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| IL FATTO QUOTIDIANO | Venerdì 3 Giugno 2016

ALL’EVENTO SULL’ECONOMIA

Festival di Trento, Raggi ospite domani, Boschi domenica

VIRGINIA RAGGI apparirà domani, in un dibattito assieme a Piero Fassino, mentre domenica mattina arriverà Maria Elena Boschi (in foto). È il parterre del Festival dell’Economia di Trento, quest’anno pieno di ospiti politici. C’è già grande curiosità per la partecipazione della candidata sindaco del M5s a Roma, Virginia Raggi, invitata da Tito Boeri, presidente dell’Inps nonché direttore

q

scientifico della manifestazione. Raggi parteciperà a un panel sul rapporto tra centro e periferia nelle città. Con lei anche Piero Fassino, sindaco uscente in corsa per la rielezione a Torino, il sindaco di Verona Flavio Tosi, e Guido Castelli, primo cittadino di Ascoli Piceno. Domenica mattina invece sarà la volta della Boschi, che tanto per cambiare parlerà di riforme e del referendum del prossimo ot-

tobre. Nel pomeriggio, il ministro sarà a un’iniziativa dei comitati trentini per il sì. E già si parla di possibili contestazioni dai sindacati di base. La certezza è che, per lei come per la Raggi e Fassino, ci sarà l’obbligo di non parlare delle amministrative di domenica, pena la violazione del silenzio elettorale. Silenzio violato da Matteo Renzi, proprio nel Festival dell’anno scorso.

“Pressioni da Giuliano Amato” nell’inchiesta sui professori

ARIECCOLI

LA RIFORMA, ULTIMA LIANA DI “TARZAN” SCOTTI » FABRIZIO D’ESPOSITO

Concorsi a cattedra pilotati, nelle intercettazioni il giurista barese Ferrari

I

riferiva a un collega dell’interessamento dell’attuale giudice della Consulta

S

i parla espressamente di “pressioni da parte di Giuliano Amato” negli atti dell'inchiesta sulla “concorsopoli” universitaria che vede indagato il giudice della Consulta, Augusto Barbera, per il reato di induzione al falso pubblico. Sebbene non risulti indagato, Amato è il secondo giudice della Corte costituzionale citato nell'informativa, redatta dalla Guardia di Finanza, dalla quale è scaturita l'indagine –nata a Bari e trasferita a Roma per competenza – che vede coinvolti circa 30 professori universitari. A citare Amato è il professore Giuseppe Franco Ferrari che, si legge negli atti, era impegnato in un duro confronto con il collega barese Luigi Volpe, per l'assegnazione delle idoneità al concorso di diritto pubblico comparato del 2010. Nessuna prova, soltanto una chiamata in causa de relato, che negli

L’INDAGINE

» ANTONIO MASSARI E VALERIA PACELLI

L’

indagine sulla “concorsopoli” universitaria del 2010 rischia di abbattersi sul fronte del “sì” alla riforma costituzionale: tra i professori citati e intercettati negli atti d’indagine compaiono ben 13 firmatari del manifesto favorevole alla riforma e uno pubblicamente schierato per il “no”. L’inchiesta ormai conclusa dalla Procura di Roma, che vede indagato il giudice costituzionale Augusto Barbera per induzione al falso in atto pubblico, si basa infatti su un’informativa della Guardia di Finanza che per mesi ha intercettato parecchi docenti costituzionalisti. E intercettazioni e annotazioni degli investigatori, al di là dell’eventuale rilevanza penale, sono di grande interesse pubblico perché svelano una vera e propria spartizione delle cattedre. Sul fronte del “no” si segnala la presenza del costituzionalista Mauro Volpi, già componente laico del Csm, che stando agli atti partecipa attivamente alla ripartizione delle idoneità. “L'8 SETTEMBRE 2010 – scrivono gli investigatori - si erano chiusi i lavori della commissione dell'università Lum “J. Monnet”di Casamassima (Bari) con assegnazione delle idoneità ai candidati (…), entrambi allievi del professor Ferrari, membro designato, che riusciva a rafforzare la maggioranza

atti si ripete due volte. La prima il 28 settembre 2010, quando Ferrari parla con Volpe, e gli investigatori scrivono: “Volpe incalzava nuovamente Ferrari, chiedendo se vi fossero novità, e questi gli riferiva di pressioni giunte dal prof. Amato Giuliano”. PER COMPRENDERE il clima in cui si

Ex premier Giuliano Amato Ansa

svolgeva il concorso, è utile il passaggio successivo dell'informativa: “Il barone barese, preoccupato di eventuali interferenze esterne, insisteva per chiudere quanto prima l’accordo, suggerendo ancora una volta di concordare le date: 'Noi dobbiamo rapidamente definire queste cose, perché così diamo spazio ad altri di inserirsi nelle cose che poi riguardano esclusivamente la nostra disciplina insomma… io direi di stendere un programma esecutivo, definiamo anche le date in cui insieme prima di

Natale chiudiamo tutto insomma'”. C’è un'altra occasione in cui Ferrari cita Amato nelle intercettazioni della Finanza. Siamo a ottobre 2010 e in uno sfogo con un altro professore, Romano Orrù, Ferrari dice che “il docente barese (Volpe, ndr) lo stava 'tormentando' ma che era riuscito a 'calmarlo o impapocchiato in qualche modo'”. “Orrù – annotano gli investigatori – tranquillizzava Ferrari” che, a quel punto, gli “riferiva delle innumerevoli pressioni ricevute”. “Lo so però ho bisogno che gli parli dieci minuti in modo che suddividiamo in filo di carico perché io non ce la faccio più, guarda tra De Vergottini, Amato e Morbidelli, con la Mancini... (nome incomprensibile) …per la Bernini, Pizzetti te lo raccomando lui e la famiglia... non ce la faccio più”. A. MASS.

