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SEGNIdeiTEMPI giornale di attualità sociale, culturale e religiosa n. 11/12 - novembre/dicembre 2012 | anno XVIII | Registrazione del Tribunale di Napoli n° 5185 del 26 gennaio 2001

www.diocesidipozzuoli.org | www.segnideitempi.it

Riprende il cammino della Scuola diocesana di formazione socio-politica, confronto necessario con le sfide del territorio flegreo

LA LEGALITÀ PRIMA DI TUTTO Cristiani in prima fila per far crescere la cultura solidale: da soli non si va da nessuna parte

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a Scuola di formazione socio-politica è stata richiesta fortemente nel cammino sinodale (2003-2006), che ha visto la nostra Chiesa confrontarsi anche con le sfide del nostro territorio. Il Libro del Sinodo (25 gennaio 2007) ha recepito questa impellente richiesta e finalmente lo scorso anno si è avviata la Scuola. Un nutrito gruppo di persone di età, di sesso, di professione e di cultura diverse, ha portato a termine il primo anno della Scuola e inizia il secondo. Il percorso di formazione è rivolto «soprattutto a coloro che sono ritenuti, o potrebbero diventare, particolarmente idonei all’esercizio dell’arte politica» (n. 44.2); ma è necessario il coinvolgimento di tutta la comunità ecclesiale nell’esercizio della cittadinanza attiva. «La comunità ecclesiale … - si legge nel Libro del Sinodo - anche se non può e non deve essere mai un “luogo partitico”, nutra la consapevolezza di essere anche un “luogo di politica”, nel senso del “farsi prossima” ad ogni aspetto della “città degli uomini”» (n. 44.3). La politica è autentica se è intrisa di legalità, se aborrisce ogni forma di illegalità, se non scende mai a patto con gruppi di potere di qualsiasi genere, se persegue il bene comune. Ma la politica si nutre di una cultura, che spesso chiude gli occhi su varie forme di illegalità. Non basta contestare l’illegalità; è urgente, fondamentale creare una cultura della legalità. (continua a pag. 7)

† Gennaro, vescovo

Il XXII Rapporto - Dossier Statistico 2012 alla Biblioteca comunale di Pozzuoli

Gli immigrati? Non sono mica numeri La pagina della solidarietà Festa degli aquiloni a Bacoli

Verso la riapertura del Duomo La Regione per il Rione Terra

Manifestazione conclusiva della “Social Beach”. E le Acli mettono in campo altre iniziative per chi è in difficoltà Pag. 11

Stretta finale dei lavori, il Comune pronto a insediare gli uffici. La chiesa del Coretto e le iniziative della Nemea Pag. 13

In cerca di “case facili” nel quartiere degli alloggi popolari. La missione della parrocchia di s. Maria degli Angeli e l’impegno dei volontari Caritas Pag. 4 e 5

Visita il nostro sito: www.segnideitempi.it

Monterusciello in chiaroscuro

A fine ottobre è stato presentato anche a Napoli, in contemporanea nazionale tra le principali città italiane, il “Dossier Statistico Immigrazione 2012 – XXII Rapporto di Ricerca”, curato – a livello nazionale – da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Ci sono alcuni elementi della pubblicazione che, prioritariamente, vanno segnalati. In primo luogo, il fatto che ormai, il numero dei migranti regolarmente soggiornanti nel nostro Paese è pari al numero di nostri connazionali che si recano all’estero per motivi di lavoro. Quindi, emerge una certa perdita di appeal dell’Italia come meta di destinazione dei migranti: la Fondazione Ismu di Milano ha segnalato come un migrante su dieci, nel 2012, abbandona l’Italia

a causa della crisi e, addirittura, perché comincia a mancare perfino il lavoro nero; laddove proseguisse questo trend all’abbandono (cominciato quest’anno nell’Italia Settentrionale), lo stesso potrebbe portare – entro l’anno venturo – almeno 150.000 migranti a decidere di lasciare per sempre l’Italia. Infine, il motivo richiamato nel titolo del citato Dossier: “non sono numeri”, a testimoniare come vada rilanciata la centralità dell’umanità del migrante e dei suoi diritti, troppo spesso calpestati e violati. Il Dossier sarà al centro di un evento che si terrà nella Biblioteca comunale di Pozzuoli martedì 11 dicembre.

Buon Natale

(continua a pag. 3)

Giancamillo Trani

&Felice anno nuovo!


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SEGNI FLEGREI PRIMO PIANO

MIGRANTI

non NUMERI ma VOLTI ePERSONE (Analisi e strategie d’intervento per l’inclusione)

Martedì 11 dicembre 2012 (ore 16.00-18.30) - Introduzione e saluti: Vincenzo Figliolia, sindaco di Pozzuoli Don Fernando Carannante, vicario episcopale per la carità diocesi di Pozzuoli - Interventi: Presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2012 - XXII Rapporto Caritas/Migrantes Giancamillo Trani, caporedattore Campania Dossier - Iniziative per l’inclusione lavorativa dei migranti Michele Raccuglia, responsabile Macro Area Sud Jonica Italia Lavoro

Per info: Segreteria

- Strategie d’inclusione sociale Teresa Stellato, assessore all’immigrazione Comune di Pozzuoli - Conclusioni: mons. Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli - Modera i lavori: Carlo Lettieri, addetto stampa diocesi


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PRIMO PIANO SEGNI FLEGREI

I dati del Dossier Statistico Immigrazione 2012 curato da Caritas e Migrantes: sono oltre 5 milioni gli stranieri in Italia

In Campania più asiatici che africani

Aumentano le imprese economiche gestite dagli immigrati, ma resta il dramma di chi vive in strada (segue dalla prima pagina)

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ome da 22 anni a questa parte, il Dossier Immigrazione 2012 è sempre ricco di cifre e statistiche: la stima della pubblicazione arriva ad ipotizzare (a fine 2011) la presenza in Italia di 5.011.000 migranti regolarmente soggiornanti (cui vanno ovviamente aggiunti gli irregolari ed i clandestini). L’incidenza sulla popolazione italiana è pari all’8,2%, mentre la presenza migrante si concentra per il 63,4% nel Settentrione, per il 23,8% nell’Italia Centrale e, per il residuo 12,8%, nel Meridione e nell’Italia Insulare. L’analisi delle aree di origine dei migranti segnala come gli stessi provengano dall’Europa (50,8%), dall’Africa (22,1%), dall’Asia (18,8%) e dalle Americhe (8,3%). Pur essendo molto ricco il bouquet di nazionalità , va sottolineato come soltanto 13 comunità superino le centomila unità e la somma delle stesse rappresenti il 69,8% del totale. Dette comunità sono, nell’ordine: Romania, Marocco, Albania, Cina, Ucraina, Filippine, Moldavia, India, Tunisia, Egitto, Polonia, Bangladesh, Serbia – Montenegro. Dunque, una vasta rappresentazione dei Paesi dell’Europa Centro Orientale, comunitari (Romania, Polonia) come pure extra UE (Albania, Ucraina, Moldavia, Serbia); una nutrita presenza di migranti originari del Maghreb e dell’Africa Mediterranea (Marocco, Tunisia, Egitto); una decisa ascesa delle comunità originarie dell’Estremo Oriente (Cina, Filippine) come pure del Sub Continente Indiano (India, Bangladesh). La ripartizione per professioni religiose ci segnala la presenza del 32,9% di musulmani, seguiti dagli ortodossi con una percentuale del 29,6%, dai cattolici con il 19,2%, dai protestanti con il 4,4%. Crescono anche i fedeli delle confessioni orientali che raggiungono il 5,9%. Interessante notare come, nel 2011, 262.688 permessi di soggiorno non siano stati rinnovati, mentre nella

Serie A di calcio italiana i giocatori stranieri rappresentano il 48,9% (sono 271 sui complessivi 554), con punte di eccellenza per l’Udinese e l’Inter, una squadra, quest’ultima, al cui interno i calciatori stranieri incidono per il 67,9% e parlano 13 lingue diverse. Venendo ora all’esame dei dati ascrivibili alla regione Campania, la stessa – a fine 2011 – si colloca al 7° posto tra le regioni italiane, con una stima di migranti regolarmente soggiornanti pari a 192.893 persone. Questo dato rappresenta il 30% del fenomeno migratorio nel Meridione d’Italia ed il 3,9% del dato nazionale. L’esame delle provenienze continentali segnala come il 40,3% dei migranti sia originario dell’Europa, il 26,7% provenga dall’Asia, il 22,3% dall’Africa, il 10,5% dalle Americhe: dunque, rispetto all’omologo dato nazionale, sul nostro territorio gli asiatici sopravanza-

no gli africani. Il bouquet di nazionalità è particolarmente ricco (174) ma anche in Campania, come nel resto del Paese, il 74,5% del totale è appannaggio di sole 10 nazionalità che sono, nell’ordine: Ucraina, Romania, Marocco, Sri Lanka, Polonia, Cina, Stati Uniti d’America, Albania, Bulgaria, India. Le comunità presenti tra le prime dieci in tutte e cinque le province campane sono: Ucraina, Marocco, Albania, Cine ed India. La ripartizione provinciale conferma il napolicentrismo del fenomeno: ben il 57,6% del totale dei migranti soggiornanti in Campania risiede nella provincia partenopea. Segue quella di Caserta che, con il suo 19,6% torna a superare Salerno, ferma al 16,2%. Del tutto residuale la presenza migrante nelle province di Avellino (4,2%) e, soprattutto, Benevento (2,4%). Le differenze di genere, ancora

