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SEGNIdeiTEMPI giornale di attualità sociale, culturale e religiosa n. 1 - gennaio 2012 | anno XVIII | Registrazione del Tribunale di Napoli n° 5185 del 26 gennaio 2001

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È l’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale: contro lo stereotipo dell’anziano come peso

2012, LA RISORSA TERZA ETÀ

L’impegno di Chiesa e volontari nell’area flegrea. L’Auser: un credito per i “nonni civici”

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a Comunità Europea ha indetto il 2012 come Anno dell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale. L’obiettivo è quello di promuovere un’idea nuova della terza età. Michele Mangano, presidente dell’Auser (una delle organizzazioni più attive a favore delle persone anziane), tramite il sito www. radiovaticana.org, esprime il desiderio affinché, insieme alle altre associazioni di volontariato e di promozione sociale, si possa costruire una vera e propria piattaforma da portare a livello nazionale ed europeo per sconfiggere l’idea di un anziano “peso” per la società e presentare un’idea diversa e positiva della terza età. Propone, nello stesso tempo, un credito sociale da riconoscere alle persone anziane che svolgono un impegno civico nella loro comunità. A livello europeo, infatti, arriva anche un forte richiamo proprio sul senso della solidarietà intergenerazionale e del volontariato. Considerazioni che, tra l’altro, richiamano l’ultima Lettera pastorale del vescovo di Pozzuoli (per il testo completo della Lettera: www.diocesipozzuoli.org). Monsignor Gennaro Pascarella ha sottolineato come la «maturità consiste essenzialmente nello sviluppare la capacità di donare se stesso. È questa la via della felicità. L’educazione cristiana non punta solo all’autonomia e alla realizzazione di se stesso, ma alla donazione di se stesso». (continua a pag. 12)

Carlo Lettieri

La moderazione, se diventa una scelta di una comunità, può cambiare la qualità della vita

Anno davvero nuovo. Ma se sarà sobrio Dai Campi Flegrei a Roma La Caritas è una famiglia L’udienza dal Papa per i 40 anni della “carità”. E a Pozzuoli l’esperienza della “Donna Nuova” per le detenute Pag. 2 e 3

Toiano, con i figli disabili alla scoperta del mondo Buone notizie: l’impegno del Coordinamento Genitori dei Portatori di Handicap per far uscire i ragazzi di casa Pag. 12

E’ anche l’anno dei giovani

Numerosi gli appuntamenti della Pastorale Giovanile per il 2012: dalla Via Crucis di Soccavo alla “Luce nella notte” e al pellegrinaggio in Terra Santa Pag. 7

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Chi non conosce la poesia di Leopardi “Il sabato del villaggio”? Per intenderci, quella “donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole, col suo fascio dell’erba”... Quasi tutti abbiamo dovuto impararla a memoria (anche se ora non so se le poesie a memoria si usano ancora...), e tutti ne comprendevamo facilmente il significato. In realtà, in quel capolavoro di poesia e di riflessione filosofica si evidenziava una dimensione fondamentale della vita, e cioè l’attesa piena di speranza e gioia. Attesa che, per il “pessimista” Leopardi, alla fine veniva puntualmente delusa: se il sabato “di sette è il più gradito giorno”, quello seguente è infatti solo “tristezza e noia”,

incapace com’è di realizzare tutto il carico di attese e speranze del giorno precedente. Ho amato molto, da ragazzo, questo poeta, e sono convinto che non sia stato ancora completamente compreso. Ma proprio per questo mi è tornato alla mente in questi giorni, di Avvento prima, e di tanti discorsi su quello che ci porterà l’anno nuovo poi; e mi sono chiesto: “Ma oggi, scriverebbe le stesse cose il grande poeta? Potrebbe raccontare l’attesa del giorno di festa allo stesso modo?”. Penso proprio di no, e per spiegare il motivo della mia convinzione basta chiedersi: chi tra noi si aspetta davvero qualcosa di bello e di imprevisto dal nuovo anno? (continua a pag. 9)

Pino Natale


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CARITAS INFORMA

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SEGNI FLEGREI PRIMO PIANO

C’è una casa famiglia per realizzare una donna nuova Per le detenute esperienza pilota della Caritas flegrea «L’ obiettivo è fornire uno stile alternativo di vita. Un riscatto che l’istituto penitenziale non può offrire». Dalle parole di Maria Ricciardi, responsabile della casa famiglia Donna Nuova, emerge il significato, profondo e impegnativo, del progetto portato avanti dalla diocesi e dalla Caritas diocesana di Pozzuoli. L’operasegno è attiva nel centro San Marco, nel cuore antico di Pozzuoli. Nasce nell’ottobre 2009, in continuità con l’esperienza del centro Ero Forestiero, il progetto che per anni ha accolto donne immigrate di tutto il mondo. Un impegno, quello di Donna Nuova, che coinvolge la Caritas e i volontari per 24 ore al giorno, tutti i giorni dell’anno. Perché chi è recluso non conosce festività o ferie. La casa famiglia di Pozzuoli, è l’unica struttura esclusiva per le detenute in provincia di Napoli. In tutta la regione esiste un centro analogo solo a Capua.

Casa Donna Nuova

«Come operatori della Caritas – racconta la responsabile – negli ultimi anni abbiamo notato che le esigenze delle donne immigrate sono cambiate. Nei momenti di difficoltà non si rivolgono più alle strutture dedicate

all’accoglienza ma hanno come punto di riferimento la rete di fatto che hanno creato le loro comunità. Per cui se le straniere hanno problemi si rivolgono alle loro amiche e connazionali. Abbiamo quindi seleziona-

I numeri delle ospiti Chi sono le ospiti del Centro Donna Nuova? Sono detenute agli arresti domiciliari (quindi in attesa di un giudizio definitivo), in detenzione domiciliare (giudicate che scontano la pena), in semilibertà e in affidamento ai servizi sociali. Il Centro ha rapporti con il Tribunale di Sorveglianza oppure con la Corte di Appello. Ad oggi sono state ospitate (comprese le presenti) dodici donne. Di queste otto sono straniere. La struttura può ospitare fino a otto detenute, così quanti sono i posti letto. Sei sono per le detenute stabili mentre due posti sono riservati all’emergenza: uno per permessi premio e l’altro per la fine pena. Il carcere, su disposizione del tribunale, può da un momento all’altro rilasciare la detenuta ma questa potrebbe non avere un posto dove andare. Le donne provengono da tutti i penitenziari italiani, soprattutto dalla Casa Circondariale di Pozzuoli. Si tratta quasi sempre di arresti domiciliari o detenzione in casa. Le forze dell’ordine possono effettuare controlli in qualsiasi ora del giorno e della notte.

L’assistenza spirituale La Casa Famiglia offre anche una proposta spirituale alle ospiti. Ad aiutare la direttrice ci sono le suore. Fino allo scorso anno c’erano tre sorelle delle Piccole Missionarie Eucaristiche. Adesso nel centro operano suor Valeria e suor Gemma delle Figlie della Presentazione di Maria SS. al tempio. Le suore, che si occupano anche della pastorale carceraria, sono affiancate da due volontarie, prestano servizio in ambulatorio medico e incontrano le ragazze più volte durante la settimana per assistenza spirituale e momenti di preghiera. Lo stesso don Fernando Carannante, vicario episcopale per la carità e direttore della Caritas diocesana, è presente e segue spiritualmente le ospiti. Ogni mercoledì c’è la lectio divina e il venerdì sera il colloquio.

to, tra le problematiche della donna, le esigenze particolari delle detenute. È stata una scelta per essere ancora più vicini a chi si trova in difficoltà». Il centro offre ospitalità a chi può usufruire di misure alternative alla detenzione. «Di solito sono straniere – spiega Ricciardi ma abbiamo anche italiane, questo è il passo in avanti, rispetto al passato quando avevamo il Centro esclusivo per le immigrate». Le porte sono aperte anche quando ci sono detenute che possono usufruire di permessi premio, ma non hanno luoghi dove andare. «Tecnicamente – chiarisce Ricciardi – non siamo una casa famiglia. Ma abbiamo voluto darci questo nome perché di fatto noi siamo una famiglia. È uno stile che vogliamo offrire come alternativa alla loro vita precedente. Il principio di base è: chi è in carcere ha sbagliato perché non ha avuto un’altra opportunità. A giudicare non siamo noi. Ogni

