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SEGNIdeiTEMPI giornale di attualità sociale, culturale e religiosa n. 3 - marzo 2012 | anno XVIII | Registrazione del Tribunale di Napoli n° 5185 del 26 gennaio 2001

www.diocesidipozzuoli.org | www.segnideitempi.it

Nel vademecum “Dove” la Comunità di Sant’Egidio indica i luoghi e i servizi della città per poter mangiare, dormire, lavarsi

LA “MICHELIN” PER I POVERI

Una guida di Napoli per non ricordarsi degli emarginati soltanto quando fa freddo

«I

n un tempo di crisi vogliamo tornare a parlare dei poveri, perché solo se ripartiremo con i poveri ci sarà una città migliore, più umana e solidale per tutti. In questo tempo freddo, non solo climaticamente, vogliamo fare una fotografia dello stato dei più poveri nella città». Questi gli obiettivi della nuova edizione 2012 della Guida “Dove”, nella quale la Comunità di Sant’Egidio presenta i luoghi e i servizi dove i poveri possono mangiare, dormire e lavarsi. Quella che si può considerare a tutti gli effetti la “Guida Michelin” per i poveri, è costituita da ben 116 pagine che riportano dati di 42 mense, oltre 20 gruppi che distribuiscono pasti e coperte in strada, 26 centri di accoglienza, 36 centri d’ascolto soprattutto nelle parrocchie, 18 ambulatori medici, 6 sportelli legali, con una nuova sezione dedicata al dove leggere, per un totale di 450 indirizzi utili. Particolarmente utile una mappa con l’indicazione dei luoghi di aiuto e di ben 85 fontanelle d’acqua pubblica, che è stata stampata grazie al contributo del Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli e che viene distribuita gratuitamente ai senza fissa dimora tramite i servizi sociali e le organizzazioni di volontariato. Ma il vero campanello d’allarme è stato rilanciato dalla Comunità di Sant’Egidio rilevando che c’è un grande e preoccupante aumento della povertà.

Il vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella, porta il saluto della diocesi a Papa Benedetto XVI in occasione del pellegrinaggio a Roma del 15 febbraio scorso

(continua a pag. 15)

Carlo Lettieri

Stanno per partire i Convegni Catechistici Regionali: il futuro dell’Iniziazione Cristiana

Quando la catechesi… scende in campo Marzo, mese della legalità E il pm fa lezione in aula Fioccano le iniziative a scuola: laboratorio al Virgilio. Nasce anche il presidio di Libera per i Campi Flegrei Pag. 2 e 3

Il Centro Polifunzionale per far rinascere Soccavo Le proposte delle parrocchie, dei commercianti e dei giovani in un quartiere che chiede più spazi e sicurezza Pag. 4 e 5

Educare alla responsabilità

Turismo, le occasioni mancate

Con il vescovo Pascarella e il professor Diotallevi grande partecipazione al primo Forum della Scuola diocesana di formazione all’impegno sociale e politico Pag. 7

La mappa delle risorse culturali nei Campi Flegrei: nuova ricognizione di Segni dei tempi. L’allarme del professor Giamminelli sulla cultura dell’accoglienza Pag.12 e 13

Qualche tempo fa, un noto studioso di catechesi usò una metafora calcistica per indicare la situazione della catechesi in Italia. Disse che la catechesi, per il momento, era finita in panchina, pronta però ad entrare in campo non appena si fosse reso necessario. Ebbene, quel momento è arrivato, e la catechesi ora scende in campo, con tutta l’esperienza acquisita nel frattempo. Se si vuole, si può usare un’atra metafora ancora: sono stati tolti i sigilli, e ora la catechesi è un “cantiere aperto”, dove fervono lavori e preparativi in modo alacre. Tutto ciò è dimostrato anche dai Convegni Catechistici Regionali, che da aprile si susseguiranno fino a settembre nelle varie regioni ecclesiastiche (che, al contrario di quelle “civili”, sono sedici,

non venti). Questi Convegni hanno tutti un unico tema: “Come pietre vive” (1Pt 2,5). Rinnovare l’Iniziazione Cristiana nelle nostre Chiese, a cui in Campania, a mo’ di interrogativo specifico, è stata unita la domanda: Quale futuro (dell’Iniziazione Cristiana) in Campania? Così, il 23 e 24 aprile, vescovi, direttori degli uffici catechistici diocesani, e membri delle diverse équipe catechistiche della regione Campania, si ritroveranno a Benevento per verificare lo stato della catechesi e le sue prospettive in regione. E non è questione da poco, anzi è questa la vera questione centrale per le nostre Chiese oggi. (continua a pag. 7)

Pino Natale


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SEGNI FLEGREI PRIMO PIANO

Un giorno a scuola con il sostituto procuratore Catello Maresca: il lavoro alla Dda di Napoli e le minacce del superkiller

Con il pm a lezione di anticamorra

Al Virgilio di Pozzuoli i temi legalità e cittadinanza attiva. I ragazzi: «Ma lei non ha paura?»

L

’osservatorio della legalità dell’Istituto Virgilio di Pozzuoli, retto dalla preside Renata Scala, ancora una volta diventa laboratorio di idee e di incontri. Questa volta un testimone privilegiato ha incontrato le classi V-IV A eV C del liceo delle scienze sociali, ovvero il magistrato Catello Maresca (nella foto), sostitutoprocuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.Nonostante la giovane età, è da anni impegnato nella lotta alla camorra, soprattutto al clan dei Casalesi: un pm diventato famoso per aver sostenuto l´accusa nel processo contro l´ala stragista della cosca casertana capeggiata dal killer Giuseppe Setola. Ad aprile dell´anno scorso il pm fu minacciato nell´aula bunker proprio da Setola che da dietro le sbarre urlò «Teniamo tutti famiglia: dottore Maresca, voi dovete lasciare stare la famiglia mia!». Ad ottobre il magistrato ha chiesto al giudice pene durissime per tutti e 35 imputati del pro-

cesso. L’ultimo arresto eccellente della DDA: il latitante Michele Zagaria, da 16 anni primula rossa. Questo forum è stato fortemente voluto dagli alunni del Virgilio e chiesto a gran voce, anche per l’eco degli ultimi eventi registrati dalla cronaca nera campana. La prima domanda quasi all’unisono dei giovani ha riguardato il concetto di paura. E cioè: «Ma lei non ha paura, per la sua persona, per la

sua famiglia?». «Non abbiamo paura perché la nostra missione è tesa a raggiungere la giustizia; la paura sfuma nel momento in cui l’idea di operare per il bene comune diventa un obiettivo universale. La paura non si percepisce fin quando non si è soli». Catello Maresca ha sottolineato quest’ultimo concetto, ringraziando la scuola per l’invito poiché questi incontri – ha ricordato – sono occasioni per conoscere la realtà, al fine di

sensibilizzare i giovani e contribuire a una cultura di cittadinanza attiva. Si è discusso sull’istituto della confisca dei beni e dell’uso dei pentiti, con un uditorio silenzioso, attento a percepire ogni minima parola e ogni gesto di una persona che ogni giorno è in prima linea «per cambiare la mia terra, per i miei familiari e per tutti coloro che credono in una società migliore e nel cambiamento». Ma a tal proposito l’esponente della

SEGNI DEI TEMPI Centro diocesano per la pastorale della cultura Visita alla chiesa del SS. Corpo di Cristo Tutte le domeniche (dalle ore 10.00 alle 12.30) con sospensione delle visite durante la celebrazione della S. Messa (ore 11)

Iniziativa curata dalla Associazione Nemea nell’ambito delle attività

Procura della Repubblica di Napoli puntualizza: «L’intervento della Magistratura è decisivo nella fase repressiva, ma sotto il profilo culturale il percorso è ancora lungo da fare». Significative le parole del magistrato: «La mafia è depressione psicologica ed economica. Non è più ricchezza né stabilità». Alla fine della giornata, l’insieme delle emozioni si possono sintetizzare negli spunti di riflessione della giovanissima Elvira, una studentessa: «Il dialogo, la conoscenza della realtà e quindi dei fatti criminosi che avvengono sul nostro territorio, la consapevolezza che non si è soli ma ci sarà sempre qualcuno, l’esempio positivo che ci fa credere nei valori dell’onestà e della partecipazione sociale. La capacità di denunciare le ingiustizie partecipando attivamente, sapendo distinguere il bene dal male.. Significa che così non subiremo mai ciò che avviene». Maddalena Annigliato

anno XVIII - n. 3 - marzo 2012

Direttore Responsabile: Salvatore Manna Direttore Editoriale: Carlo Lettieri Redazione: Paolo Auricchio, Pino Natale, Ciro Biondi Collaborano: Maddalena Annigliato, Vincenzo Boccardi, Valentina Cavaliere, Fabio Cutolo, Eugenio d'Accardi, Antonio Franco, Irene Ioffredo, Antonio Izzo, Gaetano Lombardi, Nello Mazzone, Maria Rosaria Merone, Giovanni Moio, Gianni Palmers, Raffaela Pingi, Angelo Volpe Segni dei Tempi on-line: Riccardo Lettieri - ZendoADV.it (portale) Grafica e impaginazione: Luca Scognamiglio (ZendoADV.it) Fotografie: Redazione Segni dei Tempi Stampa delle 4.000 copie: STIEM S.p.A. Pubblicità e amministrazione: coop. Ifocs Mensile della Diocesi di Pozzuoli, realizzato presso il Centro Studi per il Volontariato Caritas diocesana, grazie alle collaborazioni gratuite ed all’utilizzo dei contributi giunti da: “otto per mille” e privati. Per contributi: Diocesi di Pozzuoli c/c postale 22293807 Per la pubblicità: marketing@segnideitempi.it Registrazione del Tribunale di Napoli n° 5185 del 26 gennaio 2001 Associato alla Fisc

