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POLITICA

Giovedì 1 Dicembre 2016 | IL FATTO QUOTIDIANO |

FLOP RAI3

Agonia “Politics”, Floris triplica ascolti di Semprini PROPAGANDA

» STEFANO FELTRI E CARLO TECCE

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on un flusso di denaro che incrocia il comitato nazionale Basta un Sì, il partito centrale, le donazioni private e i fondi parlamentari, il Pd ha smosso milioni di euro per vincere il referendum. Milioni che, a leggere i bilanci, non esistono: l’ultimo esercizio s’è chiuso con 700.000 euro di utile. Il comitato ha raccolto 500.000 euro di euro dai militanti e altri 500.000 euro li incasserà l’anno prossimo con il rimborso previsto dalla raccolta delle altrettanto 500.000 firme, missione compiuta con il necessario contributo della Coldiretti, a sua volta ricompensata con una norma nella legge di Stabilità (abolizione dell’Irpef agricola).

NEANCHE GLI ULTIMI scampoli di campagna elettorale riescono a rianimare gli ascolti di Politics (Rai3), il principale talk show politico della Rai, di fatto l’unico in prima serata. Martedì sera, il programma di Gianluca Semprini – che sarà chiuso tra un paio di settimane – ha registrato il 2,46 per cento di share, 654.000 telespettatori. Uno scarto abissale rispetto

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al successo di Dimartedì su La7. La trasmissione di Giovanni Floris, che ospitava anche Silvio Berlusconi, ha toccato quota 7,9 per cento di share, 1,57 milioni di italiani sintonizzati sul canale del gruppo di Urbano Cairo. Di fatto, Floris ha triplicato Semprini. Politics sarà sostituito da una versione estesa di Mi manda Rai3 di Salvo Sottile che, nonostante il “traino” lentissimo di Semprini,

è riuscito a raggiungere ottimi indici di ascolto. L’ex giornalista di SkyTg24 Semprini è destinato a far valere il contratto firmato la scorsa estate con Viale Mazzini e dunque sarà un caporedattore della testata di RaiNews. Politics è un fallimento attribuibile al capo di Rai3, Daria Bignardi, che aveva deciso di rinunciare al Ballarò di Massimo Giannini.

La legge ci vieta di sapere chi investe milioni per il Sì Il comitato ha soltanto un milione di euro ma il Pd ne sta spendendo più di 10 zo milione di euro per le pubblicità sui manifesti, sugli autobus, su Facebook, Twitter e un milione per la manifestazione di piazza del Popolo, di cui 100.000 per il noleggio di quattro aerei charter, due dalla Sicilia e due dalla Sardegna con andata e ritorno in giornata e parcheggio oneroso a Fiumicino.

I GRUPPI DI CAMERA e Senato

hanno versato un milione di euro, mentre il tesoriere Francesco Bonifazi – secondo una stima che circolava fra i vertici dem – ha stanziato in capo al Nazareno circa 4 milioni di euro. Totale: 6 milioni. Fra entrate e uscite, i conti non tornano. Perché mancano i capitali versati dagli imprenditori, oltre al caso conclamato di Davide Serra (l’unico finora ad aver rivelato l’impegno) e degli uomini d’affari mobilitati per finanziare la campagna elettorale referendaria. Soltanto per spedire 2,5 milioni di lettere agli italiani all’estero e 16 milioni di volantini agli italiani in patria, il Nazareno ha speso 7-8 milioni di euro. Come ha svelato il Fatto, per la propaganda nazionale arrivata nelle cassette postali, il Pd ha affidato la commessa a Nexive, una società italiana della multinazionale olandese Tnt, guidata da Milano da Luca Palermo, a lungo cliente di Tiziano Renzi, il papà di Matteo, ai tempi di Chil Post. Proprio la deposizione di Palermo ha aiutato Tiziano a superare indenne con un proscioglimento l’inchiesta per bancarotta fraudolenta di Genova. Contattate martedì pomeriggio, fonti ufficiali di Poste hanno confermato di aver contribuito a stampare una quota dei 16 milioni di volantini assieme ai concorrenti privati di Nexive e anche a un tipografo calabrese, ma hanno negato di aver consegnato le buste del Sì agli italiani. Ieri, però, gli impiegati di Poste con la pettorina di ordinanza hanno recapitato i volantini. Le lettere sono smistate con il servizio “Postal Target Creative” (30 centesimi a busta). Forse l’azienda quotata in Borsa ha cercato di fuggire da una scontata polemica, dopo che il Fatto ha scoperto che per le lettere agli italiani all’estero era stata applicata una tariffa

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Manovre In piazza Santi Apostoli ha sede il comitato “Basta un sì”. A sinistra, la prima pagina di ieri del Fatto LaPresse

