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SALUTE MENTALE

Associazione Parenti ed Amici di Malati Psichici

LA BATTAGLIA CONTRO DEPRESSIONE E SUICIDIO

I risulati in tutta Europa

CONCERTO DI BENEFICENZA P arole e musica per il „recovery“ Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv: in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 2, DCB Bolzano Reg. 3.7.1995, n. 17/95, Nr. 2/2008


Editoriale Opuscolo informativo quadrimestrale dell‘Assiociazione Parenti ed Amici di Malati Psichici

Indice

Pagina 3

La “legge 180” compie 30 anni

Pagina 4

La battaglia contro depressione e suicidio: i risultati in tutta Europa

Pagina 5

Editore: Assiociazione Parenti ed Amici di Malati Psichici Via G. Galilei, 4/a 39100 Bolzano Tel. 0471 260 303 Fax 0471 408 687 info@auto-aiuto.it www.auto-aiuto.it

Convegno internazionale sulla psichiatria

Pagina 6

Responsabile: Prof.ssa Carla Leverato

Incontri psicoeducativi in natura aperta

Pagina 7

Redazione: Martin Achmüller, Lorena Gavillucci, Margot Gojer, Laura Kob, Carla Leverato,

Assemblea ordinaria dei soci 2008

Pagina 8

Dove va l’Associazione nei prossimi anni?

Pagina 9

Traduzione: Martin Achmüller, Lorena Gavillucci, Margot Gojer, Carla Leverato, Carmen Premstaller

Parole e musica per il “recovery” – Concerto di beneficenza

Pagina 10

Foto: Archivio, Martin Achmüller, Carmen Premstaller

Pagina 12

Editoriale

Registrato al tribunale di Bolzano: Nr. 17/95 R.St. del 3.7.1995

Salute Mentale

Vita dell’Associazione

Il “Giro d’Italia”

Impostazione e veste grafica: Johanna Mair Stampa: Karo Druck, Frangarto La redazione ringrazia per la preziosa collaborazione tutti coloro che hanno contribuito alla pubblicazione di questa edizione. Si riserva il diritto di effettuare abbreviazioni ai testi.

Con il sostegno di • Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige Ripartizione alle Politiche Sociali • e Comune della Città di Bolzano

AUTO AIUTO 


EDITORIALE

Cari lettori, Carla Leverato

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regiudizi, paura, stigma, emarginazione, sofferenza, … A monte di tutto: l’ignoranza, il non sapere, non conoscere, non sperimentare di persona. Sono andata recentemente a trovare un amico nel reparto di psichiatria. Accenno soltanto al senso di angoscia che provo ogni volta, nel dovere suonare il campanello perché la porta di ingresso è chiusa, nell’incontrare persone conosciute e non, che sono l’ombra umana di quello che normalmente sono e possono essere senza la camicia di forza chimica che per necessità bisogna far loro indossare, anzi ingoiare, dato che sono le pastiglie che riescono a calmare, a tenere sotto controllo la malattia, a impedire che si facciano del male, ad avviare alla guarigione passata la crisi.

E’ a letto, il mio amico, sembra distante, incapace di comunicare. Ma non è vero, perché ad un certo punto esprime il desiderio di alzarsi e uscire. I muscoli delle gambe tentano di effettuare i movimenti del camminare, ma non ci riesce. ”Dammi la mano”, gli dico. Si affida alla mia mano, cammina. Potere della persuasione. Dobbiamo chiedere il permesso di uscire, mi devo qualificare. Gli consegnano sigarette, accendino, soldi. Usciamo: conduco per mano un omone alto il doppio di me e pesante tre volte tanto. Eppure si fida, si affida. Lo racconto qualche giorno dopo ad un’amica. Commento suo: ”Ma tu sei matta! Non hai paura? Chissà che cosa ti succederà un giorno o l’altro!” Commento mio: “Ma ancora la sofferenza psichica è considerata fonte di violenza verso gli altri?” Che tristezza! E pensare che di solito è invece a se stessi che sono molto abili di fare del male, anche fino all’estremo, i miei amici sofferenti! Si può fare qualcosa? Qualcuno c’è riuscito. Recentemente sono venuta infatti a conoscenza di una esperienza che riconosco molto valida per combattere contro lo stigma, avvicinando il mondo dei giovani a quello della sofferenza psichica. Si tratta di quella esperienza che fa riferimento al progetto di volontariato per i giovani che l’Associazione Solis Urna di Salorno ha predisposto in collaborazione con il Centro di Riabilitazione Psichiatrica Gelmini di Salorno.

