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L’anno che verrà Il mondo Lazio ha radici forti, tradizione e radicamento sul territorio. La passione e le indubbie capacità di tanti dirigenti, messe al servizio della grande famiglia biancoceleste, consente di andare avanti e di puntare, ancora una volta, a grandi conquiste.

P

er noi persone di sport, il mese di settembre rappresenta l’inizio del nuovo

Conoscendo la “Forma Mentis” accentratrice del massimo dirigente del calcio e la

anno. La ripresa delle attività, dopo la pausa estiva, è un momento importan-

sua scarsa, per sua stessa ammissione, conoscenza delle singole realtà sportive che

te, nel quale si mettono in pratica i progetti ed i propositi in vista dell’anno

compongono la SS Lazio, in quanti saranno poi disposti ad accettarne l’ipotizzabile

che verrà.

forte ingerenza nella sfera delle singole sezioni? In quanti saranno disposti a diventare degli “Yes Man” convinti piegandosi alle volontà del nuovo Conducator?

Le sezioni della SS Lazio, che tanto brillantemente hanno mandato in archivio la sta-

Quanti scontri ideologici potranno nascere dal nuovo corso? E ancora, quanto Lotito

gione 2013/2014, mietendo allori importanti in campo nazionale ed internazionale, si

sarà disposto a lasciare mano libera a coloro che hanno da sempre gestito la propria

avviano a tornare nelle palestre, nei campi di allenamento e di gara, con rinnovato

sezione senza dover rendere conto a nessuno se non al proprio interno?

entusiasmo ma anche con qualche pensiero e preoccupazione per il futuro. Dubbi leciti che vanno messi subito sul tavolo della discussione, prima ancora di apLa crisi economica non risparmia nessuno, tantomeno il mondo dello sport, quello

profondire i meccanismi di un eventuale passaggio del testimone.

dilettantistico in particolare, per il quale trovare risorse diventa ogni giorno più complicato e difficile.

La SS Lazio e le sue sezioni hanno continuato a vivere, sia pure fra difficoltà e ciclici ridimensionamenti, senza contare troppo sulla sinergia con la sezione calcio che, nel

Fortunatamente il mondo Lazio ha radici forti, tradizione e radicamento sul territorio.

corso degli anni, ha sempre guardato dall’alto in basso tutti gli altri.

La passione e le indubbie capacità di tanti dirigenti, messe al servizio della grande famiglia biancoceleste, consente di andare avanti e di puntare, ancora una volta, a

Il cambiamento di rotta potrà portare nuova linfa, se non a livello economico quanto

grandi conquiste.

meno dal punto di vista delle idee e della coesione?

Tuttavia, recependo in pieno l’esigenza di rinnovamento e di nuove strategie, il Pre-

Giriamo la domanda ai nostri lettori, in particolare a chi nella Polisportiva ci vive da

sidente Antonio Buccioni ha recentemente trovato il coraggio di mettersi in discussio-

sempre.

ne, dando prova di grande attaccamento ai colori e onestà individuale. Non vogliamo trarre conclusioni. Il dibattito è aperto. Dopo 32 anni di onorata milizia e di disinteressato impegno a capo della SS Lazio

ha paventato ai presidenti delle diverse sezioni, la possibilità di passare la mano, a

(Gianluca Montebelli)

favore di qualcuno che potesse portare nuova linfa per tutti, a livello organizzativo, tecnico, di strategia. Una dichiarazione di intenti per molti versi epocale, un sasso in uno stagno che, pur maturando da tempo, ha in qualche modo spiazzato le schiere biancocelesti chiamate a riflettere sull’eventualità. In questo contesto si innesta l’ambizione e la volontà del presidente del calcio Claudio Lotito di diventare il punto di riferimento per tutti ,costruendo dalle fondamenta un nuovo modo di intendere la Polisportiva portando all’interno di essa i suoi collaudati sistemi manageriali ed organizzativi. Il progetto, attualmente ancora in fase embrionale, servirebbe per far decollare tutto il movimento creando i presupposti per una nuova era di tutto il pianeta Lazio. In linea di massima le idee di Lotito, esposte compiutamente in un informale incontro tenutosi a fine luglio al Canottieri Lazio, sono condivisibili e meritano di essere sostenute. Il dubbio sulla fattibilità e sulla collettiva disponibilità ad accettarle è però lecito quando si va a considerare un aspetto al contempo pratico ed ideologico.

LAZIO100 | Periodico d’informazione sulle Sezioni della Società Sportiva Lazio DIRETTORE RESPONSABILE Gianluca Montebelli PROGETTO GRAFICO Flavia Aliverti PUBBLICHE RELAZIONI Emanuela Blanchi CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ Media Place s.r.l. REDAZIONE ROMA Via Guglielmo Calderini, 68 | 00196 Roma | Tel. 333.6554876 | segreterialazio100@gmail.com EDITORE La Bici della Lazio s.r.l. Via Guglielmo Calderini, 68 | 00196 Roma STAMPA Maintenance Solution srl Via Enrico Mattei 2 | Villasanta (MB) TESTATA REGISTRATA Reg.Trib. Roma N°50/2013 Del 18/02/2013


s.s. lazio danza sportiva

SUL TETTO D’ITALIA!

A

rriva da Rimini un successo di straordinario valore per i colori biancocele-

Ma i risultati più prestigiosi sono arrivati nell’Italian Latin Show. La prima eliminatoria

sti. La sezione Danza Sportiva ha conquistato, per il 3° anno consecutivo,

è dedicata all’over 16 con in gara Chiara Lanni, atleta alle prime armi in questa disci-

ribadendo una indiscussa superiorità in campo nazionale, il Campionato

plina e soprattutto in una classe così alta, si esibisce per la seconda volta con la sua

Italiano 2013. Anche quest’anno i nostri atleti hanno dominato la scena nel Latin

coreografia che l’ha portata ad un soffio dal podio in Coppa Italia lo scorso aprile. Per

Show e conquistando tanti altri numerosi podi e titoli! In una settimana convulsa,

lei un 12° posto. Poi nella categoria 8/11 anni: entra in gara Cojoc Dumitrita Miruna,

trascorsa nei Padiglioni del Palafiera di Rimini, lo squadrone ha dato saggio della pro-

Dumi per gli amici. Con una sicurezza tipica dei grandi campioni, ha ballato con gran-

pria bravura nelle varie discipline, sostenuto dai preparati tecnici della società e dai

de sicurezza e personalità, incantando tutti i presenti. Altre 2 esibizioni ed è il turno

genitori che non hanno fatto mancare il loro indiavolato tifo.

di Gaia Stella che, con la sua ottima prestazione, mette in serio dubbio i giudici: a chi

Si iniziato subito bene. Tra i piazzamenti più significativi quelli ottenuti da Matteo

assegnare il gradino più alto? La differenza è minima… A lei o a Dumi? Alla fine la vittoria va proprio a Dumi davanti a Gaia ma la differenza è proprio minima., quinta classificata Lucrezia Amidani. Per la Lazio Danza Sportiva è l’apoteosi:scudetto. La gioia delle ragazze è irrefrenabile tutte insieme a festeggiare una grandissima impresa frutto di lavoro in palestra impegno e dedizione. Piadina, sangria e buone grigliate di pesce non sono mancate per festeggiare. Ed ora sotto con i prossimi appuntamenti, con rinnovato entusiasmo.

Paterlini-Lucrezia Amidani nelle danze latine i quali hanno superato brillantemente 3 turni, niente male per una coppia appena formata. Piazzamenti importanti per le coppie Aurora Pergola-Denisa Epure, Ilaria De Santis-Gaia Stella,: Deborah Morbidelli -Chiara Lanni, da Amidani, De Santis, Famooss Paolini, Lanni, Morbidelli, Ortenzi nel Synchro Battle.

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VECCHIETTI TERRIBILI

TROY NATHAN CHE ACQUISTO!

L

a Lazio Rugby è pronta per l’inizio della nuova stagione. E’ stata una lunga l’estate durante la quale i ragazzi, agli ordini del preparatore atletico Marco Paiella e dei tecnici Alfredo De Angelis e Giampiero Mazzi, ha lavorato duramente.

