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Via Cairoli, 95 Giovinazzo 70054 (Ba) Edito da ass. La Piazza di Giovinazzo Iscr. Trib. di Bari n. 1301 del 23/12/1996 Telefono e Fax 080/3947872 Part. IVA 07629650727 IND.INTERNET:www.giovinazzo.it E_MAIL:lapiazza@giovinazzo.it FONDATORE Sergio Pisani PRESIDENTE: Sergio Pisani DIRETTORE RESPONSABILE Sergio Pisani

DI SERGIO PISANI

ILLUSTRAZIONE DI GIOVANNI PARATO

prima pagina

REDAZIONE Damiano de Ceglia - Giovanni Parato Alessandra Tomarchio - Giusy Pisani Donata Guastadisegni - Agostino Picicco Vincenzo Depalma - Enrico Tedeschi Michele Decicco - Onofrio Altomare Giangaetano Tortora - Mario Contino Porzia Mezzina - Rosalba Mezzina Luciana Carbonara - Mimmo Ungaro CORRISPONDENTI DALL’ESTERO Rocco Stellacci (New York) Giuseppe Illuzzi (Sydney) Grafica pubblicitaria: Rovescio Grafica Responsabile marketing & pubblicità: Roberto Russo tel. 347/574.38.73 Sergio Pisani tel. 080/3947872

ABBONAMENTI ITALIA: 20 Euro SOSTENITORE: 50 euro ESTERO: 60 Euro

Prima in poche parole il sugo del discorso. Ha vinto al ballottaggio l’elettricista contro l’avvocato. Depalma suffragato dal 52,15% degli elettori (pari a 5.977 delle preferenze totali) ossia 492 voti in più del Gli abbonamenti vengono sottoscritti con bonifico bancario o bollettino di corrente candidato del centrosinistra alternativa Daniele de Gennaro postale n.1037612288 intestato a suffragato dal 47,85% degli elettori (pari a 5.485 delle preferenze ASS. LA PIAZZA DI GIOVINAZZO totali). Poi il cacio sui maccheroni. Prima però di aver dato il giusto VIA CAIROLI, 95 70054 GIOVINAZZO (BA) ITALY omaggio, la riconoscenza all’avv. de Gennaro. Un figlio di Giovinazzo IBAN:IT15U0760104000001037612288 che ci fa onore. Che si è lasciato scivolare sul mantello dell’indiffeLa collaborazione é aperta a tutti. La rerenza le offese, le accuse di doppiogiochista, gli inciuci. Di lui ricordazione si riserva la facoltà di condensaderemo la rilassatezza del suo sorriso e la trasparenza di stile , di re o modificare secondo le esigenze gli scritti senza alterarne il pensiero. espressione. Era dal 1994 che un candidato sindaco non mostrava FINITO DI STAMPARE IL 28.06.2017 al popolo anticipatamente la propria squadra di governo. Lo fece


solo 23 anni fa Ruggero Iannone, il primo sindaco eletto dai cittadini. Lo ha ripetuto Daniele de Gennaro. Di lui ricorderemo il gioco delle carte scoperte e la trasparenza nel mostrare al popolo elettore i nomi e i cognomi per guardare avanti e lontano. Sappiamo tutti quale putiferio scatena nella segreteria della coalizione vincente la spartizione degli incarichi. Non sarebbe successo in casa de Gennaro. Auguri a Tom che ha usato la lingua dei segni in HD per spiegare ai sordi gli effetti speciali che ci hanno accompagnato in questi cinque anni di governo. I suoi ‘yesman’ gli facevano coro entusiasti al grido: «Mado’, che emozione!». I giovinazzesi hanno scelto chi guiderà la città per i prossimi 5 anni. Ha fatto battere i cuori a 5.977 Giovinazzesi e scritto una nuova pagina di storia, Tommaso Depalma. Tommaso Depalma è l’elettricista illuminato che ha mostrato la lampada di Aladino nell’ultimo comizio. E’ l’ex sindaco che ha sconvolto la dottrina politica mandando a casa di fatto la roccaforte della sinistra storica. E’ suo il Sole che splenderà nei prossimi 5 anni sulla città di Giovinazzo. Sconfitta anche la previsione di chi fronteggiava l’illusione politica della Città del Sole con quella di un’Estate migliore. Smentite Cassandre e analisti evidentemente non illuminati dalla loro scienza quanto un semplice diplomato al Santarella. Non sarà il Campanella che critica il pensiero aristotelico, però ci piace ascoltare Depalma perché senza la semantica raffinata dell’oratore di professione è così corporeo e trascinante da riuscire a contrattaccare colpo su colpo l’avversario vincendo persino il confronto. E senza mai trascendere (sperando solo di non aver bisogno di una gastroscopia del prof. Castrignano) ha dimostrato di saper dire pane al pane… ma anche aceto al vino non buono. Forse un discorso pubblico non da conferenziere né da arringatore, ma che lo rende di gran lunga più vero e più efficace di tanti politici di lungo corso. Così ha vinto Tommaso Depalma, l’elettricista che 5 anni fa voleva illuminare di nuova luce la città. L’elettricista che come Nibali adora la bicicletta da corsa e si prepara a confessarsi con Sant’Agostino come fecero Petrarca e Pantani sul monte Ventoso per un’altra ascesa, un’altra sfida. Sfuma il sogno di Daniele de Gennaro di diventare il 17° sindaco di Giovinazzo, la sua Primavera alternativa sarà invece illuminata dal Sole della Città ideale di Tommaso Depalma. Mai sottovalutare un elettricista! SERGIO PISANI

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DEPALMA

T OM

SARÀ IL SINDACO CHE

GUIDERÀ I GIOVINAZZESI PER I PROSSIMI

5 ANNI


la

parola

allo

sconfitto

IL FAIR PLAY DI DANIELE DE GENNARO «E .S RAVAMO UN SEME GETTATO NEL TERRENO CHE È GERMOGLIATO

CAMBIANDO IL CORSO DELLA STORIA IN POCO PIÙ DI

200

TAVAMO

GIORNI»

Saresti stato il 17° sindaco della storia di Giovinazzo. Quel 17 ha portato male? Sono nato il 17 dicembre. Non penso che sia un dato scaramantico! Scherzi a parte, la rivoluzione gentile è solo rimandata? No, è in corso. Abbiamo rimesso al centro della città gente sfiduciata, giovani che contestavano ma non provavano a costruire. Abbiamo posto le basi per il cambiamento. Eravamo un seme gettato nel terreno che è germogliato. Ora siamo una pianta con i suoi virgulti che stava cambiando le sorti della città. La crescita, nessuno la può fermare. Rispetto alle previsioni della vigilia, il risultato può essere ritenuto una debacle oppure una resa a testa altissima? Partivamo da zero. Non avevamo una struttura organizzata, eravamo una novità, per qualcuno un’astrazione. Siamo stati suffragati al 1° turno dal 29,48%, dovevamo recuperare un gap del 15%. Siamo arrivati quasi al 48%, a sfiorare l’impresa. Eravamo entrati nei cuori della gente. Il ballottaggio ci consegna un dato significativo: 5.485 preferenze, quasi il 48%. Stavamo cambiando il corso della storia. Sono risultati inimmaginabili se pensiamo che siamo nati poco più di 200 giorni fa. E’ il caso di dire «la storia sono loro,Tommaso Depalma e compagni». Qualcuno si sente offeso? Ma no. La storia la scrivono vincitori e vinti. La storia siamo noi, siamo noi questo cuore pulsante della città. Abbiamo perso la battaglia, in futuro vinceremo la guerra. Come sarebbe stata Giovinazzo con Daniele de Gennaro sindaco? Ho giocato a carte scoperte. Ho presentato i consiglieri, anche la squadra degli assessori. Ho fatto tutto secondo i canoni della trasparenza. Con me, Giovinazzo sarebbe stata più partecipata, più limpida dalla sorgente ai percorsi decisionali. Come sarà invece Giovinazzo con Tommaso Depalma sindaco? Curioso di vederla. Quanto durerà Giovinazzo con Tommaso Depalma sindaco? Alla fine i poteri divergenti giungono a compromessi. Quei compromessi che noi, per partito preso, abbiamo sempre rispedito al mittente. Non riesco proprio a formulare tempi e risultati della Giovinazzo del 2° Depalma!

Al termine di questa campagna elettorale, senti di doverti rimproverare qualcosa? Abbiamo fatto ogni sforzo, tentato ogni via, ogni mezzo per riuscire, per arrivare. Sono sereno. Abbiamo fatto anche l’impossibile! Come sarà, a partire dal 25 giugno, la vita di Daniele de Gennaro? Continuerò a studiare le carte della Pubblica Amministrazione. Daremo il nostro parere su ogni singolo atto che il governo di città vorrà portare a termine. Saremo sempre presenti. Ce lo chiede la nostra gente, il nostro cuore pulsante! SERGIO PISANI


la

parola

al

sindaco

LA SECONDA VOLTA DI TOMMASO DEPALMA «L .L !» A CITTÀ HA SCELTO NOI

A CITTÀ CONTINUA A FIDARSI DI NOI

Da «TUTTO VERO. Un elettricista sindaco» nel 2012 a «Tomtom 2017». Ti emoziona la copertina? Non sono mai scontate. Sono un po’ folli come il direttore! Titolo: TomTom. Ti senti la guida satellitare della città fino al 2022? Voglio invece stare di fianco a chi mi guida. Voglio essere soprattutto il supporto a questa città che ha tante potenzialità in parte espresse in parte da esprimere. «La storia siamo noi…» - ricordavano gli uomini di SI (Sinistra Italiana) ai giovinazzesi sui social network. Invece la storia la scrive Tommaso Depalma. Nessuno si deve sentire offeso? E’ arrivato il momento di riconciliarsi con questa città, con tutti i giovinazzesi per continuare insieme il cammino verso il bene comune. Ci sarà spazio per tutti. Continuerò ad essere il sindaco di tutti i giovinazzesi! Anche se qualcuno ti accusava “tutti sono uguali, tutti rubano nella stessa maniera”? Abbiamo risposto con i fatti. Abbiamo appaltato milioni di euro di lavori, abbiamo gestito situazioni delicate, ne siamo sempre usciti in maniera pulita, trasparente, senza mai uno schizzo di fango che potesse sporcare la nostra efficace azione amministrativa. Non un abbraccio, non una stretta di mano, un bocca al lupo con i tuoi avversari. solo perché non si è presentata l’occasione? Con Daniele de Gennaro non ho mai avuto problemi di fair play. Non posso dire la stessa cosa per gli altri due competitori la cui cifra della cultura sono l’insulto, la vendetta, il rancore. Ci spieghi come si vince da solo contro tutti con tanto di bon To(m)? C’era chi voleva darci lezione di stile, chi giocava sporco facendo comizi davanti i sagrati delle chiese, senza alcun bon ton appunto e poi è scivolato miseramente. Noi siamo rimasti fedeli a noi stessi, raccontando la nostra verità e mettendo in campo la consapevolezza di poter continuare a dare sempre il meglio. La gente ormai ha conoscenza, competenza, i giusti mezzi per stabilire le giuste cause. La gente dà torto e dà ragione. Ecco, la gente ci ha dato ragione! E’ più facile vincere questo ballottaggio o scalare il Mortirolo a corto di fiato o senza i ‘corti di cinema’? Il Mortirolo non l’ho mai scalato. Ho partecipato alla Granfondo Nibali del 2016. Sono state solo 4 ore di dura salita, di sofferenza verso Milazzo. La campagna elettorale è stata invece lunga, lunghissima, faticosissima. Il traguardo resta sempre lontano, invisibile e anche quando ti premiano alla prima tappa rimani sempre in due in vista del traguardo finale. Il responso dell’urna dipende metaforicamente anche dal rapporto che dai alla bicicletta e da quanta birra hai ancora nelle gambe. L’emozione di questa vittoria non ha eguali. Speriamo di smaltire subito le scorie di questa competizione

elettorale e ripartire veloci come sempre. La città ha scelto noi. La città ha bisogno di noi! Qual è il segreto della tua iperattività dalle 5.00 del mattino alle 23.00 della sera? Parliamone…. La dedizione al lavoro, la voglia di mettercela sempre tutta, la capacità di alimentarsi dalla fiducia della gente. Sono i cittadini a trasmettermi energia,voglia di non mollare, voglia di arrivare. L’onorevole Scianatico prendeva commesse a Roma per conto dell’Afp. Parimenti Depalma sindaco per sua azienda? Vi invito a visionare i bilanci presentati in Camera di Commercio della mia srl. Così fugherete una volta per tutte tutti i dubbi: adesso fatturo la metà rispetto agli anni precedenti alla mia elezione a sindaco! Oltre 100 Ferrari fiammanti sono sfilate a Bari tra muraglia e lungomare. Però Marchionne è andato a cena in quel di Polignano. Ma non avevamo Giovinazzi, il 3°pilota della Ferrari? Polignano sa anche mettere da parte le polemiche per assicurarsi ogni anno per 800mila euro il Red Bull Cliff Diving, i tuffi dalle grandi altezze. Cercheremo di colmare nei prossimi 5 anni il gap, senza dimenticarci che siamo comunque la bomboniera del nord barese. Ce l’hai un pensiero per i giovinazzesi vicini e lontani? Mi sono guadagnato la loro fiducia. Giuro di non lasciarli mai soli!

SERGIO PISANI


IL COMMISSARIO PREFETTIZIO Per completezza cronologica ed a titolo di curiosità vi riportiamo in fondo alla pagina l'elenco dei Commissari Prefettizi avvicendatisi alla guida di Giovinazzo nel periodo storico considerato

Fu eletto sindaco all'età di soli 29 anni, per cui sino ad ora rappresenta il primo cittadino più giovane, nel periodo considerato, nella storia di Giovinazzo

Noto avvocato del foro barese

Docente di lettere presso la scuola media Buonarroti e il liceo Spinelli

Fu lui il primo sindaco a governare Giovinazzo nella sede attuale del Comune

Socialdemocratico, sindaco ad interim per un brevissimo periodo (senza consiglieri)

5^ elementare, manutentore Impianti elettrici presso le FF.SS. Grande amico di Aldo Moro: a Roma apriva la sua porta senza bussare

Primo sindaco giovinazzese del P.C.I. Ha governato per soli 3 mesi

Ostertico, democristiano. È l'Amministrazione più longeva, quantomeno a partire dal dopoguerra

Ingegnere, il nuovo corso giovanile della D.C.

Socialista, sindacalista della UIL

Si tratta del primo sindaco di Giovinazzo con giunta democristiana

Al pari dell'avv. Tournier, è il primo cittadino col mandato di più breve durata, avendo amministrato la città per soli tre mesi

Il primo sindaco eletto direttamente dal popolo

L'ultimo sindaco, prima di un lungo periodo di commissariamento.

Stimato medico di famiglia

Il primo sindaco giovinazzese del terzo millennio. Per la verità era stato già eletto nelle amministrative del maggio 2001, tuttavia fu delegittimato dopo pochi giorni a causa delle dimissioni rassegnate in blocco dai consiglieri di centro destra che avrebbero costituito la maggioranza in seno al Consiglio Comunale. A distanza di un anno esatto (sempre 27 Maggio) è eletto sindaco. Dopo 5 anni di legislatura si riconferma sindaco nel 2007.

Il Commissario Prefettizio è un funzionario del Governo ed è nominato a seguito dello scioglimento del Consiglio Comunale con lo stesso decreto di scioglimento, adottato dal Presidente della Repubblica, su segnalazione del Prefetto. Peraltro, iniziata la procedura, il Prefetto, per motivi di necessità, può sospendere, per un periodo non superiore a novanta giorni, il Consiglio e nominare un Commissario per la provvisoria amministrazione dell'ente. Lo scioglimento del Consiglio Comunale può essere disposto: > quando compieatti contrari alla Costituzione, nonché per motivi di ordine pubblico; > quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause: * impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del Sindaco (in tal caso, tuttavia, non si nomina il Commissario perché al sindaco subentra, fino alle nuove elezioni, il Vice Sindaco; * dimissioni del Sindaco; * riduzione del consiglio, per impossibilità di surroga, alla metà dei suoi componenti; > quando non sia approvato nei termini il bilancio; (in questi casi, il decreto di scioglimento è adottato su proposta del Ministro dell'interno).


