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Comune di Leno

(Provincia di Brescia)

I catasti storici di Leno, Milzanello e Porzano


_2_ Storia in Comune Progetto Storia in Comune è dedicato alla gente di Leno senza distinzione di età o mestiere, si rivolge alle famiglie, agli studenti e agli anziani e ai professionisti. A promuovere questo progetto è il Servizio archivistico consapevole della ricchezza culturale del patrimonio conservato nell’archivio comunale sconosciuto ai più e rimasto in gran parte inesplorato. La storia antichissima di Leno, ancora imprigionata in scritture di difficile lettura, e la storia dei secoli più vicini sono l’orizzonte nel quale ci specchiamo e il luogo immutato e indulgente che ci attende. Storia in Comune intende riscoprire questa storia attingendo da scritture e immagini, proponendo temi e vicende del territorio e delle persone che lo animano. Il cammino è tanto impegnativo quanto necessario. Impegnativo per poter incontrare ogni volta l’apprezzamento del pubblico con forme e strumenti gradevoli e intelligibili, necessario per rafforzare il legame tra la memoria e le azioni di ogni giorno. Il progetto, aperto al contributo di quanti sono animati da interesse o da semplice curiosità verso le proprie radici, vuole anche incoraggiare lo studio e le idee dei più giovani che in questo luogo ideale troveranno accoglienza e sostegno. Con questa seconda iniziativa Storia in Comune si rivolge in particolare al mondo dei professionisti che hanno come vocazione lo studio del territorio e delle sue trasformazioni. L’iniziale intento di valorizzazione di documenti pregiati conservati in archivio si coniuga, in questo caso, anche con un fine pratico. La consultazione e lo studio - attraverso il DVD - delle mappe catastali corredate dai rispettivi registri, potrà essere di aiuto all’ordinaria attività di architetti, geometri, ingegneri, che nel supporto digitale troveranno un agevole strumento di ricerca e di conoscenza circa l’evoluzione urbanistica e paesaggistica della terra di Leno. Il DVD sarà un pregevole sussidio anche per le attività didattiche, che utilizzando le fonti archivistiche, avranno l’opportunità di offrire ai ragazzi dei suggestivi viaggi nel tempo in cui inoltrarsi per affinare le capacità di osservazione, di analisi e per rendere più vivo e vitale l’apprendimento storico-civico. Giuseppina Pelucchi Responsabile del Servizio archivistico comunale


Comune di Leno

(Provincia di Brescia)

I CATASTI STORICI DI LENO, MILZANELLO E PORZANO


Presentazione Il Comune in qualità di ente territoriale ha tra i suoi elementi costitutivi il territorio; ciò significa che la porzione di terra su cui si estende l’azione di governo amministrativo è componente essenziale per l’esistenza del Comune. I temi dei quali si occupano queste prime pubblicazioni di Storia in Comune, sono lo stemma comunale e il territorio comunale; il primo elemento simbolico, il secondo elemento concreto, entrambi rappresentativi, anzi costitutivi, dell’identità e personalità della comunità lenese. L’Amministrazione comunale è orgogliosa di offrire un prezioso strumento di conoscenza e di ricerca per tutti coloro che desiderano approfondire le vicende storiche caratterizzanti il territorio di Leno. Il Servizio archivistico comunale, con questa seconda edizione di Storia in Comune, mette a disposizione in formato digitale la cartografia storica, corredata da documenti che si rivelano una straordinaria fonte di notizie che travalicano l’ambito semplicemente geografico. Per chi vorrà o potrà dedicarsi all’approfondimento di queste testimonianze si apre un orizzonte nuovo e suggestivo, capace ancora di sorprendere. Indirizzo un doveroso ringraziamento agli studi tecnici e ai professionisti che, con le loro sponsorizzazioni, hanno compartecipato alla realizzazione della pubblicazione. Ringrazio anche quanti hanno collaborato, ciascuno secondo le proprie competenze, a questa qualificante iniziativa. Il Sindaco Prof. Pietro Bisinella 2


I catasti storici di Leno, Milzanello e Porzano

Introduzione La storia del territorio italiano, dei centri urbani, dei mutamenti geofisici e urbanistici intervenuti negli ultimi due secoli trova la sua informazione originaria nei documenti catastali. dell’amministrazione postunitari,

non

fiscale,

può

tanto

prescindere

degli dallo

Stati

Anche la storia preunitari

studio

dei

quanto

catasti

e

dell’apparato di norme che hanno permesso la loro attuazione. Oggi la riscoperta della cartografia storica, che dei catasti dei sec. XVIII-XX è il corredo più rappresentativo, si rivela importante per la gestione del territorio che esige, più che nel passato, attenzione particolare e competenze mirate. Questo lavoro propone, attraverso un percorso tutto archivistico, i documenti

rappresentativi

dei

catasti

del

territorio

di

Leno

accompagnandoli con notizie esemplificative per capirne l’origine, i legami, la funzione. E’, dunque, la premessa per un più approfondito ed esperto

approccio

alle

fonti

catastali

in

ambito

professionale

o

didattico e un invito per riscoprire e riportare alla luce questa documentazione. Il DVD contiene la presentazione grafica del territorio che oggi fa capo al Comune di Leno e i documenti ad essa correlati. Vi sono, perciò, in primo luogo le serie delle mappe dei catasti napoleonico, austria co e del Regno d’Italia di Leno; quindi, per gli stessi periodi storici, le mappe dei cessati comuni di Milzanello e di Porzano, oggi entrambi frazioni di Leno. Alle mappe sono collegati i registri, alcuni dei quali visualizzati integralmente e altri solo in sintesi, indispensabili per capire il funzionamento dei diversi catasti e attingere notizie preziose sull’evoluzione dell’assetto territoriale comunale. Gran

parte

di

questi

documenti

sono,

ancora

oggi,

conservati

nell’Archivio storico di Leno: tali sono le mappe e i registri catastali austriaci e del Regno d’Italia. 3




I catasti storici di Leno, Milzanello e Porzano

I documenti catastali napoleonici e i documenti mancanti nelle serie comunali - alcuni fogli di mappa e alcuni registri - provengono dalle collezioni dell’Archivio di Stato di Brescia. Nel DVD vengono proposti anche i documenti e le mappe del catasto acque di Leno, poderoso lavoro realizzato alla metà del sec. XIX dall’ingegnere Giovanni Barbera, che descrive con rara perizia il reticolo irriguo comunale. A completamento di questo copioso patrimonio documentario, vengono presentate due preziose mappe, che rappresentano la prima, del 1814, il percorso della Seriola Molina e la seconda, del 1817, una porzione dell’ampia area corrispondente all’antica contrada Ronchi di Leno. I catasti Il termine catasto indica un registro nel quale sono elencati e descritti i beni immobili di un determinato territorio accompagnati dai nomi dei proprietari di tali beni con le relative rendite, in base alle quali sono calcolate tasse e imposte. Infatti, il catasto ha una funzione squisitamente fiscale, serve cioè per accertare in modo uniforme il reddito imponibile relativo ad un bene, sia esso un appezzamento ovvero un fabbricato. Il catasto attualmente in vigore in Italia giunge al termine di un lungo processo di modernizzazione dello Stato, avviato nel sec. XVIII, e approdato negli anni del Regno d’Italia con la legge per la compilazione del catasto, assai contrastata, finalizzata alla equa ripartizione del carico tributario tra i cittadini proprietari di beni immobili. Al momento della proclamazione del Regno (1861), sul territorio italiano esistono ben 24 catasti diversi tra di loro per metodi di rilievo delle proprietà, unità di misura, estimi utilizzati, dai quali derivano situazioni, oltreché di



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I catasti storici di Leno, Milzanello e Porzano

confusione, anche di forte diseguaglianza nella determinazione delle imposte fondiarie1. In Lombardia, il modello settecentesco è quello del Catasto Teresiano2, attivato nel solo Ducato di Milano nel 1760, che si propone come punto centrale della riforma finanziaria dei tributi contro particolarismi locali e situazioni di privilegio. Il modello austriaco sarà esteso a tutte le terre del Regno lombardo veneto dopo la breve parentesi del governo napoleonico (1797-1815) che, nelle province ex venete - Bergamo e Brescia -, aveva avviato la compilazione del proprio catasto senz a tuttavia riuscire a portarlo a termine nella parte fiscale. Entrambi i catasti, napoleonico e austriaco, si fondano su una esatta conoscenza del territorio attuata mediante il rilievo topografico fino alla singola, quand’anche piccola, porzione di terreno (particella catastale). Tale risultato viene raggiunto mediante un’organizzazione tecnica e burocratica capillare, un apparato di regole destinate a uniformare il lavoro di uffici e di agrimensori in tutti gli angoli del regno. In questo contesto, vengono dettate norme su come disegnare mappe e identificare tutti gli elementi fisici e le opere artificiali presenti sul territorio. Per la prima volta vengono disegnati interi territori comunali e tracciati confini ponendo fine a incertezze e abitudini secolari. Questi modelli catastali faranno da apripista alla prima legge italiana sulla perequazione fondiaria. Il nuovo catasto italiano, di tipo geometrico particellare come le esperienze precedenti, avviato nel 1886 troverà compimento sull’intero territorio nazionale nel 1956.