L’obiettivo del progetto è per l’appunto quello di far sì che i giovani dai 14 ai 16 anni si accostino alle persone che più di ogni altra soffrono per l’emarginazione e lo stigma che ancora troppo spesso caratterizzano l’atteggiamento che abbiamo verso chi soffre di un disagio psichico. Dopo una prima fase in cui il progetto viene presentato alle scuole, i ragazzi si incontrano con gli esperti per le necessarie informazioni e per una breve formazione che continuerà anche “sul campo”, in quanto essi saranno sempre accompagnati e seguiti per tutta la durata dell’esperienza. Questa in pratica consiste nel condividere con gli utenti del Centro di Riabilitazione Psichiatrica Gelmini un soggiorno di vacanza, partecipando alle attività di tempo libero socializzanti, quali passeggiate, giochi, cinema ed altro. Poiché è vero che le cose che non si conoscono fanno sempre paura, quale sistema migliore per togliersi la paura dei diversi che lo stare con loro in una situazione guidata e protetta? Ricavandone inoltre di sicuro da parte dei ragazzi il piacere di essere stati utili e una conseguente crescita dell’autostima. Ogni altra pubblica dichiarazione sull’innocuità dei malati non è così forte come il proprio personale vissuto, come lo scoprirli come amici riconoscenti e gentili, e di conseguenza: … meno pregiudizi, meno paura, meno stigma, meno emarginazione e sofferenza…

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13 maggio 2008: la legge 180 compie 30 anni Renzo De Stefani

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anni fa, il 13 maggio 1978, a pochi giorni dalla tragica conclusione del rapimento Moro e in pieno governo di unità nazionale, il parlamento italiano votava compatto la Legge 180. La 180, una delle più discusse leggi degli ultimi decenni sanciva 1. la chiusura dei manicomi 2. lo spostamento sul “territorio” degli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione delle malattie mentali 3. l’apertura di reparti per acuti con 15 posti letto negli ospedali generali 4. una nuova regolamentazione dei Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO). In questi 30 anni spesso il paese si è spaccato tra chi riteneva la 180 una legge di grande civiltà che chiudeva con l’epoca vergognosa dei manicomi, luoghi di confino e di morte civile, e chi la riteneva la causa di ogni vera o presunta manchevolezza della riforma dell’assistenza psichiatrica. Discussioni spesso meramente ideologiche che oggi anche più di ieri appaiono fuori del tempo. Chiudere la vergogna dei manicomi è stato un doveroso atto di civiltà. Solo chi non li ha conosciuti può affermare il contrario. E in questo la Legge è stata un’ottima legge. Non averla applicata se non in misura modesta in

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tante, ancora troppe, parti d’Italia è altrettanto fuori discussione. E lo nega solo chi non sa quello di cui parla o è in chiara malafede. Di chi la responsabilità? Ovviamente degli uomini che erano chiamati ad applicarla, amministratori politici e sanitari e operatori, dato che i dettati della Legge non erano e non sono impossibili sotto nessun profilo. Applicare la 180 significa alcune cose: • saper dare risposte efficaci e in tempo reale alle persone in “crisi” e alle loro famiglie • saper seguire nel tempo e con risposte diversificate ma integrate le persone con i disagi psichici più gravi, a partire da chi, a causa della malattia, vi si sottrae • avere attenzione ai bisogni fondamentali – abitare, lavoro, socialità – che nei disturbi psichici spesso creano spesso sofferenza e marginalità importante. • dare valore all’esperienza degli utenti e dei familiari coinvolgendoli fortemente nei percorsi di cura e nelle pratiche dei servizi Significa avere input politici e amministrativi chiari, accompagnati nel loro percorsi, finanziariamente compatibili. Significa avere professionisti che sappiano coniugare una competenza e una passione grande nell’accogliere la persona e la sua famiglia e una professionalità altrettanto grande nell’intraprendere con loro “percorsi di cura” che siano quelli ritenuti oggi

maggiormente efficaci nel mondo. Significa intrecciare e valorizzare le risorse che la nostra comunità possiede in gran numero. I cosiddetti servizi confinanti, medici di base e servizi sociali per citare i più presenti, per allargarsi alle tante altre istituzioni pubbliche e private, alle 100 realtà associative disponibili, alle persone di buona volontà che si possono spendere su queste frontiere. E poi il protagonismo attivo di utenti e familiari nei propri percorsi di cura. Perché i percorsi di cura avranno tanto più successo quanto più la persona vi aderirà e tanto più vi aderirà quanto più se ne sentirà partecipe e protagonista. Perché la qualità dell’assistenza continui a crescere laddove ha messo radici e perché attecchisca laddove non si vede ancora, e dove troppi utenti e familiari pagano prezzi intollerabili, occorre uscire dagli equivoci dei dibattiti sui massimi sistemi. Non basta difendere i valori (ottimi) della 180 e su questi barricarsi, occorre garantirne le pratiche, pignole, certosine, quotidiane applicazioni. Gli uni senza le altre lasciano spazio a chi, in buona o in mala fede, vuole riportare indietro la storia. A chi, giustamente, è stufo di affermazioni di grande principio e valore etico se poi non vi corrispondono prestazioni coerenti e puntuali. Tutti abbiamo ancora strada da percorrere. Una strada che può riuscire nella bella sfida di tenere assieme i sogni possibili con le pratiche rigorose. Una sfida tutta “politica”, in senso ampio e nobile, che ha in questo piccolo ma importante specifico un suo laboratorio importante. E ne riparleremo quando il nuovo Governo si attiverà per cambiare la Legge 180, come ha scritto nel suo programma. Con la difficoltà di continuare a far vivere i sogni possibili per responsabilità di quei tanti che delle pratiche rigorose hanno sciaguratamente fatto un optional.