una volta, segnalano la prevalenza delle femmine (54,9%) sui maschi (45,1%). La suddivisione per classi di età segnala la presenza di minori nella misura del 14,5%; di soggetti lavorativamente attivi (18 – 64 anni) per l’81,2%, mentre gli ultrasessantacinquenni rappresentano appena il 4,3% del totale. Il dato di cui innanzi trova conferma nei motivi che sottendono all’ottenimento del permesso di soggiorno: nel 71,9% dei casi (+ 11,7% rispetto al 2010) è legato al lavoro, dipendente come pure autonomo. Seguono i motivi familiari con una relativa percentuale del 22,1% (in calo, però, rispetto al 2010, con un meno 11,4%), mentre tutti gli altri motivi (studio, asilo politico, motivi umanitari, religiosi, ecc.) mettono insieme il rimanente 6%. Elementi che consolidano la strutturalità del fenomeno

migratorio in Campania sono senz’altro il numero d’imprese poste in essere da cittadini stranieri (2,6% del dato nazionale, 38,6% di quello meridionale) come pure l’entità delle rimesse economiche verso i Paesi d’origine (cresciute, dal 2005, del 59,1%): nel 2011, in regione, esse sono state pari a 425 milioni di euro. Per concludere, qualche riflessione un po’ più amara: l’avvilente ricorso allo sfruttamento della manodopera straniera (in agricoltura pari al 90% del totale dei rapporti di lavoro posti in essere), il desolante scenario offerto dai tanti campi rom disseminati a macchia di leopardo un po’ su tutto il territorio regionale, come pure il crescente disagio abitativo dei migranti che concorre, in maniera significativa, ad accrescere il numero di coloro che finiscono con il vivere per strada. Giancamillo Trani


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SEGNI FLEGREI TERRITORIO

Quello strano mercato immobiliare di Monterusciello Un rompicapo tra assegnatari, neoproprietari e morosi

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os legalità a Monterusciello. Ma questa volta non c’entra la criminalità organizzata. Ad essere illegale è il mercato delle abitazioni, un fenomeno da sempre sottovalutato. E in periodo di crisi la “compra-vendita” delle case popolari aumenta sempre di più. Sono tante le giovani coppie, ma anche anziani che non possono vantare pensioni d’oro, che però comprano appartamenti. Tutto parte da una necessità economica: il mercato immobiliare, nonostante il

ribasso sensibile dei prezzi, è comunque inaccessibile per la maggior parte della popolazione. Affitti? Troppo alti. Mutui? Neanche a parlarne. Quindi sono in tanti, come i giovani nati e cresciuti a Monterusciello, che una volta messa su famiglia si rivolgono al mercato nero delle case nel megaquartiere della seconda ricostruzione postbradisismica di Pozzuoli. Il prezzo di mercato? Circa mille euro a metro quadro. Quindi una casa di media metratura – 80 metri quadri

– può costare 80mila euro e, se ristrutturata, superare anche i 100mila. Cifre decisamente basse rispetto ad una casa normale. E sì, perché a Monterusciello le case, sia sotto l’aspetto materiale che sotto l’aspetto legale, non sono case “normali”. Innanzitutto si tratta di prefabbricati giganti, strutture che avrebbero bisogno di manutenzione continua e poi perché, essendo case popolari di proprietà del comune di Pozzuoli, non possono essere oggetto di vendita tra privati. Eppure si fa, così come si compra e vende in tutti i quartieri popolari d’Italia, e in quelli campani in particolare. E nell’affare c’entra quasi sempre la camorra, che si inserisce sempre nei traffi-

ci illegali. La legge offre una possibilità: convivenza nel nucleo familiare di almeno due anni con il legittimo assegnatario. Ma a Monterusciello capita anche che chi vende la casa non sia il legittimo assegnatario, ma una persona che a sua volta l’ha acquistata da altri. Un vero rompicapo che non si è arrestato nemmeno quando la Regione Campania – ente che ha competenza sugli alloggi popolari – ha pubblicato la sanatoria per i cosiddetti “occupanti senza titolo” fino al 31 dicembre 2009. E intorno al “sistema” esiste un vero e proprio mercimonio condannato in più occasioni anche dai sindacati degli inquilini i quali hanno puntato il dito anche contro

la poca chiarezza delle leggi e la mancanza di un censimento definitivo delle abitazioni popolari. Secondo la legge le case non più abitate dovrebbero essere denunciate e, attraverso un apposito bando, bisognerebbe darle agli aventi diritto attingendo dalla graduatoria. Monterusciello è anche il quartiere dei morosi? A fine settembre l’assessore al bilancio, Teresa Stellato, ha pubblicato una lettera aperta agli occupanti degli immobili perché gli insolventi si mettano in regola con il pagamento dei canoni di fitto. Si tratta di una piaga che impoverisce il quartiere perché sottrae soldi per gli interventi di recupero degli immobili, dei servizi e delle aree comuni.

Tel. 081.523.50.82


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TERRITORIO

SEGNI FLEGREI

Territorio a cura di Ciro Biondi

Viaggio nel rione di s. Maria degli Angeli: una particolare terra di missione tra squilibri e povertà. Un concerto per Natale

Monterusciello chiede risposte concrete Parla il parroco Vincenzo Di Meo: «Forte la devozione a santa Chiara in un territorio non coeso»

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n parroco giovane per un quartiere che non ha storia. Don Vincenzo Di Meo ha 32 anni ed è il nuovo parroco di santa Maria degli Angeli e santa Chiara d’Assisi a Monterusciello. Nel 2005 è stato ordinato sacerdote ed ha trascorso i primi anni come viceparroco della stessa parrocchia. Anni in cui il sacerdote ha collaborato con il parroco, don Gennaro Leone. Ora don Gennaro è il nuovo parroco della chiesa san Vitale di Fuorigrotta e don Vincenzo è il nuovo parroco a santa Maria degli Angeli (il 29 settembre c’è stata la presa di possesso canonico). La parrocchia conta ottomila fedeli, ed è una delle tre chiese di Monterusciello (le altre due sono sant’Artema e la concattedrale san Paolo Apostolo, affidate rispettivamente a padre Luigi Bellin e a don Giorgio Della Volpe, vicario della forania Pozzuoli 2 che comprende anche la parrocchia san Massimo e santa Maria Goretti di Licola). «I primi anni in

cui sono stato viceparroco – spiega don Vincenzo – stavo a Monterusciello solo nei fine settimana, perché studiavo a Roma, dove ho conseguito la licenza in Teologia Morale, poi mi sono stabilito definitivamente qui per continuare gli studi: mi sono iscritto all’Università Federico II ed ho conseguito la laurea magistrale in Filosofia». Originario di Bacoli, don Vincenzo - che è stato anche vicerettore del seminario diocesano - ha un altro fratello sacerdote, don Giovanni (31 anni) viceparroco a san Gioacchino a Bacoli. Ad aiutare don Vincenzo nella vita della parrocchia c’è il diacono Antonio Bucciero. «Tante le difficoltà della comunità – spiega don Vincenzo – innanzitutto le difficoltà economiche. Ci sono ottanta famiglie che vengono aiutate dalla comunità. Famiglie che sto conoscendo una per una. In questa zona è necessario il primato della Carità. C’è bisogno di risposte concrete, d’amore. Siamo in un quar-

tiere che non ha né storia e né tradizioni. La gente è venuta qui con la crisi sismica degli anni ’80. Viveva in quartieri diversi e non c’è nessuna coesione. L’unico legame con il passato è la devozione a santa Chiara». E come hanno fatto anche i parroci precedenti, anche don Vincenzo vuole mantenere le celebrazioni nella piccola cappella di Torre di Santa Chiara. «Grazie al viceparroco di Gesù Divino Maestro, don Giorgio Solatorio – dice don Vincenzo – ogni domenica alle 11,30 c’è la

I volontari della Caritas Le novità alla Caritas santa Maria degli Angeli: un centro d’ascolto per le famiglie e docce per i senzatetto. Da diciassette anni il responsabile della Caritas parrocchiale è Dario Zotti. «Un grande successo è il centro di ascolto – spiega il volontario – aperto ogni martedì dalle 10 alle 12. Le famiglie hanno avuto modo di conoscere il nuovo parroco, don Vincenzo. Come parrocchia assistiamo ottanta nuclei familiari che ogni mese vengono a prendere generi alimentari, vestiti e scarpe. Da qualche settimana è attivo anche il servizio docce. A servirsene alcuni italiani che vivono nelle strutture abbandonate di Monterusciello». Ma non si pensa solo al quartiere: dopo tre anni di raccolta fondi, Zotti e i suoi collaboratori sono riusciti a realizzare un ambulatorio medico in Madagascar, Africa. Il villaggio di Vondroso si trova a dieci ore dal più vicino ospedale. «Abbiamo costruito l’ambulatorio – dice Zotti – grazie ai Padri Redentoristi e a Michele Solpietro, uno dei volontari». Tanti i progetti in cantiere nel Centro Caritas (disponibile il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 18 alle 19,30). «Non abbiamo una mensa – dice Zotti – ma se ci sono famiglie che non hanno possibilità di mangiare prepariamo dei panini. Nel quartiere c’è un’emergenza occupazionale e anche tanta tossicodipendenza. Insieme ad un gruppo di medici ed infermieri abbiamo fondato un’associazione, “Il Grido”, per poter avere in parrocchia, un ambulatorio. Stiamo organizzando un Gruppo ammalati per poter recitare il Rosario e stare accanto alle persone che non si possono muovere da casa. Ma vorrei fare anche un appello per le altre attività che abbiamo in programma. Abbiamo urgentemente bisogno di persone che possano prestare, anche una sola ora alla settimana, volontariato per il doposcuola ai bambini delle elementari e delle medie. Infine raccogliamo oggetti usati da rivendere al mercato dell’usato. In questo modo riusciamo a sostenere le nostre attività. Invitiamo quindi tutti a donare cose che non usano più».

celebrazione eucaristica nella cappella». Monterusciello è un quartiere povero e degradato: «Ho notato anche tanta “irregolarità” nelle famiglie.

