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TYPICALS OF SICILY

I

l pesce domina la gastronomia trapanese, ed in particolare il tonno che, in occasione delle sempre più rare mattanze, viene proposto in ogni modo possibile: arrostito, al pomodoro, fritto oppure in conserva sotto sale in ogni sua parte comprese le uova e le interiora opportunamente trattate. E nel gioco della cucina del mare si inserisce prepotentemente il cuscus di pesce, semola di grano duro cotta a vapore, secondo l'uso arabo, condito con sugo più o meno piccante da presentare affianco ai pesci cotti in brodo o fritti in modo da dosare le parti secondo il gusto personale. E dopo il pesce possiamo inebriarci con le originali “cassatelle” calde e fritte o con le “busiate”, pasta che prende il nome dalla “busa”, ossia dallo stecchino di una pianta, la disa, al quale vengono attorcigliate per meglio incorporare il “pesto alla trapanese”, Giuseppe Pace pomodori, aglio e mandorle in un'esplosione di gusto ed aromi esaltati dal sapore forte e deciso dell'olio locale che niente ha da invidiare a quello prodotto in grande quantità nella valle del Belice, sempre in territorio della provincia di Trapani. Per bere c'è solo l'imbarazzo della scelta: i vini locali non hanno eguali per forza e carattere. Ma non è necessario dare la caccia ad etichette prestigiose, accanto al Marsala ed al Salaparuta e al Moscato di Pantelleria ogni vino della provincia di Trapani lascia libera la testa e prende il cuore! Poi i dolci che non finiscono mai di stupire: i cannoli di Trapani, le genovesi e i dolci di mandorla di Erice sono soltanto parte dell'insieme di sapori che si uniscono alla “pasta reale”, pasta di mandorle che prende sembianze di veri frutti di stagione, o alla semplice ma suprema granita di limone. Ma di tipico non esistono soltanto alimenti e bevande! La laboriosità dell'artigianato locale diventa famosa nel mondo per la lavorazione unica e particolare dei “Tappeti Ericini”, così ricchi di fantasia, della Ceramica Ericina, unica nei suoi colori e particolari, dei coralli trapanesi ancora oggi maneggiati con cura religiosa da artigiani che custodiscono i segreti della lavorazione di prodotti così preziosi discendendo da antenati che hanno saputo creare quei capolavori esposti in tutta la loro bellezza al Museo Pepoli di Trapani. Infine non possiamo dimenticare i preziosi marmi, unici nel loro genere, che sono estratti in tutto il territorio della provincia di Trapani, ma in modo particolare nel comune di Custonaci, sito naturale alle falde del Monte Cofano del “Perlato di Sicilia”,

marmo bianco striato, del “Botticino”, dell' ”Avorio Venato” e del “Libeccio Antico”, tutti di qualità eccelsa ed usati in tutto il mondo sia per lussuose pavimentazioni, sia per eleganti rivestimenti murali ed architettonici. Fish and particularly the tuna dominate Trapani cuisine. On the occasion of the tuna slaughter which is less frequent than formerly, the tuna is offered in different ways: roasted, with tomato, fried or preserved including the salted eggs of tuna and the entrails appropiately treated. It is important to try other dishes too. The most famous of these is the couscous with fish: a hard wheat bran that is steamed the Arab way. It is served with a spicy sauce, together with fish, possibly cooked or fried fish, so that each person can mix the ingredients according to his palate. After fish we can savour the original hot, fried “cassatelle” or the “busiate” which is a type of pasta that takes its name from the “busa” or the sticks the disa plant is twisted around. The point of making it twisted is so that it can absorb the “pesto alla Trapanese”: tomatoes, garlic and almonds, all exalted by the strong savour of the local oil which is in no way inferior to that of Belice Valley (Trapani). You are spoiled for choice as far as wines go, wines are unequalled. Next to “Marsala”, “Salaparuta” and “Moscato of Pantelleria” every wine leaves your head and conquers the heart! Then there is the astonishing confectionery: “Cannoli” of Trapani, “Genovesi” and almond pastries from Erice. They are only a small part of those flavours combined