SEGNI DEI TEMPI

persona ha esigenze diverse e dobbiamo costruire singoli percorsi di cambiamento». Tutto si regge grazie ai volontari, persone formate con corsi specifici: due psicologhe (Daniela Ciccarelli e Manuela Corrado), un’assistente volontaria (Lina Stanco), il signor Enrico De Vincenzo e altri dieci collaboratori che si occupano delle attività. Per l’assistenza sanitaria c’è l’ambulatorio S. Giuseppe Moscati diretto dal dottor Pasquale Grottola. Tra le attività si punta molto sull’istruzione e sul lavoro: il vero cambiamento. Oltre alla collaborazione con l’Iti “Tassinari” c’è il progetto “Tutti a scuola” con il Centro Territoriale di Educazione Permanente della “Diano” diretto da Maria Rosaria Laolè. Una delle ospiti è iscritta alla facoltà d’ingegneria, un’altra si sta formando come estetista e un’altra ancora sta studiando per la licenza elementare. Ciro Biondi

anno XVIII - n. 1- gennaio 2012

Direttore Responsabile: Salvatore Manna Direttore Editoriale: Carlo Lettieri Redazione: Paolo Auricchio, Pino Natale, Ciro Biondi Collaborano: Maddalena Annigliato, Vincenzo Boccardi, Valentina Cavaliere, Fabio Cutolo, Eugenio d'Accardi, Antonio Franco, Irene Ioffredo, Antonio Izzo, Gaetano Lombardi, Nello Mazzone, Maria Rosaria Merone, Giovanni Moio, Gianni Palmers, Raffaela Pingi, Angelo Volpe Segni dei Tempi on-line: Riccardo Lettieri - Francesco Schiano di Cola (portale) Grafica e impaginazione: Luca Scognamiglio (www.ZendoADV.it) Fotografie: Redazione Segni dei Tempi Stampa delle 4.000 copie: STIEM S.p.A. Pubblicità e amministrazione: coop. Ifocs Mensile della Diocesi di Pozzuoli, realizzato presso il Centro Studi per il Volontariato Caritas diocesana, grazie alle collaborazioni gratuite ed all’utilizzo dei contributi giunti da: “otto per mille” e privati. Per contributi: Diocesi di Pozzuoli c/c postale 22293807 Per la pubblicità: marketing@segnideitempi.it Registrazione del Tribunale di Napoli n° 5185 del 26 gennaio 2001 Associato alla Fisc

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PRIMO PIANO SEGNI FLEGREI

CARITAS INFORMA

Udienza dal Papa per la ricorrenza: una bella prova di spiritualità e condivisione per la folta delegazione della diocesi

Tutti a Roma per i 40 anni Caritas

«Noi, cittadini del mondo, sui muretti della capitale per scambiarci il passaporto della carità»

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iete venuti presso la tomba di Pietro per confermare la vostra fede e riprendere slancio nella vostra missione. A voi, infatti, è affidato un’importante compito educativo nei confronti delle comunità, delle famiglie, della società civile in cui la Chiesa è chiamata ad essere luce». Sono state le parole con cui il Santo Padre ha salutato e accolto le migliaia di partecipanti all’udienza delle Caritas diocesane. L’incontro è stato l’evento conclusivo delle celebrazioni dei 40 anni dalla nascita della Caritas Italiana. Delegazioni da tutte le diocesi italiane si sono riunite nella Basilica di San Pietro il giorno 24 novembre. Da Pozzuoli sono partiti quattro pullman e il pulmino della Pro Handicap. In totale c’erano oltre duecento operatori delle Caritas parrocchiali

provenienti da tutte le foranie, insieme al vicario episcopale alla carità e direttore della Caritas diocesana, don Fernando Carannante, con i sacerdoti don Peppino Lannia (parroco di Ss. Salvatore di Pozzuoli), don Pasquale Di Giglio (parroco della Buon Pastore e s. Francesco di Paola di Fuorigrotta), don Raffaele Russo (parroco di Maria Ss. Desolata e vicario foraneo di Bagnoli), don Giovanni Napolitano (parroco di Ss. Redentore e s. Ciro a Campegna), padre Carmelo Raco (parroco di Madonna Riconciliatrice de la Salette di Soccavo), padre Carmine Madalese (parroco di Maria Immacolata della Medaglia Miracolosa e vicario foraneo di Soccavo), padre Giulio Di Domenico (parroco di s. Maria di Montevergine di Soccavo) insieme ai diaconi Pasquale

Grottola (direttore dell’ambulatorio Caritas “San Giuseppe Moscati”) e Antonio Capuano. Con la delegazione diocesana anche alcuni soci dell’associazione Pro Handicap. «Non è la prima volta che pa r te ci pia mo ad un’udienza con il Santo Padre – spiega il presidente Salvatore Iodice – ma è sempre un’emozione particolare. E siamo stati contentissimi di vivere quest’esperienza con tante amiche ed amici della diocesi di Pozzuoli con cui condividiamo numerosi bei momenti». «La fatica di alzarci all’alba per essere a San Pietro – ha detto don Carannante - è stata dimenticata quando abbiamo incontrato il Papa, primo testimone della Carità. Il momento più bello è l’aver potuto condividere, al termine della celebrazione, seduti sui muretti

di Roma, il nostro pranzo con operatori di altre Caritas parrocchiali. Sentivamo la gioia di essere cittadini del mondo, con il “passaporto della carità” nelle nostre mani. Siamo ritornati in Basilica per sostare in preghiera davanti alla tomba del Beato Giovanni Paolo II, l’instancabile girovago della carità. Al ritorno abbiamo ricevuto la telefonata del nostro vescovo che, impossibilitato a partecipare, ha desiderato condividere la nostra gioia con il suo caloroso saluto e la sua paterna benedizione, che abbiamo accolto con un fragoroso applauso. È bello sentirsi operatori della carità ed è stato ancora più bello vedere la Basilica di San Pietro avvolta dal manto della carità, a dimostrazione che quarant’anni di Caritas sono stati spesi veramente bene».

L'esperienza dei partecipanti Come comunicato dai responsabili del Centro Ascolto diocesano, che hanno organizzato il viaggio, i pullman sono partiti alle 4.30 e quando sono arrivati a piazza San Pietro, la Basilica era già gremita di persone. Durante la celebrazione e nell’incontro con il Papa, i partecipanti della diocesi puteolana sono rimasti in piedi. Stanchi e un po’ delusi perché non tutti hanno potuto vedere il Papa da vicino, hanno sentito comunque la sua vicinanza attraverso le parole che hanno esortato a “prenderci cura di chi necessita di sentire il calore di Dio, attraverso mani aperte e disponibili” e queste mani, idealmente aperte, hanno aiutato a sostenersi l’un l’altro e a vincere la stanchezza. È stata una bella esperienza di spiritualità e di comunione con tutta la Chiesa e con la Caritas d’Italia; quella comunione che ci rende tutti un “solo corpo e un solo spirito”. Andare a Roma sulla tomba di Pietro è stata un’occasione per rinnovare l’adesione al progetto di Dio su di noi, iniziato il giorno del Battesimo. Ognuno ha posto sull’altare la propria fragilità di uomo, le sue difficoltà a svolgere il servizio ai poveri, ma ciascuno ha anche chiesto di avere la capacità di saper accogliere, di essere disponibile nei confronti dei fratelli che vivono un disagio economico, sociale, umano. È stato anche un momento di unità delle comunità locali della nostra diocesi, perché su ogni pullman operatori di foranie diverse si sono conosciuti, si sono scambiati le proprie esperienze, hanno condiviso le loro emozioni, i loro disagi, le loro difficoltà vissute nella quotidianità del proprio servizio. Un grazie a tutti loro, spesso dimenticati, un grazie per il servizio silenzioso infaticabile, un grazie perché ogni giorno dedicano un po’ del loro tempo ma tanto del loro amore a chi non trova più il tempo per sorridere e per sperare.

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SEGNI FLEGREI TERRITORIO

Fusaro, visita alla nuova parrocchia del Cuore SS. di Gesù: l’hanno voluta gli abitanti ed è diventata un punto di riferimento

Nell’ex “pantano” ora c’è la chiesa

I giovani e l’impegno della Caritas tra i tanti problemi del territorio e della crisi economica

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ridosso del lago di Fusaro sorge la chiesa Cuore SS. di Gesù che ospita la nuova parrocchia guidata da don Alfonso Farina, insediatosi il 14 settembre 2008. Proveniente da una precedente esperienza pastorale ad Arco Felice, ha iniziato tutte le attività in una zona urbanisticamente nuova: prima, infatti, c’era solo qualche coltivazione. «Si giungeva qui per il mare e per le vacanze – ricorda lo stesso don Alfonso - in una zona chiamata da tutti “il pantano”, per le sue caratteristiche paludose. A partire dagli anni ‘80, si è iniziato a costruire, ma senza nemmeno un piano regolatore, generando non pochi problemi legati al deflusso delle acque; quando piove diventa una piccola Venezia». Già negli anni 70 si pensava di costruire una chiesetta per gli abitanti del luogo, esigenza che si è andata rafforzando con l’incremento demografico, e i sacerdoti che prima stavano a Cappella, assieme all’allora vescovo, mon-

signor Salvatore Sorrentino, si sono adoperati con zelo e premura per la realizzazione del progetto. Una spinta fondamentale è venuta dall’entusiasmo della gente, che ha voluto la comunità e la chiesa

con tutte le sue forze, sopportando molti sacrifici per la sua erezione. A soli tre anni dalla nascita, l’attenzione principale della comunità parrocchiale è tutta verso le nuove generazio-

ni, con attività teatrali per il dopo comunione e con l’invenzione di un teatro all’aperto per i ragazzi. Grande è anche l’impegno per i giovani, non solo con i grandi eventi, ma “puntando soprattutto a

ridare loro i sogni e vivendo con rispetto i loro desideri e disagi”; proprio i giovani del territorio hanno realizzato l’anno scorso una suggestiva via Crucis vivente per le strade di Torregaveta. Molti partecipano al coro parrocchiale e al gruppo dei ministranti. Alle prese con la terribile crisi economica si sta particolarmente attivando anche la Caritas parrocchiale. Tante sono anche le povertà “spirituali”, come quelle legate alla famiglia, lasciata spesso sola nella missione educativa, e quelle giovanili, che vivono in maniera drammatica la “mancanza di speranza e di sogni”. La tendenza che sempre più deve emergere, qui come in altre realtà, è che per risolvere realmente i problemi non ci si può limitare ad un semplice assistenzialismo, ma è necessario andare alle radici, soprattutto mettendo al centro la dignità delle singole persone e considerarle tutte come “capolavoro di Dio”. Giuseppe Tramontin


