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SEGNIdeiTEMPI giornale di attualità sociale, culturale e religiosa n. 9 - settembre 2012 | anno XVIII | Registrazione del Tribunale di Napoli n° 5185 del 26 gennaio 2001

www.diocesidipozzuoli.org | www.segnideitempi.it

Testimonianza. Il vescovo racconta il pellegrinaggio sui passi di Gesù. L’emozione dell’arrivo, cantando, al Santo Sepolcro

CON I GIOVANI IN TERRA SANTA

«L’ora santa e la preghiera: al termine è tornata la pace. E da gruppo siamo diventati comunità»

S

uperando con l’aiuto concreto di varie persone difficoltà che ostacolavano la mia partenza, anche se con un giorno di ritardo, ho raggiunto i giovani in Terra Santa. Mi sono subito messo in cammino con loro sui passi di Gesù, visitando i luoghi che parlavano di Lui: Nazaret – Cafarnao – Monte delle Beatitudini - fiume Giordano – Gerico… fino a Betlemme. Il momento più intenso e coinvolgente è stato l’ingresso solenne al Santo Sepolcro a Gerusalemme, dopo aver percorso la Via dolorosa. I Frati ci hanno accolto nella piazza davanti alla Basilica e in processione, cantando, siamo arrivati davanti al Santo Sepolcro. Dopo un momento di preghiera siamo potuti entrare e sostare anche se per poco davanti al «luogo dove avevano deposto Gesù». Quel sepolcro vuoto mi ha richiamato le parole dell’angelo a Maria di Magdala e alle altre donne, che «di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levar del sole: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto”» (Mc 16,2.6). Quel sepolcro vuoto è il segno silenzioso della risurrezione di Gesù. Uscendo da quel luogo angusto, mi si è fatta più chiara la missione a cui sono chiamato, a cui la Chiesa è chiamata e in essa ogni battezzato: «andate e dite (cfr Mc 16,7) che Egli è risorto, è vivo! Non cercate tra i morti Colui che è vivo. Egli ha vinto la morte e vi ha aperto gli orizzonti della vita dopo questa vita». (continua a pag. 8)

† Gennaro, vescovo

Nasce l’Associazione degli Albergatori. Il marketing e la collaborazione dei volontari

Pastorale Giovanile, la coinvolgente esperienza diocesana

In Terra Santa pensando al Duomo

Campi Flegrei, anno zero del turismo

Con Cristo pietre vive: questo il tema del pellegrinaggio in Terra Santa organizzato dall’Ufficio diocesano della pastorale giovanile alla fine di agosto, guidato dal vescovo, monsignor Gennaro Pascarella. Particolarmente significativo l’incontro con il Patriarca latino di Gerusalemme, monsignor Fouad Twal, e con il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa dell’Ordine dei Frati Minori. Un’esperienza intensa (articolo a pag. 7), vissuta con l’obiettivo di arricchire la pianificazione del prossimo anno pastorale e che verrà presentata durante l’annuale convegno ecclesiale diocesano che si svolgerà dal 21 al 23 settembre (locandina con il programma del convegno a pagina 16). Un pellegrinaggio vissuto anche con il desiderio di poter ricambiare l’ospitalità nel 2013, sperando che la cattedrale sul Rione Terra sia finalmente restituita al culto, come più volte promesso dalla Regione Campania. Un auspicio, quest’ultimo, espresso anche dai tanti turisti che ancora una volta nel periodo estivo non hanno potuto visitare il Rione Terra. Sull’antica rocca infatti si riesce a salire solo la domenica mattina, in concomitanza delle celebrazioni nella chiesa del Corpo di Cristo, grazie all’impegno del Vicariato per la pastorale della cultura e dell’Associazione Nemea portato avanti da ottobre del 2004.

Crac turismo in Italia, l’eccezione positiva (+2,4%) viene dalla Campania. Sembra incredibile a dirlo, dopo le immagini della “monnezza” che hanno fatto il giro del mondo, per non parlare degli Scavi di Pompei sempre alla ribalta per i crolli. Eppure Napoli e il resto della regione rappresentano una delle pochissime realtà in controtendenza, anche se in dettaglio occorrerebbe differenziare tra le presenze straniere dovute a una politica di bassi prezzi e il turismo d’elite che frequenta i lussuosi alberghi del lungomare, stimolato anche da grandi eventi i cui numeri però non sono stati ancora esaminati (America’s Cup, Napoli Teatro Festival Italia, Coppa Davis, World Urban Forum). In generale, comunque, le presenze dei

turisti nell’anno della grande crisi economica sono state limitate a brevi permanenze, e lo stesso è accaduto nei Campi Flegrei, come ha spiegato a “Segni dei Tempi” il direttore dell’Azienda di turismo di Pozzuoli. E per l’area flegrea, più che dei numeri in ogni modo positivi, bisognerebbe invece parlare della qualità dell’accoglienza. Ha fatto scalpore la chiusura improvvisa dell’Anfiteatro Flavio in alcuni giorni della settimana: molti turisti sono dovuti ritornare a casa delusi. Una proposta concreta è arrivata da due associazioni - Archeopolis e Angeli Flegrei – che hanno proposto alla Soprintendenza di affiancare i loro volontari alle guide ufficiali. an.ma. (servizi a pag. 11)


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SEGNI FLEGREI PRIMO PIANO

Tagli e dimensionamenti: così cambia la scuola a Napoli Istituti accorpati, la situazione nei quartieri flegrei S e in estate nei centri commerciali già si vendono grembiuli e quaderni questo non vuole dire che anche nelle scuole si pensi agli alunni. Anzi, le preoccupazioni riguardano solo i dimensionamenti e la perdita delle autonomie. Che significa? Che molti istituti perderanno il dirigente scolastico e verranno accorpati ad altre scuole della stessa zona. Tra i vantaggi: ci saranno meno costi per gli enti pubblici. Tra gli svantaggi a cui probabilmente la platea scolastica andrà incontro: meno attenzione all’offerta formativa particolareggiata, cioè saranno più difficili – ma non per questo impossibili - percorsi didattici pensati per gli alunni e per i contesti sociali in cui opera un singolo istituto. Intanto, a febbraio la Regione Campania ha approvato il piano di ridimensionamento: Napoli e la provincia avranno 57 autonomie in meno nei prossimi tre anni, fenomeno dovuto anche alla flessione

demografica che interessa il paese. Ecco i dettagli del piano. Napoli (IX Municipalità: Soccavo e Pianura) A Pianura (il dimensionamento non interesserà Soccavo) saranno soppresse le autonomie del 72° Circolo Didattico (con le scuole Nuovo Edificio, Palasciano, Via Napoli, Via Campanile), dell’8° Circolo Didattico (Russolillo, Pallucci), dell’Istituto Comprensivo Russo,

della Scuola Media Russo e della Scuola Media Falcone. Nasceranno quindi l’Istituto Comprensivo Falcone (con sede unica in via Pallucci), l’Istituto Comprensivo Russo–Palasciano (con sede in via Marrone e via Padula), l’Istituto Comprensivo 72° Palasciano e l’Istituto Comprensivo Russolillo- Russo 2. Napoli (X Municipalità: Fuorigrotta e Bagnoli) A Bagnoli saranno soppresse le autonomie del 41° Circo-

I casi Bacoli e Monte di Procida Passano da cinque a tre le scuole di Bacoli. O, ad essere precisi, gli istituti autonomi. Nel Comune dalle tanti frazioni il dimensionamento scolastico è vissuto con tensione da parte dei genitori che già lo scorso anno hanno manifestato contro le disposizioni ottenendo, però, garanzie da parte dell’amministrazione. Resteranno scuole autonome gli istituti comprensivi (già comprendono classi materne, elementari e medie) Paolo di Tarso di via Risorgimento, Plinio il Vecchio del Fusaro e Antonio Gramsci di via Miliscola. Perderanno l’autonomia il 1° Circolo Didattico di via Roma e il 2° Circolo Didattico di via Bellavista. Da segnalare che sono stati ultimati dopo una lunga trafila burocratica i lavori al 1° Circolo Didattico di Capo Miseno (ora ex 1° Circolo Didattico). La scuola della frazione di Miseno adesso è antisismica, ma non è l’unica novità: è stato progettato un solaio in cemento e la ristrutturazione di tutti i servizi con nuovi impianti termici, pavimenti e infissi. Inoltre, è stata rafforzato tutto l’edificio che in passato aveva manifestato segni di cedimento: i tecnici sono dovuti intervenire sulla struttura, rafforzandola, per evitare problemi nei prossimi anni. Resta il problema della vicina scuola elementare (struttura sorta negli anni ’50), ancora da ristrutturare. Fino allo scorso anno scolastico le quattro classi della materna e le cinque della elementare sono state ospitate nella Marconi con tante difficoltà per i bambini e le famiglie. I lavori per i due edifici non sono stati eseguiti in contemporanea perché la scuola media è costruita in cemento e l’elementare in muratura, che richiedono un intervento diverso dalla materna. Non sono interessate al dimensionamento le scuole del Comune di Monte di Procida. Intanto in estate i bambini montesi – dalla seconda alla quinta classe della “Vespucci” - hanno partecipato al “Campo Estivo Cappella” per il mese di luglio. Ad organizzare il campo i volontari dell’Associazione “Alba Nuova”.

lo Didattico Fornari, del 73° Circolo Didattico Ilioneo e della Scuola Media Michelangelo. A Fuorigrotta perderanno l’autonomia l’Istituto Comprensivo Console, la media Augusto, la media Silio Italico e il 78° Circolo Didattico Lala. Questi istituti hanno edifici inadeguati che, in parte, saranno soggetti a ristrutturazioni. È salvata dalla politica del dimensionamento la media Gigante di Cavalleggeri. L’istituto si trova in un contesto definito difficile dal Comune: nella scuola sono in campo numerosi progetti di inclusione scolastica e la perdita dell’autonomia significherebbe perdere gran parte del lavoro fino ad oggi svolto. Per quanto riguarda gli isti-

tuti di istruzione secondaria superiore nella zona occidentale di Napoli, si registrano le seguenti novità: il liceo artistico Boccioni della Mostra d’Oltremare sarà accorpato al Palizzi, il liceo scientifico Copernico del Parco San Paolo di Fuorigrotta aggiungerà un nuovo corso di studi: “scienze applicate”. All’Istituto Nitti di viale Kennedy è prevista la nuova articolazione del corso di studi in “sistemi informativi aziendali” per l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing”. Ancora, al “Duca degli Abruzzi”, la storica struttura del nautico di Bagnoli, sarà istituito il corso di “conduzione del mezzo” per l’indirizzo “Trasporti e logistica”.