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La battaglia contro depressione e suicidio: i risultati in tutta Europa Roger Pycha

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urtroppo i disturbi psichici tenderanno ad aumentare nel prossimo futuro, mentre i disturbi fisici al contrario avranno maggiori possibilità di essere curati in modo più mirato. Secondo le previsioni, la depressione sarà la malattia più significativa a livello mondiale nel 2020. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno circa un milione di persone commette suicidio, nella maggior parte a causa di un disturbo depressivo. Nell’Europa settentrionale e orientale i tassi di suicidio sono in parte quattro volte il numero rilevato nell’Europa meridionale – Malta, Italia, Spagna presentano fortunatamente tassi di suicidio più bassi. Il tasso di suicidio in Alto Adige, d’altra parte, è doppio rispetto al tasso medio italiano. Queste e altre problematiche analoghe di importanza medico-politica hanno determinato l’incontro di rinomati rappresentanti della psichiatria europea nella capitale islandese Reykjavik il 10 e 11 aprile 2008 scorso. In Islanda vivono attualmente 300.000 persone; l’isola è agli estremi della placca continentale euro-asiatica, è più grande dell’Irlanda e cresce ogni anno di qualche centimetro. Il controllo e l’assistenza generale in questo vasto paese per lo più deserto diventa sempre più costoso e difficile a livello organizzativo. Le esperienze islandesi sono proprio per questo fatto di valore inestimabile per i servizi sanitari altoatesini, che devono attivarsi in aree estese pure molto distanti spesso dai servizi. E invero le loro ricette per il successo sono più che utili: Högni Oskarsson, rappresentante dell’Islanda nella “Organizzazione europea contro la depressione“, punta soprattutto sull’aiuto diretto nella struttura scolastica. “Dobbiamo offrire un supporto psicologico significativo ai figli di genitori depressi, ma senza dare nell’occhio”. Con queste parole Oskarsson propone un possibile futuro scenario di azione anche per noi. Altri ricercatori hanno invece presentato e discusso altre problematiche. In Irlanda Ella Ahrens ha svolto

un sondaggio tra la popolazione in modo esteso e dettagliato; il suo lavoro ha riportato quanto sia elevato il rischio di suicidio nei giovani e promosso possibili aree di intervento. Similmente un altro studio dello stesso gruppo ha evidenziato come sia importante sfatare i diversi stereotipi contro la malattia psichiatrica. In Estonia la prof.ssa Airi Värnik ha riportato come nel suo paese esista un legame molto stretto tra l’insicurezza sociale, l’accresciuto problema dell’alcolismo e il maggior tasso di suicidi. La prof. ssa Belga Chantal van der Audenhoeve incolpa i medici di medicina generale del deficit nel riconoscimento delle patologie psichiatriche, è sta valutando la loro preparazione riguardo alla problematica del pericolo di suicidio e della depressione. Il Prof. Ulrich Meise della Clinica Universitaria di Innsbruck rilevava le difficoltà diagnostiche delle forme depressive nei maschi: spesso queste non vengono riconosciute perché associate a manifestazioni di aggressività improvvisa oppure al consumo di alcol. Gli altoatesini Roger Pycha e Giancarlo Giupponi hanno presentato il lavoro svolto negli ultimi anni all’interno della campagna di prevenzione EAAD. Il lavo-

ro è stato svolto in collaborazione con l’assessorato alla sanitá, le associazioni di auto aiuto, la chiesa, le scuole, i servizi dell’ordine pubblico… sensibilizzando e portando avanti una campagna di prevenzione che sembra già dare buoni risultati. I dati raccolti tuttavia indicano quanto purtroppo la patologia depressiva sia frequente: “In Alto-Adige i gruppi etnici ladino e tedesco corrono un rischio evidentemente maggiore di suicidio rispetto al gruppo italiano”, hanno spiegato, “i tedeschi e i ladini devono pertanto imparare dagli italiani a proteggersi meglio contro il suicidio.” Al termine del congresso è emerso un consenso unanime sul fatto che la stretta collaborazione delle 17 diverse regioni di 16 stati europei nella “Organizzazione europea contro la depressione” è stata un’esperienza unica di scambio che ha permesso di migliorare la qualità nel trattamento dei disturbi affettivi. Da ottobre del 2008 partirà la richiesta europea per il prolungamento del progetto. Il Prof. Ulrich Hegerl di Leipzig ha proposto a riguardo di “fondare una società internazionale contro la depressione la quale promuoverà la collaborazione proprio laddove vi si scorga la possibilità di successo. In tal modo non saranno necessari ulteriori nuovi grossi finanziamenti.” Il Prof. Hegerl, felice dell’alta qualità del lavoro fino ad ora svolto, ha chiesto pertanto al dott. Roger Pycha di discutere da subito del progetto con il membro del consiglio dott. Theiner. “L’Alto-Adige, con il suo gruppo di lavoro, ha rappresento in modo esemplare l’Italia intera, ha apportato al progetto molte idee e concetti fondamentali, pertanto la sua presenza è e sará necessaria anche in futuro“. AUTO AIUTO 


