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SEGNI DEI TEMPI

n. 3 - marzo 2011 anno XVII Anno Paolino Diocesano Registrazione del Tribunale di Napoli n° 5185 del 26 gennaio 2001

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Il punto sugli studi paolini al convegno internazionale di Pozzuoli con la partecipazione di storici, teologi ed archeologi

L'ULTIMO VIAGGIO DI PAOLO

Un valore perenne per i cristiani ma anche un’occasione per valorizzare il territorio flegreo

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onsapevole della straordinaria eredità che le viene dalla presenza di Paolo, la diocesi di Pozzuoli è impegnata dal mese di maggio 2010 nelle celebrazioni del 1950° anniversario dell’approdo dell’apostolo che, nel corso del suo ultimo viaggio verso Roma, si fermò a Pozzuoli nel 61 d.C., così come riportato nel libro degli Atti degli Apostoli (At 28,13-14). Come “grande evento” culturale, nell’ambito dell’Anno Paolino Diocesano indetto dal vescovo monsignor Gennaro Pascarella, il Centro diocesano per la pastorale della cultura ha organizzato un convegno internazionale di studio su san Paolo, da giovedì 17 a sabato 19 febbraio, che ha avuto come tema principale “L’ultimo viaggio di Paolo”. Organizzato con la collaborazione della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale - Sezione “San Tommaso d’Aquino” di Napoli, ha ricevuto la prestigiosa Adesione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e il patrocinio del Pontificio Consiglio per la Cultura e dell'Associazione Nazionale Archeologi. Il Convegno, realizzato con il supporto organizzativo dell’Associazione Nemea, ha coinvolto alcuni dei principali teologici e studiosi mondiali della figura e del pensiero paolino, al fine di condividere i risultati delle ultime ricerche sul tema, sia dal punto di vista biblico-teologico che storico, archeologico e iconografico. Gaetano Iaia (continua a pagina 7)

Scongiurato il rischio di realizzare il complesso di via Spinelli vicino alla discarica

Il santuario Maria Regina trova pace Le donne e lo stalking Ecco come combatterlo Perseguitate dagli ex: un fenomeno in crescita anche nell’area flegrea, da Fuorigrotta a Pozzuoli… Pag. 2 e 3

La parrocchia di frontiera e la “montagna” di Marano La comunità di Cristo Re e Santa Maria ad montes: tanti problemi e il ricordo del giardino di don Giustino Pag. 4

Un ponte con la Turchia

Napoletani in Cappadocia per un gemellaggio europeo sui temi del volontariato; scatta l’amicizia tra giovani di due Paesi del Mediterraneo: i “turcopolitans” Pag. 11

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Alla fine la discarica a Quarto non si farà. La mobilitazione popolare, l’unità dei partiti di ogni schieramento e le condizioni ambientali di via Spinelli hanno fatto cambiare idea ai tecnici che avevano individuato, nelle ex cave di tufo, uno dei posti dove mettere la spazzatura dell’area flegrea. Salvo dunque il complesso diocesano di Maria Regina della Pace. «La Provincia di Napoli - ha spiegato l’ex sindaco Sauro Secone - aveva commesso un clamoroso errore, ma per fortuna le proteste pacifiche e l'ampio e articolato dossier presentato dalla Soprintendenza e dall'amministrazione comunale hanno fatto sollevare una serie di dubbi che hanno consentito di sventare il pericolo». Naturalmente resta il pro-

blema dei rifiuti in tutta la provincia di Napoli. Ancora pochi i comuni dell’hinterland che hanno puntato sulla raccolta differenziata e che ora hanno le strade libere dai sacchetti. La risposta al problema da parte delle istituzioni è sempre la stessa: troviamo una fossa e mettiamoci la spazzatura. La situazione diventa sempre più grave e la soluzione definitiva non si trova. Sembrano lontani i tempi in cui si discuteva animatamente della costruzione e del funzionamento dei grandi impianti di termovalorizzazione (o, secondo alcuni, semplicemente inceneritori). Evidentemente il mal funzionamento dell’impianto di Acerra non è più considerato un buon argomento di discussione. (continua a pag. 5)


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SEGNI FLEGREI PRIMO PIANO

Anche nell’area flegrea la “sindrome del molestatore assillante”: spesso vittime ex fidanzate. Ma si può combatterla

Lo “stalking” che perseguita le donne Gli Angeli allo sportello, servizio gratuito di counselling a Pozzuoli. E c’è una legge regionale

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a violenza sulle donne quasi sempre si consuma tra mura amiche: in casa, sui luoghi di lavoro, nell’ambito delle relazioni familiari. E la violenza non è solo sessuale o fisica, ma anche psicologica. I dati elaborati da enti e associazioni sono impressionanti e il fenomeno è in crescita. Le istituzioni stanno prestando sempre più attenzione alla questione: lo dimostrano le disposizioni legislative degli ultimi anni che hanno ulteriormente tutelato l’universo femminile. Tra queste la legge 11/2005 della Regione Campania, che istituisce i centri di assistenza e le case di accoglienza per le donne maltrattate. Resta il problema dell’accessibilità ai servizi. Spesso non si conosce cosa offre il territorio o, peggio, le persone neanche comprendono di essere vittime di violenza. Luigi Lucci si occupa di “Angeli allo sportello”, un servizio gratuito di counselling della Cooperativa Città dell’Essere che opera

nel centro storico di Pozzuoli. Per definizione il counselling è la ricerca della soluzione di specifici problemi e aiuta a prendere decisioni dopo una serie di incontri. «Molte problematiche - spiega Lucci - vengono fuori in questo particolare momento storico, in cui si vive un senso di instabilità dovuto alla crisi economica, alla precarietà del lavoro e, di conseguenza, della vita sociale». Lo sportello è attivo due volte a settimana, il lunedì e il giovedì, dalle 9,30 alle 18,30. «All’inizio – continua Lucci – c’è diffidenza. Con il passare del tempo ci si accorge dell’importanza del lavoro fatto e di quello che si può fare ancora insieme. Il nostro intento, in collaborazione con gli sportelli antiviolenza e counselling attivi sul territorio, è aiutare le vittime, anche quelle inconsapevoli, ad uscire dallo stato di isolamento in cui si trovano». Sono molte le donne vittime di violenza che si rivolgono allo sportello flegreo. Spesso si tratta di

stalking; cioè atti persecutori che affliggono una persona creando ansia e paura. In Italia è un reato punibile con la reclusione fino a quattro anni. Racconta Lucci: «Le persone che si rivolgono a noi hanno situazioni di vita complesse. L’età varia dai 40 ai 55 anni, con istruzione medio alta». Si tratta di insegnanti, impiegate, casalinghe diplomate

Sos da Pianura e Fuorigrotta I dati forniti dal Centro studi sulla Condizione della Donna del comune di Napoli sono allarmanti. Nel 2010 sono state centinaia le richieste ai centri di ascolto in tutta la città. Pianura, Soccavo e Fuorigrotta sono i primi tre quartieri di Napoli da dove sono arrivate più “chiamate”. I quartieri flegrei si mostrano, almeno dal punto di vista statistico, tra le zone più difficili di tutta la città. Il picco lo raggiunge Pianura con l’oltre 8,1% delle richieste complessive della metropoli. Dai dati elaborati dal Centro è possibile fare un identikit – anche se approssimativo - delle persone vittime di violenza e che vogliono uscire dalla loro condizione rivolgendosi agli sportelli. Si tratta prevalentemente di donne che hanno dai 31 ai 40 anni (il 35%) e da 41 ai 50 anni (23%). La maggior parte è coniugata (61%), con un diploma (36%) oppure con la licenza media (26%), anche se non mancano le laureate. Di solito si tratta di disoccupate oppure casalinghe (40% del totale). Ma quali sono i tipi di vio-

lenza che subiscono? Un terzo delle donne che hanno chiesto aiuto subisce violenza fisica. Il 22% subisce violenza economica (per esempio sottrazione di soldi, limitazioni all’acquisto) e il 12% limitazione della libertà. In crescita la violenza psicologica, lo stalking e la violenza sessuale. A commettere la violenza è quasi sempre il partner (64%) oppure l’ex partner (il 20%). Pochissimi i casi di violenze subite da sconosciuti (appena il 2%). Tra le donne di origine straniera vittime di violenza, al primo posto ci sono le donne provenienti dai paesi dell’Est Europa. Il Centro studi Donna di Posillipo (al Parco Carelli) offre una serie di servizi e mette a disposizione la biblioteca, l’archivio documentazione e lo sportello informativo. Nel Centro è presente il Telefono Rosa per la consulenza legale con gratuito patrocinio: 081.7953194 – 081.7953190. È attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, con la possibilità di due incontri quindicinali, il mercoledì, dalle ore 16 alle 18.