Associato all’USPI

Federazione Italiana Settimanali Cattolici

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per la custodia, la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici

Redazione c/o Centro Studi per il Volontariato Via N. Fasano, 9 - 80078 Pozzuoli (NA) telefax 081.853.06.26 - 393.586.19.41 - e-mail: segnideitempi@hotmail.com

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PRIMO PIANO SEGNI FLEGREI

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a giornata inaugurale per la costituzione del presidio di Libera Campi Flegrei si è svolta nell’aula “Peppino Impastato” del comune di Quarto durante una seduta del Consiglio comunale dei Ragazzi, lo scorso 6 febbraio. All’incontro hanno partecipato i docenti referenti alla legalità dell’area flegrea, oltre ai rappresentanti delle associazioni locali e del coordinamento provinciale di Libera Napoli, in qualità di associazione promotrice dell’evento. Durante i lavori, aperti dal sindaco del Consiglio dei Ragazzi, è stata lanciata una proposta del sindaco di Quarto Massimo Carandente Giarrusso: l’apertura di associazioni antiracket sul territorio quartese, progetto accolto favorevolmente dai giovanissimi consiglieri. Nel suo intervento, il referente provinciale di Libera Napoli, Antonio D’Amore, ha illustrato l’attività nazionale e locale di Libera, confermando l’impegno sul territorio dei Campi Flegrei. Alla manifestazione sono intervenuti i referenti del presidio territoriale Giulio Nuovo, Aldo Cimmino e chi scrive, anche in rappresentanza del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità. La relazione del professor Nuovo si è incentrata sul significato dell’istituzione del “parlamentino” dei ragazzi, che sul territorio di Quarto rappresenta un’esperienza unica di democrazia partecipata da parte de-

Baby consiglieri e legalità Ecco il presidio di Libera gli alunni delle scuole del territorio; sottolineato, quindi, il senso dell’impegno di Quarto nella lotta alla criminalità e anche l’importanza della presenza del C.C.R. Infatti, uno dei

progetti del nuovo coordinamento flegreo propone l’attivazione di giuste sinergie per l’istituzione dei consigli dei ragazzi negli altri comuni flegrei, del resto già previsti nell’ambito dei

rispettivi statuti. L’intervento di Aldo Cimmino, invece, si è incentrato sul tema del riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. È stata, infatti, illustrata la situazione attuale nei Campi Flegrei. Al di là della consistenza numerica dei beni confiscati sul territorio flegreo, e lungi dall’essere considerati segnale di maggiore o minore presenza criminale nelle aree in esame, l’intervento ha messo in luce l’evidente e necessaria esigenza che tutte le forze, istituzionali e sociali siano impegnate nell’obiettivo del massimo riutilizzo sociale dei beni. Per questo motivo, le scuole possono essere fonte inesauribile di idee e possono anche sollecitare le amministrazioni locali verso la realizzazione di tale obiettivo. Ciò è possibile proprio attraverso i progetti approvati dalla direzione nazionale di Libera, in particolare “Adotta un bene confiscato”, percorso articolato sullo studio della legislazione che consente la trasformazione di un bene confiscato, l’approfondimento storico delle vicende legate al bene e, infine, la fase della progettazione. In evidenza anche il percorso di “Adotta una vittima innocente di mafia”, analogo a quello del bene confiscato ma con l’evidente profilo di sottolineare l’importanza della testimonianza che è già impegno e forte esempio per le coscienze. Carmen Del Core

La Giornata della Memoria Dopo il primo approccio concreto di Libera sul territorio flegreo, il mondo dell’associazionismo, le scuole e i cittadini si sono attivati per aderire ad una realtà fortemente radicata sul territorio nazionale ma che stenta a decollare nei quattro comuni flegrei, vuoi per mancanza d’informazione, vuoi perché sembra molto più semplice aggirare il problema della criminalità e fingere che le nostre zone ne siano immuni. Il neo nascente presidio di Libera Campi Flegrei ha, in poco tempo, riempito la sua agenda di numerosi appuntamenti. In primis le sinergie avviate con scuole del territorio puteolano, come il 4° Circolo didattico, guidato da Antonio Vitagliano. Un circolo ubicato in una zona cosiddetta a rischio, cioè Licola, ma gestito nell’interesse primario degli alunni e della loro crescita, e per questo attento ad interventi rivolti al territorio, come la lotta alla criminalità. Inoltre, diverse le iniziative organizzate per il 21 marzo, Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle

vittime delle mafie. Serve il contributo di tutti per liberare l’Italia dalla logica mafiosa, che toglie la speranza e il futuro ai giovani, che soffoca l’economia sana e non permette lo sviluppo del nostro Paese. La Giornata della Memoria, dal lontano 1996, si celebra il 21 marzo, nel primo giorno di primavera, che è diventato il simbolo della speranza che si rinnova. Ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace. In numerose città italiane, e da quest’anno anche a Pozzuoli, Libera porterà la sua concreta testimonianza. Tra le iniziative di maggior rilievo quella organizzata all’istituto Pareto, fortemente voluta dalla dirigente scolastica, Donatella Mascagna, proprio il 21 marzo, alle ore 10. Su sdt on line il programma dell’evento. c.d.c.

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SEGNI FLEGREI TERRITORIO

Polifunzionale, il grande incompiuto di via Adriano I giovani scendono in piazza: “Occupiamoci del Centro” L’ eterno incompiuto. La lunga attesa. Nuovo progetto per il quartiere. Si sprecano i luoghi comuni quando si parla del Centro Polifunzionale di Soccavo. Trentamila metri quadrati al coperto, parcheggi, sale, aule attrezzate. Una grande area all’aperto e un vasto parcheggio. C’è tutto nell’area a metà strada tra via dell’Epomeo e Rione Traiano, le due realtà che compongono il difficile quartiere flegreo. Il Polifunzionale è in parte aperto, ma il funzionamento a pieno regime significherebbe una grande possibilità, non solo per il quartiere, ma per intera area occidentale della città. Spiega Gianni Palmers, dirigente di una società sportiva: «Manca ancora il teatro e i torrioni destinati alla tenenza dei carabinieri e all’Asl sono vuoti. Nel frattempo le palestre del piano terra sono utilizzate da dodici società sportive “emigrate” dallo stadio Collana, ora inagibile. I gruppi sportivi pagano per tempo in cui uti-

lizzano l’impianto. Da poco, invece, sono state date in concessione le palestre nella parte superiore. Si tratta di spazi completati qualche anno fa ma mai utilizzati. Quindi sono intervenuti i privati che, ristrutturandole a spese loro, hanno ottenuto la concessione. Il potenziale che può esprimere il Polifunzionale è enorme ma non è ancora sfruttato del tutto». Attualmente nel Centro di via

Adriano opera anche la società “Synergia en Europe” che gestisce un call center multilingue e servizi informatici. C’è lavoro per 200 lavoratori e sono previsti nuovi investimenti. Il Polifunzionale è anche sede del Consiglio della IX Municipalità e di alcuni uffici comunali come il Centro Elaborazione Dati e il Progetto Administra per la digitalizzazione dei documenti del comune di Napoli. Ma c’è

Crisi e qualità della vita: i commercianti studiano le soluzioni

Anche la ztl per salvare via Epomeo Via Epomeo è la strada del commercio. Negozi di abbigliamento, scarpe, accessori moda, giocattoli, bomboniere, articoli da regalo e alimentari. Un grosso polo commerciale – tra i più importanti nell’area occidentale della città di Napoli - nato quasi per caso quando, negli anni ’50, iniziò la costruzione degli edifici e i locali sulla strada furono presi in affitto da commercianti pronti a offrire la loro merce ai nuovi abitanti del quartiere. Oltre 700 le botteghe. Un indotto di migliaia e migliaia di lavoratori che moltiplicati per il numero dei familiari danno l’idea di quanto sia importante curare gli interessi di tante attività economiche. E in tempo di crisi le preoccupazioni aumentano. I commercianti si sono uniti sotto la sigla del “Centro Commerciale Epomeo” nato nel 1985 come associazione e da qualche anno diventato società cooperativa. Giovanni Adelfi è il presidente: «La situazione è tragica – afferma – sia per il commercio di vicinato e sia per quello della grande distribuzione. Ma i negozianti sotto casa sono più esposti.