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Un punto di vista diverso! Martin Achmüller

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onvegno internazionale di psichiatria, maggio 2008, Novacella: “La cultura del lavoro in rete come tema della psichiatria” Breve commento alla relazione “ICF – Classificazione internazionale della funzionalità, disabilita e salute”. La prima impressione è stata del tutto positiva: finalmente non si era di fronte ad una fredda elencazione di deficit, disabilità o danni, considerati sotto gli aspetti medici, come avviene nella classificazione medica internazionale ICD 9 o ICD 10. Depressione 311 • Acuta (v. anche psicosi, affettiva) 296.2 - Episodio ricorrente 296.3 - Episodio singolo 296.2 • Agitata (v. anche psicosi, affettiva) 296.2 - Episodio ricorrente 296.3 - Episodio singolo 296.2 • Anaclitica 309.21 • Ansia 300.4 • Attivita’ funzionale 780.9 • Autogeno (v. anche psicosi, affettiva) 296.2 - Episodio ricorrente 296.3 - Episodio singolo 296.2 • Endogena (v. anche psicosi, affettiva) 296.2 - Episodio ricorrente 296.3 - Episodio singolo 296.2 • Involutiva, climaterica, o della menopausa (v. anche psicosi, affettiva) 296.2 - Episodio ricorrente 296.3 - Episodio singolo 296.2 • Isterica 300.11 • Maniaca (v. anche psicosi, affettiva) 296.80 • Mentale 300.4 • Monopolare (v. anche psicosi, affettiva) 296.2 - Episodio ricorrente 296.3 - Episodio singolo 296.2 • Nervosa 300.4 • Neurotica 300.4 • Post parto 648.4 • Psicogena 300.4

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- Reattiva 298.0 • Psiconeurotica 300.4 • Psicotica (v. anche psicosi, affettiva) 296.2 - Episodio ricorrente 296.3 - Episodio singolo 296.2 - Reattiva 298.0 • Reattiva 300.4 - Neurotica 300.4 - Psicogena 298.0 - Psiconeurotica 300.4 - Psicotica 298.0 • Ricorrente 296.3 • Senile 290.21 • Situazionale (acuta) (breve) 309.0 - Prolungata 309.1 • Sterno 738.3

• partecipa alla vita “normale”: si muove, può dedicarsi ad un lavoro o ad una formazione, così come partecipa alla vita sociale (assiste a concerti, film, manifestazioni…) • sa gestire la sua “normale” quotidianità: fanno parte del provvedere a se stessi il mangiare, la pulizia di abiti e abitazione, dormire… come pure sentirsi bene e vivere la propria sessualità • è “integrato” nel suo ambiente sociale e lavorativo • sa curare le relazioni sociali • dispone di una sufficiente “sicurezza sociale” • mette in primo piano la sua disabilita, i suoi limiti, il suo disturbo oppure le funzioni (residue) e le sue capacità Ascoltando questa dichiarazione si è avuta l’impressione che non il “caso clinico”, ma veramente la PERSONA stava in primo piano, non la cura ma l’integrazione, non la disabilita ma la funzionalità, non l’adeguamento del singolo ma l’adattamento dell’ambiente (significa che incanto all’aiuto professionale c’è soprattutto una responsabilità individuale e sociale). Purtroppo però quanto più proseguiva la presentazione di questa entusiasmante “Carta dei diritti del malato”, tanto più aumentavano le mie perplessità. Sempre più avevo l’impressione che si trattava di una meravigliosa opera teoretica. E ancor più ne ottenni la convinzione quando sentii che la suddivisione comprendeva ben 1.400 (!) categorie. Già, la carta è paziente!

La “nuova” classificazione sembrava riferirsi molto più concretamente alle difficoltà, ai bisogni, ai disagi, ai disturbi… del malato psichico. Infatti considera se l’ammalato:

Ma il massimo doveva ancora venire: alla domanda circa il senso di un lavoro di anni per arrivare a 1.400 criteri, la risposta è stata che “a chi paga bisogna ben chiarire a che scopo si prendono i soldi”. Chi non si fida della diagnosi di un medico si dovrebbe far convincere da 1.400 categorie???