o donne che hanno interrotto gli studi universitari. Ma hanno, in generale, difficoltà a relazionarsi. Ed è questa l’origine di molti problemi: non riescono a parlare con i figli, con il marito, con i genitori. «Non è facile capire che si è vittima di stalking – afferma Giovanni Amoroso, presidente dell’Aico Campania, l’Associazione Italiana Counsel-

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ling – Lo stalker di solito è un ex fidanzato o convivente e il comportamento ossessivo si attiva nel momento in cui da parte della partner c’è un distacco, una presa di distanza». Spesso la violenza fisica arriva solo con lo svilupparsi di una relazione che nasce male. E se c’è violenza, fisica o psicologica, si può arrivare alle denunce.

anno XVII - n. 3 - marzo 2011

Direttore Responsabile: Salvatore Manna Direttore Editoriale: Carlo Lettieri Redazione: Paolo Auricchio, Pino Natale, Ciro Biondi Collaborano: Maddalena Annigliato, Vincenzo Boccardi, Valentina Cavaliere, Simona Conte, Fabio Cutolo, Eugenio d'Accardi, Antonio Franco, Irene Ioffredo, Gaetano Lombardi, Nello Mazzone, Maria Rosaria Merone, Giovanni Moio, Gianni Palmers, Raffaela Pingi, Angelo Volpe Segni dei Tempi on-line: Riccardo Lettieri - Francesco Schiano di Cola (portale) Grafica e impaginazione: Luca Scognamiglio (www.ZendoADV.it) Fotografie: Redazione Segni dei Tempi Stampa delle 4.000 copie: STIEM S.p.A. Pubblicità e amministrazione: coop. Ifocs Mensile della Diocesi di Pozzuoli, realizzato presso il Centro Studi per il Volontariato Caritas diocesana, grazie alle collaborazioni gratuite ed all’utilizzo dei contributi giunti da: “otto per mille” e privati. Per contributi: Diocesi di Pozzuoli c/c postale 22293807 Per la pubblicità: marketing@segnideitempi.it Registrazione del Tribunale di Napoli n° 5185 del 26 gennaio 2001 Associato alla Fisc

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Redazione c/o Centro Studi per il Volontariato Via N. Fasano, 9 - 80078 Pozzuoli (NA) telefax 081.853.06.26 - 393.586.19.41 - e-mail: segnideitempi@hotmail.com

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PRIMO PIANO SEGNI FLEGREI

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arlo Signore è considerato uno dei massimi esperti a Napoli, e non solo, nel campo psico-educativo. Psicologo criminale, è coordinatore dello sportello contro le violenze e il bullismo della Caritas della parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a Cavalleggeri Aosta, Fuorigrotta. «Non esistono – dice - nella nostra regione molti sportelli anti violenza, quelli pubblicizzati sono, di solito, sportelli generici. Per questo è nato lo sportello della Caritas attivo già da sette anni. Abbiamo un’ affluenza massiccia, il che indica quanto grave sia il problema e quanto sia urgente un’azione concreta». Come funziona il vostro sportello? «Accogliamo chi chiede aiuto e offriamo ascolto. Ma poi diamo anche la possibilità di andare oltre. Con noi ci sono avvocati con il patrocinio gratuito, esperti nel seguire le vittime di violenza. Ma il nostro lavoro è anche di prevenzione con le scuole, le associazioni, gli enti pubblici. E sempre gratuitamente». Cosa dovrebbero fare le istituzioni? «Bisognerebbe creare un Osservatorio sulla violenza che sia un luogo di ricerca, di

All’ascolto della violenza L’esperienza della Caritas informazione e di prevenzione. Molte donne non sanno di essere vittime di violenza psicologica. E, invece, chi subisce la violenza fisica crede che con il tempo non ci sia più, ma è vero il contrario. Ecco perché è importante la presenza nelle strutture di esperti di psicologia e di legge. Altro discorso da fare

è sull’informazione. Bisogna partire dalle scuole, fin dalle materne. È necessario seguire i bambini, fare capire loro che esiste l’identità di genere, a riconoscere i rapporti e le differenze tra i sessi. Non sapere queste cose, genererà col tempo, adulti con frustrazioni. Ma è anche indispensabile riconoscere le violenze

che vengono fatte ai bambini e che non possono esprimersi come un adulto. Questo, per esempio, può avvenire attraverso laboratori». Voi accogliete anche gli autori: i molestatori… «Sì. Lo riteniamo fondamentale. Qualche volta le vittime sono accompagnate dai partner che sono anche i presunti

molestatori. Ma bisogna insistere sulla linea che l’assistenza ci deve stare anche per gli autori, alcuni dei quali chiedono di uscire dalla loro situazione. È difficile ammetterlo, ma come accade in altri Paesi, è necessario educare queste persone proprio per evitare che commettano di nuovo gli stessi abusi. Collaborate anche con lo sportello dell’associazione “I Ragazzi della Barca di Carta”. Con quale risultato? «Dalla loro esperienza viene fuori una realtà che molti ignorano: la violenza sugli handicappati. È un fenomeno diffusissimo. Si tratta di persone che non possono esprimersi. Un operatore, quando viene a sapere di una tale situazione, come fa a far venire fuori l’accaduto? Che strumenti ha il disabile mentale per denunciare? Questo è un campo ignoto che deve essere approfondito ed è necessario intervenire con nuove leggi». Per contattare Carlo Signore: 081.5708232. Articoli di Ciro Biondi foto di Paola Visone (ringraziamo i giovani che hanno impersonato le scene di stalking per aver consentito l’utilizzo delle immagini)

Donne in difficoltà: tutti i punti di riferimento nei Campi Flegrei

Quando il pubblico fa la sua parte

cessibili a tutti i cittadini, anche stranieri. Sulla parte napoletana dell’area flegrea esistono vari servizi innovatovi. Al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo è attivo lo sportello psicologico antiviolenza dell’Asl Na 1 (tel. 081.2548410/11). Nato nel 2009 è il primo esperimento in Italia di unità presente all’interno di una struttura ospedaliera. Lo sportello garantisce alle donne che subiscono violenza un pronto intervento di carattere psicologico, costruendo insieme un percorso di accompagnamento che conduca, se necessario, alla denuncia. A Soccavo nei prossimi mesi aprirà la prima Casa delle donne vittime di violenza di Napoli. La struttura sorgerà in un luogo sequestrato alla camorra ed offrirà il servizio di ospitalità rivolto alle donne costrette ad allontanarsi da casa per gravi problemi di maltrattamenti in famiglia, garantendo la riservatezza e la segretezza della struttura. Le donne possono essere accolte insieme ai loro figli.

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L’Ambito territoriale N4 unisce i comuni di Pozzuoli, Quarto, Bacoli, Monte di Procida e l’Asl Napoli 2 Nord ed offre già da alcuni anni il servizio Sportello Donne in Difficoltà negli uffici in via Vigna, 29, a Pozzuoli. Lo sportello, al momento in fase di riorganizzazione, è un centro in cui le donne possono trovare ascolto e consulenza su conflittualità, maltrattamenti, separazioni o situazioni di degrado sociale. Nella struttura è possibile ricevere consulenza psicologica e il gratuito patrocinio legale. Tuttavia è da tenere presente che sul territorio nell’Ambito 4 le donne in difficoltà possono prendere contatti anche con gli assistenti sociali comunali. Altro punto di riferimento sono i consultori dell’Asl Na 2 dislocati nei Distretti Sanitari che si rivolgono alla donna, alla coppia e alla famiglia con specifico riferimento alle problematiche della sessualità, della procreazione responsabile, della contraccezione e della gravidanza. Le prestazioni sono gratuite e sono ac-