Ciò è provocato anche dall’enorme povertà». Ma don Vincenzo va oltre e pensa al futuro e all’impegno della sua parrocchia: «Questa è una particolare terra di missione. Facciamo molte iniziative con la Caritas. Addirittura ci sono stati dei fratelli di Matera che hanno visitato il nostro sito internet e ci hanno voluto conoscere. Tra le varie attività in parrocchia c’è il gruppo post-comunione e il coro parrocchiale che per dicembre sta organizzando un concerto. Tra i miei desideri, espressi anche al consiglio pastorale parrocchiale: avere un gruppo famiglie e un gruppo per il dopo scuola».

SEGNI DEI TEMPI anno XVIII - n. 11/12 - novembre/dicembre 2012 Direttore Responsabile: Salvatore Manna Direttore Editoriale: Carlo Lettieri Redazione: Paolo Auricchio, Pino Natale, Ciro Biondi Collaborano: Maddalena Annigliato, Vincenzo Boccardi, Fabio Cutolo, Eugenio d'Accardi, Gino Fusco, Irene Ioffredo, Antonio Izzo, Gaetano Lombardi, Nello Mazzone, Maria Rosaria Merone, Giovanni Moio, Raffaela Pingi, Angelo Volpe Segni dei Tempi on-line: Riccardo Lettieri - ZendoADV.it (portale) Grafica e impaginazione: Luca Scognamiglio (ZendoADV.it) Fotografie: Redazione Segni dei Tempi Stampa delle 4.000 copie: STIEM SpA Pubblicità e amministrazione: coop. Ifocs Mensile della Diocesi di Pozzuoli, realizzato presso il Centro Studi per il Volontariato Caritas diocesana, grazie alle collaborazioni gratuite ed all’utilizzo dei contributi giunti da: “otto per mille” e privati. Per contributi: Diocesi di Pozzuoli c/c postale 22293807 Per la pubblicità: marketing@segnideitempi.it Registrazione del Tribunale di Napoli n° 5185 del 26 gennaio 2001 Associato alla Fisc

Associato all’USPI

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SEGNI DEI TEMPI

NELL’ANNO DELLA FEDE RICORDIAMO I SACERDOTI: “DONO DI DIO” PER TUTTI Tutti i sacerdoti, oltre al nostro parroco, sono un dono di Dio. Ne siamo consapevoli? Sono uomini che, con il loro sì, scelgono Dio come unico e solo ideale di vita. Una vita che non ha presupposti di spensieratezza e tranquillità. E per uno che sbaglia, ce ne sono migliaia che instancabilmente dedicano l’esistenza a portare a tutti la Parola di Dio e un gesto concreto di carità. Torna allora la domanda: siamo consapevoli che ognuno di noi può partecipare al loro dignitoso sostentamento? Affinché possano continuare la propria missione e raccontare la Buona novella basta poco. La preghiera e un contributo anche economico: l’Offerta Insieme ai sacerdoti, di cui si parla in questa pagina. Ogni Offerta, oltre ad essere un dono dal valore perequativo e solidale, rappresenta anche un “investimento” che genera altre risorse. In tutta Italia, infatti, i sacerdoti sono sempre in prima fila nell’azione pastorale e in molte iniziative di assistenza e di carità. Perciò metterli in grado di lavorare al meglio nella vigna del Signore significa promuovere ogni altra realtà ecclesiale e attività a servizio dei fratelli più deboli. “Ogni Offerta in più raccolta dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero - afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa - è importante almeno per due motivi: perché contribuisce in modo concreto e perequativo al sostentamento dei 37 mila sacerdoti diocesani, ma soprattutto perché testimonia una comunità che non è totalmente sorda a quel senso di partecipazione e corresponsabilità che va anche oltre la propria comunità ecclesiale”. Maria Grazia Bambino

UNA DOMENICA INSIEME AI SACERDOTI

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a Chiesa italiana dedica ogni anno una Giornata Nazionale per sensibilizzare i fedeli al tema del sostentamento dei sacerdoti. Fissata per l’ultima domenica di novembre, Cristo Re, l’appuntamento ha l’obiettivo di far conoscere ai fedeli le Offerte destinate a tutti i 37 mila preti “diocesani”. Sono ministri dei sacramenti e amici della nostra vita, sollievo per i poveri e i soli, missionari nel nostro territorio, nelle carceri e negli ospedali, nelle grandi città italiane come nei paesi di montagna e nelle isole. Oltre 600 di loro sono inviati nel Terzo mondo. Ma tanti cristiani non sanno che possono sostenere la loro missione ogni giorno. Anzi che il loro sostentamento è affidato ai fedeli, come nelle comunità cristiane delle origini, in segno di comunione.

Basta un’Offerta piccola, ognuno dia nelle sue possibilità. Ma non rinunciamo a partecipare al loro sostentamento, che è il nostro grazie per la loro vita donata al Vangelo e agli altri. Magari prendiamo l’abitudine di ripeterla durante l’anno. Li accompagneremo nella missione. E renderemo visibile la Chiesa-comunione, indicata dal Concilio Vaticano II.

SCOPRI LE OFFERTE, FAI CRESCERE LA COMUNIONE con un contributo diretto all’Istituto sostentamento clero della tua diocesi. La lista degli IDSC è su www.insiemeaisacerdoti.it; n con carta di credito CartaSì, chiamando il numero verde CartaSì 800-825 000 o donando on line su www.insiemeaisacerdoti.it. Dove vanno le Offerte donate? All’Istituto Centrale Sostentamento Clero, a Roma. Che le distribuisce equamente tra i circa 37 mila preti diocesani. Assicura così una remunerazione mensile tra 883 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, e 1.380 euro per un vescovo ai limiti della pensione. Le Offerte sostengono anche circa 3 mila preti ormai anziani o malati, dopo una vita intera a servizio del Vangelo e del prossimo e 600 missionari nel Terzo mondo. Perché ogni parrocchia non può provvedere da sola al suo prete? n

Chi può donare l’Offerta per i sacerdoti? Ognuno di noi. Per se stesso, ma anche a nome della famiglia o di un gruppo parrocchiale. Come posso donare? n con conto corrente postale n. 57803009 intestato a Istituto Centrale Sostentamento Clero – Erogazioni liberali, Via Aurelia 796, 00165 Roma; n con uno dei conti correnti bancari dedicati alle Offerte, indicati sul sito www.insiemeaisacerdoti.it;

L’Offerta è nata come strumento di comunione tra sacerdoti e fedeli, e delle parrocchie tra loro. Per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II. Che differenza c’è tra Offerte per i sacerdoti e l’obolo raccolto durante la Messa? E’ diversa la destinazione. Ogni parrocchia infatti dà il suo contributo al parroco. Che può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento. È pari a 0,0723 euro (circa 7 centesimi) al mese per abitante. E nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le Offerte e l’8xmille vengono allora in aiuto alla quota capitaria. Perché donare l’Offerta se c’è già l’8xmille? Offerte e 8xmille sono nati insieme nel 1984, con

l’applicazione degli accordi di revisione del Concordato. L’8xmille oggi è uno strumento ben noto, e non costa nulla in più ai fedeli. Le Offerte invece sono un passo ulteriore nella partecipazione: comportano un piccolo esborso in più ma indicano una scelta di vita ecclesiale. Tuttora l’Offerta copre circa il 3% del fabbisogno, e dunque per remunerare i nostri sacerdoti bisogna ancora far riferimento all’8xmille. Ma vale la pena far conoscere le Offerte perché questo dono indica una scelta consapevole di vita ecclesiale. E raggiunge anche i sacerdoti di parrocchie piccole e lontane. Perché si chiamano anche “offerte deducibili”? Perché si possono dedurre dal reddito imponibile nella dichiarazione dei redditi fino a un massimo di 1.032,91 euro l’anno. La deducibilità è riservata alla persona fisica.