with the “pasta reale” (almond-paste which has the appearance of real fruit in season) and with the simple but supreme lemon water-ice There aren't only foods and beverages! Local handicraft is famous in the world because of typical products: carpets from Erice so rich in fantasy, pottery from Erice unequalled in terms of colour and characteristics; coral from Trapani made with care by arthisans which guard the sectrets of their forefathers. Some coral work can be seen in The Pepoli Museum. Finally we mustn't forget precious marbles, unique of their kind. They are mined from the whole territory of Trapani, particularly from Custonaci, seat of : “Perlato di Sicilia” striped white marble; “Botticino”; “Avorio venato” and “libeccio antico”, all of them are used for magnificent buildings all over the world.


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THE COAST OF TRAPANI

L

'aspetto della costa trapanese differisce drasticamente a seconda che la si esplori nella parte nord orientale o nella parte sud occidentale: sul litorale valdericino fino a Castellammare, la costa è piu' ripida, caratterizzata da tratti di falesie e tratti con piccole bianche calette di ghiaia grossolana. All'interno delle pozze di scogliera sono presenti le attinie, pomodori di mare dal caratteristico colore rosso scarlatto e piccoli crostacei come gamberetti e paguri. L'itinerario del inizia da Trapani: dirigendosi verso Nord - Est e imboccando la litoranea di tramontana, la costa offre la splendida visione delle bionde sabbie di Lido S. Giuliano, luogo balneare modernamente attrezzato. Proseguendo si raggiunge la punta di Cicala da una costa che varia dal Pizzolungo, zonaGiuseppe caratterizzate roccioso al sabbioso. Proprio qui, nei pressi della “Stele Virgiliana” riposerebbero le spoglie di Anchise ed ebbero luogo i ludi di Enea, secondo la descrizione fatta da Virgilio nel V libro dell'Eneide. Subito dopo si raggiunge la rigogliosa pianura di Bonagia, in territorio di Valderice: dal suo splendido golfo si può ammirare un suggestivo paesaggio immerso tra il mare e le montagne. Nell'abitato della frazione di Bonagia è possibile visitare la “Tonnara” la quale, oggi adibita a complesso turistico, costituisce una delle più interessanti testimonianze delle precedenti attività industriali legate alla pesca e alla lavorazione del tonno e custodisce al suo interno un prezioso museo che racchiude antichi strumenti di lavoro di una popolazione dedita al mare. Il litorale continua con una costa che alterna spiaggette di sabbia bianca a rocce frastagliate bagnate dalle limpide acque del Tirreno; nella località balneare di Lido Valderice si inseriscono comode ed ospitali strutture ed impianti sportivi che accolgono il visitatore in uno splendido scenario dominato dalla antica torre Sciare. Proseguendo verso lo straordinario Golfo di Cofano si raggiunge Castelluzzo la cui costiera, incisa da meravigliose calette, raggiunge la punta estrema del golfo ove si trova un suggestivo borgo di pescatori oggi in rovina. Superata Punta Lunga si giunge a San Vito lo Capo, borgo di tradizione marinara, rinomato luogo di villeggiatura con una lunga spiaggia sabbiosa bagnata da un mare cristallino ed incontaminato. La costa rocciosa e frastagliata continua con la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro. Entrandovi da San Vito dall'ingresso nord, ( l'ingresso sud est si trova sul versante di Scopello) ci si immerge in un ambiente di stupefacente bellezza, i cui declivi collinari si confondono nel limpido mare in una miriade di piccole baie da sogno, bassi scogli e cunicoli sottomarini. Partendo ancora una volta da Trapani, ma seguendo la costa sud ovest, questa presenta dei caratteri totalmente diversi dal percorso prima descritto: non troviamo più