In squadra quest’anno tre volti nuovi. Il primo acquisto, annunciato già a giugno, dai biancocelesti, è Nick Civetta, seconda linea italoamericana, classe ’89, di 203 centimetri per 116 chilogrammi. Dopo di lui è arrivato anche il pilone Giuseppe Datola, ragazzo del ’90 nato a Catanzaro e lo scorso anno in forza al Rovigo. Ma il vero colpo dell’estate biancoceleste è l’arrivo di Troy Nathan: 30 anni, centro, estremo o apertura, protagonista assoluto dello scudetto vinto da Mogliano nella scorsa stagione. 185 centimetri per 95 chili di talento e qualità, con una carriera di grande spessore: un passato, prima dell’avventura in Veneto, nella sua Nuova Zelanda natale, per poi trasferirsi nel 2007 in Europa, dove ha indossato le maglie di Connacht e Glasgow in

A

Celtic League e in Heineken Cup, la “Champions” del rugby. In attesa, poi, del quarto l termine di una cavalcata inarrestabile, fatta, sin dall’inizio della stagione,

innesto laziale di quest’estate, il giovane Stephen Lewies: il seconda linea sudafrica-

di sole vittorie e ben pochi set persi, la S.S. Lazio Pallavolo Master (over

no (2 metri per 112 chili), classe 1992, si unirà alla squadra a fine ottobre, dopo aver

40) maschile si è laureata Campione d’Italia 2013 nelle finali nazionali an-

disputato la Currie Cup con gli Sharks di Durban.

date in scena a Genzano di Roma lo scorso fine settimana.

L’inizio del campionato è previsto per il 21 settembre. La Lazio nel primo weekend

Da Campioni Regionali in carica, grazie al titolo vinto a Civitavecchia nel mese di

di Eccellenza (quest’anno a undici squadre) riposerà. L’esordio sarà quindi la settima-

maggio, i terribili “vecchietti” biancocelesti guidati da Antonello Lequaglie hanno ina-

na successiva, quando il XV di De Angelis affronterà il Petrarca a Padova. Debutto

nellato l’ennesimo percorso netto aggiudicandosi questo prestigioso titolo senza per-

casalingo il 5 ottobre, nel derby con la neopromossa Capitolina;

dere nemmeno un set in tutta la manifestazione.

la settimana dopo sarà ancora derby, questa volta in casa delle

Il tecnico ha potuto disporre per queste finali di Budani in palleggio, ad alternarsi

Fiamme Oro. Da segnalare, il 22 dicembre, il match a Roma contro

con lo sfortunato Buratti (per lui serio infortunio ad un dito della mano nella gara

il Viadana, rivincita della finale di Coppa Italia persa l’anno scorso

di apertura) e con Fornaro, Perone opposto rilevato all’occorrenza da Cultrera fino

dalla Lazio.

all’infortunio riportato nella finale, Magnani, Oggioni e Brandimarte ad alternarsi al centro, Antonini e Giorgetta schiacciatori con il supporto di Nardulli nella sola finale della domenica e Langellotti libero. Ancora una volta, costante di tutta la stagione, ampio spazio per tutti i componenti della rosa nel corso delle partite e saggia gestione da parte di Antonello Lequaglie come una manifestazione di questo genere suggerisce. Budani e compagni hanno conquistato all’esordio la vittoria contro la compagine sarda del Sulcis Cagliari regolando gli avversari con un netto 2-0 (25/12; 25/19). Superata la compagine sarda nella gara di apertura che determinava le semifinaliste, la Lazio ha affrontato in semifinale il Volley Chieti. Vittoria schiacciante per 2-0 (25/15; 25/12) anche in questo caso e qualificazione per una finale tutta romana dove i laziali hanno ritrovato quel Casal Bertone già superato nella Finale Regionale. Domenica mattina i ragazzi di Lequaglie, molti dei quali con mogli e figli al seguito, in una finale avvincente, si sono imposti su un Casal Bertone davvero ostico e trascinato da Pezzullo e Zapparoli. La partita è stata per lunghi tratti in equilibrio, ma il punteggio ancora una volta ha detto Lazio per 3-0 (25/19; 25/14; 25/23). Alla fine grande festa tricolore per i giocatori laziali per un titolo comunque faticato e fortemente voluto. Per molti di loro il secondo titolo in due anni, da quando questa categoria è stata istituita dalla federazione. Per la Società S.S. Lazio Pallavolo la ciliegina sulla torta al termine di una stagione costellata di successi nel settore giovanile; un titolo prestigioso da mettere in bacheca, frutto della volontà e delle capacità di questi “inguaribili amanti” della pallavolo e del supporto personale di alcuni dirigenti. In una nota della società si legge, “un ringraziamento particolare va a Vittorio Sacripanti, da sempre affezionato a molti di questi giocatori, che sin dall’inizio si è speso per consentire a questo gruppo di formarsi e di svolgere la sua attività, a Niccolò Cultrera, anima organizzativa e sfortunatissimo protagonista di una stagione costellata di infortuni, a, infine, Adriano Brandimarte, genzanese DOC, che fortemente ha voluto che queste finali si disputassero nella sua terra e che nella loro organizzazione si è adoperato con tutte le sue forze. Con lui il ringraziamento va a tutta Genzano per il calore e la partecipazione con cui ha accolto questa manifestazione nei giorni dell’”Infiorata”.

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Organico squadra Master Maschile S.S. Lazio: Antonini P., Brandimarte A., Budani M., Buratti R., Cultrera N., Di Stefano R., Fornaro C., Giorgetta E., Langellotti M., Magnani G., Nardulli F., Oggioni L. e Perone G. Allenatore: Antonello Lequaglie

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NUOTO

UNDER 20: UN BRONZO SFUMATO

FORMIGONI MISTER D’ECCEZIONE

N

onostante i tanti anni trascorsi alla guida di campioni assoluti e la  serie innumerevole di medaglie vinte con la Nazionale maschile e  femminile, lo spirito, la passione per la pallanuoto e la voglia di  allenare di uno dei più

grandi tecnici della storia italiana sono  rimasti gli stessi degli inizi, quando si impose perfino a livello giovanile. E così l’Under 17 della Lazio Nuoto (orfana di coach Mino Di Cecca, impegnato con le nazionali giovanili) si sta preparando in vista delle semifinali Nazionali con un mister d’eccezione, Pierluigi  Formigoni, calatosi perfettamente nella parte al punto di allenare i ragazzi al loro fianco, nella piscina scoperta del Foro Italico.

TUFFI

PELLACANI DUE VOLTE D’ORO

B

OGLIASCO - Al termine di una gara tiratissima fino ai tempi supplementari, la Lazio Nuoto Under 20 esce sconfitta 13 a 12 nella finalina con la Florentia valida per il terzo posto. I biancocelesti, quarti, chiudono comunque alla grande

una Final Four onorata fino all’ultimo istante nonostante il mancato raggiungimento del podio. “Questa partita dimostra che abbiamo meritato di essere arrivati in Final Four tra le squadre che hanno ottenuto di lottare per il titolo, ce la siamo giocata punto a punto contro una formazione che ieri ha tenuto testa alla favorita Camogli, mi spiace aver perso il bronzo - spiega il tecnico dell’Under 20 biancoceleste e responsabile del settore giovanile Mino Di Cecca – sono state finali che hanno dato la possibilità ai ragazzi di crescere notevolmente, solo giocando queste partite si può arrivare ad alto livello, ringrazio tutti i ragazzi perché sono stati meravigliosi e hanno dato tutto quello che avevano”. Finale 3°/4° posto RN FLORENTIA – SS LAZIO NUOTO 13-12 d.t.s. (12-12)

A

lla Finale del Trofeo Giovanissimi, Manifestazione Nazionale riservata alle categorie C3 e C2, tenutosi a

Bergamo, Chiara Pellacani ha dominato nelle due prove individuali dal trampolino, mentre la Lazio Nuoto si impone a confermato di es-

sere una come una delle migliori scuole di tuffi italiane. La Pellacani si è confermata imbattibile nella categoria Esordienti C2, dando distacchi abissali a tutte le altre. Dal trampolino da 1 metro ha chiuso con oltre 44 punti di vantaggio dalla seconda, mentre dai 3 metri ha vinto con 35 di distacco. Bene anche gli altri tuffatori biancocelesti che con i loro buoni piazzamenti hanno alla SS Lazio Nuoto di piazzarsi al secondo posto nella classifica generale per società nella categoria C2 e al terzo posto nella categoria C3 (con un solo punto di distacco dalla seconda).