Il giorno di don Diana. La Regione Campania ha stabilito che gli alunni dovranno ritornare nei banchi di scuola dal 13 settembre (ultimo giorno sarà l’8 giugno). Curiosità per il prossimo anno scolastico: il 19 marzo, in occasione dell’anniversario dell’omicidio del sacerdote don Peppino Diana, è indetta la “Festa della Legalità”. Nell’occasione non verranno sospese le attività didattiche ma la giornata sarà dedicata all’impegno e alla memoria.

SEGNI DEI TEMPI

anno XVIII - n. 9 - settembre 2012

Direttore Responsabile: Salvatore Manna Direttore Editoriale: Carlo Lettieri Redazione: Paolo Auricchio, Pino Natale, Ciro Biondi Collaborano: Maddalena Annigliato, Vincenzo Boccardi, Valentina Cavaliere, Fabio Cutolo, Eugenio d'Accardi, Antonio Franco, Irene Ioffredo, Antonio Izzo, Gaetano Lombardi, Nello Mazzone, Maria Rosaria Merone, Giovanni Moio, Gianni Palmers, Raffaela Pingi, Angelo Volpe Segni dei Tempi on-line: Riccardo Lettieri - ZendoADV.it (portale) Grafica e impaginazione: Luca Scognamiglio (ZendoADV.it) Fotografie: Redazione Segni dei Tempi - Foto a pag. 1 di Nello Mazzone da Il Mattino Stampa delle 4.000 copie: STIEM S.p.A. Pubblicità e amministrazione: coop. Ifocs Mensile della Diocesi di Pozzuoli, realizzato presso il Centro Studi per il Volontariato Caritas diocesana, grazie alle collaborazioni gratuite ed all’utilizzo dei contributi giunti da: “otto per mille” e privati. Per contributi: Diocesi di Pozzuoli c/c postale 22293807 Per la pubblicità: marketing@segnideitempi.it Registrazione del Tribunale di Napoli n° 5185 del 26 gennaio 2001 Associato alla Fisc

Associato all’USPI

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Redazione c/o Centro Studi per il Volontariato Via N. Fasano, 9 - 80078 Pozzuoli (NA) telefax 081.853.06.26 - 393.586.19.41 - e-mail: segnideitempi@hotmail.com

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PRIMO PIANO SEGNI FLEGREI

Primo piano e Territorio a cura di Ciro Biondi

Il piano del dimensionamento accorpa storiche scuole cittadine e nascono gli istituti comprensivi. Arrivano i nuovi corsi

La rivoluzione dei tagli a Pozzuoli

Ma la Cittadella Scolastica nell’ex Ospedale è ancora vuota: uno spreco per la comunità flegrea

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nche su Pozzuoli si abbatte la scure dei tagli e del dimensionamento scolastico. Numerosi i cambiamenti che toccano anche le scuole storiche come la Diano e la Diaz. Piccola rivoluzione a Monterusciello dove si semplifica l’assetto scolastico: il 2° Circolo De Amicis diventerà un Istituto Comprensivo e si unirà alla Diaz. Quest’ultima è la più antica scuola media di Pozzuoli e al suo interno è ospitato l’unico Museo della Scuola del Sud Italia, fondato da Gaetano Lombardi, docente di italiano e storia. Anche l’8° Circolo Oriani di via Reginelle si unirà alla Diaz. Sempre a Monterusciello la Rodari si accorperà all’Annecchino creando un istituto comprensivo (le due scuole già si dividono lo stesso fabbricato). Stesso discorso a Monterusciello II: il 7° Circolo Viviani si unirà alla Pergolesi 2. Altro dimensionamento significativo a Pozzuoli lungo l’asse di via Campana: il 5°

Circolo si unirà all’Artiaco– Quasimodo e alla succursale di Agnano della Diaz. Anche da questa unione nascerà un istituto comprensivo. Stesso discorso per le scuole di Toiano: si uniranno il 6° Circolo con la succursale dell’Artiaco–Quasimodo. A tre mesi dall’insediamento, l’amministrazione comunale ha inaugurato il 10 settembre la struttura del 1° Circolo a via-

le Capomazza. In calendario la “liberazione” degli abusivi e l’inizio dei lavori alla Fatale di via Napoli e una palestra tutta nuova nel plesso di Licola Mare. A Pozzuoli novità anche per tre istituti superiori. Nuovi corsi all’Isis Tassinari. Il Tassinari aspetta però ancora una sua struttura. La Provincia paga circa 250 mila euro all’anno per l’affitto dello stabile in via Fasano, una

Quarto, la cittadina dei giovani Quarto si salva dal dimensionamento. Almeno per quest’anno. Anche se Quarto non detiene più il record di comune più giovane d’Europa, resta comunque un’area in cui vivono numerosi giovani. Non manca quindi la platea scolastica: ecco perché non si parla di riduzione delle autonomie. A Quarto ci sono ben dodici scuole per l’infanzia e nove scuole primarie più le rispettive succursali. Restano però a rischio gli istituti De Filippo e Deledda, sottodimensionati e costruiti a poche centinaia di metri di distanza. Per l’anno scolastico 2012–2013 le due scuole avranno un reggente che sostituirà il dirigente scolastico. Ma il Comune di Quarto, per l’anno scolastico 2013-2014, potrebbe decidere di togliere l’autonomia. Struttura nuova per il VI Circolo in via Picasso, nella zona cosiddetta dei Cocci. L’edificio, ristrutturato di recente grazie alla Legge Falcucci, ospiterà la direzione didattica, alcune aule e una piccola palestra. In questo modo si è liberata parte della struttura della Don Milani in via Kennedy che potrà ospitare più alunni soddisfacendo la richiesta sempre crescente di iscrizioni. Il IV Circolo perde invece l’antica struttura in piazza Santa Maria, la scuola Lancia, che ritorna nelle disponibilità del Comune e dovrebbe ospitare alcuni servizi di pubblica utilità. La Provincia di Napoli, intanto, ha adeguato alle norme la palestra dell’Isis (con indirizzo scientifico e tecnico commerciale), l’unico istituto superiore della cittadina che ha aggiunto anche nuove aule. Infine, l’ente di piazza Matteotti ha finanziato i lavori per le nuove aule per il 1° Circolo Didattico. Fino al 30 settembre tutti gli alunni di Quarto sono invitati a partecipare alla prima edizione del Premio per la legalità Città di Quarto dedicato ad Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, Salerno, ucciso in un attentato nel 2010. I giovani dovranno far pervenire all’organizzazione scritti o opere artistiche sul tema della legalit��. La partecipazione è gratuita. Per informazioni www.premiovassalloquarto.it

fabbrica dismessa nei pressi del Mercato Ittico di Pozzuoli. Tra le ipotesi anche la costruzione di una nuova struttura. Al Pareto, l’istituto tecnico per ragionieri e geometri, migliorerà l’offerta formativa con i corsi in “Sistemi informativi aziendali e Relazioni internazionali” per l’indirizzo “Marketing” e “Geotecnica”. Resta il grande problema della scuola

che si divide tra la struttura centrale di Arco Felice e la sede distaccata provvisoria di Agnano. Dovrebbero essere ultimati a breve i lavori della sede centrale e concentrare le classi in un’unica struttura. Ancora un “mistero” della cittadella scolastica di Pozzuoli. Sono da qualche tempo disponibili i primi edifici dell’ex Ospedale Santa Maria delle Grazie, nei pressi dell’Accademia Aereonautica. Già dallo scorso anno avrebbe dovuto trasferirsi parte dell’Istituto alberghiero Petronio di Monterusciello. La scuola avrebbe gestito sale convegni, servizi della ristorazione e dell’accoglienza, impianti sportivi. Un polo che avrebbe fatto dell’Istituto alberghiero la scuola più grande d’Europa: 75 classi per 2200 studenti. Ad oggi la Cittadella Scolastica è vuota, un vero peccato per tutta la comunità flegrea che non può utilizzare gli spazi dell’immensa struttura e un danno per i tanti ragazzi delle scuole superiori di Pozzuoli.