SPECIALE ELEZIONI

di Sergio Pisani

THE DAY AFTER TUTTI HA VINTO AL BALLOTTAGGIO L’ELETTRICISTA CONTRO L’AVVOCATO. Depalma suffragato dal 52,15% degli elettori (pari a 5.977 delle preferenze totali) ossia 492 voti in più del candidato del centrosinistra alternativa Daniele de Gennaro suffragato dal 47,85% degli elettori (pari a 5.485 delle preferenze totali). Ma nell’aperitivo preelettorale è successo di tutto. Sono volati gli stracci, i veleni e qualche insulto. Una campagna elettorale al vetriolo, come nessun giovinazzese di buona memoria ricordava. Furie che si sono abbattute dal palco della piazza addolcite solo dalla brezza della sera. Bestemmie dialettiche sfoderate come mitraglie, senza esclusione di colpi. I programmi? Solo sbandierati attraverso una massiccia informazione condotta porta a porta attraverso i depliant e i social network. E proprio attraverso facebook si è consumata una vera e propria guerra mediatica. Fino all’ultimo colpo. Con l’abbattimento dei costi litografici, è stato indiscutibilmente l’avvento dei santini. 305 candidati, anche quelli di riempimento della liste avevano stampato la propria faccia sul bigliettino elettorale. Poi ci sono stati i santoni, i 70x100 cm, quelli che avrebbero fatto i miracoli affissi in ogni dove. Quelli per cui hanno sperato i giovinazzesi recitando più di un rosario. PRIMO TURNO. Antonello Natalicchio, il sindaco che ci ha accompagnato per 10 anni dall’inizio del Terzo Millennio (20022012), è uscito subito di scena con la sua coalizione (Pd, Lista Civica - Area Progressista, Lista Civica - Nuova Giovinazzo, Udc) con il 21,73% (2.678 preferenze), insieme ad Antonio Galizia, (Lista Civica - Giovinazzo Popolare, Lista Civica - Giovinazzo Protagonista, Lista Civica - La Nostra Città) con il 4,78% (590 preferenze) contro il 43,98% delle preferenze (5.419 voti) del candidato sindaco Tommaso Depalma, sostenuto Lista civica - Giovinazzo Città

I NUMERI USCITI DALLE URNE

del Sole, Lista civica - Next Giovinazzo, Iniziativa Democratica, Lista civica - Progettiamo il domani, Lista civica - Terre di Giovinazzo, Sud al Centro, Lista civica - Forza Giovinazzo e Lista civica - Giovinazzo Bene Comune. Secondo classificato con il 29,48% (3.632 preferenze) e dunque premiato per il ballottaggio Daniele de Gennaro appoggiato da 5 liste: (Lista civica -Abbracciamo la Città, Lista civica - Meetup Giovinazzo, Lista civica PrimaVera Alternativa, Lista civica - Per de Gennaro Sindaco e Sinistra Italiana). A votare al primo turno era andato il 67,33 %, (12.733) degli elettori su 18mila circa avente diritto, 370 elettori in meno con un calo del 2.73%. IL BALLOTTAGGIO. Si è solo giocato a scacchi. C’erano in gioco 3.268 preferenze da accordare nel ballottaggio. Bastava girare, parlare, ascoltare. Nei bar, nei vicoli, nei negozi la domanda più ricorrente: «A chi andranno i voti di Galizia, e Natalicchio?». Si è giocato per 14 giorni a scacchi, forse è meglio dire a risiko per definire una simmetria proiettiva di futuribili scenari sul voto. Si doveva votare per premiare il nuovo, o viceversa punirlo. Si doveva votare per premiare la continuità o viceversa per punirla. Sono stati 14 giorni più arroventati della storia elettorale giovinazzese. Pare ancora di ascoltare le cannonate sullo sfondo a quelle liste della sinistra di Natalicchio: «Tom stamattina ha ricominciato con le frasi fatte, fini come lui (la toppa e il buco), epifania dell’universo logico di chi gli scrive i comunicati. Ha protestato che da questa parte ci sia il vecchio. Peccato che con lui non c’è niente di nuovo, ma tutto il peggio del peggior vecchio trasformismo che campa a spese dei cittadini di Giovinazzo da 40 anni e si candida a farlo per altri 40» E giù con una valanga di insinuazioni da lasciare intontita perfino la platea degli indecisi, arbitri successivamente del ballottaggio. Alla fine di apparentamenti ufficiosi o uffi-


LO SCRUTINIO AL 2° TURNO

ELABORAZIONE GRAFICA ENZO M ASTROPASQUA

ciale, di pacchetti di voti di scambio sottobanco se n’è solo parlato. Il secondo turno ha premiato Depalma. I 3268 voti in gioco? Molti sono andati a de Gennaro, pochi invece sono andati a Depalma ma sono stati quei pochi ma buoni che hanno premiato la continuità. Ha votato solo il (61,53%) al ballottaggio. Alla fine la quiete dopo la tempesta. Il gesto più bello, la palma del fair-play: l’abbraccio di Daniele de Gennaro e Tommaso Depalma a conclusione del ballottaggio. IL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE. Ed ecco il nuovo volto del consiglio comunale, tra parentesi i suffragi. Tommaso Depalma, Giovinazzo Città del Sole avrebbe diritto a tre seggi e i più suffragati della lista sono Michele Sollecito (433), Natalie Marzella (213) e Giovanni Del Giudice (210). Due seggi spetterebbero a Salvatore Stallone (249) e a Marianna Paladino (219) di Iniziativa Democratica per la Puglia. Altri due a Forza Giovinazzo, Ruggero Iannone (303) e Gaetano Depalo (219). Un seggio a testa va invece Giovinazzo Bene Comune con Angelo Lasorsa (275), Progettiamo il Domani con Pietro Sifo (209) e Terre di Giovinazzo con Alfonso Arbore (224). Siederanno tutti e 10 con il sindaco Depalma in maggioranza. Marzella, Del Giudice, Marianna Paladino, Gaetano Depalo e Angelo Lasorsa sono alla prima esperienza in consiglio comunale. All’opposizione: Vincenzo Castrignano (PrimaVera Alternativa), Sabrina Mastroviti (X de Gennaro Sindaco), Giovanni Camporeale e Francesco Saracino del Partito Democratico e naturalmente i due candidati sindaci Antonello Natalicchio e Daniele de Gennaro. Avvezzi alle surroghe, citiamo anche i primi non eletti delle liste della coalizione di maggioranza perché la geografia del consiglio comunale potrebbe cambiare con l’assegnazione delle deleghe assessorili: Foglio Mariagrazia Detta Mara (189) di Giovinazzo Città del Sole, Marzella Antonella (86) di Forza Giovinazzo, Discioscia Teresa (135) di Giovinazzo Bene Comune, Caccavo Domenico (162) di Progettiamo Il Domani, Turturro Luigi (83) di Terre di Giovinazzo e Carlucci Antonella (130) di ID. I giovinazzesi: incerti, indecisi, distratti, o che? Sarà il mare a farli ondeggiare un po’ di qua e un po’ di là. E viene il mal di mare a tentare un’analisi del voto giovinazzese di queste amministrative che ha preferito i candidati delle liste collegate al sindaco Tommaso Depalma e di Daniele de Gennaro e a dare scacco matto, a chiudere il ciclo del prof. Natalicchio. Alla fine, ha vinto Depalma suffragato dal 52,15% degli elettori cui spetta però il premio di maggioranza. ANALISI DEL VOTO. Non siamo degli analisti ma un dato è certo: l’analisi di questa tornata elettorale presenta grossi problemi di carattere metodologico. Innanzitutto per la presenza di numerose liste civiche di difficile collocazione politica, e ciò rende complicato il confronto con le consultazioni precedenti. A Giovinazzo i partiti storici sono stati fagocitati dalle liste civiche. E’ questa la novità che ci ha accompagnato nelle amministrative dell’11 giugno. Non ci sono più presentate Futuro e Libertà, Io Sud, Italia dei Valori, Moderati e Popolari, Mpa, Psi, Forza Italia. Persino il Movimento 5 Stelle (il partito dell’antipolitica per antonomasia) che alle politiche del febbraio 2018 si classificò al 2° posto con il 23% dei suffragi alla Camera non ha presentato la propria lista. A livello amministrativo, quindi, il M5S è rimasto sostanzialmente fermo con un elettorato che è confluito in altre liste. Confrontando i risultati delle elezioni amministrative del 2012 e del 2017, il primo dato che emerge è che gli unici tre partiti rimasti in piedi nel centrosinistra hanno riscontrato


risultati alterni. Il calo più significativo nel confronto tra le elezioni amministrative del 2012 e del 2017 è quello del PD - pensate 14,98 % dei suffragi anche se resta il 1° partito di Giovinazzo. L’UDC resta sotto il 3% e non prende seggi mentre il SI (ex Sel) a sorpresa con il 6.50% guadagna l’1.82%. Secondo posto per la lista civica - Giovinazzo città del Sole (11,04%) già presente nelle amministrative del 2012 (10.53%), segue la lista civica Primavera Alternativa (11.04%). LA RIVOLUZIONE ROSA. Vi ricordate che al gentil sesso veniva spesso riservato un ruolo marginale nelle gerarchie delle segreterie dei partiti politici. Adesso non è più così. La politica non parla più solo al maschile grazie alla legge n.215/2012 che stabilisce una seconda preferenza espressa per il candidato consigliere donna all’interno della stessa lista. E’ Sabrina Mastroviti (X de Gennaro Sindaco) la donna più suffragata con 261 preferenze, segue Marianna Paladino di ID (219 voti) e Natalie Marzella (213 voti) di Giovinazzo Città del Sole L’ASTENSIONISMO Resta il primo partito in assoluto. A dimostrazione che gli elettori hanno le balle piene dei politicanti. Alla elezione del sindaco e del consiglio comunale su 18.909 aventi diritto non hanno dato alcun contributo 7274 elettori (il 39,47%). L’astensionismo registrato in questa tornata elettorale è l’immagine di una città che non si riconosce nella politica. Discorso a parte meritano le schede bianche e nulle. I giovinazzesi ci tengono che la propria città sia ben amministrata: 68 persone hanno deciso di non esprimere un parere sulla scheda, imbucandola intonsa nell’urna; 346 le schede nulle o segnate con inedite rime o schizzi. CHI NON C’È. Non fanno più parte del consiglio comunale: Favuzzi Vito, Battista Tommaso, Bologna Felice, Carlucci Raffaele eletti nel 2012 in Giovinazzo Città del Sole; Spadavecchia Claudio, Cervone Francesco eletti nel 2012 per Moderati e Popolari.

Ritorna in Consiglio comunale Pietro Sifo di Progettiamo il Domani, Salvatore Stallone di Id (anche se aveva ricoperto il ruolo di assessore tecnico nella giunta Depalma), Ruggero Iannone di Forza Giovinazzo. All’opposizione: la prima volta del 62enne medico Vincenzo Castrignano (PrimaVera Alternativa), Sabrina Mastroviti (X de Gennaro Sindaco) Francesco Saracino (Partito Democratico) e Daniele de Gennaro. Giovanni Camporeale e Antonello Natalicchio li conosciamo benissimo perché sono stati già due volte consiglieri. SERGIO PISANI


SERGIO PISANI


la

parola

agli

sconfitti

GALIZIA NON SI SENTE UNA VOCE AFONA «I C » L PAESE SI PUÒ CAMBIARE ANCHE STANDO FUORI DAL

Rispetto alle previsioni della vigilia, la tua è ritenuta una vera débacle o un successo per essere riuscito a non far vincere davvero Tommaso Depalma al 1°turno? La nostra coalizione aveva due obiettivi: non fare vincere nessuno al primo turno e di raggiungere il ballottaggio. Abbiamo centrato il primo obiettivo, per tutti noi è stata una grande vittoria. I giovinazzesi hanno capito che chi investe centinaia di migliaia di euro per vincere le elezioni ha altri interessi in barba proprio al paese. Tu continuavi a chiamarlo sogno, non miraggio, utopia. Con tre sole liste civiche vuote, parlare di progetto concreto per l’elezione a sindaco non sembrava troppo presuntuoso? Alle amministrative, si vota per il sindaco, le liste restano relative. Chi non mi ha votato rimpiangerà le seguenti iniziative: il fondo cassa comunale con il lascito del 50% delle indennità del Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio per le famiglie più bisognose di Giovinazzo; l’eliminazione dei parcheggi a pagamento; riduzione di tutte le tasse comunali; realizzazione di parco - giochi, cittadella dello sport, ostello della gioventù, area attrezzata per cani, secondo ufficio postale e sala conferenze, casa accoglienza per disabili; impegno per la sicurezza urbana e campestre; insediamenti artigianali e industriali per lo sviluppo e crescita con aumento di occupazione e posti di lavoro; rivalutazione centro storico con interventi concordati. Continuo a leggere sulla bacheca del tuo profilo facebook: «Noi siamo i veri vincitori e lo dimostreremo». Il senso delle tue parole mi è duro. Con 590 voti (il 4,8%) non si va da nessuna parte! Certo che siamo i vincitori. Ripeto: affrontare la campagna elettorale senza soldi e prendere il 5% è un grande successo. Dobbiamo partire da quel dato per cambiare Giovinazzo. A giochi fatti, a chi ti ha accusato di incarnare una manifestazione di delirio di onnipotenza con contenuti amministrativi di difficilissima individuazione, cosa gli mandi a dire? Sono e sarò sempre una persona umile e con i piedi per terra. Non ho ambizioni di potere. Il potere non mi ha mai coinvolto, sono solo stato sempre al servizio delle persone. Quale indicazione di voto hai suggerito ai tuoi elettori per il ballottaggio? Ho messo da parte le ideologie e ho fatto valutazioni pratiche. Ho indirizzato i miei elettori a votare Daniele de Gennaro quale sindaco di Giovinazzo. Il motivo? Daniele è persona onesta, leale, capace, competente e trasparente. Affidare la città nelle mani di Depalma sarà molto rischioso per Giovinazzo e a rischio per il paese dal

ONSIGLIO COMUNALE

punto di vista della legalità. Daniele mi dà fiducia, Depalma mi inquieta. Come sarebbe stata Giovinazzo con Antonio Galizia sindaco? Giovinazzo con Galizia sindaco avrebbe avuto molto sociale, lavoro, sviluppo, crescita, cultura, sport, sicurezza e tutta la mia disponibilità. Come sarà invece Giovinazzo senza Antonio Galizia, nemmeno eletto nel consiglio comunale? Non è detto che il paese non si possa cambiare anche stando fuori dal Consiglio e dall’Amministrazione. Se chi amministra, ti stima, ti cerca per chiederti consigli soprattutto conoscendo la professionalità sulla sicurezza del paese e delle campagne. La politica si fa per strada, tra la gente. Ho dato molto al nostro paese e nel mio piccolo con i fatti continuerò a farlo solcando quel sentiero. Non ditemi per favore che sono un politico. Quella parola ingigantisce il mio essere. Resto un uomo del popolo, della gente. Il sogno politico di Antonio Galizia finisce qua o dobbiamo aspettarci qualche altra sorpresa? Non ho mai avuto un sogno politico. Soprattutto alla mia età non si possono avere sogni politici. Però si può continuare a dare un contributo al paese se si ha l’esperienza professionale. Se qualcuno mi chiederà consigli nel mio settore sarò ben lieto di dare una mano. Se sarà Danielede gennearo vorrà avvalersi della mia esperienza, io ci sarò. Può questa tua sconfitta politica spegnere la fiamma che arde sul cappello dopo quarant’anni di onorato servizio? Attenzione! Premesso che non ho subito nessuna sconfitta, non si può confondere la mia vita vissuta nella Benemerita con la politica. Sono due mondi diversi che non possono essere assolutamente messi a paragone. L’Arma è una Istituzione sacra ed inviolabile. Per fare il Carabiniere ci vuole una famiglia sana alle spalle, tanta moralità, onestà, coraggio, valori solidi e superare un concorso con tante prove fisiche e psico-attitudinali. Per fare il politico servono chiacchiere, bugie e una parlantina sciolta.

SERGIO PISANI

SERGIO PISANI


la

parola

agli

sconfitti

L’ULTIMA ARRINGA DI NATALICCHIO. FORSE! «In due mesi di campagna elettorale, senza risorse economiche, ho messo insieme il 21% dei voti. Ho imposto il ballottaggio a Cetto La Qualunque» Da Braveheart 2001 a Babbo Natalicchio 2011. Noi avevamo preparato una copertina con su scritto «Pour l’èternité». Invece…? Abbiamo chiamato alle urne un pezzo di questa città che rischiava di non essere rappresentato. Se non fossimo stati in campo, Cetto La Qualunque avrebbe vinto al primo turno e l’orizzonte di ricostruire un’area politica di centrosinistra a Giovinazzo sarebbe stato più lontano. Hai condotto una campagna elettorale parlando non più alla testa con la tua sintassi ardita ma alla pancia della gente. Però i j’accuse (e i Nomi e Cognomi) non hanno funzionato. I comizi di Piazza non hanno spostato di una virgola i punti percentuali dell’elettorato. La fredda analisi dei numeri parla chiaro: nella tua coalizione non sei stato un valore aggiunto. Perché? Dire che ho parlato alla pancia significa sussumere la propaganda denigratoria dei miei avversari. Ho parlato di atti amministrativi, denunciando a gran voce gli errori, le ambiguità, le zone d’ombra dell’amministrazione uscente. Ho parlato di quadri politici nazionali e internazionali. Quanto al valore aggiunto: in due mesi di campagna elettorale, senza risorse economiche, ho messo insieme il 21% dei voti, ho ricostruito un quadro possibile di unità del centrosinistra, ho imposto il ballottaggio a Cetto La Qualunque. Con i tempi che corrono, non mi sembra poco. Antonello Natalicchio: «Se qualcuno dice che sono un cafone, me ne faccio una ragione». Ci fai Nomi e Cognomi? Cetto La Qualunque. Gli altri sono tutti quelli che lo hanno seguito in questo farsesco tentativo di non discutere il merito delle cose che dicevo, ma puntare il dito su come le dicevo. Insomma, verrà l’estate, un’altra estate. Non quella di Natalicchio e compagni? Non a breve. Ma i valori che rappresento sono in campo. Quello che abbiamo tenuto insieme è un punto di partenza che due mesi fa non era scontato. Accipicchia! Non Tommaso Campanella ma un altro Tommaso, l’elettricista, è stato capace di trasformare la sua utopia personale in realtà, in Giovinazzo Città del Sole, senza declamare Erasmo, Marsilio Ficino, Telesio. Come è possibile? L’altro non è un elettricista, è un general contractor. Come si possa mettere insieme le due figure è misterioso. Attendo con ansia di leggere un trattato di Sollecito sull’argomento. È certamente lo studioso più autorevole del personaggio e l’unico a possedere gli strumenti analitici necessari a decodificare la sua filosofia. Adesso l’elettricista che adora la bicicletta si prepara all’ascesa del Monte Ventoso come fecero Petrarca e Pantani. Dicci come finirà? Di nuovo: non è un elettricista, è un general contractor. Il Monte Ventoso di Petrarca ha un valore allegorico. Comunque vada a finire il ballottaggio è difficile credere che il general contractor sia in grado di compiere l’ascesa. Quale indicazione di voto hai suggerito ai tuoi elettori per il ballottaggio? Noi votiamo de Gennaro.

