzano ecco il totem del programma avanzare con toni tribunizi. Dal sito della città assolata e dormiente ecco concretizzarsi il sole del risveglio. Tutto bello ed attraente ma senza spiegare con quali risorse finanziarie si concretizzerà il lungo elenco di novità. Ovviamente anche i «nuovi politici» del sole giovinazzese si sono dotati del codice etico così non sfigurano al confronto con la sinistra. A ben vedere l’influenza della sinistra sullo schieramento degli autodefinitisi «nuovi» è evidente. Oltre al codice etico, il solito spreco di parole e l’utilizzo diffuso di candidati riconducibili all’area moderata che sottrarranno voti al centro destra favorendo di fatto il centro sinistra. Il tutto all’insegna della novità, discontinuità e moralizzazione e chi più ne ha ne metta. Anche se incontri riservati, poi smascherati dai partecipanti alla ricerca della notorietà, e pranzi vari appaiono più da politica vecchiamaniera che «nuova» politica. Ma tant’è, dobbiamo accontentarci. Accontentarci di un centro destra a cui si

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sono uniti i reduci di altre candidature a sindaco svanite ben al di là delle giustificazioni addotte ma legate, come sempre e come al solito, dall’unica vera ragione, il consenso. E tutti insieme appassionatamente nella convinzione che la somma significhi vittoria. E poi? Poi vedremo…. Alcuni candidati erano esponenti di spicco nell’amministrazione di centro sinistra sino a pochi mesi or sono. Va beh, non sarà la prima ed ultima volta che questo accade e, ne sono sicuro, accadrà. E’ troppo sperare che non accada più al di là dei tanto reclamizzati codici etici? E così vedremo dopo il primo turno cosa succederà. Perché al di là delle parole d’ordine dichiarate dai palchi e dalle tribunette, si andrà al secondo turno ed allora sarà ancora più divertente cogliere le acrobazie verbali per giustificare gli accordi presi in segreto o alla luce del sole. Sarà divertente e un po’ sconfortante per chi avrà fatto eccessivo uso di parole in libertà. Abraham Lincoln diceva «Meglio tacere e passare per idiota che parlare e dissipare ogni dubbio». Molti sui palchi hanno parlato di cultura, ed io non volendo sfigurare al cospetto di così elevate intelligenze ho cercato la citazione più adatta. Buon voto a tutti. Evviva!

alfiere@giovinazzo.it

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SPECIALE Nome e cognome sulla tua carta di identità: - Santo Restivo; - Lia Dagostino - Tommaso Depalma - Pietro Sifo - Antonio Galizia Soprannome: (Restivo): Nessuno (Dagostino): U’ mninn (Depalma): Sardella (Sifo): Nessuno (Galizia): Il Maresciallo di Giovinazzo Numero di candele che avevi sulla tua ultima torta di compleanno: (Restivo): 56 (Dagostino): 44 (Depalma): Una! Ma ne rappresentava 44 (Sifo): 56 (Galizia): 57 Segno zodiacale: (Restivo): Bilancia (Dagostino): Sagittario (Depalma): Leone (Sifo): Cancro (Galizia): Scorpione Squadra del cuore: (Restivo): La Nazionale italiana (Dagostino): La Nazionale Italiana (Depalma): Milan, ma quest’anno con ascendente Juve. Un amico come Conte vale molto di più. (Sifo): Inter (Galizia): Inter Chi è Santo Restivo? (Dagostino): E’ il riflesso di una sinistra che condivide di fatto i programmi del PD ma che, in questa tornata elettorale, non ha voluto cominciare un confronto sui programmi, che avrebbe evidenziato più segni di accordo che di divisione, ma si è per mesi impegnata a cercare a tutti i costi ragioni di distacco, a sollevare pregiudiziali su pregiudiziali, riproponendo all’infinito una discussione sugli orizzonti ideali e sulle persone ideali, perdendo di vista che l’obiettivo non è la politica in astratto, ma è l’agire politico nella storia dei nostri giorni. D’altronde, anche l’esperienza di governo di Nichi Vendola vive di orizzonti ideali e di mille sofferenze concrete. (Depalma): Una brava persona che se si fosse fidata un po’più di noi, avremmo potuto lavorare in sintonia. Chissà non acca-

di Serg da in futuro... (Sifo): Un amico (Galizia): Un amico Chi è Lia Dagostino? (Restivo): Una seria professionista (Depalma): Una brava persona che non conosce bene i suoi «compagni di viaggio», costretta a difendere l’indifendibile usando le stesse prot e r v e argomentazio ni dei suoi tutor.. (Sifo): Una collega (Galizia): Non ho il piacere di conoscerla Chi è Tommaso Depalma? (Restivo): Un bravo imprenditore, amante dello

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E ELEZIONI

del politico/imprenditore, il cui cattivo esempio ed operato, a livello nazionale, è ancora fresco nella nostra memoria e che ancora oggi stiamo scontando ad un prezzo assai elevato. Per altro verso, l’idea di superare la dicotomia tra destra e sinistra, ostentando, per il solo fatto di enunciare in astratto questa teoria, una presunta capacità di buon governo: cosa che richiama inevitabilmente alla memoria le mitologie dalla Lega di cui in questi giorni vediamo naufragare ogni utopistico progetto, nel più solito e bieco interesse personale. Per altro verso ancora, la collegata idea di legittimare, come nuova via maestra, il più pericoloso trasformismo politico (si sono tentate alleanze dal SEL al PdL) in nome della altrettanto pericolosa assenza di una ideologia. (Sifo): Imprenditore (Galizia): Un amico Chi è Pietro Sifo? (Restivo): Mio coetaneo e amico (Dagostino): Una manifestazione di disagio, con contenuti amministrativi di difficilissima individuazione. (Depalma): Una brava persona con l’hobby di sentirsi «Cesare» l’Imperatore (Galizia): Un altro amico ed anche ex collega Chi è Antonio Galizia? (Restivo): Giovinazzese di adozione come me e, per quanto poco lo conosco, una brava persona. (Dagostino): Il fallimento del centrodestra che dimostra tutta la sua difficoltà a trovare il suo candidato. Il Partito della Libertà – sottolineo ‘libertà’ – sposa l’ immobilismo dell’ancien regime’ e punta su un (sino a ieri) militare in servizio nel paese e sulle sue rigide logiche da caserma. E’ la rappresentazione plastica di una scelta che mira solo a fare numeri , non certo a fare buona politica per il paese. Ad un tempo, forse, una ragione di imbarazzo per l’Arma. (Depalma): Una brava persona che poteva fare qualcosa di meglio. (Sifo): Un brava persona Cosa salvi e cosa butti della passata amministrazione? (Restivo): I primi 5 anni. Da dimenticare gli ultimi 3! (Dagostino): Ogni amministrazione si prefigge il meglio per la città e questo meglio di giorno in giorno si sposta sempre più avanti, in considerazione anche dei tempi in cui si vive e delle mutate progressive esigenze del paese. Io ho guardato i conti economici dell’amministrazione uscente. Di fronte alla peggiore crisi economica del dopoguerra e nel deserto degli investimenti privati ha dato alla città circa 100 milioni di opere e servizi, senza chiedere aumenti dei tributi. Dopo 10 anni di commissari, ha garantito l’amministrazione democratica. Ha corretto la

gio Pisani sport e mio amico. (Dagostino): E’ una proposta politica astuta che ammicca agli elettori, perchè sfrutta maliziosamente l’idea della crisi dei partiti per catturare l’attenzione dei più distratti che non riescono ad andare oltre la facciata. In realtà sotto la patina di una apparente novità, si celano le solite logiche ed il concentrato d i esperienz e politiche già superate. Per un ver so, l’idea risalente a vent’anni fa, dimostratasi assolutamente fallimentare,

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programmazione urbanistica. Ha costruito un efficace sistema di welfare locale. Ha difeso la scuola pubblica dagli assalti della Gelmini. Ha costruito canali di finanziamento per le filiere dell’agricoltura, della pesca e del turismo. Ha fatto sicuramente bene. Non c’è nulla da buttare. C’è, invece, tanto ancora da fare, tenendo conto degli scenari attuali, italiano ed europeo e, come detto, del fatto che ogni giorno il concetto di ‘meglio’ per la città si modifica e si sposta più avanti.. (Depalma): Il passato è passato. Ci sono solo macerie e malcontento. Criticare non serve a migliorare. Pensiamo al futuro. (Sifo): Meglio non pensare al passato! (Galizia): No comment! Cui prodest tanti galletti fuori dal cortile? A vendersi meglio dopo il ballottaggio? (Restivo): Certamente producono ulteriore confusione nelle persone. Quanto al ‘vendersi’ è bruttissimo verbo… (Dagostino): Il dato dei molti candidati non è in sé un danno. Se rispecchiasse la pluralità delle idee, sarebbe un segno di robustezza della democrazia cittadina. Io credo che, in qualche caso, è solo un errore di valutazione rispetto alle alleanze possibili e alle prospettive della propria parte politica. Se, invece, qualcuno pensa di acquisire numeri da spendere in un eventuale tavolo delle trattative in fase di ballottaggio, allora quel qualcuno dimentica che in fase di ballottaggio conta la credibilità di ciascuno dei due candidati rimasti in lizza, non gli accordi tra le parti politiche. (Depalma): «Affari loro». La nostra linea è chiara. Come si comincia così si finisce. E sapete che qualcuno l’abbiamo già mandato in altri lidi. (Sifo): Spero che non accada! (Galizia): E’ il bello della democrazia. Ci sarebbero volute a Giovinazzo le primarie, strumento di democrazia partecipativa.

zato dalle amministrazioni precedenti, che va solo continuato. (Depalma): Yes We Can ! (Sifo): Preferisco non commentare! (Galizia): Non posso commentare le liste concorrenti. Parlerò poco degli altri, penso solo al mio programma, al mio percorso che sarà accompagnato mi auguro da tanta gente.

Si può tradurre «Giovinazzo, Città del Sole» dall’utopia alla realtà? (Restivo): No, secondo me, al momento, è una traduzione solo teorica. (Dagostino): Dov’è l’utopia? Depalma vuole fare di Giovinazzo una città ‘slow’: è un programma già avviato ed in parte già realiz-

Il clima politico in cui matura la tua candidatura? (Restivo): La mia candidatura nasce da una scelta di coerenza politica. (Dagostino): Un clima di dibattito sereno e democratico, in cui le diverse posizioni hanno trovato una sintesi. (Depalma): La strada ! Le signore che mi chiamano dai balconi

Hai la sensazione che a Giovinazzo serva un sindaco-carabiniere? (Restivo): Domanda capziosa! Credo che Antonio Galazia ha gli stessi diritti previsti dalla nostra Costituzione di ciascun cittadino. Detto questo, mi permetto solo di fare una considerazione sulla opportunità di tale scelta, ripeto rispettabilissima, ma ciò dipende dal grado di sensibilità che ognuno di noi ha. (Dagostino): Nonostante vi siano stati episodi di piccola delinquenza, non credo che Giovinazzo sia una città insicura e non mi piace che venga descritta in questi termini, oggi, a chiari fini propagandistici. La sicurezza ha strade ben diverse per essere tutelata, che non sono certamente quella della elezione di un carabiniere a sindaco, non potendo questi fare oggi, in questi panni, quanto era di sua competenza fare sino a ieri, nelle giuste vesti istituzionali. In ogni caso è bene non dimenticare l’esperienza assolutamente negativa del sindaco di Roma, Alemanno, che della sicurezza ha fatto il suo cavallo di battaglia in campagna elettorale e che ha visto, invece, crescere esponenzialmente l’insicurezza della città durante la sua amministrazione. (Depalma): No. Serve un Sindaco libero di pensare, programmare, gestire e rilanciare insieme alla propria squadra. Senza COMPROMESSI !!! (Sifo): Serve solo un buon sindaco! (Galizia): A Giovinazzo serve solo un sindaco!

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per incoraggiarmi, i messaggi di stima su Facebook e le tante pacche sulla spalla. Lo sguardo speranzoso dei nostri figli.Per far bene si può essere imprenditori, avvocati, operai...e persino prof. di lettere promossi presidi.L’importante è avere a cuore le sorti del paese. (Sifo): Lo vogliono i cittadini! (Galizia): Il clima è abbastanza sereno. In piazza sarete tutti fratelli, sui palchi armati invece di zappe e coltelli? (Restivo): Per quanto mi riguarda, dal palco, parleremo del futuro che vogliamo per Giovinazzo, del nostro programma. Quindi saliremo ‘armati’ delle nostre convinzioni e dei nostri sogni. (Dagostino): Per il momento, a me interessa parlare della nostra idea della Giovinazzo che verrà. Gli altri candidati, in questa fase, sono avversari politici dei quali cerco di evidenziare ciò che non mi convince, con riferimento alle loro proposte politiche e amministrative, nell’intento di contribuire a fare in modo che gli elettori decidano con cognizione di causa. Alla fine, però, sono pronta ad accettare serenamente il verdetto delle urne. (Depalma): Spero di no. Io mi sto sforzando di starmene sereno. Tant’è che non ho neanche replicato alle sciocchezze del miglior sindaco del mondo che essendo troppo bravo ha già rinunciato per vantata superiorità…. Quelle sciocchezze le aveva riferita sulle colonne de La Piazza. Sapete bene di cosa parlo. Non ho voluto infierire… (Sifo): Non appartiene al mio stile! (Galizia): Ripeto quando detto prima: non oso giudicare gli altri. Non strumentalizzerò la mia professione come arma politica! Come rimarresti se il tuo antagonista riscuotesse più pubblico e applausi nei comizi? (Restivo): Ne sarei contento! (Dagostino): Nella democrazia rappresentativa non contano le piazze, contano le urne. Per altro verso, so bene che nella storia non vince sempre l’idea migliore o più giusta. Quindi, dal punto di vista personale, io ho già vinto, perché conduco la battaglia in cui credo e sostengo quella che, secondo me, è la soluzione migliore per la nostra comunità.

(Depalma): Gli farei i complimenti. Ma per il momento mi sembra che da quel punto di vista non ci sia partita. Però non abbiamo sentito i comizi di Sifo e Galizia, chissà che poi non ci sorprendano. (Sifo): Indifferente! (Galizia): Penserei che è una persona più comunicativa di me! Ti candidi a sindaco perché i politici sono tutti così negativi come li dipinge la gente? (Restivo): No! (Dagostino): Mi candido a sindaco perché la politica è l’unico strumento che i cittadini hanno per decidere del loro futuro. Mi hanno chiesto di fare la mia parte e io non mi sono tirata indietro. Comunque attenzione: la crisi delle élites in Italia non riguarda solo la politica. Riguarda il sistema delle professioni, la pubblica amministrazione, la magistratura, le forze dell’ordine, l’università. Questo non vuol dire che non ci siano energie sane. Il nostro dovere, anche riguardo ai nostri figli, è quello di farle emergere. (Depalma): Avendoli conosciuti in questo frangente, confermo che la maggior parte sono anche peggio di come li immagina la gente. Sono figli di quei partiti rubacchioni e spudorati che stiamo purtroppo scoprendo giorno per giorno. Però qualche buon esempio c’è ancora. (Sifo): Confermo (Galizia): No, mi candido perché c’è stata una forte richiesta avanzata da parte della cittadinanza e dai partiti. Ti sei sottoposto/a al test di verifica delle competenze amministrative del sindaco? (Restivo): E chi dovrebbe essere il mio esaminatore? (Dagostino): Quella di Antonello era una provocazione. Credo però che essere competenti in materia sia oggi sempre di più una necessità, considerate le numerose leggi e procedure che regolamentano la macchina amministrativa, e che, anche a salvaguardia dell’autonomia del suo giudizio, un sindaco deve avere quanto più possibile capacità di formarsi direttamente il suo convincimento sul da farsi, se non vuole affidarsi continuamente a

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consulenze esterne e/o essere alla mercè dei suoi presunti consiglieri. (Depalma): No, ma sono certo di far meglio dell’ultimo e anche del suo… vicesindaco! (Sifo): Non c’è bisogno, basti vedere il mio C.V. (Galizia): No, ma mi ritengo capace di affrontare la vita amministrativa! Qual è il bilancio partecipativo dei cittadini alla tua campagna elettorale? (Restivo): Siamo appena agli inizi ed è prematuro fare già un bilancio! (Dagostino): Il programma del centrosinistra è il frutto di un lungo lavoro che è partito dalla ricognizione delle procedure in atto e ha tenuto conto delle esigenze e delle prospettive di sviluppo della città così come espresse da un vasto complesso di gruppi. (Depalma): Positivo. Con noi ci sono ‘solo’ i cittadini «normali». Non abbiamo apparati di partito alle spalle. Come ci leggete così ci scrivete! (Sifo): E’ tutto da scoprire! (Galizia): Ribadisco: esiste una grande spinta dei giovinazzesi a farmi scendere in campo! Perché ai comizi è presente il solito entourage di gente? (Restivo): Al comizio di presentazione della mia candidatura, francamente, non ho notato il solito entourage. (Dagostino): Ho tenuto un solo comizio. Ho visto la piazza piena. Che fossero solo addetti ai lavori mi pare improbabile. (Depalma): Vieni ai nostri comizi e troverai gente che non hai mai visto in piazza. Gente che cammina con noi spera in un nuovo giorno, in un nuovo sole! (Sifo): Perché deve fare numero! (Galizia): Tutti voglio visibilità, ma pochi arrivano direttamente

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alla gente, quella chiusa in casa e intollerante alla voce politica dell’oratore. E i giovani, le famiglie, gli anziani che fine hanno fatto? (Restivo): E’indubbio che paghiamo lo scotto della mala politica, non solo a livello locale. (Dagostino): Sono rappresentati nel nostro programma ed erano ben rappresentati al comizio. (Depalma): Ti sbagli. Ci sono sempre facce nuove che si sommano agli «affezionati». Però tu non sei mai venuto. (Sifo): Sono stanchi di sentire la solita minestra! (Galizia): Ai giovani abbiamo riservato una lista tutta loro: «Giovinazzo d’amare». Le famiglie, gli anziani sono il cuore pulsante del nostro cammino. Senza loro non c’è futuro. Senza loro non saremmo nemmeno qui a parlare del domani! Per il numero dei candidati a sindaco c’è il rischio che la vittoria dell’eletto altro non sarà se non una vittoria di Pirro? (Restivo): No, non credo! (Dagostino): Nel caso del centrosinistra lo escludo. C’è un nucleo solido, che ha già dato buona prova. (Depalma): Non mettiamo il carro davanti ai buoi. Sono certo che qualcuno stavolta sbaglierà i suoi ‘soliti’ conti. (Sifo): Mi auguro che la gente faccia la scelta più giusta! (Galizia): In una democrazia partecipata bisogna accettare il pensiero di tutti. Sbaglia chi pensa che sarà però una vittoria di Pirro! La legge elettorale conferirà al sindaco vincente una maggioranza solida. Come mai tra i tanti movimenti politici che spuntano come funghi non c’è quello del Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo? (Restivo): Domanda che non mi sono mai posto. Sono senza ri-


sposta. (Dagostino): Il qualunquismo a Giovinazzo ha preso altre strade. (Depalma): La nostra è una creatura esclusivamente locale. Condivido con Grillo la critica verso i partiti. Ci mancava solo la Lega e hanno beccato pure loro con le mani nella marmellata. Da questo punto di vista c’è assoluta Par Condicio. Come diceva Benigni in Jonny Stecchino «è tutto un magna magna». (Sifo): Perché lo chiedi a me e non ai grillini? (Galizia): Ci doveva pensare Beppe Grillo? Global o no global? (Restivo): Non sono un manicheo. Credo che bisogna sempre valutare e analizzare il problema e poi decidere liberamente. (Dagostino): La globalizzazione deve essere riempita di contenuti. Quella della finanza non mi piace. Credo in quella dei non privilegiati. Mi spendo per un mondo più aperto e più equo. (Depalma): Sono per le cose che ritengo giuste. Anche i no global hanno delle ragioni, ma spesso le fanno valere con metodi che non accetto. (Sifo): Global (Galizia): Ormai non si può più non accettare una società globalizzata. Chi disse «Le mogli dei politici fanno tutte beneficenza. Hanno il senso di colpa per tutto quello che rubano i mariti»? (Restivo): Non sono un cultore di detti e proverbi (Dagostino): Allora sarete d’accordo con me se dico che è il momento di lasciare che le mogli amministrino direttamente. (Depalma): Non voglio addentrarmi in queste vicende. Io non sono politico, ma anche noi nel nostro piccolo facciamo beneficenza. (Sifo): Non è il mio caso. Benigni spara sempre sul mucchio! (Galizia): Non penso che Benigni conosca tutte le mogli dei mariti

impegnate nel mondo del «volontariato». Esiste anche un tessuto politico-sociale sano dove mariti e mogli fanno Politica. Film preferito? (Restivo): Mission con Robert De Niro (Dagostino): La vita è bella (Depalma): Nuovo Cinema Paradiso e lo tengo per tutta la vita. (Sifo): Via col Vento! (Galizia): Il gladiatore Un quotidiano. Solo uno! (Restivo): Il Fatto Quotidiano (Dagostino): Il Corriere della Sera (Depalma): La Gazzetta dello Sport ma senza troppo interesse. (Sifo): La Gazzetta del Mezzogiorno (Galizia): Il Sole 24 ore Programma televisivo? (Restivo): Report (Dagostino): Ballarò (Depalma): Quasi nessuno perché non ho tempo per la tv. Di sicuro un telegiornale al giorno, lo guardo. (Sifo): Il Commissario Moltalbano (Galizia): L’ultima parola Un libro, solo uno! (Restivo): Isole nella corrente (libro postumo di E. Hemingway) (Dagostino): Il cacciatore di Aquiloni (Depalma): Enrico IV (Sifo): La Casta (Galizia): I Promessi Sposi Uno scrittore, solo uno! (Restivo): E. Hemingway (Dagostino): Hosseini (Depalma): Pirandello (Sifo): Sergio Rizzo (Galizia): Alessandro Manzoni

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Vizio peggiore? (Restivo): Accanito fumatore (Dagostino): Testardaggine (Depalma): Bisognerebbe chiederlo a mia moglie. Credo quello di non saper dire di NO! (Sifo): Nessuno (Galizia): Testardaggine Pregio migliore? (Restivo): Determinazione e coerenza! (Dagostino): Saper ascoltare. (Depalma): Credo quello di non saper dire di NO! (Sifo): Bontà verso il prossimo! (Galizia): Disponibilità Hai devoluto 10 euro a Santoro per il suo «Servizio pubblico?» (Restivo): No (Dagostino): No (Depalma): No. Non sapevo neanche che Santoro faceva la colletta. (Sifo): No (Galizia): Se davvero Santoro facesse «Servizio pubblico» senza intenti personalistici avrei nel mio piccolo contribuito alla realizzazione del programma televisivo. Invece è stato silurato nell’ultima trasmissione del 29 marzo anche dagli operai disperati di Fincantieri. Ti sei scaricato/a il video hot di Belen Rodriguez? (Restivo): No (Dagostino): Ovviamente no. Riformula la domanda. (Depalma): No, perché non sarei neanche capace di fare il download. Però rimane una bella ragazza che fra qualche anno ce la saremo dimenticata. Ricordate Megan Gale? (Sifo): Non guardo dal buco della serratura, non amo le sconcezze! (Galizia): Non so chi è Belen Rodriguez… Sei cattolico/a?

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(Restivo): Sì (Dagostino): Sì (Depalma): Sì, convintamene! (Sifo): Sì (Galizia): Sono cristiano Perché Dio e tutti i Santi ogni tanto vanno in ferie? (Restivo): Si purificano per noi di tutte le nefandezze di cui siamo capaci. (Dagostino): Padre Pio diceva che il disegno divino è come la tela di una ricamatrice e che gli uomini sono sotto la tela e ne guardano il rovescio, vedendo affastellarsi in modo disordinato e sgradevole i fili ed i colori. Dal diritto, il disegno è chiaro, ordinato e bellissimo. Bisogna fidarsi del disegno di Dio ed accettarlo anche se è apparentemente incomprensibile e difficile per l’uomo perché esso viaggia molto al di sopra della mente di un uomo e non può essere contenuto nella mente di un uomo. (Depalma): Non ci credo! Loro ci sono sempre! (Sifo): Chiedilo a loro (Galizia): Noi non veniamo mai abbandonati da Dio e dai Santi. Le difficoltà terrene non sono mai più grandi di noi. Se c’è fede, una via di uscita c’è sempre! In queste votazioni ci saranno più buoni della spesa, più buoni della benzina o… più buoni a nulla? (Restivo): Mi auguro nulla di tutto ciò! (Dagostino): Mi meraviglierei molto di vedere in giro fiumi di denaro. Bisognerebbe spiegare come essi si conciliano con la crisi che c’è in giro. Quanto ai buoni a nulla, se ci sono, questa è l’occasione per gli elettori di fare pulizia e di votare solo le persone migliori, serie, operose, disinteressate e moralmente ineccepibili. (Depalma): La risposta più confortante? Più buoni a nulla. Sarebbe il male minore per la nostra città!. (Sifo): Spero che la Casa Comunale sia gestita da persone capaci. (Galizia): Mi sbilancio: più buoni a nulla!


vallo» bancato a 1! Un adagio giovinazzese per persuadere il 30% degli indecisi a votarti? (Restivo): Noto che hai già ‘previsto’ la percentuale di astensionismo. Comunque non sono, come già detto, un cultore di adagi, detti e proverbi. (Dagostino): U sfadeghéte u campe Criste, u fadegataure s’ava campé jidde. (Depalma): Non servono frasi fatte, ma una voglia concreta di cambiare. Anzi approfitto per rivolgermi soprattutto a coloro che normalmente non votano più. Abbiamo bisogno di voi, perché siete liberi dai condizionamenti e dai ricatti. Dateci una mano per fare piazza pulita! (Sifo): Cittadini, uniamoci per una nuova politica locale! (Galizia): Non sono di Giovinazzo ma sono innamorato di questa cittadina come ciascun cittadino. «Giovinazzo prima di tutto». Non è solo uno slogan, perché Giovinazzo non è riducibile ad uno slogan. E’ la speranza di tutti coloro che credono nella rinascita!