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DENTRO LA DIOCESI

SEGNI DEI TEMPI

Nel Libro del Sinodo le indicazioni del percorso: oratori, luoghi di accoglienza, sostegno all’imprenditorialità giovanile

L’illegalità avvelena i Campi Flegrei

Discariche abusive, usura, povertà tra i tanti mali da combattere per salvare le nuove generazioni (segue dalla prima pagina)

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a nostra Chiesa non può tacere di fronte ad un sistema perverso che frena lo sviluppo del territorio e tiene in ostaggio ancora tanta gente! – scrivevamo ancora nel Libro del Sinodo – Il nostro “no” alla camorra e a tutte le sue “affiliazioni” è deciso. Nello stesso tempo come cristiani dobbiamo essere in prima fila per far crescere una cultura della legalità e della solidarietà. Oratori, luoghi di accoglienza e di ascolto per ragazzi e per giovani, sostegno ad iniziative di imprenditorialità giovanile, aiuto a persone che rischiano di cadere nella piovra dell’usura… sono strade appena tracciate, da seguire con più decisione» (n. 52.2). L’illegalità avvelena istituzioni, relazioni e l’ambiente. Nel nostro territorio si sta facendo scempio dell’ambiente. Soprattutto uomini senza scrupoli, con una grettezza

mentale impressionante e una ignoranza abissale, con discariche abusive di materiali nocivi ed altre imprese simili, stanno rendendo invivibile il nostro territorio. Anche l’ambiente è un “bene collettivo”, destinato a tutti, ed abbiamo il dovere di farlo rispettare. Ma, ancora una volta, non basta denun-

ciare – anche se è necessario! -; bisogna creare, ad iniziare dalle giovani generazioni, una cultura di responsabilità verso l’ambiente. Si tratta di una responsabilità anche nei confronti delle generazioni future! La miseria contribuisce certamente al radicarsi nella gente della illegalità. La

legalità va sempre coniugata con la solidarietà. Il terreno di coltura delle associazioni malavitose è lì dove regna l’indigenza, dove la dignità della persona – che non ha lavoro, ha un livello culturale basso, è di fatto emarginata – è negata. Denunciare l’illegalità, dando ad ogni persona la possibilità

di vivere dignitosamente: ecco la grande sfida per la politica e per tutti gli uomini di buona volontà! Un compito particolare per sviluppare una cultura della legalità ce l’hanno la famiglia, la scuola e la parrocchia. Le parrocchie devono interrogarsi se nei percorsi catechistici è previsto il capitolo sulla legalità; se non c’è nessuno riferimento al valore della legalità e un “no” deciso alle forme più evidenti di illegalità nel nostro territorio (camorra, usura …) bisogna che si recuperi questo aspetto. Il Forum è stata una buona opportunità per fare chiarezza, smuovere le coscienze, dare inizio a nuove iniziative, creare una mentalità positiva. Vale anche per questa sfida quello che don Milani diceva ai suoi ragazzi: Solo insieme si può uscire da una crisi, superare una difficoltà, ottenere risultati positivi. Da soli non si va da nessuna parte! † Gennaro, vescovo

La responsabilità della politica e della società civile L’Azione Cattolica e il Movimento Lavoratori della Diocesi di Pozzuoli hanno organizzato venerdì 9 novembre, nella Villa Mareschi a Bagnoli un incontro sul tema “Bene comune – La responsabilità della politica e della società civile”. Sono intervenuti Mario Di Costanzo, responsabile della scuola di formazione socio-politica della Diocesi di Napoli, Giuseppe Patta e Fabio Di Nunno, rispettivamente segretario nazionale e incaricato diocesano del Movimento Lavoratori dell’Azione Cattolica. L’evento, moderato dal presidente dell’Ac diocesana, Antonio Izzo, ha rappresentato anche un’occasione per ricordare che l’impegno dell’Azione Cattolica, ponendosi sempre più a servizio della comunità cristiana e per il bene della stessa comunità civile, si esercita contemporaneamente su due versanti. Innanzitutto quello formativo (di cui questo incontro ne è stato un esempio) e che in qualche modo costituisce e definisce in larga misura lo specifico servizio associativo, quindi, in concreto, l’identità stessa dell’AC all’interno della comunità cristiana, quale luogo di formazione permanente e integrale, palestra di spiritualità laicale, scuola di santità. Poi su un terreno extraecclesiale, nel quale l’AC è chiamata ad offrire il proprio contributo di riflessione e di discernimento, allo scopo di: contribuire a far opinione e cultura; promuovere partecipazione autentica e costruttiva alla vita della città, secondo la pluralità di tutte le forme possibili; rispondere alle domande di una convivenza più umana e civile; rifare il tessuto delle comunità; aiutare gli uomini e le donne del nostro tempo a vivere meglio insieme; sostenere le ragioni dell’uomo e la sua dignità, i suoi diritti fondamentali. In sintesi: per contribuire ad umanizzare i contesti sociali e le relazioni private e pubbliche, per creare luoghi e occasioni di dialogo e di orientamento, restandole soltanto preclusa la diretta gestione di progetti politici e l’assunzione di posizioni di parte, incompatibili con un’associazione ecclesiale. Cinquant'anni fa, l'11 ottobre 1962, Giovanni XXIII apriva solennemente il Concilio Ecumenico Vaticano II. Paolo VI, che lo avrebbe chiuso tre anni dopo, lo dipinse con una bella immagine: «Il Concilio - disse - è come una sorgente, dalla quale scaturisce un fiume; la sorgente può essere lontana, la corrente del fiume ci segue» (Discorso all'udienza generale, 12 gennaio 1966). La sorgente lontana di fatto ha dato origine a una “svolta” storica nella vita della Chiesa. Come ogni svolta, anche il Concilio si può considerare insieme punto d'arrivo e punto di partenza, fonte di novità nella continuità. Di fronte a tante sfide, antiche e nuove, il Concilio Vaticano II rimane «una sicura bussola per orientarci nel cammino che si apre. Duc in altum! Andiamo avanti con fiducia. Un nuovo millennio si apre davanti alla Chiesa come oceano vasto in cui avventurarsi, contando sull'aiuto di Cristo» (Giovanni Paolo II, Novo millennio ineunte, 57 s.). La sorgente si fa più lontana, ma la corrente del fiume ci accompagna. a.i.


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SEGNI DEI TEMPI DENTRO LA DIOCESI

A Pompei il Consiglio regionale dell’Azione Cattolica Semplicità, silenzio, preghiera per cambiare il mondo A fine ottobre, si è svolto a Pompei il Consiglio regionale di Azione cattolica, sul tema “La trasmissione della fede: AC e iniziazione cristiana”. La giornata è iniziata con un momento di preghiera e l’intervento di monsignor Carlo Liberati, vescovo di Pompei fino al 10 novembre, che ha invitato l’ Ac ad accogliere le sfide del tempo presente: un tempo di “crisi” (caratterizzato da ateismo sempre più diffuso, con il 28% delle coppie sposate che intraprendano la via della separazione e del divorzio; le preghiere non s’insegnano più, le famiglie quando ci sono - non rappresentano più il naturale luogo di iniziazione alla cristianità). Il fascino di questo intervento, tuttavia, non è stato legato tanto all’individuazione dei problemi che attanagliano la società, la Chiesa, l’Ac, quanto piuttosto nella loro soluzione. La ricetta indicata per cambiare il mondo sta in tre elementi: semplicità, silenzio, preghiera. È il lavoro quotidiano, costan-

te e svolto in umiltà e semplicità che permette di fare cose grandi. Un lavoro da svolgere in silenzio, tralasciando inutili e pomposi proclami, ma mai staccato dalla preghiera e dalla cura del rapporto con il Signore. Durante gli interventi, moderati dalla delegata regionale

Titty Amore, suor Annamaria D’Angelo, direttrice dell’Ufficio catechistico diocesano di Caserta, ha fatto un excursus storico sull’iniziazione cristiana e ne ha delineato le attuali criticità. Dopo l’intervento di Pina de Simone, presidente diocesano Ac di Nola, sul legame stretto che intercorre tra

iniziazione cristiana e Ac, Don Pino Natale, direttore dell’Ufficio catechistico regionale, ha sottolineato il bisogno di porre attenzione alla progettualità e all’organicità delle proposte educative, migliorando, tra le altre cose, anche l’attenzione alle famiglie ed il loro maggiore coinvolgimento nella cresci-

ta cristiana dei loro bambini. La Messa, celebrata da monsignor Angelo Spinillo, è stata poi occasione per riflettere su quanto ascoltato, e per prepararsi ai laboratori del pomeriggio, nei quali si è discusso sulla difficoltà di creare e mantenere in noi stessi e nei parroci l’idea che l’Ac sia anche strumento di iniziazione cristiana e, dunque, di catechesi. Alla fine, ciascuno dei presenti è stato riempito di nuove (ma in realtà già esistenti) responsabilità. La consapevolezza di essere responsabili anche e soprattutto dell’iniziazione cristiana di chi ci è affidato, è stata in alcuni casi una scoperta, in altri una conferma. Ma per tutti, questa responsabilità deve essere punto di partenza per far sì che all’interno dei nostri gruppi si riprenda ad annunciare Cristo in maniera vera, con la convinzione che il Signore non deve essere la nostra “speranza”, ma la nostra “sicurezza” (articolo completo su sdt on line). Antonio Izzo