1 Al momento della legge del 1886, il territorio italiano è ripartito in 9 compartimenti catastali all’interno dei quali sono in vigore più catasti ufficiali per complessivi 24 catasti: I Piemonte e Liguria, II Lombardo Veneto, III ex Ducato di Parma e Piacenza, IV ex Ducato di Modena e Reggio, V Toscana, VI ex Stato Pontificio, VII ex Stato napoletano, VIII Sicilia, IX Sardegna. 2 Maria Teresa d’Asburgo, imperatrice, f. di Carlo VI e di Elisabetta Cristina di Brunswick (1740-1780).

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I catasti storici di Leno, Milzanello e Porzano

Catasto napoleonico Il decreto napoleonico del 12 gennaio 1807 - Decreto sulla finanza per il 1807 stabilisce la compilazione di un nuovo catasto generale per il Regno italico (artt. 37-47). Esso non troverà compimento nella parte fiscale a causa della fine

del

Regno

d’Italia

nel

1815,

ma

produrrà

i

documenti

catastali

fondamentali e caratteristici come le mappe e i sommarioni3. Successivamente, in Lombardia e nelle province soggette al governo austriaco, il lavoro catastale sarà ripreso nel 1817 trovando compimento nel 1854. In questo intervallo d’anni, restano in vigore le mappe e i registri di epoca napoleonica. I documenti che costituiscono il catasto napoleonico sono: la mappa e il sommarione. Mappa Nella mappa originale napoleonica il rilievo planimetrico del territorio di un determinato comune è eseguito su fogli alla scala 1:2000. Nei comuni di piccole dimensioni la rappresentazione grafica è riportata su un unico foglio (è il caso di Milzanello e di Porzano), mentre nei comuni più estesi su fogli distinti componibili (come nel caso di Leno)4. Dalla mappa originale, gli uffici catastali preposti approntano la mappa ridotta alla scala 1:8000 di un determinato territorio comunale5. Nella mappa ridotta sono evidenziati i confini, i corsi d’acqua naturali e artificiali, le strade, i prati, i terreni coltivati, boschivi, incolti e gli edifici. Le coloriture con cui sono identificati gli elementi del territorio sono: l’azzurro

3 Con il R. D. n. 62 del 13 aprile 1807 art. 27 vengono dettate le istruzioni per la formazione del nuovo catasto. 4 Presso l’Archivio di Stato di Milano sono conservate le mappe originali di epoca napoleonica dei comuni della Provincia di Brescia e, tra queste, quelle di Leno con Castelletto, Porzano e Milzanello unitamente ai sommarioni. Le mappe di Leno con Castelletto e di Porzano riportano come data di riferimento il 1807, mentre la mappa di Milzanello il 1817 (Fondo Catasto. Mappe arrotolate prima serie; mappe originali catasto lombardo veneto. Unità 1496 [Leno e Porzano]; unità 1179 [Milzanello]. 5 Le mappe ridotte alla scala 1:8000 e le copie dei sommarioni dei comuni della Provincia di Brescia sono conservate presso l’Archivio di Stato di Brescia. Questi documenti sono presenti nel DVD e illustrati nelle pagine che seguono.



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I catasti storici di Leno, Milzanello e Porzano

carico per i fiumi, i canali e i vasi irrigui, il verde per le terre coltivate e per i boschi, l’ocra per gli incolti, il rosa carico per gli edifici; alle linee di confine, tracciate con l’inchiostro nero, è attribuito un colore sfumato in base alla tipologia fisica di termine. All’interno del disegno è tracciato, sempre con inchiostro nero, il reticolo delle particelle catastali contraddistinte da un numero progressivo. Sono, invece, identificati con una lettera i beni non soggetti a imposizione. Per conoscere tutti gli elementi collegati alle singole particelle catastali indicate nella mappa deve essere consultato il sommarione. Sommarione Registro catastale nel quale, partendo dal numero di mappa, sono recuperabili tutti i dati di un immobile situato in un determinato comune censuario. Straordinariamente articolato e semplice nella consultazione è compendiato dalla mappa del comune considerato. Le pagine del sommarione sono ripartite in

colonne

che

riportano:

numeri

di

mappa,

nome

del

proprietario,

denominazione precisa del toponimo, della qualità del terreno e della sua estensione espressa in pertiche bresciane. Catasto austriaco Decretato da Francesco I d’Austria con Sovrana patente 23 dicembre 1817 e realizzato sotto la direzione della Giunta del censimento di Milano, il Nuovo catasto del Regno lombardo veneto viene completato e attivato nel 1853 e resterà in funzione ufficialmente fino alla fine del sec. XIX. I documenti che costituiscono il catasto austriaco sono: la mappa, il repertorio dei numeri di mappa, il catasto terreni e fabbricati, la rubrica dei possessori, il libro delle partite dei possessori.

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I catasti storici di Leno, Milzanello e Porzano

Mappa Nel catasto austriaco la presentazione grafica del territorio è attuata mediante una mappa di grandi dimensioni composta da fogli rettangoli numerati, ciascuno dei quali riporta una porzione di territorio. I fogli, alla scala 1:2000, sono realizzati mediante un rigoroso lavoro di rilevamento sul terreno. I fogli, numerati progressivamente, sono tanto più numerosi quanto più esteso è il territorio del comune. Il foglio che funge da copertina include il quadro d’unione, che illustra l’esatta posizione dei singoli fogli numerati nella composizione generale della mappa. Nella mappa austriaca, come nella napoleonica, sono evidenziati con diverse coloriture i confini, i corsi d’acqua naturali e artificiali, le strade, tracciati di tramvie e ferrovia, gli edifici. Il territorio comunale è suddiviso in porzioni elementari dette particelle catastali contraddistinte ciascuna da un numero (numero di mappa)6. Nella mappa austriaca, il dettaglio dei centri urbani è rappresentato nei cosiddetti allegati, alla scala 1:1000, che vengono proposti o negli spazi vuoti dei fogli numerati (Milzanello foglio 2; Porzano foglio 1) o in fogli distinti (Leno fogli 51-52). Alla mappa originaria, fino alla revisione generale del catasto della fine del sec. XIX, si aggiungono altri fogli, originati dalle lustrazioni o verifiche periodiche, di quelle porzioni di territorio che nel corso del tempo mutano il loro assetto fisico. Repertorio dei numeri di mappa Su modello prestampato e costituito generalmente da un numero limitato di pagine, il repertorio elenca i numeri progressivi di mappa (particelle catastali) con riferimento al numero del foglio e alla posizione all’interno di esso. La posizione è marcata da una lettera dell’alfabeto in base alla divisione di ogni foglio rettangolo in quattro parti (a, b, c, d). Il repertorio ha la funzione di agevolare la ricerca di una particella catastale all’interno della mappa del territorio e di individuarne la posizione.

6 Con una lettera vengono, invece, contraddistinti i beni esenti dall’imposta fondiaria come chiese, cimiteri, monasteri, fortezze.



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I catasti storici di Leno, Milzanello e Porzano

Foglio di mappa con la suddivisione in quattro parti

a

b

c

d

Catasto dei terreni e dei fabbricati Registro costituito da una prima parte, intitolata Tariffa d’estimo, nella quale sono definite la qualità dei terreni 7, la classe di appartenenza e la rendita censuaria espressa in lire austriache. La seconda parte del registro elenca, progressivamente da 1, tutti numeri della mappa considerata. A ogni numero principale ed eventuale numero subalterno, sono associati la lettera iniziale del cognome del possessore accompagnata da un numero arabo, indicante la posizione all’interno dei cognomi della medesima lettera nella rubrica dei possessori. Seguono le indicazioni relative alla qualità e alla classe, come previsto dalla iniziale Tariffa d’estimo, il numero dei gelsi e degli ulivi8 presenti sul terreno considerato, la superficie in pertiche e la rendita censuaria. Rubrica dei possessori Registro nel quale i proprietari di terreni e fabbricati sono descritti in ordine alfabetico, secondo il cognome e il nome scritti per esteso, con riferimento ai fogli in cui si trovano le partite d’estimo ad essi attribuite. L’asterisco, che saltuariamente s’incontra accanto a determinati cognomi, indica la cessazione di possesso da parte di un estimato. Se l’asterisco si trova accanto al numero subalterno indica che la proprietà ha subito una modificazione come può essere accertato consultando il libro delle partite.