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SEGNI FLEGREI TERRITORIO

Una parrocchia di frontiera tra Napoli e Marano Sulla “montagna” dimenticata dalle istituzioni U

bicata sulla collina che sovrasta Pianura, in località torre Caracciolo, sorge la parrocchia Cristo Re e Santa Maria ad montes. La chiesa fu costruita attorno agli anni Quaranta grazie all’impegno del suo primo parroco, don Francesco Impagliazzo, e al lavoro e alla generosità dei cittadini. Ancora oggi le persone più anziane ricordano questo sacerdote come un uomo di Dio, che oltre a compiere i suoi doveri sacerdotali si caricava di pietre e sabbia, per accelerare il lavoro di costruzione. Suo successore è il giovanissimo sacerdote vocazionista don Giovanni Catone, parroco da circa due anni. «La zona che la parrocchia cura ha molte problematiche. Innanzitutto è divisa fra il comune di Napoli e il comune di Marano. Questo fa sì che ci sia uno scaricabarile continuo fra le due amministrazioni e così molti problemi restano irrisolti. Uno

per tutti: il sistema fognario. Ancora oggi la zona, infatti, non è servita dalle fognature. Alcuni residenti hanno i pozzi neri; altri invece gettano tutto nelle campagne, producendo – ed è il minimo - un forte cattivo odore. Ad agosto è stata realizzata una conduttura con la promessa che gli altri chilometri di strada sarebbero stati coperti a breve, con le diramazioni in ciascuna abitazione. Ma tutto è ancora fermo e nulla è funzionante». Pri-

Il “giardino” di don Giustino Le persone più avanti negli anni ricordano con molto affetto, le visite che spesso faceva da queste parti don Giustino Russolillo, prima di recarsi al Monastero ai Camaldoli per le sue meditazioni (allora vi erano i monaci camaldolesi; oggi il monastero è abitato dalle brigidine). E proprio loro asseriscono di averlo sentito definire questo luogo come “il mio giardino”. Sui registri parrocchiali risulta che padre Impagliazzo celebrava i primi matrimoni su indicazione di don Giustino, in quanto, prima dell’erezione a parrocchia, questi territori appartenevano alla parrocchia di San Giorgio Martire, curata proprio dal futuro Beato. E un suo “figlio spirituale” è anche don Giovanni Catone, nato a Pianura il 19 giugno 1978. Dopo essersi diplomato in elettrotecnica ed elettronica, a diciannove anni entra nella Congregazione dei Padri Vocazionisti e nel 1999 emette la sua professione dei voti di castità, povertà e obbedienza. Il 5 luglio 2003 viene ordinato diacono e il 17 gennaio 2004 viene ordinato sacerdote da monsignor Silvio Padoin, oggi vescovo emerito di Pozzuoli. Nelle comunità vocazioniste ha svolto svariati impegni: come viceparroco, economo, animatore sia degli aspiranti che dei postulanti, formatore degli studenti di teologia. Dal 1° luglio 2009 è stato nominato parroco della chiesa Cristo Re e Santa Maria ad montes. Un compito non facile per il giovane sacerdote, aiutato e sostenuto però dall’affetto delle tante persone che frequentano la parrocchia. g.t.

ma dell’erezione della parrocchia, c’era una cappella nella torre Caracciolo, dove veniva venerata l’immagine di santa Maria delle grazie. Il titolo “ad montes” è dovuto al fatto che per i pianuresi quella zona si chiama da sempre “’a muntagna”. La parrocchia comprende circa quattromila abitanti, ma in realtà è un quartiere dormitorio, per niente vissuto. In zona c’è poco lavoro. Pertanto la maggior parte degli abitanti lavora fuori, in altri Comuni, e torna a casa solo a dormire. La maggior parte delle famiglie è monoreddito; pochissime le donne che lavorano. Con la crisi economica globale si sono acuite tante situazioni di povertà, perché numerosi sono stati i casi di licenziamento e cassa integrazione. Ed è proprio a loro che la caritas parrocchiale si rivolge, anche come punto d’ascolto, offrendo sia distribuzione di alimenti (sono circa 80 le famiglie

che ricevono questo genere d’aiuto) che risposte alle prime necessità (pagamento di fitti e bollette). La presenza del Comune è invisibile, c’è solo un piccolo ufficio che rilascia i certificati. E, come spesso accade, è la comunità cristiana che sostituisce le mancanze della società civile. «In parrocchia - spiega don Giovanni - ci sono vari gruppi carismatici attivi, il rinnovamento nello Spirito, il cammino neocatecumenale, la caritas, il gruppo ministranti, il coro». Fiore all’occhiello della parrocchia è il giornalino parrocchiale “Il faro della Montagna”, che il giovane sacerdote cura assieme ad alcuni giovani, con una lettera del parroco, alcuni consigli liturgici e qualche avviso. Tanti sono gli spunti e i progetti, per cui non viene meno la speranza in un cambiamento possibile, che possa partire proprio dalla comunità cristiana. Giuseppe Tramontin


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TERRITORIO SEGNI FLEGREI

È stato presentato il progetto approvato dalla Cei: l’unico nei Campi Flegrei che avrà anche la Casa del pellegrino

A Quarto il santuario dell’accoglienza

Si compirà l’ultima volontà del missionario Pippo Russo. L’impegno della Gesù divin maestro

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on la rinuncia ad aprire una discarica nella cava di via Spinelli a Quarto, si allontana anche il pericolo di veder nascere un che si blocchino i lavori per il Santuario dedicato a Maria Regina della Pace, con annesso centro-congressi, Casa del pellegrino, campi di calcio e basket, foresteria e aule, a poche decine di metri da tonnellate di rifiuti. Il progetto di quasi 5 milioni di euro, l’80 per cento dei quali coperti dai fondi dell’otto per mille, non solo è stato approvato ufficialmente dalla Conferenza Episcopale Italiana e voluto dal vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella, ma rappresenta parte del testamento morale di don Pippo Russo. Il missionario, figura carismatica della Chiesa e sempre vicino ai più deboli, ha donato questo terreno di circa 15mila metri quadrati con la destinazione a luogo di culto. Il plastico dell’unico santuario diocesano

che avrà annesse strutture di accoglienza, è stato presentato qualche settimana fa, proprio in occasione della mobilitazione anti-discarica dei fedeli coinvolti in prima linea con tutti i parroci della forania. Presenti il parroco di Gesù Divin Maestro, don Gennaro Guardascione, insieme all’ex primo cittadino, la rappresentante del Comitato antidiscarica di Quarto, Raffaella Iovine, e l’architetto Vincenzo Rossetti, uno dei progettisti. Don Genny, sacerdote a Quarto dal 2004 è molto impegnato in comunione con le istituzioni, per il benessere della sua cittadina, infatti, la parrocchia offre corsi di danza, ginnastica, calcio, ceramica, chitarra, con un contributo mensile simbolico di circa 10 euro, utile per rimborsare le spese sostenute dagli 11 istruttori. I tesserati, attraverso un badge possono accedere alle strutture ricreative e frequentare anche più lezioni. «Favorire l’aggregazione in

un ambiente sano – spiega il parroco - offrendo un percorso di formazione, sport e condivisione per i giovani

Rifiuti: diritti e doveri (continua dalla prima pagina)

Non si parla più di raccolta differenziata, sistema di riciclo, rifiuti zero e piattaforme di conferimento. Sembra che per risolvere l’emergenza occorra innanzitutto individuare discariche. Non è la prima volta che la popolazione dei Campi Flegrei si ritrova unita contro l’ipotesi sversatoio. Tre anni fa toccò all’ex impianto di Pianura, nel Parco Regionale, ai confini con Pozzuoli. Nel 2011 il caso Quarto, nell’area vicina a Monterusciello. Ma la mobilitazione popolare, seguita alla presa di coscienza dell’errato utilizzo della cava di Quarto (minacce di ennesima violenza del territorio e d’inquinamento delle falde acquifere), ha fatto cambiare idea ai sostenitori della scelta flegrea. Le associazioni, i comitati e le istituzioni locali hanno fatto fronte comune. Al loro fianco anche la diocesi di Pozzuoli. Il vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, insieme ai parroci della forania di Quarto, ha aveva invitato «le istituzioni ad una maggiore riflessione circa l’apertura di una discarica da localizzare in una delle cave in via Spinelli,

perché una soluzione d’emergenza non può causare ulteriori danni a persone e a territori che stanno cercando di individuare percorsi di sviluppo. Non possono lasciare indifferenti le reazioni bipartisan – si legge nel comunicato stampa della diocesi – arrivate da tutte le componenti politiche, dal mondo imprenditoriale e dalle realtà sociali e culturali». Ma l’individuazione di una discarica nell’area flegrea non sembra essere archiviata e la mobilitazione non si arresta. I vari soggetti impegnati contro la discarica hanno pertanto istituito un Comitato che continua a coinvolgere i cittadini, raccogliendo le firme per istituire un registro comunale dei tumori. Lo slogan che ha accompagnato la lotta è stato “No alla discarica, né a Quarto, né altrove”. I membri del comitato si stanno adoperando per sensibilizzare la cittadinanza ai temi del riciclo dei rifiuti. Durante il mese di febbraio sono state effettuate una serie di iniziative nelle parrocchie e nelle piazze per parlare di differenziata e di compostaggio domestico. c.b.