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Guardia di Finanza L’informativa sulle manovre per assegnare le idoneità

Altri 13 docenti del Sì nel fascicolo su Barbera e la grande spartizione

con il consenso, tra gli altri, del prof. Oliviero, rappresentante della scuola perugina, previo placet del prof. Volpi, che veFerrari deva ricambiato il suo appogriusciva gio per l’idoneità del suo alliea rafforzare vo...”. Il professor Maurizio Oliviero è lo stesso che, a diffela maggioranza renza di Volpi, ha firmato il manifesto per il “sì”. E negli atcon il ti di questa inchiesta sono ben consenso, 13 i colleghi citati o intercettati del prof. che aderiscono allo stesso Oliviero e il fronte. Tra questi Luca Mezzetti. placet del “Con la sua messinscena – prof. Volpi continuano gli investigatori – Mezzetti fingeva lealtà alla 'scuola di appartenenza' e quindi al maestro Lombardi (poi scomparso, ndr) , ma in realtà si era già accordato con Ferrari Giuseppe Franco, del

quale conosceva benissimo gli docente di riferimento di Feintenti. Tant’è che nel corso di derico Pizzetti, che contattava due differenti conversazioni Loiodice riferendogli che era intercorse con il collega prof. necessario 'lavorare' su FerraDe Vergottini Giuseppe, alla ri. Il docente barese la tranrichiesta di notizie sui concor- quillizzava assicurandole ansi, testualmente affermava: che il sostegno del commissa'…non ci sono margini… Ferra- rio Cordini”. Sia Bilancia sia ri ne ha tre da sistemare su due Cordini sono tra i firmatari per idoneità'”. Citata anche Lo- il “sì”. Tra gli altri costituziorenza Violini che, spinta da nalisti pro-riforma che comLombardi, sarebbe stata vota- paiono negli atti d'indagine si ta come commissario per gli e- contano Guido Guidi, Claudio sami in queMartinelli, stione: “LoioPaolo Carrozd i c e ( A l d o , L’ex Garante za, Edoardo p r o f e s s o r e Pizzetti sollecitava Frosini, Andell'universidrea Morrone, tà Lum di Bari, Loiodice “deciso Elisabetta Pandr)... si culla- a ottenere garanzie lici di Suni e va delle notiGiuliana Carzie che riceve- per il figlio Federico” boni. Di queva da Lombarst'ultima negli di che avrebbe atti si legge a fatto votare anche Violini Lo- proposito del concorso di Sasrenza”. sari: “A ruota doveva vedere la conclusione il concorso banTRA I FIRMATARI illustri del dito dall’Università degli Stumanifesto per il “sì”c'è l'ex Ga- di di Sassari, dove a prescinderante per la Privacy Franco re da tutte le remore del Prof. Pizzetti che sollecitava Loio- Frosini, membro designato, dice “deciso a ottenere perso- veniva dichiarata l’idoneità nali garanzie sul sostegno del della candidata interna, Carfiglio Federico Gustavo”. boni Giuliana Giuseppina, per “Pressioni – annotano gli in- cui il leader Ferrari aveva dato quirenti – giungevano anche tutti i 'possibili affidamenti'”. dalla prof.ssa Paola Bilancia, © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sotto la lente dei pm Luca Mezzetti insegna Diritto costituzionale a Bologna; a sinistra, Francesco Pizzetti, docente a Torino, Garante per la Privacy dal 2005 al 2012

l democristiano Vincenzo Scotti è morto berlusconiano per poi rinascere renziano grazie all’appello degli ac cad emi ci per il Sì alle riforme. O t t a n t atré anni il prossimo settembre, di solito si ferma la sua immagine pubblica al 1992, quando venne “destituito” dal ministero dell’Interno. Al suo posto andò Nicola Mancino, uno degli imputati nel processo per la trattativa tra Stato e mafia. Le ragioni di quell’avvicendamento sono uno dei capitoli misteriosi del procedimento siciliano, anche perché lo stesso Scotti, non creduto, nel marzo del 1992 alla commissione Affari Costituzionali della Camera denunciò il pericolo di un’imminente stagione stragista di Cosa Nostra. In ogni caso, non è quella la sua ultima foto istituzionale: Scotti, infatti, fino al 2011 è stato sottosegretario agli Esteri dell’ultimo governo Berlusconi. I suoi trascorsi nella Seconda Repubblica sono di natura sudista: fondò poi uno di quei partitini, Noi Sud, passati alla cronaca come i “Responsabili” inventati da Denis Verdini, all’epoca forzista, per tenere in piedi il governo dell’ex Cavaliere dopo la scissione finiana. Da democristiano, Scotti si guadagnò il soprannome di “T arza n” per la facilità con cui nella Dc passava da una corrente all’altra. Le correnti come liane, appunto. Finanche sindaco di Napoli, è stato un big della Balena Bianca. Nel 1992, guidava insieme con Antonio Gava i dorotei della corrente del Golfo, la più grande della Dc. E fu lui a comunicare all’andreottiano Paolo Cirino Pomicino la fatidica decisione di candidare Arnaldo Forlani al Quirinale contro il Divo Giulio. Da titolare del Viminale fu coinvolto nello scandalo dei fondi neri del Sisde: si salvò con la prescrizione ma ha dovuto risarcire allo Stato quasi tre miliardi di lire. Quando il governo D’Alema si buttò sul bingo, fece un’apposita società con uomini vicini all’allora premier. Instancabile, Scotti ha persino messo su un’università privata, la Link Campus University. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il fatto p4  
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