scogliere ma un continuo bagnasciuga misto a spiagge di notevole valore come quella di Marausa o quella di Marsala con acque basse e calde che racchiudono importanti segreti archeologici. Già da Trapani, ma ancor più avvicinandosi a Mozia e quindi allo Stagnone di Marsala non è difficile ammirare sui fondali resti di antiche anfore testimonianza di un passato che vide questi luoghi come rotte preferite dai navigatori commercianti del Mediterraneo. Le isole dello Stagnone, ed in particolare Mozia, sono musei a cielo aperto posti in mare, così come Selinunte dalle rovine visibili dall'attigua spiaggia. Questo versante di mare offre inoltre un orizzonte dato dalla stupenda cornice delle Isole Egadi, oggi rirerva naturale marina. Raggiungibili sia da Trapani che da Marsala con navi traghetto ed aliscafi, sono paesagisticamente e storicamente stupende nella loro semplicità: - Favignana, attrezzata meta turistica dove si svolge periodicamente la pesca del tonno, ricca di fondali che racchiudono segreti di antiche battaglie come la “battaglia delle Egadi del 241 a.C. tra Romani e Cartaginesi avvenuta, alla luce di importanti ritrovamenti, nel tratto di mare prospiciente il golfo di Bonagia; - Marettimo, isola sacra ai Greci, sovrastata da una maestosa montagna, dal grazioso e silenzioso paesino e dai paesaggi indimenticabili per bellezza e suggestione; - Levanzo, isola speciale per chi ama passeggiare nella natura a piedi o su di un mulo in sentieri che si inerpicano nella montagna od in barca dal mare fino a raggiungere le innumerevoli calette rocciose o la “Grotta del Genovese”, preistorica e di immenso valore scientifico culturale sulle quali pareti si ammirano rari e preziosi dipinti e graffiti raffiguranti scene di caccia e di pesca con figure umane e di animali quali cervi, bovini, caprini e tonni. Ma esiste un altro modo per visitare la costa marittima: immergersi nelle limpide e tiepide acque del mare che la lambiscono. Il litorale trapanese, le aree della Riserva delle Egadi, il mare del golfo di Bonagia e del Monte Cofano come quello della Riserva dello Zingaro rappresentano, tra le zone del Mediterraneo, i luoghi migliori per poter vivere questa esperienza. The coast of Trapani is highly differentiated depending on whether you explore it on the eastern side or on the western side. From the territory of Trapani to Castellammare the coastal margin is steep, characterized by stretches of cliffs and small gravel coves. Inside the rock pools there are sea anemones showing a characteristic scarlet colour and crustaceans like lobsters and pagurians. The sea itinerary starts from Trapani. Heading for the northbound coast road, the coastline offers a wonderful view of the sands of Saint Giuliano beach, a modern seaside resort. Following the road you reach Pizzolungo this is a zone characterized by a rocky and sandy coast. Here, according to a description from the “Eneide” (5th book) by Virgilio, in the area surrounding the “Stele Virgliana” the mortal remains of Anchise lie and Enea's games took place. Immediately afterwards you reach the luxuriant Bonagia plain, in the territory of Valderice. From its wonderful Gulf you can admire a striking view of sea and mountains. In Bonagia village you can visit the Bonagia tuna station, which has been turned into hotel, it is one of the most interesting testimonies of the former business activities linked to the tunny fishing and processing industry. It has been completely