così come per le famiglie, è il vero agire per il territorio». E ancora: «L’impegno per il benessere ambientale

attraverso le campane per indumenti e rifiuti, la stessa manifestazione anti-discarica, così come ogni progetto da noi promosso, è di facile riuscita solo grazie alla collaborazione da parte della gente. Il mio obiettivo è dare un segnale religioso ma al contempo sociale». Prossimamente, non a caso, verrà realizzato un centro ludicoculturale dove si terranno settimanalmente cineforum e corsi di formazione per le mamme. All’interno, previsto anche un pub d’ispirazione cristiana dove potersi intrattenere e persino giocare al karaoke. Inoltre, sono in cantiere una biblioteca, un internet point, una sala lettura. Nel corso di sei anni, il territorio di Gesù Divin Maestro si è trasformato da dormitorio a mezzo per la condivisione del tempo libero, la cura e il rispetto per la propria formazione spirituale, culturale e civica. Simona Conte


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DENTRO LA DIOCESI

Salvare e valorizzare il patrimonio del rione Terra L’evento che ha acceso i riflettori sul territorio (continua dalla prima pagina)

Aprendo i lavori del convegno internazionale di studio su san Paolo, che ha visto la presenza di oltre 200 partecipanti ed ha ricevuto una speciale Medaglia da parte del Presidente della Repubblica per l’alto valore culturale dell’iniziativa, monsignor Pascarella ha sottolineato come ripercorrere l’esperienza del viaggio di Paolo di Tarso, riprendendo le parole di Benedetto XVI, «resta un valore perenne per i cristiani di tutti i tempi». «Questo convegno - ha ribadito il vescovo - vuole accendere i riflettori anche su un territorio e su una comunità, che, pur ricchi di storia e di memoria, rischiano di disperdere un patrimonio preziosissimo. Mentre siamo orgogliosi di un passato glorioso, sentendoci responsabili del futuro, vogliamo impegnarci nel presente a tener viva e sviluppare l’eredità che ci è stata donata». Dopo la Risurrezione di Gesù, ha evidenziato il professor Pasquale Giustiniani, docente di filosofia teoretica della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, «i propagatori del nuovo credo religioso diffondono la propria fede percorrendo le strade e i mari che collegavano le province dell'impero e, successivamente, spingendosi oltre i confini di questo. Il viaggio – conclude - è una condizione reale di molti uomini e donne del mondo antico e tardo-antico, perciò anche per i giudei, anzi per i diversi tipi di giudaismo del mondo antico e per i diversi gruppi di credenti in Gesù. Lo stesso Paolo, decidendo di

mettersi più volte in viaggio, in fondo non fece che ripetere quello che aveva fatto Cristo e attuare il suo comando di andare in tutto il mondo e di predicare il Vangelo a ogni creatura». Nel Messaggio al popolo di Dio, scritto in occasione dell’apertura dell’Anno Paolino Diocesano, monsignor Pascarella invitava la comunità diocesana a «conoscere di più San Paolo e il suo Vangelo, ma anche riscoprire le radici apostoliche della nostra Chiesa». Su questo slancio si sono sviluppati gli interventi di prestigiosi relatori nell’Auditorium del Seminario vescovile, durante le giornate di giovedì 17 e venerdì 18 febbraio. Nella mattinata di sabato 19 il Convegno si è spostato al rione Terra di Pozzuoli dove, con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici,

Ufficio di Pozzuoli, i lavori hanno trovato conclusione con una visita riservata agli scavi archeologici e alla rinata cattedrale, l’antico Tempio di Augusto di recente riportato alla luce grazie a un importante progetto di recupero. In chiusura del convegno, volendo potenziare i suoi effetti anche nel medio-lungo termine, è stato previsto anche un momento di riflessione aperto a tutti, reso possibile grazie alla disponibilità dei professori Cesare Casale-Marcheselli (della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli), che ha ripercorso con l’ausilio di alcune immagini l’ultimo viaggio di Paolo, e Frederic Manns (dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme), che ha invece parlato del presunto difficile rapporto tra Paolo e le donne. L’evento ha avuto luogo nella sala Newton di Città della Scienza a Bagnoli. Nell’occasione sono stati eseguiti brani di musica sacra dal Coro Anthem Ensemble e sono stati proiettati due video ideati dal Centro diocesano per la pastorale della cultura e realizzati dall’associazione Nemea e dalla cooperativa sociale Ifocs per ripercorrere la storia del Rione Terra e della cattedrale, dal suo incendio nel 1964 ai giorni nostri, proiettandosi nelle iniziative future per la promozione dell’antica rocca puteolana e dei beni culturali ecclesiastici dei Campi Flegrei, non dimenticando infatti che una parte del territorio diocesano di Pozzuoli sarà nel 2013 protagonista del “Forum Universale delle Culture”. Gaetano Iaia

Ritorno al cuore di Pozzuoli Il convegno internazionale di studio su san Paolo si è concluso nella mattinata di sabato 19 febbraio sul Rione Terra, con gli interventi del professor Gianfranco De Rossi (Espera) e della dottoressa Costanza Gialanella (Ufficio Beni Archeologici di Pozzuoli). Per gli oltre 200 partecipanti è stata prevista una visita alla cattedrale e al suggestivo percorso archeologico sotterraneo. Una scelta precisa per far conoscere l’antica rocca puteolana a studiosi provenienti da diverse parti del mondo, convenuti a Pozzuoli per confrontarsi sulla figura di san Paolo. «Il nostro territorio (e la sua gente) – ha sottolineato il vescovo, monsignor Gennaro Pascarella – con la sua meravigliosa bellezza paesaggistica, archeologica, storica e culturale, non può perdere questa sua ricchezza, che è un bene di tutti. Con mitezza e rispetto dovremmo riprendere “possesso” della nostra città, in particolare del rione Terra e della cattedrale, che per secoli sono stati il cuore della città. Non possiamo abituarci a tempi infiniti. Quante generazioni dovranno ancora aspettare per poter godere della bellezza della “rocca” della città?». E la necessità che i lavori sul rione Terra non s’interrompano, è stata anche sottolineata dal presidente del comitato organizzativo del convegno, don Gaetano Iaia (nella foto accanto) e dal professor De Caro, che ha moderato gli interventi: «Il restauro del Tempio di Augusto – Duomo è stato effettuato dopo anni di discussione sul come si doveva lavorare; il compito era rivitalizzare sia il tempio antico che la chiesa cristiana. I lavori effettuati al Rione Terra rappresentano un lavoro generazionale; una ricerca non ancora finita per riscoprire la parte antica, sotto la città del ‘500. Molto c’è ancora da fare». Un impegno reso significativo proprio perché dall’approdo dell’Apostolo delle genti è partita l’evangelizzazione del cristianesimo in occidente: «Paolo non poteva che passare da Pozzuoli. Puteoli era il porto di Roma; Capua era il polo manifatturiero, l’industria, l’artigianato. L’asse Capua-Pozzuoli-Roma ha rappresentato il sistema economico più importante dell’Impero Romano».

