Page 1

SECONDO TEMPO

Mercoledì 30 Novembre 2016 | IL FATTO QUOTIDIANO |

Monza, il Gp per altri tre anni

Il ritorno di Fabio Rovazzi

Scorsese ricevuto dal Papa

Il Gran Premio d’Italia di Formula Uno a Monza si correrà ancora, almeno fino al 2019: firmato il contratto per il rinnovo per il prossimo triennio

Dopo lo straordinario successo della hit estiva “Andiamo a comandare”, venerdì esce il nuovo singolo “Tutto molto interessante”

Papa Francesco riceve oggi in udienza privata il regista statunitense. Il suo ultimo film, “Silence”, sarà proiettato in anteprima domani in Vaticano

» 21

PARTIGIANO Lo morte dello storico che seppe far accettare la tesi secondo cui la Resistenza, a cui aderì, fu non solo “guerra di liberazione” dal nazifascismo ma anche “guerra civile”

Claudio Pavone: dalla parte giusta, senza omettere nulla le; tracce più o meno consistenti di questo stesso intreccio si ritrovavano in tutti i movimenti della Resistenza europea. Ma proprio grazie a questa comparazione era possibile finalmente sottolineare alcune peculiarità dell’esperienza italiana, prima fra tutte il nesso tra scioperi operai e guerra partigiana.

» GIOVANNI DE LUNA

C

oraggio intellettuale e rigore storiografico; fu grazie a queste doti che Claudio Pavone aveva rifondato gli studi sulla lotta partigiana e segnato un’intera stagione del nostro dibattito culturale. Era il 1985 quando, in un convegno a Brescia, aveva presentato per la prima volta la sua tesi: nella lotta armata contro i nazisti, accanto agli aspetti di guerra di liberazione nazionale contro i tedeschi e di guerra di classe “tra i padroni e gli operai”, erano presenti quelli di una guerra civile di italiani contro italiani.

Studioso Claudio Pavone avrebbe compiuto 96 anni oggi. A lato, partigiani a Torino nell’aprile 1945 LaPresse

COSÌ COME un’altra specifici-

NON ERA la prima volta che

questa definizione veniva usata. Lo avevano fatto gli azionisti (da Franco Venturi a Giorgio Agosti, da Norberto Bobbio a Dante Livio Bianco) nel vivo della loro esperienza partigiana, lo avevano fatto i reduci di Salò (Giorgio Pisanò in particolare) negli Anni 50, quando si tentò una complessiva delegittimazione della Resistenza, degradandola a scontro fratricida, vergogna nazionale da rimuovere e cancellare. Era inevitabile quindi che, a sinistra, il riferimento alla guerra civile suscitasse vibranti polemiche, quasi fosse una concessione gratuita alle tesi denigratorie dei neofascisti. Pavone era già allora uno storico di fama; il suo passato

di archivista ne aveva irrobustito lo scrupolo filologico; i suoi studi sulla continuità dello Stato nel passaggio dal fascismo all’Italia repubblicana ne avevano confermato una solida maturità interpretativa. Era inoltre un punto di riferimento insostituibile nell’attività degli Istituti storici della Resistenza ed era davvero arduo scorgere nel suo lavoro un intento assimilabile al revisionismo che nei

decenni successivi avrebbe avviato una progressiva riabilitazione del fascismo mussoliniano. NEL 1991 la tesi sulle “tre guer-

re” era stata poi ripresa in un libro che ne aveva consolidato in maniera definitiva l’autorevolezza. Per Pavone si trattava “di comprendere come nello stesso soggetto, collettivo e individuale, abbiano potuto convivere due o tre guerre e le

dal lavoro. “Pensi che i ragazzi saranno più sereni? No, avranno un motivo in più per odiarti. Credi che ci sia di meglio in giro? Niente affatto”. FRANCES, però, è sicura che

comincia a insultarlo. La lite degenera, l’amica prende una pistola e lui ha un infarto per la paura. L’episodio spinge Frances a parlare al marito Robert e rivelargli che un giorno avrebbe voluto colpirlo in faccia con un gatto di ceramica e

che la sua felicità nel tornare a casa si arresta quando vede la sua macchina. “Non ti amo più, voglio il divorzio”. Sembrano parole definitive ma non lo sono. È Dallas, l’amica vedova e divorziata, a metterla in guardia, sul treno di ritorno