Negli ultimi anni è cambiato il modo di fare la spesa. Si prediligono le passeggiate nei centri commerciali. Via dell’Epomeo è un centro commerciale naturale, ma ci sono pochi servizi. La presenza della linea Circumflegrea, parallela alla strada, da sola, non è garanzia di afflusso di clienti. Abbiamo puntato su un progetto di riqualificazione urbana per individuare aree parcheggio nei pressi dell’arteria principale». Il progetto è stato presentato alle ultime due amministrazioni comunali. Oltre al parcheggio prevede la zona a traffico limitato, arredo urbano, aiuole. «Sappiamo – aggiunge Adelfi – che le risorse finanziarie degli enti locali sono scarse. Per questo abbiamo pensato a soluzioni non gravose dal punto di vista economico. Negli ultimi tempi siamo stati noi a chiedere che la strada principale diventi ztl». Via dell’Epomeo è lunga meno di due chilometri e, in parte, si trova in stato di degrado. Il “Centro Commerciale Epomeo” ha previsto anche interventi di riqualificazione di questa parte.

chi chiede di più. Il Co.S. è la sigla del Coordinamento Soccavo - Pianura. Un gruppo di ragazzi, studenti medi e universitari con il motto: “Affinché si crei coscienza nel nostro territorio, dobbiamo essere i primi ad agire”. E i giovani agiscono. Varie le iniziative negli ultimi mesi, comprese le giornate dedicate alla pulizia di strade e giardini pubblici (come quelli in via Ricci, di fronte alla scuola “Giustino

Fortunato” oppure come i giardini di via Arno). «Il nostro quartiere è completamente abbandonato – spiegano ed è per questo che, attraverso l'allestimento di banchetti informativi, iniziative di pulizia degli spazi pubblici, richieste per un miglior funzionamento dei mezzi pubblici e dei servizi, creazione di spazi dedicati alla cultura e ai giovani, vogliamo dare l'input dal basso per una municipalità più viva e per un cittadinanza cosciente, attiva e responsabile». E tra gli obiettivi dei giovani, anche la piena disponibilità del Polifunzionale. Il 25 febbraio si è svolta una manifestazione a via dell’Epomeo: “Occupiamoci del Centro Polifunzionale”. L’obiettivo: organizzare un sondaggio e raccogliere le proposte della cittadinanza. Intanto dalla giunta comunale un nuovo progetto: “I giovani si prendono cura della città” . L’idea è di destinare parte della struttura ai giovani. Costo: 1.375 mila euro. Ciro Biondi


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TERRITORIO

SEGNI FLEGREI

I disagi di chi ha perso lavoro e vive nei sottoscala del Rione Traiano. Ma anche carenze di strutture nelle strade principali

Soccavo, il quartiere che chiede luce

Dossier del vicario foraniale: insistere su differenziata, sicurezza e soprattutto collaborazione

T

anti, troppi sono i disoccupati, i sottoccupati, gli immigrati e le famiglie bisognose che sempre più spesso chiedono aiuti e lavoro agli sportelli delle Caritas parrocchiali. Questo il grido di sofferenza per il quartiere, lanciato in occasione della Giornata per la vita da padre Carmine Madalese, vicario della forania di Soccavo e parroco della Medaglia miracolosa. «Specialmente nel Rione Traiano – ricorda il sacerdote della Congrega della Missione, i vincenziani – ci sono famiglie che vivono ancora nei sottoscala (i cosiddetti scantinatisti) o nei locali nati come negozi e trasformati in abitazioni, con conseguenti disagi fisici e morali. Recentemente, anche tramite la Rai, è stato dato risalto al caso di un malato, costretto su una carrozzina, che non può uscire di casa, perché abita al quarto piano di un palazzo senza ascensore. E questa è solo la punta di un iceberg; si registrano in quantità situazioni di grave indigenza». L’elenco dei disagi, soprattutto per i nu-

clei familiari, è lungo: mancano luoghi d’incontro e dove i bambini possano giocare; l’illuminazione di molte strade è carente; sempre per il problema della casa, molti giovani sposi sono costretti a vivere con le famiglie d’origine oppure a spostarsi nei comuni vicini. «In questo caso i genitori che lavorano – evidenzia padre Carmine – dai luoghidormitorio portano i loro figli a Soccavo, affidandoli ai nonni, i quali provvedono alla loro for-

mazione culturale e religiosa; ma nei giorni festivi difficilmente i bambini frequentano la parrocchia o l’ambiente in cui vivono durante la settimana». Critica la mancanza di occupazione, con famiglie numerose monoreddito oppure persone senza lavoro fisso che vivono grazie alla pensione dei genitori anziani e si arrangiano come possono. Diffusa la mancanza di rispetto per l’ambiente e la microcriminalità: «È necessa-

Il ruolo delle parrocchie Confrontando il numero dei battezzati con quello di quanti frequentano la vita religiosa, oggi si può parlare di “terra di missione”. Regge ancora una pietà popolare abbastanza sentita, che dovrebbe essere vissuta come veicolo educativo di valori tradizionali cristiani, riscoperti nel loro significato più autentico. Molti sono lontani dalla vita parrocchiale, pur dicendosi credenti, si rivolgono alla parrocchia solo per chiedere dei servizi, come ad un “supermercato del sacro”. Da queste riflessioni parte il vicario foraneo di Soccavo, padre Carmine Madalese, per riprendere le indicazioni sul ruolo della comunità parrocchiale, emerse dal Sinodo diocesano prima e dal Direttorio poi: «Essa è chiamata a promuovere rapporti umani e fraterni, ad essere la casa aperta a tutti ed al servizio di tutti, come amava dire Papa Giovanni XXIII, la fontana del villaggio alla quale tutti possono dissetarsi. Dato che difficilmente i genitori educano alla fede, visto che loro stessi vivono una religiosità superficiale,

bisogna lavorare con e sulle famiglie. È necessario partire dalla famiglia e dall’educazione, come prevedono gli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020. La Chiesa ha accettato e lanciato la sfida educativa, indicando nell’insegnamento di Gesù Maestro un esempio da imitare. Bisogna educare l’uomo intero (corpo, anima, spirito), ecco perché l’emergenza educativa non è compito esclusivo della Chiesa, ma essa lo deve far proprio». Padre Carmine ricorda il ruolo essenziale delle Caritas parrocchiali nell’attenzione alle necessità e ai bisogni del territorio, la cui gestione però deve essere condivisa con tutti: «Non si tratta di una delega, ma di un’espressione comunitaria aperta e partecipata con associazioni, enti, strutture pubbliche e private che operano nel campo dell’assistenza, anche per evitare doppioni e dispersioni di forze, per favorire un maggiore impegno, coordinare le iniziative con un cuore pronto ad accogliere tutti e a riconoscere il bene che è in tutti».

ria una presenza più evidente delle forze dell’ordine – prosegue il vicario foraniale - non solo nelle strade principali del quartiere, perché nelle vie meno frequentate abbonda lo spaccio e il consumo di droga». Servono risposte e servizi da offrire ai cittadini. Su questo padre Carmine ha le idee chiare: per migliorare la vivibilità del territorio, è necessario un coordinamento e la piena collaborazione tra istituzioni,

scuole, parrocchie, associazioni. La prima tappa, suggerisce, deve essere quella di riuscire a mantenere il quartiere pulito, potenziando la raccolta differenziata, raccogliendo i rifiuti nei tempi e nei modi giusti, attivando un’isola ecologica ben strutturata. Infine, lancia un appello affinché il Centro polifunzionale sia aperto al territorio. E su questa strada va registrato l’impegno dell’assessore allo sport e alle politiche giovanili del comune di Napoli, Giuseppina Tommasielli, che sta lavorando a un progetto complessivo per rilanciare la struttura (se ne parla nella pagina a fianco). «Occorre dare fiducia e speranza ai nostri giovani – conclude padre Madalese – perché imparino ad apprezzare il valore positivo della vita. Bisogna suscitare in loro il desiderio di spenderla, questa vita, al servizio del bene, per costruire, con pazienza e tenacia, qui e ora un mondo di pace» (su www.segnideitempi. it l’intervento completo). c.l.


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DENTRO LA DIOCESI

SEGNI DEI TEMPI

Anche i sindaci al Forum della Scuola diocesana di formazione all’impegno sociale e politico con il professor Luca Diotallevi

L’impegno dei cattolici in politica

Un luogo di formazione e dialogo, ma pure occasione di impegno responsabile per il bene comune