7 Alcune qualità di terreni proprie del territorio bresciano indicate nel Catasto austriaco sono: aratorio, orto, pascolo, bosco, palude, zerbo. 8 Nel catasto austriaco i gelsi e gli ulivi costituiscono una rendita censibile.

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Libro delle partite dei possessori Detto nei catasti successivi registro delle partite, nel catasto austriaco il libro è costituito dalle partite d’estimo di ciascun possessore di terreni o fabbricati. Sul libro i possessori sono riportati in ordine alfabetico; a ogni partita sono destinate due pagine speculari del registro. Sulla pagina posta a sinistra - detta carico - si trovano tutti i dati attraverso i quali è possibile individuare l’immobile e il suo proprietario originario. Sono indicati il nome del possessore del bene, l’epoca e la provenienza della proprietà che può essere avvenuta per acquisto, permuta, per eredità o in altro modo. Seguono il numero o i numeri di mappa dell’immobile - con i numeri subalterni -, la qualità e la superficie, se trattasi di terreno, e la rendita in lire austriache. Nella pagina di destra - detta scarico o sgravio - sono indicati, con altrettanti particolari, i passaggi di proprietà ovvero le volture catastali, i cambiamenti avvenuti per vendita, esproprio, frazionamento della proprietà originaria, e la rendita. Nei comuni con territorio di estensioni limitate, che può coincidere con un frazionamento ridotto, il libro delle partite è, generalmente, unico e comprende le partite di tutti i possessori. Nei comuni con territorio più esteso e con proprietà fondiaria maggiormente frazionata, sono stati necessariamente compilati più registri.

Come consultare il catasto austriaco Partendo dalla particella catastale (o numero di mappa), attraverso il repertorio dei numeri di mappa, si individuerà il foglio di mappa e la posizione della particella all’interno di esso; per conoscere tutti gli elementi collegati alla singola particella catastale si dovrà preliminarmente consultare il catasto dei terreni e dei fabbricati (lettera iniziale del cognome del possessore, qualità, classe, superficie, rendita), quindi, la rubrica dei possessori (cognome e nome proprietario e numero partita) e, infine, il libro delle partite dei possessori (origine e passaggi di proprietà).

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Catasto del Regno d’Italia La legge istitutiva del catasto del Regno d’Italia è la Legge 1 marzo 1886 n. 3682 (Legge della perequazione fondiaria). Il primo articolo della legge definisce le caratteristiche del nuovo catasto terreni (NCT) che deve essere geometrico particellare in tutto lo Stato, andando a uniformare i criteri di stima e di misura delle proprietà e, quindi, ad eliminare le differenze, provenienti dai diversi catasti degli stati preunitari. Il lavoro di rilevamento della superficie nazionale durerà ben 70 anni fino al 1956, quando il nuovo catasto terreni (NCT), sostituendo il precedente, entrerà in conservazione cioè nella fase in cui possono essere attuate le operazioni di aggiornamento dei documenti catastali. Il nuovo catasto, secondo l’art. 8 della legge n. 3682, doveva anche essere probatorio, ma ciò non avvenne poiché la stima e la terminazione 9 delle singole particelle catastali avrebbero richiesto operazioni complesse e molto lunghe. Quindi, il catasto italiano è non probatorio, cioè è un documento che non produce effetti giuridici in quanto non è prova dei diritti reali e dei confini rappresentati nelle mappe. Tuttavia, il catasto prevede la produzione di documenti che contengono mezzi di prova dei diritti e dei confini nei quali questi diritti hanno valore. Nelle province in cui non viene attivato in tempi brevi il nuovo catasto terreni, resta in vigore il catasto austriaco almeno fino alla fine del secolo XIX. Nel 1939, viene costituito il nuovo catasto edilizio urbano (NCEU) (RDL 13 aprile 1939 n. 652 convertito nella Legge n. 1249 l’11 agosto dello stesso anno). Esso consente l’accertamento della reale consistenza della proprietà edilizia mediante la valutazione degli immobili del territorio in base a criteri oggettivi, perequando le imposte non più fondate sulle denunce dei proprietari. Nei nuovi catasti italiani, agrario e edilizio urbano, gli immobili, terreni e edifici, esistenti sul territorio dello Stato vengono riportati e classificati in un insieme di tavole e mappe alle quali sono associati i registri delle partite catastali.

9 Con terminazione si intende l’operazione di fissazione dei confini di una proprietà, di apposizione dei te rmini di confini e di redazione di un verbale sottoscritto dalle parti confinanti.

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Va ricordato che l’unità elementare del catasto terreni è costituita dalla particella catastale, mentre quella del catasto edilizio urbano dall’unità immobiliare. Per particella catastale s’intende ciascuna porzione continua di terreno situata in un medesimo comune, appartenente allo stesso proprietario, con una sola qualità o classe ed avente una sola destinazione. Per unità immobiliare si intende ogni parte d’immobile che, nello stato in cui si trova, è di per sé utile e idonea a produrre un reddito proprio. I documenti che costituiscono il catasto del Regno d’Italia sono: la mappa, il repertorio dei numeri di mappa, tavola censuaria, prontuario dei numeri di mappa iscritti nel registro delle partite, il registro delle partite dei possessori. Mappa Nel catasto del Regno d’Italia la presentazione grafica del territorio è attuata secondo il modello della mappa austriaca di grandi dimensioni composta da fogli rettangoli componibili e numerati, ciascuno dei quali riporta una porzione del territorio10. Le mappe catastali sono redatte alla scala 1:2000, gli allegati, che coincidono generalmente con i centri abitati, sono invece alla scala 1:1000. I fogli sono di formato standard cm. 70x100. Repertorio dei numeri di mappa (cfr. Catasto austriaco). Tavola censuaria Registro nel quale sono elencati progressivamente i numeri di mappa con riferimento al foglio in cui tale numero si trova. Per ciascun mappale si definiscono la qualità del terreno, la classe di appartenenza, la superficie in ettari e la rendita imponibile, questa volta, in lire italiane e centesimi. Sono indicati i fabbricati, mediante le specificazioni di urbano, rurale, per il culto, i cimiteri, le strade pubbliche, le sedi tramviarie e ferroviarie. In apertura al registro, come nel precedente Registro catasto dei terreni e fabbricati 10 Per ulteriori notizie cfr. Mappa austriaca.

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austriaco, si trova la tavola delle tariffe d’estimo che indica la qualità e la classe dei diversi terreni e l’ammontare della tariffa d’estimo11 calcolata sull’unità di superficie ettaro. Nelle Avvertenze alla tavola censuaria viene precisata la misura agraria di superficie utilizzata nel territorio considerato. In area bresciana la misura agraria è rappresentata dal piò bresciano equivalente a ettari 0,3255, mentre l’ettaro equivale a misure locali 3, tavole 7. Prontuario dei numeri di mappa iscritti nel Registro delle partite Registro su modello prestampato che elenca progressivamente i numeri di mappa - con i numeri subalterni - con riferimento alle partite catastali sull’omonimo registro, indicate in successione, a partire dalla prima, quella riferibile all’impianto del registro, a quelle risultanti dopo ogni singola voltura catastale (trasporto d’estimo). Registro delle partite dei possessori Detto nel catasto austriaco libro delle partite, nel catasto del Regno d’Italia il registro è costituito dalle partite d’estimo di ciascun possessore di terreni o fabbricati. A ogni partita sono destinate due pagine speculari del registro. Sulla pagina posta a sinistra - detta carico - si trovano tutti i dati attraverso i quali è possibile individuare l’immobile e il suo proprietario originario. Sono indicati il nome del possessore del bene, l’epoca e la provenienza della proprietà che può essere avvenuta per acquisto, permuta, atto divisionale di eredità o in altro modo. Seguono il numero o i numeri di mappa - con i numeri subalterni -, la qualità e la superficie del terreno e la rendita in lire italiane. Nella pagina di destra - detta scarico - sono indicati, con altrettanti particolari, i passaggi di proprietà ovvero le volture catastali, i cambiamenti avvenuti nella proprietà originaria e la rendita.

11 La tariffa d’estimo esprime la rendita imponibile di un ettaro per ciascuna qualità e classe. E’ quella parte del prodotto totale del fondo che rimane al proprietario, netta dalle spese e perdite.

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I catasti storici di Leno, Milzanello e Porzano

Come consultare il catasto del Regno d’Italia Partendo dalla particella catastale (o numero di mappa), attraverso il repertorio dei numeri di mappa, si individuerà il foglio di mappa e la posizione della particella all’interno di esso; per conoscere tutti gli elementi collegati alla singola particella catastale si dovranno consultare la tavola censuaria (qualità, classe, superficie e rendita) e, separatamente , il prontuario dei numeri di mappa (numero di partita) e, infine, il registro delle partite dei possessori (origine e passaggi di proprietà).