VITA DELL‘ASSOCIAZIONE

Punto di Sostegno nei momenti difficili della vita – Incontri psicoeducativi Diana Pfister

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uasi sempre una malattia psichica non é una “questione privata” riguardante il diretto interessato. Soprattutto i parenti stretti ne risentono le conseguenze, e soffrono anche loro. I familiari spesso faticano a capire e non sanno che cosa fare. Per trovare rimedio a quest’atteggiamento di importanza, l’Associazione Parenti ed Amici di Malati Psichici organizza degli incontri di educazione psichica. Gli incontri dei gruppi psicoeducativi sono molto importanti, per far sì che i familiari possano conoscere meglio i sintomi della malattia, riuscire a mettersi nei panni del malato e comprendere maggiormente la sofferenza che la malattia comporta. Se i familiari riescono a capire e ad accettare la malattia del loro familiare e sono informati sui principali metodi di trattamento, essi possono diventare dei veri “co-terapeuti” (ciò non significa che debbano intromettersi nei metodi di cura!). Attraverso una miglior comprensione della situazione e con un continuo sostegno al malato gli si può trasmettere stabilità e fiducia, cosa che ha un effetto molto positivo sullo stesso. Inoltre i familiari, così facendo, contribuiscono a creare un clima familiare meno stressato. Importanti elementi dell’educazione psichica sono: • la trasmissione di informazioni (disturbo sintomatico, cause, chiarimenti sui metodi di trattamento, ...) • alleviamento emotivo (promuovere la comprensione, scambio di esperienze, ...) • auto mutuo aiuto Durante queste conversazioni interattive, ognuno può raccontare le proprie esperienze ed esprimere la propria opinione. Si sviluppano così il dialogo e la comunicazione. La psicologa fa sì che tutti si sentano a proprio agio e che ognuno abbia la possibilità di esprimersi senza essere interrotto o giudicato. Inoltre i partecipanti sono

sostenuti psicologicamente e ricevono informazioni importanti inerenti ai singoli argomenti. L’educazione psichica è rivolta ai familiari, a persone di riferimento e amici, nonchè a operatori. Gli incontri si terranno ogni mese in

aria aperta, spesso combinati ad una facile escursione, guidati dalla psicologa dott.ssa Diana Pfister. È richiesta l’iscrizione siccome sono limitati a 10 persone. Iscrizione e informazione: Tel. 0471 262 262. Costo / incontro: 5,00 euro. 

Ogni incontro ha un tema particolare: 24 settembre, tema „Emozioni“ – facile passeggiata intorno al lago grande di Monticolo (dalle ore 14.00 alle ore 17.00) 22 ottobre, tema “Amore e mantenere i propri spazi – i familiari tra sentimenti contrastanti” – facile passeggiata sul monte San Vigilio alla chiesetta San Vigilio e al lago (dalle ore 14.00 alle ore 17.00) 19 novembre, tema „A che punto si trova oggi la psichiatria e dove sta andando?“ – facile camminata dalla passeggiata del Guncina a Bolzano fino alla locanda Föhrner (dalle ore 14.00 alle ore 17.00) 10 dicembre, tema „Il medico curante dal punto di vista dei familiari: risorsa o ulteriore difficoltà?“ – facile passeggiata sul Salto/San Genesio (dalle ore 14.00 alle ore 17.00)

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VITA DELL‘ASSOCIAZIONE

Assemblea ordinaria dei soci 2008 Lorena Gavillucci

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’assemblea 2008 è stata – a parte la regolare, unanime approvazione di bilanci e programmi - l’assemblea „di“ Margit Morini: un abbraccio corale alla presidente che ha lasciato, dopo tanti anni, il timone a Siglinde Jaitner. A salutarla e a ringraziarla alla fin fine c’erano proprio tutti, dal vescovo monsignor Wilhelm Egger alle decine e decine di soci che danno vita ai tanti gruppi radicati capillarmente sull’intero territorio della provincia, dai molti politici amministratori e responsabili dei settori pubblici ai „colleghi“ delle altre associazioni impegnate nel volontariato. Fiori, sorrisi, perfino una canzone, con adattamento originale, da parte del team dell’ufficio di Bolzano, a suggello di una lunghissima collaborazione, che ha lasciato il segno. Ogni incontro periodico si presenta – doverosa pausa di riflessione - un po’ come un guado in mezzo a un fiume, un punto al quale si è riusciti ad arrivare e, contemporaneamente, un punto dal quale si guarda oltre. Oltre dove? Verso un obiettivo ragionevolmente raggiungibile e condiviso, reso possibile da quanto è stato fatto da tante persone diverse, fino a quel momento. Una sintesi in tal senso è venuta anche dall’intervento dell’assessore provinciale alla sanità, Richard Theiner, che ricordando le molte iniziative contro lo stigma ha rilevato come qualche passo in avanti sia stato fatto, nel contesto di un tema divenuto forse un po’ più conosciuto, un po’ più „pubblico“. Nel concreto, il direttore dell’ufficio del lavoro Helmuth Sinn e Luciana Fiocca, responsabile dell’ufficio invalidi della Provincia, hanno testimoniato dello stato di avanzamento - „siamo sulla buona strada“, aveva esordito l’assessore – dei progetti di inserimento lavorativo, che coinvolgono anche tutto il mondo della cooperazione. Di sicuro qualche passo avanti è stato fatto anche a livello nazionale e internazionale, e al proposito la presidente uscente ha ripercorso le tappe della presenza dell’Associazione nei maggiori organismi specifici sul tema: AUTO AIUTO 

