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| IL FATTO QUOTIDIANO | Giovedì 1 Dicembre 2016

DOPO L’ADDIO DI SCHULZ

Europarlamento, i Socialisti lanciano Pittella per il vertice

“V

oi chiamate, io ris pondo”. Per fortuna. “Siamo dalla stessa parte, soprattutto nei momenti difficili”. Ora è uno di quelli? “Come poche volte nella nostra storia politica, infatti pensavo bastasse partecipare domani alla Woodstock del No, mentre ho capito che è meglio ribadire pubblicamente il motivo. Ho troppa paura”.

dente del Parlamento e, per un breve periodo, anche presidente quando Schulz si era candidato alla guida della Commissione Ue. La staffetta socialista non è scontata: un accordo del 2014 prevedeva la staffetta con il Ppe nel 2017. Ma così i conservatori si troverebbero alla presidenza di Parlamento, Commissione

“Sono dei piazzisti di pentole che hanno promesso di tutto” Dal palco all’urna L’attrice Sabrina Ferilli spiega le ragioni per cui bisogna votare No al referendum

Di cosa, Sabrina Ferilli?

Ansa

Che possa vincere il Sì, quindi meglio non mollare, anche a costo di prendere altri insulti in faccia per una posizione di poco comodo. Renzi e i suoi sono stati svegli. Dove, in particolare?

Basta prendere la scheda elettorale: le domande sono poste in maniera tendenziosa, irreale. Già da questo uno dovrebbe capire Basta prendere la scheda del quesito referendario, una vergogna: le domande sono poste in modo tale che chi vota No poi deve chiamare un’ambulanza e farsi ricoverare. In che senso?

Quando leggi il quesito ti portano a dire ‘bene, bravo, bis’. È come se ti chiedessero: ‘Ma tu vuoi bene a mamma? E a papà? E a nonna?’. Se poi ami tutta la famiglia vinci anche un bonus. Già da questo uno dovrebbe capire che qualcosa non va.

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LA LETTERA

Identikit di chi vota No.

Dico: ‘Per lo stesso motivo per cui tu voti Sì, ma non sai che la tua scelta è quella sbagliata’.

Nei giorni scorsi alcuni suoi colleghi attori e registi hanno firmato un appello per il Sì.

Lo so e la motivazione è molto più semplice di quanto uno possa immaginare. Sarebbe?

La maggioranza delle persone, e da sempre, nel voto guarda a un’esperienza riconducibile a se stessa. Magari credono di trovare nel

Da premier, Matteo Renzi ha promesso molto a molti.

Appunto. In questo lui è bravo. E chi ha firmato quell’appello si giustificherà con un classico: ‘Fare qualcosa è sempre meglio di niente’. Mentre non capisce che in questo caso l’ottenere andrebbe a danno di altre priorità sociali.

In questa campagna elettorale cos’è che l’ha colpita maggiormente?

La violenza con la quale l’esecutivo afferma: ‘Chi vota No blocca per vent’anni l’Italia’. Ma stiamo scherzando?

Questa responsabilità non può ricadere sugli elettori, è solo l’ennesimo tentativo di scaricare sul popolo le colpe di un fallimento riconducibile alla politica e a loro stessi.

Mi colpisce la violenza con la quale questo governo afferma: ‘Chi vota No blocca per vent’anni l’Italia’. Ma stiamo scherzando?

Comunque vada, la frattura non si sanerà con il 5 dicembre.

Proprio così. Hanno diviso un Paese, hanno polarizzato le idee, hanno incattivito ulteriormente la politica. E sulla Costituzione, che ci aveva sempre uniti! Hanno finto di saper guardare al futuro. Se dovessero vincere... Cosa immagina?

Se la canteranno e suoneranno a loro piacimento, ha presente cosa stanno combinan-

do con i finanziamenti ai partiti e l’acqua pubblica? Ce lo dica lei.

Se ne fregano nonostante la chiara volontà popolare espressa in altrettanti referendum, e quando nei dibattiti televisivi gli butti in faccia le loro responsabilità, abbassano gli occhi per l’imbarazzo. Qualcuno arrossisce. Non sanno cosa inventarsi. Sviano e aspettano la domanda successiva per prendere fiato. Lei è livida.

No, sono lucida. È impossibile per la maggioranza delle persone comprendere il quesito, e non è una questione di sfiducia. È realtà. E lo affermo perché è complicato entrare nel merito. Attenzione: non lo dico io, ma importanti professori di diritto e la società civile che per fortuna ancora esiste. Per questo quelli del Sì sono e sono stati dei magistrali ‘venditori’... Piazzisti?

Tutta la propaganda del Sì è stata gestita come fosse la vendita di un servizio di pentole.

Signore e signori accorrete numerosi.

Da questa classe politica non mi aspetto niente altro di meglio.

Però appuntamento a domani sera per la Woodstock del No.

Già, io ci sarò. E parlerò. Perché io non la do vinta a questi.