Cronologia delle principali disposizioni sul catasto dal Regno d’Italia 1886 - Legge 1.3.1886 n. 3682. Legge della perequazione fondiaria (o Legge Messedaglia dal nome del regio commissario). I comuni italiani debbono uniformarsi al catasto geometrico particellare; viene istituito ufficialmente il catasto terreni e il catasto edilizio urbano. 1887 - Viene istituita la Commissione censuaria centrale presso il Ministero delle finanze. 1923 - R.D. 7.1.1923 Vengono fissate le tariffe d’estimo dalla commissione censuaria centrale. 1931 - R.D. 8.10.1572 Approvazione del testo unico delle leggi sul nuovo catasto. 1936 - Gli Uffici tecnici erariali (UTE) sostituiscono gli Uffici tecnici di finanza; gli Uffici tecnici erariali, con giurisdizione provinciale, sono incaricati della gestione delle registrazioni catastali (conservazione del catasto). 1938 - R.D. 8.12.1938, n. 2153 Regolamento per la conservazione del catasto terreni. 1939 - RDL 13 aprile 1939, n. 652 Accertamento generale dei fabbricati urbani; rivalutazione del relativo reddito e formazione del Nuovo catasto edilizio urbano (NCEU). 1939 - L. 11 agosto 1939, n. 1249 Istituzione del catasto fabbricati (modificata dal D.L. 8.4.1948, n. 514). 1949 - DPR 1 dicembre 1949 n. 1142 Approvazione del regolamento per la formazione del Nuovo catasto edilizio urbano.

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1961 - DM 4 dicembre 1961 Entrata in vigore del Nuovo catasto edilizio urbano a partire dal 1 gennaio 1962. 1994 - DM. 19 aprile 1994 n. 701 Regolamento recante norme per l'automazione delle procedure di aggiornamento degli archivi catastali e delle conservatorie dei registri immobiliari. 1999 - Decreto Legislativo n. 300 del 30 luglio 1999 Istituzione dell’Agenzia del territorio (operativa dal 1 gennaio 2001).

Misure locali lineari Cavezzo o pertica bresciana = braccia 6 = m. 2,852 Canna agrimensoria = unità di misura lineare corrispondente a 2 metri circa (usata nel catasto napoleonico). Misure locali di superfic ie Piò bresciano = m² 3.255: il piò bresciano è uguale a 100 tavole quadrate e 400 tavole quadrate (cavezzi quadrati). Tavola quadrata = m² 32,55; la tavola è uguale a 4 cavezzi quadrati. Cavezzo quadrato (o pertica quadrata) = m² 8,1375. ***

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Mappa (fogli 52)

Sommarione

Tavola censuaria

CATASTO DEL REGNO D’ITALIA

Registri delle partite dei possessori (non digitalzzato)

Prontuario dei numeri di mappa

Libri delle partite dei possessori

Rubrica dei possessori

Catasto dei terreni e dei fabbricati

CATASTO AUSTRIACO

Mappa (foglio 245 e 246)

CATASTO NAPOLEONICO

Mappa (fogli 52+6 fogli lustrazioni)

Repertorio dei numeri di mappa (mancante)

COMUNE DI LENO

ORGANIGRAMMI DEI CATASTI STORICI


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Libro delle partite dei possessori dei terreni

Piano organico della Roggia Seriolazza

Comprensorio I Mappa della Roggia Seriolazza (fogli tredici)

Libro delle partite dei possessori dei terreni

Estratti dei possessori dei terreni

Comprensorio II Mappa della Roggi a Naviglio (fogli tre)

CATASTO ACQUE Ing. Giovanni Barbera, 1847-1849

COMUNE DI LENO

Libro delle partite dei possessori dei terreni

Estratti dei possessori dei terreni

Comprensorio III Mappa della Roggia Benvenuta (fogli due)

Libro delle partite dei possessori dei terreni

Comprensorio IV Mappa della Roggia Bassina (fogli 2 mancanti)


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Mappa (fogli 14)

Mappa (foglio uno)

Repertorio dei numeri di mappa

Tavola censuaria

CATASTO DEL REGNO D’ITALIA

Registro delle partite dei possessori (non digitalzzato)

Prontuario dei numeri di mappa

Libro delle partite dei possessori

Rubrica dei possessori

Catasto dei terreni e dei fabbricati

CATASTO AUSTRIACO

Sommarione

CATASTO NAPOLEONICO

Mappa (fogli 15+10 fogli lustrazioni)

Repertorio dei numeri di mappa

COMUNE DI MILZANELLO


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Mappa (fogli 17)

Sommarione

Tavola censuaria

CATASTO DEL REGNO D’ITALIA 1898

Registro delle partite dei possessori

Prontuario dei numeri di mappa

Libro delle partite dei possessori

Rubrica dei possessori

Catasto dei terreni e dei fabbricati

CATASTO AUSTRIACO

Mappa (foglio uno)

CATASTO NAPOLEONICO

Mappa (fogli 17+4 fogli lustrazioni)

Repertorio dei numeri di mappa

COMUNE DI PORZANO


I catasti storici di Leno, Milzanello e Porzano

I catasti del Comune di Leno Nel DVD trovi:  Catasto napoleonico: - mappa (i due fogli), - sommarione (testo completo).  Catasto austriaco: - mappa e fogli delle lustrazioni, - registro catasto terreni e fabbricati (testo completo), - rubrica dei possessori (testo completo), - libro delle partite dei possessori (coperta esterna e dorso, due pagine interne).  Catasto del Regno d’Italia: - mappa in duplice copia, - tavola censuaria (testo completo), - prontuario dei numeri di mappa (testo completo).

Catasto napoleonico Il catasto napoleonico del Comune di Leno con Castelletto è costituito da due fogli di mappa (mappa 1 e mappa 2) e da un sommarione di 101 pagine1. Questi documenti sono conservati presso l’Archivio di Stato di Brescia (mappe n. inv. 245 - 246, sommarione n. inv. 1252). I due fogli di mappa, entrambi rinforzati sul dorso con tela, misurano cm. 63x112 (n. 245) e cm. 95x139 (n. 246) e rappresentano rispettivamente: il primo il centro abitato di Leno, la frazione Castelletto, le cascine (se ne contano oltre 50) e altri immobili, alla scala di canne 150 di metri 2 cadauna alla proporzione di 1:2000, e il secondo l’intero territorio comunale, alla scala di canne 500 di metri 2 cadauna alla proporzione di 1:8000. Entrambi i fogli riportano, nella parte sinistra in basso, la dicitura, “concorda la presente colla Mappa esistente presso l’I. R. Amministrazione Generale del Censo, ing.re Gaetano Gallarati ff. di capo dei disegnatori del suddetto ufficio”. E più sotto, in prossimità del bordo inferiore “Riveduta dal disegnatore Gaetano Pizzagalli”. Sui due fogli di mappa compaiono altre sottoscrizioni e diverse date: le prime del 192 e 213 novembre 18174, sottoscritte dal disegnatore Carlo Moreo (i colori sono a cura di Meazza); la seconda del 2 aprile 1819 sottoscritta da Vincenzo 1 P. 101 non num. 2 Mappa n. 246. 3 Mappa n. 245. 4 Va qui osservato, come dalla mappa napoleonica originale del 1807 - conservata presso l’Archivio di Stato di Milano siano state compilate queste copie del 1817, in coincidenza con la trasformazione in comuni autonomi delle frazioni di Porzano e Milzanello precedentemente aggregate a Leno. Ciò spiega la sottoscrizione della I. R. Amministrazione del censo.