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renovated but it maintains the original styles and materials. An interesting valuable museum contains old work tools belonging to a population dedicated to the sea. The shore goes on with a coast alternating white sandy beaches and indented cliffs, washed by the limpid waters of the Tyrrhenian sea. In the seaside resort of Lido Valderice you can find comfortable structures and sport facilities that receive visitors in a splendid scenary dominated by the ancient “Sciare” Tower. Proceeding towards the extraordinary Gulf of Cofano you come to Castelluzzo whose coastline full of wonderful coves, reaches the extreme point of the gulf where you can find a suggestive fishing village today in ruins. After Punta Lunga spit you come to S.Vito Lo Capo a fishing village and a renowed holiday resort with a long beach washed by a crystal clear sea. The indented coast goes to the Zingaro natural reserve. Entering from the north-entrance of S.Vito Lo Capo you plunge into a beautiful environment combining the hillsides with the sea in a myriad of marvelluos little coves, low rocks and underwater caves. Starting from Trapani once more but proceeding towards the South West coast there are different characteristics compared with those described before: you won't find cliffs anymore but a continuous watersline with beautiful beaches such as Marausa or Marsala with low and warm waters containing archeological secrets. From Trapani to the Stagnone of Marsala, where there is Mozia, you can admire the remains of ancient amphorae. They are testimonies of a past that considered these place as favourite routes for navigators of the Mediterranean sea. Stagnone Islands, particularly Mozia are open air museums placed in the sea. This stretch of sea offers a wonderful horizon thanks to the view of the marvellous Egadi islands (today a marine natural reserve). The Egadi islands can be reached by ferries and hydrofoil boats, both from Trapani and Marsala. They are wonderful for their simplicity: - Favignana is an equipped tourist destination where periodically the tunny-fishing takes place. Its seabottom keeps the secrets of ancient struggles like the Egadi battle between the Romans and the Carthaginians. In the light of important discoveries it is now known that the battle happened in 241 a.C. in the expanse of sea facing the Gulf of Bonagia. - Marettimo, sacred island to the Greeks, is overlooked by an imposing mountain, there is a nice and quiet village and unforgettable landscapes for beauty and suggestion. - Levanzo is a special island for the those who love walking through nature on foot or on a mule along the paths that climb the mountain or by boat to rach the innumerable rocky coves and the “Grotta del Genovese”. This is a prehistoric cave of immense scientific and cultural value, on its wall you can admire the rare and priceless prehistoric paintings and graffiti showing hunting and fishing scenes, figures of humans, animals like deer, cattle, horses and tunas..


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WEST SICILY ARCHEOLOGY

ritenuto da alcuni un tempio non finito e da altri un peristilio all'interno del quale si svolgevano riti di culto elimo; l'interessantissimo santuario, in contrada Mango, databile al VI V sec. a.C.. Nel territorio del comune di Castelvetrano, Selinunte è considerata, per l'imponenza delle sue rovine, il complesso archeologico più importante del Mediterraneo. Fondata nel VII sec. a.C. dai coloni di Megara Hiblaea, divenne una delle più grandi città greche della Sicilia. Questa, distrutta dai cartaginesi nel 409 a.C., conserva ancora oggi le maestose rovine: il gruppo dei tre templi esterni all'Acropoli; l'Acropoli, su cui sorgeva l'antica città e dove si scorgono le rovine di altri templi; l'antico santuario della Malòpharos, divinità locale corrispondente alla Demetra dei greci e altre necropoli in contrada Manicalunga. La visita a Selinunte è strettamente connessa a quella delle suggestive “Cave di Cusa” che distano circa 3 km. dal paese di Campobello di Mazara. Queste cave, rimaste intatte, fornivano ai selinuntini il materiale per costruire gli ultimi templi e in particolare per quello che si pensa dedicato a Zeus.