RN FLORENTIA: Cicali, Di Fulvio (C), Generini, Martini, Panerai, Matucci Cernic, Brancatello, Cecere, D’Angelo, Acosta Merino, Simonti, Turchini, Bosazzi. All. Vannini SS LAZIO NUOTO: Urbani, Spinelli, Presciutti N. (C), Mirarchi , Vitale , Perciballe, Cannella, Massimiani, Presciutti D., Ambrosini, Di Giulio, Mele, Pesci. All. Di Cecca Arbitri: Centineo e Piano

Paola Flaminio della S.S.Lazio Nuoto in azione durante Binbiingamba dal trampolino del Foro Italico di Roma, nell’occasione vestito da Lazio 100


s.s. lazio canoa polo

s.s. lazio triathlon

CONQUISTATA LA SERIE A

LUCKY LAS VEGAS

P

restigioso risultato per la sezione triathlon della S.S.Lazio che a Pescara ha partecipato al 70.3 Ironman Italy , prova valida

come gara di qualificazione italiana ai Campionati Mondiali in programma a Las Vegas. il 70.3 rappresenta la distanza in miglia che gli atleti devono compiere per portare a termine la prova 1.9 kma nuoto, 90 km in bici e 21.1 di corsa. Il circuito dei 70.3 Ironman Mondiali prevede circa 38 gare, e ad ognuna  si assegnano le fatidiche

L

slot, vale a dire i posti rappresentano i posti per il

a formazione della

mondiale a cui partecipano 1850 atleti da tutto

canoa polo della

il mondo.

Lazio vincendo lo

Due atleti laziali al via, Alessandro Kirschener

scontro diretto con il Le-

all’esordio sulla  distanza, il quale ha chiuso le sue

rici Borgata Marinara ha

fatiche nel tempo finale di 6 ore 28 minuti classi-

conquistato la serie A.

ficandosi al 56° posto di cat. e Luigi Amato nella

Una grande impresa per gli

atleti

cat. 50 /54 anni , che ha finito con il tempo di 5

biancocelesti

e 25 che conquista l’ambito traguardo dei mon-

giunti in classifica a pari

diali. Un risultato prestigioso che corona 13  anni

punti con gli irriducibile

di attività della Lazio triathlon, che è il corona-

avversari ma, proprio grazie alla vittoria nella sfida decisiva, hanno avuto la meglio in

mento di un anno trionfale, condito da sei vitto-

classifica sulla formazione lericina avendo la meglio in un testa

rie di categoria nelle gare disputate

a testa durato tutto il campionato. Risultato esaltante per la

in  regione, condita alla fine con la

formazione guidata da Stefano Bucci capaci di essere più forti

qualificazione ai Mondiali.

delle difficoltà e del valore degli avversari.

s.s. lazio beach soccer

SCUDETTO IN FACCIA

N

ella lunga e trionfale estate biancoceleste, che sembra non concludersi mai, un altro grande risultato arriva dalla spiaggia di Viareggio dove la Lazio, in un torrido pomeriggio di luglio, ha conquistato lo scudetto Super Eight

Beach Soccer Tournment. Un trionfo che vale doppio, come del resto la Coppa Italia conquistata lo scorso 26 maggio, perché ottenuto a spese della Roma in un accesissima finale. La formazione allenata da Della Negra si è imposta per 6-4 ai giallorossi dominando la prima parte della gara, fino ad ottenere 5 gol di vantaggio. Sul 6-1 la squadra di Galli ha avuto un sussulto, avvicinandosi pericolosamente realizzando tre gol arrivati troppo tardi per ribaltare l’esito della gara e per impedire che i vessilli biancocelesti sventolassero ancora una volta in segno di giubilo. Sarandi, Leo, Pasquali autore di una doppietta, Gabriel e Ietri i goleador laziali della finale.

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I GIORNI DELL’AQUILA


Tra le moltissime feste che si sono susseguite negli ultimi mesi tra le piazze di Roma e del suo hinterland, tutte meravigliosamente scintillanti come solo un cielo tropicale ammantato di stelle può rendere l’idea, quella dei “Giorni dell’Aquila”, l’evento - omaggio organizzato dal nostro mensile, alla Società Sportiva Lazio, ha brillato, senza ombra di dubbio, di un’intensa luce propria. Un fine settimana, organizzato il 13 e il 14 luglio ai Pratoni del Vivaro, tra i laghi di Nemi e Albano...

SS LAZIO: UNA, QUALCUNA E CENTOMILA

UNA FESTA DELL’INTERO POPOLO BIANCO CELESTE

M

S

aximo orgoglio per tutti gli atleti che ne indossano la divisa sociale e dei milioni di sostenitori che nel tempo hanno esibito con orgoglio il vessillo: una realtà unica, eppure formata da decine e decine di discipline sportive

che ormai da secoli, primeggiando o anche no, centrano continuamente meravigliose

abato, dal primo pomeriggio, il popolo laziale ha cominciato ad affollare i Pratoni del Vivaro, una delle perle più belle del patrimonio naturalistico e paesaggistico castellano. Discreti, mai invadenti. Festanti, mai sguaiati. Come

nostro solito, ci viene naturale: a nessuno passa per la mente di esternare la propria

vittorie o, come è anche giusto che sia nello Sport con la esse maiuscola, riporti co-

gioia magari imbrattando la città o disturbando il prossimo. Semplicemente perché

centi sconfitte. Dove? Manco a dirlo: in Italia, in Europa e nel Mondo. Gli atleti della

non è nel nostro DNA.

SS Lazio, infatti, sono riconoscibili e riconosciuti a qualsiasi latitudine e longitudine

I Laziali hanno sempre lasciato il segno con uno stile che ci riconoscono tutti. Sobrio

del globo. L’Aquila, il simbolo di Roma, e i colori di Olimpia, infatti, fanno continua-

e originale che quasi sempre resta simpatico, divertente, addirittura spettacolare,

mente il giro del mondo con gli atleti che ne indossano la maglia, sia che calchino

anche a chi magari non condivide per nulla l’Amore e la Passione verso questi colori.

i migliori stadi, i più prestigiosi palazzi dello sport, sia che si battano nelle meno

Mica come capita a quegli altri, che, volenti o nolenti, nelle loro manifestazioni di

attrezzate palestre o nei polverosi campi di periferia. E’ lo sport, bellezza! Sono gli

giubilo (in quelle rare occasioni che gli capita) lasciano sempre agli osservatori neu-

ideali mutuati dal fondatore Luigi Bigiarelli e dai suoi sodali che animano il laziale

trali un retrogusto cafone, oltremodo pesante, finanche molesto.

vero. Altro che Rolex, Palazzi ed intrallazzi del potere oppure la visione distorta che

Insomma la festa della nostra Lazio è trascorsa come era stata pensata: lenta e

trasuda sempre più spesso dalla fanfara di pseudo giornalisti strumentalizzati o ancor

veloce nello stesso tempo, dedicata alla singola sezione sportiva e tutte quante nel-

peggio, grandemente prezzolati.

lo stesso, medesimo arco temporale Perché, ancora oggi, unite indissolubilmente


dall’essenza di Olimpia, come hanno disposto i nostri Pari Fondatori, in quei giorni di fine ottocento quando, a piazza della Libertà, venne messa a punto la costituzione della Società Sportiva Lazio. La vittoria del secolo, ovvero l’azzeramento del principale competitor cittadino raggiunto con il trionfo nella recente stracittadina che valeva la Coppa Italia, è stata, dunque, solo uno tra i vari spunti della festa-omaggio dedicata all’intero movimento sportivo.

SANTI SUBITO. ANZI, SENZA FRETTA

C

onsueto bagno di folla per la voce per antonomasia della Lazio, Guido de Angelis che fino a tarda sera non si è sottratto all’abbraccio del suo popolo. Ore e ore volate via, manco fosse Olympia, tra foto ricordo, baci ai pupi, quattro

chiacchiere in libertà e tanti, tanti autografi. Stesso destino è toccato a Rodolfo Bada, una <duracell> inesauribile di simpatia che ha contagiato,( ma poteva essere altrimenti?) tutti gli aficionados bianco-celesti. L’occasione è stata gradita anche al presidentissimo Buccioni e ai colleghi delle varie sezioni che non sono voluti mancare per incontrare gli atleti e i loro supporters.

