Sei conversazioni di letteratura italiana

Page 1

dorso 14 mm

Biblioteca Palazzeschi

BP

Biblioteca Palazzeschi

14

Sei conversazioni di letteratura italiana

Centro di Studi «Aldo Palazzeschi»

Gabinetto G.P. Vieusseux Sala Ferri, Palazzo Strozzi

a cura di Gino Tellini

Boccaccio Machiavelli Palazzeschi Calvino Pasolini Scrittura femminile

€ 16,00

Sei conversazioni di letteratura italiana

14 14



università degli studi di firenze dipartimento di lettere e filosofia

Biblioteca Palazzeschi

Collana coordinata dal Consiglio Direttivo del Centro di Studi «Aldo Palazzeschi»

14



Sei conversazioni di letteratura italiana Gabinetto G.P. Vieusseux Sala Ferri, Palazzo Strozzi Firenze, ottobre 2013 – maggio 2014 a cura di Gino Tellini

SocietĂ

Editrice Fiorentina


© 2015 Società Editrice Fiorentina via Aretina, 298 - 50136 Firenze tel. 055 5532924 info@sefeditrice.it www.sefeditrice.it ebook isbn: 978-88-6032-340-8 issn: 2036-3516 Proprietà letteraria riservata Riproduzione, in qualsiasi forma, intera o parziale, vietata Referenze fotografiche: Ristorante “Alle Murate”, per gentile concessione (p. 5) Copertina: Giovanna Garzoni (1600-1670), Natura morta con piatto di ciliege e due garofani, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze.


indice

Saluto di Gloria Manghetti Direttore del Gabinetto G.P. Vieusseux

ix

Saluto di Livia Frescobaldi Consigliere di Amministrazione del Gabinetto G.P. Vieusseux

xi

Premessa di Gino Tellini Direttore del Centro di Studi ÂŤAldo PalazzeschiÂť

xiii

alessandro duranti, Boccaccio 3 riccardo bruscagli, Machiavelli 23 gino tellini, Palazzeschi 41 marino biondi, Calvino 67 franco zabagli, Pasolini 89 dacia maraini, Nel mondo della scrittura femminile 101



saluto di gloria manghetti direttore del gabinetto g.p. vieusseux

In occasione di 2013-Year of Italian Culture in the United States, il Gabinetto Vieusseux, con la collaborazione del Centro di Studi «Aldo Palazzeschi» dell’Università di Firenze e della Syracuse University in Florence, ha voluto proporre un ciclo di lezioni su alcuni grandi autori della letteratura italiana, espressamente concepite per gli studenti delle Università americane che svolgono la loro attività nel territorio fiorentino. L’iniziativa, ideata da Livia Frescobaldi e intitolata Scrittori d’Italia classici e moderni, ha prontamente richiamato un pubblico assai più ampio di giovani e appassionati che non ha mancato di seguire con viva attenzione le sei conferenze programmate tra il 23 ottobre 2013 e l’8 maggio 2014 nella Sala Ferri del Vieusseux a Palazzo Strozzi e dedicate, attraverso la voce di altrettanti specialisti, a Boccaccio, Machiavelli, Palazzeschi, Calvino, Pasolini e alle scrittrici italiane. Per il nostro Istituto si è trattato di proseguire lungo le linee di una tradizione di relazioni con una realtà ampia e vivace come quella rappresentata dai giovani statunitensi che puntualmente giungono a Firenze per svolgere un’esperienza di studio in Italia; ma soprattutto di ribadire il ruolo svolto dal Gabinetto Vieusseux, nel solco di una storia ormai bicentenaria, quale vitale luogo d’incontro e nevralgica espressione dei rapporti tra una città mediatrice di culture come Firenze e la cultura internazionale. D’altra parte le ricche collezioni documentarie conservate (archivistiche e bibliografiche), in continuo aggiornamento, testimoniano da sempre il carattere cosmopolita del Vieusseux, frequentato da numerosi lettori stranieri di


