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RASSEGNA STAMPA Lunedì 1 luglio 2013

INAUGURAZIONE DEL PORTO DI MARINA DI PISA


Giù i recinti, riappare l'obelisco E Boccadarno ritrova se stessa La nuova passeggiata con un panorama mozzafiato di GIUSEPPE MEUCCI PER TRE anni i pisani e più ancora i marinesi, del porto hanno visto

soltanto la fitta recinzione che delimitava il cantiere, le gru e le ruspe al lavoro, il via vai incessante delle centinaia di camion che portavano via la sabbia scavata. Hanno intuito, più che conosciuto, una realtà

che prendeva corpo giorno dopo giorno. Poi, d'improvviso, ieri mat-

tina, abbattuto il tratto di recinzione lungo via Barbolani e aperta al pubblico l'intera area, laggiù in fondo, verso l'Arno, è spuntato l'obelisco di Garibaldi. A quel punto l'immagine di Boccadarno, quella che nessuno poteva ricordare, se non per averla vista e rimpianta nelle vecchie foto d'inizio del secolo scorso, è apparsa nitida e chiara. Si è rivista la via Maiorca, nel suo tratto ultimo verso il viale D'Annunzio, e si è capito che Marina ha da oggi conquistato un'altra dimensione. Non più soltanto la lunga passeggiata spalancata sul mare da piazza delle Baleari fino ai primi bagni, ma uno spazio nuovo, panoramico al di là di ogni previsione, che guarda verso San Rossore e, più oltre, verso le Apuane. E' la Boccadarno che esisteva soltanto nella memoria, sognata più che vissuta realmente da quando nei primi anni Venti l'area fu occupata dal cantiere che produceva gli idrovolanti tedeschi. Una realtà nuova, di grande pregio ambientale e paesaggistico, che ha lasciato a bocca aperta le migliaia di persone che ieri sono accorse a scoprire il "nuovo porto di Pisa" E NON solo i pisani e i marinesi sono rimasti colpiti da quel porto che d'improvviso si è svelato con tutto il fascino che accompagna i luoghi spalancati sul mare. C'erano infatti molti ospiti - a parte i due ministri - che la `Boccadarno Porto di Pisa' di Stefano Bottai aveva invitato a partecipare a un evento importante non solo per il litorale e per Pisa, ma anche per l'intero

mondo della nautica sul quale non da ora soffiano venti di crisi. E tutti hanno confessato di avere assistito a uno spettacolo imprevisto, «una dimostrazione - lo ha detto il ministro dell'ambiente Orlando di come l'intervento dell'uomo possa migliorare l'assetto del territorio integrandosi con il contesto naturale». Ma fra i tanti discorsi ufficiali che si sono sentiti ieri uno in particolare è andato al cuore del problema ed ha raffigurato una dimensione nuova e importante per l'intero territorio pisano. A pronunciarlo è stato un personaggio che di porti turistici se ne intende davvero, uno che sa davvero che cosa è la nautica da diporto e quali le prospettive di crescita può offrire al di là della crisi ancora in atto che prima o poi è destinata a finire. Si tratta di Roberto Perocchio, che è il presidente dell'Assonat, l'associazione che riunisce tutti i porti turi-

stici italiani e che da poco è stato chiamato a guidare anche la medesima associazione internazionale che raggruppa i porti di tutto il mondo. Perocchio è venuto, ha guardato, ha girato per i moli e sulle banchine e poi ha detto che il «porto di Boccadarno sarà il fiore all'occhiello dell'Italia alla conferenza internazionale sulla nautica in programma nel 2014 a Istanbul». ECCO da oggi Pisa ha un'eccellenza in più. Vera, concreta e certificata. Anche per questo il «fiore all'occhiello» dell'Italia che ci siamo ritrovati fra le mura di casa non può rimanere isolato e deve essere sostenuto da un'autentica politica di rilancio dell'intero litorale.