Il Meic ricorda don Anselmo Delizia Il 28 agosto 2002 ci lasciava per tornare alla casa del Padre don Anselmo Delizia, giornalista, uomo di cultura, maestro e guida spirituale. Tanti sono stati gli uomini e le donne che, godendo dei suoi insegnamenti e facendo tesoro della sua concreta testimonianza di fede, hanno imparato a vivere da uomini veri e da autentici cristiani. Nato ad Ischia il 9 febbraio 1922, in questa splendida isola concludeva la sua laboriosa e proficua vicenda terrena. Dopo l’ordinazione sacerdotale avvenuta ad Ischia il 25 agosto 1946 ad opera del vescovo monsignor Ernesto de Laurentis, si trasferì a Napoli dove iniziò l’attività giornalistica. Cominciò con il collaborare magistralmente alla pagina campana del giornale cattolico “Il Quotidiano” e scrivendo per i periodici cattolici dell’arcidiocesi di Napoli. Con la parola e gli articoli esercitò il dono della profezia e preconizzò le riforme che sarebbero state poi introdotte dal Concilio Ecumenico Vaticano II. Fondò e diresse la rivista “La Chiesa nel mondo”. Per essa lavorò con grande impegno ed entusiasmo, circondandosi di validi collaboratori e collaboratrici. Raccolse consensi e soddisfazioni ma anche incomprensioni e disapprovazione da parte di coloro che non condividevano la novità dell’apertura della Chiesa al mondo, sancita dalla dottrina conciliare. L’esperienza poi ebbe un tormentato epilogo e la chiusura del giornale gli procurò grande amarezza. Amico e collaboratore di alcuni vescovi, esercitò il ministero nelle diocesi di Napoli, di Pozzuoli e di Ischia. Animato da un naturale dinamismo e dallo zelo pastorale, si spostava continuamente durante la settimana da un luogo all’altro per l’esercizio del culto e per la guida, come assistente ecclesiastico, dei gruppi del Meic della nostra diocesi e di quello di Ischia. Straordinario comunicatore, calamitava il vivo interesse dei fedeli per le sue omelie e le sue meditazioni che attualizzavano la parola di Dio e ne esaltavano la bellezza. I numerosi figli spirituali, a dieci anni dalla sua scomparsa, lo hanno ricordato con inalterato affetto. Ne conservano grati la memoria per la sua arguzia, la cordialità, l’assoluto disinteresse personale, la parresia evangelica, l’amore che nutriva per la Chiesa. Ne sentono ancora la vicinanza in virtù della comunione dei santi. Questo profondo sentimento li accomuna ai fedeli delle comunità parrocchiali della B.M.V. di Lourdes alla Loggetta, della Immacolata a Fuorigrotta e di San Vitale, che hanno goduto del suo prezioso e assiduo ministero sacerdotale. In modo speciale lo ricordano con grande rimpianto i soci dei gruppi Meic di Fuorigrotta, Monte di Procida e Pozzuoli che lo hanno avuto per molti anni loro mentore. Eugenio d’Accardi


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DENTRO LA DIOCESI

SEGNI DEI TEMPI

Anno della fede: le iniziative della Pastorale per accompagnare e sostenere il cammino personale e dei gruppi parrocchiali

La Chiesa all’ascolto dei giovani

Il 13 dicembre a Soccavo (san Giovanni Battista) il primo appuntamento, presente anche il vescovo

N

ell’anno della fede, indetto da Papa Benedetto XVI con la lettera apostolica Porta Fidei, la nostra Chiesa vuole manifestare un’attenzione particolare verso i giovani, mettendosi in ascolto delle domande, delle riflessioni, dei sentimenti, delle esperienze di fede che essi hanno da raccontare. Sia questo, un anno nel quale si risvegli la fede, si accresca l’entusiasmo, si esprima la testimonianza della gioia di essere discepoli di Gesù. Non è più tempo di rimanere sulla soglia delle grandi decisioni, dei cambiamenti radicali, del coraggio di osare per Lui. In quest’anno vogliamo insieme “varcare la porta della fede” (vedi il programma delle attività a pagina 16). È la scelta personale di fede, iniziata attraverso la “porta” del battesimo e decisa a suo tempo dai propri genitori, che ora chiede a ogni giovane di essere rimotivata e confer-

mata: è la soglia delle scelte decisive per la propria vita che la giovinezza domanda come orientamento risoluto e forte di tutta l’esistenza. Per questo motivo l’ufficio diocesano per la pastorale giovanile intende accompagnare e sostenere il cammino personale e delle realtà giovanili parrocchiali, con iniziative spirituali, caritative ed eventi che consentano a ciascuno di riscoprire e alimentare il dono della fede. Il tutto sarà fatto con una serie di collaborazioni con altri uffici diocesani per camminare insieme ed insieme offrire il meglio. “Varcare la porta della fede” è lo slogan che raccoglie il cammino proposto ai giovani della diocesi in quest’anno. Esso riprende l’immagine che Benedetto XVI richiama nella lettera apostolica ricordando che quella soglia introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa. Se attraversare quella porta

comporta immettersi in un cammino che dura tutta la vita e che inizia con il Battesimo, l’età giovanile è la stagione della vita più favorevole per confermare quel cammino e renderlo decisivo per la propria esistenza. L’inizio delle attività del nuovo anno pastorale sarà vissuto dal vescovo Pascarella nella parrocchia san Giovanni Battista a Soccavo, il 13 dicembre (ore 19.30). Nei mesi di gennaio e febbraio, in collaborazione con l’ufficio per la pastorale familiare e il centro diocesano vocazioni, l’ufficio propone due cicli di incontri per giovani d’orientamento su affettività e sessualità. Due gli eventi significativi: “Cresimandi e Giovani insieme” che si terrà nel palazzetto dello sport di Monterusciello il 24 febbraio e la “Via Crucis dei Giovani” della domenica delle Palme che, per volontà del nostro vescovo, si snoderà nel centro storico di Pozzuoli per con-

Pianura ricorda Giovanni Paolo II

Si è svolta nella serata di sabato 10 novembre la cerimonia d’inaugurazione della piazzetta antistante la chiesa san Lorenzo martire, guidata dal parroco don Bruno Rossetti, con la benedizione della statua del beato Giovanni Paolo II da parte del vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, alla presenza del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

cludersi al Rione Terra, culla e cuore delle radici della nostra fede. Si partirà alle ore 19 con una fiaccolata, per ricordare quella che si svolse l’11 ottobre di 50 anni fa in piazza San Pietro, nel giorno d’apertura del Concilio Vaticano II. Saranno, inoltre, realizzate durante l’intero anno alcune esperienze

di evangelizzazione di strada, “Una luce della notte”, organizzate dalle Sentinelle del Mattino. Anche la nostra diocesi, in contatto con il servizio regionale della pastorale giovanile, si preparerà alla Giornata mondiale della gioventù di Rio de Janeiro (luglio 2013). Angelo Volpe

Ufficio per le Celebrazioni liturgiche del Vescovo Lunedì 24 dicembre Santa Messa della notte Chiesa concattedrale san Paolo apostolo - Monterusciello, ore 23.45 Martedì 25 dicembre Santa Messa di Natale Casa Circondariale femminile - Pozzuoli, ore 10.30 Lunedì 31 dicembre Santa Messa in ringraziamento dell’anno trascorso Chiesa concattedrale san Paolo apostolo - Monterusciello, ore 17.30

Migrantes diocesana Martedì 25 dicembre Natale con il migrante Chiesa san Marco - Pozzuoli, ore 11.00

Coppia si diventa, non si nasce La comunità “Famiglia Ge.Ma.Gi.” della parrocchia san Giuseppe Operaio a Pianura, sta realizzando un percorso di formazione catechetico-spirituale, sul tema “Come evitare la ‘crisi’ di coppia Coppia si diventa, non si nasce”. L’obiettivo è quello di aiutare a riscoprire i valori originali della relazione di coppia, condividendo la particolare spiritualità della Santa Famiglia di Nazareth. L’iniziativa è stata avviata a fine settembre e andrà avanti fino a metà dicembre, per concludersi con un ritiro spirituale. Gli incontri, che si svolgono nei locali della “Piccola Betlemme”, tutte le domeniche dalle ore 18.15, sono realizzati con il supporto di tecniche multimediali, testimonianze e il coinvolgimento dei partecipanti. La comunità, formata da coniugi cattolici, porta avanti il progetto “Famiglia, Santuario di Dio”, rivolto a genitori, giovani e anziani, fidanzati, sposati e singoli, separati, divorziati, risposati, agli indecisi, finalizzato anche alla promozione di gruppi famiglia nelle parrocchie di appartenenza (per info, e-mail del diacono: mario.dagosto@hotmail. it – sito: www.famigliagemagi.it).


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Il ricordo di padre Antonio Maria Perrone degli Scolopi Radicata convinzione nella bontà della scuola cattolica A

distanza di un mese dalla scomparsa di padre Antonio Maria Perrone degli Scolopi, avvenuta l’8 ottobre, è stata celebrata una messa nella chiesa di San Giuseppe Calasanzio, alla quale hanno partecipato tanti insegnanti e ex alunni dell’istituto Scuole pie napoletane. Durante la celebrazione, che è stata accompagnata dal coro della San Vitale, diretto dal Maestro Teresa Campana, padre Salvatore Burgio ha ricordato il grande impegno di padre Perrone nell’attenzione all’educazione dei bambini e dei giovani, in particolare nell’Istituto di Fuorigrotta, di cui è stato rettore e preside dal 1970 al 1982, e nella presidenza della federazione delle scuole cattoliche, la Fidae. Nato a Campi Salentina, in provincia di Lecce, l’11 settembre 1928, ha frequentato il Collegio Calasanziano dei Padri Scolopi. Compiuto l’anno di Noviziato nella casa generalizia dell’ordine religioso di san Pantaleo a Roma,

viene ordinato sacerdote l’8 marzo 1952. Ha conseguito la laurea in teologia nella Pontificia Università Gregoriana. Fuorigrotta, Portici, Chieti, Roma, sono stati i centri educativi dove ha speso le migliori energie della sua vita. Negli anni 1967-70 è stato rettore e preside al Calasanctianum di Roma, con l’incarico di cura-

re la formazione dei Chierici scolopi. Nel triennio 1970-73 fu eletto superiore provinciale della Provincia religiosa di Napoli. Per tanti anni è stato presidente regionale e poi nazionale della Fidae (federazione istituti di attività educative), dal 1982 al 2006. È stato anche assistente Generale per l’Italia nelle Scuole pie, di-