Riapre la Marconi nei pressi del Rione Terra

Alla presenza di centinaia di alunni e genitori si è svolta la mattina del 10 settembre l'inaugurazione per la riapertura ufficiale del plesso scolastico «Guglielmo Marconi» di via Capomazza, nei pressi del Rione Terra. A fare gli onori di casa la dirigente scolastica, la professoressa Angela Palomba, che ha ringraziato l'assessore alla Pubblica istruzione Alfonso Trincone e il sindaco Vincenzo Figliolia, entrambi presenti insieme ad una nutrita delegazione di assessori e consiglieri comunali di Pozzuoli. Al taglio del nastro è intervenuto anche il vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella, che ha sottolineato l’importanza della formazione continua, intesa come impegno dei cittadini a mettersi al servizio della comunità. Presenti anche rappresentanti delle forze dell'ordine e il giudice Rosario Priore. «Voi giovani - ha detto il giudice Priore, rivolgendosi alla folta platea scolastica - avete il compito di reagire a tutti quei fenomeni di violenza e delinquenza che anche in questi giorni stanno macchiando la periferia napoletana. Dovete fare vostro un modo di vivere che sia sempre conforme e rispettoso delle leggi. Questa è la legalità».


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SEGNI FLEGREI TERRITORIO

La rivoluzione silenziosa del cimitero di Fuorigrotta L’antico camposanto si rinnova e arrivano i loculi I l cimitero di Fuorigrotta detiene un primato nazionale. È l’unico cimitero completamente privato in tutta Italia. Il proprietario è la diocesi di Pozzuoli, a gestirlo le arciconfraternite del Santissimo Sacramento, di Maria Santissima del Rosario e di San Francesco di Paola. Vi sono tracce dell’esistenza delle arciconfraternite all’inizio del 1600 e risale alla metà del ‘700 la prima “Regola” messa a punto dai fedeli dediti alle attività religiose e sociali. Monsignor Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli, il 1° gennaio del 2011 ha nominato il nuovo commissario delle arciconfraternite: don Sergio Pipolo, parroco della chiesa di Santa Maria Immacolata di Fuorigrotta. E in meno di un anno ci sono stati grandi cambiamenti. «Ringrazio il vescovo per la fiducia che ha riposto nella mia persona – ha detto don Sergio – e per la fiducia nello staff con cui insieme stiamo vivendo momenti di impegno e sacrificio ma anche di gioia. Ma ringrazio anche i cittadini che hanno compreso come noi stiamo qui per loro». Atto primo: nomina del direttore, figura fino a quel momento mai contemplata nell’organico della struttura. A ricoprire il delicato incarico, l’ingegnere Carmine Dattero, dirigente d’azienda con una lunga esperienza alle spalle: «Il nostro è un cimitero particolare – afferma – perché oltre al rispetto delle leggi e del regolamento della polizia mortuaria del comune di Napoli, dobbiamo rispettare le norme del diritto canonico e le disposizioni della curia di Pozzuoli. Mentre il “governo” dell’arciconfraternita spetta al commissario scelto dal vescovo». A parte l’origine antica, il cimitero di Fuorigrotta è un’azienda moderna. E l’ingegner Dattero è il suo manager. Il cimitero ha un’estensione di circa 40mila metri quadrati su cui si alzano edifici che ospitano circa 20mila loculi, dodici dipendenti e altro per-

sonale che lavora per imprese esterne. Quello di Fuorigrotta è uno dei camposanti più importanti della città di Napoli e il più grande dell’area flegrea. Sono circa mille i morti che ogni anno qui si seppelliscono; ci sono poi tutte le altre attività cimiteriali complementari. Un lavoro grande e difficile: «Stiamo agendo così come ci ha indicato il vescovo – spiega l’ingegner Dattero – con la massima trasparenza e con

l’obiettivo che il nostro lavoro debba essere indirizzato al sociale, alla cittadinanza e al rispetto di tutte le regole». E non appena insediato il nuovo gruppo dirigente già ha fatto notare i primi cambiamenti. Primo tra tutti i lavori per la costruzione di una nuova palazzina. Mercoledì 13 giugno il vescovo di Pozzuoli ha posto la prima pietra a quella che sarà la Congregazione di Maria Santissima del Rosario. Presenti tra gli altri l’assessore

comunale Bernardino Tuccillo e Gianfranco Valiante, presidente della commissione anticamorra della Regione Campania. La moderna costruzione conterrà 4.459 nuovi loculi (una parte dovrà rimpiazzare i loculi abbattuti per fare posto al nuovo edificio) e 186 posti per le inumazioni. A Fuorigrotta non si costruivano nuovi loculi dagli anni ’90. E a Napoli c’è fame di loculi. E quando c’è richiesta ci sono anche le speculazioni.

Ferma è la volontà del vescovo di Pozzuoli di allontanare ogni tentativo di illegalità. «Come cristiani – ha detto monsignor Gennaro Pascarella durante la cerimonia della posa della prima pietra - dobbiamo avere un rispetto particolare dei corpi dei defunti che attendono la resurrezione. Ma anche per quando riguarda i lavori per la costruzione della chiesa con i nuovi loculi, ci devono accompagnare due valori: la trasparenza e la legalità. Allo stesso modo dobbiamo essere pronti a denunciare gli atti che non richiamano questi valori». «È stato il nostro primo pensiero – afferma il direttore Carmine Dattero – ecco perché abbiamo pubblicato il bando distribuendo oltre 12mila moduli e raccogliendo circa 6mila domande. A fine gennaio abbiamo effettuato il sorteggio pubblico per l’assegnazione alla municipalità di Bagnoli in assoluta trasparenza. I tempi sono stati rispettati tutti. Con don Sergio abbiamo deciso che l’assegnazione venisse fatta per nuclei familiari. Alla fine tutti sono rimasti contenti. Anche quelli non sorteggiati perché hanno capito che tutto è stato fatto nel pieno rispetto della legalità». L’esperienza di Fuorigrotta è seguita con attenzione anche dalla Libera Associazione Italiana Imprese Funebri della Confesercenti. «Ringrazio il vescovo e don Sergio – dichiara Luigi Cuomo, coordinatore nazionale di Sos Impresa - per lo straordinario lavoro volto alla legalità e alla trasparenza. Il settore delle attività cimiteriali e quello delle onoranze funebri è tra i più inquinati dalla criminalità organizzata. Le associazioni di categoria si stanno impegnando per introdurre elementi per liberalizzare il settore e introdurre efficaci strumenti di legalità e trasparenza». L’azienda impegnata nella costruzione della nuova palazzina, la Ri.Na., ha aderito al Patto Antiracket con Sos Impresa e le forze dell’ordine.


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TERRITORIO

SEGNI FLEGREI

Dopo tante occasioni sprecate e nel mezzo della crisi il quartiere di Fuorigrotta vive un momento cruciale per il suo futuro

La Porta Flegrea in cerca di rilancio

Dal World Urban Forum alla valorizzazione dei beni archeologici in attesa della nuova Edenlandia

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uorigrotta è il quartiere delle grandi occasioni, spesso mancate, della città di Napoli. Il prossimo appuntamento è a settembre. Dal 1°al 7 si è svolto il World Urban Forum. Un evento di portata mondiale organizzato da Un-Habitat, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di insediamenti urbani. Per una settimana Napoli è stata quindi capitale mondiale di urbanisti, architetti, sociologi. I temi, la rigenerazione urbana e la green economy applicata alle nuove costruzioni, saranno dibattuti nell’area della Mostra d’Oltremare a Fuorigrotta. Un piccolo assaggio di quello che sarà il Forum Universale delle Culture del 2013 che vedrà proprio Fuorigrotta e Bagnoli tra i luoghi in cui si svolgeranno la maggior parte degli eventi. Fuorigrotta è uno dei quartieri napoletani con più mezzi di trasporto (ferrovia Cumana, metropolitana 2 e 6; bus delle varie aziende) e servizi (scuole, università, Mostra d’Oltremare, mercati). «È carente l’arredo urbano – spiega Luigi De Meo del “Comitato Civico Fuorigrotta – Bagnoli” – si lasciano delle zone completamente abbandonate all’incuria. In questi giorni dobbiamo però registrare che il quartiere ha ottenuto finanziamenti europei per la manutenzione di strade importanti tra cui via Leopardi, viale dei Giochi del Mediterraneo, viale Kennedy e, verso Bagnoli, via Cavalleggeri d’Aosta e via Diocleziano. Si tratta di assi viari importanti. Il loro recupero e la messa in sicurezza aiuteranno il miglioramento della vita degli abitanti di queste zone ma anche il miglioramento della viabilità in tutta un’area di congiunzione tra il centro di Napoli e l’area nord». E gli abitanti di Fuorigrotta sono anche in prima linea

per la raccolta differenziata. L’associazione “Fuorigrotta ieri, oggi e domani?” è nata proprio con questi intenti. Mentre è il Comitato Civico Fuorigrotta Vivibile che ha sollevato in più occasioni la questione stadio San Paolo. E il tempio del calcio partenopeo è al centro del dibattito sia per il suo rilancio e sia per il rapporto con il resto del quartiere. «Io sono tifoso del Napoli – dice Giancarlo Liguori, abitante al Rione Lauro – ma quando c’è la partita non si può uscire di casa. È un problema di viabilità ma anche di spazzatura. È grave che al di sotto lo Stadio ci siano parcheggi e altri spazi per servizi ma non sono mai stati utilizzati. Gli abitanti di Fuorigrotta vogliono che lo stadio del Napoli sia il San Paolo, ma lo vogliono qualificato: è pur sempre uno degli stadi più famosi al mondo, anche perché qui ci ha giocato Maradona. E se migliora lo stadio migliora anche tutto il quartiere.