L

unedì 20 febbraio, nell’Auditorium del Seminario di Pozzuoli, si è svolto il primo Forum promosso dalla Scuola diocesana di formazione all’impegno sociale e politico, sul tema “L’impegno dei cattolici in politica”. All’evento, che è stato moderato da don Luigi Longobardo, vicario episcopale per la pastorale della cultura, hanno partecipato i sindaci di Bacoli, Ermanno Schiano, di Monte di Procida, Francesco Paolo Iannuzzi, di Quarto, Massimo Carandente Giarrusso. Il Forum è stato presieduto dal vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, che ha definito l’evento come «luogo di formazione specifica e di dialogo», un’occasione per imparare a fare «esperienza di discernimento comunitario per un impegno chiaro alla reale corresponsabilità, riconoscendosi parte di una comunità civile». Su questo tema è intervenuto

il professor Luca Diotallevi, docente di sociologia all’Università Roma Tre, sottolineando proprio l’importanza dell’esercizio di un rigoroso discernimento, che viene inteso come condizione decisiva per la maturazione di un legittimo pluralismo delle forme e dei contenuti dell’agire politico dei cattolici. Un forte richiamo è stato fatto all’eredità culturale e politica di don Luigi Sturzo e Alcide de Gasperi, di straordinaria attualità. La politica inoltre non deve essere considerata come unico potere, ad essa viene chiesto di contribuire specificamente e

responsabilmente, secondo la dottrina sociale della Chiesa, alla pace pubblica, pubblica moralità e giustizia come tutela dei diritti fondamentali della persona umana. Un’attenta analisi quella del professor Diotallevi che è possibile approfondire nel suo ultimo libro “L’ultima chance. Per una generazione nuova di cattolici in politica”. Impossibilitata a partecipare all’incontro, Lucia Fronza Crepaz, parlamentare dal 1987 al 1994, ha voluto far comunque giungere un suo contributo: «Il vero laboratorio è la città – sottolinea la corresponsabile

di Umanità Nuova del Movimento dei Focolari – uno spazio da conoscere e di cui riappropriarsi, in cui sperimentare il proprio impegno comunitario. Tutti i problemi planetari si condensano e si rendono visibili a livello delle città; quindi è lì la grande sfida, ma lì è anche la grande opportunità».Durante l’incontro sono intervenuti anche gli animatori del Progetto Policoro sul rapporto tra giovani e politica: si è fatto riferimento alla difficile situazione della città di Pozzuoli, riportando l’esperienza di un gruppo di giovani cattolici che a Genova hanno intrapreso, con “Primavera Politica”, un percorso politico, formativo e educati-

vo. I giovani hanno rilanciato un invito e una provocazione a riflettere su cosa poter fare insieme, qui sul nostro territorio, affinché ci sia più consapevolezza del significato di cittadinanza attiva contro gravi forme di clientelismo e compromessi politici. Certamente, come ha ricordato il professor Diotallevi, le passioni non bastano per un’azione politica che deve essere realistica e vincente, ma sta a noi, alla società civile, rigenerarci. Come dicono i sociologi, la complessità va gestita insieme, va governata. C'è bisogno di avere la consapevolezza del “bene comune”. Irene Ioffredo Giuseppe Familiari

Una luce nella notte - Evangelizzazione di strada Sabato 24 marzo - Parrocchia S. Vitale Fuorigrotta Ufficio diocesano per la pastorale giovanile

Come trasmettere la fede alle giovani generazioni? (segue dalla prima pagina) Nel quinto capitolo degli Orientamenti Pastorali il paragrafo 54a ha spiegato il senso di tutto questo lavoro. Si tratta di “confrontare le esperienze di iniziazione cristiana di bambini e adulti nelle Chiese locali, al fine di promuovere la responsabilità primaria della comunità cristiana, le forme del primo annuncio, gli itinerari di preparazione al battesimo e la conseguente mistagogia per i fanciulli, i ragazzi e i giovani, il coinvolgimento della famiglia, la centralità del giorno del Signore e dell’Eucaristia, l’attenzione alle persone disabili, la catechesi degli adulti quale impegno di formazione permanente”. Come si vede, un elenco di temi molto significativo. Dietro, vi è la domanda cruciale: come trasmettere la fede alle giovani generazioni? Come fare in modo che il Figlio dell’uomo, quando verrà di nuovo sulla terra, trovi ancora la fede (cfr. Lc 18,8)? Non a caso l’iniziativa dei sedici convegni regionali (che cercano di operare una verifica sul territorio, in modo da evitare generalizzazioni che mortificherebbero le specificità delle Chiese locali) si intreccia da un lato con il sinodo dei vescovi dedicato alla nuova evangelizzazione (Ottobre 2012), dall’altro con l’Anno della fede proclamato da Papa Benedetto XVI per ricordare i 50 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II e i 20 anni della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (Ottobre 2012-Novembre 2013). Parlare dell’Iniziazione cristiana dunque vuol dire toccare tutti gli ambiti dell’evangelizzazione, che non è solo trasmettere “informazioni”, nozioni, ma è comunicare una testimonianza di vita, un cammino che coinvolge la globalità della persona (ed in questo senso, diventano centrali anche gli ambiti della vita umana individuati nel recente passato – lavoro, festa, cittadinanza, comunicazione ecc...). Molto, su questi temi, è stato fatto. Si pensi anche solo al cammino dalla nostra diocesi, che dopo il Sinodo ha avviato un ripensamento globale dei cammini di iniziazione dei fanciulli e degli adulti. Così, allo stesso modo, in molte altre diocesi negli ultimi 15 anni si sono avviate sperimentazioni, che ora però bisogna verificare nei loro risultati concreti. Come sempre, un po’ dappertutto (anche nella nostra Chiesa puteolana) vi sono molte zone d’ombra, ma anche molte luci: si pensi ad esempio alla difficoltà di coinvolgere le famiglie, che non vedono tanto la necessità di un cammino che formi alla vita cristiana, quanto quella di celebrare semplicemente un sacramento senza alcun legame con la vita concreta della loro famiglia, e dei fanciulli in particolare. È vero, è stato detto in un incontro nazionale tenutosi lo scorso febbraio a Roma, questo è negativo, ma il fatto che comunque i genitori sentano ancora come un “dovere” richiedere almeno il sacramento, fornisce l’aggancio per far loro una “proposta” di fede. Dunque, ciò che ad alcuni sembra riduttivo e negativo, può diventare possibilità di creare un nuovo rapporto e una nuova consapevolezza di fede. In molte diocesi, ed in molte parrocchie della nostra diocesi, concreti passi in avanti sono stati fatti, verso una nuova mentalità, ma non bisogna fermarsi. Ecco perché tutto questo lavoro deve produrre a breve una rinnovata attenzione ai processi educativi nelle nostre comunità, anche alla luce di un nuovo Documento condiviso e di nuovi strumenti catechistici, che i vescovi ci doneranno nel biennio 2013-2015. Pino Natale


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SEGNI DEI TEMPI DENTRO LA DIOCESI

A Soccavo la diocesi in marcia per il dono della vita Il vescovo: «Bisogna annunciare Cristo ai giovani» T estimonianze e impegno a favore della vita. L’attività dei movimenti cattolici in favore della vita è forte ed è visibile. Si è svolta a Soccavo, il 5 febbraio – come di consueto nella prima domenica del mese – la Marcia della Vita della diocesi di Pozzuoli. Nonostante il freddo, centinaia di fedeli provenienti da tutte le foranie hanno marciato per le strade di Soccavo con striscioni e bandiere, pregando e intonando canti. Due i cortei: il primo partito dalla parrocchia di san Giovanni Battista e il secondo dalla parrocchia dei santi Apostoli Pietro e Paolo. La manifestazione è stata organizzata dall’Ufficio della pastorale della Famiglia e della Vita e dalla Consulta per l’apostolato dei laici. Ad attendere i fedeli nella parrocchia di santa Maria di Montevergine c’era il vescovo di Pozzuoli. Una delle testimonianze: «Ho voluto la bambina nonostante la contrarietà dei medici e della mia famiglia». A parlare

è Monica, madre di due bambini. «Mia figlia – ha spiegato - era affetta da acrania: sarebbe morta subito dopo la nascita. Tutti mi dicevano di abortire, ma l’ultima parola

spettava a me, la mamma della piccola. Ho voluto portare avanti la gravidanza perché in quel periodo avevo iniziato un percorso di spiritualità. Non sono mancati i proble-

mi con mio marito. Michelle è salita al cielo tre giorni dopo la nascita. La sua breve vita terrena l’ha consegnata per sempre al Signore Gesù ed ora ha ancora molte cose da dirci a tutti noi». Altra testimone è Carolina, ragazza ucraina di fede ortodossa. È stata lasciata dal fidanzato quando questi ha saputo che aspettava una bambina. Sola, aiutata da un’amica polacca, ha lavorato fin quando poteva. «Non ho mai pensato – ha detto - di interrompere la gravidanza. Poi sono stata ospite delle Figlie della Carità all’Istituto Pio XII di Pozzuoli». Un momento di riflessione lo ha offerto don Pasquale Di Giglio, parroco della chiesa Buon Pastore di Fuorigrotta. Don Pasquale ha parlato del nuovo orientamento pastorale dell’episcopato italiano: “Educare alla vita buona del Vangelo”. «La sfida dell’educazione – ha detto don Pasquale – non riguarda solo i giovani, ma tutti noi. Perché si intende per giovane, chi è

giovane nello spirito. Dobbiamo dare un senso pieno nell’operare a favore della vita. Bisogna educare e l’educazione si fa offrendo esempi. Qual è il compito della Chiesa in questa società? È quello di farsi compagna in modo che chiunque si possa sentire amato, ridando dignità ed importanza ad ogni persona». Le conclusioni affidate al vescovo, monsignor Gennaro Pascarella: «Le mie sono provocazioni: sappiamo aiutare i giovani a scoprire il senso della vita? Sappiamo entrare nelle loro difficoltà? Il senso della vita lo troviamo in Cristo. Ecco perché bisogna annunciare Cristo ai giovani. Quando si scopre Gesù non si è più padroni della propria vita, la quale diventa un dono da mettere a disposizione degli altri. Perché la vita si prende donandola. Infine: quando c’è richiesto il nostro sostegno, insieme alla preghiera non facciamo solo belle raccomandazioni, ma facciamo il possibile per aiutare».

