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ENRICO FOGGIA

Hashmal Il cammino di un uomo comune alla ricerca di sĂŠ stesso


Enrico Foggia

Hashmal Il cammino di un uomo comune alla ricerca di sĂŠ stesso

SocietĂ

Editrice Fiorentina


© 2020 Società Editrice Fiorentina via Aretina, 298 - 50136 Firenze tel. 055 5532924 info@sefeditrice.it www.sefeditrice.it facebook account www.facebook.com/sefeditrice twitter account @sefeditrice isbn 978-88-6032-556-3 Proprietà letteraria riservata Riproduzione, in qualsiasi forma, intera o parziale, vietata Le foto pubblicate all’interno del libro sono di proprietà dell’autore Disegno di copertina Annalisa Convertini (www.annapaints.it)


Indice

9 Prefazione 13 1. Scrivere un libro 15 2. Accelerazioni 17

3. L’inizio

20

4. L’Invisibile

26

5. Collemaggio

29

6. Il channeling

35

7. Lo sciamanesimo

38

8. L’ayahuasca

45

9. Lo sciamanesimo amazzonico

48

10. Le prime esperienze con l’ayahuasca

55

11. Le Guide e le loro indicazioni per il viaggio

59

12. La partenza

62

13. Suipino

86

14. Il ritorno in Italia

89

15. La sindrome di Pinocchio

91

16. Il secondo viaggio in Perù


101

17. Il secondo ritorno

102

18. L’ultimo viaggio in Amazzonia

114

19. Il ritorno dall’ultimo viaggio

117

20. Sincronicità e recupero psicofisico

120

21. Gli Elohim

122

22. Regalo di compleanno

125

23. Sono un alieno

130

24. Il velo è più sottile

133

25. Un nuovo “ordine”

135

26. Il viaggio continua Appendice

139

Allegato A Lo status legale dell’ayahuasca

142

Allegato B Gli sciamani e le loro piante

147

Allegato C Phyllomedusa bicolor: la rana verde che guarisce l’uomo

152

Allegato D Il rapè (Hapè o nu-nu)

156 Bibliografia


ai Maestri, agli Angeli, agli Arcangeli a tutti gli Esseri di Luce agli Elohim alla mia Famiglia Celeste e Terrestre


Prefazione

Il tentativo che si è venuto a compiere attraverso di te e il tuo processo di vita, amato, è quello che permette di poterti costantemente porre in una luce nuova, con sfaccettature che si sono rese evidenti attraverso il cammino che stai percorrendo. Osservare a fondo ciò che dentro di te ti rende parte di un mondo per molti sconosciuto, ma attrattivo verso altre creature, perché fondamentalmente basato su due forme di disciplina, dove la base viene ad essere posta sul conoscere ogni giorno più del giorno precedente, indica attingere alla saggezza intelligente della natura umana e alla volontà di alleviare la sofferenza degli altri indicando strade alternative. Porta il curioso o l’ingegnoso a correre il rischio di andare oltre i propri limiti e in questo raggiungere l’esperienza: il bagaglio agognato dall’Anima incarnata. Offrire l’esperienza del vissuto è un traguardo per l’uomo incarnato di una preziosità inestimabile. Impara, tu che leggi, a farne tesoro! Benedizioni da noi che in Luce siamo. I Maestri di Shamballa

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Hashmal


1. Scrivere un libro

Ho sempre pensato che raccontare il proprio vissuto avesse in qualche modo a che fare con la vanità, un’attività che soddisfacesse in una certa misura il narcisismo latente, la tendenza all’egocentrismo. In sostanza, a chi può interessare quello che scrivo? Chi non ha ricordi di persone, viaggi, situazioni che in determinati momenti hanno rappresentato tappe importanti della propria vita, perché sono emersi in maniera genuina sentimenti che hanno scavato un solco nella propria Anima? Sì, la mia mente mi spingerebbe a smettere qui e ora, ma c’è qualcosa che mi stimola a continuare a muovere le dita sulla tastiera del computer, una necessità che porta con sé un tepore irrinunciabile: scrivere mi acquieta, riduce le mie pulsioni a una energia benevola, mi restituisce a me stesso, soprattutto quando si tratta di fissare l’attenzione, di focalizzare sui momenti magici della quotidianità trascorsa, su quelle situazioni in cui tutto ha avuto un senso preciso e ciò che ho sperimentato è stato perfettamente in linea con un programma, di cui non avevo il ricordo, ma che mani invisibili avevano scritto per me e con me, momenti in cui ho avuto la certezza di non essere solo, pur non vedendo altri al di fuori di me stesso. In tutti i momenti difficili della mia giovinezza, scrivere dei miei sogni e incubi, creare poesie, riportare su carta i miei pensieri, le mie emozioni, le mie visioni, mi ha sempre aiutato a vedere le cose in una diversa prospettiva, dandomi il necessario distacco e la giusta centratura. Ho scoperto poi nel corso degli anni – e soprattutto negli ultimi anni – che è proprio questo il mio compito: ricevere informazioni dall’Invisibile e tradurle sul piano della materia, affinché tutti possano trarne impulso, avere una spinta per 13


