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© Tutti i diritti riservati dell’autrice Alessia Rocchi UltraLit 2010 – Castelvecchi


Nell’Anno del Signore 1476, una barca si avvicina all’isola di Snagov. Ovunque sembra regnare la calma, ma Petru, il traghettatore, rema preoccupato mentre fissa il volto del conte Nikefóros Ánghelos insieme al feretro che giace ai suoi piedi: è il principe Vlad III Dracula. Nikefóros sa che non sarà facile convincere i monaci di Snagov a far seppellire Dracula in terra consacrata, ma non esiterà a utilizzare il suo potere di Vampiro se qualcuno oserà negare a Vlad ciò che gli spetta. Gli orrori compiuti dal Principe nel corso della sua vita, però, sono un ricordo ancora troppo vivo e il Conte è costretto a fuggire insieme al cadavere dell’amico morto. Pronti a riprendere il largo, Petru e Nikefóros sono raggiunti da un monaco. Petru abbassa il cappuccio che cela il viso dell’uomo e… né il traghettatore, né il Conte riescono a credere ai loro occhi quando un’ombra del passato torna ad avvolgere il destino del Vampiro in una ragnatela sempre più intricata. Una visione capace di precipitare la storia del non-morto in un tempo più antico della stessa umanità: pagine vergate di sangue eppure ancora incapaci di affrontare lo spettro di una colpa inconfessabile. Una verità sconvolgente e una maledizione – quella racchiusa ne Il Libro Oscuro – in grado di svelare all’improvviso una realtà terribile come la vendetta e insaziabile come l’amore.

(brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula) 2


[...Nikefóros s’inginocchiò, spostò una ciocca grigia dal viso di Vlad e chiuse gli occhi. Rimase così per qualche istante, avvolto dal silenzio; poi depose il corpo nella fossa con tutta la delicatezza di cui era capace. Addio. Mentre i monaci intonavano un Requiem, il Conte allungò il braccio poggiandolo sul primo sostegno che trovò affianco a sé. Deglutì, e si voltò verso ciò che aveva toccato. Ali. Rimase a lungo a guardare la statua dell’angelo, mentre i ricordi del suo lontanissimo passato riaffioravano struggenti. In quell’istante il canto cessò, e tutto si dissolse come nebbia....] (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula) 3


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(brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula) 4


12 E so che vi amo. Voi siete la mia speranza per interrompere la condanna.

12 (brano tratto da: テ]ghelos. Il Libro Oscuro di Dracula) 5


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(brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula) 6


L'oscura via che sono costretto a percorrere per raggiungere la Stanza della Purificazione mi ha tolto tutte le certezze...tranne una. Non attribuire all'Eterno pensieri che sono solo i tuoi, uomo.

(brano tratto da: テ]ghelos. Il Libro Oscuro di Dracula) 7


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(brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula)

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Vivis nihil quaerendum est ex mortuis.

窶ヲRecitava il motto del Conte. (brano tratto da: テ]ghelos. Il Libro Oscuro di Dracula)

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Un tempo conobbi una giovane donna che aveva gli occhi come i tuoi. Si chiamava Eirene. E' morta, ma io non ho mai smesso di amarla.

(brano tratto da: テ]ghelos. Il Libro Oscuro di Dracula)

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Ali. e|Åtáx t ÄâÇzÉ t zâtÜwtÜx Ät áàtàât wxÄÄ:tÇzxÄÉ? ÅxÇàÜx | Ü|vÉÜw| wxÄ áâÉ ÄÉÇàtÇ|áá|ÅÉ ÑtáátàÉ Ü|tyy|ÉÜtätÇÉ áàÜâzzxÇà|A

J (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula)

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Non costringetemi a mostrarvi il Dominio Scarlatto. Abbiate pietà per voi stessi.

(brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula)

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[...<<Avrà il mio stesso nome: Vlad>>, dichiarò il voivoda. <<E poichè è nato dopoche suo padre è stato accolto nel prestigioso Ordine del Drago, sarà chiamato "Dracula", il figlio del Drago. Tutti i miei figli avranno questo nome"...] (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula) 13


Frammenti di una storia.... Le acque del lago iniziarono a gonfiarsi, e il fruscio degli alberi divenne più forte a mano a mano che si avvicinavano all’isola. I cipressi si piegavano in avanti come tetri giganti addormentati, sullo sfondo di un cielo che andava colorandosi di viola. Il Conte Ánghelos alzò la testa [……] Guardò dritto davanti a sé. L’isola di Snagov appariva ancora più bella e misteriosa di quanto ricordasse. Una folta vegetazione ricopriva la riva, a eccezione di un punto roccioso, là dove avrebbero attraccato. (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

(brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula)

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Il Conte tacque, e Caltuna rimase in attesa ad ascoltare lo scoppiettio del fuoco. Dopo poco lui riprese: "Io non posso piangere, Caltuna, perché chi mi trasformò nel Vampiro stabilì che non ne avevo diritto […]". "E’ orribile". "Ma è così. Quando Raphael volle ricordare Eirene, sentii il gelo salirmi agli occhi e una coltre di ghiaccio formarsi sulle ciglia; allora Raphael si chinò su di me, e con dolcezza tirò via due minuscole lastre di ghiaccio […] mi disse: “Quando un uomo giunge al culmine della disperazione, quando sa di aver perduto anche l’ultimo granello di speranza, non gli rimane che il pianto. A te non è stato concesso nemmeno questo, Conte. Sono tanti anni che ti osservo, e mi chiedo che cosa tu abbia fatto per meritarti una condanna come questa”. (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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Il Cimitero degli Ă nghelos sembrava un luogo fuori dal mondo, avvolto dalla bruma che serpeggiava tra i sepolcri. Muschi e licheni ricoprivano le lastre come una coperta, e in alcuni punti delle sculture sâ&#x20AC;&#x2122;erano formate incrostazioni che ne avevano deturpato intere parti. (brano tratto da: Ă nghelos. Il Libro Oscuro di Dracula)

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12 “Come ti chiami?”, le chiese. “Doamna”, rispose lei con un sorriso che lasciò il Principe senza fiato […]. Vlad fece un profondo respiro. “Principessa: questo vuol dire il tuo nome. E’ bellissimo, Doamna. Tu sei bellissima”. Sorrise. Vlad fece scendere la mano sul collo, fermandosi in mezzo al seno. Lei indietreggiò fino a toccare il tronco con la schiena, e Dracula posò le mani sull’Albero circondandola. “Cosa ne farete di me?”, quasi gridò Doamna. “Mia moglie. E’ giunto il momento che anche Vlad III Dracula abbia la sua principessa […] Voglio l’amore, Doamna, e solo tu puoi darmelo […]”>> (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula)