LE DECINE DI EVENTI IN PROGRAMMA

C

osì, dal primo pomeriggio di sabato a notte inoltrata, fino a domenica sera, il tempo è trascorso tra decine di eventi ad iniziare dai ragazzi diversamente abili dello Special Olympics dell’Albano Primavera (vantano tre vice campioni

del mondo in Cina e numerosi titoli italiani) impegnati in una partita di calciotto che ha evidenziato la loro sorprendente abilità e caratura tecnica. Lavoro straordinario anche per gli atleti del Basket in carrozzina (destinatari alla della raccolta fondi organizzata ad hoc) e per il loro presidente Moreno Paggio. E poi quelli del Calcio Tavolo, imperterriti, domenica, sotto al solleone e lo sguardo compiaciuto del presidente Stefano Tagliaferri a tickettare per ore e ore sulle plance del campo di Subbuteo, mentre quelli del Ciclismo se ne andavano in ricognizione in mountain bike, domenica mattina, con tanti amatori al seguito in compagnia del campione Luca de Nicola.

Protagonisti assoluti, infatti gli atleti di tutte le sezioni della Società, presenti e pas-

E ancora il Burraco con il presidente Emanuela Blanchi e l’esibizione del team Elle 2

sati: dalla sezione Calcio al Motociclismo e al Ciclismo; dal Burraco alla Scherma,

promotion del patron e direttore tecnico della Lazio Motociclismo Luca Lommi, quella

dal Calcio Tavolo alla Danza sportiva passando per il Basket in carrozzina. l’hockey

della Lazio Scherma, presente con il presidente Fabio di Muro e il grande predecesso-

su prato, il Bowling, il Volo da Diporto, il Triathlon, il Paracadutismo e il Surf Boarding, Attività subacquee, Basket, Beach soccer, Biliardo, Golf, Nuoto, Pesca sportiva, Rugby 1927 e rappresentanze di altre varie sezioni. Atleti impegnati, in molti, in varie esibizioni, susseguitesi ed intervalle a concerti, gare, spettacoli, incontri ed eventi vari. In concomitanza dell’inaugurazione (al taglio del nastro sabato pomeriggio, tra gli altri, erano presenti il presidente della Società Antonio Buccioni, Guido de Angelis per Lazialità e Radiosei, il presidente della sezione motociclismo Mario Notari e alcune autorità locali come il sindaco di Velletri Fausto Servadio, il presidente del Consiglio comunale Daniele Ognibene e i consiglieri di Genzano e Albano Luca Lommi e Luca Andreassi) è stata aperta la mostra <Quattro passi nella storia>. Un caleidoscopio di emozioni, uno scrigno che racchiude 113 anni di storia; un autentico trionfo di foto d’epoca, divise sociali, piccoli e grandi tesoretti appartenuti e appartenenti al fantastico mondo Lazio, iniziando da Bigiarelli, passando per Vaccaro, Piola, Coppi, Agostini, i grandi del 1974 e gli atleti di decine di sport immortalati durante le gare.


Si è partiti subito a mille con un vero e proprio cantore del popolo: il Menestrello, gustoso ed esilarante come al solito ma moltiplicato al cubo. Poco dopo, sul palco che non c’era, (gli organizzatori avevano previsto le esibizioni sul terrazzo della magnifica villa padronale della tenuta La Collina del Vivaro) è stata la volta di Velia Abballe, la splendida compagna di Aldo Onorati, accompagnata dal figlio Alan. Il cambio di programma ha consentito al pubblico di circondare tutti gli artisti durante le performances trovandoseli praticamente davanti ai propri occhi. Anche per questo una valanga di brividi e un fiume di lacrime gonfie di emozione hanno accompagnato il suo mini concerto. Provare per credere: anche senza il pathos di un concerto dal vivo, ascoltare la versione femminile di <So’ già du’ ore>, accompagnata solo dal pianoforte, interpretata con una intensità che solo uno sviscerato amore può dare, è un piacere immenso. Special guest del mini concerto di Velia, Enrico Lemmi, co-protagonista anche del successivo concerto di Tony Malco spintosi fino a notte fonda,dopo i bis, i tris e gli over reclamati a gran voce dagli irriducibili fans. Ce n’è voluto prima che il pubblico ricevesse di buon grado la benedizione finale e l’ordine di sciogliere le righe: le canzoni di Tony e di Enrico, straapplaudite, cantate e accompagnate dagli usuali cori bianco celesti, sembravano non bastare maitisti. re Mauro Castrucci, reduci dai trionfi ottenuti ai campionati europei. Come le <girls> della Danza Sportiva tornate sabato sera da Rimini con un titolo di campioni d’Italia e subito in pista domenica a dare saggio della loro forza e leggiadria, accompagnate dal presidente Roberto Amidari. Sui prati del Vivaro si sono esibiti anche i campioni dell’Hockey prato, mentre la sezione Bowling ha allestito uno stand per il divertimento di grandi e bambini. A mettere la ciliegina su una torta veramente sontuosa quelli della sezione Volo da diporto sportivo, accompagnati dal presidente Metardo Marchetti che alle spericolate esibizioni hanno aggiunto un prezioso servizio escursioni, a costi contenutissimi, permettendo a decine di arditi o aspiranti tali, di volteggiare nel cielo bianco e azzurro castellano a bordo di un elicottero bi-posto. Un’esperienza che gli impavidi ospiti della sezione Volo di certo non potranno mai dimenticare.

LE GRANDI FIRME

T

utti insieme appassionatamente. Girovagando tra gli stands dedicati ai gadget e all’enogastronomia o mentre si assisteva ad una esibizione a molti è capitato di trovarsi improvvisamente di fronte ad un volto noto del mondo

Lazio. Vere e proprie icone entrate di diritto nella lunghissima galleria bianco celeste, tra cui Pino Wilson, Giancarlo Oddi, Michele Sulfaro e Gigi Corino. Intervallate dalle incursioni del lazialissimo Davide di Porto (molti lo ricorderanno tra i naufraghi della decima edizione dell’Isola dei Famosi) e della voce dell’Olimpico, lo speaker Paolo Peroso, Infine, attesissima come non mai, sul Vivaro è calata, manco a dirlo, una celestiale notte di note. Chiaramente tutta musica di origine controllata e garantita. Come il vino, anzi, meglio, nonostante fossimo ai Castelli, terra sempre generosa per chi produce il prezioso nettare di Bacco.


BUONA LA PRIMA

A

fare gli onori di casa, oltre a Mario Notari, il direttore di Lazio 100 Gianluca Montebelli, l’art director Flavia Aliverti, il vice presidente della sezione Burraco Dario Falchi, e il presidente della sezione Ciclismo Franco Anzidei, veri

e propri deus ex machina della riuscitissima iniziativa resa possibile grazie alla sinergia tra la Società sportiva Lazio, la sezione Motociclismo, Lazialità, Radiosei, Lazio 100 (presente con il direttore Gianluca Montebelli e il suo staff ) e i ragazzi di Albano Laziale, con il patrocinio dei Comuni di Velletri e Genzano. “La prima di una lunga serie – dice con orgoglio Mario Notari- considerato l’altro gradimento registrato tra il nostro popolo e, soprattutto, il fattivo interesse dimostrato dai presidenti e dai dirigenti delle nostre sezioni, molti dei quali direttamente impegnati al Vivaro con la loro testimonianza e il loro impegno”. Una prima assoluta che si può intendere, per certi versi, dunque, anche come una mega prova generale. Gli organizzatori (occorre citare anche “i fratelli di Albano è Laziale”, con gli inesauribili Angelo Fortini, gestore della location e Stefano Fortini, un vero e proprio vulcano di idee), in poche settimane, indubbiamente, sono riusciti a realizzare un vero capolavoro. Davanti, adesso, c’è un anno intero a disposizione per far diventare questo festa un appuntamento permanente di fine stagione dove le migliaia di atleti tesserati per tutte le nostre sezioni e l’incalcolabile folla di supporters della SS Lazio, possono ritrovarsi tutti insieme, accumunati da l’amore viscerale e senza fine per la nostra SS Lazio.