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Brunetti, direttore generale dell’I.R. Amministrazione del censo con sede a Milano. Segue la data della revisione per entrambi i fogli del 9 gennaio 1823. Dunque, il foglio di mappa 246 rappresenta l’intero territorio comunale. I confini con i comuni di Porzano, Manerbio, Milzanello, Pavone, Gottolengo, Ghedi sono posti in risalto da una coloritura sfumata. Nello spazio interno sono visibili gli appezzamenti coltivati, di colore verde tenue, e le risaie quasi interamente azzurre, entrambi innervati dal reticolo idrico. Le terre incolte e aride sono di un colore ocra chiaro appena accennato. Gli edifici sia del centro abitato sia sparsi presentano una coloritura rosa acceso. Sul foglio n. 245, sono rappresentati il centro abitato di Leno che spicca al centro del foglio, la frazione Castelletto disegnata, invece, in prossimità della metà del margine destro. Nello spazio del foglio rimasto vuoto sono tracciati edifici e cascine, contraddistinti ciascuno dai propri numeri di mappa. Si notano discrepanze, con la successiva mappa austriaca, nella definizione di alcuni toponimi come Bavarini poi Boarini, Mirabello poi Mirabella, ecc. Alcuni edifici sono tracciati più di una volta. Ciò si spiega con le variazioni intercorse tra la prima stesura, i successivi aggiornamenti e la redazione definitiva della mappa. I toponimi rilevati sono: Colombara, Favorita, Terzi, Capriola, Lovera, Bavarini (Boarini), Pozzolo, Bredavico, Ronchi, Fenil Da Monte, Cicogna, Guzzafarre, Scurola (Scovola?), Salvadonega, Fenili, Tomba, Bariane, Lame, Fenil Novo, Scarione, Torre, Rampino, Scarione, Bredadoli, Comuna, Casino, Morosine, Medaglia, Pluda, S. Nazzaro, Palvasecca (Salvasecca), Casella, Squadretto, Chizzole, Mingarda, Castelletto, Soù, Costa, Cucca, Cucchetta, Comé, Dossi, Mirabello (Mirabella), Olmetto, Casteguercio, Aquila, Lance, Molino, Albarotto, Formola, Barona, Disciplina, Cassina Ronchi, Ronchi vecchi, Ajanina, Subagro, Fenile, Bozzone, Bogalej, Cassina Bonfadina, Menaglia, Cassina Rescato, Boiane, Pise, Tavaglia, Madonna del Musago (Massago), Madonna di Caravaggio. Il sommarione, sempre sottoscritto dal direttore generale Vincenzo Brunetti, è datato 12 marzo 1819. Il registro, copia conforme del sommarione originale5, è opera di Frigerio e Cereda. Esso dà conto di 3644 numeri di mappa del comune censuario. Sulla pagina iniziale del registro, un’annotazione avverte che la numerazione progressiva delle particelle catastali è interrotta in più punti secondo la disposizione governativa del 22 maggio 1816 n. 2515, in base alla quale tornano ad essere autonomi i comuni di Porzano e Milzanello prima aggregati a Leno6. In fine al registro, si trova cucito l’allegato con titolo Qualità dei terreni del Comune censuario di Leno compilato dall’ingegnere comunale Pietro Pavia nel 25 settembre 1826.

5 Conservato presso l’Archivio di Stato di Milano. 6 Quindi, i numeri di mappa di Leno sono in numero assai inferiore per effetto della soppressione di alcune centinaia di numeri di pertinenza dopo il 1816 ai territori di comunali di Porzano e Milzanello.

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Dalla consultazione del sommarione si ricavano gli edifici di culto, chiese, cappelle, oratori e i cimiteri, non soggetti a imposta, che sono contrassegnati da lettere7: G Oratorio di S. Francesco di Carlo Duranti; H Chiesa parrocchiale di S. Salvatore (Castelletto); I Cimitero (Castelletto); L Casa del parroco (Castelletto); M Chiesa nuova al Castelletto ai Fenili incominciata; N Piazzale della detta chiesa; O Chiesa della Madonna del Massago del Comune di Leno; P Chiesa di S. Orsola delle Madri Orsoline; Q Chiesa parrocchiale dei S.S. Pietro e Paolo; R Cimitero; S Casa parrocchiale; T simile; V Oratorio dei S.S. Nazzaro e Celso del Comune di Leno; X Cappella intitolata Madonna di Caravaggio; Y Oratorio di S. Gaetano di Giacomo Ghio. Z (area indicata sulla mappa e non sul sommarione). Identificabile con l’area tra la chiesa parrocchiale di Leno, la casa comunale e la soppressa Disciplina di S. Maria del Suffragio e Santi Filippo e Giacomo (n. 2626).

Catasto austriaco Del catasto austriaco sono conservati nell’archivio comunale: la mappa, la rubrica e i libri delle partite dei possessori. Presso l’Archivio di Stato di Brescia si trova, invece, il registro/catasto dei terreni e dei fabbricati (n. inv. 1017). La mappa austriaca si compone di 50 fogli originari alla scala 1:2000 (territorio) + i fogli 51 e 52 alla scala 1:1000 (centro urbano) + 6 fogli delle lustrazioni dal 1853 al 1903. I fogli di mappa della serie, definita I copia8, sono contrassegnati dal timbro a secco del Collegio dei periti e rinforzati con tela scura sul dorso. I fogli 51 e 52 (allegato A) riproducono in due parti componibili l’abitato di Leno. Le cascine e i diversi edifici sparsi sul territorio comunale, che nel catasto napoleonico erano concentrati nella mappa napoleonica n. 245, qui sono ritrovabili in fogli diversi e più precisamente a: 7 Mancano sul sommarione di Leno gli edifici contraddistinti con le lettere dalla A alla F. Si può supporre che questi siano identificabili con: canonica, chiesa parrocchiale e cimitero di Porzano (sulla mappa di Porzano A, B, C) e, analogamente, di Milzanello (sulla mappa di Milzanello A, B, C). La compilazione del sommarione di Leno avvenne, perciò, prima della data 1816, con inclusi gli edifici di culto e cimiteri di Porzano e Milzanello. La stesura della copia del sommarione del 1819, che tiene conto dei numeri di mappa ormai esclusi dal territorio di Leno perché aggregati ai due comuni, non corregge l’identificazione degli edifici di culto riprendendo dalla lettera A, perché ciò avrebbe comportato anche la modifica degli stessi sulla mappa. 8 Alla serie originaria I copia mancano il quadro d’unione e 11 fogli che sono stati integrati con le immagini delle copie coeve conservate presso l’Archivio di Stato di Brescia (fogli 1, 5, 10, 11, 12, 14, 15, 23, 32, 38, 50).

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foglio 2: Fenili del Castelletto, Forni, Scovola. foglio 3: Disciplina. foglio 4: Colombera, Favorita. foglio 8: Fenile nuovo, Fenile Rampini, Menaglia. foglio 9: Fenile Damonti, Bogalei. foglio 14: Chizzola, Aquila, Fenile nuovo di Mirabella. foglio 15: Zappaglia, Mirabella. foglio 17: Formola, Mulino nuovo. foglio 21: Pinarda, Pozzolo, Morandino. foglio 22: Mingarda (+ Camposanto). foglio 23: Albarotto, Fenile Bozzoni. foglio 24: Costa, Capirola. foglio 26: Bredadale. foglio 27: Sobagno, Tomba. foglio 28: Scariona, Bredavico di sopra. foglio 29: Barone di sopra, Barone di sotto, Picca, Bonfadina, Fenile Torio. foglio 30: Colombara, Silva Dominica, Pluda, Lovatello, S. Nazzaro. foglio 32: Olmo, Olmetto. foglio 33: Lame di sopra, Lame di sotto, Bredavico di sotto. foglio 34: Bariane, Rescatto, Ronchi nuovi, ComĂŠ, Gajetani. foglio 35: Pojane. foglio 37: Torre di sopra, Torre di sotto, Salvasecca. foglio 38: Fenili Dossi, Palazzina, Castelletto. foglio 39: Fenili Dossi, Medaglia, Cucca, Cucchetta (all. D, foglio 1). foglio 40: Boarini. foglio 43: Fenili del Castelletto (all. C, foglio 2), Squadretto (all. B, foglio 1). foglio 44: Pasino, Ronchi vecchi, Madonna del Macciago (Massago), Mazzaga. foglio 45: Fenile nuovo, Ronchi vecchi, Castello Guercio. foglio 47: Casella. foglio 48: Fenile Terzi, Tanina. foglio 49: Morosine.