È paradossale che proprio la zona intorno al campo sia sempre sporca. Per esempio i giardini tra Cumana e metrò di piazzale Tecchio oppure piazza Italia». Ma Fuorigrotta è a misura di bambino? No, mancano spazi verdi. Molti genitori portano i bimbi ai Colli Aminei o al parco Totò di via Nuova Agnano nei pressi della Facoltà di Ingegneria. La Mostra d’Oltremare, vero polmone verde della zona è chiusa al pubblico. E il Parco Robinson su viale Kennedy non è sempre aperto. Fuorigrotta porta dei Campi Flegrei. Eppure è stata dimenticata la vera porta, la Crypta Neapolitana o altrimenti detta la Grotta di Pozzuoli. Un vero e proprio gioiello di ingegneria romana che metteva in collegamento l’area flegrea con Piedigrotta. Utilizzata fino ai primi del ‘900 venne usata durante la seconda guerra mondiale come ricovero. Un gruppo di cittadini sta raccoglien-

do firme per una petizione indirizzata al sindaco Luigi De Magistris per richiederne il ripristino. Banchetti sono stati allestiti durante il mese di maggio e la petizione è andata avanti per tutta l’estate. Il percorso della Grotta è “in gran parte già messo in sicurezza – si legge nella petizione - la parte centrale, circa duecento metri, necessita ancora di lavori di risistemazione”. In parte ristrutturata, la “Grotta” è chiusa da diversi anni a causa della caduta di alcuni pezzi della volta. La Crypta racchiude testimonianze archeologiche e religiose. Valorizzato grazie ad un gruppo di volontari è invece il complesso archeologico delle Terme Romane in via Terracina. Il Gruppo Archeologico Napoletano propone visite e momenti di pulizia una volta al mese, per un fine settimana. Il recupero del complesso rappresenta un esempio di come la cittadinanza può adottare un monumento

per restituirlo ai cittadini stessi rendendolo fruibile nel corso del tempo. Altri punti di forza del quartiere che nel tempo sono diventati punti di debolezza sono Edenlandia e lo Zoo. Finalmente si è trovato un punto di svolta per queste due strutture dopo i problemi finanziari e il rischio chiusura. È stato pubblicato a maggio il bando per la vendita delle strutture. La società ha posto un prezzo base di offerta di 4,5 milioni di euro. Ma il bando obbligava anche alla spesa di altri 2,5 milioni per il rilancio. Il nuovo proprietario dovrà garantire inoltre il mantenimento dei livelli occupazionali, il rispetto degli animali e il mantenimento dei vincoli urbanistici che gravitano sull’area. Il bando è stato riaperto perché a luglio non sono arrivate offerte. A settembre si dovrebbe quindi sapere chi acquisterà uno degli storici parchi di divertimento italiani.

A Fuorigrotta il ricordo del sergente maggiore Valente

A tre anni dall’attentato di Kabul nel quale perse la vita il sergente maggiore Roberto Valente, si è svolta il 17 settembre una cerimonia di ricordo nei giardinetti a lui dedicati in via Consalvo a Napoli, organizzata dalla Consigliera di municipalità Maria Rosaria Russo. Dopo la benedizione del parroco della Buon Pastore, don Pasquale Di Giglio, alla famiglia si sono rivolti il presidente della decima municipalità, Giorgio De Francesco, e rappresentanti dell’Esercito. Particolarmente toccanti i racconti dei militari che erano stati in missione all’estero con Valente.


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SEGNI DEI TEMPI

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DENTRO LA DIOCESI

SEGNI DEI TEMPI

I giovani pellegrini della diocesi di Pozzuoli con il vescovo in Terra Santa: la testimonianza del Vangelo nella condivisione

Là, dove ogni luogo parla di Dio…

«Con Cristo anche noi pietre vive: il nostro viaggio è stato scandito da stupore ed emozioni»

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al 23 al 30 agosto i giovani della diocesi di Pozzuoli, insieme ad un piccolo ma vigoroso gruppo della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, hanno vissuto la straordinaria esperienza del pellegrinaggio in Terra Santa, sotto la guida del vescovo, monsignor Gennaro Pascarella. Per la nostra diocesi è stato il coronamento di un cammino di formazione, condivisione e preghiera che ci ha riuniti attorno al tema del nostro rapporto intimo personale con Gesù, attraverso gli appuntamenti promossi dall’Ufficio per la pastorale giovanile: i laboratori della fede foraniali, la via crucis di Soccavo, la giornata diocesana della gioventù alla Casina Vanvitelliana. Ripartivamo carichi di entusiasmo e di aspettative dopo la straordinaria esperienza della Giornata mondiale della gioventù di Madrid del 2011, dove abbiamo toccato con mano l’universalità della Chiesa di Cristo sulla Terra. Era vivo il ricordo di quella croce che si è levata nell’aeroporto di Cuatro Vientos, adunando intorno a sé 2 milioni di giovani accorsi da un confine all’altro della Terra, per fare esperienza autentica di comunione. Come una goccia estratta da quel mare di popoli, il nostro gruppo in Terra Santa rappresentava una piccola cellula della Chiesa universale in cui giovani laici, seminaristi e consacrati, guidati dalla paterna figura del successore degli apostoli, vivono concretamente e testimoniano il Vangelo nella condivisione, nella preghiera nella celebrazione dell’eucarestia. Il nostro viaggio è stato scandito da stupore ed emozioni, come preannunciato dal vescovo nella lettera d’apertura: siamo ripartiti dalla croce di Madrid alla volta di quella di Gerusalemme, dove affluiscono pellegrini da tutto il mondo, perpetuando l’universalità del popolo di Dio sulla

terra, ma soprattutto dove la Chiesa celeste e quella terrena si toccano perché è qui che il Signore si è fatto uomo e ha concretamente abbracciato l’umanità. Nel nostro pellegrinaggio ci ha guidato anche don Massimiliano Palinuro, attualmente sacerdote in missione in Turchia ed ex docente della Facoltà teologica di Napoli; grazie alla sua profonda conoscenza storica e archeologica dei luoghi sacri ha sapientemente coniugato il lato spirituale con quello culturale del nostro viaggio. Anche don Massimiliano è stato un anello di giunzione tra le due diocesi, in quanto per undici anni ha guidato la parrocchia di Maria SS Annunziata di S. Nicola in Baronia.Ci ha invitato a riflettere sul fatto che se c’è una storia della Salvezza; grazie alla testimonianza di tante “pietre vive”, al termine del pellegrinaggio, finalmente avremmo potuto collocare nel tempo e nello spazio gli eventi accaduti in quella Terra Santa,

martoriata dai contrasti e dalle guerre sin dall’alba dei tempi, ma Santa perché è proprio lì che è avvenuta la rivelazione, dove Dio ha scelto di manifestarsi agli uomini. Una Terra di forti contraddizioni in cui coesistono a pochi chilometri di distanza, l’estrema povertà di Betlemme e il benessere metropolitano di Gerusalemme; dove i cristiani delle varie chiese si contendono fino all’esasperazione i luoghi di culto che ricordano i principali episodi evangelici e dividono, con non poche difficoltà, quella terra con ebrei e musulmani. Là, dove ogni luogo parla di Dio, abbiamo assaporato con un nuovo spirito i brani dei testi Sacri su cui abbiamo riflettuto e meditato, pregato, adorato il Signore. Abbiamo percorso dapprima la Galilea, dove Gesù ha svolto gran parte della sua predicazione, intorno al lago di Tiberiade, Cafarnao e Cana (dove le coppie di sposi hanno rinnovato le loro promesse

matrimoniali) e ancora Gerico e la Città Santa. Sono stati vissuti diversi momenti forti: le adorazioni sul monte Tabor e nell’orto del Getsemani, la via crucis lungo il tragitto del dolore realmente percorso da Gesù, l’ingresso solenne nel Santo Sepolcro. Il nostro viaggio non si è soffermato solo sulla riscoperta delle radici della nostra fede, ma anche sulla riflessione sulle tante ferite di quella terra, apprese dalle voci delle Suore Francescane di Santa Elisabetta dell’ospedale pediatrico di Betlemme, del patriarca latino di Gerusalemme, sua beatitudine Fouad Twal, del Custode di Terra Santa , padre Pierbattista Pizzaballa dell’Ordine dei Frati Minori. Siamo stati calorosamente accolti anche presso il vicariato di San Giacomo per i cattolici di lingua ebraica a Gerusalemme dove abbiamo ritrovato Benedetto, un giovane originario della nostra diocesi che si accinge ad iniziare un itinerario vocazionale come seminarista del Vicariato San Giacomo per i cattolici di lingua ebraica in Israele, e che fa parte del Patriarcato Latino di Gerusalemme; Benedetto ci ha fatto conoscere l’importanza del lavoro di diffusione del cristianesimo presso il mondo ebraico in Israele.