I nostri sacerdoti Il vicario episcopale monsignor Franco Bartolino tra il Capitolo della Cattedrale e il Tribunale diocesano Monsignor Franco Bartolino è il vicario episcopale del Centro Sacerdotale. È canonico arcidiacono del Capitolo cattedrale. 56 anni – portati benissimo - da trenta anni è sacerdote. È il parroco della chiesa cattedrale dedicata a san Procolo, ovvero il Duomo al Rione Terra. Dal 2004 celebra ogni domenica mattina, alle 11, nella chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, il Coretto. In qualità di cerimoniere segue il vescovo nelle celebrazioni più importanti. Meno conosciuto è nella veste di vicario giudiziale». Quali sono i compiti del vicario giudiziale? «Il vescovo nella sua Chiesa particolare esercita la potestà giudiziaria sia personalmente sia mediante il vicario giudiziale. Il vicario giudiziale ha potestà ordinaria per giudicare ed è il presidente del Tribunale diocesano. Vi sono poi Il Tribunale ecclesiastico regionale campano - tribunale di prima e di seconda istanza - e il Tribunale della Rota romana che è tribunale di terza istanza, conosciuto come Sacra Rota». I casi di cui vi occupate? «Le cause che vengono istruite dal Tribunale diocesano

sono pochissime e riguardano la Dispensa pontificia per il matrimonio rato e non consumato; dispensa dagli oneri sacerdotali ed altro. Di solito queste dispense vengono affidate al Tribunale diocesano di Napoli. Io mi occupo, in genere, di rogatorie, consulenze e di altre pratiche che competono al Vicario giudiziale». Quando è diventato vicario giudiziale? «Sono stato nominato la prima volta da monsignor Padoin e riconfermato da monsignor Pascarella. Ho studiato diritto canonico alla Pontificia Università “Angelicum” di Roma. Ho poi lavorato al Tribunale ecclesiastico regionale campano e di appello, prima come vicecancelliere, poi come cancelliere e infine come giudice». E invece quando è diventato cerimoniere? «Già da seminarista, con il vescovo Salvatore Sorrentino, ho iniziato ad occuparmene. Bisogna avere amore per la liturgia. Ogni celebrazione deve essere pensata e svolta affinché non sia un rituale senza senso, ma sia “actuosa participatio”, una partecipazione attiva dei

fedeli. È necessario studiare la celebrazione e quando ci sono eventi importanti, s’incontra il vescovo per definire l’evento celebrativo: è il vescovo il “liturgo” della sua Chiesa. Ma l’impegno del cerimoniere sta anche nel pensare alle disposizioni floreali, alla stampa del libretto liturgico, ai canti, a tanti altri dettagli per un degno e dignitoso svolgimento dell’azione liturgica». Il cerimoniere segue sempre il vescovo durante le celebrazioni? «Soprattutto nelle celebrazioni ed eventi diocesani. Deve essere molto discreto nel suo compito. Ai suoi collaboratori deve far capire con lo sguardo quello che devono fare. Ma poi può capitare sempre l’imprevisto…». Negli ultimi anni ci sono stati eventi importanti… «Molti e tra questi ricordo la visita pastorale di Giovanni Paolo II, il Grande Giubileo del 2000, la celebrazione del Sinodo diocesano, l’Anno Paolino diocesano, la beatificazione di don Giustino Russolillo. Abbiamo lavorato tantissimo e con grande impegno. Si tratta di eventi eccezionali e unici». ci.bi.


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DENTRO LA DIOCESI

SEGNI DEI TEMPI

Insieme al vescovo, a Roma 1.200 pellegrini provenienti da 34 parrocchie con il coinvolgimento delle foranie

Pozzuoli in udienza da Benedetto XVI Il Papa ha donato alla diocesi tre preghiere di Gesù sulla croce: i temi pentimento e speranza

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a Diocesi di Pozzuoli, mercoledì 15 febbraio, ha partecipato all’udienza generale di Benedetto XVI nell’aula Paolo VI. Questo pellegrinaggio è nato dal desiderio del nostro vescovo di voler esprimere al Santo Padre un profondo ringraziamento per aver voluto inviare a Pozzuoli, come suo delegato, il cardinale Salvatore De Giorgi, in occasione della conclusione dell’anno paolino diocesano, lo scorso 30 maggio. Nonostante le difficoltà legate alle avverse condizioni atmosferiche che hanno caratterizzato i giorni precedenti il pellegrinaggio, si può affermare che è stata una esperienza veramente forte per l’intera comunità diocesana. Molto toccante è stata la catechesi di Benedetto XVI che ci ha invitati a meditare sulle tre preghiere di Gesù in croce, nell’imminenza della morte, narrata nel Vangelo di san Luca, due delle quali sono rivolte esplicitamente al Padre, mentre l’altra è costituita dal-

la promessa fatta al cosiddetto buon ladrone, crocifisso con Lui: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso» (Lc 23,43). Il Santo Padre ha sottolineato come, attraverso queste parole, Gesù ci invita al difficile gesto di pregare anche per coloro che ci fanno torto e a perdonare sempre, avendo nella nostra preghiera lo stesso atteggiamento di misericordia e di amore che Dio ha nei nostri confronti; allo stesso tempo, con l’affidarsi totalmente al Padre nel momento estremo della morte, ci

comunica la certezza che, per quanto dure siano le prove, non cadremo mai fuori delle mani di Dio, quelle mani che ci hanno creato, ci sostengono e ci accompagnano nel cammino dell’esistenza. Al termine dell’udienza il Santo Padre ha salutato i pellegrini provenienti da tutto il mondo nelle varie lingue e la risposta della nostra Diocesi è stata caratterizzata da un enorme boato, data la presenza di 1.200 pellegrini provenienti da 34 parrocchie. Il pellegrinaggio si è concluso

al santuario Divino Amore, dove monsignor Gennaro Pascarella ha presieduto la Santa Messa concelebrata dai presbiteri presenti. Il nostro vescovo sottolineando la figura della vergine Maria, la donna del sì, la prima credente ad accogliere la parola dell’angelo, ha affidato a lei la nostra Chiesa di Pozzuoli, citando le parole del beato Giovanni

Paolo II, durante la sua visita al santuario: “Sotto lo sguardo della Vergine Santissima del Divino Amore la quale … vigila maternamente su tutti i fedeli, che si affidano alla sua protezione e alla sua custodia nel loro pellegrinaggio quaggiù in terra” (omelia 1 maggio 1979). Ufficio diocesano tempo libero, turismo e sport

Il giornale è anche tuo. Partecipa. Giustizia e legalità. Il 3 febbraio, in occasione del mese della pace, l’Azione cattolica ragazzi diocesana ha organizzato un incontro nell’Istituto penale minorile di Nisida, con il cappellano don Fabio De Luca e il direttore Gianluca Guida. Partendo da contesti quotidiani e facilmente comprensibili (famiglia, scuola, parrocchia, sport), i ragazzi sono stati accompagnati a riflettere sulla centralità del rispetto dei diritti di tutti. Su sdt on line articolo sull’iniziativa di Antonio Izzo.

La Federazione Italiana Addetti al Culto (F.i.u.d.a.c./s.), in collaborazione con il Centro sacerdotale diocesano, organizza giovedì 22 marzo (ore 18), nella parrocchia San Martino, in via Provinciale Pianura – Contrada S. Martino, una serata di spiritualità in preparazione alla Pasqua. L’incontro sarà animato da don Oreste Rinaldi, direttore dell’Ufficio di pastorale liturgica. Referente diocesano: Rosario Amazio (392.9146055 – amazio.ros@teletu.it).

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SEGNI DEI TEMPI DENTRO LA DIOCESI

Alla Dedicazione di san Martino giovani protagonisti «Le pietre vive che formano l’altare del Dio vivente»

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a comunità parrocchiale di san Martino di Pozzuoli, ha vissuto il 10 febbraio un momento significativo per la propria storia, celebrando il giorno della sua “Dedicazione”: la chiesa, cioè, è stata dedicata a Dio perché diventi luogo di preghiera e d’incontro. Alla presenza del vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, del parroco don Oreste Rinaldi e di numerosi sacerdoti della diocesi, abbiamo vissuto

questa celebrazione davvero importante per la nostra comunità. Questo evento è stato, in particolare per noi giovani, l’occasione per sentirci, ancora più intensamente, parte di una comunità che da diversi anni ha cura della nostra crescita umana e cristiana. Ci siamo impegnati, infatti, a curare l’accoglienza di quanti intervenuti per l’occasione, cercando di far sentire tutti, almeno per una sera, parte della nostra comunità. Il nostro impegno ci ha fatto capire ancor meglio il significato dell’essere “pietre vive” nella nostra parrocchia. Con il nostro gruppo giovani esprimiamo il desiderio di crescere insieme sull’esempio di Cristo, volendo donare, insieme all’allegria che ci contraddistingue, anche un impegno più visibile a diffondere gli insegnamenti di Gesù all’interno e al di fuori della comunità. «La dedicazione di una chiesa e di un altare – come sottolineato da don Oreste – sono avveni-

menti eccezionali nella storia di una comunità cristiana. E questo dice molto dell’importanza pastorale della loro celebrazione. I cristiani non possono fare a meno di inaugurare uno dei loro luoghi di culto se non facendone la dedicazione che lo consacra a Dio. La dedicazione di una chiesa è una liturgia tra le più solenni e più ricche di significato. Infatti, attraverso la consacrazione, essa esprime il mistero stesso della Chiesa.

