di Rosario Vitale - Negli studi dedicati alla poesia di Mario Luzi la critica preferisce concentrarsi su una sola raccolta o esaminare un insieme omogeneo di raccolte, sacrificando la bellezza di uno “sguardo panoramico”. L’aver puntato metodologicamente a un’interpretazione trasversale della sua opera in versi (dalla raccolta d’esordio «La barca» al maturo e poematico «Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini») considerata come un “corpus” unico, ovvero come un macro-testo – grazie a un’accurata analisi intertestuale (estesa a una “contaminazione” tra generi testuali, quali il teatro e il romanzo) – ha permesso di individuare dei nuovi nessi semantici e di allargare il ventaglio delle fonti.