Anche la conoscenza della comunità di recupero per giovani “Mondo X” sul monte Tabor, fondata da Padre Eligio negli anni ’60 e presente anche in Terra Santa dal 2006, è stato un ritorno al presente. La liturgia delle ore, i canti e la celebrazione eucaristica sono state il nostro pane quotidiano e ci hanno aiutato ad immergerci nella contemplazione dei luoghi in cui Gesù ha predicato, lavorato, gioito e sofferto, fino al legno della croce sul Golgota. Fondamentale è stato il fitto intreccio di legami intessuti tra di noi in questo viaggio dove veramente ci siamo sentiti una grande famiglia. L’augurio che ci portiamo nel cuore, dopo l’ultima contemplazione del Santo Sepolcro, è che anche noi come gli apostoli possiamo ritornare nella nostra Galilea e rileggere in una nuova chiave la nostra sequela di Cristo; ricominciando da una seconda pesca miracolosa, attraverso la riscoperta delle grandi opere che il Signore compie nella nostra vita; solo così potremo maturare l’esigenza di seguirlo con più autenticità e coraggio, senza ipocrisia né rifugio dietro futili motivazioni. Alberto Casertano

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SEGNI DEI TEMPI DENTRO LA DIOCESI

A Gerusalemme l’esperienza con la Pastorale Giovanile Più forte il comandamento: amatevi gli uni con gli altri ello scambio che c’è stato al termine del pellegrinaggio più di un giovane faceva riferimento a quel sepolcro vuoto, in cui aveva ritrovato speranza. Altro momento forte è stata l’“ora santa” vissuta, di notte, nella basilica del Getsemani. Quella pietra davanti all’altare sui cui era stato deposto il Santissimo Sacramento ci ricordava l’agonia di Gesù. Egli quella notte aveva provato paura, angoscia, tristezza. La lotta era stata dura:

Siamo ritornati in albergo tutti più… liberi! Sono stato edificato dalla capacità dei giovani di pregare! Lodi, vespri, rosario, S. Messa… hanno partecipato intensamente a tutti i momenti di preghiera proposti. Il pellegrinaggio, aiutato da don Massimiliano Palinuro, sacerdote della diocesi di Ariano Irpino – Lacedonia fidei donum in Turchia, è stato come partecipare ad Esercizi spirituali itineranti. Le relazioni tra tutti in questi giorni sono cresciute: da gruppo siamo di-

la preghiera di Gesù al Padre per l’unità (cfr Gv 17). Tanti siamo rimasti turbati per le divisioni evidenti tra cristiani a Betlemme e al Santo Sepolcro. Mons. Twal aveva una volta definito Gerusalemme: «la città della pace che non ha la pace», «la città che unisce tutti i credenti, la città che divide tutti i credenti». Alla Dominus flevit, il luogo dove Gesù pianse su Gerusalemme, ho pensato che Gesù continua a “piangere” su Gerusalemme per le sue divisioni, per la mancanza di pace. Egli continua

- la visita ad un ospedale per bambini a Betlemme, tenuto dai cristiani, ma aperto a tutti: tanti sono musulmani. Dal racconto di una suora infermiera emergevano le difficoltà in cui si ritrovano a vivere i palestinesi e la drammaticità del muro che li separa dalla città di Gerusalemme: povertà e conseguente rabbia sono i frutti più evidenti del muro! Quell’ospedale è un segno di pace, seminato in un terreno sassoso. È un miracolo dell’amore! - l’incontro con un giovane della no-

«il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra» (Lc 22,44). È soprattutto riecheggiata la sua preghiera: «Padre, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu! (…) Padre mio, se questo calice non può passare senza che io lo beva, si compia la tua volontà» (Mt 26,42). Quella notte ero arrivato stanco al momento di preghiera: paura e angoscia per la mia salute mi avevano invaso, il peso per situazioni difficili da affrontare in diocesi si faceva sentire. Al termine della preghiera è ritornata la pace. Gesù ha condiviso l’angoscia, la paura, la solitudine, lo sconforto, il buio… mio e di ogni uomo. Fare propria la sua preghiera rende liberi.

ventati comunità. Nell’incontro con il patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Mons. Fouad Twal ….e con il custode di Terra Santa, P. Pizzaballa abbiamo ascoltato e portate con noi, impegnandoci a pregare e farle conoscere, le gravi difficoltà in cui vivono i cristiani in Terra Santa. La situazione politica attuale li schiaccia, li emargina. Non c’era nessuna ombra di vittimismo nei loro discorsi: la consapevolezza delle difficoltà sì; ma anche un santo orgoglio di vivere nei luoghi, che tengono viva la memoria delle radici del cristianesimo. La visita al Cenacolo ci ha riportato all’Eucaristia: il sacramento dell’amore e dell’unità. Lì è riecheggiata

a piangere anche sulle nostre chiese, quando non vede realizzato il suo testamento sull’unità, quando non ci vede testimoni del suo amore. «Vi do un comandamento nuovo: - ci ha comandato Gesù durante l’Ultima Cena - che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che site miei discepoli, se avete amore gli per gli altri» (Gv 13,34-35). Forte si è riacceso il desiderio di vivere il comandamento che Gesù ha chiamato “mio comandamento” (cfr Gv 15,12)! Significativi e coinvolgenti sono stati anche due incontri, che ci hanno aiutato a conoscere la Terra Santa di oggi:

stra diocesi, Benedetto, che vive in una comunità ebraico-cristiana: una piccola comunità che cerca di tenere aperte le porte dell’incontro e del dialogo con gli ebrei, valorizzando la loro lingua e la loro cultura. Stare con i giovani – come diceva il beato Giovanni Paolo II – fa diventare più giovani! Essi aiutano a togliere i freni, che le esperienze della vita tante volte pongono a noi adulti, ci spingono ad aprirci alle novità con meno sospetti, a vivere con più entusiasmo ciò che il Signore ci dona, a guardare al futuro con occhi più puri, a vivere le relazioni con più spontaneità, meno ingessati. Come non dire ad ognuno di loro grazie? † Gennaro, vescovo

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DENTRO LA DIOCESI

SEGNI DEI TEMPI

Riflessioni e storia del perché della scelta del dies dominicus dopo il sabato: le radici profonde sono nel Nuovo Testamento

La domenica, il giorno del Signore

La celebrazione della Pasqua settimanale è il pilastro fondamentale di tutta la vita della Chiesa L’intero anno liturgico è scandito dal ritmo regolare del succedersi delle domeniche in cui la Chiesa, lungo i secoli, si raduna in assemblea liturgica per celebrare il Mistero pasquale di Cristo. «La domenica è per eccellenza il giorno dell’assemblea liturgica, giorno in cui i fedeli si riuniscono» (Catechismo della Chiesa Cattolica [CCC], 1167). Ma perché proprio di domenica? La risposta trova le sue radici profonde nel Nuovo Testamento. Secondo la concorde testimonianza dei Vangeli, nel «primo giorno dopo il sabato» il Signore risorge ed appare prima alle donne e poi ai discepoli (cf. Mc 16,2.9; Lc 24,1; Gv 20,1.19). In quello stesso giorno Gesù si manifesta ai discepoli di Emmaus (cf. Lc 24,13-35) e poi agli undici Apostoli (cf. Lc 24,36; Gv 20,19) e dona loro lo Spirito Santo (cf. Gv 20,22-23). Otto giorni dopo, il Risorto incontra nuovamente i suoi (cf. Gv 20,26). Era ancora domenica quando, cinquanta giorni dopo la risurrezione, lo

Spirito Santo, sotto forma di «vento gagliardo» e «fuoco» (At 2,23), viene effuso sugli Apostoli riuniti con Maria nel Cenacolo. Restando in ambito scritturistico, è importante notare che nell’Apocalisse (cf. 1,10) troviamo l’unica attestazione neotestamentaria del nuovo nome che viene attribuito al «primo giorno dopo il sabato». Esso è «il giorno del Signore – Kyriaké heméra» (cf. anche Didachè, 14,1), in latino dies dominicus, da cui appunto «domenica». A partire dalla risurrezione del Signore, i primi cristiani, nell’attesa del ritorno glorioso del Salvatore, manifestavano la loro fedele appartenenza a Cristo riunendosi ogni domenica per la «frazione del pane». Numerose sono le fonti che attestano l’origine apostolica di questa prassi. Una testimonianza la troviamo già nella Prima Lettera di san Paolo ai Corinzi (cf. 16,2) e nel Libro degli Atti (cf. 20,7-8). Sant’Ignazio di Antiochia, poi, significativamente pre-

sentava i cristiani come iuxta dominicam viventes (Epistola ai Magnesii, 9,1), ovvero coloro che vivono secondo la domenica. San Girolamo definiva la domenica «il giorno dei cristiani, il nostro giorno» (In die dominica Paschae, II, 52). Un autore orientale dell’inizio del III secolo, Bardesane, riferisce che in ogni regione i fedeli già allora santificavano regolarmente la domenica (cf. Dialogo sul destino, 46). Anche Tertulliano non esita ad affermare che la domenica «noi celebriamo ogni settimana la festa della nostra Pasqua» (De sollemnitate paschali, 7). Il Papa Innocenzo I, agli inizi del V secolo, scriveva: «Noi celebriamo la domenica a causa della venerabile risurrezione del nostro Signore Gesù Cristo, non soltanto a Pasqua, ma anche a ogni ciclo settimanale» (Epist. ad Decentium, XXV, 4,7). Un’eroica testimonianza di questa prassi liturgica, consolidata fin dal tempo apostolico, giunge a noi da Abitène, dove 49 martiri, sorpresi di domenica nell’intento di celebrare l’Eucaristia (cosa che era stata vietata da Diocleziano), non esitarono ad affrontare la morte esclamando: «Sine dominico non possumus», ossia che essi non potevano vivere senza celebrare il giorno del Signore. Erano consapevoli che la loro intima identità si manifestava celebrando l’Eucaristia nel giorno memoriale della risurrezione di Cristo. Altrettanto

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ricca appare l’immagine che connota la domenica come «giorno del sole». Cristo è la luce del mondo (cf. Gv 9,5; cf. anche 1,4-5.9), il «sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte» (Lc 1,78-79); «luce per illuminare le genti» (Lc 2,32). Il giorno in cui commemoriamo il fulgore della sua risurrezione segna così l’epifania luminosa della sua gloria. Nella liturgia cantiamo infatti:«O giorno primo ed ultimo, giorno radioso e splendido del trionfo di Cristo». La domenica è il giorno in cui celebriamo la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte; il giorno che porta a compimento la prima creazione e, nello stesso tempo, inaugura la nuova creazione (cf. 2Cor 5,17). Nella successione settimanale dei giorni la domenica, oltre ad essere il primo giorno, rappresenta anche l’ottavo: ciò, nella simbologia cara ai Padri della Chiesa, indica il giorno ultimo, quello escatologico, che non conosce tramonto. Lo Pseudo Eusebio di Alessandria definiva mirabilmente il giorno del Signore come il «signore dei giorni» (cf. Sermone 16).