Ogni anno sono 1500 le nuove voci inserite nello Zingarelli. Da quel «decellulariziamo» la città ai «depalmisti». Già chi sono costoro? Quelli che raccontano una storia di Giovinazzo fondata sulla menzogna e sulla calunnia. L’Azione Cattolica della nostra diocesi ha consegnato ai gruppi politici le tavole etiche della politica. Dovrei credere che nelle ultime elezioni l’ACI ha seguito attentamente la vita del paese senza mai schierarsi politicamente? Da noi non sono venuti. Comunque noi siamo pronti ad accogliere chi verrà a testimoniare con la sua vita, nel campo delle opere, non in quello della preghiera, un’etica migliore della nostra. Al termine di questa campagna elettorale, senti di doverti rimproverare qualcosa? No. Ho già spiegato perché. Non un abbraccio, non una stretta di mano, un bocca al lupo con i tuoi avversari. Solo perché non si è presentata l’occasione? Non mi piacciono le ipocrisie. Ho difficoltà a dissimulare quello che provo per chi da anni vomita infamie sul conto mio e, soprattutto, su quello dei miei compagni. Si chiude un ciclo. Requiem per Braveheart 2001, per Babbo Natalicchio 2011. Cosa farai da grande? Adulto sono diventato da un pezzo. Continuerò a lavorare, come ho fatto anche durante la campagna elettorale, e a impegnare il tempo libero nel volontariato politico e sindacale.

SERGIO PISANI


Candidato sindaco ANTONIO NATALICCHIO PARTITO DEMOCRATICO 1. ADESSO ELEONORA ALESSANDRA (Molfetta, 15.04.1971) - VOTI 44 2. FIORENTINO NATALINA IN DUMAS (Bari, 20.05.1970) - VOTI 94 3. POPESCU KATIA IRINA DETTA IRINA (Turnu (Rom), 30.07.1978 - VOTI 103 4. DE SANTIS ROSANNA (Genova, 28.01.1958) - VOTI 65 5. FIORENTINO TERESA (Giovinazzo, 18.02.1959 - VOTI 63 6. MILILLO ERICA ANGELA (Terlizi - 1.08.1984 - VOTI 104 7. MONDINO LOREDANA IN DE MUSSO (Palermo, 16.12.1958) - VOTI 15 8. STALLONE MARIA GIUSEPPA DETTA MARIAPIA (Giovinazzo, 021.06.1964) - VOTI 205 9. ALTIERI ANTONIO (Giovinazzo, 03.06.1954) - VOTI 57 10. ANNESE LUIGI (Molfetta, 03.06.1953) - VOTI 211 11. BRANCATO COSIMO DETTO MIMMO (Bari, 29.03.1977) - VOTI 58 12. CAMPOREALE GIOVANNI DETTO GIANNI (Bari, 05.12.1973) - VOTI 334 13. RUCCI SAVINO ALBERTO (Bari, 27.06.1986) - VOTI 89 14. SARACINO FRANCESCO (Bitonto, 15.04.1980) - VOTI 261 15. SCIANCALEPORE ANGELO (Molfetta, 26.04.1958) - VOTI 127 16. STERLACCI GIUSEPPE (Terlizzi, 14.10.1986) - VOTI 126

CON ANTONELLO AREA PROGRESSISTA 1. GRAVINA SILVIA (Bari, 07.03.1979) - VOTI 68 2. DE PALO ANNA (Bari, 26.01.1978) - VOTI 87 3. PALMIOTTO ANTONELLA (Bari, 05.06.1978) - VOTI 34 4. SCIVETTI MARIA (Molfetta, 29.03.1980) - VOTI 8 5. MINORE MARIANGELA (Bari, 27.08.1966) - VOTI 14 6. LA GRASTA CARMELA (Wolfsburg - Ger, 13.05.1976) - VOTI 1 7. TEOFILO MARIA CLARISSA (Bitonto, 22.10.1994) - VOTI 5 8. CARAVELLA PASQUALE DETTO LINO (Giovinazzo, 10.02.1956) - VOTI 35 9. DAGOSTINO GAETANO (Bisceglie, 27.06.1965) - VOTI 132 10. FACCHINI DOMENICO (Molfetta, 13.05.1964) - VOTI 2 11. FIORENTINO ORONZO (Bari, 21.11.1954) - VOTI 24 12. MORTELLARO DOMENICO (Bari, 05.06.1979) - VOTI 45 13. ROTONDELLA DONATO (Molfetta, 10.11.1960) - VOTI 6 14. VISCOSO GAETANO (Bari, 29.01.1977) - VOTI 124 15. VOLPICELLA ANTONELLO (Bari, 19.06.1986) - VOTI 39 16. CIANI ANNAMARIA (Chiedi - BS, 22.07.1964) - VOTI 9

NUOVA GIOVINAZZO 1 AMOIA MARIO (Giovinazzo, 11.11.1961) - VOTI 39 2 ANTONACCI ROSA (Giovinazzo, 25.12.1967) - VOTI 14 3 BARBOLLLA OLIMPIA (Terlizzi, 27.12.1994) - VOTI 82 4 BAVARO ANTONIO (Giovinazzo, 04.02.1959) - VOTI 8 5 CORTESE FILIPPO (Bari, 01.11.1986) - VOTI 201 6 DELFINO GAETANO (Terlizzi, 29.02.1992) - VOTI 88 7 ILLUZZI MARIANNA (Molfetta, 19.10.1994) - VOTI 8 8 LASORSA ANGELA ELIANA (Terlizzi, 02.06.1991) - VOTI 94 9 MONTEBELLO CELESTINA (Molfetta, 04.03.1982) - VOTI 77 10 NARCISO ALESSANDRA (Milano, 28.04.1994) - VOTI 3 11 RANIERI LEONARDO (Bari, 16.12.1972) - VOTI 5 12 RICCARDI BEPPE (Molfetta, 06.03.1976) - VOTI 5 13 SPADAVECCHIA MICHELE (Giovinazzo, 20.06.1954) - VOTI 8 14 TATTOLI FRANCESCA (Bari, 21.07.1998) - VOTI 5 15 TURTURRO ILARIA (Molfetta, 07.02.1994) - VOTI 51 16 COLONNA FEDERICA MARIA (Molfetta, 28.12.1998) - VOTI 7

UDC 1. CAPASA ANTONIO (Mesagne, 20.05.1978) - VOTI 149 2. MASTROPASQUA ANGELA (Molfetta, 08.08.1971) - VOTI 154 3. BRUNO GIOVANNI (Bari, 30.01.1980) - VOTI 2 4. TAURINO SALVATORE (Terlizzi, 25.05.1995) - VOTI 6 5. LISENA MICHELA DETTA CATERINA (Terlizzi, 12.05.1982) - VOTI 3 6. AMATO ADALGISA (Molfetta, 24.09.1971) - VOTI 4 7. MARTINS DA SILVA ATTOLICO INGRITH (Goiania - Brasile, 22.11.1987) VOTI 3 8. CARELLI ANITA (Bari, 14.10.1988) - VOTI0 9. DEPALO ANGELA (Bitonto, 05.05.1990) - VOTI 1 10. PETROLI GIUSEPPE (Bari, 01.08.1995) - VOTI 0 11. DE CESARE GIORGIO (Molfetta, 07.05.1978) - VOTI 2 12. BITRITTO MICHELE (Bitonto, 15.02.1992) - VOTI 0

SPECIALE ELEZIONI

SPECIALE EL

TUTTI I 305 C CONSIGLIO

IN EVIDENZA I CON SINISTRA ITALIANA 1. DEPALO FERDINANDO DETTO NANDO (Bari, 80.10.1978) - VOTI 221 2. BAVARO MATTIA (Trani, 07.07.1991) - VOTI 99 3. BONVINO TOMMASO DETTO TOMMI O TOMMY (Molfetta, 14.11.1980) - VOTI 67 4. COCCO SABRINA (Andria, 11.07.1981) - VOTI 0 5. DE GENNARO VALERIA (Bari, 18.10.1984) - VOTI 29 6. GADALETA GIUSEPPE (Terlizzi, 07.01.1989) - VOTI 18 7. LOBASSO VINCENZO (Molfetta, 26.04.1980) - VOTI 20 8. MAGARELLI UGO (Bari, 19.12.1980) - VOTI 94 9. MALDARI FRANCESCO (Molfetta, 28.08.1981) - VOTI 39 10. MASTROVITI SABRINA DETTA BIBI (Molfetta, 31.12.1972) - VOTI 153 11. NISIO GIUSEPPE DETTO BEPPE (Bari, 23.06.1969) - VOTI 96 12. POLACCO ROSSELLA ELISA (Bari, 03.03.1979) - VOTI 120 13. RESTIVO MARIA (Caserta, 08.06.1954) - VOTI 74 14. TATTOLI ROSANNA (Bisceglie, 26.01.1966) - VOTI 29 15. TRIDENTE GENEROSA DETTA GENNI O GENNY (Molfetta, 05.07.1961) - VOTI 52 16. VILARDI ELISABETTA (Terlizzi, 28.01.1985) - VOTI 17

ABBRACCIAMO LA CITTA’ 1. AMOIA GIOVANNI (Giovinazzo, 20.10.1956) - VOTI 1 2. CAMPOREALE VINCENZO (Terlizzi, 10.11.1987) - VOTI 24 3. CASADIBARI FABIANA (Terlizzi, 25.10.1986) - VOTI 99 4. COLALUCE GIOVANNI (Terlizzi 04.02.1981) - VOTI 28 5. DIGIARO MARIA LUIGIA (Terlizzi, 02.07.1982) - VOTI 23 6. LASORSA GIACINTO (Molfetta, 08.05.1970) - VOTI 11 7. POLI MICHELE (Bari, 27.02.1963) - VOTI 183 8. POMPONIO NICOLA (Giovinazzo, 05.03.1963) - VOTI 22 9. PISCITELLI ANGELO (Molfetta, 08.11.1987) - VOTI 43 10. RICCI ANGELA (Terlizzi, 24.02.1993) - VOTI 4 11. ROTONDELLA REBECCA (Terlizzi, 18.05.1991) - VOTI 8 12. SERRONE VINCENZA (Bari, 22.12.1969) - VOTI 156 13. SPADAVECCHIA VINCENZO (Bari, 02.09.1963) - VOTI 9 14. TATTOLI DAMIANO (Molfetta, 16.07.1978 ) - VOTI 11

Candidato sind

DANIELE DE GE PRIMAVERA ALTERNATIVA

PE SIN

1. BAVARO ISABELLA (Giovinazzo, 18.05.1951) - VOTI 100 2. CAMPOREALE VINCENZO (Molfetta, 29.05.1981) - VOTI 18 3. CAPURSO GIROLAMO (Giovinazzo, 01.09.1957) - VOTI 120 4. CARLUCCIO DANIELA (Spongano (LE), 27.01.1962) - VOTI 129 5. CASTRIGNANO VINCENZO (Giovinazzo, 13.11.1954) - VOTI 365 6. DEPALO ALESSANDRO MANLIO (Bari, 08.07.1985) - VOTI 198 7. DIGIARO MICHELE (Giovinazzo, 18.05.1961) - VOTI 194 8. DITILLO NICOLA (Bari, 05.04.1972) - VOTI 61 9. FIORENTINO ANNUNZIATA (DETTA NUNZIA) (Giovinazzo, 27.01.1960) - VOTI 211 10. FUMAI DONATELLA (Terlizzi, 07.02.1980) - VOTI 62 11. MARELLA LUCIA DETTA LUCIANA (Terlizzi, 15.06.1990) - VOTI 67 12. NACCI MICHELE (Giovinazzo, 27.03.1949) - VOTI 140 13. SALVEMINI ROSANNA (Bari, 05.10.1952) - VOTI 103 14. SIRACUSA ROSA (Giovinazzo, 23.05.1953) - VOTI 63 15. ZAZA CARMELA (Molfetta, 10.02.1973) - VOTI 134 16. LASSANDRO NUNZIO (Acquaviva, 01.02.1970) - VOTI 0

1. AN (Bari, 2. BA LILL (Giov 3. CA (Bisce 4. DE (Molf 5. DE (Pfaff 6. LA (Mod 7. LA (Bari, 8. M SAVI (Terliz 9. M (Bari, 10. M (Terliz 11. M (Bari, 12. P (Molf 13. ST (Molf 14. P (Molf 15. P (Molf

MEETUP GIOVINAZZO 1. CORMIO MICHELE (Bari 09.05.1967) - VOTI 39 2. FIORE DOMENICO (Bari 26.03.1965) - VOTI 23 3. FANIZZI LUIGI (Lugo 08.04.1957) - VOTI 1 4. PATIMO GIOVANNI (Bari 23.11.1969) - VOTI 4 5. COLONNA MICHELE (Molfetta 13.02.1977) - VOTI 5 6. MASTANDREA STEFANO (Rimnicu 08.07.1994) - VOTI 1 7. LOBASSO ANTONIO (Bari 30.03.1978) - VOTI 2 8. EPLITE GIULIA (Giovinazzo 17.09.1958) - VOTI 1 9. GAGLIARDI ANTONIA (Bisceglie 13.09.1977) - VOTI 0 10. CIRILLO MARTA (Molfetta 25.08.1966) - VOTI 1 11. DAGOSTINO SABRINA (Terlizzi 28.04.1981) - VOTI 2

SU

1. PA (Molf 2. CA MAR (Giov 3. CO (Cerig 4. CU (Bari, 5. DE (Biton 6. FI (Bari, 7. FI (Barle 8. IG (Bari, 9. LA (Biton 10. M (Giov 11. M (Bisce 12. PA (Bari, 13. R (Case 14. S (Bari, 15. S (Molf 16. VA (Bari,


LEZIONI

CANDIDATI AL COMUNALE

NSIGLIERI ELETTI

daco

ENNARO

ER DE GENNARO NDACO

NIELLO MICHELE 13.04.1978) - VOTI 126 AVARO MICHELE DETTO LINO vinazzo, 06.03.1950) - VOTI 21 AMPOREALE GIULIA eglie, 21.06.1971) - VOTI 70 E CANDIA DANIELA fetta, 03.07.1995) - VOTI 4 E NOIA CLAUDIA fenhofen (Ger), 28.12.1968) - VOTI 92 AMACCHIA FEDERICA dugno, 29.07.1994) - VOTI 4 ASORSA MARCO 01.03.1984) - VOTI 123 AGRONE SALVATORE DETTO IO zzi, 23.06.1995) - VOT 27 ARCOTRIGIANO GAETANO 26.07.1982) - VOTI 20 MAROLLA ALFONSO zzi, 19.12.1992) - VOTI 9 MASTROVITI SABRINA 22.05.1979) - VOTI 261 PISCITELLI MARLENE fetta, 16.03.1999) - VOTI 41 TERLACCI SABINO fetta, 19.06.1981) - VOTI 253 PALMIOTTO ANGELA fetta, 06.01.1981) - VOTI 22 POLITI DOMENICO fetta, 25.09.1976) - VOTI 20

UD AL CENTRO

ANSINI ANTONIA fetta, 10.10.1963) - VOTI 172 AMPOBASSO RIANTONIETTA vinazzo, 06.09.1961) - VOTI 7 OLANGELO ADELE gnola, 12.06.1972) - VOTI 6 UOCCIO MARIELLA 11.12.1982) - VOTI 1 EPALO IDA nto, 15.04.1974) - VOTI 24 INZI COSIMO DAMIANO 17.02.1969) - VOTI 21 ORE ANNAMARIA etta, 14.09.1968) - VOTI 19 GNOMERIELLO GAETANO 16.04.1983) - VOTI 3 ASORSA ANTONIO nto, 22.03.1970) - VOTI 11 MARZELLA GIUSEPPE vinazzo, 15.04.1963) - VOTI 67 MASTRAPASQUA GIUSEPPE eglie, 08.12.1972) - VOTI 0 ASCULLI ANGELA 03.02.1971) - VOTI 30 RESTIVO PAOLO rta, 19.09.1963) - VOTI 39 CARDICCHIO ANTONIO 24.07.1970) - VOTI 2 CIVETTI GIANLUCA fetta, 22.10.1979) - VOTI 64 ACCA TIZIANA 10.03.1971) - VOTI 0

FORZA GIOVINAZZO

Candidato sindaco TOMMASO DEPALMA GIOVINAZZO CITTÀ DEL SOLE 1. AMOIA ANNA (Bari, 09.05.1973) - VOTI 144 2. BATTISTA TOMMASO (Bari, 29.05.1976) - VOTI 92 3. BOLOGNA FELICE (Giovinazzo, 09.03.1963) - VOTI 58 4. CARLUCCI RAFFAELE (Molfetta, 17.12.1974) - VOTI 79 5. CARRIERI DOMENICO (Giovinazzo, 09.08.1966) - VOTI 14 6. DEL GIUDICE GIOVANNI DETTO GIANNI DELVI (Bari, 09.09.1970) - VOTI 210 7. DEPERGOLA ANGELO (Bari, 02.11.1974) - VOTI 39 8. FAVUZZI DOMENICO VITO (Molfetta, 08.01.1956) - VOTI 179 9. FOGLIO MARIAGRAZIA DETTA MARA (Bari, 29.09.1969) - VOTI 189 10. IRIDE CRISTINA (Terlizzi, 16.03.1983) - VOTI 33 11. MARZELLA NATALIE (Molfetta, 15.03.1989) - VOTI 213 12. NASSISI EUGENIO FRANCESCO (Bitonto, 02.04.1963) - VOTI 8 13. PAPPAGALLO TOMMASO GERARDO ANTONIO (Bari, 03.08.1960) - VOTI 67 14. ROBERTI FRANCESCA (Bitonto, 04.03.1983) - VOTI 69 15. SOLLECITO MICHELE (Bari, 29.04.1983) - VOTI 433 16. STUFANO FRANCESCA (Giovinazzo, 30.01.1967) - VOTI 7