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I beni esclusi dall’estimo sono contrassegnati con lettere; questi sono riuniti in una pagina sul registro catasto:

Catasto del Regno d’Italia Del catasto del Regno d’Italia nell’archivio comunale sono conservati: tre serie di fogli di mappa numerati 1-52 e i registri9 . I fogli delle tre serie presentano caratteristiche differenti e annotazioni a matita. Più precisamente: - serie completa (1-50 + 51-52) priva del quadro d’unione; fogli con aggiornamenti dal 1920 al 1937 (collocata presso gli uffici dell’area tecnica);

9 I registri delle partite dei possessori non sono rappresentati da alcuna immagine.

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serie con quadro d’unione priva di annotazioni cronologiche; fogli logorati dall’uso e con lacune in corrispondenza dei bordi; fogli mancanti 17 e 45; - serie con quadro d’unione priva di annotazioni cronologiche; fogli con rinforzo dorsale in tela bianca; fogli mancanti 2, 3, 4, 5, 10, 11, 12, 16, 44, 45. Il prontuario dei numeri di mappa (n. inv. VR 133) e la tavola censuaria (n. inv. VR 132) che qui sono stati digitalizzati fanno parte delle serie conservate presso l’Archivio di Stato di Brescia. La tavola censuaria e il prontuario presentano numerose appendici delle variazioni occorse dall’attivazione del 1909 fino al 1953. -

Mappa del territorio comunale 1836-1840 Si segnala, qui, la mappa del territorio acquistata dal Comune di Leno nel 200010. Prima restaurato e, di seguito, incorniciato, il prezioso documento si trova attualmente allocato presso gli uffici comunali dell’Area tecnica. La mappa è su carta, misura cm. 125x195 e riporta il titolo “Mappa censuaria del Comune di Leno, Distretto XIII. Provincia di Brescia”. Si tratta della litografia, marcata n. 2256, della mappa eseguita secondo la rettificazione lombardo-veneta, pei terreni, nel 1836-1840 e, pei fabbricati, nel 1840. Vi è rappresentato, al centro del foglio, l’intero territorio comunale; nelle aree del foglio rimaste libere si trovano, nella parte superiore sinistra, il modello d’unione dei fogli rettangoli costituenti la mappa medesima, e, tutt’intorno, gli allegati dei fabbricati soggetti a rettifica. Gli allegati sono contrassegnati da numeri romani e sono: I Zappaglia II Morandino III Olmetto IV Castelletto V Madonna del Macciago (Massago) VI Fenile Terzi VII Ronchi Vecchi VIII Castello Guercio IX Cucca e Cucchetta X Fenile Dossi. ***

10 Questa mappa non è presente nel DVD.

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I catasti del Comune di Milzanello Nel DVD trovi:  Catasto napoleonico: - mappa, - sommarione (testo completo).  Catasto austriaco: - mappa e fogli delle lustrazioni, - registro catasto terreni e fabbricati (testo completo), - rubrica dei possessori (testo completo), - libro delle partite dei possessori (coperta esterna e dorso, frontespizio e due pagine interne).  Catasto del Regno d’Italia: - mappa in duplice copia, - tavola censuaria (testo completo), - prontuario dei numeri di mappa (testo completo). Catasto napoleonico Il catasto napoleonico del Comune di Milzanello è costituito da un foglio di mappa e da un sommarione comprendente 19 pagine1. Entrambi sono conservati presso l’Archivio di Stato di Brescia (mappa n. inv. 292, sommarione n. inv. 1264). La mappa misura cm. 60,5x101, è rinforzata sul dorso con tela e presenta quattro coloriture: l’azzurro per fiumi e reticolo idrico, il verde per boschi e colture, il rosa acceso per edifici e l’ocra per terre incolte e per linee di confine. La mappa riporta, nella parte sinistra in basso, la dicitura, “concorda la presente colla Mappa esistente presso l’I. R. Amministrazione Generale del Censo, ing.re Gaetano Gallarati ff. di capo dei disegnatori del suddetto ufficio”. E più sotto, in prossimità del bordo inferiore “Riveduta Giuseppe Savini perito geometra”. Sulla mappa compaiono altre sottoscrizioni e diverse date: la prima del 11 settembre 18172, è con sottoscrizione del disegnatore Carlo Moreo (con colori a cura di Meazza); la seconda del 3 aprile 1819 con sottoscrizione di Vincenzo Brunetti, direttore generale dell’I.R. Amministrazione del censo con sede a Milano. Segue una revisione della mappa del 9 gennaio 1823. La parte centrale e superiore della mappa è occupata dal disegno del territorio comunale alla scala di canne 500 di metri 2 cadauna alla proporzione di 1:8000; nella parte inferiore è disegnato, alla scala di canne 110 di metri 2 1 Pag. compless. 19: p. 2 iniz. non num., poi p. 1-15 num. orig., poi p. 2 fin. non num. 2 Va qui osservato, come dalla mappa napoleonica originale del 1807 - conservata presso l’Archivio di Stato di Milano sia stata compilata questa mappa del 1817, in coincidenza con la trasformazione in comuni autonomi delle frazioni di Porzano e Milzanello precedentemente aggregate a Leno. Ciò spiega la sottoscrizione della I. R. Amministrazione del censo.

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cadauna alla proporzione di 1:2000, l’abitato di Milzanello e le cascine sparse: Colombara, Moltizza, Torchio Cereto, Cascina Ceretto, Caccolupo (poi Capolupo), Palazzo, Torchio Ceretto. Con le lettere A, B, C sono indicati rispettivamente la canonica e corte, la chiesa parrocchiale e il cimitero. Il sommarione, sempre sottoscritto dal direttore generale Vincenzo Brunetti, è datato 12 marzo 1819. Il registro, copia conforme del sommarione originale3, è opera di Frigerio e Cereda. Esso dà conto dei 244 numeri di mappa del comune censuario. Catasto austriaco Tutti i documenti che costituiscono il catasto austriaco sono conservati, oltreché presso l’Archivio di Stato di Brescia, anche nell’archivio comunale: la mappa con il repertorio dei numeri di mappa, nonché il registro/catasto dei terreni e dei fabbricati, il libro delle partite e la rubrica dei possessori. si compone di 154 fogli originari alla scala 1:2000 più 10 fogli delle lustrazioni dal 1853 al 1888. I fogli di mappa della serie definita I copia sono rinforzati in tela scura sul dorso e contrassegnati dal timbro a secco del Collegio dei periti. Al foglio 2 relativo al centro abitato (all. A, scala 1:1000) si osserva ben delineato il percorso delle seriola Uggera; sui restanti fogli sono visibili tratti del fiume Mella e la roggia Molone (non navigabile). Non sono segnate contrade ma soltanto le strade comunali per Castelletto, per Pavone e per Manerbio, consorziali della Bagatta e della Fabbrica, del Cereto e la strada per Leno Contrassegnata con la lettera B la Chiesa parrocchiale di S. Michele (foglio 2) e con A il cimitero (foglio 10). Sugli altri fogli di mappa sono visibili le cascine, già indicate sulla mappa napoleonica: foglio 4: Torchio Cereto, Cereto con torchio nuovo, Fabbrica nuova. foglio 7: Moltizza. foglio 10: Palazzo e Fabbrica. foglio 12: Colombara. foglio 13: Capolupo. Catasto del Regno d’Italia Del catasto del Regno d’Italia sono conservati nell’archivio comunale: due serie di fogli di mappa numerati 1-14, corredati di quadro d’unione e repertorio dei numeri di mappa, e i registri.5 Una delle due serie di fogli è datata 1907. 3 Conservato presso l’Archivio di Stato di Milano. 4 La serie delle mappe denominata I copia comprende 15 fogli, mentre le successive serie ne comprendono 14. Il n. 15 rappresenta l’estremo confine con il Comune di Pavone che negli altri gruppi di mappe si riscontra nel foglio n. 13. 5 Il registro delle partite dei possessori non è rappresentato da alcuna immagine.

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Il prontuario dei numeri di mappa (n. inv. VR 182) e la tavola censuaria (n. inv. VR 181), che sono stati interamente digitalizzati, fanno parte delle serie conservate presso l’Archivio di Stato di Brescia. La tavola censuaria e il prontuario presentano numerose appendici delle variazioni occorse dall’attivazione del 1909 fino al 1953. ***

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I catasti del Comune di Porzano Nel DVD trovi:  Catasto napoleonico: - mappa, - sommarione (testo completo).  Catasto austriaco: - mappa in duplice copia e i fogli delle lustrazioni, - registro catasto terreni e fabbricati (testo completo), - rubrica dei possessori (testo completo), - libro delle partite dei possessori (coperta esterna e dorso, frontespizio e due pagine interne).

 Catasto del Regno d’Italia: - mappa, - prontuario dei numeri di mappa (testo completo), - tavola censuaria (testo completo), - registro delle partite dei possessori (frontespizio e alcune pagine interne).

Catasto napoleonico Il catasto napoleonico del Comune di Porzano è costituito da un foglio di mappa e da un sommarione comprendente 21 pagine1. Entrambi sono conservati presso l’Archivio di Stato di Brescia (mappa n. inv. 383, sommarione n. inv. 1282). La mappa misura cm. 100x62, è rinforzata sul dorso con tela e presenta quattro coloriture: l’azzurro per fiumi e reticolo idrico, il verde per boschi e colture, il rosa acceso per edifici e l’ocra per terre incolte e per linee di confine. La mappa riporta, nella parte sinistra in basso, riporta la dicitura, “concorda la presente colla Mappa esistente presso l’I. R. Amministrazione Generale del Censo, ing.re Gaetano Gallarati ff. di capo dei disegnatori del suddetto ufficio”. E più sotto, in prossimità del bordo inferiore “Riveduta dal disegnatore Gaetano Pizzagalli”. Sulla mappa compaiono altre sottoscrizioni e diverse date: la prima del 18 dicembre 18172 è con sottoscrizione del disegnatore Carlo Moreo (con colori a cura di Meazza); la seconda del 2 aprile 1819 con sottoscrizione di Vincenzo 1 P. 21 non num. 2 Va qui osservato, come dalla mappa napoleonica originale del 1807 - conservata presso l’Archivio di Stato di Milano sia stata compilata questa mappa del 1817, in coincidenza con la trasformazione in comuni autonomi delle frazioni di Porzano e Milzanello precedentemente aggregate a Leno. Ciò spiega la sottoscrizione della I. R. Amministrazione del censo.