Da tutto ciò emerge che la domenica non è il giorno della memoria, che ricorda nostalgicamente un evento passato. Essa è piuttosto la celebrazione attuale della presenza viva di Cristo morto e risorto nella Chiesa, sua Sposa e suo Corpo Mistico. La Costituzione Sacrosanctum Concilium, richiamando vigorosamente l’irrinunciabile valore ecclesiale del giorno domenicale, insegna che, ad immagine della prima comunità dei discepoli delineata negli Atti, di domenica «i fedeli devono riunirsi insieme per ascoltare la Parola di Dio e partecipare all’Eucaristia, e così fare memoria della Passione, della risurrezione e della gloria del Signore Gesù e rendere grazie a Dio che li ha rigenerati per una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti» (n. 106). La celebrazione della Pasqua settimanale rappresenta quindi il pilastro fondamentale di tutta la vita della Chiesa (cf. CCC, 2177) perché in essa si attua la santificazione del popolo di Dio, fino alla domenica senza tramonto, alla Pasqua eterna e definitiva di Dio con le sue creature. Franco Bartolino

Nuovi sacerdoti per la diocesi di Pozzuoli Venerdì 14 settembre, Festa dell'Esaltazione della Santa Croce, nella chiesa concattedrale san Paolo Apostolo a Monterusciello, ordinazione presbiteriale, presieduta dal vescovo monsignor Gennaro Pascarella, dei diaconi Vitale Luongo, Alessandro Scotto e Andea Lombardi (nell'ordine, da sinistra nella foto). Don Vitale presiede per la prima volta la Santa Eucarestia sabato 15 settembre, alle ore 18,30, nella Parrocchia Maria SS. Desolata (Bagnoli) e domenica 16 settembre, alle ore 18,30, nella Parrocchia Beata Vergine Maria di Lourdes (Loggetta). Don Alessandro presiede per la prima volta la Santa Eucarestia domenica 16 settembre, alle ore 19, nella Parrocchia Sacro Cuore di Gesù ai Gerolomini (Pozzuoli). Don Andrea presiede per la prima volta la Santa Eucarestia domenica 16 settembre, alle ore 12, nella Parrocchia San Giuseppe confessore (Bagnoli), Napoli.


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SEGNI DEI TEMPI DENTRO LA DIOCESI

L’Ufficio missionario diocesano è in missione sempre alla scoperta del senso profondo dell’essere cristiani

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uest’anno l’Ufficio missionario diocesano ha intrapreso un cammino di formazione e sensibilizzazione alla missione. L’obiettivo è quello di far scoprire il senso profondo dell’essere cristiani, alla luce della chiamata fondamentale del Signore a farci annunciatori del Suo Vangelo (cf Mt 28,19-20; Lc 13,14). L’iniziativa è partita dal desiderio di una dozzina di giovani di approfondire la loro conoscenza della realtà della missione. Come Ufficio ci siamo così sentiti interpellati a rompere ogni indugio e a iniziare un qualcosa che avevamo sempre considerato una delle attività fondamentali da fare, senza trovare, però, il coraggio di cominciare, frenati dal

timore di fallire in partenza per mancanza di adesioni. Abbiamo, perciò, sperimentato come sia sempre il Signore a spianare la strada: noi non dobbiamo far altro che percorrerla, senza chiederci dove porti, fiduciosi di Chi ci ha messi sul cammino. Così è partito un percorso fatto di sei incontri, da novembre a giugno, così articolato: “Servo inutile… a tempo pieno - La missione è di tutti”; “Tutte le genti a Cristo, Cristo a tutte le genti – La missione nasce dall’incontro personale con Gesù, fonte e cuore della missione”; “Andate a tutte le genti – Nella Chiesa per annunciare il Vangelo a tutti”; “…E fate discepoli – I destinatari della missione”; “C’è tanto da fare anche qui – Il perché della missione ad gentes”; “Lungo il viaggio non portare bisaccia – L’essenziale della missione”. Il tema di ogni incontro è stato sviluppato da un missionario o da un rappresentante dell’Ufficio missionario nazionale. Tutti i relatori sono andati oltre la solita rappresentazione oleografica della missione, preferendo far comprendere agli interlocutori, a partire dalla loro esperienza, che il missionario non è qualcuno che “porta”, ma che scopre Colui che lo ha già preceduto in quella terra; la missione è insita nel discepolo di Cristo, che non può tenere per sé ciò (o meglio Colui) che ha ricevuto; si è in missione sempre e dovunque. È stato bello vedere come questi giovani si siano entusiasmati ad ascoltare le varie relazioni, quasi assaporando da lontano il fascino della missione; ma ancora più sorprendente è stata la testimonianza di alcuni di loro che hanno riscoperto la fede e il senso

della loro appartenenza alla Chiesa. Al culmine di tanta grazia, c’è stata la decisione di tre ragazze di partire per il Bangladesh ad agosto per compiere una “visita missionaria”, insieme ad altri 11 giovani provenienti da diverse parti d’Italia e radunati dall’Ufficio nazionale Missio giovani. Mi sento in dovere di ringraziare il nostro vescovo che ha benedetto l’iniziativa, don Fabio De Luca, che ci ha concesso l’utilizzo dell’area del Seminario dove si sono svolti gli incontri, le Piccole Missionarie Eucaristiche, i relatori intervenuti, i membri dell’Ufficio, i giovani che hanno partecipato, ma soprattutto Colui che è il Padrone della messe e il Fine di ogni attività missionaria. Pasquale Mancuso Giornate Europee del Patrimonio 2012 " L'Italia tesoro d'Europa" Sabato 29 e domenica 30 settembre Iniziativa del Vicariato diocesano per la cultura – Ufficio per i beni culturali, in sinergia con la Soprintendenza ai beni culturali BAPSAE di Napoli. Due giorni di visite alle chiese puteolane del ‘700 curate dall’Associazione Nemea. Per info: www.welcometourist.it Azione Cattolica Diocesana Su www.segnideitempi.it articoli relativi alle iniziative estive e alla programmazione dell’Azione Cattolica.

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TURISMO

SEGNI DEI TEMPI

Turismo, il bilancio dell’estate nei Campi Flegrei: prezzi competitivi e più presenze. A Bacoli lo screening dei monumenti

Qui manca la cultura dell’accoglienza Nasce l’Associazione degli Albergatori e i privati puntano sul marketing. Protocollo per i laghi Ancora un anno zero per il turismo flegreo. «Abbiamo stimato – racconta Fulvio Ferrigno, esperto di ospitalità alberghiera e membro della Confesercenti – che a maggio e giugno c’è stato un calo delle presenze intorno al 20% rispetto allo scorso anno. A causa della crisi molte scuole hanno rinunciato ai viaggi. Oppure molte famiglie hanno preferito non mandare i figli: infatti i pullman delle scolaresche non erano mai pieni. A luglio ed ad agosto non ci possiamo lamentare perché molte strutture hanno offerto prezzi stracciati e quindi è stato conveniente venire nei Campi Flegrei. Ma bisogna andare oltre. Visto che gli enti pubblici non hanno più soldi, gli operatori locali devono farsi carico delle spese di marketing e comunicazione. È necessario partecipare alle fiere e agli eventi italiani e stranieri più importanti tra i grandi operatori del settore, così come è necessario curare l’accoglienza del territorio,

puntando anche sulla sicurezza». Quanto alla vicina Bacoli, l’amministrazione comunale ha disposto uno screening dei monumenti di competenza locale. Prima ricognizione al sito del “Colombario” in via Virgilio e alle “Grotte dell’Acqua” del Fusaro. Lo stato di conservazione del “Colombario” risulta «precario sia a causa di fattori umani che climatico-atmosferici»; sono state avviate le procedure per un bando pubblico sull’affidamento temporaneo alle associazioni di volontari. Anche per le “Grotte dell’Acqua” si denuncia lo stato di abbandono e precarietà. In accordo con la Soprintendenza speciale ai beni archeologici di Napoli e Pompei, si punta al recupero del sito: necessari restauro e recinzione. Intanto c’è una buona notizia per i laghi flegrei: la giunta regionale ha approvato il Grande Progetto per il "Risanamento ambientale e la valorizzazione dei laghi dei Campi Flegrei";

il protocollo d'intesa verrà stipulato con i Comuni di Pozzuoli, Quarto, Bacoli e Monte di Procida. Il progetto prevede un investimento complessivo di 65 milioni di euro. Nonostante la crisi, gli operatori turistici dell’area flegrea credono ancora nel loro futuro. Ecco perché nasce l’Associazione Albergatori dei Campi Flegrei. Il sodalizio mette insieme le maggiori realtà alberghiere del territorio flegreo (Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto e Napoli). «I Campi Flegrei – spiega il

neopresidente, Luigi Esposito, - vivono uno dei periodi più difficili. C’è un’incapacità a gestire il nostro patrimonio archeologico, paesaggistico ed enogastronomico. Con l’Associazione vogliamo tutelare il turismo, che rappresenta la principale risorsa economica, occupazionale e culturale. Alle istituzioni chiederemo, tra l’altro, l’immediato utilizzo dei locali già ultimati al Rione Terra e il reintegro degli scali locali del Metrò del Mare. Così come chiederemo che anche Pozzuoli

e Bacoli vengano inserite nei programmi delle grandi manifestazioni pubbliche come il Forum delle Culture che Napoli ospiterà nel 2013». Anche per gli albergatori è un problema la gestione dei siti archeologici: «Abbiamo sollecitato il Comune di Pozzuoli – continua Esposito - ad attuare il sistema di affidamento in adozione temporanea alle associazioni di volontariato e alle associazioni culturali delle aree pubbliche degradate». Ciro Biondi