Assonat: « Questo sarà il fiore all'occhiello per l'Italia alla conferenza i Istanbul»


L ,7 ZI II galeone rosso delle Repubbliche Marinare solca le acque dei porto consegnando la bandiera di Pisa (a fianco)


La bandiera di Pisa tra Europa e Italia una cerimonia spettacolare con il corteo delle Regate, il galeone rosso e il lancio dei paracadutisti 1 MARINA DI PISA

Dopo il taglio del nastro e l'apertura del porto, la cerimonia è proseguita con il corteo delle Repubblica Pisana con i suoi 80 figuranti che hanno consegnato la bandiera Europea. Il cavaliere Enzo Guidi, nostromo del Gruppo Associazione Marinai d'Italia di Pisa (per cinque anni imbarcato sulla Vespucci negli anni Cinquanta) ha prima fatto un nodo bandiera, mentre nella parte inferiore ha fatto un nodo parlato, quindi sul bozzello ha fatto scorrere la sagola per l'alzabandiera. E la banda dell'esercito ha intonato le bellissime note de "L'inno alla gioia" di Beethoven diventato l'inno europeo. Poi, è stato l'equipaggio del galeone rosso ai remi della storica barca a consegnare la bandiera di Pisa. Infine, la bandiera della Marina iatliana è arrivata dal cielo portata dai paracadutisti. Sono atterrati facendo centro sul punto esatto stabilito il colonnello Bernardo Meccaraglia, i caporal maggiore Fabio Filippini e Massimo Agnellini, la sergente Annalisa Di Tecco. Il loro volo in cielo è stato bellissimo ed entusiasmante. Alle spalle del paracadute del colonnello Meccaraglia che volteggiava così leggero che sembrava fermo, mentre la velocità era di cinque metri al secondo, si è aperta una scia con i colori della bandiera italiana e il suo atterraggio è stato naturale come se stesse saltando da uno scalino. E così sono stati bravi tutti gli altri paracadutisti che hanno strappato un caloroso applauso.

che hanno intervistato gli ospiti e hanno reso la cerimonia simpatica e godibile. Tra i vari interventi, importante quello di Andrea Orlando, ministro dell'ambiente. «Penso che Pisa possa cogliere una sfida importante per recuperare il terreno perduto dall'Italia anche per colpa di una scelta fiscale sbagliata come la tassa di stazionamento delle barche che non ha prodotto gettito ma anzi ha fatto andare via dal nostro Paese molti diportisti. Il "decreto del fare - ha spiegato - ha infatti annullato il provvedimento per le piccole imbarcazioni e mi auguro che questo scalo possa rappresentare un'opportunità importante per il Paese per far rientrare queste perso(g.p.) ne in Italia». CORI PRODI IZIONE RISERVATA.

Tutta la manifestazione è stata orchestrata e condotta da due bravissimi speaker, Andrea Buscemi e Stefano Bini,

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L'intervento di Stefano Bottai

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Con il porto è

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Pisa: grande folla all'inaugurazione della struttura, presenti i ministri Carrozza e Orlando PARLATO ELASCARINPISA II-III «Opera unica, vicina al parco e all'aeroporto». Entratele prime barche

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lip orto cambia il volto di M entrano le barche e un'era finisce II taglio del nastro del sindaco affiancato da tutte le altre autorità e alle spalle migliaia di persone un'opera voluta da un pool di imprenditori privati con enti e istituzioni sempre al fianco di Giovanni Parlato 1 MARINA DI PISA

Il taglio del nastro del porto di Marina di Pisa è il sipario che si chiude su un'era e che ne apre una nuova. Dietro quel taglio di forbici con i due lembi tricolore che si dividono, fanno il loro ingresso le autorità sorridenti e con gli occhiali da sole, composti nel loro passo verso il centro del molo est, mentre alle loro spalle il popolo marinese bello e con la curiosità stampata in faccia avrebbe voluto camminare più in fretta: la gente ha atteso quarant'anni di inutili discorsi prima e poi - finalmente - quando un pool di imprenditori locali ha deciso che si sarebbe fatto, nel giro di tre anni dalla posa della prima pietra, ecco che il porto è fatto. Ma per i marinesi, sono stati tre anni lunghissimi: una rete coperta da un telo circondava il cantiere oscurando i lavori, si sentivano i rumori delle benne, il cingolato delle ruspe, si vedeva la polvere alzata dai camion, ma cosa ci fosse dietro quella rete si poteva solo immaginare. Ed ora, dietro quel nastro tagliato e quel passo cadenzato delle autorità dietro il gonfalone di Pisa, c'erano loro, i marinesi che tanto hanno aspettato e avrebbero voluto andare di corsa. Perché è vero che attraccheranno gli armatori e i diportisti, ma il porto sarà anche della gente, di chi con la canna vorrà andare a pescare, di una passeggiata sul molo nord che guarda al parco e alle Apuane, dei giovani che qui si daranno appuntamento. E il porto, ieri, nel suo giorno d'inaugurazione è stato questo mix fra autorità e gente comune. L stato un nuovo pezzo di Marina di Pisa che è nato là dove una volta c'era la ex Motofides, ridotta a un rudere. Un'era che si chiude - appunto - e una che si apre, ma con un ricordo indelebile sul selciato del molo dove sulla pietra sono stati intarsiati i versi della poesia "La Tenzone" di