rettore della rivista Ricerche, consultore della Congregazione per l’educazione cattolica nella Santa Sede, membro del Consiglio nazionale della scuola cattolica italiana (Cnsc-Cei), del Comitato europeo dell’educazione cattolica (Ceec) e dell’Organismo internazionale dell’educazione cattolica (Oiec) con sede anche a Bruxelles. La gioia e l’entusiasmo erano le note distintive con cui ha esercitato la missione educativa. Dovunque portava la sua capacità di organizzatore e soprattutto la passione e l’amore del sacerdote-educatore. Padre Burgio riprende la nota inviata dalla presidenza nazionale Fidae ai coordinatori didattici e ai docenti delle scuole che descrivono la figura del sacerdote: “Ha espresso tutta la sua vita per l’educazione dei giovani e per la promozione della scuola cattolica. Dotato di grande carisma comunicativo, di intensa passione educativa, di una fede semplice ma intensa, di una profonda e radi-

cata convinzione nella bontà della funzione e missione della scuola cattolica per l’interesse generale del Paese e della Chiesa; non ha mai badato a sacrifici e difficoltà, lavorando fino all’ultimo per lunghe ore del giorno e della notte. Con la sua morte la scuola cattolica e quindi la Fidae, perdono un grande testimone. A tutti noi che l’abbiamo conosciuto e frequentato rimane ora limpido il suo esempio e il suo insegnamento, come pure un incoraggiamento a proseguire il difficile cammino sulla strada intrapresa”. E ancora, riprendendo il pensiero dei confratelli e del padre Generale degli Scolopi, padre Pedro Aguado: “Amò intensamente il santo padre Giuseppe Calasanzio e le Scuole pie. Abbiamo ricevuto l’esempio della fedeltà vocazionale, dell’autenticità, della gioia di vivere, del sacerdozio vissuto con passione. Da lui abbiamo appreso l’esempio della fede in Gesù Cristo, per il quale vale la pena abbandonare tutto”.

La scomparsa del diacono Vito Stano Mi piace ricordare chi è stato il diacono Vito Stano per la sua famiglia, i parenti, i confratelli, gli amici e i colleghi. Era geometra, poi intraprese la carriera di ufficiale dell’Esercito, si è congedato da Generale, godendo l’affetto, la stima e la fiducia dei colleghi. Iniziò la sua vita pastorale nella parrocchia S. Maria Immacolata a Fuorigrotta, collaborando con il Parroco don Pasquale Sciccone, il quale dapprima lo avviò alla scuola di operatore pastorale, dopodiché chiese per lui - e gli fu concesso dal vescovo monsignor Salvatore Sorrentino - il ministero ausiliare dell’Eucarestia. Il vicario generale, monsignor Salvatore Visco chiamò lui e me per proporci di iniziare il cammino per il diaconato permanente. Nell’ottobre dello stesso anno iniziò il nostro percorso insieme ad altre due care persone: Antonio Lettieri e Bruno Cannavale. Questa esperienza coinvolse pienamente anche le nostre famiglie, che ci sono state sempre accanto. Il 6 luglio 1997, per imposizione delle mani del vescovo, monsignor Silvio Padoin, fummo ordinati diaconi permanenti. Vito ha svolto la sua chiamata ministeriale con obbedienza, disponibilità e carità, collaborando con i parroci che si sono succeduti, fino all’attuale don Sergio Pipolo che, con amore fraterno, lo ha assistito fino all’ultimo istante, insieme a don Mariano Capuozzo e gli accoliti Pasquale Carbone e Giustino Altruda. La moglie, i figli e la nuora hanno saputo gestire e vivere questo momento drammatico con compostezza, assistendolo fino agli ultimi minuti con tanto amore e dignità. Vorrei chiudere con una bella nota di “Amore familiare”. In questi 30 anni di amicizia con la famiglia di Vito, ho respirato sempre un’atmosfera d’amore che ha coinvolto anche me e la mia famiglia. E chiudo proprio con il messaggio che il mio caro confratello mi scrisse il 6 luglio scorso, in occasione del nostro anniversario: “Ringraziando sempre il Signore per il Dono della chiamata. Pace e Bene. Tuo fratello in Cristo, Vito”. Mario Messere


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SOLIDARIETÀ

SEGNI DEI TEMPI

A Bacoli la festa organizzata dalle Acli per la conclusione della “Social Beach”: una sinergia di numerosi enti e associazioni

Libertà è… far volare gli aquiloni

Proseguono le attività per i bisognosi. E per l’inverno partono i corsi del Centro Nuova Emmaus

S

i è conclusa il 4 novembre l’iniziativa “Social Beach”, che da luglio ha valorizzato la spiaggia di Bacoli. Il programma sociale e culturale realizzato nel Centro polifunzionale “Nuova Emmaus” al Fusaro, è stato curato dall’Associazione “Acli Campi Flegrei”, in collaborazione con il fiduciario del Coni dell’Area Flegrea, il Cral Polizie, la Protezione civile “Le Aquile” di Bacoli, l’Associazione “Progetto Napoli Nord: Imprenditori per il territorio”, altre organizzazioni del Terzo Settore, in sinergia con l’Azienda Autonoma Cura, Sog-

giorno e Turismo di Pozzuoli, con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Bacoli. Suggestivo l’appuntamento che ha visto nella mattina della prima domenica di novembre, ritrovarsi tanti ragazzi e famiglie con bambini per far volare gli aquiloni e procedere alla premiazione dei tornei che si sono svolti durante l’estate. «L’iniziativa è stata denominata “Social Beach” – afferma il fiduciario del CONI, Giuseppe Verdoliva - perché ha voluto restituire alla comunità territoriale un proprio bene naturalistico, offrendo ser-

vizi di qualità gratuiti a chi, in tempi di crisi, si è ritrovato ad avere difficoltà a fruire di un bene come il mare e la spiaggia; promuovendo la crescita ed il protagonismo di tutti i partecipanti ha dimostrato di essere un’esperienza ripetibile anche in altre aree della Regione Campania». Come ogni anno, anche questa volta, attraverso l’aiuto di numerosi volontari, è stato possibile effettuare un’opera di pulizia della spiaggia adiacente alla Comunità per minori multiproblematici “Nuova Emmaus”, ed è stato organizzato un program-

ma di eventi socio-culturali e sportivi con mostre, spettacoli di animazione serale, esercitazioni di volo con deltaplano a motore, gare di sculture di sabbia, tiro con l’arco, giochi a squadre, tornei di basket, beach volley e beach soccer, assolutamente gratuiti (su sdt on line altre foto delle iniziative). Tra le attività realizzate, una mensa sociale per bisognosi. «La finalità dell’evento – ha sottolineato il portavoce delle Acli locali, Pino Di Maio – è stata quella di promuovere e valorizzare le forme di divertimento pulito, contro le ico-

ne della solitudine (tecnologie digitali e videogiochi o l’uso di sostanze come droghe e alcol); inoltre, si è voluto assicurare un’animazione ed integrazione dei nostri assistiti e dei minori a rischio del territorio e dei quartieri napoletani di Miano e Scampia. Nonostante il tempo inclemente abbia ostacolato con un po’ di pioggia e tante nuvole la mattinata, i sorrisi nei volti di tutti i partecipanti ed il divertimento dei bambini nel fare volare gli aquiloni, simbolo del desiderio di felicità e libertà, hanno reso la giornata indimenticabile». Prosegue la distribuzione dei generi alimentari e abbigliamento, con uno sportello di ascolto e mediazione familiare. A partire da novembre, nel Centro “Nuova Emmaus” sono aperte le iscrizioni per i corsi d’inglese, informatica, ballo, canto, lavorazione del cuoio e pellami, laboratori di riciclo creativo, creazione di candele artistiche e collage espressivo per ragazzi e adulti. Per info e iscrizioni: tel. 0818686089 – cell. 3398780519. c.l.

Caritas, vincenziani e giovani per gli anziani di Pianura Una giornata dedicata agli anziani organizzata dall’intera comunità. Un’occasione per uscire dalla solitudine e per conoscere gli altri. Sabato 10 novembre si è tenuta la festa degli anziani nella parrocchia san Giuseppe operaio di Pianura. Don Vincenzo Tiano senior, in collaborazione con i volontari della comunità parrocchiale, tra cui la Caritas, il Volontariato vincenziano e il gruppo giovani, insieme ai referenti foraniali del gruppo di ascolto diocesano (i coniugi Rosaria e Giuseppe Romano), hanno partecipato attivamente alla giornata proponendo un pranzo collettivo, con tanta musica e la tombolata. «È l’inizio di un cammino – dice don Vincenzo – nel quartiere ci sono molti anziani soli e poveri. La crisi economica ha colpito tutti ma gli anziani soffrono molto. Basta poco per farli sentire meglio, in fondo vogliono uscire, trascorrere qualche ora in compagnia, conoscere gente diversa e vogliono mettersi alle spalle la tristezza quotidiana. Ecco perché organizziamo molti momenti di intrattenimento. Con la festa abbiamo l’occasione di mettere insieme giovani e meno giovani. Sono gruppi che seguono dei cammini ma che interagiscono nella vita della parrocchia». E il senso della comunità è forte. Si vede anche quando don Vincenzo dice ai presenti, circa un centinaio di persone, che la signora Pasqualina Cimminiello, 83 anni, una delle donne che doveva preparare i pasti, è assente per motivi di salute, ma ha voluto comunque preparare i primi: «Dobbiamo passare a casa per prenderli. Siccome la casa è qui vicino, facciamo un corteo e arriviamo sotto il suo balcone per ringraziarla». E così tutti i partecipanti al pranzo attraversano la strada e salutano Pasqualina che non fa mancare il suo saluto dalla finestra. Il gruppo giovani è molto presente; il sabato c’è l’oratorio e i ragazzi intervengono nella attività pastorali della parrocchia. Il centro di ascolto monitora le difficoltà delle famiglie e offre uno spaccato dell’intero quartiere. «A Pianura c’è molta delinquenza – spiega don Vincenzo - è molto presente il racket e fin dal primo giorno in cui sono venuto qui, in ogni omelia e in ogni occasione, ricordo queste difficoltà. Fortunatamente è ancora forte l’esperienza dell’Associazione antiracket “Pianura per la Legalità” che è un sostegno per chi vuole denunciare. Ma bisogna continuare anche con la Fondazione Paulus - di cui don Enzo è membro del Comitato etico –. Bisogna partire dall’educazione nelle scuole e nelle famiglie. Con le difficoltà economiche che ci sono, basta poco per un padre di famiglia a scegliere di stare con la camorra». Ha partecipato all’evento con gli anziani anche il Volontariato vincenziano, un gruppo di una decina di persone che da trenta anni assiste i poveri della zona e, in collaborazione con la parrocchia e la Caritas, assiste le famiglie e le persone in difficoltà. «Visitiamo spesso le famiglie – dicono le volontarie – per capire le loro necessità, accompagniamo persone in difficoltà, li seguiamo quando hanno dei problemi. Anche i nostri figli ci aiutano in quest’opera di carità». c.b.