Sportello ascolto Migrantes: la testimonianza di una volontaria

E qui nasce la domanda: In che modo un luogo può essere sacro? Non certo da se stesso. Nessuna cosa creata, in forza della sua natura, può essere tale da poter servire degnamente da luogo per la santità di Dio. Diceva uno dei grandi liturgisti tedeschi (R. Guardini) che un luogo diventa santo solo quando Dio lo santifica. Egli lo santifica accostandosi ad esso, rendendosi presente e ponendo in esso la sua di-

mora. Il cuore della chiesa è costituito dall’altare, figura di Cristo, Agnello immolato, il vero altare del tempio di Dio (cf. Eb 4, 14; 13, 10), che è anche l’immagine dei cristiani, pietre vive, che formano l’altare del Dio vivente. Spetta al vescovo, a cui è affidata la cura di una Chiesa particolare, dedicare a Dio le nuove chiese erette nella sua diocesi». I giovani della parrocchia san Martino

Il mondo con gli occhi degli altri

Il Centro diocesano vocazioni

Mi chiamo Jade, ho 25 anni. Abito a Monte di Procida. Mi sto laureando in Relazioni internazionali e diplomatiche. La prima volta che sono venuta alla Salus – Migrantes di Pozzuoli rimasi a fissare un foglio su cui c’era scritta una frase in inglese, con la traduzione italiana: “Tu potresti vivere una vita intera senza sapere chi sei, finché non guardi il mondo con gli occhi degli altri”. Ecco cosa vuol dire fare volontariato, perché “senza gli altri” non siamo nulla e “come gli altri” siamo un piccolo tassello di un mosaico da completare, che è la vita. Dall’estate scorsa faccio volontariato allo sportello d’ascolto alla Migrantes. Il tipo di richieste che ci vengono sottoposte spaziano dalla possibilità di avere accesso alle strutture sanitarie o cure mediche, alloggio, lavoro, sussidi alimentari, aiuto per orientarsi nella burocrazia italiana e per le pratiche di ricongiungimento familiare, permesso di soggiorno e altro, ma in realtà tutti cercano un’unica cosa: essere ascoltati ed accolti. Non abbiamo la

«Prendete qualche coppia di sposi e di fidanzati, alcuni sacerdoti e seminaristi, un diacono, delle consacrate, una ragazza che funge da segretaria, dei giovani rappresentanti di diverse associazioni e movimenti di diverse parrocchie della diocesi, amalgamate ben bene fino a farli diventare un cuor solo e un’anima sola ed avrete il CDV, cioè il Cento diocesano vocazioni. Ci mettiamo al servizio della chiesa diocesana per ricordare che ogni vita è “vocazione” e per affiancare parroci, educatori, catechisti e genitori in quell’opera, purtroppo trascurata, che è aiutare tutti, in particolare i giovani, a scoprire il progetto di Dio e a corrispondervi con gioia. Il tutto vissuto attraverso il tema scelto dal Centro nazionale vocazioni per quest’anno: “Rispondere all’amore si può…”. Dopo l’incontro di festa con i ministranti e con il vescovo che si è svolto l’11 dicembre nella concattedrale di s. Paolo a Monterusciello, abbiamo preparato tre giornate vocazionali per giovani dai 15 ai 30 anni, invitandoli a trascorrere una domenica al Villaggio del fanciullo a Pozzuoli, per capire come si può rispondere all’amore nel matrimonio, nel sacerdozio e nella vita consacrata. Prossimo appuntamento domenica 18 marzo. Saranno i giovani ad aiutarci a capire se oggi è ancora possibile rispondere a questo amore quando chiama al dono totale di sé nella vita consacrata. Vi aspettiamo». Questo l’invito del Centro diocesano vocazioni, dopo aver realizzato i primi due incontri nelle domeniche 22 gennaio e 26 febbraio (il resoconto su sdt on line). Sulla falsa riga di “Porta a Porta”, è stato proposto “Cuore a Cuore”, effettuando alcune interviste a quattro coppie (una di giovani fidanzati, una di sposi novelli in attesa del primo figlio, una di sposati da cinque anni e una da diciannove). Dai “conduttori” e dai partecipanti sono state poste tante domande, anche su temi delicati come la castità prematrimoniale. Particolare attenzione è stata rivolta anche alle testimonianze di esperienze vocazionali.

bacchetta magica per risolvere tutte le questioni, ma facciamo del nostro meglio per rassicurare e far star meglio ogni persona che viene da noi. Per noi l’ascolto è fondamentale, è il punto di partenza di una relazione di empatia e fiducia reciproca. Uno degli ostacoli più grandi per gli stranieri che arrivano in Italia è la lingua. La difficoltà linguistica impedisce la comunicazione e riduce la possibilità di trovare lavoro. Ecco perché dallo scorso novembre la SalusMigrantes per promuovere la formazione linguistica e l’educazione civica ha dato inizio a un corso d’italiano, ogni giovedì alle ore 17, presso la nostra sede nel Centro S. Marco a Pozzuoli. Ringrazio coloro che mi hanno coinvolto in questa esperienza, poiché credo sia fondamentale poter apprezzare che si possa fare qualcosa per gli altri senza ricevere denaro in cambio, ma ricevere qualcosa che ha un valore molto diverso, dal valore inestimabile (su sdt on line la testimonianza completa).


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SPORT

SEGNI DEI TEMPI

Al Gran Prix Regionale del Csi anche l’esibizione di Antonio Cavaliere, qualificatosi per le Paraolimpiadi 2012 di Londra

Quella “giornata particolare” del nuoto Nella piscina di Monterusciello un folto pubblico alla kermesse: protagonisti tanti giovanissimi

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ntonio Cavaliere è stato il protagonista assoluto della prima tappa del Gran Prix Regionale di Nuoto 2012 del Csi disputata nella piscina della struttura “Alfonso Trincone” di Monterusciello. L’atleta dello Sporting Club Flegreo ospitato nell’ambito della kermesse in terra flegrea dell’ente blu arancio si è esaltato con il superamento del limite per la partecipazione alle ParaOlimpiadi di Londra nei 100 dorso. Cavaliere, allenato da Luca Del Giudice, era già in possesso del pass per i 400 sl. Nella piscina di casa, spinto anche dal calore del folto pubblico presente alla manifestazione organizzata dal Csi Pozzuoli di concerto con lo Sporting Club Flegreo, ha ottenuto il tempo di 1’33”44, superando ampiamente il muro di 1’33”80, che costituisce il minimo di ammissione alla rassegna dei cinque cerchi. La brillante prestazione di Cavaliere è stata il coronamento di una giornata ricca di emozioni e che ha visto oltre trecento giovani di tutta la Campania,

cento in rappresentanza della sola area flegrea, sfidarsi nella piscina di Monterusciello per le qualificazioni alla fase nazionale del Gran Prix di Nuoto CSI. Con Cavaliere è stata protagonista anche la squadra di casa, lo Sporting Club Flegreo, dieci volte sul gradino del podio più alto, successi conditi da sei triplette: nei 50 sl, Esordienti B, con Paolo Scamardella, Mattia Chiusano e Pietro Del Vaglio, nei 50 sl Esordienti A maschili, con Roberto Boldrini, Francesco Lo Giurato e Alessandro Miranda e femminili con Vera

Citro, Clara Scotto di Carlo e Annamaria Bello, nei 50 Rana Esordienti A maschili con Alessio Civero, Roberto Filogamo e Lorenzo Muoio e femminili con Viola Scotto di Carlo, Sara Vena e Gabriella Cerqua, nei 200 sl Esordienti A con Raissa Saccone, Vera Citro e Francesca Cortese. Si sono difese egregiamente l’ASD Ariete quattro successi e la Dhea Sport, due successi, con Luigia Vivenzio nei 50 e 100 sl seniores. Per le società ospiti da sottolineare i 14 successi raccolti dal sodalizio salernitano

Campionato provinciale di calcio a 5 Sono sette le squadre flegree che stanno dando vita al campionato provinciale di calcio a cinque del Csi per la categoria Open: S. Cristina, San Massimo Licola, Medaglia Miracolosa, San Michele Arcangelo, Sant’Artema, San Gioacchino e Buon Consiglio. Impegnati un centinaio di giovani che nel corso di tre mesi e quattordici giornate di gara si contenderanno i primi due posti in classifica che garantiscono la partecipazione alla fase finale. Le gare si disputano sui campi del Castello di Baia, del Villaggio del Fanciullo e di Licola. Parallelamente alla classifica generale sarà stilata la classifica Fair Play che premierà la squadra più corretta del torneo. Le due prime classificate sfideranno le prime classificate del girone di Ischia per il titolo provinciale, che parteciperà alle fasi regionali ed interregionali. In caso di successo si guadagnerà l’accesso alle finali nazionali in programma in giugno a Lignano Sabbiadoro.