Quanto spenderai in campagna elettorale per non essere eletto/a? (Restivo): Qualcuno mi spieghi meglio la domanda? (Dagostino): Non mi occupo della cassa. In ogni caso so che la mia campagna elettorale sarà contenuta. (Depalma): Spero di cavarmela con 5 / 6.000,00 euro. (Sifo): Tanto… (Galizia): Per la mia elezione a sindaco spenderò il minimo indispensabile. Perché i politici al contrario di un ladro di galline non vanno mai dietro le sbarre? (Restivo): Non sempre. Qualche volta ci finiscono in galera, anche se poi ci rimangono poco. (Dagostino): Ti sbagli. I politici se rubano sono i primi a finire nel mirino della magistratura. Il problema è che spesso le maglie della magistratura sono troppo larghe. (Depalma): Siamo una nazione troppo incline a girare la testa dall’altro lato! (Sifo): Non credo in quest’ultimo periodo! (Galizia): Non mi risulta che i politici siano immuni alle patrie galere! Se dovessi puntare 1000euro al punto CSNAI (Cercasi Sindaco Nazional-Ardimentoso Italiano) su di te quanto vincerei? (Restivo): Non mi piace scommettere. Ti consiglierei con quei soldi di fare un bel gesto di generosità. (Dagostino): Le quote-scommessa sono inversamente proporzionali alla credibilità del candidato. Perciò con me non guadagneresti nulla, perché nessuno accetterebbe la tua puntata. (Depalma): Tanto, vinceresti proprio tanto!. Perché qualcuno non ha capito che stavolta esce «la sorpresa». (Sifo): Ai cittadini il responso! (Galizia): Ti consiglierei di tenere i 1000 euro in tasca perché non guadagnerai nulla, proprio nulla! E come se fossi un «ca-

Uno slogan per non vendere il proprio voto il 6-7 maggio? (Restivo): «Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir Virtude e Canoscenza». (Dagostino): Il tuo voto è il tuo futuro. Non svendere il tuo futuro. Vota Lia Dagostino. (Depalma): «Il vostro voto insieme al nostro per far tornare a sorridere Giovinazzo». (Sifo): Non fatevi abbindolare dai soliti noti! (Galizia): Gli umili sono per gli umili. Difficile scalfirli con pratiche immorali. Quando c’è la tentazione del più forte, l’umile sa soffrire con dignità, teme di offendere se stesso e Dio. Per questo resta lontanissimo dal commettere peccato. Restiamo umili!

SERGIO PISANI

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SPECIALE PROGRAMMA

La città futura PROGRAMMA POLITICO -AMMINISTRATIVO DEL CANDIDATO

SINDACO SANTO RESTIVO SVILUPPO ECONOMICO Giovinazzo ha perduto la sua identità dal momento della chiusura delle Acciaierie Ferriere Pugliesi (AFP) circa 30 anni fa’. Ha perduto il suo status di città industriale e da quel momento vive in una specie di sortilegio a causa del quale non è più riuscita a riqualificare la sua economia. In questi ultimi trent’anni, le amministrazioni non sono riuscite imprimere al nostro paese una vera riconversione economica del territorio, ma hanno tamponato la costante flessione economica del nostro paese ricorrendo al canale dell’edilizia residenziale. Questo è stato il vero fallimento della politica nel nostro paese: non essere riusciti a comprendere appieno la direzione da intraprendere per il rinnovamento del tessuto socio-economico della nostra comunità, che oggi conta su alcune imprese edili, poca agricoltura residuale, basata principalmente sulle attività degli olivicoltori, e pressoché assenti attività di pesca poco professionalizzate, accanto a numerose e poco qualificate attività commerciali, operanti nel settore della ristorazione, che attendono da troppi anni ormai la definitiva consacrazione di Giovinazzo come sito turistico di rilievo del territorio pugliese. Non crediamo a nuove zone industriali, considerando che quelle di Bari, Bitonto e Molfetta sono in forte crisi. Sinistra Ecologia Libertà e Costruiamo il Comune hanno le idee chiare. Lo sviluppo economico di Giovinazzo non può più prescindere dai beni comuni e deve correre lungo tre direttrici: sostenibilità ambientale, turismo, socialità. SVILUPPO E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E’ ormai noto che non si può più ignorare la stretta connessione tra le ragioni dello sviluppo economico e la tutela ambientale: in un paese che ha già sacrificato sull’altare dell’economia e della produttività la qualità della vita e della tutela dell’ambiente (vedi esperienze dell’ex AFP e dell’edilizia residenziale ad alto tasso di densità abitativa), è assolutamente necessario intraprendere una direzione che punti tutto sulla riqualificazione del territorio, delle campagne, della costa, del mare e delle vecchie lame. I forti impatti che il nostro territorio, negli scorsi inverni, ha subito sotto l’imperversare di eventi meteorologici di non particolare violenza, raccontano di come chi ha amministrato negli anni passati ha consentito insediamenti edilizi poco intelligenti che hanno arrecato danni all’ambiente e al territorio. E’ necessario che l’interesse del privato punti in modo particolare alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente ed, al tempo stesso, incentivare la riqualificazione delle imprese edili, utilizzando i fondi europei che saranno disponibili, in deroga fino al 2015, per opere che puntino al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati. Sarebbe questa un’occasione da non perdere per riqualificare il nostro patrimonio edilizio, sia in termini ambientali che in termini economici, perché una casa ristrutturata e con una buona capacità energetica acquista maggior valore economico; e, allo stesso tempo, si contribuisce a riqualificare la manodopera professionalizzata nelle nostre imprese. Un altro grande patrimonio della nostra terra è l’agricoltura. Accanto ad ottimi prodotti del comparto orto-frutta, ottimi oliveti e moltissimi olivicoltori, c’è una scarsa organizzazione e un carente gioco di squadra. I nostri prodotti vengono poco valorizzati e in molti casi vengono svenduti alla Grande Distribuzione Organizzata che strozza i nostri produttori e si arricchisce sul loro lavoro. Si può e si deve ripartire proprio dai prodotti di qualità, puntando, ad esempio, sulla costituzione a Giovinazzo di un ‘G.A.S.’ (Gruppo d’Acquisto Solidale). E’ questa un’attività promossa da un gruppo di persone che decidono di acquistare insieme seguendo criteri certi e in un’ottica di solidarietà. Un gruppo d’acquisto diventa ‘solidale’ nel momento in cui decide di sostenere l’attività dei piccoli produttori marginalizzati dai canali della grande distribuzione e favorire lo sviluppo di un’economia locale slegata dalle grandi speculazioni.

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I ‘G.A.S.’ possono avere obiettivi diversi a seconda della loro storia, ma hanno tutti in comune, oltre all’attenzione verso ciò che consumiamo, la volontà di contribuire a creare una mentalità critica nei confronti del mercato e un consumo più consapevole, a tutela dei nostri produttori, della nostra salute, dell’integrità dei nostri prodotti e quindi della nostra storia. Puntare sui ‘sapori locali’, sulla genuinità dei nostri prodotti, sui nostri produttori costituirebbe proprio punto di forza per l’attrazione di visitatori e turisti che arriverebbero nella nostra comunità, anche per degustare prodotti locali che potrebbero essere coltivati anche con criteri ‘biologici’. Inoltre, un’azione di questo tipo potrebbe collocare Giovinazzo a pieno titolo fra le città “Slow” di Italia, perché consentirebbe di aderire al circuito ‘SlowFood’ (per saperne di più http:// www.cittaslow.org/).

SVILUPPO E TURISMO Secondo la nostra visione, la città possiede caratteristiche peculiari tali, da farne una delle mete più gettonate dai turisti e dai visitatori; e non ci si riferisce al turismo ‘mordi e fuggi’ degli abitanti dei paesi limitrofi. E’ possibile incrementare i flussi turistici extraregionali verso Giovinazzo ma è necessario avviare la valorizzazione e la promozione turistica del territorio attraverso strumenti ed azioni di comunicazione, volti ad affermare il ‘brand’ Giovinazzo sui mercati nazionali ed internazionali. Con strumenti quali i piani di comunicazione integrata, finalizzati a potenziare l’immagine turistica della nostra città, si può fortunatamente contare anche su un imperioso sviluppo del mercato turistico di tutta la nostra regione. Sarebbe un peccato non intercettare anche solo una parte di questi flussi. Ma non c’è turismo senza cultura. Se si vuole incrementare i flussi turistici è necessario puntare sul turismo di qualità: offrire una città a misura di uomo, in cui sia possibile respirare aria pulita, mangiare sano e bene (vedi i gruppo d’acquisto solidali e la produzione di cibo biologico), muoversi a piedi o in bicicletta e fare attività interessanti. E’ mai possibile che un paese come il nostro non abbia un servizio continuativo di guida turistica per il centro storico? E’ possibile che il maestoso Dolmen non sia visitabile? Perché non pensare alla creazione di cooperative che si occupino di accoglienza, guida e intrattenimento dei turisti? Tutto ciò si può attuare ed è un preciso impegno di S.E.L, lavorando di concerto anche con la Curia per riuscire a tenere aperte le nostre chiese anche di sera. Quanti sanno che nella chiesa di San Domenico esiste una pala di Lorenzo Lotto, San Felice, che potrebbe essere di per sé un buon motivo per visitare la nostra città? Per erogare servizi turistici di qualità è necessaria la progettazione e la realizzazione di infrastrutture a sostegno dell’economia turistica, finalizzate ad una migliore fruizione dei luoghi e all’erogazione di servizi dedicati all’accoglienza. Servono infrastrutture e strutture per migliorare la fruibilità delle risorse turistiche (viabilità, segnaletica, illuminazione, arredo urbano, itinerari e percorsi attrezzati, aree parcheggio, pista ciclabile). Altro punto di forza, sia della città e del suo territorio che del programma di S.E.L., sono: la costa e il mare. Al di là dei lavori di risanamento della zona costiera di ponente, che sono urgenti e necessari, abbiamo il dovere innanzitutto di proteggere la qualità del nostro mare, evitando ad esempio gli scarichi incontrollati dei privati nelle nostre acque; inoltre, la nostra costa non è accessibile a tutti i possibili fruitori a causa della particolare morfologia. Mediante il Piano Regionale delle Coste, utilizzando i fondi FESR dell’Unione Europea e puntando sui ‘GAC’ (Gruppi d’Azione Costiera), si potranno realizzare zone di costa in cui sia possibile abbattere le barriere architettoniche e rendere fruibile la scogliera, anche utilizzando la posa di pontili e piattaforme removibili in legno. Non ci s’inventa nulla,sono soluzioni logistiche adottate da molte città in Italia che hanno una costa rocciosa e scoscesa come la nostra. Infine, per rendere turisticamente più attrattiva Giovinazzo, devono essere incrementate le attività culturali, affidando alle associazioni, alle imprese che si occupano di cultura e spettacoli e alle cooperative, quel compito di rivitalizzazione del panorama artistico culturale che ha sempre contraddistinto Giovinazzo, ma che negli ultimi anni è un po’ appannato. Per la realizzazione di tutti questi obiettivi intendiamo avvalerci del contributo fattivo delle associazioni di categoria presenti sul territorio, delle associazioni culturali e di promozione sociale, e di tutti gli ‘stakeholders’ del settore. SVILUPPO E SOCIALITÀ La Regione riconosce ampie potenzialità di sviluppo dell’economia solidale/ sociale e del non profit, in particolar modo nei settori caratterizzati da nuovi bisogni e con notevoli potenziali innovativi (servizi socio-assistenziali, qualità della vita, ambiente, cultura e tempo libero, turismo), come riportato negli atti di indirizzo della politica regionale (POR 2007/2013 e PSR). L’economia sociale viene considerata un settore privilegiato per lo sviluppo di misure preventive della ‘disoccupazione di lunga durata, per il passaggio da politiche passive a politiche attive’, per costituire uno dei poli del nuovo welfare locale, secondo il principio di sussidiarietà e di complementarietà con il pubblico.


Il rafforzamento dell’economia sociale non può prescindere dallo sviluppo di reti di solidarietà, dalla crescita della cultura della donazione e della responsabilità, dall’evoluzione del capitale sociale, dalla sperimentazione di azioni innovative, dalla costituzione di sistemi e strutture sociali con i quali realizzare una crescita duratura e coesa del territorio. LE COOPERATIVE DI COMUNITÀ UN ESPERIENZA DA APPROFONDIRE «Non è più tempo per ambire agli impieghi negli enti pubblici, l’unico modo per rialzare la testa è fare impresa e la nostra iniziativa sostiene tutti quelli che avranno la voglia e la forza di provare nuove strade». Giuliano Poletti, Presidente Nazionale di Legacoop L’esperienza delle Cooperative di Comunità sta suscitando sempre più interesse nel mondo della cooperazione e non solo. Queste cooperative nascono per mantenere la presenza della comunità e per sviluppare lavoro anche nei territori più marginali, dove fare impresa è sempre più difficile. Con il passare del tempo anche le Pubbliche Amministrazioni stanno comprendendo che questa nuova impostazione cooperativistica può facilmente adattarsi e rispondere ai bisogni dei cittadini (es.: trasporti, approvvigionamento di generi alimentari, servizi sociali e assistenziali), specialmente in quelle località dove i tagli alle risorse a disposizione delle istituzioni locali si fanno maggiormente sentire. I casi ormai diffusi in molte località italiane, mostrano, non solo la validità dell’iniziativa, ma soprattutto come la società civile, attraverso il modello cooperativo, possa rappresentare una risposta efficace, alla carenza di servizi pubblici necessari alla sopravvivenza di piccole realtà locali. Tutela del territorio, occupazione, innovazione e sostenibilità. Queste Cooperative si propongono di promuovere e valorizzare servizi ed assistenza che le amministrazioni e l’imprenditoria ordinaria non sono capaci di fornire. Ai cittadini viene dunque data l’opportunità di organizzarsi per risolvere problemi propri e della collettività. La cooperativa nasce come impresa, ha un fine economico, ma trova le proprie radici nella volontà delle persone di unire sforzi e capacità per soddisfare bisogni ed esigenze comuni. Possiamo quindi definire le cooperative di comunità quali organizzazioni che operano nei sistemi di protezione sociale che incrementano la coesione sociale attraverso processi di inclusione e sviluppo locale. Sono contraddistinte da un approccio che riconosce il carattere multidimensionale ed evolutivo dei bisogni e quindi la necessità di rispondervi attraendo e combinando risorse di natura diversa, grazie anche al coinvolgimento e l’integrazione in rete di altri soggetti comunitari e istituzionali. I bisogni a cui queste cooperative possono rispondere sono molteplici: il lavoro per i giovani, i servizi socio-sanitari, i servizi scolastici, i servizi commerciali (bar, negozi, carburanti), le comunicazioni (posta, telefonia, banda larga), i servizi ambientali, l’animazione culturale, le energie rinnovabili/ Fotovoltaico ( vedi l’esperienza della cooperativa che gestisce a Melpignano in provincia di Lecce, gli impianti fotovoltaici dell’intero paese. ) Sono cooperative inoltre che possono sviluppare la valorizzazione turistica (si pensi solo al turismo di comunità), al recupero dei beni ambientali e monumentali, delle produzioni tradizionali (agricole, pastorali, artigianali) e tradizioni culturali, e dei borghi in senso più generale. Il modello cooperativo risulta, quindi, ancora una volta, lo strumento più appropriato, perché le cooperative, per loro stessa natura, sono associazioni autonome di individui che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri bisogni economici, sociali o culturali. www.borghiautenticiditalia.org/it/ita/idee-e-proposte/5d-welfare/181-le-cooperative-di-comunita.html CULTURA E POLITICHE GIOVANILI La cultura può e deve essere un importante volano di sviluppo per il nostro paese che ha sempre espresso eccellenze nel campo dell’organizzazione di eventi e della vita culturale. Non lo scopriamo oggi, non lo scopriamo noi. Giovinazzo può vantare importanti manifestazioni come il Giovinazzo Rock Festival, il festival di teatro del ModuloEsse, un festival di cortometraggi, numerose edizioni della festa del lettore. Eppure, molte di queste realtà oggi sono in crisi, a causa di una gestione poco attenta che non ha previsto nemmeno adeguati budget annuali da destinare alla cultura, anno dopo anno. E’ mancata una reale programmazione, non solo delle attività culturali, ma anche dei contributi che ciascuna associazione presente sul territorio poteva dare. Insomma, la cultura a Giovinazzo non ha avuto una guida pensata ed unitaria e si è basata sul volontarismo e l’abnegazione di alcune meritorie associazioni che hanno lavorato e quasi in solitudine per riuscire a dare lustro alle loro iniziative e al paese stesso. Bisogna quindi, investire in cultura, innanzitutto nominando un assessore adeguato che sia una persona capace, con competenze specifiche; e poi è necessario che la Cultura non sia l’ultimo capitolo da finanziare nei bilanci comunali, ma che abbia un’importanza strategica e reale. Anche perché la Cultura è uno degli snodi principali lungo il quale innervare lo sviluppo economico del nostro territorio. Investire in Cultura significa anche investire nella creazione di spazi per usufruirne, destinando immobili comunali in disuso all’esperienza culturale artistica. Un vecchio progetto prevedeva che l’ex Mattatoio Comunale diventasse uno spazio polivalente in cui si potesse realizzare e potenziare l’esperienza artistica e cultu-

rale dei nostri giovani: pensiamo di realizzare una biblioteca, una emeroteca, un centro di aggregazione, sale prove musicali e un piccolo teatro per la realizzazione di spettacoli, la proiezione di film e le iniziative musicali. All’interno di questo spazio può trovare alloggio anche una Università della Terza Età, perché la cultura non riguarda solo le giovani generazioni. La realizzazione di uno spazio sociale polivalente è un investimento importante sul futuro della nostra città e auspicherebbe l’investimento anche di soggetti privati e associazioni che in quello spazio potrebbero trovare alloggio. Investire in cultura, inoltre, significa per noi garantire l’accesso all’istruzione per i figli di famiglie bisognose; molti ragazzi che frequentano scuole medie superiori fuori dal territorio di Giovinazzo hanno problemi a recarsi a scuola perché le famiglie sono impossibilitate a pagare i loro trasferimenti quotidiani nei paesi vicini, soprattutto in momenti di crisi come questo. Noi abbiamo il dovere di contrastare la dispersione scolastica, intervenendo con sussidi economici che consentano a queste famiglie di garantire un futuro e una formazione ai loro figli. Investire in cultura e nei giovani significa potenziare l’attività dello sportello ‘Informa giovani’ presente e offrendo nuovi servizi comunali che facciano consulenza gratuita ai giovani che vogliano intraprendere un’attività imprenditoriale, nel reperimento di fondi ministeriali, europei, regionali. Tutto questo però non può essere fatto con i pochi spiccioli destinati ogni anno alla cultura e con soli 7.000 euro destinati dal bilancio alle politiche giovanili. Probabilmente la politica pensa che i giovani siano solo problemi e poco importa se vanno via. Noi pensiamo che i giovani, le loro intelligenze, la loro carica innovativa siano l’unica nostra risorsa e siamo convinti che sia necessario investire con decisione sul loro futuro. Senza una garanzia di futuro per i giovani, Giovinazzo non si salva. URBANISTICA La parola urbanistica è entrata nel lessico politico comune come sinonimo di spartizione, consorteria ed interesse privato. Secondo noi la partecipazione alla pianificazione urbanistica è la cornice che deve orientare le scelte: prevediamo metodi nuovi di inclusione dei cittadini nei percorsi di progettazione, attraverso la consultazione intorno a temi precisi, e non soltanto tavoli istituzionali (Percorso già avviato con l’area ex Acciaierie). Occorre definire i limiti precisi per evitare il rischio di speculazioni, secondo il principio che il territorio ha valore in quanto bene comune e come tale va preservato e trasmesso alle future generazioni: sarà preminente il restauro e la salvaguardia delle invarianti ambientali che connotano il territorio in una visione non più limitata ai soli confini comunali, alla luce delle recenti determinazioni sull’assetto idrogeologico del nostro territorio. E’ stato avviato a livello istituzionale il percorso di elaborazione del Piano Urbanistico Generale (PUG), che dovrebbe sancire le scelte future di sviluppo della città; allo stato attuale il percorso è fermo al documento di ‘scooping’ con il quale nel sistema di conoscenza del territorio sono state evidenziate le aree e gli elementi di crisi ambientale presenti, nonché i principi di sostenibilità su cui orientare le scelte di pianificazione. Giace presso gli uffici comunali in attesa di analisi, il Documento Programmatico Preliminare che dovrebbe contenere i primi obiettivi e criteri progettuali del PUG con riferimento ad una idea condivisa di sviluppo socio-economico, elaborata a partire dal sistema delle conoscenze e dai quadri interpretativi contenuti nel documento di scooping. Il nostro obiettivo è mettere in atto le buone pratiche di pianificazione così come indicato dalla L.R. n. 20/2001, con la partecipazione dei cittadini ed attraverso conferenze di co-pianificazione con la Regione, in modo da superare il controllo di compatibilità delle scelte strategiche di piano e ridurre i tempi di adozione ed approvazione del PUG. Nel merito vogliamo sottoporre al confronto pubblico le seguenti questioni: 1. TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL CENTRO ANTICO 2. Allo stato odierno sono due gli elementi imprescindibili per una concreta politica di tutela e valorizzazione di questa parte della città: la completa pedonalizzazione di vie e piazze; il riassetto e riqualificazione del porto vecchio a cui la città storica è intimamente connessa. L’allontanamento delle auto da questo quartiere porterebbe il Comune di Giovinazzo ad allinearsi con gli indicatori nazionali che attualmente rilevano in circa 34/mq per abitante l’area urbana pedonale a disposizione di ogni cittadino, con indubbi vantaggi: 1. Riduzione del livello di smog e rumore; 2. Migliore tutela del patrimonio storico ed artistico; 3. Aumento della vivibilità e sicurezza stradale con susseguente rivalutazione del mercato immobiliare; 4. Aumento del 20% del volume di affari delle attività commerciali insediate. Nell’immediato questo obiettivo sarà perseguito con il reperimento di posti di parcamento riservati ai residenti in Piazza Vitt. Emanuele, in Piazza Porto, in P.zale Leichardt, lungo via Fossato, in prossimità del Lungomare Esercito Italiano, previa verifica dei requisiti di legittimità delle autorizzazioni rilasciate ai residenti o aventi diritto. Successivamente, nel medio periodo e senza oneri per l’amministrazione, sarà praticata l’ipotesi di un parcheggio sotterraneo in corri-

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spondenza di Piazza Vitt. Emanuele per circa 400 posti auto (già anticipato nelle linee di indirizzo del piano regolatore del porto), da affidare con procedura di ‘project financing’ ad impresa privata. L’attuazione di questa previsione consentirà l’allentamento della pressione del traffico di penetrazione sull’area portuale, con la progressiva pedonalizzazione del lungomare di levante destinato solo al ‘bike-sharing’. Questa ipotesi appare alternativa alla soluzione avanzata nell’ambito del PIRU per un’area a parcamento di scambio prevista ai piedi del Palazzo ducale ed esposta ai marosi, integrata nel piano generale di mobilità dolce prevista dall’itinerario turistico Bari-Castel del Monte (progetto Cyronmed). Con la pedonalizzazione del quartiere sarà avviata la generale riqualificazione di vie e piazze finalizzando una parte delle risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione e dall’IMU (fiscalità di scopo), attraverso: 1. Il recupero del basolato in pietra con la sistemazione dei sottoservizi; il recupero alla fruizione pubblica dell’area e dei fabbricati che insistono sul quadrilatero compreso tra via Lecce, piazza Meschino, vico Concezione e via Spirito Santo, attualmente transennata e gravata da provvedimento di intervento urgente a cura dei VV.FF.;

(filiera corta), ed organizzata per programmi giornalieri di pesca-turismo. 7. Il porto al servizio di un incremento della attività di acquacoltura ‘off shore’ esistente, dotata di piccola gru di movimentazione con attracco esclusivo e cella frigorifera a terra. A tale scopo sarà ripristinato l’impianto a terra di ittiocoltura presente in prossimità di Cala Spiriticchio, da anni in stato di degrado ed abbandono. 8. Il porto come “marina di sosta turistica”, qualificato con strutture di ricreazione ed arredo intimamente connesso con la città storica soprastante. Quest’ultima ipotesi, sulla scorta del progetto di riorganizzazione avanzato dallo studio Maggio-Saito prevede la trasformazione dello scalo di alaggio in una piazza sopraelevata pedonale in continuità con piazza Porto, ed intimamente connessa con Piazza Vitt. Emanuele. L’alaggio delle barche sarà garantito alla radice del molo di levante. 9. Il porto come elemento polare per la riqualificazione dei lungomari cittadini. LA CITTÀ FUTURA

2. La revisione dei criteri di assegnazione e occupazione dello spazio pubblico appannaggio delle attività di ristorazione, che in alcuni casi ha portato alla sottrazione di intere piazze alla fruizione di turisti e cittadini (un esempio per tutti è Piazza delle Benedettine); la definizione di un repertorio puntuale degli arredi esterni sottoposto alla preventiva autorizzazione della soprintendenza;

La visione futura della città che trova la sua sintesi e programma nel PUG, attraversa almeno tre questioni irrisolte, per il mutamento del quadro urbanistico e per i ritardi accumulati dalle compagini amministrative:

1. AREA EX AFP – PARCO RURALE DI LAMA CASTELLO 3. L’avvio della raccolta differenziata porta a porta con separazione della frazione secca dall’organica, da ritirare a domicilio in giorni prestabiliti: saranno L’area ex AFP estesa circa 1/5 dell’intero territorio urbano mantiene la sua previsti contenitori differenziati da riservare esclusivamente alle attività com- destinazione a carattere industriale, stretta tra un quartiere ad alta densità abitativa merciali e di ristorazione (iniziativa avviata ed interrotta già nel 1998); ed una lama censita come acqua pubblica con vincolo di natura ambientale; attualmente nonostante la dismissione, l’area risulta occupata da circa 10 azien4.La modifica del piano commerciale agli atti della amministrazione uscente per de che vi svolgono la propria attività produttiva in mancanza di aree adeguate incentivare l’insediamento di attività compatibili con il contesto storico reperibili sul territorio comunale a costi sostenibili. Il recente stanziamento di 3,4 milioni di euro per la messa in sicurezza di lama Castello e la caratterizzazio(marketing territoriale). ne per l’avvio della bonifica dell’area, ha sancito in maniera inequivocabile il L’intima connessione tra città vecchia e porto sarà determinata attraverso il deficit ambientale prodotto nell’area. Il bando per la messa in sicurezza, caratrecupero del percorso pedonale antistante le Mura Aragonesi con scala di acces- terizzazione e progettazione della fase di bonifica scade il 17/04/2012 con so alla cattedrale ed al nucleo antico in corrispondenza di via Marco Polo, già consegna degli atti progettuali esecutivi entro 150 giorni. Uno degli atti anticipato nell’ambito del PIRU dalla passata amministrazione; l’area si è carat- propedeutici alla fase di messa in sicurezza dei capannoni esistenti per l’avvio terizzata per la presenza della Vedetta sul Mediterraneo, polo specialistico della bonifica, riguarderà la delocalizzazione delle attività presenti, in aree e con demaniale adibito a funzioni culturali ed espositive, oltreché sede dell’Associa- tempi adeguati senza perdere alcun posto di lavoro: riteniamo che l’individuazione zione Marevivo. Riteniamo importante affermare la vocazione di contenitore nell’ambito della elaborazione del PUG, di un PIP di iniziativa pubblica conculturale diffuso del nucleo antico della città, insieme alla sua vocazione turisti- sentirà l’insediamento di tali attività in aree sottratte al mercato privatistico dei ca, per anni interdetta a causa di una mancata visione e programmazione: il suoli, con costi di infrastrutturazione agevolati. Il processo di riqualificazione costo previsto è di circa 200.000 euro, da avviare a finanziamento sempre nel- dell’area non si conclude con la fase di bonifica: il suo destino già oggetto di confronto pubblico tra le legittime aspirazioni degli attuali proprietari, i vincoli l’ambito del PIRU. di natura ambientale ed idrografica presenti, le necessità della città e dei residenti Altra vicenda riguarda la riorganizzazione generale ed il rilancio economico di del quartiere per un risarcimento ambientale dovuto dalla presenza dell’inquinamento, la rinaturalizzazione dell’alveo di lama Castello sancito dal Piano Regiocala porto. nale del Paesaggio, scaturirà da un percorso di scelta condiviso da riassumersi nella destinazione del PUG, così come accaduto in altre realtà industriali con3. RECUPERO DI CALA PORTO vertite (ad esempio l’area di Bagnoli a Napoli, o l’area delle ex Birrerie di Testaccio La città storica si è strutturata nel corso di circa 1500 anni intorno a questa a Roma). In questa fase, l’avvio della bonifica di Lama Castello, la previsione di insenatura naturale, che ha rappresentato fino al suo più recente declino, il un parco rurale al servizio dell’area residenziale di espansione C3 presente oltre legame con l’altra sponda dell’Adriatico per i traffici marittimi e commerciali, la ferrovia, rappresentano le due invarianti sulle quali innestare la trasformazioed elemento di sussistenza per una economia di pesca artigiana presente sino alla ne futura di questa parte di città: Lama Castello diviene il corridoio ecologico di fine degli anni ’80. Una delle cause del suo progressivo declino è rappresentata connessione tra il parco della città che verrà ed il mare: i servizi previsti nell’area dall’insabbiamento dello specchio acqueo determinato dall’errato ex AFP, qualora la natura degli inquinanti presenti consenta un’ipotesi di traposizionamento dei moli frangiflutti aperti ai venti e alle correnti da maestro. sformazione di questo tipo, rappresentano l’elemento di qualità. La sua attuale condizione priva di interesse nazionale e regionale, è quella di un piccolo porto caratterizzato da una attività diportistica di prossimità senza 2. AREA DI ESPANSIONE C3 alcuna integrazione con il territorio circostante, al servizio dei residenti; l’attività di pesca residuale, praticamente inesistente e di tipo artigianale, è limitata La zona di espansione residenziale C3 denominata “Quartiere Castello” risponde a pochissime unità. È presente un piccolo impianto di acquacoltura ‘off shore’ ad una previsione insediativa adeguata a trend di crescita e sviluppo non più in mare aperto per la coltivazione di pesce pregiato, quali, ad es, spigole ed attuali, per la crisi economica e lavorativa in atto che rende la città non più orate. Il rilancio della funzione portuale non può prescindere dal dragaggio attrattiva: estesa circa 57 ettari prevede un insediamento di circa 7300 nuovi integrale del bacino portuale insieme ad un corretto riposizionamento dei moli abitanti. Il pianificatore al momento della sua formulazione era consapevole di frangiflutti per una protezione ai venti di tramontana e maestrale (ingresso al creare una nuova città, che non si traducesse in una nuova periferia rurale: come porto da levante); il recupero del percorso antemurale alla base delle mura tale aveva previsto di tradurre un mix sociale fatto di edilizia Peep per il 40%, e aragonesi determinerà lo spostamento dei moli di attracco sulla banchina di di edilizia privata per il restante 60%. L’elevato costo degli alloggi presenti sul ponente (già avviato), con un incremento del numero dei posti barca derivante mercato, I dati relativi alla richiesta di edilizia sociale da parte di giovani coppie dalla facilità di accesso per l’aumento della profondità di pescaggio dei natanti. ed anziani, oltre al considerevole numero di famiglie che accedono al contributo Questa rinnovata disponibilità dello specchio acqueo, insieme ad una rete di regionale di sostegno all’affitto casa, confermano una emergenza abitativa ancora presente a Giovinazzo, nonostante l’elevata percentuale di case in proprietà. servizi a terra, consente una serie di nuove possibilità: 4. Il porto come servizio di metrò marittimo (via del mare) tra i comuni Riteniamo sia preminente dare risposta a questo tipo di bisogni attraverso una rivieraschi, di collegamento alternativo al traffico veicolare su gomma della SS. corretta programmazione, che metta in rete il numero reale di richieste di alloggi in edilizia convenzionata riveniente dalle cooperative già costituite, con la di16bis. sponibilità dei proprietari dei suoli e con i costi di infrastrutturazione dei 5. Il porto in una veste rinnovata con funzione di transito per il turismo comparti edilizi, in modo da evitare il consumo inusitato di territorio. Sarà in tal modo favorita la costituzione dei consorzi in cui risulta assolta la quota del 40% diportistico per barche d’altura verso lo Ionio, la Grecia e la Croazia. destinata ad edilizia in regime di L.167. In maniera preventiva sarà opportuno 6. Il porto al servizio di una pesca artigianale strutturata per il consumo locale adeguare il disegno urbanistico alle recenti determinazioni dettate dal PAI.

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SPECIALE ELEZIONI

tradizioni presenti a Giovinazzo. A supporto delle attività economiche e della serena vivibilità del territorio occorrerà redigere un piano comunale per la sicurezza, la mobilità e la viabilità ed uno per le infrastrutture a servizio, che risultino a regime moderne, adeguate, efficienti e coerenti alle esigenze economiche e ambientali dell’intera collettività. Questo sarà possibile realizzarlo soltanto adottando: un chiaro e preciso indirizzo etico (il bene comune) che deve guidare tutti i progetti e le iniziative, sempre e comunque; una ottimizzazione delle spese; una reale trasparenza nelle procedure amministrative che annullino i contesti clientelari e la deleteria personalizzazione dei pubblici interessi e che diano a tutti i cittadini la visibilità degli atti e la possibilità reale di interagire attivamente con gli amministratori comunali. Infine riteniamo che un programma di azione amministrativa, sebbene abbia nel turismo un punto nodale, non può nondimeno esimersi dall’affrontare il panorama completo dei settori che compongono la vita di una comunità cittadina come la nostra. È per tale motivo che rimandiamo di seguito alla programmazione dettagliata dei diversi ambiti: un programma può dirsi efficace se affronta in modo armonioso ogni aspetto della vita amministrativa partendo dallo studio della situazione attuale e interpretando gli scenari futuri ponendo le basi per un progresso in crescendo.

INSIEME PER GIOVINAZZO PROGRAMMA

POLITICO

AMMINISTRATIVO DEL CANDIDATO

SINDACO

TOMMASO DEPALMA E uscimmo... a riveder le stelle! Un augurio... Lo duca e io per quel cammino ascoso intrammo a ritornar nel chiaro mondo; e sanza cura aver d’alcun riposo salimmo sú, el primo e io secondo, tanto ch’i vidi de le cose belle che porta l’ ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle. (Dante, Inferno, canto XXXIV, 133-139) Così si chiude la prima parte della Commedia di Dante, l’ambiente fosco, triste e disperato dell’Inferno è ormai alle spalle di Dante e Virgilio, già attraverso un piccolo pertugio si intravede un mondo diverso, uno sguardo sereno sulle «cose belle». Partiamo da questi versi per dire che quanto vogliamo proporre sarà un cammino in salita per le strade della “partecipazione” e del libero “confronto”, perché vedere «le cose belle» e sforzarsi di realizzarle significa cogliere l’occasione di «riveder le stelle» dopo un periodo a nostro parere un po’ opaco. Sia chiaro, l’accenno dantesco non vuole enfatizzare il nostro ruolo e proporlo in termini quasi epici: vogliamo far capire a tutti che tratteggeremo in punta di penna un disegno politico diverso, senza eccedere nei toni e lasciando da parte l’acredine tipica delle campagne elettorali. È il tempo di far capire le nostre buone intenzioni con pacatezza e senso di responsabilità, con una spiccata propensione al dono «gratuito» delle proprie competenze e soprattutto della passione per il «bello», quel bello che noi troviamo ancora nella nostra città, quel bello che ci spinge a trovar le parole giuste per raccontare questo viaggio per il «chiaro mondo», un futuro possibilmente migliore per Giovinazzo. Tommaso Depalma e gli amici della coalizione «Insieme per Giovinazzo»

AREE TEMATICHE DI INTERVENTO 1. Etica amministrativa 2. Lavori pubblici ed infrastrutture 3. Legalità 4. Pianificazione territoriale e Ambiente 5. Politiche giovanili 6. Riorganizzazione degli uffici comunali 7. Sanità 8. Scuola, cultura e sport 9. Sicurezza 10. Sviluppo delle attività produttive 11. Tutela della rete commerciale cittadina 12. Una nuova politica di solidarietà sociale Interventi prioritari

PROPOSTE PROGRAMMATICHE 1. ETICA AMMINISTRATIVA Per rendere evidente ai cittadini di Giovinazzo la svolta reale e la “discontinuità” con le precedenti amministrazioni e per riconciliarli con l’amministrazione Comunale, si individueranno adeguati strumenti attuativi per lo sviluppo della “trasparenza” e della “democrazia partecipata” utilizzando le moderne forme di comunicazione atte a fornire informazioni periodiche ai cittadini sullo stato delle attività comunali. Si intende a tal proposito: a) Porre online-streaming i consigli comunali, le riunioni della giunta o delle commissioni comunicando per tempo sul sito del Comune non solo l’O.d.G. delle convocazioni ma anche una breve spiegazione di quanto sarà oggetto di discussione; b) incontrare la cittadinanza a scadenze prestabilite per illustrare il cammino dell’atINTRODUZIONE: UN PROGRAMMA PER GIOVINAZZO… tuazione del programma; La coalizione “Insieme per Giovinazzo” composta dalla lista Giovinazzo Città del c) consultare per via referendaria la cittadinanza in merito ad interventi di notevole Sole, dall’Italia dei Valori e dai Moderati e Popolari, si propone alla città con rilevanza; l’intento di dare ad essa e ai suoi cittadini una risposta concreta per risolverne i d) utilizzare una rete intranet supportata da un apposito software per veicolare istanze, problemi e soddisfarne le legittime necessità del viver civile seriamente compro- esigenze e informazioni tra cittadini e amministrazione. Il progetto OTÌ a tal propomesse dall’attuale situazione del nostro Comune in evidente stato di abbandono e sito (cfr. Dossier Otì) unisce l’indirizzo di “democrazia partecipata” e la creazione di di degrado ambientale, sociale, occupazionale ed amministrativo. Il nostro pro- una Smart Community per Giovinazzo in linea con le indicazione dell’Osservatorio gramma non vuole essere il solito libro dei sogni ma un insieme di proposte concrete Italia Digitale 2.0; e realizzabili capaci, cioè, di dare un volto nuovo e nuove speranze alla città e a tutti I quattro punti appena citati costituiscono nell’insieme l’azione amministrativa che i suoi abitanti. Riteniamo indispensabile, per tanto, una pianificazione delle attività porta alla costruzione di un “bilancio sociale partecipato”. Inoltre, per garantire il che abbia, al suo interno, un coerente filo conduttore che attraversi, in maniera razio- corretto indirizzo etico dell’amministrazione riteniamo opportuno: nale, le macro-aree di intervento nelle quali aggregare i problemi di comune e) la realizzazione di un regolamento per l’assegnazione di incarichi a consulenti interesse che emergono dalle quotidiane considerazioni del cittadino giovinazzese. esterni (Avvocati, Ingegneri ecc); Noi crediamo che il “filo conduttore da tessere” debba essere il turismo e che fare f) la realizzazione o modifica del regolamento per l’assegnazione di finanziamenti ad di Giovinazzo una città turistica significhi creare le condizioni per nuovi posti di associazioni culturali, sportive e/o politiche; lavoro attraverso il rilancio e lo sviluppo delle attività produttive dei settori g) ricorso ragionato all’assegnazione diretta di appalti per lavori pubblici o consulenvocazionalmente coerenti alle nostre tradizioni: l’agricoltura, la pesca, l’edilizia e la ze esterne da regolare secondo motivata proposta del dirigente responsabile. Laddove ricettività strutturata. Non abbiamo bisogno di tante “visioni” di turismo per il nostro programma politico sottoscritto non abbia seguito vi saranno le dimissioni Giovinazzo ma di un solo grande progetto catalizzatore che riesca a soddisfare le immediate dei consiglieri in carica. esigenze e le aspettative della cittadinanza. Con l’impegno di tutti pian piano potremo soddisfare i criteri che definiscono una comunità “città slow” ed entrare 2. LAVORI PUBBLICI E INFRASTRUTTURE nel circolo virtuoso del turismo di qualità. Sappiamo, infatti, che pochi e qualificati Giovinazzo necessita di molteplici interventi, bisognerà in ogni caso accertarsi della interventi basterebbero già a costruire le condizioni per cui Giovinazzo possa gestione oculata e saggia del denaro pubblico e della perizia con la quale gli stessi tornare a creare sviluppo sotto tutti i punti di vista, tuttavia non vogliamo nascon- lavori verranno messi in cantiere. Si ritengono prioritarie le seguenti opere pubblidere che occorre un lavoro certosino ed esteso nel tempo perché ai giusti impulsi che: corrisponda poi una effettiva opera di rilancio. a) risistemazione della costa e del lungomare; valorizzazione della cala porto; Crediamo sia necessario evitare la speculazione privata delle lottizzazioni delle aree b) adeguamento alle attuali necessità cittadine delle reti fognarie e dei depuratori delle previste dal PRG vigente per ottenere, nei modi opportuni, progetti con un ritorno acque di scarico; di pubblica utilità e con intuibile abbattimento dei costi. In tal senso consideriamo c) parcheggi pubblici posti nei pressi delle principali strade di accesso al centro la collaborazione tra pubblico e privato una risorsa per lo sviluppo più che un cittadino al fine di alleggerire il traffico urbano e il conseguente inquinamento ostacolo. Riteniamo fondamentale, per l’intera economia giovinazzese, procedere ambientale ed acustico; in maniera sistematica e razionale al recupero, alla riqualificazione e alla d) aree verdi attrezzate, isole ecologiche e cura dell’arredo urbano; valorizzazione delle aree, dei siti e degli immobili presenti sul territorio comunale e) interventi migliorativi per gli impianti sportivi; attraverso progetti di interesse collettivo in grado di potenziare le risorse locali per f) interventi di ripristino della viabilità urbana; il rilancio qualificato del turismo, delle attività culturali, commerciali e dei servizi g) piste ciclo-pedonali con “percorsi della salute”. Le piste non dovranno essere solo in genere. Su queste basi Giovinazzo può diventare davvero una città turistica “esterne” alla città ma devono anche poter rappresentare gradualmente una proposta moderna capace di trasformare le attuali presenze di visitatori da occasionali e diversa di mobilità cittadina. Seppur in presenza di un sufficiente sistema di viabilità stagionali in frequentazioni qualificate e consolidate in tutti i mesi dell’anno. Non extracomunale si evidenziano grosse difficoltà nel sistema di viabilità cittadino che in sarà possibile, però, raggiungere tale risultato senza una efficace promozione del determinati orari di ben definite giornate si satura provocando congestionamento territorio e delle strutture ricettive, delle iniziative culturali e delle molteplici stradale, inquinamento diffuso, destabilizzazione del sistema residenziale ed

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iperproduzione di rifiuti con negative conseguenze sui costi di gestione e sull’igiene che resta a totale discapito dei cittadini. Di conseguenza, non è rinviabile l’impegno per la realizzazione di un sistema infrastrutturale orientato verso un equilibrio sostenibile tra il trasporto privato e le esigenze economiche e residenziali del territorio, basandosi su alcune risorse e potenzialità in parte esistenti e recuperando, ove possibile, aree dismesse per destinarle a pubblici parcheggi. In un generale riordino del sistema della viabilità urbana è fortemente ipotizzabile: un maggior ricorso all’uso delle rotonde che apportano notevoli e molteplici vantaggi rispetto all’uso dei semafori; la pedonalizzazione di parte del lungomare di ponente. Una voce a parte merita il centro storico. È necessario che nell’ottica di rendere Giovinazzo una “città slow” il suo borgo antico sia tutelato dalla presenza del parcheggio selvaggio per diventare area completamente pedonale. Un’attenzione particolare sarà infine rivolta agli abitanti dei “residence” e delle villette che si affacciano sulla costa di levante sino al confine con S. Spirito: verranno poste in essere tutte le opportune azioni amministrative per garantire i servizi primari (gas) e la cura della sicurezza (asfalto, segnaletica orizzontale, illuminazione e pensiline per la fermata del bus) sull’ex statale.

tore” di eventi culturali.

3. LEGALITÀ Il rispetto delle norme del vivere civile e della buona convivenza deve essere tutelato da maggiori controlli e da regole chiare e ben precise. È argomento di discussione ben noto il mancato rispetto per la pulizia e per il decoro delle nostre strade (deiezione “selvaggia”; conferimento disinvolto presso i punti di raccolta o peggio nei territori del nostro agro di rifiuti liquidi, ingombranti, nocivi e di rifiuti inerti). Riteniamo quindi necessario: a) adoperarsi perché siano intensificati i controlli sul rispetto delle regole in merito di igiene e pulizia su tutto il territorio comunale (compreso l’agro giovinazzese) incentivando opportunamente anche il volontariato associativo. Inoltre in merito al tema più ampio della legalità e dei rapporti tra cittadino e amministrazione si considera opportuno: b) la predisposizione di uno sportello di informazione legale gratuita, gestito da giuristi in fieri, per coloro che necessitano di una opportuna scrematura nelle personali pretese risarcitorie.

6. RIORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI COMUNALI È ormai inevitabile rivedere la dotazione organica comunale al fine di ripartire il personale nei vari uffici comunali secondo le proprie attitudini, qualità e professionalità, attivando un metodo di consultazione al fine di rendere partecipe il personale interessato ai progetti dell’amministrazione comunale attraverso scelte consapevoli e condivise. Per favorire la crescita professionale delle risorse umane con una intuibile ricaduta sull’efficienza e sull’efficacia dei servizi erogati ai cittadini occorre: a) ricorrere ad una ottimale informatizzazione dei servizi utilizzando eventualmente la pratica riconosciuta del “riuso software”; b) programmare la formazione professionale dei dipendenti comunali, indispensabile per il livello di conoscenza delle norme e delle conseguenti ricadute in termini di efficienza: applicare in tal senso le norme riguardanti il “benessere organizzativo” così come sperimentato nel Programma Cantieri per l’Innovazione della Pubblica Amministrazione.

4. PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E AMBIENTE È assolutamente improcrastinabile la rivisitazione del Piano Regolatore della città che recepisca le moderne esigenze e dia l’opportunità ad una città che oggi non ha una sua identità di divenire la città degli incontri, delle opportunità e degli eventi. La rivisitazione del PRC dovrà avvenire sotto la supervisione di una squadra di professionisti che opererà coadiuvata da tecnici locali e da comitati cittadini all’uopo costituiti che porteranno in sede preventiva e consultiva le esigenze dei propri quartieri in base a idee preliminari di indirizzo così da salvaguardare l’operatività e la pianificazione partecipata. Al fine di razionalizzare lo sviluppo urbano di Giovinazzo per meglio adeguarlo alle reali esigenze dei cittadini, la futura politica urbanistica dovrà: a) contenere la crescita urbana e tutelare gli spazi verdi come elemento strutturale, per cui i criteri di dimensionamento urbanistico dovranno seguire una logica di ottimizzazione dei patrimoni edilizi esistenti e di razionalizzazione delle risorse urbanistiche; inoltre occorre particolare attenzione in merito alla pianificazione ambientale e agli impatti che essa determina sul territorio b) puntare sull’incentivazione dell’edilizia infrastrutturale a supporto di un volto sempre più “turistico” di Giovinazzo partendo da strutture già presenti sul territorio urbano e da riqualificare; Resta superfluo considerare che le localizzazioni devono trovare un efficace supporto infrastrutturale per avere una reale possibilità di sviluppo e nel contempo non provocare ulteriori danni irreversibili al territorio. Ogni nuova edificazione dovrà essere dotata di forme ecologiche di risparmio energetico, di razionalizzazione delle risorse idriche nonché di predisposizione per la raccolta differenziata. Ad ulteriore tutela dell’ambiente, la futura amministrazione dovrà sviluppare un Piano di Azione Ambientale che dovrà concentrarsi prioritariamente sulla riduzione costante dell’impatto della discarica contemplando in seguito una serie di azioni programmate per la: biodiversità, mobilità, qualità dell’aria, rumore, gestione delle acque, gestione dei rifiuti, concreta politica energetica. In particolare si programmerà la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilati, attraverso: c) la progressiva implementazione della raccolta differenziata riservando opportuni vantaggi ai quartieri più virtuosi; d) il potenziamento degli accordi con i consorzi specializzati e l’incentivazione del riciclaggio dei materiali che ad oggi può rappresentare anche una opportunità di crescita locale; e) l’incremento dei portarifiuti differenziati. A garanzia della tutela ambientale, la futura amministrazione attiverà azioni mirate per: f) monitoraggio della qualità dell’aria, attraverso l’installazione di centraline a gestione centralizzata; g) bonifica area ex-AFP e iniziative di controllo mirate all’accertamento delle reali condizioni dei suoli; h) monitoraggio e gestione del fenomeno del randagismo al fine di giungere all’istituzione di un canile comunale con l’individuazione di un’area che abbia una destinazione urbanistica compatibile. A questi punti si aggiunge un’attenzione dedicata per quattro situazioni “particolari” di Giovinazzo che possono diventare potenziali risorse ossia: area ex AFP, zona artigianale D1.1, Istituto Vittorio Emanuele II ed ex-macello. In merito all’area ex-AFP si provvederà al rilancio dell’intera zona previa consultazione dei proprietari, al fine di vagliare progetti con ritorno di interesse pubblico. Per la zona artigianale D1.1 sarà posta in essere la massima disponibilità nell’azione amministrativa onde ridare dignità a quel territorio e alle famiglie che in esso vi abitano. Riguardo l’Istituto “Vittorio Emanuele II” si metteranno in cantiere tutte le opportune azioni amministrative perché un edificio così importante e polifunzionale possa tornare ad essere motore di sviluppo per la cittadinanza. Infine per l’ex-macello occorrerà, tramite incentivazione di investimenti privati e con progetti di costruzione e/o gestione, unire l’eventuale fine turistico di una struttura adiacente alla costa con la realizzazione di un “conteni-

7. SANITÀ La nostra CittaÌ ha da sempre sofferto per la mancanza sul territorio di strutture ospedaliere pubbliche o private. È necessario, pertanto, procedere, avvalendosi di professionisti del settore, all’individuazione di proposte concrete per un miglioramento della prevenzione e dell’offerta di salute, naturalmente in un contesto regionale, che assuma la sanità come primo e fondamentale settore della vita sociale da rafforzare e rimodulare in rapporto alle reali esigenze dei cittadini. Si intende quindi attraverso una efficace, continua ed incisiva concertazione tra ASL locale – Regione e Comune: a) potenziare il Punto di Primo Intervento per garantire al meglio le urgenze ambulatoriali durante l’intero anno e specialmente in estate per il notevole afflusso turistico; b) vigilare perché venga efficacemente svolta l’assistenza domiciliare prefestiva e notturna per le urgenze non ambulabili; c) Incentivare in collaborazione con le farmacie il servizio di Farmataxi; c) attivarsi, compatibilmente con i fondi sanitari regionali, perché la ASL arricchisca di nuove professionalità mediche specialistiche il nostro Poliambulatorio, cosiÌ da meglio soddisfare le richieste dei giovinazzesi; d) rendere quanto prima operativa la auspicata continuità assistenziale tra Ospedali e territorio per i pazienti che necessitano di ulteriore assidua assistenza dopo la dimissione; e) garantire la migliore assistenza agli anziani non ambulabili; f) coinvolgere i medici di famiglia per studi epidemiologici sull’incidenza sul nostro territorio di malattie di grande impatto sociale come: diabete mellito, ipertensione arteriosa, obesità, dislipidemie (iper-colesterolemia e ipertrigliceridemia); g) garantire sostegno concreto all’associazionismo che si occupa delle gravi malattie invalidanti: sclerosi multipla, Alzheimer, autismo ecc., operando sulla semplificazione delle pratiche burocratiche nei confronti dei distretti socio-sanitari; h) valorizzare al meglio le professionalità sanitarie non mediche, indicando gli interventi più urgenti giunti a conoscenza dell’Amministrazione.