Gabriele D'Annunzio ("O Marina di Pisa, quando folgora il solleone! Le lodolette cantan su le pratora di San Rossore e le cicale cantano su i platani d'Arno a tenzone...). L'inaugurazione aveva un suo protocollo e la programmazione è stata rispettata: c'erano il ministro Maria Chiara Carrozza e il ministro Andrea Orlando, l'ex ministro Altero Matteoli, il sindaco Marco Filippeschi e il presidente Andrea Pieroni, il prefetto Francesco Tagliente e tanti altri. Unica defezione Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana. Ma c'erano anche loro, un po' dietro le quinte, ma importanti per il loro contributo alla realizzazione del porto: l'onorevole Paolo Fontanelli perché nel suo mandato di sindaco di Pisa il progetto ha messo gambe, così come importanti sono stati gli ex assessori Dario Fran chini, Giuseppe Sardu e Fabrizio Cerri. Senza dimenticare gli imprenditori che hanno creduto in questo sogno ed oggi non ci sono più: Mario Marianelli e Elio Panchetti che con emozione sono stati ricordati da Stefano Bottai, amministratore delegato della Boccadarno Porto di Pisa, la società che ha realizzato il porto. E a Bottai è andato l'applauso di tutti, delle autorità e della gente, quando Giovanni Sammarco, l'urbanista che ha progettato il porto, ha affermato: «Ringrazio Bottai per non avere tolto le mani dal timone».

E guidare il porto dal progetto sulla carta fino a controllare che ogni banchina fosse a posto, per Bottai non è stato facile. «Un'iniziativa imprenditoriale - ha detto Bottai - che ha

incontrato difficoltà e ostacoli di non poco conto. Ma l'importante è che siano stati superati, un progetto ampiamente condiviso su cui si è indirizzata la volontà di enti e istituzioni».

Il porto, infatti, è nato grazie all'iniziativa di un gruppo di imprenditori e con capitale privato: il costo complessivo ha superato i cento milioni di euro di cui 17 sono stati spesi per la bonifica dell'area. Un'operazione complessa ed economicamente molto impegnativa che ha incrociato una profonda cri si internazionale, tuttavia ha però sempre avuto il sostegno pieno della Regione Toscana, del Comune e della Provincia di Pisa così come dell'Ente Parco in quanto nasce in un'area tutelata. Dopo avere tagliato il nastro, il sindaco Marco Filippeschi si è soffermato su questi aspetti, sul lavoro dei dirigenti e degli uffici comunali, ma le sue parole sono andate oltre i ringraziamenti e sono state una boccata d'ossigeno e di speranza: «La realizzazione di questo porto nasce nel segno del coraggio, un'opera di interesse pubblico realizzato da privati, un porto bellissimo, uno dei più belli del Mediterraneo che mostra come si possono realizzare i progetti, costruire cose importanti, un porto che può dare molto alla nostra comunità e a tutto il Paese nel segno del cambiamento e della rinascita».


medico pisano alla guida di Flachì, un 12 metri a vela Si chiama Marco Tramontani ed è un medico pisano il primo diportista a entrare in porto e sistemarsi al suo ormeggio. La barca si chiama Flachi , è un 12 metri a vela molto bella con a bordo otto giovani marinai più il proprietario. ccHo acquistato il posto barca sulla carta, quando i posti sono stati messi in vendita», dice il medico a cui domandiamo dove prima teneva la barca: ccLa tenevo ormeggiata al porto di Rosignano . È chiaro che quando ho saputo che si costruiva il porto a Marina, essendo pisano non