Aspiranti arbitri di calcio e di pallavolo Pieno successo del corso di formazione per aspiranti arbitri di calcio a 11 e calcio a 5, organizzato dal Csi di Pozzuoli e in corso di svolgimento presso la sede di via Annunziata. In ventidue hanno risposto al bando - anche con diverse presenze “rosa” che permetterà di arricchire l’attuale sparuta pattuglia già presente nel gruppo arbitri flegreo. Il corso tenuto dal responsabile della commissione calcio flegrea, Fortunato Grippa, è stato inaugurato dal responsabile della formazione provinciale, Salvatore Beninati ed ospiterà figure di rilievo del settore arbitrale regionale. In contemporanea si sta svolgendo anche il corso per aspiranti arbitri di pallavolo tenuto da Francesco Scotti, responsabile del settore volley provinciale. A conclusione dei due corsi ci saranno test atletici e teorici per ottenere l’attestazione. Il superamento del corso permette di ottenere la certificazione per il credito scolastico valido sia per la scuola superiore che per l’Università.

del Blue System. «Una bella giornata di sport – ha osservato il vicepresidente provinciale del Csi, Renato Mazzone – che ripaga ampiamente del lavoro formativo ed organizzativo svolto. La crescita di partecipazione di società ed atleti al circuito nuoto è il ri-

conoscimento della bontà del lavoro dei nostri tecnici e che consentirà alla Campania di ben figurare alle finali nazionali di Lignano Sabbiadoro del prossimo giugno». A far da cornice alla manifestazione oltre settecento spettatori. Le premiazioni degli atleti e delle società sono state effettuate dal presidente regionale Csi, Pasquale Scarlino e dal vicepresidente, Luigi Di Caprio. Il circuito Csi del nuoto si concluderà il 30 aprile nella piscina Olimpionica di Caserta. Giuseppe Moio


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TURISMO & CULTURA

Campi Flegrei, una terra di mito, cultura e… delusioni Quante occasioni mancate tra archeologia e tempo libero P ercorrendo via Castello, poco prima di giungere alla rampa d'accesso al maschio aragonese, si incontra un cartello stradale che recita: “Bacoli, terra di mito e cultura”. Se ne deduce la consapevolezza della comunità sull'argomento. La condizione stessa di questa insegna chiarisce poi quale sia il reale interesse che la cittadinanza ha per questo glorioso passato locale. I Campi Flegrei hanno una vocazione turistica naturale, e il loro fascino dipende sia da una serie di peculiarità ambientali e paesaggistiche (basti pensare alla Solfatara, al gran numero di Terme, all'Oasi del WWF nel cratere degli Astroni), sia dalla miriade di resti archeologici che costellano il territorio: messe a sistema tutte queste risorse si potrebbero ottenere ammirevoli risultati, in campo turistico creando un indotto di una certa consistenza. Ma il turismo ruota sui grandi poli attrattori, di cui pure l'area flegrea non di-

fetta: vanta la più grande cisterna romana, un anfiteatro che è terzo per grandezza nel mondo antico, uno dei musei archeologici fra i più belli d'Italia (e del mondo), uno dei complessi termali più estesi del mondo romano, la prima e a lungo più importante colonia greca d'occidente, solo per attenerci ai resti materiali (ci sarebbero poi da considerare altri primati come la più

accreditata bocca degli inferi, o il più importante porto della repubblica e del primo impero, o anche siti peculiari, come l'insieme delle grotte tagliate nel tufo, o i parchi archeologici sommersi: Gaiola, Baia e Portus Julius). La Piscina Mirabilis ebbe il suo momento sotto le luci della ribalta proprio in un celebre servizio di “Presa Diretta”, esempio perfet-

to dell'incapacità di gestire monumenti di una certa importanza. Quando arriva un autobus, non c'è dove parcheggiare per far scendere i turisti e per accedervi è necessario telefonare alla custode. Il Museo di Baia, altro fiore all'occhiello dell'archeologia flegrea, è quasi sempre parzialmente chiuso; inoltre, così come anche il parco archeologico di Cuma, le Terme di Baia e l'Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, per gran parte dell'anno la domenica pomeriggio non è possibile visitarlo (eppure i giorni festivi sono quelli tradizionalmente dedicati alle visite e alle escursioni culturali). Anche nell'area più orientale non mancherebbero importanti poli turistici; anzi, da quasi un secolo fa fino agli anni '80 Fuorigrotta sembrava essere candidata come la principale area di svago di tutta Napoli: si inizia con l'inaugurazione dell'ippodromo nel '35, seguito dall'apertura della Mostra d'Oltrema-

re nel '40, che è – con la Fiera del Levante – il più grande polo fieristico del meridione. Nel '49 apre al pubblico lo zoo, poi arrivano lo stadio San Paolo nel '59 e uno fra i primi parchi divertimenti a tema d'Europa, l'Edenlandia; nel '63 è la volta della Piscina Scandone e del Palazzetto dello Sport “Mario Argento”. E nonostante il degrado che fra gli anni '80 e '90 ha coperto questi luoghi, la maggior parte di essi è ancora in attività. Le polemiche sulla questione Bagnoli Futura e l'inadeguato lavoro di bonifica gettano un'ombra sul possibile sviluppo futuro dei Campi Flegrei, mentre l'ormai prossimo Forum delle Culture si configura sempre più come l'ennesima occasione mancata in questo business che, almeno sulla carta, dovrebbe avere gioco facile. Forse solo chi nel mondo del turismo ne capisce la portata, può dire quanto lasci l'amaro in bocca questo spreco. Antonio Franco

Maria Panetty Petrarca, la mamma-maestra che scriveva canzoni Una donna autentica, una madre desiderata, una rara maestra di scuola e di vita». Queste le parole con cui don Angelo D’Ambrosio, ricordava Maria Panetty Petrarca. Una donna che ha lasciato il segno negli ambienti culturali di Pozzuoli, e non solo. Nata nel 1914 a Genova da papà inglese e mamma puteolana, da bambina fu portata nei Campi Flegrei. Difficile dare una definizione compiuta della donna che sposò l’ingegnere Domenico Petrarca: fu musicista, poetessa, paroliera, autrice di teatro, saggista. Era laureata in lingue straniere e pedagogia. Insegnò all’Università, al liceo vescovile di Pozzuoli, poi alle elementari e alle materne e, infine, alla scuola media “Diano”. Della sua didattica, scrisse un saggio pubblicato da una casa editrice romana: “Lezioni svolte di scuola materna. Secondo la nuova programmazione scolastica ed educativa”. Ma fu soprattutto madre di dieci figli. E non rinunciò alla politica; negli anni ’50 fu consigliera comunale a Pozzuoli nelle liste del Partito Monarchico. Tanti i premi e i riconoscimenti. Con una canzone – “The moon says”, “La luna dice” - ebbe l’onore di incontrare a Cape Canaveral, in Florida, gli astronauti dell’Apollo 11. Nel 1947 è stata fondatrice dell’associazione Il Cumanum – tutt’ora attiva - di cui è stata presidente fino alla morte, avvenuta nel 1993. Tra i suoi scritti alcune opere teatrali e storiche come “Maria Puteolana”, ispirata all’eroina ricordata da Francesco Petrarca, “Anita e Garibaldi”, scritta in onore del presidente della Repubblica Sandro Pertini, “Pulcinella”, un omaggio a Eduardo De Filippo, “Cristoforo Colombo” in occasione dei 500 anni della scoperta dell’America e “Paolo di Tarso”, un omaggio a Giovanni Paolo II che fu in visita a Pozzuoli nel 1990. E proprio quest’ultima opera è stata ristampata a cura dell’associazione Il Cumanum, in occasione delle celebrazioni per il 1950° anniversario dell’approdo di Paolo a Pozzuoli. Ad aprile, nella sala conferenze della Biblioteca Civica di Pozzuoli, è stato proposto il lavoro teatrale ed è stata ricordata la figura dell’autrice. Intorno a lei si sono formati e hanno conosciuto il teatro generazioni di giovani, alcuni dei quali, oggi, sono diventati attori professionisti. «La sua casa – ricorda Salvatore Brunetti, giornalista e scrittore - fu il salotto di giovani amanti del teatro, di scrittori alla ricerca di idee e di confronto, di attori vogliosi di fare cultura ed arte, fu il focolaio da cui attingere lumi ed esperienza». Il suo amore per Pozzuoli non aveva limiti. Alcune delle sue canzoni dedicate al capoluogo flegreo sono cantate ancora oggi nelle scuole elementari. Molto legata al mare e alle sue tradizioni, scrisse canzoni come “’Na vela nera”, “’O lanzaturo” e, soprattutto, “Pozzuoli è un quadretto da pittore”. Alcuni pezzi furono interpretati dal cantante classico napoletano Mario Abbate. Piena di significati è la canzone dedicata alla Madonna Assunta: “’A Madonna do’ mare”. Ciro Biondi


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TURISMO & CULTURA

SEGNI DEI TEMPI

Tra turismo, politica e scelte urbanistiche quale sarà il futuro dell’area: alcune considerazioni dello studioso Giamminelli

Qui manca la cultura dell’accoglienza

I Campi Flegrei vantano un’eccezionale presenza di reperti archeologici: sminuzzati e abbandonati Recentemente il professor Raffaele Giamminelli, scrittore e artista, da sempre studioso della storia e della cultura dei Campi Flegrei, ha rielaborato il testo di un suo «j’accuse» sul territorio, alla luce delle ultime scelte urbanistiche che condizioneranno il futuro di Pozzuoli. Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni finali che fanno il punto sulle risorse territoriali e sulla loro scarsa valorizzazione.