I vescovi Salvatore Visco, Gennaro Pascarella e Silvio Padoin Su sdt on-line altri contributi e video sugli eventi. La pubblicazione degli atti sarà comunicata sul sito www.paulus2011.it


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DENTRO LA DIOCESI

Il turismo religioso e l’Itinerario Paolino Su Internet un portale per i Campi Flegrei I

n attesa che la cattedrale sul Rione Terra venga restituita al culto, durante il convegno internazionale su san Paolo sono state presentate le tante iniziative per il rilancio dei beni culturali dei Campi Flegrei messe in campo dalla diocesi di Pozzuoli, grazie al Centro per la pastorale della cultura e all’associazione Nemea. Al convegno, infatti, erano presenti relatori e partecipanti provenienti da diverse regioni d’Italia, ma anche da Gerusalemme, dalla Polonia, dalla Germania, da Malta. Ed è soprattutto con quest’ultima realtà che si prevede d’instaurare un percorso di scambi culturali, proprio ripercorrendo l’ultimo viaggio di san Paolo. Così, sono stati proiettati i video per ricordare l’evento realizzato l’anno scorso in occasione dei 40 anni dello sgombero del Rione Terra ed è stato presentato l’Itinerario Paolino che l’associazione sta portando avanti, a partire dal porto, passando per il centro storico

Esercizi spirituali per il Clero Vocazionario di Pianura Dal 14 al 19 marzo Tema: “Gesù Cristo, Re dei Giudei” P. Claudio De Caro SdV Per info: 0817261856 P. Ciro Sarnataro SdV vocazionariopianura@ libero.it

Concerto violino/organo Maestro Stefano Mhanna Sabato 12 marzo (ore 19) Chiesa S. Maria degli Angeli Monterusciello Per ulteriori info: www.smariadegliangelieschiara.it

puteolano fino ad arrivare al santuario di san Gennaro alla solfatara. Grande interesse ha suscitato la presentazione del Movart, il Museo virtuale del rione terra, lanciato dal Centro culturale diocesano e dalla Nemea, realizzato da Francesco Lemma, il quale con la cooperativa Ifocs sta portando avanti anche il progetto del portale www.welcometourist.

it (grazie ad un sostegno alle imprese offerto dal Comune di Napoli e alla disponibilità del parroco di S. Pasquale Baylon a Bagnoli), con l’obiettivo di rilanciare gli itinerari turistico-religiosi della Campania, in particolare dei Campi Flegrei. Il Movart sta prendendo “vita” nella sede della Nemea nell’Episcopio sul Rione Terra e intanto è

stato attivato uno Sportello informativo attivo martedì, giovedì e venerdì (dalle ore 10 alle 12) nella Chiesa S. Maria della Purificazione, in sinergia con la Congrega guidata da Francesco Muoio (riprendendo l’esperienza positiva del Religious Tourist Office, portata avanti durante il Grande Giubileo del 2000). Carlo Lettieri


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IDEE & PROGETTI

La cultura come ricerca di verità anche scomoda: mostra di disegni “AgnusDei” di Giuseppe Piscopo sulla libertà

E l’aratro diventò macchina da scrivere La comunicazione: le parole possono combattere contro le armi per far trionfare la pace

S

i è appena conclusa la mostra di Giuseppe Piscopo, un giovane artista di Fuorigrotta, che si è ispirato al campo e all’aratro pronto a solcarlo. “AgnusDei”, infatti, nasce dall’incontro dell’artista con un vecchio aratro poggiato su un muro di una cittadina del Cilento. Codificata attraverso simboli e linguaggi collettivi - come è stato sottolineato nella presentazione della mostra - la cultura è oggettiva va oltre il singolo per occupare un suo spazio autonomo. La cultura comunica esperienze. Alla cultura sono legate le idee, sono legati i movimenti, le opinioni, la vita diversa. La cultura è ricerca, è verità, a volte anche scomoda, in tutte le sue forme è la crescita di un popolo. «L’aratro - si evidenzia nella recensione, curata da Massimo Consorti - segue la sua linea retta con uno scopo, e non la lascia fino a quando sente che il vomere è stanco e neppure allora si riposa, perché il lavoro è immane e deve

procedere nonostante le pietre che fanno scintille e le braccia senza più vigore di un uomo ormai muto. L’aratro disegna un andare che non si trasforma mai in moto perpetuo, come dissimili sono le tracce che lascia e solo perché ama le differenze come odia le omogeneità appiattite. La ricchez­ za è tutta nello scomporsi di zolle e di erba e di argilla che si mescolano fino a diventare terreno fertile dove poggiare i semi a germogliare. E il piacere intimo, caldo, intrigante e quasi sensuale, sarà tutto consegnato al raccolto dopo che la neve avrà ammantato di bianco e di silenzio il mondo intorno». Altro momento significativo del percorso strutturato da Piscopo, è l’incontro con una macchina da scrivere. Anche in questo caso, come per l’aratro, ci piace riportare le suggestioni espresse nella recensione della mostra da Consorti: «Mancano le lettere ma i tasti comporranno comunque il pezzo da prima

pagina perché sarà scritto con l’anima mentre il corpo attende un qualsiasi sussulto di nervi e di muscoli atrofiz­zati. In fondo la macchina da scrivere è l’aratro che si trasfigura, che cambia sembianze, so­ stanza e perfino il suono della terra rimossa che si trasforma in un ticchettio ritmato adatto a costruire parole, a seminare sensazioni, a sublimare le emozioni di un pensiero, un’idea, un fatto che si materializza sulla carta bianca che ritorna. Le parole fuggono e vanno a

posarsi dove vogliono, dove sentono che c’è qualcuno in grado di afferrarle e di farle proprie. Sono importanti le parole perché hanno un potere straordi­nario. Accarezzano e schiaffeggiano, criticano e adulano, sfiorano l’anima e la mortificano e, qualche volta, uccidono. Le parole sono armi, come le note musicali, come le strofe di una poesia, come le urla dei ragazzini trasformati in soldati di tante guerre da dimenticare». c.l.

Foto per capire i Campi Flegrei «Quando scatti una foto, prima di dire cosa c’era o cosa è successo lì, dici, io c’ero». Questo è quanto scrive nella prefazione del suo libro Maurizio Lubrano, fotografo per passione e per mestiere. Una pubblicazione nasce per soddisfare un’esigenza primaria: comunicare, far sapere o, per dirla con un termine moderno, connettersi con il mondo. E Maurizio vuole comunicare, con le immagini e con la scrittura. “Qualcuno le chiama fotografie” è il secondo libro di Lubrano, edito da Graus Editore. È una sorta di viaggio nel tempo in cui le fotografie sono la finestra da cui si guarda la realtà. È anche un modo di vedere le immagini non per quello che rappresentano sulla superficie della carta fotografica, ma anche per quello che rappresentano per l’autore, per soggetti raffigurati, per il messaggio che vuole arrivare al lettore, sfidando il tempo e lo spazio. È un libro dedicato ai ragazzi che hanno più di trenta anni e meno di quaranta; a chi ha conosciuto un’epoca diversa, gli anni ’80. Un tempo che sembra lontanissimo in cui l’oggetto dei desideri dei

ragazzi era il gettone telefonico. Il gettone diventa una bandiera. Un simbolo che deve riemergere, per farci ricordare, nell’era del cellulare, come eravamo e, soprattutto quanto è andato perso. Ma il gettone diventa anche il testimone che accompagna il lettore fino alla fine del lavoro. Il libro di Lubrano è un viaggio fatto di scatti fotografici, riflessioni, ragionamenti su temi di attualità, della tremenda attualità del pensiero unico che non offre spazio ai valori e non tiene conto delle esigenze, e delle necessità, di una generazione che soffre; forse, senza comprendere esattamente il perché. Le foto sembrano rappresentare l’anima, la coscienza. E non a caso l’autore fotografa spesso la sua ombra nel momento dello scatto. Si tratta di un libro autobiografico. Il territorio flegreo c’è, emerge dalle pagine. «La mia esperienza – scrive Lubrano – è fotografica e parte dai Campi Flegrei. Sono più di dieci anni che fotografo munnezza sparsa in questo territorio». Alla fine, un invito, una speranza, seppur flebile: l’invito all’ultimo sforzo per riprendersi la propria vita.

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Il Volontariato per la Comunità - Bando di idee 2009 CSV Napoli

VITA SOCIALE disabili

Giovedì 3 > Vulcano Solfatara Chiesa di S. Gennaro - Pozzuoli

Giovedì 24 > Palazzo Reale Piazza del Plebiscito - Napoli

Giovedì 30 > Complesso Vanvitelliano Parco e Reggia di Caserta

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2011 - Le visite guidate di Marzo

Per info: Associazione Pro Handicap Onlus Via Lungolago, 4 – Bacoli (NA) telefax 081 8687162 e-mail: info@prohandicap.it – sito: www.prohandicap.it Progetto realizzato con: Associazione La Roccia e Associazione Ascam


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STORIE

Testimonianza. Un gruppo di ragazzi flegrei in Cappadocia al workshop europeo su volontariato e cooperazione

I “turkopolitans” ambasciatori di pace Giovane turco scrive una lettera-manifesto: «Cancelleremo le frontiere, dobbiamo crederci»