(Enrico Valentini)

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Guido De Angelis:

Vox populi, vox Latialitatis tite in serie B, davano i parziali. La Lazio non era tra i campi principali”. “Lo dici a me?” interviene Franco “ci passavo le ore!”. “Anche io” dice Guido “ascoltavo i vari Ciotti, Ameri, li ascoltavo e li imitavo, erano bravissimi” e racconta che è in quegli anni che ha maturato la consapevolezza di questa sua passione. Fece una radio di quartiere con degli amici e ridendo dice: “il segnale arrivava al palazzo e al negozio di fronte, ma noi ci chiudevamo dentro, mettevamo gli LP, annunciavamo i dischi, alzavamo il cursore, facevamo tutto da soli, ed era fantastico sapere che la tua voce, i tuoi pensieri, potessero arrivare ad altri”. Poi la passione si è estesa anche alla carta stampata: “Ho iniziato a scrivere per Forza Lazio ed è nata nella mia testa l’idea di creare una rivista vicina alla gente, che parlasse dei problemi dei tifosi, che li raccontasse”. Doveva chiamarsi “Gente laziale”, ulteriore testimonianza della passione di Guido per il popolo biancoceleste, ma poi si optò per “Lazialità”, un neologismo che incarnava un sentimento, quel sen-

L

timento che c’era da tempo ma che in quegli anni andò definendosi con il termine

aziali bella gente, una verità, valida soprattutto per lui che ne è l’autore. Gui-

“Lazialità”. Guido ne attribuisce i natali a Michele Plastino ma in realtà il termine fu

do De Angelis, la voce e la penna della lazialità e di Lazialità.

coniato dal Presidente Renzo Nostini, campione e uomo di polisportiva.

Gli chiedo un’intervista, accetta e ci incontriamo a cena. Siamo in cinque, tutti

La rivista fu un’impresa, non aveva mercato, la Lazio Calcio era in Serie B, prossima

laziali ovviamente, mangiamo mozzarelle di bufala, riso alle ortiche, tagliata di carne,

alla retrocessione in C, e ne esistevano già tre: “La Lazio” di Giampiero Galeazzi,

beviamo del buon vino…tovaglia a quadri bianchi e rossi e subito iniziamo a parlare

“Forza Lazio” dove Guido scriveva e “Super Lazio” di Ezio Luzzi. Non ci credeva nes-

di Lazio.

suno ma Guido portò avanti la sua idea sia pur tra mille difficoltà.

“Perché il laziale è così, è una bella persona, romantica, attaccata alla maglia,

Era il 1985, Guido si presentò nella storica sede in Via Col di Lana, durante una riu-

passionale un po’ brontolona ma che si distingue. Ormai me ne accorgo facilmen-

nione, c’erano Chinaglia, Pulici, Abbodi, Giuliano Toscani, Masi, Mattei, Nanni Gilar-

te, lo individuo, riconosco subito il vero laziale. Vive la sua lazialità in maniera

doni, Persichelli, Palombini e Franchino Chimenti che disse: “Vieni Guido accomodati.

intima, sa vincere e sa perdere”, Guido si esprime con la stessa certezza e con la

Signori, un attimo di attenzione, c’è questo ragazzo che vuole annunciare l’uscita

stessa essenzialità con cui si espone un concetto dato per acquisito, valido come

di un nuovo prodotto editoriale che avrà sicuramente un grande successo…”. Ma

un teorema, fornendo un’antitesi per confermare la tesi “così come quelli dell’altra

nessuno stava ad ascoltarlo. “Non se lo filavano proprio” racconta Guido “Così gli

sponda non sanno né vincere né perdere, tutto qua”.

dissi di lasciar stare, di non preoccuparsi” ma Chimenti insistette “No, scusa Guido.

“Laziali bella gente” nasce per caso due anni fa in trasmissione, in radio, durante

Ragazzi per favore!”.

una diretta.

Nessuno lo ascoltava perché pensavano che Guido fosse lì per chiedere un contri-

Guido lo chiama slogan ma credo che sia in effetti una massima che riesce con sem-

buto, invece voleva solo informarli della sua idea. E dato l’annuncio, Nanni Gilardoni

plicità, in tre parole, ad esprimere il senso della lazialità e l’essenza dei laziali: siamo

si avvicinò e gli disse: “Dai Guido, vedrai che ce la fai, non preoccuparti, poi vieni

lo sport e siamo la storia dello sport, siamo eleganza, siamo sobrietà, siamo gloria,

da me ne parliamo, vediamo…”. E così nacque Lazialità. “Io ero un autodidatta,

siamo onore, siamo futuro.

avevo curato una rubrica su Forza Lazio per quattro anni. Ma decisi di imbarcar-

Credo che questa frase descriva anche la sua persona e il suo senso della lazialità

mi in questa impresa. Pensavano tutti che fossi un matto e avevano ragione!

perché Guido è innamorato della Lazio ma si emoziona soprattutto quando parla

Poi giorno dopo giorno, ho chiuso l’anno con 10 numeri. Ricordo che dormivo

della gente laziale, e in fondo la Lazio cos’è se non la sua gente.

in tipografia e che pagavo la tipografia con lo stipendio di mio padre. La rivista

Ed è proprio la gente che gli regala il brivido più forte, l’esperienza a cui ha riservato

era gratuita, veniva distribuita allo stadio, fu a pagamento solo il primo numero,

un posto speciale nel suo cuore: non un goal, non una vittoria, bensì la magia della

costava 2.000 lire. Ne feci 200 copie, ne furono vendute 180, ma non rientrai

notte del centenario, quando si trovò a presentare i festeggiamenti per i 100 anni

neppure dei soldi spesi. Collaborai con Michele Plastino e Roberto Rossi ma la

della Società Sportiva Lazio, il 9 gennaio del 2000.

storia durò poco e non concludemmo nulla insieme. Finché un bel girono, arrivò

Fu proprio una magia quella notte, chi era tra gli 80.000, e più, presenti allo stadio

Cragnotti alla Lazio. Mi chiamò Lionello Celon dicendomi che gli piaceva la mia

lo sa, e forse sta sentendo un brivido salire sulla schiena e sta guardando la pelle

rivista. Volevano farla diventare la rivista ufficiale della S. S. Lazio Calcio. Era

d’oca sul braccio che regge il giornale. - Ora che hai letto sorridi, perché è così.-

un’opportunità unica per Lazialità. Aspettavo una telefonata di conferma. Fissavo

Guido lo definisce “il giorno più bello” e mi dice: “E’ stato il sogno della mia vita. Dopo ho pensato: posso pure morire qui. Avevo tutto in mano, avevo il mondo in mano, 80.000 persone sugli spalti, 10.000 circa in campo, tra atleti e campioni, una coreografia fantastica, c’era tutto e c’erano tutti, abbiamo fatto anche del teatro in campo per raccontare la storia della Lazio. Un giorno irripetibile, non c’è radiocronaca, non c’è telecronaca, non c’è nulla che regga al confronto. E’ stato per me un grande riconoscimento”. Il giusto riconoscimento di chi ha dedicato una vita alla Lazio. L’eccezionalità dell’evento rafforza in Guido il ricordo di quell’emozione ma mi parla anche di un’emozione quotidiana: fare radio tutte le mattine. “Ancora ti emoziona?!” gli chiedono sorpresi. E lui: “Ancora mi emoziona, la radio è ...” e si perde nell’estasi della sensazione. “La radio mi ha sempre appassionato. Ricordo che sentivo le par-


il telefono e ogni tanto, nell’ansia

- Ammazza che bandiera che c’hai! - mi disse quella volta.

dell’attesa, alzavo la cornetta per

E partimmo con quel bandierone fuori dal pullman, attraversando Roma di notte,

sentire se ci fosse ancora la linea.

passammo sul Lungotevere per andare a prendere l’autostrada. Eravamo felici!

Purtroppo non chiamarono.