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a che tipo di turismo si può fare in un ambiente intensamente e selvaggiamente urbanizzato, troppo vicino alla grande metropoli che da tempo ha allungato i suoi tentacoli, devastando le ubertose plaghe di Bagnoli, Fuorigrotta, Soccavo, Pianura e Quarto? Non sono da meno le superaffollate Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto che non hanno mai pianificato e concordato il loro sviluppo urbanistico, individuando funzioni differenziate e integrate. Dal già citato censimento del 2001, si rileva

che i Campi Flegrei (Bagnoli, Fuorigrotta, Soccavo, Pianura, Quarto, Monte di Procida, Bacoli e Pozzuoli) hanno una densità territoriale di 3.483 abitanti per chilometro quadrato (365.657 abitanti su un territorio di 104,99 kmq); anche in questo caso i dati ufficiali sono inferiori a quelli reali. Però, negli ultimi anni si registra un certo calo a Soccavo e Pianura, brutalmente edificate negli anni Settanta-Ottanta, e un incremento nelle zone verso Licola e Varcaturo… I Campi Flegrei vantano una eccezionale presenza di reperti archeologici, sminuzzati, però, su un vastissimo territorio, spesso poco curati, se non abbandonati, e affogati in contesti ambientali profondamente degradati. Si veda, la necropoli di via Solfatara, mortificata da un orribile ponte in ferro e obliterata da una rigogliosa vegetazione; gli scavi lungo via Campana, con discutibili coperture in ferro che non coprono nulla, specialmente quelle orrende

della necropoli di San Vito. L’invisibile anfiteatro neroniano-flavio, nascosto da una cortina di fronzuti alberi ed estraniato dal tessuto urbano da una pesante recinzione, che non è riuscito a diventare un vero attrattore turistico, per l’assenza di valide e continue proposte di utilizzo. Ormai, l’insigne monumento, a parte le precarie condizioni di agibilità, è circondato da edifici che rendono difficile ogni discorso di rilancio. Lo stadio di Antonino Pio,

tra via Luciano e via Campi Flegrei, che doveva attirare chissà quale flusso turistico, è caduto nell’oblio come tutti gli altri episodi, compreso il tanto noto “tempio di Serapide”, offeso dal discutibile restauro delle gigantesche tre colonne e l’inutile e brutta balaustrata in legno… Una delle cause negative dei Campi Flegrei è stata l’assenza di deputati, senatori, consiglieri regionali, provinciali e comunali di grande spessore etico-culturale, capaci di far

valere le sacrosante esigenze della loro zona, tanto ricca, quanto bistrattata. Purtroppo, il problema di fondo è che manca nella popolazione e, peggio ancora, nei rappresentanti politici la “cultura del turismo”, il senso dell’accoglienza. Come è possibile fare turismo in una zona così maltrattata? Innanzitutto, si dovrebbe sistemare la propria casa, renderla vivibile per chi ci abita, per poter poi invitare gli estranei. Raffaele Giamminelli


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TAM TAM

A Napoli sono sempre di più quanti si rivolgono alle mense o alle parrocchie in cerca di aiuto, dai senzatetto agli immigrati

Ecco l’identikit dei nuovi poveri

L’emblematica storia di Maria, una vedova costretta dalla solitudine a rifugiarsi nell’alcol (segue dalla prima pagina)

Si assiste ad un incremento del numero di coloro che hanno casa e mangiano alle mense o prendono il pacco alimentare in parrocchia per arrivare a fine mese, aumenta chi vive in condizioni precarie (baracche, capannoni, stabili abbandonati) e chi la casa non ce l’ha più. Si tratta di un “mondo di mondi”, italiani, immigrati, alcol dipendenti, malati psichici, anziani, minori, nuclei familiari, rifugiati politici. Gli operatori ricordano che 20 anni fa erano essenzialmente anziani e psichici ex manicomiali, mentre oggi ritroviamo anziani con la pensione minima, giovani immigrati in cerca di lavoro o che lo hanno perso, tanti adulti italiani licenziati o con un divorzio alle spalle; in forte aumento le donne che si trovano in questo

stato di totale indigenza. Tante le storie che vengono raccontate dagli operatori della Comunità di S. Egidio che operano per le strade della metropoli napoletana. Significativa l’esperienza di una donna napoletana: «Maria – ricordano con passione – è nata a Napoli 63 anni fa, ha studiato e sempre lavorato. Dalle foto che ci ha mostrato, negli anni ’60 era una bella ragazza, allegra, alla moda, con pantaloni “a zampa” e occhiali da sole. Si è sposata, ma presto il marito è morto. Sposata la seconda volta, il marito si è ammalato, le cure, gli ausili, gli interventi sono molto costosi ed è così che si indebita fino a vendere tutto. Ma purtroppo non serve a salvare la vita del coniuge che presto muore. Tutto da capo ancora una volta, ma stavolta non ce la

fa con i debiti e presto si trova per strada. La solitudine, la tristezza e la mancanza del marito le fanno incontrare l’alcol che abbraccia ed inganna. Noi l’abbiamo incontrata una notte sotto la pensilina dell’autobus. Per un istante dall’auto abbiamo incrociato il suo sguardo basso e mesto: era chiaro che a quell’ora non aspettava più nulla e nessuno. Ci siamo fermati, le abbiamo chiesto se aveva bisogno di qualcosa, ma lei non aveva neanche la forza di rispondere, così l’abbiamo accompagnata in un centro di accoglienza. Alcuni giorni dopo, recuperate un po’ le forze, ci racconterà che non riusciva a chiedere aiuto, né a parlare, ma solo a pregare che qualcuno arrivasse in suo aiuto. Poi non ricorda nulla, ma solo una mano che l’ha stretta e aiu-

Alcune proposte Aumentare i posti letto dell’accoglienza, diversificandola per rispondere alla complessità della domanda (situazioni protette per le donne, posti letto a prezzo calmierato per i pensionati); garantire le cure attraverso un monitoraggio costante, con la presenza di specialisti per le dipendenze e i problemi psichiatrici, formare e sensibilizzare il personale delle strutture sanitarie e dei pronto soccorso.

Puoi trovare il giornale segni dei tempi: • tutte le parrocchie dei comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto, della zona occidentale di Napoli (Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura, Soccavo) e parte di Marano • biblioteca comunale Raffaele Artigliere, Palazzo Toledo a Pozzuoli • istituto Virgilio, via vecchia S. Gennaro, 106 a Pozzuoli • edicola corso Umberto I a Pozzuoli (zona Gerolomini) • edicola viale dell’Europa unita al Rione Toiano (sotto il monte) • edicola via Consalvo 99/D a Fuorigrotta • edicola Ines, Via Marotta a Monterusciello • bar Primavera, giardinetti di via Carmine a Pozzuoli • farmacia Flegrea dr.ssa Stabile, viale Campi Flegrei, 11 a Bagnoli

Di-Segno In-Segno Venerdi 16 Marzo (ore 20.30), l’Associazione Lux in Fabula presenta “Di-Segno In-Segno”: progetto grafico-illustrativo di Amerigo Pinelli "Il foglio bianco". Rampe dei Cappuccini, 5 a Pozzuoli. Per info: tel. 0810203336 info@luxinfabula.it www.luxinfabula.it

tata a rialzarsi. Oggi la sua vita è ricominciata, tante le difficoltà, per esempio a trovare un lavoro alla sua età, ma tanta la voglia di vivere una nuova vita. Basta

davvero poco per trovarsi per strada, ma basta anche poco per guardare in viso chi è in difficoltà e tendergli la mano». Carlo Lettieri

La “passione” dei montesi Nel comune di Monte di Procida il giovanissimo consigliere delegato alle politiche giovanili, Nunzia Scotti, ha colto nella formazione e nella passione le chiavi per riflettere su un aiuto concreto da offrire alle nuove generazioni. Pesa la rassegnazione ma bisogna avere la forza di alzare lo sguardo da terra. Occorre quindi una scintilla, un catalizzatore, come si direbbe in campo chimico, che può essere costituito dalla motivazione, dalla passione. Non a caso, quindi, Passions Show è il titolo della manifestazione organizzata dal comune di Monte di Procida, in collaborazione con il Progetto Policoro della Diocesi di Pozzuoli, che si terrà il 24 e 25 marzo al teatro comunale del Laboratorio delle Arti (per info: nunziascotti@ libero.it - progettopolicoro@diocesipozzuoli.org). «In un mondo sorretto da un’economia difficile e chiusa – spiega il consigliere comunale - resta sempre meno spazio per la creatività e per l’arte lato sensu, e quindi resta sempre meno tempo per le passioni». Ancora: «A Monte di Procida vogliamo che questo non succeda, ci auguriamo che il Mondo Passions Show possa diventare un modo di pensare: fai della tua passione un’attività lavorativa». Quest’iniziativa costituisce una prima risposta alla Lettera ai Sindaci presentata a novembre scorso dai giovani in occasione dell’inaugurazione della Scuola diocesana all’Impegno sociale e politico. È un appuntamento che vuole essere uno stimolo a pensare diversamente il mondo del lavoro, che non è qualcosa di “altro da noi”, funzionale al solo sostentamento. Vi saranno esibizioni artistiche, esposizioni di artigianato, promozione di idee imprenditoriali sorte sul territorio, affiancate da uno stand del Progetto Policoro per l’informazione sulle normative, le prassi, le procedure, gli strumenti, i vincoli e le opportunità per l’imprenditoria. Giuseppe Familiari e Irene Ioffredo


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