L’ANNUNCIO

inferiore rispetto a quella di mercato. Oltre ai 400.000 euro del compenso di Jim Messina, lo stratega della comunicazione emigrato dagli Stati Uniti per aiutare Matteo Renzi a rientrare in contatto con gli italiani senza suscitare irritazione, il Pd ha sborsato almeno mez-

no stati inseriti nel fascicolo del presente rendiconto pubblicato nel sito Internet del Pd, soltanto i nominativi dei soggetti eroganti che, ad oggi, hanno rilasciato il facoltativo consenso previsto dagli articoli 22, comma 12, e 23, comma 4, del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196”. In nuQUELLO CHE SFUGGE da un meri vuol dire che centinaia computo empirico di questi di migliaia di euro ricevuti dal giorni e che sfuggirà anche ai Nazareno sono di proveniendocumenti pubblici sono le za ignota. Il Pd dichiara quasi donazioni private fra i 5.000 e 7,2 milioni di euro ottenuti i 100.000 eud a i p a r l amentari, cirro coperte dalla priva- Assalto finale ca 1,8 milioni cy. Perché la Non solo Nexive da altri e non legge sui parli rendiconta titi del 2014, dell’amico di papà tutti. E il bigenerata dal Renzi, anche Poste lancio si rifegoverno di risce al 2015, Enrico Letta consegna i volantini un anno sene approvata za elezioni d a l P a r l anazionali e, di mento con Renzi a Palazzo certo, meno dispendioso e Chigi, ha introdotto una scap- imponente di questo sul refepatoia: se il denaro è tracciato rendum. – cioè non in nero – il partito Se il Sì dovesse vincere, gli può evitare di rendere noto il italiani non potranno mai sanome se il donatore non rila- pere chi sono i generosi finanscia il consenso al trattamen- ziatori che hanno reso possito dei suoi dati personali. bile cambiare la CostituzioIl concetto è spiegato dal ne. E chi dona decine di mibilancio del Nazareno, che gliaia di euro a un partito nel s’avvale con frequenza di momento del bisogno, poi, si questa comoda norma: “Si se- aspetta di essere ricambiato gnala che, ai sensi della legge con altrettanta generosità. n. 13/2014, art. 5 comma 3, so© RIPRODUZIONE RISERVATA

La scheda CON LA FIRMA di Matteo Renzi in calce e una serie fotografie, il Pd ha cercato di convincere gli italiani all’estero a votare Sì, raggiunti da una lettera stampata 2,5 milioni di volte. Un’operazione costata 1,5 milioni di euro. Da martedì, invece, Nexive e Poste consegnano in Italia i 16 milioni di volantini per il Sì n

Pubblico impiego Dopo sette anni di blocco, firmato l’accordo tra esecutivo e sindacati

Statali, 85 euro giusto prima del voto » LUCIANO CERASA

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l sindacato tira un sospiro di sollievo, dopo sette anni di blocco contrattuale nel pubblico impiego. Ci sono volute sette ore di trattativa con il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, ai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil per portare a casa l’accordo che fa tornare in busta paga, ma solo in parte, il potere d’acquisto perso sotto la mannaia dell’austerity sul lavoro dipendente inaugurata dal governo Monti . “CON IL GOVERNO abbiamo

condiviso le linee guida per l’apertura delle trattative sul rinnovo dei contratti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni – spiegano alla Cgil – dopo sette anni di blocco della contrattazione si interviene correggendo le norme introdotte dalla legge Bru-

Accordo fatto per gli statali Ansa

netta e dalla buona scuola che limitavano la contrattazione ridandole ruolo e titolarità”. Il sindacato attribuisce particolare valore alla garanzia offerta dal governo di rinnovare i contratti dei lavoratori precari assunti dalle pubbliche amministrazioni in scadenza e l’impegno a superare con apposite norme il precariato all’interno in una legge quadro da varare. Im-

portante per il sindacato è anche l’introduzione di welfare contrattuale con misure che integrano le prestazioni pubbliche. Le soluzioni salariali indicate nelle linee guida fanno riferimento a un aumento contrattuale di 85 euro medi mensili per il triennio 2016-2018. Si è convenuto di trovare una soluzione che tuteli le retribuzioni dei lavoratori garantendo che gli aumenti contrattuali abbiano efficacia per tutti senza che possano incidere sul bonus degli 80 euro. Nella contrattazione dovranno essere riviste i parametri in modo da non penalizzare chi percepisce il bonus fiscale. In totale il governo si è impegnato per una spesa di 5 miliardi di euro nel triennio spalmati sui rinnovi contrattuali dei 4 comparti della Pa. “Nuove regole per nuovi contratti. È il cambio di passo che volevamo e che ab-

biamo ottenuto grazie alla meno legge e più contratti per mobilitazione di milioni di dare più valore alle compelavoratori pubblici. Abbiamo tenze dei lavoratori anche firmato un accordo sul pub- nell’innovazione organizzablico impiego per una nuova tiva che serve ai nostri enti”. stagione dei servizi pubblici, con i lavoratori I LAVORATORI per i cittadini”, pubblici, sottolicommenta entunea Faverin, siasta Giovanni “conteranno di Faverin, segreta- Austerità addio p i ù” e poi, agrio generale del- La spesa prevista giunge il sindala Cisl Fp. L’intecalista, “l’accorsa, rileva il sinda- è di 5 miliardi do sancisce calista, “ci apre in tre anni un’altra grande una strada nuova conquista: non verso il ricono- per recuperare solo saranno suscimento pro- in parte i tagli perate fasce e fessionale dei lapagelle e sarà voratori pubbli- da Monti in poi data voce ai laci. E verso un rinvoratori nella rinovo di contratforma della Pa, to con risorse per tutti, da au- ma si apre la strada a welfare mentare nella contrattazio- aziendale, decontribuzione ne di posto di lavoro. Da qui in dei premi di produttività e inavanti, come nel privato, sa- centivo alla previdenza comranno le parti a decidere le plementare anche nel pubmaterie da regolare con la blico impiego”. © RIPRODUZIONE RISERVATA contrattazione. Vale a dire


Milioni del pd