sensibilizzazione e accettazione crescono e si sviluppano in tempi lunghi, in tutti gli aspetti della sofferenza psichica. Si sta muovendo il settore della riabilitazione e così quello, delicatissimo, della neuropsichiatria infantile. Dott. Alfred König, Direttore Ufficio Distretti sanitari, ha ventilato fra le altre cose la possibilità di pensare alla costruzione di strutture ad hoc, che rappresentino un anello di congiunzione fra l’esistente e le tante esigenze diverse ed urgenti delle persone e delle famiglie. Quindi l’assemblea ha eletto il nuovo consiglio direttivo nelle persone di Ingeborg Forcher, Siglinde Jaitner, Reinhilde Mair, Alessandra Masiero, Richard Santifaller, Alessandro Svettini e Emilia Weber e Martin Achmüller cooptato. Ma questa assemblea 2008 così particolare si è caratterizzata anche per il fatto che tutti i soci hanno fatto propria una delibera-richiesta di molti familiari sulla grave carenza di strutture di accoglienza, per così dire “di media entità”. Sono una ventina infatti, nella sola città di Bolzano (per non parlare di tutto il nostro territorio), le persone in stato di disagio che non sono in grado di terminare un percorso di completa o parziale autonomia, per le quali comunità alloggio standard o altre strutture “soft” non rappresentano una risposta adeguata. Qualcosa per fortuna si sta muovendo anche in questo senso, ma ancora troppo lentamente e su numeri ridotti. Le famiglie chiedono con forza interventi decisi dell’ente pubblico – eventualmente anche quale sostegno al settore privato no profit – in tempi ristretti: chiedono, in definitiva, che venga salvaguardata la dignità e la salute dei loro cari assieme alla serenità del nucleo familiare. L’assemblea ha dato mandato al nuovo direttivo di portare avanti questa istanza, legittimando socialmente e politicamente – nel senso più ampio – il diritto al rispetto di chi si confronta ogni giorno con la sofferenza psichica.

Ingeborg Forcher

Siglinde Jaitner

Reinhilde Mair

Alessandra Masiero


VITA DELL‘ASSOCIAZIONE SALUTE MENTALE

Dove va l‘Associazione? LE FORZE DELL’ ASSOCIAZIONE • il nuovo direttivo è composto da persone veramente motivate • portano avanti gli interessi dei membri dell’ associazione • ottimi contatti e legami sia a livello nazionale che europeo • riconosciuta e in buona considerazione sia a livello politico che sanitario • collaborazione a livello europeo con l´EUFAMI Richard Santifaller

Alessandro Svettini

Emilia Weber

I COMPITI DELL’ ASSOCIAZIONE • importante sapere a chi rivolgersi (per pazienti e familiari) • occhio aperto per i problemi dei membri, portare i problemi nel direttivo • lotta allo stigma • opportunità di svago per gli utenti • sostegno sia reciproco che professionale • deistituzionalizzazione, riorientamento del sistema di cura, facilitare e promuovere percorsi di “recovery” • pubblicizzare, potenziare, creare gruppi di automutuoaiuto • iniziative, specifiche per familiari, NON TERAPEUTICHE ma di offerte ricreative, di tempo libero, per favorire nei familiari opportunita´ di contatti OLTRE il problema psichiatrico familiare • collaborazioni anche oltre confine • aggiornamento dei medici di base • informazione dei preti • stimolare la società a confrontarsi con il tema “malattia psichica”

MIGLIORAMENTI PER GLI AMMALATI PSICHICI • neuropsichiatria infantile come priorità assoluta • interventi terapeutico-riabilitativi sugli esordi psicotici • far partecipare anche i familiari nella terapia • offrire programmi SEMIRESIDENZIALI • creare reti d’intervento che vadano oltre ai compartimenti stagni • reinserimento lavorativo • possibilità di “abitazione protetta” per aumentare l’autonomia • promuovere le possibilità di “recovery” • familiari: essere sgravati dal peso emotivo e materiale • lavoro in rete, CSM attivi e presenti, centri di ascolto, gruppi ama e fondi per creare luoghi anti solitudine, valorizzare le capacità delle persone e renderle protagonisti attivi del proprio percorso riabilitativo • training per i familiari • dialogo alla pari con il personale curante • prendere sul serio i bisogni dell’ammalato • aiuto per trovare la terapia mirata per il paziente • aumentare la comprensione per il malato psichico PRIORITA’ • il benessere dei malati • neuropsichiatria infantile • aprire un dialogo tra sociale e sanità • migliorare la cura