U

n ponte tra i Campi Flegrei e la Cappadocia: a realizzarlo i sei ragazzi provenienti da Bacoli e Pozzuoli che hanno partecipato a febbraio al workshop sul volontariato promosso dall’Unione Europea. A organizzare la missione italiana l’associazione Lux in Fabula, che ha inviato a Kayseri (Cesarea, una grande città di oltre un milione di abitanti) cinque giovani tra i 18 e i 25 anni, più un “leader” di 30 anni; altrettanto hanno fatto le associazioni che rappresentavano Estonia, Romania e Polonia, oltre ovviamente ai padroni di casa. I turchi si sono dimostrati davvero in gamba e ospitali, dando la possibilità di far piazza pulita di tanti luoghi comuni su un popolo che si sente innanzitutto europeo. Il gemellaggio sul volontariato è stato assai proficuo, anche grazie ai giochi improntati sullo spirito di cooperazione con gruppi di nazionalità miste. Così la costruzione di un robot, con ogni squadra impegnata su una parte del corpo ma sempre in sinergia con gli altri; oppure polsi legati tra loro per svolgere un lavoro davvero di squadra durante una caccia al tesoro in un parco. O, ancora: la raccolta di informazioni sull'associazione dei giovani di Talas (la municipalità di Kayseri dove

eravamo ospitati), la richiesta per strada agli abitanti di 5 parole turche, la composizione di una canzone sul volontariato, l’incontro con il sindaco di Talas, una partita di pallavolo con giovani sordomuti… La conclusione è significativamente rappresentata dalla lettera che Emre, 22 anni, ha scritto e consegnato in sei copie agli italiani al momento della partenza. Emre ha anche coniato il termine "Turcopolitans", per sottolineare le affinità mediterranee tra napoletani e turchi. Ecco il testo della

lettera, che lui stesso ha definito “un manifesto di amicizia”. Miei napoletani, lo so, la mano che sta scrivendo non è la più adatta per una lettera, ma io credo che le mie parole siano più importanti del mio stile di scrittura. Vi siete dimostrati i migliori per questo progetto. Credo di avere avuto una buona comunicazione con il vostro gruppo. Credo che non ci dimenticheremo mai gli uni degli altri. Ho conosciuto tanta gente proveniente da tutto il mondo ma con la quale poi si sono persi i contatti. Questa è la realtà di questo

sporco mondo. Ma io credo che se possiamo ricordare è già abbastanza per la nostra amicizia. Forse non ci chiameremo sempre. Ma qualche volta inviatemi una mail o una cartolina (altrimenti vi ammazzo!). Laura non sei la sola a pensarla così: cancelleremo tutte le frontiere. Devi crederci. Molte persone la pensano come noi. Noi daremo forma a un mondo nuovo, daremo vita a una specie di Rivoluzione Francese del 21esimo secolo. «Abbiamo imparato a volare in aria come uccelli e nuotare nel mare come pesci, ma non abbiamo imparato ancora la semplice arte del vivere insieme come fratelli». Vi allego anche una vecchia moneta della mia collezione. Per la pace e la buona fortuna. C’è il grano e un ramoscello di ulivo. Il ramoscello di ulivo è il simbolo della pace e il grano è simbolo dell’abbondanza. Mi mancherete davvero tutti. Vi voglio bene: Mama Piera, Laura, Alfonso, Antonella, Giovanna e Anastasia... Vi amo tantissimo (lo so che l’ho scritto male). Non vi dico addio perché questo è invece l’inizio della nostra amicizia... «Quando il potere dell’amore supererà l’amore del potere, il mondo conoscerà la pace». Anastasia Manna

Giuseppe Antonio Caparro, l’internato di Pozzuoli Anche un puteolano, unico flegreo, è stato ricordato dalla Prefettura di Napoli in occasione della Giornata della Memoria del 27 gennaio. Alla memoria di Giuseppe Antonio Caparro è stata conferita la Medaglia d’Onore, un riconoscimento riservato ai militari italiani deportati e internati nei lager nazisti tra il 1943 e il 1945. Uomini che non si arresero alle scelte sbagliate che il governo italiano e tedesco adottarono durante la Seconda Guerra Mondiale. Infatti, decisero di schierarsi con il giusto, anche se questo significava stare dalla parte più difficile e dolorosa. La storia degli internati inizia dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943, quando l’Esercito Italiano si dissolve. I soldati sono lasciati a se stessi. I nazisti non perdono tempo: oltre 810 mila italiani sono catturati perché considerati disertori e nemici. Vengono definiti “internati militari” (Imi), una categoria non contemplata dalla Convenzione di Ginevra, una trovata burocratica per schiavizzare i prigionieri. Migliaia di soldati scelgono di collaborare con la Repubblica Sociale Italiana di Mussolini e il Terzo Reich di Hitler. Mentre oltre 600 mila Imi, nonostante le sofferenze e il trattamento disumano dei lager, decidono di non collaborare. Tra questi c’è anche un marinaio di Pozzuoli. «Mio padre – spiega Basilio, figlio di Giuseppe Antonio Caparro – era imbarcato su navi e sottomarini partecipando ad azioni di guerra nelle

acque libiche». Caparro si distinse per valore militare e senso di abnegazione verso i commilitoni. Poi con l’Armistizio fu internato - dal 9 settembre del ’43 al 16 luglio del ’45 - nei lager tedeschi. Gli internati, senza controlli igienici e sanitari, a differenza dei prigionieri di guerra, erano privi di tutele internazionali ed erano obbligati al lavoro forzato: servizi ai campi, manovalanza al servizio di militari, imprenditori e contadini. Nel ’46 Caparro con la fine delle ostilità ritorna nella sua Pozzuoli, in congedo. L’anno dopo si sposa e ha tre figli, Caterina, Rosaria e Basilio, ai quali trasmette i valori cristiani; lavora per la società “Esso Petroli” sino alla morte nel 1967. «La sua vita – racconta Basilio - è stata contraddistinta da valori che oggi, spesso, vengono dimenticati e che mio padre ha tenuto in alto anche nei momenti di sofferenza della prigionia: onestà intellettuale, coerenza, moralità, umiltà senza ricerca del successo, disponibilità totale e incondizionata verso gli altri, fedeltà nell'amicizia, equilibrio e determinazione nella scelte e nei rapporti umani, fraternità e condivisione reale, amore per la famiglia, laboriosità. Un patrimonio lasciato in eredità alla nostra famiglia. Mi auguro che la sua testimonianza, che consegno assieme alla medaglia a mio figlio, possa essere trasmessa ai suoi discendenti perché coniughino amor di Patria, valori veri della vita ed impegno civile e bussola di tutti i giovani, i quali a loro

volta devono essere i fautori di una rinnovata Resistenza contro le ingiustizie del mondo». c.b.


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I SACERDOTI AIUTANO TUTTI.

AIUTA TUTTI I SACERDOTI.

Ogni giorno 38 mila sacerdoti diocesani annunciano il Vangelo nelle parrocchie tra la gente, offrendo a tutti carità, conforto e speranza. Per continuare la loro missione, hanno bisogno anche del tuo aiuto concreto: di un’offerta per il sostentamento dei sacerdoti. Queste offerte arrivano all’Istituto Centrale Sostentamento Clero e vengono distribuite a tutti i sacerdoti, specialmente a quelli delle comunità più bisognose, che possono contare così sulla generosità di tutti.

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L’offerta è deducibile: per chi vuole, le offerte versate a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero sono deducibili fino ad un massimo di 1032,91 euro annui dal proprio reddito complessivo ai fini del c a l c o l o d e l l ’ I r p e f e d e l l e re l a t i v e a d d i z i o n a l i . P e r m a g g i o r i i n f o r m a z i o n i c o n s u l t a i l s i t o w w w. o f f e r t e s a c e r d o t i . i t

C H I E S A C AT TO L I C A - C. E . I . C o n f e r e n z a E p i s c o p a l e I t a l i a n a


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CULTURA

Alla scoperta del Vergiliano: un luogo magico tra piante e antiche tombe all’imbocco della Crypta Neapolitana

A Piedigrotta c’è il “parco dei poeti”

Lo conoscono più gli stranieri che gli italiani, ma lo Stato lo dimentica e non finanzia restauri

I

l Parco Vergiliano a Piedigrotta può essere considerato la porta napoletana dei Campi Flegrei: si raccoglie attorno alla bocca orientale della Crypta Neapolitana, scavata dagli antichi romani nella collina che divide Mergellina da Fuorigrotta; si tratta di una delle opere urbanistiche che compongono il piano di ristrutturazione dell'area flegrea di età augustea. Fiancheggiata su un lato da una condotta dell'acquedotto del Serino, la Crypta è stata in uso fino a tutto l'800, poi dichiarata inagibile. All'interno del parco sono poste la presunta tomba di Virgilio (una tradizione dibattuta), il cenotafio di Leopardi (non c’è il corpo) e altri ipogei. È un complesso di importante valore storico, ma non noto quanto meriterebbe; abbiamo chiesto all'architetto Tommaso Russo, funzionario della Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Storico-Artistici di Napoli, responsabile del sito, di illustrarne qualche aspetto. Che afflusso turistico c’è per questo sito? «Abbiamo alcune centinaia di visitatori; è un luogo molto noto all'estero, principalmente ai tedeschi, agli inglesi e agli americani (grandissimi appassionati di Leopardi), mentre sembra che