Buonaiuto (Azienda di Turismo): «Tanti tesori ma pochi servizi» Bruno Buonaiuto è il coordinatore dell'Azienda Autonoma Cura, Soggiorno e Turismo di Pozzuoli, un interlocutore privilegiato per fare il punto sul turismo nei Campi Flegrei - «L’andamento della stagione turistica – dichiara Buonaiuto - rispecchia grosso modo l’andamento nazionale e cioè più arrivi ma meno presenze sul territorio. La crisi economica che ha attanagliato il Paese ha fatto sì che la maggioranza dei visitatori, italiani e stranieri, sia rimasta meno tempo nelle località turistiche. Per quanto riguarda le aspettative devo dire che prevedevo una situazione peggiore, invece siamo nei parametri dello scorso anno; evidentemente i nostri siti archeologici, le nostre bellezze naturali ed in particolar modo la nostra enogastronomia hanno contribuito ad attutire l’effetto della crisi». In cosa investe l'Azienda? Una campagna pubblicitaria avrebbe attratto più turisti? «L’Azienda di Pozzuoli, che rappresenta sul territorio l’Assessorato al Turismo della Campania, risente purtroppo della crisi economica della Regione che deve risanare il grosso deficit accumulato dalla Sanità, destinando agli EPT e alle Aziende esigue risorse. L’Azienda ha puntato molto sull’associazionismo e sulla forza del web, pubblicizzando tutte le manifestazioni organizzate nei Campi Flegrei da associazioni culturali, musicali, sportive, religiose ecc., che operano sul territorio. Per quanto riguarda la pubblicità, io penso che prima di richiamare turisti su un territorio sia necessario provvedere alla vivibilità dello stesso (strade, parcheggi, mobilità, sicurezza, servizi ecc.), dopo di che tutto diventerebbe molto più semplice in considerazione della molteplicità delle attrazioni che il territorio flegreo può mettere in campo». Quanto incide il lavoro degli operatori privati nel processo di rivalutazione del territorio? Quanto invece quello dell'amministrazione? «Per quanto riguarda gli operatori privati, bisogna riconoscere che si riscontrano investimenti nelle strutture alberghiere ed extra alberghiere, in quelle balneari e nei pubblici esercizi; è invece la pubblica amministrazione regionale, provinciale e comunale ad essere completamente assente». Quali sono le prossime operazioni concrete da attuare per promuovere il territorio? «Premesso che non esiste una specifica o particolare ricetta per creare lo sviluppo e l’incremento del turismo di un territorio, non è necessario realizzare grandi eventi. Non è questo che favorisce il turismo. Oggi il potenziale turista, grazie a internet e a tutti gli altri strumenti di comunicazione, è informato sulla eventuale località da visitare, basandosi su dei criteri oggettivi quali il rapporto qualità/prezzo dell’offerta e in particolare conosce già la situazione dei servizi che essa mette in campo. Dovendo dare un voto ai predetti servizi, penso che attualmente sia veramente basso, a dispetto di una ricchezza archeologica di proporzioni gigantesche per la potenziale offerta. Sicuramente le grandi opere in itinere (come Rione Terra e “Waterfront”), porteranno dei benefici alla città, ma per il futuro… In termine di anni, quanti? E’ necessario, pertanto, accanto a progetti a lungo raggio, pensare anche al medio, ma soprattutto all’immediato». Antonio Franco


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CULTURA

SEGNI DEI TEMPI

Sull’acropoli riemerge tempio di 2500 anni fa: c’era un percorso processionale. Edifici pagani riconvertiti in era cristiana

Alla riscoperta della via sacra di Cuma

Il prezioso lavoro di Sun e Soprintendenza a rischio se non arrivano fondi per le nuove ricerche

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’archeologia dei Campi Flegrei riparte ancora da Cuma, la più antica città della Magna Grecia, della cui eredità culturale beneficiò in gran parte Roma. A spingere nel prosieguo delle ricerche condotte nel sito dell’acropoli nella prima metà del secolo scorso e alla luce dei ritrovamenti compiuti nello scavo-scuola di un anno fa, ecco un altro importante edificio, vicino e contemporaneo del tempio di Giove. Si può così riscrivere la storia con un monumento del VI secolo a.C. che durante l’estate è stato scavato da ricercatori e studenti della SunSeconda Università di Napoli diretti dal docente di archeo-

logia classica Carlo Rescigno. Per il professor Rescigno e le ricercatrici Rosaria Sirelto ed Eliana Vollaro si tratta di una scoperta che rafforza la teoria l’ipotesi secondo la quale sul punto più alto di Cuma c’era un complesso di edifici di culto (Giove, Apollo e quest’ultimo che si sta studiando), lungo una sorta di via processionale. Anzi, altri ancora potrebbero essere nascosti nel sottosuolo del promontorio. Per meglio definire l’area del nuovo scavo, che si trova al termine della via sacra, sono già cominciate le prospezioni geoelettriche e le indagini geognostiche, grazie anche all’ausilio di nuove strumentazioni. Lo scavo proseguirà il prossimo anno. Ma occorrono fondi per riportare del tutto alla luce il tempio, dal momento che fin qui si è operato in economia. La responsabile della Soprintendenza speciale di Napoli e Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro, ha sostenuto in prima persona e fin dall’inizio lo studio dell’e-

quipe del professore Rescigno, mentre il responsabile dell’ufficio di Cuma, Paolo Caputo, ha lavorato in stretta sinergia con il gruppo di giovani studiosi sostenuti da una borsa di studio. Andando avanti nello scavo, occorrerà prevedere un percorso di visita e la messa in sicurezza del sito, anche per evitare sortite dei tombaroli. Nel corso degli scavi sono state rinvenute tracce importanti per ricostruire la storia del cosiddetto Tempio di Giove. In realtà il tempio non era dedicato a Giove bensì, secondo gli ultimi studi, a una triade venerata proprio a Cuma, secondo i canoni di un culto pagano maschile e femminile. Ma c’è di più: il tempio si sarebbe trasformato in età cristiana come edificio di culto a san Massimo e santa Giuliana: in pratica al tempio di Cuma si può affiancare la storia del Tempio-Duomo del Rione Terra a Pozzuoli, perché entrambi nascono come templi pagani di costruzione grecoromana e vengono riconver-

titi in basilica cristiana. Un unicum storico affascinante che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti. Del resto, nei Campi Flegrei la storia è a più livelli da 2500 anni e così nell’ultima campagna di scavi sono venuti alla luce, tra le tombe protocristiane, persino proiettili, colpi di mortaio, cucchiai e divise di militari del secondo conflitto mondiale: un

percorso militare che è un altro capitolo di storia stratigrafica del sito da riportare alla luce e valorizzare. Se ci saranno i fondi… Nello Mazzone


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SEGNI DEI TEMPI

Csi, si inaugura la nuova stagione Sport e formazione per i giovani L

a premiazione delle attività svolte nella stagione agonistica 20112012 costituirà il passo d’avvio per i programmi sportivi, sociali e culturali della nuova stagione del Centro Zona di Pozzuoli del Centro Sportivo Italiano. L’appuntamento è nella sala Laurenziana del Villaggio del Fanciullo per martedì 25 settembre, alle ore 18,30, con l’intervento di autorità religiose, politiche e sportive che si intratterranno su temi cari alla promozione sportiva quali la legalità, l’applicazione dei regolamenti e la formazione dei giovani. Nel corso della manifestazione saranno premiati tutti i protagonisti della stagione dell’ente blu-arancio in terra flegrea che ha abbracciato diverse discipline dal calcio a 11 al calcio a 5, dal basket al volley, dal nuoto al tennis tavolo, dal dodgball al podismo, oltre ai corsi di formazione per nuovi giudici di calcio, pallavolo ed esercizio della giustizia sportiva. Un’attività che si è sviluppata per dieci mesi dal Torneo di Natale fino all’Oratorio Cup di giugno, passando attraverso alcuni eventi significativi che hanno caratterizzato la stagione quali le podistiche: Straputeoli e Studenti… in pista con una adesione compatta di tutte le scuole flegree e Corriamo nel Mito che ha

celebrato sulle sponde dei laghi storici dei Campi Flegrei la decima edizione. Nell’arco dell’anno non vanno trascurate le iniziative svolte presso le singole parrocchie, come la preziosa collaborazione offerta dall’associazione Gardenia di Licola e il torneo di calcio Città di Pozzuoli affiancato quest’anno dal Città di Monte di Procida che hanno costituito una vetrina interessante per le giovani leve del football di casa nostra. Già pronto il nuovo programma che coinvolgerà ancor più le parrocchie e le scuole, in virtù della collaborazione dei volontari del servizio civile dell’associazione Un’ala di Riserva. Una preziosa opera che permette di irrorare le iniziative del giusto supporto tecnico organizzativo. Si punterà sulla formazione nell’ottica non solo di creare personale capace e competente, ma anche per sostenere l’attività delle singole cellule (associazioni, parrocchie,

società) che condividono il progetto del Csi. In generale si punterà ad attuare giornate dello sport nelle foranie della Diocesi già tra ottobre e novembre. Importante l’aggregazione dei ragazzi tra realtà diverse così come nelle scuole superiori si proporrà una manifestazione pluridisciplinare per premiare costanza e partecipazione con finalità decoubertiane. Tutto ciò senza tralasciare le iniziative tradizionali e soprattutto per aprire a nuovi orizzonti nel preciso intento di favorire la crescita e la formazione dei giovani. Giuseppe Moio

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SPORT

Calcio a 5 con un pizzico di… Europa Uefa Champions League Trophy Tour "Unicredit Cup" è la novità assoluta della nuova stagione del Centro Sportivo Italiano. Si tratta di un torneo di Calcio a 5 giovanile rivolto ai ragazzi nati dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2001, presentato da Unicredit e sponsorizzato da una delle competizioni calcistiche più importanti al mondo, la Uefa Champions League, dove il Csi sarà il partner tecnico ed avrà il compito di selezionare le squadre partecipanti. Sarà attuato solo nelle città sedi di una competizione europea e Napoli è tra queste. Il torneo, che inizierà entro metà ottobre, è a numero chiuso, solo 32 squadre vi potranno partecipare, ed avranno corsia preferenziale le società affiliate per l'anno sportivo 2012-2013. Le associazioni e le parrocchie interessate possono iscriversi subito, contattando il Csi Pozzuoli telefono 081.3658812, oppure via mail: csipozzuoli@libero. it, o ancora passando in sede in via Annunziata n. 5, dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 21.