Ricordo che c’era uno che si chiamava Mercurio, un personaggio. In curva ho co-

Allora mi feci coraggio e chiamai

nosciuto tutti, dal borgataro al pariolino, era una famiglia, si stava tutti insieme

io. Mi dissero che avevano deciso

e uniti. E’ stata una scuola di vita. C’era Mauro Mazza, Fabrizio Maffei. C’era di

di creare una nuova rivista. Io: un

tutto. C’era il megafono, c’era il fazzoletto col panino e il fiaschetto di vino. Che

uomo distrutto. Ma decido di fare

poi, la partita neanche la vedevo.

un colpo di coda, di rischiare il tut-

Stavo sempre spalle al campo. Ricordo pure Andrea Pesciarelli: anni dopo mi

to per tutto. Loro avevano menabò

chiese come mai non gli permettessi di stare tra noi e mi disse che, nonostante

pronti, erano usciti gli annunci sulla

questo, riuscì a suonare il tamburo grazie ad Aldo Lebbra. Non sapeva che dissi io

nuova rivista, tutto come program-

al Lebbra di fargli suonare il tamburo e che ritardai perché non lo avevo mai visto

mato. E io a sorpresa uscii in edicola, e quando esci in edicola, se va male, hai

cantare abbastanza. Per conquistare il muretto bisogna fare la gavetta e superare

chiuso. Pensai: o la va o la spacca. Il primo numero con Thomas Doll in coper-

gli esami, non era per tutti! Volevo bene ad Andrea, è bello ricordarlo.

tina, il secondo con Dino Zoff intitolato Zoff e la sua Lazio. Con il primo vado

La passione per la Lazio mi ha fatto incontrare e conoscere tante persone, è stata

sotto. Con il secondo guadagno 150.000 lire e vado a mangiare il pesce con la

per me uno sprone, mi ha permesso di lavorare nel giornalismo e di migliorarmi

mia segretaria per festeggiare. Poi, colpo di scena. Cragnotti litiga con Bendoni a

sempre. Devo ringraziare la Lazio, mi ha regalato grandi soddisfazioni, da tifoso

pochi giorni dall’uscita. Zoff diventa Presidente. Mi convoca. Ero impacciato, non

e da professionista. E’ motivo di orgoglio in tutte le direzioni. E di emozioni,

sapevo come chiamarlo: Mister, Presidente…Sulla scrivania aveva la rivista con

sempre”.

lui in copertina. E forse, chissà, quella copertina lo ha ispirato, lo ha convinto.

Gli chiedo quale laziale ha conquistato un posto speciale nel suo cuore, e mi risponde

E mi comunica che vuole Lazialità come rivista ufficiale. Forse è grazie a quella

senza esitazione, intensamente, Giorgio Chinaglia. Andava sempre a guardarlo agli

copertina se oggi Lazialità è quella che è. Pensa come è strana la vita”.

allenamenti. “Ero innamorato. Guai a chi ci toccava Giorgio”. “Ha rotto i confini, ha

Lazialità oggi distribuisce in Italia e all’estero circa 16.000 copie mensili, ha un sito

rotto l’egemonia. Lui solo contro Napoli. Manca un difensore? Non c’è problema, ci

internet che vanta un gran numero di contatti giornalieri, i suoi contenuti vengono

pensa Giorgio!” pensa ad alta

diffusi in radio, una trasmissione televisiva porta il suo nome, ha sviluppato un’app

voce, sorridendo, Franco, con

per smartphone.

la stessa intensità. “Chinaglia

Ricordo a Guido la sua prima partita allo stadio: Lazio-Venezia (2-1) nel ’67. Mi ero

non era solo un giocatore,

preparata per intervistarlo, o almeno pensavo. Infatti mi risponde che quella è la

era la Lazio. I laziali sape-

prima che ricorda; la sua prima volta allo stadio, in realtà, fu nel 1958, la Lazio vinse

vano che a qualsiasi cosa ci

una Coppa Italia anche se lui dormiva tra le braccia di sua madre.

avrebbe pensato Giorgio. Era

Da bambino era un tifoso di Tribuna Tevere ma poi la passione lo spinse verso la

un riferimento, era un ribel-

Curva Nord, alla conquista del muretto! L’ambìto muretto, il trono del capo curva,

le, ci ha svegliato dal torpo-

il posto di chi contava. Guido mi racconta che sognava un posto vicino al Tassinaro,

re. Chinaglia è Chinaglia. Lo

il re che in curva dettava legge e che più volte lo aveva allontanato “E tu che stai a

aspettavano 200 romanisti

fa qua regazzì? Daje va, vedi de annattene!”. Ma Guido con perseveranza conquistò

sotto casa e lui scendeva e li

il Tassinaro e conquistò il muretto, fino ad arrivare al giorno in cui iniziò lui stesso a

affrontava. Ci ha rimesso anche a livello personale, la famiglia è dovuta andare in

chiamare i cori, a preparare gli striscioni, a portare i tamburi in trasferta. “Il giorno

America per evitare problemi. Era vigore, cuore, grinta, rinascita, era uno di noi.

che conquistai il muretto mi sembrava di aver conquistato l’America! Goffredo

Ti faceva incavolare, ma gli perdonavi tutto”.

metteva paura a tutti, compreso me, e invece aveva un cuore che non finiva mai,

Ma Guido ha nel cuore anche Bob Lovati. “Lui era la lazialità pura. Un signore,

fu come un padre per me”.

una brava persona, un romantico, un passionale. Un laziale. Alla Lazio ha fatto il

Con gli occhi che gli brillano, continua: “Poi iniziai ad essere io quello che faceva

raccattapalle, il giocatore tra i pali, l’allenatore, il dirigente. Tutto.

paura, anche se noi Eagles eravamo i romantici di curva, facevamo striscioni, cori,

Sono anche attaccato a Morrone perché è stato il mio primo idolo, anche lui un

bandiere, molti ci consideravano troppo teneri”.

grande”.

In quel periodo aveva 20 anni ma con lo stesso animo romantico di allora mi racconta

Una serata affascinante in cui ci siamo letteralmente persi nella Lazio. Ascoltare la

delle trasferte in solitaria, quando aveva 12-13 anni, scappando di casa per seguire

storia di Guido e ricordare tanti grandi laziali ci ha fatto riflettere e ci ha inevitabil-

la Lazio di Juan Carlos Morrone prima (per i laziali Giancarlo El Gaucho), Gian Piero

mente portato ad un confronto con la lazialità di oggi.

Ghio dopo e infine di Chinaglia. Diceva a sua madre che sarebbe uscito per andare

Bisogna fare un passo in avanti. Il laziale deve acquisire la consapevolezza di essere

a giocare a calcetto e invece saliva su un pullman e tornava a casa solo la sera,

un tifoso di sport nel senso più ampio ed elevato del termine. Siamo una Polisportiva,

ed erano “botte”. “Io dico sempre che la vita dovrebbe essere una trasferta. Che

La Polisportiva, la Polisportiva più grande d’Europa.

trasferte, ragazzi! In macchina, con i The Police, io guidavo sempre. All’andata

Abbiamo 57 sezioni, contiamo circa 11.000 atleti che indossano la nostra maglia

eravamo tutti felici, partivamo pure con la nebbia, queste trasferte infinite, non

e vincono. Dobbiamo supportarli, dobbiamo seguirli, e perché no, molti di noi po-

si arrivava mai. Ci sembrava di avere il mondo in mano. Poi magari andavi e

trebbero essere proprio tra quegli atleti ed avere l’onore di portare in alto la maglia

prendevi 4 goal, ma tornavi con il sorriso di una bella esperienza, di un esperien-

bianco-celeste, così come pensarono la Lazio i nostri fondatori.

za eccitante, che si spegneva durante il ritorno quando in macchina si addormen-

“Per fare sport a Roma devi vestire la maglia della Lazio. E allora armiamoci e

tavano tutti. In pullman, ancora meglio. Ricordo che una volta partii da solo con

partiamo! Prendiamoci Roma! Sul serio, con i fatti”. Anche Guido crede che do-

un bandierone. Allora, su “Il Corriere dello Sport” mettevano una manchette, ogni

vremmo essere una grande famiglia e favorire questa evoluzione del concetto della

partita di Lazio e Roma; quella volta andata e ritorno 30.000 lire, più il costo

lazialità. E lo disse in quella memorabile notte del Centenario. Sono passati 13 anni…

del biglietto. Io prenotai e arrivai tranquil-

Siamo

lamente a mezzanotte, in Piazza Cavour,

enorme

in anticipo rispetto all’orario di partenza.