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Ci fu un tempo in cui Adamo amò una donna di nome Lilith. Era una creatura ribelle e un giorno decise di abbandonare Adamo perché non voleva sottomettersi a lui. Si rifugiò su una spiaggia, unendosi ai demoni per generarne altri. Tre angeli, Senoy e Sansenoy e io, fummo incaricati di riportarla in Paradiso[…]. (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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Una folata di vento spostテイ i lunghi capelli corvini dinanzi al viso, svelando una tensione che l'ampio mantello nero foderato di pelliccia di lupo non riusciva a trattenere. (brano tratto da: テ]ghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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Quel viso meraviglioso era divenuto d'un tratto lo stigma della morte: dalla bocca emergevano i canini scintillanti, e gli occhi apparivano due abissi senza fine dello stesso colore del sangue. (brano tratto da: テ]ghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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«Mi vuoi, Semangelof?» «Perchè me lo chiedi, mia signora? Desidero solo le Guardiane, è l'amore che ci unì un tempo che mi permette di avervi», mormorò dolcemente il Vampiro. [...] «Vorrei che tu venissi con me, che diventassi la contessa Ánghelos come finora lo è stata Eirene e che fossi la mia seconda sposa». (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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Ad un certo punto il dolore di Caltuna cessò: apparso dal nulla, il Pastore aveva afferrato Lilith per la gola, allontanandola da lei. [...] Istintivamente si aggrappò al mantello blu, e glielo strappò di dosso. Caltuna e Lilith si fissarono sconvolte dinanzi a una verità che mai avrebbe toccato la mente di coloro che conoscevano il Libro Oscuro. Il Pastore arretrò, gli splendidi occhi azzurri socchiusi come quelli di un serpente pronto a uccidere, il corpo meraviglioso che splendeva mostrandone la vera natura. Dalla sua pelle, che Lilith ora ricordava di conoscere fin troppo bene, si liberò una luce meravigliosa. (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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VÉÇàx a|~xy™ÜÉá wxÄÄt fà|ÜÑx wxzÄ| ˙Çz{xÄÉá? Å| áÑxvv{|É Çx| àâÉ| Évv{| x äxwÉ Ät àxÇxuÜt vÉÇ vâ| àâ Å| {t| tääÉÄàÉA (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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“Coraggio, questa è la notte giusta». Si lasciò andare sulla roccia e dischiuse le gambe. Lui non fu più in grado di resistere e la prese con furia..” (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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«Io sono il Vampiro, il Grande Strigos, il Conte Ánghelos che […] venne maledetto. Non ho più le ali, ma solo due canini micidiali […]. Mi pesa il pianto di un innocente che mi servì per trent’anni, ho sulla coscienza i vampiri creati da Lilith, la rabbia di sapere che Vlad Dracul […]. No, Caltuna, meglio gli angeli sulle icone che l’immondo Serpente». (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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⁄TÄ w| Äõ w| àâààÉ? Ä:tÅÉÜx Ü|ÅtÇx áxÅÑÜx Ä:âÇ|vt áÑxÜtÇétÓA (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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ツォIo sono il condannato, avrテイ anche il diritto di conoscere il mio destinoツサ. (brano tratto da: テ]ghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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ツォLa speranza deve comunque poggiare su basi solide, altrimenti ティ disperazioneツサ ... La speranza d'incontrare la Seconda Guardiana e di entrare nella Stanza della Purificazione. La speranza di liberarsi finalmente del Dominio Scarlatto. E la disperazione di non vedere realizzarsi nessuno di quei desideri. (brano tratto da: テ]ghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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«Odiami quanto vuoi, me lo merito, però ascoltami. Sull'Arges c'è l'ignoto. E' come un muro altissimo che non mi permette di "vedere". Ma posso "sentire". Allora avverto il dolore e la paura. Il sangue e il legno diventano tutt'uno. Lì dimora qualcuno molto potente. Rimani qui, signore del Danubio. Né tu, né quel qualcuno siete pronti per incontrarvi. Troppe cose sono successe nel frattempo». (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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Lui era il Serpente che uccideva con morsi velenosi, ma che poteva salvare utilizzando il suo stesso veleno come antidoto. (brano tratto da: テ]ghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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⁄_t fà|ÜÑx wxzÄ| ˙Çz{xÄÉá ÇÉÇ ¢ ÑÜÉÑÜ|É âÇ wÉÇÉ w| W|ÉÓA (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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12 «Doamna, Doamna, fermati, ti supplico». Le urla di Vlad fecero scattare il Vampiro che subito si fece strada tra gli uomini, colpendo il monaco con un manrovescio terrificante. Poi, superata metà della scala, si fermò accanto a Vlad che arrancava, terrorizzato dall’altezza. «Salvala, t’imploro». Semangelof annuì, e salì la scala con la sua falcata vampiresca. Arrivato in cima alla torre, il Conte si fermò di botto. «Scendi da lì, amore mio». Le tese le braccia. L’aria puzzava di sangue, lei era ferita. La principessa era voltata di spalle e il vento che le batteva contro la faccia faceva ondeggiare l’abito all’indietro. Non si girò, ma allargò le braccia lasciandosi andare nel vuoto. «Doamna». Dracula gridò, lei precipitò nell’Argeş. Il tonfo del suo corpo che si fracassava contro le rocce dove poco prima aveva amato il vampiro squarciò il silenzio. L’Ánghelos si lanciò verso il fiume. (brano tratto da: Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, UltraLit, 2010)

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Questo lavoro è un tributo ad Alessia Rocchi e al suo magistrale libro. Tutte le immagini sono reperite dal web e dove possibile è inserito il copyright. Ringrazio l’autrice per la disponibilità. Ringrazio Daniela V. per la raccolta delle immagini e delle frasi del libro ANGHELOS

IL LIBRO OSCURO DI DRACULA Ringrazio la casa Editrice CASTELVECCHI –ULTRA LIT

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TRIBUTE TO ANGHELOS-Il libro oscuro di Dracula  

Work: ALESSIA ROCCHI

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