mi sono voluto fare scappare l'occasione». Al medico-velista domandiamo se la manovra d 'ingresso al porto e d'ormeggio è stata facile. ::Nonostante ci fosse un po' di onda non ho trovato alcuna difficoltà a entrare e tutto è stato molto semplice». Cosa si aspetta dal porto di Pisa? cclntanto per me è una comodità e mi aspetto servizi adeguati ». Abbiamo anche chiesto se si sente penalizzato dal fatto che il servizio di bunkeraggio, cioè di rifornimento

carburanti , entrerà in funzione fra un mese. «È solamente una fase momentanea, nessun problema». Lo staff degli ormeggiatori ha seguito l 'ingresso delle prime barche sia in acqua con dei gommoni che con il servizio sulle banchine. Per quello che abbiamo potuto vedere, un servizio efficiente. E fra una quindicina di giorni apriranno il bar-ristorante e la gelateria sulla piattaforma dell'ex Fortino che si trova in mezzo al bacino.

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Sopra, l'ingresso del galeone rosso nel porto Asinistra, due immagini delle banchine edelle

strutture A destra, le autorità elafolla dopo il taglio del nastro

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Una voce urla: «Maria chiara ti ho visto nascere»

Ad un certo punto, prima dell'inaugurazione, mentre le autorità cercano di sistemarsi vicino al nastro che sarà tagliato per le foto di rito, dalla folla si alza una voce: «Maria Chiara ti ho visto nascere!». Maria Chiara è lei, il ministro Carrozza che dopo così commenta sorridendo: «Sì, ho sentito quella voce , d'altronde qui sono a casa mia». il ministro dell'istruzione e dell'università ricorda che a Marina veniva da bambina col nonno paterno e guardando al porto afferma: «È un'importante prospettiva di sviluppo». E le bandiere di Pisa, d' Italia e d'Europa che sventolano le suggeriscono come «il porto è un punto d'arrivo e di partenza e che il cambiamento si ottiene con il lavoro».


«?isa, centro strategico del Mediterraneo» Ministri e

t ità ce lebrano

l' opera.- «Motore di lavoro e sviluppo »

di ELEC)NORA MANCINI INNI e bandiere issate sui pennonidel molo est celebrano Pisa e il suo porto ritrovato. La città della Torre si riappropria della sua identità di Repubblica Marinara, riproposta dai figuranti del corteo storico mentre il Galeone rosso entra nel bacino con la bandiera di Pisa. Ministri, parlamentari e i rappresentanti delle più alte istituzioni politiche, culturali e militari hanno partecipato all'apertura del porto di Pisa e vissuto l'emozione dell'alzabandiera modulato dagli inni della banda della Brigata Folgore (i parà si sono anche esibiti in un lancio).

Sui moli di Boccadarno gremiti, ieri mattina si è riscritta la storia di Pisa, il cui ruolo strategico nel Mediterraneo è perpetuato ora da quest'opera di immenso valore. Coscienti della portata dell'evento le autorità, che nei discorsi ufficiali ne hanno marcato il significato. Parla di «terza rivoluzione industriale» il ministro dell'ambiente Andrea Orlando che lancia un invito ai diportisti affinché riportino le proprie barche in Italia: «Pisa può recuperare il terreno perduto dall'Italia per colpa di una scelta fiscale sbagliata come la tassa di stazionamento delle barche che non solo non ha prodotto gettito, ma ha fatto andar via dal nostro Paese molti diportisti. Il decreto del fare - ha spiegato - ha ora annullato il provvedimento per le piccole imbarcazioni. Questo scalo è un'opportunità importante per il Paese per far rientrare queste persone in Italia». SI SOFFERMA sulle potenzialità occupazionali che il Porto di Marina può creare il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, che ha portato il saluto del premier Enrico Letta: «Pisa è in controtendenza - esordisce - perché reagisce alla crisi con opere importanti, vo-