Intimidazioni e gesti vandalici contro la nuova società di calcio

A Quarto c’è un progetto da sostenere Va avanti l’iniziativa di Luigi Cuomo, coordinatore nazionale di Sos Impresa e da giugno amministratore unico della società “Nuova Quarto calcio”, che ha lanciato la campagna abbonamenti oltre un azionariato popolare al quale hanno già risposto diversi imprenditori impegnati sul fronte antiracket. La rinascita della nuova società calcistica costituisce un vero e proprio progetto di legalità. Come abbiamo ricordato nel numero di agosto di segni dei tempi, tra i beni sequestrati l’anno scorso al clan camorristico dei Polverino c’era anche la Ssd Quarto, che è stata poi rivitalizzata alla fine del periodo di sequestro, grazie ad un’idea del pm Antonello Ardituro della Dda di Napoli. Un progetto sportivo e contemporaneamente di grande valore simbolico contro la criminalità organizzata, che pare abbia già creato qualche scontento, considerando che nei primi di giorni di settembre sono state rubate alcune scarpette di calcio dagli spogliatoi e c’è stato un tenta-

tivo d’incendio a un palo e alla rete di una porta nello stadio “Castrese Carandente Giarruso”. L’ipotesi è quella di gesti vandalici, più che di intimidazioni camorristiche, in tutti i casi la squadra merita il massimo dell’attenzione e del sostegno, anche di tanti tifosi, soprattutto nella fase d’inizio del campionato di Promozione. Lo schermidore Diego Occhiuzzi (medaglia d'argento a Londra 2012, che sarà presente a bordo campo per l’avvio del campionato) ha proposto a Cesare Prandelli di portare a Quarto la Nazionale italiana. L'appello è stato raccolto positivamente. Intanto, per aderire all’azionariato popolare si può inviare domanda via mail a cuomoluigi@gmail.com (per info e contatti è disponibile la pagina facebook “Nuova Quarto Calcio per la legalità”). È possibile scaricare i moduli per le persone fisiche e le associazioni su www.segnideitempi.it (per i minori di anni 10 l’iscrizione è gratuita). c.l.

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TAMTAM

SEGNI DEI TEMPI

Un corso pilota per le detenute di Pozzuoli con le lezioni dei maestri Coccia, Bachetti e Sorbillo. E il futuro è più roseo

Come è buona la pizza fatta in carcere Hanno imparato l’arte bianca napoletana tra le sbarre: c’è anche il docufilm “Il Sole nel piatto”

I

grandi maestri pizzaioli napoletani nel carcere femminile di Pozzuoli per insegnare alle detenute l’arte della pizza. Si è concluso il 15 giugno il primo corso per le recluse che hanno imparato a far crescere la pasta e a modellarla per trasformarla in pizze da guarnire con tanti gusti. Oppure, semplicemente, le recluse hanno imparato i segreti dell’arte bianca da sperimentare in carcere e poi realizzare a casa, a conclusione della pena. A salire in cattedra i maestri Enzo Coccia della “pizzeria la Notizia” in via Caravaggio, Attilio Bachetti della pizzeria “Attilio” della Pignasecca e Gino Sorbillo della omonima e storica pizzeria ai Tribunali. Tra i più importanti pizzaioli che seguono la tradizione napoletana, i tre sono anche tra i volti più noti di quest’arte. Il progetto – sostenuto dall’Amministrazione penitenziaria e dalla direttrice della struttura di Pozzuoli, Stella Scialpi – vuole offrire un’opportunità in più per inserirsi nella società una volta scontata la pena. I maestri pizzaioli coinvolti sono anche i protagonisti del film– documentario “Il Sole nel piatto” prodotto da Roberto Gambacorta e realizzato dal regista Alfonso Postiglione. Si tratta di un viaggio tra i prodotti tipici campani: dalla coltivazione dei pomodori all’allevamento delle bufale fino al prodotto finale, la pizza. «È un onore e un piacere essere qui a insegnare – spiega il maestro Enzo Coccia e dare dei consigli utili alle detenute di Pozzuoli. Il nostro è un lavoro che si svolge sempre all’interno dei locali, che richiede fatica e sacrifici. Ma poi si può trasformare, come in questo caso, in un’occasione per dare al nostro impegno e alla nostra professionalità anche un valore sociale. Crediamo molto nella possibilità di trasferire alle recluse alcuni dei segreti della nostra arte. E chissà se un domani queste cono-

scenze per loro potranno diventare un lavoro». Il corso è stato coordinato dall’area educativa dell’Istituto e ha coinvolto dodici detenute. I maestri pizzaioli si sono alternati in un programma di quattro settimane. I docenti e le allieve hanno utilizzato un nuovissimo forno acquistato con il contributo

del Garante regionale dei Detenuti, in Campania rappresentato da Adriana Tocco, e grazie ai proventi della serata di beneficenza della “Cena Galeotta”, proposta da Malazè, l’evento archeoenogastronomico dei Campi Flegrei che nella precedente edizione si era concluso con una serata di gala all’interno

del carcere puteolano. Il forno – che deve rispondere a delle caratteristiche tecniche ben precise - è stato costruito da Stefano Ferrara, noto artigiano specializzato nella costruzione di forni per pizze. Il progetto si è realizzato anche grazie al contributo di aziende che hanno fornito le materie prime necessarie per lo

svolgimento del corso: l’Antico Molino Caputo di Napoli, la Danicoop di Sarno, il Consorzio della Mozzarella di bufala campana dop e la Ipack & Trade di Napoli. Le aziende hanno fornito rispettivamente farina, pomodori San Marzano, mozzarella e contenitori per pizza. c.b.

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2012

L’Italia tesoro d’Europa

IL ‘700 A POZZUOLI

SABATO 29/9 DOMENICA 30/9

Riscoperta del patrimonio artistico puteolano del Settecento attraverso le opere di Giacinto Diano, detto 'o Puzzulaniello, di Paolo de Matteis e Girolamo Cenatiempo.

I volontari dell’Associazione NEMEA curano l’apertura e la visita delle chiese: SS. Corpo di Cristo detto Coretto - Rione Terra; San Raffaele - via C. Rosini, 7 (visita al cantiere); SS. Nome di Gesù (detta San Giuseppe) - viale Capomazza, 8; Sant'Antonio di Padova e San Francesco - via G. Pergolesi, 140; Santa Maria delle Grazie - Corso Vittorio Emanuele, 140 e Santa Maria della Consolazione (detta del Carmine) - via C.Rosini, 18 (con presentazione dei restauri artistici).

ingresso libero ore 10:30-13:00 / 17:00-19:00 Le visite saranno sospese durante la celebrazione delle Messe

Ministero Benie Attività Culturali. Soprintendenza BAPSAE di Napoli e provincia

Diocesi di Pozzuoli Vicariato per la cultura Ufficio Beni culturali

Associazione culturale Nemea

Sabato 29, ore 19.00, nella chiesa detta di San Giuseppe, MUSICHE E POESIE DEL '700 “Gli artisti puteolani e la comunità di S. Giuseppe uniti per l'Africa” Per informazioni: Segreteria Itinerari Via N. Fasano, 9 - Pozzuoli (NA) telefax 0818530626 - cell. 3881019712 - 3881127188 Seguici anche su

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SEGNI DEI TEMPI

DIOCESI DI POZZUOLI

n principio era il Verbo

CONVEGNO ECCLESIALE 2012

e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio

LA FAMIGLIA:

prima ed indispensabile comunitĂ  educante CHIESA CONCATTEDRALE SAN PAOLO APOSTOLO

21 settembre

22 settembre

23 settembre

16.00: Accoglienza

9.30: Liturgia delle lodi

19.00: Santa Messa

16.30: Liturgia del vespro

10.00: Presentazione dei

a conclusione del Convegno

17.15: Relazione dei

coniugi

laboratori

e Rito di benedizione

Prof.ssa

10.30: Inizio laboratori

delle famiglie

Mariateresa Zattoni

13.15: Liturgia dell’ora media

presieduta da Sua Ecc.za Mons.

e Prof.

(nei laboratori)

Gilberto Gillini

13.30: Pausa pranzo

18.15: Pausa - Dibattito

15.30: Testimonianze

20.00: Preghiera finale

17.00: Sintesi dei laboratori in assemblea 18.30: Santa Messa

GENNARO PASCARELLA Vescovo di Pozzuoli

Per facilitare la partecipazione di tutti i sacerdoti, le Sante Messe vespertine di domenica 23 settembre non saranno celebrate.


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