riattivarsi e lasciare spazio alla parte divina che è in loro, diventando a loro volta attivatori di persone, trasformatori di situazioni e cose, che contribuiscano a rigenerare questo nostro mondo. Quindi, ho deciso di scrivere questo libro perché non posso fare altro che essere me stesso e assolvere agli obblighi assunti con il mio “contratto d’anima” al momento della mia attuale reincarnazione. In questo contesto, è importante che riesca a lasciare una traccia indelebile e genuina sulla mia strada, una testimonianza del mio rapporto con… l’Invisibile, dell’irrequietezza, della sofferenza, del nutrimento e della pace che negli anni ne sono derivati, perché sono sicuro che alcune pagine risuoneranno in alcuni, che forse si sentiranno meno soli o meno… strani e vivranno la propria vita con rinnovato vigore e magari con gioiosa curiosità e fiducia. Per tutto questo, per questa possibilità, penso valga la pena affrontare il rischio di passare per vanesio scribacchino.

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2. Accelerazioni

Ci sono stati molti momenti della mia vita in cui forze, energie, aldilà della mia comprensione, mi hanno travolto. Flussi “perfetti”, a fronte dei quali ho fatto scelte consapevoli, libere, a cui poi si sono legati eventi, situazioni, che hanno assunto, nel bene e nel male, una colorazione di inevitabilità e non sempre sono state coerenti con il mio orientamento sottile. Il concorso per la Scuola Militare per esempio. Tutto è andato per il verso giusto. Solo quindicenne, ho voluto fortemente partecipare alla selezione. Dentro di me ho sentito che mi avrebbero sicuramente preso. Durante le prove sono stato arso dal fuoco della “predestinazione” – così ho creduto allora –, il mio essere è stato pervaso da una elettricità inconsueta. L’impegno profuso per questo “obiettivo” è stato carico di sudore, ansie, paure, ma scevro da dubbi sulla giustezza del percorso. Dopo tutte le prove fisiche, psicoattitudinali e culturali sono arrivato fra i primi della graduatoria di entrata. La dimostrazione eclatante della bontà di quella scelta per me è stata la prova di “salto in alto”: quando sono partito per superare l’asticella posta oltre il mio limite personale, mi sono sentito sollevare e spinto verso il cielo. Alzandomi dal materasso non ho creduto a me stesso, mai ero riuscito a superare quell’altezza. Un successone… ma che ha tratto linfa e forza sostanzialmente nella fedeltà e lealtà alle ambizioni del mio albero genealogico, le cui proiezioni successive mi hanno portato, per un bel po’ di tempo, lontano da me stesso. Oppure quando ho conosciuto mia moglie. La sua figura, fin dai primi incontri, mi aveva dato la sensazione di “familiarità”, ma quando si è trattato di decidere se portare avanti o meno la relazione ecco che anche lì sono stato pervaso da una 15


energia febbrile, “qualcosa” ha fatto sì che mi pervenissero di lei immagini, informazioni di un vissuto di sofferenza e di fine precoce. Una voce dentro di me ha detto «No! Questa volta no, non accadrà». E ora ho lei e una splendida figlia. Ancora, quando ho lasciato il lavoro e me ne sono andato in pensione anzitempo, senza retribuzione per un anno. Ho fatto questa scelta dopo aver riflettuto insonne per una notte, in una tempesta di forze contrapposte, riuscendo a far emergere infine l’energia originale, che mi ha sostenuto nella mia determinazione a porre in essere un cambiamento radicale. Solo così, nei mesi successivi, ho recuperato una parte di me fino ad allora messa in ombra. Insomma, negli anni ho fatto mosse sulla scacchiera della mia vita ispirate da potenti intuizioni e da energie sottili. In alcuni casi ho cavalcato l’onda e mi sono lasciato spingere, domando il vento della vita, in altri casi non ho potuto far altro che abbandonarmi ad esse, affrontare, accettare l’Inevitabile. Sono state comunque tutte “accelerazioni”. Nel bene e nel male in tutti questi frangenti ho attraversato soglie che mi hanno aperto nuove direzioni. Ritengo, comunque, che nel gioco dell’esistenza non esiste di per sé una scelta giusta o sbagliata, ma solo conseguenze, con diverse possibilità. I condizionamenti derivanti dall’inconscio familiare, collettivo, dal vissuto attuale o ereditato, dalle memorie cellulari che la nostra Anima ha accumulato, sono tali e tante che non è facile districarsi e comprendere ciò che di genuino c’è nelle nostre decisioni. Il libero arbitrio però esiste e serve proprio per discernere il più possibile ciò che confà al proprio essere ed è coerente con gli “obblighi” che abbiamo assunto in questa vita e contraddistingue l’essere umano nel suo sforzo di connettere la sua parte materiale con quella divina. Fortunatamente, nella “selva oscura” della vita non siamo mai soli, perché le “Guide” sono lì, pronte ad ascoltare le nostre richieste e a prenderci per mano. L’Invisibile è sempre alla nostra portata. 16