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SEGNI DEI TEMPI

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CULTURA

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Visita alla rocca del vicepresidente della Giunta Regionale Giuseppe De Mita, accolto in Episcopio dal vescovo di Pozzuoli

«Il Rione Terra ha priorità assoluta»

C’è l’impegno a far aprire il Museo Diocesano e il Duomo nell’autunno 2013. Gli eventi della Nemea

I

l vice presidente della Giunta Regionale della Campania, Giuseppe De Mita, si è incontrato con il vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella, ed ha visitato il Duomo sul Rione Terra, fermandosi in Episcopio per un confronto sui lavori in corso e soprattutto su quelli in programma per l’antica rocca puteolana. L’incontro si è svolto la mattina del 13 novembre, presenti anche il vice presidente del Consiglio Regionale, Biagio Iacolare, che è stato di fatto il promotore dell’iniziativa, la direttrice dell’Ufficio per i beni archeologici di Pozzuoli, Costanza Gialanella, il direttore dei lavori del Consorzio Rione Terra, Giovanni Giannini, il vicesindaco di Pozzuoli, Mario Marandino, il vicario generale della diocesi, don Paolo Auricchio, nonché - in rappresentanza del vicariato diocesano per la cultura - il responsabile dell’Ufficio beni culturali della diocesi, don Giovanni Spina, l’archi-

tetto Alessandro Castagnaro, l’addetto stampa diocesano e responsabile dell’Associazione Nemea, Carlo Lettieri. L’assessore Giuseppe De Mita, dopo aver concluso la sua visita nel Duomo e nella chiesa del Santissimo Corpo di Cristo (che da otto anni è aperta al culto tutte le domeniche mattina e nella quale è stata registrata la presenza di oltre 4.000 visitatori grazie all’impegno dell’associazione Nemea), ha ribadito la piena volontà della Regione a porre il Rione Terra come priorità

assoluta nell’agenda dei grandi progetti da portare avanti in Campania. Una volontà che si concretizzerà grazie all’apporto di fondi nazionali, che si andranno ad aggiungere ai fondi europei che si stanno utilizzando, in modo da riuscire entro l’autunno del 2013 a consegnare il museo e la tanto attesa cattedrale, ipotizzando per quella data anche la realizzazione della casa canonica e del campanile. Da evidenziare che, in particolare, era stato proprio monsignor Pascarella a chiedere di posticipare la

costruzione di quest’ultimo, un’opera che verrà realizzata con una struttura in acciaio realizzata in officina e quindi senza l’apporto degli operai che si trovavano in cassa integrazione e che – grazie a questa indicazione del vescovo – hanno potuto riprendere a lavorare già da qualche mese nel museo diocesano. L’utilizzo di fondi nazionali per un miliardo di euro, come annunciato, potrebbe favorire la spesa in tempi rapidi, non essendo presenti tutti i vincoli che normalmente vengono

imposti dal soggetto erogatore nel caso dei progetti europei e potrebbe superare la mancanza di fondi a livello regionale. Il vicesindaco, Mario Marrandino, ha confermato l’intenzione da parte del Comune di utilizzare dall’inizio del 2013 alcuni spazi sul Rione Terra, da adibire a segreteria del sindaco, nonché per i Lavori Pubblici e l’Urbanistica. Questa prospettiva è stata molto apprezzata dai presenti, anche perché dovrebbe favorire l’accesso alla rocca e la ripresa concreta di attività sul Rione Terra. I presenti hanno concordato sulla necessità d’incontrarsi periodicamente nel Rione Terra per registrare l’evoluzione dei lavori e il rispetto dei tempi. L’Associazione Nemea, raccogliendo questo slancio, si è impegnata ad organizzare degli eventi per far conoscere progressivamente l’evolversi dei lavori alla cittadinanza e ai tanti studiosi interessati alla rinascita della rocca. Carlo Lettieri

L’iniziativa di diocesi e comune di Pozzuoli con le associazioni

Con Equi-libri la voce del territorio

Libro “parlato”, bookcrossing, incontri, corsi di formazione, laboratori. Entra nel vivo il Progetto Equilibri. Un’iniziativa voluta dalla diocesi e dal comune di Pozzuoli e finanziata dalla Fondazione con il Sud e dalla Fondazione Vodafone Italia. Nella mattina di venerdì 26 ottobre c’è stata la presentazione nella biblioteca civica “Raffaele Artigliere” di Pozzuoli. All’iniziativa hanno partecipato il vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, Franco Fumo, assessore comunale alla cultura, Raffaella Simeoli e Nazario Festeggiato, curatori del progetto. I lavori sono stati moderati da Carlo Lettieri, addetto stampa della diocesi e coordinatore del progetto. Nel corso della mattinata sono stati presentati i laboratori e alcuni protagonisti dell’iniziativa che animerà la struttura di via Ragnisco fino a settembre 2013. Per Nazario Festeggiato «bisogna avere una biblioteca aperta non solo per gli studiosi ma anche per tutti coloro che vivono questo territorio. Il progetto, col tempo, deve diventare patrimonio della comunità: Equi-libri è un luogo di partecipazione e confronto culturale». Significativo il fatto che – come sottolineato da Raffaella Simeoli - questa volta è il territorio, attraverso la partecipazione ad un bando pubblico, ad aver portato risorse alle istituzioni. Un altro aspetto del progetto è stato evidenziato dall’assessore Fumo: «Sono i giovani che abbattono le barriere e superano i confini. Mi fa molto piacere la loro presenza. La rete e la collaborazione con le istituzioni è importante ed è un bell’esperimento con il comune che qui ha 17 dipendenti. Fondamentale anche la selezione di chi organizza: la qualità fa la differenza». Le conclusioni sono state affidate al vescovo: «I libri sono importanti perché ci fanno scoprire l’identità. L’oggi deve essere legato al passato e il futuro all’oggi. Leggere ci aiuta ad affrontare meglio la vita e il periodo difficile di crisi che esalta l’individualismo. Ma, come diceva don Milani, solo l’unione ci può aiutare nelle difficoltà. Ed è quello che si sta facendo con questo progetto che unisce e mette insieme realtà differenti». Il progetto al momento coinvolge una rete costituita dalle associazioni Nemea, La Roccia, Pro Handicap, Ariann@, Incontra il tuo futuro, Insieme, Diversamente Giovani, dalla cooperativa sociale Ifocs, dalla Fondazione Real Conservatorio della Solitaria, dall'Istituto Virgilio e dalla SMS Pergolesi II, in piena sinergia con il Polo culturale comunale, il vicariato per la Cultura e il vicariato per la Carità, con il coordinamento del Centro Studi per il Volontariato diocesano.


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SPORT

Csi, sotto l’albero c’è il Polisportivo Studentesco Da dicembre a maggio un super torneo per le scuole

Momento della manifestazione di ottobre

U

na manifestazione sportiva che coinvolga tutte le scuole superiori di Pozzuoli e possibilmente dell’area flegrea. A proporla è il Centro Sportivo Italiano – Centro Zona di Pozzuoli che ha lanciato il “Polisportivo Studentesco 2012–2013”, una iniziativa che intende interessare i giovani studenti in cinque discipline sportive: basket a tre, calcio a cinque, corsa campestre, volley e tennis tavolo. Sulla falsariga dell’esperienza dello scorso anno vissuta con gli istituti Pareto, Pitagora e Virgilio che già da

qualche anno con l’impegno dei docenti di educazione fisica seguono i percorsi proposti dall’ente blu-arancio, si è cercato di allargare la proposta anche agli istituti superiori flegrei ricevendo attenzione e interessanti risposte di partecipazione. Il progetto che partirà nella prima decade di dicembre per concludersi a maggio coinvolgerà almeno un migliaio di ragazzi. Semplice la formula che premierà sia le vincenti per ciascuna disciplina sia l’istituto che riuscirà a fare bene in tutte le discipline. La proposta del Csi è completata poi con corsi di formazione rivolti ai ragazzi che hanno compiuto i 16 anni di età per arbitri di basket, calcio e pallavolo, oltre che per animatori sportivi e culturali. Sempre per la formazione sono attivi corsi per allenatori di calcio e dirigenti sportivi di società per i giovani che hanno compiuto i 18 anni. La partecipazione ed il superamento dell’esame conclusivo del corso che mediamente hanno una durata di trenta ore tra attività teorica e tecnicopratica, l’ente di promozione sportiva rilascia la certificazione valida per i crediti scolastici sia per il triennio della scuola superiore che per l’Università. Giuseppe Moio

T.I.M.

