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14 » CRONACA LA LEGGE DEI RADICALI

Cannabis legale, firmano Appendino e Chiamparino

| IL FATTO QUOTIDIANO | Mercoledì 19 Ottobre 2016

LA SINDACA di Torino Chiara Appendino ha firmato la legge di iniziativa popolare “Legalizziamo!” per la cannabis legale, promossa da Radicali italiani e Associazione Luca Coscioni con il sostegno delle più importanti organizzazioni antiproibizioniste italiane. Hanno inoltre annunciato la propria firma anche i presidenti della Regione e del Consiglio regionale del

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Piemonte, Sergio Chiamparino e Mauro Laus. A dare la notizia, i coordinatori dell’associazione radicale “Adelaide Aglietta” Igor Boni, Laura Botti e Silvja Manzi. “Torino –spiegano –è sempre stata all’avanguardia sulla proposta di legalizzazione delle droghe leggere e la sindaca e la maggioranza del Consiglio comunale non fanno che ribadire questa capacità di guardare avanti, con ra-

Pedofilia e sesso di scambio: le nuove accuse al Vaticano Dalla Liguria a Roma. Un sacerdote denuncia l’ex monsignore di Albenga: “Pagava i bisognosi per avere rapporti e il cardinale Calcagno sapeva” » FERRUCCIO SANSA inviato ad Albenga (Savona)

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evo riferirle che il vescovo Mario Oliveri paga sistematicamente per avere prestazioni sessuali nel suo studio. Che io sappia si tratta di maggiorenni, i quali in cambio della prestazione sessuale ottengono soldi. Sono soggetti che vanno per un aiuto, e poi subiscono le pesanti richieste del vescovo”. È il 15 gennaio 2015 quando la Procura di Savona ascolta come testimone don Filippo Bardini, all’epoca direttore della Caritas di Albenga. Oggi il contenuto di quelle carte è pubblico con gli atti dell’inchiesta sul sacerdote Nello Giraudo (che patteggiò un anno, mentre tante altre accuse sono finite in prescrizione). Francesco Zanardi, attivista anti-pedofilia della Rete l’Abuso, commenta: “Le parole di don Bardini sono il primo atto d’accusa proveniente da un sacerdote – poi sostituito alla guida della Caritas – nei confronti delle diocesi di Albenga e Savona”. Quelle diocesi al centro di scandali di pedofilia e non solo. UN ATTO D’ACCUSA nei con-

fronti del vescovo Oliveri che all’epoca guidava Albenga e che poi è stato sostituito da papa Francesco. Sulle affermazioni di Bardini è stato aperto un fascicolo senza indagati. Oliveri non è stato indagato: i fatti sarebbero comunque prescritti e non è detto che siano da considerare reati. Ma

I monsignori Mario Oliveri e Domenico Calcagno Ansa

Ex direttore Caritas Quella di don Bardini è la prima testimonianza di un prete Bardini parla anche di Domenico Calcagno, all’epoca dei fatti vescovo di Savona e oggi potentissimo cardinale in Vaticano. È presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica: “Posso dichiarare che il fatto che don Giraudo avesse rapporti sessuali con minori era di dominio pubblico e i vertici della

chiesa locale tacquero; sia l’allora vescovo Dante Lafranconi che Calcagno, che si avvaleva di Giraudo come cuoco, erano a conoscenza del fatto che abusava dei minori affidatigli”. E TRA LE CARTE ecco una let-

tera che Calcagno scrisse nel 2003 all’allora cardinale Joseph Ratzinger: “Presento con animo colmo di sofferenza il caso di don Nello Giraudo... per quanto possibile intendo evitare che abbia comunque responsabilità che lo mettano a contatto di bambini e adolescenti”. Calcagno insomma scrisse in Vaticano. Ma nell’estate 2005 Giraudo, durante

gionevolezza e senza ipocrisie”. “Dopo Federico Pizzarotti e Luigi De Magistris, la sindaca di un’altra importante città firma la nostra proposta di legge per la cannabis legale. Non è un caso, perché il fallimento della lotta alla droga seppur avvenuto a livello transnazionale, ha una ricaduta è enorme anche sulle amministrazioni locali, in termini di sicurezza e disagio sociale”, esulta il segretario di Radicali italiani Riccardo Magi.