x    saluto di gloria manghetti

passaggio o residenti a Firenze tra Ottocento e Novecento, oltre ai fiorentini e agli abbonati provenienti da tutta Italia. E tra gli americani, come non ricordare per il XIX secolo James Fenimore Cooper, Ralph Waldo Emerson, Hiram Powers, Mark Twain, Elihu Vedder, William Dean Howells, Henry Roderick Newman, i fratelli Henry e William James, John Singer Sargent… Grati siamo, quindi, a quanti hanno contribuito a vario titolo al successo dell’iniziativa e in primo luogo ai relatori che hanno risposto con immediato e generoso entusiasmo al nostro invito, di questo siamo loro particolarmente riconoscenti.


saluto di livia frescobaldi consigliere di amministrazione del gabinetto g.p. vieusseux

L’idea di questo ciclo di incontri è nata prendendo spunto dall’iniziativa Year of Italian Culture in the United States tenutasi in varie città americane nel corso del 2013. In quell’occasione furono organizzati incontri ed eventi su musica, letteratura, arte e cultura italiana. In questa attività di valorizzazione mi incuriosì che, a Washington, alcuni autobus fossero tappezzati di brani tratti da Boccaccio, Machiavelli, Calvino, Montale e altri autori italiani. È da quel ricordo che abbiamo pensato di destinare agli studenti delle Università americane di Firenze un ciclo di lezioni su autori italiani, da tenersi in italiano, nella consapevolezza che l’identità di un paese si costruisce intorno alla sua lingua che, come abbiamo l’orgoglio di constatare, è sempre più apprezzata nel mondo. Per questo ci è sembrato naturale contribuire, a modo nostro, alla diffusione della conoscenza della letteratura italiana proponendo alcuni ritratti di grandi autori classici e moderni, attraverso un format, voluto e pensato espressamente per un pubblico straniero, in linea con una delle peculiari vocazioni del Gabinetto Vieusseux, quella di essere luogo di incontro e punto di riferimento per le tante comunità straniere presenti a Firenze. A beneficiarne tuttavia non sono stati esclusivamente gli studenti americani, bensì anche un vasto pubblico di italiani, fiorentini e non, che hanno partecipato e seguito le lezioni con vivo interesse. Il merito va ai relatori che si sono prestati con entusiasmo a que-


xii    saluto di livia frescobaldi

sto esercizio di sintesi e ai quali va il mio sincero ringraziamento. Per questo motivo ci è sembrato doveroso rivivere il piacere di quegli incontri, grazie alla stampa del testo delle lezioni, che qui presentiamo. Il mio augurio è che questa sia solo la prima edizione di molte altre.


premessa di gino tellini direttore del centro di studi «aldo palazzeschi»

Nel dicembre 2012 Livia Frescobaldi, mia collega nel Consiglio di Amministrazione del Gabinetto Vieusseux, propose di organizzare, in occasione nel 2013 dell’“Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti” (Year of Italian Culture in the United States), una serie di lezioni sulla letteratura italiana destinate agli studenti di Università statunitensi con programmi a Firenze. L’iniziativa, subito accolta e promossa dagli organi di governo del Gabinetto Vieusseux, parve a me di vivo interesse. Si è dunque svolto, dal 23 ottobre 2013 all’8 maggio 2014, nella Sala Ferri di Palazzo Strozzi, sotto il titolo generale Scrittori d’Italia classici e moderni, con la collaborazione del Centro di Studi «Aldo Palazzeschi» dell’Università di Firenze e della Syracuse University in Florence, un ciclo di lezioni, articolato in sei incontri, sui temi seguenti: Boccaccio, Machiavelli, Palazzeschi, Calvino, Pasolini, le scrittrici italiane. Le sei lezioni sono state tenute, secondo la successione degli argomenti, rispettivamente, da Alessandro Duranti, Riccardo Bruscagli, Gino Tellini, Marino Biondi, ovvero quattro colleghi italianisti dell’Università di Firenze. La quinta, su Pasolini, l’ha tenuta Franco Zabagli, del Gabinetto Vieusseux. Per l’ultima, sulle scrittrici italiane, abbiamo avuto il piacere di ascoltare Dacia Maraini1. La scelta dei temi, che per due volte ha tenuto conto di ricorrenze centenarie (Boccaccio e Machiavelli nel 2013), ha cercato di tenersi in equilibrio tra autori che risultano ampiamente studiati anche oltre i confini nazionali e autori invece che, 1 Desidero pubblicamente ringraziare l’amica Dacia Maraini per avere autorizzato e rivisto la registrazione qui pubblicata del suo intervento orale.