Crypta Neapolitana

sia poco invitante per i napoletani e gli italiani in genere. Organizziamo diverse manifestazioni legate alla cultura virgiliana e leopardiana, che permettono di aumentare il numero di frequentatori». Tra gli eventi promossi quali hanno riscosso maggiore successo? «Uno è sicuramente “la collina dei poeti”, realizzata insieme alla Pietà dei Turchini, il maggiore istituto di musica barocca: sono stati eseguiti dei concerti entro la Crypta, che hanno riscosso grande successo; poi ci sono state le mostre (in due diverse edizioni: 2008 e 2010) di pastori e presepi della tradizione napoletana del '700 e anche questa iniziativa è stata premiata da una buona partecipazione. Un altro importante lavoro sul parco fu lo studio, in collaborazione con l'Istituto universitario suor Orsola Benincasa e l'Orto Botanico di Napoli, di tutte le essenze vegetali descritte nelle opere di

Sepolcro di Leopardi Erma di Virgilio

Virgilio: le abbiamo catalogate, classificate e reinserite in situ». E nei prossimi mesi, quali manifestazioni sono in programma? «Stiamo pensando all'allestimento di una mostra di presepi della Pasqua napoletana: è una tradizione antica; un'altra idea è quella di curare una mostra sulle essenze particolari che abbiamo impiantato nel parco. Si potrebbe fare tanto altro, ma mancando i fondi c'è poco spazio di manovra». E i fondi per la manutenzione? «Il Ministero a oggi non ha finanziato i lavori di manutenzione e restauro che eroga annualmente; io e il so-

printendente Stefano Gizzi abbiamo presentato le nostre rimostranze alla direzione regionale e a quella centrale del Ministero. È estremamente grave. Oggi il parco è ancora in buono stato, ma senza i lavori ordinari del verde e delle strutture (per una spesa che non supera i 200.000 euro annui) non passerà molto che l'incuria lo riduca in uno stato vergognoso». Cerco anche sponsorizzazioni esterne: qualche anno addietro ebbi dei fondi dall'Istituto San Paolo di Torino che permisero importanti lavori di restauro. Ma non si può contare sulle donazioni; sono beni demaniali di cui lo Stato dovrebbe avere maggiore cura». Antonio Franco

Puoi trovare il giornale in distribuzione gratuita: • edicola corso Umberto I a Pozzuoli (altezza Tamoil e zona Gerolomini) • edicola viale dell’Europa unita al Rione Toiano (sotto il monte) • edicola via Consalvo 99/D a Fuorigrotta • edicola Ines, Via Marotta a Monterusciello • bar "Primavera", giardinetti di via Carmine a Pozzuoli • Farmacia Flegrea dr.ssa Stabile, viale Campi Flegrei, 11 a Bagnoli


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SPORT

Campi Flegrei, terra di nuoto: anche i baby avanzano Nuova tappa del Grand Prix del Csi al Palatrincone L o Sporting Club Flegreo ritorna da protagonista nel Gran Prix di nuoto Regionale del Centro Sportivo Italiano. Conquista con pieno merito la vittoria di tappa e primeggia sia nelle classifiche delle categorie maschili che in quelle femminili. I flegrei si sono imposti ad una agguerrita concorrenza capitanata dalle società salernitane e irpine: Rari Nantes Salerno, Blue System Salerno e L’Incontro Ariano. La manifestazione natatoria, organizzata dal Csi Pozzuoli di concerto con il Flegreo e curata per gli aspetti tecnici dal Csi regionale, è pienamente riuscita con circa duecento piccoli atleti (categorie Esordienti “C” e “B”) a contendersi la vittoria nei quattro stili (libero, dorso, rana e farfalla) sia maschili che femminili in rappresentanza di nove società. Seguitissime tutte le gare con punte anche di ottocento spettatori sugli spalti dell’impianto del PalaTrincone. Tra i piccoli atleti flegrei si sono distinti, conquistando il gradino più alto del podio Vera Citro nei 25m farfalla, Francesca Cortese nei 25m rana e Bruno Anaclerio nei 50m sl. Il team flegreo di Ottorino Altieri ha guadagnato anche tre secondi posti con Bruno Anaclerio nei

soci affiatati e decisi, nonostante le molteplici difficoltà gestionali, a portare avanti un progetto sportivo ben definito e ai volontari del Centro Zona del Csi che non hanno lesinato energie ed impegno per dare vita alla prima tappa del Gran Prix. Importante anche l’apporto dei volontari dell’associazione “Un’ala di riserva” che si sono inseriti fattivamen-

25m sl, Vera Citro nei 25m sl e Roberto Filogamo nei 25m rana. E ancora sei terzi posti con Valerio Cosentino nei 25m sl e nei 50m sl., Giulia Marchetta nei 25m dorso, Daniela Torriero nei 25m rana, Mattia Chiusano nei 25m farfalla e Sabrina Dirupo nei 25m farfalla. E poi una serie di brillanti piazzamenti che hanno consolidato questi risultati e proiettato il team verso il successo. Tra gli altri sodalizi flegrei presenti alla kermesse un successo ha raccolto l’Ariete con Mario Castellano nei 25m farfalla mentre una serie di buoni piazzamenti ha ottenuto l’Ever

Green che ha partecipato con te nella macchina organizzati- Comitati, Napoli e quindi l’aun manipolo di giovanissime va. In conclusione la classifica rea flegrea, nettamente avanti leve tra cui Alfredo Manda- per società dopo la prima tap- con p. 430, seguito da Salerno to, Rita Carandente, Federica pa recita: Sporting Club Fle- 339 e Ariano Irpino 101. Giuseppe Moio Chierichella Federica e Assun- greo: 307 punti, Rari Nantes ta Nespolino. Salerno p. 172 e Blue System Foto di Nando Panico La perfetta riuscita della mani- p. 167. Nella graduatoria per festazione, un appuntamento che il Csi in Girolamo Catalano, una vita per il Centro Sportivo Italiano. Passione, entusiasmo e terra flegrea solidarietà sono le parole-chiave dell’Oratorio della parrocchia SS. Pietro e Paolo di Socreplicherà il cavo, una delle prime sorte nell’area nordoccidentale di Napoli. Da sempre impegnata prossimo 20 nel coinvolgere nelle proprie attività i giovani dei quartieri di Soccavo e Rione Traiano. marzo, è dovuLa realizzazione di un campo di calcio a cinque negli spazi retrostanti la chiesa, lo scorto sicuramente so anno, ha dato nuovo e più forte impulso a tutta l’attività ludico-sportiva. La struttura, all’ospitalità una “piccola bomboniera” è stata voluta fortemente dal parroco don Umberto Ciotola, della società che utilizzando al meglio i contributi della comunità, ha realizzato una struttura che è S.C. Flegreo, divenuta subito strumento prezioso per il gruppo di ragazzi iscritti all’attività sportiva. costituita da Cinquanta mediamente le presenze dei giovani al gruppo sportivo che, divisi in fasce un gruppo di di età, dagli 8 ai 12 e dai 15 ai 18 anni, sono guidati ed allenati dall’incommensurabile

Carnevale con il calcio a cinque. Sono dieci le parrocchie che hanno aderito al “Torneo di Carnevale” di calcio a cinque che si svolgerà il 7 ed l’8 marzo a Bacoli, campo Castello di Baia, organizzato dal Csi Pozzuoli con il patrocinio del Comune di Bacoli. La manifestazione è aperta ai giovani Under 12, Under 14, Under 16 ed Under 18. E’ questo un nuovo momento di aggregazione per i giovani della diocesi dopo il massiccio successo riscosso con il “Torneo di Natale” a Quarto con la partecipazione di 400 giovani flegrei.