Indagato il vescovo-simbolo dell’accoglienza ai migranti: associazione per delinquere Caos Ventimiglia, don Suetta e i 2 milioni dei Beni culturali per il palazzo dei poveri dall’inviato a Sanremo (Imperia)

È

un campo scout a Vara, molestò un ragazzo e fu per questo condannato. I vertici ecclesiastici sapevano? Un’accusa che non abbandona i vescovi di Albenga e Savona. Calcagno ha sempre negato. Non è stato indagato. E Benedetto XVI lo ha promosso in Vaticano. Nel maggio scorso eccolo indagato in un’inchiesta per malversazioni amministrative relativa al periodo in cui era stato vescovo di Savona. “Ho fiducia nella magistratura, chiarirò tutto”, aveva detto. Poi le polemiche per la collezione di armi, la grande passione di Calcagno.

il vescovo simbolo dell’accoglienza agli immigrati di Ventimiglia. Tonino Suetta è indagato per associazione per delinquere, appropriazione indebita e malversazione ai danni dello Stato. Tutto nasce quando società del consorzio il Cammino (fondata da Suetta) ottengono due milioni dal ministero per i Beni culturali per ristrutturare Palazzo Spinola di Taggia. I fondi vengono assegnati per acquistare l’edificio storico, ristrutturarlo e accogliervi persone disagiate. Ma l’immobile, secondo gli investigatori guidati dal pm Chiara Venturi, non sarebbe stato restaurato.

DON FILIPPO BARDINI, il sa-

SI STA INDAGANDO per capi-

cerdote scomodo autore della testimonianza, non è più ai vertici della Caritas di Albenga. E qui un altro scandalo, ma avvenuto quando già in Riviera era arrivato Guglielmo Borghetti, vescovo mandato da Bergoglio per rivoluzionare la Curia: alla Caritas, infatti, dopo Bardini era stato nominato don Francesco Zappella. Ma nel settembre 2015 ecco che viene toccato da un’inchiesta per reati sessuali. Borghetti sembrò difenderlo: “Per quanto lo conosco io don Francesco è una persona buona e generosa”, disse. L’inchiesta si risolse con un’a rc h iv i az i on e (tra l’altro i fatti sarebbero stati prescritti), ma emerse – come riportarono Il Secolo XIX e il Corriere della Sera – che lo stesso sacerdote anni prima era già stato condannato per atti di libidine su minorenni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

re se sia servito per altri scopi, come fornire garanzie per ulteriori finanziamenti di banche. C’è poi da ricostruire se i soldi pubblici siano serviti per ripianare i debiti del consorzio (tesi smentita dalla difesa). “Non so niente di quel prestito”, replica Suetta. Il suo nome, appunto, entra nell’inchiesta insieme con quello del consorzio Il Cammino. Noto a Sanremo, per le sue tante attività e gli amici eccellenti. Tanto per cominciare Marco Simeon che proprio dal Cammino muove i primi passi della sua straordinaria carriera: dalla pompa di benzina di famiglia eccolo approdare a Genova dove finisce nei cda di ospedali della Curia e della Fondazione Carige; dove viene nominato priore del Magistrato di Misericordia che gestisce immobili della diocesi allora in

mano a Tarcisio Bertone. Simeon - prima di sbarcare a Roma dove ottiene incarichi in Vaticano per conto di Mediobanca e Rai - coordina il progetto Rosa Mystica, ovvero la vendita di una particolare rosa di Sanremo, per celebrare l’Immacolata Concezione. L’iniziativa, madrina Claudia Koll, viene affidata a una società legata al Cammino. Già, quel consorzio

Monsignor Tonino Suetta

cattolico che alle feste per il suo compleanno riceveva gli auguri dei potenti: prima di tutti Claudio Scajola e la Fondazione Carige (dove sedevano tanti parenti dell’ex ministro), ma anche Claudio Burlando (“Da tempo collaboriamo con voi”, disse l’allora governatore della Liguria). Suetta viene dalla diocesi di Albenga dove è stato economo e rettore del Seminario in seguito praticamente azzerato. Quando fu nominato vescovo disse: “Ringrazio con immenso affetto Mario Oliveri con cui ho collaborato per tanto tempo”.

F.SA.

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