1. IANNONE RUGGERO (Giovinazzo, 02.10.1950) - VOTI 303 2. DEPALO GAETANO (Bitonto, 23.07.1975) - VOTI 219 3. ANEMONE GAETANO (Terlizzi, 07.08.1982) - VOTI 5 4. BOLOGNA ROSSELLA (Terlizzi, 05.09.1994) - VOTI 7 5. CAMPOREALE MARIA GRAZIA (Bari, 27.05.1971) - VOTI 27 6. DAGOSTINO FILIPPO (Giovinazzo, 12.04.1949) - VOTI 52 7. DE PINTO MARTA (Molfetta, 29.08.1997) - VOTI 17 8. GAROFALO LIBORIA DETTA ORIETTA (Giovinazzo, 11.06.1960) - VOTI 82 9. GIANGREGORIO NUNZIA (Molfetta, 09.08.1980) - VOTI 22 10. LABELLARTE ANGELO (Molfetta, 26.05.1978) - VOTI 1 11. MARCOTRIGIANO TOMMASO (Bari, 10.11.1965) - VOTI 6 12. MARITATI GIOVANNI LUIGI DETTO GIANLUIGI (Bari, 05.06.1993) - VOTI 70 13. MARZELLA ANTONELLA TERESA DETTA ANTONELLA (Terlizzi, 14.12.1985) - VOTI 86 14. MOREA GAETANO (Bari, 02.06.1969) - VOTI 27 15. RUTIGLIANO ANGELA MARIA (Bari, 31.03.1969) - VOTI 5 1. ABBADESSA FRANCESCO 16. STUFANO MARIANNUNZIATA PAOLO ANNARITA DETTA NUNZIA (Bitonto, 28.12.1972) - VOTI 0 (Molfetta, 25.04.1976) - VOTI 61 2. CARAVELLA ADDOLORATA DETTA LOREDANA (Molfetta, 10.04.1973) - VOTI 1 3. CARRIERI MICHELE (Terlizzi, 01.09.1974) - VOTI 43 1. ARBORE ALFONSO 4. CINQUINO FRANCESCO (Molfetta, 15.07.1970) - VOTI 224 NICOLA DETTO FRANCO 2. CAVALIERE ALESSANDRO (Moreno - Arg), 16.01.1957) - VOTI 21 (Napoli, 26.05.1976) - VOTI 30 5. DEPALMA ANGELA 3. GIUSTO LORENZO (Terlizzi, 08.05.1996) - VOTI 12 (Trani, 04.07.1966) - VOTI 0 6. ERRICO ANDREA 4. FOLINO GALLO FIORELLO (Terlizzi, 27.06.1993) - VOTI 28 (Massawa – Eritrea, 28.09.1948) - VOTI 16 7. GIRGENTI NICOLETTA 5. PAPAPICCO DANIELE DETTA NICLA (Molfetta, 29.08.1969) - VOTI 14 6. SANFELICE DI BAGNOLI ALBERTO (Giovinazzo, 19.07.1957) - VOTI 37 (Catania, 20.10.1980) - VOTI 8 8. LABIANCA ANNAMARIA 7. SPANÒ GAETANO (Bari, 30.11.1982) - VOTI 9 (Molfetta, 12.06.1980) - VOTI 26 9. LA MARTIRE LORENZO 8. STEA RAFFAELE (Terlizzi, 17.03.1989) - VOTI 13 (Bitonto, 30.07.1969) - VOTI 11 10. MILELLA ELENA 9. TURTURRO LUIGI (Busto Arsizio, 15.05.1966) - VOTI 2 (Bisceglie, 29.08.1973) - VOTI 83 11. POLISENO MARIA DOME10. BELLIFEMINE LUIGIA NICA DETTA INA (Terlizzi, 20.01.1985) - VOTI 39 (Putignano, 06.12.1943) - VOTI 9 11. CASADIBARI CARMELA 12. RESTAINO CORSIGNANA (Latina, 19.02.1973) - VOTI 26 (Giovinazzo, 11.03.1955) - VOTI 4 12. DAGOSTINO SIMONA 13. SPERA GIUSEPPE (Terlizzi, 30.10.1991) - VOTI 9 (Bari, 25.12.1962) - VOTI 0 13. DEPALMA MARIA TERESA 14. STALLONE NATALE (Molfetta, 12.10.1990) - VOTI 50 14. MAGGIALETTI ELISABETTA ANNA (Giovinazzo, 30.09.1951) - VOTI 27 (Pordenone, 07.05.1985) - VOTI 2 15. TURTURRRO DOMENICO 15. MENNUTI ANNA MARIA DETTO MIMMO (Ortanova - FG, 28.09.1959) - VOTI0 (Bari, 31.08.1969) - VOTI 12 16. PAPPAPICCO FEDELINA 16. VOLPE LUIGI (Bitonto, 21.01.1978) - VOTI 70 (Terlizzi, 04.01.1982) - VOTI 7

NEXT GIOVINAZZO

TERRE DI GIOVINAZZO

GIOVINAZZO BENE COMUNE 1. ABBATTISTA SARA (Bari, 16.11.1965) - VOTI 101 2. AMOIA PASQUALE DETTO LINO (Molfetta, 10.07.1972) - VOTI 50 3. BANCALÀ ASSUNTA (Napoli, 14.08.1980) - VOTI 12 4.BAVARO MARIA (Bari, 23.11.1996) - VOTI 35 5. BAVARO VITO (Polignano, 11.05.1962) - VOTI 91 6. BOLOGNA ROSANNA (Terlizzi, 04.08.1981) - VOTI 13 7. DE BARI COSIMO (Molfetta, 30.08.1976) - VOTI 26 8. DISCIOSCIA TERESA (Giovinazzo, 28.07.1959) - VOTI 135 9. DELLE NOCI NOEMI (Molfetta, 09.05.1997) - VOTI 11 10. GAGLIARDI MARIA DOMENICA DETTA MIRELLA (Molfetta, 04.09.1977) - VOTI 40 11. LASORSA ANGELO (Bari, 06.04.1983) - VOTI 275 12. MARZELLA VINCENZO (Bari, 30.05.1976) - VOTI 9 13. PALMIOTTO ELENA (Bari, 17.02.1966) - VOTI 12 14. RESTAINO VIVIANA (Bari, 04.11.1992) - VOTI 18 15. RILIEVO GIUSEPPE (Bitonto, 18.10.1974) - VOTI 14 16. MARIAVALENTE GIACOMA DETTA GEMY (Terlizzi, 03.03.1984) - VOTI 9

PROGETTIAMO IL DOMANI 1. ANDRIANI ANGELO (Molfetta, 09.05.1973) - VOTI 0 2. CACCAVO DOMENICO (Molfetta, 05.12.1989) - VOTI 162 3. CAPOGNA ROBERTA (Terlizzi, 25.08.1983) - VOTI 5 4. CATALANO TOMMASO (Bari, 06.07.1956) - VOTI 0 5. DE LUCIA MARIA TERESA (Molfetta, 01.09.1978) - VOTI 5 6. FRANCESE FELICE (Molfetta, 01.01.1946) - VOTI 0 7. GIUDICE CESARE (Sarno - SA, 10.10.1969) - VOTI 15 8. INGELLIS VINCENZO (Adelfia, 02.09.1964) - VOTI 0 9. PARADIES MARILENA (Bari, 08.05.1980) - VOTI 5 10. ROSA LUIGI (Bari, 01.09.1973) - VOTI 8 11. SALANDRA PIA (Lecce, 12.01.1961) - VOTI 0 12. SALA DANIELA (Montagnana, 22.07.1969) VOTI 114 13. SIFO PIETRO (Castellana , 24.06.1956) - VOTI 209 14. STUFANO MELONE MARIA ROSARIA DETTA ROSSELLA (Bari, 01.06.1977) - VOTI 79 15. STUFANO ROSSANO (Molfetta, 26.04.1973) - VOTI 60 16. VERO ANNA VITA (Molfetta, 09.11.1988) - VOTI 6


IL

CONTRAPPUNTO d e l l ’a l f i e r e

CADUTA DI STILE CONTINUA

IL RUMOROSO SILENZIO SUL

VENEZUELA

E CONTINUANO MA-

NIFESTAZIONI E ARRESTI ED UCCISIONI SOSPETTE E ARRESTI ARBITRARI E

PARLAMENTO E PRESIDENTE Maduro. Silenzio. Alla grande stampa di regime, agli organi di informazione, non interessano le vicende della grande nazione sudamericana che detiene riserve petrolifere enormi ma governata dall’erede del chavismo e dell’utopia comunista cubana che aveva fatto proseliti in molta parte dell’America latina. Ecco il fallimento, ecco il prodotto di un egualitarismo che ha prodotto solo diseguaglianze ancora più feroci e la fame nel vero senso della parola. Un Paese ricco, o potenzialmente tale, ridotto in povertà assoluta. Però tutti zitti. Conviene tacere per non svelare il delirio e la sconfitta di un’ideologia folle quanto ben reclamizzata e sostenuta da tanti soprattutto nell’intellighenzia che conta e che ha tanto da farsi perdonare per avidità e sete di potere. La dittatura è tollerata e sostenuta se è di sinistra, combattuta ed avversata che se è di colore opposto. Ma tant’è , anche la Chiesa Cattolica tace. Meglio non disturbare il caravanserraglio della propaganda internazionale così ben considerata dal nuovo corso in auge in Vaticano. Quanta delicata attenzione e circospezione nel trattare il caso di un grande Paese cattolico e quanta aperta disapprovazione per i politici ed i governanti di altre Nazioni, eletti con regolari elezioni democratiche . Evidentemente le persone che si battono e muoiono per la libertà e per il rispetto della democrazia non hanno diritto di attenzione nelle stanze della segreteria vaticana.

IL CONFLITTO FRA

Osservo che immediata e ferma è stata la presa di posizione della Conferenza Episcopale nei confronti della legge sullo ius soli e parole forti sono state espresse nei confronti degli oppositori alla norma proposta dipinti, è il caso dirlo?, come razzisti e retrogradi. Certo una priorità, una legge di cui si sentiva l’immediata necessità, un provvedimento atteso per risollevare le sorti di una situazione economica che solo gli illusi o i commentatori in malafede dipingono come positiva. Non posso ipotizzare cosa succederebbe con l’approvazione di questa legge che la sinistra e tutti i giornali, “Repubblica” ha preparato anche degli spot a sostegno della legge, dipingono come la soluzione contro attentatori e radicalizzazione in vigore in tutta l’Europa. Non lo so, so però che si è fatto un gran parlare degli attentatori di fede islamica come di cittadini dei Paesi in cui hanno seminato morte. Ed allora mi chiedo se non sia il caso di ripensare all’integrazione come è stata gestita in Europa senza ripercorrere le scelte fatte in molte Nazioni con le conseguenze tragiche conosciute e altre meno tragiche ma socialmente drammatiche. Forse sarebbe il caso di non ripetere gli errori ma fare tesoro delle esperienze negative per evitare conseguenze nefaste in futuro. Perché di questo si tratta. E sull’immigrazione, come su altre vicende, l’Europa ha fallito clamorosamente. Siamo lasciati soli e anche l’ultimo vertice sull’immigrazione ha mostrato tutta l’inutilità di questa istituzione. Il neo presidente francese Macron, eletto fra gli applausi scoscianti di quasi tutti i politici nazionali, ha prima disdetto l’accordo con l’azienda italiana Fincantieri e poi dopo aver lodato l’Italia per l’impegno a favore degli immigrati ha lasciato le frontiere sigillate come tutte le altre Nazioni confinanti con l’Italia. Perfetto. Ecco l’Europa. E mentre assistiamo a tutto questo spettacolo indecoroso ci siamo immersi nel primo e nel secondo turno delle elezioni amministrative. Si è votato in tante città grandi tra cui Palermo dove ha trionfato il candidato della sinistra, Leoluca Orlando, l’uomo delle accuse infamanti al giudice Falcone e di quelle tragiche al maresciallo dei carabinieri Lombardo che si suicidò per quelle parole mentre al giudice Falcone sappiamo come andò. Un’onta che Leoluca Orlando ha retto con noncuranza rimanendo sempre sulla scena politica e sempre a sinistra. La vergogna non pare averlo sfiorato. Noncurante lui ed il suo partito hanno, recentemente, ricordato il sacrificio del giudice Falcone. Dovrei aggiungere altro?

GAY PRIDE: LO STRISCIONE “VIVA LA F...” FA IL GIRO D’ITALIA. LO FACIAMO GIRARE ANCHE NOI HA VINTO CETTO LA QUALUNQUE. Ha vinto al ballottaggio Cetto La Qualunque Depalma, il general contractor, per piacere al prof. Natalicchio, suffragato dal 52,15% degli elettori (pari a 5.977 delle preferenze totali) ossia 492 voti in più del candidato del centrosinistra alternativa Daniele de Gennaro suffragato dal 47,85% degli elettori (pari a 5.485 delle preferenze totali). Le analisi e i numeri sono stati sviscerati abbastanza in queste pagine. Voglio parlarvi invece delle offese volate in questa torrida campagna elettorale giovinazzese. Accuse ed offese nei comizi e sui social sempre più trafficati ed utilizzati. Nuovi e vecchi interpreti si sono impegnati nella demonizzazione e nell’accusa personale, sempre senza portare uno straccio di prova, ma con risultati non sempre all’altezza dell’incattivito impegno mostrato. Dispiace vedere l’ex sindaco Natalicchio attardarsi in accuse personali contro il sindaco in carica Depalma e riconoscere dignità al tentativo inutile ed aleatorio dell’ex candidato del centro destra Galizia con cui, tra l’altro, erano volate accuse e denunce in epoca non lontana. Ma, come sapete, in politica la memoria è cortissima. Natalicchio ha dato indicazione di votare per De Gennaro. A sinistra si fa così. Ci si spara addosso ma poi si ritrova l’unità dimenticando tutto, gli antichi e recenti rancori e dichiarazioni più o meno pesanti. In consiglio comunale Natalicchio farà sentire la sua voce. Galizia sarà fuori dal consiglio comunale ma ha ottenuto il suo risultato: portare Depalama al ballottaggio. E’ questo il modo di intendere la politica? Vendette personali senza alcuna prospettiva di successo e senza un reale contributo di idee per la città? De Gennaro non ha svelato il suo reale progetto di città. Assessori senza reale esperienza su cui non posso esprimere alcun giudizio ma, certamente, senza esperienze amministrative ma anche scarse esperienze lavorative. Un progetto di Città che verrà in tutti i sensi. Mi ha colpito l’assenza pervicace del Tricolore. Nei comizi erano numerose le bandiere di partito e la bandiera della Pace, ma mai il bianco, il rosso ed il verde che è l’unico simbolo di quell’unità sbandierata ma evidentemente non propria di uno schieramento il cui tratto distintivo è stata la presunzione di appartenere e rappresentare la Giovinazzo migliore. Pretesa, appunto, non suffragata da dati concreti ed incontrovertibili. E poi il nostro sindaco - ciclista che ha coagulato candidati di tutte le provenienze politiche e, pur con la giustificazione della tensione elettorale, non si è sottratto a qualche caduta di stile che da sindaco doveva evitare. E’ stato accusato di un po’ di tutto. Persino di essere un assuntore di cocaina per la sua iperattività. A Cetto La Qualunque Depalma è stata risparmiata, solo, la responsabilità degli attentati dei terroristi islamici. Indubbiamente, come ho scritto spesso, ha commesso molti errori ma ha sicuramente realizzato opere ferme da anni e che hanno reso più bella Giovinazzo. L’uomo non si risparmia ma dovrebbe moderare alcuni aspetti del carattere troppo incline al facile esibizionismo. L’ultima ridicola polemica sul lungomare di Levante, oggi finalmente lungomare Aeronautica Italiana, ha raggiunto vette difficilmente raggiungibili. Non voglio tornarci ma solamente ricordare a me stesso che gli eccessi sono anche di chi si ammanta di solidarismo e pacifismo. Giovinazzo ha scelto e mentre scrivo i supporter festeggiano. Sarà migliore la nuova Giovinazzo? In consiglio comunale avremo, comunque, molti neo consiglieri e poche riconferme. Segno che qualcosa nella maggioranza di Depalma non ha funzionato completamente. Se da un lato l’entusiasmo dei neofiti sarà benzina per i provvedimenti dall’altro non si potrà fare ameno dell’esperienza che sui banchi opposti i due ex sindaci Iannone e Natalicchio potranno


apportare nei rispettivi gruppi. A sinistra non potranno non premiare la costante ricerca del dialogo da parte di Natalicchio nei confronti di De Gennaro, solo apparentemente respinto, ma nella sostanza sempre vivo e concreto. Segnalo che alcuni assessori sono stati premiati e, primo fra tutti, il vice sindaco Sollecito forte dell’appoggio del sindaco e di una delega pesantissima, dal punto di vista elettorale, come quella ai servizi sociali. Scrivevo che i supporter festeggiano. Bandiere e striscioni e canti. In tante città si è festeggiato alla stessa maniera per il gay pride ma siccome siamo un Paese serio non è consentita l’esposizione di uno striscione a Latina che diceva “W la f….”. E’ vero, una caduta di stile a cui neanch’io voglio rinunciare. Sono arrivati i carabinieri per disporre la rimozione dello striscione offensivo. Ma nei confronti di chi? E’ vero siamo un Paese che affoga nei debiti, nella disoccupazione , nella criminalità diffusa a tutti i livelli, nelle tasse eccessive ma la serietà quella no, non ce la toglie nessuno. L’orgoglio LGBT è salvo e anche la serietà. Evviva. .alfiere@giovinazzo.it