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TERRITORIO SEGNI FLEGREI

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otta all’inquinamento, riqualificazione urbana, valorizzazione dei beni culturali. Sono queste le attese degli abitanti della zona del Fusaro e di Torregaveta. Il lago Fusaro con il complesso borbonico vanvitelliano costituisce uno dei più significativi e suggestivi beni culturali di Bacoli e dell’area flegrea. Dal 2007 al 2009 la Casina e l’Ostrichina (la struttura più grande) - insieme al giardino storico, agli stalloni, alla banchina e alla lecceta - sono state chiuse al pubblico in occasione dei lavori di ristrutturazione e restauro. Oggi, invece, costituiscono uno dei poli culturali del comprensorio; il salone dell’Ostrichina ospita costantemente conferenze e mostre d’arte. La Casina sul lago è ammirata da tutti ed è uno dei luoghi più ambiti per chi decide di sposarsi con rito civile. Ma basta poco per mettere a rischio la forza attrattiva dei luoghi. Anche quando qualche calcinaccio cade e obbliga alla chiusura. Come è accaduto a dicembre alla Casina: pezzi di intonaco caduti da uno dei comignoli hanno costretto all’interdizione, anche se solo per alcuni giorni, del bene. È bastato un piccolo intervento del Centro Ittico Campano e dei tecnici comunali e la struttura è ritornata ed essere visitabile. Non mancano i problemi per una completa tutela del lago. Il mese scorso due dirigenti del comune di Bacoli sono stati rinviati a giudizio per cooperazione colposa nel danneggiamento e deturpamento del lago.

Dal Fusaro a Torregaveta le battaglie dei cittadini L’indagine parte nel 2006 in seguito agli esposti del Coordinamento delle Periferie, un’associazione che da anni

Il caso abusivismo A Bacoli come a Pozzuoli è allarme ruspe. A dicembre sono stati demoliti tre manufatti di Torregaveta perché abusivi. Si trattava, a detta degli abitanti, di abuso di necessità. E anche a Bacoli c’è un comitato che cerca di difenderli. Per lo più si tratta di abitazioni monofamiliari costruite in aree in cui non c’è nessun oltraggio al patrimonio monumentale e paesaggistico. Come è il caso delle abitazioni costruite nella zona di Torregaveta nei pressi della nuovissima chiesa del Cuore SS. di Gesù. Un’area pianeggiante dove già insistono decine e decine di costruzioni. «Noi sappiamo bene di aver violato la legge – dichiara una delle persone interessate – ma non lo abbiamo fatto per speculare. Abbiamo costruito perché era la nostra unica possibilità. Ora vogliono buttare tutto giù. Noi dove andiamo? Non abbiamo altre case. Abbiamo sbagliato, ma anche le istituzioni sono state inadempienti». Sono circa 40 gli abbattimenti in lista a Bacoli, altri 15 a Monte di Procida e molti altri a Pozzuoli. Gli interessati sono famiglie che

nel 2003 avevano chiesto il condono ma nel frattempo una legge regionale ha escluso alcune zone della Campania per l’interesse culturale ed ambientale. «Ci vogliono abbattere l’unica casa che abbiamo – spiega Raffaele C. – perché con la scusa delle recenti alluvioni vogliono dimostrare così di risolvere il problema. Invece bisognerebbe valutare casa per casa. È il sistema che ci ha portato a costruire. Non c’era una regola ma c’erano le necessità; la nostra è edilizia spontanea. Perché non abbattere i veri abusi che storpiano il nostro territorio come lo “scheletro” che si trova nei pressi della Casina Vanvitelliana al Fusaro?». Sulla vicenda è intervenuta anche la Chiesa di Pozzuoli che ha auspicato un rapido intervento delle istituzioni affinché si possano adottare a livello nazionale dei provvedimenti in grado di superare queste criticità, per non acuire tensioni sociali e tutelare situazioni familiari e disagiate, pur evidenziando la necessità della tutela del paesaggio e del rispetto della legalità.

si batte per la tutela ambientale del territorio. Successive indagini della Guardia Forestale e un voluminoso

dossier sullo stato delle acque hanno confermato le denunce: alcuni batteri hanno modificato e inquinato l’ecosistema lacuale e quello dei terreni circostanti mettendo a rischio la salute pubblica. Sotto accusa il mancato controllo dello sversamento dei liquami nel lago e la fuoriuscita a dismisura di acque bianche e luride dai tombini. Adesso tocca alla magistratura scoprire la verità, ma la vicenda deve anche sollecitare le istituzioni a controllare di più e i cittadini a denunciare. Il Fusaro e Torregaveta sono uniti anche da altri tipi di problemi: arredo urbano inesistente e strade pericolose. «Le nostre strade fanno paura – ricorda Luca Della Ragione, residente del Fusaro – per esempio, via Cuma è da mettere in sicurezza. La strada è poco illuminata e la sera è un rischio per i pedoni. In alcuni tratti non ci sono marciapiedi. Eppure si tratta di un’arteria trafficata soprattutto nei fine settimana. La presenza di alcuni locali di tendenza nella zona del Fusaro crea code che di notte arrivano fino all’Arco Felice Vecchio». Stesso discorso a Torregaveta che, tra l’altro, aspetta la riqualificazione della piazzetta della stazione e il progettato arretramento della Ferrovia Cumana. «Lungo via Giulio Cesare – spiega Giovanni Esposito, commerciante – dall’ex Alenia c’è chi corre senza rispettare i limiti. A rischio ci sono i pedoni e chi si immette dalle strade laterali». c. b.


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DENTRO LA DIOCESI

SEGNI DEI TEMPI

Al via il nuovo anno della Pastorale Giovanile: la Via Crucis a Soccavo e la Giornata diocesana al complesso Vanvitelliano

Le “pietre vive” dei nostri giovani

Tra gli appuntamenti: “Cresimandinsieme”, Sentinelle del Mattino, pellegrinaggio in Terra Santa

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l tema scelto dall’ufficio per la Pastorale Giovanile della diocesi di Pozzuoli per il nuovo anno pastorale che accompagnerà i giovani della diocesi durante le varie attività proposte è “Con Cristo pietre vive”. Si è partiti lo scorso 15 dicembre nella parrocchia “Gesù Divin Maestro” di Quarto, con il consueto incontro di inizio attività presieduto dal vescovo; in questa occasione, dopo un momento di preghiera e di riflessione, è stato presentato in dettaglio il programma pastorale del nuovo anno. I due momenti centrali saranno celebrati la domenica delle Palme 1° aprile in Soccavo e domenica 24 giugno in Bacoli presso il complesso Vanvitelliano, rispettivamente per la “Via Crucis dei giovani” e per la “Giornata Diocesana della Gioventù”. Per ciò che riguarda la formazione degli animatori dei gruppi giovani-

li, l’ufficio, in collaborazione con l’ufficio per la Famiglia e il Centro diocesano Vocazioni, propone due itinerari formativi tenuti da Maria Vittoria Cammarota e da Domenico Bellantoni del Centro per la Vita “Luigi Saccone”, secondo i seguenti cicli: primo ciclo “Accompagnare nel cammino dell’amore: educare all’affettività e alla sessualità” lunedì 6-13-20-27 febbraio e 5-12-19 marzo; secondo ciclo “Accompagnare nel cammi-

no dell’amore: Chiamati e custoditi dall’amore” venerdì 10-17-24 febbraio e 2-4 marzo. Anche le foranie saranno coinvolte attivamente in alcuni momenti dedicati ai giovani. Innanzitutto, nel periodo di Quaresima saranno proposti dei laboratori della fede itineranti sul tema dell’anno pastorale finalizzati alla preparazione della Via Crucis dei Giovani e alla Giornata diocesana della Gioventù, mentre il vescovo incontrerà tutti

La Fondazione Paulus e la lotta a racket e usura Il 29 dicembre, nella Sala Laurentiana a Pozzuoli, la Fondazione Paulus ha incontrato il senatore Franco Malvano (nella foto), coordinatore delle iniziative antiracket ed antiusura della Regione Campania. «Al di là dei dati in nostro possesso che parlano di un’inflessione delle denunce – ha sottolineato Malvano, che in passato è stato Questore di Napoli -, dobbiamo dire che il fenomeno dell’usura e delle estorsioni è in costante aumento. Anzi, quando si denuncia di meno è solo per paura. Invece, parlando con chi vive il territorio diventa chiaro che la situazione è diversa ed è preoccupante». Poche persone, ha messo in luce il coordinatore, sanno che ci sono associazioni che si battono con efficacia per prevenire e sostenere chi è in difficoltà: «La vittima quindi difficilmente è aiutata. Invece bisogna seguirla dal punto di vista psicologico, dando l’opportunità di accedere al credito e dichiarandosi parte civile nei processi» (intervista completa e riflessioni su www.segnideitempi.it).