5. POLITICHE GIOVANILI Si intende impostare una politica giovanile che consenta un inserimento dei giovani nel contesto cittadino: a) promuovendo centri di aggregazione giovanile per la progettazione e l’esecuzione di eventi culturali, musicali e sportivi (si veda il punto 8, Scuola,Cultura e Sport, voci a e b); b) istituendo uno sportello informativo relativo alle agevolazioni previste per l’imprenditoria femminile e giovanile in genere; riguardo il problema della ricerca del lavoro si istituirà un Osservatorio permanente sulle politiche del lavoro che aiuti i giovani a saper curare sia il loro curriculum vitae e sia l’invio “selezionato” dello stesso in base ai talenti, all’esperienza e alla formazione; c) realizzando un “Progetto Giovani” che metta in rete con iniziative mirate scuole, associazioni di giovani e pubblica amministrazione, per consentire la valorizzazione e la crescita culturale e sociale delle giovani generazioni.

8. SCUOLA, CULTURA E SPORT A Giovinazzo sembra imprescindibile ormai il sostegno alla cultura non solo come espressione associazionistica a vario titolo o come distribuzione di compensi e contributi ma come potenziale investimento dal duplice risvolto: l’ottenimento di una crescita nella “qualità” per il maggior beneficio di ritorno della cittadinanza e la costituzione dell’“effetto volano” ossia cultura come fattore trainante per l’economia turistica della città (cfr.Dossier Cultura). Ciò che sembra ormai irrinunciabile è il superamento della “frammentarietà” e della dispersione dell’offerta formativa e culturale: l’idea principale di partenza consiste quindi nella realizzazione di una Cabina di regia a cura dell’assessorato alla cultura che sia di supporto alle iniziative culturali e ai promotori di tale offerta. Insieme alle associazioni cittadine si dovrà quindi curare un Cartellone Annuale delle iniziative e delle proposte culturali operando per tempo l’organizzazione degli stessi eventi e la loro adeguata pubblicità. Proponiamo inoltre i seguenti interventi: a) istituire una scuola di formazione socio-politica: un progetto da realizzare in sintonia con tutte le componenti partitiche di Giovinazzo per “coltivare” con le nuove generazioni un approccio alla politica basato sulla formazione; il progetto prevede la costituzione del “Consiglio comunale dei Giovani”; b) favorire e promuovere le iniziative di promozione turistica di Giovinazzo in modo strutturato e ragionato; c) progettare un percorso di promozione sociale e culturale rivolto alle persone della terza età che possa poi portare al riconoscimento dei requisiti per una “Università della Terza Età” a Giovinazzo (cfr. Dossier Utep- Giovinazzo); Si ritiene altresì opportuno creare le condizioni (predisposizione dei luoghi

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individuati, incentivazione per investimenti privati con progetto di costruzione e/o gestione) per l’istituzione di un polo culturale che preveda una pinacoteca e una biblioteca con sala lettura multimediale e con accesso a internet. Specificatamente all’ambito scolastico si dovrà mirare a garantire i servizi quali il trasporto scolastico, la mensa, borse di studio, implementando i progetti formativi in collaborazione con associazioni e amministrazione comunale che coinvolgano ragazzi, insegnanti e genitori (es. Piedibus, Ciclobus). Uno slancio significativo dovrà riguardare il progetto sperimentale di condivisione della conoscenza favorendo la produzione multimediale di materiale didattico gratuito. Per quanto riguarda l’ambito sportivo riteniamo necessaria l’adozione di qualificati e riconosciuti parametri per ripartire tra le associazioni sportive sia i contributi economici e sia l’utilizzo degli impianti sportivi. Sembra opportuno inoltre favorire maggiore sinergia tra le associazioni sportive per evidenziare non solo l’attività agonistica ma anche l’aspetto ludicoformativo dello sport in occasioni quali la “Festa dello Sport” e in altri appuntamenti creati ad hoc in collaborazione con le scuole primarie e secondarie. 9. SICUREZZA Giovinazzo, sicuramente, ha la necessità di implementare il servizio di controllo del territorio da parte delle forze di polizia attraverso una profonda riorganizzazione e una ottimizzazione delle risorse disponibili (cfr. Dossier Sicurezza). Pare ormai doveroso: a) l’utilizzo del sistema di videosorveglianza nei punti d’accesso della città che oltre alla sua funzione esecutiva garantirebbe anche un effetto deterrente, insieme ad una rivisitazione dell’utilizzo della Polizia Municipale; b) la promozione a cura delle istituzioni (comune, scuole) di appuntamenti volti alla sensibilizzazione della cittadinanza sulle tematiche e sulle questioni legate alla sicurezza così da creare una prima forma di prevenzione contro la delinquenza. 10. SVILUPPO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE La coalizione “Insieme per Giovinazzo” promuoverà la concertazione periodica tra associazioni di categoria, sindacali e amministrazione comunale, al fine di attivare processi di sviluppo coordinati. Operativamente si propone: a) la costituzione di una Equipe per lo sviluppo, a cura dell’assessorato alle attività produttive, quale strumento politico-organizzativo per monitorare i bandi di finanziamento utili per la realizzazione di progetti per la cittadinanza e per sbloccare in tempi rapidi eventuali pratiche relative a progetti o permessi/autorizzazioni che necessitano di tempo, competenza e attenzione dedicata. L’Equipe per lo Sviluppo insieme allo sportello per le agevolazioni previste per l’imprenditoria femminile e giovanile in genere (si veda il punto 5, Politiche Giovanili) dovrà creare le condizioni perché a Giovinazzo possa nascere un “Incubatore d’Impresa” che possa mettere in moto il ciclo virtuoso delle idee innovative e della formazione manageriale. L’Equipe per lo Sviluppo dovrà gestire in completa trasparenza la concertazione tra ente comunale, associazionismo e privati per la gestione dei progetti volti a incrementare lo slancio turistico di Giovinazzo (a partire, per esempio, dal piano Interreg Italia-Grecia “Magna Grecia Mare” – fondi FESR Unione Europea – che prevede la valorizzazione della cultura legata al mare delle piccole comunità costiere). L’Equipe per lo Sviluppo curerà uno Sportello Informativo per accogliere le istanze in materia di supporto all’attività generale di impresa. La strategia per lo sviluppo delle attività produttive comprende inoltre i seguenti interventi: b) dotazione di infrastrutture delle aree produttive di competenza (inclusa architettura e “abbellimento” dei luoghi) che comprenda anche gli strumenti “immateriali” (wi-fi, wireless, banda larga, cablaggio ecc.); c) formulazione di strategie di marketing territoriale per attrarre capitali finanziari ed intellettuali; d) incentivazione della tipologia di “albergo diffuso” (L.R. 15 luglio 2011 n. 17 con conseguente regolamento in fase di approvazione) nel Centro Storico (Cfr. DossierAlbergo Diffuso); e) acquisizione e cura della competenza per sostenere le indicazioni UE sull’internazionalizzazione delle piccole imprese; f) valorizzazione delle risorse ambientali e dei beni culturali quale strumenti capisaldi del nuovo modello di sviluppo; g) facilitazione dell’incontro tra domanda e offerta attraverso i servizi per l’impiego; h) tutoraggio per imprese e privati per la partecipazione ai bandi di finanziamento

di settori quali agricoltura e pesca (in particolare per il Gruppo di Azione Locale – GAL – “Fior d’Olivi” e per il Gruppo di Azione Costiera – GAC – di cui Giovinazzo fa parte); tutoraggio per imprese e privati che decidono di investire nei settori produttivi dell’agricoltura e della pesca nell’ottica di una migliore commercializzazione dei prodotti tipici; i) promozione dei progetti di “filiera corta” nel campo agricolo; 11. TUTELA DELLA RETE COMMERCIALE CITTADINA Stretta dalla morsa dei grandi centri commerciali di Bari e Molfetta, la rete del commercio cittadino ha subito una brusca inflessione in termini di vendite e di frequenze giornaliere con conseguente chiusura di un cospicuo numero di attività commerciali. A ciò si aggiunge la “scarsa ospitalità” del nostro paese in merito ai parcheggi a pagamento, e all’assenza di una seppur minima concertazione tra gli operatori di settore. Si propone quindi: a) una rivisitazione e uno studio approfondito teso alla ottimizzazione della viabilità e del piano parcheggi comunale e delle zone ZTL. b) la promozione di un cartellone di eventi (si veda il punto 8, Scuola, Cultura e Sport), per favorire l’afflusso di consumatori presso gli esercizi commerciali cittadini; c) una campagna di sensibilizzazione della cittadinanza verso gli esercizi locali e una campagna di promozione che mettendo in rete tutti gli esercenti possa creare un “centro commerciale naturale” attraendo più consumi a Giovinazzo con “carte di fedeltà”, volantini informativi sulle offerte e altri incentivi adeguati. 12. UNA NUOVA POLITICA DI SOLIDARIETÀ SOCIALE Giovinazzo necessita di un nuovo sistema di welfare comunale che migliori le strategie assistenziali. Dalla lettura dell’ultimo Piano sociale di zona (dalla quale si evidenzia l’uso ricorrente di termini quali “assistenza”, “beneficenza”, “beneficenza pubblica”) si evince quanto nella nostra comunità il vero sociale “non esiste” perché “prospera” un assistenzialismo sbagliato e degenerato in cui il Comune interviene soprattutto con l’erogazione di fondi a cittadini o enti, senza un piano efficace per il loro utilizzo. Eppure numerosi sono i casi di disagio/fragilità presenti nel nostro Comune che afferiscono a più aree: minori e famiglie; anziani; disabilità, salute mentale, integrazione socio-sanitaria; povertà, immigrazione ed inclusione sociale. Sulla base di tale analisi si ritiene opportuno rivedere l’incidenza effettiva del Piano Sociale di Zona per giungere ad una sua ri-progettazione che rispecchi la reale situazione del paese e che prospetti interventi che non siano qualificati come mero “assistenzialismo”. In particolare si ritiene opportuno: a) garantire un servizio sociale professionale adeguatamente dimensionato rispetto ai cittadini utenti; b) offrire un servizio di segretariato sociale per una corretta informazione; c) operare azioni di semplificazione amministrativa: ottimizzare il rapporto con il distretto socio-sanitario facilitando l’iter burocratico della U.V.M. (Unità di Valutazione Multidimensionale); d) promozione della “Banca del Tempo”; e) potenziare il servizio di assistenza domiciliare a famiglie con minori, anziani disabili; particolare attenzione verrà posta anche per l’assistenza alle disabilità da autismo; f) garantire il trasporto gratuito per i soggetti diversamente abili; g) promuovere centri diurni polivalenti e polifunzionali accreditando eventualmente le strutture già presenti sul territorio: come previsto dalla Legge Regionale 10 luglio 2006, n.19 (“Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia”) bisognerà procedere in modo graduale all’accreditamento delle cooperative sociali che intendono svolgere un servizio socio-assistenziale sul territorio istituendo un apposito albo comunale in modo da garantire la qualità del servizio prestato e la supervisione dello stesso; h) convenzionare cooperative già presenti sul territorio e soggetti competenti per l’assistenza pomeridiana del “doposcuola” per ragazzi; i) promuovere e sostenere l’attività del “Centro Anziani” (a tal riguardo si veda anche il punto 8, Scuola, Cultura e Sport, voce c); l) prevedere un centro per donne abbandonate o soggette a violenza nella prossima programmazione del Piano Sociale di Zona. La coalizione “Insieme per Giovinazzo” adotta le indicazioni previste già per le precedenti elezioni amministrative dal “Forum nazionale delle Associazioni Familiari” per una città a misura di famiglia. In particolare si curerà ogni intervento amministrativo che vada a tutelare temi come l’accoglienza della vita, la casa, le scelte educative, i servizi per la prima infanzia come l’asilonido, “spazi famiglia”, “Punti Gioco” e il “bonus-bebè”.

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Carissime concittadine, carissimi concittadini Forte della mia formazione come operatrice dei servizi sociali, la mia candidatura, apolitica, sostiene il gruppo “città del sole” e vuole soppiantare gli scempi a cui la vecchia amministrazione ci ha assuefatti ormai da anni, vuole tradurre in essere la mia tenacia, la mia passione, il mio senso civico per dar voce a tutte quelle persone meno rappresentate della società giovinazzese. Le mie non vogliono essere solo parole, ma promesse a tutti i cittadini, in particolare i più necessitanti che si tradurranno in fatti grazie al vostro voto! Tutti voi conoscete la mia tenacia, la mia assiduità e determinazione, ora è arrivato il momento di offrire queste mie capacità al servizio della collettività. Promozione e sostegno della Famiglia  Revisione dei regolamenti per l’erogazione di contributi, sussidi, aiuti economici e di servizio nel rispetto delle prerogative del bisogno, rispettando i canoni etici e non clientelari.  Realizzazione di una informativa diretta sui servizi comunali e sulle modalità per accedere a contributi, sovvenzioni e assistenze, agevolando e coadiuvando il cittadino più fragile con aiuti concreti e supporti personalizzati.  Sostegno alle famiglie, tutela delle “ragazze madri” e delle madri separate o sole, permettendo un inserimento lavorativo facilitato grazie ad un supporto di affido con orari flessibili. Lotta alle dipendenze  Promozione di campagne d’informazione in collaborazione con i servizi socio-assistenziali, con associazioni e con cooperative di giovani finalizzate alla prevenzione.  Sostegno alle famiglie coinvolte in situazioni salvaguardando il più totale rispetto della persona e della privacy. Giovani  Creazione di cooperative responsabili della divulgazione dei servizi e delle attività che il nostro comune offre, ma che in pochi effettivamente conoscono, finalizzate alla formazione ed inserimento al mondo lavorativo.  Introduzione di attività e concorsi che agevolino il futuro inserimento lavorativo, per esempio ,concorsi di giornalismo in collaborazione con i media locali. Terza età  Organizzazione con le scuole ed il territorio per realizzare laboratori coinvolgendo gli anziani, allo scopo di far rivivere “arti e mestieri” di un tempo. 51

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 Valorizzazione della terza età nel controllo e sensibilizzazione del rispetto del territorio.  Creazione di uno sportello “Informazione Anziani” con sede comunale e/o dislocata.  Sostegno a tutte le iniziative rivolte alla valorizzazione della figura e della vita dell’anziano.  Sostegno alla fascia della terza età per lo svolgimento delle pratiche giornaliere.  Politica di volontariato sostenuto dall’amministrazione comunale, mirato alla distribuzione di pasti, spesa, farmaci e/o compagnia qualora l’anziano necessiti di tale esigenza. Diversamente abili  Ordinamento comunale per la realizzazione di scivoli e accessi ai marciapiedi per ogni lavoro pubblico esistente o futuro sulla carreggiata.  Agevolazione dell’accesso e dell’utilizzo a tutte le strutture pubbliche, attingendo da fondi provinciali e regionali per eliminare le barriere architettoniche ancora esistenti.  Introduzione di supporti e assistenze alle famiglie per sostenere concretamente sia i diversamente abili, sia i loro parenti che li assistono quotidianamente.  Cooperative giovani responsabili dell’integrazione dei diversamente abili nella società  Politica di volontariato sostenuto mirato alla distribuzione di pasti, spesa e farmaci.  Riorganizzazione adeguata ai bisogni degli utenti, della struttura fisio-terapeutica esistente nell’attuale ASL, pianificazione idonea delle sedute attualmente irrisorie, e della qualità delle stesse, con opportuni controlli da parte di medici fisiatri specialisti. Sono convinta che siamo una comunità e dobbiamo guardare, tutti uniti, il bene di questo paese, pensare alla collettività e non al singolo individuo, impegnarsi nel sostenere il più debole, perchè ogni singolo soggetto ha i propri sogni, le proprie ambizioni e va rispettato, perché ogni forma di vita va rispettata, qualsiasi essa sia. Quindi voglio impegnarmi affinché, insieme, si percorra questo cammino, tenendo conto dell’esigenze, dei bisogni, di tutte quelle persone, che da sole non ce la fanno, ma che sono i nostri, concittadini e che vivono questo paese esattamente come noi. La prima regola da rispettare è l’ascolto, io ci credo, e voglio lottare per Giovinazzo insieme a voi, e vi assicuro che cambiare è possibile, basta volerlo!

Felicia Turturro

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DI

BRUNO LANDO

LA PERCHIALA FA RICORSO AL TAR Invalidata la lista del candidato sindaco Bruno Lando per vizio di forma Si attende il ricorso!

CRISI? COLPA DI ONOFRIO!

Egregio Direttore, questa volta è tutto il movimento che Le parla e la ringrazia anticipatamente per tutto lo spazio concesso al movimento in questi lunghi mesi di preparazione alle elezioni del sindaco. Comincerei dagli inizi, per spiegare ai giovinazzesi perché la lista «La Perchia» non siè presentata agli elettori. «Eravamo più di 5 amici al mar» che volevamo cambiare il mondo. Decidemmo di creare il partito «La Perchia» per rispetto al nostro mare segnato dalla mano dell’uomo. Onofrio Altomare, il pescatore di ricci più multato d’Italia, aveva denunciato il fondale inquinato, la distruzione della flora e della fauna marina. Ma non lo aveva ascoltato nessuno. Tranne il partito de «La Perchia», il simbolo dei nostri fondali ormai contaminati. Simbolo e statuto furono regolarmente registrati e depositati presso il notaio. Da 5 amici al mar eravamo diventati 50, poi 500 anche 5mila simpatizzanti, tutti raccolti intorno al gruppo La Perchia su facebook. Tutto vero. Andate su Fb e controllate. Il leader, il futuro sindaco sarei stato io, Bruno Lando. Avevo raccolto più di 250 firme autenticate per correre alle prossime elezioni comunali. Avevo fatto tutto in piena regola il 2 aprile. Con incredulità frammista a ilarità il segretario aveva accettato la mia lista. Già sognavo il mio palco a guisa di trono, il mio comizio, i miei manifesti. Invece mi sono saltate le coronarie quando venerdì 6 aprile dal Comune mi hanno comunicato l’esclusione della mia lista. Durante la mia lunga carriera da sindaco, più lunga di quella di Natalicchio, non mi era accaduto qualcosa di simile. Non mi arrenderò e ho già presentato ricorso al Tar affinché si possa correre alle prossime elezioni. So esattamente cosa è successo, so chi è il responsabile di questa situazione. E’ uno che contrappone al profumo della perchia, del mare quello del mattone. Posso solo dire che si è trattato di un mero vizio di forma. Il fatto che «La Cerchia» non sia stata ammessa alle prossime amministrative è un’ipotesi quantomeno antidemocratica, visto che in questo momento, gli elettori avvertono solo profumo di mare. E adesso? Purtroppo non ci è stato concesso fare comizi ne tanto meno avere confronti e dibattiti con i candidati Sindaci. I mass media, la stampa ed le webtv ci ignorano, ci respingono, valutando il nostro movimento una provocazione, una sorta di coitus interruptus per far nascere la vita, per far nascere i palazzi. L’unica persona che ha creduto in noi, che ha lasciato una pagina del mensile a disposizione (aggratis!), che ci ha sempre sostenuto in questo cammino è stato lei, solo lei, direttore. Nella sua follia o nella sua saggezza sarà la storia a dirlo. E’ morta la 2^ Repubblica e la 3^ è gia agonizzante. Noi siamo quelli della 4^ Repubblica, non riconoscendo in questa finta rinascita della politica un’alcova degna dei nostri desideri amorosi. Noi de «La Perchia» eravamo il seme dell’amore, di una nuova vita che cammina raccogliendo voti non con le stampelle dell’assistenzialismo. Aspettiamo il ricorso al Tar. Ho paura che senza di noi assisteremo a Giovinazzo a

politicanti di lungo corso che simpatizzano proprio con chi avrebbe il compito di cacciarli. Simpatizzare significa ipotecare un risultato elettorale che volente o nolente uscirà dalle urna. Così ce li ritroveremo a maggio, a Palazzo di Città, a trattarci come solitamente si fa con lo scemo del villaggio, gli scemi del villaggio. Ma noi cosa proponiamo? La Perchia che alternativa offre? Intanto il nostro movimento porta l’Amore. Molti, prima di entrare a far parte della nostra comunità alternativa credevano di vivere in un mondo senza amore, fatto di politica «rancorosa e polemicosa» (scriveva così una persona su un social network). Il nostro programma mette al primo posto l’accoppiamento affettivo tra la gente. Se mi ami non mi freghi. E se è indiscutibile che tre movimenti muovono l’intero pianeta, appunto l’amore, l’economia e la religione non si capisce perchè non si debba parlare del primo, mettere nel programma elettorale il primo così come è importante occuparsi del risanamento dei conti pubblici. Ma ogni rivoluzione che si rispetti, parte dai cervelli. E in giro, a parte i simpatizzanti de «La Perchia», li hanno dovuto spegnere o sintonizzarli, a nostro modesto parere, male. Ma quando vedremo la faccia di un cassa integrato sui cartelloni 6 x 3? Mi permetto di fare l’esempio di qualcuno in attesa di occupazione, e mi scuso con loro, visto che il fenomeno è diffusissimo e che nulla si può imputare agli stessi. Certamente fan gola i voti e di tutti «gli altri perdenti». Sono questi i giorni in cui i candidati tradizionali (non quelli de La Perchia), fanno petting con loro, li salutano, sorridono, gli pagano il caffè per poi, dopo le elezioni, xxxxx (autocensura). Vabbè è sempre successo e non si capisce perchè oggi si dovrebbe sollevare la questione morale, potrebbe chiedere qualcuno. Molti nostri simpatizzanti ci chiedono come dovranno comportarsi il 6-7 maggio. Noi non abbiamo più una lista e non siamo sulla scheda elettorale. L’astensione lascia ad altri il compito di governare ma nello stesso tempo non rende complici della restaurazione del solito scenario. La voglia di scrivere «La Perchia» sulla scheda elettorale né forte, anche se giuridicamente non esistiamo più in attesa della sentenza del Tar che potrebbe invalidare le elezioni. Ognuno faccia quello che vuole, parlare di direttive dà già l’orticaria. Avvisiamo solo che il giorno 7 maggio festeggeremo perchè in queste settimane non ci siamo stressati, non abbiamo vilipeso nessuno e ci siamo amati come non mai!

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IL DIRETTIVO DE LA PERCHIA

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una soluzione per la tipizzazione dell’area

SPECIALE ELEZIONI

II ASSE LAVORI PUBBLICI. II.1 OPERE PUBBLICHE

La nostra sfida è il vostro futuro. Qui ed ora PROGRAMMA POLITICO - AMMINISTRATIVO DEL CANDIDATO SINDACO LIA DAGOSTINO La lista dei candidati al Consiglio comunale e la collegata candidatura alla carica di Sindaco di Dagostino Consiglia detta Lia, contraddistinta dal simbolo “Nel cerchio con contorno nero in campo bianco sono rappresentate due lettere a caratteri maiuscoli; la lettera “P” di colore verde che si lega con la lettera “D” di colore bianco distinta nel fondo con un rettangolo di colore rosso, espressione del tricolore italiano. Alla base delle due lettere simbolo è inserita la scritta in nero “Partito Democratico” nella quale tra le due parole si inserisce il ramoscello di ulivo con cinque foglie verdi.” qui di seguito espongono il proprio programma amministrativo per il quinquennio di carica degli organi del Comune.