Candidato sindaco ANTONIO GALIZIA GIOVINAZZO POPOLARE 1. ALTAMURA FRANCESCO (Molfetta 04.06.1976) - VOTI 5 2. CIANNAMEA LUANA (Molfetta 19.08.1979) - VOTI 10 3. BARBOLLA GIUSEPPE (Bitonto 12.03.1987) - VOTI 6 4. CARBONE GIOVANNI (Lille (Fr) 05.05.1965) - VOTI 36 5. MELE FELICETTA (Molfetta 14.09.1962) - VOTI 27 6. CASSANO VITO (Bisceglie 30.01.1971) - VOTI 25 7. CASSANO MARIA ANTONIETTA (Bari 29.09.1970) - VOTI 25 8. DEPALMA MICHELE (Terlizzi 21.12.1990) - VOTI 6 9. MAGGIO ERALDA (Durazzo 21.03.1989) - VOTI 6 10. DE GAETANO DOMENICO (Bari 02.08.1992) - VOTI 19 11. STASOLLA DORIANA (Terlizzi 28.12.1995) - VOTI 13 12. IESSI LUIGI (Reggio C. 28.07.1958) - VOTI 35 13. NACCI MARIANNA (Molfetta 18.12.1990) - VOTI 27 14. PESCE VINCENZO (Giovinazzo 07.12.1962)VOTI 16 15. SIVO MARIA ANNA (Bari 02.06.1970) - VOTI 15 16. SARACINO FRANCESCO (Bari 01.02.1957) - VOTI 1

LA NOSTRA GIOVINAZZO PROTAGONISTA CITTÀ GIOVINAZZO 1 CAMPOREALE ANGELO (Giovinazzo 30.05.1970) - VOTI 11 2 DEPALMA TANIA (Molfetta 09.08.1989)- VOTI 21 3 CESENO ANTONIO (Giovinazzo 26.02.1962) - VOTI 11 4 CICCOLELLA LUCA (Terlizzi 24.04.1994)- VOTI 7 5 FIORENTINO MICHELE (Terlizzi 17.01.1982)- VOTI 11 6 PISCITELLI MARIA TERESA (Bari 06.05.1996)- VOTI 17 7 FASANO ALESSANDRO GUERINO (Terlizzi 14.06.1984)- VOTI 12 8 DEPALMA GIUSEPPE (Terlizzi 27.09.1984)- VOTI 5 9 DI CANDIA MATTEO (Molfetta 24.04.1974)- VOTI 4 10 FIORE NICOLA (Molfetta 22.02.1988)- VOTI 15 11 MINAFRA BLESINA MICHELINA (Strasburgo 23.05.1970)- VOTI 21 12 FIORENTINO ANNA (Molfetta 07.02.1974)- VOTI 7 13 LONARDELLI DOMENICO (Molfetta 28.05.1981)- VOTI 14 14 CONGIU ANTONIETTA (Molfetta 12.01.1999)- VOTI 7 15 SAULLE DOMENICO (Molfetta 14.12.1979)- VOTI 11

1 LASORSA NICOLA (Giovinazzo 27.07.1942) VOTI 8 2 CORONELLA MARIA (Bisceglie 5.9.1998) - VOTI 0 3 SAMARELLI MICHELE (Molfetta 5.2.1993) VOTI 0 4 DI LEO DOMENICO (Andria 16.02.1941) VOTI 6 5 CACCAVO RAFFAELE (Terlizzi 23.05.1980) VOTI 0 6 AUCIELLO FRANCESCO (Bari 10.03.1977) - VOTI 0 7 GIALLONARDO ANGELICA (Molfetta 12.05.1978)VOTI 5 8 MARZELLA MICHELE (Giovinazzo 09.03.1969) VOTI 3 9 MINAFRA SIMONE (Terlizzi 14.04.1988) VOTI 2 10 MARZELLA PIERLUGI (Terlizzi 31.01.1994) VOTI 2 11 ZITO ELENA (Castellaneta 26.02.1952) VOTI 2 12 FIORENTINO MARIANTONIA (Giovinazzo10.4.1967) VOTI 24

INIZIATIVA DEMOCRATICA Candidato sindaco

DEPALMA 1. BISCARDI LUCIA DETTA CIA (Giovinazzo, 26.02.1956) - VOTI 49 2. CARLUCCI ANTONELLA (Bari, 21.05.1973) - VOTI 130 3. CASTRO MICHELE (Giovinazzo, 23.03.1957) - VOTI 18 4. CERVONE FRANCESCO (Bari, 25.10.1971) - VOTI 108 5. DI TERLIZZI ROBERTO (Molfetta, 05.06.1973) - VOTI 63 6. FANELLI VITO (Giovinazzo, 26.02.1963) - VOTI 99 7. LAGRASTA ANNA (Molfetta, 16.04.1970) - VOTI 108 8. MAROLLA FRANCESCO DETTO CICCIO (Giovinazzo, 20.07.1961) - VOTI 48 9. MARRANO ANGELA MARIA (Brooklyn - USA, 24.08.1963) - VOTI 13 10. MILELLA NUNZIO (Giovinazzo, 06.03.1965) - VOTI 94 11. PALADINO MARIANNA (Terlizzi, 21.07.1983) - VOTI 149 12. PARATO MARIA IMMACOLATA DETTA MARA (Bari, 29.04.1974) - VOTI 87 13. PISCITELLI NICOLA DETTO NICO (Bari, 25.03.1968) - VOTI 77 14. PISCOPO VINCENZA MARIA DETTA ENZA (Molfetta, 11.02.1968) - VOTI 56 15. SPADAVECCHIA CLAUDIO (Giovinazzo, 25.06.1965) - VOTI 137 16. STALLONE SALVATORE (Giovinazzo, 07.11.1962) - VOTI 259


SPECIALE ELEZIONI

di Luciana Carbona

I VELENI, GLI INSULTI, LE PERLE LINGU CAMPAGNA ELETTORALE CHE CI HA A ANTONELLO NATALICCHIO

TOMMASO DEPALMA

Tagliare nastri di opere pubbliche cantierizzate da altri non è la mia ambizione: restituire alla comunità un progetto credibile di futuro, questo sì

Noi non siamo “astrattamente” impressionisti con tele bianche programmatiche lasciate all’improvvisazione e alle future scorribande di soggetti poco affidabili. Perché noi non siamo rappresentanti di interessi “di bottega” che negli anni di NatalicchIo hanno devastato la città. Perché noi non viviamo di livori, cattiverie gratuite e vuoto pneumatico programmatico.

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C’è chi senza forbici in mano si sente inutile e a corto di opere da inaugurare. Ma noi siamo anche generosi perciò pubblicheremo a puntate, a beneficio di tutti, l’elenco delle opere che furono realizzate dall’amministrazione Natalicchio tra il 2002 e il 2012, omettendo naturalmente quei cantieri che sono stati lasciati in eredità all’attuale amministrazione e che sono andati in malora

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Tom stamattina ha protestato che da questa parte ci sia il vecchio. Peccato che con lui non c’è niente di nuovo, ma tutto il peggio del peggior vecchio trasformismo che campa a spese dei cittadini di Giovinazzo da 40 anni e si candida a farlo per altri 40: Iannone, Lasorsa, Del Vecchio, Favuzzi e - perché no?- Sollecito e De Palo. E che dire del suo unico vero referente barese, la Maurodinoia, per cui il 18 ottobre si deciderà il rinvio a giudizio per corruzione?

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Dopo la pubblicazione di un’altra parte delle opere pubbliche dell’amministrazione Natalicchio, alcuni avversari politici hanno obiettato che la piscina comunale è privata. Anche questa volta mostrano scarsa competenza… Depalma e i suoi pensano solo a garantire contratti alle proprie aziende. Non lo fanno in modo trasparente, tanto che nessun imprenditore ha voluto puntare un euro sulla loro amministrazione. Natalicchio aveva creato un legame virtuoso con gli imprenditori a vantaggio di tutti. Depalma lo ha rotto perché pensa solo ai fatti suoi

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La mia trasferta lavorativa, per chi se lo stesse ancora chiedendo, è durata dal 1° settembre 2008 al 30 giugno2010: che io sia stato fuori più a lungo è una delle bugie su cui Depalma ha impostato la campagna elettorale del 2012. Le bugie di quest’uomo hanno trasformato la città e quasi si stenta a riconoscerla. Per questo in molti hanno voluto che mi ricandidassi. Hanno scelto me perché sono legato a Giovinazzo. So che cosa significa lavorare. Studio, mi informo, non lascio che la superficialità si prenda spazio nel mio mondo. Mi batto per la libertà e per la giustizia sociale. Da sindaco non sono stato un padroncino e da dirigente non sono uno sceriffo. Vivo del mio lavoro. Sono un onesto contribuente. Sono rispettato anche senza fascia tricolore. Non racconto frottole.

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Stornello del Giovinazzese bastonato: C’è a Giovinazzo un nuovo bestiario: Depalma ogni giorno ne scrive il diario, Sollecito, Favuzzi, Bonvino e Iannone impongono tasse per il loro cenone. Fascisti, socialisti, ex comunisti tutti sparati contro i poveri cristi. Ma i Giovinazzesi lo sanno a memoria: tornerà Antonello e sarà un’altra storia.

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Le tele bianche le lasciamo agli astrattisti. La città ha bisogno di gente che prende impegni e li mantiene come noi abbiamo fatto in 5 anni. Tutto il resto è noia.

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I Fatti li facciamo noi. Se invece volete la vuota teoria andate da Daniele de Gennaro. Se volete essere aggrediti andate da Galizia, il leader di Giovinazzo Im....popolare. Se volete tornare indietro andate da Mister X (Candidato PD).

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Il prof. Natalicchio ha perso stile, faccia e (se mai le avesse avute) idee sul futuro della città. L’Avv. de Gennaro di concreto vuole cambiare la città con le “periferie dell’anima” e un paio di regolamenti da adottare.

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Natalicchio il “velenoso” e de Gennaro “l’astrattista”. Non uno straccio di programma, solo cattiverie in salsa PD decadente, e vacue promesse in salsa “altra sinistra” aggrappata al Crocifisso

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Il bluff messo in campo da Daniele e Antonello è fallito. Non avevano fatto i conti con i nervi fragili di Natalicchio che alla fine ha spifferato tutto. Che belli, che teneri, vederli da mesi prima della campagna elettorale tutti seduti allo stesso tavolo. Facendo finta di essere diverse, ma essendo tremendamente uguali. Il vecchio (PD + compari), il presunto nuovo (Daniele & C.), i condannati per lottizzazione abusiva e infine (ma non per ultimi) i moralizzatori dell’Osservatorio.

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Ieri Natalicchio ha di fatto ufficializzato il suo incondizionato sostengo ad un eventuale ballottaggio a Daniele de Gennaro. Quindi fin’ora è stato solo un teatrino per ingannare gli elettori. La lobby degli ultimi anni che solo noi abbiamo messo “a riposo” per 5 anni, è pronta a tornare a far danni. E alla fine Daniele e Antonello sono la stessa cosa. E poco importa chi sarà il cavallo di Troia. L’importante è sedersi allo stesso, banchetto.

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Carta canta e Antonello chiacchiera. Ma sempre con il sorriso sulle labbra, senza rancori, senza cattiverie e soprattutto sempre con la testa alta e le mani pulite.

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Castrignamo? Sappiamo come sei andato a prenderli i voti. Con le colonscopie e gastroscopie a gratis. Perché non sei un fenomeno. Per se vinciamo – ma vinciamo – ti aspettiamo sul consiglio comunale, dimostreremo che sei arrendevole e incapace.


ra

UISTICHE DELLA APPENA LASCIATO DANIELE DE GENNARO Il vero volto di colui (ndr Depalma) che ha spaccato Giovinazzo offendendone i cittadini, che ha lacerato la comunità. Giovinazzo non si merita un sindaco così. Tommaso Depalma NON E’ IL NOSTRO SINDACO!

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Tommaso Depalma Sindaco uscente, come sempre la sua è una NON risposta e ora le spieghiamo il perché non ci convince: 1) NON corrisponde al vero che c’è bisogno di creare una Commissione ad hoc: la Commissione elettorale (costituita da Lei e dai consiglieri Spadavecchia e Camporeale) è già insediata ed è quella che ha effettuato il sorteggio pubblico degli scrutatori; 2) NON c’è bisogno di particolari forme di pubblicità in quanto il sorteggio deve essere effettuato tra i nominativi iscritti all’albo dei Presidenti di Seggio che è già nella sua disponibilità; 3) NON sussistono particolari difficoltà tecniche perché il numero dei rinunciatari è già in suo possesso: basterà effettuare un sorteggio che designi dei sostituti titolari ed una lista di supplenti in caso di ulteriori rinunce.

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(A Depalma). C’è un solo modo per sostituire i Presidenti dei seggi elettorali che hanno rinunciato alla designazione: IL SORTEGGIO PUBBLICO! Nessun compromesso con i “vecchi signori” della politica, non c’è più spazio per loro, almeno per noi. Chi mai avrà pronunciato queste parole? E che altro sarà accaduto in questi 5 anni? Diciamo NO all’inquinamento acustico delle offese, delle ingiurie e degli improperi urlati nei comiziacci! Diciamo NO all’inquinamento visivo dei faccioni sui manifesti esposti sulle saracinesche, sulle vetrine e sulle porte dei pseudo-comitati elettorali che proliferano in questi giorni! Nella RIVOLUZIONE GENTILE il consenso NON lo si compra, NON lo si estorce, NON lo si baratta, ma lo si conquista stringendo PATTI con la città

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Alle grida, opponiamo l’ascolto. Alle offese, opponiamo il sorriso. Ai palchi da rock star, opponiamo i marciapiedi e le strade. Alle promesse, opponiamo idee e programmi. Agli accordi tra i soliti noti, opponiamo la condivisione dei metodi e dei programmi. A chi cerca di trasportarci in un clima da far west, opponiamo la sobrietà e la gentilezza. A chi cerca di far allontanare i cittadini dalla vita amministrativa, opponiamo la partecipazione. A chi si agita, diciamo di stare calmo

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Il 20 Maggio 2016 il Sindaco, alla presenza della Giunta, del Presidente del Consiglio Comunale, dell’immancabile consigliere regionale di Forza Italia Damascelli, dell’allora Presidente del Bari Gianluca Paparesta e dell’ex-calciatore del Gubbio Simone Farina, noto per aver denunciato pubblicamente il calcio scommesse, inaugurava presso il campo sportivo Raffaele De Pergola il campetto di calcio a 5 outdoor Vincenzo Aniello, realizzato grazie a fondi ministeriali legati al progetto Il gioco legale (quasi 200.000 Euro). Sono passati nove mesi da quell’inaugurazione ed il campetto versa nello stato di degrado che oggi vi documentiamo. Tanti soldi pubblici buoni solo per farci una bella cerimonia di inaugurazione. I vandali sono anche quelli che tagliano nastri e lasciano andare tutto alla deriva.

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l angolo del lettore

DI AGOSTINO PICICCO

SERGIO PISANI, OVVERO LA PIAZZA «A Giovinazzo ci sono molti buoni gazzettieri che si beano, convinti di essere dotati di super poteri ma che, in sostanza, altro non sono che espressione di una forma ben evidente di megalomania, e non riescono a fare pervenire neppure qualche modesto sussidio alla testata giornalistica per cui scrivono». Questo mese la nostra rubrica propone un lettore particolare, forse lo «Special - One». La conversazione quanto meno insolita è nientepopodimeno che … con il direttore. Sì - colpo di scena! - proprio lui, Sergio Pisani: un colloquio sul filo del conflitto di interessi (se fossimo su fb una faccina sorridente qui ci starebbe bene). Sono consapevole che è un onore per chi scrive, ma rappresenta anche un fondatissimo rischio… di improperi. Infatti Sergio è uno dei pochi direttori al mondo al quale non piace essere chiamato «direttore». Non si tratta di finta modestia. Il fatto è che proprio non si ritrova in questo titolo. Dirò di più, si sente quasi preso in giro dall’interlocutore che così gli si rivolge. Ed eccolo a spiegare: «Ma tu mi vedi come direttore? Sono qui che faccio di tutto: scribacchio qualche commediola per me e per gli altri, impagino il giornale al computer, lo invio in tipografia, quando le copie sono pronte le avvolgo nel cellophane per la spedizione, ci incollo pure le etichette, e porto i pacchi in posta per la spedizione e alle edicole per la vendita. Non sono un direttore, sono un factotum del giornale». Sì, lui La Piazza la chiama «il giornale», come quando telefona qualche giorno dopo l’uscita per accertarsi che sia arrivato a

GUAI

A VOI A CHIAMARLO

DIRETTORE

Milano e dintorni, ma anche in America e in Australia e chiede (ovviamente in dialetto): «Ti è arrivato il giornale?». Lo chiama così anche se tecnicamente è un periodico mensile, ma per Sergio rappresenta effettivamente un impegno giornaliero, un pensiero quotidiano, una passione costante. Ha fondato la testata nel gennaio del 1997, giovanissimo, e a questa ha legato la sua vita, la sua caparbietà, la sua creatività. In effetti si tratta di una gestione artigianale e amatoriale. E’ solito dire: «Il vero giornale è il Corriere della sera, non La Piazza», ma forse è un modo per far capire che La Piazza a Giovinazzo e per i giovinazzesi sparsi nel mondo ha la stessa sacralità giornalistica del Corriere della sera. Ci ha tormentati tutti minacciando di chiudere la testata perché improduttiva economicamente ma di fatto è l’unico periodico che - con tutti i sacrifici possibili - esce ancora in versione cartacea, icona di un passato editoriale glorioso composto da varie testate cittadine (della pur piccola Giovinazzo) oggi chiuse o passate al meno dispendioso e più dinamico web. Oltre al tempo e all’impegno Sergio, che in

O

GIORNALISTA!

campo professionale è capotreno in Trenitalia, ci rimette pure sul lavoro: durante le trasferte si attrezza di computer e – nelle ore destinate al riposo – inizia ad impaginare o ad impostare il nuovo numero. Qualche collega zelante gli rinfaccia il doppio stipendio, ma chi lo conosce sa che così non è. IL DIRETTORE ORIGINALE Alla luce di queste premesse, possiamo definire Sergio un direttore originale. Infatti non lo troverete a gestire talk show, ad organizzare tavole rotonde, a ritirare targhe, stringere mani, prendere applausi. Anche se, conoscendolo bene, dopo vent’anni di esperienza potrebbe ricoprire degnamente il ruolo del moderatore di dibattiti politici elettorali ma lui non si ritrova in questo ruolo: «A Giovinazzo - sono sue parole - ci sono molti buoni gazzettieri che si beano, convinti di essere dotati di super poteri ma che, in sostanza, altro non sono che espressione di una forma ben evidente di megalomania, e non riescono a fare pervenire neppure qualche modesto sussidio alla testata giornalistica per cui scrivono».