Giornata mondiale del migrante Migrantes diocesana - Celebrazione eucaristica Domenica 22 gennaio (ore 12) - Chiesa S. Marco

i giovani candidati a ricevere il sacramento della Confermazione nella manifestazione “Cresimandinsieme” secondo il seguente calendario: 9 marzo - forania Quarto - parrocchia san Castrese ore 19:30; 15 marzo - forania Pozzuoli 1 e 2 - parrocchia san Michele Arcangelo ore 19:30; 22 marzo - foranie Fuorigrotta/ Bagnoli - parrocchia Maria SS. Desolata ore 19:30; 29 marzo - forania Bacoli/Monte di Procida - parrocchia s. M.

Assunta ore 19.30; 21 marzo - foranie Pianura/Soccavo parrocchia Maria Immacolata della Medaglia Miracolosa ore 19:30. Inoltre, i giovani del progetto “Sentinelle del Mattino” della diocesi saranno impegnati nell’esperienza di evangelizzazione di strada con la manifestazione “Una luce nella notte” il 14 gennaio 2012 alla parrocchia s. Maria delle Grazie in Pozzuoli, il 24 marzo 2012 alla parrocchia s. Vitale in Fuorigrotta, il 26 maggio 2012 alla parrocchia s. Maria delle Grazie in Pozzuoli e il 14 luglio 2012 alla parrocchia s. Maria del buon Riposo a Baia. L’anno pastorale si concluderà con il pellegrinaggio diocesano dei giovani in Terra Santa presieduto dal vescovo, dal 25 agosto al 1° settembre 2012, per vivere insieme il cosiddetto “quinto vangelo”, dove ogni pietra parla di Gesù. Angelo Volpe

Il 7 dicembre sono stati ordinati tre nuovi diaconi transeunti: Vitale Luongo, Alessandro Scotto e Andrea Lombardi (nella foto di Enzo Buono – Studio Fotografare, Pozzuoli). La celebrazione, che si è svolta nella Concattedrale san Paolo Apostolo a Monterusciello, è stata presieduta dal vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella.


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SEGNI DEI TEMPI DENTRO LA DIOCESI

Il Mlac, i social network e la pastorale d’ambiente Presentato il bando di Progettazione Sociale del 2012 I l Mlac, Movimento lavoratori di Azione Cattolica, ha tenuto un seminario di studio dal titolo “La nuova pastorale d’ambiente nell’età dei social network”, che si è svolto a Roma il 10 e 11 dicembre. Mario Chiaro, giornalista ed evangelizzatore nelle missioni popolari, in particolare ha illustrato ciò che ha chiamato il “sogno” dell’insegnamento sociale della Chiesa, che tende ad affermare la dignità della persona, che nel lavoro si esprime, ma che al lavoro non si riduce. Oggi è diventata palese ed inaccettabile la frattura fra ricchi e poveri. Tutto questo impone un nuovo impegno pastorale ec-

clesiale e del lavoro che metta al centro la relazione, passando attraverso un percorso antropologico con luoghi specifici: la Scrittura, la parrocchia (nel senso di comunità di fedeli sul territorio, di soggetto collettivo con articolazioni vive) e gli ambiti (partire dal punto di vista delle persone e non dal nostro). Il tema “testimonianza e relazioni nell’ambiente digitale” è stato affrontato da Chiara Giaccardi, dell’Università Cattolica di Milano. L’ambiente digitale si caratterizza per una sempre più grande complessità, tanto da poter parlare di postmedialità o ipermedialità, uno spazio nel

quale noi siamo sempre esposti ai media e dove addirittura siamo arrivati a possedere delle estensioni mediali (basti pensare alla diffusione di Facebook e dei social network). Inoltre, lo spazio digitale del web 2.0 è ormai uno spazio veramente relazionale, interattivo e cooperativo. Tuttavia, pur avendo ormai tutti la possibilità di dire qualcosa, il rischio è che ciò non significa automaticamente essere ascoltati; infatti, se non ci si apre all’altro, non può esserci vera comunicazione. Con la testimonianza possiamo e dobbiamo trasformare l’ambiente digitale in un luogo di realizzazione dell’umano e di

libertà. Durante il seminario è stato presentato il nuovo bando di Progettazione Sociale 2012, aperto alle realtà associative dell’Azione Cattolica o a quelle che si associano ad esse nel presentare delle proposte progettuali, secondo tre ambiti: l’animazione etica del territorio, attraverso la promozione e la valorizzazione della persona in un contesto socio-lavorativo; la realizzazione di reti tra “generazioni” (ragazzi, giovani e adulti) incentivando la trasmissione di competenze, esperienze e buone prassi legate al tema del lavoro; lo sviluppo di sinergie tra “lavoratori in difficoltà” (inoccu-

pati, disoccupati, cassintegrati, precari, lavoratori in nero e immigrati) e mondo delle imprese (grandi imprese, artigiani, imprese familiari, commercianti, cooperative, ecc). Infine, il Mlac si prepara a vivere in modo speciale la festa di San Giuseppe il prossimo 18 marzo, attraverso la realizzazione di alcune attività di sensibilizzazione sul tema del lavoro, in alcune piazze simbolo della nostra Penisola, collegate tra di loro in maniera virtuale e condivise tramite Internet. Dal reale al virtuale, continuiamo ad evangelizzare (articolo completo su sdt on line). Fabio Di Nunno

L’Avvento e i giovani. Acr, i giovanissimi e i giovani di AC hanno vissuto, dal 16 al 18 dicembre a S. Andrea di Conza (Avellino), il ritiro di Avvento, dal titolo “Vorrei dirti di sì”. È stata per tutti un’esperienza davvero forte dal punto di vista spirituale. I partecipanti, divisi per età, hanno meditato, guidati da don Elio Santaniello (assistente diocesano giovani) e dal diacono Vincenzo Cimarelli, sulle pagine evangeliche dell'incontro di Maria con la cugina Elisabetta, dell'apparizione dell’Arcangelo Gabriele e sul Magnificat di Maria Vergine. Sono stati accompagnati a riflettere su alcuni atteggiamenti (svegliarsi, prendere, accogliere, fuggire, fidarsi) che rendono possibile una risposta alla chiamata del Signore. Altri momenti particolarmente intensi sono stati la veglia del sabato sera e la celebrazione eucaristica della domenica, con la “consegna” di un bambinello ai presenti, con l’impegno di “tornare a casa tenendo la porta sempre aperta per accogliere Gesù attraverso gli altri”. Renato Normanno e Assunta De Pascale

I nostri sacerdoti Il cappellano don Vincenzo Tiano: da Fatima all’ospedale S. Maria delle Grazie «Per favore non chiamatelo ospedale La Schiana. Questo è il Santa Maria delle Grazie». Don Vincenzo Tiano junior chiarisce subito la sua posizione: è il cappellano dell’ospedale di Pozzuoli. 34 anni, da sei è sacerdote. Don Vincenzo è vissuto a Fatima. Ha imparato il portoghese e ha partecipato ad alcune trasmissioni televisive dal Santuario trasmesse in Italia da Tele Pace. È stato al centro oncologico di Coimbra, dove ha portato la comunione ai pazienti. In Italia, è stato alla parrocchia di san Luca di Arco Felice e, tre anni fa, è stato voluto da monsignor Gennaro Pascarella come cappellano nell’ospedale; ora sopra l’abito da sacerdote indossa il camice bianco. A Maria don Enzo è fortemente devoto come dimostrano le immagini nella Cappella del nosocomio. Che significa essere cappellano di un ospedale? «Ho una propensione naturale a stare accanto agli ammalati. La formazione è importante ma quello che conta è l’esperienza. Basti pensare all’assistenza alle persone che stanno in fin di vita… L’assistente spirituale negli ospedali è una figura che negli ultimi tempi è diventata più importante per il buon funzionamento della struttura».

Cosa fa un cappellano? «Tanta preghiera al Signore da cui prendere forza e coraggio per avvicinarsi ai casi più disperati. Il cappellano non fa mai mancare i sacramenti. Il cristiano deve essere l’uomo della speranza: quindi il nostro compito è non far perdere mai la speranza in Gesù Cristo, qui ed ora. Bisogna far capire che c’è un Dio che ci ama anche nei momenti brutti. È un’attività che va fatta tutti i giorni e tutte le ore. Ci sarebbe bisogno di un aiuto, anche se c’è piena collaborazione con la direzione e con il gruppo di volontari di S. Elisabetta». L’assistenza non va fatta solo agli ammalati… «Ci sono anche i familiari, i medici, i tecnici, gli infermieri. Con loro abbiamo organizzato vari pellegrinaggi. La cappella è un punto di riferimento e la domenica si riempie sia di pazienti che di ex pazienti che sono rimasti affezionati, ma anche delle famiglie della Schiana che non hanno una chiesa». Qual è la giornata tipo del cappellano? «Alle 9 del mattino sto in cappella; la celebrazione è alle 9,30. Poi c’è la benedizione dell’obitorio e quindi il pronto soccorso: è qui che si conosce gente che per la loro sofferenza innescano un meccanismo di ricerca di Dio. C’è poi la visita al reparto oncologico, dove pazienti restano di più rispetto agli altri reparti. E successivamente mi reco al reparto medicina. Ma ogni giorno cambio

itinerario per essere presente in tutti i reparti». Una storia da raccontare? «Una ragazza che è arrivata al pronto soccorso in fin di vita: aveva avuto un incidente automobilistico. Si doveva sposare dopo qualche settimana. È stata da me seguita per tutti i giorni di degenza. Poi è guarita e quindi ha chiesto a me di celebrare il matrimonio». ci. bi.