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Brunetti, direttore generale dell’I.R. Amministrazione del censo con sede a Milano. Segue una revisione della mappa del 9 gennaio 1823. La parte prevalente della mappa è occupata dal disegno del territorio comunale alla scala di canne 500 di metri 2 cadauna alla proporzione di 1 a 8000; nella parte di sinistra è disegnato, alla scala di canne 100 di metri 2 cadauna alla proporzione di 1 a 2000, l’abitato di Porzano e le cascine sparse: Mulino, Noce, Pedronca, Caselle, Mortaro, Albiano, Fornasette, Uggera, Perseghera, Fenil nuovo, Pometto, Macaria, Baitone, Colombara, Betina, Madonna della Stal(l)a. Con le lettere A, B, C sono indicati rispettivamente la canonica e corte, la chiesa parrocchiale e il cimitero. Il sommarione, sempre sottoscritto dal direttore generale Vincenzo Brunetti, è datato 12 marzo 1819. Il registro, copia conforme del sommarione originale3, è opera di Frigerio e Cereda. Esso dà conto dei 512 numeri di mappa del comune censuario. Catasto austriaco Tutti i documenti che costituiscono il catasto austriaco sono conservati, oltreché presso l’Archivio di Stato di Brescia, anche nell’archivio comunale. Vi sono la mappa in due copie (serie 1 e I copia), il registro/catasto dei terreni e dei fabbricati, il libro delle partite e la rubrica dei possessori. La mappa austriaca è composta da 17 fogli originari alla scala 1:2000 più 4 fogli delle lustrazioni dal 1878 al 1898. I fogli di mappa della serie definita I copia, sono rinforzati in tela scura sul dorso e contrassegnati dal timbro a secco del Collegio dei periti; inoltre, la serie è corredata dal proprio quadro d’unione dei fogli e dal repertorio dei numeri di mappa. Al foglio n. 1 relativo al centro abitato (all. A) si osservano ben delineati i percorsi delle seriole Uggera, Mulina e Ghio che circondano l’abitato. Inoltre, si distinguono le contrade della Rocca e del Paradiso e le strade comunali per Bagnolo e per Manerbio, le consorziali delle Lame e di Torbiato. Contrassegnati dalle lettere B e C si notano la chiesa parrocchiale di S. Martino e l’attiguo cimitero. Sugli altri fogli di mappa si segnalano le cascine: foglio 6: Bellina. foglio 7: Perseghera, Pometto, Mortaro, Feni le nuovo, Molino. foglio 8: Caselle. foglio 11: Baitone. foglio 12: Fenile Uggera, Fornasetta, Madonna della Stella (Stalla). foglio 13: Pedronca, Noce. foglio 16: Colombara.

3 Conservato presso l’Archivio di Stato di Milano.

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Catasto del Regno d’Italia Del catasto del Regno d’Italia sono conservati nell’archivio comunale: i registri e la mappa in due serie di 17 fogli ciascuna. Nella prima serie i fogli sono rinforzati sul dorso in tela bianca e provvisti del quadro d’unione. Nella seconda serie i 17 fogli, privi del quadro d’unione, presentano aggiornamenti dal 1929 al 1934. Il prontuario dei numeri di mappa (n. inv. VR 221) e la tavola censuaria (n. inv. VR 220) che sono stati digitalizzati fanno parte delle serie conservate presso l’Archivio di Stato di Brescia. Le immagini del registro delle partite appartengono, invece, al registro conservato nell’archivio comunale. La tavola censuaria e il prontuario presentano numerose appendici delle variazioni occorse dall’attivazione del 1909 fino al 1953. ***

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Il catasto acque di Leno Nel DVD trovi:  Mappe (tutti i fogli di mappa dei comprensori),  Piano organico dei vasi costituenti il Comprensorio I Seriola Seriolazza (testo completo),  Libri delle partite dei possessori dei terreni (di ogni registro: coperta esterna, frontespizio e due pagine interne),  Estratti dei possessori dei terreni (un foglio del Comprensorio II Naviglio e un foglio Comprensorio III Benvenuta.

Della formazione del catasto delle acque del territorio comunale venne incaricato l’ingegnere nob. Giovanni Barbera nel 1840. Oggi, un ricco carteggio documenta le relazioni intercorse tra il Comune e l’I.R. Delegazione di Brescia per la gestione delle acque comunali e il progetto di vendita enfiteutica delle stesse nonché l’incarico per la redazione del catasto e l’attività svolta dall’ing. Giovanni Barbera.1 Il progetto di catasticazione delle acque, che vide impegnato l’ingegnere Barbera per alcuni anni, prevedeva un complesso lavoro di rilevamento del percorso dei vasi irrigui di proprietà comunale e dei manufatti giacenti lungo questi vasi, la compilazione di mappe e di registri. I diversi documenti costituenti il Catasto acque, sono tutti conservati nell’archivio storico comunale2. Alcuni documenti sono andati perduti come indicato nella tabella in chiusura a questa nota. Oltre alle mappe, vi sono i quattro libri partitari, gli estratti dei possessori dei terreni e il piano organico della Roggia Seriolazza.

1. Mappe dei quattro comprensori I fogli di mappa disegnati dall’ing. Barbera sono su carta e misurano ciascuno cm. 70x52. Essi si riferiscono ai singoli comprensori irrigui e comprendono sia la rappresentazione del territorio pertinente ai comprensori sia i disegni dei particolari idraulici, come partitori, bocche, ponti. Sulle mappe, dette generali, è tracciato il reticolo delle particelle catastali e gli appezzamenti colorati di verde, rosa e ocra che distinguono i coltivati dagli incolti. I particolari, resi in scala diversa rispetto alla mappa del territorio interessato dai comprensori, presentano coloriture in acquarello intense: di rosa carico sono tratteggiati i manufatti come partitori, ponti, chiaviche e gli edifici come cascine e mulini, di verde smeraldo l’acqua, di ocra le strade e i canaloni fiancheggianti i vasi. Le mappe giunte fino a noi sono: Comprensorio I Seriolazza: 13 fogli componibili (serie completa); Comprensorio II Naviglio: 3 fogli componibili (serie completa); Comprensorio III Benvenuta: 2 fogli componibili (serie completa); 1 Cfr. Archivio comunale di Leno (ACLeno). Sezione Acque comunali, b. 18 fascicolo 3 Vendita enfiteutica delle acque comunali, 1835-1850. 2 Cfr. Archivio comunale di Leno (ACLeno). Sezione Acque comunali.

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Comprensorio IV Bassina: 2 fogli (ora mancanti).

2. Piano organico dei comprensori irrigui Si è conservato soltanto il Piano organico dei vasi costituenti il Comprensorio I Seriolazza in una copia dattiloscritta degli anni ’30 del Novecento. Il documento contiene la descrizione del reticolo idrico del comprensorio con riferimenti storici ai titoli di proprietà delle sorgenti e dei vasi. L’esposizione minuziosa e precisa fa riferimento ai fogli di mappa, a fontane, sorgenti, bocche, ponte, manufatti.

3. Libri delle partite dei possessori dei terreni I libri sono quattro, uno per ciascun comprensorio. Ciascun libro riporta sul frontespizio l’elenco delle cosiddette utenze figliali ovvero dei diversi vasi alimentati dalla roggia che dà il nome al comprensorio. Su ciascun registro sono riportate secondo un numero progressivo le ditte intestatarie delle partite debitorie. Alla singola ditta sono riservate due pagine speculari, o porzioni di esse, sulle quali sono riportati in ordine alfabetico, a sinistra, il cognome e il nome del possessore di terreni, il numero o i numeri di mappa di pertinenza dello stesso, il numero delle ore d’acqua assegnate, distinte in ore delle utenze parziali e del comprensorio generale, e il canone annuo d’affitto dell’acqua. La pagina di destra, generalmente non compilata, è predisposta per lo sgravio della partita originaria nei casi di cambio di proprietà. I registri non presentano aggiornamenti.