Guai anche a chiamare Sergio giornalista. «Il vero giornalista è colui che lavora fino a tardi, va a mangiare nell’unico ristorante aperto fino alle tre, si fa mezza bottiglia di vino, un pacchetto di sigarette, fa un salto da una vecchia amante sempre disponibile e rincasa all’alba». Quanto di Amici miei nelle sue parole…. Il posto di Sergio è a una scrivania della redazione di via Cairoli barattata al mercatino dell’usato in cambio di una pubblicità policroma. Siede su una poltroncina a rotelle vecchia di 20 anni, davanti ai due computer e al telefono. Completano l’arredo della redazione un paio di sedie in plastica, un divano che si regge per miracolo e un frigo pieno di birre che Sergio offre come gesto di cortesia a chi va a trovarlo e così, in modo informale, commenta le vicende del paese con il suo distaccato realismo, talvolta pensoso, talvolta burbero. Certo il merito della continuità della testata è tutto suo perché, oltre all’indubbio lavoro materiale, in modo discreto svolge anche il ruolo direttivo: chiamare a raccolta i collaboratori, dividere i compiti, suggerire gli argomenti, valutarne l’opportunità, sollecitare i ritardatari, valutare quanto perviene, rispondere alla corrispondenza, tenere a bada chi gli tira la giacca, stoppare idee troppo folcloristiche se non bislacche …. Se è vero che a Giovinazzo dire La Piazza vuol dire Sergio Pisani, è anche vero che Sergio rivendica che «il giornale è frutto di un lavoro collettivo», dando grande spazio alle idee e alle proposte dei collaboratori. Suole dire: «Il giornale deve piacere a noi che lo facciamo, non importa se va a finire nella gabbia del canarino dei giovinazzesi». Per questo desidera che tutti i redattori e i collaboratori sentano il giornale come cosa propria, e si sforza di coinvolgere, stimolare, magari telefonando ad ore improbabili per chiedere un parere, dare l’idea di un articolo, verificare una notizia, lamentare qualche insoddisfazione. A questo proposito gli piace sottolineare che tanti giornalisti locali (e non solo) hanno preso il patentino di pubblicisti proprio grazie a La Piazza. «Poi - rimarca sconsolato - non si sono più visti, ma sono stato io ad avviarli alla carriera giornalistica. Diverse firme, oggi approdate a più importanti testate, hanno mosso qui i primi passi della professione». I SIPARIETTI IN REDAZIONE E LE COPERTINE In redazione si svolgono i siparietti più spassosi, rigorosamente in

dialetto, con coloro che lo provocano simpaticamente. Così Sergio ha modo di esprimere la sua filosofia sul giornale, che deve essere distaccato da grandi gruppi, da politici, da imprese, in pratica deve essere libero per poter dire ad ognuno il suo. E su questo non fa preferenze per nessuno, non si lega a nessuno (in tutti i campi) e su ciascuno ha qualche salace osservazione. Talvolta per farlo sorridere gli facciamo una battuta sulle numerose modelle che hanno posato per La Piazza e le cui copertine sono meticolosamente ordinate sulle pareti della redazione, ormai quasi tutte occupate. Se si fida dell’interlocutore non esita a raccontare qualche simpatico aneddoto che però deve restare segreto. La copertina che custodisce più delle altre nello scrigno della memoria? Tutte risponderebbe naturalmente Sergio, ma confida che c’è una che gli sta più a cuore. «Quella che arrivò in mano ad Alessia Marcuzzi, e Luca e Paolo, i conduttori de Le Iene: mostrarono la nostra testata alle telecamere di Italia 1, fieri che anche a Giovinazzo giocavamo a fare le iene con i nostri politiconi». In effetti la redazione è un porto di mare, un luogo di incontro e di ritrovo (quando Sergio non deve lavorare): si incontrano vecchi amici, altri collaboratori, e anche qualche tipo particolare, compresi coloro che entrano per chiedere gratuitamente la copia del giornale («questi sono proprio quelli che hanno i soldi …» commenta). GLI EMIGRANTI E LA PIAZZA I frequentatori più graditi della redazione sono gli emigranti che Sergio chiama «gli amici d’oltre oceano». Il perché è presto detto: loro lo amano più di un sindaco. A loro è molto legato e per loro, al rientro vacanziero a Giovinazzo, la tappa in redazione è obbligatoria. Fanno il punto della situazione, si informano delle novità, esprimono i loro commenti e le loro idee. Per tutti Sergio ha una parola di elogio, che loro ricambiano perché quando ricevono La Piazza risentono l’aria di Giovinazzo. Sergio sa che così le sue fatiche sono premiate, le sue delusioni mitigate, i suoi ammanchi in parte ripagati. Percepisce davvero che il suo lavoro giornalistico ha un ritorno di utilità. E allora si carica di più e, con maggior dinamismo, continua a scrivere, ad impostare, a minacciare chiusure e a dire che lui non fa il direttore…ecc. ecc. AGOSTINO PICICCO


la cronaca nera

OPERAIONE BODY AND DRUGS Un giovinazzese aveva mansioni manageriali e avrebbe ricoperto un ruolo centrale in una delle due organizzazioni 6 giugno: Maxi operazione contro il traffico di sostanze dopanti, droga e banconote false. La Guardia di Finanza ha eseguito 13 arresti, 21 denunce all’Autorità Giudiziaria e ha sequestrato 2.500 farmaci a due sodalizi criminali attivi nel capoluogo pugliese e in altri 7 comuni della provincia, tra cui Giovinazzo. Un dipendente di uno stabilimento della azienda farmaceutica Merck Serono con sede a Bari, ma residente a Giovinazzo, che aveva mansioni manageriali, avrebbe ricoperto un ruolo centrale in una delle due organizzazioni sgominate questa mattina all’alba nell’operazione ”Body and drugs” dai militari del Gruppo Pronto Impiego di Bari, diretti magistralmente sul campo dal tenente colonnello Massimo Battaglino. Le ordinanze cautelari sono state eseguite a carico di 13 persone, tra cui 2 giovinazzesi. La complessa attività d’indagine con intercettazioni telefoniche ed ambientali, è stata avviata in seguito al sequestro - in occasione di un controllo stradale al casello Bari Nord - di sostanze dopanti ed ha consentito di accertare, tra l’altro, l’illecita commercializzazione del farmaco Saizen prodotto dalla Merck Serono s.p.a. nello stabilimento di Modugno. Una sostanza che contiene l’ormone della crescita denominato GH (destinato ad usi clinici), avente quale principio attivo la somatropina, somministrabile esclusivamente su presentazione di prescrizione medica. Attraverso un’articolata attività di intercettazioni telefoniche ed ambientali è emerso che enormi quantità di Saizen venivano rubate dallo stabilimento di Modugno per rifornire numerosi body builder baresi per aumentare le loro prestazioni fisiche. «Un ruolo centrale nella vicenda ha assunto - scrive la Procura della Repubblica di Bari in una nota - il dipendente con mansioni manageriali di Merck Serono s.p.a. - società che ha attivamente collaborato all’indagine - il quale si era impossessato di numerose fiale dell’indicato farmaco e delle relative etichette». L’uomo, abusando del suo ruolo aziendale e del rapporto di prestazione d’opera, si era impossessato di numerose fiale, con le relative etichette, rivendendole a due gestori ed istruttori della palestra ”Le phisique du role” a Bari e ad altre persone che, a loro volta, provvedevano alla successiva cessione a terzi utilizzatori. Le Fiamme Gialle

hanno accertato che il valore sul mercato della singola fiala del farmaco era a pari circa 400 euro. Il valore d’affari del traffico illecito è stato stimato in più di 250.000 euro. Ben articolato il sistema di rivendita del farmaco che finiva solo nelle mani solo di coloro che l’organizzazione stabiliva. Per gli altri conosciuti come “pellegrini” il gruppo consegnava semplicemente acqua fisiologica spacciandola per il Saizen. Le 13 ordinanze eseguite sono state compiuti in otto comuni del Barese assieme al sequestro di 200mila euro e 5 conti correnti nella disponibilità degli indagati. 11 giugno: INCENDIO SULLA SS 16 I Vigili del Fuoco al lavoro intorno alle 17.00 per spegnere l’incendio che ha interessato una vasta zona incolta in prossimità dell’istituto Vespucci di Molfetta e di fronte il Lido Bahia, sulla litoranea per Giovinazzo. A bruciare sono state delle sterpaglie che hanno alimentato così il rogo, che si è espanso fino ad arrivare a lambire una villa che si trova nelle vicinanze. Le fiamme che si sono alzate dal campo sono state notate dai bagnanti in spiaggia, i quali hanno allertato i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Molfetta, intervenuti con due mezzi assieme ai Carabinieri e alla Polizia Municipale molfettese, che si è occupata di regolare il traffico sulla strada statale 16 Adriatica in direzione di Giovinazzo, su cui si è riversato parecchio fumo. Visto l’immediato intervento, l’incendio non ha provocato danni a cose o persone, ma il traffico ne è risulto rallentato.

FONTE CARABINIERI MOLFETTA


spigolature

DI SERGIO PISANI

VERRÀ L’ESTATE... L’annunciato comizio aveva richiamato in piazza il solito entourage di seguaci del partito dell’oratore. Si erano sistemati sotto il palco. Dietro ma molto dietro con la solita aria di indifferenza uno sparuto stuolo di simpatizzanti richiamati dalle note dell’inno Verrà l’estate. Io mi sedetti sulla fontana monumentale. Fa tanto chic! Quando all’improvviso si sedette vicino Mister Amarcord. - Uè mba Vginz tutt zuccher e cannel, ce fine si fatt? - Mi sono fatto il libro con gli articoli che ho pubblicato sul tuo giornale. Ho fatto le copie anastatiche e le sto dando agli amici. Tu na ge stè me all’uffice, ste semb saup a le tren. Dimm quann t’ agghià pertè u libr? Mi sono permesso di farti una dedica. - M’na da allassè almen traj. Se accaume iè, stè Parato che non si fa mai mancare nulla nel suo archivio Luce. Mo però famm sendè l’arringa d Natalicchie. - Mamma mè accaume la iapre chedda sort de vocc! Na veit angh l’zamben tras’n e jess’n da jnd a la vocc! - Ce spettacle. G’lev contra a tutt. Angh contro cudd poveridd du fotograf che camp alla scernet. Lo ha definito il cineasta, il fotografo a 5 stelle. Soltand percè ste a fe le fateche a Tmes u sindc. Ma a do le vè a pigghiè certe chicche?

Intanto dal palco l’oratore incalza: «E’ bellissimo ed emozionante parlare a tutti voi. Non abbiamo avuto bisogno degli effetti speciali per arrivare al vostro cuore… Tom stamattina ha ricominciato con le frasi fatte, fini come lui,la toppa e il buco, epifania dell’universo logico di chi gli scrive i comunicati». - Inutil, Sergìn. Natalicchie iè u l’unech ca le sep strapazzè tutt da saup o palc. - Pecchèt mba Vginze ca la veritè stè semb dall’avann sau. Sind ce desc. Tom gia ditt che t si mbarchet tutt l vicchie. Sind ce responn: «Peccato che con lui non c’è niente di nuovo, ma tutto il peggio del peggior vecchio trasformismo che campa a spese dei cittadini di Giovinazzo da 40 anni e si candida a farlo per altri 40…». E giù i nomi. - Veramaj mba Sergì ca s’ha fatt angh idde l fatt seu quann ha fatt u sindche p 10 ann. Na t si scordenn ca a fatt u preside a Novar e u paies ua va allasset men a Tembest… - So tutt uguèl mbva Vginze… E come se quell’oratore avesse ascoltato i nostri discorsi, ecco che ci risponde dal palco: «La mia trasferta lavorativa, per chi se lo stesse ancora chiedendo, è durata dal 1°settembre 2008 al 30 giugno 2010: che io sia stato fuori più a lungo è una delle bugie su cui Depalma ha impostato la campagna elettorale del

2012. Le bugie di quest’uomo hanno trasformato la città e quasi si stenta a riconoscerla. Per questo in molti hanno voluto che mi ricandidassi. Hanno scelto me perché sono legato a Giovinazzo. So che cosa significa lavorare. Studio, mi informo, non lascio che la superficialità si prenda spazio nel mio mondo. Mi batto per la libertà e per la giustizia sociale. Da sindaco non sono stato un padroncino e da dirigente non sono uno sceriffo. Vivo del mio lavoro. Sono un onesto contribuente. Sono rispettato anche senza fascia tricolore. Non racconto frottole». - Vu sendè, mba Vginz. Da do na ma scej. Altrimenti cuss na g fesce vedà l’estèt mang a neu ca u stèm a sendè!


echi

del

mese

DI

GIANGAETANO TORTORA

STRISCE BLU, TRA NOVITÀ E CONFERME 1 giugno. Ecco tutto ciò che c’è da sapere sui parcheggi a pagamento, in vigore fino al 31 agosto: - Zona A Nessuna variazione per questa area, compresa tra piazza Vittorio Emanuele II, corso Amedeo, via Marconi e via Agostino Gioia (queste ultime due fino all’incrocio con via Giovannello Sasso) e via Cappuccini (fino all’incrocio con corso Roma): la sosta sulle strisce blu si paga, infatti, tutto l’anno nelle fasce orarie 11-13 e 17-21; - Zona A estiva Ripristinate le aree di sosta di piazza Garibaldi (lato nord prospiciente l’Istituto Vittorio Emanuele II), via Bari (lato destro da via Solferino a piazza Vittorio Emanuele II) e via Molfetta (lato destro da via Crispi a piazza Vittorio Emanuele) nelle fasce 11-13 e 17-22; - Zona B In questo caso, la sosta sul lungomare Marina Italiana nei parcheggi in zona Monaci bassi e Trincea è a pagamento nella fascia 9-22; - Zone D ed E Nella zona D (piazza Porto, via Isonzo, via Buccari, via Thaon de Revel, via Montegrappa, piazza delle Vittorie, via Carso, via Gorizia, via Gradisca,via Borea, via Piave, via Redipuglia, via Diaz, via Fortunato, via Cesare Battisti, via Deturcolis, vico Deturcolis, via Crocifisso, lungomare Marina Italiana tra via Diaz e via Durazzo) e nella zona E (via Fossato, via Elefante, via Papa Giovanni XXIII, via Salvemini, via Solferino, via Dogali, via Magenta e via Palestro) il parcheggio sulle strisce blu si paga nelle fasce 11-13 e 17-22. Per le Zone A (estiva), B, D ed E i costi sono di 0,75 euro per 1 ora; 0,40 euro per 30 minuti; 4 euro per l’intera giornata. Questi infine i prezzi degli abbonamenti trimestrali (concessi solo a residenti, personale alle dipendenze di aziende pubbliche o private aventi sede nelle zone interessate ed ultrasettantenni muniti di patente di guida): - Zone A (estiva) e B: 20 euro; - Zone D ed E: 12 euro. 2 giugno FESTA DELLA REPUBBLICA A GIOVINAZZO Tradizionale cerimonia in occasione della Festa della Repubblica. Il corteo delle Autorità civili e militari, partito da piazza Vittorio Emanuele II, è poi giunto presso la Villa Comunale per fermarsi davanti al Monumento ai Caduti. Qui il sindaco Tommaso Depalma ha tenuto un breve discorso, elogiando anche le Forze Armate. 2 giugno MADONNA DELLE GRAZIE

ph. John Rutigliano

Con la processione della Madonna delle Grazie, quest’anno portata dai membri della Confraternita di Santa Maria degli Angeli, iniziano le feste estive di Giovinazzo. Il centro storico e piazza Vittorio Emanuele II sono state le tappe interessate dall’itinerario.