Nuova chiesa S. Lorenzo Il vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, celebrerà la solenne dedicazione della chiesa parrocchiale di S. Lorenzo martire a Pianura, venerdì 11 novembre, alle ore 18


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SEGNI DEI TEMPI

DENTRO LA DIOCESI

Con l’anno nuovo, alcune riflessioni sul senso dell’attesa e sulla paura del futuro: il cristiano mira al “punto Omega”

Basta cicale, si cambia stile di vita

Come recuperare la speranza e anche la capacità di stupirsi di ciò che veniva donato dalla vita? (continua a pag. 12)

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i è nell’aria un profondo senso di smarrimento, di sfiducia, di rassegnazione, e soprattutto di paura del futuro. A dire il vero, non è che non ci siano ragioni, per vivere in questo stato d’animo... Basti pensare alla situazione economica, ai gravi problemi del mondo del lavoro, alle prospettive non rosee in ogni campo. Come aspettarsi qualcosa di bello, di nuovo, di risolutivo in senso positivo, in questa situazione? Mala tempora currunt, dicevano già i latini, figurarsi oggi. Non posso però fare a meno di chiedermi: ma è davvero tutto qui? Davvero non c’è altro da fare che piangersi addosso, cadere nella depressione, guardare con angoscia al futuro? Davvero non c’è modo di recuperare quell’attesa carica di speranza e di capacità di stupirsi di ciò che veniva donato dalla vita? Io penso che alcune cose possiamo farle, per andare in questa direzione. In primo

Giuseppe Piscopo

luogo, è necessario renderci conto che tutte le difficoltà di oggi nascono dalla precisa colpa di essere vissuti per molto tempo al di sopra delle nostre capacità. Per molto, troppo, tempo, siamo stati cicale, e

Beato don Giustino M. Russolillo 121° anniversario nascita (18.1.1891) Domenica 15 a martedì 17 gennaio - triduo di preparazione predicato da p. Calogero Brancato sdv - Vicario Generale ore 17.00 - S. Rosario; ore 17.30 - S. Messa Mercoledì 18 - SS. Messe (ore 7; ore 9 animata parrocchia S. Famiglia; ore 10 animata parrocchia S. Giorgio; ore 11 animata parrocchia S. Maria Quarto; ore 12 presieduta da p. Giacomo Capraro sdv Provinciale d’Italia) - Presentazione 22° volume Opera omnia ore 17.30 chiesa del Vocazionario - S. Messa parrocchia S. Famiglia (ore 18.30) presieduta da p. Ludovico Caputo sdv Superiore Generale Venerazione della reliquia del beato Giovedì 19 (ore 19.30) Musical sulla vita del beato della Compagnia teatrale Divine Vocazioni Collegio Denza – Discesa Coroglio Napoli

non formiche. Abbiamo pensato, tutti, che fosse possibile continuare all’infinito a sperperare, consumare, depredare (le nazioni più povere), sfruttare (le risorse altrui). Se ci rendiamo conto di questo,

siamo sulla buona strada: è possibile guardare con più fiducia al futuro se questo significa cambiare il nostro stile di vita, riscoprendo il valore di una maggiore sobrietà. Il nostro vescovo scriveva già nel 2008, nella sua Lettera Pastorale per la Quaresima: «Coltivare uno stile di vita sobrio ci fa uscire dalla logica del consumismo, che “mantiene un persistente orientamento verso l’avere anziché verso l’essere”. La sobrietà è un modo di essere. Essa ci tira fuori dalle notevoli influenze del contesto sociale, in cui viviamo, rendendoci più liberi. Essa ci aiuta ad affrontare con più incisività la sfida culturale che oggi il consumismo pone, evitando scenari futuri carichi di preoccupazioni per le giovani generazioni... La moderazione, se diventa una scelta di un gruppo o di una società, cambia la qualità della vita: assicura a tutti la possibilità di soddisfare i bisogni fondamentali e porta ad un minor dispendio di risorse».

Siamo ad un bivio, dunque: o pensiamo di continuare nel nostro modo solito di vivere, ed allora l’angoscia e i timori sono giustificati; o troviamo il coraggio di cambiare, ed allora si può essere più ottimisti. Aggiungo ancora altre due brevi considerazioni. Il cristiano, a questo discorso, unisce la consapevolezza che non è tutto “qui ed ora”, che vi è ben altro: recuperare un senso escatologico, la capacità cioè di “andare oltre” alle situazioni del presente, aprendo il proprio sguardo all’invisibile, è oggi fondamentale. Ed infine, il cristiano sa meditare sulla storia, e questo significa che egli sa bene che possono esserci cadute e difficoltà, ma tutta la storia (anche personale) corre verso quel punto finale che è Gesù Cristo (il “punto Omega”, lo ha chiamato qualcuno). Avere nel cuore queste certezze, di ragione e di fede insieme, aiuta allora senz’altro a dire con forza, speranza e gioia: Buon Anno a tutti! Pino Natale

Possesso canonico del parroco della Desolata a Bagnoli Nel giorno della solennità dell’Immacolato, a Bagnoli, monsignor Pascarella ha presieduto la celebrazione eucaristica per il possesso canonico del parroco di Maria SS. Desolata, don Raffaele Russo. Su sdt on line l’articolo di Maria Rosaria Merone con l’augurio della comunità parrocchiale a don Lello.

Giubileo sacerdotale di padre Erminio Albano Sabato 7 gennaio, la comunità parrocchiale di Santi Pietro e Paolo Apostoli a Quarto, ha festeggiato il giubileo sacerdotale del parroco, padre Erminio Albano sdv. La celebrazione eucaristica, alla quale hanno partecipato i sacerdoti della forania e i confratelli vocazionisti, è stata presieduta dal Padre Provinciale della Congregazione Vocazionista, don Giacomo Capraro. Per i 50 anni di sacerdozio di padre Albano nella chiesa è stata anche posta una targa in marmo e al parroco è stata data una targa ricordo dal sindaco di Quarto, Massimo Carandente Giarrusso (su sdt on line articolo completo).


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Udienza Pontificia - Pellegrinaggio a Roma Mercoledì 15 febbraio 2012 L'Ufficio diocesano per il Turismo e lo Sport, su incarico del vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, ha organizzato un pellegrinaggio a Roma per l'udienza del Santo Padre.

L'importanza e la valenza ecclesiale di questa iniziativa risiedono nel desiderio di voler esprimere al Santo Padre il ringraziamento della Chiesa di Pozzuoli per aver inviato il suo delegato, il Cardinale De Giorgi, in occasione della conclusione dell'anno paolino diocesano, e nel recarsi come pellegrini alla tomba dell'Apostolo delle genti. Sul sito www.diocesipozzuoli.org le notizie per aderire all’iniziativa.

Programma Ore 8.30 - Arrivo al parcheggio Gregorio VII da dove si proseguirà a piedi per Piazza San Pietro.

Partecipazione all’udienza del Santo Padre Benedetto XVI.

Pranzo libero.

Ore 17.00 - Celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, al Santuario del Divino Amore.

Sistemazione in pullman e rientro previsto in tarda serata.


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SCUOLA

SEGNI DEI TEMPI

Quando la didattica si sposa alle innovazioni tecnologiche: la bella esperienza di una classe della scuola Rodari di Pozzuoli

Missione su Marte per i baby ingegneri Realizzata la copia del robot Rover della Nasa con la collaborazione di Ibm e Città della Scienza

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enti bambini di una quinta elementare della scuola “Gianni Rodari” del III Circolo didattico di Pozzuoli hanno affrontato la “Missione su Marte”, un’impegnativa prova che consisteva nel «progettare, ingegnerizzare e programmare» la copia del Rover, il robot della Nasa che prelevò campioni sul pianeta rosso. La manifestazione, promossa dall’ex assessore all’Innovazione del comune di Pozzuoli Mario Migliuolo in occasione delle iniziative per il centenario della Ibm, ha impegnato, nell’arco di circa tre ore, gli scolari divisi in quattro gruppi (ingegneria, controllo, programmazione e territorio), sotto il coordinamento del gruppo di docenti e degli specialisti fatti intervenire dalla casa madre e coordinati dal direttore della sede di Napoli Giuseppe Capocelli. E’ seguito un incontro con la partecipazione dei piccoli protagonisti, accompagnati dai giustamente orgogliosi genitori, e in cui, dopo l’intervento introduttivo della

dirigente scolastica Manuela Putzu e il saluto dell’Ufficio Scolastico Regionale, rappresentato da Paola Guillaro,

Migliuolo ha sottolineato la grande valenza didatticoeducativa dell’evento, inserito nella programmazione ordi-

naria “processi per obiettivi e coordinamento tra team di lavoro”: una scommessa iniziata – ha ricordato – con la constatazione che «il terreno più fertile per l’innovazione e il cambiamento a tutti i livelli è rappresentato dai bambini della scuola primaria, che hanno, infatti, confermato la fiducia, addirittura abbreviando i tempi dell’esperimento rispetto ai compagni delle classi superiori». Un risultato, sottolinea lo stesso docente, «che ci costringe ad un’attenta riflessione sui futuri piani di intervento nella società e nell’istituzione scolastica». Il direttore generale della Fondazione Ibm, Angelo Failla, ha promessodi regalare eccezionalmente alla scuola il sofisticato robot costruito dai bimbi, affinché si possa estendere l’esperimento ad altre classi e perché no, come ventilato dalla Putzu, istituire una vera e propria gara tra scuole. Da parte sua il direttore generale della Fondazione Idis, Luigi Amodio, che aveva

sostenuto l’azione didattica con una full immersion preventiva dei piccoli scienziati nel planetario di Città della Scienza, ha anticipato la volontà di ospitare la Rodari alla kermesse del 2012, il cui leit motiv sarà proprio lo spazio. Ringraziamenti finali, da parte di Giorgio Mottola del Gruppo di lavoro Cl@ssi 2.0 del MIUR, per la platea scolastica, i docenti e la dirigenza per avergli consentito di assistere, insieme al team che lo accompagnava, «a un esperimento così interessante, condotto peraltro proprio nella stupenda aula destinata al progetto che coordino, dove una classe della Rodari sarà impegnata in una didattica completamente multimediale, con l’obiettivo che l’intero istituto diventi in breve “Scuola 2.0”». Gli stessi bambini impegnati nell’iniziativa, grazie alla collaborazione con la Fondazione Idis, saranno ospiti del planetario di Città della Scienza. a.m.