Torneo di Primavera a Quarto. La struttura sportiva del Divino Maestro a Quarto ospiterà dal 17 al 19 marzo prossimi il “Torneo di Primavera” manifestazione aperta ai giovanissimi, tra gli 8 ed i 12 anni, appartenenti ad associazioni e parrocchie della diocesi di Pozzuoli. La kermesse organizzata “contro il sistema camorra” con il patrocinio della Provincia di Napoli, prevede lo svolgimento di gare di calcio a cinque, dodgeball e tennis tavolo. Per le iscrizioni ed ulteriori informazioni ci si può rivolgere al Csi Pozzuoli in via Annunziata n. 5 (tel. 081 3658812 – mail: csipozzuoli@libero.it).

Giuseppe Muselli. La dedizione e la passione del “Peppe” sono risultati fondamentali per aggregare i giovani e soprattutto per farli migliorare e crescere sul piano umano e calcistico. I giovani a tanta dedizione sanno rispondere con i giusti comportamenti e con i risultati sul campo. L’Oratorio da anni è tra i più assidui partecipanti alle manifestazioni del Csi - Centro Zona Pozzuoli. E’ anche tra le società-parrocchia che ha vinto il maggior numero di trofei negli ultimi anni. I giovani sanno farsi apprezzare anche sul piano della disciplina e della correttezza. Gli ultimi successi sono stati conseguiti al “Torneo di Natale” nella categoria Under 14 e nei Tornei Interparrocchiali: Under 16 ed Over 16. «L’Oratorio è una realtà viva che deve essere alimentata costantemente – dice Enzo Colone, tra i responsabili più attivi del gruppo –. Per questo rivolgo a tutti i fedeli un invito a collaborare, dedicando parte del loro tempo libero alle nostre attività». Non solo oratorio per la Parrocchia di Soccavo. Operano anche l’Azione Cattolica, i Focolarini, il CVS-Centro Volontari Sofferenza, la Caritas, i Giovani dell’Agesci-Associazione Guida e Scout Cattolici Italiani. E poi l’Oratorio S. Domenico Savio, curato dal seminarista Enzo Cimarelli: una fucina di impegni con attività teatrali e sacre rappresentazioni. Anna Gargiulo e Dora Maddaluno


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TAM TAM TAM TAM

Pozzuoli, un progetto di volontariato con psicologi, assistenti sociali, sociologi, insegnanti, educatori ed animatori

Ludopolis, uno spazio per comunicare Dall’integrazione culturale alla salute: lo sportello tra le fasce di popolazione più deboli

A

ffiancata nell’impegno dall’associazione Lux in Fabula, opera da circa un anno Ludopolis, un’organizzazione no profit formata da psicologi, assistenti sociali, sociologi, insegnanti, educatori ed animatori, che in forma volontaria, assistono le fasce di popolazione più deboli; quelle che, per intenderci, hanno maggiore difficoltà ad inserirsi nel tessuto sociale per poi accedere ai servizi. Tra gli eventi più importanti organizzati recentemente da Ludopolis, spicca una giornata completamente dedicata al rispetto delle diverse identità culturali: vi hanno partecipato diversi esperti che nelle scuole flegree hanno parlato d’integrazione e discriminazione mentre proiezioni di documentari sul tema immigrazione sono state effettuate nei locali dell’Art Garage di Pozzuoli; il tutto accompagnato da un gustoso buffet preparato dalla locale comunità nigeriana. Questi incontri, con relativi dibattiti, hanno riscosso un notevole successo; segno che la gente accetta il confronto e ha voglia di essere parte attiva nella gestione della società. Ludopolis si rivela essere un ottimo sostegno alla citta-

dinanza anche e soprattutto per il servizio sociosanitario che eroga con lo “Sportello Informativo Mobile”, momenti di ascolto, informazione ed orientamento rivolto ai cittadini italiani ed immigrati per far conoscere diritti e servizi a cui questi possono accedere nei loro comuni di residenza. Nella maggior parte dei casi, i camper delle Asl che ospitano lo Sportello Mobile sostano presso scuole o edifici pubblici per agevolare la comunicazione con gli studenti e le loro famiglie. Nei prossimi mesi dovrebbero partire altri progetti come seminari e corsi di italiano per immigrati all’interno delle scuole. La scelta di utilizzare gli istituti scolastici per lavorare sull’integrazione tra culture non è casuale. L’obiettivo, oltre a quello di far integrare gli extracomunitari è quello di cancellare nella mente dei ragazzi l’intolleranza smantellando i piccoli e grandi luoghi comuni sugli stranieri e fornire ai questi giovani una corretta informazione su tutto ciò che riguarda l’immigrazione ed i suoi risvolti. L’attività dei volontari di Ludopolis risulta, dunque, essere di grande importanza per un territorio come i Campi

Flegrei, che pur avendo molti lati positivi soffre di disoccupazione giovanile, mancanza di spazi sociali e, in determinati quartieri, anche di degrado sociale e ambientale. A questa situazione si aggiungono poi le direttive nazionali spesso non in linea con le politiche d’integrazione, dal momento che esasperano il già

delicato equilibrio tra immigrati e residenti. Per evitare una prevedibile guerra tra poveri che si potrebbe innescare in periodi di difficoltà economica, come quella che stiamo attualmente vivendo, il lavoro delle associazioni di

volontariato tipo Ludopolis diviene essenziale. Per informazioni sulle prossime attività di Ludopolis, rivolgersi alla sede di Lux in Fabula sulle rampe dei Cappuccini, n. 5 a Pozzuoli. Valentina Cavaliere

tel 081 229 67 53 fax 081 372 04 33 serviziotim@tin.it


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ANNO PAOLINO DIOCESANO

>> i Campi Flegrei I Campi Flegrei hanno sempre esercitato un fascino particolare, dall’antichità più remota all’epoca del Grand Tour. L’Associazione invita ad un viaggio straordinario tra miti, leggende, storia, monumenti, alla scoperta dei tesori qui racchiusi.

1. ITINERARIO PAOLINO Macellum “Tempio di Serapide” - Porto e Borgo marinaro – Chiese: Assunta a mare - S. Maria delle Grazie - S. Vincenzo Ferrer - S. Maria della Purificazione (cripta) - S. Raffaele S. Giuseppe - Corpo di Cristo e Tempio Duomo sul Rione Terra. 2. ITINERARIO PALEOCRISTIANO PUTEOLANO Necropoli di via Celle e S. Vito - Cappella rurale S. Vito 3. ITINERARIO IANUARIANO Cratere Solfatara - Santuario S. Gennaro e convento Cappuccini - Anfiteatro Flavio 4. ITINERARIO PALEOCRISTIANO CUMANO Acropoli di Cuma - Antro della Sibilla - Resti basilica paleocristiana (Tempio di Apollo) Resti basilica paleocristiana (Tempio di Giove)

Di quelli ancora esistenti e di quelli, purtroppo, dissipati; non per camminare sui sentieri della nostalgia, ma per contribuire a proporre prospettive di sviluppo e di riscatto.

2011

L’Associazione NEMEA promuove i suoi Itinerari storico-religiosi, sviluppando visite tematiche, rivolte in particolare alle scuole di ogni ordine e grado.

5. ITINERARIO PALEOCRISTIANO MISENATE Parco Archeologico di Baia - Castello di Baia Cento Camerelle - Piscina Mirabile - Chiesa S. Anna a Bacoli - Chiesa S. Maria delle Grazie e S. Sosso a Miseno 6. BIBLIOTECA VESCOVILE E MUSEO DIOCESANO Biblioteca - Sala espositiva - Museo virtuale 7. ALLE PORTE DEI CAMPI FLEGREI Crypta Neapolitana e Tomba di Virgilio

www.welcometourist.it www.welcomecampiflegrei.it con il sostegno del Comune di Napoli Associazione culturale di volontariato NEMEA Segreteria Itinerari: c/o Centro Studi per il Volontariato Via N. Fasano, 9 – Pozzuoli (NA) Telefax 081.853.06.26 – Cell. 388.112.71.88 –388.101.97.12 www.nemeaonlus.it - assnemea@hotmail.com Sede legale: Via Campi Flegrei, 12 – 80078 Pozzuoli (NA)

Anno Paolino Diocesano - 1950° anniversario dell'approdo di San Paolo a Pozzuoli (2010 - 30 maggio - 2011)

Sedi operative: c/o Chiesa della Purificazione - Museo Virtuale Rione Terra c/o Palazzo vescovile - Chiesa SS. Corpo di Cristo Rione Terra – Pozzuoli (NA) c/o Centro Arcobaleno – Officina Teatrale Via Cumana, 48 – Fuorigrotta Napoli Centro Diocesano per la pastorale della cultura centrocultura@diocesipozzuoli.org

Marzo 2011  

Segni dei Tempi, testata di attualità sociale, culturale e religiosa