4. Estratti dei possessori dei terreni Gli estratti dei possessori giunti fino a noi si riferiscono al Comprensorio II Naviglio (fogli 1-107) e al Comprensorio III Benvenuta (fogli 1-125). Si tratta di schede/fogli sulle quali si trovano notizie dettagliate riguardanti i singoli appezzamenti soggetti a irrigazione. Le schede sono su modello prestampato e sono numerate a partire da 1 per ogni comprensorio, mantenendo ciascuna il medesimo numero assegnato al possessore nel libro delle partite. I dati riportati nelle colonne predisposte sul foglio sono: il nome del vaso irriguo detto di utenza figliale rispetto al vaso principale che coincide con il nome del comprensorio - , il numero o i numeri di mappa del terreno, la qualità del terreno (prato, vitato, arativo, ecc.), la superficie espressa in pertiche censuarie. A seguire sono indicati la data e l’orario di inizio e termine dell’irrigazione, espressi in giorno, mese, ora e parte del giorno (mattina o pomeriggio), il numero delle ore d’acqua assegnate, distinte in ore delle utenze parziali e del comprensorio generale, e, infine, il canone annuo d’affitto dell’acqua. Ogni foglio/estratto è sottoscritto dall’ing. Giovanni Barbera e dal proprietario del terreno.

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I catasti storici di Leno, Milzanello e Porzano

Tabella riassuntiva

Catasto acque comunali documenti presenti documenti mancanti

_______________________________________________________________ 1. Mappe dei quattro comprensori

I Seriolazza II Naviglio III Benvenuta IV Bassina

2. Piani organici dei comprensori irrigui I Seriolazza II Naviglio III Benvenuta IV Bassina 3. Libri delle partite dei possessori

I Seriolazza II Naviglio III Benvenuta IV Bassina

4. Estratti dei possessori dei terreni

I Seriolazza II Naviglio III Benvenuta

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IV Bassina


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Seriole e contrade comunali Mappa della seriola Molina La mappa presenta il percorso della seriola Molina - come recita il titolo dall’origine “...dalla strada che da Bagnolo porta a Ghedi con tutti i vasi confluenti e defluenti. Il primo vaso della Molina in territorio di Bagnolo è denominato Fontana Lunga e, di seguito, vaso Cerca. In territorio di Leno troviamo il vaso Vallona o Seriolazza, il vaso Lavaculo e, infine, il vaso Molina fino al confine con Pavone”. La mappa è stata tracciata mediante il rilevamento diretto dei luoghi e del percorso dei diversi vasi affluenti e defluenti, in esecuzione alle ordinanze dell’11 dicembre 1813 n. 10100 e 14 gennaio 1814 n. 246 del direttore del Demanio dei Dipartimenti dell’Adige, Bacchiglione e Mella e compilata a norma del Dispaccio 26 febbraio 1814 n. 1978 dalla Prefettura del Monte Napoleone. La mappa reca la data Brescia 30 aprile 1814. L’ingegnere non si sottoscrive. Sul verso della mappa - in trasparenza - si legge col. 61 n.537 1835 dell’I.R. Commissario di Leno. La mappa misura cm. 69 (70)x245 è rinforzata sul dorso con tela e costituita da 4 fogli incollati uno di seguito all’altro. Le coloriture usate sono il verdeazzurro per i vasi irrigui, il color seppia dato in modo sfumato sui confini degli appezzamenti e il rosa per gli immobili. Le denominazioni dei vasi irrigui e degli edifici, i numeri e lettere che compaiono sulla mappa, la descrizione dei territori confinanti sono tracciati con chiarezza in bella grafia mediante inchiostro nero. In inchiostro rosso sono, invece, i numeri arabi che contrassegnano i vasi uscenti e rientranti nei vasi principali. Il disegno è molto curato e rivela una certa eleganza. La mappa è parlante e articolata in modo complesso: oltre al tracciato dei vasi e degli appezzamenti irrigati, negli spazi rimasti liberi, si trovano sia l’epilogo di tutti i canali sia la descrizione delle singole particelle. L’epilogo, inquadrato a sinistra e posizionato a circa un terzo del foglio, descrive con lettere maiuscole il corso dei vasi principali, con le minuscole i vasi affluenti dei principali, con numeri arabi i vasi uscenti e rientranti nei principali. Sono poi indicati e descritti in numeri romani da I a XXX i tombotti, i ponti, le bocche che si incontrano lungo il percorso dei fossi. La descrizione delle singole particelle catastali - numeri da 1 a 263 - occupa una vasta porzione del foglio posta in basso sul lato destro. Vi sono elencati in ordine progressivo i numeri di mappa con l’indicazione della qualità dell’appezzamento - aratorio, bosco, lama, prato, vegro... -, il tipo di fabbricato - fienile, casa, caseggiato - e il nome del proprietario. Di ogni appezzamento vengono, inoltre, indicate e denominate in dettaglio le coerenze fluviali. In un riquadro posto a completamento dell’epilogo, è disegnato l’orientamento della mappa secondo il Meridiano vero1 e il Meridiano astronomico2 e le due scale: la prima di canne di triplo metro e la seconda in cavezzi bresciani. 1 L’angolo compreso fra la direzione del Nord vero e del Nord magnetico. 2 Meridiano del luogo.

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Mappa Antonio Zimbelli La mappa reca il titolo “Disegno dello stabi(le) di ragione dell’Ill.mo Sig.r Antonio Zambelli dimorante in Brescia, posto sopra il territorio di Leno in contrada Ronchi, misurato e delineato dal perito geometra Lodovico Bellini. Leno 17 settembre 1816”. Essa viene eseguita per il calcolo dell’imposta prediale di Antonio Zambelli. Il perito indica anche l’ammontare del censo dell’insieme delle proprietà pari a Lire italiane 72488.35 ed equivalente a un’imposta annuale di circa Lire italiane 7830. La mappa misura cm. 89x68,5, è incorniciata e rinforzata sul dorso con tela. Pur essendo in buone condizioni conservative, essa presenta alcuni danni sui bordi. L’orientamento della mappa è con il nord in alto a sinistra mentre la scala indicata è di pertiche bresciane 100. Nel disegno, rigorosamente geometrico, si trovano bene marcati i confini delle proprietà; all’interno degli appezzamenti sono visibili i campi adacquati, le risaie, gli incolti, i gelsi, quindi, le strade e i vasi fiancheggianti le diverse proprietà. Le coloriture usate sono il verde e l’ocra che risalta sull’intero disegno dando all’insieme una tonalità rosseggiante. Sono disegnati con una certa precisione anche alcuni edifici: la Chiesa di S. Nazzaro in bosco, il fenile della Pica (Barbera e Bonardi), il fenile Bariane (Venturelli), il fenile del Comé, il fenile del Gaidà, la casa dei fratelli Davo ed altri, la casa con corte presso il vaso Gambarella. Le singole particelle catastali, coincidenti con interi appezzamenti o porzioni di essi, riportano due numeri: il primo è riferibile alla particella della mappa catastale napoleonica, mentre il secondo, progressivo, al numero attribuito dal perito geometra alle proprietà Zambelli. La parte del foglio in basso a sinistra è occupata dalla legenda impostata su quattro colonne dette tavole contrassegnate da numeri romani da I a IV; in ciascuna tavola sono inseriti i numeri di mappa delle proprietà che sono individuate nella loro denominazione e nella loro estensione (in piò, tavole, piedi). I numeri attribuiti alle proprietà Zambelli vanno da 1 a 67 (I tavola 119, II tavola 20-39, III tavola 40-59, IV tavola 60-67). ***

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Indice Presentazione del Sindaco

Introduzione

p. 3

Organigrammi dei catasti storici

16

I catasti del Comune di Leno Catasto napoleonico Catasto austriaco Catasto del Regno d’Italia Mappa del territorio comunale 1836-1840

20

I catasti del Comune di Milzanello Catasto napoleonico Catasto austriaco Catasto del Regno d’Italia

26

I catasti del Comune di Porzano Catasto napoleonico Catasto austriaco Catasto del Regno d’Italia

29

Il catasto acque di Leno

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Seriole e contrade comunali Mappa della seriola Molina Mappa Antonio Zambelli

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Sponsor: • Studio Tecnico Abbadati geom. Ermanno - Leno • Studio Brignani & Associati - Leno • Studio Tecnico Geom. Carmelo Casella • Studio tecnico associato Agosti geom. Clemente e Fiorini geom. Umberto - Leno • Ing. Garavelli Giorgio - Leno • Assostudi Mauro Mancini ingegnere e Giacomino Rodella geometra - Leno • Geom. Mazzoldi Flavio - Leno • Geom. Orsini Roberto - Leno • Geom. Tomasoni Bruno - Leno • Studio Tecnico geom. Zanola Fausto Giuseppe - Leno

Comune di Leno Via Dante, 3 - 25024 Leno (BS) - Tel. 030 90461 - info@comune.leno.bs.it

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