4 giugno PREMIO MODA PUGLIA Moda sotto il cupolone…Prima edizione, sul sagrato della chiesa di Sant’Agostino, del Premio Moda Puglia, evento ideato dalla Camera della Moda Italia assieme all’Associazione Internazionale

Pugliesi nel Mondo, con organizzazione a cura dell’agenzia di moda e spettacolo Carmen Martorana Eventi. Dopo l’iniziale coreografia, con cui le modelle pugliesi hanno omaggiato le donne vittime di tutte le forme di violenza, ha avuto luogo la sfilata delle Nuances Boreales della giovane Arianna Laterza e degli abiti da sposa e da cerimonia della collezione 2018 del fashion stylist Giulio Lovero. Spazio anche al make up di Domenico Poliseno e all’hair style di Lucia Misceo. La serata è stata inoltre allietata dai ballerini del Dance Team giovinazzese e dalla cantante Annalisa Marella, in arte Deva, della Nuova Accademia Orfeo di Bisceglie. 8 giugno CONFERMA IMPEGNI ASSUNTI PER CASA SALUTE Il sindaco Tommaso Depalma e il Direttore Generale della Asl Bari Vito Montanaro hanno confermato gli impegni assunti in forza del protocollo d’intesa firmato il 20 luglio 2016, con il quale la Asl Bari si è impegnata a erogare sul territorio di Giovinazzo i servizi sanitari territoriali e distrettuali di riabilita-


zione, poliambulatorio, guardia medica, servizio 118, servizio di igiene pubblica, SISP, Farmacia territoriale, Sert, Sim e CSM. Più precisamente, è stato stabilito che il Comune, mantenendone la nuda proprietà, promette il trasferimento in favore della Asl dell’immobile sito in zona PEEP, ex via De Venuto, attualmente in stato di rustico; così come la Asl si impegna a trasformare e utilizzare la proprietà per realizzarvi la Casa della Salute finalizzata ai suddetti servizi sanitari. L’Asl Bari si assumerà le spese inerenti la progettazione e l’esecuzione delle opere edilizie, l’acquisto e la messa in opera degli arredi e delle dotazioni strumentali, le manutenzioni ordinarie e straordinarie sulla struttura. 9 giugno RIAPERTURA VILLETTA VIALE ALDO MORO Riapertura nella zona 167 della villetta di viale Aldo Moro che, analogamente alla piazzetta Cairoli, sarà gestita da privati con conseguente risparmio di risorse pubbliche. Al momento della riapertura, nella struttura é stata ripristinata l’area giochi e sono stati creati un punto di ristoro, le nuove sedute e i bagni pubblici. 12 giugno: ENZO FUSARO NUOVO PRESIDENTE CONFARTIGIANATO Nuovo presidente per la Confartigianato di Giovinazzo, organizzazione al servizio delle piccole e medie imprese, per il quadriennio 2017-2021. Si tratta di Enzo Fusaro, che sarà coadiuvato dal seguente nuovo direttivo: Tommaso Mastandrea (vicepresidente), Rossella Contalbo (tesoriere), Delia Bavaro (segretaria), Nicola Giotti, Paolo Fiorentino e Claudio Spadavecchia (consiglieri). Obiettivo del nuovo presidente dell’organizzazione, che annovera attualmente un centinaio di componenti nel tessuto imprenditoriale cittadino, la crescita sempre maggiore dell’imprenditoria locale e fidelizzare più associati. 15 giugno THE WINNER IS: LA PANCHINA D Grande partecipazione al sondaggio promosso dall’Amministrazione Comunale per decidere il modello delle 14 panchine da installare sul Lungomare Marina Italiana a Ponente, nelle vicinanze dell’ex macello. La panchina più…suffragata,tra 5 opzioni, è stata la D. 16 giugno NUOVE NOMINE DIOCESI In occasione del ritiro del Clero della nostra Diocesi, il Vescovo Domenico Cornacchia ha comunicato le nomine e gli incarichi ai sacerdoti a partire dall’anno pastorale 2017-2018. Queste le novità riguardanti la città di Giovinazzo: - don Andrea Azzollini (qui in foto) da Vicario Parrocchiale di Santa Achille a Molfetta diventerà il nuovo Parroco della Concattedrale – Santa Maria Assunta, nonché Assistente Ecclesiastico della Confraternita SS. Sacramento e Rettore della chiesa Pa-

dre Eterno; - don Benedetto Fiorentino, attuale Parroco della Concattedrale, diventerà invece Rettore della Chiesa Collegiata dello Spirito Santo e Assistente Ecclesiastico dell’Arciconfraternita della B.V.M. del Rosario e della Confraternita della SS. Trinità, Rettore della chiesa di Santa Maria degli Angeli e Assistente Ecclesiastico dell’omonima Confraternita, Rettore della chiesa di San Carlo e Assistente Ecclesiastico della Confraternita della Purificazione; - mons. Giuseppe Milillo oltre che essere Collaboratore della Parrocchia Immacolata svolgerà anche l’incarico di Rettore della chiesa Santa Maria di Costantinopoli e di Assistente Ecclesiastico dell’omonima Confraternita; - don Saverio Minervini da Rettore della Chiesa Collegiata dello Spirito Santo di Giovinazzo diventerà Rettore della chiesa San Pietro e Assistente Ecclesiastico della Confraternita Maria SS. del Carmelo a Molfetta, nonché Collaboratore della Cattedrale – Santa Maria Assunta sempre a Molfetta; - don Ignazio Gadaleta oltre che essere Vicario Parrocchiale di Sant’Agostino ricoprirà anche l’incarico di Assistente diocesano dell’AGESCI; - don Silvio Bruno da Vicario Parrocchiale di Sant’Agostino diventerà Parroco di San Domenico a Molfetta; - don Mario Giovanni Petruzzelli oltre che essere Padre Spirituale dell’Arciconfraternita Maria SS. del Carmine svolgerà anche l’incarico di Collaboratore della Parrocchia di Sant’Agostino. 17-18 giugno GRANFONDO NIBALI E NON SOLO

Il ritorno dello squalo Vincenzo Nibali… A poco più di un anno di distanza dall’intitolazione in suo onore del primo tratto della pista ciclabile del lungomare di Levante, il campione di ciclismo è stato nuovamente a Giovinazzo (dove ha trascorso l’intero weekend) per la corsa GranFondo Nibali che ha visto la nostra città sia come punto di partenza che di arrivo sul lungomare di Levante in zona Cappella. Vincitore della gara è stato l’andriese Donato Cannone.Tra i tanti eventi collaterali, da segnalare il giro turistico con gita in barca e bagno a mare di alcuni giornalisti sportivi, che hanno anche potuto degustare prodotti locali. E non si è trattato dell’unico caso: hanno infatti avuto la possibilità di ammirare le bellezze della nostra città, con tanto di degustazioni, pure giornalisti specializzati e opinion leader del settore turistico presenti a Giovinazzo nell’ambito del programma operativo regionale FESR-FSE 2014-2020 Attrattori culturali, naturali e turismo. 18 giugno CORPUS DOMINI DA S. AGOSTINO Solenne processione del Corpus Domini per le strade di Giovinazzo, partita quest’anno dalla parrocchia S. Agostino dopo la celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Beppe de Ruvo. La processione del Santissimo Sacramento si è poi conclusa, come sempre, sul sagrato della Concattedrale.


storia NOSTRA DI DIEGO DE CEGLIA SUCCEDEVA A GIOVINAZZO NEL 1741

INCOVENIENTI DURANTE LA FESTA DI SANT’ANTONIO Quel giorno infatti, si portarono dinanzi al notaio i signori Paolo Maldari, Mario Capursi, Francesco Paolo de Musso, Francesco Antonio Galdo e Giovanni Battista Siciliano dichiarando che «essendosi ritrovati nella casa della Corte della sopradetta città di Giovenazzo per alcuni loro affari, hanno inteso, che il sig. d. Lonardo Dolcetta Governatore ed il sig. d. Nicolantonio Saraceno Sindico de’ nobili della città discorrevano maravigliandosi di quel che pubblicamente si dicea per tutto Giovenazzo che mons. d. Paolo de Mercurio Vescovo dell’anzidetta città la mattina delli 13 del corrente mese calò nella sacristia della chiesa cattedrale ed in presenza di molti sacerdoti che ivi si ritrovavano publicamente svelò che con lettera di qualche mattina prima avea ricevuto aviso che la Congregatione del S. Uffizio avea prohibito che il padre Sanislao cappuccino non avesse più predicato, per il ricorso da lui fatto contro del medesimo, stante che nella quadragesima passata avendo quello predicato nella città di Terlizzi avea proferito alcune proposizioni scandalose». Nell’atto i testimoni non riportano quali fossero le parole scandalose pronunciate dal frate cappuccino durante la predica tenuta a Terlizzi, ma è facile immaginare che scaturissero dal plurisecolare conflitto tra i Vescovi di Giovinazzo ed il clero di Terlizzi, appena tre anni prima proprio il Vescovo Paolo de Mercurio era stato preso a sassate durante il suo ingresso in Terlizzi. Se nella mattinata del 13 giugno il Vescovo si era limitato a dare comunicazione al suo clero delle notizie pervenutegli da Roma «nella sera dell’istesso giorno 13 del corrente mese, essendosi portato il detto Prelato nella chiesa de P.P. Cappuccini di questa predetta città ad un panegirico che ivi si faceva in onore del glorioso S. Antonio» il suo comportamento fu tutt’altro che gentile, infatti «nell’atto che il Padre Provinciale andiede a porgeergli l’asperosium a detto prelato, che pur anche intervenne al panecirico sudetto, publicamente li rinfacciò gridando e dicendoli: “Già, il padre Sanislao è stato proibito ad più predicare!”, con altre parole ingiuriose». I testimoni sottolineavano che in pieno spirito di umiltà francescana, «a tali proposte il Padre Provinciale non li replicò cosa veruna,

onde meravigliandosi dell’imprudenza pratticata da detto Prelato in non aver avuto riparo a rinfacciare tal fatto in chiesa ove vi era un gran concorso di popolo ch’era intervenuto alla solennità della festa (di S. Antonio)». Dal seguito dell’atto appare chiaro che la deposizione venne resa come testimonianza a difesa dei padri Cappuccini, infatti i testimoni specificano che «si uniformavano a fermamente credere che tali leggierezze che si dicevano commesse da detto Prelato erano vere e verissime (in quanto) … lo stesso giorno 13 del corrente mese in loro presenza … all’uscita che fece detto Prelato dalla chiesa di detti Cappuccini e proprio avanti la porta della medesima, il Padre Provinciale di detti padri nell’atto che l’accompagnava li sussurrava che l’aver così publicamente rimproverato il padre Sanislao l’avea fatta forte sensazione, si perchè era inverisimile quel che asseriva, e che qualora pure fusse stato vero, avrebbe dovuto usar più carità e non così publicamente offenderlo, se non nella stima personale, a riguardo dell’abito». Queste parole che il padre Provinciale aveva appena “sussurrato” al Vescovo, altro non fecero che irritarlo ancora di più infatti nel prosieguo della deposizione si legge che «replicò esso mons. Vescovo ad alta voce gridando che così dovea fare, mentre esso padre Sanislao pubblicamente avea spropositato, e più s’accolorò gridando che esso padre Sanislao non ebbe convenienza anzi mancò al suo dovere, per non essersi portato da lui a prendere la benedizione in tempo che la quadragesima scorsa predicò in Terlizzi e quando parimente ivi publicò il Giubileo, con rimproverarli ancora che avea acciò offeso a lui come Vescovo, quasi tenesse confessori sciocchi ed ignoranti,


che non sappiano spiegare ne capire la parola “cuius”». Se i primi atti che il Vescovo contestava al Cappuccino potrebbero ritenersi di mera natura formale, resta difficile capire cosa fra’ Sanislao, durante le sue prediche avesse pubblicamente contestato al clero secolare di Terlizzi ed a mons. de Mercurio, tanto che il Padre provinciale finì per replicare al Vescovo, sempre «però con tutta la dovuta modestia che quando una tal publica correzione si vedea fatta per tal fine si dovea più tosto attribuire a vendetta che a zelo». Dall’ultima parte della deposizione emerge un particolare, relativo ai festeggiamenti che in quel tempo si tenevano in onore di S. Antonio nella chiesa dei Cappuccini, ovvero l’esposizione nel Santissimo Sacramento. Infatti nell’atto, descrivendo la reazione violenta del Vescovo che finì per suscitare lo stupore anche dei pubblici amministratori si legge: «maravigliandosi essi sigg. Governatore e Sindaco che stavano presenti, che tal fatto così publicamnete accaduto avea portato una grande ammirazione e scandalo insieme non men a loro che a tutta quella gran moltitudine di gente, la quale alle grida d’esso Vescovo era uscita dalla chiesa ove trattenevasi adorando il Venerabile ivi esposto». Altro dato interessante è che il cappuccino padre Sanislao, godeva di un ottima fama nella zona in quanto ritenuto «huomo di tutta integrità e dottrina essendo lo specchio di tutta questa Provincia per il merito che si ha acquistato, non men con l’esemplarità della vita e costumi, che con li diversi panegirici e quaresimali fatti nelle città più cospicue della medesima e nelle quali loro erano concorsi per ammirare la dottrina d’esso padre». DIEGO DE CEGLIA

24 giugno, FESTA DI S. ANTONIO

Una dimostrazione di carità eroica. La definiamo così la festa di sant’Antonio, la festa che apre l’estate in cui fede e tradizione si sposano come d’incanto. Una festa (come scritto a fianco) le cui radici si perdono nella notte dei tempi. È successo quest’anno sabato 24 giugno. Anche se scalzata dal Corpus Domini che si è festeggiato il 18 giugno e - pensate - dal ballottaggio per le elezioni del sindaco previsto del 25 giugno, tantissima gente, nonostante la calura, ha partecipato allo sbarco e alla processione del Santo di Padova. Una scenografia da mozzafiato, dal rosso del tramonto al profumo rilassante di un mare azzurro e calmissimo ha accompagnato i fedeli e il sacro corteo con la statua portata in spalla.

III Trav. Daconto, 50 - Giovinazzo tel. 080.394.88.64


DI

LUCIANA

CARBONARA

50 SFUMATURE DI MARIA Maria aveva mandato al diavolo il suo matrimonio perché non amava seguire suo marito durante i suoi lunghi trasferimenti per lavoro. Voleva subito dopo il matrimonio restare dalla mamma. Oggi è una donna separata che ha strappato un lauto indennizzo per suo il mantenimento per la figlia senza solcare la strada della separazione giudiziale dal suo ex marito che guadagna tanto, tantissimo. Lui rivede la figlia ogni fine settimana. Sono date concordate dal giudice. Maria ha già spuntato sul calendario da qui fino all’estate 2018 i giorni di completa autonomia quando la figlia è dal padre. Autonomia sinonimo di libertà, soggiorni di vita durante i weekend e lunghe vacanze estive o natalizie alla ricerca del piacere fisico e spirituale con il suo compagno. Mi chiederete.: qual è Luciana la novità? Non un filo di prurigine in questa storia. Aspettate che il bello sta per arrivare. Maria è una donna che ha charme e bellezza. La sua vita è esplosa come un filmine a ciel sereno: aveva voglia di piacere, faceva tutto per piacere. Tutto vero? Fatto sta che ha iniziato a collezionare uomini. Troppi, in verità. Tutta colpa di quel vulnus, la mania del controllo, che spesso conduce Maria a concedersi in toto al suo compagno e a nutrire sempre quel sentimento di insicurezza. L’attaccamento e l’istinto di protezione nei confronti di Maria vengono portate all’estremo, rendendo la relazione

PRUDENTE PANE CALDO - FOCACCE - PIZZETTE CALZONI DI CIPOLLA - PIZZE RUSTICHE PANIFICIO PRUDENTE NATALE E FIGLI S.N.C. VIA BITONTO, 52 - G IOVINAZZO TEL . 080/3944257 VIA TEN. DEVENUTO, 100 GIOVINAZZO TEL. 080/3945137

distruttiva e ben lontana dall’ideale della coppia sana, fonte di gioia e di energie. Così si spiega la lunga collezione di fallimenti sentimentali. Forse una soluzione - tampone a quella mancanza di senso di iper - protezione oggi Maria sembra aver trovato: il suo nuovo compagno che ha pochi anni più della figlia, quasi 15 meno di lei. Chissà se ora, senza passare dalla psicologa, Maria abbia trovato in lui la spinta per guardarsi dentro e andare a sanare le carenze della personalità. Chissà se ora Maria abbia sconfitto l’ossessione di avere un partner di proprietà, lo zerbino cui controllargli non solo facebook e whattsapp ma anche i suoi soldi, i suoi passi. Riuscirà Maria a volergli bene? E lui riuscirà a prendersi cura di lei e la responsabilità del benessere psicofisico senza che il rapporto si rompa? Operazione inutile ed impossibile. Fin quando Maria non imboccherà l’ingresso di uno studio di uno psicoterapeuta, Cupido continuerà ad accanirsi contro scoccando le sue frecce su qualsiasi sconosciuto la circondi. E lei continuerà a collezionare sempre uomini.


TESTO e FOTO G IOVANNI P ARATO


illis temporibus DI GIOVANNI PARATO

NOI CHE...

Andavamo a Molfetta in trasferta con la barca per seguire la partita onde evitare le botte dei molfettesi all’ingresso della città

Dopo tutto quello che sta succedendo da qualche tempo nel calcio, mi sembrava giusto inserire nei nostri «NOI CHE» qualche pillola di nostalgia. Credo che molti si riconosceranno in quell’amore per il calcio antico che adesso non c’è più... - Noi che… la domenica si mangiava alle 12 per essere pronti alle 14,00 al vecchio Campo sportivo; - Noi che... la domenica ci recavamo sui palazzi delle Case popolari per eludere il biglietto del Campo; - Noi che… andavamo allo Campo per vocazione e non per altro; - Noi che.. .quando si facevano le squadre, sulla chiesa Sant’Agostino o vicino alle case popolari di via Cappuccini se venivamo scelti per primi ci sentivamo davvero i più bravi, i più importanti; - Noi che...l’ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad andare in porta; - Noi che...venivamo chiamati per strada col soprannome di un giocatore possibilmente degno come Maradona o Rivelino ed erano orgogliosi; - Noi che... facevamo finta di non sentire il richiamo della mamma quando scendeva la sera, in attesa che qualcuno dicesse “chi se-

gna l’ultimo vince” incurante del punteggio che magari era in quel momento 32 a 1; - Noi che...se avevamo ai piedi le Adidas ci sentivamo come Pelè; - Noi che...il pallone di cuoio non sapevano come era fatto perché lo vedevamo ad esagoni bianchi e neri solo in Tv; - Noi che... non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava ovale; - Noi che... il proprietario del pallone giocava sempre anche se era una schiappa e non andava nemmeno in porta; - Noi che... giocavamo anche senza la traversa sena aver bisogno della moviola per capire se era goal; - Noi che...«rigore seguito da goal è goal» oppure «Goal o rigore» metteva sempre tutti d’accordo; - Noi che... militavamo nelle nostre squadre di paese che avevano quasi tutti nomi di compagnie militari e dell’associazionismo cattolico: La Folgore, L’Audace, La Veloce, La Fidens, La San Tarcisio, La Pro Juve. L’Aurora e i Goliardi (tutti universitari); - Noi che...non ci facevamo mancare neanche il mister Kutik (Labombarda) di paese (l’altro, fu il 1°allenatore a portare il Bari in Serie A negli anni ’40; - Noi che… formulavamo un sacco di critiche alle maglie della Pro Juve di Mazzilli che sembravano le maglie degli allora detenuti del carcere di Bari (mancava solo il numero di matricola sul petto); - Noi che...il n° 1 era il portiere, il n°2 ed il n°3 i terzini destro e sinistro, il n° 4 il mediano di spinta, il n° 5 lo stopper, il n° 6 il libero, il n° 7 l’ala destra, il n° 8 una mezzala,

LA FOTO DEL MESE

il n° 9 il centravanti, il n° 11 l’altra punta possibilmente mancina, il n° 10 la mezzala con la fascia di capitano perchè era il più bravo; - Noi che...dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino; - Noi che...quando aprivamo le bustine intonse della Panini pregavamo di non trovare a triplone o a quadriplone Piloni, il portiere del Pescara - Noi che...quando aprivamo le bustine intonse della Panini pregavamo di trovare il portiere dell’Atalanta Pizzaballa; - Noi che...il calcio in Tv lo guardavamo solo la Domenica ed il Mercoledì di Coppe; - Noi che...la Domenica alle 19,30 vedevamo un tempo di una partita di calcio; - Noi che...vivevamo in attesa di 90° minuto e ci sentivamo protetti dalle figure paterne di Paolo Valenti, Necco da Napoli, Bubba da Genova, Giannini da Firenze, Vasino da Milano, Castellotti da Torino, Pasini da Bologna, Tonino Carino da Ascoli, Stroppa “riporto” da Bari o Lecce - Noi che...Ciotti :...«Scusa Ameri, scusa Ameri....clamoroso al Cibali» che nella nostra fantasia era più famoso di Catania; - Noi che...alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i goal della serie B, il Gran Premio, Tennis, Basket e la pallavolo senza doverci sorbire ore di chiacchiere per vedere 4 goal; - Noi che...Bisteccone Galeazzi l’abbiamo visto magro; - Noi che…. Andavamo a Molfetta in trasferta per seguire il pallone con la barca onde evitare le botte dei molfettesi all’ingresso della città.