lano di sviluppo e occupazione. E' un punto di ripartenza per tutta la filiera nautica». Il porto di Pisa è «petrolio occupazionale» nelle parole dell'ex ministro Altero Matteoli che, presente a Marina per la posa della prima pietra, rammenta l'abbandono in cui allora versava Boccadarno. In tutti i discorsi celebrativi è presente, a naturale pendant, l'aeroporto Galilei: «Nessuna città toscana ha a pochi minuti di distanza un porto e un aeroporto internazionale che in due ore ti porta nel cuore dell'Europa». E' il turismo la chiave di questa spettacolare operazione che renderà ancora più facile il godimento delle meraviglie artistiche e naturali toscane e italiane ai visitatori. SI CELEBRA poi il gioco di squadra fra pubblico e privato e fra competenze e ricerca nel discorso entusiasta di Paolo Sammarco, progettista e direttore dei lavori del porto di Marina che, rivolto a Stefano Bottai, ad della Boccadarno Spa, la società che ha realizzato l'opera, dichiara: «Con Bottai rifarei un altro porto». «Pisa riconquista il mare. E' un sogno coltivato da oltre 50 anni - ha detto il presidente della Provincia Andrea Pieroni - che oggi è realtà e modello del gioco di squadra fra pubblico e privato per l'intero Paese». Orgoglioso è il sindaco, Marco Filippeschi: «Qui c'è un porto tra i più belli del Mediterraneo, al centro delle vie d'acqua tra Canale dei Navicelli e Arno grazie alla riapertura dell'Incile. Diventa un posto di grande rilevanza anche per la logistica del comparto. Con un moto di commozione si applaude ai timonieri dell'operazione-porto, gli imprenditori Manrico e Mario Marianelli ed Elio Panchetti, gli ultimi due scomparsi di recente. E piace immaginare che di-

cano come nella «Tenzone» scritta dal Vate a celebrare Marina: «Così discendo al mare; così veleggio».


I NUMERI

344 ._ I I .....

SCE'4'Z'QG AFI Sopra,

Sono 344 i posti barca, 100 dei quali sono già stati venduti . Il porto è ricco di moderne dotazioni impiantistiche e servizi dedicati

l'alzabandiera e, accanto, il saluto della lancia dei vigili dei fuoco con una serie di potenti getti d'acqua

10(1 milioni IL COSTO DELÈ° A tanto ammonta l'importo complessivo per la realizzazione dell'opera, finanziata da privati e durata tre anni di lavori

210 mila

S1 . 4 a 1

Sono i metri quadrati su cui sono stati estesi gli interventi relativi alla riqualificazione ambientale su aree comunali e di terzi TAGLIO DEL NASTRO A sinistra il sindaco e le autorità inaugurano ufficialmente il porto; a destra, i ministri Orlano e Carrozza con Fontanella


Ora sono tutti entusiasti

«Speriamo che dia lavoro» Chi era perplesso si e ricreduto, giudizi positivi sulla struttura e sui servizi «Adesso servono interventi sull'abitato: strade, piazze e illuminazione» di Donatella Lascar 1 MARINA

«Faccio tanti auguri al porto e che porti tanto lavoro - dice Simone Brogni titolare del bar La Rosa dei Venti situato in fondo a via Tullio Crosio proprio accanto al porto - Mi auguro anche che quest'opera non diventi una cattedrale nel deserto e che tutti noi commercianti marinesi ci svegliamo e sfruttiamo al meglio quest'occasione. Se oggi il porto è stato inaugurato - conclude - bisogna ringraziare questi investitori privati che hanno dimostrato coraggio nel progettarlo, nel costruirlo e nel portarlo a termine senza mollare mai, malgrado la crisi che c'è in questo momento». Molti commercianti della zona hanno mancato l'appuntamento perché essendo domenica e con una bella giornata di sole, erano tutti impegnati al lavoro. A Marina ieri si respirava aria di festa e di soddisfazione tra i presenti accorsi per l'inaugurazione. Ogni punto della passeggiata del porto era invaso da persone che maneggiavano macchine fotografiche per immortalare il momento e che si godevano il panorama commentando. «Quest'opera l'aspettavamo da 50 anni - afferma Luciano Bargagna, marinese doc - e finalmente è arrivata grazie a Stefano Bottai che c'ha creduto. E non è stato semplice. La mia famiglia aveva il bagno Sardegna che si chiamava così perché si trovava nell'omonima piazza e quindi questi luoghi li conosco bene». «Anch'io vengo da una famiglia legata al mare, avevamo il bagno in piazza Gorgona - spiega Alma Ghelardi - »E trovo che abbiano fatto un lavoro fantastico. Ci sono ancora altri interventi da fare ma oggi è una giornata di festa e non è l'occasione giu-