è un patrimonio disperso

La partita era Vicenza-Lazio, 0-3, avevo

quindi ognuno di noi deve

15 anni, era il ‘73. Arrivai per primo, presi

dare il suo contributo, dob-

posto, poi uno mi disse: - A giovanò, ma

biamo unire il tutto per vo-

che stai a fa?! - e io - Ma questo non và

lare alto, insieme!

ed

abbiamo

un

patrimonio,

ma

a Vicenza? - Ma quale Vicenza, questo va a Viterbo, vedi d’annattene!- Infatti il pul-

Grazie Guido e Forza Lazio!

lman delle partite partiva sempre da Via

“E’ la nostra vita!”

Cicerone e aveva sempre lo stesso autista: si chiamava Enrico, poi divenne mio amico

(Claudia Anzidei)


De Latialitate Junior

s.s. lazio burraco

Nati con la maglietta! L

IL BURRACO RINGRAZIA

a SS Lazio Burraco, in trasferta ai Pratoni del Vivaro, dove in una due giorni dedicata alla SS Lazio, si è celebrata sia l’ormai storica Coppa Italia, sia tutte le vittorie delle varie discipline che compongono la società sportiva più grande

d’Europa, la Lazio. Erano presenti, con il loro stand, molte discipline sportive che con varie esibizioni hanno rappresentato e fatto conoscere l’altra faccia della SS Lazio. La nostra sezione, il burraco, ha fatto la sua parte con un torneo che nella domenica del 14 luglio ha

C

’è chi la chiama “attio”, chi la chiama “lattio” e chi la chiama correttamente “Lazio” ma più grandi o più piccini l’amore è comunque lo stesso. L’idea di aprire la rubrica De Latialitate Junior è del Direttore Montebelli af-

finchè Lazio 100 sia la rivista di tutti e dia un suo contributo nel trasmettere la lazialità alle nuove generazioni e nel testimoniare la passione dei più piccoli per i colori

intrattenuto molti giocatori, tutti consapevoli della finalità benefica dell’evento. La manifestazione organizzata dalla SS Lazio Motociclismo, Ciclismo e dal mensile Lazio 100, ha fatto centro. Per la prima volta una festa Lazio, incentrata sulla conoscenza della polisportiva, si è svolta su due giorni e visto il gradimento mostrato dalla gente, possiamo affermare che è stato un successo.

bianco-celesti. La prima uscita è dedicata ai fratellini Durante di Borbona, splendido paese della provincia di Rieti, sul confine tra Lazio e Abruzzo, dove vivono numerosi appassionati di Lazio. La piccola Francesca appena vede un’aquila, vera o stilizzata, grida: “attio!” e alzando le braccine (anche quella ingessata, guarisci presto Francesca!) urla “oe!”. È la sorellina di Alessio Durante, di 3 anni, è più timido di Francesca ma ha le idee chiare e un certo stile, tanto che a pantaloncini e scarpette abbina sempre e con cura una maglia della Lazio. Padre e madre lazialissimi, forse più la madre, un passato da tifosa attiva ed impegnata, insieme a nonna, nonno, zii e cuginetti. Bravi bambini, crescete così! E bravi mamma e papà, gran bella famiglia!

(Claudia Anzidei)

Il torneo di burraco è durato poco meno di due ore ed è scivolato via senza intoppi e con il sorriso sul viso, segno di un momento di relax e di benessere psicofisico. Soddisfatta, il Presidente Emanuela Blanchi, ha ringraziato tutti i presenti ed ha dato appuntamento ad altri tornei in programma. Il Presidente ha continuato dicendo, che la forza della SS Lazio proviene da tutti i suoi atleti e come ama definirli lei tra questi ci sono anche i professionisti delle carte. Per finire la SS Lazio Burraco, ha voluto ringraziare Mario Notari Presidente della SS Lazio Motociclismo, Franco Anzidei Presidente SS Lazio Ciclismo e tutte le personalità politiche intervenute, auspicando che questa festa, dedicata alla Polisportiva più grande d’Europa, la Lazio si possa ripetere in futuro. Tantissimi complimenti vanno alla mostra “Quattro passi nella Storia” che ha bissato il successo ottenuto a gennaio. Centotredici anni di storia esposti egregiamente, che hanno letteralmente inchiodato lo sguardo di anziani e bambini sulle foto storiche.

La SS Lazio Burraco, invita tutti gli appassionati a seguire le info sul sito sslazioburraco.altervista.org, ove saranno postati tutti i prossimi eventi.


s.s. lazio basket

LA SCELTA DI SANTI

A

poche settimane dalla celebrazione della terza promozione in cinque anni

Il Presidente Santi ha quindi ripercorso la recente storia della Lazio Basket, tramite

della Lazio Basket, che ha visto nuovamente vincente il modello di impegno

la valorizzazione di un “logo importante, che abbiamo l’onore di valorizzare so-

congiunto “Giovani, Sport ed Integrazione” da anni promosso dalla socie-

prattutto garantendo l’accesso al basket a chi non avrebbe potuto permetterselo,

tà biancoceleste, il Presidente della Lazio Basket, e fondatore del Progetto Colors,

innanzitutto per motivi di reddito”.

Simone Santi ha tenuto una conferenza stampa presso la sede di Via del Banco di

Progetto Colors, iniziativa di integrazione attraverso la pratica della pallacanestro pro-

S.Spirito, lanciando un grido di profonda amarezza e solitudine.

mossa dalla Lazio Basket, ha infatti avviato ad oggi allo sport più di mille bambini di

“Abbiamo chiesto alle altre società regionali di promuovere questo modello, ci

37 nazionalità nelle periferie italiane, in aggiunta alle circa 100 piccole giocatrici che

siamo rivolti al Presidente del Comitato Regionale, ma ci dobbiamo confrontare

in Mozambico hanno trovato nella squadra creata dalla Lazio Basket nell’orfanotrofio

con un atteggiamento di chiusura e di sospetto. Il progetto squadra delle squadre,

di Maputo un’occasione per crescere e provare a guardare la vita a testa alta.

riproposto per valorizzare i giovani del Lazio che non hanno la possibilità di acce-

“Questi ragazzi sono il simbolo di un movimento che sta aiutando tanti bambini

dere a prime squadre, ma che possano crescere con il nostro titolo, e con un cam-

a crescere in Italia e all’estero ma continuamente ostacolato da un’ottusa resi-

pionato di “C” ha ricevuto

stenza al cambiamento e

un secco no dal Presiden-

all’inclusione. Usciremo

te del Comitato; “perché

a breve con un grande ed

le altre società non sta-

ambizioso progetto, che

rebbero zitte, per dubbi,

guarda anche alla società

sospetti, vantaggi, prote-

civile. Ci auguriamo che

zioni. Se questa è la vo-

vi possa essere qualcu-

glia di cambiamento che

no con la volontà di fare

il

imporrebbe,

squadra, con quello spi-

io rimango sorpreso e di

rito che dobbiamo vera-

fronte ad un bivio forza-

mente iniziare a pratica-

to: agonismo o sociale?

re, prima di pretendere di

Le nostre energie - pro-

insegnarlo.

segue Santi - vogliamo

Ed in parallelo all’impe-

indirizzarle su qualcosa

gno nel sociale, anche

che possa avere risultati

quest’anno la Lazio Ba-

concreti e compagni di

sket ha valorizzato an-

squadra

compren-

che

valori

periodo

danoi

che nostri

l’attività

agonistica

ci

promuovendo tanti nuovi

mettere

giovani giocatori, renden-

al centro il ragazzo e la

do loro possibile – tramite

sua crescita, non ci pia-

un accordo intersocietario

impongono

di

ghiamo a logiche diverse,

- giocare due campionati,

piuttosto facciamo un passo indietro. Il basket è destinato ad implodere se conti-

il campionato giovanile ed uno senior. Ed ancora una volta il risultato - ovvero la ter-

nuerà con l’insensatezza di volere imitare il mondo del calcio. Come Lazio Basket

za promozione in 5 anni - ha premiato questo progetto. “Senza contare” evidenzia

continueremo con lo sport di base, andando incontro a chi non può permetter-

Santi “che il nostro modello di collaborazione fra squadre accresce anche il valore

selo. Anche quest’anno abbiamo raccolto grandissime soddisfazioni, soprattutto

del cartellino di giocatori che appartengono ad altre società, e a cui quindi confe-

dall’affetto dei ragazzi, piccoli e grandi, che hanno capito di essere al centro di

riamo un valore. Con immensi sforzi è dal 2007 che portiamo avanti un grande

attenzioni, a partire dalla prima squadra che ha valorizzato tantissimi giovani

progetto sociale come Colors, abbiamo conquistato la terza promozione, i ragazzi

di talento, alle piccole giocatrici del Progetto Colors in Mozambico. Però questo

ci chiedono di proseguire su questo cammino ma non abbiamo ricevuto segnali di

modello per essere sostenibile richiede collaborazione e soprattutto di mettere

vicinanza, messaggi positivi. Piuttosto, una lista infinita di “contro”, emblema di

al centro la logica del ragazzo, la volontà di offrire a questi giovani giocatori le

un Paese in cui si cercano i limiti delle idee positive, non le modalità per valoriz-

migliori possibilità. Invece purtroppo molto spesso l’unica logica applicata sembra

zarle. Sono stupito nel cogliere questo atteggiamento anche

quella del cartellino, del campanilismo dei singoli e del tutti contro tutti. Tutto

nel mondo dello sport.