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Contraddizioni Caro Benigni, chi vota Sì modifica anche la prima parte della Costituzione

A RISCHIO I VALORI FONDAMENTALI

Meglio non potevano.

Quando le chiedono perché vota No, cosa risponde?

governo una risposta alle esigenze della categoria.

Serve il vostro aiuto

Sono ben infiocchettate?

Da una parte c’è chi è veramente esasperato, chi non ne può più e va oltre il concetto di referendum; dall’altra chi si è informato e si rende conto di cosa sta accadendo.

e Consiglio europeo, le tre istituzioni principali. I potenziali presidenti sperano nel colpaccio: il tedesco Manfred Weber e l’italiano Antonio Tajani, di Forza Italia. Ma è più probabile che l’alternativa a un socialista sia un liberale: il partito ha deciso di candidare soltanto lo storico leader Guy Verhofstadt, silurando la sua sfidante, l’eurodeputata Sylvie Goulard.

Sabrina Ferilli L’attrice interviene sul referendum: “Ho troppa paura che possa vincere il Sì, meglio non mollare a costo di prendere altri insulti”

L’INTERVISTA

» ALESSANDRO FERRUCCI

I SOCIALISTI EUROPEI provano a conservare la poltrona della presidenza del Parlamento europeo dopo l’annuncio di Martin Schulz che ha deciso di dimettersi per candidarsi al Parlamento tedesco. Ieri il Pse (che oggi si chiama S&D) ha candidato all’unanimità Gianni Pittella, oggi capogruppo che nella scorsa legislatura è stato vicepresi-

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» GIORGIO LA MALFA E MASSIMO ANDOLFI

C

aro Benigni, tra pochi giorni i cittadini dovranno convalidare oppure no una modifica di oltre 40 articoli della Costituzione approvata da una ristretta maggioranza. Lei, che in passato ha saputo trovare parole eloquenti per difendere la nostra Carta, questa volta voterà sì. Noi non pensiamo che lei abbia tradito le sue convinzioni, né dimenticato le sue parole. Pensiamo che, come molti altri – intellettuali, uomini dello spettacolo, giornalisti, insegnanti – che nel 2006 non avevano avuto esitazioni nel votare No a una vasta modifica costituzionale imposta a maggioranza, sia stato

convinto da un argomento adombrato in questi mesi dai sostenitori del Sì. Adombrato, ma non valutato. L’argomento è che la nostra Costituzione è fatta di due parti separate: una prima parte con i valori da non toccare; una seconda che riguarda la macchina dello Stato che può e anzi deve essere aggiornata perché i tempi sono cambiati. La prima parte indicherebbe le destinazioni e la seconda il veicolo che dovrebbe portare gli italiani verso di esse. Le destinazioni, i valori di cui lei ha parlato poeticamente, i valori della lotta di Liberazione da cui è nata la Costituzione, quelli sarebbero intoccabili; sul veicolo invece si potrebbe, senza rischi, intervenire. Ma qui lei e tante brave persone rischiano di sbagliare,

perché nulla sancisce la distinzione fra le due parti. Per 70 anni, tre elementi hanno protetto la Carta: l'equilibrio tra i poteri dello Stato; l'utilizzo dell'art. 138 per operare revisioni di singoli aspetti della Costituzione e non per una ‘riforma’ di essa e cioè esercitando un potere costituito e non il potere costituente che spetta solo al popolo; il rigetto, infine, dell'idea che la maggioranza politica di turno, che è poi sempre una minoranza del Paese, possa alterare la nostra democrazia. Questo del resto fu il motivo per cui sentimmo di dover dire No alla riforma proposta dalla sola maggioran-

za di centrodestra qualche anno fa. La riforma su cui siamo chiamati a pronunciarci non solo contrasta con questi criteri, ma apre un cantiere di modifiche costituzionali, elettorali e regolamentari, destinato a rimanere aperto per anni. Insomma, caro Roberto, chi ci garantisce l’intoccabilità della prima parte, una volta che si è avallata la decisione di travolgere 40 articoli? Ovviamente non pensiamo certo che l’attuale maggioranza si prepari a farlo. Ma quelle che verranno dopo di essa? Certo lei, noi e tanti altri scenderemo in piazza contro i propositi di toccare i diritti fon-

damentali. Ma ci potranno dire che la porta non l'hanno aperta loro, ma il partito in cui sono confluite le due maggiori tradizioni politiche del dopoguerra, quelle della Costituzione del ‘48. In un momento storico in cui gli elettori delle principali democrazie sembrano preda di inattese pulsioni, perché stabilire il precedente che le regole sono modificabili a colpi di maggioranza ? Perché, Benigni, era così forte il suo messaggio ne La vita è bella? Non certo perché stiamo rivivendo gli orrori del nazismo, ma perché lei ammoniva che quella malattia non è risolta per sempre. Ci ripensi, e con lei quella parte dell’Italia che non dimentica, che non può dimenticare, che non ha il diritto di dimenticare.

Ferilli  
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