sta per parlarne». Ma senza sollevare polemiche, c'è invece anche qualcuno dei presenti che sottolinea cos'è che ancora manca a Marina e ricorda come il porto non fosse gradito proprio a tutti i marinesi quando è stato approvato il progetto e poi sono cominciati i lavori. «Dato che nei confronti del porto in passato c'è stata qualche resistenza da parte di alcuni marinesi - sottolinea Gianfilippo Budroni mi auguro che ora tutti quanti vedano quest'opera come un rilancio di Marina. Ora però bisogna pensare anche a riqualificare alcune zone dell'abitato come piazza Viviani, che praticamente è proprio qui accanto e non è un bello spettacolo. Poi bisogna migliorare l'illuminazione pubblica che ogni tanto salta e, soprattutto, rimettere almeno un distributore: da cinque impianti che c'erano siamo passati a zero». Anche altri sottolineano le riserve di alcuni marinesi verso il porto come Dante Riparbelli del Cep: «Credo che anche quei marinesi che non volevano il porto ne avranno giovamento anche sotto il profilo economico. Secondo me - conclude - questo porto è più bello di quello di Viareggio e quando saranno terminate anche le zone a verde sarà ancora più bello». «Anch'io trovo che sia magnifico afferma Barbara Barsanti arrivata da La Vettola - è tutto perfetto e ani auguro che porti occupazione». «Vedendo tutto

questo siamo orgogliosi di essere pisani», aggiunge con forza Grazia Paolicchi del Cep e venuta con degli amici ad assistere alla cerimonia. Anche due amici di Migliarino, che hanno la barca ormeggiata nell'Arno lungo il viale D'Annunzio, sono venuti a vedere il nuovo porto. «Eravamo curiosi di vedere com'era venuto spiega Alessandro DegPlnnocenti - e penso che abbiano fatto davvero un bel lavoro e una volta completato, se lo terranno bene, sarà un gioiellino. Questo rivalorizzerà Marina e ce n'era bisogno. Speriamo che porti posti di lavoro sia qui che nell'indotto» .«Mi associo anch'io - aggiunge Alfredo Bacci - Però i prezzi per un posto barca sono ancora un po' alti, ma un mio amico l'ha comparto ugualmente come investimento».

All'inaugurazione del porto non c'erano solo marinesi o pisani. Francesco Cristiglio e Michela Mucusan ad esempio, sono venuti appositamente da Rosignano Solvay e sono rimasti colpiti dalla bellezza e dalla grandezza della struttura. Mentre Sandra Maggiani, residente a Pisa, ha invitato le due sorelle che vivono una a Lucca e l'altra a Carrara, a venire ad assistere all'avvenimento. ©RIPRODJZIONE RISERVATA


Vicino al Parco e all'aeroporto: è unico il presidente dell'Associazione nazionale e mondiale ha lodato l'invidiabile collocazione 1 PISA

«Siamo in porto». Con questo slogan Stefano Bottai, amministratore delegato di Boccadarno spa, la società proprietaria del nuovo porto turistico di Marina di Pisa, ha salutato l'ingresso delle prime barche dopo l'inaugurazione dello scalo, definito anche da Roberto Perocchio, presidente dell'associazione mondiale che raduna i porti turistici, «una straordinaria opportunità non solo per il territorio toscano ma per tutto il Paese. Per definire a livello internazionale la bellez-

za di un porto turistico - ha aggiunto - in gergo internazionale si dice che servono tre parole chiave: location, location e location. Pisa le ha tutte perché questo scalo si inserisce perfettamente dentro un parco naturale e realizza un molo con un affaccio straordinario che guarda alla foce dell'Arno e alle Alpi Apuane. La vicinanza con l'aeroporto e la lungimiranza del governo in carica che ha corretto l'errore dell'imposizione fiscale sullo stazionamento per le piccole barche ne fanno un'infrastruttura appetibile che può essere il vola-

il fatidico momento del taglio del nastro

no per l'economia regionale e non solo». Il porto di Marina di Pisa avrà circa 400 posti barca realizzate con le dotazioni di ormeggio di ultima generazione, sia sul piano idrauli co che elettrico: ogni colonnina offre l'attacco alla tv satellitare e al wi-fi e tutte le banchine hanno un sistema antinquinamento anche per l'acqua piovana recependo i vincoli imposti proprio dal vicino parco regionale di San Rossore. Un centinaio di posti barca sono già stati acquistati e altrettanti affittati. CORI PRODI IZIONE RISERVATA.


Rassegna stampa inaugurazione porto di Marina di Pisa