Martin Achmüller

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VITA DELL‘ASSOCIAZIONE

Parole e musica per il „recovery“ – Concerto di beneficenza

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inalmente dopo alcune settimane intense di lavoro domenica 22 giugno è giunto il momento: all’Auditorio di Bolzano ha avuto luogo il concerto di beneficenza „Il percorso di guarigione dalla malattia mentale: PAROLE e MUSICA per il RECOVERY“ organizzato dall’ Associazione Parenti ed Amici di Malati Psichici in collaborazione con il Servizio Psichiatrico del Comprensorio Sanitario di Bolzano ed altre istituzioni. Il ricavato di questa manifestazione verrá usato per finanziare studi scientifici sulle possibilitá di trattamento e sui “processi di ‚recovery’” (Studio Italiano sul Recovery). Il concetto „recovery“ si riferisce al modo di percezione che ha il malato della propria guarigione ed é da mettere a confronto con lo sviluppo della propria capacità e il recupero di un ruolo sociale. Il pensiero „recovery“ parte dal presupposto che esista la possibilità di condurre, una vita produttiva e soddisfacente nonostante le limitazioni che una malattia psichica comporta. Il processo di “recovery” può essere incrementato da misure riabilitative. Fino ad ora esistono pochissimi metodi e questi insufficientemente sviluppati, per misurare il “grado” del processo “recovery”. Per questo motivo è necessario trovare strumenti validi per poter valutare il recupero della salute psichica della persona stessa; raggiungere questo traguardo significa anche verificare l’efficacia delle misure riabilitative. Lo Studio Italiano sul Recovery è un’analisi scientifica alla quale sono interessati finora 20 servizi psichiatrici italiani e che ha scopo di trovare fattori interni ed esterni della persona che agevolino la guarigione dalla malattia psichica. Esattamente a 30 anni dall’ entrata in vigore della legge 180 il nuovo Consiglio Direttivo con questo concerto ha posto una volta di più l’attenzione sui gravi disturbi psichici e sulle moAUTO AIUTO 10

dalità di trattamento di essi ponendo così un’altra pietra miliare nella lotta contro lo stigma. La stigmatizzazione rappresenta una forma di sofferenza che si aggiunge alla malattia psichica e diminuisce le possibilità di trovare un posto di lavoro, una casa e integrazione sociale. Lo stigma rappresenta anche il maggior ostacolo nella prevenzione psichiatrica. Accanto al sostegno dei familiari nei gruppi di auto mutuo aiuto in tutto il territorio, al promuovere l’integrazione e alla reintegrazione di persone con problemi psichici, la battaglia contro lo stigma rappresenta uno dei compiti più importanti per l’Associazione. La presenza dei media alla conferenza stampa organizzata il 19 giugno è stata notevole e ha contribuito a far si, che il tema dalla malattia psichica venisse diffuso nell’opinione pubblica. Verso le ore 19.30 sono arrivati i primi spettatori e nonostante “l’importante” partita di calcio che si svolgeva la sera stessa, hanno partecipato al concerto più di 180 persone. Nel foyer era stata allestita una piccola galleria d’arte dove i visitatori hanno potuto ammirare quadri e figure di ceramica realizzati e dipinti dagli ospiti del Centro di Riabilitazione „Gelmini“.

La povertA‘ Passo e ricordo i rigogliosi campi ove fui immensamente felice perché ero sola non vedevo alcun muro né alcuna prigione ma una terra da lavorare Questa terra fu il mio pensiero un giorno guardando attraverso il silenzio vidi una strana messe avevo seminato un campo senza parole ed ero diventato un grande poeta m’interpretarono tutti capirono il mio silenzio e nacque una fede strana che aveva nome Dio a un certo punto diventammo tutti ricchi talmente ricchi fino a rimanere soli Alda Merini, 29 maggio 2008


VITA DELL‘ASSOCIAZIONE

„Parole“

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arlato hanno all’inizio coloro che si trovano sulla via della guarigione da una malattia psichica. Essi hanno raccontato con le loro parole le proprie esperienze personali. Inoltre è stata recitata una poesia di Alda Merini, una delle più grandi poetesse del 20esimo secolo, con il titolo “La Povertà”. L’artista, più volte nominata per il premio Nobel per la letteratura, ha avuto esperienze personali di una malattia psichica e ha composto la poesia appositamente per questa manifestazione. „Musica“

L’

Ensemble Strumentale Scaligero del Teatro alla Scala di Milano ha suonato in modo eccellente. Un piacere per ogni amante della musica. D’altro canto come poteva essere diversamente, con un ensemble così famoso? Gli orecchi degli spettatori sono stati deliziati da brani di musica classica e soundtracks di film famosi. L’ ensemble non si è lasciata sfuggire l’opportunità di chiudere la serata ben riuscita con due pezzi fuori programma che il pubblico ha calorosamente applaudito. Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno in qualsiasi modo sostenuto e favorito questa importante manifestazione e hanno contribuito alla sua realizzazione. 