Al VII Circolo di Monterusciello il “giornalino della legalità” Le due facce della medaglia della legalità sono da un lato i territori sempre più violentati da crimini efferati, agguati di camorra, morti bianche e, non ultimi, i reati stradali; dall’altro l’impegno istituzionale (Leggi, Circolari, Direttive del Ministero dell’Istruzione) che in questi ultimi anni è cresciuto. Neanche Pozzuoli è immune da tanta violenza, tuttavia anche qui la popolazione avverte maggiormente l’esigenza di capire, di sapere e, soprattutto, impegnarsi per la legalità. E sono le scuole che, adesso più che mai, stanno diventando partecipi di una nuova cultura, quella della legalità. Diversi istituti puteolani, infatti, nella programmazione hanno accolto tematiche di educazione alla legalità con numerose finalità: promozione di attività culturali, di studio e di ricerca finalizzate alla costruzione e allo sviluppo del concetto di legalità, l’acquisizione dei principi della Costituzione, nonché la valorizzazione del ruolo attivo della scuola come luogo di tutela dei diritti e di pratica di cittadinanza attiva, per essere cittadini consapevoli nella propria città, nel Paese e nel mondo. Anche il VII Circolo didattico di Monterusciello, in partenariato con l’associazione Libera, ha realizzato un progetto sulla Costituzione, che si è concluso con la produzione di un “giornalino della legalità”. Un interessante esperimento sul territorio di Pozzuoli dove sta per partire una nuova iniziativa di lotta alla criminalità, grazie alla nascita di un presidio di Libera nell’area dei Campi Flegrei. L’esperienza di Libera nelle scuole mostra in quanti modi diversi si può educare alla legalità. Non esiste un’età e un tipo di scuola specifico in cui iniziare a parlare di legalità: la scuola educa alla legalità attraverso il suo stesso essere scuola, è la prima istituzione in cui ci si confronta con gli altri, dove bisogna rispettare alcune regole e avere una precisa condotta. L’abbinamento Libera-Scuola anche a Pozzuoli rappresenta una risposta preventiva all’incalzare di fenomeni di illegalità e devianza sociale, partendo da cose concrete perché l’esperienza di questi anni ha insegnato che l’educazione alla legalità ha valore per gli studenti se non rappresenta qualcosa di astratto ma piuttosto si può applicare al “fare scuola”. Più facile, così, capire che le regole non sono e non vanno vissute come una imposizione: dalla più piccola alla più grande, tutte insieme esse rappresentano il risultato del patto sociale che garantisce libertà e dignità al singolo individuo, svolgimento ordinato e proficuo delle attività di apprendimento e crescita complessiva all’interno del gruppo. Carmen Del Core


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ASSOCIAZIONI

Quei ragazzi che escono di casa per scoprire il teatro Toiano, la bella storia di genitori e figli disabili N el cuore di Toiano l’impegno dei genitori di disabili per i loro figli e per il quartiere. Tante attività sociali e culturali con l’intento di “far uscire i ragazzi di casa”. È nel 1997 che nasce l’esperienza del Coordinamento Genitori dei portatori di Handicap, meglio conosciuto con la sigla Cgh: un gruppo di mamme e papà che, insieme, si pongono giorno dopo giorno l’impegno di rendere la vita dei loro figli e di quella degli altri meno difficile puntando sulla socializzazione (nella foto con Alessandro Siani). La struttura si trova in via Quinto Fabio Massimo in locali dati in comodato d’uso dal comune di Pozzuoli (riattivati dagli stessi soci). Quattro le aree delle attività dell’associazione. La prima area è il centro socio-educativo. «Si tratta di laboratori pomeridiani – spiega Gennaro Cavaliere, sociologo e collaboratore dell’associazione – che servono per far

stare insieme e accrescere le competenze. Si svolgono corsi di ceramica, ballo, attività motoria e teatro. I ragazzi familiarizzano con piacere e imparano tanto». Il gruppo teatrale è seguito da Francesco Sansone, regista che coordina le attività della compagnia “Figli di un dio minore”. Con il gruppo teatrale i ragazzi hanno maturato una grande esperienza partecipando ad iniziative in tutta Italia come festival e manifestazioni socio-culturali. Non manca lo spazio per le famiglie e i genitori. Una sala è riservata per l’attività di decoupage. Durante le manifestazioni vengono venduti gli oggetti e il ricavato delle vendite viene devoluto alle attività dell’associazione. Le attività per i genitori sono anche un’occasione per creare gruppi di discussione e scambiare consigli. Molto seguito è il progetto Marco Polo. Consiste in gite socio-culturali con il pulmino comunale a musei, par-

chi, chiese. «È la cosa che i ragazzi preferiscono – spiega Giulia Ferrante, presidente – in un progetto che dura sei mesi e che si realizza grazie ai proventi del 5 per mille. Lo stiamo portando avanti da tre anni, ma è un servizio che ha i suoi costi anche perché c’è bisogno di molti operatori. Il nostro sogno è di avere un pullman con la pedana. Solo così riusciremmo a soddisfare tutti. Per questa ragione chiediamo a tutti un aiuto. Come geni-

Un’opportunità per la società (segue da pag. 1) L'Unione europea si trova ad affrontare un rapido invecchiamento della sua popolazione e una riduzione del tasso di natalità. Pertanto viene sottolineata la necessità di tutelare la solidarietà tra le generazioni e favorire un invecchiamento sano. L’invecchiamento attivo costituisce un’opportunità per la società: basti pensare ai tanti anziani che aiutano il nucleo familiare, guardando i bambini e curando tante piccole faccende, ma anche ai tantissimi anziani che sono impegnati in tutta Italia in azioni di volontariato in ambito sociale e in quello culturale. Il nostro giornale, anche tramite la versione rinnovata del sito www.segnideitempi.it, nel corso dell’anno 2012 cercherà di presentare queste storie di vita e anche d’illustrare ciò che di positivo viene realizzato nell’area flegrea verso gli anziani. Sicuramente siamo consapevoli che in tal senso ci sono molte carenze nel nostro territorio, perché più volte il Centro Studi per il Volontariato ha rilevato che si dovrebbero attivare progetti maggiormente strutturati a favore delle persone anziane, non limitandosi solo all’offerta di locali dove poter giocare a carte. Ma saranno importanti anche le idee e gli slanci che potranno arrivare sollecitati dal tema dell’Anno europeo. E tra le tante proposte già effettuate per questo nuovo anno 2012, appare significativa proprio la proposta fatta dall’Auser di un credito sociale da riconoscere alle persone anziane che svolgono un impegno civico nella loro comunità. Ebbene, non sappiamo se alla fine dell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo si riuscirà a raggiungere davvero un traguardo così alto. Sicuramente anche nei Campi Flegrei, la Chiesa e le organizzazioni di volontariato possono raccogliere l’invito e cercare di costruire insieme un’azione di promozione in tal senso, stimolando anche le istituzioni perché, di fronte alla crisi, si possano individuare occasioni di ripresa e si riescano a creare reciproche opportunità per i giovani e per gli anziani. Carlo Lettieri

tori di portatori di handicap il nostro obiettivo è di far uscire i ragazzi da casa, far loro conoscere il mondo». A finanziare l’associazione c’è anche la Legge 328 del 2000 anche perché la Cgh offre un servizio utile a tutti i comuni dell’Ambito Territoriale 4 (Pozzuoli, Quarto, Bacoli e Monte di Procida ma gli utenti arrivano anche da Giugliano e da Napoli, in particolare il quartiere di Soccavo). «Siamo aperti al territorio – spiega Pa-

squale De Rosa, tra i soci fondatori – e non a caso la nostra struttura ospita le feste di compleanno di tante persone del quartiere. Anzi, ci considerano come parte integrante di Toiano. I nostri ragazzi danno il meglio con il teatro: si calano nella parte e si sentono veramente liberi». Il Cgh è aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 20. Il giovedì pomeriggio è presente un legale in sede. c. b.