xiv    premessa di gino tellini

per quanto di grande rilievo, sono meno familiari ai lettori d’oltreoceano. L’originaria destinazione a giovani statunitensi, residenti per un’esperienza di studio a Firenze e in Italia, si è venuta subito liberamente estendendo anche a studenti italiani o a studenti di altra nazionalità presenti a Firenze, oltre naturalmente al pubblico consueto del Vieusseux, che è frequentatore affezionato delle manifestazioni culturali ospitate in Sala Ferri. Considerando che i relatori sono in ogni caso esperti della materia, i testi che qui si presentano appartengono, propriamente, al genere della lezione. Che è genere nobile, quanto impegnativo, perché richiede (augurabilmente) il dono della sintesi, della perspicuità, dell’efficacia comunicativa, senza cadere in approssimazioni e banalità. Il che è facile a dirsi, meno facile a farsi. Il genere è di tradizione nobile e illustre. Dato, però, che legittimamente appartiene per lo più al mondo della didattica e della scuola, avviene che sia non di rado dal senso comune (che non vuol dire buon senso…) ingiustamente sottovalutato. Anzi declassato, da quanti si vantano di praticare il campo della cosiddetta “ricerca”, più prestigioso, a loro modo di vedere, del campo della didattica. Questi “ricercatori” solerti pare non si rendano conto che, in letteratura, la pura ricerca, tenuta lontana dall’aperta e franca comunicazione intellettuale, nonché separata dal mondo vasto e dinamico della scuola, corre il rischio d’inaridirsi in una pratica sterile, umbratile, infeconda. Sono lezioni, ma si è preferito il termine “conversazioni”, per metterne in risalto il tono discorsivo e cordiale. È tutt’altro che facile combinare insieme concretezza conoscitiva e semplicità. Eppure proprio in questa difficile saldatura consiste la sfida o la scommessa degli incontri sugli Scrittori d’Italia classici e moderni. Tale, almeno, il proposito e l’intendimento. Esserci riusciti, è altra cosa. Si vive in una stagione in cui ogni lezione è presentata, sempre e comunque, come lectio magistralis, ovvero espressione di “eccellenza” (altra parola trita, abusata e usurata). Ci troviamo in una società che è tornata a valorizzare il culto dell’io, il mito della personalità, dando esca alla moda ossessiva dell’autoesibizione, alla giuliva passione nevrotica, in qualsiasi ora del giorno, per il selfie. Si respira un’aria che, alimentando l’egolatria di massa, sembra aperta e liberale, e invece invita a far uso d’un linguaggio elitario, tecnicistico e cifrato, oscuro e antidemocratico, come segno (fasullo) di aristocrati-


premessa di gino tellini    xv

ca distinzione. In un clima siffatto, ecco che dire “conversazioni”, con implicito il sottinteso dell’umile esercizio di laboratorio e del rispetto per il “noi” piuttosto che per l’“io”, pare a me buona scelta. Certo, per spiegare il titolo d’una iniziativa culturale nata per spirito di servizio e senza alcuna ambizione di vetrina, si sono scomodate categorie troppo impegnative. Credo tuttavia che siano spesso proprio le occasioni più quotidiane a consentire di riflettere su consuetudini e costumi dei tempi che corrono. Firenze, 12 marzo 2015


1. Gabinetto G.P. Vieusseux, Sala Ferri, Palazzo Strozzi, Firenze.