3. L’inizio

Sono arrivato in questo mondo il 14 agosto, in una clinica che affacciava sul mare della costiera sorrentina, ben oltre i nove mesi previsti. Il mio è stato un parto cesareo d’urgenza, in quanto podalico e perché il dottore ha cominciato a non sentire più il mio cuore. In effetti mi hanno tirato fuori cianotico: il cordone ombelicale mi aveva quasi strozzato. Appena nato non ho visto subito mio padre. Era stato convocato dalla sua squadra di calcio per un ritiro sul Vesuvio, pertanto non ha potuto essere presente a questo momento. Sono stato battezzato poco dopo la nascita: secondo mia madre, battezzare un bimbo appena nato significava liberare un’Anima del Purgatorio. In base alla millenaria “angelologia”1, vi sono 72 Angeli Planetari che “reggono”, all’incirca per 5 giorni ciascuno, i 365 giorni dell’anno solare. Il mio Angelo o meglio la mia frequenza angelica o, per dirla come gli antichi, la mia “direzione” è quella riconducibile al Coro delle Dominazioni, hashmallim in ebraico, che si potrebbe tradurre “le Elettricità”. Hashmal letteralmente significa “impeto – che riempie un qualsiasi spazio delimitato – e va oltre”. Il termine hashma può essere tradotto come “tremenda ventata”, “lancio che ar

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La “scienza degli Angeli” è la teoria e la pratica della scoperta delle proprie doti superiori, che si riconnette alle evolute conoscenze psicologiche degli antichi sacerdoti egizi ed ebrei. Questi insegnamenti, come anche la traduzione delle correlate parole ebraiche, mi sono stati trasfusi da Igor Sibaldi, noto scrittore e studioso di teologia, nell’ambito di incontri individuali e seminari da lui condotti. Per approfondimenti faccio rimando al suo Libro degli angeli e dell’io celeste, Milano, Pickwick-Sperling & Kupfer, 2017.

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riverà lontanissimo”, “fulmine improvviso”. L’immagine che viene data è quella dell’effetto dello spostamento d’aria dopo una esplosione. Secondo questo antico sapere, la mia nascita è avvenuta in un “giorno cuspide”, che comporta la singolarità di essere caratterizzati da due frequenze angeliche. Una prima risulterà predominante sull’altra fino ai trentotto/quarant’anni e viceversa la seconda nella successiva fase di vita. Insomma due approcci diversi alla vita, ma fortunatamente contraddistinti entrambi dalla presenza di energia yod, cioè energia terapeutica o di guarigione in senso lato. Fa parte di me la tendenza a dedicarmi al benessere del prossimo, fisico e spirituale. D’altro canto, il contesto sociale e familiare in cui ho mosso i primi passi ha ben presto imbavagliato molte delle mie predisposizioni e attitudini naturali. La teoria delle quattro funzioni dell’Io2, elaborata da Jung (coppie di funzioni diametralmente opposte: Pensiero/Sentimento, Intuizione/Sensazione) per distinguere l’umanità in quattro tipi psicologici fondamentali, afferma che l’uomo sviluppa anzitutto e al massimo la funzione per la quale ha una migliore disposizione naturale oppure che offre i mezzi più efficaci per il successo sociale. Questa funzione viene definita “dominante”. Nel corso della vita le persone riescono a sviluppare, in maniera minoritaria, anche una seconda funzione e in qualche caso una terza, ma rarissimamente riescono a esprimere pienamente tutte e quattro. Inoltre, quella che farà più fatica a emergere dalla coscienza, la meno “differenziata”, sarà quella diametralmente opposta a quella “dominante”. Per come l’ho capita, da questa funzione tenuta più in ombra, che sarà ad appannaggio dell’Inconscio, bisogna aspettarsi i disagi maggiori e i guai peggiori. La rigida educazione materna mi ha stimolato la costru

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C.G. Jung, Tipi psicologici, Torino, Bollati Boringhieri, 2008.


zione di una personalità avente il “Pensiero” quale funzione “dominante”, la “Sensazione” come appoggio e il “Sentimento” come funzione inferiore, il tutto condito da un orientamento introverso e una tendenza “giudicante”. Va da sé che la riconciliazione del mio essere con i miei sentimenti più profondi è stata una costante faticosa della mia vita. Ma andiamo per ordine…

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di Enrico Foggia - In questo libro l'autore racconta del suo percorso di crescita interiore e di consapevolezza, ma anche e soprattutto del...

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di Enrico Foggia - In questo libro l'autore racconta del suo percorso di crescita interiore e di consapevolezza, ma anche e soprattutto del...

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