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PREMESSA: SMART CITY Il nostro obiettivo amministrativo per i prossimi 5 anni è quello di guidare la città attraverso i cambiamenti in atto con una politica intelligente, smart. I nostri primi sforzi saranno finalizzati all’adesione di Giovinazzo al cosiddetto Patto dei Sindaci. La città entrerà a far parte di quel gruppo di comuni virtuosi che operano per raggiungere e superare gli obiettivi dell’Unione Europea di riduzione delle emissione di CO2 entro il 2020 e dell’adozione di sistemi intelligenti di produzione dell’energia e di utilizzo delle risorse, anche umane. Tali obiettivi europei sono stati recepiti già da 3000 comuni circa, nazionali ed europei e permeano trasversalmente tutti i campi operativi dell’amministrazione di un paese: dall’ambiente, all’edilizia, al paesaggio e quindi, al turismo, alla viabilità, alla qualificazione ed efficienza degli operatori amministrativi, alla partecipazione attiva, al finale miglioramento della qualità della vita. Ogni campo di azione che verrà di seguito elencato sarà quindi trasversalmente attraversato da questo filo conduttore in grado di intercettare, peraltro, finanziamenti europei e nazionali, di creare, persino, occasioni di nuova occupazione ed infine di gettare le basi per una trasformazione di Giovinazzo, nel lungo periodo in un paese migliore, più sano, più salubre, più sostenibile, più coeso socialmente, più fruibile, più vivibile e quindi più bello. A Tal fine si istituirà un’apposita delega per lo sviluppo e l’innovazione ed il progresso. I. URBANISTICA. In linea con quanto indicato in premessa e con i criteri già adottati nel DPP per la redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), abbiamo individuato come obiettivi maggiori: · Pianificare l’uso della costa, prevedendo la creazione di spiagge libere attrezzate · Localizzare attività turistiche nelle aree, oggi agricole, retro poste alla fascia demaniale, ponendole a servizio delle spiagge; · Rivisitare i vincoli della zona B1 (zone edificabili) in coerenza con il reale valore testimoniale e storico-architettonico del costruito · Creare le condizioni per l’uso ricreativo di settori della zona agricola, compatibile con la sua dominante vocazione produttiva · Localizzare le attività produttive, commerciali e di servizi attivando una zona P.I.P. in presenza di manifesto interesse di operatori economici · Approvare il DPP · Redigere ed approvare il PUG (Piano Urbanistico Generale) · Mettere in sicurezza l’area ex AFP con assegnazione di una destinazione urbanistica di tipo direzionale · Individuare le risorse per la realizzazione delle infrastrutture della zona C3 · Avviare i cantieri dell’area C3 previa formazione di consorzi · Assegnare alle cooperative le aree PEEP · Ridiscutere il progetto di risanamento della C2 (zona Cappella) alla luce delle osservazioni degli uffici regionali · Risanare l’ultima porzione degradata del Centro Storico in via Spirito Santo e vico Corsignano · Rifunzionalizzare la zona da piazza Leichardt al molo di levante, con la creazione di una passeggiata a mare lungo il perimetro esterno del nucleo antico della città, vie di penetrazione pedonale verso il suo centro e aree a parcheggio e di scambio sul suo perimetro interno · Rifunzionalizzare, delegando ad un intervento privato, lo spazio dell’ex plesso scolastico di via Fossato, come area di parcheggio a servizio del nucleo antico della città · Acquisire alla proprietà comunale l’area del Poliambulatorio e integrare la stessa con la C2 per il risanamento del fronte a mare orientale della città. · Sdemanializzare i lungomari (approvando, nel contempo, un piano di valorizzazione commerciale) · Zona ASI: se nel medio futuro non dovessero essere avanzati progetti d’insediamento, si affronterà con l’amministrazione del consorzio ASI e con la regione Puglia

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I maggiori obiettivi dei prossimi anni saranno i seguenti: · Caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica area ex AFP · Implementazioni delle difese a mare contro l’erosione costiera · Messa a norma e perfezionamento della gestione delle strutture sportive comunali · Realizzazione di un nuovo spazio attrezzato per l’attività sportiva nell’area a verde presso l’edificio scolastico don Saverio Bavaro e presso lo stadio De Pergola · Interventi di messa in sicurezza e di miglioramento degli ambienti scolastici nei plessi Giovanni XXIII, Buonarroti, Rodari · Interventi di messa in sicurezza della passeggiata sul lungomare storico di via Cattedrale · Consolidamento delle strutture al piano interrato e interventi di messa in sicurezza del palazzo comunale · Interventi di miglioramento della mobilità sulla Strada Adriatica (ex statale 16) · Realizzazione di nuovi percorsi ciclabili · Ulteriori interventi di riqualificazione di piazza Garibaldi: altra area attrezzata, sistemazione verde, piantumazione; Creazione di un canile sanitario Riqualificazione piazza Cairoli con l’installazione di un campo da tennis Recupero piazze e vie del centro storico Lavori di sistemazione e sostituzione dell’illuminazione pubblica con un impianto a led non inquinante ed a basso consumo, nel centro storico, anche a beneficio delle chiese ivi presenti Installazione di pubblica illuminazione a basso impatto energetico e non inquinante; Riqualificazione piazza Vittorio Emanuele, via Marconi, Piazza Risorgimento Realizzazione parcheggi a servizio del centro storico; Creazione di centri comunali di raccolta rifiuti differenziata Realizzazione di un Porto Museo attraverso il finanziamento del bando “Intereg. Magna Grecia” Lavori di manutenzione e risistemazione del porto; Assunzione in comodato d’uso dei locali e degli spazi annessi della vecchia stazione FF.SS. Rilocalizzazione del servizio di Polizia Municipale Risistemazione del mercato giornaliero Riacquisizione del convento degli Agostiniani (ex Spinelli) e destinazione alle attività dell’oratorio di Sant’Agostino, di associazioni culturali e bandistiche Soluzione del problema degli spazi dell’oratorio della parrocchia san Giuseppe nell’ambito della sistemazione della zona C2 Completamento della pubblica illuminazione di Via Bari. Risistemazione architettonica e strutturale di entrambi i lungomari Installazione di pannelli fotovoltaici sugli istituti pubblici Realizzazione di ulteriori rotatorie in zone ad alta densità di traffico. Ampliamento delle zone Wi-fi, compreso zone periferiche della città Alienazione del centro civico o riqualificazione in caso di ricevimento di manifestazione d’interesse

Per la zona destinata alla realizzazione della nuova sede di Villa Giustina, se l’esito della vicenda legale tra la proprietà e la Regione Puglia porterà alla cancellazione del programma di investimento giacente agli atti del Comune, si cercherà un accordo per la conversione della struttura autorizzata a scopi socio-sanitari diversi. II.3 VIABILITÀ E SICUREZZA Nel quadro dei buoni servizi da mettere a disposizione del cittadino, potenzieremo il trasporto urbano, con mezzi di trasporto elettrici, a basso tasso di inquinamento, con una più capillare rete di fermate, con l’istituzione di nuove corse e con la rivisitazione del tragitto della circolare. Prevedremo agevolazioni per anziani e disabili. Nel PUG (Piano Urbanistico Generale) sarà previsto una viabilità lenta oltre a quella ordinaria. Si migliorerà la segnaletica orizzontale e verticale. Per tivi · · · · · · · · ·

quanto concerne la situazione emergenziale della Polizia Municipale gli obietsono: la riorganizzazione interna del corpo di Polizia Municipale; l’affidamento del comando; l’assunzione di alcuni operatori a tempo indeterminato e quella di operatori a tempo determinato in alcuni periodi dell’anno; l’esternalizzazione di alcuni servizi non strategici; l’alleggerimento delle incombenze amministrative oggi gravanti sugli agenti; il potenziamento delle dotazioni tecnologiche degli operatori; l’ampliamento della sede attuale del comando di Polizia Municipale; il coordinamento con le altre forze di polizia; il controllo del tratto demaniale in collaborazione con la Capitaneria di Porto.

Per quanto concerne la sicurezza della città si prevede: · l’utilizzazione di strumenti di telecontrollo per le zone sensibili e di accesso alla città; · Il controllo da remoto da parte di un operatore delle varie zone della città nelle ore notturne; · Il maggior coinvolgimento, ove necessario, del comitato provinciale di sicu-


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rezza pubblica affinché valuti l’opportunità di implementare i presidi mobili. III ASSE. AMBIENTE Si provvederà a mettere in sicurezza (con un finanziamento già ottenuto di 3.400.000 euro) le aree di lama Castello e delle ex AFP contaminate da depositi di scarti di altoforno. Con la gara per la nuova gestione dei rifiuti promuoveremo la raccolta porta a porta e spingeremo la differenziazione fino alle percentuali richieste dagli obiettivi regionali. Sarà realizzato un consorzio intercomunale per la gestione della discarica destinata al recupero degli inerti. Verrà individuata la soluzione per la chiusura della filiera del trattamento dei rifiuti. Saranno realizzati dei sistemi di riutilizzo dei rifiuti dell’agricoltura. Saranno realizzate opere idrauliche di protezione delle zone a rischio idrogeologico a ridosso delle zone residenziali. Si potenzierà la protezione civile cittadina. Verrà migliorata l’igiene e la pulizia della città attraverso: · Progetti di sensibilizzazione, nelle scuole e delle famiglie (tipo “Adotta una strada, adotta una piazza”). · Coinvolgimento degli operatori ecologici e della polizia municipale nella prevenzione e controllo del rispetto dell’igiene pubblica (deiezioni animali, abbandono rifiuti, rispetto degli orari di conferimento dei rifiuti). III.1 SMART CITY Adotteremo in Consiglio Comunale un Piano di Azione dell’Energia Sostenibile nel quale individuare misure dirette a conseguire l’efficienza energetica e a promuovere l’uso di energie rinnovabili. Muteremo trasversalmente la politica della città, introducendo, ad esempio, un sistema di illuminazione pubblica a led non inquinante, dotando tutti gli impianti elettrici comunali di un sistema di riduzione degli sprechi; apponendo sugli edifici pubblici di impianti fotovoltaici; individuando nuove possibilità e collocazione degli impianti fotovoltaici per passare ad un sistema di produzione di energia rinnovabile. Si premieranno i progetti costruttivi di opere pubbliche che terranno in debito conto il risparmio energetico, la sostenibilità ed il minor impatto ambientale; si creeranno piste ciclabili e nuovo verde pubblico. Ci sia adopererà per raggiungere le percentuali previste a livello regionale, di raccolta differenziata, partendo dall’attivazione della raccolta domiciliare e dalla rimozione dei cassonetti per strada. Il Comune entrerà in una rete virtuale interattiva con le altre “città virtuose” italiane ed europee che consentirà allo stesso di condividere in rete, esperienze già ben riuscite e di replicarle, nonchè di essere destinatario di finanziamenti predisposti a questo fine sia a livello europeo che a livello nazionale. IV ASSE. SERVIZI SOCIALI E CONTRASTO ALLE POVERTÀ Il nostro programma politico nasce e ruota attorno al cittadino inteso come persona da porre al centro dei servizi con i suoi valori, le sue risorse e le sue necessità. In quest’ottica si darà sostegno a tutte le politiche sociali capaci di offrire servizi di qualità e interventi coordinati e integrati, in grado di sostenere le persone con i loro molteplici bisogni durante l’intero arco della propria vita: bambino, giovane, adulto, anziano. Si valorizzerà la famiglia e la si sosterrà nelle sue responsabilità, collaborando per lo scopo con associazioni di volontariato, cooperative e parrocchie nella programmazione e gestione dei servizi e di una migliore qualità di vita della nostra comunità. L’impegno dei prossimi anni sarà quello di non far arretrare, di fronte ai tagli del governo, l’ampio perimetro delle protezioni sociali messo in campo in questi anni, bensì di monitorarne il funzionamento e di variare e ottimizzare le risposte in relazione ai nuovi bisogni che emergeranno dal territorio, predisponendo e mettendo a disposizione , non solo fondi ma anche servizi gratuiti differenziati per categorie ed età (doposcuola, corsi di informatica o di lingua, ecc.) che oggi non sono accessibili alle classi meno abbienti. A seguito della moltiplicazione delle strutture di servizio residenziali e non residenziali messe in campo per le diverse fasce di bisogno, si dovrà lavorare a una sempre maggiore integrazione nel senso della condivisione degli spazi e delle esperienze in senso intergenerazionale, secondo il modello sperimentato a Villa Spada. Sul fronte della Sanità, dopo aver messo a disposizione della ASL Bari un’area a servizi di proprietà comunale per la costruzione di una struttura polifunzionale unica, potenziata da nuovi servizi e da più sofisticate strumentazioni, si spingerà per l’attivazione di un centro di diagnostica per immagine che eviti lo spostamento dei cittadini verso i paesi limitrofi anche per un semplice esame radiografico o ecografico. Si verificherà, alla luce della nuova sistemazione dei servizi sanitari regionali, l’opportunità di dare vita, insieme con altri comuni dell’area Bari Nord e BAT, ad una struttura ospedaliera consortile. Favoriremo l’integrazione e l’accesso ai servizi degli stranieri residenti. V ASSE. LO SVILUPPO ECONOMICO Il problema dello sviluppo della nostra città deve essere inquadrato nel contesto complessivo della Terra di Bari. Con il capoluogo e altri 28 comuni è stato già definito il piano strategico metropolitano, cofinanziato con le risorse del POR Puglia 2007/13, che consentirà di lavorare in sinergia con le strutture di MTB (Metropoli Terra di Bari) per la crescita della nostra città nell’ambito dello sviluppo dell’area in cui è inserita, organizzando misure di finanziamento ed opportunità per gli enti pubblici e per i privati, che ruotano attorno a sette obiettivi: 1. Unire i centri storici e la costa 2. Creatività e spazi culturali 3. Promuovere la conoscenza e l’innovazione per la competitività 4. Valorizzare le risorse naturali 5. Realizzare una metropoli accessibile e connessa 6. Vivere l’esperienza della Terra di Bari tra Oriente e Occidente

Metropoli Terra di Bari: inclusiva, accessibile, sicura

V.1 AGRICOLTURA. A valere sugli assi III e IV del Piano strategico regionale, il Gruppo di Azione Locale (GAL) Fior d’Olivi, costituito dalle città di Bitonto, Terlizzi e Giovinazzo, prevede che vengano gestiti 10 milioni di incentivi europei per il potenziamento e la diversificazione dei redditi agricoli. La strategia del nostro GAL prevede la promozione di: · progetti di filiera (una pluralità di soggetti nell’ambito di una specifica filiera o settore coordinano le loro azioni per l’ammodernamento strutturale del sistema, la valorizzazione commerciale dei prodotti, il trasferimento delle conoscenze, l’introduzione delle innovazioni, il miglioramento della qualità) · progetti integrati (attività agricole e altre attività locali si integrano nell’ambito di sistemi produttivi caratterizzati da un’identità storica e territoriale omogenea, in modo da indirizzarsi alla produzione di beni e servizi conformi alla tradizione e alla vocazione territoriale) Si sfrutteranno ovviamente al meglio i detti finanziamenti per il raggiungimento degli scopi che il GAL attiva: la tutela e riqualificazione del patrimonio rurale; le diversificazioni in attività non agricole; i servizi essenziali per la popolazione rurale; l’informazione e formazione; il sostegno allo sviluppo e alla creazione d’imprese. V.2 RTIGIANATO E INDUSTRIA. La parte delle aziende artigianali interessata alla rilocalizzazione in sedi adatte alle nuove lavorazioni o alle nuovi dimensioni d’azienda hanno trovato una possibilità di sistemazione sia nelle tipologie edilizie previste nella D1.1 sia in quelle previste nella D1.3. Sulla zona D1.1 sono poi intervenute le note vicende giudiziarie. La procura ha comunicato la chiusura delle indagini. L’Amministrazione, pur nel tener fermo il principio che tutti gli abusi dovranno essere sanzionati, cercherà una soluzione tecnico-giuridica per giungere al dissequestro dell’area o comunque all’ultimazione delle urbanizzazioni e per scongiurare il rischio che gli investimenti produttivi effettuati nell’area subiscano danni irreversibili. V.3 TURISMO Verrà rilanciato il turismo sotto molteplici aspetti. Innanzitutto l’offerta turistica della nostra città con quella del territorio più vasto della Terra di Bari può permetterci l’agognato salto di qualità. Solo il pacchetto integrato del romanico, dei castelli, dei centri storici, della balneazione, delle portualità turistiche, dell’enogastronomia, delle tradizioni popolari può permettere alla nostra terra di competere nella borsa del turismo con i grandi poli internazionali di attrazione. Si potenzierà l’attrattività di Giovinazzo all’interno dell’area di sviluppo della Terra di Bari. Importanti risorse in questo senso vengono dai piani strategici di Metropoli Terra di Bari, del Gruppo di Azione Locale e del Gruppo di Azione Costiera. Con riferimento al gruppo di azione locale, a seguito di eventuale finanziamento del progetto “Strade delle chiese e dei siti storici” del Gal territoriale (misura 313.1.2.3.) realizzeremo un percorso storico turistico. Con riferimento al gruppo di azione costiera, si provvederà a cercare il finanziamento per la sistemazione della cala porto, e saranno avviati progetti turisticomarittimi. Altre opportunità vengono dalle prospettive legate alla mobilità lenta. Il Piano regionale dei Trasporti individua, tra i percorsi misti ferrovia –mare di grande interesse per lo scenario delle reti del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, quello Margherita-Giovinazzo. Il piano delle piste ciclabili regionali (e extraregionali), rete CY.RO.N.MED, già redatto dal settore trasporti della Regione, prevede una rete che percorre tutti i territori provinciali. In esso gli itinerari principali, con una serie di varianti, sono stati individuati sulla viabilità esistente, tendenzialmente a basso traffico, dove sono stati previsti specifici interventi da realizzare ai fini della percorribilità turistica. Tra i cinque itinerari individuati particolare rilievo assume la Via Adriatica, l’itinerario più lungo, che si snoda lungo tutta la costa adriatica da Lesina al Capo Santa Maria di Leuca. Ulteriori punti di forza saranno costituiti dalla strutturazione sui lungomari e sul vecchio percorso della statale 16 di piste interdette al traffico automobilistico e riservate a percorsi ciclabili e pedonali, impreziositi da attrezzature per l’esercizio fisico. Chiuderemo definitivamente al traffico dei non residenti, nelle ore serali (fascia 21/24), il centro storico, Piazza Vittorio Emanuele, la prima parte del lungomare di ponente, il quartiere della Vittoria. Creeremo parcheggi di scambio in piazza Leichhardt, nella zona di accesso alla diga di levante, nel campo sportivo della fabbrica dei domenicani (ex IVE). V.4 MARE PORTO E PESCA Il mare è una risorsa fondamentale per la qualità della vita e per l’economia della città. L’accesso al mare deve essere accompagnato da servizi adeguati. La filiera che trae linfa dalla balneazione troverà una sua stabile sistemazione e nuove prospettive di sviluppo nel Piano Urbanistico Generale, attraverso la tipizzazione delle aree agricole a ridosso della costa, e alla luce del piano regionale delle coste e della definizione del federalismo demaniale. Porto: A prescindere da opportunità di ampliamento del porto, legate alle previsioni del nuovo Piano Urbanistico Generale, non appena le nuove procedure (piano regionale delle coste, federalismo demaniale) saranno ultimate si potranno sbloccare le nuove concessioni e si provvederà ad un riordino degli ormeggi. Saranno potenziati e regolamentati i servizi dei pontili che ciascun concessionario dovrà impegnarsi a dare. Parteciperemo con apposito progetto al bando F.E.P. (Fondo Europeo per la pesca ) 2007-2013 misura 3.3 “Porti, luoghi di sbarco e ripari di pesca”. E’ nostro interesse mantenere in loco la sede del RADAR, ente nel quale Giovinazzo è associata con la provincia di Bari, l’autorità portuale del Mediterraneo ed altri enti. Il RADAR si occupa di formazione e di progetti di sviluppo delle attività connesse alla pesca e all’itticultura. Abbiamo aderito, con i comuni di Molfetta e Bisceglie, ad un Gruppo di Azione

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Costiera, destinato a erogare circa 2 milioni di euro di finanziamento. Il GAC attiverà investimenti per migliorare la competitività del settore pesca e acquacultura, per accorciare la filiera, per la formazione e la diversificazione, l’avvio di nuove imprese, la promozione del pescaturismo e dell’ittiturismo, la promozione dei prodotti, per proteggere la flora e la fauna marina, per la tutela delle acque e per la cooperazione transnazionale. VI ASSE. CULTURA. In collaborazione con le associazioni locali, abbiamo sinora promosso importanti rassegne di lettura, musicali, teatrali, di poesia amatoriale. Si tratta di iniziative messe in pericolo dai tagli imposti dal governo. Cercheremo di trovare altre strade per non cancellare interamente il patrimonio di partecipazione che si sviluppa intorno alle associazioni culturali, potenziando con i contributi comunali i progetti intesi a promuovere la cultura della legalità della pace e dell’accoglienza, che può diventare forza che unisce i popoli e sconfigge le barriere del pregiudizio e della storia; dell’equità e della solidarietà; europeista; del lavoro, dell’impresa, della cooperazione; del volontariato; radicata nell’identità storico-culturale della città; tesa a modificare i modelli di consumo. Si istituirà, una biblioteca pubblica virtuale, con libri leggibili in e-book mediante adesione ad un sistema bibliotecario comunale sull’esperienza già effettuata in altri comuni italiani, che consentirà il prestito virtuale per trenta giorni agli iscritti in questo sistema, di contenuti digitali disponibili gratuitamente 24 h su 24 h., e fruibili da ogni computer tramite internet, al fine di invogliare alla lettura, utilizzando le nuove tecnologie che superano le difficoltà del sistema bibliotecario cartaceo. Si istituiranno corsi di alfabetizzazione gratuita all’uso del computer, per anziani e fasce non abbienti, affinché si copra il margine di analfabetismo connesso alla non conoscenza del computer e di internet da parte di un gran numero di cittadini. Si promuoverà l’inserimento di Giovinazzo nel circuito di Rai Puglia fiction e della rassegna Film d’Autore. VI.1 SCUOLA La scuola resterà priorità assoluta delle politiche sociali e culturali, perché la riteniamo pilastro dell’assetto costituzionale e strumento di promozione delle pari opportunità tra i cittadini. Abbiamo potenziato il Piano dell’Offerta Formativa territoriale. In questi anni di drammatici tagli governativi alla scuola statale, in controtendenza rispetto alle scelte di tutti i comuni della zona, l’Amministrazione ha sostenuto nuovi servizi di tempo prolungato nelle scuole primarie e di sezione primavera nelle scuole dell’infanzia statali e religiose. Abbiamo ottenuto l’apertura di una sezione di liceo scientifico presso il liceo di Giovinazzo. Opereremo ogni sforzo per ampliare ulteriormente l’offerta formativa del liceo, per consentire a quanti più giovani possibile di terminare a Giovinazzo l’obbligo scolastico e per ripristinare l’autonomia scolastica dello Spinelli. Proseguiremo nel programma di manutenzione straordinaria degli edifici scolastici con gli interventi a beneficio degli spazi a disposizione della scuola dell’infanzia del secondo circolo. Continueremo a sostenere le molte famiglie giovinazzesi che sono costrette a pagare i mezzi di trasporto per fare in modo che i loro figli assolvano l’obbligo scolastico. Consolideremo le forme di accesso al diritto allo studio con il sostegno alle famiglie meno abbienti. Continueremo a sostenere i progetti scolastici, lo sport nelle scuole, i progetti per gli alunni in difficoltà. Continueremo ad affiancare le famiglie e la scuola nelle situazioni problematiche e di disagio (sportello d’ascolto per studenti e famiglie). Sosterremo con sempre maggior forza gli scambi scolastici con altre città. VI. 2 SPORT Si potenzierà la rete degli impianti sportivi, come già esposto nella sezione riguardante i lavori pubblici. Si realizzerà un campo da tennis nell’area di piazza Cairoli, un campo di calcetto all’interno del campo sportivo R. De Pergola e un campo per diverse discipline nell’area scoperta della scuola don Saverio Bavaro.Si continueranno a premiare le società che lavoreranno all’inserimento dei minori in situazione di disagio nelle attività sportive. Tali progetti saranno impostati nella logica della rete delle istituzioni educative del territorio: le scuole e le parrocchie saranno coinvolte nella progettazione e nella realizzazione di questi interventi.Perfezioneremo le procedure (di ristrutturazione, acquisizione delle certificazioni di agibilità, formazione dei volontari delle società sportive per la prevenzione antincendio) avviate per mettere in grado le società sportive di assumere in pieno la gestione diretta degli impianti. Lo sport amatoriale ha una funzione essenziale nella programmazione delle politiche del benessere: favoriremo l’apertura delle strutture comunali alla pratica sportiva amatoriale, anche in accordo con le scuole; garantiremo l’accesso agli spazi esistenti attraverso un regolamento gestito direttamente da un servizio comunale; promuoveremo e patrocineremo, durante l’intero corso dell’anno, tornei amatoriali degli sport più diffusi. VII ASSE POLITICHE GIOVANILI, OCCUPAZIONALI E PARI OPPORTUNITÀ. VII.1

POLITICHE GIOVANILI E OCCUPAZIONALI

Il futuro occupazionale dei giovani è un problema che coinvolge l’intero occidente sviluppato, determinato dai mutamenti intervenuti nell’organizzazione produttiva e nelle relazioni internazionali. Nello specifico dei poteri amministrativi locali, continueremo a indirizzare nella misura più alta possibile verso i giovani le risorse disponibili nei programmi operativi di sviluppo. Si favorirà l’autonomia dei gruppi giovanili cittadini, accompagnandone il protagonismo, dando sostegno alle iniziative proposte dalle associazioni Giovanili. Creeremo un centro polifunzionale di aggregazione giovanile in accordo con associazioni attraverso anche l’utilizzo di strutture private. Verrà predisposto un bando comunale per “giovani imprenditori” Giovinazzesi con lo scopo di erogare piccoli finanziamenti a fondo perduto ai

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giovani cittadini che presentino progetti di nuove attività imprenditoriali locali. Verrà creato un forum dei giovani con lo scopo di intercettare fondi PON. VII.2 PARI OPPORTUNITÀ Prevedremo la costituzione della commissione extra consiliare per le pari opportunità. Costruiremo una rete di servizi che consentano di migliorare l’accesso delle donne al mercato del lavoro e che siano di supporto in situazioni di disagio e svantaggio sociale. Favoriremo l’iniziativa imprenditoriale femminile. Promuoveremo progetti e politiche per favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, attivando progetti appositi quale quello della “banca del tempo” per sostenere e dare pratico aiuto, mediante mutuo sostegno, a donne sole e/o in difficoltà. Attueremo politiche di contrasto della violenza contro le donne, migliorando la sicurezza delle città in collaborazione con associazioni di volontariato presenti sul territorio (sull’esempio del telefono rosa). Favoriremo l’integrazione nel tessuto sociale giovinazzese di donne appartenenti ad altre nazionalità attraverso corsi di lingua italiana, convegni di conoscenza etnica e culturale, individuazione di luoghi di ritrovo. Creeremo un centro d’ascolto per le problematiche di genere e per le donne. VIII. ASSE LA MACCHINA AMMINISTRATIVA. Miglioreremo il funzionamento della macchina amministrativa attuando una maggiore organizzazione. Investiremo risorse importanti nell’Agenda Digitale. Procederemo ad attivare al più presto i servizi on line per liberare risorse umane da adibire ad altri uffici e mansioni. Riqualificheremo il personale , con corsi di formazione. Ridefiniremo la dotazione organica allargando le fasce medie della piramide gestionale (meno dirigenti, più funzionari con incentivi legati ai risultati) In relazione al blocco del turn over, che lascerà l’amministrazione sguarnita di addetti in molti servizi, sarà necessario esternalizzare (gestione del patrimonio, tributi, gestione del personale). Punteremo al completamento della stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili. Potenzieremo lo sportello unico con l’intento di velocizzare l’iter burocratico delle richieste. IX ASSE IL BILANCIO. Come già accaduto nel quinquennio appena terminato, si punterà a rispettare gli obiettivi del patto di stabilità. Nel quadro delle risorse disponibili nel prossimo quinquennio, con il passaggio all’Imposta Municipale Unica e il federalismo fiscale, il programma sarà quello di contrastare l’evasione e l’elusione e l’abusivismo e di incidere sulle razionalizzazioni, i tagli, la valorizzazione del patrimonio comunale (senza svendite, soprattutto in una situazione di mercato immobiliare non particolarmente brillante), prima di pensare ad un aggravio di prelievo tributario sui cittadini.Le politiche di bilancio saranno improntate ad un rigoroso rispetto dei principi di economicità e di socialità. La programmazione mirerà ad una corretta e completa analisi dei bisogni della collettività, a definire le priorità degli interventi in modo coerente con i valori e gli obiettivi della coalizione e a individuare le risorse adeguate. L’attività di programmazione tenderà a favorire una partecipazione intraistituzionale e interistituzionale, che coinvolga rispettivamente la struttura burocratica e la comunità nella definizione delle priorità, ad applicare la logica di pianificazione a base zero, volta al definitivo superamento della logica incrementale e a definire gli obiettivi non solo in termini finanziari ed economici ma anche in termini sociali; La politica delle entrate prenderà le mosse dai risultati conseguiti in tema di giustizia contributiva e lotta all’evasione nei tributi locali. Ai fini di un’efficace politica delle entrate tributarie, si procederà a creare un adeguato equilibrio tra incremento della base imponibile e gestione delle aliquote delle imposte, in modo da consentire una sostenibile pressione fiscale. La giusta equità tributaria sarà perseguita, nei limiti dei poteri regolamentari di cui gode il Comune, anche attraverso un’idonea previsione di esenzioni e differenziazioni delle aliquote. La politica tariffaria per i servizi a domanda individuale continuerà ad essere improntata alla contemperazione della sostenibilità economica e dell’equità sociale. Massima attenzione sarà dedicata alla gestione del patrimonio disponibile con applicazione di eque tariffe al patrimonio destinato alle finalità erogative socio-culturali. La gestione della spesa corrente mirerà a minimizzare le spese per il funzionamento dell’Ente (spese amministrative e costi generali) al fine di liberare risorse per i fini dell’Ente (erogazione dei servizi). La politica degli investimenti sarà improntata ad effettuare una puntuale programmazione formalizzata nel piano triennale delle opere pubbliche attraverso un’attenta previsione delle opere realizzabili, dei tempi di esecuzione, delle modalità di finanziamento. In particolare i principi su cui essa si baserà saranno: · equità intergenerazionale, per cui il peso dell’indebitamento necessario alla realizzazione di ciascuna opera pubblica dovrà avere un orizzonte temporale coerente con quello dei benefici apportati dalla stessa opera pubblica; · minimizzazione del ricorso all’indebitamento, attraverso il finanziamento delle opere pubbliche con mezzi propri (oneri di urbanizzazione, etc.) o con mezzi di privati (project financing). Una spiccata attenzione sarà riservata all’accesso ai finanziamenti europei, nazionali e regionali. Potenzieremo gli strumenti di rendicontazione finanziaria, economica e sociale. Al fine di verificare che i processi decisionali si sviluppano con razionalità e che le loro fasi attuative procedano con regolarità, grande attenzione sarà posta al continuo miglioramento del sistema dei controlli interni. X ASSE L’ASCOLTO DEI CITTADINI Verrà creata una piattaforma all’interno del sito ufficiale web del Comune di Giovinazzo per consentire ai cittadini di interagire con il Comune, un luogo virtuale in cui l’Amministrazione potrà comunicare in tempo reale lo stato delle attività amministrative, e i Giovinazzesi potranno fornire suggerimenti e indicazioni sulle necessità della città.