Matrimonio agli sgoccioli Sarah Jessica Parker e Thomas Haden Church nella nuova serie “Divorce”

Il libro

non resterà sola. Infatti ha un amante “dolce, spiritoso, creativo”, che però quando sa che lei ha chiesto il divorzio quasi collassa (“Pensavo che il nostro fosse un gioco di ruolo passionale e ora rischia di diventare una storiella borghese!”). Morale: lei torna dal marito scusandosi – “Non ero io a parlare, ero sotto choc” – e di nuovo sono sotto le coperte per una scopata che è peggio di una messa. La routine ricomincia. Frances riproverà a farsi piacere i suoi baffi. Ma è solo una bugia detta a se stessa. Il gomitolo da sbrogliare – da sola – è ancora tutto lì. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza l

Claudio Pavone Pagine: 825 Prezzo: 28e Editore: Bollati Boringhieri

tà tutta italiana fu quella legata alla scelta degli intellettuali che provenivano dalle file della cospirazione antifascista. Per molti, l’unica forma di Resistenza “per la quale valeva la pena di combattere”, fu – come si espresse Franco Venturi – proprio quella che si definiva “guerra civile”, un punto fisso a cui ancorare la consapevolezza che da quella guerra poteva e doveva nascere un mondo nuovo, anche solo per dare un senso a tante rovine e a tanti lutti. E questo non poteva avvenire senza lacerazioni. Il nazismo e il fascismo erano veramente considerati la rispettive motivazioni (...) fine dell’umanità, un esito traNon solo si amplia in tal modo gicamente incubato in seno al il campo dell’indagine (...) ma vecchio mondo. Per rinascere si colgono (...) a uno stato puro, bisognava distruggerne tutte non ancora mediato dalle esi- le premesse culturali, ideologenze dei partiti e della loro giche, sociali, economiche. coalizione, esigenze, aspettaQueste e altre preziose intive, atteggiamenti, presenti dicazioni contribuirono a uno spesso anche svecchiamennei militanti to radicale dedelle formaziogli sudi sulla ni maggiori (...) Resistenza. Da oltre alle posiallora in poi, zioni gelatino- Il riferimento lungo l’arco di se della popolauna vita lunga zione che costi- alla lotta fratricida e segnata semtuirà la base di fu a lungo vissuta pre da una fatmassa del pretiva operosità, d o m i n i o d e l a sinistra come una Pavone divenmod erati smo concessione alle tesi ne una risorsa postbellico”. preziosa per le Si trattava dei neofascisti successive geessenzialmennerazioni di te di un invito storici, un ad allargare le ricerche sulla punto fermo nella battaglia Resistenza, a non fermarsi più contro un revisionismo semsul ruolo dei partiti e sugli sce- pre più aggressivo e in linea nari complessivi, accettando con gli umori di un’opinione un confronto ravvicinato con pubblica affascinata dagli stel’universo accidentato delle reotipi e dai luoghi comuni. In uno dei suoi ultimi libri, (La scelte individuali. Tra le più rilevanti conse- mia Resistenza. Memorie di uguenze di questo approccio ci na giovinezza), aveva poi racfu la possibilità di collocare la contato la sua esperienza di lotta partigiana nel contesto partigiano combattente condella prima guerra totale della segnandoci una testimonianstoria. L’intreccio tra guerra za definitiva sulla sua dimenper l'indipendenza nazionale, sione di studioso. E ci aveva fornito il tassello guerra civile e lotta di classe di operai e contadini non fu, in- definitivo per comprenderne fatti, esclusivo della Resisten- lo spessore; la Resistenza fu za italiana ma si riferiva diret- prima il punto più alto della tamente alla duplice natura di sua biografia, poi l’oggetto più guerra tra Stati-nazioni e caro dei suoi studi e del suo imguerra tra ideologie assunta pegno civile. © RIPRODUZIONE RISERVATA dalla Seconda guerra mondia-

Pavone  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you