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ulla litoranea Trapani Marsala, in località Ettore Infersa , un servizio giornaliero di barche effettua collegamenti con l'isola di Mozia (oggi S. Pantaleo), la più interessante, dal punto di vista storico archeologico, delle isole dello Stagnone, piccolo miracolo naturale ed archeologico. Fondata dai Fenici nell'VIII sec. a.C., divenne una delle più importanti basi commerciali del Mediterraneo. Distrutta da Dionigi di Siracusa nel 397 a.C., Mozia non fu ricostruita e costituisce, pertanto, una rara testimonianza di insediamento fenicio punico. Gli scavi effettuati nell'isola hanno portato alla luce numerosi resti di grande interesse archeologico. Si possono visitare i seguenti monumenti: la cinta muraria che circondava tutta l'isola (notevole la porta nord), il santuario in località Cappiddazzu, la necropoli arcaica (VII VI a.C.); il Tophet, luogo sacro dove avveniva il sacrificio dei bambini in onore del Dio Baal, il Koton, forse un bacino di carenaggio per la riparazione delle navi e la “casa dei mosaici” che conserva un artistico pavimento di notevole effetto figurativo formato da ciottoli di fiume. www.unionecomunielimoericini.it Nell'isola vi è il Museo di Whitaker dove sono custoditi i reperti provenienti dagli scavi effettuati sul posto. Ad 8 km. da Mozia si trova Marsala, la più importante base navale punica della Sicilia. Quì si possono visitare i resti dell'antica cinta muraria e della necropoli di età punica e, soprattutto, il più prezioso reperto dell'archeologia marina: la nave punica del III sec. a.C. ritrovata in un tratto di mare non lontano dalla costa. Segesta è situata nel territorio del comune di Calatafimi, sui fianchi del monte Barbaro, Segesta fu la principale città della Sicilia occidentale abitata dagli Elimi. Lottò per secoli contro Selinunte, impedendo l'espandersi della colonizzazione greca in questo territorio. Nell'alto Medioevo fu distrutta dai Barbari. Si possono visitare: il Teatro Greco databile al IV III sec. a.C., uno tra i più integri dell'antichità; il magnifico Tempio Dorico, databile al V sec. a.C.,

Along the Trapani Marsala coast, at the Ettore Infersa dock, a daily boat service links it to Mothia island ( S. Pantaleo ). This is the most interesting of the Stagnone Islands in terms of history and archeology. Founded by the Phoenicians in the 8th century b.C., it became one of the most important commercial bases of the Mediterranean. Destroyed by Dionysius of Syracuse in 397 b.C., Mothia has not been rebuilt. Therefore, it is a rare testimony of Punic Phoenician settlement. Diggings carried out in the island have brought to light many ruins of great archeological interest. You can visit the following monuments: the wall which was built around the whole island ( of particular interest is the North Gate ); the Sanctuary in the locality of Cappiddazzu, the archaic acropolis ( seventh sixth century b.C.); the “Tophet”, the holy place where the sacrifices of children to the God Baal took place; the “Kothon”, perhaps a dry dock; the “House of Mosaics” where a section of ancient mosaic floor made of river pebbles is conserved. In the island there is the Whitaker Museum where finds from excavations are kept. Just 8 Km from Mozia is Marsala, the most important punic naval base in Sicily. Here you can visit the ruins of the ancient wall, the punic necropolis and avobe all the Punic Ship (3rd cntury b.C.) the most precious find of the sea archeology discovered not far from the coast. Placed in the territory of Calatafimi, on Mount Barbaro, Segesta was the main city of western Sicily inhabitated by the Elimes. It fought against Selinunte for centuries to prevent greek colonization. In the early Middle Ages it was destroyed by the Barbarians. You can visit: The Greek theatre, dating back to the forth third century b. C. it is one of the best conserved of antiquity; The wonderful doric temple dating back to the fifth century b. C. it is believed by some to be a temple and by others to be a peristyle in which Elime rites were performed; the interesting sanctuary in the Mango district dating back to sixth-fifth century b.C.

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In the territory of Castelvetrano , Selinunte is considered the most important archeological complex in the Mediterranean because of the imposing size of its ruins. Founded in the seventh century b. C. by Greek settlers from Megara Hiblaea, it became one of the biggest Greek cities of Sicily. Destroyed by the Carthaginians in 409 b.C. it houses the imposing ruins: three temples outside the Acropolis, the Acropolis on which the old town was built and where you can see the ruins of other temples; the old Malophoros shrine dedicated to the local divinity corresponding to Demetra; other necropolis in the Manicalunga district.

A visit to Selinunte is not complete without a visit to the quarries of Cusa situated about three kilometres from the village of Campobello di Mazara. These intact quarries supplied the inhabitants of Selinunte with the materials for the construction of the last temples, including the biggest which is probably dedicated to Zeus.


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