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SPECIALE ELEZIONI

ciative, supportare l’attività delle Consulte, contribuire a promuovere gli strumenti per comunicare con i cittadini, supportare gli Assessori nella pratica della partecipazione.

AMMINISTRAZIONE E IL PERSONALE Continuando sulla strada del processo di ammodernamento della macchina amministrativa, occorre nel breve tempo informatizzare i servizi così detti de materializzabili, cioè quei servizi che sono suscettibili di essere erogati per via telematica con maggiore efficienza (quali, ad esempio, il rilascio di certificati, di licenze e di autorizzazioni, l’invio di comunicazioni all’amministrazione ecc.). Un capitolo a parte è rappresentato dal rapporto con il personale. Bisogna premiare il merito e la competenza e stigmatizzare il disimpegno. Con l’obiettivo di un migliore rendimento della macchina burocratico-amministrativa sembra opportuno immaginare una più razionale distribuzione delle aree settoriali d’intervento e l’introduzione di direttive per ogni settore adattate ad un orario di lavoro flessibile. Occorre rilanciare la “Carta dei diritti e servizi” dove indicare i tempi e le modalità di disbrigo delle diverse pratiche, dei tempi di evasione delle istanze di rilascio delle autorizzazione, dei certificati di abitabilità e di risposta ad eventuali reclami. Il sito internet del comune dovrà presentare un’interfaccia con l’utente la più semplice possibile ed è ipotizzabile, come detto, il rilascio di certificati on-line. Nel rapporto con l’utente-cittadino l’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico), collegato in rete con tutti gli altri uffici comunali, potrà implementare il suo ruolo di informazione e orientamento. Infine, appare utile riorganizzare il servizio di polizia urbana per un controllo del territorio più efficace.

GIOVINAZZO PRIMA DI TUTTO PROGRAMMA

POLITICO

AMMINISTRATIVO DEL CANDIDATO

SINDACO

ANTONIO GALIZIA Il nostro slogan è riportare il benessere della popolazione e del territorio al centro dall’azione politica e amministrativa. La nostra politica sarà incentrata sull’interpretazione dei bisogni secondo i principi di eticità, equità (interpersonale, intergenerazionale), sostenibilità e partecipazione. La loro soddisfazione avverrà attraverso l’implementazione d’idonee politiche, programmi e progetti e il miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi prestati. L’attuale fase di grave crisi della finanza pubblica limita gravemente le risorse (finanziarie, economiche, umane e strumentali) e richiede una loro attenta utilizzazione secondo i principi di economicità, efficacia ed efficienza. Quanto presentato nel programma sconta un’attenta analisi di fattibilità finanziaria affinché nulla rappresenti un mero proclama.

RAZIONALIZZAZIONE COSTI SPESA PUBBLICA. Quale investimento teso a perfezionare il sistema manutenzioni immobili, costi della politica ed eliminazione partecipazione a società esterne inutili.

VOGLIAMO ELABORARE LA VISIONE ARMONICA DI UNO SVILUPPO CONCRETO PER LA NOSTRA GIOVINAZZO E NON IL LIBRO DEI SOGNI. Il principio dell’economicità sarà perseguito attraverso un’approfondita revisione della spesa. Nessuna spesa sarà considerata rigida ma dovrà essere ripensata e giustificata in base alle sue capacita di realizzare le politiche, i programmi, i progetti e al contributo fornito all’erogazione dei servizi di qualità. Le azioni, i processi, le attività dovranno consentire un utilizzo e una combinazione migliore dei fattori produttivi, affinché, a parità di risorse disponibili, si riesca a soddisfare meglio e in maniera maggiore i bisogni dei cittadini (efficienza). Alla gestione saranno applicate le migliori tecniche e strumenti di pianificazione, programmazione e controllo, affinché ogni attore sia esso politico o amministrativo decida ed agisca in maniera sinergica, al fine di fissare e conseguire obbiettivi funzionali al raggiungimento della finalità dell’ente: la creazione di valore pubblico (efficacia). Anche la politica delle entrate dovrà essere profondamente ripensata al fine di: - non deprimere ulteriormente la situazione finanziaria degli individui, delle famiglie e delle imprese; - garantire equità e solidarietà. GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA Un posto di rilievo occupa la gestione del Comune, oggi più che mai complessa, che richiede collegialità e dove ogni consigliere deve sentirsi, con pari dignità e diritto, parte integrante e decisiva della gestione della cosa pubblica. In un modello gestionale di questo tipo trova posto l’istituto della delega ai consiglieri, in quanto siamo convinti che ciò rappresenti un elemento portante per la gestione democratica dell’ente locale, così come siamo fermamente convinti che il Consiglio Comunale debba essere il centro del dibattito politico e delle scelte fondamentali dell’attività amministrativa. Sempre in questo contesto deve essere inserita una speciale delega ai Fondi Strutturali al fine di poter accedere ai finanziamenti pubblici, in primo luogo quelli europei. Altro elemento, che riteniamo importante, è la partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative a mezzo di assemblee pubbliche finalizzate a migliorare la comunicazione e la reciproca informazione tra la popolazione e l’amministrazione in ordine a fatti, problemi ed iniziative che investono la tutela dei diritti dei cittadini e gli interessi collettivi mediante due nuovi istituti da inserire nello statuto: Bilancio Partecipato deliberativo e l’Ufficio della partecipazione. Da subito inizieremo la sperimentazione sul Bilancio Partecipato attraverso il quale i cittadini potranno partecipare alle decisioni che riguardano l’utilizzo e la destinazione delle risorse economiche del Comune, nelle aree e nei settori nei quali il Comune ha competenza diretta. Mediante assemblee, incontri aperti e consultazioni la popolazione avrà la possibilità di decidere dove e come investire una parte dei soldi del Comune, che viene destinata appositamente per questa finalità. Sarà istituito, altresì, l’Ufficio della partecipazione alle dirette dipendenze del Consiglio comunale che supporterà, in particolare, l’attività del percorso partecipativo con le seguenti funzioni: partecipare all’elaborazione dei Regolamenti riferiti alla partecipazione, redigere e aggiornare l’Albo delle forme Asso-

GESTIONE IMMOBILI COMUNALI Quale investimento teso a creare introiti dalla esternalizzazione di gestione di tutti gli immobili comunali attraverso concessioni in uso a titolo oneroso o in cambio di servizi di tipo sociale. In questo contesto potranno essere inserite iniziative del tipo Fattoria Sociale, iniziativa completamente ispirata dalle politiche giovanili. Fattoria Sociale è un progetto per piccoli e grandi comuni italiani che permetterà ad ognuno di essi di avere una fattoria d’interesse pubblico che serva a tenere occupati molti giovani e meno giovani disoccupati. PREMI AI CITTADINI Quale strumento che permetta di utilizzare le intelligenze dei cittadini attraverso borse di studio agli studenti o premi alle famiglie o anziani che propongano a seguito di bandi ottime idee tese ad attuare concorsi di idee o progetti autofinanziati. CODICE DEONTOLOGICO Esprimiamo l’impegno ad attivare anche un Codice Deontologico che definisca principi e regole di comportamento ai quali il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri dovranno uniformarsi, come ad esempio: – imparzialità nella gestione della cosa pubblica, finalizzata al bene comune, con la rinuncia a gestioni clientelari o di privilegio per interessi di singoli; – impegno a non stravolgere l’incarico ricevuto dagli elettori, a non operare in contrasto con la lista o il gruppo di appartenenza. Con l’obiettivo di contribuire al rilancio di Giovinazzo e della sua comunità, mettiamo a disposizione il patrimonio della nostra esperienza amministrativa, la lealtà delle nostre intenzioni e l’impegno a lavorare nell’esclusivo interesse della comunità Giovinazzese. Si individuano, pertanto, le seguenti aree strategiche di intervento. POLITICHE IMPRENDITORIALI (AGRICOLTURA, ARTIGIANATO, COMMERCIO, TURISMO) - Organizzare e valorizzare una sinergica compatibilità tra cittadini, territorio e attività commerciali, assecondando la naturale vocazione turistica del nostro territorio. - Valorizzare, oltre che il nostro patrimonio artistico (il Centro storico, i diversi organismi architettonici del nostro territorio, l’individuazione con la Provincia di Bari della destinazione futura dell’Istituto Vittorio Emanuele II) i prodotti agricoli, enogastronomici e artigianali locali al fine di incentivare la conoscenza delle nostre eccellenze sui mercati nazionali e internazionali. - Privilegiare e sostenere le attività imprenditoriali agricole, artigianali, commerciali e turistiche attraverso la strutturazione di continui momenti e occasioni di ascolto, condivisione e codecisione. - Creare sinergie con tutti i comuni dell’area metropolitana di Bari al fine di costruire strategie di sviluppo economico e sociale condiviso. - Attivare presso il nostro comune uno sportello informativo su finanziamenti europei alle imprese, al fine di attrarre risorse europee per progettualità socio – economico - ambientali (energie rinnovabili) da realizzare anche attraverso “Project Financing”. - Migliorare il funzionamento dello Sportello Unico delle Attività Produttive e dell’Ufficio delle Relazioni con il Pubblico (U.R.P.). - Avviare una politica degli insediamenti produttivi e commerciali (attuazione Zona ASI), turistici (attuazione del Piano Regolatore del Porto) nonché di servizio compatibile (ad es.: individuazione e/o realizzazione di aree o strutture da adibire a par-

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cheggio, ecc.) con le esigenze del territorio e le sue naturali vocazioni, che esalti il rispetto delle regole al fine di consentire una equa concorrenza. POLITICHE DEI TRASPORTI - Definire il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile per migliorare la viabilità e la vivibilità in relazione alle esigenze dei residenti e delle attività commerciali. - Favorire forme di mobilità ecologica (ad. es. promuovere l’utilizzo di mezzi non inquinanti, avviare il servizio PIEDIBUS per le scuole, sviluppare le piste ciclopedonabili, individuare e creare zone pedonali) per un minore inquinamento dell’aria e la riduzione dell’impatto del traffico. - Integrare Giovinazzo nel sistema provinciale e regionale dei trasporti pubblici per cogliere le sue potenzialità legate alla posizione geografica. - Individuare spazi per attivare parcheggi di scambio alle periferie del comune. POLITICHE DEL TERRITORIO E DELLA CASA - Realizzare politiche volte a garantire il diritto all’abitazione in particolare dei giovani e delle fasce economicamente più deboli: incentivazione dell’edilizia cooperativa e popolare. - Realizzare un Piano del Governo del Territorio partecipato, cioè disegnato a partire dalle visioni, dalle esigenze e dalle priorità dei suoi cittadini, singoli e associati, che sia in grado di garantire un corretto e coerente sviluppo urbanistico e di colmare le carenze di servizi e di strutture pubbliche della città. - Recuperare l’area industriale dimessa ex AFP in linea con le esigenze della collettività e salvaguardando le prerogative dei privati, individuandone la sua nuova destinazione. - Realizzare un Piano Partecipato per il Centro Storico e la Cala Porto attraverso un progetto “immagine” che ne uniformi i colori e gli arredi urbani, in modo da tutelare la storia architettonica della nostra città ed esaltarne la fruibilità in termini residenziali, turistici, artigianali e commerciali. - Curare l’arredo urbano del resto della città affinché sia più bella e più accogliente e con maggiore “appeal” turistico. - Avviare il recupero della fascia costiera, nell’ambito di un più ampio progetto di valorizzazione e utilizzazione in chiave turistica, commerciale e sociale. - Realizzare un progetto di salvaguardia idrogeologica del territorio. - Elaborare un efficace piano comunale di protezione civile.

fondamento della democrazia e della convivenza civile, e rappresenta una garanzia soprattutto per i cittadini più deboli. In particolar modo l’Amministrazione dovrà: - Favorire politiche della prevenzione attraverso un continuo e diretto confronto sinergico con i servizi sociali, le istituzioni scolastiche e le forze dell’ordine. - Attivare politiche comuni con le municipalità limitrofe per monitorare i flussi e le tendenze delinquenziali. - Valutare la fattibilità economica e tecnica di istallazione di sistemi di telecontrollo nei punti nevralgici della città. - Sviluppo di programmi tesi alla diffusione ai ragazzi e ai giovani in età scolare della cultura della legalità.

POLITICHE SOCIALI E DELLA FAMlGLIA - Consolidare e sviluppare la rete dei servizi esistente, in una logica di collaborazione con le entità già attive nel paese e con le altre istituzioni pubbliche. - Costruire o rafforzare forme di partnership con i soggetti del privato sociale che condividono con l’Amministrazione Comunale gli obiettivi di benessere della comunità locale. - Monitorare e migliorare la qualità dei servizi sociali e socio-sanitari in termini di incremento dell’accessibilità, della tempestività, dell’efficacia e della trasparenza. - Attivare, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, forme di sostegno economico per i soggetti e le famiglie in difficoltà. - Razionalizzare l’uso del centro anziani al fine di assicurare una effettiva soddisfazione dei bisogni di socializzazione. - Migliorare il servizio di assistenza domiciliare integrata per gli anziani. POLITICHE AMBIENTALI - Massimizzare la percentuale di bambini fino ai tre anni che usufruiscono di - Incentivare il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili negli interventi servizi per l’infanzia. edilizi pubblici e privati. - Attivare politiche di integrazione sociale e di tutela economica dei diversamente - Monitorare e ricercare le aree inquinate nel nostro territorio in modo da garantire abili e di sostegno alle famiglie. bonifiche rapide e sicure. - Tutelare e valorizzare le aree verdi, anche attraverso l’istituto della sponsorizzazione. - Avviare un’efficace raccolta differenziata, in linea con gli standard previsti del POLITICHE GIOVANILI Quadro Strategico Nazionale per le politiche regionali aggiuntive 2007-2013 (QSN), in modo da: o massimizzare la quota di frazione umida da trattare in impianti di compostaggio sul -Attivare e regolamentare la consulta dei giovani, organismo con potere di proposta verso la Giunta e il Consiglio Comunale. totale dell’umido contenuto nei rifiuti prodotti; o ridurre la quantità dei rifiuti urbani smaltiti in discarica; o aumentare la quota dei rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata. - Incentivare la nascita e lo sviluppo sul territorio comunale di aziende operanti nel settore della green economy. - Realizzare politiche volte a prevenire e combattere il fenomeno del randagismo e a sviluppare la cultura della tutela degli animali attraverso l’organizzazione di un servizio e di una struttura dedicata. SICUREZZA E LEGALITÀ La sicurezza va in ogni caso costruita all’interno di una più complessiva prospettiva di integrazione sociale e di miglioramento della fruibilità dei diritti dei cittadini, e di un governo della cosa pubblica imparziale e trasparente. L’amministrazione comunale si farà garante dei principi di legalità sostanziale. Sarà assicurata una vigilanza continua sugli atti amministrativi, che dovranno sempre essere rispettosi dei principi di trasparenza e legalità, e saranno denunciate tutte le forme di illegalità ed illegittimità che dovessero verificarsi sia all’interno sia all’esterno dell’amministrazione. Il Comune nella sua azione quotidiana affermerà la scelta del contrasto ad ogni forma di abuso o di illegalità, nella convinzione che il rispetto delle regole costituisce il

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- Individuare spazi aggregativi valorizzando quelli già esistenti, attivando convenzioni e collaborazioni con privati per la creazione di spazi aggregativi. - Potenziare la funzione promozionale e progettuale del servizio Informagiovani. In particolare per: o il sostegno e lo sviluppo della attività culturali e sportive rivolte ai giovani; o la promozione delle diverse forme di impegno sociale (ad esempio, volontariato e servizio civile); o un qualificato servizio di informazione orientativa, in collaborazione con istituzioni pubbliche ed enti privati, utile alla realizzazione di un progetto formativo, professionale e lavorativo; o Promuovere gli scambi culturali e lavorativi con l’Europa e i paesi del Mediterraneo, per dare ai giovani l’opportunità di maturare esperienze in un ambiente internazionale, nonché di migliorare le loro capacità professionali e linguistiche; o Creare uno sportello che metta in rete amministrazione, ordini professionali e associazioni di categoria per supportare i giovani che intendono avviare un’attività professionale o d’impresa. - Bisognerà favorire l’accoglienza di studenti provenienti da altri paesi in un’ottica di scambio culturale non limitato al solo ambito scolastico, ma guardando a una crescita culturale anche attraverso la semplice frequentazione e il contatto con realtà diverse. E proprio con la finalità di una ricettività alternativa e complementare a quella alberghiera si può pensare al recupero di alcuni immobili inutilizzati da destinare all’ospitalità di studenti e giovani. - In convenzione con l’Università, riconoscere crediti formativi per i giovani che svolgono attività di volontariato presso centri e associazioni specializzate nel disagio giovanile, nell’assistenza agli ammalati e agli anziani promuovendo anche, di concerto con le associazioni di categoria del mondo imprenditoriale, commerciale, artigianale, concorsi di ricerca e premi di laurea su temi di interesse per lo sviluppo della città. COMUNITÀ GIOVANILI - Favorire la creazione delle “Comunità giovanili”, strutture permanenti dedicate ai giovani e organizzate da giovani, che devono diventare delle isole di creatività e socializzazione, dalle periferie al centro storico. - Destinare a questa funzione eventuali beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. ISTRUZIONE - Attivare politiche, in collaborazione con le associazioni e le altre istituzioni pubbliche, volte a combattere i fenomeni dell’evasione e della dispersione scolastica. - Assicurare il diritto allo studio con interventi per i servizi scolastici (trasporto scolastico, mense, libri di testo, integrazione). - Assicurare la piena e sicura accessibilità e fruibilità degli istituti scolastici attraverso un idoneo programma di manutenzioni ordinarie e straordinarie. POLITICHE CULTURALI - Creare e favorire sinergie con privati, associazioni o enti proprietari d’immobili e strutture adatti a svolgere attività culturali di vario genere o a fungere da punti di promozione della socialità per i giovani, gli anziani, la comunità. - Creare una rete tra soggetti pubblici e privati finalizzata alla promozione e realizzazione di attività artistico-culturali e alla partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. - Collaborare in maniera sempre più stretta, sulla base di progetti comuni e condivisi, con le associazioni sportive, al fine di favorire la pratica sportiva dei bambini, dei giovani e dei diversamente abili. - Divulgare e promuovere, attraverso opportune attività e manifestazioni, i valori etici e sociali che una corretta pratica sportiva è in grado di veicolare.

Un nuovo programma di governance culturale della Città - I nuovi eletti del Consiglio Comunale dovranno impegnarsi a promuovere un regolamento sulle attività culturali, sentite le realtà culturali cittadine. - L’Assessorato alla Cultura dovrà tornare a svolgere il suo ruolo, assumendosi responsabilità e chiarezza di indirizzi, senza delegare ad Uffici speciali la gestione dei grandi eventi. AZIONI PRINCIPALI: o sostenere la formazione e la ricerca di singoli artisti e associazioni, attraverso l’istituzione di borse di studio o di compartecipazione, in collaborazione con le Istituzioni culturali pubbliche o con quelle private che ricevono finanziamenti pubblici; o affidare gli spazi disponibili alle associazioni, attraverso bandi trasparenti, assumendosi l’onere di attrezzarli, o stipulando convenzioni con i soggetti capaci di garantirne il recupero ed il funzionamento, salvaguardando, al contempo, l’autonomia artistica e culturale degli operatori e l’interesse della collettività; o istituire gare di idee per le grandi manifestazioni cittadine per un vero coinvolgimento della comunità; o promuovere l’interazione e lo scambio tra le realtà associative e gli Enti culturali e le scuole, mettendo in rete spazi, risorse, professionalità. Va infine rilevato come nella nostra città sia intensa l’attività privata di associazioni e cooperative in ambito teatrale e musicale. Un patrimonio di energia ed entusiasmo, dal quale attingere idee ed opinioni, che merita di essere sostenuto e incentivato. POLITICHE DELLO SPORT - Sostenere il miglioramento della qualità degli impianti sportivi di proprietà comunale, individuando idonee forme di gestione, nel rispetto dei principi di trasparenza, correttezza e imparzialità, nonché di adeguata pubblicizzazione. - Regolamentare l’utilizzo delle strutture sportive comunali. - Istituire incentivi per atleti e iniziative sportive meritevoli. - Assicurare l’accesso alla pratica sportiva da parte di tutti i cittadini, al fine di consentire la fruizione delle strutture sportive da parte di ogni categoria di utenti.

VOLONTARIATO E ASSOCIAZIONISMO CREARE UNA CASA DEL VOLONTARIATO EVENTUALMENTE CON LA RIQUALIFICAZIONE DEGLI IMMOBILI INUTILIZZATI DANDO PIÙ POTERI “CONSULTIVI” ALLA CONSULTA PER IL VOLONTARIATO. - Sostenere le numerose realtà giovanili, associative, culturali, sportive, di volontariato, che operano in città che dimostrano l’esistenza di un mondo giovanile ben lontano dalle visioni stereotipate di una gioventù apatica e disinteressata. - Riconoscere, promuovere e valorizzare il ruolo educativo delle associazioni e delle realtà culturali che da anni, e con un notevole radicamento sul territorio, operano tra i giovani. Per programmare in maniera organica e coordinata gli interventi, si potrà creare un tavolo permanente di confronto tra le associazioni e l’amministrazione. - Affrontare le problematiche attuali di disagio giovanile, con il coinvolgimento di strutture specializzate e delle realtà che già operano sul territorio, realizzando progetti di prevenzione contro l’uso di droghe e alcol. - Intensificare la lotta a ogni tipo di dipendenza, sostenendo il lavoro delle forze dell’ordine, del Sert e delle comunità di recupero. - Puntare sulla prevenzione - soprattutto nelle scuole e nelle fasce sociali più a rischio - sulla cura e sulla riabilitazione offrendo strumenti concreti di sostegno alle famiglie. INNOVAZIONE AMMINISTRATIVA E SERVIZI AI CITTADINI - Gestione efficiente ed efficace del patrimonio immobiliare comunale: o Ricognizione del patrimonio immobiliare;

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o Individuazione degli immobili da mettere a reddito o da alienare; o Efficace politica di manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili destinati alle attività istituzionali. - Trasparenza: La trasparenza non è intesa semplicemente come un diritto del cittadino ad accedere a quanto di suo interesse ma l’accessibilità totale da parte della collettività a ogni informazione per la quale non esistono specifiche limitazioni previste dalla legge (ad es.: riprese video dei Consigli comunali in “streaming”), al fine di favorire adeguate forme di controllo sociale per il perseguimento degli obiettivi di legalità, sviluppo della cultura dell’integrità ed etica pubblica, nonché di buona gestione delle risorse pubbliche. - Democrazia partecipata (dall’ascolto, alla partecipazione, alla responsabilità condivisa): sviluppare le relazioni con i cittadini, i soggetti interessati, gli utenti e i destinatari dei servizi, attivare forme di partecipazione e collaborazione. - Misurazione e valutazione: sarà data piena e sostanziale attuazione alle previsioni del decreto 150/2009 al fine di: o Verificare l’attuazione delle politiche, piani, e programmi, il relativo impatto sul benessere dei cittadini, il rispetto dei tempi e delle fasi, della qualità e del consumo delle risorse; o Rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attività e dei servizi; o Garantire l’efficienza nell’impiego delle risorse; o Salvaguardare condizioni durevoli di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale; o Modernizzare e migliorare l’organizzazione e le competenze professionali dei dipendenti; o Salvaguardare il benessere organizzativo. - Strutturare adeguatamente il sito istituzionale per erogare in maniera sempre maggiore servizi on-line, realizzare la piena trasparenza amministrativa, migliorare la comunicazione con i cittadini e tutti i soggetti interessati. - Aderire al progetto “Rete Amica”. - Avviare progetti di qualità totale dei processi e dei servizi, puntando ad ottenere le relative certificazioni di qualità. - Elaborare le carte dei servizi. - Favorire un approccio snello col cittadino, semplificando procedure burocratiche farraginose e offrendo servizi efficienti e tempestivi, che consentano di “risparmiare tempo”, evitando lungaggini inutili al cittadino e all’impresa. - Creare aree wi-fi per il collegamento a internet gratuito in diverse aree della città - dai luoghi di aggregazione e di studio ai parchi.