I MASTANDREA, OVVERO LA FAMIGLIA DI COMMERCIANTI

50. IN PRIMO PIANO, IL CAPOSTIPITE MICHELE E I SUOI 8 FIGLI.

FOTO

NEGLI ANNI

INVIATA DAL NIPOTE

ANDREA SCIVETTI RESIDENTE NEGLI U.S.A


LA SEDAZIONE PALLIATIVA PROFONDA Con mezzi farmacologici provoca la riduzione della vigilanza del sofferente fino alla perdita della coscienza, al solo scopo di ridurre o abolire la percezione del dolore, dopo che lo spasimo risulti refrattario ai mezzi messi in opera. Non è una “morte anticipata” dal momento che s’interrompe di fatto la vita di relazione. La vita umana oltre che biologica e fisica, è anche sensibilità ed emozionalità. La sedazione palliativa profonda non può essere intesa come una soluzione di compromesso per giungere a legalizzare o depenalizzare l’eutanasia, che si vuole rendere lecita sul piano morale. Questa terapia va inquadrata in quel diritto di “morire senza dolore”. Non attuarla secondo i criteri e le modalità previste dai protocolli, potrebbe significare una forma di abbandono dell’ammalato, essendo ben chiaro che con essa non si vuole anticipare la morte ma solo alleviare le sofferenze. La scelta è conforme ai quattro principi della bioetica: 1) beneficialità: compito del medico è tutelare e promuovere il bene salute del paziente, che in questo caso mira ad alleviare i sintomi, 2) non maleficità: non uccide e non causa sofferenze ad altri, 3) autonomia: è consentita dopo il libero consenso informato del paziente, dei parenti e della equipe che assiste l’ammalato, 4) giustizia: tutti hanno diritto alle terapie palliative e possibilità di accesso ad esse. Per quanto riguarda il principio di giustizia il Consiglio Nazionale di Bioetica del 29 gennaio 2016 ha ribadito che «è un diritto fondamentale dell’uomo e dunque del morente (adulto o minore), ricevere una adeguata assistenza finalizzata al controllo della sofferenza nel rispetto della sua dignità… Anche il paziente, che rifiuta o rinuncia all’uso di tecniche strumentali di sostegno delle funzioni vitali ha diritto a beneficiare della terapia del dolore e in caso di sofferenze refrattarie della sedazione profonda e continua». Quest’ultima sottolineatura, molto importante, sta a significare che, «in presenza di: malattia inguaribile in uno stadio avanzato, imminenza della morte, presenza di uno o più sintomi refrattari alle terapie, adeguatamente verificati, con grave sofferenza sia fisica che psichica», la sedazione profonda continua è atto lecito perché rientra tra i trattamenti medici che mirano ad alleviare il dolore e non è

detto

da

...

DON BENEDETTO FIORENTINO

pratica di eutanasia. Dal punto di vista morale, la sedazione palliativa profonda soddisfa tutti i fondamentali principi: è terapia farmacologica specifica, la si pratica nella imminenza della morte, l’abolizione della coscienza si giustifica e risulta lecita quando non ci siano altri mezzi idonei ad alleviare il dolore, si interviene sui sintomi refrattari senza volontà di causare la morte, è soluzione appropriata e adeguata praticata con mezzi proporzionati la cui finalità è di curare alleviando il dolore. Il Codice Deontologico dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri del 2014, art. 39, afferma: «il medico non abbandona il malato con prognosi infausta ma continua ad assisterlo e, se in condizioni terminali, impronta la sua opera alla sedazione del dolore e al sollievo dalle sofferenze tutelando la volontà, la dignità e la qualità della vita». La “sedazione profonda” è compresa nella medicina palliativa e fa ricorso alla somministrazione intenzionale di farmaci e alla dose necessaria richiesta, per ridurre fino ad annullare la coscienza del paziente allo scopo di alleviare sintomi fisici o psichici intollerabili e resistenti a qualsiasi trattamento nelle condizioni di imminenza della morte con prognosi di ore o pochi giorni. I rigorosi criteri per l’applicazione delle procedure, da registrare in cartella clinica, esigono proporzionalità e monitoraggio dei farmaci usati. Ciò significa che la sedazione profonda non rientra nell’ambito di un procedimento di eutanasia perché ha per scopo l’eliminazione del dolore e delle sofferenze. Non è un’azione che vuole procurare la morte. Dato che l’equipe sanitaria prende in carico la persona malata negli ultimi mesi di vita, la decisione di ricorrere a questa terapia matura passo dopo passo, in cui è fondamentale l’intesa, l’alleanza terapeutica tra il paziente, che ha dato il proprio consenso preventivo, il gruppo di medici, infermieri e psicologi che si occupano del trattamento palliativo e dei parenti. Più che una decisone, si può parlare di processo decisionale.

I SOPRAVVISSUTI

NEW YORK. Ora che sono qui, seduti per un pranzo in onore di Maria SS di Corsignano. E’ il caso di dire: loro sono i sopravissuti di una gloriosa società che resiste alla marea del tempo. In un angolino di cielo ricevono l’approvazione di Vito Bavaro, Dino Fiorentino, Vincenzo Cervone, Vincenzo D’Albis, e soci


LITTLE italy DI ROCCO STELLACCI

REQUIEM PER LA PROCESSIONE DI SANT’ANTONIO NULLA SARA’ PIU’ COME PRIMA. C’ER UNA VOLTA LA PROCESSIONE DI SANT’ANTONIO A NEW YORK FINO AL 2016 (IN ALTO A SX). ADESSO AL SODALIZIO CONTRO I VETI IMPOSTI DAL SINDACO

BILL DE BLASIO NON

RESTA CHE VENERARLO CON UNA

SANTA MESSA

NEW YORK. Forse è il caso di riproporre la foto dell’anno scorso, di riavvolgere il nastro e tuffarsi nei ricordi. Per far capire cos’era S. Antonio a New York fino all’anno scorso. Ovvero una manifestazione di allegria, di fede, di musica dove erano i commercianti ad inchinarsi davanti alla Statua di S. Antonio in processione in segno di gratitudine per la larga messe di guadagni, di lodi, di onori che ricevevano in cambio. C’era una volta la processione di S. Antonio a New York tra i profumi della cucina italiana dei vari ristoranti che costellavano la Little Italy, la banda che seguiva il Santo in processione intonando vecchie melodie italiane. Pensate, un’atmosfera traboccante di festa che durava 11 giorni. E c’era tra Mulberry Street e Mott Street tutta la Giovinazzo

d’America che partecipava. Qualcuno grazie a S. Antonio ha trovato anche casa e famiglia. Poi la parabola discendente delle celebrazioni del Santo fino al 2016 e la fuga da Manhattan dei giovinazzesi verso Queens o il New Jersey. La festa si riduceva ad un solo giorno mentre la Chiesa cattolica del Prezioso Sangue di Gesù minaccia - pensate - la chiusura per volontà della Curia americana per far spazio alla più vantaggiosa edificazione complice anche il calo della presenza dei cattolici alla messa serale. C’era una volta la processione di S. Antonio. Nulla sarà più come prima. La caparbietà dei dirigenti della Società nelle persone del presidente Jerry Scivetti, di Michele e Luigi Serrone nulla ha potuto contro i veti dell’amministrazione comunale, contro la richiesta da parte del Comune di New York di somme astronomiche per la concessione dei permessi. E il miracolo tutto umano, fatta salva l’intercessione del Santo, si è tradotto l’11 giugno scorso con la sola venerazione del Santo nella chiesa e un pranzo per tenere uniti i cuori dei giovinazzesi al Matteo’s restaurant. Del domani, del futuro di S. Antonio di New York non v’è più certezza. Lasciamo perdere tutte le preoccupazioni, continuiamo a guardare avanti come ci suggeriscono dal direttivo. Appuntamento al Chateaubriand nel Queen domenica 17 novembre per l’annuale dinner - dance. Continuiamo a restare uniti nel nome di S. Antonio. Continuiamo a festeggiare.


progetto

assistenza

L’ECCELLENZA PROGETTO ASSISTENZA e MEDICAL CENTER A DOMICILIO: ARRIVA IL “SERVIZIO SANITARIO TERRITORIALE” Portare l’eccellenza della cooperativa PROGETTO ASSISTENZA insieme al poliambulatorio MEDICAL CENTER direttamente nelle case delle persone: è questa l’ambizione del servizio «Servizio Sanitario Territoriale», offerto dalla nostra cooperativa. Dalla riabilitazione all’assistenza infermieristica (prelievi, prelievi anche per dosaggio coumadin, fleboclisi, intramuscolari, endovenose, medicazioni ecc.) alle visite mediche specialistiche, dagli esami cardiologici (elettrocardiogrammi, Holter Dinamici e Holter pressori h24,ecocolordoppler 3D…) alle spirometrie e uroflussometrie ecc.: le prestazioni sono prenotabili comodamente telefonando allo 0803380315 a prezzi

contenuti. Basta scegliere il giorno e il luogo: gli specialisti e gli infermieri della cooperativa PROGETTO ASSISTENZA insieme al poliambulatorio MEDICAL CENTER si presenteranno a domicilio per svolgere le prestazioni medico-sanitarie richieste. «Questo servizio nasce per venire incontro alle esigenze delle famiglie del nostro territorio: dei meno giovani, di chi è impegnato nel lavoro e non può assentarsi, di chi non ha a disposizione una struttura ospedaliera vicina a casa. Partiamo dall’ hinterland della città di Molfetta, Giovinazzo e Bisceglie, ma ci aspettiamo di rivolgerci a un’utenza sempre più ampia».

«Servizio Sanitario Territoriale» è la soluzione ideale per tutti coloro che, per problemi di orari o di distanza, hanno difficoltà a raggiungere l’ospedale. Per visualizzare l’elenco completo delle prestazioni erogate, richiedere maggiori informazioni ed effettuare prenotazioni, vi invitiamo a consultare l’apposita sezione MEDICAL CENTER sul sito www.progettoassistenza.com Per informazioni in merito MEDICAL CENTER Poliambulatorio - Via L. Azzarita, 79/81 MOLFETTA (BA) Telefono 0803380315 www.progettoassistenza.com


la

nota

del

direttivo

«Non siamo una bestemmia alla gloriosa maglietta dell’AFP» Il Consiglio Direttivo dell’Afp Giovinazzo intende fare alcune precisazioni in merito all’articolo “Salvezza e Redenzione” pubblicato sul numero 5 di maggio u.s. de La Piazza. In esso venivano espressi da parte del redattore giudizi pesantemente critici nei confronti degli atleti, o alcuni di essi, facenti parte dell’organico della squadra che ha da poco portato a termine il Campionato di hockey su pista – Serie A1, con il conseguimento della permanenza in massima serie. Si vuole innanzitutto sgombrare il campo da equivoci e affermare che la Società, il suo Presidente ed il Direttore Sportivo, unitamente all’allenatore, hanno il pieno controllo di quanto avviene nello spogliatoio. Nessuna iniziativa o decisione che attenga alla squadra, al campionato e alle sedute d’allenamento viene lasciata al libero arbitrio degli atleti. La Società fissa le regole da rispettare, dentro e fuori della pista, e i giocatori, tanto quelli della squadra senior quanto i nostri giovani atleti del vivaio, vi si attengono. Così è sempre stato da noi e così funzionerà sempre in futuro. D’altro canto non abbiamo mai dovuto imporre nulla ai nostri atleti, in particolare nella stagione appena trascorsa. Mai come quest’anno nella storia recente dell’Afp, infatti, la nostra compagine ha potuto contare sull’apporto di atleti davvero esemplari dal punto di vista della disciplina e della dedizione alle sorti della squadra. Uomini che non si sono mai sottratti alle proprie responsabilità. Nessuno mai ha deliberatamente saltato allenamenti a causa di futili motivi; nessuno degli atleti ha mai rinunciato, se non per giustificati motivi di lavoro, alle lunghe trasferte. Certo nessuno vi ha mai rinunciato perché “scontate”nel risultato: questo, vogliate permettercelo, non appartiene in alcun modo al Dna dei giocatori, giovinazzesi e non, che vestono la nostra maglia. Certo, i risultati ottenuti in questo campionato non sono stati all’altezza delle aspettative di una piazza esigente come quella di Giovinazzo. Non sempre, tuttavia, nello sport l’impegno e gli sforzi economici e professionali vengono ripagati in maniera direttamente proporzionale. Avremmo sicuramente potuto raccogliere più punti in alcune partite alla nostra portata. Molte gare ci sono sfuggite ad una manciata di secondi dal termine. In alcuni casi qualche svista arbitrale ci ha penalizzati oltremodo. In ultima analisi, è pur sempre uno sport: in campo ci sono anche gli avversari. Merito a chi è stato più bravo di noi. Non per questo il Direttivo dell’Afp Giovinazzo può gettare un’ombra sull’impegno e l’approccio altamente professionale dei propri atleti. Lo spirito di sacrificio, l’abnegazione, l’amore per i nostri colori sono stati esemplari durante tutto il corso di quest’ultima stagione, così come lo sono stati sempre tra i nostri atleti. Mai nessuno s’è tirato indietro ad alcuna delle pur faticose sedute d’allenamento. Non fa parte dell’indole dei nostri ragazzi rinunciare o desistere dinanzi alla fatica. Che sia chiaro.

dell afp

Non siamo, ad ogni modo, sicuri di poter etichettare l’obiettivo salvezza, centrato quest’anno per la decima volta consecutiva, come una “bestemmia alla gloriosa maglietta”. Quest’anno il campionato ha palesato numerose insidie e ciascuna delle quattordici formazioni partecipanti è stata un osso duro da affrontare. Nessuna squadra materasso, tutti capaci di vincere contro le concorrenti. Noi, unica società del meridione – è bene sottolinearlo, col peso di tredici trasferte dispendiose in termini economici e massacranti dal punto di vista delle energie fisiche e mentali. Insomma, nessuno mai dia per scontato ciò che, in realtà, comporta sudore e sacrificio. Una particolare puntualizzazione va fatta in merito al sempre prezioso ed impagabile apporto alla causa Afp da parte di Gianni Massari. Il Mister ha svolto quest’anno un ottimo lavoro sin dalle prime battute della preparazione di settembre. Sempre il primo ad entrare in pista, sempre spinto da un invidiabile entusiasmo. La sua sapienza, hockeistica e non, è stata sempre motivo d’orgoglio per il nostro sodalizio e riconosciuta da tutti. Anche dai nostri giocatori, che hanno sempre visto in lui una figura che va oltre l’allenatore: possiamo azzardare, quasi un secondo padre. Ebbene, complice un filotto di sconfitte e i risultati che tardavano ad arrivare, Gianni ad un certo punto ha deciso di mollare le redini lasciando ad Angelo Depalma il compito di portare a termine il campionato alla guida della squadra. La sua rispettabile decisione è stata, ne siamo convinti, motivata dal desiderio di dare una scossa e nuove motivazioni ad una squadra in difficoltà di risultati e giù di morale. Massari ha sempre goduto della stima e del rispetto da parte di tutti nel nostro ambiente. Anche da parte dei suoi atleti che non si sono mai sottratti alle sue richieste e ai suoi preziosi consigli. Questo, d’altro canto, fa parte della cultura sportiva a cui noi tutti in casa Afp Giovinazzo ci ispiriamo. E il Professor Massari sarà sempre parte di questa cultura; lo sanno bene i dirigenti, gli atleti e tutti i sostenitori biancoverdi. IL DIRETTIVO DELL’AFP


LA PIAZZA DI GIOVINAZZO LUGLIO 2017 - TOMTOM  

LIBERAMENTE ISPIRATA AL TOMTOM, IL NAVIGATORE SATELLITARE CHE ASSISTE IL CONDUCENTE DI UN’AUTOMOBILE INDICANDOGLI INTERATTIVAMENTE IL PERCOR...

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