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Massimo Fagioli

Madri di biciclette Romanzo

SocietĂ

Editrice Fiorentina


Š 2009 Società Editrice Fiorentina via Aretina, 298 - 50136 Firenze tel. 055 5532924 fax 055 5532085 info@sefeditrice.it www.sefeditrice.it isbn 978-88-6032-094-0 Proprietà letteraria riservata Riproduzione, in qualsiasi forma, intera o parziale, vietata

Copertina a cura di Walter Sardonini


a Carlos L., appena ho potuto


Madri di biciclette


Giovedì 12 dicembre, poco dopo l’alba «Mi spiace se l’ho fatta venire qui a quest’ora, dottore. Il brigadiere ha provato a contattarLa per telefono…». «No, di notte lo stacco. Troppi “pazienti” che non possono aspettare la mattina… Ma vedo che con i carabinieri non funziona: ti vengono a prendere a casa!». «Le chiedo scusa…». «Ormai sono qui. Spero solo che non voglia farmi cantare. Ho la bocca un tantino impastata…». «Le faccio portare un caffè?». «Molto gentile, grazie. Allora, che c’è, i cavalli dell’Arma hanno fatto indigestione?». «No, non è questo. Abbiamo già il nostro veterinario… Si tratta di un’altra faccenda». «Dev’essere una cosa seria… Mi dica, Comandante». «Per essere certi di non sbagliare persona, Lei è quello che chiamano Asfalto, vero?». «Esatto. È una sorta d’anagramma del mio cognome, un nomignolo che mi porto dietro dai tempi del liceo». «Ed è presidente di un’associazione di ciclisti, me lo conferma? Vi chiamate…». «Nouvelle Velo. Tutto vero. Su, non mi faccia più stare sulle spine. In che cosa posso esserLe utile?». «Lei ieri sera è rimasto a casa?». «Giusto per essere certi di non sbagliare film, perché me lo chiede?». «Mi interessa la sua collaborazione… Badi bene, non è un interrogatorio, eh?». 3


«Comunque sì, sono rimasto a casa. Tutta la sera… Dovevo recuperare le fatiche dei giorni passati…». «…anche la notte? Fino a quando non siamo arrivati noi a svegliarla?». «Proprio così». «Beato Lei che si gode la casa! Com’è finita la partita?». «Non ne ho la minima idea. Chi giocava?». «Ah, non è tifoso. Neanch’io, ma i ragazzi… Leggo qui che non è sposato, vive solo?». «Fa qualche differenza?». «Speravo potesse dirmi se c’era qualcuno a casa con lei, ieri sera, o era da solo». «Uhm, devo essere proprio nei guai, se mi servono dei testimoni! Comunque c’era qualcuno, che si è fermato anche per la notte. Immagino stia ancora dormendo. Nel mio letto, Le risparmio l’imbarazzo di chiedermelo». «La ringrazio della comprensione». «Ora mi vorrà spiegare?!?». «Lei non ha niente da temere». «Non ne sono più tanto sicuro…!». «Una brutta storia, stanotte. Davvero non ne sa niente?». «Cado dalle nuvole. Di cosa stiamo parlando? Rapina a mano armata? Omicidio di gelosia? Attentato terroristico? Quando, come, dove?!?». «Lei non ha mai ricevuto minacce? Magari come presidente di questa…». «Nouvelle Velo. No, mai». «E nemmeno l’associazione? Eppure stanotte qualcuno ha tentato di colpirvi». «In che modo?». «Voi in questi giorni vi siete dati molto da fare…». «Non lo nego». «Tutte quelle biciclette in piazza. Davvero Lei si muove sempre e solo in bicicletta? Non ha una macchina?». «Ce l’ho, ce l’ho… Tanto per avere qualcosa da spostare quando c’è la pulizia della strada, almeno esco. Ora la storia». 4


«E una moto ce l’ha?». «Ma si figuri! Sono ciclista. Accanito e rompi – mi scusi il termine – cazzi. Mi vuol dire chi ha cercato di colpirci, e come?». «E non ha una moto? Forse qualcuno dei vostri affiliati…». «Lo escludo. Ciclisti e motoristi sono in un certo modo incompatibili, al massimo qualcuno di noi ha uno scooterino, ma Lei sta parlando di una moto vera e propria, no?». «Una moto, cerchiamo una moto…».

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Madri di biciclette  

Ha quattro ruote e un motore, il mostro di Trafficopoli. In grado di assumere vesti e dimensioni diverse, può sovrastarti minaccioso o subdo...