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SPECIALE ELEZIONI CAMMINARE INSIEME PROGRAMMA POLITICO - AMMINISTRATIVO DEL CANDIDATO SINDACO PIETRO SIFO Il M.C.G., acronimo del Movimento Cittadino per Giovinazzo, intende realizzare un’attività sociale e cittadina nell’interesse della collettività locale e con modalità differenti rispetto a quelle poste in essere dai precedenti amministratori, espressioni dei partiti politici e di un sistema oggi tanto giustamente criticati. TEMATICHE CITTADINE CHE L’M.C.G. S’IMPEGNA A RISOLVERE ED ATTUARE 1) NEL SETTORE EDILIZIO E LAVORI PUBBLICI a. completamento dell’area di espansione c.d. zona C3: “Edilizia Economica Popolare” al fine di attenuare il disagio abitativo delle fasce sociali più deboli e delle giovani coppie; b. risolvere nei modi previsti dalla legge l’incresciosa problematica delle lottizzazioni nella zona artigianale sia per eliminare o attenuare i danni subiti dai lottizzanti sia per evitare un contenzioso tra gli stessi ed il Comune di Giovinazzo; c. risolvere i gravi ritardi nell’esecuzione delle opere pubbliche con particolare riguardo alla zona c.d. ”Cappella”, che danneggiano il turismo locale notevolmente ridottosi negli ultimi tempi. E’ precluso ai cittadini ed ai turisti anche il piacere di una tranquilla passeggiata sul lungomare, ormai diventato un cantiere di lavoro del quale non si conosce la fine; d. risolvere la problematica della zona A.F.P., anche per l’allarmante problema ambientale legato all’amianto, che mette a grave rischio la salute della popolazione limitrofe; e. sistemazione della segnaletica e rivisitazione della pianificazione relativa alle aree blu di parcheggio e ZTL (Centro Storico e Quattro Fontane); f. espansione delle piste ciclabili “sicure” che consenta di raggiungere i punti di maggior interesse pubblico, come scuole, municipio, farmacie e pronto soccorso; g. servizio di pulizia strade che verrà svolto secondo le modalità previste da un’ordinanza sindacale per ogni strada (compresi i marciapiedi dove possibile) o piazza inserita nell’elenco programmato e che verrà effettuato tutto l’anno; h . bonifica strade con conseguente risparmio sui costi di risarcimento danni causati da buche e dissesti. 2) NEL SETTORE TURISMO Abbattere il degrado e favorire tutto quanto possa rendere più conveniente trascorrere una vacanza, gita o serata a Giovinazzo. La precarietà e difficoltà nel trovare parcheggio devono essere eliminate con parcheggi in periferia collegati continuamente con il centro cittadino. La politica di far cassa con le contravvenzioni per la sosta o con i “Photored” non è vantaggiosa per la collettività: danneggia il turismo, causa un contenzioso legale pericoloso per le casse comunali in caso di accoglimento delle opposizioni dinanzi al Giu-

dice di Pace.

3) NEL SETTORE SICUREZZA DEI CITTADINI Soddisfare il bisogno di sicurezza dei cittadini, intesa non solo come garanzia di tutela dell’incolumità delle persone e dei loro beni, ma anche come supporto ed aiuto concreto alle fasce più deboli e disagiate. A tal fine tutti devono dare i necessari suggerimenti. E’ necessario potenziare le attività di Polizia Municipale e favorire protocolli d’intesa con Istituti di Vigilanza Privata anche con sistemi informatici idonei a segnalare tempestivamente illeciti, bisogni di anziani o malati; assicurare una maggiore presenza nei quartieri centrali e periferici. 4) SUL DISAGIO GIOVANILE E DEI DISABILI E’ necessario promuovere per i giovani attività imprenditoriali e di formazione continua che partendo dal territorio possano offrire nuove opportunità di sostegno ed impiego nonché di sviluppo per il mercato (produzione e vendita) locale come: a. promuovere l’affido gestionale delle spiagge libere attrezzate ad associazioni e cooperative giovanili; b. promuovere ed incentivare l’allevamento ittico; c. promuovere l’apertura di negozi e mercatini dell’usato anche in strutture pubbliche; d. promuovere aree di telelavoro; e. promuovere fattorie sostenibili (filiere corte) su suoli demaniali; f. promuovere l’agriturismo e le sagre di prodotti tipici locali; g. promuovere mense sociali per i meno facoltosi attuando delle convenzioni con ristoratori locali ed istituti religiosi; h. potenziamento della struttura sanitaria ( pronto soccorso, etc). Per i disabili è necessario far ricorso al sistema di collegamento con le associazioni e cooperative giovanili. 5) LA TRASPARENZA E COMUNICAZIONE AMMINISTRATIVA a. Per una maggiore trasparenza rendere pubblici, anche via internet, i Consigli Comunali; b. promuovere, anche, via internet le tematiche e le proposte per lo sviluppo per le diverse aree produttive e dei servizi; c. dotare le strutture pubbliche e principalmente le scuole di postazione telematiche; d. una riorganizzazione del lavoro svolto dai vari assessorati allorchè questi prendono diretto contatto con il pubblico al fine di rendere meno difficoltoso la risoluzione delle richieste dei cittadini; e. cittadinanza digitale per ogni residente e predisporre quanto necessario per l’inserimento dei cittadini stranieri; f. servizi comunali disponibili, ove sia già attuabile, via internet quali gestione di pratiche, segnalazioni, notifiche etc; g. promuovere on line, con il concorso delle diverse aree produttive di servizi, l’offerta presente nel comune; h. dotare le scuole comunali di strutture per l’accesso ad internet (pc, stampanti, etc.) da parte di studenti ed insegnanti. 6) LA PARTECIPAZIONE POPOLARE E’ necessario incrementare l’intervento dei cittadini nella gestione degli interessi pubblici, mediante strumenti di democrazia diretta come il referendum, che consente alla popolazione di esprimere il proprio orientamento in merito a questioni di interesse generale.

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7) LA MACCHINA AMMINISTRATIVA – LA GESTIONE DEL CONTENZIOSO ESTERNO ED INTERNO E’ necessario contenere i costi facendo ricorso alle convenzioni tra liberi professionisti e Comune, che sono previsti dalla legge e che consentono di ottenere un servizio professionale a costi contenuti. 8) IL BENE “ACQUA” ED “ENERGIA” L’acqua è un bene pubblico. Deve rimanere tale e va pubblicizzata il suo uso secondo una: 1. Regolamentazione dell’utilizzo dell’acqua piovana per tutti gli usi compatibili ed anche per esigenze di pubblica utilità; 2. ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite nelle reti, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti; 3. rilevazione semestrale inquinamento delle acque presenti nel territorio (superficiali e sotterranee) comunale, con eventuale denuncia alle Autorità competenti e pubblicazione dei risultati; 4. una regolamentazione per l’adozione di impianti di depurazione e principalmente in assenza di rete fognaria; 5. una regolamentazione relativa alla manutenzione, spesso corrente, della illuminazione pubblica con particolare riguardo alla statale SS.16 di competenza del Comune. 6. promozione ed incentivazione delle energie rinnovabili ed applicazione immediata della normativa sulla certificazione energetica degli edifici. 9) NEL SETTORE RIFIUTI 1. Incrementare la raccolta differenziata anche per ottenere un risparmio di gestione. Creazione di un Comitato permanente al fine di elaborare e proporre soluzioni relative alla migliore gestione del riciclo. 2. Prevedere una maggiore regolamentazione della manutenzione dei cassonetti e relative zone di collocamento. 3. Favorire e promuovere accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. 10) NEL SETTORE TRIBUTI Impegno formale a contenere nel minimo i tributi di pertinenza comunale.

CHI E’ PIETRO SIFO Di anni 56 coniugato con Bonserio Giuseppina figli tre: Cesare di anni 28, Felice di anni 25 ed Eliana, anni 18. E’ una persona che ha dovuto faticare molto per ottenere determinati risultati sia in ambito culturale che lavorativo. In ambito culturale ha conseguito due Lauree: in scienze politiche e giurisprudenza; due abilitazioni, quale: dott. Commercialista e Revisore dei Conti ed avvocato per cui esercita l’attività professionale. Ha frequentato un master quale «Giurista d’Impresa & Human Resources Manager» Per circa dieci anni ha svolto docenza presso le scuole di polizia in materie giuridiche e di tecnica criminale dell’investigazione e per tre anni è stato revisore dei conti presso la ASL di Bari. In ambito lavorativo si e’ arruolato nel lontano ’75 nel corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza come Agente per poi fare una carriera, per concorsi interni fino a raggiungere la qualifica di ispettore superiore sostituto commissario per poi essere collocato in pensione dopo aver svolto 32 anni di onorata attività con la qualifica di Commissario. Ha ricoperto svariati incarichi in ambito investigativo e gestione delle risorse umane in varie città d’Italia compresa l’attività’ di consulenza , addestramento ed assistenza in ambito della Missione Italiana Interforze in Albania. ogni rapporto con le stesse.

11) NEL SETTORE ARTE – CULTURA – SPORT a. gestione del centro storico inserendo iniziative di carattere culturale musicale, teatrale, letterario; b. promozione, tramite mezzi mediatici, a livello nazionale ed estero di alcune iniziative, manifestazioni ed attività turistico culturali; c. pubblicazione dei siti di interesse storico e culturale (chiese e rupestri); d. creazione di un Comitato coordinante la storia e la cura del sito Dolmen che promuova iniziative a carattere locale e nazionale; e. promuovere iniziative teatrali con utilizzo anche di strutture pubbliche e presentazione di artisti, pittografici e scultori (mostre, esposizioni varie), concedendo loro spazi pubblici a titolo gratuito; f. rielaborazione della problematica relativa agli impianti ed attività sportive da affrontarsi con confronto anche delle associazioni sportive esistenti sul territorio; g. coordinamento e regolamentazione dei rapporti con amministratori aventi finalità sociali al fine di rendere più trasparente

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PER CONCLUDERE Pur consapevoli che i problemi della città di Giovinazzo sono tanti, possiamo assicurare gli elettori che l’impegno sarà massimo. Le vostre problematiche saranno le nostre problematiche! Ogni problema territoriale, personale, sociale e di lavoro sarà risolto anche con la collaborazione del cittadino. Il nostro impegno è sincero e disinteressato, perché alle nostre spalle non c’è nessuno. Non abbiamo interessi economici sul territorio. I candidati del Movimento Cittadino per Giovinazzo intendono svolgere la loro funzione pubblica basandosi esclusivamente sull’ascolto dei cittadini, loro elettori, e dei loro bisogni essendo portavoce del bene comune, senza mai essere condizionati dalla presenza, al loro interno, di interessi di singoli o di gruppi e pertanto hanno sottoscritto l’adesione al codice etico. Vi invitiamo, quindi, ad esprimere un consenso per questo Movimento.


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il

DI

caso

GABRIELLA MARCANDREA

IL CAPANNONE? A GIOVINAZZO COSTA TRE VOLTE DI PIÙ GIOVINAZZO MOLFETTA, REALTÀ A CONFRONTO Unità immobiliari destinate ad attività artigianale di servizio a Giovinazzo, plessi e capannoni destinati ad attività industriali a Molfetta. Due zone a confronto. Destinate entrambe ad iniettare nuova linfa al tessuto economico giovinazzese e molfettese ma con epiloghi completamente diversi. Il nostro territorio attualmente non può contare su una piena attività artigianale di servizio vista la mannaia della Procura che ha messo sotto sigillo l’intera maglia D1.1 del P.R.G.C. Ci sarebbe la zona omogenea D1.3, del P.R.G.C in via Devenuto prospiciente la Farmacia Comunale, in fase di realizzazione dove ci saranno 75mila metri cubi di volumetria destinati alle attività artigianali. Non ci sarebbe altro, visto che il turismo non decolla. Intanto gli imprenditori giovinazzesi hanno fretta. Corrono. C’è chi gli investimenti imprenditoriali preferisce farli fuori. A Molfetta! Per due motivi. Primo: i costi di realizzazione sono molto più accessibili rispetto a Giovinazzo. Secondo: la lentocrazia, i tempi biblici di attesa per costruire a Giovinazzo ti impediscono di crescere con la propria impresa. A Molfetta esiste l’Area Industriale, ubicata ad una distanza di 4 Km dal centro abitato, una superficie libera di circa 3 Kmq. È un area di recente espansione, il numero di aziende attive e in costruzione presenti nell’area è in continua crescita. Chi fugge da Giovinazzo si insedia qui. Parla la rappresentante legale della Lavanderia Magica, la sig.ra Nicoletta Prudente. «Nel 2010 ho capito che l’azienda andava trasferita a pochi chilometri, nella zona industriale di Molfetta. Ho saputo guardare oltre la zona artigianale della nostra cittadina che somigliava sempre più ad una zona residenziale. Gli imprenditori devono avere il coraggio di investire per crescere e per dare lavoro, non devono fare sacrifici solo per pagare elevati affitti o spendere 1.200 euro al metro quadro (il triplo) anziché 456 per poter acquistare la struttura della

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propria attività». IL CAPANNONE? A GIOVINAZZO COSTA TRE VOLTE DI PIÙ. In buona sostanza con circa 900.000 euro e due mesi di attesa per i permessi si crea a Molfetta la propria attività su una superficie di 2mila metri quadri, in una zona qualificata, per Giovinazzo occorrono invece circa 400.000 euro per 330 metri quadri nella maglia D1.3. E potrebbero non bastare. Per non parlare dei servizi. Lavanderia Magica non nasconde la propria rabbia per il fatto di essere andata via da Giovinazzo: «Certo è dura dopo venti anni di attività sul proprio territorio decidere di abbandonarlo per insediarsi altrove, certi però di ricevere maggior assistenza, di essere trattati con maggiore professionalità e seguiti dal Consorzio A.S.I. di Modugno che si occupa di tutte le problematiche relative alle aziende aderenti». E così Molfetta cresce, cresce mentre alcuni imprenditori abbandonano pian piano Giovinazzo. C’è di più. Non solo Lavanderia Magica ha guardato oltre confine ma anche altre due aziende giovinazzesi: Mastandrea Cassaforti e Carrieri Autotrasporti hanno impiantato i loro plessi nella zona ASI di Molfetta, hanno scelto di fare gli imprenditori qui. E così mentre la zona artigianale di Giovinazzo attende le ire di pubblici ministeri e giudici, Molfetta gongola con la sua zona artigianale, la Zona P.I.P. in ampliamento, la Zona ASI. E’ tutto PIL sottratto a Giovinazzo a vantaggio di altri. STRANO MA VERO. Non è tutto oro quel che luccica nella zona ASI di Molfetta. Le opere di urbanizzazione vengono seguite dal Consorzio e in cantiere c’è il miglioramento della viabilità. Il neo principale è costituito dall’assenza di collegamenti garantiti dal servizio pubblico e dall’inesistenza dell’allacciamento del gas metano. Si va avanti con il gpl ma i costi sono altis-


simi, si arriva addirittura a spendere il triplo nell’arco dell’anno, oltre ai disagi che comporta il trasporto di questa materia prima per i ritardi e i disagi legati alle condizioni atmosferiche. Ovviamente gli imprenditori si sono uniti per chiedere l’attivazione a breve di questo servizio e a Molfetta pare sia più semplice anche interfacciarsi con gente competente negli uffici preposti a tali richieste. Attività burocratiche che ad un imprenditore costano soprattutto tempo utile sottratto all’azienda e che spesso invogliano ancora a seguire il percorso delle conoscenze per accelerare i tempi, un brutto vizietto all’italiana. INCIDENZA SUL LAVORO. L’Ente Comune di Molfetta non ha ancora sviluppato un vero e proprio sostegno a 360 gradi a questi coraggiosi imprenditori. Adesso che il Parlamen-

to si appresta a discutere la riforma del mercato del Lavoro, molte cose potrebbero cambiare anche nella zona ASI di Molfetta. Nicoletta Prudente titolare di lavanderia Magica, 25 dipendenti con contratto a tempo indeterminato, conclude così. «Si preferiscono contratti diversi dal classico contratto a tempo indeterminato che spesso crea uno stato di perenne torpore nel dipendente e lo spinge a non sentirsi più stimolato a migliorare e ad evitare l’assenteismo, ben vengano quindi le riforme del mercato del lavoro capaci di premiare coloro che nel lavoro hanno sempre desiderio di migliorare ed autoconfermarsi. Non dimentichiamo che a Giovinazzo molti imprenditori sono stati costretti a scegliere la cassa integrazione piuttosto che il licenziamento per i propri dipendenti perché non si naviga certo nell’oro, con tutte le conseguenze che ne derivano». GABRIELLA MARCANDREA

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Il falegname è uno di quei mestieri trascurati, che non hanno appeal sui giovani. Falegnami si nasce e non si diventa: succede nel-

la bottega della famiglia Fiorentino! Qui si nasce con il dna del legno. Falegnami dal 1965: casa, bottega e scalpello da 50 anni da quando papà Fiorentino in via A. Gioia lavorava il legno e curava anche gli infissi per cantieri nel momento clou del boom economico. Il falegname realizzava mobili per abitazioni, ma anche infissi esterni ed interni, realizzava portoni. Svolgeva la sua attività con sette-otto dipendenti e la concorrenza era alquanto sostenuta. Essere bambini allora non significava vivere nella bambagia ma avvicinarsi alla bottega del papà già dall’età di otto anni. Oggi questo sembrerebbe una bestemmia allo statuto dei lavoratori. Ma siamo sul pianeta opposto: un’eccessiva scolarizzazione a fronte di una scarsa offerta di lavoro corrispondente ai diplomi di laurea. E i giovani non hanno più amore per la bottega di Mastro Geppetto, neanche la lettura delle favole li emoziona più. Paolo è il figlio di Antonio il falegname. Crede invece nelle favole e si emoziona dopo che esce da scuola, dall’Istituto d’Arte, quando entra nella bottega del papà. Dal 1990 al 2005 fa l’operaio e poi rileva l’attività. La sede attuale è in via dei Rigattieri n. 2 nella zona artigianale D1.1. Ma lui svolge la sua attività in epoca anteriore al sequestro del luogo, attualmente continua ad operare dignitosamente.

giovinazzo

c

FIORENTINO, FALEGN

L’AZIENDA. Attualmente si occupa di arredamento, di realizzazione di progetti degli architetti e i vecchi macchinari sono stati sostituiti da quelli di nuova generazione oltre all’acquisizione di nuova strumentazione. È disposta su due livelli per un totale di circa 300 metri quadri. «Il mercato - precisa Paolo Fiorentino - è principalmente locale ma si arriva ovunque, anche in Toscana, per la creazione di arredi per ville private e, nonostante la crisi, le richieste sono abbastanza numerose perché oltre alla realizzazione vera e propria di mobili ci occupiamo anche di tutto ciò che si costrisce con il legno». I materiali utilizzati comprendono principalmente il legno di tutte le essenze e i precomposti, cioè legni assoggettati a diverse tecniche di lavorazione che producono venature molto particolari. MOBILI SU MISURA. L’azienda Fiorentino propone la realizzazione di cucine su misura in stile prevalentemente moderno in e s senza o laccati con accostamenti di materiali acrilici molto resistenti per piani e top. Questi ultimi sono l’alternativa al classico piano in formica o in marmo. Si rivolge ad una tipologia variegata di clientela, in genere proprietari di appartamenti di medie dimensioni. I gusti della clientela? Ce li spiega sempre Paolo: «Attualmente è molto in voga la boiserie, che consiste nella realizzazione di pareti in legno o rivestite in pelle e se classiche con aggiunta di cornici o intarsiati. I mobili più richiesti sono i mobili per soggiorno, la cosiddetta zona living ma anche mobili particolari su misura o cassettiere dalla linea sinuosa per chi ha bisogno di utilizzare piccoli spazi» Il lavoro del falegname si è meccanizzato e sono scomparsi i banchi da lavoro, come anche i vecchi utensili (martelli e scalpelli erano i principali ferri del mestiere di papà Antonio). Attualmente il parco macchine è stato completamente sosti-

FALEGNAMERIA FIORENTINO, VIA DEI RIGATTIERI, 2 Giovinazzo - tel.347.3471814 78


che

lavora

NAMERIA DAL 1965

tuito da nuove e tecnologiche macchine per la lavorazione del legno, macchine che consentono di realizzare le opere in minor tempo e con maggiore precisione. «Per la zona artigianale sono molto deluso perché l’aspettativa era elevata e oggi molti artigiani sono in serie difficoltà per la scure giudiziaria. Mi auspico però che con la nuova Amministrazione si possa giungere ad una veloce soluzione e possa prevalere il buon senso. Si spera - chiosa il titolare dell’azienda - che i nostri investimenti e i sacrifici effettuati possano comunque nel tempo permetterci di raggiungere i risultati sperati anziché subire una paralisi totale».Un settore dunque e un’azienda che, grazie all’inventiva e alle capacità tecniche della famiglia Fiorentino, non stanno conoscendo la congiuntura del momento perché si sa, chi è bravo riesce comunque a stare sul mercato. D’altronde le ultime tendenze del mercato e delle fiere del settore mostrano sempre un solido legame al focolare domestico, al nido che deve essere il più possibile confortevole sia per accogliere una coppia che per una vivace famigliola. Nella società della globalizzazione dunque e degli scontatissimi Chateau d’Ax di turno, si preferiscono i mobili su misura perché l’assistenza è sempre garantita. Il buon lavoro dell’artigiano fatto di esclusiva e originalità continua ad essere richiesto e a prosperare! GABRIELLA MARCANDREA

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SCENE DI VITA D’ALTRI TEMPI VINCENZO DEPALMA

DI

U FESTIVAL D SANREM

Si è da poco ultimata la trasmissione del 62° Festival di Sanremo, spettacolo radiotelevisivo che ha impegnato cameraman, radio, televisioni a portare l’evento in ogni casa ed esercizio pubblico. È sempre uno spettacolo di indubbia grandezza ed ancora abbastanza seguito dal pubblico. Da qualche anno il festival dà sempre luogo a discussioni di vario genere ed anche quest’anno è riuscito a lasciare uno strascico non indifferente con pareri discordi tra loro. Non pochi commenti infatti sono stati fatti sui sermoni del predicatore-cantante Cementano e su una farfallina impudica, birichina, curiosa, audace e lubrica che svolazzava nelle parti un poco intime ed osé della provocante Belen Rodriguez. L’enorme pubblicità che precede il festival è indub- LA FOTO. IL COMPLESSO «LES AMIS» DI MINCUCCIO biamente di molto cambiata per l’attuale varietà dei mezzi a disposizione, mentre, ai FOGLIO (IN BASSO) NEGLI ANNI 60 INTERPRETAVA NELLE miei tempi, il festival veniva annunciato dalla PIAZZE IL REPERTORIO DI SANREMO radio ed il passaparola, allora molto in voga, Sanremo niente debutti, niente voci nuove. te fonda ma era appena di un’ora. I caninformava la collettività. Il primo festival, Nilla Pizzi, Gino Latilla, Sergio Bruni, Teddy tanti potevano all’epoca presentare e candopo tanta pubblicità, fu da noi seguito con Reno, Jula De Palma, il duo Fasano e le loro tare anche più di una canzone. Noi cercacuriosità ed interesse e finì col suscitare in canzoni avevano tutte un significato, raccon- vamo di capirne il significato e di catture noi non pochi favorevoli commenti tanto tavano un amore grande o non corrisposto e memorizzare parole e motivi. Alla fine da divenire di anno in anno sempre più e lo dicevano in dolci orecchiabili armonie. della serata ci si dava appuntamento per ascoltato, gradito e partecipato. Quante cose Niente a che fare con le urla delle attuali il giorno successivo. Appena finito il sono da allora cambiate! canzonette e degli assordanti rumori delle festival si andava a caccia del disco del Cantanti, canzoni, orchestre, scenografie e moderne orchestre con canzoni dai signifi- vincitore (78 giri) pi sindiue do grammofene e pubblico. Ai miei tempi era tutta un’altra cati reconditi ed incomprensibili. si organizzavano spedizioni a Bari cosa, era un grande avvenimento senza tanti Il festival era la scusa per un piacevole in- dall’attrezzatissima ditta Ranieri o si aspetsprechi. Sessantadue anni fa non c’era la te- contro di famiglia o di amici. All’ora stabi- tava qualche giorno quando arrivava sulla levisione, al suo posto la radio da noi lita ed a casa del predestinato, davanti alla piazza di Giovinazzo alla ditta Mimmo ascoltatissima. L’orchestra dei primi festival radio, venivano piazzate file di sedie sulle Foglio o Caporizzi. era quella stupenda del maestro Cinico An- quali attente orecchie prestavano attenzione Qualche anno più tardi in commercio vi gelici che noi seguivamo tutto l’anno in ra- alla descrizione degli addobbi ed alla ese- furono i primi registratori. I piccoli ‘Gedio, poi venne Semproni con orchestre che cuzione delle canzoni. Il festival di Sanremo loso’ a bobina. Possederli era un sogno. curavano l’armonia senza sopraffare di ru- della nostra epoca non aveva tutte le lun- Piazzavi il microfono davanti alla radio e mori le platee. Anche le cantanti ed i can- gaggini e la spettacolarità di quello odierno. registravi con tutti i rumori di sottofondo tanti erano da noi conosciutissimi. A L’esibizione canora non durava sino a not- le canzoni del festival.