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IDEE & PROGETTI

SEGNI DEI TEMPI

A Pozzuoli un convegno della Coalit per far conoscere ai giovani l’assurdità della pena capitale nei Paesi che l’applicano

«Io, innocente, a un passo dalla morte»

La testimonianza di Joaquin Josè Martinez e della nipote di Nicola Sacco, ucciso con Vanzetti

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lla fine dell’anno scorso si è svolto, nella Biblioteca Civica “Raffaele Artigliere” di Pozzuoli, il convegno “Pena di morte e pena di vivere”, organizzato dalla Coalizione Italiana Contro la Pena di Morte Onlus. La Coalit è stata fondata a Napoli nel 1997 con lo scopo di informare e formare i cittadini italiani e stranieri sui temi della legalità e dei diritti umani, in Italia ed all'estero, e in particolare sull'applicazione della pena di morte nel mondo. Il convegno, patrocinato dal comune di Pozzuoli, è stato progettato in sinergia con l’associazione Sacco e Vanzetti, la diocesi di Pozzuoli, la Fondazione Paulus e la comunità di Sant’Egidio. Una platea molto attenta, formata soprattutto da giovani, ha ascoltato affascinata i numerosi interventi. Erano, infatti, presenti all’incontro gli alunni dell'Istituto Virgilio e dell'ITI Tassinari di Pozzuoli, nonché i ragazzi dell'ISIS di Quarto. Particolarmente drammatica è stata la testimonianza di Joa-

quin Josè Martinez, ex detenuto del braccio della morte (nella foto), che ha raccontato della sua vita, dalla realizzazione del sogno americano lavoro, casa, guadagno - alla falsa accusa di aver commesso un duplice omicidio, a causa del quale, per ben 37 mesi, ha vissuto l’incubo di essere giustiziato da innocente. Infine la scarcerazione, dopo che è stata dimostrata la sua non

colpevolezza. Il suo intervento è sembrato quasi surreale. Nonostante abbia subito vessazioni fisiche e psicologiche ingiustamente, Martinez è lucido nello spiegare il suo caso: «Io sono stato molto fortunato, perché la mia vicenda ha fatto scalpore, arrivando fino a diverse personalità della Corte Europea, alla Famiglia reale di Spagna e perfino a Papa Giovanni Paolo II, creando un

Per un lavoro di ricerca sui militari italiani sotto il regime nazionalsocialista, è importante raccogliere informazioni, documentazioni e testimonianze su persone che nel periodo 1943-1945 furono internate come IMI (Internati Militari Italiani) o come lavoratori civili in diversi campi di lavoro nella città di Berlino, in particolar modo nel campo di lavoro GBI 75/76 di Niederschoeneweide, conosciuto anche come Treptow 110. Il campo è sito nella parte sud-est della città sulla Britzer Strasse all'angolo con la Köllnische Straße e la Rudower Strasse, nelle vicinanze del fiume Spree e di una chiesa. Per contribuire alla conservazione della memoria storica, contattare: Federica Dalla Pria - via Egheti, 40 - 38016 Mezzocorona (TN) – e-mail: carmilla1999@ yahoo.com - tel: 0461603420 – 3391913669.

caso mediatico che all’epoca mise pressione sulla giustizia americana. Solo così ebbi la possibilità di subire un nuovo processo, che finalmente stabilì la mia innocenza». Fortissime anche le emozioni suscitate dalla testimonianza di Fernanda Sacco, nipote di Ferdinando Nicola Sacco, il quale, insieme a Bartolomeo Vanzetti, entrambi anarchici italiani, furono arrestati, pro-

cessati e giustiziati sulla sedia elettrica il 23 agosto del 1927 negli Stati Uniti: sono stati riabilitati 40 anni dopo. L’idea di organizzare tale iniziativa a Pozzuoli è dovuta alla presenza dell’associazione Coalit anche sul territorio flegreo. La vice-presidente dell’associazione Michela Mancini ha, infatti, in questi ultimi anni, messo in atto una serie di iniziative e di progetti di diffusione del tema della legalità, oltre a consentire ai cittadini la possibilità di usufruire di uno Sportello Legalità: un servizio di orientamento legale gratuito per i minori e gli adulti della comunità che hanno subito particolari ingiustizie o a cui sono stati negati i diritti; e di uno Sportello Psicologico, che offrire un supporto psicologico volto a sostenere l'emergenza emotiva per coloro che hanno necessità di ascolto competente da parte di psicologi professionisti, e di spazio per una prima elaborazione del danno ricevuto. Carmen Del Core

Centro diocesano per la pastorale della cultura Visita alla chiesa del SS. Corpo di Cristo Tutte le domeniche (dalle ore 10.00 alle 12.30) con sospensione delle visite durante la celebrazione della S. Messa (ore 11)

Iniziativa curata dalla Associazione Nemea nell’ambito delle attività per la custodia, la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici


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SEGNI DEI TEMPI

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SPORT

Torneo di Natale: sono stati trecento, giovani e forti Successo della manifestazione di calcio a 5 del Csi L a rappresentativa del San Michele Arcangelo è risultata la migliore squadra dell’edizione 2011 del “Torneo di Natale”, tradizionale manifestazione di calcio a cinque organizzata dal Centro Sportivo Italiano – Centro Zona Pozzuoli. I ragazzi della parrocchia di Toiano si sono imposti nella categoria Under 14 con un filotto di vittorie, senza subire reti. Un buon gruppo ben amalgamato dai responsabili e che promette di regalare nuove e più ricche soddisfazioni al circolo parrocchiale di nuova nascita. La kermesse, che ha goduto del patrocinio dell’Azienda di cura soggiorno e turismo flegrea, della Pro Loco Pozzuoli e della fattiva collaborazione dell’associazione di volontariato del servizio civile “Un’ala di riserva”, ha messo insieme per il settimo anno consecutivo trecento giovani e giovanissimi delle parrocchie della diocesi flegrea e delle associazioni

socio-sportive del territorio. La manifestazione ha avuto come sedi operative due strutture sportive, Quarto e Licola, messe a disposizione da don Genny Guardascione, parroco del Gesù Divino Maestro e da Giuseppe Esposito presidente dell’associazione “Gardenia”, sito che ospitò la prima edizione del torneo. Nei due giorni di gara si sono affrontate 25 squadre suddivise in quattro categorie comprendenti giovani tra i nove ed i diciassette anni. La parte del leone, comunque, l’ha recitata il Gardenia Licola che si è imposto nelle categorie Under 10, Under 12 ed Under16. Oltre al Gardenia e ai già citati giovani di Toiano, da citare San Massimo, secondo nell’Under 12 e nell’Under 16, e le rappresentative della Medaglia Miracolosa, di SS. Pietro e Paolo, del Divino Maestro e del S. Cristina alla prima partecipazione. Bene anche le squadre del II Circolo didattico-Quarto-

Scuola Team calcio. «La manifestazione è stata ricca di emozioni – ha sottolineato Fortunato Grippa, presidente della Commissione Calcio Csi Pozzuoli – oltre a costituire momento aggregativo, ha esaltato l’abnegazione e la generosità dei ragazzi. Importante anche il confronto tra giovani di diversa estrazione territoriale con possibilità di passarsi esperienze e creare nuove relazioni, fondamentali sul piano educativo e formativo. In conclusione una maratona ludico-agonistica entusiasmante con gare sempre tirate e ragazzi vogliosi di vincere nel rispetto dei regolamenti». Emblematica sotto il profilo agonistico-emozionale la sfida tra Gardenia e Medaglia Miracolosa decisa solo dopo 14 calci di rigore con i ragazzi dei due team, comunque, pronti al triplice fischio di chiusura a stringersi la mano. Giuseppe Moio

I miti della Puteolana Gli aneddoti e le persone che hanno fatto grande la Puteolana. “Storia e personaggi della tradizione calcistica puteolana” è il nuovo libro di Gennaro Gaudino: un nuovo atto di amore del giornalista e storico sportivo per la maglia granata. E’ una pubblicazione che l’autore ha voluto stampare in proprio, senza il sostegno di editori, pagine in cui c’è tutto un secolo. Non solo partite con vittorie da celebrare e sconfitte da dimenticare, ma anche la vita della città e della sua gente che si intreccia con quella della squadra. E Gaudino ci insegna, attraverso la passione per il calcio (quello vero) e l’amore per la propria terra. Pochi sanno che il 4 giugno del 1922 la Puteolana disputò la finale del Centro-Sud, una sorta di semifinale per lo scudetto. Per la cronaca: i Diavoli Rossi furono battuti 2 a 0 dalla Fortitudo Roma (futura compagine che diede vita, nel 1927, all’A. s. Roma). Poi la squadra laziale perse in finale con la Pro Vercelli che divenne Campione d’Italia. Ma la storia scritta con i gol e le gambe dei giocatori

granata non finì lì. Tra alti e bassi la Puteolana ha sempre rappresentato l’anima di Pozzuoli. Una storia emblematica: è l’8 marzo 1970, cinque giorni prima il Rione Terra è evacuato per il bradisisma. La gente lascia le case per non tornarci mai più. I Diavoli Rossi giocano la domenica successiva contro la Mondragonese. Gli spalti del campo di Arco Felice sono pieni come non mai. La gente in fuga si ritrova allo stadio e si unisce intorno alla squadra cittadina. I granata giocano con l’anima e vincono con un punteggio entrato nella storia: 7 a 1. Per Gaudino nella storia della Puteolana non ci sono personaggi grandi e piccoli. Tutti hanno contribuito alla sua leggenda: dal dirigente al goleador, da chi è riuscito ad arrivare in Nazionale a chi, sfortunato, si è dovuto accontentare di una carriera meno gloriosa. E i personaggi ci sono tutti, compresa la Loren. Nel libro, anche una foto di una giovanissima Sophia, in posa tra i giocatori della squadra. Erano gli anni ‘40… c. b.