Ensemble Strumentale Scaligero Musicisti del Teatro alla Scala di Milano

22.06.2008 ore 20.00 Uhr Konzerthaus Auditorium (Haydn) Via Dantestrasse 15 Bozen - Bolzano Der Weg zur „Genesung“ einer psychischen Erkrankung:

WORTE und MUSIK zur RECOVERY Il percorso di “guarigione” dalla malattia Mentale:

PAROLE e MUSICA per il RECOVERY Veranstalter - Organizzatore: Verband Angehöriger und Freunde psychisch Kranker Associazione Parenti ed amici di malati psichici

Vorverkauf an der Kasse des Stadttheaters Bozen ab 03.06.2008, Tel. 0471 304 130 Di - Fr 10-13 und 15-19 Uhr, Sa 10-13 Uhr Tickets an der Abendkasse des Konzerthauses ab 18:00 Uhr Online Tickets: www.ntbz-tickets.net Verband Angehöriger und Freunde psychisch Kranker, Tel. 0471 260 303

Sammlung von Geldern zur Finanzierung einer wissenschaftlichen Forschung raccolta di fondi per il finanziamento di una ricerca scientifica

Prevendita alla cassa del Teatro Comunale di Bolzano dal 03.06.2008, Tel. 0471 304 130 Mar - Ven ore 10-13 e 15-19, Sa ore 10-13 Biglietti alla cassa dell'Auditorium prima del concerto dalle ore 18:00 tickets online: www.ntbz-tickets.net Associazione Parenti ed Amici di Malati Psichici, Tel. 0471 260 303

Psychiatrischer Dienst, Servizio Psichiatrico

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VITA DELL‘ASSOCIAZIONE

Le parole ritrovate Carla Leverato

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nche l’Associazione Parenti ed Amici di Malati Psichici, con la collaborazione dell’Arca di Noè del Centro di Salute Mentale di Via del Ronco, ha aderito all’iniziativa del “Giro d’Italia”, promossa dal dott. Renzo De Stefani, primario del Servizio di Salute Mentale di Trento. È stata un’occasione straordinaria per far incontrare in un clima di festa anche gli utenti, gli operatori dei servizi di Salute Mentale, i familiari e i cittadini di Bolzano. Come già successo a Gemona nel Friuli da dove il “Giro” ha preso il via, per poi continuare il suo percorso facendo tappa nelle principali città italiane, fino ad arrivare in Sicilia. I promotori ed organizzatori sono riusciti benissimo nel loro intento, quello di confrontare esperienze, condividere progetti, inventare nuove strade su cui camminare insieme, per dar voce e protagonismo soprattutto a chi non lo ha mai avuto, e far sì che il disagio psichico per una volta sia occasione di incontro e condivisione. ci scrivono alcuni partecipanti:

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a giornata del 22 aprile è stata un evento storico! Siamo abituati a girare per il mondo, in cerca di novità, ma il nostro provincialismo ci spinge ad ignorare le realtà più vicine. A volte si percorrono strade simili, che procedono parallele e non si incontrano mai. Vedere come a Trento si lavora nell’ottica del rispetto degli utenti e della lotta allo stigma è incoraggiante. Nel nostro piccolo cerchiamo di lavorare in modo analogo. È molto importante che gli utenti non siano etichettati per tutta la vita come “pazienti” e possano svolgere ruoli attivi di aiuto e collaborazione. Abbiamo spesso più pregiudizi come operatori di quelli diffusi tra la popolazione. L’esperienza di incontro e discussione va portata avanti, ed in futuro sarebbe importante coinvolgere altri servizi che lavorano in Alto Adige e nel Trentino. Il commento sulla giornata lo lascio agli utenti e agli operatori che hanno partecipato con entusiasmo all’iniziativa. Un grazie all’Associazione, con l’invito a promuovere altre iniziative analoghe ed a partecipare sempre più alla nostra attività.  Dott.ssa Elda Toffol

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l 22 aprile è stata una giornata stupenda. Siamo stati indaffarati a preparare torte e tartine per tutta la mattina, perché nel pomeriggio sarebbe arrivata una delegazione da Trento. Dopo i vari colloqui ed il rinfresco, c’è stata l’ora del ballo, dove ci siamo scatenati in gruppo o a coppie. Grazie al sig. Maurizio che ci ha trascinato nell’allegria! Finita la festa sono andata a casa e mi sentivo proprio bene con animo allegro. Grazie a tutti i nostri operatori e ai dottori! Ione (utente)

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stato molto bello condividere con altri operatori ed utenti un approccio diverso alla sofferenza psichica. Queste esperienze di incontro e scambio infondono entusiasmo e voglia di fare! La gioia e la spontaneità con cui le persone si sono incontrate in questa occasione, sono molto appaganti per chi si impegna quotidianamente in questa direzione! Raffaella (infermiera)


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