Via Torino, 12 70054 Giovinazzo (Ba)Tel/Fax: 080.394.28.46 Sito: www.climadoc.it Mail: climadoc@libero.it 81

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storia

DIEGO DE ARTICOLO 18, UNA RILETTUR DI

La legge 20 maggio 1970, n. 300 meglio nota come lo Statuto dei lavoratori è, dopo la Costituzione, il riferimento legislativo più importante in tema di diritto del lavoro; dopo la Costituzione e le leggi, vengono i contratti collettivi nazionali di lavoro che dettano le norme alle quali devono attenersi i datori di lavoro ed i lavoratori dal momento in cui stipulano un contratto individuale di lavoro. Il dibattito aperto sull’art. 18 dello Statuto dei lavoratori (che afferma che il licenziamento è valido se avviene per giusta causa o giustificato motivo e che il lavoratore può presentare ricorso d’urgenza e ottenere la sospensione del provvedimento del datore fino alla conclusione del procedimento) conferma che è questo un testo che ogni cittadino, sia datore che prestatore di lavoro, dovrebbe conoscere. Dobbiamo supporre che nel XVIII sec. il contratto di lavoro tra il nostro nobile Chiurlia e Camilla Leone, damigella o dama di compagnia o … collaboratrice domestica che dir si voglia, fu concluso oralmente, non abbiamo fin’ora trovato infatti alcun atto notarile per tale contrattazione fra le parti; dobbiamo per gli stessi motivi supporre che con la stessa forma orale egli ne decise il licenziamento. Ma, anche se non era sostenuta da alcuna organizzazione sindacale né v’era ancora alcuna norma legislativa che la tutelava in quanto “fascia debole” del mercato del lavoro, la nostra damigella ritenne opportuno formalizzare la sua richiesta di riassunzione (o reintegrazione nel posto di lavoro?!) e si recò dinanzi al notaio Giambattista Cianciola perché questi attraverso l’atto notarile sostenesse le motivazioni non solo di natura economica, ma soprattutto di natura sociale, che giustificavano la sua richiesta. Chi altro, se non il buono, generoso e benestante nobile Chiurlia avrebbe potuto provvedere a lei in caso di infortunio, invalidità, vecchiaia, malattia o disoccupazione (non c’era ancora né l’INPS … né tanto meno la attualissima SuperINPS!!!).

STATUTO DEI propria volontà alla presenza di detti sig. Governatore e Regio Giudice, have asserito, … ritrovarsi presentemente licenziata dal servitio dell’ill.mo sig. d. Domenico Chiurlia conte della Rocca e donna Giuditta Alberquerque contessa sua moglie». Causa del licenziamento furono i pettegolezzi che correvano a Giovinazzo e a Bitonto dove si diceva che Camilla era stata a forza allontanata dalla casa «del rev. don Donat’Antonio Cavallo suo zio dimorante in Bitonto … e stata posta a servitio di detti sigg. conte e contessa, da quali presentemente si ritiene per forza, senza volersi restituire a suoi parenti» e che per tale motivo lo zio Donat’Antonio avrebbe fatto ricorso all’Autorità giudiziaria del Regno. Queste dicerie avevano disturbato i coniugi Chiurlia che avevano quindi deciso di licenziare la damigella. Nei piccoli paesi ci si nutre di chiacchiere e maldicen-

LA DONNA DI SERVIZIO … LICENZIATA Il 29 gennaio del 1708 il notaio Cianciola si recò con altri, presso il palazzo Vescovile di Giovinazzo, luogo forse più consono per il rogito di un atto che aveva alcuni nobili quali parte in causa. «A richiesta ed istanza fattaci per parte di Camilla Leone, vergine in capillis della città di Bitonto, ci siamo noi regio giudice a contratto, notaio e testimoni in numero opportuno, personalmente conferiti nel palazzo vescovile di questa predetta città, et proprie nella cappella di detto palazzo, dove havemo trovato la medesima Camilla con il dott. sig. Donat’Antonio Leone regio giudice della corte della città di Bitonto, ed il dr. sig. Gennaro Sertorio attuale governatore di questa città, ivi portatisi a richiesta di detta Camilla, la quale stando così liberamente e di sua

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nostra

CEGLIA RA IN CHIAVE SETTECENTSCA

E

LAVORATORI ze, così infatti prosegue Camilla nella sua deposizione «esser stato ciò una vera falsità ed invenzione della cacciata, da persone inique che invidiavano il felice stato, nel quale essa Camilla di presente si trova, venendo trattata da damigella fidelissima specializata in tutti gl’honori e confidenze domestiche». Ma vediamo quale era lo status e condizione di Camilla prima di questo fortuito lavoro presso i giovinazzesi conti Chiurlia, secondo quanto ella stessa raccontò al notaio: «… miseria, nella quale viveva quando dimorava in Bitonto, non già in casa di detto don Donat’Antonio ma con una sua sorella miserabile, non havendo ne come vivere ne come mantenersi, anzi essendo notoria la sua povertà, nessuno de’ parenti la mirava o le usava qualche convenienza, che sapendo le sue quotidiane necessità, nessuno la sovveniva o le dava aggiuto (aiuto)». L’unico aiuto le venne proprio e solo dallo zio canonico che «ricordandosi alla fine della di loro necessità, usò ogn’industria di mettere in sicuro il suo honore, e però con molti mezzi et addirittura pregò e fece pregare da due anni in circa detti sig. Conte e Contessa, affinchè la ricevessero in loro casa e se la mettessero a servitio … e con effetto, dopo molte preghiere e suppliche, essa fu ricevuta in casa et al servitio di detti sig. conte e contessa, e fu specializzata nel di loro servitio con essere dechiarata damigella della sig.ra donna Christina Chiurlia figlia d’essi sigg. conte e contessa quale essendosi (ac)casata col sig. don Giuseppe Gadaleta della città di Molfetta, ebbe essa anche l’honore di portarsi in Molfetta, servendo con tal titolo detta sig.ra donna Cristina, ove dimorò più d’un anno». … RIASSUNTA. Dopo un anno a Molfetta però, il rapporto con i suoi datori di lavoro si deteriorò e «per alcuni frivoli pretesti fu licenziata da detti sigg. don Giuseppe Gadaleta e donna Christina Chiurlia e decentemente rimandata in Bitonto sua patria et in casa di detta sua sorella». Chi avesse saputo di questo licenziamento avrebbe potuto giudicarla male supponendo ch’ella si fosse «dimostrata distratta o pure che fusse stata notata di qualche fallo» e tutto ciò avrebbe pregiudicato così altri possibili rapporti di lavoro, pertanto senza chiedere nulla allo zio né agli altri parenti «riconoscendo avanzata la miseria della sua casa e che li mancava il necessario al proprio mantenimento, … fece interessare molte persone appresso detti sigg. conte e contessa, acciò l’havessero ripigliata al di loro servitio per assicurare maggiormente il suo honore, e vedendo che nessun

officio era efficace si risolse d’andare personalmente a ritrovare detta sigg.ra contessa che si ritrovava in Bitonto in casa del sig. don Gaetano Alborquerque suo fratello, pensando di muoverla a compassione con la sua umiltà e suppliche che li portò a viva voce». La nostra Camilla sapeva come muoversi, e solo con la reintegrazione nel vecchio posto di lavoro poteva difendersi dalle malelingue e far salvo il suo onore; naturalmente la strada da percorrere non era delle più agevoli ma con la sua tenacia Camilla ebbe la meglio «e benché detta sig.ra contessa repugnasse di riceverla nuovamente al suo servitio, poichè era stata licentiata dalla detta sig.ra donna Christina sua figlia, finalmente commiserando le sue lagrime e non potendo resistere all’importune suppliche li dava essa asserente, ch’istanza li facevano tutti quelli signori e signore che stavano in sua casa, quali tutti concorrevano al sollievo d’essa asserente, finalmente detta sig.ra contessa fu obligata dalla carità ad accettarla e rimetterla a suo servitio». Dopo la così difficile riconquistata onorabilità, la chiacchiera di un fantomatico ricorso dello zio all’autorità, rischiava di compromettere di nuovo tutto, ella sarebbe infatti ripiombata nella miseria e nel disonore se avesse perso quel lavoro «dal quale vedendosene hoggi quasi privata per assicurare il suo mantenimento, decoro et honore dichiara, et attesta con giuramento, che non può ne vuole ritraersi da detto servitio e ritornare o in casa sua o de suoi parenti», parenti che per altro non la volevano affatto «non havendone niuno fido caritativo, ne capaci o bastevoli a darli il quotidiano alimento». Pertanto Camilla «instantemente in presenza nostra prega e ne supplica detti sigg. governatore e regio giudice di voler interporre la loro efficacia appresso detti sigg. conte e contessa, acciò chè per conserva del suo honore e conferma del suo benstare si degnassero ritenerla di loro servitio, il che lo spera dall’efficacia di detti sigg. come pure dalla somma pietà e zelo di detti sigg. conte e contessa». Camilla non sa quali armi usare per convincerli, le prova tutte, anche la minaccia compassionevole d’un suicidio «perchè quando ciò non seguirà, essa in niun conto intende appartarsi e se sarà violentata, a partire più presto si buttarebbe a mare o si procurarebbe altro male, che vedere parenti o andare alle loro case perchè sicome non l’havrà ritrovata, ne compassionata per il passato, peggio si comprometterebbe per il futuro, ne in poter loro starebbe sicuro il suo honore non essendo stati huomini che l’hanno havuto a cuore per il passato». Nessuno è disposto a cedere a ricatti e tale dovette forse apparire al governatore la preghiera di Camilla; pertanto diplomaticamente questi cercò di convincerla a rivedere la sua posizione nei confronti dei familiari «Al che detto sig. governatore e giudice non hanno mancato di replicare e persuaderla che’era molto migliore levarsi da servitù e tornare in sua casa, da detto suo zio don Donat’Antonio Cavallo …(volendo) sperare d’essere collo-

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cata in buon stato et aiutata sempre in tutto quello che l’occorrerà». Sia il governatore che il giudice si impegnavano a caldeggiare presso lo zio il suo ritorno in famiglia sicuri che quest’ultimo l’avrebbe ben trattata e le avrebbe assicurato «stato decente, con collocarla in un buon matrimonio. Essa Camilla però ostinatamente ha sempre replicato, che mai vedrà i suoi parenti, ne vuol dipendere dalla speranza, quando hoggi sta nel certo e tanto più deve diffidare di detto suo zio don Donat’Antonio Cavallo, quanto che tenendo due altre nepoti in casa, benchè non sorelle d’essa asserente, non ha già veduto che l’habbia fin’hora potuto accomodare, onde di nuovo supplicò detti sigg. governatore e giudice a fare la carità di mettere tutt’il loro impegno a quietare detti sigg. conte e contesa e procurare che continui nel di loro servitio per ricevere perpetuamente, sicura del suo honore, e con tutta commodità, attestando di non essersi vista mai in simile stato che di presente si trova, di quiete d’animo, sicurtà d’honore et honoratamente trattata, et sic declaravit et attestavit medio iuramento». Purtroppo l’atto notarile (ASBa, P.za di Giovinazzo, sk. 18, vol. 312, ff. 5-6) non ci fornisce altre informazioni e non sappiamo quindi dove e come Camilla finì il suo lavoro. IL BOVOLANO …

Anche di un altro licenziamento non abbiamo che sommarie notizie. Prima di trascrivere gli atti ad esso relativi sintetizzo il caso. Nella casa di Felice Misurelli, Angelo Paolo di Palma lavorava come guardiano e custode dei buoi, Carlo Pantaleo «alias Parassito» (il soprannome già dice tutto!) come bracciante. Usualmente i buoi del Misurelli erano portati al pascolo nel chiuso di sua proprietà, sito dietro la torre di Giuseppe Siciliano. Un giorno il bracciante Carlo, per rendere un favore al guardiano Angelo, si impegnò a sostituirlo ma portò i buoi in altro luogo, ciò fu causa del licenziamento di Angelo. A Carlo questa verità una mattina fu estorta confidenzialmente, a malincuore, dall’amico Donato Carbonara mentre i due tornavano insieme «da un luogo d’olive detto il Termite di Braida delle revv. Monache ... doppo finito di fatigare ... per la strada che viene al convento di S. Agostino». Donato Carbonara «per sgravio di sua coscienza a richiesta fattali» volle fosse trascritto, in atto pubblico davanti ad un notaio, tutto quanto si erano detti. Nel discorso fatto Carlo «li rispose, che loro si facciano li fatti loro», ma Donato insistente, si permise supporre «farsi per sospetto» che il licenziamento fosse collegato ad un «certo danno seguito di notte al luogo d’olive detto Pauliciello del rev. can. sig. don Giovanni Battista Perillo». Ma Carlo replicò «Non nuoce far mal pensiero a niuno de gualani, mentre io stesso fui che andai a mettere li bovi di detto Felice Misurello dentro detto luogo d’olive del detto don Perillo, e prima di questo ero andato per metterli dentro il luogo detto Santo Scianno del rev. can. sig. Camill’Antonio Martuccio et havendoci in detto luogo osservato che ci stavano

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gl’aratri di Giovanni Antonio Carbonara, perciò non li mettei in detto luogo, ma in quello di detto canonico don Perillo, nel quale ce l’havea posto verso un’hora in circa di notte». Lasciati i buoi al pascolo, Carlo si organizzò per passare al meglio, in buona compagnia la notte e «doppo haver serrato detti bovi in detto luogo Pauliciello, si ritirò nel convento de padri Domenicani fuori la porta, a causa che non poteva entrare dentro la città, perchè stava inquisito e in detto convento li fu portato un pigniatello di fave cotte e se li mangiò assieme con Vincenza Cirillo, con la quale stiede sin alle 5 hore di notte». Alle cinque di notte quindi uscì dal convento e raggiunse il chiuso di Felice Misurelli, per dormire. Quando si svegliò alle nove del mattino «andò ad’uscire detti bovi da dentro il sopradetto luogo d’olive, detto Paulicello, del detto canonico don Perillo, e ... la matina seguente, (doppo fatto detto danno) andò a seminare le fave alla cocevola del rev. don Sergio Sepe, alla Carbonara, e detto don Sergio havendo visto li detti bovi che stavano assai satiati, disse a detto Carlo: “Bravo stanno satii questi bovi”». Per evitare che si scoprisse il reato di violazione di proprietà ch’egli aveva compiuto a danno del canonico Perillo, «detto Carlo li rispose, che stavano satii di paglia, quale la tenevano avanti e proprie sopra la Carbonara», menzogna che improvvisamente gli era balenata alla mente «perchè in quella matina si trovò passando dalla via di Molfetta, vicino a detta cocevola» predisposta per il pascolo (ASBa, P.za di Giovinazzo, sk. 18, vol. 314. f. 179-180 atto del 23 novembre 1710). … TRADITORE Ai primi di dicembre fu chiamato a testimoniare relativamente all’increscioso episodio proprio «Angelo Paolo di Palma della città di Molfetta, da molti anni accasato et habitante in questa di Giovenazzo il quale per sgravio di sua coscienza a richiesta fattali (fece) dichiarazione ... come nel passato mese di settembre del corrente anno 1710 ritrovandosi esso attestante per gualano e custode de bovi di Felice Misurelli per lavoratore Carlo Pantaleo alias Parassito al medesimo esso Angelo Paolo una sera di detto mese, disse che havesse andato ad inpastorare detti bovi nel chiuso di detto Felice padrone di quelli, dietro la torre del quondam Giuseppe Siciliano a causa che esso attestante per quella sera solamente doveva mettersi certe sole alle sue scarpe». Un favore ad un amico non si nega mai «e così detto Carlo se n’andò per mettere detti bovi in detto luogo e la medesima sera verso un hora di notte perchè detto Carlo non poteva entrare in città per ritrovarsi inquisito, esso attestante portò al detto Carlo un pignatello di di fave cotte, con un pezo di pane, fuori la porta di questa predetta città e proprie nel convento de padri Domenicani». Può essere che Angelo con quel pignatello di fave abbia voluto ripagare il bracciante della cortesia ricevuta certo che l’impegno era stato assolto, ma era meglio accertarsene , «nel mentre le diede dette fave e pane esso attestante domandò al detto Carlo se era andato a mettere detti bovi in detto luogo e chiuso del sudetto Felice Misurelli, e detto Carlo rispose non voler sapere se cel’ho posti, è no’, (e) basta, e maravigliandosi esso attestante di tal risposta di nuovo li replicò se l’havea posti in detto luogo e detto Carlo rispose le seguneti parole: “Io li bovi li sono andato a mettere dentro il luogo d’olive detto Paulicello del rev. can. d. Giovanni Battista Perillo”», Ormai, volente o nolente, Carlo aveva confessato il suo errore! «il che inteso da esso attestante, cominciò a delirare contro detto Carlo con ingiuriarlo e dirli: “traditore, che hai fatto in haverli andato a mettere in detto luogo d’olive per farmi precipitare col padrone di detto luogo, mo’ va’ di correra a cacciarne detti bovi dal detto luogo» (ASBa, P.za di Giovinazzo, sk. 18, vol. 314, f. 195r-196v atto del 1 dicembre 1710).

DIEGO DE CEGLIA


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la

pagina DI

dell emigrante

AGOSTINO PICICCO

RITI PUGLIESI DELLA SETTIMANA SANTA A MILANO Una novità assoluta in preparazione alla Pasqua è stata offerta agli emigrati pugliesi a Milano, che non sempre possono tornare in Puglia per partecipare ai riti della settimana santa. Per la prima volta a Milano è stata riproposta la Passio Christi con una cinquantina di figuranti in costumi d’epoca che hanno rappresentato e rievocato il percorso di Gesù nei giorni della Passione. I figuranti, accompagnati dai loro amministratori locali, sindaco in testa, venivano dal comune di Ginosa (TA). Lo scenario non poteva essere quello della gravina di Ginosa dove si esibiscono durante la settimana santa, richiamando tanto pubblico di devoti e turisti, bensì quello più modesto ma altamente prestigioso del porticato e del cortile d’onore di Palazzo Isimbardi sede della Provincia di Milano. Una rappresentazione molto coinvolgente, divisa in diverse tappe, corrispondenti alle stazioni della via crucis del Cristo sofferente condotto al Calvario, sovrastato dalla croce e percosso da frustate, il tutto molto realistico, tanto da commuovere più di uno dei numerosissimi spettatori, non solo pugliesi, intervenuti. La rappresentazione della Passio è stata preceduta da un convegno, svoltosi nella Sala Affreschi della Provincia, sulle tradizioni popolari pugliesi: dalle feste patronali, ai riti della settimana santa passando attraverso fuochi di sant’Antonio, altarini di san Giuseppe, novene, sagre e fiere varie. Dopo i saluti istituzionali del Vice Presidente della Provincia di Milano Novo Umberto Maerna, dell’Assessore regionale Alessandro Colucci e del Presidente dell’Associazione Pugliesi di Milano Dino Abbascià, attraverso l’ausilio di filmati, foto e recitazione di testi tratti dal volume Puglia in festa del regista RAI Tito Manlio Altomare, sono stati rivisitati tanti aspetti della nostra migliore tradizione popolare che si interseca con fede e devozione e che resiste a secolarizzazione, globalizzazione e scorrere del tempo. E’ emerso il significato e la ricchezza rituale e celebrativa di queste antiche tradizioni e devozioni visivamente rese dalle classiche immagini di bande, luminarie, fuochi d’artificio (diurni e notturni) e relative “chiamate”, luci spente per la processione dei “misteri”, accompagnamenti di confraternite, bancarelle, focacce, venditori di palloncini, palloni aerostatici, folle festanti che sciamano per i centri storici, santi portati per mare con relativo corteggio di barche. Il tutto in un contesto di accecante luce estiva, di bagliori primaverili, di silenzi invernali, di colori autunnali: perché queste tradizioni, che si richiamano al calendario liturgico della chiesa, sono diffuse su tutto l’arco dell’anno valorizzando i singoli periodi e le loro peculiarità. Tali feste, inoltre, in quanto fenomeno collettivo, manifestano il vissuto di una comunità e di un popolo nel suo desiderio di socializzazione, di coinvolgimento, di partecipazione. Nella devozione si coglie la ricerca del senso della vita, la nostalgia delle radici perdute (soprattutto per l’emigrante), la forza e l’intensità evocativa del rito. Al convegno e alla rappresentazione, organizzata dall’Associazione Regionale Pugliesi, ha partecipato una delegazione del gruppo dei “Giovinazzesi fuori porta”. Anche loro, al termine dell’intenso pomeriggio milanese di metà marzo, hanno avuto modo di degustare prodotti tipici pugliesi (calzone, focaccia, taralli, verdure cotte), allietati dalle musiche del Gruppo di Ricerca Popolare di Ginosa che ha riproposto danze e canti della tradizione popolare, con grande coinvolgimento del pubblico che si è fatto trascinare, complice la musica e il buon vino, nei balli che sono seguiti.

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LUTTO LEONARDO SCIVETTI detto Ba Narducc BROOKLYN. Il 2 aprile serenamente si è spento BA NARDUCC (ex Pescatore), amico di tuti. I giovinazzesi lo ricordano con immenso affetto.

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i

racconti

del pescatore DI ONOFRIO ALTOMARE

MI HANNO RUBATO IL PALLONE geneticamente modificato, quello in cui è l’uomo al centro del football, senza schemi, strategie, marketing. Il calcio dei funamboli, dei poeti estremi del prato verde, di una rinnovata immaginazione al potere. Il calcio del dribbling, del pallonetto. Della bellezza, e delle emozioni che prevalgono sul business. Non il calcio venduto oggi che ha allontanato i più appassionati dagli spalti, consegnandoli al pessimismo e all’evento nefasto della scomparsa del calcio con la “c” maiuscola calpestato da scandali e da uno svolazzo di soldi in mani più o meno lecite. Samuele Bersani parla anche di un «pallone scappato». Io aggiungerei anche «pallone sbottato e artificiale, finto!». Quello che insomma oggi non esiste più. Soprattutto in Italia, infatti, quando nominano, quello che è tuttora considerato, lo sport più bello e seguito al mondo, i prosatori nostrani discettano di scandali, scommesse e soldi, soldi a palate. Che fanno gola, ed è l’unica cosa che importa, a quella che è una vera e propria oligarchia italiana, i presidenti delle squadre di serie A. Dai più famosi, Silvio Berlusconi, e la famiglia Agnelli, a Diego Della Valle, e Massimo Moratti, quest’ultimo in particolare usa la sua Inter, come una macchina attraverso cui ripianare i debiti del suo gruppo scaricandoli sulla squadra, e portandola in quello che è un vero e proprio abisso finanziario: 1351 milioni di euro; a tanto ammontano infatti, le perdite in diciassette stagioni di presidenze Moratti. Mi domando e dico: perché dunque non tornare al calcio povero e adatto a questo periodo di crisi e austerità? Io penso che un bel premio partita in natura, cioè un bel cesto di pasta e prosciutto oltre al rimborso spese potrebbe oggi rivalutare

l’aspetto etico di questo sport e riavvicinare tanta gente agli stadi. E poi ogni squadra dovrebbe raccattarsi i soldi per costruirsi un proprio stadio con tanto impegno e dignità, offrendo a tutti la possibilità di accedere e creando contemporaneamente un gioiello culturale. Che bella idea non credete? E perché no? Si potrebbe anche creare una sorta di partecipazione sottoforma di azioni da parte dei tifosi più affezionati, una vera consapevolezza di tutto ciò che succede nella squadra del cuore con relativo diritto al voto.Esisterà mai una mia squadra del cuore fatta così nel prossimo futuro?

LAUREA

«Ci vuole molto coraggio a rotolare giù in un contesto vigliacco che non si muove più e a mantenere la calma adesso, per non sentirsi un pallone perso…» canta il nostro Samuele Bersani in una delle sue recenti canzoni presentate al Sanremo nazionale. Certo che oggi molti calciatori devono avere una grande onestà nel fare ammissioni circa il loro coinvolgimento nelle vicende di corruzione privata che stanno attanagliando nuovamente tutte le squadre di calcio della nostra Italietta. Ed ha ragione il cantautore quando parla di «pallone rubato»: non si potrebbe descrivere meglio la situazione del calcio, uno sport che nel passato ci faceva sognare e, accanto alla tradizione religiosa, era l’unico modo per trascorrere in allegria i noiosi pomeriggi domenicali. Italia, paese di Poeti, Santi e … calciatori! Già, calciatori che hanno venduto l’anima e la maglietta per soldi. Dall’antica Roma ai bei tempi di Mazzola ne è passata di acqua sotto i ponti. Dalle attività ludiche così tanto amate dagli imperatori alle attività di famosi imprenditori italiani che stabilirono che il calcio doveva far parte dei loro affari e delle loro passioni. Fu proprio così che nacquero le squadre del cuore, composte da quei calciatori che si seguivano dall’inizio alla fine della loro carriera, una carriera spesa molto spesso con lo stesso stemma e senza tanti miliardi in tasca. Chi mai potrà dimenticare Mazzola, Rivera, Riva e Zoff, campioni non solo in campo ma anche nella vita, portabandiera di valori oggi da tutti dimenticati e calpestati in nome del dio denaro. Per Pier Paolo Pasolini, che è stato da giovane, anch’egli una fantasiosa ala destra, «il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci». Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro secondo Pasolini. parliamo del calcio autentico, quello capace di opporsi al pallone

CONGRATULAZIONI ALLA DOTT.SSA MARIA LOPRAINO PER LA LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE AFFINCHÈ QUESTO TRAGUARDO SIA L’INIZIO DI TANTI SUCCESSI E SODDISFAZIONI.

AUGURI! ORGOGLIOSI DI TE PAPÀ E MAMMA

CAMPO

DI CALCIO

Ci saranno stadi belli e luminosi come arcobaleni! Si avrà l’impressione di essere entrati nel Paradiso. Vi sarà S. Pietro che tutto uguaglierà nella società del non vivere.

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