questo è profondamente in contrasto con la nostra tradizione familiare e sportiva,

Spero vivamente di potermi ricredere nei prossimi giorni, e

con l’entusiasmo e l’impegno di tutti quelli che ci hanno aiutato e sostenuto”.

faccio leva sul mio innato ottimismo e voglia di fare”.

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s.s. lazio motociclismo

s.s. lazio ciclismo

MORETTINO SFRECCIA DA CAMPIONE

DE NICOLA, LA STOFFA DEL CAMPIONE

N

ello

splendido

scena-

rio di Nemi, teatro dei Campionati

italiani

di

mountaIn bike,, oltre agli attesi e blasonati blasonati di Gerhard Kershbaumer, Nicolas Pettinà e Daniele Braidot, tutti atleti del

Francesco Cocco in azione

Gruppo Forestale, arrivati rispettivamente primo, secondo e terzo,

S

i sono svolti ad Imola il 7^ e 8^ round del CIV 2013, gare che hanno visto pro-

a brillare è stata anche la stella

tagonisti i piloti della Elle 2 Promotion - Lazio Motociclismo. Un caldo torrido

della S.S. Lazio Ciclismo, Luca De

e l’asfalto rovente hanno reso ancor più impegnativa la prova.

Nicola. L’atleta classe ‘94, ha deliziato i supporters biancocelesti

Delle moto biancocelesti in gara quella di Fuligni ha regalato emozioni. Il pilota laziale

che lo hanno sostenuto durante

si è reso protagonista di una grande rimonta finendo 12° dopo aver ottenuto nelle

tutto il weekend di gara, con una

prove un non certo lusinghiero 23° posto.

prestazione costante e priva di sbavature, coronata da un ottimo

Pagliani, partito tra i favoriti, è scivolato al primo giro, chiudendo in questo modo

12^ posto finale nella categoria

sfortunato la sua performance. Ci sarà tempo per rifarsi.

Under23. L’atleta originario di Albano Laziale, partito dalla casella numero 17, si è reso protagonista di una buona partenza, che lo ha mantenuto per i primi due giri in

La ciliegina sulla torta laziale l’ha messa Niky Morrentino ,nella 600 Stock, il quale ha

15^ posizione; tuttavia De Nicola ha messo a segno la sferzata vincente negli ultimi

vinto entrambe le manche impresa che gli ha permesso di ridurre il distacco dal ver-

due dei cinque giri complessivi, con un ritmo crescente, ha scalato tre posizioni

tice della classifica a sole 10 lunghezze, facilmente recuperabili al Mugello.

concludendo la gara in 12^ posizione, mettendosi alle spalle un campione del calibro di Rossi.

Il neo acquisto della SS Lazio Motociclismo Francesco Cocco ha resistito soltanto 4

Soddisfatto De Nicola al traguardo: “Una gara perfetta, non potevo fare di più per

giri alla tensione penalizzato dalla ferita, ancora fesca, sul

quest’anno. Siamo sulla strada giusta per costruire un grande

piede operato.

futuro con questi colori. Ringrazio tutti: la famiglia, il team, i supporter. Ora un pò di riposo e poi di nuovo a lavoro, da Set-

Per lui la gara del Mugello sarà l’occasione per rifarsi.

tembre per preparare una nuova grande stagione.”

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IN MARCIA VERSO LA B

L

a SS Lazio Baseball è vicina alla grande impresa. Dopo un campionato giocato

ma non è automatico che ci venga concesso. Allora dovremmo optare per Anzio

a tutto gas, che ha visto i ragazzi del Manager Marcello Dantini vincere undici

o Nettuno e allora sarebbero dolori veri perché i costi lieviterebbero a dismisura.”

partite sulle dodici disputate, è prossima a giocarsi i play off per la promozio-

Eppure nel cassetto avete da tempo il progetto che è qualcosa di più di un’idea di

ne in serie B. Un traguardo storico per la formazione biancoceleste che raggiunge

realizzare un campo tutto vostro alla Garbatella.

un obiettivo così importante dopo oltre 10 anni. L’avversaria sarà l’ostica Maremma

“La costruzione procede, sia pur lentamente per questioni di budget. Quando

Baseball a cui la Lazio dovrà far visita sul suo campo.

saremo pronti con la nostra struttura saremo davvero in grado di lanciare la SS

“Dal punto di vista tecnico - sottolinea il Presidente Giuseppe Sesto, che in due

Lazio verso mete importanti. Potremo dare vita ad un fiorente settore giovanile e

soli anni da quando ha assunto le redini della società è riuscita restituirle dignità e

coagulare interesse ed entusiasmo intorno a noi. Siamo tenaci, porteremo a buon

competitività - non temiamo nulla. Siamo pronti a giocarci le nostre chances sul

fine anche questa impresa che diventerebbe un fiore all’occhiello per l’intera SS

diamante, al pari degli avversari. Già lo scorso anno avevamo costruito una squa-

Lazio.”

dra in grado di battersi per la promozione, siamo arrivati secondi, questo potrebbe

E allora se son rose...

essere l’anno buono. La squadra, formata da tutti atleti romani, è forte e compat-

Ecco tutti i protagonisti della Lazio Baseball:

ta, abbiamo fiducia. Permettetemi di ringraziare il Manager della squadra Marcello

Juri Agostinelli, Angelo, Carotenuto Angelo, Simone Cioni, Dario Colonna, Francesco

Dantimi e tutti i giocatori per l’impegno profuso e la grande professionalità che ci

Damico, Fulvio Pannese, Valerio Fusco, Thomas Giurato, Lorenzo Masi, Stefano Mu-

hanno permesso di raggiungere questo traguardo.”

rano, Tiziano Ortis, Giovanni Pagliei, Luca Pardini, Alfonso Valerio Ragazzo. Manager:

Ma il salto di categoria, certamente oneroso sotto il profilo economico, vi spaventa ?

Marcello Dantimi.

“Ritengo che la squadra sia pronta, due o tre rinforzi di livello, soprattutto nel settore dei lanciatori, e potremo essere competitivi anche nella serie superiore. I problemi vengono invece, come ha sottolineato lei, dal reperimento delle risorse. Siamo in un momento economicamente difficile. Già lo scorso anno avremmo potuto accedere alla B, che ci era stata data per meriti sportivi, ma abbiamo dovuto rinunciare perché non potevamo permettercelo. I ragazzi inoltre volevano conquistarsela sul campo. Oggi speriamo di non dover fare salti nel buio.” Quali sono le difficoltà maggiori da superare. “Inutile dire che siamo penalizzati dalla drammatica situazione dell’impiantistica romana. Fino ad ora abbiamo potuto giocare nel campo del Parco Regionale D’ Aguzzano a Rebibbia, una struttura costruita per il calcio ed adattata per il baseball, dove la società Nuova Roma Baseball titolare dell’ area ci ha ospitati , ne approfitto per ringraziare Domenico Micheli per il grande aiuto che ci sta dando. In B non sarebbe omologabile. A Roma l’unico impianto disponibile è quello dell’Acqua Acetosa dove saremmo ospiti dell’Urbe Roma che ne è concessionaria



Lazio 100 settembre