Sas

A Quarto il Trofeo San Castrese Si è svolto presso la parrocchia san Castrese a Quarto nell’impianto sportivo accanto alla struttura religiosa il primo “Trofeo San Castrese” di calcio a cinque riservato agli Under 12 della comunità, con l’organizzazione tecnica curata dal Csi Pozzuoli. Numerosa la partecipazione dei giovanissimi che hanno dato vita ad emozionanti sfide. E’ stato un pomeriggio intenso che ha permesso ad un centinaio di ragazzi di confrontarsi ed emulare sul campo le gesta dei propri campioni preferiti. La manifestazione è perfettamente riuscita anche grazie all’attiva collaborazione offerta dai volontari del servizio civile dell’associazione ‘Un’ala di riserva’ che supportano i progetti del Csi.

Torneo di Natale per le parrocchie Nel solco delle iniziative che vanno consolidandosi sul territorio, il Centro Sportivo Italiano – Centro Zona di Pozzuoli organizza anche per quest’anno il “Torneo di Natale” di calcio a cinque. La manifestazione è riservata alle realtà parrocchiali, oratoriali e associative della nostra diocesi in regola con l’affiliazione Csi. Quattro le categorie in gara: Under 8 (2005-2006), Under 10 (2003-2005), Under 12 (2001-2003) e Under 14 (1999-2001). Si giocherà sui campi di Quarto e del Gardenia Licola, messi a disposizione per l’occasione dai rispettivi responsabili proprio per favorire il fine della manifestazione: aggregare, avvicinare e far condividere momenti di vita e di sport ai giovani della nostra diocesi. Le iscrizioni, già aperte, si ricevono presso la sede del Csi Pozzuoli in via Annunaziata n. 5 (da Lunedì a Venerdì ore: 17,00 - 20,30) fino al 10 dicembre. E’ possibile utilizzare anche la mail: csipozzuoli@libero.it o telefonare allo 081.3658812.

Si è concluso il primo ciclo degli

“Incontri dell’Amicizia”

di Tamma Francesco & C.

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Un grazie infinito a tutti i bambini per la magica partecipazione, alle mamme attente e commosse, all'associazione La Roccia per la passione e la creatività con cui lavora! Grazie alle donne , sensibili e competenti, avvocati, psicologhe, giornaliste, mamme, dottori, casalinghe che hanno partecipato numerose e coinvolte! Adesso vi aspettiamo tutti alle presentazioni di dicembre (il calendario su Libreria Paginaotto). E per i bimbi... Babbo Natale in persona riceverà le vostre letterine in libreria! Libreria Pagina8 – Via Lepanto, 74 – Fuorigrotta – Napoli Tel. 0810209066 – e-mail: libreriapagina8@gmail.com


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TAMTAM

SEGNI DEI TEMPI

Anche il pm Conzo al primo incontro della scuola diocesana di formazione socio-politica. Il caso di via Provinciale Pianura

Fari antinebbia contro la criminalità

La sintesi del vescovo Pascarella: «Non ci può essere carità senza giustizia e senza legalità»

«D

ottore, vi prego, non andate via, aspettate ancora un momento, vi devo raccontare una storia». La signora C., occhi lucidi e voce tremante, ha preso il coraggio a due mani, e con passo deciso si è avvicinata al tavolo dei relatori, ormai già sgombro di carte e di ospiti. Fuori l’auditorium, le auto della scorta hanno già acceso i motori, e i fari allo xenon fendono l’intero cortile del parcheggio. Il “dottore” è Sergio Costa, comandante provinciale di Napoli del Corpo forestale dello Stato. Tra le sue molte attività, svolge anche compiti di prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale. «Ditemi tutto, signora, di che si tratta?». «Vedete, io abito a via Provinciale Pianura. Di fronte a casa mia c’è una fabbrica, con muri e cancelli altissimi. C’è un grande via vai di furgoni. Ufficialmente, è una ditta di traslochi, ma spesso dai suoi camini escono fumi densi e maleodoranti». Per alcuni attimi, lo sguardo della signora C. si abbassa, per poi risollevarsi, al

prezzo di un’immensa fatica. «Io ho già perso mio figlio per un tumore, e ora si è ammalato anche mio marito. Non posso muovermi, e non posso denunciare, lo capite, vero? Tempo fa i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico la fecero chiudere, perché sversavano veleni in un pozzo, inquinando la falda acquifera. Ma poi, quelli hanno riaperto, sotto altro nome. Chis-

sà cosa ci fanno, là dentro». Il comandante piega leggermente il capo, e usa parole sommesse ma anche decise: «Signora, facciamo così. Io comprendo la situazione, e comprendo il vostro dolore. Datemi solo il vostro indirizzo preciso, e io prenderò queste vostre parole come una segnalazione da verificare, e che mi è giunta personalmente». Questo dramma privato, dai

Preparare buoni cittadini

Anche quest’anno abbiamo dato inizio alla Scuola di formazione sociopolitica con un incontro, aperto a tutti, su un tema che non può non interessarci perché ci riguarda direttamente: “Cultura e formazione per prevenire l’illegalità”. Viviamo tempi difficili ma non peggiori di quelli di altre epoche. Di fronte al dilagare del male e della corruzione in tutte le sue forme, a volte abbiamo la sensazione che è una lotta impari: le persone oneste, perbene, o che si sforzano di essere tali, sono dunque destinate a soccombere sempre? Tuttavia non ci rassegniamo: ogni iniziativa che tende a costruire cultura, dialogo, formazione, rappresenta un segnale positivo per ritrovare le ragioni della speranza. L’anno scorso si partiva dall’urgenza di formare una nuova generazione di politici, quest’anno partiamo dalla convinzione che forse prima bisogna formare una nuova generazione di cittadini: da buoni cittadini nascono buoni politici! È solo un sogno o è possibile pensare di farcela realmente? Luigi Longobardo

risvolti così palesemente pubblici, è stato solo l’epilogo di una lunga sequela di dati e di fatti raccontati dai relatori, moderati dal vicario episcopale per la cultura, monsignor Luigi Longobardo. Il sostituto procuratore Giovanno Conzo, della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, con l’intatto entusiasmo dei suoi studi liceali da gesuita (all’insegna del “magis”, del “sempre di più”), ha descritto nel dettaglio il nesso tra politica, imprenditoria e camorra. Quest’ultima è proteiforme, opera su tre livelli: predatorio (offre sicurezza e prestiti “facili”), parassitario (diventa impresa dell’illecito: spaccio, contrabbando, scommesse, dvd), e simbiotico (assume la forma d’impresa fornitrice di prodotti legali: appalti, calcestruzzo, compravendita immobiliare, servizi). La camorra diventa poi impresa economica, e con la complicità di certa politica, punta a intercettare i flussi del denaro pubblico. Cosa fare? Il magistrato Conzo non ha dubbi: «Come si fa anche in altri

Paesi del mondo, serve una legge che imponga a chi possiede molto denaro di dimostrarne l’origine». E i politici collusi, concussi o corrotti? «Io sostengo che bisognerebbe sanzionare anche il semplice patto, con l’espulsione dalla vita politica e amministrativa, perché non sempre è dimostrabile il concorso esterno in associazione mafiosa». E mentre Luigi Cuomo, presidente della Fondazione Paulus, affermava l’importanza di occupare fisicamente gli avamposti che rappresentano facili prede per la criminalità, monsignore Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli, in una sola frase proponeva la sintesi più efficace: «la conoscenza e la comunicazione diventano qui fondamentali. Ma sappiate che non ci può essere carità senza giustizia e senza legalità». Alla fine, c’è la fondata speranza che una di queste sere, sotto gli occhi lucidi della signora C., le nebbie di via Provinciale Pianura verranno attraversate dai potenti fari di quella scorta. Gino Fusco

A Pozzuoli l’Amico giusto per la legalità

È partito il numero verde 800.900767 dello Sportello “Amico giusto” che Sos Impresa ha aperto a Pozzuoli grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale. La mattina di lunedì 26 novembre è stato inaugurato nel Mercato Ittico di Pozzuoli lo sportello e già si contano – dopo la diffusione dei manifesti – decine di telefonate. «A rispondere – spiega Luigi Cuomo, coordinatore nazionale di Sos Impresa – sono esperti che sanno come guidare l’imprenditore. Il centralino è a Roma, ma qui coordineremo le attività, insieme alle associazioni degli imprenditori, al Comune e alla Chiesa di Pozzuoli». Alla mattinata dedicata alla legalità, presentata dal giornalista Nello Mazzone, hanno partecipato il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, il referente della Rete per la legalità della Campania, Lorenzo Diana, il coordinatore delle attività antiracket della Regione Campania, Franco Malvano, il viceprefetto del Servizio Ordine e Sicurezza della Prefettura di Napoli, Gabriella D’Orso, don Paolo Auricchio, vicario generale della diocesi di Pozzuoli, e don Fernando Carannante, vicario episcopale per la Carità. Presenti altre autorità civili, militari e religiose, alunni e insegnati della scuola media “Diaz” di Monterusciello e del liceo “Virgilio” di Pozzuoli. «Questa struttura – ha dichiarato il sindaco Figliolia – deve diventare il simbolo della lotta alla camorra. Su Pozzuoli ci saranno investimenti per svariati milioni di euro, con interventi per la ex Sofer, Rione Terra, progetti Più Europa e risanamento ambientale. È necessario non abbassare la guardia» (su sdt on line articolo completo e foto dell’evento).


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