Oratorio Cup si riparte con il 2012. Dopo il successo riscosso lo scorso anno dalla manifestazione del Csi aperta alle parrocchie delle sette diocesi della provincia di Napoli, quest’anno c’è il bis. Ha già dato il proprio assenso il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, annunciandolo in occasione del Giubileo dello Sport. I “Giochi all’ombra dl campanile” prevedono una fase diocesana ed una interdiocesana conclusiva. Lo scorso anno per la diocesi di Pozzuoli presero parte alla fase finale svoltasi a Casoria le parrocchie dei SS. Pietro e Paolo di Soccavo e di Gesù Divino Maestro di Quarto; quest’ultima conquistò il secondo posto nel calcio a cinque Under 12. Tra le discipline previste il calcio a cinque, il dodgeball, la corsa campestre, il tennis tavolo, l’atletica leggera e la pallavolo.

Le sfide dello sport. Al tradizionale meeting del Centro Sportivo Italiano ad Assisi che conclude l’anno solare associativo era presente anche il Csi Pozzuoli con una propria delegazione. Davanti ai 600 partecipanti in platea sono sfilati autorevoli ospiti del mondo dello Sport, della Chiesa, delle Istituzioni. Sul tema della 11ma edizione “L’educazione sfida lo sport- tra alleanze, sguardi profetici e segni di speranza" si sono confrontati don Mario Lusek, Felice Pulici, il portavoce della Federazione Italiana Sordi che ha proposto un inno di Mameli da brividi, Renzo Ulivieri, don Antonio Mazzi e Raffaele Pagnozzi, segretario del Coni. Al meeting umbro è giunto anche il messaggio del cardinale Tettamanzi. L’ex pilota Zanardi è stato scelto come "modello per i giovani" da una giuria di ragazzi Csi.


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SEGNI DEI TEMPI

TAM TAM

Nella chiesa di san Giuseppe “Parole in note tra luci ed ombre”, l’evento della Nemea per la rassegna dell’Azienda di turismo

Quando la Sacra Famiglia è puteolana Una serata speciale: poesie, voci, musiche e… fiammelle per “illuminare” la storia della città

C

on l’appuntamento natalizio del 29 dicembre alla chiesa di san Giuseppe si è chiuso un 2011 ricco di eventi che hanno contraddistinto l’attività di valorizzazione dei beni culturali da parte del Vicariato per la pastorale della cultura della diocesi di Pozzuoli. L’evento, promosso dall’Associazione Nemea e realizzato con la fattiva collaborazione di Tonino Testa, rientra nella promozione dell’Itinerario Paolino e nel programma “L’inverno dei Campi Flegrei” promosso dall’Azienda di cura, soggiorno e turismo di Pozzuoli. “Parole in note tra luci ed ombre” (testi e musiche di Francesco Lemma; voci di Carmine Amodio e Luciana Sposato) è un viaggio tra miti e leggende flegrei narrati nella splendida chiesa illuminata soltanto da trecento fiammelle. Uno spettacolo suggestivo, dunque. Grazie a scenografia, musica e parole quasi si materializzano il delfino Simone, San Gennaro, la “guerriera”

Maria Puteolana, la signora Lucia a raccontarci la storia della città. Una storia, quella di Pozzuoli, indissolubilmente legata al fenomeno del bradisisma che, secondo una fonte greca del IX secolo nota come Atti Apocrifi di San Pietro e San Paolo, allarma la città sin dal I secolo d.C. Un castigo divino, secondo la leggenda invocato da San Paolo per punire i puteolani che avevano condannato a morte, scambiandolo per l’apostolo, il capitano

Dioscurus. «E videro la città, quella chiamata Pozzuoli, sommersa nel fondo del mare, alla profondità di un braccio. E lì rimase sotto il mare, fino ad oggi, come un monumento». Secoli di inabissamenti e innalzamenti documentati dalle colonne del Macellum e che il 2 marzo 1970 culminarono nell’ordine di evacuazione dell’antico castro. Il dramma che colpì le famiglie sul Rione Terra rivive attraverso il racconto della disperazione

Gli appuntamenti flegrei Anche in pieno inverno continuano le attività socioculturali promosse delle associazioni, dalle cooperative e dalle imprese del territorio flegreo. L’Azienda di cura, soggiorno e turismo ha pubblicato il cartellone invernale: si tratta di manifestazioni culturali, enogastronomiche, musicali, sportive e di visite guidate ai monumenti e ai siti ambientali. Gli eventi si svolgono a Pozzuoli, Bacoli e Quarto. Ecco le prossime iniziative. Gennaio: venerdì 20 (ore 20,30) l’associazione Lux in Fabula presenta “Di-Segno In-Segno”: opere grafiche di Martina Peluso dal titolo “C’era una volta”; sede dell’associazione in via Rampe dei Cappuccini, 5 Pozzuoli; info: 081.020336 – info@luxinfabula.it – luxinfabula.it. Nello stesso giorno (ore 20,30) alla pizzeria Cratere del Complesso Hotel Agave: “Pizza cà Taranta” i ritmi antichi della taranta e della pizzica; info: 081.5249961 - info@agavehotel.it - agavehotel.it. Domenica 29 (dalle ore 10,30 alle 13,30) l’associazione Flegrea Park organizza “Fotografando i Laghi Flegrei”, escursione con breve workshop fotografico per conoscere i laghi flegrei ed imparare ad ottenere il meglio da ogni foto con l’aiuto di un esperto di fotografia; info: 392.6421465 – info@flegreapark.it – flegreapark.it. Febbraio: venerdì 3 (ore 20,30) l’associazione Lux in Fabula presenta “Di-Segno In-Segno”: fotografie di Francesco Mirabella “Pensieri Perduti” mentre venerdì 17 presenta le opere pittoriche di Nunzio Figliolini “Trilogy”; sede dell’associazione in via Rampe dei Cappuccini, 5 Pozzuoli; tel.081.020336 – info@luxinfabula.it – luxinfabula.it. Da sabato 18 a lunedì 20 il Centro Sportivo Italiano Pozzuoli organizza “Torneo di Carnevale”, manifestazione di calcio a cinque, pallavolo e tennis tavolo; si gioca a Bacoli (campo Castello di Baia e parrocchia San Gioacchino), Pozzuoli (campetto Villaggio del Fanciullo), Quarto (campetto Divino Maestro). Info: Csi Pozzuoli - via Annunziata, 5 – csipozzuoli@libero.it. – tel. 0813658812.

di una donna costretta ad abbandonare la propria casa, il proprio mondo. A coloro che la esortavano a scappare, a salvare le proprie cose, infatti, l’anziana donna rispondeva: «E dove? Io sono sola. Questa gente è la mia famiglia». Ancora Pozzuoli e il suo stretto rapporto, questa volta, con il mare, raccontato nella prima delle poesie di Francesco Lemma, “La Tovaglia”. Quel mare odiato perché “tutto puzza di pesce” ma tanto amato perché senza il mare

non si può stare. Così come la famiglia e la fede, una tovaglia bianca la quale è bene non imbrattare. La riflessione sul Natale è, invece, affidata ad altre due poesie di Lemma. “Un compleanno” che si ripete da ben 2.000 anni e che oggi ci presenterebbe una sacra famiglia moderna composta dal capofamiglia, Giuseppe, sempre impegnato in falegnameria e goloso di alici indorate e fritte, la madre, Maria, orgogliosa del suo figliolo speciale come tutti i bambini, ma con quel qualcosa in più che lo farà amare da tutti, e un piccolo Gesù, bambino diligente e educato, grande sognatore ed eccellente nuotatore. “E meno male che c’è il Natale”: Seppur fosse solo «una scusa, una fantasia, un trucco, un’invenzione, un’illusione collettiva» è, infatti, l’occasione migliore per ricordare la storia della città e insieme la nostra Storia. Laura Sassu

TAMTAM Spazio alla solidarietà Proseguono nell’Open Center di Pozzuoli, le tante iniziative per la città, dopo il fitto calendario di eventi realizzati nel periodo natalizio, che si è concluso con l’iniziativa di solidarietà “Raccolta di coperte per i senzatetto”. Volontari della Croce Rossa Italiana hanno raccolto nella sede di Città dell’Essere, coperte nuove o usate, ma in buono stato, per contribuire a “riscaldare l’inverno delle persone meno fortunate”. Per informazioni sulle iniziative e sulle prossime attività, si può contattare la segreteria organizzativa della cooperativa sociale Città dell’Essere (lunedì a venerdì, dalle ore 9 alle 19), in Via C. Rufo, 20 a Pozzuoli.

Verso la primavera nei Campi Flegrei Tutte le organizzazioni che intendono aderire al prossimo progetto aggregativo proposto dall'Azienda autonoma di cura soggiorno turismo di Pozzuoli e che intendono realizzare un evento nel periodo 21 marzo - 20 giugno 2012, dovranno far pervenire, entro e non oltre il 29 febbraio, una mail a brunobuonaiuto@infocampiflegrei.it con le seguenti indicazioni: data, ora, luogo, nome dell'associazione/imprenditore, titolo della manifestazione, breve descrizione dell'evento, il costo se a pagamento, info (recapiti telefonici, sito, mail).


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SEGNI DEI TEMPI

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Gennaio 2012  

Segni dei Tempi - Giornale di attualità sociale, culturale e religiosa.

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